Arretrati 

Anno 7° N.7

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

PROCESSO INARRESTABILE
Silvio_Berlusconi

 

Lo  ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a proposito dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Io primo avvocato di Ankara".

Recep_Tayyip_Erdogan"Io credo che ormai il processo sia inarrestabile: io per primo sono stato, e l'ho detto ridendo anche ad Erdogan, il principale avvocato della Turchia". Così il premier Silvio Berlusconi, in una lunga intervista alla televisione del Qatar <Al-Jazeera>, registrata nei giorni scorsi, ha commentato il processo di avvicinamento di Ankara all'Unione Europea. 
"E' stato importante iniziare ora i negoziati con la Turchia - ha aggiunto il presidente del Consiglio - Questi negoziati impiegheranno un po' di tempo ma io mi auguro che il risultato sia un'adesione della Turchia all'UE".
La Turchia, ha aggiunto Berlusconi nell'intervista, rappresenta "l'esempio concreto di come si possa procedere verso una strada comune". E' un "Paese musulmano con una profonda religiosità che io per primo ho voluto nell'Unione Europea e che sta adeguando le sue leggi accogliendo alcuni dei principi fondamentali che fanno parte dell'Unione".
"Io - ha concluso il presidente del Consiglio  - vedo nella Turchia il prodromo, il paradigma, l'esempio di ciò che può avvenire in futuro tra la gente occidentale europea ed i popoli musulmani". (
Ansa)
25.02. 2006

 

EFFETTO BOOMERANG
Gianfranco_Fini

Dire no all'ingresso della Turchia in Europa solo perché è musulmana sarebbe un grande errore: così il ministro egli Esteri Gianfranco Fini.

"Se la Turchia accetta i valori fondamentali, vogliamo dire 'no' al suo ingresso nell'UE solo perché è musulmana ? Io credo che non solo daremmo vita ad un effetto boomerang ma avremmo la possibilità, nel momento in cui la Turchia sarà nell'UE, di dimostrare che essere musulmani è perfettamente compatibile con quei valori che sono, in qualche modo, della nostra società". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, concludendo la sua replica al dibattito seguito nelle commissioni congiunte di Senato e Camera sulle comunicazioni del Governo sugli incidenti di Bengasi. (Agi)
25.02.2006 

 

"BASTA CON LE VIOLENZE"
Dimostrazioni_contro_le_vignette_in_Turchia

Intervista di Antonio Troise della redazione romana de <Il Mattino> di Napoli, all'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal.

"Basta con le violenze. Condivido in pieno le parole del Papa. La situazione è complessa ma una via d'uscita esiste". Ugur Ziyal, ambasciatore della Turchia in Italia, ha negli occhi un'immagine molto precisa, quella del monumento più famoso di Istanbul, Santa Sofia. "Fino al quarto secolo era una basilica cristiana, poi è stata trasformata in moschea infine è diventato un museo. Ancora oggi, ci sono cristiani e musulmani che pregano in quel luogo, contemporaneamente, senza problema"". Ugur Ziyal, che fra qualche settimana sarà a Napoli per una visita al consolato, chiude l'intervista con un messaggio di ottimismo: "La situazione è delicata. Ma la crisi si può superare e la Turchia ne è l'esempio concreto. Siamo un Paese dove convivono da secoli musulmani, cristiani ed ebrei. Grazie alla cultura della convivenza, del dialogo e del rispetto reciproco".
- Prima le vignette, poi l'uccisione di padre Santoro e ieri la strage dei cristiani in Nigeria. È preoccupato? "Nell'epoca della globalizzazione, questi problemi possono essere risolti solo se c'è una forte collaborazione a livello internazionale. In questo senso, Turchia e Italia, sia per il loro passato che per la posizione geopolitica, possono giocare un ruolo primo piano".
- La Turchia è anche un paese di frontiera... "Per la verità è un paese di transito. È da qui che le idee occidentali passano nel mondo islamico e viceversa. Un processo arricchito dall'apporto che il nostro Paese riesce a dare per far dialogare culture diverse".
- Ma che cosa si può fare per superare le tensioni?
"Ripeto: la strada maestra è quella della collaborazione internazionale. Il nostro Primo Ministro ha spedito 180 lettere ai Capi di Stato. Ed ha scritto un articolo con il premier spagnolo Zapatero. Di fronte ad atteggiamenti irresponsabili non bisogna fomentare tensioni ma individuare soluzioni. Anche in Turchia una parte della popolazione si è sentita offesa. Ma il Governo ha preso tutte le misure per evitare che la reazione potesse trasformarsi in violenza".
- Però c'è stata la tragedia di don Andrea Santoro.
"Siamo molto dispiaciuti. Ma è stato un gesto individuale. La persona è stata subito arrestata e i giudici sono al lavoro per scoprire la verità. Ho partecipato ai funerali di padre Santoro e ho parlato con i suoi familiari che hanno perdonato l'assassino. Un atteggiamento che ci ha commosso. Ma non credo che la nostra giustizia perdonerà il colpevole di questo gesto".
- Qual è il suo giudizio sul ministro della Lega, Roberto Calderoli, che si è dimesso dopo aver mostrato le vignette in tv?
"Non ho niente da aggiungere a quanto detto da Berlusconi e dagli altri esponenti del governo".
- L'Occidente avrebbe dovuto fare qualcosa in più per trovare soluzioni adeguate?
"Credo che non ci sia stata la sensibilità giusta per comprendere le conseguenze della crisi. Da una parte si è considerato il problema solo dal punto di vista della libertà di parola. Dall'altro si è insistito esclusivamente sull'offesa ai valori religiosi. Invece di insistere sulle posizioni estreme sarebbe stato necessario trovare una responsabilità bilanciata".
- Tutto questo può rallentare il processo di integrazione della Turchia?
"Abbiamo cominciato i negoziati per l'adesione. Ma dobbiamo vincere le ultime resistenze. Partendo da una premessa: tutti gli argomenti che vengono usati contro di noi possono essere trasformati in interventi a sostegno. Ad esempio c'è chi teme un flusso di immigrati dalla Turchia. Ma se c'è sviluppo nessuno vorrà lasciare il Paese".
- C'è ancora un problema curdo?
"La Turchia ha fatto moltissime riforme negli ultimi anni, dal codice di procedura penale a quello civile. Alcune convenzioni, come quelle sui diritti umani, vengono prima delle leggi nazionali. E il processo continuerà. Non esiste, inoltre, alcun tipo di discriminazione. Certo, fra i curdi c'era una componente terroristica. Ma bisogna distinguere: non tutti i curdi sono terroristi".
- Un'ultima domanda: ci sono stati passi in avanti anche dal punto di vista economico?
"Le riforme hanno riguardato tutti i settori. In più lo Stato ha tagliato molte spese inutili ed ha risanato il bilancio pubblico con l'obiettivo di raggiungere ogni anno un attivo del 6,5%. La nostra economia è molto dinamica e, in questo quadro, l'Italia occupa una posizione di primo piano".(Antonio Troise/Il Mattino)
25.02.2006  

 

MALESSERE

Turchia_e_malessere_2 Turchia_e_malessere

E-mail di un lettore a <Turchia Oggi> per denunciare il clima di tensione che sembra avere avvolto la Turchia. Timore negli ambienti cristiani.

Pubblichiamo in apertura la e-mail di questo nostro lettore. La condividiamo solo in parte augurandoci che tutto quello che ha scritto sulla Turchia non sia del tutto vero. D'altra parte noi viviamo a Roma e per capire appieno la realtà di un Paese occorre trovarsi gomito a gomito con la gente del posto. Ad ogni modo <Turchia Oggi> è sempre aperta a chi vuole dire la sua, purché non si travalichi nei giudizi con commenti offensivi. Per una questione di diritto di cronaca riportiamo alcune notizie su fatti accaduti recentemente. (Turchia Oggi)
Egregio direttore, sono il dipendente di una ditta italiana che lavora in Turchia e più precisamente ad Izmir. Non so se quello che che sto per chiederle potrà essere esaudito ma mi piacerebbe che alcune mie riflessioni fossero ospitate sul suo portale. La prego però omettere nome e cognome per motivi che lei può ben comprendere. Purtroppo in Turchia qualcosa è cambiato. L'aria non è più la stessa. Sarà stata la morte di don Andrea Santoro, ucciso per mano di giovane esaltato, saranno state le aggressioni di cui sono state vittime altri sacerdoti,  e che comunque hanno messo in evidenza la reale condizione nella quale opera la Chiesa cattolica in questa terra, saranno state le manifestazioni indette in più di una città per protestare contro le vignette su Maometto, è un fatto però che il Paese improvvisamente sembra essere stato avvolto da uno strano malessere di cui sono consapevoli gli stessi turchi; quelli perlomeno che temono uno "strappo" con l'Occidente ed un "salto" verso posizioni come dire più nazional-religiose. A tutto questo, poi, va aggiunta una sfiorata-rottura diplomatica tra Tel Aviv ed Ankara provocata dalla visita effettuata nei giorni scorsi di una delegazione di Hamas nella capitale turca. Non va dimenticato, a questo proposito, quanto siano suscettibili gli israeliani quando si pesta loro la coda. E poiché la diplomazia serve proprio a smussare le divergenze in fatto di politica estera, forse - a nostro giudizio - certi ambenti turchi prima di ricevere ufficialmente al-Khalifah avrebbero dovuto riflettere qualche minutino di più. Una crisi con Israele andrebbe infatti a tutto danno di Ankara che forse ha dimenticato (ma lo ha poi dimenticato?) che dietro a Tel Aviv ci sono sempre gli Stati Uniti con tutto quello che ne consegue, sia in campo economico che militare. Per fortuna che poi i rapporti tra i due Paesi sono tornati ad essere distesi dopo il positivo dialogo che c'è stato tra l'ambasciatore israeliano Avivi ed esponenti del partito di Governo Akp. E' convenuto ad entrambi. Come conviene, sempre alla Turchia, cercare di calmare gli animi di quanti - strumentalizzati da chi soffia sul fuoco della destabilizzazione in Medio Oriente e più in particolare in quelle zone ancora apparentemente tranquille - vorrebbero una Turchia fuori dalla Nato e mai nell'Unione Europea. Dal resoconto che del Paese fa Lucio Leante - corrispondente da Ankara per l'agenzia Ansa ed uno dei più profondi conoscitori dell'Anatolia - pare di capire come non solo la tensione sia diffusa negli strati sociali meno abbienti ma come almeno una parte della popolazione sia sempre più anti-occidentale. Prova ne sia il plauso generale - anche a livello istituzionale - di un film di guerra realizzato dai turchi dove questa volta i cattivi sono gli americani; film che, per inciso, in Germania è stato criticato come razzista e antisemita. E' quest'ultima parola che ci lascia perplessi. Viene da pensare che fu proprio sotto l'Impero ottomano se gli ebrei  - cacciati dalla Spagna e dall'Europa tutta - trovarono protezione e la serenità altrove negate. La visita di Papa Benedetto XVI il prossimo novembre sia un motivo in più quindi per un abbraccio corale tra fedi e civiltà diverse. Non è una religione che fa un Paese. Lo ha rimarcato anche il nostro ministro degli Esteri, Gianfranco Fini il quale - a quanti non vorrebbero la Turchia in Europa perché musulmana - ha replicato affermando che "essere musulmani è perfettamente compatibile con quei valori che sono della nostra società". Parole sacrosante. Quelle stesse che il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto sue da tempo cercando di far capire all'UE, a volte particolarmente ottusa. che gli scontri di civiltà danneggiano tutti. (Un lettore)
25.02.2006


LIBERTA' RELIGIOSA

Franco_Frattini

Il vice presidente della Commissione europea, Franco Frattini, in un meeting a Napoli ha ricordato come la libertà di culto sia una delle premesse per l'ingresso della Turchia nell'UE.

The issue of religious freedom in Turkey will be one of the most important issues to be covered during Turkey's membership negotiations with the European Union, according to a senior official of the European Commission, executive organ of the EU that is most directly and actively involved in candidate countries' preparation process ahead of entry.
While delivering a speech at a meeting titled "Italy's Role for a Conscious Europe" and held in Naples over the weekend, Franco Frattini, the vice president of the European Commission and EU commissioner for justice, freedom and security, touched upon the killing of a Roman Catholic priest in Turkey.
Father Andrea Santoro was killed by a 16-year-old high school student while praying in his church in the Black Sea city of Trabzon. The teenage assailant has been charged with the murder that reports have said was inspired by protests against Danish cartoons of the Prophet Mohammed.
"Christianity should be unrestricted in the lands of Islam," Frattini was quoted as saying by the Anatolia news agency, as he also described Santoro as a "martyr."
"Freedom of religion will be a constant issue during Turkey's membership negotiations with the EU," he added.
Turkey began formal accession talks with the 25-nation bloc in October and expects to start actual negotiations in the first half of 2006. The EU criticizes Turkey for shortcomings in granting religious freedoms to its non-Muslim minorities.
He referred to recent riots in Libya in reaction to Italian Reform Minister Roberto Calderoli wearing a t-shirt bearing the Prophet Mohammed caricatures as "a disconcerting affair."
"There was no need to fuel the fire of controversies in this delicate moment. We obviously must resume talks with the Islamic world; otherwise, Italy would be seen as one of the enemy countries. And that is wrong, because Italy has always showed great tolerance and respect."
Earlier this month, Foreign Minister Abdullah Gül said that respect for cultural and religious values and the freedom of expression should not be considered contradictory values. "There's no freedom in this world that has no limits," Gül said during the Jeddah Economic Forum, in apparent reference to the growing tension sparked by the publication of Prophet Mohammed cartoons in Western newspapers, which have offended the Muslim community worldwide.  
Gül highlighted that identities and religious values can't be attacked or humiliated according to Article 10 of the European Convention on Human Rights. He said values such as respect, tolerance, rights and responsibilities were not unfamiliar to Muslims and emphasized that Islam teaches peace.
The minister also complained about a lack of mutual understanding between different cultures civilizations. (Turkish daily News)
25.02.2006

 

TENSIONE STRISCIANTE
Padre_Andrea_Santoro

Paura tra i sacerdoti e tra i fedeli in Turchia dopo l'uccisione di don Andrea e le aggressioni ad altri sacerdoti. Le autorità sembrano non vedere.

''Abbiamo una sensazione di tensione strisciante e di paura tra i sacerdoti e tra i nostri fedeli''. Con queste parole, monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico in Turchia ha riassunto all'Ansa lo stato d'animo dei cattolici in Turchia, dopo l'uccisione di don Andrea Santoro a Trebisonda (5 febbraio), l'aggressione a don Martin Kmetec a Smirne (9 febbraio) e le varie manifestazioni di forte sapore anti-europeo ed anticristiano in varie città turche.
I cattolici turchi oscillano tra la necessità di minimizzare i segnali negativi e di tenere un profilo il più basso possibile e quella di chiedere sostegno alla stampa ed alle autorità turche che non sempre si mostrano collaborative. Ma la tensione ed in alcuni casi la paura è palpabile.
Ad Istanbul in una grande manifestazione del Partito di azione nazionalista (Mhp) contro le vignette del Profeta Maometto sono risuonati gli slogan più oltranzisti dei Lupi grigi, i quali, da qualche tempo, hanno anche adottato quelli dei fondamentalisti islamici, mentre in passato si professavano laici e kemalisti. Segno dei tempi, ma anche segnale di una tendenziale e molto preoccupante convergenza, in chiave anti-europea, tra gruppi e temi nazionalisti e quelli fondamentalisti.
Le indagini sull'omicidio di don Santoro, di cui si conosce l'autore, un giovane fanatico ed un po' squilibrato di 16 anni, ma non ancora i mandanti, e l'aggressione di don Martin, di cui non si sa ancora chi fossero i 10 Lupi grigi che lo minacciarono, stringendolo al collo, sembrano essere affogate nel silenzio degli inquirenti e nei misteri dei ministeri turchi.
In compenso, la polizia di Samsun (Turchia settentrionale) ha identificato i giovani che sabato scorso sono penetrati urlando nella locale chiesa cattolica strappando un cartellone: ''erano semplici drogati'', ha detto la polizia. Ma non è chiaro che cosa gridassero e perché se la prendessero tanto (a parole) con la chiesetta di Samsun e col suo parroco Pierre Brunissen. Segno della tensione diffusa è anche il fatto che le chiese ed i religiosi vengono tenuti ormai, dopo le falle dei giorni scorsi, sotto stretta sorveglianza 24 ore su 24 dalla polizia turca. 
Inquietante e indicativa del clima generale è anche la notizia trapelata da Izmir (Smirne): poche ore prima che nel pomeriggio di domenica 5 febbraio a Trabzon fosse ucciso don Andrea Santoro, la polizia turca avvertì due preti cattolici italiani che c'era sentore di un attentato alle loro chiese. Lo ha rivelato all'Ansa uno di essi, don Stefano Nigro, raggiunto al telefono a Smirne. Altrettanto inquietante è il fatto che Don Andrea Santoro, avesse ricevuto di recente aperte minacce riguardanti due giovani catecumeni turchi che avevano deciso spontaneamente di abbracciare la religione cattolica. E aveva scritto una lettera al locale governatore. ''Don Andrea non temeva per sè, ma per i due catecumeni turchi'', ha affermato all'Ansa monsignor Padovese riferendo la notizia. 
Questa circostanza è molto interessante perché il governatore di Trebisonda, dopo l'uccisione di don Santoro, confermò che il sacerdote ''aveva ricevuto minacce'', ma non ha mai precisato quali. Inoltre, secondo le prime risultanze delle indagini, il giovane fanatico, Ouzhan Akdil, di 16 anni che uccise il sacerdote mentre pregava in chiesa, potrebbe averlo ucciso perché, in una riunione di un gruppuscolo sia nazionalista sia fondamentalista il suo maestro islamico (hoja) aveva accusato don Andrea di ''fare proseliti'' (il che è stato però smentito da tutti i testimoni, ndr). 
L'accusa a don Santoro di fare proselitismo, per di più dietro compenso di danaro, è emersa su alcuni mass media turchi, come una vera operazione di disinformazione (forse pilotata) non nuova in Turchia. Qui, di tanto in tanto rinasce sulla stampa la voce di sacerdoti protestanti che regalerebbero Vangeli con banconote da 50 dollari nascoste tra le pagine. Nel caso di don Santoro il compenso sarebbe stato raddoppiato - secondo queste notizie giudicate da testimoni ed osservatori del tutto fantasiose - a 100 dollari. 
Monsignor Padovese, nella sua qualità di vicario apostolico per l'Anatolia ha dato incarico ad un legale di querelare i mass media che hanno riportato queste voci. Lo stesso prelato ha scritto una lettera in proposito a vari giornali (che la hanno pubblicata) rispondendo anche al sindaco di Iskenderun, Mete Adan, che, in un'intervista a proposito dell'uccisione di don Santoro, si era chiesto: ''Che senso ha tenere aperta una chiesa dove tutti sono musulmani?'', aggiungendo ''E' come cercare lumache dove non esistono''. 
Significativo è infine il fatto che il ministero dell'Interno turco, proprio in questi giorni di tensioni, in risposta alla richiesta di un visto per una coppia di coniugi stranieri per un vescovo, abbia risposto, come sempre, che ''lo Stato turco non riconosce la Chiesa cattolica ed i suoi rappresentanti in Turchia''.(Lucio Leante/Ansa)
25.02.2006

CAMPAGNA DIFFAMATORIA

La_consacrazione_di_mons._Padovese

La situazione in cui si trovano i cristiani in Turchia verrà esposta dal vicario apostolico dell'Anatolia nel corso di un suo prossimo incontro con il Pontefice.

In Turchia ''è stata orchestrata una vera e propria campagna diffamatoria'' nei confronti dei cristiani. A lanciare l'allarme è il vicario apostolico dell' Anatolia, monsignor Luigi Padovese, che è ormai costretto a vivere sotto scorta, come altri sacerdoti dopo l'omicidio di don Andrea Santoro.
''Veniamo accusati di fare opera di proselitismo e di attentare all'identità di una terra che deve restare unica e musulmana'' ha spiegato in un'intervista al quotidiano <Avvenire> monsignor Padovese, che nei prossimi giorni incontrerà Benedetto XVI proprio per parlare della situazione della Turchia.
La verità, secondo il vicario apostolico, è che l'accusa di proselitismo ''è l'alibi a cui si sta facendo ricorso per rinfocolare una polemica che è insieme anticristiana e anti-occidentale'', un modo per ''destabilizzare il Paese e dimostrare che non può entrare in Europa facendo fallire i tentativi del premier Erdogan''.
Questo è il motivo di accuse come quelle di Hasan Kundakei, un generale in pensione, ''che ha denunciato come la Turchia sia diventata un Paese dove i missionari possono agire indisturbati, replicando quanto fecero gli armeni contro gli ottomani durante la Prima guerra mondiale''.
''Sono convinto che Erdogan stia cercando di rispettare gli impegni presi per arrivare all'ingresso nella UE - ha sottolineato Padovese - ma in Turchia è come se ci fossero due Stati: uno ufficiale e uno parallelo, costituito da un incrocio tra apparati burocratici, nazionalismo e radicalismo islamico che se il Paese diventasse membro dell'UE perderebbero il potere reale che hanno ora''.
Certo è che ''non si può vivere insieme - ha concluso il vicario - se non si rispettano i principi fondamentali della democrazia e del pluralismo. E noi cristiani vogliamo vivere insieme ai musulmani''. (Ansa).
25.02.2006.



DIALOGO E RECIPROCA CONOSCENZA
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Per il Nunzio apostolico in Turchia, mons. Antonio Lucibello, non ci sono alternative per superare il "clima teso" che si respira anche in terra anatolica.

"Dialogo e reciproca conoscenza". Non ci sono alternative per mons. Antonio Lucibello, Nunzio apostolico in Turchia: sono queste le uniche possibili risposte al "clima teso" che si respira in molti Paesi in seguito alla pubblicazione delle caricature del profeta Maometto.
L'arcivescovo, intervistato dal Servizio informazione religiosa (Sir) della Chiesa italiana, attribuisce l'uccisione di don Andrea Santoro proprio alle tensioni originate dalla vignette, che hanno provocato anche una manifestazione ad Istanbul per chiedere il boicottaggio di prodotti italiani, mentre qualche giorno fa c'e' stato un attacco alla chiesa armena di San Gregorio l'Illuminatore a Kaiseri. Questi episodi, rivela il Sir, sono stati oggetto di un colloquio tra mons. Lucibello e il sindaco di Istanbul. "Gli ho ricordato - spiega l'arcivescovo - che episodi come la morte di don Santoro non fanno altro che rafforzare la volontà di dialogo della Chiesa con le altre fedi. Continuiamo a credere nel dialogo e nella reciproca conoscenza".
"Non dobbiamo alimentare questo clima di tensione - conclude il nunzio Lucibello - occorre abbassare i toni, evitando anche di dare ampio risalto sui media alle scene di fanatismo. Non diamo ai fanatici quella visibilità mediatocce che cercano. L'assassinio di don Santoro non è certo quello che si auguravano le autorità turche e la gente di buon senso, che è molta qui in Turchia. La Chiesa continua la sua missione di dialogo e di incontro, non possiamo tirarci indietro". (Agi)
25.02.2006-

 

SOLLEVA SCALPORE
IL FILM
"LA VALLE DEI LUPI"

La_Valle_dei_Lupi

Il presidente della Baviera, Edmund Stoiber (Cdu)  in una intervista al <Bild am Sonntag> l'ha definito razzista e antisemita. Questa volta i "cattivi" sono gli americani.

Il film di azione turco ''La Valle dei Lupi'', il più costoso mai prodotto in Turchia, solleva 
proteste in Germania dove politici e organizzazioni ebraiche chiedono di togliere dalla circolazione, dopo solo dieci giorni di programmazione, la storia di un ''Rambo'' turco che si vendica degli americani.
''Invito i gestori delle sale cinematografiche in Germania di togliere subito dalla programmazione questo film razzista, anti-occidentale e fautore dell'odio'' ha detto il presidente della Baviera, Edmund Stoiber (Cdu), al domenicale <Bild am Sonntag>. 
Un appello condiviso dal ministro regionale dell'Interno in Baden Wuerttemberg, Heribert Rech (Cdu), secondo il quale il film ''stimola risentimenti antisemiti e antiamericani, divide le culture e radicalizza soprattutto i giovani turchi''. Anche il Consiglio centrale degli ebrei in Germania ha chiesto ai proprietari dei cinema tedeschi di bloccare subito la proiezione del film: chi mostra questo film promuove l'odio per 
gli ebrei, ha detto al quotidiano <Frankfurter Allgemeine Zeitung> la vicepresidente Charlotte Knobloch.
E dire che il film, (che all'inizio doveva essere proibito ai minori di 18 anni, ma poi il distributore turco ha protestato e le autorità lo hanno ora vietato solo ai agli spettatori con 
meno di 16 anni), in dieci giorni in Germania è stato visto da 200 mila spettatori (in Turchia nei primi tre giorni gli spettatori sono stati un milione).
Il film è costato dieci milioni di dollari, ed ha tra i suoi protagonisti anche attori americani, come Billy Zane. La storia, che riserva un ruolo di primissimo piano alla difesa dell'onore, parte da un fatto vero: il 4 luglio 2003 una pattuglia di militari turchi entra nell'Iraq settentrionale con la missione di accertare se le attività in Kurdistan possono rappresentare un rischio per la Turchia meridionale. A Suleymaniye i soldati turchi vengono intercettati da militari americani che li arrestano, li incappucciano e li portano via. 
Le immagini pubblicate in Turchia sollevarono forte risentimento per l'orgoglio nazionale dei turchi, che fanno parte della Nato, offeso dal trattamento degli alleati americani.
Per vendicare l'onore ferito, viene mandato in Turchia un superagente segreto, protagonista di una serie televisiva di successo, Polat Alemdar, uno "007" con licenza di uccidere il cattivo americano, che si chiama Sam. Al quale nella scena finale infligge una pugnalata mortale al cuore e in molti cinema tedeschi i giovani spettatori balzano in piedi scandendo ''Allah è grande''.
Nel film tornano tutte le scene, veramente accadute (e ricostruite fedelmente) di maltrattamenti contro musulmani a Abu Ghraib, mescolate con elementi inventati, come il medico ebreo che nello stile del dottore nazista Mengele preleva reni dai corpi di prigionieri e li mette in contenitori per il trasporto destinati a Tel Aviv, Israele, oppure Londra, Gran Bretagna...
Il film in Germania è proiettato in versione originale, in turco, e sottotitoli in tedesco.Stoiber, nell'intevista a <Bild am Sonntag>, chiede una chiara presa di posizione della Turchia. 
''Dopo il positivo ruolo di moderazione avuto dal Governo turco nella vicenda delle caricature di Maometto - ha detto Stoiber - è necessaria anche qui una chiara presa di posizione contro questo film che invita all'odio contro gli occidentali''. (Ansa)
25.02.2006

INFELICE PARAGONE

Donna_Hamas

Ankara ha definito "sfortunate" le dichiarazioni del portavoce del Governo israeliano sul parallelo tra il gruppo radicale Hamas e il Pkk.

La Turchia ha definito ''sfortunate'' le dichiarazioni di Raanan Gissin, portavoce del Governo israeliano, che aveva fatto un parallelo tra il gruppo radicale islamista Hamas e i gruppi armati curdi del Pkk che lottano contro Ankara. ''Crediamo che le comparazioni fatte nelle dichiarazioni israeliani siano completamente infondate e sbagliate'', si afferma in una dichiarazione diffusa dal Ministro degli Esteri turco. ''Abbiamo reso noto agli israeliano la nostra insoddisfazione e disagio riguardo alle dichiarazioni che sono state fatte sui nostri problemi politici interni''. Parlando alla televisione di Stato turca Raanan Gissin aveva criticato con forza la Turchia per aver invitato il leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, per dei colloqui che secondo Israele possono danneggiare i rapporti bilaterali tra i due paesi. ''E' un grave errore'', aveva detto Gissin'', ''questa visita potrebbe avere delle conseguenze sui nostri rapporti che potrebbe essere difficile riparare''. ''Mi domando che cosa penserebbero le autorità turche se noi avessimo invitato Abdullah Ocalan per dei colloqui in Israele?'', si è chiesto retoricamente il portavoce del governo israeliano.(Più Europa)
25.02.2006

LA REAZIONE DEI CONGRESSISTI USA
I_congressisti_americani

Una dura lettera al premier turco Recep Tayyip Erdogan nella quale si condanna la visita di Hamas in Turchia.

Reactions to the visit to Ankara by Hamas (Islamic Resistance Movement), as the winners of the Palestinian elections, last week continue to echo; the US House of Representative sent Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan a harsh letter condemning the visit.
The letter written by high ranking Democratic member of the House's International Relations Committee, Tom Lantos read that the Hamas visit "weakened the parties supporting peace and objecting to terror, including Palestinians."
Lantos said Turkish Foreign Minister Abdullah Gul and other ruling Justice and Development Party members may have an open message for Hamas, but that he is concerned the final decision will be to contrary to what they say.
The Congressman, one of the prominent names of the Jewish community, defended that the Hamas visit to Ankara both upset "Turkey-US relations, which have failed to develop" over the last three years because of the Iraq War, and "damaged Turkey's own national benefit."
Lantos, known as a friend of Turkey, wrote in his letter that he, as one of the few Congress members supporting the fight of Turkey against separatist terrorists, asked how the Turkish authorities hope to manage to construct a just and solid platform in the fight against the terrorist organization, the Pkk, while Abdullah Ocalan negotiates with his Palestinian equivalent? (Ali H. Aslan/Zaman)
25.02.2006

 

IL RIFIUTO DEL BRIEFING

L'ambasciatore_Pinhas_Avivi

Respinto da Israele l'invito da parte del ministero degli Esteri turco di un <tete-à-tete> per superare i dissapori tra i due Paesi dopo la  controversa visita di Hamas ad Ankara. Il colloquio dell'ambasciatore israeliano con l'Akp.

Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha ordinato al suo ambasciatore a Ankara, Pinchas Avivi, di non andare al ministero degli Esteri turco che lo aveva invitato per riferirgli sui colloqui che esponenti del Governo turco hanno avuto nei giorni scorsi con una delegazione di Hamas, il movimento islamico che ha vinto le elezioni palestinesi e che formerà il prossimo Governo palestinese.
La notizia, diffusa dal sito internet del quotidiano <Haaretz>, è stata confermata da un portavoce del ministero degli Esteri a Gerusalemme.
''Israele e Turchia - ha detto all' Ansa - stanno operando insieme con l' intento di ridurre la tensione tra i due Paesi sulla questione di Hamas''. ''C'è da sottolineare il fatto - ha continuato - che le relazioni tra Israele e Turchia sono stabili anche se i due Paesi hanno una posizione differente nei confronti di Hamas''.
Fonti informate hanno affermato che declinando l' invito turco Israele ha voluto ribadire la sua totale contrarietà all' apertura di Ankara nei confronti a Hamas, movimento che si oppone all' esistenza stessa di Israele. Lo Stato ebraico ha visto nei colloqui turchi con Hamas la rottura di un isolamento internazionale nei confronti di questo movimento.
Israele, hanno ricordato le fonti, ha posto tre condizioni non negoziabili che Hamas deve soddisfare per l'apertura di un dialogo: il riconoscimento dello stato ebraico, la rinuncia alla violenza e l' accettazione di tutti gli accordi israelo-palestinesi finora conclusi. Queste posizioni, hanno aggiunto, sono condivise anche dagli Stati Uniti e dall' UE.
Le relazioni tra Israele e Turchia, divenute molto strette e di grande importanza strategica per ambedue i Paesi a partire dall' ultimo decennio del secolo scorso, hanno conosciuto negli ultimi anni momenti di tensione dopo la costituzione dell' attuale Governo turco, il cui premier Recep Tayyip Erdogan, ha aspramente criticato Israele per la sua politica nei confronti dei palestinesi. (Ansa)
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Khaked_MashaalIsrael's ambassador to Turkey held "very positive" talks at the headquarters of the ruling Justice and Development Party (Akp) after a high-level delegation visit from Palestinian group Hamas last week strained relations between the two regional allies.
Ambassador Pinhas Avivi was invited for talks with the Akp's deputy chairmen, Akif Gülle and Şaban Dişli, at the party's headquarters. Avivi declined to go to the Foreign Ministry on Monday for a planned briefing on talks with the Hamas delegation headed by the group's leader living in exile in Syria Khaled Mashaal."The meeting reviewed ongoing good relations between the two countries," Gülle said in a statement. "It has been mutually stated that Turkish-Israeli ties will not be affected by different comments that have been made in certain media organizations."
Hamas' unexpected talks in Ankara sparked a prompt reaction from Israel, with Raanan Gissin, spokesman for the Israeli government, saying the relations would be harmed in a manner difficult to repair. His remarks drew criticism from Ankara as he also likened talks with Hamas to a meeting between Israeli officials and Abdullah Öcalan, the jailed leader of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk).
The Pkk called on Turkey to agree to dialogue with it, accusing Ankara of "double standards" since it had engaged in talks with the radical Palestinian group Hamas.
"Is it not blood that is shed in the fighting between the Turkish army and the Kurdistan freedom movement, just like in the Palestinian-Israeli conflict?" asked senior Pkk commander Murat Karayılan in an interview with the pro-Kurdish Fırat News Agency.
"Why doesn't (Turkish Foreign Minister Abdullah) Gül expend efforts to stop bloodshed in his own country? Is this not a contradiction?" he said in the interview published on the agency's Web site. "Maybe it is because Kurds have carried out fewer suicide attacks (than Hamas). This is a double standard," he charged.
Karayılan also argued that talks between Ankara and the Pkk were not an "imaginary" or "far-off" possibility. "They will talk to us. We are a people, we are a reality. They may refuse to talk to us now, but every refusal means wasting time," Karayılan asserted.
Tension with Israel deepened when Avivi declined to accept an invitation from Foreign Ministry's Bozkurt Aran on Monday for a briefing on the talks with Hamas because he was instructed by the Israeli Foreign Ministry not to do so, as Israel was not interested in any briefing on the talks with Hamas since the radical group had already made clear it would not change its radical policies over the weekend.
In a sign of the tension cooling off, an Israeli official told the Turkish Daily News that the atmosphere in Avivi's talks at Akp headquarters was "very good" and described the meeting as "very positive," without elaborating on specifics of the talks.
"Both sides were already doing everything they could in order to defuse tension, and here you see that some active steps are being taken and the tension is being defused," the official said.
President Ahmet Necdet Sezer is expected to visit Israel in summer and other Turkish officials, including Agriculture Minister Mehdi Eker are scheduled to go to Israel for talks with their Israeli counterparts in the near future.
Israeli officials said the planned activities would go on as planned. (Turkish Daily News)
25.02.2006

UN SISTEMA
DI MISSILI
PER DIFENDERSI

Gen._Hilmi_Ozkok

Incontro tra il ministro della Difesa turco Vecdi Gonul e il Capo elle Forze Armate, gen. Hilmi Ozkok. Un costo da 250 milioni di dollari.

The Defense Industry Executive Committee convening under the presidency of Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan Friday, decided to produce missile defense shields to strengthen the country's defense capacity against ballistic missiles, with extensive domestic contribution in Turkey.
The Air Force Command's tender for high-altitude defense system was already on the agenda.
After a five-hour meeting at the Defense Industry
Undersecretariat, in which Chief of the General Staff Hilmi Ozkok also participated, the Turkish Minister of Defense Vecdi Gonul said the feasibility studies for the defense system will be conducted first and domestic contribution will be dominant.
Defense Industry Undersecretary Murat Bayar said they will try to clarify the credit to finance the high altitude defense system.
The Ministry authorized Bayar to start eight new projects and determined the contractors of 10 more, Gonul said, informing about the projects of which the contract negotiations have been completed.
These projects will cost $250 million and some of the main contractor companies include, TAI for C-130 Modernization Project, Havelsan for Electronic war, test and education center project, Milsoft and Vestel for electronic war simulation support center and training systems projects, and Yonca-Onuk for rapid intervention guarding boats project. (Anadolu Agency/Zaman)
25.02.2006

BAKOYIANNIS:
UNA SOLUZIONE
PER CIPRO

Dora_Bakoyiannis

Nominata ministro degli Esteri greco nel Governo Karamanlis, la figlia di Costas Mitsokatis si è detta sempre favorevole al piano Annan. Forse è la volta buona.

Il 14 febbraio il Primo Ministro greco Costas Karamanlis ha annunciato un rimpasto di Governo di ampie proporzioni, che ha mutato in modo sensibile la fisionomia dell'esecutivo ellenico espressione del partito conservatore Nea Demokratia, in carica dal marzo del 2004. In totale, il rimpasto di Karamanlis ha determinato un cambio al vertice di quasi tutti i ministeri di rilievo sostanziale: Esteri, Difesa, Interno, Sanità, Cultura, Turismo.
La novità di maggiore impatto concerne la nomina a ministro degli Esteri di Dora Bakoyiannis, figura di assoluto spessore, probabilmente il personaggio politico più popolare nella Repubblica Ellenica. Oltre che in patria, la Bakoyiannis, gode di ampio credito e notorietà a livello internazionale in virtù della sua storia politica e personale.
Era facile pronosticare per Dora una carriera di successo in politica poiché, oltre a un indubbio talento, avrebbe avuto la strada spianata in quanto figlia di Costas Mitsotakis, l'anziano leader di Nea Demokratia che fu premier dal 1990 al 1993. Il carisma della nuova numero uno della diplomazia ellenica si rafforzò nel settembre 1989, quando i terroristi del gruppo di estrema sinistra "17 Novembre" le assassinarono il marito, il deputato e giornalista Pavlos Bakoyiannis (del quale ha scelto di conservare il cognome). Dora reagì all'omicidio con grande personalità, intensificando il suo impegno politico e decidendo di occupare il posto in parlamento lasciato vacante dal marito. Il coraggio e la passione profusi fecero della Bakoyiannis un'eroina a livello nazionale.
Da allora il suo percorso politico è stato un crescendo senza freni, segnato dalla trionfale elezione a sindaco di Atene, avvenuta nel 2002 con un consenso di oltre il 60% dei voti. Come primo cittadino della capitale ellenica, la Bakoyiannis ha beneficiato di una ribalta unica nell'estate del 2004, quando Atene ha ospitato le tanto attese Olimpiadi. L'ottima prova di efficienza dimostrata in quella occasione dai greci, il cui successo è stato riconosciuto da tutto il mondo, ha sancito la definitiva consacrazione di Dora livello internazionale, elevandola a simbolo stesso del nuovo corso della Grecia contemporanea.
La personalità e la popolarità della Bakoyiannis sono essenziali per capire l'impatto che tale nomina potrà avere sulla diplomazia ellenica e sulle vicende dell'Europa sud-orientale nel complesso. Dora si distingue dal suo predecessore, Petros Molyviatis, per il diverso rilievo politico e per il largo seguito popolare che si è conquistata negli anni.
Il ministro uscente era un "grand commmis", un diplomatico di carriera che aveva ricoperto importanti ruoli istituzionali, come ambasciatore e prima ancora come stretto collaboratore fin dagli anni 70 di Costas Karamanlis Sr (è uno di quei personaggi che Oriana Fallaci menziona spesso, in modo non troppo positivo, nel suo libro "Un uomo" dedicato ad Alekos Panagulis). Molyviatis, che pure ha lavorato bene al punto di portare la Grecia in Consiglio di Sicurezza Onu, ha agito più da direttore generale del dicastero che non da ministro. Molyviatis, da molti ritenuto provvisorio anche per ragioni di età (ha 77 anni), ha concentrato la sua azione sulla "diplomazia economica", che ha condotto Atene ad assumere un ruolo di primo piano nei Balcani. Le questioni più politiche, quali Cipro e i rapporti con la Turchia, sono state affrontate seriamente ma senza presentare iniziative di forte impatto.
Dora Bakoyiannis, appena dopo avere assunto le redini del dicastero degli Esteri, ha affermato che i cardini della sua politica saranno la soluzione della questione di Cipro, il consolidamento delle relazioni con la Turchia e i Balcani. È importante notare l'ordine di come queste priorità sono state elencate, poiché in tale dettaglio risiede la differenza di approccio tra la Bakoyiannis e il suo predecessore.
Mancando di un mandato di stampo politico, Molyviatis non ha potuto fare molto riguardo a Cipro. A bloccare l'azione del ministro uscente ha contribuito soprattutto l'esito del referendum del 24 aprile 2004, che vide i greci ciprioti respingere la proposta di riunificazione contenuto nel piano preparato da Kofi Annan, Segretario generale dell'Onu.
Governo Karamanlis e referendum - Il Governo Karamanlis, in carica dal marzo di quell'anno, non ebbe tempo a sufficienza per esercitare l'azione diplomatica necessaria nei confronti del governo di Nicosia. Dopo quel referendum, la questione di Cipro non poteva essere affrontata subito, pena il rischio di veder fallire ancora una volta le trattative. In caso di nuovi rifiuti, la situazione poteva degenerare e ciò non era nell'interesse di Atene, né di Nicosia né di Ankara. Per tale ragione Molyviatis, diplomatico abile ed esperto, scelse un basso profilo.
La novità sostanziale rappresentata da Dora Bakoyiannis, che per i Balcani dovrebbe seguire la linea tracciata da Molyviatis, riguarda proprio la volontà di imprimere una svolta decisa al problema di Cipro, l'ultimo contenzioso irrisolto in Europa. Dal 1974 vi sono due Governi distinti nell'isola: quello ufficiale della Repubblica di Cipro, riconosciuto da quasi tutto il mondo meno che dalla Turchia ed espressione dell'etnia greca, che rappresenta la grande maggioranza della popolazione; quello di turco-cipriota, riconosciuto solo da Turchia e Azerbagian.
Per la Grecia e per i greci, quella di Cipro è una questione di forte impatto popolare, che tocca nel profondo l'orgoglio nazionale. Ogni mossa relativa a Cipro comporta scelte delicate sotto il profilo politico. Ne consegue che l'iniziativa può essere assunta solo da un personaggio di con un forte seguito politico. In virtù di un prestigio riconosciuto fra gli ellenici di tutto il mondo, la Bakoyiannis è il personaggio più indicato, se non l'unico, per indurre il governo di Nicosia ad accettare un compromesso che porti alla definitiva riunificazione dell'isola.
La scelta di Dora Bakoyiannis, che aveva manifestato in modo chiaro le sue idee su Cipro già nell'aprile 2004 dichiarandosi a favore del piano Annan, sottolinea una volta ancora la volontà del Governo Karamanlis di compiere passi avanti nelle relazioni fra Grecia e Turchia. La risoluzione della questione di Cipro equivarrebbe a sancire una tregua ufficiale tra Atene e Ankara. La fine di questo stato di allerta sarebbe assai conveniente per la Grecia, giacché consentirebbe un risparmio enorme in fatto di spese militari, per vari miliardi di euro. Karamanlis, seguendo la strada tracciata dal suo predecessore Costas Simitis, ha compreso che la risoluzione dei contenziosi aperti con Ankara è di cruciale importanza per lo sviluppo economico.
La capacità della Bakoyiannis di ottenere risultati concreti per Cipro è quindi determinante per la realizzazione del programma di riforme del Governo conservatore. In passato le famiglie Karamanlis e Mitsotakis, le dinastie dominanti nel fronte dei conservatori, sono state spesso protagoniste di lotte per la leadership di Nea Demokratia. Adesso gli interessi di Costas Karamanlis e Dora Bakoyiannis coincidono e l'ex sindaco di Atene potrà contare sul pieno sostegno dell'intero esecutivo per risolvere il contenzioso di Cipro. (Pagine di Difesa)
25.02.2006

..MA INTANTO
NICOSIA
PUNTA I PIEDI
Dimitri_Christofias

 

Per il presidente del Parlamento greco-cipriota Dimitris Christofias, Cipro potrebbe decidere di ricorrere al suo potere di veto per non fare entrare la Turchia nell'UE.

Se Ankara continuerà ad eludere i suoi obblighi, tentando di negoziare impegni già sottoscritti, Cipro potrebbe decidere di ricorrere al suo potere di veto in seno all'Unione Europea per bloccare i negoziati di adesione della Turchia.
In visita in Italia su invito del presidente della Camera Pierferdinando Casini, il presidente del Parlamento cipriota Dimitris Christofias ha rilanciato l'ipotesi di bloccare le trattative, ''un'opzione che non abbiamo mai escluso'', mentre Ankara continua a essere sostenuta da Stati Uniti e Gran Bretagna, che, anziché fare pressioni sulla Turchia perché rispetti gli impegni presi, ''premono su di noi,che difendiamo i nostri diritti''.
''Purtroppo il Governo turco non rispetta le condizioni poste dall'UE, ma tenta di renderle oggetto di una trattativa - dice Christofias all'Adnkrons, riferendosi al piano turco di aprire i porti e gli aeroporti turco ciprioti a condizione che i greco ciprioti facciano altrettanto, una misura già prevista nel protocollo annesso all'Unione doganale siglato da Ankara nel giugno scorso - La proposta del ministro degli Esteri Abdullah Gul è una minestra riscaldata, che abbiamo già rifiutato in passato e continuiamo a non accettare nemmeno oggi''. 
In questa situazione, il presidente del Parlamento di Nicosia ha ricordato  che il suo Paese ''non ha mai escluso la possibilità di usare il veto, anche se non è una questione così semplice: purtroppo la Turchia è sostenuta da Paesi potenti nell'UE, a cominciare dalla Gran Bretagna, e poi dagli Stati Uniti, che, anziché premere su Ankara, fanno pressione su di noi che difendiamo i nostri diritti''.
Tra l'altro su Cipro, che due anni fa respinse con un referendum il piano Annan per la riunificazione dell'isola, approvato invece dai turco ciprioti, pesa ''la falsa immagine di intransigenza'' che alcuni Paesi sono riusciti a far passare. ''Ma noi non potevamo accettare quel piano'', ha ribadito Christofias, ricordando, lui che fu costretto a lasciare il nord dell'isola dopo l'occupazione turca nel 1974, che quel testo ''non garantiva, per esempio, il diritto dei greco ciprioti a ritornare nelle loro proprietà nei territori occupati''.
All'UE, Nicosia chiede ''un comportamento equo e di non usare due pesi e due misure'', ha concluso il presidente del Parlamento, osservando come questa sia la stessa richiesta fatta nei suoi incontri romani con Casini, con il Sottosegretario agli Esteri Giampaolo Bettamio e con il presidente della commissione Esteri Gustavo Selva. 
''La nostra politica è quella di chiedere una posizione di equità al Governo italiano, una posizione che chiederemmo anche a un eventuale nuovo esecutivo di centro-sinistra'', ha chiosato Christofias. (Adnkronos)
25.02.2006

ALLARME PER IL NEVRUZ

Riunito ad Ankara il National Security Council in vista delle celebrazioni curde del 21 marzo prossimo. Si temono azioni da parte del Pkk.

Mgk concerned about a revival of terrorism and necessary counter-measures during March 21 Nevruz celebrations
Chaired by Ahmet Necdet Sezer, Mgk gathers at the Cankaya Presidential Palace. Nuclear energy and natural gas crisis, once set to be discussed at 1st meeting of year, removed from agenda at last minute
Topics at meeting mostly domestic and foreign developments, including Hamas delegation's visit to Turkey, and situation in Iran and Iraq and EU. Also the latest developments on Cyprus will be discussed
The National Security Council (Mgk) will convene today to discuss the possibility of escalating tensions and terrorist acts during Nevruz celebrations set for March 21.
The council will talk about whether terrorist attacks, which occurred less frequently over the winter, may rise again during the spring, particularly during the Kurdish new year festival Nevruz, and be a turning point for the terrorist Kurdistan Workers' Party's (Pkk) aim of reigniting violence. The Mgk is thus expected to discuss the security measures necessary in case of any acceleration in terrorist attacks this spring.
Chaired by Ahmet Necdet Sezer, the Mgk will gather today at the Cankaya Presidential Palace. Nuclear energy and the natural gas crisis, which had been planned to be discussed at this first Mgk meeting of the year, were taken off the agenda at the last minute.
Foreign developments are also expected to be discussed by the Mgk, including the recent controversial visit of a Hamas delegation to Turkey, developments in Iran and Iraq, and the European Union. The latest developments on the Cyprus question will also be up for discussion.
March 21 alarm
Over the last three months, the Pkk continued its tradition of letting up its attacks during winter. Terrorist attacks reached a peak last summer, but slowed down after two attacks plotted in Hakkari's Semdinli last November. The two consecutive bombings became known as the Semdinli scandal due to the alleged involvement of two non-commissioned officers.
While military operations were conducted to find hidden PKK ammunition, hot clashes between security forces and terrorists in winter were infrequent compared to summer.
Turkish intelligence is predicting that Pkk terrorist attacks are going to restart with the Nevruz celebrations. It's worried that the attacks may reach a graver level as they're feared to spread to large metropolises as well as eastern and southeastern regions. The major concern is the possibility that the attacks would spread to tourist resorts during the summer holiday.
Deliberations of the Anti-Terrorism High Council are expected to be turned into a political decision at the Mgk. An action plan which was previously discussed includes cutting the financial resources of the Pkk, especially by thwarting smuggling, and also boosting the welfare level of the public in the region.
Iran's nuclear program
One prominent topic of the foreign security issues section will be Iran. International pressure on Iran to halt its nuclear program and Turkey's stance on the issue will be discussed. The Mgk will also form a think-tank for exchanging ideas about Iran for U.S. Secretary of State Condoleezza Rice's visit to Turkey that was expected this month but was postponed.
The government will brief President Sezer and the military wing of the council on developments about the EU, Cyprus and the Mideast. The government is also expected to tell about its controversial contacts with a Hamas delegation last week in Ankara. (The New Anatolian)
25.02.2006

UCCISI DALL'ESERCITO TURCO 5 GUERRIGLIERI DEL PKK

 

Lo scontro a fuoco è avvenuto nella provincia di Mardin nel sud-est. 

Cinque ribelli curdi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con soldati turchi nel sudest del Paese . Lo riporta l'agenzia stampa <Anatolia>. La sparatoria è avvenuta ieri nei pressi di Belen, nella provincia di Mardin, una parte del Paese popolata prevalentemente da curdi, ha spiegato l'agenzia citando le autorità locali. I ribelli sono stati descritti come membri del Partito dei Lavoratori Curdi, un gruppo militante che sta lottando per uno Stato curdo indipendente. Circa 37.00 persone sono rimaste uccise dal 1984 quando i ribelli - considerati terroristi da Turchia, Unione Europea e Stati Uniti - hanno preso per la prima volta le armi per ottenere l'autogoverno nel sudest della Turchia. (Asca-Afp)
25.02.2006

 

NUOVO PRESIDENTE:
DOVRA'
ESSERE DELL'AKP

Lo ha chiesto il deputato Hayati Yazici nel corso dei lavori del suo partito a proposito delle elezioni che si terranno nel 2007 per eleggere il Capo dello Stato turco.

Justice and Development Party (Akp) deputy leader Hayati Yazıcı said on Sunday that the next president of the Republic of Turkey would be elected by the current Parliament from among the AKP deputies.
Speaking at the Akp Beyoğlu branch convention, Yazıcı said they had held 300 local conventions around the country in a lead-up to national elections that will be held next year.
He said some people were trying to create a crisis over the election of the next president, scheduled for May 2007, adding: "Before the Nov. 3, 2002 national elections, everyone knew that the new Parliament would be electing the next president. The people had their say and the AKP formed the government."
On the issue of the cartoons that caused serious protests among Muslims, Yazıcı said: "Our children's names are İsa (Jesus), Musa (Moses) and Muhammad. These are all our prophets. We respect and love them all. I would like to condemn those who allowed this act and facilitated it by their inaction."
A race against time:

Transportation Minister Binali Yıldırım, also addressing convention delegates, said they had come to power from within the people by listening to them, noting that their policies were aimed to address the real concerns of the people.
 "We were passed on so many problems that we are racing against time. We don't even have time to talk about what we have done. Still, the best promotion is the job well done," he said.
People were sick and tired of empty promises, he added.
State Minister for Women's Affairs Nimet Çubukçu said eradicating poverty and unemployment was their top priority, adding that they are working around the clock to ensure Turkey has a bright future. (Turkish Daily News)
25.02.2006




ANKARA CONDANNATA PER PROCESSI DI OPINIONE

La Corte europea di Strasburgo per i Diritti umani  questa volta ha dedicato l'attenzione a tre casi verificatisi in Turchia.

La Corte europea per i Diritti umani di Strasburgo ha condannato la Turchia per la pena inflitta, nel 1998, all'autore e all'editore di un libro in cui si critica il kemalismo, la dottrina di Stato su cui si fonda la Repubblica turca fondata da Kemal Ataturk. Le due persone in questione sono Yilmaz Odabasi, autore di numerosi articoli critici del kemalismo pubblicati tra il 1993 e il 1996, condannato a un anno e sei mesi di carcere, e Niyazi Kocak, editore, condannato a un'ammenda per la diffamazione della memoria di Ataturk. Le condanne erano state confermate dalla Corte di Cassazione turca nel 1999. Secondo la Corte europea, con queste sentenze la Turchia ha violato la libertà di espressione prevista dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo.
Secondo la Corte europea per i diritti umani le affermazioni di Odabasi ''non prendevano di mira direttamente e personalmente Ataturk, ma l'ideologia kemalista''. Inoltre i due, argomentano ancora i giudici di Strasburgo, avevano solo ''riferito alcuni fatti in forma 
introduttiva, invitando il lettore e in particolare la sinistra turca a rispondervi''. Per di più le affermazioni non incitavano ''né alla violenza, né alla resistenza armata né alla sommossa'', né infine ''si trattava di discorsi di odio''. 
Per questo la Corte di Strasburgo ha condannato la Tuchia a versare seimila euro di indennizzo per danni morali a Odabasi e 2.450 a Kocak, più altri 2.000 euro a persona per le spese sostenute.
Non solo, la Corte europea per i diritti umani ha condannato Ankara anche per un altro caso di violazione della libertà di espressione, che riguarda il presidente del Partito dei Lavoratori 
(Emep, una formazione di estrema sinistra) Abdullah Levent Tuzel. Al politico le autorità turche avevano vietato di affiggere manifesti in cui si denuncia lo stato d'emergenza in vigore nel 1999 nella regione curda di Diyarbakir. Secondo i giudici di Strasburgo, questo divieto ''non può esser considerato come "necessario in una societa' democratica". Ankara dovrà risarcire Tuzel con 1.500 euro per danni. (Adnkronos)
25.02.2006

A GAZIANTEP DAL 7 ALL'11 GIUGNO 
LA FIERA "EXPO GATEWAY TO IRAQ

Un_centro_commerciale_a_gaziantep

L'evento organizzato congiuntamente dai Governi di Ankara e di Baghdad, al fine di promuovere l'attività commerciale nella zona a sud della Mesopotania. Utili informazioni per chi volesse prendere parte alla manifestazione. Un vice-segretariato della Camera di Commercio locale.

Si svolgerà a Gaziantep, dal 7 all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine di promuovere  l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di partecipazione e disponibilità degli stand.

EXPO GATEWAY TO IRAQ
7th-11th JUNE 2006
M1 TEPE GSO
FAIR AND CONGRESS CENTER

 

MEETING POINT GAZİANTEP...
The present situation in Iraq and security problems naturally made it necessary to make this organization out of Iraq. As a result of the meetings made with the authorities of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, it was decided to organize the fair in Gaziantep / Turkey.
This fair bears the importance of being the first fair organized jointly by the Government of Iraq outside the borders of Iraq.
GAZIANTEP WITH THE PRIZE OF "BRAND CITY"...
Gaziantep where 832 brand applications were made in 2005 is now a city, which is known with its industry and world-wide famous brands. Gaziantep, which broke a record with 39,5 % of increase in the city level by passing 22,7 % of the Turkey's average increase (16,8 %) in exportation, was deemed to deserve being the first by the international jury unanimously with "Brand City Gaziantep Project" at the final stage of the competition organized within the framework of World Congress of Chambers in the year 2005.    
Gaziantep, which is a city located on the route of ancient Silk Road, today has an important position in trade with both Iraq and the other neighbouring countries. During the fair Iraq's wind will blow in Gaziantep, which has the necessary infrastructure for such an international organization. The distance between Gaziantep to Aleppo is approximately 130 km. by highway and it takes 2 hours. It is doubtless that this wind will build new relationships like embroidery.
The companies, which will participate from the foreign countries to the fair where a significant number of participation is expected from Turkey, will be able to make commercial relations with the Turkish companies as well as the Iraqi companies. 
While the fair is organized jointly by Iraq Ministry of Commerce, State Company for Iraqi Fairs, Gaziantep Chamber of Industry and Forum Fairs it is supported by the Undersecretariat of Foreign Trade and Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges. 
THE ORGANIZATION IS IN M1 TEPE FAIR CENTER ...
The fair will be held in M1 Tepe Fair Center, which is one of the biggest centers of Gaziantep. The fair, which will be realized with the supports of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, Chamber of Industry of Gaziantep and Undersecretary of Foreign Trade under the Prime Ministry of the Republic of Turkey, will be organized on a closed area of 25.000 m² and an open area of 20.000 m². More than 25 countries are expected to participate in the fair.
VISITOR ORGANIZATION FROM IRAQ...
Ministry and high level purchasing delegations from Baghdad will come to visit the fair with the organization of the Ministry of Trade of Iraq during the fair. In addition more than 3000 businessmen delegations from the neighbouring countries will also visit the fair. 
"BILATERAL BUSINESS MEETINGS" AND "WORKSHOPS" ...
Bilateral business meetings will be organized with the coming delegations in particular sectors. Both Turkish and Iraqi official authorities will be present during these meetings. The companies participating in the fair will benefit from the bilateral meetings for free. Any company may realize workshops within the framework of these meetings provided that they get prior permission and are in suitable sectors.
PRODUCTS TO BE EXHIBITED IN THE FAIR

  • Food products, food technologies and related industries;

Legumes, cereals, wheat for bread, flour, tomato paste, tea, sugar, candies, frozen food, biscuits, chocolate, olive oil, margarine, yeast, spices, fresh fruit and vegetable, dry fruit and vegetable, shelled fruits, dried fruit, alcoholic and non-alcoholic drinks, packaging machinery, food machinery, mill, agricultural machinery, cooling machinery, freezing machinery and irrigation machinery. 

  • Durable consumer goods;

Home textile products, home and office furniture, carpet, plastic table, chairs, kitchen goods, hotel equipment, refrigerator and washing machine.

  • Machines and equipment;

Work machines, manufacturing machines, mill machines, wood processing machines, metal processing machines, welding machines, spare parts for machines, door-window woodwork machines, hydraulic machine equipment, crane and conveyor bands, water pumps, compressor and air conditioner.

  • Textile and clothing products;

Clothes for women, men and children, socks, underwear, shirts, trousers, cloth, trainers, shoe material and accessories, products having leather as raw material and qualified leather products.

  • Sanitary and cosmetic products;

Soap, detergent, hygienic products, various cosmetic products.

  • Building material and construction;

Contracting and engineering services, building material, petroleum-natural gas industry equipment and railroad material.

 

  • Health tools and devices;

Medical devices, orthopedic products, medical material, hospital equipment and ambulance.

  • Education tools and equipment;

Stationery material such as notebook, pencil, etc., papers, school tools and office tools.

  • Energy material and equipment;

Telecommunication equipment, electricity posts, transmission lines, lighting elements, cables, generator, power transmission systems, bush-current switches, fuse, outlets and plugs.

  • Automotive and automotive related industries;

Automobile, bus, minibus, truck, pickup, all kinds of products for the related industries for automobiles, automobile accessories, automobile equipment, tractor and trailers, inner and outer wheels.

  • Electricity, electronic, computer, IT, telecommunication and information;

Electronic tools (TV, video, music set), computer and computer equipment, telephone and telephone centrals, mobile phones and mobile phone accessories.

Participation Fee for the Fair and Way of Payment

Indoor fee for square meter:

·        Entrance Floor:

USD 200 + VAT

  • Lower Floor :

USD 160 + VAT

  • Tent:

USD 120 + VAT

(If no stand is demanded in the closed area, USD 10 will be deducted from m² fee)

·        Outdoor fee for square meter:

USD 80 + VAT
The smallest stand is 12 m² in the closed area and 50 m² in the open area. 
40 % of the participation fee shall be paid upon signature of the contract; and the remaining 60 % shall be paid until the opening date of the fair.
Bank accounts to make the payments:
BANK                                                                                              YTL ACCOUNT     USD ACCOUNT
Fortis bakanlıklar şb. (206)                                     30421-2832         30103-0474
SERVICES INCLUDED IN THE PARTICIPATION FEE

A)    In Closed Area;

a)      Stand construction on the area mentioned in the contract,

b)     Lightening the stands with a spot for each 3 m², carpet, 1 table, 2 chairs, 1 waste bin, electric socket, 1 ashtray and frontal signs; for the stands above 18 m² 1 table and 2 chairs will be given in additional.

B) In Open Area;

a)      Fencing around the area,

b)     Provision of 220 volt Power for the hired area (380 volt be given additionally upon payment),

c)      General lightening.

C) For All Participants;

a)      General cleaning on the fair ground (cleaning inside the stands is the responsibility of the PARTICIPANT),

b)     General security on the fair ground (security of the stands during the fair is the responsibility of the PARTICIPANT),

c)      Making the obligatory insurances in accordance with the fair regulation

d)     Information about the firms in the fair catalogue,

e)      Participant cards and vehicle entrance cards,

f)       Promotion of the fair by the press and the open air advertisement

g)     Fair catalogue for each participating company.

ADDITIONAL MATERIAL AND SERVICES
The services to be demanded except from the goods and services included in the participation fee re subject to additional fee.
CATALOGUE FOR PARTICIPANTS
Fair catalogue will be prepared in order to be submitted to the official delegation, purchasing delegation, fair participants, participants of the bilateral meetings and to the visitors. This catalogue will also be sent to the public institutions and organizations in Iraq; Chambers of Commerce and Industry and the commercial organizations in Iraq, Syria, Iran; Chambers of Commerce and Industry in Turkey, to the press, foreign representatives and related businessmen and the sector organizations.  
The following information will be included in the catalogue;

  • Information regarding the investments and reconstruction in Iraq,
  • General information regarding the fair,
  • Alphabetic, sectoral list and list according to the countries of the participants and information about the products,
  • Advertisements

The fair catalogue will be in 12x21 cm. dimensions and it will be printed on color glossy paper. The catalogue which participants can give advertisements will be related institutions and organizations; and shall be sold to visitors. 
Advertisement Prices
Bracket                        : USD 1.500 + VAT
Back Page, Colored                        : USD 3.000  + VAT
Inner Covers, Colored                        : USD 1.500  + VAT
Inner Pages                        :                         USD 750   + VAT
Advertisement films must be sent by the participant. Framed advertisement films must be prepared one cm. smaller than the page size.
TRAVELING AND ACCOMODATION
The traveling and accommodation of company representatives and visitors will be organized by 3F Tourism and Traveling Inc. (3F Turizm Seyahat Ltd. Şti.)
APPLICATION DEADLINE - 22nd May 2006
Per informazioni rivolgersi a:
Salih BILECEN
Deputy Secretary General
Gaziantep Chamber of Industry

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(fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
25.02.2006

                                                 

   NOTIZIE IN BREVE
                               DALL'AMBASCIATA
                                     ITALIANA

- Secondo gli ultimi dati, nel corso del 2005 la Turchia ha attratto la somma record di $9 miliardi in investimenti diretti stranieri (FdiI). Negli anni scorsi l'interesse da parte di investitori esteri verso il Paese si era limitato ad investimenti del valore medio di un miliardo di dollari e la somma record realizzata lo scorso anno e' considerata come il risultato del processo di privatizzazioni in corso e dei successi in campo macro-economico conseguiti dal Governo.
- Il Tesoro ha dato mandato a tre banche, la <DZ Bank>, la <Ubs> e il <Credit Suisse>, di procedere all'emissione di Eurobond decennali che