Arretrati 

Anno 7° N.7

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

PROCESSO INARRESTABILE
Silvio_Berlusconi

 

Lo  ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a proposito dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Io primo avvocato di Ankara".

Recep_Tayyip_Erdogan"Io credo che ormai il processo sia inarrestabile: io per primo sono stato, e l'ho detto ridendo anche ad Erdogan, il principale avvocato della Turchia". Così il premier Silvio Berlusconi, in una lunga intervista alla televisione del Qatar <Al-Jazeera>, registrata nei giorni scorsi, ha commentato il processo di avvicinamento di Ankara all'Unione Europea. 
"E' stato importante iniziare ora i negoziati con la Turchia - ha aggiunto il presidente del Consiglio - Questi negoziati impiegheranno un po' di tempo ma io mi auguro che il risultato sia un'adesione della Turchia all'UE".
La Turchia, ha aggiunto Berlusconi nell'intervista, rappresenta "l'esempio concreto di come si possa procedere verso una strada comune". E' un "Paese musulmano con una profonda religiosità che io per primo ho voluto nell'Unione Europea e che sta adeguando le sue leggi accogliendo alcuni dei principi fondamentali che fanno parte dell'Unione".
"Io - ha concluso il presidente del Consiglio  - vedo nella Turchia il prodromo, il paradigma, l'esempio di ciò che può avvenire in futuro tra la gente occidentale europea ed i popoli musulmani". (
Ansa)
25.02. 2006

 

EFFETTO BOOMERANG
Gianfranco_Fini

Dire no all'ingresso della Turchia in Europa solo perché è musulmana sarebbe un grande errore: così il ministro egli Esteri Gianfranco Fini.

"Se la Turchia accetta i valori fondamentali, vogliamo dire 'no' al suo ingresso nell'UE solo perché è musulmana ? Io credo che non solo daremmo vita ad un effetto boomerang ma avremmo la possibilità, nel momento in cui la Turchia sarà nell'UE, di dimostrare che essere musulmani è perfettamente compatibile con quei valori che sono, in qualche modo, della nostra società". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, concludendo la sua replica al dibattito seguito nelle commissioni congiunte di Senato e Camera sulle comunicazioni del Governo sugli incidenti di Bengasi. (Agi)
25.02.2006 

 

"BASTA CON LE VIOLENZE"
Dimostrazioni_contro_le_vignette_in_Turchia

Intervista di Antonio Troise della redazione romana de <Il Mattino> di Napoli, all'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal.

"Basta con le violenze. Condivido in pieno le parole del Papa. La situazione è complessa ma una via d'uscita esiste". Ugur Ziyal, ambasciatore della Turchia in Italia, ha negli occhi un'immagine molto precisa, quella del monumento più famoso di Istanbul, Santa Sofia. "Fino al quarto secolo era una basilica cristiana, poi è stata trasformata in moschea infine è diventato un museo. Ancora oggi, ci sono cristiani e musulmani che pregano in quel luogo, contemporaneamente, senza problema"". Ugur Ziyal, che fra qualche settimana sarà a Napoli per una visita al consolato, chiude l'intervista con un messaggio di ottimismo: "La situazione è delicata. Ma la crisi si può superare e la Turchia ne è l'esempio concreto. Siamo un Paese dove convivono da secoli musulmani, cristiani ed ebrei. Grazie alla cultura della convivenza, del dialogo e del rispetto reciproco".
- Prima le vignette, poi l'uccisione di padre Santoro e ieri la strage dei cristiani in Nigeria. È preoccupato? "Nell'epoca della globalizzazione, questi problemi possono essere risolti solo se c'è una forte collaborazione a livello internazionale. In questo senso, Turchia e Italia, sia per il loro passato che per la posizione geopolitica, possono giocare un ruolo primo piano".
- La Turchia è anche un paese di frontiera... "Per la verità è un paese di transito. È da qui che le idee occidentali passano nel mondo islamico e viceversa. Un processo arricchito dall'apporto che il nostro Paese riesce a dare per far dialogare culture diverse".
- Ma che cosa si può fare per superare le tensioni?
"Ripeto: la strada maestra è quella della collaborazione internazionale. Il nostro Primo Ministro ha spedito 180 lettere ai Capi di Stato. Ed ha scritto un articolo con il premier spagnolo Zapatero. Di fronte ad atteggiamenti irresponsabili non bisogna fomentare tensioni ma individuare soluzioni. Anche in Turchia una parte della popolazione si è sentita offesa. Ma il Governo ha preso tutte le misure per evitare che la reazione potesse trasformarsi in violenza".
- Però c'è stata la tragedia di don Andrea Santoro.
"Siamo molto dispiaciuti. Ma è stato un gesto individuale. La persona è stata subito arrestata e i giudici sono al lavoro per scoprire la verità. Ho partecipato ai funerali di padre Santoro e ho parlato con i suoi familiari che hanno perdonato l'assassino. Un atteggiamento che ci ha commosso. Ma non credo che la nostra giustizia perdonerà il colpevole di questo gesto".
- Qual è il suo giudizio sul ministro della Lega, Roberto Calderoli, che si è dimesso dopo aver mostrato le vignette in tv?
"Non ho niente da aggiungere a quanto detto da Berlusconi e dagli altri esponenti del governo".
- L'Occidente avrebbe dovuto fare qualcosa in più per trovare soluzioni adeguate?
"Credo che non ci sia stata la sensibilità giusta per comprendere le conseguenze della crisi. Da una parte si è considerato il problema solo dal punto di vista della libertà di parola. Dall'altro si è insistito esclusivamente sull'offesa ai valori religiosi. Invece di insistere sulle posizioni estreme sarebbe stato necessario trovare una responsabilità bilanciata".
- Tutto questo può rallentare il processo di integrazione della Turchia?
"Abbiamo cominciato i negoziati per l'adesione. Ma dobbiamo vincere le ultime resistenze. Partendo da una premessa: tutti gli argomenti che vengono usati contro di noi possono essere trasformati in interventi a sostegno. Ad esempio c'è chi teme un flusso di immigrati dalla Turchia. Ma se c'è sviluppo nessuno vorrà lasciare il Paese".
- C'è ancora un problema curdo?
"La Turchia ha fatto moltissime riforme negli ultimi anni, dal codice di procedura penale a quello civile. Alcune convenzioni, come quelle sui diritti umani, vengono prima delle leggi nazionali. E il processo continuerà. Non esiste, inoltre, alcun tipo di discriminazione. Certo, fra i curdi c'era una componente terroristica. Ma bisogna distinguere: non tutti i curdi sono terroristi".
- Un'ultima domanda: ci sono stati passi in avanti anche dal punto di vista economico?
"Le riforme hanno riguardato tutti i settori. In più lo Stato ha tagliato molte spese inutili ed ha risanato il bilancio pubblico con l'obiettivo di raggiungere ogni anno un attivo del 6,5%. La nostra economia è molto dinamica e, in questo quadro, l'Italia occupa una posizione di primo piano".(Antonio Troise/Il Mattino)
25.02.2006  

 

MALESSERE

Turchia_e_malessere_2 Turchia_e_malessere

E-mail di un lettore a <Turchia Oggi> per denunciare il clima di tensione che sembra avere avvolto la Turchia. Timore negli ambienti cristiani.

Pubblichiamo in apertura la e-mail di questo nostro lettore. La condividiamo solo in parte augurandoci che tutto quello che ha scritto sulla Turchia non sia del tutto vero. D'altra parte noi viviamo a Roma e per capire appieno la realtà di un Paese occorre trovarsi gomito a gomito con la gente del posto. Ad ogni modo <Turchia Oggi> è sempre aperta a chi vuole dire la sua, purché non si travalichi nei giudizi con commenti offensivi. Per una questione di diritto di cronaca riportiamo alcune notizie su fatti accaduti recentemente. (Turchia Oggi)
Egregio direttore, sono il dipendente di una ditta italiana che lavora in Turchia e più precisamente ad Izmir. Non so se quello che che sto per chiederle potrà essere esaudito ma mi piacerebbe che alcune mie riflessioni fossero ospitate sul suo portale. La prego però omettere nome e cognome per motivi che lei può ben comprendere. Purtroppo in Turchia qualcosa è cambiato. L'aria non è più la stessa. Sarà stata la morte di don Andrea Santoro, ucciso per mano di giovane esaltato, saranno state le aggressioni di cui sono state vittime altri sacerdoti,  e che comunque hanno messo in evidenza la reale condizione nella quale opera la Chiesa cattolica in questa terra, saranno state le manifestazioni indette in più di una città per protestare contro le vignette su Maometto, è un fatto però che il Paese improvvisamente sembra essere stato avvolto da uno strano malessere di cui sono consapevoli gli stessi turchi; quelli perlomeno che temono uno "strappo" con l'Occidente ed un "salto" verso posizioni come dire più nazional-religiose. A tutto questo, poi, va aggiunta una sfiorata-rottura diplomatica tra Tel Aviv ed Ankara provocata dalla visita effettuata nei giorni scorsi di una delegazione di Hamas nella capitale turca. Non va dimenticato, a questo proposito, quanto siano suscettibili gli israeliani quando si pesta loro la coda. E poiché la diplomazia serve proprio a smussare le divergenze in fatto di politica estera, forse - a nostro giudizio - certi ambenti turchi prima di ricevere ufficialmente al-Khalifah avrebbero dovuto riflettere qualche minutino di più. Una crisi con Israele andrebbe infatti a tutto danno di Ankara che forse ha dimenticato (ma lo ha poi dimenticato?) che dietro a Tel Aviv ci sono sempre gli Stati Uniti con tutto quello che ne consegue, sia in campo economico che militare. Per fortuna che poi i rapporti tra i due Paesi sono tornati ad essere distesi dopo il positivo dialogo che c'è stato tra l'ambasciatore israeliano Avivi ed esponenti del partito di Governo Akp. E' convenuto ad entrambi. Come conviene, sempre alla Turchia, cercare di calmare gli animi di quanti - strumentalizzati da chi soffia sul fuoco della destabilizzazione in Medio Oriente e più in particolare in quelle zone ancora apparentemente tranquille - vorrebbero una Turchia fuori dalla Nato e mai nell'Unione Europea. Dal resoconto che del Paese fa Lucio Leante - corrispondente da Ankara per l'agenzia Ansa ed uno dei più profondi conoscitori dell'Anatolia - pare di capire come non solo la tensione sia diffusa negli strati sociali meno abbienti ma come almeno una parte della popolazione sia sempre più anti-occidentale. Prova ne sia il plauso generale - anche a livello istituzionale - di un film di guerra realizzato dai turchi dove questa volta i cattivi sono gli americani; film che, per inciso, in Germania è stato criticato come razzista e antisemita. E' quest'ultima parola che ci lascia perplessi. Viene da pensare che fu proprio sotto l'Impero ottomano se gli ebrei  - cacciati dalla Spagna e dall'Europa tutta - trovarono protezione e la serenità altrove negate. La visita di Papa Benedetto XVI il prossimo novembre sia un motivo in più quindi per un abbraccio corale tra fedi e civiltà diverse. Non è una religione che fa un Paese. Lo ha rimarcato anche il nostro ministro degli Esteri, Gianfranco Fini il quale - a quanti non vorrebbero la Turchia in Europa perché musulmana - ha replicato affermando che "essere musulmani è perfettamente compatibile con quei valori che sono della nostra società". Parole sacrosante. Quelle stesse che il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto sue da tempo cercando di far capire all'UE, a volte particolarmente ottusa. che gli scontri di civiltà danneggiano tutti. (Un lettore)
25.02.2006


LIBERTA' RELIGIOSA

Franco_Frattini

Il vice presidente della Commissione europea, Franco Frattini, in un meeting a Napoli ha ricordato come la libertà di culto sia una delle premesse per l'ingresso della Turchia nell'UE.

The issue of religious freedom in Turkey will be one of the most important issues to be covered during Turkey's membership negotiations with the European Union, according to a senior official of the European Commission, executive organ of the EU that is most directly and actively involved in candidate countries' preparation process ahead of entry.
While delivering a speech at a meeting titled "Italy's Role for a Conscious Europe" and held in Naples over the weekend, Franco Frattini, the vice president of the European Commission and EU commissioner for justice, freedom and security, touched upon the killing of a Roman Catholic priest in Turkey.
Father Andrea Santoro was killed by a 16-year-old high school student while praying in his church in the Black Sea city of Trabzon. The teenage assailant has been charged with the murder that reports have said was inspired by protests against Danish cartoons of the Prophet Mohammed.
"Christianity should be unrestricted in the lands of Islam," Frattini was quoted as saying by the Anatolia news agency, as he also described Santoro as a "martyr."
"Freedom of religion will be a constant issue during Turkey's membership negotiations with the EU," he added.
Turkey began formal accession talks with the 25-nation bloc in October and expects to start actual negotiations in the first half of 2006. The EU criticizes Turkey for shortcomings in granting religious freedoms to its non-Muslim minorities.
He referred to recent riots in Libya in reaction to Italian Reform Minister Roberto Calderoli wearing a t-shirt bearing the Prophet Mohammed caricatures as "a disconcerting affair."
"There was no need to fuel the fire of controversies in this delicate moment. We obviously must resume talks with the Islamic world; otherwise, Italy would be seen as one of the enemy countries. And that is wrong, because Italy has always showed great tolerance and respect."
Earlier this month, Foreign Minister Abdullah Gül said that respect for cultural and religious values and the freedom of expression should not be considered contradictory values. "There's no freedom in this world that has no limits," Gül said during the Jeddah Economic Forum, in apparent reference to the growing tension sparked by the publication of Prophet Mohammed cartoons in Western newspapers, which have offended the Muslim community worldwide.  
Gül highlighted that identities and religious values can't be attacked or humiliated according to Article 10 of the European Convention on Human Rights. He said values such as respect, tolerance, rights and responsibilities were not unfamiliar to Muslims and emphasized that Islam teaches peace.
The minister also complained about a lack of mutual understanding between different cultures civilizations. (Turkish daily News)
25.02.2006

 

TENSIONE STRISCIANTE
Padre_Andrea_Santoro

Paura tra i sacerdoti e tra i fedeli in Turchia dopo l'uccisione di don Andrea e le aggressioni ad altri sacerdoti. Le autorità sembrano non vedere.

''Abbiamo una sensazione di tensione strisciante e di paura tra i sacerdoti e tra i nostri fedeli''. Con queste parole, monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico in Turchia ha riassunto all'Ansa lo stato d'animo dei cattolici in Turchia, dopo l'uccisione di don Andrea Santoro a Trebisonda (5 febbraio), l'aggressione a don Martin Kmetec a Smirne (9 febbraio) e le varie manifestazioni di forte sapore anti-europeo ed anticristiano in varie città turche.
I cattolici turchi oscillano tra la necessità di minimizzare i segnali negativi e di tenere un profilo il più basso possibile e quella di chiedere sostegno alla stampa ed alle autorità turche che non sempre si mostrano collaborative. Ma la tensione ed in alcuni casi la paura è palpabile.
Ad Istanbul in una grande manifestazione del Partito di azione nazionalista (Mhp) contro le vignette del Profeta Maometto sono risuonati gli slogan più oltranzisti dei Lupi grigi, i quali, da qualche tempo, hanno anche adottato quelli dei fondamentalisti islamici, mentre in passato si professavano laici e kemalisti. Segno dei tempi, ma anche segnale di una tendenziale e molto preoccupante convergenza, in chiave anti-europea, tra gruppi e temi nazionalisti e quelli fondamentalisti.
Le indagini sull'omicidio di don Santoro, di cui si conosce l'autore, un giovane fanatico ed un po' squilibrato di 16 anni, ma non ancora i mandanti, e l'aggressione di don Martin, di cui non si sa ancora chi fossero i 10 Lupi grigi che lo minacciarono, stringendolo al collo, sembrano essere affogate nel silenzio degli inquirenti e nei misteri dei ministeri turchi.
In compenso, la polizia di Samsun (Turchia settentrionale) ha identificato i giovani che sabato scorso sono penetrati urlando nella locale chiesa cattolica strappando un cartellone: ''erano semplici drogati'', ha detto la polizia. Ma non è chiaro che cosa gridassero e perché se la prendessero tanto (a parole) con la chiesetta di Samsun e col suo parroco Pierre Brunissen. Segno della tensione diffusa è anche il fatto che le chiese ed i religiosi vengono tenuti ormai, dopo le falle dei giorni scorsi, sotto stretta sorveglianza 24 ore su 24 dalla polizia turca. 
Inquietante e indicativa del clima generale è anche la notizia trapelata da Izmir (Smirne): poche ore prima che nel pomeriggio di domenica 5 febbraio a Trabzon fosse ucciso don Andrea Santoro, la polizia turca avvertì due preti cattolici italiani che c'era sentore di un attentato alle loro chiese. Lo ha rivelato all'Ansa uno di essi, don Stefano Nigro, raggiunto al telefono a Smirne. Altrettanto inquietante è il fatto che Don Andrea Santoro, avesse ricevuto di recente aperte minacce riguardanti due giovani catecumeni turchi che avevano deciso spontaneamente di abbracciare la religione cattolica. E aveva scritto una lettera al locale governatore. ''Don Andrea non temeva per sè, ma per i due catecumeni turchi'', ha affermato all'Ansa monsignor Padovese riferendo la notizia. 
Questa circostanza è molto interessante perché il governatore di Trebisonda, dopo l'uccisione di don Santoro, confermò che il sacerdote ''aveva ricevuto minacce'', ma non ha mai precisato quali. Inoltre, secondo le prime risultanze delle indagini, il giovane fanatico, Ouzhan Akdil, di 16 anni che uccise il sacerdote mentre pregava in chiesa, potrebbe averlo ucciso perché, in una riunione di un gruppuscolo sia nazionalista sia fondamentalista il suo maestro islamico (hoja) aveva accusato don Andrea di ''fare proseliti'' (il che è stato però smentito da tutti i testimoni, ndr). 
L'accusa a don Santoro di fare proselitismo, per di più dietro compenso di danaro, è emersa su alcuni mass media turchi, come una vera operazione di disinformazione (forse pilotata) non nuova in Turchia. Qui, di tanto in tanto rinasce sulla stampa la voce di sacerdoti protestanti che regalerebbero Vangeli con banconote da 50 dollari nascoste tra le pagine. Nel caso di don Santoro il compenso sarebbe stato raddoppiato - secondo queste notizie giudicate da testimoni ed osservatori del tutto fantasiose - a 100 dollari. 
Monsignor Padovese, nella sua qualità di vicario apostolico per l'Anatolia ha dato incarico ad un legale di querelare i mass media che hanno riportato queste voci. Lo stesso prelato ha scritto una lettera in proposito a vari giornali (che la hanno pubblicata) rispondendo anche al sindaco di Iskenderun, Mete Adan, che, in un'intervista a proposito dell'uccisione di don Santoro, si era chiesto: ''Che senso ha tenere aperta una chiesa dove tutti sono musulmani?'', aggiungendo ''E' come cercare lumache dove non esistono''. 
Significativo è infine il fatto che il ministero dell'Interno turco, proprio in questi giorni di tensioni, in risposta alla richiesta di un visto per una coppia di coniugi stranieri per un vescovo, abbia risposto, come sempre, che ''lo Stato turco non riconosce la Chiesa cattolica ed i suoi rappresentanti in Turchia''.(Lucio Leante/Ansa)
25.02.2006

CAMPAGNA DIFFAMATORIA

La_consacrazione_di_mons._Padovese

La situazione in cui si trovano i cristiani in Turchia verrà esposta dal vicario apostolico dell'Anatolia nel corso di un suo prossimo incontro con il Pontefice.

In Turchia ''è stata orchestrata una vera e propria campagna diffamatoria'' nei confronti dei cristiani. A lanciare l'allarme è il vicario apostolico dell' Anatolia, monsignor Luigi Padovese, che è ormai costretto a vivere sotto scorta, come altri sacerdoti dopo l'omicidio di don Andrea Santoro.
''Veniamo accusati di fare opera di proselitismo e di attentare all'identità di una terra che deve restare unica e musulmana'' ha spiegato in un'intervista al quotidiano <Avvenire> monsignor Padovese, che nei prossimi giorni incontrerà Benedetto XVI proprio per parlare della situazione della Turchia.
La verità, secondo il vicario apostolico, è che l'accusa di proselitismo ''è l'alibi a cui si sta facendo ricorso per rinfocolare una polemica che è insieme anticristiana e anti-occidentale'', un modo per ''destabilizzare il Paese e dimostrare che non può entrare in Europa facendo fallire i tentativi del premier Erdogan''.
Questo è il motivo di accuse come quelle di Hasan Kundakei, un generale in pensione, ''che ha denunciato come la Turchia sia diventata un Paese dove i missionari possono agire indisturbati, replicando quanto fecero gli armeni contro gli ottomani durante la Prima guerra mondiale''.
''Sono convinto che Erdogan stia cercando di rispettare gli impegni presi per arrivare all'ingresso nella UE - ha sottolineato Padovese - ma in Turchia è come se ci fossero due Stati: uno ufficiale e uno parallelo, costituito da un incrocio tra apparati burocratici, nazionalismo e radicalismo islamico che se il Paese diventasse membro dell'UE perderebbero il potere reale che hanno ora''.
Certo è che ''non si può vivere insieme - ha concluso il vicario - se non si rispettano i principi fondamentali della democrazia e del pluralismo. E noi cristiani vogliamo vivere insieme ai musulmani''. (Ansa).
25.02.2006.



DIALOGO E RECIPROCA CONOSCENZA
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Per il Nunzio apostolico in Turchia, mons. Antonio Lucibello, non ci sono alternative per superare il "clima teso" che si respira anche in terra anatolica.

"Dialogo e reciproca conoscenza". Non ci sono alternative per mons. Antonio Lucibello, Nunzio apostolico in Turchia: sono queste le uniche possibili risposte al "clima teso" che si respira in molti Paesi in seguito alla pubblicazione delle caricature del profeta Maometto.
L'arcivescovo, intervistato dal Servizio informazione religiosa (Sir) della Chiesa italiana, attribuisce l'uccisione di don Andrea Santoro proprio alle tensioni originate dalla vignette, che hanno provocato anche una manifestazione ad Istanbul per chiedere il boicottaggio di prodotti italiani, mentre qualche giorno fa c'e' stato un attacco alla chiesa armena di San Gregorio l'Illuminatore a Kaiseri. Questi episodi, rivela il Sir, sono stati oggetto di un colloquio tra mons. Lucibello e il sindaco di Istanbul. "Gli ho ricordato - spiega l'arcivescovo - che episodi come la morte di don Santoro non fanno altro che rafforzare la volontà di dialogo della Chiesa con le altre fedi. Continuiamo a credere nel dialogo e nella reciproca conoscenza".
"Non dobbiamo alimentare questo clima di tensione - conclude il nunzio Lucibello - occorre abbassare i toni, evitando anche di dare ampio risalto sui media alle scene di fanatismo. Non diamo ai fanatici quella visibilità mediatocce che cercano. L'assassinio di don Santoro non è certo quello che si auguravano le autorità turche e la gente di buon senso, che è molta qui in Turchia. La Chiesa continua la sua missione di dialogo e di incontro, non possiamo tirarci indietro". (Agi)
25.02.2006-

 

SOLLEVA SCALPORE
IL FILM
"LA VALLE DEI LUPI"

La_Valle_dei_Lupi

Il presidente della Baviera, Edmund Stoiber (Cdu)  in una intervista al <Bild am Sonntag> l'ha definito razzista e antisemita. Questa volta i "cattivi" sono gli americani.

Il film di azione turco ''La Valle dei Lupi'', il più costoso mai prodotto in Turchia, solleva 
proteste in Germania dove politici e organizzazioni ebraiche chiedono di togliere dalla circolazione, dopo solo dieci giorni di programmazione, la storia di un ''Rambo'' turco che si vendica degli americani.
''Invito i gestori delle sale cinematografiche in Germania di togliere subito dalla programmazione questo film razzista, anti-occidentale e fautore dell'odio'' ha detto il presidente della Baviera, Edmund Stoiber (Cdu), al domenicale <Bild am Sonntag>. 
Un appello condiviso dal ministro regionale dell'Interno in Baden Wuerttemberg, Heribert Rech (Cdu), secondo il quale il film ''stimola risentimenti antisemiti e antiamericani, divide le culture e radicalizza soprattutto i giovani turchi''. Anche il Consiglio centrale degli ebrei in Germania ha chiesto ai proprietari dei cinema tedeschi di bloccare subito la proiezione del film: chi mostra questo film promuove l'odio per 
gli ebrei, ha detto al quotidiano <Frankfurter Allgemeine Zeitung> la vicepresidente Charlotte Knobloch.
E dire che il film, (che all'inizio doveva essere proibito ai minori di 18 anni, ma poi il distributore turco ha protestato e le autorità lo hanno ora vietato solo ai agli spettatori con 
meno di 16 anni), in dieci giorni in Germania è stato visto da 200 mila spettatori (in Turchia nei primi tre giorni gli spettatori sono stati un milione).
Il film è costato dieci milioni di dollari, ed ha tra i suoi protagonisti anche attori americani, come Billy Zane. La storia, che riserva un ruolo di primissimo piano alla difesa dell'onore, parte da un fatto vero: il 4 luglio 2003 una pattuglia di militari turchi entra nell'Iraq settentrionale con la missione di accertare se le attività in Kurdistan possono rappresentare un rischio per la Turchia meridionale. A Suleymaniye i soldati turchi vengono intercettati da militari americani che li arrestano, li incappucciano e li portano via. 
Le immagini pubblicate in Turchia sollevarono forte risentimento per l'orgoglio nazionale dei turchi, che fanno parte della Nato, offeso dal trattamento degli alleati americani.
Per vendicare l'onore ferito, viene mandato in Turchia un superagente segreto, protagonista di una serie televisiva di successo, Polat Alemdar, uno "007" con licenza di uccidere il cattivo americano, che si chiama Sam. Al quale nella scena finale infligge una pugnalata mortale al cuore e in molti cinema tedeschi i giovani spettatori balzano in piedi scandendo ''Allah è grande''.
Nel film tornano tutte le scene, veramente accadute (e ricostruite fedelmente) di maltrattamenti contro musulmani a Abu Ghraib, mescolate con elementi inventati, come il medico ebreo che nello stile del dottore nazista Mengele preleva reni dai corpi di prigionieri e li mette in contenitori per il trasporto destinati a Tel Aviv, Israele, oppure Londra, Gran Bretagna...
Il film in Germania è proiettato in versione originale, in turco, e sottotitoli in tedesco.Stoiber, nell'intevista a <Bild am Sonntag>, chiede una chiara presa di posizione della Turchia. 
''Dopo il positivo ruolo di moderazione avuto dal Governo turco nella vicenda delle caricature di Maometto - ha detto Stoiber - è necessaria anche qui una chiara presa di posizione contro questo film che invita all'odio contro gli occidentali''. (Ansa)
25.02.2006

INFELICE PARAGONE

Donna_Hamas

Ankara ha definito "sfortunate" le dichiarazioni del portavoce del Governo israeliano sul parallelo tra il gruppo radicale Hamas e il Pkk.

La Turchia ha definito ''sfortunate'' le dichiarazioni di Raanan Gissin, portavoce del Governo israeliano, che aveva fatto un parallelo tra il gruppo radicale islamista Hamas e i gruppi armati curdi del Pkk che lottano contro Ankara. ''Crediamo che le comparazioni fatte nelle dichiarazioni israeliani siano completamente infondate e sbagliate'', si afferma in una dichiarazione diffusa dal Ministro degli Esteri turco. ''Abbiamo reso noto agli israeliano la nostra insoddisfazione e disagio riguardo alle dichiarazioni che sono state fatte sui nostri problemi politici interni''. Parlando alla televisione di Stato turca Raanan Gissin aveva criticato con forza la Turchia per aver invitato il leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, per dei colloqui che secondo Israele possono danneggiare i rapporti bilaterali tra i due paesi. ''E' un grave errore'', aveva detto Gissin'', ''questa visita potrebbe avere delle conseguenze sui nostri rapporti che potrebbe essere difficile riparare''. ''Mi domando che cosa penserebbero le autorità turche se noi avessimo invitato Abdullah Ocalan per dei colloqui in Israele?'', si è chiesto retoricamente il portavoce del governo israeliano.(Più Europa)
25.02.2006

LA REAZIONE DEI CONGRESSISTI USA
I_congressisti_americani

Una dura lettera al premier turco Recep Tayyip Erdogan nella quale si condanna la visita di Hamas in Turchia.

Reactions to the visit to Ankara by Hamas (Islamic Resistance Movement), as the winners of the Palestinian elections, last week continue to echo; the US House of Representative sent Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan a harsh letter condemning the visit.
The letter written by high ranking Democratic member of the House's International Relations Committee, Tom Lantos read that the Hamas visit "weakened the parties supporting peace and objecting to terror, including Palestinians."
Lantos said Turkish Foreign Minister Abdullah Gul and other ruling Justice and Development Party members may have an open message for Hamas, but that he is concerned the final decision will be to contrary to what they say.
The Congressman, one of the prominent names of the Jewish community, defended that the Hamas visit to Ankara both upset "Turkey-US relations, which have failed to develop" over the last three years because of the Iraq War, and "damaged Turkey's own national benefit."
Lantos, known as a friend of Turkey, wrote in his letter that he, as one of the few Congress members supporting the fight of Turkey against separatist terrorists, asked how the Turkish authorities hope to manage to construct a just and solid platform in the fight against the terrorist organization, the Pkk, while Abdullah Ocalan negotiates with his Palestinian equivalent? (Ali H. Aslan/Zaman)
25.02.2006

 

IL RIFIUTO DEL BRIEFING

L'ambasciatore_Pinhas_Avivi

Respinto da Israele l'invito da parte del ministero degli Esteri turco di un <tete-à-tete> per superare i dissapori tra i due Paesi dopo la  controversa visita di Hamas ad Ankara. Il colloquio dell'ambasciatore israeliano con l'Akp.

Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha ordinato al suo ambasciatore a Ankara, Pinchas Avivi, di non andare al ministero degli Esteri turco che lo aveva invitato per riferirgli sui colloqui che esponenti del Governo turco hanno avuto nei giorni scorsi con una delegazione di Hamas, il movimento islamico che ha vinto le elezioni palestinesi e che formerà il prossimo Governo palestinese.
La notizia, diffusa dal sito internet del quotidiano <Haaretz>, è stata confermata da un portavoce del ministero degli Esteri a Gerusalemme.
''Israele e Turchia - ha detto all' Ansa - stanno operando insieme con l' intento di ridurre la tensione tra i due Paesi sulla questione di Hamas''. ''C'è da sottolineare il fatto - ha continuato - che le relazioni tra Israele e Turchia sono stabili anche se i due Paesi hanno una posizione differente nei confronti di Hamas''.
Fonti informate hanno affermato che declinando l' invito turco Israele ha voluto ribadire la sua totale contrarietà all' apertura di Ankara nei confronti a Hamas, movimento che si oppone all' esistenza stessa di Israele. Lo Stato ebraico ha visto nei colloqui turchi con Hamas la rottura di un isolamento internazionale nei confronti di questo movimento.
Israele, hanno ricordato le fonti, ha posto tre condizioni non negoziabili che Hamas deve soddisfare per l'apertura di un dialogo: il riconoscimento dello stato ebraico, la rinuncia alla violenza e l' accettazione di tutti gli accordi israelo-palestinesi finora conclusi. Queste posizioni, hanno aggiunto, sono condivise anche dagli Stati Uniti e dall' UE.
Le relazioni tra Israele e Turchia, divenute molto strette e di grande importanza strategica per ambedue i Paesi a partire dall' ultimo decennio del secolo scorso, hanno conosciuto negli ultimi anni momenti di tensione dopo la costituzione dell' attuale Governo turco, il cui premier Recep Tayyip Erdogan, ha aspramente criticato Israele per la sua politica nei confronti dei palestinesi. (Ansa)
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Khaked_MashaalIsrael's ambassador to Turkey held "very positive" talks at the headquarters of the ruling Justice and Development Party (Akp) after a high-level delegation visit from Palestinian group Hamas last week strained relations between the two regional allies.
Ambassador Pinhas Avivi was invited for talks with the Akp's deputy chairmen, Akif Gülle and Şaban Dişli, at the party's headquarters. Avivi declined to go to the Foreign Ministry on Monday for a planned briefing on talks with the Hamas delegation headed by the group's leader living in exile in Syria Khaled Mashaal."The meeting reviewed ongoing good relations between the two countries," Gülle said in a statement. "It has been mutually stated that Turkish-Israeli ties will not be affected by different comments that have been made in certain media organizations."
Hamas' unexpected talks in Ankara sparked a prompt reaction from Israel, with Raanan Gissin, spokesman for the Israeli government, saying the relations would be harmed in a manner difficult to repair. His remarks drew criticism from Ankara as he also likened talks with Hamas to a meeting between Israeli officials and Abdullah Öcalan, the jailed leader of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk).
The Pkk called on Turkey to agree to dialogue with it, accusing Ankara of "double standards" since it had engaged in talks with the radical Palestinian group Hamas.
"Is it not blood that is shed in the fighting between the Turkish army and the Kurdistan freedom movement, just like in the Palestinian-Israeli conflict?" asked senior Pkk commander Murat Karayılan in an interview with the pro-Kurdish Fırat News Agency.
"Why doesn't (Turkish Foreign Minister Abdullah) Gül expend efforts to stop bloodshed in his own country? Is this not a contradiction?" he said in the interview published on the agency's Web site. "Maybe it is because Kurds have carried out fewer suicide attacks (than Hamas). This is a double standard," he charged.
Karayılan also argued that talks between Ankara and the Pkk were not an "imaginary" or "far-off" possibility. "They will talk to us. We are a people, we are a reality. They may refuse to talk to us now, but every refusal means wasting time," Karayılan asserted.
Tension with Israel deepened when Avivi declined to accept an invitation from Foreign Ministry's Bozkurt Aran on Monday for a briefing on the talks with Hamas because he was instructed by the Israeli Foreign Ministry not to do so, as Israel was not interested in any briefing on the talks with Hamas since the radical group had already made clear it would not change its radical policies over the weekend.
In a sign of the tension cooling off, an Israeli official told the Turkish Daily News that the atmosphere in Avivi's talks at Akp headquarters was "very good" and described the meeting as "very positive," without elaborating on specifics of the talks.
"Both sides were already doing everything they could in order to defuse tension, and here you see that some active steps are being taken and the tension is being defused," the official said.
President Ahmet Necdet Sezer is expected to visit Israel in summer and other Turkish officials, including Agriculture Minister Mehdi Eker are scheduled to go to Israel for talks with their Israeli counterparts in the near future.
Israeli officials said the planned activities would go on as planned. (Turkish Daily News)
25.02.2006

UN SISTEMA
DI MISSILI
PER DIFENDERSI

Gen._Hilmi_Ozkok

Incontro tra il ministro della Difesa turco Vecdi Gonul e il Capo elle Forze Armate, gen. Hilmi Ozkok. Un costo da 250 milioni di dollari.

The Defense Industry Executive Committee convening under the presidency of Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan Friday, decided to produce missile defense shields to strengthen the country's defense capacity against ballistic missiles, with extensive domestic contribution in Turkey.
The Air Force Command's tender for high-altitude defense system was already on the agenda.
After a five-hour meeting at the Defense Industry
Undersecretariat, in which Chief of the General Staff Hilmi Ozkok also participated, the Turkish Minister of Defense Vecdi Gonul said the feasibility studies for the defense system will be conducted first and domestic contribution will be dominant.
Defense Industry Undersecretary Murat Bayar said they will try to clarify the credit to finance the high altitude defense system.
The Ministry authorized Bayar to start eight new projects and determined the contractors of 10 more, Gonul said, informing about the projects of which the contract negotiations have been completed.
These projects will cost $250 million and some of the main contractor companies include, TAI for C-130 Modernization Project, Havelsan for Electronic war, test and education center project, Milsoft and Vestel for electronic war simulation support center and training systems projects, and Yonca-Onuk for rapid intervention guarding boats project. (Anadolu Agency/Zaman)
25.02.2006

BAKOYIANNIS:
UNA SOLUZIONE
PER CIPRO

Dora_Bakoyiannis

Nominata ministro degli Esteri greco nel Governo Karamanlis, la figlia di Costas Mitsokatis si è detta sempre favorevole al piano Annan. Forse è la volta buona.

Il 14 febbraio il Primo Ministro greco Costas Karamanlis ha annunciato un rimpasto di Governo di ampie proporzioni, che ha mutato in modo sensibile la fisionomia dell'esecutivo ellenico espressione del partito conservatore Nea Demokratia, in carica dal marzo del 2004. In totale, il rimpasto di Karamanlis ha determinato un cambio al vertice di quasi tutti i ministeri di rilievo sostanziale: Esteri, Difesa, Interno, Sanità, Cultura, Turismo.
La novità di maggiore impatto concerne la nomina a ministro degli Esteri di Dora Bakoyiannis, figura di assoluto spessore, probabilmente il personaggio politico più popolare nella Repubblica Ellenica. Oltre che in patria, la Bakoyiannis, gode di ampio credito e notorietà a livello internazionale in virtù della sua storia politica e personale.
Era facile pronosticare per Dora una carriera di successo in politica poiché, oltre a un indubbio talento, avrebbe avuto la strada spianata in quanto figlia di Costas Mitsotakis, l'anziano leader di Nea Demokratia che fu premier dal 1990 al 1993. Il carisma della nuova numero uno della diplomazia ellenica si rafforzò nel settembre 1989, quando i terroristi del gruppo di estrema sinistra "17 Novembre" le assassinarono il marito, il deputato e giornalista Pavlos Bakoyiannis (del quale ha scelto di conservare il cognome). Dora reagì all'omicidio con grande personalità, intensificando il suo impegno politico e decidendo di occupare il posto in parlamento lasciato vacante dal marito. Il coraggio e la passione profusi fecero della Bakoyiannis un'eroina a livello nazionale.
Da allora il suo percorso politico è stato un crescendo senza freni, segnato dalla trionfale elezione a sindaco di Atene, avvenuta nel 2002 con un consenso di oltre il 60% dei voti. Come primo cittadino della capitale ellenica, la Bakoyiannis ha beneficiato di una ribalta unica nell'estate del 2004, quando Atene ha ospitato le tanto attese Olimpiadi. L'ottima prova di efficienza dimostrata in quella occasione dai greci, il cui successo è stato riconosciuto da tutto il mondo, ha sancito la definitiva consacrazione di Dora livello internazionale, elevandola a simbolo stesso del nuovo corso della Grecia contemporanea.
La personalità e la popolarità della Bakoyiannis sono essenziali per capire l'impatto che tale nomina potrà avere sulla diplomazia ellenica e sulle vicende dell'Europa sud-orientale nel complesso. Dora si distingue dal suo predecessore, Petros Molyviatis, per il diverso rilievo politico e per il largo seguito popolare che si è conquistata negli anni.
Il ministro uscente era un "grand commmis", un diplomatico di carriera che aveva ricoperto importanti ruoli istituzionali, come ambasciatore e prima ancora come stretto collaboratore fin dagli anni 70 di Costas Karamanlis Sr (è uno di quei personaggi che Oriana Fallaci menziona spesso, in modo non troppo positivo, nel suo libro "Un uomo" dedicato ad Alekos Panagulis). Molyviatis, che pure ha lavorato bene al punto di portare la Grecia in Consiglio di Sicurezza Onu, ha agito più da direttore generale del dicastero che non da ministro. Molyviatis, da molti ritenuto provvisorio anche per ragioni di età (ha 77 anni), ha concentrato la sua azione sulla "diplomazia economica", che ha condotto Atene ad assumere un ruolo di primo piano nei Balcani. Le questioni più politiche, quali Cipro e i rapporti con la Turchia, sono state affrontate seriamente ma senza presentare iniziative di forte impatto.
Dora Bakoyiannis, appena dopo avere assunto le redini del dicastero degli Esteri, ha affermato che i cardini della sua politica saranno la soluzione della questione di Cipro, il consolidamento delle relazioni con la Turchia e i Balcani. È importante notare l'ordine di come queste priorità sono state elencate, poiché in tale dettaglio risiede la differenza di approccio tra la Bakoyiannis e il suo predecessore.
Mancando di un mandato di stampo politico, Molyviatis non ha potuto fare molto riguardo a Cipro. A bloccare l'azione del ministro uscente ha contribuito soprattutto l'esito del referendum del 24 aprile 2004, che vide i greci ciprioti respingere la proposta di riunificazione contenuto nel piano preparato da Kofi Annan, Segretario generale dell'Onu.
Governo Karamanlis e referendum - Il Governo Karamanlis, in carica dal marzo di quell'anno, non ebbe tempo a sufficienza per esercitare l'azione diplomatica necessaria nei confronti del governo di Nicosia. Dopo quel referendum, la questione di Cipro non poteva essere affrontata subito, pena il rischio di veder fallire ancora una volta le trattative. In caso di nuovi rifiuti, la situazione poteva degenerare e ciò non era nell'interesse di Atene, né di Nicosia né di Ankara. Per tale ragione Molyviatis, diplomatico abile ed esperto, scelse un basso profilo.
La novità sostanziale rappresentata da Dora Bakoyiannis, che per i Balcani dovrebbe seguire la linea tracciata da Molyviatis, riguarda proprio la volontà di imprimere una svolta decisa al problema di Cipro, l'ultimo contenzioso irrisolto in Europa. Dal 1974 vi sono due Governi distinti nell'isola: quello ufficiale della Repubblica di Cipro, riconosciuto da quasi tutto il mondo meno che dalla Turchia ed espressione dell'etnia greca, che rappresenta la grande maggioranza della popolazione; quello di turco-cipriota, riconosciuto solo da Turchia e Azerbagian.
Per la Grecia e per i greci, quella di Cipro è una questione di forte impatto popolare, che tocca nel profondo l'orgoglio nazionale. Ogni mossa relativa a Cipro comporta scelte delicate sotto il profilo politico. Ne consegue che l'iniziativa può essere assunta solo da un personaggio di con un forte seguito politico. In virtù di un prestigio riconosciuto fra gli ellenici di tutto il mondo, la Bakoyiannis è il personaggio più indicato, se non l'unico, per indurre il governo di Nicosia ad accettare un compromesso che porti alla definitiva riunificazione dell'isola.
La scelta di Dora Bakoyiannis, che aveva manifestato in modo chiaro le sue idee su Cipro già nell'aprile 2004 dichiarandosi a favore del piano Annan, sottolinea una volta ancora la volontà del Governo Karamanlis di compiere passi avanti nelle relazioni fra Grecia e Turchia. La risoluzione della questione di Cipro equivarrebbe a sancire una tregua ufficiale tra Atene e Ankara. La fine di questo stato di allerta sarebbe assai conveniente per la Grecia, giacché consentirebbe un risparmio enorme in fatto di spese militari, per vari miliardi di euro. Karamanlis, seguendo la strada tracciata dal suo predecessore Costas Simitis, ha compreso che la risoluzione dei contenziosi aperti con Ankara è di cruciale importanza per lo sviluppo economico.
La capacità della Bakoyiannis di ottenere risultati concreti per Cipro è quindi determinante per la realizzazione del programma di riforme del Governo conservatore. In passato le famiglie Karamanlis e Mitsotakis, le dinastie dominanti nel fronte dei conservatori, sono state spesso protagoniste di lotte per la leadership di Nea Demokratia. Adesso gli interessi di Costas Karamanlis e Dora Bakoyiannis coincidono e l'ex sindaco di Atene potrà contare sul pieno sostegno dell'intero esecutivo per risolvere il contenzioso di Cipro. (Pagine di Difesa)
25.02.2006

..MA INTANTO
NICOSIA
PUNTA I PIEDI
Dimitri_Christofias

 

Per il presidente del Parlamento greco-cipriota Dimitris Christofias, Cipro potrebbe decidere di ricorrere al suo potere di veto per non fare entrare la Turchia nell'UE.

Se Ankara continuerà ad eludere i suoi obblighi, tentando di negoziare impegni già sottoscritti, Cipro potrebbe decidere di ricorrere al suo potere di veto in seno all'Unione Europea per bloccare i negoziati di adesione della Turchia.
In visita in Italia su invito del presidente della Camera Pierferdinando Casini, il presidente del Parlamento cipriota Dimitris Christofias ha rilanciato l'ipotesi di bloccare le trattative, ''un'opzione che non abbiamo mai escluso'', mentre Ankara continua a essere sostenuta da Stati Uniti e Gran Bretagna, che, anziché fare pressioni sulla Turchia perché rispetti gli impegni presi, ''premono su di noi,che difendiamo i nostri diritti''.
''Purtroppo il Governo turco non rispetta le condizioni poste dall'UE, ma tenta di renderle oggetto di una trattativa - dice Christofias all'Adnkrons, riferendosi al piano turco di aprire i porti e gli aeroporti turco ciprioti a condizione che i greco ciprioti facciano altrettanto, una misura già prevista nel protocollo annesso all'Unione doganale siglato da Ankara nel giugno scorso - La proposta del ministro degli Esteri Abdullah Gul è una minestra riscaldata, che abbiamo già rifiutato in passato e continuiamo a non accettare nemmeno oggi''. 
In questa situazione, il presidente del Parlamento di Nicosia ha ricordato  che il suo Paese ''non ha mai escluso la possibilità di usare il veto, anche se non è una questione così semplice: purtroppo la Turchia è sostenuta da Paesi potenti nell'UE, a cominciare dalla Gran Bretagna, e poi dagli Stati Uniti, che, anziché premere su Ankara, fanno pressione su di noi che difendiamo i nostri diritti''.
Tra l'altro su Cipro, che due anni fa respinse con un referendum il piano Annan per la riunificazione dell'isola, approvato invece dai turco ciprioti, pesa ''la falsa immagine di intransigenza'' che alcuni Paesi sono riusciti a far passare. ''Ma noi non potevamo accettare quel piano'', ha ribadito Christofias, ricordando, lui che fu costretto a lasciare il nord dell'isola dopo l'occupazione turca nel 1974, che quel testo ''non garantiva, per esempio, il diritto dei greco ciprioti a ritornare nelle loro proprietà nei territori occupati''.
All'UE, Nicosia chiede ''un comportamento equo e di non usare due pesi e due misure'', ha concluso il presidente del Parlamento, osservando come questa sia la stessa richiesta fatta nei suoi incontri romani con Casini, con il Sottosegretario agli Esteri Giampaolo Bettamio e con il presidente della commissione Esteri Gustavo Selva. 
''La nostra politica è quella di chiedere una posizione di equità al Governo italiano, una posizione che chiederemmo anche a un eventuale nuovo esecutivo di centro-sinistra'', ha chiosato Christofias. (Adnkronos)
25.02.2006

ALLARME PER IL NEVRUZ

Riunito ad Ankara il National Security Council in vista delle celebrazioni curde del 21 marzo prossimo. Si temono azioni da parte del Pkk.

Mgk concerned about a revival of terrorism and necessary counter-measures during March 21 Nevruz celebrations
Chaired by Ahmet Necdet Sezer, Mgk gathers at the Cankaya Presidential Palace. Nuclear energy and natural gas crisis, once set to be discussed at 1st meeting of year, removed from agenda at last minute
Topics at meeting mostly domestic and foreign developments, including Hamas delegation's visit to Turkey, and situation in Iran and Iraq and EU. Also the latest developments on Cyprus will be discussed
The National Security Council (Mgk) will convene today to discuss the possibility of escalating tensions and terrorist acts during Nevruz celebrations set for March 21.
The council will talk about whether terrorist attacks, which occurred less frequently over the winter, may rise again during the spring, particularly during the Kurdish new year festival Nevruz, and be a turning point for the terrorist Kurdistan Workers' Party's (Pkk) aim of reigniting violence. The Mgk is thus expected to discuss the security measures necessary in case of any acceleration in terrorist attacks this spring.
Chaired by Ahmet Necdet Sezer, the Mgk will gather today at the Cankaya Presidential Palace. Nuclear energy and the natural gas crisis, which had been planned to be discussed at this first Mgk meeting of the year, were taken off the agenda at the last minute.
Foreign developments are also expected to be discussed by the Mgk, including the recent controversial visit of a Hamas delegation to Turkey, developments in Iran and Iraq, and the European Union. The latest developments on the Cyprus question will also be up for discussion.
March 21 alarm
Over the last three months, the Pkk continued its tradition of letting up its attacks during winter. Terrorist attacks reached a peak last summer, but slowed down after two attacks plotted in Hakkari's Semdinli last November. The two consecutive bombings became known as the Semdinli scandal due to the alleged involvement of two non-commissioned officers.
While military operations were conducted to find hidden PKK ammunition, hot clashes between security forces and terrorists in winter were infrequent compared to summer.
Turkish intelligence is predicting that Pkk terrorist attacks are going to restart with the Nevruz celebrations. It's worried that the attacks may reach a graver level as they're feared to spread to large metropolises as well as eastern and southeastern regions. The major concern is the possibility that the attacks would spread to tourist resorts during the summer holiday.
Deliberations of the Anti-Terrorism High Council are expected to be turned into a political decision at the Mgk. An action plan which was previously discussed includes cutting the financial resources of the Pkk, especially by thwarting smuggling, and also boosting the welfare level of the public in the region.
Iran's nuclear program
One prominent topic of the foreign security issues section will be Iran. International pressure on Iran to halt its nuclear program and Turkey's stance on the issue will be discussed. The Mgk will also form a think-tank for exchanging ideas about Iran for U.S. Secretary of State Condoleezza Rice's visit to Turkey that was expected this month but was postponed.
The government will brief President Sezer and the military wing of the council on developments about the EU, Cyprus and the Mideast. The government is also expected to tell about its controversial contacts with a Hamas delegation last week in Ankara. (The New Anatolian)
25.02.2006

UCCISI DALL'ESERCITO TURCO 5 GUERRIGLIERI DEL PKK

 

Lo scontro a fuoco è avvenuto nella provincia di Mardin nel sud-est. 

Cinque ribelli curdi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con soldati turchi nel sudest del Paese . Lo riporta l'agenzia stampa <Anatolia>. La sparatoria è avvenuta ieri nei pressi di Belen, nella provincia di Mardin, una parte del Paese popolata prevalentemente da curdi, ha spiegato l'agenzia citando le autorità locali. I ribelli sono stati descritti come membri del Partito dei Lavoratori Curdi, un gruppo militante che sta lottando per uno Stato curdo indipendente. Circa 37.00 persone sono rimaste uccise dal 1984 quando i ribelli - considerati terroristi da Turchia, Unione Europea e Stati Uniti - hanno preso per la prima volta le armi per ottenere l'autogoverno nel sudest della Turchia. (Asca-Afp)
25.02.2006

 

NUOVO PRESIDENTE:
DOVRA'
ESSERE DELL'AKP

Lo ha chiesto il deputato Hayati Yazici nel corso dei lavori del suo partito a proposito delle elezioni che si terranno nel 2007 per eleggere il Capo dello Stato turco.

Justice and Development Party (Akp) deputy leader Hayati Yazıcı said on Sunday that the next president of the Republic of Turkey would be elected by the current Parliament from among the AKP deputies.
Speaking at the Akp Beyoğlu branch convention, Yazıcı said they had held 300 local conventions around the country in a lead-up to national elections that will be held next year.
He said some people were trying to create a crisis over the election of the next president, scheduled for May 2007, adding: "Before the Nov. 3, 2002 national elections, everyone knew that the new Parliament would be electing the next president. The people had their say and the AKP formed the government."
On the issue of the cartoons that caused serious protests among Muslims, Yazıcı said: "Our children's names are İsa (Jesus), Musa (Moses) and Muhammad. These are all our prophets. We respect and love them all. I would like to condemn those who allowed this act and facilitated it by their inaction."
A race against time:

Transportation Minister Binali Yıldırım, also addressing convention delegates, said they had come to power from within the people by listening to them, noting that their policies were aimed to address the real concerns of the people.
 "We were passed on so many problems that we are racing against time. We don't even have time to talk about what we have done. Still, the best promotion is the job well done," he said.
People were sick and tired of empty promises, he added.
State Minister for Women's Affairs Nimet Çubukçu said eradicating poverty and unemployment was their top priority, adding that they are working around the clock to ensure Turkey has a bright future. (Turkish Daily News)
25.02.2006




ANKARA CONDANNATA PER PROCESSI DI OPINIONE

La Corte europea di Strasburgo per i Diritti umani  questa volta ha dedicato l'attenzione a tre casi verificatisi in Turchia.

La Corte europea per i Diritti umani di Strasburgo ha condannato la Turchia per la pena inflitta, nel 1998, all'autore e all'editore di un libro in cui si critica il kemalismo, la dottrina di Stato su cui si fonda la Repubblica turca fondata da Kemal Ataturk. Le due persone in questione sono Yilmaz Odabasi, autore di numerosi articoli critici del kemalismo pubblicati tra il 1993 e il 1996, condannato a un anno e sei mesi di carcere, e Niyazi Kocak, editore, condannato a un'ammenda per la diffamazione della memoria di Ataturk. Le condanne erano state confermate dalla Corte di Cassazione turca nel 1999. Secondo la Corte europea, con queste sentenze la Turchia ha violato la libertà di espressione prevista dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo.
Secondo la Corte europea per i diritti umani le affermazioni di Odabasi ''non prendevano di mira direttamente e personalmente Ataturk, ma l'ideologia kemalista''. Inoltre i due, argomentano ancora i giudici di Strasburgo, avevano solo ''riferito alcuni fatti in forma 
introduttiva, invitando il lettore e in particolare la sinistra turca a rispondervi''. Per di più le affermazioni non incitavano ''né alla violenza, né alla resistenza armata né alla sommossa'', né infine ''si trattava di discorsi di odio''. 
Per questo la Corte di Strasburgo ha condannato la Tuchia a versare seimila euro di indennizzo per danni morali a Odabasi e 2.450 a Kocak, più altri 2.000 euro a persona per le spese sostenute.
Non solo, la Corte europea per i diritti umani ha condannato Ankara anche per un altro caso di violazione della libertà di espressione, che riguarda il presidente del Partito dei Lavoratori 
(Emep, una formazione di estrema sinistra) Abdullah Levent Tuzel. Al politico le autorità turche avevano vietato di affiggere manifesti in cui si denuncia lo stato d'emergenza in vigore nel 1999 nella regione curda di Diyarbakir. Secondo i giudici di Strasburgo, questo divieto ''non può esser considerato come "necessario in una societa' democratica". Ankara dovrà risarcire Tuzel con 1.500 euro per danni. (Adnkronos)
25.02.2006

A GAZIANTEP DAL 7 ALL'11 GIUGNO 
LA FIERA "EXPO GATEWAY TO IRAQ

Un_centro_commerciale_a_gaziantep

L'evento organizzato congiuntamente dai Governi di Ankara e di Baghdad, al fine di promuovere l'attività commerciale nella zona a sud della Mesopotania. Utili informazioni per chi volesse prendere parte alla manifestazione. Un vice-segretariato della Camera di Commercio locale.

Si svolgerà a Gaziantep, dal 7 all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine di promuovere  l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di partecipazione e disponibilità degli stand.

EXPO GATEWAY TO IRAQ
7th-11th JUNE 2006
M1 TEPE GSO
FAIR AND CONGRESS CENTER

 

MEETING POINT GAZİANTEP...
The present situation in Iraq and security problems naturally made it necessary to make this organization out of Iraq. As a result of the meetings made with the authorities of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, it was decided to organize the fair in Gaziantep / Turkey.
This fair bears the importance of being the first fair organized jointly by the Government of Iraq outside the borders of Iraq.
GAZIANTEP WITH THE PRIZE OF "BRAND CITY"...
Gaziantep where 832 brand applications were made in 2005 is now a city, which is known with its industry and world-wide famous brands. Gaziantep, which broke a record with 39,5 % of increase in the city level by passing 22,7 % of the Turkey's average increase (16,8 %) in exportation, was deemed to deserve being the first by the international jury unanimously with "Brand City Gaziantep Project" at the final stage of the competition organized within the framework of World Congress of Chambers in the year 2005.    
Gaziantep, which is a city located on the route of ancient Silk Road, today has an important position in trade with both Iraq and the other neighbouring countries. During the fair Iraq's wind will blow in Gaziantep, which has the necessary infrastructure for such an international organization. The distance between Gaziantep to Aleppo is approximately 130 km. by highway and it takes 2 hours. It is doubtless that this wind will build new relationships like embroidery.
The companies, which will participate from the foreign countries to the fair where a significant number of participation is expected from Turkey, will be able to make commercial relations with the Turkish companies as well as the Iraqi companies. 
While the fair is organized jointly by Iraq Ministry of Commerce, State Company for Iraqi Fairs, Gaziantep Chamber of Industry and Forum Fairs it is supported by the Undersecretariat of Foreign Trade and Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges. 
THE ORGANIZATION IS IN M1 TEPE FAIR CENTER ...
The fair will be held in M1 Tepe Fair Center, which is one of the biggest centers of Gaziantep. The fair, which will be realized with the supports of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, Chamber of Industry of Gaziantep and Undersecretary of Foreign Trade under the Prime Ministry of the Republic of Turkey, will be organized on a closed area of 25.000 m² and an open area of 20.000 m². More than 25 countries are expected to participate in the fair.
VISITOR ORGANIZATION FROM IRAQ...
Ministry and high level purchasing delegations from Baghdad will come to visit the fair with the organization of the Ministry of Trade of Iraq during the fair. In addition more than 3000 businessmen delegations from the neighbouring countries will also visit the fair. 
"BILATERAL BUSINESS MEETINGS" AND "WORKSHOPS" ...
Bilateral business meetings will be organized with the coming delegations in particular sectors. Both Turkish and Iraqi official authorities will be present during these meetings. The companies participating in the fair will benefit from the bilateral meetings for free. Any company may realize workshops within the framework of these meetings provided that they get prior permission and are in suitable sectors.
PRODUCTS TO BE EXHIBITED IN THE FAIR

  • Food products, food technologies and related industries;

Legumes, cereals, wheat for bread, flour, tomato paste, tea, sugar, candies, frozen food, biscuits, chocolate, olive oil, margarine, yeast, spices, fresh fruit and vegetable, dry fruit and vegetable, shelled fruits, dried fruit, alcoholic and non-alcoholic drinks, packaging machinery, food machinery, mill, agricultural machinery, cooling machinery, freezing machinery and irrigation machinery. 

  • Durable consumer goods;

Home textile products, home and office furniture, carpet, plastic table, chairs, kitchen goods, hotel equipment, refrigerator and washing machine.

  • Machines and equipment;

Work machines, manufacturing machines, mill machines, wood processing machines, metal processing machines, welding machines, spare parts for machines, door-window woodwork machines, hydraulic machine equipment, crane and conveyor bands, water pumps, compressor and air conditioner.

  • Textile and clothing products;

Clothes for women, men and children, socks, underwear, shirts, trousers, cloth, trainers, shoe material and accessories, products having leather as raw material and qualified leather products.

  • Sanitary and cosmetic products;

Soap, detergent, hygienic products, various cosmetic products.

  • Building material and construction;

Contracting and engineering services, building material, petroleum-natural gas industry equipment and railroad material.

 

  • Health tools and devices;

Medical devices, orthopedic products, medical material, hospital equipment and ambulance.

  • Education tools and equipment;

Stationery material such as notebook, pencil, etc., papers, school tools and office tools.

  • Energy material and equipment;

Telecommunication equipment, electricity posts, transmission lines, lighting elements, cables, generator, power transmission systems, bush-current switches, fuse, outlets and plugs.

  • Automotive and automotive related industries;

Automobile, bus, minibus, truck, pickup, all kinds of products for the related industries for automobiles, automobile accessories, automobile equipment, tractor and trailers, inner and outer wheels.

  • Electricity, electronic, computer, IT, telecommunication and information;

Electronic tools (TV, video, music set), computer and computer equipment, telephone and telephone centrals, mobile phones and mobile phone accessories.

Participation Fee for the Fair and Way of Payment

Indoor fee for square meter:

·        Entrance Floor:

USD 200 + VAT

  • Lower Floor :

USD 160 + VAT

  • Tent:

USD 120 + VAT

(If no stand is demanded in the closed area, USD 10 will be deducted from m² fee)

·        Outdoor fee for square meter:

USD 80 + VAT
The smallest stand is 12 m² in the closed area and 50 m² in the open area. 
40 % of the participation fee shall be paid upon signature of the contract; and the remaining 60 % shall be paid until the opening date of the fair.
Bank accounts to make the payments:
BANK                                                                                              YTL ACCOUNT     USD ACCOUNT
Fortis bakanlıklar şb. (206)                                     30421-2832         30103-0474
SERVICES INCLUDED IN THE PARTICIPATION FEE

A)    In Closed Area;

a)      Stand construction on the area mentioned in the contract,

b)     Lightening the stands with a spot for each 3 m², carpet, 1 table, 2 chairs, 1 waste bin, electric socket, 1 ashtray and frontal signs; for the stands above 18 m² 1 table and 2 chairs will be given in additional.

B) In Open Area;

a)      Fencing around the area,

b)     Provision of 220 volt Power for the hired area (380 volt be given additionally upon payment),

c)      General lightening.

C) For All Participants;

a)      General cleaning on the fair ground (cleaning inside the stands is the responsibility of the PARTICIPANT),

b)     General security on the fair ground (security of the stands during the fair is the responsibility of the PARTICIPANT),

c)      Making the obligatory insurances in accordance with the fair regulation

d)     Information about the firms in the fair catalogue,

e)      Participant cards and vehicle entrance cards,

f)       Promotion of the fair by the press and the open air advertisement

g)     Fair catalogue for each participating company.

ADDITIONAL MATERIAL AND SERVICES
The services to be demanded except from the goods and services included in the participation fee re subject to additional fee.
CATALOGUE FOR PARTICIPANTS
Fair catalogue will be prepared in order to be submitted to the official delegation, purchasing delegation, fair participants, participants of the bilateral meetings and to the visitors. This catalogue will also be sent to the public institutions and organizations in Iraq; Chambers of Commerce and Industry and the commercial organizations in Iraq, Syria, Iran; Chambers of Commerce and Industry in Turkey, to the press, foreign representatives and related businessmen and the sector organizations.  
The following information will be included in the catalogue;

  • Information regarding the investments and reconstruction in Iraq,
  • General information regarding the fair,
  • Alphabetic, sectoral list and list according to the countries of the participants and information about the products,
  • Advertisements

The fair catalogue will be in 12x21 cm. dimensions and it will be printed on color glossy paper. The catalogue which participants can give advertisements will be related institutions and organizations; and shall be sold to visitors. 
Advertisement Prices
Bracket                        : USD 1.500 + VAT
Back Page, Colored                        : USD 3.000  + VAT
Inner Covers, Colored                        : USD 1.500  + VAT
Inner Pages                        :                         USD 750   + VAT
Advertisement films must be sent by the participant. Framed advertisement films must be prepared one cm. smaller than the page size.
TRAVELING AND ACCOMODATION
The traveling and accommodation of company representatives and visitors will be organized by 3F Tourism and Traveling Inc. (3F Turizm Seyahat Ltd. Şti.)
APPLICATION DEADLINE - 22nd May 2006
Per informazioni rivolgersi a:
Salih BILECEN
Deputy Secretary General
Gaziantep Chamber of Industry

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Fax: 00 90 342 230 50 96
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(fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
25.02.2006

                                                 

   NOTIZIE IN BREVE
                               DALL'AMBASCIATA
                                     ITALIANA

- Secondo gli ultimi dati, nel corso del 2005 la Turchia ha attratto la somma record di $9 miliardi in investimenti diretti stranieri (FdiI). Negli anni scorsi l'interesse da parte di investitori esteri verso il Paese si era limitato ad investimenti del valore medio di un miliardo di dollari e la somma record realizzata lo scorso anno e' considerata come il risultato del processo di privatizzazioni in corso e dei successi in campo macro-economico conseguiti dal Governo.
- Il Tesoro ha dato mandato a tre banche, la <DZ Bank>, la <Ubs> e il <Credit Suisse>, di procedere all'emissione di Eurobond decennali che dovrebbero cosi' consentirgli di incassare fino a un miliardo di Euro. Il Tesoro turco, che già a gennaio ha preso in prestito $1.5 miliardi dai mercati internazionali, intende raggiungere la somma totale di $5.6 miliardi entro il 2006.
- La stampa locale ha dato notizia della cancellazione della vendita del 36.5% della <Sekerbank>, il cui maggiore azionista è il Fondo Pensionistico della <Sekerbank> (Spf), all'olandese <Rabobank>. L'accordo siglato lo scorso luglio prevedeva infatti l'acquisto delle azioni al prezzo di 2.86 Lire Turche mentre secondo la recente decisione della Corte di Istanbul ora il prezzo minimo per azione dovrebbe essere di 4.93 Lire Turche, facendo così lievitare sensibilmente il valore dell'operazione. La <Sekerbank<, fondata nel 1953 (allora come Banca delle Cooperative di Produttori di barbabietole da zucchero) conta uno staff di oltre 3.300 persone e 201 filiali di cui 43 solo ad Istanbul, 28 ad Ankara e le restanti 130 distribuite in 60 province del paese facendone la terza banca privata con la più alta copertura geografica in Turchia.  
- La <Banca Garanti> ha annunciato di aver chiuso il 2005 con un profitto di oltre 400 milioni di Euro, con un aumento del 57% rispetto all'anno precedente.
- Il presidente dell'Amministrazione per le Privatizzazioni, Metin Kilci,  ha recentemente annunciato che entro fine anno si procederà al lancio della gara relativa alla Società di Stato per i Tabacchi, <Tekel>, che in passato era stata annullata per mancanza di adeguate offerte. Lo stesso Kilci ha aggiunto che sempre nel corso del 2006 si finalizzerà la pubblicazione delle gare per la vendita della compagnia petrolchimica <Petkim> e del vettore aereo <Turkish Airlines< e sarà presentata una nuova versione del progetto di riabilitazione del <Galataport>, recentemente annullato.

INDICATORI MACROECONOMICI

- Crescita stimata del PNL nel 2005: 5.5%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005)
- Interscambio con l'Italia nel 2005 (dati ICE): 13.12 miliardi di dollari, con esportazioni pari a  7.52  (variazione annua +9.58%)  ed importazioni pari a 5.6  miliardi di dollari (variazione annua +20,49%). (fonte Amb. d'Ita)
25.02.2006

CRESCIUTO DEL 7.2% L'INTERSCAMBIO
ECONOMICO TRA L' ITALIA E LA TURCHIA

Qualcosa come 7 miliardi e 500 milioni di euro (+10.% import, + 5.1% export).  Tra le regioni con il maggior numero di aziende che scelgono il Paese anatolico è in testa l'Emilia-Romagna (9.3%). Segue il Piemonte (8.1%). Il Molise raddoppia il commercio (+142%), seguono La valle d'Aosta (+78%) e la Calabria (+54%).

I rapporti tra Turchia e Italia nel campo economico continuano a crescere e in un solo anno (il 2005) l'interscambio fra i due Paesi è cresciuto del 7.2%. Inoltre le imprese italiane che commerciano con la Turchia sono circa 7.180, in particolare dalla Lombardia (2.419, 33.7% sul totale nazionale) e dal Veneto (1.069, 14.9%). I dati sono stati forniti dalla Camera di Commercio di Milano.
La Turchia come meta delle esportazioni italiane, ma anche come destinazione degli investimenti delle nostre compagnie. Le regioni con il maggior numero di aziende che scelgono questo Paese mediterraneo rispetto al resto del mondo sono l'Emilia Romagna (9.3% del numero totale di aziende emiliane che commerciano con l'estero) e il Piemonte (8.1%).
L'interscambio ha raggiunto i 7 miliardi e 500 milioni di euro. Vanno bene sia l'import (+10.5%) che l'export (+5.1%). Tra le regioni si distinguono per crescita, dal 2004 al 2005, il Molise che raddoppia il suo commercio (+142%), la Valle d'Aosta (+78%) e la Calabria (+54%). Come valore complessivo, le più attive sono la Lombardia con un interscambio di oltre 2 miliardi di euro (27.6% nazionale, +9.2% in un anno), il Piemonte con oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro (16% italiano) e il Veneto con quasi 800 milioni di euro (10%).
Il quadro descritto emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese 2005 e Istat nel terzo trimestre 2005. Per le imprese che vogliono tentare la strada turca <Promos>, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali, organizza il seminario "Turchia, un nuovo partner in Europa - Strumenti e strategie per operare con successo sul mercato turco" alla Camera di commercio di Milano, Palazzo Affari ai Giureconsulti, giovedì 23 febbraio, dalle 9.30 alle 15.00. (ApCom)
25.02.2006

UN APPELLO

"Non è solo la Turchia a dover essere in grado di aderire all'Unione Europea, ma essenzialmente deve essere l'Europa capace di accogliere la Turchia.

Cari presidenti, ciascuno di voi si è prodigato per promuovere il dialogo tra le culture, specialmente nello spazio euro-mediterraneo.
Lei, presidente Berlusconi, si era caratterizzato per un'apertura con i Paesi non aderenti al Processo di Barcellona, primo fra tutte la Libia e, ironia della sorte, proprio questo Paese è il focolaio dei recenti tragici scontri alimentati dalla dissennatezza di un ministro del suo Governo. Lei presidente Prodi, alla guida della Commissione europea, si era contraddistinto nel costituire un "Gruppo di saggi" - tra i cui membri Predrag Matvejevic' - quale guida per il dialogo tra le culture: un grande impegno a cui l'attuale presidente della Commissione europea non ha fornito il dovuto seguito ed i pochi programmi in essere annegano in sterili burocratismi che impediscono azioni concrete.
Il corposo programma dell'"Unione" e quello sintetico della "Casa delle Libertà" non hanno traccia di un'azione netta per l' "Alleanza delle Civiltà" e, specialmente, per il dialogo tra Europa e Mediterraneo.
Sin dal 1994 la nostra "Fondazione Mediterraneo" è stata premonitrice di tutto quanto poi si è verificato e, ancora una volta, nei giorni scorsi - proprio alla vigilia dei fatti di Libia - ha presentato il "Manifesto per le Alleanze tra le Civiltà del Grande Mediterraneo", che trova crescenti adesioni a dimostrazione dell'urgenza di soluzioni al problema e che vi invitiamo a sottoscrivere.
L'Italia, naturale passerella dell'Europa nel Mediterraneo, tra i pochi Paesi in cui è possibile "Pensare europeo" e "Respirare mediterraneo", dovrebbe essere capace di una piena accoglienza nel rispetto dei culti e delle diverse culture, come voi, presidenti Prodi e Berlusconi, continuate ad affermare.
Che fare?
Nel giorno in cui Lei, presidente Prodi, inaugura a Napoli la campagna elettorale dell'Ulivo con lo slogan "Incontriamoci", e a meno di un mese dalla Sua programmata visita a Napoli, presidente Berlusconi, per chiudere la campagna elettorale della Casa delle Libertà, ci permettiamo rivolgere a Voi questo appello.
Il Mediterraneo, l'Europa e l'Islam hanno un interesse vitale a seguire un altro cammino da quello a cui spingono la crociata statunitense e la risposta del fondamentalismo islamico: la via della collaborazione ed intesa è la sola necessaria per tutti.
L'Italia, in tale contesto, è tra i pochi Paesi che può attuare una politica di collaborazione e solidarietà aiutando a ricordare che la civiltà europea ha verso l'Islam un grande debito, poiché l'Europa occidentale ha dovuto il suo risveglio in gran parte alla civiltà islamica.
Il destino del Mediterraneo, dell'Europa e dell'Italia sono, per questo, più legati di quanto non si creda.
In un clima di confusioni e, soprattutto, di ignoranza, occorre essere capaci di dare risposte concrete soprattutto ad uno dei problemi principali costituito dall'inclusione nelle diversità.
Il dialogo tra le culture non si è dimostrato uno strumento efficace e, specialmente in Europa, si tratta di affrontare, tra le altre, due problematiche:
- Essere capaci di integrare le comunità dei vari paesi, in modo da diventare più "diversi" e cosmopoliti.
- Essere capaci di accogliere la Turchia, quando questo Paese avrà raggiunto una democrazia completa.
Una via risolutiva più che essere ricercata all'esterno dell'Europa crediamo vada individuata al suo interno ribaltando i problemi: non è solo la Turchia a dover essere in grado di aderire all'Unione Europea ma, essenzialmente, deve essere l'Europa capace di "accogliere" la Turchia.
Abbiamo parlato di "accogliere" e non di "tollerare".
Una società integrata cosmopolita, come dovrebbe essere quella europea, non ha più bisogno del concetto di "tolleranza", che in tempi recenti ha prodotto guerre fratricide e danni irreparabili.
Occorre oggi affermare il concetto di inclusione nelle diversità a cui associare saldamente quello di "ospitalità" che è più ampio. L'"altro" deve essere parte integrante della stessa "casa" rispettando le regole di comportamento e, al tempo stesso, la "casa" deve saperlo accogliere senza pregiudizi.
Tutti insieme dobbiamo creare una grande coalizione di valori e di interessi condivisi e condivisibili.
Cari presidenti,la politica italiana dovrebbe prevedere la costituzione di un apposito "Ministero per il Mediterraneo": lo abbiamo già detto dieci anni fa e lo ripetiamo ora. Il compito di questo dicastero - possibilmente attraverso meccanismi privi di inutili burocrazie - dovrebbe essere quello di costruire "Alleanze tra le Civiltà", che significa promuovere il dialogo e, con esso, lo sviluppo condiviso.
Questo punto specifico, vista l'emergenza e l'urgenza, dovrebbe costituire un comune denominatore ai programmi dei vostri due schieramenti in campo. Così come accaduto per risolvere l'emergenza della Banca d'Italia - con la felice soluzione da tutti condivisa del Governatore Draghi - allo stesso modo è indispensabile considerare la crisi in atto nel Mediterraneo e, in generale, tra Islam e Occidente, come un'emergenza di portata storica che richiede soluzioni condivise da tutti. Caro presidente Prodi, caro presidente Berlusconi,
abbandonate per un attimo il clima della competizione "agguerrita" per dare un segnale "alto" al Paese e al Mondo.
L'Unione e la Casa delle Libertà - giustamente alternativi nei loro programmi - presentino un solo punto comune con una linea di programma condivisa: la promozione del dialogo tra le varie culture dell'area euro-mediterranea mediante la valorizzazione e l'utilizzo di organismi ed istituzioni che da tempo si dedicano a questa azione coordinate da un apposito "Ministero per il Mediterraneo", guidato, in questo caso, da un ministro degno e competente - non importa a quale schieramento appartenga - capace di navigare nelle acque inquiete del Mediterraneo per affrontare le emergenze in campo lasciandosi guidare non dalla destra o dalla sinistra, ma dal Nord, dal Sud, dall'Est e dall'Ovest e, spesso in assenza di bussola, dalle stelle della solidarietà e della competenza attiva.
Non mancano i criteri - quando si vuole rigidi e scientifici - per ricercare, a tal fine, istituzioni e professionalità capaci di dimostrare con i fatti la propria indiscussa competenza.
*presidente Fondazione Mediterraneo
**presidente Comitato Scientifico Fondazione Mediterraneo (Michele Cabasso e Pedrag Matvejevic/Il Denaro.it)
25.02.2006

COMPARTO TESSILE PRONTO A CONFRONTARSI
CON LA CONCORRENZA INTERNAZIONALE

Istanbul_Fashion_Show

Il ministro del Commercio Estero turco Kursad Tuzmen ha fatto sapere che Ankara abolirà ogni quota sui prodotti entro il 2008 e che i prossimi due anni sono da considerarsi "estremamente strategici" perché devono condurre ad ri-orientamento dell'intero comparto industriale.

Kursad_TuzmenIn occasione dell' inaugurazione della prima edizione dell' "Istanbul Fashion Show", a cui hanno concorso con uno sforzo sinergico tutte le componenti produttive e commerciali del comparto tessile del Paese, il ministro del Commercio Estero Kursad Tuzmen ha sottolineato che la Turchia abolirà ogni quota sui prodotti del tessile-abbigliamento entro il 2008 e che i prossimi due anni sono da considerarsi "estremamente strategici" perché devono condurre a un profondo ri-orientamento dell' intero comparto industriale. Ricordando che il tessile-abbigliamento in Turchia rappresenta oltre il 25% dell' export nazionale e una quota molto elevata del Pil del paese, il ministro Tuzmen ha evidenziato quali iniziative il governo sta ponendo in campo per fronteggiare la profonda crisi che sta attanagliando il comparto, stretto fra la morsa dell' aggressiva concorrenza cinese e la forte rivalutazione della Lira turca, che in pochi mesi -anche a seguito dell' ottimo andamento dell' economia locale - sta letteralmente spiazzando i produttori locali sui mercati internazionali principalmente europei, nord-americani e giapponesi. Tuzmen ha anche evidenziato -raccogliendo notevoli consensi fra gli industriali presenti- che il settore deve scegliere di posizionarsi sui segmenti qualitativi e di prezzo medio alti, ricercando a tutti i costi la concentrazione fra imprese per creare massa critica e la "brandizzazione" per affermare il Made in Turkey nel mondo. A tal proposito il Ministro ha non solo sottolineato lo sforzo del Governo di promuovere al meglio all' estero, con appropriate campagne di marketing, i principali brand locali, ma anche i nuovi e più affermati designer nazionali. Nel prossimo settembre il Ministro ha comunicato che sarà inaugurato a Istanbul il primo Istituto pubblico per il design nel campo della moda, che dovrà servire come fucina per la crescita di nuovi designer di moda e rilanciare l' intero comparto. Il Ministro Tuzmen ha anche reso noto che le associazioni turche dei produttori di tessili e abbigliamento hanno presentato in questi giorni un rapporto dai toni "molto preoccupati", di cui il Governo terrà certamente nota per tracciare adeguate politiche industriali nazionali e con il supporto europeo. (Ice Istanbul)

25.02.2006

ACCORDO PER IL GAS EGIZIANO

Gas_egiziano

Firmato da Hilmi Guler e Sameh Fahmy, dovrà essere trasportato in Turchia e successivamente commercializzato in Europa. Da 2 a 4 miliardi di metri cubi del combustibile.

Un accordo per trasportare gas naturale dall'Egitto verso la Turchia e commercializzarlo in Europa è stato firmato da Turchia ed Egitto nei giorni scorsi ad Istanbul.
L'accordo, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa turca <Anadolu>, è stato firmato da Hilmi Guler, ministro turco dell'Energia e delle Risorse naturali e Sameh Fahmy, ministro del Petrolio egiziano.
Il ministro turco, continua l'agenzia, avrebbe assicurato che il nuovo gasdotto trasporterà da 2 a 4 miliardi di metri cubi di gas naturale verso la Turchia e da 2 a 6 miliardi di metri cubi verso l'Europa. Il ministro turco afferma che il gas comincerà ad essere erogato verso la Turchia entro la fine del 2007.
L'economia egiziana registrerà un tasso di crescita del 6 per cento nel prossimo futuro.
Lo afferma al Cairo il Primo Ministro egiziano Ahmed Nazif nel corso di una cerimonia organizzata dal Programma della Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unpd) in collaborazione con il ministero della Pianificazione e dello Sviluppo sociale egiziano.
Per raggiungere l'ambizioso obiettivo, spiega Nazif, il Governo egiziano ha varato un vasto programma di riqualificazione agricola che prevede di aumentare le superifici coltivabili di 3,4 milioni di feddans (1 feddan equivale a 4.201 metri quadri).
A questo si andrebbe ad aggiungere, ha detto ancora il primo ministro, un incremento delle entrate generate dal turismo e un aumento del 5 per cento delle esportazioni industriali. Intanto sul fronte del turismo, l'anno scorso l'Egitto ha segnato un nuovo record di turisti dall'Europa: 8,5 milioni di arrivi, con dati incoraggianti anche per le presenze dall'Italia, che sono state quelle che più hanno sofferto per gli attentati terroristici nelle località sul Mar Rosso, secondo dati forniti dall'Ente per la promozione del turismo in Egitto (Eta). (Denaro.it)
25.02.2006
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Turkey purchasing natural gas from Russia and Iran looks to Egypt now, in the interest of protecting its stock and preventing problems, especially during periods of high demand.
With an agreement signed with Egypt yesterday, Turkey will begin buying Egyptian natural gas in 2008.
According to the agreement signed between Energy Minister Hilmi Guler and Egyptian Oil Minister Sameh Fahmey, Egypt and Turkey's state-run pipeline company, Botas, will establish a company called Tergas with a 50-50 partnership. This company will transfer natural gas, build pipelines, and market Egyptian gas to Europe.
Guler, in a joint statement with the Egyptian minister, said Tergas will undertake the construction of a nearly 240 km pipeline from Syria to the Turkish border, and then a pipeline of 93 km from the Turkish border to the Turkish national network.
Guler said works to sell gas to Europe are rapidly progressing, and they will have a three-party meeting in Cairo together with the related Syrian minister in the first week of March.
The project will increase the diversity of natural gas sources for Turkey and Europe; Turkish Petroleum Cooperation (Tpao) General Manager Sami Dinc said in regards to cooperation in researching oil in Egypt and other issues, Guler recalled.
Egyptian Minister Fahmey said Syria and Romania may later become members of Tergas.
Guler noted the company's supervision will remain with Turkish and Egyptian partners even after other participations are included to Tergas.
BOTAS authorities said the company's 51 percent share will remain in the company and Egypt even if there are other partners, adding the remaining shares may be purchased by other countries or by the private sector.
The pipeline is still under construction by the Russian company Stroytransgas in Syrian territory. It will be completed 22 months later with the cost of $160 million. This part of the pipeline will be connected to the natural gas pipeline that is active between Egypt and Jordan. Fahmey said they are planning to use the Turkish network and supply gas to Bulgaria and Romania, particularly via the pipeline to be set up in Turkey.
The natural gas to be supplied to Europe may be transferred to the Nabucco line and to Greece and Italy in the frame of the Southern Europe ring, Guler added.
With this project to transport Egyptian natural gas, Turkey will no longer be solely the transporter, but will be in marketing as well with sales to Europe.
The pipeline's proposed 93 km Turkish part is supposed to transport a total of 6.5 billion cubic meters of natural gas, of which 1.5 billion will be transported to Lebanon, two billion to Syria and three billion to Jordan. (Economy News Desk/Zaman)
25.02.2006

RICCHEZZA DELL'ENERGIA GEOTERMICA

Un nuovo studio in Turchia ha individuato un potenziale che potrebbe riscaldare più di 5 milioni di abitazioni. 31.500 megawatt equivalenti a 30 milioni di mq di gas naturale.

Turkey's geothermal energy potential could heat up to 5 million homes, according to a study released by the government's Directorate of Mineral Research and Exploration. The news comes as Turkey searches for alternative fuel sources that would lessen the country's dependence on foreign heating fuels, such as natural gas. Earlier this year shipments from Russia and Iran were reduced dramatically, highlighting the need for a stable supply of heating fuel. New plans to develop domestic resources have led to talks with the United States regarding plans to build a nuclear reactor. Other plans include investment in biofuels and Turkey's network of dams.The directorate, which released the results of its research into geothermal heating, said Turkey's resources are the most extensive in Europe and the seventh largest in the world. The directorate put the country's potential at 31,500 megawatts. The size of the country's geothermal resources is equivalent to 30 billion cubic meters of natural gas, according to the study. In terms of sales and export, the resources are equivalent to $9.3 billion of oilThe added benefits of geothermal energy, such as its low cost and clean burning, may make it an attractive area of investment. According to the study an average family spends between YTL 200-250 on monthly heating bills. The same family, however, will spend YTL 40-50 for the same amount of non-stop heat in a month.  Carbon dioxide emissions are also near the negligible level of 3 percent. Coal emissions are 100 percent, petroleum emissions are 81 percent, and "environmentally friendly" natural gas 57.  
(Turkish Daily News)
25.02.2006

DIRITTI DOGANALI

Suzuki

Li pagherà la casa automobilistica Suzuki per accrescere la propria fetta di mercato in Turchia. Il modello "Swuft".

Japanese automobile manufacturer Suzuki, enhancing its profile worldwide with the launch of its "renaissance project," has taken the decision to increase investment to boost its market share in Turkey.
The firm's central office in Japan has decided to supply a 10-percent cost difference that will stem from the Customs Tax on the Swift model imported to Turkey. Therefore, a cost difference of only 900 new Turkish liras exists between the Swift models imported to Turkey from the factory in Hungary and the 4X4 model from Japan.
Suzuki-Turkey, which sold over 2,000 cars last year, plans to increase its end of year target to over 4,000.
Top Suzuki-Turkey official Ali Savci said the competition in the market for four-wheel drive cars, such as the Swift model, is high, and the 4X4 model has for the first time entered the small car market.
"We would not like to reflect this concession to the sale cost," Savci said, "Since the standard Swift model comes from Hungary, it has no Customs Tax. On the contrary, the 4X4 Swift is produced in Japan and is subject to a 10 percent Customs Tax. When we suggested that this model would sell well, Japan has given us a good price not to reflect this difference." (Memduh Taslicali/Zaman)
25.02.2006

LA TRATTATIVA

Agroalimentare

Riguarda l'agro-alimentare e la sta portando avanti con la Turchia Angelo Di Martino presidente dell'omonima società di trasporti siciliana.

Il Mediterraneo, e in particolare i Paesi arabi, sta diventando per gli imprenditori siciliani una nuova frontiera su cui investire. I settori che "tirano" di più sono l'agro-alimentare, i trasporti e la tecnologia avanzata, soprattutto a supporto della medicina. Sono questi i dati emersi nel corso del forum economico organizzato a Palermo dalla Confindustria. "Stiamo portando avanti una trattativa con la Turchia - dice Angelo Di Martino presidente dell'omonima società di trasporti siciliana - perché i Paesi del bacino del Mediterraneo sono la sfida del futuro. Dopo aver confermato la nostra presenza nei porti italiani ed europei abbiamo capito che per essere competitivi dobbiamo "coprire" anche l'area del mediterraneo". La società <Fratelli Di Martino>, fondata negli anni 50 dal nonno Mariano nel comune di Riposto, in provincia di Catania, si occupa per il 90 per cento del trasporto intermodale e per il 10 per cento su strada.
Il primo passo è "trovare un partner turco che faccia da ponte tra le nostre attrezzature - continua Di Martino - e i macchinari turchi. L'imprenditore, "agganciando" i nostri rimorchi, svolgerebbero lo scarico e il carico delle merci con evidenti vantaggi per l'import e l'export siciliani". Alla conquista dei mercati arabi si è lanciato anche Antonio Zichittella, export manager della <Zicaffè spa> che ha sede a Marsala. "Siamo alla ricerca di nuovi distributori - dice - e il mondo arabo è per noi una sfida perché si tratterebbe di una conquista anche culturale: accostare al noto caffè alla turca quello occidentale'". La <Zicaffè spa> è presente in 30 paesi dall'Australia, agli Stati Uniti, dal Canada al sud Africa "ma negli ultimi anni abbiamo intensificato i contatti con la Germania e con la Bosnia - continua Zichittella - dove nel 2005 abbiamo superato i 100 mila euro di fatturato. Ora ci stiamo preparando per conquistare i paesi del bacino Mediterraneo". ".
Per Grazia Clementi, rappresentante della società <online media srl> e presidente della <Mediaeurope export>, i rapporti con il mondo arabo sono funzionali al progresso della medicina soprattutto nel campo della tele-cardiologia. "Abbiamo appena concluso un progetto sperimentale che ha coinvolto l'ospedale El Nasser del Cairo - dice Clementi - l'Ingrassia di Palermo.
I cardiologi siciliani con delle telecamere mettevano a disposizione dei colleghi egiziani il loro know how e molte volte si sono "teleconsultati" per discutere dei casi sanitari più delicati" Dall' Egitto alla Tunisia "sempre nella telemedicina - continua Clementi - ci siamo occupati della formazione a distanza del personale medico della società <Cartage>, che ha sede a Tunisi e si occupa della realizzazione di card sanitarie, e dell'acquisizione di una quota azionaria". (Denaro.it)
25.02.2006

 

MESOPOTANIA:
LA FINE
DELL'ANIMA FERTILE

Hasankeyf

Un nuovo consorzio internazionale ha avviato i lavori per la diga di Ilisu, sul Tigri, che provocherà la scomparsa del paese di Hasankeyf. I rischi per il patrimonio storico e ambientale dell'area. Intervista di Fabio Salomoni al sindaco e al presidente dell'associazione ambientalista Doga di Ankara.


Quando si è cominciato a parlare della diga di Ilisu?

- Sindaco di Hasankeyf, Abdulvahap Kusen: Il progetto della diga di Ilisu risale al 1954 nell'ambito del progetto Gap [Progetto dell'Anatolia Orientale, ndc]. Un progetto che si è realizzato per tappe progressive vista la sua complessità. Le voci che Hasankeyf sarebbe finito sott'acqua sono cominciate allora, sono cinquant'anni che se ne parla. Fino ad oggi però niente di concreto è stato fatto, non ci sono lavori. Negli anni '80 il progetto relativo a Hasankeyf è stato completato. Negli ultimi 6-8 anni l'Istituto Statale per l'acqua è seriamente impegnato a concretizzare questo progetto. Con il passare del tempo ci sono stati ritardi, ma nel 1999 c'è stata una prima gara d'appalto ed allora attraverso una riunione organizzata dal Dsi (Direzione Statale per le Acque) ci sono state fornite informazioni sui luoghi che sarebbero finiti sottacqua. In seguito, le cinque società del consorzio, a causa delle reazioni in Turchia e in Europa, si sono progressivamente ritirate dall'iniziativa. I rappresentanti di queste società sono venuti qui e si sono resi conto che per pochi soldi si sarebbe annientata un'eredità storica importante. Il progetto di Ilisu si è così inabissato nel silenzio. Negli ultimi 2-3 anni si sono fatte importanti iniziative per conservare Hasankeyf. Tre anni fa il nostro Primo Ministro, mi ricordo bene, ha dichiarato che Hasankeyf si sarebbe salvato. Parole che ci hanno fatto molto piacere ovviamente. E' stato come dare un medicinale ad un malato da tempo privo di speranze. In tre occasioni il presidente ha ripetuto: "Salveremo Hasankeyf". Purtroppo però quest'anno, negli ultimi mesi, sono cominciate a circolare nuovamente voci sulla distruzione di Hasankeyf.
A lei è stato detto qualcosa di ufficiale?

Purtroppo da 50 anni non si danno informazioni alla gente. Nell'ultimo mese la Dsi parla di un progetto, si sono iniziati a fare dei lavori. Oggi è domenica e non potete vedere ma proprio di fronte a noi si sta lavorando. Si dice che ci siano tre grosse imprese turche di costruzioni insieme ai tedeschi della Siemens ed una società austriaca. E' nato quindi un nuovo consorzio. Un mese fa due membri del consorzio hanno visitato la zona, hanno parlato con noi. Noi abbiamo cercato di raccontare la situazione, in pochi minuti. Al di là di questo nessuna informazione.
C'è una verità: io sono sindaco, si fanno nuovi progetti ed io non ne so niente. Io sono un sindaco regolarmente eletto ma non ne so niente. E se non ne so niente io figuratevi i miei concittadini. Abbiamo solo la possibilità di avere informazioni dalla stampa.
Si è parlato di risarcimenti?
Non siamo ancora arrivati a questa fase. Solamente una volta gettate le fondamenta della diga se ne parlerà. Si è fatto tutto senza darci informazioni. Sappiamo che si sta cercando una zona per ricostruire il paese, è tutto.
Lei è contrario al progetto della diga, è una posizione condivisa da tutti nel paese?

Il paese non ha vere informazioni. Se ci trasferissimo di fronte, tutti i luoghi della nostra infanzia, le tombe dei nostri famigliari, andrebbero perduti. Il posto scelto per il reinsediamento poi non è adeguato. Non si potrà coltivare nè allevare animali. Le persone come vivranno? La gran parte della popolazione vive già in condizioni economiche difficili. Ci dicono che si svilupperà il turismo, che potremo vivere di quello, ma non è credibile, come sarà possibile se annientano il nostro patrimonio storico? Io credo che il 100% della popolazione sia contraria alla distruzione del nostro paese. Da noi, e parlo senza peli sulla lingua, i progetti pubblici si realizzano nonostante la gente.
Questa scarsità di informazioni da dove trae origine?
In Europa si dice che prima di costruire una strada ci si incontra con le persone che vivono lì e solo dopo si procede. Da noi non esiste una tradizione del genere, il centro decide, in ballo c'è l'interesse pubblico e nessuno si oppone.
Lei ha chiesto ad Ankara?

Molte volte, ci siamo stancati di chiedere. L'ultima volta un documento del Dsi ci ha detto che si trasferirà il paese e creeranno un nuovo Hasankeyf, svilupperanno il turismo. Cose dette a caso che non hanno un grande significato per noi. Se non si fossero fatti piani per il re-insediamento di Hasankeyf ci sarebbe stata una reazione internazionale più forte, per questa ragione il Dsi sta facendo preparativi per trasferire il villaggio. Il documento che ci hanno mandato non ha per me nessun significato, dopo la distruzione di Hasankeyf che ce ne faremo del nuovo villaggio?
E la gente di qui si è mobilitata?

Come dicevo si tratta di una storia che va avanti da cinquant'anni. In passato qualcosa si è fatto. L'agosto scorso l'associazione Doga (Natura) ha organizzato un treno speciale da Istanbul, una raccolta di firme. Le persone di qui non hanno fatto nulla perchè il progetto è ancora sulla carta, la gente non ne sa nulla. Esiste anche l'Associazione dei volontari di Hasankeyf a Batman.
Per alcuni la diga può rappresentare un'occasione di lavoro?

Una cosa simile non la dice la gente di qui ma piuttosto i responsabili del DSI. Loro cercano di tracciare un panorama roseo: 6.500 persone lavoreranno, si daranno risarcimenti per gli espropri. Qui però c'è un'eredità storica importante, è questa che vogliamo salvare.
Lei ha speranze che il progetto non si concretizzerà?


 Il percorso del Tigri

Veramente vorrei averne. Qui è la Mesopotamia, la gente ha vissuto lungo le rive del Tigri e dell'Eufrate. Noi abbiamo già annientato Zeugma ed altri luoghi storici. Abbiamo ucciso l'Eufrate, adesso tocca al Tigri, mancano solo due dighe da completare. Del resto quelli del Dsi dicono: "Terminiamo queste dighe e poi potrete fare quello che volete...". Noi annientiamo luoghi in cui hanno vissuto i primi uomini, dopo queste dighe avremo distrutto tutti i luoghi più importanti della Mesopotamia. Stiamo parlando di valori storici che non si possono misurare con il metro dei soldi, non parliamo di questioni materiali, non voglio parlarne. Invece il Dis ci parla di prospettive rosee. Parlano di 6.500 persone che troveranno lavoro ma tacciono su quelle 50.000 che se ne dovranno andare. Occasioni di lavoro che dureranno qualche anno mentre la gente se ne dovrà andare per tutta la vita.
Cosa bisogna fare per tenere viva la speranza?
Se si farà la diga non ci sarà più possibilità per parlare di speranza. Per ostacolare la realizzazione abbiamo bisogno di un grande sostegno dell'opinione pubblica. In questi ultimi anni però posso dire che la nostra speranza è arrivata al punto di incrinarsi definitivamente. Ormai siamo alla fase in cui rimane solo da gettare le fondamenta della diga.
Guven Eken (presidente Associazione Doga, Ankara): Anch'io vorrei fare alcune considerazioni. Rispetto a quanto accaduto in passato il nuovo consorzio ha preparato un rapporto di valutazione dell'impatto ambientale. Noi come associazione abbiamo chiesto ufficialmente di vederlo ma fino a questo momento non lo abbiamo ancora ricevuto. Il fatto che tutto si faccia silenziosamente deriva soprattutto da questo: in Turchia esiste il vincolo della valutazione ambientale, un criterio nazionale. Prima di tutto esso impone che si facciano riunioni a cui partecipi la popolazione interessata, la prima cosa da fare è presentare il progetto. Questo non è stato fatto per la diga di Ilisu. Perchè? Secondo la legge per i progetti approvati prima del 1993 non esiste l'obbligo di preparare un rapporto di valutazione dell'impatto ambientale. Questo significa che non è nemmeno necessaria la partecipazione e il coinvolgimento della gente.
Esiste comunque una valutazione di impatto ambientale, ma solo per una ragione molto pragmatica: poter aver i finanziamenti dalla Germania e dall'Austria. I governi di questi paesi per poter fare da garanti per le imprese coinvolte nel progetto richiedono una valutazione di impatto ambientale. Quindi il rapporto che esiste è stato preparato da un società privata in Turchia, sono state fatte interviste e distribuiti questionari. Tutto ciò è stato fatto solo per rispettare i criteri internazionali che regolano la concessione di prestiti alle società coinvolte.
Vorrei sottolineare anche gli aspetti ambientali e naturalistici del problema della diga.
La Valle del Tigri è una riserva naturale a livello internazionale. Qui vivono specie di animali che non esistono altrove. In accordo con il trattato di Berna, con le direttive Habitat dell'Unione Europea, si tratta di specie da proteggere. Anche da un solo punto di vista ecologico-ambientale la realizzazione del progetto di Ilisu è impossibile. Potete constatare direttamente come ci troviamo in una zona unica dal punto di vista naturalistico.
Lei accennava prima alle responsabilità dell'Europa...

Io credo che la maggiore responsabilità sia dell'Europa, in particolare di Austria e Germania, che dovrebbero applicare alle loro società criteri che si aspettano vedere applicati da noi. Io credo che non si dovrebbero concedere prestiti a questo consorzio, dovrebbero comportarsi in modo corretto. Noi ci aspettiamo un sostegno da parte delle opinioni pubbliche di Austria e Germania. Il progetto non si potrebbe concretizzare con i soli soldi turchi, è un progetto molto costoso, due miliardi di dollari. Sono fondamentali i soldi dell'Europa, per questo crediamo che ora la palla sia passata ai governi austriaco e tedesco.
Sindaco Kusen: C'è un'ultima cosa che le vorrei raccontare. Tempo fa a Canakkale è stato organizzato un incontro con i sindaci delle città storiche della Turchia. In quella occasione ci hanno fatto visitare anche il sito archeologico di Troia. Beh, lo sponsor degli scavi è la <Siemens>. Quando l'ho saputo non potuto resistere ed ho preso la parola dicendo che una contraddizione del genere è incredibile. Da una parte portate alla luce reperti storici e dall'altra parte distruggete la storia. Un'ipocrisia del genere non è possibile. Invece di spendere due miliardi di dollari, sarebbero sufficienti alcuni milioni di dollari da investire nel turismo. (Fabio Salomoni/www.Osservatoriobalcani.org/article/articheview/5277/1/51)
25.02.2006
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La_protesta_per_HasankeyfCresce la mobilitazione ambientalista in Turchia contro il progetto di edificazione della diga di Ilisu, parte integrante del Progetto dell'Anatolia Orientale. Convocato dal coordinamento "Facciamo vivere Hasankeyf". Dopo che a fine anni novanta le proteste e le mobilitazioni internazionali avevano fatto desistere dal proposito di costruire una diga un consorzio internazionale, guidato dalla svizzera <Sulzer AG>, facendo nascere speranze per un rilancio in chiave turistica di Hasankeyf, le voci di una ripresa dell'attività intorno al progetto della diga hanno ricominciato da mesi a farsi più insistenti. Ora, un nuovo consorzio internazionale ha avviato i lavori per la diga di Ilisu, sul Tigri, che provocherà la scomparsa del paese di Hasankeyf: sono a rischio il patrimonio storico e ambientale dell'area - riporta l<'Osservatorio sui Balcani>.
Inizialmente, di fronte alle voci di una ripresa dei lavori per la diga, era intervenuto nei mesi scorsi anche il presidente Recep Tayyip Erdogan con l'intento di rassicurare. In tre diversi occasioni aveva data garanzie sul futuro del paese: "Hasankayf si salverà". Anche il direttore provinciale del Dsi di Batman aveva rassicurato tutti rivelando che 2su indicazione del presidente Erdogan il fascicolo della diga di Ilisu è stato archiviato".
L'ottimismo però ha avuto vita breve. Negli ultimi giorni del 2005 i rappresentanti locali e nazionali del Dsi hanno organizzato una serie di incontri nelle città della regione. Accompagnati da rappresentanti del consorzio internazionale, che comprende ditte turche, svizzere, tedesche ed austriache, che finanzierà e realizzerà il progetto, hanno messo la popolazione di fronte alla realtà: la diga si farà. I lavori cominceranno nella primavera del 2006, dureranno sette anni ed il costo dell'intera operazione è previsto in 1.200.000 euro. Al termine dei lavori, la diga, una delle opere fondamentali del Gap, "la seconda diga del Paese", come l'hanno definita, le cui acque raggiungeranno i 526 metri di altezza, produrrà 3833 Gwh l'anno, che in termini economici significano 300 milioni di dollari. Saranno più di 200 gli insediamenti umani che finiranno sommersi dalle acque costringendo più di 80.000 persone ad abbandonare le loro case.
Le parole di Nuri Bagdatoglu, rappresentante dell'associazione Doga (Natura) di Ankara, riassumono l'irritazione di quanti - autorità locali, rappresentanti della società civile, semplici cittadini, erano presenti agli incontri: "Si sono presentati all'incontro sostenendo che per gli abitanti della regione si trattava di un giorno di festa. I villaggi saranno reinsediati e la diga creerà 70-80.000 posti di lavoro." Irritazione e stupore che hanno avuto come effetto immediato quello di rivitalizzare tutti coloro che non vogliono assistere passivamente alla distruzione di Hasankeyf. Il 3 gennaio si è così costituito il Coordinamento "Facciamo vivere Hasankeyf" che riunisce una trentina di realtà - autorità locali come i comuni di Diyarbakir, Batman, Hasankeyf, ambientalisti, sindacati, associazioni dei diritti umani.
Il coordinamento muove al progetto di Ilisu critiche dettagliate tra cui il non rispetto degli standard internazionali previsti per opere di questo genere e che stabiliscono l'obbligo di informare costantemente le popolazioni coinvolte, garantirne partecipazione e consenso. E il sindaco di Hasankeyf denuncia: "Sono sindaco, si fanno nuovi progetti ed io non ne so niente. E se non ne so niente io figuratevi i miei concittadini. Abbiamo solo la possibilità di avere informazioni dalla stampa". (G.B/Unimondo.org-Osservatorio sui Balcani)
25.02.2006
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A symposium was held in Diyarbakır over the weekend to discuss the salvation of Hasankeyf, which faces submersion when Ilısu Dam is constructed. 
Hasankeyf, located on the Tigris River in the southeastern province of Batman, is an ancient city dating back 10,000 years that was declared a natural conservation area in 1981. However, the district as well as its historical and cultural wealth are in danger of being inundated by Ilısu Dam, part of the Southeastern Anatolia Project (Gap). 
Hasankeyf excavation leader Professor Abdüsselam Uluçam said the cultural and historical assets of Hasankeyf were in dire straits. 
Noting that construction of the dam was scheduled to begin next month, Uluçam told the Anatolia news agency: "Hasankeyf as well as many other small settlements are in danger of being submerged and lost forever to the waters of Ilısu Dam. Thus, work on its rescue are multidimensional in that it aims to preserve both Hasankeyf and nearby settlements as well as the cultural and historical treasures of the city."
 "Around 80 percent of Hasankeyf's treasures have either been ruined or are about to disappear due to natural phenomena or lack of interest," he said, adding that the Zeynel Bey Tomb and Large Palace (Seyran Köşkü) faced the risk of ruin. "Fully 90 percent of the area will be submerged when the dam is built," he added.
Rescue work too slow:
Stating that archaeological and salvage work initiated in 1966 had proceeded slowly due to a lack of funding, Uluçam said: "We began excavation in Hasankeyf. We conducted an almost 15-year excavation study in just two years because of a sudden increase in financial support due to the dam's imminent construction."
"A total of 19 new cultural assets were discovered during this excavation. Their architectural identity was confirmed and they were physically shored up," he added.  
Commenting that further work should be realized in two steps, he said: "Firstly, it is important to document the cultural assets that will be submerged by the dam, a 60-year task. Secondly, the artifacts excavated so far should be restored and protected."  
Hard to save Hasankeyf under these circumstances:  

Professor Ahmet Adil Tırpan of Selçuk University said at the Diyarbakır symposium that he had taken part in various excavation projects aimed at saving artifacts at risk of submersion and that construction of the Bakü-Ceyhan pipeline as well over historical structures had prevented some excavation.
"Culture tourism is very important, yet we don't really realize just how much. Although many projects aiming to save these kinds of artifacts are being drawn up, we need more coordination between them. We can't revive Hasankeyf's historical and cultural treasures after they are lost," he said. "It's really hard to save Hasankeyf under these circumstances." 
Speaking at the symposium, Turkish History Foundation Chairman Orhan Silier said there were approximately 1,200 existing and future dams in Turkey, with 350 currently under construction and 100 more on the drawing board.
 "The construction of dams damages the natural and cultural environment, which is almost impossible to revive later on. This damage should be reduced to a minimum," he said.
Don Quixote again on stage:

Osman Akkuş, dubbed "Don Quixote" for his activities to protect nature in Turkey and who went to Iraq as a live shield, held a demonstration in Diyarbakır to save Hasankeyf.
Arriving at the area on horseback with a lance in one hand and a shield in the other, Akkuş protested the dam's construction with a photograph of Hasankeyf and a note that read "Don't touch Hasankeyf."
 "Hasankeyf is a world city and part of the common heritage of all humanity. It is our honor to keep it alive. We will not allow those determined to destroy Hasankeyf for the sake of energy to do so," he said. (Turkish Daily News)
25.02.2006

 

ULTRAECONOMIA

I motivi per i quali le aziende turche riescono a praticare prezzi molto bassi. Il caso dei tubi catodici acquistati dalle imprese del Bosforo in Estremo Oriente.

Ma come riescono le aziende turche a praticare prezzi così bassi? Il fatto, a sentire Francesco  Fimmanò, commissario straordinario del gruppo <Formenti-Seleco-Brionvega>, è che le imprese del Bosforo acquistano i tubi catodici (che rappresentano più del 45 per cento del valore complessivo del tv color) dai Paesi dell'Estremo Oriente già sanzionati nel 1995 dalla Commissione europea per concorrenza sleale pagandoli a prezzi irrisori. E, in virtù dell'Unione doganale esistente tra Europa e Turchia, li immettono all'interno del mercato comunitario eludendo i dazi che dovrebbero essere applicati grazie al certificato Atr di libera circolazione delle merci.
Di fatto, però, si tratta di una vera e propria consapevole evasione, di un illecito: perché una delle regole della politica doganale dell'UE, prevede che tutti i membri applichino una politica commerciale comune nei confronti delle merci dei Paesi terzi". (Denaro.it)
25.02.2006

ALT ALLE TV TURCHE

Francesco Fimmanò, commissario straordinario del gruppo Formenti-Seleco-Brionvega, in legge Prodi dalla fine del 2004, prosegue nella sua battaglia contro il dumping dei principali produttori turchi di televisori a colori mettendo in campo tre iniziative.

"In soli otto anni la presenza delle aziende turche nel mercato europeo dei tv color è cresciuta a dismisura ed in maniera anomala, passando da un milione di pezzi venduti nel 1996 ai 18 milioni del 2004, a fronte di un mercato complessivo del vecchio continente attestato intorno ai 22 milioni. L'industria comunitaria del settore è ormai in ginocchio: non si contano le aziende fallite o costrette a chiudere. Bisogna assumere provvedimenti prima che sia troppo tardi". E' partendo da queste considerazioni che Francesco Fimmanò, commissario straordinario del gruppo <Fomenti-Seleco-Brionvega>, anch'esso travolto dalla concorrenza turca e finito in legge Prodi alla fine del 2004, ha iniziato la sua battaglia legale nei confronti dei produttori della penisola anatolica accusandoli di concorrenza sleale. Una battaglia combattuta su più fronti, che è destinata a costituire un precedente significativo, perché trasferisce la lotta al dumping dal livello degli Stati sovrani a quello delle singole imprese.
Dapprima - un paio di mesi fa - Fimmanò ha citato in giudizio davanti al Tribunale di Napoli le sette aziende turche che egemonizzano il mercato comunitario (<Vestel>, <Beko>, <Profilo>, <Pro-Eks>, <Ram-Dis>, <Izmir>, <Elektrotem>) formulando una richiesta di risarcimento di 150 milioni di euro. Poi, pochi giorni or sono, ha messo in campo altre tre iniziative altrettanto dirompenti: una denuncia all'Olaf, l'organismo antifrode dell'UE; una all'Autorità italiana garante per la concorrenza ed il mercato; e un'istanza all'Agenzia delle dogane affinché garantisca un adeguato supporto con un intervento analogo che avrebbe nei confronti dell'Olaf natura cogente.
Il commissario di Formenti (che è titolare tra l'altro della cattedra di Diritto commerciale presso l'Università del Molise), denuncia senza giri di parole una "strategia commerciale sempre più scorretta, fondata sulla vendita dei prodotti per esportazione addirittura a un prezzo più basso di quello praticato nel mercato interno".
Per Fimmanò, che ha una sua precisa teoria sul modo in cui i turchi riescono a competere in materia di costi (vedi articolo a lato), è "lecito affermare che la Turchia in questi anni abbia rappresentato una sorta di porto franco per evadere i dazi stabiliti dall'Unione". "Il che - aggiunge - spiega perché il comparto dell'elettronica da consumo negli ultimi anni in Europa sia praticamente scomparso. Nel frattempo la situazione sta assumendo contorni paradossali. Negli anni scorsi, infatti, alcune delle principali aziende del vecchio continente formalizzarono l'accusa di dumping alla Turchia. L'indagine promossa dalla Commissione europea accertò l'esistenza della concorrenza sleale. Ma non fu applicata alcuna sanzione, in quanto in ossequio alle regole comunitarie, come base dell'origine del prodotto venne considerato il tubo catodico".
E proprio negli atti della Commissione, secondo Fimmanò, "sta la prova della frode". "Se infatti quei televisori sono stati attribuiti per l'origine alla Cina o ad altri Paesi orientali sui quali gravava un dazio antidumping - chiarisce -, quello stesso prodotto non può essere considerato in 'libera pratica', vale a dire naturalizzato turco, e quindi libero di circolare in Europa, senza il pagamento dei dazi previsti". (Pietro Falco/Denaro.it)
25.02.2006

PATRIMONI IMMOBILIARI

Gli stranieri potrebbero diventarne consulenti. Un disegno di legge allo studio del ministero turco dei Lavori Pubblici e della Casa. Pene severe per chi abusa del titolo e dell'autorità.

Bill on real estate brokerage allows foreign citizens to work as real estate advisors with ministry permission
The government is preparing a bill on real estate brokerage that would allow foreigners to become real estate advisors.
The bill, prepared by the Public Works and Housing Ministry, stipulates stricter eligibility conditions for becoming real estate agents and would also allow foreigners, subject to certain conditions, to work as real estate advisors in Turkey.
Foreigners would only be able to become real estate advisors if they've worked as real estate agents in their country of origin and fulfill the criteria for becoming a real estate agent in Turkey, as set out by the Real Estate Brokerage Council, and with the ministry's permission.
They would be able to buy, sell and rent houses and serve as advisors and experts on real estate and be subject to the legislation on public employees in the Turkish Penal Code (TCK) if faced by legal proceedings against them.
Those who abuse their title and authority would be subject to sentences up to two years in prison and fines.
The bill also stipulates the conditions to become a real estate advisor for Turkish citizens, under which they must be university graduates and must never have served total time in prison of more than six months.
It also stipulates that people seeking to become real estate advisors would have to pass a test and be trained for six months on the theoretical and practical issues concerning the profession. (The New Anatolian)
25.02.2006

POLIZIOTTI PAGATI POCO E STRESSATI

Un_poliziotto_turco

Un rapporto del deputato Muharrem Tozçoken dell'Akp ha messo in evidenza come tra ufficiali e sottufficiali turchi siano state numerose nell'ultima decade le morti per vari motivi.

A report by Justice and Development Party (Akp) deputy Muharrem Tozçöken has revealed that 2,498 police officers committed suicide or fell victim to occupational hazards and diseases over the past decade due to their excessive workload.
According to the study 309 police officers committed suicide in the past decade, 406 died on duty and 1,783 died from occupational disease. Over the past 10 years 1,347 officers resigned from the force due to pressure while 612 had to retire early, the study said.
The data showed that while an average public servant worked 1,700 hours a year, police officers worked 3,400 hours. The study said that while public servants would enjoy 146 days of holiday this year, most police officers would be on the job working overtime.
"These officers, who perform duties incomparably more stressful than any other public servant, need a new regulation that will specify their working hours. Overtime work should not exceed 50 percent of the 40-hour work week as per the state public servants' law," noted the report.
Tozçöken's study specified unpaid overtime as one of the most pressing problems, noting that this policy caused resentment within the police force.
Tozçöken, speaking to the Anatolia news agency, said he had presented the report to Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, who had initiated a program that would alleviate the problems faced by police officers. (Turkish Daily News)
25.02.2006

HA RISCHIATO LA DISTRUZIONE PALAZZO DOLMABAHCE AD ISTANBUL

La_petroliera_che_stava_per_fnire_sul_Dolmabahce

Una petroliera liberiana, in avaria e carica 86 mila tonnellate di cherosene, si è fermata solo a poche decine di metri dal complesso monumentale.

Uno dei monumenti più importanti della città di Istanbul ha rischiato di essere distrutto. 
La "Genmar Star", una nave cisterna liberiana di 243 metri del peso di 17 mila tonnellate, dopo essere andata in avaria, è stata fermata a poche decine di metri dal palazzo di Dolmabahce, che dalla metà del XIX secolo fino al 1923 (anno di nascita della repubblica turca) fu la residenza del sultano ottomano. Lo ha dichiarato all'<Afp> Bahriye Yilmaz, portavoce della direzione della sicurezza costiera turca (Kegki).
''Le ancore e le manovre di quattro rimorchiatori - ha affermato Yilmaz - hanno frenato la sua corsa fino a farla fermare a un cinquantina di metri dal palazzo di Dolmabahce''.
Secondo un altro responsabile della Kegki citato dall'agenzia di stampa <Anadolu>, la nave trasportava un carico di 86 mila tonnellate di cherosene imbarcato nel porto russo di Kerch. 
Lo stretto del Bosforo, il più frequentato del mondo, è un punto di passaggio obbligato per tutte le imbarcazioni provenienti o dirette verso il Mar Nero e divide in due la città di Istanbul, una metropoli di 12 milioni di abitanti. 
Nel 2003, circa 47 mila navi (di cui 8 mila trasportavano materiali pericolosi, gas liquefatto o petrolio) sono transitate per lo stretto. Nel 1979 e nel 1994, in due incidenti che hanno coinvolto delle petroliere, morirono rispettivamente 41 e 28 persone. (Ansa-Afp)
25.02.2006

ASSE TRIESTE-ISTANBUL

 L'ambasciatore_turco_in_Italia_Ugur_Ziya

La mostra itinerante "I Turchia in Europa", che sarà presto inaugurata nel capoluogo del  Friuli-Venezia Giulia, è l'occasione per portare avanti una nuova strategia economico-commerciale tra questa regione e la Turchia. Incontro tra il presidente Riccardo Illy e l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal.

Riccardo_IllyLa cultura, la grande cultura, per avvicinare la Turchia all'Unione Europea: un obiettivo che la Regione Friuli Venezia Giulia non da ora sostiene, ha sottolineato il presidente Riccardo Illy all'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal, venuto per seguire le fasi preparatorie della manifestazione "I Turchi in Europa", in programma nel corso dell'intero 2006. "I Turchi in Europa" è un evento promosso dalla Regione che si articolerà da maggio a ottobre con manifestazioni culturali, esposizioni e spettacoli programmati in diversi luoghi del territorio regionale: principalmente Palmanova, ma anche Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia, Cividale e Villa Manin di Passariano.
Ma l'evento rappresenta oggi solo la punta dell'iceberg delle sempre più strette relazioni culturali e commerciali tra Turchia e Friuli Venezia Giulia. Come hanno sottolineato Illy, l'assessore regionale per le Relazioni Internazionali Franco Iacop e l'ambasciatore Ziyal, per il quale "Trieste ed il Friuli Venezia Giulia rivestono un'importanza peculiare".
Se infatti, secondo il diplomatico, "questa città è il cuore portante nelle linee direttrici del trasporto commerciale turco" e questo flusso potrà essere ulteriormente incrementato attraverso i tre scali marittimi del Friuli Venezia Giulia allorché verranno eliminati i "colli di bottiglia" ferroviari in Austria verso il Centro e l'Est Europa, ha osservato Illy, l'Amministrazione regionale ed il sistema camerale già da mesi si stanno istituzionalmente muovendo per "legare" le economie del Friuli Venezia Giulia e dell'area di Istanbul, in particolare per quanto riguarda la logistica ed i trasporti, il sistema delle Pmi  nei comparti dell'arredo, della meccanica e dei beni strumentali, i contatti e gli scambi per mondo della formazione, dell'educazione superiore e della ricerca.
Una delegazione ufficiale si è già recata in Turchia a settembre, all'inizio dell'estate è in programma un secondo incontro ed in autunno avrà luogo una visita ufficiale, istituzionale ed imprenditoriale. Relazioni e rapporti che però dovrebbero trovare il contributo, è stato sottolineato, di un volo diretto da Istanbul, al quale si sta lavorando da tempo.
All'incontro sono intervenuti Gian Paolo Papa, da poco rappresentante della Regione presso le istituzioni turche (dopo i suoi trascorsi come ambasciatore della UE in Turchia), il console generale di Turchia per Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige Enrico Samer, l'ideatore ed il responsabile de "I Turchi in Europa", Gianpaolo Carbonetto, i diplomatici turchi Kaya Bakkalbasi e Yuksel Yucekal. (rm/Inform)
25.02.2006

 

"ASCOLTATE
I SEGNI
DELLA NATURA"

lago_Mogan

<Natura association> contro il Municipio di Ankara che vorrebbe trasformare il lago di Golbasi in un parco naturale ma tagliando i canneti necessari all'ecosistema giacché questi filtrano nitrogeno e fosforo.

Turkey's Nature Association is working to protect Turkey's threatened species, starting with birds, Critical Bird Areas, Key Biodiversity Areas and priority habitats. The association develops national and international cooperation networks and emphasizes that nature's resources are about to run out, with flora and fauna as the unfortunate casualties. The Nature Association calls on people to lend an ear to the signals of nature. We spoke with the group's Murat Bozdogan, who is in charge of Key Biodiversity Areas, about the dangers awaiting Ankara's Lake Mogan and threatened species.
Lake Mogan turning its back on nature
The Greater Ankara Municipality illegally uprooted the reeds of Golbasi's Lake Mogan in order to install a nature park, according to Bozdogan. The Nature Association brought up the issue last March, nearly a year ago. Stating that Lake Mogan is an important observation area for birdwatchers worldwide, the Nature Association is working to spotlight the dangers threatening Lake Mogan.
Bozdogan says that the Greater Ankara Municipality erroneously considers the reeds of Lake Mogan to be elements polluting the lake. "But just like your hair is a part of your body, these reeds are part of the lake," says Bozdogan. "I can't imagine Lake Mogan without reeds. Because animals living in that area can't survive without them. Besides, the municipality think that Lake Mogan is about to die out. However vanishing and dying is a long process and it happens so slowly that it takes many generations to see the process. It's obvious that each lake has a lifespan; Lake Mogan's ecosystem has began to deteriorate but its dying out is a rumor. As those reeds filter the nitrogen and phosphate surplus in the lake, they benefit the lake. If nitrogen and phosphate surplus are put under control, the ecosystem of the lake can be preserved. Disregarding the ecological stability and the animals living in that area, the municipality to begin with arbitrarily transformed the southern area of the lake into a park. They poured concrete onto the coastline, destroyed the reeds and damaged the southern part of the lake. Digging done by the municipality destroyed birds' breeding and preservation areas. The uprooting of reeds and the reproduction of birds coincided. We managed to stop the operation at that time, but later they went on uprooting. They claimed that they would remove mud from the bottom and there would be digging at the bottom of the lake in order to regenerate Lake Mogan. If these operations are done carelessly then they would destroy the lake. People used to do such digging in Europe too, but it was stopped since researchers concluded that the operation is both expensive and useless. The priority should be preventing pollution. As with the Konya River basin lakes, water shortages occur as resources cultivating the land are diminished. There's no circulation of water in the lake since the regulator which provides water has been shut down. The recent deaths of fish in the lake became an excuse for the uprooting of reeds.
"Lake Mogan and its surroundings are in Key Biodiversity Areas, and there are living beings that are about to die out in the area. The lake gradually turns into a big pool where nothing living can survive. Since people don't know what's going on, they think that the uprooting of those reeds is useful. They may think that we neglect the lake or that we don't want to do anything. No, we want people to use the lake and its surroundings properly. We want people to realize the biodiversity of the lake. The Nature Association has recommended setting up a park consistent with ecological stability and the natural residents of the lake. We aim to build a park as an awareness-raising center where people can observe birds and learn more about nature preservation and ecological stability. What we need is financial support in order to realize these goals; we look forward the supports of nature lovers."
Little dooms...
Throughout the world there are many endangered species. The World Conservation Union (Iucn) has declared zero extinction sites through a press release. The Zero Extinction Alliance was launched to identify and protect the last remaining habitats for the world's most threatened species, acting as a front-line defense against species extinctions. Stating that Turkey is very rich in terms of some species and areas, Bozdogan says, "There are globally threatened species. If those species die out there will be a small-scale doomsday. A total of 561 threatened species, on the verge of dying out due to the excessive exploitation of their habitat, live in a one area in Turkey and they could disappear forever as a result of minor negligence. These 561 species includes 550 species of plants, eight species of fishes, one frog, one mammal and a butterfly. Antalya is the richest city in Turkey in terms of the diversity of species gathered in one place. The eastern Black Sea and eastern Anatolia are other regions where endangered species are densely populated. Eight endangered species of fish live in the Lake District and central Anatolia. Also the Toros Frog (Rana Holtzi), the rarest frog of Turkey, lives in Nigde, the Silifke Acomys cilicicus, a kind of mammal, lives in Mersin, and a butterfly species Polyommatus dama lives in one area in Malatya. We also know that there's only about 40 to 200 specimens left of Lycia orchids (Ophrys lycia), which is considered one of the most conspicuous species of endangered plants, and they're found in a graveyard. The orchid is facing the threat of dying out since the roots are picked to be used in ice-cream production. However other species are also under threat due to unplanned residences, irrigation projects and dam construction. Very few species live in areas which are legally preserved. The Nature Association wants people to support the Zero Extinction Alliance."
Nature Association: (0312) 448 0537- 448 0956
dogadernegi.org
The H5N1 virus

Bird flu virus was thought to affect only poultry until 1997, when a person got sick in Hong Kong. The virus was spread by contagion to people who were in close contact with sick poultry. The deadly strain of bird flu which recently affected Turkey is a type of the species called avian influenza virus which passes through saliva, nasal secretions and feces of infected poultry.
Birdlife International's statement on H5N1 virus is as follows: "There are numerous different strains of avian influenza, but only a very few of these are a serious health concern for animals or people. Most strains circulate in wild birds, especially waterbirds, at low levels, and at worst cause only mild disease. The virus doesn't spread easily from human to human but this can change since the virus evolves gradually. A type of H5N1 virus which can easily spread from human to human can cause a global flu and deaths of millions of people. Migratory geese and gulls may spread the avian flu to birds on other continents, and eventually to people. We don't have much knowledge on migratory birds; how the virus spread to migratory birds, the length of incubation period, which species have a tendency to catch the virus, etc."
Officials of the Nature Association emphasize the importance of how the virus spreads: "According to the reports of the UN Food and Agricultural Organization (FAO), poultry is the main reason for the spread of virus. As a matter of fact the deadly strain of H5N1 virus was seen in domestic birds rather than wild ones. FAO reports also state that bird flu wasn't found in clinical tests done on migratory birds living in countries like Hong Kong, Pakistan and New Zealand where bird flu was seen. Three mechanisms are effective in the spread of the virus: poultry trade, poor bio-safety measures in poultry farming areas, and transportation of virus-infected materials such as mud, soil, water, or shoes. Strict precautions should be taken in poultry farming and trade in Turkey." (Elcin Sener/The New Anatolian)
25.02.2006

RICHIESTA
DI SPOSTAMENTO
DEI VOLI

Spostamento_dello_scalo_da_Lubiana_a_Trieste

 

La Compagnia slovena <Adria Airways> contattata dal console turco Enrico Samer affinché i vettori per Istanbul non partano più da Lubiana bensì da Trieste.

AdriaSpostare il collegamento aereo su Istanbul da Lubiana a Trieste è la proposta avanzata dal console di Turchia nel capoluogo giuliano, Enrico Samer, alla Compagnia slovena <Adria Airways>, con lo scopo principale di ridurre i tempi complessivi di viaggio per i trasportatori turchi diretti al porto di Trieste.
Samer ha spiegato che sono circa 150 gli autisti che ogni notte raggiungono Lubiana in aereo per poi raggiungere il proprio mezzo al porto di Trieste. La compagnia aerea ha istituito un servizio di navetta, ma si potrebbe ridurre ancora tempi e costi agli utenti di questa linea. I colloqui tra lo scalo di Ronchi dei Legionari e il vettore sono aperti. (GuidaViaggi)
25.02.2006

 

VOLI  CHARTER
PER IZMIR
ED ANTALYA

Presentati i programmi da <Incentive System> per i collegamenti attraverso le linee <Atlas International> e <Pegasus>.

<Incentive System> presenta la nuova programmazione sulla Turchia che prevede, come di consueto, gli operativi dei voli speciali per la primavera e l'estate 2006. Dal 24 aprile al 25 settembre i charter da Bologna a Istanbul con la Compagnia <Atlas International> (aeromobile boeing 737-400). Dal 24 aprile al 25 settembre 2006 da Verona a Izmir e dal 2 al 23 agosto da Bologna ad Antalya con la compagnia <Pegasus> (aeromobile 727-400). Il t.o. bolognese è alla Bit al padiglione della Turchia, dove ha incontrato gli operatori per presentare i nuovi programmi. (GuidaViaggi)
25.02.2006

TURISMO: BLOCCO
DELLA DOMANDA
PER TURCHIA-EGITTO

turismo

Una indagine di mercato di <Trademark Italia> e <Sociometrica> su "Dove vanno in vacanza gli italiani nel 2006".

Dalla 15esima indagine di mercato realizzata da <Trademark Italia> e <Sociometrica> su "Dove vanno in vacanza gli italiani nel 2006" appare "tutto incerto tranne la vacanza", dice la società di ricerca riminese guidata da Aureliano Bonini.
Rispetto al 2005 più italiani hanno già deciso la località della vacanza principale. Vincono il mare e le vacanze di evasione, i week-end lunghi e i voli low cost. Aumenta la domanda di vacanza all'estero, ma continua la crisi dei "mercanti delle vacanze". Cala il desiderio di tour culturali e di itinerari artistici. Previsioni positive per le mete turistiche del bacino del Mediterraneo, per le crociere e per la Grecia. Blocco della domanda per Turchia ed Egitto balneare. Orizzonti sereni per le coste nord-orientali italiane (Veneto, Emilia Romagna), per gli arcipelaghi siciliani e per le altre mete estive d'eccellenza (Liguria, Toscana, Veneto), con performance vincenti per Sardegna e isole Pontine. La montagna italiana perde qualche punto. Generale flessione per Appennino e Terme.
Questi i punti salienti dell'indagine di <Trademark>, che rileva anche come nel 2006 il costo medio per la vacanza principale, considerato vitto, alloggio e viaggio, sarà di circa 590 euro, il 6,8% in più del 2005. Per un investimento totale di 18.2 miliardi di euro. Senza l'indotto: altrimenti la cifra sfiora i 21 miliardi di euro, l'8.9% in più dell'anno scorso. (GuidaViaggi)
25.02.2006

24 NUOVE ROTTE
DI THY
(ANCHE SU VENEZIA)

Turkish_Airlines

La Compagnia arriverà a servire 131 destinazioni di cui 27 in Turchia.

<Turkish Airlines> ha aperto 24 nuove rotte europee  verso l'Africa, il Medioriente e il Far East. La Compagnia di Istanbul arriverà a servire 131 destinazioni di cui 27 in Turchia. Nel 2005 ha trasportato 14 milioni di passeggeri e l'utile a fine settembre si è mostrato in forte crescita del 30%, a 106 milioni di dollari. Tra le 24 nuove destinazioni servite anche Venezia, con data da definire. (GuidaViaggi)
25.02.2006

CROLLA UN PALAZZO A BURSA

Si tratta di un edificio di otto piani che fortunatamente era disabitato.

Un edificio di otto piani è crollato a Bursa, in Turchia. Secondo le prime informazioni il palazzo era disabitato da tempo. L'emittente televisiva privata Ntv ha riferito che sul posto sono state inviate numerose ambulanze e carri dei vigili del fuoco nel timore ci siano feriti. (Agr)
25.02.2006

I GLADIATORI
E IL CODICE
DI CONDOTTA

I_gladiatori

Esami fatti sui resti di 47 lottatori armati trovati nelle tombe di Efeso mostrano che essi si attenevano a precise regole di combattimento.

I gladiatori combattevano fino alla morte nelle arene per intrattenere il pubblico, ma si 
attenevano a un rigoroso codice di condotta, che bandiva eccessi di violenza e brutalità, secondo uno studio che verrà pubblicato sulla rivista <Forensic Science International>. 
Gli esami fatti sui resti di 47 gladiatori trovati in tombe ad Efeso, importante città dell'Impero romano d'Oriente (nell'attuale Turchia), mostrano che essi si attenevano a precise regole di combattimento, rifuggendo da mischie selvagge.
Il tipo delle lesioni riscontrate sui crani - affermano gli autori della ricerca, due medici legali austriaci - indicano che, per ogni combattimento corpo a corpo, i gladiatori si affrontavano con un solo tipo d'arma. Erano bandite, secondo lo studio, la brutalità selvaggia e le mutilazioni tipiche delle battaglie di 2000 anni fa. Inoltre, i soccombenti morivano di solito rapidamente. Nonostante che la maggior parte dei gladiatori fossero equipaggiati con elmi, dall'esame dei resti di 10 risulta che la morte è stata causata da colpi, simili a martellate, inferti sulle regioni parietali del cranio, forse da un "boia" che dopo il combattimento, negli spogliatoi degli stadi, dava il colpo di grazia ai combattenti feriti. La ricerca conferma le testimonianze storiche e artistiche secondo cui i gladiatori venivano selezionati e accoppiati attentamente, e si affrontavano secondo regole che venivano fatte rispettare da due arbitri.
Concorda con i risultati dello studio Kathleen Coleman, dell' Università di Harvard, consulente storica per il film di Ridley Scott "Il gladiatore", con Russell Crowe. ''Il fatto che nessuno dei crani dei gladiatori abbia subito percosse ripetute sembra confermare che si esercitasse disciplina nei combattimenti e nei loro seguiti'', ha detto Coleman al <New Scientist>.
Gli autori della ricerca - Karl Grosschmidt, dell'Università medica di Vienna, e Fabian Kanz, dell'Istituto archeologico austriaco - hanno utilizzato raggi X e analisi al microscopio per studiare la morte dei gladiatori. Scoperti nel 1993, i resti ossei dei gladiatori di Efeso risalgono al 2/o secolo. (Ansa-Reuters)

25.02.2006

PESCA: NUOVE MISURE

Commissione_generale_per_la_Pesca_nel_Mediterraneo

Nella riunione annuale di Istanbul è stato stabilito, tra l'altro, che sarà chiusa la pesca al traino di altura in alcune zone ecologicamente sensibili situate in acque internazionali. Divieto stagionale di utilizzo di dispositivi di concentrazione del pesce.

Le nuove misure, decise nel corso della riunione annuale della trentesima sessione della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (Cgpm) di Istanbul, riguardano la chiusura alla pesca al traino d'altura di alcune zone ecologicamente sensibili situate in acque internazionali e un divieto stagionale di utilizzo di dispositivi di concentrazione del pesce.
L'adozione di queste misure, proposte dall'Unione Europea sulla base di pareri scientifici, rappresenta una tappa decisiva nell'azione svolta dalla Cgpm per elaborare gli strumenti necessari a garantire la gestione sostenibile degli stock ittici condivisi nelle acque internazionali del Mediterraneo al largo delle coste di Egitto, Cipro e a 25 miglia da Santa Maria di Leuca nelle acque del Mar Ionio. È la prima volta che una misura del genere viene presa su acque internazionali, un provvedimento vincolante per tutti gli Stati che si affacciano nel Mediterraneo.
La decisione del Comitato scientifico e della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo, è di estrema importanza per la tutela di alcuni degli ecosistemi marini di acque profonde più fragili del mondo, come riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale.
In Italia, a circa 20 miglia a largo di Santa Maria di Leuca, è presente una rarissima barriera corallina a 550-1.100 metri di profondità, dominata da coralli bianchi costruttori di barriere (Lophelia pertusa e Madrepora oculata), e caratterizzata da una distribuzione a macchie. A differenza delle barriere coralline di acque profonde dell'Atlantico, quelle mediterranee, sono state studiate pochissimo proprio perché estremamente rare: pertanto è più che mai necessario imporre sull'area una particolare protezione dalla pesca a strascico che ne potrebbe compromettere la sopravvivenza, e di conseguenza impedire quell'attività di studio che merita.
Inoltre va riconosciuto al corallo di mare profondo di rappresentare un habitat che offre rifugio a una grande diversità di specie che comprendono anche crostacei e specie ittiche di interesse economico, come lo scorfano di fondo e il gambero rosso.
Intanto continua nel pieno disprezzo della legge la pesca a strascico a trazione meccanica, in zone vietate ed in aree marine protette, con reti non consentite, cioè con maglie inferiori a 40 millimetri gettate ad una distanza inferiore alle tre miglia dalla costa, o in fondali inferiori ai 50 metri di profondità da parte di predoni del mare senza alcuno scrupolo. Questa tecnica oltre ad impoverire i fondali causa rilevanti danni economici a tutta la filiera, con conseguente perdita di immagine, anche del lavoro svolto dagli onesti pescatori. I danni maggiori, però, sono quelli che si registreranno fra qualche anno quando la distruzione delle piante marine non consentirà più il ripopolamento ittico, implicando una diminuzione delle risorse.
La guardia di finanza in Italia ha deciso di rispondere attuando estremi rimedi: in flagranza di violazioni, sarà applicato il codice penale, articoli 635 e 734: danneggiamento e deturpamento delle bellezze naturali, reclusione fino ad un anno e il pagamento di un'ammenda fino ad oltre 6mila euro. (a cura di Federica Protti/Mareinitaly)
25.02.2006

COSTANTINOPOLI:
FOTO
PER POCHI INTIMI

Guillaume_Berggren_Veduta_di_Santa_Sofia_Ccostantinopoli_1870_ca_Fondo_Silvo_Negro

Una interessante rassegna esposta presso il Museo Braschi di Roma. Si tratta di una raccolta che faceva parte del Fondo Silvio Negro e che i familiari hanno successivamente donato all'Archivio Fotografico Comunale.  Si tratta di un centinaio di soggetti, tra vedute e primi piani, realizzati tra il 1860 e il 1870.

Guillaume_Bergren_Fontana_d'Acmed_Costantinopoli_1870_ca_Fondo_Silvio_NegroGuillaume_Bergren_Porta_del_palazzo_Dolmabahce_Costantinopoli_1870_ca_Fondo_Silvio_NegroL'arazzo (di plastica) che fa bella mostra di sé, a lato dell'ingresso di palazzo Braschi, non passa certo inosservato. Grande all'incirca due metri per tre invita chi passa davanti all'edificio a leggere quello che è scritto sul suo sfondo bianco: "Costantinopoli nella seconda metà del XIX secolo. Fotografie del fondo Silvio Negro". Ce n'è abbastanza per entrare e per vedere più da vicino di che si tratta. Ma c'è subito la sorpresa. L'esposizione - che si trova collocata in due stanze del Museo di Roma - non è corredata da un catalogo. Nessuno, infatti, tra quanti hanno allestito la piccola rassegna, ha pensato che forse era utile consegnare ai visitatori - sia pure a pagamento - un piccolo opuscolo che li aiutasse a capire meglio cosa significasse vivere nella capitale dell'Impero ottomano alle soglie del suo disfacimento totale. Non un libretto, non una dispensa, non una foto da portarsi a casa. Appena appena, un pannello in una delle stanze per spiegare chi fosse Silvio Negro e perché mai fosse esposte un centinaio di immagini, tra vedute di Costantinopoli e rappresentazioni di vita vissuta quell'epoca.
Se qualcuno quindi vuole saperne di più non dovrà fare altro che andare sul sito www.museodiroma.comune.roma.it e documentarsi. Per parte nostra possiamo solo consigliarvi di approfittare di questa iniziativa, resa possibile grazie alla ricchezza fotografica del Fondo Silvio Negro. Forse qualcuno ricorderà questo grande vaticanista, amico di ben due pontefici. che fu Capo redattore al <Corriere della Sera> e direttore dell'<Osservatore Romano>. Padre indiscusso degli studi sistematici sulla fotografia romana dell'ottocento, Negro dal 1937 aveva cominciato a raccogliere antiche fotografie sì da creare in vent'anni una collezione monumentale successivamente donata dalla sua famiglia all'Archivio Fotografico Comunale.
Naturalmente il Fondo è vario. Due rari volumi - probabilmente confluiti nella raccolta Negro da parte del suocero Achille De Fabii, che tra il 1907 ed il 1908 fu chirurgo presso l'ospedale italiano di Costantinopoli - sono dedicati proprio a questa città della quale per inciso il testo di Philp Mansell ("Costantinopoli") è quanto di meglio ci sia nel mondo editoriale. Riportano foto scattate tra il 1860 e il 1870 da Guillaume Beggren (uno svedese che aveva attraversato tutta l'Europa per poi stabilirsi ad Istanbul), da Abdullah Frères e Pascal Sebah. Sono immagini della vecchia città - ancora in piedi per nostra fortuna - riproducenti il palazzo Topkapi, il Dolmabahce, il Corno d'Oro, Santa Sofia, la Moschea Blu, il Bosforo, le mura di Teodosio, l'obelisco di Teodosio, la colonna Cembelitas, la fontana d'Achmed e quella delle dolci acque di Asia. E poi ancora foto di giannizzeri, donne velate, mercanti, muezzin, mendicanti, bambini, animali. Tutta un'epoca racchiusa nel cosiddetto periodo dei Tanzimat rimasto nella storia per il suo rinnovamento ma anche per le sue grandi lacerazioni. Periodo che, tra l'altro, tra le riforme volute dal sultano includeva quella relativa alla secolarizzazione dell'insegnamento. Non a caso Victor Duruy, ministro della Pubblica Istruzione di Napoleone III si era recato a Costantinopoli per sottoporre alla Sublima Porta un suo progetto. Nasceva così - come riporta  Paul Dumount nel suo pregevole "Storia dell'Impero ottomano" - un nuovo grado alla piramide scolastica, quello del mekteb-i sultani, equivalente ottomano del liceo. Il primo ed il più celebre fu quello di Galata-Saray, fondato nel 1868 con l'appoggio del Governo francese. Da qui il nome del quartiere, la cui parte finale, sulla sinistra, camminando lungo l'attuale Istiklal Caddessi, si chiama "La rue francais" disegnata in quegli anni nientemeno che George-Eugéne Haussmann diventato famoso per avere ristrutturato Parigi. E anche la Costantinopoli dei Tanzimat ha un volto nuovo. Riporta in proposito il Dumont: "Le strade a scacchiera, attinte dall'urbanesimo occidentale, succedono al tessuto complesso di vicoli e dedali. L'uniformità e la razionalità si sostituiscono a ciò che non appare agli occhi dei pianificatori dell'epoca che come capriccioso disordine.....". Di fronte a così grande trasformazione i fotografi, come Beggren, erano lì a cogliere l'attimo sfuggente di uno scatto ,quasi a richiamare alla memoria il vociare petulante dei venditori ambulanti ed i suoni delle moschee. Un po', in fondo, come oggi. (
Veronica Incagliati)
25.02.2006

LA MONTAGNA KACKAR

Kaçkar_Mountains

Il quinto documentario sui rilievi turchi trasmesso per radiodiffusione attraverso 400 canali televisivi. Il sito, soprannominato "candy>, si trova a 70 chilometri da Rice sul Mar Nero. La strategia di Morris Kasar, rappresentante di <Swiss Heli-ski>: favorire sempre di più il turismo in Turchia.

A documentary titled "Kaçkar Candy" featuring Turkey's Kaçkar Mountains is currently being aired on 400 television channels in Europe.
The Kaçkar Mountains are located on the Black Sea approximately 70 kilometers east of Rize. Mt. Kaçkar, part of the range, is the fourth-highest peak in Turkey.
A press conference was held on Sunday with the participation of Swiss Heli-ski representative Morris Kasar, director of the documentary and skier Dominique Perret, Justice and Development Party (Akp) Rize deputy İmdat Sütlüoğlu, AKP Istanbul deputy Nusret Bayraktar and Rize's Provincial Culture and Tourism director, İsmail Hocaoğlu.
Speaking at the conference, Kasar said the documentary, shot by Perret, who was named Best Freeride Skier of the Century by the ski press by a jury of journalists and readers of the ski press in 2000, has started to be aired on 400 television channels across Europe. 
"Heli-skiing is undoubtly one of the most exciting experiences in the world. Skiers are taken to mountaintops by helicopter. The skiers then ski down the mountain," he said.  
Noting that the Kaçkar Mountains had hosted heli-skiing for the first time last year, Kasar said: "We are arranging heli-skiing tours to the Kaçkar Mountains to promote the mountains."
He said the documentary featured a ski adventure on the challenging slopes of the Kaçkar Mountains.
"The documentary is the first to introduce the Kaçkar Mountains to the world. Our intention is to promote the mountains in terms of tourism without harming nature," he said.
"I was extremely happy when I discovered Kaçkar Mountains, like a child who has found some candy. Thus, I named the documentary 'Kaçkar Candy'," said Perret. 
Perret also said Turkey has the best-situated mountains for the sport and expressed his appreciation to those who contributed to the documentary.  
"The documentary reveals the beautiful mountains," he added.
Following the conference a special helicopter tour was organized to the mountains for participants, reported the Anatolia news agency.(Turkish Daily News)
25.02.2006

I RACCONTI DEL VECCHIO PELLEGRINO

I_racconti_del_vecchio_pellegrino

Un libro - edito dalle edizioni Paoline - che forse vale la pena di leggere, se non altro per comprendere come il rispetto verso la Chiesa cristiana e verso i monaci non fosse mai venuto meno in Turchia neppure sotto l'Impero ottomano. Il ritrovamento di un manoscritto in un convento dei cappuccini a Trabzon, città dove don Andrea Santoro è caduto vittima di un giovane esaltato.

Una_immagine_del_lago_BafaMai come in questo momento la città turca di Trabzun - l'antica Trapezunte fondata dai greci - evoca momenti di grande tristezza. Troppo fresco è infatti il ricordo della tragica fine di don Andrea Santoro, colpito a morte per mano di un giovane esaltato, per comprendere appieno quanto questa regione del Ponto - che spinge verso il Mar Nero e che fu terra di conquista prima di Mitridate, poi dei romani con il console Lucullo, più tardi del principe Comneno ed infine degli ottomani - abbia ancora tanto da raccontare. E' solo per caso - leggendo una recensione su una rivista religiosa - di quelle che ti spediscono a casa e che non sai neppure chi sia stato a fartela mandare - che abbiamo scoperto la storia di un pellegrino molto amante della Turchia vissuto nel secolo scorso che a Trabzon doveva essere proprio di casa se è vero come è vero che un suo manoscritto, con racconti ed esperienze anatoliche, è stato ritrovato presso il convento dei Frati cappuccini. Racconti - come si legge nella prefazione di un libro edito dalle edizioni Paoline e curato da padre Oriano Granella - che "sono di diversa data, accostati in disordine. Alcuni rispecchiano un ambiente anni '60 - inizia anni'80; altri sono più antichi. Alcuni hanno un chiaro sfondo storico: riportano fatti reali accaduti all'autore; altri risentono dell'invenzione popolare, sono più fantasiosi, a volte vere e proprie favole, favole edificanti. Altri ancora riportano vita e situazioni di monaci e monasteri: la vera passione, secondo quanto egli stesso afferma, del nostro autore".
Il libro - il cui titolo è "I racconti del vecchio pellegrino, sulle vie dell'Anatolia" - non solo ci offre uno spaccato sulle fertili terre turche e su i  suoi ruderi, testimonianza di civiltà ineguali - ma ci fa comprendere come la Chiesa cristiana, fosse quella bizantina, armena, caldea  e cattolica, avesse sempre trovato nell'Impero dei sultani comprensione e rispetto. Ne è un esempio, per tutte, la storia di un capitano ottomano che durante l'occupazione delle zone antistanti il lago di Bafa - avendo dato ordine di uccidere il santo monaco Mione - fu punito severamente dal sultano per il sacrilegio compiuto. (Vero.Inca)
25.02.2006

ISTANBUL MODERN

Istanbul_Modern

Obiettivi sempre più ambiziosi per il più grande museo di arte moderna della Turchia. Una enorme affluenza di visitatori.

<Istanbul Moder>, il più grande museo di arte moderna della Turchia, ha accolto circa 500mila visitatori (anche stranieri) dalla sua apertura un anno fa, un'affluenza senza precedenti in questo Paese per un museo dedicato all'arte contemporanea.
Forte di questo successo il museo ha obiettivi ancora più ambiziosi per il 2006. (Guida Viaggi)
25.02.2006

ZINGARO THEATER:
AVVENIMENTO
UNICO NEL SUO GENERE

Zingaro_theater

La troupe equestre si esibirà ad Istanbul dal 5 al 20 maggio. 36 cavalli addestrati, 16 danzatori e 15 musicisti.

World-renowned French equestrian troupe Zingaro Theater will perform a new show in Istanbul as part of the 15th International Istanbul Theater Festival. 
According to a written statement issued by the Istanbul Foundation for Culture and Arts (İksv), Zingaro Theater will put on 12 shows as part of the festival. 
The shows will take place at the S International Equestrian Center in İstinye on May 5-20 and will be funded by Sevil Sabancı. Thirty-six specially trained horses will be taking part in the show along with 16 dancers and 15 musicians.
Tickets will be on sale as of March 4 and can be purchased from the Biletix Web site, the Anatolia news agency reported. 
About the Zingaro Theater:

The theater was founded by internationally acclaimed director, choreographer and horseman Bartabas in 1984.
The company is named after Bartabas' cherished horse whom he owned for more than 20 years, until its death.
"Zingaro" is a word derived from Spanish and Italian roots that means "gypsy."
Many of the horses owned by the theater are named after great artists such as Nijinsky, Goya, Picasso and Nureyev. They are chosen not by breed or lineage but by their spirit and personalities. Once a production has completed touring the horses are retired from performance and different horses are sought for the next performace.  
Zingaro holds shows all over the world inspired by the deep and fascinating relationship between man and horse. The performances also draw on a mixture of world cultures.
Bartabas' first production, "Cabaret équestre," met with great success throughout France. In 1996 Theater Zingaro made its U.S. debut with "Chimère" in New York.
"Loungta" is Zingaro Theater's most recent performance and has been staged across Europe since 1993.
The theater promotes horsemanship as a contemporary art form through musical accompaniment. (Turkish Daly News)
25.02.2006

LA MODA ORA
GUARDA
ALLA TURCHIA
Il_creativo_Graeme_Black

 

Due giorni all'insegna del fashion multi-etnico firmato Salvatore Ferragamo a <MilanoModaDonna>. Abiti  iper-femminili che rievocano le principesse ottomane.

Salvatore_FerragamoSi presenta in uno sportivissimo completo in denim, molto urban style, il creatore della collezione Autunno/Inverno 2006-07 di Ferragamo. Ma le sue proposte, sfilate a <MilanoModa Donna> sono state la quintessenza del lusso e della ricercatezza. Graeme Black per Ferragamo ha proposto una moda da High Society cosmopolita. Il creativo della maison ha affermato di essersi ispirato alla Turchia per la collezione presentata negli spazi di via Melegari. Accessori lussuosi e glamour in coccodrillo e tanto beige e nero nel tricot, sandali argentati con tacco di sughero dall'aria vintage.
I tailleur hanno revers minuti, i bermuda di seta si indossano sotto i twin set profilati e le giacche brevi. Con i bermuda tanti pantaloni palazzo. Per la sera top con ricami metallici e reti ricamate, abiti-sirena con tralci di fiori realizzati in jais, tubini preziosi e scivolati.
E' femminile e soprattutto preziosa anche la nuova collezione Ferragamo, dove il punto vita si alza altezza impero e c'è posto per un'infinita declinazione di abiti che cadono giù svasati e ondeggianti sopra al ginocchio, un moderno bon ton, a tinte barocche (il prugna, il marrone, il bronzo) e materiali lussuosi: dal camoscio, ai mohair, ai taffetà sino alle sete ricamate di cristalli.
Fuori dalla passerella i commenti entusiastici di tutta la stampa di moda d'Oltralpe, Oltremanica e Oltreoceano (come Carine Roitfeld, Suzy Menkes e Ingrid Sischy). Notati anche Gaetano Marzotto, presidente di Pitti immagine, e Michele Norsa, amministratore delegato di Valentino fashion group. C'erano tutti, erano solo in ritardo i Ferragamo, rimasti imbottigliati nel traffico milanese. La press release ha attaccato con "i venti del Nord. Il freddo scandinavo". E anche nella sala Emiciclo della Fiera non si è scherzato in quanto a spifferi, anche senza effetti speciali. L'inverno 2006/2007 prevede cappotti di lana color vinaccia da abbinare ad accessori colorati come i guanti di pelle arancioni e le scarpe verdi, cardigan e maxi-maglie in tricot con applicazioni in legno, maglie con texture di perline, intrecci di nappa e visone, strisce di tessuto, ampie gonne di mongolia, polacchini di lana merino su zeppe di para rivestite in cuoio con stringhe in nappa. Gli abiti di chiffon rosa pallido hanno il punto vita alto, stile impero. Più morbidi sicuramente quelli in maglia di lana mohair.
I pantaloni hanno un taglio maschile e sono ripresi in vita da pinces, mentre le gonne hanno profili importanti. Luci puntate sugli accessori, core business della casa. Vanno dalle doctor bag di coccodrillo con chiusure in midollino ai sandali con pavé di razza con tacchi scultura in forme design. E poi décolleté di visone, vernice tagliate in punta e drappeggiate con placche di metallo. (Denaro.it)
25.02.2006

UNA DOPPIA SFIDA
AMICHEVOLE
TURCHIA-REP.CECA

Karel_Brucker

Le due squadre si affronteranno il 1 marzo ad Izmir alle 17 e alle 20.


La Repubblica Ceca affronterà il 1 marzo la Turchia in una doppia sfida amichevole con due squadre, A1 e A2. Per l'occasione, importante tappa di avvicinamento della selezione europea ai Mondiali di Germania 2006 (la Rep. Ceca è inserita nel gruppo E con Italia, Ghana e Stati Uniti), il ct Karel Brückner ha convocato un totale di 28 giocatori. E' prevista addirittura una serie di due incontri, a Izmir (Turchia), alle 17 e alle 20, data la disponibilità della Nazionale ospitante, eliminata allo spareggio mondiale dalla Svizzera.
"E' probabile che alcuni giocatori disputeranno metà tempo di ciascun incontro", ha spiegato il ct Brückner sul sito della Federcalcio ceca. Tra i convocati non figura Pavel Nedved, risparmiato per i suoi impegni con la maglia della Juventus. Mancheranno anche Tomas Galasek e Zdenek Grygera (Ajax), entrambi infortunati, così come Jan Koller (Borussia Dortmund) e Vratislav Lokvenc (Salisburgo). Sono stati invece chiamati per la prima volta Tomas Zapotocny (Slovan Liberec), David Kobylik (Bielefeld) e Vaclav Sverkos (Hertha Berlino). (DataSport.it)
25.02.2006

CHRISTOPH DAUM:
"RESTO
AL FENERBAHCE

L'attuale tecnico della squadra turca ha smentito categoricamente un suo passaggio sulla panchina dello Stoccarda.

Christoph Daum, attuale tecnico del Fenerbahce, ha smentito categoricamente le voci di un possibile ritorno in Bundesliga sulla panchina dello Stoccarda. Le indiscrezioni su un possibile ritorno di Daum in Germania erano state messe in giro dallo stesso presidente dello Stoccarda che aveva spiegato che il suo nuovo tecnico, Armin Veh, subentrato a Giovanni Trapattoni, rappresenta solo una soluzione temporanea.
"Lo Stoccarda è un buon club ma il mio contratto con il Fenerbahce scade nel 2007 e fino ad allora non ha senso di parlare di altre squadre", ha tagliato corto l'ex tecnico del Besiktas. (
Ansa)
25.02.2006

LA PROPOSTA DEL BORUSSIA ALLA FEDERTURCA

La squadra della Bundesliga tedesca potrebbe aprire il proprio stadio alla Nazionale turca che per sei giornate non potrà giocare in casa.

Il Borussia Dortmund, squadra della Bundesliga tedesca, ha proposto il proprio stadio per ospitare le gare della Turchia che non potrà giocare in casa per sei giornate con l'obbligo di disputare i prossimi match a porte chiuse. "l'offerta - ha detto il portavoce delle 'aspirine' Josef Schneck - potrà essere presa in considerazione, però, solo nel caso che ci possa essere il pubblico". La federazione turca è stata punita in seguito agli incidenti avvenuti ad Istanbul contro la Svizzera a novembre negli spareggi per la qualificazione ai mondiali del 2006. la prossima settimana verrà deciso se le gare da giocare in Turchia, su campo neutro, saranno o no a porte chiuse. (Adnkronos)
25.02.2006

 

TREVISO SI ARRENDE CONTRO L'EFES PILSEN DI ISTANBUL

La_benetton_perde_con_l'Efes_Pilsen

Secca sconfitta della Benetton in terra turca per 80 a 66. I padroni di casa hanno fatto e disfatto sotto canestro.

Con Popovic e Slokar in campo per necessità, Treviso non può che limitare i danni contro una delle candidate alle Final Four di Eurolega. Lo fa, perdendo per 80-68, dopo essere arrivata a -7 (72-65) a 2'30" dalla fine, ma ritrovando almeno il miglior Bargnani. Il ventenne romano, in ombra alle Final Eight di Forlì, è il più continuo nella serata in cui i lunghi dell'Efes Pilsen fanno e disfano sotto canestro e i turchi trovano in panchina l'imprevisto talento di Baris Ermis, vent'anni appena compiuti, promosso in prima squadra per l'infortunio di Marko Popovic, il playmaker titolare.
L'avvio di Bargnani è abbacinante. Segna 6 punti di classe e domina a rimbalzo, trascinando Treviso a rimontare uno strappetto iniziale dell'Efes Pilsen (10-4 al 3'40"). Fa molto anche la scelta di Blatt di togliere proprio Andrea dalla marcatura di Prkacin, affidando il croato a Goree. La difesa del Benetton è più reattiva sugli scarichi sul perimetro che arrivano dal post basso, anche se subisce con ingenuità un triplone di Domercant allo scadere del primo quarto, che apre la strada a un break turco di 15-4, per il 31-21 del 13'40", illuminato da Granger. L'ex virtussino è nel suo tipico primo tempo di grazia. Punisce le sbadataggini di Treviso, realizza 14 punti e trova una spalla inattesa in Ermis.
Per l'Efes, così, è facile arrivare a +10 (40-30) a metà del secondo quarto. Siskauskas è inesistente, Nicholas soffre il doppio ruolo di creatore e finalizzatore del gioco annegando in cifre pessime. E quando Soragna commette il quarto fallo al 23'30", Treviso rischia il tracollo. Domercant piazza una tripla in faccia a Mordente, Prkacin scherza Goree, trascinando i turchi al +14 (55-41). Serve il talento di Bargnani per rimanere a galla nel finale del terzo quarto, chiuso da 4 punti provvidenziali di Mordente sul 60-52. E' il segno che Treviso non vuol mollare. Nicholas migliora la mira, Soragna trova una tripla preziosa. Il Benetton ha perfino la palla del -6 a 3'10" dalla fine, ma la spreca con una pessima scelta collettiva. Il -7 di Nicholas (72-65) è solo l'ultimo strappo. Treviso, almeno, c'è. (Carlo Annse/La Gazzetta dello Sport.it)
25.02.2006
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