Arretrati
Anno 7° N.7
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"Se la Turchia accetta i valori
fondamentali, vogliamo dire 'no' al suo ingresso nell'UE solo perché è musulmana ? Io credo che non solo daremmo vita ad un
effetto boomerang ma avremmo la possibilità, nel momento in cui la Turchia
sarà nell'UE, di dimostrare che essere musulmani è perfettamente compatibile con quei valori che
sono, in qualche modo, della nostra società". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, concludendo la sua
replica al dibattito seguito nelle commissioni congiunte di Senato e Camera sulle comunicazioni del
Governo sugli incidenti
di Bengasi. (Agi)
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"Basta
con le violenze. Condivido in pieno le parole del Papa. La situazione
è complessa ma una via d'uscita esiste". Ugur Ziyal,
ambasciatore della Turchia in Italia, ha negli occhi un'immagine
molto precisa, quella del monumento più famoso di Istanbul, Santa
Sofia. "Fino al quarto secolo era una basilica cristiana, poi è
stata trasformata in moschea infine è diventato un museo. Ancora
oggi, ci sono cristiani e musulmani che pregano in quel luogo,
contemporaneamente, senza problema"". Ugur Ziyal, che fra
qualche settimana sarà a Napoli per una visita al consolato, chiude
l'intervista con un messaggio di ottimismo: "La situazione è
delicata. Ma la crisi si può superare e la Turchia ne è l'esempio
concreto. Siamo un Paese dove convivono da secoli musulmani, cristiani
ed ebrei. Grazie alla cultura della convivenza, del dialogo e del
rispetto reciproco".
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Pubblichiamo
in apertura la e-mail di questo nostro lettore. La condividiamo solo
in parte augurandoci che tutto quello che ha scritto sulla Turchia
non sia del tutto vero. D'altra parte noi viviamo a Roma e per
capire appieno la realtà di un Paese occorre trovarsi gomito a
gomito con la gente del posto. Ad ogni modo <Turchia Oggi> è
sempre aperta a chi vuole dire la sua, purché non si travalichi nei
giudizi con commenti offensivi. Per una questione di diritto di
cronaca riportiamo alcune notizie su fatti accaduti recentemente. (Turchia
Oggi)
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The issue of religious freedom in Turkey
will be one of the most important issues to be covered during Turkey's
membership negotiations with the European Union, according to a senior official
of the European Commission, executive organ of the EU that is most directly and
actively involved in candidate countries' preparation process ahead of entry.
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''Abbiamo una sensazione di tensione strisciante e di paura tra i sacerdoti e tra i nostri fedeli''. Con queste parole, monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico in Turchia
ha riassunto all'Ansa lo stato d'animo dei cattolici in Turchia, dopo l'uccisione di don Andrea Santoro a Trebisonda (5 febbraio), l'aggressione a don Martin Kmetec a Smirne (9 febbraio) e le varie manifestazioni di forte sapore anti-europeo ed anticristiano in varie
città turche. |
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In Turchia ''è stata orchestrata
una vera e propria campagna diffamatoria'' nei confronti dei cristiani. A lanciare l'allarme è il vicario apostolico dell' Anatolia, monsignor Luigi
Padovese, che è ormai costretto a vivere sotto scorta, come altri sacerdoti dopo l'omicidio di don Andrea Santoro.
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SOLLEVA
SCALPORE
Il film di azione turco ''La Valle dei Lupi'', il
più costoso mai prodotto in Turchia, solleva |
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La Turchia ha definito ''sfortunate'' le
dichiarazioni di Raanan Gissin, portavoce del Governo israeliano,
che aveva fatto un parallelo tra il gruppo radicale islamista Hamas
e i gruppi armati curdi del Pkk che lottano contro Ankara.
''Crediamo che le comparazioni fatte nelle dichiarazioni israeliani
siano completamente infondate e sbagliate'', si afferma in una
dichiarazione diffusa dal Ministro degli Esteri turco. ''Abbiamo
reso noto agli israeliano la nostra insoddisfazione e disagio
riguardo alle dichiarazioni che sono state fatte sui nostri problemi
politici interni''. Parlando alla televisione di Stato turca Raanan
Gissin aveva criticato con forza la Turchia per aver invitato il
leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, per dei colloqui che
secondo Israele possono danneggiare i rapporti bilaterali tra i due
paesi. ''E' un grave errore'', aveva detto Gissin'', ''questa visita
potrebbe avere delle conseguenze sui nostri rapporti che potrebbe
essere difficile riparare''. ''Mi domando che cosa penserebbero le
autorità turche se noi avessimo invitato Abdullah Ocalan per dei
colloqui in Israele?'', si è chiesto retoricamente il portavoce del
governo israeliano.(Più Europa) |
LA
REAZIONE DEI CONGRESSISTI USA
Reactions to
the visit to Ankara by Hamas (Islamic Resistance Movement), as the winners of
the Palestinian elections, last week continue to echo; the US House of
Representative sent Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan a harsh letter
condemning the visit.
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Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha ordinato al suo
ambasciatore a Ankara, Pinchas Avivi, di non andare al ministero degli Esteri turco che lo aveva invitato per riferirgli sui
colloqui che esponenti del Governo turco hanno avuto nei giorni scorsi con una delegazione di Hamas, il movimento islamico che
ha vinto le elezioni palestinesi e che formerà il prossimo Governo palestinese. Israel's ambassador to Turkey held
"very positive" talks at the headquarters of the ruling Justice and
Development Party (Akp) after a high-level delegation visit from
Palestinian group Hamas last week strained relations between the two
regional allies.Ambassador Pinhas Avivi was invited for talks with the Akp's deputy chairmen, Akif Gülle and Şaban Dişli, at the party's headquarters. Avivi declined to go to the Foreign Ministry on Monday for a planned briefing on talks with the Hamas delegation headed by the group's leader living in exile in Syria Khaled Mashaal."The meeting reviewed ongoing good relations between the two countries," Gülle said in a statement. "It has been mutually stated that Turkish-Israeli ties will not be affected by different comments that have been made in certain media organizations." Hamas' unexpected talks in Ankara sparked a prompt reaction from Israel, with Raanan Gissin, spokesman for the Israeli government, saying the relations would be harmed in a manner difficult to repair. His remarks drew criticism from Ankara as he also likened talks with Hamas to a meeting between Israeli officials and Abdullah Öcalan, the jailed leader of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk). The Pkk called on Turkey to agree to dialogue with it, accusing Ankara of "double standards" since it had engaged in talks with the radical Palestinian group Hamas. "Is it not blood that is shed in the fighting between the Turkish army and the Kurdistan freedom movement, just like in the Palestinian-Israeli conflict?" asked senior Pkk commander Murat Karayılan in an interview with the pro-Kurdish Fırat News Agency. "Why doesn't (Turkish Foreign Minister Abdullah) Gül expend efforts to stop bloodshed in his own country? Is this not a contradiction?" he said in the interview published on the agency's Web site. "Maybe it is because Kurds have carried out fewer suicide attacks (than Hamas). This is a double standard," he charged. Karayılan also argued that talks between Ankara and the Pkk were not an "imaginary" or "far-off" possibility. "They will talk to us. We are a people, we are a reality. They may refuse to talk to us now, but every refusal means wasting time," Karayılan asserted. Tension with Israel deepened when Avivi declined to accept an invitation from Foreign Ministry's Bozkurt Aran on Monday for a briefing on the talks with Hamas because he was instructed by the Israeli Foreign Ministry not to do so, as Israel was not interested in any briefing on the talks with Hamas since the radical group had already made clear it would not change its radical policies over the weekend. In a sign of the tension cooling off, an Israeli official told the Turkish Daily News that the atmosphere in Avivi's talks at Akp headquarters was "very good" and described the meeting as "very positive," without elaborating on specifics of the talks. "Both sides were already doing everything they could in order to defuse tension, and here you see that some active steps are being taken and the tension is being defused," the official said. President Ahmet Necdet Sezer is expected to visit Israel in summer and other Turkish officials, including Agriculture Minister Mehdi Eker are scheduled to go to Israel for talks with their Israeli counterparts in the near future. Israeli officials said the planned activities would go on as planned. (Turkish Daily News) 25.02.2006 |
UN
SISTEMA
The Defense
Industry Executive Committee convening under the presidency of Turkish Prime
Minister Recep Tayyip Erdogan Friday, decided to produce missile defense shields
to strengthen the country's defense capacity against ballistic missiles, with
extensive domestic contribution in Turkey. |
BAKOYIANNIS:
Il 14 febbraio il
Primo Ministro greco
Costas Karamanlis ha annunciato un rimpasto di Governo di ampie proporzioni,
che ha mutato in modo sensibile la fisionomia dell'esecutivo ellenico
espressione del partito conservatore Nea Demokratia, in carica dal marzo del
2004. In totale, il rimpasto di Karamanlis ha determinato un cambio al
vertice di quasi tutti i ministeri di rilievo sostanziale: Esteri, Difesa,
Interno, Sanità, Cultura, Turismo. |
..MA
INTANTO
Se Ankara continuerà ad eludere i
suoi obblighi, tentando di negoziare impegni già sottoscritti, Cipro potrebbe decidere di ricorrere al suo potere di veto in seno
all'Unione Europea per bloccare i negoziati di adesione della Turchia. |
Mgk concerned about a
revival of terrorism and necessary counter-measures during March 21 Nevruz
celebrations |
UCCISI DALL'ESERCITO TURCO 5 GUERRIGLIERI DEL PKK
Cinque ribelli curdi
sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con soldati turchi nel sudest del Paese
. Lo riporta l'agenzia stampa <Anatolia>. La sparatoria è avvenuta
ieri nei pressi di Belen, nella provincia di Mardin, una parte del Paese
popolata prevalentemente da curdi, ha spiegato l'agenzia citando le autorità
locali. I ribelli sono stati descritti come membri del Partito dei
Lavoratori Curdi, un gruppo militante che sta lottando per uno Stato curdo
indipendente. Circa 37.00 persone sono rimaste uccise dal 1984 quando i
ribelli - considerati terroristi da Turchia, Unione Europea e Stati Uniti -
hanno preso per la prima volta le armi per ottenere l'autogoverno nel sudest
della Turchia. (Asca-Afp)
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NUOVO PRESIDENTE:
Justice and Development Party (Akp) deputy
leader Hayati Yazıcı said on Sunday that the next president of the
Republic of Turkey would be elected by the current Parliament from among the AKP
deputies. "We were passed on so many problems that we are racing against time. We don't even have time to talk about what we have done. Still, the best promotion is the job well done," he said. People were sick and tired of empty promises, he added. State Minister for Women's Affairs Nimet Çubukçu said eradicating poverty and unemployment was their top priority, adding that they are working around the clock to ensure Turkey has a bright future. (Turkish Daily News) 25.02.2006
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ANKARA
CONDANNATA PER
PROCESSI DI OPINIONE
La Corte europea per i Diritti umani di Strasburgo ha condannato la Turchia per la
pena inflitta, nel 1998, all'autore e all'editore di un libro in cui si critica il
kemalismo, la dottrina di Stato su cui si fonda la Repubblica turca fondata da Kemal Ataturk. Le due persone in questione sono Yilmaz
Odabasi, autore di numerosi articoli critici del kemalismo pubblicati tra il 1993 e il
1996, condannato a un anno e sei mesi di carcere, e Niyazi Kocak, editore, condannato a un'ammenda per la diffamazione
della memoria di Ataturk. Le condanne erano state confermate dalla Corte di Cassazione turca nel 1999. Secondo la Corte europea, con
queste sentenze la Turchia ha violato la libertà di espressione prevista dalla Convenzione europea dei
Diritti dell'Uomo. |
A GAZIANTEP DAL
7 ALL'11 GIUGNO
Si svolgerà a Gaziantep, dal 7
all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un
evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine
di promuovere l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse
prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il
nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di
Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di
partecipazione e disponibilità degli stand.
EXPO
GATEWAY TO IRAQ
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NOTIZIE IN BREVE - Il Tesoro ha dato mandato a tre banche, la <DZ Bank>, la <Ubs> e il <Credit Suisse>, di procedere all'emissione di Eurobond decennali che dovrebbero cosi' consentirgli di incassare fino a un miliardo di Euro. Il Tesoro turco, che già a gennaio ha preso in prestito $1.5 miliardi dai mercati internazionali, intende raggiungere la somma totale di $5.6 miliardi entro il 2006. - La stampa locale ha dato notizia della cancellazione della vendita del 36.5% della <Sekerbank>, il cui maggiore azionista è il Fondo Pensionistico della <Sekerbank> (Spf), all'olandese <Rabobank>. L'accordo siglato lo scorso luglio prevedeva infatti l'acquisto delle azioni al prezzo di 2.86 Lire Turche mentre secondo la recente decisione della Corte di Istanbul ora il prezzo minimo per azione dovrebbe essere di 4.93 Lire Turche, facendo così lievitare sensibilmente il valore dell'operazione. La <Sekerbank<, fondata nel 1953 (allora come Banca delle Cooperative di Produttori di barbabietole da zucchero) conta uno staff di oltre 3.300 persone e 201 filiali di cui 43 solo ad Istanbul, 28 ad Ankara e le restanti 130 distribuite in 60 province del paese facendone la terza banca privata con la più alta copertura geografica in Turchia. - La <Banca Garanti> ha annunciato di aver chiuso il 2005 con un profitto di oltre 400 milioni di Euro, con un aumento del 57% rispetto all'anno precedente. - Il presidente dell'Amministrazione per le Privatizzazioni, Metin Kilci, ha recentemente annunciato che entro fine anno si procederà al lancio della gara relativa alla Società di Stato per i Tabacchi, <Tekel>, che in passato era stata annullata per mancanza di adeguate offerte. Lo stesso Kilci ha aggiunto che sempre nel corso del 2006 si finalizzerà la pubblicazione delle gare per la vendita della compagnia petrolchimica <Petkim> e del vettore aereo <Turkish Airlines< e sarà presentata una nuova versione del progetto di riabilitazione del <Galataport>, recentemente annullato. INDICATORI MACROECONOMICI |
CRESCIUTO DEL
7.2% L'INTERSCAMBIO
I rapporti tra
Turchia e Italia nel campo economico continuano a crescere e in un
solo anno (il 2005) l'interscambio fra i due Paesi è cresciuto del
7.2%. Inoltre le imprese italiane che commerciano con la Turchia
sono circa 7.180, in particolare dalla Lombardia (2.419, 33.7% sul
totale nazionale) e dal Veneto (1.069, 14.9%). I dati sono stati
forniti dalla Camera di Commercio di Milano. |
Cari
presidenti, ciascuno di voi si è prodigato per promuovere il
dialogo tra le culture, specialmente nello spazio euro-mediterraneo. |
COMPARTO
TESSILE PRONTO A CONFRONTARSI
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Un
accordo per trasportare gas naturale dall'Egitto verso la Turchia e
commercializzarlo in Europa è stato firmato da Turchia ed Egitto
nei giorni scorsi ad Istanbul. |
RICCHEZZA DELL'ENERGIA GEOTERMICA
Turkey's
geothermal energy potential could heat up to 5 million homes,
according to a study released by the government's Directorate of
Mineral Research and Exploration. The news comes as Turkey searches
for alternative fuel sources that would lessen the country's
dependence on foreign heating fuels, such as natural gas. Earlier
this year shipments from Russia and Iran were reduced dramatically,
highlighting the need for a stable supply of heating fuel. New plans
to develop domestic resources have led to talks with the United
States regarding plans to build a nuclear reactor. Other plans
include investment in biofuels and Turkey's network of dams.The
directorate, which released the results of its research into
geothermal heating, said Turkey's resources are the most
extensive in Europe and the seventh largest in the world. The
directorate put the country's potential at 31,500 megawatts. The
size of the country's geothermal resources is equivalent to 30
billion cubic meters of natural gas, according to the study. In
terms of sales and export, the resources are equivalent to $9.3
billion of oilThe added benefits of geothermal energy, such as its
low cost and clean burning, may make it an attractive area of
investment. According to the study an average family spends between
YTL 200-250 on monthly heating bills. The same family, however, will
spend YTL 40-50 for the same amount of non-stop heat in a month.
Carbon dioxide emissions are also near the negligible level of 3 percent.
Coal emissions are 100 percent, petroleum emissions are 81 percent,
and "environmentally friendly" natural gas 57. |
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Japanese
automobile manufacturer Suzuki, enhancing its profile worldwide with the launch
of its "renaissance project," has taken the decision to increase investment
to boost its market share in Turkey. |
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Il
Mediterraneo, e in particolare i Paesi arabi, sta diventando per gli
imprenditori siciliani una nuova frontiera su cui investire. I
settori che "tirano" di più sono l'agro-alimentare, i
trasporti e la tecnologia avanzata, soprattutto a supporto della
medicina. Sono questi i dati emersi nel corso del forum economico
organizzato a Palermo dalla Confindustria. "Stiamo portando
avanti una trattativa con la Turchia - dice Angelo Di Martino
presidente dell'omonima società di trasporti siciliana - perché i
Paesi del bacino del Mediterraneo sono la sfida del futuro. Dopo
aver confermato la nostra presenza nei porti italiani ed europei
abbiamo capito che per essere competitivi dobbiamo "coprire"
anche l'area del mediterraneo". La società <Fratelli Di
Martino>, fondata negli anni 50 dal nonno Mariano nel comune di
Riposto, in provincia di Catania, si occupa per il 90 per cento del
trasporto intermodale e per il 10 per cento su strada.
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MESOPOTANIA:
Quando si è cominciato a parlare della diga di Ilisu? - Sindaco di Hasankeyf, Abdulvahap Kusen: Il progetto della diga di Ilisu risale al 1954 nell'ambito del progetto Gap [Progetto dell'Anatolia Orientale, ndc]. Un progetto che si è realizzato per tappe progressive vista la sua complessità. Le voci che Hasankeyf sarebbe finito sott'acqua sono cominciate allora, sono cinquant'anni che se ne parla. Fino ad oggi però niente di concreto è stato fatto, non ci sono lavori. Negli anni '80 il progetto relativo a Hasankeyf è stato completato. Negli ultimi 6-8 anni l'Istituto Statale per l'acqua è seriamente impegnato a concretizzare questo progetto. Con il passare del tempo ci sono stati ritardi, ma nel 1999 c'è stata una prima gara d'appalto ed allora attraverso una riunione organizzata dal Dsi (Direzione Statale per le Acque) ci sono state fornite informazioni sui luoghi che sarebbero finiti sottacqua. In seguito, le cinque società del consorzio, a causa delle reazioni in Turchia e in Europa, si sono progressivamente ritirate dall'iniziativa. I rappresentanti di queste società sono venuti qui e si sono resi conto che per pochi soldi si sarebbe annientata un'eredità storica importante. Il progetto di Ilisu si è così inabissato nel silenzio. Negli ultimi 2-3 anni si sono fatte importanti iniziative per conservare Hasankeyf. Tre anni fa il nostro Primo Ministro, mi ricordo bene, ha dichiarato che Hasankeyf si sarebbe salvato. Parole che ci hanno fatto molto piacere ovviamente. E' stato come dare un medicinale ad un malato da tempo privo di speranze. In tre occasioni il presidente ha ripetuto: "Salveremo Hasankeyf". Purtroppo però quest'anno, negli ultimi mesi, sono cominciate a circolare nuovamente voci sulla distruzione di Hasankeyf. A lei è stato detto qualcosa di ufficiale? Purtroppo da 50 anni non si danno informazioni alla gente. Nell'ultimo mese la Dsi parla di un progetto, si sono iniziati a fare dei lavori. Oggi è domenica e non potete vedere ma proprio di fronte a noi si sta lavorando. Si dice che ci siano tre grosse imprese turche di costruzioni insieme ai tedeschi della Siemens ed una società austriaca. E' nato quindi un nuovo consorzio. Un mese fa due membri del consorzio hanno visitato la zona, hanno parlato con noi. Noi abbiamo cercato di raccontare la situazione, in pochi minuti. Al di là di questo nessuna informazione. C'è una verità: io sono sindaco, si fanno nuovi progetti ed io non ne so niente. Io sono un sindaco regolarmente eletto ma non ne so niente. E se non ne so niente io figuratevi i miei concittadini. Abbiamo solo la possibilità di avere informazioni dalla stampa. Si è parlato di risarcimenti? Non siamo ancora arrivati a questa fase. Solamente una volta gettate le fondamenta della diga se ne parlerà. Si è fatto tutto senza darci informazioni. Sappiamo che si sta cercando una zona per ricostruire il paese, è tutto. Lei è contrario al progetto della diga, è una posizione condivisa da tutti nel paese? Il paese non ha vere informazioni. Se ci trasferissimo di fronte, tutti i luoghi della nostra infanzia, le tombe dei nostri famigliari, andrebbero perduti. Il posto scelto per il reinsediamento poi non è adeguato. Non si potrà coltivare nè allevare animali. Le persone come vivranno? La gran parte della popolazione vive già in condizioni economiche difficili. Ci dicono che si svilupperà il turismo, che potremo vivere di quello, ma non è credibile, come sarà possibile se annientano il nostro patrimonio storico? Io credo che il 100% della popolazione sia contraria alla distruzione del nostro paese. Da noi, e parlo senza peli sulla lingua, i progetti pubblici si realizzano nonostante la gente. Questa scarsità di informazioni da dove trae origine? In Europa si dice che prima di costruire una strada ci si incontra con le persone che vivono lì e solo dopo si procede. Da noi non esiste una tradizione del genere, il centro decide, in ballo c'è l'interesse pubblico e nessuno si oppone. Lei ha chiesto ad Ankara? Molte volte, ci siamo stancati di chiedere. L'ultima volta un documento del Dsi ci ha detto che si trasferirà il paese e creeranno un nuovo Hasankeyf, svilupperanno il turismo. Cose dette a caso che non hanno un grande significato per noi. Se non si fossero fatti piani per il re-insediamento di Hasankeyf ci sarebbe stata una reazione internazionale più forte, per questa ragione il Dsi sta facendo preparativi per trasferire il villaggio. Il documento che ci hanno mandato non ha per me nessun significato, dopo la distruzione di Hasankeyf che ce ne faremo del nuovo villaggio? E la gente di qui si è mobilitata? Come dicevo si tratta di una storia che va avanti da cinquant'anni. In passato qualcosa si è fatto. L'agosto scorso l'associazione Doga (Natura) ha organizzato un treno speciale da Istanbul, una raccolta di firme. Le persone di qui non hanno fatto nulla perchè il progetto è ancora sulla carta, la gente non ne sa nulla. Esiste anche l'Associazione dei volontari di Hasankeyf a Batman. Per alcuni la diga può rappresentare un'occasione di lavoro? Una cosa simile non la dice la gente di qui ma piuttosto i responsabili del DSI. Loro cercano di tracciare un panorama roseo: 6.500 persone lavoreranno, si daranno risarcimenti per gli espropri. Qui però c'è un'eredità storica importante, è questa che vogliamo salvare. Lei ha speranze che il progetto non si concretizzerà?
Cosa bisogna fare per tenere viva la speranza? Se si farà la diga non ci sarà più possibilità per parlare di speranza. Per ostacolare la realizzazione abbiamo bisogno di un grande sostegno dell'opinione pubblica. In questi ultimi anni però posso dire che la nostra speranza è arrivata al punto di incrinarsi definitivamente. Ormai siamo alla fase in cui rimane solo da gettare le fondamenta della diga. Guven Eken (presidente Associazione Doga, Ankara): Anch'io vorrei fare alcune considerazioni. Rispetto a quanto accaduto in passato il nuovo consorzio ha preparato un rapporto di valutazione dell'impatto ambientale. Noi come associazione abbiamo chiesto ufficialmente di vederlo ma fino a questo momento non lo abbiamo ancora ricevuto. Il fatto che tutto si faccia silenziosamente deriva soprattutto da questo: in Turchia esiste il vincolo della valutazione ambientale, un criterio nazionale. Prima di tutto esso impone che si facciano riunioni a cui partecipi la popolazione interessata, la prima cosa da fare è presentare il progetto. Questo non è stato fatto per la diga di Ilisu. Perchè? Secondo la legge per i progetti approvati prima del 1993 non esiste l'obbligo di preparare un rapporto di valutazione dell'impatto ambientale. Questo significa che non è nemmeno necessaria la partecipazione e il coinvolgimento della gente. Esiste comunque una valutazione di impatto ambientale, ma solo per una ragione molto pragmatica: poter aver i finanziamenti dalla Germania e dall'Austria. I governi di questi paesi per poter fare da garanti per le imprese coinvolte nel progetto richiedono una valutazione di impatto ambientale. Quindi il rapporto che esiste è stato preparato da un società privata in Turchia, sono state fatte interviste e distribuiti questionari. Tutto ciò è stato fatto solo per rispettare i criteri internazionali che regolano la concessione di prestiti alle società coinvolte. Vorrei sottolineare anche gli aspetti ambientali e naturalistici del problema della diga. La Valle del Tigri è una riserva naturale a livello internazionale. Qui vivono specie di animali che non esistono altrove. In accordo con il trattato di Berna, con le direttive Habitat dell'Unione Europea, si tratta di specie da proteggere. Anche da un solo punto di vista ecologico-ambientale la realizzazione del progetto di Ilisu è impossibile. Potete constatare direttamente come ci troviamo in una zona unica dal punto di vista naturalistico. Lei accennava prima alle responsabilità dell'Europa... Io credo che la maggiore responsabilità sia dell'Europa, in particolare di Austria e Germania, che dovrebbero applicare alle loro società criteri che si aspettano vedere applicati da noi. Io credo che non si dovrebbero concedere prestiti a questo consorzio, dovrebbero comportarsi in modo corretto. Noi ci aspettiamo un sostegno da parte delle opinioni pubbliche di Austria e Germania. Il progetto non si potrebbe concretizzare con i soli soldi turchi, è un progetto molto costoso, due miliardi di dollari. Sono fondamentali i soldi dell'Europa, per questo crediamo che ora la palla sia passata ai governi austriaco e tedesco. Sindaco Kusen: C'è un'ultima cosa che le vorrei raccontare. Tempo fa a Canakkale è stato organizzato un incontro con i sindaci delle città storiche della Turchia. In quella occasione ci hanno fatto visitare anche il sito archeologico di Troia. Beh, lo sponsor degli scavi è la <Siemens>. Quando l'ho saputo non potuto resistere ed ho preso la parola dicendo che una contraddizione del genere è incredibile. Da una parte portate alla luce reperti storici e dall'altra parte distruggete la storia. Un'ipocrisia del genere non è possibile. Invece di spendere due miliardi di dollari, sarebbero sufficienti alcuni milioni di dollari da investire nel turismo. (Fabio Salomoni/www.Osservatoriobalcani.org/article/articheview/5277/1/51) 25.02.2006 ____________________ Cresce la mobilitazione ambientalista in Turchia
contro il progetto di edificazione della diga di Ilisu, parte
integrante del Progetto dell'Anatolia Orientale. Convocato dal
coordinamento "Facciamo vivere Hasankeyf". Dopo che a fine
anni novanta le proteste e le mobilitazioni internazionali avevano
fatto desistere dal proposito di costruire una diga un consorzio
internazionale, guidato dalla svizzera <Sulzer AG>, facendo nascere
speranze per un rilancio in chiave turistica di Hasankeyf, le voci
di una ripresa dell'attività intorno al progetto della diga hanno
ricominciato da mesi a farsi più insistenti. Ora, un nuovo
consorzio internazionale ha avviato i lavori per la diga di Ilisu,
sul Tigri, che provocherà la scomparsa del paese di Hasankeyf: sono
a rischio il patrimonio storico e ambientale dell'area -
riporta
l<'Osservatorio sui Balcani>.Inizialmente, di fronte alle voci di una ripresa dei lavori per la diga, era intervenuto nei mesi scorsi anche il presidente Recep Tayyip Erdogan con l'intento di rassicurare. In tre diversi occasioni aveva data garanzie sul futuro del paese: "Hasankayf si salverà". Anche il direttore provinciale del Dsi di Batman aveva rassicurato tutti rivelando che 2su indicazione del presidente Erdogan il fascicolo della diga di Ilisu è stato archiviato". L'ottimismo però ha avuto vita breve. Negli ultimi giorni del 2005 i rappresentanti locali e nazionali del Dsi hanno organizzato una serie di incontri nelle città della regione. Accompagnati da rappresentanti del consorzio internazionale, che comprende ditte turche, svizzere, tedesche ed austriache, che finanzierà e realizzerà il progetto, hanno messo la popolazione di fronte alla realtà: la diga si farà. I lavori cominceranno nella primavera del 2006, dureranno sette anni ed il costo dell'intera operazione è previsto in 1.200.000 euro. Al termine dei lavori, la diga, una delle opere fondamentali del Gap, "la seconda diga del Paese", come l'hanno definita, le cui acque raggiungeranno i 526 metri di altezza, produrrà 3833 Gwh l'anno, che in termini economici significano 300 milioni di dollari. Saranno più di 200 gli insediamenti umani che finiranno sommersi dalle acque costringendo più di 80.000 persone ad abbandonare le loro case. Le parole di Nuri Bagdatoglu, rappresentante dell'associazione Doga (Natura) di Ankara, riassumono l'irritazione di quanti - autorità locali, rappresentanti della società civile, semplici cittadini, erano presenti agli incontri: "Si sono presentati all'incontro sostenendo che per gli abitanti della regione si trattava di un giorno di festa. I villaggi saranno reinsediati e la diga creerà 70-80.000 posti di lavoro." Irritazione e stupore che hanno avuto come effetto immediato quello di rivitalizzare tutti coloro che non vogliono assistere passivamente alla distruzione di Hasankeyf. Il 3 gennaio si è così costituito il Coordinamento "Facciamo vivere Hasankeyf" che riunisce una trentina di realtà - autorità locali come i comuni di Diyarbakir, Batman, Hasankeyf, ambientalisti, sindacati, associazioni dei diritti umani. Il coordinamento muove al progetto di Ilisu critiche dettagliate tra cui il non rispetto degli standard internazionali previsti per opere di questo genere e che stabiliscono l'obbligo di informare costantemente le popolazioni coinvolte, garantirne partecipazione e consenso. E il sindaco di Hasankeyf denuncia: "Sono sindaco, si fanno nuovi progetti ed io non ne so niente. E se non ne so niente io figuratevi i miei concittadini. Abbiamo solo la possibilità di avere informazioni dalla stampa". (G.B/Unimondo.org-Osservatorio sui Balcani) 25.02.2006 ___________________ A symposium was held in Diyarbakır over the weekend to discuss the salvation of Hasankeyf, which faces submersion when Ilısu Dam is constructed. Hasankeyf, located on the Tigris River in the southeastern province of Batman, is an ancient city dating back 10,000 years that was declared a natural conservation area in 1981. However, the district as well as its historical and cultural wealth are in danger of being inundated by Ilısu Dam, part of the Southeastern Anatolia Project (Gap). Hasankeyf excavation leader Professor Abdüsselam Uluçam said the cultural and historical assets of Hasankeyf were in dire straits. Noting that construction of the dam was scheduled to begin next month, Uluçam told the Anatolia news agency: "Hasankeyf as well as many other small settlements are in danger of being submerged and lost forever to the waters of Ilısu Dam. Thus, work on its rescue are multidimensional in that it aims to preserve both Hasankeyf and nearby settlements as well as the cultural and historical treasures of the city." "Around 80 percent of Hasankeyf's treasures have either been ruined or are about to disappear due to natural phenomena or lack of interest," he said, adding that the Zeynel Bey Tomb and Large Palace (Seyran Köşkü) faced the risk of ruin. "Fully 90 percent of the area will be submerged when the dam is built," he added. Rescue work too slow: Stating that archaeological and salvage work initiated in 1966 had proceeded slowly due to a lack of funding, Uluçam said: "We began excavation in Hasankeyf. We conducted an almost 15-year excavation study in just two years because of a sudden increase in financial support due to the dam's imminent construction." "A total of 19 new cultural assets were discovered during this excavation. Their architectural identity was confirmed and they were physically shored up," he added. Commenting that further work should be realized in two steps, he said: "Firstly, it is important to document the cultural assets that will be submerged by the dam, a 60-year task. Secondly, the artifacts excavated so far should be restored and protected." Hard to save Hasankeyf under these circumstances: Professor Ahmet Adil Tırpan of Selçuk University said at the Diyarbakır symposium that he had taken part in various excavation projects aimed at saving artifacts at risk of submersion and that construction of the Bakü-Ceyhan pipeline as well over historical structures had prevented some excavation. "Culture tourism is very important, yet we don't really realize just how much. Although many projects aiming to save these kinds of artifacts are being drawn up, we need more coordination between them. We can't revive Hasankeyf's historical and cultural treasures after they are lost," he said. "It's really hard to save Hasankeyf under these circumstances." Speaking at the symposium, Turkish History Foundation Chairman Orhan Silier said there were approximately 1,200 existing and future dams in Turkey, with 350 currently under construction and 100 more on the drawing board. "The construction of dams damages the natural and cultural environment, which is almost impossible to revive later on. This damage should be reduced to a minimum," he said. Don Quixote again on stage: Osman Akkuş, dubbed "Don Quixote" for his activities to protect nature in Turkey and who went to Iraq as a live shield, held a demonstration in Diyarbakır to save Hasankeyf. Arriving at the area on horseback with a lance in one hand and a shield in the other, Akkuş protested the dam's construction with a photograph of Hasankeyf and a note that read "Don't touch Hasankeyf." "Hasankeyf is a world city and part of the common heritage of all humanity. It is our honor to keep it alive. We will not allow those determined to destroy Hasankeyf for the sake of energy to do so," he said. (Turkish Daily News) 25.02.2006
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Ma come
riescono le aziende turche a praticare prezzi così bassi? Il fatto,
a sentire Francesco Fimmanò, commissario straordinario del
gruppo <Formenti-Seleco-Brionvega>, è che le imprese del Bosforo acquistano
i tubi catodici (che rappresentano più del 45 per cento del valore
complessivo del tv color) dai Paesi dell'Estremo Oriente già
sanzionati nel 1995 dalla Commissione europea per concorrenza sleale
pagandoli a prezzi irrisori. E, in virtù dell'Unione doganale
esistente tra Europa e Turchia, li immettono all'interno del
mercato comunitario eludendo i dazi che dovrebbero essere applicati
grazie al certificato Atr di libera circolazione delle merci. |
"In soli
otto anni la presenza delle aziende turche nel mercato europeo dei
tv color è cresciuta a dismisura ed in maniera anomala, passando da
un milione di pezzi venduti nel 1996 ai 18 milioni del 2004, a
fronte di un mercato complessivo del vecchio continente attestato
intorno ai 22 milioni. L'industria comunitaria del settore è
ormai in ginocchio: non si contano le aziende fallite o costrette a
chiudere. Bisogna assumere provvedimenti prima che sia troppo tardi".
E' partendo da queste considerazioni che Francesco Fimmanò,
commissario straordinario del gruppo <Fomenti-Seleco-Brionvega>,
anch'esso travolto dalla concorrenza turca e finito in legge Prodi
alla fine del 2004, ha iniziato la sua battaglia legale nei
confronti dei produttori della penisola anatolica accusandoli di
concorrenza sleale. Una battaglia combattuta su più fronti, che è
destinata a costituire un precedente significativo, perché
trasferisce la lotta al dumping dal livello degli Stati sovrani a
quello delle singole imprese. |
Bill
on real estate brokerage allows foreign citizens to work as real
estate advisors with ministry permission |
POLIZIOTTI PAGATI POCO E STRESSATI
A report by Justice and
Development Party (Akp) deputy Muharrem Tozçöken has revealed that 2,498
police officers committed suicide or fell victim to occupational hazards
and diseases over the past decade due to their excessive workload.
According to the study 309 police officers committed suicide in the past decade, 406 died on duty and 1,783 died from occupational disease. Over the past 10 years 1,347 officers resigned from the force due to pressure while 612 had to retire early, the study said. The data showed that while an average public servant worked 1,700 hours a year, police officers worked 3,400 hours. The study said that while public servants would enjoy 146 days of holiday this year, most police officers would be on the job working overtime. "These officers, who perform duties incomparably more stressful than any other public servant, need a new regulation that will specify their working hours. Overtime work should not exceed 50 percent of the 40-hour work week as per the state public servants' law," noted the report. Tozçöken's study specified unpaid overtime as one of the most pressing problems, noting that this policy caused resentment within the police force. Tozçöken, speaking to the Anatolia news agency, said he had presented the report to Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, who had initiated a program that would alleviate the problems faced by police officers. (Turkish Daily News) 25.02.2006 |
HA RISCHIATO LA DISTRUZIONE PALAZZO DOLMABAHCE AD ISTANBUL
Uno dei monumenti più importanti della
città di Istanbul ha rischiato di essere distrutto. |
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"ASCOLTATE
Turkey's Nature Association is working to
protect Turkey's threatened species, starting with birds, Critical
Bird Areas, Key Biodiversity Areas and priority habitats. The
association develops national and international cooperation networks
and emphasizes that nature's resources are about to run out, with
flora and fauna as the unfortunate casualties. The Nature
Association calls on people to lend an ear to the signals of nature.
We spoke with the group's Murat Bozdogan, who is in charge of Key
Biodiversity Areas, about the dangers awaiting Ankara's Lake Mogan
and threatened species. Birdlife International's statement on H5N1 virus is as follows: "There are numerous different strains of avian influenza, but only a very few of these are a serious health concern for animals or people. Most strains circulate in wild birds, especially waterbirds, at low levels, and at worst cause only mild disease. The virus doesn't spread easily from human to human but this can change since the virus evolves gradually. A type of H5N1 virus which can easily spread from human to human can cause a global flu and deaths of millions of people. Migratory geese and gulls may spread the avian flu to birds on other continents, and eventually to people. We don't have much knowledge on migratory birds; how the virus spread to migratory birds, the length of incubation period, which species have a tendency to catch the virus, etc." Officials of the Nature Association emphasize the importance of how the virus spreads: "According to the reports of the UN Food and Agricultural Organization (FAO), poultry is the main reason for the spread of virus. As a matter of fact the deadly strain of H5N1 virus was seen in domestic birds rather than wild ones. FAO reports also state that bird flu wasn't found in clinical tests done on migratory birds living in countries like Hong Kong, Pakistan and New Zealand where bird flu was seen. Three mechanisms are effective in the spread of the virus: poultry trade, poor bio-safety measures in poultry farming areas, and transportation of virus-infected materials such as mud, soil, water, or shoes. Strict precautions should be taken in poultry farming and trade in Turkey." (Elcin Sener/The New Anatolian) 25.02.2006 |
RICHIESTA
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VOLI CHARTER
<Incentive System>
presenta la nuova programmazione sulla Turchia che prevede, come di consueto,
gli operativi dei voli speciali per la primavera e l'estate 2006. Dal 24
aprile al 25 settembre i charter da Bologna a Istanbul con la Compagnia <Atlas
International> (aeromobile boeing 737-400). Dal 24 aprile al 25 settembre 2006 da
Verona a Izmir e dal 2 al 23 agosto da Bologna ad Antalya con la compagnia <Pegasus> (aeromobile 727-400). Il t.o. bolognese è alla Bit al padiglione della
Turchia, dove ha incontrato gli operatori per presentare i nuovi
programmi. (GuidaViaggi) |
TURISMO: BLOCCO
Dalla
15esima indagine di mercato realizzata da <Trademark Italia> e
<Sociometrica> su "Dove vanno in vacanza gli italiani nel
2006" appare "tutto incerto tranne la vacanza", dice
la società di ricerca riminese guidata da Aureliano Bonini. |
24 NUOVE
ROTTE
<Turkish Airlines> ha
aperto 24 nuove rotte europee verso l'Africa, il
Medioriente e il Far East. La Compagnia di Istanbul arriverà a
servire 131 destinazioni di cui 27 in Turchia. Nel 2005 ha
trasportato 14 milioni di passeggeri e l'utile a fine settembre si
è mostrato in forte crescita del 30%, a 106 milioni di dollari. Tra
le 24 nuove destinazioni servite anche Venezia, con data da
definire. (GuidaViaggi) |
Un edificio di
otto piani è crollato a Bursa, in Turchia. Secondo le prime
informazioni il palazzo era disabitato da tempo. L'emittente
televisiva privata Ntv ha riferito che sul posto sono state inviate
numerose ambulanze e carri dei vigili del fuoco nel timore ci siano
feriti. (Agr) |
I GLADIATORI
I gladiatori combattevano fino alla morte nelle arene per intrattenere il pubblico, ma si |
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Le nuove misure, decise nel corso della riunione
annuale della trentesima sessione della Commissione generale per
la pesca nel Mediterraneo (Cgpm) di Istanbul, riguardano la
chiusura alla pesca al traino d'altura di alcune zone
ecologicamente sensibili situate in acque internazionali e un
divieto stagionale di utilizzo di dispositivi di concentrazione del
pesce. |
COSTANTINOPOLI:
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A documentary titled "Kaçkar Candy" featuring
Turkey's Kaçkar Mountains is currently being aired on 400 television
channels in Europe. |
I RACCONTI DEL VECCHIO PELLEGRINO
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<Istanbul Moder>, il più grande museo di arte moderna della Turchia, ha
accolto circa 500mila visitatori (anche stranieri) dalla sua apertura un anno fa,
un'affluenza senza precedenti in questo Paese per un museo dedicato
all'arte contemporanea. |
ZINGARO THEATER:
World-renowned French
equestrian troupe Zingaro Theater will perform a new show in Istanbul as
part of the 15th International Istanbul Theater Festival. The company is named after Bartabas' cherished horse whom he owned for more than 20 years, until its death. "Zingaro" is a word derived from Spanish and Italian roots that means "gypsy." Many of the horses owned by the theater are named after great artists such as Nijinsky, Goya, Picasso and Nureyev. They are chosen not by breed or lineage but by their spirit and personalities. Once a production has completed touring the horses are retired from performance and different horses are sought for the next performace. Zingaro holds shows all over the world inspired by the deep and fascinating relationship between man and horse. The performances also draw on a mixture of world cultures. Bartabas' first production, "Cabaret équestre," met with great success throughout France. In 1996 Theater Zingaro made its U.S. debut with "Chimère" in New York. "Loungta" is Zingaro Theater's most recent performance and has been staged across Europe since 1993. The theater promotes horsemanship as a contemporary art form through musical accompaniment. (Turkish Daly News) 25.02.2006 |
LA MODA ORA
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UNA
DOPPIA
SFIDA
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CHRISTOPH DAUM:
Christoph
Daum, attuale tecnico del Fenerbahce, ha smentito categoricamente le voci
di un possibile ritorno in Bundesliga sulla panchina dello Stoccarda. Le
indiscrezioni su un possibile ritorno di Daum in Germania erano state
messe in giro dallo stesso presidente dello Stoccarda che aveva spiegato
che il suo nuovo tecnico, Armin Veh, subentrato a Giovanni Trapattoni,
rappresenta solo una soluzione temporanea. |
LA PROPOSTA DEL BORUSSIA ALLA FEDERTURCA
Il
Borussia Dortmund, squadra della Bundesliga tedesca, ha proposto il
proprio stadio per ospitare le gare della Turchia che non potrà giocare
in casa per sei giornate con l'obbligo di disputare i prossimi match a
porte chiuse. "l'offerta - ha detto il portavoce delle 'aspirine'
Josef Schneck - potrà essere presa in considerazione, però, solo nel
caso che ci possa essere il pubblico". La federazione turca è stata
punita in seguito agli incidenti avvenuti ad Istanbul contro la Svizzera a
novembre negli spareggi per la qualificazione ai mondiali del 2006. la
prossima settimana verrà deciso se le gare da giocare in Turchia, su
campo neutro, saranno o no a porte chiuse. (Adnkronos)
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TREVISO SI ARRENDE CONTRO L'EFES PILSEN DI ISTANBUL
Con Popovic e Slokar in campo per necessità, Treviso non può che limitare i
danni contro una delle candidate alle Final Four di Eurolega. Lo fa, perdendo
per 80-68, dopo essere arrivata a -7 (72-65) a 2'30" dalla fine, ma
ritrovando almeno il miglior Bargnani. Il ventenne romano, in ombra alle Final
Eight di Forlì, è il più continuo nella serata in cui i lunghi dell'Efes
Pilsen fanno e disfano sotto canestro e i turchi trovano in panchina
l'imprevisto talento di Baris Ermis, vent'anni appena compiuti, promosso
in prima squadra per l'infortunio di Marko Popovic, il playmaker titolare.
L'avvio di Bargnani è abbacinante. Segna 6 punti di classe e domina a rimbalzo, trascinando Treviso a rimontare uno strappetto iniziale dell'Efes Pilsen (10-4 al 3'40"). Fa molto anche la scelta di Blatt di togliere proprio Andrea dalla marcatura di Prkacin, affidando il croato a Goree. La difesa del Benetton è più reattiva sugli scarichi sul perimetro che arrivano dal post basso, anche se subisce con ingenuità un triplone di Domercant allo scadere del primo quarto, che apre la strada a un break turco di 15-4, per il 31-21 del 13'40", illuminato da Granger. L'ex virtussino è nel suo tipico primo tempo di grazia. Punisce le sbadataggini di Treviso, realizza 14 punti e trova una spalla inattesa in Ermis. Per l'Efes, così, è facile arrivare a +10 (40-30) a metà del secondo quarto. Siskauskas è inesistente, Nicholas soffre il doppio ruolo di creatore e finalizzatore del gioco annegando in cifre pessime. E quando Soragna commette il quarto fallo al 23'30", Treviso rischia il tracollo. Domercant piazza una tripla in faccia a Mordente, Prkacin scherza Goree, trascinando i turchi al +14 (55-41). Serve il talento di Bargnani per rimanere a galla nel finale del terzo quarto, chiuso da 4 punti provvidenziali di Mordente sul 60-52. E' il segno che Treviso non vuol mollare. Nicholas migliora la mira, Soragna trova una tripla preziosa. Il Benetton ha perfino la palla del -6 a 3'10" dalla fine, ma la spreca con una pessima scelta collettiva. Il -7 di Nicholas (72-65) è solo l'ultimo strappo. Treviso, almeno, c'è. (Carlo Annse/La Gazzetta dello Sport.it) 25.02.2006 |