Arretrati 

Anno 7° N.3

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

UNA GIORNATA
DI DIBATTITO
SULLA TURCHIA

Alessandro_Forlani

 

Presenti all'Istituto Massimo di Roma - oltre all'ambasciatore Ugur Ziyal - anche Prodi e Alemanno. Intervento di Alessandro Forlani (Udc).

Il_ministro_dell'Agricoltura_Gianni_AlemannoDa Prodi ad Alemanno, i padri gesuiti hanno chiamato a raccolta all'Istituto Massimo di Roma politici e diplomatici per fare il punto dei rapporti con Turchia e Cina. E secondo i relatori intervenuti alla giornata di studi "Culture religiose e integrazione politica: Turchia e Cina", tra i Paesi europei e i Governi di Ankara e Pechino devono svilupparsi un dialogo e una apertura a cui guardare come a grandi opportunità, senza per questo trascurare gli ostacoli culturali e sociali, le differenze di matrice storica e anche religiosa.
Un'iniziativa, quella dell'Istituto diretto da padre Francesco Botta nell'ambito delle celebrazioni per l'Anno Saveriano, interamente nel solco della tradizione della Compagnia di Gesù, rivolta al confronto con le culture e le tradizioni diverse dell'Occidente, e che trova motivi di particolare presa sull'attualità di fronte alla crescita travolgente dell'economia cinese e al negoziato con la Turchia per l'adesione all'UE.
Secondo il senatore Udc Alessandro Forlani "l'ingresso ella Turchia nell'UE offrirebbe una garanzia di stabilità nell'area mediorientale, un esempio di convivenza armonica tra musulmani e cristiani e sarebbe un freno all'espansione del fondamentalismo islamico". Ma si sono ancora delle criticità - ha avvertito - in particolare per quanto riguarda "il pieno rispetto dei diritti umani. Un argomento, questo, su cui l'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal, ha voluto mettere in luce la lunga strada percorsa da Ankara, rilevando inoltre, circa il ruolo della religione islamica, come "la Turchia sia un Paese laico, che appartiene a organizzazioni di Paesi islamici ma con una certa riserva, fin quanto la Costituzione lo permette. In Turchia - ha spiegato il diplomatico - non c'è una religione di Stato e lo Stato è equidistante da tutte le religioni". (da Ansa)
27.01.2006

PIANO D'AZIONE

Abdullah_Gul

 

Lo ha proposto il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, per favorire il rilancio dei negoziati su Cipro. La data indicata è tra maggio e giugno di quest'anno.

La_Turchia_e_CiproIl ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha proposto ''una riunione di alto livello'' 
tra Turchia, Grecia, greco-ciprioti e turco-ciprioti da convocare ''per maggio-giugno'' al fine di rilanciare i negoziati patrocinati dall'Onu e giungere ''entro il 2006'' ad 
una sistemazione politica dell'isola divisa di Cipro parallelamente ad un'abolizione delle restrizioni commerciali reciproche.
''La situazione attuale non è nell'interesse di alcuno'' - ha aggiunto il ministro Gul precisando che Ankara ha preparato ''un piano d'azione'' per consentire al segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan di rilanciare il negoziato bloccato dal 2004, quando un referendum su un piano Annan fu approvato nella parte turca (settentrionale) di Cipro, ma fu respinto nella parte 
greca dell'isola divisa dal 1974.(Ansa)
27.01.2006

 

VIA LE RESTRIZIONI E RILANCIO DEL DIALOGO

Bandiera_turco-cipriota

 

La proposta presentata dall'ambasciatore turco a Roma, Ugur Ziyal, prevede tra l'altro l'apertura degli scali marittimi e degli aeroporti turchi alle navi e ai velivoli greco-ciprioti.

Cipro_Nord_Apertura degli scali marittimi e degli aeroporti turchi alle navi ed ai velivoli greco-ciprioti; apertura dei porti e dell'aeroporto turco-ciprioti al libero traffico internazionale: la nuova proposta del Governo di Ankara, fondata sull'eliminazione delle restrizioni che ostacolano la pace e volta ad ''aprire una nuova pagina'' per Cipro, è stata illustrata a Roma, in un incontro con la stampa, dall'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal.
Annunciato  dal vice premier e ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, il nuovo ''piano di azione'' mira a superare lo stallo seguito alla bocciatura, da parte dei greco-ciprioti, del Piano Annan. E vuole essere ''un primo passo'' di un rinnovato processo negoziale volto a ''migliorare i rapporti quotidiani nell'isola'' ed a superare l'isolamento di Cipro Nord, promuovendone ''l'integrazione nel quadro globale''. Obiettivo primario è il ristabilimento della libera circolazione di persone, beni e servizi attraverso l'inclusione effettiva di Cipro nord come entità economica nell'unione doganale della UE. Il piano turco prevede inoltre una conferenza, da tenersi sotto gli auspici del segretario generale dell'Onu entro i mesi di maggio-giugno, con la partecipazione di turco-ciprioti, greco-ciprioti, Turchia e Grecia. Il Governo di Ankara ribadisce, in tale contesto, il suo impegno per arrivare entro l'anno ad una soluzione ''giusta e duratura'' della questione di Cipro sulla base del piano Annan e con i ''buoni uffici'' del segretario generale. Una ''mutua cooperazione e fiducia'', in armonia con la normativa europea, non può che facilitare tale soluzione, nella logica della proposta turca, che ''non pregiudica in alcun modo le posizioni politiche e legali delle parti interessate''.
La reazione greco-cipriota è stata, ancora una volta negativa, ma le autorità del Sud ''avrebbe dovuto studiare attentamente la proposta turca prima di respingerla'', ha rilevato Ziyal, secondo cui Ankara conta ora sul sostegno della comunità internazionale e dell'Unione europea, mentre manca ancora una risposta ufficiale di Atene.L'ambasciatore non ha mancato di denunciare l'intransigenza greco-cipriots - che oltre a bloccare i tentativi di negoziato si e' espressa anche attraverso il sabotaggio dell'assistenza finanziaria promessa dalla UE a Cipro nord - ed ha sottolineato come Nicosia, ''ignorando le realtà'' dell'isola, come l'esistenza di due popoli, due nazioni e due governi, impedisca la ricerca di una soluzione ed, alla fine, ''danneggi il suo stesso popolo''. Ziyal ha anche citato l'opinione del Presidente turco-cipriota Mehmet Ali Talat, secondo cui Nicosia intende ''perpetuare la divisione dell'isola''.
''Incomprensibile'', in tal senso, è anche la reazione all'incontro avvenuto tra il ministro degli esteri britannico Jack Straw e Talat, nella residenza di quest'ultimo a Lefkosa. Non è la prima volta che si svolgono colloqui del genere: già Rauf Denktash, il predecessore di Talat, accolse più volte ministri stranieri. E con il suo atteggiamento, il leader greco-cipriota Tassos Papadopoulos, che ha addirittura rifiutato nelle ultime ore di vedere Straw, mostra di voler ricusare ancora il Governo del Nord: un atteggiamento chiaramente incompatibile con la ricerca di un'intesa.
La crisi cipriota non è cominciata nel 1974, con l'intervento militare turco dopo il golpe della destra ultranazionalista greca contro l'arcivescovo Makarios - ha ricordato Ziyal - ma già nel 1963, con il siluramento, da parte dei greco-ciprioti, del Governo comune fondato sugli accordi internazionali, e l'avvio di sanguinose persecuzioni contro la comunità turca, costretta a vivere rinchiusa in ''ghetti''. ''Se allora ci fosse stata la <Cnn> - ha precisato - essa avrebbe denunciato tale vera e propria 'pulizia etnica'''. Ed è significativo che a guidare la Repubblica turca del Nord ci sia ora una leadership nuova, dopo un ricambio generazionale, mentre al Sud sono al potere sempre gli stessi esponenti il cui passato è radicato nell'Eoka (il movimento terroristico panellenico) e nella rivendicazione dell'''enosis'' (unione con la Grecia).
Quanto al pieno riconoscimento del governo di Nicosia da parte di Ankara, in condizioni normali non ci sarebbero difficoltà, ha spiegato l'ambasciatore. La firma del protocollo che estende l'unione doganale ai 10 nuovi membri della UE non comporta peraltro tale riconoscimento, nell'ottica turca: esso non può avvenire fino al conseguimento di una soluzione della questione cipriota, anche perché le autorità greche del Sud non esercitano la sovranità su tutta l'isola ed in esse non e' ravvisabile il governo unitario affondato unilateralmente nel 1963. La Turchia, dal canto suo, ''non rinuncia a passi concreti in vista di un accordo'' - ha concluso Ziyal - e dimostra la sua disponibilità con questa sua nuova proposta. (Mario Nordio/Adnkronos-Aki)
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IL TESTO
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite è cortesemente invitato a prendere in considerazione la possibilità di tenere consultazioni con le parti interessate per l'attuazione del Piano d'Azione i cui punti principali sono elencati di seguito:
1. Apertura dei porti della Turchia alle navi Greco Cipriote che vengono utilizzate per il commercio di beni in conformità con l'Unione Doganale della Turchia-CE.
2. Permettere ai portaerei Greco Ciprioti di utilizzare lo spazio aereo turco per i sorvoli e di atterrare presso gli aeroporti turchi in conformità con le competenti norme e procedure internazionali.
3. Apertura dei porti di Cipro del Nord, inclusi Gazimagosa, Girne e Gemikonağı all'traffico internazionale di beni, persone e servizi sotto la direzione Turco-Cipriota.
4. Apertura dell'aeroporto di Ercan per voli diretti sotto la direzione Turco-Cipriota.
5. Disposizioni speciali per l'inclusione effettiva di Cipro del Nord come entità economica nell'unione doganale dell'Unione Europea. Commercio diretto libero tra le due parti dell'Isola nonché con il mondo esterno.
6. Partecipazione della parte Turco Cipriota ad attività internazionali sportive, culturali ed altre attività sociali.
Noi proponiamo che vengano seguite le misure sotto citate per l'attuazione del suddetto piano:
7. Una riunione ad alto livello dovrebbe essere  concordata entro i mesi di maggio/giugno 2006, sotto gli auspici delle Nazioni Unite con la partecipazione della Turchia, Grecia, la parte Turco Cipriota e la parte Greco Cipriota per ultimare la bozza del  Piano d'Azione che verrà realizzato  in maniera integrale entro un arco di tempo convenuto.
8. Il Piano d'Azione ed il risultato della riunione verranno sottoposti al Segretario Generale delle Nazioni Unite ed al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale dell'ONU potrebbe decidere di stabilire un meccanismo per mantenere l'attuazione del piano sotto controllo per poter effettuare regolarmente un rapporto sugli sviluppi al Consiglio di Sicurezza.
9. L'assistenza in modo particolare alla parte Turco Cipriota da parte delle Nazioni Unite e dalla Commissione dell'UE faciliterà l'attuazione delle misure proposte.
10. Il Piano d'Azione in nessun modo pregiudicherà posizioni legali e politiche delle parti interessate. Il suo obiettivo è di creare un ambiente di mutua cooperazione e fiducia con la prospettiva di trovare una soluzione inclusiva alla questione di Cipro.
A questo riguardo, la Turchia manterrà il suo impegno per raggiungere una soluzione inclusiva alla questione di Cipro nell'ambito dei "buoni uffici" del Segretario Generale delle Nazioni Unite ed in base al piano di soluzione del Segretario Generale. La Turchia spera vivamente che l'accordo sulla soluzione definitiva venga raggiunto entro il 2006.
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NOTA ESPLICATIVA
La Turchia manterrà il suo impegno per raggiungere una soluzione inclusiva alla questione di Cipro nell'ambito dei "buoni uffici" del Segretario Generale delle Nazioni Unite ed in base al Piano di soluzione del Segretario Generale delle Nazioni Unite. La Turchia crede che una soluzione giusta e continua contribuirà enormemente alla pace, stabilità ed alle relazioni armoniose nella regione.
A questo proposito, ricordiamo le proposte effettuate il 30 maggio 2005 da S.E. Abdullah G
ül, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri per una revoca simultanea di tutte le restrizioni sulla libertà di beni, persone e servizi da parte di tutte le parti interessate nell'ambito della questione di Cipro.
Quelle proposte hanno rappresentato una bilanciata e giusta forma per eliminare le restrizioni da entrambe le parti, provvedendo benefici sostanziali a tutte le parti, creando un ambiente migliore di mutua fiducia e sviluppo economico, riducendo le disparità, affinché tutte le parti possano lavorare insieme sotto gli auspici delle Nazioni Uniti per un nuovo impegno mirato a raggiungere una soluzione inclusiva.
Il requisito principale è la soluzione inclusiva. Nel frattempo, la Turchia ritiene che il tempo è arrivato per dare inizio ad un processo che punta ad eliminare tutte le restrizioni che ostacolano ulteriormente lo sviluppo economico e sociale e mettono a repentaglio la stabilità all'interno ed intorno all'Isola di Cipro.  A questo riguardo, il Piano d'Azione dovrebbe essere adottato ed attuato integralmente,  in tutta onestà. La comunità internazionale è invitata ad incoraggiare questa riconciliazione ed a fornire un supporto attivo al Piano d'Azione proposto.
Quest'iniziativa ha  un forte potenziale di condurre ad un processo di transizione che potrebbe facilitare lo sviluppo economico attraverso azioni pratiche, fino a quando non si trova una soluzione inclusiva alla questione su Cipro.  Il Piano d'Azione proposto non è una sostituzione ad una mutua accettabile soluzione. Non è neanche pregiudiziale alle posizioni legali e politiche delle parti competenti coinvolte.
Queste azioni  dovrebbero prevedere, in base ad un programma ben stabilito, la rimozione di ogni ostacolo al movimento libero di beni, persone e servizi, incluse le restrizioni riguardanti il trasporto, e dovrebbe fornire alle due parti in Cipro la prospettiva di un'armonizzazione graduale nell'attuazione effettiva dell'unione doganale dell'UE.
Il commercio, i viaggi, ed i voli  diretti nonché l'aumento dei contatti potrebbero essere pilastri di un incremento  nella cooperazione regionale.
Se le azioni vengono attuate con un genuino  spirito di partnership,   ciò contribuirà enormemente a spingere in avanti il processo di soluzione dell'ONU alla fase finale.
A questo riguardo, la Turchia invita gentilmente il Segretario Generale delle Nazioni Unite a prendere in considerazione la possibilità di dirigere un'iniziativa inclusiva che miri ad eliminare tutte le restrizioni da tutte le parti coinvolte. L'accordo sull'organizzazione di una riunione ad alto livello sotto gli auspici delle Nazioni Unite e con la partecipazione delle due parti di Cipro, della Turchia e della Grecia può essere un primo passo in questa direzione. Il Piano d'Azione che verrà ultimato durante questa riunione  in seguito verrà sottoposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La Turchia presenta, in allegato a questa nota, uno schema del Piano d'Azione affinché venga preso in visione dalla comunità internazionale.
27.01.2006

 

STRAW CERCA
RISPOSTE
ALLA CRISI DI CIPRO


Il ministro degli Esteri britannico giunto in Turchia ha detto di apprezzare la proposta di Ankara per rilanciare il negoziato.

Il ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha valutato positivamente "la volontà di effettuare passi concreti" verso la soluzione della crisi cipriota manifestata dalla Turchia, che ha proposto un "piano di azione" per rilanciare il negoziato sul futuro dell'isola divisa in due dal 1974.
Parlando ad Istanbul poco dopo il suo arrivo in Turchia nell'ambito di un viaggio che in precedenza lo aveva portato proprio a Cipro, Straw ha detto di apprezzare "l'importanza che il Governo turco continua a dare ad un accordo duraturo, giusto e globale". (da
Ansa-Afp)
27.01.2006

 

PAPADOPOULOS: NIENTE DI NUOVO

Il_ministro_degli_Esteri_Abdullah_Gul

 

Per il presidente greco-cipriota, il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha ripresentato la proposta del 2004.

Il presidente della Repubblica di Cipro, il greco-cipriota Tassos Papadopoulos, ha affermato di non vedere "nulla di nuovo" nella proposta avanzata dal ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, per rilanciare tra maggio e giugno i negoziati per la riunificazione dell'isola, divisa dal 974 dopo un'invasione militare turca, e trovare una soluzione politica entro l'anno.
Parlando all'aeroporto di Larnaca subito dopo il suo rientro da un viaggio a MOsca, il Capo di Stato greco-cipriota ha detto: "Non vedo nulla di nuovo. Questa è la proposta fatta da Gul il 30 maggio 2004, che io ritengo non sia altro che un tentativo della Turchia di sottrarsi ai propri obblighi nei confronti di Cipro e dell'Unione Europea".
"Certamente esamineremo la proposta ma non credo che essa rappresenti una nuova posizione o possa essere considerata una iniziativa nuova", ha concluso Papadopoulos.
Dello stesso parere si è detto, da Atene, George Koumoutsakos, portavoce del ministero degli Esteri greco, secondo cui la proposta di Ankara su Cipro - che è stata ufficialmente consegnata dall'ambasciatore turca ad Atene, Tahsin Burcuoglu, al segretario generale del ministero degli Esteri Haralambos Rokanas - "alla prima occhiata non sembra essere molto diversa da vecchie, analoghe proposte turche". (
Ansa)
27.01.2006

 

ACCORDO DA APPLICARE

La Turchia richiamata all'ordine dal presidente di turno UE, l'austriaco Wolfgang Schuessel, a proposito della questione Cipro.

La Turchia deve applicare l'accordo di unione doganale che ha con l'UE ai nuovi 10 Paesi, quindi anche a Cipro. Così Wolfgang Schuessel. Il Cancelliere austriaco lo ha affermato durante una conferenza stampa tenuta dopo aver presentato al Parlamento europeo il programma del suo semestre di presidenza dell'UE. "Abbiamo un accordo che rappresenta un chiaro impegno della Turchia e deve essere applicato", ha aggiunto Schuessel il quale, sulla questione di Cipro, ha manifestato il pieno sostegno agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan per una riunificazione dell'isola.
Il Governo di Ankara, nell'ambito del processo di adesione all'UE, ha firmato l'accordo per l'estensione dell'unione doganale ai nuovi Paesi ma nega che questa misura rappresenti un riconoscimento di Nicosia. (Ansa)
27.01.2006

CRESCE L'ATTESA

Il_Pontefice_Benedetto_XVI

 

Il cammino ecumenico fa passi avanti, mentre cresce nella società turca non si fa che parlare della visita di Benedetto XVI. Il Papa infatti aveva espresso la sua intenzione di essere presente a Istanbul per la festa di Sant'Andrea, il 30 novembre dello scorso anno.

"Il cammino ecumenico in Turchia fa passi avanti, su un percorso che deve crescere sempre più in futuro", ha detto il frate francescano Ruben Tierrablanca OFM, Superiore della Fraternità internazionale che i seguaci del Poverello di Assisi hanno aperto da oltre un anno nella capitale turca. I francescani, come tutta la comunità cattolica di Istanbul, hanno vissuto la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che si è celebrata  in Turchia dal 14 al 21 gennaio. "La comunione fra i fedeli delle diverse Chiese - ha annotato il frate - sta crescendo. Noi siamo chiamati a incrementare le iniziative di dialogo e preghiera, per dare al mondo che ci sta intorno una testimonianza di unità in Cristo Gesù".
Circa lo scambio a livello spirituale, i religiosi e le religiose cattoliche presenti in Turchia potranno ascoltare, nella prossima Quaresima, alcune meditazioni proposte da un sacerdote di confessione armeno-gregoriana (ortodossa): un'iniziativa che appare molto significativa sul versante del dialogo ecumenico, e che inaugura una relazione più forte e intensa fra comunità cristiane di diversa confessione. "I religiosi cattolici che vivono in Turchia - ha affermato p. Ruben - hanno ben chiara la missione del dialogo, a livello ecumenico e interreligioso, che testimonia il messaggio di pace e armonia che Gesù Cristo è venuto a portare".
Inoltre, come riferisce il bollettino della Conferenza episcopale turca, si fa strada sempre più nella società in Turchia la percezione della comunità cattolica come "parte integrante della nazione", e non come "corpo estraneo" in un ambiente a maggioranza musulmana. In numerosi articoli apparsi di recente sulla stampa locale, padre George Marovitch, portavoce della Conferenza episcopale, spesso interpellato per commentare eventi e notizie, è presentato come "autentico amico della Turchia": un segno di quanto i fedeli cattolici siano sempre più accettati e benvoluti nella società turca. Intanto sui mass media, in tutta la nazione, cresce l'attesa per la possibile visita del Santo Padre Benedetto XVI, vista come un grande onore tributato dal Papa alla Turchia. (Alessandro Renzo/Agenzia Fides)
27.01.2006

LA CONFERMA DEL METROPOLITA

Il_metropolita_Gennadios_di_Sassima

Gennadios di Sassima, arcivescovo ortodosso d'Italia e Malta, ha confermato che il viaggio del Pontefice in Turchia - fissato per novembre - non avrà ritardi.

La fine del prossimo mese di novembre resta la data più probabile per il viaggio di Benedetto XVI in Turchia. Lo ha confermato il metropolita Gennadios di Sassima, arcivescovo ortodosso d'Italia e Malta, a margine della conferenza stampa di presentazione del convegno, apertosi  al Clarhotel, in preparazione alla terza assemblea ecumenica europea che si terrà dal 4 all'8 settembre 2007 in Romania a Sibiu.
''Il Papa verrà, non ci sono timori. Abbiamo un anno per organizzare tutto'', ha detto esprimendo rammarico per la mancata opportunità di accogliere Benedetto XVI due mesi fa. 
''Dopo la sconfitta di avere il Papa già a novembre scorso a Istanbul - ha ribadito - per via del Governo turco che ha deciso di spostare la visita al 2006, il viaggio resta ora confermato''.
Benedetto XVI era infatti stato invitato dal Patriarcato di Costantinopoli a visitare il Fanar a novembre 2005 per la festa di Sant'Andrea, ma il viaggio non si era potuto fare per il 
disappunto del Governo turco per il fatto che l'invito fosse stato rivolto al Papa senza interpellare le autorità civili turche. ''Le autorità governative avevano le loro ragioni - ha 
chiarito il metropolita Gennadios -, probabilmente volevano tempo visto che in gioco a ottobre scorso c'era anche la candidatura del Paese ad entrare nell'Unione Europea quindi 
tutto il Paese era preso da tale questione''. ''In ogni caso - ha aggiunto - il Governo turco ha rimandato la visita al 2006. 
Per il momento non c'è nessun segnale di blocco da parte del Governo e questo per noi è una luce verde a procedere''. Il metropolita ha rivelato anche, a dimostrazione di un clima mano a mano più favorevole tra le Chiese sorelle, che la Commissione mista internazionale del dialogo teologico, ferma dal 2000, è di nuovo al lavoro per preparare la plenaria che tornerà a riunirsi a settembre. ''Il dialogo - ha affermato - è rimasto sospeso per cinque anni, da luglio 2000, data della plenaria a Baltimora. Ma a dicembre abbiamo avviato qui a Roma il Comitato di coordinazione e a settembre faremo la prima plenaria dopo sei anni. Il tema, elaborato dal passato ma mai discusso finora, sarà la sinodalità, la collegialità della Chiesa su cui rifletteremo a livello ecclesiologico senza però dimenticare il grande problema che è l'Uniatismo, cioé le Chiese cattoliche di rito orientale che sono realtà che soffrono''.
''Speriamo che questa sia la terza fase del dialogo - ha insistito Gennadios -. Ci sono molti cambiamenti, nuovi membri da entrambe le parti, molte speranze. Abbiamo ricominciato di nuovo con molti sforzi, non era facile''. Poi, pur ammettendo che ''ci sono differenze teologiche'', ha illustrato l'intento della Commissione voluta nel 1979 da Giovanni Paolo II e dall'allora Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Dimitrios I. 
''La Commissione - ha dichiarato - cerca di trovare la verità nell'amore e nella carità e la libertà della Chiesa così com'era nel primo millennio prima della separazione. Il nostro scopo è arrivare un giorno, nel rispetto delle tradizioni, alla comunione eucaristica. Non cerchiamo di trovare un accordo accademico e teologico soltanto ma una comunione eucaristica''.
La plenaria in calendario a settembre sarà ospitata a Belgrado dalla Chiesa di Serbia. L'ultima sessione del 2000 a Baltimora, prima dei cinque anni di stagnazione, si svolse sul tema: ''Implicazioni teologiche e canoniche dell'Uniatismo''. I membri della Commissione al termine dell'incontro, furono costretti a riconoscere di non essere in grado di elaborare un testo comune sul tema discusso. (Ansa)
27.01.2006

VITA DI UNA COMUNITA' CATTOLICA

Antiochia

 

Il contenuto di un libretto che racconta con dovizia di particolari l'anno appena trascorso nel gruppo di preghiera di Antiochia sull'Oronte.

E' un prezioso libretto che racconta con dovizia di particolari l'anno 2005 nella comunità cattolica di Antiochia sull'Oronte, ai confini con la Siria: è la "Cronaca di Antiochia", pubblicata a cura di p. Domenico Bertogli, frate Cappuccino residente nella città e di Maria Grazia Zamboni. Il frate ricorda gli avvenimenti principali dell'anno, in un diario arricchito di episodi e sentimenti personali e pagine di vita spirituale. "Intendiamo ricordare i pellegrini che sono passati di qui, le persone care e quanti continuano a collaborare con noi attraverso la loro preghiera, il loro aiuto spirituale e materiale perché tante iniziative diventino realtà in questa nostra gloriosa Chiesa". Il sussidio "Cronaca di Antiochia 2005" si può richiedere all'e-mail domenicobertogli@hotmail.com, o al fax 0090- 3262141851. (Agenzia Fides)
27.01.2006

 

UNA FIGURA PRESTIGIOSA

L'ambasciatore_Carlo_Marsili

 

L'ambasciatore italiano ad Ankara, Carlo Marsili, aumenta di grado nel ruolo diplomatico. La redazione di <Turchia Oggi> gli invia le più sentite felicitazioni.

All'indomani della decisione di giovedì 19 gennaio presa dal Consiglio dei Ministri di nominare sette nuovi ambasciatori, tra cui figurava il nome di Carlo Marsili che guida la rappresentanza diplomatica italiana ad Ankara, alcuni amici della nostra comune regione di nascita mi hanno chiesto un po' sconcertati che cosa significasse, dato che davano per assodato che lui fosse già un Ambasciatore.
Al di là dei piccoli misteri relativi alla scala gerarchica della Farnesina si è veramente gioito in un gruppo di amici legati al mondo imprenditoriale, politico e culturale nelle Marche, regione in cui è nato nel 1943; si è gioito anche a Roma dove i Marsili sono di casa e contano numerosi conoscenti, amici e colleghi ed in Turchia dove, da quando è giunto alla fine del 2003, ha operato così bene da ricevere ripetuti apprezzamenti da parte della stampa e della classe dirigente di quel Paese.
Ho visto l'Ambasciatore durante la visita di stato compiuta dal presidente Carlo Azeglio Ciampi lo scorso novembre, uno dei vertici nell'attività di un diplomatico, che è infatti prima di tutto l'inviato del Capo dello Stato presso il suo omologo in uno Stato estero. Nonostante la serie complessa di fasi e momenti in cui si articola una visita di così alto livello, era pieno di attenzioni per tutti e non ha dimenticato di elencare alcune iniziative future. Nel discorso del presidente Ciampi ed in quelli di altri politici italiani presenti si sentivano poi "filtrate" le numerose e studiate osservazioni che l'ambasciatore da tempo fa giungere a Roma.
Ce lo immaginiamo in questi giorni a riflettere sul grave momento che la Turchia sta vivendo, nel bel mezzo della crisi dell'influenza aviaria, che pone una pesante ipoteca sulla prossima stagione turistica, comparto così rilevante per l'economia turca, e con una presidenza austriaca dell'Unione Europea non proprio favorevole: sicuramente studierà e proporrà ogni possibile aiuto che l'Italia può fornire al Paese amico.
La capacità di affrontare questioni e situazioni mutevoli Marsili l'ha maturata nel corso della sua carriera diplomatica "da manuale": vince infatti il concorso nel 1970 e trascorre i primi significativi dieci anni tra Monaco di Baviera, Bangkok e la Turchia, che conosce in una fase politico-economica completamente diversa. Quegli anni in cui da Consigliere segue gli affari politici e le relazioni con la Nato hanno lasciato in Marsili una profonda conoscenza del paese e nello stesso tempo glielo hanno reso più vicino e familiare.
Dopo un successivo periodo trascorso al Ministero e poi a Edinburgo da Console Generale per la Scozia e l'Irlanda del Nord viene posto fuori ruolo dal 1988 al 1993, formula prevista quando si svolge attività di Consigliere diplomatico presso la Presidenza del Consiglio, durante la quale ha visto succedersi quattro presidenti di non poco peso politico: De Mita, Andreotti, Amato e Ciampi.
A parte il rilievo di ognuno di questi quattro politici italiani accompagnati da qualificati staff, in quegli anni Marsili si è familiarizzato a fondo con l'apparato politico-amministrativo del nostro Paese e con gli Enti e le strutture fondamentali dello Stato che hanno per fulcro Palazzo Chigi. Nello stesso periodo si cementava anche il sodalizio che Carlo Marsili realizzava con l'ambasciatore Umberto Vattani, di cui diveniva uno dei più stretti collaboratori e che guidava all'epoca una delle "linee di pensiero" che allora si evidenziavano nel nostro Ministero degli Esteri.
Successivamente infatti troviamo Carlo Marsili a Bonn come ministro consigliere dell'ambasciatore Vattani. Sempre per coloro che non sono familiari con i piccoli segreti delle Farnesina diciamo che si tratta del numero due, del sostituto e del più vicino collaboratore del capo-missione, un ruolo che Marsili ha interpretato con grande responsabilità e provata competenza.
Ma non basta: in un paese con una forte componente emigratoria Marsili ha prestato continuamente attenzione ai rapporti corretti che la rappresentanza diplomatica doveva tenere con essa e vi ha aggiunto un tocco di personale partecipazione e direi affetto con cui guardava ai nostri connazionali che sono frutto di personale disposizione di carattere, di cui lo scrivente è testimone diretto.
Nella comunità degli emigrati, così eterogenea, Marsili vedeva non una opportunità di carriera con un facile approccio perbenista, ma una straordinaria opportunità per l'Italia: sono così sorte, anche per suo rilevante contributo e deciso impulso, le associazioni degli uomini di affari e degli scienziati italiani in Germania, sono state valorizzate le associazioni che si richiamavano alle regioni di provenienza con le quali si è compiuto ogni sforzo di sensibilizzazione, sono stati istituiti il <Premio Italia> per la scienza e l'economia e valorizzate le iniziative a carattere economico e culturale delle associazioni di emigrati, la lingua italiana ha conosciuto una stagione di popolarità in Germania che i nostri Istituti Italiani di Cultura hanno saputo alimentare, si prestava grande attenzione agli organi di rappresentanza della emigrazione italiana a cui il ministero degli Esteri contribuisce in maniera organica, venivano valorizzate presso le Autorità dei Laender le professionalità e le specificità dei nostri connazionali, si istituiva anche un Forum annuale degli italiani, o oriundi italiani, che avevano assunto responsabilità politiche nei Comuni e nei Parlamenti regionali della Repubblica Federale. Insomma un concerto di iniziative di spessore ed un clima irripetibile di lavoro e contatti!
Vorrei anche accennare allo stile di lavoro ed all'importanza della "squadra" che collabora con lui: il primo è pacato, intenso e coinvolgente; al team che lo circonda poi concede ampie deleghe e non fa mancare mai lo stretto contatto, quasi la familiarità, che permettono di lavorare con grande efficacia.
Quando lascia la Germania è tutto un susseguirsi di esperienze ed incarichi ad alto livello: Ambasciatore in Indonesia, un Paese difficile e lontano dall'Italia, poi direttore generale al Ministero per gli Italiani all'estero e le politiche migratorie dove collabora in prima persona con il ministro Mirko Tremaglia (che evidentemente aveva apprezzato il lavoro di Marsili in Germania) e con lui compie diverse missioni in giro per il mondo a contatto con gli italiani di tutti i continenti. La sintonia con Tremaglia, che nel nostro Parlamento per la sua attività godeva di una eccezionale convergenza di consensi, è stata esemplare.  Siamo sicuri che le strategie e la pratica implementazione del diritto di voto all'estero molto debbano a Marsili per la cesellatura nei particolari tecnici a volte di non facile definizione.
Dopo un breve periodo come direttore generale del personale diventa infine Ambasciatore in Turchia nel settembre 2003 e qui contribuisce - basti dire questo - allo stabilimento di relazioni bilaterali di particolare vicinanza tra i due paesi. Il fatto di avere una moglie turca, una persona deliziosa, contribuisce ad accattivargli ancora di più la simpatia dei turchi: quando giunse in Turchia alcuni giornali turchi gli diedero il benvenuto chiamandolo "il cognato dei turchi"!
Non sappiamo cosa ci sia nel destino dell'Ambasciatore, ma sappiamo che ci sono stati dei tentativi di chiamarlo ad altri prestigiosi incarichi. Una cosa è certa:  l'esperienza maturata è notevole, l'età e la salute sono "gagliarde", la sua reputazione è alta su tutto l'arco parlamentare, dovremmo quindi attenderci che si faccia carico di un'altra missione impegnativa. In buona sintesi si può dire che Carlo Marsili è capace di affrontare percorsi difficili con un sorriso discreto ed un piglio da camminatore delle sue colline cuprensi.
Il sottoscritto ricorda che le proprie convinzioni giovanili filo-elleniche, dettate dagli studi classici e da una certa contiguità adriatica, suggellate quando era funzionario di una organizzazione internazionale in Olanda dai Campari che beveva all'Hotel Corona a Den Haag nei venerdì - rari - di tempo bello con il console greco Niko Stavratinos sono state modificate negli anni di Bonn in una profonda simpatia e  curiosità per la Turchia moderna. Sempre nei comuni anni tedeschi lo storico Bernd Rill, che frequentava l'Ambasciata, mi ha attirato allo studio della transizione dall'Impero ottomano alla Repubblica turca e della figura del vittorioso padre dei turchi, Mustafa Kemal Pasha.
Caro ambasciatore a nome della redazione di <Turchia Oggi> e mio personale i più sinceri rallegramenti ed i migliori auguri per i successivi obiettivi che non mancherà di centrare. (Stefano Barocci/Turchia Oggi)
27.01.2006

TORNA IL SERENO

All'ombra_dei_minareti,_volatili_e_aviaria

Sembrerebbe essersi ridotta la diffusione del virus in Turchia.

Sembra essersi ridotta in Turchia la diffusione del virus dell'aviaria . Negli ultimi giorni non sono stati registrati nuovi casi.
Frattanto sono stati dimessi perché clinicamente "guariti" due bambini da un ospedale di Ankara mentre migliorano le condizioni del piccolo Mehmet considerato il caso più grave. "L'infezione regredisce. Il panico è finito", ha detto il portavoce del ministero dell'Agricoltura, Faruk Demirel. (Ansa)
27.01.2006

 

.....MA INTANTO

Aviaria,_Erdogan_invita_alla_calma

L'Unione dei medici turchi (Ttb) ha accusato il Governo turco di aver colpevolmente lasciato diffondere l'influenza aviaria.

L'Unione dei medici turchi (Ttb) ha accusato il Governo turco di avere colpevolmente lasciato diffondere l'influenza aviaria in varie province turche e di avere atteso la morte della prima persona in Turchia, il 4 gennaio scorso, prima di prendere le misure che non sono ancora sufficienti.
"Finora abbiamo taciuto per non sembrare oppositori del governo, ma visto che le misure prese anche dopo la morte della prima persona riflettono ancora una mentalità tipicamente turca e che il problema è molto urgente e la situazione richiede interventi più tempestivi, abbiamo deciso di lanciare un appello al governo ed alla popolazione turca", ha dichiarato in una conferenza stampa il dott. Mettin Bakkalci, vicepresidente della stessa Ttb a nome del Consiglio centrale della stessa Unione dei medici turchi, che funge sia da ordine sia da sindacato della categoria.
Cemil_Cicek"È da tempo che le autorità sanitarie turche avrebbero dovuto attendersi una diffusione del virus, almeno sin dal 7 ottobre scorso, quando era stata rilevata la presenza del virus in volatili a Manias e Kiziksa. Invece i membri del Governo hanno fatto delle dichiarazioni eccessivamente ottimistiche", ha aggiunto Bakkalci ricordando tra l'altro come il ministro dell'Agricoltura Mehdi Eker affermò in ottobre che "l'argomento influenza aviaria era chiuso in Turchia" e che il ministro della Sanità Recep Akdag (un docente di medicina) aveva confermato che "il virus dei polli doveva essere eliminato dall'agenda della Turchia", mentre il portavoce del Governo, ministro della Giustizia Cemil Cicek, aveva biasimato come "allarmisti scansafatiche" i giornalisti che davano le notizie.
Il medico ha ricordato che lo stesso premier turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato il 10 gennaio scorso che "la situazione è sotto controllo", mentre cinque giorni dopo altre persone sono morte per l'aviaria. "Ciò mostra il livello della capacità di Governo dei nostri attuali governanti", ha affermato lo stesso Bakkalci. Egli ha poi definito "interessante" il fatto che il direttore per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Marc Danzon, abbia affermato che la Turchia avrebbe fatto "tutto il possibile".
"La posizione dell'Oms è che qualche ritardo c'è stato nel prevenire la diffusione tra i volatili. Ma è vero che per quanto riguarda la diffusione tra gli uomini abbiamo osservato qui in Turchia la massima diligenza nel prendere le misure necessarie e una ottima collaborazione con noi", ha dichiarato all'<Ansa> la portavoce della missione dell'Oms in Turchia, Cristiana Salvi.
Tayyip Erdoga dal canto suo ha affermato  che la Turchia ha fatto tutto il necessario, che le prime misure preventive sarebbero cominciate addirittura "ai primi del 2004" e che un piano d'azione del governo era stato preparato sin dal luglio del 2005. L'Unione dei medici turchi afferma però che tale piano d'azione del Governo non sarebbe stato messo in pratica.
Sono 21 i casi accertati di infezione di influenza aviaria in Turchia di cui 19 tra 2 e 18 anni.  (Ticinonline)
27.01.2006

LA SQUADRA DI KYPRIANU

Aviaria

 

Il Commissario europeo alla Sanità in Turchia dove si è incontrato con il titolare del dicastero turco, Recep Akdag, per rafforzare la collaborazione Bruxelles-Ankara.

Il Commissario europeo alla Sanità e ai consumatori, Markos Kyprianou, è in 
Turchia dove rimarrà fino a questa sera per rafforzare la collaborazione tra Bruxelles e Ankara nella lotta contro l'influenza aviaria.
Nel corso della visita Kyprianou ha incontrato il ministro della Salute, Recep Akdag, e le autorità competenti che stanno seguendo a livello locale l'evoluzione dell'epidemia. La scorsa settimana, il commissario si era già intrattenuto con il ministro dell'Agricoltura turco Mehmet Mehdi Eker, in margine alla conferenza dei donatori per lottare con la diffusione del virus dei polli, svoltasi a Pechino.
Con Kyprianou è giunto in Turchia anche una squadra di esperti europei veterinari che darà man forte alle autorità sanitarie turche e agli specialisti europei che operano già sul terreno.
(Ansa)
27.01.2006

VADEMECUM PER STARE TRANQUILLI

L'aeroporto_di_Fiumicino

 

Scattato il piano di prevenzione all'aeroporto di Fiumicino con depliant da consegnare ai viaggiatori diretti in Turchia.

Il_ministro_della_Salute_Francesco_StoraceCon la consegna, da parte di personale medico dell'Ufficio della Sanità, di appositi depliant informativi sull'influenza aviaria, è scattato all'aeroporto di Fiumicino il piano di prevenzione predisposto dal ministero della Salute per chi parte o rientra dalla Turchia.
Due paginette a cura del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, con testo anche in inglese, in cui sono indicate cinque raccomandazioni di base: evitare di visitare mercati o fattorie in cui si possa venire a contatto con volatili infetti; consumare cibi a base di pollame o di uova solo previa accurata cottura; lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti a base di alcool . Ancora: evitare di portare le mani non accuratamente pulite a contatto con occhi, naso e bocca, evitare di introdurre in Italia qualsiasi tipo di volatile vivo o prodotti derivati dal pollame.
Turkish_AirlinesLa consegna dei depliant ha riguardato 160 passeggeri, 110 in partenza e 50 in arrivo da Istanbul, tutti con il volo giornaliero della <Turkish Airlines>, essendo stato cancellato per le note vicende sindacali il collegamento <Alitalia> con la Turchia.
I consigli, che riguardano tutti i viaggiatori diretti ''in aree affette da influenza aviaria'', sono preceduti da una sintetica spiegazione della malattia e dei sintomi che la caratterizzano, anche se si fa presente che ''al momento non esiste prova che la malattia si trasmetta da uomo a uomo''. ''Alcune aree del mondo sono attualmente interessate da un'epidemia di influenza aviaria - si legge nel depliant - L'influenza aviaria è una malattia virale che si contrae tramite l'esposizione a contatti con volatili selvatici o domestici vivi ed infetti e/o con le loro feci. Il pollame da allevamento è particolarmente vulnerabile all'infezione, che può rapidamente espandersi causando epidemie''. ''La malattia - viene rammentato al viaggiatore - generalmente si manifesta nell'uomo dopo un periodo medio di incubazione di 1-7 giorni con febbre elevata (superiore a 38 gradi) e sintomi quali faringite, tosse secca, mal di testa, dolori muscolari. Il virus dell'influenza aviaria è distrutto dal calore, per cui il consumo di pollame o uova cotti non rappresenta un rischio''.
La consegna degli opuscoli con le raccomandazioni, quella che il ministro della Salute Francesco Storace aveva definito ''vigilanza informativa'', era stata decisa il 10 gennaio scorso dall'unità di crisi appositamente istituita per l'influenza aviaria.(Ansa)
27.01.2006

"SIAMO PRONTI AD AIUTARE LA TURCHIA" 

Andrew_Vorkink

 

Il direttore della Banca Mondiale per questo Paese, Andrew Voking, ha detto che l'Istituto internazionale farà il possibile. 

World Bank Country Director for Turkey Andrew Vokink has told that the World Bank is ready to offer Turkey whatever help it needs to reduce the impact of the bird flu outbreak on the country's health and economy.
He emphasized Tuesday the bank conducted a global program on the fight against bird flu and gave priority to Turkey under the scope of the scheme.
The Program of Bird Flu Control and Prevention of Disease Among People approved by the WB, as it is titled, involves sending a share of a total of $500 million in financial assistance to member countries as soon as possible.
The WB official said they aim to supply immediate financial resources to member countries as part of this program that does not only provide financial support to control the spread of bird flu, but also includes financial support against the spread of all diseases from animals to humans.
Vorkink stressed the importance of combating bird flu at the joint International Contributors Conference organized by China and European Union, and the World Bank in Beijing yesterday, and cited the total amount of funds pledged during the conference is expected to surpass $1 billion.
The World Bank will meet half of the $30 million of initial aid being offered to Turkey; this amount may be increased to meet the country's needs in combating the disease and its effects. (Anadolu News Agency/Zaman)

27.01.2006

PREGIUDICATO IL TURISMO PER L'AVIARIA

Aviaria_e_turismo

 

Anche se negli ultimi giorni ci sono segnalazioni di minori casi, è forte il timore di contrarre la malattia. Cancellazione di prenotazioni.

The bird flu outbreak killing four people in Turkey has also begun to negatively affect the tourism sector.
The disease, featuring highly on the agenda in the European media, caused a slow down in reservations from countries that send the most tourists to Turkey, such as Germany.
Early reservations fell by 30 percent in comparison with previous years.
Tourists planning to visit Turkey contacted travel agencies and asked for information about the disease.
Tour operators exerting efforts to prevent the slow down in reservations posted the World Health Organization's statement "there is no need for panic, the measures taken are sufficient" on their websites.
Riza Epikmen, Deputy President of the Association of Turkish Travel Agencies, says the drop in reservations will reverse if the necessary measures continue.
The notion of "let's wait and see" prevails in the tourism sector now, he adds. "The whole world has been informed about the bird flu cases in Turkey. The media has broadcast detailed information. This is quite normal. Its connection to reservations in tourism will continue for a few months."
The concerns of Europeans were also felt at the international tourism fairs where the tourism sector makes its summer season reservation contacts.
Tourist Hotels and Investors Association Chairman Timur Bayindir says contacts at a fair held in the Netherlands last week were low.
German TUI Travel Bureau, the biggest in Europe, announced reservations for Turkey have taken a downward trend since January 11.
A TUI official said it is too early to say whether bird flu will damage the company's travel organizations for Turkey.
In relation to the measures, Greece suggested its citizens avoid unnecessary travel to Turkey due to the bird flu, and announced at present, it has no plans to close its borders.
Chairman of the Turkish Hoteliers Association Ahmet Barut pointed out the shrinking in the European market can be prevented by measures taken in the next few weeks, and says, "We do not want to panic too much but a fall is taking place. This year will be a really tough one." The government must urgently take action for promotion and advertising.
Mediterranean Tourist Hotels Union Chairman Osman Ayik indicated reservations have virtually stopped since the reports of bird flu cases in the country. (Isa Sezen, Ugur Sagindik/Zaman)
27.01.2006

 

CALO DEI TEDESCHI

Thomas_Cook

 

I dati turistici per la Turchia riportati da <Tui> e da <Thomas Cook>.


In conseguenza dei casi di influenza aviaria registratisi in Turchia, in Germania si registra una flessione delle prenotazioni turistiche verso quel Paese, una delle mete preferite dai tedeschi nel corso di tutto l'anno.
A riferirlo sono stati i maggiori operatori turistici tedeschi, a cominciare da <Tui> e <Thomas Cook>.
Lo scorso ano sono stati oltre 4 milioni i tedeschi recatisi in vacanza in Turchia, mentre sono 2.5 milioni gli immigrati turchi residenti in Germania. (Ansa)
27.01.2006

 

ORHAM PAMUH:
LA TURCHIA
RINUNCIA AL PROCESSO

Orhan_Pamuk

Lo scrittore era accusato di "denigrazione dell'identità nazionale turca" per quanto scritto sul genocidio degli armeni di Turchia.

Sono cadute le accuse contro il noto scrittore turco Orhan Pamuk, che rischiava dai sei mesi ai tre anni di prigione per ''aver denigrato l'identità nazionale turca'' . Lo ha annunciato il legale dello scrittore, Haluk Inanici, dicendo che non ci sarà l'udienza fissata per il 7 febbraio. E' stata la recente modifica del codice penale che ha tolto al ministero della Giustizia il diritto di autorizzare il proseguimento di casi del genere, obbligando la Corte ad abbandonare il caso. In un articolo pubblicato a febbraio sulla rivista svizzera <Das Magazin>, Pamuk aveva infatti parlato di genocidio armeno in riferimento al circa milione e mezzo di armeni e curdi uccisi durante la Prima guerra mondiale, sotto l'Impero Ottomano. Il suo caso aveva gettato dei dubbi sull'impegno di Ankara nei confronti di una maggiore libertà di espressione, in vista dell'adesione all'Unione europea. La Commissione europea, attraverso il Commissario all'Allargamento Olli Rehan, ha accolto con favore la decisione, ma ha esortato la Turchia a riformare ulteriormente la legislazione in materia, che ha portato alle accuse emesse contro altri intellettuali turchi. (Asca-Afp)
27.01.2006

IL PREMIER BULGARO
SI E' INCONTRATO
CON SEZER E ARINC

Incontro_Sezer-Stanishev

 

Il presidente dell'Assemblea Nazionale turca ha ribadito il sostegno di Ankara per l'adesione di Sofia alla Nato, augurandosi che - quando questa il prossimo anno entrerà nell'UE- ricambi il favore.

Bulgarian Prime Minister Sergei Stanishev had talks with President Ahmet Necdet Sezer and Parliament Speaker Bülent Arınç on the second day of his visit to Ankara.  Following his meeting with the Bulgarian premier, Arınç reiterated Turkey's support for Bulgaria's Nato membership and held out hope that Bulgaria, which is to join the European Union next year, would back Turkey's EU aspirations. Arınç noted that he planned an official visit to Bulgaria in 2006.
Stanishev highlighted the significance of friendly ties between the two countries and expressed the will to improve inter-governmental and inter-parliamentary relations.
After his talks with officials in Ankara, Stanishev flew to Istanbul where he was expected to attend a Turkish-Bulgarian Business Council meeting at the historic Çırağan Palace  .
During a joint news conference with his Turkish counterpart, Recep Tayyip Erdoğan, on the first day of his visit, Stanishev made reference to the bird flu outbreak in Turkey, which has so far killed four people. He said no country was immune to bird flu outbreaks and that Bulgaria, which borders Turkey, was taking precautions.
"The disease concerns all countries, no state can be considered safe," Stanishev was quoted as saying by the Anatolia news agency .
In response to reporters' questions about alleged links between Bulgaria and Mehmet Ali Ağca, the Turk who shot Pope John Paul II in 1981, Stanishev said the pope had said when he was alive that Bulgaria had no links with the attempted assassination. "He himself is the most reliable source on this issue."
Ağca, 48, served over 19 years in an Italian prison for his assassination attempt on the pope. Some have speculated that agents from Bulgaria helped plot the assassination attempt because of that country's ties with the Soviet Union, which reportedly was alarmed by the pope's support for the Solidarity trade union in Poland.
Stanishev said the press was attempting to invent stories and turn the world back into the past. (Turkish Daily News)
27.01.2006

 

FASI PREPARATORIE
DELLA MOSTRA
"I TURCHI IN EUROPA"

 

L'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal, in visita a Trieste si è incontrato con il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy. La cultura come collante tra due Paesi.

Riccardo_illyPer avvicinare la Turchia all'Unione Europea è utile la cultura. Lo pensa il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, che ha spiegato all'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal, che si tratta di un obiettivo perseguito non da ora dalla Regione. Ziyal nei giorni scorsi si trovava in Friuli Venezia Giulia per seguire le fasi preparatorie della manifestazione "I turchi in Europa", in programma nel corso dell'intero 2006. La mostra, ritengono Illy e Ziyal, è però solo la punta dell'iceberg delle sempre più strette relazioni culturali e commerciali tra Turchia e Friuli Venezia Giulia. (Adnkronos)
27.01.2006

ITALIA E FRIULI GUARDANO ALLA TURCHIA

Alessandro_Tesini

 

Il benvenuto del presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, al rappresentante diplomatico dello Stato turco.

''L'Italia e la comunità regionale guardano con forte interesse all'opportunità che la Turchia possa entrare nell'Unione Europea, perché siamo convinti che l'allargamento verso il Sud Est dell'Europa favorisca condizioni e prospettive di pace e sicurezza'' . Questo è stato il benvenuto che il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Tesini, ha dato a Trieste nel Palazzo del Consiglio all'ambasciatore turco in Italia, Sitki Ugur Ziyal, al quale ha segnalato ''quanto il Friuli Venezia Giulia, anche in forza della sua storia, sia impegnato a favore di questa apertura''. (Adnkronos)
27.01.2006

LE 6 ECONOMIE PIU' BRILLANTI

International_Monetary_Fund

 

Tra queste vi figura anche la Turchia che nel 2006 disporrà di un Pil pari a 611.6 miliardi di dollari in crescita rispetto al 2002 del 36.2%.

World_Economic_ReportIl Fondo Monetario Internazionale - nell'ambito del <World Economic Report> - segnala che la Turchia nel 2006 disporrà di un Pil pari a 611.6 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2002 del 36.2%. In tale ambito, l' Fmi fa presente che sempre nell'anno in corso le economie più brillanti risulteranno essere: Cina, India, Russia, Tailandia, Iran e Turchia. Il reddito pro-capite turco nell'anno in corso toccherà 8.383 dollari Usa. Anche a seguito di queste notizie provenienti da Washington l'agenzia di rating internazionale <Fitch> ha deciso che presto riaggiornerà - in senso ulteriormente positivo - l' outlook relativo alla Turchia.(Ice Istanbul)
27.01.2006

 

PROGRAMMA INVESTIMENTI 2006:
SONO BEN 45 I NUOVI PROGETTI

Turkish_Petroleum_Corp

 

Turchia, così la suddivisione: 17 nel campo dei trasporti, 10 nel settore energetico, 8 in campo minerario, 5 nella potabilizzazione delle acque, 3 nel settore scolastico-educativo e 2 nel campo manifatturiero. Le imprese italiane interessate che siano interessate possono rivolgersi all'ufficio Ice (fax: 0090-212-2512991; e-mail: istanbul@istanbul.ice.it)


Il Governo turco ha segnalato in questi giorni che nel programma di investimento 2006 - già predisposto negli scorsi mesi - ha effettuato delle integrazioni relative a 45 nuovi progetti, così suddivisi: - 17 nel campo dei trasporti, 10 nel settore energetico, 8 in campo minerario, 5 nella potabilizzazione delle acque, 3 nel settore scolastico-educativo e 2 nel campo manifatturiero. Nel settore trasporti, la Direzione Generale per la costruzione di Ferrovie, Porti ed Aeroporti (Dlh) gestirà 6 nuovi progetti, l' Amministrazione degli Aeroporti Statali (Dhmi) 4 nuovi progetti , la <Turkish Airlines> 3 progetti, la Municipalità della metropoli di Istanbul 2 progetti, quella della città di Bursa e l' amm.ne ferroviaria di Stato un progetto nuovo ciascuna. Nel settore energetico la <Euas> (Electricity Generation Corp.) avrà 4 nuovi progetti, la <Tedas> (Turkish Electricity Distribution Corp.) 4 nuovi progetti, mentre la <Teias> (Turkish Electricity Transmission Corp.) 2 progetti. Nel settore minerario e petrolifero, la <Turkish Petroleum Corp.> avrà 4 progetti, la <Euas> 3 progetti e la <Tki>, <Azienda turca del Carbone>, un progetto. Alle imprese italiane interessate questo ufficio Ice (Fax: (0090 212) 2512991 - E-mail: istanbul@istanbul.ice.it ) potrà fornire l' elenco dei principali progetti finanziati nell' ambito del budget statale 2006. (Ice Istanbul)
27.01.2006

 



OBIETTIVI COMUNI

Parlamentari turchi ed ucraini hanno cercato di aumentare i punti economici di contatto esistenti tra i loro rispettivi Paesi.

Turkey and Ukraine stressed their economic ties and mutual support of a Black Sea free-trade zone during a meeting between Turkish and Ukrainian parliamentarians.
State Finance Minister Kürşad Tüzmen also attended the meeting.
Weeks after the showdown over Russian gas supplies to Ukraine led to a shut-off of Ukrainian gas, Tüzmen stressed the importance of Turkey's relationship with its neighbor to ensure a continuous flow of energy.
 "We see a situation in which countries like ours are compelled to work together," said Tüzmen. "This is a very sensitive topic," he said.
A planned Black Sea free-trade zone that would lift commerce restrictions between the two countries would boost trade, which has grown from $3 billion in 2004 to $3.6 billion last year.
"This is a big responsibility," said Tüzmen. "We will have to work together to show our commitment to bringing our two countries together under a single free trade region," he said.
Commerce has increased 30 percent since 2000, when Turkey and Ukraine began operations to increase trade between their two countries.
Rifat Chubarov, who headed the delegation of Ukrainian parliamentarians, said the country appreciated the support Turkey has given Ukraine as it tries to enter the World TradeOrganization. (Turkey Daily News)
27.01.2006

GLI INTERESSI DI <CITIGROUP>

Citigroup

 

Il Paese anatolico è sempre molto richiesto per una molteplici ragioni. Tra queste, le riforme, la programmata adesione all'UE, la rapida espansione.

The Turkey-Ceo of American Citigroup, the world's largest finance institution, Steve Bideshi, said they will continue to work and invest in Turkey, stressing the country is a priority for Citigroup.
The company aims at a sustainable growth in Turkey and gaining customers in individual and institutional banking. Working with big companies in institutional banking, the group aims at deepening relations with big companies, working with banks as well as small and medium size enterprises in Turkey.
Citigroup plans to increase its market share via a broader agency and product network in the individual banking area. They will also add new qualifications to services in banking.
According to Bideshi, there are three primary reasons to increase foreign investments:
Firstly, a government that understands trends in the world and introduces reforms to provide integration of the economy with the world market.
Secondly, there will be positive effects of the European Union (EU) perspective to the banking sector.
Lastly, Turkey is one of the most rapidly developing countries. Banks have begun to pay more attention to the Turkish market as it present them with unlimited opportunities. (Anadolu News Agency/Zaman)
27.01.2006

IL COMPARTO
TESSILE
SEMPRE PEGGIO

Halit_Narin

 

La chiusura in Turchia di due importanti aziende ha immediatamente riaperto un ampio dibattito interno. Una dichiarazione del presidente degli industriali.

Dopo un 2005 che aveva già mostrato segnali di difficoltà, il 2006 si è aperto con un'accelerazione della crisi del comparto tessile turco. La chiusura di due importanti aziende quali la <Sonmez Textile> e la <Yalova Akal Textile> (<Akkok Group>), ha immediatamente riaperto un ampio dibattito interno che potrebbe comportare immediati riflessi anche di carattere politico. "...Fuor di metafora bisogna affermare che il settore sta lentamente affondando...", ha dichiarato il presidente degli industriali turchi del settore tessile Halit Narin, mentre, il presidente dell'importante associazione dei produttori di Istanbul di tessuti ed abbigliamento, Suleyman Orakcioglu, ha segnalato che il settore sta costantemente perdendo di competitività in considerazione dei seguenti fattori: rivalutazione eccessiva della Lira Turca; aumento dei costi delle materie prime che hanno come base il petrolio e dei prodotti petroliferi per il funzionamento delle fabbriche; aggressiva competizione cinese ed estremo orientale soprattutto nei prodotti tessili e di abbigliamento di fascia qualitativa medio-bassa; alta imposizione fiscale gravante sul lavoro che aumenta sensibilmente il costo del lavoro; incremento sensibile da parte di numerosi Paesi dei dazi gravanti sulle importazioni dei prodotti tessili. Gli imprenditori locali sono peraltro particolarmente preoccupati poiché il comparto tessile, subito dopo quello automobilistico, garantisce al paese enormi proventi derivanti dalle esportazioni ed un ulteriore calo potrebbe non essere facilmente assorbito dal sistema economico turco che già presenta un iperbolico disavanzo della bilancia commerciale (45 miliardi di dollari Usa). Le associazioni imprenditoriali locali chiedono al governo pronte misure in campo industriale ed in sede internazionale per contrastare l'attuale fase di profonda difficoltà. (Ice Istanbul)
27.01.2006

SETTORE MINERARIO: SARA' SVILUPPATO
UN MODELLO MISTO PUBBLICO-PRIVATO

Il_ministro_dell'Energia_Hilmi_Guler

 

Un summit ad Ankara nel corso del quale il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, assieme ad esponenti del mondo imprenditoriale turco, ha deciso una espansione dell'attività corrispondente oggi a 4.5 mld di $ e a 12 mld nel 2010.

In una riunione tenutasi ad Ankara, il ministro dell'Energia Hilmi Guler, insieme ai responsabili della <Mineral Research and Exploration Agency> (Mta), il <General Directorate for Mining Affairs> , la <Turkish Coal Enterprises> (Tki) ed altri esponenti del mondo imprenditoriale turco, hanno deciso un'espansione dell'attività mineraria, corrispondente oggi a 4.5 miliardi di dollari Usa, e a 12 miliardi dollari nel 2010. "Esploreremo la Turchia centimetro per centimetro, assegneremo quest'anno oltre 11.000 licenze in campo minerario...". Sarà sviluppato un modello misto pubblico-privato che consentirà alla Turchia di reperire ulteriori fonti energetiche e principalmente il carbone (in proposito si effettueranno esplorazioni sino a 1.000 metri di profondità). In proposito il Governo ha già allocato - nel budget 2006 - sostanziosi stanziamenti pari a circa 60 milioni di euro per effettuare nuove perforazioni e miglioramenti delle miniere già esitenti. L'obiettivo è chiaramente quello di ridurre la dipendenza energetica del paese dal gas proveniente dalla Russia e soddisfare - almeno in parte - l'incremento della richiesta di energia proveniente, nei prossimi decenni, dallo sviluppo economico del Paese. Si prevede una crescita della domanda del 40%. (Ice Istanbul)
27.01.2006

LA <DEXIA BANK> TIRA DRITTO

Dexia

 

Nei programmi futuri dell'istituto francese investimenti in Turchia. Cosa ne pensa il general manager Axel Miller.

One of the biggest 15 banks in France formed by French Credit Local and Belgian Credit Local, Belgian- based Dexia Bank, plans to invest in Turkey.
Axel Miller, Ceo of Dexia Bank, the 30th largest bank in the world in terms of assets volume, said they hope to have the opportunity to operate in Turkey, Romania and Japan. Miller said they are especially interested in Turkey, highlighting Turkey, Romania and Japan as attractive banking markets. (Economy News Desk/Zaman)
27.01.2006

 

SCOSSO DALLA TURCHIA
IL TRONO
ITALIANO DELL'ORO

Negli ultimi 15 anni l'ex Impero ottomano ha avuto una crescita sorprendente in questo mercato settoriale. Le cause andrebbero ricercate nella liberalizzazione e nella privatizzazione degli importatori del prezioso metallo.

Turkey has been advancing in the gold sector for the past 15 years and is now heading towards world leadership in gold jewelry.
Gold craftsmanship and jewelry production is shrinking in Italy, the current global market leader.
The World Gold Council General Director in Turkey, Murat Akman, says the next five years are crucial for market leadership.
Turkey has realized the biggest developments in the world in both domestic and export markets in the gold sector since the early 1990s he said, and added the country already has massive potential since the most important jewelry production centers were in Anatolia prior to the last century.
Akman sets the reasons for the success achieved as the privatization of gold importers and the permission given to gold banking.
"Following the liberalization of the gold market, the production quality increased in the first instance and later the imitation products were replaced by the works of our designers. In recent years, the act of following the jewelry trends abroad has begun to be replaced by activities to create and lead the fashion in the jewelry world."
Sudden increases in gold prices produced a new struggle in the industry, the director noted, adding progress will take place faster if the sector adapts better to the new condition, reacts fast and strengthens its place in the world markets. "The most important aspect of the Turkish gold sector is that it has a structure that can decide and implement fast," he said, and reminded they continue to work fast to evaluate the changing conditions as new opportunities.
Akman said an increase in all markets is expected in 2006 and Turkey's target of direct export and shuttle trade in gold jewelry, which was 84 tons last year, rose to 100 tons this year.
The total amount of direct export and shuttle trade was $1.5 billion and sales to tourists were about $1.5 billion last year. "Both amounts will increase to about $2 billion each on the supposition that gold prices and the trading volume will increase in 2006."
Cushion money $118 billion
The constant rise in gold prices has lead to an increase in the unrecorded cushion money, too. Istanbul Gold Refinery Ceo Omer Halac said there is an increase in the national entities due to an increase in gold and declared the value of seven thousand tons of gold estimated to be cushion money in Turkey rose to approximately $118 billion. According to Halac's calculations, the weighted average of one kilo of gold rose from $8,800 to $16,800 since 2001. "According to the calculations we made, the value of 7,000 tons of gold estimated to be cushion money rose from $61.8 billion to $118 billion in that period," Halac said. (Anadolu News Agency/Zaman)
27.01.2006

<INTEL>:
UN NUOVO CENTRO
DI PRODUZIONE

Intel_santa_Clara

La società Santa Clara intenzionata ad investire in Turchia 50 milioni di euro. La notizia data dal quotidiano <Zaman online>. Selezione per i candidati.

<Intel> seleziona candidati per un nuovo centro di produzione in Turchia dove la società di Santa Clara intende investire 50 milioni di euro. Lo riporta il quotidiano <Zaman Online>. Al momento una squadra di ricerca della casa statunitense si trova in Turchia per selezionare i possibili candidati. In una lista di 2.200 compagnie la prima fase ha fruttato la selezione di 25 nomi. Questo gruppo sarà ulteriormente scremato e le ultime 10 aziende in short list saranno sottoposte a un'analisi più specifica per valutare le possibilità di cooperazione e la creazione di una compagnia con ricavi e perdite condivisi. La fase di selezione si chiuderà entro il mese di gennaio. (Ign/News)
27.01.2006




L'IRAQ
REGOLARIZZERA'
I PAGAMENTI


La promessa del ministro del Petrolio di Baghdad, Assem Jihad, di versare gli arretrati a 34 compagnie turche che nei giorni scorsi avevano deciso di non trasportare più il greggio raffinato nel Paese limitrofo. Una precisazione del ministro del Commercio Estero di Ankara, Kursad Tuzmen.

"L'Iraq regolarizzerà i suoi pagamenti alle compagnie turche,  che hanno bloccato l'invio di prodotti petroliferi. Lo ha affermato il portavoce del ministero del Petrolio a Baghdad, Assem Jihad.
"L'Iraq regolarizzerà i suoi arretrati alle aziende turche e multinazionali e ha già versato loro 250 milioni di dollari due giorni fa", ha dichiarato. "Ciò che è successo , è che i servizi centrali del ministero hanno chiesto alla compagnia nazionale di distribuzione dei prodotti petroliferi (Somo) di ritardare alla fine del mese di gennaio i versamenti che erano previsti per il 21, per poter verificare i conti", ha aggiunto.
"Le compagnie turche sono state informate di questa decisione", ha poi assicurato Jihad, all'indomani dell'annuncio del blocco delle esportazioni in Iraq dei prodotti petroliferi provenienti dalla Turchia. 
"Il ministero ha stabilito un piano per le importazioni di questi prodotti per il primo semestre del 2006 che tiene conto delle esperienze del passato", ha aggiunto il portavoce, dando inoltre notizia di un miglioramento della produzione locale di prodotti petroliferi.
"La produzione delle raffinerie irachene è passata da 10 milioni di litri di prodotti petroliferi a 14 milioni di litri al giorno, e si spera di arrivare a 18 milioni nei prossimi mesi", ha anche precisato. "Se si arriva a questo livello di produzione, i bisogni di importazioni diminuiranno così come il loro costo, che attualmente è di sei milioni di dollari".
Le compagnie turche che esportano i prodotti petroliferi in Iraq avevano deciso nei giorni scorsi di bloccare il trasporto  a causa dei notevoli arretrati di pagamento di Baghdad, come ha riferito l'agenzia turca <Anatolia>. Le 34 compagnie turche, attive soprattutto nell'esportazione di benzina verso l'Iraq, hanno deciso di non caricare più i loro camion cisterna, aspettando il rimborso di un debito di oltre un miliardo di dollari (824 milioni di euro) "Le nostre società hanno continuato il trasporto su mia richiesta personale, al fine di evitare che l'Iraq si ritrovasse senza benzina durante la festa dell'Aid", aveva dichiarato il ministro turco del Commercio Estero, Kursad Tüzmen, all'agenzia. "Ma poiché non c'erano progressi a livello di pagamenti e poiché il debito superava il miliardo di dollari, le nostre compagnie hanno cessato di riempire i loro camion cisterna", ha sottolineato Ercument Aksoy, presidente della Camera di Commercio turco-irachena, ha precisato che l'ultimo rimborso di Baghdad era arrivato quattro giorni prima e corrispondeva a soli 100 milioni di dollari. (Osservatorio Iraq)
27.01.2006

UNA PRESENZA SCARSA

Todini_costruzioni

 

Erosione della quota italiana nel commercio mondiale. La causa - secondo la presidente della <Todini costruzioni> - andrebbe ricercata nell'indifferenza delle nostre banche nei confronti dei mercati stranieri, Turchia inclusa.

Nei mercati emergenti la presenza delle banche italiane è molto scarsa e questa è una delle cause dell'erosione della quota italiana nel commercio mondiale, scesa dal 4% al 3,8% tra il 2001 e il 2994. Lo ha detto Luisa Todini, presidente della <Todini costruzioni>, durante il suo intervento alla convention dell'Ice a Milano.
"Le nostre banche - ha sottolineato - hanno aumentato la penetrazione nell'Est Europa, ma la loro presenza è ancora inadeguata in Paesi come Turchia, Cina, Russia e persino nei Paesi vicini all'area mediterranea, a differenza dei grandi gruppi bancari stranieri che invece si stanno organizzando per offrire servizi a 360 gradi agli imprenditori nazionali e stranieri attivi in aree a rischio ma con buone potenzialità di sviluppo". (Alice News)
27.01.2006

INVESTIMENTI
ALL'ESTERO
IN VENTICINQUE ANNI

Camera_di_Commercio_di_Ankara

Stando ai dati della Camera di Commercio di Ankara, la Turchia dal 1980 al 2005 ha realizzato 7.8 miliardi di dollari. I principali recettori sono stati nell'ordine: Paesi Bassi, Azerbaijan, Regno Unito, Germania, Kazakhistan, Lussemburgo, Usa, Russia, Romania e Isole Vergini.

Secondo la Camera di Commercio di Ankara e in base ai dati del Sottosegretariato al Tesoro, gli investimenti turchi all' estero nel periodo 1980-2005 sono ammontati a 7.8 miliardi di dollari. I principali Paesi recettori degli investimenti turchi sono stati: i Paesi Bassi (2.5 miliardi di dollari), l' Azerbaijan (1.9 miliardi di dollari), il Regno Unito (520 milioni di dollari), la Germania (461 milioni di dollari), il Kazakhistan (442 milioni di dollari), il Lussemburgo (250 milioni di dollari), gli Usa (186 milioni di dollari), la Russia (170), la Romania (158 milioni di dollari) e le Isole Vergini (119 milioni di dollari). I settori di principale interesse per gli imprenditori turchi sono stati : l' energetico, il manifatturiero, il finanziario-bancario e la distribuzione commerciale. (Ice Istanbul)
27.01.2006

 

LA STRATEGIA ENERGETICA

Gazprom

 

La Turchia punta sempre più sul gas russo ed in particolare sui gasdotti esistenti. Tra due anni pronto il Baku-Tbilisi-Ceyhan.

Le riduzioni dei flussi internazionali di gas, per l'ondata di freddo siberiano in corso, hanno colpito anche la Turchia, che è un crocevia dove confluiscono enormi quantitativi di gas per i consumi interni e che si prepara a diventare un ''corridoio'' per il gas russo e 
dell'Asia centrale, da inoltrare verso l'Europa meridionale ed in particolare l'Italia. 
Le forniture iraniane di gas sono state ridotte nei giorni scorsi ad un minimo di 5-6 milioni di metri cubi da 26 milioni di metri cubi contrattuali (e cioé dell'80 per cento), ma domenica scorsa, in seguito alle proteste di Ankara, sono risalite a circa 8 milioni di metri cubi giornalieri, mentre la Turchia ha bisogno di almeno 15 milioni di metri cubi al giorno di gas iraniano. Secondo Teheran la riduzione è dovuta a problemi tecnici negli impianti di produzione, ma secondo gli esperti è in realtà causata dal freddo intenso.
Nel frattempo anche le forniture di gas russo, che giungono alla Turchia per gasdotto trans-balcanico attraverso la Romania e la Bulgaria, sono state ridotte da 42 a 37 milioni di metri cubi al giorno.
I 5 milioni mancanti di gas russo sono stati trovati pompando più gas russo - da 24 a 29 milioni di metri cubi- dal gasdotto sottomarino ''Blue Stream'' (costruito dall'italiana <Eni> e dalla russa <Gazprom>), grazie alla recente entrata in funzione della stazione di compressione di Beregovaia.
La società turca <Botas> che distribuisce il gas ha tagliato sensibilmente le forniture all'industria per non tagliare le quelle alle abitazioni in un momento in cui i consumi domestici tendono ad aumentare sensibilmente per l'ondata di freddo che ha colpito negli ultimi giorni tutta la Turchia, comprese le città principali come Istanbul ed Ankara coperte di neve.
Tuttavia, gli esperti non sono soverchiamente preoccupati dalle riduzioni delle forniture iraniane (che ammontano a soli 4 miliardi di metri cubi l'anno), mentre quelle russe sono davvero strategiche per la Turchia, dato che ammontano rispettivamente a 
15 e 11 miliardi di metri cubi.
Inoltre la Turchia importa gas liquefatto algerino (per 4 miliardi di metri cubi l'anno) e nigeriano (1.2 miliardi) che giungono al terminal Lng di Ereclisi (Eraclea) sul Mar di 
Marmara. Basterebbe importare 2 miliardi in più di questo gas liquefatto dalle stesse Algeria e Nigeria per supplire alle decurtazioni di gas iraniano, dai turchi negli anni scorsi 
contestato spesso per la sua bassa qualità ed il suo alto prezzo, lasciando intendere di essere perfino disposti a farne a meno annullando il contratto con Teheran.
Inoltre, è pronto nei pressi di Izmir, sul Mare Egeo, un altro terminale di gas liquefatto ad Aviaga, costruito (senza licenza) dalla Ege Gaz. Basterebbe autorizzarlo per trovare 
facilmente nuove forniture, anche se gli ambientalisti turchi, come quelli europei, si oppongono ai terminali Lng, da essi definiti ''bombe''. 
E' ovvio, quindi, anche per questo, che la Turchia punti sempre più sul gas russo e in particolare sui gasdotti già esistenti, anche perché tra due anni dovrebbe essere operativo 
il gasdotto Baku-Tblisi-Ceyhan (già in costruzione lungo lo stesso percorso dell'oleodotto Btc già operativo). Su quel gasdotto potrebbe essere convogliato altro gas russo e soprattutto il gas dei paesi turcofoni dell'Asia centrale che si affacciano sul Mar Caspio e che ne sono dotati (Azerbaigian e Turkmenistan soprattutto).
In quel momento per la Turchia passerebbe molto più gas di quanto ne serva per i suoi consumi interni. In questa prospettiva, nel luglio scorso è partita la costruzione di un gasdotto che porterà dalla Turchia il gas russo e dell'Asia centrale in Grecia (da dove esso sarà poi convogliato in Puglia) e che dovrebbe essere ultimata entro la fine del 2006.Tuttavia, l'uso dell'arma del gas da parte del Cremlino, sia nei confronti dell'Ucraina, sia nei confronti dell'Armenia e della Georgia (se sono vere le accuse del presidente georgiano Shakashvili) potrebbe rivelarsi -secondo gli analisti- un boomerang per il Cremlino spingendo molti Paesi a cercare di ridurre la dipendenza dalle risorse energetiche russe, sia con terminali Lng, sia con la ricerca di fonti energetiche autonome e alternative. (Lucio Leante/Ansa)
27.01.2006

UN APPELLO
PER LA SCARCERAZIONE
DI ALI AGCA

Ali_Agca_come_è_oggi

 

A lanciarlo il leader provinciale del Partito Nazionalista, Arif Dogan. I familiari dell'ex lupo grigio minacciano o sciopero della fame se il loro congiunto bon sarà scarcerato.

Il_giorno_dell'attentatoUn appello per l'immediato rilascio di Ali Agca dal carcere è stato presentato a Malatya dal leader provinciale del Partito Nazionalista, Arif Dogan, anche a nome dei familiari dell'ex lupo grigio. Nel chiederne ''l'immediata liberazione'', Dogan ha detto che Ali Agca ''è un cittadino che tiene alla nazione, alla società e al simbolo della bandiera turca'' aggiungendo che ''non ha commesso alcun crimine contro il Governo del suo Paese''. (Adnkronos)
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Mehmet Ali Agca tornerà in libertà il 18 gennaio del 2010. E' quanto ha riportato l'agenzia stampa turca <Anatolia>, citando fonti giudiziarie. L'attentatore di Papa Giovanni Paolo II è tornato in carcere dopo aver trascorso pochi giorni da uomo libero a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, che ha ribaltato la decisione di un tribunale di Istanbul. Il riesame del provvedimento di scarcerazione era stato chiesto dal ministro della Giustizia, Cemil Cicek.
Agca, 48 anni, era stato rilasciato dal carcere di Kartal, Istanbul, lo scorso 12 gennaio, dopo aver scontato 19 anni di reclusione in una prigione italiana per aver attentato alla vita di Karol Wojtyla il 13 maggio del 1981 a Piazza San Pietro. Venne poi estradato in Turchia, dove ha scontato una condanna al carcere per l'omicidio del giornalista Abdi Ipekci, commesso nel 1979. (Adnkronos)
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La famiglia di Mehmet Ali Agca, l'uomo che ha tentato di assassinare Papa Giovanni Paolo II nel 1981 e che è stato rilasciato brevemente dal carcere questo mese, ha cominciato uno sciopero della fame per protesta contro il suo ritorno in prigione . Lo ha detto la sorella.
La Corte Suprema della Turchia la settimana scorsa ha deciso che Agca, che ha 48 anni, era stato rilasciato erroneamente e doveva pertanto tornare in carcere per scontare la pena per aver ucciso il direttore di un giornale e altri crimini commessi negli anni '70.
"Vogliamo libertà per nostro fratello. Cominciamo un digiuno fino alla morte. Se dobbiamo morire, moriremo", ha dichiarato Fatma Yildirim all'agenzia di stampa del Paese.
"Il nostro Mehmet Ali ha passato 27 anni in carcere. Perché lo hanno rinchiuso una seconda volta? Oggi era giornata di visite al carcere ma non ci hanno permesso di vederlo. E' morto nostro fratello? ... Si sta rifiutando di mangiare? Noi cominciamo il nostro sciopero della fame".
In tutto sono 15 i familiari che si sono uniti allo sciopero, compresa la madre di Agca, la sorella, il fratello e i loro figli. (Reuters)
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Mehmet Ali Agca offrì ai servizi segreti turchi la sua collaborazione per la cattura di Osama bin Laden. E' il contenuto di una delle lettere scritte dall'attentatore di Papa Giovanni Paolo II durante la sua lunga reclusione, tra Italia e Turchia, e pubblicate dal quotidiano turco <Hurriyet>. Nel settembre del 2000, riporta il giornale, Agca scrisse al capo dell'intelligence di Ankara per congratularsi per la cattura del leader curdo Abdullah Ocalan (nel novembre del 1999, ndr) ottenuta grazie all'aiuto americano, sottolineando di voler ricambiare il favore. (Adnkronos)
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Nehmet Ali Agca sarebbe disposto, per 5 milioni di dollari, a rivelare il nome del mandante dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981. Lo ha riportato il giornale turco <Hurriyet>. (Adnkronos)
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Emanuela Orlandi e Mirella Gregori vennero rapite per diventare oggetto di scambio e favorire la scarcerazione di Ali Agca. In una lettera pubblicata dal quotidiano turco "Hurriyet>, l'ex lupo grigio afferma inoltre che le due ragazze sarebbero state condotte segretamente nel Lichtenstein. Circostanza, quest'ultima, che viene tuttavia ritenuta non vera dall'ex giudice istruttore Ferdinando Imposimato, secondo il quale Ali Agca ''mischia come sempre il vero con il falso. La realtà è che effettivamente il sequestro della Orlandi ebbe come movente la liberazione del terrorista, e quindi collegato con l'attentato al Papa. Cosa avvenne dopo e dove fu portata la Orlandi -aggiunge Imposimato - non è mai stato chiaro nonostante le molte tracce seguite anche dopo il processo''. (Adnkronos)
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Ali Agca - prima di essere nuovamente incarcerato - era in trattative con Hollywood per girare un film in cui avrebbe dovuto interpretare se stesso contro un compenso di 8 milioni di dollari. Lo ha scritto <Gente> nel numero di mercoledì 18 gennaio. Per ottenere la parte, secondo il periodico, l'ex lupo grigio avrebbe dovuto seguire nuove regole: intanto evitare altri guai con la giustizia e poi svelare davanti a una troupe, per contratto, i suoi misteri, compresi i retroscena dell'attentato del 13 maggio 1981 contro Papa Giovanni Paolo II. (Adnkronos)
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Ali Agca alloggiava ad Ozoba,un un complesso residenziale alle porte Kartal, la parte asiatica di Istanbul frequentata dalla media borghesia. All'indomani del suo arresto, gli inquilini della palazzina, si sono dimostrati sorpresi della presenza dell'ex lupo grigio. Nessuno lo aveva visto in giro, tanto meno il proprietario dell'appartamento, Namik Altan, che abita proprio di fronte. (Adnkronos)
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Ali Agca è come ''un computer infettato da troppi virus che rendono impossibile aprire una nuova pagina. Egli manda costantemente un messaggio errato''. Cosi' all'intelligence turca appare oggi l'attentatore di Giovanni Paolo II.
Dopo averlo interrogato a lungo prima del suo rientro in carcere, gli uomini dell'antiterrorismo hanno redatto un rapporto nel quale spiegano che l'ex lupo grigio non riesce a rispondere neanche alle domande più semplici che gli vengono poste, ritenendo che questo sia anche frutto degli snervanti interrogatori ai quali Ali Agca è stato sottoposto in passato.
Inoltre, annotano gli apparati di sicurezza turchi, i ''poteri e sionisti e satanici'' ai quali l'ex lupo grigio fa costantemente riferimento, sono segno di una mente destabilizzata. (Adnkronos)
27.01.2006

 

VALANGA TRAVOLGE AUTOBUS, NOVE MORTI

La sciagura è avvenuta lungo la strada che collega Diyarbakir a Bitlis.

Almeno nove persone sono morte per una valanga che ha improvvisamente travolto un autobus in viaggio su una strada che collega Diyarbakir, nel sudest della Turchia, con la città di Bitlis. Lo ha riferito l'agenzia <Anatolia>. Altri diciassette passeggeri sono rimasti feriti. (Alice News)
27.01.2006

TRATTI IN SALVO NELL'EGEO 54 CLANDESTINI

L'imbarcazione dove erano stipati si è improvvisamente rovesciata. Tre morti.

La Guardia Costiera greca è riuscita a trarre in salvo in nottata al largo dell'isola di Eubea, nell'Egeo, 54 clandestini provenienti da diversi Paesi mediorientali che avevano quasi completato la traversata dalla Turchia verso la Grecia quando l'imbarcazione di fortuna che li trasportava ha avuto un guasto ai motori ad una distanza di circa 16 chilometri dalla costa. Altri tre immigranti sono morti per ipotermia e disidratazione. Ad avvertire la Guardia Costiera è stato il capitano di un altro natante. (Adnkronos/Dpa)
27.01.2006

LIBERATI IN IRAQ TRE TURISTI TURCHI

Si tratta di parapendisti che erano stati rapiti il 24 dicembre scorso da un gruppo sunnita chiamato "Joundallah".

I tre turisti turchi rapiti a fine dicembre nel sud-est dell'Iran sono stati liberati . Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, citato dall'agenzia stampa <Anatolia>. Il ministro ha ringraziato il Governo iraniano per i suoi ''sforzi continui'' e la ''grande sensibilità" di cui ha dato prova, che hanno permesso la li