Arretrati
Anno 7° N.2
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L'Organizzazione
Mondiale della Sanità (Oms) ha affermato che la reazione della Turchia
all'influenza aviaria è stata "appropriata e
soddisfacente" .
''Siamo soddisfatti sia per il tipo di misure prese dal ministero
della Sanità, sia per la possibilità offerta al nostro team di
agire liberamente e con trasparenza'', ha dichiarato il direttore
generale europeo dell'Oms, Marc Danzon, che si trova in Turchia per valutare
i casi di influenza aviaria verificatisi nel Paese e le modalità di
trasmissione del virus. (Ansa) |
I tedeschi continuano a viaggiare in
Turchia anche dopo i primi decessi umani a causa dell'influenza aviaria
registrati nel Paese. Lo sostengono i tour operator tedeschi, secondo il quali,
la psicosi da virus del pollame "non ha causato effetti sulle prenotazioni
nel paese anatolico". |
Dalla sede dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara riceviamo questa nota in relazione agli ultimi sviluppi sui casi di aviaria in Turchia. Questi dati però potrebbero non rispondere più alla realtà del momento. Si riportano di seguito gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità turche in merito all'influenza aviaria.- I casi di contagio accertato sono attualmente 15 (di cui 4 deceduti) ed i pazienti sembrano rispondere positivamente alle cure. - Tecnici del Ministero dell'Agricoltura stanno distruggendo gli allevamenti di tipo familiare situati nelle zone infette, mentre non sono stati al momento riscontrati focolai di malattia negli allevamenti di tipo industriale. - Nel caso di ritrovamento di volatili infetti viene distrutto il pollame in un raggio di 3 km (zone di protezione) e tenuto il restante sotto controllo nel raggio di 7 km (zone di osservazione). - E' stato proibito il trasporto di ogni tipo di pollame all'interno del Paese ed anche la caccia ai volatili. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara) 12.01.2006 |
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La Turchia non è un Paese da mettere al
bando, a causa dei recenti casi di contagio umano da influenza aviaria, e
limitazioni nella libertà di circolazione verso quel Paese da parte dell'Italia
sarebbero eccessive. Lo ha detto questa sera il ministro italiano della Salute, Francesco
Storace.
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Tutte le carni avicole in vendita in
Italia hanno le etichette che ne attestano l'origine, pertanto ''non c'è nessun pericolo di contagio di origine alimentare per
il nostro Paese che, in ogni caso, non importa carni dai luoghi colpiti dal virus dell'influenza
aviaria''. Questo il commento del ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno,
dopo le notizie dei morti per contagio in Turchia.
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Occorre assolutamente tutelare dagli
effetti psicologici sul mercato un settore che, con oltre 6.000 allevamenti, 80mila addetti tra aziende zootecniche e strutture
di trasformazione e commercializzazione e un fatturato complessivo vicino ai quattro miliardi di euro, rappresenta una
realtà da primato nell'economia nazionale. E' quanto afferma la Coldiretti dopo le notizie provenienti dalla Turchia dove si
è verificato il terzo decesso attribuito al virus dell'aviaria. "La produzione degli allevamenti nazionali -
sostiene la Coldiretti - è più che sufficiente a rispondere, nelle quantità, alla domanda dei consumatori nazionali e offre
le massime garanzie di sicurezza alimentare, come ripetutamente affermato da autorevoli esponenti del mondo scientifico dai
quali sono venute, peraltro, importanti rassicurazioni sull'assoluta assenza di rischi nel consumo di carne di pollo
che è normalmente presente sulle tavole dell''85 percento delle famiglie anche per il primato nella convenienza
economica". |
Bloccata una prima volta oltre tre
secoli fa alle porte di Vienna, l'avanzata della Turchia verso Occidente
potrebbe trovare nuovamente un ostacolo nell'Austria, dal primo gennaio
presidente di turno dell'Unione Europea.
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It was an
important step forward for the European Union (EU) to keep its promise to start
negotiations on 3 October 2005, said Gen. Hilmi Ozkok, Turkey's Chief of
General Staff. |
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Il Governo turco
continuerà ad insistere sul processo di riforma destinato a garantire la libertà
di espressione nel Paese, dopo le recenti critiche dovute al processo in corso
contro lo scrittore Orhan Pamuk, accusato di aver insultato il Paese: lo ha affermato
il ministro degli Esteri di Ankara, Abdullah Gul. |
IL
"VECCHIO" ALI
Mehmet Ali Agca,
è libero. Giovedì scorso è uscito infatti dal carcere speciale di Kartal, per un complesso calcolo tecnico giudiziario che prende anche in considerazione la sua buona condotta in carcere, ma che
sarà completamente chiaro solo nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza. |
IL
CASO GIRATO ALLA CORTE DI APPELLO
Il caso Ali Agca
sarà riesaminato dalla Corte d'Appello della Turchia, dietro
richiesta scritta del ministro della Giustizia, Cemil Cicek, secondo
il quale "il fatto che Ali Agca sia stato rilasciato non
costituisce per lui un diritto riservato". Il Guardasigilli
turco, nel definire il caso "estremamente complicato" ha
rimesso così in discussione, dopo poche ore, la scarcerazione ell'ex
lupo grigio in base ad uno sconto di pena all'interno del quale sono
stati calcolati anche gli anni di detenzione in Italia.
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''Sono felice, davvero. Del resto me lo aspettavo,
perché questi ultimi mesi sapevo che il mio tempo in carcere stava finalmente per terminare''. Sono le prime parole che Mehmet Ali Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo II,
ha pronunciato appena uscito di prigione. |
''Spetta
ai tribunali decidere, il Vaticano non si intromette'' . Prima ancora della
dichiarazione ufficiale vaticana sulle voci di scarcerazione imminente di Ali
Agca in Turchia, il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato della Santa
Sede, aveva dato la
direttiva di marcia sulla imminente liberazione dell'attentatore che aveva
mortalmente ferito Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 in Piazza san Pietro. La
linea - del resto costante del Vaticano - l'ha riportata una breve intervista
su <Repubblica>
nella quale il cardinale Segretario di Stato conferma che il Vaticano non è
stato preventivamente informato della scarcerazione e che allo stesso tempo la
S. Sede non si occupa direttamente della vicenda. ''Noi ci rimettiamo alle
competenze che riguardano altri Stati''. E ancora: ''Non vogliamo entrare nei
particolari in questo momento. Per quanto riguarda questo clamoroso delitto la
S.Sede si rimette al tribunale competente". (Asca) |
"IL
PERDONO NON E' UNA SCELTA MA UNA CONDIZIONE NECESSARIA"
''La nostra
fraternità va ben oltre i delitti. Penso proprio, per come io l'ho conosciuto, che il Papa ora avrebbe addirittura fatto festa''.
Così il cardinale Ersilio Tonini ha commentato l'annuncio della
liberazione, per decisione di un tribunale turco, dell' attentatore di Giovanni Paolo II, Mehmet Ali Agca. ''Era andato a trovare Ali Agca in prigione - ha aggiunto
- e lo aveva perdonato di cuore, totalmente: quindi, in un certo modo, aveva anticipato questa liberazione''. |
Come avrebbe reagito
Papa Wojtyla alla notizia della scarcerazione di Ali Agca? ''Domanda ovviamente impossibile'',
ha scritto sul <Corriere della Sera> Vittorio Messori che, ''azzardando una risposta'', ha osservato che Giovanni Paolo II ''non solo avrebbe rispettato, ancora una volta, la decisione dei magistrati, ma ne sarebbe stato, sinceramente felice. Felice
perché c'era in lui - ha proseguito - una straordinaria fiducia nella vita,
perché credeva fino in fondo, da cristiano vero, che cambiare in meglio
è possibile, per tutti''. (Adnkronos) |
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''Prego per Ali
Agca'' cosi' come ''dal cielo sta pregando per lui anche Papa Giovanni Paolo |
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La madre di Agca era convinta che il Pontefice fosse una
specie di ayatollah che abitava in Italia. E siccome l'unico
ayatollah di cui aveva sentito parlare, che conosceva di fama, era
Komeini, spesso, per riferirsi al Santo Padre, di cui non riusciva a
ripetere il nome, lo chiamava ''quel sant'uomo di Roma, quello come
Komeini''. A ricordare questo incontro con la mamma di Ali Agca,
avvenuto in Turchia il 19 maggio 1981, pochi giorni dopo l'attentato
in piazza san Pietro, è stato il giornalista di <Gente>, Renzo Magosso, al
quale la donna dettò una lettera da portare a Papa Wojtyla. (Adnkronos)
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Ali Agca, nato il 9 gennaio 1958 a
Yesiltepe, in Turchia, nella provincia di Malatya, ai confini del Kurdistan, sale all' onore della cronaca per l' attentato al
Papa Giovanni Paolo secondo, compiuto il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro.
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QUEL GIORNO A PIAZZA SAN PIETRO
Quel giorno di 19 anni fa, il 13
maggio 1981, è un mercoledì e, come ogni mercoledì, c'è udienza generale. Alle 17 il Papa esce in piazza San Pietro a
bordo di una camionetta bianca, scoperta. La vettura passa tra due transenne, a passo d'uomo. Giovanni Paolo II, in piedi sulla |
PERDONATO DUE VOLTE DA PAPA WOJTYLA
Giovanni Paolo II aveva personalmente perdonato, e ben due volte, il suo attentatore, ma
per gli aspetti giudiziari si era affidato alla giustizia italiana, nella quale ha sempre espresso
"fiducia". |
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"Il turco non ha altro nemico che il
turco": è questo lo slogan dei lupi grigi, il gruppo turco di estrema destra di cui faceva parte Mehmet Ali
Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo II. In passato l'organizzazione nazionalista
è stata utilizzata per operazioni clandestine contro i comunisti turchi e i curdi. I suoi membri sono
chiamati in Turchia Idealisti (Ulkuculer) e le loro azioni si concentrano soprattutto nei campus universitari, che
tradizionalmente costituiscono il luogo privilegiato per il reclutamento delle organizzazione giovanile di partito.
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"Ora la vita di Ali Agca
è gravemente in pericolo": a lanciare l'allarme è Ferdinando
Imposimato, giudice istruttore del Tribunale di Roma dal 1970 al 1986, che nel corso della sua
attività giudiziaria ha "incrociato" l'inchiesta sull'attentato a Giovanni Paolo II. |
Ali Agca ''corre un serio pericolo''. Anche a distanza di anni, per l'attentatore di Giovanni Paolo
II, ''aver chiamato in causa altre persone per quell'atto criminale'' costituisce motivo di altissimo rischio. Ne
è convinto Ilario Martella, il giudice al quale fu affidata nel 1981 l'istruttoria sulle
eventuali complicità del lupo grigio. Molti comportamenti "stravaganti" di Ali Agca, e la sua tendenza
a ''mischiare le carte'', secondo l'ex giudice istruttore,sono riconducibili proprio al fatto di doversi difendere da chi potrebbe aver interesse ad eliminarlo.
''Già a suo tempo - ha affermato Martella all'<Adnkronos> - rimarcai come Ali Agca avesse cambiato
totalmente atteggiamento di fronte ai giudici. Ed uno dei motivi che poteva averlo
indotto ad attuare questo comportamento poteva essere radicato nel timore che una volta uscito dal carcere e tirato in causa i suoi complici, avrebbe corso un serio
pericolo. Sono convinto che questo pericolo lo corra tuttora''. |
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La commissione parlamentare di inchiesta sul
<dossier Mitrokhin> ha acquisito dal ministero dell'Interno il fascicolo su Oral Celik, uno dei complici di Ali Agca nell'attentato a Karol Wojtyla, del quale si
è sempre sospettato fosse presente in piazza San Pietro il 13 maggio '81. Numerosi i documenti depositati relativi alla figura dell'ex
lupo grigio che nel 2002 ha pubblicato un libro di memorie contenente sibilline allusioni sui mandanti dell'attentato contro il Pontefice polacco. |
LE MILLE VERITA' IN COMMISSIONE
"La liberazione di Ali'
Agca, ex-agente del Kgb infiltrato nei lupi grigi, giunge proprio nel momento in cui la Commissione Mitrokhin sta ultimando i suoi lavori che hanno portato a raccogliere tutte le prove sulla catena di comando
e complicità che utilizzò il killer turco per attentare alla vita del Pontefice. Una catena di comando che faceva capo non tanto al Kgb quanto, piuttosto, al Gru, il Servizio segreto militare sovietico, così come accertato anche dal giudice francese Jean Luis Bruguiere''. |
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Che fine ha fatto Oral Celik, l'ex lupo
grigio dell'attentato al Papa, la pedina più importante del complotto per uccidere Giovanni Paolo II? Mentre Ali Agca
è appena uscito dal carcere dopo venticinque anni, dell'uomo che è stato suo complice non si sa
più nulla. Non lo sente da tempo neanche il suo avvocato italiano, Michele Gentiloni. ''Avevamo contatti ricorrenti, e
una volta che mi recai in Turchia per altre ragioni, andai a trovarlo'',
ha affermato all' <Adnkronos>. ''Si faceva vivo con me di tanto intanto.
Ma non ho avuto più sue notizie'', ha assicurato il penalista. Celik avrebbe interrotto anche le frequentazioni con la famiglia. Forse una decisione di defilarsi, la sua, dovuta a problemi con la giustizia del suo
Paese. ''Da alcune fonti bene informate ho saputo - ha spiegato Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore dell'inchiesta per l'attentato al
Papa - che conduceva una vita da emarginato. Sembra che da qualche anno avesse cominciato ad offrire le
sue memorie a giornali stranieri in cambio di cifre da capogiro dicendo che avrebbe potuto ricostruire tutta la storia dell'attentato indicandone i mandanti''. |
L'ETERNA SPERANZA DEGLI ORLANDI
''A giugno saranno 23 anni ma per noi la speranza si riaccende. Come quando
Papa Wojtyla incontrò Ali Agca in carcere. Speriamo che ci siano presto buone notizie''. Lo afferma al <Messaggero> Maria Orlandi, la mamma della quindicenne Emanuela scomparsa misteriosamente il 19 giugno del 1983, commentando la notizia della liberazione imminente di Ali Agca che, ricorda la signora, ''disse che avrebbe fatto qualcosa sul caso di Emanuela una volta trasferito in Turchia per scontare la pena. Ora che sta per uscire sentiamo che la
verità verrà fuori. Per noi Emanuela è viva. Mio marito non c'è
più ma noi tutti l'aspettiamo come il primo giorno''. (Adnkronos)
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ALESSANDRETTA
E' deceduto il comandante Luigi Ferraro, medaglia d'oro al valor militare e
combattente dei mezzi d'assalto della Marina militare. Nato a Quarto dei Mille (Genova) nel 1914, partito volontario per il fronte nella
seconda guerra mondiale, fu assegnato al 20° reggimento artiglieria e passò poi al
"Milmart", la milizia d'artiglieria della Marina, per la quale nel 1942 ebbe il comando di una batteria costiera antinave.
Avendo ricevuto informazioni che il piroscafo "Kaituna2 di 4,907 tonnellate
era alla rada in Mersina, Roccardi e Ferraro partirono, senza essere notati, la
sera del 9 luglio per ragioniere questo porto non troppo lontano. Il "Kaituna"
(4) lasciò la rada il 19 ed una delle due mine istallate dal
Ferraro espose costringendo le autorità Inglesi ad arenare la nave sulle non
distanti spiagge cipriote. Qui, la seconda mina fu scoperta; ma era troppo
tardi. Di nuovo in Alessandretta, il
"Sicilian Prince" di 5,000 tonnellate fu salvato da un'ispezione
subacquea, così come la motonave norvegese "Fernplant" (5)
di 5,274 tonnellate (6). Dato che tutti i bauletti esplosivi
erano stati utilizzati, Ferraro convenientemente contrasse la malaria e fu
rimpatriato dopo aver affonda varie tonnellate di naviglio nemico.Il tonnellaggio delle navi riferito da J.V. Borghese nel suo libro "Xa Flottiglia MAS" non è lo stesso di quello pubblicato dai Lloyds di Londra ed usato da Roger Jordan nel libro "The World's Merchant Fleet - 1939". Va anche detto che le navi menzionate da Borghese non sono elencate tra quelle affondate, ma non è possibile stabilire se è un errore di stampa o se le navi furono semplicemente danneggiate. (Cristiano D'Adamo/www.regiamarina.net) ___________________________ 1) Milizia Marittima 2) Costruita nel 1909 dalla C. Connel & Co. Ltd, questa nave era precedentemente nota come il "Glenshiel" (1922) e "Highland Prince" (1936). Apparteneva alla compagnia di navigazione greca <Polychronis Lyras>. La stazza lorda era di 7,727 tonnellate. 3) Questa mina quasi sferica conteneva 12 Kg. d'esplosivo nepulit ed era innescata dal movimento della nave che azionava un'elichetta che, alla velocità di 5 nodi, rilasciava l'innesco 4) Il "Kaituna", costruita nel 1938 nei cantieri <Eriksberg Mekaniske> di Ghothenburg in Svezia aveva una stazza lorda di 9,165 tons ed apparteneva alla compagnia di navigazione <New Zealand Shipping Company>. 5) Costruita nel 1939 da i cantieri <B&W>, e con stazza lorda di 8,000 tonnellate. 6) Borghese, nel libro "Decima Flottiglia MAS" erroneamente asserisce che questa nave fosse stata affondata. 12.01.2006 |
LA
"MAGGIORANZA"
While "smokes like a Turk" is a
common saying, the current Turkish leadership disproves any such implication.
Although there are numerous ministers and deputies who have never smoked, a
considerable number of them have quit. |
SEQUESTRATO UN QUINTALE DI EROINA NASCOSTA IN UN TIR
Un' operazione basata su dati statistici, elaborati incrociando analisi contenute in un' apposita banca dati che segnala i carichi ''a
rischio'' transitanti per il Porto di Trieste: si è basato principalmente su questo lavoro ''a tavolino'' il sequestro di un quintale di eroina sbarcato a Trieste su un Tir proveniente dalla Turchia, e all' arresto del proprietario del mezzo.
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GAS: ANKARA
ACCELERA SUGLI IMPIANTI
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Andris Piegbalgs,
commissario europeo, intervistato sul progetto di gasdotto "Nabucco"
che attraverserà la Turchia, ha dichiarato che il progetto non rappresenterà
un'alternativa alle forniture di gas russo, a proposito della recente
controversia russo ucraina, ma contribuirà a diversificare l'approvvigionamento
del gas dell'UE. (Ice Bruxelles)
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ANKARA-RABAT:
VIA AL LIBERO SCAMBIO
L'accordo di
libero scambio, firmato fra il Marocco e la Turchia nell'aprile
2004, è entrato in vigore agli inizi del nuovo anno. |
BOND TURCHI,
UN'ATTRATTIVA PER GLI AMERICANI
The Turkish
Treasury has realized its first foreign indebting of 2006. |
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In
Turchia operano già da alcuni anni dei centri di sviluppo tecnologico, <Technopark>,
dove le aziende svolgono principalmente studi di ricerca e sviluppo nei settori
delle telecomunicazioni, della difesa, dei sistemi di informazione,
dell'elettronica, etc. Finora sono stati aperti 17 "parchi" nel Paese,
ma solo sei di questi sono ben avviati e conosciuti ed al loro interno operano
società con un giro d'affari consolidato ma nonostante ciò la ricerca di
partner e di collaborazioni con aziende straniere è fortemente auspicata. A
tale fine si riporta una breve scheda informativa preparata dal <Trade
Analyst> di questa Ambasciata su alcuni dei predetti centri nonché i
rispettivi contatti e siti web, per coloro che fossero interessati e volessero
prendere contatti direttamente con le direzioni. |