Arretrati 

Anno 7° N.1

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BENI DELLE CHIESE

Beni_della_Chiesa_in_Turchia

 

Secondo un esperto, l'UE  deve tralasciare gli aspetti secondari e non avere timore di affrontare con Ankara il nucleo del problema: l'effettiva libertà religiosa.

Da anni il Parlamento turco discute, ma non approva, una nuova legge sul diritto di proprietà delle comunità religiose, considerata necessaria per l'ammissione di Ankara nell'Unione Europea. Secondo un autorevole esperto, è ora di affrontare il vero problema: l'effettiva libertà religiosa.
In Turchia solo alcune minoranze religiose non islamiche possono avere beni, tramite le c.d. "fondazioni della comunità". La nuova legge - in discussione dal 2002 su pressioni dell'Unione Europea - dovrebbe consentire alle comunità religiose non islamiche di mantenere le proprietà attuali (spesso detenute in modo precario) e di recuperare quelle tolte negli ultimi 70 anni. Ma - osservano le minoranze religiose - il governativo Direttorato generale per le Fondazioni afferma esserci solo 160 fondazioni oggi riconosciute dallo Stato, tra cui non rientrano, ad esempio, quelle di Chiesa cattolica, Chiese protestanti, Testimoni di Geova e Bahai: non risulta chiaro che destino avranno i beni di queste comunità.
Otmar_OehringIl Governo ha difficoltà a riconoscere le fondazioni anche perché - dice Otmar Oehring, leader del gruppo cattolico tedesco "Missio" - dovrebbe restituire le molte proprietà tolte alle comunità religiose sin dagli anni '30, specie quelle cristiane ed ebree: luoghi di culto, scuole, ospedali, terreni, molti dei quali sono stati venduti e per i quali dovrebbe pagare un indennizzo.
Per attuare davvero la libertà religiosa in Turchia - aggiunge - occorre "cambiare la stessa Costituzione", riconoscere questo diritto "sia agli individui che ai gruppi" e "approvare una legge che lo renda effettivo", senza accontentarsi di cambiamenti secondari, che peraltro consentono al governo di evitare un reale riconoscimento di questo diritto. L'attuale art. 24 - osserva - riconosce il diritto di professare e praticare una fede, ma non garantisce la possibilità di cambiare fede o di riunirsi con altri fedeli in  una comunità. Le comunità religiose non hanno il diritto di organizzarsi come credono, di possedere di beni e di gestirli, di ottenere riconoscimento legale.
Occorre anche - aggiunge - dare attuazione all'art. 9 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo (Cedu), che garantisce piena libertà di religione. Diritto che comprende, come recita la norma, anche "la libertà, sia del singolo che della comunità, di professare la propria religione, in pubblico e in privato". La Commissione europea, nella proposta per l'ammissione come partner della Turchia, ha specificato che Ankara deve prima: riconoscere piena "libertà di religione", concetto che comprende "l'adozione di una legge" che rimuova gli ostacoli che oggi colpiscono "le minoranze religiose non musulmane e le loro associazioni, in linea con gli elevati standard europei"; "sospendere le confische e le vendite dei beni" degli enti religiosi non islamici, in attesa di una nuova legge in materia; riconoscere e attuare quanto necessario per consentire "l'effettiva libertà di pensiero, coscienza e religione sia per l'individuo che per le comunità, in linea con la Cedu" e considerando le raccomandazioni del Consiglio della Commissione europea contro razzismo e intolleranza; stabilire le condizioni per consentire la vita di queste comunità, in accordo con quanto praticato negli Stati membri, compresa la protezione legale e giudiziale delle comunità, dei loro membri, del clero e delle proprietà. Occorre riconoscere l'effettivo diritto delle comunità di organizzarsi in forme diverse dalla fondazione e di scegliersi i loro dirigenti, liberi dalle intrusioni dello Stato che spesso li ha rimossi, specie per le fondazioni delle comunità Apostolica armena e Greca ortodossa.
"Ci sono indizi - conclude - che parte della dirigenza del governativo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) possa comprendere l'importanza della libertà religiosa", anche se "non osa dirlo, per paura di provocare i potenti ambienti militari". (Bp/AsiaNews.it)
04.01.2006

CHI INVECE LA PENSA DIVERSAMENTE

Per Rody Rodeheart di <IN Network>, la Turchia sta aprendo non solo sui diritti umani ma anche sulle diversità religiose.

"Il desiderio della Turchia di entrare nell'Unione Europea sta dando maggior libertà ai cristiani in quel Paese". È quanto ha dichiarato Rody Rodeheaver di <IN Network>. Secondo i resoconti le possibilità che la Turchia riesca a entrare nella Unione Europea sono attualmente del 31%. Per questo il Governo si sta aprendo sul fronte dei diritti umani e delle diversità religiose e questo agevola l'azione dei cristiani evangelici che sono appena tremila su una popolazione di 72 milioni di persone.
"Non ci sono particolari rischi nel nostro lavoro - ha continuato Rodeheaver - i pericoli maggiori vengono dai fondamentalisti islamici che sono contrari a un processo di occidentalizzazione del Paese. Ma il migliorato clima generale ci fa sperare di raggiungere l'obiettivo di diecimila credenti e alla fondazione di chiese in cinquanta province entro in 2010". (www.evangelici.it)
04.01.2006


IL LAICISMO NON SI TOCCA
Il_presidente_della_Repubblica_turca_Sezer

Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, nel suo messaggio di fine anno, ha difeso i valori di Kemal Ataturk.

Il presidente della Turchia, Ahmet Necdet Sezer, ha denunciato i tentativi in atto del Governo islamico-conservatore di "scalzare" il sistema educativo laico, uno dei valori fondamentali della Repubblica turca.
Nel tradizionale messaggio di fine anno il Capo dello Stato, pur senza nominarlo, ha criticato il Governo del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) per i suoi "sforzi nel mettere in dubbio i valori fondanti della Repubblica". Ma soprattutto ha sottolineato la necessità d "evitare iniziative che danneggiano l'attuale sistema educativo nazionale laico".
Il presidente Sezer è uno srenuo difensore dei principi laici e segue i quelli del padre fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Ataturk (1881-1938).
L'Akp, al potere dal 2003, ha promosso una campagna per permettere l'acceso alle università del Paese di studentesse con il velo islamico, cosa che è ancora vietata negli uffici pubblicie nelle università. (Ansa)
04.01.2006

UN ALLEATO PREZIOSO
Jaap_de_Hoop_Scheffer

Per il Segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, la Turchia è più che mai indispensabile per la difesa dei confini occidentali.

Ormai vicino alla conclusione del suo secondo anno di mandato, il Segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ha buoni motivi per ritenersi soddisfatto. L'idea di fondo che aveva maturato nel primo anno - un ruolo politico della Nato più incisivo - si è consolidata senza pregiudizio per l'efficienza delle strutture militari che continuano a rappresentare il punto di forza dell'Alleanza. Il discorso tenuto recentemente da Scheffer alla università di Bilkent ad Ankara riflette questo equilibrio tra l'impegno militare e le capacità di mediazione politica.
Era importante dare una rappresentazione vincente della Nato e Scheffer lo ha fatto spaziando col suo intervento su quattro "key areas" che lui stesso ha definito "conceptual, military, institutional, and geographic". Tutte le indicazioni che ne scaturiscono portano alla necessità di rafforzare l'autorevolezza politica dell'Alleanza. La novità non sta tanto in ciò che Scheffer ha esposto agli studenti - argomenti ben noti come ad esempio la natura planetaria delle attuali minacce - quanto nell'avere ricondotto a un unico denominatore politico le attività dell'Alleanza nei diversi scenari.
Sugli attuali impegni militari Scheffer si è limitato a una rapida panoramica, delineata già nel trattare della prima key area, quella "conceptual". E' stato particolarmente efficace nei confronti di un uditorio giovane associare alle situazioni di rischio le capacità concrete di risposta, le missioni in atto negli angoli più diversi del pianeta. Al tempo stesso Scheffer ha tenuto a sottolineare come non si debba guardare alla Nato come a una sorta di "globocop", un poliziotto globale.
Nel trattare della seconda key area - "military realm" l'ha definita - Scheffer ha ricordato i requisiti di proiezione su grandi distanze e di elevata sostenibilità nel tempo, sottolineando l'esigenza di disporre della giusta combinazione di forze in grado di operare in operazioni di combattimento e nella stabilizzazione post conflitto. Non poteva mancare un cenno alla Nato Response Force e un richiamo al prossimo vertice di Riga a novembre 2006 in cui questi argomenti dovranno essere approfonditi.
Una nuova terminologia - rispetto alla complementarietà di cui si era parlato in passato - è stata invece usata per descrivere i rapporti tra la Nato e l'UE trattando della key area "institutional". La "transparent partnership" con cui Scheffer ha definito i rapporti tra le due organizzazioni voleva forse essere qualcosa di più di un auspicio, forse un assist per la Turchia, visto che questa rischia ancora di trovare resistenze all'ingresso nell'Unione proprio da parte di qualche suo partner Nato. D'altronde Scheffer sa bene che Ankara è un alleato tuttora prezioso per la Nato, oltre che per gli Usa.
La Turchia, di rimando, fa professioni di fede nell'Alleanza e negli Usa, come conferma il saggio pubblicato da Ispi nel numero di dicembre 2005 col titolo "Turchia, Stati Uniti e Nato: un'alleanza all'interno dell'Alleanza". Tra gli episodi recenti ricordati, in un'ottica filo-americana più che filo-europea, non si fa cenno alla mancata autorizzazione al transito di unità Usa sul territorio turco nel 2003 in occasione delle operazioni in Iraq; ma questa è solo una conferma della volontà di superare le incomprensioni passate con Washington.
Nella key area "geographic" Scheffer ha messo in luce le proiezioni politiche dell'Alleanza che durante il suo mandato si stanno sviluppando in ogni direzione fino a raggiungere l'estremo oriente e l'Oceania. La Turchia in particolare è al centro di un'area che va dai Balcani, impegno ormai storico per la Nato, al Caucaso e all'Asia centrale, con i paesi partecipi dei meccanismi della Partnership for Peace. Determinante poi, per religione, cultura e tradizioni, è il ruolo che la Turchia può svolgere in altre due iniziative dell'Alleanza, il "Mediterranean Dialogue" con Paesi del nord Africa e del Medio Oriente e la "Istanbul Cooperation Initiative" rivolta al golfo Persico.
Il Segretario generale ha avuto buon gioco a sottolineare questa peculiarità del paese che lo ospitava in chiusura del suo intervento. In passato la Turchia era uno dei due soli Paesi dell'Alleanza (l'altro era la Norvegia) che confinavano con l'Urss; oggi la sua posizione geo-strategica non è di minore rilevanza e ciò la rende interlocutore privilegiato per Scheffer e per la Nato del dialogo politico. La scelta di Ankara come sede per l'ultimo intervento ufficiale dell'anno del Segretario generale non è stata certamente casuale. (Pagine di Difesa)
04.01.2006

RISARCIMENTO DANNI

La_Corte_europea_dei_diritti_dell'uomo

Una sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo ha stabilito che Ankara dovrà rimborsare i greco-ciprioti per averli privati dei loro beni.

La Corte europea per i diritti dell'uomo ha intimato alla Turchia di adottare un sistema per risarcire i greci-ciprioti che hanno perso le loro case dopo l'invasione dell'esercito turco nel '74. I magistrati di Strasburgo hanno dato ragione ad una cittadina di Famagosta, considerando che era stato violato il suo diritto alla proprietà e alla vita privata. Ankara avrà ora tre mesi per adeguarsi al verdetto della corte e concedere indennizzi finanziari.
La sentenza potrebbe essere applicata ad altri 1400 denuncie simili presentate da greci ciprioti, che sono stati espropriati dopo la divisione dell'isola.
Da segnalare frattanto che il Parlamento della repubblica turca di Cipro del nord ha già approvato una legge che autorizza i greci-ciprioti a reclamare le loro proprietà. Ma Strasburgo non ha ancora stabilito se sia conforme agli standard
europei. (EuroNews)
04.01.2006

PREOCCUPAZIONI
PER IL "NUCLEARE"
DI TEHERAN
Ahmadinejad_e_l'atomica

Il Governo turco non ha alcuna intenzione di affrontare gli effetti di un eventuale conflitto tra la Repubblica dell'Iran e gli Stati Uniti. Meglio una politica del dialogo.

La Turchia appare notevolmente preoccupata per il proseguimento del programma nucleare iraniano e per le recenti affermazioni del presidente Ahmadinejad sullo Stato di Israele. Secondo le autorità turche, lo sviluppo di armamento non convenzionale da parte di Teheran appare ormai "irreversibile" e la Turchia non ha intenzione di affrontare gli effetti di un eventuale conflitto tra la Repubblica Islamica e gli Usa, cosa che significherebbe una delicata gestione dei confini della Turchia e conseguenze diplomatiche per rimanere fuori dalle ostilità. L'alleato Nato chiede dunque all'amministrazione Bush di avviare una politica basata sul dialogo con il Governo iraniano per evitare il peggio e risolvere la questione. (AvioNews)
04.01.2006

PERMESSI
PROGRAMMI RADIO
E TV IN CURDO

Ankara sempre più va incontro alle richieste dell'Unione Europea. La disposizione sui diritti culturali e linguistici vale per tutte le etnie in Turchia.

Televisioni private e radio potranno da gennaio trasmettere programmi nelle lingue delle minoranze etniche in Turchia, come il curdo. Lo ha riferito Zahid Akman, direttore dell'Autorità di controllo del settore.
L'Unione Europea aveva per lungo tempo premuto su Ankara affinché venissero promossi i diritti culturali e linguistici delle minoranze, in particolare i curdi, cui è stato vietato di usare il loro linguaggio in pubblico.
La Turchia permette già trasmissioni di limitata durata in curdo e numerosi altri linguaggi, incluso l'arabo, nella Tv di stato e alla radio, in attuazione delle riforme adottate per venir incontro alle richieste della UE. E' stato dato anche il permesso a scuole private di tenere corsi di lingua curda, che sono poi stati in gran parte chiusi a causa dello scarso interesse. 
Il curdo è un idioma diverso dal turco, pur contenendo diverse parole turche. Promuoverlo crea disagio in molti, a causa della guerriglia del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), definito organizzazione terroristica da UE e Usa, che ha provocato la morte di 30 mila persone dal 1984 a oggi. (Ansa-Reuters)
04.01.2006

IL TERRORISMO E' UN FENOMENO MONDIALE
Abdulkadir_Aksu

Lo ha ribadito il ministro dell'Interno turco, Abdulkadir Aksu, sottolineando come l'Europa non sembra voler riconoscere quello che la Turchia sta facendo per combattere l'eversione all'interno dei suoi confini.

Interior Minister Abdülkadir Aksu said terrorism has become a global phenomenon, noting that Turkey had spent the last 35 years battling this "disease."
Speaking in Parliament's General Assembly, Aksu said some countries that turned a blind eye to or even supported terrorist groups were now being victimized by them.
"Terrorism is now a global threat. No country can ensure peace within its borders by ignoring what happens overseas. International cooperation to fight organized crime and terrorism has become a necessity. Turkey has always tried to explain this to its friends overseas. Our government's fight against terrorism, with the sacrifices of our security forces and people, will continue," he said.
He said combating terrorism, human trafficking, the international drug trade and organized crime were their top priorities. On the local front, he said, "In order to stop muggings and theft, we have formed a special commission with five other ministers and are considering short, medium and long-term measures to prevent such crimes."
EU transformation improving people's lives:

Interior Minister Aksu said the transformation taking place in Turkey to harmonize with European Union norms were improving people's lives, noting that Turkey had implemented serious policies on improving democratization, human rights and freedom of expression and strengthening nongovernmental organizations.
He said through oversight and political determination Turkey had reached a point where Western institutions have told the world public that there is no longer systemic torture in Turkey.
He said they had concentrated on training and education in order to improve human rights. "There are classes at gendarmerie and police academies on human rights in addition to relevant on-the-job training. We don't see relations between the people and the state solely through a security perspective. We see the citizen at the center of the public service system that we are trying to establish," he said. (Turkish Daily News)
04.01.2006

NIENTE PROCESSO
PER LE CRITICHE
ALLE FORZE ARMATE

Lo_scrittore_Pamuk

La decisione, nei confronti dello scrittore turco Orhan Pamuk già imputato in altro procedimento, presa da un magistrato di Istanbul.

Già sotto processo per aver insultato l'identità turca, Orhan Pamuk non verrà perseguito anche per aver criticato le Forze Armate. Un magistrato di Istanbul ha deciso di archiviare una querela presentata da un gruppo di avvocati nazionalisti contro lo scrittore turco, colpevole, a loro avviso, di aver ''danneggiato l'immagine delle Forze Armate'' del Paese. Lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anatolia>, secondo cui il pubblico ministero ha ritenuto che lo scrittore abbia semplicemente esercitato il suo diritto alla libertà d'espressione.
Pamuk, 53 anni, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco <Die Welt> lo scorso ottobre, aveva affermato che l'esercito turco minaccia e ostacola il processo di democratizzazione del Paese. 
''Non vedo il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) come una minaccia per la democrazia turca. Purtroppo, la minaccia principale è rappresentata dall'esercito, che spesso nuoce allo sviluppo e alla democrazia'', aveva attaccato Pamuk, sollevando nuove polemiche e le immancabili ire dei nazionalisti.
Kemal Kerincsiz, uno degli avvocati che aveva querelato Pamuk, ha fatto sapere che ricorrerà in appello contro la decisione della procura di Istanbul. Pamuk resta comunque sotto processo in Turchia con l'accusa di ''insulto deliberato all'identità turca'', dopo aver affermato, in un'intervista rilasciata ad un settimanale svizzero, che ''un milione di armeni e 30mila curdi sono stati uccisi (durante l'impero ottomano,ndr), ma nessuno osa ammetterlo'', facendo un chiaro riferimento alle accuse di genocidio che Ankara ha sempre rifiutato di riconoscere.
Iniziato lo scorso 16 dicembre, il processo è stato aggiornato al 7 febbraio, in attesa di una decisione del ministero della Giustizia turco, che deve decidere, sulla base del nuovo codice di procedura penale, se ci sono gli estremi per portare avanti il processo a carico dell'autore di ''Neve''. 
La Corte Suprema della Turchia ha deciso che sarà il Governo ad avere l'ultima parola su un controverso articolo di legge, aprendo la strada a un possibile rinvio del processo allo scrittore Orhan Pamuk.
Intanto, la procura ha deciso di aprire un'inchiesta per stabilire se ci sono motivi per giudicare in Turchia un parlamentare europeo, che avrebbe insultato l'esercito turco e tentato di fare pressioni sul sistema giudiziario del Paese. 
L'olandese Joost Lagendjik, che faceva parte di una delegazione presente all'apertura del processo a Pamuk, aveva criticato il procedimento giudiziario e aveva detto in una conferenza stampa che i militari turchi causano scontri con i ribelli separatisti curdi nel sud-est del Paese. (
Adnkronos)
 
04.01.2006

EDITORE ACCUSATO
 DI INSULTO AD IDENTITA'

L'editore_Abdullah_Yilmaz

Si profila un nuovo caso Pamuk in Turchia. Imputato l'editore Abdullah Yilmaz accusato di avere pubblicato il romanzo di un scrittore greco.

Si profila un nuovo caso Pamuk in Turchia. I magistrati di un tribunale di Istanbul hanno accusato di ''insulto all'identità turca'' un editore, Abdullah Yilmaz, reo di aver pubblicato un libro di uno scrittore greco, Mara Meimaridi. Lo ha scritto il quotidiano <Radikal>, secondo cui Yilmaz rischia fino a tre anni di carcere se ritenuto colpevole della violazione dell'articolo 301 del codice penale, lo stesso contestato allo scrittore Orhan Pamuk, sotto processo per un'intervista a un giornale svizzero nella quale aveva parlato del massacro degli armeni durante l'Impero ottomano, un tema tabù in Turchia.
Secondo il quotidiano <Radikal>, i magistrati di Istanbul ritengono che il romanzo ''Le streghe di Smyrna'' - best seller in Grecia e presente in tutte le librerie turche - supera i limiti della critica nei confronti della popolazione e dello Stato turco. (Adnkronos)
04.01.2006

...ED UN ALTRO
CONDANNATO A 10 MESI
5 AD UN GIORNALISTA

Si tratta di Azir Ozer, colpevole di aver pubblicato il libro "Villaggi perduti", e di Zulkuf Kisanak.

Sono stati condannati oggi da un tribunale di Istanbul un giornalista e un editore per vilipendio allo Stato. La Turchia è già sotto osservazione dalla comunità internazionale per il processo in corso a un altro scrittore, Orhan Pamuk, imputato per aver denunciato pubblicamente l'eccidio di curdi e armeni. La sentenza mette in ulteriore discussione la libertà d'espressione e i limiti previsti dal codice penale. Il giornalista Zulkuf Kisanak è stato condannato a cinque mesi di prigione, trasformati in una multa di 1.850 euro, per aver scritto il libro "Villaggi perduti", nel quale racconta la storia di 14 villaggi curdi evacuati dalla polizia turca all'inizio degli anni novanta. All'editore Aziz Ozer sono stati comminati 10 mesi di prigione, tradotti in 3.750 euro di multa, in un processo distinto, per aver pubblicato nella sua rivista due articoli ritenuti offensivi per la Turchia. (Agr)
04.01.2006

VIAGGIO IN TURCHIA: 
DATA CHE E' ANCORA
DA FISSARE

Benedetto_XVI_a_piazza_San_Pietro

E' tuttora incerto se il Pontefice Benedetto XVI si recherà ad Istanbul ed Ankara per la festa di Sant'Andrea (novembre) o prima.

Papa Ratzinger si prepara a seguire le orme di Giovanni Paolo II anche per quanto riguarda i viaggi internazionali. Nel 2006 sono già tre (Turchia, Polonia e Germania) quelli in preparazione ed un quarto (Spagna) è ancora da decidere, ma Benedetto XVI ha in progetto anche una visita in Brasile nel 2007, probabilmente a maggio, quando presiederà personalmente l'assemblea del Celam ad Aparecida, come avevano fatto i suoi predecessori con gli incontri dei vescovi latino-americani a Bogotà (Paolo VI) e a Puebla e Santo Domingo (Giovanni Paolo II). Sulle orme di Papa Wojtyla sarà anche il viaggio in Polonia, previsto per la fine di maggio, che porterà Benedetto XVI a visitare Auschwitz per rendere omaggio alle vittime dello sterminio nazista, il santuario mariano di Czestochowa e le città più legate alla memoria del suo predecessore: Cracovia e Wadowice.
Mons. Stanislao Dziwisz, segretario di Wojtyla, ha affermato recentemente che "la Polonia attende Papa Ratzinger con grande affetto e con il cuore: il viaggio rappresenta un ulteriore passo in avanti nella riconciliazione fra i due popoli". E proprio la "sua" Germania sarà la meta del secondo viaggio già programmato da Papa Ratzinger, che tornerà in patria dal 10 a 15 settembre. Resta ancora da fissare ufficialmente, invece, la data del viaggio in Turchia, dove il Papa visiterà Istanbul per rendere omaggio al patriarca Bartolomeo, ma anche Ankara in segno di rispetto verso il Governo che lo ha invitato per il 2006. Il Pontefice desiderava recarsi al Fanar (sede del patriarcato) lo scorso novembre, per la festa di Sant'Andrea, ma l'invito è arrivato con la data del 2006 e ora al Pontefice resta da decidere se aspettare la prossima festa di Sant'Andrea o andare prima. Papa Benedetto deve decidere infine se andare o meno a Valencia dall'8 al 10 luglio per il raduno internazionale delle famiglie promosso dal card. Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che lo scorso aprile e' stato un suo grande elettore. (Agi)
04.01.2006 

PONTI PER LA PACE:
SCUOLE TURCHE
APERTE AL MONDO

L'uscita del libro omonimo con le citazioni di 27 persone di indubbio valore tra cui l'ex Primo Ministro Bulent Ecevit.

Ponti_per_la_paceAcademics, politicians, and intellectuals describe Turkish schools that have spread across the globe in the book "Bridges for Peace -Turkish Schools Opening to the World".
Published by Ufuk Publishing Company, the book contains evaluations by 27 famous names, including former Prime Minister Bulent Ecevit, Professor Mehmet Saglam, and Kyrgyz writer Cengiz Aytmatov.
The achievements of Turkish schools, pioneered by the Anatolians and spread all over the world, were recorded in this book. The book was edited by Professor Ilber Ortayli, Professor Toktamis Ates, and Professor Eser Karakas. Bridges for Peace has sold over 300,000 copies.
Professor Ates made a speech at a meeting held at the Hilton Hotel to publicize the book. Ates said Turkish schools are carrying the Turkish flag as well as the Turkish language across the globe: "I am grateful to the teachers at those schools."
Professor Ortayli has so far visited 30 Turkish schools and has high hopes for an increase of schools in the future.
Professor Karakas said, "The Turkish schools are part of a project aimed at increasing the wealth and security of Turkey."
The Publication Coordinator of Ufuk Publications, Faruk Tuncer, informed that the second edition of the book will soon be released by popular demand.
Leading names from the business world also came together at the Hilton Hotel to express their support for the book.
Turkey is conquering the hearts of people all around the world through the Turkish schools, said businessman Zeynel Abidin Erdem.
Ihsan Kalkavan extended his thanks to Fethullah M. Gulen for being the architect behind the idea of the international schools.
"The Turkish schools are introducing Turkey and the Turkish language to the world. We couldn't be happier about it," said Guven Sazak, former president of Fenerbahce Football Club. (Emre Soncan/Zaman)
04.01.2006

ERDOGAN:
NESSUN DIVIETO
SUGLI ALCOLICI

Recep_Tayyip_Erdogan

Per il premier turco, nessun municipio ha imposto bandi nel Paese né ha ritirato licenze. Queste ultime però non saranno più rilasciate dalle autorità statali.

Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan said that no municipality had imposed bans on alcohol and that applications for liquor licenses were not being rejected outright.
Speaking to CNN-Türk, he said media reports on alcohol bans did not reflect the truth, adding: "I challenge anyone to come and tell me that so-and-so municipality banned alcohol or rejected an application for a liquor license. There is no such thing. I am very bothered by this. I am being accused of saying things I haven't said. My friends also face the same thing."
He said the only change made was to transfer the authority to issue liquor licenses from state officials to municipalities.
He said there were certain existing "points" where one could open restaurants or bars that sell alcohol and that what they had done was merely change these to "areas."
An individual statement made by a municipal assembly member is being described as official Justice and Development Party (Akp) policy, he complained. "Turkey will pay the price for this. Tourists come from Russia and Germany. Newspapers here have headlines saying that no one can drink alcohol in Turkey. We passed the 20 million mark in number of tourists this year. Do such reports harm the AKP government or the country as a whole?" Erdoğan said. (Turkish Daily News)
04.01.2006

MA INTANTO
USKUDAR DIVENTA
OFF-LIMITS

La_zona_di_Uskudar

 

Il sindaco della Grande Istanbul, Kadir Topbas, ha stabilito infatti di limitare la vendita degli alcolici in alcune zone del piccolo centro al di là del Bosforo.

Il_sindaco_di_Istanbul_Kadir_TopbasGreater Istanbul Municipality Mayor Kadir Topbaş announced on Thursday that he had vetoed a decision on the part of the municipality of Üsküdar to restrict alcohol sales to certain areas.
Topbaş said his decision would be officially communicated to the municipality, adding: "My reason for vetoing the decision is linked to the powers granted to municipalities with the new law. Our municipality had to draw the line. The Üsküdar municipality infringed on some of the powers of the greater municipality. ... We asked them to review their program in light of the law. ... The greater municipality will designate the boundaries of authority. The powers of the municipality and the greater municipality are different."
No hard feelings:

Üsküdar Mayor Mehmet Çakır said he respected Topbaş's decision and added that they weren't angered by it. "The decision is his. We respect everything that is done according to the rule of law," he said.
Çakır said they would watch and wait for further developments. "I don't know what will happen next and how certain things will be implemented. We'll wait and see. There is no need for arguments now."
Çakır added that confusion over the limits of jurisdiction could cause chaos.
Alcohol ban:

Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan's Justice and Development Party (AKP) has enacted a law giving mayors the power to issue liquor licenses and limit areas where alcohol can be sold and publicly consumed.
The partial ban comes at a time of growing tension between Erdoğan's government, which has started European Union membership talks, and a military-secular-academic establishment that distrusts the motives of a leader with roots in political Islam.
Nearly all Turks are at least nominally Muslim but the country's secular system keeps religion on a tight rein and has long fostered a tolerant attitude towards alcohol despite the Koran's teaching that it is sinful.
Across the country, restaurants managed by municipalities are implementing a dry policy -- irking secular Turks, who say the government is stamping a Muslim way of life on Turkey, even as the country enacts Western-leaning reforms in hopes of joining the European Union.
Mayors from Erdoğan's party have been acting aggressively with their new powers, although they have not yet targeted privately owned establishments.
"Our program aims to improve the welfare of all," said Deputy Prime Minister Abdüllatif Şener. "Our party is not one that is spreading ideology."  
A few weeks ago, the Mediterranean resort of Antalya, which is run by Erdoğan's party, was preemptively designated a "wet area" out of fear that an alcohol ban could hurt tourism. Erdoğan insisted the mayors were acting in line with the Constitution, which gives them the right to take measures to protect the environment and health. Now municipalities controlled by Erdoğan's AKP have begun banning the sale of alcohol in state-run establishments.  
 "As state institutions, municipalities should never set a bad example. .. This should not even be a matter for discussion," Erdoğan said in early December, defending the local councils' moves. 
Erdoğan noted that Turks could still drink freely in privately owned establishments, and he dismissed fears that new rules might encourage municipalities to drive drinkers into effective ghettos on the outskirts of towns and cities.
'Islamization' by stealth?

A pious Muslim himself, Erdoğan said alcohol was to blame for 80 percent of traffic accidents in Turkey -- although the secularist-minded Milliyet daily, quoting police statistics, said over the weekend the real figure was less than 1 percent.  
Nobody is suggesting that Turkey, an EU candidate, is set to follow Iran or Saudi Arabia in prohibiting alcohol. But secularists say it is another example of AKP disregard for Turkish tradition in favor of an Islamist agenda.  
They point out that modern Turkey's revered founder, Mustafa Kemal Atatürk, was famed for his love of rakı, the potent, aniseed-flavored national drink. For many Turks, easy access to alcohol is linked to the country's modernization.
Last month, the state-run standards institute announced it would introduce "halal" certificates for food that meets Muslim religious dietary requirements.  
A new women-only swimming pool and gym run by the municipality of Ankara and plans to build a mosque inside an Istanbul park that is already surrounded by mosques have also caused many Turks to suspect Islamic mores are creeping into official policy.  
In one bizarre case, a retired professor reportedly sent a letter to Erdoğan conveying a message from the late leader of a religious order who appeared in his dream and made suggestions on how to improve the education system.  
Newspapers reported the letter was relayed to the Education Ministry, which in turn sent it to the board in charge of higher education for review. The incident prompted cries in secular circles that the country was being run by religious revelation.  
Atatürk, who founded the modern and secular republic from the ashes of the Ottoman Empire, abolished Shariah law, banned religious orders and turned imams into state employees to contain the power of religious figures. He instituted sweeping reforms, adopting the Western calendar and Latin script while giving women full civil and political rights.  
"This is about freedom of choice. ... No public authority has the right to tell people how to live their private lives," lawyer Vedat Ahsen Cosar, head of the Ankara Bar Association, told NTV.
"The Akp is trying to lift restrictions on women wearing the [Islamic-style] headscarf in universities in the name of personal freedom. But they are trying to limit other people's freedoms. This smacks of double standards," he said.  
The Akp denies having a secret Islamist agenda and says it is a conservative party of family values. Since sweeping to power in 2002, it has launched a swath of liberal reforms that opened the way to long-delayed EU entry talks in October.
Suspicion:  

But critics remain deeply suspicious. On the alcohol issue, for example, they say taxes imposed by the AKP mean beer, wine and many spirits are now costlier in Turkey than in Britain.
"There is creeping 'Islamization' ... though there are still certain political and sociological checks on this process," said Ali Tekin of Ankara's Bilkent University, referring above all to Turkey's staunchly secular military.
The alcohol spat follows other comments by Erdoğan that have raised eyebrows among secularists and EU diplomats.  
When the European Court of Human Rights recently upheld Turkey's headscarf ban -- to the delight of Turkish secularists and the Akp's dismay -- Erdoğan suggested that the court consult Islamic scholars before passing judgment on religious matters.
Tekin said the Akp was increasingly able to ignore opposition in the military -- which ousted an Islamist-led government as recently as 1997 -- because of reforms demanded by the EU asserting civilian control over the generals. (Turkish Daily News)
04.01.2006

 

ARRESTATO AD ADANA IL NIPOTE DI OCALAN

Il_gruppo_estremista_Hizb_Ut_Tahrir

 

L'accusa è quella di avere legami con il Pkk, illegale in Turchia. Fermate 14 persone sospettate di appartenere al gruppo integralista Hizb Ut Tahrir.

Nella_foto_Abdullah_OcalanLa polizia turca ha arrestato ad Adana, nel sud della Turchia, un nipote del capo separatista turco Abdullah Ocalan . E' sospettato di avere legami con il partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, illegale nel Paese). Lo ha scritto l'agenzia <Anadolu>. E' accusato di di aver reclutato militanti del Pkk e di averli inviati per vie illegali all'estero. Ocalan, capo del Pkk, è stato condannato a morte nel 1999, pena poi commutata poi in ergastolo. (Ansa)
________________
La polizia antiterrorismo turca ha annunciato l'arresto di 14 persone sospettate di appartenere al gruppo integralista islamico Hizb Ut Tahrir, fuorilegge perché accusato di adoperarsi per minare i principi laici che reggono il Paese, a maggioranza musulmana. La polizia - afferma un comunicato diffuso dall'agenzia <Anadolu> - ha sequestrato, nelle abitazioni e negli uffici degli arrestati, migliaia di volantini e di opuscoli con informazioni sull'attività e le motivazioni del gruppo. (RaiNews.net)
04.01.2006

UN TOUR PARTICOLARMENTE DELICATO

Gruppo di israeliani intenzionato a visitare nella prossima primavera le zone irakene del Kurdistan.

Come riferito da <Ap>, il Centro ebraico di Mosul, con sede a Haifa, in Israele, sta progettando un viaggio per la prossima primavera nel Kurdistan iracheno con l'intento di visitare, eventualmente, la stessa città irachena di Mosul. Aharon Efroni, presidente del Centro, ha rivelato che l'interesse per la trasferta è stato superiore alle attese. Inizialmente, il viaggio era programmato per dieci persone, ma le richieste sono state così numerose che i gruppi saranno almeno due e, successivamente, potrebbero esserci degli altri ancora.
Il gruppo raggiungerà in aereo la Turchia, da dove in autobus proseguirà per il Kurdistan iracheno, dove è fissato l'incontro con le guide curde, per poi visitare l'area. Si sa che dal momento dell'occupazione straniera dell'Iraq numerosi israeliani, e sembra non soltanto dei turisti, si sono recati nelle aree curde del nord del Paese, spesso incoraggiati anche dalle stesse autorità locali. (Arab Monitor)
04.01.2006

CAMPAGNA CONTRO I PITBULL
LANCIATA DA DUE GIORNALI

Un_esemplare_di_pitbull

Una è dell'elvetico <Blick>, l'altro del turco <Hurriyet>. Tutto nasce dopo la disgrazia di un bambino di Antalya dilaniato da tre animali in Svizzera.

Il quotidiamo elvetico <Blick> è partito lancia in resta per chiedere il divieto dei pitbull, dopo che tre di queste bestie hanno sbranato un bambino turco di sei anni a Oberglatt (Svizzera), mentre
si recava all'asilo. E stata ha consegnata infatti al ministro dell'Economia di Berna, Joseph Deiss, una petizione sostenuta da oltre 175.000 firme, raccolte in tre settimane. Il più grande giornale popolare della Svizzera chiede che le autorità prendano il toro per le corna per lottare contro queste "armi viventi", come ha definito Werner De Schepper, caporedattore del <Blick>, i cani da combattimento. La petizione ha chiesto in particolare di "vietare immediatamente in Svizzera la detenzione di pitbull e di cani frutto di incroci con questa razza".
Werner De Schepper ha precisato che un migliaio di firme sono state raccolte anche dal quotidiano "Hurriyel" in Turchia, Paese di origine dei genitori della piccola vittima. Importante anche l'adesione dei lettori del quotidiano svizzero-tedesco: Anna Blaser, di Melide, ha raccolto da sola 750 firme, ha tenuto a sottolineare De Schepper.
Joseph Deiss si è detto "impressionato" dal numero delle firme raccolte e dall'impatto che la tragica vicenda ha avuto sulla popolazione. Deiss ha aggiunto che il testo della petizione si concentra su una sola razza, mentre lui stesso, subito dopo il dramma,aveva chiesto l'adozione di provvedimenti "semplici e chiari" per rafforzare rapidamente il dispositivo di protezione contro i cani pericolosi in generale. Presenterà proposte al Consiglio federale già entro questo mese di gennaio, ha garantito Deiss. (Adnkronos/Ats)
04.01.2006

 

<CEMENTIR>: ORA E' TUTTO OK

Cementir

Il via libera per l'acquisizione da parte italiana dello stabilimento di Edirne è venuto dall'Autorità Antitrust della Turchia.

<Cementir> consolida la presenza in Turchia, dopo il via libera dell'Antitrust turca all'acquisizione dello stabilimento di Edirne.
Lo ha reso noto un comunicato del gruppo, guidato da Francesco Caltagirone jr., che ha sottolineato come si sia così perfezionata ''l'acquisizione di uno dei più moderni siti produttivi del Paese, consolidando la sua presenza mondiale''.
''La <Cementir> - si legge in nota - è attiva in Turchia già dal 2001 con la società controllata <Cimentas> che, dopo questa nuova acquisizione, avrà una capacità produttiva complessiva di circa 4 milioni di tonnellate annue''.
Questa operazione, che ha un valore di 166.5 milioni di dollari, fa parte del processo di internazionalizzazione della <Cementir>, ''che ha visto fino ad ora - conclude - impegnati per acquisizione all'estero circa 1 miliardo di euro''. (Ansa)

04.01.2006

ACQUISTO BLOCCATO
Yapi_Kredi

L'Autorità di mercato turca ha respinto il prezzo di <Koc Holding-Unicredit> per rilevare la banca <Yapi Kredi>.

Il direttivo dell'Autorità di mercato turca ha respinto il prezzo dell'offerta lanciata da <Koc Holding-Unicredit >(CRDI.MI: Quotazione, Profilo) per rilevare la banca turca <Yapi Kredi>.
Secondo l'Autorità, il prezzo dovrebbe essere almeno di 6,458 lire per ogni azione Yapi Kredi rispetto al prezzo di 5.35 lire offerta dalla partnership turco-italiana che già detiene il 57.42% della banca, comprato con un esborso di 1,182 miliardi di euro. (Reuters Italia)
04.01.2006

PIL IN CRESCITA
Abdullatif_Sener

Superato in Turchia anche l'obiettivo che si era posto il Governo di Erdogan. Le stime del vice-Primo Ministro Abdullatif Sener.

Il Pil della Turchia crescerà quest'anno del 5.2%, oltre quindi il 5% indicato inizialmente come obiettivo dal Governo. Sono le stime del vice-Primo Ministro turco, Abdullatif Sener, secondo cui nel quarto trimestre la crescita economica è prevista al 4.1%. 
In un'intervista, Sener ha sottolineato che il Governo proseguirà nella politica di stabilità economica e di controllo dell'inflazione. (Agi)
04.01.2006 

SINERGIE
TRA ITALIA E TURCHIA
IN SUD AMERICA

Aldo_Kaslowski

La Camera di Commercio italiana di Brasilia segnala l'incontro a San Paolo tra la delegazione della <Tusiad international>, guidata da Aldo Kaslowski, ed i rappresentanti della Confederazione degli imprenditori italiani nel Mondo in Brasile. Una strategia mirata per sviluppare maggiormente i contatti con le Business Association.

La <Ciim Brasile> (Confederazione degli imprenditori italiani nel Mondo in Brasile) ha ricevuto il presidente della <Ciim Turchia>, Aldo Kaslowski, che si è recato in Brasile accompagnato da una delegazione della <Tusiad international>, la Confederazione degli industriali e imprenditori turchi, interessata a incrementare i rapporti commerciali e l'interscambio tra Turchia e Brasile. Tale incontro ha avuto come oggetto la individuazione di sinergie tra partner italiani e turchi, oltre alla possibilità di investimenti in Brasile. Durante la visita la delegazione turca è stata protagonista di vari appuntamenti, a partire da un incontro con Luiz Fernando Furlan, ministro brasiliano dello Sviluppo dell'Industria e del Commercio internazionale, e con i più importanti rappresentanti del mondo economico e politico. 
La delegazione della <Tusiad international>, guidata da Aldo Kaslowski, ha preso inoltre parte a una riunione con il <Ciesp> (Centro industriale della provincia di San Paolo) e con il governatore generale. Lo stesso giorno la delegazione ha realizzato incontri con Giorgio Della Sera, presidente della <Pirelli> della regione America del Sud, e con l'<Unibanco>. La delegazione si è recata anche in visita da Gilberto Mifano, presidente del Consiglio di amministrazione di <Bovespa> (la Borsa del Brasile), e si è vista con Edoardo Pollastri, presidente della Camera di commercio italo-brasiliana. Nel corso di queste giornate a San Paolo, la <Ciim Brasile> - grazie all'impegno del suo presidente Sandra Papaiz e con l'appoggio anche della <Falp> (Fondazione Angela Luigi Papaiz) -ha  organizzato poi per la delegazione turca diversi appuntamenti, tra cui cene ufficiali e incontri di alto rilievo con esponenti della comunità economica italo-brasiliana. Dopo San Paolo, la delegazione si è trasferita a Brasilia e successivamente a Rio de Janeiro.
La <Tusiad international> si sta adoperando al fine di promuovere in modo pianificato e sistematico lo "sviluppo strategico commerciale", di aumentare i rapporti d'investimento e commerciali con le federazioni industriali dei più grandi Paesi nel mondo e con le organizzazioni industriali membri della <Unice> (Unione delle Confederazioni europee degli industriali), di sviluppare i contatti con le Business Association. Da qui, il valore della sua missione in Brasile, finalizzata prima di tutto ad approfondire le conoscenze di una delle più grandi economie del Sud America e di esplorare i potenziali commerciali e di investimento. (Denaro.it)
04.01.2006

PORTO DI IZMIR: TUTTO E' PRONTO
PER IL VIA ALL'ASTA (FINE 2006)

Izmir

Il Consorzio di Singapore <Psa Aksen> - al contrario del gruppo di Doubai (che rimane il favorito) e del <Royal Caribbean> - non può però parteciparvi. Altri concorrenti sono gli uomini affari regionali legati alla struttura della Camera di commercio di Smirne nonché la <Zorlu>. La linea strategica del governatore della Banca Centrale in fatto di economia.

Il presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, ha espresso soddisfazione per il progetto di restauro di Villa Tarabya cui aderiscono il dipartimento della Protezione civile, Giuseppe Moggi, presidente della Camera di commercio italiana in Turchia, e molte imprese italiane, in un'ottica di trasformazione della prestigiosa villa sul Bosforo in un punto di riferimento fondamentale per le attività italiane in Turchia.
Intanto, le preparazioni per l'asta progettata per il porto di Smirne - dopo le aste per il porto di Iskenderun e di Mersin - stanno per finire.
Il porto di Smirne sarà unito alla darsena ad esso vicino e sarà messo all'asta. Per questo, è atteso il trasferimento del porto tramite gli operatori marittimi turchi di <Tcdd>. Si progetta di realizzare l'asta per la fine di 2006.
Il consorzio di Singapore, <Psa-Akfen>, che ha acquistato il porto di Mersin, non può partecipare all'asta di Smirne in base all'autorità di concorrenza che proibisce al Gruppo, che ha comprato un porto, di partecipare a un'asta che si terrà per un altro porto.
È stato dichiarato che il porto internazionale di Doubai, che è il gruppo favorito nell'asta del porto di Smirne, e il <Royal Caribbean>, posseduto da <Ofer> che ha vinto l'asta del porto di Kusadasi, possono fare richiesta per la suddetta asta.
Questa ditta ha vinto infine l'asta di <Galataport> come consorzio. Inoltre è stato proposto che <Hutchison> e l'<Arcas> si interessino all'asta.
Si prevede che parteciperanno all'asta anche il gruppo di <Zorlu> e gli uomini d'affari regionali legati alla struttura della Camera di commercio di Smirne.
Nel frattempo secondo le ultime dichiarazioni del governatore della Banca Centrale, Sureyya Serdengeçti, nel 2006 la politica monetaria della Turchia sarà improntata al contenimento dell'inflazione per poter raggiungere il traguardo del 5 per cento nel 2006 secondo l'indice dei prezzi al consumo, e del 4 per cento nei due anni successivi.
Questo per capitalizzare gli ottimi risultati raggiunti già nel corso del 2004 e del 2005, con i livelli di inflazione più bassi degli ultimi trent'anni: da ultimo, nel mese di novembre, il tasso di inflazione su base annua ha raggiunto il 7.6 per cento, ben al di sotto dell'obiettivo dell'8 per cento fissato per l'anno in corso.
Tra gli obiettivi annunciati dal governatore centrale, anche la riduzione del differenziale tra tassi interbancari debitori e quelli creditori.
Intanto il deficit commerciale della Turchia è cresciuto in ottobre del 54.7 per cento rispetto all'ottobre dello scorso anno. (Il Denaro.it)
04.01.2006

E' L'ITALIA
IL PRINCIPALE
 FORNITORE
Un_esempio_di_griffe_italiana

Il settore abbigliamento (tessuti e filati pregiati) è da ritenersi strategico per la Turchia, dove è molto presente il franchising, e rappresenta la prima voce dell'export nazionale.  Le griffe sono quelle che la fanno da padrona. Dai rivenditori all'ingrosso ai negozi di lusso e a quelli monomarca.

Il settore abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e rappresenta la prima voce dell' export nazionale. La crescente attenzione dell' industria locale alla qualità del prodotto finito ha aumentato la domanda di tessuti e filati pregiati.
L' Italia gioca un ruolo fondamentale, essendo il primo fornitore di tessuti e filati in Turchia oltre che uno dei più importanti clienti.
Nel 2004 l' Italia ha esportato per un valore di circa 500 milioni di dollari (sopratutto tessuti di lana e fibre artificiali) e ha importato per un valore di poco inferiore, a dimostrazione delle complementarietà tra i due Paesi.
Data la sviluppata industria locale dell' abbigliamento, le importazioni sono maggiormente incentrate su varie griffe internazionali, tra cui quelle delle principali imprese italiane.
Nel 2004, nel comparto dell' abbigliamento, la Turchia ha importato un totale di circa 580 milioni di dollari, che rappresentano lo 0.6% delle importazioni turche totali che, nel 2004, hanno raggiunto i 97 miliardi di dollari.
Nel settore dell' abbigliamento l' Italia detiene una quota del 10.5% sul totale con 60.4 milioni di dollari, preceduta dalla Cina con 90 milioni di dollari ed una quota del 15.5% ( a tal proposito il Sottosegretariato al Commercio Estero ha emesso, lo scorso 9 gennaio, una direttiva relativa alla imposizione di quote restrittive sui prodotti tessili provenienti dalla Cina per cui la loro importazione è ora sottoposta a una preventiva licenza all' importazione emessa dall'Associazione turca dei produttori di abbigliamento).
Seguono la Spagna con 30.6 milioni di dollari e una quota del 5%, la Germania con 22,5 milioni di dollari e una quota del 4%, la Francia con 15 milioni di dollari e una quota del 2.5% e la Gran Bretagna con 13 milioni di dollari e una quota del 2.3 %.
Analizzando i dati del 2003 (ultimi dati disponibili per l' analisi in dettaglio del settore) , la categoria più importante nel comparto dell' abbigliamento è quella delle confezioni di abbigliamento in tessuto (capitolo 62 del codice di nomenclatura combinata) con 230 milioni di dollari, seguita dalle confezioni in maglia (capitolo 61, con 140 milioni di dollari) ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 40 milioni di dollari.
Sempre nello stesso comparto la Turchia ha esportato per un totale di circa 8 miliardi di dollari, che rappresenta il 12% del totale delle esportazioni turche.
Il principale Paese di sbocco dell' export turco di abbigliamento si conferma la Germania con 2.7 miliardi di dollari (quota del 32,5%), seguita da Gran Bretagna con 1.4 miliardi di dollari (quota del 17%), Stati Uniti con 1,1 miliardi di dollari (quota del 14%), Francia con 680 milioni (quota dell'8 %), Paesi Bassi con 570 milioni di dollari (quota del 7%), Italia con 325 milioni di dollari (quota del 4%), e Spagna con 300 milioni con il 3,5% di quota di mercato.
L' esportazione nel 2003 è stata maggiormente incentrata sui prodotti di abbigliamento a maglia (capitolo 61; T-Shirts, pullover, maglioni etc) con 5.7 miliardi di dollari, subito seguiti da abbigliamento in tessuto ( capitolo 62; pantaloni in tessuto, pantaloni denim e camicie) con 3,7 miliardi di dollari, ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 1,6 miliardi di dollari.
Alcuni tra i principali produttori turchi di abbigliamento sono: <Damat Tween> (abbigliamento casual ed elegante uomo), <Network Altinyildiz> (abbigliamento casual ed elegante uomo donna), Vakko (abbigliamento casual ed elegante uomo donna), <Mavi Jeans> (pantaloni denim ), <Sarar> (abbigliamento elegante uomo ) e <Mudo> (abbigliamento casual uomo e donna).
Da segnalare il costante aumento della qualità delle produzioni locali e la creazione di marchi propri con i quali i produttori locali tendono ad inserirsi nella fascia qualitativa medio/alta dei principali mercati europei ed americani.
Canali distributivi - La distribuzione e la vendita in Turchia dei beni di consumo di importazione può avvenire tramite importatori che provvedono direttamente alla vendita, oppure tramite importatori-grossisti che curano anche la distribuzione tramite una loro rete diretta.
Tuttavia, tutte le forme di distribuzione e vendita sono ipotizzabili. Il franchising è presente in Turchia soprattutto nel settore abbigliamento e nella ristorazione.
Molte catene nel settore dell' abbigliamento sono entrate in Turchia, principalmente via franchising (<Stefanel>, <Benetton>, <LCW-Waikiki>, <Zara>, <Tommy Hilfiger>, <Lacoste>, <Cacharel>). I Mall di stile occidentale sono sempre più diffusi nelle principali città, dove i consumatori sono più consapevoli delle tendenze internazionali, dispongono di redditi più elevati della media e hanno mezzi di trasporto per raggiungere direttamente i grandi magazzini e i centri commerciali, situati solitamente nelle periferie cittadine.
I vari canali distributivi per i prodotti di abbigliamento sono: rivenditori all' ingrosso, seguiti dalle catene della grande distribuzione, negozi di lusso (dove vengono venduti i principali marchi internazionali di abbigliamento), negozi monomarca (<Stefanel>, <Benetton>, <Zegna>, ecc). Alcuni dei marchi italiani presenti direttamente in Turchia sono: <Gucci>, <Armani>, <Stefanel>, <Benetton>, <Diesel>, <Paul & Shark>, <Max Mara> e <Ermenegildo Zegna>. (www.adivadesign.it)
04.01.2006

LIBERO SCAMBIO

Hosni_Mubarak

Egitto e Turchia hanno firmato un accordo con l'obiettivo di triplicare a 3 mld di $ il volume annuale del commercio nel prossimo triennio.

Egitto e Turchia hanno siglato un accordo di libero scambio con l'obiettivo di triplicare a 3 miliardi di dollari il volume annuale del commercio nel prossimo triennio. 
L'intesa è stata firmata dai ministri degli Esteri dei due Paesi dopo quasi dieci anni di trattative. Presenti Hosni Mubarak, il presidente egiziano, e la controparte turca Ahmet Necdet Sezer. L'accordo ''apre nuovi orizzonti per il consolidamento del commercio bilaterale - commenta Mubarak - e l'aumento degli investimenti nei progetti congiunti''. In concreto, vengono reciprocamente rimossi, o ridotti, i dazi doganali su determinati prodotti scambiati tra Ankara ed il Cairo. L'intesa - sottolinea Mubarak - offre in trattamento privilegiato in settori quali industria e agricoltura.
''Aspiriamo a rafforzare la cooperazione in differenti campi'', conferma Sezer. E aggiunge che il terreno è fertile: nel 2005 il volume degli scambi bilaterali è già aumentato del 60%. 
Il Cairo punta ad un maggiore accesso al mercato di Ankara nei consumi, nella ceramica, nell'acciaio, nelle attrezzature mediche e nel cemento. In tema di investimenti bilaterali,quelli turchi in Egitto ammontano oggi a circa 600 milioni di dollari. L'obiettivo è incrementarli fino a due miliardi.(Asca-Afp)
04.01.2006

ANCHE RAVENNA PRESENTE AD ISTANBUL

Boat_show_ad_Istanbul

Il Consorzio export nautico della città romagnola - organismo che rappresenta alcune delle aziende più importanti nel settore in Italia - ha preso parte per la prima volta al <Boat show>, la fiera della megalopoli turca giunta alla sua 25ma edizione. Una dichiarazione del presidente Fabio Soleri. Lo sviluppo di nuovi contratti commerciali e di partnership bilaterali.

Il Consorzio export nautico di Ravenna, un organismo che rappresenta alcune delle aziende più importanti nel settore nautico in Italia, ha partecipato per la prima volta al <Boat show>, la fiera che si è tenuta recentemente a Istanbul e che è giunta alla XXV edizione.
''La fiera di Istanbul - ha detto il presidente del Consorzio, Fabio Soleri - è stata un'occasione fondamentale per promuovere le nostre aziende locali in un mercato non ancora consolidato, ma sicuramente in fermento e da esplorare. La nostra presenza è risultata essenziale per stabilire quei contatti commerciali che ci serviranno in futuro per potenziare o sviluppare nuovi contratti commerciali e patnership bilaterali tra i Paesi coinvolti''.
''La partecipazione del Consorzio, che rientra tra le iniziative previste dalla seconda edizione di <NauticaMed>, in collaborazione con <Sidi eurosportello> e Ice, ha rappresentato un momento importante per le nostre aziende associate - ha dichiarato Roberta Chiapponi, direttore del Consorzio, a ritorno dal viaggio in Turchia - si è trattato di un'occasione fondamentale per allacciare nuovi contatti con aziende turche e con cantieri nautici che potrebbero diventare in futuro distributori o importatori dei nostri prodotti''. (Adnkronos)
04.01.2006

 

LE MIRE DI <ARCELOR> SU <ERDEMIR>

Arcelor

Il colosso europeo intende acquistare una quota di minoranza della società turca dal suo principale azionista <Oyak>.

<Arcelor> ha confermato che intende comprare una quota di minoranza nel gruppo siderurgico <Erdemir> dal suo principale azionista <Oyak>. Il colosso europeo, che già ne detiene il 5%, arriverà così a controllare direttamente e indirettamente il 25.5% di <Erdemir>. L'operazione, valutata attorno a 1.4 miliardi di euro, dovrebbe permettere a <Arcelor> di rafforzarsi sul mercato siderurgico turco in forte espansione. (Ansa)
04.01.2006

PROGETTO <MELTEM 3>: FIRMATO IL CONTRATTO

L'ambasciatore_italiano_Carlo_Marsili

L'atto alla presenza dell'ambasciatore italiano ad Ankara, Carlo Marsili, dell'amministratore delegato di <Alenia>, Giovanni Bertolone, e del ministro turco della difesa Vecdi Gonul.

Alla presenza dell'ambasciatore d'Italia, Carlo Marsili, dell' amministratore delegato di <Alenia>, Ing. Giovanni Bertolone, del ministro turco della Difesa, Vecdi Gonul e del Sottosegretario per gli armamenti, Celal Bayar, è stato firmato il contratto del progetto <Meltem 3> e due "Memorandum of Understandings" tra la <Alenia Aeronautica> e la <Turkish Aerospace Industry> (Tai). L'evento costituisce l'inizio di una strategica ed importante collaborazione internazionale tra Italia e Turchia nel settore dell'industria della difesa, ha affermato il ministro, la cui presenza alla firma è un ulteriore segnale del mondo politico turco della volontà di rafforzare le relazioni industriali con l'Italia anche in questo settore ponendo sempre di più l'accento sul desiderio di sviluppare una collaborazione strategica di lungo periodo tra le imprese turche del settore della difesa ed il gruppo <Finmeccanica> in particolare. Nel corso del suo caloroso intervento, il ministro Gonul ha indicato che il contratto in parola apre nuovi orizzonti alle industrie turche, costituendo altresì un importante passo per la loro integrazione tra quelle europee. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
04.01.2006

 

 

EXPORT POSITIVO 

I dati, per la Turchia, forniti dal ministro Kursat Tuzmen nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla <Tim>.

 Il ministro di Stato turco Kursat Tuzmen, nel corso di una conferenza organizzata dall'Associazione degli Esportatori (Tim), ha affermato che a fine 2005 si sono registrati introiti derivanti dalle esportazioni per un totale di $73 miliardi circa, due miliardi di dollari in più rispetto a quelli preventivati mentre le importazioni hanno raggiunto raggiungere una somma tra i $188 e 120 miliardi. Secondo i dati rilasciati dalla <Tim>, dal 1 gennaio al 17 dicembre, si è avuto un incremento pari al 15.4%. (fonte Amb. d'Ita)
04.01.2006


IL BOOM
DEL TURISMO 2005:
MA COSI' BENE

Turismo_in_Turchia

Il numero dei visitatori in Turchia nei primi undici mesi dello scorso anno è stato di 20.263 milioni, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2004.

L'Istituto di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik) ha rilevato che il numero di turisti entrati nel Paese nei primi undici mesi del 2005 è stato pari a 20.263 milioni con un aumento del 12% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e un aumento del 20.9% rispetto al dato dello scorso anno, con entrate per un totale di $16.5 miliardi nel periodo gennaio-ottobre. La Turchia ha calcolato per il 2005 la realizzazione un totale di $18 miliardi di introiti da tale settore, fonte di entrate in valuta estera necessarie al Paese per far fronte al deficit di bilancio che a ottobre scorso ha raggiunto un totale di $17.1 miliardi, contro un'aspettativa di fine anno di $21.3 miliardi. (fonte Amb.d'Ita)
04.01.2006

 

DISOCCUPAZIONE

In aumento il tasso nonostante i positivi sviluppi dell'economia turca.

Nonostante i positivi sviluppi dell'economia della Turchia, il tasso di disoccupazione non mostra segnali incoraggianti. A settembre la percentuale è stata pari a 9.7% con una media del 12.4% di disoccupati nelle aree urbane e del 5.9% nelle aree rurali, secondo quanto divulgato dall'Istituto di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik). Parallelamente, l'Agenzia di Collocamento turca ha informato che le richieste di lavoro presentate attraverso i suoi uffici sono aumentate del 37% rispetto allo scorso anno ed hanno quasi raggiunto il milione di unità anche se nei primi otto mesi del 2005 si è avuto un calo di richieste del 9.4%, pari a 334 mila  (da 369 mila del 2004). (fonte Amb. d'Ita)
04.01.2006

CRESCE L'ECONOMIA

Resi noti i dati dalla Banca Centrale turca. In discesa il tasso di inflazione. Un 7.86% invece dell'8% preventivato.

La Banca Centrale turca ha reso noti i risultati dell'indagine che conduce periodicamente intervistando esperti ed alti dirigenti del settore finanziario. Dall'analisi dei dati relativi al mese di dicembre è risultato che alla fine del 2005 c'è stata una crescita percentuale del 5.4%, un tasso d'inflazione del 7.86% contro l'8% preventivato, un deficit della bilancia dei pagamenti pari a $22.5 miliardi (in aumento rispetto alle previsioni di $20.7 di settembre), ed un rafforzamento della valuta locale sul dollaro USA che ha chiuso l'anno a 1.3557 YTL. (fonte Amb. d'Ita)
04.01.2006

INDICE DI FIDUCIA

I consumatori turchi convinti dal miglioramento del potere di acquisto e delle aspettative di impiego.

Secondo i dati rilasciati dalla Banca Centrale turca, l'indice di fiducia dei consumatori nel mese di novembre è salito di 1.51 punti a 99.5. L'indice era a 105.4 punti all'inizio dell'anno e ha finora registrato un trend negativo, ma l'aumento dell'ultimo mese (in ottobre l'indice era a 98.1 punti) viene imputato dalla Banca Centrale alla percezione da parte dei consumatori di un miglioramento del potere d'acquisto e delle aspettative di impiego.  L'indice, che viene calcolato dall'Istituto Centrale di Statistica e dalla stessa Banca Centrale, si basa su indagini mensili relative alle tendenze dei consumatori, condotte monitorando le loro abitudini di spesa e le aspettative soggettive.  (fonte Amb. d'Ita)
04.01.2006

RISERVE MONETARIE

 

Sono aumentate in Turchia di 3.3 miliardi di dollari. I dati della BC.

Le riserve monetarie in valuta estera nelle casse della Banca Centrale sono aumentate di $2.3 miliardi, a $49.9 miliardi, nella seconda settimana di dicembre. (fonte Amb. d'Ita)
04.01.2006

 

               

 

CENTRI DI SVILUPPO TECNOLOGICO
PER GLI STUDI DI RICERCA AVANZATA


La_Cyberpark

Chiamati anche "parchi", vedono la Turchia all'avanguardia in questo settore. Finora ne sono stati aperti diciassette di cui sei sono ben avviati e conosciuti. Al loro interno operano società con un giro di affari consolidato. Una scheda informativa preparata dal <Trade Analyst> dell'Ambasciata di Italia ad Ankara.

In Turchia operano già da alcuni anni dei centri di sviluppo tecnologico, <Technopark>, dove le aziende svolgono principalmente studi di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, della difesa, dei sistemi di informazione, dell'elettronica, etc. Finora sono stati aperti 17 "parchi" nel Paese, ma solo sei di questi sono ben avviati e conosciuti ed al loro interno operano società con un giro d'affari consolidato ma nonostante ciò la ricerca di partner e di collaborazioni con aziende straniere è fortemente auspicata. A tale fine si riporta una breve scheda informativa preparata dal <Trade Analyst> di questa Ambasciata su alcuni dei predetti centri nonché i rispettivi contatti e siti web, per coloro che fossero interessati e volessero prendere contatti direttamente con le direzioni.
Metu-Technopark

The studies for the first science and research park of Turkey, Metu (Middle East Technical University)-Technopolis, started by the end of 1980s. At first, best practices all around the world for instance the ones in Usa and in United Kingdom, were closely examined.
Together with the support of these studies, Metu-Smido Technology Development Centre was established with the cooperation of Smido (Small and Medium Size Industry Development Organisation) in 1991 under the main target of establishing incubation centres for the development of technology. The successful results, achieved from Metu-Smido, have promoted studies in establishing a science park in Metu. In 1996, the feasibility study, conducted by an international consortium with the cooperation of World Bank and Ttgv (Turkish Technology Development Foundation), clearly stated Metu as the hypercorrect choice for the foundation of a science park in Ankara with the advantages of its research power, its potential in cooperation with industry and its location.
With the foundation of Metu-Halici Software House and Metu Twins buildings in 1998, a closed area of 12.000
m2 was put into complete services by the end of 2000. The Law of Technology Development Regions was approved in 2001. With this Law the establishment of science and research parks with the Universities as initiators within the country has been promoted, and a number of improvements, foremost tax exemptions, were performed. The development of Metu-Technopolis has continued rapidly and has now reached a total closed area of about 55.000 m2
There are 152 companies working in Metu, in the software sector (51%), electronics (13%), defence (22%) and other (14%). 
General Manager: Mr. Uğur Yüksel
Address: Teknopark A.Ş. 
ODTÜ İkizleri  ODTÜ-Teknokent 06531 Ankara
Tel:                   +90 312 2106400
Fax:                  +90 312 2106403     
Web:                  www.metutech.metu.edu.tr

Bilkent-Cyberpark
Ankara Cyberpark is a science and technology park, which is established jointly by Bilkent University  and its affiliate Bilkent Holding, which has many companies with software development and R&D functions. Ankara Cyberpark Inc., which was founded in 2001 and announced as Technology Development Zone in 2002, proved that it is the fastest growing technopark in Turkey, due to the non- bureaucratic process, with 161 technology-based tenant companies and approximately 1000 R&D personnel. 
Cyberpark also has a technology incubator within Cyberplaza building that supports startups and new entrepreneurs/graduates in developing their innovative R&D projects into marketable products. Space technology is regarded as a critical technology in Turkey as well as in the world. Aware of this reality, Ankara Cyberpark aims to be a concentration center for the companies which are or are planning to be active in space and related technologies. Bilkent University has allocated a land of 55.8 hectares in the west side of the campus area for Ankara Cyberpark. It is planned to build over 200.000 m2 of closed space including office spaces, industrial and storage areas within the Cyberpark.   
General Manager: Mr.Mustafa Atilla
Address:             Cyberpar. Cyberplaza Block B, Floor 1
Bilkent 06800 Ankara       
Tel:                    +90 312 2650040
Fax:                   +90 312 2650048
Web:                   www.cyberpark.com.tr

Hacettepe-Teknopark

The company, undertaking the management of Hacettepe University Technology Development Zone has been established as joint-stock company. The capital undertaken by the managing company is YTL 300.000 and, with the start of investments, will be increased, according to the financial requirements, until it reaches the least essential equity capital. The share holders and capital structure of managing company being established are as follows: Hacettepe University:56%, Hacettepe Hospital Foundation:10%, Hacettepe Education and Research Services Foundation:10%, Hacettepe University Engineering Faculty Foundation:10%, Hacettepe Science Center Association:10%, Ankara University:0.02% and GAMA Inc.: 0.02%.
Technology development zone being in Southwest part and 14 km far away from Ankara city center has been established within the borders of Hacettepe University, Beytepe Campus. The campus borders in north with Ankara-Eskisehir road; in east with Bilkent University; in west with Beysukent-Ümitkoy settlement area; and in south with Lodumlu village. Technology development zone consists of two parts with total surface area of 2,122,792 m2. One is situated in the south of the campus, enclosed in Hacettepe Education and Research complex, with a surface area of 1,045,344 m2, next to Lodumlu village. The other is situated in west-northwest of the campus, with a surface area of 1,077,448 m2, next to a residential area.
Hacettepe aims to pull companies like the Turkish Oyak (Turkey's Armed Forces Pension Fund), whose activities goes from the defense industry to banking, financing and industrial activities (lately the also won a tender to buy 46.12% share of the iron steel company Erdemir). Furthermore, it is thought that Oyak will be closely interested in the zone, and will support the technopark with its financial means especially in its defense activities. Military related big companies, like Mkek, Tai, Aselsan, Havelsan, Roketsan, Mikes, Thomson-Tekfen, Marconi, Fmc-Nurol, having high technologies, can be included with their development activities in Hacettepe technology development zone.
At its first stage, Hacettepe University Technology Development Zone is planned to serve in total 250 companies working in different sectors, at present 23 of them are working. The estimated companies that are going to join Hacettepe University Technology Development Zone will be around 50 (20%)multinational companies, around 125 (50%) national companies (including foreign joint-venture), and around 75 (30%) new enterprises. As far as the size of the companies is concerned, there will be 10 big size plots of land bigger than 10,000 m2 (4% of the total), 30 (12%) middle size plots (land area of around 5000 m2 ) and 60 (24%) small size plots (land area of around 1000 m2), while it is estimated that there will be also around 150 (60%) offices for the enterprises within the zone. 
General Manager: Mr.İlyas Yılmazyıldız
Address:             Hacettepe University Beytape Campus
Rektörlük Binası 11. Kat Beytepe7Ankara
Tel:                    +90 312 2977162-63
Fax:                   +90 312 2977163
Web:                   www.hacettepeteknokent.comtr

İtu-Ari Teknokent
İTÜ (İstanbul Technical University) Ari Technopark was founded in March 2002. the founders are: İTÜ Development Foundation:94%, Turkey Technology Development Foundation:1%, Gama Inc:1%, Enka Inc.:1%, Orimpeks Textile Inc:1%, Ata Construction Inc:1% and Alarko Holding:1%.  Ari is the most effective and developed technopark in İstanbul which makes use of İtu's technical help.
There are two buildings for the park one is Ari-1, which has 27 companies including Vestel, Eczacıbaşı, Mynet etc, in service since March 2003 on a 3.500 m² rentable office area out of the total 6000 m².
The second building, ARI-2, was built with a credit from the World Bank and was opened on October 1st last, it has 12.000 m² rentable office area out of a total of 18.000 m²  27 companies are going to move to ARI-2. 
General Manager: Mr.Dr. Memduh Karakullukçu
Address:              İTÜ  Ayazağa Campus 
Otomaston Binası Kat:4  34469 Maslak/İstanbul
Tel:                    +90 212 2903840
Fax:                   +90 212 2850817
Web:                   www.teknokent.itu.edu.tr

Marmata-Teknokent

The specification of location and boundaries of Tubitak  Marmara Research Centre Technological Free Zone Marmata Teknokent A.Ş. has been determined by the Council of Minister's decree nr. 99/13725, dated 26.11.1999. According to the same decree Tubitak Mrc has been authorized to establish and operate the free zone. June 2001, The Law of Technology Development Zone was put in force and according to this, Tubitak Mrc Technopark was declared "Technology Development Zone".
Main partners of Marmara Teknokent A.Ş. are; Tubitak: 96%, Turkey Technology Development Foundation (Ttgv):1%, İstanbul Chamber of Industry (İso):1%, Adapazarı Chamber of Industry and Commerce: 1% and Kocaeli Chamber of Industry: 1% since the beginning date of 10.06.2003. The companies that apply to the zone should fulfill all the necessary conditions in application and acceptance procedure specified management company Marmara Teknokent A.Ş.  The area has 5.000.000 natural park and 3.5 km coast sea side, it  is located within the premises of Tubitak Mrc's  campus in Gebze. It is at a distance of 45 km to Istanbul and 35 km to the industrial city of Izmit over the Tem motorway,15 km to the Sabiha Gökçen Airport and 5 km to the Eskihisar ferry landing. It enjoys a central position with its proximity to universities and the industry.
There are Tekgeb (Technology Development Zone) and Tekseb (Technology Free Zone) in TubitakK Mrc. Both of them have a  380.000 area on which building space and plots with complete infrastructure, are offered for rent up to 30 years. Current rental rates, to be collected in advance on a yearly basis, are as follows:
Rental of buildings or spaces in buildings     : USD 13.-/m2 / month 
Rental of plots                                                : USD   5.-/m2/ year 
General Manager: Mr.Önder Yetiş
Address:             Tubitak Marmara Reserved Center 
Marmara Teknokent A.Ş. 41470  Gebze/Kocaeli                     
Tel:                    +90 262 6463045
Fax:                   +90 262 6464572
Web:                  www.marmarateknokent.com.tr

Gosb -Teknopark

Gosb(Gebze Organized Industry Region) technopark was founded in 2002 and became operational in 2004. It was estalished as a joint venture in the Organized Industry Region, after examining many models, Israel Tefen was chosen. The partners of the company are: Gosb:49.06%, Tefen:49.06%, Sabancı University:0.71%, Kocaeli University:0.23%,  Kocaeli Chamber of Industry: 0.47% and Gebze Chamber of Commerce:0.47%. 
There are around 20 companies, in 2004 exported Euro 300.000 and 2005 goal is EURO 1 million. Recently the technopark companies have developed 30 products or production technologie.
General Manager: Mr. Prof. Dr. Emre Aksan
Address:           Gebze Organize sanayi Bölgesi
Kemal Nehrozoğlu Caddesi 41480 Gebze/Kocaeli    
Tel:                   +90 262 6788807
Fax:                  +90 262 6788888