Arretrati 

Anno 6° N.36

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

AUGURI
Buon_Natale

Il Natale è vicino. <Turchia Oggi> coglie l'occasione di questi due eventi per fare i migliori auguri ai lettori del sito nella speranza che il Nuovo Anno porti più pace nel mondo.

NatalePresepePace agli uomini di buona volontà. Lo si sente ripetere spesso, specie con l'approssimarsi del Natale. Ma di pace, nel mondo, sembra che ce ne sia ben poca. Non c'è angolo di questa benedetta terra che non sia percorsa da ondate di violenza che si trascinano dietro morti e sangue. E la causa va ricercata proprio nella mancanza di volontà ad essere più buoni. Se ci fosse stata maggiore volontà, infatti, Saddam Hussein si sarebbe recato in esilio prima che la catastrofe si abbattesse sul suo Paese. Se ci fosse stata maggiore volontà George W. Bush non avrebbe dichiarato guerra all'Irak (solo adesso il presidente Usa ha ammesso che Baghdad non aveva armi di distruzione di massa) e migliaia di migliaia di persone sarebbero ancora vive. Se ci fosse stata (e ci fosse) maggiore volontà i terroristi di al Qaida non avrebbero provocato tanti lutti. Se ci fosse stata maggiore volontà da entrambe le parti, si sarebbe trovata da lungo tempo una soluzione definitiva tra palestinesi e israeliani. E via di questo passo. Purtroppo la realtà è quella che ci mostrano quotidianamente le cronache nazionali ed internazionali. La speranza, quindi, è che qualche cosa cambi in meglio nell'anno nuovo alle porte. Auguriamocelo tutti. Sarebbe terribile se certe parole, come quelle pronunciate dal presidente iraniano che ha negato il genocidio ebraico, avessero un seguito. Ciascuno faccia il suo esame di coscienza. Il Natale sia veramente - per credenti e non credenti - il giorno della riappacificazione. (Turchia Oggi)
21.12.2005

 PASSI IN AVANTI
Pierre_Mirel

 

Secondo quanto riferito da un funzionario di Bruxelles, Turchia ed Unione Europea hanno dato il via al lungo processo di comparazione delle legislazioni.

L'Unione Europea dovrebbe aprire i negoziati di accesso con la Turchia a febbraio o marzo dopo aver iniziato un processo di screening nell'ottobre scorso. Lo riferisce un funzionario della UE.
La Turchia e l'UE hanno stretto un accordo per avviare colloqui sull'accesso di Ankara nel blocco in ottobre e hanno iniziato il lungo processo, noto appunto come screening, di comparazione delle legislazioni.
La successiva decisione politica nell'ambito del processo si ha quando l'Unione Europea decide di aprire i negoziati sulla prima delle 35 aree politiche, note come capitoli, in cui la legislazione UE è suddivisa.
"Ci arriveremo effettivamente a febbraio-marzo", ha risposto Pierre Mirel, direttore dell'Allargamento della Commissione Europea, alla domanda sull'inizio dei negoziati in occasione di un seminario ad Ankara.
La Turchia finora ha completato lo screening sui capitoli scienza e ricerca, educazione e cultura, approvvigionamento pubblico e politiche sulla competitività.
Durante questo processo gli esperti UE spiegano le 80.000 pagine di leggi del blocco dei 25 e valutano la compatibilità della legislazione del Paese che chiede di entrare nell'UE con le sue regole. (Reuters)
21.12.2005

LE NUOVE FRONTIERE DELL'EUROPA

La_Turchia_e_l'Europa

Per la Spagna le deve ridefinire l'UE includendovi anche la Turchia.

Miguel_Angel_MoratinosIl ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos ha affermato che l'Unione Europea deve definire le sue frontiere ed ha indicato che Madrid ha un'idea abbastanza precisa di quali debbano essere. 
All'indomani dell'invito francese a riflettere sulla candidatura della Macedonia, Moratinos, intervenendo al Foro Ispano-Tedesco a Madrid, ha detto, citato dall'agenzia <Europa Press>, che ''l'Europa del secolo XXI deve definire le sue frontiere''.
''La Spagna è favorevole all'ingresso turco e a che si diano prospettive europee ad alcuni Paesi dei Balcani'', ha detto il ministro aggiungendo che ''questo sarebbe, più o meno il contorno geografico'' che Madrid vuole per l'UE.
Secondo Moratinos la definizione delle frontiere e del ''progetto politico europeo'' potrà realizzarsi sotto la prossima presidenza tedesca, che ''sarà decisiva'' per superare ''la crisi di maturità'' dell'Europa e dare risposta agli interrogativi su ''qual'è il progetto europeo, dove va 
l'Europa, quali sono i limiti geografici e quali le sue politiche''.(Ansa)

21.12.2005

"SE AVESSI POTUTO..."

Silvio_Berlusconi

"Se avessi potuto, avrei fatto come il mio amico Erdogan in Turchia....".

"Se avessi potuto, avrei fatto come il mio amico Erdogan in Turchia, stabilendo un plafond molto elevato per far confluire tutti i piccoli partiti in quelli più grandi. Lo so, in Turchia è addirittura esagerato, e non voglio prendere la situazione turca come esempio di democrazia,
anche perché non è un grande esempio". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa, rispondendo ad una domanda sul sistema elettorale in Italia. (Agi)
21.12.2005 

VINCONO GLI IMAM

Un_imam

Approvato dal Governo turco un regolamento grazie al quale i predicatori potranno accedere ad ogni tipo di facoltà universitaria.

Il Governo turco ha approvato un contestatissimo regolamento che, aggirando le regole in 
vigore, consente in pratica ai diplomati delle scuole professionali per imam predicatori di iscriversi a qualunque facoltà su base di parità con i diplomati dei licei. Lo hanno riferito i giornali turchi riportando anche le reazioni negative del mondo laico, accademico e sindacale.
Il regolamento stabilisce infatti che uno studente dell' ultimo anno di una scuola professionale per imam (a cui attualmente è in pratica consentito solo l'accesso alla facoltà di teologia) potrà iscriversi all'ultimo anno di un normale liceo e successivamente partecipare con il massimo coefficiente agli esami di ammissione ad una facoltà tecnica o giuridico amministrativa.
La stessa cosa potranno fare i già diplomati delle scuole per imam, che potranno presentarsi dopo tre anni, ma senza alcun obbligo di frequenza, agli esami dell'ultimo anno di un liceo e 
conseguire così un secondo diploma, quello liceale, che gli consentirà l'accesso ad ogni facoltà.
Infine -secondo il regolamento - i laureati in teologia potranno iscriversi liberamente a qualsiasi facoltà.
Contro queste nuove disposizioni che sopprimono le attuali restrizioni a chi sceglie una formazione professionale strettamente religiosa, il presidente dello Yok (Alta autorità 
per l'istruzione superiore), Erdogan Tezic, ha annunciato un ricorso alla magistratura. Hanno protestato anche i massimi dirigenti del sindacato degli insegnanti, Egitim Sen, secondo cui il regolamento crea discriminazioni a sfavore degli studenti dei licei e favorevole agli imam.
Il Governo, espresso dal partito di radici islamiche Akp di Tayyip Erdogan, aveva circa un anno fa cercato di ottenere lo stesso risultato con una legge che annullasse completamente le restrizioni accademiche vigenti per i diplomati imam-predicatori, ma aveva dovuto ritirare il progetto per la ferma opposizione dei laici e dei militari turchi, che avevano accusato Erdogan di volere preparare il terreno per infiltrare lo stato e la società con una nuova burocrazia ed una leva di professionisti di formazione strettamente islamica e ritenuti perciò antilaici e vicini all'Akp. (Ansa)
21.12.2005

 MISTERI PER UNA VISITA

Il_direttore_della_Cia

Il direttore della Cia, Porter Gross, nel suo incontro con il premier turco Recep Tayyip Erdogan e con il responsabile ai Servizi avrebbe toccato più argomenti.

L'arrivo_ad_Ankara_del_direttore_della_CiaStando al quotidiano turco <Cumhuriyet>, la visita del direttore della Cia, Porter Gross, in Turchia potrebbe avere indicato "la preparazione di una infrastruttura in vista di un intervento americano in Siria". Altre testate turche hanno invece ipotizzano uno scambio di vedute sul problema del nucleare iraniano. Gross ha avuto un colloquio con il Sottosegretario turco responsabile per i Servizi segreti, mentre in seguito è stato ricevuto dal premier Recep Tayyip Erdogan.
E' difficile immaginare che la Turchia accetti nelle attuali circostanze una qualsiasi azione militare statunitense, usando come base di lancio il territorio turco, soprattutto contro Paesi quali la Siria e l'Iran. Mentre invece appare assai più verosimile che Ankara abbia espresso all'ingombrante ospite tutto il risentimento turco per quello che sta avvenendo nel Kurdistan iracheno e la preoccupazione di fronte alle informazioni secondo cui il Pkk-Kongra Gel si sarebbe lanciato in considerevoli acquisti di nuove armi sul mercato nero in vista di una nuova campagna militare da lanciare nei prossimi mesi a cavallo fra Turchia e Iraq. (Arab Monitor)
21.12.2005

 

NESSUN INTERROGATORIO DI SOSPETTI MEMBRI DI AL QAIDA

La precisazione - a proposito delle "missioni Cia" anche in Turchia - è venuta dal ministro degli Esteri Abdullah Gul.

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha smentito che vi sia stato a Istanbul un interrogatorio di un detenuto sospetto membro di Al Qaida a fine ottobre quando un aereo, ritenuto dalla stampa turca appartenente alla Cia, fece uno scalo nella metropoli turca sul Bosforo.
''L'aereo in questione è stato sempre sotto nostro pieno controllo. Prelievi di persone o interrogatori di un qualsiasi sospetto da parte di un aereo militare o civile sono impossibili e fuori questione'' - ha detto il ministro turco riconoscendo tuttavia che ''un aereo civile'' e' atterrato due volte all'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul una volta il 31 ottobre, quando si fermò 22 ore, nel suo viaggio tra Barcellona e Baku e la seconda volta il 15 novembre nel suo viaggio di ritorno.
L'avvocato difensore di Loai al-Saqa (un siriano arrestato in agosto perché sospettato di programmare, per conto di al Qaida, un attacco con un gommone-bomba contro una nave israeliana) ha affermato che il suo assistito sarebbe stato interrogato in prigione da ''agenti stranieri, probabilmente appartenenti alla Cia americana''. (Ansa)
21.12.2005

          

SOSPESO E RINVIATO IL PROCESSO
ALLO SCRITTORE PAMUK
Orhan_Pamuk_esce_dall'aula

I motivi vanno ricercati nel fatto che non era pervenuta ai giudici l'autorizzazione a procedere. La data fissata è per il 7 febbraio prossimo

Il processo allo scrittore turco Orhan Pamuk é stato sospeso. Lo hanno deciso i giudici del tribunale di Sisli di Istanbul perché non è pervenuta l'autorizzazione a procedere del ministro della Giustizia, Cemil Cicek. Il processo è stato aggiornato al 7 febbraio.
Il processo a carico dello scrittore turco Orhan Pamuk, accusato di "vilipendio aperto alla nazione" per aver pubblicato articoli sul massacro degli armeni e dei curdi, era in forse a causa di una diversa interpretazione della legge. Il tribunale, con una decisione del 2 dicembre scorso, aveva stabilito che al processo di Pamuk andava applicato il vecchio codice penale, recentemente riformato ma in vigore fino a giugno.
Di conseguenza, per giudicare i fatti imputati allo scrittore era necessaria una previa autorizzazione del ministero della Giustizia. Ma il Guardasigilli, Cemil Cicek, si era rifiutato di occuparsi della questione e aveva fatto appello alle disposizioni contenute nel nuovo codice penale per rinviare il fascicolo al tribunale, sostenendo che sono i giudici a dover decidere se processare o meno lo scrittore.
L'auto che trasportava lo scrittore dal tribunale di Sisli a Istanbul, dove  il si doveva tenere il processo, è stata attaccata con pugni e calci da nazionalisti turchi, che protestavano e che si sono scontrati per questo anche con i poliziotti che cercavano di allontanarli. La polizia ha proceduto ad alcuni fermi. (RaiNews24)
21.12.2005

MA IL CASO NON E' CHIUSO

Oral_Pamuk

Tutti scontenti per la decisione dei giudici, definita pilatesca, sulla vicenda Pamuk: dagli euro-parlamentari presenti nell'aula di giustizia di Istanbul, ai rappresentanti dei diritti umani, ai nazionalisti.

Il ministro della Giustizia Cemik Cicek ha taciuto ed i giudici turchi hanno sospeso, fino al 7 febbraio, tra le proteste e la rabbia dei nazionalisti e la delusione degli europei, il processo d'opinione allo scrittore turco Orhan Pamuk. Quest'ultimo è imputato di offesa alla identità turca solo per avere evocato in un'intervista concessa in febbraio ad un giornale svizzero, il ''milione di morti armeni'' (da lui comunque non definiti genocidio) in epoca ottomana e i ''30 mila curdi'' rimasti uccisi nella più recente cruenta lotta armata tra il Pkk e lo stato turco negli anni 1984-1999.
Tacendo (''pilatescamente'' - secondo alcuni osservatori) sull'autorizzazione a procedere (richiesta dal vecchio codice penale vigente nel febbraio scorso, epoca del 'reato' di Pamuk), 
il ministro (in sostanza il Governo turco) ha così favorito la sospensione del processo (una decisione da lui definita oggi ''naturale''. Ma, non avendo avuto il coraggio di sfidare le ire dei nazionalisti con un diniego esplicito dell'autorizzazione, ha finito per scontentare tutti e non ha evitato che il processo a Pamuk continui ad essere una ''patata bollente'' ed una ''spada di Damocle'' sullo stesso negoziato di adesione che dai primi di ottobre la Turchia ha intrapreso con l'UE. ''Il processo a Pamuk è un test decisivo per la Turchia'' - aveva dichiarato il commissario UE per l'allargamento, Olli Rehn - un test della capacità della Turchia di garantire realmente la libertà di espressione in un Paese che aspira ad entrare nell'UE. Un processo, cioè, che rischia ancora di ripercuotersi e, addirittura, di ''interrompere'' il negoziato stesso (come hanno dichiarato i 5 parlamentari europei giunti ad Istanbul come osservatori), frapponendosi come nuovo ostacolo alla ''priorità numero uno'' del Governo di Ankara.
''Il processo riprenderà il 7 febbraio per dare tempo al ministro della Giustizia di fare pervenire la necessaria autorizzazione a procedere'' - ha annunciato, all' apertura dell'udienza, il presidente del Tribunale di Istanbul.
I giudici affermano di avere comunicato al ministro sin dai primi di dicembre la decisione di applicare il vecchio codice penale che per il reato imputato a Pamuk ('offesa all'identità turca'') richiede appunto l'autorizzazione del ministro Cicek. Quest'ultimo afferma, invece (non creduto da alcuno) di non aver nemmeno ricevuto la richiesta di autorizzazione.
La decisione è stata praticamente giudicata ''pilatesca'' un po' da tutti e non ha accontentato nessuno. ''Deluso dell'atteggiamento del Governo'' si è dichiarato il deputato europeo Camiel Eurlings, responsabile dei ''rapporti'' che il Parlamento europeo scrive sulla Turchia, uno degli osservatori inviati da Strasburgo. ''Il Governo turco ha mancato un'occasione per mettere fine a questo processo'' - ha aggiunto Eurlings che ha definito quella dello scorso venerdì ''una cattiva giornata per la Turchia''. ''Il Governo turco deve annullare il processo a Pamuk se vuole che la Turchia entri nell'UE'' - ha precisato.
La ribellione degli avvocati - ''Delusi'' anche i gruppi di difesa di diritti umani: ''E' una decisione deludente. Il rinvio è solo un tentativo di salvare la faccia. Non fa che prolungare il caso'' - ha dichiarato Daniel Hahn del gruppo di ''Human right Watching''. Il silenzio del Governo trova, comunque, una spiegazione nella rabbia con cui la decisione è stata presa dai nazionalisti turchi che volevano una condanna esemplare per Pamuk: una rabbia diretta non solo e non tanto contro i giudici, ma anche e soprattutto contro il Governo per il suo ambiguo silenzio.
Va precisato a questo proposito che, ad opera di esponenti nazionalisti, fuori dell'aula del processo, era successo un finimondo: gli esponenti dei gruppi nazionalisti, radunatisi fin dal mattino davanti al tribunale, avevano agitato il segno delle ''due dita'' degli ultranazionalisti (indice e mignolo, in Turchia simbolo non di ''corna'', ma dei lupi grigi) e avevano urlato slogan contro il Governo e Pamuk, definendolo ''traditore e rinnegato''. ''Ama la Turchia, oppure vai via'' avevano gridato mentre l'auto che trasportava Pamuk (che poco prima si era preso una colpo di fascicolo in testa da parte di una donna) veniva presa a calci e pugni e la polizia fermava una decina di esagitati.
Tra questi ultimi si erano distinti anche noti avvocati nazionalisti che, nel parapiglia, avevano insultato insultato alcuni dei deputati europei venuti a ''monitorare'' il processo e altri cittadini stranieri convenuti a Istanbul per il processo. ''Voi oltraggiate con la vostra presenza la Corte'', ''osservatori europei non possono venire a controllare i giudici turchi'' - avevano gridato gli avvocati nazionalisti agli stranieri ed ai deputati europei. 
Uno di questi ultimi, Denis McShane (ex ministro inglese per l'Europa), ha affermato di essere stato colpito con un pugno al viso da uno di questi avvocati. E un avvocato ultrà, già noto per avere fatto rinviare dalla magistratura un dibattito sui massacri degli armeni, ha detto che chiederà contro Pamuk un procedimento davanti alla Corte di Assise perché il suo reato, essendo stato commesso all'estero, prevede una pena doppia (sei anni invece di tre) e non richiede l'autorizzazione del ministro. Decisamente il caso Pamuk non è ancora chiuso, né dal punto di vista giudiziario che politico. (Lucio Leante/Ansa)
21.12.2005

"UN FATTO POSITIVO"

Così si è espresso Pietro Folena, deputato indipendente del Prc, in merito alla sospensione del processo allo scrittore Pamuk.

''La sospensione del processo ad Orhan Pamuk è un fatto positivo, per quanto occorre la massima cautela perché siamo di fronte ad uno scontro procedurale tra Governo e magistratura di cui non si intravede una soluzione certa''. Lo ha affermato Pietro Folena, deputato indipendente del Prc.
''Tuttavia la sorte di questo assurdo procedimento - prosegue - è nelle mani del Governo di Ankara. Chiediamo che il ministro della Giustizia turco, invece che lavarsi le mani, neghi esplicitamente l'autorizzazione a procedere nei confronti di Pamuk. Questo sarebbe un buon viatico in vista dell'adesione della Turchia all'Unione Europea''.
''Proprio oggi - osserva Folena - ci è giunta la risposta del Ministero degli Esteri italiano alla nostra interrogazione sul caso Pamuk, dalla quale purtroppo, al di là di giudizi più o meno condivisibili sulla situazione delle riforme in Turchia, non si evince un ruolo attivo del Governo italiano a favore di uno dei più grandi scrittori contemporanei''. (Ansa)
21.12.2005

GENOCIDIO ARMENO: LA FRANCIA E LA REVISIONE
STORICA
Jacques_Chirac

 

Pubblicata una dichiarazione comune per l'abrogazione di tutte le decisioni parlamentari prese fino ad oggi, compresa la legge con la quale si riconoscevano le stragi da parte dei turchi.

The French historians issued a common declaration to annul all parliamentary historical decisions, including the Armenian genocide law.
French President Jacques Chirac's previous support to pass the genocide allegations law in parliament and his current statement suggesting "Parliaments cannot take decisions on history," when it comes to France's colonial past, has been interpreted as contradiction.
The discussion on "rewriting history" that flared in France last week is gradually intensifying. Nineteen prominent French historians published a common declaration to annul the French Assembly's decisions on history including the law about the so-called Armenian genocide. The declaration called "Freedom for history" emphasizes parliamentary decisions on historical issues "do not suit democratic regimes."
"The duty of rewriting history in a free country does not belong to the parliament or any legal authorities," the French historians stated. Parliamentary decisions, they defended, make it difficult to conduct research on history and education.
Historians criticizing the French Assembly asked the following laws to be annulled: "The law dated 23 February 2005 on imparting the good sides of France's colonial past, the law dated 29 January 2001 on recognizing the "Armenian genocide", the law dated 21 May 2001 on slavery, the law dated 13 July 1990 concerning the punishment of anti-Semitic and racist activities."
The joint declaration also states these laws restrict the freedom of historians and impose what subjects can be discussed and which result can be concluded.
Four years ago, the French Parliament recognized the incidents of 1915 as the "Armenian genocide" despite Turkey's harsh objections. In the single-paragraph law passed with pressure from the Armenian Diaspora in France, the statement "France clearly recognizes the 1915 Armenian genocide," is noted. Turkey on the other hand put forward the thesis that "taking decisions on historical issues is not the role of parliaments." However, the French Parliament upheld its decision.
A Paris Court ruled against famous French encyclopedia, The Quid, for printing the Turkish view on the so-called Armenian genocide last July. The same court had previously ruled against famous historian Bernard Lewis for a relevant article he published in the newspaper Le Monde and ordered him to pay a symbolic sum in compensation of one euro. Although several historians in France do not agree with the allegations of the Armenian genocide, they avoid expressing their views because of the threat of court action. Armenian organizations keep in close check scholars expressing opposing views.
Tension mounts over the motion suggesting that school textbooks "should particularly teach the positive sides of French colonialism," which was adopted in the French parliament in February; a decision that shocked French historians.
Despite both French President Chirac and French Prime Minister Dominique de Villepin declaring that writing history is not the role of parliament and that the Republic does not have an official history, the Union for a Popular Movement (Ump) sends out different messages.
"Will we apologize for being a French one day?" asks Nicolas Sarkozy, UMP leader and Interior Minister, in reaction to the ongoing debates.
In an interview with Journal du Dimanche, Sarkozy pointed out "the tendency toward systematic compunction that is impossible to stop." He said the French society is under the threat from an unfortunate tendency towards self-denial.
One of the leading names in the Ump, Lionnel Duca, expressed his outrage against the historians saying that without colonialism, neither Leon Bertrand (of Guyana origin) nor Aziz Begag (of Algerian origin) could have become ministers.
Duca's statements provoked a widespread reaction. Sarkozy cancelled his visit to the overseas French territories of Martinique and Guadeloupe, on the grounds of demonstrations and widespread reactions against the Duca's motion.
The Ump rejected the amendment proposal opposition parties put forward last month.
In response to the reactions, the president informed that a pluralist commission would be established to handle the way the parliament tended to treat historical issues. Although Chirac embraces French historians today, he did not raise any objections at the time of approving either the Act of Armenian genocide or the Act of colonialism. (Ali Ihsan Aydin/Zaman)
21.12.2005

SI E' APERTO IL PROCESSO AL RETTORE DELL'ATENEO DI VAN

Yucel_Askin_il_professore_sotto_processo

Le accuse sono quelle di abuso di potere e falsificazione di documenti ma i più ritengono che l'imputato sia vittima di una macchinazione dei religiosi.

E' cominciato a Van il controverso processo al rettore della locale Università, Yucel Askin, che gli ambienti accademici e laici turchi ritengono vittima di una persecuzione giudiziaria e politica intesa a punire il suo impegno contro l'uso del velo femminile e contro la penetrazione di elementi fondamentalisti islamici nel suo ateneo.
Le accuse contro Askin sono di abuso di potere e di falsificazione di documenti, ma si riferiscono ad un acquisto di materiale sanitario avvenuto nel 1998 quando non era ancora rettore.
Al processo assistono come osservatori molti dirigenti dello Yok (l'alta autorità per l'istruzione superiore), membri dell'Associazione internazionale degli avvocati penalisti e sette deputati del partito di opposizione Chp (socialdemocratico).
Askin è stato arrestato il 14 ottobre scorso e qualche giorno dopo ha avuto un attacco cardiaco in carcere dopo che il dirigente amministrativo della stessa Università si era suicidato in carcere dove era rinchiuso da luglio con accuse analoghe per lo stesso caso.
Imputati sono anche altri 9 dirigenti e insegnanti dello stesso ateneo di Van, una città all'estremo oriente della Turchia ai confini con l'Iran.(Ansa)

21.12.2005


APRONO UN UFFICIO
A BRUXELLES
GLI AFFARI RELIGIOSI

Mehmet_Gormez

Rappresentativa permanente per contribuire ai negoziati ai fini della piena adesione turca all'Unione Europea. Come chiarire gli equivoci che danno dell'Islam una immagine negativa.

The Turkish Directorate of Religious Affairs is setting up "permanent representative" structure in Brussels to contribute to the full membership negotiations between Turkey and the European Union.
The works to be conducted as a half civilian organization will be realized under the umbrella of the Europe Religious Institutions Union. One aim of the Religious Affairs Directorate is to correct the misunderstandings about Islam and to repair the negative image. In the activities, it will be underlined that Islam is not is not an obstacle before Turkey's EU membership. A research center will be set up in the Religious Affairs Directorate building in Brussels. In addition to the Religious Affairs Directorate staff, scholars, artists and non-governmental organization representatives will serve at the center, where reports for the Turkish negotiation delegation will be prepared. Religious Affairs Directorate Deputy Chairman Mehmet Gormez giving information to Zaman on the issue said the statements they made about missionary activities in Turkey were reflected as a campaign against Christianity. Gormez noted the misconceptions in European countries also entered the European Union Progress Report.
The Turkish Directorate of Religious Affairs, whose proposal of establishing a permanent representative office in Brussels was rejected, will realize its lobbying function in the EU capital through the Europe Religious Institutions Union.
Religious Affairs Directorate Deputy Chairman Gormez, stating the EU Progress Report is full of mistakes about religious freedoms in Turkey and the Religious Affairs Directorate, asserted "The reaction we showed to the missionary activities was reflected as an antagonism of Christianity. The Europe Religious Institutions Union will correct this wrong and unjust situation. The research center will contribute to Turkey's EU membership with reports it will publish at certain intervals and it will inform the negotiation delegation." (Mesut Ozdurmus/Zaman)
21.12.2005

RIABILITARE I DETENUTI IN PRIGIONI PIONERISTICHE

Riabilitazioni_nelle_prigioni

I laboratori delle carceri sembrano surclassare sempre più  il settore privato per quanto riguarda i profitti. Sono 173 i penitenziari in Turchia adibiti alle diverse professioni, dall'allevamento del bestiame all'artigianato.

Prisons pioneer in the rehabilitation of prisoners. Professional and artistic education is provided in 173 prisons throughout Turkey.
Several professions from cattle-breeding to furniture making are taught to those behind bars. The workshops of the prisons compete with the private sector in profit. The workshops that made a profit of 12 trillion Turkish liras in 2002 increased its income by twice last year and reached 24 trillion Turkish liras. The money from workshops is placed into accounts in banks and there it increases more and more with interest and other incomes. A part of the income obtained from the production activities is distributed to prisoners working there. The remaining amount is used for new court and prison constructions, for expenses of maintenance, repair and fixture needs.
In 2004, 29,515 trillion Turkish liras were spent from the workshops budgets for the construction, maintenance and repair of the courts and prisons. The amount of money transferred from the workshops for these expenses within the first 10 months of 2005 reached 74,781 trillion Turkish liras. Thirty-five judicial court facilities, 11 F type prisons, 39 employee apartment houses were built and the completion of 10 court facilities were accomplished with the money from the workshops budget. Also, the transformation of 72 punishment execution institutions into the room system, the repair of 670 employee apartments and six punishment execution institutions, building sections for prisoners with psychological problems in four punishment execution institutions, and the alteration and repair of three education centers, sport complex and workshops for six punishment execution institutions were realized by the prison workshops budget. In addition to construction and repair works, furnishing needs of the courts and prisons were fulfilled by the equipment made in the workshops. The furnishing of 162 courts and seven punishment execution institutions have been realized in this way since 2001. (National News Desk/Zaman)
21.12.2005

ELEVATO IL RATING

Moody's

La valutazione, da parte di <Moody's>, riguarda i prestiti a lungo temine. Un chiaro segnale di miglioramento dell'economia turca.

L'agenzia di valutazione del credito <Moody's> ha elevato il rating della Turchia sui prestiti a lungo termine in valuta da B1 a BA3. Secondo gli analisti locali, l'upgrading nella valutazione del credito alla Turchia, è ritenuto un segnale molto chiaro del miglioramento complessivo dell'economia locale e della capacità dell'attuale governo di gestire questa complessa fase di aggancio all'Europa. Pochi giorni fa l'agenzia <Fitch> aveva mutato l'outlook sulla Turchia da "stagnante" a "positivo", pur mantenendo valutazione al livello BB- pari a quella attuale di <Moody's BA3>. (Ice Istanbul)
21.12.2005

ANKARA: DA  BALUARDO DELLA NATO
AD UNA COOPERAZIONE CON MOSCA 

Blue_Stream_pipeline

La Turchia è diventata un hup per l'export degli idrocarburi russi. Più in generale un Paese chiave per avviare ai mercati internazionali le risorse dell'area post-sovietica. L'ex Urss è diventato il secondo partner commerciale dell'Anatolia. Un articolo di Piero Sinatti per <Il Sole24Ore>.

Esaurito il suo ruolo di baluardo sud orientale della Nato di fronte all'Urss, con la disgregazione di quest'ultima, la Turchia si è trovata ai confini una vasta area di instabilità: la regione caucasico-caspica-centroasiatica, abitata per lo più da popoli di etnia turca, azeri, kazakhi, turkmeni, uzbeki e kyrgyzi.
Un'area musulmana e turanica, dalle grandi opportunità per Ankara che nei primi anni Novanta si propose di conquistarne l'egemonia, come modello di stato laico ad economia di mercato, in forte crescita industriale. Al tempo stesso voleva usufruire del suo grande polmone energetico. In competizione e in alternativa (per i trasporti di greggio e gas) alla Russia.
Nascita e declino di una sfida
Era una sfida nuova per la Turchia. Ankara istituzionalizzò i rapporti con quei Paesi, con summit annuali. Concesse crediti e investimenti. Inviò,come consulenti, manager industriali e bancari, filologi (per il passaggio ai caratteri latini dei loro alfabeti, cirillici), specialisti militari (per la formazione dei nuovi eserciti). Fu sviluppata la cooperazione economico-commerciale (costruzioni, export di beni turchi di largo consumo, settore turistico-alberghiero). Le ambizioni geopolitiche, prive di adeguate dimensioni e potenzialità economiche, si ridimensionarono. Anche se si mantennero e si svilupparono, i rapporti economici e una limitata cooperazione militare.
La Turchia non era in grado di competere con la Russia, che alla metà degli anni Novanta, riproponeva la sua più forte e più fondata influenza su quell'area. In cui vi si affacciavano, per la prima volta, gli Usa (specie dopo l'11 settembre). Gli unici in grado di riaprire e condurre il "Grande Giuoco" con la Russia per l'egemonia in quell'area. La Cina (e l'India) vi è entrata in questi ultimi anni. Per l'energia.
La gara delle pipeline
Ankara, tuttavia, ha mantenuto i disegni energetici. Alla metà degli anni Novanta il Governo turco, con la compagnia petrolifera di stato <Tpao>, ha contribuito a costituire il consorzio internazionale <Aioc> (Azerbaijani international oil company, a guida <Bp>) creato con il compito di sfruttare i grandi giacimenti petroliferi azeri offshore e di costruire un grande oleodotto capace di trasportarne il greggio da Baku al terminale mediterraneo turco di Ceyhan, passando per la Georgia.
Quell'oleleodotto - Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc) - toglieva alla Russia, bypassandola, il monopolio delle reti di pipeline dell'area ex sovietica. Gli Usa grazie ad esso volevano sia diversificare le fonti del proprio import petrolifero, sia indebolire l'influenza politico-economica di Mosca nella regione, considerata da Washington "di suo interesse vitale".
Dal canto loro, Azerbajdzhan e Georgia intendevano allentare la pressione economico-politica di Mosca e farle pagare il decisivo appoggio politico-militare che aveva dato ai secessionismi nel Sud Caucaso.
Il <Btc>, dopo contrasti e rinvii, è stato ultimato quest'anno ed è già in funzione. 1773 km di percorso accidentato e in zone instabili. Costo, circa quattro miliardi di dollari. Potenzialità di trasporto, 45 milioni di tonnellate annue.
Mosca ha finora avversato il <Btc>. In risposta ha rinnovato l'oloeodotto Baku-Novorossijsk (Mar Nero), che continua a trasportare parte del greggio azero-caspico. Ha costruito, con il Kazakhstan, un nuovo oleodotto (Ktk) che dal 2001 trasporta a Novorossijsk il greggio dei giacimenti kazakhi on shore di Tengiz.
Blue Stream e nuovo ruolo turco
Ankara, tuttavia, non si è accontenta del ruolo di pedina americana nel "Grande Gioco".
Aspira a un ruolo più autonomo.
Nel 1997 Eni, Gazprom e la compagnia turca <Botas>, sotto gli auspici dei Governi russo e turco, si accordano per costruire un grande gasdotto (oltre 1200 km, costo attorno ai 3 miliardi di dollari) per portare il gas russo al porto-terminale di Samsun sulla costa turca del Mar Nero.
Una_immagine_del_Baku-CeyhanÈ il <Blue Stream>. Per oltre 300 km traversa le profondità del Mar Nero. Questo avanzatissimo progetto è contestato dagli Usa che avevano proposto un progetto di gasdotto sottomarino transcaspico (Tcp) con cui avviare a Baku e da là in Turchia il gas turkmeno. Aggirando, ancora una volta, la Russia. Il <Blue Stream>, secondo gli americani, era di ardua realizzazione e faceva dipendere dalla Russia i consumi di gas turchi.
Più breve e meno costoso del Transcaspico, il <Blue Stream> è stato ultimato nel 2002. Ma solo il 17 novembre scorso è stato inaugurato ufficialmente. Dal premier turco Erdogan, da quello italiano Berlusconi e dal presidente Putin.
Il Btc, a sua volta, è stato inaugurato lo scorso maggio, alla presenza di un inviato speciale di Washington e dei capi di stato azero, georgiano, turco e kazakho. <Astana> aveva finito per associarsi al <Btc> per far fronte alla crescita della sua produzione petrolifera (giacimenti di Kashaghan, "lavorati" da consorzi cui partecipano sotto la guida dell'<Agip> anche società turche).
In quest'occasione, il presidente turco Ahmet Necdet Sezer, significativamente, auspicava l'associazione della Russia al <Btc>. Solo il presidente georgiano Saakasahvili parlava ancora di "alternativa alla Russia".
Quanto a <Blue Stream>, sono state le sue grandi potenzialità di trasporto (16 miliardi di metri cubi l'anno) a richiedere l' ampliamento delle sue destinazioni. Con nuovi segmenti di pipeline da costruire, diretti all'Italia meridionale, al sud Europa e, forse, anche a Israele. Il progetto transcaspico Usa è rimasto nei cassetti.
L'Hub-Turchia
La Turchia è passata, così, dalla competizione alla cooperazione con la Russia. E' diventata un hub per l'export degli idrocarburi russi. Più in generale, un Paese chiave per avviare ai mercati internazionali gli idrocarburi dell'area post-sovietica.
Il passaggio è stato sancito nel dicembre 2004 dalla Dichiarazione congiunta russo-turca di Ankara. Dove si sottolinea "lo spirito di fiducia reciproca, uguaglianza e rispetto degli interessi reciproci" tra i due Stati. Essa ha concluso la visita di Putin in Turchia (la prima di un capo di stato russo in quel Paese), ricambiata da Erdogan il mese successivo con una delegazione-record comprendente 600 businessman turchi.
Cooperazione multilaterale
La Russia è diventata il secondo partner commerciale della Turchia. Dopo la Germania. Eloquenti sono le cifre dell'evoluzione dell' interscambio.

 
1992 441 milioni di dollari
1997 4 mdi
2001 3,5 mdi
2003 6,8 mdi
2004 10 mdi
2005 15 mdi (previsioni)
2007 25 mdi (previsioni)
 

TurkcellNegli ultimi quindici anni società turche hanno firmato contratti operativi in Russia per circa 15 miliardi di dollari. Soprattutto nel campo delle costruzioni, un vero boom in Russia. In Russia la Turchia esporta beni di largo consumo (abbigliamento, pelli, articoli di elettronica). La Turchia è diventata la prima mèta del turismo russo e dell'attività - negli anni Novanta in nero - dei "viaggiatori-commercianti" russi (le cosiddette "navette" o chelnoki : comprano, pagando in dollari, beni di largo consumo turchi a basso costo per rivenderli in Russia). Il monopolio elettrico russo Ees si propone, ora, di esportare in Turchia la sua elettricità. Il grande gruppo finanziario industriale russo <Alfa Grupp> ha scalato, da poco, con successo la società di telecomunicazioni <Turkcell> (con 3,2 miliardi di dollari). Non solo. Ankara acquisterà armamenti russi, a seguito dell'aggravamento della crisi mediorientale e alla sua frizione con gli Usa sulla guerra in Iraq.
Non sono stati i soli interessi economici ad avvicinare la Turchia alla Russia, né la tensione con gli Usa. Ankara è frustrata per la contestatissima ammissione nell'UE. Che pesa più delle divergenze con Mosca sulla soluzione dei conflitti nel Caucaso. E delle sue preoccupazioni per l' aumento (oltre il tetto del trattato di Vienna del 1992, Cfe) delle forze convenzionali russe presso i suoi confini di nord-est. (Piero Sinatti/Il Sole24Ore.com)
21.12.2005

LE QUATTRO RAGIONI DEL MIRACOLO TURCO
IL PAESE DOVE SI CORRE MOLTO IN FRETTA
Paribas

Dopo la crisi finanziaria del 2001, ridotto di un quarto il debito pubblico, rilanciati alla grande gli investimenti, consolidata la moneta, fatta crollare l'inflazione. Applicata una austerità di bilancio senza precedenti. I fattori che hanno collaborato a questo successo. L'analisi di Piero Margiocco per <Il Sole24Ore>.

Chi apre la pagina del Mediterraneo e vuole vedere dove c'è più azione, dove le cose si muovono (in economia) di più, non ha oggi dubbi: deve puntare sulla Turchia-
Un Paese che ha realizzato quattro obiettivi di grande rilievo dopo l'ultima crisi finanziaria e bancaria del 2001. E un paio di questi, vari Paesi UE, sarebbero ben felici di poterli replicare.
La Turchia ha ridotto di un quarto il debito pubblico, per incominciare. Ha rilanciato alla grande gli investimenti con un eccezionale recupero di produttività. Ha consolidato la moneta. Ha fatto crollare l'inflazione. Resta, e questo è il lato debole, ancora fortemente esposta sul debito estero, che è il motore del boom. Ma, a differenza dell'Argentina di dieci anni fa, quando i due Paesi venivano equiparati e quando molti risparmiatori italiani venivano pilotati verso i titoli argentini ahimè e non quelli turchi, Ankara si è indebitata per costruire e crescere, non per sopravvivere illudendosi di essere più ricca di quello che è.
Il fronte che, visto dall'estero e soprattutto dall'Italia desta più ammirazione, è quello dei conti pubblici, del debito soprattutto. Applicando una austerità di bilancio senza precedenti nella storia del Paese, Ankara ha tagliato il debito dal 100% del Pil a fine 2001 al 70% a fine 2005.
Tre fattori hanno fortemente collaborato a questo successo: 1) il crollo dei tassi interni reso possibile da un'inflazione che è stata portata dal 73% dell'inizio 2002 al 7,5% di ottobre, anche se dalla metà 2004 sotto la spinta del petrolio ha fluttuato avvicinandosi anche al 10% su base annua; 2) il migliore rating e quindi il costo più basso del finanziamento del debito estero, che rimane molto alto; 3) la rivalutazione della Lira turca. Il risultato è che il servizio del debito è stato più che dimezzato rispetto al Pil, dal 23 al 10 per cento. Tra il 2001 e oggi il surplus primario dell'amministrazione centrale è stato mantenuto su una media annuale del 5 per cento. La Banca centrale, autonoma dal 2001, ha potuto centrare gli obiettivi d'inflazione del 2002-2004 e probabilmente ci riuscirà anche quest'anno.
Ma l'austerità della spesa pubblica non ha frenato la crescita, come rileva una recente analisi-Paese di <Paribas>, firmata da François Faure, decisamente elogiativa nonostante varie ombre. La Turchia è cresciuta in media del 7.5%, a tassi quasi cinesi cioè, tra il 2002 e il 2004, ed è previsto un più 5% quest'anno.
I motori della crescita, trainata sia dalla domanda interna che dall'export, sono due. Un forte recupero di produttività dopo la crisi del 2000-2001, con il costo del lavoro per unità di prodotto che a metà 2005 era dimezzato rispetto a quello di fine 2000. E un forte afflusso di capitali internazionali. Il risultato è che la Turchia, da tempo un'economia di mercato dove la mano pubblica controlla soltanto il 5% della produzione del Pil non agricolo, si è totalmente integrata nell'economia globalizzata grazie soprattutto all'accordo doganale del 1995 con la Ue, con un rapporto esportazioni+importazioni/Pil pari al 95% nel '94. Ankara è all'11° posto fra i Paesi acquirenti di prodotti italiani e al 17° posto fra i fornitori del mercato italiano, con alcune voci dell'interscambio esplose nel 2004, come ad esempio le macchine utensili italiane che hanno avuto un balzo del 78 per cento.
La Turchia sta vivendo una fase pre-UE, con numerosi investitori del mondo arabo e dell'area Mena-Opec (Medio Oriente e Nord Africa) interessati a quel mercato come ponte con l'Europa.
Ma, come ha avvertito ancora recentemente il Fondo monetario, il debito estero è eccessivo. Ankara è in vetta alla lista Fmi dei grandi debitori, in rapporto al Pil, e viene addirittura prima del Brasile. La sostenibilità degli equilibri di bilancio è un interrogativo, in un Paese dall'evasione fiscale fortissima e nel quale l'economia sommersa viene valutata al 50% del totale. Anche lo squilibrio delle partite correnti rimane pesante, pari a 20 miliardi di dollari quest'anno e a livelli americani come quota del Pil, cioè al 6 per cento. La natura del deficit estero tuttavia è profondamente cambiata rispetto al decennio scorso. Allora era l'indebitamento pubblico il protagonista, ora sono le imprese. Non consumi in eccesso, ma investimenti, con crescente diversificazione delle esportazioni. (Mario Margiocco/Il Sole24Ore.com)
21.12.2005

DINAMISMO ITALIANO IN TURCHIA

Luca_Cordero_di_Montezemolo

Una ricognizione dei rapporti tra Ankara e Roma all'indomani dell'imponente spedizione del mondo imprenditoriale e politico nostrano ad Ankara ed Istanbul. Il nostro Paese piace ed il Governo Erdogan è alla caccia di investimenti stranieri. Sullo sfondo le controverse privatizzazioni e i progetti faraonici nel sud est anatolico

Negli ultimi giorni di novembre si è realizzato tra Ankara ed Istanbul quello che la stampa turca ha definito "lo sbarco degli italiani" e Luca Cordero di Montezemolo "il più grande sforzo organizzativo compiuto dall'Italia al di fuori dei propri confini".
Accanto al presidente di <Confindustria>, dell'<Abi> Maurizio Sella e dell'<Ice> Umberto Vattani, sono arrivati in Turchia 600 imprenditori, in rappresentanza di 816 imprese. Ad essere rappresentate aziende piccole e medie ma soprattutto i nomi più prestigiosi dell'economia nostrana: Eni>, <Enel>, <Fincantieri>, <Finmeccanica>, <Imi>, <Unicredito>, <Italcementi>, <Fiat> e <Pirelli>.
Impressionante il calendario degli appuntamenti che ha visto la realizzazione, nello spazio di soli tre giorni, di circa tremila incontri bilaterali con il coinvolgimento di circa 1.200 imprese turche. Il vertice ha avuto poi il suo momento culminante nell'incontro organizzato dal Forum di Lavoro italo-turco giovedi 25 nel palazzo Ciragan ad Istanbul con la presenza anche dei ministri turchi dell'Industria Ali Coskun e delle Finanze Kemal Unakitan.
La spedizione italiana non comprendeva però solo il gotha della nostra economia ma anche del mondo politico-istituzionale, il presidente della Repubblica Ciampi ed il ministro Scajola.
La visita del presidente Carlo Azeglio Ciampi, che ha incontrato anche il Capo dello Stato turco Ahmet Necdet Sezer, è stata la prima di così alto livello compiuta da un rappresentante di un paese dell'Unione dopo l'appuntamento del 3 ottobre. Nel suo discorso al palazzo Ciragan, Ciampi, dopo aver ricordato come le imprese italiane non abbiano abbandonato il Paese nemmeno dopo la devastante crisi del 2001 mostrando fiducia nelle capacità di ripresa del popolo turco, si è soffermato sul futuro europeo della Turchia: "La Turchia si è assunta un compito difficile. Le condizioni poste dalla UE sono forzatamente rigide, valide per tutti e per nessuno sono previsti sconti".
L'obbiettivo più generale della tre giorni era quello di sancire la consacrazione dell'Italia "come principale partner europeo della Turchia". Sono state però le questioni economiche ad occupare il centro della ribalta. La visita è stata soprattutto l'occasione per mettere la firma a progetti di cooperazione bilaterale in grado di "produrre sinergie importanti", di discutere il potenziamento del volume degli investimenti e della presenza delle imprese italiane nel Paese.
I più recenti esempi di attivismo - L'Italia è del resto già uno dei primi tre partner commerciali della Turchia e la presenza di imprese italiane è negli ultimi anni in crescita costante: se nel 1988 erano solamente 17 le società attive nel Paese, attualmente hanno raggiunto quota 355. Di queste 106 sono arrivate nel Paese durante il Governo di Recep Tayyip Erdogan, risultato tangibile del rapporto speciale instauratosi tra Berlusconi ed il suo omologo turco.
I più recenti esempi dell'attivismo dell'imprenditoria italiana sono rappresentati dall'acquisizione da parte di <Unicredito> della banca <Yapi Kredi>, della presenza di <Telecom> nel consorzio che ha acquisito la privatizzata <TurkTelekom> e di <Imi> che ha acquisito il 20% del gruppo <Gayrimenkul Degerler>. Senza dimenticare <Tim> che controlla <Avea>, la terza società di telefonia mobile del Paese.
Decano degli investitori italiani nel Paese è però la <Fiat>, fin dal 1968 presente insieme al <Gruppo Koc> nella fondazione della prima fabbrica di automobili turca, la <Tofas> (Società per Azioni Fabbrica di Automobili della Turchia). Una presenza - ha ricordato Luca Cordero di Montezemolo - che ha comportato finora un investimento di 520 milioni di euro. Montezemolo ha anche colto l'occasione per dichiarare come "per poter continuare su questa strada è necessario avere prospettive favorevoli in termini di politiche fiscali".
Sono molteplici le ragioni che negli ultimi tempi hanno reso la Turchia un paese appetibile per gli investitori italiani: in primo luogo la presa di coscienza delle profonde trasformazioni che stanno coinvolgendo il paese: "Ora guardiamo alla Turchia con occhi diversi", ha ammesso il presidente Vattani. Ma anche le promesse rappresentate da un mercato di 70.000.000 di abitanti e soprattutto le occasioni contenute nell'accelerazione subita dal processo di privatizzazione. L'<Enel>, interessata ad inserirsi nel mercato della distribuzione di energia elettrica, per bocca del suo rappresentante Okko Ziegler ha rivelato di seguire da vicino la possibile privatizzazione di sei aziende municipali fornitrici di energia.
Al processo di privatizzazione poi si accompagna un più generale processo di trasformazione ed ammodernamento della struttura economica del paese che promette di aprire spazi importanti. E' il caso ad esempio delle banche, come ha sottolineato Roberto Lorenzon, vicepresidente di <KocBank>, partner turco di <Unicredito>: "La Turchia nel settore bancario racchiude un grande potenziale".
Non ultima l'importanza strategica della posizione geografica della Turchia: "Con investimenti comuni e cooperazione possiamo espanderci in Asia Centrale, nel Golfo Persico e in Medio Oriente. La Turchia rappresenta una porta verso questi paesi" ha sottolineato il ministro Scajola.
Progetto_GapI riferimenti di Erdogan al Gap - Nel corso degli incontri con le controparti turche i rappresentanti italiani hanno insistito sulla volontà di esplorare nuove strade verso cui indirizzare i propri investimenti. Anche in settori diversi da quelli tradizionali, magari il turismo o l'ambiente, ed in aree del paese lontane da quelle di consolidata industrializzazione: "Creiamo insieme nuove zone di investimento al di fuori di quella del Bosforo e dell'Egeo, ad esempio nel Sud-Est ed in particolare a Gaziantep", è stato l'invito del presidente Vattani. Un esplicito riferimento ai preparativi in corso da tempo per creare nella capitale economica del sud-est una zona industriale speciale destinata agli imprenditori italiani, sessanta dei quali hanno già visitato la città l'anno scorso. Stesso discorso per un'altra delle "tigri anatoliche", Kayseri, dove tra l'altro sarà italiana la metropolitana leggera cittadina.
Il desiderio di vedere investimenti italiani nel sud-est è stato espresso anche dal premier Erdogan. Incontrando i rappresentanti italiani ad Ankara, Erdogan ha fatto riferimento al controverso Gap (Progetto dell'Anatolia Orientale), un gigantesco progetto che attraverso la costruzione di dighe e centrali idroelettriche punta ad incrementare la produzione agricola ed elettrica. Un ambizioso progetto di modernizzazione della regione, interamente finanziato con capitali turchi, che da tempo vive una fase di stallo, impigliato in una serie di difficoltà, non ultime quelle finanziarie: "Attualmente abbiamo realizzato il 50% del progetto. Se ci fosse un serio flusso di capitali potremmo completarlo in breve tempo... Qui si potrebbero avere successi importanti in tema di agricoltura biologica".
Da tempo, proprio le scelte di politica economica del Governo Erdogan sono però nell'occhio del ciclone. Sotto accusa un processo di privatizzazione che ha portato alla vendita di molti dei gioielli della proprietà pubblica, ultima in ordine di tempo la raffineria <Tupras>. Un attento economista come Ahmet Insel ha parlato di "feticismo del capitale privato". Anche l'attivismo del presidente, "il mio compito è quello di piazzare il paese sui mercati internazionali", nella caccia agli investimenti stranieri non cessa di sollevare polemiche. Di fronte all'ultima levata di scudi, in seguito alla presentazione di un faraonico progetto per la costruzione di due enormi grattacieli nel centro direzionale di Istanbul finanziati da una holding di Dubai, Erdogan si è difeso sbrigativamente accusando i suoi critici di razzismo.
Nonostante questo clima infuocato l'iniziativa italiana ha ricevuto molta attenzione e reazioni positive nei media e nei commenti del mondo politico. A spiegarlo non solo il sostegno fornito sul piano politico-diplomatico al cammino europeo della Turchia ma soprattutto la crescente popolarità e interesse per l'Italia e tutto ciò che è italiano.
Tracce di questa simpatia sono disseminate un po' dovunque nella vita quotidiana del paese.
Nelle pubblicità televisive, nelle quali i ragazzi si salutano in italiano, i cuochi assaggiando una nuova merendina commentano Benissimo! e i clienti soddisfatti esclamano Molto bene! Nelle migliaia di studenti che annualmente affollano i corsi di italiano negli istituti di cultura, nelle università e nelle scuole private. Nel numero crescente di giovani che guarda all'Italia come possibile meta per proseguire gli studi post-laurea, magari in design o architettura, dopo che per lungo tempo meta obbligata per un master sono stati gli Stati Uniti o tutt'al più l'Inghilterra. Negli itinerari turistici di una nuova classe media che si lancia timidamente alla scoperta del mondo esterno, dove non può mancare il trittico Venezia-Firenze-Roma. Per non citare la più scontata popolarità per la nostra cucina, il campionato di calcio e la moda.
Nel lungo e travagliato processo di modernizzazione le élites turche hanno spesso cercato ispirazione in modelli esterni, la Francia in epoca ottomana, l'Asia Centrale "mito fondatore" della Repubblica, oppure la Germania. Dopo una lunga fase di autarchia, a partire dagli anni '80 sono stati gli Usa il riferimento economico e culturale privilegiato. Nella fase attuale di avvicinamento all'Europa, i turchi stanno lentamente riscoprendosi come parte del mondo mediterraneo. E l'Italia, per la sua vicinanza geografica, gli intensi trascorsi storici, le sue caratteristiche culturali, di questo mondo mediterraneo rappresenta uno dei Paesi più interessanti.
"Gli italiani ed i turchi si assomigliano, siamo mediterranei" è una delle frasi più ricorrenti che un italiano si sente ripetere in Turchia.
La storia e le caratteristiche della modernizzazione italiana vengono quindi percepite come vicine, familiari all'esperienza turca, capaci di rappresentare un modello rassicurante in grado di placare le paure legate a questa fase di grandi cambiamenti. La spedizione di novembre in Turchia è stata interpretata soprattutto come il riconoscimento da parte italiana di questo interesse e delle aspettative suscitate dal nostro Paese. Un riconoscimento che però non può prescindere anche dalla consapevolezza delle responsabilità che tutto ciò comporta. (www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5057/1/51/)
21.12.2005

IN ATTESA DELL'ALLEATO

Tamer_Taskin

 

Secondo il presidente della Camera di Commercio di Izmir, Tamer Taskin, la ragione del fallimento di Smirne in termini di apertura fuori delle frontiere nazionali, è dovuta al fatto di avere un cattivo rapporto con Ankara.

 

Tamer Taskin, president of the Aegean Region Chamber of Industry (Ebso), has said the reason the Izmir business community has fallen behind in terms of opening up to the world is because it has been at odds with every administration in Ankara, beginning with that of the late Turgut Ozal. "Ruling parties spread the wealth to their supporters. Since we don't help vote in these ruling parties, we are left as a city that is against them," said Taskin.
"Going by Turkish standards, Izmir is one of the country's most modern cities. It is a city that doesn't vote for personal profit, and it uses the political process in a different way. Some cities combine this process with profit moves, but not Izmir. But now Izmir is paying the price. We go to Ankara in the morning and return in the evening. But there are those [businessmen] who have to stay there for a month to get their work done."
Speaking about Izmir's growth, Taskin said: "From 1982 on, unfortunately, Izmir began to be at odds with the administrations in Ankara. This started with Turgut Ozal's government and has continued ever since. Maybe this is coincidence, or maybe it's fate. But the consequence is that we in Izmir have never voted for a ruling party. But voting for a ruling party and using deputies to the best effect are musts for us."
Taskin said Izmir's poorer neighborhoods have increased and that because of its troubled relationship with Ankara, its population of industrialists, businessmen and lawyers hasn't been able to help the economy grow. Noting that many migrants have flowed into Izmir, Taskin said: "No major domestic investors have ever really come to Izmir. People who sold their houses and land in the East all migrated to Istanbul. The people who came to Izmir from the East were those who only had their beds and blankets. Those who came to Izmir like this have always been without money. There has never been a land baron who has put his trillions into a suitcase and moved to Izmir."
Taskin continues: "In terms of tax payments, Izmir is number one in Turkey. We do everything according to the book here. The most law-abiding places in Turkey are in the Aegean area, in Izmir. For example, the lowest occurrence of illegal electricity usage in Turkey [which is generally a widespread problem] can be found in Izmir and throughout the Aegean area. In spite of this, Izmir loses."
"When I look at the last 20 years of the Turkish economy, I see contractors working for the government. One of the best systems for sharing in state wealth is through the construction of dams and roads, and these contractors are reaping the benefits. But is there even one such contractor doing government work in Izmir? No, not even one. There is illicit money in Turkey. In fact, there are several routes over which this illicit, black money travels in Turkey. None of these routes passes through Izmir, though. Through Istanbul, yes.
2006 will be the year for foreign investment:
"Everywhere we go Turkey's future looks good. Here, we have to change some of our old habits and come up with new projects. We Turks don't seem to look warmly on new projects. But when we come out with them, it really makes a difference. In Europe, some sectors are moving to different countries. For example, when the price of certain products goes up, the company moves its factory to another country. The little companies go to nearby countries, but the very large ones come running to us. We are working to try and get European firms to visit the Aegean to get an idea of the potential of this area. This effort has just started from zero, so we expect results in the future. 2006 will be the year for foreign investor visits to Izmir. Even now we have confirmed trips from German, Iranian and British business delegations. We are laying foundations now for the future foreign relations of the Aegean region. And we are ready to be the goodwill ambassadors for countries that do not have any representation in Izmir."
Speaking more about their efforts to attract foreign investment, Taskin said he and other Izmir officials have been in contact with ambassadors in Turkey. "We want to bring foreign businessmen into Izmir. Within this framework, we have contacted ambassadors in Turkey and trade and industry representatives from those countries already present in Turkey. For countries that do not have official representation here, we have told them that we, EBSO, can be their goodwill ambassadors."  
"With its 6,500 industrial organizations, the Aegean region has very strong production capacity. Our main goal is to bring in foreign investors and help local production and employment. At the same time, everyone wants to increase their markets. Our factories should be working three shifts because what that really translates into is three factories. We have not yet been able to realize this. Some 85 percent of our factories only operate on one shift. This is the decision of the particular business enterprise, of course, but there are those who don't implement the double or triple-shift idea with the excuse, 'But who will take care of my factory at night?' First, we have to globalize; this is the most important thing for the country.
"Most of our industrialists are not exporters and are still closed to the world. We are working on making our businesses exporters and how we can open up to the outside market." Taskin added that catalogues from many Izmir firms will be used to represent the Izmir business world at 45 upcoming international trade fairs. (Turkish Daily News)
21.12.2005

 

METRO E TUNNEL SOTTO IL BOSFORO: CHI FINANZIERA'

Il_tunnel_sotto_il_Bosforo

La Banca Europea pronta a farlo con 450 milioni di Euro. Il progetto ferroviario collegherà Halkali a Gebze. 75 mila passeggeri ogni ora. Tre nuove sotterranee.

La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) è pronta a finanziare con 450 milioni di Euro il sistema ferroviario metropolitano e il tunnel sotto il Bosforo che collegherà la parte europea a quella asiatica di Istanbul. Il progetto ferroviario, di 76 km., connetterà Halkali sulla sponda europea a Gebze sul versante asiatico e consentirà, anche attraverso la costruzione di un tunnel sotterraneo di 1.4 km., di trasportare 75.000 passeggeri all' ora ed interconnettersi con le tratte già esistenti o in completamento della metropolitana di Istanbul. Saranno inoltre modernizzate 37 stazioni già esistenti e costruite 3 nuove sotterranee. Il progetto dovrebbe terminare nel 2010 e costare complessivamente 650 milioni di Euro. (Ice Istanbul)
21.12.2005

VODAFONE SI AGGIUDICA L'ASTA PER TELSIM

L'accordo_Telsim-Vodafone

L'offerta era di 3.81 miliardi di Euro. Battuti la norvegese <Telenor> ed alcuni consorzi tra le compagnie turche e straniere. 9.7 milioni di abbonati.

VodafoneIl gruppo britannico di telecomunicazioni <Vodafone> si è aggiudicato la gara per l'acquisto di  <Telsim>, il secondo gestore di telefonia mobile in Turchia. Lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu>, precisando che l'offerta con cui <Vodafone> si è aggiudicata l'asta è di 3.81 miliardi di euro. Oltre alla <Vodafone> partecipavano alla gara, la società norvegese <Telenor> e alcuni consorzi tra compagnie turche e straniere (la statunitense <Baker>, la kuwaitiana <Mobile Telekommunication Corporation> e l'egiziana <Orascom>).
<Telsim>, un tempo appartenente al gruppo <Uzan>, è stata poi confiscata dallo Stato per passare sotto l'amministrazione del Fondo statale per l'assicurazione dei depositi. Secondo quanto si è appreso da fonti vicine alle imprese di telecomunicazioni, nell'ultima fase del tender <Vodafone> ha battuto, con un'offerta di 4.55 miliardi di dollari (equivalenti a 3.81 miliardi di euro), sul filo di lana la kuwaitiana <Mtc>, la cui ultima offerta è stata di 4.53 miliardi di dollari. L'egiziana <Orascom> e la <Emaar Properties>, degli Emirati Arabi Uniti, si ritiravano poco prima nella fase dell'asta verbale, mentre la russa <Sistema> ed Etisalat già si era ritirata nella fase precedente di offerte scritte.
<Telsim>, con i suoi 9.7 milioni di abbonati, controlla circa il 25 per cento del mercato turco, secondo i dati forniti dalla stessa Ccompagnia, e impegna circa duemila persone. La <Vodafone> conta circa 165 milioni di abbonati nel mondo. La vendita-privatizzazione di <Telsim> è considerata dal Governo turco vitale per assicurare il successo del piano di stabilizzazione economica sostenuto dal Fondo monetario internazionale.
Il responsabile della sezione acquisizioni di <Vodafone>, Andre Sokol, ha dichiarato che il suo gruppo intende "investire significativamente in <Telsim> per accrescerne i servizi e migliorarne la qualità al fine di una ulteriore penetrazione nel mercato". Il ministro turco dei Trasporti, Binali Yildirim, ha aggiunto che "il prezzo ottenuto è veramente buono. Abbiamo ottenuto un buon risultato", riferendosi anche all'accordo con <Motorola> e <Nokia> che vantano crediti dal tempo della gestione di <Telsim> da parte del gruppo <Uzan<. In base allo stesso accordo, il 20 per cento della somma per la vendita di <Telsim> andrà alla statunitense <Motorola> e il 7,5 alla finlandese <Nokia>.
<Telsim> era passata allo Stato turco nel febbraio 2004, quando Ankara aveva confiscato le 219 imprese appartenenti alla famiglia Uzan, al fine di coprire il buco lasciato dalla banca Imar, dello stesso gruppo <Uzan>, fallita nel 2003 e al centro di numerose inchieste giudiziarie per frode. Le aziende degli Uzan erano state messe sotto l'amministrazione del Fondo di garanzia dei depositi di risparmio (Tmsf), che ora dovrà approvare la vendita di <Telsim> prima che questa diventi definitiva a tutti gli effetti. (
Denaro.it)
21.12.2005

DELEGAZIONE DELL'UNIVERSITA' EGEA NELLE MARCHE

Il_prof.Marco_Pacetti

La visita degli ospiti turchi - professori e ricercatori dell'Università di Izmir - si è incentrata in una serie di incontri con docenti degli Atenei di Ancona e Macerata. Accordo di collaborazione tra facoltà. Suggestiva cerimonia per la consegna dei diplomi di laurea. I rapporti commerciali di alcune ditte con la Turchia.

Una delegazione dell'Università Egea di Izmir (Smirne) ha compiuto una visita nelle Marche da domenica 11 a mercoledì 14  dicembre, nell'ambito dei molteplici accordi bilaterali che legano le Marche alla zona egea. Ricordiamo infatti che la Provincia di Ancona ha un partenariato con quella di Izmir, la città di Ancona è gemellata con quella di Çeşme, le Camere di Commercio di Izmir ed Ancona hanno un protocollo di collaborazione e l'Università degli Studi di Macerata un Memorandum of Understanding (MoU) con quella Egea di Izmir. 
La delegazione era composta da Bülent Okur, vice preside della Facoltà di Agraria e docente di tecniche agronomiche, da Erdoğan Oktay, direttore dell'Istituto di Economia agraria, e da Selen Gürler, dottoranda di ricerca presso l'Università di Macerata nativa di Izmir ma residente in Germania, che ha coordinato la visita.
Gli ospiti turchi sono stati accolti all'aeroporto di Ancona domenica sera da Stefano Barocci (Istituto Italiano per l'Asia) e da Elife Bakir (segretario dell'Associazione turchi in Italia). La giornata di lunedì 12 dicembre prevedeva un incontro con il rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti, presso il palazzo del Rettorato in piazza Roma ad Ancona. Durante l'incontro si sono esaminate le possibilità di approfondimento della cooperazione tra le due Università con particolare attenzione per le Facoltà di Agraria e di Medicina. Pacetti ha consegnato ad Okur un testo di MoU che sarà sottoposto al rettore dell'Università Egea per le opportune modifiche. La delegazione turca ha poi invitato il rettore Pacetti a visitare Izmir e l'Università Egea.
La delegazione si è poi trasferita alla Facoltà di Agraria in località Montedago dove ha assistito alla cerimonia di consegna dei diplomi di laurea. Successivamente è stata ricevuta dal Preside della Facoltà,  Natale Frega, e da Rodolfo Santilocchi, docente di materie agronomiche. Sono stati avviati colloqui per l'approfondimento delle relazioni e per l'individuazione di alcuni temi di ricerca di comune interesse. Altri docenti della Facoltà, il  Broggero e Finco, si sono uniti al tavolo di lavoro coprendo i diversi ambiti di competenze della Facoltà.
Dopo un pranzo di lavoro con i docenti della Facoltà la delegazione turca ha potuto visitare due stabilimenti posti a cavallo tra le province di Ancona e Macerata: la società lattiero-casearia <Cooperlat> a Jesi e la Ditta di macchinari agricoli <Bargam> a Cingoli, entrambe con avviati rapporti commerciali con la Turchia. La prima azienda segue la filiera della trasformazione del latte con particolare attenzione per gli aspetti della sicurezza sanitaria e dei controlli ambientali, la seconda produce macchine sofisticate per la raccolta ed il pre-trattamento di barbabietole, patate e pomodori. Con la prima si è parlato di uno scambio di operatori e tecnici per valutare e confrontare le tecnologie usate; per la seconda Oktay ha sottolineato che, essendo la Turchia uno dei maggiori produttori mondiali di pomodori, esisterebbe ancora un forte interesse delle imprese turche per tali impianti.  
Gli ospiti turchi hanno partecipato ad un pranzo in loro onore presso l'Hotel Tetto delle Marche a Cingoli alla presenza del presidente della Comunità montana e consigliere regionale Leonardo Lippi.
OffidaIl Consorzio <Vinea> ad Offida -
Nella giornata di martedì 13 dicembre gli ospiti turchi accompagnati da Margherita Scoppola, docente di Economia agricola presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Macerata, hanno visitato il Consorzio di imprese <Vinea> ad Offida nell'Ascolano. Il Consorzio, che è posto sotto l'egida dell'Enoteca Regionale delle Marche, ha presentato l'ampia gamma di prodotti vitivinicoli della regione e le caratteristiche salienti del fenomeno commerciale sotteso. Gli ospiti sono poi stati intrattenuti a colazione dal sindaco di Offida e dai dirigenti del Consorzio <Vinea>.
Nel pomeriggio, fatto ritorno a Macerata, presso la Sala Abside della Facoltà di Scienze politiche è stato organizzato un seminario dedicato alla presentazione delle due Università e delle due Facoltà (Agraria e Scienze politiche) cui hanno preso parte gli ospiti turchi, de docenti Scoppola e Croci Angelini (Economia internazionale) e Barocci. Oktay ha presentato un'interessante relazione sullo stato e le prospettive dell'agricoltura turca anche al riguardo della attuale congiuntura e dell'adeguamento all'acquis communautaire
Ha fatto seguito un tavolo di lavoro per la discussione sull'applicazione dell'accordo di collaborazione siglato tra le due Facoltà, cui ha presenziato il preside della Facoltà di Scienze politiche e noto studioso di Storia del pensiero economico,  Vitantonio Gioia.
Questi, che ha poi invitato gli ospiti ad un pranzo di commiato, ha sottolineato l'importanza delle relazioni italo-turche e l'interesse suo e degli studiosi della sua Facoltà a seguire l'evoluzione del percorso politico-economico della Turchia, specialmente dopo l'avvio dei negoziati di adesione alla UE del 3 ottobre scorso. Da parte sua Okur ha invitato i rappresentanti delle Facoltà di Scienze politiche - così come aveva fatto con i colleghi di Ancona - a visitare Izmir e l'Università Egea ed ha annunciato una revisione dell'accordo di collaborazione tra le due Facoltà che tenga conto dei comuni interessi emersi nella didattica  e nella ricerca tra i due dipartimenti di economica: la Facoltà maceratese di Scienze politiche, in cui convergono anche le risorse di Francesco Adornato (docente di Diritto agrario comunitario), e  quella smirniota di Agraria (cui è preposto Oktay). 
Nella mattinata di mercoledì 14 dicembre la delegazione ha fatto rientro ad Izmir utilizzando un collegamento aereo via Monaco di Baviera che consente di raggiungere il capoluogo egeo in poche ore, evitando di transitare per gli aeroporti internazionali di Roma ed Istanbul. E' utile ricordare che nel periodo estivo è in funzione anche un collegamento traghetto (persone e merci) tra il porto di Ancona e quello egeo di Çeşme. (Stefano Barocci)
21.12.2005

SEMPRE PIU' COLLABORAZIONE CON LA TURCHIA
Sandro_Frisullo

Lo ha ribadito il vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, al termine della visita a Bari dei sindaci di 10 città anatoliche.

Silvia_GodelliIl sistema delle fiere insieme a quello delle Università della Puglia può "attuare l'integrazione possibile tra la Puglia e la Turchia in materia di interscambio commerciale e per mettere a punto una collaborazione di democrazia, rispetto dei diritti umani e pace nel Mediterraneo". Lo ha sottolineato a Bari il vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, concludendo la visita dei rappresentanti delle 10 città turche che in questi giorni hanno visitato la regione e hanno avuto modo di incontrare e dialogare con le differenti realtà territoriali.
"Già da gennaio - ha spiegato Frisullo - doteremo la Puglia di una legge che consenta al sistema delle fiere, cominciando da quelle di Bari e Foggia le cui strutture sono già a disposizione, di concertare momenti espositivi che possano dare opportunità di promozione alla Puglia come alla Turchia sostenute da politiche di promozione e marketing".
"Il sistema delle Università messe in rete - ha proseguito il vicepresidente regionale - è in grado di formare una classe dirigente del Mediterraneo fornendo tecnologia, sapere e formazione utili all'integrazione tra le due economie".
Un partenariato e interscambi bilaterali sono possibili secondo Frisullo sia nell'agro-alimentare sia nel turismo e nel manifatturiero. "Abbiamo tecnologie e formazione di eccellenza - ha detto - dobbiamo essere in grado di offrire qualità, vedi per il sistema moda, facendo in modo che quest'ultimo stia più e meglio sui mercati internazionali". La Turchia è alla vigilia di un "percorso che la porterà ad entrare nell' Unione europea - ha ricordato l' assessore alle Politiche del Mediterraneo, Silvia Godelli - e il nostro obiettivo è di accompagnarla in questo cammino con iniziative continue ed ulteriori occasioni di sviluppo per dare sostanza ai desideri comuni". "Stiamo all' inizio - ha detto Godelli - e per il futuro bisogna guardare ad un quadro più ampio di relazioni significative tra i due popoli senza dimenticare che gli aspetti storici, culturali e religiosi faranno da retroterra per lo sviluppo futuro".
"Per affrontare le sfide comuni - ha sottolineato l' economista Michele Capriati - la Puglia può mettere a disposizione la sua ricchezza di diversità". (La Gazzetta del Mezzogiorno)
21.12.2005

VENDOLA E I DIECI SINDACI TURCHI

Niki_Vendola

Il presidente della Regione Puglia nel suo incontro con la delegazione anatolica ha messo in evidenza la comune strategia in tutti i settori. Il punto dell'assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli.

''Stiamo costruendo una massa critica di iniziative che ci stanno lentamente facendo diventare protagonisti della costruzione di una politica del Mediterraneo, come non soltanto crocevia degli scambi economici ma anche come crocevia dei progetti, di una idea delle infrastrutture, del Mediterraneo come grande incrocio delle culture e della pace''. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che, insieme con l' assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, ha incontrato nella sede della Regione una delegazione di nove sindaci turchi, tra cui il sindaco della città di Izmir. La delegazione è rimasta in Puglia, per incontri con autorità, operatori economici, università, fino al 15 dicembre.
''Stiamo intensificando relativamente a tutto il bacino del Mediterraneo - ha detto Vendola - incontri, progetti, scambi, percorsi comuni''. Una attività che continuerà anche nei prossimi mesi, ha confermato l' assessore Godelli.
''I dieci sindaci, provenienti dai diversi territori della Turchia, sono in grado di rappresentare - ha sottolineato Godelli - le diverse vocazioni di sviluppo del Paese, in modo particolare lo sviluppo agricolo della piccola e media impresa, turistico e archeologico culturale''.
All' incontro hanno partecipato rappresentanti delle principali realtà, economiche, produttive, culturali universitarie della Puglia ''al fine di stabilire - ha detto Godelli - precisi rapporti in tutti questi campi per una ulteriore intensificazione dei rapporti di cooperazione internazionale e in funzione di possibili intese anche specifiche per l' ambito agricolo che sono state manifestamente richieste''. La Regione Puglia ha in corso numerosi programmi con la Turchia, iniziative che riguardano agricoltura, turismo, archeologia, università e portualità e commercio. ''E auspichiamo - ha detto l' assessore al Mediterraneo della Puglia - di intensificare ulteriormente l' ambito produttivo''. 
Nell' incontro che si è tenuto a Bari la Puglia ha proposto come modello quello dei distretti industriali, soprattutto per il sostegno e lo sviluppo della piccola e media impresa che sembra manifestare affinità tra i due rispettivi territori. 
''Stiamo mettendo in campo - ha detto Godelli - un rapporto diretto con le popolazioni della Turchia oltre che con le rappresentanze ufficiali di governo. Credo che sia 
particolarmente utile per rinforzare e articolare la cooperazione e anche per avere una visione diretta sulle dimensioni economiche dei diversi territori che all' interno di un Paese così grande e popoloso come la Turchia sono estremamente articolate e differenziate''. Secondo Godelli, ''ci sono molte affinità con il territorio della Puglia e noi pensiamo ad una fase di preparazione, che avrà come obiettivo l' ingresso della Turchia nella Unione Europea, attraverso l' intensificazione a tutto campo delle diverse tipologie di partenariato e cooperazione, è molto importante soprattutto per l' agricoltura, per rendere cioè l' agricoltura della nostra regione una agricoltura integrata anziché fare della agricoltura elemento di competizione e di conflitto implicito''. 
''Pensiamo - ha concluso Godelli - che ci siano tutte le condizioni per andare verso uno sviluppo comune che valorizzi le reciproche vocazioni e permetta a tutti di operare verso una intensificazione delle azioni economiche''. (Ansa)
21.12.2005

            

LA VISITA ALLE CAPITANERIE DI PORTO

Sistema_Cospas-Sarsat

Training addestrativo di due giorni alla stazione satellitare <Cospas/Sarsat> di Bari assieme alla delegazione turca. Collaborazione con Ankara.

Una delegazione turca composta da ufficiali superiori della Guardia Costiera, del ministero della Marina mercantile, degli Esteri e dal direttore generale per l' 
Amministrazione degli Aeroporti Turchi si è recato i visita al comando della Capitaneria di Porto di Bari per un training addestrativo sull'attività della stazione satellitare <Cospas/Sarsat>.
La delegazione è stata ricevuta dall' ammiraglio Giuseppe Ciulli, direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica, e ha visitato la sala operativa ed il sistema di controllo del traffico marittimo della Capitaneria di Porto. La visita è poi proseguita nella dipendente stazione satellitare <Cospas/Sarsat> dove la rappresentanza turca ha incontrato il direttore della stazione, il capitano di vascello Michele Dammicco, il quale, con il personale tecnico-operativo ha guidato poi per due giorni il training addestrativo allo scopo di illustrare tutte le attività della Stazione. Il Governo turco ha infatti attivato un Centro satellitare ad Ankara che sarà probabilmente operativo entro il 2006.
La stazione satellitare <Cospas/Sarsat > di Bari, l' unica in Italia (nel 2006 festeggerà il decimo anno di attività) cederà a quella di Ankara il controllo di tre nazioni: Iran, Iraq e Afghanistan. A quella italiana, quindi, rimarrà il controllo di Italia, Macedonia, Malta, San Marino, Slovenia, Jugoslavia, Eritrea, Etiopia, Grecia, Cipro, Israele, Albania, Bosnia, Erzegovina, Croazia, Kenia, Somalia e Sudan.
Della delegazione turca, guidata da un funzionario del ministero degli affari Esteri turco, Basat Ozturk, hanno fatto parte anche cinque rappresentanti del sottosegretariato agli Affari marittimi che operano nella stazione marittima di Ankara.
Nel corso dell' incontro l' ammiraglio Ciulli ha evidenziato l' importanza della nuova apertura del centro della Turchia ''che consentirà - ha detto - una proficua collaborazione''.
Sempre a Bari è arrivato dal Centro nazionale studi spaziali di Tolosa l'ing.Filiphe Hazan, che, insieme con il capitano Michele Dammicco, ha incontrato la delegazione turca per discutere del futuro assetto dei due centri, quello del capoluogo levantino Bari e quello di Ankara, e della loro collaborazione in ambito europeo.(Ansa)
21.12.2005

RATING BUY SU <TELECOM ITALIA>

La conferma venuta da <Rasbank>. Target price di 3 euro per le azioni ordinarie.

<Rasbank> ha confermato il rating Buy su <Telecom Italia> con target price di 3 euro per le azioni ordinarie e 2.4 euro per le azioni risparmio. La conferma del giudizio da parte degli analisti arriva sulla scia dell'acquisto da parte di <Vodafone> dell'operatore mobile turco <Telsim>, avvenuto ad un prezzo pari 4.55 miliardi di dollari. <Telecom Italia> è presente in Turchia con il 40% di <Avea>. Nel report di <Rasbank> si afferma infatti che l'ingresso di <Vodafone> in Turchia conferma le potenzialità attribuite al mercato turco che ha una penetrazione mobile di poco superiore al 53%. (A.B/Il Nuovomercato.it)
21.12.2005

CRESCE IL PIL

I dati, riferibili alla Turchia, sono quelli del <Turkey Statistics Institutions>. Un buon 5.5% nei primi nove mesi 2005.

Secondo la <Tuik> (Turkey Statistics Institution), nel terzo trimestre dell' anno in corso il Pil della Turchia è cresciuto del 7.3%, mentre nel complesso dei primi nove mesi del 2005 l' aumento è stato del 5.5%. La banca d' affari <Morgan Stanley> prevede per l' intero 2005 una crescita del Pil pari al 6.5% che dovrebbe ripetersi anche nel 2006. Il settore che attualmente sta guidando la crescita economica turca è l'edilizia +19.7%. (Ice Istanbul)
21.12.2005

IL FMI SBLOCCA UNA PARTE  DEL PRESTITO

Si tratta di una trance di 1.58 miliardi di dollari. I ritardi dovuti a difficoltà del Governo turco nell'adempiere ad alcuni impegni.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha sbloccato in favore della Turchia una tranche di 1.58 miliardi di dollari che fanno parte di une linea de credito di quasi dieci miliardi in tre anni, accordata in maggio.
Il consiglio d'amministrazione dell'Fmi ha esaminato l'attuazione delle riforme economiche richieste dal Fondo ad Ankara prima di sbloccare i fondi, precisa un comunicato della stessa istituzione.
L'esame, previsto inizialmente alla fine dell'estate, è stato ritardato per le difficoltà avute dalle autorità turche nel far adottare una riforma della sicurezza sociale e una legge per il risanamento del settore bancario, responsabile di una grave crisi finanziaria nel 2001.
La legge sulle banche è stata finalmente promulgata all'inizio di novembre dal presidente turco Ahmet Necdet Sezer, che ha comunque inoltrato ricorso alla corte costituzionale per emendare diverse disposizioni. (Ticin@line)
21.12.2005

INVESTIMENTI

Il_settore_privato_accelera_gli_investimenti

Il settore privato della Turchia li sta accelerando in tutti settori.

Economic growth has exceeded expectations in the third quarter of the year.
According to the figures released by the Turkish State Institute of Statistics, in the third quarter gross national product (Gnp) has increased by 7.3 percent and gross domestic product (Gdp) has increased by seven percent.
The growth rate in the first nine months reached 5.5 percent. Economic growth exceeded expectations in the July-September term thanks to the private sector's increasing appetite for investment, the continuance in the acceleration of the construction sector and the domestic demand performance that displayed an unexpected increase, and is expected to exceed the government's target of five percent at the end of the year. The agricultural sector that was virtually stagnant in the first six months grew by 6.4 percent in the third quarter and growth in the industrial sector which was 5.5 percent in the first and 3.9 percent in the second quarter rose to 5.6 percent.
The construction sector became an important impetus for economic growth and continued with high growth despite a slight slow down. The sector grew by 16.5 percent and 22.2 percent in the first and second quarter and its growth rate in the third quarter was realized at 19.7 percent.
In the sub articles of the growth statistics, a sudden rise in private final consumption expenditure and gross fixed capital formation revealed an investment tendency was observed in the third quarter.
Accordingly, private final consumption expenditure, which increased by four percent and 4.4 percent in the first and second quarter of this year, rose by 11.2 percent in the third quarter.
The gross fixed capital formation that increased by 6.9 percent and 17.9 percent in the first and second quarter rose by 27.8 percent in the third quarter. The private sector's share in the gross fixed capital formation, which was 4.8 percent and 15.8 percent in the first and second quarter of this year, rose to 26.7 percent in the third quarter. The private sector's demand for machinery equipment recorded at 13.6 percent in the second quarter rose to 27.4 percent. (Economy News Desk/Zaman)
21.12.2005

SI CHIAMA <PIC> IL PC TURCO E BRASILIANO
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<Amd> ha iniziato a distribuire il proprio <Personal Internet Communicator> trasportabile e a basso costo. Quali sono gli altri vantaggi inseriti.

Insieme ad alcuni partner locali, quali Dogan Online (Dol) in Turchia e Telefonica in Brasile, <Amd> ha iniziato a distribuire il proprio <Personal Internet Communicator> (Pic), un PC trasportabile a basso costo di cui il chipmaker vende il design a quelle aziende che, nel proprio Paese, sono in grado di offrirlo agli utenti finali insieme a servizi di accesso ad Internet localizzati ed economici.
In Turchia, <Dol> noleggia il proprio <Minicom Pic> ad un prezzo di 19.95 try al mese, pari a circa 12 euro: nel servizio è incluso l'abbonamento ad Internet e l'assistenza tecnica. In Brasile, <Telefonica> vende invece la propria implementazione del Pic a 799 real, che nel nostro conio corrispondono approssimativamente a 285 euro: per la connessione ad Internet bisogna aggiungere altri 42.90 real, ossia qualcosa più di 15 euro.
Secondo alcuni dati riportati da <Amd>, la percentuale di cittadini che in Turchia e Brasile hanno accesso ad Internet è rispettivamente del 9% e dell'11%: cifre che mettono in evidenza, qui come in molti altri paesi in via di sviluppo, l'entità del problema legato al digital divide.
"In <Dol> siamo alla continua ricerca di strade che permettano a un crescente numero di cittadini turchi di poter usufruire di Internet", ha affermato Orhan Goksal, chief executive officer di <Dol>. "Con <Minicom Pic> siano in grado di fornire ai consumatori una soluzione completa non solo per accedere alla Rete, ma anche per estendere le opportunità formative e di business".
I PC a basso costo di <Dol> e <Telefonica> comprendono un client e-mail, un browser web, una suite di applicazioni per la produttività (word processor, foglio di calcolo ecc.), viewer di immagini e lettore multimediale. Il Pic di <Amd> si basa su di un processore x86 Geode a basso consumo e su una speciale versione di Windows CE capace, grazie ad alcune estensioni, di far girare diverse applicazioni scritte per Windows XP. (
Punto informatico)
21.12.2005

PROGETTI PER 1 MLD $

Otkay_Varlier

Un gruppo di venti aziende turche sta operando in Afghanistan nei più svariati settori, dalle costruzioni al tessile.

Un gruppo di oltre 20 aziende turche sta operando concretamente in Afghanistan nei più svariati settori, dalle costruzioni al tessile. L' ammontare dei progetti che vedono protagonisti gli imprenditori turchi è di oltre un miliardo di dollari. Imprese italiane interessate a ricevere maggiori dettagli possono prendere contatto con l' Ufficio Ice di Istanbul (e-mail: istanbul@istanbul.ice.it - Tel: (0090 212) 2512951 / 2512952 / 2512953 / 2512954). (Ice Istanbul)
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The reconstruction of Afghanistan offers growing business opportunities for Turkish investors, according to a conference held in Istanbul by Turkey's Foreign Economic Relations Board (Deink) and the National Association of Construction Contractors (Tmb). More than 40 investors from across the country attended the seminar.
Turkish construction companies, among the first to enter Afghanistan in late 2001, have played a key role in helping Afghanistan in its reconstruction efforts. Over the last three years, Turkish construction companies are estimated to have done up to $1 billion in business in the country. Turkey is, in fact, the largest investor country in Afghanistan, according to the Afghanistan Investment Support Agency (Aisa).
"There are still significant opportunities for Turkish companies in Afghanistan, in a number of sectors," said Oktay Varlier, head of the Turkish-Afghan Business Council. "Our companies have done well in construction so far, but as the reconstruction of Afghanistan gathers pace, there will be larger opportunities in more complex construction projects as well as in the building materials business, including cement. Agro-processing is also an area of great interest, as 70 percent of the Afghan economy is made up of agriculture."
Afghanistan's potential can be utilized better if the problems related to security are solved and both physical and institutional infrastructure is improved, said Varlier.
While Afghanistan is increasingly stable, the perception of political risk has been an investment deterrent.
"Foreign direct investment is critical to the development of Afghanistan, but we believe private investors have been put off by the perception of high political risk," said Orjan Helland, investment officer at the Multilateral Investment Guarantee Agency (Miga), part of the World Bank.
In 2004 Miga set up a new facility, the Afghanistan Investment Guarantee Facility (Aigf), to tackle this problem. The Aigf provides political risk insurance for private investors in Afghanistan.
"The facility is designed to encourage foreign direct investment, particularly in smaller projects that right now are critical to the country's economic development," said Helland. "The guarantee program helps reduce the non-commercial risks associated with foreign direct investment. New cross-border investments as well as expansions and privatizations of existing projects are eligible for coverage."
Miga is one of the few providers of political risk insurance operating in Afghanistan and is the only global multilateral organization insuring investors against political risks. These risks include currency transfer restriction and inconvertibility, expropriation, breach of contract, and war and civil disturbance. Afghanistan became a member of MIGA in July 2003. (Turkish Daily News)
21.12.2005

PUBBLICITA'
Epica

Il premio <Eroica> ritorna ad Istanbul dopo 15 anni. Il tema è quello di "Città e creatività". Un tutto nel passato storico.

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