LE
CONDIZIONI
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Nonostante
che con la Turchia siano stati avviati i negoziati di adesione all'UE, Bruxelles non cessa di tallonare Ankara con
ultimatum di vario genere. L'ultimo rapporto della Commissione. |
Tolleranza zero su
tortura, libertà religiosa e controllo sui poteri militari. È quanto la
Commissione UE intende chiedere alla Turchia con un rapporto relativo a
"principi, priorità, condizioni" per la sua adesione. Il documento,
che sarà reso pubblico il 9 novembre, rappresenta lo "screening" di
Bruxelles sui progressi fatti finora da Ankara e detta una sorta di ultimatum al
Paese musulmano. Alcuni degli obiettivi indicati dovranno infatti essere
raggiunti in un periodo massimo di due anni.
Dossier:
Turchia nell'UE
Il documento, i cui contenuti erano stati anticipati dal <Financial Times>,
include circa 150 risultati precisi che la Turchia deve raggiungere a breve o
a medio termine se vuole aderire all'Unione europea verso il 2015. Bruxelles
punta a orientare i negoziati, che saranno a pieno regime solo nel 2006-07, in
modo da agevolare le riforme nel Paese, cercando nel contempo di far aumentare
il livello di approvazione - oggi molto basso - dell'opinione pubblica UE
rispetti a questo nuovo allargamento. Questo aspetto è particolarmente
delicato, se si considera ad esempio che, secondo un <Eurobarometro> di settembre,
solo il 35% degli europei è convinto della scommessa fatta dall'UE con
l'apertura delle trattative sull'adesione.
Commentando l'articolo del quotidiano inglese, la Commissione UE ha chiarito che
non verrà posto alcun ultimatum. Ma al di là di queste precisazioni, Bruxelles
ha detto più volte che i negoziati saranno molto severi, in particolare sui
fronti più delicati, fra i quali proprio l'abolizione della tortura, il
rispetto della religione e la garanzia che i militari saranno sotto il controllo
delle istituzioni civili. Il commissario UE all'allargamento, Olli Rehn, ha di
recente rilevato che le trattative Bruxelles-Ankara saranno all'insegna non solo
della prudenza, ma soprattutto del "rigore più assoluto".
Rehn ha in particolare ricordato che l'UE ha imposto una clausola d'emergenza -
cosa mai fatta finora con altri Paesi candidati - nel caso in cui ci siano, ad
esempio, "gravi violazioni dei diritti umani e civili da parte di
Ankara", fatto che potrebbe portare al blocco dei negoziati. È chiaro
quindi che Bruxelles seguirà con molta attenzione la vicenda dello scrittore
turco Orhan Pamuk, che sarà processato a dicembre solo per avere dichiarato che
"un milione di armeni furono uccisi" all'epoca degli ultimi governi
ottomani.
L'UE ha già chiesto al governo di Ankara di eliminare dal codice penale turco
(già riformato di recente sulla base delle indicazioni europee) quegli articoli
che si prestano ad una criminalizzazione delle opinioni. E d'altra parte, la
settimana scorsa i parlamentari del Partito popolare europeo hanno ribadito ad
Ankara la richiesta del pieno rispetto dei diritti delle minoranze cristiane.
Proprio il tema dell'ingresso della Turchia all'Ue è al centro delle conferenze
che Jean-Marie Le Pen tiene a Cipro in questi giorni, incontri in cui il leader
dell'estrema destra francese espone la propria ferma opposizione all'adesione. A
Nicosia Le Pen ha suscitato la protesta di numerosi gruppi e movimenti
anti-razzisti e anti-fascisti, che si sono mobilitati contro la visita privata
del controverso leader del Fronte Nazionale. Anche il portavoce del Governo,
Kypros Chrisostomides, si è affrettato a rendere noto che "non c'è stato,
né ci sarà alcun incontro" tra esponenti dell'esecutivo cipriota e Le
Pen. (Tiscali.Europa)
10.11.2005
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CALA IL
CONSENSO
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Dieci
per cento in meno tra i turchi favorevoli all'ingresso in
Europa. Una dichiarazione del consigliere stampa
dell'ambasciata turca in Italia, Suha Bacanakgil. |
Dopo il
tormentato avvio, il 3 ottobre scorso, dei negoziati per l'adesione
della Turchia all'Unione Europea, il consenso su tale adesione è
diminuito nell'opinione pubblica di quel Paese da circa il 70% al
60%. Lo ha sottolineato, facendo riferimento a recenti sondaggi
apparsi sulla stampa, il consigliere stampa dell'ambasciata in
Italia Suha Bacanakgil, a margine della ventesima edizione annuale
del club Venezia, coordinamento dei direttori della comunicazione
istituzionale dei governi UE.
Le discussioni interne alla UE sull'opportunità dell'avvio dei
negoziati "hanno avuto questo effetto sulla popolazione della
Turchia", ha sottolineato Bacanakgil. "Non è solo la
Turchia - ha aggiunto - che dovrebbe fare qualche cosa, anche
tramite la sua comunicazione istituzionale, per persuadere la
popolazione sui vantaggi dell'ingresso nella UE, ma dovrebbe farlo
anche l'Europa".
"Noi crediamo che l'UE sia un grande progetto di civiltà -
ha proseguito - ma dall'Unione Europea attendiamo lo stesso
trattamento che hanno gli altri Paesi candidati".
Quanto all'opinione pubblica italiana ed europea sull'ingresso della
Turchia nell'UE, anche in questo campo - ha rilevato ancora il
funzionario - c'è molto da fare: "Sul piano diplomatico stiamo già
lavorando - ha detto - ma credo che da parte governativa si stia
pianificando una campagna di comunicazione, rivolta proprio ai
cittadini europei, su cosa la Turchia oggi effettivamente sia".
"Recentemente ho visto un servizio televisivo - ha concluso -
in cui cinque italiani si esprimevano a favore del nostro ingresso e
altri cinque contro. Ma mi sono chiesto quanti di loro conoscevano
realmente la materia". (Ansa)
10.11.2005
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DIALOGO NON
FACILE
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A
parte incertezze e dubbi, quel che conta è che tra Turchia ed UE il 3
ottobre si sia trovato un accordo. Le spine nel fianco però sono ancora
tante. L'incognita Merkel. |
Il dialogo con Ankara è
tra i più difficili e nel contempo significativi per l'UE. Non è un trattato
di adesione semplice quello che Bruxelles ha dovuto negoziare. In primo luogo
esso è carico di un serie di simbolismi per l'Europa ma soprattutto per la
Turchia; in secondo luogo, l'ingresso della Turchia tra i 25 Stati membri
comporterà inevitabilmente degli oneri oltre che degli onori per l'UE.
Fino ad oggi, gli sforzi di Ankara per conformarsi e non disattendere le
aspettative e le condizioni poste dall'UE sono stati innegabili e
impressionanti.
Sul piano interno, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan si è fatto promotore di una campagna di riforme
economiche e politiche che hanno segnato una nuova fase per l'economia turca.
Lo sguardo ad Occidente si è concretizzato sempre più attraverso l'adozione
di politiche economiche che hanno permesso ad Ankara di ridurre drasticamente il
suo tasso di inflazione (8%), fino a quel momento considerato come un problema
cronico dell'economia turca: l'impatto positivo delle nuove politiche
anti-inflazionistiche hanno sostenuto la credibilità di una politica monetaria
oltre che fiscale in linea con le aspettative europee.
La crescita economica turca rappresenta anche il motore per una serie di riforme
strutturali del mercato che possano renderlo più affidabile e, soprattutto, più
attrattivo per le imprese estere; tali riforme dovranno interessare tanto il
sistema fiscale, quanto quello finanziario ma anche la gestione delle finanze
pubbliche. In tal senso, il Governo turco ha agito al fine di garantire una
maggiore efficacia ed efficienza del mercato sostenendo una campagna di
privatizzazione che ha contribuito a ridefinire i confini di competenza di
Ankara nei confronti dei partner europei né comunitari.
Il muro di Olli Rehn
La Turchia è un Paese atipico sulla scena europea. Atipico perché da un lato
è parte della storia dell'Antico continente e viene iscritto tra i Paesi
fondatori della storia europea. Dall'altro, però, possiede una cultura e un
tipicità che non attengono a nessuno degli altri paesi UE. E questa atipicità
in realtà, crea e fa sorgere numerosi dubbi circa la legittimità di una
Turchia europea. L'avvio dei negoziati di adesione è stato determinato dai
progressi e dagli impegni assunti da Ankara su alcune spinose questioni: in
primo luogo quello del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
In un Europa a 25 le diversità sono quanto più variegate, e ancora di più lo
sono se si ragiona in termini di globalizzazione, di libertà di movimento
all'interno dei confini comunitari. Non è un caso che il 17 dicembre 2004,
solo all'ultimo momento gli Stati membri abbiano trovato un accordo sulla data
di avvio formale dei negoziati con la Turchia. Segnale questo di un travaglio
che avrebbe ancora dovuto completarsi pienamente.
Il Consiglio Europeo, cui siedono i Capi di Stato e di Governo di tutti gli
Stati membri, aveva chiesto ad Ankara di avviare le dovute riforme per adeguare
gli standard turchi a quelli europei, conformandosi criteri di Copenaghen: la
risposta di Erdogan si è concretizzata nella riforma dei codici penale
e militare e nell'abrogazione della pena di morte. Tuttavia, a tal proposito,
lo stesso Parlamento europeo (28 settembre 2005) aveva fatto presente che fino
alla conclusione dei negoziati di adesione, la questione "diritti umani"
sarebbe dovuta diventare oggetto di un attento monitoraggio da parte delle
istituzioni comunitarie, al fine di verificare puntualmente la rispondenza di
Ankara ai termini previsti dai negoziati.
Un'altra questione importante riguardava la conclusione di un Protocollo
addizionale all'Accordo con Ankara rivolto a tutti i dieci nuovi Stati membri,
tra i quali figura anche Cipro. La Turchia ha deciso di allegare a tale
Protocollo una Dichiarazione unilaterale con la quale ha fatto presente che la
firma di tale Protocollo non implicava il riconoscimento della Repubblica di
Cipro. Su tale questione, il Parlamento Europeo, cui aveva fatto eco anche il
Commissario europeo per l'Allargamento Olli Rehn, aveva altresì fatto
presente che il riconoscimento di Cipro era una condizione ineludibile per
l'ingresso in Europa delle Turchia. Lo stesso Commissario aveva
successivamente sottolineato come la Dichiarazione unilaterale turca, pur non
producendo alcun effetto legale sulle obbligazioni turche derivanti dalla
conclusione del Protocollo, doveva quanto prima portare alla normalizzazione
delle relazioni di Ankara e Nicosia.
Ancora, la questione turca non va vista solo in termini politici, ma anche e
soprattutto in termini economici. L'ingresso della Turchia in Europa produrrà
inevitabilmente alcuni effetti sull'economia europea, oltre che su quella
turca. Da un lato essa rappresenta un'opportunità per l'Europa di ricevere
nuovo slancio da un'economia la cui crescita ha dato via alle riforme
strutturali di cui sopra. Dall'altro lato, l'ingresso della Turchia in
Europa si accompagnerà all'ingresso sul mercato europeo di manodopera a cossi
sensibilmente più bassi e soprattutto la revisione dei sistemi di allocamento
delle risorse, oltre che di finanziamento delle casse comunitarie che finora
hanno colorato le pagine dell'integrazione europea. Alcuni dati potrebbero
fornire un quadro più chiaro circa la netta differenza economica tra UE a
venticinque e Turchia: il Pil lordo pro capite europeo è stimato intorno ai
21.100 euro, mentre quello turco intorno ai 6.210; il numero di abitanti che
utilizzano abitualmente internet è di 47/100 in Europa contro i 13/100 in
Turchia. Questi dati mostrano sufficientemente la differenza delle due economie
e della diffusione dei servizi di terza generazione, il che lascia facilmente
intendere che il percorso di adesione di Ankara deve affrontare ancora alcuni
ostacoli grandi e che l'Europa dovrà devolvere molte risorse per un completo
ingresso.
La sfida turca rappresenta, tuttavia, anche una sfida globale all'interno di
un contesto mondiale dominato dalla lotta al terrorismo di matrice islamica:
l'integrazione dell'occidente, dell'UE con un Paese a maggioranza islamica
rappresenta senza dubbio un momento alto della lotta al fondamentalismo
islamico. Per parte europea, la dimostrazione di saper dialogare con Ankara crea
i presupposti per il rafforzamento del ruolo dell'Unione all'interno del
dialogo con i paesi islamici, soprattutto rispetto alla posizione americana.
Il vertice. Oltre
alla questione turca, gli altri "aspetti" di un negoziato complesso
I negoziati di adesione della Turchia in Europa sono stati avviati ufficialmente
in occasione del vertice che si è tenuto il 3 ottobre scorso. Il vertice si è
svolto non senza difficoltà. Sono emerse molte divergenze tra i partner
europei, in parte motivate da un tradizionale ostilità di alcuni ad aprire ad
Ankara, in parte da un gioco di posizioni che hanno trovato la propria
giustificazione nella particolare congiuntura politica europea di quel momento.
La contemporaneità del vertice con la campagna elettorale per le elezioni in
Germania ha fatto sì che, all'interno di un dialogo già abbastanza
complesso, si unissero le diverse strategie politiche dei candidati alla
Cancelleria tedesca, il Cancelliere uscente Gerard Schroeder e la
neo-Cancelliere Angela Merkel. Uno dei principali attori della politica europea,
la Germania, stava decidendo del proprio futuro politico proprio quando la
Turchia si accingeva a negoziare con Bruxelles i termini dell'apertura dei
negoziati di adesione. In tale quadro, in un clima quanto più euroscettico
quale quello che si sta consolidando a seguito dei referendum francesi e danesi,
la questione turca ha sicuramente contribuito ad esasperare i motivi di frattura
e di divergenza.
L'apertura dell'UE non solo ai paesi islamici ma anche a quelli dei Balcani
Occidentali; inoltre, ci si chiede quanto ancora dovrà essere esteso
l'allargamento dell'Unione Europea e quanto rigidi dovranno essere i criteri
di adesione. L'Austria in sede di vertice ha ostacolato fino all'ultimo
l'avvio dei negoziati. La Croazia, infatti, paese al confine con l'Austria
era in attesa di verificare la fattibilità dell'avvio dei negoziati di
adesione con l'UE. Tale decisione era subordinata al parere che Carla Del
Ponte avrebbe dato circa la collaborazione del governo croato riguardo alla
cattura del Generale Ante Gotovina. Il procuratore Del Ponte, confermando
l'impegno di Zagabria per la cattura di Gotovina, ha finalmente permesso di
rimescolare le carte, aprendo finalmente le porte per le negoziazioni dei paesi
balcanici e per la Turchia stessa.
L'adesione turca, tanto auspicata da Gran Bretagna e Italia, ha trovato
d'altronde l'opposizione di quei Paesi timorosi che l'allargamento
contribuisca ad indebolire l'Europa; ma si è anche scontrata con Paesi come
la Germania della Cancelliere Merkel convinti che una piena adesione
rappresentasse solo un ulteriore minaccia per l'economia europea già
indebolita dall'invasioni delle merci asiatiche all'interno del mercato
comunitario.
Ciò che indubbiamente ha avuto un peso non indifferente sulla decisione di
Bruxelles è stata la membership turca alla Nato e la decisione di Washington di
appoggiare la candidatura di Ankara. La membership turca alla Nato è
strettamente collegata alle relazioni di Ankara con Nicosia: la Turchia potrebbe
esercitare il proprio diritto di veto nei confronti dell'adesione di Cipro
all'organizzazione, creando i presupposti per una rottura nell'Unione. La
questione non è stata definitivamente risolta neanche con l'avvio dei
negoziati e con la firma del mandato negoziale: la frase del mandato in cui la
Turchia si impegna a non "impedire" l'accessione di Cipro nella Nato di
fatto non fa altro che invocare l'indipendenza dell'organizzazione nella
scelta sulle modalità e i tempi di adesione dell'isola. Una realtà che ha
così accontentato gli uni e gli altri.
Conclusioni
La situazione attuale è stata ben delineata all'indomani dell'avvio dei
negoziati dal Commissario per l'Allargamento Olli Rehn. In occasione della
visita in Turchia del 7 ottobre, il Commissario ha fatto presente il mutamento
di status di Ankara: da Paese candidato a Paese negoziatore; egli ha altresì
sottolineato che questa situazione richiederà nuove responsabilità e nuove
aspettative da entrambe le parti. Il 20 ottobre u.s. è stato dato avvio allo
screening, un termine che prevede un'analisi al dettaglio di tutte le leggi e
politiche dell'Unione Europea e una loro comparazione con la legislazione
turca. Lo scopo di questo esercizio è proprio quello di verificare in quali
aree si rende tuttora necessario un maggiore sforzo turco nell'allinearsi ai
parametri europei. Indubbiamente questo lavoro, che sarà lungo e farà emergere
ancora molte difficoltà cui porre rimedio, richiederà un deciso sforzo da
parte turca soprattutto nel delicato e sensibile settore dei diritti politici ed
umani, anche attraverso il rafforzamento del dialogo del Governo di Ankara con i
rappresentanti della società civile. L'opinione degli Stati membri nei
confronti dell'adesione turca sarà notevolmente influenzata dall'esito di
questo esercizio di screening e dalla puntuale valutazione dell'impegno turco:
tuttavia, i recenti passi hanno ormai dimostrato che la Turchia non può essere
concepita se non come europea. (Eleonora Faina/Equilibri.net)
10.11.2005
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L'AGENDA
| Il
Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha ripreso i suoi viaggi
itineranti. Tra le tappe importanti le visite in Danimarca, Spagna,
Bahrain e Qatar. |
Turkish Prime Minister Recep Tayyip
Erdogan will have a busy schedule in November, with foreign visits to Germany,
Denmark, Spain, Bahrain and Qatar.
Erdogan's first visit will be to Cologne, Germany on Sunday. Erdogan will attend
to the opening ceremony of the headquarters of the Union of European Turkish
Democrats (Uetd). He is also expected to meet with outgoing German Chancellor
Gerhard Schroeder.
Erdogan had also wanted to meet the incoming German Chancellor and leader of the
Christian Democrats Angela Merkel, but citing ongoing coalition talks and her
busy working agenda, Merkel politely turned down the request and suggested a
meeting in the near future.
The Turkish prime minister is scheduled to pay a formal visit to Bahrain and
Qatar next week on Nov. 12-14. Those visits are expected to be accompanied by a
crowded delegation of businessmen.
Another of the premier's important foreign visits will be to Denmark on Nov. 15.
Erdogan will attend the 51st annual meeting of the Nato Parliamentary Assembly
as the guest of honor and will address the parliamentarians. Armenian President
Robert Kocharian was also invited to the meeting, however his refusal bypassed
an opportunity for the Turkish and Armenian leaders to come together.
Erdogan will meet with Danish Prime Minister Anders Fogh Rasmussen and convey to
him that Turkey expects concrete steps be taken in the fight against the
Kurdistan Workers' Party (Pkk), both to its financial and propaganda resources.
Pro-Pkk Roj TV continues to broadcast from Denmark, despite Turkey's efforts to
ban it.
Another important issue to be discussed between Erdogan and Rasmussen will be a
controversial letter by ambassadors of the Organization of the Islamic
Conference (Oic) countries to Rasmussen following a series of biased
anti-Islamic coverage in the Danish media, which they criticized for stimulating
hatred against Muslims. The letter was also signed by the Turkish ambassador in
Copenhagen and was criticized by the Danish government and media.
On Nov. 17, Erdogan is scheduled to attend the formal opening of the Blue Stream
Project in which Russian President Vladimir Putin and Italian PM Silvio
Berlusconi are expected to attend.
During the last week of this month, Erdogan will travel to Spain on Nov. 26-28
within the scope of his joint "Alliance of Civilizations Initiative"
Spanish counterpart Jose Luis Rodriguez Zapatero.
Turkey and Spain launched their Alliance of Civilizations with the aim to
encourage and foster a global dialogue among the religions. (The
New Anatolian)
10.11.2005
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APPELLO AI
CONNAZIONALI
|
Il
premier turco Erdogan, in visita a Monaco, li ha invitati a
sforzarsi di più per integrarsi nella società tedesca. |
Il premier turco,
Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato un appello ai suoi connazionali a sforzarsi di
più per integrarsi nella società tedesca. Erdogan è intervenuto a Colonia
all'inaugurazione di una nuova centrale UE dell'Unione dei turchi democratici
europei. L'obiettivo dell'organizzazione è di contribuire all'integrazione dei
circa 7 milioni di turchi residenti in Europa (2.5 milioni solo in Germania) e
di sostenerne la situazione politica ed economica. (Ansa)
10.11.2005
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IL MONITO DI SEZER CONTRO OGNI FORMA DI TERRORISMO
|
Il
presidente della Repubblica turca - pur convinto che gli estremismi stiamo
fallendo i loro obiettivi - ha richiamato ad un atteggiamento severo e
globale. |
President Ahmet Necdet Sezer called on the
international community to take a stance against international terrorism and its
supporters, noting that Turkey condemned all terrorism, no matter where it came
from.
In his statement for the Ramadan Bayram, Sezer said the common sense and the
power and desire to live together of the Turkish nation had and would always
ensure the national integrity of Turkey would be preserved. He said those who
aimed to benefit from terrorism would never reach their goals and would
eventually see the monster they harbored turning against them.
The president said the recent violent street demonstrations and the escalation
of terrorism would fail to reach their objectives.
He said all countries should learn from Turkey's experiences, because it had
suffered greatly from terrorism in the past.
Sezer also said Anatolia had always been a cradle of tolerance and could provide
serious assistance in the efforts to find a sound dialog between civilizations.
He said, "The religious tradition in Anatolia is based on freedom, love and
compassion and is the product of a millennium of development. It is unfortunate
that our religion, which is founded on peace and brotherhood, is being linked by
some to terrorism. There is no room for fundamentalism or conflict in Islam."
Sezer said the changing world necessitated nations and countries to change too,
and added that he was sure Turkey, with its young and vibrant population, would
become one of the most modern countries in the world in the 21st century. (Turkish
Daily News)
10.11.2005
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L'ATTESA
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Il
presidente di Cipro Nord, Mehmet Ali Talat, spera che quanto prima il
premier britannico Tony Blair lo inviti a Londra per parlare del futuro
dell'isola. |
Despite his appreciation of Britain's
support of his people and their cause, Turkish Cypriot President Mehmet Ali
Talat expressed his expectation of being invited to London by British leader
Tony Blair to talk seriously about the issues at hand.
"There are preparations ... Such an invitation will very probably be extended
in the beginning of 2006," Talat told reporters in Istanbul where he stopped
over on his way back home from the United States.
"Britain is a guarantor country and has a responsibility. Thus, we will have
further demands from Britain than we had from the United States," he added,
referring to efforts for the easing of international isolation of Turkish
Cypriots.
Despite having a pleasant tone concerning the probable invitation from the
British prime minister, Talat sounded pessimistic when he touched upon his
meeting with United Nations Secretary-General Kofi Annan in New York.
 Talat said he saw little hope of reviving the stalled Cyprus peace process
following talks in New York with Annan. "Mr. Annan is hesitant to re-launch
the talks unless the two sides show sincere determination."
The U.N. might consider a new mediation effort only if the European Union forces
the Greek Cypriot administration to work for a settlement, Talat emphasized in
an apparent reference to Greek Cypriot leader Tassos Papadopoulos' reluctant
attitude concerning the issue.
With his country now safely inside the EU, Papadopoulos has less incentive to
negotiate than the Turkish Cypriots, who remain isolated by international trade
restrictions. But the Turkish Cypriots' "yes" vote in last year's referendum
has earned them international praise. While in the United States, Talat also
held talks in Washington with U.S. Secretary of State Condoleezza Tice. (Turkish
Daily News)
10.11.2005
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L'ULTIMO
MURO
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Sono
in molti a ripetere che il 2005 è destinato ad essere l'anno della
svolta nell'annosa questione dell'isola di Cipro. L'avvio sofferto
del negoziato di adesione della Turchia all'UE viene visto da molti come
un elemento di sensibilizzazione nei confronti delle due parti in
causa. |
 L'avvio ufficiale dei
negoziati per l'accesso della Turchia all'Unione Europea ha rinvigorito la
questione della divisione dell'isola di Cipro. Sono diversi i moniti giunti a
Bruxelles dalla parte greco-cipriota sulla valenza che l'avvio dei negoziati
assume per la questione dell'isola. Il punto dolente di questa nuova fase si
pone immediatamente per l'obbligo che tutti i paesi candidati hanno rispetto
al riconoscimento dei paesi membri dell'Unione. La Grecia insieme alla
"sua" parte dell'isola, fa parte a pieno titolo dell'UE e gode,
quest'ultima, del riconoscimento internazionale. Sin dall'inizio del
negoziato di adesione, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha voluto chiarire la linea politica di Ankara e
cioè non riconoscere la parte greco-cipriota dell'isola. Già nel luglio
scorso erano sorte delle complicazioni relative all'ultimo passaggio che
Ankara doveva compiere per dare il via ai negoziati, ovvero l'unione doganale
con i nuovi stati membri dell'UE (Cipro compresa). Grande in tal senso è
stato l'impegno della presidenza dell'Unione che ha dichiarato come il detto
accordo non significasse di fatto il riconoscimento del sud dell'isola. Il
ministro degli Esteri britannico Straw si è detto soddisfatto dell'accordo
raggiungo frutto della più fine limatura della bozza poi approvata dal
consiglio europeo. Nell'occasione Blair non ha mancato di rimarcare
l'importanza che la posizione strategica dell'isola ricopre nel controllo e
la lotta al terrorismo internazionale. Un dato, questo, che dovrebbe spronare i
greco-ciprioti e i turco-ciprioti ad una più stretta collaborazione.
La divisione nord-sud dell'isola è da tempo al centro del dibattito
internazionale e il segretario generale dell'ONU in particolare, ha messo a
punto un piano - che prende il nome di "piano Annan" - che ne disciplina
la riunificazione. Ma se da un lato sia i greco-ciprioti che i turco-ciprioti ci
tengono a ribadire il ruolo di primo piano dell'Onu nella soluzione della
vicenda, dall'altro si aspettano un'iniziativa di Bruxelles ma sempre in
ambito internazionale. Intanto sin dall'avvio, sul negoziato di adesione ha
sempre gravato l'ombra, peraltro smentita, del veto che Cipro, in quanto paese
membro dell'UE, poteva esercitare per opporsi all'ingresso della Turchia.
Quello che si va delineando sembra dunque richiamare sempre più l'intervento
dell'Unione Europea sulla questione. In molti a Bruxelles confidano nel fatto
che, dato il lungo arco temporale in cui avrà luogo il negoziato per
l'accesso di Ankara nell'UE previsto per il 2014, la questione dell'isola
troverà probabilmente una soluzione equilibrata grazie anche al nuovo
protagonismo dell'Europa. Certo è che fino alla vigilia dell'apertura
ufficiale dei negoziati (3 ottobre) erano emerse forti preoccupazioni
sull'effettiva partenza, non tanto per il timore lontano che Cipro potesse
esercitare il suo diritto di veto, quanto per le posizioni più dure
dell'Austria che proponeva invece dell'adesione, un partenariato speciale.
Dopo aver tenuto in scacco gli altri 24 membri del consiglio, Vienna ha dovuto
rinunciare alla cooperazione privilegiata spuntando l'impegno dell'UE ad una
maggiore attenzione sulla capacità di accoglienza dell'Unione. Vale a dire, a
cominciare proprio dalla Turchia, che i paesi candidati saranno accolti solo se
il loro ingresso non contrasterà con i valori dell'Unione e la capacità di
ricezione finanziaria. Il testo così emendato, alla base del processo
negoziale, ha avuto il via libera anche da Cipro.
Una vera svolta all'orizzonte?
La posizione di Turchia e Grecia sono estremamente rigide. Ankara continua a
sostenere la repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn), riconosciuto come stato
sovrano solo dalla Turchia, rivendicando la difesa del nord dalle mire
annessionistiche del sud. A queste posizioni già di per sé ingabbiate, a
luglio ai è aggiunto un incidente diplomatico tra Ankara e Bruxelles che ha
portato il Governo di Erdogan ad approvare un protocollo unilaterale che
minacciava seriamente il decollo dei colloqui di adesione. Nel documento la
Turchia dichiarava che non avrebbe mai riconosciuto la repubblica di Cipro senza
che ci fosse prima un accordo condiviso sulla questione dell'isola e che
avrebbe continuato ad impedire l'ingresso di aerei e navi greco-cipriote nei
suoi porti. L'UE rispondeva minacciando l'avvio del negoziato di adesione ed
Ankara ribatteva accusando Bruxelles di inerzia rispetto allo stallo creatosi in
ambito ONU sulla divisione dell'isola. Ora sono in molti a vedere nell'avvio
(ad ostacoli) del negoziato di adesione una possibilità reale per iniziare un
interscambio commerciale tra i due paesi che possa condurre ad una trattativa più
distesa di quella registrata sinora. Già in passato sono stati raggiunti una
serie di accordi (28) sull'Aegen per ciò che concerne fisco, commercio,
investimenti e turismo. Dal 2001 i rispettivi ministri degli esteri delle due
"repubbliche" stanno lavorando su una soluzione che accontenti entrambe le
parti senza che da ciò trapeli nulla per non alimentare i nazionalismi sempre
allerta in tutta l'isola. Fonti non ufficiali riferiscono di un compromesso
che entrambi i paesi presenterebbero alla corte internazionale di giustizia e
che consenta loro di portare a casa ognuno il proprio successo: la parte greca
esalterebbe l'intervento autorevole della corte internazionale nel dirimere la
questione dell'Aeges e la Turchia il merito dell'accordo raggiunto secondo
le migliori condizioni possibili.
Di fronte all'avvio dei negoziati, il presidente greco Karolos Papoulias, in
visita qualche settimana fa a Cipro, ha affermato che Atene e Nicosia
rafforzeranno il loro affiatamento per trovare una soluzione con Ankara sulla
divisione dell'isola (risalente al 1974). Il presidente greco-cipriota Tassos
Papadopoulos, fatti gli onori di casa, ha auspicato a sua volta il volgere
dell'annosa questione pur rimarcando l'intenzione di non accettare nessun
compromesso lesivo della dignità del popolo greco-cipriota. Tuttavia, almeno
fino ad oggi, resta in salita una vera soluzione del problema. Se da un lato
Cipro sollecita l'assemblea turca a ratificare il protocollo che prevede
l'estensione degli accordi doganali agli altri dieci paesi membri (Cipro
compreso), dall'altro il Governo turco si affretta a puntualizzare che questo
passaggio, reso obbligato dai capitoli europei di adesione, non sottintende
l'accettazione implicita della controparte greco-cipriota. Papadopoulos ha
rilevato come sarebbe un grosso sbaglio legale e procedurale se Ankara inserisse
nel protocollo sulle unioni doganali una dichiarazione unilaterale di non
riconoscimento di Cipro, giacché si verificherebbe l'anomalia che
l'assemblea turca ratifica un testo diverso da quello licenziato dal
parlamento europeo. A cui probabilmente si aggiungerebbe il giudizio perentorio
e negativo della corte europea di giustizia.
Pur con tutti i limiti del caso, nei palazzi si continua comunque a ben sperare
per una soluzione più vicina per l'isola di Cipro. Entusiasmo solo in parte
affievolito dalla dichiarazione del presidente del parlamento europeo Josep
Borrell in cui ha sottolineato che l'Europa si aspetta che i ciprioti
risolvano al loro interno la questione. Le affermazioni dell'autorevole
esponente dell'UE hanno profondamente deluso i greco-ciprioti che invece
contavano proprio nell'avvio dei negoziati per fare pressioni a livello
europeo su Ankara affinché ritiri le sue truppe dall'isola mediterranea. Il
segnale politico europeo, del resto, non si era fatto attendere sin dall'avvio
del negoziato di adesione. La bozza in cui si sono stati formulati i principi da
cui far partire il negoziato con la Turchia, ha subìto una miriade di
aggiustamenti e limature per glissare sul riconoscimento immediato di Cipro da
parte della Turchia. Restano tuttavia una serie di segnali che lasciano
intravedere il 2005 come l'anno decisivo per una piattaforma d'intesa tra le
parti. In tal senso c'è da registrare, oltre alla disponibilità (quantomeno
dichiarata) del presidente greco-cipriota Papadopoulos, anche i segnali positivi
sul fronte turco. Infatti, nella Repubblica turca di Cipro del Nord si sono
tenute a febbraio le elezioni anticipate che hanno portato alla vittoria del
partito repubblicano turco guidato dal premier turco-cipriota uscente Mehmet Ali
Talat.
Tentativi di riunificazione
La formazione politica, da sempre favorevole all'unificazione
dell'isola, trova il sostegno anche del premier turco Erdogan. Divenuto
presidente della Rtcn, succede al nazionalista Rauf Denktash che dal 1976
guidava la Rtcn e che da sempre osteggiava ogni tentativo di pacificazione
sull'isola. L'Unione europea non intende muoversi al di fuori
dell'intervento Onu, di cui i ciprioti hanno già rifiutato una proposta
concreta. Rigettando questa ipotesi, gli sforzi internazionali per un
compromesso soddisfacente, si fanno sempre più complicati. E' vero che
formalmente tutta l'isola di Cipro è entrata a far parte dell'UE, ma il
territorio del nord ha lo status di "territorio occupato". Del resto in poco
più di vent'anni sono stati numerosi i tentativi di riunificazione
dell'isola sempre sotto l'egida dell'Onu. L'ultimo in ordine di tempo è
il "piano Annan" appunto, che prevederebbe la nascita di una federazione
cipriota tra due entità largamente autonome riunite nella repubblica di Cipro
greco-turca - richiamando in parte il modello elvetico -. Ma, come
accennato, mentre la Rtcn ha risposto "si" al referendum indetto per
approvare la proposta del segretario generale dell'ONU, dall'altra parte
della green line, il 75% ha bocciato il piano Annan. Questo piano prevedeva
oltre ad una costituzione federale, una costituzione per ognuno dei due Stati,
una normativa federale e una bandiera per il nuovo stato federale. Nel piano era
pure disciplinato il diritto al ritorno nei territori dei due stati delle
rispettive comunità nonché il permesso per Grecia e Turchia di mantenere una
forza militare sull'isola (seppure numericamente ridotta rispetto al
dispiegamento attuale). Già l'ex segretario generale del Consiglio d'Europa,
Walter Schwimmer, si era espresso in favore della versione finale del piano di
pace; e tuttora la linea politica europea si conferma essere di sostegno ad una
risoluzione della questione cipriota sotto l'egida Onu. Ciò non impedisce
comunque all'UE di dichiararsi pronta a impegnarsi in prima linea per
l'applicazione del piano Annan.
Conclusione
La questione cipriota, sulle cui ceneri cova ancora un forte rancore
nazionalista di vecchia data, appare confusa e delicata allo stesso tempo.
Bruxelles risente probabilmente di una politica estera ancora troppo poco
incisiva e preferisce avallare la gestione ONU piuttosto che farsi promotrice di
una "road map" che ponga fine alla divisione dell'isola di Afrodite.
L'esito del referendum del 24 aprile 2004, che per essere valido doveva
trovare il consenso da entrambe le parti dell'isola, si è rivelato un vero
fallimento vanificando ogni speranza di abbattere quello che oggi è l'ultimo
muro dell'Unione europea. L'avvicendamento politico alla guida della
repubblica turca di Cipro del Nord è per il momento l'unico segnale che
lascia sperare, insieme alla voglia d'Europa della Turchia, in una reale
volontà politica di giungere ad un compromesso tangibile che chiuda
definitivamente la questione dell'isola. (Michele
Campana Rovito/ Equilibri.net)
10.11.2005
|
RINVIATA
LA
VISITA DI KARAMANLIS
|
E'
a tempo indefinito, come riportano i media greci. La decisione
pare sia stata presa dopo alcune affermazioni circolate in
Turchia |
Greek prime minister has canceled a
planned trip to Turkey later in the month, reports Greek media.
The visit is postponed due to Turkey's 'inflexible' stance on Cyprus and 'counterproductive'
remarks by Turkish officials, says Greek daily.
Following improved bilateral relations between Ankara and Athens, although
Turkish PMs have visited Greece at least 3 times, Karamanlis' visit would be 1st
by a Greek premier since 1959
Greek Prime Minister Costas Karamanlis has canceled a planned trip to Turkey
later in the month, Greek media reports said Saturday.
The visit will not take place in November, but whenever it is deemed
appropriate, state-run <Net Television> quoted government sources as
saying.
The visit was postponed due to Turkey's "inflexible" stance on the
Cyprus dispute and "counterproductive" remarks by Turkish officials,
according to the Kathimerini daily newspaper.
No official date had been set for the visit, but it was expected to take place
by the end of November.
The paper also said that Athens was frustrated with Ankara's treatment of Fener
Greek Orthodox Patriarch Bartholomeos.
Following the improvement of bilateral relations between Turkey and Greece,
although Turkish prime ministers have visited Greece at least three times,
Karamanlis' visit would be the first by a Greek prime minister since 1959.
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan invited Karamanlis to Turkey during
their bilateral talks at Meric this July.
Although Karamanlis' visit was previously set for August, the visit was
postponed at the last minute to after Oct. 3, the date Turkey's European Union
talks officially began. Then Greek Foreign Minister Petros Molyviatis stated
last week that Karamanlis would visit Turkey in the near future.
Now with this unexpected development, the visit was postponed indefinitely. (Ap/The
New Anatolian)
10.11.2005
|
IL GOVERNO
TURCO HA APERTO IL DOSSIER <EUROFIGHTER>
|
Il
supercaccia europeo per il 21% parla italiano grazie ad
<Alenia Aeronautica> (Gruppo Finneccanica). Già dai
primi mesi 2006 potrebbero essere avviate le trattative per
l'acquisto di un numero consistente di velivoli da parte di
Ankara. |
 The
Undersecretariat of Defense Industry (SSM) has taken an interest in
"Eurofighter Typhoon" with a view towards meeting the requirements that the
Department of Turkish Air Force has about new generation warplanes.
The Undersecretariat sent a request for information to Alenia Aeronautica, the
Italian partner in the project. It was deemed interesting that Turkey took
interest in a European manufactured aircraft, when its inventory contains mostly
warplanes such as F-16 and F-4, all made in the United States. The Italian firm
Alenia Aeronautica's Chief Executive Officer Giovanni Bertolone said in his
visit to Ankara in September that the company is ready to exchange full
information with the Undersecretariat. The company took Turkish journalists to
Italy to show them around the Eurofighter Typhoon production plant.
The SSM issued an information appeal on 24 October 2005 to the specified
airplane producers as part of the project that is aimed at providing Turkey with
enough facilities to meet its requirements. Eurofighter Typhoon, a co-project
shared by Britain, Germany, Spain and Italy, was introduced to the Turkish
press. At a news briefing in Rome, Bertelone stated that they have just received
the information appeal from Turkey, adding that their response will be the first
step forward in the corporation between the two countries. The information
appeal has been a promise for the future of Eurofighter Typhoon in Turkey,
argued Bertolone, emphasizing that a development such as this is evidence that
our efforts to collaborate with Turkey have found voice. Bertolone refused to
give details regarding the appeal, on the pretext of it being officially secret,
but said "I would like to let you know that it is a fully detailed document.
It will take us a long time to answer each and every detailed enquiry. The reply
to this document will be given by the mid-January of 2006." The offer that the
Eurofighter Consortium made to Turkey is to be considered as part of "full
membership," said Bertolone, adding that the offer is actually meant to grant
Turkey the rights and authorities that the other four countries are legible to.
Bertelone particularly highlighted the fact that the offer will grant Turkey
full access to the entire range of Eurofighter source codes.
Turkey, a country suitable for
collaboration
The Italian Ceo told reporters
that IdefF 2005 gave him the opportunity to meet many Turkish companies
operating in the defense industry: "It is possible to find industrial
competence at its peak, able to start the co-production of Eurofighter in Turkey."
The collaboration that they have in mind is not to be regarded just to be a set
up for only industrial purposes, highlighted Bertolone. "There are three
different sides to a collaboration of this kind: Political, military and
industrial. We regard Turkey to be fully eligible for collaboration. And the
offer we put forward is aimed to fulfill this potential. Deputy Ministers of
Defense from the four countries came to Turkey to attend the late-September IdefF
fair and offered Turkish politicians the opportunity to consider the proposal
that we put forward. The Eurofighter consortium holds the belief that Turkey
would be the best fifth partner." (Erkan Acar/Zaman)
10.11.2005
|
CONTENZIOSO
IDEOLOGICO
|
Le
recenti affermazioni del presidente iraniano contro lo Stato
di Israele erano anche un indiretto attacco alla Turchia. Una
interessante analisi di Stefano Barocci. |
Le più recenti affermazioni del Presidente iraniano Mahmoud
Ahmadinejad, riprese ampiamente dalla stampa internazionale e così
efficaci nel far nascere una manifestazione quasi bipartisan in
Italia a favore della esistenza dello Stato di Israele, hanno
provocato in Europa reazioni molto differenziate.
Le potenze della troika nucleare, Germania, Francia e Inghilterra,
si sono ben guardate dall'innescare un atteggiamento altrettanto
provocatorio nei confronti di Teheran quanto quello suscitato dalle
tesi, peraltro non nuove, di Ahmadinejad. Almeno due di esse hanno
consistenti contratti governativi ed una miriade di collaborazioni
tra imprese medie e piccole, già da alcuni mesi in forse dacché il
nuovo Presidente ha iniziato a ripensare la rete degli accordi e
delle concessioni agli stati dell'Europa occidentale. Inoltre il
nuovo Presidente iraniano anche quando era sindaco di Teheran ha
sempre esternato, solo che i media internazionali non si curavano
molto di lui che agiva sempre in stretto contatto con i pasdaran,
gli studenti guardiani della rivoluzione, e in sintonia perfetta con
l'establishment che guida la teocrazia islamica.
 Che nelle alte stanze del potere a Teheran sia in atto una lotta o
qualche forma di assestamento e di accomodamento era già noto: il
vecchio Presidente Rafsanjani, che doveva dare l'abbrivio ad una
normalizzazione del Paese, non ha certo perso la tornata elettorale
con piacere, ma anche la fazione dei pur esigui seguaci del
Presidente uscente, il moderato Khatami, risulta scontenta, come
pure quell'ala pragmatico-conservatrice che non si identifica né con
Khamenei (la Guida spirituale), né con Rafsanjani, e che stava
delineandosi come fenomeno interessante tra gli intellettuali e gli
uomini d'affari, che sempre più spostano il baricentro dei loro
negozi nei vicini Emirati.
L'Italia non dipende in maniera decisiva dall'Iran per le forniture
di greggio, né per quelle di gas, ma fornisce all'Iran impianti e
macchinari ed ha consistenti contratti in corso (ad es. Eni e
ANSALDO) per la realizzazione di complessi industriali nel settore
petrolifero. Inoltre dalla cauta apertura di Khatami e dalla
simpatia che il Presidente Rafsanjani nutriva per l'Italia sono nate
concrrete possibilità per piccoli gruppi industriali, consorzi di
ditte e medie imprese del nostro Paese nel settore dei mobili, delle
scarpe, della meccanica, del trattamento delle acque, dell'industria
alimentare, tanto che negli alberghi di Teheran è improbabile non
incontrare nei vari mesi dell'anno, a parte il capodanno
zoroastriano Nowrooz, uomini d'affari ed imprenditori italiani.
Inoltre il clima favorevole, alimentato in Italia ed in Iran dalle
due Ambasciate ha contribuito a sviluppare rapporti nel campo
culturale ed artistico, nell'archeologia, dopo il disastroso
terremoto di Bam, nel settore sportivoe negli scambi universitari.
Gli insulti al Presidente americano, ad Israele ed ai paesi loro
vicini fanno parte di un rituale non scritto della Repubblica
islamica ed almeno sino ad ora, per quello che si può giudicare, non
hanno portato ad azioni concrete. Altra materia è quella del
sostegno attivo che Teheran avrebbe dato, a fini strategici suoi, ai
vari movimenti islamici in Occidente, come nel Medio Oriente:
Hezbollah, Fratelli Musulmani, gli sciiti iracheni, comunità
islamiche in Europa, movimenti curdi in funzione antiturca,
movimenti armeni in funzione antiazera, Hamas, hanno tutti ricevuto
aiuti cospicui nei vari momenti ed a varie condizioni.
Il buon clima esistente tra Italia ed Iran non andava incrinato, a
mio avviso, esponendosi in difesa di un pur nobile e sacrosanto
principio come quello del diritto fondamentale di Israele ad
esistere: primo perché come detto ci sono già stati attacchi del
genere e non ne mancheranno in futuro, secondo perché la difesa non
era stata richiesta dall'interessato, cioè da Israele, ma
soprattutto perché dietro l'apparato vessatorio vi era, neanche
tanto velatamente celato, un attacco frontale al vicino ed in
qualche modo concorrente islamico, la Turchia post-kemalista del
Presidente Erdoğan, guarda caso anche lui un ex-Sindaco carismatico
e populista di una grande città, Istanbul.
Un paese la Turchia che da anni è soggetto delle attenzioni più
diversificate degli ayatollah: vi hanno fatto confluire risorse
economiche, fatto crescere un movimento islamista che è giunto ad
esprimere, sia pure per un breve tempo, un Presidente filoiraniano,
Necmettin Erbakan, e con il quale i rapporti sono corsi sempre sul
doppio filo della cordialità e della diffidenza. Sunniti i turchi
con la grande epopea laica kemalista, in marcia di avvicinamento
verso una piena adesione all'Unione Europea, orgogliosi di essere
cerniera tra il mondo islamico e centro-asiatico e l'Europa ed il
Mediterraneo, sono attesi, non senza qualche diffidenza al
raggiungimento di ulteriori selettivi obiettivi economici ed
istituzionali, alla risoluzione di questioni spinose (Cipro) ed al
giro di volta della nomina del successore del Presidente Sezer, sino
ad ora garante della laicità fondante del moderno Stato turco.
I loro vicini ed importanti partner iranici (hanno dato molto
respiro alla Turchia negli anni della crescita, 1980-90, e sino
all'ultima crisi finanziaria del 2001), con i quali, come dirò tra
breve, hanno realizzato un'interessante simbiosi economica, hanno
invece imboccato, non senza incidenti di percorso (il sequestro dei
diplomatici americani e la guerra con l'Iraq durata otto anni), la
via di una Repubblica islamica fedele ai precetti del Profeta Ali e
dunque sciita, piuttosto intransigente e dalle velature dogmatiche e
pauperistiche, associandosi a partner interni che, appena
consolidato il potere, hanno subito abbandonato. L'Iran cresce, ma
cresce in modo diverso dalla Turchia, sospinto ovviamente dalle
ampie disponibilità in idrocarburi ed in altre, non trascurabili,
risorse. La Turchia, per contro, cresce dentro un modello di buon
governo (ricordiamo l'ottimo lavoro di Turgut Özal), aggiustando i
parametri dell'acquis communautaire, giocando abilmente con i vicini
ricchi di idrocarburi ed offrendo il suo territorio, non solo i
classici Stretti, per lo sbocco funzionale sul Mediterraneo, dandosi
infrastrutture e regole di comportamento che l'hanno avvicinata nel
correre dei decenni a tutti gli organismi economici e militari
internazionali (NATO, OECD, GATT, ecc). In qualche modo è stata
realizzata una simbiosi utile od una efficace complementarietà. La
Turchia forse poteva assistere l'Iran in epoca di embargo, durante
la guerra Iraq-Iran essa stipulò addirittura due accordi di
collaborazione con i due paesi belligeranti dando prova di una certa
disinvoltura diplomatica. Sino a pochi anni fa molti dei mobili
italiani prodotti dalle parti di Cantù giungevano in Iran facendo
una significativa sosta a Diyarbakir, dove aveva sede la ditta
importatrice!
I malumori già cementati da anni di accuse di sostegno ai movimenti
curdi basati in Iran, si sono acuiti anche in epoca Khatami con i
due bruschi colpi di arresto dei grandi progetti, in cui erano
presenti contractor turchi, della seconda rete cellulare iraniana
IranCell (la prima che sarebbe stata veramente decente, con uno
standard occidentale) e della costruzione dello Imam Khomeini
International Airport (anche questo un progetto innovativo da
affiancare al piccolo ed obsoleto aeroporto di Mehrabad).
I complicati meccanismi, che in definitiva hanno portato
all'elezione di Ahmadinejad, pilotati dall'intreccio di competenze e
di capacità di controllo dei pasdaran, della Guida spirituale e
degli organi di sicurezza non hanno permesso che uno Stato laico per
Costituzione, con la popolazione prevalentemente di fede sunnita e
soprattutto con buoni rapporti con gli Stati Uniti e specialmente
con Israele, potesse in qualche modo giostrare i fili nella
realizzazione di due grandi opere che per loro intrinseca natura
hanno a che vedere con la sicurezza, le comunicazioni telefoniche ed
i trasporti di uomini e merci.
C'è da aggiungere dell'altro, anche se questo attiene al costume e
non costituisce, almeno non al momento, un significativo business;
si sa però quanto siano importanti per i religiosi forma e costume.
Molti iraniani da Täbriz, nel nordovest del paese, raggiungono la
Turchia in automobile per brevi vacanze facilitati anche dal fatto
che comprendono l'azero, lingua turcofona. Altri iraniani, famiglie,
impiegati e professionisti, raggiungono la costa meridionale
dell'Anatolia con voli brevi di massimo due ore e godono di vacanze
che per un Europeo sono normali, ma in quel contesto debbono
assumere l'aspetto di un'eccezionale bonanza: gustarsi una bottiglia
di vino rosso europeo o delle alture di Eskişehir, mangiare del buon
pescato in un ristorante all'occidentale, poter fare il bagno in
abbigliamento da spiaggia con la propria moglie ed i propri bambini
senza sottoporsi alla consuetudine della separazione dei sessi,
passeggiare senza gravi patemi d'animo. Il fenomeno ha assunto, per
vari motivi, una certa consistenza ed infatti quando Teheran parla
di dare impulso al turismo pensa in realtà ad attrarre turisti
turchi ed a trattenere gli iraniani a casa. Tutta la questione dello
hejab 'eslami ha poi prodotto dibattiti dai toni per noi
impensabili, con dottissime disquisizioni ed accese prese di
posizione, facendo leva anche sul crescente fervore islamico degli
anatolici, a cui Teheran non è certo estranea.
Per questo ultimamente le relazioni tra i due paesi non sono "à la
hausse" e Teheran non perde occasione per attaccare i fratelli
turchi. Quello di Ahmadinejad era, a mio parere, un sermone da
decodificare principalmente in questa prospettiva antagonista alla
Turchia; non meritava quindi una reazione per certi aspetti
esagerata, ripeto non per la minaccia in sé, ma per i fini veri che
si prefiggeva. Teheran, che aveva già attaccato con uguale veemenza
Gerusalemme e tornerà a farlo, non ci ha messo neanche un minuto a
far pesare i rapporti economici al riguardo dell'Italia: la reazione
è stata indispettita perché gli iraniani non pensavano minimamente
di investire l'Italia, né seriamente di voler attaccare Israele. Mi
sembra che possa parlarsi in politica estera di una linea
interpretativa che non è stata particolarmente felice e che ha
mostrato in piazza tanti gagliardi difensori dello Stato ebraico -
trattato sino a pochi anni prima come minimo con indifferenza -,
atteggiamento che i partner europei, ancora una volta più avveduti,
si sono ben guardati dall'imitare.
Le solite schermaglie relative alla convocazione degli Ambasciatori
ed alle richieste di ritiro degli stessi sono conosciute sin dai
tempi della diplomazia della Serenissima Repubblica e forse anche da
prima; gli Ambasciatori ricevono istruzioni e le eseguono, ma non
possono, in una valutazione globale e non emotiva, osservare come
negli anni precedenti fosse stato costruito un clima di aperto
dialogo e di fiducia nei confronti dell'Italia che ha facilitato la
conclusione di vantaggiosi contratti. Ricordo che gli iraniani,
ancora quando la questione nucleare veniva gestita dall'Ayatollah
Rowani, ripetutamente chiesero che l'Italia, paese non nucleare per
scelta, si affiancasse alla troika europea nella gestione del
contenzioso con Teheran. Ma Roma disse di no.
Voglio credere, ed i primi colloqui con interlocutori iraniani me lo
lasciano sperare, che ci sia spazio per ricucire perché se è vero
che sui principi fondamentali occorre non transigere, è anche vero
che il capitale umano e la simpatia di cui l'Italia gode nel mondo
costituisce alla fine dei conti e senza retorica un grande
patrimonio, che oculatamente gestito ci ha sempre donato quella
velocità in più che per altri versi ci mancava (pochi capitali e
ancor più scarsi brevetti, dimensioni limitate dei gruppi
industriali e mancanza di gioco di squadra).
Ma forse gli amici iraniani dell'Italia avvertiti dalla loro
sensibilità, così lontani per certi versi dal nostro modo di vivere
eppure così contigui nella cultura millenaria, sono in grado di
riguardare questi eccessi come parte del bagaglio di cromosomi
latini che gli italici interlocutori posseggono inequivocabilmente! (Stefano
Barocci/Ateneo
italo-tedesco)
10.11.2005
|
SCONTRI IN
FRANCIA: I MOTIVI PER ERDOGAN
|
Secondo
il Primo ministro turco vanno ricercati nel bando del velo islamico nelle
scuole pubbliche. Di qui, a suo dire, lo scoppio della violenza. |
Il Primo
Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha messo in collegamento il bando al velo
islamico nelle scuole pubbliche francesi con le violenze che stanno sconvolgendo
i sobborghi delle città francesi. In una intervista rilasciata al quotidiano
turco <Milliyet>, Erdogan ha affermato che ''il processo iniziato nelle
scuole francesi'' è una delle spiegazioni per la violenza che ha portato alla
distruzione di migliaia di veicoli, vandalismi contro edifici scolastici e
attacchi alle stazioni di polizia. Erdogan, esponente politico turco che militò
nel Partito di Salvezza Islamico, ora illegale, fu tenuto in prigione per 4 mesi
nel 1999 con l'accusa di incitamento all'odio religioso, ha affermato che la
legge che mette al bando l'hijab nelle scuole ha contribuito a far crescere il
senso di esclusione degli immigrati e ha ''provocato'' la violenza. ''Abbiamo
sempre difeso l'alleanza delle civiltà (tra mondo islamico e Occidente) e
dimostrare come l'accesso della Turchia nell'Unione europea è importante in
questo senso. Ma alcuni non vogliono capire, soprattutto i francesi'', ha
continuato Erdogan. (Asca-Afp)
10.11.2005
|
22 ANNI DI
CARCERE PER AVERE IMBRATTATO UN BUSTO
| L'immagine
però era quella del padre della patria turca, Mustafa Kemal
Ataturk. |
A
Turkish court sentenced a man to 22 years and six
months gaol for tipping oil paint on busts of the country's
founding father, Mustafa Kemal Ataturk
Murat Vural was given a three year gaol term for each attack, with
the sentence being increased by 50 percent for being carried out in
a public area. This increased the sentence to four and a half years
for each of the five incidents, giving a total of 22 and a half
years.
In his defence, Vural said that his lack of love and his being
unemployed had prompted his actions. (NtvmSnbc)
10.11.2005
|
AIUTI PER IL PAKISTAN
|
Gli
aeroplani Nato ne hanno trasportati per circa 450 tonnellate (di vario genere)
partendo dalla base turca di Incirlik. "Un'operazione
esemplare". |
Gli aeroplani Nato
hanno trasportato circa 450 tonnellate di aiuti Unchr in Pakistan.
Gli aiuti sono patiti da una base militare del Sud della Turchia.
Lo rende noto l'agenzia Onu dei rifugiati. Il ponte aereo tra la
base di Incirlik, nel sud della Turchia, e Islamabad è stato
un'''operazione esemplare'' per aiutare le vittime del terremoto, ha
detto Gesche Karrenbrock. ''E' oggi al suo decimo giorno. Di circa
860 tonnellate di aiuti che dovevamo trasportare... circa 450
tonnellte sono arrivati'', ha detto. ''La velocità è essenziale in
una situazione come questa... come ci dicono oggi i nostri colleghi
in Pakistan e le autorità pakistane il freddo sta arrivando e se
non portiamo adesso materiali per i ripari e beni non alimentari e
altri aiuti urgenti sulle zone montuose potremmo perdere la
battaglia''.(Piu' Europa).
10.11.2005
|
HACKERS RUSSI
|
Presa
di mira la Turchia soprattutto per quanto riguarda l'<Internet
Banking> e le transazioni. Elusi i sistemi di sicurezza. Incredibili
scoperte. |
Fraud on the
Internet has created a new dimension in banking transactions; Turkish Security
took the issue in hand and came up with some striking results. Police discovered
the source of systematic virtual attacks and launched a series of operations.
According to Turkish police, the incidents of fraud stem from Internet users who
connect from Russia.
Internet banking fraud is increasing day by day and is mostly associated to
online shopping with credit cards. Around the world, money stolen over the
Internet amounts to $2.4 billion. In recent years, Turkish Internet users have
become the main target of these hackers. A total of 58,208 credit card holders
in Turkey last year were cheated out of $11.7 million of their money. The amount
of money withdrawn by using lost or stolen credit cards reached $4.116 million,
while $1.348 million was removed directly from Internet bank accounts of users.
The Turkish Security Smuggling and Organized Crimes Directorate discovered the
source of the crime and concluded that the perpetrators are connecting online
from Russia. After Turkish hacker Atilla E. spread Internet viruses Zotob and Mytob to 116 countries, he was arrested by Turkish police; however, more
recently credit card and internet bank users were subject to thefts by Internet
hackers. The Directorate preparing a report about the case and asks Internet
users to be extremely careful. According to this report, the hacker contacts its
online victim and says that he has commercial relations with some Turkish
individuals or institutions and that if they cooperate by providing banking
information they will be paid a sum of money by these individuals or institutes;
they claim to be attempting to avoid the commerce taxes in Russia that are
extremely high, and asks for the mediation of the Internet user to avoid paying
these high taxes for transferring the funds.
At a meeting, interbanking Card Center officials came together with Security and
briefed bankers about the measures that should be taken against hackers and/or
"networks" duplicating credit cards. A project will be launched in 2006 to
help combat this problem.
Users are also warned that they should regularly check bank statements, update
antivirus software, load security patches, have different passwords for each
bank account, use Internet sites for transactions that use secure addresses such
as the "https:" indivcator. (Sedat Gunec/Zaman)
10.11.2005
|
L'AVIARIA E
IL SUO IMPATTO ECONOMICO
|
Ad
un mese dall'arrivo del virus tra i polli in una zona circoscritta della
Turchia, le preoccupazioni sono tante anche perché ancora il vaccino non
è pronto. Ripercussioni. |
It
has now been one month since the fatal strain of avian flu was detected in birds
of Eastern Europe and Turkey, a flu that has so far killed 70 people in Asia.
Fearing an epidemic across the continent, the EU banned the import of live birds
and poultry meat from a number of countries. Although the authorities
quarantined the infected regions and culled flocks of birds in an attempt to
halt the proliferation of the virus, the major risk is the mutation of the
lethal strain into a human pandemic.
Because standard flu vaccines cannot shield against the new virus, a pandemic
would have direct medical consequences and indirect costs of loss of
productivity and commercial disruption around the world.
Unfortunately, there is not enough data to project direct costs of such a global
pandemic, but it is possible to estimate its possible economic costs in Turkey.
The economic consequences of bird flu are negligible, as long as there is no
pandemic. The arrival of bird flu led to a sudden drop in the consumption of
chicken and other birds, bringing down the market capitalization of Turkish
poultry firms by over 30 percent in a week.
This was damaging to the industry, but negligible from a macro point of view,
according to Morgan Stanley economist Serhan Cevik, reporting from London.
The sector's value-added to the Turkish economy is about 0.5 percent of GDP; and
the country's meat and livestock (including poultry) exports account for a mere
0.05 percent of total exports.
"Hence, even if we exclude substitution effects and assume a complete
destruction of the country's poultry sector, the loss of income could be no more
than $2.5 billion in the next twelve-month period," said Cevik.
Other sectors:
Tourism and hospitality sectors also would suffer from a human pandemic.
The economic impact of a contagious disease is not just limited to domestic
consumption and exports of a particular product and could spread to other
sectors. In addition to the meat industry, for example, Turkey's growing tourism
sector is vulnerable to an influenza pandemic.
The number of tourist arrivals increased by 24 percent year-on-year to 17.1
million in the first nine months of this year, following a 134.7 percent surge
in the previous five years. As a result, Turkey's tourism earnings, increasing
by 205.4 percent from $5.2 billion in 1999 to $15.9 billion last year, will
probably exceed $18 billion this year, making a significant contribution to the
economy and, particularly, to employment growth.
"Of course, the outbreak of a deadly virus would hit the burgeoning industry
and have far more devastating effects compared to the pain of poultry farmers,"
said Cevik. "However, this is simply an extrapolation of the worst-case
scenario, not a likely outcome at this stage."
Threat of pandemic influenza:
The 1918 outbreak of Spanish influenza epidemic, which first appeared as a bird
flu virus, caused an estimated 40-50 million deaths around the globe. Even
though global monitoring capabilities and advances in medical science have come
a long way since then, no one can still be sure when the next pandemic will
occur, how fast it will proliferate, and what kind of health and economic
effects it will have.
For example, epidemiologists estimate that the 1918 virus had a mortality rate
of about 2.5 percent, much less than 60 percent for the H5N1 virus. However,
earlier episodes (and even the initial cases of the new virus) do not
necessarily represent a point of reference to what would happen if today's avian
flu undergoes an antigenic mutation into a virus, capable of human-to-human
transmission, against which humans have no biological immunity.
Based on conservative assumptions, the World Health Organization predicts that a
medium-level pandemic could transmit the disease to about 25-30 percent of the
world's population and have a minimum fatality range of between 2 million and
7.4 million people.
Such a disaster would no doubt have massive economic costs, but especially
devastate the social and economic fabric of developing countries with limited
administrative and economic capabilities to deal with the outbreak of a
contagious disease. (Turkish Daily News)
10.11.2005
|
MORTI QUATTRO VOLATILI
|
Il
decesso, probabilmente da attribuire all'H5N1, nel villaggio di Furunlu
(Smirne). |
Quattro volatili da
cortile sono morti nella Turchia occidentale, i veterinari sospettano che la
causa del decesso possa essere il ceppo H5N1 del virus dell'influenza aviaria.
Il ministero dell'agricoltura ha inviato una squadra di esperti nel villaggio di
Furunlu, nella provincia di Smirne, sulla costa dell'Egeo. Campioni di sangue
sono già stati prelevati. (Agr)
10.11.2005
|
INTERO
PAESE SI
"TASSA" PER SALVARE LISA E DELIA
|
Gli
abitanti di Uzzano, in Toscana, hanno raccolto i 30 mila euro necessari
per eseguire all'estero l'impianto di embrioni selezionati. Cure in
Turchia per dare un fratello sano alle gemelline talassemiche: guariranno
con le staminali. |
Uzzano è un paese di
cinquemila anime. Provincia di Pistoia, ma cuore della Valdinievole, con Pescia
e Montecatini. Un paese dove la gente si conosce e che un paio di anni fa aveva
accolto con amicizia quella giovane coppia che arrivava dalla città più
vicina. Stefano D'Errico, 37 anni, fotografo pubblicista e sua moglie Giulia
Zuccaro, 28, parrucchiera, erano in attesa del lieto evento. Erano nate due
gemelline Lisa e Delia il 24 agosto del 2004. E la favola era continuata fino a
quando il pallore sul volto delle piccole era diventato troppo intenso,
rivelatore di una malattia purtroppo seria, la talassemia major, la forma
peggiore di anemia mediterranea.
La storia aveva preso il verso sbagliato. Papà e mamma soffrivano quanto e più
delle bambine quando, una volta ogni due settimane, le portavano all'ospedale
per le trasfusioni. C'era una sola speranza, il trapianto di midollo. Ma tutto
andava nel verso peggiore, non si trovava il donatore adatto. Serviva un
fratellino, ma come si faceva, si rischiava un altro figlio talassemico. Il
referendum, il quorum non raggiunto era stata la mazzata finale. Servivano
soldi, tanti soldi per andare all'estero a fare quello che in Italia era ormai
vietato.
Soldi che che la giovane coppia con le due bambine a carico non aveva, ma che
sono arrivati, piovuti dal cielo di Uzzano e della Valdinievole. Già, perchè
l'intero paese e i comuni vicini si sono autotassati per consentire a Stefano
e a Giulia di dare una speranza di vita sana a Lisa e Delia, le gemelline.
Trentamila euro raccolti per iniziativa di tutto il paese. Salvadanai nei negozi
e nelle farmacie. Cene di beneficenza nei ristoranti e persino in piazza.
Sindaci, amministratori e dipendenti comunali che si sono autotassati. Da giugno
a ottobre erano bigliettoni che volavano nelle casse di famiglia. Un sito (www.lisadelia.it)
raccontava passo passo la tragedia e la speranza della famiglia D'Errico. Poi
il viaggio in Turchia, al memorial Hospital di Istanbul. L'impianto dei due
embrioni dei quattro selezionati e concepiti in vitro. L'attesa, fino a pochi
giorni fa quando l'ecografia ha confermato che uno dei due ha attecchito:
diventerà il bambino della speranza, il figlio di una comunità che l'ha
voluto fortemente quanto i suoi giovani genitori.
"La generosità dei nostri concittadini è inarrestabile - racconta papà
Stefano, emozionato dalla bella notizia che ha solo 48 ore - vogliono continuare
a raccogliere soldi anche se non ce n'è più bisogno: la cifra a cui siamo
arrivati ci ha permesso di fare l'intervento e ci consente di andare fino in
fondo senza bisogno che mia moglie lavori. Perché questi mesi sono a rischio.
Non ci possiamo permettere di perdere il figlio. Poi ci sarà il trapianto delle
staminali. Dove? A Pavia, probabilmente. Ma dovrà passare del tempo le bambine
sono ancora troppo piccole".
Piccole, ma già conoscono il dolore. "E' una pena accompagnarle alle
trasfusioni. Loro piangono, ma di nascosto piangiamo anche io e mio marito",
racconta mamma Giulia, finalmente risollevata. "Certo passerà del tempo prima
di vederle sane - continua - tra poco dovranno iniziare la terapia per eliminare
il ferro accumulato nel sangue dalle trasfusioni. Saranno collegate a un
apparecchio 12 ore al giorno per cinque giorni a settimana. Una tortura.
Speriamo vada tutto bene. Speriamo che la rotta si inverta. Da quando si sono
sbagliati e mi hanno detto che io non ero portatrice sana di talassemia...Meglio
non pensarci. Meglio ricordare tutti quelli che ancora non si stancano di
aiutarci, a partire dall'associazione "il mondo dei gemelli" che ci ha
dato una bella lezione: ci ha insegnato a chiedere aiuto". (Associazione
LucaCosconi)
10.11.2005
|
TURCHIA: UE
PRONTA A RICONOSCERE
LO STATUS DI ECONOMIA DI MERCATO
|
E'
questa una delle principali conclusioni dell'ultimo rapporto
della Commissione. Una crescita rimasta robusta rispetto
all'analisi condotta da Bruxelles nel 2004, grazie ad una
politica al tempo stesso "rigorosa e prudente".
Miglioramenti nella gestione trasparente dei conti pubblici e
nei controlli del settore bancario. |
La Turchia
può essere considerata "un'economia di mercato pienamente
funzionante": è questa, secondo quanto riferiscono all'Ansa
fonti diplomatiche, una delle principali conclusioni dell'ultimo
rapporto della Commissione europea sullo stato di preparazione di
Ankara per l'adesione all'Unione europea.
La crescita economica in Turchia è rimasta robusta rispetto
all'analisi condotta da Bruxelles nel 2004, e grazie ad una politica
economica allo stesso tempo "rigorosa e prudente" il
consolidamento fiscale è andato avanti mentre l'inflazione continua
a diminuire, hanno spiegato le fonti.
La Commissione europea, il cui parere è determinante per definire
la strada per la piena adesione di Ankara all'UE, elogia anche i
miglioramenti nella gestione trasparente dei conti pubblici e nei
controlli del settore bancario, indicando come chiara conseguenza di
un clima economico più disciplinato, la crescita record degli
investimenti diretti provenienti dall'estero.
Accanto a questo elementi positivo, le fonti spiegano che nel
rapporto che è stato pubblicato mercoledì 9 novembre, l'esecutivo
di Bruxelles raccomanda di tenere sotto controllo il recente aumento
del deficit e di portare avanti le riforme per promuovere
ulteriormente le privatizzazioni, la correzione degli squilibri del
mercato del lavoro e la riduzione dell'incidenza dell'economia
sommersa. (Ansa)
10.11.2005
|
ITALIA 3° PARTNER
COMMERCIALE CON LA TURCHIA
| Gli
ultimi dati statistici vedono prima la Germania seguita dalla Russia (in
ragione delle sue esportazioni di gas naturale). Crescita nell'export come
nell'import. |
L'Italia è il terzo partner
commerciale ed il terzo Paese fornitore della Turchia. Questo risulta dai dati
statistici pubblicati dall'Istituto turco di statistica e qui dati in
allegato. La Russia risulta secondo partner dopo la Germania, in ragione delle
sue esportazione di gas naturale. Il positivo andamento delle relazioni
commerciali bilaterali italo-turche si può notare sia dalla crescita
dell'export nazionale +11.1% , sia delle esportazioni turche verso l'Italia +21.5%. Il saldo è attivo per l'Italia per
1.6 miliardi di dollari USA.
____________________
|
L'INTERSCAMBIO
(valori in migliaia di dollari e variazioni sul periodo corrispondente)
|
|
Gennaio
- Settembre 2004
|
Gennaio
- Settembre
2005
|
Var%
|
| IMPORTAZIONI |
|
85.078.420
|
20,83%
|
ESPORTAZIONI
|
44.987.616
|
52.937.467
|
17,67%
|
di
cui :
PAESE
|
IMPORTAZIONI
(Gen.-Sett.
2005)
|
Var%
|
ESPORTAZIONI
(Gen.-Sett.
2005)
|
Var%
|
|
GERMANIA
|
9.916.855
|
9,24%
|
6.845.905
|
7,42%
|
|
RUSSIA
|
9.079.411
|
44,63%
|
1.692.590
|
29,78%
|
|
ITALIA
|
5.525.511
|
11,11%
|
3.892.848
|
21,53%
|
|
CINA |
4.790.872
|
52,60%
|
414.068
|
37,04%
|
|
FRANCIA
|
4.341.825
|
-7,32%
|
2.807.241
|
5,27%
|
|
STATI
UNITI
|
4.098.660
|
12,87%
|
3.667.707
|
-0,21%
|
|
SVIZZERA
|
3.380.096
|
33,22%
|
372.871
|
13,15%
|
|
REGNO
UNITO
|
3.456.840
|
9,94%
|
4.210.907
|
8,18%
|
|
COREA
DEL SUD
|
2.579.024
|
39,83%
|
-
|
-
|
|
SPAGNA
|
2.561.833
|
8,06%
|
2.143.842
|
16,46%
|
|
IRAN |
2.409.783
|
65,01%
|
670.448
|
29,15%
|
|
GIAPPONE
|
2.270.343
|
16,58%
|
165.383
|
37,23%
|
|
BELGIO
|
1.665.091
|
15,61%
|
950.528
|
13,05%
|
|
PAESI
BASSI
|
1.604.396
|
12,94%
|
1.819.729
|
21,05%
|
|
ARABIA
SAUDITA
|
1.458.935
|
80,33%
|
682.597
|
26,28%
|
Fonte:
Elaborazioni
Ice Istanbul su
dati Devlet Istatistik Enstitusu (Istituto di Statistica turco) (Ice
Istanbul)
10.11.2005
|
ABBONAMENTI-BOOM
|
Una
media di 27 mila cittadini turchi ogni giorno si rivolge alla
rete mobile. |
Nei
primi 7 mesi dell'anno in corso, una media di 27.000 turchi al
giorno si è abbonata alla rete mobile del Paese. Ne dà notizia
l'ufficio Ice di Istanbul. Il numero totale di abbonati dovrebbe
raggiungere, a fine anno, quota 42,7 milioni, ben 7 milioni in più
rispetto al 2004 (+23%). Della cifra sopra menzionata, circa 9
milioni sono abbonati che ricevono mensilmente una fattura, gli
altri utilizzano schede pre-pagate. (Ansa)
10.11.2005
|
LA MISSIONE DI
CIAMPI
|
Il
nostro presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in
Turchia (Ankara ed Istanbul) dal 22 al 24 novembre. La
presenza della Confindustria al completo. |
L'ultimo
semestre del settennato del presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi non sarà affatto di riposo, come del resto
impegnatissimo e fitto di tappe, incontri, appuntamenti, visite e
viaggi è stata l'intera permanenza del Capo dello Stato sul Colle.
Ciampi lascerà il Quirinale per recarsi all'estero tre volte: tanto
per cominciare dal 22 al 24 novembre andrà in Turchia, con tappe ad
Ankara e ad Istanbul. Nella capitale turca, incontrerà il
presidente della Repubblica di Turchia Ahmet Necdet Sezer e il capo
del Governo Recep Tayyip Erdogan e avrà un colloquio con il
presidente del Parlamento turco Bulent Arinc. Nella città dello
stretto tra Mediterraneo e Mar Nero, incontrerà la comunità
italiana e parteciperà al Forum economico organizzato dalla nostra
ambasciata, dall'Ice (Istituto per il Commercio Estero), dall'Abi
(Associazione Bancaria Italiana) e dalla Confindustria. (da take Adnkronos)
10.11.2005
|
LA DELEGAZIONE
PIU' NUMEROSA: QUELLA AVELLINESE
|
Al
seguito del presidente Silvio Sarno, l'Unione Industriali di
Avellino sarà compatta nel viaggio programmato dalla
Confindustria in Turchia per il 22-24 novembre. Vi prenderanno
parte rapresentanti di aziende di vari settori, da quello
agro-alimentare a quello elettronico. |
 A un anno
dalla sua elezione come presidente dell'Unione Industriali di
Avellino, Silvio Sarno traccia un primo bilancio: "Sono in
espansione il comparto automobilistico e quello tecnologico mentre
la crisi riguarda soprattutto il polo di Solofra per il tessile e il
conciario". Bene anche l'export: la delegazione avellinese sarà
il gruppo di industriali più numeroso della Campania a partecipare
alla missione in Turchia programmata da Confindustria Nazionale per
il 22-24 novembre.
Domanda: Quali sono le peculiarità del sistema industriale irpino?
Risposta: Le nostre caratteristiche sono tutte positive, abbiamo un
ottimo rapporto con gli enti locali, e riusciamo a ottenere risposte
in tempi brevi. E' una provincia in crescita la nostra, anche se
con tutte le difficoltà connesse alla crisi internazionale.
D. Quali sono i settori maggiormente in crisi?
R. Certamente quello tessile e conciario, si tratta di una crisi
dovuta alla nuova congiuntura mondiale e alla concorrenza dei
mercati esteri. Purtroppo in questo settore non abbiamo punti di
vantaggio competitivi: il distretto di Solofra l'anno scorso ha
perso 1500 addetti. Il nostro obiettivo ora è mantenere lo stato
attuale cercando di arginare la crisi.
D. Quali sono invece i settori in crescita?
R. Sta andando bene il comparto automobilistico del nucleo
industriale di Pianodardine, un settore dove sono ottime anche le
previsioni future. Puntiamo molto inoltre sull'informatica e sulle
nuove tecnologie. La nostra provincia vanta diverse case produttrici
di software. Anche il comparto edilizio va bene, nonostante risenta
del blocco alle costruzioni dei piani regolatori.
D. E l'export va bene?
R. A fine novembre partiremo per la missione in Turchia organizzata
da Confindustria in concomitanza con la visita del presidente della
Repubblica Caròo Azeglio Ciampi. La nostra sarà la delegazione più
numerosa. Parteciperanno aziende di diversi settori, dall'agroalimentare
all'elettronica. Puntiamo molto sullo sviluppo di accordi
commerciali nel Mediterraneo.
D. Un bilancio positivo il suo, a un anno dall'elezione a
presidente?
R. Certamente, anche se c'è ancora molto da fare. Bisogna
lavorare su distretti, infrastrutture e facilitazioni dell'accesso
al credito per le Pmi. (Camilla Formisano/Denaro.it)
10.11.2005
|
CRESCE IL
"FEELING" TURCO-PUGLIESE
PROGRAMMI ED UNA NUOVA STRATEGIA
|
Si
è svolta a Bari una tavola rotonda presso la presidenza della
Regione sulle possibilità di una cooperazione più fattiva.
Un progetto co-finanziato dal ministero delle Attività
Produttive denominato "Tip" e il cui partner è
anche il "Deik", una delle più importanti
istituzioni turche. La creazione del portale
www.tip212.net.
Dove leggere le notizie. |
 Puglia e
Turchia non sono mai state così vicine. Si è tenuto presso la presidenza
della Regione Puglia una tavola rotonda sulle possibilità di
cooperazione.
L'iniziativa ha raccolto gli esiti di un progetto di cooperazione
co-finanziato dal ministero delle Attività Produttive e denominato
"Territorial Integrated Program" (Tip), di cui è capofila la Cna
Puglia, insieme ad altri partner italiani quali il Comune di
Barletta, il Consorzio Servizi in Rete, <Eco Srl>, società di
consulenza di Roma e <Web Studio Srl>, società di servizi
informatici.
Partner del progetto è anche il <Deik>, una delle più
importanti istituzioni turche, nate proprio per promuovere e
rafforzare la collaborazione industriale con i Paesi dell'Unione
Europea.
La giornata è stata promossa in vista della visita ufficiale del presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in Turchia tra poco meno di
due settimana, per portare alla sua attenzione il quadro di
iniziative di cooperazione con la Turchia già in atto o in
programmazione da parte degli operatori ed enti della nostra
regione.
Dal progetto <Tip> è infatti emerso un quadro complessivo di
opportunità non solo di accordi commerciali ed imprenditoriali di
ampio e concreto interesse per le imprese pugliesi ma, anche, di
collaborazioni culturali ed artistiche importanti, quali ad esempio
nel settore della ceramica artistica le quali, a loro volta,
potrebbero condurre a sviluppi interessanti anche sotto il profilo
imprenditoriale.
Alcune criticità impediscono tuttavia uno sviluppo fiorente della
cooperazione italo-turca. In particolare, la mancanza di
collegamenti stabili marittimi e air-cargo tra la Puglia e la
Turchia è stata identificata, dalle analisi svolte, come una delle
cause di scarsa cooperazione tra due aree geograficamente e
storicamente vocate a cooperare. L'Italia, con 11 miliardi di
dollari di scambi commerciali, è oggi il terzo partner commerciale
della Turchia e la mancanza di collegamenti con tale Paese
rappresenta una forte limitazione per le aziende pugliesi e delle
regioni confinanti.
Al termine del primo anno e mezzo di attività il progetto ha già
raggiunto concreti risultati, generando una nuova società
armatoriale, la <Italroro Srl> che, nel gennaio 2006,
inaugurerà una linea marittima stabile tra la Turchia e la Puglia
per il trasporto merci su navi <Ro-Ro>, e che potrebbe
estendersi ad altre aree del Mediterraneo con il supporto del
Programma "Marco Polo", il quale supporta la nascita delle
cosiddette Autostrade del Mare.
L'imminente nascita di tale linea e la conseguente facilitazione
di trasporto a favore delle Pmi pugliesi permette al progetto <Tip>P
di perseguire una ulteriore tematica di progetto: l'analisi di
realizzazione di un <District park> italiano a Izmir, area di
approdo della nuova linea. Il <District Park> potrebbe essere
realizzato all'interno delle zone franche già esistenti a Izmir,
con indubbi vantaggi operativi e fiscali per le aziende che si
insedieranno.
Di tali temi si è dibattuto nel corso della tavola rotonda. Erano
presenti - oltre alle principali istituzioni pugliesi - gli
assessori Silvia Godelli (Mediterraneo) e Mario Loizzo (Trasporti),
rappresentanti del <Deik>, del ministero dei Trasporti
Marittimi della Turchia, direttori delle Zone franche di Izmir,
funzionari della <Simest>, del ministero delle Attività
Produttive e di <Ram - Rete Autostrade del Mare>
L'obiettivo della giornata è stato quello di cogliere
l'importante opportunità offerta dalla missione del Capo dello
Stato e mettere a sistema le diverse iniziative in corso verso la
Turchia che, se opportunamente monitorate e diffuse, potrebbero
costituire la base di una "Strategia Paese" di vasta portata.
La Tavola Rotonda ha rappresentato, qin definitivai, un importante
momento di focalizzazione sulle tante iniziative verso la Turchia
ruotando intorno al tema della logistica e trasporti intesa come
fattore critico di successo trasversale alla cooperazione per tutti
i settori economici e produttivi e sulla opportunità di apertura di
insediamenti pugliesi in Turchia nell'area industriale franca di
Izmir.
Nel corso dei lavori è stata anche presentata la nascita del
portale www.tip212.net destinato a diventare la prima piattaforma
virtuale di informazione sulle attività di cooperazione tra la
Puglia e la Turchia.
Nel portale confluiscono non solo dati e informazioni sui territori
italiano e turco, sui sistemi economici e finanziari, su dazi e
sistemi doganali, su programmi di finanziamento locali e comunitari,
sui sistemi di zone franche e come insediarsi ma anche le
proposte/richieste di cooperazione dei rispettivi sistemi
imprenditoriali.
Una importante funzionalità del portale è costituita da "Tipnews",
comunicazione virtuale di informazione sulle attività ed eventi di
interesse nell'ambito della cooperazione tra Italia e Turchia. Per
ricevere "Tipnews" è necessario iscriversi gratuitamente
nell'apposita pagina del portale.
Il portale, in continua implementazione, è in lingua italiana ed
inglese ed è continuamente alimentato da una redazione italo-turca.
(La Gazzetta del Mezzogiorno)
10.11.2005
|
"SPERO SI
APRANO LE PORTE DELL'EUROPA"
|
A
dirlo il ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler, dopo
l'accordo intergovernativo per la realizzazione del gasdotto
tra Italia e Grecia con l'approvvigionamento attraverso la
Turchia delle zone del Mar Caspio. |
L'accordo
intergovernativo per la realizzazione del gasdotto tra Italia e
Grecia con l'approvvigionamento attraverso la Turchia dalle zone del
Mar Caspio potrebbe essere il viatico verso l'apertura delle porte
UE alla Turchia. E' questo l'auspicio espresso dal ministro
dell'Energia di Ankara Hilmi Guler intervenuto con i ministri
Claudio Scajola e il collega greco Dimistri Sioufas alla firma
dell'intesa a Lecce. "La Turchia - ha sottolineato ai
giornalisti il ministro Scajola - è un Paese ad economia di
sviluppo molto forte, ha ricchezze naturali importanti, è un Paese
con cui abbiamo un dialogo forte" e, riferendosi al gasdotto ha
sottolineato come in tal modo si colleghi all'Europa.
"Siamo tre maglie di una catena importante - spiegato ancora il
ministro Guler - la Turchia, la Grecia e l'Italia vivono un momento
importante" e si è detto convinto che "si potrà portare
sempre più avanti l'amicizia che ci lega" ricordando le
prossime visite delle autorità italiane in Turchia. "Per noi -
ha insistito il rappresentante di governo turco - non si tratta di
un progetto meramente commerciale, vogliamo far sì che tutto questo
porti avanti l'amicizia e dia più significato alle nostre
relazioni; forse potremo collaborare per altri progetti come
elettricità e petrolio" ed infine ha ringraziato Grecia ed
Italia per il sostegno "al processo di adesione della Turchia
all'UE". (Agi )
10.11.2005
|
MERCATO
PUBBLICITARIO
|
Come
ha spiegato il presidente delle Pmi turche, il fatturato del
settore è cresciuto quest'anno del 25% con un volume di
affari di 2.2 miliardi di dollari. |
Secondo
il Presidente dell' Associazione degli Inserzionisti Pubblicitari
Turchi Jeffi Medina, il fatturato del settore pubblicitario in
Turchia crescerà quest' anno del 25% raggiungendo il volume di 2.2
miliardi di dollari. Il fatto nuovo - ha indicato il presidente
Medina - è che gli utilizzatori della pubblicità non sono più
soltanto le grandi imprese o le holding, ma anche le medie e piccole
imprese che si stanno affacciando prepotentemente sul mercato
locale: "Le Pmi hanno un grande potenziale di crescita sul
mercato della pubblicità" ha affermato Medina, sottolineando
il ruolo che queste imprese hanno nello sviluppo economico della
Turchia. (Ice Istanbul)
10.11.2005
|
UN BAZAR
ADEGUATO AI TEMPI
|
Il
pensiero di Hasan Firat sul fatto di rendere più moderno e
funzionale il centro commerciale di Istanbul. |
Istanbul's new mega shopping centers are
affecting the city's historic Covered Bazaar, forcing the bazaar to adopt new
and modern measures.
Hasan Firat of the Covered Bazaar Tradesmen's Association said that while the
bazaar has historical and cultural importance, it must also assimilate into a
new market system, reported the anatolia news agency.
Firat said that during the past summer 500,000 visitors made their way into the
Covered Bazaar every day.
Today in Istanbul a great number of shopping centers are opening, and this trend
will continue. They offer everything from drive-in movie theaters to wacky theme
restaurants.
Today's Istanbul has many mega
shopping centers:
"The bazaar's main customers are tourists," said Firat. "Before these
shopping centers opened up, locals shopped here as well. If your son or daughter
was getting married you could find everything you needed right here. But now the
locals don't come."
Firat tried to explain why trade has become problematic at the Covered Bazaar.
"People think that tourists are all coming here to buy. But no, they're not
all buying."
Big retailers and mega shopping centers advertise on television, said Firat, but
the Covered Bazaar hasn't been aggressive in marketing itself. Now they are
trying to catch up and market themselves through various documentaries, TV
series and movies.
Firat also spoke about the need for the bazaar to use tourism agents to bring in
more tourists.
"Tourist buses only go to places where there is an agreement with the stores."
And when tourist buses do bring in potential shoppers, he said they bring them
too late in the day, after the museums have closed. Firat said by then they are
tired and have already spent money. (Turkish Daily News)
10.11.2005
|
LOW COST:
ORA SI STA SVEGLIANDO ANCHE LA TURCHIA
|
Due
compagnie aeree turche (la <Pegasus> e la <Fly
Air>) hanno attivato nuovi collegamenti interni. I giorni
dei voli. |
Due compagnie aeree
private turche hanno attivato nuovi collegamenti interni,
secondo quanto riportato dall'agenzia turca <Anadolu>. La <Pegasus>, che
fa parte del gruppo <Esas Holding> di proprietà della famiglia
Sabanci, volerà dall'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul verso
Adana, Ankara, Antalia, Trabzon e Van. Il prezzo del biglietto sarà
di 55 lire turche (circa 33 euro). La <Fly Air>, invece, ha cominciato
ad operare collegamenti aerei tra Ankara e la città di Gazientep,
nel sud della Turchia. I voli saranno effettuati ogni martedì,
giovedì, venerdì e domenica. I passeggeri che acquisteranno il
biglietto in anticipo potranno usufruire di uno sconto sulla tariffa
iniziale di 99 lire turche (circa 61 euro.) (Denaro.it)
10.11.2005
|
ISTANBUL: NUOVI
PROGETTI E NUOVE TORRI
|
Non
solo la "Dubai Tower". Un elenco di quello che sarà la
metropoli del futuro. La sua trasformazione urbanistica. Persino un
galeone in stile ottomano. |
Istanbul Metropolitan Municipality has
been preparing new building and recreation projects alongside much-debated Dubai
Towers project.
EkoTürk correspondent reports that the municipality works on materialization of
urban development projects which was presented to the international investors at
Marché international des professionnels de l'immobilier (Mipim) held in Cannes,
France in March. A short description of the municipality projects which await
investor interest are as follows:
-BOSPHORUS TOWER: The tower which will be placed in Highway Administration 17.
Division Directorate's 8 hectares area will have a panoramic view. Project will
be presented to investors and developers for alternative suggestions.
-SKYPORT TOWER: Tower will be built beside Tem Highway in the area which belongs
to KimtasS And Iston Managements and will be presented as identity building of
the future.
-ÇAMLICA TOWER: 50 hectares area in Çamlica Hill and also is an important
recreation area, will be presented to potential investors by public-private
sector and design-build-finance-operate cooperation models. Concept includes
television tower, hotel, congress, shopping and entertainment facilities and a
cable car which will be provided by Municipality.
-MILLENNIUM TOWERS: A 10 billion dollars project will address Eurasia and
Africa. MIA Eurasia towers which will be consisted of 3 towers and complementary
components around them is a project which will carry Istanbul to decision making
centers.
-URBAN SPINES: A project which the new urban spines and the future of the city
will be shaped. It aims to make TEM and E-5 the meeting center of the cities. It
is also aimed that transforming the region to city's specialization center with
this Project.
-KARTAL STONE QUARRY CONVERSION PROJECT: Project includes hotel, shopping
center, residence, sports, entertainment functions on 40 hectares public area
and also 10 hectares artificial pond. It's in planning stage and open to
alternative designs of developers and investors.
-KÜÇÜKÇEKMECE LAKE AREA: Marina is a specialty project with the building
groups and inside water settlements in the middle of the lake addressed by
Paleolithic culture
-HALIÇ ACCOMMODATION: A galleon will be built in authentic Ottoman style and
will be used as a ship-hotel in order to serve turism.
-ZEYTINBURNU URBAN TRANSFORMATION PROJECT: With this project which is prepared
in the framework of earthquake and urban transformation, it is aimed that
obtaining funds for the pilot project applications in some districts. (EcoTurk
News Agency/The Nes Anatolian)
10.11.2005
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GRAZIE
GRECIA!
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Premiate
venti agenzie di viaggio elleniche per avere sponsorizzato il turismo
turco. |
Venti agenzie di viaggio greche riceveranno un premio dall'Unione
degli albergatori turchi per aver portato in Turchia il più alto
numero di turisti. Il riconoscimento sarà assegnato domani,
nell'ambito della fiera del turismo 'Philoxenia', in corso a
Salonicco fino a domenica.
Secondo l'agenzia greca Ana che riporta la notizia, l'obiettivo
dell'Unione degli albergatori turchi è di accogliere nel 2010 un
milione di turisti greci nella sola Istanbul. (Denaro.it)
10.11.2005
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<HURRIYET>
IN
ITALIA CON K.MEDIA
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Durante
la settimana la testata turca ha una diffusione di 550 mila copie. Sale 850 mila
la domenica. La tiratura in Turchia. |
Dal 1° novembre 2005
<Hürriyet>,
il maggior quotidiano di qualità turco, è rappresentato in esclusiva in Italia
da <K.media>. La testata durante la settimana ha una diffusione di 550.000 copie e
la domenica sale a 850.000.
Ogni giorno <Hürriyet> è letto da 2 milioni di persone in
tutto il Paese (65% uomini, 35% donne). Il tipico lettore di Hürriyet ha
un'età media di 37 anni, ha un livello di istruzione alto e appartiene alla
classe sociale medio-alta. Il quotidiano ha un'ottima copertura sulle aree di
Istanbul e Ankara. Il giornale riporta news nazionali e internazionali e propone
pagine dedicate anche a economia, turismo e sport.
Per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari, <Hürriyet> raggiunge una quota
di mercato pari al 14,8% sul totale e il 41,3% sul mercato dei quotidiani
(fonte: Tnrs March ). (Pubblicità Italia)
10.11.2005
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MEDFILM
FESTIVAL: QUEST'ANNO OSPITE LA TURCHIA
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Una
vetrina speciale con una serie di lungometraggi
alla XI edizione che chiuderà i battenti domenica 20
novembre. Inaugurata alla presenza dell'ambasciatore Ugur
Ziyal la mostra "Turkey on the Road to the European
Union". Un volo per due persone ad Istanbul messo
in palio dall'Ufficio Cultura ed Informazioni di piazza Esedra
in Roma. |
 La
Turchia è Ospite d'Onore, con una vetrina speciale, alla XI edizione del <MedFilm
Festival-aboratorio 2005, Festival Internazionale di Cinema, che si svolge al Cinema Capranica di Roma
fino al 20 novembre 2005.
I lungometraggi, corti e documentari di produzione turca che partecipano alla
Rassegna sono: "Lovelorn" di Yavuz Turgul; "Istanbul Tales" di U. Unal,
"S. Demirdelen", K.Sabaci, "Y.Yolku & Atay; Oyun/ The play" di Pelin Esmer;
"34
Taksi" di Belmin Soylemez; "Gelibolu" di Tolga Ornek; "The Tenthplanet" (a single
life in Baghdad) di Melis Birder; "Toz" di Faith Kizilag; "Tipcat" di Mehmet Ercan;
"Capital Istanbul" di Aysun Turkmen; "Dust" di H.Fatih
Kizilgok.
Nella rassegna anche un omaggio, doveroso e sentito, al Maestro Omer Kavur, recentemente
scomparso, con la proiezione di 2 sue opere del 1987: "Motherland Hotel" e
"Night Journey";
Significativa è, inoltre, la presenza di produzioni che sono frutto della
collaborazione tra Turchia e altri Paesi Europei: "Borrowed Bride" di Atif Yilmaz
(Turchia/Grecia); "Angel's fall" di Semih Kaplanoglu (Turchia/Grecia);
"Hostage"
di Costantinos Giannaris (Turchia/Grecia); "Celik Comak" di Mehmet Ercan (Turchia/UK);
"An eye for a tooth" di Murat Kebir (Turchia/UK); "Toz" di H.Fatih Kizilgok (Turchia/UK);
"Sakar Tevfik" di Firat Guler; "The land where sun rise" di Firat Guler (Turchia/UK).
La Turchia è rappresentata anche dal direttore dell'<Istanbul International
Film Festival>, Hulya Ucansu, in qualità di presidente della Giuria
Internazionale che, nell'ambito della competizione ufficiale, assegna il premio
"Amore e Psiche" al miglior lungometraggio e i riconoscimenti Menzione
Speciale ed Espressione Artistica, riservati esclusivamente ad opere provenienti
dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Nella Sezione Nuova Europa, il critico cinematografico turco Alin Tascyian è
membro della Giuria internazionale che assegna il Premio "Eurimages Italia",
riservato a lungometraggi di diverse nazionalità.
Lunedì scorso, 7 novembre, è stata frattanto inaugurata alla presenza di Ugur Ziyal,
ambasciatore della Repubblica Turchia, la mostra "Turkey on the Road to the
European Union ", voluta e realizzata in collaborazione con il <Soroptimist
International Club Alsancak of Turkish Union> ed il <Medfilm Festival>, nell'ambito
della quale sono stati esposti esposti 26 manifesti, opere di giovani talenti turchi dell'Accademia
di Belle Arti della Turchia, che declinano in modo creativo il tema della
Turchia in Europa. L'esposizione è stata allestita presso il cinema Capranica
e durerà per tutta la durata del MedFilm Festival.
Tra gli eventi in calendario durante la manifestazione è stata inserita inoltre
nel calendario, grazie al
contributo del <Soroptimist International Club Alsancak of Turkish Union> e con la
collaborazione dell'Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di
Turchia in Italia e dell'MedfilmFestival, l'esibizione del soprano Selmin
Günöz, artista solista dell'Izmir State Opera and Ballet che ha cantato
mercoledì scorso.
L'ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia in Italia con il
contributo della Turkish Airlines ha messo, infine, in palio per un fortunato
spettatore della Rassegna un fine settimana per due persone ad Istanbul. L'estrazione
avverrà durante la Cerimonia di chiusura del festival, che si terrà il 12
novembre presso il cinema Capranica. Il biglietto vincitore verrà pubblicato
sul Corriere della Sera del giorno successivo, domenica 13 novembre, all'interno
della pagina dedicata al MEdFilm Festival - Laboratorio 2005.
Ufficio Cultura e Informazioni - Ambasciata di Turchia
Ufficio Stampa - Close to Media
Sara Giuliani, Silvia Guaschino - 02.70006237; 392.0211171
sara.giuliani@closetomedia.it ;
media.relation@closetomedia.it
10.11.2005
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MODA
GLOBALE
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Come
gli stilisti turchi stanno affilando le armi per dare filo da torcere ai
giganti del lusso internazionale. Sulla scena del fashion nomi del
calibro di Hussein Chalayan, Dice Kayek, Atli Kutoglu, Ozlem Suer, Hakan
Yildimir e Arzu Kaprol. Tutti veri e propri ambasciatori della nouvelle
vague del Bosforo. |
Mentre la Turchia bussa
insistentemente alle porte dell'Unione Europea, la moda del Paese di Ataturk
già sfila sul Bosforo e affila le proprie armi perché intende in futuro dare
filo da torcere ai giganti del lusso internazionale. Sarà solo l'effetto
della globalizzazione o piuttosto il desiderio di penetrare in un mercato ancora
appetibile come quello della moda nonostante la sua crisi endemica? Tant'è.
In un periodo di deficit di nuovi talenti la moda cerca ovunque nuova linfa
vitale per la creatività, anche se magari non destinata a fare i grandi numeri.
Sulla scena fashion ad esempio si è affacciato già da tempo e con successo il
designer turco-cipriota Hussein Chalayan colto e sensibile, noto per le sue
sfilate-performance e che non solo è stato insignito di prestigiosi
riconoscimenti ma è già oggetto di retrospettive e monografie a lui dedicate.
In Chalayan già molti vedono il capofila di questa renaissance della Turchia
sul piano fashion.
Accanto a lui svettano nomi del calibro di Dice Kayek e Atil Kutoglu, veri e
propri ambasciatori nel mondo dello stile dell'Antica Bisanzio, considerata un
autentico e suggestivo melting pot, ponte fra la cultura europea e quella
orientale. E capitale della nuova moda turca da almeno sei stagioni. Proprio a
Istanbul infatti si sono da poco spenti i riflettori sulla kermesse dedicata
all'abbigliamento interamente creato da stilisti turchi e denominata "If".
Una maratona di tre giorni organizzata dall'<If Council>, l'associazione di
settore, in cui sono state presentate le nuove proposte non solo degli stilisti
votati alla ricerca ma anche quelle legate all'intimo, all'abbigliamento per
bambini, al jeans, alla maglieria e agli accessori. Insomma un vero e proprio
comparto moda che vuole rilanciare la Turchia anche nel business europeo
dell'abbigliamento. E fanno già notizia le creazioni misticheggianti di Ozlem
Suer che gioca su effetti di stropicciature e che è già approdata in Francia,
in Germania e perfino nel Bel Paese, e quelle molto colorate di Hakan Yildimir.
Uno degli esponenti di punta di questa nouvelle vague del Bosforo è comunque la
stilista Arzu Kaprol, che, essa stessa neomamma, ha dedicato la sua ultima
collezione a una femminilità materna. (La
Repubblica.it)
10.11.2005
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PROGRAMMA DI CULTURA EUROPEO
2006
|
E'
stato firmato dalla Turchia e dall'UE e avrà una durata di sei anni.
L'obiettivo è quello di incoraggiare la cooperazione transnazionale tra
gli artisti e gli operatori. I costi del programma. |
La
Turchia e l'Unione Europea hanno firmato un memorandum di intesa per la
partecipazione di Ankara al programma europeo per la cultura a partire dal 2006.
Tale programma è stato avviato nel 2000 per una durata di sei anni e verrà
riproposto per il prossimo periodo di bilancio tra il 2007 e il 2013.
L'obiettivo è di incoraggiare la cooperazione transnazionale tra gli artisti e
gli operatori culturali. Dopo l'entrata in vigore del memorandum, prevista per
la fine dell'anno, la Turchia dovrebbe iniziare a prendere parte attivamente al
programma promovendo il dialogo culturale con gli altri paesi europei. Ankara
si farà carico anche di alcuni dei costi del programma, contribuendo con 1.4
milioni di euro. In complesso i fondi stanziati dall'UE ammontano a 236.5
milioni di euro per il periodo 2000-2006. La cultura è il secondo dei 35
capitoli che saranno verificati dalle autorità europee per controllare il
rispetto da parte di Ankara degli standard comunitari. Del programma cultura
2000 fanno già parte 30 stati (i 25 dell'UE più tre membri dell'area di libero
scambio europea, Liechtenstein, Norvegia e Islanda, e i due candidati
all'adesione all'UE, Romania e Bulgaria). Anche la Croazia dovrebbe aderirvi
dopo il 2007. (Denaro.it)
10.11.2005
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ORHAN PAMUK VINCE IL
PREMIO "MEDICIS"
|
Il
riconoscimento francese allo scrittore turco per il romanzo
"Neve" considerato un inno alla laicità. |
Lo scrittore turco Orhan Pamuk ha in
Francia vinto il premio "Medicis" per il romanzo "Neve";
l'americana Joyce Carol Oates ha vinto il premio "Femina étranger"
per il romanzo "Le cascate". Si tratta dei due principali premi a
romanzieri stranieri in Francia.
"Neve", pubblicato in Turchia nel 2002 (in Italia edito da Einaudi),
è la storia del giovane giornalista Kerim che lascia l'esilio tedesco per
indagare, in una cittadina dell'Anatolia, Kars, su diversi casi di suicidio di
ragazze che rifiutavano di togliersi il velo. Una sera, la rappresentazione di
una piece teatrale contro gli estremisti islamici si trasforma in un golpe: è
un bagno di sangue. "Neve" è un inno alla laicità che esplora
profondamente le contraddizioni culturali del suo paese.
Il premio francese vuoLe essere anche un sostegno politico a Pamuk, sotto
processo a Istanbul per "insulto deliberato all'identità turca"
ovvero vilipendio: accuse legate a un articolo pubblicato da una rivista
svizzera, in cui parlava del "genocidio" degli armeni effettuato dai
turchi nel 1915. Il processo inizierà il 16 dicembre: Pamuk rischia da sei mesi
a tre anni di prigione.
Pamuk, nato nel 1952 in una famiglia borghese, fervido fautore dell'adesione
della Turchia all'UE, rischia un altro processo anche per vilipendio
dell'esercito, relativo a un'intervista rilascia al giornale tedesco <Die
Welt>. Lo scrittore turco tradotto in una ventina di lingue ha ricevuto
numerosi premi stranieri. (ApCom)
10.11.2005
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UN MUSEO CON LE
INVENZIONI DEGLI ACCADEMICI
|
L'idea
partita dal professor Fuat Sezgin che aveva riprodotte le
miniature di ottocento tecniche musulmane esposte a
Francoforte e che ora vuole riproporla ad Istanbul in un
centro di Scienze islamiche. |
Turkish
Professor Emeritus of History of Science Fuat Sezgin, who crafted miniatures of
800 inventions by Muslims scholars throughout history and exhibits them in
Frankfurt, Germany, fascinates the world.
Sezgin took the initiative to establish a museum in Istanbul similar to the
Historical Museum of Islamic Sciences in Frankfurt and received support from the
Turkish Ministry of Culture and Tourism.
The symbolic works of Sezgin will be exhibited at a museum that will be
established in the historic Suleymaniye Complex in Istanbul.
An authority in the history of science, Professor Sezgin will establish the
museum in Istanbul similar to the Historical Museum of Islamic Sciences
established in Frankfurt, Germany.
About 800 unique inventions from the fields of mathematics, astronomy, physics,
chemistry, geography, geology, and mineralogy will be exhibited at the museum.
These inventions, today, do not existent and could only be found in books by
Muslim scholars from earlier centuries.
Sezgin coming together with Turkish Minister of Culture and Tourism Atilla Koc
in Frankfurt recently said he would like to establish the museum in Istanbul,
and that he would be supported both physically and financially.
"I am 81 years old. I'm getting older and don't have much time left.
Let's finish this project quickly. In this way, I would also pay my debt of
loyalty to my country and my nation," the Professor said. He noted that such a
museum would serve as a bridge between the East and the West. "Okay. We are
ready. We can assign the Medresetu'r-Rabi at the Suleymaniye Complex for the
museum project," Koc replied.
Sezgin impressed by the minister's remarks started to prepare the museum
project. The renowned scholar will also donate 5,000 unique Islamic handwritten
manuscripts, which he was unable to release to the Goethe University for display
despite several requests, to the future museum in Istanbul.
Professor Sezgin manufacturing and reviving technological instruments invented
by Islamic scholars in the earlier centuries exhibits them in the museum he
opened in Frankfurt. Most of these inventions have either become obsolete or
remained only in theory in the writings of the Islamic scholars. A water pump
and clocks invented by Taqiyuddin Efendi, founder of the Istanbul Observatory in
the 16th century, a weighing scale by Biruni and a compass manufactured based on
his instructions, a ship by Arabian geographer Ibn Hauqal, the famous globe by
Hilfe Ma'mun, and the renowned heaven sphere by Sufi are among the revived
instruments exhibited.
Turkish scholars argue that modern science originally emerged from the
inventions created by Islamic scholars. Noting that many inventions in the West
emanated from inventions developed in the East, the professor specifically
called on those that have sense of inferiority to the West to, "come to the
museum. You will see that you don't have a disgraceful history."
Emphasizing that the Historical Museum of Islamic Sciences was an expression of
the rich heritage of the Turkish nation and Islamic civilization, Sezgin
continued, "European sciences emanated from Islamic sciences. This fact will
be evidenced once again with this museum.
Sezgin is also the director of the Institute for the History of Arabic-Islamic
Sciences at Goethe University. He established the Institute thanks to the King
Faisal Prize (considered as the Nobel Prize of the Islamic world) that he won in
1982. He has twice been awarded a medal of merit by the Germangovernment. (Abdullah
Kilic/Zaman)
10.11.2005
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LE FOTO DI ALEX WEBB
(UNICHE)
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L'artista
americano della <Magnum Agency> ad Ankara per una conferenza alla
facoltà universitaria di Scienza delle Comunicazione. |
Renowned
American photographer Alex Webb has been wandering around the streets of
Istanbul for a long time.
The photographer of the Magnum Agency, reflecting each space from his unique
point of view, will collect his snapshots of the daily life and ordinary people
of Istanbul in a book entitled "Istanbul" in fall of 2007. Webb
arrived in Turkey last week to attend a conference entitled "Orientalism
and the Photograph: The West is Photographing the East" at Ankara
University Faculty of Communications. Following the program, he rushed back to
Istanbul again. The distinguished photographer told us about his Istanbul
project and adventure of being a Western photographer photographing the East.
You have visited Turkey several times and have been photographing Istanbul
for a while. How did you start your project?
I came to Turkey for a photo-interview project in 1998. I took photographs
in Urfa, Ankara, Istanbul and Bursa cities of Turkey and I was really very
impressed by these places I traveled. I had photographed the Mexico-US border
for my earlier studies. I generally photographed the cultural conflict in Latin
American countries, specifically in Panama, Cuba, and the Dominican Republic.
Conflicts between different cultures always attract my attention. Besides these
studies, Istanbul has a special situation. It is crucial for me that it is
between the East and the West. Islam and secularism as well as the modern and
the classic all exist together. There is an energy created by cultural conflict
here and I am extremely affected by this.
Is your preference of Istanbul because of the recently increasing popularity
of the city?
News on the media might have attracted my attention, but this is certainly
not the true reason. I have some special preferences.
What has changed in Istanbul's social life since the day you started your
project?
I first came to Istanbul in 1998. I came three times in 2001 and twice in
2003. I visit a couple of times every year. Economic life was more difficult
when I visited in 2001 but now it is relatively better.
Istanbul, in a sense, embraces different cities; shanty houses, luxury villas...Which
Istanbul do you mostly photograph?
I do not have a rationalist program. I usually leave it to its natural
course. I always act with my feelings. I have no worries of reflecting all parts
of the city. My aim is to create a visual and emotional atmosphere with my
photographs. I also follow the characteristics of new settlements. Premature
bourgeoisie also affects me. One day I wander around the cross streets of Fatih,
another day I find myself in Taksim.
You live in New York, yet you try to explain the city to people by
photographing Istanbul. As a Westerner, do you think you truly focus on the life
here?
I know that I have always been a foreigner. I can have emotional connections
with some things and I believe I express them well. But, there are some things
that I can never understand and perhaps I don't need to. The place where I live
and study is highly different from here. You can find traces of my world view on
all my works. Specifically, I try to reflect my perspective to the photographs.
Every land without a doubt has its own unique cultural structure. And I try to
reflect these in my works. (Tuba Ozden/Zaman)
10.11.2005
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WOODY ALLEN IN
CONCERT
|
Sarà
presente con la sua <New Orleans Band> il 29 dicembre ad Istanbul.
Il complesso formato da sette elementi tra i quali Jerry Zigmont al
trombone e Cynthia Sayer al pianoforte. La Fondazione per l'Arte e la
Cultura (Iksu) sta preparando per il nuovo anno una sorpresa per gli
amanti del cinema e della musica. |
The Istanbul
Foundation for Culture and Arts (IKSV) is preparing a New Year surprise for both
cinema and music lovers.
Famous actor Woody Allen and his New Orleans Jazz Band will give a concert at
the Lutfi Kirdar International Convention and Exhibition Center Anadolu
(Anatolia) Hall in Istanbul for the first time on Thursday, December 29.
Allen, referred to as a genius according by some cinema lovers and an
opportunist by others, will show an unknown side of himself to music lovers
removed from the agitated, paranoiac, crazy, hesitated, and intellectual
characters of his movies. The actor, who has won several awards has been
nominated for an Oscar more than 20 times, winning the Oscar on three occasions,
in a career spanning over 40 years, gave a surprisingly good performance in his
"sold out" concerts in London, Paris and Rome last year. Appreciated by
music critics for his clarinet performance in these concerts, Allen will perform
in Istanbul after playing in Brighton, Milan, Lisbon, and Barcelona.
"Woody Allen and his New Orleans Jazz Band" comprise of Allen (clarinet),
Eddy Davis (banjos), the music coordinator of the project, Conal Fowkes (contrabass),
Robert Garcia (drum), Cynthia Sayer (piano), Simon Wettenhall (French horn), and
Jerry Zigmont (trombone). The group has been performing in Michael's Pub in
New York City every Monday since the 1970s and has recently started performing
at the Carlyle Hotel. (Culture & Art News/Zaman)
10.11.2005
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TUTELA DEI
MONUMENTI STORICI
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Opere
turche di architettura - in particolare quelle di Bursa e Bilecik
costruite sotto Orhan Gazi, figlio di Osman il fondatore dell'Impero
ottomano - saranno messe sotto
la protezione delle istituzioni preposte. |
The Turkish
Foundations General Directorate has taken the first examples of Ottoman
architectural works in Bilecik and Bursa provinces under protection.
Ottoman works built during the period of Orhan Gazi, son of Osman Gazi, founder
of the Ottoman State, will be restored and revived by the Directorate to benefit
faith and cultural tourism.
A total of 32 historic buildings including the Orhan Mosque, Emir Sultan Hamam (Turkish
Bath), Ibrahim Pasha Tomb, and the Bedreddin Mosque in Bursa and Bilecik, the
two earliest capitals of the Ottoman Empire, will be restored as part of the
project.
Fourteen structures, including the Yenisehir Postunpos Zaviye (a small dervish
lodge), Bursa Orhan Mosque, Imaret Mosque, Hocaalizade Mosque, Ibrahim Pasha
Tomb, Vezirhan, and Kasimpasa Mosque will be restored by the end of 2005.
Foundation Director General Yusuf Beyazit said they will spend an estimated15
million new Turkish liras for the restoration of the historic buildings. Beyazit
stressing that many of the historic buildings in Bilecik and Bursa were in a
state of ruin said, "The first examples of Ottoman art and architecture were
built in Bursa, the Empire's capital during the early period. Bursa is also
the first place that a 'foundation culture' was created and disseminated to
the entire world. For these reasons, Bursa is extremely valuable for us." (Aslihan
Aydin/Zaman)
10.11.2005
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LO SCULTORE
D'ARRIGO ED IL BUSTO DI KEMAL ATATURK
| La
creazione dell'artista di origini italiane ma di nazionalità
venezuelana. |
Venezuelan sculptor of Italian origin Italo
d'Arrigo is almost finished with a piece depicting Atatürk and
contemporary Turkey, reported the Doğan News Agency.
Working in Mamaris:
D'Arrigo has been traveling around the world with his wife, Carmen, in their
boat Emocion. Making new sculptures during his journey, D'Arrigo displays his
pieces in every country and city they visit and has presented his pieces to
museums in various cities.
Nearly four months ago the d'Arrigo couple came to Marmaris and anchored their
yacht at the Marmaris Yacht Marina. Italo D'Arrigo heard about Atatürk
during their conversations with Bilgin Özkaynak, the owner of the marina. He
later did some research on Atatürk, and it deeply affected his life. He held up
his world tour and told Özkaynak that he wanted to make a sculpture of Atatürk;
Özkaynak then became his sponsor.
D'Arrigo first went to Ankara to visit Anıtkabir, the mausoleum of Atatürk,
with special permission taking some detailed photos and studying the archives of
Anıtkabir. He later continued his research at various libraries and
foundations in Istanbul and even went to the Venezuelan Consulate Genereal for
books on Atatürk.
First design took two months:
D'Arrigo drew the preliminary sketches of his piece in two months. He started to
work in a workshop allocated to him in the marina and finished the major part of
the sculpture in one-and-a-half months.
D'Arrigo says the sculpture will be sent to Istanbul for bronzing after some
minor retouches. The height of the sculpture itself is one meter and it will be
placed on a base plate measuring 1.5 meters in height.
"There's a crescent in the front of the sculpture. Nearly 10 centimeters
behind the crescent is a smiling bust of Atatürk backed by a star.
There is child's hand in the hands of a woman and man under the images of Atatürk
and the crescent, depicting a family. And under these hands is a figurine of a
modern woman who appears to be carrying them all," said the sculptor,
adding that this part of the sculpture symbolizes the importance of family and
women, which was emphasized by Atatürk. "On the bottom left of the sculpture
we see a teacher and students, who depict the importance of education. I'll
sculpt another woman working on the farm across from the modern woman. This part
is not so clear in my mind, so it is not finished yet. Finally, I'll write some
important words about Atatürk on the star."
Smiling Atatürk:
D'Arrigo continued: "Atatürk was portrayed with a very serious look in all
photos I've seen, and I see that his military side is generally reflected in
many photos. But I know from the books that I read that there was a great sense
of peace and humanity in him. So I decided to make him smiling. I also noticed
that Atatürk worked very hard to build a modern Turkey and he gave priority to
family, children, education and women to create this modern country."
'I want my sculpture at Çanakkale martyrs' site':
D'Arrigo also said he wants his sculpture to be placed at the Çanakkale
martyrs' memorial. "I have lived in Australia and Venezuela, but I have many
top-level friends in Turkey. People in all these countries showed great interest
in my sculpture. My Venezuelan and Australian contacts suggested the sculpture
be erected in Çanakkale, visited by many foreign visitors every
year. I, of course, would like this to happen. If the Turkish government would
allow this, I can finish the sculpture before April 25, Anzac Day."
Marina owner Özkaynak said: "His pieces are great. He is very interested in
Atatürk and asked for books on him. When he declared his intention of making
a sculpture, we didn't think twice about becoming his sponsor. I'm sure it
will be a great sculpture." (Turkish Daily
News)
10.11.2005
|
IL MONASTERO
ABBANDONATO
|
Si
tratta di quello di Vazelon che si trova nel villaggio di Kiremitli nel
distretto di Maçka (Trabzon). Fu costruito tra il 527 e il 565 a.C.
L'intero complesso - comprendente una chiesa, una cappella e dormitori -
sta andando completamente in rovina. Le fotografie sono lì a provarlo.
Uno scaricabarile di responsablità. |
Located in Trabzon's Maçka district,
Vazelon Monastery is bordering on collapse due to neglect, reported the Anatolia
news agency.
Transportation to the monastery, located in a pine forest in the village of
Kiremitli, 14 kilometers from Maçka -- is possible only by gravel
road and dirt track. Directions are indicated by a single road sign.
The monastery itself is estimated to have been built between A.D 527
and 565. The surrounding complex, which includes a church, a chapel and
dormitories for students and monks, is believed to have been built between
the 14th and 19th centuries.
Sitting atop Mt. Zabulon, from which is takes its name, the complex played
an important role in the economic, cultural and social life of Maçka
during the years it was in use.
Historians say the monastery, which was dedicated to John the Baptist, was among
the most powerful and largest monasteries in the region until it was
abandoned in 1923.
The frescos on the north walls of the isolated monastery, depicting the heaven
and hell and Judgment Day, have been subject to the ravages of time
and nature as well as people.
Problem of possession:
Mehmet Öncel, director of the Trabzon Culture and Tourism Office, said
responsibility for the monastery is currently in dispute, with both the Culture
and Tourism Ministry and the Environment and Forest Ministry claiming
ownership. "The area in which the monastery is located is considered a forest,
making it impossible for us to undertake any work on it." Öncel noted that
the Culture and Tourism Ministry had initiated legal proceedings to assume jurisdiction
of the complex, adding that they would begin restoration after the matter
was sttled. (Turkish Daily News)
10.11.2005
|
SOGGETTI
STORICI
|
E'
il momento delle ricostruzioni epiche come quella che ha come sfondo
l'"Iliade" di Omero. Ecco allora farsi avanti <History
Channel" che in questo settore non trova rivali e allora via....il
primo ciack nell'entroterra di Bodrum e, naturalmente, in Grecia. Una serie
dal tirolo: "Dinning for the Truth". |
One of the most
prestigious documentary channels in the world, the History Channel, shot a
documentary in Bodrum, telling the "Iliad Epic" of Homer, reported the
Anatolia news agency.
The documentary crew worked for two days in Bodrum. One of the two Turkish
producers of the segment in Turkey is Tufan Turanlı, the head of the
Institute of Nautical Archaeology, who has previous experience in documentary
projects on nautical archaeology.
As a part of the documentary series "Digging for the Truth," this
documentary is directed by Brian Lecley and presented by Josh Bernstein of the
History Channel. The scenes shot in Bodrum are to be broadcast the next season.
Some other parts of the documentary are to be shot in Greece as well as a few
more in Bodrum. The film crew will then move on to Çanakkale to shoot scenes in
the ancient city of Troy before leaving Turkey.
Homer's 'Iliad' to be highlighted:
The documentary is the fifth documentary project that shot in Bodrum this year.
The director and the crew of the movie were trying to create the original
atmosphere of Bronze Age dating some 3,300 years back.
Producer Turanlı said that they asked for help from local horse-carriage
masters Celal Eski and Mehmet Çiftlikçi to capture every single detail. Turanlı
also said that American and Turkish filmmakers worked together for this project
as well as on previous shoots in Bodrum.
"We're aiming to make Bodrum the Hollywood of documentary movies, Iliad is the
fifth project this year. We also have previous documentary experiences with
National Geographic and the Discovery Channel. We believe that Bodrum is an
international documentary center. I'm planning to bring another documentary
project to Bodrum, composing six episodes, telling the life of the Prophet Moses
and the Old Testament. Our aim is to promote Turkey," said the producer. (Turkish
Daily News)
10.11.2005
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EUROPEI 2012: SCARTATE
GRECIA E TURCHIA
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La
decisione presa dall'Uefa nella riunione di Malta. L'8 dicembre 2006, a
Nyon, si saprà chi sarà il Paese prescelto tra Italia, Croazia-Ungheria
e Polonia-Ucraina. |
Sempre più spianata la strada dell'Italia
verso l'organizzazione degli Europei di calcio del 2012. L' esecutivo dell'Uefa,
riunito a Malta, ha fatto una prima scrematura delle candidate scartando Grecia
e Turchia, sulla carta le più serie rivali alla candidatura del nostro Paese.
In corsa, adesso, Italia, Croazia-Ungheria e Polonia-Ucraina. L'8 dicembre 2006
a Nyon la decisione sarà presa la decisione finale.
Escluse Turchia e Grecia sembravano le candidate restano ora soltanto tre: Le
altre pretendenti, Polonia-Ucraina e Croazia-Ungheria, non sembrano garantire lo
stesso livello qualitativo, l'esperienza e le infrastrutture che invece può
mettere in campo l'Italia. Alla vigilia della decisione, la Commissione squadre
nazionali Uefa, il cui vice presidente è l'italiano Giancarlo Abete, aveva
indicato nell'ordine Italia, Turchia, Grecia e invece, salvata solo l'Italia, la
scelta è caduta sulle altre candidate. La decisione definitiva è prevista per
l'8 dicembre 2006 a Nyon.
Fra i Paesi in lizza, l'Italia è l'unica ad aver già ospitato le fasi finali
degli Europei: accadde nel 1968 e nel 1980, senza dimenticare i Mondiali del
1990. A favore dell'Italia giocano esperienza, cultura e passione calcistica,
infrastrutture e progetti sugli stadi. Contro ci sono la sicurezza degli stadi e
i prezzi troppo elevati.
Per quanto riguarda Croazia-Ungheria e Polonia-Ucraina, il punto di forza
potrebbe essere la volontà politica di aprire all'Europa dell'Est ma, dopo
l'esclusione della Turchia che avrebbe portato il calcio nel mondo islamico,
difficile fare previsioni di questo genere. Se poi dobbiamo dare un'occhiatina
alla cabala ricordamo che nel 1996 l'Europeo andò all'Inghilterra; nel 2000
alla candidatura congiunta Belgio-Olanda; nel 2004 al Portogallo; nel 2008 andrà
ancora alla congiunta Austria-Svizzera. A questo punto, numeri alla mano,
l'Italia può ben sperare. (Grtv)
10.11.2005
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GRANDE
ATTESA
PER LA PARTITA MILAN-FENERBACE
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Si
giocherà il 23 novembre ad Istanbul. Shevchenko spera di
rompere la maledizione dopo la finale di Champions. |
Ad
Istanbul il Milan il prossimo 23 novembre si giocherà una fetta
importante del suo futuro in Champions contro il Fenerbaçe.
Shevchenko spera di rompere la maledizione di Istanbul dopo la
finale di Champions: "E' un bene tornare a giocare proprio lì
una partita importante. Dobbiamo vincere. Se il Milan vincerà -
chiude Shevchenko dal sito della società - forse finalmente
finiranno le voci sulla maledizione di Istanbul. (Virgilio.it)
10.11.2005
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CONVOCATI
PER LO SPAREGGIO
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La
rosa indicata dal Ct turco, Fatih Terim, per il doppio incontro del 12 e
15 novembre. |
Il Ct della
Turchia Fatih Terim ha convocato ben 29 giocatori per il doppio
spareggio di qualificazione ai Mondiali contro la Svizzera del 12 e
15 novembre.
Questi i convocati. Portieri: Rustu, Demirel e Orkun Usak;
difensori: Umit
Ozat, Cetin, Toraman, Alpay, Seyhan, Akyel; centrocampisti:
Selcuk, Serkan
Balci, Ergun, Buruk, Metin, Akin, Cimsir, Emre, Basturk, Hamit
Altintop, Sahin; attaccanti: Tuncay, Hasan Sas, Sukur, Ates,
Tekke, Unal, Kahveci, Akin e Halil
Altintop. (Ansa)
10.11.2005
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