Arretrati 

Anno 6° N.27

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IL RUOLO DEI TURCHI

La comunità che vive in Germania ha giocato un importante ruolo nelle recenti elezioni politiche nella Repubblica federale. Incontro-colloquio con l'ing. Yizit Kazancoglu.

Gerahard_SchroederMerkelLa comunità turca in Germania, forte di circa 2.600.000 anime, ha giocato un importante ruolo nelle recenti elezioni politiche nella Repubblica federale. Non solo perché a seguito della dottrina tedesca di concessione della cittadinanza oltre mezzo milioni di cittadini di origine turca sono elettori a tutti gli effetti, ma anche perché la comunità turca diffusa su tutto il territorio federale e forte in alcune città (tra cui la capitale Berlino) non vive come certi gruppi nell'emigrazione in splendido isolamento (si pensi alle comunità cinesi), bensì in totale immersione nelle strutture, nelle fabbriche, negli uffici, nei negozi e nelle piazze tedesche ed ha molte occasioni di interloquire e farsi vedere con i cittadini tedeschi "autoctoni". Del tentativo tedesco di "integrare" la comunità turca si è molto scritto: ancora pochi anni fa il ministro federale degli Interni, Otto Schily, ribadiva l'importanza di padroneggiare la lingua e gli elementi fondamentali della cultura tedesca, che poi sono comuni a quelli europei, per l'acquisizione della cittadinanza. La_distribuzione_dei_seggi_in_GermaniaCittadinanza che è sempre stata ambita per i maggiori vantaggi pratici, per la protezione dello stato sociale e per lo "status". D'altra parte la comunità turca in Germania non è monolitica ed impenetrabile: a lato di famiglie tradizionaliste i cui genitori provenivano dal centro dell'Anatolia (come la maggioranza degli emigrati turchi in Europa che raramente avevano visto Ankara od Istanbul) e tormentano le figliole perché indossino lo hejab islamii, vi sono giovani commercianti e tecnici abili di seconda o terza generazione che sono perfettamente integrati, c'è una borghesia turca in Germania fatta di benestanti e commercianti agiati, c'è stato persino un membro del Bundestag di origine turca, il socialdemocratico Čem Özdemir, e numerosi rappresentanti nelle assemblee locali, comunali e dei Laender. Per fare un banale confronto gli italiani in Germania (anche questa una comunità ben integrata di circa 600.000 individui) non hanno mai avuto tanto in fatto di rappresentanza politica.
Ebbene, tutte queste persone non hanno gradito la posizione di chiusura della Signora Angela Merkel, che offriva alla Turchia un non meglio precisato trattato di speciale associazione al posto della piena adesione, alla quale i turchi lavorano con grande impegno, a fronte delle grandi difficoltà da superare ed in parte superate, da oltre un quarto di secolo. Sicuramente era nei sogni nel cassetto di Mustafa Kemal, il futuro Atatürk, un uomo nobile di cultura europea nato a Salonicco e quindi per definizione, turco europeo! 
Che la Germania sia legata alla Turchia da rapporti bilaterali di lunga data lo si reperisce sui manuali di storia: la ferrovia Berlino-Baghdad doveva attraversare la Turchia ed era giunta sino all'Anatolia centrale, numerosi consiglieri ed esperti finanziari del Reich erano presenti ed ascoltati presso la Porta ed in seguito dopo la nascita della Repubblica turca facevano la concorrenza a quelli francesi, con la rilevante differenza che i tedeschi non avevano rivendicazioni territoriali o pretese coloniali, la Turchia fu alleata della Germania nella prima guerra mondiale e, nonostante le insistenze degli alleati a scendere in campo, osservò una rigorosa neutralità nel secondo conflitto mondiale, la Repubblica federale del dopoguerra diede luce verde ad un massiccio programma di accoglimento dell'immigrazione turca ritenuta ad hoc per certe esigenze di sviluppo e ricostruzione della nuova Germania... 
Quindi anche esistendo fasce di consenso per la coalizione di centrodestra, e nella fattispecie per il raggruppamento Cdu-Csu, nella presenza stabilizzata in Germania dell'emigrazione, sicuramente le posizioni neanche tanto velatamente antiturche hanno fatto allontanare il consenso degli elettori di origine turca. Che poi la Signora Merkel sia stata influenzata in questa determinazione elettorale dall'oltranzismo antiturco del leader bavarese Stoiber pone ancora più problemi alla candidata a Cancelliere. Infatti la Csu bavarese ha perso molti consensi proprio nel suo bacino naturale, che poi consiste nella sola Baviera propriamente detta e nella Franconia, con una fronda interna alla Cdu che prima o poi riemergerà; ricordo che all'interno della Cdu autorevoli personaggi, già prima della campagna elettorale, avevano preso le distanze dalla chiusura nei confronti della Turchia facendo appello alle superiori decisioni del Consiglio europeo che davano il via ai negoziati di adesione.
Sulla questione dell'appartenenza dei turchi all'Europa non si finisce mai di scrivere e di riflettere. A parte gli innegabili vantaggi nell'averli con noi ed i notevoli inconvenienti ai quali si andrebbe incontro nel futuro sbarrando la porta della UE ai turchi, vorrei concentrarmi sul passato. Come si diceva la componente prevalente dell'emigrazione turca in Germania, ed anche nel resto d'Europa, proveniva dall'Anatolia centrale e, zona ancora più arretrata, da quell'Anatolia sud-orientale sulla qual ora si sta concentrando l'attenzione economica del Governo e che è stata visitata anche da delegazioni di imprenditori italiani.
Per via dei fatti del primo dopoguerra, in Turchia vi è stato un certo rimescolamento di popolazioni: molti dei Turchi che avevano lasciato l'Europa a seguito degli accordi Venizelos-Inönü (o per meglio dire, che avevano lasciato l'Europa prima di quegli accordi spinti dagli eventi militari) si sono stabiliti sulle coste anatoliche dove esistevano già fiorenti città, piene di manifatture ed attive nei commerci. Da queste zone non sarebbe mai nata una forte corrente emigratoria, anzi il loro arrivo le ha rese ancora più fiorenti. Penso a città come Istanbul, Izmir, Antalya ed altre. 
Recentemente ho avuto un colloquio con l'ingegnere Yigit Kazancoğlu che, insieme al Preside, prof. Erhan Ada, della Facoltà di Economia e Scienze dell'Amministrazione della Izmir University of Economics, ha tenuto una relazione alla 18. Conferenza internazionale di ricerca industriale preso l'Università di Salerno. I rappresentanti turchi della prestigiosa Università privata di Izmir (è sostanzialmente una creatura della Camera di Commercio egea con uno staff ed un orientamento totalmente aperto all'interazione con Università europee) hanno presentato una interessante relazione sulla "Valutazione di performance dei fornitori associati mediante analisi di inviluppo di dati". La relazione ha avuto una buona risonanza nella comunità scientifica ed industriale perché si tratta di un argomento avanzato e di grande attualità ed attiene ad applicazioni pratiche di ricerca operativa all'economia.
Non solo la simpatia della delegazione turca ma anche il successivo colloquio informale sull'attualità della Turchia con giornalisti e politici ci ha permesso di illuminare maggiormente la questione che affrontavo dall'inizio. L'ing. Kazancoğlu spiegava infatti che i suoi nonni provengono dai Balcani, che hanno portato tradizioni che sono proprie dei turchi dei Balcani (e quindi anche molto diverse da quelle dell'Anatolia centrale) e che la sua famiglia tenta di tenere in vita. I luoghi della memoria familiare, fatto questo condiviso da molti turchi, sono i luoghi geografici della penisola balcanica dove natura, paesaggi, città, tradizioni e canti sono ricordati e, per quanto possibile, conservati. C'è anche un senso malcelato di disagio per quella comunità turca che, proveniente dall'Anatolia povera, si è trasferita da meno di mezzo secolo in Europa, in quell'Europa dove molti turchi (allora si diceva ottomani) erano nati o avevano radici da secoli. Ho ribadito che sempre nel mondo le comunità emigratorie non sono la punta di iceberg di una società e questo l'Italia, paese di emigrazione sino a pochi decenni fa, lo sa bene. 
L'incontro con questo giovane ingegnere turco, che vive e lavora ad Izmir ma i cui antenati erano europei e gli hanno lasciato un retaggio molto apprezzato, ben sintetizza il cuore della questione che stiamo trattando: attenti a "declassificare" i turchi con grande disinvoltura dopo averne accettato il contributo nel dopoguerra tedesco, non solo per i pericoli connessi con il futuro del sempre delicato equilibrio nel Mediterraneo, ma anche perché quella nell'Europa non è la loro prima emigrazione, bensì la seconda, dopo quella che compirono a ritroso per abbandonarla
Inoltre etnicamente oggi si può parlare di turchi, ma la natura profonda di quelli che vennero via e di quelli che dopo alcuni decenni sono riandati non è coincidente. Con un po' di ambiguità si può dire che gli "europei" sono in Turchia ed i "turchi" in Europa! (Stefano Barocci/Ateneo Italo-tedesco Roma)
23.09.2005

 

 

UN VOTO FAVOREVOLE

Ankara non ha potuto fare a meno di manifestare la propria soddisfazione per lo scivolone di Angela Merkel contraria all'entrata della Turchia in Europa.

Recep_Tayyip_ErdoganIl Governo turco non ha nascosto la sua soddisfazione per lo scivolone di Angela Merkel, la candida della Cdu-Csu, che si oppone all'entrata nell'UE di Ankara. Secondo il premier Recep Tayyip Erdogan, si è trattato di "un voto favorevole" al negoziato di adesione della Turchia nell'UE, che è previsto inizi il prossimo 3 ottobre.
"Quelli che hanno fatto propaganda contro la Turchia hanno avuto un risultato molto negativo", ha fatto notare Erdogan. A favore dell'ingresso di Ankara nell'UE si era invece espresso più volte, nel corso della campagna elettorale il Cancelliere Gerhard Schroeder. La comunità turca in Germania conta circa 2.6 milioni di persone, 600.000 delle quali con diritto di voto. (Agi)
23.09.2005

 

IL SOLLIEVO DELLA STAMPA

Essendo mancata la temuta e schiacciante vittoria di Angela Merkel in Germania, i media turchi hanno dato una loro interpretazione del voto.

La_Turchia_in_EuropaLa mancata e temuta vittoria schiacciante della Cdu-Csu di Angela Merkel alle elezioni in Germania è stata commentata  con sollievo dai giornali turchi, dato che uno dei temi elettorali principali della Merkel era stata l'avversione ad una piena membership della Turchia nell'UE e la preferenza per un partenariato speciale.
La maggior parte dei giornali turchi hanno rilevato che l'esito più probabile delle elezioni  sarà un Governo di ''grande coalizione'' (tra Cdu-Csu da un lato e Spd dall'altro) e che questo giocherà a favore dell'ambizione della Turchia di aderire a pieno titolo nell'UE(il negoziato a tale fine comincera' il 3 ottobre e dovrebbe durare almeno una decina d'anni). 
Sembra - a giudizio dei giornali turchi- scongiurato, infatti, il pericolo di avere in Germania (dove vivono almeno 2.6 milioni di turchi, dei quali circa 600 mila hanno potuto votare, si presume, per la Spd) un Governo unanimemente favorevole a fare del partenariato speciale (un'ipotesi respinta con sdegno da Ankara ed enfaticamente definita dai giornali ''anti-turca'') l'obbiettivo reale del negoziato UE-Turchia (un negoziato che viene ufficialmente definito 'aperto' da Bruxelles e che, perciò, lascia la strada aperta ad ogni possibile esito, ndr).
Il giornale <Sabah>, di sinistra radicale, ha scritto che ''le posizioni anti-turche della Merkel sono state battute nelle urne''. Il giornale islamico <Yeni Shafak> ha aggiunto che il fatto che probabilmente sarà formato in Germania un Governo di grande coalizione ''giocherà in favore della Turchia''. Il quotidiano <Aksham>, di centro, ha notato con soddisfazione che ''lo scenario temuto dalla Turchia non si è realizzato in Germania'' mentre il quotidiano filoislamico <Zaman> e quello liberale <Milliyet> hanno osservato con altrettanta soddisfazione che ''le posizioni antiturche della Merkel'' non l' hanno aiutata.
Il noto commentatore dello stesso <Milliyet>, Sami Cohen, ha sostenuto che il risultato delle elezioni tedesche è tale da lasciare le cose invariate e ''non dovrebbe avere alcun impatto, né in un senso né nell'altro, sulle prospettive europee della Turchia'', il che per Ankara è comunque un risultato fortunato. (Ansa)
23.09.2005

"NON E' UN CAVALLO DI TROIA"

Il Commissario europeo, Franco Frattini, risponde così in una intervista a Dundar Kesapli per  l'emittente <Sky Turk> a proposito della Turchia nell'UE.

Il_Commissario_UE_Franco_FrattiniI negoziati con Ankara devono iniziare come stabilito il 3 ottobre, perché la Turchia non è un cavallo di Troia, non nasconde insidie per l'Unione, e il suo ruolo sarà piuttosto di ponte tra cultura occidentale e mondo islamico, contribuendo a quella strategia del dialogo in cui l'Italia ha fortemente creduto.
Questo, in sintesi, il pensiero del Commissario europeo alla Libertà, Sicurezza e Giustizia, Franco Frattini, che in un'intervista esclusiva a Dundar Kesapli per l'emittente <Sky Turk> ha dichiarato: "Credo nell'impegno preso in Europa, cioe' iniziare il negoziato il prossimo 3 di ottobre, e mi auguro che un rinvio non ci sia.
L'apertura dei lavori comporterà uno sforzo politico da entrambe le parti". "Si tratta ovviamente - ha spiegato Frattini a Kesapli - di un inizio di negoziato, un negoziato che sarà importante, il cui esito positivo dipenderà anche dall' impegno della Turchia di ottenere tutti risultati che l'Europa chiede".
"La parola data - per Frattini - deve essere mantenuta. Sarebbe un segnale estremamente negativo per il mondo islamico se qualcosa non funzionasse e se, dopo tante promesse, ritornassimo indietro".
Riferendosi alle non poche polemiche suscitate dal possibile ingresso della Turchia nell'UE, il vice presidente della Commissione europea ha osservato: "Le preoccupazioni emerse durante la campagna referendaria in Francia dipendono molto da una scarsa informazione. Si pensi piuttosto a quella Turchia che realmente sta facendo dei risultati, importanti anche in termini di riforme. Ci vuole un' informazione maggiore, ci vuole una comunicazione maggiore". Ankara, ha assicurato Frattini, può contare sul "pieno sostegno" dell'Italia. "Incoraggeremo la Turchia a proseguire sulla via delle riforme, già peraltro in atto, la base di partenza c'è, i risultati che noi attendiamo - ha rimarcato - solo molto ambiziosi, ma il primo ministro Erdogan si è impegnato a raggiungere questi obiettivi". "Abbiamo - ha detto Frattini - un grandissimo interesse a dimostrare che lo scontro tra la culture e religione lo vogliono solo i terroristi. Noi, al contrario, dobbiamo favorire un incontro, sarà un test per la capacità politica dell'Europa, un segnale positivo se saremo in grado di intensificare questo dialogo". (Agi
23.09.2005

IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI

L'ambasciatore turco in Italia, Ugur Ziyal, ha ribadito in una intervista all'Adnkronos che l'obiettivo di Ankara è la piena adesione all'UE.

L'ambasciatore_turco_in_Italia_Ugur_ZiyalLa Turchia ''ha sempre rispettato tutti gli impegni che aveva assunto'', per questo ''non comprende l'atteggiamento di alcuni Paesi europei'', ai quali ribadisce che ''non accetterà mai nulla che sia meno di una piena adesione all'Unione Europea''. A poco più di una settimana dal fatidico 3 ottobre, giorno che dovrebbe segnare l'inizio dei colloqui tra la Turchia e l'Unione, 
l'ambasciatore di Ankara a Roma, Ugur Ziyal, ha riaffermato che il suo Paese ha già fatto tutto quanto le era stato chiesto.
''Quando la Turchia prende gli impegni, li rispetta - ha detto l'ambasciatore in un'intervista all'Adnkronos - A dicembre avevamo promesso che avremmo firmato il protocollo di estensione dell'Unione doganale ai dieci nuovi Paesi membri e lo abbiamo fatto''. 
In quanto all'Italia, essa ha una posizione di ''forte sostegno'' alla richiesta turca di adesione e ha promesso che ''farà tutto quanto in suo potere perché vengano superate le difficolta' attuali''. 
Circa la partnership privilegiata con Ankara caldeggiata da Angela Merkel, è una proposta, ha spiegato Ziyal, che ''per noi non rappresenta un'opzione. Il nostro obiettivo è la piena adesione. Noi abbiamo già una relazione privilegiata con la UE, è già in vigore l'unione doganale, quasi il 70% delle nostre relazioni economiche è con i Paesi europei, cooperiamo in molti settori di politica estera e sicurezza, come avviene in Afghanistan''. La Turchia, dunque, ''non può accettare niente che sia meno della piena adesione'', ha ripetuto l'ambasciatore.
Le previsioni?
L'unica che l'ambasciatore fa è su cosa succederà nel caso in cui il 3 ottobre non dovessero iniziare i negoziati: ''Le conseguenze saranno negative per tutti, per la Turchia, per la UE, per la stabilità globale, per la lotta al terrorismo, per il dialogo fra le civiltà. In ogni caso noi non cambieremo la nostra politica, non diventeremo un Paese radicale, continueremo le riforme democratiche, economiche e sociali per assicurare il meglio al nostro popolo e vogliamo farlo con l'appoggio dell'Europa, altrimenti faremo da soli''.
Ricordato il ''ruolo molto forte'' che Ankara ha sempre avuto in Medio Oriente, grazie ''ai buoni rapporti sia con gli israeliani che con i palestinesi'', in un riferimento all'incontro del primo settembre scorso a Istanbul tra i ministri degli Esteri di Pakistan e Israele, Ziyal ha spiegato che la Turchia vuole dare il proprio contributo al processo di pace ''aiutando il mondo islamico ad avere una migliore comprensione dello Stato ebraico''. 
Quanto, infine, alla questione curda l'ambasciatore ha sostenuto che sono ''la democrazia e lo sviluppo economico, non certo il terrorismo e il separatismo'' gli strumenti per risolvere il problema, che ''non deve essere discusso né a Bruxelles né in Iraq, ma in Turchia, nel rispetto dell'ordinamento costituzionale con la partecipazione di tutte le parti coinvolte''.
E altrettanto urgente è la questione dei circa ''tre-quattromila terroristi del Pkk che si trovano nel Nord dell'Iraq, alcuni dei quali stanno tentando di entrare in Turchia: siamo preoccupati, si tratta di un fenomeno che non è positivo per noi, per l'Iraq e per l'avanzamento della democrazia nella regione''. (da una intervista all' Adnkronos)
23.09.2005

"E', E SARA' IN EUROPA"

Così Lech Walesa, fondatore di <Solidarnosc>, a proposito della Turchia.

Un'immagine_di_Lech_Walesa''Vogliamo lasciare la Turchia fuori dall'Europa? Credo che la risposta sia no. E' e sarà in Europa''. Così si è espresso Lech Walesa, fondatore di <Solidarnosc> e premio Nobel per la pace, che ha avuto incontri e colloqui al Parlamento europeo.
Durante una conferenza stampa, Walesa si è espresso a favore dell'adesione della Turchia all'Unione Europea, rilevando che sarà necessario del tempo per superare le diffidenze. 
''Se riusciamo ad accettare le nostre reciproche diversità possiamo andare avanti'', ha osservato l'ex presidente polacco. 
''Ci possono essere differenze e noi non possiamo forzarli, ma possiamo usare la nostra intelligenza e il tempo così che la gente si possa abituare all'idea. Non ha senso innalzare bandiere. Quello che dobbiamo fare e' capirci l'un l'altro''.(Ansa)

23.09.2005

CIPRO E I VENTICINQUE

Gli ambasciatori, dopo giorni di intensi negoziati, hanno definitivamente licenziato la contro-dichiarazione dell'UE sulla questione del riconoscimento di Nicosia.

La_riunione_dei_Venticinque_su_CiproSalvo sorprese dell'ultima ora appare ormai spianata la strada verso l'avvio dei negoziati formali di adesione tra l'Unione Europea e la Turchia, il prossimo 3 ottobre a Lussemburgo. I Venticinque, dopo giorni di intensissimi negoziati a livello di ambasciatori, hanno definitivamente licenziato la contro-dichiarazione dell'Unione Europea sulla questione del riconoscimento di Cipro. Il Commissario all'allargamento, Olli Rehn, si è detto molto soddisfatto dell'intesa, ''è un risultato ragionevole e bilanciato - afferma in un comunicato - l'accordo tra gli Stati membri spiana la strada all'adozione del quadro negoziale e così all'apertura dei negoziati di adesioni con la Turchia il 3 ottobre''.
In effetti, trovato l'accordo sulla contro-dichiarazione, rimane ancora aperta la questione proprio dell'approvazione del quadro negoziale citato da Rehn, essenziale perché la Commissione Europea possa effettivamente avviare le trattative, che comunque non dureranno meno di dieci anni. Varie fonti diplomatiche sottolineano che, a parte qualche impuntatura dell'Austria, non dovrebbero esservi problemi e che si troverà l'intesa alla riunione a Bruxelles dei rappresentanti permanenti dei 25 (Coreper) mercoledì prossimo. I dubbi avanzati a sorpresa  da Cipro sembrano essersi sostanzialmente dissolti. 
La contro-dichiarazione dell'UE vuole essere la risposta alla dichiarazione aggiuntiva apposta il 29 luglio dal governo turco come postilla alla sigla del Protocollo di Ankara, quello cioé che estende l'Unione doganale a tutti e dieci i nuovi membri dell'UE. Nella dichiarazione, la Turchia sottolineava che tale firma non equivaleva al riconoscimento di fatto di Cipro. Una scelta che l'UE, come si legge nella contro-dichiarazione, la Comunità europea e gli Stati membri ''deplorano''.
Il passaggio chiave è comunque quello sul riconoscimento di Cipro. ''Il riconoscimento di tutti gli Stati membri - si legge nel testo - è una componente necessaria del processo di adesione. L'UE sottolinea pertanto l'importanza che annette alla normalizzazione il più possibile rapida delle relazioni fra la Turchia e tutti gli Stati membri dell'UE''. Si afferma inoltre che ''nel 2006 il Consiglio farà il punto dei progressi compiuti su tutte tali questioni''.
I ciprioti avevano dapprima chiesto un testo in cui si indicasse con chiarezza una data limite, già nel 2006, entro cui Ankara avrebbe dovuto riconoscere l'isola. Poi, di fronte all'opposizione della presidenza britannica, avevano chiesto che almeno la contro-dichiarazione affermasse che il processo di riconoscimento avrebbe dovuto ''accompagnare'' i negoziati. Ciò avrebbe consentito di rivendicare il riconoscimento già dal 4 ottobre, all'indomani dell'avvio dei negoziati.
Nel testo però si fa esplicito riferimento anche al processo di riunificazione dell'isola proposto dall'Onu. ''Nel quadro della presente dichiarazione - recita ancora il testo - la Comunità Europeae gli Stati membri convengono che e' importante sostenere le iniziative del segretario generale dell'Onu volte a una soluzione globale della questione cipriota''.
Gli_ambasciatori_dei_25_a_BruxellesIntesa_Turchia-Cipro_approvataLa posizione di Nicosia è passata in pieno per quanto riguarda l'applicazione del protocollo di Ankara, di cui si chiede piena applicazione, dunque con l'apertura dei porti turchi anche alle navi greco-cipriote. ''La Comunità europea - si legge nella dichiarazione UE- e gli Stati membri si attendono che il protocollo aggiuntivo sia attuato integralmente e in maniera non discriminatoria''. 
L'ultimo scoglio a questo punto è costituito dall'accordo sul quadro negoziale. In realtà a Bruxelles si respira aria di ottimismo, pochi pensano che ci possa essere un fallimento delle trattative tra i 25. Non a caso, la presidenza britannica dell'UE ben volentieri ha rinunciato a indire il Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell'UE ipotizzato per il 26 settembre a Bruxelles per risolvere un'eventuale emergenza.
In effetti 24 stati membri, Cipro incluso, non hanno problema con il testo della presidenza che sostanzialmente riprende quanto stabilito dal Consiglio Europeo dello scorso dicembre. Solo Vienna insiste su due punti: primo, cancellare il passaggio (per altro già indicato a dicembre) secondo cui l'unico obiettivo dei negoziati (che però sono open-ended) è la piena adesione. Secondo, l'Austria vorrebbe aggiungere, a complemento, la possibilità che lo sbocco possa anche essere quello della partnership privilegiata. Un'opzione però finora sempre respinta da Ankara come 'un insulto'. ''Non credo che Vienna alla fine farà saltare il tavolo - dice un diplomatico di un grande Paese europeo - Sa bene che non può fare andare indietro la storia, e riscrivere daccapo quanto stabilito a dicembre''.(Adnkronos)
23.09.2005

...MA ANKARA E' DELUSA

Il "rincrescimento" per i contenuti della contro-dichiarazione UE. Il commento del portavoce del ministero degli Esteri turco, Namik Tan.

Ankara ha espresso ''rincrescimento'' per i contenuti della ''contro-dichiarazione'' con cui nei giorni scorsi i 25 paesi membri dell'UE hanno criticato il rifiuto della Turchia di riconoscere la Repubblica di Cipro invitandola implicitamente a farlo entro il 2006, quando sarà espletata una ''valutazione'' dei progressi compiuti dal negoziato di adesione della Turchia, che comincerà il 3 ottobre prossimo.
''Noi esprimiamo rincrescimento per la pubblicazione di questa contro-dichiarazione. Il suo stile non si accorda con il tradizionale spirito di cooperazione che c'è stato tra la Turchia e l'UE per un periodo di oltre 40 anni'' - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Namik Tan.
''La dichiarazione è unilaterale e contiene un aspetto politico che potrebbe indebolire gli sforzi dell'Onu per raggiungere una sistemazione a Cipro. Non e' possibile per noi condividere questo approccio'' - ha aggiunto il portavoce con riferimento esplicito alla possibilità che l'Unione Europea, come vogliono i greco ciprioti, sostituisca l'Onu nel patrocinio del negoziato per una riunificazione dell'isola di Cipro, divisa in una parte greca al sud ed in una turca al nord, dove, dal 1974 (data dell'intervento militare turco) sono stazionati circa 35 mila soldati turchi.
La Repubblica di Cipro è membro dell'UE dal 1 maggio del 2004 in rappresentanza dell'intera isola e detiene perciò nell'UE un potere di veto, mentre la Turchia riconosce solo la Repubblica turca di Cipro Nord, che non è riconosciuta da alcun altro Paese.
La Turchia lega il riconoscimento della Repubblica di Cipro (che ha sovranità di fatto solo sulla parte meridionale dell' isola abitata da greco-ciprioti) ad una preventiva riunificazione dell'isola sotto l'egida delle Nazioni Unite e lega - come ha ribadito il portavoce Tan - l'apertura dei porti ed aeroporti turchi alle navi ed agli aerei greco - ciprioti alla fine dell'isolamento internazionale di Cipro nord. ''Dimenticare i turco-ciprioti (circa 250 mila persone,ndr), il loro status, i loro diritti e le loro aspettative sarebbe una grave ingiustizia'' -ha affermato il portavoce turco chiedendo all'UE di riaffermare chiaramente il suo appoggio al processo di sistemazione politica dell'isola patrocinato dall'Onu. Un referendum in tale senso, sulla base di un 'Piano Annan', fu approvato dai turco-ciprioti nel 2004 dai turco ciprioti, ma fu respinto nella parte greca dell'isola. (Ansa)
23.09.2005.

 

MA QUANTI SFORZI SIGNOR DI ANNAN!

Il segretario generale delle Nazioni Unite sta lavorando per presentare un nuovo pacchetto relativo alla questione di Cipro. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul.

Kofi_Annan_insieme_ad_Abdullah_GulTurkish Foreign Minister Abdullah Gül has said United Nations Secretary-General Kofi Annan is prepared to take new steps regarding the decades-long Cyprus issue.
"We've conveyed [to Annan] some requests. He is and will be taking certain important steps as he pledged," Gül said over the weekend while briefing Turkish reporters in New York concerning his bilateral talks on the sidelines of the 60th United Nations General Assembly. He didn't elaborate further concerning Annan's assistance.
"Since Annan has put significant effort into the process and been watching the ongoing situation closely, he will make important statements on new steps he has been planning," Gül briefly said when asked if Annan is ambitious for starting a new process.
Diplomatic sources confirmed to the Anatolia news agency that Annan has been expected to make a significant statement next week concerning the Cyprus issue.
Amid attempts to throw cold water on Ankara in terms of the start of its negotiations with the European Union, particularly pressure to recognize Greek Cyprus, Gül's meeting with Annan offered an opportunity for the Turkish government to highlight concerns that the Greek Cypriot government is intending to bypass the United Nations via making the Cyprus problem an EU issue.
Annan's 'mission of good offices' still on table:

Annan has expressed, during the meeting, awareness of such concerns stemming from the Greek Cypriot stance, the same sources said.
According to sources, with his bilateral talks with representatives of EU countries, Annan will note that his "mission of good offices" concerning the Cyprus issue "is still on the table."
Turkey has been pushing for the resumption of U.N. peace efforts towards Cyprus as Ankara has made it clear it would only recognize a new partner state after a settlement on the island.
The eastern Mediterranean island, which gained independence from Britain in 1960, has been split along ethnic lines since Turkish intervention in the north after a brief Greek Cypriot coup aimed at uniting Cyprus with Greece.
Peace efforts have been stalled since April 2004 when Greek Cypriots rejected a U.N. reunification plan. Progress is crucial to Turkey as it seeks to join the EU, which the Greek Cypriots entered last year in the name of the whole island, but the Greek Cypriot administration is playing tough. (Turkish Daily News)
23.09.2005

NEVSEHIR PREPARA LA CONFERENZA DELLA PACE

Si svolgerà da domenica a mercoledì prossimo in questa stupenda zona della Cappadocia. Saranno presenti delegati di numerosi Paesi per coordinare gli sforzi da fare per tenere lontana ogni forma di guerra.

Hasan_Unver_sullo_sfondo_della_CappadociaState officials and representatives met over the weekend to coordinate their efforts for the International Local Governments' Peace Conference scheduled for Sept. 25-28 in Cappadocia.
The event takes place under the auspices of the United Nations' Habitat organization, Nevşehir Municipality and the Local Governments Association.
Nevşehir Mayor Hasan Ünver noted that many governors, mayors and representatives of nongovernmental organizations from all around the world would be attending the conference. He thanked state officials, the government, and civil and vocational organizations for their support to make the conference happen.
He said 1,124 delegates confirmed they would be attending the conference, adding that he was sure this figure would rise.
"Officials from regions where war is endemic are very interested. We are expecting 34 government officials from Baghdad, Najaf and Tikrit in Iraq," he said.
He said preparations for the conference were almost complete. "This has grown beyond an event that concerns only the Nevşehir Municipality. It is now a national cause that will increase Turkey's prestige immeasurably."
43 countries represented:

Conference General Coordinator Saffet Özdemir said 43 United Nations' members would be sending representatives to the conference. "This means one-fifth of U.N. members will be represented."
Özdemir said Baghdad, Kabul, Sarajevo, Tikrit, and Brozni would be sending delegates in addition to representatives from Israel, Palestine, Turkish Republic of Northern Cyprus (KKTC) and Greek Cyprus.
"We expect over 300 mayors at the conference. People will be voicing their hope for peace here," said Özdemir.
Nevşehir Deputy Governor Alaaddin Turan said they would be taking precautions to prevent any electricity, water or communications shutdowns during the conference.
Delegates will be housed in 20 hotels in the Cappadocia region while meetings will take place in two giant tents with all kinds of technical equipment available.
The guests will also be treated to dinner at the Göreme Open Air. (Turkish Daily News)
23.09.2005

 

E ADESSO SI PENSA ANCHE AD UNA VISITA A SMIRNE

Commentando la notizia relativa all'invito fatto dal Governo turco al Pontefice, mons. Ruggero Franceschini presidente della commissione episcopale turca ha avanzato questa ipotesi.

Mons._Ruggero_Franceschini"Aspettavamo questa notizia". Così mons. Ruggero Franceschini, presidente della Conferenza episcopale turca, ha commentato la notizia dell'invito ufficiale rivolto a Benedetto XVI dal Governo di Ankara a visitare la Turchia nel 2006. Una visita caldeggiata anche dai vescovi turchi con una lettera, datata 12 settembre, il cui contenuto il presule anticipa al Sir: "Nel testo auspichiamo l'incontro con le autorità turche, quello con la Chiesa locale e nell'occasione anche una visita agli Ortodossi". In particolare, spiega mons. Franceschini, "il nostro desiderio sarebbe quello che il Papa possa incontrare le autorità turche e parlare con loro soprattutto del riconoscimento giuridico della Chiesa. La visita sarebbe poi un'opportunità per far conoscere a tutti la realtà della Chiesa turca, i suoi tanti religiosi, i suoi vescovi, preti e fedeli. Abbiamo bisogno di essere sostenuti sia spiritualmente che materialmente".
Il_Pontefice_Benedetto_XVIIl presidente dei vescovi turchi propone anche una visita, "da effettuarsi il secondo o terzo giorno" a Smirne "dove musulmani, cattolici, protestanti, ortodossi vanno d'accordo. Qui si potrebbe celebrare una liturgia della Parola, presieduta dal Papa. Già in passato Giovanni XXIII e Paolo VI si recarono a Smirne". (da
Toscana Oggi online)
23.09.2005

LA BATTAGLIA DEGLI ALEVITI

Venti per cento a loro dire della popolazione turca, hanno lanciato un ultimatum al premier Recep Tayyip Erdogan perché si sentono discriminati.

Un_alevitaGli aleviti turchi, che affermano di essere il 20% della popolazione turca e si definiscono ''una 
religione a se stante e non una setta islamica'', hanno annunciato la presentazione di 2000 denunce contro l'ufficio del Primo Ministro, Recep Tayyip Erdogan, per violazione delle norme costituzionali ed ordinarie a tutela della libertà religiosa ed hanno minacciato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani, se non otterranno soddisfazione.
La decisione, annunciata ad Istanbul con una conferenza stampa dal presidente della fondazione alevita 'Cem', professor Izzettin Dogan, fa seguito ad un ultimatum lanciato in questo senso dagli aleviti il 22 giugno scorso ed alla mancata risposta positiva da essi ricevuta dalle autorità turche, in particolare in merito alla richiesta di vedere riconosciute le loro ''case di preghiera'' (cemevleri) come luoghi di culto, alla stessa stregua delle moschee dove pregano i musulmani sunniti (la maggioranza dei turchi).
''Noi abbiamo inviato una richiesta all'ufficio del premier il 22 giugno scorso. Ci hanno risposto che i luoghi degli aleviti non possono ricevere il titolo ufficiale di luoghi di preghiera. Non abbiamo altra scelta che quella di una battaglia legale'' - ha affermato Dogan annunciando le 2000 querele ed un possibile ricorso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo in caso il Consiglio di stato turco non riconosca i loro diritti. Dogan ha quindi affermato che la risposta delle autorità turche equivale a invitare gli aleviti ''ad andare a pregare in moschea'', contrariamente ai loro imperativi e costumi religiosi'', che impongono loro di pregare nelle loro case di preghiera insieme alle loro mogli (una cosa impossibile nelle moschee dove le donne hanno spazi separati,ndr).
Il leader alevita ha ribadito poi che ''fino ad oggi il bilancio della direzione per gli Affari Religiosi è stato riservato all'islam sunnita'', in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini senza riguardo alla loro confessione religiosa.
Gli aleviti rifiutano la denominazione di setta musulmana, dato che affermano di essere ''una religione a sé" che sottolinea la separazione di Stato e religione e che trae la sua ispirazione non solo dall'islam (anche se venerano, come i sunniti, il profeta Ali, non fanno il ramadan, né il pellegrinaggio alla Mecca), ma anche dallo sciamanismo, dall' ebraismo e dal cristianesimo.
Essi rifiutano anche la definizione di ''minoranza'', dato che - come ricordano sempre - hanno partecipato attivamente alla costruzione della Repubblica turca ''a fianco del suo fondatore Kemal Ataturk''. Gli aleviti turchi sono da allora sostenitori delle posizioni secolariste ed, in genere, dei partiti di sinistra di orientamento socialdemocratico. (Ansa)
23.09.2005

PER LA TURCHIA UN GRANDE SBAGLIO IL CASO PAMUK

Andrew Duff, vice presidente della Commissione Turchia-UE, vede nel processo allo scrittore un volersi dare la zappa sui piedi. Se dovesse andare avanti sarebbe difficile sostenere la candidatura di Ankara.

Andrew_DuffAndrew Duff, vice chairperson of the Turkey-European Union Joint Parliamentary Committee, described a Turkish court's prosecution of author Orhan Pamuk as "a colossal mistake" and a case of Turkey "shooting itself in the foot."
"If the prosecution goes ahead, it will not be possible for even the strongest proponents of Turkey to support its EU membership," he said to a group of Turkish correspondents yesterday in Brussels.
'Kemalism must be transformed':

Duff said Turkey, on its way to joining the EU, should also deal with the "question of Kemalism" -- the name of the ideology embodying the principles promoted by the founder of the Turkish Republic, Mustafa Kemal Atatürk -- and the "etatist structure of the state."
Una_tavola_rotonda_sul_caso_PamukOrhan_Pamuk"Turkey has to accept that Kemalism should be transformed. The issue is not only about changing laws and the Constitution, it is also about transforming the culture and philosophy of Kemalism," he said.
According to the British member of the European Parliament, Turkey should take steps to modify the role of the military in Turkish society, which he said was a result of the Kemalist revolution, and remove photos of Atatürk from state offices.
Duff also said that Turkey should take steps to open the way for conciliation with "militant Kurds," in an apparent reference to the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk).
He said that Britain "spoke to the Irish Republican Army [Ira], to terrorists. In the end, it seems to be working well.2 (Turkish Daily News)
23.09.2005

NUOVA DENUNCIA PENALE CONTRO PERINCEK

Il leader del Partito turco dei lavoratori in una manifestazione a Koniz (Berna) ha negato ancora una volta il genocidio armeno.

Dogu_PerinçekNuova denuncia penale in Svizzera contro Dogu Perinçek per sospetta violazione della norma federale contro il razzismo: la querela è stata sporta dalla polizia cantonale bernese, in relazione a un discorso pronunciato dal leader del Partito turco dei lavoratori ad una manifestazione della sua formazione politica a Köniz (BE).
Nel suo intervento, Perinçek ha nuovamente negato il genocidio armeno ed ha ribadito che si tratta di una menzogna dell'Occidente. In relazione a tali dichiarazioni è ora in corso un'inchiesta per presunta violazione della norma penale antirazzista, hanno comunicato  l'Ufficio del giudice istruttore di Berna-Mittelland e la polizia cantonale. L'articolo 261 bis del Codice penale svizzero stabilisce infatti che chiunque tiene discorsi volti a disconoscere, minimizzare o giustificare un genocidio o altri crimini contro l'umanità è punibile.
Per precedenti dichiarazioni analoghe rilasciate in manifestazioni pubbliche nei cantoni di Vaud e di Zurigo, nei confronti di Perinçek quest'estate sono già stati aperti procedimenti penali, riuniti in un unico foro, sotto l'autorità del giudice istruttore vodese Jacques Antenen. (Ticinonline)
23.09.2005

CHIESTA LA CHIUSURA DI UN GRUPPO GAY

Si tratta del <Kaos Gay and Lesbian Cultural Research and Solidarity Association> che, secondo il sindaco di Ankara sarebbe contraria alle leggi e alle regole morali.

Le autorità di Ankara hanno chiesto al tribunale di ordinare la chiusura di un gruppo gay. Secondo il Governo la <Kaos Gay and Lesbian Cultural Research and Solidarity Association> sarebbe contraria alle leggi sulla moralità. <Kaos GL>, un gruppo attivo fin dal 1994, aveva avanzato il 15 luglio 2005 al ministero dell'Interno una richiesta di riconoscimento dello status di <Organizzazione Non Governativa>. Pare che il ministero l'avesse approvato inoltrandola al suo ufficio locale che opera sotto la direzione del sindaco della città. Quest'ultimo però, il 15 settembre scorso, l'ha  invece respinta e ha citato in proposito l'articolo 56 del codice civile che vieta "la formazione di ogni organizzazione che sia contraria alle leggi e alle regole morali". In seguito alla violazione di questo articolo, il sindaco ha deciso di intentare causa per la chiusura della associazione. "Non è una cosa che ci sorprenda - ha detto il segretario generale del gruppo Ali Erol alla <Reuters> - La burocrazia è disturbata dalla rottura dell'ultimo tabù della Turchia: l'omosessualità". 
Se il tribunale deciderà di chiudere l'associazione, il gruppo si appellerà sia in Turchia che presso la Corte Europea dei Diritti Umani.  (da yahoo)
23.09.2005

LA POLIZIA PREPARA UNA MAPPA DELLA DROGA

Le principali vie di entrate e di uscita degli stupefacenti in Turchia sono Hatay, Edirne, Dogubeyazyt e Yuksekova.

Police officials have prepared a 2drug map" of Turkey that shows conventional drug-running routes are still quite acrive around the nation.
According to a Cnn-Turk news report, police indicate that major entry and exit points for drugs are Dogubeyazyt, Hatay, Edirne and Yuksekova. Turkey is seen as a major transit country for narcotics.
Drugs produced from opium poppies still use the classic route from Yuksekova-Dogubeyazyt to Istanbul to Edirne, police said, noting that drugs coming from Iran an alternative route to Samsun or Trabzon on the Black Sea to reach Europe via Russia.
Other routes lead to Lebanon and other Middle Eastern countries via kilis and hatay or to Europe via Agri-Dogubeyazyt to Izmir-Istanbul route.
Illegal pills enter Turkey primarily from Europe with fenetylline /Captagon) comung from Balkan countries and ecstasy tabletes fron Netherlands and Germany.
Cocaine, hashich and eroin are widely available in Istanbul, police noted, while Captagon can be found in ilis and opium extracts in Izmir.
Provinces where frug trafficking and availability are most pronounced are Izmir, Hakkari, istanbul, Gaziantep, Agri, Afyon and Van. (Turkey Daily News)
23.09.2005

 

GUARDACOSTE SPARANO A BARCONE: UN MORTO

E' avvenuto al largo di Izmir. Arrestati dalla polizia turca due scafisti greci e 29 clandestini, tutti siriani.

Guardiacoste turchi hanno aperto il fuocoal largo di Izmir (ovest) su un barcone che trasportava verso la Grecia 30 clandestini: uno di loro è stato ucciso mentre altri due sono rimasti feriti. Ferito anche uno scafista. Lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anadolu>. Secondo fonti della sicurezza turche, i militari hanno sparato dopo aver intimato l'alt e dopo che il natante aveva cercato di fuggire. Tutti i clandestini e i due scafisti greci sono stati arrestati.
I clandestini sono 29 siriani e un palestinese, entrati in Turchia con regolare passaporto dalla Siria. Poi in autobus avevano raggiunto la costa ed erano stati imbarcati sul barcone che avrebbe dovuto portarli - al prezzo di 5.000 euro a testa - in Grecia. (Swissinfo)
23.09.2005

 

PERUGIA: RINVIATA LA DEPOSIZIONE DI UN UFFICIALE TURCO

Doveva testimoniare nell'ambito del processo agli imputati Avni Er e Zeynep Kilic accusati di associazione con finalità di terrorismo.

E' stata rinviata al primo ottobre prossimo la deposizione davanti alla Corte d' assise di Perugia di un ufficiale del reparto antiterrorismo della polizia turca nell'ambito del processo ai suoi connazionali Avni Er e la sua compagna Zeynep Kilic accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale in relazione all'attività del Dhkp-C.
La deposizione verterà sull'attività dell'organizzazione in Turchia e sui legami dei suoi esponenti in Italia.Intanto ha finito di testimoniare un ufficiale dei carabinieri del Ros che ha ricostruito le varie fasi dell'indagine condotta dalla procura di Perugia. All'udienza hanno assistito, come già' successo in passato, un gruppo di cittadini turchi. Il gruppo ha atteso l'uscita dal palazzo di giustizia dei due imputati, applaudendo e scandendo slogan. La situazione è stata comunque tenuta sotto controllo da polizia e carabinieri. (Ansa)
23.09.2005

 

ATTENTATO CONTRO I TURISTI: DUE MORTI AD ANTALYA

Torna la paura. Nuova azione terroristica ad Istanbul nei pressi di Taksim. Disinnescato un ordigno davanti ad una stazione di polizia. Uccisi due guerriglieri del Pkk. Rapito un sindaco nella provincia di Hakkari. Bomba molotov contro sede dell'Akp

I_resti_del_pullman_esplosoTorna la paura degli attentati in Turchia. Un nuovo attacco dinamitardo a Istanbul, all'indomani di quello che nella notte aveva provocato almeno due morti e dieci feriti a bordo di un pullman in viaggio per Antalya, capoluogo dell'omonima provincia sud-orientale, dalla vicina località turistica di Manavgat, in Anatolia.
Questa volta l'attentato è avvenuto nella megalopoli turca, sul versante europeo del Bosforo: una bomba di modesto potenziale è scoppiata in un parco lungo la passeggiata Taksim, che conduce alla centralissima piazza dallo stesso nome; sembra che fosse contenuta in un pacchetto lasciato alla base di un albero, accanto a un contenitore per i rifiuti: uno spazzino che stava provvedendo a svuotare quest'ultimo ha notato l'oggetto, si è chinato per raccoglierlo ed è stato investito in pieno dall'esplosione. Lo hanno reso noto fonti di polizia. Ricoverato in ospedale, dell'uomo non si conoscono le reali condizioni.
È stato nel frattempo accertato che l'esplosione sul pullman è stata davvero causata da un atto terroristico: l'ordigno era stato piazzato all'interno del veicolo, nascosto sulla rete porta-pacchi sovrastante i sedili occupati dai due passeggeri rimasti uccisi. L'onda d'urto è stata così potente da proiettare frammenti di lamiera della carrozzeria del bus in un raggio di non meno di 400 metri tutto intorno. Per il momento non risultano rivendicazioni di sorta, ma gli inquirenti puntano il dito contro i guerriglieri separatisti curdi del Pkk, il partito dei Lavoratori del Kurdistan già guidato da Abdullah Ocalan. I ribelli curdi rivendicarono due attentati analoghi risalenti allo scorso luglio, in uno dei quali persero la vita tre cittadini locali e due stranieri. (L'Unità)
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Una bomba ad orologeria è stata ritrovata e disinnescata poco prima che esplodesse 
davanti ad una stazione della polizia stradale di Ankara. Lo ha riferito l'agenzia turca <Anadolu>.
La bomba era nascosta in una borsa nera depositata davanti al posto di polizia stradale di Kurtulus della capitale turca ed era programmata per esplodere alle 7 del mattino, ma una pattuglia della stessa polizia la ha notata ed ha chiamato gli artificieri che hanno disinnescato l'ordigno poco prima che esplodesse. (Ansa)
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Cinque uomini, appartenenti probabilmente all'organizzazione separatista armata curda Pkk, sono rimasti uccisi in separati scontri armati con le forze dell'ordine turche avvenuti nella città orientale di Van  ed in quella sud-orientale di Tunceli. Lo riferisce l'agenzia di stampa turca <Anadolu>.
Nell'intera regione orientale e sud-orientale sono in corso operazioni militari antiterroriste dopo la ripresa e l'intensificazioni delle azioni armate del Pkk, che il 1 giugno del 2004 ha sospeso la tregua unilaterale dichiarata nel 1999 all'indomani della cattura in Kenia del suo leader Abdullah  Ocalan che attualmente sconta l'ergastolo nel carcere speciale  di Imrali. (Ansa)
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Rapito il sindaco di un paesino della Turchia orientale, nella provincia di Hakkari. Il governatore della regione ha attribuito l'azione al Pkk, secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa <Anatolia>. Abdulkerim Kili, è stato prelevato dalla sua abitazione a Catalca.
A luglio il sindaco della città di Yayladere, nella provincia di Bingol, era stato rapito dal Pkk, che il mese prima aveva dichiarato finita la tregua unilaterale in vigore da cinque anni. Era stato rilasciato poco dopo. (Adnkronos)
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Alcune persone non ancora identificate hanno lanciato una bomba molotov contro l'edificio del partito al Governo, Giustizia e sviluppo (Akp), nella cittadina di Malazgirt alla periferia della città orientale di  Mus. Lo riferisce l'agenzia turca <Anadolu> aggiungendo che in  conseguenza dell'esplosione un incendio è scoppiato nello  stesso edificio, senza causare danni a persone e senza  menzionare la possibile matrice dell'attentato. (Ansa)
23.09.2005

 

UNA STRANA TREGUA

Il Pkk ha fatto sapere - attraverso una sua agenzia di stampa - di averla prolungata fino al 3 ottobre. In realtà non era stata osservata neppure prima.

L'organizzazione armata separatista curda Pkk ha annunciato di avere esteso fino al 3 ottobre (data di inizio del negoziato di adesione Turchia-UE) la tregua di un mese scaduta il 20 settembre. 
Lo ha reso noto l'agenzia di notizie <Mezopotamia>, che appartiene allo stesso Pkk e che ha base in Europa. La tregua unilaterale dichiarata il mese scorso (20 agosto-20 settembre) non è stata osservata da nessuna delle due parti: da una parte le forze di sicurezza turche (che non riconoscono il Pkk come interlocutore, né militare, né politico) hanno continuato le loro operazioni contro il Pkk nella regione sud-orientale turca, dall'altra, i separatisti curdi hanno continuato attentati e attacchi contro i militari turchi. Anzi negli ultimi giorni vi è stata un'intensificazione degli scontri e degli attentati.
La decisione del Pkk di prolungare la tregua conferma l' impressione degli osservatori che esso intenda esercitare pressioni su Ankara in questa fase pre-negoziale ed in quella successiva del negoziato vero e proprio per ottenere un risultato politico: un'amnistia per tutti i membri del Pkk che includa i suoi massimi dirigenti e persino il suo leader massimo, Abdullah Ocalan, che sconta nella prigione di Imrali l'ergastolo ''senza possibilità di perdono'' (come recita la sentenza con cui è stata commutata nel carcere a vita la precedente condanna di Ocalan alla pena capitale).Senonché Ankara, pur ambendo a presentarsi al negoziato con l'UE con l'immagine di un governo che abbia risolto pacificamente la questione curda, non può non tenere conto che quest'ultima è cosa ben diversa dal terrorismo del Pkk (incluso anche nella lista nera europea delle organizzazioni terroristiche) anche perché le esigenze di fermezza nei 
confronti del Pkk sono largamente sentite nella maggioranza della popolazione turca, compresa buona parte dei cittadini turchi di lingua curda che non si riconoscono affatto nel Pkk. (Ansa)

23.09.2005

 

SU INTERNET IL VIDEO DI UNA ATTRICE DROGATA E VIOLENTATA

Si tratta di Gamze Ozcelik - volto televisivo molto noto in Turchia - al quale l'ex fidanzato pare avesse somministrato dei narcotici. L'uomo citato in giudizio.

La_popstar_Gamze_OzcelikSu un sito internet turco è stato trasmesso nei giorni scorsi un video-clip che mostra un rapporto sessuale, con sonoro di consoni sospiri, tra un uomo non identificabile e l'attrice televisiva turca, Gamze Ozcelik, molto famosa in Turchia, nascondendo però il particolare che l'attrice in quella circostanza era del tutto incosciente perché era stata adeguatamente drogata prima di essere violentata, probabilmente dal suo stesso ex fidanzato, il noto ex cestista, Gokhan Demirkol, ora citato in giudizio dalla donna.
Demirkol, che nega ogni accusa, avrebbe - secondo la donna - ordito l'intera trama in collaborazione con altri uomini, nel giorno del compleanno della sua ex fidanzata per vendicarsi del fatto che quest'ultima non voleva più saperne di lui.
Il caso, che ricorda da vicino quello della inglese Jon Leaver, picchiata e violentata dal fidanzato, che ha ripreso la scena con il suo cellulare e che poi è stato condannato a 14 anni di reclusione, suscita diffuse e arroventate discussioni in Turchia.
Nel filmato si vede una donna con gli occhi chiusi e priva di alcuna espressione facciale che viene avvicinata da un uomo alto, del quale si vedono solo le lunghe gambe, che la mette in posizioni adatte al rapporto sessuale che poi viene consumato per la curiosità morbosa degli internauti.
''E' certo che quel rapporto sessuale è stato realizzato fuori della volontà della donna. I rantoli che si sentono non dipendono dal piacere, ma dalla droga'' - è scritto nel rapporto della polizia.
La donna, per diversi giorni, come fanno in Turchia tutte le donne violentate, ha preferito negare di essere lei la vittima di quella violenza, ma poi ha dovuto ammettere l'evidenza e ha denunciato l'ex fidanzato, il quale è stato fermato e interrogato dalla polizia e poi rilasciato in attesa della conclusione delle indagini.
La vicenda è stata riportata da tutti giornali turchi senza commenti, ma le reazioni popolari, registrate dalle televisioni locali, sono state variegate.
Molti intervistati hanno sottolineato ''la responsabilità delle nuove tecnologie dei cellulari'', quasi che fossero esse le responsabili della violenza: ''ecco dove ci portano le nuove tecnologie'', ha commentato anche un giornalista di <Canale D>.
Altri hanno sottolineato il coraggio della donna che ha ammesso la violenza subita ed ha fatto il nome del suo ex fidanzato. Una donna ha affermato invece: ''Se una persona cambia fidanzato ogni mese, si deve aspettare anche questo''. (Ansa)
23.09.2005

IN MANETTE PER 17 KG DI EROINA

Si tratta di due coniugi turchi appena sbarcati a Cenezia da un traghetto proveniente dalla Grecia. La droga era nascosta nella loro auto.

Eroina_sequestrata_nel_corso_di_un_blitz_antidrogaAvevano nascosto ben diciassette chilogrammi di eroina purissima divisa in panetti in vani ricavati nel parafango anteriore dell'auto. Due coniugi turchi residenti in Germania sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Venezia appena sbarcati con la loro auto da un traghetto proveniente da Igoumenitsa, in Grecia:
I due sembravano persone qualsiasi, una coppia in arrivo a Venezia per una vacanza, ma la loro Bmw verde nascondeva u bel carico di droga. I finanzieri, che hanno lavorato in collaborazione con gli agenti della Dogana, hanno notato qualcosa di sospetto proprio sul muso della vettura. Smontato il parafango anteriore, hanno scoperto dei vani appositamente preparati, all'interno dei quali erano stati riposti 36 pani di eroina per un totale di 17 chili di sostanza purissima.
La droga, secondo quanto accertato, arrivava dalla Turchia ed era diretta in Germania. I due turchi, residenti a Neumunster, sono stati arrestati e la polizia della loro città di provenienza allertata per una perquisizione accurata della loro abitazione. (Agi)
23.09.2005

FERROVIE ALLA RIBALTA: RIUNIONE
PER LA KARS-JAVAKHETI-TBILISI-BAKU

Accelerato dai ministri di Turchia, Georgia ed Azerbaijan il processo di fattibilità della linea. Già una Lettera di Intenti era stata firmata dai tre Paesi nel dicembre scorso. La speranza di ottenere fondi dalla Banca Mondiale e da altre istituzioni finanziarie internazionali.

Nuove_linee_ferroviarieSi sono riuniti ad Istanbul i ministri di Turchia, Georgia e Azerbaijan per accelerare il processo di fattibilità della ferrovia Kars-Javakheti-Tbilisi-Baku, che unirà Turchia, Georgia e Azerbaijan. Una Lettera di Intenti fra i tre Paesi era stata firmata il 28 dicembre scorso, mentre lo scorso maggio - a margine dell' inaugurazione dell' oleodotto Baku-Tblisi-Ceyan - i capi di Stato avevano firmato una dichiarazione relativa all'importanza strategica del progetto. La Turchia predisporrà lo studio di fattibilità del progetto, che dovrebbe avere inizio nel corso del 2006. Il progetto ferroviario dovrebbe ottenere fondi dalla Banca Mondiale e da altre istituzioni finanziarie internazionali. (Ice Istanbul)
23.09.2005

OTTIMI PROVENTI DALLE PRIVATIZZAZIONI
IMMINENTI ALTRE IMPORTANTI VENDITE

La Banca Centrale turca ha comunicato l'andamento dei proventi per l'anno in corso. Il Tesoro ha incassato sinora la somma di 13.9 miliardi di dollari che entro il 2005 dovrebbero raggiungere la quota di venti. Intesa tra l'istituto di credito israeliano <Hapoalim> e la locale <C Bank>.

La_sede_della_Banca_Centrale_turcaLa Banca Centrale turca ha comunicato l' andamento dei proventi delle privatizzazioni per l' anno in corso. Per il 2005 il Tesoro turco ha incassato, sinora, la somma di 13.9 miliardi di dollari, che entro la fine dell' anno dovrebbe raggiungere quota 20 miliardi. Le principali privatizzazioni conseguite nell' anno sono state quelle della <Tupras> (Azienda petrolifera statale) e della <Telekom> (Azienda per i servizi telefonici). E' interessante notare che fra le altre privatizzazioni spiccano anche quelle dei porti di Mersin ed Iskenderun e diversi importanti alberghi e centri turistici. Sono attese inoltre entro la fine dell' anno le privatizzazioni della <Erdemir> (acciaierie), <Buyuk Hotel> di Izmir (settore turistico), e <Basak Insurance> (assicurazioni). E' infine fresca la notizia che la banca israeliana <Hapoalim> ha firmato un accordo per l' acquisto del 57.7% della banca locale <C Bank>; l'investimento previsto è di circa 113 milioni di dollari. La banca turca era fallita ed era stata rilevata recentemente da un gruppo finanaziario locale. (Ice Istanbul)
23.09.2005

 

E' IN NERO META' DELLA FORZA LAVORO

Secondo uno studio pubblicato dai sindacati turchi (Turk-is) si registrano mancati introiti fiscali per oltre dieci miliardi di euro all'anno.

Secondo uno studio pubblicato dai sindacati turchi (Turk-is), il numero dei lavoratori operanti nel cosiddetto "sommerso" ammonterebbe a oltre 4.5 milioni di persone: ben il 53% della forza lavoro della Turchia. Gli impieghi informali sono concentrati essenzialmente nelle imprese familiari e nelle Pmi. Il Rapporto enfatizza il fatto che, se essi fossero regolarizzati, consentirebbero entrate fiscali e contributive per lo Stato turco pari ad oltre 10 miliardi di Euro. Il rapporto peraltro evidenzia che sarebbe auspicabile, per affievolire il fenomeno, un' ulteriore riduzione delle imposte sulle persone fisiche e sulle imprese da parte del governo. Questo - solo pochi giorni or sono - ha annunciato l' ipotesi di ridurre la corporate tax di 2/3 punti per incentivare principalmente, ma non solo, gli investimenti esteri. Il Rapporto, infine, conferma la volontà dei sindacati di collaborare con le autorità governative affinché l' economia sommersa si riduca al massimo, consentendo una crescita più veloce dell' economia locale. (Ice Istanbul)
23.09.2005

CIMENTS FRANCAIS (ITALCEMENTI): INTERESSE PER LA TURCHIA

La società non esclude infatti di sviluppare le sue attività con nuove acquisizioni in terra anatolica. Lo ha manifestato esplicitamente il presidente Yves René Nanot che punta ad alcuni dei dieci cementifici di recente espropriati dal Governo di Ankara al gruppo <Rumeli> e che quanto prima saranno messi all'asta.

Ciments_Francais<Ciments Francais> (Parigi: FR0000120982 - notizie) , società controllata da <Italcementi> (Milano: IT.MI - notizie) che si è appena rafforzata in Egitto prendendo il controllo di <Suez Cement>, non esclude di sviluppare le sue attività con acquisizioni in India meridionale e in Turchia. Lo ha indicato il presidente Yves René Nanot in un incontro con la stampa a Parigi sui risultati semestrali di <Ciments Francais>.
Nanot ha in particolare precisato che la società è interessa "ad alcuni" dei 10 cementifici espropriati dal Governo di Ankara al gruppo <Rumeli> e che saranno prossimamente messi all'asta. Ultimamente <Ciments Francais> ha investito 600 milioni di euro per rafforzarsi in India, Thailandia ed Egitto.
"Potremo procedere più rapidamente, ma siamo una filiale di un gruppo patrimoniale che vuole andare avanti accoppiando garanzie di sicurezza e redditività elevata. Ci muoviamo quindi con precauzione" ha detto Nanot.
Nanot prevede per l'intero 2005 un miglioramento dei risultati operativi rispetto all'anno prima grazie anche al consolidamento delle attività egiziane che comprendono anche l'acquisto di <Asec Cement> e la buona tendenza dei mercati e dei prezzi nonostante il "crescente peso dei costi energetici".
<Ciments Francais> ha chiuso il semestre con un utile netto in aumento del 13,1% a 170.3 milioni, un utile operativo di 274.9 milioni (+1.2%) per un fatturato salito del 10.2% a 1.6 miliardi. (Ansa)

23.09.2005

CRESCE L'EXPORT DEL TESSILE

La cosa sorprende è che, mentre ci si attendeva in Turchia un calo delle vendite per la concorrenza della Cina, queste sono aumentate del 17.5%. Le imprese italiane.

Tessile_in_TurchiaIl presidente dell' Associazione degli Industriali del Tessile ed Abbigliamento, Signora Aynur Bektas, in un' intervista al quotidiano economico turco <Referans>, ha posto in particolare evidenza i risultati che il comparto tessile/ abbigliamento locale sta ottenendo sui mercati mondiali. In particolare il presidente ha sottolineato il fatto che all' inizio del 2005 si prevedeva - da parte di numerosi esperti settoriali - un drammatico calo delle esportazioni (-10/13%) a seguito della sempre più aggressiva concorrenza estremo-orientale, mentre nei primi 8 mesi dell' anno l' export è invece aumentato del 17.5%. A fine 2005, l' export di tessuti dovrebbe ammontare a 5 miliardi di dollari, mentre quello di abbigliamento raggiungerà quasi certamente quota 14 miliardi di dollari. La signora Bektas ha peraltro evidenziato l' importanza - come mercato di sbocco - dell' Italia, che ha visto ancor più crescere la sua importanza con un aumento dell' export pari al 27.8%. "Le imprese italiane preferiscono produrre qui in Turchia, piuttosto che in Cina" ha continuato Il Presidente dell' Associazione, sottolineando il rapporto preferenziale creatosi negli anni con gli imprenditori italiani e spagnoli. Nel testo della stessa intervista è anche sottolineata, in merito, la produzione in Anatolia da parte di marchi del calibro di Armani. (Ice Istanbul)
23.09.2005

 

IL CNCU A CONFRONTO CON L'EMRA

Lo scopo della riunione - che si è svolta presso il ministero delle Attività Produttive a Roma - è stato quello di far conoscere ai rappresentanti dell'Autorità garante per il Mercato energetico della Turchia i meccanismi italiani di protezione dei consumatori in tema di energia e gas.

Daniela_PrimicerioUn incontro volto a far conoscere ai rappresentanti dell'Autorità Garante per il mercato energetico della Turchia (Emra, Energy Market regulatory Autority) i meccanismi italiani di protezione dei consumatori per quanto riguarda l'energia e il gas. 
Il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) ha incontrato, si legge in una nota, ''i rappresentanti dell'Autorità Garante per il mercato energetico della Turchia (Emra, Energy Market regulatory Autority) presso il Ministero delle Attività Produttive. La delegazione turca era accompagnata dai rappresentanti dell'Autorità per l'energia Elettrica ed il Gas italiana, nell'ambito di un programma di gemellaggio in corso da due anni tra le due autorità''. 
Nel corso dell'incontro, ''il Presidente del Cncu, Daniela Primicerio e le associazioni dei consumatori hanno evidenziato alla delegazione turca il funzionamento del Cncu sul territorio, il rapporto di collaborazione ma anche di confronto costruttivo con le Autorità Garanti, in particolare con quelle dell'Antitrust e dell'Energia''.
''Le 70 associazioni dellaTurchia, che non risultano raggruppate come qui da noi sotto un'unica sigla, ha spiegato Luigi Ferrara dirigente del Cncu, sono interessate a dar vita ad un modello associativo simile a quello italiano''.(Ansa)
23.09.2005

L'ASSOCOMAPLAST CREA UN NUOVO CENTRO

Inaugurato a Gezbe in Turchia, è nato dalla richiesta dell'Associazione <Turkish Italian Plastics Technology Center> di creare una scuola per la formazione di esperti del settore. Il supporto dell'Istituto per il Commercio Estero (Ice). Una iniziativa che ha la durata di tre anni. I presenti alla cerimonia.

Uno_stand_dell'AssocomaplastE' stato inaugurato a Gezbe, in Turchia, un centro di formazione per tecnici e materie plastiche. Situato a Kocaeli, un distretto industriale dove hanno sede aziende trasformatrici di materie plastiche, in una cittadina limitrofa alla parte asiatica di Istanbul, è nato dalla richiesta dell'Associazione <Turkish Italian Plastics Technology Center> di creare una scuola per la formazione per esperti del settore all'associazione italiana di categoria.  Quest'iniziativa, che ha durata triennale, ha ricevuto dall'Italia le macchine e gli insegnanti che formeranno i docenti turchi: saranno loro a formare giovani tecnici del luogo, insieme al supporto dell'Istituto per il Commercio Estero (Ice).
L'Italia_in_TurchiaHanno partecipato all'inaugurazione Selcuk Aksoy, presidente dell'Associazione turca dell'industria della plastica <Pagev>, Luciano Pezzotti, console generale italiano a Istanbul, Roberto Luongo, direttore dell'Ice della metropoli turca, Claudio Celata, direttore Assocomaplast, Ali Safak Akmil, presidente del distretto industriale della plastica di Gebze e Huseyin Acir, direttore generale delle scuole tecniche del ministero dell'Educazione locale.
Un centinaio di tecnici turchi ha partecipato al seminario sulle tecnologie italiane per la produzione di compositi plastica/legno, durante il quale sono state presentate due relazioni sull'argomento da parte di Alfeo Bonato (<Bausano & Figli>) e Corrado Moneta (<Icma San Giorgio>), aziende Associate ad <Assocomaplast>.
L'Associazione italiana  ha già impiegano uomini e strutture per creare altri centri del genere, nel 2003 ha contribuito alla nascita del centro di formazione italo-maltese di Kuala Lumpur ed in questi giorni sta trattando con il Ministro degli Esteri e dell'Industria del Cairo l'attivazione del <Plastics Technology Center> di Alessandria. (New Italia Press)
23.09.2005

IL SUMMIT DI MILANO

Le opportunità di investimento tra la Turchia e l'Italia. Tavoli di lavoro sui principali settori di interesse.

Si è svolto a Milano, lo scorso 15 settembre, un seminario sulle opportunità di investimento tra l'Italia e la Turchia, organizzato congiuntamente da Ice e Confindustria. All'evento, preparatorio della missione economica che si svolgerà dal 23 al 25 novembre p.v. in occasione della visita di Stato del presidente Carlo Azeglio Ciampi, hanno partecipato Murat Alici, vice direttore generale per gli Investimenti Stranieri del Tesoro, Mustafa Alper, segretario generale dell'Associazione degli Investitori Stranieri (Yased), Turgut Ziyal, direttore generale della <Perfetti van Melle Turchia>, Andrea Canepari, capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Ankara e Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul. In tale occasione hanno avuto luogo anche tavoli di lavoro sui principali settori d'interesse: ingegneria e logistica, energia e ambiente, componenti auto e macchinari per la lavorazione del metallo, tessile (İnclusi i macchinari), industria agro-alimentare e confezionamento, arredamento, elettronica e sistemi di sicurezza, biotecnologia e turismo. I tavoli di lavoro e gli incontri tra operatori ed istituzioni hanno consentito di condurre una panoramica generale sulle opportunità offerte da ciascun settore, di individuarne le necessità in termini di know-how e al tempo stesso di verificare e analizzare la cornice giuridica concernente gli investimenti esteri. I settori individuati contribuiscono già largamente all'interscambio bilaterale, ormai da anni consolidato al secondo posto dopo la Germania, ma la Turchia, come si è potuto constatare nel corso del seminario, offre sempre maggiori possibilità d'investimento per le aziende italiane. (fonte Ambasciata d'Italia ad Istanbul)
23.09.2005

 

IL "TYPHOON" ALLA FIERA DI ANKARA

Il velivolo, del consorzio <Eurofighter>,  esposto dal 27 al 30 prossimo.

Il velivolo "Typhoon" del consorzio <Eurofighter> (composto da <Alenia Aeronautica>, dall'inglese <Bae Systems<, dalla spagnola <Eads Casa> e dalla tedesca <Eads Deutschland>), guidato in Turchia da <Alenia Aeronautica>, sarà esposto alla prossima Fiera dell'Industria Internazionale della Difesa, <Idef 2005>, in programma ad Ankara dal 27 al 30 di settembre p.v. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

INVESTIMENTO IMER

E' stata scelta la zona di Aksaray per la produzione di betoniere.

Il Gruppo <Imer> (produzione di betoniere, elevatori ed altre macchine per l'edilizia) ha effettuato un investimento del valore di €2 milioni nella zona di  Aksaray (Anatolia centrale), per la produzione di  autobetoniere in joint venture con un partner turco. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

ANDAMENTO POSITIVO PER L'INTERSCAMBIO

Circa il 54.6% quello verso l'UE nel 2004. Diminuita la quota verso la Turchia.

In base ai dati elaborati dall'Istituto nazionale di Statistica turco (Die), l'interscambio tra la Turchia e l'UE negli ultimi anni ha avuto un andamento positivo con una percentuale del 49.5% di esportazioni verso l'UE nel 1993 aumentata al 54.6% nel 2004 mentre la quota di esportazioni UE verso la Turchia è scesa dal 47.1 al 46.7% rispettivamente nel 1993 e nel 2004. Mentre la Turchia ha esportato verso l'UE per un totale di $7.6 miliardi nel 1993 e $34.4 miliardi nel 2004, ha importato rispettivamente $13.9 e $45.4. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

CENTRI COMMERCIALI E RIVENDITORI AL DETTAGLIO

Reso noto dall'associazione il boom delle vendite nei primi 8 mesi 2005.

L'associazione che riunisce in Turchia i centri commerciali ed i rivenditori al dettaglio (Ampd) ha reso noto che nei primi otto mesi del 2005 le vendite hanno raggiunto un totale di $ 50 miliardi, con un aumento tra il 10-13% in media rispetto al dato dello scorso anno. Tale aumento viene imputato al contenimento del tasso d'inflazione unito alla stabilità economica e politica del Paese ed alle prospettive di crescita degli investimenti sia esteri che nazionali. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

DEFICIT IN AUMENTO: 40.2% IN PIU'

Il dato della Banca Centrale turca si riferisce alla bilancia delle partite correnti. Cresciuto anche il deficit commerciale.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia delle Partite Correnti della Turchia nei primi sette mesi del 2005 ha riportato un deficit di $15 miliardi, con un incremento del  40.2% rispetto allo stesso periodo del 2004 ($10.7 miliardi). Sempre nello stesso periodo il deficit commerciale è  cresciuto del 36.9% attestandosi a circa $18.157 milioni. In avanzo invece i servizi, le cui entrate nel periodo gennaio-luglio sono aumentate del 13.9% a $5.994 milioni. Quanto alle due principali voci della parte in conto capitale della bilancia dei pagamenti, gli investimenti diretti dall'estero, attestati a $1.313 milioni nei primi sette mesi del 2004, hanno totalizzato la somma di $2.105 milioni  nello stesso periodo del 2005 con un incremento del 60.3% mentre gli investimenti di portafoglio hanno raggiunto la somma di $ 7.832 milioni rispetto ai $ 3.947 del 2004. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

IN SALITA L'INDICE DEL SETTORE REALE

Ad infondere pessimismo sono state le non soddisfacenti opportunità di impiego e le spese derivanti dagli investimenti.

La Banca Centrale turca ha reso noto che l'indice del settore reale nel mese di agosto è aumentato di 1.2 punti a 101.2 rispetto al mese precedente (100) mentre, comparato con quello del 2004 (106.9 ), il dato ha registrato un calo del 5.3%. Secondo la Banca Centrale, i fattori negativi che hanno contribuito ad infondere pessimismo sono state le spese derivanti dagli investimenti e le non soddisfacenti opportunità d'impiego, parallelamente, ciò che infonde ottimismo sono le prospettive offerte dalle esportazioni e dalle vendite interne, seguite da quelle della produzione industriale, dall'andamento delle riserve valutarie e da quelle riguardanti l'andamento generale del Paese. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

TUTTO FERMO (PER ORA) PER IL PORTO DI MERSIN

Il reclamo avanzato dalla società <Liman-Is> ha bloccato la privatizzazione.

Sostenendo il reclamo avanzato dalla società <Liman-Is>, che impiega personale portuale, la Corte Amministrativa di Mersin ha momentaneamente sospeso la privatizzazione del Porto di Mersin, riguardante la cessione dei diritti di gestione per 36 anni, che la scorsa settimana era stata aggiudicata al consorzio tra la singaporeana <Psa> e la turca <Akfen> per la somma di $755. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005 

 

L'INTERESSE DELLA RUSSA <AFK SISTEMA>

La prossima privatizzazione del secondo operatore di telefonia mobile della Turchia, <Telsim> sta già facendo notizia

La prossima privatizzazione del secondo operatore di telefonia mobile della Turchia, <Telsim>, che conta attualmente circa nove milioni di abbonati, sta già facendo notizia. La società russa <Afk Sistema> ha infatti manifestato il proprio interesse a partecipare alla gara per l'acquisizione dell'operatore, che sarà lanciata in questi giorni e si concluderà entro la fine dell'anno. La <Akk Sistema> possiede la golden share del principale operatore di telefonia mobile russo, <Mobile TeleSystems> (Mts). (fonte Amb d'Ita)
23.09.2005

 

OPERATORE REGIONALE

La trasformazione della <Oger Telecom> che, tra l'altro, porterà i suoi uffici da Dubai ad Istanbul entro questo 2005.

Oger-TelecomIl direttore generale della <Oger Telecom>, Paul Doany, joint venture controllata dal gruppo saudita-libanese <Saudi Oger Limited>  che lo scorso luglio si è aggiudicata la gara per la privatizzazione della quota di maggioranza (55%) dell'operatore di telefonia fissa <Turk Telekom> per $6.55 miliardi di dollari, ha recentemente annunciato nel corso della Fiera <CeBIT Bilisim Eurasia< (il più grande evento nel campo delle tecnologie per la comunicazione e quest'anno ha ospitato 900 case produttrici provenienti da 17 Paesi) che farà di <Turk Telekom> un operatore regionale. La <Oger>, che trasferirà i propri uffici da Dubai a Istanbul entro la fine dell'anno, ha aggiunto di possedere risorse e know-how per procedere ad una profonda trasformazione della compagnia turca e consentirle di competere a livello globale. (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

NESSUN TAGLIO

La Banca Centrale turca non procederà per quanto riguarda i tassi di interesse overnight ma saranno possibili futuri ritocchi nonostante l'aumento del prezzo del petrolio.

Per il terzo mese consecutivo la Banca Centrale turca non procederà a tagliare i tassi d'interesse overnight, ma futuri ritocchi saranno possibili nonostante le preoccupazioni derivanti dal prezzo del greggio in continua ascesa sul mercato mondiale. I tassi sono fermi dallo scorso giugno al 14.25%  e al 18.25% rispettivamente per la ricezione e la cessione dei depositi. Secondo alcuni analisti la Banca molto probabilmente attenderà i dati finali sull'inflazione del mese di settembre, l'avvio dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea e gli esiti della missione del Fondo tutt'ora in corso prima di procedere ad un eventuale nuovo ritocco. (Amb. d'Ita)
23.09.2005

INVESTIMENTI

Le entrate per quelli stranieri hanno raggiunto l'1.4 milioni di $ nel 2004.

Il Presidente dell'Amministrazione per le Privatizzazioni turche, Metin Kilci, ha affermato che  Turchia continua a suscitare l'interesse degli investitori stranieri: le entrate derivanti dalle privatizzazioni hanno raggiunto i $ 900 milioni nel 2003 e $1.4 miliardi nel 2004. Secondo Kilci entro la fine del corrente anno le entrate dovrebbero raggiungere la somma totale di $8.9 miliardi ed ha sottolineato come le attività di privatizzazione contribuiscano considerevolmente al bilancio dello Stato nel ripagamento del proprio debito pubblico. (Amb. d'Ita)
23.09.2005

 

INDICATORI MACROECONOMICI

- Crescita PNL gennaio-marzo 2005: 5.3%
- Valore assoluto PNL $ 70.2 miliardi (agosto 2005)
- Crescita PIL gennaio-marzo 2005: 4.8%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.82% (luglio 2005) 
- Interscambio con l'Italia nel periodo gennaio-luglio 2005: $7.21 miliardi, con $ 4.22 miliardi di esportazioni italiane verso la Turchia (+ 6.4%) e $3.00 miliardi di importazioni dalla Turchia (+ 21.8%). (fonte Amb d'Ita)
23.09.2005

 

BACHECA

Lo Studio Legale Crastolla sottoscritto un accordo di partnership ed associazione con uno studio legale di Istanbul per fornire attivita' di assistenza e consulenza legale alle aziende italiane


Lo Studio Legale Crastolla, presente in Italia con cinque sedi e con uffici all'estero in Bulgaria, Polonia, Kuwait, Cina, Serbia, Russia, Cipro ed altri Paesi, ha informato l'Ambasciata di aver recentemente sottoscritto un accordo di partnership ed associazione con uno studio legale di Istanbul per fornire attivita' di assistenza e consulenza legale alle aziende italiane che vogliano fare affari in Turchia  nonché alle aziende turche che intendono attivare una loro presenza in Italia o in altri Paesie dell'Unione Europea.
Per eventuali informazioni si trascrivono qui di seguito i recapiti forniti dal predetto Studio Legale: Studio Legale Crastolla - Avvocato Danilo Crastolla - www.crastolla.com - Sede Centrale Via Calamatta, 16 00193 - Roma tel +39 06 39737063 MP +39 335 8451307 (fonte Amb. d'Ita)
23.09.2005

STRATEGIA SOFT

Momento di rilassamento del settore bancario turco che in questo momento oserva quello che stanno facendo i gruppi esteri. Il pensiero del general manager della  <Is Bank>.

Banche_in_TurchiaBankers have begun to comment about the foreign share in the finance sector exceeding 15 percent. Following Is Bank General Manager Ersin Ozince's statement "Let the national banking be preserved," Vakifbank Ceo Yusuf Beyazit made a cautious statement:
"As the biggest fifth bank in terms of active magnitude, we are not stressed about the competition with foreigners. We are at ease; we are comfortable."
According to Beyazit, introduction of foreign capital into Turkish finance system is a positive development in terms of product and service