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Oggi>
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UNIAMOCI CONTRO...
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Una alleanza delle civiltà: è questa la proposta emersa da
un summit tra il premier inglese Blair e gli omologi turco e
spagnolo, Erdogan e Zapatero. |
Un'alleanza
delle civiltà contro la barbarie del terrorismo fondamentalista: è
questa la proposta emersa dai colloqui che si sono svolti a Londra
tra il Premier Tony Blair e i suoi omologi Josè Luis Rodriguez
Zapatero e Recep Tayyip Erdogan.
Come già annunciato alla vigilia degli incontri, la lotta al terrore
è stato l'argomento cardine nell'agenda dei tre leader, che hanno
però trovato il tempo di affrontato anche altre questioni legate al
futuro dell'Europa, dal bilancio alla Costituzione.
Secondo quanto riferito dallo stesso Blair al termine dei colloqui,
il Premier spagnolo ha presentato una proposta per la costituzione
di quella ''che chiama un'alleanza di civiltà'', che - secondo Blair
- merita di ''essere sviluppata nei mesi a venire''.
''Abbiamo discusso la proposta del Primo Ministro spagnolo, un'idea
che ci sentiamo di abbracciare - ha dichiarato Blair -.
Le nostre nazioni assieme a quelle musulmane, con la Turchia
in prima linea: una sorta di coalizione delle civiltà, di ogni razza
o religione, per combattere la barbarie del terrorismo''.
Zapatero, ribadendo la solidarietà della Spagna alla Gran Bretagna
per l'ondata di attentati che si è abbattuta sul Paese, ha
sottolineato che solo ''l'unità tra democratici'' può sconfiggere
''il radicalismo dei giovani musulmani''.
Per Zapatero, "al di là delle posizioni che ogni Paese ha
assunto sulla guerra in Irak, dobbiamo dire che il rischio del
terrorismo è globale, come abbiamo appena visto con gli attentati in
Egitto. La minaccia terrorista ci riguarda tutti''
L'urgente necessità di una cooperazione internazionale era stata già
evidenziata durante l'incontro tra Blair e il Premier turco Erdogan,
uniti ''nella ferma lotta al terrorismo''. ''La prospettiva che la
Turchia sia un membro effettivo dell'Europa" -
ha dichiarato Blair - E' molto importante per la nostra sicurezza.
Finora la collaborazione che abbiamo avuto con le autorità turche è
stata eccellente, sia come scambio di informazioni che di
solidarietà ''. Erdogan, ricordando le migliaia di turchi vittime
del terrorismo, ha assicurato una cooperazione sempre più stretta
con l'intelligence europea: ''Vite innocenti sono state spazzate via
dal terrorismo. Per prevenire queste stragi dobbiamo lavorare
assieme, migliorando l'intesa dove è possibile'', ha concluso il
Primo ministro turco. (Ansa)
29.07.2005
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SOLIDARIETA'
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L'ha rinnovata alla Turchia il presidente dei Ds, Piero
Fassino, in visita ad Ankara dove ha avuto una serie
di incontri con esponenti di Governo e delle istituzioni. |
Il
presidente dei Ds, Piero Fassino, ha espresso nel corso dei suoi
incontri ad Ankara ''il fermo sostegno dei Ds e del centrosinistra
italiano all' adesione della Turchia all' Unione Europea e alla
richiesta turca di dare avvio al negoziato con l'UE a partire dal 3
ottobre prossimo'' come deciso al Consiglio europeo di Bruxelles del
17 dicembre scorso.
Lo ha dichiarato lo stesso presidente dei Ds all' Ansa, al
termine della sua visita in Turchia nel corso della quale, oltre ad
aver incontrato il presidente del Partito repubblicano del popolo (Chp,
socialdemocratico), Deniz Baykal (su invito del quale ha effettuato
la visita), è stato ricevuto dal vice-premier e ministro degli
Esteri turco, Abdullah Gul, dal ministro dell' Economia e
capo-negoziatore Turchia-UE, Ali Babacan, dal presidente della
Commissione Esteri del Parlamento, Mehmet Dulger, dal presidente
della Commissione dei Diritti umani, Mehmet Elkatmis, e ha avuto un
pranzo di lavoro all' Unione delle Camere di Commercio turche.
''Di fronte ad un terrorismo che vuole provocare la guerra delle
civiltà,dobbiamo favorire l'incontro delle civiltà. L'adesione all'
UE di un Paese a grande maggioranza musulmana, come la Turchia,
favorirebbe il dialogo delle civiltà contro il terrorismo'', ha
spiegato all' Ansa Fassino.
''In secondo luogo - ha aggiunto - la posizione geopolitica della
Turchia, al centro di conflitti come quello mediorientale, quello
iracheno e nel Caucaso, è essenziale per la sicurezza dell' Europa.
L'adesione della Turchia all' UE rafforzerebbe ulteriormente la
politica di sicurezza comune dell' Europa, consentendo all' UE di
essere più incisiva ed efficace''.
''L'adesione della Turchia all' UE rafforzerebbe in particolare la
dimensione mediterranea dell' Unione, perché accanto a Italia,
Spagna e Grecia, la presenza della Turchia solleciterebbe l'UE a una
politica mediterranea molto più forte, visibile e incisiva di quella
fatta fin qui'' ha precisato il leader Ds.
''D'altra parte, in Turchia si sta giocando una sfida
particolarmente importante nel dimostrare la compatibilità tra Islam
e democrazia. E questa sfida sarà tanto più possibile vincerla
positivamente se la Turchia sarà fortemente ancorata all' Europa''.
''Per tutto questo, ai miei interlocutori turchi, sia del governo
sia dell' opposizione, ho assicurato il sostegno dell' Italia alle
loro aspirazioni'', ha concluso Fassino all' Ansa. (Ansa)
29.07.2005
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"UN BENE PER NOI E PER LORO"
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Così il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, si è
espresso a proposito dell'ingresso della Turchia nell'UE. "Paese
profondamente laico", ha detto. |
''A
certe condizioni, se la Turchia entra nell'Unione europea è meglio
per noi e per la Turchia''. Lo ha detto il ministro degli Esteri
Gianfranco Fini al Caffè della Versiliana. Fini ha ricordato che se
la Turchia entra, ''entra nel 2014 e non domani'' sottolineando che
''i negoziati che iniziano a ottobre possono anche interrompersi'' e
''la Turchia ha l'obbligo di adeguare la sua legislazione agli
standard europei. Lo ha già fatto per alcune materie come la pena di
morte e la condizione della donna''. Fini ha anche rilevato che ''la
Turchia è un Paese profondamente laico e un pilastro della Nato''
spiegando che le cautele sono ''giuste e doverose'' ma ''guai a dire
'i turchi non li voglio'''. (Asca)
29.07.2005
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ATTESA PER LA FIRMA
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Ankara non ha ancora sottoscritto il protocollo relativo
all'Unione doganale con Cipro. Nessun riconoscimento di Nicosia
da parte del Governo Erdogan. |
Nonostante
la netta propensione della presidenza britannica dell'Unione Europea
a favore dell'apertura dei negoziati di adesione della
Turchia, la situazione rimane ancora fluida, in attesa che
Ankara sottoscriva il protocollo di estensione dell'accordo di
unione doganale a Cipro, passaggio ritenuto da Bruxelles essenziale
per l'avvio dei negoziati a ottobre.
La firma, prevista per questa settimana, potrebbe infatti slittare
se Ankara decidesse di inserire nel testo una clausola in base
alla quale Cipro non godrebbe interamente delle facilitazioni
commerciali previste dall'accordo. In attesa di conoscere
quali saranno le mosse turche, il premier britannico Tony Blair ha
incontrato a Londra il suo collega turco Repec Tayyip Erdogan, al
quale ha detto quanto la Turchia si aspettava di ascoltare e
cioè che la firma dell'accordo doganale non implica un
riconoscimento formale dell'isola, contesa da 30 anni fra greci e
turchi.
E' questo un nodo cruciale che la Turchia sembra tentata di voler
formalizzare nel testo del protocollo, magari con l'aggiunta
di una dichiarazione. Così come circolano indiscrezioni
sull'intenzione di Ankara di inserire una norma che consentirebbe a
Cipro soltanto un parziale accesso alle facilitazioni
commerciali previste dall'unione doganale, a differenza degli
altri nove Paesi che con Cipro sono entrati l'anno scorso
nell'UE.
Se questo dovesse accadere, la firma del protocollo potrebbe
essere ritardata. A inizio settimana si pensava che l'incontro tra
Erdogan e Blair potesse portare ad una firma in giornata.
Adesso si propende per una conclusione dell'intesa entro la giornata
di oggi' con una breve cerimonia a Bruxelles. Ma uno dei
portavoce della presidenza britannica preferisce rimanere nel
vago: ''l'accordo è atteso nei prossimi giorni''.
La giornata ha confermato il chiaro appoggio di Blair alla causa turca:
''E' importante per noi ribadire che la situazione giuridica
prevede che la firma del protocollo non implica il
riconoscimento di Cipro'', ha detto nel corso di una conferenza
stampa congiunta con Erdogan, il quale naturalmente ha
appoggiato e ribadito queste affermazioni.
Al di là di queste schermaglie diplomatiche su quello che
Bruxelles si ostina a definire un ''passaggio tecnico'', bisogna
ricordare che, pur essendo il protocollo un elemento chiave per
l'avvio dei negoziati di adesione il prossimo 3 ottobre,
l'intero pacchetto non gode di particolare sostegno da parte di vari
Paesi europei, le cui opinioni pubbliche sono spaventate dalla
prospettiva dell'ingresso nell'UE di un paese popoloso, musulmano e
prevalentemente agricolo.
Ancora nell'ultimo consiglio dei ministri degli Esteri dell'UE
lo scorso 18 luglio, alla scontata freddezza di Cipro e Grecia
nel discutere della questione turca, si era manifestato anche
l'esplicito scetticismo dell'Austria. Su una cosa comunque Nicosia e
Ankara sembrano essere d'accordo: nessun riconoscimento ufficiale
reciproco potrà essere raggiunto prima di un accordo di pace
nell'isola che ponga fine alla divisione tra comunità turca e greca.
L'ultimo tentativo promosso dall'Onu è però fallito l'anno
scorso, e da allora le trattative non hanno fatto reali passi in
avanti.
(Ansa)
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Sullo stesso argomento
riportiamo un servizio del <Turkish Daily News>
 Turkish
and European Union officials said a protocol extending Turkey's customs
union deal with the bloc to Greek Cyprus might be signed towards the end of
this week but declined to spell out an exact date for the signing as both
sides wait for talks today in London between the Turkish and British prime
ministers.
Namık Tan, the spokesperson for the Turkish Foreign Ministry, said the
protocol would be signed after Prime Minister Erdoğan's visit to Britain,
which will play a key role in talks between the EU and Turkey on the
protocol issue as holder of the bloc's rotating term presidency, but did not
specify an exact date when pressed.
A British official said there was "nothing definite on timing at the
moment" and added that if the process of signing the protocol was not
complete by the end of this week, it may not be possible to do it before the
end of August because of the August break in the EU.
Turkey pledged to sign the protocol, which extends its customs union
deal with the EU to the bloc's newcomers, at a summit in December, where EU
leaders agreed to open accession talks with Turkey on Oct. 3 but made the
start of the talks conditional on Turkey signing the protocol.
The issue is sensitive for Turkey, as the signing of the document
would mean a degree of tacit recognition being extended to the Greek Cypriot
administration, which Ankara does not diplomatically recognize.
Tan reiterated Turkish resoluteness to issue a declaration upon
signing the protocol, which is widely expected to make clear that the
signature does not amount to recognition of the Greek Cypriot
administration.
"The declaration is legally a necessity for us," he told a press
briefing yesterday.
Hurdles:
The Turkish side says it expects no problem with the EU because the
whole process is being discussed with the EU side. However, the wording of
the declaration would be closely scrutinized by Brussels, which says the
document should not contain anything that could clash with the substance of
the protocol.
A British official said the presidency has not seen the text of the
declaration that Turkey is planning to issue but added that the British
presidency has given some advice to the Turkish side on "what reactions
might be to certain things."
The British presidency is expected to issue a counter declaration to
state the EU position, if the wording of the Turkish declaration is
considered problematic by the EU side, officials said.
Recognition of the Greek Cypriot administration is not a condition for
starting talks, but the EU side underlines that non-recognition of an EU
member state would complicate the talks process in the future.
Spain's El Pais newspaper claimed the British presidency was looking
for a formula to get the Greek Cypriot administration recognized by Ankara.
It said the main issue to be discussed at the Erdoğan-Blair meeting would be
Cyprus.
Access to ports:
Perhaps a more problematic issue might arise if the declaration
contains a reference to the contentious issue of whether Greek Cypriot ships
will have access to Turkish ports after the protocol is signed.
When asked whether there would be reference to the issue in the
Turkish declaration, Tan said, "We will mention everything that we think
must be mentioned."
Contrary to the shared understanding that recognition of the Greek
Cypriot administration is not a condition for the start of talks, there is
disagreement between the Turkish and EU sides concerning Greek Cypriot
access to Turkish ports and airports.
The EU side says the protocol does require Turkey to open its ports
and airports to ships and aircraft from all members of the bloc, but Ankara
says it does not. Nevertheless, the bloc looks ready not to press Ankara to
start implementing the protocol before the Oct. 3 date by opening its ports
and airports to Greek Cypriot ships and planes.
An EU diplomat speaking on condition of anonymity said the reaction
would be a different one at the EU Council if the Turkish declaration says
the signing of the protocol does not mean Greek Cypriot ships and planes
would have access to Turkish ports and airports because that would
contradict the substance of the protocol.
Many in the council would argue that this somehow invalidates the
protocol, the diplomat maintained, thus endangering the opening of the talks
because then the EU would consider that one of the key conditions for the
opening of talks have not been met by the Turkish side. (Fatma
Demirelli/Turkish Daily News)
29.07.2005
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<COBRA> IN AZIONE CONTRO LE MINE
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La Turchia ha preso nuove precauzioni per far fronte al crescente
numero di attacchi terroristici del Pkk portati a termine con
ordigni azionati a distanza. Acquisto di 30 carri armati specifici
che resistono anche alla deflagrazione di bombe al plastico C-4. |
Turkey
has taken new precautionary measures against increased attacks using remote
controlled mines and C-4 plastic explosives by the terrorist organization
Kurdistan Worker's Party (PKK)/Kongra-Gel against Turkish military troops in
Eastern and Southeastern Anatolia within the last year.
The Turkish Gendarmerie Headquarters has purchased about 30 Cobra type
anti-landmine-armored vehicles also protected against C-4 plastic explosives
to be situated on the convoy routes that Turkish military troops use. The
Cobras costing $150,000 each have been tested at the Turkish Security
Directorate's Bomb Training Center in Golbasi. They have passed the test, in
which anti-personal mines and plastic explosives are used.
The Separatist terrorist organization PKK has been carrying out ambushes in
Eastern and Southeastern Anatolia for the last year. Trap bombs are used
because they are less risky. Intelligence reports by Turkish police and
military forces also confirmed the organization's decision to conduct
attacks that are less risky. Terrorists exploding the remote controlled
anti-personal mines and C-4 plastic explosives planted in or near convoy
routes by wireless or mobile phones have killed or severely injured many
Turkish soldiers.
The Turkish Armed Forces will now purchase mine-protective Cobra armored
vehicles against ambushes with C-4 and A-4 plastic explosives. The Cobras
will be transferred to provinces such as Sirnak, Bingol, Tunceli, Siirt,
Diyarbakir, Mardin, Agri, Cizre, Hakkari, Igdir, and Van, where ambushes by
remote controlled bomb traps mostly occur. The vehicles having seven-person
capacity including the driver and a machine gunner are believed to decrease
casualties in an unexpected bomb explosion on land. (Sedac Gunec/Zaman)
29.07.2005
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TERZO
ATTACCO AI TRENI IN UN MESE,
NESSUNA VITTIMA
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Una bomba è stata fatta esplodere al passaggio del convoglio
nella tratta che da Elazig va a Mus nel sud est-anatolico. |
E' il terzo
attacco ai treni in un mese, quello avvenuto martedì scorso in
Turchia. Una bomba posizionata sulle rotaie è esplosa facendo
deragliare un convoglio che viaggiava nell'est del Paese. Lo hanno
riferito fonti ufficiali specificando che non ci sono feriti.
Il treno stava viaggiando fra le città di Elazig e Mus e l'attacco,
eseguito con un telecomando a distanza, è avvenuto nella stessa zona
di quello del 2 luglio in cui morirono sei militari. (da
Ansa-Reuters)
29.07.2005
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UCCISI
22 GUERRIGLIERI DEL PKK
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E' avvenuto al confine sud-orientale tra la Turchia e
l'Irak. Controffensiva delle Forze di sicurezza. |
Le Forze di
sicurezza turche hanno ucciso quindici guerriglieri indipendentisti
del fuorilegge Partito operaio del Kurdistan (Pkk), nel corso di
un'operazione nel sud-est del Paese, al confine settentrionale con
l'Irak. In una precedente azione erano rimasti sul terreno
altri sette ribelli. La controffensiva, secondo quanto riferito da
fonti militari, prosegue e vede l'impiego anche di elicotteri da
combattimento.
E' dal 1984 che il Pkk ha imbracciato le armi per l'indipendenza
delle province sud-orientali della Turchia. Una campagna che ha
fatto finora oltre 30.000 morti. Dopo una pausa seguita alla cattura
nel 1999 del leader del Pkk, Abdullah Ocalan, dall'estate scorsa la
guerriglia ha ripreso le operazioni belliche e dichiarato concluso
il cessate il fuoco unilaterale. Il governo di Ankara non intende
aprire alcun negoziato con il Pkk, bollato come "organizzazione
terroristica" dagli Stati Uniti e dall'Unione europea. (Agi)
29.07.2005 |
SEQUESTRATO
UN SINDACO
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Ribelli
del Pkk lo hanno preso in ostaggio a due km da Yayladere (Bingol). |
Ribelli
curdi hanno preso in ostaggio Khasim Akyurek, sindaco di una
cittadina nell'est della Turchia, secondo quanto ha riferito
l'agenzia di stampa turca <Dogan>.
Il sindaco della città di Yayladere, nella provincia di Bingol, è
stato sequestrato da ribelli appartenenti al Pkk dopo che la sua
macchina è stata fermata in una strada a due chilometri dalla
città. Le forze di sicurezza hanno già cominciato le ricerche del
sindaco, il secondo, dopo un soldato turco, a venire sequestrato dai
ribelli curdi dall'inizio diluglio. (Adnkronos/Dpa)
29.07.2005
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CONFERENZA
SULLA SICUREZZA AD ISTANBUL
|
Al
secondo summit hanno presi parte i ministro dell'Interno dei Paesi
confinanti con l'Irak. Un comunicato a fine lavori con un incipit
contro il terrorismo. |
A Istanbul, in Turchia, si è tenuta la 2°
conferenza dei ministri degli Interni dei Paesi confinanti all'Irak, per
rafforzare la cooperazione, congiunta contro il terrorismo per la tutela della
sicurezza e stabilità regionali. La conferenza si è tenuta in un quadro di
continuo peggioramento della sicurezza in Irak. Oltre alla Turchia, Paese
ospite, erano presenti ai lavori i ministri degli Interni di Irak, Bahrain,
Arabia Saudita, Kuwait, Egitto, Siria, Iran e Giordania e i rappresentanti dell'Onu.
I partecipanti hanno proceduto a discussioni sull'attuale situazione della
sicurezza irachena, sulla sua influenza sulla regione e sulla cooperazione nella
sicurezza fra l'Irak ed i Paesi limitrofi, denunciando all'unanimità le varie
forme di attività terroristiche e sottolineando l'importanza del ripristino al
più presto possibile della sicurezza in Irak per la sicurezza sua e dei Paesi
confinanti.
In un comunicato rilasciato al termine dei lavori mette in rilievo che i vari
paesi devono rafforzare il margine della lotta al terrorismo, incrementare i
contatti e gli scambi d'informazione e condividere l'intelligence sui terroristi
e rafforzare i controlli ai confini, in modo da evitare che nei territori dei
paesi interessati i terroristi possono costruire le basi, reclutare ed
addestrare potenziali kamikaze i poi fargli passare in Irak.
L'obbiettivo della Conferenza quello di lanciare un appello secondo cui, per
tutelare la sicurezza e la stabilità irachene, occorre procedere quanto prima
al giudizio il dittatore iracheno Saddam Hussein e di alti funzionari del
precedente regime.
E' stato inoltre deciso che la 3°conferenza dei ministri degli Interni dei
Paesi circostanti l'Irak si terrà a Reyad, capitale dell' Arabia Saudita, e che
il calendario preciso sarà fissato dopo consultazioni fra i vari Paesi. Beyan
Jabbor Salagh il Ministro degli Interni iracheno da canto suo ha espresso
soddisfazione per i risultati ottenuti dal meeting.
Secondo molti analisti, sebbene i vari Paesi partecipanti abbiano espresso una
comune volontà politica sul problema del rafforzamento della cooperazione nella
sicurezza, occorre tuttavia notare che viste le divergenze di considerazioni
strategiche fra l'Irak ed i Paesi confinanti, la strada della cooperazione nella
sicurezza fra questi Paesi non potrà essere così facile. (Schorsh
Surme/Osservatorio sulla legalità e sui diritti)
29.07.2005
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UNA VISITA A
SORPRESA
|
Il
ministro degli Esteri siriano, Walid Al Muallin, ha chiesto ad Ankara
una cooperazione regionale per combattere l'isolamento a cui è
sottoposta Damasco a causa della politica Usa. |
Muallim's surprise visit to Turkey and his
decisive statements regarding Syria's aims suggest that Damascus has taken the
first step towards winning regional allies in order to shake off its US-led
isolation
Syrian Deputy Foreign Minister Walid Al Muallim made a surprise visit to Turkey
on Friday to meet Foreign Minister Abdullah Gul in order to present Syrian
Foreign Minister Farouk Al Sharaa's message to Turkey.
In his message, Sharaa thanked Turkey for its efforts to end the isolation of
Syria, and praised Turkey's policies towards the region, and especially towards
Syria.
This issue dominated the talks between Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and
U.S. President George W. Bush in Washington last month. Erdogan called for an
end to Syria's isolation. "Rather than isolating Syria, we should try to
pull Syria to our side," Erdogan said during his meeting with Bush.
At a press conference following his meeting with Foreign Minister Gul, Muallim
said they had discussed bilateral relations, ways of contributing to regional
peace, economic and political cooperation, and especially further cooperation on
security issues. Muallim praised the cooperation between Syria and Turkey,
particularly in security issues, and said that this cooperation should be an
example for Iraq.
Muallim also stressed Turkey's important role in the region, and made clear
Syria's aim to become an ally of Turkey.
Besides its aim to establish a strong alliance with Turkey, Syria also made
clear that it wants to establish friendly relations with Iraq. Muallim called
for direct diplomatic relations with Iraq to cope with border infiltration
problems.
"We should not carry out our bilateral relations with Iraq according to
speculation in the media," Muallim said. "We should instead establish
direct diplomatic relations."
He also praised the ongoing democratization process in Iraq, and the decisions
made at the interior ministers' meeting in Istanbul last week, especially those
concerning border security and fighting terrorism.
"The two neighboring states are concerned with the security of their
borders," Muallim said. "Therefore, security cooperation is need to
stop the flow of terrorists across borders."
Before now, Syria has been silent for some time. Muallim's surprise visit to
Turkey and his decisive manner concerning Syria's aims suggest that country has
taken the first step to win regional allies in order to shake off its U.S.-led
isolation.
Throughout Muallim's speech, he emphasized his country's belief that Turkey has
a strategic role in bringing and preserving peace and stability in the region,
as well as Turkey's strategic importance for the U.S. By winning Turkey's
support and establishing a regional alliance, Syria might get rid of its
nightmare: The spread of a U.S.-led "democratization" process in the Middle
East. Turkey plays a key role in this issue because establishing good relations
with Turkey could open the way to improved relations with the U.S. Turkey is, in
a way, a security blanket for Syria against the U.S.
This posture by Syria could also be seen as its recognition of the importance of
regional cooperation to fight international terrorism, which could go a long way
in alleviating Damascus' concerns over the activities of the U.S. The U.S.
continues to assert that Syria assists and harbors terrorist organizations.
By calling for cooperation, especially concerning security issues, Syria is
trying to make clear that it does not support terrorist organizations.
"Although [then U.S. Secretary of State] Colin Powell had previously
acknowledged that many U.S. citizens were saved from terrorism by Syria sharing
intelligence, the U.S. insists on keeping Syria on its list of countries that
support terrorism," Muallim said. (Senem Caglayan/Zaman)
29.07.2005
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LA PRIMA DONNA
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E'
stata eletta a capo della Corte Costituzionale turca. Si
chiama Tulay Tugcu ed ha 63 anni. Tutelerà i
diritti umani nonché i principi di Kemal Ataturk. |
Si chiama Tulay Tugcu, ha
63 anni ed è giudice. Ma, soprattutto, è la prima donna ad essere eletta capo della Corte Costituzionale turca, l'organismo
che ha l'ultima parola su tutte le questioni costituzionali del Paese.
E non è poco, se si considera che la Turchia conta molte donne professioniste, soprattutto nel campo giuridico e della
medicina, ma che il numero di elementi femminili in Parlamento rimane molto basso e il Consiglio dei Ministri vede un solo
membro donna. La maggior parte della popolazione femminile nelle aree povere e rurali, inoltre, vive addirittura in condizioni di
analfabetismo ed e' sottoposta quotidianamente a violenze da parte del marito e dei suoi parenti.
L'elezione, avvenuta a seguito di un lungo processo di votazione da parte dei membri della stessa
Corte, rientra nell'ambito di un simbolico incoraggiamento all'uguaglianza dei
sessi che l'Unione Europea ha rivolto alla Turchia, prossima possibile
new-entry dell'Unione: le consultazioni cominceranno a ottobre. Per entrare in Europa, insomma, serve una maggiore
tutela dei diritti delle donne. Detto-fatto: dal 25 luglio la Corte Costituzionale ha un nuovo
capo. Che, infatti, ha promesso di tutelare i diritti umani, la
libertà e i principi di Mustafa Femal Ataturk, fondatore della repubblica turca nel
1923.(Ansa-Reuters)
La Turchia ci offre un esempio sulla parità dei diritti
uomo-donna. Se è vero infatti che nelle campagne dell'Anatolia
questo non esiste, perché anzi specie le ragazze sono ancora
soggette alle leggi dell'onore e della subordinazione - è
altrettanto vero che nelle grandi città c'è stata una notevole
evoluzione. La nomina di Tulay Tugcu è la chiara dimostrazione che
la Turchia si sta avvicinando a grandi passi verso l'Europa.
29.07.2005
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RICORDATO IL
TRATTATO DI LOSANNA
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Nell'omonima
città dove nel 1923 fu riconosciuta la nuova Repubblica turca
hanno sfilato migliaia di persone tra turchi e curdi. |
Migliaia di curdi e di
nazionalisti turchi si sono riuniti a Losanna per celebrare l'82/mo
anniversario del trattato, che prende il nome da questa città, con cui le grandi
potenze europee nel 1923 riconobbero la nuova Repubblica Turca. I due
gruppi si sono raccolti in due luoghi distinti per evitare scontri. Il
capoluogo del cantone vodese aveva autorizzato le manifestazioni a condizioni che i due gruppi non si
fossero incontrati. I dimostranti si sono potuti così radunare possono
ma senza sfilare per la città.
A Losanna erano attesi tra i 1000 e 1500 curdi e tra i 2000 e 3000 turchi. I curdi si
sono incontrati nel centro città davanti al Palais de Rumine, dove il 24 luglio 1923 fu firmato il Trattato di
Losanna, i turchi invece si sono rivisti a Ouchy, vicino all'Hotel Beau-Rivage Palace, dove si svolsero i negoziati che portarono
all'accordo. Circa 300 personalità turche sono arrivatedalla Turchia. Le manifestazioni si
sono svolte sotto stretta sorveglianza. La polizia di Losanna, appoggiata dalla polizia cantonale,
aveva fatto appello anche agli agenti attualmente in vacanza per assicurare il
controllo dei due incontri.
Queste celebrazioni hanno avuto come sfondo i negoziati di adesione della Turchia all'Unione europea che inizieranno all'inizio di
ottobre. Alcuni nazionalisti turchi temono che il Governo di Ankara faccia
troppe concessioni sulla questione delle minoranze. (Adnkronos)
29.07.2005
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ANKARA
E BERNA DI
NUOVO AI FERRI CORTI
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Proteste
del ministro degli esteri turco per l'"inaccettabile"
interrogatorio cui è stato sottoposto in Svizzera il capo dei lavoratori
turchi, Dogu Perincek, accusato dalle autorità elvetiche di negazione di
genocidio armeno. |
Il ministero pubblico di Winterthur ha avviato un'indagine nei confronti del capo del Partito
dei lavoratori turchi, Dogu Perincek, per aver negato il genocidio armeno del 1915 in una conferenza tenuta a Glattbrugg, nei
pressi di Zurigo. La Turchia protesta e definisce "inaccettabile" l'interrogatorio cui Perincek
è stato sottoposto. In Svizzera per partecipare alle ricorrenze dell'82/mo anniversario del Trattato di
Losanna, Perincek ha ripetuto il suo credo, ossia che il genocidio in realtà è una
menzogna degli imperialisti. Con lo slogan "genocidio degli armeni", ha sostenuto, i parlamenti europei adottano decisioni
che mirano all'abolizione dello Stato nazionale turco.
Un'affermazione che contravviene alla legge antirazzismo e che costituisce un reato per la legislazione elvetica, ha reso noto
la polizia cantonale zurighese. Nella giornata di sabato 23 luglio il politico turco
è stato così interrogato per due ore dal giudice istruttore di Winterthur, dopo un discorso in turco, poi ha raggiunto i suoi
compatrioti. Perincek è già stato denunciato dall'Associazione Svizzera-Armenia
(Asa), sempre per negazionismo, dopo un discorso pronunciato il 7 maggio scorso a Losanna. Ora si sta valutando se
Perincek abbia violato la norma antirazzismo anche a Winterthur.
Il ministro degli Esteri turco ha definito "inaccettabile" l'interrogatorio del suo concittadino, un fatto contrario alla
libertà di espressione. Intanto, il giudice istruttore losannese ha emesso un mandato di comparizione nei riguardi del politico: intende
approfittare della sua presenza sul suolo svizzero per interrogarlo. (Adnkronos)
29.07.2005
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CONVOCATO L'AMBASCIATORE
SVIZZERO
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Il
disappunto del Governo turco per le indagini preliminari di
Berna su due personalità quali lo storico Halacoglu e il
politico Perincek. |
Ankara si attende che la giustizia elvetica interrompa immediatamente le indagini
preliminari nei confronti di due personalità turche sospettate di aver negato il genocidio armeno. Lo ha comunicato
il ministero degli Esteri turco all'ambasciatore svizzero ad Ankara Walter Gyger.
Stando a una nota del ministero degli Esteri turco, il Segretario di stato Naby Sensoy ha
espresso al diplomatico elvetico - convocato per l'occasione - il forte disappunto del suo
Governo e dell'opinione pubblica per quanto sta accadendo. A parere del ministero, un simile trattamento di due cittadini turchi rischia di
danneggiare fortemente le relazioni tra i due Paesi.
Per la Turchia, le indagini contro lo storico turco Yusuf Halacoglu e il politico Dogu Perinçek contravvengono al diritto
internazionale. A dire della Turchia, la procedura giudiziaria elvetica è ingiustificata in assenza di una sentenza sulla questione
armena emessa da un tribunale internazionale. Oltre a ciò, quanto sta accadendo
è una manifesta violazione della libertà di opinione. (Adnkronos)
29.07.2005
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IN SESSANTA A
COLONIA
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Si
tratta di ragazzi turchi - tra i 16 e i 25 anni, nativi di
Mersin ed Izmir, tutti di fede cattolica - che si recheranno
in Germania per incontrare il Pontefice alla prossima Giornata
Mondiale della Gioventù. Come vivere in un Paese islamico ed
essere una minoranza. Una Chiesa comunque piena di fede e di
speranza. |
 Saranno 60 i giovani che dalla Turchia si
muoveranno alla volta di Colonia per partecipare alla prossima Giornata Mondiale
della Gioventù (15-21 agosto). Vengono da Mersin e Izmir e hanno un'età
compresa tra 16 e 25 anni. Sono tutti parrocchiani anche se dovrebbero esserci
alcuni altri giovani del cammino neo-catecumenale che andranno in Germania con il
loro movimento. Rappresentanti di quella ancora più esigua minoranza cattolica
che abita nel Paese, in totale i cristiani sono meno dell'1%, questi giovani
porteranno in Germania tutta la vitalità e le difficoltà della loro Chiesa,
come racconta suor Columba Blumenthal, che con il vicario apostolico
dell'Anatolia, mons. Luigi Padovese, sta organizzando il viaggio a Colonia.
"Non abbiamo i mezzi di altre Chiese ma porteremo ugualmente la nostra
testimonianza a Colonia dove speriamo di incontrare moltissimi giovani di ogni
parte del mondo".
- Come vi state preparando a questo evento?
 "Non si può parlare di
una preparazione specifica o particolare. Abbiamo provveduto a tradurre il
messaggio per la Giornata scritto da Giovanni Paolo II, poi distribuito in tutte
le parrocchie e chiese. Adesso che le scuole sono chiuse per i giovani che
parteciperanno alla Gmg prevediamo un paio di incontri di preparazione che ci
serviranno a conoscerci un po' di più. In totale i partecipanti saranno 60. Ci
muoveremo in aereo. La partecipazione è stata resa possibile anche dall'aiuto
economico proveniente dalla Chiesa di Roma".
- A fianco dei giovani che si recheranno in Germania ce ne saranno molti altri
che resteranno in Turchia. Per loro state pensando a qualche iniziativa
particolare?
"Non direttamente. Verrà loro proposto un normale
calendario di eventi promossi all'interno delle chiese locali, parrocchie,
diocesi o anche dai movimenti ecclesiali presenti. Sembra poco ma non lo è".
- Cosa
significa?
"Che per capire la situazione della Chiesa turca non
dobbiamo dimenticare che noi cattolici siamo una minoranza all'interno della
minoranza cristiana. Le grandi distanze che separano le nostre chiese locali
spesso ci rendono impossibile incontri che vorremmo fossero più frequenti. E mi
riferisco in particolare alle attività rivolte ai giovani quasi sempre relegate
ai fine settimana, liberi da impegni di studio o di lavoro".
La parola ai giovani: "Pronti a partire!" Chi legge la Bibbia,
chi medita sul tema della Giornata, chi entra in contatto con partecipanti alle
Gmg di Roma e Toronto, chi legge il Messaggio del Papa. Secondo suor Blumenthal,
"ai giovani turchi che andranno a Colonia non mancano le motivazioni per
vivere a fondo quello che definiscono l'evento giovanile più importante della
Chiesa universale". Tuttavia, riconosce la religiosa, "c'è pure chi
confessa di "non saperne molto di questa iniziativa" anche se poi si
dice "disposto a farsi trascinare dentro". Tutti si aspettano di
"trovare amici con cui mettere in comune esperienze e preghiera per
scoprirsi 'figli' dello stesso Padre" e quindi fratelli". "Ho
voglia di comunione con gli altri giovani del mondo e spero di vedere una Chiesa
giovane e piena di fede" ripetono spesso. Sono giovani motivati che
"vogliono confrontarsi con nuove idee, fatti ed esperienze. Incontrare
persone diverse e pregare con loro ci fa sentire più vicini a Dio".
"Conoscerci - dicono - ci permette di parlare dei nostri problemi, di
aiutarci vicendevolmente, di compiere sforzi perché il mondo sia più
unito". Viaggeranno carichi di speranza ma anche di dubbi e problemi.
"Viviamo in un Paese islamico ed essere una minoranza non aiuta. Dobbiamo
essere uniti, lavorare insieme per essere saldi nella nostra fede. Questo è il
problema più grande". A cui si aggiunge quello di "parrocchie non
troppo organizzate per i giovani e liturgie senza vita e musica. Mancano momenti
di incontro e di aggregazione con altre parrocchie". Situazioni che per
essere risolte richiedono tempo e anche pazienza. Ma "nulla è impossibile
se camminiamo verso Cristo". Tra i motivi che spingono i giovani turchi a
Colonia c'è la curiosità di conoscere Benedetto XVI, "un Pontefice molto
diverso da Giovanni Paolo II", e la voglia di "testimoniargli tutta la
fede della Chiesa che è in Turchia". "A Colonia il Papa abbraccerà
tutta l'umanità e tramite noi - conclude suor Blumenthal - anche il nostro
Paese. I giovani lo amano già anche per il suo impegno, più volte dichiarato
di compiere gesti concreti per l'unità dei cristiani e per il dialogo tra le
religioni. Siamo felici di poterlo incontrare e contribuire con lui alla pace
nel mondo".(Europa Cristiana)
29.07.2005
|
GIUDICATI
DA UN
TRIBUNALE GLI AGGRESSORI DI UN NEO-CRISTIANO
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Nell'ottobre
del 2003 Yakup Cincilli, un ex musulmano convertito alla nuova
fede evangelica, venne brutalmente picchiato da un gruppo di
ultranazionalisti del Mhp. |
Il tribunale di Orhangazi, nel nord ovest della Turchia, ha
esaminato i rapporti medici concernenti lo stato di salute (fisica e
psichica) di Yakup Cindilli, un ex-musulmano convertito al
cristianesimo. Un gruppo di ultranazionalisti del Mhp lo aveva
duramente picchiato in ottobre del 2003 perché distribuiva Nuovi
Testamenti per strada. L'aggressione aveva lasciato Yakup in coma
per 6 settimane. Al suo risveglio, non poteva camminare senza essere
assistito e non riconosceva neppure i familiari.
Il processo contro gli aggressori di Yakup era stato rinviato di 15
mesi per permettere ai giudici di determinare esattamente l'entità
dei danni causati dai 40 giorni passati in coma. Il pastore della
chiesa protestante di Bursa afferma: "E' un miracolo che Yakup
sia ancora vivo", Yakup è tuttora convalescente.
La sua famiglia si augura che il processo termini presto e afferma
che non cercherà di ottenere risarcimenti. Gli avvocati dei membri
del Mhp cercano di provare che sia stato Yakup a provocare
l'incidente, nonostante che la distribuzione di trattati e il
proselitismo non siano vietati dalla legge turca. Nonostante i
tentativi e le pressioni della sua famiglia musulmana di fargli
abbandonare la fede, Yakup resta fedele alla propria fede ed occasionalmente
è riuscito ad andare al culto o alle riunioni di preghiera nella
chiesa di Bursa negli ultimi sei mesi. (Icn-News)
29.07.2005
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LA TURCHIA
VUOLE GLI INVESTIMENTI ITALIANI
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Dopo le dichiarazioni
polemiche del vice Primo Ministro turco Sener il
Governo di Ankara e le istituzioni italiane nel Paese hanno
ribadito la
necessità non solo di proseguire sulla strada fin qui
intrapresa ma di incrementare una politica genere specie se
c'è il nostro Paese di mezzo. Una dichiarazione del capo
dell'Ufficio commerciale dell'Ambasciata d'Italia, Andrea
Canepari.
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La Turchia necessita di investimenti
dall'estero. Le recenti dichiarazioni del Vice Primo Ministro Abdulatif Sener,
che ha dichiarato la sua volontà di limitare l'afflusso di capitali
dall'estero, non hanno raccolto adesioni da parte dei suoi compagni di Governo e
non devono preoccupare gli operatori italiani impegnati nel Paese.
"Il tema degli investimenti esteri - ha detto Roberto Luongo,
neo-direttore dell'ufficio di Istanbul dell'Istituto per il Commercio Estero (Ice) - genera dibattiti fra economisti, politici e analisti finanziari
circa l'utilità effettiva di questi investimenti per il Paese".
Secondo i dati pubblicati dall'Ice, la Turchia nella graduatoria mondiale dei
Paesi ricettori di <Foreign direct investments> (Ide), non ha mai
brillato: gli investimenti esteri nel periodo 1994-2005 hanno raggiunto la quota
di 14 miliardi di dollari , ben lontana da quella di Cina, India e Brasile, ma
anche di Malaysia, Indonesia, Polonia e Repubblica Ceca.
Si tratta di "un andamento non pienamente soddisfacente per la Turchia
- prosegue Luongo -, soprattutto alla luce dei notevoli sforzi che esso
sta compiendo a tutti livelli per avvicinarsi ai Paesi più avanzati".
Pertanto è giunto "quasi come un fulmine a ciel sereno il commento di
Abdulatif Sener, teso a limitare l'afflusso di capitali esteri in alcuni settori
quali, ad esempio, le telecomunicazioni, il commercio al dettaglio e le banche,
accendendo un dibattito molto aspro e tuttora in corso, soprattutto in vista di
importanti progetti di privatizzazione ".
Il vice Primo Ministro Sener rappresenta "una voce fuori dal coro,
che gli altri componenti del Governo hanno subito smentito", rivela
ancora il direttore dell'Ice. "Alcuni imprenditori locali si sono
schierati con lui, pensando solo al loro interesse, mentre il bene del Paese
passa da strade opposte". A tal proposito è di oggi la dichiarazione,
pubblicata dai giornali turchi, del ministro della Giustizia turco e portavoce
del Governo, Cemil Cicek, che ha detto che "i capitali esteri non
possono essere percepiti come un elemento di crisi per la Turchia ".
Limitare l'afflusso di investimenti dall'estero "sarebbe una politica
controproducente, vorrebbe dire limitare la crescita del Paese",
sostiene Valeria Talbot, studiosa dell'Ispi - Istituto per gli Studi Politici
Internazionali ed esperta della problematica turca . "Si tratta di una
proposta che non andrà avanti, sarebbe una chiusura senza dubbio eccessiva, in
vista degli accordi con il Fondo Monetario Internazionale - che tanto sta
facendo per la ripresa turca - e in vista del futuro ingresso nell'Unione
Europea ".
Dello stesso avviso è anche Andrea Canepari, capo dell'ufficio commerciale
dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara. "Come in tutti i Paesi - ha
detto - anche in Turchia c'è una minoranza che ha paura di indebolirsi
accettando investimenti esteri, ma rappresenta, in questo caso, una voce quasi
folcloristica. Il Governo locale ha, anzi, tra le sue priorità quella di
attirare nuovi capitali, ritenuti fondamentali per lo sviluppo ".
Investimenti che non riguardano, però, esclusivamente il solo aspetto
monetario. "Si tratta - prosegue Canepari - anche di know
how manageriale, perché sono gli stranieri - in primis gli italiani - che
stanno insegnando ai locali come crescere. Ad esempio, nel campo bancario, un
ruolo di primo piano lo sta svolgendo Unicredit". Le realtà
economiche italiane sono "invitate a venire qui, sono le benvenute
dalle istituzioni ", dice ancora il capo dell'ufficio commerciale
dell'Ambasciata.
Nei giorni scorsi un gruppo di banche locali ha inviato un documento al <Bddk> ,
l'agenzia che regola e supervisiona il sistema bancario turco, in cui si dicono
contrarie a che le banche estere abbiano il controllo di maggioranza nelle
banche. "Il direttore del Bddk - dice però Luongo - si è
chiaramente espresso contro questa posizione, riaffermando l'importanza che
l'afflusso di capitali esteri ha nel trainare la crescita economica turca e nel
miglioramento dell'intero comparto bancario nazionale". Altri
analisti, invece, chiedono al Governo turco "maggiore chiarezza sulle
strategie operative rispetto agli investimenti esteri, in maniera tale da
consentire un approccio più concreto alle imprese estere, che possono ormai
scegliere la localizzazione di un investimento avendo tutto il mondo come
possibile riferimento ".
Il compito delle istituzioni italiane nel Paese non è solo quello di attrarre
investimenti . "Abbiamo il dovere - conclude Canepari - di
mostrare agli imprenditori italiani la Turchia come una potenzialità nuova: non
tanto per eventuali delocalizzazioni, ma per la creazione di investimenti
congiunti. Il Paese è una piattaforma ideale per aprirsi a nuove aree: il Medio
Oriente, l'area del Golfo, la Russia, sono tutte zone in cui grazie alle aziende
turche si potrebbe godere di agevolazioni ed aiuti. (New
Italia Press)
29.07.2005
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ASTALDI E
ANSALDO INVITATI ALLA GARA PER IL <MARMARIS>
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Si
tratta del grande progetto ferroviario relativo al tunnel sotto il Bosforo.
Il passaggio dalla stazione di Sirkeci/Halkali a quella di Gebze/Haydarpasa. |
Il consorzio costituito
dalle due aziende italiane <Astaldi> - Ansaldo è stato invitato, come
sesto consorzio pre-qualificato, dall' ente turco Dhl (ente per le costruzioni
aeroportuali, portuali e ferroviarie in Turchia), a partecipare alla gara di
costruzione delle linee ferroviarie del grande progetto "Marmary". Il
progetto Marmary riguarda la costruzione di un tunnel sotto lo stretto del
Bosforo, che consisterà in un passaggio ferroviario da Gebze /Haydarpasa (nella
parte asiatica di Istanbul) a Sirkeci / Halkali (nella parte europea della città).
(Ice Istanbul)
29.07.2005
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ITALIA
PRINCIPALE FORNITORE
DI TESSUTI E
FILATI PREGIATI
|
Il
settore abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e
rappresenta la prima voce dell'export nazionale. I canali distributivi e il
fenomeno del franchising. |
Il settore
abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e rappresenta la prima
voce dell' export nazionale. La crescente attenzione dell' industria locale alla
qualità del prodotto finito ha aumentato la domanda di tessuti e filati
pregiati. L' Italia gioca un ruolo fondamentale, essendo il primo fornitore di
tessuti e filati in Turchia oltre che uno dei più importanti clienti. Nel 2004
l' Italia ha esportato per un valore di circa 500 milioni di dollari (sopratutto
tessuti di lana e fibre artificiali) e ha importato per un valore di poco
inferiore, a dimostrazione delle complementarietà tra i due Paesi. Data la
sviluppata industria locale dell' abbigliamento, le importazioni sono
maggiormente incentrate su varie griffe internazionali, tra cui quelle delle
principali imprese italiane. Nel 2004, nel comparto dell' abbigliamento, la
Turchia ha importato un totale di circa 580 milioni di dollari, che
rappresentano lo 0.6% delle importazioni turche totali che, nel 2004, hanno
raggiunto i 97 miliardi di dollari. Nel settore dell' abbigliamento l' Italia
detiene una quota del 10.5% sul totale con 60.4 milioni di dollari, preceduta
dalla Cina con 90 milioni di dollari ed una quota del 15,5% ( a tal proposito il
Sottosegretariato al Commercio Estero ha emesso, lo scorso 9 gennaio, una
direttiva relativa alla imposizione di quote restrittive sui prodotti tessili
provenienti dalla Cina per cui la loro importazione è ora sottoposta a una
preventiva licenza all' importazione emessa dall'Associazione turca dei
produttori di abbigliamento). Seguono la Spagna con 30.6 milioni di dollari e
una quota del 5% , la Germania con 22,5 milioni di dollari e una quota del 4%,
la Francia con 15 milioni di dollari e una quota del 2.5% e la Gran Bretagna con
13 milioni di dollari e una quota del 2.3 %. Analizzando i dati del 2003 (ultimi
dati disponibili per l' analisi in dettaglio del settore), la categoria più
importante nel comparto dell' abbigliamento è quella delle confezioni di
abbigliamento in tessuto (capitolo 62 del codice di nomenclatura combinata) con
230 milioni di dollari, seguita dalle confezioni in maglia (capitolo 61, con 140
milioni di dollari) ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 40 milioni di
dollari. Sempre nello stesso comparto la Turchia ha esportato per un totale di
circa 8 miliardi di dollari, che rappresenta il 12% del totale delle
esportazioni turche. Il principale paese di sbocco dell' export turco di
abbigliamento si conferma la Germania con 2.7 miliardi di dollari (quota del
32,5%), seguita da Gran Bretagna con 1,4 miliardi di dollari (quota del 17%),
Stati Uniti con 1.1 miliardi di dollari (quota del 14%), Francia con 680 milioni
(quota dell' 8 %), Paesi Bassi con 570 milioni di dollari (quota del 7%), Italia
con 325 milioni di dollari (quota del 4%), e Spagna con 300 milioni con il 3,5%
di quota di mercato. L' esportazione nel 2003 è stata maggiormente incentrata
sui prodotti di abbigliamento a maglia (capitolo 61; T-Shirts, pullover,
maglioni etc) con 5.7 miliardi di dollari, subito seguiti da abbigliamento in
tessuto ( capitolo 62; pantaloni in tessuto, pantaloni denim e camicie) con 3.7
miliardi di dollari, ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 1,6 miliardi di
dollari. Alcuni tra i principali produttori turchi di abbigliamento sono: <Damat
Tween> (abbigliamento casual ed elegante uomo), <Network Altinyildiz>
(Abbigliamento casual ed elegante uomo donna), <Vakko> (abbigliamento
casual ed elegante uomo donna), Mavi Jeans (pantaloni denim ), Sarar
(abbigliamento elegante uomo ) e <Mudo> (abbigliamento casual uomo e
donna). Da segnalare il costante aumento della qualità delle produzioni locali
e la creazione di marchi propri con i quali i produttori locali tendono ad
inserirsi nella fascia qualitativa medio/alta dei principali mercati europei ed
americani.
Canali
distributivi: La
distribuzione e la vendita in Turchia dei beni di consumo di importazione può
avvenire tramite importatori che provvedono direttamente alla vendita, oppure
tramite importatori-grossisti che curano anche la distribuzione tramite una loro
rete diretta. Tuttavia, tutte le forme di distribuzione e vendita sono
ipotizzabili. Il franchising è presente in Turchia soprattutto nel
settore abbigliamento e nella ristorazione. Molte catene nel settore dell'
abbigliamento sono entrate in Turchia, principalmente via franchising (<Stefanel>,
<Benetton>, <LCW-Waikiki<, <Zara>, <Tommy Hilfiger<,
<Lacoste>, <Cacharel>). I Mall di stile occidentale sono sempre più
diffusi nelle principali città, dove i consumatori sono più consapevoli delle
tendenze internazionali, dispongono di redditi più elevati della media e hanno
mezzi di trasporto per raggiungere direttamente i grandi magazzini e i centri
commerciali, situati solitamente nelle periferie cittadine. I vari canali
distributivi per i prodotti di abbigliamento sono: rivenditori all' ingrosso,
seguiti dalle catene della grande distribuzione, negozi di lusso (dove vengono
venduti i principali marchi internazionali di abbigliamento), negozi monomarca (<Stefanel>,
<Benetton>, <Zegna>, ecc. ). Alcuni dei marchi italiani presenti
direttamente in Turchia sono: <Gucci>, <Armani>, <Stefanel>,
<Benetton<, <Diesel>, <Paul & Shark>, <Max Mara> e
<Ermenegildo Zegna>. (Ice Istanbul)
29.07.2005
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CONFINDUSTRIA
MARCHE GUARDA
AD ANKARA, PAROLA DI PRESIDENTE
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Maria
Paola Merloni farà parte della delegazione ristretta della missione, la
prima dopo l'estate, che Cordero Luca di Montezemolo e Carlo Azeglio
Ciampi faranno nel prossimo novembre in Turchia. Lo scopo è quello di
attrarre nuovi investimenti per gli industriali italiani. "Farò da
apripista ai nostri imprenditori", ha dichiarato. |
La presidente di Confindustria Marche Maria Paola Merloni farà
parte della delegazione ristretta della missione, la prima dopo
l'estate, di Cordero Luca di Montezemolo e Carlo Azeglio Ciampi in Turchia. Il Paese, infatti, è,
con il Montenegro, uno dei mercati individuati dalla presidenza
degli industriali marchigiani per attrarre nuovi investimenti. Ad
annunciarlo è stata la stessa Merloni in un incontro informale
con i giornalisti, con cui ha tracciato un bilancio del suo primo
anno di mandato ricordando, tra l'altro, il suo primo impegno
istituzionale in occasione dell'ultima visita di papa Giovanni Paolo
II, nel settembre scorso, a Loreto, peraltro caratterizzata - ha
rivelato - da minacce di attentati rivelatesi poi
fortunatamente infondate. Un anno, ha rimarcato, in cui "ho
realizzato il 50% delle cose che mi ero ripromessa di fare".
Quanto al futuro, la situazione non è rosea, condizionata dalla
sfida asiatica e inevitabilmente destinata a determinare una
selezione naturale delle imprese che riusciranno a restare sul
mercato. "Ma - ha grintosamente assicurato la presidente di
Confindustria - ce la giocheremo". Parlando in generale della
situazione economica, sia nazionale che locale, Merloni ha notato
che "l'euro ha riportato tutto il Paese al proprio
valore", nel senso che "abbiamo capito la nostra vera
misura". Paesi come la Germania e la Francia, tradizionali mete
dell'export marchigiano, si sono ritrovati con gli stessi problemi
dell'Italia: "allora si sono rivolti a Paesi con costi più
bassi, e noi siamo andati in crisi". "Noi - ha continuato
- abbiamo detto alle imprese: aggregatevi, così da avere una massa
critica indispensabile per affrontare un mercato come minimo
europeo; noi vi aiutiamo a internazionalizzare". Da qui il
progetto di Confindustria Marche che punta alla Turchia e al
Montenegro : l'obiettivo è quello di "fare da apripista ai
nostri imprenditori, e l'elenco delle imprese interessate a valutare
l'opportunità di investire in quei Paesi è cospicuo (almeno 84;
ndr)". Ma Confindustria Marche guarda anche alla formazione,
perché - ha spiegato Merloni - "dobbiamo pensare sempre più a
persone preparate professionalmente". Un altro progetto su cui
si sta concentrando l'attenzione è quello messo a punto dalle
consulte del turismo, terme e agro-alimentare per un rilancio del
turismo nella sua fruizione più completa: dalla cultura
all'enogastronomia, al benessere. Sul futuro dell'economia Maria
Paola Merloni non si sbilancia: "Bisognerebbe avere una sfera
di cristallo. Ma penso che si sarà un po' di selezione. Dopo i dati
negativi del primo trimestre, ora i segnali sono di segno positivo,
perché alcune imprese hanno deciso di puntare sull'innovazione.
Nelle Marche vi sono diverse eccellenze, nel calzaturiero come nel
tessile, nel mobile come nella meccanica". Resta sulla cresta
dell'onda "chi ha avuto il coraggio di fare certe scelte:
innovare - è la convinzione, più volte ribadita, di Maria Paola
Merloni - è un modo di pensare". E la Cina? Può essere anche
un'opportunità, si è detta convinta la presidente di Confindustria
Marche: "Dobbiamo, anzi, imparare da loro. Quando hanno deciso
di fare una diga - ha esemplificato - hanno spostato 350 milioni di
abitanti". E riguardo alla delocalizzazione, "é
uno di
quei termini - ha osservato - che, come 'declino', non vogliamo
mettere nel vocabolario. Noi parliamo di internazionalizzazione:
questo significa avere dei vantaggi in un altro Paese che poi si
riportano nel Paese d'origine, dove resta il 'cuore' dell'azienda". (Confindustria)
29.07.2005
|
IN VENDITA
L'AZIENDA TESSILE <SINOP>
|
A
disfarsene la banca turca <Isbank>. Chi avesse interesse
all'acquisto può rivolgersi all'Ufficio Ice di Istanbul oppure alla
Camera di Commercio della cittadina che si affaccia sul Mar Nero. |
La banca turca <Isbank>
sta disponendo la vendita dell' azienda tessile locale <Sinop knitting
confection industry> (Soksa). L' azienda <Sinop> (attività: produzione
di abbigliamento in maglia e maglieria) dell' omonima città fallì nel 1992 e
fu acquistata successivamente dalla banca <Isbank>. La fabbrica occupa uno
spazio di 6.500 m2 e dispone di un ufficio di rappresentanza a Istanbul. Gli
interessati a ulteriori informazioni in merito alla <Sinop> e alla sua
vendita potranno rivolgersi all' Ufficio Ice di Istanbul, oppure direttamente
alla Camera di Commercio di Sinop ("Sinop Ticaret Odasi",
tel.0368-2603191 fax:0368 2602470. Persona da contattare sig. Tamer Aydemir) ,
ovvero alla filiale della <Isbank> (sig. Necat Yogurctu, tel.
0368-2602160, fax: 0368- 2611559). (Ice Istanbul)
29.07.2005
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IL SALTO DI <BURBERRY>
AD ISTANBUL
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La prestigiosa
casa inglese inaugurerà
entro fine estate uno showroom nella zona commerciale di Bagdat Caddesi, segnando così il debutto sul
mercato turco della collezione donna di <Burberry Prorsum> nell'ottica
di un'ulteriore espansione mondiale del marchio. Rispecchierà l'english-style
dello storico negozio di New Bond Street.
|
 <Burberry> ha annunciato
l'apertura entro fine agosto di un monomarca a Istanbul, in Turchia. Lo spazio,
che occuperà una superficie di 680 metri quadrati, sarà situato nella vivace
zona commerciale di Bagdat Çaddesi, e rispecchierà l'english-style
dello storico negozio londinese di New Bond Street. L'apertura fa parte di una
strategia di mercato mirata ad incrementare ulteriormente la presenza del
marchio <Burberry< nel mondo. Nello store sarà disponibile, per la prima volta
sul mercato turco, la collezione donna di <Burberry Prorsum>, oltre a una gamma
completa di abbigliamento, accessori per uomo e donna della collezione <Burberry
London> e alle linee casa, profumi, orologi e occhiali. "Il mercato turco
rappresenta un'interessante potenziale di sviluppo per <Burberry> - ha
dichiarato Rose Marie Bravo, amministratore delegato del marchio - In Turchia,
abbiamo una presenza all'ingrosso da qualche anno e l'ottima posizione di
questo negozio al dettaglio in una delle aree commerciali più importanti della
città ci offre l'entusiasmante possibilità di proporre il portafoglio
completo dei nostri prodotti ai sofisticati clienti della regione". (www.modaonline.it)
29.07.2005
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TURKISH
ARLINES AMPLIA LA SUA FLOTTA
|
La
compagnia di bandiera turca ha già in volo gli Airbus 321 recentemente
comprati. La Thy spera di fare altri acquisti (100 aerei in tre anni). |
In order to meet
the increasing demands of passengers the Airbus 321 plane purchased by Turkish
Airlines (Thy) will be put into flight. The national carrier aims to increase
the number of planes in its fleet to 100 in three years time and will also
establish an aviation school in order to meet its need for pilots.
A new Airbus 321 plane was included into the THY fleet last week. The carrier
increased the number of planes in its fleet increases to 82 with the hired plane.
The airline will also buy three single engine planes to be used in its aviation
school to be established at Sabiha Gokcen Airport. The planes will be delivered
by August 15.
Thy continues to empower its fleet to meet the increasing number of passengers
during summer. The Airbus 321 plane, which was brought to Istanbul the other
day, will be put into the sky after test flights and other processes. Ismail
Demir, technical affairs director of THY stated that they will buy 6 new planes
this year starting from October and 3 RJ 100 planes will be delivered by 2008
after the end of their hiring contract dates. It is planned that the number of
planes in the fleet of THY will exceed 100 in 2008. Ismail Demir noted that THY
needs about 100 pilots each year so they plan to graduate about 40 pilots from
the aviation school in Sabiha Gokcen airport. (Mustafa Gun/Zaman)
29.07.2005
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MODELLO
D-200
|
Sarà
la nuova berlina che sarà lanciata nella seconda meta del 2007
dalla <Tofas> turca, joint venture tra <Fiat> e <Koc
Holding>. |
La
<Tofas> (joint-venture
tra la <Fiat> e la <Koç Holding>), ha annunciato di aver
raggiunto un accordo con la <Fiat> per produrre nei propri
stabilimenti di Bursa una nuova berlina, modello D-200, che sarà lanciata
nella seconda metà del 2007. La <Tofas>, che parteciperà al
progetto con un investimento pari a €170 milioni, ha altresì reso noto
che saranno prodotte 60.000 unità all'anno di cui il 30% sarà
destinato al mercato dell'Europa Occidentale. Si tratta del secondo
importante investimento effettuato dalla Tofas dopo quello siglato con la
FIAT e la Peugeot Citroen per la produzione, sempre negli stabilimenti di
Bursa, di vetture mini-cargo, che porta cosi' ad un totale di €520
milioni il capitale investito dalla Tofas nei due progetti. Il nuovo
Amministratore Delegato della Tofas, Alfredo Altavilla, ha commentato
positivamente la firma del nuovo accordo sottolineando che la Turchia
diventera' la terza base di produzione della FIAT, in termini di
grandezza. (fonte Ambasciata d'Italia ad
Ankara)
29.07.2005
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COMMESSA
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La
società di impiantistica turca <Tekfen> si è aggiudicata
quella per la fornitura di otto serbatoi di petrolio alla compagnia
petrolifera kuwaitiana <Koc>. |
La
società di impiantistica turca <Tekfen>, si è aggiudicata la
commessa per la fornitura di otto serbatoi per petrolio alla compagnia
petrolifera kuwaitiana <Koc>, battendo la concorrenza della Corea
del Sud e degli Stati Uniti. In base al contratto, del valore di $222
milioni, la <Tekfen> seguirà i lavori di ingegneria, manifattura ed
assemblaggio dei serbatoi nonchè l'installazione di sistemi antincendio
curando anche l'applicazione di adeguate misure di protezione ambientale
connesse al progetto. I serbatoi dovranno essere consegnati entro luglio
2007 e consentiranno alla <Koc> di aumentare la propria capacità
produttiva a 20.9 milioni di barili al giorno dagli attuali 16 milioni.
(fonte Amb. d'Ita)
29.07.2005
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NOTIZIE
IN BREVE
|
La
<Jp Morgan Chase> ha conferito un premio di qualità alla
<Is Bank> in base al servizio di trading elettronico Stp (Straight
Through Processing). |
 *
La <JP Morgan Chase> ha conferito un premio di qualità
alla <Is Bank> turca in base al servizio di trading
elettronico STP (Straight Through Processing) con la stessa <JP Morgan
Chase>, che la <Is Bank> offre ai suoi clienti dall'estero. Si tratta
dell'esecuzione di operazioni di trading rapide, sicure e
completamente integrate che consentono di accelerare i tempi di
transazione.
* La prestigiosa rivista <The Banker>, ha nominato la banca turca
<Denizbank> ottava banca nel mondo con la crescita più rapida. La
<Denizbank> ha infatti registrato un aumento del capitale pari
all'89.4% ed un aumento del 43.8% dei propri beni.
* La <Akbank> ha concesso un credito di $200 milioni alle acciaierie
<Erdemi>r e all'affiliata <Irdemir>. Il prestito, della
durata di nove anni con un periodo di grazia di due anni, in cui non
saranno pagate rate ma continueranno a maturare gli interessi, sarà
utilizzato dalla <Erdemi>r per interventi di ristrutturazione e
modernizzazione di alcuni suoi impianti e mentre la Isdemir sarà
destinata esclusivamente alla produzione di lamine d'acciaio liberando
l'industria turca dalla dipendenza dalle forniture di lamine
dall'estero. In una dichiarazione rilasciata alla stampa successivamente
alla firma del contratto, la Akbank ha affermato la propria volontà di
continuare a sostenere le imprese turche attraverso la concessione di
crediti a lungo termine.
* Secondo le ultime
rilevazioni condotte dall'Istituto nazionale di Statistica turco (Die),
nel primo semestre del corrente anno le entrate derivanti dal turismo
hanno totalizzato $5.8 miliardi mentre il numero dei turisti ha superato
quota 8.7 milioni con una spesa media pro/capite di $658. Solo nel secondo
trimestre di quest'anno il settore ha realizzato $3.8 miliardi, dato
leggermente inferiore alle aspettative che però non dovrebbe influire sul
raggiungimento, a fine anno, di un totale di $18 miliardi di entrate
($15.9 del 2004) mentre per quanto riguarda il numero dei visitatori si
prevede un totale di 20 milioni di turisti.
*
In base ai dati resi noti dal Associazione degli Esportatori Turchi (Tim)
le esportazioni turche nel periodo compreso tra il 1 gennaio ed il 19
luglio hanno raggiunto la somma di $38.766 milioni ($32.643 nello stesso
periodo del 2004), segnando un incremento pari al 18.8%. Per fine anno si
prevede un volume totale di esportazioni pari a $75 miliardi ($66.6 nel
2004). (fonte Amb. d'Ita)
29.07.2005
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INDICATORI MACROECONOMICI Pnl
2004: crescita annua del 9.9%
Pnl
pro capite 2004: US $ 4.172
Pil 2004: crescita annua
dell'8,9%
Pil pro capite 2004: US $
4.187
Inflazione
annua (prezzi al consumo): 8.47%
(dato di aprile)
Interscambio
con l'Italia nel quadrimestre gennaio-aprile 2005: $4.11
miliardi, con $ 2.33 miliardi di esportazioni italiane verso la Turchia e
$ 1.78 miliardi di importazioni dalla Turchia. (fonte
Amb. d'Ita)
29.07.2005
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EXPORT: LA
TURCHIA ADESSO SPERA DI PIU'
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Possibili
benefici ora che è stato raggiunto un accordo tra UE e Cina grazie al
quale è bloccata l'esportazione da parte di quest'ultima di abbigliamento
confezionato fino alla fine dell'anno. |
Turkish
exporters are to benefit as China has filled its European Union (EU) quota for
sweatshirts and blouses. Istanbul Ready-to-Wear and Ready-Made Exporters Union
President Suleyman Orakcioglu announced that China will not be able to sell
sweatshirts and blouses to EU countries until the end of 2005.
Orakcioglu said that the quotas, which were implemented on 10 categories of
Chinese textile productions to the EU on June 11 and are to be in place for four
years, are a boon for the Turkish ready-to-wear and ready-made sector. With
China's surge in orders for 2005 without the anticipation of such quota
agreement, they filled the category five quotas for exports to the EU in only 40
days. Therefore, China will not export to the EU in this category until 31
December 2005. Emphasizing that the currents situation will provide an
opportunity for Turkish exporters to meet new demands, Orakcioglu went on:
"The moment we have waited for has come. China will not be able to sell
sweaters and blouses to the EU until the end of 2005 as of today. The export
boom in the following months will not be a surprise for us. Orakcioglu disclosed
that since China had filled its quota, the orders and demands for Chinese
textiles will expectedly be directed to Turkey instead. Turkey is the EU's
second most important traditional supplier on not only category 5 but also on
all ready-to wear productions for many years. Saying that the expectation on the
continuity of Turkey's acceleration strengthened the sector's performance in the
first months of 2005, Orakcioglu estimated that Turkey may export $1 billion
worth of sweaters and blouses to EU countries by the end of the year. (Economy
News Desk/Zaman)
29.07.2005
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CILIEGIA, CHE BONTA'
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Successo
di un convegno a Bursa, sul tema di questo delizioso frutto, cui ha preso
parte l'Istituto di Fruttivicoltura dell'Università Cattolica di
Piacenza. Il simposio - organizzato dall'<International Society for
Horticultural Science> - ha visto la partecipazione di 300
persone tra docenti e ricercatori di oltre 30 Paesi del mondo. |
Intensa attività convegnistica per l'istituto di
Fruttiviticoltura dell'Università Cattolica di Piacenza che ha recentemente
partecipato con successo a due appuntamenti internazionali. Protagonisti dei
viaggi di lavoro (e relatori a questi simposi internazionali) il professor
Alessandro Roversi, docente di "Coltivazioni arboree", la dottoressa
Virginia Ughini e i borsisti Gianluca Malvicini e Dario Panelli. Bursa in
Turchia la meta del primo viaggio, dove il gruppo ha preso parte in
rappresentanza dell'Ateneo del Sacro Cuore al V Convegno internazionale sulla
cultura del ciliegio (Cherry Symposium). Convegno che - organizzato dall' <International Society for Horticultural Science> (Isha)
- ha visto la partecipazione di oltre 300 persone tra docenti e ricercatori
universitari di oltre 30 Paesi del mondo.
Oltre agli studiosi piacentini, poche le Università italiane partecipanti alla
manifestazione: l'ateneo di Bologna e quello di Bari, nonché l'istituto
sperimentale di Frutticoltura di Roma. Cinque i lavori sperimentali portati in
Turchia da Roversi e colleghi, attraverso i quali sono stati toccati molti i
temi fondamentali per la coltura: dalla biologia fiorale, all'influenza del
clima sulla fruttificazione, alla raccolta meccanica delle ciliegie da
industria, alla nutrizione minerale e al calcolo della quantità di concime da
somministrare annualmente al ciliegieto. Oltre alla presentazione delle ricerche
e alla discussione sui poster di contenuto scientifico presentati dai
partecipanti, il programma del simposio prevedeva anche visite tecniche a vivai,
frutteti e stabilimenti per la lavorazione e l'imballaggio delle ciliegie da
esportazione. Ma le scorse settimane hanno visto Roversi coinvolto in una altro
impegno di rilievo: un incontro frutticolo sul ciliegio che si è svolto a Bilje
in Slovenia, organizzato dal <Sadjaraski Center> (Centro di Sperimentazione,
Assistenza tecnica e di Divulgazione ai frutticoltori della Slovenia) al quale
hanno preso parte numerosi tecnici frutticoli e coltivatori di ciliegie. Il
docente piacentino ha tenuto due conferenze sulla nutrizione minerale e sulla
biologia fiorale del ciliegio e nella stessa occasione ha partecipato alla
mostra cerasicola con 40 differenti varietà di ciliegio, organizzata dal
Sadjaraski Center>, portandovi e illustrando le caratteristiche di dodici
campioni di ciliegie tipiche del piacentino (tra queste le varietà Flamengo,
Cuore, Bella del Soldato, Pavesi, Duroncina della Goccia, Amarena Piacentina e
Visciola), offerte per l'occasione dai frutticoltori di Villanova d'Arda. (Claudia
Molinari/LibertàOnline)
La ciliegia - come potete avere occasione di leggere nel link <Istanbul
Cafè> - fu portata in Europa (e più precisamente a Roma) da console Lucullo
che era governatore della zona di Trebisonda, oggi Trabzon.
29.07.2005
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MIGLIAIA DI PIASTRELLE
SEQUESTRATE DALLA GDF A RAVENNA
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Il
materiale proveniva dalla Turchia dove erano state prodotte e
commercializzate come "ceramiche di Sassuolo". Le indagini dei
militari. |
I militari della Guardia di Finanza di Ravenna, nell'ambito di controlli svolti
nella zona del porto, hanno sequestrato oltre 753mila piastrelle provenienti
dalla Turchia, dove sono state prodotte, e commercializzate con il marchio
"ceramiche di Sassuolo". L'operazione era iniziata lo scorso 13 luglio,
quando le Fiamme Gialle hanno fermato per un'ispezione ordinaria un camion che
trasportava oltre 40mila piastrelle etichettate come "Prodotto in Europa -
ceramiche di Sassuolo" e insospettiti per la particolare qualità del
prodotto rispetto al luogo di provenienza, hanno dato il via agli accertamenti.
(Adnkronos)
29.07.2005
|
COOPERAZIONE TRA
LE MARCHE E IL BACINO EGEO
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Siglato
un protocollo di collaborazione Università di Macerata/Izmir Ekonomi
Universitesi che ha come obiettivo i settori di ricerca e didattica ed è
centrato sull'agricoltura con ampie connessioni tra le discipline
economiche, giuridiche e tecnologico-agrarie. |
Un protocollo di
collaborazione tra l'Università di Macerata e la Izmir Ekonomi Universitesi
è stato siglato il mese scorso dal Preside della Facoltà di Scienze Politiche
dell'Università marchigiana, prof. Vitantonio Gioia e dal Preside della
Facoltà di Scienze dell'Amministrazione ed Economia dell'Universita egea,
Prof. Erhan Ada. L'accordo approvato dal Senato Accademico maceratese
costruisce un ponte con una dinamica e giovane realtà dell'universo
accademico smirniota, realtà collegata strettamente al sistema delle Camere di
Commercio dell'area egea, la seconda zona industriale del Paese e quella
maggiormente vocata ai rapporti con altre sponde del Mediterraneo.
Il protocollo fornisce strumenti per una ampia collaborazione nell'ambito dei
settori ricerca e didattica che prevedono, con ampia flessibilità, lo scambio
di docenti e ricercatori, la collaborazione su temi di ricerca e su programmi
europei, l'organizzazione congiunta di tavoli di lavoro e convegni bilaterali
su temi di Diritto europeo, Diritto agrario, Economia ambientale ed agro-industriale,
Relazioni commerciali ed industriali, Storia delle Istituzioni politiche.
Durante l'ultima visita in Turchia del ministro degli esteri, Gianfranco Fini,
sono state indicate alcune linee guida per rendere più visibile e fruibile lo
sviluppo dei rapporti italo-turchi. Occorre muoversi lungo le direttrici della
cultura, della ricerca scientifica e dell'ulteriore presenza delle Pmi
italiane, specialmente in aree del paese ancora relativamente poco conosciute,
come ad esempio l'Anatolia sud-orientale, la regione a ridosso del Mar Nero etc.
Lo sviluppo di relazioni universitarie in campo economico e scientifico va
proprio in questa direzione. L'accordo tra le Università del capoluogo egeo
- a breve si aggiungerà un ulteriore accordo con la Università statale Egea
- e le Università delle Marche è centrato sull'agricoltura con ampie
connessioni tra discipline economiche, giuridiche e delle tecnologie agrarie.
E' stato fortemente voluto dal Preside di Scienze Politiche all'Università
di Macerata, l'economista Vitantonio Gioia, e dal Prof. Francesco Adornato,
ordinario di Diritto agricolo comunitario ed internazionale.
In ottobre 2005 rappresentanti delle Università egee si recheranno a Macerata
per una cerimonia ufficiale in presenza delle Autorità politiche ed
accademiche, per tenere una serie di conferenze specialistiche e per esaminare
con i colleghi italiani i dettagli operativi degli accordi.
Tenuto conto dell'importanza strategica del comparto agro-alimentare turco, a
prescindere da quelli che potranno essere i destini più o meno ravvicinati
della Turchia in una Unione Europea carica dei suoi problemi, si è stabilito
congiuntamente di approntare in tempi brevi un volume dedicato all'agricoltura
turca, un vero e proprio "libro bianco" che permetta ai nostri esperti ed
operatori di conoscere in maniera circostanziata le specialità, le aree di
nicchia, le problematiche, i settori suscettibili di sviluppo e cooperazione del
non trascurabile comparto agricolo turco.
Tutto questo potrà anche servire a contrastare alcuni disegni - invero di
sapore mercantilistico - di alcuni paesi settentrionali dell'Unione che
vorrebbero stabilire un ponte preferenziale con la Turchia agricola, giungendo a
by-passare altri paesi europei del Mediterraneo, naturalmente valorizzando
l'ottima qualità dei prodotti turchi ed il basso costo della manodopera,
anche specializzata, nel settore. Non lo dico per voler aggiungere commenti
inutili ai dotti studi di crematistica riguardanti il futuro della Turchia: non
è limpida la posizione di chi da un lato le vuole sbarrare il passo in
direzione di una piena integrazione nella UE e dall'altro le predice un futuro
radioso al servizio di propri disegni strategico-economici.
E' verosimile che Turchia ed Italia abbiano tanto più da guadagnare nello
sviluppare sinergie con paesi affini, evitando accuratamente quei soggetti che,
procedendo in modo surrettizio nel delicato corridoio delle relazioni
internazionali, non mostrino principi orientativi a carattere distintamente
europeo, né in definitiva abbiano particolarmente a cuore la rinascita del
grande bacino economico mediterraneo a cui l'Italia è sicuramente
interessata. (Stefano Barocci,
esperto dell'Istituto italiano per l'Asia)
IL TESTO
_______________
Università degli Studi
di Macerata
Izmir University of Economics
Cooperation Agreement between Izmir University of Economics, Faculty of
Administrative Sciences and Economics in Izmir (Turkey) and Università degli
Studi in Macerata, Facoltà di Scienze Politiche, macerata (italia)
_________________
Whereas
the Faculty of Political Science of the Università degli Studi di Macerata has
started a series of educational and training activities in the region Marche on
agricultural, food-industrial and environmental matters, on innovation in Public
Administration and on industrial and commercial relations with other European
and Mediterranean countries;
Whereas
both Faculty of Political Science of the Università degli Studi in Macerata and
Faculty of Administrative Sciences and Economics of the Izmir University of
Economics in Izmir are strongly interested in broadening their communication
network and their scientific and educational exchange at national and
international level;
The
Dean of Faculty of Administrative Sciences and Economics of the Izmir University
of Economics in Izmir (Turkey) and the Dean of the Faculty of Political Science
of the Università degli Studi di Macerata (Italy) agree to establish
cooperative relationships in the areas of research and education, as follows:
Art.
1
The
two Faculties, as purpose of this academic agreement, aim at:
·
verifying the feasibility to initiate common research projects at
national or EC level on issues related especially to European Law, Law of
agriculture, Law of food-industrial and environmental economics, Industrial and
commercial relations and History of political Institutions,
·
arranging get-togethers on the above mentioned topics with the
participation of professors of the two Faculties through lectures, seminars,
meetings, workshops and conferences;
·
assessing the possibility of initiating a professor-exchange-program;
·
evaluating the possibility of implementation of educational credit system
for student exchange between Faculties;
·
studying the feasibility of organizing short and long term training
courses at both institutions. Short term involves the attendance of the staff in
courses, training and lectures in their own field of interest. The long-term
training may be established for the purpose of obtaining M. Sc. Or Ph. D.
degrees;
·
at reciprocally developing a collaboration in journals, reviews and
publications edited by the professors of the two Faculties within the above
mentioned topics.
Art.
2
The
invited party will cover international travel costs while the host party will
provide board and lodging during visits for seminars and academic meetings; for
joint projects the host party will grant adequate scholarship and laboratory
bench expenses during the stay. In case of students having a practical training
period board and lodging must be provided. The participants must be fluent in
either English or in the local language. No expenses will be refunded for
language courses. The exchange volume per year will be decided according to the
funds available to the host institution.
Art.
3
This
agreement will remain in effect for a period of five years. After the initial
five-year period this agreement may be renewed by mutual consent. Either party
reserves the right to terminate this agreement upon six months written notice to
the other.
Each party shall be responsible for assuring full compliance by its participants
with applicable laws and regulations, including insurance, of the respective
nations.
The host institution cannot be held responsible for any damage suffered of
caused by a visiting participant.
Nothing contained herein or in the activities conducted hereunder shall
constitute either party the agent, servant or employee of the other party and
each party shall be fully and solely responsible for its own actions and
obligations.
This agreement shall take effect on the date indicated below and in witness
whereof, the parties hereto have offered their signatures.
Two original copies of this agreement have been signed and each party took one.
Macerata, June the 22nd, 2005
Prof.
Dr. Erhan ADA
Prof. Vitantonio Gioia
Dean
Dean
Faculty of Administrative Sciences
Faculty of Political Sciences
and Economics
Università degli Studi
Izmir University of
Economics
Macerata, Italy
Balçova-Izmir,
Turkey
29.07.2005
|
L'UNIVERSITA'
DEL SANNIO VOLA AD ISTANBUL
|
Firmati
gli accordi con due prestigiosi atenei ella metropoli turca: la <Teknik
Universitesi> e la <Marmara Universitesi>. Contestualmente ha
preso l'avvio il primo corso di Lingua e Cultura Italiana.
|
Firmati gli accordi di collaborazione tra l'Università degli
Studi del Sannio e due prestigiose Università di Istanbul: la <Teknik Universitesi> e la
<Marmara Universitesi>. Il rettore, prof.
Aniello Cimitile, ha proceduto alla firma, con il rettore della <Università Tecnica -
TU>, prof. H. Faruk Karadogan in
un clima di grande serenità ed amicizia.
In precedenza il rettore dell'Università del Sannio, aveva
incontrato il prof. Tunc Erem rettore della < Marmara Universitesi> per
la firma dell'accordo di collaborazione. Tali protocolli
d'intesa , tra l'altro, prevedono lo scambio di docenti e
studenti e lavoro di ricerca su progetti comuni di avanguardia in
settori specifici.
Erano presenti tutti gli altri componenti del team dell'Università
del Sannio: il pro-rRettore prof. Filippo Bencardino, il prof.
Pasquale Daponte , delegato alle relazioni internazionali, i prof.ri
Erricoberto Pepicelli, Elena Intorcia e Luigi Troiano. Ha
presenziato anche il dDirettore dell'Istituto Italiano di Cultura
ad Istanbul, Silvio Marchetti, delegato dell'Ambasciatore
d'Italia in Turchia, Carlo Marsili.
Contestualmente agli accordi ha avuto inizio il primo corso di Lingua e Cultura
Italiana presso la <Teknik Universitesi>, organizzato dai prof.ri
Daponte e Pepicelli e condotto dallo stesso Pepicelli e dalla
prof.ssa Elena Intorcia. E' stato, praticamente, implementato il
modulo ormai collaudato che da tre anni riscuote notevoli successi
presso l'<Università Tecnica di Kosice> in Slovacchia. Tale corso
si pone come sostegno all'accordo di collaborazione tra le due
Università
Naturalmente grande successo di partecipazione: erano stati
ben 150 gli studenti interessati alla frequenza di tale corso; ne
sono stati ammessi 45, suddivisi in due livelli: principiante e
elementare. Il corso è durato due settimane. La seconda di queste è stata condotta dalla prof.ssa
Anna Maria De Bartolo dell'Università della Calabria. Anche con
quest'ultima è stato firmato un accordo di
collaborazione. Grande disponibilità è stata dimostrata dalle
autorità accademiche ed, in particolare, da parte della
responsabile dei rapporti internazioni prof.ssa Lerzan Ozkale che ha
partecipato, unitamente al Direttore dell'Istituto Italiano di
Cultura di Istanbul, alla cerimonia ufficiale per la consegna degli
attestati di frequenza con profitto.
L'Ambasciatore d'Italia in Turchia ha concesso " con
piacere" il patrocinio dell'Ambasciata al corso in questione.
Il Rettore prof. Cimitile aveva incontrato gli studenti in un clima
di grande serenità e per essi aveva avuto parole di elogio e di
incoraggiamento a proseguire sulla strada dell'acquisizione della
conoscenza, in una prospettiva di crescita individuale e collettiva.
Con l'occasione li aveva anche invitati a venire nella nostra
Università tramite il programma Socrates -Erasmus.
Tutta la documentazione fotografica sarà disponibile a breve su un
apposito link dell'Università del Sannio, insieme a quella
relativa ai corsi di Lingua e Cultura Italiana che si tengono a
Kosice (Repubblica Slovacca) dal 2003. (University.it)
29.07.2005
|
TURISMO ECOLOGICO PER
STUDENTI DI TREDICI PAESI
|
Una
vacanza tutta particolare quella di un gruppo di ragazzi nel distretto di
Egirdir il cui compito è quello di raccogliere rifiuti. |
A group of 13 students from seven
countries are participating in garbage collecting tours held in Isparta's Eğirdir
district. A private tour organizer is organizing the tours within the framework
of "International Volunteers Camp."
According to Anatolia news agency, students from foreign countries have been
visiting the district recently in order to participate in various activities
held by the municipality in collaboration with a tourism operator.
Eğirdir Mayor Ömer Şengöl said that those students who visited their
district the previous year participated in road construction and that another
group took part in the construction of a zoo in the district.
Şengöl said that this year's group consisted of students from Canada,
Norway, U.S., Germany, Korea, Belgium, and Thailand.
"Students, while registering for the tour, make their applications in
order to participate in garbage collecting activities. They pay 200 euros to
come here. We, as the municipality, provide them accommodation and food during
their visit," Şengöl added.
Şengöl underlined that foreign students were working together with local
students in the projects and said, "They both get to know the district, and
make friends with their Turkish counterparts."
The residents of the district also show great interest in the students who are
trying to enhance their environment. (Turkish Daily
News)
29.07.2005
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ARCHITETTURA
ITALIANA ED ARCHITETTI ALLA TOPHANE-I AMIRE
|
Mai
come in questo momento l'attenzione per questa specifica cultura è sotto
i riflettori della Turchia. Una mostra di ampio respiro che ha visto
raccolto tutto il ghota di esperti grazie anche agli sforzi del nostro
Istituto ad Istanbul. |
Il XXII congresso dell'Uia (Unione
internazionale degli architetti) si è appena concluso, ma l'architettura
italiana è ancora protagonista sulle rive del Bosforo.
Merito della mostra "Dal futurismo al futuro possibile nell'architettura
italiana contemporanea", inaugurata in uno dei luoghi più
affascinanti di Istanbul, Tophane-i Amire, gli splendidi spazi della fabbrica di
cannoni costruita da Mimar Koca Sinan, l'architetto cinquecentesco considerato
il Michelangelo turco.
 Una sorta di basilica proto-industriale con merli e comignoli che accoglie
l'allestimento di Gae
Aulenti della mostra curata da un comitato scientifico presieduto da Franco
Purini e composto tra gli altri da Livio
Sacchi (entrambi presenti a Istanbul).
L'esposizione è ambasciatrice dell'architettura contemporanea italiana nel
mondo. Allestita per la prima volta nel 2002 in Giappone presso il <Tokyo Design
Center> attraverso la fondazione "Italia in Giappone", è poi sbarcata a Kobe,
Caracas, Kuala Lumpur,in Australia e, in Europa, a Oslo, Reykjavik e Bruxelles e
sarà presto a Città del Messico. L'impianto della mostra ha subito pochi
ritocchi: 65 pannelli con altrettanti progetti dal 1990 ai giorni nostri in cui
c'è tutta l'architettura italiana. I 65 progetti sono suddivisi in nove
sezioni: dalle residenze (come Casa Wolf in Colorado, di Ettore
Sottsass) agli edifici del sapere (il Polo universitario a Porta Tufi,
Siena, di Natalini
architetti), dai luoghi di lavoro (la sede iGuzzini a Recanati di Mario
Cucinella) ai teatri (uno per tutti: gli Arcimboldi di Gregotti
a Milano), da musei e centri culturali (uno dei capolavori di Renzo
Piano: il centro culturale canaco a Noumèa, in Nuova Caledonia) alle chiese
(San Giovanni Battista a Desio, di Gabetti&Isola),
passando per piazze, percorsi pedonali, grattacieli, complessi sportivi e
restauri dell'antico.
Alla struttura portante della mostra si affiancano un filmato sul paesaggio
italiano e i plastici di alcuni progetti e produzioni più recenti, ciò che
trasforma la mostra in un work in progress. E a legare il futuro all'immediato
passato, tempere, scritti autografi e altre testimonianze dei maestri del
Novecento italiano, da Adalberto Libera a Antonio Sant'Elia, da Pier Luigi Nervi
a Giuseppe Terragni, da Carlo Scarpa a Aldo Rossi.
A Istanbul c'è grande attenzione per la cultura italiana, come garantisce il
direttore dell'Istituto Italiano di Cultura Silvio Marchetti, per iniziativa del
quale la mostra è giunta nella metropoli turca. E ancor di più c'è attenzione
per l'architettura italiana: l'inaugurazione della mostra è stata
affollatissima ed è stata definita dal presidente dell'Uia il miglior evento
collaterale del congresso. Una dimostrazione di come l'Italia, almeno in campo
culturale, potrebbe ambire a un ruolo egemone nel bacino del Mediterraneo. (Andrea
Cuomo/Il Giornale)
29.07.2005
|
PICASSO
RITROVATO A MERSIN: MA E' AUTENTICO?
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Confiscato
dalla polizia turca un dipinto che sembra opera del pittore spagnolo. Si
tratta di un ritratto, datato 1940, dal titolo "Donna nuda che orna i
suoi capelli". Il museo di Ankara ora dovrà accertare se è
veramente da attribuire al grande Pablo. |
The Turkish
gendarme confiscated a painting, claimed to be painted by famous painter Pablo
Picasso in Mersin, a Mediterranean coastal city.
Mersin Gendarme squad following a lead confiscated the painting called
"Nude Dressing Her Hair" on Friday at a vacation facility in Davultepe
town.
A detailed investigation revealed the work, painted on 6 July 1940 and measuring
130×97cm, was smuggled from Kuwait to Iraq and into Turkey. There was also a
mark of a seal behind the painting which read that it belongs to Kuwait
government. The painting will be sent to Ankara Museums Head Office in order to
ascertain whether it is real or not and its value will be estimated. The
investigation is still under progress. (Cihan/Zaman)
29.07.2005
|
PROGETTO
ILISU
|
Se
andasse in porto quello di un consorzio cui fa parte la società austriaca
<Va Tech>, verrebbe a scomparire sotto le acque del Tigri l'antico
sito di Hasankeyf di grande rilevanza storica. Tra le perdite più
consistenti la moschea del
sultano Solimano, il cui minareto è una delle più spettacolari testimonianze
dell'architettura ayyubide di inizio XV secolo; la tomba cilindrica di Zeynel
Bey, raro esempio dello stile architettonico dell'Asia centrale; e la tomba
dell'Imam Abdullah, un luogo di culto visitato ogni anno da circa 30mila sciiti. |
Nonostante l'apparente successo di una
campagna internazionale lanciata nel 2002 per la sua sospensione e le numerose
promesse da parte del Governo turco, è ripartito il progetto per la costruzione
di una imponente diga sul fiume Tigri, nel sud-est della Turchia, la cui
realizzazione minaccia di sommergere Hasankeyf, sito di grande rilevanza
storica. Occupata nei secoli da nove grandi civiltà, dagli assiri agli
ottomani, Hasankeyf fu un importante crocevia tra Occidente e Oriente. La volontà
di proseguire il progetto sembra rientrare nell'ottica del possibile accesso del
paese all'Unione europea.
La diga di Ilisu, parte del più grande Progetto Anatolia che prevede la
realizzazione di una serie di impianti idroelettrici e dighe, è oggetto di
controversie, dovute in gran parte alla sua collocazione nella regione
sud-orientale della Turchia, a maggioranza curda. Recentemente pare sia stato
costituito un nuovo consorzio per la costruzione della diga, che comprenderebbe
anche la società austriaca <Va Tech>, al momento oggetto di un'offerta pubblica
di acquisto da parte della <Siemens>. Se la diga dovesse essere realizzata,
l'intero sito verrebbe sommerso con la sola eccezione della cittadella,
arroccata in cima a un'altura. Tra le perdite più consistenti, la moschea del
sultano Solimano, il cui minareto è una delle più spettacolari testimonianze
dell'architettura ayyubide di inizio XV secolo; la tomba cilindrica di Zeynel
Bey, raro esempio dello stile architettonico dell'Asia centrale; e la tomba
dell'Imam Abdullah, un luogo di culto visitato ogni anno da circa 30mila sciiti.
L'intervento di recupero archeologico, spesso di appena un mese all'anno, prese
il via nel 1998 sotto la direzione del <Centre for Research and Assessment of the
Historic Environment> (Taçdam), con studiosi di diverse università e istituti
di ricerca internazionali. Nel 2003, il primo ministro Atilla Koç collocò il
sito archeologico tra quelli degni di restauro e di nuove iniziative turistiche.
Tuttavia, secondo un rapporto del 2005 di Maggie Ronyane dell'Univerisità
Nazionale irlandese di Galway e del Progetto per i diritti umani dei curdi,
alcuni enti governativi, come quello che si occupa delle opere idrauliche, hanno
confermato la ripresa dei progetti per la costruzione della diga. Secondo un
ricercatore del Taçdam, le operazioni di salvataggio del sito devono ancora
cominciare a causa di "controversie burocratiche" con il Governo turco, ma
esistono dei progetti per smantellare e ricollocare alcuni dei principali
edifici di Hasankeyf su un'isola al centro del bacino della diga,
trasformandoli, dopo il restauro, in musei a cielo aperto. (Lucian Harris/Il
Giornale dell'Arte)
29.07.2005
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LA
DESERTIFICAZIONE MINACCIA LA NOSTRA TERRA
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Circa
24.000 villaggi, 1.400 di ferrovia, 30.000 km di strade, 50.000 di canali
sono sotto una costante minaccia. L'allarme lanciato dalla Fondazione
turca per la lotta all'erosione del suolo (Tema). |
About 24,000
villages, 1,400 km railroad, 30,000 km vehicle road, 50,000 km water canal are
under a constant treat of desertification.The Turkish Foundation for Combating
Soil Erosion (Tema) International Relations Director Murat Ermis defined
desertification as the gradual loss of soil fertility, increases in the rate of
the greenhouse effect due to climate changes and irrigation by people in areas
receiving less rain.
The Director observed that over 250 million people in the world are directly
affected by desertification and one third of the world surface is under the
threat of desertification. Ermis further said that about 135 million people are
forced to migrate for this reason. (Zaman)
29.07.2005
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TURISTI SEMPRE DI PIU'
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Aumento
degli Italiani in Turchia. I dati dell'Ufficio Cultura ed Informazione di
Milano. Gli arrivi internazionale e quelli dell'UE. |
Sono aumentati del 44.4%
rispetto al 2004, nel primo trimestre 2005, gli arrivi in Turchia dall'Italia. E' stato rilevato
dall'Ufficio Cultura e Informazione dell'ambasciata turca di Milano, sulla base dei dati del
ministero del Turismo turco. Il flusso di turisti italiani ha superato i 155mila
arrivi. Quest'anno, nel solo mese di giugno, gli arrivi dall'Italia sono stati oltre 56mila
(+28.04%).
In generale, da gennaio a giugno scorsi, gli arrivi internazionali sono stati
8.5 mln circa (+27.22% rispetto allo stesso periodo del 2004). Per quanto riguarda gli ingressi dei turisti
provenienti dall'UE sono stati 1.2 mln circa (+21,06% rispetto al 2004). (Adnkronos)
29.07.2005
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ESTATE DA
VERI NABABBI SUI CAICCHI
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La
classica imbarcazione turca, meglio nota con il nome di gulet, e che fa
tendenza sulle coste del Mar Egeo e del Mar Mediterraneo, dirige adesso
verso l'arcipelago toscano. Naturalmente i prezzi per una crociera non sono
quelli che si praticano in Turchia, ma diamine! perché non togliersi
questo sfizio specie se la cucina è buona e la natura è incantevole. |
Fa rotta sull'arcipelago toscano,
direttamente dalle coste turche, l'antica imbarcazione dei pescatori
divenuta oggi una lussuosa barca da crociera. Il caicco. La moda di questi robusti scafi in legno di pino, dove
è possibile fare una crociera all'insegna della comodità e del dolce far niente, ha
debuttato alla grande tra le isole toscane, dal Giglio all'Elba, veleggiando verso la Corsica.
I caicchi turchi, romantici come antichi velieri, ma comodi come yacht vengono scelti ogni anno da migliaia di turisti amanti degli
approdi spettacolari. Ed ecco che il viaggio in gulet, come lo
chiamano ancora i marinai turchi, diventa in Italia una vero e proprio
tormentone dell'estate. Sono moltissimi infatti gli italiani che vorrebbero trascorrere una romantica crociera da
pascià a bordo del caicco, come fino a poco tempo fa facevano solo i turisti che andavano
fino in Turchia per ammirare bellezze archeologiche e spiagge da sogno, tra storia e mito. E ora il loro sogno
è a portata di mano e neanche a prezzi esorbitanti.
Ma quali sono le caratteristiche di questi barconi a cui il boom delle crociere ha regalato una nuova giovinezza? La loro lunghezza
varia dai 15 ai 25 metri ed offrono da tre ad otto confortevoli cabine
doppie con bagno privato. A prua e nella tuga sono presenti ampie zone
prendisole, e a poppa un'ampia dinette, utilizzata per la colazione
e il pranzo. L'equipaggio del caicco è di solito composto da un minimo di due a un massimo di 4 persone: comandante, skipper, cuoco e
marinai. Una buona navigazione, un'ottima cucina e una natura incantevole sono gli ingredienti della crociera sull'antica barca dei
pescatori.
Un viaggio da nababbi in cabine extralusso e suite. Ecco com'è il viaggio di chi decide di passare le vacanze a
bordo di un caicco, o gulet. Quella di poppa e quella di prua sono
vere e proprie suite da 4 metri per quattro, con uno spazioso bagno incamera dotato di doccia e aria condizionata. Le cabine armatoriali
dispongono anche di frigobar e divani in pelle. La cabina armatoriale
di poppa di solito ha ampie vetrate sul mare, le altre cabine sono situate nel corridoio, anche queste climatizzate e con bagno e doccia
in camera, circa 2 metri per due, escluso il bagno.
Ogni cabina dispone di un terzo letto, gli interni delle suite sono di solito in mogano e pelle, come del resto le cabine del
corridoio. Queste ultime dispongono di una cuccetta, e che cuccetta,
visto che il suo standard è di 80 cm x 2 metri, e sono sistemate sopra il letto matrimoniale con un sistema a binario estraibile. Vistala grandezza delle suite su richiesta si
può fornire anche un letto chiudibile. Una vera reggia racchiusa in poco
più di 20 metri.
Neanche il cibo lascia a desiderare in caicco. Chi viaggia a bordo di queste
imbarcazioni da crociera usufruisce del servizio di pensione completa. Si parte da una ricca colazione,
importante per iniziare la giornata in mare. Il pranzo e la cena sono
a base dei piatti caratteristici della cucina turca: dal pollo alla verdura fresca, dal pesce alla frutta fresca.
Cibi sfiziosi ma leggeri per chi vuole passare una giornata tra bagni e sole. Un momento
considerato di rito per gli appassionati dei viaggi in caicco, è il the delle cinque, accompagnato da biscotti e
pasticcini. Per i più romantici, sono consigliate le cene consumate a
poppa sotto le stelle, ancorati in una baia ben riparata per trascorrervi la notte. Durante il giorno inoltre, vengono serviti in
quantità industriale, visto che si viaggia sotto il sole, bevande calde o fredde e per lo
più analcoliche.
Gli itinerari delle crociere in caicco lungo i mille chilometri della costa turca, restano comunque i
più ambiti. A partire dalla costa Cariana che comincia da Kusadasi, a nord, colpita
al cuore pochi giorni fa da un attacco terroristico, e continua fino a
Marmaris passando per Bodrum, il principale porto d'imbraco della costa Egea che offre il piacere dello shopping nel suo bazaar tra i
numerosi negozi dove si vendono preziose lavorazioni in argento, gioielli e tappeti Kilim. Bodrum, conosciuta anticamente col nome di
Alicarnasso, fa rivivere al visitatore il mito della patria di Erodoto. E' una
città che pullula di gallerie d'arte, taverne e locali alla moda: bohemienne
di giorno e disco-music di notte.
Sulla costa Cariana si possono visitare le città archeologiche di Efeso, Mileto, Didimo e Iassos. La costa Licia, invece, inizia a
sud di Marmaris ed arriva fino a Antalya. Le città antiche che si possono visitare in questo tratto sono molte. A partire da Caunos, la
città che si ammira risalendo il fiume Dalyan, con le sue tombe imperiali. La perla di questa costa
è certamente Efeso, la città che ha saputo proteggere la sua architettura dedicata alla Dea Artemide.
Il suo grande tempio, piùvolte ricostruito, appartiene, nella sua ultima forma, al III sec. a.C. ed era considerato come una delle sette
meraviglie del mondo antico. Tra le rovine, il visitatore ne ammirerà
il teatro, il ginnasio, i bagni, l'agorà e la biblioteca di Celso.
Bordeggiando in direzione sud, spesso in compagnia di amichevoli delfini, si giunge al golfo di Fethiye, ampio, verde, dove
è un piacere navigare di isola in isola alla ricerca di spiaggette segrete
per un tuffo in solitudine.
Tra 450 e i 500 euro a persona in pensione completa. E' questo il prezzo da pagare se si vuole passare una
settimana a bordo del caicco, con una crociera organizzata. Il prezzo
sale se si vuole noleggiare un caicco senza equipaggio: si va dai 600
euro al giorno della bassa stagione ai 1600 dell'alta stagione. Il viaggio in caicco
più costoso è quello per gli amanti delle immersioni. In questo caso, comprendendo nel prezzo i pacchetti
diving, fatti di 2 immersioni giornaliere, l'istruttore e le bombole,
si va da un minimo di 3.000 a un massimo di 9.000.
Per chi opta per la vacanza in caicco associata alle immersioni,il luogo
più adatto lungo le coste turche è Antalya. Qui è possibile, per gruppi precostituiti di minimo 8 persone, abbandonarsi
a una crociera speciale lungo la costa mediterranea. Durante la settimana di navigazione vengono effettuate due immersioni giornaliere- alla presenza di un istruttore qualificato - per un totale di 10
immersioni settimanali, nelle zone di Kemer e Kekova. L'attrezzatura
(bombole, pesi, e altro) è inclusa nel prezzo del pacchetto diving
che sarà di euro 220,00, a cui verrà aggiunto il prezzo del noleggio del caicco.
Il caicco degli antichi pescatori turchi approda anche in Italia. E Tom Cruise, sbarcato la scorsa settimana sulle
coste pugliesi a bordo del <Pura Vida>, un caicco il legno di 26 metri
dotato di 5 cabine, 5 bagni e 10 posti letto, ne ha fatto un vero e proprio tormentone dell'estate. Naturalmente l'attore, che voleva
passare una settimana speciale con la sua neo fidanzata Katie Holmes,
è stato disposto a pagare 15.000 al proprietario italiano del gulet.
Gli itinerari, per chi decide di passare una vacanza in caicco, pur restando in Italia sono piu' limitati rispetto ai mille chilometri
di costa turchi. Ad esempio, c'è il percorso che parte da Portoferraio, all'isola d'Elba e attraversa le isole dell'Arcipelago
toscano: dal Giglio a Capraia, dall'Argentario, fino alle coste della
Corsica settentrionale. I prezzi a persona sono molto più alti di quelli delle crociere in Turchia: si va dai 750 euro a persona
(pensione completa) in bassa stagione, ai 1.150 se si scelgono i mesi
di luglio e agosto. (Adnkronos)
29.07.2005
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SOLDATI ROMANI DALL'ANATOLIA
ALLA LONTANA CINA
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La
chiamano la legione fantasma. Faceva parte della spedizione del triunviro
Licinio Crasso sconfitto dai Parti a Carres (oggi Harran) e trasferita a
nord dell'Afghanistan dove alcuni superstiti furono poi catturati
dall'esercito dell'imperatore cinese Gan Yanshou, Secondo lo storico Bau
Gau avrebbero fondato la città di Liqian di cui oggi non resta che un
villaggio. |
 I soldati di una legione fantasma,
di cui nel mondo antico non si seppe più nulla dopo una spedizione in Oriente, fondarono l' unico centro romano presente
in Cina, ossia la città di Liqian, sito archeologico della provincia orientale di Gansu
pressoché sconosciuto benché visitato ogni anno da centinaia di turisti.
A parlare della scoperta della città e delle sorti dei legionari dispersi è il periodico
<Archeologia Viva> con un servizio nel numero in edicola. La legione scomparsa era al
comando di Licinio Grasso, triumviro al pari di Cesare e Pompeo, che avviò una campagna militare contro i Parti in Turchia
durante la quale il suo esercito fu sgominato davanti a Carres, l'attuale Harran,
e lui stesso venne decapitato. Plinio racconta che i sopravvissuti caddero tutti
prigionieri e furono trasferiti dai Parti in una regione al nord dell' attuale Afghanistan. Tuttavia, quando nel 20
a.C. Romani e Parti firmarono la pace e si accordarono per la restituzione dei
prigionieri di Carres, i superstiti della sfortunata legione erano spariti nel nulla. Da questo momento l'esercito-fantasma
costituì un mistero per il mondo romano.
Molto più tardi vi avrebbe dato risposta Bau Gau, un cronista dell' impero Han, la seconda dinastia cinese (206-220
d.C.). Secondo Bau Gau quegli stessi prigionieri vennero sconfitti nel 36 a.C, in battaglia dal
grande condottiero cinese Gan Yanshou , il quale si scontrò e vinse contro uno strano contingente dove i
soldati erano disposti nella formazione tipica delle legioni romane a lisca di
pesce. Sconfitti, circa 1.500 di questi "stranieri" vennero deportati in Cina
dall'imperatore per difendere la strategica provincia orientale di Gansu ora facente capo alla
città di Yongchang. E' qui che i superstiti della legione romana fondarono
Liqian, nome con cui in Cina ancora si indica la romanità.
Oggi, della prima città romana della Cina rimangono qualche frammento di ceramica e muretti difensivi risalenti alla
dinastia Han. Tuttavia nei racconti della gente quella storia è ancora vicina e i visitatori del sito romano sono ogni anno
più numerosi. Una anziana del villaggio (appena trecento anime) non nasconde un
certo orgoglio delle sue supposte origine romane e descrive i ragazzi del luogo
"alti come stranieri con i capelli ricci e gli occhi chiari".(Archeologia
viva))
29.07.2005
|
TOMBA TRACIA SCOPERTA IN
BULGARIA
|
E'
la più ricca degli ultimi cento anni. Ritrovato l'anello di un re sepolto
assieme al suo cane e ai suoi cavalli. |
La tomba di un re della Tracia,
costruita in maniera insolita e piena di oggetti d'oro e d'argento, è stata scoperta nella regione di Elkhovo,
a sud-est della Bulgaria. Lo ha annunciato il direttore del museo storico nazionale, Bojidar Dimitrov.
''Questa tomba non assomiglia ai mausolei rettangolari o a cupola che conoscevamo dei Traci.
E' un'enorme buca coperta di legno simile alla tombe degli Sciti di Russia o del sud
dell'Ucraina'', ha spiegato. Il responsabile dell'equipe archeologica, Daniela Agre, ritiene che si tratti della tomba
dei Traci più ricca scoperta negli ultimi 100 anni. La tomba risale al IV secolo avanti Cristo.
L'equipe archeologica ha scoperto l'anello in oro del re che è stato sepolto insieme al suo cane e ai suoi due cavalli.
Trovati inoltre una corona d'oro, ginocchiere in argento, pezzi di un'armatura, finimenti dei cavalli e numerosi recipienti in
oro, argento e bronzo.
I Traci hanno abitato dal IV millennio a.C al III secolo d.C. il territorio delle attuali Bulgaria e Macedonia, il sud della
Romania, il nord della Grecia e della Turchia e il sud-ovest dell'Ucraina. Prevalentemente dediti all'agricoltura e
all'allevamento, restano famosi per la produzione di oggetti in oro. (Ansa-Afp)
29.07.2005
|
TEATRI
DI TUTTO IL MONDO AD ISTANBUL
|
Incomincia
il 6 agosto prossimo il secondo Festival internazionale. |
The 2nd
International Istanbul-Mekan Theater Festival Begins on August 6.
The opening will be held at Dolmabahce Palace the historical Galata Bridge,
Yerebatan Cistern and Rumeli Castle. The Harbiye Open Air Theater
will host the festival in which Albania, Bosnia and Herzegovina, Chuvasia,
Denmark, Palestine, Finland, Macedonia, Norway, Uzbekistan, Bashkirdistan, Syria,
Tunisia, Canada, and Lebanon will part and films can be seen free of charge. (Culture
& Arts News)
29.07.2005
|
HOLLYWOOD
CAMBIA
|
Gli
spettatori d'oltreoceano si sono stancati degli eroi
stereotipati made in Usa e così adesso guardano ai
film che in Turchia si ispiravano alle più famose pellicole
americane su superman ed altri protagonisti. |
American movie
fans bored with stereotypic Hollywood films have now turned their eyes to
Turkish versions of US films.
The US press said the summer of 2005 has been long and boring for movie
audiences; therefore, they might turn to Turkish films to entertain themselves.
US newspaper the New York Daily News wrote that the recent trend was Turkish
versions of US films. "Let's face it, Hollywood is mired in a summer-long
slump. American blockbusters have become bloated and soulless, bereft of fun.
But all is not lost, movie lovers. If 'Batman Begins' or 'The Fantastic Four'
didn't do it for you, walk down to your local alternative-video store and rent 'Turkish
Superman', noted the newspaper. Currently, there are at least 10 Turkish
versions of American movies available in the US. These include Cinderella and
Jaws. Films like "Turist Omer Uzayda" (Tourist Omar in Space), "Dunyayi
Kurtaran Adam" (The Man Who Saved The World) and "Badi" referred
to as the Turkish Spider-Man, Turkish Superman and Turkish E.T. The New York
Daily News also said Turkish directors remade Turkish versions of popular
Hollywood movies from the late '70s to early '80s. (Culture
& Arts News)
29.07.2005
|
IL RINNOVAMENTO
DI UN ARTISTA: ANGELO DE BONI
|
Il
pittore esporrà ad Istanbul presso la Biennale internazionale
di Grameen dal 1 al 30 novembre. |
Angelo De Boni nasce a
Limbiate (MI) nel 1955. Dal 1970 al 1975 frequenta l'Istituto
Statale d'Arte di Monza, dove apprende da maestri insegnanti quali
Nanni Valentini e Marco Mirzan, l'arte del disegno, della grafica,
del colore. Diviene Maestro d'Arte e poi si diploma in Arti
Applicate, col massimo dei voti. Frequenta, nel contempo, un corso
di disegno dal vero presso l'Accademia di Brera in Milano. Nel 1976
si è iscritto al Politecnico di Milano alla facoltà di
Architettura. Abitualmente passa i pomeriggi presso il laboratorio
di Valentini apprendendo l'arte del disegno applicato alla scultura
in ceramica. Poi frequenta il laboratorio di Ojer, dove apprende il
disegno applicato al modellismo. Affascinato dal teatro coglie una
opportunità collaborando nell'allestimento di diverse scenografie
per compagnie teatrali di fama nazionale, mettendo poi quanto
appreso a disposizione di compagnie teatrali minori. Dal 1978
osserva un lungo periodo di riflessione.
Si limita a visitare mostre, prendere appunti, osservare le nuove
correnti artistiche. Rinnova i suoi studi artistici ripartendo da
Picasso ai giorni nostri. Guarda con attenzione il mondo esteriore,
ed arricchisce le proprie esperienze di nuovi viaggi. Dal
nord-africa al sud-america, tutto diventa opportunità per
emozionarsi e memorizzare l'intensità dell'emozione. Nel 2000
ritorna a dipingere e diviene fautore della corrente artistica che
denomina Netxt-Art. De Boni ha anche ricoperto il ruolo di National
Manager di <Sos Art Italy>, per la <Sos Art International>. Attualmente,
oltre a dipingere, collabora col periodico trimestrale <Arte-Incontro>
della libreria Bocca di Milano, scrivendo articoli nella sua rubrica
<Carpe Diem>. Angelo De Boni vive e lavora a Cusano Milanino (Milano).
(www.next-photo.com)
29.07.2005
|
IN GARA PER
LA COPPA UEFA
|
Cinque
le candidature presentate per il campionato europeo 2012. Tra queste è
presente anche la Turchia: Le altre sono Croazia/Ungheria, Grecia, Italia,
Polonia/Ucraina. |
La Uefa ha
annunciato le cinque candidature presentati entro la data di scadenza per l'organizzazione del Campionato Europeo
Uefa 2012.
Le nazioni candidate
Le Federcalcio di Croazia/Ungheria (candidatura congiunta), Grecia, Italia,
Polonia/Ucraina (candidatura congiunta) e Turchia hanno rispettato i termini di
consegna dei dossier di candidatura. Russia, Romania e Azerbaigian, che avevano
precedentemente manifestato interesse, hanno invece rinunciato.
Valutazione accurata
"La Uefa è entusiasta dell'interesse manifestato verso uno degli eventi
sportivi più importanti del mondo. Ora verrà avviata un'accurata procedura
di valutazione" ha dichiarato l'organo di governo del calcio europeo.
Decisione a dicembre 2006
Il 7 novembre 2005, il comitato esecutivo UefaA ridurrà a tre il numero delle
nazioni candidate. La decisione finale verrà comunicata a dicembre 2006. (Uefa.com)
29.07.2005
|
COULTHARD
MULTATO
|
Il
pilota della <Red Bull> era stato sorpreso ad attraversare uno dei
due ponti sul Bosforo utilizzando una corsia vietata. Un'ammenda di 25
dollari poi condonata. |
Il pilota della <Red
Bull>, David Coulthard, è stato multato perché sorpreso ad attraversare con
la sua F1 uno dei due ponti sul Bosforo ad Istanbul utilizzando una corsia riservata ai veicoli con passaggio elettronico pre-pagato, come
riferisce l'agenzia <Dogan>. Le telecamere installate sul ponte hanno, infatti, mostrato il pilota britannico circolare sulla corsia
preferenziale lo scorso 17 Luglio. La multa elevata al pilota scozzese è stata di 33 lire turche, pari a circa 25 dollari, ed
è stata automaticamente registrata.
Peccato che il passaggio della monoposto di Formula Uno sul ponte che collega l'Europa con l'Asia era solo promozionale. La
vettura di F1, ovviamente, non aveva la targa, e al momento del passaggio di Coulthard il ponte era chiuso al traffico dalla polizia,
visto che il pilota della <Red Bull> stava promovendo il primo Gran Premio di Formula 1 della storia in Turchia, che si
terrà ad agosto ad Istanbul. I proprietari della <Red Bull> si sarebbero offerti anche
di pagare la multa, ma il dipartimento stradale turco ha deciso di annullare la sanzione.
(Adnkronos)
29.07.2005
|
RINUNCIA, MA A
MALINCUORE
|
La
Turchia ha fatto sapere di non avere più alcuna intenzione di
candidarsi alle Olimpiadi invernali del 2014. Sembra - così
è stato spiegato - per "lacune organizzative". |
La
Turchia rinuncia a candidarsi a ospitare le Olimpiadi invernali del
2014. Lo ha annunciato Togay Bayatli, presidente del Comitato
olimpico turco, sottolineando le ampie lacune organizzative.
"In questo momento - ha detto Bayatli - solo il ministro della
Cultura e quello del Turismo stanno lavorando sul progetto. Non è
loro competenza. Inoltre non c'è niente a parte le strutture
sciistiche, che non sono abbastanza". Il Cio sceglierà la città
ospitante nel luglio 2007. A oggi le candidate sono Pyeongchang
(Corea del Sud), Salisburgo (Austria), Sofia (Bulgaria), Sochi
(Russia), Oestersund (Svezia) e Bakuriani (Georgia). (Ap)
29.07.2005
|
AD UNO
SVIZZERO IL GIRO DELLA CAPPADOCIA
|
Christof
Bischof, del <Team Koba> si è aggiudicato due gare su tre. |
Lo
svizzero Christof Bischof, del <Team Koba>, ha vinto la gara
internazionale a tappe della Cappadocia, disputata in Turchia.
La gara, una internazionale Uci D2 si svolgeva nell'arco di tre
giorni e consisteva di una prova a cronometro, una Marathon ed alla
fine un Cross Country. Bischof, dopo avere ocncluso al 3° posto la
crono, ha poi vinto sia la marathon che l'XC, garantendosi in
questo modo il successo finale. |
Classifica
crono 1° giorno
1. Igor Bogdan, 07:54:68
2. Sergiy Rysenko, +8 sec
3. Christof Bischof, +9 sec
Classifica
MX 2° giorno
1. Christof Bischof, 01:28:24
2. Igor Bogdan, +14 sec
3. Sergiy Rysenko, +1.28 min
Classifica
XC 3° giorno
1. Christof Bischof, 02:00:05
2. Sergiy Rysenko, +2 sec
3. Igor Bogdan, +44 sec
Classifica
finale D2 Cappadocia
1. Christof Bischof, 03:36:32
2. Igor Bogdan, +50 sec
3. Sergiy Rysenko, +1.30 min (www.solobike.it)
29.07.2005
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MOTOMONDIALE
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Il
23 aprile prossimo la gara in Spagna, il 4 giugno quella in Italia (al
Mugello). |
Questo il calendario
(provvisorio) del motomondiale 2006.
26 Marzo - Gp Spagna, Jerez de la Frontera
8 aprile - Gp Qatar, Doha/Losail
23 aprile - Gp Turchia,
Istanbul
7 maggio - Gp Cina, Shanghai
21 maggio - Gp Francia, Le Mans
4 giugno - Gp Italia, Mugello
11 giugno - Gp Catalogna, Montmelò
24 giugno - Gp Olanda, Assen
2 luglio - Gp Germania, Sachsenring
16 luglio - Gp Gran Bretagna, Donington Park
23 luglio - Gp Usa, Laguna Seca
20 agosto - Gp Rep. Ceca, Brno
10 settembre - Gp Malesia, Sepang
17 settembre - Gp Australia, Phillip Island
24 settembre - Gp Giappone, Motegi
8 ottobre - Gp Portogallo, Estoril
29 ottobre - Gp Comunità valenciana, Valencia (Adnkronos)
29.07.2005 |
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