Arretrati 

Anno 6° N.24

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UNIAMOCI CONTRO...

Una alleanza delle civiltà: è questa la proposta emersa da un summit tra il premier inglese Blair e gli omologi turco e spagnolo, Erdogan e Zapatero.

Incontro_Erdogan-BlairUn'alleanza delle civiltà contro la barbarie del terrorismo fondamentalista: è questa la proposta emersa dai colloqui che si sono svolti a Londra tra il Premier Tony Blair e i suoi omologi Josè Luis Rodriguez Zapatero e Recep Tayyip Erdogan.
Come già annunciato alla vigilia degli incontri, la lotta al terrore è stato l'argomento cardine nell'agenda dei tre leader, che hanno però trovato il tempo di affrontato anche altre questioni legate al futuro dell'Europa, dal bilancio alla Costituzione.
Secondo quanto riferito dallo stesso Blair al termine dei colloqui, il Premier spagnolo ha presentato una proposta per la costituzione di quella ''che chiama un'alleanza di civiltà'', che - secondo Blair - merita di ''essere sviluppata nei mesi a venire''.
''Abbiamo discusso la proposta del Primo Ministro spagnolo, un'idea che ci sentiamo di abbracciare  - ha dichiarato Blair -.
Le nostre nazioni assieme a quelle musulmane, con la Turchia  in prima linea: una sorta di coalizione delle civiltà, di ogni razza o religione, per combattere la barbarie del terrorismo''.
Zapatero, ribadendo la solidarietà della Spagna alla Gran Bretagna per l'ondata di attentati che si è abbattuta sul Paese, ha sottolineato che solo ''l'unità tra democratici'' può sconfiggere ''il radicalismo dei giovani musulmani''.
Per Zapatero, "al di là delle posizioni che ogni Paese ha  assunto sulla guerra in Irak, dobbiamo dire che il rischio del  terrorismo è globale, come abbiamo appena visto con gli attentati in Egitto. La minaccia terrorista ci riguarda tutti''
L'urgente necessità di una cooperazione internazionale era stata già evidenziata durante l'incontro tra Blair e il Premier turco Erdogan, uniti ''nella ferma lotta al terrorismo''. ''La prospettiva che la Turchia sia un membro effettivo dell'Europa" - 
ha dichiarato Blair - E' molto importante per la nostra sicurezza. Finora la collaborazione che abbiamo avuto con le autorità turche è stata eccellente, sia come scambio di informazioni che di solidarietà ''. Erdogan, ricordando le migliaia di turchi vittime del terrorismo, ha assicurato una cooperazione sempre più stretta con l'intelligence europea: ''Vite innocenti sono state spazzate via dal terrorismo. Per prevenire queste stragi dobbiamo lavorare assieme, migliorando l'intesa dove è possibile'', ha concluso il Primo ministro turco. (Ansa)
29.07.2005

SOLIDARIETA'

L'ha rinnovata alla Turchia il presidente dei Ds, Piero Fassino, in visita ad Ankara  dove ha avuto una serie di incontri con esponenti di Governo e delle istituzioni.

Il_segretario_dei_Ds_Piero_Fassino_ad_AnkaraIl presidente dei Ds, Piero Fassino, ha espresso nel corso dei suoi incontri ad Ankara ''il fermo sostegno dei Ds e del centrosinistra italiano all' adesione della Turchia all' Unione Europea e alla richiesta turca di dare avvio al negoziato con l'UE a partire dal 3 ottobre prossimo'' come deciso al Consiglio europeo di Bruxelles del 17 dicembre scorso.
Lo ha dichiarato lo stesso presidente dei Ds all' Ansa, al termine della sua visita in Turchia nel corso della quale, oltre ad aver incontrato il presidente del Partito repubblicano del popolo (Chp, socialdemocratico), Deniz Baykal (su invito del quale ha effettuato la visita), è stato ricevuto dal vice-premier e ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, dal ministro dell' Economia e capo-negoziatore Turchia-UE, Ali Babacan, dal presidente della Commissione Esteri del Parlamento, Mehmet Dulger, dal presidente della Commissione dei Diritti umani, Mehmet Elkatmis, e ha avuto un pranzo di lavoro all' Unione delle Camere di Commercio turche.
''Di fronte ad un terrorismo che vuole provocare la guerra delle civiltà,dobbiamo favorire l'incontro delle civiltà. L'adesione all' UE di un Paese a grande maggioranza musulmana, come la Turchia, favorirebbe il dialogo delle civiltà contro il terrorismo'', ha spiegato all' Ansa Fassino.
''In secondo luogo - ha aggiunto - la posizione geopolitica della Turchia, al centro di conflitti come quello mediorientale, quello iracheno e nel Caucaso, è essenziale per la sicurezza dell' Europa. L'adesione della Turchia all' UE rafforzerebbe ulteriormente la politica di sicurezza comune dell' Europa, consentendo all' UE di essere più incisiva ed efficace''.
''L'adesione della Turchia all' UE rafforzerebbe in particolare la dimensione mediterranea dell' Unione, perché accanto a Italia, Spagna e Grecia, la presenza della Turchia solleciterebbe l'UE a una politica mediterranea molto più forte, visibile e incisiva di quella fatta fin qui'' ha precisato il leader Ds.
''D'altra parte, in Turchia si sta giocando una sfida particolarmente importante nel dimostrare la compatibilità tra Islam e democrazia. E questa sfida sarà tanto più possibile vincerla positivamente se la Turchia sarà fortemente ancorata all' Europa''.
''Per tutto questo, ai miei interlocutori turchi, sia del governo sia dell' opposizione, ho assicurato il sostegno dell' Italia alle loro aspirazioni'', ha concluso Fassino all' Ansa. (Ansa)
29.07.2005

"UN BENE PER NOI E PER LORO"

Così il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, si è espresso a proposito dell'ingresso della Turchia nell'UE. "Paese profondamente laico", ha detto.

Il_ministro_degli_Esteri_Gianfranco_Fini''A certe condizioni, se la Turchia entra nell'Unione europea è meglio per noi e per la Turchia''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Gianfranco Fini al Caffè della Versiliana. Fini ha ricordato che se la Turchia entra, ''entra nel 2014 e non domani'' sottolineando che ''i negoziati che iniziano a ottobre possono anche interrompersi'' e ''la Turchia ha l'obbligo di adeguare la sua legislazione agli standard europei. Lo ha già fatto per alcune materie come la pena di morte e la condizione della donna''. Fini ha anche rilevato che ''la Turchia è un Paese profondamente laico e un pilastro della Nato'' spiegando che le cautele sono ''giuste e doverose'' ma ''guai a dire 'i turchi non li voglio'''. (Asca)
29.07.2005

ATTESA PER LA FIRMA

Ankara non ha ancora sottoscritto il protocollo relativo all'Unione doganale con Cipro. Nessun riconoscimento di Nicosia da parte del Governo Erdogan.

La_firma_del_protocolloNonostante la netta propensione della presidenza britannica dell'Unione Europea a favore  dell'apertura dei negoziati di adesione della Turchia, la  situazione rimane ancora fluida, in attesa che Ankara  sottoscriva il protocollo di estensione dell'accordo di unione doganale a Cipro, passaggio ritenuto da Bruxelles essenziale per  l'avvio dei negoziati a ottobre.
La firma, prevista per questa settimana, potrebbe infatti  slittare se Ankara decidesse di inserire nel testo una clausola  in base alla quale Cipro non godrebbe interamente delle  facilitazioni commerciali previste dall'accordo. In attesa di  conoscere quali saranno le mosse turche, il premier britannico Tony Blair ha incontrato a Londra il suo collega turco Repec Tayyip Erdogan, al quale ha detto quanto la Turchia si  aspettava di ascoltare e cioè che la firma dell'accordo  doganale non implica un riconoscimento formale dell'isola, contesa da 30 anni fra greci e turchi.
E' questo un nodo cruciale che la Turchia sembra tentata di voler formalizzare nel testo del protocollo, magari con  l'aggiunta di una dichiarazione. Così come circolano  indiscrezioni sull'intenzione di Ankara di inserire una norma che consentirebbe a Cipro soltanto un parziale accesso alle  facilitazioni commerciali previste dall'unione doganale, a  differenza degli altri nove Paesi che con Cipro sono entrati  l'anno scorso nell'UE.
Se questo dovesse accadere, la firma del protocollo potrebbe  essere ritardata. A inizio settimana si pensava che l'incontro tra Erdogan e Blair potesse portare ad una firma in  giornata. Adesso si propende per una conclusione dell'intesa entro la giornata di oggi' con una breve cerimonia a Bruxelles. Ma uno dei  portavoce della presidenza britannica preferisce rimanere nel  vago: ''l'accordo è atteso nei prossimi giorni''.
La giornata ha confermato il chiaro appoggio di Blair alla causa turca: ''E' importante per noi ribadire che la situazione  giuridica prevede che la firma del protocollo non implica il  riconoscimento di Cipro'', ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con Erdogan, il quale naturalmente ha  appoggiato e ribadito queste affermazioni.
Al di là di queste schermaglie diplomatiche su quello che  Bruxelles si ostina a definire un ''passaggio tecnico'', bisogna  ricordare che, pur essendo il protocollo un elemento chiave per  l'avvio dei negoziati di adesione il prossimo 3 ottobre,  l'intero pacchetto non gode di particolare sostegno da parte di vari Paesi europei, le cui opinioni pubbliche sono spaventate dalla prospettiva dell'ingresso nell'UE di un paese popoloso, musulmano e prevalentemente agricolo.
Ancora nell'ultimo consiglio dei ministri degli Esteri  dell'UE lo scorso 18 luglio, alla scontata freddezza di Cipro e  Grecia nel discutere della questione turca, si era manifestato  anche l'esplicito scetticismo dell'Austria. Su una cosa comunque Nicosia e Ankara sembrano essere d'accordo: nessun riconoscimento ufficiale reciproco potrà  essere raggiunto prima di un accordo di pace nell'isola che ponga fine alla divisione tra comunità turca e greca. L'ultimo  tentativo promosso dall'Onu è però fallito l'anno scorso, e da allora le trattative non hanno fatto reali passi in avanti. 
(Ansa)
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Sullo stesso argomento riportiamo un servizio del <Turkish Daily News>

Il_premier_turco_ErdoganTony_BlairTurkish and European Union officials said a protocol extending Turkey's customs union deal with the bloc to Greek Cyprus might be signed towards the end of this week but declined to spell out an exact date for the signing as both sides wait for talks today in London between the Turkish and British prime ministers.
Namık Tan, the spokesperson for the Turkish Foreign Ministry, said the protocol would be signed after Prime Minister Erdoğan's visit to Britain, which will play a key role in talks between the EU and Turkey on the protocol issue as holder of the bloc's rotating term presidency, but did not specify an exact date when pressed.
A British official said there was "nothing definite on timing at the moment" and added that if the process of signing the protocol was not complete by the end of this week, it may not be possible to do it before the end of August because of the August break in the EU.
Turkey pledged to sign the protocol, which extends its customs union deal with the EU to the bloc's newcomers, at a summit in December, where EU leaders agreed to open accession talks with Turkey on Oct. 3 but made the start of the talks conditional on Turkey signing the protocol.
The issue is sensitive for Turkey, as the signing of the document would mean a degree of tacit recognition being extended to the Greek Cypriot administration, which Ankara does not diplomatically recognize.
Tan reiterated Turkish resoluteness to issue a declaration upon signing the protocol, which is widely expected to make clear that the signature does not amount to recognition of the Greek Cypriot administration.
"The declaration is legally a necessity for us," he told a press briefing yesterday.
Hurdles:

The Turkish side says it expects no problem with the EU because the whole process is being discussed with the EU side. However, the wording of the declaration would be closely scrutinized by Brussels, which says the document should not contain anything that could clash with the substance of the protocol.
A British official said the presidency has not seen the text of the declaration that Turkey is planning to issue but added that the British presidency has given some advice to the Turkish side on "what reactions might be to certain things."
The British presidency is expected to issue a counter declaration to state the EU position, if the wording of the Turkish declaration is considered problematic by the EU side, officials said.
Recognition of the Greek Cypriot administration is not a condition for starting talks, but the EU side underlines that non-recognition of an EU member state would complicate the talks process in the future.
Spain's El Pais newspaper claimed the British presidency was looking for a formula to get the Greek Cypriot administration recognized by Ankara. It said the main issue to be discussed at the Erdoğan-Blair meeting would be Cyprus.
Access to ports:

Perhaps a more problematic issue might arise if the declaration contains a reference to the contentious issue of whether Greek Cypriot ships will have access to Turkish ports after the protocol is signed.
When asked whether there would be reference to the issue in the Turkish declaration, Tan said, "We will mention everything that we think must be mentioned."
Contrary to the shared understanding that recognition of the Greek Cypriot administration is not a condition for the start of talks, there is disagreement between the Turkish and EU sides concerning Greek Cypriot access to Turkish ports and airports.
The EU side says the protocol does require Turkey to open its ports and airports to ships and aircraft from all members of the bloc, but Ankara says it does not. Nevertheless, the bloc looks ready not to press Ankara to start implementing the protocol before the Oct. 3 date by opening its ports and airports to Greek Cypriot ships and planes.
An EU diplomat speaking on condition of anonymity said the reaction would be a different one at the EU Council if the Turkish declaration says the signing of the protocol does not mean Greek Cypriot ships and planes would have access to Turkish ports and airports because that would contradict the substance of the protocol.
Many in the council would argue that this somehow invalidates the protocol, the diplomat maintained, thus endangering the opening of the talks because then the EU would consider that one of the key conditions for the opening of talks have not been met by the Turkish side. (Fatma Demirelli/Turkish Daily News)
29.07.2005

<COBRA> IN AZIONE CONTRO LE MINE

La Turchia ha preso nuove precauzioni per far fronte al crescente numero di attacchi terroristici del Pkk portati a termine con ordigni azionati a distanza. Acquisto di 30 carri armati specifici che resistono anche alla deflagrazione di bombe al plastico C-4.

Mezzo_anti-mine_CobraTurkey has taken new precautionary measures against increased attacks using remote controlled mines and C-4 plastic explosives by the terrorist organization Kurdistan Worker's Party (PKK)/Kongra-Gel against Turkish military troops in Eastern and Southeastern Anatolia within the last year.
The Turkish Gendarmerie Headquarters has purchased about 30 Cobra type anti-landmine-armored vehicles also protected against C-4 plastic explosives to be situated on the convoy routes that Turkish military troops use. The Cobras costing $150,000 each have been tested at the Turkish Security Directorate's Bomb Training Center in Golbasi. They have passed the test, in which anti-personal mines and plastic explosives are used.
The Separatist terrorist organization PKK has been carrying out ambushes in Eastern and Southeastern Anatolia for the last year. Trap bombs are used because they are less risky. Intelligence reports by Turkish police and military forces also confirmed the organization's decision to conduct attacks that are less risky. Terrorists exploding the remote controlled anti-personal mines and C-4 plastic explosives planted in or near convoy routes by wireless or mobile phones have killed or severely injured many Turkish soldiers.
The Turkish Armed Forces will now purchase mine-protective Cobra armored vehicles against ambushes with C-4 and A-4 plastic explosives. The Cobras will be transferred to provinces such as Sirnak, Bingol, Tunceli, Siirt, Diyarbakir, Mardin, Agri, Cizre, Hakkari, Igdir, and Van, where ambushes by remote controlled bomb traps mostly occur. The vehicles having seven-person capacity including the driver and a machine gunner are believed to decrease casualties in an unexpected bomb explosion on land. (Sedac Gunec/Zaman)
29.07.2005

TERZO ATTACCO AI TRENI IN UN MESE, NESSUNA VITTIMA

Una bomba è stata fatta esplodere al passaggio del convoglio nella tratta che da Elazig va a Mus nel sud est-anatolico.

E' il terzo attacco ai treni in un mese, quello avvenuto martedì scorso in Turchia. Una bomba posizionata sulle rotaie è esplosa facendo deragliare un convoglio che viaggiava nell'est del Paese. Lo hanno riferito fonti ufficiali specificando che non ci sono feriti.
Il treno stava viaggiando fra le città di Elazig e Mus e l'attacco, eseguito con un telecomando a distanza, è avvenuto nella stessa zona di quello del 2 luglio in cui morirono sei militari. (da
Ansa-Reuters)
29.07.2005

UCCISI 22 GUERRIGLIERI DEL PKK

E' avvenuto al confine sud-orientale tra la Turchia e l'Irak. Controffensiva delle Forze di sicurezza.

Le Forze di sicurezza turche hanno ucciso quindici guerriglieri indipendentisti del fuorilegge Partito operaio del Kurdistan (Pkk), nel corso di un'operazione nel sud-est del Paese, al confine settentrionale con l'Irak. In una precedente  azione erano rimasti sul terreno altri sette ribelli. La controffensiva, secondo quanto riferito da fonti militari, prosegue e vede l'impiego anche di elicotteri da combattimento.
E' dal 1984 che il Pkk ha imbracciato le armi per l'indipendenza delle province sud-orientali della Turchia. Una campagna che ha fatto finora oltre 30.000 morti. Dopo una pausa seguita alla cattura nel 1999 del leader del Pkk, Abdullah Ocalan, dall'estate scorsa la guerriglia ha ripreso le operazioni belliche e dichiarato concluso il cessate il fuoco unilaterale. Il governo di Ankara non intende aprire alcun negoziato con il Pkk, bollato come "organizzazione terroristica" dagli Stati Uniti e dall'Unione europea. (Agi)
29.07.2005 

SEQUESTRATO UN SINDACO

Ribelli del Pkk lo hanno preso in ostaggio a due km da Yayladere (Bingol).

Ribelli curdi hanno preso in ostaggio Khasim Akyurek, sindaco di una cittadina nell'est della Turchia, secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa turca <Dogan>.
Il sindaco della città di Yayladere, nella provincia di Bingol, è stato sequestrato da ribelli appartenenti al Pkk dopo che la sua macchina è stata fermata in una strada a due chilometri dalla città. Le forze di sicurezza hanno già cominciato le ricerche del sindaco, il secondo, dopo un soldato turco, a venire sequestrato dai ribelli curdi dall'inizio diluglio. (Adnkronos/Dpa)
29.07.2005

CONFERENZA SULLA SICUREZZA AD ISTANBUL

Al secondo summit hanno presi parte i ministro dell'Interno dei Paesi confinanti con l'Irak. Un comunicato a fine lavori con un incipit contro il terrorismo.

A Istanbul, in Turchia, si è tenuta la 2° conferenza dei ministri degli Interni dei Paesi confinanti all'Irak, per rafforzare la cooperazione, congiunta contro il terrorismo per la tutela della sicurezza e stabilità regionali. La conferenza si è tenuta in un quadro di continuo peggioramento della sicurezza in Irak. Oltre alla Turchia, Paese ospite, erano presenti ai lavori i ministri degli Interni di Irak, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait, Egitto, Siria, Iran e Giordania e i rappresentanti dell'Onu.
I partecipanti hanno proceduto a discussioni sull'attuale situazione della sicurezza irachena, sulla sua influenza sulla regione e sulla cooperazione nella sicurezza fra l'Irak ed i Paesi limitrofi, denunciando all'unanimità le varie forme di attività terroristiche e sottolineando l'importanza del ripristino al più presto possibile della sicurezza in Irak per la sicurezza sua e dei Paesi confinanti.
In un comunicato rilasciato al termine dei lavori mette in rilievo che i vari paesi devono rafforzare il margine della lotta al terrorismo, incrementare i contatti e gli scambi d'informazione e condividere l'intelligence sui terroristi e rafforzare i controlli ai confini, in modo da evitare che nei territori dei paesi interessati i terroristi possono costruire le basi, reclutare ed addestrare potenziali kamikaze i poi fargli passare in Irak.
L'obbiettivo della Conferenza quello di lanciare un appello secondo cui, per tutelare la sicurezza e la stabilità irachene, occorre procedere quanto prima al giudizio il dittatore iracheno Saddam Hussein e di alti funzionari del precedente regime.
E' stato inoltre deciso che la 3°conferenza dei ministri degli Interni dei Paesi circostanti l'Irak si terrà a Reyad, capitale dell' Arabia Saudita, e che il calendario preciso sarà fissato dopo consultazioni fra i vari Paesi. Beyan Jabbor Salagh il Ministro degli Interni iracheno da canto suo ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dal meeting.
Secondo molti analisti, sebbene i vari Paesi partecipanti abbiano espresso una comune volontà politica sul problema del rafforzamento della cooperazione nella sicurezza, occorre tuttavia notare che viste le divergenze di considerazioni strategiche fra l'Irak ed i Paesi confinanti, la strada della cooperazione nella sicurezza fra questi Paesi non potrà essere così facile. (Schorsh Surme/Osservatorio sulla legalità e sui diritti)
29.07.2005
 

UNA VISITA A SORPRESA

Il ministro degli Esteri siriano, Walid Al Muallin, ha chiesto ad Ankara una cooperazione regionale per combattere l'isolamento a cui è sottoposta Damasco a causa della politica Usa.

Il_ministro_siriano_Walid_Al_MuallimMuallim's surprise visit to Turkey and his decisive statements regarding Syria's aims suggest that Damascus has taken the first step towards winning regional allies in order to shake off its US-led isolation
Syrian Deputy Foreign Minister Walid Al Muallim made a surprise visit to Turkey on Friday to meet Foreign Minister Abdullah Gul in order to present Syrian Foreign Minister Farouk Al Sharaa's message to Turkey.
In his message, Sharaa thanked Turkey for its efforts to end the isolation of Syria, and praised Turkey's policies towards the region, and especially towards Syria.
This issue dominated the talks between Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and U.S. President George W. Bush in Washington last month. Erdogan called for an end to Syria's isolation. "Rather than isolating Syria, we should try to pull Syria to our side," Erdogan said during his meeting with Bush.
At a press conference following his meeting with Foreign Minister Gul, Muallim said they had discussed bilateral relations, ways of contributing to regional peace, economic and political cooperation, and especially further cooperation on security issues. Muallim praised the cooperation between Syria and Turkey, particularly in security issues, and said that this cooperation should be an example for Iraq.
Muallim also stressed Turkey's important role in the region, and made clear Syria's aim to become an ally of Turkey.
Besides its aim to establish a strong alliance with Turkey, Syria also made clear that it wants to establish friendly relations with Iraq. Muallim called for direct diplomatic relations with Iraq to cope with border infiltration problems.
"We should not carry out our bilateral relations with Iraq according to speculation in the media," Muallim said. "We should instead establish direct diplomatic relations."
He also praised the ongoing democratization process in Iraq, and the decisions made at the interior ministers' meeting in Istanbul last week, especially those concerning border security and fighting terrorism.
"The two neighboring states are concerned with the security of their borders," Muallim said. "Therefore, security cooperation is need to stop the flow of terrorists across borders."
Before now, Syria has been silent for some time. Muallim's surprise visit to Turkey and his decisive manner concerning Syria's aims suggest that country has taken the first step to win regional allies in order to shake off its U.S.-led isolation.
Throughout Muallim's speech, he emphasized his country's belief that Turkey has a strategic role in bringing and preserving peace and stability in the region, as well as Turkey's strategic importance for the U.S. By winning Turkey's support and establishing a regional alliance, Syria might get rid of its nightmare: The spread of a U.S.-led "democratization" process in the Middle East. Turkey plays a key role in this issue because establishing good relations with Turkey could open the way to improved relations with the U.S. Turkey is, in a way, a security blanket for Syria against the U.S.
This posture by Syria could also be seen as its recognition of the importance of regional cooperation to fight international terrorism, which could go a long way in alleviating Damascus' concerns over the activities of the U.S. The U.S. continues to assert that Syria assists and harbors terrorist organizations.
By calling for cooperation, especially concerning security issues, Syria is trying to make clear that it does not support terrorist organizations.
"Although [then U.S. Secretary of State] Colin Powell had previously acknowledged that many U.S. citizens were saved from terrorism by Syria sharing intelligence, the U.S. insists on keeping Syria on its list of countries that support terrorism," Muallim said. (Senem Caglayan/Zaman)
29.07.2005

LA PRIMA DONNA

E' stata eletta  a capo della Corte Costituzionale turca. Si chiama Tulay Tugcu ed ha 63 anni. Tutelerà i diritti umani nonché i principi di Kemal Ataturk.

Tulay_TugcuSi chiama Tulay Tugcu, ha 63 anni ed è giudice. Ma, soprattutto, è la prima donna ad essere eletta capo della Corte Costituzionale turca, l'organismo che ha l'ultima parola su tutte le questioni costituzionali del Paese. 
E non è poco, se si considera che la Turchia conta molte donne professioniste, soprattutto nel campo giuridico e della medicina, ma che il numero di elementi femminili in Parlamento rimane molto basso e il Consiglio dei Ministri vede un solo membro donna. La maggior parte della popolazione femminile nelle aree povere e rurali, inoltre, vive addirittura in condizioni di 
analfabetismo ed e' sottoposta quotidianamente a violenze da parte del marito e dei suoi parenti.
L'elezione, avvenuta a seguito di un lungo processo di votazione da parte dei membri della stessa Corte, rientra nell'ambito di un simbolico incoraggiamento all'uguaglianza dei sessi che l'Unione Europea ha rivolto alla Turchia, prossima possibile new-entry dell'Unione: le consultazioni cominceranno a ottobre. Per entrare in Europa, insomma, serve una maggiore tutela dei diritti delle donne. Detto-fatto: dal 25 luglio la Corte Costituzionale ha un nuovo capo. Che, infatti, ha promesso di tutelare i diritti umani, la libertà e i principi di Mustafa Femal Ataturk, fondatore della repubblica turca nel 1923.(Ansa-Reuters)
La_Turchia_e_l'EuropaLa Turchia ci offre un esempio sulla parità dei diritti uomo-donna. Se è vero infatti che nelle campagne dell'Anatolia questo non esiste, perché anzi specie le ragazze sono ancora soggette alle leggi dell'onore e della subordinazione - è altrettanto vero che nelle grandi città c'è stata una notevole evoluzione. La nomina di Tulay Tugcu è la chiara dimostrazione che la Turchia si sta avvicinando a grandi passi verso l'Europa.
29.07.2005

RICORDATO IL TRATTATO DI LOSANNA

Nell'omonima città dove nel 1923 fu riconosciuta la nuova Repubblica turca hanno sfilato migliaia di persone tra turchi e curdi.

La_manifestazione_di_LosannaMigliaia di curdi e di nazionalisti turchi si sono riuniti a Losanna per celebrare l'82/mo anniversario del trattato, che prende il nome da questa città, con cui le grandi potenze europee nel 1923 riconobbero la nuova Repubblica Turca. I due gruppi si sono raccolti in due luoghi distinti per evitare scontri. Il capoluogo del cantone vodese aveva autorizzato le manifestazioni a condizioni che i due gruppi non si fossero incontrati. I dimostranti si sono potuti così radunare possono ma senza sfilare per la città.
A Losanna erano attesi tra i 1000 e 1500 curdi e tra i 2000 e 3000 turchi. I curdi si sono incontrati nel centro città davanti al Palais de Rumine, dove il 24 luglio 1923 fu firmato il Trattato di Losanna, i turchi invece si sono rivisti a Ouchy, vicino all'Hotel Beau-Rivage Palace, dove si svolsero i negoziati che portarono all'accordo. Circa 300 personalità turche sono arrivatedalla Turchia. Le manifestazioni si sono svolte sotto stretta sorveglianza. La polizia di Losanna, appoggiata dalla polizia cantonale, aveva fatto appello anche agli agenti attualmente in vacanza per assicurare il controllo dei due incontri.
Queste celebrazioni hanno avuto come sfondo i negoziati di adesione della Turchia all'Unione europea che inizieranno all'inizio di ottobre. Alcuni nazionalisti turchi temono che il Governo di Ankara faccia troppe concessioni sulla questione delle minoranze. (Adnkronos)
29.07.2005

ANKARA E BERNA DI NUOVO AI FERRI CORTI

Proteste del ministro degli esteri turco per l'"inaccettabile" interrogatorio cui è stato sottoposto in Svizzera il capo dei lavoratori turchi, Dogu Perincek, accusato dalle autorità elvetiche di negazione di genocidio armeno.

Dogu_PerincekIl ministero pubblico di Winterthur ha avviato un'indagine nei confronti del capo del Partito dei lavoratori turchi, Dogu Perincek, per aver negato il genocidio armeno del 1915 in una conferenza tenuta a Glattbrugg, nei pressi di Zurigo. La Turchia protesta e definisce "inaccettabile" l'interrogatorio cui Perincek è stato sottoposto. In Svizzera per partecipare alle ricorrenze dell'82/mo anniversario del Trattato di Losanna, Perincek ha ripetuto il suo credo, ossia che il genocidio in realtà è una menzogna degli imperialisti. Con lo slogan "genocidio degli armeni", ha sostenuto, i parlamenti europei adottano decisioni che mirano all'abolizione dello Stato nazionale turco.
Un'affermazione che contravviene alla legge antirazzismo e che costituisce un reato per la legislazione elvetica, ha reso noto la polizia cantonale zurighese. Nella giornata di sabato 23 luglio il politico turco è stato così interrogato per due ore dal giudice istruttore di Winterthur, dopo un discorso in turco, poi ha raggiunto i suoi compatrioti. Perincek è già stato denunciato dall'Associazione Svizzera-Armenia (Asa), sempre per negazionismo, dopo un discorso pronunciato il 7 maggio scorso a Losanna. Ora si sta valutando se Perincek abbia violato la norma antirazzismo anche a Winterthur.
Il ministro degli Esteri turco ha definito "inaccettabile" l'interrogatorio del suo concittadino, un fatto contrario alla libertà di espressione. Intanto, il giudice istruttore losannese ha emesso un mandato di comparizione nei riguardi del politico: intende approfittare della sua presenza sul suolo svizzero per interrogarlo. (Adnkronos)
29.07.2005

CONVOCATO L'AMBASCIATORE SVIZZERO

Il disappunto del Governo turco per le indagini preliminari di Berna su due personalità quali lo storico Halacoglu e il politico Perincek.

Ankara si attende che la giustizia elvetica interrompa immediatamente le indagini preliminari nei confronti di due personalità turche sospettate di aver negato il genocidio armeno. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri turco all'ambasciatore svizzero ad Ankara Walter Gyger.
Stando a una nota del ministero degli Esteri turco, il Segretario di stato Naby Sensoy ha espresso al diplomatico elvetico - convocato per l'occasione - il forte disappunto del suo Governo e dell'opinione pubblica per quanto sta accadendo. A parere del ministero, un simile trattamento di due cittadini turchi rischia di danneggiare fortemente le relazioni tra i due Paesi.
Per la Turchia, le indagini contro lo storico turco Yusuf Halacoglu e il politico Dogu Perinçek contravvengono al diritto internazionale. A dire della Turchia, la procedura giudiziaria elvetica è ingiustificata in assenza di una sentenza sulla questione armena emessa da un tribunale internazionale. Oltre a ciò, quanto sta accadendo è una manifesta violazione della libertà di opinione. (Adnkronos)
29.07.2005

IN SESSANTA A COLONIA

Si tratta di ragazzi turchi - tra i 16 e i 25  anni, nativi di Mersin ed Izmir, tutti di fede cattolica - che si recheranno in Germania per incontrare il Pontefice alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Come vivere in un Paese islamico ed essere una minoranza. Una Chiesa comunque piena di fede e di speranza.

Giornata_Mondiale_della_GioventùLa_città_di_colonia_dove_si_terrà_la_Giornata_Mondiale_della_GioventùSaranno 60 i giovani che dalla Turchia si muoveranno alla volta di Colonia per partecipare alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù (15-21 agosto). Vengono da Mersin e Izmir e hanno un'età compresa tra 16 e 25 anni. Sono tutti parrocchiani anche se dovrebbero esserci alcuni altri giovani del cammino neo-catecumenale che andranno in Germania con il loro movimento. Rappresentanti di quella ancora più esigua minoranza cattolica che abita nel Paese, in totale i cristiani sono meno dell'1%, questi giovani porteranno in Germania tutta la vitalità e le difficoltà della loro Chiesa, come racconta suor Columba Blumenthal, che con il vicario apostolico dell'Anatolia, mons. Luigi Padovese, sta organizzando il viaggio a Colonia. "Non abbiamo i mezzi di altre Chiese ma porteremo ugualmente la nostra testimonianza a Colonia dove speriamo di incontrare moltissimi giovani di ogni parte del mondo".
 - Come vi state preparando a questo evento?
Mons._Luigi_PadoveseEuropa_cristiana"Non si può parlare di una preparazione specifica o particolare. Abbiamo provveduto a tradurre il messaggio per la Giornata scritto da Giovanni Paolo II, poi distribuito in tutte le parrocchie e chiese. Adesso che le scuole sono chiuse per i giovani che parteciperanno alla Gmg prevediamo un paio di incontri di preparazione che ci serviranno a conoscerci un po' di più. In totale i partecipanti saranno 60. Ci muoveremo in aereo. La partecipazione è stata resa possibile anche dall'aiuto economico proveniente dalla Chiesa di Roma".
 - A fianco dei giovani che si recheranno in Germania ce ne saranno molti altri che resteranno in Turchia. Per loro state pensando a qualche iniziativa particolare? 
"Non direttamente. Verrà loro proposto un normale calendario di eventi promossi all'interno delle chiese locali, parrocchie, diocesi o anche dai movimenti ecclesiali presenti. Sembra poco ma non lo è".

 - Cosa significa?
 "Che per capire la situazione della Chiesa turca non dobbiamo dimenticare che noi cattolici siamo una minoranza all'interno della minoranza cristiana. Le grandi distanze che separano le nostre chiese locali spesso ci rendono impossibile incontri che vorremmo fossero più frequenti. E mi riferisco in particolare alle attività rivolte ai giovani quasi sempre relegate ai fine settimana, liberi da impegni di studio o di lavoro".
La parola ai giovani: "Pronti a partire!" Chi legge la Bibbia, chi medita sul tema della Giornata, chi entra in contatto con partecipanti alle Gmg di Roma e Toronto, chi legge il Messaggio del Papa. Secondo suor Blumenthal, "ai giovani turchi che andranno a Colonia non mancano le motivazioni per vivere a fondo quello che definiscono l'evento giovanile più importante della Chiesa universale". Tuttavia, riconosce la religiosa, "c'è pure chi confessa di "non saperne molto di questa iniziativa" anche se poi si dice "disposto a farsi trascinare dentro". Tutti si aspettano di "trovare amici con cui mettere in comune esperienze e preghiera per scoprirsi 'figli' dello stesso Padre" e quindi fratelli". "Ho voglia di comunione con gli altri giovani del mondo e spero di vedere una Chiesa giovane e piena di fede" ripetono spesso. Sono giovani motivati che "vogliono confrontarsi con nuove idee, fatti ed esperienze. Incontrare persone diverse e pregare con loro ci fa sentire più vicini a Dio". "Conoscerci - dicono - ci permette di parlare dei nostri problemi, di aiutarci vicendevolmente, di compiere sforzi perché il mondo sia più unito". Viaggeranno carichi di speranza ma anche di dubbi e problemi. "Viviamo in un Paese islamico ed essere una minoranza non aiuta. Dobbiamo essere uniti, lavorare insieme per essere saldi nella nostra fede. Questo è il problema più grande". A cui si aggiunge quello di "parrocchie non troppo organizzate per i giovani e liturgie senza vita e musica. Mancano momenti di incontro e di aggregazione con altre parrocchie". Situazioni che per essere risolte richiedono tempo e anche pazienza. Ma "nulla è impossibile se camminiamo verso Cristo". Tra i motivi che spingono i giovani turchi a Colonia c'è la curiosità di conoscere Benedetto XVI, "un Pontefice molto diverso da Giovanni Paolo II", e la voglia di "testimoniargli tutta la fede della Chiesa che è in Turchia". "A Colonia il Papa abbraccerà tutta l'umanità e tramite noi - conclude suor Blumenthal - anche il nostro Paese. I giovani lo amano già anche per il suo impegno, più volte dichiarato di compiere gesti concreti per l'unità dei cristiani e per il dialogo tra le religioni. Siamo felici di poterlo incontrare e contribuire con lui alla pace nel mondo".(Europa Cristiana)
29.07.2005

GIUDICATI DA UN TRIBUNALE GLI AGGRESSORI DI UN NEO-CRISTIANO

Nell'ottobre del 2003 Yakup Cincilli, un ex musulmano convertito alla nuova fede evangelica, venne brutalmente picchiato da un gruppo di ultranazionalisti del Mhp.

Una_foto_nel_ne-cristiano_Yacup_CindilliIl tribunale di Orhangazi, nel nord ovest della Turchia, ha esaminato i rapporti medici concernenti lo stato di salute (fisica e psichica) di Yakup Cindilli, un ex-musulmano convertito al cristianesimo. Un gruppo di ultranazionalisti del Mhp lo aveva duramente picchiato in ottobre del 2003 perché distribuiva Nuovi Testamenti per strada. L'aggressione aveva lasciato Yakup in coma per 6 settimane. Al suo risveglio, non poteva camminare senza essere assistito e non riconosceva neppure i familiari.
Il processo contro gli aggressori di Yakup era stato rinviato di 15 mesi per permettere ai giudici di determinare esattamente l'entità dei danni causati dai 40 giorni passati in coma. Il pastore della chiesa protestante di Bursa afferma: "E' un miracolo che Yakup sia ancora vivo", Yakup è tuttora convalescente.
La sua famiglia si augura che il processo termini presto e afferma che non cercherà di ottenere risarcimenti. Gli avvocati dei membri del Mhp cercano di provare che sia stato Yakup a provocare l'incidente, nonostante che la distribuzione di trattati e il proselitismo non siano vietati dalla legge turca. Nonostante i tentativi e le pressioni della sua famiglia musulmana di fargli abbandonare la fede, Yakup resta fedele alla propria fede ed occasionalmente è riuscito ad andare al culto o alle riunioni di preghiera nella chiesa di Bursa negli ultimi sei mesi. (Icn-News)
29.07.2005

LA TURCHIA VUOLE GLI INVESTIMENTI ITALIANI

Dopo le dichiarazioni polemiche del vice Primo Ministro turco Sener il Governo di Ankara e le istituzioni italiane nel Paese hanno ribadito la necessità non solo di proseguire sulla strada fin qui intrapresa ma di incrementare una politica genere specie se c'è il nostro Paese di mezzo. Una dichiarazione del capo dell'Ufficio commerciale dell'Ambasciata d'Italia, Andrea Canepari. 

Foreign_direct_investmentsLa Turchia necessita di investimenti dall'estero. Le recenti dichiarazioni del Vice Primo Ministro Abdulatif Sener, che ha dichiarato la sua volontà di limitare l'afflusso di capitali dall'estero, non hanno raccolto adesioni da parte dei suoi compagni di Governo e non devono preoccupare gli operatori italiani impegnati nel Paese.
"Il tema degli investimenti esteri - ha detto Roberto Luongo, neo-direttore dell'ufficio di Istanbul dell'Istituto per il Commercio Estero (Ice) - genera dibattiti fra economisti, politici e analisti finanziari circa l'utilità effettiva di questi investimenti per il Paese". Secondo i dati pubblicati dall'Ice, la Turchia nella graduatoria mondiale dei Paesi ricettori di <Foreign direct investments> (Ide), non ha mai brillato: gli investimenti esteri nel periodo 1994-2005 hanno raggiunto la quota di 14 miliardi di dollari , ben lontana da quella di Cina, India e Brasile, ma anche di Malaysia, Indonesia, Polonia e Repubblica Ceca.
Si tratta di "un andamento non pienamente soddisfacente per la Turchia - prosegue Luongo -, soprattutto alla luce dei notevoli sforzi che esso sta compiendo a tutti livelli per avvicinarsi ai Paesi più avanzati". Pertanto è giunto "quasi come un fulmine a ciel sereno il commento di Abdulatif Sener, teso a limitare l'afflusso di capitali esteri in alcuni settori quali, ad esempio, le telecomunicazioni, il commercio al dettaglio e le banche, accendendo un dibattito molto aspro e tuttora in corso, soprattutto in vista di importanti progetti di privatizzazione ".
Il_ministro_della_Giustizia_turco_Cemil_CicekIl vice Primo Ministro Sener rappresenta "una voce fuori dal coro, che gli altri componenti del Governo hanno subito smentito", rivela ancora il direttore dell'Ice. "Alcuni imprenditori locali si sono schierati con lui, pensando solo al loro interesse, mentre il bene del Paese passa da strade opposte". A tal proposito è di oggi la dichiarazione, pubblicata dai giornali turchi, del ministro della Giustizia turco e portavoce del Governo, Cemil Cicek, che ha detto che "i capitali esteri non possono essere percepiti come un elemento di crisi per la Turchia ".
Limitare l'afflusso di investimenti dall'estero "sarebbe una politica controproducente, vorrebbe dire limitare la crescita del Paese", sostiene Valeria Talbot, studiosa dell'Ispi - Istituto per gli Studi Politici Internazionali ed esperta della problematica turca . "Si tratta di una proposta che non andrà avanti, sarebbe una chiusura senza dubbio eccessiva, in vista degli accordi con il Fondo Monetario Internazionale - che tanto sta facendo per la ripresa turca - e in vista del futuro ingresso nell'Unione Europea ".
Dello stesso avviso è anche Andrea Canepari, capo dell'ufficio commerciale dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara. "Come in tutti i Paesi - ha detto - anche in Turchia c'è una minoranza che ha paura di indebolirsi accettando investimenti esteri, ma rappresenta, in questo caso, una voce quasi folcloristica. Il Governo locale ha, anzi, tra le sue priorità quella di attirare nuovi capitali, ritenuti fondamentali per lo sviluppo ".
Investimenti che non riguardano, però, esclusivamente il solo aspetto monetario. "Si tratta - prosegue Canepari - anche di know how manageriale, perché sono gli stranieri - in primis gli italiani - che stanno insegnando ai locali come crescere. Ad esempio, nel campo bancario, un ruolo di primo piano lo sta svolgendo Unicredit". Le realtà economiche italiane sono "invitate a venire qui, sono le benvenute dalle istituzioni ", dice ancora il capo dell'ufficio commerciale dell'Ambasciata.
Nei giorni scorsi un gruppo di banche locali ha inviato un documento al <Bddk> , l'agenzia che regola e supervisiona il sistema bancario turco, in cui si dicono contrarie a che le banche estere abbiano il controllo di maggioranza nelle banche. "Il direttore del Bddk - dice però Luongo - si è chiaramente espresso contro questa posizione, riaffermando l'importanza che l'afflusso di capitali esteri ha nel trainare la crescita economica turca e nel miglioramento dell'intero comparto bancario nazionale". Altri analisti, invece, chiedono al Governo turco "maggiore chiarezza sulle strategie operative rispetto agli investimenti esteri, in maniera tale da consentire un approccio più concreto alle imprese estere, che possono ormai scegliere la localizzazione di un investimento avendo tutto il mondo come possibile riferimento ".
Il compito delle istituzioni italiane nel Paese non è solo quello di attrarre investimenti . "Abbiamo il dovere - conclude Canepari - di mostrare agli imprenditori italiani la Turchia come una potenzialità nuova: non tanto per eventuali delocalizzazioni, ma per la creazione di investimenti congiunti. Il Paese è una piattaforma ideale per aprirsi a nuove aree: il Medio Oriente, l'area del Golfo, la Russia, sono tutte zone in cui grazie alle aziende turche si potrebbe godere di agevolazioni ed aiuti. (New Italia Press)
29.07.2005

ASTALDI E ANSALDO INVITATI ALLA GARA PER IL <MARMARIS>

Si tratta del grande progetto ferroviario relativo al tunnel sotto il Bosforo. Il passaggio dalla stazione di Sirkeci/Halkali a quella di Gebze/Haydarpasa.

Lavori_Astaldi_in_TurchiaIl consorzio costituito dalle due aziende italiane <Astaldi> - Ansaldo è stato invitato, come sesto consorzio pre-qualificato, dall' ente turco Dhl (ente per le costruzioni aeroportuali, portuali e ferroviarie in Turchia), a partecipare alla gara di costruzione delle linee ferroviarie del grande progetto "Marmary". Il progetto Marmary riguarda la costruzione di un tunnel sotto lo stretto del Bosforo, che consisterà in un passaggio ferroviario da Gebze /Haydarpasa (nella parte asiatica di Istanbul) a Sirkeci / Halkali (nella parte europea della città). (Ice Istanbul)
29.07.2005

ITALIA PRINCIPALE FORNITORE DI TESSUTI E FILATI PREGIATI

Il settore abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e rappresenta la prima voce dell'export nazionale. I canali distributivi e il fenomeno del franchising.

Gucci_uno_dei_marchi_presenti_in_TurchiaIl settore abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e rappresenta la prima voce dell' export nazionale. La crescente attenzione dell' industria locale alla qualità del prodotto finito ha aumentato la domanda di tessuti e filati pregiati. L' Italia gioca un ruolo fondamentale, essendo il primo fornitore di tessuti e filati in Turchia oltre che uno dei più importanti clienti. Nel 2004 l' Italia ha esportato per un valore di circa 500 milioni di dollari (sopratutto tessuti di lana e fibre artificiali) e ha importato per un valore di poco inferiore, a dimostrazione delle complementarietà tra i due Paesi. Data la sviluppata industria locale dell' abbigliamento, le importazioni sono maggiormente incentrate su varie griffe internazionali, tra cui quelle delle principali imprese italiane. Nel 2004, nel comparto dell' abbigliamento, la Turchia ha importato un totale di circa 580 milioni di dollari, che rappresentano lo 0.6% delle importazioni turche totali che, nel 2004, hanno raggiunto i 97 miliardi di dollari. Nel settore dell' abbigliamento l' Italia detiene una quota del 10.5% sul totale con 60.4 milioni di dollari, preceduta dalla Cina con 90 milioni di dollari ed una quota del 15,5% ( a tal proposito il Sottosegretariato al Commercio Estero ha emesso, lo scorso 9 gennaio, una direttiva relativa alla imposizione di quote restrittive sui prodotti tessili provenienti dalla Cina per cui la loro importazione è ora sottoposta a una preventiva licenza all' importazione emessa dall'Associazione turca dei produttori di abbigliamento). Seguono la Spagna con 30.6 milioni di dollari e una quota del 5% , la Germania con 22,5 milioni di dollari e una quota del 4%, la Francia con 15 milioni di dollari e una quota del 2.5% e la Gran Bretagna con 13 milioni di dollari e una quota del 2.3 %. Analizzando i dati del 2003 (ultimi dati disponibili per l' analisi in dettaglio del settore), la categoria più importante nel comparto dell' abbigliamento è quella delle confezioni di abbigliamento in tessuto (capitolo 62 del codice di nomenclatura combinata) con 230 milioni di dollari, seguita dalle confezioni in maglia (capitolo 61, con 140 milioni di dollari) ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 40 milioni di dollari. Sempre nello stesso comparto la Turchia ha esportato per un totale di circa 8 miliardi di dollari, che rappresenta il 12% del totale delle esportazioni turche. Il principale paese di sbocco dell' export turco di abbigliamento si conferma la Germania con 2.7 miliardi di dollari (quota del 32,5%), seguita da Gran Bretagna con 1,4 miliardi di dollari (quota del 17%), Stati Uniti con 1.1 miliardi di dollari (quota del 14%), Francia con 680 milioni (quota dell' 8 %), Paesi Bassi con 570 milioni di dollari (quota del 7%), Italia con 325 milioni di dollari (quota del 4%), e Spagna con 300 milioni con il 3,5% di quota di mercato. L' esportazione nel 2003 è stata maggiormente incentrata sui prodotti di abbigliamento a maglia (capitolo 61; T-Shirts, pullover, maglioni etc) con 5.7 miliardi di dollari, subito seguiti da abbigliamento in tessuto ( capitolo 62; pantaloni in tessuto, pantaloni denim e camicie) con 3.7 miliardi di dollari, ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 1,6 miliardi di dollari. Alcuni tra i principali produttori turchi di abbigliamento sono: <Damat Tween> (abbigliamento casual ed elegante uomo), <Network Altinyildiz> (Abbigliamento casual ed elegante uomo donna), <Vakko> (abbigliamento casual ed elegante uomo donna), Mavi Jeans (pantaloni denim ), Sarar (abbigliamento elegante uomo ) e <Mudo> (abbigliamento casual uomo e donna). Da segnalare il costante aumento della qualità delle produzioni locali e la creazione di marchi propri con i quali i produttori locali tendono ad inserirsi nella fascia qualitativa medio/alta dei principali mercati europei ed americani.
Canali distributivi: La distribuzione e la vendita in Turchia dei beni di consumo di importazione può avvenire tramite importatori che provvedono direttamente alla vendita, oppure tramite importatori-grossisti che curano anche la distribuzione tramite una loro rete diretta. Tuttavia, tutte le forme di distribuzione e vendita sono ipotizzabili. Il franchising è presente in Turchia soprattutto nel settore abbigliamento e nella ristorazione. Molte catene nel settore dell' abbigliamento sono entrate in Turchia, principalmente via franchising (<Stefanel>, <Benetton>, <LCW-Waikiki<, <Zara>, <Tommy Hilfiger<, <Lacoste>, <Cacharel>). I Mall di stile occidentale sono sempre più diffusi nelle principali città, dove i consumatori sono più consapevoli delle tendenze internazionali, dispongono di redditi più elevati della media e hanno mezzi di trasporto per raggiungere direttamente i grandi magazzini e i centri commerciali, situati solitamente nelle periferie cittadine. I vari canali distributivi per i prodotti di abbigliamento sono: rivenditori all' ingrosso, seguiti dalle catene della grande distribuzione, negozi di lusso (dove vengono venduti i principali marchi internazionali di abbigliamento), negozi monomarca (<Stefanel>, <Benetton>, <Zegna>, ecc. ). Alcuni dei marchi italiani presenti direttamente in Turchia sono: <Gucci>, <Armani>, <Stefanel>, <Benetton<, <Diesel>, <Paul & Shark>, <Max Mara> e <Ermenegildo Zegna>. (Ice Istanbul)
29.07.2005

CONFINDUSTRIA MARCHE GUARDA 
 AD ANKARA, PAROLA DI PRESIDENTE

Maria Paola Merloni farà parte della delegazione ristretta della missione, la prima dopo l'estate, che Cordero Luca di Montezemolo e Carlo Azeglio Ciampi faranno nel prossimo novembre in Turchia. Lo scopo è quello di attrarre nuovi investimenti per gli industriali italiani. "Farò da apripista ai nostri imprenditori", ha dichiarato.

Merloni_Maria_PaolaLa presidente di Confindustria Marche Maria Paola Merloni farà parte della delegazione ristretta della missione, la prima dopo l'estate, di Cordero Luca di Montezemolo e Carlo Azeglio Ciampi in Turchia. Il Paese, infatti, è, con il Montenegro, uno dei mercati individuati dalla presidenza degli industriali marchigiani per attrarre nuovi investimenti. Ad annunciarlo è stata la stessa Merloni in un incontro informale con i giornalisti, con cui ha tracciato un bilancio del suo primo anno di mandato ricordando, tra l'altro, il suo primo impegno istituzionale in occasione dell'ultima visita di papa Giovanni Paolo II, nel settembre scorso, a Loreto, peraltro caratterizzata - ha rivelato - da minacce di attentati rivelatesi poi fortunatamente infondate. Un anno, ha rimarcato, in cui "ho realizzato il 50% delle cose che mi ero ripromessa di fare". Quanto al futuro, la situazione non è rosea, condizionata dalla sfida asiatica e inevitabilmente destinata a determinare una selezione naturale delle imprese che riusciranno a restare sul mercato. "Ma - ha grintosamente assicurato la presidente di Confindustria - ce la giocheremo". Parlando in generale della situazione economica, sia nazionale che locale, Merloni ha notato che "l'euro ha riportato tutto il Paese al proprio valore", nel senso che "abbiamo capito la nostra vera misura". Paesi come la Germania e la Francia, tradizionali mete dell'export marchigiano, si sono ritrovati con gli stessi problemi dell'Italia: "allora si sono rivolti a Paesi con costi più bassi, e noi siamo andati in crisi". "Noi - ha continuato - abbiamo detto alle imprese: aggregatevi, così da avere una massa critica indispensabile per affrontare un mercato come minimo europeo; noi vi aiutiamo a internazionalizzare". Da qui il progetto di Confindustria Marche che punta alla Turchia e al Montenegro : l'obiettivo è quello di "fare da apripista ai nostri imprenditori, e l'elenco delle imprese interessate a valutare l'opportunità di investire in quei Paesi è cospicuo (almeno 84; ndr)". Ma Confindustria Marche guarda anche alla formazione, perché - ha spiegato Merloni - "dobbiamo pensare sempre più a persone preparate professionalmente". Un altro progetto su cui si sta concentrando l'attenzione è quello messo a punto dalle consulte del turismo, terme e agro-alimentare per un rilancio del turismo nella sua fruizione più completa: dalla cultura all'enogastronomia, al benessere. Sul futuro dell'economia Maria Paola Merloni non si sbilancia: "Bisognerebbe avere una sfera di cristallo. Ma penso che si sarà un po' di selezione. Dopo i dati negativi del primo trimestre, ora i segnali sono di segno positivo, perché alcune imprese hanno deciso di puntare sull'innovazione. Nelle Marche vi sono diverse eccellenze, nel calzaturiero come nel tessile, nel mobile come nella meccanica". Resta sulla cresta dell'onda "chi ha avuto il coraggio di fare certe scelte: innovare - è la convinzione, più volte ribadita, di Maria Paola Merloni - è un modo di pensare". E la Cina? Può essere anche un'opportunità, si è detta convinta la presidente di Confindustria Marche: "Dobbiamo, anzi, imparare da loro. Quando hanno deciso di fare una diga - ha esemplificato - hanno spostato 350 milioni di abitanti". E riguardo alla delocalizzazione, "é uno di quei termini - ha osservato - che, come 'declino', non vogliamo mettere nel vocabolario. Noi parliamo di internazionalizzazione: questo significa avere dei vantaggi in un altro Paese che poi si riportano nel Paese d'origine, dove resta il 'cuore' dell'azienda". (Confindustria)
29.07.2005

IN VENDITA L'AZIENDA TESSILE <SINOP>

A disfarsene la banca turca <Isbank>. Chi avesse interesse all'acquisto può rivolgersi all'Ufficio Ice di Istanbul oppure alla Camera di Commercio della cittadina che si affaccia sul Mar Nero.

Sinop_sul_Mar_Nero_famosa_tra_l'altro_per_l'azienda_tessileLa banca turca <Isbank> sta disponendo la vendita dell' azienda tessile locale <Sinop knitting confection industry> (Soksa). L' azienda <Sinop> (attività: produzione di abbigliamento in maglia e maglieria) dell' omonima città fallì nel 1992 e fu acquistata successivamente dalla banca <Isbank>. La fabbrica occupa uno spazio di 6.500 m2 e dispone di un ufficio di rappresentanza a Istanbul. Gli interessati a ulteriori informazioni in merito alla <Sinop> e alla sua vendita potranno rivolgersi all' Ufficio Ice di Istanbul, oppure direttamente alla Camera di Commercio di Sinop ("Sinop Ticaret Odasi", tel.0368-2603191 fax:0368 2602470. Persona da contattare sig. Tamer Aydemir) , ovvero alla filiale della <Isbank> (sig. Necat Yogurctu, tel. 0368-2602160, fax: 0368- 2611559). (Ice Istanbul)
29.07.2005

IL SALTO DI <BURBERRY> AD ISTANBUL

La prestigiosa casa inglese inaugurerà entro fine estate uno showroom  nella zona commerciale di Bagdat Caddesi, segnando così il debutto sul mercato turco della collezione donna di <Burberry Prorsum> nell'ottica di un'ulteriore espansione mondiale del marchio. Rispecchierà l'english-style dello storico negozio di New Bond Street.

Burberry_apre_monomarca_ad_Istanbul_Collezione_Burberry<Burberry> ha annunciato l'apertura entro fine agosto di un monomarca a Istanbul, in Turchia. Lo spazio, che occuperà una superficie di 680 metri quadrati, sarà situato nella vivace zona commerciale di Bagdat Çaddesi, e rispecchierà l'english-style dello storico negozio londinese di New Bond Street. L'apertura fa parte di una strategia di mercato mirata ad incrementare ulteriormente la presenza del marchio <Burberry< nel mondo. Nello store sarà disponibile, per la prima volta sul mercato turco, la collezione donna di <Burberry Prorsum>, oltre a una gamma completa di abbigliamento, accessori per uomo e donna della collezione <Burberry London> e alle linee casa, profumi, orologi e occhiali. "Il mercato turco rappresenta un'interessante potenziale di sviluppo per <Burberry> - ha dichiarato Rose Marie Bravo, amministratore delegato del marchio - In Turchia, abbiamo una presenza all'ingrosso da qualche anno e l'ottima posizione di questo negozio al dettaglio in una delle aree commerciali più importanti della città ci offre l'entusiasmante possibilità di proporre il portafoglio completo dei nostri prodotti ai sofisticati clienti della regione". (www.modaonline.it)
29.07.2005

 

TURKISH ARLINES AMPLIA LA SUA FLOTTA

La compagnia di bandiera turca ha già in volo gli Airbus 321 recentemente comprati. La Thy spera di fare altri acquisti (100 aerei in tre anni).

THYIn order to meet the increasing demands of passengers the Airbus 321 plane purchased by Turkish Airlines (Thy) will be put into flight. The national carrier aims to increase the number of planes in its fleet to 100 in three years time and will also establish an aviation school in order to meet its need for pilots.
A new Airbus 321 plane was included into the THY fleet last week. The carrier increased the number of planes in its fleet increases to 82 with the hired plane. The airline will also buy three single engine planes to be used in its aviation school to be established at Sabiha Gokcen Airport. The planes will be delivered by August 15.
Thy continues to empower its fleet to meet the increasing number of passengers during summer. The Airbus 321 plane, which was brought to Istanbul the other day, will be put into the sky after test flights and other processes. Ismail Demir, technical affairs director of THY stated that they will buy 6 new planes this year starting from October and 3 RJ 100 planes will be delivered by 2008 after the end of their hiring contract dates. It is planned that the number of planes in the fleet of THY will exceed 100 in 2008. Ismail Demir noted that THY needs about 100 pilots each year so they plan to graduate about 40 pilots from the aviation school in Sabiha Gokcen airport. (Mustafa Gun/Zaman)
29.07.2005

MODELLO D-200

Sarà la nuova berlina che sarà lanciata nella seconda meta del 2007 dalla <Tofas> turca, joint venture tra <Fiat> e <Koc Holding>.

La <Tofas> (joint-venture tra la <Fiat> e la <Koç Holding>), ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la <Fiat> per produrre nei propri stabilimenti di Bursa una nuova berlina, modello D-200, che sarà lanciata nella seconda metà del 2007. La <Tofas>, che parteciperà al progetto con un investimento pari a €170 milioni, ha altresì reso noto che saranno prodotte 60.000 unità all'anno di cui il 30% sarà destinato al mercato dell'Europa Occidentale. Si tratta del secondo importante investimento effettuato dalla Tofas dopo quello siglato con la FIAT e la Peugeot Citroen per la produzione, sempre negli stabilimenti di Bursa, di vetture mini-cargo, che porta cosi' ad un totale di €520 milioni il capitale investito dalla Tofas nei due progetti. Il nuovo Amministratore Delegato della Tofas, Alfredo Altavilla, ha commentato positivamente la firma del nuovo accordo sottolineando che la Turchia diventera' la terza base di produzione della FIAT, in termini di grandezza. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
29.07.2005

 

COMMESSA

La società di impiantistica turca <Tekfen> si è aggiudicata quella per la fornitura di otto serbatoi di petrolio alla compagnia petrolifera kuwaitiana <Koc>.

La società di impiantistica turca <Tekfen>, si è aggiudicata la commessa per la fornitura di otto serbatoi per petrolio alla compagnia petrolifera kuwaitiana <Koc>, battendo la concorrenza della Corea del Sud e degli Stati Uniti. In base al contratto, del valore di $222 milioni, la <Tekfen> seguirà i lavori di ingegneria, manifattura ed assemblaggio dei serbatoi nonchè l'installazione di sistemi antincendio curando anche l'applicazione di adeguate misure di protezione ambientale connesse al progetto. I serbatoi dovranno essere consegnati entro luglio 2007 e consentiranno alla <Koc> di aumentare la propria capacità produttiva a 20.9 milioni di barili al giorno dagli attuali 16 milioni. (fonte Amb. d'Ita)
29.07.2005

NOTIZIE IN BREVE

La <Jp Morgan Chase> ha conferito un premio di qualità alla <Is Bank> in base al servizio di trading elettronico Stp (Straight Through Processing).

JP_Morgan_ChaseJP_Morgan_Chase* La <JP Morgan Chase> ha conferito un premio di qualità  alla <Is Bank> turca in base al servizio di trading elettronico STP (Straight Through Processing) con la stessa <JP Morgan Chase>, che la <Is Bank>  offre ai suoi clienti dall'estero. Si tratta dell'esecuzione di operazioni di trading rapide, sicure e completamente integrate che consentono di accelerare i tempi di transazione. 
* La prestigiosa rivista <The Banker>, ha nominato la banca turca <Denizbank> ottava banca nel mondo con la crescita più rapida. La <Denizbank> ha infatti registrato un aumento del capitale pari all'89.4% ed un aumento del 43.8% dei propri beni.
* La <Akbank> ha concesso un credito di $200 milioni alle acciaierie <Erdemi>r e all'affiliata <Irdemir>. Il prestito, della durata di nove anni con un periodo di grazia di due anni, in cui non saranno pagate rate ma continueranno a maturare gli interessi, sarà utilizzato dalla <Erdemi>r per interventi di ristrutturazione e modernizzazione di alcuni suoi impianti e mentre la Isdemir sarà destinata esclusivamente alla produzione di lamine d'acciaio liberando l'industria turca dalla dipendenza dalle forniture di lamine dall'estero. In una dichiarazione rilasciata alla stampa successivamente alla firma del contratto, la Akbank ha affermato la propria volontà di continuare a sostenere le imprese turche attraverso la concessione di crediti a lungo termine.
* Secondo le ultime rilevazioni condotte dall'Istituto nazionale di Statistica turco (Die), nel primo semestre del corrente anno le entrate derivanti dal turismo hanno totalizzato $5.8 miliardi mentre il numero dei turisti ha superato quota 8.7 milioni con una spesa media pro/capite di $658. Solo nel secondo trimestre di quest'anno il settore ha realizzato $3.8 miliardi, dato leggermente inferiore alle aspettative che però non dovrebbe influire sul raggiungimento, a fine anno, di un totale di $18 miliardi di entrate ($15.9 del 2004) mentre per quanto riguarda il numero dei visitatori si prevede un totale di 20 milioni di turisti.
* In base ai dati resi noti dal Associazione degli Esportatori Turchi (Tim) le esportazioni turche nel periodo compreso tra il 1 gennaio ed il 19 luglio hanno raggiunto la somma di $38.766 milioni ($32.643 nello stesso periodo del 2004), segnando un incremento pari al 18.8%. Per fine anno si prevede un volume totale di esportazioni pari a $75 miliardi ($66.6 nel 2004). (fonte Amb. d'Ita)
29.07.2005

INDICATORI MACROECONOMICI

Pnl 2004: crescita annua del 9.9%
Pnl pro capite 2004: US $ 4.172
Pil 2004:
crescita annua  dell'8,9%
Pil pro capite 2004:  US $ 4.187
Inflazione  annua (prezzi al consumo): 8.47% (dato di aprile)
Interscambio con l'Italia nel quadrimestre gennaio-aprile 2005: $4.11 miliardi, con $ 2.33 miliardi di esportazioni italiane verso la Turchia e $ 1.78 miliardi di importazioni dalla Turchia.  (fonte Amb. d'Ita)
29.07.2005

EXPORT: LA TURCHIA ADESSO SPERA DI PIU'

Possibili benefici ora che è stato raggiunto un accordo tra UE e Cina grazie al quale è bloccata l'esportazione da parte di quest'ultima di abbigliamento confezionato fino alla fine dell'anno.

Suleyman_OrakciogluTurkish exporters are to benefit as China has filled its European Union (EU) quota for sweatshirts and blouses. Istanbul Ready-to-Wear and Ready-Made Exporters Union President Suleyman Orakcioglu announced that China will not be able to sell sweatshirts and blouses to EU countries until the end of 2005.
Orakcioglu said that the quotas, which were implemented on 10 categories of Chinese textile productions to the EU on June 11 and are to be in place for four years, are a boon for the Turkish ready-to-wear and ready-made sector. With China's surge in orders for 2005 without the anticipation of such quota agreement, they filled the category five quotas for exports to the EU in only 40 days. Therefore, China will not export to the EU in this category until 31 December 2005. Emphasizing that the currents situation will provide an opportunity for Turkish exporters to meet new demands, Orakcioglu went on: "The moment we have waited for has come. China will not be able to sell sweaters and blouses to the EU until the end of 2005 as of today. The export boom in the following months will not be a surprise for us. Orakcioglu disclosed that since China had filled its quota, the orders and demands for Chinese textiles will expectedly be directed to Turkey instead. Turkey is the EU's second most important traditional supplier on not only category 5 but also on all ready-to wear productions for many years. Saying that the expectation on the continuity of Turkey's acceleration strengthened the sector's performance in the first months of 2005, Orakcioglu estimated that Turkey may export $1 billion worth of sweaters and blouses to EU countries by the end of the year. (Economy News Desk/Zaman)
29.07.2005

CILIEGIA, CHE BONTA'

Successo di un convegno a Bursa, sul tema di questo delizioso frutto, cui ha preso parte l'Istituto di Fruttivicoltura dell'Università Cattolica di Piacenza. Il simposio - organizzato dall'<International Society for Horticultural Science> - ha visto la partecipazione di 300 persone tra docenti e ricercatori di oltre 30 Paesi del mondo.

Studiosi_di_ciliegie_a_convegno_in_TurchiaIntensa attività convegnistica per l'istituto di Fruttiviticoltura dell'Università Cattolica di Piacenza che ha recentemente partecipato con successo a due appuntamenti internazionali. Protagonisti dei viaggi di lavoro (e relatori a questi simposi internazionali) il professor Alessandro Roversi, docente di "Coltivazioni arboree", la dottoressa Virginia Ughini e i borsisti Gianluca Malvicini e Dario Panelli. Bursa in Turchia la meta del primo viaggio, dove il gruppo ha preso parte in rappresentanza dell'Ateneo del Sacro Cuore al V Convegno internazionale sulla cultura del ciliegio (Cherry Symposium). Convegno che - organizzato dall' <International Society for Horticultural Science> (Isha) - ha visto la partecipazione di oltre 300 persone tra docenti e ricercatori universitari di oltre 30 Paesi del mondo.
Oltre agli studiosi piacentini, poche le Università italiane partecipanti alla manifestazione: l'ateneo di Bologna e quello di Bari, nonché l'istituto sperimentale di Frutticoltura di Roma. Cinque i lavori sperimentali portati in Turchia da Roversi e colleghi, attraverso i quali sono stati toccati molti i temi fondamentali per la coltura: dalla biologia fiorale, all'influenza del clima sulla fruttificazione, alla raccolta meccanica delle ciliegie da industria, alla nutrizione minerale e al calcolo della quantità di concime da somministrare annualmente al ciliegieto. Oltre alla presentazione delle ricerche e alla discussione sui poster di contenuto scientifico presentati dai partecipanti, il programma del simposio prevedeva anche visite tecniche a vivai, frutteti e stabilimenti per la lavorazione e l'imballaggio delle ciliegie da esportazione. Ma le scorse settimane hanno visto Roversi coinvolto in una altro impegno di rilievo: un incontro frutticolo sul ciliegio che si è svolto a Bilje in Slovenia, organizzato dal <Sadjaraski Center> (Centro di Sperimentazione, Assistenza tecnica e di Divulgazione ai frutticoltori della Slovenia) al quale hanno preso parte numerosi tecnici frutticoli e coltivatori di ciliegie. Il docente piacentino ha tenuto due conferenze sulla nutrizione minerale e sulla biologia fiorale del ciliegio e nella stessa occasione ha partecipato alla mostra cerasicola con 40 differenti varietà di ciliegio, organizzata dal Sadjaraski Center>, portandovi e illustrando le caratteristiche di dodici campioni di ciliegie tipiche del piacentino (tra queste le varietà Flamengo, Cuore, Bella del Soldato, Pavesi, Duroncina della Goccia, Amarena Piacentina e Visciola), offerte per l'occasione dai frutticoltori di Villanova d'Arda. (Claudia Molinari/LibertàOnline)
La ciliegia - come potete avere occasione di leggere nel link <Istanbul Cafè> - fu portata in Europa (e più precisamente a Roma) da console Lucullo che era governatore della zona di Trebisonda, oggi Trabzon.
29.07.2005

MIGLIAIA DI PIASTRELLE SEQUESTRATE DALLA GDF A RAVENNA

Il materiale proveniva dalla Turchia dove erano state prodotte e commercializzate come "ceramiche di Sassuolo". Le indagini dei militari.

Alcune_tipiche_ceramiche_di_SassuoloI militari della Guardia di Finanza di Ravenna, nell'ambito di controlli svolti nella zona del porto, hanno sequestrato oltre 753mila piastrelle provenienti dalla Turchia, dove sono state prodotte, e commercializzate con il marchio "ceramiche di Sassuolo". L'operazione era iniziata lo scorso 13 luglio, quando le Fiamme Gialle hanno fermato per un'ispezione ordinaria un camion che trasportava oltre 40mila piastrelle etichettate come "Prodotto in Europa - ceramiche di Sassuolo" e insospettiti per la particolare qualità del prodotto rispetto al luogo di provenienza, hanno dato il via agli accertamenti. (Adnkronos)
29.07.2005


COOPERAZIONE TRA LE MARCHE E IL BACINO EGEO

Siglato un protocollo di collaborazione Università di Macerata/Izmir Ekonomi Universitesi che ha come obiettivo i settori di ricerca e didattica ed è centrato sull'agricoltura con ampie connessioni tra le discipline economiche, giuridiche e tecnologico-agrarie.

Università degli Studi di MacerataUn protocollo di collaborazione tra l'Università di Macerata e la Izmir Ekonomi Universitesi è stato siglato il mese scorso dal Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università marchigiana, prof. Vitantonio Gioia e dal Preside della Facoltà di Scienze dell'Amministrazione ed Economia dell'Universita egea, Prof. Erhan Ada. L'accordo approvato dal Senato Accademico maceratese costruisce un ponte con una dinamica e giovane realtà dell'universo accademico smirniota, realtà collegata strettamente al sistema delle Camere di Commercio dell'area egea, la seconda zona industriale del Paese e quella maggiormente vocata ai rapporti con altre sponde del Mediterraneo.
Il protocollo fornisce strumenti per una ampia collaborazione nell'ambito dei settori ricerca e didattica che prevedono, con ampia flessibilità, lo scambio di docenti e ricercatori, la collaborazione su temi di ricerca e su programmi europei, l'organizzazione congiunta di tavoli di lavoro e convegni bilaterali su temi di Diritto europeo, Diritto agrario, Economia ambientale ed agro-industriale, Relazioni commerciali ed industriali, Storia delle Istituzioni politiche. 
Durante l'ultima visita in Turchia del ministro degli esteri, Gianfranco Fini, sono state indicate alcune linee guida per rendere più visibile e fruibile lo sviluppo dei rapporti italo-turchi. Occorre muoversi lungo le direttrici della cultura, della ricerca scientifica e dell'ulteriore presenza delle Pmi italiane, specialmente in aree del paese ancora relativamente poco conosciute, come ad esempio l'Anatolia sud-orientale, la regione a ridosso del Mar Nero etc.
Lo sviluppo di relazioni universitarie in campo economico e scientifico va proprio in questa direzione. L'accordo tra le Università del capoluogo egeo - a breve si aggiungerà un ulteriore accordo con la Università statale Egea - e le Università delle Marche è centrato sull'agricoltura con ampie connessioni tra discipline economiche, giuridiche e delle tecnologie agrarie. E' stato fortemente voluto dal Preside di Scienze Politiche all'Università di Macerata, l'economista Vitantonio Gioia, e dal Prof. Francesco Adornato, ordinario di Diritto agricolo comunitario ed internazionale.
In ottobre 2005 rappresentanti delle Università egee si recheranno a Macerata per una cerimonia ufficiale in presenza delle Autorità politiche ed accademiche, per tenere una serie di conferenze specialistiche e per esaminare con i colleghi italiani i dettagli operativi degli accordi. 
Tenuto conto dell'importanza strategica del comparto agro-alimentare turco, a prescindere da quelli che potranno essere i destini più o meno ravvicinati della Turchia in una Unione Europea carica dei suoi problemi, si è stabilito congiuntamente di approntare in tempi brevi un volume dedicato all'agricoltura turca, un vero e proprio "libro bianco" che permetta ai nostri esperti ed operatori di conoscere in maniera circostanziata le specialità, le aree di nicchia, le problematiche, i settori suscettibili di sviluppo e cooperazione del non trascurabile comparto agricolo turco. 
Tutto questo potrà anche servire a contrastare alcuni disegni - invero di sapore mercantilistico - di alcuni paesi settentrionali dell'Unione che vorrebbero stabilire un ponte preferenziale con la Turchia agricola, giungendo a by-passare altri paesi europei del Mediterraneo, naturalmente valorizzando l'ottima qualità dei prodotti turchi ed il basso costo della manodopera, anche specializzata, nel settore. Non lo dico per voler aggiungere commenti inutili ai dotti studi di crematistica riguardanti il futuro della Turchia: non è limpida la posizione di chi da un lato le vuole sbarrare il passo in direzione di una piena integrazione nella UE e dall'altro le predice un futuro radioso al servizio di propri disegni strategico-economici. 
E' verosimile che Turchia ed Italia abbiano tanto più da guadagnare nello sviluppare sinergie con paesi affini, evitando accuratamente quei soggetti che, procedendo in modo surrettizio nel delicato corridoio delle relazioni internazionali, non mostrino principi orientativi a carattere distintamente europeo, né in definitiva abbiano particolarmente a cuore la rinascita del grande bacino economico mediterraneo a cui l'Italia è sicuramente interessata. (Stefano Barocci, esperto dell'Istituto italiano per l'Asia)
IL TESTO
_______________

Università degli Studi di Macerata
Izmir University of Economics

Cooperation Agreement between Izmir University of Economics, Faculty of Administrative Sciences and Economics in Izmir (Turkey) and Università degli Studi in Macerata, Facoltà di Scienze Politiche, macerata (italia)
_________________
Whereas the Faculty of Political Science of the Università degli Studi di Macerata has started a series of educational and training activities in the region Marche on agricultural, food-industrial and environmental matters, on innovation in Public Administration and on industrial and commercial relations with other European and Mediterranean countries;
Whereas both Faculty of Political Science of the Università degli Studi in Macerata and Faculty of Administrative Sciences and Economics of the Izmir University of Economics in Izmir are strongly interested in broadening their communication network and their scientific and educational exchange at national and international level; 
The Dean of Faculty of Administrative Sciences and Economics of the Izmir University of Economics in Izmir (Turkey) and the Dean of the Faculty of Political Science of the Università degli Studi di Macerata (Italy) agree to establish cooperative relationships in the areas of research and education, as follows:

Art. 1

The two Faculties, as purpose of this academic agreement, aim at:
·        verifying the feasibility to initiate common research projects at national or EC level on issues related especially to European Law, Law of agriculture, Law of food-industrial and environmental economics, Industrial and commercial relations and History of political Institutions,    
·        arranging get-togethers on the above mentioned topics with the participation of professors of the two Faculties through lectures, seminars, meetings, workshops and conferences;
·        assessing the possibility of initiating a professor-exchange-program;
·        evaluating the possibility of implementation of educational credit system for student exchange between Faculties; 
·        studying the feasibility of organizing short and long term training courses at both institutions. Short term involves the attendance of the staff in courses, training and lectures in their own field of interest. The long-term training may be established for the purpose of obtaining M. Sc. Or Ph. D. degrees;
·        at reciprocally developing a collaboration in journals, reviews and publications edited by the professors of the two Faculties within the above mentioned topics.

 Art. 2

The invited party will cover international travel costs while the host party will provide board and lodging during visits for seminars and academic meetings; for joint projects the host party will grant adequate scholarship and laboratory bench expenses during the stay. In case of students having a practical training period board and lodging must be provided. The participants must be fluent in either English or in the local language. No expenses will be refunded for language courses. The exchange volume per year will be decided according to the funds available to the host institution.

Art. 3

This agreement will remain in effect for a period of five years. After the initial five-year period this agreement may be renewed by mutual consent. Either party reserves the right to terminate this agreement upon six months written notice to the other.
Each party shall be responsible for assuring full compliance by its participants with applicable laws and regulations, including insurance, of the respective nations.
The host institution cannot be held responsible for any damage suffered of caused by a visiting participant.
Nothing contained herein or in the activities conducted hereunder shall constitute either party the agent, servant or employee of the other party and each party shall be fully and solely responsible for its own actions and obligations.
This agreement shall take effect on the date indicated below and in witness whereof, the parties hereto have offered their signatures.
Two original copies of this agreement have been signed and each party took one.
Macerata, June the 22nd, 2005
Prof.  Dr. Erhan ADA                                             Prof. Vitantonio Gioia 
Dean                                                                            Dean
Faculty of Administrative Sciences                               Faculty of Political Sciences
and Economics                                                       Università degli Studi
Izmir University of Economics                                      Macerata, Italy                                            
Balçova-Izmir, Turkey
29.07.2005

L'UNIVERSITA' DEL SANNIO VOLA AD ISTANBUL

Firmati gli accordi con due prestigiosi atenei ella metropoli turca: la <Teknik Universitesi> e la <Marmara Universitesi>. Contestualmente ha preso l'avvio il primo corso di Lingua e Cultura Italiana.

Università_degli_Studi_del_SannioFirmati gli accordi di collaborazione tra l'Università degli Studi del Sannio e due prestigiose Università di Istanbul: la <Teknik Universitesi> e la <Marmara Universitesi>. Il rettore, prof. Aniello Cimitile, ha proceduto alla firma, con il rettore della <Università Tecnica - TU>, prof. H. Faruk Karadogan in un clima di grande serenità ed amicizia.
In precedenza il rettore dell'Università del Sannio, aveva incontrato il prof. Tunc Erem rettore della < Marmara Universitesi> per la firma dell'accordo di collaborazione. Tali protocolli d'intesa , tra l'altro, prevedono lo scambio di docenti e studenti e lavoro di ricerca su progetti comuni di avanguardia in settori specifici.
Erano presenti tutti gli altri componenti del team dell'Università del Sannio: il pro-rRettore prof. Filippo Bencardino, il prof. Pasquale Daponte , delegato alle relazioni internazionali, i prof.ri Erricoberto Pepicelli, Elena Intorcia e Luigi Troiano. Ha presenziato anche il dDirettore dell'Istituto Italiano di Cultura ad Istanbul, Silvio Marchetti, delegato dell'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili.
Contestualmente agli accordi ha avuto inizio il primo corso di Lingua e Cultura Italiana presso la <Teknik Universitesi>, organizzato dai prof.ri Daponte e Pepicelli e condotto dallo stesso Pepicelli e dalla prof.ssa Elena Intorcia. E' stato, praticamente, implementato il modulo ormai collaudato che da tre anni riscuote notevoli successi presso l'<Università Tecnica di Kosice> in Slovacchia. Tale corso si pone come sostegno all'accordo di collaborazione tra le due Università
Naturalmente grande successo di partecipazione: erano stati ben 150 gli studenti interessati alla frequenza di tale corso; ne sono stati ammessi 45, suddivisi in due livelli: principiante e elementare. Il corso è durato due settimane. La seconda di queste è stata condotta dalla prof.ssa Anna Maria De Bartolo dell'Università della Calabria. Anche con quest'ultima è stato firmato un accordo di collaborazione. Grande disponibilità è stata dimostrata dalle autorità accademiche ed, in particolare, da parte della responsabile dei rapporti internazioni prof.ssa Lerzan Ozkale che ha partecipato, unitamente al Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, alla cerimonia ufficiale per la consegna degli attestati di frequenza con profitto.
L'Ambasciatore d'Italia in Turchia ha concesso " con piacere" il patrocinio dell'Ambasciata al corso in questione.
Il Rettore prof. Cimitile aveva incontrato gli studenti in un clima di grande serenità e per essi aveva avuto parole di elogio e di incoraggiamento a proseguire sulla strada dell'acquisizione della conoscenza, in una prospettiva di crescita individuale e collettiva. Con l'occasione li aveva anche invitati a venire nella nostra Università tramite il programma Socrates -Erasmus.
Tutta la documentazione fotografica sarà disponibile a breve su un apposito link dell'Università del Sannio, insieme a quella relativa ai corsi di Lingua e Cultura Italiana che si tengono a Kosice (Repubblica Slovacca) dal 2003. (University.it)
29.07.2005

TURISMO ECOLOGICO PER STUDENTI DI TREDICI  PAESI

Una vacanza tutta particolare quella di un gruppo di ragazzi nel distretto di Egirdir il cui compito è quello di raccogliere rifiuti.

Studenti_in_viaggioA group of 13 students from seven countries are participating in garbage collecting tours held in Isparta's Eğirdir district. A private tour organizer is organizing the tours within the framework of "International Volunteers Camp."
According to Anatolia news agency, students from foreign countries have been visiting the district recently in order to participate in various activities held by the municipality in collaboration with a tourism operator.
Eğirdir Mayor Ömer Şengöl said that those students who visited their district the previous year participated in road construction and that another group took part in the construction of a zoo in the district.
Şengöl said that this year's group consisted of students from Canada, Norway, U.S., Germany, Korea, Belgium, and Thailand.
 "Students, while registering for the tour, make their applications in order to participate in garbage collecting activities. They pay 200 euros to come here. We, as the municipality, provide them accommodation and food during their visit," Şengöl added.
Şengöl underlined that foreign students were working together with local students in the projects and said, "They both get to know the district, and make friends with their Turkish counterparts."
The residents of the district also show great interest in the students who are trying to enhance their environment. (Turkish Daily News)
29.07.2005

 

ARCHITETTURA ITALIANA ED ARCHITETTI ALLA TOPHANE-I AMIRE

Mai come in questo momento l'attenzione per questa specifica cultura è sotto i riflettori della Turchia. Una mostra di ampio respiro che ha visto raccolto tutto il ghota di esperti grazie anche agli sforzi del nostro Istituto ad Istanbul.

Una_immagine_del_Tophane-i_Amire_ad_IstanbulIl XXII congresso dell'Uia (Unione internazionale degli architetti) si è appena concluso, ma l'architettura italiana è ancora protagonista sulle rive del Bosforo.
Merito della mostra "Dal futurismo al futuro possibile nell'architettura italiana contemporanea", inaugurata in uno dei luoghi più affascinanti di Istanbul, Tophane-i Amire, gli splendidi spazi della fabbrica di cannoni costruita da Mimar Koca Sinan, l'architetto cinquecentesco considerato il Michelangelo turco.
Franco_PuriniGae_AulentiUna sorta di basilica proto-industriale con merli e comignoli che accoglie l'allestimento di Gae Aulenti della mostra curata da un comitato scientifico presieduto da Franco Purini e composto tra gli altri da Livio Sacchi (entrambi presenti a Istanbul).
L'esposizione è ambasciatrice dell'architettura contemporanea italiana nel mondo. Allestita per la prima volta nel 2002 in Giappone presso il <Tokyo Design Center> attraverso la fondazione "Italia in Giappone", è poi sbarcata a Kobe, Caracas, Kuala Lumpur,in Australia e, in Europa, a Oslo, Reykjavik e Bruxelles e sarà presto a Città del Messico. L'impianto della mostra ha subito pochi ritocchi: 65 pannelli con altrettanti progetti dal 1990 ai giorni nostri in cui c'è tutta l'architettura italiana. I 65 progetti sono suddivisi in nove sezioni: dalle residenze (come Casa Wolf in Colorado, di Ettore Sottsass) agli edifici del sapere (il Polo universitario a Porta Tufi, Siena, di Natalini architetti), dai luoghi di lavoro (la sede iGuzzini a Recanati di Mario Cucinella) ai teatri (uno per tutti: gli Arcimboldi di Gregotti a Milano), da musei e centri culturali (uno dei capolavori di Renzo Piano: il centro culturale canaco a Noumèa, in Nuova Caledonia) alle chiese (San Giovanni Battista a Desio, di Gabetti&Isola), passando per piazze, percorsi pedonali, grattacieli, complessi sportivi e restauri dell'antico.
Alla struttura portante della mostra si affiancano un filmato sul paesaggio italiano e i plastici di alcuni progetti e produzioni più recenti, ciò che trasforma la mostra in un work in progress. E a legare il futuro all'immediato passato, tempere, scritti autografi e altre testimonianze dei maestri del Novecento italiano, da Adalberto Libera a Antonio Sant'Elia, da Pier Luigi Nervi a Giuseppe Terragni, da Carlo Scarpa a Aldo Rossi.
A Istanbul c'è grande attenzione per la cultura italiana, come garantisce il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura Silvio Marchetti, per iniziativa del quale la mostra è giunta nella metropoli turca. E ancor di più c'è attenzione per l'architettura italiana: l'inaugurazione della mostra è stata affollatissima ed è stata definita dal presidente dell'Uia il miglior evento collaterale del congresso. Una dimostrazione di come l'Italia, almeno in campo culturale, potrebbe ambire a un ruolo egemone nel bacino del Mediterraneo. (Andrea Cuomo/Il Giornale)
29.07.2005

 

PICASSO RITROVATO A MERSIN: MA E' AUTENTICO?

Confiscato dalla polizia turca un dipinto che sembra opera del pittore spagnolo. Si tratta di un ritratto, datato 1940, dal titolo "Donna nuda che orna i suoi capelli". Il museo di Ankara ora dovrà accertare se è veramente da attribuire al grande Pablo.

PicassoThe Turkish gendarme confiscated a painting, claimed to be painted by famous painter Pablo Picasso in Mersin, a Mediterranean coastal city.
Mersin Gendarme squad following a lead confiscated the painting called "Nude Dressing Her Hair" on Friday at a vacation facility in Davultepe town.
A detailed investigation revealed the work, painted on 6 July 1940 and measuring 130×97cm, was smuggled from Kuwait to Iraq and into Turkey. There was also a mark of a seal behind the painting which read that it belongs to Kuwait government. The painting will be sent to Ankara Museums Head Office in order to ascertain whether it is real or not and its value will be estimated. The investigation is still under progress. (Cihan/Zaman)
29.07.2005

PROGETTO ILISU

Se andasse in porto quello di un consorzio cui fa parte la società austriaca <Va Tech>, verrebbe a scomparire sotto le acque del Tigri l'antico sito di Hasankeyf di grande rilevanza storica. Tra le perdite più consistenti la moschea del sultano Solimano, il cui minareto è una delle più spettacolari testimonianze dell'architettura ayyubide di inizio XV secolo; la tomba cilindrica di Zeynel Bey, raro esempio dello stile architettonico dell'Asia centrale; e la tomba dell'Imam Abdullah, un luogo di culto visitato ogni anno da circa 30mila sciiti.

Progetto_Ilisu_sul_TigriNonostante l'apparente successo di una campagna internazionale lanciata nel 2002 per la sua sospensione e le numerose promesse da parte del Governo turco, è ripartito il progetto per la costruzione di una imponente diga sul fiume Tigri, nel sud-est della Turchia, la cui realizzazione minaccia di sommergere Hasankeyf, sito di grande rilevanza storica. Occupata nei secoli da nove grandi civiltà, dagli assiri agli ottomani, Hasankeyf fu un importante crocevia tra Occidente e Oriente. La volontà di proseguire il progetto sembra rientrare nell'ottica del possibile accesso del paese all'Unione europea.
La diga di Ilisu, parte del più grande Progetto Anatolia che prevede la realizzazione di una serie di impianti idroelettrici e dighe, è oggetto di controversie, dovute in gran parte alla sua collocazione nella regione sud-orientale della Turchia, a maggioranza curda. Recentemente pare sia stato costituito un nuovo consorzio per la costruzione della diga, che comprenderebbe anche la società austriaca <Va Tech>, al momento oggetto di un'offerta pubblica di acquisto da parte della <Siemens>. Se la diga dovesse essere realizzata, l'intero sito verrebbe sommerso con la sola eccezione della cittadella, arroccata in cima a un'altura. Tra le perdite più consistenti, la moschea del sultano Solimano, il cui minareto è una delle più spettacolari testimonianze dell'architettura ayyubide di inizio XV secolo; la tomba cilindrica di Zeynel Bey, raro esempio dello stile architettonico dell'Asia centrale; e la tomba dell'Imam Abdullah, un luogo di culto visitato ogni anno da circa 30mila sciiti.
Una_immagine_di_HasankeyfL'intervento di recupero archeologico, spesso di appena un mese all'anno, prese il via nel 1998 sotto la direzione del <Centre for Research and Assessment of the Historic Environment> (Taçdam), con studiosi di diverse università e istituti di ricerca internazionali. Nel 2003, il primo ministro Atilla Koç collocò il sito archeologico tra quelli degni di restauro e di nuove iniziative turistiche. Tuttavia, secondo un rapporto del 2005 di Maggie Ronyane dell'Univerisità Nazionale irlandese di Galway e del Progetto per i diritti umani dei curdi, alcuni enti governativi, come quello che si occupa delle opere idrauliche, hanno confermato la ripresa dei progetti per la costruzione della diga. Secondo un ricercatore del Taçdam, le operazioni di salvataggio del sito devono ancora cominciare a causa di "controversie burocratiche" con il Governo turco, ma esistono dei progetti per smantellare e ricollocare alcuni dei principali edifici di Hasankeyf su un'isola al centro del bacino della diga, trasformandoli, dopo il restauro, in musei a cielo aperto. (Lucian Harris/Il Giornale dell'Arte)
29.07.2005

LA DESERTIFICAZIONE MINACCIA LA NOSTRA TERRA

Circa 24.000 villaggi, 1.400 di ferrovia, 30.000 km di strade, 50.000 di canali sono sotto una costante minaccia. L'allarme lanciato dalla Fondazione turca per la lotta all'erosione del suolo (Tema).

desertificazioneAbout 24,000 villages, 1,400 km railroad, 30,000 km vehicle road, 50,000 km water canal are under a constant treat of desertification.The Turkish Foundation for Combating Soil Erosion (Tema) International Relations Director Murat Ermis defined desertification as the gradual loss of soil fertility, increases in the rate of the greenhouse effect due to climate changes and irrigation by people in areas receiving less rain.
The Director observed that over 250 million people in the world are directly affected by desertification and one third of the world surface is under the threat of desertification. Ermis further said that about 135 million people are forced to migrate for this reason. (Zaman)
29.07.2005  

 

TURISTI SEMPRE DI PIU'

Aumento degli Italiani in Turchia. I dati dell'Ufficio Cultura ed Informazione di Milano. Gli arrivi internazionale e quelli dell'UE.

Sono aumentati del 44.4% rispetto al 2004, nel primo trimestre 2005, gli arrivi in Turchia dall'Italia. E' stato rilevato dall'Ufficio Cultura e Informazione dell'ambasciata turca di Milano, sulla base dei dati del ministero del Turismo turco. Il flusso di turisti italiani ha superato i 155mila arrivi. Quest'anno, nel solo mese di giugno, gli arrivi dall'Italia sono stati oltre 56mila (+28.04%).
In generale, da gennaio a giugno scorsi, gli arrivi internazionali sono stati 8.5 mln circa (+27.22% rispetto allo stesso periodo del 2004). Per quanto riguarda gli ingressi dei turisti provenienti dall'UE sono stati 1.2 mln circa (+21,06% rispetto al 2004). (Adnkronos)
29.07.2005

ESTATE DA VERI NABABBI SUI CAICCHI

La classica imbarcazione turca, meglio nota con il nome di gulet, e che fa tendenza sulle coste del Mar Egeo e del Mar Mediterraneo, dirige adesso verso l'arcipelago toscano. Naturalmente i prezzi per una crociera non sono quelli che si praticano in Turchia, ma diamine! perché non togliersi questo sfizio specie se la cucina è buona e la natura è incantevole.

Un_caicco_turcoFa rotta sull'arcipelago toscano, direttamente dalle coste turche, l'antica imbarcazione dei pescatori divenuta oggi una lussuosa barca da crociera. Il caicco. La moda di questi robusti scafi in legno di pino, dove è possibile fare una crociera all'insegna della comodità e del dolce far niente, ha debuttato alla grande tra le isole toscane, dal Giglio all'Elba, veleggiando verso la Corsica.
I caicchi turchi, romantici come antichi velieri, ma comodi come yacht vengono scelti ogni anno da migliaia di turisti amanti degli approdi spettacolari. Ed ecco che il viaggio in gulet, come lo chiamano ancora i marinai turchi, diventa in Italia una vero e proprio tormentone dell'estate. Sono moltissimi infatti gli italiani che vorrebbero trascorrere una romantica crociera da pascià a bordo del caicco, come fino a poco tempo fa facevano solo i turisti che andavano fino in Turchia per ammirare bellezze archeologiche e spiagge da sogno, tra storia e mito. E ora il loro sogno è a portata di mano e neanche a prezzi esorbitanti.
Ma quali sono le caratteristiche di questi barconi a cui il boom delle crociere ha regalato una nuova giovinezza? La loro lunghezza varia dai 15 ai 25 metri ed offrono da tre ad otto confortevoli cabine doppie con bagno privato. A prua e nella tuga sono presenti ampie zone prendisole, e a poppa un'ampia dinette, utilizzata per la colazione e il pranzo. L'equipaggio del caicco è di solito composto da un minimo di due a un massimo di 4 persone: comandante, skipper, cuoco e marinai. Una buona navigazione, un'ottima cucina e una natura incantevole sono gli ingredienti della crociera sull'antica barca dei pescatori.
Un viaggio da nababbi in cabine extralusso e suite. Ecco com'è il viaggio di chi decide di passare le vacanze a bordo di un caicco, o gulet. Quella di poppa e quella di prua sono vere e proprie suite da 4 metri per quattro, con uno spazioso bagno incamera dotato di doccia e aria condizionata. Le cabine armatoriali dispongono anche di frigobar e divani in pelle. La cabina armatoriale di poppa di solito ha ampie vetrate sul mare, le altre cabine sono situate nel corridoio, anche queste climatizzate e con bagno e doccia in camera, circa 2 metri per due, escluso il bagno.
Ogni cabina dispone di un terzo letto, gli interni delle suite sono di solito in mogano e pelle, come del resto le cabine del corridoio. Queste ultime dispongono di una cuccetta, e che cuccetta, visto che il suo standard è di 80 cm x 2 metri, e sono sistemate sopra il letto matrimoniale con un sistema a binario estraibile. Vistala grandezza delle suite su richiesta si può fornire anche un letto chiudibile. Una vera reggia racchiusa in poco più di 20 metri. 
Neanche il cibo lascia a desiderare in caicco. Chi viaggia a bordo di queste imbarcazioni da crociera usufruisce del servizio di pensione completa. Si parte da una ricca colazione, importante per iniziare la giornata in mare. Il pranzo e la cena sono a base dei piatti caratteristici della cucina turca: dal pollo alla verdura fresca, dal pesce alla frutta fresca.
Cibi sfiziosi ma leggeri per chi vuole passare una giornata tra bagni e sole. Un momento considerato di rito per gli appassionati dei viaggi in caicco, è il the delle cinque, accompagnato da biscotti e pasticcini. Per i più romantici, sono consigliate le cene consumate a poppa sotto le stelle, ancorati in una baia ben riparata per trascorrervi la notte. Durante il giorno inoltre, vengono serviti in quantità industriale, visto che si viaggia sotto il sole, bevande calde o fredde e per lo più analcoliche. 
Gli itinerari delle crociere in caicco lungo i mille chilometri della costa turca, restano comunque i più ambiti. A partire dalla costa Cariana che comincia da Kusadasi, a nord, colpita 
al cuore pochi giorni fa da un attacco terroristico, e continua fino a Marmaris passando per Bodrum, il principale porto d'imbraco della costa Egea che offre il piacere dello shopping nel suo bazaar tra i numerosi negozi dove si vendono preziose lavorazioni in argento, gioielli e tappeti Kilim. Bodrum, conosciuta anticamente col nome di Alicarnasso, fa rivivere al visitatore il mito della patria di Erodoto. E' una città che pullula di gallerie d'arte, taverne e locali alla moda: bohemienne di giorno e disco-music di notte.
Sulla costa Cariana si possono visitare le città archeologiche di Efeso, Mileto, Didimo e Iassos. La costa Licia, invece, inizia a sud di Marmaris ed arriva fino a Antalya. Le città antiche che si possono visitare in questo tratto sono molte. A partire da Caunos, la città che si ammira risalendo il fiume Dalyan, con le sue tombe imperiali. La perla di questa costa è certamente Efeso, la città che ha saputo proteggere la sua architettura dedicata alla Dea Artemide. 
Il suo grande tempio, piùvolte ricostruito, appartiene, nella sua ultima forma, al III sec. a.C. ed era considerato come una delle sette meraviglie del mondo antico. Tra le rovine, il visitatore ne ammirerà il teatro, il ginnasio, i bagni, l'agorà e la biblioteca di Celso.
Bordeggiando in direzione sud, spesso in compagnia di amichevoli delfini, si giunge al golfo di Fethiye, ampio, verde, dove è un piacere navigare di isola in isola alla ricerca di spiaggette segrete per un tuffo in solitudine.
Tra 450 e i 500 euro a persona in pensione completa. E' questo il prezzo da pagare se si vuole passare una settimana a bordo del caicco, con una crociera organizzata. Il prezzo sale se si vuole noleggiare un caicco senza equipaggio: si va dai 600 euro al giorno della bassa stagione ai 1600 dell'alta stagione. Il viaggio in caicco più costoso è quello per gli amanti delle immersioni. In questo caso, comprendendo nel prezzo i pacchetti diving, fatti di 2 immersioni giornaliere, l'istruttore e le bombole, si va da un minimo di 3.000 a un massimo di 9.000.
Per chi opta per la vacanza in caicco associata alle immersioni,il luogo più adatto lungo le coste turche è Antalya. Qui è possibile, per gruppi precostituiti di minimo 8 persone, abbandonarsi a una crociera speciale lungo la costa mediterranea. Durante la settimana di navigazione vengono effettuate due immersioni giornaliere- alla presenza di un istruttore qualificato - per un totale di 10 immersioni settimanali, nelle zone di Kemer e Kekova. L'attrezzatura (bombole, pesi, e altro) è inclusa nel prezzo del pacchetto diving che sarà di euro 220,00, a cui verrà aggiunto il prezzo del noleggio del caicco. 
Il caicco degli antichi pescatori turchi approda anche in Italia. E Tom Cruise, sbarcato la scorsa settimana sulle coste pugliesi a bordo del <Pura Vida>, un caicco il legno di 26 metri dotato di 5 cabine, 5 bagni e 10 posti letto, ne ha fatto un vero e proprio tormentone dell'estate. Naturalmente l'attore, che voleva passare una settimana speciale con la sua neo fidanzata Katie Holmes, è stato disposto a pagare 15.000 al proprietario italiano del gulet. Gli itinerari, per chi decide di passare una vacanza in caicco, pur restando in Italia sono piu' limitati rispetto ai mille chilometri di costa turchi. Ad esempio, c'è il percorso che parte da Portoferraio, all'isola d'Elba e attraversa le isole dell'Arcipelago toscano: dal Giglio a Capraia, dall'Argentario, fino alle coste della Corsica settentrionale. I prezzi a persona sono molto più alti di quelli delle crociere in Turchia: si va dai 750 euro a persona (pensione completa) in bassa stagione, ai 1.150 se si scelgono i mesi di luglio e agosto. (Adnkronos)
29.07.2005

SOLDATI ROMANI DALL'ANATOLIA ALLA LONTANA CINA

La chiamano la legione fantasma. Faceva parte della spedizione del triunviro Licinio Crasso sconfitto dai Parti a Carres (oggi Harran) e trasferita a nord dell'Afghanistan dove alcuni superstiti furono poi catturati dall'esercito dell'imperatore cinese Gan Yanshou, Secondo lo storico Bau Gau avrebbero fondato la città di Liqian di cui oggi non resta che un villaggio.

Monumento_cinese_a_Yongchang_con_un_legionario_romano_a_sinistra__foto_da_ClioResti_di_una_muraglia_a_Liqian___foto_da_ClioI soldati di una legione fantasma, di cui nel mondo antico non si seppe più nulla dopo una spedizione in Oriente, fondarono l' unico centro romano presente in Cina, ossia la città di Liqian, sito archeologico della provincia orientale di Gansu pressoché sconosciuto benché visitato ogni anno da centinaia di turisti.
A parlare della scoperta della città e delle sorti dei legionari dispersi è il periodico <Archeologia Viva> con un servizio nel numero in edicola. La legione scomparsa era al comando di Licinio Grasso, triumviro al pari di Cesare e Pompeo, che avviò una campagna militare contro i Parti in Turchia durante la quale il suo esercito fu sgominato davanti a Carres, l'attuale Harran, e lui stesso venne decapitato. Plinio racconta che i sopravvissuti caddero tutti prigionieri e furono trasferiti dai Parti in una regione al nord dell' attuale Afghanistan. Tuttavia, quando nel 20 a.C. Romani e Parti firmarono la pace e si accordarono per la restituzione dei prigionieri di Carres, i superstiti della sfortunata legione erano spariti nel nulla. Da questo momento l'esercito-fantasma costituì un mistero per il mondo romano.
Molto più tardi vi avrebbe dato risposta Bau Gau, un cronista dell' impero Han, la seconda dinastia cinese (206-220 d.C.). Secondo Bau Gau quegli stessi prigionieri vennero sconfitti nel 36 a.C, in battaglia dal grande condottiero cinese Gan Yanshou , il quale si scontrò e vinse contro uno strano contingente dove i soldati erano disposti nella formazione tipica delle legioni romane a lisca di pesce. Sconfitti, circa 1.500 di questi "stranieri" vennero deportati in Cina dall'imperatore per difendere la strategica provincia orientale di Gansu ora facente capo alla città di Yongchang. E' qui che i superstiti della legione romana fondarono Liqian, nome con cui in Cina ancora si indica la romanità. 
Oggi, della prima città romana della Cina rimangono qualche frammento di ceramica e muretti difensivi risalenti alla dinastia Han. Tuttavia nei racconti della gente quella storia è ancora vicina e i visitatori del sito romano sono ogni anno più numerosi. Una anziana del villaggio (appena trecento anime) non nasconde un certo orgoglio delle sue supposte origine romane e descrive i ragazzi del luogo "alti come stranieri con i capelli ricci e gli occhi chiari".(Archeologia viva))
29.07.2005

TOMBA TRACIA SCOPERTA IN BULGARIA

E' la più ricca degli ultimi cento anni. Ritrovato l'anello di un re sepolto assieme al suo cane e ai suoi cavalli.

Zlatinitsa_tomba_traciLa tomba di un re della Tracia, costruita in maniera insolita e piena di oggetti d'oro e d'argento, è stata scoperta nella regione di Elkhovo, a sud-est della Bulgaria. Lo ha annunciato il direttore del museo storico nazionale, Bojidar Dimitrov. 
''Questa tomba non assomiglia ai mausolei rettangolari o a cupola che conoscevamo dei Traci. E' un'enorme buca coperta di legno simile alla tombe degli Sciti di Russia o del sud dell'Ucraina'', ha spiegato. Il responsabile dell'equipe archeologica, Daniela Agre, ritiene che si tratti della tomba dei Traci più ricca scoperta negli ultimi 100 anni. La tomba risale al IV secolo avanti Cristo.
L'equipe archeologica ha scoperto l'anello in oro del re che è stato sepolto insieme al suo cane e ai suoi due cavalli. Trovati inoltre una corona d'oro, ginocchiere in argento, pezzi di un'armatura, finimenti dei cavalli e numerosi recipienti in oro, argento e bronzo.
I Traci hanno abitato dal IV millennio a.C al III secolo d.C. il territorio delle attuali Bulgaria e Macedonia, il sud della Romania, il nord della Grecia e della Turchia e il sud-ovest dell'Ucraina. Prevalentemente dediti all'agricoltura e all'allevamento, restano famosi per la produzione di oggetti in oro. (Ansa-Afp)
29.07.2005 

 

TEATRI DI TUTTO IL MONDO AD ISTANBUL

Incomincia il 6 agosto prossimo il secondo Festival internazionale.

The 2nd International Istanbul-Mekan Theater Festival Begins on August 6.
The opening will be held at Dolmabahce Palace the historical Galata Bridge, Yerebatan Cistern and Rumeli Castle. The Harbiye Open Air Theater
will host the festival in which Albania, Bosnia and Herzegovina, Chuvasia, Denmark, Palestine, Finland, Macedonia, Norway, Uzbekistan, Bashkirdistan, Syria, Tunisia, Canada, and Lebanon will part and films can be seen free of charge. (Culture & Arts News)
29.07.2005

HOLLYWOOD CAMBIA

Gli spettatori d'oltreoceano si sono stancati degli eroi stereotipati made in Usa e così adesso guardano ai film che in Turchia si ispiravano alle più famose pellicole americane su superman ed altri protagonisti.

Gli_eroi_del_fumettiAmerican movie fans bored with stereotypic Hollywood films have now turned their eyes to Turkish versions of US films.
The US press said the summer of 2005 has been long and boring for movie audiences; therefore, they might turn to Turkish films to entertain themselves. US newspaper the New York Daily News wrote that the recent trend was Turkish versions of US films. "Let's face it, Hollywood is mired in a summer-long slump. American blockbusters have become bloated and soulless, bereft of fun. But all is not lost, movie lovers. If 'Batman Begins' or 'The Fantastic Four' didn't do it for you, walk down to your local alternative-video store and rent 'Turkish Superman', noted the newspaper. Currently, there are at least 10 Turkish versions of American movies available in the US. These include Cinderella and Jaws. Films like "Turist Omer Uzayda" (Tourist Omar in Space), "Dunyayi Kurtaran Adam" (The Man Who Saved The World) and "Badi" referred to as the Turkish Spider-Man, Turkish Superman and Turkish E.T. The New York Daily News also said Turkish directors remade Turkish versions of popular Hollywood movies from the late '70s to early '80s. (Culture & Arts News)
29.07.2005

 

IL RINNOVAMENTO DI UN ARTISTA: ANGELO DE BONI

Il pittore esporrà ad Istanbul presso la Biennale internazionale di Grameen dal 1 al 30 novembre.    

DeBoni_angeloAngelo De Boni nasce a Limbiate (MI) nel 1955. Dal 1970 al 1975 frequenta l'Istituto Statale d'Arte di Monza, dove apprende da maestri insegnanti quali Nanni Valentini e Marco Mirzan, l'arte del disegno, della grafica, del colore. Diviene Maestro d'Arte e poi si diploma in Arti Applicate, col massimo dei voti. Frequenta, nel contempo, un corso di disegno dal vero presso l'Accademia di Brera in Milano. Nel 1976 si è iscritto al Politecnico di Milano alla facoltà di Architettura. Abitualmente passa i pomeriggi presso il laboratorio di Valentini apprendendo l'arte del disegno applicato alla scultura in ceramica. Poi frequenta il laboratorio di Ojer, dove apprende il disegno applicato al modellismo. Affascinato dal teatro coglie una opportunità collaborando nell'allestimento di diverse scenografie per compagnie teatrali di fama nazionale, mettendo poi quanto appreso a disposizione di compagnie teatrali minori. Dal 1978 osserva un lungo periodo di riflessione.
Si limita a visitare mostre, prendere appunti, osservare le nuove correnti artistiche. Rinnova i suoi studi artistici ripartendo da Picasso ai giorni nostri. Guarda con attenzione il mondo esteriore, ed arricchisce le proprie esperienze di nuovi viaggi. Dal nord-africa al sud-america, tutto diventa opportunità per emozionarsi e memorizzare l'intensità dell'emozione. Nel 2000 ritorna a dipingere e diviene fautore della corrente artistica che denomina Netxt-Art. De Boni ha anche ricoperto il ruolo di National Manager di <Sos Art Italy>, per la <Sos Art International>. Attualmente, oltre a dipingere, collabora col periodico trimestrale <Arte-Incontro> della libreria Bocca di Milano, scrivendo articoli nella sua rubrica <Carpe Diem>. Angelo De Boni vive e lavora a Cusano Milanino (Milano). (www.next-photo.com)
29.07.2005

 

IN GARA PER LA COPPA UEFA

Cinque le candidature presentate per il campionato europeo 2012. Tra queste è presente anche la Turchia: Le altre sono Croazia/Ungheria, Grecia, Italia, Polonia/Ucraina.

Coppa_UefaLa Uefa ha annunciato le cinque candidature presentati entro la data di scadenza per l'organizzazione del Campionato Europeo Uefa 2012.
Le nazioni candidate
Le Federcalcio di Croazia/Ungheria (candidatura congiunta), Grecia, Italia, Polonia/Ucraina (candidatura congiunta) e Turchia hanno rispettato i termini di consegna dei dossier di candidatura. Russia, Romania e Azerbaigian, che avevano precedentemente manifestato interesse, hanno invece rinunciato.
Valutazione accurata
"La Uefa è entusiasta dell'interesse manifestato verso uno degli eventi sportivi più importanti del mondo. Ora verrà avviata un'accurata procedura di valutazione" ha dichiarato l'organo di governo del calcio europeo.
Decisione a dicembre 2006
Il 7 novembre 2005, il comitato esecutivo UefaA ridurrà a tre il numero delle nazioni candidate. La decisione finale verrà comunicata a dicembre 2006. (Uefa.com)
29.07.2005

COULTHARD MULTATO

Il pilota della <Red Bull> era stato sorpreso ad attraversare uno dei due ponti sul Bosforo utilizzando una corsia vietata. Un'ammenda di 25 dollari poi condonata.

David_CoulthardIl pilota della <Red Bull>, David Coulthard, è stato multato perché sorpreso ad attraversare con la sua F1 uno dei due ponti sul Bosforo ad Istanbul utilizzando una corsia riservata ai veicoli con passaggio elettronico pre-pagato, come riferisce l'agenzia <Dogan>. Le telecamere installate sul ponte hanno, infatti, mostrato il pilota britannico circolare sulla corsia preferenziale lo scorso 17 Luglio. La multa elevata al pilota scozzese è stata di 33 lire turche, pari a circa 25 dollari, ed è stata  automaticamente registrata.
Peccato che il passaggio della monoposto di Formula Uno sul ponte che collega l'Europa con l'Asia era solo promozionale. La vettura di F1, ovviamente, non aveva la targa, e al momento del passaggio di Coulthard il ponte era chiuso al traffico dalla polizia, visto che il pilota della <Red Bull> stava promovendo il primo Gran Premio di Formula 1 della storia in Turchia, che si terrà ad agosto ad Istanbul. I proprietari della <Red Bull> si sarebbero offerti anche di pagare la multa, ma il dipartimento stradale turco ha deciso di annullare la sanzione. (Adnkronos)
29.07.2005

 

RINUNCIA, MA A MALINCUORE

La Turchia ha fatto sapere di non avere più alcuna intenzione di candidarsi alle Olimpiadi invernali del 2014. Sembra - così è stato spiegato - per "lacune organizzative".

La Turchia rinuncia a candidarsi a ospitare le Olimpiadi invernali del 2014. Lo ha annunciato Togay Bayatli, presidente del Comitato olimpico turco, sottolineando le ampie lacune organizzative. "In questo momento - ha detto Bayatli - solo il ministro della Cultura e quello del Turismo stanno lavorando sul progetto. Non è loro competenza. Inoltre non c'è niente a parte le strutture sciistiche, che non sono abbastanza". Il Cio sceglierà la città ospitante nel luglio 2007. A oggi le candidate sono Pyeongchang (Corea del Sud), Salisburgo (Austria), Sofia (Bulgaria), Sochi (Russia), Oestersund (Svezia) e Bakuriani (Georgia). (Ap)
29.07.2005

AD UNO SVIZZERO IL GIRO DELLA CAPPADOCIA

Christof Bischof, del <Team Koba> si è aggiudicato due gare su tre.

Gara_della_CappadociaLo svizzero Christof Bischof, del <Team Koba>, ha vinto la gara internazionale a tappe della Cappadocia, disputata in Turchia.
La gara, una internazionale Uci D2 si svolgeva nell'arco di tre giorni e consisteva di una prova a cronometro, una Marathon ed alla fine un Cross Country. Bischof, dopo avere ocncluso al 3° posto la crono, ha poi vinto sia la marathon che l'XC, garantendosi in questo modo il successo finale.

Classifica crono 1° giorno
1. Igor Bogdan, 07:54:68
2. Sergiy Rysenko, +8 sec
3. Christof Bischof, +9 sec
Classifica MX 2° giorno
1. Christof Bischof, 01:28:24
2. Igor Bogdan, +14 sec
3. Sergiy Rysenko, +1.28 min
Classifica XC 3° giorno
1. Christof Bischof, 02:00:05
2. Sergiy Rysenko, +2 sec
3. Igor Bogdan, +44 sec
Classifica finale D2 Cappadocia
1. Christof Bischof, 03:36:32
2. Igor Bogdan, +50 sec
3. Sergiy Rysenko, +1.30 min (www.solobike.it)
29.07.2005

MOTOMONDIALE

Il 23 aprile prossimo la gara in Spagna, il 4 giugno quella in Italia (al Mugello).

Questo il calendario (provvisorio) del motomondiale 2006.
26 Marzo - Gp Spagna, Jerez de la Frontera
8 aprile - Gp Qatar, Doha/Losail           
23 aprile  - Gp Turchia, Istanbul       
7 maggio - Gp Cina, Shanghai        
21 maggio - Gp Francia, Le Mans 
4 giugno - Gp Italia, Mugello
11 giugno - Gp Catalogna, Montmelò
24 giugno - Gp Olanda, Assen
2 luglio - Gp Germania, Sachsenring
16 luglio - Gp Gran Bretagna, Donington Park
23 luglio - Gp Usa, Laguna Seca
20 agosto - Gp Rep. Ceca, Brno
10 settembre - Gp Malesia, Sepang
17 settembre - Gp Australia, Phillip Island
24 settembre - Gp Giappone, Motegi
8 ottobre - Gp Portogallo, Estoril
29 ottobre - Gp Comunità valenciana, Valencia (Adnkronos)
29.07.2005

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