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Cari amici, <Turchia
Oggi>
- sito indipendente e che va avanti con le proprie forze -
non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano.
Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No,
quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi
in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In
altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche
sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere.
Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci
aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la
direzione. |
AMBIGUITA'
|
Il Governo americano ancora una volta mette in luce la
doppia faccia della sua politica, mostrandosi amico di
Ankara ma facendo la voce grossa se vengono lesi i suoi
interessi. |
Quello che
è successo nei giorni scorsi, ed anche ieri nella capitale inglese,
non deve meravigliare. Il terrorismo purtroppo, qualunque sia la sua
matrice, può colpire dove e quando vuole specie se gli attentatori
non tengono in alcun conto il sacrificio della propria vita. Ci sia
permessa però una piccola considerazione, in relazione alla Turchia.
Attacchi come quelli recenti avvenuti a Cesme e a Kusadasi non
avranno mai fine se da parte dei Governi occidentali continueranno a
prevalere ambiguità ed ipocrisie. Chiariamo: mentre Usa e Gran
Bretagna fanno il diavolo a quattro (e giustamente) quando ad essere
presi di mira sono i loro territori, è con un senso di noia che si
guarda ai morti e ai feriti dell'Anatolia. E se poi un Primo
Ministro (Recep Tayyip Erdogan, nella fattispecie) si azzarda a
dichiarare che è ora di farla finita con il Pkk minacciando di far
entrare le forze militari turche nel Nord dell'Irak - così come
avveniva all'epoca di Saddam
Hussein - ecco che Washington fa subito la voce grossa quasi che i
terroristi non siano gli appartenenti al Partito dei Lavoratori del
Kurdistan o ad altre organizzatori similari ed eversive ma i turchi
stessi. O questi obbediscono o le conseguenze potrebbero essere
"indesiderate". Addirittura! Vuoi vedere adesso che gli
Stati uniti vogliono dichiarare guerra alla Turchia? A scusante la
Casa Bianca adduce che verrebbe alterato lo status quo della
regione. Niente di più falso. La verità è ben altra. Una
incursione dell'esercito turco nel Nord dell'Irak comprometterebbe gli interessi americani per il petrolio. Ed altrimenti
perché mai George W. Bush - che ad ogni buon conto ha dato
disposizione di catturare i capi del Pkk in Irak -avrebbe fatto una
guerra contro il rais se non per mettere le mani sui pozzi? E poi,
scusate! Si richiama all'ordine Ankara e non lo si fa con Tel Aviv i
cui soldati entrano liberamente in Libano e nelle terre palestinesi
per dare la caccia agli uomini di Hamas. Due pesi e due misure, a
quanto pare. Noi ci auguriamo che Erdogan sia fermo nelle sue
intenzioni e non si lasci sopraffare da chi - più forte
militarmente - crede di poter fare il buono ed il attivo tempo.
Fermo nelle intenzioni, come lo è stato con la <Bbc> e con la
<Reuters> che avevano definito il Pkk una "milizia e non
dei terroristi" e alle quali, il premier turco, ha saputo dare
la risposta che meritavano.
Ps: <Turchia Oggi> esprime tutta la sua commozione per i
nuovi attentati nella capitale del Regno Unito.
22.07.2005
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IL CORDOGLIO
DEL PONTEFICE
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Il
Santo Padre ha implorato la misericordia dell'Onnipotente
sulle persone che hanno perduto la vita nell'attentato di
Kusadasi in Turchia. |
"Informato
dell'esplosione omicida che si è verificata di recente in Turchia,
il Santo Padre implora la misericordia dell'Onnipotente sulle
persone che hanno perduto la vita in questo orribile attentato e il
conforto di Dio sulle loro famiglie". E' quanto si legge nel
telegramma di cordoglio inviato da Benedetto XVI, a firma del
cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, al nunzio apostolico in
Turchia, mons. Edmond Farhat, a seguito dell'attentato terroristico
avvenuto sabato 16 luglio nella stazione balneare di Kusadasi e che
ha provocato cinque morti e numerosi feriti. A questi ultimi e alle
loro famiglie il Pontefice esprime "la sua viva simpatia, così
come alle autorità e al popolo turco". (Toscanaoggi)
22.07.2005
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INTERVENTO
MILITARE
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E'
stato minacciato
dal Governo turco con un eventuale dispiegamento di Forze Armate
nel
territorio del Nord Irak dove si nascondono 5.000 guerriglieri del
Pkk. |
Il premier turco,
RecepTayyip Erdogan, ha minacciato un intervento militare turco in Nord
Irak con l'obbiettivo di mettere fine alla presenza sulle montagne di campi con circa 5.000 guerriglieri del Pkk (il Partito dei
lavoratori del Kurdistan). Ma da Washington, a cui la Turchia rimprovera di non mantenere le sue promesse di smantellare quei
campi, è giunto subito ad Ankara un deciso altolà.
''Se necessario entreremo nel Nord Irak per fare cessare le attività del Pkk e le sue sempre
più frequenti infiltrazioni armate in Turchia'', ha dichiarato Erdogan, citato
dall'agenzia <Anadolu>, ricordando le promesse americane non mantenute. E
i media turchi hanno riportato la dichiarazione di un alto funzionario americano che ha chiesto l'anonimato. ''Gli Usa ha
detto - appoggiano le operazioni militari turche in corso nella Turchia orientale di contrasto alla recente ripresa di azioni
armate del Pkk, ma a condizione che si mantengano nell'ambito del territorio turco''.
A tale proposito il giornale <Cumhuriyet> si è chiesto, in polemica con la posizione di Washington ''cosa succederebbe se
Ankara affermasse di sostenere la lotta americana contro al Qaida solo nell'ambito del territorio degli Usa''.
Prima della guerra in Iraq, Ankara ha effettuato a varie riprese incursioni in Nord
Irak, sulle cui montagne al confine turco, dal 1999 (data di inizio della tregua unilaterale del Pkk
seguita alla cattura in Kenia del suo leader, Abdullah Ocalan) si sono rifugiati alcune migliaia di militanti della stessa
organizzazione, considerata ''terrorista'', sia dagli Usa, sia
dall'Unione europea.
Negli ultimi mesi si è assistito in Turchia ad una crescente e sempre più sanguinosa ripresa delle azioni armate del Pkk che
il 1/o giugno 2004 aveva annunciato la fine della tregua. Da allora sono rimasti uccisi in scontri a fuoco oltre 100 militari turchi
e circa altrettanti militanti del Pkk. Nelle ultime settimane attentati del Pkk hanno preso a colpire anche la popolazione
civile: la settimana scorsa una bomba piazzata in una località balneare di Cesme (vicino Smirne) ha causato il ferimento di
circa 20 persone ed ai primi di luglio un ordigno saltato al passaggio di un treno ha provocato la morte di sei persone.
Nel quindicennio tra il 1984 ed il 1999 la lotta armata del Pkk ha provocato la morte di oltre 35 mila persone.
I Paesi europei e le istituzioni comunitarie, per molti anni,hanno sottovalutato il carattere terroristico e criminale del
Pkk, incluso solo nel 2003 nella lista europea delle organizzazioni terroristiche, ma negli ultimi tempi sembrano
averne preso graduale coscienza. Frattanto il portavoce del Parlamento europeo Camiel Eurlings ha affermato che ''il Pkk
è come al Qaida'' ed il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, ha
sottolineato ad Ankara che ''l'attuale Governo italiano non ha nessuna accondiscendenza neanche nei confronti del Pkk
come per le altre organizzazioni terroristiche''. (Lucio
Leante/Ansa)
22.07.2005
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IL RIMEDIO
ESTREMO
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Per
il numero due delle Forze Armate turche, gen. Ilker Basbug,
Ankara ha il diritto di dare disposizioni perché i suoi
soldati varchino il confine irakeno nella lotta armata ai
terroristi del Pkk. |
La Turchia ha il diritto di
varcare il confine iracheno nella lotta armata ai separatisti curdi, perseguendoli, se necessario, anche in territorio iracheno. Lo ha
affermato un generale dell'esercito turco, Ilker Basbug, precisando che
è un rimedio estremo, e ''non la prima opzione'', per reprimere i militanti del Partito dei lavoratori curdi (Pkk). ''Condurre
operazioni oltre il confine contro i ribelli curdi è una delle varie
soluzioni'', ha detto Basbug all'agenzia di stampa <Anatolia>. Il commento del generale Basbug segue l'intensificarsi negli ultimi
giorni dell'attivita' del Pkk, e la minaccia del premier turco Recep Tayyip Erdogan che ha detto di voler colpire i miliziani anche nelle loro
postazioni nell'Irak settentrionale.
Basbug ha annunciato che la Turchia ha fornito ai vertici militari Usa in
Irak una lunga lista di miliziani del Pkk che si trovano attualmente in territorio iracheno. Ankara stima che siano
circa 650 i separatisti curdi appostati nelle zona montuosa di Kandil,
nell'Irak settentrionale. Malgrado le ripetute richieste del Governo turco, gli Stati Uniti hanno evitato di sferrare attacchi diretti alla
postazione curda di Kandil. (da Adnkronos)
22.07.2005
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ALTOLA' DI
WASHINGTON
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La
Casa Bianca ha messo in guardia la Turchia dal far 'attraversare
ai suoi soldati il
confine con l'Irak nella caccia contro i militanti del Pkk, pena
"conseguenze indesiderate". |
L'Amministrazione Bush ha messo
in guardia la Turchia dall'attraversare il confine con l'Irak nella caccia contro i militanti curdi, pena ''conseguenze
indesiderate''.
Il sottosegretario di stato Daniel Fried ha riconosciuto che i militanti del Pkk pongono una minaccia alla Turchia e ha
condannato gli attacchi contro ''il nostro amico e partner della Nato''.
Nonostante la cooperazione tra Turchia e Usa nella lotta contro il terrorismo, azioni militari attraverso le frontiere
sarebbero un errore, ha detto Fried. Il diplomatico non ha spiegato quali ''conseguenze'' potrebbe
avere azioni del genere, limitandosi a fare notare che gli sforzi per promuovere un Iraq democratico e unito potrebbe
essere compromessi. (Ansa)
22.07.2005
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LA PAZIENZA
HA UN LIMITE
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La
Turchia "farà valere il suo diritto" a perseguirei
leader del Pkk anche oltre i confini, ha dichiarato il capo del
Governo Turco, Recep Tayyip Erdogan. |
La Turchia ''farà valere
il suo diritto'' a perseguire i leader del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) anche oltre i propri confini nazionali. In un'intervista
al quotidiano turco <Hurriyet>, il capo del Governo di Ankara minaccia
di mobilitare le forze dispiegate lungo il confine con l'Irak e di farle penetrare nel Kurdistan iracheno, presunto rifugio dei
separatisti curdi.
Erdogan ha riferito che ''la pazienza della Turchia è al limite'': un chiaro messaggio a Washington e Baghdad. Gli Stati Uniti
si sono opposti contro l'ipotesi di Ankara di "invadere" l'Iraq
settentrionale per sgominare le presunte basi logistiche del Pkk, Baghdad, invece, ha ammesso che essendo le risorse assegnate alla
sicurezza limitate, il controllo della frontiera settentrionale del Paese sfugge di mano alle
autorità.
Ankara, irritata, spinge per indurre gli Usa a perseguire i militanti del Pkk, organizzazione che dopo cinque anni di tregua
unilaterale è tornata all'offensiva. Il Governo turco ritiene che gli
attentati di Kusadasi e Cesme siano stati pianificati dai separatisti
curdi. (Adnkronos)
22.07.2005
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UN
"PANTANO" PER L'ESERCITO TURCO
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La
minaccia venuta dall'ala militarista del Pkk che ha avvertito
le Forze Armate turche di non commettere errori. |
Il
Pkk si è detto pronto a trasformare il Nord Irak in "un
pantano" per l'esercito turco se questo dovesse attraversare il
confine per liquidare i campi dei militari del partito dei
lavoratori del Kurdistan nascosti sulle montagne, come ha minacciato
il premier turco Recep Tayyip Erdogan.
"Noi siamo pronti per un eventuale attacco (turco) e a
trasformare (il Nord Irak) in un pantano per le forze che lo
condurranno", ha proclamato l'ala militare del Pkk in un
comunicato citato dall'agenzia filo-Pkk <Mha> (Mesopotania
News Agency) che l'ha pubblicata anche sul suo sito web. (da
Ansa)
22.07.2005
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L'ORDINE:
CATTURATE I CAPI DEL PKK
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Washington
finalmente si è decisa a dare caccia ai militanti del Pkk che
sono rifugiati sulle montagne del Nord Irak, conseguenza forse
della minaccia di Ankara di attraversare i confini. |
Washington ha ordinato ai
comandanti americani in Iraq di catturare i capi dell'organizzazione separatista armata curda Pkk, che stazionano
in alcuni campi sulle montagne del Nord Iraq ai confini con la
Turchia. Lo ha reso noto - attraverso l'agenzia turca <Anadolu>
- il numero due delle Forze Armate turche, generale Ilker Bashbug.
Probabilmente l'ordine, da tempo promesso dagli Usa ed atteso dalla Turchia,
è una conseguenza dell'attentato di sabato nella località balneare di Kusadasi, dove un attentatore ancora
sconosciuto ha fatto esplodere con una bomba a tempo o radiocomandata un minibus di turisti, uccidendo 5 persone, tra
cui una cittadina inglese ed una irlandese e ferendo 13 persone, tra cui quattro cittadini britannici.
La decisione americana potrebbe avere anche preso in considerazione la minaccia del premier turco Tayyip Erdogan di
ordinare alle forze armate turche un'incursione in Nord Iraq per liquidare i campi del Pkk.
(Ansa)
22.07.2005
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RIBELLI
INFILTRATI
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Sono
circa 700 i militanti del Pkk che hanno attraversato il
confine dal Nord Irak passando in Turchia. Scoperti cinque
chili di un potente esplosivo. |
Settecento ribelli curdi della
Turchia si sono infiltrati dal Nord dell'IraK in territorio turco negli ultimi mesi. Lo
ha scritto il quotidiano <Hurriyet> raccontando che costoro sono membri del Partito dei lavoratori
del Kurdistan (Pkk, separatista) che hanno lasciato la loro base sul monte Kandil dove si trovano ancora migliaia di ribelli. Sulle montagne del Kurdistan iracheno,
ha aggiunto il giornale, ci sono ancora tremila ribelli curdi divisi in diversi
accampamenti.
Frattanto cinque chili di esplosivo, in grado di essere fatto brillare a distanza, sono stati trovati
dalle forze di sicurezza turche nei pressi di una strada nella provincia curda di Tunceli, nel sud-est
del Paese. Secondo la polizia, citata dall'agenzia <Anatolia>, si tratta
di un esplosivo C-4, capace di distruggere anche veicoli blindati.
(da Ansa)
22.07.2005
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UCCISI
CINQUE SOLDATI E DUE RIBELLI
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Altri
quattro militari sono stati feriti. E' avvenuto nella provincia
orientale di Hakkari e nella zona di Van. Il veicolo sul quale viaggiavano è
esploso a causa di una mina. |
Quattro soldati turchi
sono stati uccisi ed altri quattro sono rimasti feriti per l'esplosione di una mina, detonata con un comando a distanza, al
passaggio del veicolo a bordo del quale viaggiavano nella provincia orientale di Hakkari. Lo riferisce l'agenzia di stampa
<Anatolia>.
In un primo momento la televisione <Ntv> aveva diffuso la notizia che i militari, che stavano pattugliando la zona di
Ciukurka, fossero soltanto feriti dalla deflagrazione. L'attentato non
è stato ancora rivendicato. Si sospetta che l'azione porti la firma dei
separatisti curdi del Pkk. Un altro soldato è rimasto ucciso in un
conflitto a fuoco nella zona di Van. Sul terreno sono rimasti pure
due ribelli. (Adnkronos)
22.07.2005
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IL SOSTEGNO
DI TEHERAN
|
Il
Governo iraniano, per bocca del suo ministro dell'Interno
Abdulvahid Musavi Lavi, ha rassicurato Ankara che coopererà
nella lotta al Pkk. |
L'Iran si prepara a
cooperare con la Turchia per sgominare il Partito dei lavoratori curdi
(Pkk). In un'intervista concessa alla televisione turca <Ntv>, il
ministro degli Interni iraniano, Abdulvahid Musavi Lari, ha affermato
che l'Iran si oppone ''alle relazioni tra la Federazione curda irachena e il Pkk'' e che comunque ''in Iran non
c'é nessun campo di addestramento del Pkk''.
Massima collaborazione, quindi, da parte di Teheran. Ma l'Iran tende anche a sottolineare che il confine del Paese non
è mai stata una base per l'attività clandestina del Pkk. In passato, infatti, la
Turchia aveva riferito che Teheran forniva supporto logistico alle
attività terroristiche e a quelle del Pkk, che dopo una tregua unilaterale di cinque anni
è tornato a colpire la Turchia, che vede nei recenti attentati di Kusadasi e Cesme la
"mano" del Pkk.
Il responsabile degli Interni iraniano ha anche spiegato che Teheran intende cooperare
perché ritiene che una Turchia instabile possa condizionare negativamente la situazione politica iraniana.
(Adnkronos)
22.07.2005
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L'IRA DEL
PREMIER
|
La
condanna di Recep Tayyip Erdogan nei confronti di <Bbc> e
<Reuters> che avevano definito il Pkk una
"milizia" e non una organizzazione terroristica. |
Il premier turco Tayyip Erdogan ha
pubblicamente e duramente biasimato la <Bbc> e l'agenzia britannica
<Reuters> per non avere definito terrorista il gruppo separatista armato curdo Pkk (Partito dei lavoratori del
Kurdistan), definendoli invece una ''milizia''.
''Io condanno e maledico due importanti media globali, la <Bbc< e la
<Reuters> per definire una milizia il gruppo terrorista Pkk'', ha detto Erdogan suscitando applausi in un suo discorso alla Camera di Commercio di Ankara subito dopo avere
osservato due minuti di silenzio in memoria delle vittime degli attentati terroristici di Londra della scorsa settimana.
''Faccio appello ai media di tutto il mondo a mostrare un atteggiamento obbiettivo su questo punto. Essi dovrebbero
comprendere che se questa mentalità continua, il terrorismo che colpisce la Turchia ed i bambini di questo
Paese oggi,
colpirà loro domani, e causerà loro pene atroci'', ha aggiunto il premier turco.
Alle dure parole del premier turco l'agenzia britannica <Reuters> ha risposto con una nota editoriale in cui si afferma
che ''la <Reuters>, la <Bbc> ed altri media internazionali evitano
di definire terroristi i gruppi armati, a meno che la parola non sia usata in una citazione, al fine di evitare il linguaggio
emotivo''. (Ansa)
22.07.2005
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EMRE:
SONO
MUSULMANO E CHIEDO SCUSA PER I MORTI
|
Il
24enne fantasista turco, ceduto qualche giorno fa dall'Inter
al Newcastle, ha rilasciato questa dichiarazione in una
conferenza stampa. |
Il 24enne
fantasista turco Emre Belozoglu, ceduto nei giorni scorsi
dall'Inter al Newcastle, chiede scusa per i morti negli attentati
terroristici di Londra e fa le sue condoglianze ai familiari delle
vittime.
Parlando nella sua prima conferenza stampa in Inghilterra l'ex
interista ha spiegato di essere musulmano praticante, ma anche
"enormemente dispiaciuto per quanto è successo".
"Vorrei condividere i ostri sentimenti - ha aggiunto Emre - e
pongo le mie personali condoglianze a tutti coloro che hanno preduto
dei familiari. condanno con fermezza ogni forma di terrorismo. Sono
vicino ai familiari delle vittime del recente attentato terroristico
in Turchia. (Ansa)
22.07.2005
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CARABINIERI
DEL ROS DEPONGONO CON IL VOLTO COPERTO
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Prosegue
a Perugia il processo ad Avni Er e Zeynep Lilic per associazione con
finalità di terrorismo in relazione all'attività del Dhkp-C. |
 Si sono presentati in aula con il
volto coperto da passamontagna e hanno poi deposto protetti da un paravento, per motivi di sicurezza, i carabinieri del Ros
chiamati a testimoniare davanti alla Corte d'Assise di Perugia che sta processando i turchi Avni Er e la sua compagna
Zeynep Kilic per associazione con finalità di terrorismo internazionale in relazione all'attività del Dhkp-C.
Gli investigatori hanno ricostruito le varie fasi dell'inchiesta. Una volta davanti ai giudici e con il paravento
alle spalle i carabinieri del reparto anti-eversione si sono tolti il passamontagna. Hanno quindi risposto alle domande del pm Alessandro Cannevale e degli avvocati difensori seduti a una scrivania. Ad ascoltarli, nella gabbia loro riservata, i due
imputati.
Presente in aula un gruppo di cittadini turchi aderenti all'organizzazione marxista-leninista turca
Dhkc, giunti a
Perugia da diversi Paesi europei, in particolare Austria e Germania. Il Dhkc - hanno spiegato loro stessi - svolge
attività politica pubblica e legale di opposizione al Governo di Ankara, sottolineando la differenza con il Dhkp-C. ''Vogliamo
dimostrare - hanno detto al termine dell'udienza - che siamo gente normale''.
Nel corso del dibattimento uno di loro ha ironicamente applaudito al termine della deposizione di uno dei
testimoni. E' stato quindi subito allontanato dal presidente della Corte d'Assise.
Al termine il gruppo ha atteso l'uscita dal palazzo di giustizia dei due imputati, applaudendo e scandendo slogan. La
situazione è stata comunque tenuta sotto controllo da polizia e carabinieri.
Er e la sua compagna devono tra l'altro rispondere di avere assicurato il contatto tra le diverse cellule o
unità operative del Dhkp-C, un gruppo che - secondo l'accusa - avrebbe operato
in Turchia e in altri Paesi con finalità di terrorismo e dell'eversione dell'ordine democratico. La sigla
è tra l'altro inserita nella cosiddetta 'lista nera' compilata dagli Usa dopo
l'11 settembre.
Riguardo alle testimonianze , uno dei difensori degli imputati, l'avvocato Vainer
Burani, ha sottolineato che gli
investigatori ''hanno riferito cose apprese da appartenenti a polizie di altri
Stati''. ''Ma noi - ha aggiunto - abbiamo il
diritto di sentire direttamente le fonti''. (Ansa)
22.07.2005
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LA
PROTESTA
|
Un
gruppo di cittadini turchi ha manifestato a Perugia con
cartelli e slogan a favore dei due militanti del Dhkp-C. |
Un gruppo di cittadini turchi
ha manifestato davanti al palazzo di giustizia di Perugia dove si tiene il processo ai loro connazionali Avni Er e
la sua compagna Zeynep Kilic per associazione con finalità di terrorismo internazionale in relazione
all'attività del Dhkp-C.
Hanno esposto uno striscione con scritto ''La lotta del Dhkp-C contro il terrorismo dello Stato turco
è legittima'' e cartelli con le frasi ''Basta la tortura in Turchia'' e ''Liberta' per Avni e Zeynep''. Applausi e slogan all'arrivo in
manette dei due imputati, velocemente condotti all'interno del palazzo di giustizia dalla polizia penitenziaria. All'esterno
agenti della questura perugina e carabinieri hanno controllato la situazione che comunque
è sempre rimasta tranquilla. (Ansa)
22.07.2005
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PACTA SUNT
SERVANDA
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Per
il ministro degli Esteri italiano la fiducia della Turchia non
va tradita. |
 L'Unione Europea ''deve rispettare
i patti presi con la Turchia e avviare i negoziati con Ankara il prossimo 3 ottobre'': lo ha ribadito il ministro degli
Esteri e vice-premier, Gianfranco Fini, al termine del colloquio a Londra con
il suo collega britannico, Jack Straw. (Ansa).
22.07.2005
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IL 52%
DEGLI EUROPEI DICE "NO" ALLA TURCHIA
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E'
quanto emerge dall'ultimo <Eurobarometro> pubblicato a
Bruxelles su un campione di 30 mila persone. Il sostegno
all'allargamento ridotto al 48 per cento. |
La maggioranza dei cittadini
dell'Unione Europea è contraria all'allargamento alla Turchia, cui si
oppone il 52% della popolazione. È quanto emerge dall'ultimo <Eurobarometro>
pubblicato a Bruxelles secondo il quale il sostegno all'allargamento è
complessivamente in calo.
I dati emergono da un campione di circa 30.000 cittadini intervistati tra il
9 maggio e il 14 giugno. Pur rimanendo più numerosi dei contrari (38%), i
favorevoli al processo di allargamento sono il 50% degli intervistati, 3
punti in meno rispetto al 53% dell'ultimo monitoraggio dello scorso autunno.
Il maggior numero dei contrari si concentra tra i Paesi della vecchia
Unione, con i picchi di Austria (dove in favore di ulteriori allargamenti
dell'UE è soltanto il 31% della popolazione), Francia (32%), Germania e
Lussemburgo (entrambi al 33%). Gli sloveni sono invece i più favorevoli
(79%).
Schiacciante invece la maggioranza degli intervistati che appoggiano
l'adesione di ricchi Paesi che fanno parte dell'area di libero scambio
europea: per la Svizzera e la Norvegia il 78% in favore, per l'Islanda il
70%.
Tra i Paesi candidati, la Croazia è quello guardato con più favore (il 52%
dice 'sì all'ingresso nell'UE, e il 34% è contrario). Per la Bulgaria i
favorevoli sono il 50% (contro il 36% dei 'no'), per la Romania il 45% (a
fronte del 41% di contrari).
Nell'ultima indagine <Eurobarometro>, nel complesso, l'immagine
dell'Unione Europea esce più affievolita: cala di sei punti la fiducia
nella Commissione UE e di 5 quella nell'Europarlamento. Nonostante le
polemiche e il voto negativo ai referendum in Francia e Olanda, una
maggioranza di cittadini si dice invece favorevole a dare all'Europa una
Costituzione. (Ticin@nline)
22.07.2005
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VIENNA ORA
PRENDE LE DISTANZE
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Per
il ministro delle Finanze austriaco, Karl-Heinz Grasser, la
Turchia non è ancora pronta per entrare nell'Unione Europea.
E' una proposta "non realistica", ha detto. |
La piena
adesione della Turchia all'UE è un obiettivo impossibile.
Karl-Heinz Grasser, ministro delle Finanze dell'Austria, Paese che
da gennaio 2006 prenderà la Presidenza dell'UE, lo ha ribadito nel
corso dell'ultimo Consiglio Affari Esteri, dopo averlo affermato con
fermezza in un'intervista al <Financial Times>.
La Croazia o i Paesi dei Balcani avrebbero, a detta di Grasser, più
diritto di Ankara di entrare nell'Unione. Per la Turchia, la piena
membership sarebbe semplicemente una proposta "non
realistica". Bisognerebbe far capire al Governo Erdogan che
"abbiamo ogni interesse alla stabilizzazione economica e
sociale, ma non possiamo prospettargli la piena adesione".
La posizione di Vienna si scontra con quella della Commissione
europea, che propone invece l'avvio di negoziati finalizzati a un
nuovo allargamento, pur senza promettere al Paese candidato la
positiva conclusione del processo. Ma Grasser ribatte ricordando
che, fino a questo momento, non c'è negoziato che non si sia
concluso con l'adesione.
Per il ministro austriaco bisogna far tesoro della lezione di
Francia e Paesi Bassi che, secondo alcuni sondaggi, hanno bocciato
il progetto di Trattato costituzionale europeo anche per timore
dell'adesione della Turchia. "Sarebbe un errore negoziare
l'adesione totale. Se si chiedesse al popolo: 'Sei a favore
dell'adesione turca?' Sono sicuro che la risposta sarebbe no".
La tesi di Grasser trova conferma nel recente <Eurobarometro>
, secondo cui il 52% dei cittadini dell'Unione europea è contrario
all'allargamento alla Turchia. Il maggior numero dei contrari si
concentra tra i Paesi della vecchia Europa, con picchi proprio in
Austria - dove il 31% dei cittadini è contrario a ogni nuovo
allargamento - Francia (32%), Germania e Lussemburgo (entrambi al
33%).
L'idea che una rapida adesione del Paese non porterebbe giovamento
all'Unione Europea è unanimemente condivisa anche a livello
istituzionale. Gli stessi commissari Olli Rehn, responsabile dell'Allargamento,
e Benita Ferrero-Waldner, responsabile della politica estera, hanno
più volte ribadito che l'intero processo di allargamento dovrà
subire nei prossimi anni una brusca frenata.
L'opportunità di dire un definitivo "sì" ad Ankara andrà
quindi valutata fra almeno un decennio, quando il Paese avrà avuto
il tempo di mettere in atto le riforme economiche e sociali
necessarie a rendere vantaggiosa per tutti la sua adesione all'UE. (Giuseppe
Rizzo/Tiscali)
22.07.2005
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IL PAPA IN
TURCHIA? NON E' STATA FISSATA ALCUNA DATA
|
La
precisazione venuta, in una dichiarazione al <Tg1> in diretta da
Les Combes, dal portavoce del Vaticano Joachin Navarro Valls |
Il Papa in
Turchia? Non "è stata fissata nessuna data". Dopo le
insistenti speculazioni fatte dalla stampa turca su una possibile
visita di Benedetto XVI a Istanbul, dietro invito del Patriarca
ecumenico, Bartolomeo I, il portavoce della Santa Sede, Joaquin
Navarro Valls al <Tg1>, in diretta da Les Combes, fa sapere
che al momento in Vaticano non è arrivato nessun invito da parte
del Governo di Erdogan. E' prassi, infatti, ha detto, che si
programmi un viaggio "dopo che il Papa ha ricevuto il doppio
invito, quello da parte dell'autorità religiosa e quello
dell'autorità dello Stato". Ad invitare Papa Ratzinger in
Turchia era stata la delegazione ortodossa inviata a Roma da
Bartolomeo I in occasione dei Santi Pietro e Paolo lo scorso 29
giugno. (ApCom)
22.07.2005
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NIENTE
PIU' VISTO D'INGRESSO: LO CHIEDE IL MINISTRO FINI
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"L'Italia
è uno dei partner strategici ella Turchia. Non si vede perché sia
necessario", ha sottolineato il titolare della Farnesina ad
un gruppo di imprenditori. |
''Ho ribadito la
necessità di togliere il visto di ingresso per gli italiani che vengono in
Turchia. Non si capisce perché debba esistere ancora''. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri Gianfranco Fini
nel corso della recente missione ad Ankara ed Istanbul parlando con un gruppo di imprenditori italiani.
''L'Italia è uno dei partner strategici della Turchia, non si vede perché sia necessario il visto'', ha sottolineato il ministro,
osservando tra l'altro che la cifra dei turisti italiani che visitano ogni anno la Turchia (318 mila)
è molto bassa. (Adnkronos)
22.07.2005
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TURISMO TURCO:
LA SPERANZA DELLA <FIAVET>
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"Ci
auguriamo che questa sequela di attentati non influisca
sull'andamento della stagione", ha affermato il
presidente Antonio Tozzi. Italiani in crescita verso
l'Anatolia. |
"Noi ci auguriamo che questa
sequela di attentati non influisca sull'andamento della stagione turistica,
anche perché ormai siamo abituati a convivere con questo tipo di
situazioni, e che non penalizzi troppo il turismo". Lo ha affermato il
presidente della Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi
e Turismo), Antonio Tozzi, interpellato da <ApCom> sulle prospettive
del turismo estivo dopo l'attentato, il secondo dopo quello di Londra in
questo mese, su un minibus in prossimità di una stazione balneare turca che
ha colpito dei turisti stranieri causando morti e feriti. "Non pensiamo
che non ci dovrebbero essere molte disdette", ha assicurato Tozzi.
"Decidere ora qual è un posto non sicuro e un posto sicuro - ha
spiegato Tozzi - è un esercizio estremamente difficile, in considerazione
del fatto che Londra che era controllatissima ha avuto quel tipo di
problemi. O ci chiudiamo tutti in cantina...".
Per quanto riguarda in particolare le destinazioni turistiche, "il
numero degli italiani che va in Turchia è un numero elevato, in crescita.
Siamo, mi sembra, dopo i tedeschi, la nazione che ha più turismo verso
quella destinazione". (ApCom)
22.07.2005
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VOLI
PRESSOCHE' NORMALI PER KUSADASI
|
L'attentato
dei giorni scorsi in questa località balneare del Mar Egeo non ha
minimamente influito sulla partenza dei turisti italiani alla volta
della Turchia. |
L'attentato terroristico avvenuto
a Kusadasi, località balneare sul mar Egeo,dove per l'esplosione di un minibus sono morte 5 persone ed altre 13
sono rimaste ferite, non sembra, almeno per il momento, scoraggiare le partenze dall'Italia per la Turchia. A
confermarlo - informa <Telenews> - sono i voli dell' <Alitalia> e
della <Turkish Airlines> partiti pressoché pieni da Roma per Istanbul.
Una lunga fila di persone, tra cui i turisti italiani e stranieri, molti dei quali di origine
asiatica, ma anche turchi residenti in Italia per lavoro e di ritorno a casa per le ferie,
già l'indomani dell'attentato si era infatti già formata a Fiumicino davanti ai banchi check-in dei voli AZ702 e TK1862
diretti ad Istanbul. E' il fatalismo il comune denominatore tra gli italiani in partenza.
"Tanto - dicono in molti - se è destino che una cosa deve accadere, accade: non ci puoi fare assolutamente nulla per
evitarla". "Sono stato già altre volte in Turchia - ha aggiunto un altro passeggero
- Stavolta sono soltanto di transito, perché poi proseguo il viaggio per
l'Uzbekistan dove vado per motivi di lavoro. Certo, di fronte a notizie come
questa, l'animo di chi si mette in viaggio non può essere dei più sereni. In casi come questi, che sono purtroppo sempre
più frequenti nel mondo, la cosa migliore da fare è mettere da parte le preoccupazioni e partire, sperando poi nel buon
Dio". (Agi)
22.07.2005
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.....E NON
MANCANO I SOLITI TOUR AD EFESO E DINTORNI
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La
vita e le attività turistiche a Kusadasi sono riprese e
all'apparenza tutto appare normale. Traghetti pieni di
viaggiatori attraccano al porto e ne discendono cittadini
europei e non. |
I turisti europei continuano ad
arrivare regolarmente nella cittadina turistica sul Mare Egeo di Kusadasi dove una bomba esplosa su un minibus ha provocato
cinque morti ed oltre una diecina di feriti. La vita e le
attività turistiche sono riprese e e all'apparenza tutto appare
normale: i traghetti zeppi di turisti europei attraccano al porto, ne discendono cittadini europei, soprattutto tedeschi,
russi e britannici, con occhiali da sole e paglietta, pantaloncini corti usabili anche per rapide nuotate, le donne
con il due pezzi sotto la gonna e la camicetta leggera.
La maggior parte di essi fa, come al solito, una visita al bazar e prende poi l'autobus per escursioni alla vicina Efeso ed
alla Casa della Madonna.
Unica novità osservabile la nutrita presenza di poliziotti al porto, sulle strade, alle fermate dei pullman ed anche sulle
spiagge vicine. Si controllano i bagagli e l'identità delle persone che prendono i minibus e sono stati rafforzati i
controlli anche all'aeroporto di Izmir. La stessa cosa sta avvenendo in tutti gli aeroporti, i porti, le stazioni dei bus
in tutta la Turchia, dove il turismo e' la principale fonte di
afflusso di valuta estera.
Il Governo turco non può permettersi una stagione magra del turismo a causa dei terroristi, che restano di matrice ancora
incerta, dato che una rivendicazione di un gruppo derivante dal Pkk, il Tak, riportata da un giornale, non e' stata confermata ufficialmente mentre il Pkk ha negato sul suo sito ufficiale un
suo coinvolgimento. (Ansa)
22.07.2005
|
UNA DUE GIORNI PIU' CHE MAI
UTILE QUELLA
TRA VLADIMIR PUTIN E R. TAYYIP ERDOGAN
|
Il
presidente russo ed il Primo Ministro turco hanno discusso di numerosi
problemi quali la lotta al terrorismo e al crimine organizzato. In
prima linea il discorso sull'energia legato principalmente al <Blue
stream pipeline" lungo 1.213 chilometri. Affari per miliardi di
dollari. |
In un clima caratterizzato da forte
concretezza e rafforzata amicizia, si è concluso a Soci, sul Mar Nero, un
importante meeting economico russo-turco, capeggiato dai premier Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. I due capi di Governo hanno evidenziato che
seppur ottimi, i rapporti economici debbono assolutamente migliorare nei
prossimi anni, sia sul versante dell' interscambio -oggi oltre 10 miliardi
di dollari, la Russia è il secondo fornitore della Turchia- che su quello
degli investimenti bilaterali (gli investimenti turchi in Russia ammontano a
1.5 miliardi di dollari, mentre gli investimenti russi in questo paese
risultano essere non superiori ai 300 milioni). i due paesi opereranno
principalmente nel rafforzamento della cooperazione in campo petrolifero
(progettazione e costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti) e nuove
forniture russe di gas alla Turchia attraverso il <Blue stream> (è
tuttora in corso una disputa fra i due Paesi sul prezzo del gas e la Turchia
ottiene dalla Russia - al momento - solo 4.7 miliardi di metri cubi di gas,
contro i circa 16 potenziali). anche il settore elettrico -vera spina nel
fianco per la Turchia- sarà oggetto di ulteriori verifiche e possibili
progetti di cooperazione bilaterale anche su mercati terzi (come ad esempio
quello irakeno). Sul versante dell' interscambio, i due paesi cercheranno di
risolvere alcune dispute attinenti il settore agricolo (export dalla Turchia
verso la Russia) per poi rilanciare la collaborazione in alcuni settori
ritenuti vicendevolmente strategici: elettromeccanica, energia, tecnologia
spaziale, acciai, ecc.. Inoltre la Russia sarà ritenuta benvenuta in
Turchia per quanto attiene le forniture nel campo della difesa e tutti i
progetti di privatizzazione in atto. La stampa locale e molti analisti
ritengono che una cooperazione sempre più rafforzata con la Russia potrebbe
essere considerata figlia di un possibile -per quanto non auspicato-
"raffreddamento" futuro delle relazioni con l' Unione Europea. (Ice
Istanbul)
22.07.2005
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L'INVITO
A BASHAR ASSAD
|
Il
premier turco, che l'ha fatto a titolo di vacanza privata, ha motivato
il gesto con lo sforzo di Ankara inteso ad incoraggiare la
democratizzazione del Medio Oriente. |
Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan is expected to encourage
democratization in the Middle East when he hosts Syrian President Bashar Assad
later this month for a vacation in Turkey, taking the path of dialogue rather
than the pressure promoted by the United States.
Erdoğan spokesman Akif Beki said that Assad would come to Turkey
on a private visit, describing the invitation to the Syrian leader as part of
Erdoğan's efforts "to encourage democratization" in the Middle East.
Asked whether Assad's visit would anger the United States, Beki said:
"The prime minister has no worries about this. His policy has been very clear
from the outset. Turkey sees the expansion of stability and welfare and the
strengthening of peace in the Middle East as important. ... This (visit) should
be seen as continuation of efforts toward this end."
The Turkish Foreign Ministry had earlier said there was no official visit by the
Syrian president scheduled. (Turkish daily News)
22.07.2005
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CARAVAN FOR
PALESTINE
|
Il
progetto umanitario vuole porre l'attenzione sulla violazione dei
diritti umani. |
The "Caravan for Palestine," a project
founded by European human rights groups which aims to draw attention to human
rights violations in Palestine, entered Turkey from the Kapikule border gate
with Bulgaria .
Italian doctor Riko Covanni Karuzo, who helped coordinate the 11-vehicle
caravan, said that their aim was to stop the carnage in Palestine. "We want
the tears in Palestine to end," Karuzo said.
The caravan began its tour last week in France, and has been welcomed by crowds
carrying Palestinian flags in every country they have visited. Following Turkey,
the caravan will pass through Syria and Jordan on its way to Jerusalem. (The New
Anatolian)
22.07.2005
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<ALENIA>
FIRMA UN CONTRATTO DA 180 MLN
|
La
Turchia ha definitivamente confermato la scelta di rinnovare
la flotta aerea della Marina Mlitare con velivoli Atr 72 per
missione antisommergibile. |
La Turchia ha definitivamente confermato
la scelta di rinnovare la flotta aerea della Marina Militare con velivoli Atr 72 nella configurazione per missioni di
pattugliamento e sorveglianza antisommergibile. Al termine della procedura iniziata nel gennaio scorso con la selezione
degli aerei da parte del Sottosegretariato alla Difesa turco, <Alenia
Aeronautica>, società di <Finmeccanica>, ed il Governo di Ankara hanno infatti firmato il contratto, del valore di 219
milioni di dollari (pari a circa 180 milioni di euro), che prevede la fornitura di dieci esemplari
di ATR 72 ASW (Anti Submarine Warfare).
L'accordo, in base al quale le consegne dei velivoli inizieranno nel 2010,
consentirà l'avvio di un'intensa collaborazione industriale nelle tecnologie per la difesa e la
sicurezza con le principali società turche del settore, sia per quanto riguarda le
attività di progettazione sia per quelle manifatturiere.
Gli Atr 72 ASW per la Turchia, dotati di un sistema di missione della società francese
<Thales>, rappresentano una versione speciale, sviluppata da <Alenia
Aeronautica>, del modello da trasporto commerciale Atr 72/500. La configurazione
ASW, studiata per offrire sul mercato un aereo di medio raggio con costi competitivi,
è in grado di svolgere compiti antisommergibile integrando le funzioni di pattugliamento
marittimo già svolte dall'Atr 42 MP, il velivolo "Maritime Patrol" in servizio presso la Guardia di finanza e la Guardia
costiera italiane. In Turchia, <Alenia Aeronautica> è anche responsabile della promozione del caccia europeo Eurofighter
Typhoon, realizzato dall'azienda italiana in collaborazione con <Bae Systems ed
Eads>. Il programma coinvolge, in Europa, 400 aziende e 120mila persone. (Agi)
22.07.2005
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INTERSCAMBIO
|
I
più recenti dati confermano la posizione dell'Italia nei
confronti della Turchia. Il nostro Paese secondo in termini
complessivi. |
I
più recenti
dati sull'interscambio commerciale turco con i partner più
rilevanti confermano la posizione dell' Italia come terzo Paese
fornitore, dopo Germania e Russia, e secondo in termini complessivi
di interscambio, dopo la Germania. Nei primi cinque mesi del 2005 l'
export del made in Italy è aumentato del 9.5% rispetto allo
stesso periodo 2004, mentre l' import è cresciuto del 34.1%.
Comincia, anche su questo mercato, a rendersi particolarmente
visibile la concorrenza cinese, con incrementi molto consistenti
dell' export (+55.3% 2005/2004). (Ice
Istanbul)
22.07.2005
|
IN VENDITA
JEANS MARCA "ROMANO PRODI"
|
La
novità in un negozio-bazar della città di Izmir (Smirne).
Nello stesso esercizio commerciale fa bella mostra una
insegna con il nome del leader dell'Unione. |
In Turchia, in un
negozio-bazar nella provincia di Izmir, sono in vendita jeans con
marca 'Romano Prodi'. Non solo: lo stesso esercizio commerciale ha
l'insegna esterna con il nome del leader dell'Unione. Lo ha
l'assessore del comune reggiano di Novellara, Elena Carletti, pochi
giorni fa durante una vacanza. L'assessore ha acquistato due paia di
jeans Prodi, uno da uomo e uno da donna e li vorrebbe regalare proprio
a Prodi.
22.07.2005
|
RAPPORTO
UNICREDIT
|
Da
esso emerge come le privatizzazioni, che avevano registrato
una battuta di arresto, hanno ripreso la loro corsa. Il caso di
<Turk Telecom> |
Privatization
was at last on track in Turkey announced Koc Financial Services' partner,
UniCredit.
According to a UniCredit report, major privatizations that for a long time
remained unrealized, but recent endeavors in this direction and the Turk
Telecom privatization foremost among them, have been acclaimed by both the
domestic and international markets. The report notes the privatizations'
importance with respect to structural change and macro economic stability and
presents the telecom bidding as a successful undertaking. The report maintains
that the privatizations will attract more foreign capital and promote foreign
investors who may consider entering the Turkish market. The report also notes
the trend created by foreign banks that purchase Turkish banks and expand into
the Turkish market. According to the report this trend is likely to continue.
Turkey's 2005 growth rate is still strong even though the figure is below the
values of 2004. Economic growth acquired stability and entered a sustainable
trend as consumption growth decreased relatively. The private sector will
continue to be the locomotive of economic growth. (Economy News Desk/Zaman)
22.07.2005
|
NESSUNA
INFLUENZA SUL RATING DELLA
STANDARD & POOR
|
Il
ritardo del pagamento alla Turchia da parte del Fmi degli 800
milioni di dollari - per via che questa non ha ancora adottato
le riforme sulla sicurezza sociale - non avrà comunque
conseguenze. |
The international credit rating agency Standard and
Poor's (S&P) announced that the International Monetary Fund (Imf) delaying
the $800 million payment of the $10 billion credit agreement upon the non
adoption of the social security reforms in Turkey will not have a negative
impact on Turkey's credit rating.
They say that the delay may cause concern to the markets giving the impression
that there is a problem between the Imf and Turkey. Faruk Soussa, S&P's
Turkey analyst, said there is nothing affecting Turkey's credit rating
negatively in the short term.
The agency closely monitors developments in the Turkish economy and that they
determine hat the credit rating according to the medium term measures and
expectations, said Soussa. Short-term deviations will not affect medium term
expectations. Non-fulfillment of a criterion related to the first review as a
"short term return" in terms of policies, Soussa suggested that this
would not create a negative effect on the medium term view. The social security
bill will be adopted in the new legislative year and the first review will be
completed on the context, the analyst added. S&P had upgraded Turkey's
rating on the long-term foreign exchange from B(+) to BB(-) in August 2004;
confirming the long term foreign exchange grading, BB(-), and the long term
local currency grading as BB while the short term foreign exchange and local
currency is graded as be. (Economy News Agency/Zaman)
22.07.2005
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INVESTIMENTI
PER 75 MILIONI DI EURO DELLA <BARCELO>
|
La
catena di hotel spagnoli - attiva in 15 Paesi - punta adesso sulla Turchia
dove procurerà lavoro a 1.200 persone. Al momento tre sono le città
interessate: Istanbul, Ankara ed Izmir. |
The Spanish hotel chain Barcelo will invest 75
million euros in Turkey within two years.
Active in 15 countries with around 140 businesses, Barcelo's investment will
provide jobs for 1,200 people in Turkey. It will also provide expansion for the
company in the East European market including Turkey. The Barcelo group will
focus on Istanbul, Ankara and Izmir for their city hotels and Fethiye, Bodrum,
Marmaris, Cesme, Kemer and Belek for their resort hotels. The tourism sector
will continue to improve quickly with the available potential of Turkish tourism,
the group believes, and aims to unite European tourists with Turkey's natural
and historical beauties, its cultural diversity and climate characteristics.
"Barcelo Hotels And Resorts" currently operates three hotels in Turkey,
one in Istanbul and the other two located in Bodrum, an Aegean coastal resort
town. (Economy News Agency/Zaman)
22.07.2005
|
AFFERMAZIONI,
INTERPRETAZIONI, CORREZIONI
|
La
dura critica della <Koc Holding> al ministro Abdullatif Sener (aveva
detto che bisogna ridurre gli investimenti stranieri in Turchia ) ha
indotto il rappresentante dello Stato a fare una precisazione: "Sono
stato frainteso. Volevo dire che il Paese deve rendersi indipendente dagli
investimenti stranieri". |
 Businessmen have become involved in the debate
instigated by Turkish State Minister Abdullatif Sener's statement suggesting the
necessity of placing a limit on foreign investment.
Koc Holding top level executive Bulent Ozaydinli reacted to the Minister's
statement pointing to Turkey's long standing need for foreign investment, and
said, "The entrance of foreign investment should be promoted
rather than debated."
Ford Transit's 40th anniversary celebrations have begun at the Ford Otosan
Kocaeli factory. The celebration ceremony was attended by the Ford European
President John Fleming, Koc Holding Ceo Ozaydinli, Ford Otosan General Manager
Turgay Durak and the Ford Otosan Executive Board members. Upon being asked about
Sener's statement regarding foreign investment, Ozaydinli said: "I think
the Minister's statement was interpreted differently to what he actually
intended to mean. Turkey has for a long time been in need of foreign
investment." Noting that Turkey has suffered from a deficiency in capital
and that investment is needed in order to create new employment in different
areas Ozaydınlı said: "Investment requires sufficient
accumulation of capital. Furthermore, foreign investment inflow should be
promoted rather than debated so that problems such as Turkey's current account
deficit can be solved." Expressing his opinion that some views about the
role played by the foreign capital in the privatizations had been distorted, he
said that he did not believe that anyone has any doubts about the foreign
capital entrance into Turkey.
On the other hand, Ford's European President John Fleming speaking on the
occasion of Ford Transit's 40th Anniversary Celebrations told that Kocaeli
together with Southampton were the main production bases of Ford Transit
vehicles. He explained that 40 years ago Ford Transit had introduced new
standards into the market and that it had always been at the forefront. He said:
"Five million Transits in 40 years. What a great success. However we could
not have achieved this success without our industrious and dedicated employees
and the continuous support of the local people." Fleming noted that they
intend raising their production capacity from 240,000 to 250,000 in response to
the positive developments in Turkey, and said the market demand has encouraged
them to do so. He also went on to say that they supported Turkey's accession to
European Union. The works for new models are still continuing, however, Fleming
hinted that he could not reveal anymore at present.
Ford Transit first entered the world markets in the category of light commercial
vehicle 40 years ago, in 1965. (Emre Soncan, Mehmet Guler/Zaman)
22.07.2005
|
LA PARTE DEL
LEONE
|
La
fa la città di Istanbul nel ricevere i benefici dall'investimento
pubblico. |
Distribution of this year's public sector
investments according to cities has been announced. This year public sector
investments will total 19.9 quadrillions Turkish lira (TL). Istanbul grabs the
lion's share with TL 1.8 quadrillion of the funding, which equates to 16 percent
of investments on a city-by-city basis.
According to figures released by the State Planning Organization, in the scope
of this years investments totaling TL nine quadrillion they will be made to
several regions, which include investments in more than one city. The
investments on the basis of cities will, therefore, be TL 10.9 quadrillion.
Receiving the biggest share, Istanbul is followed by Ankara with TL 816 trillion
and then Artvin with TL 565 trillion. Artvin this year will receive such an
increased share due to planned dam construction on the Coruh River. With TL5
trillion funds, Bayburt is the first among those cities that have received the
least amount of funding. Aksaray follows with TL 10.1 trillion and Cankiri with
TL 10.2 trillion are the cities allocated the least amount of funding. The
biggest drop in fund allocation was seen in Kahramanmaras falling by 37.9
percent. The decline is reportedly in line with the completion of works carried
out at Afsin Elbistan Power Plant. Bolu's investment fund also fell from TL 50.8
trillion to TL 34.1 trillion. This year, Mardin saw the highest increase in its
fund with an increase of 1,240 percent, receiving an investment fund of just TL
18.7 trillion last year, Mardin this year, will be allocated TL 250.7 trillion
to fund construction of the Ilisu Dam. Siirt's share has increased to TL 36.4
trillion up from TL 4.7 trillion, an increase of 674 percent. (Economy News
Desk/Zaman)
22.07.2005
|
SOCIETA'
FANTASMA
|
"Lavano"
il petrolio di contrabbando nelle isole Vergini. Una ricerca
ha messo in evidenza come negli ultimi dieci anni questa
attività criminale abbia comportato per lo Stato turco una
perdita di 20 miliardi di dollari. |
Turkish Parliament placed the issue of fuel
smuggling among the first articles of its agenda with the research it conducted
into its regular occurrence.
The research revealed that fuel smuggling and the various activities associated
with the smuggling have been committed for many years. Over the last 10 years,
the cost of this continued fuel smuggling for the state is determined at $20
billion. The parliamentary commission found that foreign entities formed the
bases of the fuel smuggling operation and cooperated with seven countries to
gather information on the issue. The commission clarified in detail how the
smuggling was committed. According information released in the report, money
laundering of the profits gained by the smuggled fuel occurs through the British
Channel and Virgin Islands that have tax immunity. Smugglers bill the fuel
through bogus companies they established in these regions to provide legitimate
grounds for theft. Isparta Deputy Emin Bilgic who is the member of the
commission drew attention to the huge international operation and emphasized
that smugglers make the oil transfers through bogus companies by using the names
of people in their administrations.
The Commission conducted the research over two years and requested information
from 52 countries. While seven countries forwarded information, 13 contributing
countries could not provide any concrete information. As a result of four months
of efforts by the commission, it was determined that 7,815,000 tones of fuel is
smuggled into Turkey using various methods. Smugglers billed the fuel by opening
international branches or establishing bogus companies.
Another significant issue dealt with in the report by the Smuggled Fuel
Commission was that the terrorist organization the Kurdish Workers' Party (PKK)
also benefited from the smuggled fuel that provided trillions in profits. It was
determined that the PKK entered a transportation tender for the shipping of
crude oil from Iraq to Turkey with assistance from its sympathizers. Another
activity conducted by the PKK earning them about 300 trillion Turkish Lira
annually comes from forcing those who smuggle the fuel from Iran into Turkey
using horses, donkeys and mules to pay protection money. The commission
clarified that the organization mostly financed its domestic activities from
fuel smuggling. According to information given by gendarme officials to the
commission, it was revealed that fuel smuggling from Iran to Turkey is
undertaken using horses, donkeys and mules because of the harsh terrain through
which is transported. Animals transport the fuel to Turkey all the way from
Iran. The report noted that the Pkk extorts money from the animal's owners:
"It is heard that the Pkk takes money from the animal's owners during each
fuel trade and security forces face difficulties in overcoming the terrorist
organization's members and other locals violating the borders." The
organization implements a striking method to smuggle the fuel from Iraq to
Turkey. In the report, the Pkk benefited from the lack of authority in the
region during the Gulf War in 1991 and had constantly used the Habur Border Gate
for their smuggling activities and that this is the same control point used by
fuel trucks. Pkk members also hid weapons and armory in the back of the fuel
tankers and managed to pass undetected through the borders. The report summed up
the issue in the following sentences: "The terrorist organization made
trips from Northern Iraq to our country to conduct terrorist activities and
transported various equipment like weapons, assault rifles and satellite
supported communication equipment for use by the terrorist organization and some
of the border crossings through the Habur Border Gate are part of other known
issues. It is understood from those who witnessed the incidents that such
equipment was mostly transported hidden in secret compartments in the fuel
tankers." It was also determined that the leader of the Kurdistan
Democratic Party Masoud Barzani and his supporters received "passage
payments" worth about $4-6 from any truck passing to Northern Iraq.
Commission members covered many kilometers and even participated in smuggling
operations during their investigations. The report underlined that revenue
offices and other state institutions did not attempt to intervene at the border
points where the greatest concentration of smuggling took place. (Mustafa
Altintas, Omer Sahin, Umit Pitir/Zaman)
22.07.2005
|
ALBERGO TERMALE
A NEVSEHIR
|
Un
nuovo modo di fare turismo in Cappadocia dove si prevede
l'arrivo di migliaia di persone che vogliono abbinare le cure
del corpo ad un approfondimento culturale. |
The introduction
of thermal tourism to holiday programs to rid oneself of the problems of city
life and to relax recently attracted attention to the sector.
Businessmen only investing in the tourism of the sea, sand and sun 5-10 years
ago, now compete to open thermal holiday camps and hotels. Ugur Insaat (Ugur
Construction) who has worked in the construction sector for about 20 years in
Gaziantep opened Roza Resort Hotel, the biggest thermal hotel in Kozakli town,
Nevsehir. The five star hotel constructed on 30,000 square meter field to
provide an alternative to beach tourism has a 863 bed capacity.
Chairman of the Roza Resort Hotel Administrative Board Mehmet Kaygusuz said
there were few places available for a family until till recent years; therefore,
they had invested in hotel construction to fulfill this necessity. Kaygusuz said
Roza Hotel was built in Nevsehir in the middle of Central Anatolia to attract
people from any region emphasizing that they built Roza Resort to provide an
alternative to beach tourism. According to Kaygusuz the target customer were
those with families, he invited anyone who had close ties with their traditions.
Although they had some concerns at the beginning, the huge demand they
encountered during the last month demolished those concerns, according to
Kaygusuz. Announcing that they plan to build a second and third hotel due to the
great interest, Kaygusuz informed that they would construct the new hotels in
the coastal cities.
Turkey, which is among the first seven countries in terms of richness of
resources, has about 1,300 thermal resources. While more than 200,000 tourists
visit Turkey to benefit from thermal tourism, the sector's income surpasses $100
million. Temperatures of the resources in Turkey which is on a prominent
geothermal zone register between 20 and 110 centigrade and their flows change
between 2-500 liter/sc. The attributes of thermal waters in Turkey are
comparable with European thermal waters in terms of their flows, temperatures
and various physical and chemical peculiarities. Thermal waters termed to have a
"natural outflow and ample" have high features in terms of tincture
metal and are rich in sulfur, radon and salt. Due to the suitable climatic
conditions, the season continues for 210 days in some of the thermal centers
that have been a vacation favorite among the public. (Adem Yilmaz/Zaman)
22.07.2005
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TARABYA: FINALMENTE
QUALCOSA SI MUOVE
|
Costituito,
in occasione della visita del ministro Fini in Turchia, il comitato di
recupero della ex ambasciata d'Italia ad Istanbul ideata e
realizzata nel 1906 dall'architetto Raimondo D'Aronco. Diventerà uno
spazio multifunzionale per la promozione del Made in Italy ed un centro di
ricerca per la riduzione del rischio sismico. |
In
occasione della giornata trascorsa a Istanbul il vice Presidente del Consiglio e
ministro degli Affari Esteri, Gianfranco
Fini, ha avuto modo di incontrare la comunità d'affari italiana nel corso
della riunione straordinaria del "Comitato degli Imprenditori Italiani in
Turchia". Nella stessa occasione è stato lanciato il
"comitato per il recupero di Villa Tarabya". Villa Tarabya è un
immobile demaniale di pregevolissimo valore realizzato nel 1906
dall'architetto italiano Raimondo d'Aronco e prospiciente il Bosforo ormai
in stato di abbandono. Il Comitato si occuperà di trovare le risorse per
avviare lo studio di fattibilità sia tecnico-strutturale che economico e gestirà
il recupero di Villa Tarabya e la sua futura destinazione quale spazio
polifunzionale per la promozione del made in Italy, nonché centro
di formazione e ricerca per la riduzione del rischio sismico nell'ambito dei
programmi Euro-mediterranei di cui il Dipartimento della Protezione Civile
italiana ha la co-presidenza. I membri fondatori del Comitato, i cui lavori
saranno coordinati dal Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
dell'Ambasciata, Andrea Canepari, sono il vice-presidente della <Simest>,
Paola Piccinini Tosato, il vice-capo Dipartimento della Protezione Civile,
Vincenzo Spaziante, il direttore del Centro Europeo di formazione e ricerca in
ingegneria sismica di Pavia, Michele Calvi, il presidente della Camera di
Commercio Italiana in Turchia, Alberto Moggi. La Camera di Commercio Italiana in
Turchia, in collaborazione con altre Camere di Commercio italiane, ha deciso di
co-finanziare il progetto tecnico che potrebbe essere sviluppato nell'ambito
di una convenzione con l'Università degli Studi Pavia, ed in particolare con
il Dipartimento di meccanica strutturale per quanto riguarda gli aspetti
strutturali e con il Dipartimento di ingegneria edile per gli aspetti
compositivi e di restauro mentre la <Simest> si occuperà dell'analisi
di fattibilità economica e
finanziaria. La Villa potrà così diventare un importante centro polifunzionale
di promozione del Made in Italy in Turchia, ospitando esposizioni
temporanee sia culturali che di vari prodotti merceologici
e di servizi italiani, inoltre alcuni locali
potranno ospitare sia la foresteria che la Segreteria tecnica del "Centre
for advanced studies and research in the field of earthquake engineering,
seismology, seismotectonics and disaster management", in corso di
istituzione a seguito dell'accordo firmato il 19 gennaio scorso alla presenza
e sotto gli auspici del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca,
Letizia Moratti, da Università
degli Studi di Pavia, Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia,
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dalla Middle East Technical
University of Ankara e dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza
del Consiglio dei Ministri. La collaborazione con importanti centri di ricerca
di ingegneria antisismica potrà facilitare l'utilizzo sinergico delle
strutture espositive della Villa anche da parte di imprese italiane operanti nel
settore delle grandi opere infrastrutturali e le esposizioni potranno essere
gestite in collaborazione con enti fieristici e con Associazioni imprenditoriali
italiane. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
22.07.2005
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CONFERENZA
EUROMEDITERRANEA
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Vi
hanno preso parte, tra gli altri, il ministro delle Finanze turco Kemal
Unakitan ed il presidente dell'Amministrazione per le Privatizzazioni
Metin Kilci. |
Il ministro delle Finanze
turco, Kemal Unakitan ed il presidente dell'Amministrazione per le
Privatizzazioni, Metin Kilci, hanno partecipato alla
terza edizione della
Conferenza Euromediterranea organizzata
dalla Camera di Commercio di Milano lo scorso 11 e 12 luglio. Nell'aderire
all'iniziativa, il ministro Unakitan ne ha sottolineato il prestigio e
l'importanza quale foro per la promozione del dialogo tra i Paesi del
Mediterraneo, cui il predetto ha contribuito con un intervento incentrato sui
programmi attuali e futuri del proprio Dicastero presentando ai partecipanti le
opportunità di investimento offerte dalla Turchia. (fonte Amb.
d'Ita)
22.07.2005
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FERRARI
E MASERATI IN VENDITA
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Uno
showroom sarà aperto il 21 agosto ad Istanbul in concomitanza con il
prossimo Premio di Formula 1. |
L'amministratore
delegato della <Tofaş> (la joint-venture tra la <Fiat< e
la <Koç Holding>), Diego Avesani, ha annunciato nel corso di una
conferenza stampa, che le autovetture della <Ferrari> e della
<Macerati> saranno vendute in Turchia dal prossimo mese attraverso la
neo-costituita società, <Fer Mas Oto Ticaret A.S.>, che avrà una showroom
sul Bosforo e ed una stazione di servizio per l'assistenza ai clienti. La <Tofaş>,
che ha investito $2 milioni nella nuova joint-venture, conta di poter
inaugurare la showroom in occasione del prossimo Gran Premio di Formula Uno che
si terrà a Istanbul il 21 agosto.
(fonte Amb. d'Ita)
22.07.2005
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JOINT-VENTURE
TRA <SINTERAMA SPA> E <TASDELEN TEKSTIL>
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Riguarderà
la produzione e la distribuzione di filati di poliestere. Lo stabilimento
sarà situato a Bursa. |
La
società italiana <Sinterama Spa> e la società turca <Taşdelen
Tekstil>, hanno firmato una lettera d'intenti volta alla realizzazione di
una joint-venture per la produzione e distribuzione di filati in
poliestere. Secondo la stampa locale, in base agli accordi raggiunti , lo
stabilimento sarà situato a Bursa e
la produzione, che inizierà nel marzo 2006, sarà destinata al mercato turco e
a quello dei Paesi confinanti. (fonte Amb. d'Ita)
22.07.2005
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ATTIVITA'
FINANSBANK
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A
detta del suo direttore generale, Sinan Sahinbas, la banca intende
incrementare la sua assistenza alle <SMEs> aumento il plafond
creditizio di 1.5 miliardi di dollari. |
Il
direttore generale della <Finansbank>, Sinan Sahinbas, ha recentemente
annunciato che la banca intende incrementare la sua assistenza alle <SMEs>
aumentando il suo plafond creditizio di $1.5 miliardi e raggiungendo un totale
di 200 mila clienti entro la fine dell'anno. Attualmente la <Finansbank>,
con 185 filiali in tutto il Paese, ha 155 mila clienti ed ha concesso finora
crediti per $1 miliardo. Il predetto ha inoltre reso noto che la
<Finansbank> intende avere un totale di 300 filiali entro il 2007
ed aprirne una in Ukraina. (fonte Amb.
d'Ita)
22.07.2005
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IL
RITARDO DEL FONDO NON PREOCCUPA PIU' DI TANTO
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Se
il Parlamento turco approverà la legge sulla sicurezza sociale i prossimo
ottobre, il Fondo erogherà due tranches contemporaneamente. |
Il
Fondo Monetario Internazionale ha sospeso l'approvazione da parte del
Consiglio Esecutivo, degli esiti della prima revisione sullo stato di attuazione
del programma economico triennale che accompagnerà l'accordo di stand-by
concluso con la Turchia lo scorso 11 maggio a causa della mancata approvazione
della nuova legge sulla sicurezza sociale, una delle condizioni preliminari per
l'erogazione della prima tranche del prestito in questione. Se il Parlamento
approverà la legge il prossimo ottobre, come appare probabile, il Fondo
completerà la prima revisione contemporaneamente alla seconda ed erogherà
quindi due tranches contemporaneamente (per un totale di $1.6 miliardi).
( fonte Amb. d'Ita)
22.07.2005
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SUCCESSO
DELL'INDUSTRIA AUTOMOTIVA
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Considerata
in Turchia per l'export del Paese, ha esportato beni per un totale di 6.6
miliardi di dollari nel primo semestre. |
L'industria
automotiva turca, considerata trainante per le esportazioni del Paese, nel primo
semestre dell'anno in corso ha esportato beni per un totale di $6.6 miliardi e
secondo le previsioni tale somma è destinata a raddoppiare entro la fine
dell'anno. Il settore, che da solo rappresenta il 20% del totale dell'export
turco, negli ultimi quindici anni ha registrato una crescita percentuale pari al
15.7% ma secondo esperti del settore, il dato di questo primo semestre è andato
ben oltre le aspettative. Nel 2004 le esportazioni hanno raggiunto un totale di
$10.7 miliardi, la somma più alta mai registrata dal settore. (fonte Amb.
d'Ita)
22.07.2005
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<ERDEMIR>:
LO SGUARDO DI 13 AZIENDE
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La
data di presentazione per la presentazione delle domande fissata per il 26
settembre. |
La
privatizzazione delle acciaierie <Erdemir> ha attirato l'attenzione di
ben tredici aziende di cui 5 straniere e 8 locali. L'Amministrazione per le
Privatizzazioni, che ha messo in vendita il 46.12% delle azioni della
<Erdemi>r ha fissato la data di scadenza per la presentazione delle
offerte al 26 settembre prossimo. Secondo la stampa locale, fra gli investitori
stranieri interessati alle
acciaierie, che lo scorso anno hanno avuto un fatturato di $3.3 miliardi,
figurano l'olandese <Mittal Steel>, la lussemburghese <Arcelor>,
l'anglo-olandese <Corus> e l'americana <US Steel>. (fonte Amb.
d'Ita)
22.07.2005
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INDICATORI MACROECONOMICI
Pnl 2004: crescita annua del 9.9%
Pnl
pro capite 2004: US $ 4.172
Pil
2004:
crescita annua
dell'8,9%
Pil
pro capite 2004: US $ 4.187
Inflazione annua (prezzi al
consumo): 8.47% (dato di aprile)
Interscambio con l'Italia nel quadrimestre gennaio-aprile 2005:
$4.11 miliardi, con $ 2.33 miliardi di esportazioni italiane verso la Turchia e
$ 1.78 miliardi di importazioni dalla Turchia. (fonte Amb.
d'Ita)
22.07.2005
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SOCIETE
GENERALE PUNTA A GARANTI BANK
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La
possibilità di un lancio di un'opa per 5 miliardi di euro. Ma gli
interessi sono anche di molti altri. |
La
<Societe Generale> starebbe esaminando la possibilità di lanciare un'opa
da cinque miliardi su <Garanti Bank>, terza banca privata della Turchia.
Lo scrive il quotidiano <Les Echos> precisando che la banca turca, messa
in vendita dalla holding familiare <Dogus>, interessa anche l'olandese
<Abn-Amro>, la tedesca <Deutsche Bank> e l'americana <General
Eletric>.
Secondo il giornale parigino, la banca francese avrebbe affidato il dossier a
J.P. Morgan e a Merril Lynch. (Ansa)
22.07.2005
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CRESCIUTA DEL
7% LA PRODUZIONE <TOFAS>
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La
joint venture turca tra <Fiat Auto> e <Koc
Holding> ha sfornato oltre 83 mila unità, tra veicoli e
furgoni, di cui 16 mila solo a giugno. |
È
cresciuta del 7%, nel primo semestre dell'anno, la produzione della
<Tofas>, la joint venture turca tra <Fiat Auto> e
<Koc Holding>. In totale, la società ha sfornato oltre 83
mila unità, tra veicoli e furgoni, di cui 16 mila solo a giugno. È
di questi giorni, poi, la nomina di Alfredo Altavilla, capo dello
sviluppo del business di <Fiat Auto>, a responsabile della
<Tofas>. Altavilla subentra a Diego Avesani, che assumerà
altri incarichi a Mirafiori. Sempre Altavilla ha curato negli ultimi
anni l'avvio e lo sviluppo delle alleanze con Gm e Psa. (Il
Giornale.it)
22.07.2005
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NUOVO
MODELLO DI AUTO SUL MERCATO
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Sarà
lanciato nel 2007 dalla <Tofas>, joint-venture tra <Fiat> e
<Koc Holding>. |
La <Tofas>,
joint-venture tra la <Fiat> ed il gruppo turco <Koc Holding>,
investirà 170 milioni di euro in un nuovo modello di berlina che sarà lanciato
sul mercato nel 2007.
La nuova autovettura verrà prodotta nell'impianto di Bursa, nella Turchia
occidentale, e circa il 30% della produzione sarà esportato in Europa. Secondo
le previsioni saranno realizzate circa 60.000 unità l'anno. (Agi)
22.07.2005
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IL
GOVERNO SI MOBILITA CONTRO INDUSTRIA
DEL SESSO
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Trabzon,
porto sul Mar nero, uno dei quattro centri di arrivo e smistamento per la
tratta delle donne in Turchia. In seguito ai crescenti controlli che
rendono sempre meno permeabili le frontiere europee, il Paese, da
tradizionale punto di raccolta dei migranti verso altre destinazioni, si
è convertito anche in luogo di destinazione per donne vittime di questo
fenomeno. |
Trabzon, Turchia. Le donne giungono a Trabzon in battello provenienti dall'altra sponda del Mar Nero. Non importa
quali siano i loro veri nomi, esse sono conosciute in Turchia come 'Natasha',
e frequentemente finiscono per lavorare come prostitute, talvolta contro la
propria volontà.
La Turchia, con la sua economia in auge e un clima rilassato nella richiesta dei
visti, è al punto di trasformarsi nel mercato piùgrande del mondo per le donne
schiave, una delle esportazioni più visibili dei nuovi Stati dell'ex Unione
Sovietica. "Immagini molti fiumi che finiscono tutti in un unico mare",
afferma Allan Freedman, che coordina i programmi anti-traffico nell'ufficio di
Ankara dell'Organizzazione Internazione per le Migrazioni, un gruppo
indipendente che lavora a stretto contatto con le Nazioni Unite. "Questo mare
è la Turchia".
La maggior parte delle donne arriva per volontà propria, però molte finiscono
come schiave virtuali, vendute da sfruttatore a sfruttatore attraverso una rete
criminale relativamente organizzata che si estende da Mosca sino ad Istanbul ed
oltre.
La prostituzione è legale in Turchia, un paese strettamente secolare dove il
governo concede licenze ai bordelli, noti come 'case generali', e fornisce
carte d'identità alle prostitute che assicurano loro assistenza in salute
gratuita ed altri servizi sociali.
Le donne che lavorano nelle case generali - generalmente ce n'è una in ogni
grande città - tendono però ad essere di una certa età, e la domanda di
donne giovani ha superato l'offerta nella misura in cui è migliorata
l'economia in Turchia. Le donne schiave soddisfano questa domanda.
"Le donne sono reclutate in patria con la promessa di un lavoro", afferma
Freedman, "pero' una volta arrivate dall'altra parte della frontiera,
vengono private del passaporto, picchiate, violentate e obbligate alla
prostituzione". Generalmente, le donne vengono tenute prigioniere in un
appartamento, eccetto quando escono con i clienti.
Davanti alla 'casa generale' di Istanbul - un gruppo di bordelli in un
labirinto di vicoli, sbarrato da un portone di metallo vigilato - si possono
trovare uomini che attraggono i 'visitanti', sussurrando loro promesse di
russe belle e giovani ad un prezzo leggermente maggiore di quello richiesto per
le vecchie donne turche che aspettano i clienti all'interno.
Parte della ragione per cui la Turchia si è trasformata in un luogo
privilegiato è dovuta al fatto che i mercati più lucrativi dell'Europa
occidentale sono protetti da requisiti sempre più rigidi per i visti
d'ingresso, che tardano settimane per essere ottenuti, e con risultati
incerti. Una giovane donna dalla Moldavia può giungere in un solo giorno in
Turchia, dopo aver pagato appena 15 dollari per un visto di un mese alla
frontiera.
La Turchia si converte inoltre in un punto di raccolta per l'emigrazione
illegale verso altre destinazioni. "Questa è una delle ragioni per cui
l'Unione europea è tanto preoccupata per la Turchia", aggiunge Freedman, in
riferimento alle resistenze europee espresse di fronte alla richiesta della
Turchia di fare ingresso nella comunità. "È sempre più un punto di transito
per i migranti".
Questo paese da due anni lavora per ostacolare il traffico delle donne e
guadagnare maggiore appoggio dal Governo degli Stati Uniti. Nel suo nuovo codice
penale, che è entrato in vigore all'inizio di giugno, la Turchia classifica
il traffico come un crimine a parte. Un sussidio di 600 mila dollari all'anno,
proveniente dagli Stati Uniti, è utilizzato per addestrare agenti di polizia
affinché riconoscano le donne trafficate tra le prostitute senza licenza che
vengono arrestate. Il finanziamento sostiene inoltre una linea telefonica di
aiuto alle donne vittime delle reti dei trafficanti.
L'indipendente Fondo di Sviluppo per le Risorse Umane della Turchia ha aperto
l'unico shelter del paese per donne trafficate lo scorso ottobre nel
centro di Istambul. Tuttavia, la casa-rifugio, che ha aiutato 74 donne, ha una
capacità massima di 12 persone. "Il numero non è nulla se paragonato a
quello totale delle vittime", afferma Berna Eren, presidente
dell'organizzazione.
Più di 200 donne trafficate sono state identificate in Turchia lo scorso anno,
anche se le autorità hanno dichiarato che esse rappresentavano solo il 10 %
delle donne comprate e vendute nello stesso arco di tempo. La maggior parte di
loro proviene dall'Ucraina e dalla Moldavia, però ne giungono anche da
Russia, Azerbaiyan, Kirguistán, Romania, Georgia e Iran. Trabzon è uno dei
quattro o cinque principali centri del traffico in Turchia, secondo
l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. (The
New York Times - Prensa Libre, 10 luglio
2005. Traduzione a cura della Redazione di Terrelibere.org)
22.07.2005
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GIALLO SU
UNA NAVE DA CROCIERA
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La
domanda: a chi spetta indagare quando si consuma un delitto a bordo? La
vicenda della <Brillance of the sea's>. |
''Le norme sono molto chiare: nel
caso di un delitto commesso a bordo di una nave, la giurisdizione spetta allo Stato di cui la nave batte bandiera''. A spiegarlo, in
un'intervista al <Mattino> è il professore di procedura penale
all'Università Tor Vergata di Roma, Gustavo Pansini, chiarendo le questioni giurisdizionali legate all'episodio della nave da crociera
battente bandiera delle Bahamas, approdata il 9 luglio scorso a Napoli, e intorno alla quale stanno lavorando le
autorità di Turchia, Stati Uniti e Italia per cercare di svelare il mistero di una vicenda
dai contorni ancora oscuri.
Un turista americano scomparso, probabilmente ucciso dopo la vincita al
casinò della nave; una ragazza, anche lei americana, che denuncia uno stupro ad opera di cinque
connazionali (vicenda peraltro ridimensionata, ndr) ; un altro crocerista morto per cause ancora d'accertare, forse un infarto: tutto
si è consumato nell'arco di una settimana, nel tragitto che la <Brillance of the
sea's> ha compiuto dalla Turchia, passando per la Grecia e approdando nel porto di Napoli, prima di raggiungere la
Spagna. Ma in casi come questi a chi spetta la giurisdizione dei singoli casi? (Adnkronos)
22.07.2005
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"IL
MERCANTE DI PIETRE", NUOVO FILM DI RENZO MARTINELLI
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Il
regista italiano sta girando anche in Turchia le riprese di un
film che ha come protagonista un cristiano convertitosi
all'Islam che diventa un insospettabile terrorista della
cellula Al Qaeda.
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''Uno
degli attentatori di Londra poteva essere tranquillamente il
protagonista del mio film. E' gente normalissima, vive tra noi, è
radicata nella società occidentale. Esattamente come accade nella
storia che raccontiamo nel film, che nasce con l'intento di
'svegliare' l'Occidente dal suo torpore ignorante''. Renzo
Martinelli parla così dell'inquietante aderenza alla realtà del
film che ha iniziato a girare nelle scorse settimane in Scozia, ''Il
mercante di pietre'', che racconta la doppia vita di un cristiano
convertito all'Islam, ufficialmente commerciante di pietre preziose
con l'Afghanistan e la Turchia, ma in realtà insospettabile
terrorista islamico membro di una cellula di Al Qaeda. ''Quando sono
scoppiate le bombe di Londra -spiega il regista all'Adnkronos
dalla Scozia |
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