Arretrati 

Anno 6° N.22

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

INCERTEZZE

<Turchia Oggi> vuole manifestare il proprio dolore per le vittime di Londra ed evidenziare altresì l'insicurezza del mondo occidentale contro il terrorismo.

attacco_a_LondraCi sia permesso, a distanza di giorni dagli attentati di Londra, di aggiungere due parole a quanto è stato detto e scritto da più autorevoli mass media. Parole semplici per manifestare intanto il nostro dolore per le vittime, per lo più inglesi, ma che avrebbero potuto essere in massima parte francesi e tedesche, e perché no! italiane, se le bombe fossero state fatte a Parigi, a Berlino o nel nostro Paese. Purtroppo i morti di Madrid e di Istanbul non hanno insegnato nulla, e nulla insegneranno i morti del 7 luglio giacché le democrazie che ci governano - soprattutto in Europa - sono avvolte da una sorta di <grande sonno> tale da non far capire appieno il pericolo che incombe. Si grida "al lupo" solo quando le pecore sono state mangiate e, cosa ancora più grave, si fa leva sui proclami anti-terrorismo solo per un attimo. Poi tutto ritorna come prima. La verità è che il mondo tutto sta vivendo un momento di incertezza e contraddizione. Da un lato infatti ci si rifiuta ostinatamente di risolvere questioni - come quelle della Palestina, dell'Irak e dell'Afghanistan - che sono alla base della rivolta contro il sistema occidentale, e questo solo perché una o due Cancellerie con sprezzante freddezza (o ottusità) vogliono reggere le sorti del pianeta; dall'altro si strizza l'occhio ai movimenti rivoluzionari (vedi le simpatie di Bruxelles per il Pkk) e all'immigrazione selvaggia non capendo che sono proprio questi i serbatoi del terrorismo. Eppure - tanto per stare in casa nostra - la lotta alle brigate rosse avrebbe dovuto insegnare qualche cosa. Non a caso la vittoria sul partito armato - a parte l'apporto utilissimo dato dai <pentiti >- fu determinata proprio dall'impegno delle istituzioni nel fare terra bruciata attorno alle varie organizzazioni eversive distruggendo quello che era la loro fonte di rifornimento, gli autonomi per intenderci. Chi vuole intendere, intenda. Questa, secondo noi, è l'unica strada da seguire senza dover ricorrere a leggi speciali o a superprocure che non servono a nulla. Maggiori controlli, quindi, ed in particolare un maggior controllo del territorio che - mai come ora - è sguarnito. Un esempio? Basta entrare in una qualsiasi stazione della metropolitana. Di poliziotti nemmeno l'ombra, sia in divisa che in borghese e ai varchi libero accesso. Volendo si potrebbe far saltare un intero convoglio. La sicurezza in fondo è il tallone di Achille dell'Italia. Ma anche l'Unione Europea ha il suo. L'ostracismo, più o meno palese, nei confronti della Turchia ("ti prendiamo con noi, ma a queste, queste, queste condizioni", è lo slogan ripetitivo e monotono), significa non avere le idee chiare in tema di sicurezza e di lotta al terrorismo internazionale. Dimenticando che - come un tempo Ankara era stato il baluardo dell'Occidente contro l'egemonia sovietica - oggi lo può essere contro fondamentalismo islamico. Tenerla fuori della porta, potrebbe essere alla lunga un danno irreversibile. Lo ha ammesso anche il titolare del Foreign Office dell'Interno britannico Jack Straw.
14.07.2005

 

LE CONDOGLIANZE DI SEZER

Il presidente della Repubblica turca ha inviato una lettera alla regina d'Inghilterra Elisabetta.

Ahmer_Necdet_SezerTurkish President Ahmet Necdet Sezer has offered his condolences to Queen Elizabeth II due to terrorist attacks that took place in London.
Releasing a statement, Presidential Press Center said that Sezer sent a letter of condolence to Queen Elizabeth. In his letter, Sezer expressed sorrow over attacks in London that killed and injured many people. President Sezer underlined that he strongly condemned such attacks targeting humanity.
''Turkish people who have suffered much from terrorism so far share grief of British people. I would like to say that we are ready to support British people. These attacks which increased the hatred in international community showed once again that international solidarity and cooperation are vital for fight against terrorism,'' he stressed. (TurkishPress)
14.07.2005

 

LA CONDANNA DI GUL

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha sottolineato come ogni Paese, ricco o povero, debba fronteggiare la minaccia del terrorismo.

Abdullah_GulIl ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha condannato gli attacchi terroristici di Londra sottolineando che ogni Paese, ricco o povero, oggi deve fronteggiare la minaccia del terrorismo. ''La Turchia condanna ogni forma di terrorismo'', ha detto Gul, perché ''è uno dei Paesi che ha più sofferto a causa del terrorismo''.
E mentre la Turchia da anni è vittima di attacchi terroristici, ha rimarcato il ministro, gli attentati negli Usa l'11 settembre del 2001 e quelli a Londra sono la dimostrazione che nessun Paese è immune dalla minaccia. (Adnkronos)
14.07.2005

CANI ANTI-ESPLOSIVO

Vengono impiegati dalle forze speciali  nella metropolitana di Istanbul.

Cani_antiesplosivo_nella_metropolitana_di_IstanbulSniffer dogs trained to detect explosive material have also been employed in addition a police presence at subways and train stations to prevent any possible terrorist attacks in Istanbul.
Noting that the 550 CCTV cameras currently in place in different locations around Istanbul will be increased in the near future, City Security Director General Celalettin Cerrah said, "The places attacked in London were also in view of 25,000 CCTV cameras. The suspects will certainly been captured with the images received from these cameras." Istanbul Police have already been informed through the media that the group claiming responsibility for the London attacks were the same group that claimed responsibility for the bomb attacks in Istanbul in November 15-20, 2003. Cerrah also notified that no team from Istanbul has been sent to London to examine the attacks. Security measurement, have been stepped up by employing Special Forces and that the measures were introduced Monday in the subways and at train stations. Dogs, called K9, trained to detect bombs, have also contributed to the tighter security measures. (Anadolu News Agency/Zaman)
14.07.2005

FINI AD ANKARA

Pieno successo della visita del ministro degli Esteri italiano che si è incontrato con il Capo dello Stato Sezer e con il Primo Ministro Erdogan.

Gianfranco_FiniPieno successo della visita del ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, ad Ankara e a Istanbul, dove si è recato "per ribadire il sostegno italiano alle aspirazioni europee della Turchia". La visita ha coinciso con una fase delicata del processo di integrazione europea, seguita alla bocciatura in Francia e in Olanda della Costituzione UE, tanto che il Governo turco teme ripercussioni sul negoziato di adesione, il cui avvio è fissato per il 3 ottobre prossimo. Fini si è incontrato ad Ankara con il presidente della Repubblica, Ahmet Sezer, con il Primo Ministro, Recep Tayyip Erdogan, e con il presidente dell'Assemblea Nazionale, Boulent Arinc, ai quali ha confermato l'impegno preso da palazzo Chigi a favore dell'adesione della Turchia all'Unione Europea, ma ha anche incoraggiato a mantenere vivo lo sforzo riformista nel Paese. Fini ha poi affrontato con le autorità turche anche altri temi di attualità internazionale: la lotta contro il terrorismo, gli sviluppi della situazione cipriota, la riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu, la situazione in Irak, il futuro in Iran, le prospettive di pace in Medio Oriente e l'adesione alla Nato dei Balcani occidentali. Il titolare della Farnesina si è poi visto ad Istanbul con una delegazione della comunità imprenditoriale e con quella della comunità italiana residente in Turchia. (da Agi)
14.07.2005

 

RILANCIATO IL TEMA DELLE RADICI CRISTIANE EUROPEE

Intervista del vice-premier italiano Gianfranco Fini all'agenzia di stampa turca <Anadolu> prima della missione ad Ankara.

Il vice-premier e ministro degli esteri italiano, Gianfranco Fini, ha dichiarato all'agenzia turca Anadolu che non c'è alcuna contraddizione tra il sostegno ai riferimenti alle radici cristiane dell'Europa e l'appoggio che l'Italia ha dato e continuerà a dare al processo di adesione della Turchia all'Unione europea.
In un'intervista esclusiva concessa all'<Anadolu> lo stesso vice-premier ha confermato decisamente, così come nei suo incontri con le massime autorità di Stato e di Governo turche avuti nella recente missione ''l'appoggio italiano alla richiesta della Turchia di aderire all'UE''.
''L'Italia, altri stati membri (dell'UE), rappresentanti delle Chiese cristiane e di ambienti laici, hanno appoggiato l'idea che non solo l'eredità umanistica, ma anche quella spirituale giudaica e cristiana dovrebbero essere sottolineate nel preambolo della Costituzione europea come un fattore dell'identità dell'Europa'' - ha dichiarato Fini all'<Anadolu>.
''Approcci pregiudiziali di alcuni paesi hanno impedito questa iniziativa che mira a fare stato di una realtà storica e che non intende affatto aprire una discussione sulle caratteristiche secolari delle istituzioni europee e dei paesi membri. Sotto questo aspetto - ha continuato Fini - non c'è alcuna contraddizione tra i riferimenti alle radici cristiane e l'appoggio a dare inizio al negoziato di adesione con un grande paese come la Turchia, che è a grande maggioranza musulmano, ma che ha una forte tradizione secolare''.
''Io credo che una Turchia moderna e democratica che goda di elevati livelli di vita e che condivida i valori dell'Europa sia negli interessi dell'Europa. Sono al corrente di parecchie 
riserve ed esitazioni sulla Turchia. Tuttavia, le ragioni che hanno portato l'UE a decidere di cominciare il negoziato di adesione sono ancora valide e giuste'' - ha anche dichiarato il vice-premier italiano invitando poi, comunque, il Governo di Ankara a firmare al più presto possibile, ''mostrando un atteggiamento costruttivo e responsabile'', il protocollo di estensione ai nuovi membri dell'UE (tra cui la Repubblica di Cipro) dell'accordo di Unione doganale tra la Turchia e l'UE.
''La politica dell'Italia verso la Turchia è basata su una tradizione di comprensione e amicizia. In questo quadro noi vediamo la Turchia come un partner strategico. La nostra comune posizione sulla riforma delle Nazioni Unite e l'atteggiamento coerente e costruttivo della Turchia sull'Afghanistan, l'Iraq, il Medio Oriente e le varie crisi internazionali e regionali, sono altri esempi di questa tradizione''.
Fini ha poi annunciato la costituzione (probabilmente attraverso un protocollo di cooperazione rafforzata) di un ''Forum di dialogo'' a completamento del ''Tavolo geografico'' bilaterale stabilito qualche mese fa. Il ministro italiano ha poi affermato che le società italiane intendono avere un ruolo maggiore nello sviluppo dei mercati turchi. (Ansa)
14.07.2005
 

AFFARI CHE SCOPPIANO DI SALUTE

La missione di Gianfranco Fini ha messo in luce le buone relazioni economico-commerciali tra l'Italia e la Turchia dove operano circa 250 nostre industrie.

Erdogan_e_Berlusconi_a_palazzo_ChigiScoppiano di salute e di buoni affari le relazioni tra Italia e Turchia, alla vigilia della visita che il vice-premier e ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini sta compiendo tra Ankara ed Istanbul.
Le relazioni politiche tra i due Paesi sono caratterizzate dal forte e costante appoggio del governo di Roma al processo di adesione della Turchia all'Unione europea, nonché dalla sintonia delle due diplomazie sulla riforma dell'Onu, sui grandi temi regionali (Afghanistan, integrità dell'Iraq, Medio Oriente) e strategici segnati dalla stretta cooperazione nella Nato sulla lotta al terrorismo ed all'immigrazione clandestina.
Questo sviluppo delle relazioni politiche, simboleggiato a livello popolare dall'amicizia personale tra i rispettivi premier, Silvio Berlusconi e Recep Tayyip Erdogan, ha creato un humus favorevole ad un impetuoso sviluppo delle relazioni economiche e commerciali, simboleggiato dalla spettacolare performance dell' 
interscambio commerciale italo-turco giunto a fine 2004 al record di 11.45 miliardi di dollari, secondo solo a quello con la Germania, con un incremento di oltre il 30 per cento sul dato del 2003 (8.6 miliardi) ed un avanzo italiano di 2 miliardi di dollari. La tendenza e' continuata nei primi cinque mesi dell' anno in corso facendo registrare un ulteriore incremento dell'interscambio del 15% circa.
Ma oltre agli scambi commerciali si assiste da qualche anno ad un fiorire di iniziative congiunte e di investimenti italiani in Turchia come testimonia tra l'altro il recente successo di 
<Telecom Italia> che si è aggiudicata nell'ambito di un consorzio societario facente capo alla saudita <Oger Telecom>, la gara per l'acquisizione-privatizzazione del 55% della <Telekom> turca.
Per quanto riguarda gli investimenti bilaterali, nel 2001-2002 l'Italia è stata prima per investimenti realizzati grazie all'acquisizione da parte della <Tim> della licenza di terzo gestore di telefonia mobile per circa 1 miliardo di dollari (il più grande investimento singolo mai realizzato in Turchia). Oggi <Telecom Italia> è partner della <Is Bank> e di <Turk Telekom> in <Avea>, il terzo gestore di telefonia mobile del Paese, tanto più che la stessa <Telecom Italia> si è aggiudicata il primo luglio scorso in consorzio con la libanese-saudita <Oger Telecom> l'importante gara per la privatizzazione della stessa <Turk Telekom>. Le aziende italiane che operano in Turchia sono circa 250, un numero che è triplicato negli ultimi 10 anni e non si è arrestato neanche dopo la crisi economico-finanziaria del 2001.
L'Italia è inoltre un partner fondamentale nel settore bancario, grazie al Gruppo <Unicredito>, partner al 50% di <Koc Holding> in <Koc Finans>, che a sua volta ha acquisito, lo scorso 8 maggio,il 57.4% detenuto dal Gruppo <Cukurova< e dal Fondo Risparmi, Assicurazione e Depositi in <Yapi Kredi>, una delle principali banche private del Paese.
Nei giorni scorsi, inoltre, la <Banca Imi> del Gruppo <San Paolo Imi> e la  Global Security Services>, società turca leader nella trattazione di titoli, hanno firmato un accordo in base al quale la <Banca Imi> si è impegnata ad acquisire il 20% della <Global>, con un'opzione di acquisto per un'ulteriore quota del 30% nei prossimi due anni a partire dalla data dell'investimento iniziale. Sono altresì presenti una filiale di <Capitalia> ed uffici di rappresentanza del <Monte dei Paschi di Siena>, <S.Paolo-Imi> e Gruppo <Intesa-Bci>.
Tra i grandi gruppi italiani si segnalano la <Pirelli> che ha uno stabilimento a Izmit per la produzione di pneumatici e cavi, la <Fiat> che, in joint-venture con il Gruppo <Koc> nella società <Tofas>, ha mantenuto sempre una posizione leader nel Paese per la produzione di auto (di particolare rilievo la produzione negli stabilimenti di Bursa del veicolo "Doblo") e il recente accordo <Tofas-Peugeot> per la produzione di un nuovo veicolo commerciale anch'esso destinato all'esportazione.
La <Menarini> ha acquisito di recente la più antica azienda locale nel settore farmaceutico (<IE Ulagay>) e la <Cementir> (Gruppo <Caltagirone>) ha rilevato un'importante azienda turca produttrice di cemento (<Cimentas>). La <Beretta>, che controlla una ditta turca basata ad Istanbul (la <Vursan>) ha deciso di trasferire in Turchia alcune linee di produzione. Aziende italiane sono presenti nei settori metallurgico, elettronico (<Eldor>, <Omron>), chimico, tessile e dell'abbigliamento (<Benetton<, <Chicco<, <Zegna>), alimentare (<Barilla>, <Perfetti>), degli accessori da cucina (<Bialetti>), della produzione di sistemi di freni brevettati (<Galfer>).
Particolarmente importante in prospettiva è il settore delle infrastrutture (<Italcementi<, <Trevi>, <Astaldi>, <Ansaldo>, <Alenia Marconi Systems>) anche per la formazione, su impulso delle autorità italiane, di joint ventures italo turche finalizzate ad operare su mercati terzi come l'Asia centrale ed il Medio Oriente dove la parte turca ha forti radici. La <Ansaldo Breda> si è aggiudicata di recente una gara per la fornitura di tram per il trasporto urbano al Comune di Kayseri. Particolare rilievo riveste anche il settore della difesa (<Alenia>,  <Agusta>).  <Alenia Aeronautica> si è aggiudicata un' importante gara per la fornitura alla Marina Militare turca di dieci velivoli antisommergibile, ''Meltem 3'', mentre  Alenia Aeronautica> è altresì responsabile della commercializzazione in Turchia del velivolo "Typhoon" nel quadro del programma ''Eurofighter''. (Lucio Leante/Ansa)
14.07.2005

BABACAN: A VOLTE OSTACOLI ECCESSIVI

"Il quadro negoziale non è stato mai così rigoroso", ha sottolineato il ministro dell'Economia turco e negoziatore presso Bruxelles

il_ministro_Ali_BabacanAlcuni aspetti del quadro negoziale proposto dall'Unione europea alla Turchia per i negoziati di adesione ''rappresentano degli ostacoli eccessivi''. Lo ha detto il capo negoziatore turco con l'UE Ali Babacan davanti la Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo a Bruxelles.
''Il quadro negoziale non è mai stato così rigoroso'' come nel caso della Turchia, ha aggiunto Babacan che però ha ribadito la posizione ferma del suo Pese a rispettare le richieste di Bruxelles. ''Saremo pazienti e tolleranti'', ha precisato Babacan, che oltre ad essere capo negoziatore con l'UE, è anche ministro dell'economia di Ankara.
''L'Unione europea lo scorso 13 dicembre ha assunto una posizione chiara sulla Turchia. Saremo trattati con pari diritti rispetto agli altri candidati'', ha detto il ministro.
Dopo il sì del Consiglio europeo a fissare nel 3 ottobre prossimo la data per l'avvio dei negoziati con la Turchia, la Commissione UE ha presentato appena due settimane fa il suo mandato al Consiglio che potrebbe dare il suo parere già il prossimo 18 luglio nella riunione dei ministri degli esteri dei 25. Babacan ha inoltre fornito una serie di dati sulle performance economiche molto positive di Ankara negli ultimi tempi dichiarandosi certo che la Turchia potrà rispettare tutti i parametri di Maastricht già dal 2006. ''Gli indicatori economici convergeranno molto prima dell'adesione'', ha precisato.
Tuttavia, ai parlamentari che gli chiedevano quali sono le misure che il Governo ha intenzione di prendere per far crescere il sud-est del Paese, a maggioranza curda, che invece versa in condizioni di grande arretratezza, Babacan ha risposto che gli investimenti in Turchia provengono quasi interamente dal settore privato. Visto che nell'area si verificano ancora attacchi terroristici che minano la stabilità e la sicurezza, ''è normale - ha spiegato - che i privati scelgano di non investire in questa zona''.
Ribaltando dunque la questione, Babacan si è detto ''non contento'' del sostegno ricevuto dal suo Paese per la lotta alle organizzazioni terroristiche della regione. (Ansa)
14.07.2005

 

"DEVE ENTRARE"

Così ha detto il titolare del Foreign Office, Jack Straw, sull'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "O sarà in Occidente o si muoverà verso Oriente", ha aggiunto.

Jack_Straw'Dobbiamo essere generosi, non teneri con la Turchia e giudicarla non secondo standard differenti, ma in base a quello che hanno conseguito''. Lo ha affermato il ministro degli Esteri britannico Jack Straw, presidente di turno dell'Unione Europea, che a più riprese all'Europarlamento ha difeso con vigore la prospettiva dell'ingresso di Ankara nell'UE, in vista del 3 ottobre, data in cui l'Unione deve decidere sull'avvio dei negoziati.
''E' importantissimo che la Turchia entri. O sarà in Occidente o si muoverà verso l'Oriente. Vi chiedo: che cosa è meglio per noi e anche per la Turchia?'', ha detto il titolare del Foreign Office, rivolgendosi ai parlamentari europei della Commissione Esteri.
Straw ha sottolineato che Ankara dovrà rispettare i criteri di Copenaghen, osservando che proprio grazie alla prospettiva europea il Governo turco ha introdotto più riforme nel campo dello stato di diritto ed economico negli ultimi due anni, che nei passati venti. ''La Turchia chiede di essere giudicata severamente, ma non in maniera discriminatoria. Ritengo che questo sia l'approccio corretto''. (Ansa
14.07.2005

 

PORTA APERTA

Il ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer, ha sottolineato come non si debbano tradire le aspettative della Turchia. "Sarebbe una forte miopia non mantenere gli impegni".

Jischka_FischerGerman Foreign Minister Joschka Fischer acknowledged that they could not take the risk of closing European Union's (EU) door to Turkey.
In a speech to the general assembly of German Alliance 90/Greens Party in Berlin Fischer said the military choice should not be the first choice for the solution of international disputes. Indicating that Turkey, which is geographically close to the crisis regions of the world, plays an important role in this issue by establishing good relations with these countries. Fischer stressed on Turkey's importance for the EU. Fischer warned Christian Democratic Party (Cdu) leader Angela Merkel and Union Parties (Cdu/Csu) about 'not making a strategic mistake to exclude Turkey from Europe owing to Germany's domestic political security'. It is important to see who should shape foreign policy and who should not. We should be responsible in a good way." Indicating that his party scored low public support in opinion polls Fischer believed they would be successful if they do not make mistakes. (Anadolu News Agency/Zaman)
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Il ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer, ha sottolineato in un discorso a Berlino l'importanza della Turchia per gli interessi della sicurezza europea. E' un'espressione di ''forte miopia'' se dopo quattro decenni di promesse fatte alla Turchia di poter entrare a far parte dell'Unione Europea ora le si chiudono le porte in faccia, ha dichiarato il ministro tedesco al termine di una riunione con il commissario UE per l'allargamento, il finlandese Oli Rehn.
Nell'ambito della stessa riunione Fischer ha ribadito il suo rifiuto dell'idea di offrire alla Turchia ''un'associazione privilegiata'' all'Unione Europea così come vorrebbe l'opposizione cristiano-democratica tedesca. (Adnkronos)
14.07.2005

OCCASIONE STRAORDINARIA

Il famoso scrittore turco Orhan Pamuk in una intervista parla sui rischi di una possibile frustrazione delle aspirazioni di Ankara se non entrasse in Europa.

Orhan_PamukUna occasione ''straordinaria per riformare la limitata democrazia della Turchia''. Lo scrittore turco Orhan Pamuk parla così dell'ingresso del suo Paese nella UE e, in un'intervista al quotidiano tedesco <Frankfurter Allgemeine Zeitung>, avverte sui rischi di una possibile frustrazione delle aspirazioni di Ankara. ''Come qualsiasi altro cittadino turco - dice Pamuk - mi sentirei male se la Turchia raggiungesse tutti i requisiti necessari e poi ricevesse solo l'offerta di una alleanza privilegiata'''.
Pamuk, che quest'anno ha vinto il <Premio per la Pace> che gli consegneranno i librai tedeschi il prossimo 23 ottobre a Francoforte, spiega poi come la speranza di entrare a far parte della UE abbia avuto grandi effetti nel suo Paese, ma avverte che, se l'Europa inizia a dubitare, anche la Turchia avrà i suoi dubbi. ''E questo peggiorerà le cose - rileva lo scrittore 53enne- perché i sentimenti anti-europei distruggeranno la limitata democrazia della Turchia''. (Adnkronos-Dpa)
14.07.2005

 

INTERESSE IN CALO

E' sceso dall'80% al 63% nell'opinione pubblica della Turchia senz'altro meno favorevole ad un ingresso nell'UE. I lavori del Cese ad Istanbul.

Il_ministro_del_lavoro_turco_Murat_BasesgiogluSi è concluso a Istanbul l'incontro del comitato misto Unione europea-Turchia del Cese (Comitato economico e sociale europeo), rappresentativo delle rispettive organizzazioni della società civile. Lo rende noto la Confederazione italiana Unionquadri (Ciu), unico membro italiano del comitato. Il Governo turco era rappresentato dal ministro del Lavoro, Murat Basesgiegli, e dall'ambasciatore turco presso la UE, Hans Kretschmer. Durante l'incontro, si legge in una nota della Ciu, è emerso che ''l'adesione della Turchia alla UE, dopo le elezioni franco-olandesi, ha subito una riduzione di favore, nell'opinione pubblica, scendendo dall'80% al 63%'' e ''si registra un escalation di sentimenti nazionalistici, tanto che 200 intellettuali turchi hanno pubblicato un manifesto a sostegno della scelta europea''.
''Dopo l'esperienza elettorale negativa franco-olandese - ha dichiarato Corrado Rossitto, presidente della Ciu e consigliere del Cese - abbiamo deciso di rafforzare i rapporti delle associazioni professionali e sociali, comunque rappresentative della società civile, per illustrare ai cittadini la situazione effettiva, nonché con campagne di informazione e con strumenti informatici''. (Adnkronos)
14.07.2005

 

BARTOLOMEO I: UFFICIALE L'INVITO AL PAPA

E' stato fatto in concomitanza con le celebrazioni della festa di Sant'Andrea il 30 novembre. Dal Vaticano però non è ancora giunta una risposta.

Il_Patrirca_Bartolomeo_IIIl Patriarca Bartolomeo I ha invitato il Papa a Istanbul per le celebrazioni della festa di Sant'Andrea, il 30 novembre prossimo. L'invito è già stato spedito a maggio a Benedetto XVI, stando a quanto ha riferito il portavoce della Chiesa ortodossa, Dositeos Anagnostopoulos, ma dal Vaticano non è ancora arrivata una risposta.
Il Patriarca ortodosso aveva già contattato il Papa: dopo la morte di Giovanni Paolo II lo scorso aprile, lo aveva esortato a proseguire il dialogo avviato dal suo predecessore.
Karol Wojtyla aveva visitato Istanbul nel 1979, un anno dopo essere stato eletto al soglio pontificio. In quella occasione,aveva annunciato la creazione di una commissione cattolico-ortodossa per superare i contrasti tra le due Chiese nati dallo scisma del 1054. In un incontro in Vaticano, nel luglio 2004, i capi delle due chiese avevano auspicato la ripresa dei colloqui teologici sospesi dal 2000 a causa di una disputa sullo status delle chiese cattoliche orientali. (Agi
14.07.2005

 

...E QUELLO DI HATAY PER IL MEETING A BENEDETTO XVI 

La manifestazione si terrà nell'antica città di Antiochia (poi Antakya) dal 25 al 30 settembre. Una amalgama di fedi, le più svariate.

Benedetto_XVIA Hatay association has invited Pope Benedict XVI to the 1st Hatay Civilizations Meeting that is to take place in Hatay from September 25-30, the Doğan News Agency reported.
The invitation from the Association for the Protection of Universal Values is the second invitation from Turkey for the 78-year-old Roman Catholic pontiff following Fener Patriarch Bartolomeos' invitation to the feast of St. Andrew on Nov. 30.
The 1st Hatay Civilizations Meeting, organized by the Association for the Protection of Universal Values, aims to contribute to Turkey's European Union accession process. Founders and directors of the association represent three monotheist religions, while Hatay Mufti Mustafa Varlı holds the chairmanship.
It was not clear whether the German-born pope, known for his outspoken opposition to Turkey's EU entry, had accepted the invitation to the Hatay meeting, which was conveyed via the Turkish Foreign Ministry. The Istanbul-based Patriarchate has not received an official response to Bartolomeos' invitation yet, either.
Pope Benedict's visit will be the first papal visit after that of John Paul in 1979, if he accepts one of the invitations. The Hatay event could offer an opportunity for a meeting between Pope Benedict and Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan as Erdoğan is scheduled to participate in the 1st Hatay Civilizations Meeting.
Pope Benedict regards Islam as a separate culture from Christian Europe. In remarks prior to his election as the new Catholic pontiff, he said that bringing Turkey into the EU would put European culture at risk.
The population in Hatay, as the host of many religions for centuries, represents the city's cultural diversity; Muslim Turks, Muslim Arabs, Christian Arabs, Kurds, Armenians and Assyrians all live in the city. (Turkish Daily News)
14.07.2005

 

I MORTI DI SREBRENICA E LA RICHIESTA TURCA

"Fatti come quelli accaduti, che rappresentano un crimine contro l'umanità, richiedono un processo giudiziario", ha commentato il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul.

Cerimonia_nel_ricordo_del_masacro_di_SrebrenicaForeign Minister Abdullah Gül is to represent Turkey today at a commemoration of the Srebrenica massacre, which is expected to be attended by 50,000 people including senior international officials.
A day ahead of the 10th anniversary of the week-long brutal execution of an estimated 8,000 unarmed Bosnian Muslims by Serb forces in July 1995, the Turkish Foreign Ministry released a statement "strongly condemning" the massacre.
"The fact that the perpetrators have not been captured and taken before a court, ten years after these crimes against humanity in Srebrenica were committed, creates indignation," the Foreign Ministry said, adding that this failure is having a negative impact on building trust among the ethnic communities of Bosnia and Herzegovina.
The massacre at Srebrenica marked the climax of the war in Bosnia and Herzegovina, the most vicious battlefront in the Balkans wars of the 1990s. The conflict in Bosnia and Herzegovina began in 1992 and featured large-scale killings.
The massacre occurred in the final two months of the war when Serb forces brushed aside a thin U.N. force guarding Muslims in the "safe area" of Srebrenica. They led the men away and mass-murdered them over the next seven days.
I_morti_di_SrebrenicaAn estimated total of 312,000 people, 200,000 of whom were Bosnians, lost their lives in Bosnia and Herzegovina between 1992 and 1995, according to figures from the International Red Cross.
The Foreign Ministry expressed Turkey's hope that the international community would prevent similar events stemming from extreme nationalism and ethnic hatred, keeping in mind the lessons learned from the Srebrenica massacre.
Gül was to depart for Bosnia and Herzegovina late in the evening after the Turkish Daily News went into print. Among those joining him at the remembrance will be European Union Enlargement Commissioner Olli Rehn and U.N. Secretary-General Kofi Annan's chief of staff, Mark Malloch Brown. Brown is to deliver a message on behalf of Annan and Theodor Meron, president of the International Criminal Tribunal for the Former Yugoslavia. (Turkish Daily News)
14.07.2005

 

RISOLUZIONE SUL RUOLO DELLE DONNE

Via libera da parte del Parlamento europeo che in 44 punti ha messo in evidenza condizione e diritti femminili in Turchia, specie nelle zone ad est. Apprezzamento al Governo per quanto fatto.

Il_ruolo_della_donna_in_Turchia- viste la relazione periodica 2004 e la raccomandazione della Commissione sui progressi ottenuti dalla Turchia sulla via dell'adesione del 6 ottobre 2004 (Com(2004)0656) e la propria risoluzione  del 15 dicembre 2004 su tale relazione,
- vista la decisione del Consiglio europeo del 17 dicembre 2004 di avviare i negoziati con la Turchia per l'adesione all'Unione Europea,
- visto l'acquis comunitario nel settore dei diritti della donna e dell'uguaglianza di genere,
- visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
- vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0175/2005),
European_ParliamentA. considerando che l'avvio dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea è previsto per il 3 ottobre 2005, ai sensi delle decisioni del Consiglio europeo del dicembre 2004,
B. considerando che la Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (Cedaw)  fa parte del diritto internazionale e prevale sul diritto nazionale turco, come riconosce l'articolo 90 della Costituzione turca; considerando inoltre che la Turchia è Parte della Cedaw del 1985, nonché del suo Protocollo opzionale dal 2002,
C. considerando che il recepimento dell'acquis comunitario è obbligatorio per i paesi candidati che intendono aderire all'Unione europea,
D. considerando che i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere fanno parte dell'acquis comunitario,
E. considerando che le recenti riforme legislative varate in Turchia nel campo dei diritti della donna rappresentano un passo importante nell'attuazione dell'acquis, ma che la messa in pratica di queste riforme e di questi cambiamenti e il conseguimento di risultati concreti continuano ad essere un problema considerevole,
F. considerando che il nuovo Codice penale è entrato in vigore il 1° giugno 2005 e che tale esempio di progresso legislativo deve essere ora messo in pratica;
G considerando che la summenzionata relazione periodica individua fra le altre le seguenti aree di maggior preoccupazione per quanto concerne la situazione delle donne: la violenza contro le donne, in particolare la violenza domestica e i delitti "d'onore" e "tradizionali", un elevato indice di analfabetismo, una scarsa presenza delle donne in parlamento e negli organi di rappresentanza locali, il basso livello di partecipazione femminile e la diffusa discriminazione nel mercato del lavoro,
H. considerando che il sottosviluppo economico e sociale in alcune regioni urbane e rurali in generale e nelle regioni svantaggiate della Turchia, la migrazione e i problemi ad essa connessi, come la povertà, e le privazioni all'interno delle città aggravano i problemi delle donne in tali regioni e ne indeboliscono la posizione, che è ostacolata anche dalle strutture sociali prevalentemente patriarcali,
I. considerando che in alcune regioni della Turchia la registrazione dei neonati non avviene immediatamente, e che tramite la prassi della registrazione successiva l'età delle giovani donne può essere fissata arbitrariamente, per cui ragazze minorenni vengono dichiarate maggiorenni per legittimare "de facto" matrimoni coatti,
J. considerando che centinaia di casi di tortura sono stati segnalati ad organi statali turchi e ad organizzazioni di difesa dei diritti umani sia nel 2003 che nel 2004, e che nel 2003 sono state accolte da Stati membri oltre 2000 richieste di asilo da parte di cittadini turchi (tra cui molte donne),
K. considerando che, a causa della mancanza di una strategia integrata per venire incontro alle necessità economiche, sociali e culturali delle donne curde, queste soffrono di un'accumulazione cronica di problemi (analfabetismo, deterioramento della salute, povertà, esclusione, ecc.),
L. considerando che in una situazione di discriminazione negativa contro le donne talvolta la soluzione più adeguata risiede in misure temporanee di discriminazione positiva, quali consentite, fra l'altro, dalla Cedaw, e che vi è un'assoluta necessità di modelli di ruolo femminile in posizioni di potere e decisionali, anche al massimo livello,
M. considerando che il governo turco non ha ancora concluso i negoziati con la Commissione in merito alla partecipazione al programma Daphne II  volto a contrastare la violenza contro le donne, e appare restio a dare un proprio contributo finanziario,
N. considerando che secondo stime UNICEF ogni anno sono 600-800.000 le bambine che non frequentano la scuola pur avendo raggiunto l'età dell'obbligo, o perché le famiglie impediscono loro di farlo o perché mancano le infrastrutture che consentirebbero ai bambini di frequentare le scuole nelle zone rurali,
O. considerando che vi è una grave carenza di dati precisi sulla situazione delle donne in Turchia, soprattutto per quanto riguarda la violenza contro le donne, e che i dati esistenti non coprono ancora tutti i problemi concernenti i diritti delle donne,
P. considerando che si registra una crescente diminuzione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Turchia,
Q. considerando che la partecipazione politica delle donne agli organi decisionali in Turchia è bassa in misura impressionante, in quanto le donne rappresentano appena il 4,4% dei deputati al Parlamento e solo l'1% circa dei rappresentanti nelle assemblee locali, ed anche la loro partecipazione ai centri di decisione economica e politica è numericamente scarsa,
R. considerando che l'indipendenza economica delle donne è essenziale affinché esse possano affermare i propri diritti,
S. considerando che i 14 centri di assistenza e accoglienza per le donne vittime di violenze esistenti in Turchia non coprono i bisogni di una popolazione di quasi 70 milioni di abitanti e che anche le modeste possibilità fornite dalla legge in vigore, ossia un centro per ogni comune con oltre 50.000 abitanti, non vengono sufficientemente utilizzate,
T. considerando che il 6 marzo 2005 la polizia ha sciolto in modo violento una dimostrazione che era in corso a Istanbul in relazione alla Giornata internazionale delle donne, arrestando le donne che manifestavano,
Donne_in_Turchia,_il_contrasto1. sottolinea che il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle donne, costituisce una conditio sine qua non per l'adesione all'Unione europea, e chiede alla Commissione europea di inserire la questione dei diritti dell'uomo, ivi compresi i diritti delle donne, come punto prioritario nell'agenda dei negoziati con la Turchia;
2. sottolinea che lo Stato turco deve tenere in modo accurato - e dove necessario creare - l'anagrafe dei matrimoni e delle nascite coprendo tutto il territorio nazionale, in modo da garantire ad ogni uomo e ad ogni donna pieni diritti di cittadinanza e la possibilità di godere appieno dei propri diritti umani, ad esempio l'accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria;
3. chiede alla Commissione di agire, nel quadro dei negoziati di adesione con la Turchia, per garantire che la registrazione dei neonati avvenga immediatamente per evitare ogni abuso, con particolare riferimento alla prassi di far fissare a posteriori ai tribunali turchi della famiglia, su richiesta, l'età delle giovani donne, allo scopo di farle dichiarare ufficialmente maggiorenni evitando così di subire un procedimento penale per matrimonio coatto;
4. esprime apprezzamento al Governo e al Parlamento turchi per le recenti riforme legislative aventi attinenza con la situazione delle donne, riforme che hanno toccato fra l'altro la Costituzione, il codice civile, il codice penale e il codice del lavoro, ma esprime la propria preoccupazione per la mancanza di progressi sufficienti nell'applicazione e nell'attuazione della legislazione in materia di diritti delle donne, e si attende pertanto concrete misure sensibili alle specificità di genere, programmi e progetti di attuazione, nonché un costante monitoraggio dell'attuazione della legislazione, ad esempio mediante  periodiche valutazioni dell'impatto di genere;
5. esprime apprezzamento al Governo turco per le recenti riforme giuridiche che rendono i delitti d'onore punibili con l'ergastolo e consentono di punire la complicità in tali delitti; esprime apprezzamento ed approvazione per il riconoscimento quale reato dello stupro commesso nell'ambito del matrimonio, invitando i governi degli Stati membri a seguire tale esempio;
6. sottolinea la necessità di un'attuazione piena ed efficace delle nuove norme e chiede al Governo turco di dotare la direzione generale per la condizione femminile di un mandato chiaro nonché di sufficienti risorse finanziarie e di personale;
7. invita il Governo turco a procedere alle necessarie riforme - e alla loro corretta attuazione - riguardo alla protezione e alla dignità delle minoranze nel paese, in particolare delle comunità curde della Turchia sud-orientale, dove la situazione dei diritti delle donne permane preoccupante (analfabetismo, esclusione sociale e professionale, povertà, ecc.); invita il governo turco a cooperare con i sindaci di queste regioni nell'elaborazione e promozione di programmi mirati per le pari opportunità e i diritti delle donne;
8. sottolinea che il Governo, con l'ausilio della direzione generale e in collaborazione con le Ong femminili, deve definire un approccio olistico, con obiettivi qualitativi e quantitativi, per garantire i diritti delle donne, e che tale approccio deve pienamente rispettare e riconoscere i diritti umani delle donne quali diritti degli individui, a prescindere dai loro ruoli tradizionali di mogli e di madri, con pieno impegno politico; sottolinea che il governo deve attuare il mainstreaming di genere in accordo con l'articolo 10 della Costituzione, deve fare opera di sensibilizzazione sulle questioni femminili e tutelare i diritti delle donne, deve istituire un bilancio di genere (gender  budget) a livello nazionale e locale e deve sistematicamente varare e sviluppare progetti sui diritti delle donne;
9. riconosce il ruolo positivo svolto dalla società civile nella realizzazione delle recenti riforme legislative e riconosce che per attuare i cambiamenti democratici occorre l'informazione e la mobilitazione di tutta la classe politica, della società civile, delle comunità religiose e dei mass media;
10. invita la Commissione nonché il Governo turco a riconoscere il ruolo delle organizzazioni per i diritti delle donne quali partner del governo, a sostenerle, a fornire loro finanziamenti adeguati e a garantirne l'indipendenza in linea con quanto accade nell'Unione europea;
11. invita il governo turco a proseguire un dialogo produttivo con la società civile, a cooperare ove possibile e a consolidare tale cooperazione attraverso strutture e istituzioni ufficiali e stabili, nonché a coinvolgere le ONG nel processo negoziale per l'adesione all'UE;
12. sottolinea l'importanza di una cooperazione strutturata fra le parti sociali e tra Ong turche e ONG dell'Unione europea, ad esempio attraverso programmi di scambio e gemellaggi fra tali organizzazioni;
13. afferma che nelle prospettive finanziarie dell'UE per il periodo 2007-2013 dovranno essere previsti fondi adeguati per le Ong che operano in Turchia, nel quadro dell'Iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell'uomo;
14. chiede alla Commissione, alla luce del terzo pilastro della sua strategia di adesione e in cooperazione col Governo turco, di avviare e sostenere dibattiti in seno alla società turca sui diritti delle donne, organizzando discussioni in particolare sulla violenza, l'analfabetismo e il diritto all'istruzione, specialmente nelle zone rurali e svantaggiate;
15. condanna l'uso eccessivo della forza da parte di membri della polizia nel corso di dimostrazioni e accoglie con favore l'impegno recentemente espresso dal governo di confermare la circolare del ministero dell'Interno del 17 agosto 2004 sulla prevenzione e la punizione dell'eventuale uso sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza; sollecita il governo a fare opera di sensibilizzazione sui diritti delle donne e ad assicurare la necessaria formazione di cui al paragrafo seguente;
16. rileva che la tutela dei diritti della donna è ancora insufficiente sul piano concreto, soprattutto  per quanto concerne la violenza contro le donne, ed esorta il Governo a dedicare maggiore attenzione all'attuazione della legislazione, tra l'altro istituendo con urgenza centri di assistenza e accoglienza, sostenendo le iniziative della società civile e fornendo adeguati finanziamenti, a carico dei bilanci nazionali e municipali, ai centri di assistenza sia governativi che gestiti da Ong, nonché predisponendo una formazione obbligatoria in materia di sensibilità alle questioni di genere e alla violenza per gli amministratori pubblici, la polizia, la magistratura e il personale addetto alla sanità e all'istruzione;
17. invita il Governo turco ad emendare la legge municipale n. 5215 relativa ai centri di assistenza e accoglienza in modo da introdurre l'obbligo di istituire centri multipli in tutti i comuni con oltre 50 000 abitanti, assicurare che tutti i suddetti centri siano costruiti e mantenuti in conformità alle norme internazionali, ed agevolare e sostenere le ONG che istituiscono tali centri e strutture analoghe;
18. riconosce che la Turchia ha già fatto un primo passo attuando la legislazione e prende atto dei singoli progetti già impostati; riconosce inoltre il ruolo positivo svolto dalla Commissione per quanto riguarda questi progetti;
19. invita il governo della Turchia a creare nuovi asili nido per favorire l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro;
20. accoglie con favore - come un primo passo - il recente annuncio del governo secondo cui entro il 2005 saranno aperti circa cinque nuovi centri di assistenza e accoglienza;
21. chiede al governo turco di prendere seriamente in considerazione una partecipazione al programma Daphne II volto a contrastare la violenza contro le donne;
22. condanna i casi di poligamia, matrimoni forzati, delitti "tradizionali", delitti d'onore e in generale la violenza contro le donne, comprese le molestie sessuali sul lavoro, e chiede al governo turco nel suo complesso e ai singoli membri del gabinetto e del parlamento di fare altrettanto, individuando strumenti per prevenire e far cessare tali reati, punendo con pari  severità i delitti "tradizionali" e i delitti d'onore, organizzando e partecipando a campagne di sensibilizzazione su tali temi e sostenendo finanziariamente le campagne delle Ong su questi problemi;
23. esorta il Governo a prendere provvedimenti per garantire la sicurezza delle vittime e dei testimoni nel corso dei procedimenti giudiziari su casi di violenza contro le donne;
24. plaude alla sanzione penale di test di verginità ed esami dei genitali non volontari; rileva l'eccezione prevista in caso di ordinanza del tribunale, ma sottolinea che anche in presenza di una tale ordinanza l'assenso della donna interessata deve essere imprescindibile;
25. invita il Governo ad assicurare alle donne che sono state vittima di violenze, o che rischiano di esserlo, un'assistenza sanitaria e legale adeguata e facilmente accessibile, a fornire loro protezione, nonché a istituire help line telefoniche per consentire alle donne di denunciare i casi di violenza e di chiedere aiuto;
26. esprime apprezzamento al Governo turco per le recenti riforme giuridiche che rendono i delitti d'onore punibili con l'ergastolo e consentono di punire i complici di tali delitti; esprime apprezzamento per il riconoscimento quale reato dello stupro commesso nell'ambito del matrimonio, ed esige che il governo turco assicuri l'effettiva applicazione delle sanzioni penali previste; invita gli Stati membri a combattere i delitti d'onore sul proprio territorio;
27. chiede alla Commissione di sostenere la realizzazione di studi di prevalenza indipendenti ed esaurienti, che consentano fra l'altro di avere dati affidabili, soprattutto riguardo all'indice di analfabetismo tra le donne, ai problemi della partecipazione femminile al mercato del lavoro e alla violenza contro le donne, in particolare la violenza domestica e i delitti d'onore, in modo da aiutare le autorità responsabili a prendere le misure del caso;
28. esorta la Turchia, quale Parte della convenzione Cedaw e del relativo Protocollo opzionale, a ratificare il Protocollo aggiuntivo n. 12 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo  che mira ad impedire le discriminazioni;
29. propone che i partiti politici rivedano le proprie strutture e adottino strategie adeguate per conseguire un maggiore equilibrio tra donne e uomini in seno alle assemblee elette, incluse misure positive quali le quote;
30. incoraggia i partiti politici in Turchia ad estendere il ruolo delle donne nelle loro gerarchie al di là delle organizzazioni femminili di partito, conferendo alle donne ruoli di spicco nella struttura organizzativa dei partiti, creando la consapevolezza dell'importanza della partecipazione politica delle donne, e impegnandosi nella ricerca, nella formazione e nel sostegno di donne candidate a funzioni politiche; è convinto che tali strategie possano essere rafforzate dalla cooperazione con partiti politici europei grazie allo scambio effettivo e reciproco di esperienze e punti di vista;
31. accoglie con favore la proposta di istituire al Parlamento turco una commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere con pieni poteri legislativi, sollecita l'adozione delle norme necessarie il prima possibile e invita tale commissione a tenere contatti regolari con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere del Parlamento europeo;
32. chiede al Parlamento turco di garantire anche la presenza di deputati donne nella delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia;  
33. ribadisce la richiesta alle autorità turche di raddoppiare gli sforzi volti a garantire il diritto delle donne all'istruzione e a fare in modo che quelle di loro il cui libero accesso all'istruzione è ostacolato da difficoltà provenienti dalla famiglia o dall'ambiente sociale o culturale siano informate dei loro diritti; suggerisce al governo turco di garantire il diritto all'istruzione primaria e secondaria e di rafforzare le misure di aiuto finanziario ai genitori, soprattutto nelle zone rurali o svantaggiate, in modo da incoraggiarli a scolarizzare i propri figli e in particolare le figlie femmine, visto l'elevato tasso di analfabetismo femminile;
34. chiede al Governo turco di adottare le misure necessarie per combattere l'analfabetismo, specialmente nelle regioni rurali o svantaggiate, in particolare organizzando campagne d'informazione e di sensibilizzazione sull'importanza dell'istruzione e sull'apporto che essa può dare all'economia e alla società, con una particolare attenzione all'istruzione delle bambine;
35. ritiene che promuovendo un'istruzione sensibile alle specificità di genere e la partecipazione obbligatoria delle alunne e studentesse le cui famiglie vivono principalmente in regioni decentrate si contribuirebbe a migliorare gli standard sociali e ad aprire la società alle problematiche di genere; incoraggia perciò il processo volto a rendere l'istruzione più sensibile alle specificità di genere, ad esempio mediante una revisione del materiale didattico in accordo con l'articolo 5 della Cedaw, ed invita il governo ad assicurare che l'insegnamento impartito a ragazze e ragazzi comprenda le tematiche dei diritti della donna e dell'uguaglianza di genere;
36. invita la Commissione e il Governo turco a lanciare campagne mediatiche (televisive e radiofoniche) che richiamino l'attenzione sull'importanza del rispetto dei diritti delle donne e sugli effetti positivi che ne derivano per la vita sociale e lavorativa;
37. sottolinea che la Turchia deve ottemperare pienamente all'acquis comunitario in materia di parità retributiva, pari opportunità e parità di trattamento per gli uomini e le donne nella vita lavorativa e nel mercato del lavoro, e deve migliorare l'accesso delle donne al mercato del lavoro e alla formazione permanente, con misure miranti fra l'altro a combattere le discriminazioni e ad assicurare la compatibilità fra vita lavorativa e familiare;
38. invita il governo turco a fornire informazioni sulla situazione dei diritti delle donne che lavorano in imprese familiari, nell'agricoltura o illegalmente;
39. invita il Governo turco a promuovere scambi tra scuole, associazioni e altri enti cui partecipino giovani europei e turchi di entrambi i sessi;
40. invita la Commissione e il Governo turco a continuare a creare e sostenere progetti in materia di lavoro e occupazione delle donne, compresi i progetti delle Ong, e invita il governo turco a realizzare piani d'azione nazionali riguardanti le donne e l'occupazione, come fanno comunemente gli Stati membri;
41. invita i sindacati e le altre parti sociali dell'Unione Europea e della Turchia a cooperare per accrescere in Turchia la partecipazione delle donne alla forza lavoro e allo svolgimento di funzioni dirigenziali in vari settori del mercato del lavoro;
42. sottolinea la propria intenzione di seguire da vicino la situazione delle donne in Turchia e di redigere una relazione annuale sull'argomento attraverso la propria commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere, ed esorta la Commissione a fare altrettanto;
43. invita la Commissione, nel contesto della sua prima relazione al Consiglio europeo del dicembre 2005 sul ritmo delle riforme - che determinerà anche l'andamento dei negoziati - a riferire in modo sistematico ed esauriente sui progressi fino allora compiuti in fatto di modifiche legislative e attuazione delle norme al fine di promuovere i diritti delle donne;
44. incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai Governi degli Stati membri, al Segretario generale del Consiglio d'Europa nonché al Governo e al Parlamento della Turchia. (Kurdishinfo)
14.07.2005

12 NUOVE MOSCHEE

Verranno aperte nella Cipro turca. Aggiunto un nuovo articolo al pacchetto di leggi grazie al quale verranno stanziati 3.5 miliardi di Lire turche.

Under a new article added to its aid package for the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc), Ankara has allocated some YTL 3.5 million to establish 12 new mosques on the north of the island.
The official reason given was the possibility that the Cyprus problem be resolved. "Under a solution within the Annan plan, Turks will have to return the churches that they converted into mosques back to the Greeks," said a Turkish source. "So, new mosques will be needed."
The mosques are planned for mostly villages. The Trnc government also wants to build lodgings near the mosques for the use of religious officials. The mosques are expected to be opened in Kalkanli, Yayla, Yedikonuk, Yenierenkoy, Sadrazamkoy, Ortakoy, Bogaztepe, Gecitkale, Esentepe, Mersinlik, Ulukisla, and Karaagac. The biggest mosque will be in Gecitkale with a 250-person capacity and the smallest in Sadrazamkoy, Bogaztepe and Mersinlik each with a 50-person capacity.
Increased aid to Trnc
Turkey will also increase its financial aid to the Trnc, according to the Turkish Embassy there.
Ankara has decided to send approximately Ytl 900 million this year. The aid will be used by the TRNC government to implement projects in the education and transportation sectors, and to subsidize agriculture and the real economic sector. (The New Anatolian)
14.07.2005

 

CIPRO E I DESAPARESIDOS DIMENTICATI

Una dichiarazione del leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat che però non è stata recepita molto bene dal portavoce dl Governo cipriota Kyros Chrisostomides.

Il_leader_turcocipriota_Mehmet_Ali_TalatA distanza di 31 anni dall' invasione militare turca dell'isola (20 luglio 1974), a Cipro continuano a riaffiorare macabre memorie di quei lunghi giorni di sangue e, soprattutto, dei 1.619 greco-ciprioti (per lo più donne, vecchi e bambini) ufficialmente desaparecidos ma in 
effetti passati per le armi dai soldati di Ankara.
La notizia è piombata sulla parte greco-cipriota dell'isola come una bomba e ad annunciarla è stato lo stesso leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat in un'intervista al quotidiano 
di Nicosia in lingua greca <Politis> (Il cittadino): negli scantinati dell'edificio utilizzato come 'ministero degli Esteri', ha confermato Talat, ci sono numerosi contenitori in cui sono conservati i resti di almeno 60 greco-ciprioti uccisi durante l'invasione dell'estate 1974. Sulle prime è sembrato l'inizio di uno degli ennesimi 'gialli ciprioti' che - come una soap opera tv - vanno avanti da tre decenni. Ma la notizia sarebbe meno macabra di quello che sembra, nonostante - a freddo - il portavoce del Governo cipriota, Kypros Chrisostomides, abbia stigmatizzato le dichiarazioni di Talat sostenendo che ''il Governo (di Cipro) non può al momento confermare se quanto riferito (dal leader turco-cipriota) sia vero o meno. In ogni caso - ha aggiunto la fonte - se il signor Talat ha fatto queste dichiarazioni, anche se non ufficiali, alla stampa, ciò e' in violazione della confidenzialità concordata dalle due parti (greco-cipriota e turco-cipriota) sulla questione dei dispersi in guerra''.
In effetti - come ha fatto capire anche Chrisostomides e fonti diplomatiche europee hanno confermato all'Ansa - il Governo cipriota era al corrente dell'esistenza dei resti di cui ha parlato Talat. Si tratta infatti di reperti già dissotterrati nell'ambito degli accordi reciproci per la ricerca degli scomparsi che erano in attesa di essere spediti all' apposito Laboratorio antropologico istituito a Cipro appunto per effettuare le analisi del Dna su micro-campioni dei resti per confrontarli con quello dei parenti dei dispersi al fine di accertare l'identità dei resti stessi.
Il problema è che nessuno, almeno nella parte Sud dell' isola, sapeva dell'esumazione di circa 60 corpi negli ultimi tempi. Dell'esistenza dei resti, anche se non in via ufficiale, era però a conoscenza il Comitato (cipriota) dei parenti dei dispersi, ha detto il presidente Nikos Theodosiou, il quale ha comunque subito precisato che ''è impossibile che quei resti siano stati dissotterrati di recente''. Implicando, quindi, che per motivi sconosciuti siano stati "tenuti nascosti" per un certo periodo.
Tali dichiarazioni hanno comunque contribuito a sgombrare il campo da illazioni più pesanti er iportare un po' di serenità in un ambiente sociale e politico senz'altro ipersensibile - da entrambe le parti - quando si parla di parenti e affini scomparsi ai tempi dell'invasione turca.
Nicosia_turcaCipro è divisa dall'estate 1974 quando, in seguito ad un fallito golpe di nazionalisti greco-ciprioti contro l'allora presidente cipriota, l'arcivescovo Makarios, Ankara inviò sull' isola un contingente militare a difesa della minoranza turco-cipriota. Da allora circa 35.000 soldati turchi occupano il 38% del Nord di Cipro, divisa da una linea verde lunga 180 km (che taglia in due anche Nicosia) sotto il controllo di un migliaio di caschi blu dell'Onu presenti sull'isola già dal 1964 per prevenire scontri di carattere etnico.
Non esistono cifre ufficiali circa le vittime dell'invasione,ma si stima che vi siano stati tra i 7.000 e gli 8.000 morti(per tre quarti greco-ciprioti), oltre ai 1.619 scomparsi tra militari e civili greco-ciprioti - solo di poche decine dei quali sono stati ultimamente ritrovati i resti e riconosciuti tramite analisi del Dna - e circa 600 scomparsi tra i turco-ciprioti. L'invasione costrinse 200.000 greco-ciprioti e 80.000 turco-ciprioti a un esodo forzato, i primi verso Sud e i secondi verso Nord.
Nel 1983, la parte Nord secessionista si autoproclamò Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn), ottenendo però il riconoscimento solo dalla Turchia e non dalla comunità internazionale. Molti tentativi di riunificazione dell'isola effettuati negli ultimi 20 anni sotto l'egida dell'Onu si sono risolti in un nulla di fatto. Dal primo maggio 2004 dell'UE fa parte solo la Repubblica di Cipro, i cui abitanti il 24 aprile dell'anno scorso - in un doppio e simultaneo referendum svoltosi anche nel Nord - respinsero a stragrande maggioranza (75.83%) il piano proposto dal segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, per la riunificazione dell'isola. I turco-ciprioti, da parte loro, nello stesso referendum si espressero in maggioranza (64.91) a favore del piano Annan.(Fulvio Morroni/Ansa)
14.07.2005

UNA ALLEANZA CHE RISALE A 47 ANNI FA

Un dossier rivela che già nel 1958 esisteva un accordo segreto tra la Turchia ed Israele simile alla cooperazione del 1996.

Il_Primo_Ministro_turco_Adnan_Menderes_e_l'omonimo_isareliano_Davi_Ben_GurionApparently, Turkey and Israel had signed a "secret military alliance" in 1958. The deal termed by Israel as the "periphery alliance" had been reportedly in forced up until 1966.
There are great deal of similarities between the "periphery alliance" and the Turkey-Israel cooperation launched in 1996. According to a dossier opened by Aksiyon, the deal signed 47 years ago is of critical importance for the balance in the Middle East. Israel worked to counterbalance the Arab states with the non-Arab states of the Middle East within the framework of the "periphery doctrine". The alliance with Turkey came into action following a "secret summit" between the late Turkish Prime Minister Adnan Menderes then and his Israeli counterpart David Ben Gurion on 29 August 1958. The deal had to date been concealed from the Turkish public. The Turkish General Staff, Foreign Affairs and the National Intelligence Organization (Mit) maintain there had been no such deal.
However, Israel's national and military archives contain many documents regarding the deal. The research work conducted by Israeli researcher Ofra Bengio reveals these details. The Israeli archives use the word "brit" meaning alliance in stead of "heskem" meaning deal in relation with these documents. Another important aspect of the deal is that it contained articles envisaging the establishment of a tripartite-network of intelligence together with Iran and a meeting of the directors of their intelligence agencies twice a year.
Adnan_Menderes
David_Ben_GurionThe military cooperation included in those days: an exchange of views and information, cooperation and coordination in various military subjects and an exchange of know-how in the defense industry. The Israeli officials of the period characterized Turkey as "the eye of Israel in the Arab world". In 1959, Turkey and Israel prepared a joint military emergency plan to respond to any attacks from Syria. That same year, Israeli Chief of General Staff Haim Laskov accompanied by high-ranking officials paid a "top-secret visit" to Turkey. In return, Turkish Chief of General Staff Mustafa Rustu Erdelhun, his aid Cevdet Sunay, Air Force Commander Tekin Ariburun, Navy Commander Fahri Koruturk, Land Forces Commander Cemal Gursel "top secretly" visited Israel again in the same year. A joint naval force that would enable joint strategic action against a third country was planned again in that same year and was supported by Turkish military intelligence. (Foreign News Desk/Zaman)
14.07.2005

 

 COMBATTIAMO IL TRAFFICO DEI CLANDESTINI

Il Comando generale della Gendarmeria turca invita ad una maggiore consapevolezza circa il grave fenomeno che interessa soprattutto donne e bambini.

Traffico_di_clandestiniEfforts to raise public awareness via leaflets as well as legal measures are significant in the fight against human trafficking, said a statement from the Gendarmerie General Command.
"Legal measures should be supported by campaigns to heighten public awareness," read the statement.
The gendarmerie printed 150,000 leaflets in Turkish to enlighten the public concerning human trafficking, a move intended to help stop this common global problem. A total of 50,000 leaflets were also published in English and Russian.
The leaflets provide the public with general information concerning the practice, warnings for potential human traffickers and ways to contact the gendarmerie.
Turkey is a transit and destination country for women and children trafficked primarily for purposes of prostitution and forced labor. The statement from the gendarmerie said 148 people had been rescued from human traffickers between Sept. 1 and Dec. 31, 2004. (Turkish Daily News)
14.07.2005

 

IL RICORDO, PER SEMPRE

Non si può dimenticare il massacro all'hotel Madimak di Sivas (1993), chiedono in una petizione al premier Recep Tayyip Erdogan e al Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer mille persone appartenenti agli Alawiti e e ai Bektashi.

La_delegazione_degli_alevitiIl_premier_turco_Erdogan_al_centro_con_la_moglieRepresentatives of the Alawite and Bektashi Federations yesterday submitted to acting Prime Minister Adbullatif Sener a petition of 1,000 signatures urging that the Madimak Hotel in Sivas be turned into a culture and arts museum.
The campaign spokesperson, Necdet Sarac, said on Friday that they planned to present the petition to President Ahmet Necdet Sezer and Prime Minister Recep Tayyip Erdogan yesterday.
The horrific tragedy in 1993, known as the " Sivas massacre," took place when an angry crowd of 15,000 people, who had just been to Friday prayers in Sivas , launched an eight-hour protest against a meeting of intellectuals who were there to take part in an annual Alawite festival.
The hotel where the intellectuals were staying was set on fire by the crowd. They were said to have been angered by the visit of a leading Turkish intellectual, Aziz Nesin, who was then translating Salman Rushdie's controversial novel "The Satanic Verses." Security forces failed to stop the fire and the hotel was completely burned down, killing 37 people inside.
In addition to the petition, the main opposition Republican People's Party (CHP) last week presented the Parliament speaker's office a proposal to turn the hotel into a "Peace, Culture, and Arts Museum ."
In a written statement yesterday, CHP leader Deniz Baykal said that the hotel should be turned into a museum to commemorate the event. (The New Anatolian)
14.07.2005

 

IL DIRETTORATO RELIGIOSO VA MESSO A CONFRONTO

Una Ong per i diritti religiosi, la <Mazlumder>, ha messo in evidenza come in Turchia non si possa parlare ancora di libertà in questo campo.

Ali_Bardakoglu,_direttore_degli_Affari_religiosiPeople can't talk about religious freedom in Turkey, said Ayhan Bilgen, vice chairman of the Association of Human Rights and Solidarity for Oppressed Peoples (Mazlumder) yesterday, in an exclusive phone interview with The New Anatolian, where recent statements by Ali Bardakoglu, chairman of the Religious Affairs Directorate, were discussed.
Bardakoglu said on Monday that children should be taught religious education at early ages in open and proper places at the proper time, adding that religious education is a must for children's mental health. He said that children who have completed their fifth year of school can attend the directorate's summer courses.
Services offered to people in mosques or in courses are not one dimensional or feeble, and we are working with the participation of a broad professional group consisting of scholars, course lecturers, and our personnel, Bardakoglu explained. He said that the directorate had prepared a new course outline for next term. There are 4,000 Koran courses running in Turkey, and some 3,000 Koran courses are closed due to a lack of teachers or students, he noted.
Bardakoglu stressed that the Koran courses aren't an alternative to the regular education system, but are a supplement to it, aiming to teach people to read the Koran accurately.
Bilgen countered that it is child psychologists' responsibility to discuss the most appropriate age for children's religious education, and said that the preferences of families should also play an important role.
"Those who want religious education should have a right to learn whatever they want in courses opened by different religious minority groups, whether Alawite or Christian," he said, adding that the state doesn't treat all religious communities and their beliefs equal, and it also restricts the fundamental rights of some communities.
Stressing that despite the fact that a secular state has no right to interfere into the affairs of churches or Alawite temples (Cemevi), he said that the state controls the religious aspects of people's lives through the directorate. Though it has also prohibited clerics from getting involved in politics, he added.
He emphasized that the state should treat all religious communities equal, or it should leave the area to private groups.
"First of all, the status of the Religious Affairs Directorate should be brought into the open for a detailed discussion with participation from all segments of society," said Bilgen, explaining that the directorate is not an autonomous institution free from state authority. "It can clearly be seen that the Religious Affairs Directorate bows to the demands of the state," he said, referring to the Sunni orientation of the government. (Burak Esen/The New Anatolian)
14.07.2005

QUID 2005

L'enciclopedia francese condannata ad una multa simbolica di 1 euro per avere riportato la versione turca sul cosiddetto genocidio armeno.

quid_2005A Paris court found the famous French encyclopedia The Quid guilty of printing the Turkish view on the so-called "Armenian genocide".
The court fined The Quid encyclopedias a symbolic indemnity payment of one euro. According to the court decision the 2003 and 2004 editions of the encyclopedia, the Turkish version of events were presented on the Armenian claim and the opinions mentioned by the 'denying historians' were given as if they were definite information. The court concluded that the Turkish opinion was handled more extensively in the encyclopedia.
The Quid was also found guilty of supporting the thesis claiming that Armenians were deported since they cooperated with Russians against Turks. The Robert Laffont Publishing, which published the encyclopedia, will announce the court decision in three newspapers and three magazines. The publishing company had made a change in its 2005 edition upon Armenian pressure. The French Armenian Case Defense Committee (CDCA) appealed to a Paris court in 2003 to launch an investigation against The Quid on the grounds of publishing the Turkish version of the 1915 incidents. Commenting on the court decision, CDCA President Harout Mardirossian said, "it is a great victory for the memory of our grandmothers and grandfathers"' adding that with this decision France sent a significant messeage to Turkey to end its 'denial propoganda'. Stressing that the fight against denial would continue, Mardirossian said they would try for France's enacting a law to punish those denying the Armenian genocide. Four law drafts about this issue are waiting to come to the agenda in the French Parliament.
A Paris court heard the case in May. Armenian organizations had claimed that the genocide is a reality accepted by everyone and there cannot be a "Turkish opinion" and "Armenian opinion". Accusing The Quid of propaganda in favor of Turkey, CDCA claimed that the viewpoint shown as scientific was in fact Turkey's official stance and to question the "Armenian genocide". Refuting the accusations, Robert Laffront Publishing said they had handled the genocide issue taking all its aspects into consideration and that they mentioned Armenian opinions in the section about Armenia. Formerly, the court had convicted famous historian Bernard Lewis to a symbolic payment of one euro for indemnity in 1995 after he spoke to French newspaper Le Monde against the so-called "Armenian genocide". (Ali Ihsan Aydin/Zaman)
14.07.2005

 

RIVENDICATO L'ATTENTATO DI CESME 

Sono stati i Falchi per la Liberazione del Kurdistan. La bomba ha provocato venti feriti. Il precedente di Kusadasi ad aprile.

L'attentato di CesmeUn gruppo di separatisti curdi ha rivendicato l'esplosione della bomba che è esplosa a Cesme provocando 20 feriti. I ribelli hanno avvertito che ci saranno ulteriori attacchi. Lo ha detto un'agenzia di notizie vicina al gruppo separatista. I Falchi per la Liberazione del Kurdistan avevano già rivendicato un precedente attentato contro una stazione turistica della costa egea turca, avvenuto lo scorso 30 aprile a Kusadasi. (Ansa)
14.07.2005

 

LOCALITA' TRA LE PIU' GETTONATE

Cesme, che  si trova nella provincia di Izmir, ha di fronte l'isola greca di Chio. E' famosa per le sue spiagge e perché viene considerata il paradiso dei surfisti.

E' una delle più note località turistiche balneari della Turchia, tra le più gettonate dagli italiani, Cesme, la cittadina dove nell'esplosione di una bomba sono rimasti feriti un olandese e un inglese.
Situata nella provincia di Smirne a 72 km dalla capitale turca, si affaccia sul mare Egeo e guarda l'isola di Chio. E' un piccolo centro con diecimila abitanti, la cui attività principale oltre alla pesca è la coltivazione del tabacco, dell'uva e dei fichi.
Il territorio, prevalentemente montuoso (Bozdag- 2157 metri, Cevizli dag- 1646 m) è inciso dalle ampie valli dei fiumi Gediz, Kuçuk Menderes e Bak?r. Molti i turisti, tra cui gli italiani, che scelgono ogni anno la località turistica turca come meta di vacanza.
Dall'Italia è possibile arrivare a Cesme con un traghetto che parte sia da Brindisi che da Ancona. Di particolare richiamo sono i 2 km di spiaggia bianca di Ilica, a 5 km da Cesne, mentre ad Alacati si trova quello che tra gli amanti del surf è noto come il paradiso dei surfisti. (
Adnkronos)
14.07.2005

ESPLODE UNA MINA: MUOIONO TRE SOLDATI

L'ordigno, collocato nel sud-est anatolico nella provincia di Diyarbakir, ha provocato anche otto feriti tra le forze di sicurezza turche.

Tre militari turchi sono stati uccisi e otto feriti in conseguenza dell'esplosione di una mina che ha fatto saltare in aria il veicolo sul quale viaggiavano nel Sud-Est dell'Anatolia. Lo hanno detto fonti della sicurezza turca a Diyarbakir.
L'attentato è avvenuto non lontano dal confine iracheno, in una provincia della Turchia dove sono attivi i guerriglieri separatisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), di recente protagonisti di alcuni attacchi contro obiettivi militari e strategici turchi. La polizia di Ankara ha affermato di aver avviato le indagini, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Nel giugno 2004 il Pkk ha posto fine a una tregua unilaterale decretata dall'organizzazione nel 1999 e si è assunto la responsabilità di due attentati che nell'ultima settimana hanno colpito le ferrovie del Sud-Est del Paese. Il primo degli attacchi esplosivi ha ucciso sei guardie di sicurezza in viaggio su un treno postale.
Secondo le autorità di Ankara, dopo la fine del cessate il fuoco alcune migliaia di guerriglieri affiliati al Pkk hanno attraversato il confine tra l'Iraq e la Turchia. Molti dei ribelli avrebbero portato con sè esplosivi in seguito utilizzati per fabbricare mine.
Nel 1984, il Pkk lanciò un'offensiva armata per la creazione di uno Stato indipendente nel Sud-Est della Turchia. Il conflitto con Ankara ha finora provocato 37'000 vittime, per lo più curdi. (Tici@nline)
14.07.2005

 

GENDARME TURCO SEQUESTRATO DAL PKK

E' avvenuto sulla strada tra Tunceli e Pulumur nell'Anatolia centrale. A darne l'annuncio il governatore della provincia.

Un gruppo di militanti dell'organizzazione separatista armata curda Pkk ha sequestrato un gendarme turco dopo avere formato un blocco stradale sulla strada tra Tunceli e Pulumur nella Turchia orientale. Lo ha annunciato il governatore della provincia di Tunceli attraverso l'agenzia turca <Anadolu>.
Il gruppo di cinque uomini armati ha obbligato una quarantina di vetture a fermarsi ed ha preso in ostaggio il militare che stava raggiungendo il suo distaccamento ad Adyaman. E' la prima volta dalla rottura della tregua dell'anno scorso che militanti del Pkk compiono un blocco stradale, una forma di lotta armata che praticavano spesso negli anni di piombo del quindicennio 1984-1999, un periodo nel quale rimasero uccise oltre 35.000 persone tra militanti del Pkk, militari turchi e civili.
Nel 1999, dopo la cattura in Kenya, da parte delle forze speciali turche, del suo leader Abdullah Ocalan, il Pkk proclamò una tregua unilaterale. Quest'ultima fu poi interrotta il primo giugno del 2004, data dalla quale le attività armate del Pkk (nel frattempo incluso nella lista europea delle organizzazioni terroriste) sono riprese con sempre maggiore intensità' nella Turchia orientale, dove è in corso un'operazione militare e di polizia antiterrorista. (Ansa)
14.07.2005

 

RICHIESTA L'ESTRADIZIONE PER DUE DEGLI ATTENTATORI DI ISTANBUL

Si tratta di Abdulkadir Karakus e di Burhan Kus che sono rinchiusi in un carcere di Abu Graib, a nord di Ankara.

Due persone sospettate di essere gli autori degli attentati terroristici del novembre 2003 a Istanbul (63 morti, Turchia) sono rinchiusi nel carcere di Abu Graib, Nord di Baghdad, e la Turchia si accinge a chiederne l'estradizione. Lo scrive la stampa turca.
Il quotidiano <Hurriyet>, che cita fonti dell'intelligence turca, scrive che Abdulkadir Karakus, che aveva fabbricato in un suo negozio parte dell'esplosivo servito negli attacchi, e Burhan Kus, un altro ricercato da Ankara in relazione agli attentati di Istanbul, sono stati arrestati dai soldati americani nel corso di un'operazione a Baghdad e imprigionati ad Abu Graib.
Secondo il giornale, il ministero turco della Giustizia ha chiesto la loro estradizione ma non ha ancora avuto una risposta. Altri tre sospetti turchi che erano riusciti a fuggire subito dopo gli attentati sono morti in attacchi suicidi o dai soldati americani. (Ansa-Afp)

14.07.2005

POZZI PETROLIFERI: UN PIANO PER PROTEGGERLI

E' stato deciso di costruire in Irak una rete di torri di sorveglianza lungo l'oleodotto che collega Kirkuk al porto turco di Ceyhan.

Pozzi_petroliferi_bruciatiL'esercito governativo iracheno ha approntato un piano per proteggere da ulteriori sabotaggi l'oleodotto che collega i pozzi petroliferi nel nord dell'Iraq alla Turchia, mentre nella sua prossima visita a Teheran il premier Ibrahim Jaafari dovrebbe sottoscrivere un accordo per la costruzione nel sud del Paese di un nuovo oleodotto con l'Iran. Lo ha riferitola stampa di Baghdad. Un portavoce dell'unità di protezione petrolifera dell' esercito, il capitano Mohammad Abdullah, ha precisato che - per impedire ai sabotatori di bloccare le esportazioni petrolifere irachene - è stato deciso di costruire una rete di torri di sorveglianza lungo l'oleodotto che collega i pozzi petroliferi di Kirkuk al porto turco di Ceyhan, sul Mediterraneo. Secondo Abdullah, la rete di torri - a cui si sommerrà il dispiegamento di tremila soldati con compiti di pattugliamento - dovrebbe assicurare il controllo dell'oleodotto e consentire di bloccare i sabotatori prima che possano attaccarlo.
A causa dei continui sabotaggi, l'oleodotto Kirkuk-Ceyahn è stato paralizzato dal dicembre scorso, con grave danno per le esportazioni petrolifere irachene verso la Turchia. Il portavoce del ministero del petrolio, Asim Jihad, ha intanto annunciato che l'Iraq sta ultimando gli studi per lo sfruttamento di 11 nuovi giacimenti e che le compagnie petrolifere straniere verranno invitate a presentare le loro offerte, mentre nella sua prossima visita in Iran il premier Jaafari dovrebbe sottoscrivere un accordo per la costruzione di un nuovo oleodotto tra Bassora e il porto iraniano di Abadan. Secondo il portavoce, lo sfruttamento dei nuovi giacimenti dovrebbe accrescere fino a tre milioni di barili al giorno la produzione petrolifera irachena, che con investimenti per 25 miliardi di dollari potrebbe ulteriormente aumentare fino a 5-6 milioni di barili al giorno. Nella visita a Teheran, dove sarà accompagnato dal ministro del petrolio Ibrahim Bahr Alulum, il premier Jaafari dovrebbe dal canto suo sottoscrivere un accordo per la costruzione di un oleodotto in grado di assicurare il trasferimento di 150.000 barili di greggio al giorno da Bassora ad Abadan. In base all' accordo, discusso durante la recente visita a Baghdad del ministro degli esteri iraniano Kamal Kharrazi, il greggio verrebbe raffinato in Iran per poi essere riesportato in Iraq e immesso sul mercato interno. (Kataweb)
14.07.2005

 

IL LIBRO DI AGCA

L'ex terrorista che sparò a Papa Wojtyla rimescola ancora le carte sull'attentato di piazza san Pietro compiuto a maggio di 24 anni fa.

Ali_Agca_a_colloquio_con_Giovanni_Paolo_II''Finora ho raccontato cinquanta storie diverse, ma sono tutte false''. Lo afferma, in una intervista pubblicata nell' ultimo numero nel settimanale di Sofia, <168 chassa>, Mehmet Ali' Agca, il turco che il 13 maggio 1981 sparò contro Giovanni Paolo II in Pazza San Pietro.
Agca nella prigione Kartal, a Istanbul, sta scontando una condanna per l'omicidio del giornalista turco Abdi Ipekci. Nel giugno del 2000 il terrorista - dopo 19 anni trascorsi in carcere - ha ottenuto la grazia e, contestualmente, è stato estradato in Turchia. L'intervista a <'168 chassa> è la prima che Ali Agca rilascia ad una testata bulgara dopo l'attentato in Piazza San Pietro.
Alla domanda se cittadini bulgari o esponenti dei servizi segreti del Paese balcanico lo abbiano aiutato nei preparativi dell'attentato, Agca ha risposto che ''la Bulgaria è soltanto una briciola nell'universo. In questo momento sto scrivendo un libro, nel quale dirò la sacrosanta verità. Finora ho raccontato cinquanta storie diverse, ma sono tutte false. I bulgari comunque possono stare tranquilli''.
Nell'intervista Ali Agca ha aggiunto che dopo l'attentato ''la Bulgaria è rimasta danneggiata, così come il Vaticano e l'Urss''. ''Ma quando i bulgari capiranno la verità si sentiranno liberi e felici'', ha concluso Agca. (Ansa)
14.07.2005

 

TESI POCO CREDIBILE

Una strana versione dell'ex magistrato Carlo Palermo circa l'attentato di Mehmet Ali Agca al Pontefice Giovanni Paolo II.

"Credo che l'attentato al Papa sia nato esattamente in Turchia, nel momento in cui Ali Agca ha ucciso il direttore di <Milliyet>, nel momento in cui è stato arrestato, nel momento in cui ha cominciato ad esprimere la sua volontà di uscire dal carcere al prezzo del migliore offerente. Agca uscì dal carcere con la divisa e scortato. Questo poteva accadere solo con la protezione casalinga turca, non certo dei bulgari. E la Bulgaria stava al Kgb come la Turchia stava alla Cia. La cosa turca è cosa turca e americana. La cosa bulgara è bulgara e russa. Perché è stata seguita solo la pista bulgara e non la pista turca"?
Lo ha affermato sull'attentato al Papa in Commissione Mitrokhin l'ex magistrato Carlo Palermo che svolse da Trento un'inchiesta su droga, armi e mafia turca. Palermo afferma di avere ricevuto "insieme ad altri magistrati" un appunto del 16 aprile 1983 che fa riferimento ad "una mera ipotesi: Secondo fonti di intelligence americana - cita Palermo - di solito bene informate e degne di fede, la verità attorno all'attentato al Papa non verrà mai fuori a causa dell'accordo politico e strategico raggiunto da Yuri Andropov e circoli americani, non l'amministrazione Reagan in quanto tale o il presidente Reagan, ma quei circoli che includono George Bush, George Shultz e Henry Kissinger".
Carlo Palermo pensa che Ali Agca fosse "una persona esaltata, non normale, infatuata di sè, desiderosa di notorietà. Da una parte voleva uscire dal carcere, dall'altra voleva essere famoso. A mio giudizio sarebbe stato opportuno fare una perizia psichiatrica. Da alcune fonti credo che Agca fosse affetto da epilessia. Se fosse vero, qesto potrebbe spiegare il senso di inferiorità ed il desiderio di emergere".
Il senatore a vita Giulio Andreotti sottolinea che Ali Agca "in Turchia era qualcuno, perché un giornale pubblicò la sua lettera. Non era un semplice commesso viaggiatore".
Palermo esclude però di avere "prove processuali" sul fatto che "la Cia fosse finanziatrice dei lupi grigi". "E' una interpretazione - afferma Palermo - che posso ricavare da deduzioni, non sono elementi processuali". Carlo Palermo ha reso noto di non essere più magistrato "perché dispensato dal servizio".(Agi)
14.07.2005

 

QUARANTENA PER UN VILLAGGIO: CASI DI ANTRACE

Si tratta di quello di Cukurca, nella provincia di Bingol. Tra gli intossicati anche un bambini di dieci anni e la sorella di nove, in condizioni gravissime.

Un intero villaggio della Turchia orientale è stato posto in quarantena dalle autorità sanitarie che hanno diagnosticato trenta casi di intossicazione da antrace per ingestione di carne contaminata. Si tratta del villaggio di Cukurca, nella provincia di Bingol. Tra gli intossicati anche un bambino di 10 anni e la sorella di 9, ambedue in condizioni gravissime.
Nell'ultima settimana erano morti 85 animali, tra pecore e capre, ma i veterinari avevano assicurato che la carne era commestibile. (Agi)
14.07.2005

 

ISTANBUL: CONGRESSO ED ESPOSIZIONE
INTERNAZIONALE SULL'ENERGIA AD IDROGENO

L'obiettivo della manifestazione è stato quello di riunire le organizzazioni industriali e di ricerca attive nel settore per agevolare la comunicazione e promuovere l'utilizzo di questa sostanza come carburante. Gli aspetti tecnici e scientifici trattati nel corso dei lavori.

International_Hydrogen_Energy_Congress_ExibitionSi chiude ad Istanbul ad Istanbul  l'edizione 2005 del Congresso ed esposizione internazionale sull'energia dell'idrogeno.
L'obiettivo della manifestazione è stata quella di riunire le organizzazioni industriali e di ricerca attive nel settore per agevolare la comunicazione e promuovere l'utilizzo dell'idrogeno come carburante.
La conferenza ha trattato l'insieme degli aspetti tecnici e scientifici relativi all'energia dell'idrogeno nonché le politiche economiche e nazionali. I seguenti argomenti sono stati affrontati nel corso del congresso: tecnologie di produzione dell'idrogeno, stoccaggio e trasporto dell'idrogeno, uso dell'idrogeno, sistemi energetici a idrogeno, sicurezza in materia di idrogeno, economia energetica basata sull'idrogeno, celle a combustibile, prospettive nazionali e internazionali, questioni ambientali, accettazione da parte della società e implicazioni internazionali. (CordisNotiziario)
14.07.2005

 

UN PASSO IN AVANTI

Il Parlamento turco adotta una nuova legge a favore dei disabili. Non ci dovrà essere più alcuna discriminazione. Qualcosa di rivoluzionario, come ha detto Lokman Ayva.

Disabili_in_TurchiaAs part of efforts to achieve international standards in human rights, Turkey has to date implemented various pieces of legislation, one of which was the revision of a law governing treatment of the disabled that was adopted by the Turkish Parliament before