Arretrati 

Anno 6° N.20

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SMENTITA

Romano Prodi in una dichiarazione ha dichiarato che le sue parole erano state travisate. "Non c'è stato alcun cambiamento di opinione da parte mia nei confronti della Turchia.

Romano_Prodi''Le mie parole sulla Turchia sono state assolutamente travisate. Ho fatto anche una dichiarazione alla Tv turca. Io non ho cambiato il mio parere sulla Turchia''. Così Romano Prodi ha precisato la sua posizione sull'ingresso della Turchia nella UE, al suo arrivo alla 'Fabbrica del Programma' che ha aperto i battenti nel nordest.
''Il rapporto sulla Turchia che la mia Commissione aveva fatto era molto serio, molto meditato, indicava le vie per l'ingresso con la dovuta prudenza e con la dovuta ratio.
Quello che ho osservato - ha proseguito il professore - è che il 'no' francese e il 'no' olandese, essendosi il dibattito molto incentrato sull'allargamento alla Turchia e sulla concorrenza asiatica avrebbe avuto come conseguenza di rendere più complicato l'ingresso stesso della Turchia nell'Unione Europea''. 
Dal capannone industriale alla periferia di Vicenza, dove si è trasferita la <Fabbrica del Programma>, Prodi ha aggiunto: ''Ribadisco che, se vogliamo che la Turchia entri nella UE dobbiamo tranquillizzare l'opinione pubblica turca e l'opinione pubblica europea. Quest'ultima, infatti - ha sottolineato Romano Prodi - di questi tempi è molto inquieta. E allora, bisogna lasciare depositare la polvere. Avere calma e pazienza e non ignorare quello che è avvenuto''.
''Non c'è stato alcun cambiamento di opinione da parte mia - ha concluso il professore - ma la necessità di riflettere, perché, se uno non riflette su questi avvenimenti vuol proprio dire che non ha testa''. (Adnkronos)
29.06.2005

 

.....E ANCORA SMENTITA

In una intervista al giornale turco <Sabah>, l'ex presidente della Commissione europea ha ribadito di non essere contrario all'ingresso di Ankara in Europa.

Romano_ProdiL'ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi ha ribadito in un'intervista al quotidiano turco <Sabah> di non essere contrario all'adesione della Turchia all'Unione europea, dopo che nei giorni scorsi un giornale italiano gli aveva attribuito una decisa ''contrarietà''.
''Non è vero. Ho già diffuso una smentita. Sto per chiarire la cosa anche con l'ambasciata turca a Roma'', ha dichiarato Prodi al giornale turco, aggiungendo, tuttavia, che la bocciatura dei recenti referendum in Francia ed Olanda della Costituzione europea ''ha reso più difficile e complicata per la Turchia la via dell'UE, come molti affermano anche in Turchia''.
''Non ho cambiato la mia posizione'' - ha ribadito il leader dell'Ulivo, riferendosi ai passi da lui compiuti sulla via dell'adesione della Turchia quando era presidente della Commissione di Bruxelles. (Ansa)
29.06.2005

 

LA MARGHERITA CONTRO

Gli elettori del partito di Rutelli, secondo un sondaggio su oltre 2000 persone, non vogliono la Turchia in Europa. E Prodi?

Gli elettori della Margherita non vogliono la Turchia nell'Unione Europea. Dal sondaggio lanciato dal portale della Margherita, (margheritaonline.it) emerge che ben il 58.35% dei simpatizzanti del partito presieduto da Francesco Rutelli, sono contrari all'ingresso del paese levantino nell'UE.
Il motivo? Per la maggioranza di coloro che hanno partecipato al sondaggio, oltre 2000 persone, la Turchia non è un paese europeo e rischia di indebolire l'Europa nella fase delicata di approvazione della Costituzione. Solo il 41.65% si dichiara favorevole, perché la presenza di un paese europeo islamico moderato rafforzerebbe il ruolo di pace dell'Europa.
Il risultato non farà certamente piacere a Romano Prodi, che proprio qualche giorno fa, aveva immediatamente smentito alcune sue dichiarazioni riportate su nove colonne dai quotidiani, in cui il Professore palesava qualche dubbio circa l'adesione della Turchia all'UE. Per la Margherita un problema in più, dopo le tante tensioni degli ultimi mesi che hanno portato il partito a un passo dalla scissione (Giornale.it)
29.06.2005

 

NESSUN PASSO INDIETRO

Ci sono impegni che vanno rispettati", ha dichiarato in una intervista all'Adnkronos l'ambasciatore di Londra in Italia a proposito della Turchia.

E' riuscito Tony Blair a convincere l'Europa di non  essere il colpevole del fallimento del summit sul bilancio?
"Non siamo stati noi che abbiamo voluto creare una crisi - ha voluto sottolineare in una intervista all'Adnkronos (ne stralciamo una parte, ndr) l'ambasciatore di Londra in Italia  sir Ivory Roberts - Non è vero che vogliamo un'Europa solo economica, il premier è stato fin dall'inizio appassionatamente europeista, per questo no si lascerà mettere nell'angolo, vuole valutare e vuole una Europa capace di accogliere nuovi membri".
Il riferimento è anzitutto alla Turchia, con cui il 3 ottobre, proprio sotto la presidenza britannica, dovrebbero iniziare i negoziati di adesione all'UE, avvio su cui in tanti ormai esplicitamente hanno iniziato a frenare, a cominciare dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso.
"Ci sono impegni già presi che devono essere rispettati", ha detto l'ambasciatore, pensando anche al possibile ingresso della Croazia nell'Unione. (da Adnkronos)
29.06.2005

 

NEGOZIATI

I Capi di Stato e di Governo - oggetto la Turchia - hanno deciso di avviarli da settembre. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.

Josè_Manuel_Barroso''I Capi di Stato e di Governo europei hanno deciso di avviare a partire dal prossimo settembre negoziati con la Turchia''. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, auspicando che questa decisione ''possa essere approvata dalla Commissione''. Barroso, che  ha partecipato insieme al premier Berlusconi alla cerimonia di insediamento a Parma della nuova Authority europea per la sicurezza alimentare, ha precisato che questa decisione non riguarderà ''l'ingresso della Turchia in Unione europea, ma solo l'avvio dei negoziati''. E ha sottolineato che tra i più contrari a questa ipotesi ci sono in particolare Francia e Olanda, ''preoccupate - ha concluso - per il ritmo dell'allargamento dell'UE''. (Asca)
29.06.2005

 

INVESTIMENTO STRATEGICO

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, si augura che "la Turchia nel tempo possa diventare partner a pieno titolo dell'Unione Europea".

Silvio_BerlusconiL'ingresso della Turchia in Europa come membro integrato dell'Unione Europea "non sarà oggi, né domani, ma è un investimento strategico". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente della Commissione europea Barroso, che a sua volta aveva precisato come fino a adesso sia in gioco solo "l'avvio dei negoziati con la Turchia. Si tratta di un processo aperto e non di un esito finale". Berlusconi si è pronunciato a favore dell'inizio delle negoziazioni ed ha affermato di sperare che "la Turchia nel tempo possa diventare partner a pieno titolo dell'Unione Europea". "La sua posizione geopolitica tra Europa e mondo musulmano è strategica - ha detto - e il fatto che un Paese musulmano possa dimostrarsi una piena democrazia e collaborare al cento per cento con l'Occidente è fondamentale per il nostro futuro".
Berlusconi, riferendosi al "no" pronunciato da Francia e Olanda alla ratifica del Trattato costituzionale anche a causa dei dubbi sull'allargamento e sull'ingresso della Turchia in Europa, ha poi aggiunto: "Auspico che Francia e Olanda possano col tempo cambiare opinione, verificando i cambiamenti legislativi e culturali che avverranno in Turchia, e accettarla come membro integrale dell'Unione". (ApCom)
29.06.2005

 

IL RISPETTO

Verrebbe a mancare se non fossero rispettati gli impegni presi con Ankara.

La maggioranza dei 25 Stati membri ''condivide l'idea che gli impegni presi negli ultimi anni devono essere rispettati'' nei confronti della Turchia.
Lo ha affermato il presidente dell'Unione Europea Jean-Claude Juncker, nell'ambito di una conferenza stampa al recente vertice europeo.
Nel dicembre scorso, i Capi di Stato e di Governo della UE hanno deciso di avviare negoziati con la Turchia il 3 ottobre prossimo, sotto certe condizioni.(Ansa)

29.06.2005

 

LE DUE CONDIZIONI

Bruxelles insiste perché questione Cipro e diritti umani vengano risolti definitivamente dal Governo turco.

Sull'adesione della Turchia all'Unione Europea la Commissione UE ribadisce l'importanza delle due condizioni fissate dal summit del dicembre scorso e ripete che ''la firma del protocollo di Ankara e la messa a punto del pacchetto legislativo'' rimangono essenziali. La portavoce del Commissario per l'Allargamento Olli Rehn, nel fare il punto sull'esito dell'ultimo Consiglio europeo riguardo all'adesione della Turchia ha spiegato che "'il vertice ha riconfermato una decisione già presa e ribadito le conclusioni di dicembre''.
Le due condizioni per l'apertura dei negoziati sono ''la firma e l'entrata in vigore del protocollo'' che riconosce l'esistenza di Cipro, e ''l'entrata in vigore di sei leggi che sostengono i diritti umani''. La portavoce di Rehn ha spiegato infatti che ''la riforma dei diritti umani è un processo sempre in corso che deve essere ultimato'' affinché il Paese ottenga la luce verde dell'Unione Europea e si aggiunga ai 25 stati membri. (Adnkronos-Aki)
29.06.2005

 

TUTTO COME PREVISTO

I negoziati cominceranno il 3 ottobre, ha detto l'ambasciatore UE ad Ankara, Hansjoerg Kretschmer che ha comunque sollecitato la Turchia a concentrarsi sul processo di adeguamento agli standard europei.

L'ambasciatore_Ue_ad_Ankara_Hansjoerg_KretschmerLa crisi dell'Unione europea non dovrebbe scoraggiare la Turchia dal realizzare il piano di riforme, perché i negoziati di adesione cominceranno il 3 ottobre prossimo, come previsto. Così, Hansjoerg Kretschmer, ambasciatore UE ad Ankara, in un'intervista pubblicata sul quotidiano <New Anatolian>. L'obiettivo finale delle trattative resta l'ingresso della Turchia nell'UE, assicura Kretschmer: ''Sul tavolo non c'è che questo, niente di meno''. L'ambasciatore ha sollecitato, dunque, Ankara a concentrarsi sul processo di adeguamento agli standard europei, malgrado la crisi politico-istituzionale aperta dalla bocciatura di Francia e Olanda alla Costituzione e le prospettive, in Germania, di una vittoria elettorale dei cristiano-democratici, a fine anno. ''Ci sono nove anni da qui al 2014, la possibile data di adesione. Potrebbe sembrare molto tempo, ma alla luce di quello che deve essere fatto, non lo è'', ha ribadito Kretschmer. In questo prolungato intervallo, la Turchia deve ''arginare l'influenza dei militari, migliorare la situazione delle donne, rafforzare le libertà della minoranza curda e superare il gap economico tra l'occidente industrializzato e l'impoverito est''. L'ambasciatore ha, altresì, assicurato che la sigla del protocollo su Cipro, condizione chiave per l'entrata nel blocco, non implica un formale riconoscimento del Governo greco-cipriota (che Ankara rifiuta di appoggiare). Il documento estenderebbe le consuetudini dell'Unione ai dieci nuovi stati membri, inclusa Cipro. (Asca-Afp)
29.06.2005

 

ANKARA MINIMIZZA MA.....

Il Governo turco si attiene alla risoluzione del 17 dicembre scorso ma sono in molti - dalla stampa all'opposizione - a credere che Bruxelles non manterrà gli impegni.

Ankara minimizza le conseguenze sulle sue speranze di aderire all'Unione Europea della crisi politico-finanziaria dell'UE: ''non ci riguarda'', afferma. Ma la stampa turca è più pessimista ed afferma che la crisi porterà al congelamento del processo di allargamento alla Turchia e al rafforzamento dell'ipotesi di un ''partenariato privilegiato'', in luogo della piena membership. Nel frattempo, sembra significativo il fatto che il premier turco Recep Tayyip Erdogan - reduce da un'aspra polemica con il Cancelliere tedesco Gherard Schroeder sul cosiddetto ''genocidio degli armeni'', - partecipando, unico leader non arabo, al Forum Economico arabo di Beirut ha chiesto un rafforzamento dei rapporti turco-arabi.
Il Governo -  La crisi finanziaria dell'Unione europea non ci riguarda. Quello che conta per noi è l'impegno già preso dall'UE il 17 dicembre scorso a far cominciare il nostro negoziato il 3 ottobre prossimo'', ha dichiarato all'Ansa un alto funzionario turco, ricordando che anche i portavoce di Bruxelles hanno confermato quell'impegno. 
''Ankara ha ottemperato a tutte le condizioni poste ed ora si attende un mantenimento degli impegni europei'', ha aggiunto la stessa fonte, ben sapendo che proprio pochi giorni fa gli ambasciatori dell'UE ad Ankara hanno espresso personalmente ad Erdogan il loro disappunto per i ''ritardi e le inadempienze di Ankara'' nell'applicazione concreta delle riforme in molti settori, tra cui in primo luogo la libertà di espressione e di esercizio delle religioni non musulmane.
''Gli ambasciatori dell'UE a me non dicono nulla, ma poi criticano in differenti sedi'' , è stata la versione di Erdogan. Quest'ultimo sta vedendo sfaldarsi il plotone dei suoi sostenitori nell'UE. Vedi l'aspra polemica col Cancelliere tedesco, Gherard Schroeder (finora il più forte sostenitore della Turchia nell'UE), al quale ha rimproverato di non avere prevenuto l'approvazione al Bundestag di una risoluzione che sfiora il riconoscimento del carattere di ''genocidio'' (un termine-anatema per Ankara) ai massacri degli armeni degli anni 1915-1916. Una risoluzione che ha guastato il clima ''flautato'' di rapporti turco-tedeschi, con ''condanna'' ufficiale di Ankara e convocazione dell'ambasciatore tedesco al ministero degli Esteri turco.
La stampa -  Una buona notizia per Ankara - nota la stampa - è senz'altro il fatto che il vertice di Lussemburgo abbia ufficialmente confermato, sia pure ''con freddezza e riluttanza'', i suoi impegni all'allargamento, ma da diversi segnali (come quello che l'allargamento alla Turchia non sia citato nella risoluzione finale) la più parte dei commentatori turchi trae la conclusione che, specie dopo le elezioni tedesche di settembre, quelli impegni difficilmente potranno essere continuati, per lo meno con lo stesso dinamismo degli anni scorsi ed alla Turchia potrebbe venire offerto quel ''partenariato privilegiato'' con l'UE, che Ankara ha finora respinto con lo sdegno dell'orgoglio ferito.
Questa è, per esempio, l'opinione del maggiore quotidiano turco <Hurriyet> (di centro) e dei giornali filo-governativi <Zaman> (filoislamico) e <Vatan> (laico di centro), secondo cui a favore della membership della Turchia ci sarebbero solo la Gran Bretagna e l'Italia, mentre la maggior parte degli altri Paesi parlano ormai di partenariato privilegiato ed il presidente francese Jacques Chirac, un tempo sostenitore di Ankara, ha proposto un vertice straordinario dell'UE  per discutere il dossier Turchia.
Erdogan -  Potrebbe essere significativo - secondo vari analisti - il fatto che il premier Erdogan, proprio quando si prospetta un rallentamento, se non un rinvio, del processo europeo della Turchia, specie in vista dell'avvento al potere in Germania del partito cristiano-democratico di Angela Merkel, (nettamente contrario alla piena membership della Turchia, nell'UE), abbia partecipato, unico leader non arabo, nei giorni scorso al ''Forum Economico arabo'' dove ha proposto un deciso rafforzamento dei rapporti economici turco-arabi ed una zona di libero scambio ''dal Marocco alla Siria''.
Opposizione -  Significativo è certamente poi il fatto che il leader dell'opposizione parlamentare, Deniz Baykal, considerando ormai impossibile l'adesione della Turchia all'UE, abbia chiesto ad Erdogan di non firmare il protocollo di estensione dell'Unione doganale con l'UE, che implicherebbe un impopolare riconoscimento di fatto della Repubblica greca di Cipro e che Bruxelles ha posto come condizione per l'avvio del negoziato. (Lucio Leante/Ansa)
29.06.2005

AVVIARE I NEGOZIATI

Lo ha detto da Londra - a proposito di Ankara - il vice-premier e ministro degli Esteri italiani, Gianfranco Fini. Ma attenzione, ha aggiunto poi.

''E' interesse anche dell' Unione Europea, oltre che della Turchia, avviare i negoziati'' di 
adesione della Turchia all' Europa. Ne è convinto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini che da Londra ha precisato però che la UE dovrà essere ''molto rigorosa e scrupolosa'' 
nel processo di verifica del rispetto da parte di Ankara delle condizioni che sono alla base della futura entrata nell' Unione da parte di ogni Paese richiedente. (Ansa)
29.06.2005.

 

INTEGRAZIONE=INGRESSO

Per il responsabile esteri di An, Marco Zacchera, avere la Turchia in Europa porterà solo vantaggi. Nessun rischio di islamizzazione.

Marco_ZaccheraIntegrazione europea significa anche ingresso della Turchia nella UE. Anche se, ''a determinate condizioni''. E' l'opinione di Marco Zacchera, responsabile Esteri di An, secondo il quale ''è interesse dell'Italia avere la Turchia in Europa''. 
''Occorre ricordare - dice Zacchera - che i turchi non sono arabi e gli accordi di Shengen possono non valere per tutti i Paesi dell'Unione Europea come già avviene oggi e, quindi, un ingresso della Turchia nell'Unione non significa una invasione dei turchi in Europa. Dal punto di vista strategico, l'Italia ha bisogno di un maggior peso dei Paesi mediterranei nell'Unione 
Europea e la stessa Grecia è favorevole all'ingresso della Turchia''. 
''Oggi - ricorda l'esponente di An - l'Italia è il secondo partner commerciale della Turchia e, quindi, anche le imprese italiane hanno tutto da guadagnare da una Turchia stabile ed europea perfettamente integrate con essa. La Turchia è una nazione di musulmani, ma fortemente laica e dobbiamo aiutare queste nazioni se non vogliamo che prevalgano i fondamentalisti''. 
Per Zacchera, dunque, ''occorrono negoziati seri e la Turchia dovrà accettare parametri europei, per permetterle di entrare secondo i tempi e le tappe stabilite. Non possiamo lasciare le generazioni future nell'indecisione; ma lasciando da parte ogni egoismo, occorre razionalizzare tutte le azioni volte alla realizzazione di una Europa stabile. Occorre avere spirito costruttivo - conclude Zacchera - al fine di lasciare da parte i piccoli interessi e rivolgersi agli interessi comuni europei dei quali dovrà far parte anche la Turchia''. (Ansa)
29.06.2005

 

"SARA' SOLO PER DOPODOMANI"

Così si è espresso l'ex ministro del Tesoro Lamberto Dini circa l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Non è per oggi né per domani", ha detto.

''L'adesione della Turchia all'UE? Non è per oggi, né per domani, sarà solo per dopodomani''. Il giudizio è di Lamberto Dini, che invita ad una realistica definizione dei confini dell'UE, dopo la vittoria degli euro-scettici nei referendum in Francia ed in Olanda.
Parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea del gruppo speciale del Mediterraneo dell'assemblea parlamentare della Nato, il senatore Dini ha detto: ''In questo momento c'è bisogno di una riflessione sui confini dell'Europa. Il segnale che ci viene dal voto in Francia ed in Olanda è chiaro, anche per quanto riguarda l'adesione della Turchia. Sappiamo che la 
Germania ha una posizione molto negativa sull'adesione all'UE di quel Paese. Certo, dobbiamo mantenere aperta la prospettiva di adesione della Turchia all'UE, ma nel breve periodo non ci sono le possibilità di una accelerazione''.
Per Dini, ''oggi dobbiamo lavorare su partenariati più forti con la Turchia senza che i suoi rappresentanti possano però far parte delle istituzioni dell'UE. E' la strada 
intermedia che forse dobbiamo percorrere - ha concluso Dini - in attesa di arrivare al momento in cui le condizioni istituzionali, le volontà e le opinioni siano più chiare e più convergenti su un allargamento dell'Europa anche alla Turchia. Restiamo a favore ma sappiamo che l'adesione della Turchia non e' per oggi, ne' per domani, ma sarà per dopodomani''. (Ansa)

29.06.2005

L'INVITO DI BENEDETTO XVI A RIFLETTERE

Il Pontefice dedica al caso Turchia alcune pagine del suo ultimo libro "L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture".

il_Pontefice_Benedetto_XVIBenedetto XVI invita a riflettere sul dibattito dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea, evidenziando le diverse radici culturali e religiose degli altri Paesi dell'UE. Il Papa dedica alla spinosa questione alcune pagine del suo ultimo libro, scritto quando era ancora cardinale, intitolato "L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture".
"Si tratta di uno Stato, o forse meglio, di un ambito culturale - scrive Ratzinger - che non ha radici cristiane, ma che è stato influenzato dalla cultura islamica. Ataturk ha poi cercato di trasformare la Turchia in uno Stato laicista - ha aggiunto - tentando di impiantare il laicismo maturato nel mondo cristiano dell'Europa su un terreno musulmano". Ma per il Pontefice, "soltanto le norme e i contenuti della stessa cultura illuminista potranno determinare l'identità dell'Europa e ogni Stato che fa suoi questi criteri, potrà appartenere all'Europa". Benedetto XVI si augura inoltre che "dappertutto vengano rispettati la democrazia e i diritti umani". (ApCom)
29.06.2005

 

IL NUOVO PAPA CI E' OSTILE", SCRIVE LA STAMPA (TURCA)

Vari giornali hanno messo in evidenza come il Pontefice Benedetto XVI nel suo ultimo libro ribadisca il concetto di una Turchia priva dei requisiti per entrare nell'UE.

Vari giornali turchi hanno riportato con grande evidenza i giudizi del Papa Benedetto XVI sulla Turchia e l'Europa traendoli dal più recente libro del papa ''L'Europa di Benedetto'' e commentandoli con l'attribuirgli una presunta ''ostilità'' del Pontefice alla Turchia.
''Il nuovo Papa rovescia ostilità'' (sulla Turchia), è il forte titolo di apertura di prima pagina dell'edizione di qualche giorno fa del quotidiano di centro <Vatan>.
Secondo lo stesso giornale ''il Papa, che nel nuovo libro ha scritto che 'il posto della Turchia non è nell'UE', ha invitato i leader dell'Unione a ripensare sulla membership della Turchia nell'Unione europea''. Inoltre, il quotidiano ha pubblicato un'estesa traduzione in turco di un brano del libro: ''La Turchia è un Paese che non ha radici cristiane ed è permeato invece dalla cultura islamica. Kemal Ataturk ha cercato di trasformare la Turchia in uno stato laico cercando di importare il secolarismo dal mondo cristiano. Ma l'identità dell'Europa può essere determinata solo dai contenuti e dalle norme della sua luminosa cultura. I Paesi che possiedono questi caratteristiche culturali si potrebbero inserire in Europa'' , ha scritto - secondo il giornale Benedetto XVI nel suo libro.
Il giornale ha affermato poi che il Papa era noto per essere ''nemico'' della Turchia sin da quando era cardinale e ricorda che a quell'epoca egli dichiarò che la Turchia ha rappresentato un continente diverso nella storia e che i suoi valori sono diversi, per cui l'adesione alla Turchia a pieno titolo all'UE sarebbe un grande errore, mentre sarebbe più opportuno offrirle un ''partenariato privilegiato'' (come sostengono anche oggi varie forze politiche in Francia, in Germania e di altri Paesi).
La stampa turca ha criticato in particolare la frase in cui l'allora cardinale Ratzinger propose alla Turchia un ruolo leader nel mondo musulmano mediorientale. (Ansa)
29.06.2005.

 

MONS. EDMOND FARHAT: SOLO SULLA CARTA LA LIBERTA' RELIGIOSA 

Duro attacco del Nunzio apostolico alla Direzione generale per gli Affari Religiosi ( Diyanet) della Turchia a detta del quale nel Paese esiste una "cristianofobia istituzionale".

Il_Nunzio_apostolico_mons._Edmond_Farhat''In Turchia, Paese che si definisce una democrazia laica, la libertà religiosa esiste solo sulla carta. Viene sancita dalla Costituzione, ma nei fatti non viene applicata. Mancanze nell'applicazione delle leggi a tutela dell'esercizio delle altre religioni, processi che durano decenni, strani ritardi e rinvii a ripetizione, reticenze e resistenze fanno pensare ad una strategia per non consentire ai cristiani la stessa libertà di cui le religioni non cristiane 
godono in Europa. In Turchia c'è una cristianofobia istituzionale non molto dissimile da quella esistente in altri paesi musulmani''. Lo ha affermato, nel corso di un'intervista 
esclusiva all'Ansa, il Nunzio (ambasciatore) Vaticano in Turchia, il monsignore libanese Edmond Farhat.
Il prelato cita ad esempio la vicenda di alcuni missionari protestanti, che avrebbero distribuito Vangeli gratis in alcune città e che e' stata riportata da giornali e politici definendola, con allarme, 'pericolo missionario'.
''Si è creato clamore e si è gridato allo scandalo per una semplice e presunta attività di proselitismo. Il proselitismo è forse un reato? No. Eppure, ci sono state interrogazioni parlamentari e si è detto che i missionari minaccerebbero l'unità della nazione turca''.
La polemica sui missionari ha avuto il suo culmine alcuni mesi fa. Il ministro di Stato per gli affari Religiosi, Mehmet Aydin, dichiarò, in effetti, allora che ''i missionari minacciano l'unità della nazione'', benché lo stesso ministro abbia poi dovuto ammettere che in 5 anni vi sono state in Turchia solo 368 conversioni al cristianesimo. La Direzione generale per gli Affari Religiosi ('Diyanet', un nutrito ''quasi-ministero'' di cui è responsabile Aydin) regola la vita religiosa in Turchia sulla base dell'assunto che ''il 99.7% dei turchi sono musulmani''; un dato contestato da molti, ma che al governo sembra ragione sufficiente per non concedere alcuno spazio alle altre religioni, dato che -secondo lo stesso governo- sarebbe ''del tutto trascurabile'' la presenza in Turchia non solo di uno 0,3 ufficiale di cristiani ed ebrei, ma anche quella di circa 15 milioni di aleviti, che nonostante si proclamino ''una religione a parte'', vengono, tra loro crescenti proteste, assimilati ai musulmani sunniti e privati di ogni riconoscimento e di ogni diritto.
''Quella sui missionari - continua monsignor Farhat- è una polemica che rinasce di tanto in tanto in Turchia e che sembra riesumata a bella posta per limitare la libertà di culto dei cristiani. Questo non è serio''.
''Dire (come ha detto un ministro turco, ndr) che una riunione dei rappresentanti delle chiese ortodosse al Patriarcato di Fanar è 'un pericolo per la nazione turca', o che riaprire il seminario ortodosso di Habeliyada è 'un pericolo per l'Islam', è francamente ridicolo'' - soggiunge.
''Va ricordato - incalza il diplomatico- che nel 1927, secondo il censimento di quell'anno, c'erano in Turchia 900 mila cristiani su una popolazione di circa 13 milioni. Secondo il censimento del 2001, i cristiani sono scesi a 150 mila su una popolazione di 71 milioni. Se si fa in modo che tutti gli altri se ne vadano o che si stanchino, e' chiaro che poi si può dire 
che tutto va bene perché ci siamo solo noi''.
''Un sacerdote cristiano, per avere il permesso di soggiorno, che tra l'altro deve essere rinnovato ogni anno, viene sottoposto a pratiche lunghissime e complicate con ritardi inspiegabili a rimpalli da un organismo ad un altro. Per esempio, attualmente abbiamo molte difficoltà ad ottenere il permesso di soggiorno per uno dei due preti residui in una Chiesa di Istanbul. Cinque mesi fa ha presentato la sua domanda, ma non riesce ad ottenerlo. Ogni volta che va in ambasciata gli si dice che ancora da Ankara non c'e' risposta. Come al solito, non si da' un rifiuto, ma nemmeno risposta''.
''Dal 1967 non riusciamo a farci riconoscere il diritto di passaggio per accedere ad una chiesa ad Adana dopo che la stessa chiesa è stata operante, grazie a quel passaggio, per più di 150 anni. Il diritto c'è ma non viene riconosciuto'' ''La stessa cosa ci accade per quella che per 130 anni e' stata la sede della rappresentanza diplomatica del Vaticano a Istanbul, e dove due Papi, Paolo VI e Giovanni Paolo II, hanno alloggiato. 
Nonostante diritti maturati in 150 anni, non riusciamo a fare riconoscere lo status diplomatico di quell' edificio. Non si da' risposta. E' questa la prassi turca''.
''Dal 1970 stiamo chiedendo un riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni in Turchia. Nel 2003 tutte le chiese cristiane hanno chiesto unitariamente allo stato turco questo riconoscimento. Nel 2004 lo ha fatto anche la Conferenza episcopale dei vescovi cattolici. Io sono andato dal premier Erdogan. Successivamente, nel febbraio scorso, gli ho scritto anche una lettera ufficiale''.
''L'Unione europea sta facendo molto per la libertà religiosa in Turchia. Ma non e' abbastanza. Bisogna porre la libertà religiosa non come una condizione, ma come un diritto''- afferma il Nunzio concludendo: ''Ma c'e' da chiedersi: il giorno in cui la UE accertasse che la Turchia avesse adottato anche di fatto, oltre che di diritto, i criteri di Copenaghen, ciò significherà forse che la Turchia ha completato la sua rivoluzione kemalista? Ciò è possibile? Inshallah!''. (Lucio Leante/Ansa)
29.06.2005.

 

L'ULTIMATUM DEGLI ALEVITI AD ERDOGAN

"O il Governo riconosce la nostra esistenza ed identità religiosa oppure lo trascineremo davanti alla Corte europea dei Diritti umani di Strasburgo per violazione delle norme sulla libertà religiosa e di culto".

Un_alevita._Dal_film,_Sivas_casa_dei_poetiQuello lanciato (nei giorni scorsi, ndr) dagli aleviti di Turchia al premier turco Tayyip Erdogan è un vero ultimatum. 
''O il Governo compie passi concreti entro due mesi riconoscendo la nostra esistenza ed identità religiosa, oppure lo trascineremo davanti alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per violazione delle norme sulla libertà religiosa e di culto'', affermano i dirigenti delle organizzazioni alevite chehanno presentato l'ultimatum sottoscritto da duemila aderenti all'alevismo turco, che ne conta -secondo stime neutrali- circa 15 milioni di seguaci, il 20% della popolazione turca.
''Il Governo ci ha assicurato a lungo di essere disposto a regolare le questioni aperte con noi aprendo un dialogo, ma,invece, esso ha rotto ogni trattativa con noi ed ogni rapporto con i cittadini turchi di fede alevita'' , ha affermato Izzettin Dogan il presidente della fondazione Cem, una delle principali organizzazioni alevite.
I dirigenti aleviti sanno che una condanna di Ankara a Strasburgo per violazione della libertà di culto sarebbe un grosso ostacolo sul cammino europeo della Turchia (il 3 ottobre partirà il negoziato di adesione) ed hanno stimato con il loro gesto che è venuta l'ora di porre con forza la questione della loro esistenza del tutto ignorata dallo stato turco. 
Quest'ultimo, nonostante la sua laicità, fa pesare la maggiore consistenza numerica dei musulmani (sunniti) in Turchia, negando persino che vi siano in Turchia altre identità  religiose oltre ai musulmani sunniti affermando che essi sono il ''il 99.7% della popolazione'', il che (a parte il restante 0.3% di cristiani ed ebrei) fa protestare soprattutto gli aleviti.
La loro religione, essendo forzosamente considerata dal governo come ''musulmana'', o come trascurabile, non viene presa in conto quando si tratti di insegnamento religioso nelle scuole o quando si tratti di finanziarie i luoghi di culto o di assumere ministri di culto, benché raccolga oltre un quinto della popolazione turca.
''Noi non siamo né una setta musulmana, né una minoranza in un Paese che abbiamo contribuito a costruire con il padre della nostra patria Kemal Ataturk'', dicono i dirigenti degli aleviti (in gran parte laici e di sinistra) affermando di essere una religione che trae la sua ispirazione non solo da quella musulmana (anche se venerano, come gli Sciiti, il profeta Alì, non fanno né il Ramadan, né il pellegrinaggio alla Mecca) ma anche dallo sciamanismo, dal cristianesimo e dall'ebraismo.
Pur avendo tradizioni patriarcali, considerano la donna ''pari all'uomo davanti a Dio'' e perciò pregano con le mogli (cosa proibita dall'islam, le cui moschee hanno luoghi segregati per le donne) nelle loro ''case di riunione'' (cem) e rifiutano, definendoli ''arcaici e primitivi'', i precetti coranici sulla intoccabilità e la segregazione della donna.
Gli aleviti suscitano, così, da sempre scandalo tra i sunniti che, per screditarli, hanno inventato e diffuso la leggenda che in quelle ''case di riunione'' gli aleviti, oltre a 
cantare e danzare (cose anch'esse proibite nelle moschee sunnite e sciite) si scambierebbero le mogli. La ''calunniosa leggenda'' è così diffusa che ha la dignità di propaganda ufficiale sunnita antialevita e da' l'idea dell'avversione storica tra sunniti ed aleviti in Turchia.
Questa avversione ha avuto anche momenti sanguinosi come l' incendio del 1993, appiccato da estremisti sunniti, con 33 morti, dell'albergo di Sivas, dove si teneva un convegno alevita con la partecipazione di scrittori ed artisti turchi laici molto modernizzati e ritenuti, per questo, blasfemi dai bigotti sunniti.
Gli aleviti alla fine dell'anno scorso denunciarono anche ''pressioni poliziesche'' sui loro aderenti. (Lucio Leante/Ansa)
29.06.2005 

"NON POSSIAMO DIMENTICARE CHE....

"Non possiamo dimenticare che Istanbul è la sede del patriarcato di Costantinopoli", ha affermato il Patriarca di Venezia cardinal Angelo Scola a proposito di una Turchia in Europa.

Il_patrirca_di_Venezia_card._Angelo_ScolaIl Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, ha presieduto i lavori del comitato scientifico del centro studi di <Oasis>, che pubblica una rivista e un sito internet. Alla riunione erano presenti numerosi studiosi e religiosi provenienti da tutto il mondo, soprattutto esperti del mondo arabo. Al termine dei lavori, Scola ha commentato gli ultimi fatti riguardanti l'Unione europea, in particolare la proposta di ingresso nell'Unione della Turchia: "Non ho in testa alcuna soluzione - ha detto il Patriarca di Venezia in proposito - non possiamo però dimenticare che Istanbul è la sede del patriarcato di Costantinopoli. Come cristiano vorrei ascoltare e capire cosa i fratelli ortodossi pensano sull'ingresso della Turchia nell'UE senza peraltro nascondersi i gravi problemi che tutti conosciamo". Il cardinale Scola ha anche auspicato una maggior comprensione dei problemi di tutti i Paesi che compongono la nuova Europa per superare le difficoltà emerse in queste ultime settimane.
"L'euro non c'entra - ha detto il Patriarca riferendosi alle polemiche sulla moneta - Se si è pensato che l'euro fosse il cemento che da solo avrebbe prodotto l'unità europea, si sbagliava allora e si sbaglia adesso. L'euro è uno strumento". "Le difficoltà - ha proseguito il cardinale - derivano dal fatto che l'Europa non può pensarsi come una regione che si struttura da sé. Quello che io chiamo meticciato di civiltà sta problematizzando elementi che giudicavamo pacifici. E sono il concetto di nazione, dei diritti, di etica che si accompagna ai diritti, il concetto di potere e di demarcazione reciproca dei poteri. La fatica a cui stiamo assistendo deriva da questo: questi temi importanti sono stati troppo poco ripassati, la realtà li impone. Quindi bisogna decidersi ad attivare un confronto possibilmente ascoltando in profondità le esperienze degli uomini e dei popoli". (Agi)
29.06.2005 

 

BARTOLOMEO I  RICHIAMA ALL'UNITA' CRISTIANA

Il Patriarca di Costantinopoli ha accolto l'invito del Pontefice di porre fine allo scisma tra le due Chiese sottolineando che il processo di riunificazione dovrà essere lento e pacifico.

Il_patriarca_di_Costantinopoli_Bartolomeo_IFener Greek Patriarch Bartolomeos I welcomed Pope Benedict XVI's pledge to end a schism between the Catholic and Orthodox churches, calling it a mutual "obligation to God," but warned that the path to unity would be "slow and painful."
Patriarch Bartolomeos I's statement to the Associated Press was his first response to the new pope's call to heal the 1,000-year rift and reflected the difficult task of trying to reconcile differences between the two churches.
"Such rapprochement -- what Pope Benedict XVI called 'spiritual ecumenism' -- is our obligation to God and our commitment to the world," Bartolomeos said in a written response to questions from the AP. "At the same time, we must be realistic about the cost and the time involved in this process."
Bartolomeos said that efforts toward reconciliation wouldn't be easy and would require the churches to examine theological differences and "the errors of the past."
"The genuine work towards unity is slow and painful, and it must be treated with sensitivity to theological truths, honesty before historical events, and realism in the face of cultural distinctions. This is why reconciliation can only blossom when there is sincerity and continuity in this delicate process of healing," Bartolomeos wrote.
Bartolomeos was responding to Benedict's May 29 pledge in the Adriatic port of Bari, home to the relics of St. Nicholas of Myra, a fourth-century saint popular among both Roman Catholics and Orthodox Christians, that Christian unity would be a "fundamental commitment" during his new papacy.
Orthodox and Catholic churches have been split since 1054 largely because of disagreements over the power of the pope.
Reconciliation with the Orthodox church was also a fundamental goal of the late Pope John Paul II, who was never able to fulfill his dream of traveling to Orthodox Russia.
"The pope's call is indeed a reflection and continuation of the reconciliatory work of his illustrious predecessors," Bartolomeos said. But he added that reconciliation would require the churches to carefully examine differences in doctrine and mistakes of the past. (Ap/Zaman)
29.06.2005

 

RAFFORZATI I RAPPORTI ECUMENICI E INTERRELIGIOSI

Si è svolto a Tarso ed Antiochia (Turchia) il 9° congresso dedicato all'apostolo Paolo frutto della collaborazione tra l'Antonianum e l'Università Mustafa Kemal. Presente anche il  metropolita dell'Arcidiocesi greco-ortodossa di Aleppo.

La_porta_di_Cleopatra_a_TarsoE' un'occasione per stringere e rafforzare rapporti ecumenici e interreligiosi il grande simposio che ogni anno si tiene in Turchia, dedicato all'Apostolo Paolo, e promosso da enti cattolici, università pontificie, italiane e turche, con il patrocinio delle autorità civili della Turchia. Il simposio, che approfondisce alcuni aspetti del carisma dell'Apostolo delle genti, nell'edizione 2005 si è svolto a Tarso e ad Antiochia dal 26 al 28 giugno, ed era intitolato "Paolo Apostolo fra Tarso e Antiochia: Archeologia, storia religione". Ha visto partecipazione di accademici, studiosi, leader religiosi dall'Italia e dalla Turchia.
Giunto alla sua nona programmazione, il convegno è stato il frutto di una proficua collaborazione fra l'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontifica Università Antonianum e l'Università Mustafa Kemal in Turchia, mentre è stato patrocinato anche dall'Associazione culturale <Eteria> e dalla Provincia religiosa dei Frati Cappuccini dell'Emilia Romagna.
La prima sessione del simposio si è tenuta a Tarso e, dopo i saluti delle autorità civili e religiose, fra le quali il Nunzio Apostolico in Turchia, S. Ecc. Edmond Farhat, ha letto le relazioni degli accademici sia dell'Università di Ankara sia di quella di Galatasaray a Istanbul. Nella seconda sessione ci sono stati interventi di studiosi delle Università di Bologna e di Chieti, dell'Istituto di teologia Ecumenica di Bari, del Pontificio Ateneo Augustinianum. A sancire uno stretto legame ecumenico, la partecipazione del Vicario Apostolico dell'Anatolia, Mons. Luigi Padovese e del Metropolita dell'Arcidiocesi greco-ortodossa di Aleppo, Mons. Paul Yazigi. (Agenzia Fides)
29.06.2005

 

ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DEI PRIMI CRISTIANI

Deputati in pellegrinaggio sulle orme di San Paolo dal 7 al 12 settembre. A guidarli sarà mons. Rino Fisichella rettore dell'Università Lateranense e cappellano di Montecitorio.

mons._Rino_FisichellaDeputati in pellegrinaggio in Turchia, sulle orme di San Paolo e delle prime comunità cristiane, oggi quasi del tutto scomparse. Il viaggio, che fa seguito a quello in Terra Santa nel 2004, si svolgerà il prossimo settembre, nei giorni che precederanno la ripresa dei lavori parlamentari ed avrà come guida spirituale mons. Rino Fisichella, rettore dell'università Lateranense e ''cappellano'' di Montecitorio.
Tutti i deputati hanno già ricevuto una lettera di mons. Fisichella, nella quale spiega di aver ricevuto da diversi parlamentari la richiesta ''di ripetere l'esperienza'' del pellegrinaggio dell'anno scorso. ''Ho accolto con piacere la sollecitazione - scrive ancora Fisichella - e abbiamo pensato per quest'ano di svolgere il pellegrinaggio in Turchia, dove di trovano le memorie di tanti momenti salienti della vita dei primi cristiani''.
''L'anno scorso - spiega Maurizio Lupi (Fi), promotore dell'iniziativa - siamo andati in Terra Santa, per un incontro con la figura stessa di Gesù Cristo; quest'anno il pellegrinaggio è alla scoperta della Chiesa dei primi cristiani''. 
In effetti, come narra San Luca negli Atti degli Apostoli, San Paolo, nei suoi viaggi missionari si è indirizzato innanzi tutto proprio nelle regioni oggi comprese nella Turchia (Cappadocia, Lidia, Panfilia, Troade, ecc). E alcune delle sue lettere sono indirizzate proprio alle comunità da lui fondate in quelle terre.
''Ovviamente - spiega Lupi - l'aspetto cristiano del pellegrinaggio è centrale in questo viaggio. La riflessione si incentrerà sulla capacità di dialogo delle prime comunità cristiane. Poi il fatto che siamo parlamentari ha un significato: lo ha perché faremo una riflessione sulle radici cristiane, e lo ha anche perché la riflessione sul dialogo avverrà in un Paese che ora è a larghissima maggioranza musulmano''.
Partenza il 7 settembre e rientro il 12. Anche in questa occasione, così come avvenne l'anno scorso in Palestina, il gruppo di deputati e dei loro familiari non si limiterà a visitare i luoghi legati alle primitive comunità cristiane, ma incontrerà anche quelle attuali, ormai ridotte a poche migliaia di fedeli. Lupi sta lavorando anche a un incontro col il Patriarcato Ortodosso di Istanbul.
L'anno scorso al primo pellegrinaggio aderirono una cinquantina di deputati aderenti a vari gruppi dei due Poli, da An (Alfredo Mantovano, Teodoro Buontempo, Riccardo Migliori) al Ds Giuseppe Rossiello. (Ansa)
29.06.2005

MAI AL DI SOTTO DEL 10%

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si è detto contrario all'abbassamento della soglia di sbarramento fissata quando si deve andare a votare. La richiesta avanzata da alcuni partiti.

Il_premier_turco_ErdoganIl premier turco Recep Tayyip Erdogan si è detto contrario all'abbassamento della soglia di sbarramento del 10% dei voti per i partiti che vogliano entrare in Parlamento.
''Non pensiamo ad abbassare quella soglia che si è dimostrata utile a garantire stabilità politica alla Turchia'', ha dichiarato Erdogan parlando davanti all'Accademia politica provinciale di Ankara.
Grazie a quella elevata soglia il partito di radici islamiche Akp, di cui Erdogan è presidente, alle elezioni del novembre 2002 ha potuto ottenere con meno del 35% dei voti i due terzi dei seggi in Parlamento, perché quella soglia non ha consentito a diversi partiti di accedere alla rappresentanza parlamentare.
L'altro terzo dei seggi è stato assegnato in massima parte al partito Chp (socialdemocratico laico), salvo pochi seggi assegnati a candidati indipendenti. (Ansa)
29.06.2005

 

ABOLIREMO LA PROIBIZIONE DEL VELO ISLAMICO

Su questo punto il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, è stato categorico.

Il premier turco Tayyip Erdogan si è impegnato ad abolire il divieto di portare il foulard islamico negli edifici di stato e nelle università, parlando davanti al gruppo parlamentare del suo partito, l'Akp di forti radici islamiche.
''Risolveremo questa ed altre questioni rispettando la volontà popolare ed evitando di provocare tensioni'', ha detto Erdogan.
Il foulard islamico (turban) è considerato dai laici e dai ''kemalisti'' turchi un ''simbolo antilaico'' e la sua proibizione (statuita da sentenze della Corte costituzionale) come un baluardo della laicità dello stato. (Ansa)
29.06.2005

 

IL PREMIER CONTRO LO YOK

L'Alto Consiglio per l'Educazione turco aveva nei giorni scorsi respinto una proposta avanzata dagli islamici e dal Governo mirante a parificare i coefficienti di cui si avvalgono gli studenti usciti dalle scuole superiori. Per Erdogan una "discriminazione".

Il premier turco Tayyip Erdogan ha definito ''una discriminazione'' la conferma decisa nei giorni scorsi dall' Alto Consiglio per l'Educazione (Yok) di un minore coefficiente per i diplomati delle scuole superiori per imam- predicatori (imam hatip) nell'accesso alle facoltà diverse da quelle di teologia.
''Lo Yok ha confermato una discriminazione che blocca lo sviluppo degli studenti turchi e causa il fallimento delle Università turche'' ,ha detto Erdogan.
La scorsa settimana lo Yok aveva respinto una proposta avanzata dagli ambienti islamici turchi e dal Governo mirante a parificare i coefficienti di cui si avvalgono gli studenti usciti dalle scuole superiori (licei o scuole professionali) che variano a seconda della congruità degli studi superiori rispetto alla facoltà a cui aspirano iscriversi. Attualmente gli studenti delle scuole per imam predicatori godono del massimo coefficiente solo quando aspirino ad iscriversi alla facoltà di teologia.
I coefficienti vengono stabiliti in autonomia dallo ''Yok''.La stampa più vicina agli ambienti islamici (<Zaman>, <Yeni Shafak> e <Birgun>) ha aspramente criticato la decisione dello Yok ed ha chiesto che il Parlamento sciolga lo Yok, che è espressione del mondo accademico e scientifico turco, tradizionalmente espressione degli ambienti laici turchi che accusano il Governo di volere, attraverso accessi massicci di imam alle facoltà giuridiche e scientifiche, creare un ceto dirigente più legato all'islam che ai principi costituzionali della Turchia secolare. (Ansa)
29.06.2005

 

PROFESSIONALITA' ED IMPEGNO DEI SOLDATI TURCHI

I complimenti del gen. Giuseppe Santangelo coordinatore dell'area occidentale dell'Afghanistan. Esercitazione congiunta con i militari italiani e spagnoli.

Aeroporto_di_Herat_in_AfghanistanAlla presenza del generale Giuseppe Santrangelo, coordinatore dell'area occidentale dell'Afghanistan, si è conclusa l'esercitazione congiunta condotta dai militari italiani, spagnoli e turchi presso l'aeroporto di Herat in Afghanistan. Partiti da Kabul con un aereo militare C130, i militari turchi appartenenti alla Compagnia di pronto impiego (Quick Reaction Force) sono giunti a Herat la mattina del 19 Giugno. I turchi, dopo aver partecipato ad alcuni briefing relativi all'inquadramento operativo della provincia di Herat, hanno effettuato per le strade della città una pattuglia congiunta con i militari italiani e spagnoli.
Nella notte italiani, spagnoli e turchi hanno continuato le attività svolgendo all'interno dell'aeroporto un'esercitazione di controllo di un obiettivo ''sensibile''. I militari turchi della Quick Reaction Force hanno concluso ieri mattina l'esercitazione svolgendo alcune attività pratiche di imbarco e sbarco dall'elicottero <Cougar AS 532>.
Il gen. Santangelo si è complimentato con i colleghi turchi per la professionalità e l'impegno dimostrato in tutte le attività svolte, sempre in piena sinergia con i militari italiani e spagnoli. 
Da circa un mese il Generale di Brigata Santangelo coordina i quattro Prt di Herat, Badghis, Farah e Ghor, rispettivamente a guida italiana, spagnola, americana e lituana e la Forward Support Base, costruita dall'Aeronautica militare italiana presso l'aeroporto di Herat e da alcune settimane a guida spagnola. (Adnkronos)
29.06.2005

 

LA MARCIA DEI 1.500

Protesta dei turchi di Berlino contro il Bundestag per una risoluzione con oggetto l'Armenia ed il presunto genocidio del 1915.

La_protesta_turca_a_BerlinoCirca 1.500 turchi hanno protestato a Berlino contro una risoluzione del Governo federale sul genocidio in passato degli armeni in Turchia. In una risoluzione appoggiata da tutti i gruppi parlamentari, il Bundestag aveva esortato la Turchia a confrontarsi col capitolo delle deportazioni e dei massacri di armeni durante l'impero ottomano 90 anni fa.
Politici in Turchia avevano reagito risentiti all'iniziativa e minacciato conseguenze sulle relazioni turco-tedesche.
I dimostranti hanno chiesto  una verifica della risoluzione: è inaccettabile che la mozione comprometta l'adesione della Turchia all'UE, ha detto un portavoce della comunità turca.
In tutto vivono in Germania 2.2 milioni di turchi di cui circa 200.000 a Berlino. Il Governo rosso-verde del cancelliere Gerhard Schroeder è uno dei più accesi sostenitori a Bruxelles
dell'adesione della Turchia all'UE. L'opposizione cristiano democratica, data nei sondaggi vincitrice in caso di elezioni a anticipate a settembre, è invece contraria a una piena adesione e preferisce il modello di una "cooperazione privilegiata" con Ankara. (Ansa)

29.06.2005

 

SORRISI E STRETTE DI MANO

Incontro tra i ministri degli Esteri turco e vietnamita, rispettivamente Abdullah Gul e Nguyen Dy Nien. Possibilità di accordi economici e politici bilaterali. 

Il_ministro_turco_Abdullah_Gul_ed_il_collega_vietnamita_Nguyen_Dy_NienForeign Minister Abdullah Gul stated late  that Turkey and Vietnam had agreed to support each other for their United Nations Security Council temporary membership bids.
Gul made the remarks at a press conference following his meeting with Vietnamese Foreign Minister Nguyen Dy Nien, and an inter-delegation meeting. The two foreign ministers also signed an agreement concerning the establishment of a political consultation mechanism between the two states during their meeting.
At the press conference, Gul stated that both Turkey and Vietnam are temporary candidates for UN Security Council membership, and said that they had agreed to support each other in their bids.
Gul also said that they had discussed possible ways of developing bilateral economic and political relations between the two countries.
The visiting Foreign Minister Nien, for his part, said, "There are many areas in which we can increase cooperation and further cement relations between Turkey and Vietnam," adding that, "Our economic and trade relationship lags far behind our political relations, and we need to work hard to improve those relations."
Gul: CHP to state views when Ankara Protocol reaches Parliament
Meanwhile, Gul said during a press conference that the Ankara Protocol that extends the Customs Union agreement to the 10 new members of the European Union, including the Greek Cypriot administration, will reach the Parliament floor after Turkey's signature, and the main opposition Republican People's Party (CHP) could state its view at that stage.
When asked about the CHP's claim that signing the protocol is against Turkey's national interests, Gul said, "The protocol will reach the Parliament floor anyway, and Parliament will approve it. The CHP should then could state its view."
Nien opens embassy in Ankara

Vietnamese Foreign Minister Nien yesterday opened Vietnam's Embassy in Ankara.
Although Turkey and Vietnam established relations in 1978, and Turkey opened an embassy in Hanoi in 1997, Vietnam hadn't opened an embassy in Ankara until yesterday.
Following the embassy's opening ceremony, the visiting foreign minister also met with Parliament Speaker
29.06.2005

 

LA CONDANNA

Ergastolo per Metin Kaplan detto il "Califfo di Colonia". Gli è stato inferto da un tribunale turco per alto tradimento, terrorismo e sovversione armata dell'ordine repubblicano laico.

Metin_KaplanPer anni era stato considerato in Turchia l'emblema della protezione di cui godrebbero in Europa i terroristi turchi, fondamentalisti o no: Metin Kaplan, detto il ''Califfo di Colonia'', condannato la scorsa notte all'ergastolo dalla Corte d'assise di Istanbul per alto tradimento, terrorismo e sovversione armata dell'ordine repubblicano laico. Kaplan era stato estradato dalla Germania in Turchia nell' ottobre del 2004, dopo una battaglia legale durata sei anni, mentre Ankara ne aveva richiesto la consegna sin dal 1998, quando la polizia turca aveva sventato un suo piano per fare cadere un aereo pieno di esplosivo (una sorta di anticipazione 
dell' 11 settembre newyorchese) sul sacro Mausoleo di Ataturk proprio durante i festeggiamenti del 75/mo anniversario della fondazione della Repubblica. 
La motivazione tedesca per negare l'estradizione di Kaplan era, infatti, sembrata ai turchi offensiva: la possibilità (Kaplan diceva ''la certezza'') che egli sarebbe stato torturato e che non gli sarebbe stato garantito un processo giusto. E ciò nonostante che un tribunale tedesco lo avesse condannato ad una pesante pena (di cui 4 anni scontati in carcere, dal 1999 al 2003) per avere ordinato l'uccisione di un suo rivale che osava contendergli il diritto di succedere al padre Cemalettin (detto in Turchia ''la voce oscura'' per il suo fondamentalismo) alla testa dell'organizzazione ''Stato del Califfato'', una ricca associazione (finanziata, secondo la polizia tedesca, da vari ambienti dell'islamismo radicale, turco e no) divisasi poi in tre tronconi per l'avvento del controverso Metin.
Per tutto questo, la decisione tedesca di concedere l' estradizione era stata salutata il 12 ottobre 2004 come un riconoscimento dei progressi fatti dalla Turchia sulla via dell'Unione europea nell'eliminare la tortura dalle pratiche poliziesche e le deficienze dal suo sistema giudiziario.
Il processo pubblico a cui il ''Califfo'' è stato sottoposto, con 14 capi d'accusa, tra cui l'alto tradimento per avere cercato di sovvertire con la forza l'ordine statale secolarista in Turchia e l'istigazione alla violenza ed all'odio religioso era stato considerato un test della maturità europea del sistema giudiziario e poliziesco europeo.
La sua difesa al processo è stata impostata rigettando le accuse specifiche e le mire terroriste, senza rinnegare la sua volontà di instaurare in Turchia uno Stato islamico al posto della Repubblica secolare. 
Sin dal primo giorno, Kaplan, vestito alla foggia islamica e con la barbetta ''alla profeta'', potè declamare versetti del Corano e lanciare proclami fondamentalisti: ''Sono sotto processo solo perché musulmano. Se il profeta Maometto tornasse in Turchia sarebbe condannato. Rifiuto il regime kemalista'' , gridò dal suo scanno di imputato.
'' Voglio raccogliere i musulmani attorno al Corano e istaurare un regime islamico in Turchia, il migliore sistema del mondo'', ha affermato anche nella sua difesa conclusiva. 
''Io voglio una Turchia, in cui il Corano sia la Costituzione, la Sharia sia la legge e l'Islam sia lo Stato. Ma per questo voi non avete alcun diritto di definirmi terrorista'', aveva concluso.Ma la Corte d'Assise di Istanbul lo ha condannato al carcere a vita per gli addebiti specifici di cui era accusato, e, rilevando in Kaplan una ''mancanza di ravvedimento'', ha aggravato l'ergastolo con una clausola di irriducibilità, sotto qualsiasi titolo, della pena.
Gli avvocati di Kaplan hanno annunciato che ricorreranno in appello ed hanno protestato per una sentenza - a loro giudizio - ''preordinata'' che non avrebbe tenuto conto delle argomentazioni della difesa. Ma sono stati, finora, gli unici a contestare la regolarità del processo, che è stato seguito con interesse da vari osservatori europei e, con diverse motivazioni, da quelli dell'islam fondamentalista turco e no. (Lucio Leante/Ansa)
29.06.2005

 

UCCISI 17 RIBELLI

Facevano parte del movimento denominato Partito comunista maoista (Mkp). Scontri con le forze di polizia turche nel sud-est anatolico.

Diciassette ribelli maoisti adepti di un movimento clandestino denominato Partito comunista maoista (Mkp) sono rimasti uccisi in due giorni di scontri con l'esercito turco nell'est del paese. Lo hanno riferito oggi le autorità precisando che si tratta dei combattimenti più 
violenti di questi ultimi anni.
Gli scontri sono avvenuti in una vallata della regione montana di Tunceli, feudo di militanti curdi e di movimenti di estrema sinistra. Lo riferisce un comunicato del governatorato di Tunceli aggiungendo che nella zona sono in corso operazioni appoggiate da elicotteri. Il Partito comunista maoista vuole il rovesciamento del governo di Ankara e la creazione di un regime comunista in Turchia. 
In altri scontri avvenuti a Van, al confine con l'Iran, soldati turchi hanno ucciso due ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, separatista). Lo riferisce l'agenzia di stampa semi-ufficiale <Anadolu>, citando i responsabili locali.
Il Pkk ha condotto dal 1984 al 1999 una lotta armata per la creazione di uno Stato curdo indipendente nel sudest dell'Anatolia che ha provocato 37.000 morti. I combattimenti, dopo la tregua unilaterale decretata dal 1999, sono ripresi nel giugno 2004 perdendo d'intensità. 
Tuttavia da qualche mese si assiste a una recrudescenza della ribellione. (Ansa-Afp)
29.06.2005 

 

.....ED ALTRI CINQUE DEL PKK

E' avvenuto nella provincia  di Bingol. La notizia data dal Governatore.

Cinque militanti dell' organizzazione separatista armata curda Pkk sono stati uccisi nel corso di combattimenti con le forze dell'ordine nella provincia di Bingol (Turchia orientale). Lo ha reso noto il governatore della provincia riportato dall'Agenzia turca <Anadolu> precisando che lo scontro armato è avvenuto nei pressi del villaggio di Karliova.
In Turchia orientale è in corso negli ultimi mesi una ripresa delle attività armate del Pkk alle quali le forze dell'ordine stanno reagendo con una vasta operazione di polizia.
Nel corso dell'ultimo mese sono stati circa 60 i morti tra militari turchi e militanti del Pkk. (Ansa)
29.06.2005

 

FOLLA DISPERSA, UN MORTO

Incidenti nella provincia di Van. La polizia spara e colpisce a morte un manifestante. Feriti due giornalisti.

Un manifestante è stato ucciso e due giornalisti sono stati feriti  nell'est della Turchia allorché gendarmi hanno sparato dei colpi per disperdere la folla che denunciava l'inumazione da parte delle autorità di due ribelli curdi senza il permesso delle loro famiglie. Lo ha reso noto l'agenzia <Anatolia>.
Quasi 250 manifestanti si erano radunati presso una casa colonica a Bostanici, nella provincia di Van, per protestare contro la mancata restituzione ai familiari e l'inumazione senza autorizzazione dei cadaveri di due membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk, separatista), uccisi lo scorso sabato nel corso di combattimenti con l'esercito in una località confinante, ha precisato l'agenzia.
I manifestanti hanno lanciato pietre verso i gendarmi, che hanno replicato sparando alcuni colpi e provocando la morte di un manifestante di 19 anni e il ferimento di due giornalisti. L'accesso al casale è stato interdetto dalle autorità nel timore di ulteriori incidenti, ha aggiunto l'agenzia.
Il Pkk ha condotto una lotta armata dal 1984 al 1999 per uno stato curdo indipendente nel sud-est dell'Anatolia, che provocò 37.000 morti. I combattimenti, interrotti per una tregua unilaterale decretata dal PKK nel 1999, sono ripresi nel giugno dello scorso anno, ma senza la passata intensità. L'episodio odierno rappresenta la maggiore recrudescenza di violenza da diversi mesi. (Ansa-Afp)
29.06.2005

 

TRE MILITARI UCCISI DALLE MINE

Sei i feriti. Gli attentati - dietro ai quali c'è il Pkk - avvenuti nei pressi di Agri e di Shirnak nel sud-est anatolico.

Due militari turchi sono rimasti uccisi ed altri sei gravemente feriti al passaggio del loro veicolo su una mina, probabilmente depositata da militanti dell'organizzazione separatista armata curda Pkk, nei pressi di Agri (Turchia orientale). Lo ha reso noto - attraverso l'agenzia turca <Anadolu> - il governatore di Agri, Yusuf Yavascan.
Il giorno prima un altro militare turco era rimasto ucciso per una mina del Pkk a Shirnak.
Negli ultimi mesi è in corso una ripresa delle attività armate del Pkk in Turchia orientale e sono in corso operazioni militari antiterroristiche da parte delle forze di sicurezza turche.
Nell'ultimo mese sono rimasti uccisi oltre 50 uomini tra militanti del Pkk e gendarmi turchi. (Ansa)
29.06.2005

 

IL PROCESSO AL DHKP-C

Nel dibattimento in Corte di Assise a Perugia contri i presunti appartenenti ad un gruppo terrorista turco, Avni Er e la sua compagna Zeynep Kilic, il primo testimone: un ufficiale del Ros. In aula i video di due kamikaze.

E' un ufficiale dei carabinieri del Ros il primo testimone comparso davanti alla Corte 
d'Assise di Perugia per il processo a tre turchi (uno dei quali latitante) rinviati a giudizio in relazione all'attività del Dhkp-C, associazione operante in Turchia e in altri Paesi con finalità - secondo l'accusa - di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico.
In aula anche venerdì scorso Avni Er e la sua compagna Zeynep Kilic. I due, insieme al connazionale latitante, devono rispondere, di avere assicurato il contatto tra le diverse cellule o unità operative del Dhkp-C (sigla inserita nella cosiddetta 'lista nera' dei gruppi terroristici internazionali compilata dagli Usa dopo l'11 settembre) tramite comunicazioni telefoniche e telematiche, nonché di avere fornito alle strutture della stessa organizzazioni operanti in Turchia, Belgio, Germania e Paesi Bassi notizie utili all' approvvigionamento di armi, all'utilizzazione dei mezzi di comunicazione, alla criptazione e decriptazione di messaggi. Sono poi accusati di avere fornito a tali strutture notizie utili al proselitismo e al riconoscimento di individui già associati. Er e la Kilic avrebbero inoltre curato - ritiene ancora la procura di Perugia - la diffusione e l'esaltazione presso i mass media europei, e quindi di tutto il mondo, delle notizie degli atti di violenza compiuti in Turchia dal Dhkp-C.
L'ufficiale del Ros ha cominciato quindi a illustrare ai giudici lo svolgimento dell'indagine e i suoi contenuti.
Frattanto due video che riportano le immagini della preparazione di due Kamikaze, un uomo ed una donna, morti in attentati in Turchia rivendicati dalla cellula del Dhkp-C, sono stati proiettati nell'aula della Corte. In un filmato, una donna dall'apparente età di 25-26 anni vestita con la divisa militare appare in piedi davanti alla telecamera. La donna inizia a fare il suo proclama in lingua turca con una bandiera di color rosso con una stella gialla. Seduta sopra ad un tavolo coperto da una stoffa rossa indossa la cinta imbottita di esplosivo e si assicura di fissarla bene legandola stretta e fissandola con del nastro adesivo.
I difensori degli imputati hanno sempre sostenuto l'estraneità dei loro assistiti ai reati di terrorismo e che quelli attinenti ad azioni eversive compiute all'estero non sono punibili in Italia. 
La prossima udienza è stata fissata a lunedì 18 luglio.(Ansa)
29.06.2005

 

RAPITO IN IRAK UN ALTRO TURCO

Si tratta di un lavoratore. In cambio della sua liberazione si chiede che Ankara smetta di sostenere gli americani.

Militanti iracheni hanno rapito un lavoratore turco e in cambio della sua libertà chiedono che Ankara smetta di sostenere le forze statunitensi nel Paese. La televisione araba <Al-Jazira> ha mostrato un video senza sonoro nel quale l'uomo appare mentre è seduto in una stanza vuota. Non viene fatta menzione di alcuna specifica minaccia nei confronti dell'ostaggio, che secondo i rapitori lavora con le forze statunitensi in Irak.
Il filmato, realizzato da un gruppo sconosciuto, mostra anche il passaporto dell'uomo. Non è stato possibile verificarne l'autenticità immediatamente.
<Al-Jazira> ha detto che che il gruppo ''ha dato al Governo turco tre giorni (già scaduti, ndr) per far cessare il supporto alle forze di occupazione in Irak e per dichiarare l'arresto dell'occupazione del Paese''.
I ribelli hanno frequentemente preso in ostaggio lavoratori stranieri in Iraq, la maggior parte dei quali sono stati liberati dopo negoziati o con il pagamento di un riscatto, mentre alcuni sono stati uccisi.
Il 7 giugno la televisione di Dubai mostrò un video con un uomo d'affari turco rapito, identificato come Ali Abdullah, il quale diceva che un gruppo denominato Brigate di Ali bin Abi Talib minacciava di ucciderlo con due dei suoi colleghi se la Turchia non avesse posto fine al sostegno delle forze statunitensi in Irak. (Ansa-Reuters).

29.06.2005

 

ORA ANCHE AD USO CIVILE

Si tratta degli ospedali militari ad eccezione del <Gulhane Military Academy of Medicine>. La condizione è che dovranno esserci letti liberi.

Ospedale_militare_turcoMilitary Hospitals, with the exception of Gulhane Military Academy of Medicine and of the General Gendarmerie Headquarters, will be allowed to admit civilian patients on the condition that there is a vacant bed.
The Turkish General Staff will be the party responsible for determining the rate of civilian patients to be admitted each year. According to the related law that came into force following its official publication in yesterday's Turkish Official Gazette, military hospitals, those other than Gulhane Military Academy of Medicine and the General Gendarmerie Headquarters, will admit civilian patients under the condition that there be a vacant bed and that the number of admitted civilian patients does not exceed 10 percent of the total number of current beds.
Check-ups and treatment of parents, brothers and sisters, as well as adopted children of retired military officers, military civil servants, non-comissioned officers, and professional gendarmerie soldiers will be conducted in military health institutions. (Cihan News Agency/Zaman)
29.06.2005

IL PASSAGGIO IN PIU'

Ne è stato aperto uno nuovo alla frontiera tra Bulgaria e Turchia. Alla cerimonia presenti i premier dei due Paesi, Simeon Sakskoburggotski e Recep Tayyip Erdogan.

Aperto_un_nuovo_ingresso_tra_Bulgaria_e_TurchiaBoth sides of the Hamzabeyli-Lesova border gate between Turkey and Bulgaria were opened concurrently on Sunday, by the two countries' prime ministers, Recep Tayyip Erdogan and Simeon Sakskoburggotski.
Erdogan said that the new gate would not only facilitate the passage of goods, but also friendship, cooperation and investment between the two countries, during a speech at the opening ceremony in Edirne.
Erdogan added that the Derekoy-Malko Turnovo border gate, which is currently used only by passenger vehicles and sees little traffic, would be opened to the truck traffic soon, but did not give an exact date.
Underlining the important role played by the Turkish minority in Bulgaria for the improvement of relations between Ankara and Sofia, Erdogan said: "The presence of the Turkish minority in Bulgaria is a bridge of cooperation and friendship between our two countries."
Erdogan also expressed his best wishes for Bulgaria in its European Union membership process. "We hope that Bulgaria will be a full member of the Union at the scheduled date of 2007," Erdogan said.
Bulgarian Prime Minister Sakskoburggotski, for his part, said that the new gate would contribute to strengthening bilateral relations between Turkey and Bulgaria. Underlining that the gate was being opened at a time that both Bulgaria and Turkey are gravitating towards Europe, Sakskoburggotski explained that the value of goods exchanged between two countries reached nearly $1.86 billion in 2004.
He added that the new gate would also contribute to the economic development of the people living in the border areas of the two countries. "With my Turkish counterpart, we also decided to open new border gates," said the Bulgarian prime minister. "I believe in the importance of good neighborly relations." (Ap/The New Anatolian)
29.06.2005

 

ELICOTTERI: E' SUB JIUDICE L'ACQUISTO

Si tratta della classe <Seahawh> della statunitense <Sikorsky>. Tutto dipende da un prestito che dovrebbe concedere la <Ex-Im Bank> e che risalirebbe ad accordi presi durante la prima guerra del golfo. Un esito che non è poi proprio tanto scontato.

Elicottero della_Sikosky_Aircraft_CorpTurkey and U.S. helicopter manufacturer Sikorsky Aircraft Corp. have signed a memorandum of understanding for the sale of a batch of 12 Seahawk naval helicopters, but key details such as price and financing were missing in the document, pending reactivation of a long-dormant U.S. Ex-Im Bank loan.
In theory, the loan program, dating back to the Persian Gulf war of 1991, allows Turkey to have access to $324 million in financing, but the financing facility must go through a painful process if it is to be reactivated.
Following major efforts the remaining part of the loan was extended twice in 2001 and 2003 despite opposition from two leading U.S. Democratic senators, Joe Biden from Rhode Island and Paul Sarbanes from Maryland, who argued that the bank's loans were not meant for backing military contracts.
The remaining $324 million loan is there for use by Turkey to support the latest Seahawk deal, but this time there is another problem: Under current provisions, the loan must be fully utilized by Turkey by 2008, and the money must be repaid by 2011.
But this scheme does not fit into Sikorsky's planned schedule of deliveries. According to the memorandum of understanding, the U.S. company is scheduled to deliver only the first S-70B in 2008 when the Ex-Im Bank loan should expire. Also, full repayment of the loan in only three years is not commercially favorable.
For that reason Ankara seeks another extension of the loan, which requires fresh congressional approval, but some U.S. officials voice doubt over the plan's feasibility.
In contrast, some analysts suggest that this time there is a concrete sale agreement between Turkey and Sikorsky and that this could help persuade Congress. (Tdn Defense Desk/Turkish Daily News)
29.06.2005
 

 

INTERESSE PER IL PORTO DI BRINDISI

La Turchia interessata ad una propria presenza in questo scalo marittimo pugliese in modo da poterlo poi utilizzare quale approdo privilegiato per i suoi commerci con l'Italia e l'Europa. Lo ha annunciato l'assessore regionale  al Mediterraneo, Silvia Godelli. Sarebbe già pronto un consorzio.

il_porto_di_BrindisiLa Turchia è interessata ad avere una propria presenza a Brindisi, in particolare è interessata al porto brindisino, in modo da utilizzarlo quale approdo privilegiato per i suoi commerci con l'Italia e l'Europa. Lo ha detto l'assessore regionale pugliese al Mediterraneo, Silvia Godelli, intervenendo a Brindisi al convegno sul tema 'Mediterraneo: dalla dichiarazione di Barcellona alla politica di prossimità".
Secondo Godelli, un consorzio turco, che registra la stretta collaborazione tra il Governo e la Confindustria di quel Paese, starebbe puntando su Brindisi. Lo scopo sarebbe quello di avere un porto che garantisca approdi per gli scambi privilegiati con la Turchia con merci da destinare all'Italia e ai mercati dell'Europa.
Intervenendo poi nel merito del convegno, Godelli ha rilevato che ''nell'applicazione del trattato di Barcellona, dall'entrata in vigore della zona del libero scambio, la Regione Puglia troverà riflessi non tutti favorevoli e positivi. E' possibile ipotizzare, ad esempio, effetti negativi sul settore primario, cioè la nostra agricoltura''. ''Noi pugliesi - si è chiesto - vogliamo subire gli eventi o vogliamo essere soggetti attivi, promotori e protagonisti delle novità?''.
Per cogliere questa sfida globale - ha detto Godelli - è necessario attrezzarsi nel modo migliore: ''Ad esempio trasformando alcune vocazioni di questa regione in direzione della logistica, dell'attrezzamento tecnologico, della produttività dell'industria, dell'interscambio nei sistemi dei trasporti. In questo scenario Brindisi si candida ad avere un ruolo primario nella diversa realtà della logistica''.
''Sappiamo - ha aggiunto - di avere di fronte delle sfide improbe che rischiano di provocare penalizzazioni per tutte le parti deboli del mondo e quindi per il Sud, soprattutto i Paesi dell'Africa. Con la politica, con intelligenza, con attente costruzioni strategiche, richiamando a risorse tutte le energie che abbiamo sul nostro territorio, possiamo tentare non solo di non farci travolgere da questa sfida ma soprattutto di invertire la tendenza''. (Ansa)
29.06.2005

AFFIDATA AD UNO STUDIO TECNICO TURCO
LA PROGETTAZIONE DEL PORTO DI NAVENE

"Ad Ankara - ha dichiarato Marco Carletto, consigliere della società che gestisce la nuova marina - opera un centro di ricerca specializzato nella costruzione di scali che è tra i migliori del mondo. Quei tecnici sono in grado di simulare anche condizioni meterologiche estreme con modellini in scala e poi di constatarne le conseguenze".

La_costa_di_NaveneDurante le ultime burrasche alcune imbarcazioni ormeggiate a Navene hanno subito danni. "Nulla di grave", assicura Marco Carletto consigliere della società che gestisce la nuova marina di Navene costituita al 51 per cento dal Comune di Malcesine e al 49 per cento dalla Fraglia vela Malcesine. "Questi fatti comunque ci spronano ancor più a puntare sulla qualità e sulla funzionalità del porto".
Per scongiurare pericoli e assicurare un futuro sicuro e prospero alla nuova marina di Navene è stata affidata la supervisione della progettazione e della costruzione del nuovo porto a uno studio tecnico turco. "Il nostro scopo è quello di mettere in funzione una struttura portuale d'eccellenza", spiega Carletto, "per questo abbiamo voluto tutelarci già in fase contrattuale con la ditta che ha in appalto i lavori. Ad Ankara in Turchia opera un centro di ricerca specializzato nella costruzione di porti che è tra i migliori al mondo". "Quei tecnici", prosegue Carletto, "sono in grado di simulare anche condizioni metereologiche estreme con modellini in scala e poi di constatarne le conseguenze. Ciò ci ha permesso anche di verificare che alcuni parametri nella prima fase di costruzione del nuovo porto non erano stati rispettati e quindi siamo intervenuti apportando le necessarie migliorie. A chi acquista i posti barca vogliamo offrire tutte le garanzie possibili. Non possiamo permetterci di sbagliare, anche perché stiamo operando in regime di project financing il che presuppone che buona parte delle risorse finanziarie si reperiscano sul mercato, ovvero vendendo i posti barca".
La procedura di costruzione prevede in ogni fase uno studio di fattibilità, cui segue una verifica simulata in vasca. E solo se in seguito alle relative verifiche il risultato è positivo si concretizzano i lavori. "Abbiamo avuto qualche problema nell'ancoraggio dei pontoni galleggianti del pennello nord perché quando sono stati effettuati il livello dell'acqua del lago era troppo bassa", spiega Luigi Bresaola consigliere della società di gestione della nuovo porto di Navene per conto dell'Amministrazione comunale. "Nella bocca di porto sud invece si è dovuto procedere alla modifica del profilo del pennello", continua Bresaola. "Ora però la situazione è stata normalizzata e i lavori stanno procedendo secondo quanto previsto dal capitolato. Il nuovo porto per il Comune di Malcesine è un'importante risorsa che qualificherà ancor più l'offerta turistica. Non solo. Svolgerà anche un importante ruolo a servizio della nostra comunità. Gli spazi in cui sarà collocata la nuova sede della Fraglia vela sono polivalenti e si presteranno ad usi diversi".
"Tra qualche giorno si inizieranno a montare i supporti lamellari che sosteranno la copertura dell'edificio centrale", dice Gianni Testa presidente della Fraglia vela Malcesine. "Intanto è terminata la costruzione dei garage e sta proseguendo a pieno ritmo quella del porto. Il nostro primo test lo avremo tra qualche settimana, dal 3 al 10 luglio, quando ospiteremo il Campionato del mondo H Boat. La vendita dei posti barca, che complessivamente sono 180, sta andando piuttosto bene. Sono andati a ruba quelli che abbiamo offerto ai soci sostenitori con la formula dieci anni più due, 35 in tutto. Complessivamente ne sono stati assegnati sinora 110. Entro l'autunno contiamo di completare l'opera".
Il progetto della nuova sede della Fraglia, intitolata a Simone Lombardi, prevede che sarà collocata sotto una verdeggiante e sinuosa collina a ridosso del lago. La superficie coperta è di 1.147 metri quadrati, la volumetria complessiva di 2.671 metri cubi e l'altezza massima della costruzione è di 4 metri e mezzo. I materiali utilizzati sono legno, pietra e vetro. Sotto la collina erbosa, che sarà sostenuta da architravi in legno, troveranno posto gli spogliatoi e i servizi (maschili e femminili), i locali per i comitati di regata, gli uffici, l'abitazione del custode, la sale riunioni e quella polifunzionale, il bar e il ristorante, una grande hall vetrata con vista a lago, la sede delle altre associazioni sportive, la sala stampa, oltre ai magazzini e ad altri locali di servizio. Completeranno le dotazioni una gru e tre scivoli per l'alaggio delle imbarcazioni, due grandi piazzali per tenere in secca le barche. I parcheggi per gli autoveicoli sono a due piani (1.844 metri quadrati la superficie coperta). È prevista anche la costruzione di un passaggio pedonale lungo la linea di costa e la piantumazione su tutta la superficie del lotto (oltre 11mila metri quadrati) di cipressi, lecci ed uluvi. (Luca Belligoni/L'Arena)
29.06.2005

LA MISSIONE DI <FEDERALIMENTARE>

Giunta ad Ankara nei giorni scorsi, era guidata dal suo vice-presidente Annibale Pancrazio e dal suo direttore generale Daniele Rossi. I numerosi incontri.

FederalimentareE' giunta in Turchia nei giorni scorsi una missione di Federalimentare guidata dal vice presidente  e coordinatore della Task Force Turchia, Annibale Pancrazio, nonché dal direttore generale Daniele Rossi, per incontri ad Ankara ed Istanbul organizzati con l'assistenza dell'ambasciata d'Italia in Turchia e dell'Ufficio Ice di Istanbul, con esponenti istituzionali e con operatori del settore agro-alimentare del Paese. Ad Ankara, in particolare, la delegazione ha incontrato il presidente dell'Amministrazione del Gap (Progetto di Sviluppo dell'Anatolia Sud-orientale), il sottosegretario all'Agricoltura ed il sottosegretario alle Dogane, nonché il direttore generale per gli accordi bilaterali del sottosegretariato al Commercio Estero e i competenti funzionari della locale delegazione della Commissione Europea. Gli incontri di Istanbul, organizzati dall'Ice, sono stati incentrati principalmente sulla realtà imprenditoriale turca del settore. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
29.06.2005

 

TRASFORMAZIONE

Secondo quanto affermato dal ministro dell'Economia turco, Ali Babacan, il Paese dal 3 ottobre entrerà in un complesso processo di riforme tale da migliorare gli attuali standard di vita della Popolazione.

Il ministro dell'Economia e neo-nominato negoziatore capo per la Turchia nel processo di adesione all'Unione Europea, Ali Babacan,  ha affermato in una recente conferenza stampa che dal prossimo 3 ottobre, prevista data di avvio dei negoziati, la Turchia entrerà in una fase di totale trasformazione. Il ministro ha aggiunto che tre quarti dei negoziati saranno incentrati sull'economia e che, a conclusione dell'iter, il Paese sarà profondamente trasformato, con una maggiore capacità di attrarre investimenti esteri. Il complesso  processo di riforma del sistema renderà così possibile, nelle aspettative del Governo, elevare gli attuali standard di vita della popolazione e garantire la stabilità politica del Paese. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

IL PRESTITO

La Banca Mondiale ha concesso alla Turchia un credito di 465.5 milioni di dollari restituibili in diciassette anni.

La Banca Mondiale ha recentemente approvato la concessione di un credito pari a $465.5 milioni a favore del programma di privatizzazioni in Turchia.  Il finanziamento sarà utilizzato per l'introduzione di nuove misure a sostegno del completamento del processo di privatizzazione delle aziende pubbliche e sarà ripagato in 17 anni, incluso un periodo di grazia di quattro anni (durante i quali non saranno versate rate ma continueranno a maturare gli interessi). (fonte Amb. d'Italia)
29.06.200
5

 

IL FORUM ECONOMICO

E' stato inaugurato dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan, a Beirut.

Il Primo Ministro Erdogan ha inaugurato a Beirut l'undicesima edizione del Forum Economico dei Paesi arabi. La Turchia è stata invitata a partecipare in qualità di ospite d'onore in quanto considerata un "modello di pace" nonché di sviluppo economico, per via dei progressi compiuti in tale campo. Il Forum Economico, che ha riunito Primi Ministri e ministri, alte personalità del mondo economico e bancario nonché importanti uomini d'affari, è il più importante evento del genere nel mondo arabo. Quest'anno vi hanno preso parte oltre 1200 partecipanti provenienti da 30 Paesi. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

QUASI ULTIMATO IL TUNNEL DI BOLU

E' l'ultimo tratto dell'autostrada Istanbul-Ankara. I lavori sono affidati alla società <Astaldi>.

Secondo fonti della stampa locale, il tunnel di Bolu,  ultimo tratto dell'autostrada Ankara-Istanbul i cui lavori sono condotti dalla società <Astaldi>, si avvia verso il completamento: mancano solo 69 metri di perforazione per terminare il primo dei due passaggi (lungo 2.954) che compongono il tunnel mentre il secondo tunnel, della lunghezza di 2.788 metri, dovrebbe essere ultimato il  prossimo dicembre. A seguito del completamento dei lavori di perforazione inizieranno quelli di segnaletica, areazione e sicurezza. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

COMPLETATA LA 1/MA REVISIONE SULLO STATO
DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA ECONOMICO

E' quella che accompagnerà l'accordo di stand-by concluso in Turchia l'11 maggio scorso dal Fondo Monetario internazionale. Elogiata dal capo del Desk, Lorenzo Giorgianni, l'opera sinora condotta dal Governo. Soddisfatti i criteri del bilancio. Si attende ora che vengano attuate le riforme concordate.

Il Fondo Monetario Internazionale ha completato la prima revisione sullo stato di attuazione del programma economico triennale che accompagnerà l'accordo di stand-by concluso con la Turchia lo scorso 11 maggio. Nella conferenza stampa rilasciata alla fine dei lavori condotti dalla missione in Turchia del Fmi, il capo del Desk Turchia Lorenzo Giorgianni ha elogiato l'opera sinora condotta dal Governo: le performance del bilancio hanno soddisfatto i criteri indicati dal Fondo e altrettanto lusinghieri sono risultati gli indicatori di crescita e il tasso d'inflazione. Quanto al settore sociale e a quello bancario, il Fondo si aspetta che entro la fine di giugno vengano attuate le riforme concordate. Una volta soddisfatte queste ultime condizioni il Consiglio Esecutivo del Fondo, che si riunirà a luglio, dovrebbe esaminare la Lettera d'Intenti supplementare concordata nel corso della missione di revisione ed autorizzare il rilascio della prima tranche del prestito pari a $ 833 milioni. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

AUTO SU

In ripresa il settore dell'export. Dall'inizio dell'anno a metà giugno si è registrato un amento del 41.5 per cento per un totale di 6.1 miliardi di dollari.

Il settore dell'export automobilistico è in ripresa:  dall'inizio dell'anno a metà giugno si è registrato un aumento del 41.5% delle esportazioni, per un totale di $ 6.1 miliardi, con previsioni di ulteriore crescita. I dati, rilasciati dall'Associazione degli esportatori di Bursa, centro industriale automobilistico del Paese per eccellenza, rivelano inoltre che nello stesso periodo dello scorso anno le esportazioni avevano totalizzato  $ 4.3 milardi. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

CLIO, CHE PIACERE!

Dal gennaio prossimo inizierà presso lo stabilimento di Bursa la produzione della serie III.

La joint-venture automobilistica turco-francese <Oyak Renaul>t, ha annunciato che dal gennaio 2006 avvierà la produzione della <Clio> serie III nel proprio stabilimento di Bursa ed inizierà le vendite a partire dal settembre dello stesso anno. Il nuovo investimento, che comprenderà l'introduzione di nuove tecnologie e l'aumento della capacità produttiva dello stabilimento (attualmente 170.000 unità annue che aumenteranno a 250.000) è stato pari a 216 milioni di euro. La <Clio> serie III è la terza autovettura ad essere prodotta nello stabilimento di Bursa dopo la <Clio Symbol> e la <Megane> serie II berlina. Secondo  quanto reso noto dalla dirigenza della joint-venture, l'80% della produzione sarà destinata al mercato estero a cominciare dai paesi limitrofi alla Turchia (principalmente Europa e Africa).  (fonte Amb.d'Ita)
29.06.2005

 

TUTTO IN ALTO MARE

Non è stato approvata la vendita del 20% delle azioni possedute dal gruppo <Dogan Yayin> in "Dogan TV's" alla <Deutsche Bank>.

Il Consiglio Supremo per la Radio e la Televisione non ha approvato la vendita del 20% delle azioni possedute dal gruppo <Doğan Yayın> in "Doğan TV's",  la principale azienda radiotelevisiva del Paese, alla <Deutsche Bank>. Secondo quanto reso noto dal Gruppo <Doğan>, il Consiglio Supremo avrebbe decretato che la transazione contravveniva ad alcuni articoli della legge sulle emittenti radiotelevisive.  (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

LA CANDIDATURA

La <Petrol Ofisi l'ha presentata nella pre-qualificazione della gara per la privatizzazione delle raffinerie <Tupras>.

La più grande catena di stazioni di benzina  della Turchia, la <Petrol Ofisi>, ha annunciato ufficialmente di aver presentato la propria candidatura nella pre-qualificazione per la gara per la privatizzazione in blocco del 51% delle raffinerie di Stato <Tupras>. Con la <Petrol Ofisi> salgono quindi a 12 le società che partecipano alla gara di pre-qualificazione; la scadenza per la presentazione finale delle offerte scadrà il prossimo 2 settembre. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

 

INDICATORI MACROECONOMICI

PNL 2004: crescita annua del 9.9%
PNL pro capite 2004: US $ 4.172
PIL 2004:
crescita annua  dell'8,9%
PIL pro capite 2004:  US $ 4.187
Inflazione  annua (prezzi al consumo): 8.47% (dato di aprile)
Interscambio con l'Italia nel quadrimestre gennaio-aprile 2005: $4.11 miliardi, con $ 2.33 miliardi di esportazioni italiane verso la Turchia e $ 1.78 miliardi di importazioni dalla Turchia. (fonte Amb. d'Ita)
29.06.2005

MERCEDES: NUOVO INVESTIMENTO PER 150 MLN DI DOLLARI

La casa di Stoccarda ha recentemente avviato una linea di produzione di autobus nel suo stabilimento di Hosdere in Turchia. Dallo stabilimento, che quando è stato aperto produceva 2000 mezzi, ne escono ora quattromila.

Inaugurazione_MercedesPrime Minister Recep Tayyip Erdoğan and Industry Minister Ali Coşkun on Saturday opened an expanded production line for buses at the Mercedes-Benz plant in Istanbul's Hoşdere district.
Coşkun thanked Mercedes-Benz for bringing the latest technology and know-how to the country, saying that the new facility represents a success story for Turkish industry and the ability to create new jobs through exports.
 "Any country can face crises from time to time, but Mercedes kept pushing on the gas," said the minister. "This investment carries the torch of Turkish-German friendship high and shows faith in Turkey's people and economy."
Since its founding, much of the factory's output has been sold for export, and now 65 percent of the buses go to some 70 countries. The plant, which comprises a paint shop and assembling and finishing units, had an initial production capacity of 2,000 buses a year that was increased to 4,000 buses a year in the final stage of the project.
 "This additional investment in Turkey, now totaling 150 million euros over the past 10 years, illustrates our commitment to the market and to the country," said the chief executive of Mercedes-Benz Türk, Till Becker. "We owe Turkey a great debt for enabling us to be the market leader in our sector."
 "Operating at the highest quality standards in the world, this plant gives meaning to the label Made by Mercedes-Benz," said the head of DaimlerChrysler's bus division, Wolfgang Diez, who also attended the ceremony.
Diez also recalled that the new production line opening comes nearly 10 years to the day after the plant's original opening ceremony on June 10, 1995. "The Hoşdere plant, together with our factories in Mannheim and Neu-Ulm in Germany, is a key component of our global bus production," said Diez. Mercedes-Benz's biggest competitor worldwide in the bus business is Volvo.
Mercedes-Benz is a division of DaimlerChrysler, but Mercedes-Benz Türk is jointly owned by the German automotive giant (55 percent) and several other investors, including Overseas Lending Corporation (15 percent), Mengerler Ticaret T.A.S. (15 percent), Koluman Holding A.S.(15 percent), the Turkish Armed Forces Foundation (5 percent) and Mkek, the munitions holding group of the Turkish Armed Forces (3 percent).
The company produces intercity and municipality buses, medium and heavy-duty trucks and midibuses. The company has been importing Mercedes passenger cars since 1989.
The Hoşdere bus plant, about 40 kilometers from company headquarters, is now the most modern bus production facility in the world, with 115.000 square meters of covered area on a total of 300.000 square meters of land.
Besides its technology and systems selected, the Hoşdere bus plant is a model facility with regard to environmental protection owing to purification plants and other special measures taken.
DaimlerChrysler executive board member for commercial vehicles Andreas Renschler also spoke at the ceremony. "Our 40 years of activity here have borne out our initial assessment of Turkey as a natural bridge to other markets," said Renschler.
Earlier on Saturday Mercedes-Benz Türk agreed on a five-year program with Esslingen University in Germany and Turkey's own Hacettepe University to help train automotive engineering students, starting with 20 students in 2006.
The program will bring top engineering professors from Esslingen to teach courses to Hacettepe students, who will then get hands-on experience at Mercedes headquarters in Askaray. (Turkish Daily News)
29.06.2005

 

OPA PER L'AQUISTO DEL 55% DELLA <TURK TELEKOM>

Consorzio tra la società saudita <Oger Telecom> e <Telecom Italia>. La prima ne sarà il leader mentre la seconda è interessata ad una quota di minoranza.

TurktelekomLa società saudita <Oger Telecom> ha annunciato di avere formato un consorzio con la <Telecom Italia> per lanciare un'offerta per l'acquisto del 55% della <Turk Telecom>, l'operatore telefonico pubblico turco in via di privatizzazione. <Oger Telecom> - afferma una nota della stessa società saudita - sarà il leader del consorzio mentre la società italiana è interessata ad una quota di minoranza. La stessa <Oger> - continua la stessa nota - continuerà nella sua partnership <BT Teleconsult> (divisione di consulenza internazionale del gruppo <British Telecom>) con cui potrebbe crescere la collaborazione tecnica e operativa in caso di successo in Turchia con la <Turk Telecom>.(Ansa)
29.06.2005

 

COME DISFARE E CREARE NUOVE ALLEANZE

Nell'ambito dell'acquisto della <Turk Telekom> (55%), prima la <Koc Holding> era partner del <Sabanci Group>, adesso del <Carlyle Group>.

Turk_TelekomKoc Holding, which first become a partner to the Sabanci Group in the privatization bid for Turk Telecom; however, later withdrew from the partnership due to the Gima sale (chain of supermarkets in Turkey), has now decided to reenter the bid together with the US firm, The Carlyle Group.
The two groups signed a deal of joint entrance in the bid. Koc Holding sent an official statement to the Stock Exchange and noted a management consultancy contract was signed among Sofrecom S.A. and France Telecom S.A. and the said entrepreneur group. According to the contract, if the joint entrepreneur group wins the bid, the company that will be formed will be handed the shares of Turk Telecom. Following this, the French Telecom company, Sofrecom, will provide management consultancy services to the company that will be formed. (Economy News Desk/Zaman)
29.06.2005

 

INTERMEDIAZIONE

La Cina venderà telefoni cellulari in Europa attraverso la Turchia. Accordo tra la <Datand Telecom Tecnology> (Dtt) e la <Digital Network Systems> (Dbs).

One of the leading hardware and software suppliers of China, Datand Telecom Technology (Dtt) is to sell digital mobile phones to Europe via Turkey.
Intelligent telephones sending and receiving images that could be accessed over normal telephone lines, will go on sale for around $100 in July. The DttT Ceo Wei Shaojun who signed the European representative agreement with the Digital Network Systems (Dbs) in Turkey has said Dtt has already chosen Turkey as its European central base. Underlining that their target is not only to sell Chinese goods at a cheaper price, the Dtt Ceo said, "We are not here just to sell products. We give great importance to Turkey for developing products according to the demands of the market and presenting them. We will bring some work and R&D centers to Turkey. We want to enter world markets through Turkey."
On the other side, Dbs Ceo Lutfi Tekin said their company would operate on technological issues along with China. Saying that people will use cordless phones with phone boxes that can be installed in the streets in the near future, Tekin has said that they plan an investment of over a billion dollars with the Dtt. (Bahtiyar Kicuk/Zaman)
29.06.2005

 

DESTINAZIONE OSLO

Nuova rotta per la Turkish Airlines. Si aggiunge a quella per Lisbona.

Ora_la_Thy_ariva_ad_OsloAfter starting to fly to Lisbon last week, the Turkish Airlines (Thy) flys to Oslo from last week, the capital city of Norway.
The Istanbul-Oslo flights each week. Thy, which has also started basing its Izmir, Trabzon, Adana and Antalya flights from Sabiha Gokcen Airport, will begin its Ankara flights there by June 20. In order to meet the increasing demand from passengers from Israel to the Eastern Black Sea Region, the company has started charter flights between Tel Aviv and Trabzon. (Mustafa Gun/Zaman)
29.06.2005

 

L'HILTON DI ISTANBUL IN VENDITA

Il terreno su cui sorge pare infatti che appartenga allo Stato turco. 

Hotel_Hilton_ad_IistanbulThe Privatization Board plans to sell the Istanbul Hilton Hotel that is currently under the ownership of the Retirement Fund administration.
The Board also has plans to sell various real estate properties in Ankara. A $10 million temporary guarantee will be taken from those who plan to participate in Hilton Hotel sale. Bidding for the Hotel and the properties in Ankara will be conducted by accepting offers in sealed envelopes. The offers will be made in cash or with payment plans. (Zaman)
29.06.2005

 

VELENI ITALIANI

Barili con sostanze tossiche aspettano sul fondo del Mar Nero da 17 anni, da quando furono rovesciati nelle acque. Ancora nessun accordo tra la Turchia e l'Italia.

Veleni_e_protestaWhile the removal begins of the toxic substance contained on board Saint Vincent M/V, the ship that sunk into the deep blue waters of the Mediterranean in the Gulf of Iskenderun four years ago, no solution has been yet found for the toxic barrels that washed onto the shores of the Black Sea 17 years ago.
Samsun-Sinop Environment Friendship Association head Hale Ozen said, the toxic waste barrels that are being held in storage are a disgrace to Turkey. On the other side, the Greenpeace Mediterranean Toxic Substances Campaign official Banu Dokmecibasi expressed, the M/V Ulla event was not the only "illegal dangerous toxic trade" being conducted in Turkey, noting that it would also not be the last, as long as real control mechanism were not being implemented.
Turkey first became acquainted to the toxic substances of an Italian ship in 1988 when 367 of 3,000 barrels of toxic waste it was carrying washed up along the Black Sea coastline. Retrieved toxic barrels have been in storage in the townships of Alacam in Samsun and in Soguksu in Sinop awaiting shipment back to Italy. However, talks between Italian and local authorities have failed to yield any results.
The talks between Turkey and Italy on returning the hundreds of barrels stored in Sinop and Samsun to Italy have not reached to a solution.
Turkey is determined to return the barrels to Italy, while Italy expects Turkey to dispose of the toxic barrels. Turkish Environment and Forest Minister Osman Pepe confirmed that no compromise would be made on the issue.
Non-governmental organizations continue to voice their reactions conducting various protests since day one. A recent demonstration was held in January 2003 when members of Greenpeace had returned two toxic barrels that they had managed to secretly remove from storage and return them to Italy by transporting them on board their protest ship, The Rainbow Warrior. (National News Desk/Zaman)
29.06.2005

 

AD ORHAN PAMUK IL PREMIO PER LA PACE 2005

E' il più prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno dall'Associazione Librai tedeschi. Lo scrittore, che vive ad Istanbul, autore di opere tradotte anche in Italia.

Orhan_PamukE' lo scrittore turco Orhan Pamuk il vincitore del Premio per la Pace 2005, il prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno all'Associazione dei Librai tedeschi. Lo ha annunciato la giuria del premio, che verrà assegnato come tradizione nel prossimo mese di ottobre a Francoforte, in occasione della Buchmesse, la Fiera internazionale del libro.
Orhan Pamuk, 53 anni, vive ad Istanbul ed è autore di romanzi come "Neve" e "la nuova vita" tradotti in numerose lingue, tra cui l'italiano (casa editrice Einaudi). Nei suoi libri, sottolinea la giuria del premio per la pace, Pamuk ha creato un'opera in cui "l'Europa e la Turchia musulmana si incontrano, si ritrovano". Con Orhan Pamuk - ha detto ancora la giuria - onoriamo uno scrittore che segue le tracce storiche dell'occidente nell'Oriente e quelle dell'oriente nell'occidente".
Negli ultimi anni il Premio per la pace era era stato assegnato allo scrittore ungherese Peter Esterhazy e alla scrittrice e saggista americana Susan Sontag. Per il 2005 il premio ammonta a 25. 000 euro, mentre nelle edizioni più recenti era dotato di un assegno di 15 mila euro. (
Adnkronos)
29.06.2005

 

UGUR ULUOCAK RICORDATO A CA' COVILE

Giornalista, fotografo, alpinista e docente universitario era nativo di Istanbul. Se ne è andato poco tempo fa scalando in Kyrgizstan. Una fondazione prende il suo nome.

Ugur_UluocakGrande successo presso Ca' Covile, sull'Appennino modenese, della festa di "fondazione" ufficiale della "Ugur Uluocak Maya Fund". 
La serata ha vissuto vari momenti: musicali, con i musicisti della Prampolini Blues Band e della band sudamericana Oshun; artistici, con la presentazione di opere di alcuni importanti artisti emiliani come Davide Scarabelli ed Erio Carnevali, opere che verranno estratte durante la "lotteria" benefica per la raccolta di fondi; letterari, con la presenza di Erri De Luca, che ha letto alcuni suoi scritti e firmerà i suoi libri.
Una mostra di alcuni pezzi di giovani artisti emergenti e la mostra "Viaggi Solidi" hanno completato l'evento. Oltre, naturalmente, ad abbondanti piatti locali annaffiati da litri di Lambrusco.
ONLUS "UGUR ULUOCAK MAYA FUND"
E' un'associazione Onlus, ufficialmente riconosciuta, nata alla fine del 2004, per ricordare un grande amico, Ugur Uluocak, di Istanbul, docente universitario, giornalista, fotografo ed alpinista. Ugur Uluocak se n'è andato poco tempo fa, scalando in Kyrgizstan, proprio tra le sue amate montagne, lasciando in eredità a chi lo ha conosciuto, oltre ad un amore assoluto per la natura e la montagna, la voglia di fare qualcosa per quelle popolazioni che nelle montagne vivono. Duramente e poveramente, come in Nepal, Tibet, Pakistan o India, ricavando, spesso a stento, il proprio sostentamento dal lavoro stagionale con alpinisti e trekkers, che in quelle stesse montagne vanno per puro divertimento. Lavori duri e rischiosi di portatori, cuochi, e guide. Ugur, come noi, conosceva bene questa realtà ed è per questo che abbiamo deciso di dare un piccolo contributo con un fondo a lui intitolato. (
Planet Mountain)
29.06.2005

 

L'ODORE DEL KEBAB

A Firenze, nella storica via di Borgo San Lorenzo, c'è un locale - "Il Bosforo" - dove il curdo Giano Altunbas vende i suoi panini. "I più buoni della città", tiene a precisare.

Il_tradizionale_KebabNella storica via di Borgo di San Lorenzo, a Firenze, tra le trattorie antiche e i gelatai, si sente odore di kebab, il panino ''piu' buono di tutta la città'' afferma con una punta di orgoglio Giano Altunbas. Giano viene dal Kurdistan. E' arrivato in Italia nel 1993. Fino al 2002 Giano ha lavorato in una ditta di ceramiche. Tre anni fa ha deciso di aprire il "Bosforo", il locale dove vende "lo stesso kebab che fanno in Turchia, con lo stesso sapore e con lo stesso metodo di preparazione''. Il segreto, spiega Jano, è nella carne: ''La faccio arrivare direttamente dalla 
Germania, da fabbriche gestite da curdi dove il vitello, il tacchino e il pollo sono molto più buoni che in Italia''.
A Firenze Giano si trova benissimo, ama il suo lavoro ed e' convinto che questo tipo di locali - già in forte crescita e che fanno concorrenza alle pizzerie ed ai ristoranti cinesi - nel giro di tre anni si triplicheranno: ''Ci sono molti connazionali che sceglieranno la mia stessa strada. E' questo sarà un bene per l'economia italiana''. Il panino al "Bosforo" lo prepara Haci, anche lui curdo. Cucina Kebab da sempre, da quando viveva a Gaziantep, antica città del sud della Turchia, e quando è emigrato in Italia, quattro anni fa, ha continuato a prepararlo secondo la tradizione. Entrambi però ammettono di amare la cucina italiana: ''Non c'è paragone, è la migliore del mondo''. (Ansa)
29.06.2005

 

PECCATO! A MODENA NON CI SARA' LA BANDA MEHTER

All'ultimo momento - per altri impegni - è stato fatto sapere che il celebre, quanto antichissimo complesso non potrà essere presente alla 14/a edizione del Festival internazionale turco delle bande militari. Forse se ne parlerà il prossimo anno. Per adesso leggiamoci u articolo di Franco Maria Puddu uscito sulla rivista dell'Arma dei  carabinieri.

La_banda_MehterPeccato! Peccato perché alla 14/a edizione del Festival internazionale delle bande militari, che si terrà a Modena dal 4 al 9 luglio, non ci sarà quella turca, la famosa Mehter. Forse potremo ammirarla il prossimo anno. Per capire meglio cosa sia questa banda, antichissisma, abbiamo fatto un po' di ricerche su Internet. Ci è parso che - nel contesto di un articolo amplissimo che tocca più bande militari - quello che scrive Franco Maria Puddu meriti una particolare attenzione. Ne riportiamo però solo lo stralcio che riguarda per appunto la banda Mehter.
Gli odierni turchi provengono da regioni assai lontane. Dai loro antenati, di stirpe mongolica, discesero quei turkmeni che ancora oggi mantengono le ultime propaggini di fede islamica in Cina: gli uighur. Le loro radici storiche sono perciò antichissime: si fanno risalire a 30 secoli fa, e diedero origine ad imperi grandi e potenti, che hanno visto estinguere le ultime vestigia nella caduta dell'Impero Ottomano, dopo la Grande Guerra. A queste radici si rifacevano le musiche tradizionali, ma non quella colta e raffinata dell'Impero Ottomano.
Secondo un antico detto, la musica tradizionale turca viene dalle steppe dell'Asia Centrale, come pure, caso piuttosto unico, quella militare che ne fa parte: entrambe profondamente sentite dal bellicoso popolo che ebbe fra le sue prime figure di spicco personaggi come Attila e Tamerlano. I profondi mutamenti affrontati dal popolo turco nel corso della sua storia, come il primo grande processo di rinnovamento voluto dal sultano Mahmud II attorno al 1825 e quello, ancora più radicale, di modernizzazione e europeizzazione scelto e imposto dal padre della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, hanno cambiato aspetti sostanziali ed esteriori di una società che stava precipitando verso l'autodistruzione. Alcuni elementi oltremodo cari alla tradizione popolare, tuttavia, non sono mai stati toccati; anzi, alle volte sono usciti rafforzati da questi processi di cui uno è certamente la musica militare.
Questa musica non aveva alcuno scopo funzionale (come le segnalazioni o altro) ma doveva solo suonare in occasione di eventi civili, militari o religiosi, e accompagnare l'esercito nei suoi trasferimenti, ma soprattutto in battaglia. La sua era una funzione soprattutto psicologica, dal momento che, pur essendo elaborata, curatissima e cadenzata, non era adatta, secondo i nostri parametri, ad essere utilizzata per le marce.
Accompagnava i militari fornendo loro un supporto emotivo che appare in tutta la sua (terribile) evidenza nella Hücum Marsi, la musica impropriamente definita marcia che era soprattutto un inarrestabile segnale di attacco e che continuava a risuonare esaltante, ipnotica, esasperante durante il combattimento, fattore senza dubbio deprimente per l'avversario attaccato. Questo elemento quasi mistico non deve stupire: anche se oggi la Turchia è il Paese islamico più laico del mondo, non dimentichiamo che è anche la Patria di sette come quella dei mevleviler, o Dervisci Rotanti, che raggiungono l'estasi girando sulla punta dei loro piedi anche per un'ora al suono ipnotico del flauto ney.
La banda era costituita da un elevato numero di strumenti, con una larga base di percussioni ma soprattutto di fiati dal tono molto alto, che potevano essere uditi a notevole distanza. Durante i trasferimenti era sempre alla testa delle truppe e si spostava a cavallo, mentre le percussioni maggiori potevano essere portate da cammelli o persino da elefanti.
La_banda_MehterAlla vittoria come alla morte -  In battaglia la banda naturalmente non combatteva, ma suonava a perdifiato sino all'ultimo istante, alla vittoria come alla morte, difesa da una ferrea scorta armata, assieme agli stendardi e ai simboli che erano sempre presenti vicino a lei per aumentarne l'importanza e l'intoccabilità quasi sacrale che le era attribuita.
Attualmente nelle Forze Armate turche sono in servizio normali bande come quelle degli altri eserciti occidentali, ma, dopo alterne vicissitudini durate secoli, negli anni Cinquanta venne deciso di ripristinare una banda che costituiva la linea di continuità morale di questa tradizione e che era stata disciolta negli anni Trenta. Nel 1968 veniva infine stabilito che il suo personale indossasse le uniformi previste dall'esercito ottomano.
La banda attualmente in servizio è detta Mehter da un antico nome che può essere inteso come "La Grande" e che per questi suoi ascendenti si può considerare la banda militare più antica del mondo; dipende dal Museo Militare di Istanbul. È guidata da un Çorbacibasi ed è diretta da un Mehterbasi; l'elemento di base della sua struttura è il kat, piccolo gruppo di suonatori dello stesso strumento guidato da un Sazbasi. Tutti i suoi membri (ufficiali, sottufficiali, graduati e civili, musicanti) indossano le antiche divise: il solo vedere la Mehter pronta a un concerto è uno spettacolo che non si dimentica facilmente. Çorbacibasi, Mehterbasi e Sazbasi vestono abiti rossi, mentre tutti gli altri musicisti vestono di blu, con l'unica eccezione dei suonatori di çevgen (detti sevganis), cha adottano anch'essi il rosso.
Nella Mehter sono presenti nove yaniceri (soldati sceltissimi il cui nome era anticamente italianizzato in giannizzero) che portano ciascuno un tug, equiparabile ad una insegna onorifica di reparto o del suo comandante, costituito da un giavellotto ornato da mezzelune, due code di cavallo e gruppi di campanelli. Assieme si trovano i sancaktars (alfieri) che portano stendardi bianchi, simbolo di indipendenza e dominazione, rossi con tre mezze lune, simbolo del Sultano e dello Stato, e verdi con tre mezze lune, che rappresentano la guerra, e la Guerra Santa quando richiesta. Il tutto è difeso, oggi simbolicamente, da quattro militari di scorta pesantemente armati.
Gli strumenti - Osserviamo quali strumenti compongono la banda: per prima cosa i fiati, ossia gli zurna o yuras, una sorta di pifferi acuti in legno, le sibizsi, trombe in ottone, sempre dal tono molto acuto, lo sanhay o corno degli unni. Seguono le percussioni con il kös o küvrüg, tamburo grande dal suono molto cupo, in rame, con la battitoia in pelle di cammello e fondo emisferico, che può essere suonato a terra o a cavallo di cammelli o anche di elefanti; il kudüm, tamburo doppio che il suonatore può utilizzare a cavallo, seduto a terra o anche imbracciandolo in piedi; il çifte nara o tamburo doppio piccolo, analogo al precedente ma realizzato in rame con battitoia in pelle (in entrambe i casi uno dei due tamburi è minore dell'altro). Chiudono la serie i ceng o zenç, cimbali un tempo in rame, ora in lega, e il çevgen, un bastone lungo circa un metro con una decina di campanelli disposti a mezzaluna impiegato per dare il ritmo ai musicanti.
La Mehter ha un vasto repertorio di marsi (marce) e altre musiche commemorative; in parte sono state riscritte a partire dalla fine dell'Ottocento, attenendosi però agli antichi canoni. Anche altre sono giunte a noi dal XVI-XVII secolo attraverso le vicende storiche, con partiture originali e testi in turco arcaico cantati ricorrendo ad una particolare, antica metrica. Ora sono gelosamente custodite dalla Mehter che, nei suoi frequenti concerti ed esibizioni pubbliche, ne perpetua così l'esistenza nel cuore del popolo turco. (stralcio di un articolo di Franco Maria Puddu/www.carabinieri.it)
29.06.2005

2.3 MILIONI DI TURISTI UN PIENO A MAGGIO

I dati forniti dall'Istituto di Statistica turco. Tedeschi in testa, seguiti da russi, britannici, olandesi e bulgari. Segnali più che positivi per la stagione estiva.

Boom_del_turismoPositive signals are getting stronger that the Turkish tourism sector is performing as well as the exporting sector.
The number of tourists reached 6.1 million, an increase of 27.6 percent in the first five months. According to the State Institute of Statistics (DIE), the figure reached 2.3 million, a 27.8 percent jump in the month of May. Germany takes the lead with 22.5 percent among the countries that send the most tourists to Turkey. Russia follows Germany with 12 percent, then Britain with 9.7 percent, The Netherlands with 9.4 percent, and Bulgaria with 7.2 percent. According to the Pre-Accession Economic Program, Turkey aims this year to earn $18 billion in tourism income, but the DIE data indicates the tourism income in the first quarter of the year has increased 16.4 percent to $1,994 billion. According to analysts, the end of the year target could be surpassed.
In Turkey, the tourism income significantly contributes to finances for easing the current transaction deficit. The increase in income will follow an upward trend in the summer and it is predicted to take the current balance to a plus. While the government predicts a 4.4 percent current deficit of national gross product with $15.4 billion this year, market estimates point out that this level will be exceeded. (Zaman)
29.06.2005

 

TURISMO ECOLOGICO

Tutto quello che si può vedere ed ammirare nella zona di Isparta. Una lunga storia che parte da lontanissimo. Tutte le indicazioni.

Le_grotte_di_IspartaIsparta is trying to get the share it deserves from tourism by offering a wide range of alternative sporting activities from paragliding, water-sports, bird watching, rock climbing, orienteering and trekking as well as many other sports.
One kilometer north of Yalvaç, a district in Isparta, lays the ancient city of Antiocheia along the southern slopes of the Sultan Mountains. It is a Pisidian city and an important center for faith tourism. 
Antiocheia was the metropolis of the enlarged Pisidia state that was established at the end of 300 A.D. It is shown that Jewish, Christians and Muslims lived side by side in the city where the many Gods later left their place to one God.
Each year the Culture and Tourism Ministry holds a "bread and wine ritual" within the scope of faith tourism at St. Paul's Church in Yalvaç.

Sightseeing in Turkey:

In Isparta the following routes are being used for safaris: Eğirdir-Kovada Lake National Park-Çandır Canyon (60 km); Eğirdir-Yılanlı Village-Aksu Sorgun Yaylası (40 km); Eğirdir-Yılanlı Village-Aksu-Yakaavşar-Pınargözü Cave (85 km); Eğirdir-Akpınar Village-Eğirdir Sivrisi Prostanna Ancient City (8 km); Eğirdir-Yukarıgökdere Village-Kasnak Meşesi National Park (28 km); Eğirdir-Bedre Bay-Barla-Rock cemeteries (Hoyran lake area) (95 km); Antalya-Beşkonak-Kesme-Kasımlar-Aksu-Eğirdir (180 km); Eğirdir-Kovada I Hydroelectric plant-Aşağı Gökdere Orman Road-Water Çatı Altınbaş Water Factory-Kovada Lake-Eğirdir (80 km); Eğirdir-Isparta-Gelincik Village-Teke Sarayı-İnsuyu Cave-Sagalassos Ancient City-Isparta Lane (200 km) and Isparta-Çukurköy-Kapıkayası Ancient City(60 km).

Camping and caravan tourism:

There are camping areas in Eğirdir, namely the Eğirdir Bedre Bay, Special Administration Facilities, Eğirdir Altınkum Beach Camping Facilities, Eğirdir Can Island, Eğirdir Kovada National Park, Çandır Yazılı Canyon, Gölcük Lake Tourism Center and Kızıldağ National Park, all of which serve tourists traveling by car or caravan.

Ecological tourism:

The many different species of birds that live in the region such as the Hungarian duck and cormorants make this area an important bird area. Birdwatchers from England and France come each year to watch these birds at the Kovada Lake National Park, Kasnak Meşesi Nature Preservation Area and Çandır Dam.
Orienteering (running around in nature using maps and compasses) are very popular pastimes in Gölcük Lake and the surrounding, Kovada National Park, Kasnak Meşesi area, Davras Mountain Winter Sports Center, Çandır Yazılı Canyon Nature Preservation Area and Eğirdir Sivri Mountain Akpınar Village.
Meanwhile, mountaineering and nature sports are available around Isparta, besides the surfing activities that can be found in Eğirdir Lake. Rafting and paragliding are also becoming popular in and around Eğirdir and Aksu during spring.

Cave tourism:

Isparta is extremely diversified in cave tourism. Twenty-eight caves have been studied by the Mining Exploration Institute (Mta). An architectural plan was drawn of the Zidan Cave and opened to tourism. It is located two kilometers from the Aksu stream. The cave is 760 meters long and as a spring which flows both during summer and winter inside the cave. The entrance of the cave is decorated with mosaics where an engraving of Eurymedon is displayed. It is believed to have been made during the late Roman or Byzantine Empire and used for shelter or worship.

Pınargözü cave:

This cave is located eight kilometers from Yenişarbademli. Inside runs a stream and winds that can reach speeds of 160 kilometers per hour. There are many types of rock formations in the cave as well as small lakes. It is also the longest cave in Turkey with a length of 12,000 meters. 

The Ayı İni Cave:

The Romans and Byzantines used this cave as a shelter. There are cisterns and reservoirs in the cave. Many stalactites and stalagmites can be seen too. This cave attracts the tourists' attention with its historic reservoirs and natural beauty. 
Other caves worth seeing in region are the Gümüş İni, Erenler, Cıv, Kuz, Kadı Deliği, Karataş, İnönü, Kapıkaya, Güvercinlik, Uluborlu Obruğu, Peynir Ini. (Turkish Daily News)
29.06.2005

FINALMENTE A CASA

I mosaici di Zeugma, salvati dalle acque della grandiosa diga che altrimenti li avrebbe ricoperti per sempre, sono ora raccolti nel museo di Gaziantep inaugurato dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan. Cinquecento mq di esposizione. Tesori archeologici di indubbio valore artistico che sono di grande richiamo per il turismo.

Un_particolare_dei_mosaici_di_ZeugmaThe Zeugma mosaics will finally come home to Gaziantep. Gaziantep has been waiting for a museum for a long while, and now it is opened by Prime Minister Recep Tayyip Erdogan on June 23
Last year, the Culture and Tourism Ministry of Erkan Mumcu announced the mosaics were going to be exhibited in Istanbul for 8 months in the framework of the Nato Summit, but the Gazientep public stopped the move by contesting it in court. Turkey spent approximately TL5 trillion on the arrangement of the museum. While the excavation work goes on, the public eagerly awaits the opening of the museum. In the museum, 36 pieces of mosaic will be displayed including the Gypsy girl mosaic, the most important and famous work of art found there. In addition to the Dionizos wedding mosaic, the Diadolos mosaic, the Okeanos and the Tethis mosaic, a statue of Mars is among the distinguished works of art to be displayed in the museum. The Gaziantep public believes that the museum will develop tourism in the region. It will be opened by Erdogan despite Erkan Mumcu's attempt to close it.
The position of Gypsy girl in the museum has been much discussed as it is among the most important works of art taken out from the antique city. While this mosaic is used as a symbol of Gaziantep, it is still not clear where the gypsy girl with striking eyes will be positioned, whether in a central position or in a small place to create a more mysterious effect. Museum officials want the mosaic to be given a central place in the middle of the museum while those who organizing the opening of the museum want it to be displayed in a small room. (Aslihan Aydin/Zaman)
29.06.2005

 

UN AMORE IMMORTALE

 Terzo spettacolo - con l'"Aida" di Giuseppe Verdi - al 12/mo Festival internazionale di Opera e Balletto ad Aspendos (Antalya). Una manifestazione che ogni anno che passa acquista maggiore consistenza per la bravura dei cantanti, per la regia e soprattutto per la direzione artistico-musicale.

12mo_AspendosThe third performance of the 12th Aspendos International Opera and Ballet Festival in Antalya is Aida, the masterpiece of famous Italian composer Giuseppe Verdi.
Festival-goers get to see an amazing array of artists from the Ankara State Opera and Ballet performing Aida. Bujor Hoinic is the conductor with staging by Vincenzo Grisostomi Travaglini.
Costumes and décor were prepared by one of the most prolific opera and ballet costume designers in Turkey, Savaş Camgöz, and the lighting design is by Fuat Gök and Stefano Pirandello. Pirandello happens to be a descendant of Nobel Prize-winning Italian writer Luigi Pirandello.

Dramatic love story of Aida:

The plot of this four-act opera concerns a conflict between love and duty set in ancient Thebes and involves a young Egyptian warrior, Radames, chosen to lead his country's army against the hated enemy, Ethiopia.
Radames secretly loves Aida, an Ethiopian slave, and is loved in turn by the jealous Princess Amneris, the pharaoh's daughter. Radames returns from battle victorious but is tricked into betraying military secrets to Aida's father Amonasro, the defeated king of Ethiopia who was taken captive while in disguise. About to flee with Aida, Radames is caught and sentenced to die in a sealed tomb beneath the Temple of Ptah. Somehow, Aida manages to join him there, and as they bid farewell to earth, Amneris -- repentant of her jealousy -- implores peace for their souls in the temple-(Turkish Daily News)
29.06.2005

 

"LA TECNOLOGIA TRACCERA' LA NUOVA STRADA DEL DESIGN"

Hussein Chalayan, ambasciatore per la Turchia alla 51ma edizione della Biennale di Venezia, associa stile, arte e multimedia per presentare moderne espressioni nel mondo del lusso.

Riportiamo questo articolo della collega Renata Fontanelli - anche se apparso sul quotidiano <La Repubblica> non recentemente - perché di estremo interesse.

Hussein Chalayan: stilista, artista, eclettico e fantasioso. Trentacinque anni, cipriota. In quanto tale "ambasciatore per la Turchia" alla cinquantunesima edizione della Biennale di Venezia con un'installazione video dal titolo "The absent presence". Un video che con un linguaggio surrealistico associa ed esalta i contrasti della vita e dell'anima, assenza e presenza, memorie ed allucinazioni, sogno e realtà: "Sono concetti opposti che fanno parte dell'esistenza - spiega Chalayan - Io trovo che il video sia la più moderna espressione di arte in questo momento". Nell'opera di Chalayan sono molti i riferimenti a Cipro e alle sue creazioni di moda. Si vede una delle sue TShirt mentre "combatte" una battaglia antica in un modernissimo resort, o una mappa di Cipro che si compone durante l'assemblaggio dei cocci rotti di una tazza di porcellana. In particolare Chalayan sfoggia la sua abilità nell'associare e correlare territori diversi, geografie, spazi, oggetti di moda e di design.
Il messaggio è distrazione, astrazione, redenzione e collasso, tutto supportato dal movimento delle immagini e da una figura senza sesso, in alcuni tratti uomo ed in altri donna. "Le uniche cose nuove che possono essere fatte nel campo della moda e del design - dichiara - passano attraverso la tecnologia che ti permette di creare qualcosa che in passato non è mai stato visto. Il messaggio di questo video è il "disembodiment", qualcosa di intangibile, che non si vede ma che può comunque influenzare la tua vita". Noto per la stravaganza estrema delle sue creazioni: "In realtà - spiega - quello dell'importabilità dei miei abiti è un mito da sfatare. E' vero, la mia base di partenza è l'arte, ma fondamentalmente faccio moda, amo vedere i miei abiti indossati, anche se sono assolutamente convinto che il concetto è molto più importante del prodotto", Chalayan ha una visione dell'arte molto amplificata: "Tutto è arte, dal cinema alla scultura al disegno ad una passerella".
A Venezia Chalayan arriva con una delegazione di politici ed ambasciatori, e con il ministro Kursad Tuzmen porta avanti l'ambizioso progetto della Turchia: "Turquality". "Il nostro Paese - spiega il Ministro - è pieno di risorse. Nel campo della moda abbiamo tantissimi bravi stilisti, che sono appoggiati da una forte e consolidata industria del tessile. Io sto girando il mondo per promuovere il made in Turkey. Stiamo passando da un prodotto di basso livello ad un prodotto che costa caro ma che racchiude il meglio nel connubio tra design e qualità".
La Turchia attualmente esporta per un volume di affari che si aggira intorno ai 63 billioni di US$, il 28% dei quali è rappresentato dal tessile e dall'abbigliamento. "Chalayan per noi, così come gli altri designer che supportiamo, non è soltanto un inviato della cultura turca nel campo creativo, ma è anche un eccellente rappresentante di quello che la Turchia diventerà in futuro".
Chalayan, cipriota, in realtà in Turchia non ha mai vissuto e ha trascorso la vita in Inghilterra, dove tutt'ora lavora. Sono molteplici le sue attività, entro breve uscirà addirittura una carta di credito da lui disegnata per la Garanty Bank. "Il mio tipo di donna ideale - spiega - di giorno assomiglia ad un maschio, si veste come un maschi, e di notte diventa femmina. Non amo darmi delle definizioni e non amo dare definizioni, ma l'eleganza non ha niente a che verdere con quello che s'indossa, è come lo si indossa".
Chalayan, nonostante la passione per l'arte, e quindi l'astrazione, il concetto, e l'immaterialità è un uomo con i piedi ben saldi al suolo, che dichiara che: "In realtà la moda è un grosso processo industriale, parte integrante del business". Crede fermamente nel potere dei monomarca, che nel suo caso cura personalmente in tutti i dettagli: "I miei negozi riflettono mè stesso, il mio mondo. Le prossime aperture saranno a Londra e a New York". In Italia no? "No, la mia moda ha un mercato un po' diverso da quello italiano".
Nel corso della sua carriera il giovane stilista turcolondinese ha ricevuto innumerevoli premi ed ha organizzato decine di mostre, da Radical Fashion al Victoria&Albert Museum di Londra, Fashion al Kyoto Costume Institute in Giappone, Airmail Clothing al Museo della Moda al Palazzo del Louvre di Parigi fino allla Biennale di istambul. Attualmente al Groninger Museum di Groningen (Olanda) è in corso la prima grande retrospettiva dedicata al suo lavoro.
Nello spazio espositivo è stata allestita la più discussa delle sue collezioni, "Afterwards", ispirata alla realtà dei rifugiati.
La tapezzeria è stata trasformata in abiti, le sedie in valige, e i tavolini da caffè diventano gonne. (Renata Fontanelli/La Repubblica.it)
29.06.2005

MONUMENTI A RISCHIO

Secondo il <World Monuments Fund> di New York corrono seri pericoli tanto la piccola Haghia Sophia quanto le antiche rovine di Afrodisias per la loro bellezza considerate ancora più belle ed interessanti di quelle di Efeso. Un problema, per verità, che riguarda quasi tutti i resti romani e greci che si trovano in Turchia.

Santa_SofiaThe_archaic_city_AfrodisiasThe World Monuments Fund in New York has declared two more structures in Turkey are at risk.
The archaic city Afrodisias and Little Haghia Sophia Mosque in Turkey have been listed on the ''2006 World Watch List'', which have been announced by the Fund and includes 100 ancient monuments. The Fund takes the buildings and the structures, which are in danger of vanishing over the world and believed to be preserved, into watch list. Meawhile, Haghia Sophia, Ephesus, The Nemrud, St. August Temple in Turkey had been listed in the list before.
Little Haghia Sofia, known as the work of the oldest Byzantium in Istanbul, has been seriously damaged. The fund officials say the mosque is in danger of collapsing and have included it in the list for four years running to draw attention to the issue. into the list of 2006 as well. They also declared that the places in the list might be removed in time. Of the fund officials, John Stubbs said the historic artifacts and the buildings, which are being worked on, and have attention from the governments and supported by the people, are gradually excluded in the list. Pointing that some places in Turkey, which have been listed before, are no longer on the list. Stubbs went on say: ''Therefore, Little Haghia Sophia Mosque has been on our list for a long time. In the event that precautions are not taken immediately, we are worried that the centennial work is in danger, which cannot be rebuilt''.
The archaic city of Afrodisias in the city of Aydin in Turkey, which has been listed in 2005 for the first time, is known as one of the best preserved Roman works. Excavations to find out the condition of the city were led by the Professor Kenan Erim in 1961. The excavation works, which are stil supported by the New York University, have been expected to continue for a long time. The World Monuments Fund also gives support for education as well as the material and technical support so as to protect the Works in the list published so as to draw attention.
All Iraq needs to be protected
The whole of Iraq has been announced as the region which needs most protection in the list of 2005 World Monuments Fund. The demand to protecting a country in all within a 10-year duration, where the lists are declared, for the first time aims to draw attention to the 11,000 archaic arts and regions in danger due to the continuing unrest. To the declaration recording that the unique works such as Babylon, Ninova and Samarra Minaret have been damaged in the attacks, it has also been stressed that 15,000 works in museums were looted as a result of the occupation. (Emrah Ulker/Zaman)
29.06.2005

 

LA STORICA HASANKEYF

Per rendersi conto dell'importanza di questo sito - che si trova nel sud-est della provincia di Batman - bisognerebbe trovarsi sul posto. Un delicato incarico di salvaguardia affidato al prof. Abdusselcam Ulucam dal ministro della Cultura e del Turismo turco.

HasankeyfTurkish Ministry of Culture and Tourism has appointed Professor Abdusselam Ulucam to help save historical Hasankeyf in Turkey's southeastern province of Batman.
Excavation works will start on Monday, June 20, when Ulucam and his team will remove the historic artifacts found in Hasankeyf and its surroundings that are face the danger of becoming permanently lost by remaining underwater. Within the three years, the waters of theIlisu Dam will consume Hasankeyf completely.
In recent months, Prime Minister Recep Tayyip Erdogan had promised to save the historic Hasankeyf masterpieces from the dam's water. Around 1.5 million new Turkish liras have been earmarked for the rescue works at the historical location. Participating in the excavation works, 30 experts, 80 students, and 120 workers will be active, said the Professor. The diggings will be realized in four main areas. Epitaphs and Turkish tiles are among the artworks that will be excavated and placed in exhibitions. Many of the immovable historical structures will be restored and reinforced. (Aslihan Aydin/Zaman)
29.06.2005

 

IN ATTESA DI KANGAL

La cittadina, che si trova nella provincia di Sivas, ospiterà infatti dall'8 al 10 luglio prossimo la 7/ma edizione delle pecore e dei cani pastore. La kermesse, un richiamo non solo per appassionati ma anche per numerosi turisti richiamati da questo genere di manifestazione che ricorda un po' quello della Scozia.

Abdurahman_SismanKangal, in the province of Sivas, will host the Seventh Kangal Shepherd Dog and Sheep Festival July 8-10. The festival has become a tradition for the province, where preparations have been under way round the clock as the event draws closer, reported the Doğan News Agency.
Many local and foreign tourists are expected to attend the festival. Kangal owners are eagerly preparing for the festival in the hopes of taking home a prize. Abdurahman Şişman, a Kangal breeder, is participating in the contest with his dog, Panther, who is appraised at 30,000 euros. A total of 50 dogs are expected to participate. Şişman said: "Just like in previous years, I'm feverishly preparing for the festival. My Kangal is everyone's favorite to take the contest again. I plan to win all the awards just like I did last year. I'm looking after her with the greatest of care. After the festival, I plan to sell Panther. She will give birth in about 10 days so I'm not concerned about what I'll do after she's sold or how she will do in the event."
A symposium will take place on the first day of the festival at which local and foreign experts will be present to provide information about the breed and dogs in general. (Turkish Daily News)
29.06.2005
 

LA TURCHIA A LONDRA

Si aprirà nella capitale inglese il 16 luglio prossimo il secondo Festival con una serie di concerti.

Turkish_Festival_2005_in_LondonThe second London Turkish Festival, an event intended to develop better cultural understanding and the advancing of common interests of Britons and Turks, will be held from July 16-17 in London.
An Ottoman Empire-legacy Janissary Band will perform a series of concerts during the festival, the organization of which has been spearheaded by the Turkish Forum, a non-governmental, non-profit organization with a mission to promote the better understanding of the Turkish Republic of today, with support from the Tourism Counsel of Turkey in London.
A representative from the Turkish Forum, who stressed that the group is trying to organize an even bigger festival than last year, said that this year's festival will be take place right alongside the River Thames.
Bigger and better:
President of the Turkish Forum Hasan Taşlıca said that the group will rent booths to Turkish firms doing business in Britain, offering a chance for the firms to promote themselves during the two-day festival. Taşlıca said that last year, the first year of the festival, a total of 57 firms hosted stands and the goal for this year is a total of 80.
Beyond the aspect of commerce, Taşlıca said that the Classical Turkish Music Chorus of London and Hakan&Co will perform concerts during the festival. Additionally, the folk dance performances of the Eltham Turkish School and displays of the latest fashion in fashion shows of Turkish designers will complement the festival, adding a cultural spice. (Turkish Daily News)
29.06.2005

 

ESONERATO L'ALLENATORE DELLA NAZIONALE TURCA

La decisione di allontanare Ersun Yanal presa dalla Federazione per gli scarsi risultati ottenuti finora. Accordo amichevole. Al suo posto l'"imperatore" Fatih Terim.

L'allenatore_esonerato_Ersun_YanalFatih_TerimLa Federcalcio turca ha esonerato l'allenatore della Nazionale Ersun Yanal a seguito dei deludenti risultati ottenuti nel girone di qualificazione ai Campionati del mondo del 2006.
La Turchia infatti sta rischiando di mancare l'appuntamento che si terrà il prossimo anno in Germania. E' seconda nel gruppo 2 a ben sette lunghezze dalla capolista Ucraina, prima 
con 23 punti, e tallonata ad un solo punto dalla Grecia e a tre dalla Danimarca. Ulteriori passi falsi nei prossimi incontri potrebbero significare spareggio o eliminazione diretta. Inoltre a Yanal non è stato perdonato l'estromissione dalla Nazionale di uno dei calciatori simbolo della Turchia, il leader di mille battaglie Hakan Sukur.
Levent Bicakci, capo della Federazione turca, ha dichiarato che la decisione è stata presa in pieno accordo con Yanal e in maniera amichevole. 
Al posto di Yanal è stato preso l'imperatore <Fatih Terim> he tutti ricorderanno non solo per essere stato già Ct della Nazionale turca in altri tempi ma anche allenatore del Milan e della Fiorentina. Accordo fatto con il presidente Levent Bicakci.(da Ansa)
29.06.2005

 

UNIVERSIADI

I convocati della Nazionale italiana che parteciperà alle gare in programma dal 10 al 21 agosto ad Izmir in Turchia.

L'Assistente del commissario tecnico Stefano Morini ha comunicato i convocati per un allenamento collegiale della nazionale che parteciperà alle Universiadi in programma dal 10 al 21 agosto a Izmir (Turchia).
Questi i convocati che si radunerano presso il Centro Federale di Verona dal 30 giugno al 9 luglio: Mattia Aversa, Nicola Cassio e Ambra Migliori (CC Aniene), Riccardo Bartoli, Maria Sole Lensi (Aurelia N), Alessandro Calvi, Michele Vancini, Giacomo Vassanelli, Francesco Vespe (Carabinieri), Enrico Catalano, Roberta Ioppi, Luca Pasteris (Acquatica Torino), Valentina De Nardi (Larus Nuoto), Noemi Di Renzo (Bolzano N), Luca Ermeti, Leonardo Tumiotto, Paolo Villa (CS Esercito), Loris Facci, Andrea Savino (RN Torino), Alessia Regli (CN Torino), Nicola Febbraro (Fiamme Oro), Desideree Ferro (RN Trento), Silvia Florio (UN Amaranto), Ancrea Fovi, Roberta Panara (DDS), Alice Gianesini (IC Bentregodi), Sara Giovannoni (NC Ghirlandina), Cristina Maccagnola (Leonessa Brescia), Sebastiano Ranfagni (RN Florentia) e Elisa Pasini (Team Veneto).
Completano lo staff, oltre all' assistente al Commissario Tecnico Stefano Morini, i tecnici Fulvio Albanese, Ottorino Altieri, Gianni Leoni e Marcello Rigamonti, il medico Stefano Mattiotti e il preparatore atletico Carlo Vivio. (Nuotopuntoit)
29.06.2005

 

BASKET

L'Ulker perde una delle sue principali pedine, Kerem Gonlum, che passa all'Efes Pilsen.

Kerem_GonlumL'Ulker perde una delle sue principali pedine, ed inoltre in favore della rivale di sempre, l'Efes Pilsen.
L'ala-centro Kerem Gonlum (2.09 e 28 anni) giocherà le prossime tre stagioni all'Efes.
Gonlum (nella foto Euroleague) non sembra il solo a lasciare l'Ulker: anche Eurelijus Zukauskas e Saulius Stombergas vogliono abbandonare la società, sia pure con contratti ancora in vigore. Il centro è richiesto da Olympiacos e Lietuvos Rytas.
In compenso, all'Ulker arrivanoOmer Onan, dal Fenerbahce, e Cuneyt Erden, dal Darussafaka. (Telebasket.com)
29.06.2005

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