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Oggi>
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RIFERIMENTO
SPARITO
|
Pur
rimanendo inalterata la tabella di marcia per l'avvio
dei negoziati di adesione dell'UE con la Turchia non è
più riportata la data del 3 ottobre. |
La
tabella di marcia per l'avvio dei negoziati di adesione
dell'UE con la Turchia, previsto per il 3 ottobre, rimane
quella indicata a dicembre. Tuttavia nelle
conclusioni (bozza)del Consiglio Europeo è scomparso il
riferimento esplicito alla data di avvio delle trattative. Può
sembrare un piccolo dettaglio, ma anche questo è l'effetto
del doppio 'no' francese e olandese alla Costituzione europea.
Proprio la prospettiva dell'adesione di Ankara all'Unione è
stata in effetti citata dai sostenitori del 'no' per spiegare
il rifiuto della Carta. E così, a quanto si apprende da fonti
diplomatiche, la presidenza lussemburghese dell'UE ha voluto
almeno tenere il paragrafo sulla Turchia il più possibile in
tono minore, evitando di sottolineare l'imminenza dell'inizio
delle trattative così invise a parte dell'opinione pubblica
europea. A leggere infatti le conclusioni (bozza) del
Consiglio europeo, che <Aki-Adnkronos International>
è in grado di anticipare, si trovano le seguenti parole: ''Il
Consiglio europeo ricorda le sue conclusioni del 16-17
dicembre 2004 relative alla Turchia. Invita la Commissione a
presentare un progetto di quadro negoziale''. Tutto qui. In
una precedente bozza la menzione esplicita del 3 ottobre
c'era, adesso è improvvisamente sparita, a quanto pare
soprattutto su pressione della Francia.
Questo, naturalmente, sul piano concreto non implica un cambio
drastico, visto che le conclusioni di dicembre fissavano
chiaramente la data del 3 ottobre per l'avvio dei negoziati.
Ma certamente, spiegano ad <Aki> fonti diplomatiche,
''indica un cambio di sfumature derivante dal clima attuale''.
Significativamente, solo pochi giorni fa l'ambasciatore turco
a Bruxelles aveva scritto ai colleghi dell'UE per esortare a
non cambiare il percorso indicato lo scorso dicembre. La formulazione
delle conclusioni, tuttavia, non
rende entusiasta Ankara, ma neppure le crea particolari
problemi: ''L'importante è la sostanza'', dicono ad
<Aki> fonti turche.
Per il resto, nello scarno paragrafo dedicato ad Ankara, si può
leggere che ''il Consiglio europeo ricorda ugualmente
l'impegno della Turchia a firmare, prima dell'apertura
effettiva dei negoziati di adesione, il protocollo relativo
all'adattamento dell'accordo di Ankara che tiene conto
dell'adesione di dieci nuovi stati membri''. In merito la
Turchia e la Commissione hanno trovato un'intesa, che nella
bozza di conclusioni viene ''salutata con favore''. Tuttavia,
nel testo si sottolinea che il Consiglio ''si attende che il
protocollo sia firmato rapidamente. La firma del protocollo,
la sua ratifica e la sua attuazione successiva saranno tappe
importanti sulla via della normalizzazione delle relazioni tra
la Turchia e tutti gli stati membri dell'UE, compresa la
Repubblica di Cipro''.
Il riferimento è al mancato riconoscimento formale
della parte greca dell'isola contesa da parte di Ankara. Non
è passata invece la richiesta proprio di Cipro, che avrebbe
voluto una rapporto di condizionalità diretta tra la ratifica
del Protocollo di Ankara e l'avvio dei negoziati.
A quanto si apprende, tuttavia, il testo è soggetto a
possibili modifiche, anche forti, nel corso del Consiglio Affari
Generali e Relazioni Esterne. In effetti sono in molti
a volere un profilo ancora più basso e dunque, se possibile,
la riduzione ad ancora meno righe del paragrafo sulla Turchia.
Un'opzione favorita soprattutto da Francia e Germania è
quella di concentrarlo esclusivamente alle due righe che
rinviano al Consiglio di dicembre, nel quale già si parlava
anche del protocollo di Ankara. (Adnkronos-Aki)
17.06.2005
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"NO"
AD UNA PARTNERSHIP PRIVILEGIATA
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Più
chiaro di così il Primo Ministro turco Recep Tayyip
Erdogan non poteva essere in merito alle proposte di
alcuni membri dell'Unione. |
'Non ci
interessa una "partnership privilegiata". O
diventeremo membri dell'Unione o non lo diventeremo. Non ci
sono vie di mezzo. Le differenze, le difficoltà ci saranno,
dobbiamo metterle nel conto, ma il negoziato è stato avviato
per diventare membri, è impostato per avere il tempo
necessario a sanare le differenze''. Così Recep Tayyip
Erdogan, Primo Ministro turco, in un'intervista al
quotidiano <Il Sole 24 Ore> ribadisce con forza la sua
volontà di far entrare la Turchia in Europa con lo status
legittimo di Paese membro a tutti gli effetti.
''Abbiamo lavorato strenuamente giorno e notte - spiega il
premier turco - per soddisfare alcune delle richieste che ci
erano pervenute, abbiamo ottenuto dei risultati ed è su
questo che dovremo confrontarci. La Turchia è un Paese
stabile che può dare fiducia. E fiducia e stabilità sono due
parametri importanti di un'economia dinamica''.
Erdogan smentisce che il 'no' di Francia e Olanda alla
Costituzione europea sia stato anche una bocciatura popolare
per l'ingresso del suo paese in Europa. ''Il voto francese e
olandese era un voto per la Costituzione europea, i referendum
non avevano nulla a che fare con la Turchia, non chiedevano se
dovesse divenire o meno un membro UE. Purtroppo la Turchia è
stata usata da alcune forze come strumento improprio di
politica interna per influenzare l'esito del voto''. (Adnkronos)
17.06.2005
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ALLARME
AD ANKARA
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Commentatori
scettici sulle rassicurazione dell'Unione Europea e del
Governo Erdogan dopo il vertice di Lussemburgo.
"L'allargamento si è praticamente fermato",
titolava il <Turkish Daily News> |
Il fatto
che in Lussemburgo il Consiglio dei Ministri degli Esteri
dell'Unione europea abbia deciso di passare in secondo piano
il tema dell'allargamento alla Turchia e ad altri Paesi, se
viene minimizzato dai portavoce ufficiali di Bruxelles e del
Governo turco, viene però interpretato da vari commentatori
turchi come un segnale negativo di allarme.
''Le reticenze sull'allargamento dell'UE oscurano gli
orizzonti della Turchia'' - ha titolato in apertura di prima
pagina il <Turkish Daily News>. ''L'allargamento dell'UE
si è praticamente fermato e i rapporti tra UE e Turchia sono
ormai molto lontani da un rapporto di membership'', ha scritto
il giornale <Cumhuriyet> in un commento che fa risalire
la decisione dei ministri degli Esteri al fallimento della
Costituzione dell'UE.
Valutazioni che stridono con le rassicurazioni ufficiali:
''Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la Turchia'', ha
detto un portavoce del ministero degli Esteri ricalcando
quanto il premier Recep Tayyip Erdogan aveva affermato per
minimizzare la notizia che la dichiarazione dei ministri degli
Esteri (che prepara il vertice europeo non avrebbe contenuto
alcun riferimento alla Turchia. ''La Turchia è già nei
confini europei. Siamo già nella famiglia europea. Stiamo
giocando le finali. I negoziati cominceranno comunque il 3
ottobre'', aveva detto il premier e questa sua ultima
previsione era stata poi confermata dai portavoce europei.
''La sola cosa importante è la decisione del vertice del 17
dicembre 2004 di aprire il negoziato con la Turchia il 3
ottobre e fino a quando si fa riferimento ad essa non c'è da
preoccuparsi'', ha dichiarato un diplomatico europeo ad
Ankara.
''Certo che i negoziati cominceranno il 3 ottobre. Ma solo
perché essi non possono nuocere all'UE'', ha ribattuto però
il commentatore Orhan Bursali, secondo cui anche dopo
l'apertura del negoziato, la situazione rimarrà invariata.
''I negoziati serviranno solo a mantenere i rapporti con la
Turchia al livello attuale e per non allontanarla dall'UE. Ma
ormai e' chiaro che i processo di allargamento deve
considerarsi congelato'', precisa aggiungendo che ''la Turchia
deve programmare il suo sviluppo dato che sembra svanito il
sogno di scaricarne l'onere sulle spalle dell'UE''.
''Ci sono certamente in Europa circoli che collegano la crisi
costituzionale europea alla nostra richiesta di membership, ma
il processo dell'adesione della Turchia non si può fermare ed
è destinato a continuare'', afferma tuttavia un alto
funzionario turco notando che i ministri degli Esteri dell'UE
hanno autorizzato un protocollo che estende ai dieci nuovi
Paesi dell'Unione, quindi anche alla repubblica di Cipro,
l'accordo sull'unione doganale. Ankara ha assicurato che
firmerà ''molto presto'' l'accordo stesso (che comporta un
riconoscimento de facto della Cipro greca, adempiendo così
all' ultima delle condizioni fissate dall'UE per dare via
libera al processo di adesione dal 3 ottobre prossimo.
La diplomazia turca si concentrerà quindi nei prossimi mesi
sulla questione cipriota, cercando soprattutto di minimizzare
i costi di un riconoscimento de facto della Repubblica di
Cipro. E cioè, cercando di non essere costretta a troppe
concessioni ai greco-ciprioti. Questi ultimi, infatti, pongono
varie condizioni per riprendere il cammino negoziale
interrotto dopo la bocciatura dell'anno scorso nella Cipro
greca del piano Annan per un superamento concordato della
divisione dell'isola. (Lucio Leante/Ansa)
17.06.2005
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QUALI
VANTAGGI
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Per
il vice-presidente della Commissione europea, Franco
Frattini, occorre spiegare agli europei i lati positivi
di un ingresso della Turchia. Questa però - ha poi
aggiunto - "non avrà sconti". |
Se è
vero che uno dei motivi per cui la Francia ha detto 'no' alla
ratifica del Trattato costituzionale è la paura
dell'allargamento ai nuovi membri dell'Unione europea e al
prossimo allargamento alla Turchia, allora bisogna
"spiegare perché si prende questa decisione, spiegare
quali sono i vantaggi e non imporre le cose dall'alto".
Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Europea e
commissario per la Giustizia, la libertà e la sicurezza,
Franco Frattini, parlando a margine del Consiglio per le
relazioni tra Italia e Stati uniti a Venezia. Secondo Frattini,
sui requisiti necessari per entrare a far parte dell'Unione
europea, la Turchia deve comunque lavorare ancora molto:
"Non ci saranno sconti neanche per la Turchia sulla
valutazione degli obiettivi e dei risultati, come non ce ne
sono stati per la Polonia. Il Paese ha ancora molta strada da
compiere sul versante della giustizia e della tutela dei
diritti umani. Se i cittadini francesi - ha concluso - hanno
paura dell'ingresso della Turchia in Europa non possiamo
voltarci dall'altra parte ma dobbiamo spiegare perché si
prendono certe decisioni, non imporle dall'alto". (ApCom)
17.06.2005
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NON E'
LA COSA PIU' URGENTE
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Così
si è espresso il ministro degli interni francese,
Nicolas Sarkozy, circa l'apertura dei negoziati con la
Turchia per il suo ingresso nell'UE. |
L'avvio
dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea,
fissato per il prossimo 3 ottobre, non è la cosa più
urgente. Parola di Nicolas Sarkozy, presidente dell'Ump e
ministro degli Interni francese, che, dopo aver rivolto un
appello ai quadri del suo partito per ''ripensare la nostra
strategia europea'', ha indicato nella ''definizione delle
frontiere geografiche dell'Europa la prima priorità'' da
affrontare.
''L'allargamento a est che ho appoggiato ma che non è stato
sufficientemente preparato e spiegato, ha pesato molto nella
vittoria del 'no' " al referendum del 29 maggio scorso
sulla Costituzione europea, ha riconosciuto Sarkozy. Fatta
questa premessa, il ministro degli Interni si è chiesto: ''E'
ragionevole aprire dei negoziati con la Turchia, dal momento
che si tratta di un grande Paese dell'Asia minore e non
dell'Europa?''. A questo punto, secondo Sarkozy, sarebbe
meglio proporre una partnership privilegiata ''piuttosto che
continuare delle discussioni cominciate 40 anni fa e, non a
caso, mai terminate...non ci sono altre urgenze che iniziare i
negoziati con la Turchia?''. (Adnkronos)
17.06.2005
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IMPEGNI
CHE VANNO RISPETTATI
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Lo
chiede il presidente della Commissione UE, José Manuel Durao
Barroso, in merito all'allargamento di Turchia, Romania e
Bulgaria nell'Europa dei Venticinque. |
"Gli
impegni presi dall'Unione Europea in materia di allargamento devono
essere rispettati": lo chiede il presidente della Commissione UE
José Manuel Durao Barroso.
"Dobbiamo mantenere gli impegni assunti: un accordo è un
accordo", ha detto Barroso ai giornalisti che chiedevano se la
bocciatura franco-olandese della Costituzione possa mettere in
discussione il processo di allargamento, in particolare, l'ingresso
della Turchia.
"Nella vita internazionale, il principio della buonafede è
fondamentale", ha detto Barroso. "Di conseguenza non
proporremo una revisione degli accordi già conclusi dagli Stati
membri". (Ansa)
17.06.2005
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PROTOCOLLO
UNIONE DOGANALE
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Il
via libera dei ministri degli Esteri dell'UE lo estende
ora - per quanto riguarda Bruxelles ed Ankara - anche ai
dieci nuovi Paesi tra i quali Cipro. Appena il documento
perverrà sul tavolo del Governo turco, il capo
negoziatore Ali Babacan lo firmerà. |
 I
ministri degli Esteri dell'UE hanno dato via libera ad un
protocollo che estende ai dieci nuovi Paesi dell'Unione,
quindi anche alla Repubblica di Cipro, l'accordo dell'unione
doganale tra la stessa UE e Ankara.
Il capo negoziatore turco, Ali Babacan, ha sottolineato che il
suo Paese firmerà l'intesa appena il documento arriverà ad
Ankara, e cioè fra circa due settimane, il tempo necessario
per tradurre il testo nelle venti lingue comunitarie. Una volta
sottoscritto il documento, la Turchia avrà così adempiuto
tutte le condizioni fissate dall'UE per poter dar via libera
all'inizio dei negoziati per l'adesione, il prossimo 3
ottobre. Nel summit del dicembre scorso, i Venticinque avevano
infatti vincolato tale decisione proprio alla ratifica del
protocollo.
La Turchia non riconosce la Repubblica di Cipro, che il primo
maggio 2004 ha aderito all'UE, e il Governo turco ha più
volte affermato che la firma del protocollo sull'unione
doganale non significa - anche se implicito - il
riconoscimento di tale Repubblica.
L'UE ritiene a sua volta che, una volta che la firma turca sarà
apposta sul documento, sarà stato compiuto un altro passo in
avanti per la ''normalizzazione'' dei rapporti tra Ankara e
Nicosia. (Ansa)
17.06.2005
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SI GUARDA DI
NUOVO AGLI USA
| La
politica incerta e pericolosa dell'Unione Europea nei
confronti di Ankara sta riavvicinando la Turchia a
Washington dopo lo "strappo" di due anni fa.
La sfiducia dei cittadini. |
''Forse
tra dieci anni, sarà la Turchia a tenere un referendum per
decidere se vuole ancora entrare a fa parte dell'Unione Europea'': la battuta del numero due del Dipartimento degli
Esteri del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp),
Saban Disli, ha del paradossale, ma segnala lo stato d'animo
dei turchi dopo il 'no' di Francia e Olanda alla Costituzione
europea, risuonato per buona parte anche come un 'no'
all'ingresso della Turchia nella UE.
Così, di fronte a un'opinione pubblica europea che nasconde
sempre meno le sue paure per un'eventuale adesione di Ankara,
guadagna di nuovo terreno il fronte di quanti guardano agli
Stati Uniti come partner privilegiato della Turchia. Ciò,
nonostante il premier Recep Tayyip Erdogan si sia premunito di precisare in un'intervista al
<New York Times> che ''Stati Uniti ed Unione Europea non
si escludono a vicenda''. Ma non è un caso che Erdogan sia
volato a Washington all'indomani dei referendum in Francia e
in Olanda: forse ora più che mai, la Turchia ha bisogno di
riavvicinarsi agli Stati Uniti, dopo le tensioni degli ultimi
due anni, seguite al 'no' di Ankara all'utilizzo delle proprie
basi per permettere gli americani di aprire un fronte nord
nella
guerra in Iraq.
''Non contiamo sulla UE - ha arringato i colleghi riuniti
nella città industriale di Izmit, Zeynel Erdem, noto uomo
d'affari turco - Guardiamo agli Stati Uniti, sono loro i
nostri veri amici''. Una posizione condivisa da un sempre
maggiore numero di turchi, molti dei quali mai troppo convinti
delle reali intenzioni dell'UE di aprire le proprie porte alla
Turchia musulmana e con 70 milioni di abitanti, nonostante nel
dicembre scorso sia stato fissato al 3 ottobre l'avvio dei
negoziati di adesione. ''L'Europa sta facendo un gioco
pericoloso con la Turchia - ha denunciato Can Paker,
presidente della Fondazione turca per gli studi economici e
sociali - Sta dando man forte e sempre più motivazioni a
quanti vogliono che prevalga lo status quo''.
La crescente sfiducia nei confronti dell'Europa è stata
sottolineata del resto da un sondaggio condotto dopo i
referendum in Francia e in Olanda, che segnala un calo
dall'oltre 70% al 63% di quanti sono favorevoli a un'adesione
della Turchia alla UE. ''E' un vero peccato'' che riemergano
sentimenti antiturchi e con essi la proposta di concedere ad
Ankara solo una ''partnership privilegiata'' rilanciata dalla
leader della Cdu tedesca Angela Merkel, che a settembre
potrebbe spodestare dalla Cancelleria Gerhard Schroeder, ha
rimarcato l'armatore Pekin Baran. ''Siamo convinti - ha poi
aggiunto - che potremmo contribuire al futuro dell'Europa
molto di più di quanto otterremmo in cambio''.
''Se si guardano i sondaggi, il sostegno all'UE è sceso un
po', ma è ancora al 60% - ha commentato Erdogan parlando al
quotidiano americano - In effetti, nelle ultime due settimane
la situazione in Francia e in Olanda potrebbe aver avuto un
effetto negativo, ma quando in autunno arriverà il momento
dell'avvio dei negoziati, penso che la cifra (di quanti
sostengono l'adesione della Turchia alla UE, ndr) ricomincerà
di nuovo a salire''.
D'altro canto, ha ribadito il premier turco, ''la richiesta di
Ankara dovrebbe essere presa in considerazione per dimostrare
che Huntington (il citatissimo autore de ''Lo scontro di
civilta''', ndr) sbaglia: noi consideriamo l'UE come un club
con valori politici comuni, non come un club cristiano e il
mondo come un luogo in cui avviene una cooperazione tra le
civiltà, non uno scontro''. (Adnkronos)
17.06.2005
TERRORISMO:
COME LAVORARE INSIEME
|
Alla
conferenza sulla Democrazia e la Sicurezza Globale che
si è tenuta ad Istanbul il premier turco Recep
Tayyip Erdogan ha ribadito la necessità di un fronte
comune. |
Prime Minister Recep
Tayyip Erdoğan said that all countries needed to adopt a
common stance against terrorism, adding that Turkey was
willing to do what it could in this respect.
Speaking at the international Istanbul Democracy and Global
Security Conference hosted by the Turkish police department
via multivision from the United States, Erdoğan noted
that terrorism had become the main threat to democracy and
global security in the new millennium, saying that Turkey
was willing to share its 25-year-long experience against
terrorism with the world.
He said the conference, attended by academics and security
officials from around the world, could only help in the fight
against terrorism and that such conferences were held to
develop better relations and promote Turkey as a global player.
According to Erdoğan Turkey shared the same objectives
with countries that had achieved democracy, observing that
the 9/11 attacks and the bombings in Bali, Istanbul and Madrid
had transformed the way the world perceived terrorism.
He said Turkey was located in a very important
geographical location and could be a force for peace in the
Balkans, the Middle East and the Caucasus.
Erdoğan also spoke about the possibility of Turkey
becoming a bridge between civilizations.
Terrorists should
pay price:
All countries and people want peace, said Erdoğan, adding
that they would continue their efforts to spread peace.
"Turkey paid a very high price to terrorism. It's a
global problem. All countries should unite against terrorism,
and Turkey is willing to contribute to this effort," he said.
"Atatürk's saying, 'Peace at home, peace in the world' is
still relevant to us today. We are very sensitive on terrorism.
We lost close to 40,000 people in the 1990s. We not only lost
our own people but also the representatives of foreign
governments in the Istanbul bombings on Nov. 15 and 20,
2003. No one knows where terrorism may strike next. Terrorists
should pay a price. We need to formulate a joint stance
against it."
'Turkey has the
potential to contribute to peace':
Interior Minister Abdulkadir Aksu, who also made a speech at
the meeting, said Turkey had the potential and the will to
contribute to regional and global peace, noting that while
democracy and human rights were present in this day and age,
fanatics and terrorists were also present.
He said it is imperative to formulate a concept of universal
values in the 21st century and that every country was
responsible for maintaining peace, both in its region and
globally.
International legitimacy and respect made respect for the rule
of law, human rights and democracy mandatory, said Aksu,
noting that this necessitated a closer dialogue between
nations.
Turkish police
set the standard:
Aksu said in terms of organizational structure and training,
the Turkish police could set an example to the world and
commented that their efforts were directed at closer
integration of the organization into society.
He said peace and stability no longer were concepts that could
be guaranteed by individual nations. That was why the
conference was very important, he added.
'Turkey
believes in the importance of international cooperation'
Police Chief Gökhan Aydıner told the participants at the
conference that the Turkish state and its security agencies
believed in the importance of international cooperation
against terrorism and cross-border crime.
He said the conference was originally the idea of Prime
Minister Erdoğan, adding that Turkey had a lot to say
about international terrorism due to its past experience.
He said 65 countries and nine international organizations had
sent representatives to the conference, with 319
proposals due to be submitted in 45 separate sessions. (Turkish
Daily News)
17.06.2005
IL
VELO DI EMINE E L'OSTACOLO PER TAYYIP ERDOGAN
|
Il
foulard che la moglie del premier turco porta sul capo
è diventato oggetto di dibattito politico e persino
costituzionale. L'opposizione vorrebbe lo slittamento
delle elezioni presidenziali o l'anticipo di quelle
politiche. |
Il foulard,
che Emine, la moglie del premier turco, Tayyip Erdogan, usa
portare sul capo come segno di devozione islamica, è divenuto
in Turchia, in questi giorni, oggetto di dibattito politico e
persino costituzionale. Esso potrebbe rivelarsi un serio
ostacolo alla probabile ambizione dello stesso Erdogan di
essere eletto presidente della Turchia, nel giugno del 2007,
quando il Parlamento dovrà eleggere il nuovo capo dello stato
e sta dando forza alla richiesta dell'opposizione di elezioni
anticipate.
''Erdogan dovrebbe per questo sin da ora rinunciare alla sua
ambizione presidenziale perché ne va dell'identità della
Turchia - ha tuonato il capo dell'opposizione parlamentare,
Deniz Baykal, leader del Partito Repubblicano del popolo (Chp,
socialdemocratico e fortemente laico), che ha chiesto, anche
per quella ragione, di tenere le prossime elezioni politiche
''entro il 2006, o al massimo in aprile 2007'', cioé prima di
quelle presidenziali e anticipandole rispetto alla scadenza
naturale, che sarebbe il novembre 2007.
Il velo della moglie del presidente sarebbe percepito come un
velo portato dallo stato. In questo caso nessuno in Turchia si sentirebbe libero di non portarlo. Se poi fosse un
presidente donna a portare il velo islamico in testa nessuna
donna oserebbe andare in giro senza ha dichiarato Baykal
rispondendo anche a quanti nei giorni scorsi (tra cui l'ex
presidente Suleyman Demirel), forse anche per sollevare la
spinosa questione, hanno fatto osservare che la legge turca
non vieta ad una donna coperta (cioé che usi portare il
foulard islamico) di essere eletta Capo dello Stato.
Una legge non può prevedere tutte le possibilità. Ma quel
che è in gioco è dove la Turchia voglia andare. Altrimenti
si creerebbe una crisi di identità in Turchia, ha insistito Baykal, ribadendo la sua richiesta di elezioni anticipate già
respinta dal premier Erdogan, il quale ha tagliato corto
affermando: Il prossimo presidente sarà eletto dall'attuale
Parlamento.
In questo caso le elezioni presidenziali saranno una fonte di
tensioni. Un Parlamento eletto per 5 anni, quando è già alla
fine del suo mandato, non può ipotecare i prossimi sette
anni. Uno statista che non voglia stancare il suo Paese
dovrebbe pensarci, ha ribattuto Baykal al premier.
In Turchia, un Paese a maggioranza musulmana, ma con una
Costituzione fortemente secolare, al velo islamico femminile
viene attribuita una particolare valenza simbolica antilaica
parallela alla valenza laica attribuita alla sua proibizione
(in vigore, per sentenza costituzionale, nelle università e negli
edifici di Stato). L'attuale Governo del partito di Erdogan mira ad abolire
quella proibizione (sulla base del principio secolare della
non ingerenza dello Stato nell'abbigliamento privato), ma ciò
offre all'opposizione l'occasione di colpire nel suo punto più
debole Erdogan arrestandone l'ascesa alla presidenza della
Repubblica, resa probabile dalla schiacciante maggioranza di
cui egli dispone nell'attuale Parlamento.
Ma, al fondo della diatriba, c'è anche il deficit di
rappresentatività dell'attuale Parlamento uscito dalle
elezioni del novembre 2002. A causa della alta soglia di
sbarramento del 10%, infatti, molti partiti minori, non
avendola superata, sono rimasti fuori ed in Parlamento siedono
in sostanza solo due partiti, l'Akp di Erdogan ed il Chp di
Baykal in rappresentanza di poco più del 50% dell'elettorato.
Grazie a quella alta soglia il partito di radici islamiche Akp
di Erdogan, con solo il 35% dei voti, ha potuto ottenere i due
terzi dei seggi in Parlamento. Alla Turchia laica l'attuale
Parlamento non sembra, perciò, legittimato ad incidere
nell'identità laica del Paese, violando, con un simbolo forte
come il velo femminile - da essa ritenuto ''antilaico''- lo
spirito secolarista della Costituzione voluta nel 1923 dal
padre fondatore della Turchia moderna, Kemal Ataturk. (Lucio
Leante/Ansa)
17.06.2005
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NON ESCLUSO IL
REFERENDUM
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"Se
sarà necessario lo faremo", ha detto il premier
turco Erdogan a proposito della proposta di introduzione del velo
nelle università. |
Il
premier turco Tayyip Erdogan ha affermato che il partito di
radici islamiche, Akp, di cui egli stesso è presidente, è
disposto a tenere un referendum sul velo islamico femminile in
Turchia, se necessario. ''L'Akp farà il referendum se sarà
necessario'' ha dichiarato Erdogan alla rete televisiva
<Ntv> commentando il fatto che all'Università Ataturk
di Erzurum le parenti velate di alcuni laureandi non sono
state ammesse nell'aula dove si svolgeva la cerimonia di
laurea a causa del foulard (''turban'') che portavano sul
capo. (Ansa)
17.06.2005
|
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25 MILA
FIRME
|
Sono
state raccolte da una organizzazione di donne e consegnate poi
al Capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer, perché sia abolito il
divieto di portare il velo islamico. |
Una
petizione per l'abolizione del divieto di portare il velo
islamico femminile sottoscritta da 25 mila persone è stata
consegnata ad Ankara alla presidenza della Repubblica da un
gruppo di una dozzina di donne velate al termine di u corteo
organizzato dai "manifestanti per la libertà del
islamico".
Quest'ultimo gruppo sta raccogliendo le firme da ottobre in un
parco della capitale turca ed asserisce che il 60% delle donne
turche porta il velo".
In un loro messaggio al presidente della Repubblica Ahmet
Necdet sezer gli chiedono di abolire le restrizioni al <turban>
(vietato per sentenza costituzionale nelle Università e negli
edifici di Stato) o di dimettersi.
Una manifestazione organizzata dallo stesso gruppo si era
svolta meno di un mese fa. (Ansa)
17.06.2005
|
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CONCILIAZIONE
|
La
stanno tentando Berna ed Ankara dopo la semi-rottura per
le questione legata al riconoscimento da parte della Svizzera del <genocidio armeno>. Joseph Deiss farà
il viaggio previsto in Turchia. |
Dopo le ultime tensioni
legate alla questione del genocidio armeno, Svizzera e Turchia
hanno giocato la carta della conciliazione. Il viaggio
previsto da Joseph Deiss in Turchia si terrà, ha affermato a
Berna il capo della commissione di politica estera del
Parlamento di Ankara Mehmet Dülger.
"La soluzione alla questione armena non è una
precondizione fissata dalla Svizzera per avere buone relazioni
con la Turchia", ha affermato Mehmet Dülger di
fronte alla stampa. "Certo, noi abbiamo una sensibilità
particolare su questo problema, ha ammesso. "Non è
facile veder trattati i nostri antenati come dei
criminali".
La questione del genocidio armeno - che si stima abbia causato
un numero di morti compreso tra i 200 mila e i 2 milioni - è
ormai da anni un ostacolo alle relazioni fra Berna e Ankara.
L'ultimo episodio risale al 10 giugno scorso. La stampa turca
aveva pubblicato una notizia secondo cui l'annullamento della
visita di Deiss ad Ankara per settembre e quella del ministro
del Commercio turco Kürsad Tüzmen ad un forum del 22-24
giugno a Zurigo era da ricondurre all'apertura - da parte
della procura di Winterthur (ZH) - di un procedimento contro
lo storico Yusuf Halacoglu. Quest'ultimo, durante una
conferenza del maggio 2004, avrebbe minimizzato gli
avvenimenti del 1915, violando in tal modo la norma federale
anti-razzismo. (Tici@nline)
17.06.2005
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AUTO:
IL MERCATO VA A PICCO
E' IL SESTO MESE CONSECUTIVO
|
La
causa va ricercata nell'aumento delle tasse che ha frenato
in Turchia la domanda per le vetture nuove. A maggio ne
sono state vendute 38. 461, il 30% in meno
rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Una
recessione che preoccupa gli operatori economici ,in
particolare i costruttori esteri. |
Mercato
automobilistico turco a picco a maggio per il sesto mese
consecutivo, a causa dell'aumento delle tasse che ha frenato
la domanda per le vetture nuove. Il mese scorso - secondo
quanto riporta Bloomberg - sono state vendute in Turchia
38.461 vetture, il 30% in meno rispetto allo stesso periodo
dell'anno scorso. Le vendite di maggio di tutti gli
autoveicoli, compresi camion, van e commerciali, sono calate
del 16% a quota 72.147 unità.
La Turchia ha aumentato le tasse sulle auto per frenare il
boom di vendite delle vetture importate che ha allargato il
deficit commerciale del Paese. L'anno scorso le vendite in
Turchia erano raddoppiate grazie al calo dei tassi di
interesse che ha permesso di effettuare prestiti più
vantaggiosi. Toyota, Ford e Fiat sono tra i maggiori
costruttori esteri in Turchia. (Motori/Kataweb)
17.06.2005
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<BASTAS
CIMENTO> AUMENTA LA SUA PRODUZIONE
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L'industria
turca ha manifestato la volontà di modernizzare le sue
fabbriche per portarle ad una capacità di quattromila
tonnellate di materiale al giorno. |
Cement producer Baştaş
Çimento stated yesterday it would modernize its facilities and
add a production network with a 4,000 tons/day clinker capacity.
Accordingly, the new production network will begin operating
by 2007 and will include the latest in industry
technology.
With this $55 million investment Baştaş Çimento
aims to meet the cement needs of Ankara and its region. Baştaş
Çimento is currently situated in Elmadağ and operates at
a clinker capacity of 700,000 tons/year. The objective of
the investment is to increase production capacity by 4,000
tons/day. The company said Baştaş's own resources
would cover the total expense of the investment and that no
financing would be needed. An amount of $33 million will be
budgeted for imported construction materials and $22 million
for local construction materials.
The firm stressed that the investment is significant
especially regarding Turkey's general cement production
operations, as Turkey is already one of world's leading cement
producers.
Turkey is the fifth largest cement producer in the world, with
38.736 million tons in 2004. There are currently 57 cement
plants in Turkey (out of which 17 are for grinding
and packaging).
Baştaş Çimento stated it will have a total
production capacity of 2 million tons per year with the
addition of the new production network. (Turkish
Daily News)
17.06.2005 |
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LA
STORICA, GLORIOSA <ATALA>
STA PER FINIRE IN MANI TURCHE
|
Il
celebre marchio padovano di biciclette è stato
acquistato dal gruppo guidato da Ovadia Sarda. Il
restante 50% resta invece in mani italiane. A dar corso
all'operazione è stata la Banca Antonveneta che aveva
in pegno le azioni dell'azienda. Nessun pericolo per i
posti di lavoro, è stato assicurato. |
L'Atala
sta per finire in Turchia, a Izmir, dove le celebri biciclette
vengono prodotte e spedite in Italia per essere
commercializzate e vendute. Potrebbe sembrare una delle tante
delocalizzazioni, ma non lo è. Il 50 per cento del celebre
marchio padovano è stato infatti acquisito dal gruppo turco
guidato da Ovadia Sarda; il restante 50 per cento resta invece
in Italia, nelle mani di alcuni imprenditori del settore. A
dare corso all'operazione, nei giorni scorsi, è stata Banca
Antonveneta che aveva in pegno le azioni dell'azienda. Una
fetta di Atala rimane quindi a Padova, nel quartiere generale
di via Lussemburgo che occupa 62 dipendenti. "Nessun pericolo
per i posti di lavoro - assicura il nuovo amministratore
delegato, Massimo Panzeri -, si apriranno anzi nuove
possibilità. Tutti i nuovi soci provengono dal settore delle
biciclette, sanno quindi fare bene il loro mestiere". (GazzettinoOnline)
17.06.2005
|
PER
RIMINI E' IL MOMENTO DI INVESTIRE
|
Successo
della <Country Presentation> nella città di
Fellini in vista di una iniziativa più ampia del Forum
sul Turismo del Mediterraneo (27-29 novembre). Le
ragioni per le quali uno degli obiettivi primari rimane
sempre la Turchia dove a
settembre si recherà una missione economica alla quale
fin d'ora sono invitati a partecipare tutti gli
operatori interessati. |
Con la consapevolezza
dell'importanza economica che un Paese come la Turchia sta
assumendo a livello europeo e mondiale, questa mattina la
Camera di Commercio di Rimini, in collaborazione con Ice,
Istituto per il Commercio con l'estero, ha
organizzato il workshop sul tema: "Turchia: opportunità
per le imprese italiane della filiera del turismo.
Imprenditori a confronto", per presentare alle imprese
riminesi della Filiera del Turismo le opportunità di business
in Turchia.
La <Country Presentation> è rientrata nell'ambito
dell'iniziativa più ampia del Forum sul Turismo nel
Mediterraneo (27-29 novembre 2005): una giornata di
approfondimento sulle opportunità di affari in Turchia per i
settori legati alla filiera turistica. Ad essa hanno
partecipato Manlio Maggioli, Presidente della Camera di
Commercio di Rimini; Giuseppe Reggia, Consulente Camera di
Commercio di Rimini; Mehmet Erktin, Vice Presidente della
Tefken Holding Co. Inc. (Settore contract, immobiliare e
bancario); Alì Erdim, Vice Presidente Turob (Associazione
Albergatori della Turchia).
All'incontro erano presenti 22 rappresentanti di imprese e
associazioni (AIA Rn; Assindustria Rn; Api Rn; Cna Forlì
Cesena) del territorio della provincia di Rimini, ma anche di
Forlì-Cesena e Pesaro-Urbino, impegnate in attività diverse:
piscine, produzione sedie e tavoli, arredamenti per alberghi,
produzione di software gestionali, produzioni materassi,
illuminotecnica, architettura d'interni e consulenza,
complementi d'arredo, produzione frigoriferi, produzione
macchine alimentari, costruzione segnalamenti marittimi,
building automation, franchising alberghiero.
Dopo aver ringraziato gli ospiti turchi intervenuti in Camera
di Commercio in occasione della Country Presentation, Manlio
Maggioli, Presidente della Camera di Commercio di Rimini, ha
introdotto i lavori della mattinata.
"Nell'ambito del Forum sul turismo del Mediterraneo abbiamo
dato il via ad iniziative di sviluppo dei rapporti con vari
Paesi che partecipano al Forum e, dopo Tunisia e Marocco,
oggetto di approfondimento lo scorso anno, oggi è la volta
della Turchia.
Tutti noi sappiamo del "peso" strategico che sta
assumendo questo Paese a livello economico europeo e mondiale,
e quindi come Camera di Commercio ritengo che questa
iniziativa si possa considerare importante.
Questo incontro è dedicato alle imprese della filiera del
turismo, e poiché turismo significa integrazione all'interno
dell'economia generale di un Paese, ciò vuol dire che le
opportunità di business sono aperte a tantissime attività
economiche, al settore costruzioni, al manifatturiero, per
fare un esempio.
A settembre, a seguito di questa giornata, organizzeremo una
missione economica in Turchia, alla quale invito fin da ora
tutti gli operatori e le associazioni a partecipare, e ci
auguriamo che in quell'occasione potremo intensificare quei
rapporti con la Turchia che già da oggi, con questa Country
Presentation, possiamo avviare".(RomagnaOggi.it)
17.06.2005
|
TURK
TELEKOM: LA VENDITA FORSE SLITTA
|
Per
la 2° volta è stata rimandata l'offerta pubblica del
55% della società. Il ritardo comunque non è dovuto
alla volontà di quest'ultima ma al fatto che il
Parlamento - che resterà chiuso dal 1 luglio al 30
settembre - deve prima approvare i ddl sulle T.T. |
A
second postponement of the privatization tender for Turkish
Telecoms, 55 percent of which will be bloc sold within the
framework of the privatization, was on the agenda recently.
This time the postponement derives not from individuals or
institutions planning to buy shares, as was the case in the
first postponement, but from the failure of the Privatization
Administration Presidency (OIB) and the Ministry of
Transportation to complete three legal arrangements required
for the tender. If the draft laws for the universal service
and electronic communication, and a legal arrangement that
envisions the transfer of Turk Telecom's 1.5-quadrillion
Turkish lira (TL) cash surplus to the Ministry of Finance are
not passed in Parliament by 24 June 2005, the date on which
proposals will be accepted, the privatization tender will be
postponed to a later date. On the other hand, the Turkish
Parliament will be on holiday from July 1 until the beginning
of October; therefore, the sale of Turk Telecom will be
abandoned until the fall of 2005 at the earliest. The said
three arrangements have huge importance to the sector to
achieve its aims, and only the law draft on electronic
communications has been sent to Parliament. Another law that
that is required for the Telecom sale includes an arrangement
of 1.450 billion new Turkish liras (YTL) that the institutions
need to transfer to the Ministry of Finance following the
privatization. The Ministry of Transport wants this financial
resource to be used for the Fast Train Project, which is
planned for construction among Ankara, Konya and for villages
that have no infrastructure in eastern and southeastern
Anatolia. Officials from the Treasury and the Ministry of
Finance; however, oppose the use of these funds for
transportation and communication infrastructure.
Deadline for cooperation extended
The start for the bloc sale of the 55 percent of Turk Telecom,
which had been tendered twice before, was given with a tender
declaration on 25 November 2004. The deadline for a
prerequisite application for investors was designated as 11
January 2005 while the deadline for a final proposal had been
announced as 31 May 2005. In the period that followed, a
demand by investor companies to postpone the deadline in order
to form a consortium had been evaluated and the deadline for
making proposals had been postponed to June 24. The deadline
for reporting cooperation, which was earlier postponed from
May 17 to June 10, was postponed again on Tuesday and has now
been determined for June 17. While 13 firms have received
proficiency, the Belgian company the Belgacom and the Spanish
company the Telefonica are among those who have withdrawn from
the privatization tender. (Selim Kuvel/Zaman)
17.06.2005 |
|
ANCHE
LO ZUCCHERO ENTRA ILLEGALMENTE
|
I
Paesi di provenienza sono Brasile ed Argentina. Un danno
enorme per le imprese turche, già colpite dal
contrabbando dell'olio. Le stime parlano di 500 milioni
di dollari. |
After
illegal oil, sugar also puts licensed Turkish firms in a
difficult position. Annually, $500 million worth of smuggled
sugar enters Turkey from the southeastern Anatolian region,
according to Federation of Food Associations President Semsi
Kopuz.
Sugar sold from $1,250 in Turkey has been brought in from
Argentina and Brazil from $250 said Kopuz and revealed that
about 200,000 tons of illicit sugar enters the country every
year. The high price of sugar in Turkey is the reason behind
the sugar smuggling he said. The Federation will prepare a
detailed report on the advantages of a Value Added Tax
deduction in the food sector and will present it to the
Finance Ministry in the next few months According to Kopuz and
the Federation demands a reduction in the value added tax from
18 percent to eight. "The high tax feeds the unlicensed
sector, and added, "According to our estimations, there
is a $3 billion tax deficit." Kopuz has also notified
that consumer awareness needs to be improved regarding the
issue. (Erkan Baysal/Zaman)
17.06.2005
|
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ACQUISIZIONE
<GLOBAL>
|
Accordo
tra la <Banca Imi> del Gruppo <Sanpaolo Imi>
e la <Menkul Degerler, società turca leader nella
trattazione di titoli. |
La
<Banca Imi>, la banca di investimenti del Gruppo
<Sanpaolo Imi> e la <Global Menkul Değerler>,
società turca leader nella trattazione di titoli, hanno di
recente firmato un accordo. In base alla lettera di intenti
convenuta tra le parti, la <Banca Imi> si è impegnata
ad acquisire il 20% della <Global>, con un'opzione di
acquisto per un'ulteriore quota del 30% nei prossimi due
anni a partire dalla data dell'investimento iniziale.
Si tratta di un'operazione strategica per la
<Banca Imi>, che avvia così un'importante
cooperazione nel settore bancario e degli investimenti con una
società leader in Turchia, oltre che intensificare
la presenza del settore bancario italiano nel Paese,
testimoniata dai successi di <Unicredito>. La <Global
Menkul Değerler>, fondata nel 1990, è la principale
società di trattazione di titoli in Turchia, che tra gli anni
1993 e 2002 ha realizzato il più alto volume di scambi e nel
2004 ha realizzato entrate nette per 17 milioni di Euro, contando
attualmente un portfolio di 40.000
clienti. (fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara)
17.06.2005
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TASSI
INTERBANCARI
|
Nuovo
ritocco da parte della Banca Centrale turca che questa
volta ha applicato una riduzione di un quarto di punto,
dal 14.50 al 14.25% per la ricezione e dal 18.50 al
18.25% per la cessione dei depositi. |
Nuovo ritocco in Turchia
dei tassi interbancari da parte della Banca Centrale che
questa volta ha applicato una riduzione di un quarto di punto,
dal 14.50 al 14.25% e dal 18.50 al 18.25% rispettivamente per
la ricezione e la cessione dei depositi, contrariamente alle
aspettative degli analisti che avevano previsto una riduzione
di mezzo punto percentuale. Nonostante la prudenza degli
ultimi tagli, la Banca Centrale prevede un tasso d'inflazione
annuo in diminuzione, in linea con gli obbiettivi di governo,
che sarà strettamente connesso al mantenimento della
disciplina fiscale ed al buon andamento del processo di
riforme strutturali in corso. Secondo la Banca Centrale il
controllo dell'inflazione potrà essere effettuato anche
attraverso adeguate azioni di politica monetaria capaci di
influenzare i tassi di interesse a medio e lungo termine.
(fonte Amb. d'Ita)
17.06.2005
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CAPITALI
ESTERI
|
Si
tratta di quelli investiti a breve termine sui mercati
finanziari della Turchia, i cosiddetti Hot Money. |
Sempre
la Banca Centrale turca, in un recente rapporto, ha reso noto
che i capitali esteri investiti a breve termine sui mercati
finanziari della Turchia, (cosiddetti Hot Money), sono
ammontati a $19.8 miliardi (inclusi i flussi in contanti sotto
la voce "errori ed omissioni") su base annua (febbraio
2004-2005) di cui solo $7 miliardi tra dicembre 2004 e
febbraio 2005 a seguito della decisione della Commissione di
avviare i negoziati per l'adesione della Turchia. Del totale
di $19.8 miliardi, 10.8 provengono dall'estero mentre
i restanti 9 sono costituiti da depositi effettuati da
cittadini turchi residenti all'estero. Nelle parole del ministro delle Finanze Kemal Unakitan (contrario a qualsiasi
ipotesi di tassazione del capitale), l'unico vero modo per
controllare l'impatto potenzialmente rischioso di tali
flussi sull'economia del Paese risiede nel continuo
miglioramento delle condizioni macro-economiche e nella
riduzione, per questa via, degli ancora alti tassi d'interesse
reali. (fonte Amb.
d'Ita)
17.06.2005
|
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PRODUZIONE
INDUSTRIALE IN CRESCITA
|
Il
dato si riferisce al primo trimestre dell'anno in corso
rispetto allo stesso periodo del 2004. Lo ha reso noto
l'Istituto Nazionale di Statistica (Die) turco. |
La
produzione industriale della Turchia nel primo trimeste dell'anno
in corso è cresciuta del 6.2% rispetto allo stesso periodo
del 2004: è quanto ha reso noto l'Istituto Nazionale di
Statistica (DİE). Tale crescita va imputata
principalmente al settore privato (+7.7%), ovvero alla
produzione di motocicli, prodotti chimici e di plastica in
particolare, mentre la produzione del comparto pubblico nel
complesso e' diminuita del 4.6% ad eccezione dei prodotti
petroliferi, di prodotti medici e strumenti di precisione. La
produzione mineraria e' anch'essa aumentata del 24.6%,
principalmente nel settore pubblico, mentre la produzione di
energia è aumentata grazie al settore privato. (fonte Amb.
d'Ita)
17.06.2005
|
|
APERTI
AD ISTANBUL ED IZMIR DUE TRADE CENTRES
|
Era
presente il presidente della <Bpn Paribas>, Michel
Pebereau, il quale ha detto che il suo gruppo - assieme
alla finanziaria <Teb Mali Yatirimlar> - potrebbe
investire ulteriormente in Turchia. |
Il
presidente della <Bpn Paribas>, Michel Pebereau, ha
annunciato che la <Bpn>, insieme al partner turco, la
società finanziaria <Teb Malı
Yatırımlar>, potrebbe considerare l'opportunità
di effettuare
ulteriori investimenti in Turchia. Il presidente Pebereau non è sceso in dettagli circa i futuri investimenti
ma ha affermato che questi verteranno principalmente sull'assistenza
finanziaria alle Pmi ed ha aggiunto che la <Bpn>
considera la Turchia un Paese con grandi potenzialità di
crescita, terreno fertile per i nuovi investimenti che si
prospetteranno o che saranno proposti dalla <Teb>. A
proposito di quest'ultima, Pebereau ha tenuto a sottolineare
che la loro partnership è stata finora molto produttiva e
soddisfacente. Il presidente della <Bpn> era in visita
in Turchia per l'apertura di due Trade
centres, uno a Istanbul e l'altro a Izmir, che
forniranno consulenza e servizi finanziari alle imprese,
mentre un terzo centro sarà inaugurato prossimamente nella
provincia di Adana. I centri sono il frutto tangibile della
joint-venture con la <Teb>, ha concluso Pebereau e la
loro apertura si inserisce nella strategia di assistenza ai
clienti internazionali fornita dalla <Bpn Paribas> nel
mondo. (fonte Amb. d'Ita)
17.06.2005
|
|
OPZIONE
|
Raggiunto
un accordo tra il gruppo finanziario turco <Dogus>
e la statunitense <Hbk Master Fund>. |
Il gruppo finanziario
<Doğus> ha raggiunto un accordo con la statunitense
<Hbk Master Fund> per un'opzione di vendita di una
quota azionaria pari al 4,1% del proprio capitale in
<Garanti Bank> nei prossimi 18 mesi. In base all'accordo,
la <Hbk> potrà successivamente acquisire un'ulteriore
quota dell'1.65%. (fonte Amb.
d'Ita)
17.06.2005
|
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PRIVATIZZAZIONI
|
Dodici
società, tra le quali l'Eni, in gara per acquistare il
51% della turca <Tupras>. |
Sono
dodici le società che partecipano alla gara per la
privatizzazione in blocco del 51%
delle raffinerie <Tupras>. Di queste, quattro
sono locali mentre le restanti sono straniere: oltre all'<Eni>
figurano la russa <Repsol>, la polacca <Pkn>, l'indiana
<Ioc>, l'austriaca <Omv> ed alcune joint-ventures
tra la <Shell> e operatori americani. Il termine per la
presentazione finale delle offerte scade il prossimo 2
settembre. (fonte Amb. d'Ita)
17.06.2005
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<EPSON>
TIENE D'OCCHIO LA TURCHIA
|
A
metterlo bene in evidenza il country manager Attilio
Capocchi. "Sono positivamente stupito del fervore
in questo Paese dove c'è però anche una forte necessità
di strumenti informatici". |
Paesi
emergenti? Sulla lista di Epson ci sta la Turchia. A seguire
questa nazione è direttamente la country italiana. La
responsabilità è, quindi, di Attilio Capocchi, che di fatto
è country manager per Italia, Grecia e Turchia, appunto.
Positivamente stupito di quanto fervore ci sia in quel Paese
(e anche dell'impegno riscontrato sulle donne manager),
Capocchi riconosce anche il ruolo fondamentale dei
distributori, ma aggiunge: "I grossi nomi internazionali
della distribuzione sono assenti. Il più importante è,
invece, Index". Il che, comunque, potrebbe essere
tradotto in opportunità anche per i distributori di origine
italica. Vero è che la Turchia è ancora un mercato
particolare, con forti oscillazioni del deficit, "anche
se - Capocchi ha notato la differenza da quando quattro anni
fa hanno aperto una sede - molto è cambiato. Compresa
l'inflazione che si è ridotta notevolmente dimenticando i
tassi del 70/80% del 1999". L'esperienza di Epson, si
capisce, è più che positiva: "I turchi hanno forti
necessità di strumenti informatici. Credo che, poi, il loro
prepararsi a entrare in Europa, rappresenti un must
per mettersi al passo anche con la tecnologia". (M.Cristina
Ceresa/Dealer Var)
17.06.2005
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INDICATORI MACROECONOMICI
Pnl
2004: crescita annua del 9.9%
Pnl pro capite 2004:
US $ 4.172
Pil 2004: crescita annua dell'8,9%
Pil pro capite 2004: US
$ 4.187
Inflazione
annua (prezzi al consumo): 8.47% (dato di
aprile)
Interscambio con l'Italia
nel bimestre gennaio-febbraio 2005: $1.76 miliardi, con
$965 milioni di esportazioni italiane verso la Turchia e $798
milioni di importazioni dalla Turchia. (fonte Amb.
d'Ita)
17.06.2005
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CELEBRATA
S. BARNABA
|
Dopo
31 anni centinaia di greco-ciprioti hanno potuto
assistere alle funzioni nella parte turca dell'isola
grazie al permesso concesso dalle autorità di
quest'ultima. |
Hundreds of Greek
Cypriots for the first time in 31 years held a religious
service at a church on the Turkish Cypriot-held north of the
divided island, where the apostle Barnabas is buried, Ntv
television news channel reported on its Web site.
The religious ceremony to celebrate the St. Barnabas
Feast took place over the weekend with permission from the
government of the Turkish Republic of Northern Cyprus (Kktc),
the report said describing the permission as a "Kktc
gesture" to the island's internationally recognized Greek
Cypriot administration.
The church in Famagusta was turned into a museum following the
division of the island between the Turkish Cypriot and
Greek Cypriot communities in 1974. According to the report,
the ceremony was held under strict security measures and
hailed by the Greek Cypriot media as a "miracle."
Interactions between the two communities have stepped up since
last year when the U.N. attempted to re-unite the
island under a federal umbrella. The Turkish Cypriots
voted for the U.N. peace plan in a twin referenda in April
2004 but the Greek Cypriots rejected it. (Turkish
Daily News)
17.06.2005
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|
SERGENTE MUORE
IN UN
CAMPO MINATO
|
La
vittima è un militare greco saltato in aria in località
Kornofolia al confine con la Turchia. |
Un
soldato greco ha perso la vita, in località Kornofolia
presso il fiume Evros, ucciso dall' esplosione di una mina in
uno dei campi al confine con la Turchia e che, sino ad oggi,
hanno provocato la morte di decine di immigrati clandestini.
Il sergente Evanghelos Xenakis, 26 anni, secondo il quartiere
generale dell'esercito greco, è morto nel tentativo di
neutralizzare una mina. Dal 1990, 96 persone, la maggior parte
immigrati clandestini che tentavano di entrare in Grecia dalla
Turchia, hanno perso la vita nei campi minati di Evros. La
Grecia ha ratificato il 2002 la convenzione di Ottawa contro
le mine anti-uomo, ma i campi minati - nonostante un
successivo, ulteriore accordo bilaterale con la Turchia - non
sono ancora stati eliminati. L'esercito, così come ha fatto
in passato in casi simili, ha sottolineato che i campi sono ''chiaramente''
indicati da una doppia recinzione alta un metro e mezzo, con
segnali luminosi (e fosforescenti di notte) in greco ed
inglese. (Ansa)
17.06.2005
|
|
DISINNESCATA
UN
MINA NELLO STRETTO DEI DARDANELLI
|
L'ordigno
era stato collocato nel corso della prima Guerra
Mondiale dai turchi contro le forze alleate. Una
battaglia che costò 500 mila vittime. |
Una
mina rimasta fin dalla Prima Guerra Mondiale nello stretto dei
Dardanelli (fra il Mar Mediterraneo e il Mar Nero) è stata
disinnescata dagli esperti artificieri delle Forze Armate
turche.
L'ordigno, avvistato nei giorni scorsi da sommozzatori
impegnati in addestramento in quel braccio di mare, avrebbe
potuto costituire un pericolo per la navigazione, in una delle
vie d'acqua più trafficate del mondo. A quanto pare, quella
mina fu innescata dalle forze ottomane contro le forze
alleate. Dopo nove mesi di accaniti combattimenti, questi
dovettero rinunciare all'impresa di impossessarsi dei
Dardanelli. Quella battaglia, una delle più sanguinose
della Prima Guerra Mondiale per il controllo del passaggio
strategico dello stretto, costò complessivamente 500.000 vite
umane, perdute dall'una e dall'altra parte.
17.06.2005
|
|
COOPERAZIONE
AEREA
|
Firmato
un accordo di carattere tecnologico tra la Turchia (Thy)
e Singapore (Habom). I vantaggi per il sud-est anatolico. |
Turkish
Airlines (Thy) will sign a good will agreement with the
Singapore Technologies Aerospace company for Aviation
Maintenance-Repair and Modification Center (Habom) as part of
the first step to start detailed cooperation talks.
Thy issued a statement to authorize the center located at
Sabiha Gokcen Airport in this regard with the approval of the
Privatization Board. Thus, as a result of turning Gaziantep
Airport that has been in service, into a Taxiway by the State
Airport Authority for use as a second runway, it has been
decided to schedule Istanbul-Gaziantep flights twice a day.
Also in addition to the Gaziantep flights, due to passenger
demand on developing regional flights in southeastern
Anatolia, it has been decided to open Ankara-Adiyaman and
Ankara-Kahramanmaras routes. The general administration
authorized passengers traveling from Kahramanmaras-Adiyaman to
Istanbul to transfer from Ankara using domestic or foreign
connecting flights. (Economy News
Desk-Zaman)
17.06.2005 |
|
IL
VINO TURCO INVADE SINGAPORE
|
A
detta del direttore generale di una società che produce
una nota marca, in questa parte dell'emisfero asiatico i
buoni prodotti vengono apprezzati e pertanto acquistati. |
Turkish wine producer
Sevilen has become the first Turkish company to export wine to
Singapore. Sevilen General Manager Enis Güner, who indicating
that wines that were sent as a test to Singapore one month ago
were well received by experts and gourmets, said:
"Singapore is an unexplored market for Turkish wine
companies. It is more difficult to enter this market verse
entering a market like Germany or England markets, for
instance. Singapore is as the Paris of the Far East. They
understand the quality of wine, they like it and they spend
money on good wine."
Güner noted that his company had sent 1,000 bottles of wine
to Singapore as part of the first phase of product
introduction and promotion. He said Majestik red and white,
Sevilen Sauvignon Blanc, Sevilen Cabernet Sauvignon and
Sevilen Merlot were among those wines initially exported to
Singapore. He added that these wines would be positioned right
alongside premium French and Italian wines and will be offered
at the most famous restaurants in Singapore. (Turkisyh
Daily News)
17.06.2005 |
|
BIENNALE
DI VENEZIA
|
Aperto
il padiglione turco dal ministro di Stato Kursad Tuzmen.
Il designer Hussein Callahan ha spiegato ai presenti il
suo lavoro. |
The Turkish pavilion at
the 51st International Venice Biennial was opened by State
Minister Kürşad Tüzmen at a reception ..
International and Turkish journalists, artists, curators and a
number of guests attended the reception at the Levi Foundation
by the Grand Canal in Venice.
Artist and designer Hussein Callahan is displaying his works
at the Turkish pavilion, which is sponsored by Garanti Bank
and the Shop Miles Club and supported by Turquality. Thousands
of people are expected to visit the biennial, taking up 400
square meters in a building owned by the Levi Foundation,
from June 12-Nov. 6.
The fact that Turkey is being represented by Callahan,
regarded as one of the 10 top designers in the world, is
important for the country's promotion abroad. His works
will be displayed at Galerist in Istanbul after the biennial.
Beral Madra is superintendent and curator of the project,
which was organized under the auspices of the Turkish
Ministry of Foreign Affairs. The project is being coordinated
by the owner of Galerist, Murat Pilevneli. The exhibition was
organized in collaboration with Istanbul Bilgi University and
the Istanbul Foundation for Culture and Arts (IKSV). (Turkish
Daily News)
17.06.2005 |
PREMIO
MARCHIGIANI NEL MONDO
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Domani
18
giugno il presidente del Rotary Club di Cagli (2090
distretto), Urbano Urbinati, consegnerà
all'ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili -
nella Sala degli Stemmi del Municipio - la massima
onorificenza del sodalizio. Sarà presente il
vice-sindaco Alberto Mazzacchera. Incontro del diplomatico
anche con i vertici dell'Assindustria di
Pesaro e Urbino.
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 Cento
anni di Rotary. Un avvenimento importante che il milione e 300
mila soci festeggiano da una capo all'altro del nostro
emisfero. A Cagli - piccolo centro dell'entroterra marchigiano
noto per avere dato i natali al pittore Gaetano Lapis detto il
Carraccetto - si è voluto ricordare questo momento storico in
maniera del tutto del particolare. Domani 18 giugno, infatti,
verrà consegnato il <Premio Marchigiani nel Mondo>
all'ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili. Del nostro
diplomatico, e del lavoro che sta svolgendo presso la sede di
Ankara, ci siamo occupati più di una volta per cui sarebbero
superfluo aggiungere altre parole per elogiarne i meriti. Fa
piacere però che un club, giovane come quello di Cagli,
dedichi una giornata ad un figlio della terra marchigiana che
si è distinto per l'impegno profuso soprattutto all'estero.
Merito soprattutto del suo presidente Urbano Urbinati - già
direttore dell''Istituto di Cultura Italiano ad Ankara
dall'ottobre 1980 all'agosto 1988 - il quale, non solo assieme
al vicesindaco Alberto Mazzaccchera consegnerà personalmente
all'amico fraterno nella Sala degli Stemmi del Municipio la
massima onorificenza rotariana, ma è l'anima stessa della
creazione del premio; come lo fu - del resto - della
fondazione due anni fa del club cagliese, distretto 2090. Un
club che quanto prima arriverà a 37 soci.
Ancora molto legato alla Turchia e ai turchi, Urbinati non fa
mistero di una certa nostalgia per questo Paese che si augura
entri nell'Unione Europea nel tempo prefissato pur sapendo che
Ankara dovrà superare grandi ostacoli. Di certo l'Italia le
è vicina, ed il suo presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi ancora una volta - nel tete-à-tete di
Istanbul a margine della partita Milan-Liverpool - ha voluto
rassicurare il premier Recep Tayyip Erdogan circa le buone
intenzioni di palazzo Chigi.
I rapporti Roma- Ankara non sono però solo politici (missione
del ministro degli Esteri Gisancarlo Fini il 13 luglio
prossimo, visita del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi in
autunno), ma rivestono sopratutto un carattere economico;
anche in campo regionale. A maggior ragione quindi,
l'ambasciatore Marsili coglierà l'occasione della consegna
del premio per incontrarsi con i vertici dell'Assindustria di
Pesaro ed Urbino al fine di portare avanti un discorso più
approfondito tra il business locale e la realtà anatolica. Le
premesse ci sono da tempo, i tratta ora di imprimere una
maggiore spinta a quello spirito di iniziativa che è una
delle caratteristiche dei marchigiani.
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Cagli
è città ricca di storia come dimostra il suo nome antico:
"Cale", di origine pre-romana. vari ritrovamenti
archeologici hanno dimostrato la presenza nel suo territorio
degli umbri, degli etruschi e quindi dei Galli Senoni, prima
che i romani, con la battaglia di Sentino, (295 a. C.); lo
conquistassero definitivamente.
Gli itinerari romani indicano un "Cale Vicus" ed una
"Mutatio ad Cale" segno di uno sviluppo abitativo e
commerciale avvenuto lungo la via consiliare Flaminia fin
dalla costruzione di questa importante arteria viaria. Già
nel IV secolo Cagli era sede episcopale con Greciano che
partecipò al Concilio di Rimini (359). Caduto l'impero romano
il "vicus" dovette subire le incursioni dei Goti e
quindi dei Longobardi. Punto strategico nel corridoio
bizantino, il territorio cagliese fu per anni conteso ai
Bizantini dagli stessi Longobardi.
I cagliesi, intanto, rifugiatisi sullo scosceso colle che
domina la Flaminia, chiamato "Bandirola", vi
fondarono la città medievale circondata da solide mura. Sul
finire del XII secolo si ergeva a Comune grazie al patto
stipulato tra il Vescovo Alloderio, il Priore Canonici,
l'Abate del Monastero di S. Geronzio e i nobili cittadini. Il
Comune fu retto al principio dai Consoli e fin dai primi
decenni del XII secolo dai Podestà.
Le lotte tra i guelfi e i ghibellini non risparmiarono la
città di Cagli e nel 1287, nel corso di un accesissimo
scontro armato tra le due fazioni, un incendio la
semidistrusse. Due anni dopo, nel 1289, sotto l'egida di Papa
Nicolò IV, venne traslata e riedificata, a pianta classica,
nel piano sottostante, ove attualmente si trova. Dopo alterne
vicende, nel 1376 circa, Cagli si diede alla Signoria dei
Montefeltro ai quali succederanno, nel corso del XVI secolo, i
Della Rovere, sotto i quali si mantenne fino al 1631 quando,
con l'estinzione della prestigiosa famiglia, entrò a far
parte dello Stato della Chiesa e vi rimarrà fino all'unita'
d'Italia (1860). (dal sito del Comune)
17.06.2005
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LA
GRAN BRETAGNA GIOCA CON LA LINGUA TURCA
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Per
saperne di più è sufficiente andare su un sito del
ministero degli Esteri (www.fco.gov.uk) e digitare.
Francamente però il web ha scoperto l'acqua calda
essendo cose già note. |
A
British government web-site has declared that Turkish and
Kurdish are Turkey's official languages.
The web-site, 'www.fco.gov.uk' is prepared by the Foreign
Office which aims to inform British citizens, who are to
choose Turkey for vocation.
Short information about Turkey's surface, size and capital
includes 'Simple Info' which lists the official languages of
Turkey as Turkish and Kurdish.
The web-site also indicates that 85 percent of the people
living in Turkey are Turks,12 percent Kurdish and the rest
include those from Islamic nations and Armenians and Jews. It
has also been reminded that Turkey stands on a seismic
fault-line and has recently suffered terrorist attacks
targeting the Hsbc and British Consulate in Istanbul. (kenan
Bas/Zaman)
17.06.2005 |
SQUALI
CHITARRA
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Scoperta
in Turchia dalla spedizione 2005 del progetto
<MedSharks plumbers> una baia con questi rarissimi
pesci, una specie a metà strada tra le razze e i
pescecani. Protagoniste due ricercatrici italiane,
Eleonora de Sabata e Simona Clò. Purtroppo il maltempo
non ha permesso di approfondire gli studi. |
 Scoperta
in Turchia una nuova baia degli squali pullulante di rarissimi
pesci chitarra, una specie a metà strada tra le razze e i
pescecani ormai quasi estinta nelle acque del Mediterraneo. La
scoperta è avvenuta nell'ambito della spedizione 2005 del
progetto <MedSharks plumbeus>, la prima ricerca sugli
squali nel loro ambiente naturale mai intrapresa nel
Mediterraneo. Top secret per tutelare la sicurezza degli
squali il luogo esatto dove è stata scoperta la preziosa
baia.
La missione che da quattro anni si svolge in Turchia, è
infatti uno dei principali studi per la ricerca e la tutela
degli squali ed è condotto in una piccola e anch'essa
segretissima baia che nei mesi di maggio e giugno, per le
condizioni e la temperatura delle acque, si trasforma in una
sorta di ''nursery'', una sala parto e un asilo degli squali
grigi, l'unica conosciuta in tutto il Mediterraneo.
Nato nel 2001, il progetto di ricerca ha come obiettivo,
infatti, analizzare in particolare il comportamento dello
squalo grigio, appartenente alla specie Carcharhinus
plumbeus, decimata negli ultimi anni dallo stravolgimento
dell'ambiente naturale marino e dalla pesca per l'impiego
alimentare delle pinne.
Protagoniste dell'ambizioso studio sono due ricercatrici
italiane, Eleonora de Sabata, coordinatrice del progetto, e
Simona Clò, responsabile scientifico del programma. Ecco il
bilancio dell'appuntamento di quest'anno faccia a faccia con
gli squali, su cui, dicono gli esperti che hanno partecipato
alla missione, ha severamente pesato il maltempo. Partita lo
scorso 15 maggio, la missione dunque è stata segnata dal
maltempo che ha interferito, fanno sapere gli organizzatori
del progetto di ricerca, sulla fase operativa e che ha
svuotato la ''culla degli squali'' per due settimane.
"Una serie di perturbazioni eccezionali per il periodo ha
infatti indotto gli squali ad allontanarsi dalla piccola baia
turca, identificata dalle due ricercatrici italiane come una
delle ultime zone nursery dello squalo grigio nel
Mediterraneo, l'unica finora conosciuta'', sottolineano i
ricercatori. Inoltre, aggiungono, ''gli animali non si sono
fatti avvicinare a sufficienza da consentire ai ricercatori la
marcatura con i pop-up tags satellitari che avrebbero
potuto svelarne le rotte migratorie''.
''L'impossibilità di avvicinare gli squali - proseguono - non
ha consentito la raccolta di campioni per l'analisi del Dna,
necessaria per tentare di stabilire se gli esemplari che
frequentano la baia facciano parte di una popolazione a
"numero chiuso", particolarmente sensibile pertanto
a qualunque elemento di disturbo, o se invece la baia
rappresenti un punto di incontro di animali che vivono anche
in altre zone del Mediterraneo o forse addirittura
dell'Atlantico''.
Ma, nonostante queste difficoltà, <MedSharks 2005> si
chiude con un bilancio ampiamente positivo e con due
straordinarie scoperte scientifiche. Nel corso delle
esplorazioni di routine compiute alla ricerca degli squali e
dei loro piccoli, infatti, è stata appunto scoperta una nuova
''baia degli squali'' a poca distanza da quella ormai nota
alle ricercatrici italiane. La seconda baia ospita i pesci
chitarra, specie di passaggio fra razze e squali.
Si tratta di una ''scoperta estremamente importante per la
comunità scientifica - spiegano i ricercatori - poiché i
pesci chitarra, specie estremamente schiva, sono ormai
scomparsi quasi ovunque dal Mediterraneo''. L'esatta localizzazione di
entrambe le baie è rigorosamente mantenuta segreta dagli
esperti per assicurare protezione a queste specie, entrambe
ritenute a rischio di estinzione. E non e' tutto.
Grazie alle segnalazioni dei pescatori del luogo, le
ricercatrici hanno inoltre identificato due esemplari del
rarissimo squalo volpe occhione, finiti accidentalmente nelle
reti. Di questa specie sino ad oggi erano stati avvistati solo
sei esemplari in tutto il Mediterraneo.
''Entrambe le scoperte - anticipano i ricercatori- saranno
presentate alla comunità scientifica internazionale al
prossimo congresso Eea-European Elasmobranch Association, che
riunisce i maggiori ricercatori di squali e razze del mondo''.
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