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PIENO SOSTEGNO
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Il
presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, lo ha rinnovato
al premier turco Recep Tayyip Erdogan in merito all'entrata di
Ankara nell'Unione Europea. Un cordiale scambio di opinioni a bordo
di uno yacht in navigazione sul Bosforo. |
Da Istanbul, è l'amicizia il
motivo dominante del rapporto che lega l'Italia alla Turchia ed i premier
dei due Stati: una ulteriore conferma di questa speciale relazione tra
Roma ed Ankara è venuta dall'incontro nell'ex Costantinopoli tra il
presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il leader turco Recep Tayyip
Erdogan.
Nell'incontro con i giornalisti al termine di un pranzo a bordo di uno
yacht che per un'ora ha attraversato lo stretto del Bosforo, Erdogan si è
detto "orgoglioso" per l'amicizia personale con Berlusconi:
un'amicizia "pari a quella che esiste tra familiari" e che ha
fortemente contribuito a sviluppare i rapporti tra i due Paesi non solo in
politica "ma anche in campo economico e culturale".
Un'amicizia che secondo il premier turco si è manifestata "nel
sostegno concreto dell'amico Silvio e dell'Italia rispetto all'aspirazione
della Turchia di aderire all'Unione Europea". Un sostegno che,
secondo il Primo Ministro turco, l'Italia manterrà "anche dopo
l'inizio dei negoziati, previsti per il 3 ottobre.
E Berlusconi ha ribadito come la sua amicizia sia nata
"subito". "Oggi - ha sottolineato - parliamo insieme come
se fossimo amici di lunga data. Ci siamo trovati d'accordo sugli stessi
principi, sugli stessi valori, sugli stessi ideali. Nell'amico Erdogan ho
trovato il mio stesso modo concreto di affrontare e di risolvere i
problemi".
Berlusconi ha messo poi in evidenza gli "importantissimi
risultati" conseguiti da Ankara in molteplici campi: a partire dalle
riforme compiute dalla Turchia "che hanno reso questo Paese pari alla
democrazia di altri grandi Stati europei".
Berlusconi ha definito la Turchia "campione nella crescita dello
sviluppo" che, grazie al Governo Erdogan, ha raggiunto "un
risultato raro ed unico". All'inizio del suo mandato - ha spiegato l
- l'inflazione si attestava tra il 30 ed il 40%, oggi è scesa sotto il
10%". Secondo il presidente del Consiglio, grazie ad Erdogan ed ai
suoi contatti con Bush e Putin, la Turchia si è affermata sul piano
internazionale. A questo proposito, Berlusconi ha portato proprio dal
presidente Usa "un saluto affettuoso al premier di Ankara che lo
incontrerà a Washington nel prossimo mese.
I due premier pensano ad un ulteriore consolidamento dei rapporti
bilaterali: a partire dall'ingresso della Turchia in Europa ("l'Italia
sarà come sempre in testa tra i sostenitori dell'ingresso") passando
ai rapporti con gli imprenditori che secondo il presidente del Consiglio
considerano la Turchia un mercato dove vale la pena investire".
Infine c'è il turismo: Berlusconi ritiene di incrementare lo scambio
turistico tra i due Paesi ricorrendo anche alle televisioni: produrranno
programmo per far vedere ai rispettivi cittadini quanto di bello ciascun
Paese ha da offrire. (Francesco Bongarrà/Ansa)
01.06.2005
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NUOVO
CODICE
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E'
stato approvato dal Parlamento turco in materia penale dopo
una serie di emendamenti voluti dall'UE. Abrogate leggi
risalenti a 78 anni fa. Inasprite le pene per la tortura e la
violazione dei diritti civili. |
Il
Parlamento turco ha approvato oggi un nuovo codice penale, dopo aver
votato una serie di emendamenti richiesti dall'Unione Europea per
intavolare i negoziati sull'adesione di Ankara, il cui inizio è stato
fissato per il 3 ottobre prossimo.
Il nuovo codice, nel quale sono state abrogate leggi risalenti a 78 anni
fa e ispirate all'Italia fascista, avrebbe dovuto entrare in vigore il
primo aprile scorso, ma è stato riesaminato in seguito a un raffica di
critiche sulle restrizioni che ancora conteneva, in particolare per quanto
riguarda la libertà di stampa.
Il testo, che stabilisce un sistema penale più liberale, inasprisce tra
l'altro le pene inflitte ai responsabili di torture e di altre violazioni
dei diritti umani e migliora la protezione delle donne e dei bambini.
Gli emendamenti introdotti modificano una serie di articoli
riguardanti la libertà di stampa, ma sono già stati criticati dai media
locali, in quanto, in base alle nuovo norme, i giornalisti possono ancora
essere imprigionati.
Il nuovo codice, che è stato approvato con 346 voti a favore (su 550
deputati) e solo tre contrari, deve essere ratificato dal presidente turco
Ahmet Necdet Sezer.
(ticin@line)
01.06.2005
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IL PERCORSO
E' CERTO
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Per
il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, l'UE è una
organizzazione troppo forte perché ci possano essere
cambiamenti a quanto già stabilito. |
Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che il 'no' francese
alla Costituzione dell'UE "non costituirà un ostacolo sulla
strada della Turchia verso l'Unione Europea".
"Alcuni affermano che il risultato del referendum francese
costituisce un ostacolo all'adesione della Turchia, ma non è vero.
Noi continuiamo ad adempiere alle necessarie condizioni del processo
negoziale secondo le decisioni del consiglio europeo del 17 dicembre.
Ci aspettiamo di cominciare il negoziato il 3 ottobre: Il calendario
ed il percorso della Turchia sono certi", ha affermato Erdogan in
suo discorso al gruppo parlamentare del suo partito di maggioranza,
Akp.
"l'UE è una organizzazione forte. Essa risolverà, attraverso
discussioni al suo interno, i problemi politici e giuridici posti dal
risultato del referendum", ha aggiunto il premier turco. (da Ansa)
01.06.2005
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NESSUN LEGAME
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La
vittoria del no al referendum in Francia sulla Costituzione
europea non va addebitata alla Turchia. Questa la
dichiarazione del ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul. |
Tra la vittoria del
'no? al referendum francese sulla Costituzione europea e l'adesione della Turchia
all'UE non vi è alcun legame: se ne era detto convinto il ministro degli
Esteri turco Abdullah Gul, parlando ai cronisti prima che cominciassero ad affluire i dati sul voto
francese.
La decisione dell'Unione Europea di aprire i negoziati con Ankara il 3 ottobre prossimo,
aveva aggiunto Gul in partenza per il Barhein, è irreversibile: ''qualunque sia l'esito del
referendum in Francia''. Essa non può essere rimessa in discussione ''a causa di modifiche politiche o legali in un
Paese membro''. Il 'no' francese potrebbe rilanciare il dibattito sul posto della Turchia
nell'UE, ma ''la decisione dell'UE è già presa'', aveva chiarito ancora Gul.
(Ansa-Afp)
01.06.2005
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IL 'NO' NON FERMI IL NEGOZIATO
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Intervista
all'ambasciatore turco presso l'Unione europea, Ogur Demiralp.
"Non si può interpretare il risultato del referendum in
Francia come una esortazione a chiuder la porta ad Ankara". |
Anche dopo il 'no' francese il processo d'integrazione europea deve continuare, compreso
dunque anche l'allargamento e l'avvio dei negoziati con la Turchia. Guai se
l'Unione Europea si ripiegasse su se stessa, in gioco è la sopravvivenza del continente. Il
rappresentante permanente di Ankara presso l'Unione Europea, l'ambasciatore Oguz Demiralp, rifiuta le
argomentazioni di quanti sostengono ora la necessità di uno stop all'allargamento, piuttosto
esorta a non confondere le carte mescolando piani diversi. Demiralp, 53 anni,
è un diplomatico di lungo corso, ha rappresentato il suo Paese al Consiglio d'Europa,
all'Organizzazione mondiale del Commercio, è stato consigliere speciale del ministro degli Esteri.
''Bisogna essere razionali - dice il diplomatico intervistato da <Aki-Adnkronos
International> - e capire che anche dopo il 'no' francese il processo europeo deve continuare in tutti suoi aspetti, incluso
l'allargamento. Quest'ultimo, del resto, sta avvenendo sulla base dei Trattati che esistono
già, non ha niente a che fare con la Costituzione europea''. D'altronde, sottolinea ancora Demiralp, ''il
'no' francese non è un 'no' antiturco, lo hanno detto vari esponenti della sinistra che hanno appoggiato il rifiuto della Costituzione. La
verità e' che una parte di quanti hanno sostenuto il 'no' è favorevole
all'ingresso di Ankara nell'UE mentre una parte dei fautori del 'si'', come Francois Bayrou (leader dell'Udf, n.d.r.),
è contraria alla nostra adesione''.
''Dunque - prosegue l'ambasciatore turco a Bruxelles - non si può davvero interpretare questo risultato come
un'esortazione a fermare il negoziato con noi''. Sarebbe del tutto sciocco, ammonisce Demiralp, ''mescolare e confondere i piani, che
sono completamente distinti''. Infine, ''il problema turco ora non esiste: l'adesione
sarà tra almeno dieci anni, la Turchia sarà un Paese completamente diverso e molto
più maturo di quanto non sia oggi''.
Certo, è giusto parlare di necessità di riflettere, aggiunge l'ambasciatore, ''ma questa riflessione deve andare di pari passo con
il proseguimento dell'allargamento''. In gioco, sostiene il rappresentante di Ankara a Bruxelles, c'e' moltissimo. ''Sarebbe un
errore grave - sottolinea Demiralp - se l'UE ora si ripiegasse su stessa, si chiudesse al mondo, e quando dico mondo penso anche ai
Paesi candidati. L'Europa deve restare aperta, e deve proseguire
l'allargamento, solo così potrà essere certa di sopravvivere''. (Adnkronos-Aki)
01.06.2005
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STAMPA DIVISA
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Il
'no" del referendun francese alla Costizione europea ha
diviso i mass media turchi. Le analisi del <Turkish Daily
News> e di altri giornali. |
La stampa turca è divisa
sui probabili effetti che sul processo di avvicinamento all'Europa della Turchia
avrà il 'no' al referendum francese sulla costituzione europea e non tutti i commentatori
condividono l'opinione del ministro degli esteri Abdullah Gul, secondo cui le
possibilità della Turchia di accedere all'UE restano immutate.
''Il no francese renderà le cose ancora più difficili di quanto già non fossero e
complicherà la prospettiva europea
(della Turchia) per un lungo periodo, perché solleverà seri
dubbi sulla capacità del blocco europeo di allargarsi ulteriormente'' -
ha scritto il direttore del quotidiano <Turkish Daily News>, Yusuf Kanli, dopo avere ricordato
che in Francia le opinioni contrarie alla costituzione sono state nutrite anche da un'avversione diffusa all'ingresso della
Turchia.
La stessa cosa è stata ricordata da altri giornali che hanno sottolineato che il presidente Jacques Chirac ed il
Governo di Parigi - specie se l'attuale premier Raffarin dovesse, come sembra, essere
sostituito - potrebbero dimostrarsi molto meno favorevoli alle ambizioni di Ankara.
Tuttavia, la maggior parte dei giornali mostra di condividere l'opinione del ministro Gul secondo cui il negoziato
comincerà comunque il 3 ottobre, come stabilito nel dicembre scorso dal Consiglio europeo di Bruxelles a condizione che la Turchia
continui ad applicare in pratica e su tutto il territorio le riforme approvate sulla carta e che ottemperi alla condizione
politica di un riconoscimento di fatto della Repubblica di Cipro. Il giornale
<Turkiye> (nazionalista) ha scritto che il risultato del referendum francese ''rafforzerà le posizioni
degli avversari dell'adesione della Turchia all'UE, ma non dovrebbe impedirla''.
All'estremo opposto è l'opinione di un commentatore del giornale <Milliyet>, Semih Idiz, secondo cui il
'no' francese ''darà impeto al modello britannico di Unione Europea, di
priorità da conferire alla sovranità nazionale, il quale modello è più ragionevole per la Turchia''.
(Ansa)
01.06.2005
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ORA NON BISOGNA SBAGLIARE
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Le
osservazioni, all'indomani del voto in Francia, del
rappresentante della Confindustria turca (Tusiad) a Bruxelles,
Bahadir Kaleagasi. |
Il premier turco Recep
Tayyip Erdogan nuota verso l'"isola della salvezza" che comincia a
sprofondare man mano che gli si avvicina: la vignetta del quotidiano <'Sabah>', la cui didascalia
è ''Proprio quando pensavamo di essere arrivati alla UE', raffigura così la situazione in cui si trova la
Turchia all'indomani del 'no' francese alla Costituzione europea.
Anche se ufficialmente ad Ankara si tende a sminuire l'esito del voto (per il ministro degli Esteri Abdullah Gul ''il risultato del
referendum in Francia non ci danneggia''), in realtà sono molti a temere il contraccolpo. E ad avvertire che adesso la Turchia
dovrà concentrarsi come non mai per ''non commettere errori'' che possano
offrire il destro a quanti sono contrari al suo ingresso nella UE, osserva Bahadir Kaleagasi, rappresentante della Confindustria turca
(Tusiad) a Bruxelles. Errori come quello fatto dal ministro della Giustizia Cemil Cicek di
definire ''una pugnalata alle spalle'' una conferenza sulla questione armena che
è stata poi cancellata. O di arrestare uno studente turco per aver recitato una poesia del poeta
comunista Nazim Hikmet. Tra l'altro, di qui al 3 ottobre - data di avvio dei negoziati con l'Unione Europea - la Turchia rischia di
perdere anche uno dei più forti sponsor della sua candidatura, il
candidato socialdemocratico tedesco Gerhard Schroeder, che alle elezioni di settembre rischia
di cedere il posto ad Angela Merkel. (da Adnkronos-Dpa)
01.06.2005
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NESSUN FRENO
ALL'ALLARGAMENTO
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E'
quello che ha sottolineato - a proposito del 'no' in Francia
sulla Costituzione europea - i presidente polacco Alekdander
Kwasniewski. |
La vittoria del 'no' in
Francia al referendum sulla Costituzione europea ''non dovrà frenare'' il processo di integrazione e il nuovo allargamento
dell'Unione europea. Lo ha affermato il presidente polacco Aleksander Kwasniewski in un comunicato.
''Il no francese significa gravi problemi nel processo di adozione del Trattato costituzionale, ma non
dovrà frenare il processo di integrazione e il futuro allargamento dell'Unione
Europea'', dichiara il presidente polacco facendo riferimento ai prossimi arrivi
nell'UE di Romania e Bulgaria, previsti per il 2007, poi eventualmente alla Turchia, alla Croazia e, come spera
la Polonia anche all'Ucraina. (Ansa-Afp)
01.06.2005
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S&P'S
CONFERMA IL RATING
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Secondo
l'agenzia le prospettive per l'ingresso della Turchia
nell'Unione Europea non sono connesse al 'no' francese. Il
valore rimane BB-. |
<Standard and Poor's> ha confermato il sovereign rating
sulla Turchia (BB-). dopo il 'no' francese alla Costituzione europea.
"I rating sulla Turchia - spiega <S&P's> - sono
sostenuti dal contino impegno per politiche macro-economiche prudenti
e per programmi di consolidamento fiscale e disinflazione di
successo".
Secondo l'agenzia, inoltre, le prospettive per l'ingresso della
Turchia nell'unione Europea non sono connesse al 'no' francese, che
non ha un impatto diretto sul processo di adesione. (Asca-Afp)
01.06.2005
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LA SICUREZZA DI
ERDOGAN
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"Le
lezioni in Germania non possono ostacolarci", ha dichiarato il
Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan che poi ha aggiunto: "I
negoziati cominceranno ufficialmente il 3 ottobre prossimo". |
Il premier turco Recep
Tayyip Erdogan ha dichiarato che un eventuale cambio della guardia al
Governo tedesco non potrà ostacolare l'obiettivo della Turchia di entrare a
pieno titolo nell'Unione Europea.
"I negoziati con l'UE cominceranno ufficialmente il 3 ottobre 2005. Non
abbiamo alcun dubbio. La Turchia continuerà il suo cammino", ha
affermato Erdogan in relazione alle ipotesi di un nuovo Governo tedesco
diretto dal leader della Cdu, Angela Merkel, notoriamente contraria ad una
piena adesione della Turchia e favorevole, invece, ad una offerta di "partenariato
speciale".
"Coloro che lavorano contro il processo di adesione della Turchia
sprecano le loro energie. noi possiamo dover affrontare dei problemi, ma
quegli ambienti non cambieranno l'obiettivo della Turchia che è di entrare
nell'UE", ha affermato Erdogan in un discorso al gruppo parlamentare
del suo partito <Giustizia e Sviluppo> (Akp) di radici islamiche. (Ansa)
01.06.2005
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"UNA BRUTTA NOTIZIA"
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Per
i media turchi la notizia che in Germania si voterà a
settembre non è cosa da prendere alla leggera dato che
potrebbe vincere il partito Angela Merkel contraria
all'adesione di Ankara. |
I giornali
Turchi hanno commentato come "una brutta notizia" quella
delle elezioni anticipate in Germania che potrebbero portare ad un
Governo diretto dalla leader cristano-democratico Angela Merkel
notoriamente contraria ad una piena adesione della Turchia nell'UE, a cui
è invece favorevole l'attuale coalizione rosso-verde di Gerhard
Schroeder.
La stampa turca tende, quindi, a distanziarsi dalle tranquillizzanti
dichiarazioni del Primo Ministrp Recep Tayyip Erdogan e del vice-premier e ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, secondo cui le elezioni in Germania
''non modificheranno il processo di adesione della Turchia''.
Tra gli altri il giornale <Zaman> ha scritto che Ankara teme di perdere alle elezioni tedesche l'appoggio del principale suo
supporter ed afferma che - poiché esse si terranno (in settembre)
prima dell'inizio del negoziato turco europeo, previsto per il 3
ottobre - Erdogan si
troverà a dover fare i conti con un Governo tedesco favorevole ad un
partenariato speciale, già sostenuto da Angela Merkel, invece di una piena adesione della Turchia
nell'UE.
In connessione con la questione delle elezioni in Germania, il giornale <Radikal>
ha accusato il Governo di non avere compiuto ulteriori passi verso l'Europa dopo avere ottenuto in dicembre
la data di inizio del negoziato e di avere contribuito al ''deterioramento'' del clima politico in Europa nei confronti
delle aspirazioni di Ankara.
''Le elezioni anticipate in Germania sono una brutta notizia per la Turchia, i cui sforzi per aderire a pieno titolo
all'UE possono subire un nuovo colpo se il partito di Schroeder, la
Spd, dovesse cedere la sua posizione di governo alla Cdu'', ha
scritto a sua volta il quotidiano turco in inglese <Turkish Daily News>.
(Ansa).
01.06.2005
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IL NO DELLA
MERKEL
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Parlando
alle giornate della Chiesa Evangelica ad Hannover, la rivale
di Schroeder alle prossime elezioni tedesche si è detta
ancora una volta contraria all'ingresso di Ankara in Europa. |
La leader dell'opposizione
cristiano democratica Angela Merkel, che
sfiderà il Cancelliere Gerhard Schroeder alle politiche a settembre, si
è detta di nuovo contro un'adesione della Turchia all'Unione Europea.
Parlando alle 30/e Giornate della Chiesa Evangelica a Hannover, la Merkel ha detto che l'adesione non
è praticabile. Tuttavia, alla domanda se respinga categoricamente una piena
adesione della Turchia, la leader Cdu è stata evasiva. La sua preferenza
è per il modello di una "cooperazione privilegiata" anche se gli accordi
UE vanno oltre. I tal caso, ha aggiunto,
pacta servanda sunt, i patti devono essere rispettati: come a
dire che se l'UE decidesse in tal senso, la probabile sfidante alla
Cancelleria, e forse prossima Cancelliera tedesca, accetterebbe anche una adesione
più stretta.
Il presidente Horst Koehler ha da parte sua definito ''prematura'' la discussione su un'adesione della Turchia. ''I
diritti umani e delle donne devono entrare nella testa della gente, non sulla carta'', ha detto il
Capo dello Stato parlando anche lui al raduno protestante. Bisogna prima
discutere su cosa sia ''l'anima dell'Europa'', ha detto Koehler sottolineando che
comunque che la religione musulmana non può essere un argomento per ''lasciar fuori'' la Turchia. (Ansa)
01.06.2005
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NEGOZIATORE AI COLLOQUI
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Per
trattare l'adesione della Turchia all'UE in ottobre, Ankara ha scelto
il titolare dell'Economia , tra i più giovani ministri nella
storia del Paese. |
Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che sarà Ali Babacan il capo
negoziatore per la Turchia nel processo che dovrebbe aprire ad Ankara le porte
della membership comunitaria.
La lunga attesa del Governo turco nel designare il negoziatore capo da inviare a
Bruxelles si spiega probabilmente con la difficoltà a individuare una figura
capace d'impersonare sia le correnti interne più tradizionaliste che,
soprattutto, l'immagine da spendere in sede di negoziato.
Ali Babacan sembra essere il candidato ideale. Giovane economista di 38 anni, il
neo-eletto negoziatore ha condotto con successo le riforme economiche in Turchia
che hanno prodotto grandi successi come il calo dell'inflazione al di sotto del
10% e un nuovo prestito dal Fondo monetario internazionale.
La scelta di Babacan va tuttavia inquadrata in un contesto più ampio ed è per
questo che è stato preferito
all'altro candidato papabile, cioè Mehmet Aydin, l'attualem Ministro per gli Affari religiosi. La scelta del giovane economista turco suggerisce che Ankara
cercherà di basare i negoziati, per quanto possibile, su questioni economiche e
tecniche, cercando quindi di rimandare o aggirare quelli che al momento appaiono
i maggiori ostacoli per la Turchia, vale a dire il rispetto dei diritti umani e
la pluralità religiosa.
A proposito delle remore tedesche e francesi sull'adesione della Turchia alla
famiglia europea, il Primo Ministro di Ankara si è apprestato a dichiarare che
i negoziati dovranno iniziare il tre ottobre, come stabilito e che coloro che
tentano di impedire questo processo fanno uno sforzo inutile. "La
giovinezza e il dinamismo di Babacan - ha chiarito Erdogan - saranno di grande
aiuto per raggiungere il principale obiettivo della Turchia, vale a dire la
piena membership europea". (Jan Bernas/Tiscali)
01.06.2005
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UN PONTE
VERSO IL MAR NERO
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Incontro-dibattito
a palazzo Marini organizzato da Forza Italia. Intervento
dell'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal. |
Da appena cinque
mesi nel nostro Paese, l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal -
quando si tratta di prendere la parola in riunioni pubbliche -
preferisce ancora esprimersi in lingua inglese. Ma non sempre la traduzione
simultanea - come è avvenuto qualche giorno fa nell'incontro-dibattito
sul tema "Un ponte verso il il Mar Nero" - riesce ad imprimere
il vero significato del pensiero di chi (l'ambasciatore, ndr) vorrebbe far comprendere ad una
assemblea - il più delle volte digiuna di quello che è la vera realtà
della Turchia - come sia qualcosa più di un diritto per Ankara entrare
in Europa e che, comunque, se a trarne benefici certamente enormi
saranno gli eredi di Ataturk, altrettanto grandi saranno i vantaggi che
l'<Europa dei 25> trarrà dall'ingresso di 80 milioni di turchi.
In un momento in cui nel vecchio continente sembra prevalere una sorta
di riflusso circa la simpatia degli europei nei confronti della Turchia
(emblematiche le indagini demoscopiche in Germania, Olanda e Francia),
va riconosciuto al Dipartimento Regionale per i rapporti internazionali
di <Forza Italia> il merito di avere voluto una discussione
che - solo marginalmente sul Mar Nero - aveva tutte le prerogative per
parlare di due Paesi - Romania e Turchia - entrambe desiderose di
entrare nella grande famiglia europea. Ma dimentichiamoci per adesso
della Romania (il Paese era rappresentato dall'ambasciatore Cristian
Valentin Colteanu) alla quale Bruxelles forse troppo precipitosamente ha
dato il via libera già dal 2007, e puntiamo invece la nostra
attenzione esclusivamente sulla Turchia che - se non ci saranno paletti
lungo la strada - vedrà aperte le porte dell'UE solo tra una decina di
anni. In questo lungo lasso di tempo la Turchia sarà chiamata a
fare altri cambiamenti, oltre a quelli che ha già fatto. Come ha tenuto
a sottolineare l'ambasciatore Ziyal, la volontà c'è; sia per quanto
riguarda le riforme, sia per quanto riguarda l'integrazione. Che però
non deve toccare la religione.
"E' più che naturale che non potremo cambiarla, come del resto
nessuno h a mai chiesto all'Europa di cambiare la sua", ha detto il
diplomatico; convinto - peraltro - che, semmai, a fare qualche
sforzo in più devono essere proprio i Paesi occidentali. Ciò al fine
soprattutto di conoscere più da vicino la Turchia vista ancora con lo
stereotipo di cinquanta anni fa. Insomma, è ora di finirla con gli
slogan del tipo "mamma li turchi". Basterebbe vedere Istanbul,
Ankara, Izmir ed Antalya (per citare solo alcune grandi città) per
capire che la
Turchia viaggia con la stessa velocità economico-commerciale dei Paesi
più avanzati. Lo ha rimarcato il capogruppo dei FI a Bruxelles,
Antonio Tajani, il cui brillante intervento - per convincere i presenti
di palazzo Marini sulla necessità di dire "sì" alla Turchia
-
non è stato meno incisivo di quello del sen. Cosimo Ventucci
Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento.
01.06.2005
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UN'EUROPA PESCE
IN BARILE
|
A
detta dell'autorevole studioso americano Samuel p. Huntington,
Ankara non potrà diventare membro dell'UE. |
La
Turchia, nonostante i suoi sforzi, non potrà diventare un membro
dell'Unione Europea perché gli europei non la considerano un Paese
europeo in termini di storia e cultura e quindi Ankara deve
scegliere tra diventare un Paese leader del mondo islamico o
concentrarsi sul proprio sviluppo nazionale. Lo ha affermato ad
Istanbul l'autorevole studioso americano Samuel P. Huntinton, autore
del noto libro "Lo scontro delle civiltà".
"Fino a quando questa opinione sarà prevalente in Europa, la
Turchia non potrà diventare un membro dell'UE", ha affermato
lo studioso nel corso di una sua conferenza ad Istanbul aggiungendo
che "gli europei non possono dire chiaramente né sì né no
alla Turchia, ma stanno adottando una politica dell'attesa e del
rinvio". (da Ansa)
01.06.2005
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IL DOCUMENTO
FINALE
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L'ingresso
della Turchia nell'UE, la presenza italiana in Turchia e le
questioni dell'anagrafe dei cittadini italiani all'estero
sono stati al centro dei lavori della Commissione continentale
Europa-Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani
all'Estero, che si è riunita ad
Istanbul. Nelle
dichiarazioni di voto, il Consigliere Tabone ha motivato la
sua astensione esprimendo l'assenso per la prima parte del
comunicato e la contrarietà per la seconda. Il Consigliere
Montanari si è associato. I Consiglieri Losi e Mauro si sono
rifatti alle loro dichiarazioni espresse durante il dibattito. |
La Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie, riunita
recentemente ad Istanbul, ritiene che l'adesione della Turchia
all'Unione Europea renderà il progetto europeo più forte
culturalmente, socialmente ed economicamente. L'adesione turca
permetterà infatti all'Unione Europea di estendere i grandi
ideali e i grandi principi della democrazia, dell'uguaglianza, dei
diritti dell'uomo, della tolleranza e della convivenza che sono le
fondamenta dell'Unione stessa.
Nel quadro del processo di adesione, l'Europa, in applicazione
della carta dei diritti fondamentali, dovrà attivare politiche
legate alla integrazione economica, sociale e culturale delle
comunità turche che vivono già negli Stati dell'Unione. Queste
comunità possono servire come interlocutori per far conoscere la
Turchia e l'Islam all'opinione pubblica Europea e a tutti i
cittadini Europei di modo che la conoscenza reciproca
possa aprire la via ad una reale convivenza Europea nella
diversità. L'integrazione delle comunità turche aiuterà
l'Unione Europea anche a ridefinire i suoi legami con le altre
comunità non europee.
L'Italia, già impegnata nel favorire l'adesione della Turchia,
dovrà mettere in opera politiche ed iniziative nel campo
dell'informazione, anche attraverso idonei programmi destinati a
superare i pregiudizi e le
angosce di strati della popolazione.
L'economia turca sta attraversando un periodo di stabilità con
un'inflazione decrescente al di sotto del 10%, una robusta
crescita del PIL (intorno al 9% nel 2004)
ed una equilibrata bilancia dei pagamenti, fattori che hanno
creato un clima di stabilità che
aiuta il progredire degli investimenti stranieri nel
paese.
Le imprese italiane sono presenti in molteplici settori:
approfittando di un clima economico estremamente favorevole più di
350 aziende a capitale italiano operano nei vari distretti
industriali in Turchia. C'e' anche una forte presenza di aziende
private e familiari italiane con radici molto lontane nel tempo, che
hanno saputo e sanno affermarsi in un mercato mondiale sempre più
competitivo.
La presenza italiana in Turchia appare all'avanguardia nel campo
tecnologico, automobilistico,
chimico e bancario: l'Italia è oggi il secondo partner
commerciale della Turchia,
e la politica di forte appoggio del governo italiano per
l'adesione della Turchia alla UE fa prevedere un futuro
in continua crescita.
La Commissione continentale
ha chiesto al Governo italiano di continuare
a sostenere le imprese italiane sviluppando politiche
d'intesa a livello bilaterale ed europeo nel quadro della
procedura di adesione.
L'insegnamento dell'italiano in Turchia (a livello elementare,
medio e liceale) ha evidenziato la specificità degli Istituti Medi
Italiani di Istanbul aperti ai giovani liceali turchi
che concorrono alla formazione della classe dirigente del
Paese.
La Commissione continentale ha ritenuto altresì estremamente positivo questo
impegno dell'Italia in Turchia, considerato anche l'investimento
economico e ha chiesto che la stessa attenzione e lo stesso impegno
vengano impiegati nel
quadro della diffusione della lingua e cultura Italiana in altri Paesi in situazioni similari e in particolare laddove esiste una
forte presenza delle
comunità italiane anche attraverso politiche ed iniziative a
livello tanto nazionale che europeo.
La Commissione continentale ha chiesto ancora al Governo italiano di operare
all'interno della UE per salvaguardare la lingua e
la cultura di origine dei cittadini che vivono in uno stato
membro diverso da quello di origine. La Commissione continentale, in
particolare, ha richiesto un intervento del ministero dei Beni Culturali
e della Sovrintendenza Archivistica finalizzato al restauro, alla
conservazione e alla valorizzazione della dotazione documentaria in
possesso della < Società Operaia italiana di Mutuo Soccorso> di
Costantinopoli, che rappresenta un retroterra significativo
dell'identità della comunità italiana in Turchia e della storia
della presenza italiana nel Mondo.
La Commissione continentale pur sottolineando il lavoro svolto dal Mae,
e nonostante i progressi raggiunti in merito alle questioni legate
all'anagrafe dei cittadini residenti all'estero e dell'elenco
provvisorio elettorale per la circoscrizione estero, ha considerato
tuttavia molto preoccupante la situazione che è ancora fortemente
deficitaria. In realtà esistono ancora 1.300.000 residenti che
continuano a non figurare negli elenchi del Min, mentre circa
600.000 sono gli elettori di incerta individuazione che pur inseriti
negli elenchi del Min non
figurano in quello del Mae.
Il lavoro di allineamento appare molto complesso e di difficile
soluzione nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche
del 2006.
Malgrado la messa a disposizione nelle ultime settimane
nelle varie sedi consolari di risorse destinate a migliorare
la situazione dell'anagrafe, la Commissione continentale non ha
potuto
non denunciare la consistente scopertura dei posti in organico nei
Consolati. Questo fatto incide molto negativamente non solo nel
processo elettorale, ma anche e soprattutto nell'erogazione dei
servizi consolari ai cittadini
residenti all'estero.
La Commissione continentale, in considerazione della partecipazione
degli elettori della circoscrizione estero ai referendum sulla Pma,
ha
sottolineato l' insufficienza della campagna di informazione e la
preoccupazione per lo stato dell'anagrafe per l'eventuale
responsabilità circa il mancato raggiungimento del quorum, evento
che potrebbe ricadere negativamente nei confronti della Comunità
degli italiani all'estero ed in particolare degli elettori.
La Commissione continentale ha chiesto infine al ministero Affari Esteri ed a
quello dell'Interno di cogliere questa ultima occasione per
cercare di rimediare a tale situazione.
La Commissione Continentale ha chiestp infine al Governo di operare con
determinazione nel quadro delle modalità del voto per
corrispondenza per eliminare le gravi disfunzioni verificatesi nelle
precedenti tornate elettorali relative alla riservatezza,
alla sicurezza ed alla trasparenza del voto (Inform)
01.06.2005
|
NON
SOLO PAROLE
|
Incontro
tra il presidente della Repubblica turca Ahmet Necdet Sezer e
quello della Grecia Karolos Papoulias. Ringraziamento per
l'appoggio di Atene alla causa di Ankara per l'UE. |
Turkish President Ahmet Necdet Sezer
participated in a bilateral meeting with his Greek counterpart Karolos Papoulias
over the weekend in Varna, Bulgaria on the sidelines of the Balkan Forum on
Cultural Corridors in Southeast Europe.
Sezer and Papoulias agreed on the importance and positive effects of spending
money to solve the economic and social problems of their respective peoples,
rather than armaments, according to Turkish sources privy to the meeting.
Sezer said that problems between Turkey and Greece should be solved based on
mutual interests and fairness. He also thanked Greece for its support for
Turkey's European Union membership bid and asked for continued support during
their accession negotiations, scheduled to start this Oct. 3.
Papoulias, for his part, underlined the importance of a continuing dialogue
between the two countries.
During the forum, Sezer also had the opportunity to meet with the current
chairman of the Bosnia-Herzegovina Presidential Council, according to the same
sources. (Turkish Daily News)
01.06.2005
|
|
ERDOGAN A
WASHINGTON
|
Sarà
ricevuto dal presidente degli Stati Uniti, George W. Bush,
mercoledì 8 giugno. |
Il
premier turco Recep Tayyp Erdogan sarà ricevuto da George Bush alla
Casa Bianca il prossimo 8 giugno. I due leader discuteranno delle
aspirazioni di Ankara per l'ingresso nell'Unione Europea, degli
sforzi per costruire la democrazia in Medio Oriente e della
situazione in Iraq. (Adnkronos/Dpa)
01.06.2005
|
|
BATTLE GROUP
|
Raggruppamenti
tattici interforze in grado di mobilitarsi in pochi giorni, in risposta a
potenziali crisi in tutto il mondo, sono integrate adesso anche da Turchia
e Romania. |
Turchia e Romania
integreranno uno dei tre battle group attraverso cui l'Italia
contribuisce alla struttura europea di formazioni di intervento militare
ultra-rapido in scenari di crisi nel mondo.
Lo ha annunciato a Bruxelles il ministro della Difesa, Antonio Martino,
confermando informazioni circolate a Roma.
"L'Italia - ha ricordato Martino - è impegnata in un battle group
marittimo con la Spagna e a cui aderisce anche la Grecia. C'è poi un battle
group multinazionale con la Slovenia e l'Ungheria e c'è un battle group
nazionale al quale hanno aderito la Romania e la Turchia".
Era stata preannunciata, infatti, la firma di una lettera di intenti per
rendere multinazionale questa formazione di carattere terrestre. I battle
group sono "raggruppamenti tattici interforze" di 1.500-2.000
uomini in grado di mobilitarsi in pochi giorni in risposta a crisi potenziali in
tutto il mondo. La "piena capacità operativa" delle prime fra queste
formazioni in via di allestimento è attesa per il 2007.
"Il nostro impegno in ambito della difesa europea - ha notato Martino
parlando ai giornalisti - è ai più alti livelli e si aggiunge a quanto già
l'Italia sta facendo in tanti teatri riscuotendo ammirazione generale". (Ansa)
01.06.2005
|
MA QUANTO E'
MUSULMANA
|
Sul
Bosforo, accanto alla maggioranza sunnita, vivono 20 milioni
di aleviti. Religione umanistica che, malgrado le
dichiarazioni del Governo, deve celare la sua fede.
|
"Non
c'è miglior patrimonio che la ragione;
né miglior amico di un buon carattere;
né migliore eredità del decoro;
né migliore dignità del sapere"
Ali Ilhami Dede
Se il nome non fosse straniero si potrebbero attribuire queste
parole a Goethe, Schiller o Humboldt. In ogni caso ad un grande
umanista. Ed un vero umanista si celava realmente in questo autore.
Eppure il suo nome non fa la sua comparsa nei programmi educativi
europei. Addirittura, neppure in quelli della sua madrepatria la
Turchia. Perché il poeta Ali Ilhami Dede era alevita. E l'Alevitismo,
in Turchia è fuori legge.
Il
Forum
per i diritti umani, rete di organizzazioni umanitarie tedesche,
ha da tempo messo l'accento su quanto la posizione degli Aleviti
sia „ancora di gran lunga più critica" rispetto alle religioni
non-musulmane in Turchia. Nella Repubblica turca, il nazionalismo è
considerato alla stregua di un principio costituzionale, il che in
pratica emargina tutti i cittadini la cui lingua materna non sia il
turco o la cui religione non sia quella sunnita-islamica. I luoghi
di culto per gli aleviti (i Cemevi) sono stati vietati. Ed non è
del pari possibile appendere un'insegna con la parola „Alevi"
(seguace di Alis).
Umanità, libertà e
tolleranza
L'Alevitismo è sorto dalla fusione di elementi cristiani, agnostici
e sciiti. Per gli aleviti l'immagine immediatamente percettibile
di Dio è anzitutto la persona. Ed è per questo ch'essi difendono
il diritto alla libera autodeterminazione di tutti, comprese le
donne, poiché uomo e donna godono degli stessi diritti nella
religione alevita. Le donne non portano alcun copricapo e prendono
autonomamente parte alle solennità religiose (Cem), ascoltando il
tradizionale Sazpiel (un tipo di liuto) e partecipando al ballo
rituale Semah in un clima di appartenenza. Gli aleviti rifiutano la
Sharia, la legge islamica. Il Corano non rappresenta un codice
comportamentale, ma semplicemente la stesura di rivelazioni da
rileggere in maniera critica. Esser contrassegnati come musulmani è
un modo per difendersi, ed evitare di venir rinchiusi dai sunniti
sotto una cupola di vetro.
A differenza dell'Alevitismo, l'Islam sunnita intravede
nell'evangelizzazione un suo compito essenziale. Così le moschee
sono state costruite anche in paesi aleviti, gli Imam sunniti
presentano e inducono le famiglie alevite a partecipare ai loro
corsi e ad esercitare il Corano.
Dalla costituzione del 1892, l'insegnamento della religione e della
etica sunnita è d'obbligo. I bambini provenienti da religioni
alevite devono partecipare all'insegnamento della religione sunnita,
digiunare come i sunniti ed imparare a pregare secondo i loro riti.
A casa tornano ad esser Alevi, e a veder i propri gentori bere
alcolici di sera durante le feste. Certo questo insegnamento coatto
genera fastidi nelle coscienze dei genitori, ed alimenta i conflitti
in famiglia e le tensioni nella società. Portando continuamente in
passato a veri pogrom anti-aleviti, proprio come accadde nel 1978
nelle città di Corum e Kahramanmaras. Resta poi, in particolare, il
doloroso ricordo dell'attacco incendiario del 1993 in Sivas durante
un festival di cultura alevita, in cui perirono 37 aleviti.
Gli aleviti e la
diaspora europea
Importanti passi in avanti sono stati compiuti a favore di un
miglioramento delle condizioni delle associazioni culturali alevite
sparpagliate nel continente europeo: da quando negli anni sessanta
si organizzarono fuoriuscendo dalla Germania, si contano oggi 1,7
milioni di membri in tutta l'Europa. Solo al
Centro
culturale alevita turco di Berlino appartengono 5.000 credenti.
„Discutiamo insieme di dottrina alevita ma non solo: ci guardiamo
intorno per il bene dei nostri membri. Vengon così offerti corsi di
alfabetizzazione, di tedesco, d'informatica, ma anche attività
sportive e di aiuto verso gli studenti più bisognosi" afferma
Yorgul, presidente del centro. A partire dal 2002 e per la prima
volta in Europa, potrà esser impartito l'insegnamento della
religione alevita in cinquanta scuole di Berlino. „Vediamo tutto
ciò come un modello da imitare, in particolare in Turchia, poiché
mostra come possa ben funzionare l'integrazione" prosegue poi il
presidente.
Riguardo al tema dell'adesione all'UE, Yorgul si è fatto una
precisa opinione: „Certo, desideriamo solo il meglio per il nostro
paese. Ma finché i curdi e gli aleviti non avranno nesssun diritto
di manifestare liberamente le proprie opinioni e di esercitare i
loro culti, la Turchia non può definirsi uno stato democratico. E
quindi non può appartenere all'UE". E' avvisato dunque chi,
in un dibattito riguardante l'ingresso della Turchia
nell'Unione, dovesse tirar fuori la mortifera argomentazione „la
Turchia è uno stato musulmano!": così facendo finirebbe per
screditare un'intera nazione, ignorando i 20 milioni di turchi che
non si considerano affatto musulmani. (Sarah Elsing -
traduzione di Ottavio Di Bella/Cafèbabel)
01.06.2005
"NESSUN
GENOCIDIO"
|
Il
Primo Ministro turco sostiene con forza la posizione sua e del Governo di
Ankara: "Abbiamo aperto i nostri archivi, la nostra storia non ha
segreti. Anche l'Armenia dovrebbe aprire i suoi. Politici,e storici e
specialisti dovrebbero lavorarci sopra". |
''Turkey has not
committed genocide through its history, so it is impossible for us to accept
such accusations'', Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said.
Addressing the gathering of his governmental Justice & Development Party (AK
Party), Erdogan said that the so-called Armenian genocide allegations were
brought to the Council of Europe Heads of State and Government Summit (held in
Polish capital of Warsaw at the beginning of this week).
Erdogan stated that he was out of the meeting room when Armenian President
Robert Kocharian was speaking, and drew attention that Turkey recognized Armenia
but there were not any diplomatic links between the two countries.
Recalling that flights between (Turkish commercial hub of) Istanbul and (Armenian
capital of) Yerevan had been launched after his party came to power, Erdogan
said that Turkey had started to restore an Armenian Church in (eastern city of)
Van. But, he stressed, border crossings were still closed.
Erdogan said that any positive step to be taken between Azerbaijan and Armenia
could have a positive impact on decisions to be made by Turkey (regarding its
relations with Armenia).
''During my speech, I said that we have opened our state archives. We don't have
any concerns about our history, and believe that the reality should be revealed.
Armenia should also open its archives. And, historians, jurists, political
scientists and archivists should work on them. Then, we make the political
decision, but unfortunately I cannot get any positive response from Kocharian so
far,'' noted Erdogan.
-WE WILL EXAMINE 15 COUNTRIES-
Erdogan went on saying, ''parliaments of some countries recognize these
so-called Armenian genocide allegations after lobbying activities. This
contradicts international diplomacy. There is no word for assuming such an
attitude without basing on any document or information against a country with
which you are together in international institutions. In Warsaw, I told
reporters that parliaments of 15 countries made such a decision, and we will
examine these 15 countries. There are countries among these 15 which carried out
genocide in the past. We will bring them to our parliament and pass a decision,
basing on real documents and information, not with lobbying. We will take this
step because Turkey had never committed genocide throughout its history.''
''But of course, some people might have died during relocation. It is true. But,
why were these people forced to migrate? Documents indicate that the Ottomans
were fighting in three fronts, and there was an Armenian nation which started to
rebel due to provocations of some other circles. Naturally, the administration
encouraged such a relocation under these circumstances. But, it also met
travelling costs of the people forced to migrate. And it issued circulars for
protection of these people. There could be raids on the way. But, the state did
not carry out a genocide,'' said Erdogan.
'There might have been some problems for this or that reason, but it is wrong to
define it as genocide. We won't build our future on hatred and resentment,''
added Erdogan.
-COE SUMMIT-
On the other hand, Erdogan recalled that he had the opportunity to explain the
importance and theses of Turkey to 46 Coe members, 25 of which were the EU
members, and stressed, ''we would like to recall those who have forgotten at
which part of Europe Turkey is, that Turkey is one of active and strong members
of the Council of Europe for more than 50 years.
-BAN ON ONUR AIR-
Touching on some European countries' ban on Onur Air flights, Erdogan said that
he discussed this matter with German Chancellor Schroeder and Dutch Pm
Balkenende, and added that he and Schroeder agreed to work together to help Onur
Air overcome its technical problems.
-THE FINAL DECLARATION-
Erdogan said that the declaration of the Coe summit stressed common sensitivity
of member states about democracy, rule of law and human rights, and added, ''we
condemn every type of intolerance and discrimination like Islam enmity and
anti-Semitism. And, in the COE we confirm our decisiveness to develop rules and
efficient mechanisms to prevent all these.'' (TurkishPress)
01.06.2005
|
CONFERENZA
RINVIATA
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L'Università
di Istanbul avrebbe dovuto aprire un discorso allargato sulla
tragica fine di migliaia di armeni nel corso della Prima
Guerra Mondiale |
L'Università del Bosforo di
Istanbul ha rinviato sine die una conferenza sulla tragica
fine degli
armeni del 1915-16 che includeva alcuni storici turchi critici verso la posizione del
Governo di Ankara che nega il loro carattere di ''genocidio'', dopo che il portavoce del
Governo aveva accusato quegli storici di ''tradimento''.
I responsabili dell'Università hanno annunciato di avere rinunciato a tenere la conferenza, che doveva cominciare
nei giorni scorsi , per timore del clima creatosi dopo che il ministro della Giustizia Cemil Cicek aveva commentato la presenza di quegli storici dissenzienti affermando: ''Dobbiamo mettere fine a
questo tradimento ed alla diffusione di propaganda anti-turca da parte di persone che appartengono alla Turchia''.
Il Governo turco sta respingendo con forza le pressioni internazionali perché Ankara riconosca che i massacri del
1915-1916, quando perirono, secondo fonti armene, circa 1.5 milioni di armeni (300 mila secondo
Ankara), abbiano costituito il ''primo genocidio del XX secolo''.
Quindici parlamenti di vari Paesi (tra cui la Francia ed il Parlamento europeo) hanno approvato mozioni in cui si
definiscono quei massacri come genocidio, ma Ankara sostiene che si
trattò di una guerra civile originata dal tradimento degli armeni che parteggiavano per il nemico
russo, e che vi furono vittime equivalenti da una parte e dall'altra.
Il Governo attuale di Ankara sostiene che gli archivi turchi sono aperti e ha proposto una commissione congiunta
turco-armena per giungere ad una verità condivisa, ma secondo gli
osservatori - le dichiarazioni di Cicek daranno spazio alle opinioni diffuse in Europa di chi sostiene che Ankara non
è pronta ad una libera discussione sulla controversa materia.(Ansa)
01.06.2005
|
|
IL
GIORNO DI ATATURK
|
Feste
in Tutta la Turchia per ricordare la giornata del 19 maggio quando
86 anni fa Mustafa Kemal arrivò a Samsun città dalla quale partì
la riscossa per l'indipendenza del Paese. |
The anniversary of the day that Turkey's
founder, Mustafa Kemal Atatürk, arrived in Samsun 86 years ago to launch the
independence struggle was marked nationwide, at embassies overseas and the
Turkish Republic of Northern Cyprus (Kktc).
Celebrations for May 19, officially known as Atatürk Remembrance, Youth and
Sports Day, featured Turkish young people around the nation paying respect
to Atatürk and the principles he stood for.
President Ahmet Necdet Sezer, Parliament Speaker Bülent Arınç, Prime
Minister Recep Tayyip Erdoğan, Constitutional Court Chief Judge Mustafa
Bumin and Chief of General Staff Gen. Hilmi Özkök attended official
celebrations held in Ankara's 19 Mayıs Stadium.
The prime minister said he was sure the future Turkey would be better than
today's because it is up to the capable Turkish youth to improve upon the
present.
Despite the passage of time, the struggle Atatürk initiated on May 19 in Samsun
and the ensuing War of Independence leading to the founding of the republic
continues to move the people. Many consider May 19, 1919 to be the day when
Atatürk, as the embodiment of the nation's will to be free, became a force that
could not be stopped until he achieved his objectives.
Celebrations in Istanbul were lively. Istanbul Governor Muammer Güler, 1st Army
Commander Gen. Hurşit Tolon, Istanbul Mayor Kadir Topbaş and Istanbul
Education Director Ömer Balıbey attended a ceremony at İnönü
Stadium.
Students customarily prepare and work for a month in advance of the festivities
that take place on May 19. Their exhaustion was evident in their faces, with
many incidents of fainting reported from around the country. (Turkish
Daily News)
01.06.2005 |
|
"NON PERMETTEREMO
CHE LA TURCHIA VENGA DANNEGGIATA"
|
Il
premier irakeno, Ibrahim Jaaffari ha rassicurato Ankara circa le
infiltrazioni del Pkk dal nord del Paese. I timori di Baghdad per le in
filtrazioni di terroristi dalla Siria. Smentita di Damasco. |
Il
premier irakeno, Ibrahim Jaaffari, ad Ankara per la sua prima visita all'estero,
ha denunciato infiltrazioni in Irak di terroristi armati provenienti dalla Siria
ed ha annunciato che presto Baghdad invierà a Damasco una sua delegazione per
esigere la fine di queste incursioni.
"Ci sono gruppi armati che passano attraverso il confine siriano.
Discuteremo la questione con le autorità siriane nel corso di un incontro che
avverrà presto per discutere questioni di sicurezza", ha dichiarato
Jaafari in una conferenza stampa dopo un suo incontro con il premier turco Recep
Tayyip Erdogan al quale Jaafari ha assicurato di essere pronto a compiere passi
contro la presenza in Nord Irak di militanti armati del Pkk.
Secondo il giornale turco in inglese <New Anatolian>, Jaafari avrebbe
rivelato ad alcuni giornalisti turchi che nelle scorse settimane ci sarebbe
stato in Siria un incontro tra i maggiori capi degli insorti irakeni a cui
avrebbe partecipato anche Abu Musa al Zarqawi e che avrebbe deciso una
intensificazione degli attacchi terroristici.
La Siria ha sempre respinto le accuse di aiutare gli "insorti"
terroristi in Irak e di essere disposta a contribuire alla sicurezza dell'Irak,
lamentando, però, di non disporre di mezzi adeguati per controllare il suo
confine di circa 600 chilometri con l'Irak.
Nel corso della stessa conferenza stampa Erdogan ha annunciato un impegno di
Jaafari di "collaborare con Ankara" nella lotta ai militanti del Pkk
stazionati sulle montagne del Nord Irak ai confini con la Turchia.
"Noi non permetteremo che alcun gruppo in Irak danneggi altri Paesi",
ha confermato Jaafari rispondendo alle acute preoccupazioni turche circa la
ripresa negli ultimi mesi di attività armate del Pkk. Ankara ha più volte
chiesto agli Usa di usare le loro truppe in Irak per "mettere fine"
alla presenza del Pkk ma finora gli americani non hanno fatto seguire fatti alle
loro promesse.
Il premier irakeno si è impegnato anche a non consentite che la città
petrolifera nord-irakena di Kirkuk cada sotto un'egemonia curda a scapito dei
turcomanni protetti da Ankara che teme che essa diventi la capitale di uno Stato
curdo indipendente (Kurdistan).
"Kirkuk è una città multietnica e sarà protetta come parte di un Irak
unito ed integro", ha affermato Jaafari. (Ansa)
01.06.2005
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OCALAN: NIENTE NUOVO
PROCESSO
|
In ossequio alla
recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, potrebbe però
essere riaperto in Turchia il fascicolo della vecchia istruttoria.
Una dichiarazione del vice-premier Abdullah Gul. |
La Turchia avrebbe
deciso di non riprocessare il leader curdo Abdullah Ocalan. Lo ha detto il
ministro degli Esteri, Abdullah Gul, il quale invece non ha escluso che, in
ossequio alla recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, venga
riaperto il fascicolo del vecchio processo. "Il tribunale ci ha invitati a
riprocessarlo o a riaprire il fascicolo per (sanare) questa o quella mancanza
procedurale", ha detto Gul, in un'intervista alla televizione <Kanal D>,
riportata dal quotidiano <Milliyet>. "Dal momento che abbiamo
l'opzione di riaprire o esaminare il fascicolo, onestamente non stiamo pensando
di muoverci in direzione di un nuovo processo". (Agi)
-
01.06.2005
|
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PER LUI SOLO LA
PRIGIONE
|
Nonostante
che la Corte europea per i diritti dell'uomo abbia dichiarato che il
processo in Turchia non era stato corretto, Apo per Ankara ed anche per gli
Stati Uniti resta un terrorista |
The United States said its position on the
outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk) and its imprisoned leader, Abdullah Öcalan,
remained unchanged after the European Court of Human Rights ruled that
his trial by Turkish authorities was unfair.
"We continue to see Abdullah Öcalan as a terrorist who belongs in prison, and
that's a view we've had and it hasn't changed and we think that this has long
been clear," State Department spokesman Richard Boucher said at a press
briefing.
The European court's ruling, issued last Thursday, puts pressure on Turkey to
grant him a retrial, and observers warn of an urgency in handling the matter as
any delays in starting trial procedures would harm Turkey's aspirations to join
the European Union, particularly given the fact that Ankara is slated to open
accession talks with the 25-nation bloc in October.
But retrial is a risky thing to accomplish because of the
possibilities that it could give rise to domestic unrest at a time when
nationalist sentiments are on the rise across Turkey. The thought of retrying Öcalan
is highly unpopular in Turkey, where many loathe Öcalan as the mastermind of a
terrorist campaign that cost the lives of more than 30,000 people in Turkey's
Southeast.
Boucher said the United States "took note" of the decision of the European
Court of Human Rights decision but added, "We leave it to Turkey to handle the
matter in an appropriate way."
The United States designates the Pkk as a terrorist organization, but it has
been slow in responding to Turkey's calls for measures to eliminate the presence
of a few thousand armed militants of the group based in the mountains of
northern Iraq.
Most European countries also consider the Pkk a terrorist organization. The
European court's ruling last week highlighted procedural deficiencies in Öcalan's
trial in a Turkish court in 1999, such as insufficient access for Öcalan to his
lawyers and facilities needed for his defense. (Turkish
Daily News)
01.06.2005 |
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BOMBA AD OLEODOTTO
|
Il
sabotaggio, avvenuto a Batman nella Turchia sud-orientale, è
attribuirsi forse alle formazioni del Pkk. |
L'esplosione di una bomba su un
oleodotto della Turchia sud-orientale nei pressi di Batman ha causato la
rottura di un tubo e la dispersione di un centinaio di barili di petrolio.
Lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu> attribuendo l'attacco ad
"autori non identificati".
Secondo varie fonti, la polizia segue la pista dell'organizzazione
separatista armata curda Pkk, che dall'anno scorso ha messo fine alla tregua
dichiarata dopo la cattura del suo leader Abdullah Ocalan in Kenia nel
febbraio 1999 e ha ripreso le sue azioni armate. (Ansa)
01.06.2005 |
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RAPITO DAI GUERRIGLIERI UN
INDUSTRIALE TURCO IN IRAK
|
Si
chiama Ali Musluogli ed ha 48 anni. I sequestratori chiedono che la sua
società non lavori più per gli americani. |
E' stato rapito dalla
guerriglia in Irak un uomo d'affari turco. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa
<Anadolu> citando fonti della famiglia dell'ostaggio. Qusti si chiama Ali
Musluoglu, 48 anni, ed è socio in una compagnia di trasporti che lavora per le
truppe statunitensi. Sono stati gli stessi sequestratori a servirsi del telefono
cellulare dell'imprenditore per mettersi in contatto con il fratello di lui,
Ahmet, e chiedere in cambio della sua liberazione la cessazione di ogni
collaborazione con le forze di occupazione. La vittima ha parlato con il
congiunto per informarlo dell'accaduto. "Era molto ansioso - ha raccontato
Ahmet Musluoglu - Poi uno dei ribelli ha preso il telefono e in lingua araba mi
ha detto che dovevamo smettere di avere rapporti con gli americani, altrimenti
non avremmo più rivisto mio fratello".
La società a sede a Reyhanli, nella provincia occidentale di Hatay che con fina
con la Siria. Secondo l'emittente turca <Ntv>, i suoi camion trasportano
sabbia e ghiaia destinate ad opere edili. (da Agi)
01.06.2005
|
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ARRESTATI
FONDAMENTALISTI ISLAMICI
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Si
tratta di dieci persone sospettate dalle autorità turche di appartenere
al gruppo Hizb-ut Tahrir, molto attivo in Asia centrale. |
Dieci persone sono state fermate
perché sospettate di appartenere al gruppo fondamentalista islamico illegale Hizb-ut Tahrir, molto attivo in Asia centrale,
e di avere inscenato recentemente una manifestazione favorevole alla rivolta fondamentalista della scorsa settimana in
Uzbekistan repressa nel sangue dalla polizia uzbeka. Lo ha annunciato l'agenzia turca
<Anadolu>.
La polizia turca - secondo la stessa agenzia - ha rinvenuto nelle abitazioni dei 10 fermati materiali di propaganda del
gruppo Hizb-ut Tahrir (in arabo Partito della liberazione) che mira a creare uno stato islamico nei paesi dell'Asia centrale e
che negli anni scorsi ha compiuto attentati suicidi contro obiettivi americani ed israeliani in quella regione.
Il 13 maggio scorso la rivolta fondamentalista in Uzbekistan, probabilmente organizzata dallo stesso gruppo,
era stata repressa nel sangue dalle forze dell'ordine uzbeke, che avrebbero ucciso
- secondo testimoni- circa 500 persone, tra cui donne e bambini, mentre il presidente dell'Uzbekistan, Islam
Karimov, affermava che erano rimasti uccisi 169 ''banditi'' islamisti.
E' la prima volta che la presenza del gruppo Hizb-ut Tahrir viene registrata anche in
Turchia.(Ansa)
01.06.2005
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BOMBA CONTRO
TRENO MERCI
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L'attentato
- avvenuto nella zona di Mus - quasi certamente opera della
guerriglia curda. nessuna vittima ma due vagoni sono
deragliati. |
Una bomba esplosa al passaggio
di un treno merci ha causato il deragliamento di due vagoni ma senza
provocare vittime: lo hanno reso noto le autorità turche,
precisando che l'attentato è avvenuto nella provincia a maggioranza
curda di Mus.
La guerriglia curda ha recentemente intensificato i propri attacchi
nella zona, secondo quanto riferito dalla polizia turca, che non ha
specificato quale fosse il carico del treno merci.Oltre 37mila
persone - in massima parte civili - sono morti nelle violenze in
corso dal 1984, quando gli estremisti del Pkk ricorsero alla lotta
armata per l'indipendenza delle regioni a maggioranza curda; dopo un
cessate il fuoco unilaterale dichiarato dai ribelli del 1999 - con
la cattura del leader del Pkk, Abdullah Ocalan - e revocato lo
scorso anno, gli scontri si sono intensificati. Negli ultimi due
mesi le forze di sicurezza turche hanno ucciso almeno 48 ribelli,
lasciando sul terreno nove effettivi. (Ap)
01.06.2005
|
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DEMOCRAZIA E
SICUREZZA NAZIONALE
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Conferenza
ad istanbul dal 9 all'11 giugno organizzata dalla Direzione generale
della Polizia nazionale turca. Come andare sul sito per maggiori
informazioni. |
Sotto gli auspici del premier turco
Recep Tayyip Erdogan ed organizzato dalla Direzione generale della Polizia
nazionale si aprirà il giorno 9 giugno (per chiudersi l'11) la
conferenza dal tema "Democrazia e sicurezza nazionale":
I giornalisti che intendono chiedere l'accreditamento per suddetto evento
devono compilare il modulo di accreditamento ed insieme a
questo ultimo una fotocopia della tessera professionale e una lettera di
richiesta della Direzione della testata rappresentata, due fotografia
recente (size passaport) e una fotocopia del passaporto va inoltrato (via
faks, e-mail o personalmente) entro l' 8 Giugno a:
Directorate General of Press and Information
İstanbul Provincial Office
Kennedy Cad. No:3 Sarayburnu - İstanbul
TURKEY
Phone : 00 90 212 527 01 75
Fax : 00 90 212 512 89 46
Per ulteriori informazioni:
http://www.istanbulconference.egm.gov.tr
Gli accreditamenti possono essere ritirate dal Centro di Stampa (aperto
dal 8 al 11 giugno) presso Conrad Hotel l' 8 giugno.
01.06.2005
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GLI
ERRORI DELLA GIUSTIZIA
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Secondo
una indagine locale i Tribunali locali sbagliano molto spesso anche
a causa della gran mole di lavoro e della scarsa preparazione degli
addetti. |
According to
statistics, almost half the decisions made by local courts are erroneous.
Investigating applications for appeal, the Turkish Court of Appeals overturned
over 112,000 decisions in one year, finding them against the laws. Erroneous
decisions in up to 43 percent of criminal cases have made the local courts
farcical, but the problem does not end here.
The Supreme Court of Appeals' criminal chambers investigating decisions of local
courts are also making erroneous decisions. The Court of Appeals General
Criminal Council reinstated 57 percent of the cases that came to them in 2003.
Lawyers interpreting the data as a very worrying situation are demanding serious
research into the causes and corollaries. While the volume of cases and
insufficient legal education are given as among the reasons for erroneous
decisions, the situation is dire for the judiciary as public trust is undermined
in society.
The Turkish Justice Ministry Judicial Record and Statistics General Directorate
has released statistics for 2003. The data paints a startling picture of the
judicial system. The Supreme Court of Appeals overturned the first decision of
the local court in 112,000 of the 390,000 cases, especially in criminal cases.
Of 117,000 criminal cases, the 11 criminal departments of the Supreme Court
decided to strike out over 50,000 of the convictions (a rate of 43 percent)
within one year. Added to this, the statistics indicate that not only the local
courts, but also departments of Supreme Court of Appeals make erroneous
decisions. The Supreme Court of Criminal Council approved just 18 percent of 306
decisions on cases in 2003.
Criminal Lawyer Professor Bahri Ozturk commented on the negative picture that
emerge in these judicial statistics, saying these figures showed the courts most
likely to make erroneous decisions in Turkey. Nearly one out of every two court
decisions are erroneous in Turkey while the proportion of similar cases in
European countries does not surpass one in ten. (Murat Aydin/Zaman)
01.06.2005 |
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UNDICI
TURCHI TRA LE ONORIFICENZE O.S.S.I
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Saranno
conferite domani, tra le tante, dal presidente della Repubblica
italiana Carlo Azeglio Ciampi in Quirinale. |
Il
presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del ministro
degli Esteri Gianfranco Fini, ha conferito le onorificenze dell'"Ordine
della Stella della Solidarietà Italiana" (O.s.s.i), in occasione
del 2 giugno, Festa nazionale della repubblica.
A "legare" gran parte dei profili dei nuovi 17 Grandi Ufficiali,
66 Commentatori e 217 cavalieri, per un totale di 300 personalità insignite
dal Quirinale, è l'impegno nel settore della cultura ed in particolare
della diffusione e valorizzazione della lingua italiana all'estero; un
indirizzo che il Capo dello Stato ha in più occasioni esortato a
perseguire, quale parte integrante dell'immagine e della proiezione
dell'Italia nello scenario internazionale.
Per la Turchia questi i premiati:
Commendatori
dell'O.s.s.i
Kasif Lemi Bilgin, direttore dei Teatri di Stato (Ankara)
Remzi Buharali, direttore dell'Opera (Ankara)
Nazan Olcer, direttrice del Museo Sabanci (Istanbul)
Onen Mesut, docente universitario (Istanbul)
Cavalieri dell'O.s.s.i
Suat Arikan, cantante lirico (Istanbul)
Deniz Kilicer,
funzionario diplomatico (Ankara)
Sezen Cumhur Onal, compositore e critico musicale (Istanbul)
Ilber Ortayli, docente universitario (Ankara)
Cemal Oztas, direttore Palazzi Imperiali (Istanbul)
Antonietta Scagliarini Ciucci, contrattista Mae (Izmir)
Giovanni Scognamiglio, critico cinematografico (Istanbul)
01.06.2005
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DESTITUITO
IL PATRIARCA DI GERUSALEMME
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La
decisione presa dai capi della Chiesa ortodossa riuniti ad Istanbul
nel corso di un sinodo al quale erano presenti 42 rappresentanti.
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I capi della Chiesa ortodossa hanno deciso la destituzione del Patriarca di Gerusalemme Ireneos Primo, accusato di aver venduto degli immobili e delle terre appartenenti al suo Patriarcato. Lo ha annunciato
un responsabile della Chiesa, durante il sinodo che si e' svolto a Istanbul.
''Il Patriarca è stato destituito'', ha dichiarato ai giornalisti, riuniti nella sede del Patriarcato di Costantinapoli, Kesarios Asilios, Metropolita di Gerusalemme.
Convocato dal Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo Primo, la massima
autorità ortodossa, il sinodo di Istanbul ha radunato i 42 rappresentanti delle 14 chiese ortodosse, fra cui i Patriarchi di Alessandria, d'Antioca (a Damasco) e di Mosca.
Ireneos Primo è accusato di aver venduto segretamente a degli uomini d'affari ebrei degli immobili e della terra appartenenti al suo Patriarcato, nella vecchia
città di Gerusalemme. Era già stato destituito dal clero del suo Patriarcato nel corso di un sinodo a Gerusalemme il 7 maggio.
''Abbiamo dovuto prendere una decisione molto rattristante riguardo al Patriarcato di Gerusalemme, i (cui) metropoliti hanno deciso di non riconoscere
più (Ireneos)'', ha detto alla fine del Sinodo il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I.
"Da stamattina, dopo aver pregato, abbiamo deciso di accettare la decisione dei metropoliti (di Gerusalemme)'', ha aggiunto, confermando che le Chiese ortodosse non riconoscono più Ireneos come Patriarca.
Bartolomeo, che aveva convocato il Sinodo straordinario, ha spiegato che aveva proposto a Ireneos di dimettersi, ma che questi aveva rifiutato.
La decisione è stata contestata dai sostenitori di Ireneos, che aveva evocato la
possibilità di convocare un contro-Sinodo.
Dal canto suo, il metropolita di Petra (Giordania) Cornelios, che dipende dal Patriarcato di Gerusalemme, ha detto che, dopo il rifiuto di Ireneos di dimettersi, vi
è stato un voto, in cui
nove delle 12 Chiese ortodosse rappresentate a Istanbul si sono pronunciate contro di lui. Solo il rappresentante del Patriarcato di Georgia - ha precisato - ha votato in favore di Ireneos, mentre quelli del Patriarcato di Antiochia (con sede a Damasco) e della Chiesa polacca si sono astenuti.
Secondo un comunicato del Patriarcato di Costantinopoli, invece, non vi
è stato nessun voto contrario, ma solo tre astensioni.
''Il suo nome ormai non esiste più sulle liste delle Chiese ortodosse'', ha dichiarato Cornelios alla
<France Presse>, precisando tuttavia che Ireneos ''potrà continuare a farsi chiamare
Patriarca'', senza che ciò provochi conseguenze. ''Ora troveremo una persona per sostituirlo temporaneamente. Quindi saranno informati Giordania, Israele e palestinesi, poi
organizzeremo elezioni per un nuovo Patriarca'', ha proseguito Cornelios, giudicando possibile la designazione di un sostituto a interim.
La Grecia ha invitato frattanto Ireneos ad accettare la destituzione. ''Le decisioni del Sinodo dei capi dell' Ortodossia, prese conformemente al diritto canonico, devono essere accettate da
tutti'', ha dichiarato in un comunicato il sottosegretario agli Esteri Panagiotis Skandalakis. ''E' evidente che chiunque non rispetti (queste decisioni)
avrà l' intera responsabilità di eventuali sviluppi negativi'', ha aggiunto.
(Ansa-Afp).
01.06.2005
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Il
"VIANDANTE EUROPEO" INTERROMPE LO SCIOPERO DELLA FAME
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Giuseppe
Zonatti che si trovava nella zona dei Caschi blu a Cipro si è
sentito male. Stava manifestando da sei giorni per la
riunificazione dell'isola per per l'ingresso della Turchia
nell'UE. |
Dopo sei giorni trascorsi senza
toccare cibo - di giorno sotto al sole già cocente di Cipro, la notte all'addiaccio in un sacco a pelo - Giuseppe Zoratti, 60
anni, l'euro-entusiasta calabrese in passato protagonista di altri viaggi a piedi nel nome della pace e
dell'unità europea, ha dovuto gettare la spugna e ha fatto rientro in Italia.
Mentre proseguiva lo sciopero della fame in un punto di transito nella
"terra di nessuno" che divide la città di Nicosia (la cui parte Nord, come il resto dell'isola,
è sotto occupazione militare turca da 31 anni) - Zoratti ha avuto un malore.
Soccorso dai caschi blu dell'Onu responsabili di quel tratto di territorio, il
"viandante europeo" è stato ricoverato in ospedale dove i sanitari - secondo cui il malore
è stato causato dalla disidratazione - lo hanno sottoposto ad analisi mediche e rinvigorito sommistrandogli alcune flebo.
''Adesso sto meglio'', ha detto all'Ansa l'elettrotecnico di Rende (Cosenza). ''Ma mi sento ancora un po' debole e
così ho deciso di interrompere lo sciopero della fame. Ripartirò per l'Italia''. Da giorni, comunque, il
"viandante europeo" era monitorato dall'ambasciata d'Italia a Cipro, che
più volte gli aveva inviato un medico per controllarne le condizioni di salute.
Ma nonostante la durezza della prova affrontata Zoratti è soddisfatto dell'esito della sua
<missione>. ''In questi sei giorni - ha dichiarato Zoratti - tanta gente
è passata e mi ha visto con al collo i cartelli in cui chiedevo la riunificazione
dell'isola. Decine di migliaia mi hanno visto, molti si sono fermati a parlare e qualcuno mi ha preso pure a male parole. Ma
per me è importante che almeno qualcuna di queste persone si sia chiesta
perché un italiano abbia fatto questo per Cipro. Ecco, spero di aver instillato in qualcuno il dubbio che, forse,
su quest'isola greci e turchi possono vivere insieme e meglio di adesso. Da parte mia - conclude il 'viandante' - ho lanciato un
seme di pace. Adesso spetta a loro farlo germogliare, soprattutto per il bene dei loro figli e dei loro nipoti''.
Arrivato a Cipro il 15 maggio, Zoratti in pochi giorni aveva portato a termine la sua azione dimostrativa, ovvero
attraversare a piedi l'isola senza ricorrere al passaporto. Da Larnaca,sulla costa meridionale di Cipro, il
"viandante" si era quindi incamminato sino a raggiungere Nicosia (distante 50 km)
dove era riuscito a superare la frontiera e arrivare, dopo altri 20 km, nella
località di Kirenya, sulla costa settentrionale.
Una volta rientrato nella parte Sud, però, ha detto Zoratti, ''ho sentito il bisogno di continuare a manifestare a favore
della pace e invitare le due comunità, la greco-cipriota e la turco-cipriota, a trovare un accordo per riunificare finalmente
quest'isola ed entrare in Europa insieme con la Turchia''. E per far ciò si
era praticamente auto-recluso per sei giorni in un angolo del transito allestito davanti all'ex albergo Ledra
Palace, quartier generale delle truppe di pace dell'Onu a Cipro.
Zoratti non è nuovo a queste imprese solitarie, che porta a termine munito solo di un sacco a pelo e rigorosamente senza
telefonino. Tre anni fa aveva attraversato a piedi la Grecia da Patrasso ad Atene ed aveva dedicato il suo viaggio ad Anna
Diamantopoulou, allora commissario europeo agli Affari sociali. Un successivo viaggio, sempre a piedi, in Slovenia, lo aveva
invece dedicato ad Alcide de Gasperi, uno dei padri dell'Europa moderna. Dopo il primo viaggio, fatto nel 1999 per protestare
contro i massacri in Kosovo, Zoratti ha compiuto altri "pellegrinaggi" in Irlanda, Gran Bretagna, Austria, Olanda,
Francia, Montenegro e Slovacchia. (Furio Morroni/Ansa)
01.06.2005
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AL PENULTIMO POSTO
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Subito
prima dell'Egitto e dopo il Pakistan, la condizione femminile in
Turchia è marcata da enormi contrasti: grandi emancipazioni nei ceti alti
e altrettanto disagio in quelli bassi. |
La Turchia, a dispetto
della immagine di Paese laico e moderno, è, per quanto riguarda la condizione
femminile, al penultimo posto nella graduatoria di 58 paesi scrutinati.Secondo
il rapporto del <Worl Economic Forum> peggio delle donne turche stanno
solo quelle egiziane, dato che agli ultimi posti della graduatoria si trovano la
Giordania (55/mo posto),il Pakistan (56/mo), la Turchia (57/mo) e l'Egitto
(58/mo). Il criterio principale del rapporto e della relativa graduatoria è un
concetto di eguaglianza tra i sessi definito come quella situazione ideale, non
raggiunta sul pianeta da alcun Paese - precisa il rapporto - "in cui i
diritti, le responsabilità e le opportunità degli individui non sono
determinati dal fatto di essere nati uomo o donna".
In Turchia con la eguaglianza dei sessi stabilita dalle leggi e con una
condizione di emancipazione delle donne degli strati sociali ricchi e colti di
alcune grandi città, fa da stridente contrasto una condizione di privazione
materiale, culturale e di fatto anche giuridica della grande maggioranza delle
donne meno privilegiate che vivono nelle città interne, nelle campagne e nelle
stesse periferie delle grandi città- (Ansa)
01.06.2005
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DENUNCIA IN TV
LE
VIOLENZE DEL MARITO, IL FIGLIO LE SPARA
|
Il
fatto è avvenuto ad Elazig nella Turchia orientale. La donna era comparsa
in una trasmissione-verità ma in famiglia non glielo hanno perdonato. A
scaricarle addosso quasi un intero caricatore di pistola, un ragazzo di 14
anni. |
Un ragazzo di 14 anni ha
sparato cinque colpi di pistola contro sua madre a Elazig (Turchia orientale)
riducendola in fin di vita perché la donna aveva denunciato le violenze di suo
marito in un talk show televisivo.
"Hai disonorato la nostra famiglia ed ora devi morire", ha gridato il
ragazzo a sua madre, Birgul Isik, appena scesa dall'autobus che la riportava a
casa da Istanbul, prima di scaricargli l'arma addosso probabilmente su
istigazione del padre e di uno zio arrestati dalla polizia con questa accusa.
La donna per cinque volte era scappata di casa per sfuggire alle violenze del
marito, bigamo, ma, non avendo trovato ascolto presso parenti ed autorità,
aveva deciso di rivolgersi, su consiglio della polizia di
Istanbul, alla ascoltata trasmissione televisiva "La voce delle donne"
che si occupa di conflitti familiari.
"Andare in Tv è stata la sua condanna", ha commentato una giornalista
turca mentre la maggior parte dei commentatori turchi si sono divisi sulla
opportunità o meno di vietare questo genere di trasmissioni di Tv-verità dato
che, per giudizio unanime, "toccano un nervo scoperto della società
turca" e rischiano di provocare delitti.
Per la polizia si tratta di un ennesimo caso di "delitto tradizionale"
che, insieme a quelli propriamente definiti "di nonore", provocano la
morte di centinaia di donne turche ogni anno, di solito decisa da assemblee
familiari. I delitti sono casi estremi di una ordinaria violenza tra le mura
domestiche ai danni di giovani donne anche per ragioni apparentemente futili
come la rottura di regole tradizionali di proprietà (non riconosciute dalla
legge laica turca) o perché si ribellano a matrimoni combinati dalle
famiglie o per fughe di amore o anche per violazioni delle norme di segregazione
e di vestiario (come il velo islamico) imposte alle donne dalla tradizione
musulmana.
Le organizzazioni dei diritti umani ritengono che oltre la metà delle donne
turche siano oggetto di violenze e maltrattamenti in famiglia per ragioni
tradizional-religiose. (Ansa)
01.06.2005
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WOMENS
IN BUSINESS
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La
moglie del premier turco Erdogan, Emine, invitata a Damasco ad un forum
internazionale dalla moglie del presidente siriano, Esma Assad. |
Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's wife
Emine Erdogan was in Damascus, at the invitation of Syrian
President Bashar al-Assad's wife Esma Assad, to attend the 2005 Women in
Business International forum.
Egyptian President Hosni Mubarak's wife Suzanne Mubarak, former Pakistani
President Benazir Bhutto, former Malaysian Prime Minister Mahathir Mohamad, and
Lebanese Parliament Speaker Nabih Berri's wife Renda Berri were among the
participants. Turkish Ambassador to Damascus Halit Cevik's wife Nihal Cevik
accompanied Erdogan during her visit.
Speaking at the forum, Erdogan said that women should be allowed to take part in
economic life. Erdogan also said that Turkey has been working to improve women's
situation within the principles of the Beijing Declaration, which Turkey signed
in 1995 during the UN Fourth World Women's Conference.
Erdogan also argued that religious differences should be bridged in order to
achieve a healthy relationship between states, saying that Turkey's accession to
the European Union would be an important step for harmony between civilizations.
She also called on women to work for their common interests.
Erdogan went on to say that Turkey should immediately take any necessary
measures to prevent domestic violence and honor killings. (The
New Anatolian)
01.06.2005
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NUOVA ISPEZIONE ENAC
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Eseguita
da parte dell'Enac su un un velivolo della <Onur Air>. Disposta
frattanto la riammissione ad operare in tre dei quali Paesi che ne avevano
deciso la sospensione. Si tratta di Olanda, Francia e Svizzera.
|
E' stata eseguita da parte
dell'Enac una nuova ispezione Safa (Safety Assessment of foreign Aircraft) su un
veicolo della compagnia aerea turca <Onur Air>, un Aibus 321, atterrato
presso l'aeroporto di Bergamo. Lo ha fatto sapere la stessa Enac con una nota,
specificando che "l'ispezione di rampa, condotta secondo i parametri
comunitari del Programma Safa, non ha evidenziato irregolarità e l'aeromobile
è ripartito con destinazione Turchia.
"L'Enac - continua la nota - sta partecipando agli incontri in programma in
questi giorni, sia a livello di Commissione europea, sia a livello Ecac (European
Civil Aviation Conference, organismo che riunisce gli enti e le autorità
preposti all'aviazione civile di 41 Paesi), finalizzati ad analizzare la
situazione relativa alla <Onur Air> e ad assumere linee di condotta
univoche nel momento in cui vengono a verificarsi casi di fermo come quello
della compagnia turca.
Si è appreso frattanto che la compagnia è stata riammessa ad operare in tre
dei quattro Paesi europei che ne avevano deciso la sospensione (la revoca è
stata disposta da Olanda, Francia e Svizzera, mentre la Germania si è riservata
di riammettere gradualmente i voli della compagnia turca). Lo ha reso noto l'Enac.
(Agi)
01.06.2005
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LO
SGUARDO DI PASSERA
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L'amministratore
delegato di <Banca Intesa> è interessato alla Turchia anche se
poi ammette che ancora non c'è alcun mercato aperto. |
<Banca Intesa> guarda
con interesse al mercato turco, anche se "non c'è nessun negoziato
aperto". Come ha spiegato l'amministratore delegato Corrado passera nel
corso di una conference call, "non mi piace dire quale banca mi interessa a
quale no: il mercato è già abbastanza difficile senza mettere in giro
ulteriori rumors". Nell'Europa dell'Est, <Intesa> prende in
considerazione anche ipotesi di joint venture: "Abbiamo già
individuato dei target", ha detto, ma "non vedo opportunità di creare
valore nei Paesi dell'Europa occidentale". (Agi)
01.06.2005
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IL MOTORE DELL'EUROPA, OVVERO LA TURCHIA
RAGGIUNTI TUTTI I PARAMETRI UE RICHIESTI
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Lo afferma
il presidente della Banca europea per gli Investimenti, Philippe Maystad.
Tasso di crescita del 10 per cento. Mentre il Fmi eroga un prestito del valore di 10 miliardi dollari ad
Ankara, secondo l'Ocse il Paese registra miglioramenti sul fronte dei
prezzi, attestandosi al quinto posto fra quelli meno cari. Intanto entro i
prossimi dodici anni la Turchia completerà la firma di accordi di libero
scambio con tutti i Paesi arabi dal Maghreb al Medio Oriente, costituendo
così una vasta zona di proficui scambi commerciali.
|
Buone notizie per la Turchia. Il presidente della Banca europea
per gli investimenti (Bei), Philippe Maystadt, ha esordito ricordando
che, con la sua crescita del 10 per cento, il Paese è destinato a
diventare il motore dell'Europa.
Maystadt sottolinea che nel momento in cui Ankara riuscirà a
raggiungere tutti i parametri richiesti per entrare a fare parte
dell'Unione europea, il numero di investimenti stranieri diretti
effettuati in Turchia crescerà. Grazie poi alla firma, avvenuta
sempre ieri, dell'accordo tra il governo di Ankara e il Fondo
monetario internazionale, che eroga un prestito da 10 miliardi di
dollari, gli investimenti esteri in Turchia potranno ulteriormente
aumentare. Maystadt precisa che la Turchia deve portare avanti il
processo di riforme politiche e economiche già in atto. Dal 1965,
l'ammontare complessivo del prestito concesso dalla Bei alla Turchia
è di circa 3,6 miliardi di euro. Solo nel 2004 l'istituzione
finanziaria europea concede al Paese 700 milioni di euro.
Intanto, in base alla classifica dei Paesi meno cari stilata
dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse)
nel mese di marzo, si apprende che la Turchia si piazza al quinto
posto dopo Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Messico. I dati
diffusi dall'Ocse sono elaborati paragonando il livello medio
generale dei prezzi al consumo nei Paesi coinvolti nella ricerca.
Tornando al Fmi, nel corso della riunione del Consiglio esecutivo
avvenuta lo scorso 11 maggio a Washington, il Fondo verserà dodici
tranches da 837,5 milioni di dollari ciascuna. L'accordo giungerà
a scadenza nel maggio 2008. Il Fmi approva altresì l'estensione di
un anno del termine per la restituzione di 3,8 miliardi dollari a
valere sul precedente credito, attualmente in scadenza nel 2006. Nel
corso di una conferenza seguita alla firma dell'accordo, il
presidente del Fondo, Rodrigo de Rato, coglie l'occasione per
ribadire i successi conseguiti dallaTurchia nel processo di riforme
sin qui brillantemente intrapreso, che le ha permesso di raggiungere
importanti risultati macroeconomici, quali la forte riduzione del
tasso di inflazione e un tasso medio di crescita dell'8 per cento
negli ultimi tre anni. Tutti segnali, prosegue Rato, dei cambiamenti
che stanno avvenendo nel Paese e delle prospetive economiche future.
Il nuovo programma con il Fmi per i prossimi tre anni costituirà
pertanto un ulteriore sprone per Ankara a proseguire nel cammino
delle riforme, a garantire la sostenibilità dei recenti successi e
a conseguirne di nuovi.
Nel corso del Forum turco-arabo che si è tenuto di recente a
Istanbul, il ministro turco del Commercio estero, Kursad Tuzmen,
annuncia che entro i prossimi dodici anni la Turchia completerà la
firma di accordi di libero scambio con tutti i Paesi arabi dal
Maghreb al Medio Oriente, costituendo così una vasta zona di
proficui scambi commerciali. Finora la Turchia firma accordi di
questo tipo con il Marocco, la Tunisia, la Palestina e la Siria,
mentre sono in corso negoziati con il Libano, l'Egitto e la
Giordania. Nel futuro è previsto invece l'avvio di consultazioni in
materia con l'Algeria e il Sudan.
Infine una curiosità: sono oltre 10 mila gli architetti provenienti
da tutto il mondo che prenderanno parte al 22° Congresso di
Architettura che si terrà a Istanbul dal 30 giugno al 10 luglio
prossimi. Tra gli obiettivi della manifestazione, creare legami tra
autorità, costruttori e potenziali clienti per nuove opportunità
di investimento. (il denaro.it)
01.06.2005
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OBIETTIVO: RAFFORZARE LA
COLLABORAZIONE
INDUSTRIALE E COMMERCIALE ROMA/ANKARA
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Proprio
per questo motivo la Camera di Commercio di chieti, nell'ambito di un
programma allargato voluto dall'Ice, ha ospitato una delegazione di 13
funzionari di ministeri economici, associazioni industriali, enti di
sviluppo e Camere di Commercio della Turchia. I nomi di alcuni tra i
partecipanti. |
Nell'ambito del programma previsto
dall'Ice per rafforzare le relazioni commerciali ed industriali tra Italia e
Turchia la Camera di Commercio di Chieti ha ospitato una delegazione di 13
funzionari di ministeri economici, associazioni industriali, enti di sviluppo e
Camere di Commercio della Turchia.
L'incontro è stato organizzato dalla sede Abruzzo e Molise dell'Istituto
Nazionale per il Commercio con l'Estero (Ice) quale strumento di supporto
all'internazionalizzazione e nell'ambito delle azioni di formazione
internazionale previste dal programma 2005. L'obiettivo è di rafforzare la
collaborazione industriale e commerciale tra l'Italia e la Turchia e e per
questo la delegazione incontrerà sia organismi preposti
all'internazionalizzazione sia alcune realtà produttive regionali. Il programma
ha previsto una riunione di presentazione del territorio e delle attività di
enti e di organismi locali svoltasi nella sala riunioni della Camera di
Commercio situata nei locali dell'ex Foro Boario in località Madonna delle
Piane, al quale hanno partecipato - oltre al presidente della Camera di
Commercio di Chieti, Dino Di Vincenzo, e il direttore dell'Ice Abruzzo e Molise,
Fabio Gironi - i rappresentanti dell'Assindustria di Chieti Giancarlo Gardellin
e Gianfranco Esposito e della Cna Artigiani Adriano Lunelli.
"Si tratta di funzionari molto preparati che hanno espresso l'importanza di
sviluppare relazioni - ha dichiarato al termine dell'incontro Dino Di Vincenzo -
anche in virtù del fatto che la Turchia è il Paese dove molto è sviluppato,
più che in ogni altro in quella zona del Mediterraneo, il settore
metalmeccanico legato all'automotive, quindi di grande interesse per
tutto l'indotto della Val di Sangro e della Val Trigno". La delegazione è
stata ospite anche a L'Aquila e a Pescara. (Agi)
01.06.2005
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CONSEGNATI I PREMI PER
L'ECCELLENZA E IL BUON GOVERNO 2005
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A
ricevere le targhe da parte della <Fondazione Ali Onlus> anche
l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal in rappresentanza del suo Paese
che ha conseguito l'invidiabile primato internazionale per le cosiddette
<autostrade del mare>. |
"Fa più chiasso un
albero che cade di una foresta che cresce". Uno slogan, certo, ma quanto di
meglio si poteva ideare per evidenziare - da parte della <Fondazione
Ali Onlus>, promotrice del "Premio per l'Eccellenza e il Buon Governo
2005" - quanti si sono distinti per l'impegno civile, politico ed
imprenditoriale sia in Italia che all'estero. L'albero che cade questa volta è
segno di positività nel senso che nel mondo, in questa nostra società dove il
brutto e il male sembrano prevalere, in fondo sono tantissimi gli esempi di cose
buone. Vedi, tra tutti, quello che sta facendo Giuseppe Fraizzoli, un veronese
di 38 anni, laureato in economia e commercio con master in business
administration che si è lasciato alle spalle un futuro ancora più
brillante di quello che aveva per andare a fare il direttore dell'ospedale di
Nazareth dove convivono pazienti e personale di origine ebraiche, palestinesi,
cristiane e musulmane. Un esempio, per l'appunto.
_al_premio_per_l'Eccellenza_e_il_Buon_Governo.jpg) Le targhe consegnate mercoledì 25 maggio nel salone di palazzo Wedekind sono
andate, in questa prima edizione, a comuni, a singole persone, ad imprenditori e
diplomatici. A riceverlo anche l'ambasciatore della Turchia in Italia, Ugur
Ziyal. Un riconoscimento tutto particolare, se si pensa che questo Paese ha
conseguito il primato internazionale per le cosiddette <Autostrade del
mare>. Per collegarsi direttamente alla rete stradale europea nel 1992
cinquanta imprese turche - in gran parte di autotrasporti - fondarono infatti
l'<Und-RoRo" e con il noleggio di alcune navi iniziarono un traffico tra
la Turchia e la città di Trieste. L'iniziativa rappresenta senza dubbio un
esempio da seguire come alternativa al trasporto merci su strada. Ben meritata
quindi la targa consegnata all'ambasciatore Ziyal, al pari delle altre - del
resto - che hanno registrato applausi sinceri alla <Pirelli Ambiente> per
il progetto finalizzato al recupero energetico dei rifiuti solidi, al comune
calabrese di Sovenia Mannelli (Catanzaro) che risulta il più informatizzato
d'Italia, al numero verde <Sos Vita> di Casale Monferrato in prevenzione
dell'aborto, alla <Finmeccanica> che si è aggiudicata l'appalto per la
fornitura di elicotteri agli Stati Uniti, alla <Divella Spa> azienda che
rappresenta l'8% del mercato italiano della pasta, all'Università Luiss prima
per capacità di osmosi tra mondo accademico e mondo dell'impresa (a consegnare
la targa al pro-rettore Marcello Foschini è stato il Capo di Gabinetto della
presidenza del Consiglio, Salvatore Sfrecola) e naturalmente a Giuseppe
Fraizzoli per quanto sta facendo a Nazareth.
01.06.2005
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INAUGURATO L'OLEODOTTO
CASPIO-TURCHIA
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Si
tratta del percorso azero (da Chirag-Gunashli al terminal di Ceyhan) con una
capacità di 10 milioni di barili al giorno. |
1770
chilometri di tubi, capaci di portare 10 milioni di barili al giorno dal
giacimento di Chirag-Gunashli, nella parte azera del Mar Caspio, al terminal di
Ceyhan lungo la costa mediterranea della Turchia. Il tratto azero di questo
ciclopico oleodotto di Baku-Tblisi-Ceyhan è stato inaugurato dai
presidenti dell'Azerbaigian, della Georgia, e della Turchia in una cerimonia a
Sangha Chal, una cinquantina di chilometri dalla capitale Baku, alla quale hanno
preso parte delegazioni di una quindicina di paesi (per l'Italia il
sottosegretario agli esteri Margherita Boniver).
Anche il presidente del Kazakhistan Nursultan Nazarbaiev ha annunciato che
il suo Paese, ricco di risorse petrolifere, si assocerà all'oleodotto,
fortemente voluto dagli Stati Uniti. "Per noi l'oleodotto diventera' una
delle principali vie di alimentazione del mercato mondiale", ha detto
Nazarbaiev proponendo di aggiungere il nome di Aktau, una città petrolifera
kazakha sui bordi del Caspio, al nome dell'oleodotto. La partecipazione del
Kazakhistan al progetto non è però confermata dagli altri partner.
Nazarbaiev ha aggiunto che il suo Paese terrà aperte tutte le opzioni per
esportare il suo petrolio, la cui produzione potrebbe raggiungere i 150 milioni
di tonnellate nel 2015. (Rai/24 News)
01.06.2005
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...MA MOSCA SNOBBA LA CERIMONIA
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All'ultimo
momento il funzionario che avrebbe dovuto rappresentare il Cremlino ha
dato forfait. L'atteggiamento russo si riflette nelle parole del
presidente della Commissione esteri della Duma russa, Konstantin Kosaciov. |
La Russia ha deciso di
snobbare l'inaugurazione dell'oleodotto Baky-Tbilisi-Ceyhan, realizzato con il
contributo americano tra le repubbliche ex sovietiche dell'Azerbaigian e della
Georgia e la Turchia. Un impianto che aggira il territorio russo e che Mosca
giudica (ed auspica) di incerta sostenibilità economica, nel medio-lungo
periodo.
"E' assolutamente ovvio che si tratta di un progetto nato (negli anni '90)
sulla base di considerazioni politiche più che economiche, alo scopo di creare
un'alternativa stabile al trasferimento verso Occidente delle risorse
energetiche del Mar caspio, bypassando la Russia ed altri paesi come
l'Iran", ha osservato il presidente della Commissione esteri della Duma
russa (camera dei deputati), Konstantin Kosaciov. L'impianto è stato avviato
alla presenza dei presidenti di Turchia, Azebaigian, Georgia e kazakhstan, oltre
che del segretario all'Energia elettrica americano Samuel Bodman (reduce da una
visita a Mosca dove ha cercato di mantenere aperta la porta della cooperazione
petrolifera pure con la Russia). Ha dato invece forfait all'ultimo minuto -
ufficialmente per ragioni di salute - il funzionario che avrebbe dovuto
rappresentare Mosca alla cerimonia: emissario del Cremlino per la cooperazione
energetica internazionale, Igor Yusufov.
L'atteggiamento russo si riflette anche nelle parole di Kosaciov, secondo il
quale il prezzo elevato del petrolio ha reso sostenibile il completamento di un
oleodotto "sulla cui profittabilità economica (a lungo termine) restano
comunque molti dubbi".
Kosaciov ha rilevato che l'adesione al progetto del Kazakhstan (Paese ricco di
gas e petrolio che si affaccia sulla sponda del Caspio opposta a quella azera)
potrà essere d'aiuto, ma non garantisce "risorse illimitate". Anche
perché il presidente kazaro Nursultan Nazarbaiev, estremamente attento ai
rapporti con Mosca, si è detto pronto ad alimentare il nuovo oleodotto solo con
una parte delle sue riserve. L'esponente della Duma russa si è detto inoltre
convinto che la linea Baku-Ceyhan non potrà contare stabilmente sul petrolio di
un'altra strategica repubblica ex sovietica rivierasca, Il Turkmenistan,
"poiché il presidente turkmemo Saparmurad Nazov non ha firmato finora
alcun acoordo e persegue una sua imprevedibile diplomazia degli idrocarburi. (Ansa)
01.06.2005
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SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO
DI COOPERAZIONE
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A
mettere la firma - come atto conclusivo di una serie di
colloqui relativi ai trasporti su gomma e su ferro - il
sindaco di Milano Gabriele Albertini e il primo cittadino di
Istanbul Kadir Topbas. |
Trasporti, energia, cultura e turismo: sono questi i principali settori oggetto di un
protocollo di cooperazione promosso da Milano e Istanbul.
Il documento, sottoscritto dal sindaco di Milano Gabriele Albertini e dal primo cittadino di Istanbul Kadir
Topbas, è l'atto conclusivo di una serie di colloqui che ha visto coinvolti da un lato i due primi cittadini e
dall'altro il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi.
Il protocollo - informa una nota - prevede lo sviluppo delle collaborazioni nel settore dei
trasporti su gomma e su ferro, nel settore della gestione e distribuzione dell'energia,nel settore dei servizi idrici, nella raccolta e
termovalorizzazione dei rifiuti, nel campo turistico e culturale.
Durante i colloqui Albertini ha evidenziato al partner turco il proprio ruolo di parlamentare europeo nell'ambito del
dibattito e della votazione sull'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
"Questo protocollo di cooperazione - ha commentato il sindaco a margine dell'accordo - conferma il dinamismo e lo
sviluppo di due città entrambe capitali economiche dei rispettivi Paesi. Un ruolo per Istanbul di particolare
importanza tenuto conto che per una tradizione ormai millenaria questa metropoli rappresenta il ponte tra Europa ed
Asia". (Agi)
01.06.2005
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INVESTIMENTO
RENAULT
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La
Casa automobilistica francese ha deciso di mettere 216 milioni di
euro ed
oltre per potenziare lo stabilimento di Bursa e adeguarlo alla
produzione della 3° generazione della Clio. |
Renault
ha annunciato un investimento da 216 milioni di euro per potenziare lo
stabilimento turco di Bursa (inaugurato nel 1971) e adeguarlo alla
produzione della terza generazione della Clio. Le operazioni scatteranno
il prossimo settembre.
Il modello, secondo per volumi di vendita solo alla Mégane, sarà
prodotto anche nella fabbrica francese di Flins. A Bursa la Casa francese
costruisce la Mégane berlina quattro porte e la Clio Symbol, variante a
tre volumi, da tempo l'auto più apprezzata dai consumatori locali.
Renault è la leader storica del mercato turco: nel 2004 vi ha consegnato
112.781 veicoli, fra auto e commerciali, pari ad una quota del 16,3%. (Quattroruote)
01.06.2005
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LA RATIFICA DI SEZER
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Riguarda
la legge relativa all'aumento da 36 a 49 del numero delle province turche
aventi diritto ad incentivi statali per gli investimenti. |
Il Presidente della Repubblica turco
Ahmet Necdet Sezer ha ratificato nei giorni scorsi la legge relativa
all'aumento da 36 a 49 del numero delle province aventi diritto ad incentivi
statali per gli investimenti. Le 13 nuove province (Kilis, Tunceli, Kastamonu,
Nigde, Kahramanmaras, Corum, Artvin, Kutahya, Trabzo, Rize, Elazig, Karaman e
Nevsehir) sono state individuate tra quelle con il più' basso livello di
sviluppo socio-economico. Gli incentivi (tra gli altri, sconti fiscali e sui
premi assicurativi, terra a costo zero), continueranno per un periodo di 5 anni
dal completamento dei progetti di investimento. (fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara)
01.06.2005
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ONORIFICENZA
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E'
stata conferita dall'ambasciatore d'Italia ad Ankara al presidente della
<Koc holding>, Mustafa Koc. |
Lo scorso 18 maggio l'Ambasciatore
d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, ha insignito il presidente di <Koc holding>,
Mustafa Koc, dell'onorificenza di Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito
della Repubblica italiana. In tal modo l'Italia ha voluto valorizzare il
legame di lunga data con il Gruppo Koc, una
realtà industriale che ormai da 80 anni rappresenta un
caposaldo nello sviluppo economico e sociale della Turchia ed è partner di <Fiat>
ed <Unicredito> in importanti joint venture che danno lustro agli
investimenti diretti italiani in questo Paese. (fonte Amb.
d'Ita)
01.06.2005
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LE
MAGNIFICHE 9
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Sono
le città che, secondo il ministro di Stato turco Kursad Tuzmen, superano
il miliardo di dollari di esportazioni annue. Si tratta di istanbul, Bursa,
Adana. Izmir, Ankara, Adapazari, Izmit, Gaziantep e Denizli. |
Secondo
le recenti dichiarazioni del ministro di Stato per il Commercio Estero Kursad
Tuzmen, riportate dalla stampa locale, sarebbero attualmente 9 le città che
superano il miliardo di dollari di esportazioni annue: Istanbul, Bursa, Adana,
Izmir, Ankara, Adapazari, Izmit, Gaziantep e Denizli, cui si aggiungeranno a
breve Kayseri, Konya ed Eskisehir. Nonostante il costante deficit delle partite
correnti, legato prevalentemente all'apprezzamento della Lira Turca ed
all'aumento del benessere - che si traducono in una persistente crescita delle
importazioni - ma anche all'invasione di prodotti a basso costo provenienti
dalla Cina, nelle parole del Ministro Tuzmen l'export turco è notevolmente
aumentato negli ultimi 3 anni (da 36 miliardi di dollari nel 2002 a 63 miliardi
di dollari nel 2004) e continuerà a crescere anche grazie alle nuove strategie
promozionali messe a punto dal Governo, fino a raggiungere, nelle previsioni del
Ministro, un volume di 75 miliardi di dollari nel 2005. (fonte Amb.
d'Ita)
01.06.2005
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ECONOMIA
AL 6%
| Stando
alle previsioni Ocse la Turchia nei prossimi due anni dovrebbe
attestarsi su questa percentuale. Un mix vincente di politica fiscale
e monetaria. |
Nelle
recenti previsioni dell'Ocse, contenute nell'<Economic Outlook Report>
pubblicato lo scorso 24 maggio, in assenza di shock l'economia turca
dovrebbe crescere nei prossimi due anni ad un ritmo del 6%, con una crescita
guidata soprattutto dagli investimenti e dal consumo privato che dovrebbe
tuttavia essere contenuta entro termini più sostenibili rispetto ai dati di
fine 2004 (crescita Pnl del 9.9%). Il mix vincente di politica fiscale e
monetaria, da un lato, e riforme strutturali, dall'altro, sinora
virtuosamente applicato dai governanti turchi, dovrebbe continuare ad essere
rispettato al fine di mantenere stabile, se non di incrementare, l'attuale
afflusso di capitali esteri. Apprezzamenti, dunque, per i positivi risultati
raggiunti in termini di controllo dell'inflazione e di avanzo primario,
che hanno fortemente contribuito a dare fiducia ai mercati internazionali,
mentre alcuni rischi sono stati individuati in una certa recente turbolenza
geopolitica regionale e nel permanente deficit delle partite correnti.
(fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005
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AVVIO OPERATIVO
DELLA KFW
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Avverrà
il prossimo 9 giugno. La filiale turca della banca tedesca si muove
comunque nel mercato anatolico già da due anni. |
Secondo fonti stampa locali, per il
prossimo 9 giugno si prevede l'avvio operativo della prima filiale turca
della banca tedesca di finanziamento <Kfw>, che già da anni opera sul
mercato turco offrendo servizi di finanziamento al settore privato. Fino a
questo momento, in particolare, l'istituzione tedesca ha finanziato
progetti nei settori energetico, della navigazione, dell'aviazione e delle
telecomunicazioni ed ha prestato il proprio sostegno finanziario a diverse
compagnie turche tra cui <Koc Holding>, <Sabanci>, <Botas>,
<Turkcell>, <Turkish Airlines> ed <Onur Air>. (fonte Amb.
d'Ita)
01.06.2005
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FUSIONE
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Riguarda
le due banche <Anadolu Finans> e <Family Finans>
controllate dai gruppi <Ulker< e <Boydak>. |
Nei giorni scorsi le due banche <Anadolu
Finans> e <Family Finans>, controllate rispettivamente dal Gruppo
<Ulker> e dal <Gruppo Boydak>, hanno annunciato la prossima
fusione che darà vita ad una nuova istituzione chiamata "Anadolu Family
Finans Kurumu". (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005
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PRE-QUALIFICHE
PER ERDEMIR
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La
data per le domande delle offerte di acquisto relativo alla
privatizzazione del gigante dell'acciaio turco è il 26 settembre.
L'iscrizione delle aziende interessate entro l'8 luglio. |
Lo
scorso 24 maggio è stata lanciata in Turchia la privatizzazione del gigante
statale dell'acciaio, <Erdemir> (Eregli Demir Celik), con la
pubblicazione di un'offerta di vendita del 46.12 % del capitale azionario
della compagnia. Secondo l'annuncio, le
offerte d'acquisto dovranno pervenire entro il 26 settembre prossimo,
mentre le aziende interessate dovranno iscriversi alle pre-qualifiche
entro l'8 luglio. Tra le ditte interessate, l'anglo-olandese <Corus>,
la lussemburghese <Arcelor>, la <Mittal Steel>, la U.S. <Steel
Corporation>, la russa <Novolipetsk> e la <Severstal>. Tra le
compagnie turche la <Borusan> e la <Kibar Holding>. (fonte Amb.
d'Ita)
01.06.2005
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L'INTERESSE DELLA
OYAK
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Il
gruppo, nato dal Fondo pensionistico delle Forze Armate, punta a
<Turk Telekom>, a <Tupras> e a <Erdemir>. |
Il general manager del <Gruppo Oyak>,
Coskun Ulusoy, ha confermato nei giorni scorsi l'interesse del gruppo
nella privatizzazione di <Turk Telekom>, <Tupras< ed <Erdemir>,
annunciando altresì investimenti per un valore di 1.2 miliardi di dollari
nel 2005. Il gruppo, uno dei più grossi conglomerati del Paese nato
dal Fondo Pensionistico delle Forze Armate, con attività nel settore
bancario, automobilistico ed assicurativo, intende così rassicurare
l'opinione pubblica del Paese in merito alla permanenza in mani turche
delle maggiori compagnie statali attualmente in via di privatizzazione. Pur
senza scartare l'ipotesi di concorrere nel processo di privatizzazione in
consorzio con gruppi stranieri, nelle dichiarazioni di Ulusoy la <Oyak>
dovrebbe comunque mantenere le redini. (fonte
Amb. d'Ita)
01.06.2005
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ALTA
CUCINA E VINI
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Organizzata
dalla nostra ambasciata italiana ad Ankara e dall'Ice una serata
gastronomica-culinaria alla quale ha preso parte tutto
l'establishment politico ed economico turco. Era presente il
famoso chef milanese Carlo Cracco. |
Alla
presenza del Sottosegretario di Stato alle Attività Produttive, Mario
Valducci, del presidente dell' <Accademia Italiana della Cucina>,
Giuseppe Dell'Osso e dell'ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo
Marsili, è stata inaugurata ad Ankara il 27 maggio p.v. la prima delegazione
in Turchia dell'Accademia nel contesto di un pranzo realizzato da Carlo
Cracco, chef del grande ristorante di Milano <Cracco-Peck>.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l'Ambasciata, l'Ufficio
Ice di Istanbul e l'Istituto Italiano di Cultura ad Ankara. L'ambasciatore
Carlo Marsili ha infatti fortemente voluto la nuova Delegazione di Ankara il
cui primo Delegato è il capo dell'Ufficio Commerciale della nostra
rappresentanza diplomatica, Andrea Canepari, proprio a simboleggiare
l'attenzione e la passione con cui l'ambasciata attua la promozione dei
nostri "giacimenti eno-gastronomici" in un Paese con settanta milioni di
abitanti di cui l'anno scorso
l'Italia è stato il secondo partner commerciale, con 11.45 miliardi di
dollari di interscambio e ben 2 miliardi di avanzo a favore delle
esportazioni italiane.
Al pranzo di gala, che si è svolto allo Sheraton Hotel di Ankara,
l'ambasciatore Marsili, Accademico Onorario, ha invitato alcuni dei più
significativi esponenti del mondo politico, economico e culturale turco, tra
cui il presidente della Commissione esteri del Parlamento, Mehmet Dulger, il
Segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Yigit Alpogan, il
presidente dell'Unione delle Camere e delle Borse di Turchia, Rifat
Hisarciklioglu, il presidente
dell'Autorità per le Privatizzazioni, Metin Kilci, il presidente del
gruppo di amicizia italo-turca del Parlamento di Ankara, Zeynep Karahan Uslu,
l'ex ministro del Turismo e della Sanità, Bulent Akarcali, oltre
ad importanti opinionisti dei maggiori quotidiani nazionali e delle
televisioni turche che riprenderanno l'evento.
L'iniziativa infatti si propone non solo di valorizzare le produzioni eno-gastronomiche
di qualità italiane e nel contempo le sue attrattive turistiche, ma anche
di rafforzare l'amicizia nei confronti dell'Italia. Le prossime riunioni
della Delegazione di Ankara dell'Accademia infatti, formata da alcuni dei
sopra citati esponenti di spicco dell'establishment turco,
costituiranno un qualificato foro per sviluppare ulteriormente le già
eccellenti relazioni con un
Paese con il quale siamo legati da un tessuto di intensi scambi
economici e culturali che affonda le proprie radici nella storia dei due
Paesi.
La serata si è
inserita nel quadro di altre iniziative, tra le quali l'esposizione della
mostra itinerante dell'Accademia intitolata "Cinquantanni di Cucina
Italiana", organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Ankara,
nonché una serie di degustazioni di vini e di prodotti gastronomici di
qualità realizzate dall'Ufficio Ice ad Istanbul nell'ambito del suo
"Festival Italiano".
Il programma si è completato con due lezioni di alta cucina
realizzate da Cracco che sono state riprese dai giornali e dalle televisioni
turche, nonché da un pranzo riservato il giorno 26 alle ditte italiane che
hanno utilizzato questa prestigiosa cornice per invitare selezionati ospiti
locali.
Le manifestazioni hanno avuto un'ampia copertura televisiva e stampa in
Turchia, mentre dall'Italia sono state riprese dal Tg1 e verranno
trasmesse anche sul canale satellitare <Raisat Gambero Rosso>.
Il ristorante Cracco-Peck,
insignito della seconda stella Michelin, è tappa obbligata per chi a Milano
voglia sperimentare la qualità delle materie prime di Peck rielaborate dal
genio creativo di Cracco. Il giovane chef è stato chiamato nell'anno 2000 a
prendere le redini di un locale completamente rimodernato nello spirito come
nella struttura. Si tratta di uno dei più antichi ristoranti di Milano,
erede diretto di un laboratorio bottega aperto nel 1883 da un salumiere di
Praga, Francesco Peck, e destinato a diventare uno dei nomi più celebrati
della gastronomia internazionale. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005
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INVESTIMENTI PER 20 MLD
DI $
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Secondo
le previsioni dell'<Institute of International Finance> la grossa
somma dovrebbe affluire in Turchia nei prossimi due anni. |
Secondo le previsioni dell' <Institute
of International Finance> di Washington, circa 20 miliardi di dollari
dovrebbero affluire in Turchia nei prossimi due anni a titolo di Investimenti
Diretti Esteri, e riguarderanno prevalentemente i settori delle
telecomunicazioni e bancario. Quest'ultimo, in particolare, si è rivelato
particolarmente dinamico: basti pensare alla recente acquisizione da parte di
<Unicredito> e <Koc Bank> di del 57,6% del capitale di <Yapi
Kredi> nonché all'acquisizione della <Dis Bank> da parte della banca
commerciale belga-olandese <Fortis<, mentre la <Dogus Holding>,
azionista di maggioranza della banca turca <Garanti>, ha annunciato
contatti con <HBK> per collocare un'opzione di vendita relativa ad un
pacchetto azionario del valore di 250 milioni di dollari. Anche la Grecia mira
ad entrare nel mercato bancario turco, mentre la <Sekerbank> ha avviato i
contatti con l'olandese <Rabobank> per una possibile acquisizione.
(fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005
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INDICATORI MACROECONOMICI
Pnl 2004: crescita annua del 9.9%
Pnl pro capite 2004: US $ 4.172
Pil 2004: crescita annua dell'8,9%
Pil pro capite 2004: US $ 4.187
Inflazione
annua (prezzi al consumo): 8.47%
(dato di aprile)
Interscambio con l'Italia nel bimestre gennaio-febbraio 2005: $1.76 miliardi,
con $965 milioni di esportazioni italiane verso la Turchia e $798 milioni di
importazioni dalla Turchia.
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UN CENTRO
LOGISTICO A VARSAVIA
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Ideato
per il commercio e per le conferenze, e del costo di 300
milioni di dollari, sarà costruito da un consorzio turco. Lo
ha affermato il presidente di quest'ultimo Agnieszka Ostojska. |
A Turkish consortium is to build a
300-million-dollar (200-million-euro) wholesale trade, logistics and conference
centre near the Polish capital, Warsaw, a spokeswoman for the group said
Wednesday.
"We will invest 300 million dollars over six years in the development,"
dubbed the Euro Power Centre, said Agnieszka Ostojska, spokeswoman for the
consortium, which comprises Nurol International and Mesa Mesken Sanayi.
The first phase of the development, the wholesale trade centre, was formally
opened Tuesday in the presence of Turkish Prime Minister Tayyip Erdogan and his
Polish counterpart Marek Belka.
The wholesale centre covers 25,000 square meters (269,000 square feet) and can
accommodate 700 wholesalers. It cost 70 million dollars to build.
The next phase of the development will see the construction of a logistics
centre, exhibition and conference halls, offices and a hotel on the 110-hectare
(272-acre) site at Nadarzyn, east of Warsaw. (The New
Anatolian))
01.06.2005
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MISSIONE COMMERCIALE IN
FINLANDIA
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A
guidarla il ministro di Stato turco Kursad Tuzmen che ha sottolineato
l'importanza della cooperazione Helsinki/Ankara. |
State Minister for Foreign Trade Kürşad
Tüzmen participated in a seminar on commercial and economic cooperation between
Turkey and Finland, the Anatolia news agency reported.
Tüzmen, who was leading a trade mission to Helsinki, urged the Finnish
government to remain supportive of Turkey in its European Union membership
process.
Delivering a speech at the seminar, Tüzmen said Finland had played a key role
in Turkey's recognition as a candidate for membership at the EU Helsinki summit
back in 1999.
He also suggested that Turkey and Finland should have better trade relations,
and identified telecoms, steel, metal, appliances, textiles and construction
materials as areas of interest for Turkish businessmen.
Tüzmen said 14 Turkish firms were active in Finland and 19 Finnish firms in
Turkey. "We can improve our relations in terms of investment," he said.
At the same meeting, Finland's Minister for Foreign Trade and Development Paula
Lehtomaki said Finnish firms were looking to cooperate with Turkey in the
environment, health and technology sectors.
She said Turkey has made great progress in terms of the Copenhagen criteria.
"It's a dynamic economy. It has a young population and is a very big market
for Finland," she said. "I hope investments will increase in the
future.
Lehtomaki urged the government to maintain its reform pace in order to be
able to join the EU. (Turkish Daily
News)
01.06.2005
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LA
TURCHIA A PESARO
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Alla
mostra del Mobile (Samp) gli imprenditori anatolici, assieme a
quelli greci, sono stati i più attivi. |
Gli
imprenditori di Turchia e Grecia sembrano quelli più attivi alla mostra
del Mobile (Samp) di Pesaro; russi e ucraini hanno i budget di spesa più
voluminosi. "La loro presenza al 'Samp' è il segno del
rapporto forte tra la provincia di Pesaro e Urbino e i mercati esteri - ha
spiegato l'amministratore unico della Fiera di Pesaro - Infatti, mentre
l'export del sistema Italia arranca, quello della nostra provincia segue
un trend sempre più positivo e rappresenta una risorsa preziosa per
uscire dalla crisi". L'augurio è che "l'interesse verso la
nostra produzione possa completarsi con altre forme di collaborazione,
quali joint-venture e partnership commerciali, alle quali le nostre
imprese guardano ancora con troppa timidezza". A proposito di nuovi
mercati, il presidente della Camera di commercio è pronto a scommettere
sull'area del sud-est asiatico: "Se lavoriamo con intelligenza come
abbiamo fatto nell'Est europeo - ha detto Alberto Drudi - possiamo
diventare interlocutori importanti per questi paesi, che possono essere
una grande risorsa per il nostro sistema". (da Agi)
01.06.2005 |
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AUMENTA
IL VALORE DI AVEA
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La
questione investe <Turkish Telekom> e <Telecom Italia
Mobile>. Una dichiarazione del presidente della società Cahit
Paksoy. Gli interessi in ballo. |
Avea has reacted
to claims from companies involved in the Turkish Telekom privatization tender
that they cannot obtain healthy information on the mobile network operator's
financial status.
"We have provided all kinds of information," said Avea Chairman Cahit
Paksoy, adding that companies preparing to lodge tender for Telekom
privatization were not their direct addresses. According to Paksoy, speculations
that Telekom's value is decreased by the use of Avea's name are not realistic:
"On the contrary, Telekom's value increases. We cannot have any negative
influence over this privatization. We are not supposed to be involved in the
same speculations over and over again as if we are the business that is being
sold. We cannot do such a thing. The company's shareholders are on Avea's side.
All continue to work decisively." Both Telecom Italia Mobile (Tim) and
Turkish Telekom own equally 40 percent of the shares of Avea, and Turkish Is
bank owns the remaining 20 percent. The decision to increase the company's
capital by 396.7 million New Turkish Lira (Ytl) was taken at an emergency
general meeting on May 3.
Paksoy evaluated the developments in the sector and Avea's activities over the
year since it was founded on June 22. Paksoy reacted against the interpretation
of telecommunication as a luxury in Turkey and complained that cellular phones
as well as caviar and fur faced the tax increases made last month.
He qualified the trade of Avea that said that the merger of Aria and Aycell
under a single roof was one of the most seamless company mergers ever
accomplished, unifying the infrastructures of the information systems of the two
separate operators without interrupting communication. Paksoy summarized the
distance they reached by saying that they had begun working only one year ago
and they succeeded and that shareholders were also pleased with the situation.
Determining the continuation of the market, Paksoy went on: "The length of
telephone conversations had decreased to 56 minutes from 2.5 hours between 1999
and 2004. Monthly conversations today are one hour and 10 minutes on average.
Avea's share is 17 percent of the cellular telephone market which has about 37
million subscribers. While income per subscriber is about $11-12 in Turkey, this
figure is $40 in Europe. (Economy News Desk/Zaman)
01.06.2005 |
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BRUSCO STOP A TELIASONERA
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L'operatore
svedese, che stava per acquistare un'altra considerevole quota di
<Turkell> da <Cukurova Group>. afferma di essere pronta a
passare alle vie legali. |
L'accordo è
stato rotto bruscamente e <TeliaSonera> afferma di essere pronta a passare
alle vie legali. L'operatore svedese stava per comprare un'altra consistente
quota di <Turkcell> da <Cukurova Group>, quando dal gruppo
finanziario guidato dalla famiglia Karamehmet, in corso di ristrutturazione per
ridurre il forte indebitamento con le banche, è arrivato lo stop. La
finanziaria turca rinuncia così a un affare da 3,1 miliardi di euro, rompendo
tutti i precedenti accordi con l'operatore svedese. <TeliaSonera>, che è
già in possesso del 37% di <Turkcell>, con il 27% del <Cukurova Group>
sarebbe diventata azionista di maggioranza raggiungendo il 64%. A sua volta <Turkcell>
controlla il 66% del mercato mobile del paese, peraltro in forte espansione, e
avrebbe rappresentato una partita importante per gli svedesi in fuga dai mercati
ormai saturi del Nord Europa. <Cukurova Group> afferma che l'opinione pubblica
turca è contraria al controllo straniero del primo operatore mobile del paese.
Ma alcuni vedono dietro il fallimento dell'accordo l'ombra del rivale russo <Alfa
Group>, che avrebbe fatto un'offerta di acquisto superiore a quella svedese.
(Francesca Martino/Tel&Co)
01.06.2005
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ADDIO COLGATE
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Nella
logica della ristrutturazione dei prossimi due anni, la casa
della pasta dentifricia interrompe la sua produzione in
Turchia a Gebze. |
Colgate-Palmolive Co. said on Friday it
would stop toothpaste production at four European plants, including the one in
Turkey, over the next two years as part of a broad restructuring effort
announced last year.
Colgate plans to stop toothpaste production at plants in Turkey's northwestern
industrial town of Gebze as well as Anzio, Italy, Brazov, Romania and
Salford, England. The Salford plant will be shut down entirely while the other
facilities will continue to manufacture other products.
Toothpaste production for the region will be consolidated into one plant,
Colgate said.
The move is expected to result in savings of about $85 million, Colgate said in
a filing with the U.S. Securities and Exchange Commission (SEC). Company
officials were not available to say how many jobs would be affected.
New York-based Colgate in December announced plans to cut 12 percent of its work
force and close a third of its factories, in part to combat rising raw material
costs.
Colgate has also been hard-hit in Western Europe, where the rise of hard
discounters has moved consumer focus away from branded products toward cheaper
alternatives. (Turkish Daily News)
01.06.2005
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ARBITRATO
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Serve
a risolvere i contrasti tra gli artigiani del Gran Bazar di
Istanbul, specie tra gioiellieri, nonostante che questa
cosiddetta tradizione ottomana sia stata abolita per legge nel
1984 dall'allora presidente Turgut Ozal. |
The fact that
gold exports and imports had been forbidden for many years in Turkey due to the
'Preserving the Value of Turkish Lira Law' made Grand Bazaar artisans get to
know the Ottoman arbitrage tradition.
Although the law was abolished during the time of 8th President Turgut Ozal in
1984, the artisans continued to solve their problems without going to court.
There is a lawyer in the Bazaar who became the advocate of the 174 artisans;
however, there were no cases that ended up in court. Nacit Pak, who dealt with
the jewelry business for 40 years in the Bazaar, is one of the artisans acting
as a mediator. Pak says that they solve problems arising among the partisans
with a committee of three people.
The disputes among the jewelers in the Grand Bazaar in Istanbul are solved in a
different manner than in other occupational groups. The arbitration tradition
originated from the trade guild tradition, which was very effective in the
commercial life of the Ottomans, and still continues to function in the Grand
Bazaar. Although new laws dominated commercial life after the establishment of
the Republic, the arbitration tradition continued among the artisans, which
depends on oral agreements and trust. Those who act as mediators are respected
and reliable jewelers from the Bazaar. One of these jewelers is Naci Pak. Pak
started as a jeweler's apprentice in Zincirli Han when he was 14, and now
continues his job as a jeweler there. The jewelers who have disputes over the
exchange of goods resort to Pak who knows the Grand Bazaar tradition very well.
Pak defines the arbitration tradition as follows: "It is a kind of
agreement method and solution, which is reached without resorting to an official
authority. Explaining it as a waste of time to resort to the courts for every
kind of dispute, Pak says that via this method, they reach a solution in a short
time without going to court. Emphasizing that the arbitration tradition should
never be confused with mafia practices, Pak says that they are appreciated both
by the creditor and debtor due to the existence of this method. "The Grand
Bazaar arbitration tradition is a solution method, which well-intentioned people
resort to voluntarily. The Bazaar is an auto-control mechanism. While those who
make mistake go to jail outside, those who make a mistake in the Grand Bazaar
are expelled from the Bazaar. (Deniz Aydin-Abdulhamit Yildiz/Zaman)
01.06.2005 |
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UN BAMBINO
DA RESTITUIRE
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Rapito
dal padre turco, il piccolo di nome Mehmet Karoly Tuysuz è diventato ora
un "caso ungherese". Budapest lo rivuole ma il genitore si
difende sostenendo che la madre si era risposata non prima di avere
convertito al cristianesimo il figlio. |
Hungarian
authorities have been asking for one year for the return of an eight year-old
boy named Mehmet Karoly Tuysuz, who was kidnapped by his father and brought to
Turkey.
The Turkish Security Directorate have been searching for Little Mehmet
everywhere and say he will be handed over to Hungary if he is found. Mehmet was
born to a Hungarian mother, but after his mother had married someone else, his
father brought him back to Turkey. Mehmet is reported to have said: "I am
happy with my dad. Don't give me back". His father confirms that he
kidnapped his son and brough him to Turkey, arguing that the Hungarians left him
no alternative. "When I was in the US, my spouse cheated on me and married
someone else. She made my son convert to Christianity," he complained.
"She filed a lawsuit without informing me and took his guardianship through
false statements. What father could allow this?"
The issue was back on the agenda during Turkish Prime Minister Recep Tayyip
Erdogan's visit to Hungary last week. Erdogan was asked to find Mehmet by
Hungarian Prime Minister Ferenc Gyurcsany and he promised he would phone his
Minister of Internal Affairs and follow the issue personally. The Hungarian
media, which has turned the issue of returning Mehmet into a national cause, has
threatened to block Turkey's entry to the European Union (EU) if it does not
give him back. Yuksel Yangel, attorney for the Turkish father, expressed that
Prime Minister Erdogan was informed falsely and noted: "We have all the
necessary legal documents. I am ready to present all of them to our Prime
Minister."
The Hungarian media has been attacking the father and Turkey for ten months and
Mehmet's mother, Edina Papp, has been the focus of Hungarian media for the last
year. Papp says that she expects Turkish Prime Minister to keep his promise. She
warns that one-year deadline that is stated in international agreements on
kidnapping is about to expire, saying she expects a positive reply from Erdogan
or she threatens that she will hire a private detective. The Turkish father, who
has been searched for the Interpol since January, lives almost an underground
life in Turkey.
A similar event occurred between Turkey and Hungary in 2004 between Fatih Ozbas,
a former European champion Turkish wrestler, and his Hungarian spouse Emese
Rasko and this too acquired a diplomatic dimension. The Hungarian mother had
been arrested when she was trying to kidnap her daughter Szofi and Hungary's
Ankara Embassy had taken action upon this. Turkey; however, had put a legal
travel ban on the mother and her daughter and not permit them to leave the
country. The Hungarian Foreign Ministry had called Turkey's Budapest Ambassador
Aydan Karahan to demand that the required permission to be given. The event also
made headlines in the Hungarian newspapers. (Ahmet Donmez/Zaman)
01.06.2005 |
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BAMBINO
FERITO DA UN ORSO AD ELAZIG
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L'animale
si trovava in uno zoo privato quando improvvisamente si è
rivoltato contro una ragazzo di 7 anni. |
Un bambino di appena 7 anni
è stato attaccato e ferito gravemente da un orso in uno zoo privato a Elazig, nella Turchia orientale. Lo ha reso noto
l'agenzia di stampa <Anadolou> secondo cui la giovanissima vittima, Kenan Koic, stava visitando la struttura durante una
gita scolastica: l'orso all'improvviso gli si è rivoltato contro, azzannandolo e fratturandogli un braccio e una gamba,
oltre a lasciargli diversi profondi morsi su tutto il corpo. (Agi)
01.06.2005 |
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UNA POLIZIA
AD HOC
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Quasi
sul tipo inglese, è stata istituito uno speciale corpo in Turchia
ad uso e consumo dei turisti ai quali dovrà essere data una immagine più
pacifica ed accogliente. Proprio per questa ragione gli agenti avranno
armi più piccole e non visibili. |
Turkey that has
achieved economic and political stability, and is also a growing market in world
tourism. Twenty million tourists are expected to visit Turkey this year.
There is a tourist boom especially in Antalya and Istanbul, which are prominent
tourism centers. The number of foreign visitors coming to Hagia Sophia, which is
one of the most popular sites, increased four times compared to last year and
reached 11,000. It is almost impossible to find accommodation in hotels in
Istanbul for August, which will host the Champions League Final on Wednesday (May
25), the XXII World Congress of Architecture and the Formula 1 races.
Due to the tourism boom, strict precautions are taken similar to those in
European countries. The Governor's office, the security directorate and the
tourism sector often hold meetings in Istanbul, where one out of every three
tourists visits, and make decisions about preventing any king of images that
might affect tourists' psychology negatively. It has been decided in the
meetings that police officers that earlier carried "MP 5s" will carry
smaller weapons when patrolling. Police officers that are supposed to work in
regions such as Sultanahmet, Beyoglu and the Istiklal Street, where there are
many tourists, will conceal their weapons. Istanbul's vice governor Cumhur Guven
Tasbasi stressed that the decision aims to present Istanbul's peaceful
environment to the tourists. Tasbasi noted that Istanbul is a safe city in every
corner and said: "the rapid increase in the number of tourists is an
indicator of this. Incidents of purse snatching against tourists are almost
non-existent. The police officers patrolling the streets also help tourists to
feel safe." (Isa Sezen/Zaman)
01.06.2005 |
ED
ORA PARLIAMO.....
|
Il
noto pittore turco Ismail Acar - 34 anni, circa duecento mostre all'attivo
- esporrà nei prossimi giorni a Venezia nell'ambito della 51° Biennale
d'arte della Serenissima 2005. Lo ha intervistato la nostra collaboratrice
Ceylin Bediroglu che ha colto anche l'occasione per parlare del curatore
veneziano Umberto Branchini. |
Ed
ora parliamo di Ismail Acar, di questo giovane e già affermato
artista turco i cui dipinti sono apprezzati in Turchia tanto dai
critici che da musei e collezionisti. Trentaquattro anni, duecento
mostre all'attivo e di queste almeno una cinquantina personali, la
stampa (sia quella nazionale che quella internazionale) dalla sua
parte nonché pronta ad informare gli ambienti del jet set dei suoi
innumerevoli successi e progetti, Acar ha lasciato sempre un buon
ricordo tra i suoi fans. C'è ancora ad Istanbul chi non ha
dimenticato la rassegna - forse quella che gli ha dato maggiore
fama - risalente al 1999 e che si tenne nella moschea di Santa
Sofia. Se la statistica non è una opinione, in quella occasione ben
350 mila visitatori in due mesi ebbero modo di ammirare le sue
opere. Un vero e proprio trionfo, reso ancora più gradito da fatto
che l'ex basilica romana ospitava per la prima volta una
manifestazione artistica. Adesso Arcar fa il gran salto ed espone a
Venezia. L'evento è di quelli che non capitano tutti i giorni
considerato che tra qualche giorno sarà ospite - nell'ambito
della 51° Biennale d'Arte della Serenissima 2005 - della grande
manifestazione "Sultans in Venice". Ancora una volta l'artista
turco cercherà di far parlare di sé, positivamente questo è
certo. E del resto ce l'ha messa tutta perché dalle sue opere -
in un contesto storico culturale, che è poi quello che ha sempre
legato Venezia a Costantinopoli - risaltasse un gioco di luce
tutto particolare a corollario di un simbolismo per nulla
immaginario. Quasi a
toccare i sultani con mano.
Abbiamo avvicinato Acar e gli abbiamo rivolto alcune domande:
- Nei suoi disegni lei usa principalmente le calligrafie,
caratteri arabi, simboli ottomani dimostrando inoltre di avere una
profonda conoscenza della storia ottomana. Cosa è che l'attira
cosi tanto di quel periodo? Quale concetto vuole esprimere, quale
emozione vuole suscitare nelle persone che vedono i tuoi quadri?
Naturalmente
ho un punto di partenza; il mio background è la geografia, la mia
geografia. Cerco infatti di creare sempre un messaggio indipendente.
Partendo dal presupposto che la storia recente è molto importante,
specialmente quella relativa agli ottomani e all'arte islamica,
faccio il possibile per tirare fuori da questa quello che sono i
simboli che rendono legali società
e culture. Non a caso, al giorno d'oggi, assistiamo, ad un
depauperamento della conoscenza sia culturale che geografica. In
altri termini se ne vive lontani. Le conseguenze si fanno poi
sentire in quanto le acquisizioni non rispecchiano il proprio
interno, quello cioè che uno ha acquisito da una introspezione
storico-culturale...
- Come si riconosce nell'arte di oggi? Quali sono le
tematiche e le tecniche
che usa?
Non possiamo nasconderci che viviamo in
un periodo decisamente frenetico dove una frazione di secondo è
sufficiente per cambiare il corso della vita. Questo avviene nel
mondo sociale e politico ed anche in quello artistico. Ciascuno ne
rimane colpito, cosi da influenzarsi l'un l'altro. L'arte,
probabilmente, è quella che ha risentito e che risente dei
mutamenti maggiori. Raccoglie i messaggi e li trasmette, in una
visuale senza confini. Il mio mondo però è introspettivo. Io ho i
miei valori, i miei motivi, le mie calligrafie. Circa le tecniche,
le utilizzo un po' tutte. Alcune anche inventate da me, come la
perforazione ed i rilievi....
- Qual' è l'influenza
di İstanbul nei suoi tuoi disegni?
İstanbul è la città in cui vivo.
Quando apro gli occhi vedo il Bosforo, palazzo Topkapı, Santa
Sofia. Vedo una città con una storia di 2600 anni, capitale di tre
grandi imperi. Vedo ancora una città che mi influenza profondamente
in ogni suo aspetto. Mi viene allora naturale restare fedele
alla mia terra e alla mia storia, nell'universalità della
pittura....
- Qual'è stata per lei finora la mostra più importante?
Senz'altro quella realizzata in Santa Sofia, nel 1999.
Avevo a mia completa disposizione uno spazio di 4000mq...
- Parliamo un po' della mostra che si terrà a giorni
durante la 51esima Biennale d'Arte di Venezia. Come è nato e come
si è sviluppato questo progetto?
Tutto ha avuto origine da una visita che fece nel mio atelier il
curatore Umberto Branchini. Poi da cosa nasce cosa. Circa la mostra,
essa si compone di tre parti: una prima è quella propriamente
classica che sarà visitabile presso l'İstituto veneto di
Scienze, Lettere ed Arti; una seconda installazione è dislocata al
Fondeco dei Turchi che nel XVI secolo era la residenza dei commercianti ottomani; la
terza ed ultima punta invece sulla esibizione di tessuti con i
ritratti dei sultani sui palazzi nobili lungo il
Canal Grande, come richiamo della antica usanza veneziana...
- Sedi espositive strategiche, quindi.
Oltre che importanti. Ma come sono state scelte?
La decisione dei luoghi è stata presa dal mio curatore. Conoscendo
me ed miei lavori, ha individuato i posti più adeguati.
("La scelta del Fondaco dei Turchi - ci
spiega Branchini - è venuta da sé, conseguenza in fondo di
quello che Ismail rappresenta nelle sue opera. Vedi la terra, le
origini. Posso affermare comunque che al Fondaco mai un artista
turco ha realizzato una cosa del genere. Conoscendo bene la mia città,
ho pensato che fosse scontato il suo utilizzo come sede espositiva
durante la biennale dato che l'edificio ha rappresentato
Costantinopoli per più di 200 anni durante la Repubblica veneziana.
Il Fondaco ha ospitato la collezione che ora sta al museo Correr".
In quanto all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, ovvero
alla seconda sede espositiva, mi piace rammentare - annota ancora
Branchini - che venne fondato dal Bonaparte alla fine del '700,
Tra gli altri, vi collaborò anche Canova. Il palazzo, che prende il
nome dalla famiglia Fianchetti, si trova proprio di fronte alla
Fondazione Peggy Guggenheim. Per finire: è un enorme soddisfazione
poter esibire tessuti sulle terrazze dei palazzi nobili sul Canal
Grande. E' un modo come un altro per rendere omaggio ad un artista
quale è il mastro Acar").
- Avete avuto sostegni
esterni per questo progetto?
Abbiamo ottenuto i patrocini da parte
dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia, del Municipio
di İstanbul e del Consolato generale onorario di Turchia a
Venezia. İnoltre il museo di Palazzo Topkapi ha dato la
disponibilità per realizzare una parte delle riprese per una video-
performance. (Celyin Bediroglu)
01.06.2005
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LE NAVI DEL
SULTANO
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Costruite
sullo stile di quelle ottomane, offrono gite turistiche sul Bosforo ed il
Corno d'Oro. I percorsi. |
Nostalgic tours by boat - the design of
which resembles those used by sultans and their families in the Ottoman period
- have continued to delight locals and foreigners alike since June 2002.
Sultan's Boats now offers tours to view palaces overseen by Parliament's National
Palaces Department, in addition to their Bosporus and Golden Horn tours.
The route of the original palace tour, between Dolmabahçe and Beylerbeyi
palaces, has been improved for this season with the inclusion of the Küçüksü
Summer Palace, located on the Anatolian coastline. Tours operate five
days a week (not Mondays and Thursdays).
Three tours are currently offered:
Tour 1: Dolmabahçe and Beylerbeyi palaces
Tour 2: As above plus Küçüksu Summer Palace
Tour 3: As above plus entrance to Dolmabahçe Palace
Sultan's Boats plans to include the Aynalıkavak Summer Palace in its palace
tour program in 2006. (Turkish Daily
News)
01.06.2005
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GIANNIZZERI
A NEW YORK
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La
banda del museo militare di Harbiye ha offerto un concerto alla vigilia
della parata turca al Battery Park. L'interesse dei cittadini e dei
turisti per la manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi. A
rappresentare Ankara i ministri dello Stato Besir Atalay e Mehmet Aydin,
portavoce della prossima visita del premier Recep Tayyip Erdogan negli
Usa. |
 A janisarry band
from Harbiye Military Museum gave a concert before the 24th Turkish Day Parade
at Battery Park New York. Americans and tourists watched the show with a great
deal of interest.
The Band first performed at the Korean Monument and later at the monument built
following the 9/11 attacks at the site of the Twin Towers. Various association
and society representatives will attend the Turkish Parade The Syriac Patriarch from Mardin, Turkey will also join the
parade on the Madison Street along with folk dance and music groups in addition
to the Ottoman janissary band. It is expected that members of the Syriac
community will join the parade this year as congregations from the New York
area. Meanwhile, the first American army band, the Military Band of Connecticut,
will also take part in the shows.
State Ministers Besir Atalay and Mehmet Aydin will represent Turkey during the
parade and it is expected that Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's Adviser,
Egemen Bagis, who lived in the US for 17 years, will accompany the dignitaries.
The Turkish Parade is organized by the Federation of Turkish-American
Associations (Ftaa). According to information submitted by Ftaa President Ata
Erim, a Turkish flag will also be run up this evening at the Bowling Green Park
on Wall Street. The traditional Turkish Day Ball will be held on Friday, May 20,
at the Marriot Marquise Hotel located in Times Square. (Emrah Ulker/ Zaman)
01.06.2005 |
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UNIVERSIADI:
VIAGGIO PER INGEGNERI
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La meta è la Turchia. La quota di partecipazione, non ancora
definita, dovrebbe essere di 1.700 euro pro capita e
comprende i voli di linea da e per l'Italia. Il programma di
14 giorni. |
In occasione
delle prossime Universiadi, l'Associazione Ingegneri ha ottenuto di
partecipare a un viaggio in Turchia organizzato per l'evento. La
quota di partecipazione, non ancora definita, dovrebbe essere di
circa 1.700 euro pro capite e comprende i voli di linea da e per
l'Italia, i trasferimenti interni in aereo e in pullman, quasi tutti
i pranzi e la sistemazione in hotel a 4 stelle in camera doppia. Si
tratta di un viaggio in alta stagione e che tocca le località più
belle e archeologiche della Turchia. Il numero di posti è limitato e
gli interessati sono invitati a trasmettere con urgenza una loro
adesione di massima, non impegnativa, ad
info@associazioneingegneri.it,
specificando il numero di partecipanti. Di seguito pubblichiamo il
programma integrale dell'iniziativa.
PROGRAMMA
1° Giorno:
Italia-Izmir
Domenica 21 Agosto
Partenza da Roma con volo di linea Turkish Airlines. Arrivo ad Izmir.
Incontro con la
In occasione delle prossime Universiadi, l'Associazione Ingegneri ha
ottenuto un limitato numero di posti per un viaggio inTurchia che si
svolgerà in occasione delle prossime Universiadi.
guida parlante italiano e trasferimento in Hotel e pernottamento.
2° Giorno: Izmir
Lunedi 22 Agosto
Prima colazione in Hotel. Trasferimento in bus allo Stadio per la
Chiusura dei Giochi Universitari e pernottamento.
3° Giorno:
Izmir - Kusadasi
Martedi 23 Agosto
Prima colazione a buffet. Partenza per Kusadasi. All'arrivo visita
di Efeso, il Teatro Grande che può ospitare fino a 25.000
spettatori, la Via Arcadiana, l'Odeon, la Biblioteca di Celsio, il
Monumento di Traiano e la Basilica di San Giovanni. Pranzo in corso
di visite e nel pomeriggio visita alla Casa della Madonna. Arrivo in
Hotel. Cena e pernottamento.
4° Giorno:
Kusadasi - Ankara
Mercoledi 24 Agosto
Dopo la prima colazione partenza per l'aeroporto di Izmir e volo per
Annkara. Arrivo nella capitale della Turchia moderna e visita del
Museo delle Antiche Civiltà Anatoliche ed Ittite dove si può
ammirare una collezione unica al mondo di reperti, della Vecchia
Ankara, della Via delle Ambasciate, e del Mausoleo di Atatürk.
Arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
5° Giorno:
Ankara - Cappadocia
Giovedì 25 Agosto
Prima colazione a buffet e partenza per la Ccappadocia lungo il Lago
Salato, sulla cui superficie si contempla per chilometri uno strato
salino impressionante. Visita della Valle di Ihlara, antica
Peristrema romana, tipica per il suo aspetto da canyon e per le sue
chiese rupestri. Pranzo in corso di visite. Al termine arrivo in
Hotel. Cena e pernottamento.
6°
Giorno:
Cappadocia
Venerdi 26 Agosto
Prima colazione a buffet. Giornata intera dedicata alla visita della
Cappadocia, uno degli spettacoli più suggestivi ed interessanti che
offre la Turchia. Visita alla Valle di Goreme con le Chiese Rupestri
Affrescate. Il paesaggio e l'arte dell'iconografia Bizantina creano
una fusione unica al mondo. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio
visita dei Villaggi Trogloditi di: Uchisar, dominata da una parete
rocciosa piena di grotte d'abitazione con una suggestiva vista su
tutta la zona, Zelve, Avanos e Avcilar. Visita della Città
Sotterranea, considerata l'ottava meraviglia del mondo, disposta su
8 piani, una vera e propria città che scendeva fino a 55 metri
sottoterra.
Al termine rientro in hotel. Cena e pernottamento.
7°
Giorno:
Cappadocia - Konya
Sabato 27 Agosto
Prima colazione a buffet. Partenza per Konya. Lungo la strada visita
del Caravanserraglio di Sultanhani, del periodo selgiuchide, dove si
entra da un suntuoso portale di marmo e si scopre questo monumento
fortezza / albergo punto di sosta delle carovane di un tempo. Pranzo
in ristorante ed in serata arrivo a Konya, capitale dell'Impero
Selgiuchide.
Arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
8° Giorno:
Konya - Antalya
Domenica 28 Agosto
Dopo la prima colazione a buffet Visita di Konya, Città capitale
dell'Impero Selgiuchide e città del famoso filosofo orientale
Mevlana, uno dei maggiori pensatori, capo supremo dei Dervisci
Danzanti. Visita del Monastero, simbolo della città con la sua
cupola verde di forma conica e del Mausoleo di Mevlana, un vero
museo d'arte Turca - Islamica, con preziosi manoscritti e tappeti.
Pranzo in ristorante lungo il percorso e, in serata, arrivo ad
Antalya, sulla costa turchese. Sistemazione in Hotel. Cena e
pernottamento.
9° Giorno:
Antalya
Lunedi 29 Agosto
Prima colazione a buffet. Visita della Panfilia. Inizio da Perge, la
cui parte più antica è formata dall'acropoli, dalle due torri
circolari a fianco della porta d'accesso alla città, dall'agorà,
dallo stadio romano e dal teatro capace di 13.000 spettatori. Quindi
visita di ASspendos, la città più importante della Panfilia, fondata
verso il 1000 a. C. fiorì sotto i Romani. Il Teatro Romano, uno dei
maggiori e senz'altro il meglio conservato di tutta l'Asia Minore, è
capace di 20.000 spettatori. Pranzo durante il percorso. Nel
pomeriggio visita della città di Antalya.
Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.
10° Giorno:
Antalya
Martedi 30 Agosto
Prima colazione a buffet. Giornata intera dedicata alla visita della
Licia. Inizio da Fsaselide, una delle città commercialmente più
significative della costa licia, darà la possibilità di visitare
alcuni resti dell'epoca greca - romana, in un paesaggio unico per la
sua bellezza. Le varie rovine sono inserite in una ricca vegetazione
di pini marittimi e disseminate lungo alcune baie, che vi mostrano
una costa dolce su mari di colori intensi. Visita di Myra, con la
sua splendida Necropoli Rupestre, le Tombe scavate nelle rocce della
montagna con interessanti bassorilievi dell'epoca romana, la Chiesa
di San Nicola, sorta nel IV secolo e ben conservata, racchiude il
sarcofago vuoto di San Nicola (il corpo f trafugato e portato a
Bari), e il Teatro, di epoca romana è ben conservato e situato sotto
la necropoli. Pranzo durante il percorso delle visite.In serata
rientro in Hotel ad Antalya. Cena e pernottamento.
11° Giorno:
Antalya - Istanbul
Mercoledì 31 Agosto
Dopo la prima colazione partenza in aereo per Istanbul.
Trasferimento in Hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Inizio
delle visite dell'antica Bisanzio / Costantinopoli con le Moschee
Imperiali: la Moschea Blu, celebre per la sua aggraziata successione
di cupole e semicupole, la Moschea di Solimano il Magnifico, la
Basilica di Santa Sofia, consacrata alla Divina Sapienza capolavoro
dell'architettura bizantina, e la Cisterna Sotterranea. Pranzo in
corso di visite.Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
12° Giorno:
Istanbul
Giovedì 1 Settembre
Prima colazione in Hotel. In mattinata escursione sul Bosforo
costeggiando la costa europea ed asiatica, una scenografia unica con
le sue case di legno, le fortezze, le residenze estive dei sultani,
con arrivo al Corno D'Oro dominato dai profili delle Moschee
Imperiali. All'arrivo visita al Bazar delle Spezie. Tempo libero per
attività individuali. Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
13° Giorno:
Istanbul
Venerdì 2 Settembre
Prima colazione in Hotel. In mattinata visita alla Moschea di
Solimano il Magnifico, capolavoro dell'architettura ottomana, al
Museo di San Salvatore in Chora, con i bellissimi mosaici bizantini,
il Palazzo del Topkapi, residenza imperiale dei sultani, con la
ricca collezione di porcellane cinesi ed il tesoro imperiale, e tour
panoramico del palazzo. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio
continuazione delle visite del palazzo quindi visita al Gran Bazar,
antico centro commerciale con migliaia di negozi; un vero mercato
coperto. Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
14° Giorno:
Istanbul - Italia
Sabato 3 Settembre
Prima colazione in Hotel. Partenza per Roma con volo di linea
Turkish Airlines. Pranzo a bordo.
Fine del viaggio. (il denaro.it)
01.06.2005
PREMIO MARCHIGIANI
NEL MONDO
|
Il 18 giugno prossimo il presidente del Rotary Club di Cagli (2090
distretto), Urbano Urbinati, consegnerà all'ambasciatore italiano in
Turchia Carlo Marsili - nella Sala degli Stemmi del Municipio - la
massima onorificenza del sodalizio. Sarà presente anche il vice-sindaco
Alberto Mazzacchera. Il diplomatico si incontrerà poi con i vertici
dell'Assindustria di Pesaro e Urbino. |
 Cento anni di Rotary. Un avvenimento importante che il milione e 300 mila soci
festeggiano da una capo all'altro del nostro emisfero. A Cagli - piccolo centro
dell'entroterra marchigiano noto per avere dato i natali al pittore Gaetano
Lapis detto il Carraccetto - si è voluto ricordare questo momento storico in
maniera del tutto del particolare. Il 18 giugno prossimo, infatti, verrà
consegnato il <Premio Marchigiani nel Mondo> all'ambasciatore italiano in
Turchia Carlo Marsili. Del nostro diplomatico, e del lavoro che sta svolgendo
presso la sede di Ankara, ci siamo occupati più di una volta per cui sarebbero
superfluo aggiungere altre parole per elogiarne i meriti. Fa piacere però che un
club, giovane come quello di Cagli, dedichi una giornata ad un figlio della
terra marchigiana che si è distinto per l'impegno profuso soprattutto
all'estero. Merito soprattutto del suo presidente Urbano Urbinati - già
direttore dell''Istituto di Cultura Italiano ad Ankara dall'ottobre 1980
all'agosto 1988 - il quale, non solo assieme al vicesindaco Alberto Mazzaccchera
consegnerà personalmente all'amico fraterno nella Sala degli Stemmi del
Municipio la massima onorificenza rotariana, ma è l'anima stessa della creazione
del premio; come lo fu - del resto - della fondazione due anni fa del club
cagliese, distretto 2090. Un club che quanto prima arriverà a 37 soci.
Ancora molto legato alla Turchia e ai turchi, Urbinati non fa mistero di una
certa nostalgia per questo Paese che si augura entri nell'Unione Europea nel
tempo prefissato pur sapendo che Ankara dovrà superare grandi ostacoli. Di certo
l'Italia le è vicina, ed il suo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ancora una volta - nel tete-à-tete di Istanbul a margine della partita
Milan-Liverpool - ha voluto rassicurare il premier Recep Tayyip Erdogan circa le
buone intenzioni di palazzo Chigi.
I rapporti Roma- Ankara non sono però solo politici (missione del ministro degli
Esteri Gisancarlo Fini il 13 luglio prossimo, visita del Capo dello Stato Carlo
Azeglio Ciampi in autunno), ma rivestono sopratutto un carattere economico;
anche in campo regionale. A maggior ragione quindi, l'ambasciatore Marsili
coglierà l'occasione della consegna del premio per incontrarsi con i vertici
dell'Assindustria di Pesaro ed Urbino al fine di portare avanti un discorso più
approfondito tra il business locale e la realtà anatolica. Le premesse ci sono
da tempo, i tratta ora di imprimere una maggiore spinta a quello spirito di
iniziativa che è una delle caratteristiche dei marchigiani.
____________________
Cagli è città ricca di storia come dimostra il suo nome antico: "Cale", di
origine pre-romana. vari ritrovamenti archeologici hanno dimostrato la presenza
nel suo territorio degli umbri, degli etruschi e quindi dei Galli Senoni, prima
che i romani, con la battaglia di Sentino, (295 a. C.); lo conquistassero
definitivamente.
Gli itinerari romani indicano un "Cale Vicus" ed una "Mutatio ad Cale" segno di
uno sviluppo abitativo e commerciale avvenuto lungo la via consiliare Flaminia
fin dalla costruzione di questa importante arteria viaria. Già nel IV secolo
Cagli era sede episcopale con Greciano che partecipò al Concilio di Rimini
(359). Caduto l'impero romano il "vicus" dovette subire le incursioni dei Goti e
quindi dei Longobardi. Punto strategico nel corridoio bizantino, il territorio
cagliese fu per anni conteso ai Bizantini dagli stessi Longobardi.
I cagliesi, intanto, rifugiatisi sullo scosceso colle che domina la Flaminia,
chiamato "Bandirola", vi fondarono la città medievale circondata da solide mura.
Sul finire del XII secolo si ergeva a Comune grazie al patto stipulato tra il
Vescovo Alloderio, il Priore Canonici, l'Abate del Monastero di S. Geronzio e i
nobili cittadini. Il Comune fu retto al principio dai Consoli e fin dai primi
decenni del XII secolo dai Podestà.
Le lotte tra i guelfi e i ghibellini non risparmiarono la città di Cagli e nel
1287, nel corso di un accesissimo scontro armato tra le due fazioni, un incendio
la semidistrusse. Due anni dopo, nel 1289, sotto l'egida di Papa Nicolò IV,
venne traslata e riedificata, a pianta classica, nel piano sottostante, ove
attualmente si trova. Dopo alterne vicende, nel 1376 circa, Cagli si diede alla
Signoria dei Montefeltro ai quali succederanno, nel corso del XVI secolo, i
Della Rovere, sotto i quali si mantenne fino al 1631 quando, con l'estinzione
della prestigiosa famiglia, entrò a far parte dello Stato della Chiesa e vi
rimarrà fino all'unita' d'Italia (1860). (dal sito del
Comune)
01.06.2005
|
LA
PRECISAZIONE DI KOC
|
Il
ministro della Cultura turco ha voluto dissertare sulla differenza
tra mosaici e mattonelle in riferimento agli abitanti dell'Anatolia. |
Turkish Minister of Culture and Tourism Atilla Koc said it is wrong to describe
Anatolians as a "mosaic".
"The colors of a mosaic are separated by the fillin material, whereas Anatolian
people cannot be separated as such," elaborated the Minister. He likened
Anatolians to traditional Turkish Ottoman tiles, the "cini".
Koc gave a speech at a ceremony organized at the Anatolian Civilizations Museum
in Ankara in observation of "museums week" celebrated around the world since
1975 with the initiative of The United Nations Education, Science and Culture
Organization (Unesco). He said a rich history and culture live in Anatolia and
the land is filled with historic artifacts as well. He emphasized that for the
preservation of these artifacts, museums are important. (Zaman)
01.06.2005 |
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IL BALLETTO
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Vedere i bambini
ad Harran, piccolo gruppo di case nel sud anatolico
ai confini con la Siria, fa già tenerezza. Ma ancora
di più contemplare esili figure, provenienti dalle
scuole di Sanliurfa e Sanli-Ata, esibirsi in
volteggi come fossero professionisti consumati. |
First-grade students at Şanlıurfa's
private Şanlı-Ata school gave the first live ballet performance ever in the
province's Harran district. The enraptured residents of Harran watched the
ballet with profound interest.
Young ballerinas performing the "Nutcracker Suite" were met with thunderous
applause.
School principal Reşat Kızılateş said he was elated to see his students put on a
ballet, adding, "We wanted to bring together art and history." (Turkish
Daily News)
01.06.2005 |
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CANTANTE
GAY VUOLE PARTECIPARE AL KIRKPINAR
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Fatik Urek, molto noto in Tv e nei bar di Istanbul, vuole
presentarsi alla tradizionale festa per diventare l'<Agha>.
"Non accettiamo che i combattimenti siamo macchiati da
questa storia", ha dichiarato il deputato locale dell'Akp. |
Un
cantante omosessuale turco ha provocato una controversia proclamando
la sua intenzione di ricevere il titolo molto bramato di
organizzatore delle lotte di Kirkpinar, una festa ancestrale che
celebra le qualità virili, molto popolare in Turchia. Fatih Urek, un
cantante apertamente gay che si produce frequentemente nella
televisione e nei bar di Istanbul, ha annunciato la sua intenzione
di presentarsi per diventare l' <Agha>, padrone dei luoghi, dei
tradizionali combattimenti di lotta che si svolgono ogni estate a
Kirkpinar, vicino ad Edirne, nel nord-ovest del Paese.
"Non ho preso ancora la decisione finale ma, se tutti possono
presentarsi, anche io posso essere Agha, è semplice", ha dichiarato
Fatih Urek, secondo il giornale <Hurriyet>. Ma il precedente
<Agha> e i deputati locali hanno protestato vivamente contro la sua
eventuale presenza a questa festa considerata come un emblema della
virilità in Turchia. "Non accettiamo che i combattimenti siano
macchiati da questa storia", ha dichiarato il deputato locale del
partito al potere, il partito della Giustizia e dello Sviluppo
(Akp), Necdet Budak. Gran signore, l'eletto ha assicurato di
rispettare "ogni tipo di stile di vita", ma ha affermato che un Agha
omosessuale non era al suo posto a Kirkpinar. Le lotte di Kirkpinar
sono un'attrazione nazionale ed internazionale. I "Pehlivan", torso
nudo e modellati in un pantaloncino lungo tradizionale in cuoio
spesso, si spalmano regolarmente di olio di oliva durante i
combattimenti. Il senso dell'equilibrio è ben più importante della
forza per ottenere la prova.Nel passato, la comunità gay della
Turchia aveva fatto conoscere dal suo sito internet la sua
intenzione di mostrasi in delegazione, con gli invitati del mondo
intero, a questo avvenimento. Questa visita era stata annullata per
timore di incidenti. (Tetu.com-Afp/Traduzione
di Carmela)
01.06.2005
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LA
NOTTE PU' PAZZA DEL MONDO
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Ad Istanbul per la finale di Champions League
Milan-Liverpool (vinta dal club inglese) è stato un
contrasto di emozioni, gioia, lacrime, incredulità. Tra il
delirio degli anglosassoni e la delusione degli italiani. La
metropoli ha retto bene l'andata dei tifosi. Nessun
incidente. |
 Centoventi
minuti di follia, e poi la notte più pazza del mondo. E' stato un
contrasto di emozioni, gioia, lacrime, incredulità, il post-partita
dei 60.000 tifosi - per due terzi inglesi - che allo stadio Ataturk
hanno assistito alla finale di Champions Milan-Liverpool, e
all'incredibile rimonta dei Reds dallo 0-3 al 3-3. Solo una parte
dell'enorme folla di appassionati arrivati da tutta Europa era
potuta ripartire nella notte, dopo la partita prolungata fino a
tardi dalla follia del risultato e dalla lotteria dei rigori. Così
la città dei due Continenti è stata
teatro dei festeggiamenti dei tifosi inglesi, accorsi in massa nella
speranza di veder tornare nella città dei Beatles quella coppa che
mancava in bacheca da 21 anni. E dopo esser stati
premiati nella fiducia, loro che non avevano smesso di
cantare neanche sullo 0-3, si sono concessi un altro regalo:
canti, bandiere inglesi e del Liverpool, e naturalmente un fiume di
birra. Tutti gli alberghi occupati dai gruppi dei tifosi in maglia
rossa, sparsi per decine di chilometri in città e alla periferia,
sulla costa del mar di Marmara, sono stati palcoscenico di una gioia
incontenibile, fino all'alba. E allora il contrasto con il mesto
rientro dei 20.000 italiani - chi in albergo chi subito in Italia
con il charter - è stato ancora più amaro.
Durante la partita, tanti dei 40.000 inglesi arrivati a Instabul nel
primo pomeriggio di mercoledì 25 maggio erano rimasti nei bar
del quartiere di Beyoglu, nei pressi di Taksim Square, a
consolarsi dalla delusione per non aver trovato un biglietto davanti
alla tv e a una pinta. ''Quando Dudek ha parato, non sono
più riuscito a dire nulla - ha raccontato Daniel Handerson,
37enne operaio di Portsmouth - Il mio cuore si era quasi fermato
dopo il primo tempo, poi è tornato a battereI tifosi inglesi si sono
riversati nelle stradine di Beyoglu agitando striscioni e bandiere
con i colori del Liverpool cantando a squarciagola le celebri note
della canzone dei Queen "We are the champions". Gente comune,
che ha speso i propri risparmi per non mancare alla finalissima di
Istanbul: come Ian Worden, di professione elettricista, che ha detto
di voler bere fino all'alba per celebrare un evento storico. Ma la
festa del Liverpool ha fatto ricchi anche i commercianti di
Istanbul: Ioannis Tsioros, gestore di un pub irlandese nella città
turca ha ammesso che la birra venduta è stata circa il triplo di
quella richiesta nelle notti migliori.
Al clamore dei rossi d'Inghilterra hanno fatto da contraltare i toni
dimessi dei tifosi del Milan: soltanto pochi supporter rossoneri
sono rimasti a smaltire la delusione a Sultanahmet, nel quartiere
storico della città. E tra i rossoneri c'era anche qualche tifoso
non italiano: come Michalis Delithanasis, greco: ''Sono molto
dispiaciuto - ha detto - ma è
stata davvero una bellissima partita''. E Istanbul ha retto bene
l'ondata dei tifosi: il clima di serenità che ha contraddistinto
anche il dopo gara è stato un altro successo, oltre a quello del
Liverpool sul campo. Molto diverso da quanto successo 5 anni fa, nel
2000, con i gravi incidenti dopo la partita di Coppa Uefa tra il
Leeds e il Galatasaray. La polizia era spiegata in forze massicce,
ma non è stato necessario alcun intervento. ''Gli inglesi bevono
molto, ma noi rispettiamo le loro tradizioni'', hanno affermato. Per
la Turchia la finale di ChampionsLeague è stata anche una
vetrina per il turismo locale e non solo: un'occasione ghiotta che
ha portato nella città centinaia di turchi attratti dal
grande evento sportivo. Altri erano arrivati da Paesi molto
più lontani come Thailandia, Stati Uniti e anche Australia. Tutti
stregati dalla notte memorabile del Liverpool: ''Non avevo mai visto
prima niente di simile nel calcio. Ora resterò un tifoso del
Liverpool fino a quando morirò''. ha sorriso Evan Minard. A Istanbul
era arrivato addirittura dalla California. (Ansa)
01.06.2005
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BASKET
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Gli azzurri giocheranno a Foligno dall'8 al 10 giugno,
impegnati in un quadrangolare nel quale c'è anche la
Turchia. |
Gli azzurri del basket
saranno impegnati a Foligno dall'8 al 10 giugno in un quadrangolare
con Grecia, Algeria e Turchia. Le partite saranno giocate nel
palazzetto dello sport folignate. Questi i 16 convocati dal ct
Recalcati: Allegretti; Bolzonella; Carraretto; Cittadini; Di
Giuliomaria; Fultz; Lamma; Maggioli; Malaventura; Mordente; Pecile;
Ress; Rocca; Santarossa; Spinelli; Zacchetti. (Ansa)
01.06.2005
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GHEORGHE HAGI SI DIMESSO
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Al suo posto per allenare il Galatasaray arriverà Eric Gerets, ex
giocatore del Milan e già trainer del Wolfsburg. La decisione del rumeno
di lasciare la squadra turca presa da alcuni giorni. |
Gheorghe Hagi si è dimesso
dall'incarico di capo-allenatore del Galatasaray. Sulla panchina della squadra
turca arriverà Eric Gerets, ex giocatore del Milan ed ex allenatore Wolfsburg.
L'ex 'numero 10' della
nazionale rumena, oggi quarantenne, aveva
maturato questa decisione da una decina di giorni, ma ha atteso la fine del
campionato
prima di renderla pubblica.
"Ho lavorato da solo per tutta la stagione - ha dichiarato Hagi - e non sono
riuscito a completare i miei programmi. Sono comunque soddisfatto del mio
lavoro. Ho messo in piedi una nuova, ottima squadra e rivalutato quei giocatori
considerati troppo vecchi. Ho deciso di dimettermi dieci giorni fa ma ho voluto
rendere pubblica questa mia volontà solo al termine dell'ultima partita di
campionato".
In merito al suo futuro, Hagi ha precisato una trattativa in corso: "Lo
Steaua Bucarest (che ha esonerato Zenga
qualche settimana fa, ndr) mi ha fatto un'offerta interessante valuterò dopo
alcuni giorni di riposo". (libero.news)
01.06.2005
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CONFERMA
INVECE CHRISTOPH DAUM
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Il tecnico del Fenerbahçe ha prolungato per due anni il suo contratto. |
 Il
tecnico tedesco del Fenerbahce, Christoph Daum, dopo la conquista del titolo
nazionale, ha prolungato per due anni il suo contratto. Lo ha annunciato il club
turno sul suo sito Internet. "Il Fenerbahce - si legge in un comunicato - ha
trovato un accordo con Daum per il prolungamento del contratto per due anni". Le
modalità del rinnovo e l'importo dell'accordo non sono stati specificati. Daum,
che ha portato il Fenerbahce alla vittoria di due titoli consecutivi, era dato
in partenza. (Rai sport)
01.06.2005
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TURCHIA-ITALIA:
ORA E' 2-1
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Nel circuito motociclistico di Silverstone, in Inghilterra,
vittoria del riminese Leoni Roccoli. Solo terzo Sofluogu che
però con 66 punti mantiene saldamente la leadership. |
Davanti ai 90.000 spettatori di Silverstone il Campionato del Mondo
Superstock 1000 ci regala un'altra bellissima e combattuta gara.
Sulla pista inglese, ridotta per l'occasione da 5,4 km a 3,5 km, il
riminese Roccoli stampa la pole con uno stratosferico 1.29.300 e
parte al palo affiancato (tanto per cambiare!) dal turco Sofuoglu,
da Chiarello e da Van Keymeulen. Alla partenza, come spesso accade è
Chiarello a portarsi in prima posizione, seguito da Sofuoglu e
Coxhell mentre Roccoli è solo quinto, ma ansioso di rimonta alla
quarta curva quasi tampona l'alfiere del team Yamaha Germany Van
Keymeulen. Passato lo spavento al giro 2 l'alfiere del team
Lorenzini by Leoni, è già dietro al turco e come nelle passate gare
inizia lotta per la vittoria fra le due Yamaha R1 numero 54 e 55. Al
terzo giro il turco, forse infastidito dal riminese Roccoli, sbaglia
e scivola in terza posizione mentre l'italiano stampa un ottimo
1.29.600 e tenta la fuga. Dietro Chiarello su Suzuki precede le
Yamaha di Van Keymeulen e Martinez, la Mv di Iannuzzo e l'altra R1
di Scassa. Roccoli e Sofuoglu, riportatosi nel frattempo in seconda
posizione, preparano la fuga, ma dietro l' australiano Coxhell a
denti stretti tenta di resistere. Giro 4 e Sofuoglu si riprende di
cattiveria la prima posizione mentre Coxhell in terza posizione, si
riavvicina al duo di testa portandosi dietro Chiarello e Van
Keymeulen e a sei giri dal termine si forma un quintetto di cinque
moto, ma i primi tre danno l'impressione di avere una marcia in più
rispetto a Chiarello e Van Keymeulen. In frenata la R1 del turco
appare molto equilibrata e composta, mentre quella dell'italiano è
nervosa e sempre di traverso. Bene anche la Suzuki dell'australiano,
velocissima nei cambi di direzione, ma in debito in accelerazione.
La situazione rimane invariata fino al dodicesimo giro quando la
Suzuki di Chiarello, ottimo quarto, decide di lasciarlo a piedi,
mentre davanti Roccoli da spettacolo e con una staccata delle sue,
in sbandierata infila di cattiveria Sofuoglu e allunga. Si arriva a
posizioni invariate all'ultimo giro con Roccoli tallonato da vicino
da Sofuoglu e Coxhell, ma il turco alla esse finale, molto
probabilmente annebbiato dalla stanchezza, tenta una staccata
suicida contro il portacolori del team Lorenzini by Leoni Roccoli, i
due quasi si toccano, ma il turco va lungo, Roccoli mantiene la
prima posizione e Coxhell guadagna la seconda mentre Sofuoglu al
traguardo è solo terzo. Quarto posto per l'altra Yamaha di Van
Keymeulen, quinto il sammarinese De Angelis e sesta la Suzuki di
Rocamura. Da segnalare inoltre il buon ottavo posto di Luca Scassa,
finalmente a punti, il nono posto della MV del bravo Iannuzzo e il
decimo del generosissimo Polita protagonista di una bellissima
rimonta. In campionato la leadership rimane saldamente nelle mani di
Sofuoglu (66 punti) seguito dal bravissimo Roccoli (61 punti) e dal
talento australiano Coxhell (47 punti). (Roberto Coiana/Racingworld.it)
01.06.2005
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ANATOLIAN RALLY
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Prende il via domani per chiudersi domenica 5 giugno. E' una prova su
asfalto alla quale prendono parte 107 corridori delle più svariate case
automobilistiche. Una gara piuttosto giovane in quanto la prima edizione
risale al 2000. Dalla sua creazione, gli organizzatori hanno fatto il
possibile per rispondere agli standard della Fia. |
Prova su asfalto, l'<Anatolian
Rally> che sarebbe divenuto il Rally di Turchia al suo arrivo nel mondiale nella
stagione 2003, si è trasformato nella stessa occasione in una manche su terra.
La gara è piuttosto giovane in quanto la prima edizione fu disputata nel 2000.
Ma dalla sua creazione gli organizzatori hanno fatto il possibile per rispondere
agli standard della Fia e deporre la loro candidatura affinché l'Anatolian Rally
venisse iscritto nel calendario.
Nella seconda edizione gli organizzatori modificarono totalmente lo scenario
proponendo un rally su terra. E' stata la città di Antalya, sui bordi del
Mediterraneo, a diventare il centro nevralgico del rally. Tracciata tra le
montagne dell'Anatolia, ad ovest di Kemer, città turistica della costa
mediterranea, questa sfida si disputa nel massiccio Beydaglari che domina sul
mare e sulla costa della vecchia Lycie, a sud di Antalya.
L'edizione 2002 fu cruciale perché dal suo buon esito dipendeva la sua
integrazione nel campionato Wrc. Peugeot e Citroen testarono questa corsa.
Sebastien Loeb al volante di una Saxo e Juuso Pykalisto, al volante di una 206
WRC, presero parte all'evento. Purtroppo non raggiunsero l'arrivo e fu Erkan
Kazac ad imporsi su una Subaru. Nel 2003 la gara entrò nel mondiale e Carlos
Sainz, specialista di nuovi terreni, vinse. L'anno seguente la vittoria andò
ancora alla Citroen ma per opera di Loeb.
Per quanto riguarda il percorso esso si situa metà strada tra quello che si
trova all'Acropoli e a Cipro e una superficie terrosa, a volte molto aggressiva,
in particolare se la pioggia s'invita alla festa ! Considerata la data alla
quale si svolge il rally quest'anno il percorso rischia di essere
particolarmente modificato. Quindi è difficile che le speciali presentino la
stessa fisionomia.
Il Rally di Turchia è uno degli appuntamenti più aggressivi nei confronti del
mezzo. Le temperature promettono di essere decisamente elevate, i piloti
dovranno di conseguenza sopportare il forte calore all'interno ma anche
all'esterno dell'abitacolo.
La Turchia si trova in un fuso orario Gmt + 3. L'orario fornito qui di seguito è
quello in vigore in Turchia. Per l'Italia e la maggior parte dei paesi europei
bisogna togliere un'ora.
Il percorso:
Giovedì 2 giugno
PS 1 AKDENIZ UNIVERSITY 1 2.60 km 19h00
Venerdì 3 giugno
PS 2 PHASELIS 1
28.98 km 08h38
PS 3 ARYKANDA 1
11.95 km 09h46
PS 4 PERGE 1
22.28 km 12h44
PS 5 MYRA 1
24.05 km 13h27
PS 6 ARYKANDA 2
11.95 km 14h10
PS 7 PERGE 2
22.28 km 17h08
PS 8 MYRA 2
24.05 km 17h51
PS 9 AKDENIZ UNIVERSITY 2 2.60 km 20h04
Sabato 4 giugno
PS 10 KEMER 1
20.35 km 09h18
PS 11 SILYON 1
29.58 km 10h06
PS 12 KEMER 2
20.35 km 12h49
PS 13 SILYON 2
29.58 km 13h37
PS 14 CHIMERA 1
16.45 km 16h45
PS 15 PHASELIS 2
28.98 km 17h43
PS 16 AKDENIZ UNIVERSITY 3 2.60 km 19h56
Domenica 5 giugno
PS 17 CHIMERA 2
16.45 km 10h03
PS 18 OLYMPOS
33.35 km 11h01
Elenco iscritti
1 SEBASTIEN LOEB-DANIEL
ELENA CITROEN XSARA WRC
A8
2 CARLOS SAINZ-MARC MARTI
CITROEN XSARA WRC A8
3 TONI GARDEMEISTER-JAKKE HONKANEN FORD FOCUS WRC
A8
4 ROMAN KRESTA-JAN MOZNY
FORD FOCUS WRC A8
5 PETTER SOLBERG-PHILIP MILLS
SUBARU IMPREZA WRC A8
6 CHRIS ATKINSON-GLENN MACNEALL SUBARU
IMPREZA WRC A8
7 MARCUS GRÖNHOLM-TIMO RAUTIAINEN PEUGEOT 307 WRC
A8
8 MARKKO MARTIN-MICHAL PARK
PEUGEOT 307 WRC A8
9 HARRI ROVANPERA-RISTO PIETILAINEN MITSUBISHI LANCER WRC A8
10 GIANLUIGI GALLI-GUIDO D'AMORE MITSUBISHI LANCER
WRC A8
11 ARMIN SCHWARZ-KLAUS WICHA
SKODA FABIA WRC A8
12 JANNE TUOHINO-MIKKO MARKKULA SKODA FABIA
WRC A8
14 ANTHONY WARMBOLD-MICHAL ORR FORD
FOCUS WRC A8
15 HENNING SOLBERG-CATO MENKERUD FORD FOCUS WRC
A8
16 DANIEL CARLSSON-MATTIAS ANDERSSON SUBARU IMPREZA WRC
A8
17 SERKAN YAZICI-CAN OKAN
HYUNDAI ACCENT WRC A8
18 ARIS VOVOS-EL-EM
SUBARU IMPREZA WRC A8
19 TABIAS JOHANSSON-KAJ LINDSTROM SUBARU IMPREZA WRC
A8
31 TOSHIHIRO ARAI-TONY SIRCOMBE SUBARU
IMPREZA WRX N4
32 XAVIER PONS-ORIOL JULIA
MITSUBISHI LANCER N4
33 NASSER AL-ATTIYA-CHRIS PATTERSON SUBARU IMPREZA
N4
34 FUMIO NUTAHARA-SATOSHI HAYASHI MITSUBISHI LANCER
N4
35 KARAMJIT SINGH-JOHN BERRIE
PROTON PERT N4
36 MARCOS LIGATO-RUBEN GARCIA
SUBARU IMPREZA N4
37 MARK HIGGINS-AGNEW TREVOR
SUBARU IMPREZA STI N4
38 FABIO FRISERIO-GIOVANNI AGNESE SUBARU IMPREZA WRX
N4
39 JOAKIM ROMAN-ANDERS WALLBOM SUBARU
IMPREZA STI N4
40 GABRIEL POZZO-DANIEL STILLO SUBARU
IMPREZA N4
41 NATALIE BARRATT-CARL WILLIAMSON MITSUBISHI LANCER
N4
42 FEDERICO VILLAGRA-JAVIER VILLAGRA MITSUBISHI LANCER
N4
43 ANGELO MEDEGHINI-BARBARA CAPOFERRI MITSUBISHI LANCER
N4
44 SEBASTIAN BELTRAN-EDGARDO GALINDO SUBARU IMPREZA
N4
45 RICCARDO ERRANI-STEFANO CASADIO MITSUBISHI LANCER
N4
47 A.BA-VICTOR FEDERER
MITSUBISHI LANCER N4
48 LUIS ROSSELOT-RICARDO ROJAS
MITSUBISHI LANCER N4
49 HAMED AL WAHAIBI-DAVID SENIOR SUBARU IMPREZA
N4
50 AKI TEISKONEN-MIIKA TEISKONEN SUBARU IMPREZA
N4
51 BRICE TIRABASSI-MATTHIEU BAUMEL SUBARU IMPREZA
N4
61 HAKAN DÝNÇ-BÜLENT KORZAY
SKODA OCTAVIA WRC A8
62 MEHMET BESLER-AFÞÝN BAYDAR
FORD FOCUS WRC A8
63 IOANNIS PAPADIMITROU-A. HARRYMAN SUBARU IMPREZA WRC
A8
64 NEJAT AVCI-BATUHAN MEMÝÞYAZICI FORD FOCUS WRC
A8
65 NIGEL HEATH-STEVE LANCASTER SKODA
FABIA WRC A8
66 ALÝ DEVECÝ-MEHMET YAZICI
HYUNDAI ACCENT WRC A8
67 ÖMER TOLON-ÖZGÜR OKAN
HYUNDAI ACCENT WRC A8
68 MURAT AKDÝLEK-ÖZDEN YILMAZ
HYUNDAI ACCENT WRC A8
69 ALÝ ERSÝN-AHMET YÖRÜK
MITSUBISHI LANCER A8
70 KHALED AL QASSIMI-NICKY BEECH SUBARU IMPREZA
N4
71 P-G.ANDERSSON-JONAS ANDERSSON SUZUKI IGNIS
S1600 A6
72 MIRCO BALDACCI-GIOVANI BERNACCHINI FIAT PALIO S1600
A6
73 GUY WILKS-PHIL PUGH
SUZUKI IGNIS S1600 A6
74 HAMDÝ ÜNAL-KAAN ÖZÞENLER
FIAT PALIO S1600 A6
75 VOLKAN IÞIK-LEVENT GÜR
FIAT PUNTO S1600 A6
76 ERCAN KAZAZ-CEM BAKANÇOCUKLARI RENAULT CLIO
A6
77 DAVID HIGGINS-DANIEL BARRITT OPEL CORSA
S1600 A6
78 ANDREAS AIGNER-TIMO GOTTSCHALK MITSUBISHI LANCER
N4
79 DIMITAR ILIEV-YANAKI YANAKIEV MITSUBISHI LANCER
N4
80 SUHAIL AL MAKTOUM-AHMAD GHAZIRI SUBARU IMPREZA
N4
81 FATÝH KARA-GÜRAY KARACAR
FIAT PALIO S1600 A6
82 BURAK ÇUKUROVA-AYKAN ALAKOÇ OPEL
CORSA S1600 A6
83 QUIRIN MÜLLER-PETER MÜLLER
MITSUBISHI LANCER N4
84 TARIK ÖKTEM-BAHADIR GÜCENMEZ OPEL CORSA
S1600 A6
85 YAÐIZ AVCI-ERSAN ALKIR
FORD FIESTA S1600 A6
86 CENGÝZ YILDIZ-KENAN ENGÝN
MITSUBISHI LANCER N4
87 FERRAN FONT-MIGUEL AMBLAS
MITSUBISHI LANCER N4
88 TANSEL ÜRÜNDÜL-MERT SÜZGEN
MITSUBISHI LANCER N4
89 MURAT ERSÖNMEZ-BURAK ERDENER SUBARU
IMPREZA N4
90 BURHAN KURU-SERDAR KURBANZADE SUBARU IMPREZA
N4
91 AHMET BURKAY-GÜRKAL MENDERES MITSUBISHI
LANCER N4
92 CENK CEYÝÞAKAR-KEREM BAYKAL
MITSUBISHI LANCER N4
93 KEREM ÜSTÜNKAYA-HANDE ÝÞÇÝMENLER MITSUBISHI LANCER
N4
94 GÜVEN BOSTANCI-VEDAT BOSTANCI MITSUBISHI LANCER
N4
95 HASAN ÖZSEYHAN-ERKAN GÜLEREN MITSUBISHI
LANCER N4
96 MUSTAFA BAYRAKTAR-OKAN AVCI SUBARU
IMPREZA N4
97 CELAL GÜLERHAN-X
MITSUBISHI LANCER N4
98 PHIL NIJS-WARD HANSSENS
SUBARU IMPREZA N4
99 UÐUR KIZIL-HÜSEYÝN DEMÝREL
SUBARU IMPREZA N4
100 ALÝ GÜLAN-AYTAÇ BÝTER
MITSUBISHI LANCER N4
101 EMÝRCAN ALTUNÝÞ-FATÝH ÝNAN SUBARU
IMPREZA N4
102 NÝSA BOZKURT-MELÝS ÇEKER
MITSUBISHI LANCER N4
103 BAYRAM GÖREN-SANVER ÝMRAHOR CITROEN C2
A6
104 MÝTAT DÝKER-ERDAL ORAL
FIAT PALIO
N2
105 ADÝL KÜÇÜKSARI-CÝHAN ÖZDAMAR FIAT PALIO
A6
106 SERDAR HONAMLI-HAKAN ÝPKÝN CITROEN
SAXO VTS N2
107 OSMAN GEYLAN-BOÐAÇ HÜRZAT
CITROEN C2
A6
(Rally)
01.06.2005
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