Arretrati 

Anno 6° N.17

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PIENO SOSTEGNO

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, lo ha rinnovato al premier turco Recep Tayyip Erdogan in merito all'entrata di Ankara nell'Unione Europea. Un cordiale scambio di opinioni a bordo di uno yacht in navigazione sul Bosforo.

Berlusconi_Turchia_UEDa Istanbul, è l'amicizia il motivo dominante del rapporto che lega l'Italia alla Turchia ed i premier dei due Stati: una ulteriore conferma di questa speciale relazione tra Roma ed Ankara è venuta dall'incontro nell'ex Costantinopoli tra il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il leader turco Recep Tayyip Erdogan.
Nell'incontro con i giornalisti al termine di un pranzo a bordo di uno yacht che per un'ora ha attraversato lo stretto del Bosforo, Erdogan si è detto "orgoglioso" per l'amicizia personale con Berlusconi: un'amicizia "pari a quella che esiste tra familiari" e che ha fortemente contribuito a sviluppare i rapporti tra i due Paesi non solo in politica "ma anche in campo economico e culturale".
Un'amicizia che secondo il premier turco si è manifestata "nel sostegno concreto dell'amico Silvio e dell'Italia rispetto all'aspirazione della Turchia di aderire all'Unione Europea". Un sostegno che, secondo il Primo Ministro turco, l'Italia manterrà "anche dopo l'inizio dei negoziati, previsti per il 3 ottobre.
E Berlusconi ha ribadito come la sua amicizia sia nata "subito". "Oggi - ha sottolineato - parliamo insieme come se fossimo amici di lunga data. Ci siamo trovati d'accordo sugli stessi principi, sugli stessi valori, sugli stessi ideali. Nell'amico Erdogan ho trovato il mio stesso modo concreto di affrontare e di risolvere i problemi".
Berlusconi ha messo poi in evidenza gli "importantissimi risultati" conseguiti da Ankara in molteplici campi: a partire dalle riforme compiute dalla Turchia "che hanno reso questo Paese pari alla democrazia di altri grandi Stati europei".
Berlusconi ha definito la Turchia "campione nella crescita dello sviluppo" che, grazie al Governo Erdogan, ha raggiunto "un risultato raro ed unico". All'inizio del suo mandato - ha spiegato l - l'inflazione si attestava tra il 30 ed il 40%, oggi è scesa sotto il 10%". Secondo il presidente del Consiglio, grazie ad Erdogan ed ai suoi contatti con Bush e Putin, la Turchia si è affermata sul piano internazionale. A questo proposito, Berlusconi ha portato proprio dal presidente Usa "un saluto affettuoso al premier di Ankara che lo incontrerà a Washington nel prossimo mese.
I due premier pensano ad un ulteriore consolidamento dei rapporti bilaterali: a partire dall'ingresso della Turchia in Europa ("l'Italia sarà come sempre in testa tra i sostenitori dell'ingresso") passando ai rapporti con gli imprenditori che secondo il presidente del Consiglio considerano la Turchia un mercato dove vale la pena investire".
Infine c'è il turismo: Berlusconi ritiene di incrementare lo scambio turistico tra i due Paesi ricorrendo anche alle televisioni: produrranno programmo per far vedere ai rispettivi cittadini quanto di bello ciascun Paese ha da offrire. (Francesco Bongarrà/Ansa)
01.06.2005

 

NUOVO CODICE

E' stato approvato dal Parlamento turco in materia penale dopo una serie di emendamenti voluti dall'UE. Abrogate leggi risalenti a 78 anni fa. Inasprite le pene per la tortura e la violazione dei diritti civili.

Il Parlamento turco ha approvato oggi un nuovo codice penale, dopo aver votato una serie di emendamenti richiesti dall'Unione Europea per intavolare i negoziati sull'adesione di Ankara, il cui inizio è stato fissato per il 3 ottobre prossimo.
Il nuovo codice, nel quale sono state abrogate leggi risalenti a 78 anni fa e ispirate all'Italia fascista, avrebbe dovuto entrare in vigore il primo aprile scorso, ma è stato riesaminato in seguito a un raffica di critiche sulle restrizioni che ancora conteneva, in particolare per quanto riguarda la libertà di stampa.
Il testo, che stabilisce un sistema penale più liberale, inasprisce tra l'altro le pene inflitte ai responsabili di torture e di altre violazioni dei diritti umani e migliora la protezione delle donne e dei bambini.
Gli emendamenti introdotti  modificano una serie di articoli riguardanti la libertà di stampa, ma sono già stati criticati dai media locali, in quanto, in base alle nuovo norme, i giornalisti possono ancora essere imprigionati.
Il nuovo codice, che è stato approvato con 346 voti a favore (su 550 deputati) e solo tre contrari, deve essere ratificato dal presidente turco Ahmet Necdet Sezer. (ticin@line)
01.06.2005

 

IL PERCORSO E' CERTO

Per il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, l'UE è una organizzazione troppo forte perché ci possano essere cambiamenti a quanto già stabilito.

Recep_Tayyip_ErdoganIl premier turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che il 'no' francese alla Costituzione dell'UE "non costituirà un ostacolo sulla strada della Turchia verso l'Unione Europea".
"Alcuni affermano che il risultato del referendum francese costituisce un ostacolo all'adesione della Turchia, ma non è vero. Noi continuiamo ad adempiere alle necessarie condizioni del processo negoziale secondo le decisioni del consiglio europeo del 17 dicembre. Ci aspettiamo di cominciare il negoziato il 3 ottobre: Il calendario ed il percorso della Turchia sono certi", ha affermato Erdogan in suo discorso al gruppo parlamentare del suo partito di maggioranza, Akp.
"l'UE è una organizzazione forte. Essa risolverà, attraverso discussioni al suo interno, i problemi politici e giuridici posti dal risultato del referendum", ha aggiunto il premier turco. (da
Ansa)
01.06.2005

 

NESSUN LEGAME

La vittoria del no al referendum in Francia sulla Costituzione europea non va addebitata alla Turchia. Questa la dichiarazione del ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul.

Tra la vittoria del 'no? al referendum francese sulla Costituzione europea e l'adesione della Turchia all'UE non vi è alcun legame: se ne era detto convinto il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, parlando ai cronisti prima che cominciassero ad affluire i dati sul voto 
francese.
La decisione dell'Unione Europea di aprire i negoziati con Ankara il 3 ottobre prossimo, aveva aggiunto Gul in partenza per il Barhein, è irreversibile: ''qualunque sia l'esito del referendum in Francia''. Essa non può essere rimessa in discussione ''a causa di modifiche politiche o legali in un Paese membro''. Il 'no' francese potrebbe rilanciare il dibattito sul posto della Turchia nell'UE, ma ''la decisione dell'UE è già presa'', aveva chiarito ancora Gul. (Ansa-Afp)
01.06.2005

 

IL 'NO' NON FERMI IL NEGOZIATO

Intervista all'ambasciatore turco presso l'Unione europea, Ogur Demiralp. "Non si può interpretare il risultato del referendum in Francia come una esortazione a chiuder la porta ad Ankara".

Anche dopo il 'no' francese il processo d'integrazione europea deve continuare, compreso dunque anche l'allargamento e l'avvio dei negoziati con la Turchia. Guai se l'Unione Europea si ripiegasse su se stessa, in gioco è la sopravvivenza del continente. Il rappresentante permanente di Ankara presso l'Unione Europea, l'ambasciatore Oguz Demiralp, rifiuta le argomentazioni di quanti sostengono ora la necessità di uno stop all'allargamento, piuttosto esorta a non confondere le carte mescolando piani diversi. Demiralp, 53 anni, è un diplomatico di lungo corso, ha rappresentato il suo Paese al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione mondiale del Commercio, è stato consigliere speciale del ministro degli Esteri.
''Bisogna essere razionali - dice il diplomatico intervistato da <Aki-Adnkronos International> - e capire che anche dopo il 'no' francese il processo europeo deve continuare in tutti suoi aspetti, incluso l'allargamento. Quest'ultimo, del resto, sta avvenendo sulla base dei Trattati che esistono già, non ha niente a che fare con la Costituzione europea''. D'altronde, sottolinea ancora Demiralp, ''il 'no' francese non è un 'no' antiturco, lo hanno detto vari esponenti della sinistra che hanno appoggiato il rifiuto della Costituzione. La verità e' che una parte di quanti hanno sostenuto il 'no' è favorevole all'ingresso di Ankara nell'UE mentre una parte dei fautori del 'si'', come Francois Bayrou (leader dell'Udf, n.d.r.), è contraria alla nostra adesione''. 
''Dunque - prosegue l'ambasciatore turco a Bruxelles - non si può davvero interpretare questo risultato come un'esortazione a fermare il negoziato con noi''. Sarebbe del tutto sciocco, ammonisce Demiralp, ''mescolare e confondere i piani, che sono completamente distinti''. Infine, ''il problema turco ora non esiste: l'adesione sarà tra almeno dieci anni, la Turchia sarà un Paese completamente diverso e molto più maturo di quanto non sia oggi''.
Certo, è giusto parlare di necessità di riflettere, aggiunge l'ambasciatore, ''ma questa riflessione deve andare di pari passo con il proseguimento dell'allargamento''. In gioco, sostiene il rappresentante di Ankara a Bruxelles, c'e' moltissimo. ''Sarebbe un errore grave - sottolinea Demiralp - se l'UE ora si ripiegasse su stessa, si chiudesse al mondo, e quando dico mondo penso anche ai Paesi candidati. L'Europa deve restare aperta, e deve proseguire 
l'allargamento, solo così potrà essere certa di sopravvivere''.  (Adnkronos-Aki)
01.06.2005

 

STAMPA DIVISA

Il 'no" del referendun francese alla Costizione europea ha diviso i mass media turchi. Le analisi del <Turkish Daily News> e di altri giornali.

La stampa turca è divisa sui probabili effetti che sul processo di avvicinamento all'Europa della Turchia avrà il 'no' al referendum francese sulla costituzione europea e non tutti i commentatori condividono l'opinione del ministro degli esteri Abdullah Gul, secondo cui le possibilità della Turchia di accedere all'UE restano immutate.
''Il no francese renderà le cose ancora più difficili di quanto già non fossero e complicher
à la prospettiva europea (della Turchia) per un lungo periodo, perché solleverà seri 
dubbi sulla capacità del blocco europeo di allargarsi ulteriormente'' - ha scritto il direttore del quotidiano <Turkish Daily News>, Yusuf Kanli, dopo avere ricordato che in Francia le opinioni contrarie alla costituzione sono state nutrite anche da un'avversione diffusa all'ingresso della Turchia.
La stessa cosa è stata ricordata da altri giornali che hanno sottolineato che il presidente Jacques Chirac ed il Governo di Parigi - specie se l'attuale premier Raffarin dovesse, come sembra, essere sostituito - potrebbero dimostrarsi molto meno favorevoli alle ambizioni di Ankara. Tuttavia, la maggior parte dei giornali mostra di condividere l'opinione del ministro Gul secondo cui il negoziato comincerà comunque il 3 ottobre, come stabilito nel dicembre scorso dal Consiglio europeo di Bruxelles a condizione che la Turchia continui ad applicare in pratica e su tutto il territorio le riforme approvate sulla carta e che ottemperi alla condizione politica di un riconoscimento di fatto della Repubblica di Cipro. Il giornale <Turkiye> (nazionalista) ha scritto che il risultato del referendum francese ''rafforzerà le posizioni degli avversari dell'adesione della Turchia all'UE, ma non dovrebbe impedirla''.
All'estremo opposto è l'opinione di un commentatore del giornale <Milliyet>, Semih Idiz, secondo cui il 'no' francese ''darà impeto al modello britannico di Unione Europea, di priorità da conferire alla sovranità nazionale, il quale modello è più ragionevole per la Turchia''. (Ansa)
01.06.2005

 

ORA NON BISOGNA SBAGLIARE

Le osservazioni, all'indomani del voto in Francia, del rappresentante della Confindustria turca (Tusiad) a Bruxelles, Bahadir Kaleagasi.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan nuota verso l'"isola della salvezza" che comincia a sprofondare man mano che gli si avvicina: la vignetta del quotidiano <'Sabah>', la cui didascalia è ''Proprio quando pensavamo di essere arrivati alla UE', raffigura così la situazione in cui si trova la Turchia all'indomani del 'no' francese alla Costituzione europea.
Anche se ufficialmente ad Ankara si tende a sminuire l'esito del voto (per il ministro degli Esteri Abdullah Gul ''il risultato del referendum in Francia non ci danneggia''), in realtà sono molti a temere il contraccolpo. E ad avvertire che adesso la Turchia dovrà concentrarsi come non mai per ''non commettere errori'' che possano offrire il destro a quanti sono contrari al suo ingresso nella UE, osserva Bahadir Kaleagasi, rappresentante della Confindustria turca (Tusiad) a Bruxelles. Errori come quello fatto dal ministro della Giustizia Cemil Cicek di definire ''una pugnalata alle spalle'' una conferenza sulla questione armena che è stata poi cancellata. O di arrestare uno studente turco per aver recitato una poesia del poeta comunista Nazim Hikmet.  Tra l'altro, di qui al 3 ottobre - data di avvio dei negoziati con l'Unione Europea - la Turchia rischia di perdere anche uno dei più forti sponsor della sua candidatura, il 
candidato socialdemocratico tedesco Gerhard Schroeder, che alle elezioni di settembre rischia di cedere il posto ad Angela Merkel. (da Adnkronos-Dpa)
01.06.2005

 

NESSUN FRENO ALL'ALLARGAMENTO

E' quello che ha sottolineato - a proposito del 'no' in Francia sulla Costituzione europea - i presidente polacco Alekdander Kwasniewski.

La vittoria del 'no' in Francia al referendum sulla Costituzione europea ''non dovrà frenare'' il processo di integrazione e il nuovo allargamento dell'Unione europea. Lo ha affermato il presidente polacco Aleksander Kwasniewski in un comunicato.
''Il no francese significa gravi problemi nel processo di adozione del Trattato costituzionale, ma non dovrà frenare il processo di integrazione e il futuro allargamento dell'Unione Europea'', dichiara il presidente polacco facendo riferimento ai prossimi arrivi nell'UE di Romania e Bulgaria, previsti per il 2007, poi eventualmente alla Turchia, alla Croazia e, come spera la Polonia anche all'Ucraina. (Ansa-Afp)
01.06.2005

 

S&P'S CONFERMA IL RATING

Secondo l'agenzia le prospettive per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea non sono connesse al 'no' francese. Il valore rimane BB-.

<Standard and Poor's> ha confermato il sovereign rating sulla Turchia (BB-). dopo il 'no' francese alla Costituzione europea.
"I rating sulla Turchia - spiega <S&P's> - sono sostenuti dal contino impegno per politiche macro-economiche prudenti e per programmi di consolidamento fiscale e disinflazione di successo".
Secondo l'agenzia, inoltre, le prospettive per l'ingresso della Turchia nell'unione Europea non sono connesse al 'no' francese, che non ha un impatto diretto sul processo di adesione. (
Asca-Afp)
01.06.2005

 

LA SICUREZZA DI ERDOGAN

"Le lezioni in Germania non possono ostacolarci", ha dichiarato il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan che poi ha aggiunto: "I negoziati cominceranno ufficialmente il 3 ottobre prossimo".

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che un eventuale cambio della guardia al Governo tedesco non potrà ostacolare l'obiettivo della Turchia di entrare a pieno titolo nell'Unione Europea.
"I negoziati con l'UE cominceranno ufficialmente il 3 ottobre 2005. Non abbiamo alcun dubbio. La Turchia continuerà il suo cammino", ha affermato Erdogan in relazione alle ipotesi di un nuovo Governo tedesco diretto dal leader della Cdu, Angela Merkel, notoriamente contraria ad una piena adesione della Turchia e favorevole, invece, ad una offerta di "partenariato speciale".
"Coloro che lavorano contro il processo di adesione della Turchia sprecano le loro energie. noi possiamo dover affrontare dei problemi, ma quegli ambienti non cambieranno l'obiettivo della Turchia che è di entrare nell'UE", ha affermato Erdogan in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito <Giustizia e Sviluppo> (Akp) di radici islamiche. (Ansa)
01.06.2005

 

"UNA BRUTTA NOTIZIA"

Per i media turchi la notizia che in Germania si voterà a settembre non è cosa da prendere alla leggera dato che potrebbe vincere il partito Angela Merkel contraria all'adesione di Ankara.

I giornali Turchi hanno commentato come "una brutta notizia" quella delle elezioni anticipate in Germania che potrebbero portare ad un Governo diretto dalla leader cristano-democratico Angela Merkel notoriamente contraria ad una piena adesione della Turchia nell'UE, a cui è invece favorevole l'attuale coalizione rosso-verde di Gerhard Schroeder.
La stampa turca tende, quindi, a distanziarsi dalle tranquillizzanti dichiarazioni del Primo Ministrp Recep Tayyip Erdogan e del vice-premier e ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, secondo cui le elezioni in Germania ''non modificheranno il processo di adesione della Turchia''.
Tra gli altri il giornale <Zaman> ha scritto che Ankara teme di perdere alle elezioni tedesche l'appoggio del principale suo supporter ed afferma che - poiché esse si terranno (in settembre) prima dell'inizio del negoziato turco europeo, previsto per il 3 ottobre - Erdogan si troverà a dover fare i conti con un Governo tedesco favorevole ad un partenariato speciale, già sostenuto da Angela Merkel, invece di una piena adesione della Turchia nell'UE.
In connessione con la questione delle elezioni in Germania, il giornale <Radikal> ha accusato il Governo di non avere compiuto ulteriori passi verso l'Europa dopo avere ottenuto in dicembre la data di inizio del negoziato e di avere contribuito al ''deterioramento'' del clima politico in Europa nei confronti delle aspirazioni di Ankara.
''Le elezioni anticipate in Germania sono una brutta notizia per la Turchia, i cui sforzi per aderire a pieno titolo all'UE possono subire un nuovo colpo se il partito di Schroeder, la Spd, dovesse cedere la sua posizione di governo alla Cdu'', ha scritto a sua volta  il quotidiano turco in inglese <Turkish Daily News>. (Ansa).
01.06.2005

 

IL NO DELLA MERKEL

Parlando alle giornate della Chiesa Evangelica ad Hannover, la rivale di Schroeder alle prossime elezioni tedesche si è detta ancora una volta contraria all'ingresso di Ankara in Europa.

Angela_MerkelLa leader dell'opposizione cristiano democratica Angela Merkel, che sfiderà il Cancelliere Gerhard Schroeder alle politiche a settembre, si è detta di nuovo contro un'adesione della Turchia all'Unione Europea.
Parlando alle 30/e Giornate della Chiesa Evangelica a Hannover, la Merkel ha detto che l'adesione non è praticabile. Tuttavia, alla domanda se respinga categoricamente una piena adesione della Turchia, la leader Cdu è stata evasiva. La sua preferenza è per il modello di una "cooperazione privilegiata" anche se gli accordi UE vanno oltre. I tal caso, ha aggiunto,
pacta servanda sunt, i patti devono essere rispettati: come a dire che se l'UE decidesse in tal senso, la probabile sfidante alla Cancelleria, e forse prossima Cancelliera tedesca, accetterebbe anche una adesione più stretta.
Il presidente Horst Koehler ha da parte sua definito ''prematura'' la discussione su un'adesione della Turchia. ''I diritti umani e delle donne devono entrare nella testa della gente, non sulla carta'', ha detto il Capo dello Stato parlando anche lui al raduno protestante. Bisogna prima discutere su cosa sia ''l'anima dell'Europa'', ha detto Koehler sottolineando che comunque che la religione musulmana non può essere un argomento per ''lasciar fuori'' la Turchia. (Ansa)
01.06.2005

 

NEGOZIATORE AI COLLOQUI

Per trattare l'adesione della Turchia all'UE in ottobre, Ankara ha scelto il titolare dell'Economia , tra i più giovani ministri nella storia del Paese.

Ali_BabacanIl Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato  che sarà Ali Babacan il capo negoziatore per la Turchia nel processo che dovrebbe aprire ad Ankara le porte della membership comunitaria.
La lunga attesa del Governo turco nel designare il negoziatore capo da inviare a Bruxelles si spiega probabilmente con la difficoltà a individuare una figura capace d'impersonare sia le correnti interne più tradizionaliste che, soprattutto, l'immagine da spendere in sede di negoziato.
Ali Babacan sembra essere il candidato ideale. Giovane economista di 38 anni, il neo-eletto negoziatore ha condotto con successo le riforme economiche in Turchia che hanno prodotto grandi successi come il calo dell'inflazione al di sotto del 10% e un nuovo prestito dal Fondo monetario internazionale.
La scelta di Babacan va tuttavia inquadrata in un contesto più ampio ed è per questo che è stato preferito all'altro candidato papabile, cioè Mehmet Aydin, l'attualem Ministro per gli Affari religiosi. La scelta del giovane economista turco suggerisce che Ankara cercherà di basare i negoziati, per quanto possibile, su questioni economiche e tecniche, cercando quindi di rimandare o aggirare quelli che al momento appaiono i maggiori ostacoli per la Turchia, vale a dire il rispetto dei diritti umani e la pluralità religiosa.
A proposito delle remore tedesche e francesi sull'adesione della Turchia alla famiglia europea, il Primo Ministro di Ankara si è apprestato a dichiarare che i negoziati dovranno iniziare il tre ottobre, come stabilito e che coloro che tentano di impedire questo processo fanno uno sforzo inutile. "La giovinezza e il dinamismo di Babacan - ha chiarito Erdogan - saranno di grande aiuto per raggiungere il principale obiettivo della Turchia, vale a dire la piena membership europea". (Jan Bernas/Tiscali)
01.06.2005

 

UN PONTE VERSO IL MAR NERO

Incontro-dibattito a palazzo Marini organizzato da Forza Italia. Intervento dell'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal.

L'ambasciatore_turco_Ugur_ZiyalDa appena cinque mesi nel nostro Paese, l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal - quando si tratta di prendere la parola in riunioni pubbliche - preferisce ancora esprimersi in lingua inglese. Ma non sempre la traduzione simultanea - come è avvenuto qualche giorno fa nell'incontro-dibattito sul tema "Un ponte verso il il Mar Nero" - riesce ad imprimere il vero significato del pensiero di chi (l'ambasciatore, ndr) vorrebbe far comprendere ad una assemblea - il più delle volte digiuna di quello che è la vera realtà della Turchia - come sia qualcosa più di un diritto per Ankara entrare in Europa e che, comunque, se a trarne benefici certamente enormi saranno gli eredi di Ataturk, altrettanto grandi saranno i vantaggi che l'<Europa dei 25> trarrà dall'ingresso di 80 milioni di turchi.
In un momento in cui nel vecchio continente sembra prevalere una sorta di riflusso circa la simpatia degli europei nei confronti della Turchia (emblematiche le indagini demoscopiche in Germania, Olanda e Francia), va riconosciuto al Dipartimento Regionale per i rapporti internazionali di  <Forza Italia> il merito di avere voluto una discussione che - solo marginalmente sul Mar Nero - aveva tutte le prerogative per parlare di due Paesi - Romania e Turchia - entrambe desiderose di entrare nella grande famiglia europea. Ma dimentichiamoci per adesso della Romania (il Paese era rappresentato dall'ambasciatore Cristian Valentin Colteanu) alla quale Bruxelles forse troppo precipitosamente ha dato il via libera già dal 2007,  e puntiamo invece la nostra attenzione esclusivamente sulla Turchia che - se non ci saranno paletti lungo la strada - vedrà aperte le porte dell'UE solo tra una decina di anni. In questo lungo lasso di tempo  la Turchia sarà chiamata a fare altri cambiamenti, oltre a quelli che ha già fatto. Come ha tenuto a sottolineare l'ambasciatore Ziyal, la volontà c'è; sia per quanto riguarda le riforme, sia per quanto riguarda l'integrazione. Che però non deve toccare la religione.
"E' più che naturale che non potremo cambiarla, come del resto nessuno h a mai chiesto all'Europa di cambiare la sua", ha detto il diplomatico;  convinto - peraltro - che, semmai, a fare qualche sforzo in più devono essere proprio i Paesi occidentali. Ciò al fine soprattutto di conoscere più da vicino la Turchia vista ancora con lo stereotipo di cinquanta anni fa. Insomma, è ora di finirla con gli slogan del tipo "mamma li turchi". Basterebbe vedere Istanbul, Ankara, Izmir ed Antalya (per citare solo alcune grandi città) per capire che la Turchia viaggia con la stessa velocità economico-commerciale dei Paesi più avanzati. Lo ha rimarcato il capogruppo dei FI  a Bruxelles, Antonio Tajani, il cui brillante intervento - per convincere i presenti di palazzo Marini sulla necessità di dire "sì" alla Turchia - non è stato meno incisivo di quello del sen. Cosimo Ventucci Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento.
01.06.2005

 

UN'EUROPA PESCE IN BARILE

A detta dell'autorevole studioso americano Samuel p. Huntington, Ankara non potrà diventare membro dell'UE.

L'accademico_Usa_Samuel_P_HuntingtonLa Turchia, nonostante i suoi sforzi, non potrà diventare un membro dell'Unione Europea perché gli europei non la considerano un Paese europeo in termini di storia e cultura e quindi Ankara deve scegliere tra diventare un Paese leader del mondo islamico o concentrarsi sul proprio sviluppo nazionale. Lo ha affermato ad Istanbul l'autorevole studioso americano Samuel P. Huntinton, autore del noto libro "Lo scontro delle civiltà".
"Fino a quando questa opinione sarà prevalente in Europa, la Turchia non potrà diventare un membro dell'UE", ha affermato lo studioso nel corso di una sua conferenza ad Istanbul aggiungendo che "gli europei non possono dire chiaramente né sì né no alla Turchia, ma stanno adottando una politica dell'attesa e del rinvio". (da Ansa)
01.06.2005

IL DOCUMENTO FINALE

L'ingresso della Turchia nell'UE, la presenza italiana in Turchia e le questioni dell'anagrafe dei cittadini italiani all'estero sono stati al centro dei lavori della Commissione continentale Europa-Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, che si è riunita ad Istanbul. Nelle dichiarazioni di voto, il Consigliere Tabone ha motivato la sua astensione esprimendo l'assenso per la prima parte del comunicato e la contrarietà per la seconda. Il Consigliere Montanari si è associato. I Consiglieri Losi e Mauro si sono rifatti alle loro dichiarazioni espresse durante il dibattito.

La Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie, riunita recentemente ad Istanbul, ritiene che l'adesione della Turchia all'Unione Europea renderà il progetto europeo più forte culturalmente, socialmente ed economicamente. L'adesione turca permetterà infatti all'Unione Europea di estendere i grandi ideali e i grandi principi della democrazia, dell'uguaglianza, dei diritti dell'uomo, della tolleranza e della convivenza che sono le fondamenta dell'Unione stessa.
Nel quadro del processo di adesione, l'Europa, in applicazione della carta dei diritti fondamentali, dovrà attivare politiche legate alla integrazione economica, sociale e culturale delle comunità turche che vivono già negli Stati dell'Unione. Queste comunità possono servire come interlocutori per far conoscere la Turchia e l'Islam all'opinione pubblica Europea e a tutti i cittadini Europei di modo che la conoscenza reciproca  possa aprire la via ad una reale convivenza Europea nella diversità. L'integrazione delle comunità turche aiuterà l'Unione Europea anche a ridefinire i suoi legami con le altre comunità non europee.
L'Italia, già impegnata nel favorire l'adesione della Turchia, dovrà mettere in opera politiche ed iniziative nel campo dell'informazione, anche attraverso idonei programmi destinati a superare i pregiudizi e  le angosce di strati della popolazione.
L'economia turca sta attraversando un periodo di stabilità con un'inflazione decrescente al di sotto del 10%, una robusta crescita del PIL (intorno al 9% nel 2004)  ed una equilibrata bilancia dei pagamenti, fattori che hanno creato un clima di stabilità che  aiuta il progredire degli investimenti stranieri nel paese. 
Le imprese italiane sono presenti in molteplici settori: approfittando di un clima economico estremamente favorevole più di 350 aziende a capitale italiano operano nei vari distretti industriali in Turchia. C'e' anche una forte presenza di aziende private e familiari italiane con radici molto lontane nel tempo, che hanno saputo e sanno affermarsi in un mercato mondiale sempre più competitivo.
La presenza italiana in Turchia appare all'avanguardia nel campo tecnologico,  automobilistico, chimico e bancario: l'Italia è oggi il secondo partner commerciale della  Turchia, e la politica di forte appoggio del governo italiano per l'adesione della Turchia alla UE fa prevedere un futuro  in continua crescita. 
La Commissione continentale ha chiesto al Governo italiano di continuare  a sostenere le imprese italiane sviluppando politiche d'intesa a livello bilaterale ed europeo nel quadro della procedura di adesione.
L'insegnamento dell'italiano in Turchia (a livello elementare, medio e liceale) ha evidenziato la specificità degli Istituti Medi Italiani di Istanbul aperti ai giovani liceali turchi  che concorrono alla formazione della classe dirigente del Paese.
La Commissione continentale ha ritenuto altresì estremamente positivo questo impegno dell'Italia in Turchia, considerato anche l'investimento economico e ha chiesto che la stessa attenzione e lo stesso impegno vengano  impiegati nel quadro della diffusione della lingua e cultura Italiana in altri Paesi in situazioni similari e in particolare laddove esiste una forte  presenza delle comunità italiane anche attraverso politiche ed iniziative a livello tanto nazionale che europeo.
La Commissione continentale ha chiesto ancora al Governo italiano di operare all'interno della UE per salvaguardare la lingua e  la cultura di origine dei cittadini che vivono in uno stato membro diverso da quello di origine. La Commissione continentale, in particolare, ha richiesto un intervento del ministero dei Beni Culturali e della Sovrintendenza Archivistica finalizzato al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione della dotazione documentaria in possesso della < Società Operaia italiana di Mutuo Soccorso> di Costantinopoli, che rappresenta un retroterra significativo dell'identità della comunità italiana in Turchia e della storia della presenza italiana nel Mondo.
La Commissione continentale pur sottolineando il lavoro svolto dal Mae, e nonostante i progressi raggiunti in merito alle questioni legate all'anagrafe dei cittadini residenti all'estero e dell'elenco provvisorio elettorale per la circoscrizione estero, ha considerato tuttavia molto preoccupante la situazione che è ancora fortemente deficitaria. In realtà esistono ancora 1.300.000 residenti che continuano a non figurare negli elenchi del Min, mentre circa 600.000 sono gli elettori di incerta individuazione che pur inseriti negli elenchi del Min  non  figurano in quello del Mae.
Il lavoro di allineamento appare molto complesso e di difficile soluzione nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche del 2006.
Malgrado la messa a disposizione nelle ultime settimane  nelle varie sedi consolari di risorse destinate a migliorare la situazione dell'anagrafe, la Commissione continentale non ha potuto non denunciare la consistente scopertura dei posti in organico nei Consolati. Questo fatto incide molto negativamente non solo nel processo elettorale, ma anche e soprattutto nell'erogazione dei servizi consolari ai cittadini  residenti all'estero.
La Commissione continentale, in considerazione della partecipazione degli elettori della circoscrizione estero ai referendum sulla Pma, ha sottolineato l' insufficienza della campagna di informazione e la preoccupazione per lo stato dell'anagrafe per l'eventuale responsabilità circa il mancato raggiungimento del quorum, evento che potrebbe ricadere negativamente nei confronti della Comunità degli italiani all'estero ed in particolare degli elettori.
La Commissione continentale ha chiesto infine al ministero Affari Esteri ed a quello dell'Interno di cogliere questa ultima occasione per cercare di rimediare a tale situazione.
La Commissione Continentale ha chiestp infine al Governo di operare con determinazione nel quadro delle modalità del voto per corrispondenza per eliminare le gravi disfunzioni verificatesi nelle  precedenti tornate elettorali relative alla riservatezza, alla sicurezza ed alla trasparenza del voto (Inform)
01.06.2005

NON SOLO PAROLE

Incontro tra il presidente della Repubblica turca Ahmet Necdet Sezer e quello della Grecia Karolos Papoulias. Ringraziamento per l'appoggio di Atene alla causa di Ankara per l'UE.

Il_Capo_dello_Stato_turco_Sezer_stringe_la_mano_al_presidente_greco_PapouliasTurkish President Ahmet Necdet Sezer participated in a bilateral meeting with his Greek counterpart Karolos Papoulias over the weekend in Varna, Bulgaria on the sidelines of the Balkan Forum on Cultural Corridors in Southeast Europe.
Sezer and Papoulias agreed on the importance and positive effects of spending money to solve the economic and social problems of their respective peoples, rather than armaments, according to Turkish sources privy to the meeting.
Sezer said that problems between Turkey and Greece should be solved based on mutual interests and fairness. He also thanked Greece for its support for Turkey's European Union membership bid and asked for continued support during their accession negotiations, scheduled to start this Oct. 3.
Papoulias, for his part, underlined the importance of a continuing dialogue between the two countries.
During the forum, Sezer also had the opportunity to meet with the current chairman of the Bosnia-Herzegovina Presidential Council, according to the same sources. (Turkish Daily News)
01.06.2005

ERDOGAN A WASHINGTON

Sarà ricevuto dal presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, mercoledì 8 giugno.

 Il premier turco Recep Tayyp Erdogan sarà ricevuto da George Bush alla Casa Bianca il prossimo 8 giugno. I due leader discuteranno delle aspirazioni di Ankara per l'ingresso nell'Unione Europea, degli sforzi per costruire la democrazia in Medio Oriente e della situazione in Iraq. (Adnkronos/Dpa)
01.06.2005

 

BATTLE GROUP

Raggruppamenti tattici interforze in grado di mobilitarsi in pochi giorni, in risposta a potenziali crisi in tutto il mondo, sono integrate adesso anche da Turchia e Romania.

Turchia e Romania integreranno uno dei tre battle group attraverso cui l'Italia contribuisce alla struttura europea di formazioni di intervento militare ultra-rapido in scenari di crisi nel mondo.
Lo ha annunciato a Bruxelles il ministro della Difesa, Antonio Martino, confermando informazioni circolate a Roma.
"L'Italia - ha ricordato Martino - è impegnata in un battle group marittimo con la Spagna e a cui aderisce anche la Grecia. C'è poi un battle group multinazionale con la Slovenia e l'Ungheria e c'è un battle group nazionale al quale hanno aderito la Romania e la Turchia".
Era  stata preannunciata, infatti, la firma di una lettera di intenti per rendere multinazionale questa formazione di carattere terrestre. I battle group sono "raggruppamenti tattici interforze" di 1.500-2.000 uomini in grado di mobilitarsi in pochi giorni in risposta a crisi potenziali in tutto il mondo. La "piena capacità operativa" delle prime fra queste formazioni in via di allestimento è attesa per il 2007.
"Il nostro impegno in ambito della difesa europea - ha notato Martino parlando ai giornalisti - è ai più alti livelli e si aggiunge a quanto già l'Italia sta facendo in tanti teatri riscuotendo ammirazione generale". (Ansa)
01.06.2005

 

MA QUANTO E' MUSULMANA 

Sul Bosforo, accanto alla maggioranza sunnita, vivono 20 milioni di aleviti. Religione umanistica che, malgrado le dichiarazioni del Governo, deve celare la sua fede.

"Non c'è miglior patrimonio che la ragione;
né miglior amico di un buon carattere;
né migliore eredità del decoro;
né migliore dignità del sapere"

Ali Ilhami Dede
Quanta_è_musulmana__la_TurchiaSe il nome non fosse straniero si potrebbero attribuire queste parole a Goethe, Schiller o Humboldt. In ogni caso ad un grande umanista. Ed un vero umanista si celava realmente in questo autore. Eppure il suo nome non fa la sua comparsa nei programmi educativi europei. Addirittura, neppure in quelli della sua madrepatria la Turchia. Perché il poeta Ali Ilhami Dede era alevita. E l'Alevitismo, in Turchia è fuori legge.
Il Forum per i diritti umani, rete di organizzazioni umanitarie tedesche, ha da tempo messo l'accento su quanto la posizione degli Aleviti sia „ancora di gran lunga più critica" rispetto alle religioni non-musulmane in Turchia. Nella Repubblica turca, il nazionalismo è considerato alla stregua di un principio costituzionale, il che in pratica emargina tutti i cittadini la cui lingua materna non sia il turco o la cui religione non sia quella sunnita-islamica. I luoghi di culto per gli aleviti (i Cemevi) sono stati vietati. Ed non è del pari possibile appendere un'insegna con la parola „Alevi" (seguace di Alis).
Umanità, libertà e tolleranza
L'Alevitismo è sorto dalla fusione di elementi cristiani, agnostici e sciiti. Per gli aleviti l'immagine immediatamente percettibile di Dio è anzitutto la persona. Ed è per questo ch'essi difendono il diritto alla libera autodeterminazione di tutti, comprese le donne, poiché uomo e donna godono degli stessi diritti nella religione alevita. Le donne non portano alcun copricapo e prendono autonomamente parte alle solennità religiose (Cem), ascoltando il tradizionale Sazpiel (un tipo di liuto) e partecipando al ballo rituale Semah in un clima di appartenenza. Gli aleviti rifiutano la Sharia, la legge islamica. Il Corano non rappresenta un codice comportamentale, ma semplicemente la stesura di rivelazioni da rileggere in maniera critica. Esser contrassegnati come musulmani è un modo per difendersi, ed evitare di venir rinchiusi dai sunniti sotto una cupola di vetro.
A differenza dell'Alevitismo, l'Islam sunnita intravede nell'evangelizzazione un suo compito essenziale. Così le moschee sono state costruite anche in paesi aleviti, gli Imam sunniti presentano e inducono le famiglie alevite a partecipare ai loro corsi e ad esercitare il Corano.
Dalla costituzione del 1892, l'insegnamento della religione e della etica sunnita è d'obbligo. I bambini provenienti da religioni alevite devono partecipare all'insegnamento della religione sunnita, digiunare come i sunniti ed imparare a pregare secondo i loro riti. A casa tornano ad esser Alevi, e a veder i propri gentori bere alcolici di sera durante le feste. Certo questo insegnamento coatto genera fastidi nelle coscienze dei genitori, ed alimenta i conflitti in famiglia e le tensioni nella società. Portando continuamente in passato a veri pogrom anti-aleviti, proprio come accadde nel 1978 nelle città di Corum e Kahramanmaras. Resta poi, in particolare, il doloroso ricordo dell'attacco incendiario del 1993 in Sivas durante un festival di cultura alevita, in cui perirono 37 aleviti.
Gli aleviti e la diaspora europea
Importanti passi in avanti sono stati compiuti a favore di un miglioramento delle condizioni delle associazioni culturali alevite sparpagliate nel continente europeo: da quando negli anni sessanta si organizzarono fuoriuscendo dalla Germania, si contano oggi 1,7 milioni di membri in tutta l'Europa. Solo al Centro culturale alevita turco di Berlino appartengono 5.000 credenti. „Discutiamo insieme di dottrina alevita ma non solo: ci guardiamo intorno per il bene dei nostri membri. Vengon così offerti corsi di alfabetizzazione, di tedesco, d'informatica, ma anche attività sportive e di aiuto verso gli studenti più bisognosi" afferma Yorgul, presidente del centro. A partire dal 2002 e per la prima volta in Europa, potrà esser impartito l'insegnamento della religione alevita in cinquanta scuole di Berlino. „Vediamo tutto ciò come un modello da imitare, in particolare in Turchia, poiché mostra come possa ben funzionare l'integrazione" prosegue poi il presidente.
Riguardo al tema dell'adesione all'UE, Yorgul si è fatto una precisa opinione: „Certo, desideriamo solo il meglio per il nostro paese. Ma finché i curdi e gli aleviti non avranno nesssun diritto di manifestare liberamente le proprie opinioni e di esercitare i loro culti, la Turchia non può definirsi uno stato democratico. E quindi non può appartenere all'UE". E' avvisato dunque chi, in un dibattito riguardante l'ingresso della Turchia nell'Unione, dovesse tirar fuori la mortifera argomentazione „la Turchia è uno stato musulmano!": così facendo finirebbe per screditare un'intera nazione, ignorando i 20 milioni di turchi che non si considerano affatto musulmani. (Sarah Elsing - traduzione di Ottavio Di Bella/Cafèbabel)
01.06.2005

"NESSUN GENOCIDIO"

Il Primo Ministro turco sostiene con forza la posizione sua e del Governo di Ankara: "Abbiamo aperto i nostri archivi, la nostra storia non ha segreti. Anche l'Armenia dovrebbe aprire i suoi. Politici,e storici e specialisti dovrebbero lavorarci sopra".

''Turkey has not committed genocide through its history, so it is impossible for us to accept such accusations'', Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said.
Addressing the gathering of his governmental Justice & Development Party (AK Party), Erdogan said that the so-called Armenian genocide allegations were brought to the Council of Europe Heads of State and Government Summit (held in Polish capital of Warsaw at the beginning of this week).
Erdogan stated that he was out of the meeting room when Armenian President Robert Kocharian was speaking, and drew attention that Turkey recognized Armenia but there were not any diplomatic links between the two countries.
Recalling that flights between (Turkish commercial hub of) Istanbul and (Armenian capital of) Yerevan had been launched after his party came to power, Erdogan said that Turkey had started to restore an Armenian Church in (eastern city of) Van. But, he stressed, border crossings were still closed.
Erdogan said that any positive step to be taken between Azerbaijan and Armenia could have a positive impact on decisions to be made by Turkey (regarding its relations with Armenia).
''During my speech, I said that we have opened our state archives. We don't have any concerns about our history, and believe that the reality should be revealed. Armenia should also open its archives. And, historians, jurists, political scientists and archivists should work on them. Then, we make the political decision, but unfortunately I cannot get any positive response from Kocharian so far,'' noted Erdogan.
-WE WILL EXAMINE 15 COUNTRIES-
Erdogan went on saying, ''parliaments of some countries recognize these so-called Armenian genocide allegations after lobbying activities. This contradicts international diplomacy. There is no word for assuming such an attitude without basing on any document or information against a country with which you are together in international institutions. In Warsaw, I told reporters that parliaments of 15 countries made such a decision, and we will examine these 15 countries. There are countries among these 15 which carried out genocide in the past. We will bring them to our parliament and pass a decision, basing on real documents and information, not with lobbying. We will take this step because Turkey had never committed genocide throughout its history.''
''But of course, some people might have died during relocation. It is true. But, why were these people forced to migrate? Documents indicate that the Ottomans were fighting in three fronts, and there was an Armenian nation which started to rebel due to provocations of some other circles. Naturally, the administration encouraged such a relocation under these circumstances. But, it also met travelling costs of the people forced to migrate. And it issued circulars for protection of these people. There could be raids on the way. But, the state did not carry out a genocide,'' said Erdogan.
'There might have been some problems for this or that reason, but it is wrong to define it as genocide. We won't build our future on hatred and resentment,'' added Erdogan.
-COE SUMMIT-
On the other hand, Erdogan recalled that he had the opportunity to explain the importance and theses of Turkey to 46 Coe members, 25 of which were the EU members, and stressed, ''we would like to recall those who have forgotten at which part of Europe Turkey is, that Turkey is one of active and strong members of the Council of Europe for more than 50 years.
-BAN ON ONUR AIR-
Touching on some European countries' ban on Onur Air flights, Erdogan said that he discussed this matter with German Chancellor Schroeder and Dutch Pm Balkenende, and added that he and Schroeder agreed to work together to help Onur Air overcome its technical problems.
-THE FINAL DECLARATION-
Erdogan said that the declaration of the Coe summit stressed common sensitivity of member states about democracy, rule of law and human rights, and added, ''we condemn every type of intolerance and discrimination like Islam enmity and anti-Semitism. And, in the COE we confirm our decisiveness to develop rules and efficient mechanisms to prevent all these.'' (TurkishPress)
01.06.2005

CONFERENZA RINVIATA

L'Università di Istanbul avrebbe dovuto aprire un discorso allargato sulla tragica fine di migliaia di armeni nel corso della Prima Guerra Mondiale

L'Università del Bosforo di Istanbul ha rinviato sine die una conferenza sulla tragica fine degli armeni del 1915-16 che includeva alcuni storici turchi critici verso la posizione del Governo di Ankara che nega il loro carattere di ''genocidio'', dopo che il portavoce del Governo aveva accusato quegli storici di ''tradimento''.
I responsabili dell'Università hanno annunciato di avere rinunciato a tenere la conferenza, che doveva cominciare nei giorni scorsi , per timore del clima creatosi dopo che il ministro della Giustizia Cemil Cicek aveva commentato la presenza di quegli storici dissenzienti affermando: ''Dobbiamo mettere fine a questo tradimento ed alla diffusione di propaganda anti-turca da parte di persone che appartengono alla Turchia''.
Il Governo turco sta respingendo con forza le pressioni internazionali perché Ankara riconosca che i massacri del 1915-1916, quando perirono, secondo fonti armene, circa 1.5 milioni di armeni (300 mila secondo Ankara), abbiano costituito il ''primo genocidio del XX secolo''. 
Quindici parlamenti di vari Paesi (tra cui la Francia ed il Parlamento europeo) hanno approvato mozioni in cui si definiscono quei massacri come genocidio, ma Ankara sostiene che si trattò di una guerra civile originata dal tradimento degli armeni che parteggiavano per il nemico russo, e che vi furono vittime equivalenti da una parte e dall'altra.
Il Governo attuale di Ankara sostiene che gli archivi turchi sono aperti e ha proposto una commissione congiunta turco-armena per giungere ad una verità condivisa, ma secondo gli osservatori - le dichiarazioni di Cicek daranno spazio alle opinioni diffuse in Europa di chi sostiene che Ankara non è pronta ad una libera discussione sulla controversa materia.(Ansa)
01.06.2005

 

IL GIORNO DI ATATURK

Feste in Tutta la Turchia per ricordare la giornata del 19 maggio quando 86 anni fa Mustafa Kemal arrivò a Samsun città dalla quale partì la riscossa per l'indipendenza del Paese.

Le_celebrazioni_per_l'anniversario_dell'indipendenzaThe anniversary of the day that Turkey's founder, Mustafa Kemal Atatürk, arrived in Samsun 86 years ago to launch the independence struggle was marked nationwide, at embassies overseas and the Turkish Republic of Northern Cyprus (Kktc).
Celebrations for May 19, officially known as Atatürk Remembrance, Youth and Sports Day, featured Turkish young people around the nation paying respect to Atatürk and the principles he stood for.
President Ahmet Necdet Sezer, Parliament Speaker Bülent Arınç, Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, Constitutional Court Chief Judge Mustafa Bumin and Chief of General Staff Gen. Hilmi Özkök attended official celebrations held in Ankara's 19 Mayıs Stadium.
The prime minister said he was sure the future Turkey would be better than today's because it is up to the capable Turkish youth to improve upon the present.
Despite the passage of time, the struggle Atatürk initiated on May 19 in Samsun and the ensuing War of Independence leading to the founding of the republic continues to move the people. Many consider May 19, 1919 to be the day when Atatürk, as the embodiment of the nation's will to be free, became a force that could not be stopped until he achieved his objectives.  
Celebrations in Istanbul were lively. Istanbul Governor Muammer Güler, 1st Army Commander Gen. Hurşit Tolon, Istanbul Mayor Kadir Topbaş and Istanbul Education Director Ömer Balıbey attended a ceremony at İnönü Stadium.
Students customarily prepare and work for a month in advance of the festivities that take place on May 19. Their exhaustion was evident in their faces, with many incidents of fainting reported from around the country. (Turkish Daily News)
01.06.2005

 

"NON PERMETTEREMO CHE LA TURCHIA VENGA DANNEGGIATA"

Il premier irakeno, Ibrahim Jaaffari ha rassicurato Ankara circa le infiltrazioni del Pkk dal nord del Paese. I timori di Baghdad per le in filtrazioni di terroristi dalla Siria. Smentita di Damasco.

Il_premier_irakeno_Jaafari_stringe_la_mano_al_presidente_del_Parlamento_turco_Bulent_ArincIl premier irakeno, Ibrahim Jaaffari, ad Ankara per la sua prima visita all'estero, ha denunciato infiltrazioni in Irak di terroristi armati provenienti dalla Siria ed ha annunciato che presto Baghdad invierà a Damasco una sua delegazione per esigere la fine di queste incursioni.
"Ci sono gruppi armati che passano attraverso il confine siriano. Discuteremo la questione con le autorità siriane nel corso di un incontro che avverrà presto per discutere questioni di sicurezza", ha dichiarato Jaafari in una conferenza stampa dopo un suo incontro con il premier turco Recep Tayyip Erdogan al quale Jaafari ha assicurato di essere pronto a compiere passi contro la presenza in Nord Irak di militanti armati del Pkk.
Secondo il giornale turco in inglese <New Anatolian>, Jaafari avrebbe rivelato ad alcuni giornalisti turchi che nelle scorse settimane ci sarebbe stato in Siria un incontro tra i maggiori capi degli insorti irakeni a cui avrebbe partecipato anche Abu Musa al Zarqawi e che avrebbe deciso una intensificazione degli attacchi terroristici.
La Siria ha sempre respinto le accuse di aiutare gli "insorti" terroristi in Irak e di essere disposta a contribuire alla sicurezza dell'Irak, lamentando, però, di non disporre di mezzi adeguati per controllare il suo confine di circa 600 chilometri con l'Irak.
Nel corso della stessa conferenza stampa Erdogan ha annunciato un impegno di Jaafari di "collaborare con Ankara" nella lotta ai militanti del Pkk stazionati sulle montagne del Nord Irak ai confini con la Turchia.
"Noi non permetteremo che alcun gruppo in Irak danneggi altri Paesi", ha confermato Jaafari rispondendo alle acute preoccupazioni turche circa la ripresa negli ultimi mesi di attività armate del Pkk. Ankara ha più volte chiesto agli Usa di usare le loro truppe in Irak per "mettere fine" alla presenza del Pkk ma finora gli americani non hanno fatto seguire fatti alle loro promesse.
Il premier irakeno si è impegnato anche a non consentite che la città petrolifera nord-irakena di Kirkuk cada sotto un'egemonia curda a scapito dei turcomanni protetti da Ankara che teme che essa diventi la capitale di uno Stato curdo indipendente (Kurdistan).
"Kirkuk è una città multietnica e sarà protetta come parte di un Irak unito ed integro", ha affermato Jaafari. (Ansa)
01.06.2005

 

OCALAN: NIENTE NUOVO PROCESSO

In ossequio alla recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, potrebbe però essere riaperto in Turchia il fascicolo della  vecchia istruttoria. Una dichiarazione del vice-premier Abdullah Gul.

Una_immagine_del_processo_OcalanLa Turchia avrebbe deciso di non riprocessare il leader curdo Abdullah Ocalan. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Abdullah Gul, il quale invece non ha escluso che, in ossequio alla recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, venga riaperto il fascicolo del vecchio processo. "Il tribunale ci ha invitati a riprocessarlo o a riaprire il fascicolo per (sanare) questa o quella mancanza procedurale", ha detto Gul, in un'intervista alla televizione <Kanal D>, riportata dal quotidiano <Milliyet>. "Dal momento che abbiamo l'opzione di riaprire o esaminare il fascicolo, onestamente non stiamo pensando di muoverci in direzione di un nuovo processo". (Agi) -
01.06.2005

 

PER LUI SOLO LA PRIGIONE 

Nonostante che la Corte europea per i diritti dell'uomo abbia dichiarato che il processo in Turchia non era stato corretto, Apo per Ankara ed anche per gli Stati Uniti resta un terrorista

Richard_BoucherThe United States said its position on the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk) and its imprisoned leader, Abdullah Öcalan, remained unchanged after the European Court of Human Rights ruled that his trial by Turkish authorities was unfair.
"We continue to see Abdullah Öcalan as a terrorist who belongs in prison, and that's a view we've had and it hasn't changed and we think that this has long been clear," State Department spokesman Richard Boucher said at a press briefing.
The European court's ruling, issued last Thursday, puts pressure on Turkey to grant him a retrial, and observers warn of an urgency in handling the matter as any delays in starting trial procedures would harm Turkey's aspirations to join the European Union, particularly given the fact that Ankara is slated to open accession talks with the 25-nation bloc in October.
But retrial is a risky thing to accomplish because of the possibilities that it could give rise to domestic unrest at a time when nationalist sentiments are on the rise across Turkey. The thought of retrying Öcalan is highly unpopular in Turkey, where many loathe Öcalan as the mastermind of a terrorist campaign that cost the lives of more than 30,000 people in Turkey's Southeast.
Boucher said the United States "took note" of the decision of the European Court of Human Rights decision but added, "We leave it to Turkey to handle the matter in an appropriate way."
The United States designates the Pkk as a terrorist organization, but it has been slow in responding to Turkey's calls for measures to eliminate the presence of a few thousand armed militants of the group based in the mountains of northern Iraq.
Most European countries also consider the Pkk a terrorist organization. The European court's ruling last week highlighted procedural deficiencies in Öcalan's trial in a Turkish court in 1999, such as insufficient access for Öcalan to his lawyers and facilities needed for his defense. (Turkish Daily News)
01.06.2005

BOMBA AD OLEODOTTO

Il sabotaggio, avvenuto a Batman nella Turchia sud-orientale, è attribuirsi forse alle formazioni del Pkk.

L'esplosione di una bomba su un oleodotto della Turchia sud-orientale nei pressi di Batman ha causato la rottura di un tubo e la dispersione di un centinaio di barili di petrolio. Lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu> attribuendo l'attacco ad "autori non identificati".
Secondo varie fonti, la polizia segue la pista dell'organizzazione separatista armata curda Pkk, che dall'anno scorso ha messo fine alla tregua dichiarata dopo la cattura del suo leader Abdullah Ocalan in Kenia nel febbraio 1999 e ha ripreso le sue azioni armate. (Ansa)
01.06.2005

 

RAPITO DAI GUERRIGLIERI UN INDUSTRIALE TURCO IN IRAK

Si chiama Ali Musluogli ed ha 48 anni. I sequestratori chiedono che la sua società non lavori più per gli americani.

E' stato rapito dalla guerriglia in Irak un uomo d'affari turco. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa <Anadolu> citando fonti della famiglia dell'ostaggio. Qusti si chiama Ali Musluoglu, 48 anni, ed è socio in una compagnia di trasporti che lavora per le truppe statunitensi. Sono stati gli stessi sequestratori a servirsi del telefono cellulare dell'imprenditore per mettersi in contatto con il fratello di lui, Ahmet, e chiedere in cambio della sua liberazione la cessazione di ogni collaborazione con le forze di occupazione. La vittima ha parlato con il congiunto per informarlo dell'accaduto. "Era molto ansioso - ha raccontato Ahmet Musluoglu - Poi uno dei ribelli ha preso il telefono e in lingua araba mi ha detto che dovevamo smettere di avere rapporti con gli americani, altrimenti non avremmo più rivisto mio fratello".
La società a sede a Reyhanli, nella provincia occidentale di Hatay che con fina con la Siria. Secondo l'emittente turca <Ntv>, i suoi camion trasportano sabbia e ghiaia destinate ad opere edili. (da Agi)
01.06.2005

 

ARRESTATI FONDAMENTALISTI ISLAMICI

Si tratta di dieci persone sospettate dalle autorità turche di appartenere al gruppo Hizb-ut Tahrir, molto attivo in Asia centrale.

Dieci persone sono state fermate perché sospettate di appartenere al gruppo fondamentalista islamico illegale Hizb-ut Tahrir, molto attivo in Asia centrale, e di avere inscenato recentemente una manifestazione favorevole alla rivolta fondamentalista della scorsa settimana in Uzbekistan repressa nel sangue dalla polizia uzbeka. Lo ha annunciato l'agenzia turca <Anadolu>.
La polizia turca - secondo la stessa agenzia - ha rinvenuto nelle abitazioni dei 10 fermati materiali di propaganda del gruppo Hizb-ut Tahrir (in arabo Partito della liberazione) che mira a creare uno stato islamico nei paesi dell'Asia centrale e che negli anni scorsi ha compiuto attentati suicidi contro obiettivi americani ed israeliani in quella regione.
Il 13 maggio scorso la rivolta fondamentalista in Uzbekistan, probabilmente organizzata dallo stesso gruppo, era stata repressa nel sangue dalle forze dell'ordine uzbeke, che avrebbero ucciso - secondo testimoni- circa 500 persone, tra cui donne e bambini, mentre il presidente dell'Uzbekistan, Islam Karimov, affermava che erano rimasti uccisi 169 ''banditi'' islamisti.
E' la prima volta che la presenza del gruppo Hizb-ut Tahrir viene registrata anche in Turchia.(Ansa)
01.06.2005
 

 

BOMBA CONTRO TRENO MERCI

L'attentato - avvenuto nella zona di Mus - quasi certamente opera della guerriglia curda. nessuna vittima ma due vagoni sono deragliati.

Una bomba esplosa al passaggio di un treno merci ha causato il deragliamento di due vagoni ma senza provocare vittime: lo hanno reso noto le autorità turche, precisando che l'attentato è avvenuto nella provincia a maggioranza curda di Mus.
La guerriglia curda ha recentemente intensificato i propri attacchi nella zona, secondo quanto riferito dalla polizia turca, che non ha specificato quale fosse il carico del treno merci.Oltre 37mila persone - in massima parte civili - sono morti nelle violenze in corso dal 1984, quando gli estremisti del Pkk ricorsero alla lotta armata per l'indipendenza delle regioni a maggioranza curda; dopo un cessate il fuoco unilaterale dichiarato dai ribelli del 1999 - con la cattura del leader del Pkk, Abdullah Ocalan - e revocato lo scorso anno, gli scontri si sono intensificati. Negli ultimi due mesi le forze di sicurezza turche hanno ucciso almeno 48 ribelli, lasciando sul terreno nove effettivi. (Ap)
01.06.2005

 

DEMOCRAZIA E SICUREZZA NAZIONALE

Conferenza ad istanbul dal 9 all'11 giugno organizzata dalla Direzione generale della Polizia nazionale turca. Come andare sul sito per maggiori informazioni.

Democrazia_e_sicurezza_globaleSotto gli auspici del premier turco Recep Tayyip Erdogan ed organizzato dalla Direzione generale della Polizia nazionale si aprirà il giorno 9 giugno (per chiudersi l'11) la conferenza dal tema "Democrazia e sicurezza nazionale":
I giornalisti che intendono chiedere l'accreditamento per suddetto evento devono compilare il modulo di accreditamento ed insieme a questo ultimo una fotocopia della tessera professionale e una lettera di richiesta della Direzione della testata rappresentata, due fotografia recente (size passaport) e una fotocopia del passaporto va inoltrato (via faks, e-mail o personalmente) entro l' 8 Giugno a:
Directorate General of Press and Information
İstanbul Provincial Office
Kennedy Cad. No:3 Sarayburnu - İstanbul
TURKEY
Phone    : 00 90 212 527 01 75
Fax    : 00 90 212 512 89 46
Per ulteriori informazioni: http://www.istanbulconference.egm.gov.tr
Gli accreditamenti possono essere ritirate dal Centro di Stampa (aperto dal 8 al 11 giugno) presso Conrad Hotel l' 8 giugno.
01.06.2005

 

GLI ERRORI DELLA GIUSTIZIA

Secondo una indagine locale i Tribunali locali sbagliano molto spesso anche a causa della gran mole di lavoro e della scarsa preparazione degli addetti.

GiustiziaAccording to statistics, almost half the decisions made by local courts are erroneous.
Investigating applications for appeal, the Turkish Court of Appeals overturned over 112,000 decisions in one year, finding them against the laws. Erroneous decisions in up to 43 percent of criminal cases have made the local courts farcical, but the problem does not end here.
The Supreme Court of Appeals' criminal chambers investigating decisions of local courts are also making erroneous decisions. The Court of Appeals General Criminal Council reinstated 57 percent of the cases that came to them in 2003. Lawyers interpreting the data as a very worrying situation are demanding serious research into the causes and corollaries. While the volume of cases and insufficient legal education are given as among the reasons for erroneous decisions, the situation is dire for the judiciary as public trust is undermined in society.
The Turkish Justice Ministry Judicial Record and Statistics General Directorate has released statistics for 2003. The data paints a startling picture of the judicial system. The Supreme Court of Appeals overturned the first decision of the local court in 112,000 of the 390,000 cases, especially in criminal cases. Of 117,000 criminal cases, the 11 criminal departments of the Supreme Court decided to strike out over 50,000 of the convictions (a rate of 43 percent) within one year. Added to this, the statistics indicate that not only the local courts, but also departments of Supreme Court of Appeals make erroneous decisions. The Supreme Court of Criminal Council approved just 18 percent of 306 decisions on cases in 2003.
Criminal Lawyer Professor Bahri Ozturk commented on the negative picture that emerge in these judicial statistics, saying these figures showed the courts most likely to make erroneous decisions in Turkey. Nearly one out of every two court decisions are erroneous in Turkey while the proportion of similar cases in European countries does not surpass one in ten. (Murat Aydin/Zaman)
01.06.2005

 

UNDICI TURCHI TRA LE ONORIFICENZE O.S.S.I

Saranno conferite domani, tra le tante, dal presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi in Quirinale.

Carlo_Azeglio_CiampiIl presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, ha conferito le onorificenze dell'"Ordine della Stella  della Solidarietà Italiana" (O.s.s.i), in occasione del 2 giugno, Festa nazionale della repubblica.
A "legare" gran parte dei profili dei nuovi 17 Grandi Ufficiali, 66 Commentatori e 217 cavalieri, per un totale di 300 personalità insignite dal Quirinale, è l'impegno nel settore della cultura ed in particolare della diffusione e valorizzazione della lingua italiana all'estero; un indirizzo che il Capo dello Stato ha in più occasioni esortato a perseguire, quale parte integrante dell'immagine e della proiezione dell'Italia nello scenario internazionale.
Per la Turchia questi i premiati:
Commendatori dell'O.s.s.i
Kasif Lemi Bilgin, direttore dei Teatri di Stato (Ankara)
Remzi Buharali, direttore dell'Opera (Ankara)
Nazan Olcer, direttrice del Museo Sabanci (Istanbul)
Onen Mesut, docente universitario (Istanbul)
Cavalieri dell'O.s.s.i
Suat Arikan, cantante lirico (Istanbul)
Deniz Kilicer, funzionario diplomatico (Ankara)
Sezen Cumhur Onal, compositore e critico musicale (Istanbul)
Ilber Ortayli, docente universitario (Ankara)
Cemal Oztas, direttore Palazzi Imperiali (Istanbul)
Antonietta Scagliarini Ciucci, contrattista Mae (Izmir)
Giovanni Scognamiglio, critico cinematografico (Istanbul)
01.06.2005

 

DESTITUITO IL PATRIARCA DI GERUSALEMME

La decisione presa dai capi della Chiesa ortodossa riuniti ad Istanbul nel corso di un sinodo al quale erano presenti 42 rappresentanti.

Sconfessato_il_Patriarca_di_GerusalemmeI capi della Chiesa ortodossa hanno deciso la destituzione del Patriarca di Gerusalemme Ireneos Primo, accusato di aver venduto degli immobili e delle terre appartenenti al suo Patriarcato. Lo ha annunciato un responsabile della Chiesa, durante il sinodo che si e' svolto a Istanbul.
''Il Patriarca è stato destituito'', ha dichiarato ai giornalisti, riuniti nella sede del Patriarcato di Costantinapoli, Kesarios Asilios, Metropolita di Gerusalemme.
Convocato dal Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo Primo, la massima autorità ortodossa, il sinodo di Istanbul ha radunato i 42 rappresentanti delle 14 chiese ortodosse, fra cui i Patriarchi di Alessandria, d'Antioca (a Damasco) e di Mosca. Ireneos Primo è accusato di aver venduto segretamente a degli uomini d'affari ebrei degli immobili e della terra appartenenti al suo Patriarcato, nella vecchia città di Gerusalemme. Era già stato destituito dal clero del suo Patriarcato nel corso di un sinodo a Gerusalemme il 7 maggio. 
 ''Abbiamo dovuto prendere una decisione molto rattristante riguardo al Patriarcato di Gerusalemme, i (cui) metropoliti hanno deciso di non riconoscere più (Ireneos)'', ha detto alla fine del Sinodo il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. "Da stamattina, dopo aver pregato, abbiamo deciso di accettare la decisione dei metropoliti (di Gerusalemme)'', ha aggiunto, confermando che le Chiese ortodosse non riconoscono più Ireneos come Patriarca. Bartolomeo, che aveva convocato il Sinodo straordinario, ha spiegato che aveva proposto a Ireneos di dimettersi, ma che questi aveva rifiutato.
La decisione è stata contestata dai sostenitori di Ireneos, che aveva evocato la possibilità di convocare un contro-Sinodo.
Dal canto suo, il metropolita di Petra (Giordania) Cornelios, che dipende dal Patriarcato di Gerusalemme, ha detto che, dopo il rifiuto di Ireneos di dimettersi, vi è stato un voto, in cui  nove delle 12 Chiese ortodosse rappresentate a Istanbul si sono pronunciate contro di lui. Solo il rappresentante del Patriarcato di Georgia - ha precisato - ha votato in favore di Ireneos, mentre quelli del Patriarcato di Antiochia (con sede a Damasco) e della Chiesa polacca si sono astenuti. Secondo un comunicato del Patriarcato di Costantinopoli, invece, non vi è stato nessun voto contrario, ma solo tre astensioni.
''Il suo nome ormai non esiste più sulle liste delle Chiese ortodosse'', ha dichiarato Cornelios alla <France Presse>, precisando tuttavia che Ireneos ''potrà continuare a farsi chiamare Patriarca'', senza che ciò provochi conseguenze. ''Ora troveremo una persona per sostituirlo temporaneamente. Quindi saranno informati Giordania, Israele e palestinesi, poi  organizzeremo elezioni per un nuovo Patriarca'', ha proseguito Cornelios, giudicando possibile la designazione di un sostituto a interim.
La Grecia ha invitato frattanto Ireneos ad accettare la destituzione. ''Le decisioni del Sinodo dei capi dell' Ortodossia, prese conformemente al diritto canonico, devono essere accettate da tutti'', ha dichiarato in un comunicato il sottosegretario agli Esteri Panagiotis Skandalakis. ''E' evidente che chiunque non rispetti (queste decisioni) avrà l' intera responsabilità di eventuali sviluppi negativi'', ha aggiunto. (Ansa-Afp). 
01.06.2005

 

Il "VIANDANTE EUROPEO" INTERROMPE LO SCIOPERO DELLA FAME

Giuseppe Zonatti che si trovava nella zona dei Caschi blu a Cipro si è sentito male. Stava manifestando da sei giorni per la riunificazione dell'isola per per l'ingresso della Turchia nell'UE.

Dopo sei giorni trascorsi senza toccare cibo - di giorno sotto al sole già cocente di Cipro, la notte all'addiaccio in un sacco a pelo - Giuseppe Zoratti, 60 anni, l'euro-entusiasta calabrese in passato protagonista di altri viaggi a piedi nel nome della pace e dell'unità europea, ha dovuto gettare la spugna e ha fatto rientro in Italia.
Mentre proseguiva lo sciopero della fame in un punto di transito nella "terra di nessuno" che divide la città di Nicosia (la cui parte Nord, come il resto dell'isola, è sotto occupazione militare turca da 31 anni) - Zoratti ha avuto un malore. 
Soccorso dai caschi blu dell'Onu responsabili di quel tratto di territorio, il "viandante europeo" è stato ricoverato in ospedale dove i sanitari - secondo cui il malore è stato causato dalla disidratazione - lo hanno sottoposto ad analisi mediche e rinvigorito sommistrandogli alcune flebo.
''Adesso sto meglio'', ha detto all'Ansa l'elettrotecnico di Rende (Cosenza). ''Ma mi sento ancora un po' debole e così ho deciso di interrompere lo sciopero della fame. Ripartirò per l'Italia''. Da giorni, comunque, il "viandante europeo" era monitorato dall'ambasciata d'Italia a Cipro, che più volte gli aveva inviato un medico per controllarne le condizioni di salute. Ma nonostante la durezza della prova affrontata Zoratti è soddisfatto dell'esito della sua <missione>. ''In questi sei giorni - ha dichiarato Zoratti - tanta gente è passata e mi ha visto con al collo i cartelli in cui chiedevo la riunificazione dell'isola. Decine di migliaia mi hanno visto, molti si sono fermati a parlare e qualcuno mi ha preso pure a male parole. Ma per me è importante che almeno qualcuna di queste persone si sia chiesta perché un italiano abbia fatto questo per Cipro. Ecco, spero di aver instillato in qualcuno il dubbio che, forse, su quest'isola greci e turchi possono vivere insieme e meglio di adesso. Da parte mia - conclude il 'viandante' - ho lanciato un seme di pace. Adesso spetta a loro farlo germogliare, soprattutto per il bene dei loro figli e dei loro nipoti''. 
Arrivato a Cipro il 15 maggio, Zoratti in pochi giorni aveva portato a termine la sua azione dimostrativa, ovvero attraversare a piedi l'isola senza ricorrere al passaporto. Da Larnaca,sulla costa meridionale di Cipro, il "viandante" si era quindi incamminato sino a raggiungere Nicosia (distante 50 km) dove era riuscito a superare la frontiera e arrivare, dopo altri 20 km, nella località di Kirenya, sulla costa settentrionale. 
Una volta rientrato nella parte Sud, però, ha detto Zoratti, ''ho sentito il bisogno di continuare a manifestare a favore della pace e invitare le due comunità, la greco-cipriota e la turco-cipriota, a trovare un accordo per riunificare finalmente quest'isola ed entrare in Europa insieme con la Turchia''. E per far ciò si era praticamente auto-recluso per sei giorni in un angolo del transito allestito davanti all'ex albergo Ledra Palace, quartier generale delle truppe di pace dell'Onu a Cipro.
Zoratti non è nuovo a queste imprese solitarie, che porta a termine munito solo di un sacco a pelo e rigorosamente senza telefonino. Tre anni fa aveva attraversato a piedi la Grecia da Patrasso ad Atene ed aveva dedicato il suo viaggio ad Anna Diamantopoulou, allora commissario europeo agli Affari sociali. Un successivo viaggio, sempre a piedi, in Slovenia, lo aveva invece dedicato ad Alcide de Gasperi, uno dei padri dell'Europa moderna. Dopo il primo viaggio, fatto nel 1999 per protestare contro i massacri in Kosovo, Zoratti ha compiuto altri "pellegrinaggi" in Irlanda, Gran Bretagna, Austria, Olanda, Francia, Montenegro e Slovacchia. (Furio Morroni/Ansa)
01.06.2005

 

 

AL PENULTIMO POSTO

Subito prima  dell'Egitto e dopo il Pakistan, la condizione femminile in Turchia è marcata da enormi contrasti: grandi emancipazioni nei ceti alti e altrettanto disagio in quelli bassi.

Condizione_femminile_in_Turchia_foto_AnsaLa Turchia, a dispetto della immagine di Paese laico e moderno, è, per quanto riguarda la condizione femminile, al penultimo posto nella graduatoria di 58 paesi scrutinati.Secondo il rapporto del <Worl Economic Forum> peggio delle donne turche stanno solo quelle egiziane, dato che agli ultimi posti della graduatoria si trovano la Giordania (55/mo posto),il Pakistan (56/mo), la Turchia (57/mo) e l'Egitto (58/mo). Il criterio principale del rapporto e della relativa graduatoria è un concetto di eguaglianza tra i sessi definito come quella situazione ideale, non raggiunta sul pianeta da alcun Paese - precisa il rapporto - "in cui i diritti, le responsabilità e le opportunità degli individui non sono determinati dal fatto di essere nati uomo o donna".
In Turchia con la eguaglianza dei sessi stabilita dalle leggi e con una condizione di emancipazione delle donne degli strati sociali ricchi e colti di alcune grandi città, fa da stridente contrasto una condizione di privazione materiale, culturale e di fatto anche giuridica della grande maggioranza delle donne meno privilegiate che vivono nelle città interne, nelle campagne e nelle stesse periferie delle grandi città- (Ansa)
01.06.2005

 

DENUNCIA IN TV LE VIOLENZE DEL MARITO, IL FIGLIO LE SPARA

Il fatto è avvenuto ad Elazig nella Turchia orientale. La donna era comparsa in una trasmissione-verità ma in famiglia non glielo hanno perdonato. A scaricarle addosso quasi un intero caricatore di pistola, un ragazzo di 14 anni.

Un ragazzo di 14 anni ha sparato cinque colpi di pistola contro sua madre a Elazig (Turchia orientale) riducendola in fin di vita perché la donna aveva denunciato le violenze di suo marito in un talk show televisivo.
"Hai disonorato la nostra famiglia ed ora devi morire", ha gridato il ragazzo a sua madre, Birgul Isik, appena scesa dall'autobus che la riportava a casa da Istanbul, prima di scaricargli l'arma addosso probabilmente su istigazione del padre e di uno zio arrestati dalla polizia con questa accusa.
La donna per cinque volte era scappata di casa per sfuggire alle violenze del marito, bigamo, ma, non avendo trovato ascolto presso parenti ed autorità, aveva deciso di rivolgersi, su consiglio della polizia di Istanbul, alla ascoltata trasmissione televisiva "La voce delle donne" che si occupa di conflitti familiari.
"Andare in Tv è stata la sua condanna", ha commentato una giornalista turca mentre la maggior parte dei commentatori turchi si sono divisi sulla opportunità o meno di vietare questo genere di trasmissioni di Tv-verità dato che, per giudizio unanime, "toccano un nervo scoperto della società turca" e rischiano di provocare delitti.
Per la polizia si tratta di un ennesimo caso di "delitto tradizionale" che, insieme a quelli propriamente definiti "di nonore", provocano la morte di centinaia di donne turche ogni anno, di solito decisa da assemblee familiari. I delitti sono casi estremi di una ordinaria violenza tra le mura domestiche ai danni di giovani donne anche per ragioni apparentemente futili come la rottura di regole tradizionali di proprietà (non riconosciute dalla legge  laica turca) o perché si ribellano a matrimoni combinati dalle famiglie o per fughe di amore o anche per violazioni delle norme di segregazione e di vestiario (come il velo islamico) imposte alle donne dalla tradizione musulmana.
Le organizzazioni dei diritti umani ritengono che oltre la metà delle donne turche siano oggetto di violenze e maltrattamenti in famiglia per ragioni tradizional-religiose. (Ansa)
01.06.2005

 

WOMENS IN BUSINESS

La moglie del premier turco Erdogan, Emine, invitata a Damasco ad un forum internazionale dalla moglie del presidente siriano, Esma Assad.

Emine_Erdogan_(la_terza_da_sinistra)_al_Forum_delle_donne_d'affari_a_DamascoPrime Minister Recep Tayyip Erdogan's wife Emine Erdogan was in Damascus, at the invitation of Syrian President Bashar al-Assad's wife Esma Assad, to attend the 2005 Women in Business International forum.
Egyptian President Hosni Mubarak's wife Suzanne Mubarak, former Pakistani President Benazir Bhutto, former Malaysian Prime Minister Mahathir Mohamad, and Lebanese Parliament Speaker Nabih Berri's wife Renda Berri were among the participants. Turkish Ambassador to Damascus Halit Cevik's wife Nihal Cevik accompanied Erdogan during her visit.
Speaking at the forum, Erdogan said that women should be allowed to take part in economic life. Erdogan also said that Turkey has been working to improve women's situation within the principles of the Beijing Declaration, which Turkey signed in 1995 during the UN Fourth World Women's Conference.
Erdogan also argued that religious differences should be bridged in order to achieve a healthy relationship between states, saying that Turkey's accession to the European Union would be an important step for harmony between civilizations. She also called on women to work for their common interests.
Erdogan went on to say that Turkey should immediately take any necessary measures to prevent domestic violence and honor killings. (The New Anatolian)
01.06.2005

 

NUOVA ISPEZIONE ENAC

Eseguita da parte dell'Enac su un un velivolo della <Onur Air>. Disposta frattanto la riammissione ad operare in tre dei quali Paesi che ne avevano deciso la sospensione. Si tratta di Olanda, Francia e Svizzera.

Onur_AirlinesE' stata eseguita da parte dell'Enac una nuova ispezione Safa (Safety Assessment of foreign Aircraft) su un veicolo della compagnia aerea turca <Onur Air>, un Aibus 321, atterrato presso l'aeroporto di Bergamo. Lo ha fatto sapere la stessa Enac con una nota, specificando che "l'ispezione di rampa, condotta secondo i parametri comunitari del Programma Safa, non ha evidenziato irregolarità e l'aeromobile è ripartito con destinazione Turchia.
"L'Enac - continua la nota - sta partecipando agli incontri in programma in questi giorni, sia a livello di Commissione europea, sia a livello Ecac (European Civil Aviation Conference, organismo che riunisce gli enti e le autorità preposti all'aviazione civile di 41 Paesi), finalizzati ad analizzare la situazione relativa alla <Onur Air> e ad assumere linee di condotta univoche nel momento in cui vengono a verificarsi casi di fermo come quello della compagnia turca.
Si è appreso frattanto che la compagnia è stata riammessa ad operare in tre dei quattro Paesi europei che ne avevano deciso la sospensione (la revoca è stata disposta da Olanda, Francia e Svizzera, mentre la Germania si è riservata di riammettere gradualmente i voli della compagnia turca). Lo ha reso noto l'Enac. (Agi)
01.06.2005

 

LO SGUARDO DI PASSERA

L'amministratore delegato di <Banca Intesa> è interessato alla Turchia anche se poi ammette che ancora non c'è alcun mercato aperto.

<Banca Intesa> guarda con interesse al mercato turco, anche se "non c'è nessun negoziato aperto". Come ha spiegato l'amministratore delegato Corrado passera nel corso di una conference call, "non mi piace dire quale banca mi interessa a quale no: il mercato è già abbastanza difficile senza mettere in giro ulteriori rumors". Nell'Europa dell'Est, <Intesa> prende in considerazione anche ipotesi di joint venture: "Abbiamo già individuato dei target", ha detto, ma "non vedo opportunità di creare valore nei Paesi dell'Europa occidentale". (Agi)
01.06.2005

IL MOTORE DELL'EUROPA, OVVERO LA TURCHIA
RAGGIUNTI TUTTI I PARAMETRI UE RICHIESTI 

 Lo afferma il presidente della Banca europea per gli Investimenti, Philippe Maystad. Tasso di crescita del 10 per cento. Mentre il Fmi eroga un prestito del valore di 10 miliardi dollari ad Ankara, secondo l'Ocse il Paese registra miglioramenti sul fronte dei prezzi, attestandosi al quinto posto fra quelli meno cari. Intanto entro i prossimi dodici anni la Turchia completerà la firma di accordi di libero scambio con tutti i Paesi arabi dal Maghreb al Medio Oriente, costituendo così una vasta zona di proficui scambi commerciali.

Il_presidente_della_banca_europea_per_gli_Investimenti_Philippe_MaystadBuone notizie per la Turchia. Il presidente della Banca europea per gli investimenti (Bei), Philippe Maystadt, ha esordito ricordando che, con la sua crescita del 10 per cento, il Paese è destinato a diventare il motore dell'Europa.
Maystadt sottolinea che nel momento in cui Ankara riuscirà a raggiungere tutti i parametri richiesti per entrare a fare parte dell'Unione europea, il numero di investimenti stranieri diretti effettuati in Turchia crescerà. Grazie poi alla firma, avvenuta sempre ieri, dell'accordo tra il governo di Ankara e il Fondo monetario internazionale, che eroga un prestito da 10 miliardi di dollari, gli investimenti esteri in Turchia potranno ulteriormente aumentare. Maystadt precisa che la Turchia deve portare avanti il processo di riforme politiche e economiche già in atto. Dal 1965, l'ammontare complessivo del prestito concesso dalla Bei alla Turchia è di circa 3,6 miliardi di euro. Solo nel 2004 l'istituzione finanziaria europea concede al Paese 700 milioni di euro.
Intanto, in base alla classifica dei Paesi meno cari stilata dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse) nel mese di marzo, si apprende che la Turchia si piazza al quinto posto dopo Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Messico. I dati diffusi dall'Ocse sono elaborati paragonando il livello medio generale dei prezzi al consumo nei Paesi coinvolti nella ricerca.
Tornando al Fmi, nel corso della riunione del Consiglio esecutivo avvenuta lo scorso 11 maggio a Washington, il Fondo verserà dodici tranches da 837,5 milioni di dollari ciascuna. L'accordo giungerà a scadenza nel maggio 2008. Il Fmi approva altresì l'estensione di un anno del termine per la restituzione di 3,8 miliardi dollari a valere sul precedente credito, attualmente in scadenza nel 2006. Nel corso di una conferenza seguita alla firma dell'accordo, il presidente del Fondo, Rodrigo de Rato, coglie l'occasione per ribadire i successi conseguiti dallaTurchia nel processo di riforme sin qui brillantemente intrapreso, che le ha permesso di raggiungere importanti risultati macroeconomici, quali la forte riduzione del tasso di inflazione e un tasso medio di crescita dell'8 per cento negli ultimi tre anni. Tutti segnali, prosegue Rato, dei cambiamenti che stanno avvenendo nel Paese e delle prospetive economiche future. Il nuovo programma con il Fmi per i prossimi tre anni costituirà pertanto un ulteriore sprone per Ankara a proseguire nel cammino delle riforme, a garantire la sostenibilità dei recenti successi e a conseguirne di nuovi.
Nel corso del Forum turco-arabo che si è tenuto di recente a Istanbul, il ministro turco del Commercio estero, Kursad Tuzmen, annuncia che entro i prossimi dodici anni la Turchia completerà la firma di accordi di libero scambio con tutti i Paesi arabi dal Maghreb al Medio Oriente, costituendo così una vasta zona di proficui scambi commerciali. Finora la Turchia firma accordi di questo tipo con il Marocco, la Tunisia, la Palestina e la Siria, mentre sono in corso negoziati con il Libano, l'Egitto e la Giordania. Nel futuro è previsto invece l'avvio di consultazioni in materia con l'Algeria e il Sudan.
Infine una curiosità: sono oltre 10 mila gli architetti provenienti da tutto il mondo che prenderanno parte al 22° Congresso di Architettura che si terrà a Istanbul dal 30 giugno al 10 luglio prossimi. Tra gli obiettivi della manifestazione, creare legami tra autorità, costruttori e potenziali clienti per nuove opportunità di investimento. (il denaro.it)
01.06.2005

 

OBIETTIVO: RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE
INDUSTRIALE E COMMERCIALE ROMA/ANKARA

Proprio per questo motivo la Camera di Commercio di chieti, nell'ambito di un programma allargato voluto dall'Ice, ha ospitato una delegazione di 13 funzionari di ministeri economici, associazioni industriali, enti di sviluppo e Camere di Commercio della Turchia. I nomi di alcuni tra i partecipanti.

Nell'ambito del programma previsto dall'Ice per rafforzare le relazioni commerciali ed industriali tra Italia e Turchia la Camera di Commercio di Chieti ha ospitato una delegazione di 13 funzionari di ministeri economici, associazioni industriali, enti di sviluppo e Camere di Commercio della Turchia.
L'incontro è stato organizzato dalla sede Abruzzo e Molise dell'Istituto Nazionale per il Commercio con l'Estero (Ice) quale strumento di supporto all'internazionalizzazione e nell'ambito delle azioni di formazione internazionale previste dal programma 2005. L'obiettivo è di rafforzare la collaborazione industriale e commerciale tra l'Italia e la Turchia e e per questo la delegazione incontrerà sia organismi preposti  all'internazionalizzazione sia alcune realtà produttive regionali. Il programma ha previsto una riunione di presentazione del territorio e delle attività di enti e di organismi locali svoltasi nella sala riunioni della Camera di Commercio situata nei locali dell'ex Foro Boario in località Madonna delle Piane, al quale hanno partecipato - oltre al presidente della Camera di Commercio di Chieti, Dino Di Vincenzo, e il direttore dell'Ice Abruzzo e Molise, Fabio Gironi - i rappresentanti dell'Assindustria di Chieti Giancarlo Gardellin e Gianfranco Esposito e della Cna Artigiani Adriano Lunelli.
"Si tratta di funzionari molto preparati che hanno espresso l'importanza di sviluppare relazioni - ha dichiarato al termine dell'incontro Dino Di Vincenzo - anche in virtù del fatto che la Turchia è il Paese dove molto è sviluppato, più che in ogni altro in quella zona del Mediterraneo, il settore metalmeccanico legato all'automotive, quindi di grande interesse per tutto l'indotto della Val di Sangro e della Val Trigno". La delegazione è stata ospite anche a L'Aquila e a Pescara. (Agi)
01.06.2005

 

CONSEGNATI I PREMI PER L'ECCELLENZA E IL BUON GOVERNO 2005

A ricevere le targhe da parte della <Fondazione Ali Onlus> anche l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal in rappresentanza del suo Paese che ha conseguito l'invidiabile primato internazionale per le cosiddette <autostrade del mare>.

Il_consigliere_Salvatore_Sfrecola_(a_destra)_consegna_il_premio_al_prorettore_Marcello_Foschini"Fa più chiasso un albero che cade di una foresta che cresce". Uno slogan, certo, ma quanto di meglio si poteva ideare per evidenziare  - da parte della <Fondazione Ali Onlus>, promotrice del "Premio per l'Eccellenza e il Buon Governo 2005" - quanti si sono distinti per l'impegno civile, politico ed imprenditoriale sia in Italia che all'estero. L'albero che cade questa volta è segno di positività nel senso che nel mondo, in questa nostra società dove il brutto e il male sembrano prevalere, in fondo sono tantissimi gli esempi di cose buone. Vedi, tra tutti, quello che sta facendo Giuseppe Fraizzoli, un veronese di 38 anni, laureato in economia e commercio con master in business administration che si è lasciato alle spalle un futuro ancora più brillante di quello che aveva per andare a fare il direttore dell'ospedale di Nazareth dove convivono pazienti e personale di origine ebraiche, palestinesi, cristiane e musulmane. Un esempio, per l'appunto.
L'ambasciatore_turco_Ugur_Ziyal_(a_sinistra)_al_premio_per_l'Eccellenza_e_il_Buon_GovernoL'ambasciatore_turco_Ugur_Ziyal_(il_secondo_da_sinistra)Le targhe consegnate mercoledì 25 maggio nel salone di palazzo Wedekind sono andate, in questa prima edizione, a comuni, a singole persone, ad imprenditori e diplomatici. A riceverlo anche l'ambasciatore della Turchia in Italia, Ugur Ziyal. Un riconoscimento tutto particolare, se si pensa che questo Paese ha conseguito il primato internazionale per le cosiddette <Autostrade del mare>. Per collegarsi direttamente alla rete stradale europea nel 1992 cinquanta imprese turche - in gran parte di autotrasporti - fondarono infatti l'<Und-RoRo" e con il noleggio di alcune navi iniziarono un traffico tra la Turchia e la città di Trieste. L'iniziativa rappresenta senza dubbio un esempio da seguire come alternativa al trasporto merci su strada. Ben meritata quindi la targa consegnata all'ambasciatore Ziyal, al pari delle altre - del resto - che hanno registrato applausi sinceri alla <Pirelli Ambiente> per il progetto finalizzato al recupero energetico dei rifiuti solidi, al comune calabrese di Sovenia Mannelli (Catanzaro) che risulta il più informatizzato d'Italia, al numero verde <Sos Vita> di Casale Monferrato in prevenzione dell'aborto, alla <Finmeccanica> che si è aggiudicata l'appalto per la fornitura di elicotteri agli Stati Uniti, alla <Divella Spa> azienda che rappresenta l'8% del mercato italiano della pasta, all'Università Luiss prima per capacità di osmosi tra mondo accademico e mondo dell'impresa (a consegnare la targa al pro-rettore Marcello Foschini è stato il Capo di Gabinetto della presidenza del Consiglio, Salvatore Sfrecola) e naturalmente a Giuseppe Fraizzoli per quanto sta facendo a Nazareth.
01.06.2005

 

INAUGURATO L'OLEODOTTO CASPIO-TURCHIA 

Si tratta del percorso azero (da Chirag-Gunashli al terminal di Ceyhan) con una capacità di 10 milioni di barili al giorno.

Una_stretta_di_mano_per_l'inaugurazione_del_Baku-Tbilisi-Ceuhan1770 chilometri di tubi, capaci di portare 10 milioni di barili al giorno dal giacimento di Chirag-Gunashli, nella parte azera del Mar Caspio, al terminal di Ceyhan lungo la costa mediterranea della Turchia. Il tratto azero di questo ciclopico oleodotto di Baku-Tblisi-Ceyhan è stato inaugurato dai presidenti dell'Azerbaigian, della Georgia, e della Turchia in una cerimonia a Sangha Chal, una cinquantina di chilometri dalla capitale Baku, alla quale hanno preso parte delegazioni di una quindicina di paesi (per l'Italia il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver).
Anche il presidente del Kazakhistan Nursultan Nazarbaiev ha annunciato che il suo Paese, ricco di risorse petrolifere, si assocerà all'oleodotto, fortemente voluto dagli Stati Uniti. "Per noi l'oleodotto diventera' una delle principali vie di alimentazione del mercato mondiale", ha detto Nazarbaiev proponendo di aggiungere il nome di Aktau, una città petrolifera kazakha sui bordi del Caspio, al nome dell'oleodotto. La partecipazione del Kazakhistan al progetto non è però confermata dagli altri partner.
Nazarbaiev ha aggiunto che il suo Paese terrà aperte tutte le opzioni per esportare il suo petrolio, la cui produzione potrebbe raggiungere i 150 milioni di tonnellate nel 2015. (Rai/24 News)
01.06.2005

 

...MA MOSCA SNOBBA LA CERIMONIA

All'ultimo momento il funzionario che avrebbe dovuto rappresentare il Cremlino ha dato forfait. L'atteggiamento russo si riflette nelle parole del presidente della Commissione esteri della Duma russa, Konstantin Kosaciov.

Il_percorso_del_maxi-oleodottoLa Russia ha deciso di snobbare l'inaugurazione dell'oleodotto Baky-Tbilisi-Ceyhan, realizzato con il contributo americano tra le repubbliche ex sovietiche dell'Azerbaigian e della Georgia e la Turchia. Un impianto che aggira il territorio russo e che Mosca giudica (ed auspica) di incerta sostenibilità economica, nel medio-lungo periodo.
"E' assolutamente ovvio che si tratta di un progetto nato (negli anni '90) sulla base di considerazioni politiche più che economiche, alo scopo di creare un'alternativa stabile al trasferimento verso Occidente delle risorse energetiche del Mar caspio, bypassando la Russia ed altri paesi come l'Iran", ha osservato il presidente della Commissione esteri della Duma russa (camera dei deputati), Konstantin Kosaciov. L'impianto è stato avviato alla presenza dei presidenti di Turchia, Azebaigian, Georgia e kazakhstan, oltre che del segretario all'Energia elettrica americano Samuel Bodman (reduce da una visita a Mosca dove ha cercato di mantenere aperta la porta della cooperazione petrolifera pure con la Russia). Ha dato invece forfait all'ultimo minuto - ufficialmente per ragioni di salute - il funzionario che avrebbe dovuto rappresentare Mosca alla cerimonia: emissario del Cremlino per la cooperazione energetica internazionale, Igor Yusufov.
L'atteggiamento russo si riflette anche nelle parole di Kosaciov, secondo il quale il prezzo elevato del petrolio ha reso sostenibile il completamento di un oleodotto "sulla cui profittabilità economica (a lungo termine) restano comunque molti dubbi".
Kosaciov ha rilevato che l'adesione al progetto del Kazakhstan (Paese ricco di gas e petrolio che si affaccia sulla sponda del Caspio opposta a quella azera) potrà essere d'aiuto, ma non garantisce "risorse illimitate". Anche perché il presidente kazaro Nursultan Nazarbaiev, estremamente attento ai rapporti con Mosca, si è detto pronto ad alimentare il nuovo oleodotto solo con una parte delle sue riserve. L'esponente della Duma russa si è detto inoltre convinto che la linea Baku-Ceyhan non potrà contare stabilmente sul petrolio di un'altra strategica repubblica ex sovietica rivierasca, Il Turkmenistan, "poiché il presidente turkmemo Saparmurad Nazov non ha firmato finora alcun acoordo e persegue una sua imprevedibile diplomazia degli idrocarburi. (
Ansa)
01.06.2005

 

SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO DI COOPERAZIONE

A mettere la firma - come atto conclusivo di una serie di colloqui relativi ai trasporti su gomma e su ferro - il sindaco di Milano Gabriele Albertini e il primo cittadino di Istanbul Kadir Topbas.

Trasporti, energia, cultura e turismo: sono questi i principali settori oggetto di un protocollo di cooperazione promosso da Milano e Istanbul.
Il documento, sottoscritto dal sindaco di Milano Gabriele Albertini e dal primo cittadino di Istanbul Kadir Topbas, è l'atto conclusivo di una serie di colloqui che ha visto coinvolti da un lato i due primi cittadini e dall'altro il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il protocollo - informa una nota - prevede lo sviluppo delle collaborazioni nel settore dei trasporti su gomma e su ferro, nel settore della gestione e distribuzione dell'energia,nel settore dei servizi idrici, nella raccolta e termovalorizzazione dei rifiuti, nel campo turistico e culturale.
Durante i colloqui Albertini ha evidenziato al partner turco il proprio ruolo di parlamentare europeo nell'ambito del dibattito e della votazione sull'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
"Questo protocollo di cooperazione - ha commentato il sindaco a margine dell'accordo - conferma il dinamismo e lo sviluppo di due città entrambe capitali economiche dei rispettivi Paesi. Un ruolo per Istanbul di particolare importanza tenuto conto che per una tradizione ormai millenaria questa metropoli rappresenta il ponte tra Europa ed Asia". (Agi)
01.06.2005

 

INVESTIMENTO RENAULT

La Casa automobilistica francese ha deciso di mettere 216 milioni di euro ed oltre per potenziare lo stabilimento di Bursa e adeguarlo alla produzione della 3° generazione della Clio.

Renault_ClioRenault ha annunciato un investimento da 216 milioni di euro per potenziare lo stabilimento turco di Bursa (inaugurato nel 1971) e adeguarlo alla produzione della terza generazione della Clio. Le operazioni scatteranno il prossimo settembre.
Il modello, secondo per volumi di vendita solo alla Mégane, sarà prodotto anche nella fabbrica francese di Flins. A Bursa la Casa francese costruisce la Mégane berlina quattro porte e la Clio Symbol, variante a tre volumi, da tempo l'auto più apprezzata dai consumatori locali.
Renault è la leader storica del mercato turco: nel 2004 vi ha consegnato 112.781 veicoli, fra auto e commerciali, pari ad una quota del 16,3%. (Quattroruote)
01.06.2005

 

LA RATIFICA DI SEZER

Riguarda la legge relativa all'aumento da 36 a 49 del numero delle province turche aventi diritto ad incentivi statali per gli investimenti.

Il Presidente della Repubblica turco Ahmet Necdet Sezer ha ratificato nei giorni scorsi la legge relativa all'aumento da 36 a 49 del numero delle province aventi diritto ad incentivi statali per gli investimenti. Le 13 nuove province (Kilis, Tunceli, Kastamonu, Nigde, Kahramanmaras, Corum, Artvin, Kutahya, Trabzo, Rize, Elazig, Karaman e Nevsehir) sono state individuate tra quelle con il più' basso livello di sviluppo socio-economico. Gli incentivi (tra gli altri, sconti fiscali e sui premi assicurativi, terra a costo zero), continueranno per un periodo di 5 anni dal completamento dei progetti di investimento. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
01.06.2005

 

ONORIFICENZA

E' stata conferita dall'ambasciatore d'Italia ad Ankara al presidente della <Koc holding>, Mustafa Koc.

Lo scorso 18 maggio l'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, ha insignito il presidente di <Koc holding>, Mustafa Koc, dell'onorificenza di Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana. In tal modo l'Italia ha voluto valorizzare il legame di lunga data con il Gruppo Koc,  una realtà industriale che ormai da 80 anni rappresenta  un caposaldo nello sviluppo economico e sociale della Turchia ed è partner di <Fiat> ed <Unicredito> in importanti joint venture che danno lustro agli investimenti diretti italiani in questo Paese. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

LE MAGNIFICHE 9

Sono le città che, secondo il ministro di Stato turco Kursad Tuzmen, superano il miliardo di dollari di esportazioni annue. Si tratta di istanbul, Bursa, Adana. Izmir, Ankara, Adapazari, Izmit, Gaziantep e Denizli.

Kursad_TuzmenSecondo le recenti dichiarazioni del ministro di Stato per il Commercio Estero Kursad Tuzmen, riportate dalla stampa locale, sarebbero attualmente 9 le città che superano il miliardo di dollari di esportazioni annue: Istanbul, Bursa, Adana, Izmir, Ankara, Adapazari, Izmit, Gaziantep e Denizli, cui si aggiungeranno a breve Kayseri, Konya ed Eskisehir. Nonostante il costante deficit delle partite correnti, legato prevalentemente all'apprezzamento della Lira Turca ed all'aumento del benessere - che si traducono in una persistente crescita delle importazioni - ma anche all'invasione di prodotti a basso costo provenienti dalla Cina, nelle parole del Ministro Tuzmen l'export turco è notevolmente aumentato negli ultimi 3 anni (da 36 miliardi di dollari nel 2002 a 63 miliardi di dollari nel 2004) e continuerà a crescere anche grazie alle nuove strategie promozionali messe a punto dal Governo, fino a raggiungere, nelle previsioni del Ministro, un volume di 75 miliardi di dollari nel 2005. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

ECONOMIA AL 6%

Stando alle previsioni Ocse la Turchia nei prossimi due anni dovrebbe attestarsi su questa percentuale. Un mix vincente di politica fiscale e monetaria.

Nelle recenti previsioni dell'Ocse, contenute nell'<Economic Outlook Report> pubblicato lo scorso 24 maggio, in assenza di shock l'economia turca dovrebbe crescere nei prossimi due anni ad un ritmo del 6%, con una crescita guidata soprattutto dagli investimenti e dal consumo privato che dovrebbe tuttavia essere contenuta entro termini più sostenibili rispetto ai dati  di fine 2004 (crescita Pnl del 9.9%). Il mix vincente di politica fiscale e monetaria, da un lato, e riforme strutturali, dall'altro, sinora virtuosamente applicato dai governanti turchi, dovrebbe continuare ad essere rispettato al fine di mantenere stabile, se non di incrementare, l'attuale afflusso di capitali esteri. Apprezzamenti, dunque, per i positivi risultati raggiunti in termini di controllo dell'inflazione e di avanzo primario, che hanno fortemente contribuito a dare fiducia ai mercati internazionali, mentre alcuni rischi sono stati individuati in una certa recente turbolenza geopolitica regionale e nel permanente deficit delle partite correnti. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

AVVIO OPERATIVO DELLA KFW

Avverrà il prossimo 9 giugno. La filiale turca della banca tedesca si muove comunque nel mercato anatolico già da due anni.

Secondo fonti stampa locali, per il prossimo 9 giugno si prevede l'avvio operativo della prima filiale turca della banca tedesca di finanziamento <Kfw>, che già da anni opera sul mercato turco offrendo servizi di finanziamento al settore privato. Fino a questo momento, in particolare, l'istituzione tedesca ha finanziato progetti nei settori energetico, della navigazione, dell'aviazione e delle telecomunicazioni ed ha prestato il proprio sostegno finanziario a diverse compagnie turche tra cui <Koc Holding>, <Sabanci>, <Botas>, <Turkcell>, <Turkish Airlines> ed <Onur Air>. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

FUSIONE

Riguarda le due banche <Anadolu Finans> e <Family Finans> controllate dai gruppi <Ulker< e <Boydak>.

Nei giorni scorsi le due banche <Anadolu Finans> e <Family Finans>, controllate rispettivamente dal Gruppo <Ulker> e dal <Gruppo Boydak>, hanno annunciato la prossima fusione che darà vita ad una nuova istituzione chiamata "Anadolu Family Finans Kurumu". (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

PRE-QUALIFICHE PER ERDEMIR

La data per le domande delle offerte di acquisto relativo alla privatizzazione del gigante dell'acciaio turco è il 26 settembre. L'iscrizione delle aziende interessate entro l'8 luglio.

Lo scorso 24 maggio è stata lanciata in Turchia la privatizzazione del gigante statale dell'acciaio, <Erdemir> (Eregli Demir Celik), con la pubblicazione di un'offerta di vendita del 46.12 % del capitale azionario della compagnia. Secondo l'annuncio,  le offerte d'acquisto dovranno pervenire entro il 26 settembre prossimo, mentre  le aziende interessate dovranno iscriversi alle pre-qualifiche entro l'8 luglio. Tra le ditte interessate, l'anglo-olandese <Corus>, la lussemburghese <Arcelor>, la <Mittal Steel>, la U.S. <Steel Corporation>, la russa <Novolipetsk> e la <Severstal>. Tra le compagnie turche la <Borusan> e la <Kibar Holding>. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

L'INTERESSE DELLA OYAK

Il gruppo, nato dal Fondo pensionistico delle Forze Armate, punta a <Turk Telekom>, a <Tupras> e a <Erdemir>.

Il general manager del <Gruppo Oyak>, Coskun Ulusoy, ha confermato nei giorni scorsi l'interesse del gruppo nella privatizzazione di <Turk Telekom>, <Tupras< ed <Erdemir>, annunciando altresì investimenti per un valore di 1.2 miliardi di dollari nel 2005. Il gruppo, uno dei più grossi conglomerati del Paese nato dal Fondo Pensionistico delle Forze Armate, con attività nel settore bancario, automobilistico ed assicurativo, intende così rassicurare l'opinione pubblica del Paese in merito alla permanenza in mani turche delle maggiori compagnie statali attualmente in via di privatizzazione. Pur senza scartare l'ipotesi di concorrere nel processo di privatizzazione in consorzio con gruppi stranieri, nelle dichiarazioni di Ulusoy la <Oyak> dovrebbe comunque mantenere le redini.  (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

ALTA CUCINA E VINI

Organizzata dalla nostra ambasciata italiana ad Ankara e dall'Ice una serata gastronomica-culinaria alla quale ha preso parte tutto l'establishment politico ed economico turco. Era presente il famoso chef milanese Carlo Cracco.

Alla presenza del Sottosegretario di Stato alle Attività Produttive, Mario Valducci, del presidente dell' <Accademia Italiana della Cucina>, Giuseppe Dell'Osso e dell'ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, è stata inaugurata ad Ankara il 27 maggio p.v. la prima delegazione in Turchia dell'Accademia nel contesto di un pranzo realizzato da Carlo Cracco, chef del grande ristorante di Milano <Cracco-Peck>. 
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l'Ambasciata, l'Ufficio Ice di Istanbul e l'Istituto Italiano di Cultura ad Ankara. L'ambasciatore Carlo Marsili ha infatti fortemente voluto la nuova Delegazione di Ankara il cui primo Delegato è il capo dell'Ufficio Commerciale della nostra rappresentanza diplomatica, Andrea Canepari, proprio a simboleggiare l'attenzione e la passione con cui l'ambasciata attua la promozione dei nostri "giacimenti eno-gastronomici" in un Paese con settanta milioni di abitanti  di cui l'anno scorso l'Italia è stato il secondo partner commerciale, con 11.45 miliardi di dollari di interscambio e ben 2 miliardi di avanzo a favore delle esportazioni italiane.   
Al pranzo di gala, che si è svolto allo Sheraton Hotel di Ankara, l'ambasciatore Marsili, Accademico Onorario, ha invitato alcuni dei più significativi esponenti del mondo politico, economico e culturale turco, tra cui il presidente della Commissione esteri del Parlamento, Mehmet Dulger, il Segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Yigit Alpogan, il presidente dell'Unione delle Camere e delle Borse di Turchia, Rifat Hisarciklioglu, il  presidente dell'Autorità per le Privatizzazioni, Metin Kilci, il presidente del gruppo di amicizia italo-turca del Parlamento di Ankara, Zeynep Karahan Uslu, l'ex ministro del Turismo e della Sanità, Bulent Akarcali, oltre ad importanti opinionisti dei maggiori quotidiani nazionali e delle televisioni turche che riprenderanno l'evento.
L'iniziativa infatti si propone non solo di valorizzare le produzioni eno-gastronomiche di qualità italiane e nel contempo le sue attrattive turistiche, ma anche di rafforzare l'amicizia nei confronti dell'Italia. Le prossime riunioni della Delegazione di Ankara dell'Accademia infatti, formata da alcuni dei sopra citati esponenti di spicco dell'establishment turco, costituiranno un qualificato foro per sviluppare ulteriormente le già eccellenti relazioni  con un  Paese con il quale siamo legati da un tessuto di intensi scambi economici e culturali che affonda le proprie radici nella storia dei due Paesi. 
La serata si è inserita nel quadro di altre iniziative, tra le quali l'esposizione della mostra itinerante dell'Accademia intitolata "Cinquantanni di Cucina Italiana", organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Ankara, nonché una serie di degustazioni di vini e di prodotti gastronomici di qualità realizzate dall'Ufficio Ice ad Istanbul nell'ambito del suo "Festival Italiano". Il programma si è completato con due lezioni di alta cucina realizzate da Cracco che sono state riprese dai giornali e dalle televisioni turche, nonché da un pranzo riservato il giorno 26 alle ditte italiane che hanno utilizzato questa prestigiosa cornice per invitare selezionati ospiti locali. 
Le manifestazioni hanno avuto un'ampia copertura televisiva e stampa in Turchia, mentre dall'Italia sono state riprese dal Tg1 e verranno trasmesse anche sul canale satellitare <Raisat Gambero Rosso>. 
Il ristorante Cracco-Peck, insignito della seconda stella Michelin, è tappa obbligata per chi a Milano voglia sperimentare la qualità delle materie prime di Peck rielaborate dal genio creativo di Cracco. Il giovane chef è stato chiamato nell'anno 2000 a prendere le redini di un locale completamente rimodernato nello spirito come nella struttura. Si tratta di uno dei più antichi ristoranti di Milano, erede diretto di un laboratorio bottega aperto nel 1883 da un salumiere di Praga, Francesco Peck, e destinato a diventare uno dei nomi più celebrati della gastronomia internazionale. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

INVESTIMENTI PER 20 MLD DI $

Secondo le previsioni dell'<Institute of International Finance> la grossa somma dovrebbe affluire in Turchia nei prossimi due anni.

Secondo le previsioni dell' <Institute of International Finance> di Washington, circa 20 miliardi di dollari dovrebbero affluire in Turchia nei prossimi due anni a titolo di Investimenti Diretti Esteri, e riguarderanno prevalentemente i settori delle telecomunicazioni e bancario. Quest'ultimo, in particolare, si è rivelato particolarmente dinamico: basti pensare alla recente acquisizione da parte di <Unicredito> e <Koc Bank> di del 57,6% del capitale di <Yapi Kredi> nonché all'acquisizione della <Dis Bank> da parte della banca commerciale belga-olandese <Fortis<, mentre la <Dogus Holding>, azionista di maggioranza della banca turca <Garanti>, ha annunciato contatti con <HBK> per collocare un'opzione di vendita relativa ad un pacchetto azionario del valore di 250 milioni di dollari. Anche la Grecia mira ad entrare nel mercato bancario turco, mentre la <Sekerbank> ha avviato i contatti con l'olandese <Rabobank> per una possibile acquisizione. (fonte Amb. d'Ita)
01.06.2005

 

INDICATORI MACROECONOMICI

Pnl 2004: crescita annua del 9.9%
Pnl pro capite 2004: US $ 4.172
Pil 2004: crescita annua  dell'8,9%
Pil pro capite 2004:  US $ 4.187
Inflazione  annua (prezzi al consumo): 8.47% (dato di aprile)
Interscambio con l'Italia nel bimestre gennaio-febbraio 2005: $1.76 miliardi, con $965 milioni di esportazioni italiane verso la Turchia e $798 milioni di importazioni dalla Turchia.

UN CENTRO LOGISTICO A VARSAVIA

Ideato per il commercio e per le conferenze, e del costo di 300 milioni di dollari, sarà costruito da un consorzio turco. Lo ha affermato il presidente di quest'ultimo Agnieszka Ostojska.

A Turkish consortium is to build a 300-million-dollar (200-million-euro) wholesale trade, logistics and conference centre near the Polish capital, Warsaw, a spokeswoman for the group said Wednesday.
"We will invest 300 million dollars over six years in the development," dubbed the Euro Power Centre, said Agnieszka Ostojska, spokeswoman for the consortium, which comprises Nurol International and Mesa Mesken Sanayi.
The first phase of the development, the wholesale trade centre, was formally opened Tuesday in the presence of Turkish Prime Minister Tayyip Erdogan and his Polish counterpart Marek Belka.
The wholesale centre covers 25,000 square meters (269,000 square feet) and can accommodate 700 wholesalers. It cost 70 million dollars to build.
The next phase of the development will see the construction of a logistics centre, exhibition and conference halls, offices and a hotel on the 110-hectare (272-acre) site at Nadarzyn, east of Warsaw. (The New Anatolian))
01.06.2005

 

MISSIONE COMMERCIALE IN FINLANDIA

A guidarla il ministro di Stato turco Kursad Tuzmen che ha sottolineato l'importanza della cooperazione Helsinki/Ankara. 

State Minister for Foreign Trade Kürşad Tüzmen participated in a seminar on commercial and economic cooperation between Turkey and Finland, the Anatolia news agency reported. 
Tüzmen, who was leading a trade mission to Helsinki, urged the Finnish government to remain supportive of Turkey in its European Union membership process.
Delivering a speech at the seminar, Tüzmen said Finland had played a key role in Turkey's recognition as a candidate for membership at the EU Helsinki summit back in 1999.
He also suggested that Turkey and Finland should have better trade relations, and identified telecoms, steel, metal, appliances, textiles and construction materials as areas of interest for Turkish businessmen.
Tüzmen said 14 Turkish firms were active in Finland and 19 Finnish firms in Turkey. "We can improve our relations in terms of investment," he said.
At the same meeting, Finland's Minister for Foreign Trade and Development Paula Lehtomaki said Finnish firms were looking to cooperate with Turkey in the environment, health and technology sectors.
She said Turkey has made great progress in terms of the Copenhagen criteria. "It's a dynamic economy. It has a young population and is a very big market for Finland," she said. "I hope investments will increase in the future.
Lehtomaki urged the government to maintain its reform pace in order to be able to join the EU. (Turkish Daily News)
01.06.2005

 

LA TURCHIA A PESARO

Alla mostra del Mobile (Samp) gli imprenditori anatolici, assieme a quelli greci, sono stati i più attivi.

Gli imprenditori di Turchia e Grecia sembrano quelli più attivi alla mostra del Mobile (Samp) di Pesaro; russi e ucraini hanno i budget di spesa più voluminosi.  "La loro presenza al 'Samp' è il segno del rapporto forte tra la provincia di Pesaro e Urbino e i mercati esteri - ha spiegato l'amministratore unico della Fiera di Pesaro - Infatti, mentre l'export del sistema Italia arranca, quello della nostra provincia segue un trend sempre più positivo e rappresenta una risorsa preziosa per uscire dalla crisi". L'augurio è che "l'interesse verso la nostra produzione possa completarsi con altre forme di collaborazione, quali joint-venture e partnership commerciali, alle quali le nostre imprese guardano ancora con troppa timidezza". A proposito di nuovi mercati, il presidente della Camera di commercio è pronto a scommettere sull'area del sud-est asiatico: "Se lavoriamo con intelligenza come abbiamo fatto nell'Est europeo - ha detto Alberto Drudi - possiamo diventare interlocutori importanti per questi paesi, che possono essere una grande risorsa per il nostro sistema". (da Agi)
01.06.2005

 

AUMENTA IL VALORE DI AVEA

La questione investe <Turkish Telekom> e <Telecom Italia Mobile>. Una dichiarazione del presidente della società Cahit Paksoy. Gli interessi in ballo.

Avea has reacted to claims from companies involved in the Turkish Telekom privatization tender that they cannot obtain healthy information on the mobile network operator's financial status.
"We have provided all kinds of information," said Avea Chairman Cahit Paksoy, adding that companies preparing to lodge tender for Telekom privatization were not their direct addresses. According to Paksoy, speculations that Telekom's value is decreased by the use of Avea's name are not realistic: "On the contrary, Telekom's value increases. We cannot have any negative influence over this privatization. We are not supposed to be involved in the same speculations over and over again as if we are the business that is being sold. We cannot do such a thing. The company's shareholders are on Avea's side. All continue to work decisively." Both Telecom Italia Mobile (Tim) and Turkish Telekom own equally 40 percent of the shares of Avea, and Turkish Is bank owns the remaining 20 percent. The decision to increase the company's capital by 396.7 million New Turkish Lira (Ytl) was taken at an emergency general meeting on May 3.
Paksoy evaluated the developments in the sector and Avea's activities over the year since it was founded on June 22. Paksoy reacted against the interpretation of telecommunication as a luxury in Turkey and complained that cellular phones as well as caviar and fur faced the tax increases made last month.
He qualified the trade of Avea that said that the merger of Aria and Aycell under a single roof was one of the most seamless company mergers ever accomplished, unifying the infrastructures of the information systems of the two separate operators without interrupting communication. Paksoy summarized the distance they reached by saying that they had begun working only one year ago and they succeeded and that shareholders were also pleased with the situation. Determining the continuation of the market, Paksoy went on: "The length of telephone conversations had decreased to 56 minutes from 2.5 hours between 1999 and 2004. Monthly conversations today are one hour and 10 minutes on average. Avea's share is 17 percent of the cellular telephone market which has about 37 million subscribers. While income per subscriber is about $11-12 in Turkey, this figure is $40 in Europe. (Economy News Desk/Zaman)
01.06.2005

 

BRUSCO STOP A TELIASONERA

L'operatore svedese, che stava per acquistare un'altra considerevole quota di <Turkell> da <Cukurova Group>. afferma di essere pronta a passare alle vie legali.

TeliasoneraL'accordo è stato rotto bruscamente e <TeliaSonera> afferma di essere pronta a passare alle vie legali. L'operatore svedese stava per comprare un'altra consistente quota di <Turkcell> da <Cukurova Group>, quando dal gruppo finanziario guidato dalla famiglia Karamehmet, in corso di ristrutturazione per ridurre il forte indebitamento con le banche, è arrivato lo stop. La finanziaria turca rinuncia così a un affare da 3,1 miliardi di euro, rompendo tutti i precedenti accordi con l'operatore svedese. <TeliaSonera>, che è già in possesso del 37% di <Turkcell>, con il 27% del <Cukurova Group> sarebbe diventata azionista di maggioranza raggiungendo il 64%. A sua volta <Turkcell> controlla il 66% del mercato mobile del paese, peraltro in forte espansione, e avrebbe rappresentato una partita importante per gli svedesi in fuga dai mercati ormai saturi del Nord Europa. <Cukurova Group> afferma che l'opinione pubblica turca è contraria al controllo straniero del primo operatore mobile del paese. Ma alcuni vedono dietro il fallimento dell'accordo l'ombra del rivale russo <Alfa Group>, che avrebbe fatto un'offerta di acquisto superiore a quella svedese. (Francesca Martino/Tel&Co)
01.06.2005

 

ADDIO COLGATE

Nella logica della ristrutturazione dei prossimi due anni, la casa della pasta dentifricia interrompe la sua produzione in Turchia a Gebze.

ColgateColgate-Palmolive Co. said on Friday it would stop toothpaste production at four European plants, including the one in Turkey, over the next two years as part of a broad restructuring effort announced last year.
Colgate plans to stop toothpaste production at plants in Turkey's northwestern industrial town of Gebze as well as Anzio, Italy, Brazov, Romania and Salford, England. The Salford plant will be shut down entirely while the other facilities will continue to manufacture other products.
Toothpaste production for the region will be consolidated into one plant, Colgate said.
The move is expected to result in savings of about $85 million, Colgate said in a filing with the U.S. Securities and Exchange Commission (SEC). Company officials were not available to say how many jobs would be affected.
New York-based Colgate in December announced plans to cut 12 percent of its work force and close a third of its factories, in part to combat rising raw material costs.
Colgate has also been hard-hit in Western Europe, where the rise of hard discounters has moved consumer focus away from branded products toward cheaper alternatives. (Turkish Daily News)
01.06.2005

 

ARBITRATO

Serve a risolvere i contrasti tra gli artigiani del Gran Bazar di Istanbul, specie tra gioiellieri, nonostante che questa cosiddetta tradizione ottomana sia stata abolita per legge nel 1984 dall'allora presidente Turgut Ozal.

The fact that gold exports and imports had been forbidden for many years in Turkey due to the 'Preserving the Value of Turkish Lira Law' made Grand Bazaar artisans get to know the Ottoman arbitrage tradition.
Although the law was abolished during the time of 8th President Turgut Ozal in 1984, the artisans continued to solve their problems without going to court. There is a lawyer in the Bazaar who became the advocate of the 174 artisans; however, there were no cases that ended up in court. Nacit Pak, who dealt with the jewelry business for 40 years in the Bazaar, is one of the artisans acting as a mediator. Pak says that they solve problems arising among the partisans with a committee of three people.
The disputes among the jewelers in the Grand Bazaar in Istanbul are solved in a different manner than in other occupational groups. The arbitration tradition originated from the trade guild tradition, which was very effective in the commercial life of the Ottomans, and still continues to function in the Grand Bazaar. Although new laws dominated commercial life after the establishment of the Republic, the arbitration tradition continued among the artisans, which depends on oral agreements and trust. Those who act as mediators are respected and reliable jewelers from the Bazaar. One of these jewelers is Naci Pak. Pak started as a jeweler's apprentice in Zincirli Han when he was 14, and now continues his job as a jeweler there. The jewelers who have disputes over the exchange of goods resort to Pak who knows the Grand Bazaar tradition very well. Pak defines the arbitration tradition as follows: "It is a kind of agreement method and solution, which is reached without resorting to an official authority. Explaining it as a waste of time to resort to the courts for every kind of dispute, Pak says that via this method, they reach a solution in a short time without going to court. Emphasizing that the arbitration tradition should never be confused with mafia practices, Pak says that they are appreciated both by the creditor and debtor due to the existence of this method. "The Grand Bazaar arbitration tradition is a solution method, which well-intentioned people resort to voluntarily. The Bazaar is an auto-control mechanism. While those who make mistake go to jail outside, those who make a mistake in the Grand Bazaar are expelled from the Bazaar. (Deniz Aydin-Abdulhamit Yildiz/Zaman)
01.06.2005

 

UN BAMBINO DA RESTITUIRE

Rapito dal padre turco, il piccolo di nome Mehmet Karoly Tuysuz è diventato ora un "caso ungherese". Budapest lo rivuole ma il genitore si difende sostenendo che la madre si era risposata non prima di avere convertito al cristianesimo il figlio.

Hungarian authorities have been asking for one year for the return of an eight year-old boy named Mehmet Karoly Tuysuz, who was kidnapped by his father and brought to Turkey.
The Turkish Security Directorate have been searching for Little Mehmet everywhere and say he will be handed over to Hungary if he is found. Mehmet was born to a Hungarian mother, but after his mother had married someone else, his father brought him back to Turkey. Mehmet is reported to have said: "I am happy with my dad. Don't give me back". His father confirms that he kidnapped his son and brough him to Turkey, arguing that the Hungarians left him no alternative. "When I was in the US, my spouse cheated on me and married someone else. She made my son convert to Christianity," he complained. "She filed a lawsuit without informing me and took his guardianship through false statements. What father could allow this?"
The issue was back on the agenda during Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's visit to Hungary last week. Erdogan was asked to find Mehmet by Hungarian Prime Minister Ferenc Gyurcsany and he promised he would phone his Minister of Internal Affairs and follow the issue personally. The Hungarian media, which has turned the issue of returning Mehmet into a national cause, has threatened to block Turkey's entry to the European Union (EU) if it does not give him back. Yuksel Yangel, attorney for the Turkish father, expressed that Prime Minister Erdogan was informed falsely and noted: "We have all the necessary legal documents. I am ready to present all of them to our Prime Minister."
The Hungarian media has been attacking the father and Turkey for ten months and Mehmet's mother, Edina Papp, has been the focus of Hungarian media for the last year. Papp says that she expects Turkish Prime Minister to keep his promise. She warns that one-year deadline that is stated in international agreements on kidnapping is about to expire, saying she expects a positive reply from Erdogan or she threatens that she will hire a private detective. The Turkish father, who has been searched for the Interpol since January, lives almost an underground life in Turkey.
A similar event occurred between Turkey and Hungary in 2004 between Fatih Ozbas, a former European champion Turkish wrestler, and his Hungarian spouse Emese Rasko and this too acquired a diplomatic dimension. The Hungarian mother had been arrested when she was trying to kidnap her daughter Szofi and Hungary's Ankara Embassy had taken action upon this. Turkey; however, had put a legal travel ban on the mother and her daughter and not permit them to leave the country. The Hungarian Foreign Ministry had called Turkey's Budapest Ambassador Aydan Karahan to demand that the required permission to be given. The event also made headlines in the Hungarian newspapers. (Ahmet Donmez/Zaman)
01.06.2005

 

BAMBINO FERITO DA UN ORSO AD ELAZIG

L'animale si trovava in uno zoo privato quando improvvisamente si è rivoltato contro una ragazzo di 7 anni.

Un bambino di appena 7 anni è stato attaccato e ferito gravemente da un orso in uno zoo privato a Elazig, nella Turchia orientale. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa <Anadolou> secondo cui la giovanissima vittima, Kenan Koic, stava visitando la struttura durante una gita scolastica: l'orso all'improvviso gli si è rivoltato contro, azzannandolo e fratturandogli un braccio e una gamba, oltre a lasciargli diversi profondi morsi su tutto il corpo. (Agi)
01.06.2005

 

UNA POLIZIA AD HOC

Quasi sul tipo inglese, è stata istituito uno speciale corpo in Turchia  ad uso e consumo dei turisti ai quali dovrà essere data una immagine più pacifica ed accogliente. Proprio per questa ragione gli agenti avranno armi più piccole e non visibili.

Polizia_al_servizio_del_turistaTurkey that has achieved economic and political stability, and is also a growing market in world tourism. Twenty million tourists are expected to visit Turkey this year.
There is a tourist boom especially in Antalya and Istanbul, which are prominent tourism centers. The number of foreign visitors coming to Hagia Sophia, which is one of the most popular sites, increased four times compared to last year and reached 11,000. It is almost impossible to find accommodation in hotels in Istanbul for August, which will host the Champions League Final on Wednesday (May 25), the XXII World Congress of Architecture and the Formula 1 races.
Due to the tourism boom, strict precautions are taken similar to those in European countries. The Governor's office, the security directorate and the tourism sector often hold meetings in Istanbul, where one out of every three tourists visits, and make decisions about preventing any king of images that might affect tourists' psychology negatively. It has been decided in the meetings that police officers that earlier carried "MP 5s" will carry smaller weapons when patrolling. Police officers that are supposed to work in regions such as Sultanahmet, Beyoglu and the Istiklal Street, where there are many tourists, will conceal their weapons. Istanbul's vice governor Cumhur Guven Tasbasi stressed that the decision aims to present Istanbul's peaceful environment to the tourists. Tasbasi noted that Istanbul is a safe city in every corner and said: "the rapid increase in the number of tourists is an indicator of this. Incidents of purse snatching against tourists are almost non-existent. The police officers patrolling the streets also help tourists to feel safe." (Isa Sezen/Zaman)

01.06.2005

 

ED ORA PARLIAMO.....

Il noto pittore turco Ismail Acar - 34 anni, circa duecento mostre all'attivo - esporrà nei prossimi giorni a Venezia nell'ambito della 51° Biennale d'arte della Serenissima 2005. Lo ha intervistato la nostra collaboratrice Ceylin Bediroglu che ha colto anche l'occasione per parlare del curatore veneziano Umberto Branchini.

Acar_IsmailEd ora parliamo di Ismail Acar, di questo giovane e già affermato artista turco i cui dipinti sono apprezzati in Turchia tanto dai critici che da musei e collezionisti. Trentaquattro anni, duecento mostre all'attivo e di queste almeno una cinquantina personali, la stampa (sia quella nazionale che quella internazionale) dalla sua parte nonché pronta ad informare gli ambienti del jet set dei suoi innumerevoli successi e progetti, Acar ha lasciato sempre un buon ricordo tra i suoi fans. C'è ancora ad Istanbul chi non ha dimenticato la rassegna - forse quella che gli ha dato maggiore fama - risalente al 1999 e che si tenne nella moschea di Santa Sofia. Se la statistica non è una opinione, in quella occasione ben 350 mila visitatori in due mesi ebbero modo di ammirare le sue opere. Un vero e proprio trionfo, reso ancora più gradito da fatto che l'ex basilica romana ospitava per la prima volta una manifestazione artistica. Adesso Arcar fa il gran salto ed espone a Venezia. L'evento è di quelli che non capitano tutti i giorni considerato che tra qualche giorno sarà ospite - nell'ambito della 51° Biennale d'Arte della Serenissima 2005 - della grande manifestazione "Sultans in Venice". Ancora una volta l'artista turco cercherà di far parlare di sé, positivamente questo è certo. E del resto ce l'ha messa tutta perché dalle sue opere - in un contesto storico culturale, che è poi quello che ha sempre legato Venezia a Costantinopoli - risaltasse un gioco di luce tutto particolare a corollario di un simbolismo per nulla immaginario.  Quasi a toccare i sultani con mano.
Abbiamo avvicinato Acar e gli abbiamo rivolto alcune domande:

- Nei suoi disegni lei usa principalmente le calligrafie, caratteri arabi, simboli ottomani dimostrando inoltre di avere una profonda conoscenza della storia ottomana. Cosa è che l'attira cosi tanto di quel periodo? Quale concetto vuole esprimere, quale emozione vuole suscitare nelle persone che vedono i tuoi quadri?
Naturalmente ho un punto di partenza; il mio background è la geografia, la mia geografia. Cerco infatti di creare sempre un messaggio indipendente. Partendo dal presupposto che la storia recente è molto importante, specialmente quella relativa agli ottomani e all'arte islamica, faccio il possibile per tirare fuori da questa quello che sono i simboli che rendono legali società e culture. Non a caso, al giorno d'oggi, assistiamo, ad un depauperamento della conoscenza sia culturale che geografica. In altri termini se ne vive lontani. Le conseguenze si fanno poi sentire in quanto le acquisizioni non rispecchiano il proprio interno, quello cioè che uno ha acquisito da una introspezione storico-culturale...
- Come si riconosce nell'arte di oggi? Quali sono le tematiche e le  tecniche che usa?
Non possiamo nasconderci che viviamo in un periodo decisamente frenetico dove una frazione di secondo è sufficiente per cambiare il corso della vita. Questo avviene nel mondo sociale e politico ed anche in quello artistico. Ciascuno ne rimane colpito, cosi da influenzarsi l'un l'altro. L'arte, probabilmente, è quella che ha risentito e che risente dei mutamenti maggiori. Raccoglie i messaggi e li trasmette, in una visuale senza confini. Il mio mondo però è introspettivo. Io ho i miei valori, i miei motivi, le mie calligrafie. Circa le tecniche, le utilizzo un po' tutte. Alcune anche inventate da me, come la perforazione ed i rilievi....
- Qual' è  l'influenza di İstanbul nei suoi tuoi disegni?
İstanbul è la città in cui vivo. Quando apro gli occhi vedo il Bosforo, palazzo Topkapı, Santa Sofia. Vedo una città con una storia di 2600 anni, capitale di tre grandi imperi. Vedo ancora una città che mi influenza profondamente in ogni suo aspetto. Mi viene allora naturale restare fedele alla mia terra e alla mia storia, nell'universalità della pittura....
- Qual'è stata per lei finora la mostra più importante?
Senz'altro quella realizzata in Santa Sofia, nel 1999.  Avevo a mia completa disposizione uno spazio di 4000mq...
- Parliamo un po' della mostra che si terrà a giorni durante la 51esima Biennale d'Arte di Venezia. Come è nato e come si è sviluppato questo progetto?

Tutto ha avuto origine da una visita che fece nel mio atelier il curatore Umberto Branchini. Poi da cosa nasce cosa. Circa la mostra, essa si compone di tre parti: una prima è quella propriamente classica che sarà visitabile presso l'İstituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti; una seconda installazione è dislocata al Fondeco dei Turchi che  nel XVI secolo era la residenza dei commercianti ottomani; la terza ed ultima punta invece sulla esibizione di tessuti con i ritratti dei sultani sui palazzi nobili lungo il  Canal Grande, come richiamo della antica usanza veneziana...
- Sedi espositive strategiche, quindi.  Oltre che importanti. Ma come sono state scelte?

La decisione dei luoghi è stata presa dal mio curatore. Conoscendo me ed miei lavori, ha individuato i posti più adeguati.
("La scelta del Fondaco dei Turchi - ci spiega Branchini - è venuta da sé, conseguenza in fondo di quello che Ismail rappresenta nelle sue opera. Vedi la terra, le origini. Posso affermare comunque che al Fondaco mai un artista turco ha realizzato una cosa del genere. Conoscendo bene la mia città, ho pensato che fosse scontato il suo utilizzo come sede espositiva durante la biennale dato che l'edificio ha rappresentato Costantinopoli per più di 200 anni durante la Repubblica veneziana. Il Fondaco ha ospitato la collezione che ora sta al museo Correr". In quanto all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, ovvero alla seconda sede espositiva, mi piace rammentare - annota ancora Branchini - che venne fondato dal Bonaparte alla fine del '700, Tra gli altri, vi collaborò anche Canova. Il palazzo, che prende il nome dalla famiglia Fianchetti, si trova proprio di fronte alla Fondazione Peggy Guggenheim. Per finire: è un enorme soddisfazione poter esibire tessuti sulle terrazze dei palazzi nobili sul Canal Grande. E' un modo come un altro per rendere omaggio ad un artista quale è il mastro Acar").
- Avete avuto sostegni esterni per questo progetto?
Abbiamo ottenuto i patrocini da parte dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia, del Municipio di İstanbul e del Consolato generale onorario di Turchia a Venezia. İnoltre il museo di Palazzo Topkapi ha dato la disponibilità per realizzare una parte delle riprese per una video- performance. (Celyin Bediroglu)
01.06.2005

LE NAVI DEL SULTANO

Costruite sullo stile di quelle ottomane, offrono gite turistiche sul Bosforo ed il Corno d'Oro. I percorsi.

Nostalgic tours by boat - the design of which resembles those used by sultans and their families in the Ottoman period - have continued to delight locals and foreigners alike since June 2002. Sultan's Boats now offers tours to view palaces overseen by Parliament's National Palaces Department, in addition to their Bosporus and Golden Horn tours. The route of the original palace tour, between Dolmabahçe and Beylerbeyi palaces, has been improved for this season with the inclusion of the Küçüksü Summer Palace, located on the Anatolian coastline. Tours operate five days a week (not Mondays and Thursdays).
Three tours are currently offered:
Tour 1: Dolmabahçe and Beylerbeyi palaces
Tour 2: As above plus Küçüksu Summer Palace
Tour 3: As above plus entrance to Dolmabahçe Palace
Sultan's Boats plans to include the Aynalıkavak Summer Palace in its palace tour program in 2006. (Turkish Daily News)
01.06.2005

 

GIANNIZZERI A NEW YORK

La banda del museo militare di Harbiye ha offerto un concerto alla vigilia della parata turca al Battery Park. L'interesse dei cittadini e dei turisti per la manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi. A rappresentare Ankara i ministri dello Stato Besir Atalay e Mehmet Aydin, portavoce della prossima visita del premier Recep Tayyip Erdogan negli Usa.

GIANNIZZERI_OTTOMANILa_tradizionale_parata_a_New_YorkA janisarry band from Harbiye Military Museum gave a concert before the 24th Turkish Day Parade at Battery Park New York. Americans and tourists watched the show with a great deal of interest.
The Band first performed at the Korean Monument and later at the monument built following the 9/11 attacks at the site of the Twin Towers. Various association and society representatives will attend the Turkish Parade  The Syriac Patriarch from Mardin, Turkey will also join the parade on the Madison Street along with folk dance and music groups in addition to the Ottoman janissary band. It is expected that members of the Syriac community will join the parade this year as congregations from the New York area. Meanwhile, the first American army band, the Military Band of Connecticut, will also take part in the shows.
State Ministers Besir Atalay and Mehmet Aydin will represent Turkey during the parade and it is expected that Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's Adviser, Egemen Bagis, who lived in the US for 17 years, will accompany the dignitaries.
The Turkish Parade is organized by the Federation of Turkish-American Associations (Ftaa). According to information submitted by Ftaa President Ata Erim, a Turkish flag will also be run up this evening at the Bowling Green Park on Wall Street. The traditional Turkish Day Ball will be held on Friday, May 20, at the Marriot Marquise Hotel located in Times Square. (Emrah Ulker/ Zaman)
01.06.2005

UNIVERSIADI: VIAGGIO PER INGEGNERI

La meta è la Turchia. La quota di partecipazione, non ancora definita, dovrebbe essere di 1.700 euro pro capita e comprende i voli di linea da e per l'Italia. Il programma di 14 giorni.

Associazione_IngegneriIn occasione delle prossime Universiadi, l'Associazione Ingegneri ha ottenuto di partecipare a un viaggio in Turchia organizzato per l'evento. La quota di partecipazione, non ancora definita, dovrebbe essere di circa 1.700 euro pro capite e comprende i voli di linea da e per l'Italia, i trasferimenti interni in aereo e in pullman, quasi tutti i pranzi e la sistemazione in hotel a 4 stelle in camera doppia. Si tratta di un viaggio in alta stagione e che tocca le località più belle e archeologiche della Turchia. Il numero di posti è limitato e gli interessati sono invitati a trasmettere con urgenza una loro adesione di massima, non impegnativa, ad info@associazioneingegneri.it, specificando il numero di partecipanti. Di seguito pubblichiamo il programma integrale dell'iniziativa.
PROGRAMMA
1° Giorno:
Italia-Izmir
Domenica 21 Agosto
Partenza da Roma con volo di linea Turkish Airlines. Arrivo ad Izmir. Incontro con la
In occasione delle prossime Universiadi, l'Associazione Ingegneri ha ottenuto un limitato numero di posti per un viaggio inTurchia che si svolgerà in occasione delle prossime Universiadi.
guida parlante italiano e trasferimento in Hotel e pernottamento.
2° Giorno: Izmir
Lunedi 22 Agosto
Prima colazione in Hotel. Trasferimento in bus allo Stadio per la Chiusura dei Giochi Universitari e pernottamento.
3° Giorno:
Izmir - Kusadasi
Martedi 23 Agosto
Prima colazione a buffet. Partenza per Kusadasi. All'arrivo visita di Efeso, il Teatro Grande che può ospitare fino a 25.000 spettatori, la Via Arcadiana, l'Odeon, la Biblioteca di Celsio, il Monumento di Traiano e la Basilica di San Giovanni. Pranzo in corso di visite e nel pomeriggio visita alla Casa della Madonna. Arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
4° Giorno:
Kusadasi - Ankara
Mercoledi 24 Agosto
Dopo la prima colazione partenza per l'aeroporto di Izmir e volo per Annkara. Arrivo nella capitale della Turchia moderna e visita del Museo delle Antiche Civiltà Anatoliche ed Ittite dove si può ammirare una collezione unica al mondo di reperti, della Vecchia Ankara, della Via delle Ambasciate, e del Mausoleo di Atatürk.
Arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
5° Giorno:
Ankara - Cappadocia
Giovedì 25 Agosto
Prima colazione a buffet e partenza per la Ccappadocia lungo il Lago Salato, sulla cui superficie si contempla per chilometri uno strato salino impressionante. Visita della Valle di Ihlara, antica Peristrema romana, tipica per il suo aspetto da canyon e per le sue chiese rupestri. Pranzo in corso di visite. Al termine arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
Giorno:
Cappadocia
Venerdi 26 Agosto
Prima colazione a buffet. Giornata intera dedicata alla visita della Cappadocia, uno degli spettacoli più suggestivi ed interessanti che offre la Turchia. Visita alla Valle di Goreme con le Chiese Rupestri Affrescate. Il paesaggio e l'arte dell'iconografia Bizantina creano una fusione unica al mondo. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita dei Villaggi Trogloditi di: Uchisar, dominata da una parete rocciosa piena di grotte d'abitazione con una suggestiva vista su tutta la zona, Zelve, Avanos e Avcilar. Visita della Città Sotterranea, considerata l'ottava meraviglia del mondo, disposta su 8 piani, una vera e propria città che scendeva fino a 55 metri sottoterra.
Al termine rientro in hotel. Cena e pernottamento.
Giorno: 
Cappadocia - Konya
Sabato 27 Agosto
Prima colazione a buffet. Partenza per Konya. Lungo la strada visita del Caravanserraglio di Sultanhani, del periodo selgiuchide, dove si entra da un suntuoso portale di marmo e si scopre questo monumento fortezza / albergo punto di sosta delle carovane di un tempo. Pranzo in ristorante ed in serata arrivo a Konya, capitale dell'Impero Selgiuchide.
Arrivo in Hotel. Cena e pernottamento.
Giorno: 
Konya - Antalya
Domenica 28 Agosto
Dopo la prima colazione a buffet Visita di Konya, Città capitale dell'Impero Selgiuchide e città del famoso filosofo orientale Mevlana, uno dei maggiori pensatori, capo supremo dei Dervisci Danzanti. Visita del Monastero, simbolo della città con la sua cupola verde di forma conica e del Mausoleo di Mevlana, un vero museo d'arte Turca - Islamica, con preziosi manoscritti e tappeti. Pranzo in ristorante lungo il percorso e, in serata, arrivo ad Antalya, sulla costa turchese. Sistemazione in Hotel. Cena e pernottamento.
9° Giorno:
Antalya
Lunedi 29 Agosto
Prima colazione a buffet. Visita della Panfilia. Inizio da Perge, la cui parte più antica è formata dall'acropoli, dalle due torri circolari a fianco della porta d'accesso alla città, dall'agorà, dallo stadio romano e dal teatro capace di 13.000 spettatori. Quindi visita di ASspendos, la città più importante della Panfilia, fondata verso il 1000 a. C. fiorì sotto i Romani. Il Teatro Romano, uno dei maggiori e senz'altro il meglio conservato di tutta l'Asia Minore, è capace di 20.000 spettatori. Pranzo durante il percorso. Nel pomeriggio visita della città di Antalya.
Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.
10° Giorno: 
Antalya
Martedi 30 Agosto
Prima colazione a buffet. Giornata intera dedicata alla visita della Licia. Inizio da Fsaselide, una delle città commercialmente più significative della costa licia, darà la possibilità di visitare alcuni resti dell'epoca greca - romana, in un paesaggio unico per la sua bellezza. Le varie rovine sono inserite in una ricca vegetazione di pini marittimi e disseminate lungo alcune baie, che vi mostrano una costa dolce su mari di colori intensi. Visita di Myra, con la sua splendida Necropoli Rupestre, le Tombe scavate nelle rocce della montagna con interessanti bassorilievi dell'epoca romana, la Chiesa di San Nicola, sorta nel IV secolo e ben conservata, racchiude il sarcofago vuoto di San Nicola (il corpo f trafugato e portato a Bari), e il Teatro, di epoca romana è ben conservato e situato sotto la necropoli. Pranzo durante il percorso delle visite.In serata rientro in Hotel ad Antalya. Cena e pernottamento.
11° Giorno:
Antalya - Istanbul
Mercoledì 31 Agosto
Dopo la prima colazione partenza in aereo per Istanbul. Trasferimento in Hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Inizio delle visite dell'antica Bisanzio / Costantinopoli con le Moschee Imperiali: la Moschea Blu, celebre per la sua aggraziata successione di cupole e semicupole, la Moschea di Solimano il Magnifico, la Basilica di Santa Sofia, consacrata alla Divina Sapienza capolavoro dell'architettura bizantina, e la Cisterna Sotterranea. Pranzo in corso di visite.Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
12° Giorno:
Istanbul
Giovedì 1 Settembre
Prima colazione in Hotel. In mattinata escursione sul Bosforo costeggiando la costa europea ed asiatica, una scenografia unica con le sue case di legno, le fortezze, le residenze estive dei sultani, con arrivo al Corno D'Oro dominato dai profili delle Moschee Imperiali. All'arrivo visita al Bazar delle Spezie. Tempo libero per attività individuali. Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
13° Giorno:
Istanbul
Venerdì 2 Settembre
Prima colazione in Hotel. In mattinata visita alla Moschea di Solimano il Magnifico, capolavoro dell'architettura ottomana, al Museo di San Salvatore in Chora, con i bellissimi mosaici bizantini, il Palazzo del Topkapi, residenza imperiale dei sultani, con la ricca collezione di porcellane cinesi ed il tesoro imperiale, e tour panoramico del palazzo. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio continuazione delle visite del palazzo quindi visita al Gran Bazar, antico centro commerciale con migliaia di negozi; un vero mercato coperto. Cena libera. Rientro in Hotel e pernottamento.
14° Giorno:
Istanbul - Italia
Sabato 3 Settembre
Prima colazione in Hotel. Partenza per Roma con volo di linea Turkish Airlines. Pranzo a bordo.
Fine del viaggio. (il denaro.it)
01.06.2005

PREMIO MARCHIGIANI NEL MONDO

Il 18 giugno prossimo il presidente del Rotary Club di Cagli (2090 distretto), Urbano Urbinati, consegnerà all'ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili - nella Sala degli Stemmi del Municipio - la massima onorificenza del sodalizio. Sarà presente anche il vice-sindaco Alberto Mazzacchera. Il diplomatico si incontrerà poi con i vertici dell'Assindustria di Pesaro e Urbino.

Carlo_MarsiliTorrione_della_Rocca_a_CagliCento anni di Rotary. Un avvenimento importante che il milione e 300 mila soci festeggiano da una capo all'altro del nostro emisfero. A Cagli - piccolo centro dell'entroterra marchigiano noto per avere dato i natali al pittore Gaetano Lapis detto il Carraccetto - si è voluto ricordare questo momento storico in maniera del tutto del particolare. Il 18 giugno prossimo, infatti, verrà consegnato il <Premio Marchigiani nel Mondo> all'ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili. Del nostro diplomatico, e del lavoro che sta svolgendo presso la sede di Ankara, ci siamo occupati più di una volta per cui sarebbero superfluo aggiungere altre parole per elogiarne i meriti. Fa piacere però che un club, giovane come quello di Cagli, dedichi una giornata ad un figlio della terra marchigiana che si è distinto per l'impegno profuso soprattutto all'estero. Merito soprattutto del suo presidente Urbano Urbinati - già direttore dell''Istituto di Cultura Italiano ad Ankara dall'ottobre 1980 all'agosto 1988 - il quale, non solo assieme al vicesindaco Alberto Mazzaccchera consegnerà personalmente all'amico fraterno nella Sala degli Stemmi del Municipio la massima onorificenza rotariana, ma è l'anima stessa della creazione del premio; come lo fu - del resto - della fondazione due anni fa del club cagliese, distretto 2090. Un club che quanto prima arriverà a 37 soci.
Ancora molto legato alla Turchia e ai turchi, Urbinati non fa mistero di una certa nostalgia per questo Paese che si augura entri nell'Unione Europea nel tempo prefissato pur sapendo che Ankara dovrà superare grandi ostacoli. Di certo l'Italia le è vicina, ed il suo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ancora una volta - nel tete-à-tete di Istanbul a margine della partita Milan-Liverpool - ha voluto rassicurare il premier Recep Tayyip Erdogan circa le buone intenzioni di palazzo Chigi.
I rapporti Roma- Ankara non sono però solo politici (missione del ministro degli Esteri Gisancarlo Fini il 13 luglio prossimo, visita del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi in autunno), ma rivestono sopratutto un carattere economico; anche in campo regionale. A maggior ragione quindi, l'ambasciatore Marsili coglierà l'occasione della consegna del premio per incontrarsi con i vertici dell'Assindustria di Pesaro ed Urbino al fine di portare avanti un discorso più approfondito tra il business locale e la realtà anatolica. Le premesse ci sono da tempo, i tratta ora di imprimere una maggiore spinta a quello spirito di iniziativa che è una delle caratteristiche dei marchigiani. 
____________________
L'antica_Cale_oggi_CagliCagli è città ricca di storia come dimostra il suo nome antico: "Cale", di origine pre-romana. vari ritrovamenti archeologici hanno dimostrato la presenza nel suo territorio degli umbri, degli etruschi e quindi dei Galli Senoni, prima che i romani, con la battaglia di Sentino, (295 a. C.); lo conquistassero definitivamente.
Gli itinerari romani indicano un "Cale Vicus" ed una "Mutatio ad Cale" segno di uno sviluppo abitativo e commerciale avvenuto lungo la via consiliare Flaminia fin dalla costruzione di questa importante arteria viaria. Già nel IV secolo Cagli era sede episcopale con Greciano che partecipò al Concilio di Rimini (359). Caduto l'impero romano il "vicus" dovette subire le incursioni dei Goti e quindi dei Longobardi. Punto strategico nel corridoio bizantino, il territorio cagliese fu per anni conteso ai Bizantini dagli stessi Longobardi.
I cagliesi, intanto, rifugiatisi sullo scosceso colle che domina la Flaminia, chiamato "Bandirola", vi fondarono la città medievale circondata da solide mura. Sul finire del XII secolo si ergeva a Comune grazie al patto stipulato tra il Vescovo Alloderio, il Priore Canonici, l'Abate del Monastero di S. Geronzio e i nobili cittadini. Il Comune fu retto al principio dai Consoli e fin dai primi decenni del XII secolo dai Podestà.
Le lotte tra i guelfi e i ghibellini non risparmiarono la città di Cagli e nel 1287, nel corso di un accesissimo scontro armato tra le due fazioni, un incendio la semidistrusse. Due anni dopo, nel 1289, sotto l'egida di Papa Nicolò IV, venne traslata e riedificata, a pianta classica, nel piano sottostante, ove attualmente si trova. Dopo alterne vicende, nel 1376 circa, Cagli si diede alla Signoria dei Montefeltro ai quali succederanno, nel corso del XVI secolo, i Della Rovere, sotto i quali si mantenne fino al 1631 quando, con l'estinzione della prestigiosa famiglia, entrò a far parte dello Stato della Chiesa e vi rimarrà fino all'unita' d'Italia (1860). (dal sito del Comune)
01.06.2005

LA PRECISAZIONE DI KOC

Il ministro della Cultura turco  ha voluto dissertare sulla differenza tra mosaici e mattonelle in riferimento agli abitanti dell'Anatolia.

Turkish Minister of Culture and Tourism Atilla Koc said it is wrong to describe Anatolians as a "mosaic".
"The colors of a mosaic are separated by the fillin material, whereas Anatolian people cannot be separated as such," elaborated the Minister. He likened Anatolians to traditional Turkish Ottoman tiles, the "cini".
Koc gave a speech at a ceremony organized at the Anatolian Civilizations Museum in Ankara in observation of "museums week" celebrated around the world since 1975 with the initiative of The United Nations Education, Science and Culture Organization (Unesco). He said a rich history and culture live in Anatolia and the land is filled with historic artifacts as well. He emphasized that for the preservation of these artifacts, museums are important. (Zaman)
01.06.2005

 

IL BALLETTO

Vedere i bambini ad Harran, piccolo gruppo di case nel sud anatolico ai confini con la Siria, fa già tenerezza. Ma ancora di più contemplare esili figure, provenienti dalle scuole di Sanliurfa e Sanli-Ata, esibirsi in volteggi come fossero professionisti consumati.

Il_balletto_di_HarranFirst-grade students at Şanlıurfa's private Şanlı-Ata school gave the first live ballet performance ever in the province's Harran district. The enraptured residents of Harran watched the ballet with profound interest.
Young ballerinas performing the "Nutcracker Suite" were met with thunderous applause.
School principal Reşat Kızılateş said he was elated to see his students put on a ballet, adding, "We wanted to bring together art and history." (Turkish Daily News)
01.06.2005

 

CANTANTE GAY VUOLE PARTECIPARE AL KIRKPINAR

Fatik Urek, molto noto in Tv e nei bar di Istanbul, vuole presentarsi alla tradizionale festa per diventare l'<Agha>. "Non accettiamo che i combattimenti siamo macchiati da questa storia", ha dichiarato il deputato locale dell'Akp.

Lotta_a_KirkpinarUn cantante omosessuale turco ha provocato una controversia proclamando la sua intenzione di ricevere il titolo molto bramato di organizzatore delle lotte di Kirkpinar, una festa ancestrale che celebra le qualità virili, molto popolare in Turchia. Fatih Urek, un cantante apertamente gay che si produce frequentemente nella televisione e nei bar di Istanbul, ha annunciato la sua intenzione di presentarsi per diventare l' <Agha>, padrone dei luoghi, dei tradizionali combattimenti di lotta che si svolgono ogni estate a Kirkpinar, vicino ad Edirne, nel nord-ovest del Paese.
"Non ho preso ancora la decisione finale ma, se tutti possono presentarsi, anche io posso essere Agha, è semplice", ha dichiarato Fatih Urek, secondo il giornale <Hurriyet>.  Ma il precedente <Agha> e i deputati locali hanno protestato vivamente contro la sua eventuale presenza a questa festa considerata come un emblema della virilità in Turchia. "Non accettiamo che i combattimenti siano macchiati da questa storia", ha dichiarato il deputato locale del partito al potere, il partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), Necdet Budak. Gran signore, l'eletto ha assicurato di rispettare "ogni tipo di stile di vita", ma ha affermato che un Agha omosessuale non era al suo posto a Kirkpinar. Le lotte di Kirkpinar sono un'attrazione nazionale ed internazionale. I "Pehlivan", torso nudo e modellati in un pantaloncino lungo tradizionale in cuoio spesso, si spalmano regolarmente di olio di oliva durante i combattimenti. Il senso dell'equilibrio è ben più importante della forza per ottenere la prova.Nel passato, la comunità gay della Turchia aveva fatto conoscere dal suo sito internet la sua intenzione di mostrasi in delegazione, con gli invitati del mondo intero, a questo avvenimento. Questa visita era stata annullata per timore di incidenti. (Tetu.com-Afp/Traduzione di Carmela)
01.06.2005

 

LA NOTTE PU' PAZZA DEL MONDO

Ad Istanbul per la finale di Champions League Milan-Liverpool (vinta dal club inglese) è stato un contrasto di emozioni, gioia, lacrime, incredulità. Tra il delirio degli anglosassoni e la delusione degli italiani. La metropoli ha retto bene l'andata dei tifosi. Nessun incidente.

La_vittoria_del_LiverpoolLa_vittoria_del_LiverpoolCentoventi minuti di follia, e poi la notte più pazza del mondo. E' stato un contrasto di emozioni, gioia, lacrime, incredulità, il post-partita dei 60.000 tifosi - per due terzi inglesi - che allo stadio Ataturk hanno assistito alla finale di Champions Milan-Liverpool, e 
all'incredibile rimonta dei Reds dallo 0-3 al 3-3. Solo una parte dell'enorme folla di appassionati arrivati da tutta Europa era potuta ripartire nella notte, dopo la partita prolungata fino a tardi dalla follia del risultato e dalla lotteria dei rigori. Così la città dei due Continenti è stata 
teatro dei festeggiamenti dei tifosi inglesi, accorsi in massa nella speranza di veder tornare nella città dei Beatles quella coppa che mancava in bacheca da 21 anni. E dopo esser stati 
premiati nella fiducia, loro che non avevano smesso di cantare neanche sullo 0-3, si sono concessi un altro regalo: canti, bandiere inglesi e del Liverpool, e naturalmente un fiume di 
birra. Tutti gli alberghi occupati dai gruppi dei tifosi in maglia rossa, sparsi per decine di chilometri in città e alla periferia, sulla costa del mar di Marmara, sono stati palcoscenico di una gioia incontenibile, fino all'alba. E allora il contrasto con il mesto rientro dei 20.000 italiani - chi in albergo chi subito in Italia con il charter - è stato ancora più amaro. 
Durante la partita, tanti dei 40.000 inglesi arrivati a Instabul nel primo pomeriggio di mercoledì 25 maggio erano rimasti nei bar del quartiere di Beyoglu, nei pressi di Taksim Square, a consolarsi dalla delusione per non aver trovato un biglietto davanti alla tv e a una pinta. ''Quando Dudek ha parato, non sono più riuscito a dire nulla - ha raccontato Daniel Handerson, 37enne operaio di Portsmouth - Il mio cuore si era quasi fermato dopo il primo tempo, poi è tornato a battereI tifosi inglesi si sono riversati nelle stradine di Beyoglu agitando striscioni e bandiere con i colori del Liverpool cantando a squarciagola le celebri note della canzone dei Queen "We are the champions". Gente comune, che ha speso i propri risparmi per non mancare alla finalissima di Istanbul: come Ian Worden, di professione elettricista, che ha detto di voler bere fino all'alba per celebrare un evento storico. Ma la festa del Liverpool ha fatto ricchi anche i commercianti di Istanbul: Ioannis Tsioros, gestore di un pub irlandese nella città turca ha ammesso che la birra venduta è stata circa il triplo di quella richiesta nelle notti migliori.
Al clamore dei rossi d'Inghilterra hanno fatto da contraltare i toni dimessi dei tifosi del Milan: soltanto pochi supporter rossoneri sono rimasti a smaltire la delusione a Sultanahmet, nel quartiere storico della città. E tra i rossoneri c'era anche qualche tifoso non italiano: come Michalis Delithanasis, greco: ''Sono molto dispiaciuto - ha detto - ma è 
stata davvero una bellissima partita''. E Istanbul ha retto bene l'ondata dei tifosi: il clima di serenità che ha contraddistinto anche il dopo gara è stato un altro successo, oltre a quello del Liverpool sul campo. Molto diverso da quanto successo 5 anni fa, nel 2000, con i gravi incidenti dopo la partita di Coppa Uefa tra il Leeds e il Galatasaray. La polizia era spiegata in forze massicce, ma non è stato necessario alcun intervento. ''Gli inglesi bevono 
molto, ma noi rispettiamo le loro tradizioni'', hanno affermato. Per la Turchia la finale di ChampionsLeague è stata anche una vetrina per il turismo locale e non solo: un'occasione ghiotta che ha portato nella città centinaia di turchi attratti dal grande evento sportivo. Altri erano arrivati da Paesi molto più lontani come Thailandia, Stati Uniti e anche Australia. Tutti 
stregati dalla notte memorabile del Liverpool: ''Non avevo mai visto prima niente di simile nel calcio. Ora resterò un tifoso del Liverpool fino a quando morirò''. ha sorriso Evan Minard. A Istanbul era arrivato addirittura dalla California. (Ansa)
01.06.2005

 

BASKET

Gli azzurri giocheranno a Foligno dall'8 al 10 giugno, impegnati in un quadrangolare nel quale c'è anche la Turchia.

Gli_azzurri_del_basketGli azzurri del basket saranno impegnati a Foligno dall'8 al 10 giugno in un quadrangolare con Grecia, Algeria e Turchia. Le partite saranno giocate nel palazzetto dello sport folignate. Questi i 16 convocati dal ct Recalcati: Allegretti; Bolzonella; Carraretto; Cittadini; Di Giuliomaria; Fultz; Lamma; Maggioli; Malaventura; Mordente; Pecile; Ress; Rocca; Santarossa; Spinelli; Zacchetti. (Ansa)
01.06.2005

 

GHEORGHE HAGI SI DIMESSO

Al suo posto per allenare il Galatasaray arriverà Eric Gerets, ex giocatore del Milan e già trainer del Wolfsburg. La decisione del rumeno di lasciare la squadra turca presa da alcuni giorni.

Gheorghe Hagi si è dimesso dall'incarico di capo-allenatore del Galatasaray. Sulla panchina della squadra turca arriverà Eric Gerets, ex giocatore del Milan ed ex allenatore Wolfsburg.
L'ex 'numero 10' della nazionale rumena, oggi quarantenne, aveva maturato questa decisione da una decina di giorni, ma ha atteso la fine del campionato prima di renderla pubblica.
"Ho lavorato da solo per tutta la stagione - ha dichiarato Hagi - e non sono riuscito a completare i miei programmi. Sono comunque soddisfatto del mio lavoro. Ho messo in piedi una nuova, ottima squadra e rivalutato quei giocatori considerati troppo vecchi. Ho deciso di dimettermi dieci giorni fa ma ho voluto rendere pubblica questa mia volontà solo al termine dell'ultima partita di campionato".
In merito al suo futuro, Hagi ha precisato una trattativa in corso: "Lo Steaua Bucarest (che ha esonerato Zenga qualche settimana fa, ndr) mi ha fatto un'offerta interessante valuterò dopo alcuni giorni di riposo". (libero.news)
01.06.2005

 

CONFERMA INVECE CHRISTOPH DAUM

Il tecnico del Fenerbahçe ha prolungato per due anni il suo contratto.

Christoph_DaumIl_trionfo_del_FenerbahçeIl tecnico tedesco del Fenerbahce, Christoph Daum, dopo la conquista del titolo nazionale, ha prolungato per due anni il suo contratto. Lo ha annunciato il club turno sul suo sito Internet. "Il Fenerbahce - si legge in un comunicato - ha trovato un accordo con Daum per il prolungamento del contratto per due anni". Le modalità del rinnovo e l'importo dell'accordo non sono stati specificati. Daum, che ha portato il Fenerbahce alla vittoria di due titoli consecutivi, era dato in partenza. (Rai sport)
01.06.2005

 

TURCHIA-ITALIA: ORA E' 2-1

Nel circuito motociclistico di Silverstone, in Inghilterra, vittoria del riminese Leoni Roccoli. Solo terzo Sofluogu che però con 66 punti mantiene saldamente la leadership.

La_gara_motociclistica_di_SilverstoneDavanti ai 90.000 spettatori di Silverstone il Campionato del Mondo Superstock 1000 ci regala un'altra bellissima e combattuta gara. Sulla pista inglese, ridotta per l'occasione da 5,4 km a 3,5 km, il riminese Roccoli stampa la pole con uno stratosferico 1.29.300 e parte al palo affiancato (tanto per cambiare!) dal turco Sofuoglu, da Chiarello e da Van Keymeulen. Alla partenza, come spesso accade è Chiarello a portarsi in prima posizione, seguito da Sofuoglu e Coxhell mentre Roccoli è solo quinto, ma ansioso di rimonta alla quarta curva quasi tampona l'alfiere del team Yamaha Germany Van Keymeulen. Passato lo spavento al giro 2 l'alfiere del team Lorenzini by Leoni, è già dietro al turco e come nelle passate gare inizia lotta per la vittoria fra le due Yamaha R1 numero 54 e 55. Al terzo giro il turco, forse infastidito dal riminese Roccoli, sbaglia e scivola in terza posizione mentre l'italiano stampa un ottimo 1.29.600 e tenta la fuga. Dietro Chiarello su Suzuki precede le Yamaha di Van Keymeulen e Martinez, la Mv di Iannuzzo e l'altra R1 di Scassa. Roccoli e Sofuoglu, riportatosi nel frattempo in seconda posizione, preparano la fuga, ma dietro l' australiano Coxhell a denti stretti tenta di resistere. Giro 4 e Sofuoglu si riprende di cattiveria la prima posizione mentre Coxhell in terza posizione, si riavvicina al duo di testa portandosi dietro Chiarello e Van Keymeulen e a sei giri dal termine si forma un quintetto di cinque moto, ma i primi tre danno l'impressione di avere una marcia in più rispetto a Chiarello e Van Keymeulen. In frenata la R1 del turco appare molto equilibrata e composta, mentre quella dell'italiano è nervosa e sempre di traverso. Bene anche la Suzuki dell'australiano, velocissima nei cambi di direzione, ma in debito in accelerazione. La situazione rimane invariata fino al dodicesimo giro quando la Suzuki di Chiarello, ottimo quarto, decide di lasciarlo a piedi, mentre davanti Roccoli da spettacolo e con una staccata delle sue, in sbandierata infila di cattiveria Sofuoglu e allunga. Si arriva a posizioni invariate all'ultimo giro con Roccoli tallonato da vicino da Sofuoglu e Coxhell, ma il turco alla esse finale, molto probabilmente annebbiato dalla stanchezza, tenta una staccata suicida contro il portacolori del team Lorenzini by Leoni Roccoli, i due quasi si toccano, ma il turco va lungo, Roccoli mantiene la prima posizione e Coxhell guadagna la seconda mentre Sofuoglu al traguardo è solo terzo. Quarto posto per l'altra Yamaha di Van Keymeulen, quinto il sammarinese De Angelis e sesta la Suzuki di Rocamura. Da segnalare inoltre il buon ottavo posto di Luca Scassa, finalmente a punti, il nono posto della MV del bravo Iannuzzo e il decimo del generosissimo Polita protagonista di una bellissima rimonta. In campionato la leadership rimane saldamente nelle mani di Sofuoglu (66 punti) seguito dal bravissimo Roccoli (61 punti) e dal talento australiano Coxhell (47 punti). (Roberto Coiana/Racingworld.it)
01.06.2005

 

ANATOLIAN RALLY

Prende il via domani per chiudersi domenica 5 giugno. E' una prova su asfalto alla quale prendono parte 107 corridori delle più svariate case automobilistiche. Una gara piuttosto giovane in quanto la prima edizione risale al 2000. Dalla sua creazione, gli organizzatori hanno fatto il possibile per rispondere agli standard della Fia.

Il_logo_dell'Anatolian_Rally_del_2001Prova su asfalto, l'<Anatolian Rally> che sarebbe divenuto il Rally di Turchia al suo arrivo nel mondiale nella stagione 2003, si è trasformato nella stessa occasione in una manche su terra. La gara è piuttosto giovane in quanto la prima edizione fu disputata nel 2000. Ma dalla sua creazione gli organizzatori hanno fatto il possibile per rispondere agli standard della Fia e deporre la loro candidatura affinché l'Anatolian Rally venisse iscritto nel calendario.
Nella seconda edizione gli organizzatori modificarono totalmente lo scenario proponendo un rally su terra. E' stata la città di Antalya, sui bordi del Mediterraneo, a diventare il centro nevralgico del rally. Tracciata tra le montagne dell'Anatolia, ad ovest di Kemer, città turistica della costa mediterranea, questa sfida si disputa nel massiccio Beydaglari che domina sul mare e sulla costa della vecchia Lycie, a sud di Antalya.
L'edizione 2002 fu cruciale perché dal suo buon esito dipendeva la sua integrazione nel campionato Wrc. Peugeot e Citroen testarono questa corsa. Sebastien Loeb al volante di una Saxo e Juuso Pykalisto, al volante di una 206 WRC, presero parte all'evento. Purtroppo non raggiunsero l'arrivo e fu Erkan Kazac ad imporsi su una Subaru. Nel 2003 la gara entrò nel mondiale e Carlos Sainz, specialista di nuovi terreni, vinse. L'anno seguente la vittoria andò ancora alla Citroen ma per opera di Loeb.
Per quanto riguarda il percorso esso si situa metà strada tra quello che si trova all'Acropoli e a Cipro e una superficie terrosa, a volte molto aggressiva, in particolare se la pioggia s'invita alla festa ! Considerata la data alla quale si svolge il rally quest'anno il percorso rischia di essere particolarmente modificato. Quindi è difficile che le speciali presentino la stessa fisionomia.
Il Rally di Turchia è uno degli appuntamenti più aggressivi nei confronti del mezzo. Le temperature promettono di essere decisamente elevate, i piloti dovranno di conseguenza sopportare il forte calore all'interno ma anche all'esterno dell'abitacolo.
La Turchia si trova in un fuso orario Gmt + 3. L'orario fornito qui di seguito è quello in vigore in Turchia. Per l'Italia e la maggior parte dei paesi europei bisogna togliere un'ora.
 
Il percorso:
Giovedì 2 giugno
PS 1 AKDENIZ UNIVERSITY 1    2.60 km  19h00

Venerdì 3 giugno
PS 2 PHASELIS 1             28.98 km  08h38
PS 3 ARYKANDA 1             11.95 km  09h46
PS 4 PERGE 1                22.28 km  12h44
PS 5 MYRA 1                 24.05 km  13h27
PS 6 ARYKANDA 2             11.95 km  14h10
PS 7 PERGE 2                22.28 km  17h08
PS 8 MYRA 2                 24.05 km  17h51
PS 9 AKDENIZ UNIVERSITY 2    2.60 km  20h04

Sabato 4 giugno
PS 10 KEMER 1               20.35 km  09h18
PS 11 SILYON 1              29.58 km  10h06
PS 12 KEMER 2               20.35 km  12h49
PS 13 SILYON 2              29.58 km  13h37
PS 14 CHIMERA 1             16.45 km  16h45
PS 15 PHASELIS 2            28.98 km  17h43
PS 16 AKDENIZ UNIVERSITY 3   2.60 km  19h56

Domenica 5 giugno
PS 17 CHIMERA 2             16.45 km  10h03
PS 18 OLYMPOS               33.35 km  11h01

Elenco iscritti
1  SEBASTIEN LOEB-DANIEL ELENA        CITROEN XSARA WRC      A8
2  CARLOS SAINZ-MARC MARTI            CITROEN XSARA WRC      A8
3  TONI GARDEMEISTER-JAKKE HONKANEN   FORD FOCUS WRC         A8
4  ROMAN KRESTA-JAN MOZNY             FORD FOCUS WRC         A8
5  PETTER SOLBERG-PHILIP MILLS        SUBARU IMPREZA WRC     A8
6  CHRIS ATKINSON-GLENN MACNEALL      SUBARU IMPREZA WRC     A8
7  MARCUS GRÖNHOLM-TIMO RAUTIAINEN    PEUGEOT 307 WRC        A8
8  MARKKO MARTIN-MICHAL PARK          PEUGEOT 307 WRC        A8
9  HARRI ROVANPERA-RISTO PIETILAINEN  MITSUBISHI LANCER WRC  A8
10 GIANLUIGI GALLI-GUIDO D'AMORE      MITSUBISHI LANCER WRC  A8
11 ARMIN SCHWARZ-KLAUS WICHA          SKODA FABIA WRC        A8
12 JANNE TUOHINO-MIKKO MARKKULA       SKODA FABIA WRC        A8
14 ANTHONY WARMBOLD-MICHAL ORR        FORD FOCUS WRC         A8
15 HENNING SOLBERG-CATO MENKERUD      FORD FOCUS WRC         A8
16 DANIEL CARLSSON-MATTIAS ANDERSSON  SUBARU IMPREZA WRC     A8
17 SERKAN YAZICI-CAN OKAN             HYUNDAI ACCENT WRC     A8
18 ARIS VOVOS-EL-EM                   SUBARU IMPREZA WRC     A8
19 TABIAS JOHANSSON-KAJ LINDSTROM     SUBARU IMPREZA WRC     A8
31 TOSHIHIRO ARAI-TONY SIRCOMBE       SUBARU IMPREZA WRX     N4
32 XAVIER PONS-ORIOL JULIA            MITSUBISHI LANCER      N4
33 NASSER AL-ATTIYA-CHRIS PATTERSON   SUBARU IMPREZA         N4
34 FUMIO NUTAHARA-SATOSHI HAYASHI     MITSUBISHI LANCER      N4
35 KARAMJIT SINGH-JOHN BERRIE         PROTON PERT            N4
36 MARCOS LIGATO-RUBEN GARCIA         SUBARU IMPREZA         N4
37 MARK HIGGINS-AGNEW TREVOR          SUBARU IMPREZA STI     N4
38 FABIO FRISERIO-GIOVANNI AGNESE     SUBARU IMPREZA WRX     N4
39 JOAKIM ROMAN-ANDERS WALLBOM        SUBARU IMPREZA STI     N4
40 GABRIEL POZZO-DANIEL STILLO        SUBARU IMPREZA         N4
41 NATALIE BARRATT-CARL WILLIAMSON    MITSUBISHI LANCER      N4
42 FEDERICO VILLAGRA-JAVIER VILLAGRA  MITSUBISHI LANCER      N4
43 ANGELO MEDEGHINI-BARBARA CAPOFERRI MITSUBISHI LANCER      N4
44 SEBASTIAN BELTRAN-EDGARDO GALINDO  SUBARU IMPREZA         N4
45 RICCARDO ERRANI-STEFANO CASADIO    MITSUBISHI LANCER      N4
47 A.BA-VICTOR FEDERER                MITSUBISHI LANCER      N4
48 LUIS ROSSELOT-RICARDO ROJAS        MITSUBISHI LANCER      N4
49 HAMED AL WAHAIBI-DAVID SENIOR      SUBARU IMPREZA         N4
50 AKI TEISKONEN-MIIKA TEISKONEN      SUBARU IMPREZA         N4
51 BRICE TIRABASSI-MATTHIEU BAUMEL    SUBARU IMPREZA         N4
61 HAKAN DÝNÇ-BÜLENT KORZAY           SKODA OCTAVIA WRC      A8
62 MEHMET BESLER-AFÞÝN BAYDAR         FORD FOCUS WRC         A8
63 IOANNIS PAPADIMITROU-A. HARRYMAN   SUBARU IMPREZA WRC     A8
64 NEJAT AVCI-BATUHAN MEMÝÞYAZICI     FORD FOCUS WRC         A8
65 NIGEL HEATH-STEVE LANCASTER        SKODA FABIA WRC        A8
66 ALÝ DEVECÝ-MEHMET YAZICI           HYUNDAI ACCENT WRC     A8
67 ÖMER TOLON-ÖZGÜR OKAN              HYUNDAI ACCENT WRC     A8
68 MURAT AKDÝLEK-ÖZDEN YILMAZ         HYUNDAI ACCENT WRC     A8
69 ALÝ ERSÝN-AHMET YÖRÜK              MITSUBISHI LANCER      A8
70 KHALED AL QASSIMI-NICKY BEECH      SUBARU IMPREZA         N4
71 P-G.ANDERSSON-JONAS ANDERSSON      SUZUKI IGNIS S1600     A6
72 MIRCO BALDACCI-GIOVANI BERNACCHINI FIAT PALIO S1600       A6
73 GUY WILKS-PHIL PUGH                SUZUKI IGNIS S1600     A6
74 HAMDÝ ÜNAL-KAAN ÖZÞENLER           FIAT PALIO S1600       A6
75 VOLKAN IÞIK-LEVENT GÜR             FIAT PUNTO S1600       A6
76 ERCAN KAZAZ-CEM BAKANÇOCUKLARI     RENAULT CLIO           A6
77 DAVID HIGGINS-DANIEL BARRITT       OPEL CORSA S1600       A6
78 ANDREAS AIGNER-TIMO GOTTSCHALK     MITSUBISHI LANCER      N4
79 DIMITAR ILIEV-YANAKI YANAKIEV      MITSUBISHI LANCER      N4
80 SUHAIL AL MAKTOUM-AHMAD GHAZIRI    SUBARU IMPREZA         N4
81 FATÝH KARA-GÜRAY KARACAR           FIAT PALIO S1600       A6
82 BURAK ÇUKUROVA-AYKAN ALAKOÇ        OPEL CORSA S1600       A6
83 QUIRIN MÜLLER-PETER MÜLLER         MITSUBISHI LANCER      N4
84 TARIK ÖKTEM-BAHADIR GÜCENMEZ       OPEL CORSA S1600       A6
85 YAÐIZ AVCI-ERSAN ALKIR             FORD FIESTA S1600      A6
86 CENGÝZ YILDIZ-KENAN ENGÝN          MITSUBISHI LANCER      N4
87 FERRAN FONT-MIGUEL AMBLAS          MITSUBISHI LANCER      N4
88 TANSEL ÜRÜNDÜL-MERT SÜZGEN         MITSUBISHI LANCER      N4
89 MURAT ERSÖNMEZ-BURAK ERDENER       SUBARU IMPREZA         N4
90 BURHAN KURU-SERDAR KURBANZADE      SUBARU IMPREZA         N4
91 AHMET BURKAY-GÜRKAL MENDERES       MITSUBISHI LANCER      N4
92 CENK CEYÝÞAKAR-KEREM BAYKAL        MITSUBISHI LANCER      N4
93 KEREM ÜSTÜNKAYA-HANDE ÝÞÇÝMENLER   MITSUBISHI LANCER      N4
94 GÜVEN BOSTANCI-VEDAT BOSTANCI      MITSUBISHI LANCER      N4
95 HASAN ÖZSEYHAN-ERKAN GÜLEREN       MITSUBISHI LANCER      N4
96 MUSTAFA BAYRAKTAR-OKAN AVCI        SUBARU IMPREZA         N4
97 CELAL GÜLERHAN-X                   MITSUBISHI LANCER      N4
98 PHIL NIJS-WARD HANSSENS            SUBARU IMPREZA         N4
99 UÐUR KIZIL-HÜSEYÝN DEMÝREL         SUBARU IMPREZA         N4
100 ALÝ GÜLAN-AYTAÇ BÝTER             MITSUBISHI LANCER      N4
101 EMÝRCAN ALTUNÝÞ-FATÝH ÝNAN        SUBARU IMPREZA         N4
102 NÝSA BOZKURT-MELÝS ÇEKER          MITSUBISHI LANCER      N4
103 BAYRAM GÖREN-SANVER ÝMRAHOR       CITROEN C2             A6
104 MÝTAT DÝKER-ERDAL ORAL            FIAT PALIO             N2
105 ADÝL KÜÇÜKSARI-CÝHAN ÖZDAMAR      FIAT PALIO             A6
106 SERDAR HONAMLI-HAKAN ÝPKÝN        CITROEN SAXO VTS       N2
107 OSMAN GEYLAN-BOÐAÇ HÜRZAT         CITROEN C2             A6
(Rally)
01.06.2005

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