Arretrati 

Anno 6° N.14

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IN ATTESA

"Saranno importanti le dichiarazioni che farà il nuovo Papa", ha dichiarato il premier turco Recep Tayyip Erdogan. Ma qualcuno avrebbe preferito che fosse stato nominato Pontefice il cardinal Tettamanzi.

Papa_Bnedetto_XVI_ErdoganNella prima dichiarazione di leader turco all'elezione di Benedetto XVI, il premier Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato alla rete <Ntv>: "Saranno importanti le dichiarazioni che farà il nuovo Papa".
Non è un mistero che negli ambienti del Governo di Ankara e negli ambienti turchi che più desiderano l'adesione della Turchia a pieno titolo all'Unione Europea, si sarebbe preferito un Pontefice più aperto alle aspirazioni europee di Ankara, dato che Ratzinger - da Prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede - in più occasioni aveva definito "un grande errore" ed "antistorica l'eventuale adesione della Turchia a pieno titolo nell'UE, lasciando aperta, però, la strada ad una partnership privilegiata tra Ankara e Bruxelles.
Nel corso di una riunione dei dirigenti del partito Akp al Governo - secondo il giornale <Milliyet> ed altri quotidiani turchi - sia il premier Erdogan, sia vari dirigenti del partito avevano sottolineato l'importanza della scelta del nuovo Papa per i destini europei della Turchia aggiungendo che l'elezione del cardinal Tettamanzi sarebbe stata "la scelta migliore per la Turchia". (Ansa)
23.04.2005 

LA MANO TESA

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, si è detto convinto che Benedetto XVI è sicuramente diverso nei confronti di Ankara rispetto ad alcune dichiarazioni rilasciate quando era cardinale.

papa_Benedetto_XVI_e GulIl ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha affermato che "è sbagliato definire il nuovo Papa, Benedetto XVI, come antiturco", come hanno scritto alcuni giornali turchi.
"Ci sono dichiarazioni ed interviste da lui fatte. Il Papa chiaramente ritiene che la Turchia, con la sua religione e le sue convinzioni, avrà un ruolo importante in Europa. Ci sono casi in cui le dichiarazioni o le interviste possono essere male interpretate", ha affermato Gul in risposta a domande sul fatto  che prima dell'elezione a Papa, Joseph Ratzinger aveva dichiarato più volte che sarebbe "un grave errore antistorico" l'adesione della Turchia a pieno titolo all'Unione Europea, lasciando tuttavia la strada aperta per una partnership privilegiata tra Ankara e Bruxelles.
Gul ha informato quindi la stampa che sia il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer, sia il premier Recep Tayyip Erdogan, sia egli stesso, avevano subito inviato messaggi di congratulazioni al nuovo Papa. (Ansa)
23.04.2005

 

GIOIA E SPERANZA

Le ha espresse in una dichiarazione, subito dopo la nomina a nuovo Pontefice del cardinal Joseph Ratzinger, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.

Il_patriarca_Bartolomeo_a_destraGioia e speranza per l'elezione di Benedetto XVI sono state espresse in una dichiarazione dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che ha espresso la speranza che il nuovo Pontefice prosegua il cammino per l'unità dei cristiani.
"Salutiamo con gioia e speranza - ha scritto Bartolomeo - l'elezione del cardinal Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, come nuovo Papa della Chiesa cattolica di Roma. Persona di riconosciuta cultura e virtù, succede all'indimenticabile Papa Giovanni Paolo II, in un'epoca in cui le iniziative di quest'ultimo per riavvicinamento delle Chiese si trovano in pieno sviluppo e fruttifere speranze".
"Crediamo - ha proseguito Bartolomeo - che il nuovo Papa, il quale è un insigne teologo e conoscitore della storia, nonché buon conoscitore della congiuntura e delle esigenze contemporanei, abbia grande stima della ricchezza teologica e spiritualità della nostra Chiesa Ortodossa dell'Oriente e di conseguenza vorrà collaborare con Essa per promuovere i dialogo teologico, per il bene della Cristianità e la gloria del Nome di Dio. Sicuramente ora nella Sua qualità di Papa, Capo  ed espressione di tutta la Chiesa cattolica di Roma, diffusa per il mondo, avrà il senso della grande responsabilità di fronte a tutta la Cristianità e al mondo intero, per la salvezza del quale Cristo si è incarnato e sacrificato. Vorrà dunque primeggiare nel tentativo di riappacificazione e dell'unità, evitando le contrapposizioni tra gli uomini". 
"Il fatto che Egli provenga dalla Nazione Tedesca, la quale ha vissuto per molti anni la divisione, le conseguenze della quale oggi giocano un importante ruolo per l'unità e il divenire dell'Europa e più in generale per il mondo intero - ha aggiunto Bartolomeo - dà la speranza e la certezza di poter valorizzare l'importanza del bene dell'unità, o almeno quello della collaborazione pacifica, onde evitare acute contrapposizioni nella Cristianità e al mondo dentro e fuori dall'Europa. Auguriamo di tutto cuore lunga vita e Dio illumini e aiuti Lui onde aver successo nell'esercizio del suo importantissimo ministero". (Ansa)
23.04.2005

 

...E ANCORA SPERANZA

La nomina a presidente della Repubblica di Cipro Nord di Ahmet Ali Talat è un buon segnale per la Commissione Europea ai fini della riunificazione dell'isola di Venere.

Il_nuovo_presidente_della_Rtnc_Ali_TalatLa Commissione europea si felicitata per il "successo elettorale" del nuovo leader della comunità turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, ed ha dichiarato di aspettarsi che questo risultato "crei condizioni favorevoli sotto l'egida dell'Onu in vista di una soluzione complessiva della questione di Cipro".
L'esecutivo europeo, in una nota, ha sottolineato che la vittoria di Talat "conferma il forte desiderio della comunità turco-cipriota di una riunificazione e di una piena integrazione nell'UE". La Commissione ha detto che resta "pronta a sostenere tutti gli sforzi" compiuti in questa direzione e spera in una "rapida adozione" delle sue proposte di assistenza finanziaria da 259 milioni di euro e di agevolazioni al commercio. Si tratta di proposte che puntano a facilitare la riunificazione dell'isola. Bruxelles spera anche nella rapida apertura di due altri punti di passaggio sulla linea verde che divide Cipro.
Talat - 53 anni, leader del Partito repubblicano turco-cipriota (Ctp, di centrosinistra) - è stato eletto "presidente della Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn, riconosciuta solo dalla Turchia) succedendo a Rauf Denktash, 81 anni, lo storico leader turco-cipriota nazionalista già tre volte presidente, che non si era ripresentato. (Ansa)
23.04.2005

 

OSTACOLI

Il fatto che la Turchia ancora non riconosce Cipro è "un problema" per lo svolgimento di eventuali riunioni congiunte Nato-UE.

Il fatto che la Turchia ancora non riconosce Cipro è un "problema" per lo svolgimento di eventuali riunioni congiunte Nato-UE.
Lo si è appreso a margine della riunione ministeriale di Vilnius. "Ci sono problemi", ha detto il Segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, riferendosi in una conferenza stampa ai rapporti con l'UE ma senza precisare meglio.
Da fonti informate si è appreso che il principale di questi "problemi" è appunto il mancato riconoscimento di Cipro da parte di Ankara che rende per ora impossibile svolgere incontri anche solo informali tra i ministri degli Esteri dei Paesi Nato e di quelli UE (gli stessi in 19 casi). A questo proposito si è appreso che il ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer, ha proposto di tenere questi incontri due volte l'anno, ma si sta studiando in quale configurazione farli svolgere per aggirare il problema turco-cipriota. (Ansa)
23.04.2005

 

ARMENI? E LE VITTIME TURCHE?

Circa 523 mila persone - tra il 1915-1922 - sarebbero state uccise da bande armene. Una documentazione uscita all'Ufficio del premier Recep Tayyip Erdogan.

Negli anni 1915-1922 circa 523 mila turchi furono uccisi da bande armene. Lo dimostrerebbero documenti messi insieme e pubblicati in questi giorni dall'Ufficio del premier turco, Recep Tayyip Erdogan, mentre gli armeni stanno rilanciando nel mondo la richiesta che sia definito "genocidio" la deportazione ed il massacro di oltre un milione di armeni da parte del Governo ottomano negli anni 1915 e successivi, di cui nei prossimi giorni ricorre il 90/mo anniversario.
"Nel corso elle ricerche sulla nostra storia di quel periodo ci siamo trovati di fronte a quelle che furono  anche le nostre perdite e le nostre sofferenze", ha dichiarato, presentando i nuovi documenti completi di date e di nomi delle vittime turche, il direttore degli Archivi di Stato Yusuf Sarinay.
"I problemi non cominciarono nel 1915. Il 1915 fu un risultato", ha aggiunto Sarinay sottolineando che migliaia di turchi erano stati uccisi dagli armeni già prima di quella data come reazione al fatto che essi "non erano riusciti a raggiungere la maggioranza della popolazione nella terra che inglesi, francesi e russi avevano loro promesso".
La Turchia, pur riconoscendo la storicità dei massacri, ha sempre negato che dietro la deportazione degli armeni dell'est Anatolia e dietro i massacri da essi subiti ad opera di bande tribali di curdi a cavallo (guidate da signori curdi in contatto con il Governo ottomano di Costantinopoli) vi fosse una preordinata volontà mirante al "genocidio", citando il fatto che gli armeni dell'ovest anatolico "non furono toccati". Ankara nega anche l' accusa armena secondo la quale a perire in quegli anni furono 1.3 milioni di armeni, sostenendo che furono "circa 300 mila". Sostiene inoltre che si trattò di una risposta "di guerra" al collaborazionismo degli armeni con l'allora nemico numero uno, la Russia zarista, che infatti occupò in quegli ani - grazie agli aiuti armeni - quell'area orientale dell'Anatolia. (da take Ansa)
23.04.2005

 

"NON DITE GENOCIDIO"

Intervento del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok, in merito alle accuse di Erevan e del suo presidente Robert Kotcharian.

Il_generale_Hilmi_OzkokIl Capo dei militari turchi ha invitato l'Armenia a rinunciare alle sue rive rivendicazioni sul carattere di genocidio dei massacri di armeni del 1915 ad opera degli ultimi Governi ottomani, ma proprio da Erevan il presidente Robert Kotcharian, in vista ella data di domani 24 aprile (90/mo anniversario dell'inizio di quei massacri) ha chiesto ad Ankara di riconoscere il carattere di genocidio.
"L'Armenia deve conformarsi ai principi internazionali dei diritti fondamentali e fare il necessario per stabilire relazioni di buon vicinato con la Turchia", ha affermato il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok nel suo annuale discorso all'Accademia di Istanbul.
"Le accuse di Istanbul sono senza fondamento", ha proseguito Ozkok che si è allineato alle versione ufficiale turca: la deportazione forzata fu una reazione all'alleanza tra  alcuni armeni e i russi ed ai massacri contro i turchi ed essa mirava anzi a proteggere gli armeni da rappresaglie della popolazione turca. (da take Ansa)
23.04.2005

LA MINACCIA

Duro intervento dei militari turchi che potrebbero ritirare il loro appoggio all'adesione della Turchia all'UE se non avranno fine le pressioni europee su Cipro, Pkk e "genocidio armeno". Critiche anche  agli Stati Uniti.

I militari turchi minacciano di ritirare il loro appoggio, da sempre molto tiepido e condizionato, all'adesione della Turchia all'UE, se le pressioni europee per ulteriori concessioni di Ankara sul Pkk, su Cipro e sul cosiddetto "genocidio degli armeni" del 1915 dovessero tradursi in fatti che costituirebbero un prezzo troppo alto per le sensibilità nazionali della popolazione turca. E' questo il senso di un lungo intervento del generale Hilmi Ozkok, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, tenuto davanti agli allievi dell'Accademia militare di Istanbul e di cui è stato possibile leggere il testo completo.
"Non solo 'UE ha il diritto di dire si o no. Anche la Turchia può farlo", ha detto Ozkok in un punto cruciale del suo discorso, nel quale ha criticato in particolare gli Usa per non mantenere la promessa di fermare le attività del Pkk in Nord Irak e l'UE per agire come "intermediario" delle richieste del Pkk "celate sotto la maschera di diritti culturali" e "nonostante che sia gli Usa sia l'UE abbiano incluso il Pkk nella loro lista delle organizzazioni terroriste".
Anche su Cipro Ozkok ha criticato i Paesi europei per chiedere "nuovi passi" dalla Turchia dopo non avere mantenuto le promesse di mettere fine all'isolamento internazionale di Cipro Nord come premio per l'appoggio dei ciprioti turchi al piano Annan per la riunificazione dell'isola divisa.
Il "numero uno" dei militari turchi ha poi invitato l'Armenia a lasciare cadere la sua richiesta di un riconoscimento del carattere di genocidio dei massacri ottomani di diverse centinaia di migliaia di armeni, una richiesta appoggiata apertamente dal Parlamento europeo e più discretamente dalla Commissione e dal Consiglio europeo.
Alla recente raccomandazione ad Ankara del presidente della Commissione di Bruxelles. Josè Manuel Barroso, di mantenere buone relazioni con Atene, Ozkok ha puntigliosamente risposto che la politica di difesa della Grecia è orientata principalmente a contrastare una presunta" minaccia turca" e che le spese militari greche sono tuttora troppo alte.
Il senso politico del discorso di Ozkok è chiaro, secondo gli analisti ad Ankara: i militari turchi hanno voluto dimostrare di essere ancora in grado di contare sulle grandi decisioni del Paese e di sapersi mettere in sintonia con i sentimenti della popolazione meglio di quanto non possa fare il Governo, che - agli occhi di molti - starebbe mostrando invece di essere disposto a pagare ogni prezzo per raggiungere ad ottobre l'obiettivo dell'inizio del negoziato di adesione.
Un commentatore turco nota, tuttavia, che Ozkok ha avuto l'accortezza di esprimere quelle posizioni dopo che il premier Recep Tayyip Erdogan la settimana scorsa aveva affermato che "ci sono alcuni circoli europei che si sforzano di dividere la Turchia" ed aveva accusato gli stessi "circoli" di fomentare la spirale tra nazionalismo curdo e nazionalismo turco per indebolire le istanze di adesione all'Unione Europea.
Ozkok avrebbe cioè badato a mostrare l'unità strategica della leadership turca, anche per evitare l'usuale accusa europea di una eccessiva influenza dei militari sulla politica della Turchia. (Lucio Leante/Ansa)
23.04.2005

I VANTAGGI

<Turchia Oggi> riprende una intervista di Emma Bonino, candidata alla guida dell'Alto Commissario Onu per i rifugiati, sulla Turchia e sulla sua adesione all'UE.

Emma_BoninoL'ingresso della Turchia nell'Unione europea è motivo di grande inquietudine per diversi Paesi membri. Emma Bonino, 57 anni, candidata alla guida dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, ha diretto la sezione della conferenza dell'<Aspen Institute Italia> dedicata a questo tema. Consapevole dei problemi che il processo di integrazione tuttora comporta, la Bonino è tuttavia ottimista.
Quali sarebbero gli svantaggi di un'Europa unita priva della Turchia?
Stiamo ancora parlando di un processo di integrazione. Se tutto procederà nella giusta direzione l'entrata della Turchia sarà finalizzata non prima di 8-10 anni. Se non avessimo permesso l'adesione della Turchia alle trattative avrebbe però prevalso l'idea di un Europa cittadella cristiana che chiude la porta rinnegando impegni ultradecennali a un grande Paese semplicemente perché è musulmano. Al di là della povertà e dei problemi demografici, lo scetticismo è scaturito soprattutto dalla diversità che rappresenta questo Paese. Per contro credo che l'ingresso di Ankara sia importante esattamente per questo motivo. L'Europa è prima di tutto un progetto politico. Non dobbiamo poi trascurare che la Turchia, Paese musulmano e laico nelle sue istituzioni, potrebbe rappresentare uno strumento di grande aiuto nel dialogo con i 20 milioni di musulmani che vivono in Europa.
I più critici guardano con diffidenza ai fenomeni di radical-islamismo che si manifestano in Turchia e che mal si conciliano con il laicismo della Ue.
L'establishment turco è laico. I fenomeni di estremismo si sono verificati, ma ricordiamoci che anche in Paesi come l'Italia il delitto l'onore era inserito nel nostro Codice penale fino agli anni 70, e che in Austria l'adulterio ha costituito un crimine fino al 1997, quando il Paese era a pieno titolo un membro della Ue. La funzione dei negoziati è tesa a risolvere questi problemi. Ma il ruolo della Turchia nell'ambito di un Mediterraneo allargato è di prim'ordine.
Gli Stati Uniti parlano di una trasformazione in atto nel processo di democratizzazione dei Paesi arabi. Si teme tuttavia che in molti di questi Paesi l'islam non sia compatibile con uno Stato secolarizzato.
Il caso della Tunisia, e della Turchia, dimostra che i Paesi islamici possono sviluppare uno Stato in cui è rispettata la separazione dei poteri. Non è necessario esportare la democrazia. Occorre invece avere sufficiente rigore e coerenza per sostenere le fazioni democratiche che già esistono all'interno di questi Paesi. L'islamismo radicale non esercita più fascino nella popolazione. Non ha funzionato in Pakistan, né in Iran, in Afghanistan o in Sudan. Oggi il mondo arabo sta vivendo una fase di ebollizione. Le popolazioni possono vedere sui canali arabi i processi elettorali in Ucraina, in lrak, in Palestina. La gente si chiede: perché noi no? Vivendo in un Paese arabo ho constatato che negli ultimi due anni è caduto il muro della paura. La gente spesso scende in piazza non per manifestazioni antiamericane, ma per invocare le riforme.
Cosa può fare la comunità internazionale per agevolare questo processo?
Tutto ciò che finora non ha fatto. Sarebbe già molto la rigorosa applicazione degli attuali strumenti. (www.radicalparty.org/Il Sole 24 Ore)
23.04.2005

COMMERCIO DI SANGUE

Il Pkk, oltre agli abituali traffici di armi e di droga, si è buttato anche in questa attività. Recupera il plasma dai curdi che vivono in Turchia sotto forma di servizio sociale. Poi lo vende all'estero.

Le_attività_del_PkkThe terrorist organization, Kurdish Workers' Party (Pkk) started trading in human blood in addition to their narcotics, weapon and herb smuggling activities. The organization collects blood from Kurds living in southeast under the guise of a charity and smuggles it abroad.
It was revealed that the terrorist organization the PKK makes money both from having the blood analyzed by foreigners and from selling it. According to the investigation, the organization has collected more than 3 thousand blood samples so far. Individuals posing as workers from the "Kurdish Red Cross" (Hevva Sora Kurdistan) claim that they are collecting blood for this cause. During the last year, "Kurdish Red Crescent" employees traveled to villages, conducted medical checkups, and collected blood secretly in the name of the charity.
According to information presented by Haşim Söylemez published in the last issue of the weekly news magazine Aksiyon, the so-called "Kurdish Red Crescent" organization founded by the PKK is collecting blood in the southeast in guise of the charity. Blood is only taken from Kurdish citizens. Intelligence services say that these activities have been going on for sometime. This acts, which have occurred mostly in Diyarbakir, Mardin, Batman, and Sanliurfa was also revealed through information published by the organization itself. It is a huge event that nowadays blood feuds have begun as a result of disagreements in an attempt to earn more. (Zaman)
23.04.2005

 

"MONITORAGGIO DINAMICO" PER ANKARA

La Turchia sotto stretta osservazione da parte dell'Unione Europea specie per quanto riguarda la libertà di opinione e di espressione. La dichiarazione del commissario all'Allargamento, Cristina Nagy.

Viste le incertezze e i dubbi che circolano intorno al tema della Costituzione Europea, l'UE ha deciso di accelerare il monitoraggio politico-diplomatico verso i potenziali nuovi aderenti. Fonti UE hanno dichiarato che l'Europa sta seguendo da vicino la fase di riforme attuate dalla Turchia per seguirne l'adozione, e che le valutazioni saranno rese note in un rapporto pubblico nel novembre 2005.
L'accelerazione del monitoraggio è imputabile ai dubbi che la Turchia solleva circa il rispetto della libertà d'opinione e d'espressione, ma altre questioni sono sotto osservazione: l'ondata nazionalistica e il crescere dell'intensità della guerra in Kurdistan.
A proposito del conflitto in Kurdistan, Cristina Nagy, portavoce del Commissario Europeo per l'Allargamento (il finlandese Olli Rehn) ha dichiarato: "La Commissione Europea sta seguendo molto da vicino soprattutto le riforme politiche turche, e anche tutti gli sviluppi, e nel proprio rapporto periodico, che sarà probabilmente reso noto in novembre, produrrà un'analisi molto dettagliata di tutto quel che sta accadendo in Turchia. L'UE ha analizzato l'atteggiamento d'intolleranza della Turchia verso la libertà d'opinione, e i comportamenti razzisti nei confronti dei curdi subito dopo i festeggiamenti del Newroz, il fatto che è stata impedita la diffusione nelle librerie di un libro dello scrittore Orhan Pamuk, e poi il linciaggio nei confronti di membri dell'associazione <Tayad> che intendevano soltanto diffondere un volantino: tutti questi fatti dimostrano che in Turchia vi è un atteggiamento intollerante riguardo alla libertà d'opinione".
La notizia sul rapporto di novembre da parte dell'UE potrebbe invece spingere la Turchia verso un programma di politica interna che rispetti maggiormente le minoranze etniche e il diritto d'opinione. (aprile.online)
23.04.2005

A SCUOLA DI DIRITTI UMANI

Un progetto dell'Università Bilgi, di Istanbul, stimola gli studenti degli istituti primari turchi a ragionare creativamente di eguaglianza e diritti dell'uomo. Con risultati sorprendenti. Dal quotidiano <Radikal>, un'immagine delle trasformazioni in corso nella realtà scolastica turca

Il_campus_dell_Università_Bilgi_ad_IstanbulLe lezioni del corso di "Nozioni di cittadinanza e Diritti Umani" per gli studenti dell'ottava classe [terza media, ndt] della scuola primaria Sururi nel quartiere di Kasimpasha (uno dei quartieri più difficili della vecchia Istanbul) si svolgono in un modo molto originale. Gli studenti infatti invece di essere costretti ad imparare a memoria un gran numero di concetti, elaborano una nuova costituzione, discutono di democrazia ed uguaglianza. All´interno del progetto della Clinica del Diritto del Centro di Ricerche Giuridiche sui Diritti Umani dell'Università Bilgi, gli studenti di alcune scuole primarie vengono stimolati a mettere in discussione le strutture sociali. Idil Elveris, coordinatore del progetto, spiega come concetti quali democrazia, costituzione, uguaglianza e diritti umani siano stati scelti appositamente: "Facciamo lezione discutendo. La ragione che ci ha portato a scegliere questo quartiere è che vogliamo rafforzare quei settori della società che hanno maggiori difficoltà. Inoltre i nostri studenti di diritto fanno un'esperienza importante".
Argomento della lezione è l'uguaglianza: in una classe di 64 studenti non vola una mosca. Can Yildiy e Gizem Ersen, studenti dell'ultimo anno di Giurisprudenza, distribuiscono un foglio agli studenti, in esso vi è la descrizione di un paese immaginario nel quale ci sono numerose diseguaglianze. Uno degli studenti comincia a leggere: "Nel Paese degli Sportivi, dove tutti fanno sport, vengono emarginati gli handicappati fisici. Un giorno un famoso giocatore di basket del Paese, in seguito ad un infortunio, rimane paralizzato. Egli dà il via ad una campagna di raccolta di firme per chiedere che i canestri vengano abbassati in modo da permettere a giocatori in carrozzella di poter giocare. La Federazione Basket rifiuta però questa richiesta con la motivazione che, essendo tutti i cittadini uguali, non è possibile fare una discriminazione di questo tipo".
A questo punto gli studenti cominciano a discutere: per prima cosa condannano la discriminazione degli handicappati, poi difendono la necessità di garantire le condizioni necessarie perché anche gli handicappati possano fare sport. A questo punto gli insegnanti spiegano che cos'è la discriminazione positiva ed invitano gli studenti a fare degli esempi. Comincia Kubra Topbas: "In alcune città le ragazze non vengono mandate a scuola. I maschi invece studiano. Inoltre per le ragazze c'è anche il divieto di lavorare. La campagna 'Forza ragazze, a scuola!' [una campagna promossa dal Ministero dell'Educazione in collaborazione con numerose organizzazioni internazionali, con lo scopo di combattere l'evasione scolastica femminile, ndt] opera quindi una discriminazione positiva". Latife Arslan invece prende un esempio dal film "Titanic"Sulla nave i ricchi stanno nei piani alti, i poveri invece stanno in basso, nei posti più sporchi. Se la nave dovesse affondare darebbero le scialuppe di salvataggio ai ricchi".
A questo punto gli insegnanti leggono l'articolo della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono uguali, senza distinzione di lingua, religione o razza. Kubra Ertan però protesta, dice che negli uffici pubblici prima si sbrigano le pratiche di quelli che danno una bustarella mentre i poveri sono costretti ad aspettare. Un altro studente aggiunge: "Negli ospedali l'amico del dottore passa davanti alla coda senza aspettare e viene visitato subito". Gli insegnanti facendo continuamente domande cercano di stimolare gli studenti a pensare ed a suggerire soluzioni. Ad esempio viene chiesto agli studenti se uguale coincida sempre con giusto: "Se l'istruzione fosse a pagamento, sarebbe uguale per tutti" ma gli studenti protestano: "Questo non può essere giusto perché i ricchi possono pagare facilmente ma i poveri no", un altro studente trova subito la soluzione: "Allora, che i ricchi creino una associazione ed aiutino i poveri!".
Molto positivi i commenti degli interessati. Il Preside della scuola, <Tamer Gumusay>: "I corsi vengono gestiti in modo splendido. Ora gli studenti riescono a stabilire tra loro relazioni più consapevoli. Hanno imparato a responsabilizzarsi verso i problemi. Fin dall'inizio del corso mostrano forti reazioni verso tutte le violazioni dei diritti umani. Hanno imparato molto dai loro fratelli maggiori universitari ed è anche cresciuta la fiducia in loro stessi. Ora anche il più passivo degli studenti della classe prende la parola, sono ora consapevoli di essere individui". Gli studenti: "Nel corso delle lezioni ho imparato quali sono i miei diritti", "Dopo quello che ho imparato mi comporto in modo più giusto con tutti. Prima evitavo di fare la coda alla mensa, adesso non lo faccio più". "Qualche giorno fa in banca un uomo anziano mentre era in coda è passato davanti ad una signora, io sono subito andata da lui e gli ho detto che stava sbagliando", un altro studente conclude: "Durante il corso abbiamo imparato che una lezione non consiste nell'imparare a memoria qualcosa...". (Umay Aktas/Osservatorio sui Balcani- traduzione di Fabio Salomoni-http://osservatoriobalcani.org/artiche/view3417)
23.04.2005

OFFENSIVA CONTRO IL PKK

Negli scontri con le forze di sicurezza turche sono morti 21 guerriglieri, 3 soldati ed una guardia di villaggio. Il bilancio è il più grave dal 1999.

Offensiva delle truppe turche contro i miliziani del Pkk, formazioni indipendentista curda. L'operazione militare, con l'appoggio di aerei da combattimenti ed elicotteri è cominciata  nella zona di Besta, provincia di Sirnak, nella Turchia sud-orientale a poche decine di chilometri dal confine con l'Iraq, e ha provocato già 25 morti: 21 guerriglieri, 3 soldati e una guardia di villaggio. Il bilancio delle vittime è il più grave dal 1999, quando il Pkk aveva proclamato una tregua unilaterale dopo l'arresto del suo leader Abdullah Ocalan. Tregua che è stata revocata nel giugno 2004. (Agi)
23.04.2005

 

CAMIONISTA TURCO UCCISO ALLE PORTE DI BAIJI (IRAK)

Dopo aver eliminato l'uomo, i ribelli hanno incendiato l'automezzo che aveva a bordo merce destinata agli americani.

Un camionista turco è rimasto ucciso in un'imboscata tesagli dalla guerriglia alle porte di Baiji, 200 chilometri a nord di Baghdad, sede della principale raffineria irachena per il greggio destinato all'esportazione. Lo hanno riferito fonti delle forze dell'ordine locali secondo cui, dopo aver eliminato l'uomo, i ribelli hanno appiccato il foco al suo veicolo; a bordo aveva un carico di merci destinate, a quanto sembra, alle truppe americane. Nell'Irak settentrionale dall'inizio dell'anno sono già stati assassinati almeno otto camionisti, la maggior parte di essi originari proprio della Turchia. (Agi)
23.04.2005

 

ATTENTATO AL PAPA E MINACCE

Furono rivolte ripetutamente al giudice Ilario Martella (ascoltato dalla Commissione Mitrokhin) che indagava su Alì Agca e sulla <Bulgarian connection>. Un "convincimento" il nesso tra il rapimento di Emanuela Orlandi e l'ex terrorista che sparò al Pontefice Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981.

Emanuela_OrlandiIl giudice istruttore Ilario Martella, che indagò sull'attentato al Pontefice Giovanni Paolo II, subì minacce alla sua vita ed a quelle di sua figlia e di sua nipote. Le minacce giungevano via lettera in tedesco dalla Germania ed erano molto dettagliate: ad esempio conoscevano il nome anagrafico della nipote (Francesca Maria) conosciuto persino ai parenti più stretti. Il genero che lavorava presso una società aerospaziale in Gran Bretagna fu invitato a tornare in Italia perché quella società "non voleva guai". L'allontanamento del genero di Martella fu evitato grazie all'intervento dell'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi prsso il Governo inglese.
Martella, ascoltato in Commissione Mitrokhin, ha detto: " Emanuela Orlandi venne rapita nel momento più caldo dell'istruttoria quando ero in Bulgaria". Martella non ha prove di un nesso fra il rapimento Orlandi e Ali Agca ma lo definisce "un suo convincimento".
Martella sostiene che le parole di Agca trovarono spesso  dei riscontri. Ad esempio Agca disse che in Bulgaria si incontrò con i servizi segreti di Sofia e che per una eventuale fuga, la notte del 13 maggio 1981, era pronto un tir diplomatico bulgaro che sarebbe partito da via Rubens in Roma. "Effettivamente - ha affermato il giudice istruttore - la sera del 13 maggio partì da Roma un tir bulgaro con immunità diplomatica".
Martella ha definito Agca "un criminale di caratura unica", ma "non agì da solo. Nel 1979, condannato a morte, evase in maniera irridente da un carcere di massima sicurezza turco, corrompendo le guardie. Poi andò in Iran, rientrò in Turchia, con falso passaporto indiano ed in Bulgaria rimase due mesi dove ebbe tutti i possibili aiuti immaginari. Agca in Bulgaria ebbe incontri interessantissimi e riconobbe in una foto i personaggi bulgari che io portai a giudizio (alla fine furono assolti per insufficienza di prove, ndr)". (da take Agi)
23.04.2005

INCIRLIK E GLI USA

La base aerea in affitto agli americani solo per operazioni umanitarie.

La_base_di_IncirlikTurkey has approved a US demand to use the Incirlik Air Base as a "logistic hub" for humanitarian operations.
A decree responding to the US demand will signed by the Turkish Cabinet Council to extend the period of a "secret" decree dated 23 June 2003 for one more year for the second time. It will not be published in the Official Gazette like the former decision. Opponents of the secret decree claimed that it was illegal. If the Cabinet approves it, the US will use the Incirlik Base as the logistic hub for operations in Iraq and Afghanistan.
Turkish Foreign Minister Abdullah Gul, in a speech at Esenboga Airport before his departure for Lithuania yesterday (April 20) said that the process is underway: "In fact there is nothing new. What we have done is to make things more regular. It will be adopted as the extension of former decrees as there are no new dimensions to be considered. I think that the process will be completed soon." Although both Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and Gul have explicitly expressed that there was no link between the Armenian genocide allegations and the Incirlik Base decision, it has drawn attention that the decree has been approved before April 24. The US asked Turkey to use the Incirlik Base comprehensively in May 2004 with demands beyond those in the recently approved framework. The previous demands were to use the base for other regional countries beside Iraq and Afghanistan and for military purposes. The agreement reached today was gained after months of negotiations between the two countries. (Suleyman Kurt/Zaman)
23.04.2005

 

LA TURCHIA SCEGLIE VEICOLI DA RICOGNIZIONE ISRAELIANI

Si tratta di aerei senza pilota. A maggio la visita del premier Recep Tayyip Erdogan a Tel Aviv.

La Turchia ha annunciato ieri di aver scelto una società israeliana per la fornitura alla propria aviazione militare di dieci velivoli da ricognizione senza pilota. La notizia è stata comunicata dall'ufficio competente per l'industria degli armamenti. Ai primissimi di maggio il premier turco Recep Tayyip Erdogan è atteso in visita in Israele e nei Territori dell'Autorità nazionale palestinese. (Arab Monitor)
23.04.2005

 

L'UNIONE CHIEDE LA CREMAZIONE

Ad avanzare la proposta - affinché la Turchia adotti gli standard europei, in particolare circa specifici forni -  è stata la Federazione Europea dei Servizi Pubblici (Effs).

La_particolare_richiesta_dell_UEThe European Union (EU) demands Turkey, which prepares for accession negotiations, to make arrangements on many different issues. Crematoriums are one of these issues.
The European Federation of the Funeral Services (Effs) Jean Neveu said they might demand Turkey to construct a crematorium where corpses can be burned. Neveu emphasized yesterday that Turkey is host to thousands of European tourists and should conform to European standards and conduct funerals appropriate to honor the deceased.
Effs is working to form and develop funeral standards conducted its executive board meeting in Turkey for the first time. The most significant funeral issue among EU member states was confirmed as the crematorium issue, Neveu said that they would reach a consensus on the issue among their members. They might even demand that Turkey open a crematorium he said. "Why not a crematorium in Turkey? We might demand it from Turkey in the future. The first effective crematorium in Spain was not built for the Spanish people, but later some Spanish have used it. The decision should be taken step by step. Religious and cultural issues intervene in Turkey. Preconceptions about the future are unknown, but it might be accepted in the future."
The Countries' opinion about a crematorium might be changed in time, exemplifies Neveu, by saying that the Catholic world had also recently lifted the ban on burning of the deceased. The Effs President also reminded of the objections of the Catholic Church towards the burning the bodies until 1963; however, crematoriums operate in all Catholic countries after 1963. The number of crematoriums varied according to EU countries, Neveu informed and all European countries except Greece allowed the burning of corpses. Although cremations were prohibited in Greece, studies were conducted regarding crematoriums. Neveu added the level of cremations varies from between three percent and 80 percent and that they as the federation, were working to eliminate the difference. (Bahtiyar Kucuk/Zaman)
23.04.2005

ENERGIA: ORA LO SGUARDO VA SUL NUCLEARE

Un'attenta disamina di Stefano Barocci sul problema energetico in Turchia dove si discute sulla realizzazione di un impianto denominato Akkuyu (Nucler Power Plant) che dovrebbe andare in produzione nel 2008 con 2/4 unità capaci di fornire sino 3000 Mw. Verrebbe realizzato non lontano da Gulner sulla costa mediterranea. I vantaggi che deriverebbero da questo sito.

Dove_dovrebbe_sorgere_la_centrale_nucleareNucleare_logoLa Turchia è un Paese relativamente ricco di risorse energetiche e minerali con il suo vasto territorio montuoso che permette la localizzazione di numerosi siti idroelettrici, sebbene questi siano posti a notevole distanza dai maggiori centri abitati. Ricordiamo che la penisola anatolica ha una estensione est-ovest di oltre 1000 chilometri. Le risorse minerali accertate consistono in lignite in grande quantità e, in misura minore, in carbone, petrolio e gas naturale. In generale si può dire che sono stati scoperti numerosi giacimenti di importanza per l'estrazione, ma il loro sfruttamento e la ricerca di nuovi siti procede molto lentamente.
La forte domanda energetica negli anni '60-'70 dovuta ai fenomeni di urbanizzazione e di sviluppo industriale hanno pressoché triplicato la domanda di energia. A fronte di ciò un'errata politica dei prezzi, che prevedeva sussidi al settore petrolifero, ha prodotto rapidamente una situazione di crisi con drastiche riduzioni di disponibilità degli idrocarburi.
Per dare un'idea del processo economico che si è sviluppato in Turchia possiamo confrontare la situazione fotografata nel 1962 con quella nel 1992: all'inizio il maggiore consumo di energia per usi non industriali e commerciali proveniva per il 60% da combustibili agricoli naturali (legno e rifiuti), con la lignite ed il carbone si arrivava ad 80% del fabbisogno turco; nel 1992 oltre il 43% dell'energia utilizzata, compreso ovviamente il comparto industriale, proveniva dal petrolio importato, il 4% dal settore idroelettrico, il 31% da lignite e carbone, il 7% da gas naturale di provenienza domestica ed oltre il 15% da sorgenti alternative come il sole, il vento, il geotermico ecc.
A partire dagli anni '70 la domanda energetica cominciò a superare sistematicamente l'offerta, giungendo alla fine del decennio a porre dei limiti alla crescita industriale. Riduzioni e black-out distribuiti tra le attività industriali, commerciali e residenziali hanno costituito una prima strategia per far fronte al problema, ma nondimeno si giunse ad un razionamento del combustibile nel trasporto delle persone, delle merci e nel settore agricolo. Alla metà degli anni '80 sotto il Governo Özal fu lanciato il sistema Bot (Build, Operate and Transfer) consistente nella fornitura di capitali e tecnologia per costruire nuove centrali elettriche da parte di investitori stranieri, remunerati con un congruo numero di anni di gestione degli impianti, poi trasferiti in toto al gestore turco. La diga Atatürk, le cui prime due unità produttive entrarono in funzione nel 1992, fu uno di questi maggiori progetti, sebbene fosse stata concepita all'inizio come un progetto "chiavi in mano".
Sebbene le risorse turche siano state ampiamente sotto utilizzate sino alla metà degli anni '90 il potenziale produttivo del Paese rimane in generale buono: in anni con buone precipitazioni si superano i 100000 gigawatt-per-ora idroelettrici e la lignite costituisce la seconda risorsa energetica del paese. La lignite è però un combustibile "povero", contenente alte percentuali di acqua e zolfo, e ci ricorda molto le economie dei Paesi della vecchia area socialista, caratterizzando le serate di  Berlino Est,  Praga e Varsavia con il classico odore poco attraente. Inoltre accanto alla scarsa efficienza energetica vi sono noti problemi di inquinamento. Le risorse in petrolio turco accertate, oltre 18 milioni di tonnellate, potrebbero coprire il fabbisogno di tre anni; con le tecniche avanzate oggi a disposizione (e però più costose sia nella fase iniziale di esplorazione, che in quella estrattiva) si potrebbero aggiungere altri 30 milioni di tonnellate. Per quanto riguarda il gas naturale sono state accertate riserve per oltre 13,8 miliardi di metri cubi, mentre quelle di carbone superano il miliardo di tonnellate. Esistono considerevoli risorse geotermiche ma esse o sono sfruttate solo parzialmente, o non sono state neanche prese in considerazione.
La Turchia è giunta ad importare 28 milioni di tonnellate di greggio alla soglia del 2000, mentre possiede aree estrattive nella parte sud orientale dell'Anatolia a contatto del confine con Iran, Iraq e Siria. Le condizioni di esplorazione e di estrazione del petrolio turco, cui l'Ente nazionale Tpa insieme ed esperti di <British Petroleum>, <Mobil> e <Shell Oil Company> hanno dedicato cospicue risorse , sono complesse perché il petrolio turco si trova a notevoli profondità e difficile è la stima delle relative capacità. Le varie compagnie hanno stabilito che il petrolio di produzione paleozoica sarebbe estraibile ed hanno indicato ulteriori aree di interesse nelle falde al disotto delle miniere di sale nell'Anatolia centrale (a nord di Konya), nel Mar Nero e anche nella zona Egea, dove però il sempre presente contenzioso con la Grecia non rende agile lo stabilirsi dell'attività estrattiva (potrebbe diventare un altro argomento del già cospicuo contenzioso). Il Tpao ha anche avviato una procedura per incrementare le quote delle esportazioni di greggio concesse alle compagnie operanti sul suolo turco ed offshore. A complicare la situazione per tutta la durata degli anni '90 è stata la ripresa delle azioni dei terroristi curdi che hanno colpito ripetutamente impianti e personale delle compagnie <Mobil> e <Shell Oil> nell'area sud-orientale del paese.
La Turchia ha anche incoraggiato iniziative in campo petrolifero al di fuori del territorio nazionale giungendo ad una cooperazione del Tpao con l'Ente nazionale idrocarburi del Kazachstan. Occorrerà però del tempo prima che il gas ed il petrolio kazaco possano giungere in Turchia. E' questa la maggiore operazione all'estero del Tpao che possiede anche concessioni in Australia, Egitto e Pakistan. Le cinque raffinerie turche, con una capacità totale di 764000 barili al giorno, sono dislocate nei pressi di Izmir, Kocaeli, Kirikkale, Batman e Mersin. Quest'ultima è l'unica ad essere sostanzialmente in mani straniere. Sempre a ridosso dell'anno 2000 la privatizzazione della raffineria <Tupras> e della compagnia di vendite al dettaglio <Petrol Ofisi> hanno creato alcuni problemi di natura legale, mentre la Turchia estendeva la propria rete di pipeline per il greggio e per il gas proveniente dai paesi dell'Asia centrale, dal Caucaso e dall'Iran, incoraggiando con una intensa "diplomazia petrolifera" le attività di export di questi Paesi e proponendosi come "il terminale" verso il mercato europeo. Non sono mancati naturalmente elementi di contrasto: un'iniziativa russo-kazaca ha fatto giungere il petrolio dal giacimento di Tengiz sino al porto russo di Novorossyisk, andando ad incrementare esponenzialmente il flusso delle petroliere attraverso il Mar Nero e quindi anche attraverso gli Stretti. I turchi, come è noto, sono costretti da convenzioni internazionali a consentire il traffico negli Stretti, ma il Bosforo taglia in due la loro città più importante ed è pienamente comprensibile che l'ipotesi di un disastro ecologico, non escludibile a priori, generi notevole apprensione; così i turchi sono diventati dei grandi sostenitori dei movimenti ambientalisti!
Verso la metà degli anni '80 la Turchia ha cominciato ad approvvigionarsi in maniera più intensa di gas naturale: oltre a quello estratto nella Tracia turca e quello acquistato dalla Bulgaria, sono state aumentate le quote di gas russo. Nel 1992 veniva annunciata l'importazione di gas dall'Algeria, che avrebbe dovuto bilanciare la forte dipendenza dovuta alle importazioni dalla Russia.
Le miniere di lignite e di carbone non sono sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale. Esse sono largamente in mano dello Stato e lavorano con criteri di scarsa efficienza e con tecnologia di vecchia data. Spesso poi il carbone turco, con analogia impressionante al caso Ruhr in Germania, viene ad essere più costoso del carbone importato.
La Autorità Turca per l'Energia (Tek) è responsabile per la produzione di energia elettrica. Tra il 1980 ed il 2000 è stata raggiunta una completa elettrificazione del paese, anche utilizzando le attività di alcune piccole compagnie elettriche locali nella zona Egea e mediterranea. Ad una domanda crescente di energia da parte dell'industria e dei consumatori privati si è risposto dapprima con un aumento delle importazioni elettriche dalla Russia e dalla vicina Bulgaria. Obiettivo della Turchia rimane comunque quello di differenziare le sorgenti di approvvigionamento ed evitare forniture da paesi che sono considerati instabili.
Nell'anno 2002 la capacità di generazione installata si era assestata sul 42% proveniente da carbone e gas, oltre il 45% da siti idroelettrici ed il resto ottenuto da prodotti petroliferi. Il Piano nazionale di incremento dei bacini idrici ha dato i suoi risultati permettendo di progettare e costruire oltre 300 nuovi impianti. La parte centrale dell'ambizioso piano energetico turco era costituito dalle Progetto Sud-est Anatolia che prevedeva la realizzazione delle dighe sul Tigri e l'Eufrate e della Atatürk Dam; prima del cambio del secolo queste opere, la Karakaya Dam, la Keban Dam e la Atatürk Dam erano state realizzate. Il piano prevedeva l'aumento del 25% delle superficie coltivabili e del 45% della capacità di produrre energia. Come è noto la costruzione degli sbarramenti sul Tigri e sull'Eufrate ha prodotto un contenzioso con gli Stati confinanti, Siria e Iraq, che usufruiscono della preziosa acqua di questi fiumi e ciò ha introdotto riserve da parte degli Organismi internazionali amministranti fondi per lo sviluppo di tali progetti. In particolare la <World Bank> ha fatto mancare le proprie importanti linee di credito per la realizzazione delle dighe e degli impianti, la Turchia ha però risolto il problema andando a reperire altrove i crediti necessari.
La Turchia ha accumulato notevoli esperienze nel campo del management delle sorgenti energetiche ma potrebbe insistere su tre direttrici principali per ottimizzare il processo di crescita che la interessa:
1) migliorare la politica dei prezzi dell'energia mettendo maggiormente a confronto produttori e consumatori, introducendo dove necessario riduzioni e limitazioni ad una crescita incontrollata dei consumi;
2) al riguardo dell'economia energetica delle zone rurali (ancora molto importante per la Turchia, sebbene non più prevalente) dovrebbe migliorare l'utilizzazione delle sorgenti agricole naturali (legno e rifiuti);
3) potrebbe iniziare a sviluppare una moderna filiera nucleare che tenga conto delle specificità turche e naturalmente della natura sismica del territorio (fattore che comunque non impedisce a diversi paesi con territorio soggetto a sismi, esempio il Giappone, di operare impianti nucleari di potenza).
Taek_e_impianti_energetici_nucleariLogo_TaekLa discussione su una possibile "via nucleare" ai problemi energetici turchi è stata già avviata dai vertici militari che erano al potere negli anni '80. Fu sviluppato un piano energetico nucleare e costituita in seno alla Tek una Divisione Impianti nucleari di potenza. Le università turche gestiscono diversi reattori nucleari di ricerca di cui si occupa, nell'ambito della Commissione turca per l'energia atomica, la <Taek>, costituita nel 1956. La <Taek> (www.taek.gov.tr) è l'Ente nazionale turco preposto agli usi pacifici dell'energia nucleare nel settore della ricerca, della medicina e delle applicazioni industriali. Ha in organigramma anche le Direzioni che sovrintendono alle procedure di radioprotezione, a quelle di fisica sanitaria ed a quelle relative al trasporto delle sorgenti radioattive. La <Taek>, i cui compiti ricordano approssimativamente le funzioni del nostro vecchio <Cnen>, mantiene stretti rapporti con la <Iaea Esso> ha una sede principale nella capitale Ankara in un moderna costruzione sulla strada per Eskişehir. Opera diverse altre strutture ad Istanbul ed in altre città turche, spesso in stretta collaborazione con istituti tecnologici universitari. La Commissione turca per l'energia atomica è il tramite della <Taek> con il ministero turco per l'Energia.
Negli ultimi mesi del 2004 il Governo Erdoğan ha appoggiato l'avvio di una nuova discussione sulla realizzazione di un impianto nucleare di potenza denominato Akkuyu "Nuclear Power Plant" che dovrebbe andare in produzione nel 2008 con 2-4 unità capaci di fornire sino a 3000 Mw. L'impianto, per il quale i termini per le offerte sono già stati prorogati, sarebbe realizzato sulla costa mediterranea nei pressi di Gülner. Se il progetto andasse in porto si potrebbe pensare di avviare un'iniziativa analoga sul Mar Nero.
Il sito di Akkuyu possiede diversi vantaggi: la vicinanza con il mare permette di trasportare facilmente macchinario pesante ed ingombrante; inoltre l'area non è densamente popolata, il che costituisce un ulteriore elemento positivo in caso di incidenti. La zona poi, e questo è l'argomento principe, possiede una dettagliata analisi degli eventi sismici indietro negli anni e sembra una delle più stabili della penisola anatolica.
Già negli anni '70 si era parlato di questo progetto ed erano state avviate procedure di realizzazione di vario tipo. Seguirono poi anni di turbolenze finanziarie e poi sopravvenne l'evento Chernobyl che ebbe un effetto "anestetizzante" per tutto il settore nucleare.
Tre consorzi hanno risposto positivamente alle offerte rispettando criteri severi di selezione, comprendenti  anni di esperienza con impianti di potenza, possesso delle licenze di gestione nel proprio paese, la realizzazione di due impianti nucleari già operanti, la designazione di un impianto di riferimento simile ad Akkuyu e la mancanza nei progetti di riferimento di casi in cui si siano verificati incidenti. Essi sono la <Società Atomic Energy of Canada> con le imprese turche Guris e Gama Bayinder, il Gruppo <Mitsubishi-Westinghouse>, in collaborazione con le imprese turche <Mng> ed <Enka> ed il Gruppo <Npi> (<Framatome> e <Siemens>), in collaborazione con le imprese turche <Simko>, <Garanti Koza> e <Sfta>.
L'impianto che doveva essere fornito chiavi in mano fu poi ricompreso nella procedura BOT. Esso sarà costituito da unità Pwr o Bwr comprendenti un'isola nucleare e delle turbine, un sistema di stoccaggio del combustibile (con capacità per 20 anni di combustibile spento), strutture di immissione e di uscita del refrigerante e una stazione di conversione elettrica da 154kV e 380kV. In aggiunta il vincitore dovrà fornire combustibile per due anni (corrispondenti al periodo di garanzia), con l'opzione di fornire il combustibile per un totale di sette anni. Durante il biennio di garanzia il consorzio vincente dovrà fornire parti di ricambio e supervisione dell'impianto, con l'opzione di farlo anche nei successivi tre anni. Il vincitore dovrà anche formare il personale dell'impianto e costruire le strutture ancillari.
Naturalmente esistono molti dubbi riguardo ed intorno al progetto sia a livello di politici ed analisti del mondo economico, che della opinione pubblica. Gli attivisti ambientalisti hanno naturalmente iniziato un'intensa campagna che mostra solo effetti negativi. Recentemente un evento sismico di grado 6.2 della scala Richter ha colpito Adana, distante 180 chilometri dal sito di Akkuyu. Le strutture dell'impianto sono progettate per resistere senza danni rilevanti sino a gradi 6.5 della scala Richter. Che succederebbe se si verificasse un evento sismico più violento? I moderni reattori, si parla di reattori di terza, ed in prospettiva, di quarta generazione, presentano dei profili di criticità che interagiscono in maniera positiva con le più piccole variazioni nella cinetica neutronica in modo da essere praticamente auto-spegnenti. Queste fini argomentazioni da esperti di fisica del reattore si sa che impatto abbiano però sulle opinioni pubbliche e quindi sugli elettori; l'Italia né è in fondo il miglior testimone!
Esiste poi un altro argomento che oltre ad avere eco sulle coste egee e su quelle degli Stretti viene considerato attentamente anche nelle Cancellerie degli Stati europei: oramai sanno tutti che se si produce energia nucleare, e quindi si utilizza a scopi pacifici il potenziale che viene dall'atomo, è anche possibile, a vari livelli e con diverse intensità, disporre di Uranio arricchito e separare Plutonio ed altri isotopi fissili e ad alta attività. La possibilità di costruire armi nucleari è qualcosa che spaventa il "Club occidentale" non senza ragione. Una certa "volatilità" della politica interna turca e la storia recente con alcuni vicini geografici può destare qualche perplessità. A maggior ragione l'avvicinamento della Turchia all'Unione e la sua presenza da anni nel consesso dei Paesi firmatari del Trattato di non proliferazione (Npt) dovrebbero permetterle di ragionare con ponderazione e con saggezza sui vantaggi e sugli ulteriori impegni che scaturiscono dal seguire una via nucleare alla risoluzione delle proprie pressanti esigenze energetiche. (Stefano Barocci
Esperto dell'Istituto Italiano per l'Asia, Consigliere economico dell'Ateneo italo-tedesco, già funzionario dell'Ufficio economico dell'Ambasciata d'Italia a Berlino)  
23.04.2005

EGEO ED ADRIATICO: RAPPORTI TRA SPONDE SUL MARE NOSTRUM

"Workshop della Subfornitura Meccanica in Turchia" - organizzato dall'azienda speciale della Camera di Commecio di Ancona "Ancona Promuove", in collaborazione con la Cna Associazione provinciale di Ancona - si aprirà ad Izmir il 13 giugno prossimo. All'incontro economico si affiancherà anche un gemellaggio tra la provincia di Ancona e l'Autorità regionale di Smirne.

Camera_di_Commercio_di_AnconaL'Azienda speciale della Camera di Commercio di Ancona "Ancona Promuove", nell'ambito del programma promozionale 2005, in collaborazione con la Cna Associazione provinciale di Ancona, organizza un "Workshop della Subfornitura Meccanica in Turchia", che si terrà a Izmir nei giorni 13 e 14 giugno 2005, coinvolgendo inoltre la Camera di Commercio di Izmir,  il Consolato d'Italia e  l'Ambasciata di Turchia a Roma.
IzmirL'iniziativa è rivolta alle Pmi della provincia di Ancona operanti nella subfornitura di vari settori (automotive, elettrodomestici, casalinghi, edilizia, giocattoli, mobili e attrezzature da giardino, imballaggio, computer e simili, illuminazione, medicale, produzione di oggetti e contenitori in plastica, ecc.).
All'incontro economico si affiancherà anche un gemellaggio tra la Provincia di Ancona e l'Autorità regionale di Smirne, che si affianca a quelli in essere tra il porto del capoluogo egeo Cesme ed Ancona e tra le due Camere di Commercio. Quest'ultimo rapporto è stato costruito nel 2004 nel corso di un riuscito convegno dedicato ai temi della proprietà industriale tenutosi alla Loggia dei Mercanti di Ancona e che ha visto la presenza di Parlamentari, organi camerali e vertici dei due Uffici nazionali  brevetti e  marchi.
Questa intensa serie di rapporti tra le due sponde mediterranee, qui l'Adriatico e la l'Egeo, si arricchisce anche della collaborazione tra le Università di Izmir ed un pool di Università italiane tra cui Macerata, Roma III, Campobasso e lo <Inrm> che porterà a scambi tra ricercatori agronomi ed economisti ed alla preparazione di un "libro bianco" sulla agricoltura turca. L'importanza di conoscere quest'ultima nei suoi aspetti economici, agronomici e giuridici è dovuto al fatto che l'Italia deve poter giocare un ruolo di primo piano, qualunque sia il destino europeo della Turchia, nel mercato generale dei prodotti agricoli, specialmente in quelli di qualità, ed in quello dei macchinari per l'industria di trasformazione, nella circolazione delle innovazioni in campo agro-alimentare, sviluppando le opportune conoscenze dell'ordinamento giuridico turco in materia. L'Italia, questa è l'opinione di Stefano Barocci che coordina il gruppo italo-turco che lavora al progetto, deve saldamente rimanere al centro del ricco mercato agro-alimentare ed ittico del Mediterraneo e mettere in evidenza con la Turchia tutte quelle nicchie, quelle cooperazioni e quegli scambi che possono arricchire entrambi i Paesi.

Inoltre, su iniziativa del Console d'Italia ad Izmir (l'antica Smirne), si sta avviando anche una collaborazione tra il Liceo turco-francese smirniota ed una Scuola superiore di Ancona, che dovrebbe portare a realizzare un lavoro congiunto italo-franco-turco sulla evoluzione storica dei centri commerciali nell'area mediterranea, sfruttando quegli strumenti di cooperazione nell'istruzione che la UE mette a disposizione anche della Turchia. (Ste. Bar.)
23.04.2005

BENETTON SI ACCORDA CON BOYNER PER UNA JOINT VENTURE IN TURCHIA

A carattere paritetica prenderà il nome di <Benetton Giyim Sanayi> e si occuperà della gestione e dello sviluppo delle attività commerciali della società trevigiana. Si prevede per il 2005 un introito di circa 40 milioni di euro ed una previsione di aumento del 50% per i prossimi cinque anni.

Un_esercizio_BenettonIl Gruppo <Benetton> ha firmato un accordo per una joint venture paritetica con <Boyner Group>, società con la quale la casa di Treviso  mantiene un accordo di licenza dal 1985. Con il nuovo accordo <Benetton> investirà 14 milioni di euro per il 50% di <Bofis> (controllata completamente da Boyner) società che gestisce tutte le attviità commerciali dei marchi <United Colors of Benetton>, <Sisley>, <Playlife> e <Killer Loop< nell'area turca. La joint venture paritetica prenderà il nome di <Benetton Giyim Sanayi> e si occuperà della gestione e dello sviluppo delle attività commerciali dei marchi <Benetton> di tutti i marcHi in Turchia e nella regione con ricavi previsti per il 2005 a circa 40 milioni di euro e una previsione di aumento del fatturato previsto del 50% nei prossimi cinque anni. (Spystocks.com)
23.04.2005

 

GIORNATA NAZIONALE DELL'INFORMAZIONE

Si è tenuta il 21 aprile scorso sul tema delle piattaforme tecnologiche europee ed è stata organizzata nell'ambito del progetto <Tr-Access> del Sesto programma (6PQ).

Il  21 aprile ultimo scorso si è tenuta ad Istanbul una giornata nazionale di informazione sulle piattaforme tecnologiche europee, organizzata nell'ambito del progetto <TR-Access> (Facilitazione della partecipazione della comunità turca di ricerca e sviluppo ai programmi quadro comunitari) del Sesto programma quadro (6PQ).
Alla manifestazione, che peraltro ha ottenuto un notevole successo, hanno preso parte tra gli altri Jesús Rodríguez, capo della Piattaforma tecnologica europea di costruzione (ECTP), e Francesco Jovane, capo della Piattaforma tecnologica sul futuro della produzione industriale (Manufuture) i quali hanno illustrato esempi di piattaforme tecnologiche nonché rappresentanti della Commissione europea che hanno fornito una presentazione generale. L'Ufficio stampa è stato curato dalla signora Tugba Idikut, e-mail: tugba.idikut@tubitak.gov.tr

23.04.2005

 

LA RISPOSTA A META' MAGGIO

Conclusa la missione del Fondo Monetario Internazionale ad Ankara, si attende ora cosa deciderà per il prestito il Consiglio Esecutivo. Il nuovo capo del desk Turchia, l'italiano Lorenzo Giorgianni.

FMISi è recentemente conclusa la missione del Fondo Monetario Internazionale ad Ankara. Nel corso di una conferenza stampa al termine dei lavori, il ministro del Tesoro Ali Babacan ha dichiarato che le due delegazioni hanno raggiunto un'intesa sui punti in sospeso del nuovo accordo e sul contenuto della nuova Lettera d'Intenti, che sarà sottoposta all'approvazione del Consiglio Esecutivo del  Fondo Monetario entro la prossima metà di maggio. Il ministro ha altresì assicurato che i testi di legge sulla sicurezza sociale, sulla riforma bancaria e sulla riforma dell'amministrazione delle entrate saranno approvati a breve dal Parlamento. Della delegazione del Fondo Monetario Internazionale, guidata dal capo uscente del Desk Turchia, Reza Moghadam, faceva parte anche il suo successore, l'italiano Lorenzo Giorgianni. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)

 

INFORMATION TECHNOLOGY

Se ne è parlato nell'incontro tra il presidente sud coreano Roh Moo-Hyun  e i responsabili dell'economia turca. Un centro di cooperazione all'interno dell'Università di Istanbul.

La recente visita in Turchia del presidente sud-coreano Roh Moo-Hyun, accompagnato da una delegazione di ministri, ha messo in luce l'interesse con il quale Seoul guarda alla Turchia quale possibile nuovo destinatario dei propri investimenti diretti, soprattutto nel settore dell'<Information Technology>. Nelle intenzioni del Governo sud-coreano, illustrate dal ministro dell'Informazione e delle Comunicazioni Daeje Chin, è importante puntare sulla Turchia proprio in questo momento, nel quale il Paese è alla ricerca di know-how e tecnologie per sviluppare le proprie strategie informatiche. La cooperazione tra i due Paesi potrebbe essere avviata con lo stabilimento di un centro di cooperazione sull'<Information Technology>, probabilmente all'interno di un Ateneo di Istanbul. Simili centri, infatti, sarebbero già operativi in Cile e Messico. (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

TRENTA PIU' CENTOTRENTA

Rappresentanti di aziende italiane e turche si sono incontrati ad Istanbul e Bursa nel corso di due intense giornate di lavoro.

Trenta aziende italiane hanno effettuato una missione in Turchia nei giorni scorsi nel quadro delle intese tra l'Istituto Commercio Estero (Ice) e la Confapi (Confederazione Italiana delle Piccole e Medie Imprese) che conta, in Italia, 62.000 imprese associate. Le aziende partecipanti, operanti nel settore della sub-fornitura meccanica, della progettistica e dell'ambiente, hanno avuto due intese giornate di lavoro, organizzate dell'Ufficio Ice di Istanbul rispettivamente ad Istanbul e Bursa, nel corso delle quali hanno incontrato 130 ditte turche. (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

RIDOTTI I TASSI

Si tratta di quelli overnight che, per la ricezione e la cessione dei depositi interbancari, sono scesi rispettivamente al 15% e al 19%. Si potrebbe addirittura andare al di sotto dell'8% per l'anno in corso.

La Banca Centrale turca ha inaspettatamente ridotto i tassi overnight  al 15% e al 19%, rispettivamente per la ricezione e la cessione dei depositi interbancari. Si tratta della quarta riduzione dall'inizio dell'anno e conferma la fiducia della Banca sul positivo andamento del trend inflazionistico. Nonostante un recente rialzo dell'indice dei prezzi di produzione (+1.26% a marzo), infatti, principalmente legato all'aumento del prezzo del petrolio, nelle percezioni della Banca Centrale il trend generale su base annua non dovrebbe risentirne eccessivamente, consentendo il raggiungimento di un tasso addirittura inferiore all'8% per l'anno in corso secondo l'indice dei prezzi al consumo. Nelle parole del Governatore Sureyya Serdengeçti, comunque, prima di effettuare ulteriori tagli la Banca Centrale monitorerà attentamente la domanda interna, la disponibilità di liquidità internazionale  nonché l'andamento delle riforme previste nel quadro degli impegni internazionali. (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

BREVI

Cresciuto in Turchia l'indice di fiducia del settore reale nel mese di marzo. Aumentata anche la produzione industriale, specie quella manifatturiera e mineraria.

Secondo i dati rilasciati dalla Banca Centrale turca, l'indice di fiducia del settore reale nel mese di marzo è cresciuto di 0.4 punti a 104.0 principalmente in ragione di un aumento delle vendite sul mercato domestico. Tuttavia, se confrontato con lo stesso mese dello scorso anno, l'indice mostra una diminuzione di 3.7 punti. 
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La produzione industriale in Turchia a febbraio 2005 è cresciuta del 14.9% rispetto allo stesso mese del 2004. Lo ha reso noto l'Istituto nazionale di statistica precisando inoltre che la crescita dei primi mesi dell'anno è stata del 15.2% nell'industria manifatturiera, del 30.3% in quella mineraria e del 14.9% nelle utenze (elettricità, gas e acqua). (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

DIFFICOLTA'

Lo starebbe scontando il Paese turco, in particolare sui mercati internazionali, e questo a causa del persistere degli alti tassi di interesse nonché alla crescente cautela degli investitori rispetto al fattore di rischio.

Il_finanziamentoSecondo l'Agenzia di rating internazionale Fitch, la Turchia sconterebbe ancora qualche difficoltà di finanziamento sui mercati internazionali legata al persistere di alti tassi di interesse nonché alla crescente cautela degli investitori rispetto ai fattori di rischio. Nonostante alcuni importanti elementi di stabilizzazione, quali gli impegni adottati con l'Unione Europea, l'adozione del nuovo programma economico triennale che dovrà accompagnare l' eventuale accordo di stand-by con il Fondo Monetario Internazionale ed il mantenimento di un tasso di cambio fluttuante, che  riducono la "fragilità" del mercato turco, alcuni aspetti indurrebbero ancora a qualche cautela: tra questi, il ritardo nell'avvio del programma del Fondo e l'incertezza derivante dai referendum connessi all'entrata della Turchia nell'Unione Europea.
Il Gruppo <Doğan>, attuale proprietario di maggioranza della <Dışbank<, ha siglato un accordo di vendita con il gruppo finanziario belga-olandese <Fortis>, che acquisirà l'89,3% delle azioni della <Dışbank>, la settima per grandezza in Turchia. La Fortis ha intenzione di procedere quindi all'acquisizione del restante 10.7%, attualmente posseduto da piccoli investitori, mediante un'offerta pubblica che sarà lanciata a breve. La <Dışbank> conta attualmente oltre un milione di clienti, 173 filiali e uno staff di 4.500 impiegati. Il valore di mercato della banca è stato stimato a  $1.07 miliardi e lo scorso anno ha totalizzato entrate nette per $80 milioni. (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

ANNULLAMENTO

Saltata - su decisione dell'Amministrazione turca per le Privatizzazioni (Oib) la gara che riguardava la <Tekel> per mancanza di offerte sufficienti. E' la seconda volta.

L'Amministrazione turca per le Privatizzazioni (Öib) ha recentemente annunciato l'annullamento della gara per la privatizzazione della <Tekel>  per mancanza di offerte sufficienti. Si tratta del secondo annullamento, dopo quello del 2003 (in tale occasione l'offerta più alta, provenuta da parte giapponese, era stata giudicata insufficiente). Alla base dello scarso interesse all'acquisizione sarebbero stati i continui rialzi delle imposte su tabacchi ed alcolici: prima della scadenza del termine delle offerte alcune fra le ditte interessate alla <Tekel> avevano chiesto nel corso di un incontro presso il Ministero delle Finanze,  che le tasse sui tabacchi fossero bloccate almeno per un periodo di cinque anni. (fonte Amb. d'Ita)
23.04.2005

 

INDICATORI MACROECONOMICI

PNL 2004: 9.9%
PNL pro capite 2004: US $ 4.172
PIL 2004: 8,9%
PIL pro capite 2004:  US $ 4.187
Inflazione  (prezzi al consumo): 9.32%
23.04.2005

 

UN INVESTIMENTO RAGIONEVOLE

<Unicredit> si rafforza in Turchia. E' in dirittura di arrivo per l'acquisizione della <Yadi Kredi". Una dichiarazione del presidente dell'istituto italiano.

Unicredito<Unicredit> si rafforza in Turchia. E' infatti in dirittura d'arrivo l'acquisizione della <Yapi Kredi>,radicato istituto di credito turco che porterà la banca italiana ai vertici delle classifiche dimensionali di quel Paese. "In Turchia - ha spiegato il presidente di <Unicredit>,Carlo Salvatori, a margine del forum italo/bulgaro di Sofia -abbiamo già una joint venture che ci da soddisfazioni. Ora siamo in dirittura d'arrivo per l'acquisto della <Yapi Kredi>". Si tratta, ha aggiunto, di "un investimento ragionevole". (Agi)
23.04.2005

NEI CIELI DUE NUOVI AIRBUS

Il direttore marketing della dell'industria aeronautica europea, Gunther Schubert, ha dichiarato che i primi due A 380 dei 36 ordinati dalla thy saranno consegnati tra novembre e dicembre prossimo.

I_nuovi_airbus_380Airbus Customer Relations Marketing Director Gunther Schubert said the first two A330 planes of the Turkish Airlines (Thy) order for 36 planes will be delivered in November or December.
Schubert spoke to press in Istanbul yesterday, saying that A380's are twice as big as A330's in size but they do not see any need in Turkey for A380 yet. Introducing their new plane model A350, Schubert noted that Turkish companies can fly to Australia or South America from Istanbul with this model which covers a longer distance than the A330. Vice president for market forecasts Laurent Rouaud defined Turkey as an exciting market which they have been in for a long time. Rouaud expressed that Turkey bought its first Airbus in 1984 and during the last 4-5 years it has expanded the airbus fleet twice more and added that they have 50 percent of the plane market of delivered planes and those to be delivered in future. Rouaud said that an order for 263 planes costing $24 billion is expected from Turkey and said, "We hope to get 50 percent of this order." President of press relations of Airbus Turkey Maggie Bergsma said on a question about the usage of mobile phones on planes that they are in talks with suppliers to make mobile phones usable on planes. Bergsma said, "We hope to include this system on planes in 2006." (Zaman)
23.04.2005

 

<KAPPA> IN TURCHIA

Nuovi accordi per lo sviluppo dei marchi firmati da <Basicnet>. Vendite minime garantite pari a 8 milioni di euro.

<Basicnet> ha annunciato di aver siglato nuovi accordi di licenza per lo sviluppo dei marchi <Kappa>, (abbigliamento ed accessori tecnico-sportivi) e <Robe di Kappa> (casualwear), in Turchia, Belgio, Paesi Scandinavi e Repubbliche Baltiche. Sulla base delle nuove licenze, viene spiegato in una nota della società torinese, sono attese vendite minime garantite pari a 8 milioni di euro in Turchia, 13 milioni in Belgio e 25 milioni in Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Lituania, Lettonia ed Estonia. (Agi)
23.04.2005

 

PARTE DEL LEONE NELL'INVESTIMENTO ALGERINO

Il presidente del Paese africano, Abdulaziz Buteflika, parlando con il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, ha rivelato che sono già pronti 55 miliardi di euro per la riconversione e lo sviluppo del territorio con priorità alle compagnie turche.

A_sinistra_il_presidente_algerino_Abdulaziz_ButeflikaHosting Turkish Foreign Minister Abdullah Gul , Algerian President Abdulaziz Buteflika said that they have already allocated $55 billion for the re-development of Algeria over the next five years and a priority has been given to Turkish companies.
The message, "You are a privileged country, we do not even have a geographical union, we are simply neighbors. Expand to Western Africa from here" was given to the visiting Turkish committee.
Buteflika noted that they would also prioritize Turkish firms to perform the restoration of Ottoman arts such as the Dayi Palace.
The problem that Turkish companies encounter regarding the letter of guarantee also came to the agenda. Algerian businessmen took assurance letters from France and Italy instead of Turkish banks because of "not knowing" Turkish banks adequately.
Third world countries take a seven percent commission for this work. Buteflika told the Turkish committee that he had already given the required obligations to solve this problem. (Suleyman Kurt/Zaman)
23.04.2005

 

APPUNTAMENTO A BAKU IL 25 MAGGIO

Il ministro turco per l'Energia, Hilmi Guler, ha annunciato l'inaugurazione dell'oleodotto che collegherà i pozzi azeri con il terminale mediterraneo di Ceyhan passando per Tbilisi.

Baku-Tblisi-CeyhanTurkish Minister of Energy and Natural Resources, Hilmi Guler announced that the first oil will be pumped into the Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc) pipeline with a ceremony that will be organized in Baku on May 25.
Guler said in a statement to the "Turkey Bulletin", a monthly magazine of the ruling Justice and Development Party (Akp), yesterday that the current point reached in the Btc pipeline project is extremely satisfactory. The Minister informed that 92.3 percentage of the pipeline has been completed, that the plan is to complete the construction works during the first half of 2005. (Economy News Desk/Zaman)
23.04.2005 

 

ESPLOSIONE IN MINIERA

Quasi certamente deceduti un ingegnere e 17 lavoratori. La sciagura vicino Gediz, nella provincia di Kutahya.

Diciotto minatori sono rimasti intrappolati in seguito ad una esplosione di gas in un impianto di estrazione del carbone nella Turchia occidentale. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa <Anadolu>. Un funzionario del governatorato locale ha raccontato che alla miniera vicino Gediz, nella provincia di Kutahya, sono stati tratti in salvo due feriti ma ci sono ben poche speranze di sopravvivenza per quelli, un ingegnere e 17 minatori, che sono rimasti intrappolati ad una profondità di 300 metri nel pozo, dove si è sviluppato un incendio. (Agi)
23.04.2005

 

35 MILA BARILI DI GREGGIO NEL LAGO ATATURK

La fuoruscita da un oleodotto che collega la regione estrattiva di Batman al terminale petrolifero di Dortyol. E' scoppiato anche un incendio che ha causato la morte di molte tartarughe.

Tartarughe_in_fuga_per_l'incendioParecchie migliaia di barili di greggio si sono riversati nel lago Ataturk (est della Turchia) ed hanno preso fuoco, in seguito a una fuoruscita prodottasi da un oleodotto. Lo hanno reso noto fonti locali, precisando che l'incendio è ormai spento. Una fessura sull'oleodotto che collega la regione estrattiva di Batman (est) al terminale petrolifero di Dortyol, è stata constatata all'altezza della provincia di Sanliurfa. Da lì il greggio, affermano le fonti, si è diffuso nel lago artificiale intitolato al padre della moderna Turchia. Secondo il quotidiano <Zaman>, 35.000 barili di greggio sono fuorusciti dalla conduttura prima che questa venisse chiusa, formando una chiazza lunga un chilometro e spessa 4 centimetri. Le squadre di soccorso dalla compagnia petrolifera <Botas>, proprietaria dell'oleodotto, hanno installato una barriera per impedire al greggio di espandersi ed hanno cominciato a pomparlo, ma non sono riusciti a impedire che scoppiasse un incendio. La televisione <Ntv> ha diffuso immagini di fiamme alte diversi metri sulla superficie del lago e di animali - soprattutto tartarughe - bruciate nell'incendio. Il lago Ataturk, il maggior invaso artificiale della Turchia, è stato realizzato nell'ambito di un vasto progetto di sviluppo che a regime comprenderà 22 dighe e assicurerà l'irrigazione di 1.7 milioni di ettari di terre agricole. Spente le fiamme - riferiscono fonti locali - le squadre di <Botas> sono state impegnate in operazioni di bonifica. (Ansa-Afp)
23.04.2005

 

VA DI MODA ADESSO IL SARTO TURCO

Un'azienda di abiti con sede nel Tennessee, la <John H. Daniel>, ha scoperto che di fronte alla concorrenza internazionale ingaggiare  tagliatori anatolici è conveniente anche se questi si spostano con l'intera famiglia.

sarto_turcoAn American company trying to keep in step with international competition has hired master Turkish tailors from Turkey.
According to frontpage news of the Wall Street Journal, a suit producing company called John H. Daniel, located in Knoxville city, Tennessee, is sending representatives to Istanbul to find master tailors to transfer them to US. The company has chosen to import talented and relatively cheap master tailors over closing the factory or moving it to a country where labor force is cheap in response to international competition and it is reported that this is why the company has arranged meetings at big hotels of Istanbul. The newspaper points out that, nowadays few Americans have chosen to become tailors since immigrants especially Italians became rich and withdrew from the profession and for this reason, it has became harder day by day to find a tailor in US. It is stated that the company has transferred a few Turkish tailors so far and that now Turkish tailors account for 30 of their 300 workers. The Wall Street Journal reports that to bring a Turkish tailor to the US with his family costs the company $12,000 to the company, and a Turkish tailor earns $11.50 per hour for their labor. (Anadolu News Agency/Zaman)
23.04.2005

 

IN ATTESA

Ci si chiede come mai l'Istituto turco di Storia, dopo tre anni dalla richiesta, non sia ancora riuscito ad ottenere da Atene il permesso per condurre ricerche sulla propria arte che si era sviluppata in Grecia durante la sua lun