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Cari amici, <Turchia
Oggi>
- sito indipendente e che va avanti con le proprie forze -
non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano.
Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No,
quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi
in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In
altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche
sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere.
Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci
aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la
direzione. |
IL MODELLO
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La
Turchia - come ha tenuto a sottolineare il presidente della
Repubblica Ahmet Necdet Sezer - lo è sia per democrazia sia
per secolarità. Al centro di un importante regione. |
Turkey is a
model country with a secular and democratic state governed by the
rule of law, Turkish President Ahmet Necdet Sezer said.
Turkey has of late been held up as an example to Muslim countries in
a time when there have been increasing changes around the world and
is ready to share its experiences with all its neighbours and
friends, Sezer told a conference at the War Academy in Istanbul.
Being located in a strategically important position, Turkey is at
the centre of many developments as a stable country, the President
said.
"Turkey tries to be constructive, be interested in issues
which have regional and global importance and tries to put forward
solutions," said Sezer. "We hope that Turkey's efforts are
perceived correctly by our friends."
Turkey's historical policies to promote regional and international
peace and stability, and its integration with the European Union
stemmed from the fundamental principles formed within the scope of
the general wishes of the Turkish nation, he said.
(NtvmSnbc)
15.04.2005
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L'OFFESA
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Il
Capo dello Stato turco respinge le accuse secondo le quali
l'Impero ottomano avrebbe commesso un genocidio contro gli
armeni. "Nella società del tempo erano parte integrante
della società". |
Claims that
the Ottoman Empire had committed genocide against its Armenian
citizens were offensive and hurt the Turkish nation, the country's
President said .
Addressing a conference at the Turkish War Academy in Istanbul,
President Ahmet Necdet Sezer said scientific objectivity should be
used when assessing historical events.
Research should be conducted into the allegations by making use of
documents that were objective and unbiased, the President said.
Turkish citizens of Armenian origin were and indispensable part of
Turkish society who have equal rights and responsibilities in the
modern Turkish Republic, said Sezer. (NtvmSnbc)
15.04.2005
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COMMISSIONE
CONGIUNTA
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La
Turchia la ha formalmente proposta al Governo Erevan per
affrontate insieme la questione del genocidio, o presunto
tale, degli armeni. L'annuncio dato dal ministro degli Esteri
turco Abdullah Gul. |
Il premier turco Recep Tayyip
Erdogan ha inviato nei giorni scorsi una lettera al suo omologo
armeno, Robert Kotcharian, proponendo l'istituzione di una
commissione congiunta turco-armena per giungere a conclusioni comuni
sui massacri degli armeni da parte degli ultimi governi ottomani
negli anni 1915-16.
Massacri che gli armeni definiscono "un genocidio", mentre
i turchi rigettano questa definizione. Lo ha reso noto in
parlamento il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gül,
aggiungendo che la commissione costituirebbe "un primo passo
verso la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi", come
chiesto ad Ankara dall'Unione europea in vista dell'avvio, il 3
ottobre prossimo, del negoziato di adesione.
La frontiera tra Turchia e Armenia è chiusa dal 1993 (sia per la
polemica sul "genocidio" del 1915 sia per la guerra
armeno-azerbaigiana in Nagorno Karabakh) e tra le rispettive
capitali non esistono relazioni diplomatiche e i collegamenti sono
limitati ad un solo volo la settimana.
(ticin@nline)
15.04.2005
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IL RICHIAMO
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Il
Presidente della Repubblica della Turchia, Ahmet Necdet Sezer,
ha chiesto che gli Usa si assumano le loro responsabilità nella
lotta in Irak contro i terroristi curdi del Pkk. |
Turkey has appealed to the
United States to start acting on the presence of separatist Kurdish
groups holed up in the Kandil Mountains in northern Iraq.
Speaking at a conference at the War Academies, President Ahmet
Necdet Sezer expressed Turkey's irritation with the continued
presence of the terrorist Kurdistan Workers' Party (Pkk) in Iraq and
said, "We now expect the United States to begin to undertake
that which is required by its pledges to Turkey."
Sezer said the Iraqi interim administration as well has made
revelations that it wanted to terminate the Pkk presence in northern
Iraq.
The Turkish president said Turkey attached great importance to the
preservation of the territorial integrity of Iraq.
He said Kirkuk maintaining its place within Iraq's territorial and
political integrity should not be just a priority for Turkey, but
for all the international community.
The president said Turkey was closely interested in developments
in Iraq. He said Turkey was very worried with the continued
confrontations, increasing death toll and failure to establish stability.
The president also underlined that the Turkish nation was seriously
distressed by the murder of Turkish truckers in "heinous"
attacks and stressed that Turkey was not sparing any effort to
provide security to its citizens in Iraq.
Speaking also on Turkish-European Union relations and the
Cyprus issue, the president said Ankara would recognize the
"Republic of Cyprus" only after a settlement was reached on the
island and shrugged off criticism against the Justice and
Development Party (Akap) government's move to expand the 1963 Ankara
Agreement between Turkey and the union to cover all new members,
including the Greek Cypriots. The president said such a development
would not mean Turkey would abandon the Turkish Cypriot people
and their just cause. The Turkish president also stressed that
Turkey's Westernization vocation was not confined to European
Union membership but included the United States as well. He
said Turkey had no intention of indicating a preference between
its two important partners. (Turkish Daily News)
15.04.2005
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UCCISI
DUE MILITANTI DEL PKK
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E'
avvenuto nella provincia di Sirnik (sud-est anatolico) durante
un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza turche. |
Due militanti
del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), organizzazione politica
messa al bando da Ankara, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza
turche nella parte orientale del Paese. Come precisa un comunicato
ufficiale, "le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione
contro un gruppo di terroristi a Idil, nella provincia di Sirnak, e
due terroristi sono rimasti uccisi nello scontro a fuoco".
Il Pkk, che combatte per la creazione di uno Stato curdo nel sud-est
anatolico, ha lanciato una campagna militare contro il Governo di
Ankara nel 1984. Oltre 30 mila persone, la maggior parte delle quali
curde, sono rimaste uccise nelle violenze e negli scontri. Nel 1999
fu catturato il leader dell'organizzazione, Abdullah Ocalan. La
richiesta di una tregua, proposta dal Pkk nel 2004, fu respinta dal
Governo turco. (Adnkronos)
15.04.2005
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L'AUGURIO
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Lo
ha fatto il Governo di Ankara - per bocca del suo premier
Recep Tayyip Erdogan - al nuovo presidente curdo dell'Irak
Jalal Talabani.
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"Auguriamo
successo alla nuova amministrazione irakena e ci aspettiamo di
vedere risultati nel più brevbe tempo possibile", ha
dichiarato il premier turco Recep Tayyip Erdogan - citato
dall'agenzia <Anadolu> - con riferimento agli ultimo sviluppi
irakeni.
Quanto all'elezione avvenuta del leader curdo Jalal Talabani come
presidente dell'Irak, Erdogan ha dichiarato che la sua nomina era
"attesa" ed ha aggiunto che Ankara si attende ora "di
vedere un Irak che stabilizzi la sua integrità territoriale tra le
altre Nazioni del mondo e dove un gruppo etnico o religioso non
abbia egemonia sugli altri, dove tutte le risorse naturali
appartengano all'intero popolo irakeno e dove Kirkuk abbia uno
status speciale di appartenenza a tutto il popolo irakeno". (da
take Ansa)
15.04.2005
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APPELLO
CONTRO L'ONDA INDIVIDUALISTA
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Lettera
aperta di 200 intellettuali turchi in cui si esprime
preoccupazione per l'ondata di nazionalismo innescatasi di
recente nel Paese e che rischia di riacutizzare le tensioni
interne. |
Un gruppo di
intellettuali turchi hanno diffuso una lettera aperta in cui si
esprime "preoccupazione" per l'ondata di nazionalismo
innescatasi di recente in Turchia che rischia - secondo i medesimi
firmatari dell'appello, di riacutizzare le tensioni interne con i
curdi e di creare contrapposizioni esterne sulla questione del
cosiddetto "genocidio" degli armeni del 1915.
"Si sta tentando di ostacolare, prendendo pretesto da recenti
avvenimenti, il processo di pace e di pacificazione nel nostro
paese. Temiamo un ritorno alla violenza e ad un'atmosfera di
lotta" - è scritto nell'appello firmato da vari accademici,
scrittori, artisti, giornalisti e dirigenti di organizzazioni non
governative pubblicato ieri da alcuni giornali turchi.
I firmatari dell'appello fanno riferimento agli scontri avvenuti in
due riprese negli ultimi giorni a Trebisonda (sul Mar Nero) tra
nazionalisti e membri dell'"Asssociazione di solidarietà con i
detenuti" (Tayad), cinque membri della quale sono stati
sottratti a fatica dalla polizia ad una folla di duemila persone che
volevano linciarli perché -secondo alcune voci- avrebbero tentato
di bruciare una bandiera turca, come alcuni giovanissimi curdi hanno
fatto il 20 marzo scorso a Mersin in occasione della festa del
Newroz.
Il copione si è ripetuto nella stessa Trebisonda dove la
polizia è intervenuta a proteggere e mettere in salvo una trentina
di attivisti della stessa Tayad che avevano inscenato una protesta
contro il tentativo di linciaggio dei giorni precedenti e che sono
stati attaccati e malmenati da un gruppo di circa duecento
nazionalisti.
Gli incidenti di Trebisonda sono collegati dai firmatari
dell'appello all'ondata di manifestazioni nazionaliste e
all'esposizione massiccia di bandiere turche in tutte le città
turche che è seguita al tentativo di Mersin di bruciare il 20 marzo
scorso una bandiera turca attuato da alcuni ragazzini probabilmente
ispirati -secondo la stampa turca- da militanti del Pkk.
"Le reazioni a questo incidente provocato da un gruppo di
ragazzini sono scivolate, con il sostegno dei responsabili dello
stato, verso il razzismo ed il nazionalismo - denunciano i 200
intellettuali turchi firmatari dell'appello - l'isteria di massa
sollevata dal nazionalismo sia curdo, sia turco".
I firmatari chiedono anche il licenziamento immediato del
vicegovernatore della cittadina di Sutculer che nei giorni scorsi ha
ordinato la confisca e il rogo per i libri dello scrittore turco
Orhan Pamuk colpevole di avere affermato in unìintervista che nel
1915 "furono massacrati (da parte del governo ottomano
dell'epoca,ndr) circa un milione di armeni", dando argomenti a
chi sostiene negli ambienti internazionali ed anche europei, contro
la decisa posizione della Turchia, che quei massacri costituirono
"un genocidio".
Il rogo dei libri non è poi avvenuto perché - a quanto pare - nelle
librerie locali non si è trovato nemmeno un libro di Pamuk.
Cionondimeno, l'atteggiamento del vicegovernatore di Sutculer ha
gettato una luce negativa sull'immagine della Turchia nell'Unione
europea (con cui il negoziato di adesione dovrebbe cominciare il 3
ottobre prossimo). "Quei metodi (del vicegovernatore,ndr)
ricordano il periodo nazista" - sottolineano gli intellettuali
turchi nel loro appello, chiedendo al governo di licenziare
immediatamente il funzionario dando un chiaro segnale di presa di
distanza. (Ansa)
15.04.2005
.....E
LA RISPOSTA DEL GOVERNO
| Ankara denuncia interferenze nell'ondata di
nazionalismo. Il Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer, il premier
Recep Tayyip Erdogan e il vice capo di Stato Maggiore delle Forze
Armate gen. Ilker Bashbug invitano a non cedere alle provocazioni. |
I massimi leader turchi si sono detti negli ultimi giorni convinti
dell'esistenza di ''influenze esterne'' nell'ondata di nazionalismo
che sta attraversando nelle ultime settimane la popolazione turca.
Sia il presidente Ahmet Necdet Sezer, sia il premier Recep Tayyip
Erdogan sia il vice capo di Stato Maggiore delle Forze armate
turche, generale Ilker Bashbug - secondo quanto riferiscono i
giornali turchi - hanno in separate dichiarazioni concordemente
messo in guardia la popolazione dal ''cadere nelle provocazioni''
ispirate dall'esterno e di affidarsi alle istituzioni statali per
opporsi alle illegalita'. La messa in guarda viene dopo che alcuni
giovanissimi hanno cercato il 20 marzo scorso (festa curda del
Newroz) di bruciare la bandiera turca, innescando un'ondata di
proteste anti-curde in tutte le città del Paese, dove bandiere
turche sono state apposte alle finestre delle case e sui lunotti
delle automobili. La scorsa settimana a Trebisonda alcuni attivisti
prodetenuti che distribuivano un volantino hanno rischiato di essere
linciati da una folla di nazionalisti che li accusavano di avere
tentato di bruciare una bandiera. Gli ambienti nazionalisti turchi
sono in grande fermento anche per le pressioni internazionali ed
europee in particolare sulla Turchia per un riconoscimento di fatto
della Repubblica di Cipro e del ''genocidio degli armeni'' degli
anni 1915-16, che Ankara rifiuta di concedere e per il timore che la
prossima settimana la Corte europea per i diritti umani raccomandi
alla Turchia di sottoporre a nuovo processo il leader
dell'organizzazione separatista Pkk, Abdullah Ocalan, che sconta
l'ergastolo nel carcere speciale di Imrali.(Ansa)
15.04.2005
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UN SUMMIT
IMPORTANTE
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Il
Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet Sezer, si è incontrato a
Damasco con il presidente siriano Bashar al Assad. Libano ed
Irak i temi in primo piano nel lungo colloquio. Il dissenso di
Washington alla visita. |
Libano e Irak sono stati i
temi in primo piano nel lungo colloquio tra il presidente siriano
Bashir al-Assad e il suo collega turco, Ahmet Necder Sezer, a
Damasco per una visita ufficiale poco gradita agli Stati Uniti.
"Abbiamo espresso grande interesse per la sicurezza, la
stabilità e l'unità nazionale del Libano", ha detto Assad ai
giornalisti al termine dei colloqui. Sezer ha detto dal canto suo di
essere soddisfatto della decisione siriana di ritirare le proprie
truppe dal paese vicino. Damasco si è impegnata a completare il
ridispiegamento, chiesto dalla risoluzione dell'Onu 1559, entro la
fine di questo mese.
"Abbiamo parlato a lungo anche della situazione di Iraq - ha
detto inoltre Assad - e abbiamo constatato di avere idee identiche
sulla necessità di garantirne la sovranità e l'integrità
territoriale". "Abbiamo anche espresso l'auspicio che il
processo politico messo in moto a Baghdad prosegua in modo tale da
garantire una partecipazione la più ampia possibile per garantire
al paese una sicurezza, una prosperità e un futuro che non
dipendano da un intervento straniero", ha aggiunto. "È
proprio così - ha affermato dal canto suo il capo di stato turco -
e dico anche che appoggiamo entrambi il processo di
ricostruzione".
Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di non gradire la visita per il
ruolo di sponsor del terrorismo internazionale attribuito da
Washington alla Siria. (Ansa)
15.04.2005
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UN
CONTENZIOSO VECCHIO SESSANTASEI ANNI
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Turchia
e Siria si siederanno ad un tavolo per risolvere i problemi
dei territori nella zona di Hatay (Antiokya), città nel
sud-est anatolico. Uno spostamento di confini? |
The
bridge of fraternity established between Ankara and Damascus with
the Adana Agreement, will solve the land dispute that affects
citizens from both countries.
Turkey and Syria will sit at the table in an attempt to solve the
land problems regarding the fertile lands in Hatay, a southern
Turkish city, after Ankara Treaty was signed in 1939.
The Foreign Ministry, Ankara and Damascus have already formed a
commission for a consensus formula before the negotiations begin.
The General Staff, Development and Interior Ministry officials will
determine the points that will be in the agreement and contention
that will be offered to Syria.
Since the borders of both countries, after the Ankara Treaty was
signed in 1939, fields owned by both Turkey and Syria have also
changed. With the re-determination of the borders, valuable
agriculture fields belonging to Turks in Reyhanli, Altinozu, and
Hassa counties have remained in Syria. On the other hand, areas of
land owned by Syrians have also remained within Turkey's borders.
The land in the Plain Amik is considered to be worth of trillions of
Turkish Lira. Thousands of meters of privately owned land is said to
create huge annual profits because of multiple harvests during the
year.
A commission, comprised in the Foreign Ministry will attempt to find
a solution to the problems of the fertile agriculture lands in Hatay,
has already begun its activities.
Negotiations will begin in the days ahead. (Sedat Gunec/Zaman)
15.04.2005 |
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SALUTO
ECUMENICO E INTERRELIGIOSO
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Cattolici,
ortodossi e musulmani hanno appeso nelle loro case ad
Antiochia l'immagine del Pontefice defunto. Il sogno di
Giovanni Paolo II: "Vivere la pace in un Medio Oriente
riconciliato". |
Decine di cittadini antiocheni
hanno espresso le loro condoglianze per la scomparsa di Giovanni
Paolo II visitando la chiesa cattolica della città e manifestando
il proprio dolore per la morte del Papa. "Vi siamo vicini nel
dolore" il ritornello più ricorrente, accompagnato dalla
consapevolezza che ora il "Santo Padre" riposa nella Luce di
Dio.
Tra gli altri si sono presentati il capo della comunità ebraica
vestito a lutto; i pastori protestanti, americani e coreani, gli abuna
(sacerdoti) ortodossi, i religiosi alowiti, oltre alle autorità
civili, diplomatiche e varie personalità politiche locali.
Sorprendente la commozione, la solidarietà e la partecipazione di
tanta gente. Trascorsi gli 8 giorni di lutto, come si conviene nella
cultura orientale, le visite di cordoglio sono andate via via
scemando. Nel quaderno in cui sono raccolte le firme di cordoglio si
leggono anche i ritagli dei giornali locali, che non si sono
risparmiati in foto e dettagli sulla notizia della morte e dei
funerali del pontefice. Mai un Papa ha destato così grande
interesse in Turchia: in tutta la nazione le bandiere sono state
messe a mezz'asta.
L'8 aprile la comunità cristiana si è radunata per un momento di
preghiera in suffragio del papa, in concomitanza con i funerali in
piazza san Pietro a Roma. Con il parroco p. Domenico Bertogli, e il
piccolo fratello di Charles de Foucould, il francese p. Francois,
erano presenti i tre abuna greco- ortodossi, ma anche il
rabbino ebreo e il capo della comunità ebraica antiochena, il
muftì della città, i pastori protestanti. Tra le autorità, il
prefetto, il sindaco della città e il rettore dell'Università
locale.
Sono intervenute anche centinaia di persone che, in pieno giorno
lavorativo, non hanno esitato a lasciare il lavoro, la scuola e a
chiudere negozi per testimoniare di aver preso sul serio il sogno
del Papa: "Vivere la pace in un Medio Oriente riconciliato".
In un mosaico variopinto di lingue e di invocazioni corali si è
pregato Dio in turco, in ebraico, in arabo, ognuno a modo suo in
un'unica voce, ringraziandolo per il dono di Giovanni Paolo II e
invocandolo perché sul suo esempio ci sia sempre il dialogo e il
rispetto per ogni essere umano al centro dell'esistenza di ogni
uomo.
In ricordo di un incontro storico per la città, numerosi antiocheni
- cattolici, ortodossi, musulmani - hanno appeso in casa
l'immagine del papa stampata per l'occasione. (Asia News.it)
15.04.2005
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NESSUN
COINVOLGIMENTO
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L'ex
capo dei servizi di spionaggio della vecchia Germania
comunista, Markus Wolf, ha smentito che bulgari e sovietici
fossero coinvolti nell'attentato a Giovanni Paolo II. |
Markus
Wolf (82 anni), l'ex capo dei servizi di spionaggio della vecchia
Germania comunista (Ddr), ha smentito un qualsivoglia coinvolgimento
dei servizi segreto bulgari o sovietici nell'attentato del 13 maggio
1981 a Papa Giovanni Paolo II.
In dichiarazioni all'agenzia di stampa tedesca <Dpa>, Wolf ha
tenuto a sottolineare come ogni affermazione sul coinvolgimento del
Kgb nell'attentato al defunto Pontefice non sia suffragata da fatti
concreti. L'ex capo dello spionaggio di Berlino est ha voluto in tal
modo smentire notizie apparse di recente su giornali italiani,
notizie che farebbero riferimento a sue presunte affermazioni. (da
take Ansa)
15.04.2005
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ACCORDO SU
SPAZIO AEREO
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A
siglarlo tra Grecia e Turchia i rispettivi ministri degli
Esteri Petros Molyviatis e Abdullah Gul. Messo a punto
l'impianto di una linea diretta di comunicazione. |
Grecia Turchia
hanno raggiunto un accordo per la messa a punto di un sistema di
comunicazione che metta fine alle continue violazioni dello spazio
aereo nel Mar Egeo, fonti tensione fra Atene ed Ankara. Lo hanno
annunciato congiuntamente il ministro degli Esteri turco Abdullah
Gul ed il suo collega greco Petros Molyviatis.
L'accordo prevede l'impianto di una linea diretta di comunicazione
fra il centro operativo delle forze aeree turche di Eshkisehir e
quello greco di Larissa.
I due ministri hanno anche reso noto che verranno prese nuove misure
destinate a migliorare le relazioni fra Grecia e Turchia,
accrescendo la reciproca fiducia. (Ansa-Afp-Reuters)
15.04.2005
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<UZAN
RUMELI>:
<ITALCEMENTI> PUNTA ADESSO ALL'ACQUISTO DELLA SOCIETA'
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Secondo
fonti bene informate, il gruppo guidato da Carlo Pesenti ha
messo gli occhi su 7/8 stabilimenti che verranno messi in
vendita dal Governo di Ankara. La pubblicazione del bando di
gara è prevista tra maggio e giugno. Un ulteriore passo della
società italiana nel Mediterraneo. |
<Italcementi>, il
gruppo guidato da Carlo Pesenti, intende acquistare gran parte dei
7-8 stabilimenti della società <Uzan Rumeli>, che verranno messi in
vendita dal Governo di Ankara. Lo riferiscono ad Ankara fonti
italiane informate.
Fondata dalla ricchissima famiglia Uzan, l'impresa cementiera turca,
a seguito di numerose traversie finanziarie, venne posta sotto
amministrazione controllata per poi finire nelle mani dello Stato
turco. I tempi ed il valore della privatizzazione di <Uzan Rumeli> non
sono ancora stati fissati ufficialmente ma la pubblicazione del
bando di gara è prevista tra maggio e giugno. Il gruppo di Pesenti,
che lo scorso anno ha fatturato complessivamente 4.5 miliardi di
euro, giudica modesta la sua presenza in Turchia (149 milioni di
euro di ricavi nel 2004) dove è già presente con 4 cementerie a
ciclo completo e 18 impianti di calcestruzzo e mira perciò a un
deciso rafforzamento in Turchia. La partecipazione alla
privatizzazione turca va vista poi come un ulteriore passo
nell'espansione di <Italcementi> nel Mediterraneo: il 15 marzo scorso
la società è salita al 54.2 per cento dell'egiziana <Suez
Cement>,
con un investimento totale di 460 milioni di euro. (denaro.it)
15.04.2005
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PROGETTO DI
GEMELLAGGIO CON LA TURCHIA
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Lo
sta attuando il nostro ministero delle Finanze. Si chiama
"Strengthening the Public Procurement System in Turkey".
Vi collaborerà l'Autorità italiana di vigilanza sui lavori
pubblici e la Consip. Una durata di 18 mesi e con un budget di
1.3 milioni di euro interamente finanziato dall'Unione
Europea. Sarà impiegato un team di 55 esperti. |
Il ministero
dell'Economia e delle Finanze avvia due nuovi progetti di
gemellaggio con la Turchia e con la Bulgaria che verranno guidati,
rispettivamente, dal Dipartimento del Tesoro (Dt e dalla Ragioneria
Generale dello Stato (Rgs). Al progetto di gemellaggio tra DT e la
Turchia, ''Strengthening the Public Procurement System in Turkey'',
collaboreranno l'Autorità italiana di vigilanza sui lavori pubblici
e la Consip. ''L'obiettivo - si legge in un comunicato - è
supportare l'autorità turca sugli appalti pubblici per lo
svolgimento dei propri compiti istituzionali in funzione del
possibile ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Il progetto -
della durata di 18 mesi e con un budget di 1.3 milioni di euro
interamente finanziato dall'Unione Europea - impiegherà un team di
55 esperti italiani. Per quanto riguarda il gemellaggio tra Rgs e
Bulgaria, ''Building up integrated State Treasury in the Ministry of
Finance'', vi collaborerà la Regione Lazio. L'obiettivo è creare
un sistema integrato di tesoreria nell'ambito del Ministero delle
Finanze della Bulgaria, per armonizzare le funzioni e le strutture
della Tesoreria di Stato del Paese balcanico con le migliori
pratiche attualmente in uso nei Paesi membri dell'Unione Europea. Il
progetto ha una durata di due anni, un budget di 1 milione di euro
interamente finanziato dall'Unione Europea e si struttura
fondamentalmente in tre componenti: sviluppo dell'organizzazione
funzionale della Tesoreria, sviluppo della capacità amministrativa,
sviluppo del quadro legislativo inerente il nuovo modello di
organizzazione della tesoreria. (Asca)
15.04.2005
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IL PIEMONTE
DELL'AUTO HA INCONTRATO I RESPONSABILI DELLA <TURK TRAKTOR>
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Interesse
dei turchi per bus, veicoli commerciali leggeri, e
naturalmente trattori, nell'ambito del progetto <From
Concept to car". Per i fornitori italiani l'occasione di
conoscere i fabbisogni e le modalità operative dell'azienda
turca, leader nella produzione di sistemi meccanizzato per
l'agricoltura. La Turchia intesa come Paese ricco di
potenzialità.
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Le aziende piemontesi inserite
nel progetto "From Concept to car", cofinanziato da
Regione Piemonte, Unione Europea e Ministero dell'Economia
nell'ambito del Docup 2000-2006 ed organizzato dalla Camera di
Commercio di Torino in collaborazione con il Centro Estero Camere di
Commercio Piemontesi, ha incontrato l'11 aprile scorso presso il
"Centro Congressi Torino Incontra", i responsabili
acquisti della casa costruttrice turca <Turk Traktor> ospiti
in Piemonte per presentare le proprie strategie d'acquisto.
Giunto al terzo anno di attività, il progetto, che sostiene
all'estero le eccellenze dell'industria auto regionale, si rivolge
ora alla Turchia avendo riscontrato l'interesse dei costruttori
turchi di trattori, bus e veicoli commerciali leggeri per la
valutazione di nuove fonti di approvvigionamento qualitativamente
valide.
L'importante occasione ha consentito ai fornitori piemontesi di
conoscere i fabbisogni e le modalità operative dell'azienda turca
leader nella produzione di trattori. Alla presentazione sono seguiti
incontri bilaterali con le aziende selezionate dal committente,
attive nella produzione di componenti forgiati, pressofusi e
relative lavorazioni meccaniche. Il 12 aprile sono state effettuate
alcune visite aziendali. Piattaforma ideale per avvicinare anche
interessanti mercati quali la Russia e le regioni del Medio Oriente,
la Turchia è un Paese ricco di potenzialità, che intrattiene con l'Italia
relazioni commerciali e politiche. (News Italia Press)
15.04.2005
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RADDOPPIO
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La
Toyota in Turchia ha avuto nel 2004 una notevole performance
passando da 79 mila auto dell'anno precedente a 148 mila. |
Toyota-Turkey Automobile Industry
has accomplished its financial goals for 2004 100 percent.
According to information provided, the financial year of April 1,
2004 and March 31, 2005 concluded as planned. During the 2003
financial year 79,000 automobiles were produced, this production
figure increased to 148,000 last year. 132,000 of the automobiles
produced were exported, 16,000 cars were released into the Turkish
market. The production of the new model Corolla Verso began in April
last year and 93,500 numbers of cars were manufactured. 91,842
automobiles were exported to foreign countries. Toyota plans to
manufacture 150,000 automobiles this year running the plant at full
production capacity. (Economy News Desk/Zaman)
15.04.2005
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LA
CINA E
GLI INVESTIMENTI TURCHI
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Il
Paese del Celeste Impero, che sta attirando capitali da tutto
il mondo grazie al lavoro a basso costo, non poteva non
interessare anche i businessman anatolici. Vedi il <Koc Group>. |
China,
which is attracting capital from all around the World due incentives
created by cheap labor, is also attracting the attention of Turkish
business.
Demirdokum assistant general director Emre Kavukcu pointed out that
their investment in China had the specified goal of becoming
familiar with the country. He also said that Koc Group are aiming to
increase its foreign trade volume with China to $150 million within
the next 3-4 years. Kavukcu noted that the production of oil- filled
radiators and fanned heaters began last year in China's Dongguan
region has allowed them to gain experience in the Chinese market.
Kavukcu revealed that they have reached a sales figure of $4 million
a year and said: "It was not Demirdokum's but Koc Group's
strategic decision. The investment was done in order to understand
Chineseculture. It is predicted that Koc Group's trade with China
will exceed $150 million within 3 or 4 years. One needs to be
patient with the Chinesemarket at the beginning. We have made our
advertisement (We have introduced ourselves by attending fairs
there.) We are no longer one of the cheap brand names of china. We
have come to a standard to able to sell 60.000 square meter panel
radiators."
Sisecam Export Manager Rıdvan Reman pointed out that business
has focused mainly on the export of chrome chemicals and that they
have established Sisecam Shanghai Trading Company in China's
Shanghai Free Trade Zone.
Reman said that export to this country has increased since the
company was built in 2003 and they have taken a permanent place in
the market. He noted that the value of the export of chrome
chemicals which was $2 million 650.000 in 2000, rose to $9 million
200.000 in 2004.
Reman remarked that China comprises 20 percent of the companies $40
million chrome chemicals export, and gave the export tonnage figures
as 17.200, up from which was 3.800 in 2000. (Zaman)
15.04.2005
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UNA
VISITA
MOLTO, MOLTO IMPORTANTE
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Per
la prima volta in 48 anni un presidente della Corea del Sud,
Moo-Hyun Roh, ha visitato la Turchia assieme ad un folto
gruppo di uomini di affari. Tra questi i vertici della
<Hyundai Assan>. |
Relations
between South Korea and Turkey continue to strengthen in the wake of
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's visit to South Korea
in 2004.
South Korean President Moo-Hyun Roh payed a visit to Turkey
accompanied by an an entourage of representatives from South Korean
business circles on April 14th. It was the first time that a
top-level visit during 48 years. It is expected
that the South Korean businessmen who will come to Ankara and
Istanbul along with President, will make important decisions on
behalf of potential investors, primarily Hyundai Assan. South Korea
has a five percent growth goal for this year, and is therefore,
placing importance on foreign investment.
Hyundai Assan Ceo and South Korea Voluntary Consul General Ali Kibar
disclosed that this visit would be a turning
point for bilateral relations between the two countries. Kibar
referred to South Korea's announcement that 2005 would be a year of
investment and said that South Korea considers Turkey as a center,
which can reach all the countries in the region, and therefore, many
new investments would be signed within Turkey. Kibar pointed out
that 11 Hyundai investments, which have been on the agenda for a
while, and 11sub-industry investments are among the proposed
ventures. Hyundai Motor Company Director Mong-Koo Chung is expected
to join the delegation in their visit to Turkey in order to put the
finishing touches on a new investment deal worth over half a million
dollars. It has been speculated that the biggest telecommunication
company in South Korea is interested in Turkish GSM Operator Telsim,
with its sale on the agenda. (Economy News Desk/Zaman)
15.04.2005
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ACCORDO
STAND-BY
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E'
in corso ad Ankara la missione del Fmi per il nuovo prestito
alla Turchia di 10 miliardi di dollari. Due le delegazioni. |
E'
sempre in corso la missione del Fondo Monetario Internazionale
giunta nella capitale lo scorso 4 aprile per ridefinire i termini
del nuovo accordo triennale di stand-by con la Turchia del
valore di US$ 10 miliardi. Le due delegazioni stanno già lavorando
sui termini tecnici dell'Accordo per poter
giungere quanto prima all'elaborazione della Lettera di
Intenti finale che il Fondo dovrà poi sottoporre all'
approvazione del Consiglio Esecutivo. Secondo quanto reso noto da
queste fonti stampa, sarebbero già all'esame del Parlamento il
testo di Legge sulla Sicurezza Sociale e quello sulla riforma
bancaria, due dei tre provvedimenti giudicati essenziali dal Fondo
per poter dare avvio al nuovo Accordo, mentre il terzo requisito, la
riforma dell'amministrazione delle entrate, dovrebbe essere
definita a breve. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
15.04.2005
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TRA CRESCITA E
STABILIZZAZIONE ECONOMICA
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L'apertura
ad Ankara di una nuova fase di negoziazione creditizia con il
Fmi rappresenta un momento importante, per la stabilizzazione
di lungo periodo di una economia che, sulle ceneri della
recessione del 2001, ha mostrato una capacità di crescita
senza precedenti dovuta, in larga misura, all'impegno
riformatore del Governo dell'AKP. |
"Sbalorditivo". Questo il
commento rilasciato, il mese scorso, dal segretario generale
dell'Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico (Oecd),
Donald Johnston, innanzi ai dati ufficiali sulla poderosa crescita
economica turca nello scorso anno. Una crescita economica che, in
linea con i costanti incrementi registrati nel biennio precedente,
risulta tanto più rilevante in quanto frutto della reazione
dell'establishment economico turco - tanto della sua sfera
governativa, quanto di quella imprenditoriale - alla durissima
crisi che aveva minato le fondamenta dell'economia nazionale solo
quattro anni or sono. Quella verificatasi a partire dal febbraio del
2001, ha rappresentato infatti la più dura crisi economica
sperimentata dalla Turchia nel corso della sua storia repubblicana
- con una caduta del Prodotto Interno Lordo del 7.4%, del Pil
pro-capite da 2.900 a 2.100 dollari, e con una crescita
dell'inflazione pari al 68.5%. In pochi avrebbero scommesso sulle
capacità di pronta ripresa del sistema economico turco, tanto più
dopo le elezioni che nel novembre 2002 portavano, in un clima di
rottura generale col passato, alla formazione di un governo
monocolore del giovane, e dunque poco radicato nella tradizione
politica nazionale, Partito della Giustizia e dello Sviluppo, l'Akp.
E' pertanto in primo luogo all'Akp ed alla stabilità politica
che, nel corso di questi anni, ha saputo introdurre, che va
riconosciuto il merito di aver risollevato, con l'aiuto
determinante del Fondo Monetario Internazionale, le sorti
dell'economia, di aver restituito credibilità ad un sistema che
spesso in passato si era caratterizzato per un elevato livello di
instabilità ed inefficienza.
Prestazioni economiche
da record
I dati sulle prestazioni dell'economia nel corso del 2004
resi pubblici dall'Istituto Statistico di Stato turco,
configurano, così come sottolineato dal giovane Ministro
dell'Economia Ali Babacan il 31 marzo scorso, un vero e proprio
record nazionale, dimostrazione di una vitalità economica che la
Turchia sperimentava per l'ultima volta nel 1966, in un contesto
economico internazionale molto diverso da quello attuale. Non è
infatti irrilevante che la crescita odierna avvenga in un clima di
generale difficoltà internazionale e regionale, e che, di
conseguenza, sia di gran lunga superiore a quelle registrate negli
stati facenti capo all'Oecd.
Primo dato di grande rilievo riguarda il tasso di crescita
economica, che, attestandosi ad un livello del 9.9% nel 2004, ha
consolidato il trend favorevole avviatosi nel 2002 con una crescita
del 7.8% e proseguito nel 2003 ad un ritmo del 5.9% - innalzando
così il valore del PIL pro-capite a 4.172 dollari. Accanto a
questo, si colloca poi la notevole diminuzione del tasso di
inflazione su base annua, diminuzione che, per la prima volta dopo
un trentennio, si è attestata al di sotto del 10%. Tale risultato,
tanto più sorprendente se paragonato al 70% registrato all'inizio
del 2002, è stato frutto di attente politiche governative che,
forzando la svalutazione della lira turca sui mercati
internazionali, hanno, da un lato, posto un freno alla spirale
inflazionistica e, dall'altro, permesso una sensibile riduzione
dei tassi di interesse, della quale hanno beneficiato in primo luogo
gli investimenti. Il dato che tuttavia, più di altri, contribuisce
a dare alla crescita economica in atto in Turchia un valore più
profondo - cancellando così decenni di prestazioni altalenanti
caratterizzati da un continuo susseguirsi di fasi di forte
espansione seguite da altrettanti momenti di recessione - è
quello che riguarda la politica fiscale che ha accompagnato tale
processo. Significativamente, infatti, il 2004 si è chiuso con
un'eccedenza primaria di bilancio - calcolata cioè al lordo del
pagamento degli interessi - pari al 6.5% del Pil, a dimostrazione
di come le prestazioni dell'economia turca non siano state fatte
pesare sui conti pubblici attraverso politiche di espansione del
debito, ma come, al contrario, esse siano state accompagnate da
provvedimenti fiscali restrittivi volti a razionalizzare il tessuto
economico nazionale. In questo quadro d'assieme si collocano, ad
esempio, i provvedimenti volti al taglio dei sussidi in favore
dell'inefficiente ed arretrato settore agricolo - dai 6 milioni
di dollari del 2002 agli attuali 1.5 milioni - così come il
passaggio da una politica di sostegno ai prezzi, ad una, più
razionale, di integrazione degli introiti diretti.
Suggello dell'apertura di una fase di convincente crescita
economica, è stato rappresentato dalla decisione di introdurre, a
partire dal 1° di gennaio 2005, la Nuova Lira Turca. Decenni di
endemica inflazione avevano infatti portato a spropositati
incrementi nel valore nominale della valuta nazionale turca,
attestatasi ad un rapporto di cambio con il dollaro di 1 a 1.800.000
(dicembre 2004). Da qui la decisione, salutata con favore tanto dal
mondo economico quanto dalla generalità dell'opinione pubblica
turca, di eliminare 6 zeri dal valore nominale della stessa,
facilitando notevolmente le transazioni economiche tanto interne
quanto internazionali.
A ulteriore dimostrazione dell'importanza attribuita dal Governo
Erdogan alla politica economica nazionale, vi è poi la relativa
spregiudicatezza con la quale l'esecutivo si è mosso sul piano
della cooperazione economica regionale ed internazionale. Accanto al
tradizionale vettore "occidentale" della politica estera
economica di Ankara - con Germania e Stati Uniti fondamentali
partner commerciali - l'Akp ha pragmaticamente aperto le porte a
stati tradizionalmente rivali sul piano regionale, facendo proprio
della cooperazione economica un nuovo veicolo di superamento di
storiche contrapposizioni. Il riferimento va in primo luogo alla
Siria, con la quale, in occasione di una visita a Damasco di Erdogan
lo scorso dicembre, la Turchia siglava uno storico accordo di libero
scambio, accordo che, sebbene sul tavolo delle trattative da diverso
tempo, non aveva prima d'allora trovato la volontà politica
necessaria al suo completamento. A stretto giro di vite poi, tra il
10 ed 12 gennaio scorsi, Erdogan guidava una imponente delegazione
turca - composta da 52 parlamentari e 600 uomini d'affari - in
una visita a Mosca, visita celebrativa dei nuovi e più intensi
rapporti commerciali instaurati tra i due Paesi. Se infatti, con un
volume d'affari pari a 10 miliardi di dollari nel 2004, la Russia
si configura attualmente come secondo partner economico-commerciale
della Turchia dopo la Germania, nell'immediato futuro, stando alle
dichiarazioni di intenti del leader dell'Akp, tale volume è
destinato ad aumentare sino ai 27 miliardi di dollari, stabiliti
come obiettivo per il 2007. Il quadro dei nuovi rapporti economici
regionali, è infine completato dall'accordo di libero scambio
siglato sul finire di marzo da Erdogan con Tunisia e Marocco,
segnale della risoluta apertura dell'Akp - partito dalla forte
matrice confessionale - con il mondo arabo ed islamico.
E', in fondo, anche grazie a questo tentativo di rilassamento e
rafforzamento dei rapporti economici regionali che le esportazioni
turche hanno potuto non risentire dello stato di conflittualità che
perdura al di là del confine iraqueno, mostrando anzi, nel primo
trimestre di quest'anno, un incremento rispetto allo stesso
periodo del 2004 pari al 25.3% - in ragione dei 6.64 miliardi di
dollari contro i 5.29 dell'anno passato. E' poi sulla stessa
base che, contemporaneamente, uno dei settori trainanti
dell'economia turca, quello turistico, ha potuto far registrare un
notevole incremento di entrate nei primi nove mesi del 2004 - per
un giro d'affari complessivo pari a 12.6 miliardi di dollari.
Le sfide ancora aperte
ed il ruolo del FMI
Ruolo fondamentale per la pronta ripresa dell'economia
turca dopo il 2001 è stato senza dubbio giocato dall'apporto
degli accordi di prestito siglati con il Fondo Monetario
Internazionale, così come dalla capacità mostrata per la prima
volta dal governo turco - ed in particolare dal suo ministro
dell'Economia Babacan - di attenersi agli impegni assunti con
esso. Se, dunque, il prestito di circa 19 milioni di dollari
contratto alla fine del 2001 con il Fmi per il periodo 2002-'04 ha
avuto gli esiti sperati in termini di ripresa economica e di
razionalizzazione dell'economia, gran parte del merito va
riconosciuta alla leadership dell'Akp.
Ciò non significa, tuttavia, che il percorso di riforma del sistema
economico si possa dire completamente compiuto. Molti e delicati
sono infatti i nodi che il governo Erdogan dovrà sciogliere nel
prossimo futuro per garantire la stabilità del sistema nel lungo
periodo.
In primo luogo, appare necessario un più deciso intervento per
ridurre le numerose partecipazioni statali nelle imprese e nel
sistema creditizio nazionale. Il processo di privatizzazione è
infatti proceduto, fino ad oggi, con eccessiva timidezza. Troppo
spesso considerazioni politiche, tanto di ordine interno quanto
internazionale, hanno impedito che venissero offerte, agli
investitori, possibilità di intervento nei settori chiave
dell'economia. Caso esemplare ha riguardato la <Tupras>,
azienda guida nel settore della raffinazione petrolifera, la cui
vendita ad investitori russi è stata bloccata tanto per le ritrosie
derivanti dalla nazionalità degli acquirenti, quanto dai sospetti,
rilevati in sede giudiziaria, di illeciti nella gestione della
cessione. Si giunge così ad un'altra delle riforme annunciate
dall'Akp, quella di un settore giudiziario il cui elevato grado di
corruzione finisce per disincentivare quegli stessi investitori
stranieri il cui apporto all'economia turca appare di fondamentale
importanza in vista della stabilizzazione della stessa - basti
pensare che il livello di investimenti stranieri diretti pro-capite
in Turchia si attesta ad 8 dollari, contro, ad esempio, i 244
dell'Ungheria. La crescita economica, d'altro canto, non ha
comportato un incremento nel livello di occupazione, né in quello
della ridistribuzione della ricchezza. Al di là infatti dei dati
ufficiali sulla disoccupazione - un irrealistico 10% - notevoli
differenze permangono nella distribuzione della ricchezza, tanto da
un punto di vista geografico - le sole Istanbul ed Ankara pesano
per un 30% sul Pil - quanto etnico - in alcune zone
sud-orientali del Paese, la disoccupazione tra i curdi sfiora il 70%
- mettendo a rischio lo stesso sostegno socio-politico alle
riforme. Resta, infine, da razionalizzare l'inefficiente sistema
di riscossione delle tasse la cui riforma, oltre a poter permettere
una nuova legislazione per la sicurezza sociale, consentirebbe di
far emergere un sommerso, quello della economia in nero della
Turchia, che è stimato essere pari ad un 30% del Pil.
Solo il recente impegno, da parte del governo, a dare una spinta
risoluta a provvedimenti legislativi - da quello di riforma della
tassazione a quello relativo al settore finanziario ed alla
sicurezza sociale - da troppo tempo bloccati nelle diverse
commissioni di studio, ha permesso di sbloccare l'empasse nella
quale era caduta la negoziazione di un nuovo accordo triennale
creditizio con il Fmi. Un accordo quest'ultimo che appare tanto più
necessario per le prospettive di stabilizzazione dell'economia
turca nella misura in cui, oltre a sostenere e sollecitare
l'apertura di una nuova fase di riforme, rappresenta un decisivo
incentivo alla fiducia dei mercati, internazionale ed interno. In
questo senso, il recente arrivo ad Ankara, lo scorso 4 aprile, di
una missione del Fondo per l'apertura di una nuova fase di
negoziati, sembra offrire prospettive confortanti per il prosieguo
della politica dell'Akp.
Conclusione
A due anni e mezzo dal suo insediamento, il risultato
maggiore conseguito dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo è
probabilmente costituito dall'aver con successo ricostruito
l'economia turca sulle ceneri della crisi del 2001, dall'aver
fatto della Turchia, alla vigilia della possibile apertura dei
negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea, un credibile
attore economico internazionale forte di una solida economia di
mercato. Perché la transizione possa tuttavia essere ultimata, l'Akp
dovrà proseguire sul cammino di rigore fiscale e impegno alle
riforme intrapreso, continuando a valorizzare quella collaborazione
con il Fmi - e, di conseguenza, l'aderenza alle condizioni da
esso imposte - che nel passato triennio non ha mancato di dare i
propri frutti. Solo così, infatti, potrà rafforzare i risultati di
quella spinta innovatrice, di quella "rivoluzione silenziosa",
portata avanti, in un contesto di stabilità politica poco familiare
alla Turchia, con l'attenta combinazione di progresso macro-economico
e riforme politiche. (Carlo Frappi/Equilibri.it)
15.04.2005
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CARLO
MARSILI: APPUNTI DI UNA TRASFERTA
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L'ambasciatore
d'Italia ad Ankara in visita alla prima Zona Industriale organizzata di
Kayseri, estesa su un'area di 23 mila kmq. I lavori
aggiudicati alla ditta <Ansaldo Breda>. La costruzione
di una rete tramviaria. |
L'Ambasciatore
d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, si è recato in visita nei
giorni scorsi nella città di Kayseri, situata nel centro
dell'Anatolia, dove ha avuto incontri con il Governatore, il
Sindaco ed i Presidenti delle Camere dell'Industria e del
Commercio della città. In tale occasione, l'Ambasciatore ha
potuto anche visitare la prima Zona Industriale Organizzata di
Kayseri che, dislocata a 14 km dal centro della città,
si estende per una superficie di circa 23.000 km2 ed è
servita da una rete viaria e ferroviaria che la collega al porto di
Mersin, nel sud est del Paese. Tra poco più di un mese, inoltre,
dovrebbero avviarsi i lavori, aggiudicati alla ditta italiana <Ansaldo
Breda>, per la costruzione di una rete tramviaria di trasporto
urbano che la collegherà al centro della città. I settori di
eccellenza dell'industria locale vanno dal tessile ai mobili,
dalla lavorazione dei metalli per utensili domestici alla produzione
di macchinari. Forte è l'interesse con il quale l'imprenditoria
locale guarda alle possibilità di collaborazione, sia commerciale
sia industriale, con
imprese italiane. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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AHI,
AHI! LA THY PERDE COLPI
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La
Compagnia aerea turca - nonostante la crescita dei
passeggeri - ha avuto nel 2004 entrate nettamente inferiori a
causa del forte aumento del carburante. Flotta più
consistente. |
La
Turkish Airlines (Thy) ha riportato nel 2004 entrate nettamente
inferiori (US$ 56.2 mln) rispetto a quelle dell'anno precedente
(US$182.2 mln). La forte perdita, avvenuta nonostante un aumento nel
numero dei passeggeri sia domestici sia internazionali, viene
imputata dalla compagnia all'aumento dei prezzi del carburante che
hanno costretto la Thy ad uscite extra pari a US$ 100 mln. Il numero
dei passeggeri ha totalizzato quasi 12 milioni nel 2004, di cui 5.8
sui voli nazionali e 5.6 su quelli internazionali, con un tasso di
occupazione che è aumentato di tre punti percentuali raggiungendo
il 70%. Anche le attività del servizio cargo sono aumentate del 10%
per un totale di 135.000 tonnellate. La Thy ha anche confermato
l'intenzione di aumentare la sua flotta di 51 nuovi aerei nei
prossimi tre anni, attualmente ne possiede 72 con una capacità di
11.655 passeggeri. Quanto alle destinazioni, recentemente è stata
inaugurata la tratta Istanbul-Casablanca operata congiuntamente con
la compagnia di bandiera marocchina. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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<DIASA>
VA FORTE
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Aumento
dei negozi della catena di distribuzione, joint venture tra il
Gruppo Sabanci e la francese <Carrefour>. |
La
catena di distribuzione <DiaSa>, una joint venture tra
il Gruppo <Sabancı> e la catena di distribuzione francese
<Carrefour> che opera nel settore dei discount markets,
prevede di aumentare a breve il numero dei propri negozi nel Paese.
La JV prevede infatti una rapida crescita dei consumi nei prossimi
anni, in particolare negli alimentari e nella distribuzione al
dettaglio. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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PIANO
SETTENNALE DI SVILUPPO
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Sostituirà
in Turchia quello attuale. Il primo ad essere elaborato
coprirà il periodo 2007-2013. Le indiscrezioni del Spo. |
Dal prossimo anno la Turchia
sostituirà l'attuale sistema di programmazione economica
quinquennale, ad opera dell'Organizzazione per la Pianificazione
di Stato (Spo), con un "Piano settennale di sviluppo": il primo
ad essere elaborato coprirà il periodo 2007-2013. Secondo quanto
fatto trapelare dall'Spo, il nuovo Piano terrà in considerazione
le prospettive strategiche nel quadro del processo di armonizzazione
con la normativa comunitaria, insieme al Piano Nazionale di Sviluppo
ed al Programma Economico di Pre-adesione. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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L'INDICE DEI
PREZZI
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Nel
marzo scorso quelli al consumo e quelli all'ingrosso sono
aumentati rispettivamente dello 0.26% e dell'1.26%. Il settore
manifatturiero il più significativo. |
L'Istituto Nazionale di
Statistica (Die) turco ha reso noto che in marzo i prezzi al consumo
e quelli all'ingrosso sono aumentati rispettivamente dello 0.26% e
dell'1.26% rispetto al mese precedente. Secondo gli analisti
l'incremento è dovuto
ad un aumento dei costi di produzione maggiore del previsto. Su base
annua, nel mese di marzo l'inflazione è stimata all' 8.4% per i
prezzi al consumo e al 15.03% per i prezzi all'ingrosso, con un
aumento rispettivamente dello 0.83%
e dello 0.96% dall'inizio del 2005. In particolare,
l'aumento più significativo su base mensile è stato riportato
nel settore manifatturiero (+1.54% per i prezzi all'ingrosso),
nell'industria (+1.39%), nell'agricoltura (+0.79%) mentre le
utenze (gas, acqua ed elettricità) sono diminuite dello 0.05% e
alimentari e bevande dello 0.03%. Su base annua, il settore agricolo
registra l'aumento più elevato, pari al 18.18%, l'industria il
14.16%, il manifatturiero il 15.18%, le utenze l'1.16%
ed infine alimentari e bevande il 14.62%. (fonte Amb.
d'Ita)
15.04.2005
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EXPORT
SU
|
Raggiunta
in Turchia la somma di 6.641 milioni di dollari. Il riferimento è al
mese di marzo ultimo scorso. Una dichiarazione del ministro
per il Commercio estero. Kursad Tuzmen all'agenzia di stampa
<Anadolu>. Azione di sostegno del Governo. |
Il
presidente dell'Assemblea degli Esportatori della Turchia (Tim), Oğuz
Satıcı, ha reso noto nel corso di una conferenza stampa
che nel mese di marzo le esportazioni turche hanno raggiunto la
somma di US$ 6.641 mln, con un incremento del 25.3% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo quasi la somma record
di dicembre 2004 pari a US$ 6.738. Le esportazioni dalla Turchia,
inoltre, sono aumentate del 26.2% a US$ 17.3 mld nel primo trimestre
del 2005 rispetto a quello del 2004. I dati annuali resi noti dalla
Tim rivelano anche che tra aprile 2004 e marzo 2005 le esportazioni
sono aumentate del 31,6% per un totale di US$ 67.6 mld
e che le esportazioni di prodotti industriali è aumentata
del 24.3%, US$ 5.720 mln, rispetto allo scorso anno. In particolare
un significativo incremento del 47.9% si è registrato
nell'esportazione di motoveicoli seguita dal 34.5% di metalli
preziosi e prodotti orafi e da quelle di macchinari ed attrezzature,
aumentate del 33.1%. Le esportazioni di prodotti agricoli sono
aumentate costantemente fino a raggiungere la somma di US$ 802
milioni nel mese di marzo facendo così registrare un aumento
percentuale del 12.1 rispetto allo stesso periodo del 2004, con
entrate che hanno totalizzato le somme di US$ 2.1 mld nel primo
trimestre di quest'anno e di US$ 8 mld nel periodo aprile 2004 -
marzo 2005. Il ministro di Stato per il Commercio Estero, Kursad Tüzmen,
in un'intervista all'agenzia di stampa <Anatolian>,
riferendosi al notevole incremento delle esportazioni, ha
sottolineato che tale
risultato è stato possibile grazie al duro lavoro ed alla devozione
degli esportatori turchi che stanno facendo di tutto per conquistare
fette di mercato sempre più consistenti ed ai quali ha assicurato
l'impegno del Governo nell'azione di sostegno alle delegazioni
economiche che si recheranno all'estero per promuovere la
produzione locale. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
|
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NOMINE
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Eletto,
nella nuova persona di Ahmet Kirman, il presidente di <Is
Bank>. Ersin Ozince il suo vice. |
Il
professore Ahmet Kırman è stato eletto lo scorso 5 aprile presidente
della Banca privata <İş Bank>. Nel corso della
stessa riunione, Ersin Özince, già direttore Generale della Banca,
è stato nominato vice p.residente mentre Caner Çimenbiçer è
stato nominato responsabile di auditing e gestione del rischio.
(fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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ASSEMBLEA
GENERALE DELLA BC
|
Sarà
convocata l'assemblea generale per procedere alla copertura di
due posizioni ancora vacanti in seno all'Istituto turco. |
Secondo
quanto riportato dal quotidiano <Hürriyet>, la Banca Centrale
turca convocherà l'assemblea generale per procedere alla
copertura di due posizioni ancora vacanti in seno all'Assemblea
della Banca. Le nomine saranno fatte dal ministro di Stato per
l'Economia, Ali Babacan, e con queste due ultime nomine
l'Assemblea sarà completa. <Hürriyet> commenta in calce
che tutte le nomine dell'Assemblea, ad eccezione di quella del
Governatore Süreya Serdengeçti, sono state fatte dal partito di
Governo, l'Akp. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
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STRATEGIA
DI BANCA
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Ponte
economico tra Turchia ed Emirati Arabi dopo l'inaugurazione ad
Istanbul di una sede della Banca islamica di Dubai. |
La
Banca Islamica di Dubai ha recentemente inaugurato un ufficio di
rappresentanza in Istanbul attraverso il quale, nelle parole del vice
Presidente, Bin Saeed al-Mansouri, intende contribuire e partecipare
attivamente allo sviluppo economico della Turchia. Il ministro
dell'Economia, Ali Babacan, presente alla cerimonia di apertura,
nel sottolineare quanto la Turchia "stia cambiando ed entrando in
una nuova era" ha affermato che l'apertura della Banca Islamica
creerà un ponte economico con gli Emirati Arabi. (fonte Amb.
d'Ita)
La
notizia in inglese
State Minister Ali Babacan
said that economic and political stability had been
ensured in Turkey due to the reforms and regulations undertaken in
the past three years.
Addressing the dinner held upon the opening of Dubai Islamic Bank's
representation to Turkey, Babacan said that commercial relations
between Turkey and United Arab Emirates (Uae) developed and there
were very intense contacts between the businessmen of the two
countries. Dubai Islamic Bank would undertake the mission of bridge
in commercial and economic relations between the two countries,
Babacan remarked.
Uae Minister of Transportation and Communications and Dubai Islamic
Bank's deputy president Sultan bin Saeed Al Mansouri said in his
part that the relations between UAE and Turkey would further
consolidate by the opening of the Bank's representation in Turkey.
Stressing that the Turkish economy showed a great growth potential,
Al Mansouri said that the Bank wanted to contribute significantly to
the Turkish economy. (TurkishPress)
15.04.2005
|
|
PRIVATIZZAZIONE
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Entro
questo mese dovrebbe essere bandita la gara per quella delle
raffinerie <Tupras>. Tra gli altri in corsa tre gruppi:
<Cukurova>, <Zorlu> e <Oyak> Per il 2005
previsto un turnover superiore ai 16 miliardi di dollari. |
La
gara per la privatizzazione delle Raffinerie <Tupras> dovrebbe
essere bandita entro la fine di aprile e dovrebbe concludersi entro
l'anno in corso; si prevede che investitori stranieri
dall'Europa, dagli Stati Uniti e dalla Federazione Russa
prenderanno parte al tender oltre a numerosi investitori locali, tra
cui il gruppo <Cukurova>, il gruppo <Zorlu> ed il gruppo
<Oyak>. Come noto la quota che sarà collocata sul mercato
e' scesa dal 65.76% al 51%, in seguito alla recente vendita del
14.76% delle azioni ad investitori stranieri. Secondo dati resi noti
dalla <Tupras>, si prevede per quest'anno un turnover
superiore ai 16 miliardi di dollari e la raffinazione di oltre 25
milioni di tonnellate di petrolio, mentre le vendite di carburante,
esclusa nafta e Lpg, sono aumentate del 6.3% nei primi tre mesi
dell'anno in corso, raggiungendo
i 4.2 milioni di
tonnellate; anche la vendita di diesel e gasolio è aumentata.
(fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005
|
INDICATORI- MACROECONOMICI
PNL
2004: 9.9%
PNL pro capite 2004: US $
4.172
PIL 2004: 8,9%
PIL pro capite 2004: US
$ 4.187
Inflazione (prezzi al consumo): 9.32%
15.04.2005
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<TURK
TELECOM>: PARTECIPEREMO ALLA PRIVATIZZAZIONE
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Lo
ha dichiarato il presidente della <Telecon Italia>,
Marco Tronchetti Provera, a
detta del quale è una grande opportunità per la Turchia dove
già gli italiani sono presenti nella telefonia mobile. |
Il
gruppo <Telecom> parteciperà, insieme ad altri partner, alla
pprivatizzazione di <Turk Telecom>, prima comppagnia di
telefonia fissa sul mercato turco. Lo ha confermato il presidente di
<Telecon Italia>, Marco Tronchetti Provera, durante l'incontro
con gli analiisti. "Parteciperemo alla privatizzazione - ha
affermato - e spero di avere partner in questa transazione. Non
abbiamo ancora definito l'impegno finanziario. Si tratta di una
grande opportunità in Turchia, dove già siamo presenti nella
telefonia mobile, con un'azienda integrata fisso-mobile". (da
take Agi)
15.04.2005
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| LIVELLO
DEBITO OK, NESSUN CAMBIAMENTO
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Per
Tronchetti Provera gli investimenti della <Telecom> in
Turchia non avranno alcun impatto sulla società. |
Nessuna
preoccupazione per il livello del debito di <Telecom Italia>
su cui non dovrebbero avere impatto anche investimenti futuri come
quelli, possibili, in Turchia e Brasile. A sostenerlo e' Tronchetti
Provera.'Il livello del debito oggi e' ok - ha risposto a un
analista che gli chiedeva un commento in merito - e non vedo grossi
cambiamenti. I cambiamenti - ha aggiunto - possono venire da
investimenti' ma, ha concluso, anche movimenti in Turchia e Brasile
non paiono destinati a fornire impatto. (Ansa)
15.04.2005
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| PROMOZIONE
DELL'"ITALIA IMMATERIALE"
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Firmato
dal vice-ministro Adolfo Urso e dal presidente della <Federcomin>
un Accordo di Settore grazie al quale verranno finanziati 50
progetti per esportare il nostro modello imprenditoriale in
Turchia, Cina e Russia.
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E' stato firmato
dal vice-ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio
Estero, Adolfo Urso, e da Alberto Tripi, Presidente di <Federcomin>
l'Accordo di Settore tra il ministero delle Attività Produttive e
la Federazione confindustriale che
rappresenta le aziende delle telecomunicazioni, della
radiotelevisione e dell'informatica.
Attraverso questa Intesa, i due firmatari si impegnano a co-finanziare
al 50% i progetti di internazionalizzazione e di promozione
all'estero delle nostre imprese della cosiddetta
''Italia immateriale'', un settore di punta del made in Italy ma
che negli ultimi mesi ha sofferto a causa di un'eccessiva
frammentazione imprenditoriale. Urso durante l'incontro ha
sottolineato che ''il primo Paese su cui si punterà per esportare
il nostro modello sarà innanzitutto la Cina, poi la Russia e la
Turchia. I mercati che più stanno crescendo e che maggiormente
trainano il made in Italy''. ''L'Accordo - ha proseguito -
servirà
senz'altro a testimoniare all'estero l'immagine delle nostre capacità
innovative, ma in questo caso mi auguro che possa servire anche per
stimolare l'intero sistema imprenditoriale italiano ad investire in
maniera trasversale nelle nuove tecnologie dell'Ict''. ''Obiettivo
comune - ha concluso il vice-ministro - è la crescita di
competitività del Sistema Italia, e con l'intesa maturata oggi
abbiamo posto un altro tassello del mosaico che stiamo componendo''.
''La firma di questo Accordo - ha dichiarato il Presidente Tripi -
cade in un momento particolarmente importante per il futuro del
Sistema-Paese. Si discute molto sull'italianità delle imprese e
sulla sfida competitiva. Le regole del mercato esigono la capacità
di risolvere questi problemi con uno sforzo reale sui mercati
internazionali''. ''Molte imprese italiane dell'Ict hanno la capacità
di misurarsi all'estero - ha concluso - ed e' necessario che si
superi la visione del made in Italy che considera competitivi
soltanto
i settori tradizionali dell'industria''. (Asca)
15.04.2005
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<FORTIS>
COMPRA LA TURCA <DISBANK> PER 985 MILIONI DI EURO
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L'annuncio
dato dal gruppo dei servizi finanziari belga-olandese.
"Questa acquisizione - ha detto l'amministratore delegato
Jean-Paul Voltron - è in linea con la nostra strategia di
sviluppo". |
Il
gruppo di servizi finanziari belga-olandese <Fortis> ha
annunciato l'intenzione di comprare l'89,3% della turca <Disbnak>
per 985 milioni di euro. Con l'acquisizione di <Disbank>,
settimana banca privata turca, <Fortis> diventerà il primo
gruppo bancario straniero in Turchia. Il gruppo del Benelux ha
spiegato che farà un'offerta pubblica per il rimanente 10,7% del
capitale azionario di <Disbank> in data da definire.
"Questa acquisizione - ha detto l'amministratore delegato
Jean-Paul Voltron - è pienamente in linea con la nostra strategia
di sviluppo delle attività fuori dal Benelux. <Fortis> sarà
la banca straniera numero uno in Turchia". (Agi)
15.04.2005
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LA LOTTA
DELLA <SEKA> (CELLULOSA)
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Industria
statale, simbolo delle contraddizioni della rivoluzione
liberista intrapresa dalla Turchia a partire dagli anni '80,
vede l'ennesima protesta dei lavoratori che rischiano il
posto. Il Governo evita la soluzione di forza e sceglie il
compromesso. La fabbrica diventerà un parco pubblico. |
Nelle scorse
settimane si è concluso l'ennesimo atto, probabilmente non
l'ultimo, della lunga vicenda che ha visto coinvolti la cartiera
<Seka> di Izmit, nella regione a sud di Istanbul, ed i suoi
734 lavoratori. Di proprietà pubblica e con imponenti buchi di
bilancio, nell'ambito del processo di privatizzazione il governo
turco aveva deciso per il 27 gennaio la sua chiusura definitiva. Ad
una parte dei lavoratori era stata proposta l'assunzione presso una
succursale della stessa fabbrica, a Silifke, sulla costa
mediterranea, a diverse centinaia di chilometri da Izmit. I
lavoratori hanno risposto occupando la fabbrica ed incatenandosi ai
macchinari per evitare un eventuale sgombero forzato. Con la
mediazione del Ministro dei Trasporti, dopo 51 giorni di resistenza,
si è arrivati ad una soluzione di compromesso: la fabbrica con i
suoi operai, quelli che non potranno essere pre-pensionati, sarà
ceduta all'amministrazione comunale di Izmit. Ad essa spetterà poi
la decisione se continuare la produzione oppure, come sembra più
probabile allo stato attuale, chiudere la fabbrica trasformando
l'area in un parco pubblico ed integrare gli operai nell'organico
dei dipendenti comunali.
Le vicende della <Seka> (Società per la cellulosa e la carta)
ben rappresentano in scala ridotta le trasformazioni economiche e
sociali vissute dalla Turchia contemporanea.
Al momento della proclamazione della Repubblica, nel 1923, il Paese
era completamente privo di una struttura industriale. Fu lo Stato a
promuovere la politica di industrializzazione con la creazione di
una serie di installazioni industriali (<Kit>, Impresa a
Gestione Pubblica) chiamate a fornire al paese alcuni prodotti
chiave quali cemento, cotone, farina, carta. E' all'interno di
questo contesto che nel 1936 venne fondata la <Seka> con
l'obbiettivo di soddisfare il fabbisogno di carta e cellulosa del
Paese. Alle nuove industrie di Stato non veniva però assegnato solo
un obbiettivo economico. Situate generalmente al di fuori delle aree
metropolitane principali, le fabbriche di Stato avevano anche
l'ambizione di favorire processi di trasformazione a livello
sociale ed culturale. Per questa ragione all'interno delle
fabbriche vi erano cinema e teatri, club sportivi, attività
culturali destinate agli operai ed alle comunità locali. Nel 1937
alla <Seka> venne fondata anche una squadra di canottaggio
femminile. Inoltre nella fabbrica vi era anche una scuola di
formazione professionale.
Nei decenni successivi le industrie di Stato hanno continuato ad
avere un ruolo di primo piano nella struttura industriale del Paese:
negli anni '70 le fabbriche <Kit> rappresentavano il 25%
dell'industria turca. Proprio gli anni '70 furono per la <Seka>
un periodo di grande dinamismo, con i suoi 7.500 dipendenti
distribuiti anche tra diverse succursali sparse in tutto il Paese, e
di importanti aumenti della produttività.
Il clima è radicalmente cambiato negli anni '80, quando la Turchia
ha intrapreso la sua rivoluzione liberista fondata sul rafforzamento
del settore privato ed una struttura economica integrata con i
mercati internazionali e fortemente orientata verso le esportazioni.
Questa rivoluzione copernicana, fortemente sostenuta da
organizzazioni internazionali quali il Fondo Monetario, aveva come
condizione imprescindibile lo smantellamento della presenza diretta
dello Stato nelle attività produttive, una presenza considerata
inefficiente, anche attraverso l'avvio di un vasto piano di
privatizzazioni. In realtà negli anni '90 si è prodotta però la
paradossale situazione per cui da un lato la breve esperienza di un
governo di centro sinistra ha cercato di introdurre criteri di
efficienza nella gestione delle industrie di Stato, dall'altro
invece le politiche ispirate dal Fondo Monetario miravano a
sottrarre gli investimenti necessari al loro riammodernamento.
L'obbiettivo era quello di arrivare alla totale scomparsa della
presenza pubblica nel settore industriale.
Come ricorda Ufuk Saka, un manager proveniente dal settore privato,
alla guida della <Seka> nei primi anni '90: "Il nostro
obbiettivo era quello di dimostrare la falsità dell'equazione
industria di Stato uguale inefficienza. Certo c'erano problemi di
sovrabbondanza di manodopera e di efficienza. Noi abbiamo cercato di
introdurre alcuni principi del settore privato nella fabbrica ed i
risultati si sono visti: abbattimento dei costi e degli sprechi,
aumento della produttività dei lavoratori che, dopo le prime
resistenze, ci hanno seguito in questo progetto di rilancio della
fabbrica. Il bilancio del 1995 presentava utili per 104 milioni di
dollari. Il problema però è che dietro le pressioni del Fondo
Monetario questi utili venivano incamerati dal Tesoro per ripianare
il deficit pubblico e non venivano reinvestiti nella fabbrica. Il
risultato è stato un progressivo invecchiamento degli impianti ed
il crollo della produttività".
Nel 1998 di fronte al perdita di efficienza della fabbrica ed alla
mancanza di compratori privati, il governo dell'epoca ne decise la
chiusura. Le mobilitazioni che ne sono seguite hanno di fatto
portato ad un congelamento della situazione. Fino allo scorso
gennaio quando il Governo Erdogan, che ha fatto della
privatizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia che gli hanno
permesso di guadagnare l'appoggio degli ambienti imprenditoriali, ha
ribadito la volontà di procedere alla chiusura della <Seka>
il 27 gennaio.
Una decisione che ha provocato un vasto movimento di protesta che,
cominciato con l'occupazione della fabbrica da parte degli operai,
si è rapidamente esteso a tutto il paese dove si sono moltiplicate
le manifestazioni di solidarietà. Durante i 51 giorni di
occupazione all'interno della fabbrica gli operai, spesso affiancati
da mogli e figli, hanno dato vita ad un gran numero di iniziative
che hanno visto anche la partecipazione di molti esponenti del mondo
artistico ed intellettuale turco: concerti, dibattiti ma anche
matrimoni e gare sportive. Una mobilitazione che, seppure non priva
di richiami nostalgici per le mobilitazioni operaie degli anni
'70, ha costituito una importante novità nel depresso panorama
sindacale del Paese ed ha permesso di rimettere al centro
dell'attenzione la questione del lavoro, dell'occupazione e del
modello di sviluppo economico. Tra le richieste degli operai e dei
movimenti sindacali non solo quella di salvaguardare 734 posti di
lavoro ma soprattutto il rilancio della produzione, attraverso un
processo di rinnovo degli impianti.
Una ricerca ha mostrato infatti come sarebbe stato sufficiente un
investimento di pochi milioni di dollari per poter rinnovare le
strutture della fabbrica e restituirle competitività, permettendo
cosi di salvare quello che è stato definito "l'orgoglio
della Repubblica". Ad essere sotto accusa poi è stata la
filosofia portante del processo di privatizzazione rivolto alle <Kit>,
desideroso più di cancellare le tracce di una importante bagaglio
di esperienza e di competenze che di cercarne il rilancio anche
immaginando forme originali di proprietà, magari capaci di
combinare pubblico e privato.
Di fronte all'ampiezza del fronte della resistenza il governo,
deciso a continuare sulla propria strada, ha preferito arrivare ad
un compromesso che evitasse il ricorso alla forza. La proposta di
trasferire la proprietà della fabbrica ed i lavoratori al comune di
Izmit, trasformando la <Seka> in una Bit (Impresa a Gestione
Comunale) è stata sottoposta alla votazione degli operai, che
l'hanno approvata a grande maggioranza.
Ora la decisione sul futuro della fabbrica spetta al Comune di Izmit.
Nelle sue prime dichiarazioni il sindaco Karaosmanoglu, del partito
di opposizione Chp [Partito Repubblicano del Popolo], non ha
mostrato grande entusiasmo per la prospettiva di doversi occupare
del rilancio della fabbrica. La soluzione che attualmente appare più
probabile è quella della sua dismissione per trasformare l'area in
un parco pubblico, "alla Hyde Park" così come suggerito
dal Presidente Erdogan. Resta però il problema dei lavoratori,
integrati nell'organico di una amministrazione comunale che è
attualmente la più indebitata del paese.
Piuttosto che una soluzione convincente, l'evoluzione delle
vicende della fabbrica <Seka> sembra quindi rappresentare il
tentativo di aggirare l'ostacolo costituito dalle caratteristiche
e dalle conseguenze prodotte dal processo di privatizzazione,
proprio mentre esso entra in una fase cruciale con la messa in
vendita di alcuni dei "gioielli di famiglia" quali il monopolio
di Stato <Tekel> e soprattutto <Turk Telekom>. (Fabio
Salomoni/Osservatorio sui Balcani)
15.04.2005
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APRIRE LE
FRONTIERE
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E'
quello che chiede alla Turchia la Commissaria all'UE, Mariann
Fischer Boel, a proposito della carne bloccata a causa del
morbo della mucca pazza. |
La Commissaria europea
all'Agricoltura, Mariann Fisher Boel, ha chiesto - in un incontro
con il ministro all'Agricoltura turco Saml Guglu - che la Turchia
"apra nuovamente le proprie frontiere alle esportazioni di
carne bovina europea, chiuse a causa del morbo della mucca
pazza".
La Commissaria - ha spiegato all'Ansa il suo portavoce
Michael Mann - ha presieduto la richiesta in occasione di un
incontro a Bruxelles con il ministro Guglu.
La Turchia è uno dei Paesi candidati all'UE e all'inizio del
prossimo ottobre è previsto l'avvio - a determinate condizioni -
dei negoziati di adesione all'Unione Europea. E proprio
l'agricoltura sarà uno dei tempi più sensibili e complessi delle
future trattative.
Nel corso di questo primo colloquio - ha spiegato il portavoce - la
Commissaria ha detto che "bisognerà in primo luogo discutere
le grandi questioni prima di scendere nel dettaglio".
Bisognerà parlare "di strutture agricole, di sviluppo reale,
di attuazione di sistemi amministrativi". Insomma, ha
sottolineato, "sarà un lungo processo". (Ansa)
15.04.2005
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FOLLA DI
VISITATORI PER ANZAC
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Sono
attesi più di 20 mila visitatori per il 90mo anniversario. la
celebrazione si terrà a Canakkale il 24 e il 25 di questo
mese. Gli alberghi sono già tutti prenotati. Nella battaglia
- oltre ai turchi - australiani e neozelandesi che
combattevano per gli Alleati. |
More
than 20,000 tourists are expected to participate in the 90th
anniversary of Anzac Day. In Canakkale (Gallipoli), where Anzacs
fought against Turks, hotels have already been booked to capacity in
preparation for the commemoration ceremony on April 24-25.
Canakkale Governor Suleyman Kamci pointed out that there was no
problem last year and that the number of tourists has been
increasing every year. A ceremony is organized every year at Anzac
Bay Canakkale where Australian and New Zealand soldiers died while
fighting for Britain. Thousands of tourists come to Turkey from
these two countries in order to commemorate the Anzacs (Australia
and New Zealand Army Corps). Along side Turkish Prime Minister Recep
Tayyip Erdogan, other officials such as Prince Charles of Britain
are expected to attend the ceremonies. Ali Akol, Chairman of
Canakkale Hotels Association (Catod), said that hotels in the city
have all been booked up. He also disclosed that the Turkish Foreign
Ministry requested about 100 rooms, but was turned down because of
the high rate of occupancy. (National News Desk)
15.04.2005
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| ...MA
QUALCUNO GRIDA AL TERRORISMO
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L'Australia
ha lanciato l'allarme per un eventuale, possibile, attentato
che potrebbe essere compiuto durante la commemorazione della
battaglia di Gallipoli (1915-18). Prese dalle autorità turche
energiche misure di sicurezza. |
Australians
planning to attend commemorative ceremonies on Turkey's Gallipoli
Peninsula have been warned that there is the threat of terrorist
attack.
In a statement issued by Australia's Foreign
Ministry Thursday, Australian nationals were told that while there
was no specific threat, there was a high level of terrorism in
Turkey.
"The threat from terrorism in Turkey is high and domestic
terrorist groups are active," the government warning said.
It is the third time in three years that Canberra has issued such
warnings, though the alert issued in 2004 was at an even higher
level, warning Australians not to travel to Turkey to attend the
ceremonies.
Whether as a result of this warning, numbers attending the 2004
Gallipoli commemorative services were double those of the previous
year.
There has never been any terrorist incident targeting the
commemorative services on the Gallipoli battlefield. Turkish
authorities last year deployed well over 1000 security personnel
around the sites of the services, eight times as many Turkish
soldiers as faced the first wave of Australian troops who landed at
dawn on 25 April, 1915. (NtvmSnbc)
15.04.2005
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UN
MILIONE DI TURISTI UN VERO BOOM
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Il
mese di marzo è stato d'oro per la Turchia, un Paese sempre
attento agli operatori del settore. Le previsioni vanno oltre
ogni limite. Tra i visitatori, italiani, tedeschi, greci,
francesi, svizzeri e americani. Successo della Borsa Mediterranea del Turismo a Napoli. |
 Secondo
i nuovi dati relativi agli arrivi internazionali in Turchia il 2004
si conferma una stagione molto positiva: gli ingressi dei turisti
stranieri sono stati 17.517.610,
con un aumento del 24.86%
rispetto all'anno precedente. Ottimo anche il flusso di turisti
italiani che ha raggiunto la quota di 318.097
unità, pari ad un incremento del 34.26%.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2005 gli arrivi internazionali sono
stati 1.393.368 (+ 22.06%
rispetto a gennaio e febbraio 2004), con una quota di ben 25.870
Italiani (+ 58.88%
rispetto a gennaio-febbraio 2004).
Negli stessi mesi risultano anche notevoli incrementi turistici
dagli altri paesi europei verso la Turchia: dalla Germania
303.124 ingressi (+11.68%), dalla Grecia 54.662 (+26.49%),
dall'Olanda 45.295 (+ 3.17%), dalla Francia 43.746 (+42.96%),
dall'Inghilterra 36.827 (+30,06%).
La Turchia, da sempre attenta a fornire proposte interessanti
per gli operatori del settore e per il pubblico italiano, ha partecipato
alla Borsa Mediterranea del Turismo che si si è tenuta dall'8 al 10
aprile 2005 presso la Mostra d'Oltremare di Napoli.
La Turchia è stata presente al Padiglione 5 negli Stand 5066 - 5067
- 5068 - 5077 - 5078 - 5079 per presentare tutte le novità
della stagione estiva 2005 e le molte opportunità di business che
il turismo turco è in grado di offrire.
Lo spazio espositivo ha ospitato al suo interno diversi co-espositori:
<Turkish Airlines>, <Courtesy Travel>, <Entour Tour Operator & Travel
Agency>, <Eurojet>, <Intra
Tours Dmc & Inair Aviation>, <Lite Tur>, <Incentive
System, Mesline - Angela Gioia Srl Shipping Agency>.
Con la nuova stagione saranno tante le proposte allettanti per un
turismo esigente: dall'International Maritime Festival 2005, che
si terrà nella splendida cornice di Marmaris dal 27 aprile all'1
maggio; alla finale di
Uefa Champions League 2005 che si svolgerà il 25 maggio l'Atatürk
Olympic Stadium di Istanbul, allo straordinar |