Arretrati 

Anno 6° N.13

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

IL MODELLO

La Turchia - come ha tenuto a sottolineare il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer - lo è sia per democrazia sia per secolarità. Al centro di un importante regione.

Ahmet_Necdet_SezerTurkey is a model country with a secular and democratic state governed by the rule of law, Turkish President Ahmet Necdet Sezer said.
Turkey has of late been held up as an example to Muslim countries in a time when there have been increasing changes around the world and is ready to share its experiences with all its neighbours and friends, Sezer told a conference at the War Academy in Istanbul.
Being located in a strategically important position, Turkey is at the centre of many developments as a stable country, the President said.
 "Turkey tries to be constructive, be interested in issues which have regional and global importance and tries to put forward solutions," said Sezer. "We hope that Turkey's efforts are perceived correctly by our friends."
Turkey's historical policies to promote regional and international peace and stability, and its integration with the European Union stemmed from the fundamental principles formed within the scope of the general wishes of the Turkish nation, he said. (NtvmSnbc)
15.04.2005

L'OFFESA

Il Capo dello Stato turco respinge le accuse secondo le quali l'Impero ottomano avrebbe commesso un genocidio contro gli armeni. "Nella società del tempo erano parte integrante della società".

Claims that the Ottoman Empire had committed genocide against its Armenian citizens were offensive and hurt the Turkish nation, the country's President said .
Addressing a conference at the Turkish War Academy in Istanbul, President Ahmet Necdet Sezer said scientific objectivity should be used when assessing historical events.
Research should be conducted into the allegations by making use of documents that were objective and unbiased, the President said.
Turkish citizens of Armenian origin were and indispensable part of Turkish society who have equal rights and responsibilities in the modern Turkish Republic, said Sezer. (NtvmSnbc)
15.04.2005

 

COMMISSIONE CONGIUNTA

La Turchia la ha formalmente proposta al Governo Erevan per affrontate insieme la questione del genocidio, o presunto tale, degli armeni. L'annuncio dato dal ministro degli Esteri turco Abdullah Gul.

Abdullah_GulIl premier turco Recep Tayyip Erdogan ha inviato nei giorni scorsi una lettera al suo omologo armeno, Robert Kotcharian, proponendo l'istituzione di una commissione congiunta turco-armena per giungere a conclusioni comuni sui massacri degli armeni da parte degli ultimi governi ottomani negli anni 1915-16.
Massacri che gli armeni definiscono "un genocidio", mentre i turchi rigettano questa definizione. Lo ha reso noto in parlamento  il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gül, aggiungendo che la commissione costituirebbe "un primo passo verso la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi", come chiesto ad Ankara dall'Unione europea in vista dell'avvio, il 3 ottobre prossimo, del negoziato di adesione.
La frontiera tra Turchia e Armenia è chiusa dal 1993 (sia per la polemica sul "genocidio" del 1915 sia per la guerra armeno-azerbaigiana in Nagorno Karabakh) e tra le rispettive capitali non esistono relazioni diplomatiche e i collegamenti sono limitati ad un solo volo la settimana. (ticin@nline)
15.04.2005

 

IL RICHIAMO

Il Presidente della Repubblica della Turchia, Ahmet Necdet Sezer,  ha chiesto che gli Usa si assumano le loro responsabilità nella lotta in Irak contro i terroristi curdi del Pkk.

Pkk_KadekTurkey has appealed to the United States to start acting on the presence of separatist Kurdish groups holed up in the Kandil Mountains in northern Iraq.
Speaking at a conference at the War Academies, President Ahmet Necdet Sezer expressed Turkey's irritation with the continued presence of the terrorist Kurdistan Workers' Party (Pkk) in Iraq and said, "We now expect the United States to begin to undertake that which is required by its pledges to Turkey."
Sezer said the Iraqi interim administration as well has made revelations that it wanted to terminate the Pkk presence in northern Iraq.
The Turkish president said Turkey attached great importance to the preservation of the territorial integrity of Iraq.
He said Kirkuk maintaining its place within Iraq's territorial and political integrity should not be just a priority for Turkey, but for all the international community.
The president said Turkey was closely interested in developments in Iraq. He said Turkey was very worried with the continued confrontations, increasing death toll and failure to establish stability. The president also underlined that the Turkish nation was seriously distressed by the murder of Turkish truckers in "heinous" attacks and stressed that Turkey was not sparing any effort to provide security to its citizens in Iraq.
Speaking also on Turkish-European Union relations and the Cyprus issue, the president said Ankara would recognize the "Republic of Cyprus" only after a settlement was reached on the island and shrugged off criticism against the Justice and Development Party (Akap) government's move to expand the 1963 Ankara Agreement between Turkey and the union to cover all new members, including the Greek Cypriots. The president said such a development would not mean Turkey would abandon the Turkish Cypriot people and their just cause. The Turkish president also stressed that Turkey's Westernization vocation was not confined to European Union membership but included the United States as well. He said Turkey had no intention of indicating a preference between its two important partners. (Turkish Daily News)
15.04.2005

 

UCCISI DUE MILITANTI DEL PKK

E' avvenuto nella provincia di Sirnik (sud-est anatolico) durante un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza turche.

Due militanti del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), organizzazione politica messa al bando da Ankara, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza turche nella parte orientale del Paese. Come precisa un comunicato ufficiale, "le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione contro un gruppo di terroristi a Idil, nella provincia di Sirnak, e due terroristi sono rimasti uccisi nello scontro a fuoco".
Il Pkk, che combatte per la creazione di uno Stato curdo nel sud-est anatolico, ha lanciato una campagna militare contro il Governo di Ankara nel 1984. Oltre 30 mila persone, la maggior parte delle quali curde, sono rimaste uccise nelle violenze e negli scontri. Nel 1999 fu catturato il leader dell'organizzazione, Abdullah Ocalan. La richiesta di una tregua, proposta dal Pkk nel 2004, fu respinta dal Governo turco. (Adnkronos)
15.04.2005

 

L'AUGURIO

Lo ha fatto il Governo di Ankara - per bocca del suo premier Recep Tayyip Erdogan - al nuovo presidente curdo dell'Irak Jalal Talabani.

Jalal_Talabani"Auguriamo successo alla nuova amministrazione irakena e ci aspettiamo di vedere risultati nel più brevbe tempo possibile", ha dichiarato il premier turco Recep Tayyip Erdogan - citato dall'agenzia <Anadolu> - con riferimento agli ultimo sviluppi irakeni.
Quanto all'elezione avvenuta del leader curdo Jalal Talabani come presidente dell'Irak, Erdogan ha dichiarato che la sua nomina era "attesa" ed ha aggiunto che Ankara si attende ora "di vedere un Irak che stabilizzi la sua integrità territoriale tra le altre Nazioni del mondo e dove un gruppo etnico o religioso non abbia egemonia sugli altri, dove tutte le risorse naturali appartengano all'intero popolo irakeno e dove Kirkuk abbia uno status speciale di appartenenza a tutto il popolo irakeno". (da take Ansa)
15.04.2005

 

APPELLO CONTRO L'ONDA INDIVIDUALISTA

Lettera aperta di 200 intellettuali turchi in cui si esprime preoccupazione per l'ondata di nazionalismo innescatasi di recente nel Paese e che rischia di riacutizzare le tensioni interne.

Un gruppo di intellettuali turchi hanno diffuso una lettera aperta in cui si esprime "preoccupazione" per l'ondata di nazionalismo innescatasi di recente in Turchia che rischia - secondo i medesimi firmatari dell'appello, di riacutizzare le tensioni interne con i curdi e di creare contrapposizioni esterne sulla questione del cosiddetto "genocidio" degli armeni del 1915.
"Si sta tentando di ostacolare, prendendo pretesto da recenti avvenimenti, il processo di pace e di pacificazione nel nostro paese. Temiamo un ritorno alla violenza e ad un'atmosfera di lotta" - è scritto nell'appello firmato da vari accademici, scrittori, artisti, giornalisti e dirigenti di organizzazioni non governative pubblicato ieri da alcuni giornali turchi.
I firmatari dell'appello fanno riferimento agli scontri avvenuti in due riprese negli ultimi giorni a Trebisonda (sul Mar Nero) tra nazionalisti e membri dell'"Asssociazione di solidarietà con i detenuti" (Tayad), cinque membri della quale sono stati sottratti a fatica dalla polizia ad una folla di duemila persone che volevano linciarli perché -secondo alcune voci- avrebbero tentato di bruciare una bandiera turca, come alcuni giovanissimi curdi hanno fatto il 20 marzo scorso a Mersin in occasione della festa del Newroz.
Il copione si è ripetuto nella stessa Trebisonda dove la polizia è intervenuta a proteggere e mettere in salvo una trentina di attivisti della stessa Tayad che avevano inscenato una protesta contro il tentativo di linciaggio dei giorni precedenti e che sono stati attaccati e malmenati da un gruppo di circa duecento nazionalisti.
Gli incidenti di Trebisonda sono collegati dai firmatari dell'appello all'ondata di manifestazioni nazionaliste e all'esposizione massiccia di bandiere turche in tutte le città turche che è seguita al tentativo di Mersin di bruciare il 20 marzo scorso una bandiera turca attuato da alcuni ragazzini probabilmente ispirati -secondo la stampa turca- da militanti del Pkk.
"Le reazioni a questo incidente provocato da un gruppo di ragazzini sono scivolate, con il sostegno dei responsabili dello stato, verso il razzismo ed il nazionalismo - denunciano i 200 intellettuali turchi firmatari dell'appello - l'isteria di massa sollevata dal nazionalismo sia curdo, sia turco".
I firmatari chiedono anche il licenziamento immediato del vicegovernatore della cittadina di Sutculer che nei giorni scorsi ha ordinato la confisca e il rogo per i libri dello scrittore turco Orhan Pamuk colpevole di avere affermato in unìintervista che nel 1915 "furono massacrati (da parte del governo ottomano dell'epoca,ndr) circa un milione di armeni", dando argomenti a chi sostiene negli ambienti internazionali ed anche europei, contro la decisa posizione della Turchia, che quei massacri costituirono "un genocidio".
Il rogo dei libri non è poi avvenuto perché - a quanto pare - nelle librerie locali non si è trovato nemmeno un libro di Pamuk. Cionondimeno, l'atteggiamento del vicegovernatore di Sutculer ha gettato una luce negativa sull'immagine della Turchia nell'Unione europea (con cui il negoziato di adesione dovrebbe cominciare il 3 ottobre prossimo). "Quei metodi (del vicegovernatore,ndr) ricordano il periodo nazista" - sottolineano gli intellettuali turchi nel loro appello, chiedendo al governo di licenziare immediatamente il funzionario dando un chiaro segnale di presa di distanza. (Ansa)
15.04.2005

.....E LA RISPOSTA DEL GOVERNO

Ankara denuncia interferenze nell'ondata di nazionalismo. Il Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer, il premier Recep Tayyip Erdogan e il vice capo di Stato Maggiore delle Forze Armate gen. Ilker Bashbug invitano a non cedere alle provocazioni.

I massimi leader turchi si sono detti negli ultimi giorni convinti dell'esistenza di ''influenze esterne'' nell'ondata di nazionalismo che sta attraversando nelle ultime settimane la popolazione turca. Sia il presidente Ahmet Necdet Sezer, sia il premier Recep Tayyip Erdogan sia il vice capo di Stato Maggiore delle Forze armate turche, generale Ilker Bashbug - secondo quanto riferiscono i giornali turchi - hanno in separate dichiarazioni concordemente messo in guardia la popolazione dal ''cadere nelle provocazioni'' ispirate dall'esterno e di affidarsi alle istituzioni statali per opporsi alle illegalita'. La messa in guarda viene dopo che alcuni giovanissimi hanno cercato il 20 marzo scorso (festa curda del Newroz) di bruciare la bandiera turca, innescando un'ondata di proteste anti-curde in tutte le città del Paese, dove bandiere turche sono state apposte alle finestre delle case e sui lunotti delle automobili. La scorsa settimana a Trebisonda alcuni attivisti prodetenuti che distribuivano un volantino hanno rischiato di essere linciati da una folla di nazionalisti che li accusavano di avere tentato di bruciare una bandiera. Gli ambienti nazionalisti turchi sono in grande fermento anche per le pressioni internazionali ed europee in particolare sulla Turchia per un riconoscimento di fatto della Repubblica di Cipro e del ''genocidio degli armeni'' degli anni 1915-16, che Ankara rifiuta di concedere e per il timore che la prossima settimana la Corte europea per i diritti umani raccomandi alla Turchia di sottoporre a nuovo processo il leader dell'organizzazione separatista Pkk, Abdullah Ocalan, che sconta l'ergastolo nel carcere speciale di Imrali.(Ansa)
15.04.2005
 

UN SUMMIT IMPORTANTE

Il Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet Sezer, si è incontrato a Damasco con il presidente siriano Bashar al Assad. Libano ed Irak i temi in primo piano nel lungo colloquio. Il dissenso di Washington alla visita.

Sezer_e_Assad_a_DamascoLibano e Irak sono stati i temi in primo piano nel lungo colloquio tra il presidente siriano Bashir al-Assad e il suo collega turco, Ahmet Necder Sezer, a Damasco per una visita ufficiale poco gradita agli Stati Uniti.
"Abbiamo espresso grande interesse per la sicurezza, la stabilità e l'unità nazionale del Libano", ha detto Assad ai giornalisti al termine dei colloqui. Sezer ha detto dal canto suo di essere soddisfatto della decisione siriana di ritirare le proprie truppe dal paese vicino. Damasco si è impegnata a completare il ridispiegamento, chiesto dalla risoluzione dell'Onu 1559, entro la fine di questo mese.
"Abbiamo parlato a lungo anche della situazione di Iraq - ha detto inoltre Assad - e abbiamo constatato di avere idee identiche sulla necessità di garantirne la sovranità e l'integrità territoriale". "Abbiamo anche espresso l'auspicio che il processo politico messo in moto a Baghdad prosegua in modo tale da garantire una partecipazione la più ampia possibile per garantire al paese una sicurezza, una prosperità e un futuro che non dipendano da un intervento straniero", ha aggiunto. "È proprio così - ha affermato dal canto suo il capo di stato turco - e dico anche che appoggiamo entrambi il processo di ricostruzione".
Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di non gradire la visita per il ruolo di sponsor del terrorismo internazionale attribuito da Washington alla Siria. (Ansa)
15.04.2005

 

UN CONTENZIOSO VECCHIO SESSANTASEI ANNI

Turchia e Siria si siederanno ad un tavolo per risolvere i problemi dei territori nella zona di Hatay (Antiokya), città nel sud-est anatolico. Uno spostamento di confini?

The bridge of fraternity established between Ankara and Damascus with the Adana Agreement, will solve the land dispute that affects citizens from both countries.
Turkey and Syria will sit at the table in an attempt to solve the land problems regarding the fertile lands in Hatay, a southern Turkish city, after Ankara Treaty was signed in 1939.
The Foreign Ministry, Ankara and Damascus have already formed a commission for a consensus formula before the negotiations begin. The General Staff, Development and Interior Ministry officials will determine the points that will be in the agreement and contention that will be offered to Syria.
Since the borders of both countries, after the Ankara Treaty was signed in 1939, fields owned by both Turkey and Syria have also changed. With the re-determination of the borders, valuable agriculture fields belonging to Turks in Reyhanli, Altinozu, and Hassa counties have remained in Syria. On the other hand, areas of land owned by Syrians have also remained within Turkey's borders.
The land in the Plain Amik is considered to be worth of trillions of Turkish Lira. Thousands of meters of privately owned land is said to create huge annual profits because of multiple harvests during the year.
A commission, comprised in the Foreign Ministry will attempt to find a solution to the problems of the fertile agriculture lands in Hatay, has already begun its activities.
Negotiations will begin in the days ahead. (Sedat Gunec/Zaman)
15.04.2005

SALUTO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO

Cattolici, ortodossi e musulmani hanno appeso nelle loro case ad Antiochia l'immagine del Pontefice defunto. Il sogno di Giovanni Paolo II: "Vivere la pace in un Medio Oriente riconciliato".

La_Messa_ad_Antiochia_per_Giovanni_Paolo_IIDecine di cittadini antiocheni hanno espresso le loro condoglianze per la scomparsa di Giovanni Paolo II visitando la chiesa cattolica della città e manifestando il proprio dolore per la morte del Papa. "Vi siamo vicini nel dolore" il ritornello più ricorrente, accompagnato dalla consapevolezza che ora il "Santo Padre" riposa nella Luce di Dio.
Tra gli altri si sono presentati il capo della comunità ebraica vestito a lutto; i pastori protestanti, americani e coreani, gli abuna (sacerdoti) ortodossi, i religiosi alowiti, oltre alle autorità civili, diplomatiche e varie personalità politiche locali.
Sorprendente la commozione, la solidarietà e la partecipazione di tanta gente. Trascorsi gli 8 giorni di lutto, come si conviene nella cultura orientale, le visite di cordoglio sono andate via via scemando. Nel quaderno in cui sono raccolte le firme di cordoglio si leggono anche i ritagli dei giornali locali, che non si sono risparmiati in foto e dettagli sulla notizia della morte e dei funerali del pontefice. Mai un Papa ha destato così grande interesse in Turchia: in tutta la nazione le bandiere sono state messe a mezz'asta.
L'8 aprile la comunità cristiana si è radunata per un momento di preghiera in suffragio del papa, in concomitanza con i funerali in piazza san Pietro a Roma. Con il parroco p. Domenico Bertogli, e il piccolo fratello di Charles de Foucould, il francese p. Francois, erano presenti i tre abuna greco- ortodossi, ma anche il rabbino ebreo e il capo della comunità ebraica antiochena,  il muftì della città, i pastori protestanti. Tra le autorità, il prefetto, il sindaco della città e il rettore dell'Università locale.
Sono intervenute anche centinaia di persone che, in pieno giorno lavorativo, non hanno esitato a lasciare il lavoro, la scuola e a chiudere negozi per testimoniare di aver preso sul serio il sogno del Papa: "Vivere la pace in un Medio Oriente riconciliato".
In un mosaico variopinto di lingue e di invocazioni corali si è pregato Dio in turco, in ebraico, in arabo, ognuno a modo suo in un'unica voce, ringraziandolo per il dono di Giovanni Paolo II e invocandolo perché sul suo esempio ci sia sempre il dialogo e il rispetto per ogni essere umano al centro dell'esistenza di ogni uomo.
In ricordo di un incontro storico per la città, numerosi antiocheni - cattolici, ortodossi, musulmani - hanno appeso in casa l'immagine del papa stampata per l'occasione. (Asia News.it)
15.04.2005

 

NESSUN COINVOLGIMENTO

L'ex capo dei servizi di spionaggio della vecchia Germania comunista, Markus Wolf, ha smentito che bulgari e sovietici fossero coinvolti nell'attentato a Giovanni Paolo II.

Markus Wolf (82 anni), l'ex capo dei servizi di spionaggio della vecchia Germania comunista (Ddr), ha smentito un qualsivoglia coinvolgimento dei servizi segreto bulgari o sovietici nell'attentato del 13 maggio 1981 a Papa Giovanni Paolo II.
In dichiarazioni all'agenzia di stampa tedesca <Dpa>, Wolf ha tenuto a sottolineare come ogni affermazione sul coinvolgimento del Kgb nell'attentato al defunto Pontefice non sia suffragata da fatti concreti. L'ex capo dello spionaggio di Berlino est ha voluto in tal modo smentire notizie apparse di recente su giornali italiani, notizie che farebbero riferimento a sue presunte affermazioni. (da take Ansa)
15.04.2005

 

ACCORDO SU SPAZIO AEREO

A siglarlo tra Grecia e Turchia i rispettivi ministri degli Esteri Petros Molyviatis e Abdullah Gul. Messo a punto l'impianto di una linea diretta di comunicazione.

Petros_MolyviatisGrecia Turchia hanno raggiunto un accordo per la messa a punto di un sistema di comunicazione che metta fine alle continue violazioni dello spazio aereo nel Mar Egeo, fonti tensione fra Atene ed Ankara. Lo hanno annunciato congiuntamente il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ed il suo collega greco Petros Molyviatis.
L'accordo prevede l'impianto di una linea diretta di comunicazione fra il centro operativo delle forze aeree turche di Eshkisehir e quello greco di Larissa.
I due ministri hanno anche reso noto che verranno prese nuove misure destinate a migliorare le relazioni fra Grecia e Turchia, accrescendo la reciproca fiducia. (Ansa-Afp-Reuters)
15.04.2005

 

<UZAN RUMELI>: <ITALCEMENTI> PUNTA ADESSO ALL'ACQUISTO DELLA SOCIETA' 

Secondo fonti bene informate, il gruppo guidato da Carlo Pesenti ha messo gli occhi su 7/8 stabilimenti che verranno messi in vendita dal Governo di Ankara. La pubblicazione del bando di gara è prevista tra maggio e giugno. Un ulteriore passo della società italiana nel Mediterraneo.

Il_marchio_Uzan<Italcementi>, il gruppo guidato da Carlo Pesenti, intende acquistare gran parte dei 7-8 stabilimenti della società <Uzan Rumeli>, che verranno messi in vendita dal Governo di Ankara. Lo riferiscono ad Ankara fonti italiane informate.
Fondata dalla ricchissima famiglia Uzan, l'impresa cementiera turca, a seguito di numerose traversie finanziarie, venne posta sotto amministrazione controllata per poi finire nelle mani dello Stato turco. I tempi ed il valore della privatizzazione di <Uzan Rumeli> non sono ancora stati fissati ufficialmente ma la pubblicazione del bando di gara è prevista tra maggio e giugno. Il gruppo di Pesenti, che lo scorso anno ha fatturato complessivamente 4.5 miliardi di euro, giudica modesta la sua presenza in Turchia (149 milioni di euro di ricavi nel 2004) dove è già presente con 4 cementerie a ciclo completo e 18 impianti di calcestruzzo e mira perciò a un deciso rafforzamento in Turchia. La partecipazione alla privatizzazione turca va vista poi come un ulteriore passo nell'espansione di <Italcementi> nel Mediterraneo: il 15 marzo scorso la società è salita al 54.2 per cento dell'egiziana <Suez Cement>, con un investimento totale di 460 milioni di euro. (denaro.it)
15.04.2005

 

PROGETTO DI GEMELLAGGIO CON LA TURCHIA

Lo sta attuando il nostro ministero delle Finanze. Si chiama "Strengthening the Public Procurement System in Turkey". Vi collaborerà l'Autorità italiana di vigilanza sui lavori pubblici e la Consip. Una durata di 18 mesi e con un budget di 1.3 milioni di euro interamente finanziato dall'Unione Europea. Sarà impiegato un team di 55 esperti.

ConsipIl ministero dell'Economia e delle Finanze avvia due nuovi progetti di gemellaggio con la Turchia e con la Bulgaria che verranno guidati, rispettivamente, dal Dipartimento del Tesoro (Dt e dalla Ragioneria Generale dello Stato (Rgs). Al progetto di gemellaggio tra DT e la Turchia, ''Strengthening the Public Procurement System in Turkey'', collaboreranno l'Autorità italiana di vigilanza sui lavori pubblici e la Consip. ''L'obiettivo - si legge in un comunicato - è supportare l'autorità turca sugli appalti pubblici per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali in funzione del possibile ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Il progetto - della durata di 18 mesi e con un budget di 1.3 milioni di euro interamente finanziato dall'Unione Europea - impiegherà un team di 55 esperti italiani. Per quanto riguarda il gemellaggio tra Rgs e Bulgaria, ''Building up integrated State Treasury in the Ministry of Finance'', vi collaborerà la Regione Lazio. L'obiettivo è creare un sistema integrato di tesoreria nell'ambito del Ministero delle Finanze della Bulgaria, per armonizzare le funzioni e le strutture della Tesoreria di Stato del Paese balcanico con le migliori pratiche attualmente in uso nei Paesi membri dell'Unione Europea. Il progetto ha una durata di due anni, un budget di 1 milione di euro interamente finanziato dall'Unione Europea e si struttura fondamentalmente in tre componenti: sviluppo dell'organizzazione funzionale della Tesoreria, sviluppo della capacità amministrativa, sviluppo del quadro legislativo inerente il nuovo modello di organizzazione della tesoreria. (Asca)
15.04.2005

 

IL PIEMONTE DELL'AUTO HA INCONTRATO I RESPONSABILI DELLA <TURK TRAKTOR>

Interesse dei turchi per bus, veicoli commerciali leggeri, e naturalmente trattori, nell'ambito del progetto <From Concept to car". Per i fornitori italiani l'occasione di conoscere i fabbisogni e le modalità operative dell'azienda turca, leader nella produzione di sistemi meccanizzato per l'agricoltura. La Turchia intesa come Paese ricco di potenzialità.

Un_mezzo_della_Turk_TraktorLe aziende piemontesi inserite nel progetto "From Concept to car", cofinanziato da Regione Piemonte, Unione Europea e Ministero dell'Economia nell'ambito del Docup 2000-2006 ed organizzato dalla Camera di Commercio di Torino in collaborazione con il Centro Estero Camere di Commercio Piemontesi, ha incontrato l'11 aprile scorso presso il "Centro Congressi Torino Incontra", i responsabili acquisti della casa costruttrice turca <Turk Traktor> ospiti in Piemonte per presentare le proprie strategie d'acquisto.
Giunto al terzo anno di attività, il progetto, che sostiene all'estero le eccellenze dell'industria auto regionale, si rivolge ora alla Turchia avendo riscontrato l'interesse dei costruttori turchi di trattori, bus e veicoli commerciali leggeri per la valutazione di nuove fonti di approvvigionamento qualitativamente valide.
L'importante occasione ha consentito ai fornitori piemontesi di conoscere i fabbisogni e le modalità operative dell'azienda turca leader nella produzione di trattori. Alla presentazione sono seguiti incontri bilaterali con le aziende selezionate dal committente, attive nella produzione di componenti forgiati, pressofusi e relative lavorazioni meccaniche. Il 12 aprile sono state effettuate alcune visite aziendali. Piattaforma ideale per avvicinare anche interessanti mercati quali la Russia e le regioni del Medio Oriente, la Turchia è un Paese ricco di potenzialità, che intrattiene con l'Italia relazioni commerciali e politiche. (News Italia Press)
15.04.2005

 

RADDOPPIO

La Toyota in Turchia ha avuto nel 2004 una notevole performance passando da 79 mila auto dell'anno precedente a 148 mila.

Toyota-Turkey Automobile Industry has accomplished its financial goals for 2004 100 percent.
According to information provided, the financial year of April 1, 2004 and March 31, 2005 concluded as planned. During the 2003 financial year 79,000 automobiles were produced, this production figure increased to 148,000 last year. 132,000 of the automobiles produced were exported, 16,000 cars were released into the Turkish market. The production of the new model Corolla Verso began in April last year and 93,500 numbers of cars were manufactured. 91,842 automobiles were exported to foreign countries. Toyota plans to manufacture 150,000 automobiles this year running the plant at full production capacity. (Economy News Desk/Zaman)
15.04.2005

 

LA CINA E GLI INVESTIMENTI TURCHI

Il Paese del Celeste Impero, che sta attirando capitali da tutto il mondo grazie al lavoro a basso costo, non poteva non interessare anche i businessman anatolici. Vedi il <Koc Group>.

Koc_holdingChina, which is attracting capital from all around the World due incentives created by cheap labor, is also attracting the attention of Turkish business.
Demirdokum assistant general director Emre Kavukcu pointed out that their investment in China had the specified goal of becoming familiar with the country. He also said that Koc Group are aiming to increase its foreign trade volume with China to $150 million within the next 3-4 years. Kavukcu noted that the production of oil- filled radiators and fanned heaters began last year in China's Dongguan region has allowed them to gain experience in the Chinese market. Kavukcu revealed that they have reached a sales figure of $4 million a year and said: "It was not Demirdokum's but Koc Group's strategic decision. The investment was done in order to understand Chineseculture. It is predicted that Koc Group's trade with China will exceed $150 million within 3 or 4 years. One needs to be patient with the Chinesemarket at the beginning. We have made our advertisement (We have introduced ourselves by attending fairs there.) We are no longer one of the cheap brand names of china. We have come to a standard to able to sell 60.000 square meter panel radiators."
Sisecam Export Manager Rıdvan Reman pointed out that business has focused mainly on the export of chrome chemicals and that they have established Sisecam Shanghai Trading Company in China's Shanghai Free Trade Zone.
Reman said that export to this country has increased since the company was built in 2003 and they have taken a permanent place in the market. He noted that the value of the export of chrome chemicals which was $2 million 650.000 in 2000, rose to $9 million 200.000 in 2004.
Reman remarked that China comprises 20 percent of the companies $40 million chrome chemicals export, and gave the export tonnage figures as 17.200, up from which was 3.800 in 2000. (Zaman)
15.04.2005

 

UNA VISITA MOLTO, MOLTO IMPORTANTE

Per la prima volta in 48 anni un presidente della Corea del Sud, Moo-Hyun Roh, ha visitato la Turchia assieme ad un folto gruppo di uomini di affari. Tra questi i vertici della <Hyundai Assan>.

Roh_Moo_HyunRelations between South Korea and Turkey continue to strengthen in the wake of Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's visit to South Korea in 2004.
South Korean President Moo-Hyun Roh payed a visit to Turkey accompanied by an an entourage of representatives from South Korean business circles on April 14th. It was the first time that a top-level visit during 48 years. It is expected that the South Korean businessmen who will come to Ankara and Istanbul along with President, will make important decisions on behalf of potential investors, primarily Hyundai Assan. South Korea has a five percent growth goal for this year, and is therefore, placing importance on foreign investment.
Hyundai Assan Ceo and South Korea Voluntary Consul General Ali Kibar disclosed  that this visit would be a turning point for bilateral relations between the two countries. Kibar referred to South Korea's announcement that 2005 would be a year of investment and said that South Korea considers Turkey as a center, which can reach all the countries in the region, and therefore, many new investments would be signed within Turkey. Kibar pointed out that 11 Hyundai investments, which have been on the agenda for a while, and 11sub-industry investments are among the proposed ventures. Hyundai Motor Company Director Mong-Koo Chung is expected to join the delegation in their visit to Turkey in order to put the finishing touches on a new investment deal worth over half a million dollars. It has been speculated that the biggest telecommunication company in South Korea is interested in Turkish GSM Operator Telsim, with its sale on the agenda. (Economy News Desk/Zaman)
15.04.2005

 

ACCORDO STAND-BY

E' in corso ad Ankara la missione del Fmi per il nuovo prestito alla Turchia di 10 miliardi di dollari. Due le delegazioni.

E' sempre in corso la missione del Fondo Monetario Internazionale giunta nella capitale lo scorso 4 aprile per ridefinire i termini del nuovo accordo triennale di stand-by con la Turchia del valore di US$ 10 miliardi. Le due delegazioni stanno già lavorando sui termini tecnici dell'Accordo per poter  giungere quanto prima all'elaborazione della Lettera di Intenti finale che il Fondo dovrà poi sottoporre all' approvazione del Consiglio Esecutivo. Secondo quanto reso noto da queste fonti stampa, sarebbero già all'esame del Parlamento il testo di Legge sulla Sicurezza Sociale e quello sulla riforma bancaria, due dei tre provvedimenti giudicati essenziali dal Fondo per poter dare avvio al nuovo Accordo, mentre il terzo requisito, la riforma dell'amministrazione delle entrate, dovrebbe essere definita a breve. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
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5.04.2005

TRA CRESCITA E STABILIZZAZIONE ECONOMICA

L'apertura ad Ankara di una nuova fase di negoziazione creditizia con il Fmi rappresenta un momento importante, per la stabilizzazione di lungo periodo di una economia che, sulle ceneri della recessione del 2001, ha mostrato una capacità di crescita senza precedenti dovuta, in larga misura, all'impegno riformatore del Governo dell'AKP.

Donald_Johnston"Sbalorditivo". Questo il commento rilasciato, il mese scorso, dal segretario generale dell'Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico (Oecd), Donald Johnston, innanzi ai dati ufficiali sulla poderosa crescita economica turca nello scorso anno. Una crescita economica che, in linea con i costanti incrementi registrati nel biennio precedente, risulta tanto più rilevante in quanto frutto della reazione dell'establishment economico turco - tanto della sua sfera governativa, quanto di quella imprenditoriale - alla durissima crisi che aveva minato le fondamenta dell'economia nazionale solo quattro anni or sono. Quella verificatasi a partire dal febbraio del 2001, ha rappresentato infatti la più dura crisi economica sperimentata dalla Turchia nel corso della sua storia repubblicana - con una caduta del Prodotto Interno Lordo del 7.4%, del Pil pro-capite da 2.900 a 2.100 dollari, e con una crescita dell'inflazione pari al 68.5%. In pochi avrebbero scommesso sulle capacità di pronta ripresa del sistema economico turco, tanto più dopo le elezioni che nel novembre 2002 portavano, in un clima di rottura generale col passato, alla formazione di un governo monocolore del giovane, e dunque poco radicato nella tradizione politica nazionale, Partito della Giustizia e dello Sviluppo, l'Akp. E' pertanto in primo luogo all'Akp ed alla stabilità politica che, nel corso di questi anni, ha saputo introdurre, che va riconosciuto il merito di aver risollevato, con l'aiuto determinante del Fondo Monetario Internazionale, le sorti dell'economia, di aver restituito credibilità ad un sistema che spesso in passato si era caratterizzato per un elevato livello di instabilità ed inefficienza.
Prestazioni economiche da record
I dati sulle prestazioni dell'economia nel corso del 2004 resi pubblici dall'Istituto Statistico di Stato turco, configurano, così come sottolineato dal giovane Ministro dell'Economia Ali Babacan il 31 marzo scorso, un vero e proprio record nazionale, dimostrazione di una vitalità economica che la Turchia sperimentava per l'ultima volta nel 1966, in un contesto economico internazionale molto diverso da quello attuale. Non è infatti irrilevante che la crescita odierna avvenga in un clima di generale difficoltà internazionale e regionale, e che, di conseguenza, sia di gran lunga superiore a quelle registrate negli stati facenti capo all'Oecd.
Primo dato di grande rilievo riguarda il tasso di crescita economica, che, attestandosi ad un livello del 9.9% nel 2004, ha consolidato il trend favorevole avviatosi nel 2002 con una crescita del 7.8% e proseguito nel 2003 ad un ritmo del 5.9% - innalzando così il valore del PIL pro-capite a 4.172 dollari. Accanto a questo, si colloca poi la notevole diminuzione del tasso di inflazione su base annua, diminuzione che, per la prima volta dopo un trentennio, si è attestata al di sotto del 10%. Tale risultato, tanto più sorprendente se paragonato al 70% registrato all'inizio del 2002, è stato frutto di attente politiche governative che, forzando la svalutazione della lira turca sui mercati internazionali, hanno, da un lato, posto un freno alla spirale inflazionistica e, dall'altro, permesso una sensibile riduzione dei tassi di interesse, della quale hanno beneficiato in primo luogo gli investimenti. Il dato che tuttavia, più di altri, contribuisce a dare alla crescita economica in atto in Turchia un valore più profondo - cancellando così decenni di prestazioni altalenanti caratterizzati da un continuo susseguirsi di fasi di forte espansione seguite da altrettanti momenti di recessione - è quello che riguarda la politica fiscale che ha accompagnato tale processo. Significativamente, infatti, il 2004 si è chiuso con un'eccedenza primaria di bilancio - calcolata cioè al lordo del pagamento degli interessi - pari al 6.5% del Pil, a dimostrazione di come le prestazioni dell'economia turca non siano state fatte pesare sui conti pubblici attraverso politiche di espansione del debito, ma come, al contrario, esse siano state accompagnate da provvedimenti fiscali restrittivi volti a razionalizzare il tessuto economico nazionale. In questo quadro d'assieme si collocano, ad esempio, i provvedimenti volti al taglio dei sussidi in favore dell'inefficiente ed arretrato settore agricolo - dai 6 milioni di dollari del 2002 agli attuali 1.5 milioni - così come il passaggio da una politica di sostegno ai prezzi, ad una, più razionale, di integrazione degli introiti diretti.
Suggello dell'apertura di una fase di convincente crescita economica, è stato rappresentato dalla decisione di introdurre, a partire dal 1° di gennaio 2005, la Nuova Lira Turca. Decenni di endemica inflazione avevano infatti portato a spropositati incrementi nel valore nominale della valuta nazionale turca, attestatasi ad un rapporto di cambio con il dollaro di 1 a 1.800.000 (dicembre 2004). Da qui la decisione, salutata con favore tanto dal mondo economico quanto dalla generalità dell'opinione pubblica turca, di eliminare 6 zeri dal valore nominale della stessa, facilitando notevolmente le transazioni economiche tanto interne quanto internazionali.
A ulteriore dimostrazione dell'importanza attribuita dal Governo Erdogan alla politica economica nazionale, vi è poi la relativa spregiudicatezza con la quale l'esecutivo si è mosso sul piano della cooperazione economica regionale ed internazionale. Accanto al tradizionale vettore "occidentale" della politica estera economica di Ankara - con Germania e Stati Uniti fondamentali partner commerciali - l'Akp ha pragmaticamente aperto le porte a stati tradizionalmente rivali sul piano regionale, facendo proprio della cooperazione economica un nuovo veicolo di superamento di storiche contrapposizioni. Il riferimento va in primo luogo alla Siria, con la quale, in occasione di una visita a Damasco di Erdogan lo scorso dicembre, la Turchia siglava uno storico accordo di libero scambio, accordo che, sebbene sul tavolo delle trattative da diverso tempo, non aveva prima d'allora trovato la volontà politica necessaria al suo completamento. A stretto giro di vite poi, tra il 10 ed 12 gennaio scorsi, Erdogan guidava una imponente delegazione turca - composta da 52 parlamentari e 600 uomini d'affari - in una visita a Mosca, visita celebrativa dei nuovi e più intensi rapporti commerciali instaurati tra i due Paesi. Se infatti, con un volume d'affari pari a 10 miliardi di dollari nel 2004, la Russia si configura attualmente come secondo partner economico-commerciale della Turchia dopo la Germania, nell'immediato futuro, stando alle dichiarazioni di intenti del leader dell'Akp, tale volume è destinato ad aumentare sino ai 27 miliardi di dollari, stabiliti come obiettivo per il 2007. Il quadro dei nuovi rapporti economici regionali, è infine completato dall'accordo di libero scambio siglato sul finire di marzo da Erdogan con Tunisia e Marocco, segnale della risoluta apertura dell'Akp - partito dalla forte matrice confessionale - con il mondo arabo ed islamico.
E', in fondo, anche grazie a questo tentativo di rilassamento e rafforzamento dei rapporti economici regionali che le esportazioni turche hanno potuto non risentire dello stato di conflittualità che perdura al di là del confine iraqueno, mostrando anzi, nel primo trimestre di quest'anno, un incremento rispetto allo stesso periodo del 2004 pari al 25.3% - in ragione dei 6.64 miliardi di dollari contro i 5.29 dell'anno passato. E' poi sulla stessa base che, contemporaneamente, uno dei settori trainanti dell'economia turca, quello turistico, ha potuto far registrare un notevole incremento di entrate nei primi nove mesi del 2004 - per un giro d'affari complessivo pari a 12.6 miliardi di dollari.
Le sfide ancora aperte ed il ruolo del FMI
Ruolo fondamentale per la pronta ripresa dell'economia turca dopo il 2001 è stato senza dubbio giocato dall'apporto degli accordi di prestito siglati con il Fondo Monetario Internazionale, così come dalla capacità mostrata per la prima volta dal governo turco - ed in particolare dal suo ministro dell'Economia Babacan - di attenersi agli impegni assunti con esso. Se, dunque, il prestito di circa 19 milioni di dollari contratto alla fine del 2001 con il Fmi per il periodo 2002-'04 ha avuto gli esiti sperati in termini di ripresa economica e di razionalizzazione dell'economia, gran parte del merito va riconosciuta alla leadership dell'Akp.
Ciò non significa, tuttavia, che il percorso di riforma del sistema economico si possa dire completamente compiuto. Molti e delicati sono infatti i nodi che il governo Erdogan dovrà sciogliere nel prossimo futuro per garantire la stabilità del sistema nel lungo periodo.
In primo luogo, appare necessario un più deciso intervento per ridurre le numerose partecipazioni statali nelle imprese e nel sistema creditizio nazionale. Il processo di privatizzazione è infatti proceduto, fino ad oggi, con eccessiva timidezza. Troppo spesso considerazioni politiche, tanto di ordine interno quanto internazionale, hanno impedito che venissero offerte, agli investitori, possibilità di intervento nei settori chiave dell'economia. Caso esemplare ha riguardato la <Tupras>, azienda guida nel settore della raffinazione petrolifera, la cui vendita ad investitori russi è stata bloccata tanto per le ritrosie derivanti dalla nazionalità degli acquirenti, quanto dai sospetti, rilevati in sede giudiziaria, di illeciti nella gestione della cessione. Si giunge così ad un'altra delle riforme annunciate dall'Akp, quella di un settore giudiziario il cui elevato grado di corruzione finisce per disincentivare quegli stessi investitori stranieri il cui apporto all'economia turca appare di fondamentale importanza in vista della stabilizzazione della stessa - basti pensare che il livello di investimenti stranieri diretti pro-capite in Turchia si attesta ad 8 dollari, contro, ad esempio, i 244 dell'Ungheria. La crescita economica, d'altro canto, non ha comportato un incremento nel livello di occupazione, né in quello della ridistribuzione della ricchezza. Al di là infatti dei dati ufficiali sulla disoccupazione - un irrealistico 10% - notevoli differenze permangono nella distribuzione della ricchezza, tanto da un punto di vista geografico - le sole Istanbul ed Ankara pesano per un 30% sul Pil - quanto etnico - in alcune zone sud-orientali del Paese, la disoccupazione tra i curdi sfiora il 70% - mettendo a rischio lo stesso sostegno socio-politico alle riforme. Resta, infine, da razionalizzare l'inefficiente sistema di riscossione delle tasse la cui riforma, oltre a poter permettere una nuova legislazione per la sicurezza sociale, consentirebbe di far emergere un sommerso, quello della economia in nero della Turchia, che è stimato essere pari ad un 30% del Pil.
Solo il recente impegno, da parte del governo, a dare una spinta risoluta a provvedimenti legislativi - da quello di riforma della tassazione a quello relativo al settore finanziario ed alla sicurezza sociale - da troppo tempo bloccati nelle diverse commissioni di studio, ha permesso di sbloccare l'empasse nella quale era caduta la negoziazione di un nuovo accordo triennale creditizio con il Fmi. Un accordo quest'ultimo che appare tanto più necessario per le prospettive di stabilizzazione dell'economia turca nella misura in cui, oltre a sostenere e sollecitare l'apertura di una nuova fase di riforme, rappresenta un decisivo incentivo alla fiducia dei mercati, internazionale ed interno. In questo senso, il recente arrivo ad Ankara, lo scorso 4 aprile, di una missione del Fondo per l'apertura di una nuova fase di negoziati, sembra offrire prospettive confortanti per il prosieguo della politica dell'Akp.
Conclusione
A due anni e mezzo dal suo insediamento, il risultato maggiore conseguito dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo è probabilmente costituito dall'aver con successo ricostruito l'economia turca sulle ceneri della crisi del 2001, dall'aver fatto della Turchia, alla vigilia della possibile apertura dei negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea, un credibile attore economico internazionale forte di una solida economia di mercato. Perché la transizione possa tuttavia essere ultimata, l'Akp dovrà proseguire sul cammino di rigore fiscale e impegno alle riforme intrapreso, continuando a valorizzare quella collaborazione con il Fmi - e, di conseguenza, l'aderenza alle condizioni da esso imposte - che nel passato triennio non ha mancato di dare i propri frutti. Solo così, infatti, potrà rafforzare i risultati di quella spinta innovatrice, di quella "rivoluzione silenziosa", portata avanti, in un contesto di stabilità politica poco familiare alla Turchia, con l'attenta combinazione di progresso macro-economico e riforme politiche. (Carlo Frappi/Equilibri.it)
15.04.2005

CARLO MARSILI: APPUNTI DI UNA TRASFERTA

L'ambasciatore d'Italia ad Ankara in visita alla prima Zona Industriale organizzata di Kayseri, estesa su un'area di 23 mila kmq. I lavori aggiudicati alla ditta <Ansaldo Breda>. La costruzione di una rete tramviaria.

Carlo_MarsiliL'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, si è recato in visita nei giorni scorsi nella città di Kayseri, situata nel centro dell'Anatolia, dove ha avuto incontri con il Governatore, il Sindaco ed i Presidenti delle Camere dell'Industria e del Commercio della città. In tale occasione, l'Ambasciatore ha potuto anche visitare la prima Zona Industriale Organizzata di Kayseri che, dislocata a 14 km dal centro della città,  si estende per una superficie di circa 23.000 km2 ed è servita da una rete viaria e ferroviaria che la collega al porto di Mersin, nel sud est del Paese. Tra poco più di un mese, inoltre, dovrebbero avviarsi i lavori, aggiudicati alla ditta italiana <Ansaldo Breda>, per la costruzione di una rete tramviaria di trasporto urbano che la collegherà al centro della città. I settori di eccellenza dell'industria locale vanno dal tessile ai mobili, dalla lavorazione dei metalli per utensili domestici alla produzione di macchinari. Forte è l'interesse con il quale l'imprenditoria locale guarda alle possibilità di collaborazione, sia commerciale sia  industriale, con imprese italiane.  (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

AHI, AHI! LA THY PERDE COLPI

La Compagnia aerea turca - nonostante la crescita dei passeggeri - ha avuto nel 2004 entrate nettamente inferiori a causa del forte aumento del carburante. Flotta più consistente.

Turkish_AirlinesLa Turkish Airlines (Thy) ha riportato nel 2004 entrate nettamente inferiori (US$ 56.2 mln) rispetto a quelle dell'anno precedente (US$182.2 mln). La forte perdita, avvenuta nonostante un aumento nel numero dei passeggeri sia domestici sia internazionali, viene imputata dalla compagnia all'aumento dei prezzi del carburante che hanno costretto la Thy ad uscite extra pari a US$ 100 mln. Il numero dei passeggeri ha totalizzato quasi 12 milioni nel 2004, di cui 5.8 sui voli nazionali e 5.6 su quelli internazionali, con un tasso di occupazione che è aumentato di tre punti percentuali raggiungendo il 70%. Anche le attività del servizio cargo sono aumentate del 10% per un totale di 135.000 tonnellate. La Thy ha anche confermato l'intenzione di aumentare la sua flotta di 51 nuovi aerei nei prossimi tre anni, attualmente ne possiede 72 con una capacità di 11.655 passeggeri. Quanto alle destinazioni, recentemente è stata inaugurata la tratta Istanbul-Casablanca operata congiuntamente con la compagnia di bandiera marocchina. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

<DIASA> VA FORTE

Aumento dei negozi della catena di distribuzione, joint venture tra il Gruppo Sabanci e la francese <Carrefour>.

Uno_stand_della_DiaSaLa catena di distribuzione <DiaSa>, una joint venture tra il Gruppo <Sabancı> e la catena di distribuzione francese <Carrefour> che opera nel settore dei discount markets, prevede di aumentare a breve il numero dei propri negozi nel Paese. La JV prevede infatti una rapida crescita dei consumi nei prossimi anni, in particolare negli alimentari e nella distribuzione al dettaglio. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

PIANO SETTENNALE DI SVILUPPO

Sostituirà in Turchia quello attuale. Il primo ad essere elaborato coprirà il periodo 2007-2013. Le indiscrezioni del Spo.

Dal prossimo anno la Turchia sostituirà l'attuale sistema di programmazione economica quinquennale, ad opera dell'Organizzazione per la Pianificazione di Stato (Spo), con un "Piano settennale di sviluppo": il primo ad essere elaborato coprirà il periodo 2007-2013. Secondo quanto fatto trapelare dall'Spo, il nuovo Piano terrà in considerazione le prospettive strategiche nel quadro del processo di armonizzazione con la normativa comunitaria, insieme al Piano Nazionale di Sviluppo ed al Programma Economico di Pre-adesione. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

L'INDICE DEI PREZZI

Nel marzo scorso quelli al consumo e quelli all'ingrosso sono aumentati rispettivamente dello 0.26% e dell'1.26%. Il settore manifatturiero il più significativo.

L'Istituto Nazionale di Statistica (Die) turco ha reso noto che in marzo i prezzi al consumo e quelli all'ingrosso sono aumentati rispettivamente dello 0.26% e dell'1.26% rispetto al mese precedente. Secondo gli analisti l'incremento è  dovuto ad un aumento dei costi di produzione maggiore del previsto. Su base annua, nel mese di marzo l'inflazione è stimata all' 8.4% per i prezzi al consumo e al 15.03% per i prezzi all'ingrosso, con un aumento rispettivamente dello 0.83%  e dello 0.96% dall'inizio del 2005. In particolare, l'aumento più significativo su base mensile è stato riportato nel settore manifatturiero (+1.54% per i prezzi all'ingrosso), nell'industria (+1.39%), nell'agricoltura (+0.79%) mentre le utenze (gas, acqua ed elettricità) sono diminuite dello 0.05% e alimentari e bevande dello 0.03%. Su base annua, il settore agricolo registra l'aumento più elevato, pari al 18.18%, l'industria il 14.16%, il manifatturiero il 15.18%, le utenze l'1.16%  ed infine alimentari e bevande il 14.62%. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

EXPORT SU

Raggiunta in Turchia la somma di 6.641 milioni di dollari. Il riferimento è al mese di marzo ultimo scorso. Una dichiarazione del ministro per il Commercio estero. Kursad Tuzmen all'agenzia di stampa <Anadolu>. Azione di sostegno del Governo.

Il presidente dell'Assemblea degli Esportatori della Turchia (Tim), Oğuz Satıcı, ha reso noto nel corso di una conferenza stampa che nel mese di marzo le esportazioni turche hanno raggiunto la somma di US$ 6.641 mln, con un incremento del 25.3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo quasi la somma record di dicembre 2004 pari a US$ 6.738. Le esportazioni dalla Turchia, inoltre, sono aumentate del 26.2% a US$ 17.3 mld nel primo trimestre del 2005 rispetto a quello del 2004. I dati annuali resi noti dalla Tim rivelano anche che tra aprile 2004 e marzo 2005 le esportazioni sono aumentate del 31,6% per un totale di US$ 67.6 mld  e che le esportazioni di prodotti industriali è aumentata del 24.3%, US$ 5.720 mln, rispetto allo scorso anno. In particolare un significativo incremento del 47.9% si è registrato nell'esportazione di motoveicoli seguita dal 34.5% di metalli preziosi e prodotti orafi e da quelle di macchinari ed attrezzature, aumentate del 33.1%. Le esportazioni di prodotti agricoli sono aumentate costantemente fino a raggiungere la somma di US$ 802 milioni nel mese di marzo facendo così registrare un aumento percentuale del 12.1 rispetto allo stesso periodo del 2004, con entrate che hanno totalizzato le somme di US$ 2.1 mld nel primo trimestre di quest'anno e di US$ 8 mld nel periodo aprile 2004 - marzo 2005. Il ministro di Stato per il Commercio Estero, Kursad Tüzmen, in un'intervista all'agenzia di stampa <Anatolian>, riferendosi al notevole incremento delle esportazioni, ha sottolineato che  tale risultato è stato possibile grazie al duro lavoro ed alla devozione degli esportatori turchi che stanno facendo di tutto per conquistare fette di mercato sempre più consistenti ed ai quali ha assicurato l'impegno del Governo nell'azione di sostegno alle delegazioni economiche che si recheranno all'estero per promuovere la produzione locale. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.200
5

 

NOMINE

Eletto, nella nuova persona di Ahmet Kirman, il presidente di <Is Bank>. Ersin Ozince il suo vice.

Il professore Ahmet Kırman è stato eletto lo scorso 5 aprile presidente della Banca privata <İş Bank>. Nel corso della stessa riunione, Ersin Özince, già direttore Generale della Banca, è stato nominato vice p.residente mentre Caner Çimenbiçer è stato nominato responsabile di auditing e gestione del rischio. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

ASSEMBLEA GENERALE DELLA BC

Sarà convocata l'assemblea generale per procedere alla copertura di due posizioni ancora vacanti in seno all'Istituto turco.

Secondo quanto riportato dal quotidiano <Hürriyet>, la Banca Centrale turca convocherà l'assemblea generale per procedere alla copertura di due posizioni ancora vacanti in seno all'Assemblea della Banca. Le nomine saranno fatte dal ministro di Stato per l'Economia, Ali Babacan, e con queste due ultime nomine l'Assemblea sarà completa. <Hürriyet> commenta in calce che tutte le nomine dell'Assemblea, ad eccezione di quella del Governatore Süreya Serdengeçti, sono state fatte dal partito di Governo, l'Akp. (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

STRATEGIA DI BANCA

Ponte economico tra Turchia ed Emirati Arabi dopo l'inaugurazione ad Istanbul di una sede della Banca islamica di Dubai.

La Banca Islamica di Dubai ha recentemente inaugurato un ufficio di rappresentanza in Istanbul attraverso il quale, nelle parole del vice Presidente, Bin Saeed al-Mansouri, intende contribuire e partecipare attivamente allo sviluppo economico della Turchia. Il ministro dell'Economia, Ali Babacan, presente alla cerimonia di apertura, nel sottolineare quanto la Turchia "stia cambiando ed entrando in una nuova era" ha affermato che l'apertura della Banca Islamica creerà un ponte economico con gli Emirati Arabi. (fonte Amb. d'Ita)
La notizia in inglese
State Minister Ali Babacan said that economic and political stability had been ensured in Turkey due to the reforms and regulations undertaken in the past three years.
Addressing the dinner held upon the opening of Dubai Islamic Bank's representation to Turkey, Babacan said that commercial relations between Turkey and United Arab Emirates (Uae) developed and there were very intense contacts between the businessmen of the two countries. Dubai Islamic Bank would undertake the mission of bridge in commercial and economic relations between the two countries, Babacan remarked.
Uae Minister of Transportation and Communications and Dubai Islamic Bank's deputy president Sultan bin Saeed Al Mansouri said in his part that the relations between UAE and Turkey would further consolidate by the opening of the Bank's representation in Turkey.
Stressing that the Turkish economy showed a great growth potential, Al Mansouri said that the Bank wanted to contribute significantly to the Turkish economy. (TurkishPress)
15.04.2005

 

PRIVATIZZAZIONE

Entro questo mese dovrebbe essere bandita la gara per quella delle raffinerie <Tupras>. Tra gli altri in corsa tre gruppi: <Cukurova>, <Zorlu> e <Oyak> Per il 2005 previsto un turnover superiore ai 16 miliardi di dollari.

TuprasLa gara per la privatizzazione delle Raffinerie <Tupras> dovrebbe essere bandita entro la fine di aprile e dovrebbe concludersi entro l'anno in corso; si prevede che investitori stranieri dall'Europa, dagli Stati Uniti e dalla Federazione Russa prenderanno parte al tender oltre a numerosi investitori locali, tra cui il gruppo <Cukurova>, il gruppo <Zorlu> ed il gruppo <Oyak>. Come noto la quota che sarà collocata sul mercato e' scesa dal 65.76% al 51%, in seguito alla recente vendita del 14.76% delle azioni ad investitori stranieri. Secondo dati resi noti dalla <Tupras>, si prevede per quest'anno un turnover superiore ai 16 miliardi di dollari e la raffinazione di oltre 25 milioni di tonnellate di petrolio, mentre le vendite di carburante, esclusa nafta e Lpg, sono aumentate del 6.3% nei primi tre mesi dell'anno in corso, raggiungendo  i  4.2 milioni di tonnellate; anche la vendita di diesel e gasolio è aumentata.  (fonte Amb. d'Ita)
15.04.2005

 

INDICATORI- MACROECONOMICI

PNL 2004: 9.9%
PNL pro capite 2004: US $ 4.172
PIL 2004:
8,9%
PIL pro capite 2004:  US $ 4.187
Inflazione  (prezzi al consumo): 9.32% 
15.04.2005

<TURK TELECOM>: PARTECIPEREMO ALLA PRIVATIZZAZIONE

Lo ha dichiarato il presidente della <Telecon Italia>, Marco Tronchetti Provera, a detta del quale è una grande opportunità per la Turchia dove già gli italiani sono presenti nella telefonia mobile.

Marco_Tronchetti_ProveraIl gruppo <Telecom> parteciperà, insieme ad altri partner, alla pprivatizzazione di <Turk Telecom>, prima comppagnia di telefonia fissa sul mercato turco. Lo ha confermato il presidente di <Telecon Italia>, Marco Tronchetti Provera, durante l'incontro con gli analiisti. "Parteciperemo alla privatizzazione - ha affermato - e spero di avere partner in questa transazione. Non abbiamo ancora definito l'impegno finanziario. Si tratta di una grande opportunità in Turchia, dove già siamo presenti nella telefonia mobile, con un'azienda integrata fisso-mobile". (da take Agi)
15.04.2005

 

LIVELLO DEBITO OK, NESSUN CAMBIAMENTO

Per Tronchetti Provera gli investimenti della <Telecom> in Turchia non avranno alcun impatto sulla società.

Nessuna preoccupazione per il livello del debito di <Telecom Italia> su cui non dovrebbero avere impatto anche investimenti futuri come quelli, possibili, in Turchia e Brasile. A sostenerlo e' Tronchetti Provera.'Il livello del debito oggi e' ok - ha risposto a un analista che gli chiedeva un commento in merito - e non vedo grossi cambiamenti. I cambiamenti - ha aggiunto - possono venire da investimenti' ma, ha concluso, anche movimenti in Turchia e Brasile non paiono destinati a fornire impatto. (Ansa)
15.04.2005

 

PROMOZIONE DELL'"ITALIA IMMATERIALE"

Firmato dal vice-ministro Adolfo Urso e dal presidente della <Federcomin> un Accordo di Settore grazie al quale verranno finanziati 50 progetti per esportare il nostro modello imprenditoriale in Turchia, Cina e Russia.

Il_ministro_Adolfo_UrsoE' stato firmato dal vice-ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio
Estero, Adolfo Urso, e da Alberto Tripi, Presidente di <Federcomin> l'Accordo di Settore tra il ministero delle Attività Produttive e la Federazione confindustriale che
rappresenta le aziende delle telecomunicazioni, della radiotelevisione e dell'informatica.
Attraverso questa Intesa, i due firmatari si impegnano a co-finanziare al 50% i progetti di internazionalizzazione e di promozione all'estero delle nostre imprese della cosiddetta
''Italia immateriale'', un settore di punta del made in Italy ma che negli ultimi mesi ha sofferto a causa di un'eccessiva frammentazione imprenditoriale. Urso durante l'incontro ha sottolineato che ''il primo Paese su cui si punterà per esportare il nostro modello sarà innanzitutto la Cina, poi la Russia e la Turchia. I mercati che più stanno crescendo e che maggiormente trainano il made in Italy''. ''L'Accordo - ha proseguito - servirà
senz'altro a testimoniare all'estero l'immagine delle nostre capacità innovative, ma in questo caso mi auguro che possa servire anche per stimolare l'intero sistema imprenditoriale italiano ad investire in maniera trasversale nelle nuove tecnologie dell'Ict''. ''Obiettivo comune - ha concluso il vice-ministro - è la crescita di competitività del Sistema Italia, e con l'intesa maturata oggi abbiamo posto un altro tassello del mosaico che stiamo componendo''.
''La firma di questo Accordo - ha dichiarato il Presidente Tripi - cade in un momento particolarmente importante per il futuro del Sistema-Paese. Si discute molto sull'italianità delle imprese e sulla sfida competitiva. Le regole del mercato esigono la capacità di risolvere questi problemi con uno sforzo reale sui mercati internazionali''. ''Molte imprese italiane dell'Ict hanno la capacità di misurarsi all'estero - ha concluso - ed e' necessario che si superi la visione del made in Italy che considera competitivi soltanto
i settori tradizionali dell'industria''. (Asca)
15.04.2005

 

<FORTIS> COMPRA LA TURCA <DISBANK> PER 985 MILIONI DI EURO

L'annuncio dato dal gruppo dei servizi finanziari belga-olandese. "Questa acquisizione - ha detto l'amministratore delegato Jean-Paul Voltron - è in linea con la nostra strategia di sviluppo".

Il_gruppo_FortisIl gruppo di servizi finanziari belga-olandese <Fortis> ha annunciato l'intenzione di comprare l'89,3% della turca <Disbnak> per 985 milioni di euro. Con l'acquisizione di <Disbank>, settimana banca privata turca, <Fortis> diventerà il primo gruppo bancario straniero in Turchia. Il gruppo del Benelux ha spiegato che farà un'offerta pubblica per il rimanente 10,7% del capitale azionario di <Disbank> in data da definire. "Questa acquisizione - ha detto l'amministratore delegato Jean-Paul Voltron - è pienamente in linea con la nostra strategia di sviluppo delle attività fuori dal Benelux. <Fortis> sarà la banca straniera numero uno in Turchia". (Agi)
15.04.2005

 

LA LOTTA DELLA <SEKA> (CELLULOSA)

Industria statale, simbolo delle contraddizioni della rivoluzione liberista intrapresa dalla Turchia a partire dagli anni '80, vede l'ennesima protesta dei lavoratori che rischiano il posto. Il Governo evita la soluzione di forza e sceglie il compromesso. La fabbrica diventerà un parco pubblico.

Stabilimento_SekaNelle scorse settimane si è concluso l'ennesimo atto, probabilmente non l'ultimo, della lunga vicenda che ha visto coinvolti la cartiera <Seka> di Izmit, nella regione a sud di Istanbul, ed i suoi 734 lavoratori. Di proprietà pubblica e con imponenti buchi di bilancio, nell'ambito del processo di privatizzazione il governo turco aveva deciso per il 27 gennaio la sua chiusura definitiva. Ad una parte dei lavoratori era stata proposta l'assunzione presso una succursale della stessa fabbrica, a Silifke, sulla costa mediterranea, a diverse centinaia di chilometri da Izmit. I lavoratori hanno risposto occupando la fabbrica ed incatenandosi ai macchinari per evitare un eventuale sgombero forzato. Con la mediazione del Ministro dei Trasporti, dopo 51 giorni di resistenza, si è arrivati ad una soluzione di compromesso: la fabbrica con i suoi operai, quelli che non potranno essere pre-pensionati, sarà ceduta all'amministrazione comunale di Izmit. Ad essa spetterà poi la decisione se continuare la produzione oppure, come sembra più probabile allo stato attuale, chiudere la fabbrica trasformando l'area in un parco pubblico ed integrare gli operai nell'organico dei dipendenti comunali.
Le vicende della <Seka> (Società per la cellulosa e la carta) ben rappresentano in scala ridotta le trasformazioni economiche e sociali vissute dalla Turchia contemporanea.
Al momento della proclamazione della Repubblica, nel 1923, il Paese era completamente privo di una struttura industriale. Fu lo Stato a promuovere la politica di industrializzazione con la creazione di una serie di installazioni industriali (<Kit>, Impresa a Gestione Pubblica) chiamate a fornire al paese alcuni prodotti chiave quali cemento, cotone, farina, carta. E' all'interno di questo contesto che nel 1936 venne fondata la <Seka> con l'obbiettivo di soddisfare il fabbisogno di carta e cellulosa del Paese. Alle nuove industrie di Stato non veniva però assegnato solo un obbiettivo economico. Situate generalmente al di fuori delle aree metropolitane principali, le fabbriche di Stato avevano anche l'ambizione di favorire processi di trasformazione a livello sociale ed culturale. Per questa ragione all'interno delle fabbriche vi erano cinema e teatri, club sportivi, attività culturali destinate agli operai ed alle comunità locali. Nel 1937 alla <Seka> venne fondata anche una squadra di canottaggio femminile. Inoltre nella fabbrica vi era anche una scuola di formazione professionale.
Nei decenni successivi le industrie di Stato hanno continuato ad avere un ruolo di primo piano nella struttura industriale del Paese: negli anni '70 le fabbriche <Kit> rappresentavano il 25% dell'industria turca. Proprio gli anni '70 furono per la <Seka> un periodo di grande dinamismo, con i suoi 7.500 dipendenti distribuiti anche tra diverse succursali sparse in tutto il Paese, e di importanti aumenti della produttività.
Il clima è radicalmente cambiato negli anni '80, quando la Turchia ha intrapreso la sua rivoluzione liberista fondata sul rafforzamento del settore privato ed una struttura economica integrata con i mercati internazionali e fortemente orientata verso le esportazioni. Questa rivoluzione copernicana, fortemente sostenuta da organizzazioni internazionali quali il Fondo Monetario, aveva come condizione imprescindibile lo smantellamento della presenza diretta dello Stato nelle attività produttive, una presenza considerata inefficiente, anche attraverso l'avvio di un vasto piano di privatizzazioni. In realtà negli anni '90 si è prodotta però la paradossale situazione per cui da un lato la breve esperienza di un governo di centro sinistra ha cercato di introdurre criteri di efficienza nella gestione delle industrie di Stato, dall'altro invece le politiche ispirate dal Fondo Monetario miravano a sottrarre gli investimenti necessari al loro riammodernamento. L'obbiettivo era quello di arrivare alla totale scomparsa della presenza pubblica nel settore industriale.
Come ricorda Ufuk Saka, un manager proveniente dal settore privato, alla guida della <Seka> nei primi anni '90: "Il nostro obbiettivo era quello di dimostrare la falsità dell'equazione industria di Stato uguale inefficienza. Certo c'erano problemi di sovrabbondanza di manodopera e di efficienza. Noi abbiamo cercato di introdurre alcuni principi del settore privato nella fabbrica ed i risultati si sono visti: abbattimento dei costi e degli sprechi, aumento della produttività dei lavoratori che, dopo le prime resistenze, ci hanno seguito in questo progetto di rilancio della fabbrica. Il bilancio del 1995 presentava utili per 104 milioni di dollari. Il problema però è che dietro le pressioni del Fondo Monetario questi utili venivano incamerati dal Tesoro per ripianare il deficit pubblico e non venivano reinvestiti nella fabbrica. Il risultato è stato un progressivo invecchiamento degli impianti ed il crollo della produttività".
Nel 1998 di fronte al perdita di efficienza della fabbrica ed alla mancanza di compratori privati, il governo dell'epoca ne decise la chiusura. Le mobilitazioni che ne sono seguite hanno di fatto portato ad un congelamento della situazione. Fino allo scorso gennaio quando il Governo Erdogan, che ha fatto della privatizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia che gli hanno permesso di guadagnare l'appoggio degli ambienti imprenditoriali, ha ribadito la volontà di procedere alla chiusura della <Seka> il 27 gennaio.
Una decisione che ha provocato un vasto movimento di protesta che, cominciato con l'occupazione della fabbrica da parte degli operai, si è rapidamente esteso a tutto il paese dove si sono moltiplicate le manifestazioni di solidarietà. Durante i 51 giorni di occupazione all'interno della fabbrica gli operai, spesso affiancati da mogli e figli, hanno dato vita ad un gran numero di iniziative che hanno visto anche la partecipazione di molti esponenti del mondo artistico ed intellettuale turco: concerti, dibattiti ma anche matrimoni e gare sportive. Una mobilitazione che, seppure non priva di richiami nostalgici per le mobilitazioni operaie degli anni '70, ha costituito una importante novità nel depresso panorama sindacale del Paese ed ha permesso di rimettere al centro dell'attenzione la questione del lavoro, dell'occupazione e del modello di sviluppo economico. Tra le richieste degli operai e dei movimenti sindacali non solo quella di salvaguardare 734 posti di lavoro ma soprattutto il rilancio della produzione, attraverso un processo di rinnovo degli impianti.
Una ricerca ha mostrato infatti come sarebbe stato sufficiente un investimento di pochi milioni di dollari per poter rinnovare le strutture della fabbrica e restituirle competitività, permettendo cosi di salvare quello che è stato definito "l'orgoglio della Repubblica". Ad essere sotto accusa poi è stata la filosofia portante del processo di privatizzazione rivolto alle <Kit>, desideroso più di cancellare le tracce di una importante bagaglio di esperienza e di competenze che di cercarne il rilancio anche immaginando forme originali di proprietà, magari capaci di combinare pubblico e privato.
Di fronte all'ampiezza del fronte della resistenza il governo, deciso a continuare sulla propria strada, ha preferito arrivare ad un compromesso che evitasse il ricorso alla forza. La proposta di trasferire la proprietà della fabbrica ed i lavoratori al comune di Izmit, trasformando la <Seka> in una Bit (Impresa a Gestione Comunale) è stata sottoposta alla votazione degli operai, che l'hanno approvata a grande maggioranza.
Ora la decisione sul futuro della fabbrica spetta al Comune di Izmit. Nelle sue prime dichiarazioni il sindaco Karaosmanoglu, del partito di opposizione Chp [Partito Repubblicano del Popolo], non ha mostrato grande entusiasmo per la prospettiva di doversi occupare del rilancio della fabbrica. La soluzione che attualmente appare più probabile è quella della sua dismissione per trasformare l'area in un parco pubblico, "alla Hyde Park" così come suggerito dal Presidente Erdogan. Resta però il problema dei lavoratori, integrati nell'organico di una amministrazione comunale che è attualmente la più indebitata del paese.
Piuttosto che una soluzione convincente, l'evoluzione delle vicende della fabbrica <Seka> sembra quindi rappresentare il tentativo di aggirare l'ostacolo costituito dalle caratteristiche e dalle conseguenze prodotte dal processo di privatizzazione, proprio mentre esso entra in una fase cruciale con la messa in vendita di alcuni dei "gioielli di famiglia" quali il monopolio di Stato <Tekel> e soprattutto <Turk Telekom>. (Fabio Salomoni/Osservatorio sui Balcani)
15.04.2005

APRIRE LE FRONTIERE

E' quello che chiede alla Turchia la Commissaria all'UE, Mariann Fischer Boel, a proposito della carne bloccata a causa del morbo della mucca pazza.

Mariann_Fisher_BoelLa Commissaria europea all'Agricoltura, Mariann Fisher Boel, ha chiesto - in un incontro con il ministro all'Agricoltura turco Saml Guglu - che la Turchia "apra nuovamente le proprie frontiere alle esportazioni di carne bovina europea, chiuse a causa del morbo della mucca pazza".
La Commissaria - ha spiegato all'Ansa il suo portavoce Michael Mann - ha presieduto la richiesta in occasione di un incontro a Bruxelles con il ministro Guglu.
La Turchia è uno dei Paesi candidati all'UE e all'inizio del prossimo ottobre è previsto l'avvio - a determinate condizioni - dei negoziati di adesione all'Unione Europea. E proprio l'agricoltura sarà uno dei tempi più sensibili e complessi delle future trattative.
Nel corso di questo primo colloquio - ha spiegato il portavoce - la Commissaria ha detto che "bisognerà in primo luogo discutere le grandi questioni prima di scendere nel dettaglio". Bisognerà parlare "di strutture agricole, di sviluppo reale, di attuazione di sistemi amministrativi". Insomma, ha sottolineato, "sarà un lungo processo". (Ansa)
15.04.2005

 

FOLLA DI VISITATORI PER ANZAC

Sono attesi più di 20 mila visitatori per il 90mo anniversario. la celebrazione si terrà a Canakkale il 24 e il 25 di questo mese. Gli alberghi sono già tutti prenotati. Nella battaglia - oltre ai turchi - australiani e neozelandesi che combattevano per gli Alleati.

Anzac__la_battaglia_di_gallipoliMore than 20,000 tourists are expected to participate in the 90th anniversary of Anzac Day. In Canakkale (Gallipoli), where Anzacs fought against Turks, hotels have already been booked to capacity in preparation for the commemoration ceremony on April 24-25.
Canakkale Governor Suleyman Kamci pointed out that there was no problem last year and that the number of tourists has been increasing every year. A ceremony is organized every year at Anzac Bay Canakkale where Australian and New Zealand soldiers died while fighting for Britain. Thousands of tourists come to Turkey from these two countries in order to commemorate the Anzacs (Australia and New Zealand Army Corps). Along side Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan, other officials such as Prince Charles of Britain are expected to attend the ceremonies. Ali Akol, Chairman of Canakkale Hotels Association (Catod), said that hotels in the city have all been booked up. He also disclosed that the Turkish Foreign Ministry requested about 100 rooms, but was turned down because of the high rate of occupancy. (National News Desk)
15.04.2005

 

...MA QUALCUNO GRIDA AL TERRORISMO

L'Australia ha lanciato l'allarme per un eventuale, possibile, attentato che potrebbe essere compiuto durante la commemorazione della battaglia di Gallipoli (1915-18). Prese dalle autorità turche energiche misure di sicurezza.

Australians planning to attend commemorative ceremonies on Turkey's Gallipoli Peninsula have been warned that there is the threat of terrorist attack.
In a statement issued by Australia's Foreign Ministry Thursday, Australian nationals were told that while there was no specific threat, there was a high level of terrorism in Turkey.
"The threat from terrorism in Turkey is high and domestic terrorist groups are active," the government warning said.
It is the third time in three years that Canberra has issued such warnings, though the alert issued in 2004 was at an even higher level, warning Australians not to travel to Turkey to attend the ceremonies.
Whether as a result of this warning, numbers attending the 2004 Gallipoli commemorative services were double those of the previous year.
There has never been any terrorist incident targeting the commemorative services on the Gallipoli battlefield. Turkish authorities last year deployed well over 1000 security personnel around the sites of the services, eight times as many Turkish soldiers as faced the first wave of Australian troops who landed at dawn on 25 April, 1915. (NtvmSnbc)
15.04.2005

 

UN MILIONE DI TURISTI UN VERO BOOM

Il mese di marzo è stato d'oro per la Turchia, un Paese sempre attento agli operatori del settore. Le previsioni vanno oltre ogni limite. Tra i visitatori, italiani, tedeschi, greci, francesi, svizzeri e americani. Successo della Borsa Mediterranea del Turismo a Napoli.

Turchia_BosforoTurchia_boom_turistSecondo i nuovi dati relativi agli arrivi internazionali in Turchia il 2004 si conferma una stagione molto positiva: gli ingressi dei turisti stranieri sono stati 17.517.610, con un aumento del 24.86% rispetto all'anno precedente. Ottimo anche il flusso di turisti italiani che ha raggiunto la quota di 318.097 unità, pari ad un incremento del 34.26%. 
Nei mesi di gennaio e febbraio 2005 gli arrivi internazionali sono stati 1.393.368 (+ 22.06% rispetto a gennaio e febbraio 2004), con una quota di ben 25.870 Italiani (+ 58.88% rispetto a gennaio-febbraio 2004). 
Negli stessi mesi risultano anche notevoli incrementi turistici dagli altri paesi europei verso la Turchia: dalla Germania 303.124 ingressi (+11.68%), dalla Grecia 54.662 (+26.49%), dall'Olanda 45.295 (+ 3.17%), dalla Francia 43.746 (+42.96%), dall'Inghilterra 36.827 (+30,06%).
La Turchia, da sempre attenta a fornire proposte interessanti per gli operatori del settore e per il pubblico italiano, ha partecipato alla Borsa Mediterranea del Turismo che si si è tenuta dall'8 al 10 aprile 2005 presso la Mostra d'Oltremare di Napoli.
La Turchia è stata presente al Padiglione 5 negli Stand 5066 - 5067 - 5068 - 5077 - 5078 - 5079 per presentare tutte le novità della stagione estiva 2005 e le molte opportunità di business che il turismo turco è in grado di offrire.
Lo spazio espositivo ha ospitato al suo interno diversi co-espositori: <Turkish Airlines>, <Courtesy Travel>, <Entour Tour Operator & Travel Agency>, <Eurojet>, <Intra Tours Dmc & Inair Aviation>, <Lite Tur>, <Incentive System, Mesline - Angela Gioia Srl Shipping Agency>.
Con la nuova stagione saranno tante le proposte allettanti per un turismo esigente: dall'International Maritime Festival 2005, che si terrà nella splendida cornice di Marmaris dal 27 aprile all'1 maggio; alla finale di Uefa Champions League 2005 che si svolgerà il 25 maggio l'Atatürk Olympic Stadium di Istanbul, allo straordinar