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"UN
EVENTO STORICO"
Il
presidente del Senato italiano, Marcello Pera, in visita ufficiale
ad Ankara così ha definito l'avvio dei negoziati tra Turchia ed UE.
L'apprezzamento dell'Italia per le riforme attuate dal Governo
Erdogan.
"E' importante non
utilizzare le perplessità e i problemi che possono essere risolti
con il negoziato per ragioni di politica interna". Il
presidente del Senato, Marcello Pera, al termine dell'incontro con
il presidente dell'Assemblea nazionale turca, Bulent Arinc, ha
definito l'avvio dei negoziati tra Turchia e UE "un evento
storico così importante che non può essere strumentalizzato".
Pera ha ribadito pubblicamente "il sostegno dell'Italia
all'apertura del negoziato" tra la Turchia e l'Unione europea e
"l'apprezzamento dell'Italia per le riforme che stanno
consentendo sempre più rapidamente di soddisfare i criteri per
l'adesione" di Ankara.
"Tutto questo - ha sottolineato il presidente del Senato che in
Turchia si è visto con Il Capo dello Stato Ahmet Negdet Sezer, con
il premier Recep Tayyip Erdogan, con il ministro degli Esteri
Abdullah Gul e successivamente ad Istanbul con i vertici della
Tusiad -
giustifica l'atteggiamento di apertura dell'UE nei confronti della
Turchia. Tuttavia esistono correnti politiche e di pensiero in vari
Paesi che manifestano perplessità". Perplessità "legate
alle dimensioni del Paese, alle conseguenze sul funzionamento delle
istituzioni europee, alle identità culturali".
Da qui l'invito, innanzitutto, ad evitare strumentalizzazioni per
ragioni di politica interna. Ma non solo: "Sono convinto - ha affermato Pera - che occorre uno sforzo maggiore della Turchia e
dell'Unione europea per presentare la situazione così com'è, senza
nascondere i problemi". Ma affrontandoli chiaramente con
serenità.
L'Europa "attraversa un periodo di qualche divisione al suo
interno: è una fase delicata, siamo immersi nel processo di
ratifica dei trattati costituzionali. In questa fase - ha evidenziato
Pera - l'inizio dei negoziati per l'adesione della Turchia deve
rappresentare un'opportunità ma non un'ulteriore ostacolo". E
"dovrebbe essere considerato un elemento di ulteriore
riflessione". (ApCom)
23.02.2005
UNA PROVA
ULTERIORE
Il
presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc,
nell'incontro con Marcello Pera ad Ankara ha ribadito che l'adesione
della Turchia è nello spirito dell'UE.
"L'adesione della
Turchia sarà una prova ulteriore del principio fondamentale e dello
spirito che avvolge l'Unione europea". Bulent Arinc, presidente
dell'Assemblea nazionale turca, guarda con speranza e ottimismo
all'imminente avvio dei negoziati per l'ingresso di Ankara nell'UE.
Arinc ha affrontato oggi l'argomento nel corso di un incontro con il
presidente del Senato, Marcello Pera. Al termine del quale, in una
conferenza stampa congiunta, ha rinnovato il "ringraziamento per il
sostegno fornito dall'Italia alla Turchia". Il presidente del
Parlamento turco ha sottolineato la necessità di "intensificare
rapporti e scambi" non solo quelli bilaterali: "Possono
contribuire a superare le perplessità dell'opinione pubblica e la
mala-informazione". L'obiettivo immediato è "fare in modo
che i nostri popoli conoscano meglio la cultura dell'altro
popolo". (ApCom)
23.02.2005
DIFFIDENZA=IGNORANZA
Il
messaggio del presidente Pera sotto forma di intervista al giornale
<Sabah>. "Non credo che ci sia una santa alleanza in
Europa contro la Turchia"
"Non c'è un
motivo razionale. Ci sono dubbi che derivano dall'ignoranza, dalla
non conoscenza della Turchia. Se uno esamina la situazione del
Paese, lo Stato, la Costituzione, le riforme fatte, vede che ha
poche ragioni per opporsi all'entrata della Turchia
nell'Unione". E' il messaggio che Marcello Pera, nel giorno del
suo arrivo ad Ankara per una visita ufficiale, ha affidato sotto
forma di intervista al quotidiano turco <Sabah>.
"E' giusto dire che ci sono delle diffidenze nell'opinione
pubblica europea", ha puntualizzato il presidente del Senato:
"Perché l'entrata nella Turchia nell'UE è un passo
importante. Una novità importante. Ma non credo che ci sia una
santa alleanza in Europa contro la Turchia".
Sono diffidenze, ma destinate a diminuire: "L'inizio del
processo di negoziazione (per l'adesione, ndr) con l'Europa - ha
sottolineato Pera - a mio parere dovrebbe anche accelerare il
processo di reciproca conoscenza. Questo elimina i fattori di
turbamento". La via è quella di aumentare gli scambi economici
ma soprattutto culturali: "E questo è un punto fondamentale.
Ci vuole più circolazione. Dobbiamo frequentarci, conoscerci
meglio. Il turismo è un fattore importante. Se aumenta la reciproca
conoscenza diminuirà la diffidenza".
In questo quadro, "l'Italia apprezza e sostiene gli sforzi e
l'impegno della Turchia nel suo percorso di adesione". Con
questi presupposti, Pera, ha iniziato la sua visita. (ApCom)
23.02.2005
UNA SFIDA
NEGLI ANNI
Il
problema dell'Europa - ha detto Pera conversando con i giornalisti
ad Ankara - non è solo l'adesione della Turchia ma quello che vuole
diventare nei prossimi decenni.
Conciliare le diverse identità religiose, con l'ingresso della
Turchia nell'Unione Europea, "è una sfida e sarà un problema
molto dibattuto nei prossimi anni", ovvero per tutta la durata
del processo di adesione. Lo ha sottolineato Marcello Pera,
presidente del Senato, citando i numeri: "Con l'ingresso della
Turchia ci saranno circa 100 milioni di europei di religione
musulmana. I quali ovviamente cambieranno l'identità
dell'Europa".
"La sfida dell'Europa - ha aggiunto Pera parlando con i
giornalisti nel corso della sua visita ufficiale ad Ankara - e se
vuole essere Europa originaria, con la sua identità politica,
culturale e anche religiosa. Oppure se intende essere un altro tipo
di Europa: una potenza e un'area di sicurezza, oltre che di
benessere economico, e dotarsi perciò di una strategia. Il problema
- ha concluso il presidente del Senato - non è solo l'adesione
della Turchia, ma anche quello che vuole diventare l'Europa nei
prossimi decenni". (ApCom)
23.02.2005
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IN ARMI
CONTRO GLI USA
Come due giovani scrittori
turchi prefigurano una guerra in un romanzo dal titolo "Metal
Firtina" ("Tempesta metallica"). La dura reazione di
Washington attraverso il suo Segretario di Stato Condoleezza Rice.
L'imbarazzo di Ankara e quello dei militari.
 ''23 maggio 2007. La <Cnn> annuncia:
conflitto tra militari americani e turchi a Kirkuk, nel nord dell'Irak. 13 militari americani sono rimasti uccisi e 30
feriti. Uccisi anche 35 militari turchi''. Si inizia con queste parole il romanzo di fantapolitica ''Tempesta
metallica'' (''Metal Firtina'') che spopola in questi giorni, con clamore di stampa, nelle librerie turche e che ha venduto 80 mila copie in
due mesi, una diffusione del tutto eccezionale in Turchia.
Il culmine del romanzo sta in un'offensiva americana finalizzata al controllo delle miniere di boro turche. A tal fine anche la capitale turca, Ankara, e persino il sacro
mausoleo di Ataturk, vengono bombardati da aerei Usa. Come rappresaglia Ankara programma il bombardamento della Casa
Bianca.
Nonostante la chiara dimensione fantastica del romanzo, i lettori turchi sembrano prendere sul serio lo scenario come se
esso fosse verosimile. E, del resto, la stessa cosa hanno fatto i due autori del libro, Burak Tuna e Orkun Ucar: ''Abbiamo
svelato un segreto di cui nessuno vuole parlare'' - hanno dichiarato. ''Il partito al governo Akp (il partito di radici
islamiche del premier Recep Tayyip Erdogan) è cosciente del pericolo
e la presidenza dell'Akp di Istanbul ci ha invitato a fornire ulteriori particolari. Anche tra i militari turchi alcuni
condividono le nostre idee. Un generale ci ha mandato le sue congratulazioni. Si discute del nostro libro nei licei di
alcune città, tra cui Eskisehir. Gli studenti delle accademie militari e di polizia ci comunicano i loro pareri per e-mail''.
La dichiarazione ha costretto perfino i compassati militari turchi a smentire ufficialmente di condividere i contenuti del
romanzo: ''La notizia che lo Stato Maggiore turco avrebbe approvato quel libro
è assolutamente falsa'' - e' scritto nel sito ufficiale in Internet delle Forze armate turche.
''I diplomatici americani ad Ankara non si capacitano e si strappano i capelli'' - ha scritto a proposito del romanzo turco
il <Christian Science Monitor>.
Il libro, il suo successo e la polemica sono letti dagli americani come l'ultimo segno di un'ondata di anti-americanismo in Turchia che inquieta Washington, tanto da avere indotto il
Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, nel corso della sua visita ad Ankara, due domenica fa, a ricordare senza mezzi termini al premier Erdogan ed agli altri dirigenti turchi che
Washington li ritiene responsabili per non contrastarla a sufficienza.
Di questo stato d'animo americano è stato un riflesso un editoriale del <Wall Street Journal>
della sorsa settimana in cui si denuncia ''un velenoso clima di odio antiamericano e antiisraeliano'' in
Turchia non costrastato dal governo e dal "sottile ed insidioso
islamismo'' del partito di Erdogan, accusato anzi di ''cavalcare la
tigre'' col pretesto di ''non potere opporsi al popolo''.
L'articolo del <Wsj>, dal titolo ''L'ammalato d'Europa, di
nuovo'' (con riferimento alla analoga definizione dell'impero ottomano
di un secolo fa) e firmato dall'editorialista Robert L.Pollock, accusa la stampa turca di ''andare consapevolmente al
di là di quella di stato dei Paesi arabi'' paragonandola a quella ''di stampo nazista''. ''Se esito a chiamarla nazista,
è solo perché Goebbels la troverebbe troppo cruda'' - si è spinto a scrivere lo stesso Pollock che conclude il suo editoriale affermando che se i dirigenti turchi continuassero nel loro attuale atteggiamento ''gran parte
dell'eredità di Ataturk rischia di andare perduta'' e ''la Turchia potrebbe
facilmente diventare un paese di seconda categoria: di piccola visione,
paranoide, marginale, privo di amici in America e non benvenuto in Europa''.
Pollock ricorda tra l'altro che il giornale turco di tendenze islamiche <Yeni Shafak> ha negli ultimi mesi scritto tra l'altro
che gli americani avrebbero usato armi chimiche a Fallujah e che soldati americani avrebbero violentato donne e bambini dando poi
i loro corpi in pasto ai cani e venderebbero gli organi degli iracheni uccisi.
Anche la stampa laica non è immune. Il giornale di centro <Hurriyet> ha accusato commando israeliani di avere ucciso agenti
segreti turchi a Mossul e quello di sinistra <Sabah> ha accusato
l'ambasciatore americano di ''farsi influenzare'' dalle sue origini etniche. Il clima è tale - ha denunciato il <Wsj> - che lo
stesso Edelman è stato costretto a organizzare un seminario con noti geologi internazionali per spiegare che ''il recente
tsunami in Asia non è stato dovuto ad esperimenti nucleari americani
segreti''. L'ambasciata americana ad Ankara ha dovuto smentire che un rafforzamento delle truppe statunitensi in Nord Iraq sia ''diretto contro la Turchia'' ed, in particolare,
che sia inteso a prevenire un ''impossibile intervento militare turco in Nord
Irak'', come affermato da alcuni giornali.
La polemica per l'articolo del <Wsj> ha indotto il ministro degli Esteri Abdullah Gul a dichiarare che le opinioni dei giornalisti ''non riflettono quelle dei
Governi'' e che le tradizionali buone relazioni di alleanza tra Turchia e Usa
''sono sempre continuate anche nelle più difficili condizioni''. La smentita dei militari turchi è un segno,
tuttavia, dello straordinario e controverso successo del romanzo ''Tempesta
metallica'' (''Metal Firtina'') di due giovani scrittori. (Lucio
Leante/Ansa)
23.02.2005 |
UNA
SMENTITA POCO CONVINCENTE
L'ambasciata
Usa ad Ankara ha spiegato che il movimento di truppe americane nel
Nord Irak non è inteso contro gli interessi della Turchia. Secondo
il <Guardian> inglese esso invece va inteso come un
ammonimento.
L'ambasciata americana ad Ankara ha
smentito che un rafforzamento (reso noto da alcuni organi di stampa) delle truppe statunitensi dislocate
nell'Irak settentrionale sia ''diretto contro la Turchia'' ed in particolare che sia inteso a prevenire un intervento militare
turco nell'Iraq del Nord.
''Lo spiegamento delle forze Usa in Irak è determinato dalle esigenze della missione.
Perciò, ogni insinuazione che qualsiasi attività militare americana
nell'Irak settentrionale sia diretta contro la Turchia, un alleato di lungo periodo ed un
partner della Nato, è falsa'', afferma un comunicato diffuso dall'ambasciata americana ad Ankara che,
tuttavia, non smentisce chiaramente il rafforzamento militare al Nord ed, anzi sembra indirettamente confermarlo affermando:
''Abbiamo registrato una maggiore attività degli insorti nell'area di
Mossul''.
''Ogni speculazione circa un intervento militare turco nel Nord
dell'Irak è irresponsabile. Un intervento militare da parte di qualunque dei vicini
dell'Irak sarebbe destabilizzante e potrebbe portare ad un più vasto conflitto. La Turchia lo sa
bene e non abbiamo alcuna ragione di pensare che la Turchia intraprenderebbe mai una tale azione'', conclude il comunicato,
con riferimento implicito anche a posizioni espresse da Ankara.
Nelle scorse settimane sia alcuni capi militari turchi, sia alcuni membri del
Governo, non avevano escluso un intervento militare turco nell'Irak settentrionale per fermare la crescente
egemonia curda nella regione ed in particolare nella città e nella provincia petrolifera di Kirkuk, da Ankara ritenuta un
prodromo di una prossima fondazione di uno Stato curdo indipendente (che Ankara teme in quanto possibile polo di
diffusione del separatismo tra i 20 milioni di turchi curdofoni).
Il giornale inglese <Guardian> (seguito da vari giornali turchi), nei giorni scorsi, aveva scritto che il rafforzamento americano nel Nord
dell'Irak era stato deciso come prevenzione di un possibile conflitto etnico tra i turcomanni (legati ad
Ankara) ed i curdi nord-iracheni, e come deterrente rispetto ad un possibile intervento
turco.(take Ansa)
23.02.2005
IL PRELUDIO
Le
dimissioni di Erkan Mumcu da ministro della Cultura e del Turismo
turco potrebbe infatti portare alla creazione di una nuova
formazione di centro-destra.
Una nuova forza politica di centro
destra, laica e alternativa al partito Akp del premier Recep Tayyip
Erdogan, potrebbe stare per nascere in Turchia, dopo le dimissioni dal governo e dall'Akp del ministro della
Cultura e del Turismo, Erkan Mumcu. Lo affermano i maggiori quotidiani turchi aggiungendo che altre dimissioni erano attese tra quei politici che, come Mumcu, sono confluiti
nell'Akp alla vigilia delle elezioni del novembre 2002 provenienti dai partiti tradizionali di centro-destra, Anap e
Dyp allo sbando.
''Mi dimetto per preparare una nuova alternativa politica per la Turchia'' - ha affermato lo stesso Mumcu, il quale negli
ultimi mesi aveva manifestato più volte disaccordi con il premier Erdogan per il ''trionfalismo'' in materia di Unione Europea, per gli effetti della sua politica in Nord IraK e per le posizioni del premier favorevoli alla penalizzazione dell'adulterio e all'abolizione del divieto del velo femminile nelle
Università.
A Mumcu l'attuale segretario del partito Anap, Talip Parlak, ha già offerto la presidenza dello stesso partito, lasciata
vacante dall'ex presidente del partito, Mesut Yilmaz, che proprio in questi giorni compare (primo ex premier a essere processato in Turchia) davanti alla Corte Suprema sotto accusa di corruzione.
''Le dimissioni di Mumcu non sono importanti'', aveva commentato lo stesso Erdogan dall'Albania dove
era in visita.
I giornali turchi affermano invece che Mumcu potrebbe creare nel centro destra un polo di attrazione per quei deputati che
non provengono dall'esperienza dell'islamismo politico (il movimento ''Opinione nazionale'' di Necmettin Erbakan) e che
sono confluiti nell'Akp, dove però si sentono semplici ''ospiti''. Nell'Akp sono confluiti circa 90 deputati
provenienti da partiti laici, come Anap, Dyp e dal partito nazionalista.
Con le dimissioni di Mumcu, l'Akp scende a 366 deputati su 550, perdendo così la teorica maggioranza dei tre quinti che li avrebbe consentito di cambiare la Costituzione senza tenere conto di eventuali veti del presidente della Repubblica.(take
Ansa)
23.02.2005
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CELIK AL
POSTO DI MUMCU
Il
ministro dell'Educazione Nazionale turca ha preso ad interim anche
il dicastero della Cultura e del Turismo rimasto vacante dopo le
dimissioni del titolare.
Turkey's
Education Minister is to act temporarily as the country's Culture
and Tourism Minister after Erkan Mumcu unexpectedly resigned from
the position.
The decision to appoint Education Minister Huseyin Celik to the post
was signed by the Deputy Prime Minister and Foreign Minister
Abdullah Gul, who is currently acting as Prime Minister while
Premier Recep Tayyip Erdogan is out of the country. The appointment
has been ratified by President Ahmet Necdet Sezer.
The state's Official Gazette has already published the appointment
of Celik as acting as Culture and Tourism Minister.
Mumcu resigned as both minister and member of the Justice and
Development Party late Tuesday, citing differences of position on a
number of issues and his not being accepted by the government. (NtvmSnbc)
23.02.2005 |
CIPRO NORD: VINCE DI
NUOVO TALAT
Il partito Ctp non ha però raggiunto la maggioranza per cui dovrà
necessariamente allearsi con Sedar Denktash o con Mustafà Akinci.
Ha votato il 74% della popolazione.
 Il Partito
Repubblicano Turco (Ctp), formazione di sinistra favorevole alla
riunificazione dell'isola e guidata dal premier turco-cipriota
uscente Mehmet Ali Talat ha vinto le elezioni legislative anticipate
svoltesi nella parte Nord di Cipro sotto occupazione militare turca:
una vittoria considerata da più parti come una spinta in direzione
degli sforzi per riunificare Cipro ma che, comunque, non consentirà
al Ctp di governare da solo.
Il partito di Talat, infatti, ha ottenuto il 44.45% delle preferenze
passando da 19 a 25 seggi sui 50 nel Parlamento dell'autoproclamata
Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn). Il Partito di Unità
Nazionale (Ubp) dell'ex premier Dervis Eroglu, fortemente contrario
ad un piano proposto dal segretario dell'Onu Kofi Annan per la
riunificazione dell'isola, ha invece ottenuto il 32.93% dei voti e
ha così mantenuto i 18 seggi che aveva nella precedente Assemblea.
Solo altri due partiti dei sette scesi in lizza hanno superato la
soglia del 3%, ricevendo abbastanza voti per ottenere una
rappresentanza in Parlamento: il Partito Democratico di Sedar
Denktash (figlio del leader turco-cipriota Rauf), alleato di Talat
nel precedente Governo che ha ricevuto circa il 13.49% dei voti e
sei seggi (uno in meno), ed una formazione minore, il Movimento per
la Pace e la Democrazia di Mustafa Akinci favorevole alla
riunificazione, che ha ottenuto il 5.81% rispetto alle precedenti
elezioni (13,14%) ed ha ottenuto solo un seggio rispetto ai sei
precedenti.
Non appesa si sono appresi i dati definitivi Talat ha dichiarato che
si sarebbe messo subito al lavoro per formare una nuova coalizione
di Governo mentre, da parte sua, Sedar Denktash ha espresso il
proprio interesse a proseguire nella precedente collaborazione con
il partito del premier. Talat ha comunque detto che il suo partito
non ha ancora deciso se allearsi con Denktash o con Akinci.
Riferendosi al risultato della consultazione, Talat ha affermato che
"questo è un successo per i turco-ciprioti e per coloro che
vogliono la pace". L'affluenza alle urne è stata del 74% su un
totale di poco più di 147.000 aventi diritto al voto. "Noi -
ha detto ancora il premier - tendiamo una mano da amici ai
greco-ciprioti affinché si uniscano a noi per lavorare alla ricerca
di un accordo" per la riunificazione dell'isola.
Cipro è divisa dal 1974 dopo un'invasione da parte di truppe turche
che ancora occupano il 38 per cento del Nord dell'isola dove nel
1983 Rauf Denktash proclamo la Rtcn, riconosciuta a tutt'oggi solo
da Ankara ma non dalla comunità internazionale. Anche Eroglu si è
complimentato con Talat per la vittoria definendo le elezioni
"un buon esempio di democrazia". Anche la Commissione
europea, appena appresi i primi risultati quasi definitivi, si è
congratulata la scorsa notte con Talat. "I risultati (della
consultazione) dimostrano il chiaro desiderio della comunità
turco-cipriota di continuare i preparativi per la sua piena
integrazione in seno all'Unione Europea" ha dichiarato
l'esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles,
aggiungendo che essi provano "che i turco-ciprioti si impegnano
per la riunificazione di Cipro".
(ticin@nline)
23.02.2005
CIPRO NORD: PRIMA VISITA DI
UNA DELEGAZIONE COMMERCIALE USA
L'ira
del Governo greco-cipriota di Nicosia che ha minacciato misure di
rappresaglia come il boicottaggio di prodotti americani o una
cooperazione con Siria ed Iran.
Sfidando le ire e le pressioni dei
greco-ciprioti, una delegazione commerciale americana ha visitato
nei giorni scorsi la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn),
riconosciuta solo da Ankara. I rappresentanti di varie aziende Usa,
accompagnati dall'attaché commerciale dell'Ambasciata statunitense
in Turchia, sono giunti direttamente all'aeroporto Ercan di Lefkosa/Nicosia
- senza passare per uno scalo greco-cipriota - ed hanno incontrato
esponenti della Camera di Commercio turco-cipriota, guidati dal
presidente Ali Erel. I delegati americani - dei settori bancario,
finanziario, farmaceutico, trasporti, comunicazioni ed informatica -
hanno esplorato la possibilità di investimenti nella Rtcn.
Il significato politico della visita - la prima nel suo genere in
senso assoluto - ai fini del superamento dell'attuale isolamento di
Cipro Nord, viene sottolineato con soddisfazione ad Ankara.
''Speriamo che i Paesi della UE seguano l'esempio americano,
onorando gli impegni assunti'', ha commentato il premier turco Recep
Tayyip Erdogan. La visita è stata invece registata con vivo
disappunto a Cipro Sud. In ambienti greco-ciprioti sono state
addirittura ventilate possibili misure di rappresaglia, come un
boicottaggio dei prodotti Usa o una cooperazione rafforzata con i
regimi anti-americani di Siria ed Iran. (Adnkronos/Aki)
23.02.2005
NESSUN
VANTAGGIO
Per il
ministro italiano della Giustizia, Roberto Castelli, l'ingresso
della Turchia nell'UE può essere solo controproducente.
L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea ''non porterà alcun vantaggio''. Lo ha detto il
ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenendo alla presentazione della proposta di legge sulla giornata del
bonificatore a Latina.
''Le nostre comunità - ha aggiunto Castelli - sono
cresciute intorno alla chiesa, la scuola, la casa comunale. Non ci piacciono quei movimenti sincretistici che mettono tutte le
religioni sullo stesso piano. Noi siamo nati cristiani e moriremo cristiani. Ci dispiace - ha proseguito il ministro
leghista - che questo sia stato cancellato dalla Costituzione europea. Ci dispiace, inoltre, per l'ingresso di nuovi
Paesi, come la Turchia. Non riesco a capire quale vantaggio ci sia ad
aprire a un popolo di 80 milioni di persone con culture diverse dalla
nostra''.(take Ansa)
23.02.2005.
TIRANA: UNO
STRASCICO DI POLEMICHE
Durante
la visita fatta dal premier turco l'opposizione aveva disertato il
Parlamento proprio durante il discorso dell'ospite. Questi sembra
non avesse inserito nel suo programma un incontro con il
Pd.
Il tour balcanico del premier turco
Recep Tayyip Erdogan (che ha toccato Albania e Bosnia), ha prodotto uno strascico di polemiche a Tirana. I deputati dell'opposizione di destra (Pd), guidata dall'ex presidente Sali
Berisha, avevano disertato l'aula del parlamento proprio durante il discorso tenuto dal premier turco.
Un gesto clamoroso bollato da molti osservatori come una vera e propria gaffe diplomatica commessa dal Partito democratico nei confronti di un Paese come la Turchia che non soltanto è considerato una grande potenza politica e militare nella
regione, ma che è soprattutto legato da antichi e profondi rapporti di amicizia con l'Albania.
L'opposizione si era lamentata del fatto che Erdogan, rimasto per due giorni a Tirana, non abbia inserito nell'agenda della
sua visita nessun colloquio con la leadership del Partito democratico. ''Non
è vero che il nostro è stato un boicottaggio - ha spiegato Sali Berisha - ma in ogni visita di Stato esiste un protocollo che prevede anche incontri con l'opposizione, salvo nei casi in cui una
personalità giunga in visita come amico del premier: noi ci siamo limitati ad
attenerci a questo codice''.
Berisha ha assicurato che ''nulla è cambiato nel mio giudizio nei confronti del premier turco, né delle riforme storiche che egli ha compiuto''. La plateale assenza in aula
durante il discorso di Erdogan appare tuttavia il segno di un gelo calato fra opposizione di destra e governo turco di cui non
si trova traccia nel passato.
Erdogan viene considerato dall'opposizione albanese come un amico speciale dell'attuale premier Fatos Nano, che venne
addirittura invitato a fare da testimone alle nozze del primo ministro turco al fianco del presidente del consiglio italiano
Silvio Berlusconi.
''Non esiste nessun obbligo nei protocolli - dice all'Ansa Tritan Shehu, ex ministro degli esteri nel governo diBerisha, poi fuoriuscito dal Pd e oggi membro di una nuova forza politica
d'opposizione - e il gesto di Sali Berisha è stato sbagliatissimo, il suo
più grave errore dal 1997: un comportamento che provocherà conseguenze impressionando
soprattutto la comunità internazionale''.
Quando il Partito democratico di Sali Berisha era al potere (1992-1997) i rapporti fra Tirana e Ankara sono stati molto
stretti, non soltanto grazie ai legami secolari ma anche per effetto della comune religione musulmana. Fu proprio Berisha a
volere l'adesione dell'Albania alla Conferenza mondiale islamica, e ad aprire le porte a decine di fondazioni religiose alcune delle quali
diventarono poi basi per cellule di
organizzazioni fondamentaliste.
Nel corso di un'intervista televisiva Berisha ha annunciato che se il suo partito
vincerà le prossime elezioni politiche (previste per il mese di luglio), egli
assumerà l'incarico di Primo Ministro.(take Ansa)
23.02.2005
TORTURA:
SORPRESA!
La Commissione
Europea per la prevenzione ha tolto la Turchia dalla lista dei
cattivi e, guarda caso, vi ha inserito due Paesi che l'avevano
criticata: Germania e Grecia.
The
European Committee for the Prevention of Torture (Cpt) has removed
Turkey, who had remonstrated to the world twice, from the list of
countries that will be investigated for torture and added countries
who had criticized Turkey this year.
Turkey, which had been accused of violating human rights in its
fight against terrorism, began using the slogan of "zero
tolerance for torture" to help rid it of its past record.
Positive results of from recent studies are being obtained. While
the Cpt announced to the world in 1992 that torture was being
implemented in Turkey, it has now removed Turkey from among the list
of countries that will be under investigation in 2005. The Committee
runs the European Covenant on the prevention of torture. Having
criticized Turkey for many years about "torture", Belgium's
inclusion to the list drew widespread attention. Germany and Greece
were also added to the list with accusations that people whose
freedoms were taken away would be examined. The Committee will also
investigate human rights violations in Hungary, Norway, the Russian
Federation, San Marino, Slovakia and Ukraine along with these three
prominent European countries. A letter to all related units,
parliaments and prime ministries announced this development. Turkish
Prime Ministry Human Rights Council (Hrc) Chairman Associate
Professor Vahit Bicak said yesterday the long ago implemented zero
tolerance for torture policy, has begun to show its influence.
Human rights organizations have prepared many reports on human
rights developments in Turkey. The Cpt reports on Turkey gain
widespread attention. The Committee, coming to prominence during
the1990s, began "uninformed" visits to countries in those
days. Reports were written after investigations were conducted
regardless of information givenby any authority; however, they were
not announced to the public interest. Continuing with these
implementations until 1992, Cpt made an exception for Turkey. In a
public announcement taking into consideration the developments in
human rights, the Committee signed a decision after many years in
favor of Turkey. The Cpt determined the countries in which
investigations have been implemented for 2005 into the suffering of
people lacking freedoms and excluded Turkey from the list for the
first time. The decision was communicated to the Turkish Foreign
Ministry in a letter.
The following topics were investigated by the Cpt during its 14
visits to Turkey: Cpt investigated claims of physical and
psychological torture and bad treatment implemented by the police
officers during questioning; looking at whether or not people who
were arrested were able to meet with their lawyers; the planning of
more technical methods; the fight against terrorism being realized
through the use of torture and bad treatment; arrested people's
right to demand the doctor of their preference; determination of the
inquiry methods; updating cell conditions at police stations and the
gendarme; training of the police on human rights and the
rehabilitation of physical arrest procedures. (Edip Ali Yavuz/Zaman)
23.02.2005
SCAMBI
RECORD CON L'ITALIA
Per la prima
volta, quelli tra la Turchia ed il nostro Paese, hanno
superato da gennaio a novembre 2004 i dieci miliardi di dollari.
Nel periodo
gennaio-novembre 2004 l'interscambio commerciale italo-turco ha
superato per la prima volta i 10 miliardi di dollari. Lo affermano
fonti ufficiali turche ed italiane. Dei 10,258 miliardi di dollari,
4,102 miliardi sono state le importazioni italiane dalla Turchia(+
40.5% rispetto allo stesso periodo del 2003) e 6,156 miliardi le
esportazioni italiane in Turchia(+ 28.1%) con un saldo attivo a
favore dell'Italia di circa 2 miliardi di dollari. (denaro.it)
23.02.2005
COME
SAPER VALUTARE LE POSSIBILITA' DI "INVESTIMENTO" IN AREE
NON EURO
Sono in
tanti a guardare alla Turchia, un Paese che negli ultimi tempi ha
dimostrare di saper capovolgere positivamente la sua situazione
economica. Ecco come soldi.online.it fornisce qualche consiglio a
chi punta verso le obbligazioni in Nuove Lire turche.
 Continuiamo in questo periodo a valutare le possibilità di
investimento al di fuori dell'area Euro, in funzione di una
possibile fase di debolezza (o quantomeno di stabilità) della
valuta europea.
Valutiamo oggi un'alternativa di investimento altamente rischiosa:
quella in obbligazioni denominate in Lire turche.
Analizziamo innanzitutto i fondamentali della repubblica asiatica:
la crescita del Pil è ormai stabilmente sopra il 5% e il deficit di
bilancio sta velocemente scendendo verso il 6% del PIL.
A livello primario (non considerando quindi i pagamenti di interessi
sul debito) il deficit si trasforma in surplus di oltre il 5% del Pil. Chiaramente quindi il pagamento degli interessi sul debito pesa
per oltre il 10% del PIL sui conti pubblici della Turchia.
Di positivo c'è che il rapporto Debito/Pil sta velocemente
scendendo; da oltre il 95% del 2001 siamo al 73% circa nel 2004 ed
è previsto un ulteriore deciso calo nei prossimi tre anni.
Sul fronte dell'inflazione e dei tassi di interesse la discesa di
entrambe è stata notevolissima; l'inflazione è passata da oltre
il 75% degli anni '90 al 9,3% nel 2004 e si dovrebbe attestare
sotto il 7% nel 2005.
I tassi di interesse domestici sono scesi da oltre il 50% al 18%
attuale e sono previsti in forte calo nel 2005.
Ovviamente il calo dei tassi di interesse dovrebbe ulteriormente
innescare un circolo virtuoso, abbassando considerevolmente la spesa
per interessi, consentendo così al Governo Turco maggiori margini
di manovra per favorire la crescita del Paese.
Se nel complesso la situazione macro-economica è in forte
miglioramento, rimangono ancora molti aspetti preoccupanti legati
soprattutto all'esposizione debitoria verso l'estero.
I rapporti: Debito Estero/Pil (56%), Debito Estero/Esportazioni
(157%) e Spesa per Interessi/Esportazioni (32%), restano molto
elevati ed espongono la Turchia al rischio di un possibile
atteggiamento meno favorevole dell'attuale da parte degli
investitori internazionali.
Sul fronte di politica internazionale la Turchia sta negoziando (con
qualche difficoltà) un accordo con il Fondo Monetario
Internazionale per assicurarsi la prosecuzione del programma di
finanziamenti agevolati.
In un'ottica molto più a lungo termine, l'"invito"
ufficiale dell'Unione Europea a cominciare il percorso di
avvicinamento per poi unirsi all'area Euro rappresenta una
prospettiva certamente positiva (anche se non con effetti
immediati).
Sempre in tema di politica internazionale la vicinanza geografica
con aree estremamente turbolente (Iraq, Siria e Caucaso), ha in
passato giocato più a favore che contro, garantendo il sostegno
economico degli organismi internazionali.
Attualmente è possibile investire in titoli zero coupon (come i
nostri Bot o Ctz) emessi dal Governo Turco a tassi di rendimento
lordo del 15%-18% (a seconda delle scadenze).
Il Rating di questi titoli è di B1/BB- (è possibile un ulteriore
upgrade di <Moodys> da B1 a Ba3 nei prossimi mesi).
Sul fronte valutario, la Nuova Lira Turca (1 Nuova Lira vale
1.000.000 di vecchie Lire), dopo un lungo periodo di debolezza
contro Euro sembra essersi assestata e sta dando addirittura segnali
di inversione di tendenza (vedi grafico alla pagina successiva).
Su questo punto molto ovviamente dipenderà dai miglioramenti sul
fronte macro-economico e dal processo di integrazione con l'Europa.
Tirando le somme, la Turchia presenta una situazione ancora
decisamente preoccupante pur in presenza di fondamentali in netto
miglioramento.
Se continuerà a livello mondiale la congiuntura economica
favorevole, un investimento in obbligazioni in Lire Turche potrà
probabilmente assicurare ritorni molto interessanti.
Per almeno altri due anni comunque la Turchia resterà "a
rischio" di un deterioramento della congiuntura internazionale, di
un possibile rallentamento (o interruzione) del percorso di
avvicinamento all'Europa e di un deterioramento della situazione
politica internazionale (per es. per un acuirsi delle tensioni tra
USA e Siria). Anche se questo ultimo punto potrebbe, dopo
un'iniziale fase di volatilità, giocare addirittura a favore come
è stato in passato.
In conclusione riteniamo che l'investimento in titoli di stato
domestici turchi possa essere preso in considerazione, a patto di
mantenere decisamente bassa il peso dell'investimento (inferiore
al 5%) sul totale del proprio portafoglio. (soldi.online.it)
23.02.2005
RILANCIO
DELLA BREDAMENARINI
IN
TURCHIA E CINA I BUS ITALIANI
La
scelta di <Finmeccanica> e <Rothschild> per il gruppo di
Paolo De Luca, secondo produttore italiano di mezzi pesanti dopo la
Fiat. I punti qualificanti di business plan per lo stabilimento
bolognese che guarda con grande interesse al di là del
Mediterraneo.
<Finmeccanica> e <Rothschild> scelgono il gruppo di
Paolo De Luca per il rilancio della <Bredamenarini>, secondo
produttore italiano di autobus, dopo Fiat. Nell'intervista al <Denaro>
De Luca spiega i punti qualificanti del business plan per lo
stabilimento bolognese, con l'obiettivo di puntare su mercati in
crescita come quello turco, cinese e dell'Est europeo.
"Nell'indotto - dichiara l'imprenditore napoletano - ci
sarà spazio anche per le imprese della Campania".
D - Presidente, la sua offerta per la <Bredamenarini> viene giudicata
particolarmente vantaggiosa per il rilancio della società
specializzata nella costruzione di autobus: quali sono i punti
qualificanti della sua proposta?
R - Non si tratta solamente di una proposta economica, <Finmeccanica> e l'advisor
<Rothschild> giudicano credibile e
affidabile il nostro progetto. Questa valutazione, rivolta ad un
gruppo che ha salde radici napoletane, per me è motivo di grande
orgoglio. Il business plan per rilevare il secondo costruttore
italiano di autobus dopo la Fiat, punta soprattutto sulle garanzie
occupazionali e prevede il rafforzamento delle esportazioni.
D - Partiamo dagli addetti: lo stabilimento di Bologna attualmente
ne conta circa trecento. Rimarranno tutti?
R - Certo. E conto, con il rilancio della produzione, di ampliare
l'organico con nuove assunzioni.
D - Qual è la previsione produttiva?
R - Una volta definite le operazioni di cessione da <Finmeccanica>,
prevediamo per il corrente anno di raggiungere il tetto di
quattrocento veicoli. Il business plan punta ad una produzione di
quattrocentoquaranta autobus per il prossimo anno, per raggiungere
quota quattrocentonovanta entro il 2007. Il futuro, però, è tutto
legato allo sviluppo dei nuovi mercati.
D - Su quali scommette?
R - Soprattutto su quelli, in forte crescita, dell'Est europeo,
dall'Ucraina alla Cecenia. Oltre a due mercati che offrono oggi
grandi opportunità per la mobilità collettiva, ovvero la Turchia e
la Cina.
D - Si tratta, in qualche caso, di aree contraddistinte da forti
tensioni. Non ha perplessità?
R - Con il mio gruppo operiamo nel settore dell'impiantistica per
l'estrazione del petrolio in Medio Oriente. In Irak ci sono molti
nostri cantieri aperti, ma non abbiamo difficoltà nel portare
avanti i nostri lavori.
D - L'assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna
chiede a <Finmeccanica> di non ratificare alcuna decisione senza che
prima vengano ulteriormente precisate le garanzie nei confronti di
sindacati e istituzioni. Cosa risponde?
R - All'assessore dico che se il gruppo guidato da Pierfrancesco
Guarguaglini e Rothschild ci hanno scelto, significa che valutano la
nostra proposta credibile e affidabile. E aggiungo che le aziende
storiche come la <Bredamerarinibus> si difendono confrontandosi con
prodotti e progettualità, non guardando la provenienza di chi è
chiamato a guidarle.
D - Il suo gruppo conta duemiladuecento addetti ed ha interessi che
vanno dal calcio (con la squadra del Siena) alla metalmeccanica (<Avis>
e <Dalmine> nell'area Tess, in Campania). Prevede delle sinergie
anche per il nuovo acquisto?
R - Certo, oltre alle sinergie di gruppo, attraverso
l'ottimizzazione delle risorse, conto soprattutto di poter puntare
sull'indotto, anche delle aziende della Campania, che riescono ad
offrire una grande competenza sul piano dell'innovazione. Questo,
è bene ribadirlo, sempre salvaguardando l'indotto locale dello
stabilimento bolognese, che attende il rilancio dell'attività per
rimettersi in moto.
D - Come concilia la sua attività imprenditoriale con il calcio?
R - Solo con una grande passione: fino ad oggi la squadra del Siena,
che presiedo, mi è costata 90 miliardi di lire: se non è passione
questa. (Francesco Bellofatto/denaro.it)
23.02.2005 BOSNIA
ERZEGOVINA: ANCHE LA TURCA DOGA INTERESSATA A ENERGOPETROL
La
holding turca in corsa per accaparrarsi uno dei principali
distributori di carburante in questa regione balcanica. Le altre
concorrenti: dall'austriaca <Oms> alla britannica <S &
A Capital>, dalla slovena <Petrol> alla bulgara <Prista
Oil>.
E' la
holding turca <Doga> l'ottavo partecipante alla gara pubblica di
acquisto della società statale <Energopetrol> (Ep), uno dei
principali distributori di carburante della Bosnia Erzegovina. <Doga
Holding> si aggiunge infatti all'austriaca <Omv>, alla britannica
<S&A Capital>, alla slovena <Petrol>, al consorzio formato
dall'ungherese <Mol> e dalla croata <Ina>, alla bulgara
<Prista Oil> e
alla società bosniaca <Intertrade Sarajevo>. In precedenza, l'Agenzia
federale per le privatizzazioni aveva indicato la <Euro Inzenjering>
quale unica azienda locale interessata alla presentazione di
offerte. Interrogato sulle motivazioni di questo cambiamento, il
portavoce dell'Agenzia <Nermina Kapic> non ha rilasciato alcun
commento. Il termine per la presentazione delle offerte di acquisto
per <Energopetrol>, controllata per il 67% dallo Stato, scade a metà
marzo, ma non è chiaro quale sia l'esatto ammontare della
partecipazione in vendita. L'intenzione del Governo federale è
quella di trovare un partner strategico che possa rilanciare e
sviluppare la società bosniaca. Il nuovo partner della <Ep> dovrà
accollarsi, infatti, tutti i debiti pendenti in capo all'azienda
statale, impegnarsi a realizzare nuovi investimenti e presentare un
nuovo piano occupazionale. La decisione finale in merito alla
privatizzazione da parte di una commissione statale, presieduta dal
ministro dell'Industria <Izet Zigic>, è attesa per la fine di marzo.
<Energopetrol>, con sede a Sarajevo, ha una rete di 70 distributori
presenti su tutto il territorio della Federazione bosniaca e
possiede anche un significativo patrimonio immobiliare gravato, però,
da ipoteche. Il capitale stimato si aggira intorno agli 11.5 milioni
di euro. Nel 2003, l'azienda ha venduto 123.900 tonnellate di
carburante, per un fatturato di 86.9 milioni di euro, ma l'anno
scorso ha chiuso i conti in rosso a causa dalla sospensione della
licenza d'importazione, decisa, nel dicembre 2003 a seguito dei
debiti per 8.44 milioni di euro. Da allora, la <Hp> è costretta ad
acquistare il carburante da piccoli importatori locali, dovendosi
così accollare forti sovrapprezzi. (Ice)
23.02.2005 DEBITO
DI BILANCIO IN RISALITA
Adesso è
attestato sui 235.7 miliardi di dollari. In un anno, in Turchia, è
salito del 16%. Le stime diffuse dal Sottosegretariato al Tesoro.
Il debito consolidato del bilancio della Turchia a fine dicembre
2004 è salito a 235.7 miliardi di dollari, registrando un aumento
del 16% rispetto al 2003. Lo affermano i dati diffusi dal
Sottosegretariato al Tesoro, che sottolinea tuttavia che tra
novembre e dicembre vi è stata una diminuzione del debito di circa
4 miliardi di dollari. Il 71% della cifra totale (167.3 miliardi di
dollari) è da imputarsi al debito interno ed il 29% (68.4 miliardi
di dollari) al debito estero. (denaro.it)
23.02.2005
LA
TURCHIA RISPONDE AI CRITERI DI INVESTIMENTO
A sostenerlo
il più grande fondo pensione degli Stati Uniti, il <CalPers>. Ankara
inserita in una lista assieme ad altri Paesi europei, asiatici e
sudamericani.
The
largest pension fund in the US, the California Public Employees'
Retirement System (CalPERS), which has a $182-billion portfolio, has
announced that Turkey has met the required investment criteria.
According to data from a fund report, Turkey is on the Fund's
closely watched list of "emerging markets for investment after
falling short." The report indicates that the countries in this
list have achieved important developments and have demonstrated that
they are ready to meet the high standards required for investments.
CalPERS report says Turkey has fulfilled the investment criteria of
"transparency and fairness, political stability, employment
figures, liquidity of the market, position it takes against
fluctuations, legal system, financial transaction costs, and
protection of investors." Turkey has received the required
grade for "investment sufficiency" and won the right to
receive investments.
In addition to Turkey, the CalPERS investment list includes
Argentina, Brazil, Chile, Czech Republic, Hungary, India, Israel,
Jordan, Malaysia, Mexico, Peru, Philippines, Poland, South Africa,
South Korea, Sri Lanka, Thailand, and Taiwan.
CalPERS consultant Wilshire Associates expressed that Turkey has
made important economic progress. Wilshire and CalPERS together
function in 20 countries worldwide and the consultant manages a
portfolio of about $12.5 trillion. Since giant funds like CalPERS,
which have never been interested in Turkey before, are accepted as
institutional investors, their investments provide both stability
and depth to the markets they are involved in. The owners of big
portfolios of retirement or similar funds sought by several
developing countries have making transactions through other mediator
countries or institutions instead of directly purchasing stocks and
shares from countries like Turkey because of credit grades below
"investment level". (Anadolu Agency/Zaman)
23.02.2005
INVESTIRE
IN GIORDANIA
Il ministro
turco Kursad Tuzmen ha dichiarato che verrà creata una specifica
zona dove poter operare al meglio. Una delegazione di 150
industriali ad Amman.
Turkey
and Jordan have decided to form an investment zone exclusively for
Turkish businessmen in Jordan.
Turkish State Minister Kursad Tuzman, announcing the news, said some
Turkish firms currently have investments in qualified industrial
zones in Jordan and they want to carry these investments one step
further.
Tuzmen went to Jordan with a delegation of 150 Turkish businessmen,
and gave a new conference at the building site of an energy
transformation plant in which Turkish construction company Gama won
the tender as the major partner. The Minister determined that the
two countries might cooperate on qualified industrial zones and
added that they were working to make one of these zones an
exclusively Turkish investment zone. Tuzmen also said that they had
surpassed the investment targets by $3.5 billion in 2003 and $5.5
billion on the construction sector and they had set the target in
2005 at $7 billion.
Speaking of the significance of Gama's initiative for an energy
transformation plant in Jordan, Tuzmen said, "We are honored
that Turkish firms are competing with world giants." The total
value of construction projects between Turkey and Jordan is about
$500 million and Turkey aims to increase that number to $700 million.
Jordan with a population of 5.5 million has a total trade volume of
$8 billion. "Qualified industrial zones", which are able
to sell goods to the US without tariffs, form the most significant
sector of exports in Jordan.
Tuzmen also participated in the Turkish-Jordanian Commercial and
Economic Cooperation Seminar and emphasized that commercial and
economic cooperation between Turkey and Jordan is insufficient.
Jordanian Industry and Trade Minister Ahmed Hindawi clarified that
Jordan's exports to Europe and US increased form $1 billion to $7
billion with the help of qualified industrial zones and said a free
trade agreement between Turkey and Jordan should be signed. (Economy
News Services/Zaman)
23.02.2005
IL DOLCE PROFUMO
DELLA BORSA TURCA
Per il
giornale inglese <Financial Times> il il fondo <Baring Emering Europe
Investment> ha puntato il 10% del suo capitale dell'Istanbul
Stocks Exchange (Ise).
The
British economic newspaper The Financial Times (FT) commented that
the Baring Emerging Europe investment trust, which invested 10
percent of its £155,000,000 wealth in the Istanbul Stocks Exchange
(ISE) that it "has been acquiring a taste for Turkey."
In an interview with Stuart Richards, the head of the Fund, the
paper said that the reforms that Turkey has implemented for
accession to the European Union (EU) will positively affect the ISE,
which has earned investors 15 percent since December.
According to Richards, who pointed out that the inflation in Turkey
has fallen from 77.5 percent in the 90s to 9.3 percent in 2004, the
independence of the Central Bank and the support of the
International Monetary Fund (IMF) played a role in this. Richards
claimed investors in Turkey "will be rewarded" because
decreasing interest rates lessen the profits from other asset
classes. Barings has increased its proportion of Turkish shares from
8.5 percent on December 31 to 10 percent and in total has earned its
investors 121 percent in the last five years. Richards also said
that the 34 percent share of the portfolio will remain in Russia
despite the Yukos crisis. Richards noted that Yukos does not reflect
the government's policy and that Russia still provides advantageous
investment opportunities. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005
DOLLARO
SOTTO
La
divisa americana ha recuperato un po' ovunque tranne che in Turchia.
La politica delle US Federal Reserve (Fed)
While
the US increases interest rates with the concerns of compensating
current and budget deficits soaring to the record high levels, it
also brings significant restrictions on budget expenditures.
Although these measures create inflationist pressure and increase
the foreign trade deficit, it also makes Dollar a more attractive
financial tool for investors.
The Dollar after falling to its lowest level in the history began to
recover in its three month performance against the Euro. The US
Federal Reserve (FED) increased interest rates, held low at one
percent for a long time, to 2.5 percent, with six quarter point
increases since June 2004. For the solid purchases on the Dollar,
interest rates will be expected to be up around four percent mid
term.
The Dollar reached its highest level against the Euro on 31 December
2004 at 1,3667. A softening on parity began in the aftermath. The
parity reducing to 1,3165 with the publication of Fed's interest
increase in the first week of the January, falling to 1,3050 after a
quarter point interest increase that occurred just a week later.
Pro-dollar effect began following the announcement by the European
Central Bank that they would keep the Euro interest rates at two
percent. Whereas the expectation of a drop on oil prices would
decrease the US current deficit strengthening the Dollar, FED
President Alan Greenspan's speech made at the G-7 meetings in London
putting forward his theory about the closure of the deficit with a
tight fiscal policy increased the Dollar to 1,2850. China's
announcement regarding its determination on implementing a floating
exchange rate, adding that this would take a long time, paved the
way for a Dollar increase to 1,2730 at the G-7 summit. The Bush
administration's budget transfer gave signs of closing the deficit
with budget cut backs accepted by the House of Representatives is
accepted and has signaled a value increase in the Dollar.
When foreign funds flow into Turkey, the YTL gains value against
Dollar While the Dollar gained strength on international exchange
markets, it lost value against the New Turkish Lira (Ytl). The
Dollar's performance against the Euro shown at the beginning of
January reflected its parity with Ytl and increased to 1.4 on
January 7; however, in the aftermath of this level, Ytl began to
gain value and increased to 1,3090. It seems that neither the
message of Greenspan nor the positive developments on the current
and budget deficits have influenced YTL. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005
RUSSIA:
IMPORT-RECORD DI PETROLIO
L'aumento è
stato del 75 per cento. 2.7 milioni di tonnellate nel 2003, 4.7
milioni di tonnellate nel 2004. Le previsioni per l'anno in corso.
Il rapporto con gli altri Paesi.
Turkey's
crude oil imports from Russia increased 75 percent compared to 2003.
While 2.7 million tons of oil was imported from Russia in 2003, this
figure increased to 4.7 million tons over the last year. Natural gas
imports from Russia have also increased by 1.6 billion cubic meters
in comparison to the previous year.
The 2004 crude oil and natural gas import figures provided by Botas,
a Turkish pipeline monopoly, were calculated in conjunction with
natural gas importers Tupras. Clearly the increase in 2004 imports
means Russia has become one of the most important suppliers of oil
and natural gas to Turkey. While Turkey has increased their purchase
of oil from Russia, purchases from Iran, Saudi Arabia and Syria have
decreased. Similarly, Turkey increased their natural gas imports
from Russia and reduced gas imports from Iran, Algeria and Syria.
According to the latest Tupras figures, Turkey imported the most
crude oil from Iran with 5.7 million tons in 2004. From Russia, 6.5
million tons of oil was imported to this country during 2003. Russia
and Lebanon follow Iran in the crude oil import levels, with 4.8
million tons of oil imported from Lebanon and 4.7 million tons from
Russia. Russia leads the total of natural gas imports. (Economy
ews Services/Zaman)
23.02.2005
IRAN:
CONTINUA LA GUERRA DELLA <TURKCELL>
Il Parlamento
iraniano ha approvato una norma in virtù della quale la società
turca dovrà ridurre la propria partecipazione nel secondo consorzio
nazionale Gsm al 49%. La questa ha fatto sapere che ciò può
mettere a rischio la sua partecipazione.
The
Iranian Assembly has approved the license to be issued to Turkcell
on the condition that the leading Turkish GSM company reduces its
shares in the project for the second GSM network, which will be the
largest foreign Iranian investment since 1979 Islamic revolution.
Turkcell had announced that reducing their shares in the Irancell
consortium to 49 percent would make achieving the project risky.
Iranian Telecommunication President Ahmed Motamedi announced that if
Turkey withdraws from the project, he would demand compensation.
Making a statement to the official IRNA news agency Motamedi said,
"Turkcell's may demand compensation, but we could not have
envisaged this situation occurring, we could not know about
compensation in advance. On the condition that economic and
technical issues about the contract are changed, naturally no
country would accept the provisions of Iran and continue in a
partnership with Iran." Iranian deputies accepted the offer
that Turkcell would withdraw its 70 percent share hold to 49 percent
in Irancell consortium. 161 of 121 deputies accepted the offer.
According to Iranian officials, the project valued $3 billion is
viewed as a test that will show whether or not Iran is ready for
foreign initiatives. However, conservative deputies sees Turkcell's
relations with Israel could create threat against national security
giving rise to the opportunity of listening to phone calls and
accepted that the share hold by Iranian companies would increase
from 30 percent to 51 percent. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005
|
LA
BATTAGLIA DEI FIORI
Dopo che ha
Russia ha vietato le importazioni di quelli olandesi a causa di
alcuni stock, si è fatta avanti la Turchia che vuole entrare
maggiormente nel mercato. Una bilancia favorevole anche per colpa
del tempo freddo nell'Europa dell'ovest.
The
City of Antalya, responsible for more than 90 percent of Turkey's
flower exports, smiles as flower sales boom in the lead up to
Valentines Day on February 14.
The huge demand for Turkey's flowers increased after Russia banned
Dutch flower imports worth about $1.5 billion annually because of
diseased stock. The boom in demand is also due to cold weather
hitting the Netherlands and Spain affecting flower greenhouses. 26
million flower stalks, totalling $2.2 million will be exported from
Antalya for the Valentines Day. Lutfi Gobus the Manager of the
Antalya Flower Exporters Union remarked that they are having
difficulties in meeting the increasing demand for flowers especially
from the UK, Germany and Russia.
Antalya Florist Chamber President Mehmet Soydal explained the
sectors unique situation saying, "We have never been this happy
." Stressing that the preparations for February 14 are ready. (Sabah
Gunduz/Zaman)
23.02.2005 |
C'E' ANCHE
LA SPAGNA
Si apre
ad Istanbul, per chiudersi domenica prossima, la Fiera del
Turismo del Mediterraneo orientale.
Spain,
Turkey's biggest rival in tourism, will participate in the East
Mediterranean International Travel & Tourism Exhibition Fair, to
be organized in Istanbul on February 24-27.
Spain has chosen Turkey as the base for its advertising in the east
Mediterranean and Middle East. Previously, this advertising was
based in Egypt. Indonesia, Thailand, Malaysia and India, all of
which were affected by the tsunami, will also participate in the
fair in Istanbul, and entrance fees to the fair will be donated to
the relief work in the aftermath of the disaster.
Representatives of Spanish hotel and tourism agencies will both
advertise their services and examine tourism investments in Turkey
during the fair in the Beylikduzu Tuyap Fair Center. Spain follows
France as the second most popular place for tourism with 55 million
tourists per year. (Economy Services/Zaman)
23.02.2005
MUTAMENTO
CLIMATICO
Il
riscaldamento del globo sta causando migrazioni di massa. A detto
del prof. Selahattin Incecik, del Dipartimento meteorologico
dell'Università tecnica di Istanbul, entro il 2100 la temperatura
salirà di 5.8 gradi.
Selahattin
Incecik, Professor at the Department of Meteorology, at Istanbul's
Technical University, who contributed to the report on global
warming to be announced in April by the United Nations (UN), said
that the new report resembles the last one.
Incecik said: "the report is not a bleak scenario. The report
gives light to international responsibilities." In the fifth
and last report that was prepared by UN, it is estimated that the
average world temperate would increase by about 1.4 to
5.8-centigrade degrees by 2100. Global warming has increased
temperatures by about 0.8-centigrade degrees since the Industrial
Revolution.
The rate of carbon dioxide (Co2) in the atmosphere has increased by
35 percent and the speed of this increase also increased according
to the new information that Incecik provided in the report. This
situation will cause the weather to heat up by as much as 5.8
Celsius degrees. The droughts caused by the heat increase will cause
migration like the Turkish Migration from Central Asia to Europe and
Turkey. An increase in global temperatures of 15.5 Celsius degrees
will lead to a thawing of glaciers, this in turn will cause sea
levels to rise.
The main cause of global warming is Co2 gases that are produced by
burning fossil fuels such as coal and oil,. The US, who releases the
most Co2 into the atmosphere, did not sign the Kyoto agreement,
drafted to help prevent global warming. Global warming can be
prevented by applying the measures outlined in the Kyoto Protocol to
lessen the emission of Co2. The protocol predicts that developed
countries can lessen the omission of Co2 by 5.2 percent by 2012. The
Kyoto agreement was prepared in the Japanese city of Kyoto in 1997.
The agreement will become operative as of February 16. The
regulations that 134 countries signed restrict the use of fossil
fuels. (Serif Erdikici)
23.02.2005
VERSIONE
TURCA DEL SISTEMA OPERATIVO <LINUX>
Si
chiama <Turkix> e farà concorrenza alla Microsoft. Sviluppato
da Emre Sokullu, decimo discendente dl Pascià Mehmet Sokullu, si
può scaricare gratuitamente dalla rete del sito
www.turkix.org
.
The
head of Microsoft Bill Gates, who visited Turkey recently, has a
rival living in Turkey. Emre Sokullu a resident of Istanbul, has
developed open coded Linux and adapted it to Turkish and named it
Turkix.
One of the most important advantages of Turkix, which can be
downloaded from www.turkix.org, is that you can use it without
installing it on your computer. Turkix, which is Turkey's first
Linux based integral Turkish operating system, has also attracted
the attention of the Europeans. European companies have contacted
Sokullu in order to install Turkix to their computers. The tenth
generation descendent of Sokullu Mehmet Pasha, Emre Sokullu said
that there are no security problems for computers with Turkix and
that it is highly secure against viruses. Sokullu said he prefers to
be called "Microsoft's rival" than "Bill Gates' rival".
The first version of Turkix was released in January 2004 and was
prepared by a team led by Sokullu. As open source software based on
the Linux operating system, Turkix is free of charge and does not
require a license. It is also compatible with other software from
Linux's rich software archive. Turkix is different from other
similar operating systems with features including ability to use it
from CD without installing it to your hard disc, folders and
operating style similar to Windows, ease of access from the web,
Turkish-language compatibility, ease of installation, and the
possibility to be installed in the same computer as a Microsoft
Windows operating system. Sokullu says that the latest version,
Turkix 3.1, will be available by next month and adds that Turkix
exceeds boundaries of Turkey. Interest in Turkix on the net has
attracted the attention of European companies and some computer
companies from France and Germany have contacted Sokullu saying they
want to sell computers with Turkix operating systems. (Zaman)
23.02.2005
AVANTI A
TUTTI NELLA LOTTA AL NARCOTRAFFICO
Le forze di
sicurezza turche si sono mosse con grande determinazione mettendo a
segno ripetuti colpi contro le organizzazioni del crimine.
Turkey
has moved ahead of European countries in the fight against narcotics.
Turkish security forces seized more opium and its products than any
other European countries in 2004, which is shown as a transit route
for narcotics. The True Path Party (DYP) Deputy for Igdır
Professor Dursun Akdemir asked the Turkish Interior Minister
Abdulkadir Aksu from which countries the narcotic was coming and
whether Turkey was a bridge for the narcotic as has been claimed.
Aksu replied by recalling European Union (EU) Commissioner Gunter
Verheugen's statement saying, "Turkey has taken important steps
to prevent narcotics produced in Afghanistan to be taken to Europe
through Turkey." Then he summarized the precautions.
According to information of Aksu, a strong partnership to fight
against narcotics has been built between the Turkish Academy Against
Narcotics and Organized Crime (Tadoc) and the United Nations (UN)
and other neighboring countries. This partnership has given training
about the production, use and smuggling of drugs and organized
crime.
The minister showed graphs and charts showing the increase in the
fight against narcotics and the training of staff and improvements
in technology. In 2004 Turkey increased the amount of narcotics
seized by 160 percent, which is a bigger rise than any country in
Central and Western Europe. (Zaman)
23.02.2005
UCCISA PER
ONORE
La
vittima - una ragazza turca di 23 anni assassinata dai fratelli
integralisti - viveva in Germania dove il fatto ha suscitato grande
impressione.
Hatun Surucu,
ragazza turca di 23 anni residente a Berlino, è stata uccisa da tre
dei suoi fratelli, integralisti che non hanno esitato a spararle per
tutelare l'onore famigliare. L'esecuzione ha avuto luogo perché la
giovane donna, ragazza madre che rifiutava le severe regole della
religione islamica e si era sempre più conformata ad uno stile di
vita occidentale, conduceva secondo i parenti una vita
immorale.
Per la polizia, uno dei tre fratelli della donna avrebbe sparato,
mentre altri due lo avrebbero aiutato nella fuga. Come riporta <La Repubblica>, la famiglia di Hatun era emigrata in
Germania trent'anni fa dalla Turchia, conservando però le proprie
tradizioni islamiche. A quindici anni la ragazza era stata costretta
a recarsi ad Istanbul per sposare un cugino. Dopo la nascita di un
figlio però, Hatun si era ribellata: aveva divorziato ed era
tornata col bambino a Berlino, tagliando i rapporti con i familiari.
Nella laica capitale tedesca la giovane donna, aiutata da alcuni
centri di assistenza, aveva frequentato una scuola professionale e
poi aveva trovato lavoro come apprendista. Viveva col figlio in
un appartamentino nel quartiere di Tempelhof.
Niente più velo, ma discoteca e divertimenti. Per i fratelli era
troppo: riunitisi in un consiglio di famiglia esclusivamente
maschile, avevano deciso che la "ribelle" andava punita.
Nove mesi fa, Hatun era già stata minacciata e si era rivolta alla
polizia, ma l'inchiesta era stata archiviata. Una settimana fa il
tragico epilogo: l'hanno indotta a scendere in strada con una scusa,
poi le hanno sparato più colpi con un revolver, senza lasciarle
scampo. I fratelli hanno raggiunto il loro obiettivo: la vendetta è
stata compiuta, "giustizia" è stata fatta. (TgCom)
23.02.2005
BERLINO,
ALLARME INTEGRALISMO FRA GLI IMMIGRATI
Nelle scuole
la maggior parte sono stranieri quasi tutti di religione musulmana.
La vicenda della ragazza del Liceo <Thomas Morus> uccisa dai
fratelli perché troppo occidentale e moderna.
L'uccisione a Berlino di una giovane ragazza turca colpevole di vivere e
vestirsi troppo all'occidentale e di tradire così i valori e il senso dell'onore della cultura islamica ha riacceso in Germania
il dibattito sull'integrazione degli stranieri, un problema molto sentito in un Paese dove vivono
più di sette milioni di stranieri (il 9% del totale della popolazione), tre milioni dei quali di religione musulmana.
I giornali pubblicano lunghi reportage dal liceo berlinese <Thomas Morus>, l'istituto del quartiere ''turco'' di
Neukoelln dove molti degli studenti hanno approvato apertamente l'uccisione della giovane turca, suscitando la dura reazione del
preside e di milioni di altri tedeschi in tutto il Paese. Il <Thomas Morus> e' una scuola
multi-culturale, con l'80% dei 450 allievi che sono stranieri, in larghissima maggioranza turchi,
arabi o comunque di religione islamica.
''Questi studenti distruggono così la pace nel nostro istituto. Io non lo consentirò'', ha detto il direttore Volker Steffens che
aveva inviato a riguardo una lettera aperta ai colleghi, agli studenti e ai genitori per stigmatizzare il
comportamento e le affermazioni di coloro che si schierano con gli assassini. ''Da dove viene tanto odio?'' si chiede la
<Bild> che riporta le prese di posizione di diversi studenti del liceo di Neukoelln, compresi quelli musulmani che hanno applaudito all'uccisione.
''Era troppo tedesca, per questo se l'è meritato - ha detto uno di loro mentre un suo compagno ha giustificato anch'egli
l'omicidio affermando che la ragazza aveva ''violato le regole'' dell'islam.
Hatun Surucu era stata freddata a colpi di pistola la sera del 7 febbraio ad una fermata di autobus non lontano da casa e
distante solo pochi metri dal liceo <Thomas Morus>. Poco dopo la
polizia aveva arrestato i tre fratelli della ragazza ritenuti responsabili
dell'omicidio compiuto per salvare l'onore della
famiglia e i valori dell'islam. Hatun a soli 16 anni era stata costretta dai genitori integralisti e conservatori a sposare un
suo cugino in Turchia ma il matrimonio era presto andato a monte e la giovane aveva fatto ritorno a Berlino dove era nata e
vissuta.
Al Parlamento di Berlino i Verdi hanno chiesto che le istigazioni ai matrimoni forzati vengano considerate in futuro
alla stregua di veri e propri reati passibili di pena. Mentre la Cdu ha proposto di reintrodurre nelle scuole l'ora di religione
e cultura dei valori.
Il tema integrazione degli stranieri resta in Germania uno dei più sentiti e controversi in seno alla
società e il dibattito si è riproposto con rinnovato interesse dopo
l'entrata in vigore all'inizio dell'anno della nuova legge sull'immigrazione.
Nelle grandi città, in particolare nei quartieri ad alta densità di immigrati, vi sono casi in cui a scuola i tedeschi sono la netta minoranza,
così si è saputo che nel liceo <Eberhard Klein> di Berlino - nel quartiere turco di Kreuzberg -
vi sono solo cinque studenti di madrelingua tedesca. Su un totale di 339 allievi, infatti, 334, il
98.5%, sono stranieri. (take Ansa)
23.02.2005
GLI "ULTRAS" DI BISANZIO:
VERDI E AZZURRI
Tifoserie
contrapposte all'ippodromo. Ma anche appestati, maldicenti,
cannibali. La vita nell'Impero Romano d'oriente. Su <Io Donna>
la recensione di Giorgio Dell'Arti del libro "Bisanzio nella
sua letteratura". Edizione Garzanti 2004.
"Bisanzio nella sua letteratura", Garzanti editore 2004.
Notizia tratte da: a cura di Umberto Albini e Enrico V. Maltese. Ci
rifacciamo a quello che scrive ne <Il libro in gocce> Giorgio
Dell'Arti per <Io Donna>.
Peste/1. Nel 542, quando a Bisanzio si
diffuse la peste, siccome in molti avevano giurato di essere stati
contagiati da presenze sovrannaturali, si cercava di evitarle
restandosene nascosti in casa senza rispondere al richiamo di
nessuno, nemmeno degli amici (da Bella, di Procopio di
Cesarea, 490-555)
Peste/2. Durante la peste scoppiata a
Bisanzio sotto Andronico III (1328-1341) si faceva molta
beneficenza: "Molti distribuivano i propri beni ai poveri anche
prima che la malattia li colpisse; ma, se si accorgevano di essere
contagiata, nessuno che non fosse assolutamente incurabile
nell'anima era così insensibile da non fare penitenza per i suoi
peccati e da non offrire al tribunale dell'aldilà un motivo per
essere salvato da Dio" (da Storia, di Giovanni
Cantacuzeno, 1295-1383).
Raccomandazioni. "se vuoi
intercedere per un amico, fallo in maniera intelligente, e solo di
rado palesemente, perché non ti si possa accusare e non si pensi
che tu agisca dietro compenso: in caso contrario, danneggerai te
stesso e la persona raccomandata". (da Strategikon, XI
secolo, vademecum scritto forse da Cecaumeno, ex generale in
pensione).
Superiori. Sulla necessità di
comportarsi sul posto di lavoro come se si fosse sempre a vista dei
superiori: "Forse dirai: "Non verrà mai a sapere quello
che faccio". Noè giaceva ebbro, stordito dal vino: eppure
seppe come si erano comportati Sem e Iafet, e come invece Cam lo
avesse deriso" (da Strategikon).
Maldicenza. Per difendersi dalla
maldicenza dei colleghi di lavoro: "Se qualcuno parla contro di
te, prendilo da parte e affrontalo benevolmente: <Fratello mio,
in cosa ti ho fatto del male? Perché sparli di me? Se hai ricevuto
un'offesa da me, dillo e cercherò di rimediare>. Se gli hai
fatto un torto, raddrizzalo: se non gli hai fatto niente, proverà
vergogna di fronte alla tua umiltà". (da Strategikon).
Sopravvissute. La carestia che colpì
tutta la penisola italica - prima metà del VI secolo - fece
registrare un aumento degli episodi di cannibalismo: "Si dice
che due donne, in una località di campagna, sopra la città di
Arimino (oggi Rimini), mangiarono diciassette uomini. Erano le
uniche sopravvissute fra gli abitanti del paese, e perciò i
forestieri che transitavano di là sostavano nella piccola casa in
cui esse vivevano, e le due donne, mentre dormivano, li uccidevano e
li mangiavano (Procopio di Cesarea)
Somiglianze. Per descrivere le
sembianze di Giustiniano, Procopio, nella sua Storia inedita,
fa tutta una digressione sulla statua di Domiziano, quella del
Campidoglio di Roma, perché secondo lo scrittore i due imperatori
si assomigliavano. Dopo che i romani avevano linciato Domiziano per
la sua malvagità, il senato emanò un editto per vietare di
scrivere il suo nome e riprodurre le sue effigie, ma lo disattese
subito dopo, quando la moglie del defunto, Domizia Longina, donna
molto amata per il suo buon cuore, chiese di seppellire il corpo del
marito e di erigergli una statua: raccolti i brandelli del cadavere,
li compose con cura e raccomandò agli scultori di rappresentare
realisticamente lo scempio consumato dal popolo. La statua così
realizzata fu collocata "sulla salita che porta al campidoglio,
a destra chi chi ci va dal Foro".
Tifosi. La tradizionale divisione delle tifoserie all'ippodromo di
Bisanzio tra Verdi e Azzurri: "Ove anche scarseggino di risorse
e la patria subisca torti in cose del massimo rilievo, non se ne
tengono nessun conto, purché abbia la meglio il loro partito
(questo è il nome che danno alle bande faziose). Sono attive in
questo anche le loro donne: esse non si limitano a seguire gli
uomini, ma, se capita, si schierano anche contro di loro, benché
non vadano mai agli spettacoli". (da Bella, di Procopio
di Cesarea)
23.02.2005
TURISMO
INTERNAZIONALE
Denominato
Mte (Mediterranean Tourism Exhibition), si svolgerà ad Istanbul dal
21 al 23 aprile. Si propone di ospitare le maggiori destinazioni
turistiche ad hoc offrendo l'opportunità di divulgarne le varietà
ed i colori di quest'area geografica.
Ad Istanbul si svolgerà dal 21 al 23 Aprile 2005 un importante
evento per il turismo internazionale denominato Mte (Mediterranean
Tourism Exhibition). La mostra si propone di ospitare le maggiori
destinazioni turistiche del Mediterraneo offrendo l'opportunità
di divulgarne, in una sola cornice, tutte le affinità, le varietà
ed i colori di questa splendida area geografica.
Solo
alcuni dati: i viaggiatori internazionali nel Mediterraneo, stimati
per il 2004, sono stati circa 165 milioni, corrispondenti al 22% dei
viaggi internazionali nel mondo.
La Mte, attraverso le sue cinque edizioni, è ormai considerata una
straordinaria piattaforma per l'industria del turismo e per i
professionisti. Mte 2005 sarà una conferma di business per le
agenzie già consolidate, ma soprattutto un trampolino di lancio per
le nuove compagnie di questo mercato così dinamico ed in continua
crescita.
Inoltre, Istanbul sarà per tutti i partecipanti ed i visitatori il
luogo ideale per ospitare una manifestazione internazionale così
prestigiosa.
Per ulteriori informazioni su Mte:
Istanbul Lutfi
Kirdar Convention & Exhibition Center
Tel. 0090 212 6630945 -
Fax 0090 212 4656590
Contattare Mrs. Tuğba
Kradeniz
Tel. 0090 212 6630881 - 6632063 - Fax 0090 212 6630973/74
E-mail:
tugba.karadeniz@itf-exhibitions.com
E-mail:
info@itf-mte.com -
www.itf-mte.com
23.02.2005
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PITTURA
MODERNA
Undici artisti
turchi presenti alla Biennale Mondiale islamica. La Turchia, tra 33
Paesi, sarà rappresentata da un totale di trentotto opere. Morteza
Goodarzi il curatore delle manifestazione.
Eleven
Turkish artists are included in the Islamic World Modern Painting
Biennale organized by the Iranian Academy of Fine Arts.
Turkey will be represented by a total 38 works by Reyhan Abacıoglu,
Rüstü Dogan, Turan Enginoglu, Ozlem Kalkan Erenus, Hasan Rastgeldi,
Bünyamin Özgültekin, Feryal Taneri, Tuncay Topcu, Feriha Tugran,
Firuze Yigit and Umit Yigit. The one month Biennale is hosting
artists from 33 countries including Bahrain, Algeria, China, Denmark,
Egypt, France, India, Iraq, Kuwait, Lebanon, Morocco, Saudi Arabia,
Spain, Sudan, Syria, Tunisia and Turkmenistan as well as Turkey. The
curator of the Biennale, Morteza Goodarzi, stated that its basic aim
was to contribute to cultural interaction and to emphasize the
importance of the spiritual identity of modern Islamic art. (aa/Zaman)
23.02.2005 |
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IL PREMIO
CHAMISSO AL TURCO
FERDUN ZAIMOGLU
Il vincitore
dell'edizione 2005 del premio letterario tedesco è noto per la sua
raccolta "Dodici grammi di felicità", storie ambientate
tra la Germania e la Turchia.
E' lo scrittore turco Feridun Zaimoglu il vincitore dell'edizione 2005 del premio letterario tedesco
<Adelbert von Chamisso>, promosso dalla Fondazione Robert Bosch, che ha
sede a Monaco di Baviera. Ogni anno il premio viene assegnato ad uno
scrittore straniero che ha scelto di esprimere la sua opera narrativa
nella lingua tedesca. Secondo la giuria, Feridun Zaimoglu ha aperto la
narrativa tedesca a nuovi campi di esplorazione, in particolare grazie
alla raccolta ''Dodici grammi di felicita''', dove racconta dodici storie ambientate tra la Germania e la Turchia. Nato nel 1964 a
Bolu, in Anatolia, Feridun Zaimoglu vive in Germania da più di trent'anni.(
take Adnkronos)
23.02.2005
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DALLA
FILOSOFIA DI MEVLANA A FERZAN OZPETEK
Il
regista turco, naturalizzato italiano, nel suo nuovo film
"Cuore Sacro" introduce un diverso sentimento che forse
prima gli era estraneo: quello della carità. Un cast
cinematografico di primo ordine.
 Di fronte alla crescente, diffusa, totalizzante aridità dei
sentimenti, Ferzan Ozpetek prende posizione: "Ciascuno di noi ha
due cuori, uno dei quali eclissa l'altro. Ma se ognuno di noi
riuscisse a vedere la luce del suo cuore nascosto, allora capirebbe
che quello è un cuore sacro e non potrebbe più fare a meno del
calore della sua luce", fa dire ad uno dei personaggi del suo nuovo
film, che non a caso si intitola "Cuore sacro".
Nato dallo stesso team di "Fate ignoranti" e "La finestra di
fronte", vale a dire Tilde Corsi produttrice e Gianni Romoli
produttore e co-sceneggiatore, il film racconta di Irene, giovane
imprenditrice che ha portato a vette impensate l'azienda di
famiglia usando il cuore duro del padre. Racconta di come, mentre
progetta una speculazione sul palazzetto in cui è vissuta e morta
la madre, la giovane incontri una strana ragazzina, un prete
generoso, un barbone enigmatico che le fanno vedere un mondo di
sofferenza e povertà che non conosceva. E di come, inebriata dalla
possibilità di portare aiuto, riesca a trovare un equilibrio fra
l'altruismo e la follia.
"Racconta una crisi di identità - riassume Ferzan Ozpetek -
che probabilmente capita a tutti. In una società in cui aumentano
le differenze fra chi sta bene e chi no, chi di noi non s'è mai
vergognato del benessere in cui vive. A me, che vado a piedi e
prendo la metropolitana, capita spesso di vedere miserie umane che
mi fanno sentire a disagio". Su 300 dei nostri schermi da venerdì,
il film è interpretato da Barbora Bobulova, Andrea di Stefano
("Angela"), Massimo Poggio (il Girotti giovane di "La finestra
di fronte"), la piccola Camille Dugay Comencini e Lisa Gastoni, la
mitica protagonista di "Grazie zia", che torna al cinema dopo 25
anni.
"Cuore sacro" parla dell'Italia di oggi, dei nuovi poveri, ma
non è un film sociologico, né politico: "Mi fa un po' senso la
politica in questo momento. Mi pare che nessuno pensi ai problemi
della vita quotidiana, agli esseri umani. E poi io non ho mai
raccontato il sociale in modo diretto. Qui abbiamo una donna che
abbandona il duro materialismo del padre e abbraccia la linea
spiritualista della madre, seguace di tutte le religioni del mondo e
di nessuna in particolare. Il resto, cioè tutta la gente
dall'apparenza normale che all'improvviso si ritrova a non aver
da mangiare e se ne vergogna, diventa politico quasi
involontariamente".
Ozpetek ha frequentato per mesi la Comunità di Sant'Egidio a
Roma. Lì ha incontrato persone la cui piccola storia ha inserito
nel film: "Ma senza esagerare, perché certe cose viste al cinema
sembrano inventate anche quando sono vere. E' per questo che ho
spostato l'ambientazione da Napoli a Roma, una città meno
abituata a vedere i poveri per strada". Alla comunità di
Sant'Egidio andrà per intero la somma prevista per il gran galà
del film, giovedì sera: "Come si fa a uscire da un film come il
mio e andarsene in qualche
posto di lusso a mangiare?", si chiede il regista turco, che non si
vergogna della propria bontà: "Ormai cerco di viaggiare sempre in
seconda classe e la differenza la do in beneficenza".
Un atteggiamento molto francescano, molto cristiano cattolico, che
sembra nettamente emergere al di sopra dei simboli delle altre
religioni che compaiono nel film: "La carità è una caratteristica
di tutte le religioni. Sì ho pensato a San Francesco ma anche al
mistico Mevlana, il fondatore dei Dervisci e anche ai santi che
incontro tutti i giorni. Ma in fondo non ho pensato a nessuna
religione in particolare. Mi sono affidato come al solito alle mie
emozioni, ho seguito le domande che in quest'ultimo anno, che ho
perso molti amici, mi sono fatto più spesso del solito e che non
riguardano Dio ma il senso della vita e del dolore e di cosa c'è
dopo la morte". (Maricla Tagliaferri/Il Secolo XIX)
23.02.2005
SCRITTORI A
ROMA
Al
<TransEuropa Express> presente anche la turca Emine Sevgi Ozdamar con
il libro "Facce da ospiti". A rappresentare l'Italia,
Dacia Maraini.
 Si chiama "TransEuropaExpress" la
manifestazione dedicata agli scrittori della nuova Europa che si è aperta a Roma
e che si chiuderà sabato prossimo: quattro giorni di incontri
e letture fra 26 scrittori, uno in rappresentanza di ogni Paese
ella Comunità Europea, più la Turchia, Paese ospite, a ognuno dei quali è stato chiesto di produrre un testo inedito che abbia
per tema e ispirazione l'idea dell'UE non solo come comunità economico-finanziaria, ma come più ampia comunità culturale.
A rappresentare l'Italia c'è Dacia Maraini. L' iniziativa
è della <Fondazione Antonio Ratti> di Como, diretta da Mario Fortunato, appunto con la
<Casa delle Letterature> diretta da
Maria Ida Gaeta e con il supporto della <Fondazione Adriano Olivetti> e della
<RCS libri>.
Questo il programma degli interventi:
- Mercoledì 23 febbraio ore 17.30 alla Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, sessione inaugurale con Walter Veltroni
Sindaco di Roma. Poi: Rosa Montero (Spagna) "Nonostante tutto",
Colm Toíbín (Irlanda) "Il Futuro dell'Europa", Emine Sevgi
Ozdamar (Turchia) "Facce da ospiti".
- Giovedì 24 febbraio Accademia d'Ungheria. Mattina: Tra viaggio ed esilio, la nascita dell'identità europea, moderatore Lidia
Ravera. Partecipano Robert Schindel (Austria) "Ci è andata bene. L'influsso dell'Europa sulle mie
opere", Mara Zalite (Lettonia) "Pensieri incompiuti' Panos Ioannides (Cipro)
"L'Europa nella mia prosa e nei miei lavori per i teatro", Ivan
Trpka (Slovacchia) "Oh, i bambini sudici di miele e anche di
sangue", Gábor Görgey (Ungheria) "Gnostos Theòs"
- Pomeriggio: Mai più conflitti, dalle ferite del Novecento verso una nuova
comunità, moderatore Elisabetta Rasy. Partecipano Jean Rouaud (Francia)
"Una lapide per Ernst Wiechert", Tomas Venclova (Lituania)
"Il contributo della Lituania all'Europa di oggi", Ale Debeljak (Slovenia)
"Cerchi concentrici d'identità", Stefan Chwin (Polonia)
"La maestra d'asilo di via Tverskaja".
- Venerdì 25 febbraio al Goethe Institut, mattina: Passato e futuro, dalle tradizioni letterarie al canone europeo,
moderatore Ugo Riccarelli. Partecipano Jens-Christian Grndahl (Danimarca)
"Fuggire è una forma di umanesimo", Emil Tode (Estonia)
"Inchiostro", Jörn Donner (Finlandia) "L'Europa vista
dalla periferia", Dacia Maraini (Italia) "Piccola grande
Europa"
- Pomeriggio: Senza frontiere, l'Europa e il mondo, moderatore Nadia
Fusini. Partecipano Lídia Jorge (Portogallo) "Come un immenso
Portogallo", Kader Abdolah (Olanda) "L'Europa!", Jonathan Coe (Gran Bretagna)
"Dove i mari si incontrano", Ersi Sotiropoulos (Grecia)
"Europa a Patrasso : un ricordo
scolastico", Daniela Hodrová (Repubblica Ceca) "...intessuta
nella rete..."
- Sabato 26 febbraio alla Casa delle Letterature. Mattina: Diritti, sogni e bisogni, dalle differenze alla costruzione di
valori condivisi, moderatori Mario Fortunato e Maria Ida Gaeta. Friedrich Christian Delius (Germania)
"La ricchezza d'Europa", Oliver Friggieri (Malta) "L'unione europea e la cultura delle
isole e delle regioni", Jean-Philippe Toussaint (Belgio) "You
are leaving the american sector", Richard Swartz (Svezia)
"Tutta la luce su di me", Janine Goedert (Lussemburgo)
"La letteratura può fare la differenza?" (take Ansa).
23.02.2005
IL
GIGLIO: PERCHE' NON FARE UN GEMELLAGGIO CON LA TURCHIA
L'appuntamento
presso la Stampa Estera, per parlare di rivoluzioni ecologiche ed
ambientali nell'isola, potrebbe essere l'occasione per un discorso
più ampio di avvicinamento all'Anatolia.
Appuntamento oggi,
giovedì 24 febbraio ore 11, presso la sede dell'Associazione della
Stampa Estera in Roma (via dell'Umiltà, 83/C) su invito del Comune
dell'isola del Giglio. E' un'occasione unica per tentare con i
convenuti di portare avanti un discorso di grande attualità che
potrebbe essere, tra i tanti in programma, la creazione di un
gemellaggio tra l'Isola del Giglio ed un centro rivierasco della
Turchia lungo l'Egeo o il Mediterraneo.
Naturalmente si parlerà di rivoluzioni ecologiche ed ambientali.
Non a caso il titolo dell'incontro con giornalisti ed operatori
turistico-industriali è "Isola del giglio: un modo diverso di
fare turismo". Tra gli investimenti per il futuro: due
dissalatori e un impianto eolico per renderla autosufficiente dal
punto di vista idrico ed energetico. Attivata un'isola ecologica per
lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti.
L'Arenella
Hotel, albergo d'autore progettato con la consulenza della
pittrice Laura Fiume -come si legge in un comunicato stampa - sarà
la prima struttura pensata secondo la filosofia della nuova
amministrazione comunale e segnerà la via da seguire per un turismo
rispettoso dell'ambiente e del biologico, colto e amante
dell'arte, raffinato e goliardico.
Alla manifestazione saranno
presenti: Stefano Feri (Assessore al Turismo, Cultura e Ambiente
dell'Isola del Giglio), Walter Rossi (presidente Pro Loco
dell'Isola del Giglio), Enrica Muti (Direttore de L'Arenella
Hotel), Laura Fiume (pittrice/designer).
L'Isola del Giglio
si appresta dunque a diventare la più fulgida perla del
Mediterraneo: bellezze naturali, turismo, cultura e... rispetto del
Protocollo di Kyoto.
A quasi un anno
dalla sua elezione, la nuova amministrazione vuole presentare i
primi risultati della cosiddetta "nuova era" dell'Isola del
Giglio, basata sulla filosofia turistica-ambientalista-culturale. La
giunta, entrata in carica il 13 giugno 2004, punta sulla rinascita
turistica partendo dall'aspetto ambientalista-ecologista da
affiancare a quello noto ed apprezzato da sempre legato alle
bellezze naturali del luogo.
La "nuova era" del Giglio non può prescindere dall'energia
alternativa. A pochi giorni dall'entrata in vigore del Protocollo
di Kyoto, che obbliga gli stati firmatari ad adottare politiche
economiche mirate a ridurre le emissioni di gas serra
nell'atmosfera, l'Isola del Giglio si pone all'avanguardia in
Italia ed è una delle poche località virtuose del nostro Paese: è
infatti una delle 10 isole del Mediterraneo facenti parte del
"Progetto Pale Eoliche" dell'Enel: entro ottobre dovrebbe essere
installata una pala eolica (con funzione analoga al vecchio mulino a
vento) che fornirà il 15% dell'energia dell'isola e ridurrà le
emissioni atmosferiche, in accordo con gli impegni del Protocollo di
Kyoto, di ben 900 tonnellate di anidride carbonica. Saranno
installati dispositivi adatti a sfruttare l'energia del vento su
molti tetti delle case e degli alberghi dell'isola.
Il Giglio, inoltre, sarà la prima isola del Mediterraneo
indipendente idricamente: è attivo un dissalatore avveniristico che
produce 1.700 metri cubi di acqua al giorno con una spesa energetica
minima e entro la fine dell'anno entrerà in funzione un secondo.
La presenza dei due dissalatori metterà fine all'andirivieni
delle cosiddette "bettoline" col loro carico di inquinamento e
danno paesaggistico: ogni dissalatore produce acqua pari a quella
portata sull'isola da tre bettoline.
E' stata attivata, infine, una "isola ecologica", ossia una
stazione di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti, in modo da
ridurre al massimo i viaggi da e per la Penisola.
Grande attenzione, infine, alla rinascita culturale del Giglio con
concerti, mostre, festival, ecc.
Dopo quasi un anno dal suo insediamento, un atto concreto fa seguito
alle iniziative politiche: apre in uno dei luoghi più belli e
famosi dell'isola L'Arenella Hotel. Questa struttura si inquadra
perfettamente nella "nuova era" del Giglio e diventa
un'apripista per tutte le strutture turistiche che verranno:
progettata dalla pittrice Laura Fiume (figlia di Salvatore e
artista di fama mondiale), utilizza solo materiale biologico e offre
servizi all'avanguardia come i corsi di aromaterapia o le
passeggiate botaniche guidate. L'albergo di "nuova
generazione" del Giglio coniuga il piacere del mare (corsi di
vela, diving) con il benessere e il culto del corpo: dal prossimo
anno, inoltre, sarà attiva
una zona wellness, con sauna, bagno turco e piccola palestra.
L'incontro sarà
un'occasione per presentarci e per proporre una delle mete
turistiche italiane potenzialmente più importanti dei prossimi
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