Arretrati 

Anno 6° N.7

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"UN EVENTO STORICO"
Il presidente del Senato italiano, Marcello Pera, in visita ufficiale ad Ankara così ha definito l'avvio dei negoziati tra Turchia ed UE. L'apprezzamento dell'Italia per le riforme attuate dal Governo Erdogan.
Il_presidente_Pera_in_Turchia"E' importante non utilizzare le perplessità e i problemi che possono essere risolti con il negoziato per ragioni di politica interna". Il presidente del Senato, Marcello Pera, al termine dell'incontro con il presidente dell'Assemblea nazionale turca, Bulent Arinc, ha definito l'avvio dei negoziati tra Turchia e UE "un evento storico così importante che non può essere strumentalizzato". Pera ha ribadito pubblicamente "il sostegno dell'Italia all'apertura del negoziato" tra la Turchia e l'Unione europea e "l'apprezzamento dell'Italia per le riforme che stanno consentendo sempre più rapidamente di soddisfare i criteri per l'adesione" di Ankara.
"Tutto questo - ha sottolineato il presidente del Senato che in Turchia si è visto con Il Capo dello Stato Ahmet Negdet Sezer, con il premier Recep Tayyip Erdogan, con il ministro degli Esteri Abdullah Gul e successivamente ad Istanbul con i vertici della Tusiad - giustifica l'atteggiamento di apertura dell'UE nei confronti della Turchia. Tuttavia esistono correnti politiche e di pensiero in vari Paesi che manifestano perplessità". Perplessità "legate alle dimensioni del Paese, alle conseguenze sul funzionamento delle istituzioni europee, alle identità culturali".
Da qui l'invito, innanzitutto, ad evitare strumentalizzazioni per ragioni di politica interna. Ma non solo: "Sono convinto - ha affermato Pera - che occorre uno sforzo maggiore della Turchia e dell'Unione europea per presentare la situazione così com'è, senza nascondere i problemi". Ma affrontandoli chiaramente con serenità.
L'Europa "attraversa un periodo di qualche divisione al suo interno: è una fase delicata, siamo immersi nel processo di ratifica dei trattati costituzionali. In questa fase - ha evidenziato Pera - l'inizio dei negoziati per l'adesione della Turchia deve rappresentare un'opportunità ma non un'ulteriore ostacolo". E "dovrebbe essere considerato un elemento di ulteriore riflessione". (ApCom)
23.02.2005

UNA PROVA ULTERIORE
Il presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc, nell'incontro con Marcello Pera ad Ankara ha ribadito che l'adesione della Turchia è nello spirito dell'UE.
"L'adesione della Turchia sarà una prova ulteriore del principio fondamentale e dello spirito che avvolge l'Unione europea". Bulent Arinc, presidente dell'Assemblea nazionale turca, guarda con speranza e ottimismo all'imminente avvio dei negoziati per l'ingresso di Ankara nell'UE.
Arinc ha affrontato oggi l'argomento nel corso di un incontro con il presidente del Senato, Marcello Pera. Al termine del quale, in una conferenza stampa congiunta, ha rinnovato il "ringraziamento per il sostegno fornito dall'Italia alla Turchia". Il presidente del Parlamento turco ha sottolineato la necessità di "intensificare rapporti e scambi" non solo quelli bilaterali: "Possono contribuire a superare le perplessità dell'opinione pubblica e la mala-informazione". L'obiettivo immediato è "fare in modo che i nostri popoli conoscano meglio la cultura dell'altro popolo". (ApCom)
23.02.2005

DIFFIDENZA=IGNORANZA
Il messaggio del presidente Pera sotto forma di intervista al giornale <Sabah>. "Non credo che ci sia una santa alleanza in Europa contro la Turchia"
Marcello_Pera"Non c'è un motivo razionale. Ci sono dubbi che derivano dall'ignoranza, dalla non conoscenza della Turchia. Se uno esamina la situazione del Paese, lo Stato, la Costituzione, le riforme fatte, vede che ha poche ragioni per opporsi all'entrata della Turchia nell'Unione". E' il messaggio che Marcello Pera, nel giorno del suo arrivo ad Ankara per una visita ufficiale, ha affidato sotto forma di intervista al quotidiano turco <Sabah>.
"E' giusto dire che ci sono delle diffidenze nell'opinione pubblica europea", ha puntualizzato il presidente del Senato: "Perché l'entrata nella Turchia nell'UE è un passo importante. Una novità importante. Ma non credo che ci sia una santa alleanza in Europa contro la Turchia".
Sono diffidenze, ma destinate a diminuire: "L'inizio del processo di negoziazione (per l'adesione, ndr) con l'Europa - ha sottolineato Pera - a mio parere dovrebbe anche accelerare il processo di reciproca conoscenza. Questo elimina i fattori di turbamento". La via è quella di aumentare gli scambi economici ma soprattutto culturali: "E questo è un punto fondamentale. Ci vuole più circolazione. Dobbiamo frequentarci, conoscerci meglio. Il turismo è un fattore importante. Se aumenta la reciproca conoscenza diminuirà la diffidenza".
In questo quadro, "l'Italia apprezza e sostiene gli sforzi e l'impegno della Turchia nel suo percorso di adesione". Con questi presupposti, Pera, ha iniziato la sua visita. (ApCom)
23.02.2005

UNA SFIDA NEGLI ANNI
Il problema dell'Europa - ha detto Pera conversando con i giornalisti ad Ankara - non è solo l'adesione della Turchia ma quello che vuole diventare nei prossimi decenni.
Conciliare le diverse identità religiose, con l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, "è una sfida e sarà un problema molto dibattuto nei prossimi anni", ovvero per tutta la durata del processo di adesione. Lo ha sottolineato Marcello Pera, presidente del Senato, citando i numeri: "Con l'ingresso della Turchia ci saranno circa 100 milioni di europei di religione musulmana. I quali ovviamente cambieranno l'identità dell'Europa".
"La sfida dell'Europa - ha aggiunto Pera parlando con i giornalisti nel corso della sua visita ufficiale ad Ankara - e se vuole essere Europa originaria, con la sua identità politica, culturale e anche religiosa. Oppure se intende essere un altro tipo di Europa: una potenza e un'area di sicurezza, oltre che di benessere economico, e dotarsi perciò di una strategia. Il problema - ha concluso il presidente del Senato - non è solo l'adesione della Turchia, ma anche quello che vuole diventare l'Europa nei prossimi decenni". (ApCom)
23.02.2005

IN ARMI CONTRO GLI USA
Come due giovani scrittori turchi prefigurano una guerra in un romanzo dal titolo "Metal Firtina" ("Tempesta metallica"). La dura reazione di Washington attraverso il suo Segretario di Stato Condoleezza Rice. L'imbarazzo di Ankara e quello dei militari.
Il_libro_di_guerra_METAL_FIRTINACome_potrebbe_essere_la_guerra_con_gli_Usa''23 maggio 2007. La <Cnn> annuncia: conflitto tra militari americani e turchi a Kirkuk, nel nord dell'Irak. 13 militari americani sono rimasti uccisi e 30 feriti. Uccisi anche 35 militari turchi''. Si inizia con queste parole il romanzo di fantapolitica ''Tempesta metallica'' (''Metal Firtina'') che spopola in questi giorni, con clamore di stampa, nelle librerie turche e che ha venduto 80 mila copie in due mesi, una diffusione del tutto eccezionale in Turchia.
Il culmine del romanzo sta in un'offensiva americana finalizzata al controllo delle miniere di boro turche. A tal fine anche la capitale turca, Ankara, e persino il sacro mausoleo di Ataturk, vengono bombardati da aerei Usa. Come rappresaglia Ankara programma il bombardamento della Casa Bianca.
Nonostante la chiara dimensione fantastica del romanzo, i lettori turchi sembrano prendere sul serio lo scenario come se esso fosse verosimile. E, del resto, la stessa cosa hanno fatto i due autori del libro, Burak Tuna e Orkun Ucar: ''Abbiamo svelato un segreto di cui nessuno vuole parlare'' - hanno dichiarato. ''Il partito al governo Akp (il partito di radici islamiche del premier Recep Tayyip Erdogan) è cosciente del pericolo e la presidenza dell'Akp di Istanbul ci ha invitato a fornire ulteriori particolari. Anche tra i militari turchi alcuni condividono le nostre idee. Un generale ci ha mandato le sue congratulazioni. Si discute del nostro libro nei licei di alcune città, tra cui Eskisehir. Gli studenti delle accademie militari e di polizia ci comunicano i loro pareri per e-mail''.
La dichiarazione ha costretto perfino i compassati militari turchi a smentire ufficialmente di condividere i contenuti del romanzo: ''La notizia che lo Stato Maggiore turco avrebbe approvato quel libro è assolutamente falsa'' - e' scritto nel sito ufficiale in Internet delle Forze armate turche.
''I diplomatici americani ad Ankara non si capacitano e si strappano i capelli'' - ha scritto a proposito del romanzo turco il <Christian Science Monitor>.
Il libro, il suo successo e la polemica sono letti dagli americani come l'ultimo segno di un'ondata di anti-americanismo in Turchia che inquieta Washington, tanto da avere indotto il Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, nel corso della sua visita ad Ankara, due domenica fa, a ricordare senza mezzi termini al premier Erdogan ed agli altri dirigenti turchi che Washington li ritiene responsabili per non contrastarla a sufficienza.
Di questo stato d'animo americano è stato un riflesso un editoriale del <Wall Street Journal> della sorsa settimana in cui si denuncia ''un velenoso clima di odio antiamericano e antiisraeliano'' in Turchia non costrastato dal governo e dal "sottile ed insidioso islamismo'' del partito di Erdogan, accusato anzi di ''cavalcare la tigre'' col pretesto di ''non potere opporsi al popolo''. 
L'articolo del <Wsj>, dal titolo ''L'ammalato d'Europa, di nuovo'' (con riferimento alla analoga definizione dell'impero ottomano di un secolo fa) e firmato dall'editorialista Robert L.Pollock, accusa la stampa turca di ''andare consapevolmente al di là di quella di stato dei Paesi arabi'' paragonandola a quella ''di stampo nazista''. ''Se esito a chiamarla nazista, è solo perché Goebbels la troverebbe troppo cruda'' - si è spinto a scrivere lo stesso Pollock che conclude il suo editoriale affermando che se i dirigenti turchi continuassero nel loro attuale atteggiamento ''gran parte dell'eredità di Ataturk rischia di andare perduta'' e ''la Turchia potrebbe facilmente diventare un paese di seconda categoria: di piccola visione, paranoide, marginale, privo di amici in America e non benvenuto in Europa''.
Pollock ricorda tra l'altro che il giornale turco di tendenze islamiche <Yeni Shafak> ha negli ultimi mesi scritto tra l'altro che gli americani avrebbero usato armi chimiche a Fallujah e che soldati americani avrebbero violentato donne e bambini dando poi i loro corpi in pasto ai cani e venderebbero gli organi degli iracheni uccisi.
Anche la stampa laica non è immune. Il giornale di centro <Hurriyet> ha accusato commando israeliani di avere ucciso agenti segreti turchi a Mossul e quello di sinistra <Sabah> ha accusato l'ambasciatore americano di ''farsi influenzare'' dalle sue origini etniche. Il clima è tale - ha denunciato il <Wsj> - che lo stesso Edelman è stato costretto a organizzare un seminario con noti geologi internazionali per spiegare che ''il recente tsunami in Asia non è stato dovuto ad esperimenti nucleari americani segreti''. L'ambasciata americana ad Ankara ha dovuto smentire che un rafforzamento delle truppe statunitensi in Nord Iraq sia ''diretto contro la Turchia'' ed, in particolare, che sia inteso a prevenire un ''impossibile intervento militare turco in Nord Irak'', come affermato da alcuni giornali.
Abdullah_GulLa polemica per l'articolo del <Wsj> ha indotto il ministro degli Esteri Abdullah Gul a dichiarare che le opinioni dei giornalisti ''non riflettono quelle dei Governi'' e che le tradizionali buone relazioni di alleanza tra Turchia e Usa ''sono sempre continuate anche nelle più difficili condizioni''. La smentita dei militari turchi è un segno, 
tuttavia, dello straordinario e controverso successo del romanzo ''Tempesta metallica'' (''Metal Firtina'') di due giovani scrittori. (Lucio Leante/Ansa)
23.02.2005

UNA SMENTITA POCO CONVINCENTE
L'ambasciata Usa ad Ankara ha spiegato che il movimento di truppe americane nel Nord Irak non è inteso contro gli interessi della Turchia. Secondo il <Guardian> inglese esso invece va inteso come un ammonimento.
L'ambasciata americana ad Ankara ha smentito che un rafforzamento (reso noto da alcuni organi di stampa) delle truppe statunitensi dislocate nell'Irak settentrionale sia ''diretto contro la Turchia'' ed in particolare che sia inteso a prevenire un intervento militare turco nell'Iraq del Nord.
''Lo spiegamento delle forze Usa in Irak è determinato dalle esigenze della missione. Perciò, ogni insinuazione che qualsiasi attività militare americana nell'Irak settentrionale sia diretta contro la Turchia, un alleato di lungo periodo ed un partner della Nato, è falsa'', afferma un comunicato diffuso dall'ambasciata americana ad Ankara che, tuttavia, non smentisce chiaramente il rafforzamento militare al Nord ed, anzi sembra indirettamente confermarlo affermando: ''Abbiamo registrato una maggiore attività degli insorti nell'area di Mossul''.
''Ogni speculazione circa un intervento militare turco nel Nord dell'Irak è irresponsabile. Un intervento militare da parte di qualunque dei vicini dell'Irak sarebbe destabilizzante e potrebbe portare ad un più vasto conflitto. La Turchia lo sa bene e non abbiamo alcuna ragione di pensare che la Turchia intraprenderebbe mai una tale azione'', conclude il comunicato, con riferimento implicito anche a posizioni espresse da Ankara.
Nelle scorse settimane sia alcuni capi militari turchi, sia alcuni membri del Governo, non avevano escluso un intervento militare turco nell'Irak settentrionale per fermare la crescente egemonia curda nella regione ed in particolare nella città e nella provincia petrolifera di Kirkuk, da Ankara ritenuta un prodromo di una prossima fondazione di uno Stato curdo indipendente (che Ankara teme in quanto possibile polo di diffusione del separatismo tra i 20 milioni di turchi curdofoni).
Il giornale inglese <Guardian> (seguito da vari giornali turchi), nei giorni scorsi, aveva scritto che il rafforzamento americano nel Nord dell'Irak era stato deciso come prevenzione di un possibile conflitto etnico tra i turcomanni (legati ad Ankara) ed i curdi nord-iracheni, e come deterrente rispetto ad un possibile intervento turco.(take Ansa)
23.02.2005

IL PRELUDIO
Le dimissioni di Erkan Mumcu da ministro della Cultura e del Turismo turco potrebbe infatti portare alla creazione di una nuova formazione di centro-destra.
Il_ministro_dimissionario_Erkan_MumcuUna nuova forza politica di centro destra, laica e alternativa al partito Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, potrebbe stare per nascere in Turchia, dopo le dimissioni dal governo e dall'Akp del ministro della Cultura e del Turismo, Erkan Mumcu. Lo affermano i maggiori quotidiani turchi aggiungendo che altre dimissioni erano attese tra quei politici che, come Mumcu, sono confluiti nell'Akp alla vigilia delle elezioni del novembre 2002 provenienti dai partiti tradizionali di centro-destra, Anap e Dyp allo sbando.
''Mi dimetto per preparare una nuova alternativa politica per la Turchia'' - ha affermato lo stesso Mumcu, il quale negli ultimi mesi aveva manifestato più volte disaccordi con il premier Erdogan per il ''trionfalismo'' in materia di Unione Europea, per gli effetti della sua politica in Nord IraK e per le posizioni del premier favorevoli alla penalizzazione dell'adulterio e all'abolizione del divieto del velo femminile nelle Università.
A Mumcu l'attuale segretario del partito Anap, Talip Parlak, ha già offerto la presidenza dello stesso partito, lasciata vacante dall'ex presidente del partito, Mesut Yilmaz, che proprio in questi giorni compare (primo ex premier a essere processato in Turchia) davanti alla Corte Suprema sotto accusa di corruzione.
''Le dimissioni di Mumcu non sono importanti'', aveva commentato lo stesso Erdogan dall'Albania dove era in visita.
I giornali turchi affermano invece che Mumcu potrebbe creare nel centro destra un polo di attrazione per quei deputati che non provengono dall'esperienza dell'islamismo politico (il movimento ''Opinione nazionale'' di Necmettin Erbakan) e che sono confluiti nell'Akp, dove però si sentono semplici ''ospiti''. Nell'Akp sono confluiti circa 90 deputati 
provenienti da partiti laici, come Anap, Dyp e dal partito nazionalista.
Con le dimissioni di Mumcu, l'Akp scende a 366 deputati su 550, perdendo così la teorica maggioranza dei tre quinti che li avrebbe consentito di cambiare la Costituzione senza tenere conto di eventuali veti del presidente della Repubblica.(take Ansa)
23.02.2005

CELIK AL POSTO DI MUMCU
Il ministro dell'Educazione Nazionale turca ha preso ad interim anche il dicastero della Cultura e del Turismo rimasto vacante dopo le dimissioni del titolare.
Il_nuovo_ministro_della_Cultura_turco_Huseyin_CelikTurkey's Education Minister is to act temporarily as the country's Culture and Tourism Minister after Erkan Mumcu unexpectedly resigned from the position.
The decision to appoint Education Minister Huseyin Celik to the post was signed by the Deputy Prime Minister and Foreign Minister Abdullah Gul, who is currently acting as Prime Minister while Premier Recep Tayyip Erdogan is out of the country. The appointment has been ratified by President Ahmet Necdet Sezer.
The state's Official Gazette has already published the appointment of Celik as acting as Culture and Tourism Minister.
Mumcu resigned as both minister and member of the Justice and Development Party late Tuesday, citing differences of position on a number of issues and his not being accepted by the government. (NtvmSnbc)
23.02.2005

CIPRO NORD: VINCE DI NUOVO TALAT
Il partito Ctp non ha però raggiunto la maggioranza per cui dovrà necessariamente allearsi con Sedar Denktash o con Mustafà Akinci. Ha votato il 74% della popolazione.
Mehmet_Ali_TalatIl_presidente_turco_cipriota_Rauf_Denktash_al_momento_di_votareIl Partito Repubblicano Turco (Ctp), formazione di sinistra favorevole alla riunificazione dell'isola e guidata dal premier turco-cipriota uscente Mehmet Ali Talat ha vinto le elezioni legislative anticipate svoltesi nella parte Nord di Cipro sotto occupazione militare turca: una vittoria considerata da più parti come una spinta in direzione degli sforzi per riunificare Cipro ma che, comunque, non consentirà al Ctp di governare da solo.
Il partito di Talat, infatti, ha ottenuto il 44.45% delle preferenze passando da 19 a 25 seggi sui 50 nel Parlamento dell'autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn). Il Partito di Unità Nazionale (Ubp) dell'ex premier Dervis Eroglu, fortemente contrario ad un piano proposto dal segretario dell'Onu Kofi Annan per la riunificazione dell'isola, ha invece ottenuto il 32.93% dei voti e ha così mantenuto i 18 seggi che aveva nella precedente Assemblea.
Solo altri due partiti dei sette scesi in lizza hanno superato la soglia del 3%, ricevendo abbastanza voti per ottenere una rappresentanza in Parlamento: il Partito Democratico di Sedar Denktash (figlio del leader turco-cipriota Rauf), alleato di Talat nel precedente Governo che ha ricevuto circa il 13.49% dei voti e sei seggi (uno in meno), ed una formazione minore, il Movimento per la Pace e la Democrazia di Mustafa Akinci favorevole alla riunificazione, che ha ottenuto il 5.81% rispetto alle precedenti elezioni (13,14%) ed ha ottenuto solo un seggio rispetto ai sei precedenti.
Non appesa si sono appresi i dati definitivi Talat ha dichiarato che si sarebbe messo subito al lavoro per formare una nuova coalizione di Governo mentre, da parte sua, Sedar Denktash ha espresso il proprio interesse a proseguire nella precedente collaborazione con il partito del premier. Talat ha comunque detto che il suo partito non ha ancora deciso se allearsi con Denktash o con Akinci.
Riferendosi al risultato della consultazione, Talat ha affermato che "questo è un successo per i turco-ciprioti e per coloro che vogliono la pace". L'affluenza alle urne è stata del 74% su un totale di poco più di 147.000 aventi diritto al voto. "Noi - ha detto ancora il premier - tendiamo una mano da amici ai greco-ciprioti affinché si uniscano a noi per lavorare alla ricerca di un accordo" per la riunificazione dell'isola.
Cipro è divisa dal 1974 dopo un'invasione da parte di truppe turche che ancora occupano il 38 per cento del Nord dell'isola dove nel 1983 Rauf Denktash proclamo la Rtcn, riconosciuta a tutt'oggi solo da Ankara ma non dalla comunità internazionale. Anche Eroglu si è complimentato con Talat per la vittoria definendo le elezioni "un buon esempio di democrazia". Anche la Commissione europea, appena appresi i primi risultati quasi definitivi, si è congratulata la scorsa notte con Talat. "I risultati (della consultazione) dimostrano il chiaro desiderio della comunità turco-cipriota di continuare i preparativi per la sua piena integrazione in seno all'Unione Europea" ha dichiarato l'esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles, aggiungendo che essi provano "che i turco-ciprioti si impegnano per la riunificazione di Cipro". (ticin@nline)
23.02.2005

CIPRO NORD: PRIMA VISITA DI UNA DELEGAZIONE COMMERCIALE USA
L'ira del Governo greco-cipriota di Nicosia che ha minacciato misure di rappresaglia come il boicottaggio di prodotti americani o una cooperazione con Siria ed Iran. 
Sfidando le ire e le pressioni dei greco-ciprioti, una delegazione commerciale americana ha visitato nei giorni scorsi la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn), riconosciuta solo da Ankara. I rappresentanti di varie aziende Usa, accompagnati dall'attaché commerciale dell'Ambasciata statunitense in Turchia, sono giunti direttamente all'aeroporto Ercan di Lefkosa/Nicosia - senza passare per uno scalo greco-cipriota - ed hanno incontrato esponenti della Camera di Commercio turco-cipriota, guidati dal presidente Ali Erel. I delegati americani - dei settori bancario, finanziario, farmaceutico, trasporti, comunicazioni ed informatica - hanno esplorato la possibilità di investimenti nella Rtcn.
Il significato politico della visita - la prima nel suo genere in senso assoluto - ai fini del superamento dell'attuale isolamento di Cipro Nord, viene sottolineato con soddisfazione ad Ankara. ''Speriamo che i Paesi della UE seguano l'esempio americano, onorando gli impegni assunti'', ha commentato il premier turco Recep Tayyip Erdogan. La visita è stata invece registata con vivo disappunto a Cipro Sud. In ambienti greco-ciprioti sono state addirittura ventilate possibili misure di rappresaglia, come un boicottaggio dei prodotti Usa o una cooperazione rafforzata con i regimi anti-americani di Siria ed Iran. (Adnkronos/Aki)
23.02.2005

NESSUN VANTAGGIO
Per il ministro italiano della Giustizia, Roberto Castelli, l'ingresso della Turchia nell'UE può essere solo controproducente.
L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea ''non porterà alcun vantaggio''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenendo alla presentazione della proposta di legge sulla giornata del bonificatore a Latina.
''Le nostre comunità - ha aggiunto Castelli - sono 
cresciute intorno alla chiesa, la scuola, la casa comunale. Non ci piacciono quei movimenti sincretistici che mettono tutte le religioni sullo stesso piano. Noi siamo nati cristiani e moriremo cristiani. Ci dispiace - ha proseguito il ministro leghista - che questo sia stato cancellato dalla Costituzione europea. Ci dispiace, inoltre, per l'ingresso di nuovi Paesi, come la Turchia. Non riesco a capire quale vantaggio ci sia ad aprire a un popolo di 80 milioni di persone con culture diverse dalla nostra''.(take Ansa)
23.02.2005.

TIRANA: UNO STRASCICO DI POLEMICHE
Durante la visita fatta dal premier turco l'opposizione aveva disertato il Parlamento proprio durante il discorso dell'ospite. Questi sembra non avesse inserito nel suo programma un incontro con il Pd.
Il tour balcanico del premier turco Recep Tayyip Erdogan (che ha toccato Albania e Bosnia), ha prodotto uno strascico di polemiche a Tirana. I deputati dell'opposizione di destra (Pd), guidata dall'ex presidente Sali Berisha, avevano disertato l'aula del parlamento proprio durante il discorso tenuto dal premier turco. 
Un gesto clamoroso bollato da molti osservatori come una vera e propria gaffe diplomatica commessa dal Partito democratico nei confronti di un Paese come la Turchia che non soltanto è considerato una grande potenza politica e militare nella regione, ma che è soprattutto legato da antichi e profondi rapporti di amicizia con l'Albania.
L'opposizione si era lamentata del fatto che Erdogan, rimasto per due giorni a Tirana, non abbia inserito nell'agenda della sua visita nessun colloquio con la leadership del Partito democratico. ''Non è vero che il nostro è stato un boicottaggio - ha spiegato Sali Berisha - ma in ogni visita di Stato esiste un protocollo che prevede anche incontri con l'opposizione, salvo nei casi in cui una personalità giunga in visita come amico del premier: noi ci siamo limitati ad attenerci a questo codice''. 
Berisha ha assicurato che ''nulla è cambiato nel mio giudizio nei confronti del premier turco, né delle riforme storiche che egli ha compiuto''. La plateale assenza in aula durante il discorso di Erdogan appare tuttavia il segno di un gelo calato fra opposizione di destra e governo turco di cui non si trova traccia nel passato.
Erdogan viene considerato dall'opposizione albanese come un amico speciale dell'attuale premier Fatos Nano, che venne addirittura invitato a fare da testimone alle nozze del primo ministro turco al fianco del presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi.
''Non esiste nessun obbligo nei protocolli - dice all'Ansa Tritan Shehu, ex ministro degli esteri nel governo diBerisha, poi fuoriuscito dal Pd e oggi membro di una nuova forza politica d'opposizione - e il gesto di Sali Berisha è stato sbagliatissimo, il suo più grave errore dal 1997: un comportamento che provocherà conseguenze impressionando soprattutto la comunità internazionale''.
Quando il Partito democratico di Sali Berisha era al potere (1992-1997) i rapporti fra Tirana e Ankara sono stati molto stretti, non soltanto grazie ai legami secolari ma anche per effetto della comune religione musulmana. Fu proprio Berisha a volere l'adesione dell'Albania alla Conferenza mondiale islamica, e ad aprire le porte a decine di fondazioni religiose alcune delle quali diventarono poi basi per cellule di organizzazioni fondamentaliste.
Nel corso di un'intervista televisiva Berisha ha annunciato che se il suo partito vincerà le prossime elezioni politiche (previste per il mese di luglio), egli assumerà l'incarico di Primo Ministro.(take Ansa)
23.02.2005

TORTURA: SORPRESA!
La Commissione Europea per la prevenzione ha tolto la Turchia dalla lista dei cattivi e, guarda caso, vi ha inserito due Paesi che l'avevano criticata: Germania e Grecia.
Tortura_nel_mondoThe European Committee for the Prevention of Torture (Cpt) has removed Turkey, who had remonstrated to the world twice, from the list of countries that will be investigated for torture and added countries who had criticized Turkey this year.
Turkey, which had been accused of violating human rights in its fight against terrorism, began using the slogan of "zero tolerance for torture" to help rid it of its past record. Positive results of from recent studies are being obtained. While the Cpt announced to the world in 1992 that torture was being implemented in Turkey, it has now removed Turkey from among the list of countries that will be under investigation in 2005. The Committee runs the European Covenant on the prevention of torture. Having criticized Turkey for many years about "torture", Belgium's inclusion to the list drew widespread attention. Germany and Greece were also added to the list with accusations that people whose freedoms were taken away would be examined. The Committee will also investigate human rights violations in Hungary, Norway, the Russian Federation, San Marino, Slovakia and Ukraine along with these three prominent European countries. A letter to all related units, parliaments and prime ministries announced this development. Turkish Prime Ministry Human Rights Council (Hrc) Chairman Associate Professor Vahit Bicak said yesterday the long ago implemented zero tolerance for torture policy, has begun to show its influence.
Human rights organizations have prepared many reports on human rights developments in Turkey. The Cpt reports on Turkey gain widespread attention. The Committee, coming to prominence during the1990s, began "uninformed" visits to countries in those days. Reports were written after investigations were conducted regardless of information givenby any authority; however, they were not announced to the public interest. Continuing with these implementations until 1992, Cpt made an exception for Turkey. In a public announcement taking into consideration the developments in human rights, the Committee signed a decision after many years in favor of Turkey. The Cpt determined the countries in which investigations have been implemented for 2005 into the suffering of people lacking freedoms and excluded Turkey from the list for the first time. The decision was communicated to the Turkish Foreign Ministry in a letter.
The following topics were investigated by the Cpt during its 14 visits to Turkey: Cpt investigated claims of physical and psychological torture and bad treatment implemented by the police officers during questioning; looking at whether or not people who were arrested were able to meet with their lawyers; the planning of more technical methods; the fight against terrorism being realized through the use of torture and bad treatment; arrested people's right to demand the doctor of their preference; determination of the inquiry methods; updating cell conditions at police stations and the gendarme; training of the police on human rights and the rehabilitation of physical arrest procedures. (Edip Ali Yavuz/Zaman)
23.02.2005

SCAMBI RECORD CON L'ITALIA
Per la prima volta, quelli tra la Turchia  ed il nostro Paese, hanno superato da gennaio a novembre 2004 i dieci miliardi di dollari.
Nel periodo gennaio-novembre 2004 l'interscambio commerciale italo-turco ha superato per la prima volta i 10 miliardi di dollari. Lo affermano fonti ufficiali turche ed italiane. Dei 10,258 miliardi di dollari, 4,102 miliardi sono state le importazioni italiane dalla Turchia(+ 40.5% rispetto allo stesso periodo del 2003) e 6,156 miliardi le esportazioni italiane in Turchia(+ 28.1%) con un saldo attivo a favore dell'Italia di circa 2 miliardi di dollari. (denaro.it)
23.02.2005

COME SAPER VALUTARE LE POSSIBILITA' DI "INVESTIMENTO" IN AREE NON EURO
Sono in tanti a guardare alla Turchia, un Paese che negli ultimi tempi ha dimostrare di saper capovolgere positivamente la sua situazione economica. Ecco come soldi.online.it fornisce qualche consiglio a chi punta verso le obbligazioni in Nuove Lire turche.
La_nuova_Lira_turcaEuro_Lira_turcaContinuiamo in questo periodo a valutare le possibilità di investimento al di fuori dell'area Euro, in funzione di una possibile fase di debolezza (o quantomeno di stabilità) della valuta europea.
Valutiamo oggi un'alternativa di investimento altamente rischiosa: quella in obbligazioni denominate in Lire turche.
Analizziamo innanzitutto i fondamentali della repubblica asiatica: la crescita del Pil è ormai stabilmente sopra il 5% e il deficit di bilancio sta velocemente scendendo verso il 6% del PIL.
A livello primario (non considerando quindi i pagamenti di interessi sul debito) il deficit si trasforma in surplus di oltre il 5% del Pil. Chiaramente quindi il pagamento degli interessi sul debito pesa per oltre il 10% del PIL sui conti pubblici della Turchia.
Di positivo c'è che il rapporto Debito/Pil sta velocemente scendendo; da oltre il 95% del 2001 siamo al 73% circa nel 2004 ed è previsto un ulteriore deciso calo nei prossimi tre anni.
Sul fronte dell'inflazione e dei tassi di interesse la discesa di entrambe è stata notevolissima; l'inflazione è passata da oltre il 75% degli anni '90 al 9,3% nel 2004 e si dovrebbe attestare sotto il 7% nel 2005.
I tassi di interesse domestici sono scesi da oltre il 50% al 18% attuale e sono previsti in forte calo nel 2005.
Ovviamente il calo dei tassi di interesse dovrebbe ulteriormente innescare un circolo virtuoso, abbassando considerevolmente la spesa per interessi, consentendo così al Governo Turco maggiori margini di manovra per favorire la crescita del Paese.
Se nel complesso la situazione macro-economica è in forte miglioramento, rimangono ancora molti aspetti preoccupanti legati soprattutto all'esposizione debitoria verso l'estero.
I rapporti: Debito Estero/Pil (56%), Debito Estero/Esportazioni (157%) e Spesa per Interessi/Esportazioni (32%), restano molto elevati ed espongono la Turchia al rischio di un possibile atteggiamento meno favorevole dell'attuale da parte degli investitori internazionali.
Sul fronte di politica internazionale la Turchia sta negoziando (con qualche difficoltà) un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per assicurarsi la prosecuzione del programma di finanziamenti agevolati.
In un'ottica molto più a lungo termine, l'"invito" ufficiale dell'Unione Europea a cominciare il percorso di avvicinamento per poi unirsi all'area Euro rappresenta una prospettiva certamente positiva (anche se non con effetti immediati).
Sempre in tema di politica internazionale la vicinanza geografica con aree estremamente turbolente (Iraq, Siria e Caucaso), ha in passato giocato più a favore che contro, garantendo il sostegno economico degli organismi internazionali.
Attualmente è possibile investire in titoli zero coupon (come i nostri Bot o Ctz) emessi dal Governo Turco a tassi di rendimento lordo del 15%-18% (a seconda delle scadenze).
Il Rating di questi titoli è di B1/BB- (è possibile un ulteriore upgrade di <Moodys> da B1 a Ba3 nei prossimi mesi).
Sul fronte valutario, la Nuova Lira Turca (1 Nuova Lira vale 1.000.000 di vecchie Lire), dopo un lungo periodo di debolezza contro Euro sembra essersi assestata e sta dando addirittura segnali di inversione di tendenza (vedi grafico alla pagina successiva).
Su questo punto molto ovviamente dipenderà dai miglioramenti sul fronte macro-economico e dal processo di integrazione con l'Europa.
Tirando le somme, la Turchia presenta una situazione ancora decisamente preoccupante pur in presenza di fondamentali in netto miglioramento.
Se continuerà a livello mondiale la congiuntura economica favorevole, un investimento in obbligazioni in Lire Turche potrà probabilmente assicurare ritorni molto interessanti.
Per almeno altri due anni comunque la Turchia resterà "a rischio" di un deterioramento della congiuntura internazionale, di un possibile rallentamento (o interruzione) del percorso di avvicinamento all'Europa e di un deterioramento della situazione politica internazionale (per es. per un acuirsi delle tensioni tra USA e Siria). Anche se questo ultimo punto potrebbe, dopo un'iniziale fase di volatilità, giocare addirittura a favore come è stato in passato.
In conclusione riteniamo che l'investimento in titoli di stato domestici turchi possa essere preso in considerazione, a patto di mantenere decisamente bassa il peso dell'investimento (inferiore al 5%) sul totale del proprio portafoglio. (soldi.online.it)
23.02.2005

RILANCIO DELLA BREDAMENARINI
IN TURCHIA E CINA I BUS ITALIANI

La scelta di <Finmeccanica> e <Rothschild> per il gruppo di Paolo De Luca, secondo produttore italiano di mezzi pesanti dopo la Fiat. I punti qualificanti di business plan per lo stabilimento bolognese che guarda con grande interesse al di là del Mediterraneo.
Autobus_della_Bredamenarini<Finmeccanica> e <Rothschild> scelgono il gruppo di Paolo De Luca per il rilancio della <Bredamenarini>, secondo produttore italiano di autobus, dopo Fiat. Nell'intervista al <Denaro> De Luca spiega i punti qualificanti del business plan per lo stabilimento bolognese, con l'obiettivo di puntare su mercati in crescita come quello turco, cinese e dell'Est europeo. "Nell'indotto - dichiara l'imprenditore napoletano - ci sarà spazio anche per le imprese della Campania".
D - Presidente, la sua offerta per la <Bredamenarini> viene giudicata particolarmente vantaggiosa per il rilancio della società specializzata nella costruzione di autobus: quali sono i punti qualificanti della sua proposta?
R -  Non si tratta solamente di una proposta economica, <Finmeccanica> e l'advisor <Rothschild> giudicano credibile e affidabile il nostro progetto. Questa valutazione, rivolta ad un gruppo che ha salde radici napoletane, per me è motivo di grande orgoglio. Il business plan per rilevare il secondo costruttore italiano di autobus dopo la Fiat, punta soprattutto sulle garanzie occupazionali e prevede il rafforzamento delle esportazioni.
D - Partiamo dagli addetti: lo stabilimento di Bologna attualmente ne conta circa trecento. Rimarranno tutti?
R - Certo. E conto, con il rilancio della produzione, di ampliare l'organico con nuove assunzioni.
D - Qual è la previsione produttiva?
R - Una volta definite le operazioni di cessione da <Finmeccanica>, prevediamo per il corrente anno di raggiungere il tetto di quattrocento veicoli. Il business plan punta ad una produzione di quattrocentoquaranta autobus per il prossimo anno, per raggiungere quota quattrocentonovanta entro il 2007. Il futuro, però, è tutto legato allo sviluppo dei nuovi mercati.
D - Su quali scommette?
R - Soprattutto su quelli, in forte crescita, dell'Est europeo, dall'Ucraina alla Cecenia. Oltre a due mercati che offrono oggi grandi opportunità per la mobilità collettiva, ovvero la Turchia e la Cina.
D - Si tratta, in qualche caso, di aree contraddistinte da forti tensioni. Non ha perplessità?
R - Con il mio gruppo operiamo nel settore dell'impiantistica per l'estrazione del petrolio in Medio Oriente. In Irak ci sono molti nostri cantieri aperti, ma non abbiamo difficoltà nel portare avanti i nostri lavori.
D - L'assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna chiede a <Finmeccanica> di non ratificare alcuna decisione senza che prima vengano ulteriormente precisate le garanzie nei confronti di sindacati e istituzioni. Cosa risponde?
R - All'assessore dico che se il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini e Rothschild ci hanno scelto, significa che valutano la nostra proposta credibile e affidabile. E aggiungo che le aziende storiche come la <Bredamerarinibus> si difendono confrontandosi con prodotti e progettualità, non guardando la provenienza di chi è chiamato a guidarle.
D - Il suo gruppo conta duemiladuecento addetti ed ha interessi che vanno dal calcio (con la squadra del Siena) alla metalmeccanica (<Avis> e <Dalmine> nell'area Tess, in Campania). Prevede delle sinergie anche per il nuovo acquisto?
R - Certo, oltre alle sinergie di gruppo, attraverso l'ottimizzazione delle risorse, conto soprattutto di poter puntare sull'indotto, anche delle aziende della Campania, che riescono ad offrire una grande competenza sul piano dell'innovazione. Questo, è bene ribadirlo, sempre salvaguardando l'indotto locale dello stabilimento bolognese, che attende il rilancio dell'attività per rimettersi in moto.
D - Come concilia la sua attività imprenditoriale con il calcio?
R - Solo con una grande passione: fino ad oggi la squadra del Siena, che presiedo, mi è costata 90 miliardi di lire: se non è passione questa. (Francesco Bellofatto/denaro.it)
23.02.2005

BOSNIA ERZEGOVINA: ANCHE LA TURCA DOGA INTERESSATA A ENERGOPETROL
La holding turca in corsa per accaparrarsi uno dei principali distributori di carburante in questa regione balcanica. Le altre concorrenti: dall'austriaca <Oms> alla britannica <S & A Capital>, dalla slovena <Petrol> alla bulgara <Prista Oil>.
EnergopetrolE' la holding turca <Doga> l'ottavo partecipante alla gara pubblica di acquisto della società statale <Energopetrol> (Ep), uno dei principali distributori di carburante della Bosnia Erzegovina. <Doga Holding> si aggiunge infatti all'austriaca <Omv>, alla britannica <S&A Capital>, alla slovena <Petrol>, al consorzio formato dall'ungherese <Mol> e dalla croata <Ina>, alla bulgara <Prista Oil> e alla società bosniaca <Intertrade Sarajevo>. In precedenza, l'Agenzia federale per le privatizzazioni aveva indicato la <Euro Inzenjering> quale unica azienda locale interessata alla presentazione di offerte. Interrogato sulle motivazioni di questo cambiamento, il portavoce dell'Agenzia <Nermina Kapic> non ha rilasciato alcun commento. Il termine per la presentazione delle offerte di acquisto per <Energopetrol>, controllata per il 67% dallo Stato, scade a metà marzo, ma non è chiaro quale sia l'esatto ammontare della partecipazione in vendita. L'intenzione del Governo federale è quella di trovare un partner strategico che possa rilanciare e sviluppare la società bosniaca. Il nuovo partner della <Ep> dovrà accollarsi, infatti, tutti i debiti pendenti in capo all'azienda statale, impegnarsi a realizzare nuovi investimenti e presentare un nuovo piano occupazionale. La decisione finale in merito alla privatizzazione da parte di una commissione statale, presieduta dal ministro dell'Industria <Izet Zigic>, è attesa per la fine di marzo. <Energopetrol>, con sede a Sarajevo, ha una rete di 70 distributori presenti su tutto il territorio della Federazione bosniaca e possiede anche un significativo patrimonio immobiliare gravato, però, da ipoteche. Il capitale stimato si aggira intorno agli 11.5 milioni di euro. Nel 2003, l'azienda ha venduto 123.900 tonnellate di carburante, per un fatturato di 86.9 milioni di euro, ma l'anno scorso ha chiuso i conti in rosso a causa dalla sospensione della licenza d'importazione, decisa, nel dicembre 2003 a seguito dei debiti per 8.44 milioni di euro. Da allora, la <Hp> è costretta ad acquistare il carburante da piccoli importatori locali, dovendosi così accollare forti sovrapprezzi. (Ice)
23.02.2005

DEBITO DI BILANCIO IN RISALITA
Adesso è attestato sui 235.7 miliardi di dollari. In un anno, in Turchia, è salito del 16%. Le stime diffuse dal Sottosegretariato al Tesoro.
Il debito consolidato del bilancio della Turchia a fine dicembre 2004 è salito a 235.7 miliardi di dollari, registrando un aumento del 16% rispetto al 2003. Lo affermano i dati diffusi dal Sottosegretariato al Tesoro, che sottolinea tuttavia che tra novembre e dicembre vi è stata una diminuzione del debito di circa 4 miliardi di dollari. Il 71% della cifra totale (167.3 miliardi di dollari) è da imputarsi al debito interno ed il 29% (68.4 miliardi di dollari) al debito estero. (denaro.it)
23.02.2005

LA TURCHIA RISPONDE AI CRITERI DI INVESTIMENTO
A sostenerlo il più grande fondo pensione degli Stati Uniti, il <CalPers>. Ankara inserita in una lista assieme ad altri Paesi europei, asiatici e sudamericani.
CalPERSThe largest pension fund in the US, the California Public Employees' Retirement System (CalPERS), which has a $182-billion portfolio, has announced that Turkey has met the required investment criteria.
According to data from a fund report, Turkey is on the Fund's closely watched list of "emerging markets for investment after falling short." The report indicates that the countries in this list have achieved important developments and have demonstrated that they are ready to meet the high standards required for investments. CalPERS report says Turkey has fulfilled the investment criteria of "transparency and fairness, political stability, employment figures, liquidity of the market, position it takes against fluctuations, legal system, financial transaction costs, and protection of investors." Turkey has received the required grade for "investment sufficiency" and won the right to receive investments.
In addition to Turkey, the CalPERS investment list includes Argentina, Brazil, Chile, Czech Republic, Hungary, India, Israel, Jordan, Malaysia, Mexico, Peru, Philippines, Poland, South Africa, South Korea, Sri Lanka, Thailand, and Taiwan.
CalPERS consultant Wilshire Associates expressed that Turkey has made important economic progress. Wilshire and CalPERS together function in 20 countries worldwide and the consultant manages a portfolio of about $12.5 trillion. Since giant funds like CalPERS, which have never been interested in Turkey before, are accepted as institutional investors, their investments provide both stability and depth to the markets they are involved in. The owners of big portfolios of retirement or similar funds sought by several developing countries have making transactions through other mediator countries or institutions instead of directly purchasing stocks and shares from countries like Turkey because of credit grades below "investment level". (Anadolu Agency/Zaman)
23.02.2005

INVESTIRE IN GIORDANIA
Il ministro turco Kursad Tuzmen ha dichiarato che verrà creata una specifica zona dove poter operare al meglio. Una delegazione di 150 industriali ad Amman.
La_visita_di_Tusmet_in_GiordaniaTurkey and Jordan have decided to form an investment zone exclusively for Turkish businessmen in Jordan.
Turkish State Minister Kursad Tuzman, announcing the news, said some Turkish firms currently have investments in qualified industrial zones in Jordan and they want to carry these investments one step further.
Tuzmen went to Jordan with a delegation of 150 Turkish businessmen, and gave a new conference at the building site of an energy transformation plant in which Turkish construction company Gama won the tender as the major partner. The Minister determined that the two countries might cooperate on qualified industrial zones and added that they were working to make one of these zones an exclusively Turkish investment zone. Tuzmen also said that they had surpassed the investment targets by $3.5 billion in 2003 and $5.5 billion on the construction sector and they had set the target in 2005 at $7 billion.
Speaking of the significance of Gama's initiative for an energy transformation plant in Jordan, Tuzmen said, "We are honored that Turkish firms are competing with world giants." The total value of construction projects between Turkey and Jordan is about $500 million and Turkey aims to increase that number to $700 million. Jordan with a population of 5.5 million has a total trade volume of $8 billion. "Qualified industrial zones", which are able to sell goods to the US without tariffs, form the most significant sector of exports in Jordan.
Tuzmen also participated in the Turkish-Jordanian Commercial and Economic Cooperation Seminar and emphasized that commercial and economic cooperation between Turkey and Jordan is insufficient. Jordanian Industry and Trade Minister Ahmed Hindawi clarified that Jordan's exports to Europe and US increased form $1 billion to $7 billion with the help of qualified industrial zones and said a free trade agreement between Turkey and Jordan should be signed. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005

IL DOLCE PROFUMO
DELLA BORSA
TURCA

Per il giornale inglese <Financial Times> il il fondo <Baring Emering Europe Investment> ha puntato il 10% del suo capitale dell'Istanbul Stocks Exchange (Ise).
Financial_timesThe British economic newspaper The Financial Times (FT) commented that the Baring Emerging Europe investment trust, which invested 10 percent of its £155,000,000 wealth in the Istanbul Stocks Exchange (ISE) that it "has been acquiring a taste for Turkey."
In an interview with Stuart Richards, the head of the Fund, the paper said that the reforms that Turkey has implemented for accession to the European Union (EU) will positively affect the ISE, which has earned investors 15 percent since December.
According to Richards, who pointed out that the inflation in Turkey has fallen from 77.5 percent in the 90s to 9.3 percent in 2004, the independence of the Central Bank and the support of the International Monetary Fund (IMF) played a role in this. Richards claimed investors in Turkey "will be rewarded" because decreasing interest rates lessen the profits from other asset classes. Barings has increased its proportion of Turkish shares from 8.5 percent on December 31 to 10 percent and in total has earned its investors 121 percent in the last five years. Richards also said that the 34 percent share of the portfolio will remain in Russia despite the Yukos crisis. Richards noted that Yukos does not reflect the government's policy and that Russia still provides advantageous investment opportunities. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005

DOLLARO SOTTO
La divisa americana ha recuperato un po' ovunque tranne che in Turchia. La politica delle US Federal Reserve (Fed)
DollaroWhile the US increases interest rates with the concerns of compensating current and budget deficits soaring to the record high levels, it also brings significant restrictions on budget expenditures. Although these measures create inflationist pressure and increase the foreign trade deficit, it also makes Dollar a more attractive financial tool for investors.
The Dollar after falling to its lowest level in the history began to recover in its three month performance against the Euro. The US Federal Reserve (FED) increased interest rates, held low at one percent for a long time, to 2.5 percent, with six quarter point increases since June 2004. For the solid purchases on the Dollar, interest rates will be expected to be up around four percent mid term.
The Dollar reached its highest level against the Euro on 31 December 2004 at 1,3667. A softening on parity began in the aftermath. The parity reducing to 1,3165 with the publication of Fed's interest increase in the first week of the January, falling to 1,3050 after a quarter point interest increase that occurred just a week later. Pro-dollar effect began following the announcement by the European Central Bank that they would keep the Euro interest rates at two percent. Whereas the expectation of a drop on oil prices would decrease the US current deficit strengthening the Dollar, FED President Alan Greenspan's speech made at the G-7 meetings in London putting forward his theory about the closure of the deficit with a tight fiscal policy increased the Dollar to 1,2850. China's announcement regarding its determination on implementing a floating exchange rate, adding that this would take a long time, paved the way for a Dollar increase to 1,2730 at the G-7 summit. The Bush administration's budget transfer gave signs of closing the deficit with budget cut backs accepted by the House of Representatives is accepted and has signaled a value increase in the Dollar.
When foreign funds flow into Turkey, the YTL gains value against Dollar While the Dollar gained strength on international exchange markets, it lost value against the New Turkish Lira (Ytl). The Dollar's performance against the Euro shown at the beginning of January reflected its parity with Ytl and increased to 1.4 on January 7; however, in the aftermath of this level, Ytl began to gain value and increased to 1,3090. It seems that neither the message of Greenspan nor the positive developments on the current and budget deficits have influenced YTL. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005

RUSSIA: IMPORT-RECORD DI PETROLIO
L'aumento è stato del 75 per cento. 2.7 milioni di tonnellate nel 2003, 4.7 milioni di tonnellate nel 2004. Le previsioni per l'anno in corso. Il rapporto con gli altri Paesi.
Turkey's crude oil imports from Russia increased 75 percent compared to 2003. While 2.7 million tons of oil was imported from Russia in 2003, this figure increased to 4.7 million tons over the last year. Natural gas imports from Russia have also increased by 1.6 billion cubic meters in comparison to the previous year.
The 2004 crude oil and natural gas import figures provided by Botas, a Turkish pipeline monopoly, were calculated in conjunction with natural gas importers Tupras. Clearly the increase in 2004 imports means Russia has become one of the most important suppliers of oil and natural gas to Turkey. While Turkey has increased their purchase of oil from Russia, purchases from Iran, Saudi Arabia and Syria have decreased. Similarly, Turkey increased their natural gas imports from Russia and reduced gas imports from Iran, Algeria and Syria. According to the latest Tupras figures, Turkey imported the most crude oil from Iran with 5.7 million tons in 2004. From Russia, 6.5 million tons of oil was imported to this country during 2003. Russia and Lebanon follow Iran in the crude oil import levels, with 4.8 million tons of oil imported from Lebanon and 4.7 million tons from Russia. Russia leads the total of natural gas imports. (Economy ews Services/Zaman)
23.02.2005

IRAN: CONTINUA LA GUERRA DELLA <TURKCELL>
Il Parlamento iraniano ha approvato una norma in virtù della quale la società turca dovrà ridurre la propria partecipazione nel secondo consorzio nazionale Gsm al 49%. La questa ha fatto sapere che ciò può mettere a rischio la sua partecipazione.
Iran_e_TurkcellThe Iranian Assembly has approved the license to be issued to Turkcell on the condition that the leading Turkish GSM company reduces its shares in the project for the second GSM network, which will be the largest foreign Iranian investment since 1979 Islamic revolution.
Turkcell had announced that reducing their shares in the Irancell consortium to 49 percent would make achieving the project risky. Iranian Telecommunication President Ahmed Motamedi announced that if Turkey withdraws from the project, he would demand compensation. Making a statement to the official IRNA news agency Motamedi said, "Turkcell's may demand compensation, but we could not have envisaged this situation occurring, we could not know about compensation in advance. On the condition that economic and technical issues about the contract are changed, naturally no country would accept the provisions of Iran and continue in a partnership with Iran." Iranian deputies accepted the offer that Turkcell would withdraw its 70 percent share hold to 49 percent in Irancell consortium. 161 of 121 deputies accepted the offer.
According to Iranian officials, the project valued $3 billion is viewed as a test that will show whether or not Iran is ready for foreign initiatives. However, conservative deputies sees Turkcell's relations with Israel could create threat against national security giving rise to the opportunity of listening to phone calls and accepted that the share hold by Iranian companies would increase from 30 percent to 51 percent. (Economy News Services/Zaman)
23.02.2005

LA BATTAGLIA DEI FIORI
Dopo che ha Russia ha vietato le importazioni di quelli olandesi a causa di alcuni stock, si è fatta avanti la Turchia che vuole entrare maggiormente nel mercato. Una bilancia favorevole anche per colpa del tempo freddo nell'Europa dell'ovest.
Fiori_da_AntalyaThe City of Antalya, responsible for more than 90 percent of Turkey's flower exports, smiles as flower sales boom in the lead up to Valentines Day on February 14.
The huge demand for Turkey's flowers increased after Russia banned Dutch flower imports worth about $1.5 billion annually because of diseased stock. The boom in demand is also due to cold weather hitting the Netherlands and Spain affecting flower greenhouses. 26 million flower stalks, totalling $2.2 million will be exported from Antalya for the Valentines Day. Lutfi Gobus the Manager of the Antalya Flower Exporters Union remarked that they are having difficulties in meeting the increasing demand for flowers especially from the UK, Germany and Russia.
Antalya Florist Chamber President Mehmet Soydal explained the sectors unique situation saying, "We have never been this happy ." Stressing that the preparations for February 14 are ready. (Sabah Gunduz/Zaman)
23.02.2005

C'E' ANCHE LA SPAGNA
Si apre ad Istanbul, per chiudersi domenica prossima,  la Fiera del Turismo del Mediterraneo orientale.
Spain, Turkey's biggest rival in tourism, will participate in the East Mediterranean International Travel & Tourism Exhibition Fair, to be organized in Istanbul on February 24-27.
Spain has chosen Turkey as the base for its advertising in the east Mediterranean and Middle East. Previously, this advertising was based in Egypt. Indonesia, Thailand, Malaysia and India, all of which were affected by the tsunami, will also participate in the fair in Istanbul, and entrance fees to the fair will be donated to the relief work in the aftermath of the disaster.
Representatives of Spanish hotel and tourism agencies will both advertise their services and examine tourism investments in Turkey during the fair in the Beylikduzu Tuyap Fair Center. Spain follows France as the second most popular place for tourism with 55 million tourists per year. (Economy Services/Zaman)
23.02.2005

MUTAMENTO CLIMATICO
Il riscaldamento del globo sta causando migrazioni di massa. A detto del prof. Selahattin Incecik, del Dipartimento meteorologico dell'Università tecnica di Istanbul, entro il 2100 la temperatura salirà di 5.8 gradi.
Mutamento_del_climaSelahattin Incecik, Professor at the Department of Meteorology, at Istanbul's Technical University, who contributed to the report on global warming to be announced in April by the United Nations (UN), said that the new report resembles the last one.
Incecik said: "the report is not a bleak scenario. The report gives light to international responsibilities." In the fifth and last report that was prepared by UN, it is estimated that the average world temperate would increase by about 1.4 to 5.8-centigrade degrees by 2100. Global warming has increased temperatures by about 0.8-centigrade degrees since the Industrial Revolution.
The rate of carbon dioxide (Co2) in the atmosphere has increased by 35 percent and the speed of this increase also increased according to the new information that Incecik provided in the report. This situation will cause the weather to heat up by as much as 5.8 Celsius degrees. The droughts caused by the heat increase will cause migration like the Turkish Migration from Central Asia to Europe and Turkey. An increase in global temperatures of 15.5 Celsius degrees will lead to a thawing of glaciers, this in turn will cause sea levels to rise.
The main cause of global warming is Co2 gases that are produced by burning fossil fuels such as coal and oil,. The US, who releases the most Co2 into the atmosphere, did not sign the Kyoto agreement, drafted to help prevent global warming. Global warming can be prevented by applying the measures outlined in the Kyoto Protocol to lessen the emission of Co2. The protocol predicts that developed countries can lessen the omission of Co2 by 5.2 percent by 2012. The Kyoto agreement was prepared in the Japanese city of Kyoto in 1997. The agreement will become operative as of February 16. The regulations that 134 countries signed restrict the use of fossil fuels. (Serif Erdikici)
23.02.2005

VERSIONE TURCA DEL SISTEMA OPERATIVO <LINUX>
Si chiama <Turkix> e farà concorrenza alla Microsoft. Sviluppato da Emre Sokullu, decimo discendente dl Pascià Mehmet Sokullu, si può scaricare gratuitamente dalla rete del sito www.turkix.org .
TurkixThe head of Microsoft Bill Gates, who visited Turkey recently, has a rival living in Turkey. Emre Sokullu a resident of Istanbul, has developed open coded Linux and adapted it to Turkish and named it Turkix.
One of the most important advantages of Turkix, which can be downloaded from www.turkix.org, is that you can use it without installing it on your computer. Turkix, which is Turkey's first Linux based integral Turkish operating system, has also attracted the attention of the Europeans. European companies have contacted Sokullu in order to install Turkix to their computers. The tenth generation descendent of Sokullu Mehmet Pasha, Emre Sokullu said that there are no security problems for computers with Turkix and that it is highly secure against viruses. Sokullu said he prefers to be called "Microsoft's rival" than "Bill Gates' rival".
The first version of Turkix was released in January 2004 and was prepared by a team led by Sokullu. As open source software based on the Linux operating system, Turkix is free of charge and does not require a license. It is also compatible with other software from Linux's rich software archive. Turkix is different from other similar operating systems with features including ability to use it from CD without installing it to your hard disc, folders and operating style similar to Windows, ease of access from the web, Turkish-language compatibility, ease of installation, and the possibility to be installed in the same computer as a Microsoft Windows operating system. Sokullu says that the latest version, Turkix 3.1, will be available by next month and adds that Turkix exceeds boundaries of Turkey. Interest in Turkix on the net has attracted the attention of European companies and some computer companies from France and Germany have contacted Sokullu saying they want to sell computers with Turkix operating systems. (Zaman)
23.02.2005

AVANTI A TUTTI NELLA LOTTA AL NARCOTRAFFICO
Le forze di sicurezza turche si sono mosse con grande determinazione mettendo a segno ripetuti colpi contro le organizzazioni del crimine.
Squadra_NarcoticiTurkey has moved ahead of European countries in the fight against narcotics.
Turkish security forces seized more opium and its products than any other European countries in 2004, which is shown as a transit route for narcotics. The True Path Party (DYP) Deputy for Igdır Professor Dursun Akdemir asked the Turkish Interior Minister Abdulkadir Aksu from which countries the narcotic was coming and whether Turkey was a bridge for the narcotic as has been claimed. Aksu replied by recalling European Union (EU) Commissioner Gunter Verheugen's statement saying, "Turkey has taken important steps to prevent narcotics produced in Afghanistan to be taken to Europe through Turkey." Then he summarized the precautions.
According to information of Aksu, a strong partnership to fight against narcotics has been built between the Turkish Academy Against Narcotics and Organized Crime (Tadoc) and the United Nations (UN) and other neighboring countries. This partnership has given training about the production, use and smuggling of drugs and organized crime.
The minister showed graphs and charts showing the increase in the fight against narcotics and the training of staff and improvements in technology. In 2004 Turkey increased the amount of narcotics seized by 160 percent, which is a bigger rise than any country in Central and Western Europe. (Zaman)
23.02.2005

UCCISA PER ONORE
La vittima - una ragazza turca di 23 anni assassinata dai fratelli integralisti - viveva in Germania dove il fatto ha suscitato grande impressione.
Troppo_occidentale_assassinataHatun Surucu, ragazza turca di 23 anni residente a Berlino, è stata uccisa da tre dei suoi fratelli, integralisti che non hanno esitato a spararle per tutelare l'onore famigliare. L'esecuzione ha avuto luogo perché la giovane donna, ragazza madre che rifiutava le severe regole della religione islamica e si era sempre più conformata ad uno stile di vita occidentale, conduceva secondo i parenti una vita immorale.
Per la polizia, uno dei tre fratelli della donna avrebbe sparato, mentre altri due lo avrebbero aiutato nella fuga. Come riporta <La Repubblica>, la famiglia di Hatun era emigrata in Germania trent'anni fa dalla Turchia, conservando però le proprie tradizioni islamiche. A quindici anni la ragazza era stata costretta a recarsi ad Istanbul per sposare un cugino. Dopo la nascita di un figlio però, Hatun si era ribellata: aveva divorziato ed era tornata col bambino a Berlino, tagliando i rapporti con i familiari. Nella laica capitale tedesca la giovane donna, aiutata da alcuni centri di assistenza, aveva frequentato una scuola professionale e poi aveva trovato lavoro come apprendista. Viveva col figlio in un appartamentino nel quartiere di Tempelhof.
Niente più velo, ma discoteca e divertimenti. Per i fratelli era troppo: riunitisi in un consiglio di famiglia esclusivamente maschile, avevano deciso che la "ribelle" andava punita. Nove mesi fa, Hatun era già stata minacciata e si era rivolta alla polizia, ma l'inchiesta era stata archiviata. Una settimana fa il tragico epilogo: l'hanno indotta a scendere in strada con una scusa, poi le hanno sparato più colpi con un revolver, senza lasciarle scampo. I fratelli hanno raggiunto il loro obiettivo: la vendetta è stata compiuta, "giustizia" è stata fatta. (TgCom)
23.02.2005

BERLINO, ALLARME INTEGRALISMO FRA GLI IMMIGRATI
Nelle scuole la maggior parte sono stranieri quasi tutti di religione musulmana. La vicenda della ragazza del Liceo <Thomas Morus> uccisa dai fratelli perché troppo occidentale e moderna.
Velo_islamicoL'uccisione a Berlino di una giovane ragazza turca colpevole di vivere e vestirsi troppo all'occidentale e di tradire così i valori e il senso dell'onore della cultura islamica ha riacceso in Germania il dibattito sull'integrazione degli stranieri, un problema molto sentito in un Paese dove vivono più di sette milioni di stranieri (il 9% del totale della popolazione), tre milioni dei quali di religione musulmana.
I giornali pubblicano lunghi reportage dal liceo berlinese <Thomas Morus>, l'istituto del quartiere ''turco'' di Neukoelln dove molti degli studenti hanno approvato apertamente l'uccisione della giovane turca, suscitando la dura reazione del preside e di milioni di altri tedeschi in tutto il Paese. Il <Thomas Morus> e' una scuola multi-culturale, con l'80% dei 450 allievi che sono stranieri, in larghissima maggioranza turchi, arabi o comunque di religione islamica.
''Questi studenti distruggono così la pace nel nostro istituto. Io non lo consentirò'', ha detto il direttore Volker Steffens che aveva inviato a riguardo una lettera aperta ai colleghi, agli studenti e ai genitori per stigmatizzare il comportamento e le affermazioni di coloro che si schierano con gli assassini. ''Da dove viene tanto odio?'' si chiede la <Bild> che riporta le prese di posizione di diversi studenti del liceo di Neukoelln, compresi quelli musulmani che hanno applaudito all'uccisione.
''Era troppo tedesca, per questo se l'è meritato - ha detto uno di loro mentre un suo compagno ha giustificato anch'egli l'omicidio affermando che la ragazza aveva ''violato le regole'' dell'islam.
Hatun Surucu era stata freddata a colpi di pistola la sera del 7 febbraio ad una fermata di autobus non lontano da casa e distante solo pochi metri dal liceo <Thomas Morus>. Poco dopo la polizia aveva arrestato i tre fratelli della ragazza ritenuti responsabili dell'omicidio compiuto per salvare l'onore della famiglia e i valori dell'islam. Hatun a soli 16 anni era stata costretta dai genitori integralisti e conservatori a sposare un suo cugino in Turchia ma il matrimonio era presto andato a monte e la giovane aveva fatto ritorno a Berlino dove era nata e vissuta.
Al Parlamento di Berlino i Verdi hanno chiesto che le istigazioni ai matrimoni forzati vengano considerate in futuro alla stregua di veri e propri reati passibili di pena. Mentre la Cdu ha proposto di reintrodurre nelle scuole l'ora di religione e cultura dei valori.
Il tema integrazione degli stranieri resta in Germania uno dei più sentiti e controversi in seno alla società e il dibattito si è riproposto con rinnovato interesse dopo l'entrata in vigore all'inizio dell'anno della nuova legge sull'immigrazione.
Nelle grandi città, in particolare nei quartieri ad alta densità di immigrati, vi sono casi in cui a scuola i tedeschi sono la netta minoranza, così si è saputo che nel liceo <Eberhard Klein> di Berlino - nel quartiere turco di Kreuzberg - vi sono solo cinque studenti di madrelingua tedesca. Su un totale di 339 allievi, infatti, 334, il 98.5%, sono stranieri. (take Ansa)
23.02.2005

GLI "ULTRAS" DI BISANZIO: VERDI E AZZURRI
Tifoserie contrapposte all'ippodromo. Ma anche appestati, maldicenti, cannibali. La vita nell'Impero Romano d'oriente. Su <Io Donna> la recensione di Giorgio Dell'Arti del libro "Bisanzio nella sua letteratura". Edizione Garzanti 2004.
Bisanzio nella sua letteratura"Bisanzio nella sua letteratura", Garzanti editore 2004. Notizia tratte da: a cura di Umberto Albini e Enrico V. Maltese. Ci rifacciamo a quello che scrive ne <Il libro in gocce> Giorgio Dell'Arti per <Io Donna>.
Peste/1. Nel 542, quando a Bisanzio si diffuse la peste, siccome in molti avevano giurato di essere stati contagiati da presenze sovrannaturali, si cercava di evitarle restandosene nascosti in casa senza rispondere al richiamo di nessuno, nemmeno degli amici (da Bella, di Procopio di Cesarea, 490-555)
Peste/2. Durante la peste scoppiata a Bisanzio sotto Andronico III (1328-1341) si faceva molta beneficenza: "Molti distribuivano i propri beni ai poveri anche prima che la malattia li colpisse; ma, se si accorgevano di essere contagiata, nessuno che non fosse assolutamente incurabile nell'anima era così insensibile da non fare penitenza per i suoi peccati e da non offrire al tribunale dell'aldilà un motivo per essere salvato da Dio" (da Storia, di Giovanni Cantacuzeno, 1295-1383).
Raccomandazioni. "se vuoi intercedere per un amico, fallo in maniera intelligente, e solo di rado palesemente, perché non ti si possa accusare e non si pensi che tu agisca dietro compenso: in caso contrario, danneggerai te stesso e la persona raccomandata". (da Strategikon, XI secolo, vademecum scritto forse da Cecaumeno, ex generale in pensione).
Superiori. Sulla necessità di comportarsi sul posto di lavoro come se si fosse sempre a vista dei superiori: "Forse dirai: "Non verrà mai a sapere quello che faccio". Noè giaceva ebbro, stordito dal vino: eppure seppe come si erano comportati Sem e Iafet, e come invece Cam lo avesse deriso" (da Strategikon).
Maldicenza. Per difendersi dalla maldicenza dei colleghi di lavoro: "Se qualcuno parla contro di te, prendilo da parte e affrontalo benevolmente: <Fratello mio, in cosa ti ho fatto del male? Perché sparli di me? Se hai ricevuto un'offesa da me, dillo e cercherò di rimediare>. Se gli hai fatto un torto, raddrizzalo: se non gli hai fatto niente, proverà vergogna di fronte alla tua umiltà". (da Strategikon).
Sopravvissute. La carestia che colpì tutta la penisola italica - prima metà del VI secolo - fece registrare un aumento degli episodi di cannibalismo: "Si dice che due donne, in una località di campagna, sopra la città di Arimino (oggi Rimini), mangiarono diciassette uomini. Erano le uniche sopravvissute fra gli abitanti del paese, e perciò i forestieri che transitavano di là sostavano nella piccola casa in cui esse vivevano, e le due donne, mentre dormivano, li uccidevano e li mangiavano (Procopio di Cesarea)
Somiglianze. Per descrivere le sembianze di Giustiniano, Procopio, nella sua Storia inedita, fa tutta una digressione sulla statua di Domiziano, quella del Campidoglio di Roma, perché secondo lo scrittore i due imperatori si assomigliavano. Dopo che i romani avevano linciato Domiziano per la sua malvagità, il senato emanò un editto per vietare di scrivere il suo nome e riprodurre le sue effigie, ma lo disattese subito dopo, quando la moglie del defunto, Domizia Longina, donna molto amata per il suo buon cuore, chiese di seppellire il corpo del marito e di erigergli una statua: raccolti i brandelli del cadavere, li compose con cura e raccomandò agli scultori di rappresentare realisticamente lo scempio consumato dal popolo. La statua così realizzata fu collocata "sulla salita che porta al campidoglio, a destra chi chi ci va dal Foro".
Tifosi. La tradizionale divisione delle tifoserie all'ippodromo di Bisanzio tra Verdi e Azzurri: "Ove anche scarseggino di risorse e la patria subisca torti in cose del massimo rilievo, non se ne tengono nessun conto, purché abbia la meglio il loro partito (questo è il nome che danno alle bande faziose). Sono attive in questo anche le loro donne: esse non si limitano a seguire gli uomini, ma, se capita, si schierano anche contro di loro, benché non vadano mai agli spettacoli". (da Bella, di Procopio di Cesarea)
23.02.2005

TURISMO INTERNAZIONALE
Denominato Mte (Mediterranean Tourism Exhibition), si svolgerà ad Istanbul dal 21 al 23 aprile. Si propone di ospitare le maggiori destinazioni turistiche ad hoc offrendo l'opportunità di divulgarne le varietà ed i colori di quest'area geografica.
Mte_Mediterranean_Tourist_ExhibitionAd Istanbul si svolgerà dal 21 al 23 Aprile 2005 un importante evento per il turismo internazionale denominato Mte (Mediterranean Tourism Exhibition). La mostra si propone di ospitare le maggiori destinazioni turistiche del Mediterraneo offrendo l'opportunità di divulgarne, in una sola cornice, tutte le affinità, le varietà ed i colori di questa splendida area geografica.
Solo alcuni dati: i viaggiatori internazionali nel Mediterraneo, stimati per il 2004, sono stati circa 165 milioni, corrispondenti al 22% dei viaggi internazionali nel mondo.
La Mte, attraverso le sue cinque edizioni, è ormai considerata una straordinaria piattaforma per l'industria del turismo e per i professionisti. Mte 2005 sarà una conferma di business per le agenzie già consolidate, ma soprattutto un trampolino di lancio per le nuove compagnie di questo mercato così dinamico ed in continua crescita. 
Inoltre, Istanbul sarà per tutti i partecipanti ed i visitatori il luogo ideale per ospitare una manifestazione internazionale così prestigiosa. 
Per ulteriori informazioni su Mte:
Istanbul Lutfi Kirdar Convention & Exhibition Center
Tel. 0090 212 6630945 - Fax 0090 212 4656590
Contattare Mrs. Tuğba Kradeniz
Tel. 0090 212 6630881 - 6632063 - Fax 0090 212 6630973/74
E-mail: tugba.karadeniz@itf-exhibitions.com
E-mail:
info@itf-mte.com - www.itf-mte.com
23.02.2005

PITTURA MODERNA
Undici artisti turchi presenti alla Biennale Mondiale islamica. La Turchia, tra 33 Paesi, sarà rappresentata da un totale di trentotto opere. Morteza Goodarzi il curatore delle manifestazione.
Islamic_World_Modern_Painting_BiennaleEleven Turkish artists are included in the Islamic World Modern Painting Biennale organized by the Iranian Academy of Fine Arts.
Turkey will be represented by a total 38 works by Reyhan Abacıoglu, Rüstü Dogan, Turan Enginoglu, Ozlem Kalkan Erenus, Hasan Rastgeldi, Bünyamin Özgültekin, Feryal Taneri, Tuncay Topcu, Feriha Tugran, Firuze Yigit and Umit Yigit. The one month Biennale is hosting artists from 33 countries including Bahrain, Algeria, China, Denmark, Egypt, France, India, Iraq, Kuwait, Lebanon, Morocco, Saudi Arabia, Spain, Sudan, Syria, Tunisia and Turkmenistan as well as Turkey. The curator of the Biennale, Morteza Goodarzi, stated that its basic aim was to contribute to cultural interaction and to emphasize the importance of the spiritual identity of modern Islamic art. (aa/Zaman)
23.02.2005

 
IL PREMIO CHAMISSO AL TURCO FERDUN ZAIMOGLU

Il vincitore dell'edizione 2005 del premio letterario tedesco è noto per la sua raccolta "Dodici grammi di felicità", storie ambientate tra la Germania e la Turchia.
Lo_scrittore_turco_Feridun_ZaimogluE' lo scrittore turco Feridun Zaimoglu il vincitore dell'edizione 2005 del premio letterario tedesco
<Adelbert von Chamisso>, promosso dalla Fondazione Robert Bosch, che ha sede a Monaco di Baviera. Ogni anno il premio viene assegnato ad uno scrittore straniero che ha scelto di esprimere la sua opera narrativa nella lingua tedesca. Secondo la giuria, Feridun Zaimoglu ha aperto la narrativa tedesca a nuovi campi di esplorazione, in particolare grazie alla raccolta ''Dodici grammi di felicita''', dove racconta dodici storie ambientate tra la Germania e la Turchia. Nato nel 1964 a Bolu, in Anatolia, Feridun Zaimoglu vive in Germania da più di trent'anni.( take Adnkronos)
23.02.2005

DALLA FILOSOFIA DI MEVLANA A FERZAN OZPETEK
Il regista turco, naturalizzato italiano, nel suo nuovo film "Cuore Sacro" introduce un diverso sentimento che forse prima gli era estraneo: quello della carità. Un cast cinematografico di primo ordine.
Cuore_sacroCuore_sacroDi fronte alla crescente, diffusa, totalizzante aridità dei sentimenti, Ferzan Ozpetek prende posizione: "Ciascuno di noi ha due cuori, uno dei quali eclissa l'altro. Ma se ognuno di noi riuscisse a vedere la luce del suo cuore nascosto, allora capirebbe che quello è un cuore sacro e non potrebbe più fare a meno del calore della sua luce", fa dire ad uno dei personaggi del suo nuovo film, che non a caso si intitola "Cuore sacro".
Nato dallo stesso team di "Fate ignoranti" e "La finestra di fronte", vale a dire Tilde Corsi produttrice e Gianni Romoli produttore e co-sceneggiatore, il film racconta di Irene, giovane imprenditrice che ha portato a vette impensate l'azienda di famiglia usando il cuore duro del padre. Racconta di come, mentre progetta una speculazione sul palazzetto in cui è vissuta e morta la madre, la giovane incontri una strana ragazzina, un prete generoso, un barbone enigmatico che le fanno vedere un mondo di sofferenza e povertà che non conosceva. E di come, inebriata dalla possibilità di portare aiuto, riesca a trovare un equilibrio fra l'altruismo e la follia.
"Racconta una crisi di identità - riassume Ferzan Ozpetek - che probabilmente capita a tutti. In una società in cui aumentano le differenze fra chi sta bene e chi no, chi di noi non s'è mai vergognato del benessere in cui vive. A me, che vado a piedi e prendo la metropolitana, capita spesso di vedere miserie umane che mi fanno sentire a disagio". Su 300 dei nostri schermi da venerdì, il film è interpretato da Barbora Bobulova, Andrea di Stefano ("Angela"), Massimo Poggio (il Girotti giovane di "La finestra di fronte"), la piccola Camille Dugay Comencini e Lisa Gastoni, la mitica protagonista di "Grazie zia", che torna al cinema dopo 25 anni.
"Cuore sacro" parla dell'Italia di oggi, dei nuovi poveri, ma non è un film sociologico, né politico: "Mi fa un po' senso la politica in questo momento. Mi pare che nessuno pensi ai problemi della vita quotidiana, agli esseri umani. E poi io non ho mai raccontato il sociale in modo diretto. Qui abbiamo una donna che abbandona il duro materialismo del padre e abbraccia la linea spiritualista della madre, seguace di tutte le religioni del mondo e di nessuna in particolare. Il resto, cioè tutta la gente dall'apparenza normale che all'improvviso si ritrova a non aver da mangiare e se ne vergogna, diventa politico quasi involontariamente".
Ozpetek ha frequentato per mesi la Comunità di Sant'Egidio a Roma. Lì ha incontrato persone la cui piccola storia ha inserito nel film: "Ma senza esagerare, perché certe cose viste al cinema sembrano inventate anche quando sono vere. E' per questo che ho spostato l'ambientazione da Napoli a Roma, una città meno abituata a vedere i poveri per strada". Alla comunità di Sant'Egidio andrà per intero la somma prevista per il gran galà del film, giovedì sera: "Come si fa a uscire da un film come il mio e andarsene in  qualche posto di lusso a mangiare?", si chiede il regista turco, che non si vergogna della propria bontà: "Ormai cerco di viaggiare sempre in seconda classe e la differenza la do in beneficenza".
Un atteggiamento molto francescano, molto cristiano cattolico, che sembra nettamente emergere al di sopra dei simboli delle altre religioni che compaiono nel film: "La carità è una caratteristica di tutte le religioni. Sì ho pensato a San Francesco ma anche al mistico Mevlana, il fondatore dei Dervisci e anche ai santi che incontro tutti i giorni. Ma in fondo non ho pensato a nessuna religione in particolare. Mi sono affidato come al solito alle mie emozioni, ho seguito le domande che in quest'ultimo anno, che ho perso molti amici, mi sono fatto più spesso del solito e che non riguardano Dio ma il senso della vita e del dolore e di cosa c'è dopo la morte". (Maricla Tagliaferri/Il Secolo XIX)
23.02.2005

SCRITTORI A ROMA

Al <TransEuropa Express> presente anche la turca Emine Sevgi Ozdamar con il libro "Facce da ospiti". A rappresentare l'Italia, Dacia Maraini.
Emine_Sevgi_OzdamarLa_traduzione_in_spagnolo_del_EL_PUENTE_DEL_CUERNO_De_ORO_di_Emine_Sevgi_OzdamarSi chiama "TransEuropaExpress" la manifestazione dedicata agli scrittori della nuova Europa che si è aperta a Roma e che si chiuderà sabato prossimo: quattro giorni di incontri e letture fra 26 scrittori, uno in rappresentanza di ogni Paese 
ella Comunità Europea, più la Turchia, Paese ospite, a ognuno dei quali è stato chiesto di produrre un testo inedito che abbia per tema e ispirazione l'idea dell'UE non solo come comunità economico-finanziaria, ma come più ampia comunità culturale.
A rappresentare l'Italia c'è Dacia Maraini. L' iniziativa 
è della <Fondazione Antonio Ratti> di Como, diretta da Mario Fortunato, appunto con la <Casa delle Letterature> diretta da 
Maria Ida Gaeta e con il supporto della <Fondazione Adriano Olivetti> e della <RCS libri>.
Questo il programma degli interventi: 
- Mercoledì 23 febbraio ore 17.30 alla Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, sessione inaugurale con Walter Veltroni Sindaco di Roma. Poi: Rosa Montero (Spagna) "Nonostante tutto", Colm Toíbín (Irlanda) "Il Futuro dell'Europa", Emine Sevgi 
Ozdamar (Turchia) "Facce da ospiti".
- Giovedì 24 febbraio Accademia d'Ungheria. Mattina: Tra viaggio ed esilio, la nascita dell'identità europea, moderatore Lidia Ravera. Partecipano Robert Schindel (Austria) "Ci è andata bene. L'influsso dell'Europa sulle mie opere", Mara Zalite (Lettonia) "Pensieri incompiuti' Panos Ioannides (Cipro) "L'Europa nella mia prosa e nei miei lavori per i teatro", Ivan 
Trpka (Slovacchia) "Oh, i bambini sudici di miele e anche di sangue", Gábor Görgey (Ungheria) "Gnostos Theòs" 
- Pomeriggio: Mai più conflitti, dalle ferite del Novecento verso una nuova 
comunità, moderatore Elisabetta Rasy. Partecipano Jean Rouaud (Francia) "Una lapide per Ernst Wiechert", Tomas Venclova (Lituania) "Il contributo della Lituania all'Europa di oggi", Ale Debeljak (Slovenia) "Cerchi concentrici d'identità", Stefan Chwin (Polonia) "La maestra d'asilo di via Tverskaja".
- Venerdì 25 febbraio al Goethe Institut, mattina: Passato e futuro, dalle tradizioni letterarie al canone europeo, moderatore Ugo Riccarelli. Partecipano Jens-Christian Grndahl (Danimarca) "Fuggire è una forma di umanesimo", Emil Tode (Estonia) "Inchiostro", Jörn Donner (Finlandia) "L'Europa vista dalla periferia", Dacia Maraini (Italia) "Piccola grande Europa" 
- Pomeriggio: Senza frontiere, l'Europa e il mondo, moderatore Nadia Fusini. Partecipano Lídia Jorge (Portogallo) "Come un immenso Portogallo", Kader Abdolah (Olanda) "L'Europa!", Jonathan Coe (Gran Bretagna) "Dove i mari si incontrano", Ersi Sotiropoulos (Grecia) "Europa a Patrasso : un ricordo 
scolastico", Daniela Hodrová (Repubblica Ceca) "...intessuta nella rete..."
- Sabato 26 febbraio alla Casa delle Letterature. Mattina: Diritti, sogni e bisogni, dalle differenze alla costruzione di valori condivisi, moderatori Mario Fortunato e Maria Ida Gaeta. Friedrich Christian Delius (Germania) "La ricchezza d'Europa", Oliver Friggieri (Malta) "L'unione europea e la cultura delle isole e delle regioni", Jean-Philippe Toussaint (Belgio) "You are leaving the american sector", Richard Swartz (Svezia) "Tutta la luce su di me", Janine Goedert (Lussemburgo) "La letteratura può fare la differenza?" (take Ansa).
23.02.2005

IL GIGLIO: PERCHE' NON FARE UN GEMELLAGGIO CON LA TURCHIA
L'appuntamento presso la Stampa Estera, per parlare di rivoluzioni ecologiche ed ambientali nell'isola, potrebbe essere l'occasione per un discorso più ampio di avvicinamento all'Anatolia.
Isola_del_GiglioAppuntamento oggi, giovedì 24 febbraio ore 11, presso la sede dell'Associazione della Stampa Estera in Roma (via dell'Umiltà, 83/C) su invito del Comune dell'isola del Giglio. E' un'occasione unica per tentare con i convenuti di portare avanti un discorso di grande attualità che potrebbe essere, tra i tanti in programma, la creazione di un gemellaggio tra l'Isola del Giglio ed un centro rivierasco della Turchia lungo l'Egeo o il Mediterraneo.
Naturalmente si parlerà di rivoluzioni ecologiche ed ambientali. Non a caso il titolo dell'incontro con giornalisti ed operatori turistico-industriali è "Isola del giglio: un modo diverso di fare turismo". Tra gli investimenti per il futuro: due dissalatori e un impianto eolico per renderla autosufficiente dal punto di vista idrico ed energetico. Attivata un'isola ecologica per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti
. L'Arenella Hotel, albergo d'autore progettato con la consulenza della pittrice Laura Fiume -come si legge in un comunicato stampa - sarà la prima struttura pensata secondo la filosofia della nuova amministrazione comunale e segnerà la via da seguire per un turismo rispettoso dell'ambiente e del biologico, colto e amante dell'arte, raffinato e goliardico
Alla manifestazione saranno presenti: Stefano Feri (Assessore al Turismo, Cultura e Ambiente dell'Isola del Giglio), Walter Rossi (presidente Pro Loco dell'Isola del Giglio), Enrica Muti (Direttore de L'Arenella Hotel), Laura Fiume (pittrice/designer).
L'Isola del Giglio si appresta dunque a diventare la più fulgida perla del Mediterraneo: bellezze naturali, turismo, cultura e... rispetto del Protocollo di Kyoto.
A quasi un anno dalla sua elezione, la nuova amministrazione vuole presentare i primi risultati della cosiddetta "nuova era" dell'Isola del Giglio, basata sulla filosofia turistica-ambientalista-culturale. La giunta, entrata in carica il 13 giugno 2004, punta sulla rinascita turistica partendo dall'aspetto ambientalista-ecologista da affiancare a quello noto ed apprezzato da sempre legato alle bellezze naturali del luogo.
La "nuova era" del Giglio non può prescindere dall'energia alternativa. A pochi giorni dall'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, che obbliga gli stati firmatari ad adottare politiche economiche mirate a ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera, l'Isola del Giglio si pone all'avanguardia in Italia ed è una delle poche località virtuose del nostro Paese: è infatti una delle 10 isole del Mediterraneo facenti parte del "Progetto Pale Eoliche" dell'Enel: entro ottobre dovrebbe essere installata una pala eolica (con funzione analoga al vecchio mulino a vento) che fornirà il 15% dell'energia dell'isola e ridurrà le emissioni atmosferiche, in accordo con gli impegni del Protocollo di Kyoto, di ben 900 tonnellate di anidride carbonica. Saranno installati dispositivi adatti a sfruttare l'energia del vento su molti tetti delle case e degli alberghi dell'isola. 
Il Giglio, inoltre, sarà la prima isola del Mediterraneo indipendente idricamente: è attivo un dissalatore avveniristico che produce 1.700 metri cubi di acqua al giorno con una spesa energetica minima e entro la fine dell'anno entrerà in funzione un secondo. La presenza dei due dissalatori metterà fine all'andirivieni delle cosiddette "bettoline" col loro carico di inquinamento e danno paesaggistico: ogni dissalatore produce acqua pari a quella portata sull'isola da tre bettoline. 
E' stata attivata, infine, una "isola ecologica", ossia una stazione di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti, in modo da ridurre al massimo i viaggi da e per la Penisola. 
Grande attenzione, infine, alla rinascita culturale del Giglio con concerti, mostre, festival, ecc. 
Dopo quasi un anno dal suo insediamento, un atto concreto fa seguito alle iniziative politiche: apre in uno dei luoghi più belli e famosi dell'isola L'Arenella Hotel. Questa struttura si inquadra perfettamente nella "nuova era" del Giglio e diventa un'apripista per tutte le strutture turistiche che verranno: progettata dalla pittrice  Laura Fiume (figlia di Salvatore e artista di fama mondiale), utilizza solo materiale biologico e offre servizi all'avanguardia come i corsi di aromaterapia o le passeggiate botaniche guidate. L'albergo di "nuova generazione" del Giglio coniuga il piacere del mare (corsi di vela, diving) con il benessere e il culto del corpo: dal prossimo anno, inoltre, sarà attiva una zona wellness, con sauna, bagno turco e piccola palestra.
L'incontro sarà un'occasione per presentarci e per proporre una delle mete turistiche italiane potenzialmente più importanti dei prossimi anni. Inoltre sarà l'occasione per organizzare dei piccoli press tour per visitare la struttura alberghiera e per verificare la "nuova era" del Giglio
Per qualsiasi informazione l'indirizzo e-mail è: isolagiglio@yahoo.it
Ufficio Stampa: Gianfranco Ugolini: Cell 335.5495368
Andrea Cauti: Cell. 339.6781371
23.02.2005

MOTOGP AD ISTANBUL
Il Gran Premio nella metropoli turca (23 ottobre) prende il posto il posto di quello di Rio de Janeiro che è stato cancellato per "inadempienze contrattuali". Il calendario completo.

Motomondiale_in_TurchiaLa Federazione Internazionale di Motociclismo ha annunciato la cancellazione del Gp di Rio. La motivazione, alquanto generica, è basata su "inadempienze contrattuali".
E`dunque cambiata la fisionomia del calendario 2005 del Mondiale Motogp. Il Gran Premio del Portogallo verrà disputato il 17 aprile, mentre quello di Turchia, che si svolgerà sul nuovo circuito di Istanbul, avrà luogo il 23 ottobre. Il primo appuntamento stagionale sarà il Gp di Spagna, fissato per il 10 aprile sul circuito di Jerez. L`ultimo il 6 novembre a Valencia, per il Gp della Comunidad Valenciana.

Questo il calendario completo:
10 aprile:    Gp Spagna, Jerez 
17 aprile:    Gp Portogallo, Estoril 
1 maggio:     Gp Cina, Shanghai 
15 maggio:    Gp Francia, Le Mans 
5 giugno:     Gp Italia, Mugello 
12 giugno:    Gp Catalogna, Montmelò 
25 giugno:    Gp Olanda, Assen 
10 luglio:    Gp Usa, Laguna Seca (solo categoria MotoGp)
24 luglio:    Gp Gran Bretagna, Donington Park 
31 luglio:    Gp Germania, Sachsenring 
28 agosto:    Gp Rep. Ceca, Brno 
18 settembre: Gp Giappone, Motegi 
25 settembre: Gp Malesia, Sepang 
1 ottobre:    Gp Qatar, Doha 
16 ottobre:   Gp Australia, Phillip Island 
23 ottobre:   Gp Turchia, Istanbul 
6 novembre:   Gp Comunidad Valenciana, Valencia (DataSport)
23.02.2005

IL DONO DEL CAMPETTO
I giovani turchi, grazie al pensiero dell'Uefa, potranno giocare il loro calcio di base. E' il primo di una serie di 100 progettati dalla Tff per il prossimo anno. La cerimonia alla presenza del premier Erdogan.
Minicampo_alla_TurchiaLa Uefa ha donato un campetto alla Turchia, il cui Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha presenziato alla cerimonia lodando l'iniziativa per il calcio di base.
Primo di una serie
Il campetto, costruito dalla Uefa e dalla Federcalcio turca (Tff), è il primo di una serie di 100 progettati dalla Tff per il prossimo anno. La partecipazione ad alto livello alla cerimonia sottolinea l'importanza data al calcio e ai giovani in Turchia.
Sostegno del governo
Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, egli stesso un ex calciatore, non solo ha partecipato alla cerimonia, ma ha anche assistito alla successiva partita. Erdogan ha sottolineato che il sostegno del governo allo sport e allo al settore giovanile continuerà a crescere. Hanno preso parte all'evento anche il vice presidente della Uefa Şenes Erzik, il ministro per la gioventù e lo sport Mehmet Ali Şahin e il presidente della Tff Levent Bicakci.
Campetto prototipo
Nel quadro del progetto HatTrick, la Uefa ha deciso di offrire un campetto prototipo ad ogni federazione associata nell'ambito delle celebrazioni per il 50esimo anniversario dell'organo di governo del calcio europeo. I campetti dovrebbero essere installati nei pressi della sede delle federazioni e possibilmente in prossimità o all'interno di una scuola. (Uefa.com)
23.02.2005

TRE MESI ANCORA
Tanto è il tempo per poter assistere nello stadio olimpico <Ataturk> in Turchia alla finale di Uefa di Champion League, la prima mai disputata in questo Paese.
La_Coppa_di_Champions_LeagueSono esattamente 90 i giorni che ci separano dalla finale della Uefa Champions League di Istanbul.
Il 25 maggio 2005, infatti, la coppa europea per eccellenza celebrerà il suo atto conclusivo nello stadio Olimpico Atatürk.
Sarà la prima finale Uefa mai disputata in Turchia. Lo stadio del Galatasaray è dotato di 80.000 posti a sedere ed è stato inaugurato il 13 ottobre 2002.Ancora tre le squadre italiane in corsa, Inter, Juventus e Milan che ambiscono ad occupare una metà campo il prossimo 25 maggio. (Datasport)
23.02.2005

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