Arretrati 

Anno 6° N.5

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UN FUTURO DA CAOS
Ankara teme una guerra civile nel Nord Irak dove i curdi sono in prevalenza rispetto agli sciiti, agli arabi e soprattutto ai turcomanni. Non escluso un intervento militare per proteggere questi ultimi.
TalabaniI partiti curdi hanno alzato il prezzo di una loro partecipazione ad un Irak unito, chiedendo il posto di presidente dell'Irak, ma Ankara ha fatto subito appello a Bush: occorre fermare i curdi, altrimenti sarà la guerra civile, il caos, lo Stato curdo indipendente e, con essi, un intervento della Turchia, della Siria e dell'Irak - ha scongiurato il premier turco Recep Tayyip Erdogan. I partiti curdi del Nord sono evidentemente in preda all' euforia per il successo ottenuto nelle province del Nord, dove sono riusciti a portare alle urne nell'ordine l'80 per cento della popolazione e dove contano di avere ottenuto almeno 70 deputati (oltre il 25% sui 275 dell' Assemblea nazionale provvisoria) al Parlamento di Baghdad e chiedono ora il posto di presidente dell'Irak, come ha affermato il leader dell'Unione patriottica del Kurdistan (Upk), Jalal Talabani.
Quest'ultimo avrebbe anzi rivelato - secondo fonti giornalistiche nord-irachene - di avere raggiunto un accordo con il grande vincitore delle elezioni irachene, il leader sciita al Sistani, attraverso il leader dello Sciri al Hakim - in base al quale il posto di premier di un Governo sciita-curdo toccherebbe agli sciiti (forse allo stesso attuale premier Allawi), mentre, in cambio, un leader curdo (probabilmente lo stesso Talabani) andrebbe alla presidenza della Repubblica.
Ma come il successo travolgente al sud e su scala nazionale allarma per ragioni religiose gli arabi sunniti (che si sono astenuti dal voto) ed i loro referenti nelle capitali arabe sunnite (dall'Arabia saudita, alla Siria alla Giordania), così il successo dei curdi al Nord, per ragioni etniche, allarma i turcomanni (oltre che gli arabi sunniti e gli assiro-caldei cristiani) e con essi la Turchia, la Siria e l'Iran.
Questi ultimi sono rimasti molto colpiti soprattutto dal fatto che nella città petrolifera e multietnica di Kirkuk, la lista unitaria delle due forze nazionaliste curde Ukp-Pdk avrebbe ottenuto, grazie ad un ''ritorno strategico prima delle elezioni'' di circa 100 mila curdi, uno schiacciante 68%, ponendo un'ipoteca curda sulle consistenti riserve petrolifere della sua provincia (valutate al 12% dei 112 miliardi di barili totali iracheni).
In particolare Ankara, che da mesi continua a battere sul chiodo del pericolo di un'egemonia curda in Nord Irak ed a Kirkuk, vede oggi realizzarsi i suoi più neri scenari: un Irak con un presidente separatista in pectore sarebbe destinato a legittimare nel breve periodo una discreta e coperta politica di vessazione delle minoranze nord-irachene, i turcomanni in primo luogo (ma anche arabi e cristiani) ed a favorire, altrettanto discretamente, una secessione legale di un Kurdistan indipendente rompendo l'integrità del Paese.
Analoghi timori vengono molto avvertiti anche a Damasco ed a Teheran, a quanto ha assicurato Erdogan, che ha esplicitamente chiesto agli americani ed agli europei di ''smettere di chiudere gli occhi sulle tendenze antidemocratiche che si celano sotto la democraticità delle elezioni irachene'' e di decidersi a ''compiere i passi necessari'' per fermare l'ascesa dell' avventurismo dei nazionalisti curdi che - a suo dire - potrebbe portare ad una ''guerra civile etnica e ad un lungo periodo di caos'' e, quindi, obbligare ''la Turchia ed altri vicini dell'Iraq ad agire per difendere i propri interessi nazionali''.
''Questi sviluppi negativi in Irak devono essere fermati prima che sia troppo tardi. Altrimenti essi provocheranno scontri e porteranno il fuoco nella regione. Se non ci sarà la necessaria sensibilità, le conseguenze potranno disturbare la Turchia ed altri vicini dell'Iraq'' - ha detto Erdogan con un chiaro riferimento alle intenzioni coperte dei nazionalisti curdi, che ufficialmente negano le loro intenzioni separatiste, ma preparano un referendum popolare in Nord Iraq proprio sulla secessione dallo stesso Iraq.
E' questo un vero spettro per Turchia, Siria ed Iran, che avendo tutte minoranze curde al loro interno, temono che un Kurdistan indipendente e ricco di petrolio agirebbe come irresistibile polo di diffusione del separatismo curdo nei loro Paesi. I curdi hanno posto tre condizioni per non provocare la scissione dell'Iraq: che l'ordinamento costituzionale sia federale e preveda un riconoscimento di un'ampia autonomia della regione settentrionale (che essi vorrebbero chiamare Kurdistan iracheno); che lo stato iracheno sia laico, al fine di prevenire una tentazione teocratica sciita; ed, in terzo luogo, che Kirkuk sia considerata curda, e capoluogo (domani capitale?) del Kurdistan.
Ora chiedono anche il posto di Capo dello Stato. I curdi hanno le carte in mano per far saltare il tavolo costituzionale dato che una controversa clausola della Costituzione ad interim, prevede che la nuova Costituzione possa essere respinta se due terzi dell'elettorato votassero contro in 3 delle 18 province irachene. E i curdi, per l'appunto, usciranno dalle elezioni padroni di tre province: Dohuk, Erbil e Suleymania. Ma essi dovranno fare i conti con la Turchia, la Siria e l'Iran e con gli americani che, nonostante l'alleanza con i curdi, finché restano in Irak, sono ufficialmente e solennemente impegnati a garantire l'integrità territoriale del Paese. (Lucio Leante/Ansa)
04.02.2005

ERDOGAN: "VITALE L'INTEGRITA'"
Il Primo Ministro turco ha fatto capire che la Turchia non accetterà mutamenti dello status quo dell'Irak: "Qualunque disordine lì, sarà un disordine per noi". Il destino di Kirkuk.
Recep_Tayyip_ErdoganGli Stati Uniti rassicurano la Turchia sull'integrità territoriale dell'Irak, mentre Ankara fa sapere di non gradire affatto quanto sta accadendo nel nord del Paese, ribadendo la necessità di rispettare i diritti dei turchi nell'area.''L'integrità territoriale dell'Irak e la sua unità sono vitali'', ha detto il Sottosegretario alla Difesa americano Douglas Feith, parlando ad Ankara, tentando così nuovamente di rassicurare la leadership turca sulle aspirazioni indipendentiste dei curdi del nord dell'Iraq.
''Qualunque misura sia presa senza tenere in considerazione i diritti dei turchi - ha ammonito il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, commentando le dichiarazioni del leader del Partito democratico del Kurdistan (Pdk) Massud Barzani sulla possibilità di proclamare un giorno uno Stato indipendente curdo nel nord dell'Irak - non porterà a niente e accenderà una miccia nella regione''. Secondo Erdogan, ''se la questione non verrà trattata con sensibilità, gli sviluppi negativi danneggeranno noi e i nostri vicini. Qualsiasi disordine lì, sarà un disordine per noi, nessuno ha il diritto di provocare disordini''.
Ankara è in particolar modo preoccupata per il destino di Kirkuk, il terminal petrolifero più importante del nord dell'Iraq, che nelle intenzioni dei curdi dovrebbe diventare la capitale del futuro Kurdistan indipendente. La Turchia teme inoltre la ripresa delle aspirazioni separatiste dei curdi delle regioni sud-orientali. (take Adnkronos)
04.02.2005

PER L'IRAK UNITA' NAZIONALE
Va preservata, hanno detto tanto il Capo dello Stato Turco Ahmet Necdet Sezer che il presidente dell'Algeria Abdelaziz Bouteflika.
Il nuovo Governo iracheno dovrà preservare l'integrità territoriale e l'unità nazionale del Paese: lo hanno affermato in un comunicato congiunto i presidenti algerino, Abdelaziz Bouteflika, e turco, Ahmet Necdet Sezer, incontratisi questa sera ad Ankara.
"Abbiamo constatato di condividere le stesse opinioni per quel che riguarda il sostegno degli sforzi internazionali che mirano alla ricostruzione e al ritorno dell'Iraq in seno alla comunità internazionale, a un rapido ritorno della stabilità e alla salvaguardia dell'integrità territoriale e dell'unità nazionale" irachene", ha dichiarato Sezer in conferenza stampa.
Bouteflika - che incontrerà anche il premier turco Recep Tayyip Erdogan - ha auspicato un rafforzamento delle relazioni politiche e commerciali fra Tunisia e Turchia. (ApCom)
04.02.2005

"NON INTERFERIAMO MA...."
Teheran si dice pronta ad accettare i risultati del voto in Irak ma si opporrà a qualsiasi volontà indipendentista dei curdi e a qualsiasi cambiamento geografico della regione.
Abdollah_RamezanzadehL'Iran loda la partecipazione degli iracheni alle elezioni, si dice pronto ad accettare i risultati e a non esercitare interferenze nel processo politico che ne seguirà. Ma avverte che non cederà sulla questione curda e si opporrà a qualsiasi volontà indipendentista di questa etnia. 
''Qualunque sarà il risultato, lo accetteremo'', ha assicurato il portavoce del Governo di Teheran, Abdollah Ramezanzadeh, aggiungendo che il suo Paese ''non interferirà''  nella continuazione del processo di democratizzazione. 
Decisa, però, la messa in guardia sulla questione curda. Teheran, come la Turchia, ha detto che non accetterà progetti indipendentisti che dovessero essere suggeriti da quello che si annuncia come un trionfo della lista curda unita nelle regioni settentrionali del Paese, dove questa etnia è maggioritaria. 
''Siamo per l'integrità territoriale dell'Irak - ha  sottolineato il portavoce - e ci opporremo ad ogni cambiamento nella geografia della regione''. 
I timori di Ankara e di Teheran si spiegano con la presenza in Turchia, e in misura minore in Iran, di importanti minoranze curde, sulle quali potrebbe far presa un eventuale movimento indipendentista. E secondo i due Paesi confinanti, le conseguenze sulla stabilità dell'intera regione sarebbero imprevedibili.
Data ormai per scontata la vittoria elettorale degli sciiti - maggioranza in Irak e ancor più in Iran - il quesito riguarda ora quali dei raggruppamenti di questa confessione avranno la meglio nel processo costituzionale che porrà le fondamenta del nuovo Stato. Quelli cioè che credono nell'opportunità di creare un regime confessionale, come appunto in Iran, o coloro che credono in una "via irachena" che preveda la separazione tra politica e religione. L'interrogativo che oggi molti si pongono, non solo in Occidente ma anche in Medio Oriente, è proprio sull'influenza che Teheran potrebbe esercitare.
Il portavoce Ramezanzadeh ha cercato di fugare ogni timore. ''Accetteremo il risultato delle urne, qualunque esso sia, e non eserciteremo interferenze'', ha assicurato, sottolineando che spetta agli iracheni decidere del loro Paese. 
''L'alta partecipazione alle elezioni - ha detto - mostra che la maggioranza di questo popolo vuole determinare il proprio futuro, e questo è un fatto positivo''.
Ma l'Iran insiste anche a dire che gli americani se ne devono andare il prima possibile. ''Siamo addolorati - ha affermato Ramezanzadeh - per le persone innocenti che hanno perso la vita in questa giornata elettorale, ma speriamo che proprio questa consultazione porti alla fine dell'occupazione e al pieno stabilimento della sicurezza''. Sebbene, subito dopo, lo stesso portavoce abbia rilevato che ''fino ad ora non vi è alcun cambiamento nell'atteggiamento degli Usa nei confronti della regione''.Ramezanzadeh ha assicurato anche che il governo iraniano avrà ''una stretta cooperazione'' con le future autorità di Baghdad per garantire ''la stabilità della regione'', alla quale è direttamente interessato. 
Le affermazioni del portavoce si riferiscono tuttavia alla posizione dell'esecutivo, guidato dal presidente riformista Mohammad Khatami. Mentre le accuse di interferenze negli affari irakeni, lanciate ripetutamente dagli Usa e da alcuni membri del Governo ad interim irakeno, erano dirette a poteri "forti" conservatori, da cui dipendono le forze di elite dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione. Ramezanzadeh, comunque, ha negato nuovamente che ogni azione volta a fomentare la rivolta nel Paese vicino sia stata compiuta da qualsiasi organo del regime. ''Lo abbiamo sempre detto - ha affermato - e lo ripetiamo: se hanno delle prove, le rendano pubbliche''. (Alberto Zanconato/Ansa)
04.02.2005

RELAZIONI FORTI
Nonostante le divergenze sull'Irak Washington ed Ankara continuano ad avere rapporti più che ottimi. La dichiarazione del Sottosegretario alla Difesa Usa Douglas Feith.
Il_minisatro_degli_Esteri_turco_Abdullah_Gul_assieme_al_Sottosegretario_Usa_alla_Difesa_Douglas_FeithLe relazioni tra Stati Uniti e Turchia restano forti nonostante le divergenze sull'Irak: a segnalare la solidità dei rapporti tra Washington ed Ankara è stato il Sottosegretario americano alla Difesa Douglas Feith, in una conferenza stampa nella capitale turca. "Abbiamo avuto delle divergenze sull'Irak e molte differenze hanno provocato dei problemi - ha detto il numero tre del Pentagono - ma i problemi non sono insoliti in una alleanza di Paesi liberi. Noi abbiamo un'alleanza profonda, forte e utile con la Turchia e questa continuerà". (take Adnkronos)
04.02.2005

LA MISSIONE
In arrivo in Turchia il nuovo Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che si vedrà con i massimi dirigenti turchi. Tra le tappe anche l'Italia. Naturalmente si parlerà di Irak.
Condoleezza_RiceIl Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice sarà in Turchia, nell'ambito di una missione regionale destinata a rilanciare il processo di pace israelo-palestinese. Lo ha confermato il ministero degli Esteri turco Abdullah Gul. Rice è attesa ad Ankara domani sabato 5 febbraio e dovrebbe ripartire il giorno dopo. La responsabile della diplomazia statunitense discuterà con i vertici del contributo turco per risolvere la crisi mediorientale. La Rice visiterà anche una serie di Paesi europei, fra cui l'Italia, come ha annunciato lei stessa in una telefonata al ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini. (ApCom)
04.02.2005

RICE E LAVROV PREPARANO L'INCONTRO
Il ministro degli Esteri russo e il Segretario di Stato Usa ad Ankara per coordinare il vertice di Bratislava tra Putin e Bush il prossimo 24 febbraio
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, si incontreranno ad Ankara nella giornata di oggi sabato 5 febbraio per preparare il vertice Usa-Russia, previsto per il prossimo 24 a Bratislava, capitale della Slovacchia, quando ad incontrarsi saranno il presidente russo, Vladimir Putin, e quello americano, George W. Bush.
Rice è partita giovedì scorso dagli Usa per un tour europeo con diverse tappe: Gran Bretagna, Germania, Polonia, Turchia, Israele, Cisgiordania, Italia (lunedì prossimo), Francia, Belgio e Lussemburgo (Paese che attualmente presiede l'Unione europea), un viaggio dedicato principalmente a ricostituire le relazioni transatlantiche, così duramente provate dalla guerra in Iraq.
Putin e Bush hanno parlato telefonicamente dei temi che affronteranno durante l'incontro di Bratislava. Lo ha riferito il servizio stampa del Cremlino, aggiungendo che uno dei temi della conversazione telefonica sono state anche le elezioni irachene. (ApCom)

04.02.2005

LE CONGRATULAZIONI
Le ha fatte il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, a Condoleezza Rice, appena nominata Segretario di Stato Usa.
Turkish Foreign Minister Abdullah Gul congratulated Condoleezza Rice who is newly appointed as U.S. Secretary of State.
Diplomatic sources said that Gul sent a message to Rice yesterday, and said as two close allies, the United States and Turkey, will further develop bilateral relations and partnership throughout Rice's term in office.
Gul said, ''existing good relations between Turkey and the United States are very important.'' He added that Rice's well-known efforts for extension of freedom and democracy will contribute to solution of disputes in the world.
Gul noted, ''in a period which Turkey paves way to EU membership in stability, I believe the value of common views, and values between two countries will continue both in global fight against terrorism and in settlement of peace in the region.''
''Joint interests of Turkey and the United States will gain more importance while a new period is starting in Afghanistan and Iraq. I am pleased as I will work with you,'' he added.
Gul stressed in his message, ''we are expecting your visit to Turkey in coming days. Your visit will be a chance to discuss recent developments.'' (Anadolu Agency)
04.02.2005

ABU MAZEN AD ANKARA PER UNA VISITA DI DUE GIORNI
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese si è visto dapprima con il Capo dello Stato turco Ahmet Necdet Sezer e successivamente con il premier Recep Taayip Erdogan e con il presidente della Grande Assemblea Nazionale Bulent Arinc. Esposti i progressi di pace con Israele.
Abu_MazenVisita di due giorni ad Ankara del presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen.  Il leader dell'Olp è stato ricevuto dal Presidente turco Ahmet Necdet Sezer, con cui ha discusso dei possibili sviluppi nel processo di pace, ricevendo il pieno appoggio da parte di Ankara.
Abu Mazen, accompagnato dal ministro degli Esteri Nabil Shaath e dal ministro dei Trasporti, Hikmad Zaid, ha rilasciato alcune dichiarazioni di tono ottimista. Il processo di pace sembra infatti essere avviato su una strada positiva. Il leader palestinese è riuscito ha ottenuto un cessate il fuoco dalle frange più violente e in cambio ha ricevuto la sospensione delle operazioni militari e il ritiro delle truppe israeliane.
"Abbiamo compreso che un processo globale di pace per il Medio Oriente può essere raggiunto - ha affermato con convinzione Abbas - la road map deve fornire la base per un accordo finale di pace, già oggi stiamo registrando progressi notevoli nella regione".
Sezer - Presidente di un Paese a maggioranza islamica, ma alleato degli Stati Uniti e della Nato e candidato all'entrata nell'Unione Europea - si è offerto come "naturale" tramite tra le due parti: "L'appoggio turco alla causa palestinese e alla sua volontà di formare uno stato indipendente verrà rinforzata".
Abu Mazen, in arrivo da Mosca, ha avuto in agenda anche l'incontro con il Premier turco Recep Tayyip Erdogan, con il presidente del Parlamento, Bulent Erinc, e con diversi uomini d'affari.
Il viaggio è servitoad Ankara per confermare un suo ruolo di peso sullo scenario internazionale. La Turchia infatti gode di buoni uffici sia presso i palestinesi sia presso gli israeliani, con cui si stanno discutendo accordi sulle forniture militari. Pochi giorni fa il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul in visita nella regione si era fermato sia a Ramallah sia a Tel Aviv. (ApCom)
04.02.2005

NUOVI AMBASCIATORI
Ricevuto, tra gli altri, al Quirinale per le Lettere Credenziali il rappresentante della Turchia Ugur Ziyal.
Ugur_ZiyalIl presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto al Palazzo del Quirinale, in udienze separate, per la presentazione delle Lettere Credenziali, i nuovi ambasciatori:
Ugur Ziyal (Repubblica di Turchia)
Samir Al-Kasir (Repubblica Araba Siriana)
Abdulhamid Abdulfatah Kazim (Emirati Arabi Uniti)
Eduardo Araya Alemparte (Repubblica del Cile)
Zemete Tekle Woldetation Woldetatios (Stato di Eritrea)
Josè Luis Dicenta Ballester (Spagna)
Era presente il sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Giampaolo Bettamio. (take Agi)
04.02.2005

COOPERAZIONE
Possibile accordo tra Ankara e Tel Aviv per un ammodernamento di carri armati ed aerei da caccia turchi da parte degli israeliani per 750 mln di euro.
Moshe_YaalonIl_Capo_delle_Foze_Armate_turche_gen._Hilmi_OzkokSarebbe in dirittura d'arrivo l'accordo fra Israele e Turchia in merito ad una modernizzazione di 48 cacciabombardieri F-4 Phanthom e di 200 carri armati M-48 Patton di Ankara, un affare da circa 750 milioni di euro: lo hanno affermato fonti del ministero della Difesa israeliano, mentre da parte turca non vi è ancora alcuna conferma.
La questione è stata discussa nel corso della visita in Turchia del Capo di Stato Maggiore israeliano, generale Moshe Yaalon, ricevuto ad Ankara dal presidente della Repubblica Ahmed Necder Sezer, dal ministro della Difesa Vecdi Gonul e suo omologo Hilmi Ozkok. Ankara ha confermato l'esistenza delle trattative ma fonti militari turche ritengono improbabile la firma di un accordo dato che la Turchia non era rimasta soddisfatta dall'upgrade precedente dei propri mezzi corazzati.
L'accordo di cooperazione militare risale infatti al 1996, data a partire dalla quale Israele ha rinnovato quasi 200 carri armati M-60 e decine di caccia F-4, per un totale di 2.3 miliardi di euro; in base al nuovo accordo verrebbero rimodernati altri 100 mezzi corazzati e 44 aerei da guerra. La Turchia sarebbe infine interessata anche all'acquisto dell'apparecchio teleguidato Harpy, drone di fabbricazione israeliana in grado di colpire stazioni radar. (ApCom)
04.02.2005

ARINC: "RAPPORTI PRIVILEGIATI"
Il consuntivo del viaggio del presidente della Grande Assemblea Nazionale turca dopo gli incontri con Pier Ferdinando Casini, Marcello Pera (presidenti rispettivamente di Camera e Senato) e con il ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Il problema "Kirkuk".
Bulent_ArincI rapporti tra Turchia ed Italia - tra i due Stati, Governi e popoli - sono così stretti che si può senz'altro parlare di una "cooperazione privilegiata". Lo aveva sottolineato Bulent Arinc, presidente del Parlamento turco (Grande Assemblea nazionale), la scorsa settimana a Roma per una visita ufficiale a Roma. Nel corso dei suoi colloqui - aveva rilevato Arinc in un'intervista ad <Aki/Adnkronos/International> - egli ha potuto constatare con soddisfazione la continuità del sostegno italiano alla candidatura turca alla UE, un appoggio che è destinato a ''proseguire anche durante il processo negoziale in vista dell'adesione''. Arinc aveva espresso ai suoi interlocutori italiani - tra i quali il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, quello del Senato Marcello Pera ed il ministro degli Esteri Gianfranco Fini Fini - il ringraziamento di Ankara per il sostegno ricevuto. Ed aveva ricordato, in particolare, ''il contributo positivo'' del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il cruciale Consiglio europeo di Bruxelles nel dicembre scorso, ribadendo l'impegno della Turchia per la continuazione degli sforzi già avviati sul terreno delle riforme. Una collaborazione più intensa tra i due Parlamenti era stata il principale obiettivo della missione romana - la prima di un presidente dell'Assemblea turca dopo 15 anni - allo scopo di far conoscere meglio la posizione turca e ''presentare le potenzialità'' che comporta l'adesione di Ankara di fronte all'opposizione di certi partiti e settori dell'opinione pubblica.
Turchia e Italia collaborano attivamente nel quadro del dialogo euro-mediterraneo, in cui va perseguita ''la salvaguardia degli interessi di tutti Paesi rivieraschi, nell'area che va dal Marocco a Cipro, passando per Libano e Siria''. Entrambi i Paesi si trovano poi nella rara condizione di intrattenere relazioni amichevoli tanto con Israele, quanto con i palestinesi'', l'Italia ''come membro dell'Unione europea'' e la Turchia ''come Paese musulmano e vicino ai confini'' di quella zona di crisi. Se essi si adopereranno ''per contribuire insieme alla pace'', ciò avrà ''effetti positivi per tutte le parti coinvolte''.
Per quanto riguarda l'Iraq, Arinc aveva sottolineato i punti fermi della politica turca: l'integrità territoriale del Paese va mantenuta, in quanto ''una frammentazione costituirebbe un pericolo per l'intera regione''; e ''tutte le componenti devono essere rappresentate nell'ambito della costruzione della democrazia''. 
''Molti errori sono stati purtroppo compiuti - aveva lamentato Arinc.
La situazione a Kirkuk, città in cui i partiti curdi sono accusati di aver pesantemente condizionato l'esito elettorale, è oggetto dei ''timori'' della Turchia, aveva conferma Arinc. ''Non solo perché siamo interessati alle sorti della locale popolazione turcomanna, ma anche perché vogliamo che il voto si svolga in modo regolare, che si rechi alle urne chi è registrato all'anagrafe del luogo, mentre ci sono gruppi che tentano di modificare con la forza l'equilibrio demografico. E gli americani si lasciano purtroppo influenzare da tali gruppi''. ''I consigli della Turchia sono stati ignorati ed il voto a Kirkuk avrà luogo ''in un grande cono d'ombra'', aveva denunciato ancora il presidente dell'Assemblea nazionale turca.
Dal primo maggio scorso Cipro è membro dell'Unione Europea. E la UE ha commesso ''un gravissimo errore - ha accusato Arinc - violando i suoi stessi principi fondamentali'', ammettendo quale rappresentante dell'intera isola quella che Ankara definisce ''l'autorità di Cipro Sud''. ''Essa non ha tenuto conto del fatto che nel Nord esiste una Repubblica turca con la sua realtà e le sue istituzioni'' ed ha accettato uno Stato coinvolto ''in gravi contenziosi politici e territoriali'', in contrasto con i trattati e la legalità internazionale.
''Sarebbe stato invece più ragionevole trovare una soluzione prima dell'adesione del maggio 2004 - ha proseguito Arinc - e la UE adesso deve impegnarsi per raggiungere un accordo in termini brevi''. Nonché attuare le promesse in termini di apertura commerciale, crediti e traffico aereo già formulate nei confronti dei turco-ciprioti, attraverso ''provvedimenti arenati e comunque in ritardo''. La Turchia, da parte sua, è pronta ad appoggiare ''ogni piano che preveda una soluzione duratura ed una pace permanente'', ha concluso Arinc. (Adnkronos/Aki)
04.02.2005

SERRA YILMAZ SULL'UE
"MI sembra positivo l'ingresso della Turchia", ha detto di passaggio a Milano l'attrice di origine turca conosciuta soprattutto per i film di Ferzan Ozpetek.
Unione_EuropeaL'ingresso della Turchia nell'Unione Europea ''per ora mi sembra positivo: può accelerare il processo di democratizzazione in atto nel Paese e la Turchia può portare una diversità benefica per l'Europa''. Lo ha affermato l'attrice di origine turca Serra Yilmaz a margine di una conferenza a Milano.
''Per il momento il mio giudizio sul processo di integrazione della Turchia nell'Unione Europea è positivo'', ha detto Jilmaz a margine di una conferenza sulle città del Mediterraneo - lei ha parlato di Istanbul - organizzata dalla Camera di Commercio di Milano e dal Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo). ''Mi riservo la possibilità di cambiare parere nel corso dei prossimi cinque anni - ha aggiunto l'attrice conosciuta soprattutto per i film del regista Ferznan Ozpetek, attualmente impegnata in progetti teatrali - ma l'ingresso in Europa può accelerare e di molto il processo di democratizzazione già in atto in Turchia: ho già visto cambiamenti anche nei commissariati di polizia e i meccanismi di controllo, come la Convenzione europea contro la tortura, potranno essere positivi''. (take Ansa)
04.02.2005

IL TERRORIMO CONTRO OGNI VALORE
A ribadirlo il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan al Forum di Davos. Per i suoi aderenti non esistono infatti né il senso di patria, né la razza né la religione.
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said, ''terrorists do not have religion, nationality, race and homeland.''
Holding a news conference, Prime Minister Erdogan who is currently in Davos town of Switzerland to attend the World Economic Forum, highlighted importance of preventing terrorism from becoming global.
'We should concentrate on measures to be taken to globalize peace. Poverty and ignorance are the basic reasons of terrorism. All countries should cooperate to eliminate poverty and ignorance in the world. Also, terrorists do not have religion, nationality, race and homeland. As a country which suffered much from terrorism, Turkey has always advocated international terrorism in fight against terrorism,'' he said.
Prime Minister Erdogan told reporters, ''if we allocate the money which we spent for fight against terrorism, to under-developed countries, we can overcome poverty to a great extent. The same thing is also valid for the defense industry expenditures. As Turkey, we declared 2005 as the year of Africa. Members of the our cabinet will give priority to African countries in their foreign visits to develop our cooperation with them.''
Referring to the massive quake-triggered tsunami disaster in southern Asia, which claimed more than 280 thousand lives, Prime Minister Erdogan said, ''everyone in the world should give a helping hand to survivors in the region.'' (Anadolu Agency)
04.02.2005

SVENTATO ATTENTATO
L'obiettivo era una base americana presso Incirlik nel sud anatolico. Una bomba conteneva 5 chili di esplosivo.
Una bomba contenente 5 chili di esplosivo è stata trovata in una discoteca vicino a Incirlik, in Turchia, dove si trova una base aerea che ospita 1.400 soldati americani. L'ordigno - secondo fonti militari, di fabbricazione artigianale - è stato disinnescato con successo. "Siamo stati avvisati che era stata trovata una bomba all'esterno della base" ha riferito un ufficiale "e abbiamo preso misure precauzionali". Nel week end era già previsto un viaggio del nuovo segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, proprio in Turchia. (Agr)
04.02.2005

LA QUESTIONE CIPRIOTA
Il Governo di Tassos Papadopoulos pronto a riprendere i colloqui sotto l'egida del Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Il protocollo dell'accordo doganale. Un forte spirito di collaborazione.
Tassos_PapadopulosIl Governo della Repubblica di Cipro è pronto ad avviare colloqui con il Governo turco sotto l'egida del Segretario generale dell'Onu Kofi Annan al fine di risolvere l'ormai trentennale <questione cipriota>, ovvero la riunificazione dell'isola divisa dal 1974 dopo un'invasione militare della Turchia che ancora occupa il 38 per cento della parte settentrionale dell'isola.
Lo ha ribadito a Nicosia il presidente cipriota Tassos Papadopoulos intervenendo all'annuale pranzo d'inizio d'anno con la stampa estera. 
Circa quanto si aspetta ora dalla Turchia, il Capo di Stato cipriota ha detto senza mezzi termini che ''Ankara ha l'obbligo nei confronti dell'Unione Europea di firmare il protocollo di accordo doganale'', ma ha tenuto a sottolineare che ''la nostra priorità non è quella di ottenere una firma di Ankara bensì quella di trovare una soluzione negoziale per Cipro''.Papadopoulos ha aggiunto che le ultime proposte del Governo cipriota di emendamenti alle regolamentazioni UE circa gli scambi commerciali tra la parte Nord dell'isola (la Repubblica Turca di Cipro del Nord, Rtcn, riconosciuta solo da Ankara ma non dalla comunità internazionale) e la Repubblica di Cipro - note anche come il "Regolamento Linea verde" - saranno presentate nei prossimi giorni e si è detto fiducioso che la questione sarà risolta positivamente.
Una firma di Ankara, ha detto comunque il presidente cipriota, ''rappresenterebbe un passo significativo verso la normalizzazione dei rapporti con la Turchia e una tale normalizzazione contribuirebbe senz'altro ad aiutare gli sforzi per la soluzione della questione di Cipro''.
A proposito del ruolo dell'UE e del contributo che i Paesi europei possono fornire in direzione di una soluzione per la riunificazione dell'isola, parlando con l'Ansa, Papadopoulos ha tenuto a sottolineare ''il forte spirito di collaborazione'' riscontrato nei suoi colloqui a Roma, lo scorso novembre, con il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi di cui, ha detto il Capo di Stato cipriota, ''ho molto ammirato la pacatezza e l'equilibrio dimostrati nell'affrontare la questione anche con la parte turca ed il sostegno datoci''. 
''Il ruolo che potrà svolgere l'Europa, e l'Italia in particolare, è senz'altro di fondamentale importanza - ha concluso Papadopoulos - perché il problema cipriota riguarda l'Europa e richiede quindi un maggiore contributo dell'Europa'' per raggiungere una soluzione ''duratura, che sia di beneficio per i greco-ciprioti come per i turco-ciprioti''.(take Ansa)
04.02.2005

NUOVI SCENARI NEL MEDITERRANEO ORIENTALE
La visita ad Ankara del Capo delle Forze Navali greche, ammiraglio Antonios Antoniadis, in un contesto diplomatico di ampio respiro. La prova del nove sarà la risoluzione del contenzioso per Cipro.
Il Capo della Forze navali greche, ammiraglio Antonios Antoniadis, si è recato in visita in Turchia.  Come sempre avviene in occasione di un gesto compiuto da un importante esponente di uno Stato, ciò ha implicato risvolti di natura geopolitica.
La visita dell'ammiraglio greco è da inserire in un contesto diplomatico di ampio respiro, che sta creando nuovi scenari nel Mediterraneo Orientale. Qualcosa di importante sta accadendo in tale zona, la più problematica e instabile dell'intero Mare Nostrum.
Nel Mediterraneo occidentale troviamo due potenze europee molto attive, Spagna e Francia, che non risparmiano energie politiche e investimenti economici, coscienti che tale area sia di valore strategico per i loro interessi nazionali. Le attenzioni delle due potenze europee hanno consentito agli Stati arabi dell'area, conosciuta come Maghreb (Marocco, Algeria e Tunisia), di crescere più rapidamente rispetto ai paesi arabi dell'area orientale del Mare Nostrum, nota come Mashrek.
Le entità di quest'ultima area geografica (Siria, Libano, Giordania e Palestina), hanno avuto uno sviluppo economico, politico e sociale ritardato rispetto ai "fratelli" maghrebini. Oltre che per colpe proprie, la loro crescita è stata frenata anche dalla mancanza di una potenza europea interessata a investire nella regione.
L'Italia, che avrebbe avuto le dimensioni per svolgere un ruolo di primo piano, ha spesso rinunciato a onori e oneri che la leadership in una zona così calda comportava, guardando all'Atlantico più che al Mediterraneo.
La Grecia, il Paese europeo collocato geograficamente più a oriente nel Mediterraneo, è uno Stato di medie dimensioni, che non ha mai ambito a rivestire un ruolo da leader nella regione. Atene ha scelto di impiegare le risorse disponibili nei Balcani, dove sta assumendo una posizione di primo piano.
Il solo Stato islamico idoneo per un ruolo da protagonista, la Turchia, non ha svolto una funzione consona alle sue possibilità poiché non si è mai sciolto il nodo sulla sua reale natura, restando incerti se fosse da considerare l'ultimo Stato d'Europa o il primo del Medio Oriente.
Il Consiglio Europeo del 17 dicembre, svoltosi a Bruxelles, ha conferito alla Turchia uno status particolare, attribuendole il ruolo di ponte tra Europa e il mondo arabo-islamico. La decisione decretata nella capitale belga ha de facto insignito Ankara dell'autorevolezza necessaria per un salto di qualità.
Le settimane seguenti alla decisione di Bruxelles hanno mostrato una Turchia consapevole, che non rifiuta di assumersi le responsabilità che il nuovo blasone gli attribuisce. Prova di questo nuovo corso è la politica conciliante attuata nei confronti dei paesi vicini.
Merita la dovuta considerazione il riavvicinamento in atto fra Turchia e Siria, che si è concretizzato in un accordo di libero scambio, cui ha fatto seguito un'intesa che pone fine al contenzioso per la provincia turca di Hatay, l'ex sangiaccato di Alessandretta, per molti anni rivendicato dai siriani.
Adesso la Turchia deve conseguire il successo diplomatico prioritario: la soluzione della questione di Cipro. Per ottenere ciò, requisito espressamente richiesto dalla UE per avviare ufficialmente i negoziati con Ankara, è d'obbligo lavorare a stretto contatto con la Grecia. La visita del Capo delle Forze navali greche è stato un ulteriore segno dell'impegno delle due parti per una soluzione diplomatica a breve termine.
Il contenzioso per Cipro sarà la prova del nove per le ambizioni della Turchia di ergersi a leader del Mediterraneo orientale. Se Ankara confermerà la capacità di lavorare con mezzi politici, l'area orientale del Mare Nostrum avrà colmato il vuoto di potere che l'ha caratterizzata fino a oggi. La presenza di una leadership affidabile potrà garantire la stabilità che finora è mancata, creando le condizioni per avviare lo sviluppo del Mashrek. (Rudy Capparini/ Pagine di Difesa)
04.02.2005

LE FORZE TURCHE A KABUL
Si insedieranno ufficialmente il 13 febbraio prossimo sostituendo nel controllo dell'aeroporto gli islandesi. La cerimonia presente il colonnello Kazim Ondul.
Turkish military personnel have taken over the responsibility for operating the international airport in the Afghan capital of Kabul.
Turkish forces took over the control of the airport at a hand over ceremony in Kabul Monday, during which Turkish Air Force Colonel Kazim Ondul was given command of the facility. The airport had previously been operated by a contingent from Iceland.
The hand over was a preliminary for Turkey's taking overall command of the International Security Assistance Force, made up of contingents from NATO member countries. Turkey is scheduled to take command of the 8,000 strong force on February 13.
Speaking at Monday's ceremony, Colonel Ondul said that he would continue the policy of gradually handing over the running of the airport to Afghan civilian control. (NtvmSnbc)
04.02.2005

RIELETTO BAYKAL
Il Partito Repubblicano del Popolo, fondato da Ataturk, si ritrova a capo il suo leader, uno dei veterani della politica. Rappresenta la "vecchia guardia".
Deniz_BaykalDeniz Baykal è stato rieletto alla testa del Partito Repubblicano del Popolo, la principale compagine d'opposizione nel parlamento turco.
Baykal, 66 anni, uno dei veterani della politica turca, è stato scelto da 647 su 1.219 delegati al congresso del partito, fondato nel 1923 dal fondatore della Turchia moderna, Mustafà Kemal Ataturk. Rappresenta la "vecchia guardia" del partito.
Nella votazione, avvenuta questa mattina, 460 preferenze sono andate al rivale diretto di Baykal, Mustafà Segul, che rappresenta la fazione riformatrice all'interno del Chp. (ApCom)
04.02.2005

COME RONCALLI SALVO' MIGLIAIA DI EBREI
Lo rivela lo scrittore Thomas Cahill nel suo libro-biografia, uscito in questi giorni ed edito da <Collana Le terre> nel quale racconta la vita del Papa buono, prima e durante il suo pontificato. Alcuni passi sono inediti. Il suo ruolo indimenticabile.
Giovanni_XXIIIAngelo Giuseppe Roncalli, quando era nunzio apostolico in Turchia, salvò con mirabile astuzia migliaia di ebrei dalle persecuzioni dei fascisti. Lo rivela lo scrittore Thomas Cahill nel suo libro-biografia, uscito  nelle librerie ed edito da <Collana Le terre>, nel quale racconta la vita di Papa Roncalli, prima e durante il suo pontificato.
L'autore, nella sua nuova opera, recensito dal <Publishers's Weekly> come ''un libro sulla storia della Chiesa'', ha colto con arguzia i due aspetti del carattere di Angelo Giuseppe Roncalli: il contadino corpulento nato tra la ruvida gente della campagna bergamasca e il prete la cui voce ha avuto nella storia religiosa e nella politica mondiale un ruolo indimenticabile, a fianco di John F. Kennedy e Nikita Kruscev.
Nella biografia di Papa Roncalli, scritta da Thomas Cahill, sono inediti anche i passi che vedono nel cattolicesimo sociale di Papa Giovanni XXIII un'anticipazione della Teologia della liberazione. Cahill osserva, tra l'altro, che ''Alla fumata bianca del 1958, la maggior parte dei cattolici credeva che Papa Roncalli sarebbe stato una figura di transizione, mentre si rivelò l'artefice di alcuni tra i più grandi cambiamenti della Chiesa, fino a riscrivere alcune delle dottrine fondamentali nel Concilio Vaticano II.
Cahill descrive inoltre, con dovizia di particolari, anche gli intrighi che avrebbero coinvolto in prima persona Papa Roncalli: dallo chef del ristorante La Grenouille di Parigi, passando per l'amicizia con Jackie Kennedy. Thomas Cahill è stato responsabile del settore religioso della casa editrice <Doubleday>. Saggista e studioso di letteratura classica, teologia e filosofia medievale, esperto biblista, vive tra New York e Roma. (take Adnkronos)
04.02.2005

UNICREDITO HA MESSO IL 2° PIEDE IN TURCHIA DIVENTANDO LEADER DEL MERCATO CREDITIZIO
L'istituto milanese di piazza Cordusio, attraverso la joint venture tra <Unicredit> e la turca <Koc Holding>, ha siglato l'acquisto di una quota pari al 57.42% della <Yapi Kredi>. Il prezzo è stato fissato in 2.050 milioni di euro.
<Unicredito Italiano> (Milano: Crdi.Mi - notizie - bacheca) ha messo il secondo piede in Turchia, diventandone leader del mercato creditizio. L'istituto di piazza Cordusio attraverso la <Kfs>, joint venture paritaria tra <Unicredit> e la turca <Koc Holding>, ha siglato l'acquisto di una quota pari al 57.42% della banca <Yapi Kredi>, dal conglomerato Cukurova e dal Fondo nazionale turco di garanzia sui depositi. Il prezzo di acquisto per il 100% del capitale sociale di <Ykb> è stato fissato in 2.050 milioni di euro. Inizialmente l'istituto milanese guidato da Alessandro Profumo sborserà 575 milioni per il 57.42% di <Yapi>. Dopo il completamento dell'operazione e quando sarà fissato il prezzo definitivo, <Kfs> lancerà un'opa a beneficio degli azionisti di minoranza di <Ykb>. (Spystock.com)
04.02.2005

ALENIA AERONAUTICA PUNTA ADESSO ALLE QUOTE DELLA FABBRICA TURCA TAI
La società italiana ha dichiarato ufficialmente al Governo di Ankara la sua disponibilità ad aprire una trattativa per l'acquisto. Quanto prima il lancio di gara. Recentemente la <Tusas> si era accaparrata il 49% delle azioni.
AleniaAerei_Alenia<Alenia Aeronautica> (gruppo Finmeccanica (Milano: Sifi.Mi - notizie - bacheca) ) punta ad acquistare quote della fabbrica turca <Tai> (Turkish Aviation and Space industries) che costruisce in Turchia i caccia F-16. La disponibilità della società italiana, confermata all'Ansa da fonti manageriali dell'<Alenia> in Turchia, è emersa nell'ambito dei colloqui con il Governo turco dopo che, una decina di giorni fa, Atr (joint venture paritetica tra <Alenia Aeronautica> e <BAe Systems>) si è aggiudicata la gara per la fornitura di 10 velivoli antisommergibile ATR72 ASW (Anti Submarine Warfare) alla Marina Militare turca nell'ambito del "Programma Meltem 3", per 220 milioni di dollari. Atr è riuscita ad aggiudicarsi la fornitura superando la concorrenza della spagnola <Eads Casa>.
Dunque, dopo essere riuscita ad entrare nel mercato turco, <Alenia Aeronautica> intende andare oltre un rapporto economico e consolidarne uno industriale. La società quindi ha dichiarato ufficialmente al Governo turco la disponibilità ad aprire una trattativa per l'acquisto di quote della fabbrica turca <Tai> e una trattativa si aprirà dopo la decisione governativa di lanciare la gara per la cessione di parte delle sue quote.
Una diecina di giorni fa la società di Stato turca <Tusas> ha comprato il 49% delle azioni della <Tai> detenute dalla <Lockheed Martin> (Nyse: Lmt - notizie) e dalla <General Electric> (Nyse: Ge - notizie). (take Ansa)
04.02.2005

MOTOROLA: "NESSUN ACCORDO CON TELSIM"
"Cercheremo di incassare i nostri crediti (qualcosa come due miliardi di dollari)", ha detto il direttore generale della società, Murat Ongor. 
Motorola_CenterMotorola, one of the leading mobile phone producers of US, wants to collect its debt from Telsim. Motorola official denied statements from Telsim officials that a preliminary agreement with Motorola and Nokia had been made in which the Turkish mobile phone operator would pay $600 million to clear the debt.
Turkish General Manager of Motorola Murat Ongor said that there was not any preliminary agreement. Motorola has nearly $2 billion debt from Telsim, which is Turkey's second biggest mobile phone operator.
Talking at a meeting to evaluate 2004 and set out Motorola Turkey's aims for 2005 Ongor spoke of their relations with Telsim. Expressing that there was a big difference between current Telsim and former Telsim, Ongor noted: the present Telsim is a very new company with which we have good relations. However, we have debts from them, which are our right and we have legal procedures underway. We will continue to use legal channels in order to collect our debt. 
Saying that they did not want to be associated always with Telsim, Ongor recorded that Turkey was a big and exciting market. Ongor added that Motorola ended last year successfully and stressed that in 2004 the sales had tripled. "Our market share has grown fast and we want to repeat this success. We expect much action in the market from companies founded in 2005 with new licenses. The privatization of Turkish Telecom and the increase of foreign investment in Turkey will bring some developments with it," said Ongor. Motorola Business Development Manager Alper Turken who is the commissioner for networks said that in 2004 for the first time they presented infrastructure technologies to three mobile operators in Turkey. Turken remarked that after "press and talk," they were preparing new technologies such as "press and see," "press and share," and "press and ask" and added that they wanted to launch those services in Turkey at the same time as the rest of the world. (Ercan Baysal/Zaman)
04.02.2005

CONTRATTO RISCRITTO
Si tratta di quello tra Teheran e la <Turkcell>. Verrà tagliata la partecipazione di quest'ultima nel progetto del network di telefonia mobile.
TurkcellThe Iranian parliament is to cut the state of Turkish firm Turkcell in Iran's new mobile phone network, giving it only a minority share in the project.
An Iranian parliamentary commission on Sunday announced that Turkcell's stake in the multi-billion dollar project would be cut to 49 percent. The announcement is just the latest in a series of run ins Turkish firms have had with Iran's religiously conservative parliament.
According to Ramezanali Sadeghzadeh Sheikhan, a parliamentary deputy and a member of the special commission, MPs objected to the size of Turkcell's holding in the project.
"One of the criticisms from deputies was that Turkcell had too big a stake in the contract, 70 percent against 30 percent for Iranian companies," Sheikhan was quoted by the IRNA news agency as saying. "The commission therefore decided that the Turkcell stake should be 49 percent and the Iranian stake 51 percent."
Turkcell was awarded the contract to establish and operate Iran's second mobile phone network a year ago, but the scheme has been mired in controversy ever since. Turkcell was expected to invest up to $3.0 billion in the project. (NtvmSnbc)
04.02.2005

IL MARMO AD IZMIR
Dal 29 marzo al 2 aprile si svolgerà nella terza città turca la Fiera Marble 2005 cui prenderà parte una missione economica italiana. Le iscrizioni per le imprese che vogliono partecipare.
Fiera_del_marmoLe aziende attive nel settore del marmo, delle pietre naturali e delle tecnologie, interessate a stabilire o consolidare relazioni di partnership nel mercato turco, potranno partecipare alla missione economica che si svolgerà Izmir, dal 29 marzo al 2 aprile, simultaneamente alla Fiera Marble 2005. La missione è organizzata da Eib, l'Associazione degli Esportatori dell'Egeo in collaborazione con l'Ente fieristico Izfas. Le imprese che vogliano partecipare dovranno iscriversi entro il 23 febbraio. (Adnkronos-Multimedia)
04.02.2005

JOINT VENTURE DOGAN-TF1
Secondo un annuncio dato nei giorni scorsi, l'intenzione è l'acquisizione della <Digiturk>. Un eccesso di azionisti.
Turkish corporation Dogan Yayin Holding A.S. and French TV network TF1 have announced that they are considering a joint acquisition of Turkey's leading digital television network.
In a press statement released in the French capital Wednesday, the two companies said that they were discussing forming a partnership to buy Digiturk.
The digital broadcaster is currently owned by Yapi Kredi Bank, which announced earlier this month that it would be selling off some of its non-banking assets, including Digiturk and net provider Superonline. Expressions of interest in buying Digiturk, which has in excess of 850,000 subscribers.
On January 18, Dogan issued a statement to the Istanbul Stock Exchange saying that it was interested in acquiring Digiturk and Superonline. (NtvmSnbc)
04.02.2005

NOTIZIARIO DA KONYA
Dalla Camera di Commercio di Konya riceviamo una serie di informazioni che riteniamo molto utili. Ringraziamo il signor Esat Torlak per avere gentilmente risposto ad una richiesta di <Turchia Oggi>.
Konya is a big city located in the central Anatolian Region. We are 2.5 hours drive south of Ankara and about 3 hours drive to the Mediterranean port of Mersin. Konya's geographic location gives it access both to Western Turkey through to far Europe and Eastern Turkey Through to the Middle East. Konya is developed in infrastructure for industrial factories with 5 industrial zones. Our agricultural sector is also the most developed in Turkey as we are the force behind Turkeys agriculture. The perfect integration of our developed Industry and Agriculture has played a major role for Konya being a massive producer in Agricultural machinery, the leading in Turkey and also the world in some fields.
                                          ++++
The Chamber of Industry is a semi governmental and semi company funded organisation with approximately 1200 members (industrialists) that are the engines of our economy in the region. The Chambers financial and strategic support of education and training for the industrialists in the region by cooperations with relevant organisations such KOSGEB is opening the gate for a dynamic economy to develop further as time progresses. 
                                           ++++
Here is some further information on the Sectors of activity in Konya:
Now becoming almost self-sufficient to ensure an integrated industrial base, the industries in Konya utili­zes up-to-date technology and machinery. As an example, paper packaging and printing factories in Konya produce variety of products up to the European standards. Considerable development have been achieved in the iron and other metals cas­ting, machine production, agricultural machi­nery production and in the automotive sectors.
                                            ++++
Aluminium plants are the pride of Konya . The establisment of basic production plant in Seydişehir helped the development of aluminium proc­essing industries around the main manufactu­ring. A number of private rolling mills produce for national and international customers.                                              ++++
In Konya every conceivable machinery can be manufactured by experienced designers and producers. Among the hot selling machinery in the province are, complete flour processing mills, hydraulic and mechanical presses for metal processing industries, engine repair and renova­tion mills and giant hydraulic presses.
                                              ++++
All machinery produced in Konya have reac­hed the quality level of their European competi­tors. Machines produced in Konya have been sold successfully in Middle East , African and Eu­ropean countries. 
                                              ++++
The production of agricultural machinery has a long history in Konya . The producers of agri­cultural machinery in Konya are proud to be the first exporters of these kind of products. They we­re successfully selling their quality products in foreign markets. 45 percent of Turkey 's agricultu­ral machinery and eguipment exports belong to the Konyan producers.
                                              ++++
Automotive parts production occupi­es a special position in Konya . Three out of four factories in the country that produce engine val­ves are in Konya . Out of four piston producers in Turkey 2 factories are in Konya . The highest qu­ality engine barrels are produced in Konya . Val­ve, piston and barrels are 3 important elements of engine production. In each of these three basic inputs, Konya has an annual production capa­city of over 2 million pieces.
                                               ++++
Thousands of other parts for automotive in­dustries are produced in Konya . Gears and gear boxes are produced on the most modern CNC mills and medium sized skillful workshops and factories. Industrialists in Konya , by keeping themselves close to the development in technolo­gical field, today is able to be active in world markets as well as in domestic markets. The in­ternationalization of their operation have consi­derable effect on the country's economic deve­lopment. Being the fifth largest city of Turkey with its population of 2.5 million, Konya is the biggest city of the country in terms of its area, of 40,249 km2. Konya is the wheat-warehouse of Turkey . Its economic structure is based on agri­culture to a great extent. Its industrial develop­ment is also dependent on the agriculture. Howe­ver, there have been a diverse range of invest­ments in various sectors of industry recently. With the completion of Kop, Konya Irrigation Project, the irrigated land area will reach 2 million hectares from its present level of 370 thousand hectares, thus it will become the lar­gest crop producer not only in Turkey but also in neighbouring countries. According to 1996 data, of the total area of our city, 2,659,980 Hectare is allocated for agricultural activities. The city's agricultural produce (including the production of sugar beet) accounts for 20 % of the country's total. After the realization of KOP (Konya Ir­rigation Project), 40 % of the country's total agricultural production would be underta­ken by Konya farmers.                                                ++++
Entrepreneurs in Konya are the pioneers of industri­al development in the- city. Having completed its first and second industrial zones, the third one should also be initiated. By doing so, the share of pioneering industri­al complexes should be inc­reased. At present, 118 facto­ries in the first Organized Industrial Zone and 140 fac­tories in the second OIZ produce for Turkey and world markets. The third Zo­ne will be the largest with 320 prospective fac­tories. Additionally Busan private OIZ includes 184 factories in different manufacturing sectors. 60 Small Industrial Sites scattered in the towns in the province are another pillar for in­dustrialization and urbanization in Konya . In 7,813 businesses around 33 thousands are employed. Experiencing a rapidly developing in­dustrialization process, Turkey has also been striving for foreign markets. As for Konya , it also plays its part to make its influence felt in these markets. According to data of our chamber, ex­ports from Konya were $ 30 million in 1994, $ 55 m in 1995, $ 82 m in 1996, and $ 104 m in 1997. Most of the exports went to Middle Eas­tern countries. Agricultural machinery, automo­tive supply industry products, machine tools, plastics, food and footwear were among the leading exports articles. The people of Konya are enterprising indi­viduals. They are dynamic and outward-oriented. if they are motivated and directed properly, they would be able to show their competence. With their unique alliance model which can be summa­rized with the motto "united we stand", industri­alists and tradesmen in Konya managed to beco­me a worldwide industrial power. The industri­alists of Konya have always been eager to embark on giant industrial investments if they are suppor­ted in an efficient manner.
04.02.2005

I TURCHI AL SALONE DEL MOBILE DI PARMA
La rassegna riconosciuta ormai da tutti come il luogo ideale per ricercare quanto serve per la casa e dove soprattutto incontrare i maggiori esperti del settore.
Soddisfazione e successo tra espositori e visitatori per il primo week-end di apertura per il Salone del Mobile di Parma. A disposizione del pubblico numerose soluzioni per arredare casa e ufficio, ma anche quadri, lampadari e tappeti per impreziosire gli ambienti dove pensavate non mancasse niente. "Ormai il Salone del Mobile è riconosciuto da tutti come un luogo perfetto dove ricercare i mobili ideali per la casa e dove incontrare i maggiori esperti del settore dell'arredamento italiano", conferma Andrea Martini della <OrgaCom>, la società toscana organizzatrice dell'evento. Il pubblico di Parma e dintorni ha risposto con entusiasmo alle proposte degli oltre duecento espositori, provenienti dall'Italia, ma anche da Francia e Turchia.
Anche le tre mostre collaterali allestite nei due padiglioni del Salone, <Home Fitness>, <Piazzetta dei Desideri> e <Forever Sposi Expo>, hanno incontrato il favore dei visitatori, che si sono soffermati con attenzione in tutti gli stand.
Il Salone del Mobile rimarrà aperto durante tutta la settimana, con orari su misura per i visitatori: dalle 18.30 alle 23.30 da lunedì a venerdì. Sabato 5 e domenica 6 febbraio è poi previsto il gran finale e l'orario di visita ritornerà a essere quello abituale: dalle 10.30 alle 21.00. (Lungoparma.it)
04.02.2005

BOOM VENDITA AUTO
Immatricolati l'anno scorso nel Paese dell'ex Sublime Porta 735 mila veicoli, superiore al quantitativo venduto nel 2000 (643.000).
Secondo i dati forniti dall' Associazione turca dei produttori del comparto automobili (Osd), in Turchia nel corso del 2004 sono stati immatricolati 735.000 autoveicoli. Questo dato rappresenta un record nel numero di autoveicoli venduti, superiore al quantitativo venduto nel 2000 (pari a 643.000 autoveicoli), che è stato il precedente anno-record per veicoli immatricolati. Il risultato è stato raggiunto grazie ad una ripresa dell' economia e ad alcuni incentivi offerti dai produttori, d' accordo con le autorità locali, nei primi sei mesi dell' anno. Secondo le notizie riportate dalla Osd, Renault e Ford sono i marchi che hanno avuto il numero maggiore di immatricolazioni. In forte aumento anche il numero di veicoli importati, che hanno costituito il 55% circa del totale di veicoli venduti. (Ice Istanbul)
04.02.2005

APRE LA BIT
La grande manifestazione del turismo si terrà dal 12 al 15 febbraio. La Turchia sarà presente con uno spazio espositivo che ospiterà circa 25 partecipanti rappresentativi. Numerose le opportunità di business. Per informazioni rivolgersi a turchia@turchia.it 

 Turchia: BIT 2005

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LA TURCHIA ALLA BIT DI MILANO

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Caro amico,
 
 

abbiamo il piacere di informarti che la Turchia sarà presente alla B.I.T 2005 con un spazio espositivo che ospiterà circa 25 partecipanti rappresentativi del turismo turco (associazioni di categoria, alberghi, operatori turchi e italiani).
 In questo spazio troverai certamente molte opportunità di business che il nuovo corso del turismo turco è in grado di offrire, ed il contatto giusto per i tuoi affari.
Ti aspettiamo per un rinfresco con specialità turche.

 Se vuoi ulteriori informazioni, scrivi a: turchia@turchia.it, saremo lieti di rispondere alle tue richieste.


Stand TURCHIA
12-15 Febbraio 2005
Fiera di Milano
Padiglione 15/II (A80/B73)

Turchia: BIT 2005 Stand TURCHIA

 

 

Turchia: Il ponte sul Bosforo

Turchia: Fethiye

Turchia: Monte Nemrut

Il ponte sul Bosforo

Il ponte sul Bosforo, ad Istanbul. Antica capitale degli Imperi Romano, Bizantino ed Ottomano, Istanbul e' l'unica città al mondo costruita su due continenti, Europa ed Asia.

Fethiye

Le coste turche hanno innumerevoli spiagge e mari incontaminati con attrezzature turistiche di prim'ordine. Il particolare colore del mare è, appunto, "turchese".

Monte Nemrut

In cima al Monte Nemrut sono situate le colossali statue di Apollo, Giove, Ercole, Antioco; il gigantesco santuario funerario eretto nel I sec. a.C. da Re Antioco I di Commagene.


Ufficio Cultura e Informazioni Ambasciata di Turchia · Piazza della Repubblica, 56 · 00185 Roma

Tel. 39 06 4871190 - 06 4871393 Fax 39 06 4882425

email: turchia@turchia.it

TURISMO: COME SARA' NEL PROSSIMO DECENNIO
I dati della società di ricerca <Eurispes>. A farla da padrona sarà la Libia seguita da Montenegro, Slovenia, Turchia e Croazia. Il Paese di Ataturk è riuscito, solo nei primi otto mesi del 2004, ad incrementare gli arrivi internazionali del 30%.
I Paesi del Mediterraneo mostrano una buona capacità competitiva a livello turistico e la Libia guida il gruppo in termini di futuro sviluppo del settore: lo rileva la società di ricerca italiana <Eurispes> nel rapporto Italia 2005. <Eurispes> prevede che nel corso del prossimo decennio la Libia si classificherà al vertice dei Paesi mediterranei, in termini di crescita percentuale annua degli investimenti nel settore (+8%). Seguiranno il Montenegro (+7.4%), la Slovenia (+6.4%) - che punta sul turismo termale e sulle infrastrutture e che tra il 2003 e il 2004 ha visto crescere dell'8% il numero dei turisti italiani - la Turchia(+5.8%) e la Croazia (+5.5%). In Italia gli investimenti registreranno fino al 2014 una crescita annua decisamente più contenuta (+3.6%), inferiore a quella prevista per Grecia (+3.7%), Marocco (+4%), Egitto (+4.4%) e Tunisia (+4.5%). Quanto alla Turchia, solo nei primi otto mesi del 2004 il Paese è riuscito ad incrementare gli arrivi internazionali di oltre il 30% rispetto al 2003. In relazione all'incidenza del turismo sul Pil, le previsioni relative al prossimo decennio sono ottime per quanto riguarda il Montenegro (crescita percentuale annua stimata al 15%), la Libia (+9%) e la Tunisia (+6.6%). La crescita dovrebbe invece attestarsi sopra i quattro punti percentuali in Grecia (+4.2%) e Marocco (+4.5%), per essere più contenuta in Croazia (+4%), Slovenia (+3,4%), Italia (+2.6%), Egitto e Turchia (+2.5% entrambi). (Denaro.it)
04.02.2005

CIPRO VUOLE UN SISTEMA DI ALLARME TSUNAMI
Il Governo di Nicosia preoccupato per quanto accaduto nel sud-est asiatico e per le previsioni del sismologo Usa John Randle. Quali potrebbero essere le città colpite. Secondo una ricerca dell'Università tedesca di Duisburg-Essen, un'onda anomala si abbattè sull'isola 300 anni fa. 
SISMOGRAFOIl Governo di Cipro Sud, preoccupato dal terremoto e dal successivo devastante tsunami che lo scorso 26 dicembre hanno investito il Sud-Est asiatico, sta mobilitando tutte le proprie risorse per poter disporre al più presto di un sistema di allarme rapido nel caso che un violento sisma si scateni nel Mediterraneo.
L'iniziativa, cui tutta la stampa locale dedica ampio spazio, è stata discussa di recente a Nicosia dai responsabili dei vari Dipartimenti interessati i quali - come ha riferito Polys Michaelides, responsabile del Dipartimento nazionale di rilevazioni geologiche - hanno concluso che ''sì, Cipro ha bisogno di un sistema di allarme rapido per quanto remoto possa essere il rischio di uno tsunami sulla nostra isola. E, per realizzarlo, noi vediamo una buona possibilità attraverso i canali dell'Unione europea''.
Anche l'UE, ha spiegato Michaelides, è preoccupata a causa dei molti Paesi europei che si affacciano sulle coste del Mediterraneo e l'intera questione sarà gestita dalla Direzione generale per l'ambiente che è guidata dal commissario greco Stavros Demas.
Altri Paesi europei tra cui Italia, Francia e Germania - ha aggiunto l'esperto - hanno dimostrato interesse al progetto di allarme rapido e presto Cipro, che ha bisogno del loro aiuto soprattutto nel settore delle tecnologie, avvierà contatti con i rispettivi responsabili.
L'iniziativa del Governo di Nicosia viene a poche settimane dalla pubblicazione, sempre sulla stampa cipriota, delle fosche previsioni del sismologo americano John Randle secondo cui esiste il serio rischio che entro i prossimi cinque anni un disastroso terremoto di potenza superiore al settimo grado della scala Richter possa colpire Cipro e ripercuotersi pesantemente sulle coste di Italia, Grecia, Albania e Turchia.
Per Michaelides, sebbene Cipro sia situata ''nella seconda zona terrestre a maggiore rischio sismico, essa si trova in un'area in cui si registrano molte meno scosse rispetto a quelle che si verificano in Grecia ed in Turchia''.
La posizione geografica dell'isola la rende comunque molto vulnerabile ad un eventuale tsunami come è già avvenuto in passato. Infatti, stando ad una ricerca condotta nel 2002 dall' Università tedesca di Duisburg-Essen, l'ultimo tsunami che ha colpito le coste cipriote si è registrato circa 300 anni fa: la grande ondata si abbattè sul promontorio di Akamas all'epoca, come oggi, fortunatamente semideserto.
Ma se uno tsunami si dirigesse domani in direzione di Cipro, ha detto Michaelides, ''le più colpite sarebbero le località balneari di Larnaca e Limassol, sulla costa meridionale, che hanno spiagge lunghe e basse. Invece, la città di Paphos, sulla parte occidentale, benché si trovi in una zona ad alto rischio sismico, sarebbe meno danneggiata a causa della sua costa alta e frastagliata in grado di resistere meglio ad una forte ondata''.Su quest'isola mediterranea, infatti, la terra trema abbastanza spesso ma, in genere, senza gravi conseguenze. 
L'ultimo forte terremoto, che fece 63 morti, si è registrato nel 1953 nella regione di Paphos. Altri due sismi di una certa entità si sono registrati nel 1995 e nel 1996, ma non hanno causato vittime né gravi danni. ''Vedremo nei prossimi mesi di che cosa abbiamo bisogno per installare il sistema'' (di allarme rapido), ha aggiunto Michaelides il quale ha però tenuto a precisare di non avere la benché minima idea dei tempi né dei costi che occorreranno per realizzarlo. ''Dovremo dapprima individuare i tipi di sistemi a disposizione - ha detto ancora l'esperto - e valutarne le condizioni tecnologiche ed economiche. Per far questo siamo in una buona situazione perché Cipro possiede buone infrastrutture e, se vi sarà una 'luce verde' a livello politico, tutto il resto non sarà un problema''. (Furio Morroni/Ansa
04.02.2005

TREMA DI NUOVO LA TERRA MA NESSUN DANNO
Il sisma (5.3 della scala Richter) avvertito nel Mediterraneo a 50 chilometri dalla cittadina turca di Kas.
Una scossa di terremoto di 5.3 gradi della scala Richter si è prodotta nel Mediterraneo, circa 50 km a sud della città portuale turca di Kas. Lo ha riferito l'agenzia <Anadolu>. Nin vi sono stati danni né vittime nella città già interessata il 24 gennaio scorso da un sisma di 5.5 gradi Richter che fece danni ma nessuna vittima né ferito. (take Agi)
04.02.2005

LA VISITA
Il presidente della <Microsoft Corporation>, Bill Gates - considerato il re incontrastato del mondo informatico - si è visto nei giorni scorsi con il premier turco Recep Tayyip Erdogan. Una conferenza sulle nuove tecnologie.
Bill_GatesMicrosoft Corporation boss Bill Gates, the richest man in the world, paid a four-hour visit to Ankara at the invitation of Prime Minister Recep Tayyip Erdogan. During a meeting with Erdogan, Gates reportedly pledged to support Turkey's desire to use of technology in education, adding that Microsoft would make Istanbul its center to transfer technology to other 79 countries. Then, Gates attended a conference on information technologies at Hilton Hotel. (Hurriyet)
04.02.2005

"IO TURCA, SONO CONTRO IL VELO"
Ad affermarlo la nuova miss Germania, Asli Bayram, a detta della quale ha sbagliato quell'insegnante a rivolgersi alla Corte Costituzionale perché non può portare il foulard a scuola.
la_turca_Asli_Bayram_al_momento_dell'incoronazione''Io non sono d'accordo con quell'insegnante turca che è andata fino alla Corte costituzionale tedesca per difendere il suo diritto di portare il velo in classe''. 
Lo ha detto la nuova miss Germania, Asli Bayram, immigrata di seconda generazione, di origine turca ma di nazionalità tedesca, in un'intervista a <La Stampa>.
''Io le risponderei - aggiunge Asli Bayram - create una nuova scuola privata musulmana, poi saranno i genitori a decidere se mandarci i figli''. ''Le suore cattoliche - aggiunge Asli Bayaram - in Germania non insegnano nelle scuole pubbliche, le scuole religiose sono private''.
Quanto all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, continua miss Germania, ''c'è ancora molto da fare, anche se tante persone sono pronte e i diritti fondamentali vengono rispettati''. ''Istanbul - prosegue Asli Bayram - è certamente una città moderna, ma non basta. In tanti Paesi dell'entroterra la realtà è ancora arretrata. Forse, fra dieci anni...''. (take Adnkronos)
04.02.2005

I FRATI DI COSTANTINOPOLI
Dai francescani una testimonianza di accoglienza e servizio. La comunità è formata da quattro religiosi di differenti nazioni (Italia, Messico, Francia e Congo). Padre Ruben Tierrablanca si apre all'<Agenzia Fides>.
"Davanti alle sfide che ci presenta il mondo di oggi per testimoniare la nostra fede e speranza cristiana, la fraternità internazionale dei Frati Minori a Istanbul cerca di creare relazioni di dialogo interreligioso ed ecumenico con uomini e donne di buona volontà e con credenti di altre religioni e di altre chiese. Siamo coscienti che si tratta di un cammino lungo e con difficoltà ad ogni passo, ma siamo convinti che il dialogo è il cammino che ci può portare alla convivenza fraterna e alla pace, secondo i disegni del Dio della vita": lo afferma in un contributo inviato all'<Agenzia Fides>, p. Ruben Tierrablanca Ofm, Superiore della fraternità dei Frati Minori di Istanbul, che nel mese di febbraio festeggia un anno dalla sua apertura.
La comunità è composta da quattro frati di differenti nazioni (Italia, Messico, Francia e Congo) che si sono inseriti nella società turca portando con loro un patrimonio di esperienze nel campo del dialogo ecumenico e interreligioso. I frati hanno iniziato lo studio della lingua turca, anche per stabilire rapporti di amicizia e fraternità con la popolazione turca, aperta e sensibile. La fraternità dei frati minori è punto di riferimento per la preghiera ecumenica che si celebra due volte al mese nella chiesa dei frati.
Nel testo inviato a Fides p. Ruben ricorda che in un paese con 75 milioni di abitanti, per larga maggioranza musulmani, i cristiani raggiungono circa l'1%, ma restano una minoranza viva e dinamica, che promuove incontri, celebrazioni, iniziative culturali e spirituali. Il Superiore racconta delle ottime relazioni instaurate con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con la Chiesa armena e con le altre confessioni cristiane, ma anche con la comunità ebraica e musulmana. Fra le difficoltà incontrate, vi è soprattutto un problema di natura giuridica: gli enti cattolici in Turchia non hanno ancora personalità giuridica. (Agenzia Fides
04.02.2005

AGGUATO A CROTONE: UCCISO UN TURCO
La vittima, 45 anni, si chiamava Huseyn Saral ed aveva precedenti penali. Nel dicembre scorso era stato arrestato ma subito scarcerato. Nell'attentato ferito il cognato Arojo Agati di 42 anni.
Agguato davanti ad un centro commerciale di Crotone. La vittima è Huseyn Saral, di 45 anni.
L'uomo era stato arrestato, nel dicembre scorso,dalla Polizia, a Crotone, perché destinatario di un mandato di cattura internazionale spiccato dalla Romania dopo che, nel 2002, era stato condannato dal Tribunale di Bucarest a 2 anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. Saral, inoltre, aveva precedenti per una rapina a mano armata commessa in Turchia. La persona ferita in maniera lieve ad una guancia, è Arojo Agati, di 42 anni, cognato di Huseyn Saral.
Nel dicembre scorso, Huseyn Saral, di 45 anni, anch'egli di nazionalità turca, era stato stato bloccato a bordo di una grossa imbarcazione nel porto di Crotone. La Polizia aveva intercettato Huseyn Saral su uno yacht di 25 metri, il <Silver Star> battente bandiera americana e registrata nel compartimento di Delaware, Stati Uniti. L'imbarcazione, partita dal porto di Patrasso, in Grecia, era stata agganciata in prossimità del porto di Crotone dai poliziotti che poi l'avevano scortata fino alla banchina del molo sottoflutti. A bordo, oltre a Saral, c'erano altre sei persone, componenti dell'equipaggio, tutte in possesso di regolare passaporto turco che avevano potuto proseguire la navigazione alla volta di Napoli dopo che il <Silver Star> era stato sottoposto ad una meticolosa perquisizione. Huseyn Saral era stato sottoposto ad arresto in attesa dell'estradizione informalmente già richiesta dalla Romania ma, lo scorso 26 gennaio, era stato scarcerato dalla Corte d'Appello.(take Ansa)
04.02.2005

ESPLOSIONE IN UN MAGAZZINO: DUE MORTI
La sciagura è avvenuta in un quartiere periferico di Istanbul che conteneva materiale pericoloso
Una serie di esplosioni ha colpito in un quartiere suburbano di Instabul un magazzino in cui si stavano trasportando materiali esplosivi, causando almeno due morti. Lo dichiarano le autorità, mentre la <Cnn> turca afferma che l'edificio in cui si trovava il magazzino è crollato.
La struttura, nell'area di Kucukcekmece, è di proprietà della municipalità locale, che la usa per lo stoccaggio di fuochi d'artificio e materiale esplosivo, hanno affermato ufficiali dei vigili del fuoco per telefono.
La televisione <Ntv>, ha invece annunciato che si è verificata un'ampia esplosione, seguita da numerosi piccoli scoppi, mentre alcuni operai stavano trasportando dei fuochi d'artificio nel magazzino. La tv ha aggiunto che si è riusciti a tenere sotto controllo l'incendio divampato di conseguenza. (ApCom)
04.02.2005

CONGRESSO DELL'ARCHITETTURA AD ISTANBUL
E' la 22ma edizione internazionale, senz'altro la più prestigiosa in questo specifico settore. Si terrà dal 30 giugno al 10 luglio. Vi prenderanno parte centinaia di esperti da ogni parte del mondo.
Istanbul prepares for the world's most important architecture fair. The 22nd International Architecture Congress will be hosted by the Istanbul Metropolitan Municipality and held between June 30th and July 10th.
The Architecture Congress is the most prestigious and comprehensive congress in its field, will be held in Istanbul this year. A trial protocol will be signed between the Istanbul Metropolitan Municipality, Turkey Chamber of Engineers and Architectures (Tmmob), and the Union of International Architects (Uia) for the 2005 Istanbul Congress, together they hope to organize a faultless congress with more than 10,000 architects from all around the world taking part. The congress has been held once every three years since 1948. Istanbul's Mayor Kadir Topbas, and the head of the Turkish Engineers' and Architects' Association (Tmmob) Oktay Ekinci, along with head of the International Union of Architects (Uia) 2005 Istanbul Congress Suha Ozkan, will sign the agreement for hosting this years congress. The Uia congress, one of the largest in the field of urbanism and architecture, only second to the United Nations' (Un) Habitat, includes important meetings on the global agenda of architecture and important binding decisions relating to the architectural profession are made.
The 22nd Congress of World Architects will be held in a themed village market atmosphere. (Baran Tas/Zaman)
04.02.2005

UN ANNIVERSARIO IMPORTANTE
Ricorrenza, nel 550mo, del Fener Greek Clergy School. Incontro tra ministri della Cultura turco e greco, rispettivamente Huseyin e Marietta Giannakou.
Education Minister Huseyin Celik and his visiting Greek counterpart Marietta Giannakou attended the 550th anniversary of the Fener Greek Clergy School in Istanbul this weekend. Emphasizing on the importance of Greek citizens of Turkey, Celik said, "The value of the democracy in a country is not only dependent on maintaining prosperity and freedom to the majority, but also to the minorities." Answering questions on reopening the clergy school Giannakou said that she was confident that Turkey would keep its promise. (Sabah)
04.02.2005

CRITICATA "WEST WING"
Gli appunti alla serie Tv della Nbc turca sono venuti dal premier Recep Tayyip Erdogan: Il motivo? In una puntata la Turchia veniva descritta come un Paese dove le donne vengono decapitate in caso di adulterio.
Prime Minister Recep Tayyip Erdogan over the weekend criticized the NBC series "West Wing" which in one of its episodes described Turkey as a country where women are beheaded as a punishment to adultery. Stating that such serials damaged the image of Turkey in the eyes of the world by giving incorrect information about the country, Erdogan asked Foreign Minister Abdullah Gul and Justice Minister Cemil Cicek to launch a diplomatic initiative on the issue. "Necessary judicial steps must be taken as soon as possible to correct this," he added. "The Turkish Embassy in the US must be more active to denounce the series." (Milliyet)
04.02.2005

DECISIONE FINALE
Spetterà all'Unesco capire cosa includere nel patrimonio dell'umanità
Unesco is set to decide whether to include Istanbul into its "Endangered World Heritage List" tomorrow in line with the report to be presented to the organization by Turkey. UNESCO had announced last July that Istanbul would be taken out from the World Historical Heritage List and included into the Endangered World Heritage List if Ankara fails to take effective measures as soon as possible. Foreign Ministry, Culture and Tourism Ministry, Interior Ministry and Istanbul Metropolitan Municipality officials had held a meeting on January 12 to discuss the issue. Unesco's final decision is to be announced tomorrow. (Cumhuriyet)
04.02.2005

TURKS
Il successo era scontato ma la grande affluenza di pubblico alla Royal Academy di Londra della mostra su mille anni di storia turca l'ha portato oltre ogni limite. La soddisfazione degli organizzatori. La retrospettiva aperta fino al 12 aprile.
I_Turchi_alla_Royal_AcademyContinua la grande affluenza di pubblico alla Royal Academy di Londra per ammirare i capolavori esposti della mostra "Turks" inaugurata il 22 gennaio scorso (ne abbiamo parlato già nei precedenti numeri di <Turchia Oggi>) e che si chiuderà il prossimo 12 aprile. L'Ufficio Cultura ed Informazioni dell'Ambasciata di Turchia in Roma ci ha inviato un comunicato che volentieri pubblichiamo:
Taking visitors on an extraordinary journey, this will be the first ever exhibition to explore the development of Turkic cultures, as they forged their way westwards across the eastern borders of Central Asia to the Balkans of eastern Europe. Throughout their nomadic migrations each group of Turkic peoples appropriated and assimilated the new cultures they encountered. Turks: A Journey of a Thousand Years, 600-1600 will expose and explore the cultural interactions that gave rise to the great richness of artistic expression of this period. The exhibition presents a wealth of artistic material from a momentous thousand-year period. It introduces the art of the Uyghurs, a nomadic tribal group who first rose to prominence in the 7th century at the crossroads of the Silk Route in Central Asia and goes on to explore three key dynasties: the Seljuks (c.1040-1194), the Timurids (c.1370-1506), and an examination of the Ottomans between c.1453 and 1600. With a combination of charismatic leaders, strategic brilliance and military power these groups were able to conquer vast geographic areas and inspire artists to reach new heights of creativity. The exhibition will bring together the extraordinary drawings by Muhammad Siyah Qalam - 'Muhammad of the Black Pen' - one of the greatest treasures of the Topkapı Saray Library, never before exhibited outside Turkey. Amongst the numerous masterpieces on display will be an impressive 13th century Seljuk carpet from the mosque built for Sultan Alaeddin Keykûbad in Konya, and a unique Timurid architectural scroll depicting geometric patterns, measuring 30 metres in length. From a wealth of Ottoman treasures exhibits will include an armoured kaftan of Mehmed 'The Conqueror', mosaic wooden doors designed by the great architect Sinan for the harem, the private living quarters, of the Sultan, and the ceremonial sword of Suleyman 'The Magnificent'. In addition, the opening gallery will contain a visual introduction, which will highlight architectural sites specific to each cultural group.

ORGANISATION
Filiz Çagman, Director of the Topkapı Saray Museum, Istanbul; Nazan Ölçer, Director of the Sakip Sabanci Museum, Istanbul and David Roxburgh, Professor of Islamic Art at Harvard University and from the Royal Academy of Arts, Norman Rosenthal, Exhibitions Secretary and Adrian Locke, Exhibitions Curator. The exhibition will be organized through the logistic and planning support of Istanbul Foundation for Culture and Arts.