Arretrati 

Anno 6° N.4

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

IL BASTIONE
Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha ribadito al presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc, il sostegno del Governo italiano all'ingresso della Turchia nell'UE. Firmato un protocollo di cooperazione. Nascita di un gruppo di amicizia italo-turca guidato da Monica Baldi (Fi).
Il_presidente_della_Camera_Pier_Ferdinando_casiniBulent_ArincPier Ferdinando Casini elogia il ruolo della Turchia come "bastione contro l'integralismo islamico". "Le istituzioni laiche della Turchia - ha affermato il presidente della Camera - sono una garanzia importante per evitare il contagio del fanatismo estremista".
Casini ha parlato alla presenza del presidente dell'Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc, con il quale a Montecitorio ha firmato un protocollo di cooperazione tra le assemblee parlamentari dei due Paesi.
Casini ha quindi sottolineato le ragioni del sostegno al processo di adesione della Turchia all'Unione Europea affermando di condividere l'azione intrapresa, in tal senso, dal Governo italiano.
"Non nascondiamoci dietro un dito, la nostra storia e le nostre tradizioni sono diverse - ha detto - ma il futuro dell'uomo è contrassegnato da un dialogo interreligioso più forte, e parlarsi, rispettarsi, capirsi nelle diversità è fondamentale per il futuro dell'umanità".
Come accennato, con Arinc Casini ha firmato un protocollo di cooperazione tra le assemblee parlamentari di Roma ed Ankara ed ha annunciato la nascita del gruppo di amicizia italo-turca guidato da Monica Baldi di Forza Italia.
"Le relazioni tra i Governi - ha detto - sono importanti, ma più importanti sono quelle tra Parlamenti e popoli. Qui, in Parlamento, sono presenti tutte le sensibilità politiche, e qui è importante che maturi la consapevolezza di fare un tratto di strada assieme". Casini ha quindi riferito che con l'omologo turco sono state "approfondite le perplessità" che vi sono in alcune forze politiche italiane all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
"Sono sensibilità - ha sottolineato - di cui tenere conto. Spero che il gruppo di amicizia reciproca, anche con la partecipazione dei colleghi più scettici, possa contribuire a chiarire malintesi e a conoscerci meglio". Quindi il presidente della Camera ha affermato di condividere l'azione che il Governo italiano ha intrapreso  verso la Turchia: "So che questa è la sensibilità della componente di maggioranza dell'Istituzione che presiedo. Oggi si sono aperti i negoziati, il cammino è lungo, credo che questo cammino dobbiamo farlo prendendoci reciprocamente per mano".
Arinc da parte sua ha voluto ringraziare il presidente di Montecitorio "per il sostegno sempre fornito alla Turchia nel processo di adesione all'Unione Europea". (take Ansa)
28.01.2005

GRAZIE ARINC
Scambio di regali tra il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ed il presidente del Parlamento turco Bulent Arinc.
Un regalo "azzeccato", quello che il presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc, ha fatto a Pier Ferdinando Casini. Lo ha riconosciuto, con una battuta nel corso del tradizionale scambio di doni con l'omologo turco ricevuto a Montecitorio, lo stesso presidente della Camera: "Una coperta è ottima, perché c'è freddo nella politica italiana. Ci sono molte correnti d'aria e spifferi", ha detto Casini sorridendo. Il presidente di Montecitorio ha donato ad Arinc un vaso decorato in vetro di Murano: "Questo è per te, portalo a casa e fai trovare ogni giorno a tua moglie un mazzo di fiori", ha detto Casini al collega turco. (take Adnkronos)
28.01.2005

L'INCONTRO CON FINI
Cordiale colloquio tra il nostro ministro degli Esteri e Bulent Aric. Oggetto, l'ingresso della Turchia in Europa e la l'allarmante situazione del Nord Irak per la crescente affluenza di immigrati curdi nella zona di Kirkuk.
Il_ministro_degli_Esteri_Gianfranco_FiniIl ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, ha incontrato alla Camera il presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc. Oggetto del colloquio, ha detto fini, "è stato il negoziato di adesione all'UE e la situazione irakena, perché la Turchia è Paese confinante e quindi particolarmente attenta all'integrità territoriale".
"E' stata espressa preoccupazione - ha specificato il vice-premier - sul fatto che Kirkuk dovrà monitorare con molta attenzione la regolarità delle elezioni in quanto si teme che vi sia una affluenza di curdi tale da alterare l'equilibrio etnico con i turkmeni".
Nel corso dell'incontro, riferisce una nota della Farnesina, "è stata espressa viva soddisfazione per l'eccellente andamento delle relazioni tra i due Paesi e la comune volontà di consolidare in tutti i settori, come confermato anche dalla intensità delle visite bilaterali (in particolare la visita del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan e l'incontro a Roma tra Fini e il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul rispettivamente in ottobre e novembre scorsi).
Arinc si è fatto interprete del sentimento di gratitudine del governo e del popolo turco, prosegue la nota, "per il sostegno dato dall'Italia all'avvio dei negoziati tra la Turchia e l'Unione Europea, che a suo avviso, sebbene complessi e difficili, si concluderanno positivamente anche prima del previsto se alla Turchia verrà assicurato lo stesso trattamento degli altri candidati".
"Fini, nel riconoscere la fondatezza della richiesta turca ha peraltro ricordato l'importanza di un atteggiamento collaborativo di Ankara per l'attuazione delle decisioni del Consiglio Europeo di dicembre. Si è registrata infine - conclude la nota - una profonda sintonia di vedute sulle maggiori questioni internazionali ed in particolare sull'Irak e Medio Oriente". (take Adnkronos)
28.01.2005

....E POI CON PERA
Il presidente del Senato italiano invitato ad Ankara per il 21 febbraio. "L'Importante - ha detto - è che nei riguardi della Turchia nessuno sollevi problemi sotto forma di ostacolo o di pregiudizio".
Marcello_Pera"L'importante è che nessuno sollevi dei problemi sotto forma di ostacolo o di pregiudizio". Marcello Pera incontra a palazzo Giustiniani, il presidente della Grande Assemblea Nazionale turca, Bulent Arinc, in visita in Italia, e al termine dell'incontro esprime apprezzamento e soddisfazione per l'apertura dei negoziati dell'UE con la Turchia.
"Apprezzamento per le riforme che sono in corso in Turchia che, mi ha spiegato il presidente Arinc, saranno lunghe e con fasi complicate. Ma questo è del tutto normale. Importante è che nessuno sollevi problemi sotto forma di ostacolo o di pregiudizio. Arinc ha annunciato che il presidente del Senato italiano sarà in visita in Turchia il 21 febbraio. Quella visita sarà il seguito dei contatti già avviati oggi. Abbiamo constatato con soddisfazione il sostegno che la Turchia ha avuto dall'Italia e che continuerà ad avere durante il negoziato. E' normale che forze politiche, pubbliche opinioni e Governi possano avere delle riserve ma credo che l'attenzione di tutti e la capacità di comprensione e di conoscere possano permettere di superare il tutto in tempi brevi".
I due presidenti hanno parlato di Irak e di terrorismo e, rispondendo ad una domanda di un giornalista turco, Pera ha detto che i problemi "vanno affrontati per quello che sono; come si mostrano. Ci sono diversità dettate dalla storia ed altre religiose e culturali ma c'è l'impegno di non trasformare queste in un ostacolo". (take Ansa)
28.01.2005

"SIAMO GIA' IN EUROPA"
Intervista a <Famiglia Cristiana" del presidente della Grande Assemblea Nazionale, Bulent Arinc, arrivato in Italia per una visita ufficiale su invito di Pier Ferdinando Casini.
Il_Parlamento_europeo"La Turchia sta lavorando seriamente da qualche decennio per entrare nell'UE. Sono entrati i cechi, gli estoni, i lituani, ma quando si parla della Turchia all'improvviso sorgono problemi all'interno della Comunità, all'improvviso si accorgono che siamo musulmani". E' quanto ha affermato Bulent Arinc, presidente della Grande Assemblea Nazionale turca arrivato in Italia per una visita ufficiale su invito del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.
In una intervista a <Famiglia Cristiana>, Arinc ha difeso la scelta della Turchia di entrare in Europa: "Perché si dimentica che facciamo parte della Nato e di tante altre istituzioni europee? Non siamo un Paese estraneo e anzi con molti Paesi europei abbiamo rapporti economici diretti, le barriere doganali sono state abbattute secondo gli accordi comunitari. Abbiamo anche adattato le nostre leggi a quelle europee e le riforme recenti sono state fatte secondo le direttive comunitarie. Ma al di là di questi dati vorrei aggiungere che la nostra storia è intrisa di cultura europea, soprattutto di quella italiana e francese".
E sulla religione musulmana ha aggiunto: "La nostra Turchia è laica, democratica e sociale. Nella nuova Costituzione europea è stato giustamente deciso di non fare riferimenti alla religione cristiana. Io penso che sia giusto così; le istituzioni e le regole siano comuni a tutti, come anche i valori della libertà e della tolleranza. Ma lo Stato non deve mai intervenire sulle convinzioni religiose, deve tenersi a giusta distanza da tutte le confessioni. A noi piace l'Europa dei valori, delle regole, del progresso economico e del dialogo fra le religioni. Entrando in Europa il popolo turco avrà maggiore benessere, sarà più sicuro". (ApCom)
28.01.2005

LAICITA' E DEMOCRAZIA
Il presidente turco della Grande Assemblea Nazionale, Bulent Arinc, convinto sostenitore che lo Stato non debba mai entrare nelle questioni religiose. Il briefing a palazzo Gamberini, sede dell'Ambasciata turca a Roma.
Bulent_Arinc"Una Turchia laica, democratica e sociale". Bulent Arinc, presidente della Grande Assemblea Nazionale turca (il nostro Parlamento, ndr) l'ha detto più volte. Né si è stancato di ripeterlo prima al presidente della nostra Camera, Pier Ferdinando Casini, poi con il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ed infine con il presidente del Senato Marcello Pera con ciascuno dei quali si è intrattenuto - nei due giorni di permanenza a Roma - in un lungo e cordiale colloquio. L'Italia, si sa, è favorevole all'ingresso della Turchia in Europa ma anche nel nostro Paese non sono pochi quelli che invece non la vogliono come ad esempio i leghisti, l'estrema destra ed anche alcuni componenti del Governo. Tanto che - come già in Francia ed in Germania - è stato minacciato il ricorso al referendum per affidare al popolo la decisione finale se accettare nel Club dei 25 la Turchia. Casini - vecchia scuola politica dell'ancien regime - potrebbe essere la persona adatta per mediare con gli oltranzisti del "no" e trovare così la soluzione giusta. L'invito fatto da Casini all'amico Arinc per la visita ufficiale in Italia è stato in fondo qualcosa di più un impegno. E, tutto sommato, la missione di quest'ultimo è stata più che positiva.
Prima di ripartire alla volta di Ankara, Arinc, si era intrattenuto a palazzo Gamberini - sede diplomatica della Turchia a Roma - con il nuovo ambasciatore Ugur Ziyal e con i rappresentanti della stampa turca. Il briefing aveva visto tra i presenti anche il presidente dell'Unione di amicizia italo-turca Franco Nobili, il suo vice Omer Engin As, il direttore della Turkish Airlines Ali Duruk e la responsabile dell'Ufficio del Turismo turco a Roma Serra Aytun.
28.01.2005

IN CERCA DI SOLUZIONI
E' quello che sta facendo Ankara per soddisfare le richieste di Bruxelles. La preparazione di un documento in cui però mancheranno i riferimenti al riconoscimento dei curdi e degli aleviti.
As Turkey prepares to begin negotiations with the European Union (EU), concerns about the possibility that issues like opening the Armenian border, recognizing Alevis and Kurds as minorities will be raised. All three issues were included in Turkey's report which was approved by the European Parliament (Ep) for inclusion in the Accession Partnership Document.
Ankara is concerned that a series of negative issues opposed by Turkey may end up in the three documents that will be prepared between now and October 3rd when full membership negotiations officially begin with the EU. During meetings with the European Commission on the negotiations, Ankara expects to face a series of demands born of the Accession Partnership Document, the Framework Text, and the Cultural Dialogue documents including recognition of Cyprus, opening of the Armenian border, and recognition of Alevis and Kurds as "minorities." A Turkish diplomat said Ankara does not want these issues mentioned in the documents and is committed to taking whatever measures are necessary to solve the problem.
Ankara highlights the necessity of preparing a new Accession Partnership Document (Apd) that differs from the former Apd's and the change in status brought about by the December 17th summit decision to begin full membership negotiations. Under these circumstances, Brussels was told that the opinions expressed in the Apd should not include any new additions, but it seems obvious that a series of new demands will be listed in the Apd drafts and that, thus, a hard bargaining process will take place between Ankara and Brussels.
According to reports, the statements included in the "Turkey report" that was accepted by the European Parliament (Ep) on December 15, 2004 will also be included in the Apd. The final resolution released at the December 17th summit in Brussels stated that the EU Council noted the decision made by the EP on December 15, 2004. As the Parliament asked for an immediate start to full membership negotiations with Turkey, it also made some demands that did not please Ankara. Specifically, the opening of the religious school in Heybeliada and recognition of the Greek Cypriot Administration (Gca) as the nation of 'Cyprus' which represents the whole island will also be included in the Apd. The EP, furthermore, pointed out the following points in the Turkey report: "Negotiations should be suspended by the EU Commission when necessary. Turkey should solve its problems with its neighbors in line with the United Nations (UN) convention. Restrictions on ships with Greek Cypriot banderol should be abandoned. Alevism should be recognized and preserved. Alevi houses of worship, also known as Cemevis, should be recognized as religious centers. Religious education should be voluntary. The informal system of guardsmanship in southeastern Anatolia should be abolished. Turkey should open its borders with Armenia and both countries' governments should support a mutual peace process." It is expected that the EU, which defines Kurds and Alevis as 'minorities,' will repeat this in the Apd. (Suleyman Kurt/Zaman)
28.01.2005

 

"UN ESEMPIO VIRTUOSO"
Così si è espresso il Commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini, a Roma a margine del convegno euro-mediterraneo.
'Il_Commissario_europeo_alla_Giustizia_Franco_Frattini'Stato laico, abitato da musulmani e con una forte vocazione europea'', la Turchia può essere ''un esempio virtuoso'' per i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Lo ha sottolineato il Commissario europeo Franco Frattini a Roma, a margine di un convegno sul dialogo euromediterraneo. La Turchia - ha detto Frattini - ''è un Paese chiave'' per lo sviluppo del dialogo nel bacino del Mediterraneo e sarà un esempio per tutto il mondo islamico''. (take Ansa)
28.01.2005

UN MODO DI DIRE IMPROPRIO
Secondo il vicepresidente del Consiglio Marco Follini, l'affermazione <mamma li turchi> è quanto di più sbagliato a proposito della Turchia in Europa.
"Ritengo improprio che qualcuno di tanto in tanto si alzi e dica <mamma li turchi> in merito all'ingresso della Turchia nell'UE.
Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Marco Follini intervenendo a <Baobab> su Radio 1 e spiegando, infatti, "che prima che questo accada abbiamo ancora davanti una decina di anni di negoziati",
Il vice-premier ha poi dichiarato che in Turchia "è in corso una esperienza fondamentale per il futuro del mondo: la costituzione di una democrazia islamica, un esperimento che va senz'altro incoraggiato". Follini ha ricordato, poi, alcune recenti affermazioni del Pontefice che guarda con benevolenza all'adesione della Turchia all'UE. "Ciò - ha concluso Follini - a dimostrazione che non c'è contraddizione tra fedi diverse che desiderano imparare a camminare sotto il tetto della stessa istituzione". (take Agi)
28.01.2005

UNA SFIDA CONTRO
Marco Follini:L'apertura del negoziato per l'ingresso della Turchia nell'UE, oltre che un evento, è un'arma contro il fondamentalismo.
"L'apertura del negoziato è un evento che va valutato positivamente perché sottolinea e incentiva il processo riformatore da tempo in atto in Turchia". E' quanto ha sostenuto il vicepresidente del Consiglio, Marco Follini, a proposito dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea.
Rispondendo a un question time alla Camera, Follini ha aggiunto che l'introduzione nell'Unione UE permetterebbe "a quel Paese di dotarsi di istituzioni stabili che garantiscono la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e tra questi il fondamentale diritto della libertà religiosa e il rispetto delle minoranze".
Si tratta per l'Unione europea e il resto del mondo, secondo Follini, "di una sfida alla costruzione di una democrazia islamica, l'antidoto più forte al fondamentalismo". (ApCom)
28.01.2005

LUNGIMIRANZA
Una dichiarazione del presidente del gruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, a proposito di quanto detto dal vice-premier Marco Follini a proposito della Turchia.
"Con soddisfazione valutiamo la lungimirante posizione italiana sulla Turchia. I fatti riferiti dal vice-premier Follini smentiscono sia i superficiali entusiasmi sia le roboanti preoccupazioni. La saggezza del Governo, ricompresa nelle conclusioni di Bruxelles, pone al centro di un lungo cammino di verifica il tema decisivo della effettiva libertà religiosa e dei diritti umani". Lo ha dichiarato in una nota il presidente del gruppo Udc alla Camera, Luca Volontè.
"In ogni momento, questa verifica non fosse positiva, ciò avrebbe effetti sul percorso di integrazione. L'azione del nostro Governo e gli impegni presi  - ha soggiunto Volontè - dimostrano il realismo e il totale rispetto delle tradizioni, civili, politiche e religiose del nostro Paese". (take Ansa)
28.01.2005

SERVE UNA IPOTESI DI RISERVA
Questa la convinzione del ministro delle Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione, non del tutto convinto che Ankara debba far parte del Club dei 25.
"La Turchia non è ancora entrata nell'UE. Abbiamo deciso la data in cui iniziare le trattative, ma non è detto che si concluderanno favorevolmente. Sarebbe bene avere anche un'ipotesi di riserva: una associazione stretta che però non sia l'ingresso nell'Unione". Lo ha detto il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, riferendosi alla possibilità che la Turchia possa entrare a far parte dell'Ue.
A margine di un convegno sulle radici cristiane dell'Europa, Buttiglione ha sottolineato che "il Cristianesimo non è un dogma ma una potente forte civilizzatrice che si trasforma in una visione dei rapporti fra gli uomini e le donne, fra i padri e i figli. E' in grado la Turchia - si è chiesto Buttiglione - di assumere tutto questo in quanto Paese islamico? Staremo a vedere". (ApCom)
28.01.2005

SUFFICIENTI ELEMENTI
Lo ha detto, a proposito della europeità della Turchia, il vicepresidente della Convenzione europea Giuliano Amato. La differenza con la Russia.
Giuliano_Amato''Fatta l'Europa, bisogna fare gli europei. Bisogna che essi credano che, pur mantenendo ciascuno un'identità nazionale, avremo un'identità più larga, quella europea. Per far si che l'Europa non sia solo mercato, che non basta per costruire un'identità, La Costituzione è comunque un passo avanti''. Lo ha detto, a Firenze, intervenendo ad un convegno sulla Costituzione europea, il senatore Giuliano Amato, già vicepresidente della Convenzione europea.
Amato, poi, ha parlato delle ipotesi di ulteriori allargamenti dell'Unione Europea. "La Turchia - ha detto Amato - ha sufficienti elementi di europeità, che adeguatamente tirati fuori potrebbero farla entrare in Europa. L'allargamento dell'ex Unione Sovietica, invece, è un po' troppo. L'UE è aperta agli Stati che hanno non solo valori, ma anche una storia comune". (take Adnkronos)
28.01.2005

NESSUN TIMORE
I salesiani, per bocca del decano della Pontificia Università, Don Biagio Amata, favorevoli alla integrazione della Turchia. "L'Occidente ed i cristiani - ha però osservato - non devono tradire la propria cultura e le proprie radici".
Don_Biagio_AmataI salesiani guardano con serenità al processo di integrazione europea e all'idea di un confronto sempre più esteso tra civiltà e religioni. L'eventuale ingresso della Turchia non preoccupa Don Biagio Amata, decano della Pontificia Università Salesiana, che, pur mantenendo una certa prudenza sul tema, invita i cristiani a "non avere troppa paura", spingendoli però a "non tradire le proprie radici e ad imparare la storia".
Alla vigilia di un convegno che si è tenuto all'ateneo salesiano di Roma e dal titolo "Storiografia e Agiografia nella tarda antichità", Don Amata, preside della facoltà di Lettere Cristiane e Classiche, ha invitato a prendere a modello l'Europa antica che, impregnata del messaggio cristiano testimoniato da uomini, cultura ed arte portava già i seno i germi di un "mondo cosmopolita".
"Il monaco Antonio, Caterina da Siena, fino a Vincenzo de' Paoli e Rosmini, sono figure che già sorpassano le nazionalità, i confini, le singole diocesi e ci prospettano in un mondo cosmopolita. Il messaggio cristiano pone i fondamenti della cultura moderna, rappresenta la nostra identità e ci consente di essere noi stessi", ha ricordato.
Alla luce di tale premessa l'apertura ed il confronto tra culture  sarebbero quindi vitali, mentre, ha insistito, "la troppa paura non è cristiana".
"L'ingresso della Turchia può essere un fatto conturbante e perturbante se i cristiani e l'Occidente tradiscono la propria cultura e le proprie radici; in caso contrario se la Turchia entra senza integralismi può essere una opportunità. La Turchia ha già scelto la laicità e questo è già un passo avanti", ha affermato. (da take Ansa)
28.01.2005

"VINCIAMO NOI, VINCETE VOI"
Più che uno slogan, è un reality politico di cui ci si è resi conto, nel corso della quarta sessione dell'incontro UE e Turchia, a proposito della potenziale forza economica di cui dispone quest'ultima.
La ragioni economiche di una scelta storica quale è l'adesione della Turchia all'Unione Europa non sono meno importanti di quelle politiche - cultural - religiose che hanno tenuto banco in questi mesi di discussioni e polemiche sul tema. Del resto l'Unione Europea rimane sostanzialmente una unione economica, per cui, ovviamente, gli aspetti legati all'economia risultano decisivi per l'ingresso della Turchia in Europa.
Di questo s'è, fra l'altro, discusso nella quarta sessione dell'incontro ''Turchia e UE le ragioni di una scelta storica", organizzato dal gruppo liberal-democratico del P.E., dal Partito radicale transazionale e da <Non c'è pace senza giustizia>
La Turchia nonostante gli sviluppi positivi di questi anni rimane una economia arretrata con forti squilibri, con un debito pubblico e un deficit di bilancio ben distanti dai parametri di Maastricht e con inflazione e i tassi d'interesse più elevati della media. Ciò suscita non poche preoccupazioni e il timore che un Paese povero come la Turchia possa diventare un onere troppo grande col rischio che conduca alla bancarotta il bilancio della comunità.
Queste paure, alimentate da chi per altri ragioni osteggia l'ipotesi di una Turchia in Europa, non tengono in conto - come è stato sottolineato - del grosso potenziale dell'economia turca. Un potenziale che non potrà che crescere grazie all'avvio dei negoziati.
Il rispetto dei parametri di Maastricht, che secondo gli accordi dovrebbe completarsi tra 3/5 anni, avrà effetti positivi su bilancio, inflazione e tassi d'interesse. Con l'abbassamento del debito si libereranno risorse per gli investimenti, che opportunamente indirizzati avranno ricadute positive sullo sviluppo economico.
Certo, nel breve periodo i vantaggi saranno sopratutto per la Turchia, ma nel medio-lungo periodo i benefici si estenderanno all'Europa che potrà sfruttare il forte dinanismo dell'economia turca, soprattutto nei settori dei servizi e dell'agricoltura. Ciò che conta, poi, è il fatto che l'industria turca risulta complementare e non concorrenziale a quella europea, il che non fa che confermare il reciproco vantaggio di un processo d'adesione.
Come ha sottolineato uno degli oratori degli incontri, Tugrul Kutadgobilik (presidente della fondazione metalmeccanici turca), la situazione è win-win: ''vinciamo noi, vincete voi''. Vince la Turchia, vince l'Europa. (Dundfar Kesapli/News from World Wide Web)
28.01.2005

LA MACEDONIA E L'INTEGRAZIONE EUROPEA
Skopje non vede certo la Turchia come un possibile concorrente sulla strada verso l'UE, anzi, secondo il vice-ministro per l'integrazione europea, l'accoglienza della Turchia in Europa potrebbe far cadere alcune resistenze nei confronti della Macedonia, comparabilmente più piccola e meno onerosa della Turchia.
Erhard_BusekNel maggio dello scorso anno Fraser Cameron, direttore dell'European Policy Center, con sede a Bruxelles, stilò un'analisi intitolata "Dov'è la fine dell'Europa", considerando, tra le altre cose, che la Macedonia e la Turchia diverranno membri dell'UE nello stesso anno: il 2012, insieme con la Svizzera. Secondo la stessa previsione, la Croazia dovrebbe entrare, insieme alla Norvegia e l'Islanda nel 2009. Mentre la Serbia e Montenegro, la Bosnia Erzegovina, l'Albania e il Kosovo non potranno sperare di entrare prima del 2020.
Il Summit dell'UE, tenutosi nel dicembre 2004, è stato segnato dalla storica decisione di avviare i negoziati di adesione con la Turchia; benché il termine adottato per il loro completamente vada tranquillamente oltre il 2012.
Sempre nel dicembre dello scorso anno, mentre parlava di fronte alla Chantham House di Londra (l'ex Royal Institute for International Affairs), Erhard Busek, coordinatore speciale per il Sud Est Europa del Patto di Stabilità, ha detto che, ad oggi, nessuno nell'UE sa quali siano le vere prospettive europee dei Paesi balcanici. Busek ha commentato che l'euro-scetticismo e il difficile compito dell'allargamento ha spinto i Balcani in basso alla lista delle priorità. Un mese prima, in un'intervista rilasciata all'agenzia austriaca <Apa>, lo stesso Busek aveva detto che la Croazia e la Macedonia potrebbero essere pronte per l'ingresso in UE prima della Turchia, tenendo presente che la Macedonia è in netto ritardo rispetto alla Croazia. Busek, inoltre, ha sottolineato che un'atmosfera di competizione tra la Turchia e i Balcani dovrebbe essere evitata.
Fino ad ora, in Macedonia non ci sono stati sentimenti negativi verso l'"allargamento turco". Né tanto meno è atteso che ci siano nell'immediato futuro. La Turchia non è vista come un diretto concorrente della Macedonia. Da un lato, Macedonia e Turchia sono due paesi molti diversi tra loro, e in qualsiasi caso non sembra che la Macedonia possa aspirare a competere con la Turchia: dall'altro, le attuali relazioni tra Turchia e Macedonia sono corrette e amichevoli. La Turchia è stato uno dei primi Paesi a riconoscere la Macedonia col suo vero nome, e le ha sempre fornito il suo appoggio nei momenti di difficoltà. Ciò che i due Paesi hanno in comune sono i problemi con lo stesso vicino: la Grecia.
Lo stesso non può certo essere detto riguardo i sentimenti nei confronti degli altri Paesi in avvicinamento all'UE, la Romania e la Bulgaria. La parola che meglio potrebbe descrivere il sentire comune dei Macedoni sul fatto che Romeni e Bulgari dovrebbero far parte della UE nel 2007 è: incomprensione. I Macedoni non riescono proprio a capire come possa accadere che questi due paesi che sono sempre stati poveri e mal messi stiano in testa. Non sono visti come diretti concorrenti, ma come qualcuno che trae benefici non sulla base dei meriti, ma di "alti interessi". Secondo lo stesso ragionamento la UE è alcune volte viste come non equa e arbitraria.
Questa è la posizione di rassegnazione di chi ha perduto la storica posizione di favore. La Macedonia sembra non comprende appieno i suoi difetti. Ma questo non allenta il desiderio ultimo e diffuso di far parte un giorno dell'UE. I cittadini della Macedonia equiparano la UE alla prosperità economica, alla possibilità di viaggiare, così spesso negata, ai politici incorrotti, alla sicurezza e alla normalità. In poche parole, si tratta dell'aspirazione politica finale.
La decisione del summit dell'UE riguardo la Turchia, per quanto contenzioso sia stato, apre di sicuro un nuovo capitolo nelle analisi. "Nella corsa finale ciò intende quanto dobbiamo migliorare i nostri prospetti", ha detto recentemente il vice primo ministro macedone per l'integrazione nell'UE, Radmila Sekerinska, nel suo editoriale settimanale sul quotidiano "Dnevnik", e aggiunge che "comunque sia, la decisione sulla Turchia influenzerà l'opinione pubblica degli Stati membri e creerà un contesto completamente nuovo".
Secondo la Sekerinska ci sono sia buoni che cattivi aspetti di questa nuova situazione. Da un lato, ha detto, la Commissione insiste su regole comuni per tutti. Se accetta che la Turchia ha raggiunto le condizioni politiche per essere membro, un fatto confermato dalla decisione di far partire i negoziati, le sarà difficile negare lo status alla Macedonia. Inoltre, il prezzo per l'accoglienza della Turchia è assolutamente incomparabile rispetto a quello della Macedonia e degli altri Stati balcanici. Se l'UE accetta il conto della Turchia, la tesi della mancanza di fondi diverrebbe obsoleta. Sekerinska ha inoltre fatto cenno al fatto che in termini geo-strategici, accogliere la Turchia e mettere un piede in Asia, senza aver risolto i Balcani, non ha alcun senso.
Cercando di valutare i possibili aspetti negativi, Sekerinska fa i conti sia con il possibile incremento di sentimenti anti-allargamento dei fattori interni alla stessa UE, i quali erano contrari alla decisione sulla Turchia, sia con un'eventuale perdita d'importanza di un'Europa troppo grande, che potrebbe perdere coesione e trasformarsi in un ONU regionale o in un nuovo Oecd (Organisation for Economic Co-operation and Development), come talvolta viene sostenuto in modo cinico da qualcuno. Il vice ministro conclude dicendo che la Macedonia dovrebbe continuare a promuovere i suoi valori aggiunti - divenendo una società multietnica stabile in un vicinato multietnico altamente volatile. Per poter giocare la carta da fattore di stabilità quale essa è.
Si tratta di cose che abbiamo già sentito in passato. I politici macedoni lo hanno cantato a lungo prima del conflitto del 2001. Solo che sembra lo riprendano troppo spesso. Sarebbe veramente triste se ci credessero sul serio. La recente situazione che ha visto un gruppo di militanti occupare il villaggio di Kondovo, ha mostrato quanto sia fragile, sia politicamente che dal punto di vista della sicurezza, la Macedonia di oggi.
Infine, per tornare alla previsione iniziale dell'European Policy Center, quanto può essere negativo legare l'adesione della Macedonia a quella della Turchia? In termini politici potrebbe essere qualcosa di simile al legame stabilito tra denaro macedone ed euro. Quest'ultimo legame [quello monetario] lo abbiamo ormai da anni, certo non è senza difetti, ma sotto certi aspetti è di sicuro beneficio. (Risto Karajkov/Osservatorio sui Balcani)
28.01.2005

COSA NE PENSANO GLI ALBANESI
Lo storico avvio dei negoziati tra l'UE e la Turchia non ha suscitato grandi reazioni nella Tirana ufficiale, né tanto meno sulla stampa albanese. Sembra che il Governo non voglia sbilanciarsi. Invece gli umori della gente, riguardo l'avvicinamento della Turchia all'Unione europea, si possono leggere nei vari forum su Internet. 
AlbaniaIl 17 dicembre scorso l'Unione Europea ha deciso di aprire le porte alla Turchia. Un segnale di speranza non solo per i Turchi ma anche per i loro "fratelli minori" albanesi che condividono lo stesso sogno. Ciononostante, i media di Tirana hanno parlato poco di questo evento, mentre le autorità non si sono sbilanciate. Davanti a questa situazione, l'opinione pubblica ha cercato nuovi canali per esprime le sue idee. Ad ospitare i dibattiti su questo avvicinamento della Turchia a Bruxelles ci hanno pensato i vari forum, dove basta fare un giro virtuale per capire gli umori degli Albanesi sulla questione. La stragrande maggioranza si dice d'accordo, ma presto le opinioni si dividono su come Ankara può aiutare il suo alleato dei Balcani. Un'alleanza che trova le sue radici in cinquecento anni di storia.
Zitti per paura
Gli ottimi rapporti tra l'Albania e la Turchia non hanno portato a nessuna dichiarazione ufficiale delle autorità albanesi sullo storico passo avanti di Ankara verso l'UE. Ovviamente la notizia ha fatto piacere, ma Tirana ha ancora troppa paura di sbilanciarsi sul piano diplomatico: per il momento sembra inopportuno farsi dei nemici e visto che uno degli oppositori più duri dell'avvicinamento rimane la Francia, è meglio stare zitti. Quella stessa Francia che circa un anno fa minacciò senza tanti giri di parole l'appoggio incondizionato di Tirana alla guerra in Iraq. Un appoggio che, secondo Parigi, si ripercuoterebbe sul cammino albanese verso Bruxelles.
Anche i media non ne hanno parlato. Ma del resto nessuna sorpresa: le vicende del mondo non hanno quasi mai interessato la stampa albanese e così, anche questa volta, e tanto gli opinionisti quanto gli "esperti" non si sono fatti vedere sulle pagine dei quotidiani.
"Speriamo che ci aiuti"!
In questa situazione, gli Albanesi hanno dovuto trovare altri modi per dire la loro e questa volta il dibattito è diventato tutto digitale. Il tema della Turchia nell'UEha riempito i vari forum dove si ritrovano milioni di Albanesi, fuori e dentro il Paese. Un giro tra quelli più prestigiosi, come "Albforumi" (www.albforumi.com), rivela che i consensi decisamente non mancano. Le divisioni, invece, riguardano il possibile ruolo di Ankara, come futuro membro dell'Ue, sull'integrazione dell'Albania. C'è chi crede che la Turchia possa far molto in questo senso, e c'è chi si dice più pessimista.
Nascosti dietro ad uno pseudonimo i pensieri corrono liberi. L'adesione della Turchia "vuol dire la realizzazione di un Europa laica dove possono convivere due civiltà diverse", dice un utente di "Albforumi", avendo presente la religione musulmana del popolo turco. La stessa religione del 70% degli Albanesi, cosa che per qualcuno è uno dei motivi di Bruxelles per tenere ancora per un po' lontani Paesi come la Turchia, l'Albania, la Bosnia o persino lo stesso Kosovo, che potrebbero soffrire una certa discriminazione religiosa. "Noi siamo un popolo musulmano e nonostante non abbiamo forti convinzioni sull'Islam, per l'Europa rimaniamo soltanto 'turchi' in un altro Stato. Perciò speriamo che la Turchia entri a far parte dell'Unione perché non fa altro che aprirci la strada".
Per qualcun altro, l'ingresso di Ankara nell'Ue sarebbe "la prima testimonianza che i popoli con culture e religioni diversi potrebbero vivere benissimo insieme. Un fallimento in questo senso comporterebbe alcuni cambiamenti nella politica balcanica dell'UE, e questo sarebbe veramente tragico".
C'è anche qualcuno che vede la Turchia come un contrappeso alla politica greca nei Balcani, specialmente nei confronti dell'Albania. "Come oppositrice della Grecia, la Turchia non sarebbe d'accordo con gli scenari ellenici e appoggerebbe l'Albania", dice un altro utente di 'Albforumi', mettendo in guardia però dai rischi che questo comporta per "la cultura albanese, la quale anche adesso è contaminata dalla tradizione turco-islamica, allontanandosi in questo modo dalla sua storica cultura illirico-europea".
Pochi, invece, quelli contrari all'adesione di Ankara. Secondo una delle opinioni più radicali, "la Turchia fa parte della civiltà islamica, mentre l'UE rappresenta quella occidentale, dove la Turchia è di troppo. Essa può avere un'altra forma di collaborazione con l'UE, ma non può essere un suo membro. Per quel che riguarda l'Albania, è meglio restarcene fuori. Dopo 15 anni credo che avremo un'economia consolidata e questa Unione non avrà più nessuna importanza per noi. Fino ad allora possiamo condurre il nostro gioco nei Balcani".
Ma "fratellini" no!
I rapporti tra i due Paesi sono di vecchia data e cominciano nel Quattrocento con l'invasione ottomana dei Balcani. Un'invasione che durò per 5 secoli e che influenzò in modo irreparabile la cultura e l'identità degli Arberesh, come si chiamavano gli albanesi di quei tempi. L'esempio eclatante rimane il fatto che prima di quella invasione, gli Arberesh erano cattolici e ortodossi; dopo, il 70% della popolazione era, ed è tuttora, musulmana. Di quegli anni di invasione è protagonista Gjergj Kastriota, l'eroe nazionale albanese più suggestivo che, strappato dai turchi dalle braccia della madre sin da piccolo e portato in Turchia, dove diventò un ottimo guerriero e stratega prendendo il titolo di "Skanderbeg", non si dimenticò mai della sua Patria e tornò ad organizzare la resistenza. Come racconta la storia, per 25 anni riuscì a cacciare i turchi dai territori albanesi, ma dopo la sua morte tutto ritornò come prima e la sua stirpe si costrinse ad emigrare in Italia, dove formò la comunità degli Arberesh che ancora oggi si trova soprattutto in Calabria.
Nonostante i tempi cambino, i Turchi hanno visto sempre gli Albanesi come i loro "fratelli minori". Un sentimento che in realtà non è per niente ricambiato. Comunque i rapporti tra i due Paesi sono ottimi, stretti ancora di più dal fatto che oltre 5 milioni di Turchi sono di origine albanese, come ha dichiarato tempo fa l'ex presidente turco Sulejman Demirel. Intorno ai 22 mila, invece, si stima la cifra degli emigranti albanesi che vivono e lavorano attualmente in Turchia.
Ma nonostante questi rapporti e un pezzo di storia in comune, le chance dell'Albania e della Turchia per entrare nell'UE sono diverse: l'Albania rimane un piccolo Paese dei Balcani mentre la Turchia un grande e potente Stato (già membro della Nato) sul confine tra l'Occidente e l'Oriente. (Indrit Maraku/Osservatorio sui Balcani-Traduzione di Fabio Salomoni)
28.01.2005

TRA L'EUROPA E IL MONDO ARABO
"La Turchia con i suoi confini nei Balcani, nel Medio Oriente e nel Caucaso aggiungerà un valore strategico all'Unione". Il pensiero del ministro olandese Bernard Bot.
Tra_l'Europa_e_il_mondo_araboIl_ministro_olandese_Bernard_BotPerché hanno deciso di aprirci la porta? Diverse sono le interpretazioni. A me la spiegazione più vicina alla realtà è parsa quella contenuta nelle parole del ministro degli Esteri olandese Bernard Bot: "Se volete avere voce in un mondo globalizzato, è fondamentale avere un peso demografico, economico e militare. In questo senso si spiega la nostra attenzione, verso la Turchia. Senza alcun dubbio con la Turchia saremo più forti. La Turchia con i suoi confini nei Balcani, nel Medio Oriente e nel Caucaso, aggiungerà un valore strategico all'Unione."
Certamente Bot ribadisce anche la volontà dell'Europa di evitare ogni discriminazione sulla base della religione islamica, ma è certo che le reali spiegazioni sono legate alla forza militare,economica e militare che la Turchia porterà all'Unione. Io non credo ci sia nessuno che prenda sul serio le affermazioni per cui il mondo arabo ed islamico reagirebbe male ad un eventuale rifiuto europeo della Turchia. Credo che queste siano parole al vento. Nel caso in cui venissimo respinti alle porte dell'Europa, non solo il mondo arabo non si risentirebbe ma al contrario festeggerebbe: "Che cosa c'entrate in quel club d'infedeli? Voi avete rifiutato noi e loro adesso rifiutano voi, siete rimasti a metà del guado".
Sebbene doloroso, credo dobbiamo accettare il fatto che nel mondo arabo non siamo molto amati, anche la nostra religiosità viene guardata con sospetto: "Che significato ha la laicità? Perché non velate le vostre donne? Perché avete cambiato l'alfabeto? Che significa il vostro codice civile? E poi, non dobbiamo forse il nostro sottosviluppo a voi Turchi? Centinaia d'anni di colonizzazione ci hanno messo in ginocchio. Se non riusciamo a riprenderci, gli unici responsabili siete voi Turchi."
Potete essere certi che il 90% degli Arabi è di questa opinione. Né ci prenderanno come esempio né spargeranno lacrime se saremo respinti sulla porta d'Europa, ne sono certo. Tutto questo, i leader europei lo sanno perfettamente. "Se non accettiamo la Turchia, perderemo il mondo islamico", è un'espressione usata per convincere le opinioni pubbliche nazionali, una conseguenza della retorica prodotta dall'11 Settembre. La Turchia ha potuto affacciarsi alla porta europea grazie all'importanza militare, economica e strategica del Caucaso e del Medio Oriente.
Accadde la stessa cosa 1000 fa quando i Turchi arrivarono nel mondo arabo dall'Asia Centrale. Anche a quell'epoca, essi si affacciarono alle porte del Medio Oriente come una forza militare al servizio degli Arabi, che cominciarono a formare reparti composti da Turchi, maestri nell'arte della guerra. Ai nostri giorni l'Europa ci apre le sue porte, o sembra farlo, per ragioni strategiche, economiche e militari. Nelle parole del Ministro degli Esteri olandese, non sembra di intravedere tracce del pensiero dei leaders arabi di 1000 anni fa? (Ismail Berkan/Radikal/Osservatorio sui Balcani-Traduzione di Fabio Salomoni)
28.01.2005

SITUAZIONE ESPLOSIVA
Nel corso di una conferenza stampa il Capo di Stato Maggiore aggiunto della Turchia, generale Ilker Bastug, ha denunciato l'afflusso a Kirkuk di centinaia di migliaia di immigrati curdi.
Il_generale_Ilker_BasbugL'esercito turco ha messo in guardia contro gli sforzi dei curdi irakeni di voler modificare la ripartizione etnica nella città petrolifera di Kirkuk nel Nord IraK, cosa che potrebbe sfociare in una guerra civile nociva per la Turchia,
Nel corso di una conferenza stampa, il Capo di Stato maggiore aggiunto delle Forze armate, generale Ilker Bastug, si è scagliato contro "l'afflusso a Kirkuk di centinaia di migliaia di immigrati curdi". Secondo il generale, una variazione della composizione etnica è sinonimo di scontri interetnici nella città già percorsa da violenze tra arabi, curdi e minoranza turcomanna.
"Una tale situazione potrebbe essere il primo passo verso una guerra civile", ha detto il generale aggiungendo con tono inquieto che questa situazione esplosiva può minacciare la sicurezza nazionale della Turchia, Paese confinante. (take Ansa-Afp)
28.01.2005

KIRKUK: ANKARA SI VOLGE ALL'ONU
Come riferisce il network <Al Jazeera>, la Turchia teme che i curdi possano alterare la composizione geografica della città di Kirkuk definita la "cassaforte galleggiante sul petrolio". Il ruolo di Barzani e Talabani.
"La Turchia è estremamente preoccupata dai sistematici tentativi dei curdi di alterare la composizione geografica della città di Kirkuk". E' il contenuto della missiva inviata dal ministero degli Esteri turco alle Nazioni Unite secondo il corrispondente da Ankara della satellitare araba <Al Jazeera>.
E' l'ennesimo allarme che viene lanciato dalla Turchia per un nodo che rischia di avere effetti e conseguenze incontrollabili sulla situazione in Iraq. "Infatti", riferisce <Al Jazeera>, "la cassaforte galleggiante -sul petrolio ndr- che è la città di Kirkuk, dove esiste una forte presenza turcomanna, è talmente contesa (è non solo da oggi) da arabi, curdi e turkomanni che i due leader curdi Barzani e Talabani avevano deciso di non partecipare alle consultazioni elettorali del 30 gennaio prossimo nel caso non fosse stato permesso il ritorno ai curdi di originari della città di Kirkuk.(deportati ai tempi di Saddam - ndr)". "La decisione di boicottare le elezioni" aggiunge <Al Jazeera> è rientrata solo dopo un formale impegno degli americani ed il governo di Allawi di permettere il rientro di 70 mila degli ex deportati".
La preoccupazione turche sono dovute al fatto, che un'eventuale affermazione elettorale della lista unitaria curda nella città, renderà oggettivamente forte le rivendicazione dei curdi di includere la città nella futura regione autonoma in uno stato federale dell'Iraq. (Ap.Com)
28.01.2005

CONSIGLI DI UNA ITALIANA
Vademecum della ricercatrice Nathalie Tocci per risolvere la crisi di Cipro. Il rammarico del ministro degli Esteri turco Abdullah Gul. Peccato che non ci sia più Klerides.
Nathalie_Tocci_ciproTassos_PapadopoulosUno dei più grandi risultati in termini di democrazia e consolidamento della pace raggiunti dall'Unione Europea è indubbiamente rappresentato dalle riforme che ha promosso in Turchia.
Anche il rilassamento delle relazioni tra la Turchia e la Grecia è da attribuire alla "morbida" persuasione dell'UE. Senza alcun dubbio invece uno dei maggiori insuccessi è stata la mancata soluzione della crisi cipriota e la contemporanea adesione della parte greca dell'isola all'Unione. E' possibile che l'UE abbia pensato che l'adesione della parte greca avrebbe contribuito ad risolvere l'annoso rebus. Il ministro degli Esteri Abdullah Gul ha recentemente affermato: "Se nel 2002 avessi avuto più esperienza, sarei riuscito ad arrivare ad una soluzione". Se durante il referendum del 2004 ci fosse stato Klerides, e non Papadopoulos, alla guida della parte greca, si sarebbe riusciti a trovare una soluzione. Attualmente il maggior ostacolo sulla strada dell'accordo è indubbiamente il fanatico nazionalista Tassos Papadopoulos, l'avvocato di Slobodan Milosevic.
A che punto è la questione cipriota?
Con la decisione scaturita il 17 dicembre l'UE ha di fatto proposto una soluzione a metà: prima del 3 ottobre 2005, data di inizio delle procedure di adesione, la Turchia dovrà firmare il Trattato di Ankara, del 1963, con i dieci nuovi Paesi membri, compresa l'Amministrazione greco-cipriota. Un atto però che la diplomazia europea ripete non costituire un riconoscimento ufficiale da parte turca.
Un tentativo di trovare un punto di equilibrio tra la parte turca, che ha accettato il Piano Annan sostenuto dall'UE, dalla Turchia, dalla Grecia e dagli Stati Uniti, e la parte greca che, pur avendolo rifiutato, il 1 Maggio scorso è entrata a far parte dell'Unione.
Ora il governo turco, che ha dichiarato essere pronto a continuare negli sforzi per arrivare ad una soluzione, sarà costretto a dare battaglia su più fronti: il primo è quello della Repubblica turca di Cipro Nord: se i difensori dello status quo dovessero uscire vincitori dalle elezioni per il Parlamento, nel prossimo febbraio, e da quelle per la presidenza della Repubblica in aprile, si potrebbe arrivare ad un vicolo cieco. Il secondo fronte, multiforme, è quello internazionale: sarà necessario coinvolgere la Grecia, la Russia, l'Inghilterra, gli Usa, l'Unione Europea e le Nazioni Unite. Infine sarà necessario che Ankara faccio un passo per dare un segnale all'opinione pubblica internazionale che preme per una soluzione.
Quale può essere questo passo?
Da questo punto di vista, negli ultimi tempi mi sono imbattuto in un solo suggerimento concreto, l'articolo di una giovane ricercatrice italiana, Nathalie Tocci: "Alcune note su Cipro nel dopo referendum."
Secondo la Tocci, perché si possa arrivare ad un referendum che porti ad un risultato positivo, è necessario che la Turchia, unilateralmente, passi all'applicazione di alcune delle disposizioni contenute nel Piano Annan: 1) Ridurre da 35-40.000 a 10.000 il numero di soldati turchi presenti sull'isola. 2) Applicare fin da ora la modifica dei confini tra le due parti, prevista dal Piano Annan, trasferendo nella parte nord i cittadini turchi. 3) Aprire un maggior numero di valichi di frontiera. 4) Estendere l'Unione Doganale anche all'amministrazione greca.
Sempre secondo la Tocci, questi passi potrebbero aprire la strada al riconoscimento di un Stato turco-cipriota indipendente (si tornerebbe quindi alla soluzione "con due Stati" prevista dal Piano Annan). A mio parere questi suggerimenti rappresentano alcuni dei passi che si potrebbero compiere allo scopo di isolare Papadopoulos all'interno dell'Unione e privarlo del sostegno del partito Akel.
Per coloro che fossero interessati, il libro della Tocci "EU Accession Dynamics and Conflict Resolution: Catalazyng Peace Consolidating Partition in Cyprus" (Ashgate, 2004), sarà pubblicato nei prossimi giorni. (Sahin Alpay/Zaman/Osservatorio sui Balcani-Traduzione di Fabio Salomoni)
28.01.2005

IL PACCHETTO
L'Unione Europea sta preparando le misure per Cipro Nord. Le relazioni tra i due Governi. Una dichiarazione del presidente del Parlamento greco, Yoham Nikolaos.
The European Union (EU) Commission has reportedly put forth a new package of measures to provide financial support to Turkish Cypriots.
Fileleftheros Newspaper, published in Southern Cyprus, carried a leading article (on January 23), which said "suggestions in line with the article that establishes the status of the Green Line bylaw have a political aspect" and "the purpose is to construct provisions of the two founder states as the Annan Plan envisaged. The Commission took the commercial relationships between the Turkish and Greek sides in Cyprus as the basis of regulations mentioned in the 866th article regarding the Green Line bylaw. The newspaper article said that Brussels prepared a package of measures aiming at improving the Cypriot Turkish economy accordingly. The article went on to say that along the same lines, Brussels is attempting to attribute the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) with third world status by creating two separate and autonomous entities in Cyprus. The package includes the following articles:
Ability to purchase products worth 175 euros from Turkish Cypriot regions: the newspaper article stressed that the amount determined is the total which can be spent on goods which can be exempted from customs by EU citizens when they visit third world countries outside of the EU.
General opportunity to purchase products from Turkish Cypriots: the newspaper article notes that this opportunity is provided only to non-EU citizens, but says the EU Commission is inclined toward generalizing for everyone visiting the Trnc via the Green Line.
Movement of open list products from the Green Line: the newspaper wrote that the EU Commission offered to construct a committee that would decide on products that will be added in movement with the majority of the ballots and that would consist of representatives of 25 EU member countries. In addition, the Commission's offer tries to ignore any intent by the Greek government to object to the movement of a product and aims to deprive them of using their veto power.
The Greek administration, meanwhile, is prepared to make a legal regulation that will permit the arrest of Turkish Cypriots, Britons, Germans, and other EU member country citizens holding old Greek goods in hand. The Greek press reported that the law draft was presented to the Greek Parliament. The President of the Greek Parliament Judicial Committee, Yonan Nikolaos, said, "The draft will include every situation of the 'illegal possession' of goods belonging to Greek Cypriots." (Anadolu News Agency)
28.01.2005

"NON ANDREMO VIA"
Il comandante generale delle Forze Armate turche, gen.Yasar Buyukanit, ha dichiarato che non sarà ritirato un solo soldato da Cipro se prima non si troverà una soluzione permanente.
Turkish Army Commander General Yasar Buyukanit has said Turkey will not withdraw even a single soldier from Cyprus without a permanent solution.
The General is currently in the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) to inspect Turkish Cypriot Peace Keeping Force units. He extended the Turkish wish for permanent peace in Cyprus, but emphasized that the path to peace is also important, "what seems permanent today could change tomorrow."
General Buyukanit visited Trnc President Rauf Denktas in his office yesterday (January 25) where he shared his assessments. "I don't see any other formula except to claim our liberty in this land which has such strategic importance for Turkey," explained Buyukanit. The Trnc President also shared his views on the subject and said that until a new partnership with the Greek Cypriots is established, an essential step, Turkish Cypriots must keep working on a plan that cannot be easily discarded. (Cihan News Agency/Zaman)
28.01.2005

KARABAG OCCUPATO
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nella seduta del 25 gennaio scorso ha ritenuto che l'Armenia si trovi arbitrariamente su questa terra.
Consiglio_d'EuropaThe Council of Europe Parliamentary Assembly (Pace) has issued Armenia a warning regarding its occupation of the Azerbaijani territory of Karabag (Karabakh).
A report on High Karabakh prepared by British parliamentarian David Atkinson and the related decision draft were approved during PACE's General Council meetings yesterday (January 25).
The report stressed that occupation of one member country's territory by another member country is viewed as a serious violation of their agreements with the Council of Europe.
Pace has called upon Azerbaijan and Armenia to follow a path toward reconciliation. The decision asserts that Pace supports the Minsk Process for a peaceful solution in Karabakh and the right of return for those who were forced to leave their homeland. The Council also recommended that the parties apply to the International Court of Justice in the event that the Minsk process fails and that an action plan be established to develop confidence between the two parties. (Anadolu Nwes Services/Zaman)
28.01.2005

LOTTA AL RICICLAGGIO: ITALIA E TURCHIA UNITI PER UNA AZIONE DI PREVENZIONE
Seminario ad Ankara nel quadro del progetto di twinning dell'Unione Europea. Erano presenti - oltre al sottosegretario alle Finanze turco Hasan Basri Aktan e all'ambasciatore d'Italia Carlo Marsili - il direttore del Masak Genc Osman Yarasli, il direttore dell'Ufficio cambi italiano Carlo Santini, il direttore generale per l'Usura e l'antiriciclaggio del ministero delle Finanze Giuseppe Maresca.
Si è svolto il 17 gennaio scorso, nel quadro del progetto di twinning dell'Unione Europea tra Italia e Turchia sulla lotta al riciclaggio, un seminario sull'importanza di un'azione preventiva antiriciclaggio e sul ruolo del coordinamento tra le diverse autorità nazionali competenti. Il seminario è stato aperto dal sottosegretario alle Finanze Hasan Basri Aktan e dall'Ambasciatore d'Italia, Carlo Marsili,  alla presenza, tra gli altri,  del direttore del Masak - l'organismo turco per la lotta al riciclaggio - Genc Osman Yaraslı, del direttore generale dell'Ufficio Italiano Cambi, Carlo Santini e del direttore generale per l'Usura e l'Antiriciclaggio del ministero dell'Economia e Finanze, Giuseppe Maresca. Con L'occasione, il sottosegretario Aksan ha ribadito l'importanza di un'efficace lotta al riciclaggio, anche per rispondere alle esigenze di adeguamento alla normativa UE, che acquista una nuova e più stringente urgenza a seguito della decisione del Consiglio Europeo sull'avvio dei negoziati di adesione. Da parte italiana si è ribadita l'importanza attribuita alla tematica dell'antiriciclaggio, anche come strumento di tutela dei sistemi finanziari e quindi della competitività, al fine di creare un ambiente più favorevole agli investimenti esteri. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
28.01.2005

"UN LUNGO, LUNGO PROCESSO NEGOZIALE"
L'ammissione del ministro turco all'Economia, Ali Babacan, presente a Davos in Svizzera al <World Economici Forum>.
La Turchia ha bisogno di almeno 10 anni per creare le condizioni economiche che le permettano di entrare nell'Unione Europea. Lo ha ammesso  il ministro dell'Economia di Ankara Ali Babacan, parlando con l'agenzia di stampa <Dow Jones>.
"Lo abbiamo nel mirino, ma ci vorrà un lungo, lungo processo negoziale", ha detto Babacan, a margine del <World Economic Forum> di Davos, in Svizzera.
Il debito turco equivale al 74 per cento del Pil, più ampio di quanto richiesto dai parametri di Maastricht. Babacan, tuttavia, assicura che nel 2007 arriverà al di sotto del 60 per cento, come richiesto dall'UE.
"Abbiamo piani d'incentivo per gli investimenti nelle aree depresse. Il costo del lavoro è basso e l'imposizione fiscale è favorevole", ha continuato il ministro.
Babacan non ha voluto parlare invece dei negoziati con il Fondo monetario internazionale. L'Fmi ha offerto un prestito di 10 miliardi di dollari in tre anni, ma Ankara non è convinta delle condizioni. (ApCom)
28.01.2005

RIDOTTI I TASSI
La decisione della Banca Centrale turca. Sono passati dal 18 al 17% e dal 22 al 21%.
La Banca Centrale turca ha nuovamente e inaspettatamente ridotto i tassi overnight dal 18 al 17% e dal 22 al 21%, rispettivamente per la ricezione e la cessione dei depositi interbancari a meno di un mese dal precedente taglio. (fonte Amb. d'Ita)

28.01.2005

INFLAZIONE IN DISCESA
L'andamento dei prezzi, se mantenuto, consentirà al Governo turco di raggiungere gli obiettivi prefissati per il terzo anno consecutivo.
Secondo stime della Banca Centrale turca l'inflazione scenderà fino all'8% entro la fine del 2005. L'andamento dei prezzi al consumo, in discesa ormai da maggio 2004, se mantenuto, consentirà al Governo di raggiungere gli obiettivi prefissati per il terzo anno consecutivo. La stessa Banca ha anche annunciato che un leggero rialzo inflazionistico è prevedibile sia per ragioni stagionali che per l'introduzione della Nuova Lira Turca (Ytl)  ma che comunque la tendenza verso il basso continuerà. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

EUROBOND VENTENNALI
Sono stati collocati, per conto della <Citigroup> e della <Morgan Stanley>, dalla Turchia per 2 miliardi di dollari.
Lo scorso 15 gennaio la  Turchia ha collocato Eurobond ventennali denominati in dollari per US$ 2 miliardi circa; l'emissione, la prima del 2005, ha avuto un grande successo e aiuterà il Governo di Ankara a finanziare il bilancio di quest'anno. Il collocamento è stato gestito dalla <Citigroup> e dalla <Morgan Stanley> ed avrà un tasso di riferimento di circa il 7.55%, il minore degli ultimi due decenni. Attualmente si trovano sul mercato Eurobond turchi emessi nel 2004 pari ad un valore di US$ 5.75 miliardi che scadranno nel 2015 e nel 2030. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

IL GRANDE INTERESSE
E' quello per la <Turk Telekom>. A puntarci sopra la <Koc Holding>, la <Sabanci Holding>, la <Telecom Italia> ed altri colossi.
La prossima vendita del 55% dell'azienda telefonica statale, <Turk Telekom>, sta suscitando enorme interesse. Finora un totale di 15 aziende, tra locali e straniere, hanno espresso il proprio interesse all'acquisizione, con addirittura due importanti conglomerati finanziari ed industriali turchi, la <Koc Holding> e la <Sabanci Holding>, che si consorzieranno per l'occasione. Anche il gigante dell'informazione "Dogan Media" ha dichiarato di voler prendere parte al tender che si chiuderà il 31 maggio ed il cui aggiudicatario verrà annunciato poco dopo. Tra le Società straniere partecipanti, oltre la <Telecom Italia>, si segnalano la <Telefonica of Spain>, la <Deutsche Telekom>, la <Dubai Islamic Bank>, la <Belgium's Belgaco> e la malese <Maxis Communications>. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

CORRIDOIO ENERGETICO
Cavi sottomarini dalla Russia alla Turchia. E' una delle proposte discusse dal premier turco Recep Tayyip Erdogan con il Primo Ministro russo Vladimir Putin.
Il_Primo_Ministro_turco_Recep_Tayyip_ErdoganTra i principali argomenti in discussione durante la recente visita in Russia del Primo Ministro turco Recep Tayyp Erdogan, quello degli investimenti nel settore energetico ha rappresentato il più sostanziale. L'idea è quella di costruire un corridoio energetico tra i due Paesi dove la Turchia acquisterà energia elettrica dalla Russia, che sarà trasmessa via cavi sottomarini, mentre la Russia vorrebbe trasportare il proprio greggio su territorio turco attraverso l'oleodotto Samsun-Ceyhan fino alle coste mediterranee della Turchia (a Ceyhan, appunto), dove costruirebbe una raffineria. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

AUMENTA IL GASOLIO
A renderlo noto la raffineria statale turca <Tupras>. Una incidenza del 12 per cento sul prezzo. Cinque centesimi in più sulla nuova Lira.
La raffineria statale <Tupras> ha reso noto di aver aumentato del 12% il prezzo di raffinazione del gasolio; ciò comporterà un'incidenza di 5 centesimi di Nuova Lira Turca (Ytl) (circa 3 centesimi di Euro) per litro  sui prezzi di distribuzione al dettaglio. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

COME INCREMENTARE IL PORTAFOGLIO
I suggerimenti della Banca d'affari <Meryll Lynch> agli investitori internazionali in vista del nuovo accordo Stand-by.
La Banca d'affari <Meryll Lynch>, in un suo recente rapporto, suggerisce agli investitori internazionali di incrementare il proprio portafoglio azionario in Turchia. Secondo la Banca Internazionale di Investimenti infatti, le solide riforme economiche ed i recenti sviluppi politici che hanno avuto luogo in Turchia, nonché l'andamento del tasso d'inflazione e le recenti intese con il Fmi che dovranno portare alla firma di un nuovo Accordo di Stand-by, consentono di prevedere che il Paese consoliderà la propria sostenibilità di una buona performance macro-economica nel periodo 2005-2006. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

IL <DOW JONES ISTANBUL 20> QUOTATO IN BORSA
Il Fondo è nato dall'impegno della <Dow Jones Indexes>, della <American Stock Exchange> e della <Carter Keyard & Milburn>.
L'offerta pubblica Iniziale del primo fondo d'investimenti offerto dalla Borsa di Istanbul, il Dow Jones Istanbul 20, si è conclusa con successo il 17 gennaio ed il Fondo è quotato in Borsa da venerdì 21 gennaio. Il Fondo è nato dall'impegno della <Dow Jones Indexes>, dell'<American Stock Exchange> e della <Carter Leyard & Milburn>, mentre la banca locale <Finansbank> ha il ruolo di fondatore e la <Finans Portföy> quello di manager. Il Fondo e' stato pensato e disegnato per gli investitori internazionali ed  offrira' agli acquirenti l'opportunità di divenire azionisti dei 20 più grandi conglomerati della Turchia garantendo profitti grazie alla limitazione del rischio attraverso la diversificazione dei settori economici di tali gruppi (petrolifero, bancario, telefonico, automotivo, del ferro e dell'acciaio, della distribuzione e delle costruzione, per citarne alcuni). (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

INDICATORI MACRO-ECONOMICI
PNL (primi 9 mesi 2004) 9.7%
PNL pro-capite: 3.383 euro (2003)
Inflazione  (prezzi al consumo): 9.32%  (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

INTERSCAMBIO CON L'ITALIA
Il nostro Paese si è confermato secondo partner commerciale della Turchia dopo la Germania e prima della Russia.
Nei primi undici mesi  del 2004 l'Italia si è ancora confermata quale secondo partner commerciale della Turchia, dopo la Germania e prima della Russia, con un interscambio di 10,258 miliardi di dollari,  di cui  4,102 miliardi di nostre importazioni dalla Turchia (+ 40.5% rispetto allo stesso periodo del 2003) e 6,156 miliardi di esportazioni (+ 28.1%), e un saldo attivo di circa 2 miliardi di dollari. (fonte Amb. d'Ita)
28.01.2005

SPACCATO IL PARLAMENTO IRANIANO
La causa è la <Turkcell>. Non c'è accordo su un contratto che permetterebbe alla società turca di stabilire un network nella terra del pavone. Se da un lato attrarrebbe investimenti stranieri, dall'altro creerebbe un rischio per la sicurezza interna.
TurkcellThe Iranian Parliamentary Commission has been divided over a decision regarding a business contract permitting Turkcell to establish a phone cell network in Iran. One side argues that the contract will create a security risk while the other side says it will open the door to foreign investment.
The Commission will lead the Parliament to a decision as to whether or not it should approve the contract.
Iranian deputies unhappy with the Turkish company's relations with Israel are objecting to the contract allowing Turkcell to operate a second private Gsm phone network in Iran. Hamid Reza Katuzyan, one of the Commission members, said yesterday that the foreign partner operating the network could install bugging devices. Ali Ahmedi argued on the other side that the Turkish company does not have the resources to conduct the task.
Bahram Habibi represented other members of the commission by arguing that the contract needed to be approved in order to allow foreign capital to flow into Iran. Of the same mind, Esmail Gerami-Mogadham pointed out that the issue of possible installation of bugging devices was a trick and said intelligence could take precautionary measures on this.
Ramzanali Sadikzade warned that expelling Turkcell from the country would have a serious cost. The Turkish Tav consortium made an investment of $15 million for a new airport in Tehran, but just after the first flight, the staffs was expelled in May. (Reuters/Zaman)
28.01.2005

ANCORA MOLTA STRADA DA FARE
Secondo il <Finalcial Times Deutschand>, la Turchia ne deve percorrere ancora tanta per un pieno recupero dell'economia.
The Financial Times Deutschland newspaper wrote that the Turkish economy is on the right track, but has a long way to go before it makes a complete recovery.
The news-analysis written by Vincent Boland emphasized that Turkish people and the economic and industrial sectors have gained great hope psychologically after the New Turkish Lira (Ytl) put into the market. The paper noted that Turkey has achieved the lowest level of inflation since 1972. It set the inflation target at eight percent for 2005 and then pulled it back to a level of six percent for 2006.
Boland's analysis points out that the government's support for an International Monetary Fund (Imf)-based economic program is among the factors that have brought Turkey its success.
Boland mentioned that the international credit rating agencies have upgraded Turkey's note and acknowledged the positive outlook in the economy. Boland ends his article, however, by saying that despite all these positive developments, Turkey still has a long way to go in order to return to its pre-crisis situation. (Zaman)
28.01.2005

IL TUNNEL DI MARMARIS
Per la sua costruzione (55 metri sotto il livello del mare) ha vinto il contratto una società australiana. Costo: mille milioni di dollari.
An Australian engineering and construction firm has announced it has won a contract to design the railway tunnel that is to link the Asian European sides of Istanbul.
Downer EDI Ltd said Tuesday that it has secured the deal to design the tunnel to run beneath the Bosphorus Strait, part of a massive project that involves the construction of the underwater rail link, four underground stations and connections to the existing rail system in the city.
The $1.0 billion Marmaray tunnel will be 55 metres below sea level, making it one of the world's deepest, according to the statement issued by Downer Edi (NtvmSnbc).
28.01.2005

BERLUSCONI SPERA PER GLI ELICOTTERI
Dopo l'acquisto di dieci nuovi aerei da parte della Turchia, il presidente del Consiglio si augura che possa fare affari anche la <Finmeccani-Augusta>. 
Silvio_BerlusconiElicotteri_tipo_AgustaSilvio Berlusconi ha confermato l'importanza l'importanza di "buoni rapporti" personali tra Capi di Stato e di Governo per migliorare le relazioni ed anche per coltivare interessi nazionali. Il premier ha fatto questo ragionamento parlando all'inaugurazione dell'elettrodotto di interconnessione tra Italia e Svizzera. Al riguardo, ha reso noto come i buoni rapporti tra Italia e Turchia abbiano favorito l'acquisto da parte di Ankara di dieci nuovi aerei italiani.
E, riferendosi ad una gara in Turchia per elicotteri, il premier ha auspicato che il nostro Paese possa avere successo con l'offerta della <Finmeccanica-Agusta>: "Incrocio le dita perché i concorrenti sono molti", ha aggiunto. 
28.01.2005

 
PRODUZIONE DI UN VEICOLO COMMERCIALE

Finalizzato quanto prima, cioè nei tempi previsti, l'accordo tra la turca <Tofas>, la <Fiat> e la <Peugeut Citroen>. Secondo quando stabilito la catena di montaggio dovrebbe essere impiantata in Anatolia. Il discorso comunque è di partnership e non di fusioni.
Peugeut CitroenTofasIl gruppo <Peugeut Citroen> prevede di finalizzare "all'inizio del 2005", cioè nei tempi previsti, l'accordo con <Fiat> e la la turca <Tofas> per la produzione di un veicolo commerciale in Turchia. Lo ha dichiarato il suo presidente, Jean-Martin Folz, confermando anche l'esistenza di negoziati con la giapponese <Mitsubishi> nel quadro della sua strategia di partnership su progetti specifici.
"Sì, è vero, stiamo parlando con alcuni gruppi", ha aggiunto senza fornire alcuna informazione sulla natura delle discussioni né sui tempi del negoziato. "Ci sono cose che abbiamo e loro no, e viceversa", ha aggiunto ribadendo ancora una volta la strategia del gruppo, che rimane aperto solo a collaborazioni specifiche e no a fusioni.
"Per quanto riguarda i nostri rapporti con gli altri costruttori di auto, la nostra politica è quella delle partnership. Non cerchiamo, ha detto, fusioni o acquisizioni o partecipazioni in un gruppo. Siamo aperti a partnership durature, come già abbiamo". (take Ansa)
28.01.2005

 
NONA FIERA INTERNAZIONALE DEL TURISMO NELL'<AREA MED>

La rassegna si terrà ad Istanbul tra il 24 e il 27 febbraio prossimi. Vi prenderanno parte 1200 espositori provenienti da 40 Paesi. Venticinque mila addetti ai lavori. Prevista una affluenza di centomila persone tra addetti ai lavori e turisti.
EmittInaugurazione_Emitt_nel_2004La nona fiera internazionale di viaggi e turismo del Mediterraneo orientale (Emitt) si terrà a Istanbul fra il 24 e il 27 febbraio.
Il_ministro_del_Commercio_Ali_Coskut_alla_Fiera_Emitt_del_2004Lo rende noto l'agenzia di stampa <Anadolu>. Alla fiera interverranno, secondo le previsioni, circa 1200 espositori provenienti da 40 diversi Paesi e sono attesi circa 25 mila addetti ai lavori e 100 mila turisti. Fra i Paesi che saranno presenti, Cuba, Marocco, Libia, Tunisia, Indonesia, Sud Africa, India, Egitto, Nepal, Serbia-Montenegro, Georgia, Grecia, l'autoproclamata Repubblica turco-cipriota, Spagna, Italia, Bulgaria, Romania, Russia, Azerbaijan e Germania.
28.01.2005

 
TERZA STRUTTURA ALBERGHIERA DEL KEMPINSKI HOTEL & RESORT

Sorgerà a Belek a circa venti chilometri da Antalya. Si chiamerà "Hotel The Dome". Si potrà accedere direttamente all'<Antalya Golf Club's Pasha course> e <Sultan course>, entrambi progettati dall'<European Golf Design>. Inaugurazione in estate.
A_Belek_dovra_sorgere_il_nuovo_KempiskiKempinski Hotels & Resorts ha siglato l'accordo per la sua terza struttura alberghiera in Turchia (dopo Istanbul e Bodrum): il Kempinski Hotel The Dome a Belek, a circa 20 minuti da Antalya, riconosciuta meta per golfisti. E' posizionato direttamente sulla spiaggia, e i clienti possono accedere direttamente all'<Antalya Golf Club's Pasha course> e <Sultan corse>, entrambi progettati dallo <European Golf Design> su indicazione di un grande professionista quale David Jones. L'apertura dell'hotel è prevista per la prossima estate, con 160 camere, 18 ville disposte sulle rive di un lago artificiale all'interno del <Sultan Golf course> e con piscine private; ristoranti e bar, cinema/auditorium, salone e business centre, beach club, tennis, una spa di 2400 mq e un centro di talassoterapia. (TTg)
28.01.2005

 
AL DI LA' DELLE PREVISIONI

Mai come nel 2004 il turismo è andato bene in Turchia. Oltrepassato il numero dei 15 milioni di visitatori contro i 13.7 dell'anno precedente. Entrate per 13 miliardi di dollari. I dati forniti dal ministero della Cultura.
Turismo_in_TurchiaE' riduttivo definire soddisfacente il 2004 della Turchia. Il Paese ha infatti superato ogni previsione, oltrepassando il target di 15 milioni di turisti fissato per il 2004, contro i 13.7 milioni del 2003. Le entrate valutarie stimate sono di oltre 13 miliardi di dollari. Secondo i dati ufficiali divulgati dal ministero della Cultura e del Turismo turco, nel solo mese di dicembre 2004 i turisti sono stati 789.188, il 22,57% in più rispetto a dicembre 2003. Il presidente della <Turkish Hotel Keepers' Association> (Turob), Ahmet Barut, ha commentato che, anche alla luce di questi dati, il processo di armonizzazione all'Unione europea dovrà includere una regolamentazione del settore; il riferimento è all'annoso problema delle guide turistiche illegali. (Ttg)
28.01.2005

DIVIETO INACCETTABILE
Le Nazioni Unite hanno chiesto chiarimenti al ministro turco Guldal Aksit sul fatto che le ragazze in Turchia non possano portare il velo nelle scuole.
Il_velo_islamicoThe United Nations (UN) stressed that the ban of headscarf, which prevents many female students attending schools in Turkey is a cause of inequality.
UN officials have asked Turkish State Minister Guldal Aksit to clarify the issue. Aksit expressed that the issue would be solved through decisions to be taken by autonomous universities rather than the government.
Aksit submitted the state report related to the status of women in Turkey to the UN Committee Against All Discrimination Against Women which met on January 20th in New York. More than 300 non-governmental organizations led by Flying Broom forwarded a 'Shadow Report' to the UN. While Aksit brought the 'head scarf' issue to the agenda, non-governmental organizations did not mention about the headscarf with the reason, "The most important problem of women is violence. The headscarf issue concerns limited sectors."
Speaking of the meeting to Zaman, Aksit disclosed that members of the committee forwarded to him some questions. Members had noted that ban on the headscarf was unacceptable for the freedom of education and belief and Aksit had stressed that the ban caused problem for female students.
To the question "Does the prevention of headscarf-wearing female students from going to the school cause inequality in education?" Aksit replied that the headscarf is banned in secondary education and public areas by law, but that in universities, unlike many countries in the world, female students feel difficulty in having education due to their beliefs regarding headscarves. Refusing to acknowledge the existence of such an issue will not be realistic and there is still such a problem."
To the question of what the government thinks about the ban of the headscarf in universities, Aksit said, "Of course the solution to this problem should be decided by the universities which are autonomous. This is a problem that will be solved by the decisions and agreements to be taken by universities rather than the government.". (Zaman)
28.01.2005

PUBBLICITA' E NORME
Queste ultime emanate dal Consiglio per le bevande alcoliche e il tabacco. Dagli spot, in altre parole, non si dovranno trarre insegnamenti sbagliati. 
The Tobacco, Tobacco Products and Alcoholic Drinks Market Regulatory Board on Tuesday issued new regulations dealing with advertisement for alcoholic beverages.
Among issues that advertisements for alcoholic drinks are now prohibited from depicting are that drinking does not reflect status, or that drinkers are not more courageous in comparison to non-drinkers. Advertisements are not to suggest that not drinking is a weakness, means a person is less intelligent or is lacking in social skills.
In addition, ads for alcoholic drinks are not to suggest that personal problems can be solved by drinking, no negative messages should be given on giving up drinking or only consuming small amounts of alcohol.
Advertisements will not be able to suggest that drinks that contain higher alcohol levels can get one more drunk, that drinking is a sign of maturing and that it has is only to end thirst.
Alcohol advertisements will no longer be able to target persons under the age of 18 and from suggesting that drinking has a significant impact on talents, attention, brightness of mind or have a healing power. (NtvmSnbc)
28.01.2005

CIPRO: LA GENTE TEME IL "BIG ONE
Preoccupazioni nell'isola di Venere dopo le dichiarazioni rilasciate da un sismologo Usa (tale John Randle) a detta del quale nei prossimi cinque anni dovrebbe registrarsi un fortissimo terremoto con ripercussioni in Italia, Turchia, Grecia ed Albania. La replica del Capo Dipartimento cipriota delle rete sismica, Kyriakos Solomi.
SismografoAd un mese esatto dal terribile terremoto e dal successivo tsunami che il 26 dicembre scorso hanno devastato il sud-est asiatico provocando oltre 228 mila vittime. non si placano a Cipro le polemiche innescate da recenti dichiarazioni di un sismologo Usa circa il rischio di un devastante terremoto di potenza superiore al settimo grado della scala Richter che entro i prossimi cinque anni dovrebbe colpire quest'isola mediterranea e ripercuotersi pesantemente sulle coste di Italia, Grecia, Albania e Turchia.
Secondo numerosi articoli che da settimane appaiono sulla stampa greca e cipriota, il sismologo americano John Randle - descritto come uno stretto collaboratore della Nasa, l'agenzia spaziale Usa - avrebbe inserito il nome di Cipro in una rosa di paesi mediterranei a rischio terremoto. Nel rapporto di Rabdle, inoltre, quest'isola non è soltanto marcata in rosso, ma è anche indicata come un punto a "rischio sismico in continuo aumento".
Le fosche previsioni del sismologo Usa - rimbalzate sulle pagine dei giornali - sono arrivate al governo cipriota che, giustamente preoccupato, ha chiesto lumi al dipartimento nazionale di rilevazioni geologiche.
A nome di questo ente si è espresso il direttore Polys Michaelides il quale ha detto subito che, a tutt'oggi, i terremoti ancora non si possono prevedere con precisione mentre Kyriakos Soloni, capo del Dipartimento cipriota della rete sismica, ha sminuito le conclusioni contenute nel rapporto di Randle definendole "ipotesi".
"Non conosciamo questo esperto americano e cosa egli faccia esattamente, ma il nostro Dipartimento lavora in collegamento con le competenti agenzie Usa che effettuano il monitoraggio dell'attività sismica del pianeta e loro non ci hanno detto nulla di cui ci dovremmo preoccupare", ha affermato Solomi.
L'esperto cipriota ha ha detto inoltre che sebbene l'isola di Cipro sia situata "nella seconda zona terrestre a maggiore rischio sismico, essa si trova in un'area in cui si registrano molto meno scosse rispetto a quelle che si verificano in Grecia e in Turchia",
La zona terrestre a rischio terremoto Cipro si estende dall'Oceano Atlantico lungo il Mar Mediterraneo arrivando all'Iran, all'India e all'Oceano Pacifico ed in essa si registra il15 per cento dell'attività sismica di tutto il pianeta:
Stando alla compagnia di assicurazioni tedesca "Munich Re", inoltre, a Cipro esiste una possibilità del 20 per cento che si verifichi un terremoto di oltre l'ottavo grado della scala  Mercalli ogni 50 anni. E ciò significa - ha sottolineato Solomi - che Cipro può essere colpita da un sisma devastante in media ogni 250 anni". La scala Mercalli (da 1 a 12) misura l'intensità delle scosse mentre quella Richter (da 0 a 9) misura l'energia scatenata nell'epicentro del terremoto.
Su quest'isola la terra trema abbastanza spesso, ma  in genere senza gravi conseguenze. L'Ultimo forte terremoto, infatti, si è registrato nel 1953 nella regione di Pafos, località marittima sulla costa occidentale dell'isola che provocò 63 vittime. Altri due sismi di una certa entità si sono registrati nel 1995 e nel 1996 ma anche questi non hanno causato vittime né gravi danni.
Parlando del recente terremoto e dello tsunami che hanno devastato il sud-est asiatico e dei timori che anche a Cipro sono nati dopo che si è appreso che non esistono sistemi di allarme rapido in caso di questa calamità, Solomi ha affermato che tali sistemi non solo non esistoo in altri Paesi del Mediterraneo più grandi di Cipro, ma "nemmeno in Gran Bretagna che è esposta alle onde dell'Atlantico". (Furio Morroni/Ansa)
28.01.2005

FORTE SCOSSA DI TERREMOTO IN ANATOLIA
La più violenta è stata del 5.5 grado della scala Richter. L'epicentro nella zona di Hakkari ai confini con l'Iran e l'Irak. Due vittime.
Si è aggravato in Turchia il bilancio provocato dalle scosse sismiche in serie che in giornata hanno investito la parte orientale dell'Anatolia, e la più violenta delle quali ha avuto un'intensità pari a 5.5 gradi sulla scala aperta Richter, proprio come quella registrata due notti fa al largo delle coste sud-occidentali del Paese. Lo hanno reso noto fonti governative, secondo cui l'epicentro dei nuovi movimenti tellurici è stato localizzato all'estremità sud-orientale del territorio nazionale, nei pressi della località di Hakkari, situata in pieno Kurdistan a pochi chilometri dalle frontiere con Iran e Irak. Le due vittime si sono registrate nel vicino villaggio di Sutluce, alle porte di Hakkari, ove la loro casa in mattoni di fango pressato e' crollata, schiacciandole.
28.01.2005

FRATELLI
E' quello che ha detto di turchi ed indonesiani il presidente Susilo Bambang Yudhoyono invitando i due popoli a cementare l'amicizia dopo il disastro del sud-est asiatico.
Il_presidente_indonesiano_Susilo_BambangIndonesian President Susilo Bambang Yudhoyono told Zaman, "We want our brotherhood to improve after this disaster. Turkey should be more sensitive to us." South East Asia was hit by an earthquake and subsequent tsunami on December 26, 2004 and spent the Sacrificial Feast (Eid Al-Adha) in sorrow. The Turkish Red Crescent, Economic Solidarity with Pacific Countries (Pasiad), Deniz Feneri (Lighthouse), the 'Kimse Yok Mu' Foundation and other voluntary institutions helped to ease the pain of the people in the region with the aid they distributed.
Yudhoyono performed the special Eid Al-Adha prayer at the 700 year old Beturrahman Mosque in Banda Aceh, the area most affected by the disaster. Yudhoyono spent the first day of the Festival in the disaster region. In a statement to Zaman on January 20th, he stressed that the brotherhood between the two countries should be improved in such times. He expressed his pleasure about the Turkish aid and did not hesitate to set his expectations: "We have a tie that comes from history. We want the Turkish government and the Turkish people to be more sensitive during this natural disaster."
A total of 85 camps were set up for the victims in the region. Nearly 2,500 people stay in each of them. Each camp was pitched up around a mosque and the mosques are used as sheltering places. Aid organizations from all over the world continue to come to the region. Zaman Germany sent aid it had collected for the region. Sacrificial animals were distributed to people living at 15 of the camps.
The population of Banda Aceh prior to the disaster was 900,000, but has since dropped to around 500,000. According to statements by locals, the number of fatalities from the disaster is much greater than official reports record. It is said that there are nearly 400,000 dead. Corpses are taken being removed from the debris. (Cihan News Agency)
28.01.2005

FRATERNITA' FRANCESCANA AD ISTANBUL
Il progressivo inserimento della comunità nella metropoli turca attraverso iniziative al dialogo ed incontri di cadenze mensili con i membri delle chiese ortodosse e con leader musulmani.
"Un anno all'insegna del dialogo ecumenico e interreligioso e del servizio": così i frati minori della fraternità francescana di Istanbul parlano all'<Agenzia Fides> del primo anno trascorso dalla apertura ufficiale della fraternità a Istanbul, in Turchia, che ricorre in febbraio. I frati raccontano del loro progressivo inserimento nella comunità di Istanbul e delle iniziative di dialogo che hanno inaugurato, tenendo incontri di cadenza mensile con membri delle chiese ortodosse e con leader musulmani.
La comunità è composta da quattro frati di differenti nazioni (Italia, Messico, Francia e Congo) che si sono inseriti nella società turca portando con loro un patrimonio di esperienze nel campo del dialogo ecumenico e interreligioso. Desiderando avviare il dialogo e stabilire un contatto con i numerosi frequentatori della chiesa di Santa Maria Draperis, i frati hanno iniziato lo studio della lingua turca, anche per stabilire rapporti di amicizia e fraternità con la popolazione turca, aperta e sensibile. "La fraternità dei frati minori è punto di riferimento per la preghiera ecumenica che si celebra due volte al mese nella nostra chiesa", nota la rivista <Fraternitas>.
Tra le iniziative in cantiere è in preparazione un corso biblico, con un taglio missionario, sulle orme di S. Paolo. I frati hanno infatti instaurato buoni rapporti con le chiese cristiane, partecipano alle liturgie più significative e alle celebrazioni ecumeniche. I frati hanno ricordato nel colloquio con Fides due episodi significativi: nel febbraio del 2004, all'apertura ufficiale della comunità, il Ministro generale dell'Ordine, insieme con tutta la fraternità, si era recato in visita al Patriarca Bartolomeo I, in un incontro all'insegna dell'amicizia e dell'accoglienza. Inoltre il 30 novembre 2004, per la festa di S. Andrea apostolo, i francescani hanno assistito alla Divina Liturgia celebrata nel Patriarcato greco-ortodosso, per il Santo patrono ed il ritorno da Roma a Costantinopoli delle reliquie di S. Giovanni Crisostomo e di S. Gregorio Nazianzeno. Per l'occasione il Ministro generale ha inviato un messaggio al Patriarca Bartolomeo. Fra i diversi leader incontrati, i frati citano il Patriarca Armeno, Meshrod II che ha mostrato disponibilità e accoglienza per la presenza francescana.
D'altra parte, affermano "sono anche molto cordiali i rapporti con il Gran Rabbino di Istanbul e le autorità religiose islamiche. La comunità dei frati minori vuole essere una testimonianza di fraternità tra gli uomini, con i cristiani di differenti riti, ma anche fermento di unione tra i credenti di altre tradizioni religiose, principalmente ebrei e musulmani". (Agenzia Fides)
28.01.2005

ARRESTATO MILITANTE CURDO RICERCATO IN GERMANIA
Si chiama Remzi Kartal, un importante militante che era ricercato dalla Turchia fin dal 1994. Era fuggito dieci anni fa.
La polizia tedesca ha arrestato Remzi Kartal, un importante esponente curdo ricercato dal 1994 dalla Turchia. Kartal, che nel 1991 era stato eletto al parlamento di Ankara, era fuggito dieci anni fa dal Paese. Secondo quanto è stato reso noto, l'esponente curdo è stato arrestato sabato 22 gennaio a Norimberga. Ora una Corte di Appello dovrà decidere se ordinare la sua custodia in attesa che si avviino le procedure dell'estradizione che la Turchia chiederà per reati di terrorismo.
Kartal entro nel Parlamento turco insieme ad altri attivisti curdi come Leyla Zana che fu tra gli esponenti politici che - nonostante le proteste - furono arrestati e condannati a 15 anni con l'accusa di essere fiancheggiatori del Pkk, il Partito dei lavoratori curdi. (take Adnkronos/Dpa)
28.01.2005

BLOCCATA ESTRADIZIONE DI UNA DIRIGENTE CURDA
Le motivazioni della Corte di Appello dell'Aja si rifanno alle preoccupazioni che la donna, Nusriye Kesbir, possa essere torturata in Turchia.
Rischia la tortura: è questa la ragione per la quale la Corte d'Appello dell'Aja ha bloccato l'estradizione di una dirigente curda richiesta dalla Turchia che ritiene la donna responsabile di attacchi contro obiettivi militari nazionali.
La Corte d'Appello in un comunicato ha ricordato di avere impedito al ministro della Giustizia di estradare Nusriye Kesbir in Ankara, sottolineando chela donna è "un importante esponente del Pkk", il Partito dei lavoratori del Kurdistan.
I giudici - ha precisato la nota - ritengono che il rischio che Kesbir "venga torturata è ancora troppo alto", visto che le garanzie che Ankara da su questo fronte "sono troppo generiche".
Nel ricordare" i significativi miglioramenti" introdotti dal governo della Turchia nel rispetto dei diritti umani, la Corte olandese ritiene tuttavia che "quella della tortura sia una pratica ancora non del tutto superata" nel Paese. (take Ansa)
28.01.2005

TUTTA LA TURCHIA IN UNA MORSA DI FREDDO E NEVE
Per il prossimo week-end sono previste abbondanti precipitazioni anche nelle aree nord-occidentali, soprattutto ad Istanbul. Bloccato il sud-est anatolico.
Gran parte dei Paesi europei sono ancora sotto la neve e la morsa di freddo, cominciata la scorsa settimana, non sembra allentare. Non fa eccezione la Turchia, uno dei Paesi più colpiti. Ci sono stati alcuni morti e parecchi incidenti lungo tutta la rete stradale gelata. centinaia di strade che portano a zone spesso isolate nel centro e nel sud-est dell'Anatolia sono bloccate, secondo quanto riferisce l'agenzia <Anadolu>. Il gelo non dà tregua e per il prossimo week-end sono previste abbondanti nevicate anche nelle aree nord-occidentali, soprattutto ad Istanbul.
28.01.2005

FALSI AURICOLARI DALLA CINA ALLA TURCHIA
Il sequestro è avvenuto a Trieste ad opera della Guardia di Finanza. Il carico avrebbe dovuto però rientrare nell'UE attraverso canali illeciti.
Un carico di auricolari per telefoni cellulari, con marchio contraffatto, proveniente dalla Cina e diretto in Turchia, è stato sequestrato dalla Guardia di finanza a Trieste.
Il carico - si è saputo dalle Fiamme Gialle - è stato scoperto dalla Seconda Compagnia della Guardia di Finanza e dagli uomini del Servizio di vigilanza antifrode della Dogana al Molo Settimo del punto Franco Nuovo del Porto del capoluogo giuliano.
Gli auricolari (48.500 in tutto) erano contenuti in 24 cartoni, trovati all'interno di un container proveniente dalla Cina e diretto in Turchia, ma che - secondo le Fiamme Gialle - sarebbero potuto far rientrare nell'Unione Europea tramite canali illeciti. (take Ansa)
28.01.2005

SUCCESSO
La retrospettiva londinese "Turchia: un viaggio di mille anni, 600-1600" continua ad impressionare sia i visitatori che affollano la Royal Academy sia la stampa inglese (dal <Financial Times> al <Times>) che scrive: "In mostra la grandezza dell'Impero ottomano".
Positive reactions to an exhibition organized by the London Royal Academy of Arts titled, "Turks: Journey of a Thousand Years: 600-1600" continue to make the British press.
The Times wrote that the Turkish treasures exhibited in London display the grandeur of all the empires that lived in Turkey in the past. The paper stressed that the expression "The Turks are coming" that has been used by Christians to scare people for years was a reality then, but the statement today used by The Times is "The Turks really came."
The Financial Times allocated nearly half a page to the event in its culture and art section where it showed how Turks have presented their increasingly western culture throughout history. Metro newspaper graded the exhibition as a culture and art event with four starts out of five. (Anadolu News Agency/Zaman)
28.01.2005

IZNIK NEGLI USA
Esposte alla <Scuola di arti figurative> di New York le riproduzioni delle famose ceramiche ottomane considerate, con quelle di Kuthaya, il simbolo stesso della religiosità islamica. Il ricordo storico dell'antica Nicea e del primo concilio ecumenico.
Iznik_ceramicsThe most exquisite samples of Iznik ceramics, which have been reproduced after more than three centuries, are being exhibited at the School of Visual Arts in New York. The artifacts are being exhibited in the US for the first time and include examples of both traditional and modern ceramic art.
Turkey is continuing to represent itself abroad through art. Following the glowing reviews of "Turks: Journey of a Thousand Years," a recent exhibit at the London Royal Academy of Arts, the news that Iznik ceramics are being appreciated in the US was welcome. Exclusive examples of Iznik ceramics that were reproduced with the support of the Iznik Foundation for the first time in over 300 years, will be exhibited at the School of Visual Arts until February 26th in an exhibit called "Iznik, Legendary Ceramics from Turkey: An Art Reborn."
More than 50 pieces are on display in the exhibit and includes ceramic samples belonging to the 16th century that were borrowed from the New York Metropolitan Museum of Art. The collection includes plates, bowls, glasses and panels. The curator of the exhibition is Peter Hristoff who also happens to teach in the Fine Arts Department at the School of Visual Arts. We remember him from an exhibition called "Three Istanbul People" which opened at Yapi Kredi Culture Center last year. Hristoof is the last generation representative of a Turkish family of artists of Bulgarian origin. He says that his aim in organizing the exhibition is to show the most beautiful and most popular samples of Ottoman Iznik ceramics which are experiencing a renaissance in Turkey right now. He has also a long-term goal which he describes as follows: "Great value is given to originality in Western art tradition. In Eastern and Islamic arts, the value is given to the idea of perfection and repetition of the concept. Every copy takes the artist to inspiration and God. If this exhibition lights a spark to draw visitors' attention, I would like to invite them to come to Turkey and experience being in a room, mosque or mausoleum decorated with Iznik ceramics." (Elif Tunca/Zaman)
28.01.2005

VIGNETTISTI
Il turco Erdogan Basol si è aggiudicato in Bulgaria il primo premio dell'<International Cartoon Contest>.
A Turkish caricaturist has won first place in an international caricature competition called the "International Cartoon Contest" organized by the Bulgarian Mail and Telecommunication institution.
Cartoons sketched by Erdogan Basol were selected for first award in the "telecommunication" category of the five-category contest. Cartoons are currently being exhibited in the Bulgarian capital of Sophia and will later be exhibited in various other Bulgarian cities. (Culture & Art News/Zaman)
28.01.2005
 

ECLISSE SOLARE
In forma totale, si avrà il 29 marzo prossimo e sarà possibile osservarla in tredici città della Turchia, dal Mediterraneo, all'Anatolia centrale, alla regioni del Mar Nero. Sono previsti studiosi ed esperti di astronomia da ogni parte.
Eclisse_solareThe first total solar eclipse of the 21st century will be observable on March 29, 2006.
The solar eclipse will be observable in 13 cities in the Mediterranean, Central Anatolian and Black Sea regions of Turkey.
The full eclipse will be about 190km wide. It will be an interesting solar eclipse because it will last for four minutes. The moon will completely cover the sun as it passes between the earth and the sun. (Anadolu News Agency/Zaman)
28.01.2005

IL BESIKTAS ESONERA DEL BOSQUE
La decisione della società turca dopo una serie di insuccessi nel campionato interno e nella Coppa Uefa.
Il Besiktas ha esonerato Vicente Del Bosque. Il tecnico spagnolo paga per i pessimi risultati della squadra. Il Besiktas, già fuori dalla Coppa Uefa, è quinto in campionato, con 14 punti di ritardo rispetto al Fenerbahçe capolista. L'esonero dell'allenatore, arrivato in Turchia con un contratto biennale, è diventato inevitabile dopo il K.o. nella coppa nazionale, con l'eliminazione contro la modesta formazione del Konyaspor. (take Adnkronos)
28.01.2005

ARRIVANO I TURCHI
Per salvare la squadra di calcio del Borussia il magnate Sadettin Saran (azionista del Fenerbahçe) pronto ad investire 12 milioni di euro. La notizia riportata dal giornale tedesco <Bild> e ripresa da <Sport Economy>.
Il_BorussiaIl magnate turco Sadettin Saran (azionista della squadra turca del  Fenerbahce) sarebbe pronto, secondo quanto riportato dal giornale tedesco <Bild>, ad investire un totale di 12 milioni di euro per dare fiato ai conti del Borussia Dortmund.
La squadra tedesca che milita nella BundesLiga attraversa un momento particolarmente difficile (come già anticipato da <Sport Economy.it> il 20 dicembre) e i 12 milioni di euro "turchi" rappresentano appena il 10% dei debiti contratti dalla società.
Il titolo in Borsa ha recentemente avuto un vero e proprio crollo in coincidenza con le dimissioni dell'allenatore Reuter (ex nazionale tedesco ed ex giocatore della Juventus) portandosi a 1.89 Euro per azione, il livello più basso registrato dal 2000, anno del suo collocamento a 11 Euro.
Il tentativo dell'imprenditore turco si spiega in considerazione della forte presenza di cittadini di origine turca in Germania. (Sport Economy.it)
28.01.2005
 

SORSATE DI COCA COLA
La Nazionale turca beve sempre americano ma con il colosso di Atlante, che potrà fregiarsi del titolo di main sponsor, al posto della Pepsi. Un accordo quadriennale per oltre quattro miliardi di dollari. La nuova partnership sarà presentata ad Istanbul.
Il_management_della_Federazione_Calcio_turcaSarà presentata ad Istanbul la nuova partnership della Federcalcio Turca con il brand Coca-Cola. La durata dell'accordo è quadriennale (fino al 2008) e il colosso di Atlanta potrà fregiarsi del titolo di main sponsor.

Verrà coinvolta in tutte le attivita calcistiche della federazione turca: dalla Nazionale maggiore al futsal (o calcio a 5), fino ai grassroots tournament (rivolti a giovani di 7-16 anni), con specifici eventi come title sponsor.

Il contratto sarà spalmato su diversi brand del portfolio Coca-Cola (quest'ultima sostituisce la rivale Pepsi).
Ecco, in esclusiva su <Sport Economy.it>,  le caratteristiche economiche del contratto firmato con TFF

·      Coca-Cola : main sponsor ed uso del logo di official drink per i prodotti e le campagne di advertising;
·      Powerade:  uso del logo di official energy drink;
·      Turkmaz: solo fornitura e una sorta di product placement durante allenamenti e conferenze media.

 Il costo della sponsorship 

Coca-Cola Turchia verserà nelle casse della TFF le seguenti somme:

Per il brand Coca-Cola 

2005: 1 mil $ / 2006: 1.05 mln/ 2007: 1.1 $/ 2008: 1.15 $

Sono previsti due bonus: 750m $ in caso di qualificazione Mondiale 2006 e l mln per l'Europeo 2008 (oltre a 100 mila $ di value in kind ogni anno).

La Coca-Cola si è inoltre garantita l'organizzazione di eventi sportivi in collaborazione con TFF per la fascia di età 7/14 anni

(i cosidetti grassroots) come title sponsor stanziando per il quadriennio un ulteriore milione di $.

Ancora avrà visibilità nel prossimo campionato di futsal della TFF con una spesa di 160 mila $ annui.

Per Powerade è previsto un contributo annuo in cash di circa 80 mila $. Per il prodotto Turkmaz, infine, è previsto contributo annuo in value in kind di 40 mila $.
Con questa operazione pluriennale Coca-Cola si è assicurato (salvo sorprese dell'ultimo minuto) l'ingresso ai Mondiali di Germania 2006 e agli Europei del 2008 (si svolgeranno in Austria e Svizzera). Soprattutto in Germania Coca-Cola Turchia potrà sviluppare azioni di marketing relazionale per entrare in contatto con la nutrita community di turchi residente sul territorio (oltre 2.5 mln di euro). (Sport Economy.it)
28.01.2005

CALCIOMERCATO
Il belga Daems rescinde con la squadra turca del Genclerbirligi e va in Germania. Tutti gli altri movimenti.
Numerosi movimenti di mercato in Turchia: il Denizlispor ha ingaggiato due giocatori dall'Atay. Si tratta del centrocampista Fatih Egedik e del portiere Bulut Basmaz.
L'Ankaragucu ha preso invece il portiere Serkan Kirintili dall'Adanaspor (seconda divisione), mentre Ankaraspor ha messo sotto contratto fino al 2008 il centrocampista Erman Ozgur dall'Akçaabat Sebatspor.
Il Trabzonspor ha ingaggiato il difensore Ozgur Bayer dal Denizlispor mentre l'attaccante Emre Aygun, 19 anni, è passato all'Yimpas Yozgatspor e Selim Akbulut trascorrerà il resto della stagione in prestito al Bursaspor.
Il Malatyaspor ha rescisso il contratto della punta Atilla Brilik e ha prelevato dagli olandesi del Roda il portiere Taylan Audogan.
Il Sakaryaspor ha preso dall'Fc Brussels il 22enne attaccante Said Makasi e dall'Ankaraspor il portiere Senol Karagol.
Infine il belga Filip Daems ha rescisso il suo contratto con il Genclerbirligi ed ha firmato per i tedeschi del Borussia Monchenglanbach fino al 2008. (Calciomercato.com)
28.01.2005

HOME ARRETRATI

ISTANBUL CAFE'