|
Cari
amici, <Turchia
Oggi>
- sito indipendente e che va avanti con le proprie
forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano.
Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No,
quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi
in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri
termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche
sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per
andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete,
la direzione. |
|
UN
INVESTIMENTO
Per il
ministro degli Esteri Gianfranco Fini - in missione a Parigi - la
scelta dell'apertura alla Turchia è quella che riflette meglio una
visione delle relazioni fra Occidente ed Islam.
"Un investimento
sull'avvenire, un avvenire a cui l'Europa può e deve guardare con
fiducia". Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini - in
missione a Parigi dove si è incontrato al Quai d'Orsay con Michael
Barnier e con Nicolas Sarkozy - ha ribadito come "la scelta
dell'apertura alla Turchia sia quella che riflette meglio una
visione delle relazioni fra l'Occidente e l'Islam basate sul dialogo
e la collaborazione invece che sul conflitto".
"L'eventuale risposta positiva alla candidatura turca è la
risposta più coerente con il carattere serio degli impegni presi
nel corso di questi anni dall'UE con la Turchia e dalla Turchia con
l'UE", ha sottolineato il titolare della Farnesina respingendo
la proposta di una associazione di Ankara all'Unione
attraverso quella che ha definito" una entrata secondaria di un
qualunque partenariato privilegiato". Una proposta,
quest'ultima, di cui si è fatto invece portavoce in Francia Sarkozy
ed in Germania l'opposizione al Governo.
21.01.2005 |
|
LIBERTA'
RELIGIOSA
Per il
cardinal Camillo Ruini, presidente della Cei, il pieno rispetto di
questa è la condizione irrinunciabile perché la Turchia
possa entrare nell'Unione Europea.
"Condizione irrinunciabile'' all'ingresso della Turchia nell'UE
''è il pieno rispetto della libertà religiosa e dello stato
giuridico a cui hanno diritto le comunità religiose minoritarie''
in quel Paese. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Camillo
Ruini aprendo i lavori del Consiglio permanente dell'episcopato
italiano. Affrontando i temi legati all'Europa, Ruini ha chiesto che
all'interno dell'Unione si seguano alcune priorità come ''un
impegno deciso e sincero per consolidare l'unità'' ma anche ''una
chiara coscienza della propria identità spirituale, culturale e
civile e giusta stima ed amore per essa. Questo è già, in effetti,
- ha aggiunto il cardinale - il sentire profondo dei popoli europei,
anche se talvolta occultato o contraddetto nelle sedi istituzionali
e nella comunicazione sociale. Perché questa identità possa
emergere con più forza e chiarezza - ha quindi concluso Ruini - un
ruolo significativo, nel contesto europeo, puo' essere giocato
dall'Italia. (take Asca)
21.01.2005
|
GLI USA NON
INTERFERISCANO
Monito
del Commissario all'Allargamento UE, il finlandese Olli Rehn,
perché Washington non si impicci dei negoziati con la Turchia. La
prossima visita di George W. Bush in Europa.
Gli Stati Uniti non devono interferire sulla questione dell'adesione
della Turchia all'Unione Europea, i cui negoziati riguardano
esclusivamente Bruxelles ed Ankara: è questo l'avvertimento che il
Commissario all'allargamento Olli Rehn invia in modo esplicito a
Washington.
Secondo il commissario, che ha rilasciato un'intervista alla
televisione finlandese YLE, il coinvolgimento degli USA può
generare una reazione contraria alla Turchia nei Paesi membri
dell'Unione Europea.
I commenti del Commissario finlandese precedono di poco la visita in
Europa del presidente statunitense George W. Bush, prevista per
febbraio.
"Io voglio supporre che gli americani siano sufficientemente
saggi da capire che questa è una questione esclusivamente europea e
in nessun modo riguarda gli Stati Uniti", ha precisato Rehn.
Nel corso dell'ultimo anno, gli USA hanno chiesto ripetutamente
all'Unione Europea di accelerare i negoziati per la membership
di Ankare nella UE. (Politica in Europa)
21.01.2005
IL DISSENSO
La sfida
lanciata in Francia contro la Turchia dal leader dell'Ump Nicolas
Sarkozy. I dubbi di Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche
Comunitarie, ed il secco "no" di Roberto fiore di Forza
Nuova.
Non risparmia i temi europei la
sfida lanciata da Nicolas Sarkozy al presidente e compagno di
partito, Jacques Chirac. Il leader dell'Ump intende convocare il
prossimo 6 marzo un Congresso del raggruppamento neo-gollista
allargato a 1.800 delegati per discutere e definire una posizione
ufficiale sia della Costituzione europea che sull'adesione della
Turchia all'UE, due questioni che il presidente francese vorrebbe
invece tenere ben separate in vista del referendum sul nuovo
trattato che si terrà in Francia entro l'estate. Se Chirac, che ha
promosso una riforma della Costituzione secondo cui l'ingresso di
ogni nuovo Paese membro nell'UE, quindi eventualmente anche della
Turchia, dovrà essere ratificato da un referendum, è favorevole
all'ingresso di Ankara nell'UE, Sarkozy auspica invece la sola
istituzione di un partenariato privilegiato. (take Adnkronos)
*****************
Per il ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione, con
la Turchia l'Unione Europea conduce "una trattativa che non è
detto si concluda con un ingresso". Lo ha detto a Bari dove ha
partecipato ad un incontro sulle radici cristiane dell'Europa.
"Non è solo un problema di un Paese non cristiano - ha
sottolineato - ma ricordiamoci che la cristianità è alla radice di
tutto quanto si fa in una nazione. Siamo alleati militarmente di
tante nazioni - ha proseguito Buttiglione - ma non tutto sono
matrimoni, e in questo caso ho molti dubbi che proprio un matrimonio
si possa fare". (take Ansa)
*******************
Da Assisi, centro di pace e spiritualità, Forza Nuova ribadisce la
sua netta contrarietà all'ingresso della Turchia in Europa. Lo ha
sottolineato il segretario nazionale, Roberto Fiore, nel corso di
una conferenza che si è svolta nella sala romanica del Sacro
convento della cittadella umbra.
"I veri sostenitori dell'ingresso della Turchia in Europa sono
Berlusconi e Fini, non certo Prodi, né Bertinotti né Fassino",
ha osservato Fiore (da take Ansa)
21.01.2005
MODERNITA'
DELLA TURCHIA
I
termini "Occidente2 ed "Europa" nella
pubblicistica locale. La questione del progresso.
Il ruolo dell'Unione Europea ed i problemi economici. Il commento
del quotidiano turco <Radikal> pubblicato il giorno dopo la decisione
del Consiglio Europeo sulla apertura dei negoziati di adesione
La Turchia da 300 anni cerca di
diventare moderna. E da allora usa i termini "moderno"
"Occidente" ed "Europa" come sinonimi. In questo senso da
300 anni cerchiamo di diventare "Europei", condividere
tecnologia, valori, stili d vita, di diventarne parte.
In realtà il concetto che più condividiamo con l'Occidente è
quello di progresso.
In questo senso l'Occidente è sempre stato davanti alla Turchia.
A volte la Turchia è riuscita ad imprimere delle accelerazioni,
altre volte ha conosciuto delle impasse ma in fondo ha sempre
guardato in avanti, ha sempre guardato all'Occidente. Quale sia
stato e quale dovrebbe essere il motore di questo progresso è da
sempre argomento di discussione. Nel periodo della rivoluzione
kemalista la forza trainante è stato lo stesso Ataturk con la sua
risolutezza. Altre volte la forza motrice è stata rappresentata da
altri fattori. In ogni caso, seppure a stento, la Turchia ha sempre
continuato a progredire. Negli ultimi 200 c'è stata un'altra
forza motrice, che forse era all'opera anche all'epoca di
Ataturk: l'influenza internazionale.
Negli ultimi 25 anni la Turchia prosegue sulla strada del progresso
in gran parte sotto la spinta di una dinamica internazionale. Il suo
nome è Unione Europea. Durante la fase di passaggio alla democrazia
dopo il colpo di stato del 1980, in Turchia ha cominciato a farsi
strada l'idea dell'Unione Europea come antidoto per evitare
altre cadute sulla strada del progresso e per proteggersi dal
rischio di altri colpi di stato. L'UE e il desiderio di
cambiamento che portato questa nuova forza negli ultimi 5 anni, ma
soprattutto negli ultimi due, hanno aperto le porte al cambiamento
democratico e alla riconquista di una parte consistente dei diritti
persi nel 1980.
E' ampiamente riconosciuto che la Turchia ha ottemperato alle
richieste contenute nei Criteri di Copenaghen ed ha compiuto
importanti progressi in tema di libertà, diritti umani e standard
democratici. Indubbiamente molto resta ancora da fare ma possiamo
affermare di aver raggiunto perlomeno gli standard democratici
europei di base. A partire da ieri, la Turchia ha superato un altro
scoglio in vista della piena adesione all'UE. Nel periodo che ci
aspetta abbiamo il compito di portare ai livelli di base europei
anche gli standard di vita di ciascuno dei nostri concittadini. Un
compito che si presenta di gran lunga più impegnativo di quello che
abbiamo realizzato finora. Nelle nostre mani però abbiamo una forza
motrice potente, il cui nome è Unione Europea.
E' prematuro parlare di vittoria. Come ha ricordato il presidente Erdogan, "ce l'abbiamo fatta", ma la vera vittoria
si realizzerà quando avremo realizzato gli obbiettivi indicati da
Ataturk, raggiungere il livello delle società più avanzate.
Purtroppo da questo obbiettivo siamo ancora lontani ma questo non ci
deve far paura, né scoraggiare. Siamo arrivati fin qui dopo un
lungo cammino e riusciremo senza dubbio a raggiungere quella
vittoria. Per arrivarci l'UE è un mezzo utile, molto importante.
Dobbiamo rimboccarci le maniche fin da ora, buon lavoro Turchia! (Ismail
Berkan/Radikal/Osservatorio sui Balcani)
21.01.2005
NESSUNA
DIFFERENZA
Natale e Capodanno in Turchia tra feste popolari, carte di credito e timori
identitari. I diversi riferimenti storici e simbolici, le origini
della figura di Babbo Natale. I riferimenti all'Europa e
all'attualità politica. La solidarietà del comune di Istanbul
alle vittime dello Tsunami.
Supponiamo che voi
siate un turista arrivato nelle scorse settimane ad Ankara, nel
cuore dell'Anatolia, per una vacanza in Turchia. Girovagando per i
quartieri residenziali della città vi sarebbe potuto capitare di
scorgere, provenienti dalle finestre di alcune case, dei curiosi
bagliori multicolori ed intermittenti. Ad uno sguardo più attento,
avreste potuto constatare, probabilmente con una certa sorpresa, che
i bagliori altro non erano che luminarie di un albero natalizio. Nel
proseguo della vacanza la vostra sorpresa sarebbe andata aumentando
nel constatare l'onnipresenza di palline colorate, muschi e babbi
natale ad addobbare vetrine di grandi magazzini, a campeggiare nei
cartelloni pubblicitari e nei programmi televisivi di
intrattenimento, in cui avvenenti vallette si presentano con
cappuccio rosso e barba bianca. Trasferendovi poi nella cosmopolita
Istanbul, avreste verificato come le più importanti zone
commerciali della città, in particolare l'asse pedonale di
Beyoglu, il cuore pulsante della città "storica", presentassero
un panorama non dissimile da quello della città europea che avevate
appena lasciato.
Come è possibile conciliare questo quadro con la realtà di un
paese che non cessa di ripetersi di essere composto per il 99.9% da
musulmani?
Innanzitutto con motivazioni di ordine storico. La presenza delle
diverse espressioni del cristianesimo è una delle eredità della
millenaria storia dell'Anatolia. I profili delle chiese
rappresentano un elemento familiare nel panorama non solamente di
Istanbul ma di molte altre città del paese, Izmir, Iskenderun,
Mersin, Mardin. Anche i rituali legati alle festività cristiane non
sono estranei alla memoria collettiva del paese: basti pensare che
in ogni periodo dell'anno è possibile trovare dai fornai turchi
una grande brioche dal significativo nome di Paskalya.
Il 26 dicembre tutti i giornali hanno dedicato almeno una fotografia
ed un breve articolo alle celebrazioni tenutesi nelle chiese del
Paese, in particolare ad Istanbul. Articoli che, accanto allo
stupore per la presenza di donne con il capo coperto, sottolineavano
anche la partecipazione di musulmani ma, del resto, Gesù è un
profeta anche per la tradizione islamica
Nell'indagare poi le origini della figura di Babbo Natale, alcuni
commentatori hanno creduto rintracciarne l'origine nella figura di
San Nicola, nato in Anatolia. Sepolto ad Antalia, le sue reliquie
sono state poi trafugate durante l'occupazione italiana nel
periodo immediatamente successivo alla fine della Prima Guerra
mondiale.
Questa attenzione è il prodotto dell'attualità politica e del
desiderio dei Turchi di essere "riconosciuti" come Europei.
Raccontare i rituali natalizi cristiani in fondo significa
sottolineare come le diverse tradizioni religiose convivano
armoniosamente nel paese ed quanto siano radicate nella storia le
relazioni e gli scambi tra la cultura turca e quella europea.
Nel determinare il successo dell'iconografia natalizia,
l'elemento prevalente è però quello consumistico e commerciale.
Per una società, o meglio per una parte di essa, che solo da pochi
anni è stata catapultata nell'universo dei consumi di massa e
nell'inferno delle carte di credito e dei debiti che esse
producono, i festosi rituali dell'acquisto e del regalo
rappresentano un'attrazione formidabile.
Anche le feste di fine d'anno sono state all'insegna dei simboli
natalizi.
I berretti di Babbo Natale proposti dai venditori ambulanti sono
andati letteralmente a ruba tra le frotte di giovani che si sono
riversati nelle strade delle grandi città del paese per festeggiare
l'arrivo del nuovo anno. Proprio questa sovrapposizione dei
simboli natalizi con la festa di fine d'anno è stata fonte di non
pochi malintesi ed il pretesto per accesi dibattiti. Numerosi sono
stati gli esperti e le autorità religiose che nei giorni precedenti
il Capodanno si sono alternati sulle pagine dei giornali e sugli
schermi televisivi per ribadire che il Capodanno è una festa
cristiana che nulla ha a che vedere con la tradizione islamica. Una
festa tanto più "illecita" dal punto di vista religioso visto
che è accompagnata da abbondanti consumi di alcolici. A ciò si
devono aggiungere le numerose voci che sottolineano con
preoccupazione il presunto incremento delle attività di
proselitismo di sedicenti missionari cristiani nel paese. Il fatto
che questi "allarmi" si siano intensificati proprio in questo
periodo, costituisce una prova dei timori "identitari" che il
concretizzarsi delle prospettive europee può suscitare in una parte
della popolazione.
In realtà l'origine dei festeggiamenti per l'arrivo del nuovo
anno risale all'epoca ottomana: nel 1829 l'Ambasciatore inglese
ad Istanbul organizzò una serata danzante su un battello ancorato
nelle acque del Corno d'Oro. Solamente con l'introduzione del
calendario "occidentale" però, in coincidenza con la nascita
della Repubblica, la consuetudine di festeggiare l'arrivo del
nuovo anno si è estesa al di fuori dell'alta società stanbuliota.
Nel 1926 il Comune di Istanbul ha spento tutte le luci della città
per un minuto allo scoccare della mezzanotte. Nel 1931 si è
registrata la prima estrazione della lotteria di Capodanno, una
tradizione che continua a godere ancora oggi di ottima salute.
Anche quest'anno la proposta di offerte per la notte di Capodanno
si è presentata molto variegata. Per quella minoritaria fascia
della popolazione, che le statistiche dicono avere un potere
d'acquisto simile a quello degli abitanti dell'Europa
settentrionale, i grandi alberghi di Istanbul hanno fatto a gara
nell'offrire serate che combinavano panorami mozzafiato sul
Bosforo, danzatrici del ventre e musica dal vivo, con menù
raffinati che immancabilmente comprendevano il tacchino ripieno. Un
piatto non propriamente tipico della cucina turca ma che
quest'anno ha goduto di una grande popolarità. Molti quotidiani
ne hanno proposto la ricetta anche nelle sue numerose varianti.
Alcuni locali dei quartieri popolari di Istanbul hanno invece
proposto una versione "povera" di questo tipo di serata: al
posto di una vera vista sul Bosforo, poster giganteschi. Invece di
costoso champagne straniero, bottiglie riempite di gas per garantire
almeno il tradizionale botto. Tra questi due estremi,
l'alternativa più abbordabile, perlomeno nelle grandi città, era
rappresentata dalla meyhane, la taverna, dove mangiare del
pesce, innaffiato da abbondante raki, con l'immancabile
accompagnamento di musica dal vivo. Per la gran parte della
popolazione tuttavia, alla prese con il problema di far tornare i
conti di una situazione economica tutt'altro che rosea,
l'alternativa più economica era rappresentata dalla televisione,
da godere magari sgranocchiando grandi quantità di frutta secca.
Nelle grandi città, i giovani non hanno però rinunciato alla
tradizione di festeggiare per le strade, con una bottiglia di vino o
di birra, sparando fuochi artificiali. In segno di solidarietà con
le vittime del terremoto in Estremo Oriente, il comune di Istanbul
ha invece annullato i tradizionali festeggiamenti organizzati nella
piazza di Taksim.
All'indomani poi, con il risveglio nel 2005, i cittadini turchi si
sono trovati di fronte alla sorpresa da tempo attesa: la Nuova Lira
Turca (Ytl), che ha affiancato, in attesa di sostituirla
completamente, la vecchia lira, che con i suoi 6 zeri ha costituito
l'incubo per i programmi informatici di contabilità ed lo
spauracchio per tutti i turisti stranieri in visita nel Paese. (Fabio
Salomoni/Osservatorio sui Balcani)
21.01.2005
ARRESTATI MANIFESTANTI ANTI-UE
Violenti
scontri ad Ankara con la polizia che impedito ad un folto gruppo di
persone di marciare verso il centro cittadino. Quattro feriti.
La polizia turca ha arrestato ad
Ankara 176 persone durante una manifestazione contro l'adesione
della Turchia all'Unione Europea. Lo ha reso noto l'agenzia di
stampa turca <Anadolu>, precisando che gli scontri tra la
polizia e i dimostranti sono scoppiati dinanzi alla loro insistenza
di marciare verso il centro della capitale. Negli incidenti sono
rimasti feriti tre manifestanti e un poliziotto. I negoziati di
adesione della Turchia alla UE - il cui avvio è stato deciso dai 25
il mese scorso - inizieranno il prossimo 3 ottobre e non si
concluderanno prima di un decennio.
(Ticin@nline)
21.01.2005
|
ERDOGAN NEL
SUD-EST ASIATICO
Fissata al 3
febbraio prossimo la data del viaggio (quattro giorni) del
Primo Ministro turco che porterà ai Paesi colpiti dal maremoto gli
aiuti Ong e delle Fondazioni anatoliche.
The
date for Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's Southern Asia
visit is set. Erdogan departs for the region, which was hit by
tsunami, on February 3rd.
Erdogan will observe the scene of the disaster and bring the aid
donated by Turkey. Erdogan ordered the officials to prepare the aid
from NGO's and government foundations for this date for his visit to
the worst hit regions. The four-day visit will include Indonesia,
Sri Lanka, the Maldives, Thailand, Singapore and Malaysia.
Erdogan has experience of aid for tragedy after the August 17th
earthquake in Turkey when he delivered temporary houses for victims
of the earthquake to their owners. The Prime minister said in his
speech that he does not want to be reminded of the earthquake again
but that it had been a turning point for Turkey. (Zaman)
21.01.2005
|
MESSAGGIO A
KOFI ANNAN SU CIPRO
Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan si è mobilitato con una serie di
proposte intese a far ripartire il processo di riunificazione
dell'isola.
Turkey's
Prime Minister has reportedly been in touch with United Nations
Secretary General Kofi Annan, putting forward a serpe of proposals
aimed at restarting the stalled Cyprus reunification process.
According to a report carried by the Greek Cypriot newspaper
Filelefteros and citing sources in Washington, Prime Minister Recep
Tayyip Erdogan sent a letter to Annan recently, saying that Turkey
could accept the security requirements set out by the Greek Cypriot
side.
Erdogan is alleged to have suggested that he could bring the
possibility of the withdrawal of all Turkish troops from the island
to the negotiating table.
However, the report said that Turkey had made these proposals
condition on Annan conducting any talks and that they would not be
tabled if the Secretary General did not get the written approval of
his running the negotiations from the Greek Cypriot administration.
(NtvmSnbc)
21.01.2005
KIRKUK: LE
PREOCCUPAZIONI TURCHE
Messe
in guardia le autorità irakene dal far votare i curdi che non ne
hanno diritto alle prossime elezioni. Si teme che la situazione possa sfuggire di mano e
che la città diventi la capitale del Kurdistan.
A senior Turkish official has
cautioned Iraqi electoral authorities to reject the registration of
Kurdish voters in Kirkuk who are not legally entitled to vote in the
oil-rich northern city, a Turkish newspaper reported Sunday.
The official was speaking after the Kurds reached a deal with the
Iraqi government Friday that cleared the way for an estimated
100,000 Kurds expelled from Kirkuk under Saddam Hussein's regime, to
vote for the new government in Tamim province, where the city is
located, in the January 30 elections.
The deal effectively tipped the region's balance of power to the
Kurds, at the risk of enflaming tensions in the ethnically volatile
city.
Ankara is vehemently opposed to Kurdish control of Kirkuk, which
many Kurds want to see as the capital of an independent Kurdish
state in northern Iraq, a nightmare scenario for Iraq's neighbors.
Osman Koruturk, the top Turkish diplomat on Iraq, told the Sabah
daily that Ankara was not opposed to the return of displaced Kurds
to Kirkuk, but warned that more Kurds than those who were actually
expelled had settled in the region following the US-led occupation
of Iraq.
"What is important is that the (Independent Electoral)
Commission... gives the right to vote to those who have really lived
in Kirkuk in the past," he said.
Iraqi electoral officials have said that potential voters would have
to produce evidence that they had been uprooted by the old regime
since 1975 when Saddam's policy of Arabization began in earnest in
the region.
Kirkuk is also home to a large number of Turkmens, an ethnic
community of Turkish descent backed by Ankara.
The Iraqi Turkmen Front, one of the main groups representing the
community, threatened Thursday to boycott the elections unless the
Kurds put an end to "games" to influence the outcome of
the vote in Kirkuk. (Afp/TurkishPress)
21.01.2005
LA MIGLIOR
RISPOSTA
La ripresa dei
contatti tra Israele e i palestinesi, anche se recentemente
interrotta dopo gli ultimi fatti di sangue, metterebbe a tacere per
il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul gli oppositori della
pace.
Turkish Foreign Minister
Abdullah Gul said that the resumption of contacts between
Israel and the Palestinians would be "the best response"
to the opponents of peace as he expressed concern over the
escalation of violence in the region.
Israel cut off all official contact with the Palestinians after six Israelis were killed in a bomb attack in the Gaza Strip,
casting fresh doubt on prospects of reviving the peace process
following the election last week of Mahmud Abbas as the new
Palestinian leader.
"The intensification of peace efforts... and the resumption of
dialogue between Israel and Palestine, primarily on joint security
arrangements, will constitute the best response to those who want to
undermine the search and hopes for peace," Gul said in a
written statement.
The minister, whose country is seeking to use its close relations
with both Israel and the Palestinians to help their reconciliation,
said that "terror and violence cannot be a means of reaching
peace."
"We wish that the two sides take into account this friendly
advice of ours and we expect them to take the necessary measures to
end terror and violence... and open the channels of dialogue in the
shortest possible time," he said.
During a visit to Israel and the Palestinian territories last week,
Gul said that Turkey was ready to work to facilitate peace
initiatives in the region. (Afp/TurkishPress)
21.01.2005
|
LA TURCHIA
SCEGLIE L'ATR72 PER LA MARINA
Selezionata
dal Sottosegretario turco alla Difesa l'<Alenia Aeronautica>
del Gruppo <Finmeccanica>. Il valore del contratto si aggira
sui 220 milioni di dollari. Aereo di medio raggio con costi
competitivi.
 <Alenia Aeronautica> (gruppo <Finmeccanica> (Milano:
Sifi.Mi
-
notizie -
bacheca)
) è stata selezionata dal Sottosegretariato alla Difesa della
Turchia per la fornitura alla Marina Militare di dieci velivoli
ATR72 Asw (Anti Submarine Warfare) che svolgeranno compiti di
pattugliamento marittimo e sorveglianza antisommergibile. L'avvio
delle negoziazioni per la finalizzazione del contratto è previsto a
breve. Secondo fonti di mercato il valore del contratto si aggira
intorno ai 220 milioni di dollari.
Gli ATR72 Asw per la Turchia dotati di un sistema di missione della
società <Thales> (Parigi:
FR0000121329
-
notizie) -
si legge in una nota - sono una versione speciale, sviluppata da
Alenia Aeronautica, del modello da trasporto commerciale ATR-72/500.
La versione Asw, nata per rispondere alle esigenze di un aereo di
medio raggio con costi competitivi, è in grado di effettuare
missioni antisommergibile integrando le funzioni di pattugliamento
marittimo svolte anche dall'ATR42 MP, il velivolo "Maritime
Patrol" già in dotazione alla Guardia di Finanza e alla
Guardia Costiera italiane. "Questo successo ha dichiarato
Giorgio Zappa, Direttore Generale di <Finmeccanica> e
Presidente e Amministratore Delegato di <Alenia Aeronautica> -
è per noi un motivo di particolare soddisfazione perché la Turchia
è un Paese estremamente qualificato nelle scelte di prodotti
tecnologici e nel campo della difesa". In Turchia <Alenia
Aeronautica> è anche responsabile della promozione del caccia
europeo "Eurofighter Typhoon", realizzato dall'azienda
italiana in collaborazione con <Bae Systems> ed <Eads>
(Parigi:
NL0000235190
-
notizie) .
Il programma coinvolge in Europa 400 aziende e 120mila persone.
(take Ansa)
21.01.2005 |
|
<FITCH>
ALZA IL RIALZO SULLA MEZZALUNA
La società di
valutazione ha rivisto il rating a lungo termine della Turchia
passandolo da "B" a "BB-". La revisione legata
al miglioramento delle prospettive del Paese conseguenza di una rigida
politica economica.
<Fitch> promuove la Turchia.
La società di valutazione di <Fitch Ratings> ha rivisto al
rialzo il rating a lungo termine del Paese passandolo da
"B+" a "BB-". Allo stesso tempo l'agenzia ha
dato la valutazione "B" per il breve termine e ha rivisto
l'Outlook (previsione) da positiva a stabile.
La revisione al rialzo - spiega un comunicato stampa - è legata al
miglioramento delle prospettive generato da una rigida politica
economica, supportata da una stabilità politica e dall'adozione del
nuovo programma del Fondo Monetario europeo, insieme all'inizio dei
negoziati (previsto per il prossimo ottobre) per l'accesso della
Turchia all'Unione Europea.
"Credo - ha detto ad Ansamed Serhan Cevik, economista della
banca di investimento <Morgan Stanley> - che questa sia la
prima revisione di una serie e rifletta il miglioramento delle
dinamiche macro-economiche del Paese. La Turchia - ha aggiunto - è
sulla buona strada per entrare a far parte entro due anni della
ristretta cerchia di Paesi dove vale la pena di investire (da Ansa/Ansamed)
21.01.2005 |
IL
VICEMINISTRO ADOLFO URSO PROMUOVE UNA <COUNTRY PRESENTATION
TURCHIA>
Si
terrà nel prossimo marzo in occasione della visita nel nostro Paese
di alcune autorità turche tra cui i ministri dell'Industria Ali
Coskun, delle Finanze Kemal Unakitam, del Commercio con l'Estero
Kursad Tuzmen e dei Trasporti Binali Yildirim. Gli incontri di
Ankara del dicembre scorso.
E' stato decisamente positivo il
bilancio della missione svolta a dicembre scorso in Turchia dal vice-ministro
delle Attività Produttive con delega al Commercio Estero, Adolfo
Urso. Proprio il buon esito di quella manifestazione - a cui
l'Italia ha preso parte con più di 100 imprenditori - ha promosso
una serie numerosa di iniziative che le imprese italiane
promuoveranno con quel Paese da qui ai prossimi anni. Tra gli
appuntamenti clou dell'agenda prossima ventura nei rapporti
commerciali ed imprenditoriali italo-turchi figura senz'altro una
<Country Presentation Turchia>, che si dovrebbe tenere a marzo
prossimo in Italia, in occasione della visita di alcune autorità
turche (tra cui i ministri dell'Industria, delle Finanze, del
Commercio con l'estero e dei Trasporti). L'evento, sottolinea il ministero
delle Attività Produttive, ha preso le mosse a seguito degli
incontri tenutisi ad Ankara il 14 dicembre scorso. Nei primi 6 mesi
del 2004 il Pil della Turchia ha archiviato un incremento del 10%.
Più che positiva le performance della produzione industriale,
aumentata su base tendenziale, nello stesso periodo, del 15.3%.(take
Ansa)
21.01.2005
<UNICREDIT>
PIU' VICINA A <YAPI CREDI>: SIGLATO UN ACCORDO CON
<CUKUROVA>
Si tratta
della sesta banca turca con un attivo di 13.5 miliardi e 11 mila
dipendenti. I titoli in salita alla Borsa di Istanbul del 6.2%.
L'Istituto Italiano raddoppierebbe la sua presenza in Turchia.
<Koc Financial Services>, joint-venture
paritetica costituita in Turchia da <Unicredit>e <Koc
Holding>, ha siglato con il gruppo turco <Cukurova> un
accordo per la negoziazione in esclusiva per l'acquisto di <Yapi
Kredi>, la sesta banca turca con un attivo di bilancio di 13.5
miliardi e 11mila dipendenti. <Yapi Kredi> è controllata al
45% da <Cukurova>, che dovrebbe mettere in vendita il 39%; un
12.9% sarà poi prossimamente messo in vendita dal fondo governativo
turco Tmsf. Ii titoli di <Yapi Kredi> sono salita alla Borsa
di Istanbul del 6.29%. In caso di successo delle trattative, <Unicredit>
raddoppierebbe la propria presenza in Turchia, dopo l'acquisizione
di tre anni fa del 50% del gruppo <Koc Financial Service>.
21.01.2005
L'AMBIZIONE
La <Koc
Company> spera di poter entrare con i suoi prodotti nelle
famiglie europee così come ha fatto in quelle turche.
Koc
Company, which now has at least one appliance product in each
Turkish household, has now put its sights on putting a product in
each European household. Koc Ceo Bulend Ozaydinli says, "Just as
every house in Turkey has a Koc product today, we will now try very
hard to get every household in Europe to own a Koc product."
In the January issue of "News from Us," the monthly Koc
Community magazine, Ozaydinli writes that Turkey has been caught up
in a great wind with the steady application of its economic program
and its integration with the European Union (EU). "We should fill
our sails with this wind." Ozaydinli said it is important that the
Koc Company's sales volume, market share abroad, profitability,
corporate value, quality standards, reliability, respectability
among consumers, and investments be truly understood in the world.
He also stressed that the Koc Company's current performance in
European countries is contributing to Turkey's image in the EU.
They reached the six-year target set in 2002 in just two years,
Ozaydinli noted, "The growth achieved in just two years is
equivalent to an average annual increase of 50 percent and exceeds
expectations considerably." Ozaydinli informed that nearly
one-third of their total incomes are consisted of abroad sales and
incomes and 55 of 157 companies of the community work abroad. He
concluded many companies of them started to grow abroad more than
they do in Turkey. (Economy News Services/Zaman)
21.01.2005
INVESTIMENTI A KUTAHYA
La <Real
Union> ha deciso di tirare fuori 30 milioni di euro per costruire
in questa parte della Turchia un impianto chimico che darà lavoro a
tremila dipendenti.
The
German based firm, Real Union has signed an agreement to establish
an "Environment Technologies Integration Facility" as a $30
million investment in the Kutahya Organized Industry Zone.
The firm's representative to Turkey, Ahmet Arslan, says Europe
stopped burning capacity increases. "They will no longer burn
waste. They are determined to establish recycling facilities. We
will supply both the capital and the latest technology."The
investment will cover the building of waste solidification and
bio-solidification processes, motor fuel facilities, a decomposing
silo facility, garbage containers, and water purification facilities.
A total of 3,000 people will be employed for the initiative and the
sub-industries of these facilities. (Anadolu Agency/Zaman)
21.01.2005
BANDO PER ELICOTTERI
Si tratta di
50 mezzi di attacco per l'esercito i cui componenti elettronici
però dovrebbero essere costruiti in Turchia per evitare che Ankara
sia dipendente dall'estero.
Turkey is set to launch a new
tender to buy 50 attack helicopters for its army in February, but is
planning to task domestic firms with the manufacture of key
electronic components to avoid dependence on foreign technology,
officials told Anatolia news agency Sunday.
The project is estimated to worth between 1.5 and two billion
dollars, Anatolia reported, quoting unnamed sources from the
country's defense industries agency.
In May, Ankara scrapped a tender for the purchase of the helicopters,
along with tenders for the manufacture of 1,000 tanks and nine
unmanned aircraft, saying that it had decided to meet the army's
needs "with new models based on domestic production... by
making maximum use of national resources."
The government is now planning to invite bidders to the new tender
within February, and to determine the winner by the end of the year,
Anatolia said.
A defense industry official, however, said that the manufacture of
the helicopters' navigation and electronic warfare systems would be
awarded to a local company.
"If you cannot manufacture the navigation and electronic
warfare systems, if the key to them is not yours, you become
dependent on those from whom you buy and they impose some
restrictions on you," the official told Anatolia.
Turkey had shortlisted Bell Helicopter Textron of the United States
and a consortium between Kamov of Russia and the Israeli Aircraft
Industries (IAI) in the previous tender before it was cancelled.
In a visit to Turkey last month, Russian President Vladimir Putin
lobbied Ankara to buy the helicopter of the Russian-Israeli joint
venture. (Afp)
21.01.2005
WAR GAME
Giochi di
guerra simulati, compreso un attacco biologico alla Turchia. Lo
scopo di due università americane:vedere la reazione di alcuni
Paesi e quali soluzioni trovare di fronte ad azioni terroristiche.
Madeline
Albright, former US Secretary of State, played the role of US
president in a scenario set up by two American universities to
address reactions to a biological attack.
Turkey was one of the countries where biological attacks occurred in
the scenario. "Atlantic Storm" was prepared by Johns
Hopkins University and Pittsburgh University where presidents and
prime ministers of different countries gathered for a summit in the
US capital. In "Atlantic Storm," 51 cases of variola
disease occur at the same time in Turkey, Germany, Sweden and the
Netherlands. A previously unknown group calling itself the "New
Jihad" claims responsibility for the attacks and announces that
the attacks are revenge for pressure put on Muslim nations by the
Western world. In one hour, 240 variola cases emerge in six
countries, and within a short time this figure increases to 3,000,
including hundreds of Americans. The stock exchange collapses and
thousands of people try to leave the cities. Chaos reigns. Turkey
does not have enough variola vaccines and demands additional
vaccines from North Atlantic Tracy Organization (Nato).
Participants were asked to react to the scene laid out before them
in real time and produce solutions. Many of the European presidents
in the simulation offered to put Nato in circuit. The necessity of a
United Nations (UN) Security Council resolution was raised, but some
leaders felt this would take too long. All of the leaders
participating in the scenario decided that the World Heath
Organization (Who) should gather vaccines from countries with more
than they need and distribute them to countries in need.
In the role of US president, Albright said she agreed to the plan
reluctantly because of pressure by constituents that didn't trust
the UN. Former French Health Minister Bernard Kouchner, former Dutch
Interior Ministry Klaas de Vries, and European Parliament member
Erika Mann also participated in the simulation. (Anadolu News
Agency/Zaman)
21.01.2005
SCONTRO CON
I RIBELLI
Uccisi
due soldati dell'esercito regolare turco ed altre tre feriti nella
provincia di Tunceli. Cinque i terroristi rimasti sul terreno.
Almeno due soldati dell'Esercito
regolare turco sono rimasti uccisi e altri tre feriti in scontri
armati avvenuti in una zona rurale nella provincia di Tunceli,
all'estremità orientale dell'Anatolia: si tratta di un'area ove
sono particolarmente attivi i peshmerga, i guerriglieri
indipendentisti curdi, ma nel caso specifico i combattimenti sono
scoppiati con miliziani di estrema sinistra che hanno lasciato sul
terreno cinque loro appartenenti.
Lo ha reso noto l'agenzia di stampa <Anadolou>,
senza specificare a quale formazione insurrezionale appartenessero i
ribelli, aggiungendo che l'operazione militare e' tuttora in corso.
In dicembre la stessa provincia era stata teatro di combattimenti
tra forze di sicurezza di Ankara e attivisti del Partito Comunista
Maoista, fuorilegge in tutta la Turchia, due dei cui uomini persero
la vita nell'occasione. (Agi/Afp)
21.01.2005
PASQUINELLI E
ARDIZZONE:
NESSUNA EVERSIONE
I due
esponenti dell'Associazione di estrema sinistra <Direzione 17>
secondo la Cassazione estranei al progetto di eversione contro il
Governo turco perseguito dal gruppo Dhkp-C. I rapporti con Er Avni.
Il leader del campo antimperialista Moreno Pasquinelli e Maria
Grazia Ardizzone (esponente di spicco dell'Associazione di estrema
sinistra <Direzione 17>) sono estranei al progetto di
eversione contro il Governo turco perseguito dal gruppo dissidente
Dhkp-C: per questo la Cassazione ha confermato la loro
scarcerazione. In particolare la VI sezione penale della Suprema
Coorte - con le sentenze 901 e 902, depositate in cancelleria - ha
rigettato il ricorso del procuratore della Repubblica di Perugia,
avverso l'ordinanza del tribunale perugino che, il23 aprile 2004,
aveva accolto la richiesta di scarcerazione avanzata da Pasquinelli
e dalla Ardizzone arrestati in quanto indagati per partecipazione ad
associazione con finalità di terrorismo.
I due erano stati accusati di avere aiutato il dissidente turco Er
Avni tra l'altro, a cercare casa a Perugia. La Cassazione, d'accordo
con il Tribunale del Riesame, ha ritenuto "insussistenti"
i presupposti della carcerazione in base agli indizi raccolti. Ad
avviso di piazza Cavour è plausibile che Pasquinelli e la Ardizzone
- almeno a quanto emerge dalla prima fase delle indagini - abbiano
voluto solo aiutare Er Avni "quale dissidente e non quale
terrorista". Rileva la Cassazione che "i gravi inizi
devono riguardare la partecipazione ad una associazione terroristica
avente per programma la destabilizzazione degli assetti politici
esistenti in Turchia anche con azioni terroristiche, programma che
deve essere interamente e incondizionatamente "sposato" e
voluto: la sopravvenuta conoscenza di ogni profili delle attività
di Er Avni, da parte dei due italiani, non è sufficiente per dare
concretezza ai gravi inizi di colpevolezza con riferimento a tale
volontà partecipativa". (take Ansa)
21.01.2005
ACCUSE AL
GIAPPONE PER L'ESTRADIZIONE DI DUE CURDI
Secondo l'Alto
Commissario Onu, Tokyo sarebbe venuto meno agli obblighi del diritto
internazionale in tema di rifugiati. La replica.
Le Nazioni Unite hanno
accusato il Giappone di essere venuto meno agli obblighi del diritto
internazionale per aver estradato due curdi verso la Turchia,
nonostante i due fossero riconosciuti profughi dalla comunità
internazionale.
L'Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha detto che Ahmet
Kazankiran, 48 anni, e il suo figlio ventunenne Ramazan, sono stati
ieri estradati verso la Turchia nonostante l'ultimo ricorso
presentato.
L'estradizione "è contraria agli obblighi giapponesi di
rispetto del diritto internazionale" e contrasta gravemente
l'assistenza umanitaria giapponese ai rifugiati e alle vittime di
disastri all'estero, dice un comunicato dell'agenzia Onu per i
rifugiati.
I tribunali giapponesi hanno ripetutamente respinto l'applicazione a
Kazankiran e alla sua famiglia dello status di profugo, sostenendo
che i due curdi non hanno presentato prove sufficienti a dimostrare
che sarebbero perseguiti una volta tornati in Turchia.
I due curdi erano stati arrestati lunedì 17 gennaio quando si erano
presentati all'ufficio regionale immigrazione di Tokyo per chiedere
il prolungamento del permesso temporaneo di soggiorno, ha riferito
Yoshiko Miyazaki, portavoce del ministero della giustizia. (ApCom)
21.01.2005
SI
STUDIERANNO LE TRACCE DEL TERREMOTO
Due
scienziati turchi, i professori Sukru Ersoy e Dogan Perincek del
dipartimento geologico della Yildiz University, lavoreranno insieme
ad un equipe di 14 persone di vari Paesi.
Two
Turkish scientists have gone to Indonesia to join a group assembled
to examine traces of the tsunami left on the coasts and in the sea
following the earthquake that hit South East Asia on December 26th.
Natural Scientists Research Center Head Professor Sukru Ersoy and
Geology Department Professor Dogan Perincek of Yildiz University (Ytu)
will work with 14 scientists from various countries.
Ersoy said in the statement yesterday that scientists from the US,
Japan, South Korea and Russia have been invited by the Indonesian
government to investigate the region.
Ersoy announced that Associate Professor Ahmet Cevdet Yalciner of Ytu
will also participate on the team from Japan.
The team will examine the damage caused by the tidal waves in the
Pandak coastal region and observe the impact of the tsunami on the
sea and its creatures around Sumatra Island.
Ersoy said, "We will see the impact of a live tsunami for the
first time. We will also have the chance to compare the evidence
from the tsunami in Turkey with the newly collected data." (Anadolu
News Agency/Zaman)
21.01.2005 A FAVORE DEI BAMBINI
ORFANI
La Pasiad,
società per la solidarietà economica e sociale, si sta impegnando
nel progetto di recupero dei piccoli colpiti dalla tragedia dello
tsunami.
Preparations
have started to educate children who lost their parents in the
disaster of South Asia. The Society for Social and Economic
Solidarity with Pacific Countries (Pasiad) aims to educate children
by providing them scholarships with the support of Indonesian
Embassy and related institutions. Announcing the project, Pasiad
Director Hamza Akmermer said in the future, these children would
make important contributions in the development of relations with
Turkey.
A press meeting was held about the problems of the region in the Pasiad
headquarters attended by Pasiad Board member Ferhan Merter, Red
Crescent team, Justice and Development Party (Akp) Deputy Turhan
Comez and Indonesia Ambassador Amin Riamon. Explaining the latest
situation in the region, the ambassador Riaomon said 105 thousand
people had lost their lives and 100 thousand people were still
missing in the disaster according to official figures. Riamon said a
total sum of $7 billion was sent to the region and that he would
carry out the distribution of government aid. Riamon thanked the
Turkish government for its help to the region. Balikesir Deputy
Turhan Comez indicated that such a disaster had not been experienced
even in the Iraq war and Marmara quake. Reminding that Turkey had
historical connections with the public in the region and the
Indonesians sent aid in both the Crimean and Independence war, Comez
asked the Istanbul Metropolitan Municipality to establish an
orphanage.
Adding that Pasiad was the first Turkish non-governmental
organization to reach the disaster region, Comez said, 'Turkey has a
lot to do to help the region'. (Zaman)
21.01.2005
PROGETTO DI
AGRICOLTURA ORGANICA
A lanciarlo il
capo dell'Ufficio protezione parchi, Mustafa Kemal Yalinkilic. Il
ruolo della Germania che si è offerta per una collaborazione, in
questo genere di settore, nella zona di Canakkale e più
precisamente nel Parco nazionale storico di Troia.
Nature
Protection and National Parks Head Office has launched a project for
organic agriculture in protected areas. According to this, the
protected areas will be farmed without potentially damaging
chemicals. Germany has offered to farm organically in the Troy
Historical National Park near Canakkale and export the vegetables
produced there to European Union countries. The Dutch embassy has
also offered to participate.
The manager of Nature Protection and National Parks Head Office
Mustafa Kemal Yalinkilic said that they aim to get a good income
from this. Yalinkilic said that they will rent Treasury areas like
the Dilek peninsula and the Menderes Delta National Park to farmers.
Organic agriculture, which is defined as ecologic, organic and
biologic agriculture, is based on only wholly natural methods and
aims to repair natural balance. Chemicals, fertilizer and hormones
are not used in this method. In this way local biological diversity
is protected and and the vegetables that are produced are beneficial
to humans, plants, animals and the environment. (Goksel Gecin/Zaman)
21.01.2005
|
CONCEZIONE
AVANZATA
Inaugurato
ad Eskisehir un centro multifunzionale che non ha precedenti. Tre
sale di 576 mq + 300 mq di stage ciascuna. Struttura di avanguardia
nelle sua concezione architettonica.
Anche se in ritardo, ci piace segnalare una notizia passata
inosservata sui media e che in parte riprendiamo dal sito
<zioshow.it> . Si tratta dell'inaugurazione avvenuta a Eskisheir - una città turca ci circa un milione di abitanti già
esistente in Turchia 3000 anni fa e fondata dai Frigi - dell'<Eskisheir
Necatibey Kultur Merkezi>, centro multifunzionale di concezione
avanzata costruito dalla Guclu Ins. con la consulenza di Ahmet
Durmaz.
Il centro è articolato in tre sale di 576 mq + 300 mq di stage
ciascuna con una capienza di 450 persone, destinate ad ospitare
rispettivamente eventi, esibizioni, mostre, musica, teatro.
Per l'<Eskisheir Necatibey Kultur Merkezi> è stata
progettata un'infrastruttura tecnologica audio/video/illuminazione
di alto profilo, di flessibilità tale da permettere il
contemporaneo svolgimento di attività differenziate nelle tre sale.
L'allestimento tecnico è stato realizzato da Asimetrik Ses
(azienda leader in Turchia nella consulenza e installazione di
sistemi audio / luci di alto livello).
L'importante compito di controllo dell'illuminazione dell'Eskisheir
Necatibey Kultur Merkezi è stato affidato ai prodotti SGM.
Asimetrik ha installato due consoles Regia 2048 Opera e una console
Studio 12. Sono inoltre utilizzati 12 dimmer digitali Powerlight
1212D e due Powerlight 612D.
Le foto che inseriamo nel testo danno un'idea piuttosto chiara
dell'arditezza della costruzione che ha nulla da invidiare a quelle
che si possono vedere nelle maggiori capitali europee. Una
dimostrazione in più della modernità di un Paese, la Turchia, che
vuole a tutti costi entrare nell'UE. (zioshow.it)
21.01.2005 |
UNA
VISITA IMPORTANTE
Il tedesco
Joseph Beuys, padre dell'"Arte democratica", sarà in
Turchia il 18 febbraio con un lavoro che sarà allestito
presso la Yali Kredi Kazim Takent Art Gallery. Il suo motto:
"Ognuno è un artista". L'incidente in Crimea durante la 2°
Guerra Mondiale.
The
work of German artist Joseph Beuys will be exhibited at Yapi Kredi
Kazim Taskent Art Gallery on February 18th. Beuys produces what he
calls democratic art and says, "Everybody is an artist."
The curator of the exhibit is Bettina Paust, the manager of the
Museum Schloss-Joseph Beuys archive. The exhibit titled "The Main
Thing is Line" will be exhibited in Turkey for the first time and
includes the artwork and patterns that represent the foundation of
Beuys' later work of 5,000 pieces. Beuys was born in Germany in
1921 and joined the air force during World War II after studying
medicine. Beuys' airplane crashed in Crimea during the war. He was
rescued by Tatars who used felt and fat to treat his wounds, so he
gives special importance to felt and fat in his work. In his
best-known works of art, "Felt Cloth" (a suit of cloth made of
felt), "I Love America and America Loves me" (a performance
where Beuys covered himself in felt and spent is five days in a room
with a jackal) are examples of this. As part of the exhibit, films
of Beuys' performances will be shown at the Goethe Institution. (Culture&Art
News/Zaman)
21.01.2005
|
DON CHISCIOTTE
<Toplumsal
Tarih>, la rivista mensile turca di storia sociale, ha dedicato
la sua copertina ai 400 anni del romanzo scritto tra il 1605 e il
1615 dallo spagnolo Saavedra Cervantes. Un "eroe"
frainteso nella attuale Turchia.
Toplumsal
Tarih (Social History), the monthly magazine of the History
Foundation has Don Quixote on its cover this month on the 400th
anniversary of Cervantes great novel. The magazine ponders the
question of whether or not the concept of "Quixotic" is
misinterpreted in modern Turkey.
In the leading article by Murat Belge titled "Who is Quixotic?"
he notes that the concept is far from the idea of "showing
unnecessary bravery" as it is assumed in Turkey, saying it
should rather be understood as "struggling against injustice
without taking its result into account". Ozlem Kumrular deals
with the era that prompted Cervantes to write the Don Quichote and
gives some background on the author as well as the legends that have
grown around him. She also evaluates the Don Quichote's place in
world literature.
Toplumsal Tarih moves into the New Year with a new format and
design, and announces its aim "to deliver more popular topics
to a larger audience without sacrificing its scientific purposes".
(Culture&Art News/Zaman)
21.01.2005 |
UNA DATA, UNA SCADENZA
Il
1° febbraio prossimo ultimo giorno per la presentazione delle
domande all'<International Istanbul Film Festival>. Le
assegnazioni dei premi per la miglior pellicola turca e per il miglior
regista. In palio 30 mila euro.
The
deadline for Turkish films that would like to participate in the
National Competition in the 24th International Istanbul Film
Festival has been announced as Tuesday, February 1st.
The jury of five people who will judge the national competition has
been announced.
The competition films will be screened at the Beyoglu Cinema in the
second week of the 24th International Istanbul Film Festival and the
best Turkish film and the best director of the year will be selected
among them.
The best male and female artist will also receive an award.
A prize of $30,000 will be given to the director of the best film by
the elected among those competitors by the International Film
Critics Union, one of the sponsors of the Istanbul Film Festival. (Culture&Art
News/Zaman)
21.01.2005
MILLE ANNI DI CULTURA A LONDRA
Si apre una
delle manifestazioniculturali più attese: una mostra retrospettiva sui
tesori dell'Impero turco eccezionalmente dati in prestiti alla Royal
Academy dal Palazzo del Topkapi e dal Museo di Arte Turca di
Istanbul. Una assicurazione per 3 milioni di euro.
Apre a Londra uno degli eventi
culturali più attesi dell'anno: "Turks: A Journey of a
Thousand Years" (Turchia: un viaggio di mille anni), una
retrospettiva che ripercorre attraverso 350 tesori provenienti da
oltre 11 Paesi un millennio di cultura turca.
La rassegna, allestita alla Royal Academy, include, tra gli altri,
manufatti ed oggetti inestimabili mai esposti prima fuori dai
confini della Turchia che sono stati eccezionalmente dati in
prestito dal Palazzo del Topkapi e dal Museo di Arte Turca ed
Islamica di Istanbul.
La mostra, con la quale il museo londinese punta ad attrarre
migliaia di visitatori, aprirà i battenti domani sabato 22 gennaio
per chiuderli il 12 aprile, ma il critico del pomeridiano cittadino
<Evening Standard> l'ha vista in anteprima ed è rimasto
sbalordito dalla ricchezza dei capolavori esposti.
Tra i fiori all'occhiello della retriva, che copre il periodo dal
600 al 1600, il recensore indica le sontuose porte dell'harem del
Sultano ottomano Murad III: 2 metri e mezzo di legno intarsiato di
madre perla, ebano, avorio e tartaruga. non sono da meno in quanto a
sontuosità le brocche, i pugnali e gli astucci incrostati di pietre
preziose come smeraldi, rubini e giada. gli articoli esposti nella
mostra sono così pregiati che la polizza assicurativa pagata dal
museo ammonta a circa 3 milioni di euro.
Degni di nota anche i dipinti del XV secolo che ritraggono guerrieri
turchi in battaglia e le numerose armi dell'epoca, inclusa la daga
in acciaio, cristallo e turchese brandita dal Sultano Selim I. La
mostra è strutturata sull'ascesa e la caduta dell'Impero in
Turchia, nel Medio Oriente e nell'Asia centrale attraverso una
disamina dei popoli e delle dinastie che si sono succeduti al sana
investe anche sui debittanti, sui nuovi autori, sulla potere in
quelle zone nell'arco di un millennio: dagli Uiguri ai Selgiuchidi
per arrivare agli Ottomani.
"La mostra utilizza pezzi meravigliosi per esplorare un periodo
tra i più vitali e politicamente importanti della storia umana:
come i Turchi si siano affermati come uno dei più grandi imperi che
il mondo abbia mai visto: Ci sono oggetti di valore inestimabile in
mostra", ha dichiarato all'<Evening Standard> Morman
Rosenthal curatore delle mostre della Royal Academy. (take Ansa)
21.01.2005 LO
J'ACCUSE DELTURCO-ITALIANO OZPETEK
Il
regista lamenta che il cinema nostrano è ridotto esclusivamente
alla realizzazione di una quindicina di film affidati a registi di
maggior successo e prestigio.
"Una cinematografia investe anche sui debuttanti, sui nuovi
autori, sulla sperimentazione. Non si può rinunciare ad intervenire
in questi settori che dovrebbero essere quelli maggiormente
assistiti dall'intervento pubblico, come avviene in Francia".
Lo dice a <Il Giornale dello Spettacolo> il regista Ferzan
Ozpetek intervenendo nel dibattito sugli interventi statali a favore
del cinema.
Impegnato in questi giorni nel montaggio del suo ultimo film,
<Cuore sacro>, in uscita il 25 febbraio, Ozpetek dice:
"Quest'anno Benigni, Moretti, Muccino e qualche altro autore
non avranno difficoltà a realizzare i rispettivi progetti, ma
ridurre il cinema italiano alla realizzazione di una quindicina di
film, affidati esclusivamente ai registi di maggior successo e
prestigio, non mi pare una prospettiva incoraggiante".
Sull'impegno delle istituzioni nei confronti del cinema, il regista
de "Il bagno turco", "Harem suarè", "Le
fate ignoranti" e "La finestra di fronte" chiede: Il
Governo non riesce o non vuole capire l'importanza del cinema? I
film sono anche uno straordinario strumento promozionale: fanno
conoscere le bellezze paesaggistiche ed artistiche di un Paese, ne
promuovono la cultura, suggeriscono un modo di vivere, aiutano il
turismo, la moda, la gastronomia; in poche parole sostengono
l'immagine di una nazione. In passato l'Italia si è affermata nel
mondo e si è fatta conoscere grazie al suo cinema".
Anche la televisione, secondo Ozpetek, potrebbe aiutare di più il
cinema italiano: "Nel nostro paese le televisioni sia pubbliche
che private privilegiano il cinema americano. Personalmente non ho
ancora avuto il piacere di vedere un mio film programmato in prima
serata; perfino "Le fate ignoranti", che pure è stato un
successo sia di pubblico che di critica, è passato in tv dopo le
23.00. Mi auguro di sfatare la regola con "La finestra di
fronte". (take Ansa)
21.01.2005
F1 GRAN
PRIX
Parte il conto
alla rovescia per la Formula Uno ad Istanbul. I lavori sono più che
a buon punto essendo stato fatto il 90%. La struttura aprirà nel
prossimo giugno. Ospiterà - oltre alla manifestazione
automobilistica - altri eventi nazionali. Una dichiarazione del
presidente della Tomsefed, Mumtaz Tahincioglu.
The
last turn has been taken in the construction of the circuit for
Formula 1 Grand Prix races, which will be organized in Turkey for
the first time this year.
It is reported that 90 percent of the project, which is run by Evren
Construction and the Istanbul Chamber of Commerce (Ito) and Formula
Istanbul Investment Incorporation (Fiyas), has been accomplished
following the completion of asphalt and rough construction work and
the beginning of environment arrangements and artificial pool
studies in the circuit which will host the fourteenth Formula 1 race
of 2005 season.
The facility will be opened in June 2005 and will host various
international races like Istanbul Grand Prix, Moto Gp, Dtm, Lg Sw Wtcc
& Fia Gt as well as national events. The project can be followed
at the official website:
www.formula1-istanbul.com/f1/en/
Turkish Automobile and Motor sports Federation (Tomsfed) President
Mumtaz Tahincioglu has said that Formula 1 is a national project and
they will accomplish this task successfully. Tahincioglu noted that
the organization does not only belong to Istanbul and said: "This
is a very important project for Turkey in terms of sporting,
economic and promotion purposes. We will have a very modern facility
as a result of this. People coming to Turkey for these races will
spend money in our country and create job opportunities for some
people. We will reach a mass audience. We had some budgetary
difficulties, but we have overcome these with the support of the
Ito.". (Sports News Services/Zaman)
21.01.2005
SCARCERATO
l'OMICIDA DEI TIFOSI DEL LEEDS
Si tratta di
Ali Umit Demir che era stato condannato a 15 anni di reclusione per
avere ucciso a coltellate nerl 200 Chistopher Loftus e Kevin Speight.
In base alla nuova legge turca dovrà essere rifatto il processo.
Un tribunale turco ha ordinato la
scarcerazione dell'uomo sospettato di aver ucciso a coltellate
nell'aprile del 2000 Christopher Loftus e Kevin Speight, i due
tifosi inglesi assassinati ad Istanbul prima della semifinale di
Coppa Uefa tra Galatasaray e Leeds United. A renderlo noto è stato
il legale di Ali Umit Demir, che nel 2002 era stato riconosciuto
colpevole del duplice omicidio ricevendo una condanna a 15 anni di
reclusione. La scarcerazione è stata decisa sulla base della
ripetizione del processo, determinata da recenti cambiamenti nella
legge turca operati nel quadro delle modifiche giuridiche necessarie
all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Nel giugno del 2003
una corte d'appello aveva rovesciato il capo di imputazione di
duplice omicidio poiché sul coltello usato da Demir furono trovate
tracce di sangue del solo Speight. (Ap)
21.01.2005
LA SFIDA
DEL CALCIO BUSINESS
Con il
progetto "My Turkey" la Federazione turca propone l'<Hospitaly-Merchandising>. Come i tifosi potranno incontrare
nell'antistadio i calciatori turchi. I contratti di sponsorship.
Le nazionali di calcio della
Turchia e della Francia in campo per vincere la sfida del calcio
business! In tale ottica la Federcalcio Turca e la Federazione
Calcio Francese, stanno attivando nuove strategie di marketing in
vista dei Campionati Europei di Germania 06.(ItaliaOggi)
Con il progetto "My Turkey" la Federazione turca propone l'<Hospitaly-Merchandising>.
Grazie a tale iniziativa per i supporter della mezzaluna
(bacino di tifosi all'estero di 4 milioni), nelle giornate
precedenti agli eventi sportivi che vedranno impegnata la nazionale,
potranno incontrare nell'antistadio (presso un'attrezzata tendo-struttura),
i calciatori turchi.
Allo stato per la realizzare tale progetto, i contratti di sponsorship
stipulati risultano essere pari a 9 milioni di euro, importo che in
caso di qualificazione agli europei 06 potrebbe raddoppiare.
Sponsor di riferimento della nazionale turca risultano essere la
<Nike>, <Mercedes-Benz> e <Pepsi-Cola>. In
vista poi dei prossimi mondiali il progetto di marketing della
Federcalcio Turca prevede la fidelizzazione dei propri tifosi al
marchio degli sponsor.
Sul fronte Francese il marketing calcistico, in vista di Germania 06
ha già stipulato contratti commerciali per 30 milioni di euro. La
strategia aziendale proposta dalla Federcalcio Francese prevede tre
livelli di aziende sponsor divisi in: sponsor di riferimento,
fornitori ufficiali e licenziatari ufficiali.
<Adidas>, <Canal Plus> e <Carrefour> risultano
essere sponsor di riferimento, <Credit Agricole> e <Coca-Cola>
fornitori ufficiali, <IceLuogs> licenziatario ufficiale. Ma
sia la Federazione Turca che quella Francese, nelle proprie
strategie aziendali intendono attivare con successo la strategia del
merchandising.
Il merchandising, consiste nella vendita tramite negozi
specializzati, catalogo o Internet, di prodotti recanti il logo o i
colori sociali di un club. La decisione di attribuire una
numerazione fissa ai giocatori, con l'indicazione dei nomi sulle
maglie, e l'emissione sul mercato di divise ufficiali sempre
diverse, a seconda che venga disputata una partita casalinga o in
trasferta, di campionato o di coppa, è il segno evidente di una
crescente attenzione del settore alle strategie di
commercializzazione e gestione del marchio.
Le società ormai consapevoli delle opportunità di guadagno offerte
dalla popolarità del calcio, propongono ai loro appassionati
l'acquisto degli oggetti più disparati, dai tradizionali capi di
abbigliamento sportivo agli accessori per il tempo libero, fino ad
arrivare agli oggetti di uso quotidiano.
La produzione e distribuzione dei gadget può essere gestita
direttamente dal club attraverso accordi di licensing. Le
società che concedono il diritto allo sfruttamento della propria
immagine ottengono guadagni sotto forma di royalties,
gravanti per lo più sull'acquirente finale e variabili tra il 6%
e il 10% del prezzo del prodotto venduto.
Considerando che gli articoli trattati non avrebbero mercato se non
fossero collegati al nome e al prestigio delle squadre, la quota
spettante alle società appare piuttosto modesta. Va tuttavia tenuto
in debito conto il danno arrecato alle imprese produttrici dal
mercato nero che, nel nostro Paese, sta assumendo dimensioni
preoccupanti.
Per i club di calcio la sfida al calcio business si vince anche
attivando merchandising protetto. (Antonio Sanges/Salernonotizie.it)
21.01.2005
COCA-COCA
NELLA FEDERCALCIO TURCA
Stando a
quanto scrive <Sporteconomy> l'industria americana
sostituirebbe nel segmento beverage il marchio Pepsi.
Secondo quanto risulta a <Sporteconomy.it>
il brand Coca-Cola sta per firmare un contratto triennale con
la Federcalcio Turchia, con l'obiettivo di sfruttare la partnership
in vista dei Mondiali di Germania 2006 (dove la comunità turca
conta più di 2.5 mln di unità). Coca-Cola sostituirà nel segmento
beverage il marchio Pepsi (presente anche con un'acqua
minerale) (Sporteconomy.it)
21.01.2005
|