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Oggi>
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CORDOGLIO
<Turchia
Oggi> si associa al cordoglio generale per la catastrofe che ha
colpito il sud-est asiatico invitando i suoi lettori ad essere
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NON PRIMA DEL 2006
Potrebbero
slittare al prossimo anno i colloqui per i negoziati di adesione
della Turchia all'Unione Europea. Salterebbe così la data del 3
ottobre.
 I colloqui di ingresso della Turchia con l'Unione europea
potrebbero non partire prima del 2006 perché il processo iniziale
di screening potrebbe non essere completato fino ad allora. Lo ha
detto una fonte turca.
La Turchia aveva raggiunto un
accordo col blocco dei 25 per iniziare i negoziati
di accesso il 3 ottobre del 2005. La fonte ha detto che si riteneva che lo
screening sarebbe stato
completato entro quella data, ma che al momento questo appare
impossibile per ragioni tecniche.
"Sembra che lo screening prima della conferenza
intergovernativa non sia fattibile. Ne deduciamo che l'effettiva
apertura dei negoziati sarà rinviata all'inizio del 2006", ha
detto ai giornalisti la fonte.
"I tempi esatti dello screening saranno noti quando ci sarà il
documento portante della Commissione europea, la cui pubblicazione
è attesa intorno all'aprile 2005".
Tutti i candidati all'ingresso affrontano uno screening iniziale per
vedere se le loro leggi siano conformi ai criteri del blocco per
poter iniziare i colloqui. Una conferenza intergovernativa dei 25
Stati segna l'inizio formale dei negoziati.
La Turchia ha spinto per avviare i negoziati nella prima metà del
2005 ma l'accordo finale ha fissato la data a ottobre. (Reuters)
05.01.2005
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MOZIONE
CONTRO
E' quella
presentata dalla Lega Nord contro Ankara. La decisione di
Montecitorio.
La Camera discuterà e voterà a
febbraio la mozione presentata dalla Lega Nord contro l'ingresso
della Turchia nell'Unione Europea. Lo ha deciso la conferenza dei
capigruppo riunitasi a Montecitorio. (take Ansa)
05.01.2005
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BELGIO
INCERTO
Possibile
referendum per esprimersi sul voto espresso dal Consiglio d'Europa a
favore della Turchia nell'UE. La posizione del premier Guy
Verhofstadt.
Sì alla Turchia nell'Unione
Europea, ma sì anche ad un possibile referendum in cui il Belgio
possa esprimersi al riguardo: questa la posizione espressa ad un
quotidiano di Bruxelles dal premier belga, Guy Verhofstadt, sul
possibile ingresso ingresso di Ankara nell'UE.
"Se il Parlamento decide per il referendum, io non mi
opporrò", ha detto Verhofstadt in un'intervista al quotidiano
<Le Soir>, in cui ha dichiarato inoltre di non condividere
l'opinione di chi pensa che il via libera dei 25 alla Turchia possa
indebolire l'UE.
"Penso l'opposto....grazie alla dimensione e al peso strategico
della Turchia, l'UE avrà modo di rafforzare il proprio ruolo nel
mondo", ha affermato il Primo Ministro, sottolineando
l'importanza di "ancorare" Ankara all'UE: in tal caso - ha
concluso Verhofstadt - "un Paese con una grande comunità
musulmana si svilupperà sulla base dei nostri valori". (take Ansa)
05.01.2005
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LA
QUESTIONE
Cosa
pensa il presidente del Senato italiano, Marcello Pera, a
proposito di Ankara in Europa. Una intervista a <Famiglia
Cristiana>.
"La questione turca
diventerà un problema perché entrando milioni e milioni di
musulmani si dovrà trovare il modo per convivere, che non potrà
essere la semplice aggregazione di persone e di storie e
tradizioni". Lo afferma il presidente del Senato, Marcello
Pera, in una intervista a <Famiglia Cristiana>.
"E' chiaro - dice Pera - che l'allargamento prima e ancor di
più l'adesione della Turchia poi, fanno perdere di vista l'Europa
identitaria, quella dei padri fondatori Schumann, Adenauer e De
Gasperi, che non a caso erano cattolici ferventi". Quando ai
rapporti con l'Islam, il presidente del Senato, sottolinea :
"Intanto occorre stabilire che non si può predicare la
tolleranza senza la reciprocità. Ciò deve essere chiaro e detto
con fermezza da parte della Chiesa cattolica, perché la tolleranza
senza la reciprocità - afferma Pera - è una resa".
"Non auspico - dichiara ancora Marcello Pera - barriere contro
i musulmani, ma una rinascita dell'identità forte come ha detto il
cardinale Camillo Ruini, perché altrimenti la presenza musulmana
prima o poi diventerà una invasione". (da take Ansa)
05.01.2005 |
INAMMISSIBILE E...
Intervento di
Rudy Capparini su <Pagine di Difesa> a favore di Ankara in
netto contrasto con turco-scettici. Poco opportuna l'idea di una
consultazione popolare.
Nel nostro Paese la questione dell'avvio dei negoziati tra Turchia e
Unione Europea (UE) continua a far discutere. Alcune forze politiche
chiedono di indire un referendum in proposito, basandosi sul fatto
che altri paesi hanno annunciato che terranno una consultazione
popolare in materia.
A parte le valutazioni di natura politica, comunque essenziali per
un argomento di simile portata, occorre spiegare all'opinione
pubblica italiana che la pretesa di una consultazione popolare non
è ammissibile sotto il profilo giuridico. Per dirla in parole
spicciole, ciò che è stato deciso in altre nazioni non può essere
invocato come modello da emulare nel nostro Paese.
Il diritto internazionale riserva a ogni Stato la facoltà di
stabilire la procedura per la ratifica dei trattati internazionali.
L'articolo 14 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati,
firmata nel 1969 ed entrata in vigore dal 27 gennaio 1980,
stabilisce che la competenza a ratificare è disciplinata da ogni
singolo Stato con proprie norme costituzionali.
Il metodo del referendum è stato scelto da alcuni paesi (Austria,
Francia e Danimarca) che ammettono nelle rispettive leggi
fondamentali tale ipotesi. La nostra Costituzione presenta
disposizioni differenti in materia. L'articolo 87, attribuisce al
presidente della Repubblica la competenza a ratificare i trattati
internazionali, previa autorizzazione del Parlamento con apposita
legge, come decreta l'articolo 80.
La stessa Costituzione all'articolo 75 nega espressamente che si
possa indire un referendum per leggi che autorizzano la ratifica di
trattati internazionali. La procedura della consultazione popolare
non è quindi applicabile in Italia. Per indire un referendum
sull'entrata della Turchia nella UE si dovrebbe modificare la
Costituzione. Ipotesi non fattibile, vista la procedura complessa
prevista per emendare la nostra legge fondamentale.
L'idea di una consultazione popolare sulla questione della Turchia
ci sembra inoltre assai poco opportuna sotto il profilo politico e
diplomatico. Perché indire un referendum per l'ingresso della
Turchia e non - ad esempio - per Romania, Bulgaria, Slovenia,
Croazia, Lettonia, Estonia? Vogliamo forse creare adesioni di serie
A e di serie B, per motivi puramente discrezionali? Gli argomenti
sostenuti dalla schiera dei turco-scettici (per non dire turcofobi)
non sembrano poggiare su basi solide.
Se alla Turchia si contestano le violazioni dei diritti umani e
delle minoranze, dovremmo assumere atteggiamento analogo con alcuni
Stati già ammessi o in via di ammissione. La Slovenia, tanto per
citare un argomento che ci tocca da vicino, non è stata proprio un
grande esempio di tutela della minoranza italiana. Come mai nessuno
ha avanzato obiezioni quando Lubiana è entrata nella UE? La Croazia
stessa, secondo quanto viene riferito da autorevoli osservatori
internazionali, non è stata proprio tenera con le altre etnie.
Eppure Zagabria entrerà nell'Unione nel 2007, pur avendo presentato
da poco tempo la richiesta.
Ci pare corretto ricordare che la Turchia presenta un grado di
omogeneità con la storia contemporanea europea senza dubbio
superiore a quello proprio dei molti Stati dell'ex blocco sovietico.
Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, repubbliche baltiche
sono forse più legate ai valori della tradizione europea della
Turchia? Chi ha contribuito maggiormente a difendere l'assetto
creato, nel 1957, dai sei Stati fondatori della Cee? Di sicuro di più
Ankara che molti altri Paesi ora membri della grande famiglia
europea.
Sembra, quindi, che la pretesa di indire un referendum sull'ingresso
della Turchia in Europa sia da respingere per due ordini di motivi:
inammissibile sotto il profilo giuridico e inopportuno dal punto di
vista politico. (Rudy Capparini / Pagine di Difesa)
05.01.2005
PROCESSO
LUNGHISSIMO
L'opinione
di Tomaso Padoa Schioppa membro italiano della Bce in merito
all'allargamento dell'Unione ad Ankara.
"I negoziati con la Turchia
inizieranno, sarà un processo lunghissimo e non sappiamo quale sarà
l'esito di questo processo, ma avrà implicazioni molto più
significative sotto un profilo politico e strategico, che non
economico e sociale". E' questa l'opinione di Tomaso Padoa
Schioppa, membro italiano della Bce, in merito all'allargamento
dell'Unione ad Ankara.
"L'elemento economico e sociale è già presente", ha poi
spiegato l'economista citando i molti cittadini turchi che vivono a
Francoforte, dov'é la sede della Bce, che "di fatto sono già
integrati".
Circa poi i timori di alcuni sulla concorrenza da parte di Paesi
basati su modelli sociali differenti da quelli europei, l'opinione
di Padoa Schioppa è che si debba "competere con il proprio
modello sociale". Anche perché "il modello sociale non è
causa in sé delle difficoltà di crescita dell'economia europea.
Tra l'altro ci sono Paesi che stanno andando benissimo con maggiori
investimenti e una miglior distribuzione delle spese", ha
aggiunto citando l'esempio di alcuni Paesi del Nord. (take Ansa)
05.01.2005
CONGRATULAZIONI
Ad esprimere
soddisfazione per il voto di Bruxelles nei confronti della Turchia
sia Israele che l'Egitto.
Israel congratulated
Turkey for the green light it received last week to start membership
talks with the European Union.
"Israel congratulated the Turkish government and people on the
European Council's decision to start accession talks," said a
statement released by the Israeli Embassy in Ankara. "Israel
sees in the EU's enlargement and Turkey's accession to the EU a
contribution to strengthening regional stability, democracy,
cooperation and socio-economic prosperity," the statement added.
In related news, Egyptian Foreign Minister Ebul Geyt welcomed
Turkey's move forward in its EU membership bid saying, "Turkey's
EU membership will bring the borders of Europe to Arab countries,
and it will be the only Muslim country in the Union." Iranian
Foreign Minister Hamid Riza Asefi also hailed Turkey's EU bid,
stating, "We are pleased with every development serving the
interest of our neighbor." (Dunya online)
05.01.2005
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"QUANDO
L'EUROPA...."
Sergio Romano,
nel subentrare a Paolo Mieli nella rubrica <Lettere al
Corriere", affronta subito la questione Turchia.
"Quando l'Europa fu amica
del Solimano": questo il titolo di una risposta che l'ex
ambasciatore Sergio Romano, eminente collaboratore del <Corriere
della Sera>, dà alla lettera di un lettore nell'edizione del 2
gennaio scorso (pag. 31).
Romano, che è subentrato a Paolo Mieli nella rubrica <Lettere al
Corriere>, apre con la questione Turchia e va detto che quello
che scrive è quanto mai esauriente per comprendere appieno le
ragioni di un "sì" incondizionato all'adesione di Ankara
al Club dei 25.
05.01.2005 |
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NEUTRALITA'
DEL VATICANO
Interessante
articolo, apparso nell'edizione de <Il Foglio> del 29 dicembre
scorso, sulla posizione della Santa Sede. Intervento del Segretario
di Stato, cardinal Angelo Sodano.
"Neutrale. Sull'ingresso della Turchia nell'Unione Europea la
posizione ufficiale della Santa Sede è questa. Così la sintetizza, il 30 settembre, il cardinal Segretario di Stato,
Angelo Sodano, che, a margine dell'inaugurazione di una mostra ai
Musei Vaticani, pressato dai giornalisti, ha risposto: 'La santa
Sede sui problemi politici è neutrale. Non possiamo dire alla
Turchia: tu non devi entrare o all'Ucraina tu entri'. Tuttavia,
prima o dopo la dichiarazione di Sodano, autorevoli personalità
della Chiesa, seppur a titolo personale, hanno espresso pareri sulla
questione....".
L'articolo de <Il Foglio> è siglato a.gi. Andrebbe
letto anche se sono trascorsi alcuni giorni. A voi la scelta.
05.01.2005 |
IL 34.5 %
FAVOREVOLE
Come gli
italiano vedono l'ingresso della Turchia in Europa. Il 28% la pensa
comunque diversamente. Indifferente poi il 37%. L'indagine è
dell'<Eurispes> per conto di <Rapporto Italia>.
Il 34.5 per cento
degli italiani è favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione
Europea, il 28 per cento giudica invece questa ipotesi in modo
negativo, mentre resta indifferente il 37 per cento: lo attesta un
sondaggio realizzato dall'<Eurispes>.
Scopo dell'indagine, condotta tra il 25 novembre e
il 2 dicembre 2004 e presentata questa mattina al convegno
"L'Europa che vogliamo", promosso dall'associazione
Comunità, è quello di conoscere l'opinione degli italiani sul
processo di integrazione europea. La ricerca fa parte del Rapporto
Italia, che l'<Eurispes> presenta ogni anno a gennaio.
Maggiore consenso viene registrato per l'ingresso della Russia
dell'Unione europea: il 42,5 per cento degli intervistati si
dichiara favorevole. Solo il 20 per cento esprime un parere
negativo, mentre il 37,2 per cento si mostra indifferente.
L'ottimismo e la fiducia nei confronti dell'integrazione europea
sono i sentimenti predominanti, sia in senso assoluto (tre
intervistati su quattro sono ottimisti o fiduciosi nei confronti del
processo di unificazione), che considerando le singole fasce di età.
La visione ottimistica tende comunque a ridursi tra i giovani, e
soprattutto nella classe 18-24 anni, all'interno della quale
soltanto il 32 per cento degli intervistati si dichiara ottimista e
il 37 per cento fiducioso.
"L'Unione Monetaria e la Costituzione europea - spiega il
presidente dell'<Eurispes>, Gian Maria Fara - sembrano essere entrati
in maniera stabile nella quotidianità e nell'immaginario dei
cittadini italiani. A tre anni dall'ingresso della nuova moneta e a
poco più di sei mesi dall'introduzione della nuova carta
costituzionale - prosegue Fara -, l'opinione generale si presenta,
per certi aspetti, consapevole e matura nei confronti dei temi
riguardanti l'integrazione economica e sociale a livello
comunitario. Tuttavia, sono presenti sentimenti di critica e di
delusione, soprattutto per la paura che l'Italia non possa avere un
peso sufficientemente rilevante all'interno dello scacchiere
europeo, ma anche per l'influenza negativa prodotta dal periodo
economico particolarmente sfavorevole che sta attraversando il
Vecchio Continente". (La Repubblica.it)
05. 01.2005
MISSIONE
IMPOSSIBILE
E'
quella
di costruire una
chiesa in Turchia. Il Primo Ministro Erdogan promette più libertà religiosa ma i
fatti lo smentiscono: la minoranza cristiana continua a essere
discriminata. I dubbi del Vaticano e l'indifferenza dell'Europa
 La Santa Sede si è astenuta da
ogni commento ufficiale al via libera dato il 17 dicembre
dall'Unione Europea ai negoziati per l'ingresso della Turchia.
Le sue obiezioni il cardinale segretario di stato, Angelo Sodano, le
aveva esposte nel 2002, in luglio e settembre, in due memorandum
inviati ai capi di governo dei quindici paesi allora membri della
UE.
In entrambe le note, la Santa Sede poneva una condizione vincolante
all'ingresso della Turchia in Europa: il rispetto della libertà
religiosa e dei diritti umani. E faceva notare che nei fatti la
Turchia era molto lontana dall'ottemperare a tale condizione.
Nel dicembre 2002 il ministro degli esteri turco assicurò il
Vaticano che un cammino sarebbe stato compiuto dal suo paese in
quella direzione. Il 21 giugno 2004 il primo ministro Recep Tayyip Erdogan
ripeté tale assicurazione ricevendo per la prima volta, ad Ankara,
i vescovi cattolici di Turchia.
Il 30 settembre scorso il cardinale Sodano ha quindi definito né
favorevole né contraria ma "neutrale" la posizione della Santa
Sede sull'ingresso della Turchia nella UE. In più occasioni -
l'ultima il 19 dicembre - il ministro degli esteri vaticano,
l'arcivescovo Giovanni Lajolo, è tornato a ribadire che "il
rispetto dei diritti umani e, primo fra tutti, della libertà
religiosa" in Turchia resta per la Santa Sede la condizione
prioritaria. E ha chiesto che nel futuro negoziato "gli interessi
economici e strategici non spingano al ribasso la valutazione" di
tale priorità* * *
In effetti, su quest'ultimo
punto, un episodio recente ha creato un certo allarme in Vaticano.
Il 15 dicembre il Parlamento europeo, nel votare a larga maggioranza
l'avvio dei negoziati all'ammissione della Turchia nella UE, ha
bocciato un emendamento che sollecitava Ankara a conferire al più
presto personalità giuridica alle Chiese cristiane e a sopprimere
la direzione degli affari religiosi, l'organo di stato che
controlla il culto e impedisce la costruzione di nuove chiese.
Commentando tale episodio, "Avvenire", il quotidiano della
conferenza episcopale italiana, ha lamentato il "il manifestarsi
nella maggioranza degli eurodeputati di un qualche pregiudizio
anticristiano". E ha ammonito:
"Non si potrà condurre un'efficace trattativa con la Turchia se
si abdica a singhiozzo, secondo le proprie idiosincrasie,
all'identità europea".
* * *
In Turchia - terra natale dell'apostolo
Paolo e dell'evangelista Luca - la popolazione sfiora i 70
milioni ed è oggi nella quasi totalità musulmana. Della residua
minoranza fanno parte circa 60.000 armeni ortodossi, 25.000 ebrei e
meno di 3.000 greco ortodossi appartenenti al patriarcato di
Costantinopoli. Sono questi tre i soli gruppi religiosi ai quali il
governo riconosce uno speciale statuto di minoranza, interpretando
in tal senso il trattato di Losanna del 1923: uno statuto che
peraltro non estende il riconoscimento legale alle gerarchie
religiose; al patriarca di Costantinopoli, in particolare, il
governo non riconosce il carattere di patriarca "ecumenico" per
l'intera ortodossia.
Mancano statistiche precise, ma si stima che i cristiani in Turchia
difficilmente superino i 100.000. I cattolici sarebbero circa
25.000, con sei vescovi; gli ortodossi di rito siriaco 10.000; i
protestanti di varie denominazioni 3.000.
Tutti gli esponenti di queste minoranze - in testa il patriarca di
Costantinopoli e i vescovi cattolici - sono fortemente favorevoli
all'ingresso della Turchia in Europa, che comporterebbe un deciso
miglioramento delle loro condizioni di vita. Oltre a mancare di un
riconoscimento giuridico, infatti, tali minoranze sono impedite di
costruire e persino di restaurare i luoghi di culto, di possedere
edifici e terreni, di aprire scuole. Ai cristiani sono vietate
talune cariche e professioni, in particolare le militari. A uno
stretto controllo non sfuggono nemmeno le comunità musulmane: tutte
le moschee sono di proprietà dello stato.
* * *
La minuscola comunità greco ortodossa è una
delle più colpite da discriminazioni.
Il 21 novembre, festa della Presentazione della Madonna, il
patriarca di Costantinopoli, Bartolomeos I, ha denunciato
pubblicamente uno dei tanti soprusi di cui è vittima la sua comunità.
"Com'è a tutti noto - ha detto - la chiesa della
Presentazione della Madonna è stata anch'essa colpita dal barbaro
attentato al consolato britannico di Istanbul di un anno fa, subendo
notevoli danni, che la rendono inagibile. Ma oggi noi ci troviamo a
essere vittime non solo dei terroristi ma anche delle autorità di
questo paese, per l'ingiustificabile protrarsi dei tempi per la
concessione della licenza necessaria alla ricostruzione della nostra
chiesa. Non abbiamo richiesto né risarcimenti né trattamenti di
favore. Abbiamo solo domandato, e lo esigiamo in piena legalità
come cittadini pacifici di questo paese, un paese che vuole essere
accolto nella UE, quello che è un diritto per ogni suo
cittadino".
Pochi giorni dopo, in visita a Roma, Bartolomeos I ha informato di
ciò anche Papa Giovanni Paolo II. Ma tornato in patria non solo non
ha ottenuto quanto richiesto, ma ha assistito ad altre prepotenze.
All'inizio di dicembre, senza alcuna spiegazione plausibile, le
autorità turche hanno vietato al vescovo greco ortodosso di Miron
di celebrare la messa, come tutti gli anni il 6 dicembre, nei ruderi
della venerata chiesa di San Nicola Miron, in Asia Minore.
Inoltre, negli stessi giorni, la corte suprema turca ha negato al
patriarcato i diritti di proprietà su un orfanotrofio delle Isole
dei Principi, dopo aver già posto il veto, due mesi prima, alla
restituzione allo stesso patriarcato del seminario teologico di
Halki, confiscato e chiuso più di trent'anni fa: restituzione
inutilmente promessa, la scorsa primavera, dal primo ministro
Erdogan.
* * *
Analoghi soprusi colpiscono le comunità
protestanti. Una vicenda esemplare è stata riferita da Hugh Pope
nel servizio di apertura di "The Wall Street Journal Europe" del
26-28 novembre 2004. E ha per oggetto un'antica chiesa cristiana
in rovina ad Antalya, città turistica sul mare, dirimpetto a Cipro.
Nel 1996 il rev. James Bultema, americano del Michigan e pastore
della Chiesa presbiteriana, in Turchia dal 1990, la vede e progetta
di acquistarla e restaurarla per i suoi fedeli: un'ottantina di
immigrati da diverse nazioni, dalla Russia all'Africa, da lui
riuniti fin lì nel locale di un hotel.
La chiesa, all'epoca già in abbandono, era stata nazionalizzata
nel 1949, e poco dopo ceduta a una famiglia musulmana che ne aveva
fatto un deposito di cotone, sesamo e pistacchio.
La famiglia è d'accordo a vendere. Ma quando il rev. Bultema ne
parla col sindaco di Antalya, questi gli risponde con una risata:
"Una chiesa acquistata da lei? Impensabile".
Il pastore non si arrende. Crea una piccola società turistica e a
nome di questa comincia a comperare una casa a fianco della vecchia
chiesa, con sala di preghiera e caffé, che chiama St. Paul Center.
Nel 2001 tutto è pronto per l'acquisto della chiesa. Ma
all'ultimo minuto salta fuori un veto del ministero del commercio:
una società turistica non può comperare un edificio di culto.
L'anno dopo va al potere Erdogan e qualcosa torna a muoversi.
L'ambasciatore olandese ad Ankara conosce la vicenda di Antalya,
ne parla con il suo governo, e quando nel 2003 il primo ministro
olandese Jan Peter Balkenende visita la Turchia, strappa a Erdogan
la promessa di sistemare la cosa.
Più esattamente, Erdogan promette di far costruire vicino ad
Antalya, contemporaneamente, una chiesa, una sinagoga e una moschea.
Il primo ministro turco sa che nella seconda metà del 2004, quando
si voterà sull'ingresso del suo paese in Europa, la presidenza
dell'UE spetterà all'Olanda. Nella legge che in Turchia regola
le costruzioni fa sostituire la parola "moschea" con "luogo di
culto", teoricamente mettendo alla pari tutte le religioni.
Oggi delle tre costruzioni si innalzano gli scheletri di cemento. I
lavori sono fermi in attesa di nuovi finanziamenti.
Ad Antalya sono sorte altre due comunità cristiane. La prima,
cattolica, di lingua tedesca, è guidata da padre Rainer Korten e si
riunisce in una casa presa in affitto. La seconda, composta da
turchi convertiti, è ospitata al St. Paul Center.
Il rev. Bultema ha intanto creato una nuova società, non più
turistica, la St. Paul's Church Association. L'ha fatta
registrare e a suo nome si appresta finalmente ad acquistare la
chiesa.
Finalmente? No. Lo scorso settembre gli dicono che un'associazione
turca - come lo è la St. Paul's Church Association - non può
accettare donazioni dall'estero: cioè i soldi fin lì raccolti
dal rev. Bultema, quasi tutti negli Stati Uniti, per effettuare
l'acquisto.
Gli oppositori gioiscono. Nizamettin Sagir, capo ad Antalya del
Partito d'Azione Nazionale, è uno di loro. Hugh Pope riporta
queste sue parole:
"Prendetemi pure per un teorico del complotto, ma sono convinto
che l'America è governata da una setta cristiana che getta un
occhio famelico sul nostro paese. È come una nuova crociata". (Sandro
Magister /
www.Chiesa)
05.01.2005
DISACCORDI
DIMENTICATI
Stretta di
mano tra il premier turco Erdogan, recentemente in visita a Damasco, ed il Primo
Ministro siriano Mohammad Najil Otri. Firma di un accordo
commerciale tra i due Paesi.
Il Primo Ministro siriano
Mohammad Najil Otri ha affermato che il suo Paese ha
"dimenticato" i suoi problemi con la Turchia, ritenendo
che questi appartengono al passato e felicitandosi per le nuove
relazioni tra Damasco e Teheran, in occasione della visita a Damasco
del premier turco Recep Tayyip Erdogan. I due Paesi hanno firmato un
accordo commerciale, e discusso su come tenere l'Irak unito e
stabile nonostante la violenza che non ferma nel Paese loro vicino.
"Ci siamo messi d'accordo. Auspichiamo una cooperazione
completa nella regione", ha sottolineato Otri in una conferenza
stampa con il suo omologo Erdogan in visita ufficiale a Damasco.
"Le altre questioni sono al momento dimenticate".
"Questa visita - ha detto Erdogan ai giornalisti - mostra come
i nostri rapporti commerciali, economici e politici si sono
sviluppati dopo lo storico viaggio del presidente Assad". Il
presidente siriano Bashar al-Assad aveva compiuto una visita
ufficiale lo scorso gennaio in Turchia dopo anni di tensione tra i
due Paesi a causa del sostegno dato da Damasco ai ribelli curdi, di
problemi territoriali e di spartizione delle acque.
Erdogan e Otri inoltre hanno discusso in Irak e di come tenere unito
questo Paese, nel quale la guerra mossa da Usa e Gb non ha portato
né pace né libertà né democrazia. (take Ansa-Afp-Reuters)
05.01.2005
GUL
IN ISRAELE
Missione
speciale del ministro degli Esteri turco che si è visto con i
massimi esponenti del governo di Tel Aviv.
Missione del ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, in Israele
dove si è incontrato con i massimi esponenti del Governo di Tel
Aviv e dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).
Gul è stato ricevuto dal premier Ariel Sharon, dal ministro degli
esteri Silvan Shalom e dal presidente Moshe Katzan. Sull'agenda
delle conversazioni, gli sforzi per riattivare il processo di pace,
le relazioni bilaterali e le questioni regionali ed internazionali.
la visita di Gul è stata tradotta come un chiaro segno di
miglioramento nelle relazioni turco-israeliane che - dopo la
formazione del Governo del premier turco Recep Tayyip Erdogan il cui
partito <Giustizia e Sviluppo> ha radici islamiche - avevano
conosciuto momenti di gelo, in special modo in seguito alle aspre
critiche che Erdogan aveva rivolto ad Israele per la sua politica di
repressione dell'Intifada palestinese nei Territori.
Prima di partire da Ankara, Gul aveva affermato come in medio
oriente si sia creato un nuovo clima per quanto concerne il processo
di pace al quale la Turchia vuole contribuire.
Israele annette importanza strategica alle relazioni con la Turchia
che dall'inizio degli anni novanta avevano conosciuto momenti di
grande intimità, evidenziati da una stretta cooperazione militare e
da un impetuoso sviluppo delle relazioni economiche.
La visita di Gul è diventata possibile dopo la morte del presidente
palestinese Yasser Arafat che il premier israeliano Sharon
boicottava rifiutandosi di ricevere personalità di Governo
straniere che nello stesso viaggio facevano anche visita al leader
palestinese. (da take Ansa)
05.01.2005
DUBBI
SUL GENOCIDIO ARMENO
A porseli il
presidente della Fondazione di storia turca, Yusuf Halacoglu. In
discussione il numero dei morti, troppi rispetto alla citata popolazione
etnica di quel periodo. Molti di questi avrebbero potuto essere
addirittura ottomani.
The
so-called Armenian Genocide allegation backed by France seems to be
the issue which will trouble Turkey most during the negotiation
process for full membership to the European Union (EU).
Turkey has stayed on the defensive against these allegations until
now, but Turkish History Foundation President Professor Yusuf
Halacoglu proposes to take action instead of remaining silent.
"Turkey should not avoid an open discussion on Armenian claims
of genocide." said Halacoglu. He emphasized that many studies
had been conducted in the archives of several countries, and mostly
in that of the Ottoman Empire, but they have not turned up a single
document or record mentioning genocide. Halacoglu asked Turkish
Prime Minister Recep Tayyip Erdogan to found a commission which
includes social scientists in order to conduct research regarding
the so-called genocide claims. Halacoglu says that if Turkey
undertakes this study, the opposition will retreat. Halacoglu argues
that contrary to the claims of genocide, in fact Armenians killed
519,000 Ottomans and said that names, birthplaces, and the fathers'
names of those murdered by Armenians were kept on record in one of
the archives.
Professor Halacoglu wants Turkey to take precautionary measures
without any anxiety. As this issue will be repeatedly raised in the
EU membership negotiations, Turkey should deal with it now.
Halacoglu stresses: "Our state should tell the EU that we
should handle this issue on a level on which our historians and
social scientists can discuss it. We should also establish a
commission to report on what we find."
The professor signified that the claims that 1.2 million were killed
are inconsistent as according to official documents and records the
Armenian population in the Ottoman Empire was only 1.5 million.
Halacoglu notes that the Western sources also show the same number
and says, "The US archives give the numbers for Armenian
migrants who fled to other countries after the Lousanne Treaty in
1925 as 1,299,000 for those who migrated to countries other than
Turkey, Greece and Armenia. According to Turkish population censuses,
there were 281,000 Armenians living in Turkey. If we add these we
already have 1,681,000 Armenians. If we include 60,000 in Greek
camps and 25,000 who emigrated to the US, we have a total of
1,760,000. Taking into account population increase this corresponds
to the Ottoman Empire's figures. So how, then, can it be claimed
that 1,200,000 Armenians were killed."
Professor Halacoglu calculates the loss of life by Armenian
emigrants in 1915 as 80,000, who died mostly of diseases and attacks
from bandit groups. Pointing out that diseases were spread all
around the world at that time, Halacoglu says: "The Ottoman
army's lost 400,000 through diseases in the World War I while the US
lost 500,000, and Italy 278,000 in 1918. Similarly many European
countries lost hundreds of thousands during the World War I."
He refers to records in Ottoman archives including warnings to
travel in groups for security, and the spending of large amount of
money for drugs and food despite the war conditions as clear
indicators of Ottoman good will.
'We will open 7 mass graves in 2005'
Professor Halacoglu announced that the Turkish History Institution
will open mass graves in spots they have identified based on archive
documents to prove that the Armenians committed massacres in
Anatolia. He noted that they have already begun excavation studies
and reminded that they most recently opened a mass grave of 336 dead
in the village Derecik near Kars in northeastern Anatolia. Saying
that they have identified about 100 mass graves in 20 different
places, Halacoglu says, "We have, for example, identified that
Armenians committed genocides in 21 villages in the Igdir region
alone. There are also regions of Cukurova, Erzurum, Ardahan, Kars,
Bitlis, and Mus. We will conduct excavation studies in 6 or 7
regions because Armenians will make some important claims because of
their so-called 90th anniversary. That's why we are trying to
unearth what really happened." (Erdal Sen/Zaman)
05.01.2005
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PRONTI AD INTERVENIRE PER LA
LIBERAZIONE DI SADIKOGLU
L'annuncio
dato dal ministero degli Esteri turco. Il sequestro avvenuto in Irak.
Il messaggio della moglie dell'industriale, signora Julide.
A
video has been broadcast of Turkish businessman Kahraman Sadikoğlu,
who was kidnapped for ransom in Ummu Kasr in Iraq.
Sadikoglu says in the video that he was in Iraq for trade and after
the investigations of his kidnappers he will be set free. The
Ministry of Foreign Affairs took action after the broadcast of
Sadikoglu's video.
Answering journalists' questions Turkish Foreign Minister Abdullah
Gul said that the former minister Gunes Taner informed him of the
issue by phone and added: "I've ordered action to be taken on
this issue and we have established contact with Sadikoglu's
family." Gul disclosed that the businessman has been missing
for one week and added: "We are trying to do our best to save
him. We will do everything that is needed. We hope that he is alive."
After watching the video of her husband on TV, Sadikoglu's wife
Julide Sadikoglu spoke to the press in front of her house. She said
that she understood from the video that there is no need to be
afraid. She said that her husband went to Iraq in order to construct
a sea port and help Iraqi people and if they do not want it he could
come back. (Zaman)
05.01.2005
|
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METIN KAPAN:
DICHIARAZIONE DI INNOCENZA
Il <Califfo
di Colonia> alla sbarra in un tribunale di Istanbul dopo
l'estradizione concessa dalla Germania. Per l'imputato l'Islam è
incompatibile con il terrorismo. Le accuse.
Metin
Kaplan, 51, the so-called "Caliph of Cologne," is the
leader of the Union of Islamic Communities in Germany. He was
arrested in Istanbul after Germany extradited him. Before a judge in
court, Cologne said: "I reject accusations of terrorism. I am a
Muslim, and Islam rejects terrorism". He added that a Muslim
couldn't be a terrorist just like a terrorist couldn't be a Muslim.
Kaplan was brought before the 14th Heavy Penalty Court because of
accusations that he ordered people to attack, by using a plane,
Fatih Mosque in Istanbul and Anitkabir, as well as the mausoleum of
Mustafa Kemal Ataturk, the founder of the Turkish Republic.
Kaplan read his nine-page defense in court, rejected all accusations
and said: "Islam does not order the killing of people." He
also claimed that people who were arrested while they planned an
attack on Anitkabir, were tortured during interrogations, and their
statements were taken under such circumstances. The bench decided
that Kaplan's state of arrest would continue. It adjourned the trial
and transferred it the attorney general, who will decide the case. (Deniz
Aydin/Zaman)
05.01.2005 |
NIENTE CELEBRAZIONI
Ad
Istanbul ed in altre città della Turchia il Capodanno è stato
celebrato in tono minore per ricordare le vittime del maremoto nel
sud-est asiatico.
In segno di rispetto per le vittime del maremoto nell'Asia
meridionale, le autorità turche hanno annullato le tradizionali
celebrazioni di Capodanno ad Istanbul, la più grande città del
Paese. Non si è tenuta alcuna festa. A piazza Taksim, la principale
sul versante europeo della metropoli, ogni anno si tiene un grande
concerto cui partecipano i cantanti e dj più famosi. Niente di
tutto questo. La stessa decisione è stata presa dai sindaci di
altre città e villaggi turchi che hanno preferito devolvere gli
stanziamenti previsti per i festeggiamenti alle popolazioni colpite
dal maremoto. (da take Agi/Afp)
05.01.2005
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IL <MADE
IN ITALY> CONTINUA A TIRARE BENE
Ciò
soprattutto grazie a Turchia, Cina e Russia a dimostrazione del
dinamismo e della flessibilità nel nostro sistema economico.
"L'export italiano continua
a tirare nei mercati extra UE malgrado la zavorra del supereuro,
grazie soprattutto alla straordinaria capacità delle imprese
italiane di trovare spazio nei nuovi mercati accettando la sfida
della globalizzazione". E' quanto ha dichiarato in una nota il
vice ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio
Estero, Adolfo Urso, commentando i dati Istat sugli scambi con i
Paesi extra UE. I dati Istat di novembre, rispetto allo stesso
periodo del mese dello scorso anno - ha continuato Urso - segnano un
+21.7 con in testa la Russia (+52.4) innalzando la crescita
complessiva nei primi undici mesi dell'anno ad +8.7 .
A trainare l'incremento dell'export italiano dunque, spiega la nota,
Turchia, Cina, Est Europa, Russia, a dimostrazione del dinamismo e
della flessibilità del nostro sistema economico nel ricollocarsi
sui mercati internazionali. E la crescita sarebbe stata più
significativa tale da compensare, nelle parole di Urso, l'aumento
delle importazioni, se non ci fosse stato "l'ulteriore
apprezzamento della nostra moneta che rende meno competitivi i
prodotti italiani e quindi le nostre imprese, costrette a far fronte
ad uno svantaggio monetario che in alcuni casi diventa una vera e
propria muraglia". "Per questo - ha concluso Urso - ci
allarma il nuovo record dell'euro sul dollaro, pericolo per il
sistema economico europea, non solo italiano". (take Adnkronos)
05.01.2005 |
NUOVO
ACCORDO: PRESTITO
IN 12 TRANCES
Cinque
da corrispondere entro l'anno per un totale di 4.5 miliardi di
dollari, quattro nel 2006 (3.3 miliardi di $) e tre nel 2007 (2,5
miliardi di $). La missione dl Fmi in Turchia.
Al termine dell'ultima missione esplorativa del Fondo Monetario
Internazionale ad Ankara, la Turchia ed il Fmi hanno finalmente
raggiunto un'intesa sugli elementi di un programma economico e
della bozza di lettera d'intenti che potrebbe essere sostenuta nel
quadro di un nuovo Accordo di Stand-by per il periodo
2005-2007, che farebbe seguito all'Accordo attualmente in vigore,
in scadenza il prossimo febbraio. Il prestito dovrebbe essere
suddiviso in 12 tranches: cinque
tranches da corrispondere nel 2005, per un totale di 4.5
miliardi di dollari, quattro nel 2006 per un totale di 3.3 miliardi
di dollari e tre nel 2007 pari a 2.5 miliardi di dollari.
A fronte del prestito, la Turchia si impegna a mantenere la crescita
ad un tasso stabile del 5% nei prossimi tre anni e l'avanzo di
bilancio al 6.5% del Pnl, nonché
a ridurre ulteriormente l'inflazione: secondo i dati più
recenti l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe assestarsi al 10%
al termine del 2004 e l'impegno del Governo turco per i prossimi
tre anni è di ridurre tale indice all'8% nel 2005, al 5% nel 2006 ed al 4% nel 2007. Riforme
nel settore della spesa pubblica, delle entrate fiscali e del
sistema di sicurezza sociale sono altresì tra gli impegni assunti
dalla Turchia. Quanto al settore bancario, l'obbiettivo per i
prossimi tre anni sarà l'allineamento agli standard europei,
anche con l'introduzione di nuove normative sui servizi
finanziari. A tali propositi si aggiunge quello di migliorare il
clima per gli investimenti e ridurre il tasso di disoccupazione,
attualmente a livelli ancora molto alti (9.3% nel secondo
quadrimestre del 2004). (fonte Ambasciata d'Italia ad
Ankara)
05.01.2005
ALIQUOTE
FISCALI: ANNUNCIATO IL TAGLIO
Si
passerà dal 33 al 30% da questo 2005. Si scenderà ulteriormente
negli anni successivi. L'obiettivo è quello di ridurre l'incidenza
dell'economia sommersa.
Secondo quando annunciato dal Premier Recep
Tayyip Erdogan, l'aliquota fiscale sulle persone giuridiche sarà
ridotta dal 33 al 30 % già da questo 2005 e scenderà
ulteriormente negli anni successivi;
la tassa sul valore aggiunto sui prodotti alimentari,
farmaceutici e sull'istruzione calerà dal 18 all'8%, mentre i
prodotti finanziari verranno sottoposti ad una tassazione uniforme
dal 2006. Il tetto fiscale sui redditi salariali sarà tagliato dal
40 al 35%, mentre l'aliquota sui redditi non salariali subirà una
riduzione dal 45 al 40%. A partire dal 2006, poi,
le due tasse sul reddito, attualmente distinte, verranno
unificate.
L'obbiettivo di fondo, nelle parole del Primo Ministro turco, è
quello di ridurre l'incidenza dell'economia sommersa ed
incrementare le entrate fiscali attraverso una maggiore efficienza
del sistema fiscale. Anche in virtù degli impegni assunti con il Fmi,
Erdogan ha annunciato che particolare attenzione sarà dedicata alla
riforma del sistema fiscale, sulla base di tre criteri fondamentali:
semplicità e immediatezza, prevedibilità - al fine di consentire
ai contributori di pianificare i propri risparmi - ed efficienza. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
RESI
NOTI DAL GOVERNO TURCO I PUNTI DEL PROGRAMMA ECONOMICO TRIENNALE
La
road-map di pre-adesione all'Unione Europea prevede, tra gli
obiettivi da raggiungere, maggiori entrate per quanto riguarda il
turismo (qualcosa come 21 miliardi di euro nel 2007). Sempre nello
stesso anno la disoccupazione dovrebbe attestarsi sul 9.3%.
Il Governo turco ha reso noto i punti principali del programma
economico triennale 2005-2007 che costituisce una sorta di road
map di pre-adesione all'Unione Europea e che servirà anche
come documento base del nuovo accordo che il Governo di Ankara sta
negoziando con il Fmi. "La Turchia spera così di riuscire ad
attrarre € 11.36 miliardi in investimenti stranieri", ha
affermato il vice Primo Ministro Abdullatif Sener presentando il
programma sottolineando che il Governo ha già avviato una serie di
riforme per creare un ambiente favorevole agli investimenti esteri.
Tra queste, è previsto per il 2005 il taglio delle tasse per le
società che scenderà al di sotto del 30%, per allinearsi a quelle
applicate da altri nuovi membri dell'UE (in Polonia e Repubblica
Ceca varia tra il 22 e il 26%). Anche l'imposta sul reddito, che
attualmente varia tra il 15-45%, sarà ridotta all'inizio del 2005
di qualche punto percentuale ma subirà altri tagli fino a fine
2007. Altri importanti cambiamenti stanno avvenendo anche per quanto
riguarda la legislazione bancaria, la previdenza sociale le
assicurazioni sanitarie. Con il nuovo programma triennale il Governo
turco prevede di registrare una crescita annuale minima del 5%
(quest'anno raggiungerà il 10%, il doppio del 2003), mentre conta
di abbassare il tasso di inflazione fino al 4% entro il 2007 (a fine
anno si aggirerà intorno al 12%). Quanto al debito pubblico,
secondo le previsioni scenderà, nell'arco dei tre anni, di dieci
punti percentuale fino al 68.3% del Pil mentre le entrate derivanti
dal turismo raggiungeranno i 21 miliardi di dollari a fine 2007
contro i 13.2 miliardi del 2003. Tutto questo avrà ovvie
ripercussioni anche sul mercato del lavoro dove il Governo spera di
ridurre fino al 9.3% la percentuale di disoccupazione entro il 2007
(10.5% nel 2003). (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
PROCESSO
DI MONITORAGGIO
La
disponibilità della Commissione Barroso di avviarlo quanto prima a
favore di Ankara. Progressi per dieci capitoli.
In seguito alla decisione del Consiglio Europeo del 17 dicembre
sull'avvio, il prossimo 3 ottobre, dei negoziati di adesione con
la Turchia, Ankara ha accolto con soddisfazione le dichiarazioni del
Presidente della Commissione Barroso sulla disponibilità di
quest'ultima ad avviare il processo di monitoraggio il prima
possibile. Decisi progressi sono stati già raggiunti con
riferimento a dieci dei trentuno capitoli negoziali mentre molto
lavoro rimane ancora da compiere in settori quali la libera
circolazione, l'energia, le telecomunicazioni, l'agricoltura, la
giustizia e gli affari interni. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
3.383
DOLLARI: QUESTO IL REDDITO PRO-CAPITE
In
Turchia la domanda interna sta crescendo con particolare riferimento
ai beni durevoli e alle automobili, resi più appetibili dalla
moneta verde
in calo. Ridotte le spese in relazione agli alimentari e alle
bevande. E' dal 2001 che non si registra un trend così positivo.
Nonostante la decelerazione registrata nel terzo trimestre, la
crescita dell'economia turca a fine 2004 si attesterà sul 7.3%,
molto di più dell'obiettivo che si era posto il Governo (5%) ma
meno di quanto previsto nella revisione di bilancio (10%). Il
reddito pro-capite è attestato a 3.383 dollari. La domanda interna
sta crescendo con particolare riferimento ai beni durevoli ed alle
automobili (21%), resi più
appetibili dal dollaro in calo; i consumi di beni semi-durevoli e
non-durevoli sono cresciuti invece del 16.8%, mentre si riducono le
spese riguardanti gli alimentari e le bevande (-34.2% rispetto al
37% dello scorso anno). Era dalla crisi del 2001 che non si
registrava un tale trend positivo, che ha avuto le sue ripercussioni
anche sul contenimento dell'inflazione: da una parte la
diminuzione della domanda dei beni alimentari ne ha scoraggiato
l'aumento dei prezzi, dall'altra la debolezza del dollaro ha
fatto si che alla crescita della domanda non corrispondesse un
relativo aumento di prezzo. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
RIDUZIONE
TASSI
L'annuncio
dato dal Governatore della Banca Centrale turca Surreya Serdengeçti.
Sulla scia dell'euforia generata dall'intesa con il FmI e dagli
esiti del Consiglio Europeo del 17 dicembre, il Governatore della
Banca Centrale turca, Surreya Serdengeçti,
ha annunciato la riduzione dei tassi overnight dal 20
al 18% e dal 24 al 22% rispettivamente per la ricezione e la
cessione dei depositi interbancari. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
VIA
SEI ZERI: INIZIO AL NUOVO CORSO
Secondo
il ministro turco dell'Economia, Ali Bacacan, l'introduzione di una
moneta diversa non avrà ripercussioni sul Paese, in particolare
sull'inflazione.
Il Sottosegretariato al Tesoro ha lavorato durante l'intero ultimo
fine settimana agli ultimi aggiustamenti compiuti in vista del
lancio, avvenuto il 1 gennaio 2005, della nuova Lira turca (che ha
visto la
rimozione dall'attuale sistema di 6 zeri e la reintroduzione del
kurus, il nuovo centesimo). Il ministro dell'Economia Ali Babacan
ha quindi dichiarato alla stampa che tutti i problemi residui
connessi all'avvio della nuova moneta sono in via di rimozione ed
ha rassicurato, come già la settimana scorsa il Governatore della
Banca centrale Surreya Serdengeçti,
sul fatto che l'introduzione della nuova Lira non avrà
ripercussioni sull'inflazione. L'essere riusciti a contenere
l'inflazione entro limiti decisamente inferiori al previsto
(attualmente al 9.8 %), lascia anzi ben sperare sulla capacità di
mantenere bassi tassi anche nei prossimi anni.
La nuova lira turca equivale a un milione di vecchie lire e scambia
a 0.74 dollari o 0.55 euro, consentendo agli stranieri di comprare
una tazzina di caffè o trattare il prezzo di un souvenir senza
dover ricorrere a una calcolatrice tascabile.
Ma le vecchie banconote, compresa quella da 20.000.000 di lire
(circa 10,96 euro all'ultimo cambio), avranno corso legale fino al
31 dicembre e i negozianti dovranno esporre le merci con il vecchio
e il nuovo prezzo fino ad allora. La riforma valutaria segue un
programma di austerità dal Fondo monetario internazionale per
portare il paese fuori dalla sua peggior recessione dalla fine della
seconda guerra mondiale.
(fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
INTERSCAMBIO
I dati
forniti dall'Istituto di Statistica turco sia per l'export che per
l'import.
Secondo i dati diffusi dal locale
Istituto Nazionale di Statistica, l'andamento del commercio
estero della Turchia nei primi nove mesi
del 2004 è stato il seguente:
- esportazioni $ 44.79 mld (+32.3% rispetto allo stesso
periodo 2003);
- importazioni $ 70,19 mld (+42.4%), con un saldo negativo di
$ 25.60 mld. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
APERTURA
IN RUSSIA DI UNA <ZONA TURCA> PER IL COMMERCIO E PER GLI INVESTIMENTI
Firmato
un protocollo, durante una visita a Mosca, dal ministro turco per il
Commercio Estero Kursad Tuzmen. I capitoli riguardano petrolio e gas naturale ma anche alluminio. Invito alle aziende
turche ad avere più fiducia.
Il ministro di Stato turco per il Commercio Estero, Kursad Tuzmen,
nel corso di una sua visita in Russia ha recentemente siglato un
protocollo sugli investimenti. L'Unione degli Imprenditori di
Russia e Turchia e gli operatori, principalmente quelli attivi nel
settore del petrolio, del gas naturale e dell'alluminio, hanno
accolto positivamente la firma dell'Accordo con la speranza che
dia nuovo impeto alle relazioni bilaterali nel settore. In occasione
della firma dell'Accordo il ministro russo per l'Energia e
l'Industria ha invitato le aziende turche ad incrementare la
collaborazione con quelle russe che, ha asserito, intendono
partecipare anche al processo di privatizzazione attualmente in
corso in Turchia. A margine dell'evento il Ministro Tuzmen ha
annunciato la prossima apertura in Russia di una "zona turca per
il commercio e gli investimenti". (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005
PASSAGGIO
DI MANO
Trattative
per l'acquisizione da parte della olandese <Rabobank> della
quota maggioritaria della <Turkish Sekerbank>.
L'olandese <Rabobank> ha dato avvio alle trattative per
l'acquisizione della quota maggioritaria della <Turkish Şekerbank>.
Secondo quanto comunicato da quest'ultima, sarebbe stato già
siglato un accordo preliminare tra i due istituti finanziari
che hanno simili origini essendosi sviluppati in ambito al
settore agricolo e che in base alla nuova joint-venture
focalizzeranno l'attività futura oltre che nel finanziamento di
attività agro-alimentari anche in attività creditizie a privati.
La <Şekerbank>,
fondata nel 1953 (allora come Banca delle Cooperative dei Produttori
di barbabietole da zucchero) conta oggi 196 uffici in Turchia ed ha
al suo attivo 400 accordi con Istituti stranieri, una filiale in
Germania e una a Cipro del Nord insieme alla <Kıyı
Bankası>. Attualmente vanta un capitale di 200
trilioni di LT mentre il valore di mercato dei suoi assets è
valutato in 170 trilioni di LT.
Quanto alla <Rabobank>, si tratta dell'unica banca
commerciale con rating AAA. Il Gruppo <Rabobank>, con
interessi anche nei settori assicurativo, finanziario e creditizio
sia privato che commerciale, offre una vasta gamma di servizi
attraverso la sua rete internazionale composta da 234 uffici in 34
paesi. La <Rabobank> opera in Turchia dal 1996 dove fornisce
finanziamenti alle aziende del settore agro-alimentare. (fonte Amb.
d'Ita)
05.01.2005
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PRIVATIZZAZIONI
Record
raggiunto grazie alla Turkish Airlines (Thy) e alla Atakoy Companier
Group.
Privatization
applications hit record levels with the public offer of Turkish
Airlines (Thy) shares this month and the privatization of the Atakoy
Companies Group.
At $2,041,000,000, this year's privatization is the second highest
since 1985 after the $2,716,000,000 figure for the year 2000.
The determining of the price of the cigarette section of Tekel at
the end of last year, the cancellation of the bid for Petkim owing
to only one offer, and the Tupras privatization's rejection in court
all damaged the privatization figures but they have been boosted by
December's figure, which reached $938,500,000 million. This figure
comprised $733,750,000 from the Atakoy Group companies and $191
million with the public floatation of Thy.
The total of block sales completed in sales or exchange this year
was $400 million. The most significant privatizations were of $120
million for Bursagaz, $58 million for Eti Chrome and $49 million for
Cayeli Copper drew attention, ten companies were privatized by sales.
Furthermore, the exchange of some enterprises such as Tekel alcohol,
Tugsas Gemlik Fertilizer and Igdas have been carried out. Nearly
$600 million of privatization has been established. (aa/Zaman)
05.01.2005 |
VITTORIA PETROLIFERA
Una compagnia
turca ed una canadese si aggiudicano in Irak la prima offerta. La
<Everasia> prenderà in gestione i campi della <Kumala
Dome> nella parte settentrionale del Paese. Potrà produrre fino
a 100 mila barili di greggio al giorno.
A
Turkish company, Everasia, and a Canadian company, Ironhorse Oil
& Gas Inc., won the first oil field development tenders offered
by the Iraqi Petroleum Ministry.
Everasia will undertake Kumala Dome petroleum field in northern
Iraq, which could potentially produce 100,000 barrels of oil a day.
Ironhorse will seek a similar increase in production from the Himrin
field.
According to their agreements, each company will construct new pipe
lines and gas plants and will take measurements of the water coming
from the wells. Units connected to the Oil Ministry will conduct the
actual drilling.
Ahmed Samma, an official responsible for projects, said that the
conventions were submitted to the ministry council. According to
information received from Samma, the ministry is still evaluating
the offers. With the project offering an increase in production,
from 50,000 barrels to 180,000 barrels in the Suba Luhais oil field,
the total cost of the three projects is $500 million.
Meanwhile, the Organization of Petroleum Exporting Countries (Opec)
announced their expectation that petroleum demands will decrease
next year. The organization implied that the economic growth in the
Northern US and China would slow. (Reuters/Zaman)
05.01.2005
|
IMPATTO POSITIVO
A
trarre vantaggio dalla determinazione della Turchia nelle trattative
per l'adesione all'UE saranno i redditi agricoli.
"La
determinazione della Turchia nelle trattative per l'adesione
all'Unione Europea è fortemente motivata dall'impatto positivo
che avrebbe sui redditi agricoli come dimostra il fatto che nei
nuovi dieci Paesi membri entrati nell'Unione Europea nel maggio
del 2004 il reddito agricolo per addetto è aumentato di ben il 54%,
con punte del 108% per la Repubblica Ceca e del 74% per la Polonia,
il principale Paese agricolo tra i nuovi aderenti".
E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati <Eurostat>
relativi all'andamento nel 2004 del reddito agricolo per addetto
nell'Unione Europea a 25, nel sottolineare che in Turchia un terzo
della popolazione è rurale e che l'agricoltura è la principale
fonte di occupazione con quattro milioni di aziende. Nel corso del
2004 - precisa la Coldiretti - il reddito agricolo per addetto è
aumentato mediamente del 3,3% nei 25 Paesi dell'Unione facendo
registrare tuttavia forte differenze tra i nuovi Paesi dove si è
registrato un + 54% e restanti quindici Paesi (+0,8%) tra i quali
l'Italia dove l'aumento è pari all'1,3%.
La Turchia - conclude la Coldiretti - è uno dei più grandi
produttore mondiali di grano e orzo, ma anche cotone, tabacco,
girasole, uva, patate, agrumi e soprattutto frutta secca rivestono
un ruolo importante. (Green Planet.net)
05.01.2005
|
TURISMO OK
A detta del
presidente dell'Associazione Gestori di Alberghi turchi, Ahmet Barut,
l'intregazione di Ankara nell'UE porterà ad un vero e proprio boom
nel settore. Saranno molti di più i gruppi che vorranno visitare il
Paese.
Chairman
of the Turkish Hotel Keepers' Association (Turob) Ahmet Barut has
said that the European Union (EU) harmonization process will provide
Turkish tourism with an opportunity for restructuring.
Barut said the start of negotiations with the EU would create a
confident environment for the big groups who want to invest in the
Turkish tourism sector. "Our showcase in the EU will be tourism.
The competitive environment arising from investment in Turkey by the
big hotel chains that lead world tourism will influence the sector
positively." According to Barut, the beginning of negotiations
will increase the number of tourists coming to Turkey as well as new
investments.
For the agricultural sector, there is a less rosy future. The head
of Turkey's Chambers of Agriculture Union Semsi Bayraktar warns,
"Permanent measures to support and aid agriculture will greatly
complicate the harmonization of the EU's Common Agriculture Policy."
Emphasizing that the most prominent sector in the negotiation
process would be agriculture, Bayraktar continued: "The figures
on supporting agriculture were mentioned in the October 6 Progress
Report. Unless those are not met, Turkish agriculture will be
greatly harmed. Restrictions on free movement are also not
acceptable." Marmara University European Community President
Muzaffer Dertan, meanwhile, warned that it was still too early to
judge whether the agreement would be positive or negative. (Economic
Service)
05.01.2005
SEQUESTRATI
CAPI DI ABBIGLIAMENTO
Nascosti
dentro un camion, provenivano dalla Turchia ed erano diretti in
Francia.
Sequestrato oggi un ingente quantitativo di capi di abbigliamento
contraffatti al porto di Trieste. Si è trattato di 4.722 felpe con
marchio <Red Bull> e 5.675 jeans con marchio Diesel, occultati
in un camion proveniente dalla Turchia e diretto in Francia.
L'operazione e' stata portata a termine dai funzionari del Servizio
di Vigilanza Antifrode Doganale. (agr)
05.01.2005
|
ANCHE IN
TURCO LA BIBBIA DEL BAMBINO
Ne sono state
stampate 15 mila copie da distribuire, parte in Anatolia dove mancano
pubblicazioni cristiane nella propria lingua, parte tra le comunità
emigrate nell'Europa occidentale. Come è suddivisa la popolazione
dal punto di vista della fede.
E' stata pubblicata la
"Bibbia del bambino" in turco: ne sono stati stampati 15
mila esemplari che saranno distribuiti in Turchia e tra le comunità
emigrate un Europa occidentale.
Pubblicata per la prima volta nel 1979 in spagnolo, la <Bibbia
del Bambino> viene ormai utilizzata in numerose comunità di
tutto il mondo. E' stata tradotta in più di 140 lingue e stampata
in oltre 40 milioni di esemplari, distribuiti in 115 Paesi. Nel
corso di quest'anno si sta portando a termine la traduzione in altre
sette lingue. Secondo "Aiuto alla Chiesa che soffre"
(Opera di diritto pontificio fondata nel 1947, da padre Werenfried
van Straaten) alle comunità cristiane turche mancano pubblicazioni
religiose edite nella propria lingua. La presenza cristiana in
Turchia è minoritaria. Dei 66 milioni di abitanti che compongono la
popolazione del Paese, il 98% sono musulmani. I cristiani
rappresentano lo 0.6% tra cristiani ortodossi (del Patriarcato
ecumenico di Costantinopoli) e cattolici di rito armeno, latino,
siro-cattolico, bizantino e maronita (take Ansa)
05.01.2005 |
TRADIZIONE
E CULTURA
Sempre
più attenzione per la danza dei dervisci dai quali gli
occidentali possono trarre tanti insegnamenti utili. Una ricorrenza
che ha le sue radici nel lontano 1960. Che cosa è un Mevlana.
Since
1960, the miniature artist Ulker Erke has spent every December at
the same Mevlana. What she finds is left to chance: a House of
Mevlevi discovered in Philippopolis, the return of a humble dervish,
a few lines from Mesnevi or a Mevlana portrait.
When she fell in love for the first time, she said 'If not for love,
I could not draw.' She ran to her teacher Suheyl Unver, " I
told him I would like to draw Mevlevis." A prominent teacher
that advises other painters, Suheyl Unver said 'Fine, but what do
you know about Mevlevis? Who is a Mevlana? What are the heavens?'
First, he introduced me to the work of the prominent painter Selman
Tuzun. Then he sent me to the painter Ercument Kalmik to learn
enough anatomy to draw Dervishes. "I was so lucky. I was
trained at the hands of professionals and intellectuals," says
Ulker Erke.
'The heavens cannot be found in a restaurant!'
Erke's grandfather, of the Bahriye House of Mevlevi said the days
spent reading Mesnevi, Fih-I Mafih, Divan-I Kebir and the frequent
meetings with Mevlevis ended when Selman Tuzun and Celaleddin Celebi
Efendi passed away. Things changed when the dervish's work was
turned into a show for tourists and female dervishes began to whirl
with male dervishes. They led to his separation from the Houses of
Mevlevi: "Females also can whirl, but not with males. The white
cloth symbolizes a shroud. I really do not understand where those
red and green clothes have come from.
The most irritating thing for the artist is seeing whirling
dervishes perform like wedding performers while people are having
their meals: 'This is not like a job where you perform for money.
They pay $US100 per person and they go wherever they are in demand.
It isn't taken seriously anymore."
We remind Ulker Erke, who's thinking on the issue is a bit strict,
that every 'wise' person today is anxious about turning the
conveying of the heavens into 'mystic shows.' She says she sits and
draws Houses of Mevlevi to calm her anger. The artist opened her
first exhibition of dervish miniatures in 1962. In those days,
miniature painters used only classic methods and Elke's dervish
miniatures generated interest as new and original work. The Mevlana
portraits and the Houses of Mevlevi miniatures followed.
Erke is an artist who keeps miniatures she drew 40 years on display
in her house because she never sold them. She says, 'This is my
commentary' as she points out a Mevlana miniature. "I have
never drawn a Mevlana as a fat and healthy man with red cheeks. I
see him as someone who is tender, a bit tired, and thoughtful."
Ulker Erke has recently been busy improving her Houses of Mevlevi
miniatures. The Houses of Mevlevi exhibitions that have been held in
Istanbul, Konya and Manisa will be collected as a book by the Mayor
of Konya.
The book will include Houses of Mevlevi miniatures not only from
Anatolia, but also from the Balkans and Middle Eastern countries and
will be released in May when the Mevlana came to Konya. (Zaman)
05.01.2005
CINEMA AL
FEMMINILE
L'ottavo film
Festival si terrà in Turchia dal 5 al 21 maggio. I vincitori di due premi sono
stati già annunciati. Il riconoscimento d'onore andrà a Sevda
Ferdag perché in grado di farci ricordare tantissime cose.
8th
Flying Broom International Women's Film Festival has been scheduled
for screening between May 5-21, 2005. The winners of the "Flying
Broom Honor Prize" and the "Bilge Olgac Success Prizes"
have already been announced.
The "Honor Prize" will be awarded to Sevda Ferdag and the
Bilge Olgac Success Prizes will be given to Jeyan Ayral Tozum and
screenwriter Sevin Okyay.
The Festival committee found Sevda Ferdag deserving of the "Honor
Prize" because she was able, "In addition to her
contribution to Turkish cinema with her plays, to make herself
remembered in the cinema world where only "stars" are
remembered, and to prove that good plays can be seen in deep roles."
Jeyan Ayral took her plays from theatre to cinema and has been the
voice of Yesilcam women for many years in sound recording rooms. She
has written for the cinema since 1984 and will share the "Bilge
Olgac Success Prizes" with Sevin Okyay who has been a
predecessor to many female writers. The prizes will be awarded
during the opening and closing of the festival. (Zaman)
05.01.2005 |
L'ULTIMO HAREM
La
Turchia protagonista da martedì 11 c. mese al Teatro Rifredi di
Firenze. Tra gli interpreti dell'opera la nota attrice
internazionale Serra Yilmaz. La regia è di Angelo Savelli. Le
repliche fino al 29 gennaio.
 Da martedì 11 gennaio per
tre settimane Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi, Teatro Stabile di
Innovazione con il contributo di Porto Franco presentano in prima
nazionale "L'Ultimo Harem", liberamente ispirato a
"Monte Kristo" di Nazli Eray, uno spettacolo di Angelo Savelli
con Serra Yilmaz, Valentina Chico, Riccardo Naldini, scene e costumi
Mirco Rocchi, luci Roberto Cafaggini.
"L'ultimo harem" affronta il tema dell'esplosione
dell'immaginario narrativo ed onirico all'interno degli universi
femminili chiusi. In questa dimensione, l'antico harem non
rappresenta che l'immagine più estrema e facilmente demonizzabile
di condizioni claustrofobiche, anche attuali, ben più sottili e
devastanti per le donne, quali possono diventare la stessa famiglia,
la comunità locale, la società tradizionale. In questo universo
concentrazionario, e forse proprio a causa di questa implosione
culturale, per secoli la donna è stata "la custode dell'oralità".
E questo sia in Oriente che in Occidente, o almeno nel nostro
occidente mediterraneo. E' quasi superfluo ricordare come
all'origine di questa grande tradizione narrativa si situa proprio
un harem: quello delle "Mille ed una Notte" dove l'astuta ma
reclusa Sherazade narra mille storie per salvarsi la vita contro il
folle arbitrio di un Sultano - Barbablù. Per secoli le donne non
tessono solo tele per Ulissi scomparsi o fazzoletti per amanti
gelosi ma anche e soprattutto storie fantastiche intrise degli
umori, dei sogni, delle repressioni della loro esistenza quotidiana.
E anche quando sono gli uomini a scrivere (più che a raccontare) di
questi universi, spesso delegano il racconto ad un personaggio
femminile.
"L'ultimo harem" è uno spettacolo drammaturgicamente
costruito da Angelo Savelli intorno alla personalità della brava e
estroversa attrice turca Serra Yilmaz, presenza carismatica di quasi
tutti i film del celebre e bravissimo regista turco, ormai
naturalizzato in Italia, Ferzan Ozpetek, ("Harem suarè", "Le
fate ignoranti", "La finestra di fronte") a cui dobbiamo lo
stimolo per la prima idea di questo progetto. Accanto a Serra Yilmaz,
nel ruolo di co-protagonista la bella e versatile attrice romana
Valentina Chico, nota al grande pubblico per la partecipazione nella
parte di protagonista della terza serie dello sceneggiato televisivo
di Rai uno "Incantesimo" insieme a Alessio Boni ("La meglio
Gioventù").
Partendo dai ricordi di una "favorita" che ebbe la sorte di
vivere nell'ultimo harem di Istanbul prima della sua definitiva
chiusura, lo spettacolo si apre sulla contemporaneità di una
condizione femminile ancora ambigua e contraddittoria testimoniata
da una delle più interessanti scrittrici della letteratura turca
contemporanea: Nazli Eray, che nel suo inquietante e grottesco
"Monte Kristo" racconta di una fantastica fuga impossibile dalla
prigione interiore della condizione femminile.Questi gli orari:
da martedì 11 a sabato 15 gennaio ore 21.00
domenica 16 gennaio ore 16.30
da martedì 18 a sabato 22 gennaio ore 21.00
domenica 23 gennaio ore 16.30
da martedì 24 a sabato 29 gennaio ore 21.00.
Appuntamento quindi in via Vittorio Emanuele 30 per la prima
fiorentina. (Nove da Firenze)
05.01.2005
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SULTAN
ORHAN
E'
l'ultimo album di Murhan Ocal che utilizza ancora una volta
strumenti a percussione e a corde tradizionali suonati nello stile
autentico.
One
of Turkey's most prominent names in percussion, Burhan Ocal, has
released 'Sultan Orhan', the second album of his 'Sultan' series,
which he began with celebrated electronic music pioneer Pete Namlook.
The Doublemoon record company have released the album 'Sultan Orhan',
work on which began in Germany five years ago. The album is the
second in a series of albums about the Sultans of the Ottoman
Empire. Ocal himself plays all the percussion and string instruments
on the album, using traditional instruments played in authentic
styles, and wrote and sung all the lyrics. His vocals and excellent
percussion reflect the humanity of the project while Namlook's
electronics provide an intricate sonic framework.
The album is composed of seven parts, of which the fourth is a
tribute to Sultan Orhan from Ocal and the fifth is an elegy to his
death. (Zaman)
05.01.2005
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CORTOMETRAGGI
Le iscrizioni
al "Festival di Istanbul" chiudono il giorno 8 gennaio.
Una opportunità da non perdere.
Applications
for the Istanbul Short Film Festival have begun and will continue
until January 8th. Application requirements are that the projects
must have been prepared in 2004 and cannot be longer than 20 minutes.
Films that pass the first elimination round, will have the
opportunity to be put on display in Istanbul.
Participants must send a Vcd copy of their short films along with an
information form to Kemal Gurel at Afm Beyoglu Fitas Sinemasi
Istiklal Caddesi No:24-26 Beyoglu by January 8th, 2005.
Submissions will be evaluated by a jury composed of Umit Unal, Derya
Alabora, Yesim Tabak, Tan Tolga Demirci and Serra Civil.
The director of the film selected for first place by the jury in
2005 will win the right to participate in an international film
festival as an observer.
In addition, the director of the film selected by votes from viewers
at the festival will watch the films for free at Afm cinemas
throughout the year.
Information:
www.ifistanbul.com
(Zaman)
05.01.2005
ERIC AMBLER:
"LA MASCHERA DI DIMITRIOS"
Il libro, che
offre uno spaccato di un mondo sconvolto dalla caduta
dell'Impero ottomano, è stato riproposto da <La Biblioteca di
Repubblica>. Le stragi del 1922.
Riproposto da <La Biblioteca
di Repubblica> ecco uno dei libri più avvincenti dello scrittore
inglese dal quale nel 1944 fu tratto un celebre film noir di Jean
Negulesco.
Attraverso gli occhi dello scrittore Charles Latimer, incuriosito
dalla figura ambigua ed enigmatica di Dimitrios, trafficante e
criminale internazionale, scorre davanti al lettore lo scenario
inquieto dei Balcani ancora sconvolti dalla fine dell'Impero
Ottomano.
Mentre Latimer interroga ufficiali turchi e agenti sovietici alla
ricerca di una possibile verità, la figura di Dimitrios si staglia
inquietante nella sua assenza, e assurge a simbolo della corruzione
di un'epoca.
Inquietante è una pagina del libro. Ve ne proponiamo alcune righe.
"Nelle prime ore di una mattino di agosto del 1922
l'esercito nazionalista turco al comando di Mustafa Kemal Ataturk
attaccò il centro dell'esercito greco a Dumlu Punar, sull'altopiano
a trecento chilometri a ovest di Smirne. La mattina dopo l'esercito
greco, spezzato in due, era in ritirata precipitosa verso Smirne e
il mare. Nei giorni seguenti la ritirata si mutò in rotta; e i
greci, non potendo distruggere l'esercito nemico, si diedero a
distruggere lungo la via della fuga la popolazione turca. Sa
Alashehir a Smirne bruciarono e massacrarono. Non un villaggio
rimase in piedi. Tra le rovine fumanti i turchi inseguitori
trovarono i corpi dei paesani. Aiutati dai pochi e stravolti
contadini anatolici superstiti si vendicarono sui greci che
riuscirono a raggiungere. Ai cadaveri delle donne e dei bambini
turchi si aggiunsero le carcasse mutilate dei greci sbandati. Ma il
grosso dell'esercito greco si era messo in salvo per mare. i turchi,
con la sete di sangue ancora inappagata, continuarono ad avanzare
impetuosamente. Il 9 settembre occuparono Smirne...".
05.01.2005
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UN
OSPITE DI RIGUARDO
Si tratta del
regista ungherese Istvan Szabò accolto con tutti gli onori ad
Istanbul dalla Tursak, fondazione turca <Cinema e Cultura>.
The Hungarian Director, István
Szabó, has come to Istanbul as a guest of the Turkish Foundation of
Cinema and Audiovisual Culture (Tursak).
Szabó was the guest of honor at the International Cinema and
History meeting this year. Yesterday, he met with cinema fans in a
conversation group held at the French Culture Center.
Szabó, who is a famous director among the new Hungarian cinema
trend, found international renown in 1981 with his film, "Mephisto,"
which was the story about an ambitious actor in the 1960's who
received strong support from a high level Nazi military officer. It
won the Oscar for "Best Foreign Film".
Most recently, Szabo made "Sunlight" in 1999. (Culture
& Art News)
05.01.2005 |
BREVI DI
CALCIO
E' Senol Gunes
il nuovo tecnico del Trabzonspor. Prestato per un anno al Fenerbahçe
da parte del Barcellona del portiere Rustu Recber.
- Senol
Gunes è il nuovo tecnico del Trabzonspor, formazione attualmente al
secondo posto in classifica distaccata di sei punti dal Fenerbahçe
capolista. L'ex allenatore della Turchia, che ha lasciato la
panchina della nazionale nel marzo scorso, in seguito alla mancata
qualificazione agli Europei disputati in Portogallo, ha firmato un
contratto di tre anni e mezzo.
- Il
portiere turco Rustu Recber è stato prestato dal Barcellona per un
anno al Fenerbahce, con il quale è legato da un contratto che
scadrà nel 2007. Rustu, 31 anni, aveva lasciato proprio il
Fenerbahce nel corso della scorsa estate per raggiungere la
formazione catalana, ma aveva passato la maggior parte del tempo in
panchina
- John Carew si trasferisce in Turchia, al Besiktas.
L'attaccante norvegese era di proprietà del Valencia ma nella
passata stagione era stato prestato dagli spagnoli alla Roma.
- Il difensore Juanfran si trasferisce al Besiktas, alla corte
del tecnico Del Bosque. Per il laterale i turchi hanno versato nelle
casse del Celta Vigo 3,5 milioni di euro.
05.01.2005
BASKET
Eurolega:
giovedì 6 gennaio la Climamio Bologna incontra in Turchia l'Efes.
Non ci sarà Gianmarco Pozzecco.
La Climamio Bologna torna ad allenarsi per preparare la trasferta di
Eurolega in Turchia per affrontare l'Efes, gara in programma il 6
gennaio alle 18.40 italiane. I biancoblù si alleneranno questo
pomeriggio, quindi due volte domani, infine mercoledì sera sul
campo di gara dell'Abdi Ipecki, ad Istanbul. Resta fuori, però,
Gianmarco Pozzecco, che salterà il viaggio in Turchia, e
probabilmente anche quello di tre giorni più tardi a Biella. Questo
per consentirgli, pur essendo in netto recupero, di lavorare a pieno
ritmo tutta la settimana dal punto di vista atletico e rientrare così
in campo al meglio della condizione. (take Adnkronos)
05.01.2005
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