Arretrati 

Anno 6° N.1

 

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CORDOGLIO
<Turchia Oggi> si associa al cordoglio generale per la catastrofe che ha colpito il sud-est asiatico invitando i suoi lettori ad essere solidali con gesti di buona volontà. Se volete, potete sempre rivolgervi agli indirizzi Rai e Mediaset.
 

NON PRIMA DEL 2006
Potrebbero slittare al prossimo anno i colloqui per i negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea. Salterebbe così la data del 3 ottobre.
La_Turchia_e_l'EuropaTurkey_in_the_EUI colloqui di ingresso della Turchia con l'Unione europea potrebbero non partire prima del 2006 perché il processo iniziale di screening potrebbe non essere completato fino ad allora. Lo ha detto una fonte turca.

La Turchia aveva raggiunto un accordo col blocco dei 25 per iniziare i negoziati di accesso il 3 ottobre del 2005. La fonte ha detto che si riteneva che lo screening sarebbe stato completato entro quella data, ma che al momento questo appare impossibile per ragioni tecniche.
"Sembra che lo screening prima della conferenza intergovernativa non sia fattibile. Ne deduciamo che l'effettiva apertura dei negoziati sarà rinviata all'inizio del 2006", ha detto ai giornalisti la fonte.
"I tempi esatti dello screening saranno noti quando ci sarà il documento portante della Commissione europea, la cui pubblicazione è attesa intorno all'aprile 2005".
Tutti i candidati all'ingresso affrontano uno screening iniziale per vedere se le loro leggi siano conformi ai criteri del blocco per poter iniziare i colloqui. Una conferenza intergovernativa dei 25 Stati segna l'inizio formale dei negoziati.
La Turchia ha spinto per avviare i negoziati nella prima metà del 2005 ma l'accordo finale ha fissato la data a ottobre. (Reuters)
05.01.2005

MOZIONE CONTRO
E' quella presentata dalla Lega Nord contro Ankara. La decisione di Montecitorio.
La Camera discuterà e voterà a febbraio la mozione presentata dalla Lega Nord contro l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo riunitasi a Montecitorio. (take Ansa)
05.01.2005

BELGIO INCERTO
Possibile referendum per esprimersi sul voto espresso dal Consiglio d'Europa a favore della Turchia nell'UE. La posizione del premier Guy Verhofstadt.
Guy_VerhofstadtSì alla Turchia nell'Unione Europea, ma sì anche ad un possibile referendum in cui il Belgio possa esprimersi al riguardo: questa la posizione espressa ad un quotidiano di Bruxelles dal premier belga, Guy Verhofstadt, sul possibile ingresso ingresso di Ankara nell'UE.
"Se il Parlamento decide per il referendum, io non mi opporrò", ha detto Verhofstadt in un'intervista al quotidiano <Le Soir>, in cui ha dichiarato inoltre di non condividere l'opinione di chi pensa che il via libera dei 25 alla Turchia possa indebolire l'UE.
"Penso l'opposto....grazie alla dimensione e al peso strategico della Turchia, l'UE avrà modo di rafforzare il proprio ruolo nel mondo", ha affermato il Primo Ministro, sottolineando l'importanza di "ancorare" Ankara all'UE: in tal caso - ha concluso Verhofstadt - "un Paese con una grande comunità musulmana si svilupperà sulla base dei nostri valori". (take Ansa)
05.01.2005
 

LA QUESTIONE
Cosa pensa  il presidente del Senato italiano, Marcello Pera, a proposito di Ankara in Europa. Una intervista a <Famiglia Cristiana>.
Marcello_Pera"La questione turca diventerà un problema perché entrando milioni e milioni di musulmani si dovrà trovare il modo per convivere, che non potrà essere la semplice aggregazione di persone e di storie e tradizioni". Lo afferma il presidente del Senato, Marcello Pera, in una intervista a <Famiglia Cristiana>.
"E' chiaro - dice Pera - che l'allargamento prima e ancor di più l'adesione della Turchia poi, fanno perdere di vista l'Europa identitaria, quella dei padri fondatori Schumann, Adenauer e De Gasperi, che non a caso erano cattolici ferventi". Quando ai rapporti con l'Islam, il presidente del Senato, sottolinea : "Intanto occorre stabilire che non si può predicare la tolleranza senza la reciprocità. Ciò deve essere chiaro e detto con fermezza da parte della Chiesa cattolica, perché la tolleranza senza la reciprocità - afferma Pera - è una resa".
"Non auspico - dichiara ancora Marcello Pera - barriere contro i musulmani, ma una rinascita dell'identità forte come ha detto il cardinale Camillo Ruini, perché altrimenti la presenza musulmana prima o poi diventerà una invasione". (da take Ansa)
05.01.2005

INAMMISSIBILE E...
Intervento di Rudy Capparini su <Pagine di Difesa> a favore di Ankara in netto contrasto con turco-scettici. Poco opportuna l'idea di una consultazione popolare.
Nel nostro Paese la questione dell'avvio dei negoziati tra Turchia e Unione Europea (UE) continua a far discutere. Alcune forze politiche chiedono di indire un referendum in proposito, basandosi sul fatto che altri paesi hanno annunciato che terranno una consultazione popolare in materia.
A parte le valutazioni di natura politica, comunque essenziali per un argomento di simile portata, occorre spiegare all'opinione pubblica italiana che la pretesa di una consultazione popolare non è ammissibile sotto il profilo giuridico. Per dirla in parole spicciole, ciò che è stato deciso in altre nazioni non può essere invocato come modello da emulare nel nostro Paese.
Il diritto internazionale riserva a ogni Stato la facoltà di stabilire la procedura per la ratifica dei trattati internazionali. L'articolo 14 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, firmata nel 1969 ed entrata in vigore dal 27 gennaio 1980, stabilisce che la competenza a ratificare è disciplinata da ogni singolo Stato con proprie norme costituzionali.
Il metodo del referendum è stato scelto da alcuni paesi (Austria, Francia e Danimarca) che ammettono nelle rispettive leggi fondamentali tale ipotesi. La nostra Costituzione presenta disposizioni differenti in materia. L'articolo 87, attribuisce al presidente della Repubblica la competenza a ratificare i trattati internazionali, previa autorizzazione del Parlamento con apposita legge, come decreta l'articolo 80.
La stessa Costituzione all'articolo 75 nega espressamente che si possa indire un referendum per leggi che autorizzano la ratifica di trattati internazionali. La procedura della consultazione popolare non è quindi applicabile in Italia. Per indire un referendum sull'entrata della Turchia nella UE si dovrebbe modificare la Costituzione. Ipotesi non fattibile, vista la procedura complessa prevista per emendare la nostra legge fondamentale.
L'idea di una consultazione popolare sulla questione della Turchia ci sembra inoltre assai poco opportuna sotto il profilo politico e diplomatico. Perché indire un referendum per l'ingresso della Turchia e non - ad esempio - per Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Lettonia, Estonia? Vogliamo forse creare adesioni di serie A e di serie B, per motivi puramente discrezionali? Gli argomenti sostenuti dalla schiera dei turco-scettici (per non dire turcofobi) non sembrano poggiare su basi solide.
Se alla Turchia si contestano le violazioni dei diritti umani e delle minoranze, dovremmo assumere atteggiamento analogo con alcuni Stati già ammessi o in via di ammissione. La Slovenia, tanto per citare un argomento che ci tocca da vicino, non è stata proprio un grande esempio di tutela della minoranza italiana. Come mai nessuno ha avanzato obiezioni quando Lubiana è entrata nella UE? La Croazia stessa, secondo quanto viene riferito da autorevoli osservatori internazionali, non è stata proprio tenera con le altre etnie. Eppure Zagabria entrerà nell'Unione nel 2007, pur avendo presentato da poco tempo la richiesta.
Ci pare corretto ricordare che la Turchia presenta un grado di omogeneità con la storia contemporanea europea senza dubbio superiore a quello proprio dei molti Stati dell'ex blocco sovietico. Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, repubbliche baltiche sono forse più legate ai valori della tradizione europea della Turchia? Chi ha contribuito maggiormente a difendere l'assetto creato, nel 1957, dai sei Stati fondatori della Cee? Di sicuro di più Ankara che molti altri Paesi ora membri della grande famiglia europea.
Sembra, quindi, che la pretesa di indire un referendum sull'ingresso della Turchia in Europa sia da respingere per due ordini di motivi: inammissibile sotto il profilo giuridico e inopportuno dal punto di vista politico. (Rudy Capparini / Pagine di Difesa)
05.01.2005

PROCESSO LUNGHISSIMO
L'opinione di Tomaso Padoa Schioppa membro italiano della Bce in merito all'allargamento dell'Unione ad Ankara.
"I negoziati con la Turchia inizieranno, sarà un processo lunghissimo e non sappiamo quale sarà l'esito di questo processo, ma avrà implicazioni molto più significative sotto un profilo politico e strategico, che non economico e sociale". E' questa l'opinione di Tomaso Padoa Schioppa, membro italiano della Bce, in merito all'allargamento dell'Unione ad Ankara.
"L'elemento economico e sociale è già presente", ha poi spiegato l'economista citando i molti cittadini turchi che vivono a Francoforte, dov'é la sede della Bce, che "di fatto sono già integrati".
Circa poi i timori di alcuni sulla concorrenza da parte di Paesi basati su modelli sociali differenti da quelli europei, l'opinione di Padoa Schioppa è che si debba "competere con il proprio modello sociale". Anche perché "il modello sociale non è causa in sé delle difficoltà di crescita dell'economia europea. Tra l'altro ci sono Paesi che stanno andando benissimo con maggiori investimenti e una miglior distribuzione delle spese", ha aggiunto citando l'esempio di alcuni Paesi del Nord. (take Ansa)

05.01.2005

CONGRATULAZIONI 

Ad esprimere soddisfazione per il voto di Bruxelles nei confronti della Turchia sia Israele che l'Egitto.
Israel  congratulated Turkey for the green light it received last week to start membership talks with the European Union.
"Israel congratulated the Turkish government and people on the European Council's decision to start accession talks," said a statement released by the Israeli Embassy in Ankara. "Israel sees in the EU's enlargement and Turkey's accession to the EU a contribution to strengthening regional stability, democracy, cooperation and socio-economic prosperity," the statement added.
In related news, Egyptian Foreign Minister Ebul Geyt welcomed Turkey's move forward in its EU membership bid saying, "Turkey's EU membership will bring the borders of Europe to Arab countries, and it will be the only Muslim country in the Union." Iranian Foreign Minister Hamid Riza Asefi also hailed Turkey's EU bid, stating, "We are pleased with every development serving the interest of our neighbor." (Dunya online)
05.01.2005

"QUANDO L'EUROPA...."
Sergio Romano, nel subentrare a Paolo Mieli nella rubrica <Lettere al Corriere", affronta subito la questione Turchia.
Sergio_Romano"Quando l'Europa fu amica del Solimano": questo il titolo di una risposta che l'ex ambasciatore Sergio Romano, eminente collaboratore del <Corriere della Sera>, dà alla lettera di un lettore nell'edizione del 2 gennaio scorso (pag. 31).
Romano, che è subentrato a Paolo Mieli nella rubrica <Lettere al Corriere>, apre con la questione Turchia e va detto che quello che scrive è quanto mai esauriente  per comprendere appieno le ragioni di un "sì" incondizionato all'adesione di Ankara al Club dei 25.
05.01.2005

NEUTRALITA' DEL VATICANO
Interessante articolo, apparso nell'edizione de <Il Foglio> del 29 dicembre scorso, sulla posizione della Santa Sede. Intervento del Segretario di Stato, cardinal Angelo Sodano.
Cardinal_Angelo_Sodano"Neutrale. Sull'ingresso della Turchia nell'Unione Europea la posizione ufficiale della Santa Sede è questa. Così la sintetizza, il 30 settembre, il cardinal Segretario di Stato, Angelo Sodano, che, a margine dell'inaugurazione di una mostra ai Musei Vaticani, pressato dai giornalisti, ha risposto: 'La santa Sede sui problemi politici è neutrale. Non possiamo dire alla Turchia: tu non devi entrare o all'Ucraina tu entri'. Tuttavia, prima o dopo la dichiarazione di Sodano, autorevoli personalità della Chiesa, seppur a titolo personale, hanno espresso pareri sulla questione....".
L'articolo de <Il Foglio> è siglato a.gi. Andrebbe letto anche se sono trascorsi alcuni giorni. A voi la scelta.
05.01.2005

IL 34.5 % FAVOREVOLE
Come gli italiano vedono l'ingresso della Turchia in Europa. Il 28% la pensa comunque diversamente. Indifferente poi il 37%. L'indagine è dell'<Eurispes> per conto di <Rapporto Italia>.
Gian_Maria_FaraIl 34.5 per cento degli italiani è favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, il 28 per cento giudica invece questa ipotesi in modo negativo, mentre resta indifferente il 37 per cento: lo attesta un sondaggio realizzato dall'<Eurispes>.
Scopo dell'indagine, condotta tra il 25 novembre e
il 2 dicembre 2004 e presentata questa mattina al convegno "L'Europa che vogliamo", promosso dall'associazione Comunità, è quello di conoscere l'opinione degli italiani sul processo di integrazione europea. La ricerca fa parte del Rapporto Italia, che l'<Eurispes> presenta ogni anno a gennaio.
Maggiore consenso viene registrato per l'ingresso della Russia dell'Unione europea: il 42,5 per cento degli intervistati si dichiara favorevole. Solo il 20 per cento esprime un parere negativo, mentre il 37,2 per cento si mostra indifferente.
L'ottimismo e la fiducia nei confronti dell'integrazione europea sono i sentimenti predominanti, sia in senso assoluto (tre intervistati su quattro sono ottimisti o fiduciosi nei confronti del processo di unificazione), che considerando le singole fasce di età. La visione ottimistica tende comunque a ridursi tra i giovani, e soprattutto nella classe 18-24 anni, all'interno della quale soltanto il 32 per cento degli intervistati si dichiara ottimista e il 37 per cento fiducioso.
"L'Unione Monetaria e la Costituzione europea - spiega il presidente dell'<Eurispes>, Gian Maria Fara - sembrano essere entrati in maniera stabile nella quotidianità e nell'immaginario dei cittadini italiani. A tre anni dall'ingresso della nuova moneta e a poco più di sei mesi dall'introduzione della nuova carta costituzionale - prosegue Fara -, l'opinione generale si presenta, per certi aspetti, consapevole e matura nei confronti dei temi riguardanti l'integrazione economica e sociale a livello comunitario. Tuttavia, sono presenti sentimenti di critica e di delusione, soprattutto per la paura che l'Italia non possa avere un peso sufficientemente rilevante all'interno dello scacchiere europeo, ma anche per l'influenza negativa prodotta dal periodo economico particolarmente sfavorevole che sta attraversando il Vecchio Continente". (La Repubblica.it)
05. 01.2005

MISSIONE IMPOSSIBILE
E' quella di  costruire una chiesa in Turchia. Il Primo Ministro Erdogan promette più libertà religiosa ma i fatti lo smentiscono: la minoranza cristiana continua a essere discriminata. I dubbi del Vaticano e l'indifferenza dell'Europa
arcivescovo_Giovanni_LajoloIl_premier_turco_ErdoganLa Santa Sede si è astenuta da ogni commento ufficiale al via libera dato il 17 dicembre dall'Unione Europea ai negoziati per l'ingresso della Turchia.
Le sue obiezioni il cardinale segretario di stato, Angelo Sodano, le aveva esposte nel 2002, in luglio e settembre, in due memorandum inviati ai capi di governo dei quindici paesi allora membri della UE.
In entrambe le note, la Santa Sede poneva una condizione vincolante all'ingresso della Turchia in Europa: il rispetto della libertà religiosa e dei diritti umani. E faceva notare che nei fatti la Turchia era molto lontana dall'ottemperare a tale condizione.
Nel dicembre 2002 il ministro degli esteri turco assicurò il Vaticano che un cammino sarebbe stato compiuto dal suo paese in quella direzione. Il 21 giugno 2004 il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ripeté tale assicurazione ricevendo per la prima volta, ad Ankara, i vescovi cattolici di Turchia.
Il 30 settembre scorso il cardinale Sodano ha quindi definito né favorevole né contraria ma "neutrale" la posizione della Santa Sede sull'ingresso della Turchia nella UE. In più occasioni - l'ultima il 19 dicembre - il ministro degli esteri vaticano, l'arcivescovo Giovanni Lajolo, è tornato a ribadire che "il rispetto dei diritti umani e, primo fra tutti, della libertà religiosa" in Turchia resta per la Santa Sede la condizione prioritaria. E ha chiesto che nel futuro negoziato "gli interessi economici e strategici non spingano al ribasso la valutazione" di tale priorità

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In effetti, su quest'ultimo punto, un episodio recente ha creato un certo allarme in Vaticano.
Il 15 dicembre il Parlamento europeo, nel votare a larga maggioranza l'avvio dei negoziati all'ammissione della Turchia nella UE, ha bocciato un emendamento che sollecitava Ankara a conferire al più presto personalità giuridica alle Chiese cristiane e a sopprimere la direzione degli affari religiosi, l'organo di stato che controlla il culto e impedisce la costruzione di nuove chiese.
Commentando tale episodio, "Avvenire", il quotidiano della conferenza episcopale italiana, ha lamentato il "il manifestarsi nella maggioranza degli eurodeputati di un qualche pregiudizio anticristiano". E ha ammonito:
"Non si potrà condurre un'efficace trattativa con la Turchia se si abdica a singhiozzo, secondo le proprie idiosincrasie, all'identità europea".

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In Turchia - terra natale dell'apostolo Paolo e dell'evangelista Luca - la popolazione sfiora i 70 milioni ed è oggi nella quasi totalità musulmana. Della residua minoranza fanno parte circa 60.000 armeni ortodossi, 25.000 ebrei e meno di 3.000 greco ortodossi appartenenti al patriarcato di Costantinopoli. Sono questi tre i soli gruppi religiosi ai quali il governo riconosce uno speciale statuto di minoranza, interpretando in tal senso il trattato di Losanna del 1923: uno statuto che peraltro non estende il riconoscimento legale alle gerarchie religiose; al patriarca di Costantinopoli, in particolare, il governo non riconosce il carattere di patriarca "ecumenico" per l'intera ortodossia.
Mancano statistiche precise, ma si stima che i cristiani in Turchia difficilmente superino i 100.000. I cattolici sarebbero circa 25.000, con sei vescovi; gli ortodossi di rito siriaco 10.000; i protestanti di varie denominazioni 3.000.
Tutti gli esponenti di queste minoranze - in testa il patriarca di Costantinopoli e i vescovi cattolici - sono fortemente favorevoli all'ingresso della Turchia in Europa, che comporterebbe un deciso miglioramento delle loro condizioni di vita. Oltre a mancare di un riconoscimento giuridico, infatti, tali minoranze sono impedite di costruire e persino di restaurare i luoghi di culto, di possedere edifici e terreni, di aprire scuole. Ai cristiani sono vietate talune cariche e professioni, in particolare le militari. A uno stretto controllo non sfuggono nemmeno le comunità musulmane: tutte le moschee sono di proprietà dello stato.

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Il_patriarca_Bartolomeo_ILa minuscola comunità greco ortodossa è una delle più colpite da discriminazioni.
Il 21 novembre, festa della Presentazione della Madonna, il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeos I, ha denunciato pubblicamente uno dei tanti soprusi di cui è vittima la sua comunità.
"Com'è a tutti noto - ha detto - la chiesa della Presentazione della Madonna è stata anch'essa colpita dal barbaro attentato al consolato britannico di Istanbul di un anno fa, subendo notevoli danni, che la rendono inagibile. Ma oggi noi ci troviamo a essere vittime non solo dei terroristi ma anche delle autorità di questo paese, per l'ingiustificabile protrarsi dei tempi per la concessione della licenza necessaria alla ricostruzione della nostra chiesa. Non abbiamo richiesto né risarcimenti né trattamenti di favore. Abbiamo solo domandato, e lo esigiamo in piena legalità come cittadini pacifici di questo paese, un paese che vuole essere accolto nella UE, quello che è un diritto per ogni suo cittadino".
Pochi giorni dopo, in visita a Roma, Bartolomeos I ha informato di ciò anche Papa Giovanni Paolo II. Ma tornato in patria non solo non ha ottenuto quanto richiesto, ma ha assistito ad altre prepotenze.
All'inizio di dicembre, senza alcuna spiegazione plausibile, le autorità turche hanno vietato al vescovo greco ortodosso di Miron di celebrare la messa, come tutti gli anni il 6 dicembre, nei ruderi della venerata chiesa di San Nicola Miron, in Asia Minore.
Inoltre, negli stessi giorni, la corte suprema turca ha negato al patriarcato i diritti di proprietà su un orfanotrofio delle Isole dei Principi, dopo aver già posto il veto, due mesi prima, alla restituzione allo stesso patriarcato del seminario teologico di Halki, confiscato e chiuso più di trent'anni fa: restituzione inutilmente promessa, la scorsa primavera, dal primo ministro Erdogan.

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Analoghi soprusi colpiscono le comunità protestanti. Una vicenda esemplare è stata riferita da Hugh Pope nel servizio di apertura di "The Wall Street Journal Europe" del 26-28 novembre 2004. E ha per oggetto un'antica chiesa cristiana in rovina ad Antalya, città turistica sul mare, dirimpetto a Cipro.
Nel 1996 il rev. James Bultema, americano del Michigan e pastore della Chiesa presbiteriana, in Turchia dal 1990, la vede e progetta di acquistarla e restaurarla per i suoi fedeli: un'ottantina di immigrati da diverse nazioni, dalla Russia all'Africa, da lui riuniti fin lì nel locale di un hotel.
La chiesa, all'epoca già in abbandono, era stata nazionalizzata nel 1949, e poco dopo ceduta a una famiglia musulmana che ne aveva fatto un deposito di cotone, sesamo e pistacchio.
La famiglia è d'accordo a vendere. Ma quando il rev. Bultema ne parla col sindaco di Antalya, questi gli risponde con una risata: "Una chiesa acquistata da lei? Impensabile".
Il pastore non si arrende. Crea una piccola società turistica e a nome di questa comincia a comperare una casa a fianco della vecchia chiesa, con sala di preghiera e caffé, che chiama St. Paul Center.
Nel 2001 tutto è pronto per l'acquisto della chiesa. Ma all'ultimo minuto salta fuori un veto del ministero del commercio: una società turistica non può comperare un edificio di culto.
L'anno dopo va al potere Erdogan e qualcosa torna a muoversi. L'ambasciatore olandese ad Ankara conosce la vicenda di Antalya, ne parla con il suo governo, e quando nel 2003 il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende visita la Turchia, strappa a Erdogan la promessa di sistemare la cosa.
Più esattamente, Erdogan promette di far costruire vicino ad Antalya, contemporaneamente, una chiesa, una sinagoga e una moschea. Il primo ministro turco sa che nella seconda metà del 2004, quando si voterà sull'ingresso del suo paese in Europa, la presidenza dell'UE spetterà all'Olanda. Nella legge che in Turchia regola le costruzioni fa sostituire la parola "moschea" con "luogo di culto", teoricamente mettendo alla pari tutte le religioni.
Oggi delle tre costruzioni si innalzano gli scheletri di cemento. I lavori sono fermi in attesa di nuovi finanziamenti.
Ad Antalya sono sorte altre due comunità cristiane. La prima, cattolica, di lingua tedesca, è guidata da padre Rainer Korten e si riunisce in una casa presa in affitto. La seconda, composta da turchi convertiti, è ospitata al St. Paul Center.
Il rev. Bultema ha intanto creato una nuova società, non più turistica, la St. Paul's Church Association. L'ha fatta registrare e a suo nome si appresta finalmente ad acquistare la chiesa.
Finalmente? No. Lo scorso settembre gli dicono che un'associazione turca - come lo è la St. Paul's Church Association - non può accettare donazioni dall'estero: cioè i soldi fin lì raccolti dal rev. Bultema, quasi tutti negli Stati Uniti, per effettuare l'acquisto.
Gli oppositori gioiscono. Nizamettin Sagir, capo ad Antalya del Partito d'Azione Nazionale, è uno di loro. Hugh Pope riporta queste sue parole:
"Prendetemi pure per un teorico del complotto, ma sono convinto che l'America è governata da una setta cristiana che getta un occhio famelico sul nostro paese. È come una nuova crociata". (Sandro Magister / www.Chiesa)
05.01.2005

DISACCORDI DIMENTICATI
Stretta di mano tra il premier turco Erdogan, recentemente in visita a Damasco, ed il Primo Ministro siriano Mohammad Najil Otri. Firma di un accordo commerciale tra i due Paesi.
Il Primo Ministro siriano Mohammad Najil Otri ha affermato che il suo Paese ha "dimenticato" i suoi problemi con la Turchia, ritenendo che questi appartengono al passato e felicitandosi per le nuove relazioni tra Damasco e Teheran, in occasione della visita a Damasco del premier turco Recep Tayyip Erdogan. I due Paesi hanno firmato un accordo commerciale, e discusso su come tenere l'Irak unito e stabile nonostante la violenza che non ferma nel Paese loro vicino.
"Ci siamo messi d'accordo. Auspichiamo una cooperazione completa nella regione", ha sottolineato Otri in una conferenza stampa con il suo omologo Erdogan in visita ufficiale a Damasco. "Le altre questioni sono al momento dimenticate".
"Questa visita - ha detto Erdogan ai giornalisti - mostra come i nostri rapporti commerciali, economici e politici si sono sviluppati dopo lo storico viaggio del presidente Assad". Il presidente siriano Bashar al-Assad aveva compiuto una visita ufficiale lo scorso gennaio in Turchia dopo anni di tensione tra i due Paesi a causa del sostegno dato da Damasco ai ribelli curdi, di problemi territoriali e di spartizione delle acque.
Erdogan e Otri inoltre hanno discusso in Irak e di come tenere unito questo Paese, nel quale la guerra mossa da Usa e Gb non ha portato né pace né libertà né democrazia. (take Ansa-Afp-Reuters)
05.01.2005

GUL IN ISRAELE
Missione speciale del ministro degli Esteri turco che si è visto con i massimi esponenti del governo di Tel Aviv.
Missione del ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, in Israele dove si è incontrato con i massimi esponenti del Governo di Tel Aviv e dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).
Gul è stato ricevuto dal premier Ariel Sharon, dal ministro degli esteri Silvan Shalom e dal presidente Moshe Katzan. Sull'agenda delle conversazioni, gli sforzi per riattivare il processo di pace, le relazioni bilaterali e le questioni regionali ed internazionali.
la visita di Gul è stata tradotta come un chiaro segno di miglioramento nelle relazioni turco-israeliane che - dopo la formazione del Governo del premier turco Recep Tayyip Erdogan il cui partito <Giustizia e Sviluppo> ha radici islamiche - avevano conosciuto momenti di gelo, in special modo in seguito alle aspre critiche che Erdogan aveva rivolto ad Israele per la sua politica di repressione dell'Intifada palestinese nei Territori.
Prima di partire da Ankara, Gul aveva affermato come in medio oriente si sia creato un nuovo clima per quanto concerne il processo di pace al quale la Turchia vuole contribuire.
Israele annette importanza strategica alle relazioni con la Turchia che dall'inizio degli anni novanta avevano conosciuto momenti di grande intimità, evidenziati da una stretta cooperazione militare e da un impetuoso sviluppo delle relazioni economiche.
La visita di Gul è diventata possibile dopo la morte del presidente palestinese Yasser Arafat che il premier israeliano Sharon boicottava rifiutandosi di ricevere personalità di Governo straniere che nello stesso viaggio facevano anche visita al leader palestinese. (da take Ansa)
05.01.2005

DUBBI SUL GENOCIDIO ARMENO
A porseli il presidente della Fondazione di storia turca, Yusuf Halacoglu. In discussione il numero dei morti, troppi rispetto alla citata popolazione etnica di quel periodo. Molti di questi avrebbero potuto essere addirittura ottomani.
A_proposito_del_genocidio_armenoThe so-called Armenian Genocide allegation backed by France seems to be the issue which will trouble Turkey most during the negotiation process for full membership to the European Union (EU).
Turkey has stayed on the defensive against these allegations until now, but Turkish History Foundation President Professor Yusuf Halacoglu proposes to take action instead of remaining silent. "Turkey should not avoid an open discussion on Armenian claims of genocide." said Halacoglu. He emphasized that many studies had been conducted in the archives of several countries, and mostly in that of the Ottoman Empire, but they have not turned up a single document or record mentioning genocide. Halacoglu asked Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan to found a commission which includes social scientists in order to conduct research regarding the so-called genocide claims. Halacoglu says that if Turkey undertakes this study, the opposition will retreat. Halacoglu argues that contrary to the claims of genocide, in fact Armenians killed 519,000 Ottomans and said that names, birthplaces, and the fathers' names of those murdered by Armenians were kept on record in one of the archives.
Professor Halacoglu wants Turkey to take precautionary measures without any anxiety. As this issue will be repeatedly raised in the EU membership negotiations, Turkey should deal with it now. Halacoglu stresses: "Our state should tell the EU that we should handle this issue on a level on which our historians and social scientists can discuss it. We should also establish a commission to report on what we find."
The professor signified that the claims that 1.2 million were killed are inconsistent as according to official documents and records the Armenian population in the Ottoman Empire was only 1.5 million. Halacoglu notes that the Western sources also show the same number and says, "The US archives give the numbers for Armenian migrants who fled to other countries after the Lousanne Treaty in 1925 as 1,299,000 for those who migrated to countries other than Turkey, Greece and Armenia. According to Turkish population censuses, there were 281,000 Armenians living in Turkey. If we add these we already have 1,681,000 Armenians. If we include 60,000 in Greek camps and 25,000 who emigrated to the US, we have a total of 1,760,000. Taking into account population increase this corresponds to the Ottoman Empire's figures. So how, then, can it be claimed that 1,200,000 Armenians were killed."
Professor Halacoglu calculates the loss of life by Armenian emigrants in 1915 as 80,000, who died mostly of diseases and attacks from bandit groups. Pointing out that diseases were spread all around the world at that time, Halacoglu says: "The Ottoman army's lost 400,000 through diseases in the World War I while the US lost 500,000, and Italy 278,000 in 1918. Similarly many European countries lost hundreds of thousands during the World War I." He refers to records in Ottoman archives including warnings to travel in groups for security, and the spending of large amount of money for drugs and food despite the war conditions as clear indicators of Ottoman good will.
'We will open 7 mass graves in 2005'
Professor Halacoglu announced that the Turkish History Institution will open mass graves in spots they have identified based on archive documents to prove that the Armenians committed massacres in Anatolia. He noted that they have already begun excavation studies and reminded that they most recently opened a mass grave of 336 dead in the village Derecik near Kars in northeastern Anatolia. Saying that they have identified about 100 mass graves in 20 different places, Halacoglu says, "We have, for example, identified that Armenians committed genocides in 21 villages in the Igdir region alone. There are also regions of Cukurova, Erzurum, Ardahan, Kars, Bitlis, and Mus. We will conduct excavation studies in 6 or 7 regions because Armenians will make some important claims because of their so-called 90th anniversary. That's why we are trying to unearth what really happened." (Erdal Sen/Zaman)
05.01.2005
 

PRONTI AD INTERVENIRE PER LA LIBERAZIONE DI SADIKOGLU
L'annuncio dato dal ministero degli Esteri turco. Il sequestro avvenuto in Irak.  Il messaggio della moglie dell'industriale, signora Julide.
Julide_SadikogluA video has been broadcast of Turkish businessman Kahraman Sadikoğlu, who was kidnapped for ransom in Ummu Kasr in Iraq.
Sadikoglu says in the video that he was in Iraq for trade and after the investigations of his kidnappers he will be set free. The Ministry of Foreign Affairs took action after the broadcast of Sadikoglu's video.
Answering journalists' questions Turkish Foreign Minister Abdullah Gul said that the former minister Gunes Taner informed him of the issue by phone and added: "I've ordered action to be taken on this issue and we have established contact with Sadikoglu's family." Gul disclosed that the businessman has been missing for one week and added: "We are trying to do our best to save him. We will do everything that is needed. We hope that he is alive."
After watching the video of her husband on TV, Sadikoglu's wife Julide Sadikoglu spoke to the press in front of her house. She said that she understood from the video that there is no need to be afraid. She said that her husband went to Iraq in order to construct a sea port and help Iraqi people and if they do not want it he could come back. (Zaman)
05.01.2005


METIN KAPAN: DICHIARAZIONE DI INNOCENZA

Il <Califfo di Colonia> alla sbarra in un tribunale di Istanbul dopo l'estradizione concessa dalla Germania. Per l'imputato l'Islam è incompatibile con il terrorismo. Le accuse.
Metin KapanMetin Kaplan, 51, the so-called "Caliph of Cologne," is the leader of the Union of Islamic Communities in Germany. He was arrested in Istanbul after Germany extradited him. Before a judge in court, Cologne said: "I reject accusations of terrorism. I am a Muslim, and Islam rejects terrorism". He added that a Muslim couldn't be a terrorist just like a terrorist couldn't be a Muslim.
Kaplan was brought before the 14th Heavy Penalty Court because of accusations that he ordered people to attack, by using a plane, Fatih Mosque in Istanbul and Anitkabir, as well as the mausoleum of Mustafa Kemal Ataturk, the founder of the Turkish Republic.
Kaplan read his nine-page defense in court, rejected all accusations and said: "Islam does not order the killing of people." He also claimed that people who were arrested while they planned an attack on Anitkabir, were tortured during interrogations, and their statements were taken under such circumstances. The bench decided that Kaplan's state of arrest would continue. It adjourned the trial and transferred it the attorney general, who will decide the case. (Deniz Aydin/Zaman)
05.01.2005

NIENTE CELEBRAZIONI
Ad Istanbul ed in altre città della Turchia il Capodanno è stato celebrato in tono minore per ricordare le vittime del maremoto nel sud-est asiatico.
In segno di rispetto per le vittime del maremoto nell'Asia meridionale, le autorità turche hanno annullato le tradizionali celebrazioni di Capodanno ad Istanbul, la più grande città del Paese. Non si è tenuta alcuna festa. A piazza Taksim, la principale sul versante europeo della metropoli, ogni anno si tiene un grande concerto cui partecipano i cantanti e dj più famosi. Niente di tutto questo. La stessa decisione è stata presa dai sindaci di altre città e villaggi turchi che hanno preferito devolvere gli stanziamenti previsti per i festeggiamenti alle popolazioni colpite dal maremoto. (da take Agi/Afp)
05.01.2005

IL <MADE IN ITALY> CONTINUA A TIRARE BENE
Ciò soprattutto grazie a Turchia, Cina e Russia a dimostrazione del dinamismo e della flessibilità nel nostro sistema economico.
Adolfo_Urso"L'export italiano continua a tirare nei mercati extra UE malgrado la zavorra del supereuro, grazie soprattutto alla straordinaria capacità delle imprese italiane di trovare spazio nei nuovi mercati accettando la sfida della globalizzazione". E' quanto ha dichiarato in una nota il vice ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, commentando i dati Istat sugli scambi con i Paesi extra UE. I dati Istat di novembre, rispetto allo stesso periodo del mese dello scorso anno - ha continuato Urso - segnano un +21.7 con in testa la Russia (+52.4) innalzando la crescita complessiva nei primi undici mesi dell'anno ad +8.7 .
A trainare l'incremento dell'export italiano dunque, spiega la nota, Turchia, Cina, Est Europa, Russia, a dimostrazione del dinamismo e della flessibilità del nostro sistema economico nel ricollocarsi sui mercati internazionali. E la crescita sarebbe stata più significativa tale da compensare, nelle parole di Urso, l'aumento delle importazioni, se non ci fosse stato "l'ulteriore apprezzamento della nostra moneta che rende meno competitivi i prodotti italiani e quindi le nostre imprese, costrette a far fronte ad uno svantaggio monetario che in alcuni casi diventa una vera e propria muraglia". "Per questo - ha concluso Urso - ci allarma il nuovo record dell'euro sul dollaro, pericolo per il sistema economico europea, non solo italiano". (take Adnkronos)
05.01.2005

NUOVO ACCORDO: PRESTITO IN 12 TRANCES
Cinque da corrispondere entro l'anno per un totale di 4.5 miliardi di dollari, quattro nel 2006 (3.3 miliardi di $) e tre nel 2007 (2,5 miliardi di $). La missione dl Fmi in Turchia.
Al termine dell'ultima missione esplorativa del Fondo Monetario Internazionale ad Ankara, la Turchia ed il Fmi hanno finalmente raggiunto un'intesa sugli elementi di un programma economico e della bozza di lettera d'intenti che potrebbe essere sostenuta nel quadro di un nuovo Accordo di Stand-by per il periodo 2005-2007, che farebbe seguito all'Accordo attualmente in vigore, in scadenza il prossimo febbraio. Il prestito dovrebbe essere suddiviso in 12 tranches: cinque  tranches da corrispondere nel 2005, per un totale di 4.5 miliardi di dollari, quattro nel 2006 per un totale di 3.3 miliardi di dollari e tre nel 2007 pari a 2.5 miliardi di dollari.
A fronte del prestito, la Turchia si impegna a mantenere la crescita ad un tasso stabile del 5% nei prossimi tre anni e l'avanzo di bilancio al 6.5% del Pnl, nonché  a ridurre ulteriormente l'inflazione: secondo i dati più recenti l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe assestarsi al 10% al termine del 2004 e l'impegno del Governo turco per i prossimi tre anni è di ridurre tale indice  all'8% nel 2005, al 5% nel 2006 ed al 4% nel 2007. Riforme nel settore della spesa pubblica, delle entrate fiscali e del sistema di sicurezza sociale sono altresì tra gli impegni assunti dalla Turchia. Quanto al settore bancario, l'obbiettivo per i prossimi tre anni sarà l'allineamento agli standard europei, anche con l'introduzione di nuove normative sui servizi finanziari. A tali propositi si aggiunge quello di migliorare il clima per gli investimenti e ridurre il tasso di disoccupazione, attualmente a livelli ancora molto alti (9.3% nel secondo quadrimestre del 2004). (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
05.01.2005

ALIQUOTE FISCALI: ANNUNCIATO IL TAGLIO
Si passerà dal 33 al 30% da questo 2005. Si scenderà ulteriormente negli anni successivi. L'obiettivo è quello di ridurre l'incidenza dell'economia sommersa.
Secondo quando annunciato  dal Premier Recep Tayyip Erdogan, l'aliquota fiscale sulle persone giuridiche sarà ridotta dal 33 al 30 % già da questo 2005 e scenderà  ulteriormente negli anni successivi;  la tassa sul valore aggiunto sui prodotti alimentari, farmaceutici e sull'istruzione calerà dal 18 all'8%, mentre i prodotti finanziari verranno sottoposti ad una tassazione uniforme dal 2006. Il tetto fiscale sui redditi salariali sarà tagliato dal 40 al 35%, mentre l'aliquota sui redditi non salariali subirà una riduzione dal 45 al 40%. A partire dal 2006, poi,  le due tasse sul reddito, attualmente distinte, verranno unificate. 
L'obbiettivo di fondo, nelle parole del Primo Ministro turco, è quello di ridurre l'incidenza dell'economia sommersa ed incrementare le entrate fiscali attraverso una maggiore efficienza del sistema fiscale. Anche in virtù degli impegni assunti con il Fmi, Erdogan ha annunciato che particolare attenzione sarà dedicata alla riforma del sistema fiscale, sulla base di tre criteri fondamentali: semplicità e immediatezza, prevedibilità - al fine di consentire ai contributori di pianificare i propri risparmi - ed  efficienza. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

RESI NOTI DAL GOVERNO TURCO I PUNTI DEL PROGRAMMA ECONOMICO TRIENNALE
La road-map di pre-adesione all'Unione Europea prevede, tra gli obiettivi da raggiungere, maggiori entrate per quanto riguarda il turismo (qualcosa come 21 miliardi di euro nel 2007). Sempre nello stesso anno la disoccupazione dovrebbe attestarsi sul 9.3%.
Il Governo turco ha reso noto i punti principali del programma economico triennale 2005-2007 che costituisce una sorta di road map di pre-adesione all'Unione Europea e che servirà anche come documento base del nuovo accordo che il Governo di Ankara sta negoziando con il Fmi. "La Turchia spera così di riuscire ad attrarre € 11.36 miliardi in investimenti stranieri", ha affermato il vice Primo Ministro Abdullatif Sener presentando il programma sottolineando che il Governo ha già avviato una serie di riforme per creare un ambiente favorevole agli investimenti esteri. Tra queste, è previsto per il 2005 il taglio delle tasse per le società che scenderà al di sotto del 30%, per allinearsi a quelle applicate da altri nuovi membri dell'UE (in Polonia e Repubblica Ceca varia tra il 22 e il 26%). Anche l'imposta sul reddito, che attualmente varia tra il 15-45%, sarà ridotta all'inizio del 2005 di qualche punto percentuale ma subirà altri tagli fino a fine 2007. Altri importanti cambiamenti stanno avvenendo anche per quanto riguarda la legislazione bancaria, la previdenza sociale le assicurazioni sanitarie. Con il nuovo programma triennale il Governo turco prevede di registrare una crescita annuale minima del 5% (quest'anno raggiungerà il 10%, il doppio del 2003), mentre conta di abbassare il tasso di inflazione fino al 4% entro il 2007 (a fine anno si aggirerà intorno al 12%). Quanto al debito pubblico, secondo le previsioni scenderà, nell'arco dei tre anni, di dieci punti percentuale fino al 68.3% del Pil mentre le entrate derivanti dal turismo raggiungeranno i 21 miliardi di dollari a fine 2007 contro i 13.2 miliardi del 2003. Tutto questo avrà ovvie ripercussioni anche sul mercato del lavoro dove il Governo spera di ridurre fino al 9.3% la percentuale di disoccupazione entro il 2007 (10.5% nel 2003). (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

PROCESSO DI MONITORAGGIO
La disponibilità della Commissione Barroso di avviarlo quanto prima a favore di Ankara. Progressi per dieci capitoli.
In seguito alla decisione del Consiglio Europeo del 17 dicembre sull'avvio, il prossimo 3 ottobre, dei negoziati di adesione con la Turchia, Ankara ha accolto con soddisfazione le dichiarazioni del Presidente della Commissione Barroso sulla disponibilità di quest'ultima ad avviare il processo di monitoraggio il prima possibile. Decisi progressi sono stati già raggiunti con riferimento a dieci dei trentuno capitoli negoziali mentre molto lavoro rimane ancora da compiere in settori quali la libera circolazione, l'energia, le telecomunicazioni, l'agricoltura, la giustizia e gli affari interni. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

3.383 DOLLARI: QUESTO IL REDDITO PRO-CAPITE
In Turchia la domanda interna sta crescendo con particolare riferimento ai beni durevoli e alle automobili, resi più appetibili dalla moneta verde in calo. Ridotte le spese in relazione agli alimentari e alle bevande. E' dal 2001 che non si registra un trend così positivo.
Nonostante la decelerazione registrata nel terzo trimestre, la crescita dell'economia turca a fine 2004 si attesterà sul 7.3%, molto di più dell'obiettivo che si era posto il Governo (5%) ma meno di quanto previsto nella revisione di bilancio (10%). Il reddito pro-capite è attestato a 3.383 dollari. La domanda interna sta crescendo con particolare riferimento ai beni durevoli ed alle automobili (21%), resi  più appetibili dal dollaro in calo; i consumi di beni semi-durevoli e non-durevoli sono cresciuti invece del 16.8%, mentre si riducono le spese riguardanti gli alimentari e le bevande (-34.2% rispetto al 37% dello scorso anno). Era dalla crisi del 2001 che non si registrava un tale trend positivo, che ha avuto le sue ripercussioni anche sul contenimento dell'inflazione: da una parte la diminuzione della domanda dei beni alimentari ne ha scoraggiato l'aumento dei prezzi, dall'altra la debolezza del dollaro ha fatto si che alla crescita della domanda non corrispondesse un relativo aumento di prezzo. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

RIDUZIONE TASSI
L'annuncio dato dal Governatore della Banca Centrale turca Surreya Serdengeçti.
Sulla scia dell'euforia generata dall'intesa con il FmI e dagli esiti del Consiglio Europeo del 17 dicembre, il Governatore della Banca Centrale turca, Surreya Serdengeçti,  ha annunciato la riduzione dei tassi overnight dal 20 al 18% e dal 24 al 22% rispettivamente per la ricezione e la cessione dei depositi interbancari. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

VIA SEI ZERI: INIZIO AL NUOVO CORSO
Secondo il ministro turco dell'Economia, Ali Bacacan, l'introduzione di una moneta diversa non avrà ripercussioni sul Paese, in particolare sull'inflazione.
Via_la_vecchia_monetaIl Sottosegretariato al Tesoro ha lavorato durante l'intero ultimo fine settimana agli ultimi aggiustamenti compiuti in vista del lancio, avvenuto il 1 gennaio 2005, della nuova Lira turca (che ha visto la rimozione dall'attuale sistema di 6 zeri e la reintroduzione del kurus, il nuovo centesimo). Il ministro dell'Economia Ali Babacan ha quindi dichiarato alla stampa che tutti i problemi residui connessi all'avvio della nuova moneta sono in via di rimozione ed ha rassicurato, come già la settimana scorsa il Governatore della Banca centrale Surreya Serdengeçti,  sul fatto che l'introduzione della nuova Lira non avrà ripercussioni sull'inflazione. L'essere riusciti a contenere l'inflazione entro limiti decisamente inferiori al previsto (attualmente al 9.8 %), lascia anzi ben sperare sulla capacità di mantenere bassi tassi anche nei prossimi anni. 
La nuova lira turca equivale a un milione di vecchie lire e scambia a 0.74 dollari o 0.55 euro, consentendo agli stranieri di comprare una tazzina di caffè o trattare il prezzo di un souvenir senza dover ricorrere a una calcolatrice tascabile.
Ma le vecchie banconote, compresa quella da 20.000.000 di lire (circa 10,96 euro all'ultimo cambio), avranno corso legale fino al 31 dicembre e i negozianti dovranno esporre le merci con il vecchio e il nuovo prezzo fino ad allora. La riforma valutaria segue un programma di austerità dal Fondo monetario internazionale per portare il paese fuori dalla sua peggior recessione dalla fine della seconda guerra mondiale.
(fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

INTERSCAMBIO
I dati forniti dall'Istituto di Statistica turco sia per l'export che per l'import.
Secondo i dati diffusi dal locale  Istituto Nazionale di Statistica, l'andamento del commercio estero della Turchia nei primi nove mesi  del 2004 è stato il seguente:
 - esportazioni $ 44.79 mld (+32.3% rispetto allo stesso periodo 2003);
 - importazioni $ 70,19 mld (+42.4%), con un saldo negativo di $ 25.60 mld. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

APERTURA IN RUSSIA DI UNA <ZONA TURCA> PER IL COMMERCIO E PER GLI INVESTIMENTI
Firmato un protocollo, durante una visita a Mosca, dal ministro turco per il Commercio Estero Kursad Tuzmen. I capitoli riguardano petrolio e gas naturale ma anche alluminio. Invito alle aziende turche ad avere più fiducia.
Il ministro di Stato turco per il Commercio Estero, Kursad Tuzmen, nel corso di una sua visita in Russia ha recentemente siglato un protocollo sugli investimenti. L'Unione degli Imprenditori di Russia e Turchia e gli operatori, principalmente quelli attivi nel settore del petrolio, del gas naturale e dell'alluminio, hanno accolto positivamente la firma dell'Accordo con la speranza che dia nuovo impeto alle relazioni bilaterali nel settore. In occasione della firma dell'Accordo il ministro russo per l'Energia e l'Industria ha invitato le aziende turche ad incrementare la collaborazione con quelle russe che, ha asserito, intendono partecipare anche al processo di privatizzazione attualmente in corso in Turchia. A margine dell'evento il Ministro Tuzmen ha annunciato la prossima apertura in Russia di una "zona turca per il commercio e gli investimenti". (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

PASSAGGIO DI MANO
Trattative per l'acquisizione da parte della olandese <Rabobank> della quota maggioritaria della <Turkish Sekerbank>.
L'olandese <Rabobank> ha dato avvio alle trattative per l'acquisizione della quota maggioritaria della <Turkish Şekerbank>. Secondo quanto comunicato da quest'ultima, sarebbe stato già siglato un accordo preliminare tra i due istituti finanziari  che hanno simili origini essendosi sviluppati in ambito al settore agricolo e che in base alla nuova joint-venture focalizzeranno l'attività futura oltre che nel finanziamento di attività agro-alimentari anche in attività creditizie a privati. 
La <Şekerbank>, fondata nel 1953 (allora come Banca delle Cooperative dei Produttori di barbabietole da zucchero) conta oggi 196 uffici in Turchia ed ha al suo attivo 400 accordi con Istituti stranieri, una filiale in Germania e una a Cipro del Nord insieme alla <Kıyı  Bankası>. Attualmente vanta un capitale di 200 trilioni di LT mentre il valore di mercato dei suoi assets è valutato in 170 trilioni di LT.
Quanto alla <Rabobank>, si tratta dell'unica banca commerciale con rating AAA. Il Gruppo <Rabobank>, con interessi anche nei settori assicurativo, finanziario e creditizio sia privato che commerciale, offre una vasta gamma di servizi attraverso la sua rete internazionale composta da 234 uffici in 34 paesi. La <Rabobank> opera in Turchia dal 1996 dove fornisce finanziamenti alle aziende del settore agro-alimentare. (fonte Amb. d'Ita)
05.01.2005

PRIVATIZZAZIONI
Record raggiunto grazie alla Turkish Airlines (Thy) e alla Atakoy Companier Group.
Privatizzazioni_e_vantaggiPrivatization applications hit record levels with the public offer of Turkish Airlines (Thy) shares this month and the privatization of the Atakoy Companies Group.
At $2,041,000,000, this year's privatization is the second highest since 1985 after the $2,716,000,000 figure for the year 2000.
The determining of the price of the cigarette section of Tekel at the end of last year, the cancellation of the bid for Petkim owing to only one offer, and the Tupras privatization's rejection in court all damaged the privatization figures but they have been boosted by December's figure, which reached $938,500,000 million. This figure comprised $733,750,000 from the Atakoy Group companies and $191 million with the public floatation of Thy.
The total of block sales completed in sales or exchange this year was $400 million. The most significant privatizations were of $120 million for Bursagaz, $58 million for Eti Chrome and $49 million for Cayeli Copper drew attention, ten companies were privatized by sales. Furthermore, the exchange of some enterprises such as Tekel alcohol, Tugsas Gemlik Fertilizer and Igdas have been carried out. Nearly $600 million of privatization has been established. (aa/Zaman)
05.01.2005

VITTORIA PETROLIFERA
Una compagnia turca ed una canadese si aggiudicano in Irak la prima offerta. La <Everasia> prenderà in gestione i campi della <Kumala Dome> nella parte settentrionale del Paese. Potrà produrre fino a 100 mila barili di greggio al giorno.
Turkish_abd_Canadian_companiesA Turkish company, Everasia, and a Canadian company, Ironhorse Oil & Gas Inc., won the first oil field development tenders offered by the Iraqi Petroleum Ministry.
Everasia will undertake Kumala Dome petroleum field in northern Iraq, which could potentially produce 100,000 barrels of oil a day. Ironhorse will seek a similar increase in production from the Himrin field.
According to their agreements, each company will construct new pipe lines and gas plants and will take measurements of the water coming from the wells. Units connected to the Oil Ministry will conduct the actual drilling.
Ahmed Samma, an official responsible for projects, said that the conventions were submitted to the ministry council. According to information received from Samma, the ministry is still evaluating the offers. With the project offering an increase in production, from 50,000 barrels to 180,000 barrels in the Suba Luhais oil field, the total cost of the three projects is $500 million.
Meanwhile, the Organization of Petroleum Exporting Countries (Opec) announced their expectation that petroleum demands will decrease next year. The organization implied that the economic growth in the Northern US and China would slow. (Reuters/Zaman)
05.01.2005

IMPATTO POSITIVO
A trarre vantaggio dalla determinazione della Turchia nelle trattative per l'adesione all'UE saranno i redditi agricoli.
Turchia_ed_Europa"La determinazione della Turchia nelle trattative per l'adesione all'Unione Europea è fortemente motivata dall'impatto positivo che avrebbe sui redditi agricoli come dimostra il fatto che nei nuovi dieci Paesi membri entrati nell'Unione Europea nel maggio del 2004 il reddito agricolo per addetto è aumentato di ben il 54%, con punte del 108% per la Repubblica Ceca e del 74% per la Polonia, il principale Paese agricolo tra i nuovi aderenti".
E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati <Eurostat> relativi all'andamento nel 2004 del reddito agricolo per addetto nell'Unione Europea a 25, nel sottolineare che in Turchia un terzo della popolazione è rurale e che l'agricoltura è la principale fonte di occupazione con quattro milioni di aziende. Nel corso del 2004 - precisa la Coldiretti - il reddito agricolo per addetto è aumentato mediamente del 3,3% nei 25 Paesi dell'Unione facendo registrare tuttavia forte differenze tra i nuovi Paesi dove si è registrato un + 54% e restanti quindici Paesi (+0,8%) tra i quali l'Italia dove l'aumento è pari all'1,3%.
La Turchia - conclude la Coldiretti - è uno dei più grandi produttore mondiali di grano e orzo, ma anche cotone, tabacco, girasole, uva, patate, agrumi e soprattutto frutta secca rivestono un ruolo importante. (Green Planet.net)
05.01.2005

TURISMO OK
A detta del presidente dell'Associazione Gestori di Alberghi turchi, Ahmet Barut, l'intregazione di Ankara nell'UE porterà ad un vero e proprio boom nel settore. Saranno molti di più i gruppi che vorranno visitare il Paese.
Turisno_boomChairman of the Turkish Hotel Keepers' Association (Turob) Ahmet Barut has said that the European Union (EU) harmonization process will provide Turkish tourism with an opportunity for restructuring.
Barut said the start of negotiations with the EU would create a confident environment for the big groups who want to invest in the Turkish tourism sector. "Our showcase in the EU will be tourism. The competitive environment arising from investment in Turkey by the big hotel chains that lead world tourism will influence the sector positively." According to Barut, the beginning of negotiations will increase the number of tourists coming to Turkey as well as new investments.
For the agricultural sector, there is a less rosy future. The head of Turkey's Chambers of Agriculture Union Semsi Bayraktar warns, "Permanent measures to support and aid agriculture will greatly complicate the harmonization of the EU's Common Agriculture Policy." Emphasizing that the most prominent sector in the negotiation process would be agriculture, Bayraktar continued: "The figures on supporting agriculture were mentioned in the October 6 Progress Report. Unless those are not met, Turkish agriculture will be greatly harmed. Restrictions on free movement are also not acceptable." Marmara University European Community President Muzaffer Dertan, meanwhile, warned that it was still too early to judge whether the agreement would be positive or negative. (Economic Service)
05.01.2005

SEQUESTRATI CAPI DI ABBIGLIAMENTO
Nascosti dentro un camion, provenivano dalla Turchia ed erano diretti in Francia.
Sequestrato oggi un ingente quantitativo di capi di abbigliamento contraffatti al porto di Trieste. Si è trattato di 4.722 felpe con marchio <Red Bull> e 5.675 jeans con marchio Diesel, occultati in un camion proveniente dalla Turchia e diretto in Francia. L'operazione e' stata portata a termine dai funzionari del Servizio di Vigilanza Antifrode Doganale. (agr)
05.01.2005

ANCHE IN TURCO LA BIBBIA DEL BAMBINO
Ne sono state stampate 15 mila copie da distribuire, parte in Anatolia dove mancano pubblicazioni cristiane nella propria lingua, parte tra le comunità emigrate nell'Europa occidentale. Come è suddivisa la popolazione dal punto di vista della fede.
La_Bibbia_del_BambinoE' stata pubblicata la "Bibbia del bambino" in turco: ne sono stati stampati 15 mila esemplari che saranno distribuiti in Turchia e tra le comunità emigrate un Europa occidentale. 
Pubblicata per la prima volta nel 1979 in spagnolo, la <Bibbia del Bambino> viene ormai utilizzata in numerose comunità di tutto il mondo. E' stata tradotta in più di 140 lingue e stampata in oltre 40 milioni di esemplari, distribuiti in 115 Paesi. Nel corso di quest'anno si sta portando a termine la traduzione in altre sette lingue. Secondo "Aiuto alla Chiesa che soffre" (Opera di diritto pontificio fondata nel 1947, da padre Werenfried van Straaten) alle comunità cristiane turche mancano pubblicazioni religiose edite nella propria lingua. La presenza cristiana in Turchia è minoritaria. Dei 66 milioni di abitanti che compongono la popolazione del Paese, il 98% sono musulmani. I cristiani rappresentano lo 0.6% tra cristiani ortodossi (del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli) e cattolici di rito armeno, latino, siro-cattolico, bizantino e maronita (take Ansa)
05.01.2005

TRADIZIONE E CULTURA
Sempre più  attenzione per la danza dei dervisci dai quali gli occidentali possono trarre tanti insegnamenti utili. Una ricorrenza che ha le sue radici nel lontano 1960. Che cosa è un Mevlana.
MevlanaSince 1960, the miniature artist Ulker Erke has spent every December at the same Mevlana. What she finds is left to chance: a House of Mevlevi discovered in Philippopolis, the return of a humble dervish, a few lines from Mesnevi or a Mevlana portrait.
When she fell in love for the first time, she said 'If not for love, I could not draw.' She ran to her teacher Suheyl Unver, " I told him I would like to draw Mevlevis." A prominent teacher that advises other painters, Suheyl Unver said 'Fine, but what do you know about Mevlevis? Who is a Mevlana? What are the heavens?' First, he introduced me to the work of the prominent painter Selman Tuzun. Then he sent me to the painter Ercument Kalmik to learn enough anatomy to draw Dervishes. "I was so lucky. I was trained at the hands of professionals and intellectuals," says Ulker Erke.
'The heavens cannot be found in a restaurant!'
Erke's grandfather, of the Bahriye House of Mevlevi said the days spent reading Mesnevi, Fih-I Mafih, Divan-I Kebir and the frequent meetings with Mevlevis ended when Selman Tuzun and Celaleddin Celebi Efendi passed away. Things changed when the dervish's work was turned into a show for tourists and female dervishes began to whirl with male dervishes. They led to his separation from the Houses of Mevlevi: "Females also can whirl, but not with males. The white cloth symbolizes a shroud. I really do not understand where those red and green clothes have come from.
The most irritating thing for the artist is seeing whirling dervishes perform like wedding performers while people are having their meals: 'This is not like a job where you perform for money. They pay $US100 per person and they go wherever they are in demand. It isn't taken seriously anymore."
We remind Ulker Erke, who's thinking on the issue is a bit strict, that every 'wise' person today is anxious about turning the conveying of the heavens into 'mystic shows.' She says she sits and draws Houses of Mevlevi to calm her anger. The artist opened her first exhibition of dervish miniatures in 1962. In those days, miniature painters used only classic methods and Elke's dervish miniatures generated interest as new and original work. The Mevlana portraits and the Houses of Mevlevi miniatures followed.
Erke is an artist who keeps miniatures she drew 40 years on display in her house because she never sold them. She says, 'This is my commentary' as she points out a Mevlana miniature. "I have never drawn a Mevlana as a fat and healthy man with red cheeks. I see him as someone who is tender, a bit tired, and thoughtful."
Ulker Erke has recently been busy improving her Houses of Mevlevi miniatures. The Houses of Mevlevi exhibitions that have been held in Istanbul, Konya and Manisa will be collected as a book by the Mayor of Konya.
The book will include Houses of Mevlevi miniatures not only from Anatolia, but also from the Balkans and Middle Eastern countries and will be released in May when the Mevlana came to Konya. (Zaman)
05.01.2005

CINEMA AL FEMMINILE
L'ottavo film Festival si terrà in Turchia dal 5 al 21 maggio. I vincitori di due premi sono stati già annunciati. Il riconoscimento d'onore andrà a Sevda Ferdag perché in grado di farci ricordare tantissime cose.
FlyingOlgac_Success_Prizes8th Flying Broom International Women's Film Festival has been scheduled for screening between May 5-21, 2005. The winners of the "Flying Broom Honor Prize" and the "Bilge Olgac Success Prizes" have already been announced.
The "Honor Prize" will be awarded to Sevda Ferdag and the Bilge Olgac Success Prizes will be given to Jeyan Ayral Tozum and screenwriter Sevin Okyay.
The Festival committee found Sevda Ferdag deserving of the "Honor Prize" because she was able, "In addition to her contribution to Turkish cinema with her plays, to make herself remembered in the cinema world where only "stars" are remembered, and to prove that good plays can be seen in deep roles."
Jeyan Ayral took her plays from theatre to cinema and has been the voice of Yesilcam women for many years in sound recording rooms. She has written for the cinema since 1984 and will share the "Bilge Olgac Success Prizes" with Sevin Okyay who has been a predecessor to many female writers. The prizes will be awarded during the opening and closing of the festival. (Zaman)
05.01.2005

L'ULTIMO HAREM
La Turchia protagonista da martedì 11 c. mese al Teatro Rifredi di Firenze. Tra gli interpreti dell'opera la nota attrice internazionale Serra Yilmaz. La regia è di Angelo Savelli. Le repliche fino al 29 gennaio.
haremValentina_ChicoDa martedì 11 gennaio per tre settimane Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi, Teatro Stabile di Innovazione con il contributo di Porto Franco presentano in prima nazionale "L'Ultimo Harem", liberamente ispirato a "Monte Kristo" di Nazli Eray, uno spettacolo di Angelo Savelli con Serra Yilmaz, Valentina Chico, Riccardo Naldini, scene e costumi Mirco Rocchi, luci Roberto Cafaggini.
"L'ultimo harem" affronta il tema dell'esplosione dell'immaginario narrativo ed onirico all'interno degli universi femminili chiusi. In questa dimensione, l'antico harem non rappresenta che l'immagine più estrema e facilmente demonizzabile di condizioni claustrofobiche, anche attuali, ben più sottili e devastanti per le donne, quali possono diventare la stessa famiglia, la comunità locale, la società tradizionale. In questo universo concentrazionario, e forse proprio a causa di questa implosione culturale, per secoli la donna è stata "la custode dell'oralità". E questo sia in Oriente che in Occidente, o almeno nel nostro occidente mediterraneo. E' quasi superfluo ricordare come all'origine di questa grande tradizione narrativa si situa proprio un harem: quello delle "Mille ed una Notte" dove l'astuta ma reclusa Sherazade narra mille storie per salvarsi la vita contro il folle arbitrio di un Sultano - Barbablù. Per secoli le donne non tessono solo tele per Ulissi scomparsi o fazzoletti per amanti gelosi ma anche e soprattutto storie fantastiche intrise degli umori, dei sogni, delle repressioni della loro esistenza quotidiana. E anche quando sono gli uomini a scrivere (più che a raccontare) di questi universi, spesso delegano il racconto ad un personaggio femminile.
"L'ultimo harem" è uno spettacolo drammaturgicamente costruito da Angelo Savelli intorno alla personalità della brava e estroversa attrice turca Serra Yilmaz, presenza carismatica di quasi tutti i film del celebre e bravissimo regista turco, ormai naturalizzato in Italia, Ferzan Ozpetek, ("Harem suarè", "Le fate ignoranti", "La finestra di fronte") a cui dobbiamo lo stimolo per la prima idea di questo progetto. Accanto a Serra Yilmaz, nel ruolo di co-protagonista la bella e versatile attrice romana Valentina Chico, nota al grande pubblico per la partecipazione nella parte di protagonista della terza serie dello sceneggiato televisivo di Rai uno "Incantesimo" insieme a Alessio Boni ("La meglio Gioventù").
Partendo dai ricordi di una "favorita" che ebbe la sorte di vivere nell'ultimo harem di Istanbul prima della sua definitiva chiusura, lo spettacolo si apre sulla contemporaneità di una condizione femminile ancora ambigua e contraddittoria testimoniata da una delle più interessanti scrittrici della letteratura turca contemporanea: Nazli Eray, che nel suo inquietante e grottesco "Monte Kristo" racconta di una fantastica fuga impossibile dalla prigione interiore della condizione femminile.Questi gli orari:
da martedì 11 a sabato 15 gennaio ore 21.00
domenica 16 gennaio ore 16.30
da martedì 18 a sabato 22 gennaio ore 21.00
domenica 23 gennaio ore 16.30
da martedì 24 a sabato 29 gennaio ore 21.00.
Appuntamento quindi in via Vittorio Emanuele 30 per la prima fiorentina. (Nove da Firenze)
05.01.2005

SULTAN ORHAN
E' l'ultimo album di Murhan Ocal che utilizza ancora una volta strumenti a percussione e a corde tradizionali suonati nello stile autentico.
Burhan OcalOne of Turkey's most prominent names in percussion, Burhan Ocal, has released 'Sultan Orhan', the second album of his 'Sultan' series, which he began with celebrated electronic music pioneer Pete Namlook.
The Doublemoon record company have released the album 'Sultan Orhan', work on which began in Germany five years ago. The album is the second in a series of albums about the Sultans of the Ottoman Empire. Ocal himself plays all the percussion and string instruments on the album, using traditional instruments played in authentic styles, and wrote and sung all the lyrics. His vocals and excellent percussion reflect the humanity of the project while Namlook's electronics provide an intricate sonic framework.
The album is composed of seven parts, of which the fourth is a tribute to Sultan Orhan from Ocal and the fifth is an elegy to his death. (Zaman)
05.01.2005

CORTOMETRAGGI
Le iscrizioni al "Festival di Istanbul" chiudono il giorno 8 gennaio. Una opportunità da non perdere.
Applications for the Istanbul Short Film Festival have begun and will continue until January 8th. Application requirements are that the projects must have been prepared in 2004 and cannot be longer than 20 minutes.
Films that pass the first elimination round, will have the opportunity to be put on display in Istanbul.
Participants must send a Vcd copy of their short films along with an information form to Kemal Gurel at Afm Beyoglu Fitas Sinemasi Istiklal Caddesi No:24-26 Beyoglu by January 8th, 2005.
Submissions will be evaluated by a jury composed of Umit Unal, Derya Alabora, Yesim Tabak, Tan Tolga Demirci and Serra Civil.
The director of the film selected for first place by the jury in 2005 will win the right to participate in an international film festival as an observer.
In addition, the director of the film selected by votes from viewers at the festival will watch the films for free at Afm cinemas throughout the year.
Information: www.ifistanbul.com (Zaman)
05.01.2005

ERIC AMBLER: "LA MASCHERA DI DIMITRIOS"
I
l libro, che offre uno spaccato di un mondo sconvolto dalla caduta dell'Impero ottomano, è stato riproposto da <La Biblioteca di Repubblica>. Le stragi del 1922.
La_maschera_di_DimitriosRiproposto da <La Biblioteca di Repubblica> ecco uno dei libri più avvincenti dello scrittore inglese dal quale nel 1944 fu tratto un celebre film noir di Jean Negulesco.
Attraverso gli occhi dello scrittore Charles Latimer, incuriosito dalla figura ambigua ed enigmatica di Dimitrios, trafficante e criminale internazionale, scorre davanti al lettore lo scenario inquieto dei Balcani ancora sconvolti dalla fine dell'Impero Ottomano.
Mentre Latimer interroga ufficiali turchi e agenti sovietici alla ricerca di una possibile verità, la figura di Dimitrios si staglia inquietante nella sua assenza, e assurge a simbolo della corruzione di un'epoca.
Inquietante è una pagina del libro. Ve ne proponiamo alcune righe. "Nelle prime ore di una mattino di agosto del 1922 l'esercito nazionalista turco al comando di Mustafa Kemal Ataturk attaccò il centro dell'esercito greco a Dumlu Punar, sull'altopiano a trecento chilometri a ovest di Smirne. La mattina dopo l'esercito greco, spezzato in due, era in ritirata precipitosa verso Smirne e il mare. Nei giorni seguenti la ritirata si mutò in rotta; e i greci, non potendo distruggere l'esercito nemico, si diedero a distruggere lungo la via della fuga la popolazione turca. Sa Alashehir a Smirne bruciarono e massacrarono. Non un villaggio rimase in piedi. Tra le rovine fumanti i turchi inseguitori trovarono i corpi  dei paesani. Aiutati dai pochi e stravolti contadini anatolici superstiti si vendicarono sui greci che riuscirono a raggiungere. Ai cadaveri delle donne e dei bambini turchi si aggiunsero le carcasse mutilate dei greci sbandati. Ma il grosso dell'esercito greco si era messo in salvo per mare. i turchi, con la sete di sangue ancora inappagata, continuarono ad avanzare impetuosamente. Il 9 settembre occuparono Smirne...".
05.01.2005

UN OSPITE DI RIGUARDO
Si tratta del regista ungherese Istvan Szabò accolto con tutti gli onori ad Istanbul dalla Tursak, fondazione turca <Cinema e Cultura>.
Istvan_SzabòThe Hungarian Director, István Szabó, has come to Istanbul as a guest of the Turkish Foundation of Cinema and Audiovisual Culture (Tursak).
Szabó was the guest of honor at the International Cinema and History meeting this year. Yesterday, he met with cinema fans in a conversation group held at the French Culture Center.
Szabó, who is a famous director among the new Hungarian cinema trend, found international renown in 1981 with his film, "Mephisto," which was the story about an ambitious actor in the 1960's who received strong support from a high level Nazi military officer. It won the Oscar for "Best Foreign Film".
Most recently, Szabo made "Sunlight" in 1999. (Culture & Art News)
05.01.2005

BREVI DI CALCIO
E' Senol Gunes il nuovo tecnico del Trabzonspor. Prestato per un anno al Fenerbahçe da parte del Barcellona del portiere Rustu Recber.
- Senol Gunes è il nuovo tecnico del Trabzonspor, formazione attualmente al secondo posto in classifica distaccata di sei punti dal Fenerbahçe capolista. L'ex allenatore della Turchia, che  ha lasciato la panchina della nazionale nel marzo scorso, in seguito alla mancata qualificazione agli Europei disputati in Portogallo, ha firmato un contratto di tre anni e mezzo.
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Il portiere turco Rustu Recber è stato prestato dal Barcellona per un anno al Fenerbahce, con il quale è legato da un contratto che scadrà nel 2007. Rustu, 31 anni, aveva lasciato proprio il Fenerbahce nel corso della scorsa estate per raggiungere la formazione catalana, ma aveva passato la maggior parte del tempo in panchina
 - John Carew si trasferisce in Turchia, al Besiktas. L'attaccante norvegese era di proprietà del Valencia ma nella passata stagione era stato prestato dagli spagnoli alla Roma.
 - Il difensore Juanfran si trasferisce al Besiktas, alla corte del tecnico Del Bosque. Per il laterale i turchi hanno versato nelle casse del Celta Vigo 3,5 milioni di euro.
05.01.2005

BASKET
Eurolega: giovedì 6 gennaio la Climamio Bologna incontra in Turchia l'Efes. Non ci sarà Gianmarco Pozzecco.
La Climamio Bologna torna ad allenarsi per preparare la trasferta di Eurolega in Turchia per affrontare l'Efes, gara in programma il 6 gennaio alle 18.40 italiane. I biancoblù si alleneranno questo pomeriggio, quindi due volte domani, infine mercoledì sera sul campo di gara dell'Abdi Ipecki, ad Istanbul. Resta fuori, però, Gianmarco Pozzecco, che salterà il viaggio in Turchia, e probabilmente anche quello di tre giorni più tardi a Biella. Questo per consentirgli, pur essendo in netto recupero, di lavorare a pieno ritmo tutta la settimana dal punto di vista atletico e rientrare così in campo al meglio della condizione. (take Adnkronos)
05.01.2005

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