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BUONE FESTE
Un altro anno è trascorso. Siamo
già a Natale e il 2005 è alle porte. Quello che ci stiamo
lasciando non è stato proprio dei più belli. La situazione
economica generale infatti non è delle migliori, il costo della
vita è sempre più in salita e - tranne quei fortunati che non
hanno problemi con la giornata - la maggior parte della gente stenta
ad andare avanti. Ci sono poi le morti violente, quelle nostrane che
rientrano nella logica di un Governo che non riesce (o non vuole) a
far fronte alla criminalità, ci sono le morti marcate medioriente conseguenza
di una politica che non ha voluto fare e non vuole fare niente per
migliorare la situazione (ci riferiamo alla Palestina e all'Irak), e
ci sono infine le morti per fame; le peggiori ed inconcepibili perché toccano soprattutto i
bambini. Insomma da questo 2004 sono uscite solo fumate nere. A sorridere
un po' - in tanta desolazione è la Turchia che ha ottenuto
dall'Unione Europea il tanto sospirato riconoscimento all'apertura
dei negoziati di adesione. Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan
può dirsi quindi più che soddisfatto avendo raggiunto un obiettivo
difficilissimo e che precedenti Governi laici avevano fallito.
Erdogan comunque deve stare molto attento perché sono in tanti, In
Europa, che non aspettano altro che uno scivolone di Ankara. Si
tratta in parole povere di rispettare gli odiosi diktat di Bruxelles
senza lasciarsi andare a reazioni di insofferenza ed, in particolare,
senza cadute anti-laiche. Non a caso nei giorni scorsi ci
ha alquanto allarmato una notizia secondo la quale la
Direzione generale turca degli Affari Religiosi avrebbe raccomandato ai
propri connazionali di non festeggiare l'anno nuovo perché avvenimento non
islamico. Sono "cadute" di questo genere che possono far
ritornare la Turchia allo status quo ante. Ma adesso
basta sermoni. <Turchia Oggi> vi augura ogni bene, scusandosi
se questo numero che vi proponiamo è vecchio ma noi siamo già in
vacanza.
(Turchia Oggi)
21.12.2004
ACCORDO
RAGGIUNTO
Sciolto il
nodo centrale di Cipro in vista dei negoziati del 3 ottobre 2005.
Ankara si impegna ad estendere anche all'isola il Protocollo
doganale e commerciale. Freddezza di Nicosia.
 Lo scoglio che c'era
sull'apertura dei negoziati di adesione all'UE della Turchia è
stato superato. L'Unione europea e la
Turchia hanno infatti raggiunto un accordo
sull'avvio dei negoziati di adesione della Turchia
il 3 ottobre 2005. Lo hanno dichiarato fonti europee a
Bruxelles. In base al testo di compromesso, Ankara si
impegna, con una dichiarazione, a estendere
anche a Cipro il Protocollo dell'accordo doganale e commerciale
che riconosce, implicitamente, la Repubblica di Cipro.
Fonti diplomatiche turche hanno confermato che è stato raggiunto un
accordo tra la presidenza olandese della UE e il primo ministro
turco Recep Erdogan.
Nell'ultima versione disponibile del testo di compromesso, che è
stato limato fino all'ultimo minuto dai tecnici del Consiglio
europeo, la presidenza
"si felicita, a nome dell'UE, che la Turchia abbia ribadito il
proprio impegno" ad estendere a tutti i dieci nuovi Stati
membri che hanno aderito a partire dal primo maggio scorso (tra cui
Cipro) il Protocollo "entro il primo semestre 2005".
Rimane invece invariata, come già formulata nella bozza, la
questione dell'ancoraggio della Turchia all'UE.
A raffreddare un po' il clima di entusiasmo a Bruxelles è arrivata
la reazione cipriota. Fonti diplomatiche hanno dichiarato di "non
essere contenti" dell'ultima ipotesi di compromesso raggiunta tra
la presidenza olandese di turno della UE e il premier turco Recep
Tayyip Recep Erdogan, che prevede un impegno
"verbale" della Turchia a riconoscere Cipro prima del 3
ottobre 2005. "Non siamo contenti della dichiarazione verbale hanno
precisato le fonti - ma le discussioni stanno proseguendo" (Corrieredella
sera.it)
18.12.2004
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BERLUSCONI
SODDIFATTO
Il
Capo dell'Esecutivo italiano ha rivendicato a sé il merito di aver
contribuito ad una mediazione tra la Turchia e l'UE. "Alla fine
è stata trovata l'intesa".
Silvio Berlusconi è
soddisfatto per l'accordo raggiunto al Consiglio europeo di
Bruxelles dopo lunghe trattative sull'avvio dei negoziati per
l'ingresso di Ankara in Europa. Conversando con i giornalisti al
termine del summit, il premier ha ammesso che ci sono state
"molte difficoltà", poi superate e ha rivendicato il
merito di aver contribuito ad una mediazione per favorire il
processo di allargamento dell'Unione Europea alla Turchia, Croazia,
Romania e Bulgaria. (da take Adnkronos)
18.12.2004
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BALKENENDE:
"UNA PAGINA DI STORIA"
Il
presidente di turno dell'UE ha sottolineato che la decisione presa
dalla Turchia è stata "importante e coraggiosa".
L'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione
Europea segna "una pagina di storia". Lo ha detto il
premier olandese Jan Peter Balkenende, il cui Paese detiene la
presidenza di turno dell'UE alla chiusura, del vertice di Bruxelles.
"Se penso alla giornata odierna (venerdì 17 dicembre, ndr) e
alle decisioni che sono state prese, (ritengo) che sia stata scritta
una pagina di storia", ha affermato Balkenende ai cronisti,
dopo che i leader UE hanno risolto l'impasse su Cipro che aveva
minacciato di bloccare l'avvio del processo di adesione. Balkenende
ha aggiunto che l'accordo segna "una importante e coraggiosa
decisione da parte della Turchia, di Cipro e dell'unione Europea nel
suo complesso". (take Agi)
18.12.2004 |
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FISHER: "UN BUON ACCORDO"
Questo il
commento del ministro degli Esteri tedesco a conclusione della lunga
maratona.
Quello raggiunto ad Ankara
"è un buon accordo, fissa una data e traccia una soluzione
ragionevole per Cipro". Questo il commento del ministro degli
Esteri tedesco, Joska Fisher, al termine dei lavori del Consiglio
europeo. Sono stati lunghi negoziati "quelli relativi alla data
di avvio della trattativa" per l'adesione di Ankara all'UE, ha
precisato Fisher ma "ognuno può dire che si tratta di un buon
risultato". (take Adnkronos/Aki)
18.12.2004 |
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BLAIR:
"UNA DATA STORICA"
Per il Primo
Ministro inglese la decisione presa dall'UE nei confronti della
Turchia sta a significare che un Paese musulmano non può rimanere
fuori dall'Unione.
"Questa è una data storica per l'Unione Europea e per la
Turchia" e l'accordo dimostra che "essere un Paese
musulmano non significa rimanere fuori dall'Unione". Così il
commento del Primo Ministro britannico Tony Blair, al termine del
vertice tra i Capi di Stato e di governo che hanno trovato una
intesa sul nodo dell'avvio dei negoziati di adesione per la Turchia.
Blair ha insistito sulla necessità "di lavorare insieme per la
pace" ed ha evidenziato che "i lunghi negoziati"
hanno portato ad un risultato soddisfacente: Certo, ha fatto notare
Blair, "ci sono clausole di salvaguardia" ma l'impegno
turco ad estendere il Protocollo di Ankara a Cipro permette di
avviare le trattative. (Adnkronos/Aki)
18.12.2004 |
ELEZIONI
NELLA TRCN
La
decisione presa dal leader turco-cipriota Rauf Denktash appena messo
al corrente dell'accordo raggiunto a Bruxelles tra Ankara e i 25.
Il leader
turco-cipriota Rauf Denktash ha convocato nuove elezioni per il 20
febbraio prossimo.
Lo ha annunciato lo stesso Denktash poco dopo l'annuncio
dell'accordo a Bruxelles tra la Turchia e l'Unione Europea per
l'avvio di un negoziato di adesione di Ankara a Bruxelles.
L'accordo tra l'UE e la Turchia raggiunto prevede che quest'ultima
si impegni ad estendere entro il primo semestre del 2005 anche alla
Repubblica di Cipro il Protocollo dell'accordo doganale e
commerciale tra la Turchia e l'UE stessa. Tale accordo costituirebbe
un riconoscimento implicito da parte della Turchia della Repubblica
di Cipro che ha sovranità territoriale di fatto sulla parte greca
meridionale dell'isola divisa dalla parte nord abitata da circa 200
mila turco-ciprioti rappresentati dalla Repubblica di Cipro Nord (Trnc)
riconosciuta solo da Ankara.
L'accordo raggiunto al vertice europeo di Bruxelles prevederebbe
anche che lo stesso protocollo venga prima modificato per tenere
contro del problema di Cipro Nord. (take Ansa)
18.12.2004
DENKTASH:
"ANKARA NON CI ABBANDONERA'"
L'anziano e
combattivo presidente della Trnc, che il 20 sarà ad Ankara, ha
dichiarato che l'Europa si sta comportando in modo vergognoso.
Il leader turco-cipriota Rauf Denktash, dopo avere convocato nuove
elezioni a Cipro Nord per il 20 febbraio prossimo, ha dichiarato che
l'Unione Europea si sta comportando "come se i turco-ciprioti
non esistessero", ma ha aggiunto, subito dopo, che "la
Turchia non ci abbandonerà".
"E' una vergogna porre la questione di Cipro sulla strada della
Turchia in Europa. Non è molto intelligente cercare di creare una
sola nazione a Cipro dove ce ne sono due", ha detto Denktash
riferendosi ai lavori del vertice europeo.
"Noi andiamo verso una fase dura. Dobbiamo mettere da parte gli
interessi politici di parte e restare uniti e fermi. Dobbiamo agire
con la consapevolezza che la Turchia non ci abbandonerà", ha
aggiunto annunciando una sua prossima visita ad Ankara per il 20
dicembre prossimo. (take Ansa)
18.12.2004
RECORD
DELLA BORSA
La quotazione
ad Istanbul è stata di 24.361 punti sull'onda dell'euforia per le
notizie giunte da Bruxelles.
Record storico alla Borsa di
Istanbul che ha chiuso alla quotazione record di 24.361 punti, con
un aumento dell'1.8% rispetto a giovedì quando già aveva raggiunto
il suo massimo storico.
Gli analisti finanziari mettono in relazione gli aumenti delle
quotazioni realizzati ieri con l'euforia diffusa nel mondo degli
affari per l'accordo raggiunto a Bruxelles per l'inizio del
negoziato di adesione della Turchia all'UE.
La Borsa di Istanbul ha però chiuso alle 16:30 (15:30 in Italia)
quando ancora non si conoscevano i dettagli dell'accordo, annunciato
poco prima, e, pertanto, secondo gli stessi analisti si è
registrata una certa prudenza dei mercati in attesa di conoscere
tutti i particolari dell'accordo stesso. (take Ansa)
18.12.2004
REFERENDUM
IN AUSTRIA
Lo
ha annunciato il Cancelliere Wolfgang Schuessel. "E' giusto che
sia così - detto - A decidere deve essere anche il popolo".
"E'
giusto che a decidere e della Turchia all'Unione Europea non sia
solo il Parlamento ma anche il popolo". Così il Cancelliere
austriaco Wolfgang Schuessel ha annunciato la decisione di indire un
referendum in Austria sull'adesione della Turchia. L'Austria è
stata trai Paesi che maggiormente si opposta all'avvio di negoziati
con Ankara e aveva a lungo chiesto di offrire ai turchi una
relazione speciale invece di una adesione piena. (Adnkronos/Aki)
18.12.2004
IL LEGISTA CE':
"CIAMPI SCORRETTO"
Manifestazione
del Carroccio a piazza Montecitorio. Una delegazione aveva attesa il
Capo dello Stato davanti alla Camera ma questi, che era accompagnato
da Pierferdinando Casini, ha <dribblato> il gruppo.
La Lega "alza il tiro" sul Quirinale nella polemica
sull'ingresso della Turchia nell'UE. A scatenare le ire del
Carroccio, un mancato incontro di Ciampi con una rappresentanza
guidata dal capogruppo Alessandro Cè davanti a Montecitorio.
''E' molto scorretto che Ciampi non ci dedichi attenzione su temi
importanti come l'ingresso della Turchia in Europa e la ratifica
della Costituzione europea'', ha detto il capogruppo alla Camera.
L'incontro con il Capo dello Stato era nato per caso, perché i
parlamentari della Lega si erano dati appuntamento davanti alla
Camera per protestare sempre sulla Turchia in UE. Ciampi, invece, si
trovava a Montecitorio per le celebrazioni di Saragat. La
delegazion' leghista ha atteso Ciampi che, accompagnato sull'uscio
da Casini, ha <dribblato> Cè e compagni che volevano
parlargli: ''Mi auguro che non sia stato Casini che, per l'ennesima
ripicca, ci ha impedito di manifestare al presidente le
preoccupazioni dei padan e degli italiani. Sarebbe un comportamento
molto oltre le righe'', ha commentato Cè.
Il capogruppo della Lega ha anche spiegato che il Carroccio ha
inviato a Ciampi una lettera ''per avere un incontro con lui sulla
questione della ratifica della Costituzione europea''. Secondo Cè,
''il presidente della Repubblica, come garante della Costituzione,
deve essere garante dei valori di riferimento su cui è fondata la
nostra cultura, che poi sono i valori cristiani.
Ieri mattina la Lega era in piazza con intenzioni
"pacifiche": ''Non volevamo protestare, ma solo incontrare
Ciampi in modo cordiale. La scorta ci aveva anche detto che il
presidente poteva essere disponibile all'incontro''. Fallito
l'approccio al Capo dello Stato, i parlamentari del Carroccio hanno
poi regolarmente tenuto la loro manifestazione davanti a
Montecitorio contro l'ingresso della Turchia in UE. E' stato
srotolato uno striscione in cui si vedono due donne europee e due
donne turche, in burka, ma dietro le sbarre. ''La nostra protesta è
contro un Parlamento che non discute e che non vota'', ha spiegato
sempre Cè. (take Adnkronos)
18.12.2004
BORGHESIO
RESPINTO
L'europarlamentare
leghista era entrato nella sede del consolato generale turco a
Milano per consegnare un messaggio sulla questione armena.
L'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghesio, accompagnato da
alcuni <Volontari verdi> ha manifestato ieri pomeriggio a
Milano davanti alla sede del consolato generale della Turchia in via
Larga.
L'europarlamentare è entrato nella sede diplomatica ma non è stato
ricevuto dal console generale al quale voleva consegnare un
messaggio. Messaggio, come ha spiegato poi lo stesso Borghesio, nel
quale si ricorda "il genocidio degli armeni" e si
manifesta dissenso verso l'ingresso di Ankara nell'UE.
"Non mi hanno voluto ricevere - ha spiegato ai giornalisti
Borghesio - Siamo venuti qui per dire <no> alla Turchia in
Europa. Quanto questa sia lontana dai valori tradizionali in cui si
riconosce l'Europa lo dimostra il comportamento tenuto da questo
consolato. hanno chiesto alla polizia di allontanarci perché non
vogliono ricevere neppure un messaggio orale, non solo quello
scritto, che ricordi il martirio degli armeni". (take Ansa)
18.12.2004
DA ADESIONE, CRESCITA
DEI REDDITI AGRICOLI
La Coldiretti
favorevole all'ingresso della Turchia in Europa. Un Paese
decisamente all'avanguardia nel settore con ben 4 milioni di
aziende.
"La determinazione della
Turchia nelle trattative per l'adesione all'UE è fortemente
motivata dall'impatto positivo che avrebbe sui redditi agricoli come
dimostra il fatto che nei nuovi dieci Paesi membri, entrati nel
maggio del 2004, il reddito agricolo per addetto è aumentato di ben
il 54%, con punte del 108% per la Repubblica Ceca e del 74% per la
Polonia". E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati
Eurostat relativi all'andamento nel 2004 del reddito agricolo per
addetto nell'Unione Europea a 25, nel sottolineare che in Turchia un
terzo della popolazione è rurale e che l'agricoltura è la
principale fonte di occupazione con quattro milioni di aziende.
La Turchia - aggiunge l'organizzazione - è uno dei più grandi
produttori mondiali di grano ed orzo, ma anche di cotone, tabacco,
girasole, uva, patate, agrumi e soprattutto frutta secca rivestono
un ruolo importante. Per non parlare dei pistacchi e delle nocchie.
(da take Ansa)
18.12.2004
EMIGRAZIONE
DI MASSA
Un
terzo dei turchi, adesso che Ankara ha ottenuto l'adesione
all'Unione Europea, potrebbero andare a cercare lavoro all'estero.
Adesso che la Turchia ha ottenuto l'adesione all'Unione Europea e
sono cadute le frontiere che la
dividono dal resto d'Europa, un terzo dei turchi potrebbe
considerare l'idea di emigrare per lavoro. Lo ha rivelato un sondaggio
del gruppo demoscopico turco <Tns Piar>, in collaborazione con la sua
consorella danese <Tns Gallup>, che è stato pubblicato sul
settimanale danese A4, un periodico della Confederazione danese dei
sindacati.
Il 23 per cento dei 2.028 cittadini turchi interpellati aveva detto che
considera "molto probabile" uno spostamento in un altro
paese UE. Un altro 21 per cento aveva sottolineato di considerarlo
"probabile".
Secondo il sondaggio, la gran parte di quelli che intendono emigrare
sono giovani. Il 37 per cento degli interpellati tra i 18 e i 24
anni ha detto di considerare "molto probabile" un suo
spostamento.
<Tns Piar> ha inoltre rivelato che il 75 per cento del campione
appoggia l'adesione all'Unione Europea, mentre il 17 per cento
l'avversa. Gli indecisi sono l'8 per cento. (ApCom)
18.12.2004
OK AL
PRESTITO
Giudizio
positivo del Fondo Monetario Internazionale sul programma di
risanamento economico lanciato dalla Turchia. Si tratta di 10
miliardi di dollari.
 Il Fondo Monetario Internazionale
ha dato un giudizio positivo sul programma di risanamento economico
lanciato lanciato dalla Turchia, aprendo la porta ad un prestito di
dieci miliardi di dollari che Ankara sta da tempo negoziando.
"Negli ultimi tre anni il programma economico della Turchia ha
realizzato risultati positivi - ha detto il direttore generale del
Fmi, Rodrigo Rato - La produzione è cresciuta rapidamente,
l'inflazione è caduta al livello più basso in una generazione e il
debito pubblico è declinato notevolmente".
"Per progredire ulteriormente le autorità turche hanno
formulato un dettagliato piano economico triennale, per il quale
stanno cercando il sostegno dell'Fmi - afferma la dichiarazione di
Rato - Penso che il nuovo programma, se messo in pratica con
successo, aiuterà la Turchia a creare nuovi posti di lavoro, per la
riduzione dell'inflazione a livelli europei e rafforzare la
robustezza della economia turca, in parte attraverso un ulteriore
declino del debito pubblico".
La valutazione positiva sembra aprire la porta ad un nuovo prestito
di dieci miliardi di dollari che la Turchia sta cercando di ottenere
dal Fmi in vista della scadenza nel febbraio prossimo del precedente
pacchetto finanziario da 19 miliardi di dollari. (da take Ansa)
18.12.2004
NIENTE
FESTEGGIAMENTI DI FINE ANNO
L'invito
dovrà venire - secondo la segnalazione della Direzione Generale
Affari Religiosi turca - dagli iman. Meno alcol e più valori
musulmani e nazionali.
Il Governo turco, che in Turchia, attraverso la
Direzione Generale
Affari Religiosi (Diyanet), fissa
i temi delle prediche del venerdì, ha ordinato quest'anno agli imam delle
moschee di invitare i fedeli, nelle prediche di venerdì
31 dicembre, a non festeggiare l'anno nuovo, ma ad attenersi
ai ''valori musulmani e nazionali''.
''Non possiamo
assumere come nostri valori religiosi e nazionali le celebrazioni di
fine anno e gli usuali comportamenti
come l'eccessivo alcool, giochi d'azzardo e le
spese
eccessive'', è scritto nelle istruzioni governative agli
imam predicatori,
che in Turchia sono funzionari statali
selezionati
ed assunti dallo stesso Diyanet che controlla che
non
facciano propaganda politica e fondamentalista.
''Questi comportamenti possono causare il decadimento dei
nostri valori nazionali ed
allontanarci dalla nostra identità
nazionale.
Non imitiamo questi usi che non sono compatibili con
i
nostri valori e che né Dio, né il Profeta approverebbero'',
continuano le
istruzioni pubblicate sul sito web del Diyanet.
La Turchia, Paese ufficialmente musulmano al 99.8% (in
realtà in questa
cifra vengono indebitamente inclusi gli
aleviti
che non si considerano musulmani), è dal 1926, per
volontà
del suo fondatore Kemal Ataturk, uno dei pochi Paesi
musulmani
che adotta pienamente il calendario occidentale e che
considera
la domenica il giorno festivo della settimana.
La festa di fine anno si è da allora sempre più
popolarizzata
ed è segnata anche dall'albero illuminato che,
però
in Turchia non ha valenze cristiane. (take Ansa)
18.12.2004
ERDOGAN A GENNAIO IN SIRIA
Dopo
l'ultima crisi svoltasi nel 1998, in cui si rischiò il ricorso
alle armi, i rapporti tra Ankara e Damasco sono andati
gradualmente migliorando. I due Paesi oggi condividono la
preoccupazione riguardante una possibile divisione dell'Irak.
Nei giorni scorsi il primo
ministro turco Recep Tayyip Erdogan, leader del partito islamico moderato
"Sviluppo e Giustizia", ha annunciato l'intenzione di recarsi
il mese prossimo in visita ufficiale in Siria, accettando cosi
l'invito ricevuto nei giorni scorsi dalla sua controparte siriana
Naji Ottri. Queste parole sono state precedute qualche giorno prima
da alcune dichiarazioni rese alla stampa dall'attuale ministro
degli esteri turco ed ex premier Abdullah Gul, secondo il quale lo
stato attuale delle relazioni tra i due paesi è eccellente. Al di là
della retorica imperante, indubbiamente, i rapporti che intercorrono
attualmente tra i due paesi sono migliorati. Appaiono cosi lontani i
tempi in cui i due paesi erano vicini alla guerra, nel 1998, allorché
Damasco fu accusata da Ankara di fornire appoggio, riparo e sostegno
logistico ai separatisti curdi del Pkk ed al loro leader Abdullah
Ocalan. Quest'ultimo per anni ha vissuto a Damasco e i suoi gruppi
hanno avuto la possibilità di utilizzare alcune basi di
addestramento situate nella valle del Bekaa, in Libano, zona
notoriamente controllata dalla Siria.
Il punto di svolta nei
rapporti tra i due Paesi si ebbe proprio nel corso di quell'anno,
allorché nell'ottobre del 1998, con la firma dell'Accordo di
Adana, i Siriani decisero di porre fine al sostegno offerto ai
separatisti del Pkk. Ed è proprio la questione
curda, oggi, uno degli elementi strategici che, in particolare negli
ultimi mesi, ha indotto i due vicini a rinsaldare le relazioni.
Attualmente l'obiettivo comune del paese guidato da Bashir Al
Assad e di quello guidato da Erdogan è evitare che nel nord
dell'Iraq nasca un'entità autonoma curda che possa cosi ridar
fiato alle istanze separatiste dei Curdi che vivono in Siria e in
Turchia.
Nei mesi scorsi in Siria vi
sono stati alcuni gravi incidenti che hanno visto protagonisti la
comunità curda siriana. Nel marzo scorso, in seguito ad un incontro
di calcio avvenuto nella città di Qamishili, gli scontri avutisi
tra le due opposte tifoserie, una araba e l'altra curda,
provocarono l'intervento delle forze di sicurezza in seguito al
quale ci fu la morte di sei persone. Questi scontri hanno scatenato
una reazione a catena, con varie manifestazioni di protesta che si
sono propagate in molte altra città, come per esempio nei centri di
Hasaka e Amuda, nelle quali sono state date a fuoco alcuni sedi del
Baath, il partito che guida il regime siriano oramai da decenni.
Sempre in quei mesi, il Meib
(Middle East Intelligence Bulletin) dell'aprile 2004 ha rivelato
come il governo siriano abbia armato la popolazioni araba residente
nelle zone dove è concentrata la presenza curda in Siria.
La caduta di Saddam ha
stravolto il quadro geo-politico medio orientale e ha posto al
vertice dell'agenda politica regionale anche la questione relativa
ad un'eventuale indipendenza della parte nord dell'Irak.
Nonostante ufficialmente i due
leader riconosciuti dei due principali partiti curdi iracheni, Jalal
Talabani, capo del Upk(Unione Patriottica del Kurdistan) e Masoud
Barzani, leader del partito democratico del Kurdistan (Pdk) si
dicano semplicemente a favore di un'ampia autonomia nel quadro di
un Iraq federale, secondo molti osservatori questa autonomia sarebbe
in realtà una maschera sotto la quale si celerebbe una sorta di
indipendenza de-facto.
La collaborazione tra i due
paesi è innanzitutto attualmente orientata a evitare la creazione
di un Kurdistan autonomo, sia che esso acquisisca lo status di
entità formalmente indipendente e sovrana sia che esso diventi una
regione ad ampio grado di autonomia all'interno di un Iraq
federale, poiché uno scenario di questo tipo potrebbe essere
foriero di seri rischi per la stabilità politica interna dei due
paesi.
In questo senso il rapporto
privilegiato che sussiste tra gli Usa e la Turchia, nonostante le
frizioni degli ultimi due anni, è agli occhi della Siria
un'importante garanzia contro la creazione di un entità
amministrativa curda indipendente in Iraq, data la capacità di
pressione che l'alleato turco ha nei confronti di Washington. Già
nel momento in cui gli Usa paventarono la possibilità che i curdi
iracheni potessero ottenere l'indipendenza, o in subordine
l'autonomia, come premio per il loro impegno anti-Saddam, la
Turchia oppose subito più ferma disapprovazione ad un'ipotesi del
genere.
Ma le buone relazioni
stabilite tra i due paesi non si fermano alla condivisone di intenti
per ciò che concerne la questione dell'indipendenza curda.
Nonostante la Turchia sia uno degli alleati più importanti degli
Stati Uniti e membro della Nato, tutti e due i paesi hanno espresso
la loro più ferma condanna dell'intervento americano in Irak. La
Siria, conscia dei rischi che la presenza militare americana
all'interno di un paese confinante comporta, punta ad allentare
sia la tensione con gli USA sia ad avere buoni rapporti con tutte le
altre potenze regionali, e le buone relazioni con la Turchia possono
essere lette come strumentali al raggiungimento di questi obiettivi.
Attualmente buoni rapporti
intercorrono tra i due Paesi anche nel campo dell'interscambio
commerciale. Il ministro turco per gli Affari Economici, Kursad
Tuzmen, ha
dichiarato che alla fine di dicembre verrà formalizzato e firmato a
Damasco un accordo commerciale tra i due Paesi. Gli investimenti di
compagnie turche nel paese hanno raggiunto la considerevole cifra di
150 milioni di dollari nell'ultimo anno. I settori più proficui
in tal senso sono quelli del turismo, dell'aviazione civile e
soprattutto quello dell'energia, dove negli ultimi mesi si è
avuto una sempre più crescente cooperazione per ciò che riguarda
la sfruttamento delle riserve di gas, petrolio, fosfati e del ferro.
In questo
contesto di ampia collaborazione però sussistono ancora importanti
elementi di tensione; con alcuni di essi che appaiono in via di
risoluzione, o che quanto meno non incidono in maniera sostanziale
nella dinamica dei rapporti tra i due paesi, ed altri che invece
costituiscono delle potenziali minacce alla stabilità delle
relazioni tra i due vicini.
La questione relativa al Sangiaccato di Alessandretta, provincia che
in turco è chiamata Hatay, passata dalla Siria alla Turchia alla
fine degli anni '30, può essere annoverata nel primo ambito
precedentemente individuato.
Questa area, reclamata ancora oggi dai Siriani e abitata da una
popolazione a maggioranza turca, è appartenuta alla Siria fino al
1939. Essa godeva di uno statuto speciale dal 1921, ma le spinte
separatiste dalla Siria sono sempre state molto forti. Nel 1937,
nell'ambito della Società delle Nazioni, la Turchia sollevò la
questione e riuscì ad ottenere un allentamento, tramite un accordo
con i Francesi, dei legami della provincia con la Siria in quegli
anni protettorato francese in seguito agli accordi Sykes - Picot.
L'allentamento dei legami raggiunti con gli accordi del 1937
furono propedeutici al totale assorbimento da parte turca
dell'intera zona, avvenuta nel 1939. Nei mesi scorsi tuttavia
Bashir Al Assad ha dichiarato che la questione relativa all'area
di Hatay è un "problema in via di soluzione", abbassando cosi
nettamente i toni della polemica e derubricando, almeno
momentaneamente, la questione dall'agenda politica dei due paesi.
In questa area scorre il fiume Oronto, che nasce in Siria e continua
il suo corso in Turchia, e sul cui sfruttamento non si è mai
raggiunto un accordo, poiché ciò avrebbe significato per la Siria
riconoscere la sovranità turca sull'area.
Ed è proprio la condivisone e l'utilizzo delle risorse idriche la
più spinosa tra tutte le questione che attualmente definiscono i
rapporti bilaterali tra i due Paesi, ed è questo l'unico elemento
che potrebbe causare in futuro un nuovo deterioramento dei rapporti
tra i due Paesi, anche se una crisi come quella avuta nel 1998
appare sostanzialmente lontana.
Il centro attorno al quale si inerpica l'intera questione è
l'utilizzo delle acque del Tigri e dell'Eufrate, che nascono in
Turchia per poi andare a morire nel Golfo Persico, passando per la
Siria e per l'Irak. L'acqua è da sempre un importante strumento
di pressione geopolitica utilizzato da Ankara nei confronti dei suoi
due vicini. Per esempio nel 1987 l'allora premier e futuro
presidente turco Turgut Ozal firmò un accordo con la controparte
siriana che assicurava a Damasco una fornitura minima di circa
500m3/s di acqua, in cambio di un aiuto concreto per ciò che
riguardava la questione della sicurezza, ed alcuni mesi dopo, quando
i Turchi giudicarono insufficiente l'impegno siriano in questo
specifico ambito, minacciarono di diminuire nettamente il flusso
d'acqua promesso in precedenza. Il fulcro dell'intera questione
è costituito dal Guneydogu Anadolu Project (G.A.P.), il progetto
turco nato nei primi anni '80, che prevede la costruzione
nell'area sud orientale della penisola anatolica di circa 22
dighe, tra cui spiccano la diga Ataturk costruita nel 1990 e alta
circa 170 m e la diga di Ilisu, alta 135 metri e capace di
convogliare un volume massimo pari a 10,4 miliardi di metri cubi
d'acqua. Il progetto prevede inoltre la costruzione di 19 impianti
idroelettrici e di una rete di irrigazione che dovrà coprire 1,7
milioni di ettari di terra nelle 9 province coinvolte nel progetto,
comprendendo cosi un fetta di territorio pari a circa il 10%
dell'intero territorio nazionale turco.
La Siria in passato ha additato alcuni problemi avuti nei settori
dell'elettricità e dell'agricoltura proprio a queste dighe
costruite dai Turchi, le cui finalità erano, secondo molti
osservatori, non solo volte a migliorare l'efficienza economica
produttiva del paese anatolico, ma erano e sono tutt'oggi anche
una leva di potere da brandire contro la Siria e l'Irak qualora ve
ne fosse la necessità. Nel corso della visita fatta da Bashir Al
Assad in Turchia nei mesi scorsi il presidente ha accuratamente
evitato di porre l'accento su questa problematica, dicendosi
convinto che il problema dell'acqua verrà risolto di comune
accordo grazie al progressivo miglioramento dei rapporti tra i due Paesi.
Il basso profilo tenuto in una delle principali questioni che hanno
reso difficili i rapporti tra i due paesi in passato è indice di
come, nel breve periodo, le priorità geopolitiche della Siria siano
altre, e che, per il raggiungimento di tali obiettivi, il rapporto
di buon vicinato coi Turchi è di vitale importanza.
Damasco ha sempre
percepito la Turchia come un potenziale egemone regionale, e i due
principali strumenti attraverso i quali Ankara avrebbe dovuto
rincorrere questo "primato", agli occhi della leadership
Siriana, sono costituiti dal controllo che ha la Turchia sulle
risorse idriche dell'area e dalla partnership strategica con
Israele, che nel momento in cui nacque la Siria lesse come una seria
minaccia, poiché si sentiva in qualche modo circondata dai due
"neo-partner"e poiché rafforzava diplomaticamente entrambi i
paesi, indebolendola per ciò che riguardava la problematica
dell'approvvigionamento idrico con la Turchia e per ciò che
riguardava la partita diplomatica del processo di pace con Israele.
Il sostegno siriano ai gruppi separatisti Curdi operanti in Turchia
andava letto proprio in questa "cornice strategica", cioè era
finalizzato a indebolire e destabilizzare internamente la Turchia,
sulla falsariga di ciò che accade con Hizballah e Hamas nei
confronti di Israele, per contrastare e danneggiare la sua
proiezione di potenza esterna, anche se oggi questa esigenza,
soprattutto dopo la guerra in Irak, è meno sentita dalla Siria, i
cui principali obiettivi geo -strategici nell'immediato sono due:
- evitare lo smembramento dell'Iraq in tre entità amministrative,
esigenza condivisa anche dalla Turchia e da altre potenze regionali,
come per esempio l'Iran o l'Arabia Saudita
- evitare lo scontro militare con gli Stati Uniti
Il progressivo miglioramento dei rapporti diplomatici con la
controparte Turca si inserisce cosi in questo quadro sistemico, dove
le esigenze derivanti dalla particolare congiuntura strategica
dell'intera area portano ad esaltare gli elementi di coesione e a
lasciare in penombra, ma non ad elidere del tutto, gli elementi di
divisione che in passato hanno dominato e caratterizzato i rapporti
tra i due vicini (Dario Cristiani/equilibri.net)
18.12.2004
COMMERCIO:
FIRMATA INTESA <TASK-FORCE> ITALO-TURCA
E'
uno dei risultati della missione guidata dal vice-ministro alle
Attività Produttive Adolfo Urso. 650 incontri bilaterali. Firma di
un accordo per l'estensione del contratto per la fornitura di
elicotteri alla guardia costiera turca. Lettera di intenti per un
nuovo investimento Fiat.
 I ministeri dell'industria e e delle Attività Produttive di
Turchia ed Italia hanno firmato ad ankara un memorandum di
collaborazione per creare una task-force per incrementare le
relazioni commerciali tra i due Paesi. E' questo uno dei risultati
della missione guidata dal vice-ministro alle Attività Produttive
Adolfo Urso che per tre giorni ha guidato una delegazione di imprese
italiane che hanno avuto in Turchia oltre 650 incontri bilaterali
con imprese locali. Nell'ambito della missione, organizzata dall'Ice
e dall'ambasciata, è stato annunciato anche che a marzo giungerà
in Italia una delegazione del Governo turco per annunciare alle
imprese italiane il piano di privatizzazione delle imprese nazionali
turche ed altre opportunità di investimento.
"Questa missione è stata una testimonianza straordinaria dei
rapporti economici e politici che ci sono tra l'Italia e la Turchia
e possiamo manifestare piena soddisfazione per gli incontri avuti a
livello politico con gli esponenti del Governo", ha detto il
vice-ministro Urso in occasione della firma del memorandum di
intesa, a cui hanno partecipato anche le associazioni
imprenditoriali e le Camere di Commercio dei due Paesi, con il
ministro dell'Industria Ali Coskun. Urso ha sottolineato ancora una
volta come la missione italiana fosse giunta a ridosso della
riunione del Consiglio d'Europa per l'adesione della Turchia all'UE,
di cui "l'Italia è stata sempre una convinta assertrice".
Urso, che ha anche annunciato la firma di un accordo da parte di
<Agusta Westland" per l'estensione del contratto per la
fornitura di elicotteri alla guardia costiera e di un altro accordo
di collaborazione tra <Fincantieri> ed il cantiere turco
<Rmk Marine > (Gruppo Koc), si è detto convinto che gli
incontri avuti in questa missione siano preludio di "ulteriori
investimenti italiani in Turchia". Il vice-ministro ha
ricordato infatti che anche le imprese già presenti nel Paese
intendono incrementare la loro presenza: la stessa <Fiat> ha
infatti firmato una lettera di intenti per un nuovo investimento
volto ad ampliare gli stabilimenti già operativi.
"Siamo inoltre convinti che sia possibile arrivare ad altre
forme di collaborazione per realizzare qui linee di produzioni sia
civili che militari", ha aggiunto il vice-ministro -
sottolineando come per l'Italia "rivestano molta importanza i
colloqui avuti sul piano di privatizzazione in corso e per la
realizzazione di grandi infrastrutture civili come le linee
ferroviarie e il tunnel nel Bosforo così come le collaborazioni
industriali in campo aeronautico ed elicotteristico".
"Questa missione apre nuove ed intense strade di
collaborazione", ha detto il vice-ministro che, annunciando la
missione delle imprese turche in Italia, ha sottolineato come questo
sarà "preludio alla missione del presidente Ciampi che si
terrà nell' ottobre 2005 con un'ampia delegazione di imprese. Mi
auguro - ha concluso - che per quella data il processo del negoziato
con l'Europa per l'ingresso della Turchia sia ormai iniziato".
(da take Ansa)
18.12.2004
TURCHIA VERA MECCA DEL
<MADE
IN ITALY>. LO AFFERMA IL VICEMINISTRO ADOLFO URSO
Successo
della missione che ha toccato le città di Istanbul, Ankara e
Gaziantep. un potenziale mercato di 72 milioni di consumatori con un
reddito pro-capite di 10 mila dollari. Il Paese anatolico inteso per
l'Italia come una "piccola Cina"
''La Turchia, dove già operano oltre 150 piccole e medie imprese -
ha dichiarato il vice-ministro delle Attività Produttive
Adolfo Urso in
missione ad Istanbul, Ankara e Gaziantep - Urso
- è considerata una vera miniera per il made in Italy grazie ad
un potenziale
mercato di 72 milioni di consumatori, con un reddito medio
pro-capite di 10 mila dollari. Anche la posizione geografica è strategica tra
l'Europa, l'Asia ed il Medio Oriente, e siamo convinti che il suo
ingresso in Europa continuerà a favorire l'internazionalizzazione
delle nostre aziende. La Turchia -ha proseguito
Urso - è un po' la nostra "piccola Cina", una sorta di Mecca per le
nostre Pmi, vera porta d'ingresso per conquistare i mercati
mediorientali''.
La missione ha avuto una tappa significativa ad Ankara dove il vice-ministro
ha
incontrato tra gli altri il ministro dell'Industria Ali Coskun,
quello del
Commercio Estero, Kursad Tuzmen ed il ministro della Difesa, Vecdi
Gonul. Nel primo
semestre del 2004 l'interscambio tra i due Paesi ha raggiunto la cifra complessiva
di 9.1 miliardi di euro con un saldo positivo per l'Italia
di poco meno di 2 miliardi di euro.
Gli investimenti italiani in Turchia posizionano il nostro Paese nei primi
posti in particolare nel settore bancario, con <Unicredit>
e <Capitalia>, senza dimenticare le principali imprese italiane
che sono presenti nel mercato turco dalla <Fiat> alla <Pirelli>,
da <Barilla> a <Telecom Italia>. (take Adnkronos)
18.12.2004
MODELLO AL
MONDO ISLAM
Lo ha
detto, riferendosi alla Turchia, il vice-ministro italiano alle
Attività Produttive Adolfo Urso. Il pieno rispetto dei diritti
civili ed umani.
Con l'ingresso in Europa la Turchia "diventerà un modello
positivo per il mondo islamico". Lo ha detto il vice-ministro
alle Attività Produttive Adolfo Urso in occasione di un incontro
tenuto ad Istanbul con il ministro dell'Industria turco Ali Coskun.
"Auspichiamo che il processo per l'ingresso della Turchia in
Europa perché ciò avrà conseguenze enormemente positive per
l'Europa e per l'Italia che avrà più peso nel mediterraneo ed
anche nell'UE. Ciò - ha aggiunto il vice-ministro italiano - sarà
molto positivo anche per il mondo islamico che avrà davanti a sé
un modello vincente: quello della Turchia che ha pieno rispetto dei
diritti civili ed umani".
Urso ha anche sottolineato che la Turchia ha su questo tema "un
diritto storico, avendo difeso, per oltre 40 anni, la nostra
libertà e quella dell'Europa. se Bulgaria, Cecoslovacchia e Romania
potranno entrare in Europa, questo - ha concluso - sarà merito
storico soprattutto della Turchia". (take Ansa)
18.12.2004
UN
INTERSCAMBIO MOLTO
SODDISFACENTE
Nei
primi nove mesi di quest'anno quello che intercorre tra Italia e
Turchia è cresciuto del 34%. I dati forniti dalle Camere di
Commercio di Istanbul e Izmir.
L'interscambio commerciale
con l'Italia è cresciuto del 34% nei primi nove mesi del 2004 e a
fine anno supererà per la prima volta i 10 milioni di dollari. Da
anni, il nostro Paese é il secondo partner commerciale della
Turchia. Nel 2003 le esportazioni sono ammontate a 5.446.043 di
dollari Usa, contro 3.166.67 per le importazioni. I dati sono stati forniti dalle
Camere di Commercio italiane in Turchia, a Istanbul e Izmir.
Nel 2003 il Pil è cresciuto del 4.9% e l'incidenza dei diversi
settori sull'economia è stata: industria (30%) agricoltura (13.3%)
edilizia (3.5%) servizi (2.3%). Ad oggi sono circa 300 le aziende
italiane in Turchia. Da notare tra i settori più interessanti per i
nostri investimenti, l'industria navale che con la sua capacità
costruttiva di 500 mila dwt/anno costituisce l'1.66% della capacità
mondiale.
Essa è quindi un grande mercato per le aziende italiane produttrici
di sub-fornitura nautica. Importante anche l' industria della carta
con 2.370.400 tonnellate nel 2003. Per quanto riguarda l'oreficeria,
la Turchia si posiziona al secondo posto mondiale dopo l'Italia.
Altri settori vitali sono il tessile (export +25.8% tra gennaio e
settembre) e il marmo (quinto posto mondiale).
Le Camere di Commercio italiane a Istanbul e Izmir
hanno in totale 492 soci e svolgono soprattutto azioni informative,
come road show e seminari sulle opportunità d'investimento in
Italia; assistono le delegazioni turche alle fiere italiane (Milano,
Verona, Carrara); allestiscono missioni di incoming, ad esempio nel
2005 alcuni industriali turchi saranno in missione a Viareggio
grazie all'aiuto della Cci di Istanbul. (take Agi)
18.12.2004
BOSFORO:
IN GARA PER IL TUNNEL
Per
tale progetto <Astaldi> si candida per la fornitura degli
accessi ferroviari mentre <Ansaldo Trasporti> punta ad
aggiudicarsi il lotto, il secondo, per completare la ferrovia.
 <Finmeccanica>, con le sue società del settore civile, si
candida alla realizzazione del tunnel sotto il Bosforo. E' quanto
emerso in occasione della missione del vice-ministro alle Attività
Produttive con delega al Commercio Estero Adolfo Urso che ha guidato
una delegazione di imprese italiane in Turchia.
Per questo progetto <Astaldi> si candida per la fornitura
degli accessi ferroviari al tunnel, mentre <Ansaldo Trasporti>
punta ad aggiudicarsi il lotto, il secondo, che completerà la
ferrovia che attraversa il Bosforo. Questo appalto vale 200 milioni
di euro per lavori che interessano tutte le imprese del gruppo.
Sempre <Ansaldo>, che ha già firmato contratti del valore di
60 milioni di euro per la metro leggera di Ankara, e che lo scorso
mese si è aggiudicata un contratto per la fornitura di tram a
Kayseri da 50 milioni, ora cerca nuove opportunità per la fornitura
di metro e bus a Samsun, Istanbul ed Ankara nell'ambito del progetto
di sviluppo del sistema infrastrutturale turco. In tale ambito la
società punta anche alla vendita di 60 locomotive elettriche per un
valore di 200 milioni di euro e di32 treni elettrici per 140
milioni. <Astaldi> partecipa invece alla gara per la
costruzione della nuova ferrovia tra Istanbul ed Ankara. (da take Ansa)
18.12.2004 |
OPERAZIONE
DA 500 MLN DI EURO
La
chiuderà entro l'anno la <Sace> che contribuirà a
consolidare l'impegno della società verso la Turchia.
Entro la fine dell'anno la <Sace> prevede di chiudere una
nuova operazione strategica che prevede una copertura assicurativa
di circa 500 milioni di euro e che contribuirà a consolidare
l'impegno della società verso la Turchia.
Nei primi undici mesi di quest'anno, la <Sace> ha già
assicurato circa 50 operazioni in Turchia di cui il 15% riguarda
imprese di medie e piccole dimensioni per un impegno complessivo di
oltre milioni di euro.
Nei confronti della
Turchia la <Sace> ha anche deciso di affiancare le imprese
italiane oltre che con la tradizionale offerta di prodotti
assicurativi dei crediti all'export, anche con servizi di
consulenza, come previsto dal nuovo piano industriale che ha
ampliato le missioni della società. (take Ansa)
18.12.2004 PASSI
IN AVANTI PER LE FERROVIE DELLO STATO
La Turkish
Republic State Railwais (Tcdd) riceverà carrozze di seconda mano
dalla Germania. L'offerta di collaborazione da parte di Berlino
sarebbe gratuita. L'importante è migliorare il servizio e
soprattutto la sicurezza dei viaggi. I tragici precedenti.
Turkish
Republic State Railways (Tcdd) will introduce passengers to speedy
wagons in the first step towards accelerated trains.
The state railways will receive free second hand passenger cars on
trial from Germany. If tests for the wagons are successful, new
orders will be given. First-class wagons are planned to be used
mostly in eastern and southeastern railroad lines. Germany offered
the free train cars for Tcdd under the framework of a formally
signed cooperation agreement.
Perceiving the offer as positive, the Tcdd administration technical
team went to Germany to evaluate the rolling stock. Finding them
more advanced than the first class Tvs 2000 type cars produced by
Turkish Train Cars Industry Corporation in Adapazari, they
recommended the approval of the offer. 14 passenger train cars
including two dining cars and 12 with first class compartments will
be sent to Turkey in the following days.
A top-level officer said they were pleased with the
domestically-produced Tvs 2000 train cars, but that the quality of
the German train cars should not be underestimated. The same officer
also added: "Loss is not the issue here. We are not paying for
them and if we don't like them, we will return the wagons in line
with the agreement. Although they were produced years ago, the train
cars are in perfect condition. We think that passengers traveling in
these wagons will be pleased. " (Selim Kuvel/Zaman)
18.12.2004
IL
PROGRESSO CIHAN
La nota
agenzia di stampa turca disponibile anche sul telefonino. Per
saperne di più basta andare sul sito
www.cihan.com.tr
Cihan
News Agency has started a news service for mobile phone users.
CihanMobil works on mobile phones operating java and Gprs.
CihanMobil is the first news service for cellphone users in Turkey.
The service allows users to follow events throughout the day
wherever they are using only their telephone. CihanMobil can work
with all operators on prepaid and billed lines, covering five areas
of Hot News, Current, Economy, Sport and Life. To benefit from the
rich content of the news service around the clock, there is an
application form on
www.cihan.com.tr . On completion of the
subscription process, subscribers benefit from CihanMobil services.
Subscriptions to Cihan News Agency's CihanMobil system are free
until February 2005, and then will only be 1 Ytl a month, with
subscription options for six months or a year. For more information,
see
www.cihan.com.tr. (Zaman)
18.12.2004 |
ANCHE GLI
AMERICANI COMPRANO
Succede
infatti che una azienda turca venda tecnologia laser all'esercito a
stelle e strisce. Niente più pallottole. A trarne vantaggio
pure gli israeliani.
For
the past three years, Turkey has been selling a training system to
the US and Israelı armed forces that uses lasers for shooting
opportunities instead of real bullets.
The New Generation Shooting Systems-Mini-Rrets, provide real
shooting opportunities at targets that are sensitive to lasers with
laser signals installed on the real gun's barrel. Therefore, it
reduces cost at soldier training camps. The systems have not been
used in Turkey because they are not advantageous financially to the
Turkish Armed Forces.
Hursel Kendir, the Chairman of Electronic Design Industry and Trade
AC (Eta), the company that produced the system, said yesterday that
they have targeted to the Turkish Armed forces, and have even
proposed it to the Defense Industry Undersecretariat.
Kendir said his system is the "the first in the world". So
far, Mini-Rets, which is the entire focus of Kendir's company,
earned him $2 million in exports to America and Israel. (Ismail
Altunsoy/Zaman)
18.12.2004
GARA DI
APPALTO PER TEKEL
La
scadenza per l'acquisto dei tabacchi di Stato turchi è stata
fissata al 18 febbraio prossimo. Chiunque ne sia interessato può
parteciparvi.
Turkey invited bids for
the sale of the tobacco business of state concern Tekel and it set a
Feb. 18 deadline for submissions.
Turkey cancelled the sale of the company's tobacco operations in
November 2003 after bids in the tender fell short of government
expectations.
Japan Tobacco (2914.T:
Quote,
Profile,
Research)
made the highest bid of $1.15 billion at that time. British American
Tobacco (Bats:l:
Quote,
Profile,
Research)
also participated.
Bidders must pay a temporary guarantee of $30 million to participate
in the tender. Negotiations will follow closed bids.
Turkey's privatisation office decided in favour of an "asset
sale" rather than the block sale of company shares in order to
eliminate possible risks and attract investors, said tobacco sector
sources.
Under the asset sale method, the privatisation office rather than
the buyer will remain responsible for Tekel tobacco's legal problems
and debt obligations.
"This will strengthen prospects for the company's sale,"
said a tobacco sector specialist.
The 142-year-old Tekel controls a large share of Turkey's cigarette
market, the world's sixth largest. (Reuters)
18.12.2004
PANICO AD ISTANBUL PER
UN VIOLENTO INCENDIO
In una
multisala del quartiere Sisli si stava programmando in film
dell'orrore. 154 persone ricoverate per asfissia. Accertate le cause
del disastro.
Panico per un incendio
scoppiato in un cinema multisala di Istanbul dove era in corso la
prima di un film dell'orrore turco. Non vi sono state vittime, ma
almeno 130 persone sono state ricoverate in ospedale, la maggior
parte con sintomi di intossicazione da fumo.
La causa dell'incendio - sviluppatosi rapidamente nell'atrio del
cinema, che sorge all'interno di un grande complesso commerciale nel
quartiere di Sisli, sulla sponda europea della metropoli sul Bosforo
- è stata con ogni probabilità una candela che ha dato fuoco alla
scenografia, una sorta di <galleria del terrore>, allestita
per la prima di "Buyu" (Maleficio).
"Quasi 130 persone sono state curate negli ospedali per aver
inalato fumo, cinque sono in condizioni critiche", ha detto il
capo della polizia di Istanbul, Celalettin Cerrah, alla televisione
<Ntv>. Altre reti hanno riferito di 154 ricoverati.
L'incendio è scoppiato verso le 21:30 (ora locale) quando era da
poco cominciata, in una delle sette sale del cinema multiplex, la
proiezione del film. Le fiamme si sono propagate rapidamente ed è
stato panico.
Squadre di soccorso e pompieri sono giunti in forze e
tempestivamente sul posto, consentendo una rapida evacuazione delle
quasi mille persone presenti. Molti di quelli che venivano portati
via - tra i quali attori e celebrità locali - avevano il volto
annerito dal fumo e apparivano sotto shock. Alcuni piangevano, altri
accusavano i responsabili del locale.
"Stavo guardando il film con un'amica e dopo dieci minuti ci
hanno detto di uscire", ha raccontato alla <France Presse> Hale
Kaplanoz, 25 anni, mentre si ripuliva il viso dal nerofumo.
"All'inizio abbiamo pensato che si trattasse di uno scherzo
legato al film. Ma nei corridoi era tutto buio e abbiamo avuto molta
paura", ha aggiunto la ragazza, precisando che i pompieri hanno
rotto alcuni vetri per agevolare l'uscita della folla.
Alcuni spettatori hanno riferito che le uscite di sicurezza erano
bloccate, ma la circostanza è stata smentita da altri, tra cui il
capo della polizia di Istanbul, il quale ha precisato che gran parte
dello sgombero è avvenuto attraverso le scale di soccorso situate
sul retro del complesso.
"Quando la luce si è spenta, vi è stato grande panico",
ha detto un altro spettatore, di 29 anni, secondo il quale
l'interruzione dell'elettricità è stata provocata dall'attivazione
dei sistemi automatici anti-incendio. "Le luci si sono spente
all'improvviso e la gente ha usato quelle dei telefonini per trovare
la via d'uscita. Qualcuno ha abbattuto una porta e siamo scappati.
Nessuno capiva cosa stesse succedendo, è scoppiato il panico",
ha raccontato un altro.
"Quella che avrebbe potuto essere una vera catastrofe ha
causato in definitiva solo pochi danni", ha commentato Mustafa
Sarigul, sindaco del distretto di Sisli. Sarigul ha annunciato
l'apertura di un'inchiesta e parlato di "incuria e
negligenza" da parte del gestore del cinema. "Le candele
avrebbero dovuto essere sistemate altrove", ha detto.
(Ticin@line)
18.12.2004
LA BIBBIA IN TURCO
Prima
tiratura in 15 mila copie del testo sacro che entra tra le 141
lingue finora tradotte. Saranno distribuite parte in patria e parte
nell'Europa occidentale.
Con una prima tiratura di 15.000 copie, il turco entra in questi
giorni tra le 141 lingue in cui, dal 1978, l'Opera di diritto
pontificio "Aiuto alla Chiesa che Soffre" (Acs) ha tradotto
"Dio parla ai suoi figli", la raccolta di testi biblici
realizzata da Acs e finora diffusa in oltre 40 milioni di copie. Le
15.000 copie in lingua turca saranno distribuite parte in Turchia e
parte - circa 5.000 - tra i turchi residenti in Europa Occidentale.
Molto positivi i commenti all'iniziativa, tra cui quello di padre
Lorenzo Piretto, sacerdote domenicano in servizio a Istanbul, il
quale ha affermato che "la catechesi della Chiesa in Turchia trarrà
da questa iniziativa grande beneficio, avendo a disposizione una
sintesi della Sacra Scrittura nella propria lingua". Tra le nuove
lingue in cui "Dio parla ai Suoi figli" è stata tradotta nel
2004 ci sono anche tukano e xerente per il Brasile, creolo per le
Isole Mauritius, tiv per la Nigeria, bengali e kannada per India. (S.L.)
(Agenzia Fides 14/12/2004 - Righe 10, Parole 167) (Agenzia Fides)
18.12.2004
PARTE DA ISTANBUL LA
STRADA DELLA SETA
La data
fissata al 24 aprile prossimo. Un treno collegherà in 38 giorni la
metropoli turca con il centro di Astana in Kazakistan. Toccherà
numerose città nelle quali saranno organizzati incontri di tipo
commerciale.
With
the cooperation of the Foreign Trade and State Railways (Tccd), the
Forum Fair Organization and Development Company will depart from
Istanbul on April 24th, 2005, on its Silk Road Turkish Export Goods
Fair.
The train will travel from Istanbul to Astana, Kazakhstan, in 38
days. Its first stop will be in Ankara, on the 26th, Tabriz on the
30th, then to Tehran on May 2-3rd. The train will be in Meshed on
May 5th, Ashkaabad on May 11th, Dushanbe on May 16th, Tashkent on
May 20th, Bishkek on May 24th, Almati on May 27-28th, and finally in
Astana on May 30th. For its trip, the train had 19 custom made
containers for the Silk Road Train.
Capitals of the countries that the train will pass through will host
bilateral talks on trade and commerce with trade representatives of
the respective country. Turkey will advertise its tourism, culture,
art and technology as it passes through the chosen countries. The
fair will organize concerts and folk dances with ceremonies with
performances by the Whirling Dervishes.
Silk Road Turkish Export Goods Fair was postponed until 2005 due to
disagreement with Uzbekistan, and the stations that the train would
visit while there. (aa/Zaman)
18.12.2004
CODICE PENALE:
RIFORMA
APPROVATA
La Turchia ha
fatto quello che doveva", ha detto il ministro della Giustizia
Cemil Cicek. Agevolazioni per le donne incinte o in procinto di
partorire.
Rispondendo alle richieste
dell'Unione Europea il Parlamento turco ha approvato la legge di
riforma del codice di procedura penale.
"La Turchia ha fatto quello che doveva", ha affermato dopo
il voto dell'Assemblea Nazionale il ministro turco della Giustizia
Cemil Cecik.
La nuova legge prevede che le donne incinte o in procinto di
partorire possano scontare successivamente la condanna, oppure la
possibilità di interrompere la pena in caso di malattia di un
familiare o per permettere di terminare gli studi. (take Ansa)
18.12.2004
RAGAZZINI AFFITTATI PER
SCIPPARE
Come i
meninhos de rua brasiliani, esiste anche in Turchia un traffico
finalizzato all'illegalità criminale. Il "prelievo"
soprattutto nelle zone più povere a maggioranza curda.
I meninhos de rua non esistono solo in
Brasile, ma anche in Turchia, e provengono quasi tutti da quella Turchia orientale
curdofona che va sulle prime pagine dei giornali
solo per notizie desolanti.
Sarà la miseria, sarà l'arretratezza sociale e culturale - entrambe non mancano in
quell'area devastata da 15 anni di guerriglia
del Pkk - quel che è certo è che la polizia turca ritiene
di avere messo le mani su un traffico di ragazzini, per lo più dai 13 ai 16 anni,
affittati a 200 dollari al mese dai loro
stessi genitori alle gang di scippatori che li utilizzano per borseggiare i passanti
non solo a Diyarbakir, ma anche a Istanbul,
Ankara e Izmir, dove quei ragazzini vengono trasportati
ed alloggiati dall'organizzazione malavitosa.
Tutto è cominciato - secondo il quotidiano turco <Sabah> - qualche giorno fa, quando
la polizia ha acciuffato alla stazione di
Haidarpasha cinque ragazzini che avevano appena borseggiato dei passanti. Dai ragazzini
la polizia è risalita ad un adulto, Ozkan
Yilmaz, che, all'atto dell'arresto, ha tenuto ha precisare:
''Non abbiamo rapito i ragazzi, li abbiamo solo presi in
affitto dai genitori, che sono d'accordo'', come se si trattasse del ''regolare''
affitto di un'auto. ''E
quanto date ai genitori?'', ha incalzato il commissario di polizia. ''200 dollari
al mese, ma noi abbiamo varie spese per
mantenerli'', ha continuato l'uomo. Di tassello in tassello la polizia ha incominciato
ad avere un quadro dell'intero dramma e
a individuare in Diyarbakir, la città orientale della Turchia, i cui abitanti in
pochi anni sono passati da 300 mila a oltre
1 milione.
Una città che si è gonfiata di immigrati che fuggivano dai villaggi di campagna per
scampare alla tenaglia costituita, da un
lato, dai taglieggiamenti e dalle violenze del Pkk verso i ''renitenti'' e i
''villaggi poco collaboratiivi'' e, dall'altro,
dalle incursioni dei militari governativi che li consideravano
invece ''villaggi fiancheggiatori del Pkk'' e che in
molti casi li incendiavano.
E' a Diyarbakir - secondo la polizia - il centro dei meninhos de rua
turchi. E' lì che sta il grosso dell'organizzazione. E' lì che i ragazzini
affittati vengono radunati. E' da lì che vengono
''esportati'' verso le grandi città dove le tasche ed i portafogli dei passanti
sono più pieni, o meno vuoti. E'
lì che la criminalità sta prendendo sempre più piede, come dimostra il numero dei
reati in forte ascesa: 200 furti di appartamenti,
quelli denunciati nel 2003, che sono diventati 950 nel
2004; gli scippi per strada sono all'ordine del giorno e ne vengono denunciati 150 al
mese. Ma molti cittadini, disperando di
sortire effetti, non denunciano nemmeno i reati che subiscono.
Anche perché a compierli sono sempre più spesso bande
di minorenni.
Sono almeno 10 mila - secondo l'inchiesta della polizia turca - i ragazzini di Diyarbakir
in qualche modo coinvolti in attività criminali. ''Ed altri 20 mila
sono da considerare a rischio'',
ha aggiunto un ufficiale di polizia locale. ''I
loro familiari sanno benissimo cosa fanno i loro pargoletti.
Una madre di 10 anni non sta troppo a chiedersi da dove
viene il danaro per sfamarli. Tace e acconsente. E così il padre. Ci sono migliaia di
famiglie come queste, che sanno anche per
quale gang di malavitosi il loro figliolo lavora, si mantiene
da solo togliendo una bocca da sfamare e, in più, aiuta
la famiglia'', ha dichiarato al giornale <Sabah> un borseggiatore.
Il capo di una di queste bande specializzate nell'uso di ragazzini, Firat Delibas,
è stato catturato dalla polizia a Istanbul,
ma la gente di Diyarbakir lo considera un benefattore.
''Lui era molto buono con noi. In inverno mandava persino i soldi per il riscaldamento
ai miei genitori a Diyarbakir'', ha affermato
Hasan, uno degli scippatori arrestati.
Gran parte dei ragazzini affittati sono spediti a Istanbul, dove trovano ad attenderli
una perfetta organizzazione completa di
appartamenti per abitare nei quartieri più miserabili della città, come Kaynartepe,
Muradiye e Yenikapi. I nuovi arrivati trovano
anche istruttori esperti di borseggio, che per la prima fase di ambientamento
insegnano loro i luoghi, i tempi e le tecniche
più opportuni della professione.
"Una
volta addestrati e iniziati all'attività, i ragazzini si appassionano al loro
nuovo lavoro e non riescono più a cambiare
mestiere'', ha osservato un ufficiale di polizia che ha indagato sul traffico a
Istanbul. Quando
Delibas è stato arrestato, i ragazzini che lavoravano per lui sono stati venduti
ad un'altra delle 30 bande che operano
a Istanbul. Essi sono considerati dalle gang un bene prezioso
perché rendono molto, costano poco e le sottraggono all'obbligo
di esporsi in prima persona. Il calcolo è ben congegnato,
perché i ragazzini, anche se arrestati, non possono essere
incriminati e per lo più restano del tutto impuniti e
possono tornare subito al
lavoro. (Lucio Leante/Ansa)
18.12.2004
ALCOL E DROGA,
TURCHIA IN CODA TRA I GIOVANI
Da una
indagine condotta dal Consiglio d'Europa risulta che il Paese di
Ataturk non si fa notare né per il consumo di bevande né per
quello di stupefacenti. Falsa l'etichetta del "fumare come un
turco".
I giovanissimi bevono di più, lo fanno fuori pasto e con
l'intenzione di ubriacarsi. Non basta: uno su cinque fa uso di
cannabis mentre aumenta il numero di quelli che hanno assunto
cocaina ed eroina. E' il preoccupante risultato che emerge dal
"Progetto Espad" (European School Survey Poject on Alcohol
and other drugs), una indagine condotta dal Consiglio d'Europa e
realizzata, per quanto riguarda l'Italia, per la collaborazione del
Consiglio nazionale delle ricerche e del Dipartimento nazionale per
le politiche antidroga della presidenza del Consiglio. Il "progetto
Espad" ha coinvolto gli studenti tra i 15 e i 19 anni di 35 paesi
europei per un campione italiano di circa 30 mila ragazzi sedicenni.
Per quanto riguarda l'alcol l'Italia mostra un incremento rispetto
alla precedente rilevazione di cinque anni fa con un ragazzo su tre
(una ragazza su sei) che riferisce di aver consumato alcool 40 o più
volte nella vita, una media di ben sei punti superiore a quella di
cinque anni fa. Al primo posto fra i giovanissimi bevitori in Europa
i ragazzi danesi con il 50% di media di minorenni bevitori. Valori
inferiori al 20% si trovano invece in Norvegia, Islanda e Turchia.
Per le droghe il 22% dei maschi e il 18% delle ragazze italiani
riferiscono di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella
vita. Il nostro Paese si colloca in graduatoria fra i consumatori più elevati. Valori superiori al 30% per i maschi e al 28% delle
ragazze si riscontrano in Repubblica Ceca, Svizzera, Irlanda,
Francia, Regno Unito, Spagna e Belgio. Ancora agli ultimi posti la
Norvegia seguita da Svezia, Grecia, Turchia, Cipro e Romania. Quanto
alle droghe più pesanti, come la cocaina o l'eroina, l'11% dei
nostri maschi e il 6% delle ragazze riferisce una esperienza di
assunzione nella vita, una percentuale fra le più alte in Europa.
Per quanto riguarda il fumo, infine, l'Italia si colloca in una
posizione intermedia tra i paesi europei con un sedicenne su quattro
che riferisce di aver fumato più di 40 sigarette nella vita. Ai
primi posti Austria e Groenlandia. Non vale più, invece, il detto
"fumare come un turco" perché è proprio la Turchia che
si situa all'ultimo posto nella graduatoria dei giovani fumatori.
(take Agi)
18.12.2004
FERMATO CEM
UZAN, LEADER DEL PARTITO
GIOVANE TURCO
Il
miliardario turco coinvolto nella bancarotta della banca <Imar>
già appartenuta alla sua famiglia. Finora era rimasto fuori da
storie giudiziarie.
Il leader populista del <Partito Giovane> turco, Cem Uzan
neri giorni scorsi è stato messo in stato di fermo giudiziario
in relazione alla bancarotta presumibilmente fraudolenta
della Banca <Imar> già appartenuta alla sua famiglia.
Cem Uzan è stato fermato dalla polizia
dopo che altri 10 alti
funzionari della stessa banca, dopo essere stati fermati, avevano accusato Uzan di
avere loro ordinato di nascondere prove e
documenti relativi alla stessa banca.
Finora Uzan era rimasto fuori della vicenda giudiziaria che ha portato alla confisca di
tutti i beni dell'impero industriale e
mediatico oltre che al mandato di cattura verso altri esponenti
della sua famiglia, per lo più attualmente latitanti, perché all'atto della
costituzione del suo partito si era liberato
di tutte le sue partecipazioni nelle numerose imprese familiari. Tuttavia, qualche mese fa
era stato fermato e messo sotto processo
per avere infranto i sigilli che l'autorità giudiziaria
aveva posto ad una sua villa. (take Ansa)
18.12.2004
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SAN
NICOLA HA ORA UN VOLTO
Una
antropologa dell'Università di Manchester ha ricostruito l'immagine
tridimensionale del popolare Santa Claus le cui spoglie riposano a Bari
ma che la città di Demre (Turchia) considera sue e quindi rivuole.
Un uomo di 60
anni dalla mascella pronunciata e con il naso rotto. E' questo
l'identikit di Santa Claus ricostruito con un'immagine
tridimensionale da scienziati inglesi. Il Sunday Times
rivela che un'antropologa dell'Università di Manchester, Caroline
Wilkinson, è riuscita a riprodurre il volto del santo grazie ai
rilievi fatti negli anni Cinquanta da un anatomista che entrò nella
cripta della chiesa di Bari dove è sepolto San Nicola.
"Aveva una faccia interessante - ha commentato la studiosa al
termine del lavoro che ha ridato il volto originale a Babbo Natale.
Ha un aspetto molto mascolino e il naso rotto gli dà carattere. Non
è come il Santa Claus che ho sempre immaginato fin da bambina,
un'immagine che ci era stata data dalla Coca Cola".
Intanto, le ossa del santo custodite a Bari sono al centro di una
disputa tra le autorità italiane e turche. La Fondazione Santa
Claus, con sede in Turchia, ha chiesto che tornino a Demre, nel sud
del Paese, dove San Nicola era vescovo ortodosso. Ma furono portate
nel Belpaese nel 1087 da un gruppo di marinai italiani che avevano
perso la rotta e, quando la trovarono, presero le ossa del vescovo
come reliquia sacra. Per il presidente della fondazione si trattò
di un furto a tutti gli effetti e le ossa ora vanno restituite. Ma
le autorità italiane dichiarano che i turchi le vogliono indietro
solo per incentivare il turismo. (TgCom)
18.12.2004 |
ORO TURCO IN USA
Aperto
negli States da imprenditori anatolici un bazar gioielleria. Si
tratta di ben quaranta stand che si trovano racchiusi nei 6.500 mq
della <Malboro Diamond Plaza>, un'area costata qualcosa come
12 milioni di dollari.
The
US's biggest jewelry bazaar has been opened by Turkish entrepreneurs.
40 stores will open at the 6,500 square meter Marlboro Diamond Plaza,
a closed area costing $12 million.
After extensive research, Ekmel Anda and Dursun Kocak, who have been
producing and selling gold in New York for more than ten years, have
begun construction of the biggest jewelry bazaar in the US in
Marlboro city, the region with the highest income levels in New
Jersey.
The bazaar, being set up on land owned by a Cypriot Greek, has a
closed area of 6,500 square meters. The General Manager of the
company Ekmel Anda disclosed that they had great support from the
mayor of the municipality and said, "Besides our own security
staff, municipal police officers will provide 24 hour protection of
the 40 stores in the bazaar. Officials are very pleased that such an
elite center is being opened in their region and will provide
employment to many people." $2.5 million has been spent on
decoration and security of only one department of the $12 million
bazaar where gold and jewels are to be sold. The bazaar will
constantly be controlled by cameras, as when it starts to trade at
full capacity it will contain $50 million of goods. Anda pointed out
that as the plaza is in a region with a high-income level, it is a
place where Turkish producers can sell luxury goods and added:
"Several Turks work in our bazaar. One of them is even a friend
who previously had a store in the Grand Bazaar and there are
craftsmen who used to work in the Grand Bazaar too so we will be
able to make instant alterations to satisfy customers. I believe
that such services will give us a big lead over other jewelry stores."
(Emrah Ulker/Zaman)
18.12.2004
MADRI, DEE, SULTANE
Un viaggio di
duemila anni organizzato dai direttori turchi del <Sakip Sabanci
Museum> e <Topkapi Museum>, rispettivamente Nazan Olcer e
Filiz Cagman. Si va dall'età primordiale, agli ittiti, greci e
romani, fino all'Impero ottomano.
"Mothers,
Goodness and Lady Sultans", an exhibition organized by the
Manager of Sakip Sabanci Museum, Nazan Olcer, and the Manager of
Topkapi Museum, Filiz Cagman, will take fans of western art on a
nine thousand-year journey from the early 20th century to prehistory
periods.
Almost every stage of the journey is open to mysticism and
investigation. It is not only mystical but also meaningful. In the
travel, where women find meaning and value according to
civilizations, it is possible to see a woman of the Copper, Bronze
and Iron Age; women of Hittite, Urart, Greece, Rome and Ottoman
standing side by side.
Works display woman figurines made of soil, stone, and clay. There
are pictures of goddesses scraped on stones, jewels that belong to
Hittite women, to the Antique Greek and Rome civilizations, as well
as the Byzantine Empire periods. Not only does the exhibit point to
the place of women in these communities but it also gives her clues
about the arts of these civilizations and life styles.
Women of, or "sultans" of, the Ottoman Palace are
exhibited with pictures of the sultans. Caftans, jewels, daily
clothes and a picture of an old woman from Istanbul on miniatures,
gravures and paintings support the sultans' portraits. All these
works besides informing the ones visiting the exhibition about the
elegance of Ottoman life, it takes us to a curious travel through
the world behind this elegance and gleam. (Culture & Arts
News/Zaman)
18.12.2004
TURCHIA A
BRUXELLES
Nelle strade
della capitale belga si respira una atmosfera tutta anatolica. Ad
ogni passo è possibile incontrare artisti di Istanbul o di altre
città turche. Le vetrine di Hurren Sultan. Una mostra al palazzo
delle Belle Arti. Pezzi pregiati dal Louvre , dal Topkapi e dal
museo di Berlino.
There
is a Turkish atmosphere in Brussels nowadays. At every step, it is
possible to encounter artists and academicians in the streets and
the roads of the city. Turkey is there with its cultural colors, as
well as with its politicians.
Strictly speaking, a "Turkish wind" is blowing through
Brussels, which doubles as the capital of Belgium and the European
Union (EU). The European Parliament (EP), in the middle of Brussels,
is besieged by politicians and diplomats, who want no surprises, and
the reporters who follow them. While a close watching of politicians
continues, Brussels cinema, concert and exhibition halls have become
the stage for Turkish artists tour de force.
The famous Hurrem Sultan (Roxelane) adorns the shop windows of
cultural centers and stores in the streets of Brussels. One of the
most outstanding concert and exhibition halls in Europe, the Palace
of Fine Arts in Brussels (Bozar-Beaux Arts) has a big poster hung on
its door. Written on it is "Mothers, Goddesses and Hanim
Sultans". It is the poster of an exhibition depicting women's
adventure in Anatolia.
The exhibition, with over 350 works of art, collected from museums
of Louvre in France, Kunsthistorisches in Vienna, and the most well
known museum in Berlin and Turkey, are presented to lovers of art as
a unique visual show that they will never be able to see again.
Solely a collection from Istanbul Topkapi Palace, residence of the
Ottoman sultans, makes this exhibition worth viewing. (Abdullah
Kilic/Zaman)
18.12.2004
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"LA
NEVE"
Il
romanzo di Orham Pamuk considerato dal <New York Times> tra i
cinque migliori al mondo.
The
New York Times, one of the most prominent American newspapers, said
that "The Snow," a novel by famous Turkish author Orhan
Pamuk, is among the five best novels of the year.
Pamuk's novel moreover, was featured in the "New York Times
Book Review", which also included an interview with Pamuk. (aa/Zaman)
18.12.2004
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ALLENATORE
DI TARTARUGHE
La Fondazione
<Suna-Inan Kirac> ha acquistato uno dei più famosi quadri di
Osman Hamdi Bey per 3 milioni euro.
The Suna-Inan Kirac Foundation purchased one of the many famous tableus
of Osman Hamdi Bey, a master in Turkish painting, "Turtle
Trainer", for $3 million (5 trillion Turkish Lira).
In 1991, Erol Aksoy bought "Turtle" for $700,000. It was
first displayed at the Turkish Economics Bank, after which it was
transferred to the Savings Deposit Insurance Fund (Tmsf) in 2001.
The piece will now rest in the Pera Museum, which will open in
January.
In a recent auction, the Antik corporation, representing Tmsf,
auctioned the tableau at the Swiss Hotel, where officials from the
Istanbul Modern Art Museum and the Pera Museum competed to buy it.
The final bid of the Istanbul Modern Art Museum was TL 4.6 trillion.
Instead, the museum bought 20 tableaus of Fahr al Nisa Zeyd for TL 1
trillion.
An anonymous collector purchased a popular trace called "Street
Scenery". It is a tableau by Nazmi Ziya, which cost TL 500
billion. Businessman Erdogan Demiroren and his son, Yildirim
Demiroren, who is the head of Besiktas Football Club, attended the
auction where they bought many tableaus.
In total, 322 tableaus, mostly painted by famous Turkish painters,
and 22 Iznik tiles were presented at the auction. The auction
anticipated a profit of TL 8 trillion, and earned TL 11 trillion.
The Turkish Culture and Tourism Ministry reportedly allowed 20 of
the collection's pieces to be purchased under the condition that
they would not be sold abroad. (Abdullah Kilic, Ibrahim Balta/Zaman)
18.12.2004
CERIMONIE
PER MEVLANA
Vi hanno preso
parte i rappresentanti delle tre religioni celesti portando un
messaggio di tolleranza all'umanità.
 A
first will be realized at the Seb-i Arus ceremonies has be held in
commemoration of Mevlana Celaleddin Rumi.
Representatives of three celestial religions, following his call to
"Come, whoever you are, come!" gave a message of
tolerance to humanity by participating in the Seb-i Arus Night on
December 17 in Konya, the central Anatolian city where Rumi lived
and died. Thousands of foreigners and local people attended the
Seb-i Arus ceremonies organized every December 17. The Director of
Religious Affairs, Professor Ali Bardakoglu, Fener Greek Patriarch
Bartholomew, the Chief Rabbi of Turkish Jews Isaac Haleva and Syrian
leaders participated in the ceremonies this year in the place
where Mevlana announced his message of tolerance to the entire
world. The leaders also sended messages to the European Union
leaders summit, which has be held on the same date by signing a
"Universal Peace Declaration" at the Seb-i Arus ceremonies.
Cultural center will be opened.
The head of Culture and Tourism in Konya, Abdulsettar Yarar said
Mevlana's message of tolerance and dialogue is more important than
ever and reminded that representatives of many religions had
attended Mevlana's funeral ceremonies. Revealing that it was with
the inspiration of this that the Culture and Tourism Directorate had
invited ecclesiastics to the Seb-i Arus ceremonies, and had gained
affirmative responses, Yakar said, "Messages of peace and love
will be out from Konya to the entire world afterthe night of December
17." (Gurkan Tuzlu/Zaman)
18.12.2004
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OLIVER
STONE
SI SCUSA PER "FUGA DI MEZZANOTTE"
Il
regista americano fa pace pubblicamente con la Turchia. L'incontro con
il ministro della Cultura, Erkan Muncu.
 Oliver Stone fa pace con la Turchia. In visita ad Istanbul
per la promozione del kolossal "Alexander", il regista
americano si è pubblicamente scusato per l'immagine del Paese diffusa
nel 1978 dal suo "Fuga di mezzanotte". Al film, storia di uno
spacciatore occidentale arrestato e torturato senza pietà nelle carceri
turche, era stato allora rimproverato di falsare la realtà, esasperando
la rappresentazione delle violenze subite dal protagonista.
Un tema, questo, particolarmente caro al Governo turco. soprattutto nel
momento in cui sta aumentando il proprio impegno in difesa dei diritti
umani. Ne è conferma l'incontro di Stone con il ministro della Cultura,
Erkan Muncu, a cui il regista ha espresso il proprio rammarico per
essere stato a lungo "frainteso" nella lettura di "Fuga
di Mezzanotte" e di avere così dato "un enorme dispiacere al
popolo turco".
La sceneggiatura di "Fuga di mezzanotte", diretto da Alan
Parker, venne scritta da oliver stone insieme a Bill Hayes e William
Hoffer. (take Adnkronos)
18.12.2004
|
UN PREMIO
IMPORTANTE
Il film
"Against the Wall-Duvara Karsi" del regista turco Fatih
Akin si è aggiudicato al Festival del Cinema di Barcellona l'ambito
riconoscimento di miglior pellicola.
The Turkish film, "Against the Wall-Duvara Karsi,"
directed by Fatih Akin, won "the Best European Film" award
at the European Cinema in Barcelona, Spain, this weekend.
Akin's film also received the "Golden Bear" award at the
Berlin Film Festival.
Other honors during this weekend's ceremony included a "Best
Actress" award for Imelda Staunton, a British Actress, for her
role in "Vera Drake".
Spanish actor Javier Bardem won the "Best Actor" award for
his part in "Mar Adentro" while the director of it,
Alejandro Amenabar, earned the award for "Best Director".
Both "Vera Drake" and "Mar Adentro" competed
against "Against the Wall" for the grand prize. (Culture
& Art News/Zaman)
18.12.2004
|
LA
MACLAREN PROMUOVERA' UNA MARCA DI WHISKY IN TURCHIA
La novità in
occasione del Gran Premio automobilistico di Istanbul che si
correrà a metà luglio.
Secondo quanto pubblicato da
alcune testate giornalistiche europee ( <Bild> e <Sunday
Herald> ), la McLaren Mercedes avrebbe già siglato un accordo di
sponsorizzazione per sopperire al ritiro previsto per metà 2005
dell'<Imperial Tobacco>, proprietaria del marchio di sigarette
West ( attuale "title sponsor" del team anglo-tedesco ).
L'azienda che avrebbe rilevato l'importante diritto pubblicitario
sarebbe la <Diageo>, pronta a versare ben 53 milioni di euro
all'anno per associare al team McLaren Mercedes il famoso marchio
di whisky Johnnie Walker. Riguardo alla data di applicazione
dell'accordo non ci sono certezze; il contratto con la Imperial
Tobacco scade a luglio 2005 e quindi la denominazione "Johnnie
Walker McLaren Mercedes" potrebbe fare la sua comparsa a
partire dal Gran Premio della Turchia previsto ad agosto.
Il progressivo disimpegno dei produttori di tabacco, per decenni
principali finanziatori degli sport motoristici, è dovuto
all'entrata in vigore nel biennio 2005-2006 della proibizione totale
nell'Unione Europea dalla pubblicita' alle sigarette. (FiGranoprix.it)
18.12.2004 |
PARMA AI
16/mi DI UEFA
3-2 contro la
squadra turca del Besiktas. Quest'ultimo si è mangiato il pareggio
che l'avrebbe automaticamente qualificato.
Gedeone Carmignani ha cominciato
benissimo la fase due da salvatore della patria dopo la prima quando
evitò la serie B subentrando al disastro-Passarella. Vittoria e
qualificazione in Coppa Uefa, senza problemi per i gol di scarto
visto che l' Atletico Bilbao ha passeggiato sul campo dello Standard
Liegi.
Non un grande Parma, certamente, ma di sicuro una squadra messa in
campo con più ordine rispetto a quella vista ultimamente con
Baldini in panchina. L' ha anche favorita la modestia di un
avversario molto perforabile in una difesa distratta e poco coperta
e che in attacco magari ha palleggiato discretamente ma hai poi
tirato nello specchio della porta due volte, quando ha trovato i due
gol. Del Bosque l' ha fatto giocare un po' allegramente, ma senza
aver a disposizione i talenti che guidava nel Real Madrid.
Dunque la quattordicesima avventura europea del Parma potrà
continuare anche se Carmignani e i suoi dovranno pensare soprattutto
ad un campionato messo male. Il passaggio del turno è venuto dopo
una partita non eccelsa ma divertente, con cinque gol, un calcio di
rigore sbagliato, il tocco del brivido finale perché dopo la
seconda rete i turchi hanno attaccato in massa per quel pareggio che
li avrebbe mandati avanti eliminando il Parma. Eppure la partita si
era messa benissimo per il Besiktas, già in gol dopo 6' per una
penetrazione centrale di Sergen, troppo libero, conclusa da un tiro
che Berti ha respinto male, davanti a sè. Okan ha appoggiato in
rete per l' 1-0. Ma i Turchi hanno continuato a coprire poco la
difesa e Gilardino dopo una decina di minuti ha trovato l' 1-1 dopo
un'azione tutta di prima da Pisanu a Rosina fino al centravanti che
ha anticipato, sempre al volo l' uscita del portiere. Rosina ha dato
a Degano anche il pallone con il quale l' esterno si è procurato un
rigore che Gilardino ha calciato malissimo in bocca al portiere e
sempre Rosina ha battuto l' angolo (il primo della partita) sul
quale Cardone è arrivato benissimo di testa per il 2-1. Dal
Besiktas una sola risposta prima del riposo con Okan che, solo
davanti a Berti, dopo una punizione ha alzato troppo di testa.
Nella ripresa ancora meglio il Parma e 3-1 sfiorato quando Gilardino
di tacco ha liberato in area Simplicio che ha colpito la palla nel
modo peggiore facendola rotolare piano lontano dalla porta. Un
errore che non ha comunque potuto rovinare una partita impeccabile
in copertura ma anche in appoggio all' attacco. Sempre Gilardino
poco dopo ha difeso da maestro una palla spalle alla porta e poi ha
toccato all' indietro per Degano che dal limite ha rischiato
coraggiosamente il tiro al volo trovando il palo interno e il gol.
Dopo è stato solo Parma con una serie di contropiede (Gilardino,
solo, si è fatto recuperare da Emre, Budel a costretto Ramazen ad
una gran parata) fino ai 10' finali quando il Besiktas ha chiuso gli
emiliani in area. E' arrivato il 3-2 con una gran botta di sinistro
di Tumer e Fatih si è mangiato un possibile terzo gol. Ma anche
Gilardino ha sprecato una grande occasione tirando alta in scivolata
una palla servitagli da Sorrentino dopo un contropiede in superiorità
numerica. Un secondo svarione dopo quello del rigore che non è
bastato a far scendere sotto la sufficienza il giocatore sul quale
il Parma punta molte delle sue possibilità di restare in serie A.
Anche in Coppa è stato il perno dell' attacco giocando per gli
altri quando non poteva concludere. Baldini in Europa lo lasciava
sempre fuori per non stancarlo. Carmignani ha cambiato linea e gli
è andata subito. (Ansa.it)
18.12.2004
AVVERTENZA.
Si
pregano vivamente tutti i nostri affezionati amici che ci mandano
fotografie per e-mail - in particolare quelle da inserire nel link
<Immagini rubate> - di comprimerle in modo che ciascun
fotogramma non pesi più di 100-200KB. Grazie.
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