Arretrati 

Anno 5° N.38

BUONE FESTE
Il Santo NataleUn altro anno è trascorso. Siamo già a Natale e il 2005 è alle porte. Quello che ci stiamo lasciando non è stato proprio dei più belli. La situazione economica generale infatti non è delle migliori, il costo della vita è sempre più in salita e - tranne quei fortunati che non hanno problemi con la giornata - la maggior parte della gente stenta ad andare avanti. Ci sono poi le morti violente, quelle nostrane che rientrano nella logica di un Governo che non riesce (o non vuole) a far fronte alla criminalità, ci sono le morti marcate medioriente conseguenza di una politica che non ha voluto fare e non vuole fare niente per migliorare la situazione (ci riferiamo alla Palestina e all'Irak), e ci sono infine le morti per fame; le peggiori ed inconcepibili perché toccano soprattutto i bambini. Insomma da questo 2004 sono uscite solo fumate nere. A sorridere un po' - in tanta desolazione è la Turchia che ha ottenuto dall'Unione Europea il tanto sospirato riconoscimento all'apertura dei negoziati di adesione. Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan può dirsi quindi più che soddisfatto avendo raggiunto un obiettivo difficilissimo e che precedenti Governi laici avevano fallito. Erdogan comunque deve stare molto attento perché sono in tanti, In Europa, che non aspettano altro che uno scivolone di Ankara. Si tratta in parole povere di rispettare gli odiosi diktat di Bruxelles senza lasciarsi andare a reazioni di insofferenza ed, in particolare, senza cadute anti-laiche. Non a caso nei giorni scorsi ci ha alquanto allarmato una notizia secondo la quale la Direzione generale turca degli Affari Religiosi avrebbe raccomandato ai propri connazionali di non festeggiare l'anno nuovo perché avvenimento non islamico. Sono "cadute" di questo genere che possono far ritornare la Turchia allo status quo ante. Ma adesso basta sermoni. <Turchia Oggi> vi augura ogni bene, scusandosi se questo numero che vi proponiamo è vecchio ma noi siamo già in vacanza.
(Turchia Oggi)
21.12.2004

ACCORDO RAGGIUNTO
Sciolto il nodo centrale di Cipro in vista dei negoziati del 3 ottobre 2005. Ankara si impegna ad estendere anche all'isola il Protocollo doganale e commerciale. Freddezza di Nicosia.
La_decisione_a_favore_della_Turchia_nel_Parlamento_europeoTrovato_l_accordo_Turchia_UELo scoglio che c'era sull'apertura dei negoziati di adesione all'UE della Turchia è stato superato. L'Unione europea e la Turchia hanno infatti raggiunto un accordo sull'avvio dei negoziati di adesione della Turchia il 3 ottobre 2005. Lo hanno dichiarato fonti europee a Bruxelles. In base al testo di compromesso, Ankara si impegna, con una dichiarazione, a estendere anche a Cipro il Protocollo dell'accordo doganale e commerciale che riconosce, implicitamente, la Repubblica di Cipro.
Fonti diplomatiche turche hanno confermato che è stato raggiunto un accordo tra la presidenza olandese della UE e il primo ministro turco Recep Erdogan.
Nell'ultima versione disponibile del testo di compromesso, che è stato limato fino all'ultimo minuto dai tecnici del Consiglio europeo, la presidenza "si felicita, a nome dell'UE, che la Turchia abbia ribadito il proprio impegno" ad estendere a tutti i dieci nuovi Stati membri che hanno aderito a partire dal primo maggio scorso (tra cui Cipro) il Protocollo "entro il primo semestre 2005".
Rimane invece invariata, come già formulata nella bozza, la questione dell'ancoraggio della Turchia all'UE.
A raffreddare un po' il clima di entusiasmo a Bruxelles è arrivata la reazione cipriota. Fonti diplomatiche hanno dichiarato di "non essere contenti" dell'ultima ipotesi di compromesso raggiunta tra la presidenza olandese di turno della UE e il premier turco Recep Tayyip Recep Erdogan, che prevede un impegno "verbale" della Turchia a riconoscere Cipro prima del 3 ottobre 2005. "Non siamo contenti della dichiarazione verbale hanno precisato le fonti - ma le discussioni stanno proseguendo" (Corrieredella sera.it)
18.12.2004

BERLUSCONI SODDIFATTO
Il Capo dell'Esecutivo italiano ha rivendicato a sé il merito di aver contribuito ad una mediazione tra la Turchia e l'UE. "Alla fine è stata trovata l'intesa".
Berlusconi_per_il_sì_alla_TurchiaSilvio Berlusconi è soddisfatto per l'accordo raggiunto al Consiglio europeo di Bruxelles dopo lunghe trattative sull'avvio dei negoziati per l'ingresso di Ankara in Europa. Conversando con i giornalisti al termine del summit, il premier ha ammesso che ci sono state "molte difficoltà", poi superate e ha rivendicato il merito di aver contribuito ad una mediazione per favorire il processo di allargamento dell'Unione Europea alla Turchia, Croazia, Romania e Bulgaria. (da take Adnkronos)
18.12.2004
 

BALKENENDE: "UNA PAGINA DI STORIA"
Il presidente di turno dell'UE ha sottolineato che la decisione presa dalla Turchia è stata "importante e coraggiosa".
Erdogan_a_Bruxelles.L'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione Europea segna "una pagina di storia". Lo ha detto il premier olandese Jan Peter Balkenende, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell'UE alla chiusura, del vertice di Bruxelles.
"Se penso alla giornata odierna (venerdì 17 dicembre, ndr) e alle decisioni che sono state prese, (ritengo) che sia stata scritta una pagina di storia", ha affermato Balkenende ai cronisti, dopo che i leader UE hanno risolto l'impasse su Cipro che aveva minacciato di bloccare l'avvio del processo di adesione. Balkenende ha aggiunto che l'accordo segna "una importante e coraggiosa decisione da parte della Turchia, di Cipro e dell'unione Europea nel suo complesso". (take Agi)
18.12.2004

FISHER: "UN BUON ACCORDO"
Questo il commento del ministro degli Esteri tedesco a conclusione della lunga maratona.
Il_Consiglio_d'EuropaQuello raggiunto ad Ankara "è un buon accordo, fissa una data e traccia una soluzione ragionevole per Cipro". Questo il commento del ministro degli Esteri tedesco, Joska Fisher, al termine dei lavori del Consiglio europeo. Sono stati lunghi negoziati "quelli relativi alla data di avvio della trattativa" per l'adesione di Ankara all'UE, ha precisato Fisher ma "ognuno può dire che si tratta di un buon risultato". (take Adnkronos/Aki)
18.12.2004

BLAIR: "UNA DATA STORICA"
Per il Primo Ministro inglese la decisione presa dall'UE nei confronti della Turchia sta a significare che un Paese musulmano non può rimanere fuori dall'Unione.
Erdogan_a_cena_con_gli_ambasciatori_europei"Questa è una data storica per l'Unione Europea e per la Turchia" e l'accordo dimostra che "essere un Paese musulmano non significa rimanere fuori dall'Unione". Così il commento del Primo Ministro britannico Tony Blair, al termine del vertice tra i Capi di Stato e di governo che hanno trovato una intesa sul nodo dell'avvio dei negoziati di adesione per la Turchia.
Blair ha insistito sulla necessità "di lavorare insieme per la pace" ed ha evidenziato che "i lunghi negoziati" hanno portato ad un risultato soddisfacente: Certo, ha fatto notare Blair, "ci sono clausole di salvaguardia" ma l'impegno turco ad estendere il Protocollo di Ankara a Cipro permette di avviare le trattative. (Adnkronos/Aki)
18.12.2004

ELEZIONI NELLA TRCN
La decisione presa dal leader turco-cipriota Rauf Denktash appena messo al corrente dell'accordo raggiunto a Bruxelles tra Ankara e i 25.
Il leader turco-cipriota Rauf Denktash ha convocato nuove elezioni per il 20 febbraio prossimo.
Lo ha annunciato lo stesso Denktash poco dopo l'annuncio dell'accordo a Bruxelles tra la Turchia e l'Unione Europea per l'avvio di un negoziato di adesione di Ankara a Bruxelles.
L'accordo tra l'UE e la Turchia raggiunto prevede che quest'ultima si impegni ad estendere entro il primo semestre del 2005 anche alla Repubblica di Cipro il Protocollo dell'accordo doganale e commerciale tra la Turchia e l'UE stessa. Tale accordo costituirebbe un riconoscimento implicito da parte della Turchia della Repubblica di Cipro che ha sovranità territoriale di fatto sulla parte greca meridionale dell'isola divisa dalla parte nord abitata da circa 200 mila turco-ciprioti rappresentati dalla Repubblica di Cipro Nord (Trnc) riconosciuta solo da Ankara.
L'accordo raggiunto al vertice europeo di Bruxelles prevederebbe anche che lo stesso protocollo venga prima modificato per tenere contro del problema di Cipro Nord. (take Ansa)
18.12.2004

DENKTASH: "ANKARA NON CI ABBANDONERA'"
L'anziano e combattivo presidente della Trnc, che il 20 sarà ad Ankara, ha dichiarato che l'Europa si sta comportando in modo vergognoso.
Il leader turco-cipriota Rauf Denktash, dopo avere convocato nuove elezioni a Cipro Nord per il 20 febbraio prossimo, ha dichiarato che l'Unione Europea si sta comportando "come se i turco-ciprioti non esistessero", ma ha aggiunto, subito dopo, che "la Turchia non ci abbandonerà".
"E' una vergogna porre la questione di Cipro sulla strada della Turchia in Europa. Non è molto intelligente cercare di creare una sola nazione a Cipro dove ce ne sono due", ha detto Denktash riferendosi ai lavori del vertice europeo.
"Noi andiamo verso una fase dura. Dobbiamo mettere da parte gli interessi politici di parte e restare uniti e fermi. Dobbiamo agire con la consapevolezza che la Turchia non ci abbandonerà", ha aggiunto annunciando una sua prossima visita ad Ankara per il 20 dicembre prossimo. (take Ansa)
18.12.2004

RECORD DELLA BORSA
La quotazione ad Istanbul è stata di 24.361 punti sull'onda dell'euforia per le notizie giunte da Bruxelles.
Record storico alla Borsa di Istanbul che ha chiuso alla quotazione record di 24.361 punti, con un aumento dell'1.8% rispetto a giovedì quando già aveva raggiunto il suo massimo storico.
Gli analisti finanziari mettono in relazione gli aumenti delle quotazioni realizzati ieri con l'euforia diffusa nel mondo degli affari per l'accordo raggiunto a Bruxelles per l'inizio del negoziato di adesione della Turchia all'UE.
La Borsa di Istanbul ha però chiuso alle 16:30 (15:30 in Italia) quando ancora non si conoscevano i dettagli dell'accordo, annunciato poco prima, e, pertanto, secondo gli stessi analisti si è registrata una certa prudenza dei mercati in attesa di conoscere tutti i particolari dell'accordo stesso. (take Ansa)
18.12.2004

REFERENDUM IN AUSTRIA
Lo ha annunciato il Cancelliere Wolfgang Schuessel. "E' giusto che sia così - detto - A decidere deve essere anche il popolo".
"E' giusto che a decidere e della Turchia all'Unione Europea non sia solo il Parlamento ma anche il popolo". Così il Cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha annunciato la decisione di indire un referendum in Austria sull'adesione della Turchia. L'Austria è stata trai Paesi che maggiormente si opposta all'avvio di negoziati con Ankara e aveva a lungo chiesto di offrire ai turchi una relazione speciale invece di una adesione piena. (Adnkronos/Aki)
18.12.2004

IL LEGISTA CE': "CIAMPI SCORRETTO"

Manifestazione del Carroccio a piazza Montecitorio. Una delegazione aveva attesa il Capo dello Stato davanti alla Camera ma questi, che era accompagnato da Pierferdinando Casini, ha <dribblato> il gruppo.
La Lega "alza il tiro" sul Quirinale nella polemica sull'ingresso della Turchia nell'UE. A scatenare le ire del Carroccio, un mancato incontro di Ciampi con una rappresentanza guidata dal capogruppo Alessandro Cè davanti a Montecitorio.
''E' molto scorretto che Ciampi non ci dedichi attenzione su temi importanti come l'ingresso della Turchia in Europa e la ratifica della Costituzione europea'', ha detto il capogruppo alla Camera. L'incontro con il Capo dello Stato era nato per caso, perché i parlamentari della Lega si erano dati appuntamento davanti alla Camera per protestare sempre sulla Turchia in UE. Ciampi, invece, si trovava a Montecitorio per le celebrazioni di Saragat. La delegazion' leghista ha atteso Ciampi che, accompagnato sull'uscio da Casini, ha <dribblato> Cè e compagni che volevano parlargli: ''Mi auguro che non sia stato Casini che, per l'ennesima ripicca, ci ha impedito di manifestare al presidente le preoccupazioni dei padan e degli italiani. Sarebbe un comportamento molto oltre le righe'', ha commentato Cè.
Il capogruppo della Lega ha anche spiegato che il Carroccio ha inviato a Ciampi una lettera ''per avere un incontro con lui sulla questione della ratifica della Costituzione europea''. Secondo Cè, ''il presidente della Repubblica, come garante della Costituzione, deve essere garante dei valori di riferimento su cui è fondata la nostra cultura, che poi sono i valori cristiani.
Ieri mattina la Lega era in piazza con intenzioni "pacifiche": ''Non volevamo protestare, ma solo incontrare Ciampi in modo cordiale. La scorta ci aveva anche detto che il presidente poteva essere disponibile all'incontro''. Fallito l'approccio al Capo dello Stato, i parlamentari del Carroccio hanno poi regolarmente tenuto la loro manifestazione davanti a Montecitorio contro l'ingresso della Turchia in UE. E' stato srotolato uno striscione in cui si vedono due donne europee e due donne turche, in burka, ma dietro le sbarre. ''La nostra protesta è contro un Parlamento che non discute e che non vota'', ha spiegato sempre Cè. (take Adnkronos)
18.12.2004

BORGHESIO RESPINTO
L'europarlamentare leghista era entrato nella sede del consolato generale turco a Milano per consegnare un messaggio sulla questione armena.
L'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghesio, accompagnato da alcuni <Volontari verdi> ha manifestato ieri pomeriggio a Milano davanti alla sede del consolato generale della Turchia in via Larga.
L'europarlamentare è entrato nella sede diplomatica ma non è stato ricevuto dal console generale al quale voleva consegnare un messaggio. Messaggio, come ha spiegato poi lo stesso Borghesio, nel quale si ricorda "il genocidio degli armeni" e si manifesta dissenso verso l'ingresso di Ankara nell'UE.
"Non mi hanno voluto ricevere - ha spiegato ai giornalisti Borghesio - Siamo venuti qui per dire <no> alla Turchia in Europa. Quanto questa sia lontana dai valori tradizionali in cui si riconosce l'Europa lo dimostra il comportamento tenuto da questo consolato. hanno chiesto alla polizia di allontanarci perché non vogliono ricevere neppure un messaggio orale, non solo quello scritto, che ricordi il martirio degli armeni". (take Ansa)
18.12.2004

DA ADESIONE, CRESCITA DEI REDDITI AGRICOLI
La Coldiretti favorevole all'ingresso della Turchia in Europa. Un Paese decisamente all'avanguardia nel settore con ben 4 milioni di aziende.
"La determinazione della Turchia nelle trattative per l'adesione all'UE è fortemente motivata dall'impatto positivo che avrebbe sui redditi agricoli come dimostra il fatto che nei nuovi dieci Paesi membri, entrati nel maggio del 2004, il reddito agricolo per addetto è aumentato di ben il 54%, con punte del 108% per la Repubblica Ceca e del 74% per la Polonia". E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Eurostat relativi all'andamento nel 2004 del reddito agricolo per addetto nell'Unione Europea a 25, nel sottolineare che in Turchia un terzo della popolazione è rurale e che l'agricoltura è la principale fonte di occupazione con quattro milioni di aziende.
La Turchia - aggiunge l'organizzazione - è uno dei più grandi produttori mondiali di grano ed orzo, ma anche di cotone, tabacco, girasole, uva, patate, agrumi e soprattutto frutta secca rivestono un ruolo importante. Per non parlare dei pistacchi e delle nocchie. (da take Ansa)
18.12.2004

EMIGRAZIONE DI MASSA
Un terzo dei turchi, adesso che Ankara ha ottenuto l'adesione all'Unione Europea, potrebbero andare a cercare lavoro all'estero.
Adesso che la Turchia ha ottenuto l'adesione all'Unione Europea e sono cadute le frontiere che la dividono dal resto d'Europa, un terzo dei turchi potrebbe considerare l'idea di emigrare per lavoro. Lo ha rivelato un sondaggio del gruppo demoscopico turco <Tns Piar>, in collaborazione con la sua consorella danese <Tns Gallup>, che è stato pubblicato sul settimanale danese A4, un periodico della Confederazione danese dei sindacati.
Il 23 per cento dei 2.028 cittadini turchi interpellati aveva detto che considera "molto probabile" uno spostamento in un altro paese UE. Un altro 21 per cento aveva sottolineato di considerarlo "probabile".
Secondo il sondaggio, la gran parte di quelli che intendono emigrare sono giovani. Il 37 per cento degli interpellati tra i 18 e i 24 anni ha detto di considerare "molto probabile" un suo spostamento.
<Tns Piar> ha inoltre rivelato che il 75 per cento del campione appoggia l'adesione all'Unione Europea, mentre il 17 per cento l'avversa. Gli indecisi sono l'8 per cento. (ApCom)
18.12.2004

OK AL PRESTITO
Giudizio positivo del Fondo Monetario Internazionale sul programma di risanamento economico lanciato dalla Turchia. Si tratta di 10 miliardi di dollari.
Stretta_di_mano_per_l_accordo_prestito_tra_Fmi_e_TurchiaNuova_linea_di_credito_del_FmiIl Fondo Monetario Internazionale ha dato un giudizio positivo sul programma di risanamento economico lanciato lanciato dalla Turchia, aprendo la porta ad un prestito di dieci miliardi di dollari che Ankara sta da tempo negoziando.
"Negli ultimi tre anni il programma economico della Turchia ha realizzato risultati positivi - ha detto il direttore generale del Fmi, Rodrigo Rato - La produzione è cresciuta rapidamente, l'inflazione è caduta al livello più basso in una generazione e il debito pubblico è declinato notevolmente".
"Per progredire ulteriormente le autorità turche hanno formulato un dettagliato piano economico triennale, per il quale stanno cercando il sostegno dell'Fmi - afferma la dichiarazione di Rato - Penso che il nuovo programma, se messo in pratica con successo, aiuterà la Turchia a creare nuovi posti di lavoro, per la riduzione dell'inflazione a livelli europei e rafforzare la robustezza della economia turca, in parte attraverso un ulteriore declino del debito pubblico".
La valutazione positiva sembra aprire la porta ad un nuovo prestito di dieci miliardi di dollari che la Turchia sta cercando di ottenere dal Fmi in vista della scadenza nel febbraio prossimo del precedente pacchetto finanziario da 19 miliardi di dollari. (da take Ansa)
18.12.2004

NIENTE FESTEGGIAMENTI DI FINE ANNO
L'invito dovrà venire - secondo la segnalazione della Direzione Generale Affari Religiosi turca - dagli iman. Meno alcol e più valori musulmani e nazionali.
Il Governo turco, che in Turchia, attraverso la Direzione Generale Affari Religiosi (Diyanet), fissa i temi delle prediche del venerdì, ha ordinato quest'anno agli imam delle moschee di invitare i fedeli, nelle prediche di venerdì 31 dicembre, a non festeggiare l'anno nuovo, ma ad attenersi ai ''valori musulmani e nazionali''. 
''Non possiamo assumere come nostri valori religiosi e nazionali le celebrazioni di fine anno e gli usuali comportamenti come l'eccessivo alcool, giochi d'azzardo e le spese eccessive'', è scritto nelle istruzioni governative agli imam predicatori, che in Turchia sono funzionari statali selezionati ed assunti dallo stesso Diyanet che controlla che non facciano propaganda politica e fondamentalista.
''Questi comportamenti possono causare il decadimento dei
nostri valori nazionali ed allontanarci dalla nostra identità nazionale. Non imitiamo questi usi che non sono compatibili con i nostri valori e che né Dio, né il Profeta approverebbero'', continuano le istruzioni pubblicate sul sito web del Diyanet.
La Turchia, Paese ufficialmente musulmano al 99.8% (in
realtà in questa cifra vengono indebitamente inclusi gli aleviti che non si considerano musulmani), è dal 1926, per volontà del suo fondatore Kemal Ataturk, uno dei pochi Paesi musulmani che adotta pienamente il calendario occidentale e che considera la domenica il giorno festivo della settimana.
La festa di fine anno si è da allora sempre più
popolarizzata ed è segnata anche dall'albero illuminato che, però in Turchia non ha valenze cristiane. (take Ansa)
18.12.2004

ERDOGAN A GENNAIO IN SIRIA
Dopo l'ultima crisi svoltasi nel 1998, in cui si rischiò il ricorso alle armi, i rapporti tra Ankara e Damasco sono andati gradualmente migliorando. I due Paesi oggi condividono la preoccupazione riguardante una possibile divisione dell'Irak.
Il_premier_Erdogan_al_centro_della_fotoNei giorni scorsi il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, leader del partito islamico moderato "Sviluppo e Giustizia", ha annunciato l'intenzione di recarsi il mese prossimo in visita ufficiale in Siria, accettando cosi l'invito ricevuto nei giorni scorsi dalla sua controparte siriana Naji Ottri. Queste parole sono state precedute qualche giorno prima da alcune dichiarazioni rese alla stampa dall'attuale ministro degli esteri turco ed ex premier Abdullah Gul, secondo il quale lo stato attuale delle relazioni tra i due paesi è eccellente. Al di là della retorica imperante, indubbiamente, i rapporti che intercorrono attualmente tra i due paesi sono migliorati. Appaiono cosi lontani i tempi in cui i due paesi erano vicini alla guerra, nel 1998, allorché Damasco fu accusata da Ankara di fornire appoggio, riparo e sostegno logistico ai separatisti curdi del Pkk ed al loro leader Abdullah Ocalan. Quest'ultimo per anni ha vissuto a Damasco e i suoi gruppi hanno avuto la possibilità di utilizzare alcune basi di addestramento situate nella valle del Bekaa, in Libano, zona notoriamente controllata dalla Siria. Il punto di svolta nei rapporti tra i due Paesi si ebbe proprio nel corso di quell'anno, allorché nell'ottobre del 1998, con la firma dell'Accordo di Adana, i Siriani decisero di porre fine al sostegno offerto ai separatisti del Pkk. Ed è proprio la questione curda, oggi, uno degli elementi strategici che, in particolare negli ultimi mesi, ha indotto i due vicini a rinsaldare le relazioni. Attualmente l'obiettivo comune del paese guidato da Bashir Al Assad e di quello guidato da Erdogan è evitare che nel nord dell'Iraq nasca un'entità autonoma curda che possa cosi ridar fiato alle istanze separatiste dei Curdi che vivono in Siria e in Turchia.
Nei mesi scorsi in Siria vi sono stati alcuni gravi incidenti che hanno visto protagonisti la comunità curda siriana. Nel marzo scorso, in seguito ad un incontro di calcio avvenuto nella città di Qamishili, gli scontri avutisi tra le due opposte tifoserie, una araba e l'altra curda, provocarono l'intervento delle forze di sicurezza in seguito al quale ci fu la morte di sei persone. Questi scontri hanno scatenato una reazione a catena, con varie manifestazioni di protesta che si sono propagate in molte altra città, come per esempio nei centri di Hasaka e Amuda, nelle quali sono state date a fuoco alcuni sedi del Baath, il partito che guida il regime siriano oramai da decenni.
Sempre in quei mesi, il Meib (Middle East Intelligence Bulletin) dell'aprile 2004 ha rivelato come il governo siriano abbia armato la popolazioni araba residente nelle zone dove è concentrata la presenza curda in Siria.
La caduta di Saddam ha stravolto il quadro geo-politico medio orientale e ha posto al vertice dell'agenda politica regionale anche la questione relativa ad un'eventuale indipendenza della parte nord dell'Irak.
Nonostante ufficialmente i due leader riconosciuti dei due principali partiti curdi iracheni, Jalal Talabani, capo del Upk(Unione Patriottica del Kurdistan) e Masoud Barzani, leader del partito democratico del Kurdistan (Pdk) si dicano semplicemente a favore di un'ampia autonomia nel quadro di un Iraq federale, secondo molti osservatori questa autonomia sarebbe in realtà una maschera sotto la quale si celerebbe una sorta di indipendenza de-facto.
La collaborazione tra i due paesi è innanzitutto attualmente orientata a evitare la creazione di un Kurdistan autonomo, sia che esso acquisisca lo status di entità formalmente indipendente e sovrana sia che esso diventi una regione ad ampio grado di autonomia all'interno di un Iraq federale, poiché uno scenario di questo tipo potrebbe essere foriero di seri rischi per la stabilità politica interna dei due paesi.
In questo senso il rapporto privilegiato che sussiste tra gli Usa e la Turchia, nonostante le frizioni degli ultimi due anni, è agli occhi della Siria un'importante garanzia contro la creazione di un entità amministrativa curda indipendente in Iraq, data la capacità di pressione che l'alleato turco ha nei confronti di Washington. Già nel momento in cui gli Usa paventarono la possibilità che i curdi iracheni potessero ottenere l'indipendenza, o in subordine l'autonomia, come premio per il loro impegno anti-Saddam, la Turchia oppose subito più ferma disapprovazione ad un'ipotesi del genere.
Ma le buone relazioni stabilite tra i due paesi non si fermano alla condivisone di intenti per ciò che concerne la questione dell'indipendenza curda. Nonostante la Turchia sia uno degli alleati più importanti degli Stati Uniti e membro della Nato, tutti e due i paesi hanno espresso la loro più ferma condanna dell'intervento americano in Irak. La Siria, conscia dei rischi che la presenza militare americana all'interno di un paese confinante comporta, punta ad allentare sia la tensione con gli USA sia ad avere buoni rapporti con tutte le altre potenze regionali, e le buone relazioni con la Turchia possono essere lette come strumentali al raggiungimento di questi obiettivi.
Attualmente buoni rapporti intercorrono tra i due Paesi anche nel campo dell'interscambio commerciale. Il ministro turco per gli Affari Economici, Kursad Tuzmen, ha dichiarato che alla fine di dicembre verrà formalizzato e firmato a Damasco un accordo commerciale tra i due Paesi. Gli investimenti di compagnie turche nel paese hanno raggiunto la considerevole cifra di 150 milioni di dollari nell'ultimo anno. I settori più proficui in tal senso sono quelli del turismo, dell'aviazione civile e soprattutto quello dell'energia, dove negli ultimi mesi si è avuto una sempre più crescente cooperazione per ciò che riguarda la sfruttamento delle riserve di gas, petrolio, fosfati e del ferro.
In questo contesto di ampia collaborazione però sussistono ancora importanti elementi di tensione; con alcuni di essi che appaiono in via di risoluzione, o che quanto meno non incidono in maniera sostanziale nella dinamica dei rapporti tra i due paesi, ed altri che invece costituiscono delle potenziali minacce alla stabilità delle relazioni tra i due vicini.
La questione relativa al Sangiaccato di Alessandretta, provincia che in turco è chiamata Hatay, passata dalla Siria alla Turchia alla fine degli anni '30, può essere annoverata nel primo ambito precedentemente individuato.
Questa area, reclamata ancora oggi dai Siriani e abitata da una popolazione a maggioranza turca, è appartenuta alla Siria fino al 1939. Essa godeva di uno statuto speciale dal 1921, ma le spinte separatiste dalla Siria sono sempre state molto forti. Nel 1937, nell'ambito della Società delle Nazioni, la Turchia sollevò la questione e riuscì ad ottenere un allentamento, tramite un accordo con i Francesi, dei legami della provincia con la Siria in quegli anni protettorato francese in seguito agli accordi Sykes - Picot. L'allentamento dei legami raggiunti con gli accordi del 1937 furono propedeutici al totale assorbimento da parte turca dell'intera zona, avvenuta nel 1939. Nei mesi scorsi tuttavia Bashir Al Assad ha dichiarato che la questione relativa all'area di Hatay è un "problema in via di soluzione", abbassando cosi nettamente i toni della polemica e derubricando, almeno momentaneamente, la questione dall'agenda politica dei due paesi.
In questa area scorre il fiume Oronto, che nasce in Siria e continua il suo corso in Turchia, e sul cui sfruttamento non si è mai raggiunto un accordo, poiché ciò avrebbe significato per la Siria riconoscere la sovranità turca sull'area.
Ed è proprio la condivisone e l'utilizzo delle risorse idriche la più spinosa tra tutte le questione che attualmente definiscono i rapporti bilaterali tra i due Paesi, ed è questo l'unico elemento che potrebbe causare in futuro un nuovo deterioramento dei rapporti tra i due Paesi, anche se una crisi come quella avuta nel 1998 appare sostanzialmente lontana.
Il centro attorno al quale si inerpica l'intera questione è l'utilizzo delle acque del Tigri e dell'Eufrate, che nascono in Turchia per poi andare a morire nel Golfo Persico, passando per la Siria e per l'Irak. L'acqua è da sempre un importante strumento di pressione geopolitica utilizzato da Ankara nei confronti dei suoi due vicini. Per esempio nel 1987 l'allora premier e futuro presidente turco Turgut Ozal firmò un accordo con la controparte siriana che assicurava a Damasco una fornitura minima di circa 500m3/s di acqua, in cambio di un aiuto concreto per ciò che riguardava la questione della sicurezza, ed alcuni mesi dopo, quando i Turchi giudicarono insufficiente l'impegno siriano in questo specifico ambito, minacciarono di diminuire nettamente il flusso d'acqua promesso in precedenza. Il fulcro dell'intera questione è costituito dal Guneydogu Anadolu Project (G.A.P.), il progetto turco nato nei primi anni '80, che prevede la costruzione nell'area sud orientale della penisola anatolica di circa 22 dighe, tra cui spiccano la diga Ataturk costruita nel 1990 e alta circa 170 m e la diga di Ilisu, alta 135 metri e capace di convogliare un volume massimo pari a 10,4 miliardi di metri cubi d'acqua. Il progetto prevede inoltre la costruzione di 19 impianti idroelettrici e di una rete di irrigazione che dovrà coprire 1,7 milioni di ettari di terra nelle 9 province coinvolte nel progetto, comprendendo cosi un fetta di territorio pari a circa il 10% dell'intero territorio nazionale turco.
La Siria in passato ha additato alcuni problemi avuti nei settori dell'elettricità e dell'agricoltura proprio a queste dighe costruite dai Turchi, le cui finalità erano, secondo molti osservatori, non solo volte a migliorare l'efficienza economica produttiva del paese anatolico, ma erano e sono tutt'oggi anche una leva di potere da brandire contro la Siria e l'Irak qualora ve ne fosse la necessità. Nel corso della visita fatta da Bashir Al Assad in Turchia nei mesi scorsi il presidente ha accuratamente evitato di porre l'accento su questa problematica, dicendosi convinto che il problema dell'acqua verrà risolto di comune accordo grazie al progressivo miglioramento dei rapporti tra i due Paesi.
Il basso profilo tenuto in una delle principali questioni che hanno reso difficili i rapporti tra i due paesi in passato è indice di come, nel breve periodo, le priorità geopolitiche della Siria siano altre, e che, per il raggiungimento di tali obiettivi, il rapporto di buon vicinato coi Turchi è di vitale importanza.
Damasco ha sempre percepito la Turchia come un potenziale egemone regionale, e i due principali strumenti attraverso i quali Ankara avrebbe dovuto rincorrere questo "primato", agli occhi della leadership Siriana, sono costituiti dal controllo che ha la Turchia sulle risorse idriche dell'area e dalla partnership strategica con Israele, che nel momento in cui nacque la Siria lesse come una seria minaccia, poiché si sentiva in qualche modo circondata dai due "neo-partner"e poiché rafforzava diplomaticamente entrambi i paesi, indebolendola per ciò che riguardava la problematica dell'approvvigionamento idrico con la Turchia e per ciò che riguardava la partita diplomatica del processo di pace con Israele. Il sostegno siriano ai gruppi separatisti Curdi operanti in Turchia andava letto proprio in questa "cornice strategica", cioè era finalizzato a indebolire e destabilizzare internamente la Turchia, sulla falsariga di ciò che accade con Hizballah e Hamas nei confronti di Israele, per contrastare e danneggiare la sua proiezione di potenza esterna, anche se oggi questa esigenza, soprattutto dopo la guerra in Irak, è meno sentita dalla Siria, i cui principali obiettivi geo -strategici nell'immediato sono due:
- evitare lo smembramento dell'Iraq in tre entità amministrative, esigenza condivisa anche dalla Turchia e da altre potenze regionali, come per esempio l'Iran o l'Arabia Saudita
- evitare lo scontro militare con gli Stati Uniti
Il progressivo miglioramento dei rapporti diplomatici con la controparte Turca si inserisce cosi in questo quadro sistemico, dove le esigenze derivanti dalla particolare congiuntura strategica dell'intera area portano ad esaltare gli elementi di coesione e a lasciare in penombra, ma non ad elidere del tutto, gli elementi di divisione che in passato hanno dominato e caratterizzato i rapporti tra i due vicini (Dario Cristiani/equilibri.net)
18.12.2004

COMMERCIO: FIRMATA INTESA <TASK-FORCE> ITALO-TURCA
E' uno dei risultati della missione guidata dal vice-ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso. 650 incontri bilaterali. Firma di un accordo per l'estensione del contratto per la fornitura di elicotteri alla guardia costiera turca. Lettera di intenti per un nuovo investimento Fiat.
Il_viceministro_Adolfo_UrsoIl_ministro_turco_dell_Industria_Ali_CoskunI ministeri dell'industria e e delle Attività Produttive di Turchia ed Italia hanno firmato ad ankara un memorandum di collaborazione per creare una task-force per incrementare le relazioni commerciali tra i due Paesi. E' questo uno dei risultati della missione guidata dal vice-ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso che per tre giorni ha guidato una delegazione di imprese italiane che hanno avuto in Turchia oltre 650 incontri bilaterali con imprese locali. Nell'ambito della missione, organizzata dall'Ice e dall'ambasciata, è stato annunciato anche che a marzo giungerà in Italia una delegazione del Governo turco per annunciare alle imprese italiane il piano di privatizzazione delle imprese nazionali turche ed altre opportunità di investimento.
"Questa missione è stata una testimonianza straordinaria dei rapporti economici e politici che ci sono tra l'Italia e la Turchia e possiamo manifestare piena soddisfazione per gli incontri avuti a livello politico con gli esponenti del Governo", ha detto il vice-ministro Urso in occasione della firma del memorandum di intesa, a cui hanno partecipato anche le associazioni imprenditoriali e le Camere di Commercio dei due Paesi, con il ministro dell'Industria Ali Coskun. Urso ha sottolineato ancora una volta come la missione italiana fosse giunta a ridosso della riunione del Consiglio d'Europa per l'adesione della Turchia all'UE, di cui "l'Italia è stata sempre una convinta assertrice". Urso, che ha anche annunciato la firma di un accordo da parte di <Agusta Westland" per l'estensione del contratto per la fornitura di elicotteri alla guardia costiera e di un altro accordo di collaborazione tra <Fincantieri> ed il cantiere turco <Rmk Marine > (Gruppo Koc), si è detto convinto che gli incontri avuti in questa missione siano preludio di "ulteriori investimenti italiani in Turchia". Il vice-ministro ha ricordato infatti che anche le imprese già presenti nel Paese intendono incrementare la loro presenza: la stessa <Fiat> ha infatti firmato una lettera di intenti per un nuovo investimento volto ad ampliare gli stabilimenti già operativi.
"Siamo inoltre convinti che sia possibile arrivare ad altre forme di collaborazione per realizzare qui linee di produzioni sia civili che militari", ha aggiunto il vice-ministro - sottolineando come per l'Italia "rivestano molta importanza i colloqui avuti sul piano di privatizzazione in corso e per la realizzazione di grandi infrastrutture civili come le linee ferroviarie e il tunnel nel Bosforo così come le collaborazioni industriali in campo aeronautico ed elicotteristico". "Questa missione apre nuove ed intense strade di collaborazione", ha detto il vice-ministro che, annunciando la missione delle imprese turche in Italia, ha sottolineato come questo sarà "preludio alla missione del presidente Ciampi che si terrà nell' ottobre 2005 con un'ampia delegazione di imprese. Mi auguro - ha concluso - che per quella data il processo del negoziato con l'Europa per l'ingresso della Turchia sia ormai iniziato". (da take Ansa)
18.12.2004

TURCHIA VERA MECCA DEL <MADE IN ITALY>. LO AFFERMA IL VICEMINISTRO ADOLFO URSO
Successo della missione che ha toccato le città di Istanbul, Ankara e Gaziantep. un potenziale mercato di 72 milioni di consumatori con un reddito pro-capite di 10 mila dollari. Il Paese anatolico inteso per l'Italia come una "piccola Cina"
''La Turchia, dove già operano oltre 150 piccole e medie imprese - ha dichiarato  il vice-ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso in missione ad Istanbul, Ankara e Gaziantep - Urso - è considerata una vera miniera per il made in Italy grazie ad un potenziale mercato di 72 milioni di consumatori, con un reddito medio pro-capite di 10 mila dollari. Anche la posizione geografica è strategica tra l'Europa, l'Asia ed il Medio Oriente, e siamo convinti che il suo ingresso in Europa continuerà a favorire l'internazionalizzazione delle nostre aziende. La Turchia -ha proseguito Urso - è un po' la nostra "piccola Cina", una sorta di Mecca per le nostre Pmi, vera porta d'ingresso per conquistare i mercati mediorientali''.
La missione ha avuto una tappa significativa ad Ankara dove il vice-ministro ha incontrato tra gli altri il ministro dell'Industria Ali Coskun, quello del Commercio Estero, Kursad Tuzmen ed il ministro della Difesa, Vecdi Gonul. Nel primo semestre del 2004 l'interscambio tra i due Paesi ha raggiunto la cifra complessiva di 9.1 miliardi di euro con un saldo positivo per l'Italia di poco meno di 2 miliardi di euro.
Gli investimenti italiani in Turchia posizionano il nostro Paese nei primi posti in particolare nel settore bancario, con <Unicredit> e <Capitalia>, senza dimenticare le principali imprese italiane che sono presenti nel mercato turco dalla <Fiat> alla <Pirelli>, da <Barilla> a <Telecom Italia>. (take Adnkronos)
18.12.2004

MODELLO AL MONDO ISLAM
Lo ha detto, riferendosi alla Turchia, il vice-ministro italiano alle Attività Produttive Adolfo Urso. Il pieno rispetto dei diritti civili ed umani.
Con l'ingresso in Europa la Turchia "diventerà un modello positivo per il mondo islamico". Lo ha detto il vice-ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso in occasione di un incontro tenuto ad Istanbul con il ministro dell'Industria turco Ali Coskun.
"Auspichiamo che il processo per l'ingresso della Turchia in Europa perché ciò avrà conseguenze enormemente positive per l'Europa e per l'Italia che avrà più peso nel mediterraneo ed anche nell'UE. Ciò - ha aggiunto il vice-ministro italiano - sarà molto positivo anche per il mondo islamico che avrà davanti a sé un modello vincente: quello della Turchia che ha pieno rispetto dei diritti civili ed umani".
Urso ha anche sottolineato che la Turchia ha su questo tema "un diritto storico, avendo difeso, per oltre 40 anni, la nostra libertà e quella dell'Europa. se Bulgaria, Cecoslovacchia e Romania potranno entrare in Europa, questo - ha concluso - sarà merito storico soprattutto della Turchia". (take Ansa)
18.12.2004

UN INTERSCAMBIO MOLTO SODDISFACENTE
Nei primi nove mesi di quest'anno quello che intercorre tra Italia e Turchia è cresciuto del 34%. I dati forniti dalle Camere di Commercio di Istanbul e Izmir.
L'interscambio commerciale con l'Italia è cresciuto del 34% nei primi nove mesi del 2004 e a fine anno supererà per la prima volta i 10 milioni di dollari. Da anni, il nostro Paese é il secondo partner commerciale della Turchia. Nel 2003 le esportazioni sono ammontate a 5.446.043 di dollari Usa, contro 3.166.67 per le importazioni. I dati sono stati forniti dalle Camere di Commercio italiane in Turchia, a Istanbul e Izmir.
Nel 2003 il Pil è cresciuto del 4.9% e l'incidenza dei diversi settori sull'economia è stata: industria (30%) agricoltura (13.3%) edilizia (3.5%) servizi (2.3%). Ad oggi sono circa 300 le aziende italiane in Turchia. Da notare tra i settori più interessanti per i nostri investimenti, l'industria navale che con la sua capacità costruttiva di 500 mila dwt/anno costituisce l'1.66% della capacità mondiale.
Essa è quindi un grande mercato per le aziende italiane produttrici di sub-fornitura nautica. Importante anche l' industria della carta con 2.370.400 tonnellate nel 2003. Per quanto riguarda l'oreficeria, la Turchia si posiziona al secondo posto mondiale dopo l'Italia. Altri settori vitali sono il tessile (export +25.8% tra gennaio e settembre) e il marmo (quinto posto mondiale).
Le Camere di Commercio italiane a Istanbul e Izmir hanno in totale 492 soci e svolgono soprattutto azioni informative, come road show e seminari sulle opportunità d'investimento in Italia; assistono le delegazioni turche alle fiere italiane (Milano, Verona, Carrara); allestiscono missioni di incoming, ad esempio nel 2005 alcuni industriali turchi saranno in missione a Viareggio grazie all'aiuto della Cci di Istanbul. (take Agi)
18.12.2004

UN PARTNER DI RIFERIMENTO SICURO
Cosa sta facendo <Finmeccanica in Turchia dove"Alenia Aeronautica> ha aperto un ufficio di rappresentanza per seguire direttamente gli sviluppi del programma <Meltem-3>. La fornitura dell'<Eurofighter>.
FinmeccanicaAlenia<Finmeccanica> ha eletto la Turchia come partner di riferimento per la collaborazione sulle alte tecnologie, anche con lo scopo di raggiungere l'interoperabilità tra sistemi rendendo più agevole il dialogo strategico sugli obiettivi di sicurezza. una finalità che mette addirittura in secondo piano il ruolo della Turchia come mercato di sbocco dei prodotti italiani, e nonostante il Governo turco abbia messo a disposizione della difesa 8 miliardi di dollari. e' quanto emerso nel corso della missione del vice-ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero Adolfo Urso che ha guidato una delegazione di imprese italiane in Turchia.
atr72Per spingere tale collaborazione ed approfondire la partnership tecnologica di punta <Alenia Areonautica> ha aperto un ufficio di rappresentanza in Turchia da dove seguirà direttamente gli sviluppi del programma <Meltem-3> per la possibile fornitura di nuovi pattugliatori marittimi. Per questo progetto <Alenia> propone il suo <Atr-72>. <Alenia> è anche responsabile della promozione dell'<Eurofighter>, il futuro caccia europea, nel paese: la fornitura dell'<Eurofighter> in Turchia rappresenterebbe la prima esportazione del velivolo in un'area di grande rilievo strategico. Sempre nel settore aeronautico <Finmeccanica< si sta proponendo come partner alle aziende turche nel segmento degli addestratori di nuova generazione. <Aermacchi> ha già avanzato proposte per la fornitura degli <M-311> prevedendo anche investimenti in loco sempre con l'obiettico di stimolare una cooperazione tecnologica fondata sul trasferimento di Know-how. (da take Ansa)
18.12.2004


BOSFORO: IN GARA PER IL TUNNEL

Per tale progetto <Astaldi> si candida per la fornitura degli accessi ferroviari mentre <Ansaldo Trasporti> punta ad aggiudicarsi il lotto, il secondo, per completare la ferrovia.
Gruppo_lavori_AstaldiAnsaldo<Finmeccanica>, con le sue società del settore civile, si candida alla realizzazione del tunnel sotto il Bosforo. E' quanto emerso in occasione della missione del vice-ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero Adolfo Urso che ha guidato una delegazione di imprese italiane in Turchia.
Per questo progetto <Astaldi> si candida per la fornitura degli accessi ferroviari al tunnel, mentre <Ansaldo Trasporti> punta ad aggiudicarsi il lotto, il secondo, che completerà la ferrovia che attraversa il Bosforo. Questo appalto vale 200 milioni di euro per lavori che interessano tutte le imprese del gruppo. Sempre <Ansaldo>, che ha già firmato contratti del valore di 60 milioni di euro per la metro leggera di Ankara, e che lo scorso mese si è aggiudicata un contratto per la fornitura di tram a Kayseri da 50 milioni, ora cerca nuove opportunità per la fornitura di metro e bus a Samsun, Istanbul ed Ankara nell'ambito del progetto di sviluppo del sistema infrastrutturale turco. In tale ambito la società punta anche alla vendita di 60 locomotive elettriche per un valore di 200 milioni di euro e di32 treni elettrici per 140 milioni. <Astaldi> partecipa invece alla gara per la costruzione della nuova ferrovia tra Istanbul ed Ankara. (da take Ansa)
18.12.2004

OPERAZIONE DA 500 MLN DI EURO
La chiuderà entro l'anno la <Sace> che contribuirà a consolidare l'impegno della società verso la Turchia.
Entro la fine dell'anno la <Sace> prevede di chiudere una nuova operazione strategica che prevede una copertura assicurativa di circa 500 milioni di euro e che contribuirà a consolidare l'impegno della società verso la Turchia.
Nei primi undici mesi di quest'anno, la <Sace> ha già assicurato circa 50 operazioni in Turchia di cui il 15% riguarda imprese di medie e piccole dimensioni per un impegno complessivo di oltre milioni di euro.
Nei confronti della Turchia la <Sace> ha anche deciso di affiancare le imprese italiane oltre che con la tradizionale offerta di prodotti assicurativi dei crediti all'export, anche con servizi di consulenza, come previsto dal nuovo piano industriale che ha ampliato le missioni della società. (take Ansa)
18.12.2004

PASSI IN AVANTI PER LE FERROVIE DELLO STATO
La Turkish Republic State Railwais (Tcdd) riceverà carrozze di seconda mano dalla Germania. L'offerta di collaborazione da parte di Berlino sarebbe gratuita. L'importante è migliorare il servizio e soprattutto la sicurezza dei viaggi. I tragici precedenti.
Turkish_Republic_State_RailwaysTurkish Republic State Railways (Tcdd) will introduce passengers to speedy wagons in the first step towards accelerated trains.
The state railways will receive free second hand passenger cars on trial from Germany. If tests for the wagons are successful, new orders will be given. First-class wagons are planned to be used mostly in eastern and southeastern railroad lines. Germany offered the free train cars for Tcdd under the framework of a formally signed cooperation agreement.
Perceiving the offer as positive, the Tcdd administration technical team went to Germany to evaluate the rolling stock. Finding them more advanced than the first class Tvs 2000 type cars produced by Turkish Train Cars Industry Corporation in Adapazari, they recommended the approval of the offer. 14 passenger train cars including two dining cars and 12 with first class compartments will be sent to Turkey in the following days.
A top-level officer said they were pleased with the domestically-produced Tvs 2000 train cars, but that the quality of the German train cars should not be underestimated. The same officer also added: "Loss is not the issue here. We are not paying for them and if we don't like them, we will return the wagons in line with the agreement. Although they were produced years ago, the train cars are in perfect condition. We think that passengers traveling in these wagons will be pleased. " (Selim Kuvel/Zaman)
18.12.2004
IL PROGRESSO CIHAN
La nota agenzia di stampa turca disponibile anche sul telefonino. Per saperne di più basta andare sul sito www.cihan.com.tr 
CihanCihan News Agency has started a news service for mobile phone users. CihanMobil works on mobile phones operating java and Gprs.
CihanMobil is the first news service for cellphone users in Turkey. The service allows users to follow events throughout the day wherever they are using only their telephone. CihanMobil can work with all operators on prepaid and billed lines, covering five areas of Hot News, Current, Economy, Sport and Life. To benefit from the rich content of the news service around the clock, there is an application form on www.cihan.com.tr . On completion of the subscription process, subscribers benefit from CihanMobil services.
Subscriptions to Cihan News Agency's CihanMobil system are free until February 2005, and then will only be 1 Ytl a month, with subscription options for six months or a year. For more information, see www.cihan.com.tr. (Zaman)
18.12.2004

ANCHE GLI AMERICANI COMPRANO
Succede infatti che una azienda turca venda tecnologia laser all'esercito a stelle e strisce.  Niente più pallottole. A trarne vantaggio pure gli israeliani. 
For the past three years, Turkey has been selling a training system to the US and Israelı armed forces that uses lasers for shooting opportunities instead of real bullets.
The New Generation Shooting Systems-Mini-Rrets, provide real shooting opportunities at targets that are sensitive to lasers with laser signals installed on the real gun's barrel. Therefore, it reduces cost at soldier training camps. The systems have not been used in Turkey because they are not advantageous financially to the Turkish Armed Forces.
Hursel Kendir, the Chairman of Electronic Design Industry and Trade AC (Eta), the company that produced the system, said yesterday that they have targeted to the Turkish Armed forces, and have even proposed it to the Defense Industry Undersecretariat.
Kendir said his system is the "the first in the world". So far, Mini-Rets, which is the entire focus of Kendir's company, earned him $2 million in exports to America and Israel. (Ismail Altunsoy/Zaman)
18.12.2004

GARA DI APPALTO PER TEKEL
La scadenza per l'acquisto dei tabacchi di Stato turchi è stata fissata al 18 febbraio prossimo. Chiunque ne sia interessato può parteciparvi.
Turkey invited bids for the sale of the tobacco business of state concern Tekel and it set a Feb. 18 deadline for submissions.
Turkey cancelled the sale of the company's tobacco operations in November 2003 after bids in the tender fell short of government expectations.
Japan Tobacco (2914.T: Quote, Profile, Research) made the highest bid of $1.15 billion at that time. British American Tobacco (Bats:l: Quote, Profile, Research) also participated.
Bidders must pay a temporary guarantee of $30 million to participate in the tender. Negotiations will follow closed bids.
Turkey's privatisation office decided in favour of an "asset sale" rather than the block sale of company shares in order to eliminate possible risks and attract investors, said tobacco sector sources.
Under the asset sale method, the privatisation office rather than the buyer will remain responsible for Tekel tobacco's legal problems and debt obligations.
"This will strengthen prospects for the company's sale," said a tobacco sector specialist.
The 142-year-old Tekel controls a large share of Turkey's cigarette market, the world's sixth largest. (Reuters)
18.12.2004

PANICO AD ISTANBUL PER UN VIOLENTO INCENDIO
In una multisala del quartiere Sisli si stava programmando in film dell'orrore. 154 persone ricoverate per asfissia. Accertate le cause del disastro.
Panico per un incendio scoppiato in un cinema multisala di Istanbul dove era in corso la prima di un film dell'orrore turco. Non vi sono state vittime, ma almeno 130 persone sono state ricoverate in ospedale, la maggior parte con sintomi di intossicazione da fumo.
La causa dell'incendio - sviluppatosi rapidamente nell'atrio del cinema, che sorge all'interno di un grande complesso commerciale nel quartiere di Sisli, sulla sponda europea della metropoli sul Bosforo - è stata con ogni probabilità una candela che ha dato fuoco alla scenografia, una sorta di <galleria del terrore>, allestita per la prima di "Buyu" (Maleficio).
"Quasi 130 persone sono state curate negli ospedali per aver inalato fumo, cinque sono in condizioni critiche", ha detto il capo della polizia di Istanbul, Celalettin Cerrah, alla televisione <Ntv>. Altre reti hanno riferito di 154 ricoverati.
L'incendio è scoppiato verso le 21:30 (ora locale) quando era da poco cominciata, in una delle sette sale del cinema multiplex, la proiezione del film. Le fiamme si sono propagate rapidamente ed è stato panico.
Squadre di soccorso e pompieri sono giunti in forze e tempestivamente sul posto, consentendo una rapida evacuazione delle quasi mille persone presenti. Molti di quelli che venivano portati via - tra i quali attori e celebrità locali - avevano il volto annerito dal fumo e apparivano sotto shock. Alcuni piangevano, altri accusavano i responsabili del locale.
"Stavo guardando il film con un'amica e dopo dieci minuti ci hanno detto di uscire", ha raccontato alla <France Presse> Hale Kaplanoz, 25 anni, mentre si ripuliva il viso dal nerofumo. "All'inizio abbiamo pensato che si trattasse di uno scherzo legato al film. Ma nei corridoi era tutto buio e abbiamo avuto molta paura", ha aggiunto la ragazza, precisando che i pompieri hanno rotto alcuni vetri per agevolare l'uscita della folla.
Alcuni spettatori hanno riferito che le uscite di sicurezza erano bloccate, ma la circostanza è stata smentita da altri, tra cui il capo della polizia di Istanbul, il quale ha precisato che gran parte dello sgombero è avvenuto attraverso le scale di soccorso situate sul retro del complesso.
"Quando la luce si è spenta, vi è stato grande panico", ha detto un altro spettatore, di 29 anni, secondo il quale l'interruzione dell'elettricità è stata provocata dall'attivazione dei sistemi automatici anti-incendio. "Le luci si sono spente all'improvviso e la gente ha usato quelle dei telefonini per trovare la via d'uscita. Qualcuno ha abbattuto una porta e siamo scappati. Nessuno capiva cosa stesse succedendo, è scoppiato il panico", ha raccontato un altro.
"Quella che avrebbe potuto essere una vera catastrofe ha causato in definitiva solo pochi danni", ha commentato Mustafa Sarigul, sindaco del distretto di Sisli. Sarigul ha annunciato l'apertura di un'inchiesta e parlato di "incuria e negligenza" da parte del gestore del cinema. "Le candele avrebbero dovuto essere sistemate altrove", ha detto. (Ticin@line)
18.12.2004

LA BIBBIA IN TURCO
Prima tiratura in 15 mila copie del testo sacro che entra tra le 141 lingue finora tradotte. Saranno distribuite parte in patria e parte nell'Europa occidentale.
Con una prima tiratura di 15.000 copie, il turco entra in questi giorni tra le 141 lingue in cui, dal 1978, l'Opera di diritto pontificio "Aiuto alla Chiesa che Soffre" (Acs) ha tradotto "Dio parla ai suoi figli", la raccolta di testi biblici realizzata da Acs e finora diffusa in oltre 40 milioni di copie. Le 15.000 copie in lingua turca saranno distribuite parte in Turchia e parte - circa 5.000 - tra i turchi residenti in Europa Occidentale. Molto positivi i commenti all'iniziativa, tra cui quello di padre Lorenzo Piretto, sacerdote domenicano in servizio a Istanbul, il quale ha affermato che "la catechesi della Chiesa in Turchia trarrà da questa iniziativa grande beneficio, avendo a disposizione una sintesi della Sacra Scrittura nella propria lingua". Tra le nuove lingue in cui "Dio parla ai Suoi figli" è stata tradotta nel 2004 ci sono anche tukano e xerente per il Brasile, creolo per le Isole Mauritius, tiv per la Nigeria, bengali e kannada per India. (S.L.) (Agenzia Fides 14/12/2004 - Righe 10, Parole 167) (Agenzia Fides)
18.12.2004

PARTE DA ISTANBUL LA STRADA DELLA SETA
La data fissata al 24 aprile prossimo. Un treno collegherà in 38 giorni la metropoli turca con il centro di Astana in Kazakistan. Toccherà numerose città nelle quali saranno organizzati incontri di tipo commerciale.
With the cooperation of the Foreign Trade and State Railways (Tccd), the Forum Fair Organization and Development Company will depart from Istanbul on April 24th, 2005, on its Silk Road Turkish Export Goods Fair.
The train will travel from Istanbul to Astana, Kazakhstan, in 38 days. Its first stop will be in Ankara, on the 26th, Tabriz on the 30th, then to Tehran on May 2-3rd. The train will be in Meshed on May 5th, Ashkaabad on May 11th, Dushanbe on May 16th, Tashkent on May 20th, Bishkek on May 24th, Almati on May 27-28th, and finally in Astana on May 30th. For its trip, the train had 19 custom made containers for the Silk Road Train.
Capitals of the countries that the train will pass through will host bilateral talks on trade and commerce with trade representatives of the respective country. Turkey will advertise its tourism, culture, art and technology as it passes through the chosen countries. The fair will organize concerts and folk dances with ceremonies with performances by the Whirling Dervishes.
Silk Road Turkish Export Goods Fair was postponed until 2005 due to disagreement with Uzbekistan, and the stations that the train would visit while there. (aa/Zaman)
18.12.2004

CODICE PENALE: RIFORMA APPROVATA
La Turchia ha fatto quello che doveva", ha detto il ministro della Giustizia Cemil Cicek. Agevolazioni per le donne incinte o in procinto di partorire.
Rispondendo alle richieste dell'Unione Europea il Parlamento turco ha approvato la legge di riforma del codice di procedura penale. 
"La Turchia ha fatto quello che doveva", ha affermato dopo il voto dell'Assemblea Nazionale il ministro turco della Giustizia Cemil Cecik.
La nuova legge prevede che le donne incinte o in procinto di partorire possano scontare successivamente la condanna, oppure la possibilità di interrompere la pena in caso di malattia di un familiare o per permettere di terminare gli studi. (take Ansa)
18.12.2004

RAGAZZINI AFFITTATI PER SCIPPARE
Come i meninhos de rua brasiliani, esiste anche in Turchia un traffico finalizzato all'illegalità criminale. Il "prelievo" soprattutto nelle zone più povere a maggioranza curda.
I meninhos de rua non esistono solo in Brasile, ma anche in Turchia, e provengono quasi tutti da quella Turchia orientale curdofona che va sulle prime pagine dei giornali solo per notizie desolanti.
Sarà la miseria, sarà l'arretratezza sociale e culturale - entrambe non mancano in quell'area devastata da 15 anni di guerriglia del Pkk - quel che è certo è che la polizia turca ritiene di avere messo le mani su un traffico di ragazzini, per lo più dai 13 ai 16 anni, affittati a 200 dollari al mese dai loro stessi genitori alle gang di scippatori che li utilizzano per borseggiare i passanti non solo a Diyarbakir, ma anche a Istanbul, Ankara e Izmir, dove quei ragazzini vengono trasportati ed alloggiati dall'organizzazione malavitosa.
Tutto è cominciato - secondo il quotidiano turco <Sabah> - qualche giorno fa, quando la polizia ha acciuffato alla stazione di Haidarpasha cinque ragazzini che avevano appena borseggiato dei passanti. Dai ragazzini la polizia è risalita ad un adulto, Ozkan Yilmaz, che, all'atto dell'arresto, ha tenuto ha precisare: ''Non abbiamo rapito i ragazzi, li abbiamo solo presi in affitto dai genitori, che sono d'accordo'', come se si trattasse del ''regolare'' affitto di un'auto. ''E quanto date ai genitori?'', ha incalzato il commissario di polizia. ''200 dollari al mese, ma noi abbiamo varie spese per mantenerli'', ha continuato l'uomo. Di tassello in tassello la polizia ha incominciato ad avere un quadro dell'intero dramma e a individuare in Diyarbakir, la città orientale della Turchia, i cui abitanti in pochi anni sono passati da 300 mila a oltre 1 milione.
Una città che si è gonfiata di immigrati che fuggivano dai villaggi di campagna per scampare alla tenaglia costituita, da un lato, dai taglieggiamenti e dalle violenze del Pkk verso i ''renitenti'' e i ''villaggi poco collaboratiivi'' e, dall'altro, dalle incursioni dei militari governativi che li consideravano invece ''villaggi fiancheggiatori del Pkk'' e che in molti casi li incendiavano.
E' a Diyarbakir - secondo la polizia - il centro dei meninhos de rua turchi. E' lì che sta il grosso dell'organizzazione. E' lì che i ragazzini affittati vengono radunati. E' da lì che vengono ''esportati'' verso le grandi città dove le tasche ed i portafogli dei passanti sono più pieni, o meno vuoti. E' lì che la criminalità sta prendendo sempre più piede, come dimostra il numero dei reati in forte ascesa: 200 furti di appartamenti, quelli denunciati nel 2003, che sono diventati 950 nel 2004; gli scippi per strada sono all'ordine del giorno e ne vengono denunciati 150 al mese. Ma molti cittadini, disperando di sortire effetti, non denunciano nemmeno i reati che subiscono. Anche perché a compierli sono sempre più spesso bande di minorenni.
Sono almeno 10 mila - secondo l'inchiesta della polizia turca - i ragazzini di Diyarbakir in qualche modo coinvolti in attività criminali. ''Ed altri 20 mila sono da considerare a rischio'', ha aggiunto un ufficiale di polizia locale. ''I loro familiari sanno benissimo cosa fanno i loro pargoletti. Una madre di 10 anni non sta troppo a chiedersi da dove viene il danaro per sfamarli. Tace e acconsente. E così il padre. Ci sono migliaia di famiglie come queste, che sanno anche per quale gang di malavitosi il loro figliolo lavora, si mantiene da solo togliendo una bocca da sfamare e, in più, aiuta la famiglia'', ha dichiarato al giornale <Sabah> un borseggiatore.
Il capo di una di queste bande specializzate nell'uso di ragazzini, Firat Delibas, è stato catturato dalla polizia a Istanbul, ma la gente di Diyarbakir lo considera un benefattore.
''Lui era molto buono con noi. In inverno mandava persino i soldi per il riscaldamento ai miei genitori a Diyarbakir'', ha affermato Hasan, uno degli scippatori arrestati.
Gran parte dei ragazzini affittati sono spediti a Istanbul, dove trovano ad attenderli una perfetta organizzazione completa di appartamenti per abitare nei quartieri più miserabili della città, come Kaynartepe, Muradiye e Yenikapi. I nuovi arrivati trovano anche istruttori esperti di borseggio, che per la prima fase di ambientamento insegnano loro i luoghi, i tempi e le tecniche più opportuni della professione.
"Una volta addestrati e iniziati all'attività, i ragazzini si appassionano al loro nuovo lavoro e non riescono più a cambiare mestiere'', ha osservato un ufficiale di polizia che ha indagato sul traffico a Istanbul. Quando Delibas è stato arrestato, i ragazzini che lavoravano per lui sono stati venduti ad un'altra delle 30 bande che operano a Istanbul. Essi sono considerati dalle gang un bene prezioso perché rendono molto, costano poco e le sottraggono all'obbligo di esporsi in prima persona. Il calcolo è ben congegnato, perché i ragazzini, anche se arrestati, non possono essere incriminati e per lo più restano del tutto impuniti e
possono tornare subito al lavoro. (Lucio Leante/Ansa)
18.12.2004

ALCOL E DROGA, TURCHIA IN CODA TRA I GIOVANI
Da una indagine condotta dal Consiglio d'Europa risulta che il Paese di Ataturk  non si fa notare né per il consumo di bevande né per quello di stupefacenti. Falsa l'etichetta del "fumare come un turco".
Alcol_e_drogaI giovanissimi bevono di più, lo fanno fuori pasto e con l'intenzione di ubriacarsi. Non basta: uno su cinque fa uso di cannabis mentre aumenta il numero di quelli che hanno assunto cocaina ed eroina. E' il preoccupante risultato che emerge dal "Progetto Espad" (European School Survey Poject on Alcohol and other drugs), una indagine condotta dal Consiglio d'Europa e realizzata, per quanto riguarda l'Italia, per la collaborazione del Consiglio nazionale delle ricerche e del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio. Il "progetto Espad" ha coinvolto gli studenti tra i 15 e i 19 anni di 35 paesi europei per un campione italiano di circa 30 mila ragazzi sedicenni.
Per quanto riguarda l'alcol l'Italia mostra un incremento rispetto alla precedente rilevazione di cinque anni fa con un ragazzo su tre (una ragazza su sei) che riferisce di aver consumato alcool 40 o più volte nella vita, una media di ben sei punti superiore a quella di cinque anni fa. Al primo posto fra i giovanissimi bevitori in Europa i ragazzi danesi con il 50% di media di minorenni bevitori. Valori inferiori al 20% si trovano invece in Norvegia, Islanda e Turchia. Per le droghe il 22% dei maschi e il 18% delle ragazze italiani riferiscono di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita. Il nostro Paese si colloca in graduatoria fra i consumatori più elevati. Valori superiori al 30% per i maschi e al 28% delle ragazze si riscontrano in Repubblica Ceca, Svizzera, Irlanda, Francia, Regno Unito, Spagna e Belgio. Ancora agli ultimi posti la Norvegia seguita da Svezia, Grecia, Turchia, Cipro e Romania. Quanto alle droghe più pesanti, come la cocaina o l'eroina, l'11% dei nostri maschi e il 6% delle ragazze riferisce una esperienza di assunzione nella vita, una percentuale fra le più alte in Europa. Per quanto riguarda il fumo, infine, l'Italia si colloca in una posizione intermedia tra i paesi europei con un sedicenne su quattro che riferisce di aver fumato più di 40 sigarette nella vita. Ai primi posti Austria e Groenlandia. Non vale più, invece, il detto "fumare come un turco" perché è proprio la Turchia che si situa all'ultimo posto nella graduatoria dei giovani fumatori. (take Agi)
18.12.2004

FERMATO CEM UZAN, LEADER DEL PARTITO GIOVANE TURCO
Il miliardario turco coinvolto nella bancarotta della banca <Imar> già appartenuta alla sua famiglia. Finora era rimasto fuori da storie giudiziarie.
Il leader populista del <Partito Giovane> turco, Cem Uzan neri giorni scorsi è stato messo in stato di fermo giudiziario in relazione alla bancarotta presumibilmente fraudolenta della Banca <Imar> già appartenuta alla sua famiglia.
Cem Uzan è stato fermato dalla polizia dopo che altri 10 alti funzionari della stessa banca, dopo essere stati fermati, avevano accusato Uzan di avere loro ordinato di nascondere prove e documenti relativi alla stessa banca.
Finora Uzan era rimasto fuori della vicenda giudiziaria che ha portato alla confisca di tutti i beni dell'impero industriale e mediatico oltre che al mandato di cattura verso altri esponenti della sua famiglia, per lo più attualmente latitanti, perché all'atto della costituzione del suo partito si era liberato di tutte le sue partecipazioni nelle numerose imprese familiari. Tuttavia, qualche mese fa era stato fermato e messo sotto processo per avere infranto i sigilli che l'autorità giudiziaria aveva posto ad una sua villa. (take Ansa)
18.12.2004

SAN NICOLA HA ORA UN VOLTO
Una antropologa dell'Università di Manchester ha ricostruito l'immagine tridimensionale del popolare Santa Claus le cui spoglie riposano a Bari ma che la città di Demre (Turchia) considera sue e quindi rivuole.
San_Nicola_vero_voltoUn uomo di 60 anni dalla mascella pronunciata e con il naso rotto. E' questo l'identikit di Santa Claus ricostruito con un'immagine tridimensionale da scienziati inglesi. Il Sunday Times rivela che un'antropologa dell'Università di Manchester, Caroline Wilkinson, è riuscita a riprodurre il volto del santo grazie ai rilievi fatti negli anni Cinquanta da un anatomista che entrò nella cripta della chiesa di Bari dove è sepolto San Nicola. 
"Aveva una faccia interessante - ha commentato la studiosa al termine del lavoro che ha ridato il volto originale a Babbo Natale. Ha un aspetto molto mascolino e il naso rotto gli dà carattere. Non è come il Santa Claus che ho sempre immaginato fin da bambina, un'immagine che ci era stata data dalla Coca Cola".
Intanto, le ossa del santo custodite a Bari sono al centro di una disputa tra le autorità italiane e turche. La Fondazione Santa Claus, con sede in Turchia, ha chiesto che tornino a Demre, nel sud del Paese, dove San Nicola era vescovo ortodosso. Ma furono portate nel Belpaese nel 1087 da un gruppo di marinai italiani che avevano perso la rotta e, quando la trovarono, presero le ossa del vescovo come reliquia sacra. Per il presidente della fondazione si trattò di un furto a tutti gli effetti e le ossa ora vanno restituite. Ma le autorità italiane dichiarano che i turchi le vogliono indietro solo per incentivare il turismo. (TgCom)
18.12.2004

ORO TURCO IN USA
Aperto negli States da imprenditori anatolici un bazar gioielleria. Si tratta di ben quaranta stand che si trovano racchiusi nei 6.500 mq della <Malboro Diamond Plaza>, un'area costata qualcosa come 12 milioni di dollari.
Un_nuovo_Gran_BazarThe US's biggest jewelry bazaar has been opened by Turkish entrepreneurs. 40 stores will open at the 6,500 square meter Marlboro Diamond Plaza, a closed area costing $12 million.
After extensive research, Ekmel Anda and Dursun Kocak, who have been producing and selling gold in New York for more than ten years, have begun construction of the biggest jewelry bazaar in the US in Marlboro city, the region with the highest income levels in New Jersey.
The bazaar, being set up on land owned by a Cypriot Greek, has a closed area of 6,500 square meters. The General Manager of the company Ekmel Anda disclosed that they had great support from the mayor of the municipality and said, "Besides our own security staff, municipal police officers will provide 24 hour protection of the 40 stores in the bazaar. Officials are very pleased that such an elite center is being opened in their region and will provide employment to many people." $2.5 million has been spent on decoration and security of only one department of the $12 million bazaar where gold and jewels are to be sold. The bazaar will constantly be controlled by cameras, as when it starts to trade at full capacity it will contain $50 million of goods. Anda pointed out that as the plaza is in a region with a high-income level, it is a place where Turkish producers can sell luxury goods and added: "Several Turks work in our bazaar. One of them is even a friend who previously had a store in the Grand Bazaar and there are craftsmen who used to work in the Grand Bazaar too so we will be able to make instant alterations to satisfy customers. I believe that such services will give us a big lead over other jewelry stores." (Emrah Ulker/Zaman)
18.12.2004

MADRI, DEE, SULTANE
Un viaggio di duemila anni organizzato dai direttori turchi del <Sakip Sabanci Museum> e <Topkapi Museum>, rispettivamente Nazan Olcer e Filiz Cagman. Si va dall'età primordiale, agli ittiti, greci e romani, fino all'Impero ottomano.
Anatolian_Women"Mothers, Goodness and Lady Sultans", an exhibition organized by the Manager of Sakip Sabanci Museum, Nazan Olcer, and the Manager of Topkapi Museum, Filiz Cagman, will take fans of western art on a nine thousand-year journey from the early 20th century to prehistory periods.
Almost every stage of the journey is open to mysticism and investigation. It is not only mystical but also meaningful. In the travel, where women find meaning and value according to civilizations, it is possible to see a woman of the Copper, Bronze and Iron Age; women of Hittite, Urart, Greece, Rome and Ottoman standing side by side.
Works display woman figurines made of soil, stone, and clay. There are pictures of goddesses scraped on stones, jewels that belong to Hittite women, to the Antique Greek and Rome civilizations, as well as the Byzantine Empire periods. Not only does the exhibit point to the place of women in these communities but it also gives her clues about the arts of these civilizations and life styles.
Women of, or "sultans" of, the Ottoman Palace are exhibited with pictures of the sultans. Caftans, jewels, daily clothes and a picture of an old woman from Istanbul on miniatures, gravures and paintings support the sultans' portraits. All these works besides informing the ones visiting the exhibition about the elegance of Ottoman life, it takes us to a curious travel through the world behind this elegance and gleam. (Culture & Arts News/Zaman)
18.12.2004

TURCHIA A BRUXELLES
Nelle strade della capitale belga si respira una atmosfera tutta anatolica. Ad ogni passo è possibile incontrare artisti di Istanbul o di altre città turche. Le vetrine di Hurren Sultan. Una mostra al palazzo delle Belle Arti. Pezzi pregiati dal Louvre , dal Topkapi e dal museo di Berlino.
La_Turchia_a_BruxellesThere is a Turkish atmosphere in Brussels nowadays. At every step, it is possible to encounter artists and academicians in the streets and the roads of the city. Turkey is there with its cultural colors, as well as with its politicians.
Strictly speaking, a "Turkish wind" is blowing through Brussels, which doubles as the capital of Belgium and the European Union (EU). The European Parliament (EP), in the middle of Brussels, is besieged by politicians and diplomats, who want no surprises, and the reporters who follow them. While a close watching of politicians continues, Brussels cinema, concert and exhibition halls have become the stage for Turkish artists tour de force.
The famous Hurrem Sultan (Roxelane) adorns the shop windows of cultural centers and stores in the streets of Brussels. One of the most outstanding concert and exhibition halls in Europe, the Palace of Fine Arts in Brussels (Bozar-Beaux Arts) has a big poster hung on its door. Written on it is "Mothers, Goddesses and Hanim Sultans". It is the poster of an exhibition depicting women's adventure in Anatolia.
The exhibition, with over 350 works of art, collected from museums of Louvre in France, Kunsthistorisches in Vienna, and the most well known museum in Berlin and Turkey, are presented to lovers of art as a unique visual show that they will never be able to see again. Solely a collection from Istanbul Topkapi Palace, residence of the Ottoman sultans, makes this exhibition worth viewing. (Abdullah Kilic/Zaman)
18.12.2004

"LA NEVE"
Il romanzo di Orham Pamuk considerato dal <New York Times> tra i cinque migliori al mondo.
Orhan_PamukThe New York Times, one of the most prominent American newspapers, said that "The Snow," a novel by famous Turkish author Orhan Pamuk, is among the five best novels of the year.
Pamuk's novel moreover, was featured in the "New York Times Book Review", which also included an interview with Pamuk. (aa/Zaman)
18.12.2004
 

ALLENATORE DI TARTARUGHE
La Fondazione <Suna-Inan Kirac> ha acquistato uno dei più famosi quadri di Osman Hamdi Bey per 3 milioni euro.
Turtle_TainerThe Suna-Inan Kirac Foundation purchased one of the many famous tableus of Osman Hamdi Bey, a master in Turkish painting, "Turtle Trainer", for $3 million (5 trillion Turkish Lira).
In 1991, Erol Aksoy bought "Turtle" for $700,000. It was first displayed at the Turkish Economics Bank, after which it was transferred to the Savings Deposit Insurance Fund (Tmsf) in 2001. The piece will now rest in the Pera Museum, which will open in January.
In a recent auction, the Antik corporation, representing Tmsf, auctioned the tableau at the Swiss Hotel, where officials from the Istanbul Modern Art Museum and the Pera Museum competed to buy it.
The final bid of the Istanbul Modern Art Museum was TL 4.6 trillion. Instead, the museum bought 20 tableaus of Fahr al Nisa Zeyd for TL 1 trillion.
An anonymous collector purchased a popular trace called "Street Scenery". It is a tableau by Nazmi Ziya, which cost TL 500 billion. Businessman Erdogan Demiroren and his son, Yildirim Demiroren, who is the head of Besiktas Football Club, attended the auction where they bought many tableaus.
In total, 322 tableaus, mostly painted by famous Turkish painters, and 22 Iznik tiles were presented at the auction. The auction anticipated a profit of TL 8 trillion, and earned TL 11 trillion.
The Turkish Culture and Tourism Ministry reportedly allowed 20 of the collection's pieces to be purchased under the condition that they would not be sold abroad. (Abdullah Kilic, Ibrahim Balta/Zaman)
18.12.2004

CERIMONIE PER MEVLANA
Vi hanno preso parte i rappresentanti delle tre religioni celesti portando un messaggio di tolleranza all'umanità.
La_celebrazione_di_RumiCommemorazione_Mervlana_Celaleddin_RumiA first will be realized at the Seb-i Arus ceremonies has be held in commemoration of Mevlana Celaleddin Rumi.
Representatives of three celestial religions, following his call to "Come, whoever you are, come!" gave a message of tolerance to humanity by participating in the Seb-i Arus Night on December 17 in Konya, the central Anatolian city where Rumi lived and died. Thousands of foreigners and local people attended the Seb-i Arus ceremonies organized every December 17. The Director of Religious Affairs, Professor Ali Bardakoglu, Fener Greek Patriarch Bartholomew, the Chief Rabbi of Turkish Jews Isaac Haleva and Syrian leaders participated in the ceremonies this year in the place where Mevlana announced his message of tolerance to the entire world. The leaders also sended messages to the European Union leaders summit, which has be held on the same date by signing a "Universal Peace Declaration" at the Seb-i Arus ceremonies.
Cultural center will be opened.
The head of Culture and Tourism in Konya, Abdulsettar Yarar said Mevlana's message of tolerance and dialogue is more important than ever and reminded that representatives of many religions had attended Mevlana's funeral ceremonies. Revealing that it was with the inspiration of this that the Culture and Tourism Directorate had invited ecclesiastics to the Seb-i Arus ceremonies, and had gained affirmative responses, Yakar said, "Messages of peace and love will be out from Konya to the entire world afterthe night of December 17." (Gurkan Tuzlu/Zaman)
18.12.2004

OLIVER STONE SI SCUSA PER "FUGA DI MEZZANOTTE"
Il regista americano fa pace pubblicamente con la Turchia. L'incontro con il ministro della Cultura, Erkan Muncu.
Oliver StoneFuga_di_mezzanotteOliver Stone fa pace con la Turchia. In visita ad Istanbul per la promozione del kolossal "Alexander", il regista americano si è pubblicamente scusato per l'immagine del Paese diffusa nel 1978 dal suo "Fuga di mezzanotte". Al film, storia di uno spacciatore occidentale arrestato e torturato senza pietà nelle carceri turche, era stato allora rimproverato di falsare la realtà, esasperando la rappresentazione delle violenze subite dal protagonista.
Un tema, questo, particolarmente caro al Governo turco. soprattutto nel momento in cui sta aumentando il proprio impegno in difesa dei diritti umani. Ne è conferma l'incontro di Stone con il ministro della Cultura, Erkan Muncu, a cui il regista ha espresso il proprio rammarico per essere stato a lungo "frainteso" nella lettura di "Fuga di Mezzanotte" e di avere così dato "un enorme dispiacere al popolo turco".
La sceneggiatura di "Fuga di mezzanotte", diretto da Alan Parker, venne scritta da oliver stone insieme a Bill Hayes e William Hoffer. (take Adnkronos)
18.12.2004

UN PREMIO IMPORTANTE
Il film "Against the Wall-Duvara Karsi" del regista turco Fatih Akin si è aggiudicato al Festival del Cinema di Barcellona l'ambito riconoscimento di miglior pellicola.
Against_teh_Wall_Duvara_KarsiThe Turkish film, "Against the Wall-Duvara Karsi," directed by Fatih Akin, won "the Best European Film" award at the European Cinema in Barcelona, Spain, this weekend.
Akin's film also received the "Golden Bear" award at the Berlin Film Festival.
Other honors during this weekend's ceremony included a "Best Actress" award for Imelda Staunton, a British Actress, for her role in "Vera Drake".
Spanish actor Javier Bardem won the "Best Actor" award for his part in "Mar Adentro" while the director of it, Alejandro Amenabar, earned the award for "Best Director". Both "Vera Drake" and "Mar Adentro" competed against "Against the Wall" for the grand prize. (Culture & Art News/Zaman)
18.12.2004

LA MACLAREN PROMUOVERA' UNA MARCA DI WHISKY IN TURCHIA
La novità in occasione del Gran Premio automobilistico di Istanbul che si correrà a metà luglio.
La_Merceded_MacLarenSecondo quanto pubblicato da alcune testate giornalistiche europee ( <Bild> e <Sunday Herald> ), la McLaren Mercedes avrebbe già siglato un accordo di sponsorizzazione per sopperire al ritiro previsto per metà 2005 dell'<Imperial Tobacco>, proprietaria del marchio di sigarette West ( attuale "title sponsor" del team anglo-tedesco ).
L'azienda che avrebbe rilevato l'importante diritto pubblicitario sarebbe la <Diageo>, pronta a versare ben 53 milioni di euro all'anno per associare al team McLaren Mercedes il famoso marchio di whisky Johnnie Walker. Riguardo alla data di applicazione dell'accordo non ci sono certezze; il contratto con la Imperial Tobacco scade a luglio 2005 e quindi la denominazione "Johnnie Walker McLaren Mercedes" potrebbe fare la sua comparsa a partire dal Gran Premio della Turchia previsto ad agosto.
Il progressivo disimpegno dei produttori di tabacco, per decenni principali finanziatori degli sport motoristici, è dovuto all'entrata in vigore nel biennio 2005-2006 della proibizione totale nell'Unione Europea dalla pubblicita' alle sigarette. (FiGranoprix.it)
18.12.2004

PARMA AI 16/mi DI UEFA
3-2 contro la squadra turca del Besiktas. Quest'ultimo si è mangiato il pareggio che l'avrebbe automaticamente qualificato.
Gedeone_CarmignaniGedeone Carmignani ha cominciato benissimo la fase due da salvatore della patria dopo la prima quando evitò la serie B subentrando al disastro-Passarella. Vittoria e qualificazione in Coppa Uefa, senza problemi per i gol di scarto visto che l' Atletico Bilbao ha passeggiato sul campo dello Standard Liegi.
Non un grande Parma, certamente, ma di sicuro una squadra messa in campo con più ordine rispetto a quella vista ultimamente con Baldini in panchina. L' ha anche favorita la modestia di un avversario molto perforabile in una difesa distratta e poco coperta e che in attacco magari ha palleggiato discretamente ma hai poi tirato nello specchio della porta due volte, quando ha trovato i due gol. Del Bosque l' ha fatto giocare un po' allegramente, ma senza aver a disposizione i talenti che guidava nel Real Madrid.
Dunque la quattordicesima avventura europea del Parma potrà continuare anche se Carmignani e i suoi dovranno pensare soprattutto ad un campionato messo male. Il passaggio del turno è venuto dopo una partita non eccelsa ma divertente, con cinque gol, un calcio di rigore sbagliato, il tocco del brivido finale perché dopo la seconda rete i turchi hanno attaccato in massa per quel pareggio che li avrebbe mandati avanti eliminando il Parma. Eppure la partita si era messa benissimo per il Besiktas, già in gol dopo 6' per una penetrazione centrale di Sergen, troppo libero, conclusa da un tiro che Berti ha respinto male, davanti a sè. Okan ha appoggiato in rete per l' 1-0. Ma i Turchi hanno continuato a coprire poco la difesa e Gilardino dopo una decina di minuti ha trovato l' 1-1 dopo un'azione tutta di prima da Pisanu a Rosina fino al centravanti che ha anticipato, sempre al volo l' uscita del portiere. Rosina ha dato a Degano anche il pallone con il quale l' esterno si è procurato un rigore che Gilardino ha calciato malissimo in bocca al portiere e sempre Rosina ha battuto l' angolo (il primo della partita) sul quale Cardone è arrivato benissimo di testa per il 2-1. Dal Besiktas una sola risposta prima del riposo con Okan che, solo davanti a Berti, dopo una punizione ha alzato troppo di testa.
Nella ripresa ancora meglio il Parma e 3-1 sfiorato quando Gilardino di tacco ha liberato in area Simplicio che ha colpito la palla nel modo peggiore facendola rotolare piano lontano dalla porta. Un errore che non ha comunque potuto rovinare una partita impeccabile in copertura ma anche in appoggio all' attacco. Sempre Gilardino poco dopo ha difeso da maestro una palla spalle alla porta e poi ha toccato all' indietro per Degano che dal limite ha rischiato coraggiosamente il tiro al volo trovando il palo interno e il gol. Dopo è stato solo Parma con una serie di contropiede (Gilardino, solo, si è fatto recuperare da Emre, Budel a costretto Ramazen ad una gran parata) fino ai 10' finali quando il Besiktas ha chiuso gli emiliani in area. E' arrivato il 3-2 con una gran botta di sinistro di Tumer e Fatih si è mangiato un possibile terzo gol. Ma anche Gilardino ha sprecato una grande occasione tirando alta in scivolata una palla servitagli da Sorrentino dopo un contropiede in superiorità numerica. Un secondo svarione dopo quello del rigore che non è bastato a far scendere sotto la sufficienza il giocatore sul quale il Parma punta molte delle sue possibilità di restare in serie A. Anche in Coppa è stato il perno dell' attacco giocando per gli altri quando non poteva concludere. Baldini in Europa lo lasciava sempre fuori per non stancarlo. Carmignani ha cambiato linea e gli è andata subito. (Ansa.it)
18.12.2004

AVVERTENZA.
Si pregano vivamente tutti i nostri affezionati amici che ci mandano fotografie per e-mail - in particolare quelle da inserire nel link <Immagin