Arretrati 

Anno 5° N.36

IL GIOCO DELLE TRE CARTE
L_aula_del_Consiglio_d_EuropaCari amici turchi, vi eravate illusi. Pensavate che la relazione della Commissione europea, pubblicata il 6 ottobre scorso con la raccomandazione sui progressi del vostro Paese verso l'adesione, fosse il completamento di un iter che ha visto in questi ultimi dodici mesi Ankara sotto il più stretto esame. Ed invece no. Perché, come diceva Pirandello, per voi gli esami "non finiscono mai", né mai finiranno. E' un po' come il supplizio di Sisifo. Anche voi siete condannati a portare un macigno sulla vetta del monte, per voi vederlo sistematicamente rotolare a valle.
Non avete ancora capito che l'Europa - la quale pensa di essere ancora a Lepanto o sotto le mura di Vienna -  non vi vuole; intanto perché non vi ama, e non vi ha mai amato; secondariamente perché non vi vede per quello che siete ma - facendo di tutt'erba un fascio - vi confonde con gli arabi più integralisti e quindi ha paura; e poi perché siete tutto sommato filo-americani e gli americani - si sa - non vanno troppo a genio ad una Europa ombrosa e senza midollo spinale.
La bozza delle conclusioni del Consiglio d'Europa che dovrà votare il 17 dicembre prossimo è qualcosa di più di un diktat perché mette sul piatto della bilancia la stessa spada che Brenno mise ai romani. Essendo stato tirato fuori dal cilindro un coniglio chiamato Cipro, voi amici turchi, altro non siete che "vinti". Cosa farete allora a questo punto? Nicosia è stata fin troppo chiara: o acconsentite ad accettare tutte le sue richieste - di fatto consegnare la parte turco-cipriota al Governo di Tassos Papadopoulos - o questi avrà buon gioco nel porre il veto al vostro ingresso in Europa. Un vero e proprio
cul de sac dal quale non è facile uscire; a meno che Ankara non abbia uno scatto di orgoglio (ma noi ci auguriamo che sia più prudente che impetuosa) e mandi a farsi benedire l'Europa e tutti quelli che in questo vecchio e stupido continente sono contrari alla Turchia. Se è vero infatti che questa trarrebbe enormi vantaggi da un suo ingresso nell'Unione, è altrettanto vero che l'UE pagherebbe con il tempo lo scotto di una esclusione della Turchia dal Club dei 25. Un Club dove Paesi come Cipro e l'Ungheria si permettono di porre condizioni, dove altri Paesi non sapendo cosa dire per opporsi alla Turchia puntano il dito - come eterno ritornello - sul problema dei curdi dimenticando che in Europa esiste un problema basco mai sanato in Spagna ed un problema cattolico mai sanato nell'Irlanda del Nord. In realtà abbiamo a che fare con una Europa ipocrita e carogna, che in disprezzo dell'Onu e del suo Segretario generale vuole fare come più le aggrada, che pone paletti ad Ankara sulla libera circolazione degli immigrati turchi- magari rivedendo a questo proposito anche vecchi accordi e facendo finta di non accorgersi che è il nord-Africa il problema reale.
Al 17 dicembre mancano ancora alcuni giorni. Chissà che a Bruxelles non ci sia un ripensamento. Noi non lo crediamo, ma tutto è possibile. Di una cosa comunque vi preghiamo, amici turchi: non irrigiditevi troppo. La migliore cosa è sorridere e continuare per la propria strada, guardando soprattutto ai propri interessi e confidando per ora solo nel Parlamento europeo.
(Turchia Oggi)
03.12.2004

DURISSIME CONDIZIONI
La bozza delle conclusioni del Consiglio d'Europa che il 17 dicembre prossimo dovrà decidere sulla Turchia ha alterato completamente la relazione della Commissione. Il fattore Cipro.
La_sede_del_Consiglio_d_EuropaLe conclusioni dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea della Turchia non potranno aver luogo prima del 2014, e comunque potranno esser necessarie forti salvaguardie. E per l'avvio della trattative Ankara deve ''prendere atto'' dei dieci nuovi membri dell'UE, e inclusa dunque anche Cipro, tuttora non riconosciuta dalla Turchia. E' la sostanza della bozza di conclusioni (di cui Aki-Adnkronos International ha potuto prendere visione) del Consiglio Europeo del 16 e 17 dicembre, durante il quale i Capi di Stato e di Governo dei 25 dovranno dare il via libero all'avvio dei negoziati con la Turchia.
Una bozza ancora molto provvisoria, disseminata di parentesi quadre e puntini sospensivi, preparata dalla presidenza olandese di turno dell'UE e che è stata discussa discussa per la prima volta mercoledì scorso dagli ambasciatori dell'Unione a Bruxelles. Soprattutto, manca ancora il paragrafo decisivo, sull'eventuale sì e sulla data dell'avvio dei negoziati.
''Il Consiglio Europeo - si legge nella bozza - accoglie con favore il progresso decisivo dato dalla Turchia nel suo ampio processo di riforme e ribadisce la sua determinazione a consentire alla Turchia di unirsi alla Comunità Europea di valori, fiducioso che la Turchia sosterrà il processo di riforme a quel fine''. Ma al paragrafo successivo, si afferma che ''il Consiglio Europeo accoglie con favore la decisione (parola lasciata in sospeso perché tale decisione ancora non c'è e potrebbe magari esser sostituita da un ''impegno'', ndr) di firmare il protocollo che concerne l'adattamento dell'accordo di Ankara, tenendo in considerazione l'accesso dei nuovi stati membri'': tra questi dunque anche Cipro.
La novità del riferimento a Cipro sta preoccupando soprattutto la Commissione, fonti dell'esecutivo hanno spiegato ad Aki che il rapporto presentato a novembre ''è stato attentissimo all'equilibrio, richieste aggiuntive potrebbero comprometterlo''. Proprio la questione cipriota potrebbe essere decisiva: in assenza di una forma di riconoscimento, il Governo greco-cipriota potrebbe porre il veto sull'avvio dei negoziati.
Per il resto la bozza si muove sulla falsariga del rapporto della Commissione. Si afferma la possibilità di una sospensione dei negoziati nel caso di ''persistenti violazioni'' sui principi di libertà democrazia rispetto dei diritti umani e libertà fondamentali e lo stato diritto''. Su tale raccomandazione ''il Consiglio deciderà a maggioranza qualificata''. Inoltre ''potrebbero esser necessari lunghi periodi di transizione e soluzioni specifiche, in aree come le politiche strutturali e in agricoltura, così come clausole di salvaguardia permanente soprattutto nell'area del libero movimento di persone''.
Soprattutto, viene affermato con chiarezza che ''i negoziati di adesione ancora da aprire con candidati la cui adesione potrebbe avere conseguenze finanziarie sostanziali (tra cui anzitutto proprio la Turchia n.d.r.), possono esseri conclusi solo dopo lo stabilimento delle prospettive finanziarie per il periodo dal 2014''. 
Del tutto aperta anche la questione della data di avvio del negoziato. Su questa vi è ancora un intenso dibattito. La presidenza olandese, riferendosi all'espressione ''senza indugi'' già espressa dai 25 al Consiglio di giugno nel caso di adempimento (ora accertato dalla Commissione) dei criteri di Copenaghen, ipotizza già l'inizio del 2005 per l'avvio dei negoziati. Anche Gran Bretagna (che sarà presidente di turno dell'UE nella seconda metà del prossimo anno) e Germania non vogliono andare oltre il 2005.
Solo la Francia, appoggiata dall'Austria e in parte dall'Ungheria propone il 2006, timorosa che l'avvio dei negoziati possa avere un impatto negativo sul processo di ratifica della nuova Costituzione Europea. La Francia, piuttosto isolata, insiste inoltre che si preveda la possibilità che i negoziati possano concludersi anche con qualcosa di diverso dalla piena adesione, ad esempio una ''partnership molto stretta''. Su questo quasi tutti gli altri sono contrari e la Turchia ovviamente non accetta neppure di discutere l'idea. (take Adnkronos-Aki International)
03.12.2004

ANKARA DOVRA' RISOLVERE ANCHE I PROBLEMI DELLE MINORANZE
Per queste si intendono quelle etniche e religiose come curdi, ortodossi e aleviti. Bruxelles vorrebbe addirittura che Ankara intrecciasse rapporti con il Pkk. Il riferimento agli armeni.
La Turchia, per ottenere la data di avvio del negoziato di adesione con l'UE, deve impegnarsi a risolvere al più presto possibile i problemi ancora aperti con le sue minoranze etniche e religiose, come curdi, ortodossi ed aleviti e a normalizzare le sue relazioni con l'Armenia. E' quanto riportano i quotidiani turchi <Cumhuriyet> e <Milliyet> che fanno riferimento alla bozza di un documento, trapelato a Bruxelles nei giorni scorsi, che contiene alcune linee guida per i Capi di Stato e di Governo che il 17 dicembre dovranno decidere la data di avvio del negoziato con Ankara e le sue condizioni.
In particolare, per quanto riguarda la questione curda, l'UE sembra orientata a chiedere ad Ankara - secondo i due giornali - ''passi più attivi'', e ''negoziati con le organizzazioni curde'' al fine di mettere fine al conflitto. Secondo <Cumhuriyet> l'UE si spingerebbe fino a chiedere ''un accordo di cessate il fuoco con il Pkk'' (una cosa che - secondo gli analisti - difficilmente la Turchia potrà mai accettare).
Per quanto riguarda i cittadini turchi di religione ortodossa (sono circa 2000), l'UE chiede ad Ankara di riaprire la scuola religiosa ortodossa di Hebeliada (un'isola vicino Istanbul) chiusa da diversi anni e alla cui riapertura si oppongono gli ambienti islamici ortodossi che hanno influenza sull'attuale Governo turco.
Per gli aleviti, che si considerano una religione separata dall'islam e che lo stato ed il governo turco continuano ad assimilare ai musulmani, l'UE intende chiedere un riconoscimento della loro identità separata, in quanto ''minoranza non 
musulmana'', con le conseguenze che cio' comporta.
Quanto ai rapporti con l'Armenia, con cui la Turchia non ha relazioni diplomatiche e contatti aerei solo 4 volte la settimana, l'UE chiede, come misura urgente, l'apertura di un passaggio di confine ed un avvio di normalizzazione delle relazioni avvelenate dal rifiuto di Ankara di riconoscere il ''genocidio'' degli armeni del 1915 ad opera degli ottomani e dalle conseguenze della guerra azero-armena del Nagorno Karabakh, oggi sotto sovranità armena. (take Ansa)
03.12.2004

FUOCO DI SBARRAMENTO
Le pesanti condizioni di Bruxelles, contenute in una bozza, hanno provocato la reazione del Governo di Ankara soprattutto da parte del premier Recep Tayyip Erdogan. Su Cipro nessuna condizione.
Il_premier_turco_ErdoganIl_ministro_degli_Esteri_turco_Abdullah_Gul Il Governo di Ankara ha aperto un vero fuoco di sbarramento contro le ipotesi circolanti a Bruxelles, di dare inizio, l'anno venturo, a un negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea, come richiesto da Ankara, ma sottoponendolo a due pesanti condizioni: di mettere nero su bianco che si tratterà di un negoziato ''a esito aperto'', che non esclude né una sua interruzione né una proposta di partenariato speciale alternativa alla piena membership e che Ankara riconosca più o meno esplicitamente la Repubblica di Cipro.
A queste condizioni principali, secondo la bozza di un documento riservato dell'UE, trapelata e pubblicata sui giornali turchi, viene aggiunta la condizione di ''restrizioni permanenti'' alle immigrazioni dalla Turchia nei Paesi dell'UE anche dopo il suo accesso definitivo all'Unione che non potrà comunque avvenire - secondo la stessa bozza - prima del 2014.
Il premier turco Tayyip Erdogan ed il suo vice, il ministro degli Esteri, Abdullah Gul, benché il documento trapelato (che dovrebbe servire di base per la decisione finale in materia che dovrà essere presa dal vertice europeo del 17 dicembre di Bruxelles) non si discosti molto dalle linee del rapporto della Commissione del 6 ottobre scorso, hanno fatto mostra di trasalire. Hanno perciò reiterato con energia la loro decisa opposizione a questi 'paletti' che l'UE sembra orientata a porre al negoziato con la Turchia, che dovrebbe cominciare comunque l'anno venturo (la data precisa sarà decisa solo dallo stesso vertice di Bruxelles).
L'aspra reazione di Ankara si spiega con il fatto che quei paletti sono tali a rischiare di vanificare l'ambizione degli attuali dirigenti turchi di poter vantare di avere ottenuto dall'UE un negoziato ''irreversibile e incondizionato'', e di avere, quindi, ''già portato la Turchia in Europa''.
''Porre come condizione un riconoscimento della Repubblica di Cipro sarebbe per noi inaccettabile. Abbiamo accettato a suo tempo il piano Annan che è stato invece respinto dai greco-ciprioti. I greco-ciprioti devono fare la loro parte. L'UE dovrebbe prima eliminare l'embargo contro la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn). Non tutto deve essere atteso da noi'', ha dichiarato Erdogan, pensando alle reazioni interne turche se egli accettasse la richiesta dell'UE di sottoscrivere un ''protocollo di aggiustamento'', in pratica il riconoscimento implicito della Repubblica di Cipro (greca), riconosciuta dall' UE per l'intera isola divisa di Cipro, a scapito della Rtcn (Cipro Nord, turca) riconosciuta solo da Ankara. Un eventuale riconoscimento di Nicosia - ha spiegato Erdogan alla rete turca <Ntv> - potrebbe avvenire solo dopo il 17 dicembre, solo dopo il vertice di Bruxelles.
Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha minimizzato l'importanza della stessa bozza affermando che ''di qui al 17 dicembre essa potrà essere cambiata anche 40 volte''.
Cionondimeno, lo stesso Gul ha dichiarato che Ankara non potrà accettare né un ''partenariato speciale'' in alternativa alla piena membership, né ''condizioni speciali supplementari'' in vista del negoziato.
''Non c'è alcuna alternativa alla piena membership. 
Condizioni supplementari non dovrebbero essere poste. La Turchia ha adempiuto alle condizioni europee ed ora si attende con fiducia il risultato promesso''- ha dichiarato Gul.
Il documento trapelato non menziona esplicitamente la possibilità di un' offerta di ''partenariato speciale'' alla Turchia, ma indubbiamente vi apre la strada, dato che insiste  sul carattere ''aperto'' dell'esito del negoziato. Quest'ultimo, infatti, potrà - secondo lo stesso documento- essere sospeso. A maggior ragione, e con minori reazioni attese, potrà quindi anche cambiare di oggetto dalla piena membership al partenariato speciale. Tanto più che negli ultimi giorni, sia il leader del partito gollista francese, Ump, Nicolas Sarkozy, sia il Cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, hanno proposto (allineandosi in ciò al partito cristiano-democratico tedesco di Angela Merkel) di includere esplicitamente l'ipotesi di un partenariato speciale nel protocollo ufficiale di avvio del negoziato.
Se questa dovesse essere la decisione del Consiglio europeo del 17 dicembre, agli attuali dirigenti postislamici turchi resterebbe un magro bottino da presentare agli elettori nel caso che - come sostengono alcuni analisti- pensassero ad elezioni anticipate per l'anno venturo subito dopo l'avvio del negoziato. (Lucio Leante/Ansa)
03.12.2004 

IL CONSIGLIO DI SICUREZZA FRENA
"Ci sono cose che devono essere fatte a breve termine prima che si arrivi al riconoscimento di Cipro", ha detto il Segretario generale Yigit Alpogan.
Dalla Turchia arriva una frenata sul riconoscimento di Cipro che nella bozza di conclusioni per il Consiglio europeo di metà dicembre viene posto come condizione per l'avvio dei negoziati di adesione all'UE. "Ci sono cose che devono essere fatte a breve termine prima che si arrivi al riconoscimento", ha affermato Yigit Alpogan, il Segretario generale dell'influente Consiglio per la Sicurezza Nazionale di Ankara. Alpogan, il primo civile a guidare questo organismo )ora solo consultivo) tradizionalmente controllato dai militari, non è entrato nei dettagli ma la Turchia ha sempre insistito affinché l'UE e la comunità internazionale pongano fine all'isolamento dell'entità turco-cipriota nel nord del Paese. La Turchia non ha ancora riconosciuto il Governo di Nicosia che a maggio ha traghettato Cipro nell'UE perché chiede prima un accordo con i turco-ciprioti sul futuro dell'isola. (take Agi)
03.12.2004

LO SPIRAGLIO DELL'EUROPARLAMENTO
Questo sembra infatti disposto a dare un parere favorevole all'apertura del negoziato di adesione della Turchia all'UE.
Il Parlamento europeo sembra disposto a dare un parere favorevole all'apertura del negoziato di adesione della Turchia all'UE, sia pure legato al rispetto di tutti i criteri previsti dal trattato.
La Commissione esteri ha discusso una risoluzione che dovrà essere presentata nella plenaria del 14 dicembre prossimo a Strasburgo, due giorni prima del Consiglio europeo chiamato a prendere una decisione sulla richiesta del governo di Ankara.
Sul testo erano stati presentati circa 500 emendamenti, ma socialisti, liberali e verdi hanno fatto pressioni perché la risoluzione, ricalcando quella presentata dalla Commissione di Romano Prodi, si pronunci a favore dell'apertura del negoziato senza ulteriori ritardi, sia pure con precisi richiami al Governo turco a rispettare tutti gli impegni soprattutto in materia di diritti umani, libertà civili, tutela delle minoranze e non ingerenza dei militari nel sistema politico.
La Commissione ha, invece, respinto, con 46 voti contro 30 un emendamento che proponeva di includere nel testo anche altre opzioni all'adesione, tra cui quella di un partenariato privilegiato. (take Ansa)
03.12.2004

IL RICATTO DI NICOSIA
"Abbiamo il diritto di porre il veto": così si è espresso il portavoce del Governo greco-cipriota, Kypros Chrysostomides. La richiesta ad Ankara è il riconoscimento della Repubblica.
Isola_di_Cipro La Repubblica cipriota ha il diritto di porre il veto all'avvio dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea - che dovrà essere deciso al Consiglio del 17 dicembre prossimo - se Ankara non risponderà positivamente alle richieste fatte da Nicosia. Lo ha dichiarato il portavoce del Governo cipriota, Kypros Chrysostomides. In particolare, il Governo di Nicosia chiede che la Turchia riconosca la Repubblica cipriota, che Ankara non blocchi più la partecipazione di Cipro ad alcune organizzazioni internazionali, che i coloni turchi lascino la ''Repubblica turca di Cipro Nord'', la protezione delle proprietà greco cipriote nella partesettentrionale dell'isola e il ritiro delle truppe turche dal nord. (take Ansa)
03.12.2004

SCHROEDER E VERHOFSTADT PER ADESIONE
Germania e Belgio si batteranno a Bruxelles per l'avvio dei negoziati. Bocciata dai due premier l'ipotesi di una "cooperazione privilegiata".
La Germania e il Belgio si batteranno al vertice europeo di dicembre per l'avvio di trattative di adesione della Turchia all'UE nel 2005: è quanto hanno dichiarato il Cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder, e il premier belga, Guy Verhofstadt, in visita a Berlino.
La Francia punta invece a spostare in là nel tempo la data per l'inizio di negoziati di adesione. Schroeder e Verhofstadt hanno anche bocciato l'idea di una "cooperazione privilegiata" con la Turchia, invece della piena adesione, come obbiettivo delle trattative con Ankara. Una cooperazione privilegiata esiste già, ''non abbiamo bisogno di una nuova forma di cooperazione privilegiata, abbiamo bisogno di  normali trattative con la Turchia'', ha detto Verhofstadt. Anche secondo Schroeder l'obbiettivo sono le trattative di adesione ''e non qualsiasi cosa che sia al di sotto''.
L'idea di una cooperazione privilegiata è caldeggiata in Germania dall'opposizione cristiano democratica. Alcuni stati UE pure sono contrari a una piena adesione della Turchia e vorrebbero mettere all'ordine del giorno la questione della cooperazione privilegiata del vertice del 17 dicembre.
Schroeder e Verhofstadt hanno anche detto che gli Stati fondatori dell'UE dovrebbero ratificare la Costituzione europea nel 2005 per lanciare così un segnale. (take Ansa)
03.12.2004 

VIA LIBERA DALLA SLOVACCHIA
Il Parlamento di Bratislava ha dato l'ok (favorevole) al Primo Ministro sulla questione turca.
A stragrande maggioranza il Parlamento slovacco ha dato il via libera al Primo Ministro, Mikulas Dzurinda, di pronunciarsi, al Consiglio europeo del 16-17 dicembre, a favore dell'apertura del negoziato per l'ingresso della Turchia nell'UE.
Il Parlamento, che ha appoggiato la linea proposta la settimana scorsa dal governo, ha tuttavia sottolineato che l'ammissione di Ankara nell'Unione Europea non dovrà essere un fatto automatico. (take Agi)
03.12.2004

ERDOGAN ALL'AJA
La visita il 10 dicembre prossimo, pochi giorni prima che si apra a Bruxelles il vertice europeo dei <Venticinque>.
Il Primo Ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, compirà una visita il 10 dicembre prossimo in Olanda, ad una settimana dal vertice del 16-17 dicembre che dovrà decidere se, quando e come avviare negoziati di adesione con Ankara.
Erdogan avrà un incontro con il premier olandese, Jan Peter Balkenende, presidente di turno dell'Unione Europea. (take Ansa)
03.12.2004

SI' AL NEGOZIATO SENZA RINVII
La richiesta viene da Pasqualina Napolitano del gruppo del partito socialista (Pse) al Parlamento europeo.Occorre aprire un nuovo capitolo nelle relazioni UE-Turchia.
''Il negoziato con la Turchia va aperto senza ingiustificati rinvii'', ha detto Pasqualina 
Napoletano, vicepresidente del gruppo del partito socialista (Pse) al Parlamento europeo, la quale, in una dichiarazione sostiene che questo è ''il significato politico del voto di alla Commissione esteri del Parlamento europeo'' che ha approvato, emendandolo, il rapporto sull'apertura delle trattative con il governo di Ankara nella prospettiva dell'adesione.
''Adesso si può aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'UE e la Turchia'', ha sostenuto Napoletano aggiungendo che ''tra pochi giorni, sia l'aula di Strasburgo, sia il Consiglio Europeo hanno l'occasione concreta per imprimere una svolta ai rapporti reciproci con un grande paese che dallo status di candidato può passare a quello di aspirante concreto all'adesione''.
Pasqualina Napoletano ha concluso sottolineando che ''il contributo del gruppo del Pse per questa soluzione è stato determinante. La strada per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea non sarà facile. Nessuno se lo nasconde. E le autorità turche credo siano ben consapevoli del fatto che i problemi e gli impegni da rispettare sono importanti e corposi''. (take Ansa)
03.12.2004

IL GOVERNO PRENDA POSIZIONE
Lo chiede l'europarlamentare Emma Bonino secondo la quale c'è troppo silenzio nei confronti della Turchia soprattutto  da parte dei Governi dei Paesi a lei favorevoli.
Il Governo italiano prenda pubblicamente posizione sull'ingresso della Turchia nell'UE. Lo chiede l'europarlamentare radicale Emma Bonino, intervistata da Radio Radicale. "Come già sottolineato dal Primo Ministro Erdogan, e come tutti fanno notare con disappunto, solamente i contrari o i più scettici (all'ingresso della Turchia nell'UE, ndr) come Koll, Schmidt, Giscard d'Estaing trovano ampio spazio su tutti i giornali. Tutti gli altri responsabili politici dei Paesi che sono più a favore, come l'Italia, la Spagna o parte della stessa Germania, sono invece particolarmente silenziosi".
"Credo che questa preoccupazione abbia una certa base - aggiunge Bonino - perché effettivamente se si esprimono o fanno opinione solamente i contrari è chiaro che si crea una situazione che può fortemente ipotecare il Vertice del 17 dicembre".
"Mi auguro - prosegue l'esponente radicale - che urgentemente il nostro Governo esca pubblicamente e prenda posizione anche in risposta alle motivazioni espresse dai più scettici come Giscard d'Estaing, il quale lega la Costituzione e Turchia.
Secondo la Bonino, "i potrebbe essere molto utile anche l'intervento di un altro artefice della Costituzione europea come Giuliano Amato. Noi Radicali cerchiamo di dare forza a chi ha posizioni più nette e favorevoli all'apertura dei negoziati. Con alcuni deputati abbiamo aperto e depositato al Parlamento europeo una dichiarazione che, qualora raggiungesse il 50% di sottoscrizioni, diventerebbe un documento ufficiale e sarebbe utilissimo. Ma per ora il numero delle firme è fermo a 140 e mi auguro che i deputati europei italiani si facciano più attivi e promotori". (ApCom)
03.12.2004

UNA SVP MOLTO CONTRARIA
La direzione del "partito della raccolta" degli altoatesini di lingua tedesca ha dato incarico di votare contro l'ipotesi dell'allargamento UE alla Turchia.
La Svp è contraria all'allargamento dell'Unione Europea alla Turchia. La direzione del ''partito di raccolta'' degli altoatesini di lingua tedesca ha dato incarico all'europarlamentare Michl Ebner di votare contro quest'ipotesi.
''Attualmente - si legge in una nota - la Turchia non presenta le premesse per trattative sull'adesione, e ci sono serie perplessità sul suo atteggiamento nei confronti delle minoranze, specie per i curdi, ai quali vengono negati diritti fondamentali''.
La direzione Svp è dell'avviso che ''debbano essere svolti colloqui intensivi con la Turchia, per migliorare la situazione esistente in loco e per costruire un ponte verso il mondo islamico''. (take Ansa)
03.12.2004

NEGOZIATI A FINALE APERTO
E' quello che chiede, a proposito della Turchia, il Cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel che vede nella bozza del Consiglio europeo un "interessante passo intermedio".
Il Cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha detto a Vienna che il testo sui negoziati di adesione all'UE con la Turchia venga formulato in maniera che l'obiettivo finale rimanga aperto e proponendo possibilità diverse dall'adesione a pieno titolo di Ankara all'Unione.
"Vorremmo un testo finale per il Consiglio europeo che lasci una porta aperta. E' importante che nel testo si esprima in maniera ottimale quanto l'obiettivo finale resti aperto. Non deve essere solo retorica", ha detto il Cancelliere popolare austriaco ai giornalisti.
Dal punto di vista austriaco - ha detto Schuessel - è molto importante il controllo del mercato di lavoro. "Non posso immaginare che si riesca a definire un processo di negoziati senza eccezioni permanenti riguardanti il mercato del lavoro. Ciò significa - ha aggiunto - che sarà necessario un altro concetto rispetto all'adesione a pieno titolo come la conosciamo oggi".
Secondo Schuessel la bozza del testo preparatorio in vista dell'avvio dei negoziati sull'adesione della Turchia all'UE presentata dalla presidenza olandese di turno rappresenta un "interessante passo intermedio" dove tuttavia non vengono poste alcune domande importanti come la data e l'obiettivo finale dei negoziati.
Nei mesi scorsi l'Austria ha ripetutamente chiesto che nel testo venga inserita esplicitamente l'opzione di una alternativa all'adesione a pieno titolo nel senso di un partenariato privilegiato. (take Ansa)
03.12.2004

AL PIU' PRESTO IN EUROPA
Riunione del Consiglio provinciale di Reggio Emilia che a maggioranza a respinto una mozione della Lega schierandosi a favore di Ankara. Il "ruolo cuscinetto" della Turchia.
Il Consiglio provinciale reggiano, presieduto da Lanfranco Fradici, ha trattato la questione dell'eventuale ingresso della Turchia nell'Unione Europea, tema affrontato in due ordini del giorno, uno presentato dalla Lega Nord per l'Indipendenza della Padania uno presentato dai Gruppi di maggioranza, Ds, Margherita, Rifondazione Comunista, Pdci e Verdi.
Approvato l'odg della maggioranza con 19 voti favorevoli e due astensioni , respinto l'odg della Lega Nord con 19 voti contrari, 1 favorevole (Lega Nord) e 1 astensione (Alleanza Nazionale).
"L'eventuale adesione della Turchia all'UE - ha spiegato il capogruppo leghista Angelo Alessandri nel documento - pone dubbi di tipo storico, demografico, economico ed identitario ed anche religioso, totalmente nuovi". Alessandri ha poi ricordato che "la Commissione Europea, allora presieduta da Romano Prodi, ha inserito nel suo Rapporto 2004 sugli avanzamenti della Turchia verso i negoziati, l'invito a continuare la strada delle Riforme democratiche, tenute in stretto monitoraggio dalle Istituzioni Europee. Dal documento della Commissione Europea la Turchia soddisferebbe solo "sufficientemente" i criteri richiesti per l'adesione".
Secondo Alessandri "la Turchia occupa militarmente da 28 anni la parte Nord dell'isola di Cipro futuro membro dell'Unione europea e che tale situazione renderebbe ancora più complicato l'intero argomento e occupa militarmente altresì parte rilevante del territorio del cosiddetto Kurdistan e che spesso in tali aree si registrano scontri e che il Governo turco definisce spesso i kurdi come "turchi di montagna"".
Il capogruppo leghista chiedeva pertanto l'impegno della Provincia "a sollecitare il Parlamento italiano sulla posizione che intende esprimere il 17 dicembre 2004 e di valutare l'opportunità di attivarsi in ogni sede competente affinché sia perorata e sollecitata l'esigenza di una consultazione referendaria prima di assumere ulteriori impegni in materia di allargamento europeo". Chiedeva infine che vengano sollecitati "Governo e Parlamento affinché l'Italia esprima parere contrario all'adesione della Turchia nell'Ue in sede di Consiglio Europeo del 17 dicembre 2004".
L'ordine del giorno della maggioranza è stato invece presentato dal capogruppo dei Ds Maino Marchi . Nel documento veniva espressa condivisione della "posizione della Commissione europea sul via libera condizionato per l'apertura dei negoziati di adesione con la Turchia" e si sollecitavano "Governo e Parlamento affinché l'Italia si esprimesse favorevolmente sulle proposte della Commissione europea in sede di Consiglio europeo, il prossimo 17 dicembre". A sostegno del dispositivo, l'ordine del giorno, ricordava come in Turchia siano stati conseguiti importanti risultati come l'abolizione della pena di morte o il ridimensionamento del peso dei militari in politica. Tuttavia resta ancora molto da fare, sul piano della realizzazione pratica, per avvicinare la realtà concreta in Turchia a quella che si vive nei Paesi europei, soprattutto per quanto riguarda la tortura, i diritti della donna, i diritti sindacali, la libertà religiosa, i rapporti tra i civili e i militari e i diritti politici".
Il consigliere Marchi ha infine commentato che "la presa di posizione della Commissione europea è stata sì positiva nei confronti della Turchia, ma anche prudente. Siamo in presenza di una Commissione europea che ha voluto uno Statuto che non richiamasse le proprie radici culturali giudaico-cristiane" sono state le parole del capogruppo di Forza Italia Claudio Guidetti. "Cautela e attenzione sono quindi necessarie - ha detto Guidetti - senza che prevalga nel processo decisionale l'esigenza politica del momento".
Il capogruppo di Rifondazione Comunista Tazio Grandi ha invece preso la parola per sottolineare che "nell'affrontare il tema dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea non si può assolutamente prescindere dalla soluzione della questione curda. L'Europa deve perciò farsi promotrice affinché si attui un cessate il fuoco bilaterale.
"Se davvero vogliamo aiutare la democrazia, credo che si debbano costruire ponti, reali e metaforici, non muri - ha affermato il capogruppo dei Verdi Margherita Bergomi - E' nostro dovere aiutare quei popoli che che stanno faticosamente avvicinandosi all'Occidente e credo che a questo proposito, la Turchia abbia compiuto un grosso passo avanti, orientandosi verso un islamismo non integralista".
Sulla questione è intervenuta anche la presidente della Provincia Sonia Masini: "L'ordine del giorno della maggioranza presenta una posizione equilibrata. Non trovo invece lo stesso equilibrio nel documento della Lega Nord che fa invece leva su istinti davvero primordiali, come la paura delle civiltà altre". La presidente Masini ha poi evidenziato che "la Turchia, per la sua posizione geografica, ha sempre giocato un ruolo di cuscinetto ed è perciò stata anche una terra martoriata. Adesso cerca una propria collocazione ed è naturale che non sia una questione semplice". La presidente Masini ha infine sottolineato che "la Turchia rappresenta per l'Europa una porta sull'Oriente e viceversa, pertanto chiudere quella porta non sarebbe un gesto proficuo; è vero che si tratta di un Paese nel quale la democrazia non è ancora del tutto sedimentata ed è appunto nostro compito non tanto quello di difendere la cultura giudaico-cristiana, quanto contribuire al rafforzamento della democrazia".
"Quello della Turchia è un avvicinamento da apprezzare" ha affermato il capogruppo della Margherita Luigi Fioroni, aggiungendo che "nel documento della maggioranza, il percorso che si vuole fare prima dell'ingresso della Turchia nell'UE è enunciato in modo chiaro". Infine, il consigliere di An Leopoldo Barbieri Manodori ha motivato "l'astensione sul documento della Lega, in quanto è sì ineccepibile nelle premesse, ma per quanto mi riguarda ho una visione dell'Europa che termina sul Caucaso". Anticipando inoltre il voto contrario all'odg della maggioranza ha anche aggiunto: "Mi rendo conto che si tratta di una visione futuribile e allo stesso tempo non mi spaventa che dell'Unione facciano parte Paesi a maggioranza islamica, ma credo anche la situazione oggi in Turchia sia peculiare, vedendo istituzionalizzati due fronti, uno ritenuto turco e l'altro 'extra-turco' intendendo con questa definizione ciò che è europeo". (laPadania.online)
03.12.2004

LE RAGIONI TURCHE DELL'EUROPA
Inammissibile la posizione preconcetta di una parte dell'opinione pubblica nazionale ed europea a detta della quale questa parte dell'emisfero non sarebbe Europa e pertanto non può entrare nell'UE.
La questione dell'ammissione della Turchia nella Unione Europea è un tema di grande attualità. Si sono udite voci di vario tipo, opinioni discordanti come è normale che sia in un contesto democratico. Ciò che non è ammissibile, tuttavia, è la posizione preconcetta di una parte della opinione pubblica nazionale ed europea, che afferma in modo sommario che "la Turchia non è Europa e per questo non deve entrare". Ci pare un po' poco per giustificare una scelta di eccezionale valore politico e storico.
Al fine di stimolare un dibattito più obiettivo, libero da pregiudizi, abbiamo deciso di esibirci in una dissertazione, volutamente provocatoria, tendente a dimostrare ciò che può sembrare un'eresia: l'Europa presenta radici turche. A nostro parere la Turchia ha contribuito alla costruzione dell'Europa contemporanea.
Per cominciare, analizziamo l'atteggiamento dell'Impero Ottomano e delle potenze europee nei secoli XV e seguenti. Nel 1492 gli spagnoli sbarcarono nelle Americhe e iniziarono una colonizzazione forzata, che condusse allo sterminio di interi popoli. I "Conquistadores" imposero la loro legge, la loro cultura e la loro fede agli indigeni. Un atteggiamento differente da quello dei turchi i quali, dopo avere occupato Costantinopoli nel 1453, procedettero a un tipo di conquista fondato sulla tolleranza.
Il sistema del Millet garantì a ogni comunità di mantenere le proprie usanze, in cambio del pagamento di una somma di denaro al Sultano. I turchi non imposero a nessuno dei popoli conquistati l'islamizzazione forzata. Solo l'Albania è divenuta musulmana, mentre tutte le altre nazioni europee soggette al dominio della Sublime Porta hanno mantenuto la fede cristiana, che ancora oggi è professata nei paesi balcanici e danubiani (la "tolleranza senza eguali dell'Impero Ottomano" viene documentata assai bene da Leften Stavrianos in "The Balkans since 1453").
Con riguardo al medesimo periodo storico, ricordiamo che fu proprio l'Impero Ottomano a offrire rifugio agli ebrei cacciati dalla Spagna nel 1492, quando fu completata la Reconquista. Gli israeliti dovettero fuggire poiché, al pari dei musulmani, furono loro concesse dai sovrani cattolici solo tre opzioni: il battesimo, l'esilio e la morte. L'Impero Ottomano, invece, accolse gli ebrei senza condizioni. Visto che si evoca anche le "radici giudaiche" dell'Europa è d'obbligo rimembrare questo dettaglio non trascurabile.
Di fronte alla osservazione che "la Turchia non è europea perché musulmana" potremmo ricordare che alcune delle opere più belle del continente, si veda l'Andalusia, sono eredità della conquista islamica. Si potrebbe ricordare che i turchi, arginando l'avanzata dell'orda mongola, hanno impedito l'entrata in Europa di un popolo sanguinario che avrebbe posto a serio rischio le basi della cultura europea. Infine, non scordiamo la fedeltà turca al blocco occidentale, di cui la Cee era parte, durante la Guerra Fredda.
Sommando tutti questi fattori crediamo che la Turchia abbia contribuito a formare l'Europa contemporanea ben più di altri stati ammessi di recente, che lottavano invece per abbattere la civiltà europea occidentale. Per ribadire l'appoggio alla richiesta turca di entrata nella UE ci pare opportuno chiamare in causa l'atteggiamento attuale della Grecia, la nazione europea che ebbe più problemi coi turchi nel corso della Storia.
Oggi che le relazioni greco-turche stanno vivendo una fase di distensione (tra il 1996 e il 2004 sono stati firmati ben 14 accordi), Atene non sta ponendo veti all'ingresso di Ankara nella Ue. Perché mai, quindi, le riserve devono essere avanzate da altri popoli, in passato alleati con l'allora Sublime Porta?La cosa dovrebbe assumere più valore se pronunciata da un filo-ellenico convinto come lo è chi scrive. Ammettiamo che ci sono ancora problemi irrisolti, quali l'aspetto dei diritti umani e la questione di Cipro. Su tali materie l'Europa non deve fare sconti. Pensiamo, tuttavia, che il giudizio sulla Turchia debba essere espresso in modo completo, computando meriti e demeriti di una nazione che ha contribuito comunque a formare l'Europa. (Pagine di Difesa)
03.12.2004

RADIATI 8 UFFICIALI E SOTTUFFICIALI PER ISLAMISMO
La decisione presa dall'Alto Consiglio Militare (Yas) al termine dell'ultima riunione. In agosto erano stati messi fuori altri 12 militari. Le riserve del Governo espresse dal Primo Ministro e dal ministro della Difesa che pure hanno dovuto controfirmare il documento.
Le forze armate turche hanno radiato dai loro ranghi 8 ufficiali e sottufficiali ''per ragioni disciplinari'', una dizione con cui si indicano di solito 
attività politiche o ideologiche di carattere islamista. Lo ha annunciato con un comunicato pubblicato dai media turchi l'Alto Consiglio Militare (Yas) della Turchia al termine della sua recente riunione .
I militari turchi, che la stessa Costituzione considera i guardiani della laicità (oltre che della democrazia repubblicana e dell' unità del Paese) procedono ogni sei mesi ad un' epurazione dei loro ranghi che colpisce soprattutto ufficiali e sottufficiali che hanno rivelato tendenze islamiste. 
In agosto scorso sono stati 12 i militari radiati. Anche questa volta, come avviene da quando è al Governo il partito di radici islamiche Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, il ministro della Difesa e lo stesso Primo Ministro, pur controfirmando la decisione, hanno fatto mettere a verbale le loro ''riserve'' motivate con il fatto che i militari colpiti da questi provvedimenti non possono presentare appello contro la decisione dello Yas.
Le riserve scritte espresse in precedenza dagli stessi Erdogan e Gonul non hanno mai avuto seguito perché la Costituzione turca stessa esclude l'ipotesi di appello avverso le decisioni dello Yas. (take Ansa)
03.12.2004 

PASSO DI ARRESTO
Da una indagine fatta ad ottobre da Anar, più della metà della popolazione turca crede che non siano stati fatti sufficienti sforzi nella lotta alla corruzione.
According to a poll by Anar in October, over half of the population believe there is not sufficient effort put into the fight against corruption.
Respondents were pessimistic about the war on organized crime. In the "Turkish Political Agenda Research" survey was conducted with 2,569 participants on October 30th and 31st. 53 percent said they did not believe that enough was being done in the fight against corruption. 31 percent of supporters of the governing Justice and Development Party (Akp) agreed with this opinion. The most important problem in Turkey was unemployment according to 50 percent which made it the single biggest complaint, though 76 percent complained about economic problems in general. To the question, "How would you vote if there was a referendum about our membership of the European Union (EU)?" 69 percent were for EU membership. Broken down into political allegiance, the Democrat People's Party (Dehap) supporters, with 88.5 percent, are most in favor of the EU. (Ahmet Donmez/Zaman)
03.12.2004

DIBATTITO SUL SECOLARISMO
Il tutto nasce da un libro dal titolo "Concetti fondamentali" su input del partito Akp. L'esempio di Francia e Stati Uniti. Esaminato il mondo ortodosso ed islamico.
Si_discute_sul_secolarismoThe Justice and Development Party (Akp) has been dealing with the concept of secularism. According to the governing party, secularism in Turkey is "radical" and "without standards". Saying that secularism was implemented more strictly in Turkey than in France, Akp has proposed the development of a new concept of secularism. The role of secularism in "protecting individual rights and relations" is emphasized in the model headed by Akp.
The controversial debate has been generated from a book "Fundamental Conceptions 1" prepared by the party's Research and Development group. In the book, the implementation of secularism in France, the US, the Orthodox world and the Muslim world are examined; however, the book's main criticism is that there is no clear-cut definition of secularism: "The main priority is to develop a common language about secularism and to reach a compromise on the conceptual level." While the book calls for the development of a new concept of secularism was required from the book of Akp, it suggests the following: "We need to rethink secularism in Turkey in terms of its pluralist history in the world and develop a new and connective concept of secularism which protects individual rights, does not actually intervene in religious affairs and is open to debate with any citizen." (Erdal Sen/Zaman)
03.12.2004

RISULTATI DECISAMENTE A SORPRESA
Da una ricerca riguardante l'amnistia e il perdono risulta che il 76.3% dei magistrati, il 77% dei deputati e il 94% della polizia è contrario all'amnistia e al perdono di massa. La colpa di tanti crimini va ricercata nel fatto che le pene non sono sufficientemente dure.
A survey conducted on the issue of amnesty has produced striking results. Participants including deputies and judges spoke out against the pardoning of corruption crimes and crimes committed against the state and say that crimes occur because the punishment is not a sufficient deterrent. 76.3 percent of judges, 77 percent of deputies, and 94 percent of police say the punishments are not a sufficient deterrent and almost all of the deputies are against a new mass pardon. Most jurists, citizens, and deputies agreed, however, that crimes related to expression of thought should be pardoned.
A city police chief and graduate student at the Turkey and Middle East Public Administration Institute, Ibrahim Hakki Seydiogullari, conducted the extensive study for a thesis titled, "Amnesties and their Impact on Society".
1,300 participants were interviewed for the survey including police officers of different ranks from the Ankara Security Directorate, prosecutors and judges from the Ankara Court House, attorneys from the Ankara Bar, deputies, detainees, and prisoners at Ankara Ulucanlar Prison as well as members of the public.
66.4 percent of the participants believe criminals act with the assurance that they will be pardoned anyway, but 51.6 percent of the detainees and prisoners disagree. Most participants (72.7 percent) agreed with the statement, "Ineffective punishments are a cause of crime." The statement was supported by 76.3 percent of judges, 78.2 percent of prosecutors, 77.5 percent of deputies, and 93.6 percent of police surveyed. 90 percent of judges, prosecutors and attorneys also believe that implementation methods for punishments are not a deterrent either. The survey indicates that prisons have become schools for crime in Turkey. This conclusion is agreed upon by judges (70.4 percent), prosecutors (75 percent), attorneys (92.5 percent), police (86.8 percent), citizens (66.6 percent), and detainees and prisoners (50.7 percent) as well. (aa/Zaman)
03.12.2004

MARCIA DELLA PACE
E' avvenuto a Colonia dove hanno sfilato in 40 mila. La protesta organizzata da Ridvan Cakir dell'associazione islamico-turca <Ditib>. Una falsità collegare l'islam con il terrorismo. Chi pratica quest'ultimo interpreta male la religione.
Marcia_della_pace_a_Cologna Forty thousand people marched against terror in Cologne, Germany. The Religious Affairs Turkish Islam Union (DitibB) organized the protest. "Islam means peace. It is inaccessible that some people try to connect Islam with the terrorist attacks. This opinion has developed because they do not understand Islam correctly. This false belief hurts the hearts of Muslims," said Ridvan Cakir, head of the Ditib.
German authorities made speeches during the protest that included the Germany Turkish Society (Tgd), Muslims Central Council, and various Christian and Jewish foundations. German Green Party Claudia Roth said that a multi-cultural democracy should be established, while Westphalia Minister of the Interior Fritz Behrens said he was happy to see a banner that read: "Islam means peace".
Bavarian Minister of the Interior Dr. Günter Beckstein said: "Our mission is to provide everybody living in Germany with security, including Muslims."
The leader of the Free Democratic Party of Germany (Fdp), Guido Westerwelle, said that it is natural for everybody who lives in Germany and who pays their taxes, to practice their preferred religion.
The Mayor of Cologne, Fritz Schramma, said: "We live here in peace, as people of Cologne from different cultures."
Marielu Beck, an official from the Federal Governments Foreigners said that democracy means tolerance. The Social Democrat's parliamentarian from Cologne, Lale Akgun, said: "My dear brothers and sisters! I desire history books to write about this day as a day that all Muslims came together for peace." (Cihan Ural, Mehmet Yilmaz/Zaman)
03.12.2004

UNA DICHIARAZIONE TRANQUILLIZZANTE
L'Inflazione non può aumentare facilmente", ha sottolineato il vice-presidente della Banca Centrale turca Sukru Binay.
Sukru_BinayVice President of Central Bank Sukru Binay said that there is no longer any chance for inflation to increase again, adding that any further inflation would seriously affect the banking system.
Binay noted, "Inflation does not occur in Turkey, before the inflation a serious banking crisis occurs. We made scheduling of dropping of six zeros by considering these risks."
Talking at a seminar titled "Adaptation Period for the New Turkish Lira (Ytl) and Precautions Companies should Take" held at Bilgi University, Binay spoke of the reasons for introducing Ytl and the effects it will have on the banking system. Binay remarked that Turkey risks inflation in 2005, as witnessed by other countries which had devalued their currencies and stressed that necessary precautions have been taken about the topic. Saying that the banking system in Turkey is not now at risk, Binay said that the main task of banks was to mediate their due date incongruity. In response to the thought that a little inflation will encourage growth, Binay added, "when you consider that as 70-80 percent of bank portfolios are treasury papers, these portfolio incomes are decreased to 30 percent, and a 10-15 point increase in average inflation will effect the banking system. Therefore it is impossible for a banking system whose capital cannot be liquid considerably to ignore this damage by standing still". (Zaman)
03.12.2004

TELECOM ALLA CONQUISTA
Il colosso italiano della telefonia fissa potrebbe, entro il prossimo 11 gennaio, decidere di presentare un'offerta per il 55% dell'operatore turco <Turk Telekom> che il Governo Erdogan ha deciso di privatizzare.
Quotazioni_TelecomA velocità differenti, nelle scorse 5 sedute, le principali società del comparto <Telecom> quotate a Piazza Affari. Le uniche in positivo sono state <Telecom Italia> e <Tim>, salite rispettivamente dello 0.55% e dell'1.55%.
Il colosso della telefonia fissa potrebbe, entro il prossimo 11 gennaio, decidere di presentare un'offerta per il 55% dell'operatore turco <Turk Telekom >che il Governo del suo Paese ha deciso di privatizzare. Insieme al colosso di Tronchetti Provera sembrano intenzionate a correre <France Telecom> e <Telefonica>. Il gruppo italiano è già presente nella nazione turca, ma nel comparto della telefonia mobile: con una partecipazione del 40% è nel capitale di <TT&Tim>, il terzo gruppo della telefonia cellulare nazionale.
In ribasso tutte le altre società del paniere. La peggiore è stata <e.Biscom>, che ha perso il 2.8%, mentre Pirelli è arretrata del 2.23%. In lettera anche Tiscali (-0.91%). L'isp sardo ha ufficializzato la cessione della controllata belga <Tiscali N.V>. Il controvalore dell'operazione è pari a 19 milioni di euro, che saranno corrisposti interamente per cassa entro la fine del 2004. Prosegue quindi il piano di cessione, che ha portato nelle casse del gruppo 100 milioni di euro. (Mauro Introzzi/SoldiOline.it)
03.12.2004

ALLA RICERCA DI INTESE PER LA STABILITA' E PROSPERITA' DELL'AREA CASPICO-ASIATICA
Sempre più intensi i rapporti tra Turchia ed Iran. Progetti ambiziosi e suscettibili di sviluppi concreti quale potrebbe essere, ad esempio, quello della <Turkcell>. Interscambio in decisa crescita nell'ultimo quinquennio. I temi della sicurezza e della lotta al terrorismo.
I rapporti tra Iran e Turchia, nell'ambito della complessa situazione mediorientale, sono avviati a diventare sempre più intensi ed a produrre elementi di stabilità in un'area dove quest'ultima è merce rara e pregiata come l'acqua potabile.
In una presentazione presso la <Fondazione Seidel> a Monaco di Baviera l'analista politico Robert Olson ha riassunto gli ultimi venticinque anni di relazioni politiche ed economiche tra i due grandi vicini dell'Oriente prossimo ed ha consentito un ampio scambio di vedute tra esperti dell'area.
Gli aspetti trattati hanno riguardato l'impatto della rivoluzione islamica in Iran, la sua ideologia militante, la guerra Iran-Iraq e gli effetti di questi sviluppi sulle relazioni bilaterali e sulle rivalità geopolitiche dei due Paesi nel Medio Oriente, nel Caucaso, nei Paesi caspici e nell'ampia regione dell'Asia centrale.
I "pronunciamenti" militari in Turchia nel 1980 e nel 1997, il declino del kemalismo e la guerra di Ankara con il Pkk sono altrettanti temi che hanno influenzato le relazioni e gli "umori" dei rapporti irano-turchi. 
Naturalmente gli aspetti che hanno coinvolto e coinvolgono la sovranità e la sicurezza nazionale hanno la precedenza: i risvolti nazionali e transanazionali del nazionalismo curdo, la crescita dei movimenti nazionalisti nel Curdistan iracheno e nell'Azerbigian iraniano e la questione islamica in generale. 
Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha compiuto una visita ufficiale in Iran nel luglio 2004 durante la quale il tema dominante è stato quello riguardante le minoranze curde ed i movimenti curdi rivoluzionari. In particolare all'Iran è stato chiesto di inserire il PKK, quello che ora è meglio noto come Kongra-Gel, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Nel passato i due Paesi si sono accusati reciprocamente di ospitare frange curde dissidenti e rivoluzionarie. Ankara ha a lungo coltivato l'idea che l'Iran sostenesse segretamente il PKK. D'altra parte Teheran ha accusato la Turchia di tollerare sul proprio territorio militanti di sinistra del Partito democratico del Kurdistan iraniano e del gruppo rivale noto come Komala.
Ora, per ragioni non del tutto chiarite, l'Iran ha deciso di cooperare maggiormente sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo con la Turchia e si va rapidamente verso la firma di un Memorandum of understanding.
Quali possano esser queste misure bilaterali non è per ora evidente; secondo l'Ambasciatore iraniano ad Ankara Dowlatabadi sarebbero escluse operazioni militari congiunte a tempi brevi che presuppongono un elevato grado di lavoro organizzativo e burocratico.
In tempi più recenti poi è stata annullata, per via delle sempre esistenti tensioni tra la Majlis (il Parlamento) ed il Governo iraniano, una visita del Presidente Khatami in Turchia, programmata per la fine di settembre.
I temi sulla sicurezza avrebbero potuto essere ripresi ed approfonditi, inoltre altre importanti questioni economiche erano sul tappeto. Anzi proprio per questo sono sorti i contrasti tra il moderato "liberal" Khatami, il cui mandato scadrà fra meno di un semestre, e la Majlis guidata dall'ala conservatrice dell'universo governativo della Repubblica islamica.
Con un interscambio in decisa crescita nell'ultimo quinquennio, alimentato dal bisogno di carburanti della Turchia e dalla domanda di manufatti e prodotti di consumo dell'Iran, si sono avviati progetti più ambiziosi e suscettibili di sviluppi concreti.
Ad esempio il produttore di automobili iraniane <Khodra> ha esposto il nuovo modello di <Samand>, una berlina di livello superiore rispetto alle vecchie <Paykan> che ancora circolano numerose a Teheran, alla Fiera Internazionale dell'automobile di Istanbul ed ha riscosso un discreto successo di pubblico e di visitatori. La Turchia, che non produce auto, ha mostrato interesse ed il produttore iraniano l'ha inserita nella lista dei paesi privilegiati per l'esportazione, insieme a Siria, Russia, Ucraina, Cina e Bielorussia. Con una produzione di oltre 550000 vetture all'anno e grazie ad un engineering cui hanno contribuito molto i francesi di Peugeot, la <Iran Khodra> ha colto un successo nel vicino paese.
Quest'ultimo ha risposto partecipando ad un Consorzio turco-austriaco per la costruzione del nuovo aeroporto di Teheran, l'Imam Khomeini International Airport, che dovrebbe mandare in pensione l'attuale scalo di Teheran Maharrabi paragonabile a quello di una cittadina di centomila abitanti (Teheran ne ha più di 14 milioni!). La Majlis ha posto il veto, per ragioni di sicurezza, all'approvazione governativa del consorzio <Tepe-Akfen-Vie> (Tav), così si chiama il consorzio turco-austriaco, ed i lavori del nuovo complesso si sono fermati a metà. Naturalmente c'è il complesso discorso delle penali da affrontare perché il Tav è vincitore di una regolare gara. La scorsa settimana il portavoce della Majlis, Hadad Adel si è affrettato a dichiarare, in un gesto conciliatorio, come la nuova restrittiva proposta di legge della Majlis che prevede il benestare del potere legislativo, non significhi l'annullamento del contratto con il Tav.
Alla luce dello stesso quadro politico istituzionale si può interpretare la situazione di stallo che si è venuta a creare con l'operatore turco di telefonia <Turkcell> che si è aggiudicato la gara per la costruzione della seconda rete telefonica mobile iraniana, che dovrebbe chiamarsi <Irancell>. 
<Turkcell>, alla quale è stata contestata la relazione d'affari che ha con Israele - uno Stato che la Repubblica islamica non riconosce - a fronte del pagamento di una licenza per l'ammontare di 300 milioni di Euro, investirebbe nella progettazione e costruzione di questa rete, di cui l'Iran ha disperatamente bisogno stante la situazione precaria delle comunicazioni telefoniche, oltre 2,5 miliardi di Euro in un quinquennio, una cifra record per gli investimenti esteri nella Repubblica islamica dalla sua nascita.  
Certo sono chiari i contorni che animano tali scelte, il traffico aereo e le comunicazioni nazionali sono due argomenti che richiamano la massima attenzione di coloro che gestiscono la sicurezza nazionale e mal tollerata è l'ingerenza, a qualunque livello ed a qualunque titolo, di authorities o contractors stranieri, specialmente poi della Turchia che ha sia con l'America, che con Israele eccellenti relazioni.
Tale atteggiamento non contribuirà certo ad attrarre ulteriori investimenti stranieri, se si fa eccezione per quelli relativi all'industria del petrolio e del gas, anche perché l'Iran in quanto a problemi di corruzione e a difficoltà di natura burocratico-doganale non è un paese con il quale si realizza a cuor sereno una partnership.
In realtà i due Paesi, consapevoli della necessità e della opportunità di cooperare, si stanno studiando da sempre ed accanto alle tante affinità, non mancano di rilevare come uno di essi, con una base popolare moderatamente islamica, stia compiendo ogni umano sforzo per integrarsi con l'Europa e l'altro, con una popolazione colta, prevalentemente laica ed indoeuropea, sia avvolto in una situazione che non corrisponde alla sua natura ed a tratti ha del paradossale. (Stefano Barocci - Istituto Italiano per l'Asia)
03.12.2004

FINANZIAMENTO TRIENNALE
Si parla di 10-15 milioni di dollari che la Turchia dovrebbe avere dal Fondo Monetario Internazionale in forza di un accordo stand-by.
Una nuova missione del Fondo Monetario Internazionale incaricata di discutere il prossimo accordo stand-by con la Turchia è giunta ad Ankara lo scorso 30  novembre, su invito del Ministro dell'Economia, Ali Babacan, il quale ha fornito assicurazioni circa l'avanzamento delle riforme strutturali rimaste ancora incomplete (in campo fiscale, previdenziale e bancario). Il nuovo accordo dovrebbe riguardare un finanziamento triennale di 10-15 miliardi di dollari. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
03.12.2004

PUTIN AD ANKARA
La visita ufficiale del presidente russo dopo che quella di settembre era stata rinviata.
 E' stata confermato per il 5 dicembre l'inizio dell'importante visita ufficiale del presidente Vladimir Putin in Turchia, già prevista per settembre e rinviata per i fatti di Beslan. I principali temi economici in discussione restano quelli indicati nel precedente numero di <Cronache Economiche>. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004

SI INSISTE SUL NUCLEARE

La Turchia è affamata di energia in quanto il fabbisogno è superiore alla produzione. L'allarme lanciato dal ministro Hilmi Guler.
Alla 4° Conferenza <Energy Arena> svoltasi la settimana scorsa ad Istanbul, il ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler, ha affermato che, secondo le più recenti valutazioni dei fabbisogni energetici del Paese, la Turchia dovrà disporre per il 2020 di ulteriori 54.000 MW di elettricità e predisporne i relativi investimenti entro il 2012: se non sarà possibile reperire i relativi investimenti, privati o pubblici, stimati nello scenario ottimale in $ 90 miliardi, si dovrà ricorrere all'importazione di energia elettrica. Guler ha detto che l'attuale Governo intende sfruttare al massimo risorse interne, idriche e carbonifere, e ricorrere all'energia nucleare per almeno 4.500 MW. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004

LA SCOPERTA DELLA NEVE
Il turismo invernale sta andando alla grande e le località sciistiche come Erzurum hanno il tutto esaurito per Natale e Capodanno.
Gli investimenti turistici nella costa mediterranea della Turchia sembrano avere un andamento più che positivo, con l'apertura nel prossimo anno - secondo notizie di agenzia - di ben 80 nuovi alberghi nella zona di Antalya. I turisti stranieri dediti agli sport invernali stanno inoltre scoprendo le località montane dell'interno. I due maggiori alberghi della zona di Erzurum, nell'est del Paese, hanno peraltro dovuto respingere centinaia di richieste per il periodo corrispondente al prossimo Natale e Capodanno, a causa della mancanza di adeguate strutture sciistiche, problema che si riscontra anche in altre località turistiche di montagna. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004

PRIVATIZZAZIONI
Il discorso riguarda la raffineria di Stato <Tupras>, la <Turkish Airlines> (Thy), la <Petkim> e la <Tekel>.
Il ministro turco delle Finanze Kemal Unakitan ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, che la vendita di una quota di maggioranza della raffineria di Stato <Tupras> ritornerà presto sull'agenda delle privatizzazioni, dopo il recente annullamento della gara da parte dell'Autorità giudiziaria. Il Tribunale Amministrativo ha infatti confermato, nei giorni scorsi, la sentenza di una propria Corte di grado inferiore che annullava la vendita del 66% dell'Ente di Stato per la Raffinazione Petrolifera, <Tupras>, già aggiudicata al consorzio russo-turco <Tafnet/Zorlu> per $ 1.3 miliardi: la causa, si ricorda, era stata iniziata dal sindacato <Is-Petrol> per vizi di forma nonché per il previsto ridimensionamento dell'occupazione e dell'importanza sociale e strategica dell'impresa stessa. La <Tupras>, prima azienda del Paese, ha nel frattempo intrapreso un vasto programma di modernizzazione ed ha registrato, per i primi nove mesi del 2004, profitti operativi - prima della tasse - per $395.9 milioni.
Analoghe sono state date dal ministro delle Finanze relativamente al prossimo rilancio delle privatizzazioni della compagnia petrolchimica <Petkim> e quella del tabacco <Tekel>.
L'offerta pubblica per il 20% delle azioni della compagnia di bandiera <Turkish Airlines> (Thy) è stata sottoscritta per 5 volte il valore stabilito di complessivi $ 170 milioni. L'offerta verrà formalizzata nella fase finale dell'operazione, prevista entro la fine di questa settimana.
In data 25 novembre è stata lanciata la gara per la privatizzazione del 55% (in blocco)  dell'Ente di Stato per la telefonia fissa, <Turk Telekom>. La scadenza per la presentazione delle offerte preliminari è il 31 gennaio 2005, mentre la scadenza finale sarà il 31 maggio dell'anno prossimo, data entro la quale dovrebbero venire scorporati i servizi di televisione via cavo. Secondo gli analisti, dato l'attuale contesto internazionale del settore, le offerte non saranno superiori ai 2 miliardi di dollari. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004

NON C'E' SURPLUS
Per il general manager della <Botas> situazione normale per il gas naturale utilizzato per produrre energia elettrica.
General Manager of Botas, Turkey's state-owned natural gas company, Mehmet Bilgic refuted claims that there is an excess of natural gas which is being used to make expensive electricity in Turkey.
Talking and answering questions in Istanbul, Bilgic stated that, "There is no excess of natural gas in Turkey. There is a stable demand for natural gas. The purchasing conventions of Botas only meet the requirements." Objecting to the criticism that expensive electricity is produced in circuit plants Bilgic added, "They see circuit plants as a cheap and active investment alternative for meeting the demand for electricity." (Zaman)
03.12.2004

MEDIASET: MONITORIAMO LA TURCHIA
Non vi sono trattative in corso per nuove acquisizioni da parte della società del Biscione: ad affermarlo il vicepresidente Piersilvio Berlusconi che nella convention di Montecarlo ha puntato comunque l'attenzione al di là del Mediterraneo.
MediasetIl_presidente_di_Mediaset_Piersilvio_Berlusconi Non vi sono trattative in corso per nuove acquisizioni, ma <Mediaset> sta monitorando la Turchia e alcuni Paesi dell'Europa dell'Est: lo ha confermato il vice presidente Piersilvio Berlusconi nell'incontro con la stampa alla convention di Montecarlo. A proposito della destinazione dei 200 milioni di liquidità che il Gruppo aveva in bilancio al 30 settembre, ''è presto per fare anticipazioni sul payout - ha detto - ma il primo obiettivo di un'azienda quotata è quello di creare valore per gli azionisti e di pagare il dividendo''. (take Asca)
03.12.2004

GROSSE SPERANZE
Le nutre <Motorola> nei confronti del mercato turco. Allen Burner, vicepresidente di quest'area si è mostrato fiducioso.
Allen Burnes, Vice President of Motorola's European, Middle Eastern and African Developing Markets said that because of Turkey's young population and dynamic economy, it was an attractive center for investments.
Burnes spoke at a press briefing for the presentation of Motorola's new model called Razr V3 and the unveiling of the first V400P press-talk model in Turkey.
"I have very high expectations of the Turkish market," said Burnes, who stressed that the Turkish economy, which he has followed closely for three years, had great potential.
The firm's Personal Communication Official for Turkey, Erdem Ertay, said that mobile phone consumption increased by 30 percent in Turkey when compared with the same period last year. Ertay added that a V400P would cost approximately 400 euros. (Economy News Services/Zaman)
03.12.2004

GIOIELLI OTTOMANI
Sono molto desiderati dagli europei. Gli artigiani turchi, che sperano di superare l'Italia nell'export, si ispirano a motivi di carattere festivo, in particolare matrimoniale.
Lavorazione_turca_dell_oro Motifs for Anatolian weddings are quickly becoming a popular source of inspiration for many jewelry exporting nations across the world and especially in Europe. Turkish competitors want to overthrow Italy, which annually exports $5 billion worth of jewelry, by annually exporting $5 billion by 2010. Turkish exports currently make $1 billion.
Designs from leading crafters, who are from Sanliurfa, Mardin and Gaziantep, adorn shop windows in many countries. A Turkish jewelry company, Goldas, joined the trend, originally started by Atasay's "Living Anatolian Jewelries", with its "Mystery of Harem" collection.
Atasay's Chairman of the Executive Board, Cihan Kamer, is certain that Turkey will make its mark in gold jewelry within three years.
"The designs of other countries are mostly imitated," said Kamer, who added that Anatolian designs are more popular than modern designs. Kamer's words reveal significant consumer expectations: "Traditional jewelry takes a long time to prepare because we produce them in Istanbul after collecting the supplies from Anatolia. When demand increases, capacity for the following three months is already full. Telephones of our related department are really locked."
General Manager of Goldas Jewelry Sedat Yalinkaya said that traditional designs have always been attractive to foreign countries. Yalinkaya's favorite product is the Mystery of the Harem Collection, but he also likes Iznik's line, which uses tiles along with other materials. Yalinkaya stressed the significance of craftsmanship: "Unfortunately, the number of artisans are gradually decreasing. We are trying to continue this technique by training young designers and artisans inside of us."
Ahmet Karbeyaz, chairman of Istanbul Jewelry Chamber, said there was profit in jewelry and that many sectors should invest in traditional businesses. Karbeyaz said that the value of handcrafted jewelry since the 1960s has increased. A new initiative in the market, would furthermore increase its market, which is currently $250 million.
After noting that Italy's business has not progressed in recent years, Karbeyaz said, "We can turn this into a golden opportunity with traditional designs. I personally think that we will leave Italy behind by surmounting our target of $5 billion by 2008."
Jewelry designer Bihter Pekin shares Kamer's views and says that Turkey should showcase its unique jewelry and become a trademark. (Ercan Baysal/Zaman)
03.12.2004

ARTIGIANI SPECIALI
Come alla loro ricerca ci sia messa una nota azienda turca di gioielli che voleva riprodurre qualcosa di tradizionale nell'arte dell'oro.
La_corsa_dell_oro  A leading Turkish jewelry firm, Atasay, traveled to every far corner in Turkey, searching for the craftsman who could present Anatolian heritage to the world.
12 master craftsmen told representatives of Atasay how they crafted traditional jewelry. By rekindling old methods, Atasay hopes to distribute a new collection intended for a modern woman's taste.
Atasay assembled the information he collected into a book called "Living Anatolian Jewelry". It chronicles the evolution of technique with a nice catalogue of traditional motifs. The book is in both Turkish and English.
Atasay recently opened a new jewelry store in the International Terminal at Istanbul Ataturk Airport. The store is intended to capture the interest of French, Japanese, Russian, and Israeli tourists. (Economy News Service/Zaman)
03.12.2004

TURISMO CULTURALE
Stando a quello che pensa un deputato del partito Akp, si ritiene a torto che mare e sole siano alla base dell'attrazione per la Turchia.
A deputy in the Justice and Development Party (AKP), Seyfi Terzibasioglu, criticized the assumption that tourism is only for the sea, sun, and sand and demanded more attention for cultural tourism.
Terzibasioglu said yesterday that Turkey could earn $3 billion annually from cultural tourism.
The Akp Deputy speaks from experience. He conducted many studies during his experience as a deputy in the tourism sector and added that many people travel to Turkey to see and live the culture.
"We have only one Istanbul, it is a world city full of palaces. I often go abroad. I look at the places I visit as a deputy of a tourism city. I visit palaces, museums, and culturally focused places. I noticed that we can't make Istanbul an asset. 2,000,000 people annually visit Schöenbrunn Palace in Vienna. The entrance is between 7.5 and 15 euros. It is not even an issue among our Dolmabahce Palace."
Terzibasioglu said that a huge project was needed to evaluate Turkey's potential as a destination for cultural tourists. (Edip Ali Yavuz/Zaman)
03.12.2004

BAMBINO DI 10 ANNI DIVORATO DA UN LUPO
L'orrendo fatto è avvenuto in un Paese del centro anatolico. La belva era affamata.
Un lupo affamato ha divorato un bambino di 10 anni in un piccolo paese nel centro della Turchia. Lo ha reso noto l'agenzia stampa <Anadolu>.
L'agenzia ha riferito che il lupo ha attaccato alla gola il bambino che era uscito di casa per giocare, secondo Ekrem Calik, prefetto di Talas. Il corpo del bambino e' stato ritrovato in un terreno abbandonato. Una squadra speciale è arrivata nella zona per abbattere l'animale che si è probabilmente spinto fino al centro abitato alla ricerca di cibo. (take Ansa-Afp)
03.12.2004

SI ROVESCIA UN BARCONE E MUOIONO IN 40
E' avvenuto sul fiume Tigri nel nord dell'Irak non molto lontano dal confine turco.
Più di quaranta persone sono morte quando un barcone sovraccarico si è rovesciato durante l'attraversamento di un affluente del Tigri, nel nord dell'Irak. Ne danno notizia le famiglie delle vittime, secondo cui a decine si erano affollati su una chiatta per attraversare il fiume in piena a poca distanza dal confine con la Turchia. Cinque corpi sono stati recuperati e quattro persone sono state tratte in salvo. (take Agi)
03.12.2004

ARRESTATO A CROTONE UN TURCO RICERCATO
E' stato bloccato a bordo di una grossa imbarcazione battente bandiera americana. Era stato condannato dal tribunale di Bucarest a due anni di reclusione per droga.
Un uomo di nazionalità turca, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale, è stato tratto in arresto dagli agenti della Polizia di Stato della Questura di Crotone. Si tratta di Huseyn Saral, 44 anni, nato ad Adapazari, in Turchia, che è stato bloccato a bordo di una grossa imbarcazione nel porto di Crotone. Il mandato di cattura nei confronti di Saral era stato spiccato dalla Romania dopo che l'uomo, nel 2002, era stato condannato in via definitiva dal Tribunale di Bucarest a due anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. Saral, inoltre, ha precedenti per una rapina a mano armata commessa in Turchia.
Gli uomini della Polizia di Stato di Crotone, coordinati dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, hanno intercettato Huseyn Saral a bordo di uno yacht di 25 metri, il <Silver Star> battente bandiera americana; l'imbarcazione, partita dal porto di Patrasso, in Grecia, è stata agganciata in prossimità del porto di Crotone dai poliziotti che poi l'hanno scortata fino alla banchina. A bordo, oltre a Saral, c'erano altre sei persone, componenti dell'equipaggio, tutte di nazionalità turca. Il <Silver Star> è stato sottoposto ad una meticolosa perquisizione, con l'ausilio anche di cani poliziotto, che è durata otto ore, ma senza alcun esito.
Nessuna contestazione è stata elevata nei confronti dei sei uomini di equipaggio che hanno ripreso la navigazione alla volta di Napoli, mentre Saral, la cui identità è stata verificata anche attraverso l'Interpol, è stato sottoposto ad arresto provvisorio in attesa dell'estradizione che informalmente è stata già richiesta dalla Romania. L'arresto è stato convalidato dalla corte d'appello di Catanzaro competente a decidere sui mandati di cattura internazionali con richiesta di estradizione. (take Agi
03.12.2004

"PUNTIAMO SULLA STORIA"
Questa l'esortazione alla Turchia da parte di John Grant considerato il mago della pubblicità e fondatore dell'agenzia <St. Lukes>.
John Grant, one of the co-founders of St. Lukes, Great Britain's advertising agency of the year, said that if Turkey wants to become a brand, it should use its history to achieve this.
Accepted as the "whizz kid" of the advertisement industry, Grant pointed out Turkey's great history dating back to ancient times and said: "You have a very young population. If Turkey promotes itself on international platforms using its history, it will achieve its desire to become a brand."
Speaking at the important Media Cat 2004 convention, Grant said that advertising and visual communication are important factors in becoming a brand. Grant cited the worldwide brand of Finland's Nokia as an example. He explained how Nokia had surpassed US Motorola, which is strong in every area: "Everything starts with differences though you need a little bit of luck too. If your economy is good, you'll progress. When the first mobile phones were manufactured, they had only one ring tone, but Nokia has developed polyphony from a simple system. It created more visually aesthetic products, which were also practical. The only secret is just to catch the difference." Expressing that people discern what is distinguishable, Grant explained that if it goes beyond clichéd ideas and the human mind is used in a versatile way, then anything could be invented.
International advertising agency Tbwa's European Chairman Paul Bainsfair emphasized as well that in order to be recognized as a brand, clichéd ideas should be avoided. Saying that people crazy enough to change the whole world did really change the world, Bainsfair used Adidas as an example with its slogan "Impossible is nothing". Bainsfair also noted: "We should first make ourselves believe in the adequacy of the advertising we produce" and underlined that ideas should drive us forward in to the future. (Zaman)
03.12.2004

POPOLAZIONE DECISAMENTE IN CRESCITA
Turchia: Si va verso i 71.8 milioni di abitanti con un incremento di 966.000 unità.
It has been estimated that Turkey's population, 70,847,000 in late 2003, will rise to 71,813,000, an increase of 966,000 by the end of 2004. This estimate was given in temporary projections prepared by the Institute of the State Statistics, The State Planning Organization (Dpt) and Hacettepe University Institute of Population Studies. 1,370,000 babies will be bornin Turkey in 2005 while 456,000 people are expected to die. The population will reportedly increase to 72,774,000 by the end of 2005. In the future, the young population will start to decrease as the older population increases.
Meanwhile, life expectancy is predicted in 2005 to increase to 68.3 years for males (from 68.1 years), 73.1 years for females (from 72.8 years), and average of 70.7 years, up from 70.4 years now. (aa/Zaman)
03.12.2004

UN DISASTRO CHE VA SCONGIURATO
Quello che sta facendo l'associazione Palatina-Istanbul perché l'ex Costantinopoli non venga rimossa dalla Lista Unesco per il Patrimonio Mondiale.
Progetto BoukoleonProgetto Boukoleon L'Associazione Palatina-Istanbul Onlus, Agenzia Unesco sul territorio, ha avuto l'onore di collaborare per parte italiana all'organizzazione della conferenza Unesco "Managing Historic Istanbul", tenutasi nelle sale della Camera di Commercio di Istanbul dove ha inoltre presentato il poster relativo al progetto dell'Itinerario Monumentale del Porto Palatino del Boukoleon.
La Conferenza ha voluto iniziare il processo di uno sviluppo per una strategia di salvaguardia olistica ed inclusiva per Istanbul. Questo è particolarmente urgente, in quanto la Commissione per il Patrimonio Mondiale, al suo incontro nel luglio 2004, aveva stabilito che venissero dati due anni di tempo alle Autorità turche per sviluppare un piano di amministrazione per la città. Se questo non sarà conseguito, Istanbul sarà probabilmente posta sulla Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo, il primo passo nel processo di essere rimossa dalla Lista Unesco per il Patrimonio Mondiale. La rimozione di Istanbul, una capitale degli imperi romano, bizantino e ottomano, dalla Lista del Patrimonio Mondiale, sarebbe disastrosa.
Lo scopo della Conferenza, alla quale sono stati invitati numerosi esperti internazionali e nazionali, sarà di costituire un Forum per discutere strategie amministrative olistiche per la città storica, includendo pianificazione urbanistica per lo sviluppo e il restauro, i metodi di finanziamento di una rigenerazione della città intra moenia, lo sviluppo di un piano comprensivo per un turismo sostenibile. Lo scopo finale è creare una prima base per il Piano di Sviluppo della Città Storica di Istanbul.
Grazie al coinvolgimento del Consolato Generale d'Italia ad Istanbul e dell'Istituto Italiano di Cultura ad Istanbul, del ministero dei Beni Culturali e del Comune di Roma, hanno preso parte ai lavori rispettivamente Giancarlo Paoletti, direttore Generale per il Parco Regionale dell'Appia Antica e Rosella Bennati, responsabile alle Relazioni Internazionali del Comune di Roma; assieme ad Eugenia Bolognesi, presidente dell'Associazione Palatina-Istanbul e direttore della Missione Italiana per l'archeologia e il Restauro a Sultanahmet.
Giuseppe Proietti, direttore del Dipartimento per la Ricerca, l'Innovazione e l'Organizzazione, e del Dipartimento preposto ai Progetti Internazionali per il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha potuto incontrare, in questa occasione, i direttori Unesco  Minja Yang, direttore per i Progetti Speciali; Francis Childe, capo Divisione per i Beni Culturali, Europa, Asia e Pacifico;  Lord Donald. Hankey, GHK Int. Ltd, UK.  Ha riscontrato così di persona il concreto interesse Unesco per il Progetto di Sultanahmet, proposto dall'Associazione Palatina-Istanbul.
Assieme a Bolognesi, a Proietti ha potuto inoltre brevemente presentare al ministro della Cultura della Repubblica Turca Erkan Muncu, il progetto di salvaguardia di Sultanahmet, al cui interno è compresa la proposta per il Parco Storico Urbano tra l'Ippodromo e il Mar di Marmara. E' stata infine molto apprezzata una presentazione poster sull'itinerario monumentale del Porto Palatino del Boukoleon, realizzato dagli architetti Daniele Garnerone e Giovanni Di Benedetto per conto dell'Associazione Palatina-Istanbul. (Eugenia Bolognesi Recchi Franceschini)
03.12.2004

UN VIAGGIO DI MILLE ANNI
Mostra a Londra sulle ricchezze della Turchia. Si va dal 600 al 1600. Apertura il 22 gennaio presso la Royal Academy. Si potranno ammirare oggetti preziosi, tessuti, dipinti, sculture e tappeti.

Cultura_turca_a_Londra After the exhibition "Suleyman the Magnificent" , a one thousand-year accumulation of Turkish culture will be introduced to Europe for the first time in an extensive exhibition.
"Turks: A Journey of a Thousand Years, 600-1600" will open at the Royal Academy of Arts in London on January 22nd 2005. It will be devoted to exploring and introducing the artistic and cultural riches of Turkish-speaking people. Objects representing the achievements of Turkic people in history and their cultures from the eastern border of modern China to the Balkans in the west, will be displayed at this exhibition including textiles, paintings, calligraphy, carpets, sculptures, book illustration, woodwork, metal work, and unique ceramics. The exhibition will run for three months with over 370 invaluable works of art, chosen mainly from the collections of the Topkapi Palace Museum and the Museum of Turkish and Islamic Art in Istanbul besides 37 private collections of various individuals and institutions from 11 countries, many of which have never been exhibited before outside of Istanbul.The curators of the exhibition "Turks: A Journey of a Thousand Years, 600-1600" will be Topkapi Palace Museum Director Dr. Filiz Cagman, Sakip Sabanci Museum Director and the Museum of Turkish and Islamic Art Former Director Dr. Nazan Olcer, an Islamic Arts Professor David Roxburgh of Harvard University, Undersecretary for Exhibitions Norman Rosenthal, and Exhibition Curator of Royal Academy of Arts Adrian Locke. The exhibition will take place by logistic and planning support of Istanbul Foundation for Culture and Arts (IKSV). It is also the first exhibition similar in size with the "International Exhibition of Persian Art" in 1931, which was a great one highly appreciated and praised by prominent critics, an a continuation of Academy's annual exhibitions titled "Africa: The Art of a Continent" (1995) and "Aztecs" (2000) presented in the recent years.The exhibition will provide a thorough and meticulous presentation of over a thousand-year culture of Turkic people spread through distinct geographical regions and shed light on the great riches of the period. The journey will start with a collection of work of arts belonging Uighur era, continue with samples of Great Seljuk and Anatolian Seljuk eras in Iran, and includes samples peculiar to Iranian and the Central Asian Turkmen under the reign of Timurlenk. These will be followed by Ottoman works of art unique to reigns of Sultans Mehmed II the Conqueror, his son Bayazid II (1481-1512) and his grandson Selim I (Yavuz Sultan Selim) (1512-1520). Furthermore, within the framework of the exhibition a slide-show of Turkish architecture with authentic samples of different eras will be shown to the guests in the entrance gallery of the Royal Academy of Arts. A catalogue of colored illustrations of works will accompany the exhibition, including writings by curators of the exhibition and internationally acclaimed experts on art from Turkey, Germany, the United States and Great Britain. Several activities will be held during the exhibition from workshops to gallery talks catering to audiences of all ages. During the exhibition, conferences will also be held with the attendance of prominent academics from Turkey and around the world. (Zaman)
03.12.2004

HIERAPOLIS: LA CASA DEGLI ERETICI
Una meravigliosa scoperta fatta dalla missione archeologica dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Unico testo apocrifo, non di papiro esistente, datato tra il V e il VI secolo d.C . Iscrizione dipinta su tre righe, apposta su pareti di una piccola stanza.
HierapolisHierapolis
''Signore che hai formato il mare con il Logos del tuo comando e che hai chiuso l'abisso...'': inizia così la preghiera di Manasse delle odi di Salomome,rinvenuta per la prima volta sulle pareti di una stanza nell'ambito della missione archeologica italiana a Hierapolis di Frigia, in Turchia, dall'Università Ca' Foscari di Venezia.
La scoperta dell'unico testo non di papiro esistente, è 
stata presentata a Venezia all'ottavo Salone dei Beni e delle attività culturali, da Annapaola Zaccaria, docente di archeologia a Ca' Foscari, Francesco D'Andria, direttore della missione archeologica di Hierapolis, e Remo Cacitti, docente di Storia del cristianesimo antico all'Università Statale di Milano.
La scoperta del testo, un apocrifo delle Sacre scritture datato tra la fine del V e il VI secolo d.C., risale al 30 agosto quando due uomini, ripulendo dal fango e dai detriti una parete interna della casa, videro affiorare le prima scritte. 
Quella che è stata ribattezzata ''la casa degli eretici'' si trova nel cuore della città di Hierapolis, vicina al teatro.
L'iscrizione è dipinta su tre righe, apposta sulle quattro pareti di una piccola stanza semi sotterranea, in una abitazione privata. ''E' possibile che si tratti del luogo di riunione di una piccola comunità eterodossa, forse cristiana eretica e giudaico cristiana, che qui - ha sostenuto la professoressa Zaccaria - si incontrava per celebrare la preghiera liturgica di pentimento e di accusa per i propri peccati, ma fiduciosa del perdono di Dio e che a causa della propria professione di fede, 
non conforme ai canoni ufficiali della Chiesa, deve essere stata condannata''. La stanza, infatti, venne sigillata ed esclusa dal resto dell'abitazione.(take Ansa)
03.12.2004

SUCCESSO DEI <REALITY>
Anche la Turchia inondata da questa specie di spettacolo. L'ultima moda che sta arrivando dagli Stati Uniti è quella sugli eroi epici e storici. Dopo Achille e Re Artù è la volta di Alessandro il Grande. Presto si gireranno in Anatolia le gesta di Gilgamish.
Alessandro_il_GrandeThe phenomenon of 'reality' entertainment continues to blossom around the world.
Turkish TV has been swamped under a deluge of "reality" series and competition shows, and the same effect seems to have overtaken Hollywood. The latest trend of Hollywood's major film studios is the epic historical flick, based around mythical or historical heroes, or some mixture of the two. First we saw the life of Achilles through the story of Troy, then there was the "epic adventure" of Arthur becoming the King of Britain, and now it is the turn of Alexander the Great. The trend seems set to continue, with the forthcoming epic of Gilgamish, which is planned to be filmed in Turkey, and the history books are full of suitable subjects for epic biographies.
Alexander opens today in Turkey. Oliver Stone's biopic is the second time Hollywood has had a crack at the Macedonian conqueror, after a movie shot 40 years ago.
Oliver Stone has apparently been working on the project for years, after directing similarly controversial films from more recent history with Salvador (1986), JFK (1991), Nixon (1995) and Commandante (2003). After stirring up controversy between Macedonia and Northern Greece as to his origins, and his sexuality, the much-hyped film has opened to poor reviews from the critics. (Fatih Selvi/Zaman)
03.12.2004

"LE TRACHINIE" AD ANTALYA
L'opera di Sofocle, con la regia di Giancarlo Nanni, dopo la tournee in Turchia, sarà rappresentato  anche a Tokyo.
Le_Trachinie_in_Turchia Lo spettacolo "Le Trachinie" di Sofocle, regia di Giancarlo Nanni, reduce da una tournee in Turchia, sarà rappresentato anche a Tokyo. "Le Trachinie" è stato invitato a partecipare al 1 festival internazionale del Mediterraneo di Antalya. "Questo successo in un paese come la Turchia, dove il teatro e' molto importante e gli attori di livello altissimo - commenta Nanni - ci ha lusingato e ci ha permesso di gettate le basi per una collaborazione con il teatro Nazionale della Turchia. (take Ansa)
03.12.2004
 

STAND TURCO A DISNEYLAND
Lo si sta allestendo in Florida, negli States. Una opportuna promozione con migliaia di visitatori.
Disneyland Hosting 33.000 visitors interested in tourism every day in its parks and leisure centers, Walt Disney World in the US state of Florida holds big opportunities for promotion of tourism in Turkey.
Many countries from all around the world are competing to participate in the promotional activities to be organized for Walt Disney's 50th anniversary next year.
Turks living in Florida, noticing the interest and the opportunities for promotion, have suggested a Turkish stand in Disney World, conveying their desire for Turkey's participation in the celebrations.
The Turks have also reportedly conveyed their desires and demands to New York Consulate General authorities in Florida. It was reported that first impressions of the authorities after initial inquiries were positive and that a stand in Disney's Epcot theme park could be rented.
Clarifying that there would be no large expenditure needed for the promotion if it was approved by Disney World, a well prepared national stand would provide a big opportunity for the promotion of Turkey to Disney's 33,000 daily visitors. (Zaman)
03.12.2004

PREMIO AGA KHAN
Quest'anno l'ambito riconoscimento per l'architettura è andato alla Turchia e nella fattispecie alla "B2 House" disegnata dall'arch. Han Tumertekin della <Bilsar Tukstil's owners Selman and Suha Bilal>. Un design particolare e molti comfort. Il costo.
Aga_Khan_Foundation One of the world's most respected architectural awards, the 9th.Aga Khan Foundation Awards for Architecture, went this year to the B2 House designed by Turkish architect Han Tumertekin for Bilsar Tekstil's owners Selman and Suha Bilal. In the contest, which aims to understand and evaluate Islamic culture through architecture, a jury of nine people including artists, philosophers, architects and city planners evaluated 378 projects from 44 countries.
Costing about $140,000, the B2 House's blend of comfort and design aspects with its innovative design won Tumertekin the award. The country house by Tumertekin is in the Buyukhusun village near Ayvalik by the Dardanelle Straights. The Aga Khan Awards ceremony was held yesterday at the ancient Indian Sovereign Humayun's Tomb in New Delhi, India, attended by Indian Prime Minister Manmohan Singh, ministers, top diplomats, architects, and bureaucrats. Tumertekin and Selman and Suha Bilal were there to receive the award, which has been given every three years since 1977 to support improvement of an architectural understanding to maintain traditional cultural values with contemporary innovations. Criteria for the candidates are that the construction should be built in the 12-year period before the awards in a Muslim country and used for at least one year. The Aga Khan Award has previously been earlier granted to other Turkish architects including Turgut Cansever, Ertan Cakirlar, Nail Cakirhan and Behruz Cinici. (Zaman)
03.12.2004

AYLIN KAYA
Si è aperta presso lo studio <Il Canovaccio> di Roma la mostra della nota artista turca. Rimarrà aperta fino a sabato 11 dicembre prossimo. Canto alla terra e gioco di specchi. Una splendida ricerca acromatica.
aylin_kayaaylin_kaya_galleria_canovaccio
Si è aperta alla Galleria il Canovaccio- Studio del Canova (via delle Colonnette 27 - Roma) la mostra di pittura dell'artista turca Aylin Kaya. Orario per il pubblico 16.30/20.00 esclusi i festivi. Sulla rassegna che prende il nome di "Anatolia, la terra e il colore" e che chiuderà i battenti sabato 11 dicembre, ecco cosa scrive A.Ardovino nella presentazione del catalogo: "La terra - l'Anatolia, vista inizialmente dal Bosforo e poi via via approfondita nella sua ricchezza quasi insondabile - e il colore, cioè l'illuminarsi di un mondo. 
Scorgendo e assecondando l'essenza del colore nella giustapposizione di elementi primari e secondari, che rimandano a uno spartito ora più vibrante ora più pacato, queste opere di Aylin Kaya intendono intonare un canto alla terra. Nel far questo, i colori sembrano avvalersi di una sorta di cartografia inconscia, che traccia un vero e proprio meridiano pittorico, un che di immateriale, eppure profondamente terrestre [...].  In questa  capacità del meridiano di toccare punti talora anche distanti senza rinunciare mai alla propria identità si radica il filo conduttore di una pittura che unisce la presenza e l'assenza, sigillo e quintessenza del gioco di specchi intavolato dal mondo".
 "La ricerca cromatica di Aylin Kaya, allora, si dispone nell'ascolto più attento delle proprietà essenziali dei suoi mezzi pittorici. Il tentativo di fissare l'indelebile si annuncia nello  spessore  materico  più e meno accennato, nel contributo diretto ed essenziale [...] alla costruzione dello spazio. Uno spazio che sa trascendere la memoria privata per aprirsi alla luce collettiva dei luoghi e all'ampiezza delle vie e dei riferimenti umani che albergano in una storia millenaria, quella dell'Anatolia
".
03.12.2004

DECISIONE SPOSTATA
Per il caso di Surreya Ayhan bisognerà attendere ancora. Una documentazione necessaria.
Sureyya_Ayhan The trial of Sureyya Ayhan and her spouse, Yucel Kop, before the Penalty Board of Youth and Sport General Directorate because of a doping scandal with the International Doping Agency (Wada), is postponed.
The defense document of the Romanian Wada was hidden at the Turkish Athletics Federation.
Manager and lawyer of Sureyya, Jos Hormes, applied to the Iaaf and disclosed that they could not prepare a defense since they did not see the defense documents. The Iaaf wanted Turkey to give the documents to Hormes. (Sports News Services)
03.12.2004

LA FIBA ASSEGNA I MONDIALI DI BASKET
Tra i Paesi in lizza ci sono Turchia, Francia ed una offerta combinata di Bosnia, Croazia, Serbia/Montenegro, Slovenia.
La federazione internazionale di pallacanestro (FIba) deciderà nel weekend dove si giocherà la coppa del mondo del 2010. In lizza ci sono Turchia, Francia e un'offerta combinata tra i Paesi della ex-Jugoslavia, Bosnia, Croazia, Serbia/Montenegro e Slovenia. Australia, Nuova Zelanda, Italia, Portorico e Russia si erano già ritirate dalla corsa. Le tre finaliste presenteranno la propria offerta ai 20 membri della Fiba in meeting a Kuala Lumpur, in Malesia e la decisione verrà ufficializzata nella mattinata di domenica. L'ultima edizione della coppa del mondo fu vinta dalla Jugoslavia ad Indianapolis. L'edizione del 2006, con 24 squadre ai nastri di partenza, si giocherà in Giappone. (Ap)
03.12.2004

CANTU' VINCE IN TURCHIA
Battuta Turk Telekom Ankara per 82-74 nella quarta giornata di gruppo D di basket.
La vertical Vision Cantù ha espugnato il campo della Turk Telekom Ankara per 82-74 (27-19, 49-44, 64-60) in un incontro valido per la quarta giornata del gruppo D di Uleb Cup. Quella trovata in Turchia è la prima vittoria in questa competizione per la squadra canturina. (take Adnkronos)
03.12.2004

 

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