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IL GIOCO
DELLE TRE CARTE
Cari amici turchi, vi eravate
illusi. Pensavate che la relazione della Commissione europea,
pubblicata il 6 ottobre scorso con la raccomandazione sui progressi
del vostro Paese verso l'adesione, fosse il completamento di un iter
che ha visto in questi ultimi dodici mesi Ankara sotto il più
stretto esame. Ed invece no. Perché, come diceva Pirandello, per
voi gli esami "non finiscono mai", né mai finiranno. E'
un po' come il supplizio di Sisifo. Anche voi siete condannati a
portare un macigno sulla vetta del monte, per voi vederlo
sistematicamente rotolare a valle.
Non avete ancora capito che l'Europa - la quale pensa di essere
ancora a Lepanto o sotto le mura di Vienna - non vi vuole;
intanto perché non vi ama, e non vi ha mai amato; secondariamente
perché non vi vede per quello che siete ma - facendo di tutt'erba
un fascio - vi confonde con gli arabi più integralisti e quindi ha
paura; e poi perché siete tutto sommato filo-americani e gli
americani - si sa - non vanno troppo a genio ad una Europa ombrosa e
senza midollo spinale.
La bozza delle conclusioni del Consiglio d'Europa che dovrà votare il
17 dicembre prossimo è qualcosa di più di un diktat perché mette
sul piatto della bilancia la stessa spada che Brenno mise ai romani.
Essendo stato tirato fuori dal cilindro un coniglio chiamato Cipro,
voi amici turchi, altro non siete che "vinti". Cosa farete
allora a questo punto? Nicosia è stata fin troppo chiara: o
acconsentite ad accettare tutte le sue richieste - di fatto
consegnare la parte turco-cipriota al Governo di Tassos Papadopoulos
- o questi avrà buon gioco nel porre il veto al vostro ingresso in
Europa. Un vero e proprio cul de sac dal quale non è facile
uscire; a meno che Ankara non abbia uno scatto di orgoglio (ma noi
ci auguriamo che sia più prudente che impetuosa) e mandi a
farsi benedire l'Europa e tutti quelli che in questo vecchio e
stupido continente sono contrari alla Turchia. Se è vero infatti
che questa trarrebbe enormi vantaggi da un suo ingresso nell'Unione,
è altrettanto vero che l'UE pagherebbe con il tempo lo scotto di
una esclusione della Turchia dal Club dei 25. Un Club dove Paesi
come Cipro e l'Ungheria si permettono di porre condizioni, dove
altri Paesi non sapendo cosa dire per opporsi alla Turchia puntano
il dito - come eterno ritornello - sul problema dei curdi
dimenticando che in Europa esiste un problema basco mai sanato in
Spagna ed un problema cattolico mai sanato nell'Irlanda del Nord. In
realtà abbiamo a che fare con una Europa ipocrita e carogna, che in
disprezzo dell'Onu e del suo Segretario generale vuole fare come
più le aggrada, che pone paletti ad Ankara sulla libera
circolazione degli immigrati turchi- magari rivedendo a questo proposito
anche vecchi accordi e facendo finta di non accorgersi che è il
nord-Africa il problema reale.
Al 17 dicembre mancano ancora alcuni giorni. Chissà che a Bruxelles
non ci sia un ripensamento. Noi non lo crediamo, ma tutto è
possibile. Di una cosa comunque vi preghiamo, amici turchi: non
irrigiditevi troppo. La migliore cosa è sorridere e continuare per
la propria strada, guardando soprattutto ai propri interessi e
confidando per ora solo nel Parlamento europeo. (Turchia
Oggi)
03.12.2004
DURISSIME
CONDIZIONI
La bozza delle
conclusioni del Consiglio d'Europa che il 17 dicembre prossimo
dovrà decidere sulla Turchia ha alterato completamente la relazione
della Commissione. Il fattore Cipro.
Le conclusioni dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea della Turchia non potranno
aver luogo prima del 2014, e comunque potranno esser necessarie forti
salvaguardie. E per l'avvio della trattative Ankara deve ''prendere
atto'' dei dieci nuovi membri dell'UE, e inclusa dunque anche Cipro,
tuttora non riconosciuta dalla Turchia. E' la sostanza della bozza di
conclusioni (di cui Aki-Adnkronos International ha potuto prendere
visione) del Consiglio Europeo del 16 e 17 dicembre, durante il quale
i Capi di Stato e di Governo dei 25 dovranno dare il via libero all'avvio dei negoziati con la Turchia.
Una bozza ancora molto provvisoria, disseminata di parentesi quadre e puntini sospensivi, preparata dalla presidenza olandese di
turno dell'UE e che è stata discussa discussa per la prima volta mercoledì scorso dagli ambasciatori dell'Unione a Bruxelles. Soprattutto,
manca ancora il paragrafo decisivo, sull'eventuale sì e sulla data dell'avvio dei negoziati.
''Il Consiglio Europeo - si legge nella bozza - accoglie con favore il progresso decisivo dato dalla Turchia nel suo
ampio processo di riforme e ribadisce la sua determinazione a consentire alla Turchia di unirsi alla Comunità Europea di valori,
fiducioso che la Turchia sosterrà il processo di riforme a quel
fine''. Ma al paragrafo successivo, si afferma che ''il Consiglio Europeo accoglie con favore la
decisione (parola lasciata in sospeso
perché tale decisione ancora non c'è e potrebbe magari esser sostituita da un ''impegno'', ndr) di firmare il protocollo che
concerne l'adattamento dell'accordo di Ankara, tenendo in considerazione l'accesso dei nuovi stati membri'': tra questi dunque
anche Cipro.
La novità del riferimento a Cipro sta preoccupando soprattutto la Commissione, fonti dell'esecutivo hanno spiegato ad
Aki che il rapporto presentato a novembre ''è stato attentissimo all'equilibrio, richieste
aggiuntive potrebbero comprometterlo''. Proprio la questione cipriota
potrebbe essere decisiva: in assenza di una forma di riconoscimento,
il Governo greco-cipriota potrebbe porre il veto sull'avvio dei negoziati.
Per il resto la bozza si muove sulla falsariga del rapporto della Commissione. Si afferma la possibilità di una
sospensione dei negoziati nel caso di ''persistenti violazioni'' sui
principi di libertà democrazia rispetto dei diritti umani e libertà
fondamentali e lo stato diritto''. Su tale raccomandazione ''il Consiglio deciderà a maggioranza qualificata''. Inoltre ''potrebbero
esser necessari lunghi periodi di transizione e soluzioni specifiche,
in aree come le politiche strutturali e in agricoltura, così come clausole di salvaguardia permanente soprattutto nell'area del libero
movimento di persone''.
Soprattutto, viene affermato con chiarezza che ''i negoziati di adesione ancora da aprire con candidati la cui adesione potrebbe avere
conseguenze finanziarie sostanziali (tra cui anzitutto proprio la Turchia
n.d.r.), possono esseri conclusi solo dopo lo stabilimento delle prospettive finanziarie per il periodo dal 2014''.
Del tutto aperta anche la questione della data di avvio del negoziato. Su questa vi è ancora un intenso dibattito. La presidenza
olandese, riferendosi all'espressione ''senza indugi'' già espressa
dai 25 al Consiglio di giugno nel caso di adempimento (ora accertato
dalla Commissione) dei criteri di Copenaghen, ipotizza già l'inizio
del 2005 per l'avvio dei negoziati. Anche Gran Bretagna (che sarà presidente di turno
dell'UE nella seconda metà del prossimo anno) e Germania non vogliono andare oltre il 2005.
Solo la Francia, appoggiata dall'Austria e in parte dall'Ungheria propone il 2006, timorosa che l'avvio dei negoziati
possa avere un impatto negativo sul processo di ratifica della nuova
Costituzione Europea. La Francia, piuttosto isolata, insiste inoltre
che si preveda la possibilità che i negoziati possano concludersi anche con qualcosa di diverso dalla piena adesione, ad esempio una
''partnership molto stretta''. Su questo quasi tutti gli altri sono contrari e la Turchia ovviamente non accetta neppure di discutere
l'idea. (take Adnkronos-Aki International)
03.12.2004
ANKARA DOVRA' RISOLVERE ANCHE
I PROBLEMI DELLE MINORANZE
Per
queste si intendono quelle etniche e religiose come curdi, ortodossi
e aleviti. Bruxelles vorrebbe addirittura che Ankara intrecciasse
rapporti con il Pkk. Il riferimento agli armeni.
La Turchia, per ottenere la data di avvio del negoziato di adesione con l'UE, deve impegnarsi a
risolvere al più presto possibile i problemi ancora aperti con le sue minoranze etniche e religiose, come curdi, ortodossi ed
aleviti e a normalizzare le sue relazioni con l'Armenia. E' quanto riportano i quotidiani turchi <Cumhuriyet> e <Milliyet>
che fanno riferimento alla bozza di un documento, trapelato a Bruxelles nei giorni scorsi, che contiene alcune linee guida per
i Capi di Stato e di Governo che il 17 dicembre dovranno decidere la data di avvio del negoziato con Ankara e le sue
condizioni.
In particolare, per quanto riguarda la questione curda, l'UE sembra orientata a chiedere ad Ankara - secondo i due
giornali - ''passi più attivi'', e ''negoziati con le organizzazioni
curde'' al fine di mettere fine al conflitto. Secondo <Cumhuriyet>
l'UE si spingerebbe fino a chiedere ''un accordo di cessate il fuoco con il Pkk'' (una cosa che - secondo gli analisti -
difficilmente la Turchia potrà mai accettare).
Per quanto riguarda i cittadini turchi di religione ortodossa (sono circa 2000), l'UE chiede ad Ankara di riaprire la scuola
religiosa ortodossa di Hebeliada (un'isola vicino Istanbul) chiusa da diversi anni e alla cui riapertura si oppongono gli
ambienti islamici ortodossi che hanno influenza sull'attuale Governo turco.
Per gli aleviti, che si considerano una religione separata dall'islam e che lo stato ed il governo turco continuano ad
assimilare ai musulmani, l'UE intende chiedere un riconoscimento della loro
identità separata, in quanto ''minoranza non
musulmana'', con le conseguenze che cio' comporta.
Quanto ai rapporti con l'Armenia, con cui la Turchia non ha relazioni diplomatiche e contatti aerei solo 4 volte la
settimana, l'UE chiede, come misura urgente, l'apertura di un passaggio di confine ed un avvio di normalizzazione delle
relazioni avvelenate dal rifiuto di Ankara di riconoscere il ''genocidio'' degli armeni del 1915 ad opera degli ottomani e
dalle conseguenze della guerra azero-armena del Nagorno Karabakh, oggi sotto
sovranità armena. (take Ansa)
03.12.2004
FUOCO DI SBARRAMENTO
Le
pesanti condizioni di Bruxelles, contenute in una bozza, hanno
provocato la reazione del Governo di Ankara soprattutto da parte del
premier Recep Tayyip Erdogan. Su Cipro nessuna condizione.

Il Governo di Ankara ha aperto un vero fuoco di sbarramento contro le ipotesi circolanti a
Bruxelles, di dare inizio, l'anno venturo, a un negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea, come richiesto da
Ankara, ma sottoponendolo a due pesanti condizioni: di mettere nero su bianco che si tratterà di un negoziato ''a esito
aperto'', che non esclude né una sua interruzione né una proposta di partenariato speciale alternativa alla piena
membership e che Ankara riconosca più o meno esplicitamente la Repubblica di Cipro.
A queste condizioni principali, secondo la bozza di un documento riservato dell'UE, trapelata e pubblicata sui giornali turchi, viene aggiunta la condizione di
''restrizioni permanenti'' alle immigrazioni dalla Turchia nei Paesi dell'UE anche dopo il suo accesso definitivo all'Unione
che non potrà comunque avvenire - secondo la stessa bozza - prima del 2014.
Il premier turco Tayyip Erdogan ed il suo vice, il ministro degli Esteri, Abdullah Gul, benché il documento trapelato (che
dovrebbe servire di base per la decisione finale in materia che dovrà essere presa dal vertice europeo del 17 dicembre di
Bruxelles) non si discosti molto dalle linee del rapporto della Commissione del 6 ottobre scorso, hanno fatto mostra di trasalire. Hanno perciò reiterato con energia la
loro decisa opposizione a questi 'paletti' che l'UE sembra orientata a porre al negoziato con la Turchia, che dovrebbe
cominciare comunque l'anno venturo (la data precisa sarà decisa solo dallo stesso vertice di Bruxelles).
L'aspra reazione di Ankara si spiega con il fatto che quei paletti sono tali a rischiare di vanificare l'ambizione degli
attuali dirigenti turchi di poter vantare di avere ottenuto dall'UE un negoziato ''irreversibile e incondizionato'', e di
avere, quindi, ''già portato la Turchia in Europa''.
''Porre come condizione un riconoscimento della Repubblica di Cipro sarebbe per noi inaccettabile. Abbiamo accettato a suo
tempo il piano Annan che è stato invece respinto dai greco-ciprioti. I greco-ciprioti devono fare la loro parte. L'UE dovrebbe prima eliminare l'embargo contro la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn). Non tutto deve essere atteso da noi'', ha
dichiarato Erdogan, pensando alle reazioni interne turche se egli accettasse la richiesta dell'UE di sottoscrivere un ''protocollo di aggiustamento'', in pratica il riconoscimento implicito della Repubblica di Cipro (greca), riconosciuta dall'
UE per l'intera isola divisa di Cipro, a scapito della Rtcn (Cipro Nord, turca) riconosciuta solo da Ankara.
Un eventuale riconoscimento di Nicosia - ha spiegato Erdogan alla
rete turca <Ntv> - potrebbe avvenire solo dopo il 17 dicembre,
solo dopo il vertice di Bruxelles.
Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha minimizzato l'importanza della stessa bozza affermando che ''di qui al 17
dicembre essa potrà essere cambiata anche 40 volte''.
Cionondimeno, lo stesso Gul ha dichiarato che Ankara non potrà accettare né un ''partenariato speciale'' in alternativa
alla piena membership, né ''condizioni speciali supplementari'' in vista del negoziato.
''Non c'è alcuna alternativa alla piena membership.
Condizioni supplementari non dovrebbero essere poste. La Turchia ha adempiuto alle condizioni europee ed ora si attende con
fiducia il risultato promesso''- ha dichiarato Gul.
Il documento trapelato non menziona esplicitamente la possibilità di un' offerta di ''partenariato speciale'' alla
Turchia, ma indubbiamente vi apre la strada, dato che insiste sul carattere ''aperto'' dell'esito del negoziato. Quest'ultimo,
infatti, potrà - secondo lo stesso documento- essere sospeso. A maggior ragione, e con minori reazioni attese, potrà quindi
anche cambiare di oggetto dalla piena membership al partenariato speciale. Tanto
più che negli ultimi giorni, sia il leader del partito gollista francese, Ump, Nicolas Sarkozy, sia il
Cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, hanno proposto (allineandosi in
ciò al partito cristiano-democratico tedesco di Angela Merkel) di includere esplicitamente l'ipotesi di un
partenariato speciale nel protocollo ufficiale di avvio del negoziato.
Se questa dovesse essere la decisione del Consiglio europeo del 17 dicembre, agli attuali dirigenti postislamici turchi
resterebbe un magro bottino da presentare agli elettori nel caso che - come sostengono alcuni analisti- pensassero ad elezioni
anticipate per l'anno venturo subito dopo l'avvio del negoziato. (Lucio
Leante/Ansa)
03.12.2004
IL CONSIGLIO DI SICUREZZA FRENA
"Ci
sono cose che devono essere fatte a breve termine prima che si
arrivi al riconoscimento di Cipro", ha detto il Segretario
generale Yigit Alpogan.
Dalla Turchia arriva una frenata sul riconoscimento di Cipro che
nella bozza di conclusioni per il Consiglio europeo di metà
dicembre viene posto come condizione per l'avvio dei negoziati di
adesione all'UE. "Ci sono cose che devono essere fatte a breve
termine prima che si arrivi al riconoscimento", ha affermato
Yigit Alpogan, il Segretario generale dell'influente Consiglio per
la Sicurezza Nazionale di Ankara. Alpogan, il primo civile a guidare
questo organismo )ora solo consultivo) tradizionalmente controllato
dai militari, non è entrato nei dettagli ma la Turchia ha sempre
insistito affinché l'UE e la comunità internazionale pongano fine
all'isolamento dell'entità turco-cipriota nel nord del Paese. La
Turchia non ha ancora riconosciuto il Governo di Nicosia che a
maggio ha traghettato Cipro nell'UE perché chiede prima un accordo
con i turco-ciprioti sul futuro dell'isola. (take Agi)
03.12.2004
LO
SPIRAGLIO DELL'EUROPARLAMENTO
Questo sembra infatti
disposto a dare un parere favorevole all'apertura del negoziato di
adesione della Turchia all'UE.
Il Parlamento europeo sembra disposto a dare un parere favorevole all'apertura del negoziato
di adesione della Turchia all'UE, sia pure legato al rispetto di tutti i criteri previsti dal trattato.
La Commissione esteri ha discusso una risoluzione che dovrà essere presentata nella plenaria del 14 dicembre prossimo a Strasburgo, due giorni prima del Consiglio europeo chiamato a
prendere una decisione sulla richiesta del governo di Ankara.
Sul testo erano stati presentati circa 500 emendamenti, ma socialisti, liberali e verdi hanno fatto pressioni perché la
risoluzione, ricalcando quella presentata dalla Commissione di Romano Prodi, si pronunci a favore dell'apertura del negoziato
senza ulteriori ritardi, sia pure con precisi richiami al Governo turco a rispettare tutti gli impegni soprattutto in
materia di diritti umani, libertà civili, tutela delle minoranze e non ingerenza dei militari nel sistema politico.
La Commissione ha, invece, respinto, con 46 voti contro 30 un emendamento che proponeva di includere nel testo anche altre
opzioni all'adesione, tra cui quella di un partenariato privilegiato. (take Ansa)
03.12.2004
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IL RICATTO DI NICOSIA
"Abbiamo
il diritto di porre il veto": così si è espresso il portavoce
del Governo greco-cipriota, Kypros Chrysostomides. La richiesta ad
Ankara è il riconoscimento della Repubblica.
La Repubblica cipriota ha il diritto di porre il veto all'avvio dei negoziati di adesione della
Turchia all'Unione Europea - che dovrà essere deciso al Consiglio del
17 dicembre prossimo - se Ankara non risponderà positivamente alle richieste fatte da Nicosia. Lo ha dichiarato il portavoce del Governo
cipriota, Kypros Chrysostomides. In particolare, il Governo di Nicosia
chiede che la Turchia riconosca la Repubblica cipriota, che Ankara non
blocchi più la partecipazione di Cipro ad alcune organizzazioni internazionali, che i coloni turchi lascino la ''Repubblica turca di
Cipro Nord'', la protezione delle proprietà greco cipriote nella partesettentrionale dell'isola e il ritiro delle truppe turche dal nord. (take
Ansa)
03.12.2004
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SCHROEDER E VERHOFSTADT PER ADESIONE
Germania e
Belgio si batteranno a Bruxelles per l'avvio dei negoziati. Bocciata dai due premier l'ipotesi di una
"cooperazione privilegiata".
La Germania e il Belgio si batteranno al vertice europeo di dicembre per l'avvio di
trattative di adesione della Turchia all'UE nel 2005: è quanto hanno dichiarato il Cancelliere tedesco, Gerhard
Schroeder, e il premier belga, Guy Verhofstadt, in visita a Berlino.
La Francia punta invece a spostare in là nel tempo la data per l'inizio di negoziati di adesione.
Schroeder e Verhofstadt hanno anche bocciato l'idea di una "cooperazione
privilegiata" con la Turchia, invece della piena adesione, come obbiettivo delle trattative con Ankara. Una
cooperazione privilegiata esiste già, ''non abbiamo bisogno di una nuova forma di cooperazione privilegiata, abbiamo bisogno di
normali trattative con la Turchia'', ha detto Verhofstadt. Anche secondo Schroeder l'obbiettivo sono le trattative di adesione ''e non qualsiasi cosa che sia al di sotto''.
L'idea di una cooperazione privilegiata è caldeggiata in Germania dall'opposizione cristiano democratica. Alcuni stati
UE pure sono contrari a una piena adesione della Turchia e vorrebbero mettere all'ordine del giorno la questione della
cooperazione privilegiata del vertice del 17 dicembre.
Schroeder e Verhofstadt hanno anche detto che gli Stati fondatori
dell'UE dovrebbero ratificare la Costituzione europea nel 2005 per lanciare
così un segnale. (take Ansa)
03.12.2004
VIA LIBERA
DALLA SLOVACCHIA
Il
Parlamento di Bratislava ha dato l'ok (favorevole) al Primo Ministro sulla
questione turca.
A stragrande maggioranza il Parlamento slovacco ha dato il via libera al
Primo Ministro, Mikulas Dzurinda, di pronunciarsi, al Consiglio europeo del 16-17 dicembre, a favore dell'apertura del
negoziato per l'ingresso della Turchia nell'UE.
Il Parlamento, che ha appoggiato la linea proposta la settimana scorsa dal governo, ha tuttavia sottolineato che
l'ammissione di Ankara nell'Unione Europea non dovrà essere un fatto automatico. (take
Agi)
03.12.2004
ERDOGAN
ALL'AJA
La
visita il 10 dicembre prossimo, pochi giorni prima che si apra a
Bruxelles il vertice europeo dei <Venticinque>.
Il Primo Ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, compirà una
visita il 10 dicembre prossimo in Olanda, ad una settimana dal
vertice del 16-17 dicembre che dovrà decidere se, quando e come
avviare negoziati di adesione con Ankara.
Erdogan avrà un incontro con il premier olandese, Jan Peter
Balkenende, presidente di turno dell'Unione Europea. (take Ansa)
03.12.2004
SI' AL NEGOZIATO SENZA RINVII
La
richiesta viene da Pasqualina Napolitano del gruppo del partito
socialista (Pse) al Parlamento europeo.Occorre aprire un nuovo
capitolo nelle relazioni UE-Turchia.
''Il negoziato con la Turchia va aperto senza ingiustificati rinvii'', ha detto Pasqualina
Napoletano, vicepresidente del gruppo del partito socialista (Pse) al Parlamento europeo, la quale, in una dichiarazione
sostiene che questo è ''il significato politico del voto di alla Commissione esteri del Parlamento europeo'' che ha
approvato, emendandolo, il rapporto sull'apertura delle trattative con il governo di Ankara nella prospettiva
dell'adesione.
''Adesso si può aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'UE e la Turchia'', ha sostenuto Napoletano aggiungendo che
''tra pochi giorni, sia l'aula di Strasburgo, sia il Consiglio Europeo hanno l'occasione concreta per imprimere una svolta ai
rapporti reciproci con un grande paese che dallo status di candidato può passare a quello di aspirante concreto
all'adesione''.
Pasqualina Napoletano ha concluso sottolineando che ''il contributo del gruppo del Pse per questa soluzione è stato
determinante. La strada per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea non sarà facile. Nessuno se lo nasconde. E le autorità
turche credo siano ben consapevoli del fatto che i problemi e gli impegni da rispettare sono importanti e corposi''. (take
Ansa)
03.12.2004
IL GOVERNO PRENDA POSIZIONE
Lo
chiede l'europarlamentare Emma Bonino secondo la quale c'è troppo
silenzio nei confronti della Turchia soprattutto da parte dei
Governi dei Paesi a lei favorevoli.
Il Governo italiano prenda pubblicamente posizione sull'ingresso
della Turchia nell'UE. Lo chiede l'europarlamentare radicale Emma
Bonino, intervistata da Radio Radicale. "Come già sottolineato
dal Primo Ministro Erdogan, e come tutti fanno notare con
disappunto, solamente i contrari o i più scettici (all'ingresso
della Turchia nell'UE, ndr) come Koll, Schmidt, Giscard d'Estaing
trovano ampio spazio su tutti i giornali. Tutti gli altri
responsabili politici dei Paesi che sono più a favore, come
l'Italia, la Spagna o parte della stessa Germania, sono invece
particolarmente silenziosi".
"Credo che questa preoccupazione abbia una certa base -
aggiunge Bonino - perché effettivamente se si esprimono o fanno
opinione solamente i contrari è chiaro che si crea una situazione
che può fortemente ipotecare il Vertice del 17 dicembre".
"Mi auguro - prosegue l'esponente radicale - che urgentemente
il nostro Governo esca pubblicamente e prenda posizione anche in
risposta alle motivazioni espresse dai più scettici come Giscard d'Estaing,
il quale lega la Costituzione e Turchia.
Secondo la Bonino, "i potrebbe essere molto utile anche
l'intervento di un altro artefice della Costituzione europea come
Giuliano Amato. Noi Radicali cerchiamo di dare forza a chi ha
posizioni più nette e favorevoli all'apertura dei negoziati. Con
alcuni deputati abbiamo aperto e depositato al Parlamento europeo
una dichiarazione che, qualora raggiungesse il 50% di
sottoscrizioni, diventerebbe un documento ufficiale e sarebbe
utilissimo. Ma per ora il numero delle firme è fermo a 140 e mi
auguro che i deputati europei italiani si facciano più attivi e
promotori". (ApCom)
03.12.2004
UNA SVP
MOLTO CONTRARIA
La direzione
del "partito della raccolta" degli altoatesini di lingua
tedesca ha dato incarico di votare contro l'ipotesi
dell'allargamento UE alla Turchia.
La Svp è contraria all'allargamento dell'Unione Europea alla Turchia. La
direzione del ''partito di raccolta'' degli altoatesini di lingua tedesca ha dato incarico all'europarlamentare Michl Ebner di votare contro quest'ipotesi.
''Attualmente - si legge in una nota - la Turchia non presenta le premesse per trattative sull'adesione, e ci sono serie perplessità sul suo atteggiamento nei confronti delle
minoranze, specie per i curdi, ai quali vengono negati diritti
fondamentali''.
La direzione Svp è dell'avviso che ''debbano essere svolti colloqui intensivi con la Turchia, per migliorare la situazione
esistente in loco e per costruire un ponte verso il mondo islamico''. (take
Ansa)
03.12.2004
NEGOZIATI A
FINALE APERTO
E'
quello che chiede, a proposito della Turchia, il Cancelliere
austriaco Wolfgang Schuessel che vede nella bozza del Consiglio
europeo un "interessante passo intermedio".
Il Cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha detto a Vienna che il
testo sui negoziati di adesione all'UE con la Turchia venga
formulato in maniera che l'obiettivo finale rimanga aperto e
proponendo possibilità diverse dall'adesione a pieno titolo di
Ankara all'Unione.
"Vorremmo un testo finale per il Consiglio europeo che lasci
una porta aperta. E' importante che nel testo si esprima in maniera
ottimale quanto l'obiettivo finale resti aperto. Non deve essere
solo retorica", ha detto il Cancelliere popolare austriaco ai
giornalisti.
Dal punto di vista
austriaco - ha detto Schuessel - è molto importante il controllo
del mercato di lavoro. "Non posso immaginare che si riesca a
definire un processo di negoziati senza eccezioni permanenti
riguardanti il mercato del lavoro. Ciò significa - ha aggiunto -
che sarà necessario un altro concetto rispetto all'adesione a pieno
titolo come la conosciamo oggi".
Secondo Schuessel la bozza del testo preparatorio in vista
dell'avvio dei negoziati sull'adesione della Turchia all'UE
presentata dalla presidenza olandese di turno rappresenta un
"interessante passo intermedio" dove tuttavia non vengono
poste alcune domande importanti come la data e l'obiettivo finale
dei negoziati.
Nei mesi scorsi l'Austria ha ripetutamente chiesto che nel testo
venga inserita esplicitamente l'opzione di una alternativa
all'adesione a pieno titolo nel senso di un partenariato
privilegiato. (take Ansa)
03.12.2004
AL PIU' PRESTO IN
EUROPA
Riunione del
Consiglio provinciale di Reggio Emilia che a maggioranza a respinto
una mozione della Lega schierandosi a favore di Ankara. Il
"ruolo cuscinetto" della Turchia.
Il Consiglio
provinciale reggiano, presieduto da Lanfranco Fradici, ha trattato
la questione dell'eventuale ingresso della Turchia nell'Unione
Europea, tema affrontato in due ordini del giorno, uno presentato
dalla Lega Nord per l'Indipendenza della Padania uno presentato
dai Gruppi di maggioranza, Ds, Margherita, Rifondazione Comunista,
Pdci e Verdi.
Approvato l'odg della maggioranza con 19 voti favorevoli e due
astensioni , respinto l'odg della Lega Nord con 19 voti contrari,
1 favorevole (Lega Nord) e 1 astensione (Alleanza Nazionale).
"L'eventuale adesione della Turchia all'UE - ha spiegato il
capogruppo leghista Angelo Alessandri nel documento - pone dubbi di
tipo storico, demografico, economico ed identitario ed anche
religioso, totalmente nuovi". Alessandri ha poi ricordato che "la
Commissione Europea, allora presieduta da Romano Prodi, ha inserito
nel suo Rapporto 2004 sugli avanzamenti della Turchia verso i
negoziati, l'invito a continuare la strada delle Riforme
democratiche, tenute in stretto monitoraggio dalle Istituzioni
Europee. Dal documento della Commissione Europea la Turchia
soddisferebbe solo "sufficientemente" i criteri richiesti per
l'adesione".
Secondo Alessandri "la Turchia occupa militarmente da 28 anni la
parte Nord dell'isola di Cipro futuro membro dell'Unione europea
e che tale situazione renderebbe ancora più complicato l'intero
argomento e occupa militarmente altresì parte rilevante del
territorio del cosiddetto Kurdistan e che spesso in tali aree si
registrano scontri e che il Governo turco definisce spesso i kurdi
come "turchi di montagna"".
Il capogruppo leghista chiedeva pertanto l'impegno della Provincia
"a sollecitare il Parlamento italiano sulla posizione che intende
esprimere il 17 dicembre 2004 e di valutare l'opportunità di
attivarsi in ogni sede competente affinché sia perorata e
sollecitata l'esigenza di una consultazione referendaria prima di
assumere ulteriori impegni in materia di allargamento europeo".
Chiedeva infine che vengano sollecitati "Governo e Parlamento
affinché l'Italia esprima parere contrario all'adesione della
Turchia nell'Ue in sede di Consiglio Europeo del 17 dicembre 2004".
L'ordine del giorno della maggioranza è stato invece presentato
dal capogruppo dei Ds Maino Marchi . Nel documento veniva espressa
condivisione della "posizione della Commissione europea sul via
libera condizionato per l'apertura dei negoziati di adesione con
la Turchia" e si sollecitavano "Governo e Parlamento affinché
l'Italia si esprimesse favorevolmente sulle proposte della
Commissione europea in sede di Consiglio europeo, il prossimo 17
dicembre". A sostegno del dispositivo, l'ordine del giorno,
ricordava come in Turchia siano stati conseguiti importanti
risultati come l'abolizione della pena di morte o il
ridimensionamento del peso dei militari in politica. Tuttavia resta
ancora molto da fare, sul piano della realizzazione pratica, per
avvicinare la realtà concreta in Turchia a quella che si vive nei
Paesi europei, soprattutto per quanto riguarda la tortura, i diritti
della donna, i diritti sindacali, la libertà religiosa, i rapporti
tra i civili e i militari e i diritti politici".
Il consigliere Marchi ha infine commentato che "la presa di
posizione della Commissione europea è stata sì positiva nei
confronti della Turchia, ma anche prudente. Siamo in presenza di una
Commissione europea che ha voluto uno Statuto che non richiamasse le
proprie radici culturali giudaico-cristiane" sono state le parole
del capogruppo di Forza Italia Claudio Guidetti. "Cautela e
attenzione sono quindi necessarie - ha detto Guidetti - senza che
prevalga nel processo decisionale l'esigenza politica del momento".
Il capogruppo di Rifondazione Comunista Tazio Grandi ha invece preso
la parola per sottolineare che "nell'affrontare il tema
dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea non si può
assolutamente prescindere dalla soluzione della questione curda.
L'Europa deve perciò farsi promotrice affinché si attui un
cessate il fuoco bilaterale.
"Se davvero vogliamo aiutare la democrazia, credo che si debbano
costruire ponti, reali e metaforici, non muri - ha affermato il
capogruppo dei Verdi Margherita Bergomi - E' nostro dovere aiutare
quei popoli che che stanno faticosamente avvicinandosi
all'Occidente e credo che a questo proposito, la Turchia abbia
compiuto un grosso passo avanti, orientandosi verso un islamismo non
integralista".
Sulla questione è intervenuta anche la presidente della Provincia
Sonia Masini: "L'ordine del giorno della maggioranza presenta una
posizione equilibrata. Non trovo invece lo stesso equilibrio nel
documento della Lega Nord che fa invece leva su istinti davvero
primordiali, come la paura delle civiltà altre". La presidente
Masini ha poi evidenziato che "la Turchia, per la sua posizione
geografica, ha sempre giocato un ruolo di cuscinetto ed è perciò
stata anche una terra martoriata. Adesso cerca una propria
collocazione ed è naturale che non sia una questione semplice". La
presidente Masini ha infine sottolineato che "la Turchia
rappresenta per l'Europa una porta sull'Oriente e viceversa,
pertanto chiudere quella porta non sarebbe un gesto proficuo; è
vero che si tratta di un Paese nel quale la democrazia non è ancora
del tutto sedimentata ed è appunto nostro compito non tanto quello
di difendere la cultura giudaico-cristiana, quanto contribuire al
rafforzamento della democrazia".
"Quello della Turchia è un avvicinamento da apprezzare" ha
affermato il capogruppo della Margherita Luigi Fioroni, aggiungendo
che "nel documento della maggioranza, il percorso che si vuole fare
prima dell'ingresso della Turchia nell'UE è enunciato in modo
chiaro". Infine, il consigliere di An Leopoldo Barbieri Manodori ha
motivato "l'astensione sul documento della Lega, in quanto è sì
ineccepibile nelle premesse, ma per quanto mi riguarda ho una
visione dell'Europa che termina sul Caucaso". Anticipando inoltre
il voto contrario all'odg della maggioranza ha anche aggiunto: "Mi
rendo conto che si tratta di una visione futuribile e allo stesso
tempo non mi spaventa che dell'Unione facciano parte Paesi a
maggioranza islamica, ma credo anche la situazione oggi in Turchia
sia peculiare, vedendo istituzionalizzati due fronti, uno ritenuto
turco e l'altro 'extra-turco' intendendo con questa
definizione ciò che è europeo". (laPadania.online)
03.12.2004
LE RAGIONI TURCHE DELL'EUROPA
Inammissibile
la posizione preconcetta di una parte dell'opinione pubblica
nazionale ed europea a detta della quale questa parte dell'emisfero
non sarebbe Europa e pertanto non può entrare nell'UE.
La questione dell'ammissione della Turchia nella Unione Europea è
un tema di grande attualità. Si sono udite voci di vario tipo,
opinioni discordanti come è normale che sia in un contesto
democratico. Ciò che non è ammissibile, tuttavia, è la posizione
preconcetta di una parte della opinione pubblica nazionale ed
europea, che afferma in modo sommario che "la Turchia non è
Europa e per questo non deve entrare". Ci pare un po' poco per
giustificare una scelta di eccezionale valore politico e storico.
Al fine di stimolare un dibattito più obiettivo, libero da
pregiudizi, abbiamo deciso di esibirci in una dissertazione,
volutamente provocatoria, tendente a dimostrare ciò che può
sembrare un'eresia: l'Europa presenta radici turche. A nostro parere
la Turchia ha contribuito alla costruzione dell'Europa
contemporanea.
Per cominciare, analizziamo l'atteggiamento dell'Impero Ottomano e
delle potenze europee nei secoli XV e seguenti. Nel 1492 gli
spagnoli sbarcarono nelle Americhe e iniziarono una colonizzazione
forzata, che condusse allo sterminio di interi popoli. I "Conquistadores"
imposero la loro legge, la loro cultura e la loro fede agli
indigeni. Un atteggiamento differente da quello dei turchi i quali,
dopo avere occupato Costantinopoli nel 1453, procedettero a un tipo
di conquista fondato sulla tolleranza.
Il sistema del Millet garantì a ogni comunità di mantenere le
proprie usanze, in cambio del pagamento di una somma di denaro al
Sultano. I turchi non imposero a nessuno dei popoli conquistati l'islamizzazione
forzata. Solo l'Albania è divenuta musulmana, mentre tutte le altre
nazioni europee soggette al dominio della Sublime Porta hanno
mantenuto la fede cristiana, che ancora oggi è professata nei paesi
balcanici e danubiani (la "tolleranza senza eguali dell'Impero
Ottomano" viene documentata assai bene da Leften Stavrianos in
"The Balkans since 1453").
Con riguardo al medesimo periodo storico, ricordiamo che fu proprio
l'Impero Ottomano a offrire rifugio agli ebrei cacciati dalla Spagna
nel 1492, quando fu completata la Reconquista. Gli israeliti
dovettero fuggire poiché, al pari dei musulmani, furono loro
concesse dai sovrani cattolici solo tre opzioni: il battesimo,
l'esilio e la morte. L'Impero Ottomano, invece, accolse gli ebrei
senza condizioni. Visto che si evoca anche le "radici
giudaiche" dell'Europa è d'obbligo rimembrare questo dettaglio
non trascurabile.
Di fronte alla osservazione che "la Turchia non è europea
perché musulmana" potremmo ricordare che alcune delle opere più
belle del continente, si veda l'Andalusia, sono eredità della
conquista islamica. Si potrebbe ricordare che i turchi, arginando
l'avanzata dell'orda mongola, hanno impedito l'entrata in Europa di
un popolo sanguinario che avrebbe posto a serio rischio le basi
della cultura europea. Infine, non scordiamo la fedeltà turca al
blocco occidentale, di cui la Cee era parte, durante la Guerra
Fredda.
Sommando tutti questi fattori crediamo che la Turchia abbia
contribuito a formare l'Europa contemporanea ben più di altri stati
ammessi di recente, che lottavano invece per abbattere la civiltà
europea occidentale. Per ribadire l'appoggio alla richiesta turca di
entrata nella UE ci pare opportuno chiamare in causa l'atteggiamento
attuale della Grecia, la nazione europea che ebbe più problemi coi
turchi nel corso della Storia.
Oggi che le relazioni greco-turche stanno vivendo una fase di
distensione (tra il 1996 e il 2004 sono stati firmati ben 14
accordi), Atene non sta ponendo veti all'ingresso di Ankara nella Ue.
Perché mai, quindi, le riserve devono essere avanzate da altri
popoli, in passato alleati con l'allora Sublime Porta?La cosa
dovrebbe assumere più valore se pronunciata da un filo-ellenico
convinto come lo è chi scrive. Ammettiamo che ci sono ancora
problemi irrisolti, quali l'aspetto dei diritti umani e la questione
di Cipro. Su tali materie l'Europa non deve fare sconti. Pensiamo,
tuttavia, che il giudizio sulla Turchia debba essere espresso in
modo completo, computando meriti e demeriti di una nazione che ha
contribuito comunque a formare l'Europa. (Pagine di Difesa)
03.12.2004
RADIATI 8 UFFICIALI E SOTTUFFICIALI PER ISLAMISMO
La
decisione presa dall'Alto Consiglio Militare (Yas) al termine dell'ultima riunione. In agosto erano stati messi fuori altri 12
militari. Le riserve del Governo espresse dal Primo Ministro e dal
ministro della Difesa che pure hanno dovuto controfirmare il
documento.
Le forze armate turche hanno radiato dai loro ranghi 8 ufficiali e sottufficiali ''per ragioni
disciplinari'', una dizione con cui si indicano di solito
attività politiche o ideologiche di carattere islamista. Lo ha annunciato con un comunicato pubblicato dai media turchi
l'Alto Consiglio Militare (Yas) della Turchia al termine della sua recente riunione .
I militari turchi, che la stessa Costituzione considera i guardiani della laicità (oltre che della democrazia repubblicana e dell' unità del Paese) procedono ogni sei mesi
ad un' epurazione dei loro ranghi che colpisce soprattutto ufficiali e sottufficiali che hanno rivelato tendenze islamiste.
In agosto scorso sono stati 12 i militari radiati. Anche questa volta, come avviene da quando è al Governo il
partito di radici islamiche Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, il
ministro della Difesa e lo stesso Primo Ministro, pur controfirmando la decisione, hanno fatto mettere a verbale le
loro ''riserve'' motivate con il fatto che i militari colpiti da questi provvedimenti non possono presentare appello contro la
decisione dello Yas.
Le riserve scritte espresse in precedenza dagli stessi Erdogan e Gonul non hanno mai avuto seguito perché la Costituzione turca stessa esclude l'ipotesi di appello avverso
le decisioni dello Yas. (take Ansa)
03.12.2004
PASSO DI ARRESTO
Da una
indagine fatta ad ottobre da Anar, più della metà della
popolazione turca crede che non siano stati fatti sufficienti sforzi
nella lotta alla corruzione.
According
to a poll by Anar in October, over half of the population believe
there is not sufficient effort put into the fight against corruption.
Respondents were pessimistic about the war on organized crime. In
the "Turkish Political Agenda Research" survey was
conducted with 2,569 participants on October 30th and 31st. 53
percent said they did not believe that enough was being done in the
fight against corruption. 31 percent of supporters of the governing
Justice and Development Party (Akp) agreed with this opinion. The
most important problem in Turkey was unemployment according to 50
percent which made it the single biggest complaint, though 76
percent complained about economic problems in general. To the
question, "How would you vote if there was a referendum about
our membership of the European Union (EU)?" 69 percent were for
EU membership. Broken down into political allegiance, the Democrat
People's Party (Dehap) supporters, with 88.5 percent, are most in
favor of the EU. (Ahmet Donmez/Zaman)
03.12.2004
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DIBATTITO
SUL SECOLARISMO
Il tutto nasce
da un libro dal titolo "Concetti fondamentali" su input
del partito Akp. L'esempio di Francia e Stati Uniti. Esaminato il
mondo ortodosso ed islamico.
The
Justice and Development Party (Akp) has been dealing with the
concept of secularism. According to the governing party, secularism
in Turkey is "radical" and "without standards".
Saying that secularism was implemented more strictly in Turkey than
in France, Akp has proposed the development of a new concept of
secularism. The role of secularism in "protecting individual
rights and relations" is emphasized in the model headed by Akp.
The controversial debate has been generated from a book "Fundamental
Conceptions 1" prepared by the party's Research and Development
group. In the book, the implementation of secularism in France, the
US, the Orthodox world and the Muslim world are examined; however,
the book's main criticism is that there is no clear-cut definition
of secularism: "The main priority is to develop a common
language about secularism and to reach a compromise on the
conceptual level." While the book calls for the development of
a new concept of secularism was required from the book of Akp, it
suggests the following: "We need to rethink secularism in
Turkey in terms of its pluralist history in the world and develop a
new and connective concept of secularism which protects individual
rights, does not actually intervene in religious affairs and is open
to debate with any citizen." (Erdal Sen/Zaman)
03.12.2004
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RISULTATI
DECISAMENTE A SORPRESA
Da una
ricerca riguardante l'amnistia e il perdono risulta che il 76.3% dei
magistrati, il 77% dei deputati e il 94% della polizia è contrario
all'amnistia e al perdono di massa. La colpa di tanti crimini va
ricercata nel fatto che le pene non sono sufficientemente dure.
A
survey conducted on the issue of amnesty has produced striking
results. Participants including deputies and judges spoke out
against the pardoning of corruption crimes and crimes committed
against the state and say that crimes occur because the punishment
is not a sufficient deterrent. 76.3 percent of judges, 77 percent of
deputies, and 94 percent of police say the punishments are not a
sufficient deterrent and almost all of the deputies are against a
new mass pardon. Most jurists, citizens, and deputies agreed,
however, that crimes related to expression of thought should be
pardoned.
A city police chief and graduate student at the Turkey and Middle
East Public Administration Institute, Ibrahim Hakki Seydiogullari,
conducted the extensive study for a thesis titled, "Amnesties
and their Impact on Society".
1,300 participants were interviewed for the survey including police
officers of different ranks from the Ankara Security Directorate,
prosecutors and judges from the Ankara Court House, attorneys from
the Ankara Bar, deputies, detainees, and prisoners at Ankara
Ulucanlar Prison as well as members of the public.
66.4 percent of the participants believe criminals act with the
assurance that they will be pardoned anyway, but 51.6 percent of the
detainees and prisoners disagree. Most participants (72.7 percent)
agreed with the statement, "Ineffective punishments are a cause
of crime." The statement was supported by 76.3 percent of
judges, 78.2 percent of prosecutors, 77.5 percent of deputies, and
93.6 percent of police surveyed. 90 percent of judges, prosecutors
and attorneys also believe that implementation methods for
punishments are not a deterrent either. The survey indicates that
prisons have become schools for crime in Turkey. This conclusion is
agreed upon by judges (70.4 percent), prosecutors (75 percent),
attorneys (92.5 percent), police (86.8 percent), citizens (66.6
percent), and detainees and prisoners (50.7 percent) as well. (aa/Zaman)
03.12.2004
MARCIA DELLA PACE
E' avvenuto a
Colonia dove hanno sfilato in 40 mila. La protesta organizzata da
Ridvan Cakir dell'associazione islamico-turca <Ditib>. Una
falsità collegare l'islam con il terrorismo. Chi pratica
quest'ultimo interpreta male la religione.
Forty
thousand people marched against terror in Cologne, Germany.
The Religious Affairs Turkish Islam Union (DitibB) organized the
protest. "Islam means peace. It is inaccessible that some
people try to connect Islam with the terrorist attacks. This opinion
has developed because they do not understand Islam correctly. This
false belief hurts the hearts of Muslims," said Ridvan Cakir,
head of the Ditib.
German authorities made speeches during the protest that included
the Germany Turkish Society (Tgd), Muslims Central Council, and
various Christian and Jewish foundations. German Green Party Claudia
Roth said that a multi-cultural democracy should be established,
while Westphalia Minister of the Interior Fritz Behrens said he was
happy to see a banner that read: "Islam means peace".
Bavarian Minister of the Interior Dr. Günter Beckstein said: "Our
mission is to provide everybody living in Germany with security,
including Muslims."
The leader of the Free Democratic Party of Germany (Fdp), Guido
Westerwelle, said that it is natural for everybody who lives in
Germany and who pays their taxes, to practice their preferred
religion.
The Mayor of Cologne, Fritz Schramma, said: "We live here in
peace, as people of Cologne from different cultures."
Marielu Beck, an official from the Federal Governments Foreigners
said that democracy means tolerance. The Social Democrat's
parliamentarian from Cologne, Lale Akgun, said: "My dear
brothers and sisters! I desire history books to write about this day
as a day that all Muslims came together for peace." (Cihan
Ural, Mehmet Yilmaz/Zaman)
03.12.2004
UNA DICHIARAZIONE
TRANQUILLIZZANTE
L'Inflazione
non può aumentare facilmente", ha sottolineato il
vice-presidente della Banca Centrale turca Sukru Binay.
Vice
President of Central Bank Sukru Binay said that there is no longer
any chance for inflation to increase again, adding that any further
inflation would seriously affect the banking system.
Binay noted, "Inflation does not occur in Turkey, before the
inflation a serious banking crisis occurs. We made scheduling of
dropping of six zeros by considering these risks."
Talking at a seminar titled "Adaptation Period for the New
Turkish Lira (Ytl) and Precautions Companies should Take" held
at Bilgi University, Binay spoke of the reasons for introducing Ytl
and the effects it will have on the banking system. Binay remarked
that Turkey risks inflation in 2005, as witnessed by other countries
which had devalued their currencies and stressed that necessary
precautions have been taken about the topic. Saying that the banking
system in Turkey is not now at risk, Binay said that the main task
of banks was to mediate their due date incongruity. In response to
the thought that a little inflation will encourage growth, Binay
added, "when you consider that as 70-80 percent of bank
portfolios are treasury papers, these portfolio incomes are
decreased to 30 percent, and a 10-15 point increase in average
inflation will effect the banking system. Therefore it is impossible
for a banking system whose capital cannot be liquid considerably to
ignore this damage by standing still".
(Zaman)
03.12.2004
TELECOM
ALLA CONQUISTA
Il
colosso italiano della telefonia fissa potrebbe, entro il prossimo 11
gennaio, decidere di presentare un'offerta per il 55%
dell'operatore turco <Turk Telekom> che il Governo Erdogan
ha deciso di privatizzare.
A
velocità differenti, nelle scorse 5 sedute, le principali società
del comparto <Telecom> quotate a Piazza Affari. Le uniche in
positivo sono state <Telecom Italia> e <Tim>, salite
rispettivamente dello 0.55% e dell'1.55%.
Il colosso della telefonia fissa potrebbe, entro il prossimo 11
gennaio, decidere di presentare un'offerta per il 55%
dell'operatore turco <Turk Telekom >che il Governo del suo Paese
ha deciso di privatizzare. Insieme al colosso di Tronchetti Provera
sembrano intenzionate a correre <France Telecom> e <Telefonica>.
Il gruppo italiano è già presente nella nazione turca, ma nel
comparto della telefonia mobile: con una partecipazione del 40% è
nel capitale di <TT&Tim>, il terzo gruppo della telefonia
cellulare nazionale.
In ribasso tutte le altre società del paniere. La peggiore è stata
<e.Biscom>, che ha perso il 2.8%, mentre Pirelli è arretrata
del 2.23%. In lettera anche Tiscali (-0.91%). L'isp sardo ha
ufficializzato la cessione della controllata belga <Tiscali N.V>.
Il controvalore dell'operazione è pari a 19 milioni di euro, che
saranno corrisposti interamente per cassa entro la fine del 2004.
Prosegue quindi il piano di cessione, che ha portato nelle casse del
gruppo 100 milioni di euro. (Mauro Introzzi/SoldiOline.it)
03.12.2004
ALLA
RICERCA DI INTESE
PER LA STABILITA' E PROSPERITA'
DELL'AREA CASPICO-ASIATICA
Sempre
più intensi i rapporti tra Turchia ed Iran. Progetti ambiziosi e
suscettibili di sviluppi concreti quale potrebbe essere, ad esempio,
quello della <Turkcell>. Interscambio in decisa crescita
nell'ultimo quinquennio. I temi della sicurezza e della lotta al
terrorismo.
I rapporti tra Iran
e Turchia, nell'ambito della complessa situazione mediorientale,
sono avviati a diventare sempre più intensi ed a produrre elementi
di stabilità in un'area dove quest'ultima è merce rara e
pregiata come l'acqua potabile.
In una presentazione presso la <Fondazione Seidel> a Monaco di
Baviera l'analista politico Robert Olson ha riassunto gli ultimi
venticinque anni di relazioni politiche ed economiche tra i due
grandi vicini dell'Oriente prossimo ed ha consentito un ampio
scambio di vedute tra esperti dell'area.
Gli aspetti trattati hanno riguardato l'impatto della rivoluzione
islamica in Iran, la sua ideologia militante, la guerra Iran-Iraq e
gli effetti di questi sviluppi sulle relazioni bilaterali e sulle
rivalità geopolitiche dei due Paesi nel Medio Oriente, nel Caucaso,
nei Paesi caspici e nell'ampia regione dell'Asia centrale.
I "pronunciamenti" militari in Turchia nel 1980 e nel 1997, il
declino del kemalismo e la guerra di Ankara con il Pkk sono
altrettanti temi che hanno influenzato le relazioni e gli
"umori" dei rapporti irano-turchi.
Naturalmente gli aspetti che hanno coinvolto e coinvolgono la
sovranità e la sicurezza nazionale hanno la precedenza: i risvolti
nazionali e transanazionali del nazionalismo curdo, la crescita dei
movimenti nazionalisti nel Curdistan iracheno e nell'Azerbigian
iraniano e la questione islamica in generale.
Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha compiuto una visita
ufficiale in Iran nel luglio 2004 durante la quale il tema dominante
è stato quello riguardante le minoranze curde ed i movimenti curdi
rivoluzionari. In particolare all'Iran è stato chiesto di
inserire il PKK, quello che ora è meglio noto come Kongra-Gel,
nella lista delle organizzazioni terroristiche. Nel passato i due Paesi
si sono accusati reciprocamente di ospitare frange curde dissidenti
e rivoluzionarie. Ankara ha a lungo coltivato l'idea che l'Iran
sostenesse segretamente il PKK. D'altra parte Teheran ha accusato
la Turchia di tollerare sul proprio territorio militanti di sinistra
del Partito democratico del Kurdistan iraniano e del gruppo rivale
noto come Komala.
Ora, per ragioni non del tutto chiarite, l'Iran ha deciso di
cooperare maggiormente sui temi della sicurezza e della lotta al
terrorismo con la Turchia e si va rapidamente verso la firma di un
Memorandum of understanding.
Quali possano esser queste misure bilaterali non è per ora
evidente; secondo l'Ambasciatore iraniano ad Ankara Dowlatabadi
sarebbero escluse operazioni militari congiunte a tempi brevi che
presuppongono un elevato grado di lavoro organizzativo e
burocratico.
In tempi più recenti poi è stata annullata, per via delle
sempre esistenti tensioni tra la Majlis (il Parlamento) ed il
Governo iraniano, una visita del Presidente Khatami in Turchia,
programmata per la fine di settembre.
I temi sulla sicurezza
avrebbero potuto essere ripresi ed approfonditi, inoltre altre
importanti questioni economiche erano sul tappeto. Anzi proprio per
questo sono sorti i contrasti tra il moderato "liberal" Khatami,
il cui mandato scadrà fra meno di un semestre, e la Majlis guidata
dall'ala conservatrice dell'universo governativo della
Repubblica islamica.
Con un interscambio
in decisa crescita nell'ultimo quinquennio, alimentato dal bisogno
di carburanti della Turchia e dalla domanda di manufatti e prodotti
di consumo dell'Iran, si sono avviati progetti più ambiziosi e
suscettibili di sviluppi concreti.
Ad esempio il produttore di automobili iraniane <Khodra> ha
esposto il nuovo modello di <Samand>, una berlina di livello
superiore rispetto alle vecchie <Paykan> che ancora circolano
numerose a Teheran, alla Fiera Internazionale dell'automobile di
Istanbul ed ha riscosso un discreto successo di pubblico e di
visitatori. La Turchia, che non produce auto, ha mostrato interesse
ed il produttore iraniano l'ha inserita nella lista dei paesi
privilegiati per l'esportazione, insieme a Siria, Russia, Ucraina,
Cina e Bielorussia. Con una produzione di oltre 550000 vetture
all'anno e grazie ad un engineering cui hanno contribuito
molto i francesi di Peugeot, la <Iran Khodra> ha colto un
successo nel vicino paese.
Quest'ultimo ha risposto partecipando ad un Consorzio
turco-austriaco per la costruzione del nuovo aeroporto di Teheran,
l'Imam Khomeini International Airport, che dovrebbe mandare in
pensione l'attuale scalo di Teheran Maharrabi paragonabile a
quello di una cittadina di centomila abitanti (Teheran ne ha più di
14 milioni!). La Majlis ha posto il veto, per ragioni di sicurezza,
all'approvazione governativa del consorzio <Tepe-Akfen-Vie>
(Tav), così si chiama il consorzio turco-austriaco, ed i lavori del
nuovo complesso si sono fermati a metà. Naturalmente c'è il
complesso discorso delle penali da affrontare perché il Tav è
vincitore di una regolare gara. La scorsa settimana il portavoce
della Majlis, Hadad Adel si è affrettato a dichiarare, in un gesto
conciliatorio, come la nuova restrittiva proposta di legge della
Majlis che prevede il benestare del potere legislativo, non
significhi l'annullamento del contratto con il Tav.
Alla luce dello stesso quadro politico istituzionale si può
interpretare la situazione di stallo che si è venuta a creare con
l'operatore turco di telefonia <Turkcell> che si è
aggiudicato la gara per la costruzione della seconda rete telefonica
mobile iraniana, che dovrebbe chiamarsi <Irancell>.
<Turkcell>, alla quale è stata contestata la relazione
d'affari che ha con Israele - uno Stato che la Repubblica islamica
non riconosce - a fronte del pagamento di una licenza per
l'ammontare di 300 milioni di Euro, investirebbe nella
progettazione e costruzione di questa rete, di cui l'Iran ha
disperatamente bisogno stante la situazione precaria delle
comunicazioni telefoniche, oltre 2,5 miliardi di Euro in un
quinquennio, una cifra record per gli investimenti esteri nella
Repubblica islamica dalla sua nascita.
Certo sono chiari i contorni che animano tali scelte, il
traffico aereo e le comunicazioni nazionali sono due argomenti che
richiamano la massima attenzione di coloro che gestiscono la
sicurezza nazionale e mal tollerata è l'ingerenza, a qualunque
livello ed a qualunque titolo, di authorities o contractors
stranieri, specialmente poi della Turchia che ha sia con
l'America, che con Israele eccellenti relazioni.
Tale atteggiamento non contribuirà certo ad attrarre ulteriori
investimenti stranieri, se si fa eccezione per quelli relativi
all'industria del petrolio e del gas, anche perché l'Iran in
quanto a problemi di corruzione e a difficoltà di natura
burocratico-doganale non è un paese con il quale si realizza a cuor
sereno una partnership.
In realtà i due
Paesi, consapevoli della necessità e della opportunità di
cooperare, si stanno studiando da sempre ed accanto alle tante
affinità, non mancano di rilevare come uno di essi, con una base
popolare moderatamente islamica, stia compiendo ogni umano sforzo
per integrarsi con l'Europa e l'altro, con una popolazione
colta, prevalentemente laica ed indoeuropea, sia avvolto in una
situazione che non corrisponde alla sua natura ed a tratti ha del
paradossale. (Stefano Barocci - Istituto Italiano
per l'Asia)
03.12.2004
FINANZIAMENTO
TRIENNALE
Si
parla di 10-15 milioni di dollari che la Turchia dovrebbe avere dal
Fondo Monetario Internazionale in
forza di un accordo stand-by.
Una nuova
missione del Fondo Monetario Internazionale incaricata di discutere
il prossimo accordo stand-by con la Turchia è giunta ad
Ankara lo scorso 30 novembre,
su invito del Ministro dell'Economia, Ali Babacan, il quale ha
fornito assicurazioni circa l'avanzamento delle riforme
strutturali rimaste ancora incomplete (in campo fiscale,
previdenziale e bancario). Il nuovo accordo dovrebbe riguardare un
finanziamento triennale di 10-15 miliardi di dollari. (fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara)
03.12.2004
PUTIN
AD ANKARA
La
visita ufficiale del presidente russo dopo che quella di settembre
era stata rinviata.
E'
stata confermato per il 5 dicembre l'inizio dell'importante
visita ufficiale del presidente Vladimir Putin in Turchia, già
prevista per settembre e rinviata per i fatti di Beslan. I
principali temi economici in discussione restano quelli indicati nel
precedente numero di <Cronache Economiche>. (fonte Amb.
d'Ita)
03.12.2004
SI INSISTE SUL
NUCLEARE
La
Turchia è affamata di energia in quanto il fabbisogno è superiore
alla produzione. L'allarme lanciato dal ministro Hilmi Guler.
Alla 4° Conferenza <Energy Arena> svoltasi la settimana
scorsa ad Istanbul, il ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler,
ha affermato che, secondo le più recenti valutazioni dei fabbisogni
energetici del Paese, la Turchia dovrà disporre per il 2020 di
ulteriori 54.000 MW di elettricità e predisporne i relativi
investimenti entro il 2012: se non sarà possibile reperire i
relativi investimenti, privati o pubblici, stimati nello scenario
ottimale in $ 90 miliardi, si dovrà ricorrere all'importazione di
energia elettrica. Guler ha detto che l'attuale Governo intende
sfruttare al massimo risorse interne, idriche e carbonifere, e
ricorrere all'energia nucleare per almeno 4.500 MW. (fonte Amb.
d'Ita)
03.12.2004
LA
SCOPERTA DELLA NEVE
Il
turismo invernale sta andando alla grande e le località sciistiche
come Erzurum hanno il tutto esaurito per Natale e Capodanno.
Gli
investimenti turistici nella costa mediterranea della Turchia
sembrano avere un andamento più che positivo, con l'apertura nel
prossimo anno - secondo notizie di agenzia - di ben 80 nuovi
alberghi nella zona di Antalya. I turisti stranieri dediti agli
sport invernali stanno inoltre scoprendo le località montane
dell'interno. I due maggiori alberghi della zona di Erzurum,
nell'est del Paese, hanno peraltro dovuto respingere centinaia di
richieste per il periodo corrispondente al prossimo Natale e
Capodanno, a causa della mancanza di adeguate strutture sciistiche,
problema che si riscontra anche in altre località turistiche di
montagna. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004
PRIVATIZZAZIONI
Il
discorso riguarda la raffineria di Stato <Tupras>, la
<Turkish Airlines> (Thy), la <Petkim> e la <Tekel>.
Il ministro
turco delle Finanze Kemal Unakitan ha annunciato, nel corso di una
conferenza stampa, che la vendita di una quota di maggioranza della
raffineria di Stato <Tupras> ritornerà presto sull'agenda
delle privatizzazioni, dopo il recente annullamento della gara da
parte dell'Autorità giudiziaria. Il Tribunale Amministrativo ha
infatti confermato, nei giorni scorsi, la sentenza di una propria
Corte di grado inferiore che annullava la vendita del 66%
dell'Ente di Stato per la Raffinazione Petrolifera, <Tupras>,
già aggiudicata al consorzio russo-turco <Tafnet/Zorlu> per $
1.3 miliardi: la causa, si ricorda, era stata iniziata dal sindacato
<Is-Petrol> per vizi di forma nonché per il previsto
ridimensionamento dell'occupazione e dell'importanza sociale e
strategica dell'impresa stessa. La <Tupras>, prima azienda
del Paese, ha nel frattempo intrapreso un vasto programma di
modernizzazione ed ha registrato, per i primi nove mesi del 2004,
profitti operativi - prima della tasse - per $395.9 milioni.
Analoghe sono state date dal ministro delle Finanze relativamente al
prossimo rilancio delle privatizzazioni della compagnia
petrolchimica <Petkim> e quella del tabacco <Tekel>.
L'offerta pubblica per il 20% delle azioni della compagnia di
bandiera <Turkish Airlines> (Thy) è stata sottoscritta per 5
volte il valore stabilito di complessivi $ 170 milioni. L'offerta
verrà formalizzata nella fase finale dell'operazione, prevista
entro la fine di questa settimana.
In data 25 novembre è stata lanciata la gara per la privatizzazione
del 55% (in blocco) dell'Ente
di Stato per la telefonia fissa, <Turk Telekom>. La scadenza
per la presentazione delle offerte preliminari è il 31 gennaio
2005, mentre la scadenza finale sarà il 31 maggio dell'anno
prossimo, data entro la quale dovrebbero venire scorporati i servizi
di televisione via cavo. Secondo gli analisti, dato l'attuale
contesto internazionale del settore, le offerte non saranno
superiori ai 2 miliardi di dollari. (fonte Amb. d'Ita)
03.12.2004
NON C'E'
SURPLUS
Per il
general manager della <Botas> situazione normale per il gas
naturale utilizzato per produrre energia elettrica.
General
Manager of Botas, Turkey's state-owned natural gas company, Mehmet
Bilgic refuted claims that there is an excess of natural gas which
is being used to make expensive electricity in Turkey.
Talking and answering questions in Istanbul, Bilgic stated that,
"There is no excess of natural gas in Turkey. There is a stable
demand for natural gas. The purchasing conventions of Botas only
meet the requirements." Objecting to the criticism that
expensive electricity is produced in circuit plants Bilgic added,
"They see circuit plants as a cheap and active investment
alternative for meeting the demand for electricity." (Zaman)
03.12.2004
|
MEDIASET: MONITORIAMO LA TURCHIA
Non vi
sono trattative in corso per nuove acquisizioni da parte della
società del Biscione: ad affermarlo il vicepresidente Piersilvio
Berlusconi che nella convention di Montecarlo ha puntato comunque
l'attenzione al di là del Mediterraneo.

Non vi sono trattative in corso per nuove acquisizioni, ma <Mediaset> sta monitorando la
Turchia e alcuni Paesi dell'Europa dell'Est: lo ha confermato il vice presidente Piersilvio Berlusconi nell'incontro con la
stampa alla convention di Montecarlo. A proposito della destinazione dei 200 milioni di liquidità che il Gruppo
aveva in bilancio al 30 settembre, ''è presto per fare anticipazioni sul payout - ha detto - ma il primo obiettivo
di un'azienda quotata è quello di creare valore per gli azionisti e di pagare il dividendo''. (take
Asca)
03.12.2004 |
GROSSE
SPERANZE
Le nutre <Motorola>
nei confronti del mercato turco. Allen Burner, vicepresidente di
quest'area si è mostrato fiducioso.
Allen
Burnes, Vice President of Motorola's European, Middle Eastern and
African Developing Markets said that because of Turkey's young
population and dynamic economy, it was an attractive center for
investments.
Burnes spoke at a press briefing for the presentation of Motorola's
new model called Razr V3 and the unveiling of the first V400P
press-talk model in Turkey.
"I have very high expectations of the Turkish market,"
said Burnes, who stressed that the Turkish economy, which he has
followed closely for three years, had great potential.
The firm's Personal Communication Official for Turkey, Erdem Ertay,
said that mobile phone consumption increased by 30 percent in Turkey
when compared with the same period last year. Ertay added that a
V400P would cost approximately 400 euros. (Economy News Services/Zaman)
03.12.2004
GIOIELLI OTTOMANI
Sono
molto desiderati dagli europei. Gli artigiani turchi, che sperano di
superare l'Italia nell'export, si ispirano a motivi di carattere
festivo, in particolare matrimoniale.
Motifs
for Anatolian weddings are quickly becoming a popular source of
inspiration for many jewelry exporting nations across the world and
especially in Europe. Turkish competitors want to overthrow Italy,
which annually exports $5 billion worth of jewelry, by annually
exporting $5 billion by 2010. Turkish exports currently make $1
billion.
Designs from leading crafters, who are from Sanliurfa, Mardin and
Gaziantep, adorn shop windows in many countries. A Turkish jewelry
company, Goldas, joined the trend, originally started by Atasay's
"Living Anatolian Jewelries", with its "Mystery of
Harem" collection.
Atasay's Chairman of the Executive Board, Cihan Kamer, is certain
that Turkey will make its mark in gold jewelry within three years.
"The designs of other countries are mostly imitated," said
Kamer, who added that Anatolian designs are more popular than modern
designs. Kamer's words reveal significant consumer expectations:
"Traditional jewelry takes a long time to prepare because we
produce them in Istanbul after collecting the supplies from
Anatolia. When demand increases, capacity for the following three
months is already full. Telephones of our related department are
really locked."
General Manager of Goldas Jewelry Sedat Yalinkaya said that
traditional designs have always been attractive to foreign countries.
Yalinkaya's favorite product is the Mystery of the Harem Collection,
but he also likes Iznik's line, which uses tiles along with other
materials. Yalinkaya stressed the significance of craftsmanship:
"Unfortunately, the number of artisans are gradually decreasing.
We are trying to continue this technique by training young designers
and artisans inside of us."
Ahmet Karbeyaz, chairman of Istanbul Jewelry Chamber, said there was
profit in jewelry and that many sectors should invest in traditional
businesses. Karbeyaz said that the value of handcrafted jewelry
since the 1960s has increased. A new initiative in the market, would
furthermore increase its market, which is currently $250 million.
After noting that Italy's business has not progressed in recent
years, Karbeyaz said, "We can turn this into a golden
opportunity with traditional designs. I personally think that we
will leave Italy behind by surmounting our target of $5 billion by
2008."
Jewelry designer Bihter Pekin shares Kamer's views and says that
Turkey should showcase its unique jewelry and become a trademark. (Ercan
Baysal/Zaman)
03.12.2004
|
ARTIGIANI SPECIALI
Come alla loro
ricerca ci sia messa una nota azienda turca di gioielli che voleva
riprodurre qualcosa di tradizionale nell'arte dell'oro.
A
leading Turkish jewelry firm, Atasay, traveled to every far corner
in Turkey, searching for the craftsman who could present Anatolian
heritage to the world.
12 master craftsmen told representatives of Atasay how they crafted
traditional jewelry. By rekindling old methods, Atasay hopes to
distribute a new collection intended for a modern woman's taste.
Atasay assembled the information he collected into a book called
"Living Anatolian Jewelry". It chronicles the evolution of
technique with a nice catalogue of traditional motifs. The book is
in both Turkish and English.
Atasay recently opened a new jewelry store in the International
Terminal at Istanbul Ataturk Airport. The store is intended to
capture the interest of French, Japanese, Russian, and Israeli
tourists. (Economy News Service/Zaman)
03.12.2004
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TURISMO CULTURALE
Stando a
quello che pensa un deputato del partito Akp, si ritiene a torto che
mare e sole siano alla base dell'attrazione per la Turchia.
A
deputy in the Justice and Development Party (AKP), Seyfi
Terzibasioglu, criticized the assumption that tourism is only for
the sea, sun, and sand and demanded more attention for cultural
tourism.
Terzibasioglu said yesterday that Turkey could earn $3 billion
annually from cultural tourism.
The Akp Deputy speaks from experience. He conducted many studies
during his experience as a deputy in the tourism sector and added
that many people travel to Turkey to see and live the culture.
"We have only one Istanbul, it is a world city full of palaces.
I often go abroad. I look at the places I visit as a deputy of a
tourism city. I visit palaces, museums, and culturally focused
places. I noticed that we can't make Istanbul an asset. 2,000,000
people annually visit Schöenbrunn Palace in Vienna. The entrance is
between 7.5 and 15 euros. It is not even an issue among our
Dolmabahce Palace."
Terzibasioglu said that a huge project was needed to evaluate
Turkey's potential as a destination for cultural tourists. (Edip
Ali Yavuz/Zaman)
03.12.2004
BAMBINO DI 10 ANNI DIVORATO DA
UN LUPO
L'orrendo
fatto è avvenuto in un Paese del centro anatolico. La belva era
affamata.
Un lupo affamato ha divorato un bambino di 10 anni in un piccolo paese nel centro della Turchia. Lo ha reso noto l'agenzia stampa <Anadolu>.
L'agenzia ha riferito che il lupo ha attaccato alla gola il bambino che era uscito di casa per giocare, secondo Ekrem Calik, prefetto di Talas. Il corpo del bambino e' stato ritrovato in un
terreno abbandonato. Una squadra speciale è arrivata nella zona per abbattere l'animale che si è probabilmente spinto fino al centro abitato
alla ricerca di cibo. (take Ansa-Afp)
03.12.2004 SI
ROVESCIA UN BARCONE E MUOIONO IN 40
E' avvenuto
sul fiume Tigri nel nord dell'Irak non molto lontano dal confine
turco.
Più di quaranta persone sono
morte quando un barcone sovraccarico si è rovesciato durante
l'attraversamento di un affluente del Tigri, nel nord dell'Irak. Ne
danno notizia le famiglie delle vittime, secondo cui a decine si
erano affollati su una chiatta per attraversare il fiume in piena a
poca distanza dal confine con la Turchia. Cinque corpi sono stati
recuperati e quattro persone sono state tratte in salvo. (take Agi)
03.12.2004
ARRESTATO
A CROTONE UN TURCO RICERCATO
E'
stato bloccato a bordo di una grossa imbarcazione battente bandiera
americana. Era stato condannato dal tribunale di Bucarest a due anni
di reclusione per droga.
Un uomo di nazionalità turca,
sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale, è stato tratto in arresto dagli agenti della Polizia di Stato della
Questura di Crotone. Si tratta di Huseyn Saral, 44 anni, nato ad
Adapazari, in Turchia, che è stato bloccato a bordo di una grossa imbarcazione nel porto di Crotone. Il mandato di cattura
nei confronti di Saral era stato spiccato dalla Romania dopo che l'uomo, nel 2002, era stato condannato in via definitiva dal
Tribunale di Bucarest a due anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. Saral, inoltre, ha precedenti per una
rapina a mano armata commessa in Turchia.
Gli uomini della Polizia di Stato di Crotone, coordinati dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, hanno intercettato Huseyn Saral a bordo di uno yacht di 25 metri, il <Silver Star>
battente bandiera americana; l'imbarcazione, partita dal porto di Patrasso, in Grecia, è stata agganciata in prossimità del
porto di Crotone dai poliziotti che poi l'hanno scortata fino alla banchina. A bordo, oltre a Saral, c'erano altre sei
persone, componenti dell'equipaggio, tutte di nazionalità turca. Il <Silver Star> è stato sottoposto ad una meticolosa
perquisizione, con l'ausilio anche di cani poliziotto, che è durata otto ore, ma senza alcun esito.
Nessuna contestazione è stata elevata nei confronti dei sei uomini di equipaggio che hanno ripreso la navigazione alla
volta di Napoli, mentre Saral, la cui identità è stata verificata anche attraverso
l'Interpol, è stato sottoposto ad arresto provvisorio in attesa dell'estradizione che
informalmente è stata già richiesta dalla Romania. L'arresto è stato convalidato dalla corte d'appello di Catanzaro
competente a decidere sui mandati di cattura internazionali con richiesta di estradizione. (take
Agi)
03.12.2004
"PUNTIAMO SULLA
STORIA"
Questa
l'esortazione alla Turchia da parte di John Grant considerato il
mago della pubblicità e fondatore dell'agenzia <St. Lukes>.
John
Grant, one of the co-founders of St. Lukes, Great Britain's
advertising agency of the year, said that if Turkey wants to become
a brand, it should use its history to achieve this.
Accepted as the "whizz kid" of the advertisement industry,
Grant pointed out Turkey's great history dating back to ancient
times and said: "You have a very young population. If Turkey
promotes itself on international platforms using its history, it
will achieve its desire to become a brand."
Speaking at the important Media Cat 2004 convention, Grant said that
advertising and visual communication are important factors in
becoming a brand. Grant cited the worldwide brand of Finland's Nokia
as an example. He explained how Nokia had surpassed US Motorola,
which is strong in every area: "Everything starts with
differences though you need a little bit of luck too. If your
economy is good, you'll progress. When the first mobile phones were
manufactured, they had only one ring tone, but Nokia has developed
polyphony from a simple system. It created more visually aesthetic
products, which were also practical. The only secret is just to
catch the difference." Expressing that people discern what is
distinguishable, Grant explained that if it goes beyond clichéd
ideas and the human mind is used in a versatile way, then anything
could be invented.
International advertising agency Tbwa's European Chairman Paul
Bainsfair emphasized as well that in order to be recognized as a
brand, clichéd ideas should be avoided. Saying that people crazy
enough to change the whole world did really change the world,
Bainsfair used Adidas as an example with its slogan "Impossible
is nothing". Bainsfair also noted: "We should first make
ourselves believe in the adequacy of the advertising we
produce" and underlined that ideas should drive us forward in
to the future. (Zaman)
03.12.2004
POPOLAZIONE
DECISAMENTE IN CRESCITA
Turchia: Si va
verso i 71.8 milioni di abitanti con un incremento di 966.000
unità.
It
has been estimated that Turkey's population, 70,847,000 in late
2003, will rise to 71,813,000, an increase of 966,000 by the end of
2004. This estimate was given in temporary projections prepared by
the Institute of the State Statistics, The State Planning
Organization (Dpt) and Hacettepe University Institute of Population
Studies. 1,370,000 babies will be bornin Turkey in 2005 while
456,000 people are expected to die. The population will reportedly
increase to 72,774,000 by the end of 2005. In the future, the young
population will start to decrease as the older population increases.
Meanwhile, life expectancy is predicted in 2005 to increase to 68.3
years for males (from 68.1 years), 73.1 years for females (from 72.8
years), and average of 70.7 years, up from 70.4 years now. (aa/Zaman)
03.12.2004
UN DISASTRO CHE VA
SCONGIURATO
Quello
che sta facendo l'associazione Palatina-Istanbul perché l'ex
Costantinopoli non venga rimossa dalla Lista Unesco per il
Patrimonio Mondiale.

L'Associazione Palatina-Istanbul Onlus, Agenzia Unesco sul
territorio, ha avuto l'onore di collaborare per parte italiana
all'organizzazione della conferenza Unesco "Managing Historic
Istanbul", tenutasi nelle sale della Camera di Commercio di
Istanbul dove ha inoltre presentato il poster relativo al progetto
dell'Itinerario Monumentale del Porto Palatino del Boukoleon.
La Conferenza ha voluto iniziare il processo di uno sviluppo per una
strategia di salvaguardia olistica ed inclusiva per Istanbul. Questo
è particolarmente urgente, in quanto la Commissione per il
Patrimonio Mondiale, al suo incontro nel luglio 2004, aveva
stabilito che venissero dati due anni di tempo alle Autorità turche
per sviluppare un piano di amministrazione per la città. Se questo
non sarà conseguito, Istanbul sarà probabilmente posta sulla Lista
del Patrimonio Mondiale in Pericolo, il primo passo nel processo di
essere rimossa dalla Lista Unesco per il Patrimonio Mondiale. La
rimozione di Istanbul, una capitale degli imperi romano, bizantino e
ottomano, dalla Lista del Patrimonio Mondiale, sarebbe disastrosa.
Lo scopo della Conferenza, alla quale sono stati invitati numerosi
esperti internazionali e nazionali, sarà di costituire un Forum per
discutere strategie amministrative olistiche per la città storica,
includendo pianificazione urbanistica per lo sviluppo e il restauro,
i metodi di finanziamento di una rigenerazione della città intra
moenia, lo sviluppo di un piano comprensivo per un turismo
sostenibile. Lo scopo finale è creare una prima base per il Piano
di Sviluppo della Città Storica di Istanbul.
Grazie al coinvolgimento del Consolato Generale d'Italia ad Istanbul
e dell'Istituto Italiano di Cultura ad Istanbul, del ministero dei
Beni Culturali e del Comune di Roma, hanno preso parte ai lavori
rispettivamente Giancarlo Paoletti, direttore Generale per il Parco
Regionale dell'Appia Antica e Rosella Bennati, responsabile alle
Relazioni Internazionali del Comune di Roma; assieme ad Eugenia
Bolognesi, presidente dell'Associazione Palatina-Istanbul e
direttore della Missione Italiana per l'archeologia e il Restauro a
Sultanahmet.
Giuseppe Proietti, direttore del Dipartimento per la Ricerca,
l'Innovazione e l'Organizzazione, e del Dipartimento preposto ai
Progetti Internazionali per il ministero dei Beni e delle Attività
Culturali ha potuto incontrare, in questa occasione, i direttori
Unesco Minja Yang,
direttore per i Progetti Speciali; Francis Childe, capo Divisione
per i Beni Culturali, Europa, Asia e Pacifico;
Lord Donald. Hankey, GHK Int. Ltd, UK.
Ha riscontrato così di persona il concreto interesse Unesco
per il Progetto di Sultanahmet, proposto dall'Associazione
Palatina-Istanbul.
Assieme a Bolognesi, a Proietti ha potuto inoltre brevemente
presentare al ministro della Cultura della Repubblica Turca Erkan
Muncu, il progetto di salvaguardia di Sultanahmet, al cui interno è
compresa la proposta per il Parco Storico Urbano tra l'Ippodromo e
il Mar di Marmara. E' stata infine molto apprezzata una
presentazione poster sull'itinerario monumentale del Porto Palatino
del Boukoleon, realizzato dagli architetti Daniele Garnerone e
Giovanni Di Benedetto per conto dell'Associazione Palatina-Istanbul.
(Eugenia Bolognesi Recchi Franceschini)
03.12.2004
UN VIAGGIO DI
MILLE ANNI
Mostra a Londra sulle ricchezze della Turchia. Si va dal 600 al
1600. Apertura il 22 gennaio presso la Royal Academy. Si potranno
ammirare oggetti preziosi, tessuti, dipinti, sculture e tappeti.
After
the exhibition "Suleyman the Magnificent" , a one
thousand-year accumulation of Turkish culture will be introduced to
Europe for the first time in an extensive exhibition.
"Turks: A Journey of a Thousand Years, 600-1600" will open
at the Royal Academy of Arts in London on January 22nd 2005. It will
be devoted to exploring and introducing the artistic and cultural
riches of Turkish-speaking people. Objects representing the
achievements of Turkic people in history and their cultures from the
eastern border of modern China to the Balkans in the west, will be
displayed at this exhibition including textiles, paintings,
calligraphy, carpets, sculptures, book illustration, woodwork, metal
work, and unique ceramics. The exhibition will run for three months
with over 370 invaluable works of art, chosen mainly from the
collections of the Topkapi Palace Museum and the Museum of Turkish
and Islamic Art in Istanbul besides 37 private collections of
various individuals and institutions from 11 countries, many of
which have never been exhibited before outside of Istanbul.The
curators of the exhibition "Turks: A Journey of a Thousand
Years, 600-1600" will be Topkapi Palace Museum Director Dr.
Filiz Cagman, Sakip Sabanci Museum Director and the Museum of
Turkish and Islamic Art Former Director Dr. Nazan Olcer, an Islamic
Arts Professor David Roxburgh of Harvard University, Undersecretary
for Exhibitions Norman Rosenthal, and Exhibition Curator of Royal
Academy of Arts Adrian Locke. The exhibition will take place by
logistic and planning support of Istanbul Foundation for Culture and
Arts (IKSV). It is also the first exhibition similar in size with
the "International Exhibition of Persian Art" in 1931,
which was a great one highly appreciated and praised by prominent
critics, an a continuation of Academy's annual exhibitions titled
"Africa: The Art of a Continent" (1995) and "Aztecs"
(2000) presented in the recent years.The exhibition will provide a
thorough and meticulous presentation of over a thousand-year culture
of Turkic people spread through distinct geographical regions and
shed light on the great riches of the period. The journey will start
with a collection of work of arts belonging Uighur era, continue
with samples of Great Seljuk and Anatolian Seljuk eras in Iran, and
includes samples peculiar to Iranian and the Central Asian Turkmen
under the reign of Timurlenk. These will be followed by Ottoman
works of art unique to reigns of Sultans Mehmed II the Conqueror,
his son Bayazid II (1481-1512) and his grandson Selim I (Yavuz
Sultan Selim) (1512-1520). Furthermore, within the framework of the
exhibition a slide-show of Turkish architecture with authentic
samples of different eras will be shown to the guests in the
entrance gallery of the Royal Academy of Arts. A catalogue of
colored illustrations of works will accompany the exhibition,
including writings by curators of the exhibition and internationally
acclaimed experts on art from Turkey, Germany, the United States and
Great Britain. Several activities will be held during the exhibition
from workshops to gallery talks catering to audiences of all ages.
During the exhibition, conferences will also be held with the
attendance of prominent academics from Turkey and around the world.
(Zaman)
03.12.2004
HIERAPOLIS: LA CASA
DEGLI ERETICI
Una
meravigliosa scoperta fatta dalla missione archeologica
dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Unico testo apocrifo, non
di papiro esistente, datato tra il V e il VI secolo d.C . Iscrizione
dipinta su tre righe, apposta su pareti di una piccola stanza.
 ''Signore che hai formato il mare con il Logos del tuo comando e che hai chiuso l'abisso...'':
inizia così la preghiera di Manasse delle odi di Salomome,rinvenuta per la prima volta sulle pareti di una stanza
nell'ambito della missione archeologica italiana a Hierapolis di Frigia, in Turchia,
dall'Università Ca' Foscari di Venezia.
La scoperta dell'unico testo non di papiro esistente, è
stata presentata a Venezia all'ottavo Salone dei Beni e delle
attività culturali, da Annapaola Zaccaria, docente di archeologia a Ca' Foscari, Francesco D'Andria, direttore della
missione archeologica di Hierapolis, e Remo Cacitti, docente di Storia del cristianesimo antico
all'Università Statale di Milano.
La scoperta del testo, un apocrifo delle Sacre scritture datato tra la fine del V e il VI secolo d.C., risale al 30 agosto quando due uomini, ripulendo dal fango e dai detriti una parete interna della casa, videro affiorare le prima scritte.
Quella che è stata ribattezzata ''la casa degli eretici'' si trova nel cuore della città di Hierapolis, vicina al teatro.
L'iscrizione è dipinta su tre righe, apposta sulle quattro pareti di una piccola stanza semi sotterranea, in una abitazione
privata. ''E' possibile che si tratti del luogo di riunione di una piccola
comunità eterodossa, forse cristiana eretica e giudaico cristiana, che qui - ha sostenuto la professoressa
Zaccaria - si incontrava per celebrare la preghiera liturgica di pentimento e di accusa per i propri peccati, ma fiduciosa del
perdono di Dio e che a causa della propria professione di fede,
non conforme ai canoni ufficiali della Chiesa, deve essere stata
condannata''. La stanza, infatti, venne sigillata ed esclusa dal resto
dell'abitazione.(take Ansa)
03.12.2004 SUCCESSO
DEI <REALITY>
Anche
la Turchia inondata da questa specie di spettacolo. L'ultima moda
che sta arrivando dagli Stati Uniti è quella sugli eroi epici e
storici. Dopo Achille e Re Artù è la volta di Alessandro il Grande.
Presto si gireranno in Anatolia le gesta di Gilgamish.
The
phenomenon of 'reality' entertainment continues to blossom around
the world.
Turkish TV has been swamped under a deluge of "reality"
series and competition shows, and the same effect seems to have
overtaken Hollywood. The latest trend of Hollywood's major film
studios is the epic historical flick, based around mythical or
historical heroes, or some mixture of the two. First we saw the life
of Achilles through the story of Troy, then there was the "epic
adventure" of Arthur becoming the King of Britain, and now it
is the turn of Alexander the Great. The trend seems set to continue,
with the forthcoming epic of Gilgamish, which is planned to be
filmed in Turkey, and the history books are full of suitable
subjects for epic biographies.
Alexander opens today in Turkey. Oliver Stone's biopic is the second
time Hollywood has had a crack at the Macedonian conqueror, after a
movie shot 40 years ago.
Oliver Stone has apparently been working on the project for years,
after directing similarly controversial films from more recent
history with Salvador (1986), JFK (1991), Nixon (1995) and
Commandante (2003). After stirring up controversy between Macedonia
and Northern Greece as to his origins, and his sexuality, the
much-hyped film has opened to poor reviews from the critics. (Fatih
Selvi/Zaman)
03.12.2004
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"LE
TRACHINIE" AD ANTALYA
L'opera
di Sofocle, con la regia di Giancarlo Nanni, dopo la tournee in
Turchia, sarà rappresentato anche a Tokyo.
Lo spettacolo "Le Trachinie" di Sofocle, regia di
Giancarlo Nanni, reduce da una tournee in Turchia, sarà
rappresentato anche a Tokyo. "Le Trachinie" è stato
invitato a partecipare al 1 festival internazionale del Mediterraneo
di Antalya. "Questo successo in un paese come la Turchia, dove
il teatro e' molto importante e gli attori di livello altissimo -
commenta Nanni - ci ha lusingato e ci ha permesso di gettate le basi
per una collaborazione con il teatro Nazionale della Turchia. (take Ansa)
03.12.2004
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STAND
TURCO A DISNEYLAND
Lo si
sta allestendo in Florida, negli States. Una opportuna promozione
con migliaia di visitatori.
Hosting
33.000 visitors interested in tourism every day in its parks and
leisure centers, Walt Disney World in the US state of Florida holds
big opportunities for promotion of tourism in Turkey.
Many countries from all around the world are competing to
participate in the promotional activities to be organized for Walt
Disney's 50th anniversary next year.
Turks living in Florida, noticing the interest and the opportunities
for promotion, have suggested a Turkish stand in Disney World,
conveying their desire for Turkey's participation in the
celebrations.
The Turks have also reportedly conveyed their desires and demands to
New York Consulate General authorities in Florida. It was reported
that first impressions of the authorities after initial inquiries
were positive and that a stand in Disney's Epcot theme park could be
rented.
Clarifying that there would be no large expenditure needed for the
promotion if it was approved by Disney World, a well prepared
national stand would provide a big opportunity for the promotion of
Turkey to Disney's 33,000 daily visitors. (Zaman)
03.12.2004
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PREMIO AGA KHAN
Quest'anno
l'ambito riconoscimento per l'architettura è andato alla Turchia e
nella fattispecie alla "B2 House" disegnata dall'arch. Han
Tumertekin della <Bilsar Tukstil's owners Selman and Suha
Bilal>. Un design particolare e molti comfort. Il costo.
One
of the world's most respected architectural awards, the 9th.Aga Khan
Foundation Awards for Architecture, went this year to the B2 House
designed by Turkish architect Han Tumertekin for Bilsar Tekstil's
owners Selman and Suha Bilal. In the contest, which aims to
understand and evaluate Islamic culture through architecture, a jury
of nine people including artists, philosophers, architects and city
planners evaluated 378 projects from 44 countries.
Costing about $140,000, the B2 House's blend of comfort and design
aspects with its innovative design won Tumertekin the award. The
country house by Tumertekin is in the Buyukhusun village near
Ayvalik by the Dardanelle Straights. The Aga Khan Awards ceremony
was held yesterday at the ancient Indian Sovereign Humayun's Tomb in
New Delhi, India, attended by Indian Prime Minister Manmohan Singh,
ministers, top diplomats, architects, and bureaucrats. Tumertekin
and Selman and Suha Bilal were there to receive the award, which has
been given every three years since 1977 to support improvement of an
architectural understanding to maintain traditional cultural values
with contemporary innovations. Criteria for the candidates are that
the construction should be built in the 12-year period before the
awards in a Muslim country and used for at least one year. The Aga
Khan Award has previously been earlier granted to other Turkish
architects including Turgut Cansever, Ertan Cakirlar, Nail Cakirhan
and Behruz Cinici. (Zaman)
03.12.2004
AYLIN KAYA
Si è aperta
presso lo studio <Il Canovaccio> di Roma la mostra della nota
artista turca. Rimarrà aperta fino a sabato 11 dicembre prossimo.
Canto alla terra e gioco di specchi. Una splendida ricerca
acromatica.
 Si è aperta alla Galleria il Canovaccio- Studio del Canova (via
delle Colonnette 27 - Roma) la mostra di pittura dell'artista turca
Aylin Kaya. Orario per il pubblico 16.30/20.00 esclusi i festivi.
Sulla rassegna che prende il nome di "Anatolia, la terra e il
colore" e che chiuderà i battenti sabato 11 dicembre, ecco
cosa scrive A.Ardovino nella presentazione del catalogo: "La
terra - l'Anatolia, vista inizialmente dal Bosforo e poi via via
approfondita nella sua ricchezza quasi insondabile - e il colore,
cioè l'illuminarsi di un mondo.
Scorgendo e assecondando l'essenza del colore nella
giustapposizione di elementi primari e secondari, che rimandano a
uno spartito ora più vibrante ora più pacato, queste opere di
Aylin Kaya intendono intonare un canto alla terra. Nel far questo, i
colori sembrano avvalersi di una sorta di cartografia inconscia, che
traccia un vero e proprio meridiano pittorico, un che di
immateriale, eppure profondamente terrestre [...]. In questa
capacità del meridiano di toccare punti talora anche distanti senza
rinunciare mai alla propria identità si radica il filo conduttore
di una pittura che unisce la presenza e l'assenza, sigillo e
quintessenza del gioco di specchi intavolato dal mondo".
"La
ricerca cromatica di Aylin Kaya, allora, si dispone nell'ascolto
più attento delle proprietà essenziali dei suoi mezzi pittorici.
Il tentativo di fissare l'indelebile si annuncia nello
spessore materico più e meno accennato, nel contributo
diretto ed essenziale [...] alla costruzione dello spazio. Uno
spazio che sa trascendere la memoria privata per aprirsi alla luce
collettiva dei luoghi e all'ampiezza delle vie e dei riferimenti
umani che albergano in una storia millenaria, quella dell'Anatolia".
03.12.2004
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DECISIONE
SPOSTATA
Per il caso di
Surreya Ayhan bisognerà attendere ancora. Una documentazione
necessaria.
The trial of Sureyya Ayhan and her spouse, Yucel Kop, before the
Penalty Board of Youth and Sport General Directorate because of a
doping scandal with the International Doping Agency (Wada), is
postponed.
The defense document of the Romanian Wada was hidden at the Turkish
Athletics Federation.
Manager and lawyer of Sureyya, Jos Hormes, applied to the Iaaf and
disclosed that they could not prepare a defense since they did not
see the defense documents. The Iaaf wanted Turkey to give the
documents to Hormes. (Sports News Services)
03.12.2004
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LA FIBA ASSEGNA I MONDIALI DI
BASKET
Tra i Paesi in
lizza ci sono Turchia, Francia ed una offerta combinata di Bosnia,
Croazia, Serbia/Montenegro, Slovenia.
La federazione internazionale di pallacanestro (FIba) deciderà nel
weekend dove si giocherà la coppa del mondo del 2010. In lizza ci
sono Turchia, Francia e un'offerta combinata tra i Paesi della
ex-Jugoslavia, Bosnia, Croazia, Serbia/Montenegro e Slovenia.
Australia, Nuova Zelanda, Italia, Portorico e Russia si erano già
ritirate dalla corsa. Le tre finaliste presenteranno la propria
offerta ai 20 membri della Fiba in meeting a Kuala Lumpur, in
Malesia e la decisione verrà ufficializzata nella mattinata di
domenica. L'ultima edizione della coppa del mondo fu vinta dalla
Jugoslavia ad Indianapolis. L'edizione del 2006, con 24 squadre ai
nastri di partenza, si giocherà in Giappone. (Ap)
03.12.2004
CANTU' VINCE IN TURCHIA
Battuta
Turk Telekom Ankara per 82-74 nella quarta giornata di gruppo D di
basket.
La vertical Vision Cantù ha espugnato il campo della Turk Telekom Ankara per 82-74 (27-19, 49-44, 64-60) in un incontro valido per la quarta giornata del gruppo D di Uleb Cup. Quella trovata in Turchia è la prima vittoria in questa
competizione per la squadra canturina. (take Adnkronos)
03.12.2004
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