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COMMIATO
Dopo cinque anni di
permanenza a Roma l'ambasciatore turco in Italia, Necati Utkan, ci
lascia. Ritorna in patria dove andrà a presiedere altri incarichi.
Diciamo subito che per il nostro Paese è una grande perdita, e non
solo e non tanto perché Utkan in questo lustro ha dimostrato di
essere un grande diplomatico muovendosi con estrema accortezza anche
in momenti che per la Turchia erano stati tutt'altro che facili,
quanto e soprattutto perché sotto la sua direzione la sede di via
Palestro è stata una fucina di iniziative in particolare a livello
culturale. Precorrendo i tempi si può dire che l'ambasciatore Utkan
aveva portato già la Turchia in Europa, anticipando di fatto i negoziati
di adesione. E' quindi è con sincero affetto che la redazione di
<Turchia Oggi> fa i migliori auguri all'ambasciatore e alla
gentile consorte certi che entrambi non dimenticheranno l'Italia e
che vi ritorneranno quanto prima da turisti. (Turchia Oggi)
25.11.2004
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FEELING A
360°
Incontro
tra il ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini e l'omonimo
turco Abdullah Gul. L'Italia sostiene la necessità di fissare una
data di "tempi ravvicinati" per l'avvio dei negoziati di
adesione di Ankara nell'UE.
L'Italia continua a sostenere la necessità di fissare una data
di "tempi ravvicinati" per l'avvio dei negoziati di
ingresso nell'Unione Europea della Turchia. Lo ha ribadito il
ministro degli Esteri Gianfranco fini al termine dell'incontro con
il collega turco Abdullah Gul.
"Non avrebbe molto senso prendere ancora tempo e rinviare molto
avanti l'avvio dei negoziati", ha detto Fini a meno di un mese
dal Consiglio Europeo che dovrà dire l'ultima parola sul destino di
Ankara.
"se qualche amico dicesse: teniamo i turchi ancora un po' fuori
della porta, sbaglierebbe perché si rischierebbe di creare un
effetto negativo", ha osservato fini. "Così facendo si
andrebbe non a ridurre la differenza in Europa, ma ad aumentarla. E,
aumenterebbe anche la diffidenza nell'opinione pubblica turca".
"Non sarebbe un grande capolavoro diplomatico", ha
soggiunto il titolare della Farnesina. (take Ansa)
______________________
Il feeling tiene, anzi si può dire che i rapporti tra
Roma ed Ankara si fanno via via più stretti. Il Forum italo-turco
che si è svolto a Villa Piccolomini sull'Aurelia Antica, corollario
di un bilaterale tra il ministro degli Esteri Gianfranco Fini e
l'omonimo turco Abdullah Gul, è stato qualcosa di più dei
convenevoli diplomatici a cui si è usi in queste circostanze. Il
titolare della Farnesina ha voluto ribadire il suo appoggio, e
quello del Governo in carica, a che già nei primi mesi del prossimo
anno si possa dare inizio ai negoziati. Un sostegno pieno, dunque. E
del resto, Fini ha anche voluto sottolineare - nel corso di una
conferenza stampa congiunta - che se in questo momento c'è un Paese
che ha tutte le carte in regola per entrare in Europa questa è
proprio la Turchia; intanto perché ha ottemperato a tutti gli
obblighi fissati da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale
in tema di gestione pubblica e sanatoria economica, secondariamente
perché ha dimostrato - conti alla mano - di avere il più
sostenuto tasso di crescita all'interno dell'Ocse (+5%). In altri
termini, per Fini il destino della Turchia è in Europa e, se pure
potrà entrarvi dopo ulteriori esami, ciò non toglie che Ankara sia
un "buon modello" per altre nazioni avendo saputo
conciliare laicità e religiosità, democrazia e rispetto delle
regole. In una Europa unità nelle sue diversità (ar. 1 della
Costituzione appena firmata), in una Europa fortezza che include e
non esclude, l'ingresso della Turchia non può che essere positivo,
soprattutto - come ha rilevato il ministro Gul - per la pace del
Mediterraneo e la stabilità regionale ora più che mai in pericolo;
per quella politica di mediazione di cui Ankara si è fatta sempre
portavoce tanto in Palestina quanto in Irak e a Cipro. Un problema
quest'ultimo ancora non risolto. Non certo per colpa dei
turco-ciprioti, non certo per colpa della Turchia. Però va risolto,
né l'esito "sciagurato" del referendum sulla
riunificazione dell'isola - come ha tenuto a precisare Fini -
dovrà bloccare in eterno il processo avviato dal Segretario
generale dell'Onu Kofi Annan. "Non ci deve arrendere davanti
all'esito di un referendum - ha detto Fini - Il Governo italiano
auspica un senso di responsabilità da parte di tutti: ai turchi
chiediamo un atteggiamento aperto per arrivare alla normalizzazione
dei rapporti con Cipro; a Nicosia un atteggiamento costruttivo per
superare le difficoltà. E' indispensabile la reciproca
disponibilità". Disponibilità, diciamocelo francamente, che
riguarda però più che altro i greco-ciprioti i quali - tanto per
non saper né leggere né scrivere come si usa dire - hanno già
fatto accenno ad ipotetico diritto di veto il 17 dicembre prossimo.
Alla faccia! Sbaglia Fini quando parla di "reciproca
disponibilità, sbaglia ancora quando asserisce che il
contenzioso non è una questione bilaterale tra le due Cipro ma
riguarda Turchia ed Unione Europea. Come che sia, l'Italia è
disponibile a giocare il suo ruolo con gli "amici turchi"
ed i greco-ciprioti. Di questo, al titolare della Farnesina va dato
atto. Parimenti, che si stia lavorando ad "un tavolo
Turchia" per consolidare la strategia delle piccole e medie
imprese italiane che vogliono operare al di là del Mediterraneo.
(Turchia Oggi)
26.11.2004
INCORAGGIARE
IL PROCESSO
Il
vice-ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso ha messo in
evidenza i legami economico-commerciali tra l'Italia e la Turchia Un
"partner che va tenuto molto stretto".
L'Italia deve incoraggiare il processo di adesione della Turchia
all'Unione Europea. A sostenerlo è stato il vice-ministro alle
Attività produttive con delega al Commercio con l'Estero Adolfo
Urso che a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ha presenziato
ad una conferenza stampa organizzata dal <Gruppo Imprese Edoardo
Caltagirone>.
"La posizione del governo è chiara - ha ricordato Urso - ed è
stata espressa in più occasioni dal presidente Berlusconi e dal
ministro degli Esteri fini. E' una posizione di supporto
all'ingresso nell'UE della Turchia che è nostro importante partner
istituzionale, politico, culturale ed anche commerciale. basta
vedere quanto cresce ogni mese, da anni, l'export italiano nei
confronti della Turchia e quanto interesse vi sia per le imprese
italiane ad avere un partner di queste dimensioni nel mercato comune
europeo". (da take Adnkronos)
26.11.2004
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COLLOQUI
QUANTO PRIMA
A sentire il
premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker, potrebbero cominciare
nei primi sei mesi del 2005. "Una partnership
privilegiata" non rappresenta per la Turchia una opzione.
I colloqui per l'adesione della Turchia all'UE potrebbero
iniziare ''nei primi sei mesi del
2005'':
lo ha detto il premier del Lussemburgo, Jean Claude
Juncker, in una conferenza stampa nel granducato insieme al Primo Ministro di
Ankara, Tayyip Erdogan.
'I progressi della Turchia non possono essere ignorati'', ha precisato
Juncker,
sottolineando che i negoziati con l'UE dovranno
sfociare in una integrazione piena della Turchia all'Unione.
''Una partnership privilegiata non rappresenta un'opzione'', ha sottolineato Juncker, in
merito a questa possibilità avanzata
da più fonti europee negli ultimi tempi, precisando però
che il processo dei negoziati con Ankara ha ''un esito
aperto''. (take Ansa)
25.11.2004
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INGRESSO
NEL 2015
Questo però
solo se i negoziati di adesione della Turchia all'Europa iniziano
nel 2005. Per il ministro degli Affari Esteri olandese, Ben Bot, non
meno di dieci anni per le trattative.
La Turchia potrebbe entrare
nell' UE nel 2015: lo ha
dichiarato oggi alla stampa all'Aja il ministro
degli Affari Esteri olandese, Ben Bot, che assicura la presidenza
di turno dell'Unione Europea.
"Se i negoziati
cominciano nel 2005, se non ci sono circostanze
imprevedibili e se la Turchia continua su questa strada,
non vedo perché non dovrebbe essere capace di soddisfare
i criteri'' di Copenaghen (che i paesi candidati devono
rispettare per aderire all'UE, ndr.), ha detto Bot, precisando
di ''ritenere'' che le trattative potrebbero durare ''dieci
anni''.
Il ministro ha inoltre sottolineato che andranno verificate le posizioni di tutti i 25
paesi appartenenti all'Unione europea sull'apertura
dei negoziati, ricordando che al vertice UE in agenda
il 17 dicembre a Bruxelles, i Venticinque decideranno se aprire in negoziati con
Ankara. (take Ansa)
25.11.2004
RIFLESSIONE
SU TURCHIA ED UE
Tre parole per
sintetizzare i lavori della Commissione degli episcopati dell'Unione
svoltasi a Bruxelles nei giorni scorsi. Per i 25 vescovi l'adesione
di Ankara è una questione politica e non religiosa.
La decisione
sull'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'UE
"non è una questione di ordine religioso ma politico".
Essa "merita una discussione approfondita all'interno della
società civile europea". Al termine dell'assemblea della
Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea),
svoltasi il 18 e 19 novembre a Bruxelles, è stata resa nota una
dichiarazione intitolata "Riflessione sulla Turchia e l'UE".
I vescovi dei Venticinque affermano: "Per la Chiesa cattolica
è importante che la Turchia e l'Unione sviluppino relazioni
costruttive e amichevoli. Non ci possono essere ostacoli di natura
religiosa a ciò che un paese a maggioranza musulmana divenga membro
dell'Unione". A tale scopo è però "necessario che la
Turchia rispetti i diritti fondamentali, per esempio l'uguaglianza
di status delle donne, la libertà di espressione e la libertà
religiosa". La Comece ha dedicato ampio spazio al dibattito su
tale argomento, ascoltando anche studiosi ed esperti di diverse
nazionalità. I vescovi si chiedono dunque se "sia opportuno
aprire i negoziati con la Turchia benché i diritti fondamentali,
ivi compresa la libertà religiosa, non sono pienamente rispettati
in questo Stato". La Comece suggerisce di chiedere ad Ankara di
"correggere le carenze" evocate in un recente documento
della Commissione", relative "alla libertà di espressione
religiosa e alla tutela delle minoranze". Tema, questo, che
potrebbe essere discusso durante il prossimo Consiglio europeo del
16 e 17 dicembre, quando i capi di Stato e di governo dell'Ue
assumeranno una decisione definitiva riguardante la Turchia.
25.11.2004
UN'OTTIMA
INIZIATIVA
Il ministro
della Giustizia italiano, Roberto Castelli si
riferisce alla mozione della Lega Nord in Consiglio comunale a
Milano di un referendum sulla Turchia.
La mozione presentata dalla Lega Nord in consiglio Comunale a
Milano affinché si dia vita ad un
referendum
per l'ingresso nell'UE della Turchia, secondo il ministro della
Giustizia, Roberto Castelli ''è un'ottima iniziativa''. Tuttavia,
ha proseguito Castelli a margine di un convegno a Milano sulle
professioni ''ne suggerirei un'altra: presentare una mozione che
chieda il referendum anche per
l'approvazione della Costituzione europea,
così come stanno facendo molti Paesi''. (take Adnkronos)
25.11.2004
L'OSTILITA'
DEL CARDINALE
Il presidente
della Conferenza episcopale tedesca, Karl Lehmann, non ha nascosto
la sua contrarietà al fatto che Ankara possa entrare nell'UE. La
replica dell'ambasciatore turco a Berlino, Mehmet Ali Irtemcelik.
Il presidente della Conferenza epistolare tedesca,
cardinale Karl Lehmann, è intervenuto nel dibattito
sull'ingresso della Turchia nell'UE per esprimere la
propria
ostilità al progetto. In un'intervista al settimanale
<Focus> il prelato
sottolinea che l'identità dell'Europa è fortemente
basata sull'eredità giudaico-cristiana e si chiede se
con l'ingresso della Turchia "non si sia già messo in moto
il treno che conduce ad un
processo di dissoluzione autodistruttiva
della propria identità".
"Che facciamo - si chiede
- in seguito accogliamo anche la Russia, poi facciamo seguire
il Marocco e la Tunisia? Attualmente abbiamo nell'UE 25
Paesi membri, c'è dunque
parecchio da integrare e da digerire".
Riguardo ai progressi in materia di diritti fatti
registrare finora dalla Turchia, il Cardinale si mostra piuttosto scettico.
"Abbiamo considerevoli preoccupazioni in merito
al fatto che i necessari cambiamenti potrebbero esistere solo sulla carta - spiega
Lehmann - oltre a ciò dubito che la Turchia
possa costituire il modello di democrazia sperato per il
Vicino Oriente. In Turchia esistono ancora fondamentali lacune in fatto di diritti
umani e di libert° di religione".
Sempre dalle pagine di <Focus>
l'ambasciatore turco a Berlino,
Mehmet Ali Irtemcelik, invita a non mettere tutti i musulmani
"sul banco degli imputati". A suo avviso, solo un "piccolo gruppo"
pari al 3-4% dei turchi residenti in Germania può
essere considerato fondamentalista. Il che spinge il settimanale
di Monaco di Baviera a far presente che si tratta pur
sempre di circa 80 mila individui. (take Agi)
25.11.2004
IL VOTO
SIMBOLICO
Duecentocinquanta
deputati francesi si sono espressi contro i negoziati di adesione
della Turchia se questa prima non riconosce il genocidio degli
armeni.
Più di 250 deputati francesi
sia di maggioranza che di
opposizione si sono pronunciati contro l'apertura
immediata dei negoziati di adesione della Turchia alla
UE ''almeno fino a quando Ankara non riconoscerà il genocidio
degli armeni''. I deputati hanno partecipato questa sera
a una sorta di voto simbolico sull'entrata della Turchia nell'Unione Europea.
Una trentina di deputati di sinistra e di destra erano presenti allo ''scrutinio'',
organizzato per iniziativa di parecchie
organizzazioni armene radunatesi presso palazzo Bourbon,
dove ha sede l'Assemblea Nazionale.
Uno degli organizzatori, Mourad Papazian, ha invitato ''solennemente''
il presidente Jacques Chirac a fare del riconoscimento
del genocidio armeno ''una condizione preliminare''
a tutte le discussioni con la Turchia.
Una urna in cartone, riportante i colori europei, e' stata installata su un tavolo.
Sulle schede veniva chiesto di rispondere
sì o no alla domanda: ''Il 17 dicembre 2004, la Francia
dovrà dire sì all'apertura immediata dei negoziati di adesione all'Unione Europea
della Turchia?''.
Per il no si sono espressi 78 deputati dell'Ump, principale partito della maggioranza
di governo, 144 deputati del partito socialista
all'opposizione, e 31 deputati dell'Udf, formazione di
centro destra. (take Ansa-Afp)
25.11.2004
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IL CASO
ARCHIVIATO
La Comité de
Défense de la Cause Arménienne aveva fatto causa al Console
generale turco a Parigi, Aydin Sezgin, perché questi nel sito web
ufficiale aveva negato il genocidio armeno. Per i magistrati un
diplomatico non può essere giudicato e può esprimere il suo punto
di vista.
A
Paris Court dismissed a case brought by the Comité de Défense de
la Cause Arménienne (Cdca) against the Paris Consul General of
Turkey, Aydin Sezgin, for his rejection of the so-called Armenian
genocide on the Consulate's official internet website. The court
ruled that Sezgin cannot be impugned because of his diplomatic
privilege. The court also decided that court expenses would be met
by the Cdca.
Last July, the Cdca filed a complaint which stated, "The
Turkish Consulate General of Paris broadcasts to the French public,
on its official website, a denial of the so-called Armenian genocide."
During the first court proceedings in October, the Paris Attorney
General requested a "foreign plea", citing Sezgin's
diplomatic privileges, which stem from Vienna Convention on
diplomatic privileges.
The Attorney general announced that according to the rules of
international law, the Turkish diplomat had a right to declare his
official viewpoint, despite its apparent contradiction of French
domestic law. For the first time, a Turkish diplomat was summoned to
court because of the so-called genocide claims. (Zaman)
25.11.2004
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UNA RICHIESTA DI SOSTEGNO A
BERLUSCONI
L'ha avanzata,
nel corso di un incontro a palazzo Chigi, il presidente della
Repubblica di Cipro Tassos Papadopoulos affinché si sblocchi la
situazione critica dell'isola. La minaccia di Nicosia con il diritto
di veto.
Il presidente della Repubblica di Cipro, Tassos Papadopoulos,
che nei giorni scorsi si è recato in visita in Italia, ha chiesto il
sostegno del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nelle ''ore
difficili'' che attendono l'isola mediterranea
mentre si avvicina la decisione dell'Unione europea
sull'ammissione
della Turchia.
Papadopoulos, che ha avuto un colloquio con Berlusconi a Palazzo Chigi, ha anche
incontrato il presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi, e i presidenti di Senato e Camera,
Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini.
Al termine del suo incontro a Palazzo Chigi e di quello con Casini, Papadopoulos,
secondo quanto ha reso noto l'agenzia cipriota
<Cna>, ha detto di aver ribadito il bisogno di spiegare
la posizione di Cipro a
tutti i Paesi dell'UE. Da qui il lungo viaggio
con cui Papadopoulos sta visitando tutti i ventiquattro partner della nuova Unione
allargata, della quale la Repubblica di
Cipro è entrata quest'anno con altri nove Paesi.
L'incontro con Berlusconi, ha detto il Capo di Stato dell'isola
mediterranea, citato dalla <Cna>, ''è stato molto interessante ed utile;
abbiamo spiegato le rispettive posizioni e
abbiamo chiesto il sostegno di Berlusconi in queste ore difficili ore'' in vista
''delle decisioni che ci attendono per il
futuro''.
L'isola è di fatto divisa dal 1974 dopo che Ankara - in
seguito un fallito colpo di stato organizzato da nazionalisti
greco-ciprioti - inviò sull'isola un contingente militare che
ancora occupa un terzo di Cipro, dove nel 1983, il leader turco-cipriota Rauf
Denktash autoproclamo' la costituzione della Repubblica
Turca di Cipro del Nord (Rtcn) che è riconosciuta solo
da Ankara ma non dalla comunità internazionale.
Nel maggio scorso con un referendum, la maggioranza greco-cipriota respinse il piano
promosso dal Segretario generale
dell'Onu Kofi Annan sulla riunificazione. La minoranza turco-cipriota invece lo
approvò.
''I nostri sforzi per la riunificazione di Cipro continuano nell'ambito delle Nazioni
Unite'', ha detto Papadopoulos, secondo
quanto ha reso noto il suo portavoce, Mario Garoyian. Il presidente ha ribadito che
il problema cipriota ''riguarda l'Europa
e richiede quindi un maggiore contributo dell'Europa'' per raggiungere una
soluzione ''duratura, che sia di beneficio per
i greco-ciprioti come per i turco-ciprioti''.
Quanto all'aspirazione della Turchia a far parte dell'UE, Papadopoulos detto che il
governo di Cipro ''si riserva di valutare
la situazione il 17 dicembre'', cioé il giorno in cui il Consiglio dell'UE dovrà
decidere se e quando avviare negoziati
con Ankara. ''Noi possiamo aiutare la Turchia affinché
inizi la trattativa con l'Unione europea, ma (la Turchia)
deve rispettare gli obblighi con l'UE e con Cipro''. (da take Ansa)
25.11.2004
MA C'E' CHI
NON INDIETREGGIA
Il ministro
degli Esteri turco, Abdullah Gul ha dichiarato che Ankara non
accetterà mai una alternativa alla piena adesione del suo Paese in
Europa né riconoscerà mai Cipro greca.
Turkish
Foreign Minister Abdullah Gul said that Turkey will accept no
alternative to full European Union (EU) membership.
Ankara expects a clear-cut negotiation start-date from the EU. A
month before the critical December 17 summit, Gul spoke to Zaman and
reacted strongly against the "special status"
recommendation. He said that for Turkey the negotiations are for
full membership and nothing else. As for the possibility of
recognizing Greek Cyprus, Gul said that Turkey has taken courageous
and civilized steps towards a solution on the island but that Turkey
will not recognize the Greek side before the summit. He implied that
the use of veto against Turkey by the Cypriot Greeks will be
prevented by the Union.
The Minister also shared his hopes for a negotiation start date at
the summit and said, "I am very hopeful. With the support of
foreign politicians, Turkey has realized a civil revolution. After
all our efforts, we'll see, but theoretically everything is possible."
The Foreign Minister reiterated Turkey's expectation of a date
within the first half of 2005 for the start of negotiations, saying
that Turkey relies on the Copenhagen Criteria in this regard. (Suleyman
Kurt/Zaman)
25.11.2004
EURO
A CIPRO NORD
Ne sono
stati concessi dal Parlamento europeo 250 mila. Perché
l'elargizione diventi però esecutiva occorre anche l'approvazione
della Commissione europea.
The European Parliament approved the granting of 250 million
Euros to the Turkish Republic of Northern Cyprus.
The aid was approved by a massive majority, with 618 EP deputies
voting in favour of the motion and only 39 opposing.
Under the terms set out for the assistance to the Trnc, the funding
will be spread over a period of three years.
The EU had earlier announced a package to help support improvements
in the Turkish Cypriot state, in part as a response to the Trnc
voting in favour of the reunification of the two states on the
island.
However, some of the measures backed by the EU, including allowing
Turkish Cypriot goods to be exported, have been blocked by the Greek
Cypriot side. (NtvmSnbc)
25.11.2004
LA
PROTESTA
Studenti
turchi di una scuola islamica incendiata ad Uden in Olanda hanno
presentato una petizione al Parlamento dell'Aja.
Turkish
students of an Islamic school, which was sabotaged at the start of
the week in the town of Uden in the Netherlands, presented a
petition expressing their emotions and condemning the fire to the
speaker of Dutch parliament, Frans Weisglas.
As they handed over the petition to Frans Weisglas in front of the
assembly building the students spoke of the damage and their
concerns over the attacks; they said they loved the Netherlands and
wanted to live in peace.
Weisglas told the students to be strong and keep their morale high,
saying the state would do whatever it could to avoid a repeat of the
widely condemned incidents.
The Minister of Education, Maria van der Hoeven, the Leader of the
main opposition Democrat Party, Wouter Bos, and many deputies from
different parties were present while Weisglas received the petition.
(aa/Zaman)
25.11.2004
DA UNA
LUNGA INDAGINE AL BLITZ
Aderenti del
Pkk avevano allestito campi di addestramento in Olanda vicino alla
cittadina di Liempde.
Le autorità olandesi hanno
compiuto nei giorni scorsi dei blitz in alcuni campi di addestramento per la
guerriglia del partito curdo dei lavoratori (Pkk), arrestando 29
persone. Lo ha affermato l'agenzia nazionale olandese, <Anp>.
Secondo gli inquirenti, gli arresti sono stati effettuati nel corso
di un blitz in un casolare di campagna vicino alla cittadina di
Liempde (sud del Paese), nei pressi del quale era situato un campo
di addestramento.
I raid "sono il risultato di un'indagine durata un anno",
hanno indicato fonti della polizia, sottolineando che sono state
svolte svariate operazioni in numerose aree del Paese. La polizia ha
negato ogni collegamento tra i blitz diretti contro il Pkk e
l'indagine in corso a seguito dell'omicidio di Theo Van Gogh, che si
concentra sulle reti di terroristi e radicali islamici.
All'inizio della settimana un tribunale olandese aveva bloccato
l'estradizione in Turchia del leader del Pkk, Nuriye Kesbir,
accusato dalla polizia turca di avere organizzato e partecipato a
svariati attacchi nel periodo 1993-1995. Secondo i giudici olandesi
il leader curdo non avrebbe avuto diritto ad un processo equo in
Olanda (SwissInfo)
25.11.2004
ANKARA
PREOCCUPATA
Esternati al
vice-presidente Usa, Dick Cheney, i timori per quanto sta succedendo
a Fallujah. Le indignazione musulmane per come un soldato Usa ha
ucciso un guerrigliero morente.
La Turchia è preoccupata per
l'offensiva americana a Fallujah e per l'omicidio a bruciapelo di un
ribelle iracheno in una moschea della roccaforte sunnita. Lo ha
spiegato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan al vice presidente
Usa, Dick Cheney, durante un colloquio telefonico.
Erdogan ha inoltre illustrato a Cheney l'inquietudine del suo Paese
per l'omicidio dei due camionisti sequestrati dalla guerriglia.
Oltre sessanta autisti di tir sono stati trucidati, rapiti e
barbaramente uccisi.
Il premier ha riferito al vice presidente Usa che l'assedio contro i
miliziani iracheni a Fallujah e l'omicidio a bruciapelo del ribelle
ferito nella moschea hanno provocato "indignazione" in
Turchia e nel mondo musulmano. L'agenzia <Anatolia> ha aggiunto che
Erdogan si è complimentato con Cheney e il presidente George W.
Bush per la vittoria elettorale.
Il vice presidente americano ha assicurato al premier di comprendere
le reazioni alla sparatoria nella moschea e ha garantito che a
riguardo è stata lanciata un'inchiesta approfondita. (ApCom)
25.11.2004
RAGIONI SICUREZZA
Il
ministero degli Esteri turco ha esortato i suoi concittadini a non
recarsi in Irak. Uccisi finora 63 camionisti.
La Turchia ha esortato di
nuovo i
suoi cittadini a non andare in Iraq per ragioni di sicurezza.
''I nostri cittadini che intendono recarsi in Iraq devono
tenere conto delle gravi minacce alla loro sicurezza e devono
evitare di andare
in questo Paese se non vi sono obbligati'', precisa
un comunicato del ministero degli Esteri turco.
Il nuovo appello è stato diffuso dopo una riunione
presieduta dal ministro degli esteri Abdullah Gul.
In totale, 63 turchi, la maggior parte dei quali camionisti, sono stati uccisi in
Irak dall' intervento americano e britannico, secondo la stampa di Ankara.(take Ansa-Afp)
25.11.2004
RICORDATE LE VITTIME
Commemorazione
ad Istanbul dei morti al Consolato britannico e della banca Hsbc,
vittime l'anno scorso dell'attentato ad opera di al Qaeda.
Le vittime dell'attentato al
Consolato britannico che lo
scorso anno ad Istanbul provocò 16 morti sono
state ricordate nel corso di una cerimonia ufficiale. Lo ha riferito l'agenzia stampa
<Anatolia>, precisando che alla commemorazione erano
presenti numerosi funzionari diplomatici, tra cui il console
generale britannico a Istanbul,
Barbara Hay.
Il 20 novembre del 2003 16 persone, tra cui l'allora console
Roger
Short, morirono nell'esplosione di un ordigno nella sede del consolato del Governo di
Londra. Nello stesso giorno ad Istanbul, altre
17 persone rimasero uccise e centinaia ferite in un attacco alla
sede centrale della banca
britannica <Hsbc>. (take Adnkronos)
25.11.2004
ATTENTATO A SIRNAK
Un
morto e sette ferito per una mina che ha fatto saltare un furgone
tra Ilicak e Beytussebap nel sd-est anatolico.
Una persona è rimasta uccisa
ed altre sette ferite
nell'esplosione di una mina al passaggio di un furgone
lungo una strada che collega il villaggio di Ilicak a Beytussebap,
nella provincia di Sirnak, nella parte sudorientale della Turchia. Lo ha riferito
l'agenzia stampa <Anatolia>, precisando che l'ordigno
era stato collocato in precedenza da un gruppo di terroristi.
(take Adnkronos)
25.11.2004
AUTORIZZATA LA COSTRUZIONE DI
UNA CHIESA
Per la prima
volta, da quando è stata proclamata la Repubblica turca, una Commissione
del ministero della Cultura ha detto <sì> alla
richiesta da parte degli evangelici. Sorgerà a Diyarbakir.
Una commissione del ministero della Cultura turco ha autorizzato la
costruzione della chiesa evangelica di Diyarbakir. Da quando è
stata fondata la Repubblica turca, è la prima volta che nel sud del
Paese viene data una simile concessione.
Il pastore Ahmet Guvener ha appreso che la costruzione della sua
chiesa nella regione di Lalebey è stata considerata
"appropriata" da un documento ufficiale pubblicato il 10
ottobre da Mehriban Karaaslan, direttore della commissione per la
protezione dei siti storici e culturali di Diyarbakir. "Si
tratta senza alcun dubbio della risposta alle preghiere dei
cristiani di tutto il mondo", ha affermato Guvener.
Comunque, un responsabile di chiesa di Diyarbakir ha dichiarato:
"Non ci sono procedure legali in Turchia per costruire una
nuova chiesa. Siamo riconoscenti per aver ottenuto questa
autorizzazione, così come per gli sforzi che il nostro governo sta
facendo per entrare nell'Unione Europea, ma quest'ultimo atto non ha
risolto veramente il problema, si tratta solo di una
eccezione".
Preghiamo:
- affinchè il governo turco mantenga questa apertura verso i
cristiani;
- che la costruzione della chiesa prosegua senza intoppi. (Porte
Aperte)
25.11.2004
I MEDIA CONTRO UN MISSIONARIO
CRISTIANO
Ad essere
attaccato è Daniel Wickwire, da quasi vent'anni in Turchia, che la
scorsa settimana si era recato ad Izmir per tenere un seminario su
analogie e differenze tra Bibbia e Corano.
Daniel Wickwire, missionario residente in Turchia da quasi
vent'anni, la scorsa settimana si è recato a Izmir (Smirne) per
tenere un seminario su analogie e differenze tra Bibbia e Corano,
sulla scorta della sua esperienza di biblista, studioso di
letteratura turca e consulente biblico della Facoltà di Teologia
islamica dell'Università di Ankara.
Erano presenti sia credenti di fede cristiana, sia musulmani, e la
notizia è stata diffusa da due emittenti televisive locali. In tale
occasione le televisioni hanno realizzato programmi esplicitamente
rivolti contro il missionario.
Il conduttore di uno di questi programmi, riferendosi a Daniel
Wickwire, ha posto ai telespettatori la domanda: "Chi fermerà
quest'uomo?".
L'ultima persona riguardo alla quale i mass-media turchi hanno
pronunciato questa stessa frase è stata Turhan Dursun, un leader
religioso che aveva scritto diversi libri che mettevano in luce le
falsità dell'Islam: l'uomo è stato assassinato a colpi di pistola
poco tempo dopo.
La polizia turca, intanto, ha informato Daniel Wickwire che intende
interrogarlo la prossima settimana.
Daniel Wickwire è autore del libro (tradotto in varie lingue ma
fino a oggi inedito in Italia) "100 domande riguardo alla
Bibbia e al Corano". Fondatore della chiesa di Batikent, un
quartiere di Ankara, negli ultimi quattro anni Dan si è impegnato a
fondo non solo nell'evangelizzazione, nel lavoro pastorale e
nell'insegnamento, ma anche a favore della legalizzazione delle
chiese evangeliche nella Repubblica di Turchia.
Insieme a sua moglie e ai tre figli risiede a Batikent - Ankara, tra
molte difficoltà, da quasi vent'anni. Negli ultimi quattro anni Dan
si è impegnato a fondo non solo nell'evangelizzazione, nel lavoro
pastorale e nell'insegnamento, ma anche per la legalizzazione delle
chiese evangeliche nella Repubblica di Turchia.
Dal 1969 Turkish World Outreach, la missione con la quale opera
Daniel Wickwire insieme con Sua moglie Devri, è impegnata a
evangelizzare, a fondare chiese e a discepolare nuovi credenti tra i
turchi e le popolazioni di origine turca in Turchia, in Asia
Centrale, in Europa, nel Nord America e in Australia. (www.evangelici.net)
25.11.2004
TURCHIA E FMI, L'ACCORDO E' VICINO
Nel
febbraio del 2005 quello attuale, che lega il Governo di Ankara e
il Fondo Monetario Internazionale, scadrà. Ci si aspetta, prima della
fine di quest'anno un incontro, per discuterne uno nuovo quale
programmazione economica.
Nell'ultimo
mese il Governo turco ha presentato un progetto di bilancio per
l'anno 2005 che segue dettagliatamente i dettami indicati dal
Fondo Monetario Internazionale.
Seguire le indicazioni del Fmi in questo momento è molto importante
per la Turchia, poiché negli ultimi mesi sono iniziati gli incontri
per la formulazione di un nuovo accordo secondo il quale per i
prossimi tre anni questi farà accreditare al governo turco un nuovo
prestito, essenziale per la prosperità economica nazionale e per
spingere gli investitori ad inserire nuovi capitali nel mercato
interno.
Il bilancio dello Stato, tra l'altro, prevede un'eccedenza che
escludendo gli interessi maturati sui pagamenti da eseguire equivale
al 6,5% del P.I.L. I mezzi con cui s'intende realizzare
l'obiettivo concordato col Fmi, saranno alla base delle
negoziazioni che riprenderanno alla fine di ottobre e che porteranno
a un nuovo piano di finanziamenti economici.
Il ministro delle Finanze turco Kemal Unatikan ha detto che il
disavanzo sul bilancio generale dovrebbe attestarsi alla fine del
2005 intorno a 19,6 miliardi di dollari, meno di quanto preventivato
ad inizio 2004. Il guadagno eccedente dovrebbe attestarsi intorno
24.042 migliaia di miliardi di lire turche, ossia leggermente
maggiore rispetto ai 21.219 migliaia di miliardi di lire con cui
verrà chiuso il 2004.
Il bilancio dello Stato fino ad oggi conseguito è stato maggiore
rispetto alle precedenti attese: questo si deve soprattutto
all'aumento del Pil reale che ha favorito un innalzamento medio
dei redditi sulle imposte e un abbassamento dei pagamenti
d'interesse. I tassi d'interessi sono caduti, causando un
irrigidimento del valore nominale della Lira turca che ha portato ad
un abbassamento degli interessi sui debiti del governo. Il debito in
eccedenza del governo si è stabilizzato su 200 miliardi di dollari,
vale a dire l'equivalente del 70% del Pil nazionale.
Il governo si aspetta un nuovo aumento del Prodotto Interno Lordo
per il 2005 del 5%, in proporzione ad un aumento del valore di
cambio della valuta pari al 9% nel 2004. La previsione del governo
per i prossimi anni sono un aumento dell'inflazione pari all'8%
e un aumento del deficit di stato corrente del 4%, sia nel 2004 che
nel 2005. Le previsioni di alcuni istituti di analisi e di ricerca
è quella di avere un aumento reale del Pil nel 2005 del 4.4%, che
non si differenzia in maniera sostanziale dalla previsione
governativa. L'indebolimento della Lira atteso per la fine
dell'anno, dovrebbe provocare un tasso d'inflazione più alto
del 13,5%, di conseguenza il deficit corrente di fine anno sarà
solamente l'1.5% del Pil nazionale.
Secondo il ministro Unatikan, il reddito sulle imposte è destinato
ad aumentare del 9,6% in termini reali, o sia in lire turche di
118.950 di migliaia di miliardi di lire turche. Parte di questi
aumenti sono da addebitarsi alla sempre più forte e robusta
economia del Paese, inoltre, per raggiungere gli obbiettivi
prestabiliti un aumento delle imposte è l'unica via percorribile.
Nel 2004 il governo ha aumentato in varie occasione le tasse sui
consumi (inesistenti fino a qualche mese addietro), sul tabacco e
sull'alcool. I prezzi dei prodotti petroliferi sono stati alzati
per proteggere la tassa sui consumi del Governo da un futuro
ulteriore aumento del prezzo del carburante.
L'attuale piano del Fmi espierà nel febbraio del 2005, il piano
di rimborsi previsto per i prestiti ricevuti è programmato per il
2005/2006. Il
pesante programma di rimborsi non lascia molte possibilità alla
Turchia di negoziare un nuovo accordo col Fmi più vantaggioso del
precedente; si presume che il nuovo accordo sarà peggiore in
termini economici tra i 5 e i 10 miliardi di dollari.
Sulle discussioni riguardanti il bilancio del 2004, il Fmi aveva
espresso numerosi dubbi riguardo al livello di tassazione attuato in
Turchia e nutriva riserve sulla mancata applicazione di un piano di
spese riservate alla sicurezza sociale del paese. La difesa del
governo turco a queste accuse si è basata sul fatto che il vecchio
accordo non veniva incontro alle politiche riformiste che la Turchia
ha dovuto affrontare in tempi brevi per incontrare i parametri
dell'UE, ma nonostante questo, và riconosciuto che, a posteriori,
alcuni dubbi espressi dal Fmi sono da considerarsi più che validi.
Il nuovo accordo tra Turchia e FMI dovrebbe essere annunciato a
breve, prima dell'incontro dell'UE di dicembre in cui si deciderà
se avviare o meno le discussioni per l'annessione della Turchia.
Un diverso equilibrio
monetario
Nel mese di
ottobre il governo turco guidato da Erdogan per festeggiare il
ritorno ad una stabilità economica del Paese ha varato un decreto
legge che in tempi brevi modificherà il valore nominale della lira
turca. Il decreto consiste nell'eliminazione di sei zeri
dall'unità di misura della valuta, avvicinando il valore della
moneta alle altre, europee e non, che permetterà alla nazione di
controllare in maniera più stabile il tasso d'inflazione, che
dopo molti anni si è abbassato a un livello più che ragionevole.
La speranza dei membri del governo è che la popolazione turca
considererà la nuova lira come un ritorno della Turchia nei canali
principali dell'economia europea e tutto questo dopo circa 30 anni
in cui la valuta turca con andamenti altalenanti è entrata
frequentemente in crisi ed è stata soggetto a svalutazione e tassi
di cambio con le altre valute mondiali sfavorevoli.
Ufficialmente la nuova Lira entrerà in vigore il 1 gennaio 2005. Il
Primo Ministro Erdogan ha detto: "La nuova Lira rappresenterà una
nuova Turchia più forte, più unita ed economicamente più
stabile". Dopo la crisi che nel 2001 devastò il valore nominale
della moneta nazionale, il governo attraverso una politica fiscale
ed economica molto attenta è riuscito a riportare le finanze turche
a un livello più che dignitoso, e proprio per questo tutti sono
pronti a giurare che l'ennesimo colpo di mano non sarà solamente
un abbellimento di facciata, ma un tangibile segno di quello che
oggi è la nuova Turchia.
Le nuove monete e banconote sono state rese pubbliche dopo un
accordo stipulato con il Fondo Monetario Internazionale dove si
affermava di puntare ad una nuova politica, che favorisse un maggior
utilizzo di operazioni bancarie, tutto questo supportato dalla
creazione di nuove tasse e dall'adozione di nuove misure di
sicurezza sociale. Ali Babacan, ministro del tesoro, afferma che le
discussioni con il Fmi riprenderanno il mese di novembre.
Il Governo e la Banca Centrale, hanno deciso di anticipare il cambio
di valuta per cercare di approfittare della rapida caduta
dell'inflazione che sotto il programma messa appunto dal Fmi ha
aiutato la Turchia a migliorare la situazione economica dopo la
crisi del 2001. Per la prima volta dal 1972 l'inflazione si
attestata sulla soglia del 10%, cosa che è sorprendente pensando
che solo all'inizio del 2002 l'inflazione annuale in Turchia si
attestava a più del 70%.
Con la rimozione di sei zeri dalla lira turca questa equivarrà ad
un milione di vecchie lire, e se il vecchio cambio con l'euro
equivaleva un milione e ottocento mila vecchie lire per un euro, il
nuovo cambio sarà di 1,8 lire per euro.
La Turchia con questo cambio di valuta non sarà più la nazione con
la banconota con la più alta denominazione monetaria, che era la
banconota da 20 milioni di lire perché essa diventerà una
banconota da 20 lire. Le nuove banconote che saranno da 1, 5, 10, 20
e 50 lire, avranno in comune con le vecchie banconote che tutte
porteranno sopra l'immagine di Mustafa Kemal Ataturk fondatore dal
1923 al 1938 della nuova Turchia.
Moderni sviluppi
economici
Il vasto piano di
riforme economiche introdotte nel paese dall'accordo col Fmi ha
aiutato la Turchia ad avere un afflusso d'investimenti costante
sul mercato nazionale, cosa che dopo il 2001 non era facile
prevedere. L'aumento delle entrate dello Stato è stato maggiore
di ogni possibile aspettativa, tanto che nel 2004 l'inflazione per
il terzo anno consecutivo è stata sotto l'aspettative
programmate, ciò ha contribuito a una maggiore stabilita nelle
politiche economiche nazionali anche nel caso di possibile crisi.
Nello scorso maggio, in un momento di forte instabilità
finanziaria, si è avuto una caduta di parte dei prezzi e del valore
nominale della valuta nazionale che ha provocato un forte incremento
dei tassi d'interesse, tutto ciò a dimostrazione che il sistema
finanziario turco, nonostante i progressi fatti, non è ancora forte
a sufficienza ma fin troppo vulnerabile per fare progetti stabili a
lungo termine. Il possibile inizio delle negoziazioni per
l'accesso all'Unione Europea nel 2005, dovrebbe contribuire ad
incentivare nuovi investimenti, anche se tali trattative non
giustificherebbero l'attuale disciplina fiscale adottata dal
governo turco che è la causa basilare dei momentanei cali
d'investimenti che si verificano sul mercato.
L'attuale piano di accordi economici stipulato col Fmi terminerà
nel febbraio del 2005. Sono in molti a sperare che con
l'abbassamento dell'inflazione, con il cambio di valuta e con un
nuovo assetto economico più stabile del paese, il nuovo accordo
economico porterà una disciplina fiscale più favorevole agli
investimenti esterni sul mercato interno.
Con molta probabilità il nuovo accordo verrà firmato prima della
fine del 2004, favorendo una politica statale di rimborsi verso i
creditori, ed una maggiore fiducia nel governo. Questi si adopererà
nell'adozione di nuove politiche fiscali che aiuteranno
l'abbassamento dei costi sui prestiti e permetteranno la
stabilizzazione del debito pubblico.
Senza queste possibili "ancore" di stabilizzazione il rischio di
una nuova crisi economica rimane sempre alto poiché un possibile
aumento del debito pubblico si potrebbe sempre realizzare in spazi
temporali assai brevi.
L'aumento annuo del P.I.L. turco è circa del 11.9% nella prima
metà del 2004 secondo le ultime statistiche risalenti a giugno
2004. Questo incremento del consumo privato ha portato ad una
diminuzione dei tassi d'interesse e all'aumento degli impulsi
dei consumatori nella richiesta di prestiti per investimenti nel
settore dei macchinari e degli equipaggiamenti.
Dopo la leggera crisi finanziaria del maggio scorso, il tasso di
sviluppo annuo della Turchia è ripartito attestandosi intorno al
9%. L'aspettativa finale per il 2005 è di ottenere un ulteriore
indebolimento nel tasso di scambio e una ripresa moderata
dell'inflazione e delle rate d'interesse che aiuteranno un
ulteriore sviluppo economico nazionale, in modo che il P.I.L. possa
aumentare circa del 4-4.5%. Difficilmente si può prevedere come
avverranno gli aggiustamenti nel livello dei tassi cambio. Questo
non permette una corretta ipotesi su quale impatto avranno
nell'economia turca e quali benefici finali porteranno. Gli
aggiustamenti saranno graduali ma si può ipotizzare un leggero
aumento del P.I.L. nel 2005 rispetto l'anno precedente. Nel
periodo tra il 2002 e il 2004 si sono avuti aumenti notevoli del
Prodotto Interno Lordo, ma ci si aspetta che questo ciclo sia giunto
ormai al termine e che ciò influenzerà negativamente l'aumento
del P.I.L. dei prossimi anni.
Conclusione
La Turchia ormai
prossima all'inizio delle discussioni per l'ammissione all'UE
continua il suo cammino di svolta, il cambio nominale del valore
della Lira, la nuova stabilità inflazionistica e un piano
d'investimenti ben delineato ha confortato gli euro scettici sulla
reale stabilità del Paese.
Il nuovo accordo col Fondo Monetario Internazionale che sarà
firmato a breve, dimostrerà che il sistema economico turco fa parte
a tutti gli effetti dell' "Euro Area" e che ormai non si può
più attendere per avviare le pratiche di ammissione. Lo politica di
Erdogan, se ben coraggiosa, a breve potrebbe iniziare a raccogliere
i frutti di un anno difficile di duro lavoro, ma che ha avvicinato
un nazione ad un continente che fin ad oggi l'ha sempre
considerata un corpo estraneo.
(Emanuele Tarducci/equilibri.net)
25.11.2004
CARRI ARMATI OK
Il
ministro della Difesa tedesco, Peter Struck, ha assicurato il
propprio appoggio alla vendita di armamenti alla Turchia, Leopard
compresi. Ankara pronta ad entrare nella Forza di Reazione Rapida
europea.
Il ministro della Difesa tedesco,
Peter Struck, ha assicurato il proprio appoggio alla vendita di armamenti alla Turchia,
sottolineando i grandi passi avanti di Ankara nel
campo dei diritti umani negli ultimi cinque anni. ''Raccomanderei al Cancelliere e al
ministro degli Esteri di soddisfare una eventuale richiesta
in tal senso che dovesse arrivare dal Governo turco'', ha detto Struck nel corso di una
conferenza stampa ad Ankara insieme al collega
turco Vecdi Gonul.
Il ministro ha poi precisato di non essere in Turchia per vendere carri armati,
mentre Gonul ha accennato all'interesse di Ankara
per l'acquisto di due Leopard, prima di poter essere in grado di garantirne una
produzione interna. Per questioni di budget la Turchia
ha di recente cancellato un certo numero di progetti nel campo degli armamenti, come
quello da un miliardo di dollari relativo ai carri
armati.
I due titolari della Difesa hanno poi riferito che il loro incontro ha riguardato le
situazioni in Iraq e in Afghanistan e la Nato.
Gonul ha precisato che la Turchia è pronta a collaborare nella formazione di una forza di
reazione rapida europea, pur non facendo ancora
parte dell'Unione. (take Adnkronos-Dpa)
25.11.2004 |
L'ARRIVO DI
KASLOWSKI
Il
vice-presidente della Tusiad turca in Confindustria per discutere sulle
opportunità di investimento e le potenzialità per la creazione di un
polo industriale in Anatolia.
Domani in Confindustria si terrà
un incontro con il vice-presidente della Tusiad turca, Aldo Kaslowki. In
tale occasione saranno illustrate le opportunità per gli investimenti, le
potenzialità per la creazione di un polo industriale in Turchia, nonché
i primi risultati dell'indagine che la Tusiad ha completato sugli
incentivi esistenti a livello locale.
25.11.2004
GHIOTTA
OPPORTUNITA' DI INVESTIRE:
E' GIUNTO IL MOMENTO DI MUOVERSI
Una
disamina dell'amministratore delegato della <Etra Sim>, Luigi
Crosti, a proposito dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
"Potremo puntare su un Paese europeo di dimensioni simili a
quelle della Germania ma con tassi di crescita superiori.
Per noi europei la Turchia
potrebbe essere la più ghiotta opportunità di investimento dei
prossimi 20 anni.
La prospettiva del suo ingresso nell'Unione Europea pone non pochi
problemi politici e sociali. Il Paese ha 65 milioni di abitanti in
larghissima maggioranza mussulmani. Con l'attuale tasso di crescita
in poco tempo diventerebbe il Paese europeo più popoloso, pur
essendo il suo territorio in gran parte asiatico. Anche se oggi il Governo turco è disponibile ad accettare una ridotta rappresentanza
politica nell'Unione, nessuno assicura che negli anni non richieda
di contare di più. Non so dire se questo potrà accentuare i
localismi già presenti oggi in Europa.
Le economie dei Paesi dell'Unione Europea si sviluppano a tassi poco
superiori all'1%. La Turchia ha registrato crescite del 7.5% nel
2003, dovrebbe chiudere il 2004 con il 10% e vi è un'aspettativa di
un ulteriore 7.5% nel 2005. La produttività del lavoro è salita
del 9.5% annuale negli ultimi due anni e mezzo. L'inflazione
superava il 70% nel 2002, oggi è sotto il 10% e si avvicina
velocemente alla media europea.
Un titolo con scadenza decennale denominato in euro rende il 6% e si
paragona al 4% del Btp emesso dal governo italiano. Il rendimento
era oltre il 15% nel 2002 e poco meno del 10% nel maggio 2004. Man
mano che il paese si avvicina all'Europa è prevedibile che i
rendimenti convergano verso la media dei paesi dell'Unione.
Da inizio 2003 la borsa turca si è apprezzata dell'85%, al netto
della svalutazione del 20% della valuta. L'indice più
rappresentativo comprende 100 titoli con una prevalenza del settore
bancario. Ho letto commenti favorevoli su questo settore, in
particolare <Akbank> e <Isbank> che godono di margini di intermediazione
interessanti e hanno un portafoglio crediti solido.
Se la Turchia riuscirà ad entrare in Europa superando le
comprensibili perplessità dei cittadini, potremo investire in un Paese "europeo" di dimensioni simili alla Germania ma con
tassi di crescita ben superiori. L'attrattiva è maggiore rispetto
ai nuovi arrivati membri dell'Unione.
(Luigi Crosti, amministratore delegato della Etra Sim)
25.11.2004
L'ARRIVO DI
NINTENDO
Dopo
l'accordo di partnership con <Nortec Multimedia> il mercato
turco a partire da dicembre sarà uno dei più sfruttati come ha
tenuto a precisare il suo menagering director.
<Nintendo of Europe> ha annunciato di aver concluso un accordo
di partnership con <Nortec Multimedia> che sarà distributore
ufficiale di <Nintendo> per il mercato turco a partire dal
mese prossimo. L'azienda ha già svolto lo stesso incarico in Grecia
e Cipro dal 1997 e in Bulgaria, Albania e Macedonia dal 2002.
George Katrinakis, managing director di <Nortec>, ha così
commentato quest'accordo: "Il mercato turco è una promessa,
è in continua crescita ed il Paese sta facendo passi in avanti per
diventare membro a tutti gli effetti della Comunità Europea. I
prodotti <Nintendo> hanno un enorme potenziale in Turchia e
noi siamo consapevoli di aver una grande possibilità di migliorare
il mercato turco e di offrire ai consumatori un'esperienza di gioco
alternativa. Siamo sicuri che Mario, Pokémon, Zelda e tutti gli
altri franchise Nintendo arricchiranno e aumenteranno la qualità
del settore dell'intrattenimento così come hanno fatto in
Grecia".
Anche Satoru Shibata, presidente di <Nintendo of Europe> ha
espresso il suo parere: "<Nintendo> sta vivendo un
periodo entusiasmante grazie al lancio del suo nuovo sistema
portatile, il< Nintendo DS>, e quindi è questo il momento
ideale per espandere la nostra presenza sul territorio europeo. <Nortec
Multimedia> ha già dimostrato le sue capacità di distributore
in diversi Paesi chiave dell'Europa e faremo di tutto affinchéanche
in Turchia vengano ripetuti questi successi".
Questa aggiunta al roster dei distributori è segno di una crescita
continua della popolarità dei prodotti <Nintendo> in Europa.
(Fabio Foria/redazione@multiplayer.it)
25.11.2004
BNP PARIBAS
SI RAFFORZA
Acquisto per
circa 217 milioni di dollari del 50% di <Teb Mali Yatirimlar. A
cedere la quota il gruppo <Colaloglu>.
La <Bnp Paribas> si
rafforza in Turchia con l'acquisto per circa 217 milioni di dollari
del 50% di <Teb Mali Yatirimlar", holding che controlla
all'84.25% la banca privata <Turk Ekonomi Bankasi (Teb). A cedere
la quota è il gruppo <Colakoglu> che conserverà l'altro 50%
della holding.
<Teb>, decima banca privata della Turchia, ha una rete di 87
agenzie ed impiega 2.000 persone. Nel 2003 ha realizzato un utile di
39 milioni per un fatturato di 187 milioni di dollari. il suo
Roe era l'anno al 17.6%.
(take Ansa).
25.11.2004
BAKU-CEYHAN:IN
FUNZIONE A META' 2005
La nuova
conduttura che porterà il petrolio dal Caucaso al Mediterraneo
attraverso Tbilisi sarà lungo 1.776 chilometri di cui 1.076 in
terra anatolica, 260 in Georgia ed i rimanenti in Azerbaijan. La
pipeline avrà una capacità di pompaggio di 50 milioni di di
tonnellate di greggio all'anno.
The end is in sight for the Baku-Tbilisi- Ceyhan (Btc) Crude Oil
Pipeline Project designed to transfer Caucasian oils to the global
market.
89 percent of the Turkish leg of the project, the largest part of
the line, had been completed and now 90 percent of the total project
is complete. The Energy Ministry determined that the first oil will
flow to Ceyhan terminal in the first half of 2005. BTC company
officials are planning to transfer oil from Ceyhan to the global
market as early as June of 2005. Some people, especially Georgian
environmentalists, have claimed that the flow through Ceyhan
terminal may be postponed due to incidents in transferring countries.
The total cost of the pipeline project passing through Azerbaijan,
Georgia and Turkey is $3.6 billion. 1,076 of the 1,776 kilometers of
pipeline are in Turkey, 260 kilometers are in Georgia, and the
remaining are in Azerbaijan.
According to Azerbaijan International Operation Company authorities,
the International Finance Association and the Europe Construction
and Development Bank provided funding for the project. The projects
foundations were settled in 1994 and construction in Azerbaijan
started in September of 2002. The administration period of the
pipeline, which has the capacity to carry 50-million tons of crude
oil per year, is 40 years, but this period can be extended twice for
10 years periods according to the will of the participants. Turkey
aims to gain $300 million in rent income annually for the line,
which has a daily capacity of $1 million. (Ismail
Altunsoy, Ramazan Solak/Zaman)
25.11.2004
SEMINARIO PER NUOVE PARTNERSHIP
E'
stato fissato per il 13 dicembre ad Istanbul. Organizzato dall'Ice e
dalla Confindustria, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad
Ankara, ha come obiettivo quello di far conoscere le opportunità
del mercato turco.
Per conoscere le opportunità che il mercato turco prospetta a quanti vogliano
investire o individuare partner per operare in mercati vicini, ci si
potrà giovare del seminario fissato ad Istanbul il giorno 13 dicembre.
Il seminario, organizzato da Ice, Istituto Nazionale per il Commercio
Estero in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia di Ankara e con
Confindustria, illustrerà le opportunità di investimento in Turchia e
le possibilità di cooperazione italo-turca nelle repubbliche turcofone
dell'Asia centrale, nel Caucaso, in medio-oriente, in Iraq e in Afghanistan.
Il progetto prevede un'agenda di incontri bilaterali tra imprese italiane e imprese turche
selezionate in funzione delle esigenze espresse dalle aziende italiane
partecipanti. In particolare, si profilano possibilità di collaborazione industriale, commerciale e di investimento per le
imprese della filiera della meccanica, che comprende macchine utensili, tessili, imballaggio, lavorazione legno, lavorazione marmo,
grafica e cartotecnica, macchine per fonderia, per il settore merceologico dei beni intermedi, che include chimica fine, parti e
componenti per autoveicoli, carpenteria metallica, prodotti per edilizia, componentistica per elettrodomestici, per il comparto
merceologico dei beni di consumo durevoli e non, che contiene
tessili-abbigliamento, articoli per la casa, mobili, articoli per illuminazione, calzetteria, calzature, elettrodomestici.
I settori elencati sembrano godere di particolari potenzialità di sviluppo nei mercati in
questione ma si prevedono possibilità di nuove partnership anche per
altri comparti. Le aziende che intendano partecipare dovranno prenotarsi entro lunedì 22 novembre. La partecipazione al seminario è
gratuita mentre ogni azienda dovrà farsi carico delle spese di viaggio
e di soggiorno. (take Adnkronos)
25.11.2004
INTERNATIONAL
BUSINESS AND INVESTMENT PROJECTS
Prima
riunione ad Istanbul del Consiglio per lo Sviluppo Economico Europeo
(Eedf) al quale prenderanno parte 800 persone tra delegati ed
investitori esteri di 36 Paesi.
E' stato reso noto che la prima riunione del Consiglio per lo
Sviluppo Economico Europeo (Eedf) avrà luogo in dicembre ad
Istanbul con la partecipazione di 800 persone, tra cui esponenti
governativi di 36 Paesi ed investitori esteri. La riunione, dal tema
"International Business and Investment Projects", dovrebbe
contribuire alla realizzazione in Turchia di progetti di
investimento passibili di accrescere il ruolo del Paese
nell'ambito dell'Unione Europea. Un comitato di 8 persone,
guidato al Presidente dell'Eedc, Aguirrezabala, giungerà ad
Istanbul nella giornata di oggi. Saranno tre giorni di studi,
preliminari al 'meeting' internazionale. (fonte Ambasciata di
Italia ad Ankara)
25.11.2004
IL
MODELLO ITALIANO
Si
è tenuta ad Ankara una
conferenza sulla difesa dei diritti degli impiegati e operai che
lavorano all'estero. Era presente il presidente dei nostri
Patronati, Aldo Amaretti.
In data 23 novembre si è svolta ad Ankara una Conferenza,
organizzata dall' Associazione turca dei Giovani Imprenditori (Tugiad),
dal tema "Il modello italiano per difendere i diritti di impiegati
ed operai che lavorano all'estero". Hanno pronunciato interventi
il presidente dei Patronati italiani, Aldo Amaretti; il direttore
Generale del ministero del Lavoro per i Patronati all'estero,
Antonio Bruzzese; il responsabile italiano per i Patronati
all'Unione Europea, Giuseppe Pappagallo. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
LA
CRESCITA DEL PAESE
Buona
la capacità industriale in Turchia riferita all'ottobre dello
scorso anno (tre punti superiore). Importante è non cedere.
Secondo
i dati ufficiali, l'utilizzazione della capacità industriale in
Turchia nel mese di ottobre è stata dell'83%, superiore a quella
del corrispondente mese del 2003 (80%), ma inferiore a quella del
precedente mese di settembre, quando fu dell'84.3%. Il dato sulla
capacità utilizzata è uno dei fattori su cui si basa il calcolo
della crescita economica del Paese che è stata, nel primo semestre,
del 13.5% e che dovrebbe, a fine anno, non essere inferiore al 10%,
una delle più alte a livello mondiale. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
TURISMO
IN SALITA
I
dati rilevati dall'Istituto di Statistica turco. Aumento del 26%.
A fine 2004 si calcola che i visitatori siano stati 17 milioni (3.3
in più rispetto al 2003)
Secondo
l'Istituto Nazionale di Statistica turco, nel periodo
gennaio/ottobre 2004 il numero dei turisti stranieri in Turchia è
stato di 15.820.000 unità, con un aumento del 26% sul
corrispondente periodo del 2003. Si presume quindi che, a fine anno,
tale numero raggiungerà i 17 milioni, rispetto ai 13.7 milioni
registrati nel 2003. Il settore ha quindi registrato quest'anno,
in controtendenza con altri Paesi del Mediterraneo, un notevole
successo. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
IL
PIANO DELLA BOTAS
L'Ente
di Stato turco per gli Oleo e i Gasdotti intende trasferire al
settore privato contratti per 16 miliardi di m3 all'anno
provenienti da Russia e Iran.
L'Ente di Stato per gli Oleo e Gasdotti, <Botas>, ha tenuto
una riunione, nei giorni scorsi, con rappresentanti di imprese
nazionali e straniere (tra cui <Bp>, <Shell>, <Total>,
<Gazprom> e <Statoli>), interessate alla privatizzazione
dei contratti di gas naturale detenuti dalla Turchia. In vista della
liberalizzazione totale del mercato del gas, infatti, la
<Botas> intende trasferire al settore privato contratti per 16
miliardi di metri cubi all'anno provenienti da Russia ed Iran,
come anche le forniture di gas naturale liquefatto provenienti da
Algeria e Nigeria. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
ENERGY
ARENA
Si
è svolta ad Istanbul la quarta edizione. Si è parlato di tutto, in
particolare delle politiche energetiche internazionali.
Nei
giorni 23 e 24 novembre si è svolta ad Istanbul la quarta edizione
della Conferenza <Energy Arena>, una manifestazione in cui,
con l'intervento del ministro per l'Energia e di rappresentanti
dell'Autorità Regolatrice del Mercato dell'Energia, del Mercato
di Borsa e dell'Amministrazione per le Privatizzazioni, sono stati
discussi i seguenti temi: politiche energetiche internazionali,
legge sul mercato del gas naturale, trasferimento dei contratti del
gas, privatizzazioni e finanziamenti, problemi dell'acqua nel
Medio Oriente. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
FINANZIAMENTO
ALLA TAV
Si
tratta di 178 milioni di euro che il consorzio ha ricevuto dalla
<Bayerische Hypo und Vereinsbank>.
Il
consorzio internazionale <Tav> (Tepe-Akfen-Vie) ha ricevuto un
finanziamento di 178 milioni di euro dalla tedesca <Bayerische
Hypo und Vereinsbank> per la realizzazione dei nuovi terminal,
domestico ed internazionale, dell'aeroporto Esenboga di Ankara.
(fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
LA
TURK TELEKOM VERSO LA PRIVATIZZAZIONE
Entro
questo mese dovrebbe essere lanciata la gara per il 55% delle azioni
dell'Ente di Stato turco che conta 19 milioni di abbonati e 61
mila dipendenti.
Il
direttore dell'Autorità per le Privatizzazioni turca, Metin Kilci,
parlando alla rete televisiva di Stato, ha dichiarato che la Turchia
intende lanciare la gara per la privatizzazione del 55% di <Turk
Telekom> (l'Ente pubblico per la telefonia fissa) entro la fine
di questo mese. Kilic ha detto che una decina di qualificate imprese
hanno sinora manifestato interesse nell'operazione. <Turk
Telekom> conta attualmente 19 milioni di abbonati e 61.000
dipendenti. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004
OFFERTE PER LA
TURKISH AIRLINES
Per
ora si tratta solo del 20% del pacchetto della compagnia aerea che
dovrà essere privatizzata. Termine di presentazione per la gara: 3
dicembre prossimo
<Turkish
Airlines> (Thy) sta ricevendo le prime offerte per la
privatizzazione di un pacchetto iniziale del 20% del capitale (dal
valore, alle attuali quotazioni di Borsa, di $ 200 milioni), il cui
termine di presentazione scadrà il 3 dicembre prossimo. <Thy>
è al 98,27% di proprietà statale, mentre il resto è quotato alla
Borsa di Istanbul a seguito di un'offerta pubblica realizzata
negli anni novanta. L'immissione del 20% di cui all'offerta
pubblica in corso dovrebbe far entrare la <Thy> nell'indice
delle 30 top companies quotate alla Borsa di Istanbul (IMkb).
Gli analisti sono interessati a verificare l'interesse degli
investitori per la <Thy> (che
dovrebbe raggiungere nel
2004 i 12 milioni di passeggeri e, con i 51 nuovi aerei di cui ai
recenti contratti firmati con <Boeing> ed <Airbus>,
aspira ad arrivare ai 15-20 milioni di passeggeri all'anno), dopo
che , all'inizio del mese, un'offerta pubblica di acquisto per
la filiale turca della <Coca-Cola>, del valore di $ 300
milioni, ha dovuto essere rinviata per domanda insufficiente. (fonte
Amb. d'Ita)
25.11.2004
ENERGIA: UNA
POSIZIONE CHIAVE
Nella
competizione Usa-Russia, la Turchia è quella che può trarne enormi
vantaggi sia per l'importanza del Baku-Ceyhan (petrolio) sia per
quella del Blue Stream (gas).
Turkey
is reportedly in the key position in the competition for energy
projects between Russia and the US.
Istanbul Technical University (Itu) Department of Oil and Natural
Gas Engineering Chair, Professor Abdurrahman Satman, said that the Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc) Crude Oil Pipeline Project has a
strategic importance. Turkey is at the center of a region of
competing energy projects. "Blue Stream is a natural gas
pipeline; Btc is an oil pipeline. The common point of the two is
that both are pipelines and both aim to transfer energy directly to
Western markets."
Satman pointed out that Russia plans to sell its own energy to
Western markets through the Blue Stream while the US plans to sell
the energy sources under its control in Caspian through the Btc.
"At first sight, the two pipelines are not competitors - one is
for natural gas, the other is for oil," he said. "But both
countries will be competing with each other to reach Western markets.
Russia aims to be number one in natural gas with the Blue Stream
project while the US wants to be number one in oil with the
Baku-Ceyhan project." (Ismail Altunsoy,
Ramazan Solak/Zaman)
25.11.2004
IL GRUPPO BIALETTI
INDUSTRIE S.p.A
ACQUISTA IL PENTOLAME DELLA <CEM>
Dopo l'azienda
della moka del famoso omino con i baffi e la <Girmi> di Omegna,
il made in Italy è andato alla conquista del numero uno turco
specializzato in allumini che fattura 15 milioni di euro e detiene
il 50% del mercato locale.
Dopo la <Bialetti> - l'azienda della moka del famoso omino con i
baffi, comprata e rilanciata in tutto il mondo - anche un altro
simbolo dell'Italia del boom, la <Girmi> di Omegna (Vb), specializzata
in piccoli elettrodomestici, rimane in Italia. È stata infatti
acquistata dal gruppo bresciano <Bialetti Industrie Spa>, nato dalla
fusione tra la Rondine della famiglia Ranzoni e la Alfonso Bialetti.
Il gruppo bresciano, che ha fatturato nel 2003 154 milioni di euro,
prevede di chiudere il 2004 a 166 ed esporta il 52%. È il quarto
produttore mondiale di casalinghi. In meno di tre anni ha dato
origine con numerose acquisizioni a due poli di eccellenza del made
in Italy, quello di Omegna con <Bialetti> e <Omg>, al quale si aggiunge
ora la Girmi, e quello bresciano dove vengono fabbricate le pentole
inaderenti di alluminio. La <Girmi> (fatturato previsto nel 2004 di 16
milioni di euro, con un 20% di export), a suo tempo comprata e poi
rivenduta dalla <Moulinex>, apparteneva per un 85% alla società
romana Copertine e per il restante 15 alla Banca Popolare di Intra.
Da tempo era oggetto di offerte da parte di gruppi stranieri e solo
la rapida definizione dell'acquisto da parte di Bialetti Industrie
ha consentito di mantenere in Italia un simbolo ancora famoso del
design - premiato da diversi <Compassi d'Oro> - e della qualità
italiani, che nonostante le crisi e i diversi passaggi di proprietà,
è riuscito a restare sul mercato e anzi a mantenere circa il 40%
della sua produzione in Italia.
"Con questa operazione - dichiara l'amministratore delegato e
vicepresidente Alberto Piantoni - abbiamo rafforzato il polo
produttivo del made in Italy di Omegna dove avevamo già avviato una
divisione di piccoli elettrodomestici. Siamo seriamente intenzionati
a rilanciare Girmi, come già abbiamo fatto per <Bialetti>, su scala
mondiale. La nostra filosofia infatti non è mai stata quella di
chiudere per produrre in Cina ma di creare strutture industriali
molto efficienti, investendo di continuo in processi produttivi, in
nuovi prodotti e nella forza dei marchi. Lo faremo certamente anche
con Girmi sfruttando brevetti e innovazioni in nostro possesso". E
per contrastare i competitor asiatici e allargare in tutto il
Mediterraneo l'espansione dell'azienda, Piantoni chiude oggi
l'acquisto del numero uno turco del pentolame d'alluminio inaderente,
la <Cem>, che fattura 15 milioni di euro, detiene il 50% del mercato
turco grazie anche a un marchio di gamma alta, e che aiuterà a
contrastare in modo efficace l'arrivo di casalinghi di bassa qualità
e basso prezzo dall'Asia. Piantoni annuncia anche che un eccellente
primo semestre 2004 (+13% dei ricavi, verso un +10% dell'intero
anno) che consentirà di ridurre ancora l'indebitamento che aveva
sostenuto, insieme al dispiego di mezzi propri, l'eccezionale
crescita degli ultimi anni e di portare l'Ebitda al 14-15% (la media
del settore è del 10%.). Quanto alla possibilità, più volte
ventilata, di un debutto in Borsa, Piantoni ora lo considera sempre
più probabile. "Dobbiamo crescere ancora molto e lo stiamo facendo
con acquisizioni e con incrementi produttivi continui. Dal 1992 il
fatturato è infatti salito del 20% ogni anno. Ma per gli ambiziosi
obiettivi che ci siamo posti dovremo certamente ricorrere anche al
mercato dei capitali. Per conto nostro abbiamo investito in questi
ultimi anni 23 milioni di euro per far fronte alla concorrenza e per
diventare sempre più forti. Una strategia che ci sta premiando
perché nel 2004 in un mercato in discesa le nostre vendite sono
salite del 10 percento". (Paola Guidi/Il Sole 24
Ore.com)
25.11.2004
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TORNA
LA PROTON
Accordo
commerciale tra la Turchia e la casa automobilistica della Malesia.
Malaysian
automotive manufacturer Proton is re-entering the Turkish
market with a new distribution deal.
Formerly Protons were distributed by Jetpa Holding, but now it
will be taken on by Ulu Motor.
An important part of the business are spare parts and
servicing for current Proton drivers, but two new models, Waja
and Gen 2 will be launched in 2005. (Economy News Services /Zaman)
25.11.2004
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VIA
LIBERA (FORSE) AL NUCLEARE
Per il
ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler, nel 2012 impianti di
questo genere daranno al Paese 4.500 megawatt di potenza. I rischi
del sistema sismico.
Il
Ministro dell'Energia, Hilmi Guler, in visita al Centro di
ricerche nucleari dell'Ente turco per l'Energia Atomica di
Cekmece (Istanbul), ha reiterato nei giorni scorsi che la Turchia
intende dotarsi entro il 2012 di almeno tre centrali nucleari per la
produzione dell'8-10% del fabbisogno nazionale di elettricità.
Guler non ha fornito indicazioni sulle date dei bandi di gara,
affermando peraltro che la costruzione sarà affidata al settore
privato e che solo in caso di mancanze di interesse da parte di
quest'ultimo interverrebbe il settore pubblico. Il Ministro ha
anche detto di non aver assunto impegni con alcun Paese estero circa
l'adozione delle rispettive tecnologie Già due volte, nel corso
degli ultimi trent'anni, la Turchia ha tentato la realizzazione di
impianti nucleari, cancellando ogni volta le gare per l'insorgere
di problemi di costi e preoccupazioni ambientali. (fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara)
25.11.2004 |
CAPITALI
STRANIERI
In nove mesi
portati in Turchia 2.2 mld di dollari. Una dichiarazione del
ministro dell'Economia Ali Babacan.
Turkish
State Minister Ali Babacan said that their efforts to attract
foreign capital had started to give results as foreign capital
investment reached $2.2 billion in the first nine months of the year.
Babacan was speaking at a ceremony organized in Adapazari for the
tenth anniversary of Toyota's production. Disclosing that
discrimination between local and foreign investment in Turkey has
been removed through government economic policies, Babacan expressed
that over $2.200 million of international capital entered the
country in the first ten months of 2004. Identifying the 1990s as
lost years because of economic crises, coalition governments and
political discontinuity, Babacan said, "The 21st century offers
unique opportunities for Turkey. We cannot ignore these
opportunities. Our economy is undergoing a radical change and
renaissance. We are determined to make the 21st century Turkey's
century."
Expressing his pleasure to celebrate their tenth anniversary in
Turkey, the General Manager of Toyota Turkey Koji Kobayasi said,
"Today is a very important day for our company and the staff
and shareholders who have supported us over ten years. I wish for
more ten years of producing cars and contributing to society."
(Emre Soncan, Salih Hamurcu/Zaman)
25.11.2004
IL PRIMO
ACCORDO
A livello
economico-commerciale, è stato firmato tra Ankara e Pyongyang.
Fiducia in una più estesa cooperazione.
Turkey signed its
first official agreement -- a commercial and economic cooperation
deal -- with North Korea, a country it recognized three years ago, a
Turkish spokesman said.
The deal, which aims to boost bilateral trade, was signed by the
Turkish undersecretary for foreign trade, Tuncer Kayalar, and the
North Korean Ambassador to Bulgaria, Kim Ha Dong, the spokesman for
Kayalar's office said.
Trade volume between the two countries stood at four million dollars
in 2003, which went up to 4.5 million dollars in the first nine
months of 2004.
Turkey recognized North Korea in 2001 but neither country has opened
an embassy on the other's territory. (TurkishPress/Afp)
25.11.2004
NAVE RUSSA
DEMOLITA IN TURCHIA
Era stata
sequestrata cinque anni fa nel porto di Ancona. E' salpato alla volta di
Aliaga.
Finisce con un viaggio al
traino di un rimorchiatore verso il porto turco di Aliaga, dove verrà
demolita, l'odissea della nave cargo <Alma I>, bloccata da cinque
anni alla banchina 17 del porto di Ancona con il suo equipaggio di 10
persone (7 ucraini, due russi ed un georgiano), a casa del mancato
pagamento degli stipendi arretrati da parte dell'armatore russo.
La nave, imbracata da un rimorchiatore, ha salpato le ancore per il suo
ultimo viaggio alla volta della Turchia. (da take Ansa)
25.11.2004
"CUORE
SACRO" DI OZPETEK
Il nuovo film
del regista turco, naturalizzato italiano, si avvale nel cast di Barbora
Bobulova, Lisa Gastoni, Andrea Di Stefano e Massimo Poggio. Uscirà nelle
sale il 25 febbraio. Costo dell'opera: 6 milioni di euro.

Un film costruito come un thriller dell'anima, che gioca sul tema del
doppio e racconta una storia di redenzione morale. Sullo sfondo l'Italia
di oggi, quella dell'euro e dei neopoveri. E' "Cuore sacro", il
nuovo ed atteso film di Ferzan Ozpetek che si gira in questi giorni a
Cinecittà, nel mitico teatro 5 di Federico Fellini. prodotto da tilde
Corsi e Gianni Romoli (che firma anche la sceneggiatura insieme al
regista), per un costo di 6 milioni di euro, "Cuore sacro"
uscirà nelle sale il 25 febbraio distribuito dalla <Medusa>.
Protagoniste Barbora Bobulova, subentrata nel progetto dopo la defezione
di Valeria Golino, e Lisa Gastoni, che torna al cinema dopo 25 anni di
assenza. Al fianco delle due attrici anche Andrea Di Stefano e Massimo
Poggio. "Nonostante il titolo non è un film che parla di religione,
ma della sacralità che è in tutti noi, della tensione trascendente che
è propria dell'uomo" dice Ozpetek durante una pausa sul set.
Il film narra la storia" di un cambiamento profondo - racconta ancora
il regista - un viaggio che inizia quando la protagonista, Irene (Barbara
Bobulova, ndr), rientra dopo 30 anni nel palazzetto in cui ha vissuto la
sua infanzia. Qui viene a conoscenza di un mondo, quello della madre morta
in circostanze misteriose quando lei era ancora bambina, di cui ignorava
totalmente l'esistenza".
Un mondo "che è l'opposto di quello in cui vive - spiega la Bobulova
- dominato dalla sete di denaro e i cui sentimenti e debolezze non devono
essere mostrate". Figlia di un ricco imprenditore immobiliare, Irene
ha ereditato dal padre il comando dell'azienda di famiglia e con lo stesso
piglio del genitore l'amministra aiutata dalla zia Eleonora (Lisa Gastoni),
che su di lei ha riposto tutte le sue speranze: "Un personaggio
spietato e crudele - spiega la Gastoni - che non ha sentimenti, è
intransigente e insofferente di fronte alle fragilità altrui e non si
ferma di fronte a niente pur di ottenere ciò che vuole. Dimenticatevi la
Gastoni di un tempo, sarò anche brutta". (take Adnkronos)
25.11.2004
NEW YORK,
NEW YORK
La metropoli
americana prima scelta degli studenti turchi che - secondo
l'Istituto Internazionale dell'Educazione - sono ben 11.398 . In
classifica si trovano all'ottavo posto. Al primo ci sono gli indiani
(79.736 iscritti).
According
to the Institute of International Education (Iie), 11,398 Turkish
students are currently being educated in the US. Among the 572,509
international students in the US, Turkish students are ranked eighth
by size. India has the highest number of students studying in the US
with 79,736.
Turkish students are spread out across the US states, but the state
most preferred by Turkish students is New York. New York has 1,731
Turkish students, followed by Massachusetts with 852 students.
Boston is located in Massachusetts and is home to Harvard and Mit.
A report prepared by the IIE based on data from the US Department of
State indicates that the number of students receiving education in
the US for the 2003-2004 academic year has decreased by 2.4 percent
compared to the previous year. Difficulty obtaining visas has been a
major factor. Middle Eastern students' were once the largest group
of applicants to US universities, but now prefer to apply to schools
in Europe. This has played a crucial role in the general decrease in
international students in the US observed for the first time since
1955. Following a 10 percent decrease in applications by Middle
Eastern students for the 2002-2003 academic year, the 2003-2004
school year saw a nine percent decrease.
According to the report, Turkey is now the largest Middle Eastern
country to send students to the US. Although the number of Turkish
students had increased annually by eight to ten percent since 2000,
it started to decrease after the tragedy of September 11th. Despite
a two percent reduction in the number of Turkish students, however,
Turkey has been one of the top ten countries for the last four years
and has ranked eighth for the last two years. 60 percent of the
Turkish students are graduate students and 32 percent are
undergraduate students.
There are a total of 13,380,000 students receiving higher education
in the US. International students constitute 4.6 percent of that
total. Although New York is the top choice for Turks seeking
education, California is the top choice for international students
in general. 80,484 students contribute $1,770 billion to the state
budget in California. Over half a million international students
contribute $12.8 billion to the US economy in school fees, housing
expenses and other life expenses.
About 200 US students are receiving an education in Turkey. (Emrah
Ulker/Zaman)
25.11.2004
MEVLANA
Visitatori in
massa al museo omonimo durante l'<Eid Al Fitr>. Una serie di
film ispirati alla filosofia metafisica di Jalaluddin Rumi. Il
presidente del Konya Metropolitan Municipality, dà notizia di una
rassegna che si terrà tra il 1 e il 10 aprile 2005.
Thousands
of local and foreign tourists, obeying the call of Mevlana
Celaleddin-i Rumi, the great Anatolian philosopher and Islamic
mystic to "Come, whoever you are, come!" rushed to the
Mevlana Museum during Eid Al Fitr. In the first two days of the
feast that follows Ramadan, 12,500 people visited the museum.
The number was expected to rise over 16,000. The Mevlana Museum is
the second most visited museum in Turkey after Topkapi Place. Local
and foreign tourists have been forming long lines to enter the
museum since the early morning hours. Deputy Director of the Mevlana
Museum, Naci Bakirci emphasized that interest in Mevlana
was increasing each year, saying: "A 25 percent increase was
experienced this year. We had a record 1,320,000 visitors in 1996,
but this year our target is 1,500,000 visitors. We've already had
over 1,250,000." (Bostan Cemiloglu/Zaman)
____________
The
Konya Metropolitan Municipality is planning to shoot a series of
films depicting the metaphysical philosophy inspired by Mevlana
Jalaluddin Rumi-- the doctrine of "looking beyond what is
apparent."
The Chairman of the Konya Metropolitan Municipality Chamber for
Cultural Affairs, Ercan Uslu, announced yesterday that 40 films
documenting the metaphysical will be directed by famous directors
from the US to Turkmenistan and will be introduced at cinemas as
"Cinema Days of Love." A committee of eleven film critics
has already begun to select the films. "Cinema Days of
Love" is scheduled to be held annually between April 1 and
April 10, 2005. (aa/Zaman)
25.11.2004
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IL RESTAURO
Il ministro di
Stato turco, Besir Atalay, ha annunciato che la Tika (Turkish
Cooperation and Development Administration) provvederà a rimettere
in sesto la tomba del grande Selijuk nel Tukmenistan. Un simposio
con 25 scienziati.
State
Minister Besir Atalay opened the tomb of Sultan Sencer's, which was
restored by the Turkish Cooperation and Development Administration (Tika), with Turkmenistan Deputy Prime Minister and Minister of
Health Berdi Mohammed Gurbangeldiyev in Turkmenistan.
In his speech at the opening ceremony, Gurbangeldiyev said, "Turkmenistan
is reunited with its history." He also informed that scientists
from 23 countries would participate in a symposium that will be held
on the Sultan Sencer Tomb and his period and thanked Tika
for its restoration work on the historical tomb. After visiting more
tombs in the historical city of Merv, Minister Atalay returned to
the capital Ashkabat. The Tika started restoration of Sultan Sencer's
tomb in 2001.
Sencer was the last Sultan of the Great Seljuk Empire and his tomb,
built in 1150, is the only living trace from the Seljuk period in
Central Asia. It is included on the UNESCO World Heritage list. (Yunus
Erdogan, Cemil Yidiz/Zaman)
25.11.2004
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ZONARO, DA VENEZIA AL
BOSFORO
Aperta presso
la sala Zanardelli del Vittoriano (piazza dell'Ara Coeli) una mostra
del grande acquarellista con 90 opere tra oli su tela e tavola,
disegni. La rassegna, curata da Giovanna Damiani, è promossa
dall'Istituto di Cultura di Istanbul.
 "Fausto Zonaro, dalla laguna
veneta alle rive del Bosforo" - Un pittore italiano alla corte
del sul Sultano: sarà questo il titolo di una mostra che sarà
ospitata da oggi 26 novembre al 19 dicembre al Vittoriano e che si
configura come una importante retrospettiva di Zonaro, ritrattista,
illustratore realista, pittore alla corte di Costantinopoli tra il
1869 e il 1910, al seguito del sultano Abdul Hamid II.
In mostra oltre 90 opere tra oli su tela e su tavola, circa 27
disegni e 10 foto di Elsa Zonaro, moglie di fausto che coopereranno
alla ricostruzione di un percorso artistico a tutto tondo, dagli
inizi quando Zonaro dipingeva soprattutto soggetti tratti dalla vita
popolare napoletana, passando fino alla sua esperienza ventennale a
Costantinopoli.
La rassegna, curata da Giovanna Damiani, è promossa dall'Istituto
di Cultura di Istanbul in collaborazione con la Grande Assemblea
Nazionale della Turchia, il centro <Yapi Kredi> per le
attività culturali e l'agenzia <Comunicare Organizzando>. Per
la mostra anche il patrocinio dei ministeri italiani degli Esteri e
dei Beni Culturali nonché della presidenza della Grande Assemblea
Nazionale turca.
________________
Furono parecchi gli artisti
veneziani attratti dall'Oriente, ed in particolare, quasi per una
compensazione storica, verso quella Costantinopoli che per secoli
aveva costituito minaccia e calamita culturale. Dipinti storici a
parte di Francesco Hayez, e così pure i viaggi romantici di
Ippolito Caffi, in età positivista perché non ricordare proprio
gli artisti veneti che si trasferirono sul Bosforo proprio per
vivercii. Vedi per tutti, ad esempio, Pietro Bellò che a
Costantinopoli fu architetto, scenografo e, negli anni tardi, anche
aquarellista: E perché no, Fausto Zonaro il quale, sia
biograficamente sia soprattutto per qualità artistica, si colloca
tra gli esponenti più coerenti dell'Orientalismo italiano.
L'attività ventennale di Zonaro a Costantinopoli, la fortuna che
egli ebbe presso la corte ottomana e presso il collezionismo
straniero in visita al suo atelier sulla collina di Pera, si
pongono in continuità anche cronologica con l'esperienza del
levantino Amadeo Preziosi; ma non si spiegherebbero senza
ripercorrere la fortuna di Costantinopoli presso gli artisti
viaggiatori di fine Ottocento, dopo l'edizione illustrata da Biseo
del volume di De Amicis. Non a caso, sii ricordi l'itinerario
compiuto nel 1884 da Francesco Netti, in compagnia di Edoardo
Dalbono e Camillo Miola, al seguito del mecenate Francesco Caravita,
principe di Sirignano. Netti si limitò, durante il viaggio, a
riprendere i luoghi toccati dallo yatch <Rondine> di Sirignano,
e in particolare i luoghi del Bosforo come Therapia (leggi oggi
Tarabya, ndr), dove aveva sede la residenza estiva dell'ambasciatore
d'Italia. Ma, al ritorno a Napoli, inaugurò, con La Siesta,
una serie di opere orientaliste di raffinata qualità, come Le
ricamatrici levantine o Nell'harem. Si tratta di dipinti
di non grande formato, venati dallo stesso 'garbo mediterraneo' che
si riscontra, come abbiamo visto, nelle odalische di Domenico
Morelli. Di Francesco Netti fu discepolo Carlo Farneti, che si
dimostra, in opera come l'Harem, affine all'intimismo di artisti
come Edoardo Tofano.
Costantinopoli fu meta privilegiata di altri artisti italiani, negli
ultimi decenni dell'Ottocento: vi stabilì, a partire dal 1883, e
fino alla morte sopraggiunta nel 1930, il biscegliese Leonardo De
Mango, che dopo un'iniziale formazione presso l'Istituto di Belle
Arti di Napoli, aveva intrapreso un singolare itinerario
mediorientale, risiedendo a lungo in Egitto e in Libano, e di lì
recandosi in Cirenaica in anni precoci, rispetto all'avventura
colonialista italiana. De Mango fu pittore di piccole tavole di
vedute e costumi, souvenir per una borghesia di viaggiatori, reali o
virtuali, senza eccessive pretese.
A un pubblico di diplomatici europei, ufficiali dell'esercito
ottomano, signore della buona borghesia di Costantinopoli, si
rivolse invece l'offerta di Salvatore Valeri, trasferitosi nella
capitale |