Arretrati 

Anno 5° N.35

COMMIATO
L_ambasciatore_turco_in_Italia_Necati_Utkan_e_signoraDopo cinque anni di permanenza a Roma l'ambasciatore turco in Italia, Necati Utkan, ci lascia. Ritorna in patria dove andrà a presiedere altri incarichi. Diciamo subito che per il nostro Paese è una grande perdita, e non solo e non tanto perché Utkan in questo lustro ha dimostrato di essere un grande diplomatico muovendosi con estrema accortezza anche in momenti che per la Turchia erano stati tutt'altro che facili, quanto e soprattutto perché sotto la sua direzione la sede di via Palestro è stata una fucina di iniziative in particolare a livello culturale. Precorrendo i tempi si può dire che l'ambasciatore Utkan aveva portato già la Turchia in Europa, anticipando di fatto i negoziati di adesione. E' quindi è con sincero affetto che la redazione di <Turchia Oggi> fa i migliori auguri all'ambasciatore e alla gentile consorte certi che entrambi non dimenticheranno l'Italia e che vi ritorneranno quanto prima da turisti. (Turchia Oggi)
25.11.2004

FEELING A 360°
Incontro tra il ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini e l'omonimo turco Abdullah Gul. L'Italia sostiene la necessità di fissare una data di "tempi ravvicinati" per l'avvio dei negoziati di adesione di Ankara nell'UE.
Fini e GulL'Italia continua a sostenere la necessità di fissare una data di "tempi ravvicinati" per l'avvio dei negoziati di ingresso nell'Unione Europea della Turchia. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Gianfranco fini al termine dell'incontro con il collega turco Abdullah Gul.
"Non avrebbe molto senso prendere ancora tempo e rinviare molto avanti l'avvio dei negoziati", ha detto Fini a meno di un mese dal Consiglio Europeo che dovrà dire l'ultima parola sul destino di Ankara.
"se qualche amico dicesse: teniamo i turchi ancora un po' fuori della porta, sbaglierebbe perché si rischierebbe di creare un effetto negativo", ha osservato fini. "Così facendo si andrebbe non a ridurre la differenza in Europa, ma ad aumentarla. E, aumenterebbe anche la diffidenza nell'opinione pubblica turca". "Non sarebbe un grande capolavoro diplomatico", ha soggiunto il titolare della Farnesina. (take Ansa)
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Il feeling tiene, anzi si può dire che i rapporti tra Roma ed Ankara si fanno via via più stretti. Il Forum italo-turco che si è svolto a Villa Piccolomini sull'Aurelia Antica, corollario di un bilaterale tra il ministro degli Esteri Gianfranco Fini e l'omonimo turco Abdullah Gul, è stato qualcosa di più dei convenevoli diplomatici a cui si è usi in queste circostanze. Il titolare della Farnesina ha voluto ribadire il suo appoggio, e quello del Governo in carica, a che già nei primi mesi del prossimo anno si possa dare inizio ai negoziati. Un sostegno pieno, dunque. E del resto, Fini ha anche voluto sottolineare - nel corso di una conferenza stampa congiunta - che se in questo momento c'è un Paese che ha tutte le carte in regola per entrare in Europa questa è proprio la Turchia; intanto perché ha ottemperato a tutti gli obblighi fissati da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale in tema di gestione pubblica e sanatoria economica, secondariamente perché ha dimostrato - conti alla mano -  di avere il più sostenuto tasso di crescita all'interno dell'Ocse (+5%). In altri termini, per Fini il destino della Turchia è in Europa e, se pure potrà entrarvi dopo ulteriori esami, ciò non toglie che Ankara sia un "buon modello" per altre nazioni avendo saputo conciliare laicità e religiosità, democrazia e rispetto delle regole. In una Europa unità nelle sue diversità (ar. 1 della Costituzione appena firmata), in una Europa fortezza che include e non esclude, l'ingresso della Turchia non può che essere positivo, soprattutto - come ha rilevato il ministro Gul - per la pace del Mediterraneo e la stabilità regionale ora più che mai in pericolo; per quella politica di mediazione di cui Ankara si è fatta sempre portavoce tanto in Palestina quanto in Irak e a Cipro. Un problema quest'ultimo ancora non risolto. Non certo per colpa dei turco-ciprioti, non certo per colpa della Turchia. Però va risolto, né l'esito "sciagurato" del referendum sulla riunificazione dell'isola - come ha tenuto a precisare Fini  - dovrà bloccare in eterno il processo avviato dal Segretario generale dell'Onu Kofi Annan. "Non ci deve arrendere davanti all'esito di un referendum - ha detto Fini - Il Governo italiano auspica un senso di responsabilità da parte di tutti: ai turchi chiediamo un atteggiamento aperto per arrivare alla normalizzazione dei rapporti con Cipro; a Nicosia un atteggiamento costruttivo per superare le difficoltà. E' indispensabile la reciproca disponibilità". Disponibilità, diciamocelo francamente, che riguarda però più che altro i greco-ciprioti i quali - tanto per non saper né leggere né scrivere come si usa dire - hanno già fatto accenno ad ipotetico diritto di veto il 17 dicembre prossimo. Alla faccia! Sbaglia Fini quando parla di  "reciproca disponibilità, sbaglia  ancora quando asserisce che il contenzioso non è una questione bilaterale tra le due Cipro ma riguarda Turchia ed Unione Europea. Come che sia, l'Italia è disponibile a giocare il suo ruolo con gli "amici turchi" ed i greco-ciprioti. Di questo, al titolare della Farnesina va dato atto. Parimenti, che si stia lavorando ad "un tavolo Turchia" per consolidare la strategia delle piccole e medie imprese italiane che vogliono operare al di là del Mediterraneo. (Turchia Oggi)
26.11.2004

INCORAGGIARE IL PROCESSO
Il vice-ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso ha messo in evidenza i legami economico-commerciali tra l'Italia e la Turchia Un "partner che va tenuto molto stretto".
Il_viceministro_Adolfo_Urso L'Italia deve incoraggiare il processo di adesione della Turchia all'Unione Europea. A sostenerlo è stato il vice-ministro alle Attività produttive con delega al Commercio con l'Estero Adolfo Urso che a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ha presenziato ad una conferenza stampa organizzata dal <Gruppo Imprese Edoardo Caltagirone>.
"La posizione del governo è chiara - ha ricordato Urso - ed è stata espressa in più occasioni dal presidente Berlusconi e dal ministro degli Esteri fini. E' una posizione di supporto all'ingresso nell'UE della Turchia che è nostro importante partner istituzionale, politico, culturale ed anche commerciale. basta vedere quanto cresce ogni mese, da anni, l'export italiano nei confronti della Turchia e quanto interesse vi sia per le imprese italiane ad avere un partner di queste dimensioni nel mercato comune europeo". (da take Adnkronos)
26.11.2004  

COLLOQUI QUANTO PRIMA
A sentire il premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker, potrebbero cominciare nei primi sei mesi del 2005. "Una partnership privilegiata" non rappresenta per la Turchia una opzione.
Jean_Calude_Junker I colloqui per l'adesione della Turchia all'UE potrebbero iniziare ''nei primi sei mesi del
2005'': lo ha detto  il premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker, in una conferenza stampa nel granducato insieme al Primo Ministro di Ankara, Tayyip Erdogan.
'I progressi della Turchia non possono essere ignorati'', ha
precisato Juncker, sottolineando che i negoziati con l'UE dovranno sfociare in una integrazione piena della Turchia all'Unione.
''Una partnership privilegiata non rappresenta un'opzione'',
ha sottolineato Juncker, in merito a questa possibilità avanzata da più fonti europee negli ultimi tempi, precisando però che il processo dei negoziati con Ankara ha ''un esito aperto''. (take Ansa)
25.11.2004

INGRESSO NEL 2015
Questo però solo se i negoziati di adesione della Turchia all'Europa iniziano nel 2005. Per il ministro degli Affari Esteri olandese, Ben Bot, non meno di dieci anni per le trattative.
La Turchia potrebbe entrare nell' UE nel 2015: lo ha dichiarato oggi alla stampa all'Aja il ministro degli Affari Esteri olandese, Ben Bot, che assicura la presidenza di turno dell'Unione Europea.
"Se i negoziati cominciano nel 2005, se non ci sono circostanze imprevedibili e se la Turchia continua su questa strada, non vedo perché non dovrebbe essere capace di soddisfare i criteri'' di Copenaghen (che i paesi candidati devono rispettare per aderire all'UE, ndr.), ha detto Bot, precisando di ''ritenere'' che le trattative potrebbero durare ''dieci anni''.
Il ministro ha inoltre sottolineato che andranno verificate
le posizioni di tutti i 25 paesi appartenenti all'Unione europea sull'apertura dei negoziati, ricordando che al vertice UE in agenda il 17 dicembre a Bruxelles, i Venticinque decideranno se aprire in negoziati con Ankara. (take Ansa)
25.11.2004

RIFLESSIONE SU TURCHIA ED UE

Tre parole per sintetizzare i lavori della Commissione degli episcopati dell'Unione svoltasi a Bruxelles nei giorni scorsi. Per i 25 vescovi l'adesione di Ankara è una questione politica e non religiosa.
La decisione sull'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'UE "non è una questione di ordine religioso ma politico". Essa "merita una discussione approfondita all'interno della società civile europea". Al termine dell'assemblea della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), svoltasi il 18 e 19 novembre a Bruxelles, è stata resa nota una dichiarazione intitolata "Riflessione sulla Turchia e l'UE". I vescovi dei Venticinque affermano: "Per la Chiesa cattolica è importante che la Turchia e l'Unione sviluppino relazioni costruttive e amichevoli. Non ci possono essere ostacoli di natura religiosa a ciò che un paese a maggioranza musulmana divenga membro dell'Unione". A tale scopo è però "necessario che la Turchia rispetti i diritti fondamentali, per esempio l'uguaglianza di status delle donne, la libertà di espressione e la libertà religiosa". La Comece ha dedicato ampio spazio al dibattito su tale argomento, ascoltando anche studiosi ed esperti di diverse nazionalità. I vescovi si chiedono dunque se "sia opportuno aprire i negoziati con la Turchia benché i diritti fondamentali, ivi compresa la libertà religiosa, non sono pienamente rispettati in questo Stato". La Comece suggerisce di chiedere ad Ankara di "correggere le carenze" evocate in un recente documento della Commissione", relative "alla libertà di espressione religiosa e alla tutela delle minoranze". Tema, questo, che potrebbe essere discusso durante il prossimo Consiglio europeo del 16 e 17 dicembre, quando i capi di Stato e di governo dell'Ue assumeranno una decisione definitiva riguardante la Turchia.
25.11.2004

UN'OTTIMA INIZIATIVA
Il ministro della Giustizia italiano, Roberto Castelli si riferisce alla mozione della Lega Nord in Consiglio comunale a Milano di un referendum sulla Turchia.
La mozione presentata dalla Lega Nord in consiglio Comunale a Milano affinché si dia vita ad un referendum per l'ingresso nell'UE della Turchia, secondo il ministro della Giustizia, Roberto Castelli ''è un'ottima iniziativa''. Tuttavia, ha proseguito Castelli a margine di un convegno a Milano sulle professioni ''ne suggerirei un'altra: presentare una mozione che chieda il referendum anche per l'approvazione della Costituzione
europea, così come stanno facendo molti Paesi''. (take Adnkronos)
25.11.2004

L'OSTILITA' DEL CARDINALE
Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Karl Lehmann, non ha nascosto la sua contrarietà al fatto che Ankara possa entrare nell'UE. La replica dell'ambasciatore turco a Berlino, Mehmet Ali Irtemcelik.
Il presidente della Conferenza epistolare tedesca, cardinale Karl Lehmann, è intervenuto nel dibattito sull'ingresso della Turchia nell'UE per esprimere la propria ostilità al progetto. In un'intervista al settimanale <Focus> il prelato sottolinea che l'identità dell'Europa è fortemente basata sull'eredità giudaico-cristiana e si chiede se con l'ingresso della Turchia "non si sia già messo in moto il treno che conduce ad un processo di dissoluzione autodistruttiva della propria identità".
"Che facciamo - si
chiede - in seguito accogliamo anche la Russia, poi facciamo seguire il Marocco e la Tunisia? Attualmente abbiamo nell'UE 25 Paesi membri, c'è dunque parecchio da integrare e da digerire".
Riguardo ai progressi in materia di diritti fatti
registrare finora dalla Turchia, il Cardinale si mostra
piuttosto scettico. "Abbiamo considerevoli preoccupazioni in merito al fatto che i necessari cambiamenti potrebbero esistere solo sulla carta - spiega Lehmann - oltre a ciò dubito che la Turchia possa costituire il modello di democrazia sperato per il Vicino Oriente. In Turchia esistono ancora fondamentali lacune in fatto di diritti umani e di libert° di religione". 
Sempre dalle pagine di <Focus> l'ambasciatore turco a Berlino, Mehmet Ali Irtemcelik, invita a non mettere tutti i musulmani "sul banco degli imputati". A suo avviso, solo un "piccolo gruppo" pari al 3-4% dei turchi residenti in Germania può essere considerato fondamentalista. Il che spinge il settimanale di Monaco di Baviera a far presente che si tratta
pur sempre di circa 80 mila individui. (take Agi)
25.11.2004

IL VOTO SIMBOLICO
Duecentocinquanta deputati francesi si sono espressi contro i negoziati di adesione della Turchia se questa prima non riconosce il genocidio degli armeni.
Più di 250 deputati francesi sia di maggioranza che di opposizione si sono pronunciati contro l'apertura immediata dei negoziati di adesione della Turchia alla UE ''almeno fino a quando Ankara non riconoscerà il genocidio degli armeni''. I deputati hanno partecipato questa sera a una sorta di voto simbolico sull'entrata della Turchia nell'Unione Europea.
Una trentina di deputati di sinistra e di destra erano presenti allo ''scrutinio'', organizzato per iniziativa di parecchie organizzazioni armene radunatesi presso palazzo Bourbon, dove ha sede l'Assemblea Nazionale.
Uno degli organizzatori, Mourad Papazian, ha invitato ''solennemente'' il presidente Jacques Chirac a fare del riconoscimento del genocidio armeno ''una condizione preliminare'' a tutte le discussioni con la Turchia.
Una urna in cartone, riportante i colori europei, e' stata installata su un tavolo. Sulle schede veniva chiesto di rispondere sì o no alla domanda: ''Il 17 dicembre 2004, la Francia dovrà dire sì all'apertura immediata dei negoziati di adesione all'Unione Europea della Turchia?''.
Per il no si sono espressi 78 deputati dell'Ump, principale partito della maggioranza di governo, 144 deputati del partito socialista all'opposizione, e 31 deputati dell'Udf, formazione di centro destra. (take Ansa-Afp)
25.11.2004

IL CASO ARCHIVIATO
La Comité de Défense de la Cause Arménienne aveva fatto causa al Console generale turco a Parigi, Aydin Sezgin, perché questi nel sito web ufficiale aveva negato il genocidio armeno. Per i magistrati un diplomatico non può essere giudicato e può esprimere il suo punto di vista.
Armenian_case A Paris Court dismissed a case brought by the Comité de Défense de la Cause Arménienne (Cdca) against the Paris Consul General of Turkey, Aydin Sezgin, for his rejection of the so-called Armenian genocide on the Consulate's official internet website. The court ruled that Sezgin cannot be impugned because of his diplomatic privilege. The court also decided that court expenses would be met by the Cdca.
Last July, the Cdca filed a complaint which stated, "The Turkish Consulate General of Paris broadcasts to the French public, on its official website, a denial of the so-called Armenian genocide." During the first court proceedings in October, the Paris Attorney General requested a "foreign plea", citing Sezgin's diplomatic privileges, which stem from Vienna Convention on diplomatic privileges.
The Attorney general announced that according to the rules of international law, the Turkish diplomat had a right to declare his official viewpoint, despite its apparent contradiction of French domestic law. For the first time, a Turkish diplomat was summoned to court because of the so-called genocide claims. (Zaman)
25.11.2004

UNA RICHIESTA DI SOSTEGNO A BERLUSCONI
L'ha avanzata, nel corso di un incontro a palazzo Chigi, il presidente della Repubblica di Cipro Tassos Papadopoulos affinché si sblocchi la situazione critica dell'isola. La minaccia di Nicosia con il diritto di veto.
Il presidente della Repubblica di Cipro, Tassos Papadopoulos, che nei giorni scorsi si è recato in visita in Italia, ha chiesto il sostegno del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nelle ''ore difficili'' che attendono l'isola mediterranea mentre si avvicina la decisione dell'Unione europea sull'ammissione della Turchia.
Papadopoulos, che ha avuto un colloquio con Berlusconi a
Palazzo Chigi, ha anche incontrato il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e i presidenti di Senato e Camera, Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini.
Al termine del suo incontro a Palazzo Chigi e di quello con
Casini, Papadopoulos, secondo quanto ha reso noto l'agenzia cipriota <Cna>, ha detto di aver ribadito il bisogno di spiegare la posizione di Cipro a tutti i Paesi dell'UE. Da qui il lungo viaggio con cui Papadopoulos sta visitando tutti i ventiquattro partner della nuova Unione allargata, della quale la Repubblica di Cipro è entrata quest'anno con altri nove Paesi.
L'incontro con Berlusconi, ha detto il Capo di Stato
dell'isola mediterranea, citato dalla <Cna>, ''è stato molto interessante ed utile; abbiamo spiegato le rispettive posizioni e abbiamo chiesto il sostegno di Berlusconi in queste ore difficili ore'' in vista ''delle decisioni che ci attendono per il futuro''.
L'isola è di fatto divisa dal 1974 dopo che Ankara - in
seguito un fallito colpo di stato organizzato da nazionalisti
greco-ciprioti - inviò sull'isola un contingente militare che ancora occupa un terzo di Cipro, dove nel 1983, il leader
turco-cipriota Rauf Denktash autoproclamo' la costituzione della Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn) che è riconosciuta solo da Ankara ma non dalla comunità internazionale.
Nel maggio scorso con un referendum, la maggioranza
greco-cipriota respinse il piano promosso dal Segretario generale dell'Onu Kofi Annan sulla riunificazione. La minoranza turco-cipriota invece lo approvò.
''I nostri sforzi per la riunificazione di Cipro continuano
nell'ambito delle Nazioni Unite'', ha detto Papadopoulos, secondo quanto ha reso noto il suo portavoce, Mario Garoyian. Il presidente ha ribadito che il problema cipriota ''riguarda l'Europa e richiede quindi un maggiore contributo dell'Europa'' per raggiungere una soluzione ''duratura, che sia di beneficio per i greco-ciprioti come per i turco-ciprioti''.
Quanto all'aspirazione della Turchia a far parte dell'UE,
Papadopoulos detto che il governo di Cipro ''si riserva di valutare la situazione il 17 dicembre'', cioé il giorno in cui il Consiglio dell'UE dovrà decidere se e quando avviare negoziati con Ankara. ''Noi possiamo aiutare la Turchia affinché inizi la trattativa con l'Unione europea, ma (la
Turchia) deve rispettare gli obblighi con l'UE e con Cipro''. (da take Ansa)
25.11.2004

MA C'E' CHI NON INDIETREGGIA
Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul ha dichiarato che Ankara non accetterà mai una alternativa alla piena adesione del suo Paese in Europa né riconoscerà mai Cipro greca.
Turkish Foreign Minister Abdullah Gul said that Turkey will accept no alternative to full European Union (EU) membership.
Ankara expects a clear-cut negotiation start-date from the EU. A month before the critical December 17 summit, Gul spoke to Zaman and reacted strongly against the "special status" recommendation. He said that for Turkey the negotiations are for full membership and nothing else. As for the possibility of recognizing Greek Cyprus, Gul said that Turkey has taken courageous and civilized steps towards a solution on the island but that Turkey will not recognize the Greek side before the summit. He implied that the use of veto against Turkey by the Cypriot Greeks will be prevented by the Union.
The Minister also shared his hopes for a negotiation start date at the summit and said, "I am very hopeful. With the support of foreign politicians, Turkey has realized a civil revolution. After all our efforts, we'll see, but theoretically everything is possible."
The Foreign Minister reiterated Turkey's expectation of a date within the first half of 2005 for the start of negotiations, saying that Turkey relies on the Copenhagen Criteria in this regard. (Suleyman Kurt/Zaman)
25.11.2004

EURO A CIPRO NORD
Ne sono stati concessi dal Parlamento europeo 250 mila. Perché l'elargizione diventi però esecutiva occorre anche l'approvazione della Commissione europea.
The European Parliament  approved the granting of 250 million Euros to the Turkish Republic of Northern Cyprus.
The aid was approved by a massive majority, with 618 EP deputies voting in favour of the motion and only 39 opposing.
Under the terms set out for the assistance to the Trnc, the funding will be spread over a period of three years.
The EU had earlier announced a package to help support improvements in the Turkish Cypriot state, in part as a response to the Trnc voting in favour of the reunification of the two states on the island.
However, some of the measures backed by the EU, including allowing Turkish Cypriot goods to be exported, have been blocked by the Greek Cypriot side. (NtvmSnbc)
25.11.2004

LA PROTESTA
Studenti turchi di una scuola islamica incendiata ad Uden in Olanda hanno presentato una petizione al Parlamento dell'Aja.
Turkish students of an Islamic school, which was sabotaged at the start of the week in the town of Uden in the Netherlands, presented a petition expressing their emotions and condemning the fire to the speaker of Dutch parliament, Frans Weisglas.
As they handed over the petition to Frans Weisglas in front of the assembly building the students spoke of the damage and their concerns over the attacks; they said they loved the Netherlands and wanted to live in peace.
Weisglas told the students to be strong and keep their morale high, saying the state would do whatever it could to avoid a repeat of the widely condemned incidents.
The Minister of Education, Maria van der Hoeven, the Leader of the main opposition Democrat Party, Wouter Bos, and many deputies from different parties were present while Weisglas received the petition. (aa/Zaman)
25.11.2004

DA UNA LUNGA INDAGINE AL BLITZ
Aderenti del Pkk avevano allestito campi di addestramento in Olanda vicino alla cittadina di Liempde.
Le autorità olandesi hanno compiuto nei giorni scorsi dei blitz in alcuni campi di addestramento per la guerriglia del partito curdo dei lavoratori (Pkk), arrestando 29 persone. Lo ha affermato l'agenzia nazionale olandese, <Anp>.
Secondo gli inquirenti, gli arresti sono stati effettuati nel corso di un blitz in un casolare di campagna vicino alla cittadina di Liempde (sud del Paese), nei pressi del quale era situato un campo di addestramento.
I raid "sono il risultato di un'indagine durata un anno", hanno indicato fonti della polizia, sottolineando che sono state svolte svariate operazioni in numerose aree del Paese. La polizia ha negato ogni collegamento tra i blitz diretti contro il Pkk e l'indagine in corso a seguito dell'omicidio di Theo Van Gogh, che si concentra sulle reti di terroristi e radicali islamici.
All'inizio della settimana un tribunale olandese aveva bloccato l'estradizione in Turchia del leader del Pkk, Nuriye Kesbir, accusato dalla polizia turca di avere organizzato e partecipato a svariati attacchi nel periodo 1993-1995. Secondo i giudici olandesi il leader curdo non avrebbe avuto diritto ad un processo equo in Olanda (SwissInfo)
25.11.2004

ANKARA PREOCCUPATA
Esternati al vice-presidente Usa, Dick Cheney, i timori per quanto sta succedendo a Fallujah. Le indignazione musulmane per come un soldato Usa ha ucciso un guerrigliero morente.
La Turchia è preoccupata per l'offensiva americana a Fallujah e per l'omicidio a bruciapelo di un ribelle iracheno in una moschea della roccaforte sunnita. Lo ha spiegato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan al vice presidente Usa, Dick Cheney, durante un colloquio telefonico.
Erdogan ha inoltre illustrato a Cheney l'inquietudine del suo Paese per l'omicidio dei due camionisti sequestrati dalla guerriglia. Oltre sessanta autisti di tir sono stati trucidati, rapiti e barbaramente uccisi.
Il premier ha riferito al vice presidente Usa che l'assedio contro i miliziani iracheni a Fallujah e l'omicidio a bruciapelo del ribelle ferito nella moschea hanno provocato "indignazione" in Turchia e nel mondo musulmano. L'agenzia <Anatolia> ha aggiunto che Erdogan si è complimentato con Cheney e il presidente George W. Bush per la vittoria elettorale.
Il vice presidente americano ha assicurato al premier di comprendere le reazioni alla sparatoria nella moschea e ha garantito che a riguardo è stata lanciata un'inchiesta approfondita. (ApCom)
25.11.2004

RAGIONI SICUREZZA
Il ministero degli Esteri turco ha esortato i suoi concittadini a non recarsi in Irak. Uccisi finora 63 camionisti.
La Turchia ha esortato di nuovo
i suoi cittadini a non andare in Iraq per ragioni di sicurezza.
''I nostri cittadini che intendono recarsi in Iraq devono
tenere conto delle gravi minacce alla loro sicurezza e devono
evitare di andare in questo Paese se non vi sono obbligati'',
precisa un comunicato del ministero degli Esteri turco.
Il nuovo appello è stato diffuso dopo una riunione
presieduta dal ministro degli esteri Abdullah Gul.
In totale, 63 turchi, la maggior parte dei quali camionisti, sono stati uccisi in Irak dall' intervento americano e britannico, secondo la stampa di Ankara.(take Ansa-Afp)
25.11.2004

RICORDATE LE VITTIME
Commemorazione ad Istanbul dei morti al Consolato britannico e della banca Hsbc, vittime l'anno scorso dell'attentato ad opera di al Qaeda.
Le vittime dell'attentato al
Consolato britannico che lo scorso anno ad Istanbul provocò 16 morti sono state ricordate nel corso di una cerimonia ufficiale. Lo ha riferito l'agenzia stampa <Anatolia>, precisando che alla commemorazione erano presenti numerosi funzionari diplomatici, tra cui il console generale britannico a Istanbul, Barbara Hay.
Il 20 novembre del 2003 16 persone, tra cui l'allora console
Roger Short, morirono nell'esplosione di un ordigno nella sede del consolato del Governo di Londra. Nello stesso giorno ad Istanbul, altre 17 persone rimasero uccise e centinaia ferite in un attacco alla
sede centrale della banca britannica <Hsbc>. (take Adnkronos)
25.11.2004

ATTENTATO A SIRNAK
Un morto e sette ferito per una mina che ha fatto saltare un furgone tra Ilicak e Beytussebap nel sd-est anatolico.
Una persona è rimasta uccisa ed altre sette ferite nell'esplosione di una mina al passaggio di un furgone lungo una strada che collega il villaggio di Ilicak a Beytussebap, nella provincia di Sirnak, nella parte sudorientale della Turchia. Lo ha riferito l'agenzia stampa <Anatolia>, precisando che l'ordigno era stato collocato in precedenza da un gruppo di terroristi.
(take Adnkronos)
25.11.2004

AUTORIZZATA LA COSTRUZIONE DI UNA CHIESA
Per la prima volta, da quando è stata proclamata la Repubblica turca, una Commissione del ministero della Cultura ha detto <sì> alla richiesta da parte degli evangelici. Sorgerà a Diyarbakir.
Una commissione del ministero della Cultura turco ha autorizzato la costruzione della chiesa evangelica di Diyarbakir. Da quando è stata fondata la Repubblica turca, è la prima volta che nel sud del Paese viene data una simile concessione.
Il pastore Ahmet Guvener ha appreso che la costruzione della sua chiesa nella regione di Lalebey è stata considerata "appropriata" da un documento ufficiale pubblicato il 10 ottobre da Mehriban Karaaslan, direttore della commissione per la protezione dei siti storici e culturali di Diyarbakir. "Si tratta senza alcun dubbio della risposta alle preghiere dei cristiani di tutto il mondo", ha affermato Guvener.
Comunque, un responsabile di chiesa di Diyarbakir ha dichiarato: "Non ci sono procedure legali in Turchia per costruire una nuova chiesa. Siamo riconoscenti per aver ottenuto questa autorizzazione, così come per gli sforzi che il nostro governo sta facendo per entrare nell'Unione Europea, ma quest'ultimo atto non ha risolto veramente il problema, si tratta solo di una eccezione".
Preghiamo:
- affinchè il governo turco mantenga questa apertura verso i cristiani;
- che la costruzione della chiesa prosegua senza intoppi. (Porte Aperte)
25.11.2004

I MEDIA CONTRO UN MISSIONARIO CRISTIANO
Ad essere attaccato è Daniel Wickwire, da quasi vent'anni in Turchia, che la scorsa settimana si era recato ad Izmir per tenere un seminario su analogie e differenze tra Bibbia e Corano.
Daniel Wickwire, missionario residente in Turchia da quasi vent'anni, la scorsa settimana si è recato a Izmir (Smirne) per tenere un seminario su analogie e differenze tra Bibbia e Corano, sulla scorta della sua esperienza di biblista, studioso di letteratura turca e consulente biblico della Facoltà di Teologia islamica dell'Università di Ankara.
Erano presenti sia credenti di fede cristiana, sia musulmani, e la notizia è stata diffusa da due emittenti televisive locali. In tale occasione le televisioni hanno realizzato programmi esplicitamente rivolti contro il missionario.
Il conduttore di uno di questi programmi, riferendosi a Daniel Wickwire, ha posto ai telespettatori la domanda: "Chi fermerà quest'uomo?".
L'ultima persona riguardo alla quale i mass-media turchi hanno pronunciato questa stessa frase è stata Turhan Dursun, un leader religioso che aveva scritto diversi libri che mettevano in luce le falsità dell'Islam: l'uomo è stato assassinato a colpi di pistola poco tempo dopo.
La polizia turca, intanto, ha informato Daniel Wickwire che intende interrogarlo la prossima settimana.
Daniel Wickwire è autore del libro (tradotto in varie lingue ma fino a oggi inedito in Italia) "100 domande riguardo alla Bibbia e al Corano". Fondatore della chiesa di Batikent, un quartiere di Ankara, negli ultimi quattro anni Dan si è impegnato a fondo non solo nell'evangelizzazione, nel lavoro pastorale e nell'insegnamento, ma anche a favore della legalizzazione delle chiese evangeliche nella Repubblica di Turchia.
Insieme a sua moglie e ai tre figli risiede a Batikent - Ankara, tra molte difficoltà, da quasi vent'anni. Negli ultimi quattro anni Dan si è impegnato a fondo non solo nell'evangelizzazione, nel lavoro pastorale e nell'insegnamento, ma anche per la legalizzazione delle chiese evangeliche nella Repubblica di Turchia.
Dal 1969 Turkish World Outreach, la missione con la quale opera Daniel Wickwire insieme con Sua moglie Devri, è impegnata a evangelizzare, a fondare chiese e a discepolare nuovi credenti tra i turchi e le popolazioni di origine turca in Turchia, in Asia Centrale, in Europa, nel Nord America e in Australia. (www.evangelici.net)
25.11.2004

TURCHIA E FMI, L'ACCORDO E' VICINO
Nel febbraio del 2005 quello attuale, che lega il Governo di Ankara e il Fondo Monetario Internazionale, scadrà. Ci si aspetta, prima della fine di quest'anno un incontro, per discuterne uno nuovo quale programmazione economica.
Nell'ultimo mese il Governo turco ha presentato un progetto di bilancio per l'anno 2005 che segue dettagliatamente i dettami indicati dal Fondo Monetario Internazionale.
Seguire le indicazioni del Fmi in questo momento è molto importante per la Turchia, poiché negli ultimi mesi sono iniziati gli incontri per la formulazione di un nuovo accordo secondo il quale per i prossimi tre anni questi farà accreditare al governo turco un nuovo prestito, essenziale per la prosperità economica nazionale e per spingere gli investitori ad inserire nuovi capitali nel mercato interno.
Il bilancio dello Stato, tra l'altro, prevede un'eccedenza che escludendo gli interessi maturati sui pagamenti da eseguire equivale al 6,5% del P.I.L. I mezzi con cui s'intende realizzare l'obiettivo concordato col Fmi, saranno alla base delle negoziazioni che riprenderanno alla fine di ottobre e che porteranno a un nuovo piano di finanziamenti economici.
Il ministro delle Finanze turco Kemal Unatikan ha detto che il disavanzo sul bilancio generale dovrebbe attestarsi alla fine del 2005 intorno a 19,6 miliardi di dollari, meno di quanto preventivato ad inizio 2004. Il guadagno eccedente dovrebbe attestarsi intorno 24.042 migliaia di miliardi di lire turche, ossia leggermente maggiore rispetto ai 21.219 migliaia di miliardi di lire con cui verrà chiuso il 2004.
Il bilancio dello Stato fino ad oggi conseguito è stato maggiore rispetto alle precedenti attese: questo si deve soprattutto all'aumento del Pil reale che ha favorito un innalzamento medio dei redditi sulle imposte e un abbassamento dei pagamenti d'interesse. I tassi d'interessi sono caduti, causando un irrigidimento del valore nominale della Lira turca che ha portato ad un abbassamento degli interessi sui debiti del governo. Il debito in eccedenza del governo si è stabilizzato su 200 miliardi di dollari, vale a dire l'equivalente del 70% del Pil nazionale.
Il governo si aspetta un nuovo aumento del Prodotto Interno Lordo per il 2005 del 5%, in proporzione ad un aumento del valore di cambio della valuta pari al 9% nel 2004. La previsione del governo per i prossimi anni sono un aumento dell'inflazione pari all'8% e un aumento del deficit di stato corrente del 4%, sia nel 2004 che nel 2005. Le previsioni di alcuni istituti di analisi e di ricerca è quella di avere un aumento reale del Pil nel 2005 del 4.4%, che non si differenzia in maniera sostanziale dalla previsione governativa. L'indebolimento della Lira atteso per la fine dell'anno, dovrebbe provocare un tasso d'inflazione più alto del 13,5%, di conseguenza il deficit corrente di fine anno sarà solamente l'1.5% del Pil nazionale.
Secondo il ministro Unatikan, il reddito sulle imposte è destinato ad aumentare del 9,6% in termini reali, o sia in lire turche di 118.950 di migliaia di miliardi di lire turche. Parte di questi aumenti sono da addebitarsi alla sempre più forte e robusta economia del Paese, inoltre, per raggiungere gli obbiettivi prestabiliti un aumento delle imposte è l'unica via percorribile. Nel 2004 il governo ha aumentato in varie occasione le tasse sui consumi (inesistenti fino a qualche mese addietro), sul tabacco e sull'alcool. I prezzi dei prodotti petroliferi sono stati alzati per proteggere la tassa sui consumi del Governo da un futuro ulteriore aumento del prezzo del carburante.
L'attuale piano del Fmi espierà nel febbraio del 2005, il piano di rimborsi previsto per i prestiti ricevuti è programmato per il 2005/2006. Il pesante programma di rimborsi non lascia molte possibilità alla Turchia di negoziare un nuovo accordo col Fmi più vantaggioso del precedente; si presume che il nuovo accordo sarà peggiore in termini economici tra i 5 e i 10 miliardi di dollari.
Sulle discussioni riguardanti il bilancio del 2004, il Fmi aveva espresso numerosi dubbi riguardo al livello di tassazione attuato in Turchia e nutriva riserve sulla mancata applicazione di un piano di spese riservate alla sicurezza sociale del paese. La difesa del governo turco a queste accuse si è basata sul fatto che il vecchio accordo non veniva incontro alle politiche riformiste che la Turchia ha dovuto affrontare in tempi brevi per incontrare i parametri dell'UE, ma nonostante questo, và riconosciuto che, a posteriori, alcuni dubbi espressi dal Fmi sono da considerarsi più che validi.
Il nuovo accordo tra Turchia e FMI dovrebbe essere annunciato a breve, prima dell'incontro dell'UE di dicembre in cui si deciderà se avviare o meno le discussioni per l'annessione della Turchia.
Un diverso equilibrio monetario
Nel mese di ottobre il governo turco guidato da Erdogan per festeggiare il ritorno ad una stabilità economica del Paese ha varato un decreto legge che in tempi brevi modificherà il valore nominale della lira turca. Il decreto consiste nell'eliminazione di sei zeri dall'unità di misura della valuta, avvicinando il valore della moneta alle altre, europee e non, che permetterà alla nazione di controllare in maniera più stabile il tasso d'inflazione, che dopo molti anni si è abbassato a un livello più che ragionevole.
La speranza dei membri del governo è che la popolazione turca considererà la nuova lira come un ritorno della Turchia nei canali principali dell'economia europea e tutto questo dopo circa 30 anni in cui la valuta turca con andamenti altalenanti è entrata frequentemente in crisi ed è stata soggetto a svalutazione e tassi di cambio con le altre valute mondiali sfavorevoli.
Ufficialmente la nuova Lira entrerà in vigore il 1 gennaio 2005. Il Primo Ministro Erdogan ha detto: "La nuova Lira rappresenterà una nuova Turchia più forte, più unita ed economicamente più stabile". Dopo la crisi che nel 2001 devastò il valore nominale della moneta nazionale, il governo attraverso una politica fiscale ed economica molto attenta è riuscito a riportare le finanze turche a un livello più che dignitoso, e proprio per questo tutti sono pronti a giurare che l'ennesimo colpo di mano non sarà solamente un abbellimento di facciata, ma un tangibile segno di quello che oggi è la nuova Turchia.
Le nuove monete e banconote sono state rese pubbliche dopo un accordo stipulato con il Fondo Monetario Internazionale dove si affermava di puntare ad una nuova politica, che favorisse un maggior utilizzo di operazioni bancarie, tutto questo supportato dalla creazione di nuove tasse e dall'adozione di nuove misure di sicurezza sociale. Ali Babacan, ministro del tesoro, afferma che le discussioni con il Fmi riprenderanno il mese di novembre.
Il Governo e la Banca Centrale, hanno deciso di anticipare il cambio di valuta per cercare di approfittare della rapida caduta dell'inflazione che sotto il programma messa appunto dal Fmi ha aiutato la Turchia a migliorare la situazione economica dopo la crisi del 2001. Per la prima volta dal 1972 l'inflazione si attestata sulla soglia del 10%, cosa che è sorprendente pensando che solo all'inizio del 2002 l'inflazione annuale in Turchia si attestava a più del 70%.
Con la rimozione di sei zeri dalla lira turca questa equivarrà ad un milione di vecchie lire, e se il vecchio cambio con l'euro equivaleva un milione e ottocento mila vecchie lire per un euro, il nuovo cambio sarà di 1,8 lire per euro.
La Turchia con questo cambio di valuta non sarà più la nazione con la banconota con la più alta denominazione monetaria, che era la banconota da 20 milioni di lire perché essa diventerà una banconota da 20 lire. Le nuove banconote che saranno da 1, 5, 10, 20 e 50 lire, avranno in comune con le vecchie banconote che tutte porteranno sopra l'immagine di Mustafa Kemal Ataturk fondatore dal 1923 al 1938 della nuova Turchia.
Moderni sviluppi economici
Il vasto piano di riforme economiche introdotte nel paese dall'accordo col Fmi ha aiutato la Turchia ad avere un afflusso d'investimenti costante sul mercato nazionale, cosa che dopo il 2001 non era facile prevedere. L'aumento delle entrate dello Stato è stato maggiore di ogni possibile aspettativa, tanto che nel 2004 l'inflazione per il terzo anno consecutivo è stata sotto l'aspettative programmate, ciò ha contribuito a una maggiore stabilita nelle politiche economiche nazionali anche nel caso di possibile crisi.
Nello scorso maggio, in un momento di forte instabilità finanziaria, si è avuto una caduta di parte dei prezzi e del valore nominale della valuta nazionale che ha provocato un forte incremento dei tassi d'interesse, tutto ciò a dimostrazione che il sistema finanziario turco, nonostante i progressi fatti, non è ancora forte a sufficienza ma fin troppo vulnerabile per fare progetti stabili a lungo termine. Il possibile inizio delle negoziazioni per l'accesso all'Unione Europea nel 2005, dovrebbe contribuire ad incentivare nuovi investimenti, anche se tali trattative non giustificherebbero l'attuale disciplina fiscale adottata dal governo turco che è la causa basilare dei momentanei cali d'investimenti che si verificano sul mercato.
L'attuale piano di accordi economici stipulato col Fmi terminerà nel febbraio del 2005. Sono in molti a sperare che con l'abbassamento dell'inflazione, con il cambio di valuta e con un nuovo assetto economico più stabile del paese, il nuovo accordo economico porterà una disciplina fiscale più favorevole agli investimenti esterni sul mercato interno.
Con molta probabilità il nuovo accordo verrà firmato prima della fine del 2004, favorendo una politica statale di rimborsi verso i creditori, ed una maggiore fiducia nel governo. Questi si adopererà nell'adozione di nuove politiche fiscali che aiuteranno l'abbassamento dei costi sui prestiti e permetteranno la stabilizzazione del debito pubblico.
Senza queste possibili "ancore" di stabilizzazione il rischio di una nuova crisi economica rimane sempre alto poiché un possibile aumento del debito pubblico si potrebbe sempre realizzare in spazi temporali assai brevi.
L'aumento annuo del P.I.L. turco è circa del 11.9% nella prima metà del 2004 secondo le ultime statistiche risalenti a giugno 2004. Questo incremento del consumo privato ha portato ad una diminuzione dei tassi d'interesse e all'aumento degli impulsi dei consumatori nella richiesta di prestiti per investimenti nel settore dei macchinari e degli equipaggiamenti.
Dopo la leggera crisi finanziaria del maggio scorso, il tasso di sviluppo annuo della Turchia è ripartito attestandosi intorno al 9%. L'aspettativa finale per il 2005 è di ottenere un ulteriore indebolimento nel tasso di scambio e una ripresa moderata dell'inflazione e delle rate d'interesse che aiuteranno un ulteriore sviluppo economico nazionale, in modo che il P.I.L. possa aumentare circa del 4-4.5%. Difficilmente si può prevedere come avverranno gli aggiustamenti nel livello dei tassi cambio. Questo non permette una corretta ipotesi su quale impatto avranno nell'economia turca e quali benefici finali porteranno. Gli aggiustamenti saranno graduali ma si può ipotizzare un leggero aumento del P.I.L. nel 2005 rispetto l'anno precedente. Nel periodo tra il 2002 e il 2004 si sono avuti aumenti notevoli del Prodotto Interno Lordo, ma ci si aspetta che questo ciclo sia giunto ormai al termine e che ciò influenzerà negativamente l'aumento del P.I.L. dei prossimi anni.
Conclusione
La Turchia ormai prossima all'inizio delle discussioni per l'ammissione all'UE continua il suo cammino di svolta, il cambio nominale del valore della Lira, la nuova stabilità inflazionistica e un piano d'investimenti ben delineato ha confortato gli euro scettici sulla reale stabilità del Paese.
Il nuovo accordo col Fondo Monetario Internazionale che sarà firmato a breve, dimostrerà che il sistema economico turco fa parte a tutti gli effetti dell' "Euro Area" e che ormai non si può più attendere per avviare le pratiche di ammissione. Lo politica di Erdogan, se ben coraggiosa, a breve potrebbe iniziare a raccogliere i frutti di un anno difficile di duro lavoro, ma che ha avvicinato un nazione ad un continente che fin ad oggi l'ha sempre considerata un corpo estraneo.
(Emanuele Tarducci/equilibri.net)
25.11.2004
CARRI ARMATI OK
Il ministro della Difesa tedesco, Peter Struck, ha assicurato il propprio appoggio alla vendita di armamenti alla Turchia, Leopard compresi. Ankara pronta ad entrare nella Forza di Reazione Rapida europea.
Carri_armati_tedeschi Il ministro della Difesa tedesco, Peter Struck, ha assicurato il proprio appoggio alla vendita di armamenti alla Turchia, sottolineando i grandi passi avanti di Ankara nel campo dei diritti umani negli ultimi cinque anni. ''Raccomanderei al Cancelliere e al ministro degli Esteri di soddisfare una eventuale richiesta in tal senso che dovesse arrivare dal Governo turco'', ha detto Struck nel corso di una conferenza stampa ad Ankara insieme al collega turco Vecdi Gonul.
Il ministro ha poi precisato di non essere in Turchia per vendere carri armati, mentre Gonul ha accennato all'interesse di Ankara per l'acquisto di due Leopard, prima di poter essere in grado di garantirne una produzione interna. Per questioni di budget la Turchia ha di recente cancellato un certo numero di progetti nel campo degli armamenti, come quello da un miliardo di dollari relativo ai carri armati.
I due titolari della Difesa hanno poi riferito che il loro incontro ha riguardato le situazioni in Iraq e in Afghanistan e la Nato. Gonul ha precisato che la Turchia è pronta a collaborare nella formazione di una forza di reazione rapida europea, pur non facendo ancora parte dell'Unione. (take Adnkronos-Dpa)
25.11.2004

L'ARRIVO DI KASLOWSKI
Il vice-presidente della Tusiad turca in Confindustria per discutere sulle opportunità di investimento e le potenzialità per la creazione di un polo industriale in Anatolia.
Domani in Confindustria si terrà un incontro con il vice-presidente della Tusiad turca, Aldo Kaslowki. In tale occasione saranno illustrate le opportunità per gli investimenti, le potenzialità per la creazione di un polo industriale in Turchia, nonché i primi risultati dell'indagine che la Tusiad ha completato sugli incentivi esistenti a livello locale.
25.11.2004

GHIOTTA OPPORTUNITA' DI INVESTIRE:
E' GIUNTO IL MOMENTO DI MUOVERSI

Una disamina dell'amministratore delegato della <Etra Sim>, Luigi Crosti, a proposito dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Potremo puntare su un Paese europeo di dimensioni simili a quelle della Germania ma con tassi di crescita superiori.
Per noi europei la Turchia potrebbe essere la più ghiotta opportunità di investimento dei prossimi 20 anni.
La prospettiva del suo ingresso nell'Unione Europea pone non pochi problemi politici e sociali. Il Paese ha 65 milioni di abitanti in larghissima maggioranza mussulmani. Con l'attuale tasso di crescita in poco tempo diventerebbe il Paese europeo più popoloso, pur essendo il suo territorio in gran parte asiatico. Anche se oggi il Governo turco è disponibile ad accettare una ridotta rappresentanza politica nell'Unione, nessuno assicura che negli anni non richieda di contare di più. Non so dire se questo potrà accentuare i localismi già presenti oggi in Europa.
Le economie dei Paesi dell'Unione Europea si sviluppano a tassi poco superiori all'1%. La Turchia ha registrato crescite del 7.5% nel 2003, dovrebbe chiudere il 2004 con il 10% e vi è un'aspettativa di un ulteriore 7.5% nel 2005. La produttività del lavoro è salita del 9.5% annuale negli ultimi due anni e mezzo. L'inflazione superava il 70% nel 2002, oggi è sotto il 10% e si avvicina velocemente alla media europea.
Un titolo con scadenza decennale denominato in euro rende il 6% e si paragona al 4% del Btp emesso dal governo italiano. Il rendimento era oltre il 15% nel 2002 e poco meno del 10% nel maggio 2004. Man mano che il paese si avvicina all'Europa è prevedibile che i rendimenti convergano verso la media dei paesi dell'Unione.
Da inizio 2003 la borsa turca si è apprezzata dell'85%, al netto della svalutazione del 20% della valuta. L'indice più rappresentativo comprende 100 titoli con una prevalenza del settore bancario. Ho letto commenti favorevoli su questo settore, in particolare <Akbank> e <Isbank> che godono di margini di intermediazione interessanti e hanno un portafoglio crediti solido.
Se la Turchia riuscirà ad entrare in Europa superando le comprensibili perplessità dei cittadini, potremo investire in un Paese "europeo" di dimensioni simili alla Germania ma con tassi di crescita ben superiori. L'attrattiva è maggiore rispetto ai nuovi arrivati membri dell'Unione. (Luigi Crosti, amministratore delegato della Etra Sim)
25.11.2004

L'ARRIVO DI NINTENDO
Dopo l'accordo di partnership con <Nortec Multimedia> il mercato turco a partire da dicembre sarà uno dei più sfruttati come ha tenuto a precisare il suo menagering director.
<Nintendo of Europe> ha annunciato di aver concluso un accordo di partnership con <Nortec Multimedia> che sarà distributore ufficiale di <Nintendo> per il mercato turco a partire dal mese prossimo. L'azienda ha già svolto lo stesso incarico in Grecia e Cipro dal 1997 e in Bulgaria, Albania e Macedonia dal 2002.
George Katrinakis, managing director di <Nortec>, ha così commentato quest'accordo: "Il mercato turco è una promessa, è in continua crescita ed il Paese sta facendo passi in avanti per diventare membro a tutti gli effetti della Comunità Europea. I prodotti <Nintendo> hanno un enorme potenziale in Turchia e noi siamo consapevoli di aver una grande possibilità di migliorare il mercato turco e di offrire ai consumatori un'esperienza di gioco alternativa. Siamo sicuri che Mario, Pokémon, Zelda e tutti gli altri franchise Nintendo arricchiranno e aumenteranno la qualità del settore dell'intrattenimento così come hanno fatto in Grecia".
Anche Satoru Shibata, presidente di <Nintendo of Europe> ha espresso il suo parere: "<Nintendo> sta vivendo un periodo entusiasmante grazie al lancio del suo nuovo sistema portatile, il< Nintendo DS>, e quindi è questo il momento ideale per espandere la nostra presenza sul territorio europeo. <Nortec Multimedia> ha già dimostrato le sue capacità di distributore in diversi Paesi chiave dell'Europa e faremo di tutto affinchéanche in Turchia vengano ripetuti questi successi".
Questa aggiunta al roster dei distributori è segno di una crescita continua della popolarità dei prodotti <Nintendo> in Europa. (Fabio Foria/redazione@multiplayer.it)
25.11.2004

BNP PARIBAS SI RAFFORZA
Acquisto per circa 217 milioni di dollari del 50% di <Teb Mali Yatirimlar. A cedere la quota il gruppo <Colaloglu>.
La <Bnp Paribas> si rafforza in Turchia con l'acquisto per circa 217 milioni di dollari del 50% di <Teb Mali Yatirimlar", holding che controlla all'84.25% la banca privata <Turk Ekonomi Bankasi (Teb). A cedere la quota è il gruppo <Colakoglu> che conserverà l'altro 50% della holding.
<Teb>, decima banca privata della Turchia, ha una rete di 87 agenzie ed impiega 2.000 persone. Nel 2003 ha realizzato un utile di 39 milioni  per un fatturato di 187 milioni di dollari. il suo Roe  era l'anno al 17.6%.
(take Ansa).
25.11.2004

BAKU-CEYHAN:IN FUNZIONE A META' 2005
La nuova conduttura che porterà il petrolio dal Caucaso al Mediterraneo attraverso Tbilisi sarà lungo 1.776 chilometri di cui 1.076 in terra anatolica, 260 in Georgia ed i rimanenti in Azerbaijan. La pipeline avrà una capacità di pompaggio di 50 milioni di di tonnellate di greggio all'anno.
Baku_CeyhanThe end is in sight for the Baku-Tbilisi- Ceyhan (Btc) Crude Oil Pipeline Project designed to transfer Caucasian oils to the global market.
89 percent of the Turkish leg of the project, the largest part of the line, had been completed and now 90 percent of the total project is complete. The Energy Ministry determined that the first oil will flow to Ceyhan terminal in the first half of 2005. BTC company officials are planning to transfer oil from Ceyhan to the global market as early as June of 2005. Some people, especially Georgian environmentalists, have claimed that the flow through Ceyhan terminal may be postponed due to incidents in transferring countries. The total cost of the pipeline project passing through Azerbaijan, Georgia and Turkey is $3.6 billion. 1,076 of the 1,776 kilometers of pipeline are in Turkey, 260 kilometers are in Georgia, and the remaining are in Azerbaijan.
According to Azerbaijan International Operation Company authorities, the International Finance Association and the Europe Construction and Development Bank provided funding for the project. The projects foundations were settled in 1994 and construction in Azerbaijan started in September of 2002. The administration period of the pipeline, which has the capacity to carry 50-million tons of crude oil per year, is 40 years, but this period can be extended twice for 10 years periods according to the will of the participants. Turkey aims to gain $300 million in rent income annually for the line, which has a daily capacity of $1 million. (Ismail Altunsoy, Ramazan Solak/Zaman)
25.11.2004

SEMINARIO PER NUOVE PARTNERSHIP
E' stato fissato per il 13 dicembre ad Istanbul. Organizzato dall'Ice e dalla Confindustria, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara, ha come obiettivo quello di far conoscere le opportunità del mercato turco.
Per conoscere le opportunità che il mercato turco prospetta a quanti vogliano investire o individuare partner per operare in mercati vicini, ci si potrà giovare del seminario fissato ad Istanbul il giorno 13 dicembre.
Il seminario, organizzato da Ice, Istituto Nazionale per il Commercio Estero in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia di Ankara e con Confindustria, illustrerà le opportunità di investimento in Turchia e le possibilità di cooperazione italo-turca nelle repubbliche turcofone dell'Asia centrale, nel Caucaso, in medio-oriente, in Iraq e in Afghanistan. 
Il progetto prevede un'agenda di incontri bilaterali tra imprese italiane e imprese turche 
selezionate in funzione delle esigenze espresse dalle aziende italiane partecipanti. In particolare, si profilano possibilità di collaborazione industriale, commerciale e di investimento per le imprese della filiera della meccanica, che comprende macchine utensili, tessili, imballaggio, lavorazione legno, lavorazione marmo, grafica e cartotecnica, macchine per fonderia, per il settore merceologico dei beni intermedi, che include chimica fine, parti e componenti per autoveicoli, carpenteria metallica, prodotti per edilizia, componentistica per elettrodomestici, per il comparto merceologico dei beni di consumo durevoli e non, che contiene tessili-abbigliamento, articoli per la casa, mobili, articoli per illuminazione, calzetteria, calzature, elettrodomestici.
I settori elencati sembrano godere di particolari potenzialità di sviluppo nei mercati in questione ma si prevedono possibilità di nuove partnership anche per altri comparti. Le aziende che intendano partecipare dovranno prenotarsi entro lunedì 22 novembre. La partecipazione al seminario è gratuita mentre ogni azienda dovrà farsi carico delle spese di viaggio e di soggiorno. (take Adnkronos)
25.11.2004

INTERNATIONAL BUSINESS AND INVESTMENT PROJECTS
Prima riunione ad Istanbul del Consiglio per lo Sviluppo Economico Europeo (Eedf) al quale prenderanno parte 800 persone tra delegati ed investitori esteri di 36 Paesi.
E' stato reso noto che la prima riunione del Consiglio per lo Sviluppo Economico Europeo (Eedf) avrà luogo in dicembre ad Istanbul con la partecipazione di 800 persone, tra cui esponenti governativi di 36 Paesi ed investitori esteri. La riunione, dal tema "International Business and Investment Projects", dovrebbe contribuire alla realizzazione in Turchia di progetti di investimento passibili di accrescere il ruolo del Paese nell'ambito dell'Unione Europea. Un comitato di 8 persone, guidato al Presidente dell'Eedc, Aguirrezabala, giungerà ad Istanbul nella giornata di oggi. Saranno tre giorni di studi, preliminari al 'meeting' internazionale. (fonte Ambasciata di Italia ad Ankara)
25.11.2004

IL MODELLO ITALIANO
Si è tenuta ad Ankara una conferenza sulla difesa dei diritti degli impiegati e operai che lavorano all'estero. Era presente il presidente dei nostri Patronati, Aldo Amaretti.
In data 23 novembre si è svolta ad Ankara una Conferenza, organizzata dall' Associazione turca dei Giovani Imprenditori (Tugiad), dal tema "Il modello italiano per difendere i diritti di impiegati ed operai che lavorano all'estero". Hanno pronunciato interventi il presidente dei Patronati italiani, Aldo Amaretti; il direttore Generale del ministero del Lavoro per i Patronati all'estero, Antonio Bruzzese; il responsabile italiano per i Patronati all'Unione Europea, Giuseppe Pappagallo. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

LA CRESCITA DEL PAESE
Buona la capacità industriale in Turchia riferita all'ottobre dello scorso anno (tre punti superiore). Importante è non cedere.
Secondo i dati ufficiali, l'utilizzazione della capacità industriale in Turchia nel mese di ottobre è stata dell'83%, superiore a quella del corrispondente mese del 2003 (80%), ma inferiore a quella del precedente mese di settembre, quando fu dell'84.3%. Il dato sulla capacità utilizzata è uno dei fattori su cui si basa il calcolo della crescita economica del Paese che è stata, nel primo semestre, del 13.5% e che dovrebbe, a fine anno, non essere inferiore al 10%, una delle più alte a livello mondiale. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

TURISMO IN SALITA
I dati rilevati dall'Istituto di Statistica turco. Aumento del 26%. A fine 2004 si calcola che i visitatori siano stati 17 milioni (3.3 in più rispetto al 2003)
Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica turco, nel periodo gennaio/ottobre 2004 il numero dei turisti stranieri in Turchia è stato di 15.820.000 unità, con un aumento del 26% sul corrispondente periodo del 2003. Si presume quindi che, a fine anno, tale numero raggiungerà i 17 milioni, rispetto ai 13.7 milioni registrati nel 2003. Il settore ha quindi registrato quest'anno, in controtendenza con altri Paesi del Mediterraneo, un notevole successo. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

IL PIANO DELLA BOTAS
L'Ente di Stato turco per gli Oleo e i Gasdotti intende trasferire al settore privato contratti per 16 miliardi di m3 all'anno provenienti da Russia e Iran.
L'Ente di Stato per gli Oleo e Gasdotti, <Botas>, ha tenuto una riunione, nei giorni scorsi, con rappresentanti di imprese nazionali e straniere (tra cui <Bp>, <Shell>, <Total>, <Gazprom> e <Statoli>), interessate alla privatizzazione dei contratti di gas naturale detenuti dalla Turchia. In vista della liberalizzazione totale del mercato del gas, infatti, la <Botas> intende trasferire al settore privato contratti per 16 miliardi di metri cubi all'anno provenienti da Russia ed Iran, come anche le forniture di gas naturale liquefatto provenienti da Algeria e Nigeria. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

ENERGY ARENA
Si è svolta ad Istanbul la quarta edizione. Si è parlato di tutto, in particolare delle politiche energetiche internazionali.
Nei giorni 23 e 24 novembre si è svolta ad Istanbul la quarta edizione della Conferenza <Energy Arena>, una manifestazione in cui, con l'intervento del ministro per l'Energia e di rappresentanti dell'Autorità Regolatrice del Mercato dell'Energia, del Mercato di Borsa e dell'Amministrazione per le Privatizzazioni, sono stati discussi i seguenti temi: politiche energetiche internazionali, legge sul mercato del gas naturale, trasferimento dei contratti del gas, privatizzazioni e finanziamenti, problemi dell'acqua nel Medio Oriente. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

FINANZIAMENTO ALLA TAV
Si tratta di 178 milioni di euro che il consorzio ha ricevuto dalla <Bayerische Hypo und Vereinsbank>.
Il consorzio internazionale <Tav> (Tepe-Akfen-Vie) ha ricevuto un finanziamento di 178 milioni di euro dalla tedesca <Bayerische Hypo und Vereinsbank> per la realizzazione dei nuovi terminal, domestico ed internazionale, dell'aeroporto Esenboga di Ankara. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

LA TURK TELEKOM VERSO LA PRIVATIZZAZIONE
Entro questo mese dovrebbe essere lanciata la gara per il 55% delle azioni dell'Ente di Stato turco che conta 19 milioni di abbonati e 61 mila dipendenti.
Il direttore dell'Autorità per le Privatizzazioni turca, Metin Kilci, parlando alla rete televisiva di Stato, ha dichiarato che la Turchia intende lanciare la gara per la privatizzazione del 55% di <Turk Telekom> (l'Ente pubblico per la telefonia fissa) entro la fine di questo mese. Kilic ha detto che una decina di qualificate imprese hanno sinora manifestato interesse nell'operazione. <Turk Telekom> conta attualmente 19 milioni di abbonati e 61.000 dipendenti. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

OFFERTE PER LA TURKISH AIRLINES
Per ora si tratta solo del 20% del pacchetto della compagnia aerea che dovrà essere privatizzata. Termine di presentazione per la gara: 3 dicembre prossimo
<Turkish Airlines> (Thy) sta ricevendo le prime offerte per la privatizzazione di un pacchetto iniziale del 20% del capitale (dal valore, alle attuali quotazioni di Borsa, di $ 200 milioni), il cui termine di presentazione scadrà il 3 dicembre prossimo. <Thy> è al 98,27% di proprietà statale, mentre il resto è quotato alla Borsa di Istanbul a seguito di un'offerta pubblica realizzata negli anni novanta. L'immissione del 20% di cui all'offerta pubblica in corso dovrebbe far entrare la <Thy> nell'indice delle 30 top companies quotate alla Borsa di Istanbul (IMkb). Gli analisti sono interessati a verificare l'interesse degli investitori per la <Thy> (che  dovrebbe raggiungere  nel 2004 i 12 milioni di passeggeri e, con i 51 nuovi aerei di cui ai recenti contratti firmati con <Boeing> ed <Airbus>, aspira ad arrivare ai 15-20 milioni di passeggeri all'anno), dopo che , all'inizio del mese, un'offerta pubblica di acquisto per la filiale turca della <Coca-Cola>, del valore di $ 300 milioni, ha dovuto essere rinviata per domanda insufficiente. (fonte Amb. d'Ita)
25.11.2004

ENERGIA: UNA POSIZIONE CHIAVE
Nella competizione Usa-Russia, la Turchia è quella che può trarne enormi vantaggi sia per l'importanza del Baku-Ceyhan (petrolio) sia per quella del Blue Stream (gas).
Turkey is reportedly in the key position in the competition for energy projects between Russia and the US.
Istanbul Technical University (Itu) Department of Oil and Natural Gas Engineering Chair, Professor Abdurrahman Satman, said  that the Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc) Crude Oil Pipeline Project has a strategic importance. Turkey is at the center of a region of competing energy projects. "Blue Stream is a natural gas pipeline; Btc is an oil pipeline. The common point of the two is that both are pipelines and both aim to transfer energy directly to Western markets."
Satman pointed out that Russia plans to sell its own energy to Western markets through the Blue Stream while the US plans to sell the energy sources under its control in Caspian through the Btc. "At first sight, the two pipelines are not competitors - one is for natural gas, the other is for oil," he said. "But both countries will be competing with each other to reach Western markets. Russia aims to be number one in natural gas with the Blue Stream project while the US wants to be number one in oil with the Baku-Ceyhan project." (Ismail Altunsoy, Ramazan Solak/Zaman)
25.11.2004

IL GRUPPO BIALETTI INDUSTRIE S.p.A
ACQUISTA IL PENTOLAME DELLA <CEM>

Dopo l'azienda della moka del famoso omino con i baffi e la <Girmi> di Omegna, il made in Italy è andato alla conquista del numero uno turco specializzato in allumini che fattura 15 milioni di euro e detiene il 50% del mercato locale.
Dopo la <Bialetti> - l'azienda della moka del famoso omino con i baffi, comprata e rilanciata in tutto il mondo - anche un altro simbolo dell'Italia del boom, la <Girmi> di Omegna (Vb), specializzata in piccoli elettrodomestici, rimane in Italia. È stata infatti acquistata dal gruppo bresciano <Bialetti Industrie Spa>, nato dalla fusione tra la Rondine della famiglia Ranzoni e la Alfonso Bialetti.
Il gruppo bresciano, che ha fatturato nel 2003 154 milioni di euro, prevede di chiudere il 2004 a 166 ed esporta il 52%. È il quarto produttore mondiale di casalinghi. In meno di tre anni ha dato origine con numerose acquisizioni a due poli di eccellenza del made in Italy, quello di Omegna con <Bialetti> e <Omg>, al quale si aggiunge ora la Girmi, e quello bresciano dove vengono fabbricate le pentole inaderenti di alluminio. La <Girmi> (fatturato previsto nel 2004 di 16 milioni di euro, con un 20% di export), a suo tempo comprata e poi rivenduta dalla <Moulinex>, apparteneva per un 85% alla società romana Copertine e per il restante 15 alla Banca Popolare di Intra.
Da tempo era oggetto di offerte da parte di gruppi stranieri e solo la rapida definizione dell'acquisto da parte di Bialetti Industrie ha consentito di mantenere in Italia un simbolo ancora famoso del design - premiato da diversi <Compassi d'Oro> - e della qualità italiani, che nonostante le crisi e i diversi passaggi di proprietà, è riuscito a restare sul mercato e anzi a mantenere circa il 40% della sua produzione in Italia.
"Con questa operazione - dichiara l'amministratore delegato e vicepresidente Alberto Piantoni - abbiamo rafforzato il polo produttivo del made in Italy di Omegna dove avevamo già avviato una divisione di piccoli elettrodomestici. Siamo seriamente intenzionati a rilanciare Girmi, come già abbiamo fatto per <Bialetti>, su scala mondiale. La nostra filosofia infatti non è mai stata quella di chiudere per produrre in Cina ma di creare strutture industriali molto efficienti, investendo di continuo in processi produttivi, in nuovi prodotti e nella forza dei marchi. Lo faremo certamente anche con Girmi sfruttando brevetti e innovazioni in nostro possesso". E per contrastare i competitor asiatici e allargare in tutto il Mediterraneo l'espansione dell'azienda, Piantoni chiude oggi l'acquisto del numero uno turco del pentolame d'alluminio inaderente, la <Cem>, che fattura 15 milioni di euro, detiene il 50% del mercato turco grazie anche a un marchio di gamma alta, e che aiuterà a contrastare in modo efficace l'arrivo di casalinghi di bassa qualità e basso prezzo dall'Asia. Piantoni annuncia anche che un eccellente primo semestre 2004 (+13% dei ricavi, verso un +10% dell'intero anno) che consentirà di ridurre ancora l'indebitamento che aveva sostenuto, insieme al dispiego di mezzi propri, l'eccezionale crescita degli ultimi anni e di portare l'Ebitda al 14-15% (la media del settore è del 10%.). Quanto alla possibilità, più volte ventilata, di un debutto in Borsa, Piantoni ora lo considera sempre più probabile. "Dobbiamo crescere ancora molto e lo stiamo facendo con acquisizioni e con incrementi produttivi continui. Dal 1992 il fatturato è infatti salito del 20% ogni anno. Ma per gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti dovremo certamente ricorrere anche al mercato dei capitali. Per conto nostro abbiamo investito in questi ultimi anni 23 milioni di euro per far fronte alla concorrenza e per diventare sempre più forti. Una strategia che ci sta premiando perché nel 2004 in un mercato in discesa le nostre vendite sono salite del 10 percento". (Paola Guidi/Il Sole 24 Ore.com)
25.11.2004

TORNA LA PROTON
Accordo commerciale tra la Turchia e la casa automobilistica della Malesia.
Malasian_automotiveMalaysian automotive manufacturer Proton is re-entering the Turkish market with a new distribution deal.
Formerly Protons were distributed by Jetpa Holding, but now it will be taken on by Ulu Motor.
An important part of the business are spare parts and servicing for current Proton drivers, but two new models, Waja and Gen 2 will be launched in 2005. (Economy News Services /Zaman)
25.11.2004

VIA LIBERA (FORSE) AL NUCLEARE
Per il ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler, nel 2012 impianti di questo genere daranno al Paese 4.500 megawatt di potenza. I rischi del sistema sismico.
Centrale NucleareIl Ministro dell'Energia, Hilmi Guler, in visita al Centro di ricerche nucleari dell'Ente turco per l'Energia Atomica di Cekmece (Istanbul), ha reiterato nei giorni scorsi che la Turchia intende dotarsi entro il 2012 di almeno tre centrali nucleari per la produzione dell'8-10% del fabbisogno nazionale di elettricità. Guler non ha fornito indicazioni sulle date dei bandi di gara, affermando peraltro che la costruzione sarà affidata al settore privato e che solo in caso di mancanze di interesse da parte di quest'ultimo interverrebbe il settore pubblico. Il Ministro ha anche detto di non aver assunto impegni con alcun Paese estero circa l'adozione delle rispettive tecnologie Già due volte, nel corso degli ultimi trent'anni, la Turchia ha tentato la realizzazione di impianti nucleari, cancellando ogni volta le gare per l'insorgere di problemi di costi e preoccupazioni ambientali. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
25.11.2004

CAPITALI STRANIERI
In nove mesi portati in Turchia 2.2 mld di dollari. Una dichiarazione del ministro dell'Economia Ali Babacan.
Turkish State Minister Ali Babacan said that their efforts to attract foreign capital had started to give results as foreign capital investment reached $2.2 billion in the first nine months of the year.
Babacan was speaking at a ceremony organized in Adapazari for the tenth anniversary of Toyota's production. Disclosing that discrimination between local and foreign investment in Turkey has been removed through government economic policies, Babacan expressed that over $2.200 million of international capital entered the country in the first ten months of 2004. Identifying the 1990s as lost years because of economic crises, coalition governments and political discontinuity, Babacan said, "The 21st century offers unique opportunities for Turkey. We cannot ignore these opportunities. Our economy is undergoing a radical change and renaissance. We are determined to make the 21st century Turkey's century."
Expressing his pleasure to celebrate their tenth anniversary in Turkey, the General Manager of Toyota Turkey Koji Kobayasi said, "Today is a very important day for our company and the staff and shareholders who have supported us over ten years. I wish for more ten years of producing cars and contributing to society." (Emre Soncan, Salih Hamurcu/Zaman)
25.11.2004

IL PRIMO ACCORDO
A livello economico-commerciale, è stato firmato tra Ankara e Pyongyang. Fiducia in una più estesa cooperazione.
Turkey signed its first official agreement -- a commercial and economic cooperation deal -- with North Korea, a country it recognized three years ago, a Turkish spokesman said.
The deal, which aims to boost bilateral trade, was signed by the Turkish undersecretary for foreign trade, Tuncer Kayalar, and the North Korean Ambassador to Bulgaria, Kim Ha Dong, the spokesman for Kayalar's office said.
Trade volume between the two countries stood at four million dollars in 2003, which went up to 4.5 million dollars in the first nine months of 2004.
Turkey recognized North Korea in 2001 but neither country has opened an embassy on the other's territory. (TurkishPress/Afp)
25.11.2004

NAVE RUSSA DEMOLITA IN TURCHIA
Era stata sequestrata cinque anni fa nel porto di Ancona. E' salpato alla volta di Aliaga.
Finisce con un viaggio al traino di un rimorchiatore verso il porto turco di Aliaga, dove verrà demolita, l'odissea della nave cargo <Alma I>, bloccata da cinque anni alla banchina 17 del porto di Ancona con il suo equipaggio di 10 persone (7 ucraini, due russi ed un georgiano), a casa del mancato pagamento degli stipendi arretrati da parte dell'armatore russo.
La nave, imbracata da un rimorchiatore, ha salpato le ancore per il suo ultimo viaggio alla volta della Turchia. (da take Ansa)
25.11.2004

"CUORE SACRO" DI OZPETEK
Il nuovo film del regista turco, naturalizzato italiano, si avvale nel cast di Barbora Bobulova, Lisa Gastoni, Andrea Di Stefano e Massimo Poggio. Uscirà nelle sale il 25 febbraio. Costo dell'opera: 6 milioni di euro.
Ferzan_Ozpetek_e_Barbora_Bobulova_nel_film_CUORE_SACROLisa_Gastoni_e_Barbora_Bobulova_nel_film_CUORE_SACRO Un film costruito come un thriller dell'anima, che gioca sul tema del doppio e racconta una storia di redenzione morale. Sullo sfondo l'Italia di oggi, quella dell'euro e dei neopoveri. E' "Cuore sacro", il nuovo ed atteso film di Ferzan Ozpetek che si gira in questi giorni a Cinecittà, nel mitico teatro 5 di Federico Fellini. prodotto da tilde Corsi e Gianni Romoli (che firma anche la sceneggiatura insieme al regista), per un costo di 6 milioni di euro, "Cuore sacro" uscirà nelle sale il 25 febbraio distribuito dalla <Medusa>.
Protagoniste Barbora Bobulova, subentrata nel progetto dopo la defezione di Valeria Golino, e Lisa Gastoni, che torna al cinema dopo 25 anni di assenza. Al fianco delle due attrici anche Andrea Di Stefano e Massimo Poggio. "Nonostante il titolo non è un film che parla di religione, ma della sacralità che è in tutti noi, della tensione trascendente che è propria dell'uomo" dice Ozpetek durante una pausa sul set. 
Il film narra la storia" di un cambiamento profondo - racconta ancora il regista - un viaggio che inizia quando la protagonista, Irene (Barbara Bobulova, ndr), rientra dopo 30 anni nel palazzetto in cui ha vissuto la sua infanzia. Qui viene a conoscenza di un mondo, quello della madre morta in circostanze misteriose quando lei era ancora bambina, di cui ignorava totalmente l'esistenza".
Un mondo "che è l'opposto di quello in cui vive - spiega la Bobulova - dominato dalla sete di denaro e i cui sentimenti e debolezze non devono essere mostrate". Figlia di un ricco imprenditore immobiliare, Irene ha ereditato dal padre il comando dell'azienda di famiglia e con lo stesso piglio del genitore l'amministra aiutata dalla zia Eleonora (Lisa Gastoni), che su di lei ha riposto tutte le sue speranze: "Un personaggio spietato e crudele -  spiega la Gastoni - che non ha sentimenti, è intransigente e insofferente di fronte alle fragilità altrui e non si ferma di fronte a niente pur di ottenere ciò che vuole. Dimenticatevi la Gastoni di un tempo, sarò anche brutta".  (take Adnkronos)
25.11.2004

NEW YORK, NEW YORK
La metropoli americana prima scelta degli studenti turchi che - secondo l'Istituto Internazionale dell'Educazione - sono ben 11.398 . In classifica si trovano all'ottavo posto. Al primo ci sono gli indiani (79.736 iscritti).
Studenti_a_New_YorkAccording to the Institute of International Education (Iie), 11,398 Turkish students are currently being educated in the US. Among the 572,509 international students in the US, Turkish students are ranked eighth by size. India has the highest number of students studying in the US with 79,736.
Turkish students are spread out across the US states, but the state most preferred by Turkish students is New York. New York has 1,731 Turkish students, followed by Massachusetts with 852 students. Boston is located in Massachusetts and is home to Harvard and Mit.
A report prepared by the IIE based on data from the US Department of State indicates that the number of students receiving education in the US for the 2003-2004 academic year has decreased by 2.4 percent compared to the previous year. Difficulty obtaining visas has been a major factor. Middle Eastern students' were once the largest group of applicants to US universities, but now prefer to apply to schools in Europe. This has played a crucial role in the general decrease in international students in the US observed for the first time since 1955. Following a 10 percent decrease in applications by Middle Eastern students for the 2002-2003 academic year, the 2003-2004 school year saw a nine percent decrease.
According to the report, Turkey is now the largest Middle Eastern country to send students to the US. Although the number of Turkish students had increased annually by eight to ten percent since 2000, it started to decrease after the tragedy of September 11th. Despite a two percent reduction in the number of Turkish students, however, Turkey has been one of the top ten countries for the last four years and has ranked eighth for the last two years. 60 percent of the Turkish students are graduate students and 32 percent are undergraduate students.
There are a total of 13,380,000 students receiving higher education in the US. International students constitute 4.6 percent of that total. Although New York is the top choice for Turks seeking education, California is the top choice for international students in general. 80,484 students contribute $1,770 billion to the state budget in California. Over half a million international students contribute $12.8 billion to the US economy in school fees, housing expenses and other life expenses.
About 200 US students are receiving an education in Turkey. (Emrah Ulker/Zaman)
25.11.2004

MEVLANA
Visitatori in massa al museo omonimo durante l'<Eid Al Fitr>. Una serie di film ispirati alla filosofia metafisica di Jalaluddin Rumi. Il presidente del Konya Metropolitan Municipality, dà notizia di una rassegna che si terrà tra il 1 e il 10 aprile 2005.
Mevlana_Museum Thousands of local and foreign tourists, obeying the call of Mevlana Celaleddin-i Rumi, the great Anatolian philosopher and Islamic mystic to "Come, whoever you are, come!" rushed to the Mevlana Museum during Eid Al Fitr. In the first two days of the feast that follows Ramadan, 12,500 people visited the museum.
The number was expected to rise over 16,000. The Mevlana Museum is the second most visited museum in Turkey after Topkapi Place. Local and foreign tourists have been forming long lines to enter the museum since the early morning hours. Deputy Director of the Mevlana Museum, Naci Bakirci emphasized  that interest in Mevlana was increasing each year, saying: "A 25 percent increase was experienced this year. We had a record 1,320,000 visitors in 1996, but this year our target is 1,500,000 visitors. We've already had over 1,250,000." (Bostan Cemiloglu/Zaman)
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The Konya Metropolitan Municipality is planning to shoot a series of films depicting the metaphysical philosophy inspired by Mevlana Jalaluddin Rumi-- the doctrine of "looking beyond what is apparent."
The Chairman of the Konya Metropolitan Municipality Chamber for Cultural Affairs, Ercan Uslu, announced yesterday that 40 films documenting the metaphysical will be directed by famous directors from the US to Turkmenistan and will be introduced at cinemas as "Cinema Days of Love." A committee of eleven film critics has already begun to select the films. "Cinema Days of Love" is scheduled to be held annually between April 1 and April 10, 2005. (aa/Zaman)
25.11.2004

IL RESTAURO
Il ministro di Stato turco, Besir Atalay, ha annunciato che la Tika (Turkish Cooperation and Development Administration) provvederà a rimettere in sesto la tomba del grande Selijuk nel Tukmenistan. Un simposio con 25 scienziati.
La_tomba_di_Seljuk_in_TurkmenistanState Minister Besir Atalay opened the tomb of Sultan Sencer's, which was restored by the Turkish Cooperation and Development Administration (Tika), with Turkmenistan Deputy Prime Minister and Minister of Health Berdi Mohammed Gurbangeldiyev in Turkmenistan.
In his speech at the opening ceremony, Gurbangeldiyev said, "Turkmenistan is reunited with its history." He also informed that scientists from 23 countries would participate in a symposium that will be held on the Sultan Sencer Tomb and his period and thanked Tika for its restoration work on the historical tomb. After visiting more tombs in the historical city of Merv, Minister Atalay returned to the capital Ashkabat. The Tika started restoration of Sultan Sencer's tomb in 2001.
Sencer was the last Sultan of the Great Seljuk Empire and his tomb, built in 1150, is the only living trace from the Seljuk period in Central Asia. It is included on the UNESCO World Heritage list. (Yunus Erdogan, Cemil Yidiz/Zaman)
25.11.2004

ZONARO, DA VENEZIA AL BOSFORO
Aperta presso la sala Zanardelli del Vittoriano (piazza dell'Ara Coeli) una mostra del grande acquarellista con 90 opere tra oli su tela e tavola, disegni. La rassegna, curata da Giovanna Damiani, è promossa dall'Istituto di Cultura di Istanbul.
Fausto_ZonaroFausto_Zonaro_Studio_per_i_barbieri_all_aria_aperta_di_Costantinopoli_1891_1910"Fausto Zonaro, dalla laguna veneta alle rive del Bosforo" - Un pittore italiano alla corte del sul Sultano: sarà questo il titolo di una mostra che sarà ospitata da oggi 26 novembre al 19 dicembre al Vittoriano e che si configura come una importante retrospettiva di Zonaro, ritrattista, illustratore realista, pittore alla corte di Costantinopoli tra il 1869 e il 1910, al seguito del sultano Abdul Hamid II.
In mostra oltre 90 opere tra oli su tela e su tavola, circa 27 disegni e 10 foto di Elsa Zonaro, moglie di fausto che coopereranno alla ricostruzione di un percorso artistico a tutto tondo, dagli inizi quando Zonaro dipingeva soprattutto soggetti tratti dalla vita popolare napoletana, passando fino alla sua esperienza ventennale a Costantinopoli. 
La rassegna, curata da Giovanna Damiani, è promossa dall'Istituto di Cultura di Istanbul in collaborazione con la Grande Assemblea Nazionale della Turchia, il centro <Yapi Kredi> per le attività culturali e l'agenzia <Comunicare Organizzando>. Per la mostra anche il patrocinio dei ministeri italiani degli Esteri e dei Beni Culturali nonché della presidenza della Grande Assemblea Nazionale turca.
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Fausto_Zonaro_La_figlia_Mafalda_da_odalisca Furono parecchi gli artisti veneziani attratti dall'Oriente, ed in particolare, quasi per una compensazione storica, verso quella Costantinopoli che per secoli aveva costituito minaccia e calamita culturale. Dipinti storici a parte di Francesco Hayez, e così pure i viaggi romantici di Ippolito Caffi, in età positivista perché non ricordare proprio gli artisti veneti che si trasferirono sul Bosforo proprio per vivercii. Vedi per tutti, ad esempio, Pietro Bellò che a Costantinopoli fu architetto, scenografo e, negli anni tardi, anche aquarellista: E perché no, Fausto Zonaro il quale, sia biograficamente sia soprattutto per qualità artistica, si colloca tra gli esponenti più coerenti dell'Orientalismo italiano.
L'attività ventennale di Zonaro a Costantinopoli, la fortuna che egli ebbe presso la corte ottomana e presso il collezionismo straniero in visita al suo atelier sulla collina di Pera, si pongono in continuità anche cronologica con l'esperienza del levantino Amadeo Preziosi; ma non si spiegherebbero senza ripercorrere la fortuna di Costantinopoli presso gli artisti viaggiatori di fine Ottocento, dopo l'edizione illustrata da Biseo del volume di De Amicis. Non a caso, sii ricordi  l'itinerario compiuto nel 1884 da Francesco Netti, in compagnia di Edoardo Dalbono e Camillo Miola, al seguito del mecenate Francesco Caravita, principe di Sirignano. Netti si limitò, durante il viaggio, a riprendere i luoghi toccati dallo yatch <Rondine> di Sirignano, e in particolare i luoghi del Bosforo come Therapia (leggi oggi Tarabya, ndr), dove aveva sede la residenza estiva dell'ambasciatore d'Italia. Ma, al ritorno a Napoli, inaugurò, con La Siesta, una serie di opere orientaliste di raffinata qualità, come Le ricamatrici levantine o Nell'harem. Si tratta di dipinti di non grande formato, venati dallo stesso 'garbo mediterraneo' che si riscontra, come abbiamo visto, nelle odalische di Domenico Morelli. Di Francesco Netti fu discepolo Carlo Farneti, che si dimostra, in opera come l'Harem, affine all'intimismo di artisti come Edoardo Tofano.
Costantinopoli fu meta privilegiata di altri artisti italiani, negli ultimi decenni dell'Ottocento: vi stabilì, a partire dal 1883, e fino alla morte sopraggiunta nel 1930, il biscegliese Leonardo De Mango, che dopo un'iniziale formazione presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli, aveva intrapreso un singolare itinerario mediorientale, risiedendo a lungo in Egitto e in Libano, e di lì recandosi in Cirenaica in anni precoci, rispetto all'avventura colonialista italiana. De Mango fu pittore di piccole tavole di vedute e costumi, souvenir per una borghesia di viaggiatori, reali o virtuali, senza eccessive pretese.
A un pubblico di diplomatici europei, ufficiali dell'esercito ottomano, signore della buona borghesia di Costantinopoli, si rivolse invece l'offerta di Salvatore Valeri, trasferitosi nella capitale