|
L'ATTO
FINALE

Mettiamola così. Si invitano un Primo Ministro ed il suo ministro
degli Esteri, li si accolgono con tutti i riguardi dovuti non solo
alle loro cariche e li si fa firmare l'<atto finale> che
- pur non essendo la sigla apposta sulla Costituzione europea dai 25
Stati membri dell'UE - è la dimostrazione che la Turchia in Campidoglio era
qualcosa di più di una semplice presenza. E allora, ci si chiede,
sarà possibile mai che dal prossimo Vertice di Bruxelles (17
dicembre), esca una sorpresa diversa da quelle che sono le
aspettative di tutti? Possibile mai che qualcuno, tra questi 25 Paesi, possa fare lo sgambetto ad Ankara? Noi non lo
crediamo. Giustamente ha scritto Magdi Allam - vicedirettore del
<Corriere della Sera>: "E' un fatto importante che alla
firma della Costituzione europea fosse presente anche la Turchia.
Credo che questo significhi rispettare in modo serio il preambolo
della Costituzione europea cioè che l'Europa si fonda sui
valori".
A Bruxelles, ne siamo certi, arriverà il "sì" tanto
desiderato. Il Governo Erdogan, però, non avrà vinto che una
battaglia ben sapendo il premier che i partiti trasversali -
numerosi tra Francia, Germania, Italia e Grecia - faranno di tutto
per ribaltare il successo ricorrendo come hanno annunciato all'arma
dei referendum. Diciamocelo subito: non sarà facile - per Jacques
Chirac, Gerhard Schroeder e Silvio Berlusconi - rintuzzare gli
attacchi anti-Turchia. Non sarà facile soprattutto per il Cavaliere
che - nonostante le assicurazioni date ad Erdogan nel colloquio
riservato di venerdì scorso a palazzo Chigi - ha di fronte una Lega
ed un Bossi che di Turchia, di turchi e di quant'altro non
vogliono sentire proprio parlare. E non se ne comprendo neppure il
motivo. Non era stata forse Venezia, per secoli, la migliore
partnership dell'Impero ottomano? Di guerre di religione tra Europa
e Turchia non se ne parlava e semmai qualcuno aveva gridato
"mamma li turchi" chiamando a raccolta i cristiani contro
l'Islam - prima e dopo la battaglia di Lepanto -
era stato in verità perché Costantinopoli insidiava i mercati e le rotte
commerciali. Insomma il pericolo aveva come sfondo unicamente
l'economia.
Entrando la Turchia in Europa, l'UE non dovrebbe temere più di
tanto; né dal punto di vista della concorrenza, né da quello delle
diversità culturali e di fede. A nostro avviso, dovrebbero essere
più i vantaggi che gli svantaggi: e - tra questi ultimi - quello
grosso di irrigidire Ankara con il rischio di avvicinarlo all'Iran.
Cara Unione Europea, vediamo di non commettere di questi errori e di
non appesantire le pretese nei confronti del Governo Erdogan.
Questi, per parte sua, non ne commetta di suoi; perché - sia ben chiaro
- a Bruxelles ci sono sempre quelli che non aspettano altro che
gridare ancora, a distanza di secoli, "mamma li turchi". In quanto
al premier, l'impressione è che sia uno degli uomini più capaci
che la Turchia abbia avuto in questi ultimi anni. Ne abbiamo avuto
la conferma, prima a Berlino e poi a Roma, con quanta determinazione
abbia
fatto sentire la sua voce. Un uomo che sa mostrarsi bene anche al
popolo, democraticamente, come si è visto quando - durante il ricevimento per la festa della Repubblica nei
saloni dell'ambasciata di Turchia in Italia - si è offerto ai
giornalisti e alle loro insidiose domande. Sarebbe bene comunque che
certe richieste di regali - riportate peraltro dalla stampa turca e
riprese dal corrispondente dell'Ansa - non fossero fatte e comunque
smentite se non vere. Anche in questo l'Europa è suscettibile.
EUFORIA,
MA....
Il
sorriso sul volto del premier turco, dopo il vertice a Berlino con
Chirac e Schroeder, non è riuscito a rischiarare qualche ombra.
Nessun impegno, infatti, è stato dato sulla data di inizio dei
negoziati.

Era un Tayyip Erdogan raggiante quello apparso sulla scaletta dell'aereo
che lo aveva riportato ad Ankara da Berlino, per poche ore prima di
ripartire per Roma. ''Guardate le nostre facce: sono sorridenti'': questa la dichiarazione ai giornalisti del premier
turco, reduce dall'incontro tripartito con il presidente francese Jacques Chirac e con il Cancelliere tedesco Gherard
Schroeder, dai quali ha ricevuto un'ulteriore luce verde all'avvio del negoziato di adesione della Turchia
all'UE.
Ma il suo smagliante sorriso non è riuscito ad illuminare qualche ombra che ancora permane sulle condizioni che
accompagneranno la decisione (che spetta comunque al vertice europeo di dicembre, ma ormai praticamente quasi certa) di
avviare il negoziato di adesione a pieno titolo, e non solo per un partenariato speciale, assicurata dal tandem franco-
tedesco.
In particolare, Erdogan non è sembrato dare soverchia importanza al fatto di non avere ottenuto impegni su una data certa di avvio del negoziato e sul carattere irreversibile e
incondizionato del negoziato di adesione. ''Il negoziato potrà cominciare nel 2005 o attorno al 2005'' -
aveva glissato infatti Chirac rinviando la decisione in materia al vertice di dicembre, mentre Schroeder aveva ribadito che si
tratterà di un negoziato ''a esito aperto'' - come stabilito la Commissione dell'UE, la quale ha anche aggiunto che
potrà essere anche ''sospeso'' in caso di interruzione dei processi
democratici in Turchia.
''Siamo compiaciuti dell'atteggiamento positivo tenuto da Chirac e Schroeder. Ora ci aspettiamo che l'Unione Europea
prenda una decisione incondizionata il 17 dicembre per sostenere
l'avvio del negoziato di adesione della Turchia'', ha affermato Erdogan dopo il rientro da Berlino.
Il premier ha tuttavia significativamente annunciato anche ''una seria e determinata campagna di informazione sulla
Turchia diretta alle opinioni pubbliche europee'', mostrando di essere cosciente del fatto che gli intralci residui al cammino
europeo della Turchia provengano non dai Governi, ma dalle opinioni pubbliche di vari Paesi europei, in generale meno entusiaste dei rispettivi
Governi ed, in alcuni casi, come
proprio in Francia e in Germania, decisamente contrarie.
Non a caso, Erdogan (come pure la stampa turca) ha espresso un particolare e caldo apprezzamento per il presidente
francese, di cui conosce bene le difficoltà interne. Chirac sta vedendo la sua popolarità scemare proprio per il suo reiterato
appoggio alla causa turca. Secondo i sondaggi, infatti, dal 65 al 75 per cento dei francesi sono contrari all'adesione della
Turchia all'UE, come lo sono i maggiori partiti, sia di sinistra, come il partito socialista, sia di destra come lo
stesso partito di Chirac, l'Ump. Infine Chirac, che ha promesso un referendum sull'adesione turca forse proprio per coprirsi e
potere a dicembre dare il via libera al negoziato della Turchia senza perdere troppi consensi, sta rischiando - secondo i
commentatori francesi - di pagare un prezzo alto per il suo appoggio ad Ankara: al prossimo referendum sulla Costituzione
europea proprio la questione turca potrebbe spingere molti francesi a votare no alla carta fondamentale dell'UE, che Chirac
considera un elemento essenziale della sua impostazione europea.
Ankara temeva perciò una possibile marcia indietro di Chirac ed anche per questo ha voluto accelerare la conclusione
dell'acquisto di 36 Airbus per 2.8 miliardi di dollari, firmato alla presenza dei tre statisti.
La marcia indietro di Chirac, con enorme sollievo di Ankara, non c'è stata, mentre del tutto atteso era l'appoggio pieno di
Schroeder. Quest'ultimo, tuttavia, non ha potuto fare a meno di ricordare a Erdogan che il negoziato Turchia-UE sarà ''a esito
aperto'', quasi ad avvertire Ankara che se nel 2006 la Germania cambiasse maggioranza di
Governo, anche l'obbiettivo del
negoziato potrebbe cambiare.
Tuttavia Erdogan non sembra per il momento preoccuparsene soverchiamente, come non sembra preoccuparsi del fatto che lo
stesso negoziato della Turchia sarà, come ha detto Chirac, ''molto
lungo'', da 10 a 15 anni, secondo le previsioni.
La sua massima priorità, secondo vari analisti politici, è di ottenere l'avvio del negoziato al più presto possibile anche
per poter spendere questo successo, sia personale, sia del suo partito al Governo sul mercato politico interno turco. (Lucio
Leante/Ansa)
04.11.2004
DOSSIER N. 45
Edito dal Senato della Repubblica, contiene una prefazione ed il
rapporto completo (in francese) della Commissione europea contenente
la raccomandazione sull'apertura dei negoziati di adesione.
Duecentosettantuno (271 pagine),
tanto corposo è il dossier n. 45 stilato dal Servizio per gli
Affari istituzionali del Senato della Repubblica e il cui titolo è
"La Turchia e l'Unione Europea". Siamo grati a chi, da
Palazzo Madama, ce ne ha fatto avere una copia per l'importanza
della materia trattata, ora che la Turchia - dopo il placet della
Commissione europea il 6 ottobre scorso - si appresta ad incassare
(sempre che le cose non si risolvano altrimenti) la seconda vittoria
a Bruxelles quando il 17 dicembre prossimo si riunirà Consiglio
d'Europa.
Il dossier, tutto in francese, si compone di tre parti: Una prima
sulla <Relazione 2004 della Commissione europea sui progressi
compiuti dalla turchia in vista dell'adesione (SEC (2004) 1201 - 6
ottobre 2004>; una seconda sulla <Comunicazione della
Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: Raccomandazione
della Commissione europea sui progressi compiuti dalla Turchia in
vista dell'adesione (COM (2004) 656 def.) - 6 ottobre 2004>;
una terza infine sul <Documento di lavoro della Commissione
europea: Questioni sollevate dall'eventuale adesione della Turchia
all'Unione europea (SEC (2004) 1203 - 6 ottobre 2004>.
Il rapporto, o relazione, della Commissione contiene riferimenti che
per la verità sono stati sviscerati in abbondanza nel corso di
queste ultime settimane, non altro perché in Europa - se sono in
tanti ad essere favorevoli all'apertura dei negoziati di adesione in
favore di Ankara - non mancano quelli che fanno resistenza aperta
alle linee governative minacciando addirittura dei referendum. Ci
sono capitoli, comunque, che meritano una maggiore attenzione
perché non meno importanti dei temi trattati dai media. Ci
riferiamo alla libera circolazione dei capitali, all'agricoltura,
all'energia, alla scienza e alla ricerca, alle telecomunicazioni e
alle tecnologie dell'informazione, alla cultura e alla politica
audiovisiva.
Il consiglio, quindi, per chi voglia approfondire maggiormente il
<capitolo Turchia>, è di bussare alle porte del Senato per
procurarsi copia del dossier n 45. Che potrà essere particolarmente
utile a quegli studenti, e sono moltissimi come provano gli e-mail che
ci arrivano in redazione, che hanno come tesi di laurea proprio la Turchia.
04.11.2004
BASTA CON GLI ESAMI
"C'è
chi cerca di trattarci in maniera diversa rispetto ad altri Paesi
candidati". Così il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan
in una intervista rilasciata a <La Repubblica>.
''Gli sforzi del nostro Governo per adeguare le nostre politiche e la nostra legislazione a quella europea
continuano in modo implacabile, eppure c'è chi cerca di trattarci in
maniera diversa rispetto ad altri Paesi candidati''. Lo ha dichiarato in
un'intervista a <La Repubblica> il premier turco, Recep Tayyip
Erdogan, a Roma per la firma dello Statuto sulla Corte penale internazionale e
presente alla cerimonia per la Costituzione
europea.
''Mi riferisco - ha spiegato il premier turco - all'idea dei referendum sulla Turchia che stanno nascendo nelle diverse capitali
europee. Nessun referendum simile è stato mai tenuto per i Paesi dell'UE''. ''Dunque - continua Erdagan - non vedo nessuna ragione per
cui debba esserci un voto proprio su di noi. Sarebbe una discriminazione
netta''.
''In Italia - ha sottolineato il premier turco - la proposta del referendum è stata lanciata dalla Lega Nord ma Silvio
Berlusconi è un amico, ha dato una buona risposta''. ''Mi auguro solo
- ha aggiunto Erdogan - che questi gruppuscoli politici non ottengano
alcun significativo supporto politico e popolare. Il loro sforzo è quello di spingere la Turchia fuori dalla
UE con una retorica populista e priva di principi''.
''Gli sforzi del mio Governo - ha concluso il premier turco - per allineare le nostre politiche e la nostra legislazione alla vostra
continueranno in modo costante''. (take Adnkronos)
04.11.2004
"ORA SIAMO NOI A DOVER FARE L'ESAME
ALL'EUROPA"
Questa
la dichiarazione di Recep Tayyip Erdogan, Primo Ministro turco. Il
rifiuto netto di ogni "partenariato speciale" e solo la
piena adesione ai Venticinque.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che ora è il turno dell'Unione
Europea di essere
esaminata e di dimostrare, accettando la Turchia al suo interno, di essere una ''struttura pluralista''.
''I nostri amici europei dovrebbero adempiere ai loro impegni come abbiamo fatto noi. Adesso è il loro turno di passare gli
esami. Se l'UE sia una struttura pluralista o no sarà testato per la prima volta con l'adesione della Turchia. Noi abbiamo
completato il nostro processo di adeguamento ai criteri dell'UE.
Ora è il turno dei nostri amici europei di passare l'esame'', ha detto il premier turco in un discorso al gruppo
parlamentare del suo partito Akp, tenuto poco prima di partire per Berlino.
Erdogan ha ribadito anche che la Turchia ''non accetterà altro che una piena adesione'' (e, cioè rifiuterà ogni ipotesi
di ''partenariato speciale'', avanzate dai cristiano democratici
tedeschi) e ''nessun negoziato che sia diverso dai negoziati del
passato per l'adesione di altri Paesi''. (take
Ansa)
04.11.2004
"NON ABBANDONEREMO NELL'UE LE NOSTRE RADICI IDENTITARIE"
La
precisazione del premier turco prima di incontrarsi a Berlino con il
presidente francese e con il Cancelliere tedesco. "I turchi
manterranno la loro identità".
L'ingresso della Turchia nell'Unione europea l'Unione europea non indurrà un'
assimilazione culturale dei turchi, i quali non abbandoneranno le proprie radici, all'interno dell' UE''.
''L'UE non può essere considerata un'associazione per
l'assimilazione culturale. La Turchia non diventerà estranea alla sua propria identità ed alle sue proprie radici. Non c'è
alcuna ragione per preoccuparsi della nostra identità'', ha affermato Erdogan in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito prima di partire per Berlino per un incontro con il Cancelliere tedesco Gherard Schroeder ed il presidente francese
Jacques Chirac in vista del Consiglio europeo del 17 dicembre che
dovrà decidere sulla data di avvio del negoziato di adesione della Turchia.
''L'UE è un associazione internazionale che ha aspetti politici economici e culturali. Ma non è né la chiave per risolvere tutti i problemi né per prevenire il caos. I suoi
valori comuni sono la democrazia, la libertà ed il pluralismo, che non possono avere significati diversi per ciascuno. I turchi
manterranno la loro identità e mostreranno meglio la loro esperienza e
potenzialità quando gli standard democratici aumentano. Nessuno può affermare che i turchi non meritano la
democrazia e le libertà ai livelli degli standard internazionali''- ha aggiunto Erdogan. (take
Ansa)
04.11.2004
RICHIESTA DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA
Il Csn
turco, presieduto adesso da un civile, si è associato alle
posizioni del Governo sulla questione dei negoziati di adesione
all'Unione Europea.
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Csn) della Turchia si è associato alla posizione del Governo di Ankara nel chiedere all'Unione europea un negoziato di adesione che utilizzi gli stessi criteri e gli stessi metodi
applicati nell'allargamento dell'UE ad altri paesi candidati. Lo riferiscono i media turchi.
Per la prima volta, i lavori del Csn (un organo costituzionale in cui siedono i massimi vertici politici e militari e che esprime pareri sulle questioni strategiche e di sicurezza) si sono svolti con un
Segretario generale civile (in
passato era sempre stato un militare).
All'importante carica è stato infatti chiamato di recente l'ambasciatore Yigit Alpogan. (take
Ansa)
04.11.2004
COMMISSIONE
DUE
Una iniziativa "parallela" portata avanti "con il
consenso" ma non per conto di Bruxelles. Per Emma Bonino, nei
confronti della Turchia non ci vuole una "soluzione
pasticciata".

I negoziati per la adesione alla UE devono ''essere aperti non appena la Turchia adempirà ai
criteri politici di Copenaghen'' perché ''un ulteriore ritardo danneggerebbe la credibilità dell' Unione''. D' altra parte la
Turchia deve accettare il fatto che ''i criteri di adesione si applicano equamente a tutti i Paesi candidati'' e che ''non ci
possono essere scorciatoie per casi individuali''.
A questa conclusione è giunta la Commissione indipendente sulla Turchia composta da personalità politiche internazionali
di alto prestigio in un rapporto che è stato presentato a Roma.
La Commissione - come ha sottolineato l' ambasciatore Boris
Biancheri, presidente dell' Ispi, presentandone il rapporto - ''non è partita da posizione preconcette'' ed ha
approfondito il problema dal punto di vista politico, economico, culturale e storico in modo obiettivo''. Si tratta infatti di
una iniziativa ''parallela'' portata avanti ''con il consenso, ma non per conto della Commissione europea'' e che consente di
approfondire un tema che ''spesso viene accolto dalle opinioni pubbliche
più in modo emotivo che razionale''.
La Commissione - ha ricordato il finlandese Martti Ahtisaari che ne è presidente - è giunta alla conclusione che i Turchi,
riguardo alla adesione, ''non hanno esitazioni'', vogliono attuare le riforme necessarie, sono consapevoli che ''ci vorranno
anni'', ma sono anche convinti che ''i negoziati daranno nuovo slancio a un processo di riforma che in due anni
ha prodotto più risultati che negli ultimi venti-trenta anni''.
E, se è significativo, come ha messo in evidenza l' ex commissario europeo Emma Bonino, che la presentazione dei lavori
della Commissione indipendente arrivi proprio alla vigilia della firma della Costituzione, l' apertura dei negoziati sarebbe la
dimostrazione che ''lo scontro di civiltà non è ineludibile''.
Emma Bonino si augura che non si arrivi ''ad una soluzione pasticciata di
"si'' e di "ma" in cui non ci sia una chiarezza di posizione'', e che ''non sarebbe dignitosa per la UE come per
la Turchia''.
Il rapporto della Commissione sottolinea i ''notevoli benefici'' di una eventuale adesione della Turchia alla UE,
anche in considerazione della sua posizione geopolitica che, ha sottolineato l' austriaco Albert Rohan, se da una parte
porterebbe i confini dell' Europa a ridosso di un' area piena di tensioni, dall' altra consentirebbe all' Unione di potere dare con più efficacia il proprio contributo alla stabilizzazione
della regione.
Quanto alle preoccupazioni legate al possibile incremento dei flussi migratori dalla Turchia verso l' Europa, il rapporto
sottolinea che la libera circolazione si realizzerà solo dopo una lunga fase transitoria (e la adesione è prevista non prima
di una decina di anni), quando l' invecchiamento della popolazione europea, con la conseguente riduzione della forza lavoro renderà l' apporto degli emigrati
una vera e propria risorsa. (take Ansa)
04.11.2004
SEGNALI DISCORDANTI
A seguito dei
tanti che giungono dall'Europa il ministro degli Esteri turco
Abdullah Gul ha esortato i Venticinque a mantenere la propria parola
adeguandosi al rapporto del 6 ottobre.
Since
the European Union (EU) is sending mixed signals to Turkey, Turkish
Foreign Minister Abdullah Gul, while in Paris during the
Mediterranean Forum, reminded the European Union (EU) that in 2002,
it said the only condition for the start of accession negotiations
with Turkey was a positive progress recommendation from the
Commission on Enlargement.
Gul said that the progress report, released on October 6th,
recommended the start of negotiations and that the EU should
therefore practice its previous decision. "We, as Turkey, play
like the Europeans. We, in return, expect them to act like Europeans",
said Gul. He added that the Turkish government does not anticipate
any wrong maneuvers from France on December 17 when the EU leaders
meet at a summit to decide Turkey's fate.
Following the Forum, French Foreign Minister Michel Barnier said
that the debates within Europe are normal, and to remain silent
about Turkey's membership is unacceptable. Barnier underscored that
the dialogue with Turkey is important for France, as well as Turkey.
The European Council, he said, will decide on December 17 whether to
start membership negotiations with Turkey. After the forum, Gul met
with the EU Term President, Bernard Bot, The Netherlands' Foreign
Minister. Gul informed him that he will have close contacts with
Turkey leading up to December 17th. The meetings will be critical to
Turkey since the Dutch will organize the December 17th summit. (Ali
Ihsan Aydin/Zaman)
04.11.2004
CASTELLI: "DIAMO LA PAROLA AL POPOLO"
Il
Guardasigilli italiano insiste per il referendum contestando anche
l'amicizia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con
Ankara.
L'adesione della Turchia alla UE ''è una questione delicata'' e ''per evitare uno scontro
all'interno del Governo (alcuni partiti della Cdl sono favorevoli, altri contrari) la via d'uscita potrebbe essere quella di affidarsi all'arbitrato del popolo''. Parole del
ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervistato da <Radio Padania>.
''Certo - ha proseguito il ministro - mi ha stupito l'espressione riportata dai giornali (spero che non sia esatta)
di un esponente della nostra maggioranza, che ha dichiarato che un referendum sarebbe addirittura nocivo. Non ho dubbi che il
Primo Ministro (sic!) Berlusconi abbia espresso il suo forte favore all'adesione della Turchia. Il ricorso al referendum porterebbe
a superare i contrasti che, sicuramente negativi, potrebbero insorgere all'interno della Cdl''. (take
Ansa)
04.11.2004
LEGA NORD: NO ALL' INGRESSO
Nuova,
netta posizione del partito di Bossi per bocca del capogruppo della
provincia di Reggio Emilia, Angelo Alessandri. Un riferimento a
Cipro poco pertinente ed uno al Kurdistan privo di conoscenza della
questione.
''No all'ingresso della Turchia nell'UE''. Netta la presa di posizione espressa, in un ordine
del giorno, dal capogruppo della Lega Nord in Provincia di Reggio Emilia, Angelo Alessandri, che riferendosi all'eventuale adesione di
Ankara all'Unione Europea ''pone dubbi di tipo storico, demografico,
economico, identitario ed anche religioso, totalmente nuovi''. Alessandri ricorda poi che ''dal documento della Commissione Europea
la Turchia soddisferebbe solo 'sufficientemente' i criteri richiesti
per l'adesione''.
Secondo Alessandri ''la Turchia occupa militarmente da 28 anni la parte Nord dell'isola di Cipro futuro membro dell'UE e che tale
situazione renderebbe ancora più complicato l'intero argomento''.
Stesso argomento per il Kurdistan che il Governo turco "occupa militarmente" in una parte del suo
territorio (sic!). Il capogruppo leghista
chiede pertanto l'impegno della Provincia ''a sollecitare il Parlamento italiano sulla posizione che intende esprimere il 17
dicembre e di valutare l'opportunità di attivarsi in ogni sede competente affinché sia perorata e sollecitata l'esigenza di una
consultazione referendaria prima di assumere ulteriori impegni in materia di allargamento europeo''. (take
Adnkronos)
04.11.2004
MA ANDREOTTI: "NO AD UNA PORTA IN FACCIA"
Anche
l'ex presidente del Consiglio ha voluto far sentire la sua voce
sulla Turchia. "Senza di questa, probabilmente l'Unione
Sovietica ci avrebbe messo fuori gioco".
Giulio Andreotti è contrario a "sbattere la porta in faccia alla Turchia" da parte dell'Unione
Europea. Parlando a margine del convegno per i cinquant'anni della ricostruzione di Milano, il senatore a vita ha osservato che si tratta di "un problema ancora in discussione, ma credo
che i lati positivi siano superiori ai negativi, almeno come potenzialità". Per questo, secondo Andreotti, "sbattere la
porta in faccia alla Turchia sarebbe sbagliato. C'è una procedura all'inizio, i tempi sono anche piuttosto lunghi e
quindi c'è modo di trovare delle regole". Sull'argomento, Andreotti si è detto "un po' fazioso: senza la Turchia
probabilmente l'Unione sovietica ci avrebbe messi tutti fuori gioco". (take
Agi)
04.11.2004
LA MERKEL CRITICA LA
TRILATERALE
La
leader dell'opposizione cristiano-democratica Cdu in Germania sempre
più contraria, assieme a tutto il suo partito, all'apertura dei
negoziati di adesione nei confronti della Turchia.
La leader dell'opposizione cristiano- democratica Cdu Angela Merkel,
contraria a un'adesione della
Turchia all'UE, ha criticato l'incontro trilaterale a Berlino
fra il Cancelliere Gerhard Schroeder, il presidente francese
Jacques Chirac e il premier turco Recep Tayyip Erdogan.
''Considero l'incontro dimostrativo un segnale sbagliato'', ha
dichiarato la Merkel a Berlino. Si ''mostra ora molta fretta'',
ha aggiunto, sollecitando una maggiore informazione per
i cittadini sulle conseguenze di un'adesione della Turchia. L'Unione
Cdu-Csu è contraria all'adesione in quanto teme che ciò
rallenterebbe il processo di integrazione europea. In alternativa
preferisce optare per una ''cooperazione privilegiata'',
cosa però che Ankara respinge.
Il capogruppo Csu Michael Glos ha da parte sua sollecitato un
referendum sull'adesione della Turchia. Se il Governo "rosso-verde
dovesse continuare a non sentire ragioni su questa questione
fondamentale, avremo bisogno di un referendum'', ha detto.
Schroeder invece è contrario. (take Ansa)
04.11.2004
UN PERICOLO PER L'EUROPA
In
questo modo si è espresso Wolfgang Schaeuble della Cdu tedesca che
ha contestato il vertice a tre di Berlino. Dure critiche anche da
parte di Michael Gros.
In occasione del quarto vertice franco-tedesco, che si è tenuto a
Berlino, il leader cristiano democratico Wolfgang Schaeuble, ha
ribadito con forza il no della Cdu ad un'eventuale adesione della
Turchia nella UE.
Dopo il meeting dei ministri franco-tedeschi, il Cancelliere Gerhard
Schroeder e il presidente francese Jacques Chirac hanno incontrato
il premier turco Recep Tayyip Erdogan, per firmare il contratto
d'acquisto di 36 Airbus per la <Turkish Airlines>, e per
esaminare le "le prospettive della candidatura turca all'Unione
europea".
Schaeuble, responsabile per la politica estera della Cdu, ha messo
in guardia dal dissolvimento delle chance di "rafforzare
l'Unione allargata". Il presidente della Csu (l'Unione dei
cristiano democratici della Baviera) alla Camera Bassa, Michael Glos,
ha accusato il Cancelliere ed il presidente francese di voler forzare
l'entrata della Turchia in Europa, contro la volontà della
maggioranza popolare".
Il leader cristiano democratico, intervistato dal programma <Morgenmagazin> sulla
<Zdf>, il secondo canale tedesco, ha ricordato
l'alternativa di una "patnership rafforzata" con la
Turchia, che la Cdu propone da tempo. "La UE non dovrebbe
intraprendere colloqui sull'adesione di un Paese così singolare,
grande, ad economia agraria e per molti motivi lontano
dall'Europa", ha aggiunto Glos.
Sull'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione
Europea, avrà l'ultima parola il vertice della UE, previsto per il
17 dicembre a Bruxelles.
Schroeder e Chirac appoggiano entrambi una decisione favorevole per
il Governo di Ankara. Contrari all'adesione della Turchia, il Primo
Ministro francese Jean-Pierre Raffarin e il ministro all'Economia,
Nicolas Sarkozy. L'adesione turca è un tema contrastato nei due Paesi; ma solo i francesi si esprimeranno attraverso un referendum
popolare. (take ApCom)
04.11.2004
|
L'APPOGGIO DI CHIRAC
Il
presidente francese lo ha ribadito nel suo incontro con il
Cancelliere tedesco. Ankara - ha però aggiunto - deve rispettare
gli impegni presi con l'UE.
Il presidente francese Jacques Chirac ha detto di ritenere che il
vertice dei Capi di Stato
e di Governo della UE appoggerà la raccomandazione della
Commissione europea per
l'avvio del negoziato di adesione con la Turchia.
''Ritengo che nel vertice del 17 dicembre i Capi di Stato e di Governo della UE si
diranno per l'avvio della trattativa con Ankara'',
ha detto Chirac nella conferenza stampa congiunta con il
Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ''. Il
mio auspicio più caro - ha aggiunto - è che il negoziato si
concluda con l'adesione della Turchia''. Tuttavia, ha aggiunto Chirac, resta chiaro che il
negoziato sarà
sospeso se Ankara non dovesse rispettare gli impegni e le condizioni previste nella
raccomandazione della commissione. (take Ansa)
04.11.2004 |
MAGGIORANZA DEI CITTADINI
GRECI CONTRARI
E' il
54.3% del Paese. Lo scrive il settimanale <To Paron> (<Il
presente>) che ha pubblicato i dati relativi ad una indagine
statistica. Tra le accuse, la violazione dello spazio aereo e di
quello marino.
La maggioranza dei greci (54.3%) si è dichiarata contraria all'ingresso della Turchia nell'Unione
Europea, principalmente a causa della mancata risoluzione dei
numerosi problemi che tuttora sussistono nelle relazioni politico-diplomatiche-militari tra i due Paesi.
Lo scrive il settimanale <To Paron> (<Il Presente>) che pubblica i dati relativi ad un'indagine statistica in base alla quale
sette greci su dieci (76.3%) ritengono che se Ankara non deciderà di mettere fine entro dicembre alle continue
violazioni dello spazio aereo ellenico e delle acque territoriali nell'Egeo, il Governo di Atene non dovrebbe
sostenere l'apertura dei negoziati per l'adesione della Turchia
all'UE che inizieranno il prossimo 17 dicembre in occasione del summit europeo.
Solo il 18% degli intervistati, continua il settimanale, si è dichiarato favorevole al sostegno di Atene ad Ankara ed il
5.7% hanno preferito non rispondere alla domanda.
Inoltre il 58% ritiene, tra l'altro, che ''una eventuale adesione della Turchia all'UE, rappresenterà un evento negativo
per la situazione europea globale'', mentre il 56.7% ha dichiarato che ''l'eventuale adesione della Turchia andrebbe
contro gli interessi stessi della Grecia''. (take Ansa)
04.11.2004
LA SANTA SEDE NON
HA ESPRESSO POSIZIONE
Come ha
tenuto a precisare il ministro degli Esteri del Vaticano, mons. Giovanni
Lajolo, ufficialmente l'interesse è che Ankara dia garanzie di tutela
delle libertà religiose in Turchia.
"Non mi è noto che
la Santa Sede abbia espresso in materia una posizione ufficiale" in
merito all'adesione della Turchia all'Unione Europea. E' quanto ha detto
mons. Giovanni Lajolo, "ministro degli Esteri" del Vaticano,
in una intervista a <Radio Vaticana>.
Mons. Lajolo ha spiegato che la Santa Sede è "peraltro interessata
a che la Turchia dia garanzie reali di tutela di libertà di religione,
senza alcuna discriminazione, a tutti i livelli: cioè non solo nelle
leggi scritte ma anche nella vita vissuta".
"Vi sono poi altri aspetti di grande rilevanza storica, di diverso
segno, circa i quali i politici, europei e turchi, dovranno ben
riflettere prima di prendere l'ultima decisione", ha concluso.
(take Ansa)
04.11.2004
|
IL DONO DELLA
PACE
Per
ritrovare l'unità a Cipro - ha detto Giovanni Paolo II al presidente
della Repubblica di Cipro, Tassos Papadopoulos - occorre impegnarsi per
il dialogo e la tolleranza tra i diversi gruppo etnici dell'isola.
L'ingresso nell'Unione Europea contribuirà a far ottenere a Cipro
"il dono della pace e dell'armonia per ritrovare l'unità, ma al
tempo stesso tutti nel Paese si devono impegnare per il dialogo e la
tolleranza". Ne è convinto Giovanni Paolo II che ha ricevuto in
udienza il presidente della Repubblica di Cipro, Tassos Papadopoulos.
"Incoraggio voi e i vostri concittadini - ha detto Wojtyla - nei
continui sforzi per promuovere il dialogo e la tolleranza tra diversi
gruppi etnici e religiosi del Paese". Per l'anziano Pontefice,
infatti, "solo impegnandosi alla comprensione e al mutuo
rispetto", le tensioni che da lungo tempo sono presenti nel Paese
possono essere risolte e condurre ad una unità nazionale "basata
sui principi della solidarietà e della giustizia". (da take Agi)
04.11.2004 |
TRE
IMMAGINI
Realisti,
idealisti od opportunisti. Tre posizioni diverse sulla questione
turca hanno dominato la conferenza internazionale di Berlino
"L'Europa ed i suoi confini" a palazzo Genshagen. E tre diverse idee di Europa ne son venute fuori.
L'UE si trova
dinnanzi all'interrogativo se accettare la Turchia come alleato in
politica estera, o come protagonista dall'interno dell'Unione,
così la vede Robert
Badinter, senatore francese e ministro della dal 1981 al
1986. Riferendosi chiaramente alla prospettiva realistica elaborata
da Andrew
Moravscik in "The Choice for di Europe". Gli Stati
nazionali, in effetti, sono i soggetti che dispongono di maggior
potere per influenzare il futuro. Le loro decisioni trovano terreno
fertile soprattutto nel novero dei calcoli economici. Una
separazione tra politica estera e politica interna è ancora
possibile.
Il realismo e l'irrilevanza di Walter Hallstein
Badinter preferisce la Turchia come partner in politica estera, non
come membro UE: l'adesione coinvolgerebbe l'Unione nei conflitti
regionali del Caucaso, e potrebbe condurre a situazioni conflittuali
in futuro con Iran, Irak e Siria. Le promesse avanzate finora, del
resto, non vincolano in alcun modo all'accettazione finale. La
promessa spesso citata, fatta nel 1963 dall'allora presidente
della Commissione Walter Hallstein, non aveva, come tutte le
promesse successive, alcuna forza contrattuale. Anche se la Turchia
non ha dovuto soffrire il comunismo forzato e la repressione russa,
come invece i paesi dell'Europa orientale, entrati nell'Unione
lo scorso primo maggio. Badinter non ha tenuto in considerazione
neppure le questioni legate ai diritti umani e al livello di
democratizzazione: come membro del Consiglio d'Europa, la Turchia
è comunque vincolata al rispetto di queste norme. Né vengon
fornite chiare indicazioni sui vantaggi economici di un'adesione. Di
conseguenza non si evincerebbe alcun "realistico" argomento in
avore dell'adesione.
Idealismo ed Europa cosmopolitica
Nella sua opposizione alle tesi di Badinter, Gesine
Schwan, ha invece parlato di "Europa cosmopolitica"
sulla base di una visione idealistica dell'Europa, ispirata
evidentemente dai saggi di Ulrich
Beck. La separazione tra politica estera ed interna è un
anacronismo, l'allontanamento di questo genere di problemi tramite
il rifiuto di ulteriori domande di adesione, un'illusione. Poiché
l'UE non si fonda sul dominio militare, non deve temere un declino
causato dall'eccessiva dilatazione dei suoi confini. Al contrario:
per mezzo dell'allargamento, i conflitti più difficili da
risolvere potrebbero esser traghettati in seno all'UE, ed esser
quindi risolti tramite uno strumento ben testato: "Per l'Europa
è meglio che le sfide provengano dai suoi conflitti interni
piuttosto che da quelli esterni". Solo in questo modo l'Europa può
fungere nel suo complesso da modello per una pacifica cooperazione
regionale.
Opportunismo e petrolio siberiano
Come portavoce delle posizioni più opportunistiche o di real
politik, si è invece espresso l'ex Primo Ministro francese Michel
Rocard. A lungo fervente sostenitore degli "Stati Uniti
d'Europa" Rocard ha dismesso la sua visione federale in favore
di uno "European Regulatory State", come ben descritto da Giandomenico
Majone. Ovvero, l'Europa sarebbe soltanto uno spazio giuridico
per la politica à la carte , senza un'idea preordinata di Stato
di dirittto. E' venuto così agevole per Rocard srotolare
argomentazioni dettate da motivazioni di ordine economico a favore
dell'adesione della Turchia: nella regione del Caucaso ci sono
cinque-sei paesi che si sviluppano sul petrolio ed in più
anch'essi di lingua turca. L'UE si assicurerebbe così, tramite
una sola adesione, anche una sponda verso questi ultimi. E nel lungo
termine si prospetterebbe anche lo sfruttamento dei giacimenti
petroliferi siberiani. In modo da consentire alle imprese europee di
poter affrontare e superare il predominio, dettato da ragioni
geografiche, delle società giapponesi e cinesi, assicurandosi
quindi, attraverso il Caucaso, una via di trasporto di valore
inestimabile. Purtroppo questi aspetti sono stati completamente
accantonati nel dibattito attuale perché a politici e giornalisti
manca parecchia lungimiranza strategica: "Bisognerebbe abituarsi a
guardare ai prossimi 50 anni. In una prospettiva ventennale, non ha
alcun senso svolgere riflessioni geopolitiche".
Il silenzio della euro-generazione
Contro le argomentazioni di Rocard, numerosi fra coloro che
affollavano il Genshagen hanno avanzato previsioni come se questi
cinquant'anni li avessero già alle spalle. Il che è poco
comprensibile: un'eventuale adesione della Turchia, per motivi
biologici, non vedrà la partecipazione della metà dei presenti.
Influenzerà semmai, ed in modo massiccio, le scelte politiche dei
loro allievi e degli studenti di oggi. Nonostante ciò, la riunione
è risultata governata sulla falsariga del modello giapponese:
secondo il principio di anzianità cioè, in base al quale, nel
corso dei dibattiti aperti, il tempo minimo garantito a ognuno si
allunga quanti più capelli grigi ed anni di vita sia possibile
mettere sul piatto della bilancia. Questa logica va stravolta: non
possiamo permettere che a decidere del nostro futuro politico siano
uomini politici ormai anziani. Insomma, anche se non espressamente
invitati, dobbiamo prendere la parola. (Drei
Turkei-Visionen7Cafebabel. Traduzione di Ottavio Di Bella)
04.11.2004
UNA DECISIONE BEN VISTA
Ankara guarda
con favore il piano di ritiro da Gaza come annunciato dal premier
israeliano Ariel Sharon.
Turkey welcomed the approval of
Israeli Parliament on Prime Minister Ariel Sharon's plan to withdraw
from Gaza Strip and a part of West Bank.
Turkish Foreign Ministry stated, ''Turkey expects this
decision to be fulfilled accurately.''
''Israel's ending occupation in Gaza Strip will have a meaning only if
it is a step on the path to comprehensive and permanent peace between
Israel and Palestine. Thus, process of withdrawal should be assessed for
providing cooperation and negotiations within the scope of the Road Map
between sides. We hope this withdrawal will take place as an important
stage within the Road Map,'' added the statement.
''Settlers in Gaza should not be directed to West Bank so that
withdrawal plan will be assessed as a progress within the scope of a
process towards a solution including two states. The plan should be
carried out in cooperation with Palestine National Autonomous
Administration,'' noted the statement.
The statement said, ''Turkey is ready to make necessary contribution
within this withdrawal process and in case of an agreement for
reconstruction of Gaza.'' (Anadolu/TurkishPress)
04.11.2004
ANKARA RESPINGE
LE ACCUSE
Per le
Forze Armate turche non ci sono state assolutamente violazioni dello
spazio aereo e marittimo nella regione del Mare Egeo. Il problema della
piattaforma continentale.
Le Forze Armate turche hanno respinto le accuse di Atene di violazioni
dello spazio aereo e marittimo greco nella regione del Mare Egeo e in
particolare intorno all'isola greca di Imia che fu un tempo italiana e
che viene rivendicata dalla Turchia.
"Le accuse della Grecia non riflettono la realtà. Non è successo
nulla di insolito", ha affermato il generale Ilker Basbug in una
conferenza stampa spiegando che c'è stata una ripresa delle normali
attività militari turche nell'Egeo dopo la pausa concessa dai turchi
per le Olimpiadi di Atene.
Il generale Basbug ha osservato che i voli greci nel Mare Egeo
"sono molti di più di quelli turchi".
Lo scambio di accuse tra Atene ed Ankara per le reciproche violazioni
dello spazio aereo e marittimo sono molto frequenti avendo alla base un
lungo contenzioso tra i due Paesi. dato che la Grecia rivendica uno
spazio aereo di 10 miglia oltre le sue coste mentre la Turchia riconosce
solo 6 miglia affermando che, in base al diritto internazionale, lo
spazio aereo deve coincidere con l'estensione di sei miglia delle acque.
(take Ansa)
04.11.2004
SEZER NON HA INVITATO LE DONNE VELATE
Anche
quest'anno, per la festa della Repubblica, il Capo dello Stato turco
si è attenuto alla rigida regala kemalista. Assenti il premier ed
il ministro degli Esteri perché a Roma per la cerimonia della firma
della Costituzione europea.
Anche quest'anno il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, non ha invitato le
donne che usano portare il velo islamico al ricevimento di venerdì
scorso 29 ottobre per l'anniversario, l'81/mo, della fondazione della
Repubblica, al quale, perciò, molti parlamentari e ministri del partito di radici islamiche Akp al Governo hanno partecipato senza
consorte o hanno rinunciato a partecipare, come era avvenuto
negli anni scorsi.
In Turchia, una Repubblica rigorosamente laica sin dalla sua fondazione, nel 1924, le norme vigenti vietano alle donne di
portare il velo islamico - considerato in Turchia un simbolo antilaico di militanza politica islamista - nelle cerimonie di
Stato, negli edifici pubblici e nelle università.
Anche negli anni scorsi il presidente Sezer, un laico rigorosissimo, aveva invitato solo le mogli dei deputati che
notoriamente non portano il velo sul capo, inducendo così anche il premier turco Tayyip Erdogan ed il ministro degli Esteri
Abdullah Gul, a lasciare a casa le mogli.
Per Erdogan e Gul, tuttavia, quest'anno il problema non si è posto pone in quanto a Roma per la cerimonia della
firma della Costituzione europea. (take Ansa)
04.11.2004
TURCHIA: PRINCIPE CARLO RIAPRE CONSOLATO BRITANNICO
Era
andato completamente distrutto, nella zona storica di Pera ad
Istanbul, dopo l'attentato terroristico nel novembre dell'anno
scorso.
Il Principe Carlo d'Inghilterra ha ufficialmente riaperto il consolato britannico ad
Istanbul, ad un anno dall'attentato in cui morirono 16 persone, fra cui il console Roger Short. La cerimonia di riapertura, nella storica
''Pera house'' nel cuore della città, si è svolta in condizioni di
massima sicurezza e neanche i rappresentanti della stampa sono stati invitati a partecipare all'evento.
Il 15 novembre scorso, due importanti obiettivi britannici ad Istanbul furono colpiti nel corso di due diversi attentati suicidi, la
banca <Hsbc> e il consolato. Cinque giorni prima, altri due attacchi
suicidi avevano preso di mira altrettante sinagoghe d'Istanbul uccidendo 63 persone. Ben 60 persone sono state incriminate dai
tribunali turchi per aver partecipato all'organizzazione dell'ondata di attentati. Il mese scorso uno di loro ha ammesso che gli attacchi
sono stati finanziati da al Qaeda. (take Adnkronos)
04.11.2004
BOTTIGLIA INCENDIARIA CONTRO TRIBUNALE
L'attentato,
da parte di un commando di cinque persone quasi certamente
appartenenti al Dhkp, è avvenuto ad Istanbul nella zona di Beyoglu.
Cinque persone hanno lanciato una bottiglia incendiaria contro il palazzo di
Giustizia di Beyoglu, nel centro di Istanbul, tentando di fare esplodere una bomba di fattura artigianale. Lo
hanno riferito dei testimoni. I cinque, che portavano delle bandane di colore rosso, apparterrebbero al
Fronte Rivoluzionario di Liberazione del popolo (il Dhkp, che è stato bandito). Gli sconosciuti hanno poi affisso un manifesto di
protesta contro le condizioni di vita dei detenuti e poi, attraverso le finestre, hanno lanciato delle bottiglie incendiarie nell' edificio giudiziario. Le fiamme sono state
subito spente. Il Dhkp è considerato una organizzazione terroristica ed è sospettato di avere organizzato la campagna
di scioperi della fame di detenuti di estrema sinistra e di loro familiari che, in quattro anni, ha fatto
più di settanta morti. (take Ansa-Afp)
04.11.2004
TOLLERANZA
E DIALOGO
Incontro al
tradizionale briefing offerto dall'Associazione Autori ed Editori
della Turchia tra i vertici del mondo degli affari, dell'arte e
delle comunità religiose. Tra i presenti, il patriarca Bartolomeo.

Leaders in the business, art, and
religious communities met at the traditional "tolerance and
dialogue" fast breaking dinner hosted by the Turkey Journalists
and Authors Foundation.
Fener Greek Patriarch Bartholomew's remorse at Fethullah Gulen
Hodja's absence created a sensitive atmosphere in the hall.
Bartholomew said the process of developing tolerance and peace was
being criticized by some circles but noted that this process is in
the Turkish public's interest.
Bartholomew said, "We set off with pride in order to increase
the welfare of the state and to contribute to global peace in the
dialogue area as in the 10th Year March of the Republic. The
respectable Fethullah Gulen Hodja was the mastermind of this idea,
which we have shared for 10 years. I greet him with regards and
feelings of friendship." He explained that he met Gulen in New
York last March and expressed that their friendship continues to
grow.
The Speaker of the Parliament, Bulent Arinc, said that nobody should
feel apprehension about an organization like this, which includes
every segment of society. "This is the reality of Turkey,"
he added.
Director of Religious Affairs Ali Bardakoglu highlighted the need
for tolerance and messages of peace of the Tawhid (unity) religion
recently and added his belief that, "this love should embrace
all of us."
Vatican Representative George Marovich also expressed his feelings:
"There is an excellent scene here; however, I am sad because
the architect of this excellent night, Fethullah Gulen Hodja, is not
among us. I pray for him every day. I put his picture between the
pages of my jawshen [daily prayer book]. I know that even as I sleep,
God will protect him." The Chief Rabbi Isaac Haleva said that
he could not find a word to add to this excellent image: "There
is such a voice in the presence of God. That is what I want"
and added that people hand by hand, hearth by hearth should share
love for one another. (Zaman)
04.11.2004
AVVERTIMENTO SU UN ALLARGAMENTO
DELLE MINORANZE
A farlo il
presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer ed il Capo delle Forze
Armate generale Hilmi Ozkok. Nulla - è stato rimarcato - deve infatti
mettere in pericolo l'unità nazionale.
Both
Turkey's President and the head of the armed forces have issued
warnings against suggestions that Turkey adopt a wider concept of
minorities.
In a written statement released Thursday to mark the 81st
anniversary of the founding of the Turkish Republic, President Ahmet
Necdet Sezer said that the issue of minorities should not exceed
that laid out in the Turkish constitution.
While saying that sub identities enriched society, Sezer said that
they could not be allowed to weaken the nation state.
In his statement to commemorate friday's Republic Day anniversary,
General Hilmi Ozkok, the Chief of the Turkish General Staff, quoted
the nation's founder, Mustafa Kemal Ataturk, as saying "How
happy is the one who can say I am Turk". Ozkok said that this
sentiment reflected the superior identity that unites all elements
of Turkish society
Both President Sezer and General Ozkok were responding to a report
written by some members of the Prime Ministry's Human Rights
Advisory Board that proposed a wider definition of minorities.
Currently, only members of the Jewish, Armenian and Greek
communities are recognised as minorities in Turkey. (NtvmSnbc)
04.11.2004
I CURDI NON
SONO UNA MINORANZA
A ribadirlo i
militari turchi che si sono associati alle proteste del Capo dello Stato
per quanto contenuto nella relazione della Commissione UE.
I militari turchi si sono associati alle proteste diffuse in Turchia ed
espresse di recente anche dal presidente della Repubblica Ahmet Necdet
Sezer per il fatto che la Commissione dell'UNione Europea, nel suo
recente rapporto sulla Turchia, abbia definito i cittadini turchi di
lingua curda "una minoranza2.
"La Turchia è uno Stato unitario. Noi non possiamo approvare che
dei cittadini che non si considerano affatto una minoranza siano
presentati, apertamente o implicitamente, come tale", ha affermato
il generale Ilker Basbug in una conferenza stampa, felicitandosi,
tuttavia, per i recenti emendamenti legislativi che hanno rafforzato i
diritti culturali dei cittadini curdofoni (come l'insegnamento e le
trasmissioni radiotelevisive in alcune lingue curde).
La Turchia riconosce solo l'esistenza di minoranze religiose (quella
cristiana ed ebraica, ma non quella alevita assimilata all'Islam) in
accordo con il trattato internazionale di Losanna del 1923 e la sua
Costituzione non conferisce alcuna rilevanza alle etnie, dato che
garantisce (come tutte le Costituzioni di stampo europeo) diritti uguali
per tutti i suoi cittadini, a prescindere da sesso, etnia e religione.
I cittadini turchi di ascendenze curde sono stimati in circa 15 milioni
su una popolazione totale i Turchia di 70 milioni. (da take Ansa)
04.11.2004
POPOLAZIONE IN
CRESCITA
Attualmente
in Turchia il ritmo è dell'1.35 per cento l'anno. Nel 2005 però il
tasso di fecondità potrebbe decrescere. I dati dell'Istituto di
Statistica.
La
popolazione turca cresce attualmente al ritmo sostenuto dell'1.35 per
cento l'anno ed è previsto che superi la cifra di 72 milioni nel corso
del 2005- Lo rivela l'Istituto turco di Statistica precisdando che a
fine del 2005 dovrebbe attestarsi sulla cifra di 72.3 milioni di
abitanti.
Attualmente la popolazione turca stimata è di 71.3 milioni. Secondo le
stesse fonti tuttavia bel corso del 2005 il tasso di fecondità potrebbe
decrescere al 2% riducendo, sia pure di poco, nel nel 2006 il ritmo di
incremento della popolazione stessa. (take Ansa)
04.11.2004
LE DONNE
POTRANNO ESSERE MUFTI
La
decisione presa dalle autorità religiose di Ankara, la
<Religious Affaire Association>. La notizia riportata da il
giornale cairota <Al-Ahram>. Il piano del Governo che punta a
nominare 594 donne in ruoli guida.
Le autorità
religiose di Ankara, la <Religious Affaire Association>, hanno deciso
di permettere anche alle donne di assumere la carica di mufti - o
assistente mufti. A riportare la notizia è il quotidiano del
Cairo <Al-Ahram>. Secondo la popolare pubblicazione egiziana, infatti,
in 15 distretti del Paese ora sarà possibile andare a scuola di
Corano da un mufti donna. L'importante carica religiosa conferisce a
colui che la ricopre l'autorità di esprimersi su questioni
giuridiche ed emettere fatwa, proclami religiosi con valenza
giuridica. La decisione di estendere alla popolazione femminile la
possibilità di ricoprire questo ruolo fa parte di un piano di Governo che punta a nominare 594 donne in ruoli
guida all'interno
delle istituzioni religiose per favorire la parità fra i sessi in
ogni settore lavorativo. In questo modo, Ankara intende avanzare nel
lungo percorso di riforma in vista dell'ingresso dell'Unione Europea.
Per poter assumere la carica le giovani aspiranti, si legge in un
rapporto del sito specializzato in questioni islamiche <Islam
Online>, devono possedere un diploma di laurea in Sharia, la legge
islamica, e avere una considerevole esperienza sul campo. Inoltre è
necessario superare un esame: la prima sessione era stata fissata
per lo scorso 12 luglio. Secondo Massoud Sabri, ricercatore presso
<Islam Online>, la Sharia non impedisce alle donne di assumere questo
incarico religioso a condizione che, però, conoscano la
giurisprudenza al punto tale da essere in grado di districarsi nei
casi più complicati. La Turchia non nomina un nuovo mufti dal 1923,
anno in cui Kamal Ataturk aveva dichiarato la nascita della Repubblica. Da allora sono stati istituiti solamente nuovi
dipartimenti per le fatwa in tutte le province. Anche questi organi
dipendono dal <Religious Affaire Association>. (take Agi)
04.11.2004
CORANO
REINTERPRETATO
Pubblicato
sotto la supervisione dello Stato turco, contiene una rilettura
modernista del libro sacro islamico mandando in soffitta le vecchie
e dogmatiche interpretazioni.
Jihad, velo islamico, poligamia,
la punizione extragiudiziale dei peccatori e peccatrici: sono
prescrizioni coraniche da reinterpretare in chiave moderna ed
aggiornata e non in modo dogmatico ed immutabile. E' quanto sostiene
- in contrasto con l'eterna immutabilità del libro sacro sostenuta
dai musulmani ortodossi e fondamentalisti - un libro che
reinterpreta in modo ufficiale i versi coranici.
Pubblicato sotto la supervisione dello Stato turco, contiene una
rilettura modernista del libro sacro coranico e, in sostanza, manda
in soffitta le vecchie e dogmatiche interpretazioni delle sue più
controverse prescrizioni della sharia, la legge divina islamica.
- Jihad
- Così il jihad (sforzo sulla via di dio), che per
l'interpretazione fondamentalista è la guerra senza quartiere
contro gli infedeli, nel nuovo libro canonico turco viene
reinterpretata in chiave strettamente nazionale e difensiva:
"Nel Corano c'è la prescrizione della difesa della patria. La
guerra di indipendenza della Turchia fu un jihad. la guerra per
difendere il Paese e i valori sacri è jihad. Ma è soltanto un
abuso quello che alcune organizzazioni (radicali) commettono
chiamando jihad quello che loro fanno", è scritto nel libro.
- Il velo
- "Le prescrizioni sul velo femminile sono state scritte 1.400
anni fa. Non possiamo dire che esse siano sbagliate. Ma ci sono
tanti problemi nel islamico e questo non dovrebbe essere esagerato.
Ciò non porterebbe beneficio né alla religione, né al
Paese", recita lo stesso testo.
- Poligamia
- "In termini religiosi, la monogamia è l'ideale. La poligamia
non è una questione religiosa. E' una questione politica connessa
con lo Stato e non dovrebbe essere considerata questione
religiosa".
- Delitti tradizionali
- Il libro condanna esplicitamente la pratica dei "delitti
tradizionali" (quelli decisi dalle famiglie, di solito, ai
danni di giovani donne non sposate o per vendetta di sangue) e,
implicitamente, anche quelli d'onore (commessi da mariti traditi),
cioè le punizioni extragiudiziali dei peccatori, che sono pratica
frequente in Turchia. "E' assolutamente sbagliato che persone
giudichino e puniscano altre persone. Specialmente i delitti
tradizionali non sono accettabili. Essi sono un peccato grave".
- Schiavitù
- "Noi non diciamo che le prescrizioni riguardanti la
schiavitù siano invalide nel mondo moderno , ma che noi dobbiamo
interpretarle nel loro significato storico, dato che la schiavitù
è stata eliminata".
La reinterpretazione in chiave nazionale e modernista del libro
sacro islamico è opera di quattro eminenti studiosi di teologia ( i
professori Kafi Donmez, Sadrettin Gumus, Hayrettin Karaman ed il
mufti di Istanbul, Mustafa Cagrici) che hanno lavorato per dieci
anni seguendo l'indicazione di un "necessario
aggiornamento" impartita dalla Direzione degli Affari
Religiosi, praticamente un ministero che, nella Turchia laica e
kemalista, soprintende a tutte le attività religiose controllando
che non debordino in attività politiche.
"Non si tratta di proporre un nuovo Islam, ma di riconoscere
che i concetti religiosi non sono qualcosa che sta appeso ad una
certa epoca e non cambia mai. Essi devono essere aggiornati e
reinterpretati in armonia con i fatti del tempo", ha dichiarato
l'attuale presidente della Direzione Affari Religiosi, Ali
Bardakoglu, anch'egli studioso di teologia, chiamato al suo incarico
dall'attuale Governo turco, composto interamente da esponenti del
partito di radici islamiche, Akp.
"Nuovi apporti sono necessari in ogni epoca per capire i versi
del Corano. l'interpretazione cambia quando noi immettiamo nuovi
elementi di informazione. Per esempio, si prenda la creazione
dell'Universo. Non c'è alcuna contraddizione tra il Corano e la
scienza moderna", ha aggiunto Bardakoglu.
"Il Corano è stato composto verso dopo verso, sura dopo
sura, in 23 anni seguendo gli avvenimenti del tempo e le
circoostanze e i bisogni della società. Il profeta ha fatto studi
continui di interpretazione. Una interpretazione che non si
armonizza con i tempi non sta né in cielo né in terra. Non
rappresenta nemmeno la volontà di Allah. Alcune cose che potevano
essere fatte mille anni fa, non potrebbero esserlo oggi", ha
dichiarato Cacrigi, il mufti di Istanbul.
Gli esponenti dell'Islam ortodosso (e radicale) turco non hanno
espresso pubbliche valutazioni sul libro e le sue interpretazioni,
che contrasta nettamente con la fede nell'assoluta
"immutabilità e non interpretabilità" della "parola
letterale di Allah contenuta nel Corano", un dogma sostenuto
non solo dai fondamentalisti islamici dei Paesi arabi che aspirano a
"tornare a vivere e a far vivere come ai tempi del
profeta", ma anche dalle principali confraternite sufi,
diffusissime in Turchia. (take Ansa)
04.11.2004
TORNANO
LE RELIQUIE
Sono
quelle di Giovanni Crisostomo e di Gregorio Nazianzen che i crociati
avevano portato via da Costantinopoli 800 anni fa e che ora
ritroveranno la loro sede ad Istanbul come annunciato dal Vaticano.
La causa perorata dal patriarca Bartolomeo. Non sarà presente il
Pontefice.

The
Vatican has announced that it will be returning the remains of two
Orthodox saints, looted from Constantinople 800 years ago, to
Istanbul next month.
The Orthodox church, headed by Istabul-based Ecumenical Patriarch
Barthlomew I, had lobbied the Vatican for the return of the remains
of Saints John Chrysostom and Gregory Nazianzen during Barthlomew's
meeting with Pope John Paul II in June.
On Thursday, Vatican officials announced that the holy relics,
looted from Constantinople by Crusaders in 1204 and later taken to
Rome, would be returned to the keeping of the Orthodox church in
November.
However, the officials confirmed that the 84 year old Pope will not
be coming to Istanbul to attend the hand over ceremony as his
overseas travel commitments have been curtailed due to his declining
health. (NtvmSnbc)
04.11.2004
UN NUOVO PARTITO
L'annuncio
dato da Leyla Zana del Dep. Ci saranno pure gli ex deputati Orhan
Dogan, Hatip Dicle e Selim Sadak.
Former Democracy Party
(Dep) deputies
Leyla Zana, Orhan Dogan, Hatip Dicle, and Selim Sadak declared the
creation of a new party, which they researched for four months. She
reported that no title has been decided.
A directive from Abdullah Ocalan, who is the leader of the Kurdish
Workers Party (Pkk/Kongra-Gel), created the party's initial impetus,
despite his imprisonment in Imrali Open Prison.
Apparently, Ocalan first proposed "Democratic Society
Party" as the new title, but in the last meeting he had with
his lawyers, he favored "Democracy and Freedom". The
question of the presidency hasn't been answered yet. When Zana was
asked, "Who will be the leader of the party?" she answered,
"Not from among the four here. It will be one among the
people."
After they were released in June, the four former deputies are now
preparing for a fresh start in politics. They were arrested in 1994
and accused of association with the Pkk. While in jail, they decided
to stay out of politics once released. Ocalan's directive however,
convinced them to reconsider.
During a press briefing on October 22nd, the former Dep deputies
announced the new movement. Though Zana disclosed no foundation
date, they anticipate submitting their application in December. (politics
News Services/Zaman)
04.11.2004
|
|
TRE
OLEODOTTI SABOTATI
Interrotto
il flusso del petrolio verso la Turchia e la raffineria irakena di
Bayji.
Tre
oleodotti vicino Kirkuk, nel nord dell'Iraq, sono stati sabotati con
cariche esplosive. Danni alla produzione di petrolio. "Tutti i
sabotaggi della Noc hanno ripercussioni sulla produzione e
l'esportazione del petrolio", ha spiegato un responsabile della
protezione agli impianti. La Compagnia di petrolio del nord ha detto
che i sabotaggi hanno interrotto l'export via Turchia, cosa che
aggrava la situazione in vista dello stoccaggio prima dell'inverno.
(take Ansa)
04.11.2004
|
IL RIFIUTO DEL "CALIFFO"
Metin
Kaplan, da poco estradato in Turchia, non vuole versare allo Stato
tedesco la somma di 170mila euro da lui percepiti illegalmente
quando viveva in Germania.
Il leader estremista turco Metin Kaplan - noto come il ''Califfo di Colonia'' - si rifiuta di
versare allo Stato tedesco la somma di 170mila euro, da lui percepiti illegalmente durante la sua permanenza in Germania sotto forma di assegni sociali. Secondo quanto riferito da fonti ufficiali,
Kaplan, estradato in Turchia all'inizio del mese, avrebbe ricevuto il denaro
tra il 1988 e il 1998 come aiuti sociali che lo Stato tedesco garantisce a coloro che non hanno altra fonte di reddito. Il
tribunale amministrativo di Colonia discuterà il caso il prossimo 2 novembre.
Nel corso di una perquisizione effettuata ad un immobile appartenente al ''Califfato'', l'organizzazione clandestina guidata da
Kaplan, le forze di sicurezza tedesche trovarono circa 1 milione di euro. Secondo un portavoce della giustizia, il leader e la sua
famiglia avevano libero accesso al denaro, e avevano quindi fatto
ricorso illegalmente agli aiuti statali.Si è così stabilito che il
denaro percepito ingiustamente da Kaplan avrebbe dovuto essere restituito. (take Adnkronos)
04.11.2004
CRESCE IL CONFLITTO TRA GIUDICI CASSAZIONE E POLITICI
Secondo
l'Alta Corte, "gli ermellini" di questo Paese sarebbero
soggetti ad una "Campagna di diffamazione" da parte del
potere politico. Il caso del primo presidente Eraslan Ozkaya.
E' conflitto aperto tra i giudici dell'Alta corte degli appelli (Cassazione) ed il mondo politico
turco. I giudici della Cassazione hanno accusato il mondo politico - con un comunicato ufficiale - di avere orchestrato,
con alcuni giornali, ''una campagna di diffamazione'' ai loro danni, culminata in un procedimento contro il loro primo
presidente, Erarslan Ozkaya, per contatti con un boss mafioso. Accusa dalla quale Ozkaya
è stato assolto nei giorni scorsi.
Nel conflitto è intervenuto il vice-premier turco Abdullah Gul il quale ha definito ''inappropriato'' il comunicato dei
giudici della Cassazione - che tra l'altro denunciavano tentativi di interferenze politiche sulla magistratura e criticavano
l'esistenza dell'immunità che protegge i parlamentari- ed ha osservato che i giudici ''possono essere sottoposti a scrutinio
come tutti gli altri cittadini''.
All'origine della vicenda c'è il fatto che Ozkaya, un giudice noto per le sue ferme posizioni laiche, per la ristrutturazione di una sua casa di campagna, attraverso un mediatore sarebbe stato contattato dal famoso boss mafioso
turco, Alaattin Cakici. Inoltre egli avrebbe rivelato ad alti funzionari dei servizi segreti turchi notizie riservate sullo
stesso Cakici ed è stato, per questo, pubblicamente biasimato dal Sottosegretario, Sengal Atasagun, responsabile del servizio
segreto turco <Mit>.
Ozkaya in seguito a queste polemiche ha dovuto prendere un periodo di aspettativa, rinunciando a tenere il discorso di
apertura dell'anno giudiziario, ma dopo che la stessa Corte di Cassazione lo ha assolto da tutte le accuse è tornato al suo
posto.(take Ansa)
04.11.2004
NETWORK TUTTO AL
FEMMINILE
A
crearlo, donne turche, rumene e bulgare. L'Obiettivo, il cammino
verso l'Europa. Servirà perché lo status di queste - per quanto
riguarda la vita politico-economica e sociale - sia adeguato ai
livelli UE.
Turkish, Romanian and Bulgarian women
are coming together to collaborate on the path to the European Union
(EU). Women in Bulgaria and Romania have established a network and
are encouraging Turkey to join them.
Balkan Women Network, which will launch in 2005, will try to
encourage the adaptation of gender equality conditions in Turkey in
line with the Acquis Communitaire.
It will exchange information in order to increase women's political,
social and economic status to EU standards.
The program officer for the Center for Bulgarian Women's Activities
and Policies, Magdenela Delinsheva told <Zaman> about the
course of Bulgarian women taken during the EU process.
Delineshava reported that they had already started harmonization
studies in 2003 and continued to lobby and organize legal
arrangements on issues including women's unemployment, inequalities
in business life, violence against women, gender equality in
political and social life, women's rights, reproductive health and
education of minority women.
The Center of Women's Activities and Policies collaborates with the
Association of Supporting and Training Women Candidates (Kader) in
Turkey to harmonize with EU standards.
Both institutions recently prepared an education program project. It
was determined that the "Balkan Women Network" would be
established in Turkey, Bulgaria and Romania with the help of the
project that aims to lead Ngos for women in Turkey.
The institutions of women in Bulgaria and Romania that have passed
the EU negotiation process will share data with the organizations in
Turkey, which are to lead Turkish women on both national and
international issues. (Goksel Gerin/Zaman)
04.11.2004
|
LA VISITA
DI TREMAGLIA
Il
giorno 8 novembre il ministro per gli Italiani nel Mondo sarà ad
Istanbul per incontrarsi con i connazionali che operano in Turchia.
Nelle prossime settimane il ministro per gli Italiani nel Mondo,
Mirko Tremaglia, effettuerà una visita in Turchia per incontri con
la comunità residente in questo Paese. In data 8 novembre, in
particolare, il ministro vedrà, ad Istanbul, gli imprenditori
italiani che operano in Turchia. La visita costituirà anche
l'occasione per una presentazione ufficiale della neo-costituita
Confederazione degli Imprenditori Italiani del Mondo, nata su
iniziativa dello stesso ministro. Il giorno 9 Tremaglia sarà
in visita ad Izmir (Smirne) nella cui area vivono oltre mille
italiani ed operano 40 imprese italiane. (fonte Ambasciata d'Italia
ad Ankara)
04.11.2004 |
....E
QUELLA DI URSO
Ulteriori
informazioni sulla missione le cui giornate si svilupperanno tra
Istanbul e Gaziantep. Dove si svolgerà il Convegno.
Abbiamo già parlato della
visita del vice-ministro delle Attività produttive Adolfo Urso terrà
in Turchia dal 13 al 15 dicembre. Dalla Direzione generale per la
promozione degli scambi ci è arrivata una integrazione al comunicato
che avevamo già pubblicato. Lo riportiamo per intero:
OGGETTO:
VISITA DEL VICE MINISTRO URSO IN TURCHIA, con operatori al
seguito (13-15 dicembre 2004)
Facendo
seguito al comunicato n.
20040197960 del
23.9.2004 relativo alla
missione in Turchia del Vice Ministro Urso del 13 - 15 dicembre p.v., si
forniscono ulteriori informazioni utili per gli operatori economici
interessati a partecipare alla predetta missione
:
13 DICEMBRE
Ore
9.30-13.30
Si conferma l'organizzazione del "Seminario sulla collaborazione
economica bilaterale" che vedrà interventi di alto livello politico
nella prima parte della mattinata e, a seguire, interventi tecnici di
parte italiana e turca (con particolare riferimento ai temi dei
distretti industriali e della cooperazione su Paesi Terzi);
13.30-14.45
Buffet - Lunch (a inviti, per circa 50/60 partecipanti);
14.45-19.00
Incontri bilaterali con controparti turche, organizzati dall'Ice di
Istanbul, sulla base delle richieste di contatto fatte pervenire dagli
operatori italiani che hanno aderito alla missione.
14 DICEMBRE
Si conferma la missione
esplorativa a Gaziantep, facendo presente che l'Ambasciata italiana ad
Ankara ha segnalato che la zona rappresenta uno dei più significativi
casi di successo dell'industrializzazione turca, favorita dalla buona
dotazione infrastrutturale e dal dinamico tessuto imprenditoriale,
vocata per le relazioni commerciali; rappresenta, inoltre, un crocevia
obbligato tra il Medio Oriente, il Caucaso e l'Asia Centrale ed è al
centro della Regione del Gap (Progetto dell'Anatolia del Sud-Est),
ovvero del più ingente investimento pubblico turco per lo sviluppo
regionale (si prevede la costruzione di 22 dighe e 19 centrali
idroelettriche con un costo di 27 miliardi di euro).
Per quanto concerne
gli aspetti logistici, nel far presente che gli operatori
interessati dovranno provvedere autonomamente alla prenotazione di voli
e di alberghi in loco, si segnalano di seguito gli orari dei voli
utili per gli operatori che si recheranno a Gaziantep, nonchè si allega
una lista di hotel ad Istanbul (tra
i quali lo Swisshotel dove si svolgerà il convegno), con i quali
l'Ice locale ha convenuto tariffe preferenziali
per i partecipanti alla missione.
ORARIO VOLI 14
DICEMBRE
ANDATA partenza
da Istanbul ore 7.45; arrivo a
Gaziantep ore 9.15
RITORNO
partenza
da Gaziantep ore 20.05; arrivo a Istanbul ore 21.30.
GLI
OPERATORI INTERESSATI ALLA MISSIONE DOVRANNO SEGNALARE SE NON
INTENDONO RECARSI A GAZIANTEP.
IN RELAZIONE A QUANTO SOPRA,
IL TERMINE PER LE ADESIONI È
PROROGATO AL 20 NOVEMBRE 2004.
Considerata l'importanza del mercato turco,
estremamente promettente
e politicamente strategico, è necessario un impegno
particolare da parte del sistema paese per lo sviluppo della
collaborazione economica bilaterale, anche in vista
della visita del Pres. Ciampi prevista per il 2005; pertanto gli
Enti pubblici e le Associazioni degli imprenditori sono pregati di dare
la massima diffusione al presente comunicato. Il direttore generale
Gianfranco Caprioli
PRENOTAZIONE ALBERGHIERE AD ISTANBUL
in
out
12.12.2004
14.12.2004
Swissotel
The Bosphorus (Hotel
dove si svolgerà il Forum)
Bayildim
Cad. Macka
Besiktas - Istanbul
Camera Standard Singola
195 US $ (incluso 18
% IVA locale e prima
colazione)
Camera Standard doppia
218 US $ (incluso 18 % IVA locale
e prima colazione)
Camera Business Advantage
242 US $(incluso 18 % IVA locale
e prima colazione)
Persona incaricata : Mrs. Ayse Akdogan
Telefono :
0090 - 212 - 326 81 45
/ 0090 - 212 -
326 82 82
E-Mail :
ayse.akdogan@swissotel.com
The
Marmara Hotel
Taksim
Meydani - Istanbul
Camera
Singola
110 US $ (incluso 18
% IVA locale e prima colazione)
Camera doppia
110 US $ (incluso 18
% IVA locale e prima colazione
Persona incaricata : Mrs. Aylin Goktunga
Telefono :
0090 - 212 - 251 46 96
Fax : 0090 - 212 - 293
93 75
E-Mail :
agoktunca@themarmarahotels.com
Hilton
Parksa Hotel
Bayildim
Cad. n.12
Macka - Istanbul
Camera
Singola
130 US $ (incluso 18
% IVA locale e prima colazione)
Camera doppia
141 US $ (incluso 18
% IVA locale e prima colazione)
Persona incaricata : Mrs. Elif Yazoglu
Telefono :
0090 - 212 - 310 12 15
Fax : 0090 -
212 - 258 56 95E-Mail
:
elif.yazoglu@hilton.com
04.11.2004
TURCHIA
ED OCSE: UNA ECONOMIA VERSO UNA PIU' RAPIDA CRESCITA
L'ultimo
rapporto dell'Organizzazione mette in evidenza le performance del Paese ma, al tempo stesso, sottolinea come sia necessario proseguire
sulla strada delle riforme per non avere battute di arresto: vedi ad
esempio il controllo della spesa pubblica ed un rilancio del
processo delle privatizzazioni.
L'Ocse ha diffuso nei giorni scorsi il suo ultimo rapporto sulla
Turchia, in cui - secondo gli estratti qui pubblicati - si
elogiano le performance del Paese nel sollevarsi prontamente
dalla profonda crisi del 2001, divenendo una delle economie a più
rapida crescita tra le nazioni che fanno parte di questa
organizzazione. Tuttavia, secondo il rapporto, la Turchia si trova
oggi ad un bivio e può imboccare il cammino che porta alla crescita
sostenibile e con le migliori possibilità occupazionali solo
continuando a perseguire le riforme strutturali iniziate nel momento
delle più gravi difficoltà. Approfondire il controllo della spesa
pubblica, rilanciare il processo delle privatizzazioni,
ristrutturare il sistema fiscale con una decisa lotta al sommerso:
queste le raccomandazioni dell'Ocse per tenere sotto controllo
l'inflazione e favorire la fiducia degli investitori.
L'Organizzazione prevede per il 2004 una crescita del PIL
dell'8-10% (rispetto al 5% programmato), trainata dall'aumento
della produttività e da una robusta domanda interna, che hanno
evitato alla Turchia di risentire eccessivamente dei tagli alla
spesa pubblica effettuati in obbedienza ai dettami del Fondo
Monetario Internazionale. Meno positivo il dato sul deficit di parte
corrente, che si attesta intorno al 4% (circa $ 10 miliardi nei
primi otto mesi) e che, in presenza di investimenti esteri deboli,
viene finanziato da debito estero. Finora, conclude il rapporto, il
progressivo adeguamento all' acquis
communautaire e la stretta collaborazione con l'Fmi e la Banca
Mondiale hanno contribuito grandemente al risanamento
dell'economia: se confermata dalla decisione del prossimo
dicembre, la raccomandazione della Commissione europea per
l'inizio dei negoziati di adesione
rappresenterà un'ulteriore ancora per l'agganciamento
economico del Paese al contesto internazionale. (fonte Amb.
d'Ita)
04.11.2004
VULNERABILITA'
E STABILITA' DELLA LIRA
Quello
che esce fuori dal rapporto annuale <Moody's>. L'alta
incidenza del servizio del debito pubblico e il crescente deficit
delle partite correnti.
Il rapporto annuale
dell'Agenzia internazionale di rating <Moody's>,
che valuta a B1 i titoli di Stato in valuta estera ed a B2 quelli
denominati in lire turche, pone l'accento sui fattori di
vulnerabilità che l'alta incidenza del servizio del debito
pubblico, unitamente al crescente deficit delle partite correnti,
rappresentano per la stabilità della moneta nazionale. Secondo gli
analisti di <Moody's>, il buon rating dei titoli in
valuta estera tiene conto di un andamento dell'economia che ha
registrato alti indici di crescita per tre anni consecutivi e che, a
fine anno, potrebbe agevolmente superare il 5% previsto per il 2004
(come riportato anche dai dati Ocse). (fonte Amb. d'Ita)
04.11.2004
|
COLLOQUI
SOSPESI
Ma solo
momentaneamente, dopo di che riprenderanno i contatti con la
missione del Fondo Monetario Internazionale in Turchia.
Il ministro
dell'Economia turco, Ali Babacan, ha dichiarato nei giorni scorsi
che i colloqui in corso con la missione del Fmi su un nuovo Accordo stand-by
- in sostituzione di quello in scadenza a febbraio 2005 - saranno
momentaneamente sospesi per riprendere prossimamente, al fine di
avviare alla conclusione le riforme sul sistema bancario, la
sicurezza sociale ed il sistema fiscale. (fonte Amb. d'Ita)
04.11.2004 |
ADESSO
PERO' BISOGNA RIMBOCCARSI LE MANICHE
L'invito
viene dal presidente della più grande confederazione sindacale
della Turchia (<Turk-Is>), Salih Kilic che ha voluto ricordare
come il Paese soffra ancora di grossi problemi. L'assenza di una
contrattazione collettiva.
Salih Kilic, presidente della <Turk-Is>, la più grande
confederazione sindacale della Turchia, ha anch'egli salutato come
un inizio positivo ed un documento di portata storica il "Progress
Report" della Commissione europea che raccomanda l'inizio dei
negoziati di adesione della Turchia all'Unione. Egli ha detto che
anche in campo sociale e sindacale il Paese ha dinnanzi un grande
lavoro per adeguarsi agli standard europei. Ricordando che, a
fronte di una disoccupazione ufficiale intorno al 10%, si contano
tra gli occupati il 35% di lavoratori agricoli, il 60% non
scolarizzato oltre la scuola elementare, l' 80% senza alcun
addestramento professionale, Kilic ha sottolineato il bassissimo
indice di lavoratori iscritti al sindacato (il pubblico impiego è
stato sindacalizzato, ma con molte restrizioni, solo negli ultimi
anni) e l'assenza di contrattazione collettiva. (fonte Amb.
d'Ita)
04.11.2005
CONTRO
LE ASPETTATIVE
Aumento
del 5.1% per i dipendenti pubblici a fronte di richieste del 160%.
Il
Governo Turco ha deliberato un aumento del 5.1% per le retribuzioni
del 2005 dei dipendenti pubblici - inferiore all'inflazione
programmata - a fronte di richieste di aumenti di oltre il 160%
per i salari più bassi e più diffusi, attualmente pari a circa 245
Euro mensili. (fonte Amb. d'Ita)
04.11.2004
INVESTIMENTI
FRANCESI
L'intenzione
manifestata al premier turco dal direttore
esecutivo
delle acciaierie <Arcelor> di incrementare la produzione in
Turchia.
Il direttore esecutivo delle acciaierie francesi <Arcelor>,
Guy Dolle, ha incontrato a Parigi il Primo Ministro Recep Tayyip
Erdogan ed ha manifestato all'interlocutore l'intenzione di
incrementare i propri investimenti in Turchia e l'interesse della
sua azienda alla privatizzazione dell'impresa siderurgica di
Stato, <Erdemer>. (fonte Amb. d'Ita)
04.11.2004
CENTRO
SULL'ENERGIA ALL'IDROGENO
La
sua attività è iniziata ad Istanbul già da alcuni mesi ma se ne
è avuta notizia solo adesso. L'interesse del Governo Erdogan in
sintonia con l'<Unido>.
Nel corso di una conferenza sui cambiamenti climatici, svoltasi
recentemente ad Ankara, è stato reso noto che da alcuni mesi è
iniziata ad Istanbul l'attività di un <Centro Internazionale
per le Tecnologie sull'Energia da Idrogeno> (Ichet), realizzato
a cura del Governo turco con la collaborazione dell'<Unido>.
Nell'occasione, è stato preannunciato
che l'<Ichet> organizzerà nel
mese di luglio 2005, sempre ad Istanbul, un congresso
internazionale sullo stesso tema, in cui si auspica un qualificato
apporto di contributi scientifici internazionali. (fonte Amb.
d'Ita)
04.11.2004
VLADIMIR
PUTIN IN MISSIONE AD ANKARA
La
visita del presidente russo, che avrebbe dovuta farsi all'inizio di
settembre e poi slittata per i tragici fatti di Beslan, fissata per
la metà di dicembre. Cosa contengono gli accordi bilaterali.
Secondo fonti di stampa, la visita ufficiale in Turchia del
presidente russo, Vladimir Putin, già prevista per l'inizio di
settembre e poi rimandata per i fatti di Beslan, avrà luogo a metà
dicembre. Nell'occasione, dovrebbero venire sottoscritti i
seguenti sei accordi bilaterali: dichiarazione congiunta di amicizia
e rafforzamento del partenariato multidimensionale; accordo per la
prevenzione di possibili incidenti nelle acque territoriali; Accordo
per la mutua protezione della proprietà intellettuale nell'ambito
della cooperazione tecnica e militare; accordo-quadro per la
cooperazione tra l'Ente di Stato per gli oleo-gasdotti
<Botas> e l'impresa russa per il gas naturale Gazprom;
memorandum per la cooperazione tra il Centro Turco di Ricerche
Strategiche e l'Accademia Diplomatica Russa; triplice Protocollo
di cooperazione fra la <Eximbank> turca, la <Eximbank>
russa e la <Gunes Ekonombank>. (fonte Amb. d'Ita)
04.11.2004
LA LIRA TURCA CAMBIA LOOK E
PESO
Dal 1
gennaio prossimo la valuta avrà sei zeri in meno e tagli da 1, 5,
10, 20 e 50. Le banconote avranno impresse sempre l'immagine di
Ataturk. Il segno di una economia forte.

Finora ci si sentiva milionari, a prescindere da quanti euro si
avevano in tasca. Dal primo gennaio
2005, invece, si volta pagina: gli europei che sceglieranno
di sdraiarsi sulle spiagge turche dovranno rassegnarsi
a non sentirsi più dei sultani, con milioni e milioni
in tasca. Fra poco più di 60 giorni, infatti, la Lira turca cambierà look e
soprattutto peso, con ben sei zeri che andranno
in pensione a testimonianza di una maggiore stabilità economica.
Una vera svolta, quindi, per il Paese che proprio nel 2005 avvierà i negoziati per
l'ingresso nell'Unione Europea, un forte
cambiamento che - avvertono alcuni sociologi - potrebbe causare un forte choc fra
la popolazione anche se sulle banconote
troverà sempre il familiare ritratto di Mustafa Kemal Ataturk, l'artefice della
caduta del sultanato nel 1922 e primo presidente
turco.
Le nuove banconote e monete sono state presentate la scorsa
settimana dalle autorità
di Ankara, che cercano così di tracciare una linea netta
di confine fra un passato caratterizzato da un tasso di inflazione che fino a pochi
anni fa era addirittura del 100%, ed un
futuro più vicino all'Unione Europea. E proprio per celebrare
il ritorno alla stabilità economica con un'inflazione sotto il 10% per la prima
volta dal 1972, il Governo ha deciso di
togliere sei zeri dalla Lira turca: e così dal primo gennaio
2005 un euro varrà 1.8
Lire turche, contro 1.800.000 Lire attuali.
Un segnale, quello dell'abolizione dei sei zeri, che le autorità sperano siano
intepretato come evidente segno di stabilità
economica dopo 30 anni di ripetute crisi valutarie e di
instabilità dei prezzi, l'ultima delle quali nel 2001.
''La nuova Lira turca rappresenta una Turchia forte ed un'economia forte - ha
detto il Primo Ministro, Recep Tayyip Erdogan
-. Non si tratta solo di un cambiamento estetico'', che comunque ci sarà e sarà
evidente. La nuova Lira avrà infatti un
nuovo formato e nuovi colori, ma non è questo, secondo le autorità del Paese, quello
che conta. Il
Governo e la Banca Centrale hanno deciso all'inizio dell' anno il cambiamento della
moneta, che sarà prodotta direttamente
in Turchia, cogliendo al volo la brusca flessione dell'inflazione
sotto il 10%, dopo un 2002 quando ancora i prezzi
salivano in media del 70%. Rimuovendo sei zeri, una delle nuove Lire turche varrà un
milione di vecchie lire. Ogni nuova Lira
sarà divisa in frazioni di 1, 5, 10, 20 e 50. (take Ansa)
04.11.2004
UN
GUADAGNO DI DUE ANNI
Riguarda il
Southeast Anatolian Project (Gap). Ciò è possibile per via
del nuovo accordo UE. Il progetto in fase di ultimazione
entro questa settimana.
The Southeast Anatolian Project
(Gap)
Regional Development Administration, (Gap-Rda) which was formed in
1989 by the Cabinet Council to administer Gap, will conclude its
duties in the first week of November despite an agreement signed in
2002 with the European Union (EU) to extend the project for another
five years.
The Cabinet Council created Gap, with the blessing of the Turgut
Ozal government, 15 years ago to increase the income level and
living standard of Turks in Southeastern Anatolia. By harvesting the
development potential of the Euphrates and Tigris rivers, the Gap-Rda overseas projects in Adiyaman, Batman, Diyarbakir, Gaziantep,
Kilis, Mardin, Sanliurfa and Sirnak cities.
Abdullatif Sener presides over the administration and ironically,
contends with "regional development" on principal. "I
personally think that term of Gap should not be extended", said
Sener. "Turkey has other underdeveloped regions and a separate
institution cannot be established for each region. Development
projects should include all of Turkey". In conclusion, he
disclosed that the Board of Ministers decide Gap's fate.
In anticipation of its closure, Gap-Rda sent a report to the Prime
Ministry on its studies, and the negative impacts of the Department's
closure in November.
The report emphasized the financing agreement signed between the
Turkish Treasury, Gap-Bkai and the EU on December 7, 2001. The
agreement provides for a 5-year extension beginning in 2002 with a
total budget of 47 million Euros. (Edip Ali Yavuz/Zaman)
04.11.2004
UNIONQUADRI IN COMITATO CONSULTIVO PER INGRESSO IN TURCHIA
Rinnovate
a Bruxelles le cariche per il biennio 2004-2006. Il nuovo presidente
è l'austriaca Anne Marie Sigmund.
Sono state rinnovate a Bruxelles le cariche per il biennio 2004-2006 del Comitato
economico e sociale europeo (Cese). Il nuovo presidente è l'austriaca
Anne Marie Sigmund, già presidente del <III Gruppo> (Attività
diverse), di cui fa parte anche la Confederazione italiana
Unionquadri. Sigmund succede al sindacalista francese Roger Briesch.
Corrado Rossitto, presidente di Unionquadri è invece entrato a far parte del Comitato consultivo misto UE-Turchia incaricato di
esprimere il parere del Cese sull'ingresso in Europa della Repubblica
turca. Unionquadri, inoltre, entra a far parte delle Commissioni per
le politiche e ristrutturazioni industriali (Ccmi), incarico che si somma a quello nelle Commissioni lavoro e relazioni esterne della UE. (take
Adnkronos-Labitalia)
04.11.2004
|
ACCORDO FIRMATO
Adesso la
Compagnia di bandiera turca, Turkish Airlines, può disporre di 36
nuovi vettori acquistati dall'Airbus. Ciò è stato reso possibile
grazie agli sforzi del premier Erdogan.
Turkish Airlines signed a
2.8-billion-dollar (2.22-billion-euro) contract with Airbus here to
purchase 36 planes here on Tuesday to bolster its ageing fleet.
The state carrier's deal with the European aircraft maker was the
centrepiece of a visit to the German capital by Turkish Prime
Minister Recep Tayyip Erdogan, who held talks with Chancellor
Gerhard Schroeder and visiting French President Jacques Chirac.
Under the terms of the deal, Turkish Airlines will acquire five
wide-bodied A330-200 planes with capacity for at least 250
passengers; 12 A321s, seating about 185; and 19 of the smaller,
150-seater A320s.
It comes less than a month after Turkish Airlines completed an order
to buy 15 planes from Airbus's arch-rival Boeing, at a list price of
982.5 million dollars.
Turkish Airlines currently has 65 planes and the Turkish government
wants to privatise the national carrier, under plans announced last
year.
An earlier privatisation attempt was abandoned in 2001 due to a lack
of investors.
The airline transported 10.4 million passengers to 103 destinations
in 2003, making profits of 147 million dollars.
Airbus is held 80 percent by European Aeronautic, Defence and Space
Company and 20 percent by BAE Systems of Britain. (Afp)
04.11.2004
|
PROCESSO
DI MODERNIZZAZIONE PER LA THY
Dopo
l'acquisto di cento aerei dalle industrie Airbus e Boeing, la
Compagnia turca ha deciso di incrementare i suoi voli verso il
continente americano. Nuovi voli verso Washington, Los Angeles e
Toronto.
After agreements with Airbus and Boeing
comprising the biggest aircraft purchases in its history, Turkish
Airlines (Thy) will increase its fleet to nearly 100 aircraft, with
a seat capacity of 16,700, in the next four years. With the increase
of A-300s, Thy will raise its flight frequency to the American
continent. The start of flights to Washington and Los Angeles will
follow a new route to Toronto, the Canadian capital. Since A-330s
are also economic over short distances, Thy plans to use them in
flights lasting four hours or longer, in particular on routes to
Dubai, New Delhi, London, and Tashkent. With the new flights, the
number of flight destinations will also increase.
Thy also plan to add Casablanca, Helsinki, Oslo, and Dortmund as new
destinations and increase the number of destinations from 76 to 100
in the upcoming three years. Currently, Thy have 72 planes, but this
number will reach 89 in three years. In the process, some rented
aircraft will be taken out of service while the newcomers are added
to the fleet.
Fleet age drops below five years.
Meanwhile, with the addition of 51 new aircraft, the composition of
Thy's fleet will change away from the present predominance of
Boeings. The new orders will even out the number of Airbuses and
Boeings. Furthermore, the average age of the fleet, which is still
approximately eight years, will drop below five, making Thy the
owner of one of the youngest fleets in the world. It also aims to
increase its passenger number from 10.5 million last year to 12
million by the end of this year. It is estimated that this number
will reach 20 million with the operation of newly purchased
aircrafts in the following three years. Thy also plans to increase
its annual endorsement from $1.5 billion to $2.5 billion within the
same period. (Economy News Services/Zaman)
04.11.2004
VOLEVA UN
JET, HA RICEVUTO UNA MERCEDES
Secondo
la stampa turca il premier turco starebbe sviluppando l'abitudine di
chiedere regali per il suo ufficio alle imprese straniere. Il caso
degli Airbus. Querele ai giornali.
Il premier turco RecepTayyip Erdogan sta sviluppando l'abitudine di chiedere apertamente regali per il
suo ufficio alle imprese straniere con cui le aziende di stato turche concludono affari e questi regali vanno da limousine di
lusso, ad autobus a jet per Vip.
Lo scrivono alcuni giornali turchi vincendo il timore diffuso per il potere del
Governo turco di influenzare gli affari delle conglomerate, a cui appartengono. L'autorevole quotidiano
<Hurriyet> dedica alla questione un commento scandalizzato del suo
più autorevole commentatore Emin Colasan.
L'ultimo episodio del genere è avvenuto - secondo i giornali - in occasione della firma a Berlino del recente maxicontratto per
36 Airbus (per 2,8 miliardi di dollari) quando Erdogan si sarebbe spinto fino a chiedere un jet per Vip in regalo. I
dirigenti dell'<Airbus> gli avrebbero risposto che ''non avevano
margini'' per un regalo così importante ma, dopo un intervento personale del
Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, hanno regalato ad Erdogan una limousine Mercedes ''Maybach 62'' che
costa circa 1 milione di dollari.
Secondo lo stesso giornale, nel corso di una recente sua visita in Corea, Erdogan ha ricevuto dalla
<Hyundai> due limousine blindate dell'ultimo modello, da 100 mila dollari ciascuna, ed
una di esse viene normalmente usata dalla moglie dello stesso premier,
Emine.
Nel corso della inaugurazione della fabbrica di autobus <Man> ad Ankara il mese scorso, Erdogan si
è visto consegnare dai dirigenti un modellino degli autobus che saranno prodotti.
''Ritenevo che regalaste all'ufficio del Primo Ministro un autobus vero, non un
modellino' ', si sono sentiti rimproverare gli allibiti dirigenti della nuova fabbrica, i quali, dopo avere
preso tempo, hanno emesso un comunicato in cui hanno ufficialmente accettato di ''regalare'' un autobus da 240 mila
euro all'ufficio del premier.
Lo stesso giornale nota, in un commento, che ''probabilmente i dirigenti delle imprese occidentali non si sono mai sentiti
fare richieste del genere da un Primo Ministro'' e, mostrando di non credere che questi regali diventino
proprietà dell'ufficio del premier (come invece probabilmente accade) aggiunge che ''se
ciò avvenisse in un altro Paese il premier non potrebbe restare al suo posto nemmeno un giorno di
più e sarebbe anzi messo sotto inchiesta giudiziaria''.
Questi episodi - scrive poi lo stesso giornale- ''mostrano ancora una volta le caratteristiche di Erdogan come persona nata
e cresciuta a Kasimpasha, il quartiere di Istanbul noto per i suoi abitanti dai modi spicci'', dove Erdogan ha cominciato la
sua carriera prima come venditore di panini e pistacchi e poi come calciatore.
La stampa turca, compreso <Hurriyet>, ha riferito nei giorni scorsi che Erdogan ha aperto 60 cause per diffamazione contro
giornali e giornalisti per circa 1 milione di dollari complessivi.Di queste cause 26 si sono
già concluse in suo favore per 170 mila dollari. Altre 30 cause di diffamazione pendenti sono
contro il gruppo di giornali e Tv ''Star'' che furono proprietà della famiglia di Cem Uzan, ma sono
stati poi confiscati per iniziativa del Governo Erdogan (a causa della bancarotta,
presumibilmente fraudolenta della <Banca Imar>) e sono oggi di
proprietà dello Stato turco stesso. (take Lucio Leante/Ansa)
NB: questa notizia è
stata ripresa. <Turchia Oggi> non deve fare altro che fidarsi e
comunque l'ha ripresa solo per dovere di cronaca.
04.11.2004
AUTO: UNA FIRMA A QUATTRO
Lettera
di intenti tra <Fiat Auto>, <Citroen>,
<Tofas-Turk> e Psa Peugeot>. Nuovo veicolo prodotto nello
stabilimento di Bursa.
<Fiat Auto>, <Psa Peugeot>, <Citroen> e <Tofas-Turk Otomobil Fabrikasi> hanno annunciato la firma di una lettera
di intenti per lo studio di fattibilità relativo allo sviluppo di un
nuovo veicolo commerciale leggero. Il nuovo modello si aggiungerà alle gamme
già esistenti e sarà prodotto dalla <Tofas> nello stabilimento di Bursa in Turchia. Ulteriori informazioni sulla
collaborazione industriale, si legge in una nota, saranno fornite quando sarà completato lo studio di fattibilità. (take
Adnkronos)
04.11.2004
FONDO MONETARIO: PROGRESSI NEI NEGOZIATI
Ankara deve
comunque ancora definire i dettagli di alcune riforme. Presto quella
sulle banche. La sostituzione del prestito.
Il Fondo Monetario Internazionale annuncia progressi su punti chiave nei negoziati
con la Turchia per un nuovo prestito, ma Ankara deve ancora definire i dettagli di alcune riforme. Il ministero turco del Tesoro, a sua volta, ha diffuso una dichiarazione in cui si
definisce d'accordo con l'Fmi sui punti principali del negoziato e annuncia che le riforme bancarie, fiscali e sulla
sicurezza sociale saranno pronte presto. Il prestito in oggetto di trattativa dovrebbe servire a sostituire quello attuale da
19 miliardi di dollari che scadrà il prossimo febbraio. (take Agi)
04.11.2004
INVESTIMENTI OK
Un 6.08% in
più - come ha dichiarato il vice-premier Abdullatif Sener - dopo
l'annuncio del positivo rapporto della Commissione europea.
State Minister and Vice Prime Minister
Abdullatif Sener announced that foreign investors portfolio
investments increased by 6,08 percent in the week that the European
Union (EU) Commission declared the progress report.
Organizing a press briefing regarding the Economic Coordination
Board meeting the previous day, Sener said that a positive picture
in the progress report has had an immediate effect on portfolio
investments. He expressed that Turkey could expect crucial foreign
capital investment after the December 17th EU Summit.
Sener announced that the rate of transformation of deposits into
loans in the banking sector rose from 42 percent last year to 53
percent in the first nine months of this year, which he described as
'hopeful'. Sener added that the proportion of deposits in Turkish
Lira (TL) to total deposits rose from 42 percent to 53,9 percent in
the same period. He also noted that there has been an increase in
foreign exchange reserves and a decrease in the rate of loans under
administrative follow-up.
In addition to these, the Vice Prime Minister announced that
industrial production in the real sector has also increased as well
as market and consumer confidence. Sener concluded that thanks to
the rise in public investments and implementation of a mortgage
system a great vibrancy in the construction sector is expected next
year. (Cihan/Zaman)
04.11.2004
REP.CECA-TURCHIA:
ABOLIZIONE VISTI ENTRO BREVE
Lo
ha precisato a Praga il ministro degli Esteri locale, Cyril Svoboda
dopo un incontro con l'omologo turco Abdullah Gul.
La Repubblica
ceca e la Turchia annulleranno entro breve l'obbligo dei visti per i
cittadini di entrambi
i Paesi. Lo ha dichiarato a Praga il ministro degli
Esteri ceco, Cyril Svoboda, dopo essersi incontrato con il suo omologo turco, Abdullah
Guel.
''Nelle prossime due settimane risolviamo i problemi rimanenti
riguardo l'annullamento dei visti, affinché in futuro possiamo attraversare le
frontiere dei due Paesi liberamente'', ha
dichiarato Svoboda che si è anche detto soddisfatto dell'avvio
di trattative dell'UE con la Turchia per una possibile
adesione del paese all'unione. L'obiettivo
di questo passo è contribuire all'evolversi del turismo,
della cultura e dello scambio commerciale tra i due Paesi,
ha aggiunto Swoboda.
''Non abbiamo alcun problema nei rapporti reciproci, non esiste motivo per
conservare i visti'', ha detto da parte sua il
ministro Gul, che ha effettuato una visita di tre giorni a Praga.
L'obbligo dei visti tra la Repubblica ceca e la Turchia è stato introdotto nel 1991.
All'inizio i cittadini cechi ottenevano
i visti alla frontiera turca, mentre dal 2002 bisognava
avanzare richieste dei visti all'ambasciata turca a Praga
prima della partenza. Attualmente il visto costa 600 corone
(20 euro) e viene rilasciato in due giorni. (take Ansa)
04.11.2004
TANTI,
TANTISSIMI DOLLARI
Il Turismo
turco ha davanti a sé un futuro roseo. Il 2004 è stato una annata
più che buona. Il programma per il 2005.
Revenue from the tourism sector,
crucial in financing the current accounts deficit, has passed its
target for the year within the first nine months.
According to the Institute of State Statistics (Die), total tourism
income reached to $12.6 billion within the first nine months of
2004, with $9.6 billion coming from abroad.
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said that the number of
tourists was expected to reach 17 million, providing an income of
over $13 billion by the end of 2004. In 2003, tourism generated
$13.2 billion.
Erdogan, in his press briefing at the Oecd during his schedule of
meetings in Paris, underlined that the performance in tourism was
extremely positive.
According to the results of a "Survey of Top Visitors"
conducted by Die in July-September 2004, tourism income reached
$7.661 billion, an 8.9 percent increase in comparison with the same
period in 2003. (Zaman)
04.11.2004
DUE TIGRI UCCIDONO UN GUARDIANO
E'
avvenuto nello zoo di Gaziantep. L'uomo, 43 anni, prima si occupava
di antilopi e daini.
Due tigri dello zoo di Gaziantep, nel sud-est della Turchia, hanno assalito
ferendolo mortalmente un guardiano entrato nella gabbia per dar loro da mangiare. Lo ha
riferito l'agenzia stampa <Anatolia>.
Gli altri guardiani non sono riusciti a intervenire in tempo per soccorrere il collega, che era già morto quando sono
arrivati di fronte alla gabbia.
Mehemet Kecibesler, 43 anni, si occupava delle tigri da soli due mesi. Prima si occupava delle antilopi e dei daini. (take
Ansa-Afp)
04.11.2004
UN
TOUR CULTURALE
Carlo
d'Inghilterra entusiasta davanti alla Kasimye Madrasah di Mardin,
città che si trova nel sud-est anatolico non molto lontano dal
confine siriano.
British Crown Prince Charles went to the southeastern Turkish city
of Mardin where he had the opportunity to visit historic and
religious places after visiting Istanbul and Ankara.
Charles first visited the Kasimiye Madrasah where he was greeted
with Sufi music.
After his visit to the Kiriklar Church, the Prince walked down First
Street, the largest street in Mardin, where he was met with applause
from the public whom he greeted. At the Latifiye Mosque, a group of
women in his entourage donned headscarves as they toured the mosque.
Charles was welcomed by a folk dance show at the historical Mardin
post office and shook hands with the drummer of the dance group.
He also listened to Reyhani music while seven postmen released peace
doves into the air.
The Prince was offered Mardin's famous almond candies and chickpeas
and the popular painter Ismet Yedikardes presented the Prince with a
painting titled "Tolerance in Mardin".
Prince Charles wandered through the food and photograph exhibitions
at the post office and participated in a ceremony at the Deyrul
Zaferan Monastery. The Prince of Wales then traveled on to Jordan
before dark since there was no lighting at Mardin Airport. The
Prince's visit to Turkey has frequently been mentioned in the
British press. (Seyhmus Edis, Ali Unal/Zaman)
04.11.2004
PER UN CAFFE' CARLO HA RISCHIATO DI PRENDERE MOGLIE
Una
ragazza di Mardin si è fatta avanti offrendogli la bevanda ma il
principe non sapeva che questa è una usanza delle donne per
sposarsi. Lo ha avvertito il governatore della città.
Bevendo un'apparentemente innocente tazza di
caffè durante una visita in un'antica città della Mesopotamia, il principe Carlo ha rischiato di trovarsi sposato
con una giovane donna turca. L'episodio, riferito dalla stampa britannica,
è accaduto a Mardin (Turchia), 30 km a nord del confine siriano, dove l'erede al trono ha fatto tappa
nell'ambito di un viaggio che lo ha portato già in Italia.
Mentre il principe, accompagnato dai dignitari locali, stava visitando l'ufficio postale della
città, gli si è avvicinata una bella ragazza bruna, Berna Yagci, 26 anni, offrendogli una
tazza di caffè. Carlo ha accettato di buon grado, ma mentre beveva il governatore della città lo ha avvertito di stare bene
attento a quello che faceva con la tazza.
Secondo un'antica tradizionale locale le ragazze nubili offrono il caffè a potenziali sposi. Se l'uomo,
dopo aver bevuto, riposa la tazza sul vassoio significa che accetta l'offerta e i due sono fidanzati, se invece la da' in mano alla
donna vuol dire che rifiuta.
''Sono contento che mi abbia avvertito'', ha detto Carlo mettendo la tazza in mano a Berna, la quale con un certo
rammarico ha commentato: ''Avrei potuto diventare principessa''. (take
Ansa)
04.11.2004
|
MADRI, DEE
E SULTANE
Si è aperta a
Bruxelles, al palazzo delle Belle Arti, una mostra sulle donne in
Turchia dalla preistoria alla caduta dell'Impero ottomano. La
rassegna, unica nel suo genere, resterà aperta fino al 16 gennaio
2005.
Leading museums in Turkey and Western Europe are joining forces for
a sensually stimulating exhibition. The collection of the Topkapi
Palace alone - home of the Ottoman sultans - appeals hugely to the
imagination. Unique pieces from the Lovre, the Kunsthistoriches
Museum in Vienna, the museum of Berlin and the most important
Turkish museums the picture. Together all these art treasures make Mother,
goddesses and gultanas a must for those who wish to immerse
themselves in the origins of both eastern and western civilisations.
The visitor will also gradually increase his acquaintance with
contemporary Turkey.
We encounter the peoples who have left their traces in Anatolia in
the course of 9000 years. The journey takes us through such renowned
cultures as the Hitties, Greek and Roman antiquity, Byzantium and
the Ottomans. In each of the four main cultural periods women come
forward to be our guide. The Hittite Queen Putuhipa for example
shows us her daily activities, the last empress of Byzantium evokes
the part she played at court and Hurrem Sultan introduces us to
suleiman the Magnificent.
From prehistoric mother-goddess to empress of Byzantium, from slave
to sultana, from priestess to maid: each in their own way infuenced
the destiny of their native country and heled define our
contemporary view of <woman> and feminility.
04.11.2004 |
PARLIAMO
ANCORA DI ARSLANTEPE
<Turchia Oggi>
ha il piacere di ritornare sopra la mostra archeologica che si è aperta a
Roma ai Mercati di Traiano e che resterà aperta fino al 9 gennaio prossimo.
La presentazione della direttrice degli scavi Francesca Frangipane.
|
|
|
Ricostruzione
dell'interno del Tempio C di Arslantepe
Cliccare l'immagine
per ingrandirla
|
|

|
|
Ricostruzione
dell'acropoli di Arslantepe
Cliccare l'immagine
per ingrandirla
|
"Arslantepe, la collina
dei leoni, è uno di quei luoghi caratteristici del Vicino oriente in
cui millenni di avvenimenti rimasti intrappolati nelle rovine di edifici e
città, distrutti e poi riedificati innumerevoli volte uno sull'altro, hanno
dato forma a colline dai contorni nettissimi che emergono dalle pianure come
dei suggestivi segnacoli. Queste colline artificiali, i famosi tell, hoyuk
o tepe, che gli archeologi riconoscono da lontano, sono l'espressione
fisica della continuità della storia, il cui scorrere è stato bloccato a
più riprese nella successione di strati di distruzione e ricostruzione di
abitati caparbiamente rifatti nello stesso posto. Grazie al particolare
materiale con cui erano fabbricati gli edifici nel Vicino Oriente antico, la
terra cruda, ogni riedificazione sulle macerie di precedenti occupazioni non
ne cancellava i resti, che rimanevano immobilizzati sotto i crolli dei muri,
ridotti in ammassi terrosi che seppellivano tutto.
"Nei tell del Vicino Oriente, come in nessun'altra parte al
mondo, residui materiali dei comportamenti umani, fissati in un momento
della loro esistenza da un evento distruttivo che ne ha interrotto la vita,
rivelano, a volte fin nei dettagli, pezzi di storia e tracce di culture
scomparse. I "frammenti del passato", come recita la traduzione
italiana di una delle più significative opere del grande archeologo
australiano V. Gordon Childe. Piecing together the past, come
dice il titolo originale della stessa opera.
"Ricomporre i pezzi della storia, di una storia a salti, frammentaria
perché conserva solo alcune delle tracce materiali della vita trascorsa, e
perché ha fissato solo alcuni dei momenti di quel continuum di cui
la storia stessa si compone. Ciò che si conserva sono, infatti, i momenti
finali di ogni epoca, quelli della distruzione e della morte, quelli che
segnano la conclusione di ciò che ha appena finito di trascorrere.
"Rimettere insieme i frammenti del passato", come diceva con
grande intuizione Childe, è il compito dell'archeologo, ed è un compito
non facile se i suoi obiettivi sono quelli di ricomporre, al di là degli
eventi, relazioni sociali ed economiche, istituzioni, culture, società,
processi di sviluppo, dinamiche di cambiamento.
"Lo scavo che la Missione Archeologica Italiana dell'Università di
Roma La Sapienza ha condotto per più di quarant'anni nel tell di
Arslantepe, tra le montagne dell'Anatolia orientale, in Turchia, con la sua
lunga successione di abitati sovrapposti per più di cinque millenni e con
la ricchezza di resti architettonici in mattoni crudi e di oggetti e tracce
materiali della vita quotidiana rimasti sui pavimenti, è stato un
laboratorio ideale per la ricostruzione della storia. tale ricostruzione ha
fatto emergere fenomeni di grande rilevanza antropologica generale, quali
l'origine del potere istituzionalizzato e dell'autorità politica
centrale, la nascita del controllo dell'economia da parte di classi
privilegiate, l'emergere delle prime istituzioni pubbliche
centrali e della burocrazia prima che si inventasse la scrittura,
in ultima istanza la nascita dello Stato.
"Lo scavo estensivo su ampie aree del tell, e stratisgrafico su
tanti livelli di occupazione che hanno formato la collina, alta più di
trenta metri, ha offerto una straordinaria messe di dati, che ha permesso di
ricostruire diversi millenni della storia del sito e dell'intera regione
dell'Alto Eufrate, rivelando la sua posizione dominante nel corso quasi
intero della sua lunga vita, e restituendo evidenze di straordinaria
importanza per la ricostruzione di quelle fasi cruciali della storia
dell'uomo che hanno dato origine alle prime civiltà urbane.
"Grandi edifici monumentali in mattoni crudi del IV millennio a.C., con
le pareti decorate da bellissimi dipinti, marcano il passaggio della
connotazione esclusivamente culturale/religiosa dei primi edifici pubblici a
quella più secolare della fase immediatamente successiva e ci presentano il
più antico complesso palatino conosciuto. Armi in rame arsenicato, a volte
decorate con agemina d'argento, mostrano non solo una raffinata precoce arte
della metallurgia, ma un armamento perfezionato e completo che forgia
bellissime e funzionali punte di lancia e usa per la prima volta al mondo la
spada. Il potere organizzato ha acquisito dunque, già alla fine del IV
millennio a. C., anche strumenti per l'impiego 'legittimo' della forza e
controlla le vie del commercio del metallo, dalle montagne dell'Anatolia
orientale e del Caucaso alle pianure mesopotamiche.
"Ma il sito di Arslantepe illustra magnificamente anche la fine e il
collasso di questi primi sistemi protostatali e i successivi cambiamenti e
nuovi sviluppi dell'organizzazione del potere. Una straordinaria tomba
principesca del 3000 a. C., la cosiddetta 'Tomba Reale', costruita da sola
sulle macerie di quella che era stata l'area pubblica palatina della fine
del IV millennio, ha restituito, oltre ad un ricchissimo corredo di oggetti
in metallo (armi, ornamenti, strumenti), il primo caso di sacrifici umani
sulla sepoltura di un capo e ha offerto la possibilità di indagare un
delicatissimo passaggio tra due forme di potere, che si realizza in questo
sito con un'evidenza finora unica: dal potere di matrice mesopotamica,
fondato sul controllo dell'economia e sulla legittimazione ideologica, a un
potere, più diffuso nel mondo anatolico e mediterraneo, che affonda le sue
radici nell'esercizio dell'autorità politica e militare.
"Le scoperte ad Arslantepe illustrano i momenti eclatanti di questi
fenomeni, e, dopo tanti anni di lavoro paziente e interdisciplinare,
permettono oggi anche di cominciare a capire come e perché essi si siano
verificati, quali percorsi hanno condotto le società umane verso forme di
diversificazione e stratificazione interna, come tali processi si sono
consolidati, sancendo la fine di un'epoca, non sappiamo se felice, ma
certamente caratterizzata dall'eguaglianza....":

Questa lunga introduzione - che fa parte della relazione introduttiva della
direttrice degli scavi di Arslantepe Francesca Frangipane al catalogo della
mostra apertasi a Roma la scorsa settimana - era necessaria per avere
un'idea precisa dell'importanza di questa rassegna di cui <Turchia
Oggi> ha già parlato nel suo sito. Il consiglio che vi possiamo dare è
di non perdere l'occasione di visitarla (tutti i giorni, tranne il lunedì,
ai Mercati di Traiano fino al 9 gennaio 2005) non dimenticando di acquistare
il catalogo. Costa molto (40 euro) ma a nostro avviso - per la ricchezza
degli argomenti - è indispensabile per entrare nello spirito dello sforzo
compiuto dalla nostra Missione archeologica in terra anatolica. Catalogo che
si avvale, tra largo di articoli di ampio respiro quali quelli di Francesca
Balossi Restelli, sul tema Le prime comunità agricole di villaggio
nell'Anatolia Orientale: nasce l'organizzazione complessa della vita
colletiva; di Marcella Frangipane sul tema L'Aurora del Potere. Economia
e religione; di Marcella Frangipane sul tema: Dal Tempio al Palazzo.
Espansione del potere. Uno Stato prima della scrittura; di Enrica
Fiandra e Marcella Frangipane sul tema: Controllo dell'Economia e nascita
della burocrazia. Le cretulae: un efficace strumento di potere nelle
mani delle prime elites di governo; di Francesca Balossi Restelli
sul tema: L'economia primaria: interdisciplinarietà e ricostruzione
della vita quotidiana; di Marcella Frangipane sul tema: La crisi del
sistema palatino e il tramonti del "consenso". Il nuovo potere
politico-militare agli inizi del III millennio; di Giulio Palumbi sul
tema: La più antica Tomba "Reale". Dati archeologici e
costruzione delle ipotesi; di Gian Maria Di Nocera, Andreas Hauptmann e
Alberto M. Palmieri sul tema: I metalli della Tomba Reale e la metallurgia
agli albori del III millennio; di Marcella Frangipane sul tema: Disgregazione
delle società complesse sull'Alto Eufrate anatolico e formazione di nuovi
sistemi politici e culturali nella seconda metà del III millennio; di
Mario Liverani sul tema: Gli Ittiti sulle rive dell'Eufrate;
di Paolo Emilio Pecorella sul tema: Arslantepe ittita: architettura
pubblica e iconografia del potere; di Alfonso Archi sul tema: Malitiya-Meliddu:
Arslantepe nelle fonti scritte.
04.11.2004
LE OPERE DI GULERSOY
Reminiscenze del
periodo ottomano in un libro pubblicato dalla fondazione che prende il suo
nome e il cui titolo è: "Celik Gulersoy 1930-2001". Un artista che ha
lasciato dietro di sé ben più di una tradizione.

Rescuing unique beauty
remains of Ottoman in Istanbul, the center of civilizations, of disappearing,
demolishing and plundering, a person who is in love with Istanbul, the Turing
Ceo Celik Gulersoy said good-bye to life in silence.
Even though his works are criticized, no one can deny his service to Istanbul's
culture and history. 20-year friend of Gulersoy says, "He is absent today.
He left us alone. Neither has he a child nor a family. He had a mother who is
gone. But his works are standing still. I wish it could be achieved to learn
more from his knowledge and experience." Never forgetting his childhood
beauty of Istanbul, Gulersoy had dedicated his life to rescue old Istanbul
from demolishing and harming where he lived in and was loyal in the degree of
love. It is both appreciation and criticism...
An album entitled, "Celik Gulersoy 1930-2001" published by the Celik
Gulersoy Foundation includes statements such as appropriating everything for
himself, having the signature on every work done by him, making very fine
restorations yet managing them very bad, serving only upper class because of
expensive pricing, mendings and upholstery are being very pretensious, these
restorations not being authentic Istanbul houses but instead being film studio
type of productions that are produced with the mentality and eye of a Western
Orientalist. However, on one of our meeting at the Istanbul library, Gulersoy
had said, "Although when we look through the past to today, I wish we
could have worked more. I wish we could have protected the architectural and
natural beauty of Istanbul that made Istanbul Istanbul." Besir Ayvazoglu
reproaches to the ones with the excess dosage of critics by saying, "You
cannot deny that he transformed some places into flowered and clean postmodern
eye pleasing beauties that we are able to breath among the building blocks
chaos with by rescuing them from cruelty of time." Gulersoy could not
help himself to say, "Some criticize us and our work, they might be right
at some points. But, please let them criticize us with conscience."
Today, Gulersoy is not among us. He said farewell to life and his beautiful
Istanbul at the end of a 73-year of life with his criticisms and services. It
could be enough to see the photos of the old, ruined places in sources of
those restored. Sometimes he was appreciated and sometimes he was criticized;
but it shows in every that a Celik Gulersoy passed through Istanbul.
Enlivened in His Hands
The Malta Kiosk, Pink Greenhouse,
Cadir Kiosk, Green Greenhouse, Yildiz Park, Yildiz Countryside Coffehouses,
Yellow Kiosk, Pink Kiosk, White Kiosk, Emirgan Countryside Coffehouse, Camlica,
Qasr of Hidiv, Green House, Sultanahmet Handcraft Bazaar, Cistern,Sogukcesme
Street, Guest House, Kariye Arrangements, Hotel Kariye, Hotel Koru, Istanbul
Library, Fener Garden, Feneryolu, Maslak Center, Buyukada Culture House,
Safranbolu Hotels. (Samil Kucur/Zaman)
04.11.2004
|
RETROSPETTIVA
Esposti
al White-Meyer Art Gallery di Washington i lavori di Suleyman Saim
Tekcan e degliallievi usciti dalla sua bottega. Erano gli anni
Quaranta.
The art institute of Washington's
Meridian International Center hosts the works from the print artist
Suleyman Saim Tekcan, with works from artists who have been educated
in his workshop since the 1940s.
More than 70 works with a variety of styles and content are on
display in the White-Meyer Art Gallery, which belongs to the
Meridian International Center. Turkey's Washington ambassador Faruk
Logoglu participated in the opening of the exhibition, which runs
until January 25, 2005. Titled "Anatolian Observations",
the show features work from Avni Arbas, Semih Balcioglu, Filiz
Basaran, Nurullah Berk, Cihat Burak, Ergin Inan, Gulsun Karamustafa,
Mustafa Pilevneli and Turhan Selcuk. (aa/Zaman)
04.11.2004
|
L'EVOLUZIONE DI UN
PAESE
Tutto
quello che possibile ritrovare nelle foto di Selahattin Giz.
"Dalla Gloria alla Miseria. retrospettiva allestita al <Yapi
Credi Culture Center Sermet Cifter>.
A person born in 1914 is an important
witness to Turkey's evolution. If that person is an artist, then
they could share their experiences with many people; furthermore, if
that person is a photographer, what remains is more than what was
beholden to their two eyes.
Selahattin Giz, the most important figure in photographing the
Republic's history, had taken pictures since he was 18. He saw with
a thousand eyes. Some of those images -- 150 out of his entire
collection -- are now on display at an exhibition entitled "From
Glory to Misery", an exhibition at the Yapi Kredi Culture
Center Sermet Cifter Hall.
His snapshots show people walking in Pera, in guilds on the Galata
Bridge [deriving its name from the old district of Istanbul, Galata,
near the Genovese Tower]. They show families on picnics, and
students in class. His photos show an entire life; their mastery,
apparent in the adornment he gives to life's ordinary moments. A
photograph of a bureau would have no aura without felt hats hanging
on the wall, and the gestures of two women speaking to an officer. A
cup of coffee is before them, and a typewriter, on the desk.
The photograph reveals to us a way of life in an historical period,
in an era when taking even one photograph was technically difficult.
Had he not photographed the fire in Kapalicarsi (Bedesten, or the
authentic historical market place) by positioning his camera from
the best perspective, and with the appropriate light, he could not
have achieved a snapshot that has lived to this day.
What makes Giz an outstanding figure is the large-scale spectrum of
his work. On one side we have daily life, on the other, Mustafa
Kemal Pasha.
As well, Giz's lens explored the founder of the Turkish Republic, in
distinctive times and in distinctive contexts - at Haydarpasa
Station, the Savarona Yacht, the Moda Sea Club, and in a great
moment, at the old Dormen Theatre. The story of the Dormen Theatre
begins one night when Giz was wandering in Taksim. He stumbles upon
an unmistakable car and immediately recognizes that it belongs to
Ataturk. He's mad for a photo of Turkey's father while exiting the
theatre but is rebuffed by his entourage. Dejected, Giz turns to
leave, but is stopped by an appeal from behind him. It is Mustafa
Kemal himself, and he asks for Giz to take his photo. Giz, delighted
and heartened, takes the photo of his dream.
For the rest of us who want to catch Giz's snapshot, they will have
time until the 21st of November. (Gunseli Isik/Zaman)
04.11.2004 CRESCE
IL NUMERO DEI PARCHI NAZIONALI
Saranno 34, con
l'aggiunta della foresta Sarikamis. In tutto 710,000 ettari da un punto
all'altro della Turchia.
A decision from the Cabinet Council
increased the number of national parks to 34 with the addition of
"Sarikamis Allahuekber National Park". It includes
Sarikamis forest and the Allahuekber Mountains on the border of
Erzurum and Kars.
Turkey now has 710,000 hectares of national parks. They are:
"Yozgat Pine Grove, Karatepe-Aslantas-Adana, Soguksu-Ankara,
Kuscenneti (Bird Paradise)-Balikesir, Uludag-Bursa, Yedigoller (Seven
Lakes)- Bolu; Dilek Peninsula-Buyukmenderes Delta-Aydin, Spil
Mountain-Manisa, Kızıldag (Red Mountain)-Isparta, Gulluk
Mountain -Termessos-Antalya, Kovada Lake-Isparta, Munzur
Valley-Tunceli, Beydagları Coast National Park -Antalya,
Gelibolu Peninsula Historical National Park P -Canakkale, Koprulu
Kanyon-Antalya, Ilgaz Mountain -Kastamonu, Commander Historical
National Park-Afyon, Goreme Historical National Park -Nevsehir, Altındere
Valley-Trabzon, Bogazkoy-Alacahoyuk-Corum, Nemrut Mountain-Adiyaman,
Beysehir Golu-Konya, Kazdagi-Balikesir, Kackar Mountains-Rize,
Hatila Valley-Artvin, Karagol-Sahara-Artvin, Altınbesik
Cave-Antalya, Honaz Mountain-Denizli, Aladaglar-Nigde-Adana-Kayseri,
Marmaris-Mugla, Saklikent-Mugla, Troya Historical National Park,
Kastamonu-Bartin Globe Mountains, Sarikamis Allahuekber Mountains
National Park-Erzurum-Kars." (aa/Zaman)
04.11.2004
|
I KIKUNOKAI
AD ANKARA
Il
tradizionale gruppo giapponese si esibirà il 6 novembre nel salone del
ministero dell'Educazione per ricordare gli 80 anni di relazioni tra
Tokyo e la Turchia.
"The
Kikunokai", the famous Japanese dance and drum troop will be in
Ankara to perform at the Ministry of Education's Council Hall at
8:30 p.m. on November 5th to celebrate 80 years of diplomatic
relations with Turkey.
The group's founder, Michiyo Hata, choreographed the charming dance
scenarios in Akira Kurosawa's famous film, "Dreams". (Zaman)
04.11.2004
|
|
FLASH DA NUOVE
ANGOLATURE
La prima agenzia
fotografica della Turchia, <Narphotos>, si ripropone di riprendere
gli angoli del Paese in modo che non abbiano il solito taglio
occidentale. Una donna con il velo davanti a Burger non riflette
l'immagine dell'Anatolia odierna.
Turkey's first photography agency,
Narphotos, has been set up by eight established freelance
photographers. They aim to view their country from a
"Western" perspective, stating they would like to be known
for their "sincere" photos.
Weary of the ubiquitous image of a woman in a headscarf passing in
front of a Burger King, or similar symbol of westernization, members
of the agency say such an image is too far away from reflecting
either today's Turkey or Islam.
"We refuse to look at our country through the eyes of Western
travelers. We haven't established this agency to collect good photos
for Westerners. The West looks at both itself and the East from the
wrong perspective." Founding member Haluk Cobanoglu continues,
"The problem is not only in the wrong perspective from the West
but also in Turkish photographers working for European agencies who
have been too keen to approach their subjects with a western
style."
Narphotos Photograph Agency expects difficulties from being the
agency of its kind in Turkey, but the eight members believe they are
an important development in examining the agenda of the country from
the "inside". (Ulku Ozel Akagunduz/Zaman)
04.11.2004
|
HAKAN SUKUR FUORI DALLA NAZIONALE
L'attaccante
turco, 33 anni, che ha già militato nelle squadre italiane di Inter
e Parma, non è stato convocato.
L'attaccante
turco Hakan Sukur non giocherà più con la sua Nazionale. Il
giocatore, che ha militato in Italia
con Inter e Parma, non è stato convocato per le ultime gare valide per la
qualificazione ai Mondiali del 2006 con Kazakistan e Danimarca.
Hakan Sukur, 33 anni, è il miglior realizzatore nella storia della Nazionale
turca, con 46 reti in 97 gare. (take Ansa)
04.11.2004
AFFARE
FATTO
La nota
fabbrica turca di gioielli <Goldas> ha raggiunto un accordo
con la Nba per la produzione di monili in oro con marchi e
loghi dell'Associazione di basket Usa.
Goldas
Jewelry has signed a new license agreement that will add stars of
the US National Basketball Association (Nba) into its collections.
According to a statement from the company, Goldas has exclusive
authorization both in Turkey and the Middle East for production and
sale of all valuable gold and other minerals using the names, colors,
branding and logos of all players in Nba teams.
The Nba includes Turkish players such as Hidayet Turkoglu, Mehmet
Okur and Ibrahim Kutluay (who recently transferred to the Seattle
Supersonics). Goldas will start production of Nba accessories for
the region's basketball fans.
Goldas Jewelry's General Manager, Sedat Yalinkaya, said yesterday
that their activities continue to add new license agreements for
increasing varieties of jewelry, improving their market share and
brand name familiarity. (Economy News Services/Zaman)
04.11.2004
|