Arretrati 

Anno 5° N.28

LIBERE
La prima notizia data dalla televisione <Al Jazira>. Poi i primi flash delle agenzie di stampa. E le tevisioni si sono scatenate. Sollievo in tutta italia e nel mondo intero. Il lavoro svolto dalla diplomazia e dall'intelligence.
Serena & SerenaSimona Pari e Simona Torretta sono state liberate dai loro sequestratori e consegnate ad un incaricato di affari Italiano. La prima notizia, ripetuta poi tre volte, è stata data dalla televisione <Al Jazira>. Straordinario successo della nostra diplomazia e della intelligence che non aveva mai creduto, per la verità, al messaggio della scorsa settimana di alcune organizzazioni irakene secondo le quali le due volontarie di "Un ponte per..." erano state uccise dopo che il Governo italiano non era andato incontro alle richieste dei terroristi.
Ora non è questa la sede per approfondire la cronaca, essendo il nostro più un bollettino di cronaca sulla Turchia e su i suoi rapporti con l'Italia. Vi rimandiamo quindi ai quotidiani nazionali di ampia tiratura. Ne ci interessa d'altra parte se sia vero o meno che qualcuno in Kuwait avrebbe pagato un milione di dollari per la liberazione delle due ragazze. L'importante è che ora le due Simona siano di nuovo con noi
. (Turchia Oggi

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29.09.2004

NON E' PRONTA MA....
E' difficile dire "no" alla Turchia. A affermarlo il presidente designato della Commissione europea, il portoghese Manuel Durao Barroso successore di Romano Prodi.
Jose_Manuel_Durao_Barroso "E' la Turchia che deve adeguarsi alle regole dell'Europa, non L'Europa alle regole della Turchia": il presidente designato della Commissione europea, il portoghese Josè Manuel Durao Barroso, ha sintetizzato così la sua posizione sull'adesione di Ankara all'Unione Europea.
In una intervista al quotidiano francese <Le Monde>, il successore di Romano Prodi, che si è incontrato a Parigi con il presidente Jacques Chirac, ha affermato che Ankara "non è pronta" e "non soddisfa tutte le condizioni" ma - ha aggiunto - "se la Turchia risponde affermativamente ai criteri che sono stati stabiliti non vedo come potremmo dire di no".
Le dichiarazioni di Barroso sono giunte mentre da Ankara arrivano segnali incoraggianti.  il Parlamento turco infatti ha deciso di riunirsi d'urgenza, in seduta straordinaria, per approvare la riforma del codice penale, la cui messa da parte il 17 ultimo scorso aveva suscitato la dura reazione dell'eurogoverno.
Per Barroso, che entrerà in carica dal primo novembre prossimo, la Turchia è uno dei dossier più scottanti: sarà la sua commissione a gestire la decisione politica sull'apertura o meno di negoziati di adesione che sarà presa dai leader europei nel vertice del 17 dicembre prossimo.
Per ora la patata bollente è ancora nelle mani del collegio di Prodi che sta lavorando al rapporto sullo stato di attuazione delle riforme in Turchia, la cui pubblicazione è prevista il prossimo 6 ottobre. Il rapporto conterrà anche una raccomandazione al Consiglio su se e quando aprire i colloqui di adesione. Da venerdì 17, il lavoro degli esperti per l'allargamento, che fa capo al Commissario tedesco Guenther Verheugen, si è molto complicato dopo che il Parlamento turco aveva deciso di rinviare l'adozione del nuovo codice penale all'indomani del 6 ottobre e provocando pertanto la reazione di Bruxelles che aveva subito chiesto chiarimenti ufficiali. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato in quell'occasione che l'UE "non deve immischiarsi" nei problemi interni della Turchia. Vergheugen aveva replicato in modo altrettanto esplicito: "Senza la riforma del codice penale, i negoziati non potranno cominciare". (da un servizio di Marisa Ostolani/Ansa)
24.09.2004

NON PIU' OSTACOLI
Incontro positivo a Bruxelles tra il Commissario UE all'Allargamento, Guenther Verheugen, e il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan. Superati i contrasti sul codice penale.
Il_premier_turco_Erdogan_con_il_Commissario_UE_all_Allargamento_VerheugenLa Turchia sembra avere convinto Guenther Verheugen: secondo il Commissario UE all'Allargamento non vi sono più ostacoli per i prossimi passi di Ankara verso l'Unione Europea. "Dal mio punto di vista non vi sono più le condizioni che la Turchia deve soddisfare per autorizzare la Commissione a fare la sua raccomandazione", ha dichiarato Vergeugen al termine del suo incontro a Bruxelles con il premier turco Recep Tayyip Erdogan.
Il Commissario UE ha definito l'incontro con Erdogan "molto costruttivo" ed ha spiegato: "Siamo stati in grado di trovare soluzioni per i restanti problemi". La nostra relazione - ha continuato - è basata sulla fiducia e sull'amicizia. Sappiamo di poterci fidare l'uno dell'altro". Il Commissario ha spiegato che conversazione gli consentirà di esprimere "una raccomandazione molto chiara" riguardo lo stato delle riforme in Turchia. Verheugen ha ricordato che la riforma del codice penale da parte di Ankara è "molto importante per la decisione finale" ed ha sottolineato che proprio la riforma del codice penale, insieme con il problema della tortura, erano le due aree di preoccupazione che restavano riguardo alla Turchia. In proposito, ha però espresso soddisfazione lasciando intendere che tali ostacoli sono stati ormai superati. In particolare ha dichiarato che "non è giustificato accusare la Turchia di praticare la tortura". "Siamo stati capaci di cambiare insieme e di portare la Turchia più vicino all'Europa", ha sottolineato Vergeugen.
A sua volta il premier turco ha definito il colloquio con il Commissario UE "molto amichevole e produttivo". "Penso - ha affermato - che abbiamo gettato delle basi molto positive per il rapporto del 6 ottobre". (da take Agi)
24.09.2004

L'ADULTERIO NON SARA' REATO
L'emendamento non sarà riproposto nel nuovo codice penale che sarà approvato in Parlamento in seduta straordinaria.
Nel nuovo codice penale che il Parlamento turco si appresta ad adottare, in una sessione straordinaria convocata per domenica, non sarà riproposto l'adulterio come reato.
E' questa - secondo fonti comunitarie - la garanzia ottenuta ieri giovedì 23 settembre negli incontri che il Commissario UE all'Allargamento Guenther Verheugen e il presidente della Commissione UE Romano Prodi hanno avuto con il premier turco Recep Tayyip Erdogan. (da take Ansa)
24.09.2004

ERRORE IMPERDONABILE
L'europarlamentare europeo Massimo D'Alema, appena eletto presidente della delegazione con i Paesi <Mercosur>, si è detto apertamente favorevole alla Turchia e al suo ingresso nel Club dei 25. "Ho guardato ad Ankara sempre positivamente", ha sottolineato.
Massimo_D'AlemaLa Turchia deve compiere ancora "molti passi" per adeguarsi ai criteri dell'Unione Europea ma "chiuderle la porta in faccia avrebbe un effetto molto negativo e sarebbe un errore". E' quanto ha affermato Massimo D'Alema, eletto all'Europarlamento alla presidenza della delegazione parlamentare con i Paesi <Mercosur>. D'Alema si è detto favorevole alla fissazione di una data per l'apertura del negoziato di adesione.
L'europarlamentare diessino ha spiegato di avere guardato "sempre positivamente" allo sviluppo di rapporti con Ankara e di ritenere che la candidatura della Turchia sia stato "un fatto positivo". "Sicuramente ha sollecitato in Turchia un processo di riforma", ha osservato.
D'Alema ha ricordato che al momento del via libera alla candidatura della Turchia da parte dell'UE era al governo. "Noi eravamo favorevoli - ha spiegato - Ho votato a favore e resto favorevole. Eravamo all'indomani di un problema con la Turchia in seguito alla vicenda di Ocalan ma questo non cambiò la posizione italiana. Ci fu una reazione secondo me sbagliata da parte della Turchia".
Secondo D'Alema occorre giudicare la Turchia "in modo equanime, ma senza sconti". "Ritengo - ha sottolineato - che l'integrazione sia un obiettivo giusto. Non è cosa che si possa fare domani e penso che questo potrà stimolare la Turchia a compiere ulteriori passi in avanti sul cammino del rispetto dei diritti umani e delle minoranze". (take Ansa)
24.09.2004

EFFETTI DELETERI
A parlare così, qualora si chiudesse la porta alla Turchia, l'ex presidente della Findandia Martti Ahtissar e due ex Commissari europei, rispettivamente Hans van der Broek ed Oreja Aguirre, l'ex direttore della Scuola di Economia a Londra Anthony Giddens ed altri.
ogo_dell_UECon Martti Ahtissar (ex Presidente della Finlandia), Hans van den Broek (ex Commissario Europeo),  Anthony Giddens (già Direttore della Scuola di Economia e di Scienze Politiche di Londra), Marcelino Oreja Aguirre (ex Commissario Europeo), e ancora Michel Rocard (ex Primo Ministro della Francia), Emma Bonino, deputata Europea e ex Commissaria, fa parte della "Commissione Indipendente sulla Turchia" sostenuta dalla organizzazione internazionale britannica per le relazioni culturali e l'Open Society Institute (OSI).
La leader radicale non ha dubbi: "...L'adesione della Turchia porrebbe sia l'Unione Europea che la Turchia stessa di fronte a sfide di notevole entità legate a diversi fattori, ma credo anche che chiudere le porte al suo ingresso avrebbe effetti deleteri perché costringerebbe 80 milioni di musulmani a rivolgere lo sguardo dall'altra parte, con conseguenti problemi legati alla sicurezza anche europea, e manderebbe a casa l'attuale classe politica che ha puntato sull'Europa e sulla secolarità dello Stato invece che sull'Islam politico. È quindi fondamentale incoraggiare la continuazione del processo riformatore in atto in Turchia, mantenendo con forza lo slancio del cammino verso l'adesione. Mi auguro che l'Europa non voglia perdere l'occasione di allargare l'orizzonte della democrazia e dello Stato di diritto al cuore della regione eurasiatica e di assumere così un ruolo più efficace e incisivo anche rispetto il Medio Oriente".
In vista del parere della Commissione Europea in ottobre e poi della decisione del Consiglio Europeo, prevista per dicembre, in merito all'apertura dei negoziati d'adesione della Turchia all'UE, il gruppo di personalità europee impegnate e attente al processo d'integrazione e, in particolare, alla questione dell'ingresso della Turchia, ha presentato un rapporto ("Turchia in Europa: Più che una promessa?") che verrà presentato in tutte le capitali europee.
Si è iniziato da Bruxelles il 6 settembre scorso ed è prevista una prevista una presentazione anche a Roma per il 27/28 ottobre prossimi.
"Quello che dobbiamo combattere non è un 'no', che ormai pare improbabile viste le molte decisioni positive del passato, ma un rinvio della decisione che lascerebbe insoddisfatti sia i turchi che gli europei" - dice Emma Bonino.
A suo giudizio, in Turchia si è svolto, negli ultimi anni, "un processo di riforme impressionante e senza precedenti", e l'adesione all'Ue "rafforzerebbe le riforme in vista della loro attuazione". L'europarlamentare afferma che questo è quanto pensano anche la società civile, gli attivisti dei diritti umani e le organizzazioni non governative del Paese, che sono a favore dell'inizio dei negoziati. E le stesse minoranze armena e curda credono che questo migliorerebbe la situazione.
Ma Emma Bonino è assolutamente convinta che vi sono anche altre ragioni, ancora più intensamente politiche che spingono sul piano logico a non dover ritardare l'adesione.
"La vittoria nella lotta al terrorismo passa per Ankara...Solo l'alleanza con l'unico Paese musulmano davvero moderato può salvarci dai nichilisti di Al Qaeda".
È una valutazione assolutamente condivisibile, che risponde indirettamente ai dubi dei commissari europei olandese ed austriaco, ma anche alle perplessità espresse dalla destra francese e da quasi tutti gli schieramenti tedeschi.
È necessario chiarire che dell'allargamento - nonostante le complicazioni sottese e derivanti dall'atto - bisogna essere fieri e lavorare sulla integrazione.
Ma bisogna impedire che demagogia e pretesti non prevalgano, anche se le obiezioni poste all'ingresso turco sono non solo legittime ma reali.
Ma il punto politico è proprio questo: la somma delle obiezioni pertinenti, non sfiora nemmeno lontanamente la somma delle ragioni.
I dubbi hanno comunque un loro fondamento.
La Commissione europea considera il nuovo codice penale turco, in questi giorni in discussione al Parlamento di Ankara, una precondizione per iniziare i negoziati di adesione della Turchia all'Unione europea; lo ha detto oggi il portavoce del commissario all'Allargamento, Jean-Christophe Filori, sottolineando che ci sarà bisogno di un po' di tempo per esaminare la nuova legge.
Infatti il Parlamento turco ha rinviato al primo ottobre le discussioni sulla riforma del codice penale mentre solo cinque giorni dopo la Commissione europea pubblicherà le sue raccomandazioni sull'opportunità di iniziare o meno i negoziati di adesione.
È lo stesso commissario all'Allargamento, Guenter Verheugen, a ribadire ieri in un'intervista rilasciata al domenicale tedesco Bild am Sonntag, che i negoziati non possono iniziare finché un elemento così importante come la riforma del codice penale non sarà adottata. (Giuseppe Rippa/Nuova Agenzia Radicale)
24.09.2004

UNO SGUARDO, APPENA APPENA INDIETRO
Come Emanuele Tarducci, su <Equlibri.net>, affronta il tema della Turchia. I problemi della scuola-istruzione e del petrolio. Mille problemi economici e religiosi.
Nel periodo che và dall'inizio di aprile all'inizio di luglio, si è registrato un lungo scontro avvenuto all'interno degli ambienti istituzionali turchi ed anche all'interno dell'opinione pubblica.
Il Governo turco aveva nuovamente preso in considerazione il cambiamento di leggi e diritti nel settore dell'istruzione, attraverso un rafforzamento della tutela riservata alle minoranze e soprattutto un'equiparazione nei diritti tra studenti provenienti da scuole pubbliche e quelli provenienti da scuole di matrice religiosa.
Fin dalla sua venuta al governo, il Justice and Development party (AKP), ha concentrato la sua attenzione prevalentemente sul settore della politica estera, operando un riassetto economico del paese ed un miglioramento nei diritti umani che avevano, anche da un punto di vista dell'opinione pubblica, un sostegno generale all'interno del paese più forte. Tenendo però fede alle promesse elettorali, il governo dopo una serie d'incontri, ha istituito un piano in cui saranno rielaborati i poteri e la composizione del Consiglio Superiore per l'Istruzione (Yok).
Il più controverso di tutti i provvedimenti approvati, che sta ancora provocando forti polemiche in Turchia, riguarda la concessione agli studenti diplomati presso scuole speciali per Imam e oratori religiosi di entrare all'università alle stesse condizioni degli studenti provenienti da scuole pubbliche o private.
Originariamente le scuole religiose, che sono finanziate dallo Stato e coprono l'arco d'età tra i 16 e i 18 anni, furono istituite per addestrare i futuri funzionare religiosi mussulmani e non in prospettive lavoratrici o accademiche. Oggi però, al termine del loro percorso di studi presso queste scuole i diplomati spesso si fanno orientare dalle loro famiglie verso professioni non religiose, in quanto l'afflusso di studenti presenti oltrepassa di gran lunga il numero di Imam e oratori di cui la comunità mussulmana ha bisogno o necessità.
Contro queste riforme, si è scatenata una feroce opposizione da parte del partito repubblicano e da parte dell'istituzioni pro-secolariste turche, ma l'Akp utilizzando la sua larga maggioranza in parlamento il 13 maggio scorso ha spinto la riforma fino all'approvazione finale, e dunque alla sua possibile entrata in vigore. Oltre ad una parte dell'opposizione parlamentare, anche la maggior parte dei media si è opposta in maniera forte e dura a l'entrata in vigore di una legge che loro descrivevano come un'ulteriore prova richiesta alla popolazione turca, ed un nuovo scontro etico-religioso all'interno del paese, dopo tutte le riforme già effettuate dal governo nell'ultimo anno.
Erdogan Tezic, Presidente del Consiglio Superiore per l'Istruzione (Yok), arguiva che "le ammissioni all'Università non potevano dipendere da un desiderio politico". I suoi dubbi furono seguiti a breve da una sfilata di protesta svoltasi il 10 di maggio da parte degli studenti e professori universitari che, in abiti da cerimonia, sfilarono davanti al Parlamento per rimarcare il dissenso su una scelta che per loro non creava vantaggi ma solo malumore e confusione.
Mentre accadeva tutto questo, l'esercito secolarista aveva divulgato la propria posizione riguardo al dibattito pubblico sulla nuova legge dell'Istruzione attraverso la pubblicazione un comunicato nel quale si sosteneva come l'emendamento suddetto fosse da considerarsi una minaccia alla stabilità della repubblica turca.
Il governo, inoltre, aveva già previsto di trovare una forte opposizione nel Presidente della Repubblica turca Sezer il quale, esercitando il suo diritto di rinvio al Parlamento evitando di controfirmare la legge, non esitò il 28 di maggio a farlo. In base alla normativa costituzionale, però, il governo poteva oltrepassare l'autorità di Sezer se il Parlamento avesse ri-approvato la legge con lo stesso testo, anche se poi il presidente Sezer avrebbe sempre potuto rivolgersi alla corte Costituzionale, la quale aveva assunto una posizione fortemente pro-secolarista.
Dunque, dopo una lunga battaglia in cui non si intravedevano vie di uscita, il Primo Ministro Erdogan il 1 giugno annunciava che il progetto di legge per la riforma dell'apparato Universitario turco sarebbe stato accantonato fino a data da destinarsi almeno per il momento.
Erdogan giustificò la sua sconfitta dichiarando che il governo aveva pienamente rispettato i dettami della costituzione turca, e vista la forte opposizione ed anche l'urgenza di provvedimenti da operare in altri settori della politica dello Stato, quali i regolamenti d'attuazione delle innumerevoli riforme legislative e le continue richieste di controllo da parte degli organi comunitari europei in relazione alle richieste di adesione da parte di Ankara, si poteva aspettare per riprendere lo scontro su questa settore.
Dal fronte degli sconfitti, dopo l'accantonamento della legge, si è sollevato un grido di protesta nel quale l'accusa più forte rivolta al governo era quella in cui si dichiarava che forse Erdogan non avesse mai avuto intenzione di modificare l'aspetto istituzionale dell'apparato universitario turco, ma che tutte le sue mosse fossero state fatte a scopo speculativo e di propaganda, per accattivarsi le simpatie anche dei movimenti religiosi più radicati e per apparire più aperto e possibilista sull'integrazione nelle cariche pubbliche anche di personaggi con una forte matrice religiosa.
Sviluppi europei
Nuovi sviluppi iniziano a mostrarsi all'orizzonte per l'ingresso nell'Unione Europea della Turchia: il primo ministro Erdogan inizia ad intravedere le ultime fatiche per la definitiva proclamazione della data in cui l'Europa comunitaria inizierà a programmare l'accesso della Turchia come suo membro effettivo.
La visita in Francia durata tre giorni nel mese di luglio, in quello che forse era il paese più ostile all'entrata della Turchia in Europa e in seguito l'incontro di fine anno in programma a Bruxelles, sono le ultime tappe di un cammino che il Primo Ministro turco ha iniziato fin dal giorno della sua elezione.
Tutti i paesi membri dell'UE seguono ormai da tempo la situazione turca, gli sviluppi, i progressi e le nuove riforme che velocemente hanno permesso di farla avvicinare ai parametri richiesti per l'annessione, e la Turchia si aspetta che nel summit di dicembre tutti diano il loro definitivo benestare per iniziare gli incontri per il programma d'accesso.
Durante la visita di Erdogan in Francia, il Presidente francese Chirac riaffermava il suo appoggio alla posizione di Ankara, cancellando definitivamente i dubbi che nei mesi precedenti alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo avevano animato le discussioni su questo delicato argomento in Francia. Infatti è importante ricordare l'influenza sull'opinione pubblica francese della numerosa e solida comunità armena che vive in Francia, scampata all'eccidio turco d'inizio secolo.
Secondo Chirac ed Erdogan i negoziati potrebbero partire nel prossimo autunno, visto che ormai non esistono più stati che si oppongono in maniera decisa all'annessione: lo stesso Chirac afferma che dopo l'incontro di dicembre gli ultimi scettici vedranno cadere i loro dubbi.
Il sostegno francese per molti và ricondotto più che per un repentino cambio di vedute riguardo alla posizione turca all'interno dell'Europa, ad un pura questione economica. Infatti, recentemente la compagnia aerea Turkish Airlines (Thy) ha deciso di rinnovare e modernizzare le proprie linee aeree, e attraverso un accordo commerciale dalle considerevoli dimensioni si è accordata con la Airbus, la compagnia francese produttrice di velivoli aerei di Toulouse.
Attraverso la pressione americana e francese, la Thy ha scelto di rimodernizzare la propria flotta scegliendo tra gli Airbus (francesi) ed i Boeing americani. La THY si è accordata di comprare 36 velivoli dalla Airbus, in un affare che i giornali turchi definirono del valore di 1,5 miliardi di dollari (circa 1,2 miliardi di Euro), e in futuro di acquisire anche 15 Boeing dalla compagnia americana.
Molti giornali definirono l'affare Airbus, ed un'altra serie di accordi sulla collaborazione nucleare, un irresistibile richiamo che i vertici del governo francese non potevano ignorare in cambio del completo appoggio all'annessione della Turchia nell'UE.
Dopo la visita in Francia di Erdogan, Pascal Lamy commissario francese UE per il commercio, durante una sua visita ad Ankara ha elogiato senza mezzi termini il grande lavoro svolto dal governo presieduto da Erdogan in relazione alle riforme sociali, politiche e giudiziarie che hanno dato un impronta europea ad una nazione che fino a poco tempo manteneva forti e vincolanti leggi e principi di ispirazione islamica.
Prima del previsto incontro di dicembre, la Commissione Europea elaborerà un rapporto in base alle condizioni di vita, all'economia ed ai progressi nel rispetto dei diritti umani in Turchia suggerendo o negando l'inizio dei negoziati per l'annessione all'UE.
Se la commissione decidesse di non fissare una data per l'inizio dei negoziati, le conseguenze interne in Turchia sarebbero assai gravi e pericolose per il governo guidato da Erdogan, che ha nell'inizio delle discussioni per l'entrata in Europa, l'obiettivo principale della sua politica, sia estera sia interna, fin dal primo giorno del suo mandato.
Petrolio, nuovi orizzonti nelle rotte di trasporto
Già da anni, il governo turco sta pressando le compagnie petrolifere internazionali per concludere un accordo per la fine del trasporto di petrolio attraverso lo stretto del Bosforo, in cambio della costruzione di un nuovo canale di trasporto via terra. Il governo ha promesso un sostanziale aiuto nella spese e nella costruzione delle condutture che serviranno per iniziare a trasportare il petrolio per questa nuova via.
Gli ufficiali turchi hanno detto che il governo ha offerto la massima cooperazione nel fornire licenze per costruire viadotti via terra che trasporterebbero il petrolio dal Mar Nero all'Egeo, ma questo solo se le compagnie petrolifere avessero accettato di utilizzarlo affinché il trasporto di petrolio attraverso il Bosforo, uno delle più utilizzati vie di trasporto del mondo, si concludesse o riducesse drasticamente il prima possibile.
Sono già stati proposti all'attenzione del ministro turco per l'energia, almeno 5 progetti per la costruzioni dell'oleodotto. Due di questi sono lunghi circa 193 km ed attraversano la Tracia, ad ovest di Istanbul, tra il Mar Nero e l'Egeo. Uno di questi progetti è sponsorizzato da Okan Tapan, un famoso uomo d'affari turco che ha un memorandum d'intesa con il gigante petrolifero russo Transneft a con la TNK-BP una compagnia petrolifera russo-britannica.
Il Ministro degli Esteri turco cerca di promuovere tra le compagnie petrolifere un accordo composto regole in cui queste s'impegneranno ad usare il viadotto limitando o cessando (è ancora da chiarire) l'utilizzo dello stretto del Bosforo. Se un tale accordo non verrà siglato, c'è il timore che il nuovo viadotto verrà sotto utilizzato, non modificando gli attuali equilibri tuttora vigenti nel trasporto di petrolio in quella zona. Nel mese di luglio, ufficiali turchi hanno incontrato i rappresentanti delle compagnie ad Ankara per discutere la proposta. Un altro incontro, questa volta con i rappresentanti delle compagnie russe, che sono le più grandi utenti nell'utilizzo del canale del Bosforo per il trasporto di petrolio, è stato fissato a breve.
All'interno dell'industrie petrolifere però si vocifera che le autorità russe non siano contente della proposta turca in quanto essa viene considerata un infrazione al diritto di Mosca di accedere senza impedimenti attraverso il canale del Bosforo, al Mare di Marmara, allo stretto dei Dardanelli, a l'Egeo ed infine al Mar Mediterraneo. La Turchia ha il controllo dello stretto del Bosforo da il 1936 al tempo della convenzione di Montreux, ma esso è una via navale internazionale, ed il passaggio di navi non può essere ristretto in tempo di pace senza una motivazione valida ed estremamente importante.
Gli ufficiali turchi dubitano che le compagnie petrolifere accorderanno di escludere il passaggio dal Bosforo nel movimento petrolifero internazionale. Tuttavia, ufficiali ad Istanbul ed Ankara stanno iniziando ad incrementare sempre più l'enorme volume di passaggio di navi cisterne che attraversano lo stretto, nonostante la probabilità di un incidente possa costare molte vite o un possibile inquinamento delle acque.
Istanbul è la più grande città della Turchia con 12 milioni di abitanti ed il principale centro commerciale e turistico del paese. Nonostante le numerose precauzioni prese, la maggior parte degli ufficiali è convinta che qualora non verrà ridotto sensibilmente il volume di tonnellaggio di materiale altamente inquinante o esplosivo il disastro prima o poi sarà inevitabile, causando a livello umanitario per Istanbul una strage, e per le compagnie un tracollo a livello economico.
Sono circa 53.000 le navi cisterne previste che quest'anno attraverseranno lo stretto, e ben 9.500 di queste con un carico considerato ad "alto rischio", termine usato per definire olio e prodotti petroliferi. Circa 160 milioni di tonnellate di greggio e altri prodotti affini dovrebbero essere trasportate via nave attraverso lo stretto del Bosforo, più del 60% rispetto a 5 anni fa. Alla fine dello scorso anno furono investiti altri 45 milioni di dollari per ampliare le strutture per il traffico navale ed impedire un affollamento di navi nello stretto, nel tentativo di poter garantire una maggior sicurezza alla circolazione.
Inoltre và ricordato che il Bosforo oltre ad essere importante punto di passaggio per il trasporto di petrolio, è itinerario abituale per più di 2 milioni e mezzo di abitanti della città di Istanbul che si spostano ogni giorno dal lato europeo a quello asiatico della città e viceversa.
Conclusione
La Turchia si trova alle soglie del più grande cambiamento mai avvenuto nella sua storia, dai remoti tempi di Ataturk insegue il sogno di sentirsi parte dell'Europa, e adesso alle soglie della fine del 2004 potrebbe realizzarlo.
Nonostante i mille problemi economici, religiosi, ed anche politici che affliggono il paese, l'Europa negli ultimi mesi ha iniziato a guardare non più ai difetti ma ai vantaggi che questa grande nazione potrebbe rilanciare sia sul piano interno sia internazionale. Lo scambio commerciale dell'Unione Europea, avendo registrato in questi ultimi anni un rallentamento nei rapporti economici, ne potrebbe essere stimolato. (Emanuele Tarducci/Equilibri.net)
24.09.2004

LO SPAURACCHIO AGITATO
A darsi molto da fare perché l'Unione europea dico "no" all'apertura dei negoziati di adesione di Ankara in Europa sono i cristiano-conservatori tedeschi.
Un nuovo spauracchio si aggira per l'Europa. Viene agitato soprattutto dai cristiano-conservatori. C'è chi punta a farlo diventare un argomento unificante della destra europea. Catalizza tutti i dubbi su un "eccesso di allargamento" dell'Unione, se non di eccesso tout court d'Europa.
E catalizza tutte le delusioni: quelle istituzionali e quelle sul mancato decollo sociale ed economico (anche a sinistra). Fa leva su paure viscerali: dell'immigrato, del diverso, della contaminazione, del terrorismo, dell'islamico (sempre più sinonimo di terrorista). Liscia per il pelo pregiudizi diffusi nell'opinione pubblica. Riguarda l'adesione della Turchia, promessa da decenni (sin dal 1963), su cui la Commissione europea deve ormai decidere, da qui a meno di un mese (per la precisione non l'adesione, ma l' "invito" a cominciare a parlarne).
Se ne sentono di tutti i colori. Vengono evocati i più svariati argomenti per spingere l'Europa a dire di no, sbattere la porta in faccia ad Ankara. Angela Merkel, la leader dei cristiano democratici tedeschi, la probabile candidata alla cancelleria se riuscissero a sconfiggere la coalizione socialdemocratico-verde di Gerhard Schroeder, ha preso l'iniziativa di scrivere a tutti i premier di destra in Europa, a cominciare da Silvio Berlusconi, per proporre un'alleanza anti-ammissione della Turchia. L'argomento è apparentemente politico: metterebbe in pericolo la forza di inegrazione politica, economica, sociale dell'Unione europea. Ci tengono a far sapere che "religione e cultura" non c'entrerebbero per niente. Così come politica appare l'alternativa proposta: non dire né sì né no, ma proporre un'adesione di serie B, che chiamano "partnership privilegiata", nel senso però in cui si dicono "privilegiate" le azioni che non hanno diritto di voto, vantaggi economici, ma niente ammissione a pieno titolo. Un po' come hanno sempre fatto coi 3 milioni di "gastarbeiter", lavoratori-ospiti turchi. Quando l'aveva proposta lo scorso febbraio al premier turco Recep Tayyip Erdogan, questi le aveva già detto chiaro e tondo che l'avrebbero considerata offensiva.
"I turchi non possono interpretare una proposta del genere che come un rifiuto secco. Significherebbe la fine del processo riformatore in Turchia, con tutte le conseguenze che avrebbe per la sicurezza europea", dice Guenther Verheughen, anche lui tedesco, il commissario europeo per i problemi dell'allargamento, che ha responsabilità diretta del dossier. "Occorre riflettere bene sulle implicazioni di un rifiuto, che spingerebbe la Turchia a Est e a Sud", ha messo in guardia il ministro degli Esteri laburista di Tony Blair, Jack Straw.
Così si rischia di stracciare "la migliore assicurazione sulla vita che l'Europa può al momento sottoscrivere (di fronte al marasma islamico), che io sottoscriverei a qualunque prezzo", aveva avvertito l'ex premier socialista francese Michel Rocard. Una cosa è negoziare, anche duramente le condizioni per passare gli esami, cosa che l'Europa aveva finora fatto, ottenendo negli ultimi anni più progressi su democrazia, diritti umani, questione curda, pena di morte, tortura, e altre questioni chiave, che in tutto il precedente secolo. Un'altra portarli alla conclusione che gli si dirà di no, sempre e comunque, con qualsiasi scusa immaginabile, qualunque sforzo e progresso facciano. Già il sospetto ha prodotto un irrigidimento sulla proposta di legge di penalizzazione dell'adulterio, da 6 mesi a 2 anni di prigione (in nome della difesa della "sacralità della famiglia", non diversamente dagli ultrà religiosi nostrani), che giustamente l'Europa considera un "passo indietro". Sembrava si fossero convinti a lasciarla cadere. Ma ora subentra la denuncia di una "inammissibile ingerenza".
Il problema è che c'è chi non è affatto interessato a sottoporre la Turchia ad un esame di ammissione. L'ha già bocciata con argomenti a prescindere. Alcuni sono terra terra. "Ci costerebbe 13 miliardi in sussidi agricoli", l'obiezione del commissario all'agricoltura dell'Ue, il tirolese Franz Fischler (del partito di ultra destra di Joerg Haider, l'apologeta di Hitler, il quale però è curiosamente favorevole all'ammissione della Turchia, perché "controbilancerebbe l'influenza Usa"), che soverchia l'altra, più banalmente razzista, per cui i turchi sarebbero "per natura molto più orientali e asiatici degli europei". Che l'Europa "imploderebbe" invasa da un'ondata di immigranti, per giunta musulmani, quella del commissario olandese Frits Bolkstein. Che, con 70 milioni di abitanti già ora, più di Francia e Italia, la Turchia supererebbe il numero dei tedeschi (85 milioni) entro il 2015, finendo per avere quasi il 15% dei voti in Consiglio e 82 seggi nel parlamento europeo, quella "tecnico-politica" (con l'ex presidente francese Valery Giscard d'Estaing che arriva a predire che non entrerà mai, nemmeno ci fosse il via ai negoziati, perché il meccanismo della maggioranza dei due terzi su decisioni del genere, "immodificabile", glielo impedirebbe).
Fino alle obiezioni apparentemente "alte", storiche, di principio. "La Turchia ha sempre rappresentato un altro continente, in contrasto permanente con l'Europa. Ci sono state le guerre con l'Impero bizantino; penso alla caduta di Costantinopoli nel 1453, e alla minaccia a Vienna (i turchi avevano assediato Vienna nel 1683)", ha detto il cardinale Joseph Ratzinger al Figaro. C'è voluta una lettera di un lettore da Bishkek, Kirgizistan, al Financial Times, per ricordargli che la prima "caduta" di Costantinopoli c'era stata nel 1203, non ad opera di islamici ma dei crociati cattolici, che ne avevano massacrato la popolazione e i popi ortodossi, e l'avevano occupata per 58 anni; e che se due secoli dopo cadde in mano ai turchi fu perché l'Europa cristiana non si era mossa, e il Papa, che aveva ben altre orrende guerre, contro i protestanti, di cui occuparsi, subordinava ogni aiuto alla sottimissione degli ortodossi alla Chiesa di Roma. Ci mancherebbe solo che siano argomenti del genere a decidere di una delel scelte più importanti per il futuro dell'Europa, far perdere una occasione storica. Se non altro, per dirla con il politologo dell'Università di Istanbul Sahin Alpay, di tentare la scommessa che "mentre lo hard power degli Usa sta distruggendo l'Iraq, l'Europa può, con il suo soft power, trasformare la Turchia". (Siegumund Ginzberg/L'Unità)
24.09.2004

UN INGRESSO ANTISTORICO
Secondo intervento nel giro di pochi mesi del cardinal Joseph Ratzinger che si è dichiarato nettamente contrario alla Turchia. Il prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede ha parlato però a titolo personale.
Per il cardinale Joseph Ratzinger l'ingresso della Turchia nell'UE sarebbe ''antistorico'' e meglio sarebbe se essa fungesse da ponte tra Europa e mondo arabo o formasse un suo ''continente culturale'' insieme con tale mondo. 
Il porporato attende inoltre l'esito dei referendum cui molti Paesi europei sottoporranno il Trattato costituzionale, sperando che si possa modificare la decisione di non citare le radici cristiane d'Europa.
Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, la cui ''personale'' contrarietà all'ingresso della Turchia nell'Unione ha suscitato nei mesi scorsi un certo scalpore, ha precisato la propria posizione durante un incontro con gli operatori pastorali di Velletri, svoltosi lo scorso fine settimana e di cui riferisce il <Giornale del Popolo>, quotidiano in lingua italiana della diocesi di Lugano.
Storicamente e culturalmente la Turchia, argomenta il 
cardinale, ha poco da spartire con l'Europa: perciò ''con tutto il rispetto'', sarebbe un ''errore grande'' inglobarla 
nell'Unione Europea. Meglio sarebbe se tutta la Turchia fungesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure addirittura formasse un suo ''continente culturale'' insieme con esso. 
Ratzinger ribadisce che l'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana ed è un ''fatto'' che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se Kemal Ataturk negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa, argomenta Ratzinger, è il nucleo 
dell'antico impero, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure e' un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, ''anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo''. Perciò l'ingresso della Turchia nella UE sarebbe ''antistorico''. (take Ansa)
24.09.2004

GRUBER FAVOREVOLE
"Quello della Turchia è un dossier delicatissimo", ha affermato l'eurodeputata che non si è nascosta le contraddizioni che caratterizzano la società di questo Paese.
L'eurodeputata Lilli Gruber è "totalmente favorevole" all'inizio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione Europea, ma è importante che Ankara intraprenda le riforme necessarie per "rispondere a tutti i requisiti europei". "Quello della Turchia è un dossier delicatissimo", ha sottolineato la Gruber, appena eletta presidente della delegazione dell'europarlamento per i Paesi del Golfo e lo Yemen. "Abbiamo molti motivi per volere che un Paese strategicamente così importante sia con noi, ma ci sono cose, come la questione della legge sull'adulterio, che ci lasciano perplessi".
La Gruber non ha mancato di sottolineare le contraddizioni che caratterizzano la società turca, che "ha due facce". "Da una parte è un Paese moderno e laico con un piede nell'Unione Europea - ha spiegato l'eurodeputata - dall'altra è ancora fortemente legato a tradizioni per noi difficilmente comprensibili e ancora arretrato dal punto di vista culturale e del rispetto dei diritti dell'uomo". "Dobbiamo capire dove fare
i compromessi, ma è importante che i negoziati abbiano inizio". (take Agi)
24.09.2004
 

PRIMA LA QUESTIONE ARMENA
E' il sine qua non sul quale ha insistito il leghista Giancarlo Pagliarini. Il paragone con la Germania di Hitler.
"Anche se la Turchia riformasse il suo codice penale non potrebbe comunque far parte dell'Europa se prima non ammette il genocidio armeno che l'Impero ottomano ha compiuto nel 1915". Così Giancarlo Pagliarini interviene nella discussione sulla possibilità che la Commissione europea chieda l'apertura dei negoziati di adesione della Turchia all'UE.
"Mi sembra di capire - prosegue Pagliarini - che la Commissione faccia qualche resistenza sull'inizio dei negoziati. Ma ritengo che bisogna affrontare la questione da un altro punto di vista. Alla Commissione vorrei chiedere come reagirebbe se la Germania, faccio un esempio, ad un certo punto dicesse: ma cosa vogliono gli ebrei? Noi non abbiamo fatto nulla. Credo che un'affermazione del genere sconvolgerebbe, giustamente, le coscienze eppure è esattamente quello che la Turchia afferma nei confronti del popolo armeno che ha massacrato". (da take Adnkronos)
24.09.2004

NEGOZIATO LUNGO
Qualora fosse aperto, si calcolano tempi tra i dieci ed i quindici anni. Questo quanto prevede il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder circa l'ingresso della Turchia in Europa.
Per il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, l'eventuale negoziato con la Turchia sull'adesione all'UE non sarà breve e potrà protrarsi per dieci-quindici anni.
"Nessuno pensa, neanche la Turchia, che l'intero processo si possa concludere dopo cinque anni. I negoziati dureranno molto a lungo. io credo che periodi di tempo di 10-15 anni siano realistici", ha detto Schroeder in una intervista apparsa sul quotidiano <Frankfurter Allgemeine Zeitung".
Il Cancelliere ha ribadito la sua posizione favorevole ad un ingresso di Ankara nell'Unione Europea. "Se la Commissione europea darà parere positivo all'avvio di negoziati di adesione con la Turchia, la Germania con il mio Governo si esprimerà a favore", ha detto.
La decisione di Bruxelles sull'opportunità o meno di avviare il negoziato di adesione con Ankara è atteso nel vertice europeo di dicembre. (take Ansa)
24.09.2004

KEMAL DERVIS: L'ASSO NELLA MANICA
Deputato di Istanbul, l'ex superministro dell'Economia occupa un posto di primo piano nella realizzazione di una democrazia sociale turca e nell'avventura europea del suo Paese. Ritratto di un leader di nuova generazione.
Kemal_Dervis"Kemal Dervis è uno di quegli uomini che, con la loro vita e le loro azioni, rappresentano una speranza concreta per l'Oriente, uno degli ultimi capisaldi per l'Europa del domani". Un elegante e fervente elogio esposto dallo storico Alexandre Adler a conclusione di un'arringa a favore della Turchia, che racchiude la sintesi più che appropriata di un profilo dalle mille sfaccettature. Profilo che rimane comunque pieno di misteri, di indizi esposti con provocazione e lasciati in sospeso, impossibili da inquadrare e costellati da numerosi punti interrogativi. Kemal Dervis, la Turchia e l'Europa che verrà.
Padre turco, madre tedesca
Il suo iter è tuttavia eloquente: cinquantaseienne, padre turco, madre tedesca; studi di economia tra l'Europa e gli Stati Uniti; ex-vice-presidente della Banca Mondiale, ex-super-ministro dell'economia (2001-2002), attualmente deputato di Istanbul (Chp, Partito Repubblicano Popolare, centro-sinistra).
Ma non basta, poiché ovunque vi sono disseminate evidenti contraddizioni. Accademico che si confronta con le scappatelle di un figlio dee-jay. Social-democratico in un partito dalle posizioni palesemente più nazionaliste. Europeo convinto e convincente, non sarà la sua nazionalità ad imporgli dei limiti. E gli esempi brulicano ancora. In un uomo sempre fuori dalle regole.
Coscienza globale
Economista in carica e guida fondamentale dei piani strutturali per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) in Turchia, viene accusato di filo-imperialismo. Grande smentita dalle prime pagine del best-seller di Joseph Stiglitz, grande critico della globalizzazione, che non esita a mandargli i suoi ringraziamenti.
Gioventù di ispirazione marxista, in un uomo che crede nelle virtù del mercato e propone una tassazione internazionale sul capitale per riequilibrare i rischi in favore del lavoro: "la sintesi tra socialismo e capitalismo ebbe luogo alla fine del 20° secolo. Il dibattito riguarda ormai la legittimità dell'azione dello Stato e i livelli d'intervento della potenza pubblica a livello locale, nazionale, continentale se non globale".
Repubblicano kemalista, scandalizza il microcosmo dell'establishment di sinistra negando la non laicità del velo islamico all'università. Ormai, più che un ruolo (all'inizio del 2004 ha abbandonato tutte ogni responsabilità nel partito), Dervis incarna un'autorità che alcuni confondono con un potere ben effettivo.
Una personalità irrequieta
Stesso ritornello in un paese che cerca una via verso l'Europa: durante l'ultima primavera si parlava di lui come dell'eventuale capo della delegazione incaricata dei negoziati per l'adesione alla Ue, qualora dovessero cominciare nel 2005 in seguito alla decisione del Consiglio Europeo del dicembre prossimo. Una nomina che verrebbe dal governo di Erdogan, leader dell'AKP ( Partito della Giustizia e dello Sviluppo, centro-destra), il partito rivale del CHP.
"Negoziatore o meno, ciò non fa molta differenza", risponde l'interessato, "già dedico la maggior parte del mio tempo alle questioni europee." A capo di un think-tank, scardina e illumina le argomentazioni dei suoi avversari. In giugno, durante una conferenza a Berlino, oppose al furioso mutismo dei leader conservatori tedeschi della Cdu, la sua visione di una Ue "né cristiana, né zona di libero-scambio, ma aperta e in contatto col mondo globalizzato di oggi".
Kemal Davis è irrequieto. Indefinibile, delinea e già possiede - forse troppo presto - il profilo della élite cosmopolita dell'Europa che verrà. Diverrà dunque il salvatore della sinistra turca? Commissario a Bruxelles? O forse, come tutti sperano, l'ultimo baluardo, uno dei leader di una forza di sinistra trans-europea da qui al 2014. (François Skvor/CafeBabel-Traduzione di Laetitia Brandolin)
24.09.2004

TRNC: LA QUAESTIO
Intervento del Primo Ministro turco-cipriota Mehmet Ali Talat sulla partecipazione di Cipro Nord alla Conferenza islamica di Istanbul.
Il_problema_di_Cipro The European Union's (EU) objection to the participation of the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) with the title "Cyprus Turkish State" in a joint EU and the Organization of Islamic Conference (Oic) forum could stall the upcoming summit.
The EU conveyed its concerns to Turkey about the definition accepted by OIC.
While diplomatic sources confirm the developments, it is said that the preparations for the October 4-5 forum in Istanbul continue; cancellation is not an issue.
Ankara continues its efforts to resolve the issue by taking the concerns of the EU into consideration. The EU, in addition to Ankara, also conveyed its uneasiness directly to Trnc Prime Minister Mehmet Ali Talat.
In a meeting held on September 1 in Lefkosa (Nicosia), Dutch State Minister for EU Affairs Atzo Nikolay told Talat, "Either write it as 'Cypriot Turk Community' or write nothing at all. 'Cyprus Turkish State' implies a wish of recognition, and the EU becomes disturbed by this."
The Netherlands currently holds the Term Presidency of the EU.
Talat responded to the issue yesterday, stressing that TRNC will push ahead with the "Cyprus Turkish State" banner. He added that he met with the Dutch Ambassador to EU member Cyprus and relayed to the ambassador that the Turkish Cypriots said "No" to the EU's request.
"I will then inform in a written statement that this meeting cannot be held," the Dutch ambassador reportedly responded.
Trnc participated in the Oic Istanbul meeting in June with the title "Cyprus Turkish State". The EU on the other hand does not want to face a similar situation in the upcoming joint forum.
Turkey held a joint forum to form the groundwork for a dialogue among OIC and EU member countries in February 2002 in Istanbul. During that summit the aftermath of the September 11th terrorist attacks were discussed. (Suleyman Kurt/Zaman)
24.09.2004

SI APRE LA CONFERENZA ISLAMICA
E' la seconda edizione e si svolgerà - il 4 ed il 5 ottobre - presso il Conrad Hilton ad Istanbul. Le domande per gli accrediti dei giornalisti vanno presentate entro e non oltre martedì prossimo. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Ufficio Stampa dell'Ambasciata turca in Italia (06-44594247).

La_sala_conferenze_del_Conrad_HiltonIl_Conrad_Hilton_dove_si_terra_la_conferenza_IslamicaDall'Ambasciata turca in Italia riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia relativa alla seconda edizione della Conferenza Islamica che si aprirà ad Istanbul il giorno 4 ottobre A chi devono essere presentate le domande di accredito. Per qualsiasi informazione rivolgersi al Capo Ufficio Stampa, consigliere Suha Bacanakgil (06.4494247).

MEDIA ADVISORY

 OIC-EU FOREIGN MINISTERS JOINT FORUM

SECOND MEETING

 October 4-5, 2004 Istanbul

 1.         GENERAL INFORMATION
Second Organization of the Islamic Conference (OIC)- European Union (EU) Foreign Ministers Joint Forum will be held on October 4-5, 2004, in İstanbul. 
Forum will take place at the  İstanbul Conrad Hotel (Yıldız Cad., Beşiktaş-İstanbul) and a media center will also be established. 

 2.         ACCREDITATION AND SECURITY CHECKS
Members of the press who will cover the Forum, should apply for accreditation to the address below in person or by mail until September 28, 2004 with their two recently taken passport-size photographs, a copy of their passport and press card (or letter of accreditation from a recognized media organization).
Directorate General of Press and Information
İstanbul Provincial Office
Kennedy Cad. No:3 Sarayburnu - İstanbul Phone : 212 527 01 75
Fax      : 212 512 89 46
Applications received after September 28, 2004, will not be processed. 
Accreditation cards can be collected from the accreditation center to be established at the Conrad Hotel. 
Opening hours for the Acreditation  Center are
September 30, Thursday       09:00-18:00
October 1, Friday                   09:00-18:00
October 2, Saturday              09:00-20:00                 
Members of press should present a photo id when they pick up their accreditation cards
All media representatives are informed that security personnel at the Media Centre will examine and may test any equipment and personal effects carried onto the site. To avoid delays, media representatives are requested to arrive with sufficient time to clear the security checks.            
Accredited members of press can also cover the international symposium that will take place at the Conrad Hotel on October 2-3, 2004. 

Please also visit http://www.oic-eujointforum.org.tr for more information.

 3.         MEDIA CENTER
Media Center will be established at the Conrad Hotel. 
Media Center opening hours are as follows: 
October 1, 2004, Friday                     09:00-20:00 hours
October 2. 2004, Saturday                09:00-20:00 hours
October 3, 2004, Sunday                  08:00-22:00 hours                             
October 4, 2004, Monday                  07:00-22:00 hours
October 5, 2004, Tuesday                 07:00-20:00 hours
 
The Media Centre will be equipped with adequate workspace, communications, and transmission facilities.  
TELEVISION and RADIO- Host Broadcaster
Host broadcaster of the Forum is  the Turkish Radio Television Corporation (TRT). For radio and tv broadcast please contact,
 
Ms. Çiğdem Şahin
TRT International News and Sports Excanges
E-mail : trt.eurovision@trt.net.tr
Phone: 90 312 491 62 28-29
Fax     : 90 312 491 62 31
  
4.         ACCOMMODATION
Journalists are advised to book their hotel rooms in advance. An indicatory list of hotels is attached.
ENC: 
-Accreditation Form
-List of Hotels
25.09.2004

SEZER: NON PARLIAMO DI NESSI
Per il Capo dello Stato turco assurdo fare paragoni tra il terrorismo dei fanatici integralisti e la fede islamica. "Gli attentati sono azioni ingiustificate".
Turkey's President has criticised those linking terrorism with the Islamic faith, saying that as Islam prohibits fanaticism terrorist acts cannot be conducted in the name of the religion.Terrorism is a crime against humanity and one that cannot be absolved, President Ahmet Necdet Sezer said while addressing the 3rd Religion Council in Ankara Monday.
"We see Turkish people involved in terrorist activities abroad and using religion to justify it," he said. "These people, although few in number, are Turkish citizens and received a Turkish education. To question where we were at fault is an obligation of us, for the Turkish people and the next generation."
Savagery and fanaticism have no place in religion and Islam, Sezer said, adding that every person in a secular society has the right to practice their own religion.
"Religious beliefs occur in the private internal world of the person and secularism regulates the external world of the person," said Sezer. (NtvmSnbc)
24.09.2004

ATTIVITA' SOSPESA IN IRAK
L'impresa di costruzioni turca <Vinsan> è arrivata a tale decisione per salvare la vita di dieci suoi dipendenti rapiti dai terroristi.
L'impresa di costruzioni turca <Vinsan> ha deciso di sospendere le sue attività in Irak per salvare la vita di dieci dipendenti presi in ostaggio la scorsa settimana. il suo presidente, Ali Haydar Veziroglu,  ha sottolineato in un comunicato che si tratta di lavoratori "innocenti" che hanno lasciato la Turchia "con l'obiettivo di provvedere alle loro famiglie e rendere al contempo un servizio agli irakeni".
In un video trasmesso dal canale satellitare <al-Jazira>, i Battaglioni Abu Bakr al-Sedding avevano dato 72 ore di tempo alla <Vinsan> per lasciare l'Irak, pena l'esecuzione degli ostaggi. Veziroglu ha contestato la definizione "turco-americana2 usata dai rapitori nei confronti della sua impresa. "In genere non abbiamo soci americani o irakeni", ha precisato. (take Agi)
24.09.2004

IL MINISTRO AKU: QUANTE ASSURDITA' SULLE TORTURE
Una visita della Commissione UE sui Diritti umani in Turchia non significa che nel Paese si applichi una politica sistematica di abusi.
Turkish Interior Minister Abdulkadir Aksu has rejected suggestions that a planned visit by a European Union committee on torture implies that Turkey conducts a policy of systematic abuse.Speaking at a press conference to discuss violation of human rights on Thursday, Aksu said that the government was totally opposed to torture in any form.
"There is no systematic torture in Turkey," he said. "Our basic policy regarding torture and maltreatment is on of zero tolerance."
The present government had taken great strides in improving Turkey's human rights record, the Minister said.
"The definition of torture and maltreatment has been rearranged in laws in a way conforming to international conventions," Aksu said. "Punishments which are envisaged for these crimes have been increased.
"We consider torture and maltreatment as shameful for humanity. We cannot tolerate torture and maltreatment even if it is sporadic. Thus, our motto is 'zero tolerance to torture and maltreatment'."
"We are very uneasy because of allegations of 'systematic torture' in our country. There is no systematic torture in Turkey."
Contrary to some claims, the last report by the European Committee for the Prevention of Torture has been highly favourable for Turkey, Aksu said.
"None of the reports of the committee mention 'systematic torture'," he said. "Moreover, the 13th General Report of the Committee which was published on September 10, 2003 stresses that legal framework to actively fight against the torture is to a large extend completed. Turkey now is cited as a 'model country' in the report and the word 'mistreatment' is used rather than 'torture'." (NtvmSnbc)
24.09.2004

MANOVRE MILITARI ANNULLATE
Le aveva previste il Governo greco-ciprota dal 19 al 25 ottobre ma accordi tra Grecia e Turchia hanno convinto Nicosia a soprassedere.
Il Governo della repubblica di Cipro ha annunciato di avere annullato le consuete esercitazioni militari annuali denominate "Nikiforos" (Il vincitore) - previste dal 19 al 25 ottobre - dopo che Grecia e Turchia hanno raggiunto un accordo in base al quale i due Paesi hanno deciso di sospendere le rispettive manovre militari.
L'annuncio è stato dato dal portavoce del Governo cipriota, Kypros Chrysostomides affermando che "le manovre fanno parte del processo di difesa e non credo che annullarne una danneggi le capacità difensive del Paese". (da take Ansa)
24.09.2004

E' STATO INAUGURATO AD ANKARA IL PRIMO <PROGETTO TWINNING>
Ne sono compartecipi l'Autorità turca per la regolamentazione del mercato dell'energia e l'Autorità italiana per l'energia elettrica ed il gas. Sarà finanziato con fondi comunitari pari a 884.000 euro per la durata di 20 mesi.
E' stato inaugurato ad Ankara il <progetto twinning> - il primo nel settore dell'energia - tra l'Autorità turca per la regolamentazione del mercato dell'energia e l'Autorità italiana per l'energia elettrica ed il gas. Il progetto sarà finanziato con fondi comunitari pari a 984.000 euro per la durata di 20 mesi e mira al rafforzamento istituzionale dell'Autorità turca e all'assistenza nel processo di armonizzazione normativa con gli standard europei. Il settore dell'energia in Turchia sta attraversando una fase di profondi cambiamenti, con l'avvio del processo di liberalizzazione e la contestuale necessità di procedere ad una regolamentazione del settore che sia conforme agli standard europei. Tale processo è stato avviato, negli scorsi anni, con l'adozione di due leggi fondamentali, relative al mercato dell'elettricità e a quello del gas naturale, cui è seguita, nel 2001, la creazione di un'autorità indipendente per la regolamentazione ed il monitoraggio di tali mercati. Nel quadro del processo di armonizzazione, la Turchia dovrà ora conformarsi alle Direttive comunitarie n. 98/30, sul gas naturale, e n. 96/92, sul mercato dell'elettricità. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
25.09.2004

LA MISSIONE DEL FMI
I punti fondamentali riguardano la riduzione del debito e brave e medio termine, le priorità del Governo in tema di riforme strutturali ed ambientali.
Reza_Moghadam Una delegazione del Fondo Monetario Internazionale guidata dal Capo dell'Ufficio Turchia, Reza Moghadam, si trova in visita nel Paese dal 16 ultimo scorso e vi si tratterrà finoal 29 settembre. Obiettivo: i colloqui per un nuovo accordo di Stand by che farà seguito a quello attualmente in vigore, la cui scadenza è prevista per il febbraio 2005. La missione costituisce l'occasione per discutere i contenuti  del programma economico che le autorità turche stanno mettendo a punto per il triennio 2005-2007, e che dovrebbe ricevere il sostegno finanziario del Fondo. I punti fondamentali riguardano la riduzione del debito a breve e medio termine, le priorità del Governo in tema di riforme strutturali e istituzionali, di crescita sostenibile e riduzione della disoccupazione. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

TAGLIO DEI TASSI
Si tratta di quello a breve. La Banca Centrale turca è voluta andare incontro alle aspettative dei mercati.
La Banca Centrale turca, venendo incontro alle aspettative dei mercati, ha annunciato, lo scorso 9 settembre, un nuovo taglio dei tassi a breve, il terzo dell'anno. In particolare, Il tasso debitore giornaliero e settimanale sono diminuiti di due punti percentuali, dal 22 al 20%, mentre il tasso creditore giornaliero è passato dal 27 al 24%. Tale decisione deriva da una positiva valutazione della Banca Centrale, sull'andamento dell'inflazione e dalla chiara intenzione di incoraggiare la domanda interna, che è un volano importante per la crescita economica del Paese. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

CRESCIUTO IL PNL
L'indice fornito dall'Istituto di Statistica turco parla di un 14.4% per il quadrimestre 2004. E' il più alto tasso di aumento dal 1990.
Sulla base dei dati più recenti pubblicati dall'Istituto nazionale di statistica, il Pnl è cresciuto del 14.4% nel secondo quadrimestre del 2004, facendo registrare il più alto tasso di crescita dal 1990. Si conferma pertanto il trend positivo di crescita che si era registrato nel primo quadrimestre. La produzione industriale, in particolare, è cresciuta del 12.8% nel mese di luglio rispetto al dato del luglio 2003, con un incremento del 14.2% nel settore manifatturiero e del 6.2% in quello dei servizi (elettricità, gas e  acqua) mentre quello minerario ha registrato un calo dell'1,1%. (Amb. d'Ita)
24.09.2004

"PUNTO ITALIA": IL NOSTRO PAESE IN PRIMA LINEA NEL MERCATO TURCO
Partecipazione collettiva di numerose nostre aziende in occasione di due importanti manifestazioni fieristiche ad Istanbul: <Cebit-Bilisim> e <Ankiros>, la prima sull'informatica, la seconda dedicata alle macchine per fonderia.
L'Istituto Nazionale Commercio Estero (Ice) ha organizzato la partecipazione collettiva di numerose aziende italiane, in occasione di due importanti manifestazioni fieristiche che si sono svolte recentemente ad Istanbul.
Dodici aziende hanno preso parte, nell'ambito del "Punto Italia" organizzato dall'Ice, alla <Cebit-Bilisim>", manifestazione dedicata all'informatica ed alle attrezzature per telecomunicazioni, che ha visto decine di migliaia di visitatori.
All'evento, ottima vetrina per presentare nuovi prodotti e tecnologie, hanno partecipato le più note ditte turche e straniere del settore (<Turkell>, <Telsim>, <Nokia>, <Siemens> e <Avea>).
E' la seconda volta che l'Ice organizza un "Punto Italia" a tale iniziativa ed ha in programma la partecipazione anche all'edizione del 2005. Dieci aziende hanno preso parte, sempre nell'ambito di una collettiva Ice, alla fiera "Ankiros" dedicata alle macchine per fonderia, che trovano collocazione prevalentemente nel settore siderurgico e in quello automobilistico.
In entrambi i casi le ditte partecipanti hanno commentato positivamente I risultati dei numerosi incontri avuti con gli imprenditori locali ed hanno valutato molto interessante l'andamento degli ordini nei rispettivi settori d'interesse. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

PRESENTATO L'EUROFIGHTER AD ANKARA
L'occasione si è presentata nel corso di un ricevimento presso l'Hotel Sheraton organizzato dall'<Alenia Aeronautica> con il contributo dell'ambasciata italiana. Si è svolto lo scorso 14 settembre ad Il_velivolo_Eurofighter Ankara, presso l'Hotel Sheraton, un ricevimento organizzato dall'<Alenia Aeronautica> con il contributo dell'Ambasciata d'Italia, per la celebrazione della presenza Alenia in Turchia e l'annuncio dell'apertura ad Ankara di un Ufficio di rappresentanza della compagnia italiana. L'incontro ha costituito altresì l'occasione per la presentazione, da parte del vice Presidente dell'<Alenia Aeronautica>, ing. Cosentino, del velivolo da combattimento "Eurofighter", che potrebbe essere immesso sul mercato turco della difesa. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

LE TRE FIERE DI GAZIANTEP
Sono una sugli alimentari e due sul tessile. Rimarranno aperte fino al 3 ottobre prossimo.
Si sono aperte nella città turca di Gaziantep, nel Sud-Est della Turchia, le tre fiere del commercio: una sugli alimentari e le relative tecnologie e due sul tessile.  Rimarranno aperte fino al 3 ottobre prossimo. In virtù della sua collocazione geografica, Gaziantep costituisce uno snodo importante per il commercio estero turco verso il Medioriente. Pertanto, secondo quanto afferma il presidente della locale Camera di Commercio, Nejat Kocer, la città si sta progressivamente costruendo un proprio ruolo all'interno della regione, anche attraverso la progressiva apertura ai mercati regionali ed internazionali. (fonte Amb. d'Ita)
24.06.2004

RICADUTA SULLA BORSA
Il fatto determinato dall'incertezza degli ultimi giorni. Ribasso del 3.4% sulle quote azionarie.
L'incertezza degli ultimi giorni sul futuro europeo di Ankara ha generato pesanti ricadute sui mercati finanziari. Nei giorni scorsi la Borsa di Istanbul aveva chiuso con un ribasso del 3.4% sulle quote azionarie, mentre i tassi d'interesse sui titoli di Stato avevano guadagnato 7 punti in percentuale. Sul mercato dei cambi la lira turca si è svalutata rispetto sia rispetto al dollaro che rispetto all'euro (secondo i dati di lunedì 20, TL 1.535.000 contro $1 e TL 1.863.000 contro 1 euro). Il tasso d'interesse composito era aumentato di due punti percentuali rispetto alla chiusura di venerdì 17. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

RISCHIO DI AUMENTI
La causa, secondo gli esperti, potrebbe essere l'introduzione della nuova Lira turca che sarà emessa dal primo gennaio prossimo. Per tutto il 2005 moneta e prezzi avranno un doppio indicatore.
Il Governo turco è impegnato nella campagna di promozione della nuova lira turca (YTL), che verrà emessa nel gennaio 2005. Rispetto alla valuta attualmente in corso, saranno eliminati sei zeri; pertanto, 1 YTL corrisponderà ad un milione di lire turche correnti, mentre le 'sotto unità saranno costituite dal kuros (100 kuros = 1YTL ). Fino al 1 gennaio 2006, la nuova moneta turca sarà affiancata alla moneta corrente ed  i prezzi saranno esposti in duplice forma. La Banca Centrale  afferma di aver già emesso banconote da 1, 5, 20 e 50 YTL e di averle distribuite alle banche. Il Ministero delle Finanze turco, peraltro, ha preannunciato un possibile aumento dei prezzi dovuto all'introduzione della nuova lira turca. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

IN AUMENTO IL DEFIT COMMERCIALE
I dati forniti dal Sottosegretariato turco alle Dogane. Nei primo otto mesi di quest'anno l'import ha raggiunto un valore di 61 miliardi e 752 milioni di dollari, l'export di 38 miliardi e 795 milioni di dollari.
Sulla base dei dati provvisori forniti dal locale Sottosegretariato per le Dogane, nel periodo gennaio-agosto 2004 le importazioni turche sono aumentate del 41.10% rispetto allo stesso periodo del 2003, raggiungendo un valore di 61 miliardi 752 milioni di dollari, mentre le esportazioni sono aumentate del 32.6%, per un valore di 38 miliardi 795 milioni di dollari. Il deficit commerciale registrato nei primi otto mesi dell'anno si attesterebbe pertanto intorno alla cifra record di 23 miliardi di dollari. Tali dati non sembrano tuttavia preoccupare il ministro turco per il Commercio con l'Estero, Kursad Tuzmen, che confida in una prossima crescita delle esportazioni legata al ribasso dei tassi d'interesse e dell'inflazione. (fonte Amb. d'Ita)
24.06.2004

PAGAMENTI DEL DEBITO
Quelli versati nella prima quindicina del mese corrente ammontano a 589.60 milioni di dollari.
Fra il 1 ed il 15 settembre la Turchia ha effettuato pagamenti del debito estero per un valore complessivo di 589.60 milioni di dollari. Di questi, 334.25 milioni di dollari sono stati versati al FMI. Dall'inizio dell'anno la Turchia ha restituito 13 miliardi 569 milioni di dollari del suo debito estero, di cui 4 miliardi 372 milioni di dollari a Fondo Monetario Internazionale. (fonte Amb. d'Ita)
24.09.2004

SI GUARDA AL MERCATO IRAKENO
Molte compagnie private turche, come <Fly> e <Inter Airlines>, hanno espresso il loro interessamento a voli con Baghdad sebbene il Governo locale ancora non si sia espresso nel merito di avances.
Una_compagnia_aerea_turca Several privately owned Turkish airline companies, including Fly and Inter Airlines, expressed an interest in arranging flights to Iraq; however, the companies have not yet received a positive response from the Iraqi government.
Iraqi Airlines became the center of the aviation world's attention over the weekend as the company made its first international flight since the United Nations (UN) embargo began in 1990. Iraqi Airlines offered flights from Bagdat (Baghdad) to Amman, Jordan, and Damascus, Syria, over the weekend.
The lifting of the UN embargo and the rebirth of Iraqi Airlines signaled the opening of a new market for several Turkish airline companies. The companies requested permission to begin service to Iraq, and now they eagerly await a reply from the Iraqi Foreign Ministry.
"Some [Turkish] airlines, including Fly and Inter Airlines, want to arrange flights, especially to Erbil. We forwarded their requests to the Foreign Ministry many times, but we have not received a positive response yet," said one Iraqi Civil Aviation official. The official went on to explain that permission to begin service to Iraq will be hard to come by because the security of the Iraqi airports still cannot be guaranteed.
Fly Airlines General Manager Safi Ergin remarked that flights to Iraq at present would not make economic sense because of the high insurance premium the airline would be forced to pay due to the instability in Iraq.
"Insurance companies want extra premiums for Iraq flights. When the country becomes stable this premium will decrease. At any rate, we want to arrange flights to Baghdad and particularly Erbil, where there is a large Turkish population," said Ergin.
As for Turkish Airlines (Thy), the company has not yet made a request to begin flights to Iraq. By the same token, Iraqi Airlines has not yet made a request to begin service to Turkey. (Mustafa Gun/Zaman)
24.06.2004

ULKER FOOD. CORPORATION: IL RICONOSCIMENTO EUROPEO
La società turca leader nel settore dei biscotti, cioccolate e dolci. E' stata nominata "Compagnia dolce dell'anno".
Europe recognized the quality of Ulker Food Corp., Turkey's leader in the production of cookies, chocolates, and candy, by naming the Turkish firm as 'Candy Company of the Year'.
The European Candy Kettle Club, established in 1973 by firms providing raw materials, machines and facilities for the European candy industry, presented the award to Ulker.
The award is a great source of prestige for the companies that have received it over the past 30 years. The criteria for determining which company will be granted the award are: Making important progress in product quality, making significant contributions in production research and development, recording success in sales and marketing, and engaging in international cooperation.
European Candy Kettle Club Vice President Diedre Wakefield said Ulker definitely deserved this award. "During our visits to Ulker's facilities, we inspected their products and the production processes. All of them either met or exceeded international standards."
Ulker joins an elite group of candy companies who have also won the award. Most notable among them are Haribo, Trebor, Nestle and Poulain. (Ibrahim Turkmen/Zaman)
24.09.2004

CONGRESSO DI LARINGOLOGIA ITALO-TURCO
La terza edizione si svolgerà a Chieti nei giorni 15 e 16 ottobre prossimo. Vi prenderanno parte una quarantina di specialisti turchi tra i quali il prof. Riza Keser fondatore assieme al prof. Carlo Calearo di Ferrara della società di laringologia. A presentare i lavori sarà il prof. Adelchi Croce primario del reparto presso la facoltà di Medicina e Chirurgia della città abruzzese.
congressoCongressoAppuntamento tra un mese a Chieti. L'evento è importante, e non tanto e non solo perché nei giorni 15 e 16 ottobre si apriranno i lavori del 3° Congresso italo-turco di Laringologia, quanto soprattutto perché da questo incontro usciranno certamente fuori molte speranze per lenire le sofferenze di numerosissimi malati.
Il programma è nutrito. Basta scorrerlo velocemente per rendersi conto dell'ampio spazio riservato alle problematiche inerenti il trattamento delle patologie tumorali senza tralasciare altri argomenti di grande attualità ed interessi quali la malattia da reflusso-esofageo, la patologia laringea benigna, gli esiti traumatici, gli aspetti diagnostici e riabilitativi delle laringopatie neoplastiche e non.
Questo l'elenco dei partecipanti:

Mehemet Ada - Istanbul
Metin Akiner - Ankara
Umut Akyol - Ankara
Tevfik Akturk - Ankara
M. Ali Sehitoglu - Istanbul
Antonino Antonelli - Brescia
Usmet Aslan - Istanbul
Gianpiero Ausili Cefaro - Chieti/Pescara
Esen Beder - Ankara
Giulio Bicciolo - Roma
Necdet Biliciler - Istanbul
Mario Bussi - Milano
Angelo Camaioni - Roma
Salvatore Conticello - Torino
 Adelchi Croce Chieti/Pescara
Enrico de Campora - Roma
Marco de Vincentiis - Roma
Irfan Devranoglu - Istanbul
Jacopo Galli - Roma
Viewri galli - Roma
andrea Galo - Roma
Bulent Gursel - Ankara
Gunter Hafiz - Istanbul
Stefano Iacobelli - Chieti/Pescara
Erdogan Inal - Ankara
Selcuk Inanli - Istanbul

Safa Kanya - Ankara
Asim Kaytaz - Istanbul
Riza Keser - Ankara
Ahmet Koybasioglu - Ankara
Vito Mallardi - Ancona
Rosario Marchese/Ragona - Padova
Antonio Moretti - Chieti/Pescara
Ferhan Oz - Istanbul
Ozmen Ozturk - Istanbul
Antonio Pastore - Ferrara Francesco Pia - Novara
Oreste Pignataro - Milano
Salvatore Ponticello - Torino
Marco Radici - Roma
Giuseppe Rizotto - Vittorio Veneto
Giovanni Ruoppolo - Roma
Mario Sanna - Chieti/Pescara
Alberto Sartoris - Torino
Giuseppe Spriano - Roma
Alberto Staffieri - Padova
Armando Tartaro - Chieti/Pescara
Muratr toprak - Istanbul
Ergin Turan - Ankara
Alper Tutkun - Istanbul
Giuseppe Villari - Benevento

L'iscrizione al Congresso è gratuita e potrà essere effettuata telefonando alla Segreteria organizzativa ( <Non Solo Meeting> via C. Battisti 31 65122 Pescara - tel: 085-295166  fax: 085-295162  e-mail: n.nonsolomeeting@tin.it). Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento del numero dei posti disponibili comunicati al ministero della Salute.
L'inaugurazione avverrà presso l'Auditorium del rettorato dell'Università <G.d'Annunzio" di Chieti (via dei Vestini, Località Colle dell'Ara - Chieti Scalo)
24.09.2004

ARTISTI TURCO-GRECI
Si aprirà il 17 ottobre nel museo Aya Irini di Istanbul il Meeting-Point "Modern Art".
Artisti_greci_e_turchi_insiemeAn exhibition of Turk and Greek Modern artists called "Greece-Turkey Meeting Point: Modern Art", will open on October 17th at the Istanbul Aya Irini Museum.
The Turkey-German Culture Forum and Bayer Medicine organized the event which premiered in Leverkusen, Germany, last April.
The feature artist, Theodoulos from south Greece, was prohibited from attending his last Turk exhibition in 1992 at the Mimar Sinan University for lack of visa. His wife attended in his place.
Michalis Arfaras, Angelos Papadimitriou, Lida Papaconstantinou, Jannis Psychopedis, Rania Rangou, Costas Tsoclis and Andreas Voussouras will display work along side Theodoulos.
Representing Turkey is Admnan Coke, Ender Guzey, Gulsun Karamustafa, Serhat Kiraz, Husametin Kocan, Murat Morova, Nazif Topcuoglu and Aysen Urfalioglu. (Zaman)
24.09.2004

IL PENSIERO DI AYTMATOV
Il famoso scrittore esorta il mondo turco ad impegnarsi di più nel cinema, teatro, musica e letteratura.
Famous Kirghiz writer Cengiz Aytmatov expressed that the Turkish world should join their efforts to produce common cinema, theatre, music and literature.
Aytmatov hopes such a project would go a longs ways toward his ultimate goal of developing a "common Turkish language".
"My biggest goal is to form a common Turkish language. New words should be produced to abolish differences among the languages. Common words and a Turkish Language Encyclopedia should be made," Aytamov told journalists during the Izmir Chamber of Commerce (Izto) delegation's trip to Kyrgyzstan.
The Kirghiz author is known for his books such as "White Ship", "Earth Mother", "Cemile", "Goodbye Gulsari", and "Gun olur Asra Bedel". (Ali Riza Karasu/Zaman)
24.09.2004

FILM SU GILGAMESH
Hollywood ci stava facendo un pensiero da tempo. Ora è giutno il momento. Si girerà in Turchia e avrà tra gli attori Peter O'Toole ed Omar Sharif.
GilgameshDirector Roger Christian and producer Beni Atoori announced that they will shoot the film adaptation of the ancient Sumerian epic 'Gilgamesh' in Turkey.
The film will star Kenan Mirzaoglu, Peter O`Toole, and Omar Sharif. Shooting is expected to take ten weeks and be wrapped up by next June. Premiers are planned for both Istanbul and Los Angeles. (Elif Tunca/Zaman)
24.09.2004

 
MANIFESTAZIONI
Continua con grande successo, per concludersi lunedì prossimo, il concerto Yeni Turku al "Yedikule Hisarlari Museum" di Istanbul.
The_Yeni_Turku_Concerts The Yeni Turku Concerts at the Yedikule Hisarlari Museum and Culture Art Center that began on September 17th will continue through Friday, October 1st. The concert has been advertised with the slogan 'Happy like Istanbul, Colorful like Istanbul, Yedikule re-writes history.'
Leman Sam performs today followed by performances by Emre Altug-Melih Kibar on September 21st, Bulent Ortacgil and Zuhal Olcay on September 22nd, Kazim Koyuncu on September 23rd, Teoman on September 24th, Muazzez Ersoy on September 25th, Haluk Levent on September 27th, Feridun Duzagac on September 28th. The concerts will end with performances by Mor and Otesi-Athena on October 1st.
Yedikule Hosarlari Culture and Art Center has the capacity to accommodate 30,000 viewers.
For more information: 0212-584-40-12. (Culture & Society/Zaman)
24.09.2004

ARCHEOLOGIA
Celebrato il 15°anniversario dall'inizio dei lavori a Torbal, sito di estremo interesse vicino ad Izmir.
The 15th anniversary of the start of archeological work on an ancient city from the Hellenistic era in Torbali, Izmir was celebrated last night.
Since 1989, a theatre, a council building, a pedestrian path, a hamam complex, a Byzantine tower and church, and a building with a pool have been found at the site under the supervision of the Culture and Tourism Ministry and Dokuz Eylul University.
Prof. Dr. Recep Meric of Dokuz Eylul University said that their work at the site is able to continue because of the US$100,000 in support from the Philip Morris-Sabanci Partnership since 1992 and over TL 50 billion in funding from the Culture Ministry. (Ramazan Poyraz/Zaman)
24.09.2004

GATTO D'ANGORA
Interessante quanto documentato articolo di GianFranco Cortelli su una tipo di razza, dalle origini lontanissime, che è vera e propria perfezione felina. Quello che scrisse in divino Augusto in una corrispondenza da Ancyra, l'attuale Ankara.
Gatto_d'angoraTutto ha inizio con il ricordo di un grande appartamento di Màltepe, il quartiere bene di Ankara, proprio a ridosso della collina dove riposa per sempre Ataturk, nel suo maestoso mausoleo. In questa casa vive e la fa da padrone uno splendido gattone bianco con il pelo lungo di nome Göl, il lago, con gli occhi di un intenso azzurro-verde, proprio come lo sono soltanto i laghi degli altopiani anatolici. Delicatamente passa in cima ai mobili, in mezzo ai ninnoli preziosi, o vicino al fuoco del grande braciere che troneggia in mezzo alla sala, senza rovesciare o rompere alcunché. Alla sera, quando si gioca a scarabeo o a backgammon, lui si accoccola sul tavolo, commenta le mosse e sembra dare saggi consigli con tutta una melodia di miagolii diversi. E' un  prezioso e raro gatto d'Angora, tanté che Linneo e Buffon, i due grandi naturalisti dell'inizio del '700, lo classificarono come razza a se stante, attribuendogli un nome scientifico proprio: "Felis Catus angoriensis".
Ma la storia di questa razza ha origini lontanissime, se si pensa che già Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, scriveva in una sua corrispondenza da Ancyra, la moderna Ankara, capitale di Turchia: "...la mia gatta bianca dal pelo lungo e dagli occhi d'oro...com'è delicata e raffinata la sua bellezza, com'è nobile ed indipendente il suo spirito...". Nessun gatto, dai tempi degli Egizi, è considerato altrettanto sacro, infatti si racconta che Maometto possedesse un gatto di questa razza di nome Muezza. Un giorno il micio dormiva beatamente adagiato sul mantello del Profeta, quando giunse l'ora della preghiera. Maometto, imbarazzato, non sapeva come fare per non disturbare il sonno del suo gatto, così decise di tagliare una falda del suo mantello; poi si alzò ed uscì in silenzio per recarsi al rito della sera. Quando ritornò, il micione era sveglio e gli andò incontro sommergendolo di effusioni e miagolii di ringraziamento. Il Profeta ne fu tanto colpito che pregò Dio di concedere a tutti i gatti dei doni particolari, così da allora essi ricadono sempre sulle quattro zampe senza farsi male, ma non solo, possono anche saltellare a loro piacimento nelle moschee, in quanto sono considerati animali puri ed hanno inoltre un loro posto in paradiso.
In Turchia sono considerati anche portatori di fortuna, in quanto allontanano gli spiriti del male e assicurano protezione. Le leggende dicono per di più  che se si bisbiglia un desiderio all'orecchio  di  un  gatto  d'angora,  ecco  che  il  desiderio  si  avvera.   Sempre  nelle  steppe anatoliche e persiane questa specie preziosa è considerata un "dono di Allah", in quanto le macchioline colorate che spesso i cuccioli hanno sul candido manto nel primo anno di vita e che poi svaniranno, vengono chiamate "le impronte di Allah", come segno di predilezione di Dio nei confronti di questa specie. Infine, ancora in Turchia, una superstizione vuole che Ataturk, il fondatore della Repubblica turca, un giorno si reincarnerà nel corpo di un gattone d'angora bianco, ad occhi impari e sordo, che è il segno più distintivo della sua purezza.
Ma la storia del nostro gatto in Europa inizia con il romano Pietro della Valle ai primi del '600, quando nei suoi viaggi in Levante, ad Ardabil in Persia, si imbatte in questi stupendi esemplari a pelo lungo, sconosciuti nel nostro continente. Cosicchè decise di portarne sette coppie in Italia e creare un allevamento, che però ebbe più successo in Francia grazie all'opera di Nicolas Fabri signore di Peiresc. Questa figura di grande erudito fu collezionista di monete, di minerali, libri, manoscritti e si occupò anche di astronomia, seguendo persino alcune lezioni di Galileo. Dopo l'incontro con il della Valle, ritornò in Francia con due coppie di gatti d'angora ed alcuni gattini. Così un po' alla volta la razza crebbe e piacque sempre di più, a tal punto che divenne una moda possedere un gatto di questa specie. I Sultani li regalavano ai diplomatici, ai regnanti e agli uomini importanti ed uno dei primi ad averne fu il cardinale Richelieu, che ne possedeva due esemplari di nome Perruque e Lacan, perché nati nella parrucca del marchese Lacan. La tradizione vuole che un altro angora che egli teneva al Louvre in un elegante gattile, posasse la zampina in un preciso punto della carta geografica, su cui si stava studiando il luogo più opportuno per la battaglia decisiva contro gli Ugonotti. Per il cardinale la decisione era presa: la gatta Aurora aveva detto l'ultima parola e la battaglia fu vinta. Richelieu stesso portava sempre con sé i suoi splendidi esemplari ed il suo medico di fiducia era addetto anche alla loro cura.Il 1700 fu il periodo di grande splendore dell'angora turco. Così, vezzeggiato, coccolato, oggetto di ritratti, sculture e scritti raggiunse la corte di Luigi XV, che chiamò  il suo maschio d'angora bianco con gli occhi azzurri, Brillant, stimandolo, per la luce dei suoi occhi, come uno dei suoi gioielli più preziosi, e facendolo persino ritrarre dai pittori di corte, quali Francois Boucher e Jean Jacques Bachelier. Nello stesso periodo, attorno al 1730, Francois Augustin Paradis de Moncrif, nobile di palazzo, scrisse una novella con protagonista Patripatan, un angora bianco; mentre la marchesa du Deffand fondava un salotto frequentato da filosofi, pensatori illuministi e da alcuni esemplari d'angora, che, comodamente distesi, "ascoltavano" le dotte conversazioni. Alle riunioni partecipava anche Horace Walpole , cui la Deffand aveva regalato Selima, che egli paragonava addirittura ad una ninfa. E tutto ciò avveniva nonostante si vivesse un periodo drammatico, in cui i gatti venivano bruciati assieme alle streghe, perché considerati loro malefici aiutanti. In Francia il secolo dei lumi termina tragicamente (o gloriosamente a seconda dei punti di vista) con la Rivoluzione francese ed il trionfo di Madame Guillotin. Una leggenda narra che Maria Antonietta, l'infelice moglie di Luigi XVI, possedesse dei magnifici gatti d'angora, a cui era molto affezionata. Vista la situazione critica, decise di affidarli al generale La Fayette, che stava per imbarcarsi per l'America, pensando ancora di poterli raggiungere quanto prima. Le cose non andarono secondo i suoi desideri, ma i gatti turchi si salvarono e sbarcarono nel Nuovo Mondo, dove però si inselvatichirono, ibridandosi con i gatti locali e formando quel bellissimo e massiccio micione, chiamato oggi Maine Coon.
Se il '700 segnò l'ingresso trionfale del gatto d'angora nelle corti e nei salotti europei, l'800 non fu da meno: la moda continuava e così grandi scrittori possedettero i mici turchi e ne scrissero lodi e romanzi di esaltazione. E' il caso di Honorè de Balzac, che dedicò uno scritto a Beauty, il suo angora. Oppure Theophile Gautier, che possedeva svariati angora neri e bianchi, ai quali dedicò il "Serraglio Privato" e si fece ritrarre con la prediletta Seraphita, in una caricatura  di Nadar.  Anche Mallarmè  aveva  una  gatta d'angora  battezzata Neve,  e  Anatole France, premio Nobel per la letteratura, possedeva un maschio d'angora del quale diceva: "...è il principe sonnolento della città dei libri". E ancora Champfleury, pseudonimo di Jules Husson, gattofilo convinto, pubblicò "Les Chats", illustrato da nomi come Manet, Ribot e Delacroix, nel quale parla dell'amore che altri grandi avevano per i gatti, quali Balzac, Hugo e Baudelaire. Poi il pittore Cristane Combat detto "il selvaggio", in una sua personale di 40 quadri oggi al museo d'Orsay,  si ritrae al centro con accanto una modella-musa e ai piedi il suo gatto d'angora Etoile, che gioca. Il secolo si chiude in Francia con Pierre Lotì, il grande innamorato della Turchia, che considerava la sua seconda patria. Di gatti d'angora ne ebbe tantissimi, dei quali ci sono rimasti i nomi: Balland, Kadir-bey (signor gatto), Bello oppure, se si trattava di femmine Muomoutte (parrucchetta), Bacino, Stellina...Scrisse anche "Vita di due gatte", biografia di due di loro. La sua passione era tale che nel 1905, per poter partecipare alla prima Esposizione Felina a Bordeaux, rinunciò ad un incontro con il re di Spagna. Si racconta anche che nel 1903 una dama chiamata Bellekiss (che nel Corano è il nome attribuito alla regina di Saba), in segno di amicizia gli regalò una femmina angora bianca dagli occhi impari, ambra ed azzurro, che egli battezzò ad Istanbul sulla sua nave Vautour, con lo stesso nome della bella dama. Purtroppo pochi mesi dopo, l'amata gatta scomparve nel Bosforo e da allora Lotì, in segno di lutto, non volle più angora bianchi; così il suo ultimo gatto fu il nero Pamuk (anche se pamuk significa in turco: cotone...che è bianco). (GianFranco Cortelli)
24.09.2004

LA CARRIERA
Ibrahim Kutlay, l'asso fenomeno del basket turco e capitano della Nazionale, è volato negli Usa per firmare con i "Supersonics" di Seattle.
Ibrahim_Kutluary Ibrahim Kutluay, the captain of the Turkish National A Basketball team, has flown to the United States to sign an agreement with the Seattle Supersonics and join in on their pre-season training camp.
Kutluay will be the third Turkish basketball player to wear an NBA uniform in the US following the path of Hidayet Turkoglu and Mehmet Okur. Kutluay will sign the official contract after the prerequisite health exam. (Sport News Services/Zaman)
24.09.2004

FORZA ROMA
Aperto nell'ex capitale dell'Impero ottomano il <Roma Club Istanbul-Dario Pierangeli> che prende il nome dall'indimenticabile segretario della Federazione ciclistica italiana. Conta già 40 soci tra italiani e turchi.
Roma_club_Istanbul  E così i giallorossi sono sbarcati anche in Turchia. Mica cosa da poco! Pensate, un Roma-club nella terra degli ex sultani e più precisamente nella città che per secoli fu la capitale dell'impero ottomano, Costantinopoli. Vi chiederete, a questo proposito, cosa significa sbarcare e cosa c'entrano i giallorossi. Magari penserete subito ad una partita tra la squadra del Totti ed il Galatasaray, o il Besiktas per la Champions League. Niente di tutto questo, o meglio questo sarà il corollario: quello solito di ogni anno per le Coppe. La notizia ha ben altra sostanza, è - per usare un termine giornalistico - più appetitosa. La riprendiamo, pari pari, dal <Corriere dello Sport>, edizione di qualche giorno fa: "Anche in Turchia si fa strada il tifo per la Roma. E' stato fondato infatti il <Roma Club Istanbul-Dario Pierangeli>. Il club - che prende il nome dal segretario della federazione ciclistica italiana, successivamente segretario generale della Roma fino al 1967, anno della sua scomparsa - conta per adesso circa 40 soci, sia italiani che turchi, è associato all'Utr e, a partire dal prossimo campionato, esporrà il proprio striscione all'Olimpico. Tra le iniziative in cantiere del nuovo club giallorosso ci sono l'organizzazione e la sponsorizzazione di un campionato di calcetto; le trasferte al seguito della Roma per le partite di Champions League; lo sviluppo di un proprio sito internet".
Fin qui il quotidiano romano. A noi di <Turchia Oggi> non resta che fare tanti auguri a questo nuovo sodalizio che sicuramente farà parlare di sé. E allora via con il grido: "Forza, Roma".
NB: noi non siamo tifosi né della Roma, né della Lazio né di altre squadre. Per noi un Club Roma ad Istanbul equivale ad un club italiano. E ne siamo legittimamente orgogliosi.
Dal dott. Fabio Lucheroni, general manager della Banca di Roma per la Turchia, abbiano ricevuto un comunicato che volentieri pubblichiamo:
II 22 luglio u.s. si é svolta la prima cena sociale del <Roma Club Istanbul - Dario Pierangeli>. Il Club, fondato il 21 aprile di quest'anno (non a caso, ricorrenza del Natale di Roma) conta già più di 40 soci, sia italiani che turchi, tifosi e/o simpatizzanti della Magica. Al loro ingresso i soci e simpatizzanti sono immediatamente stati investiti da una genuina atmosfera giallorossa: lo striscione del Club, magliette, adesivi e rose - turche, ma del colore della Magica - offerte a tutte le signore.
Alla cena sociale, nonostante il periodo feriale, hanno partecipato oltre 30 persone, di diverse nazionalità. Il Roma Club Istanbul é già stato associato all'Unione Tifosi Romanisti e, a partire dal prossimo campionato, esporrà il proprio striscione allo Stadio Olimpico in tutte le gare casalinghe della A. S. Roma.
Tra le prossime iniziative del Club l'organizzazione e la sponsorizzazione di un campionato di calcetto; l'organizzazione di trasferte - non solo in Italia, ma anche all'estero (magari in Turchia?) in occasione degli incontri della Magica in Champions League; l'implementazione del sito internet; l'organizzazione di cene con ospiti di rilievo in ambito sportivo, e altro ancora. Lo spirito che ha animato la fondazione del Club é il medesimo che ne sosterrà le iniziative future, ovvero una sorta di ritorno alle origini del vero calcio e della autentica tifoseria della squadra. IL calcio dei grandi momenti di genuinità e spontaneità della squadra legati a figure mitiche quali Brunetto Conti o Agostino Di Bartolomei. Ed é con questo spirito che lo striscione farà la sua apparizione alla prima di campionato.
Per iscriversi al <Roma Club Istanbul>, per ricevere maggiori informazioni, per acquistare i gadgets del Club (magliette, sciarpe, adesivi) o per sostenere l'attività del Club si può scrivere all'indirizzo E-mail romaclubistanbul@hotmail.com oppure telefonare al numero 0536 844-4604 (Fabio Lucheroni).

24.09.2004

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