Arretrati 

Anno 5° N.27

NON PRIMA DEL 2015
E' quanto ritiene il Commissario UE all'Allargamento, Guenter Verheugen, riguardo all'ingresso di Ankara in Europa. Per Bruxelles i rischi di un "no" all'apertura immediata dei negoziati di adesione.
VERHEUGENIl Commissario europeo all'allargamento, Guenter Verheugen si dichiara favorevole all'apertura delle trattative per l'adesione della Turchia, ma spiega che l'ingresso di Ankara nell'UE non potrà avvenire prima del 2015. In un'intervista che apre la prima pagina del quotidiano <Sueddeutsche Zeitung>, Verheugen precisa che la Turchia al momento non è ancora matura per entrare nell'Unione europea, "comunque non è matura nel senso che possa entrare domani. Le trattative per l'ingresso saranno molto lunghe, ma gli enormi progressi compiuti negli ultimi due anni dimostrano che il Paese è capace di raggiungere standard europei".
Verheugen si sofferma anche sui rischi di un possibile rifiuto europeo di apertura delle trattative. "Posporre la decisione di iniziarle - ammonisce - sarebbe fatale, con la conseguenza che la delusione in Turchia sarebbe catastrofica.
Non c'è nulla che giustifichi un no assoluto". Alla domanda se egli sia convinto che la Turchia possa entrare a far parte dell'UE prima del 2015, il Commissario europeo risponde che "a ciò non crediamo né io, né la Turchia".
I maggiori ostacoli all'avvio di trattative arrivano dal commissario all'agricoltura, l'austriaco Franz Fischler, che in una lettera inviata a tutti i suoi suoi colleghi teme che l'ingresso del "paese asiatico" possa costituire "una barriera mentale" contro l'approfondimento dell'integrazione europea. Su posizioni analoghe il Commissario olandese Frits Bolkestein, il quale nei giorni scorsi ha messo in guardia contro "l'islamizzazione dell'Europa". La <SZ> avrebbe appreso che all'interno della Commissione europea sarebbero sei i commissari "scettici sulla Turchia". Consiglieri dell'attuale presidenza olandese di turno avrebbero suggerito di iniziare tra due anni l'apertura delle trattative per l'ingresso della Turchia, proposta respinta da Verheugen. (take Agi)
16.09.2004

"CONSEGUENZE COMUNQUE"
Il riferimento - fatto dal presidente della Commissione europea Romano Prodi circa l'adesione della Turchia all'Europa' - è in particolare ai rapporti con il mondo islamico.
Romano_Prodi"La decisione che l'Unione Europea prenderà sulla Turchia non è evidentemente senza conseguenze per i rapporti con il mondo islamico''. Lo ha sottolineato il presidente uscente della Commissione europea Romano Prodi. La Commissione renderà disponibile il suo rapporto sulla valutazione dei parametri su cui, il vertice europeo di dicembre, dovrà prendere una posizione circa l'apertura formale di trattative per l'ingresso della Turchia nella UE il prossimo 6 ottobre. Conseguenze che potrebbero anche essere importanti per l'Unione ''nel rapporto con i Paesi Arabi, per il ruolo della Turchia - ha proseguito Prodi - anche se intellettuali e non solo loro hanno già cominciato ad avanzare critiche'' contro l'ingresso di Ankara. All'indomani delle opinioni espresse da tre Commissari europei, l'austriaco Franz Fischler, l'olandese Frits Bolkestein, contrari, e il tedesco Gunther Verheugen, responsabile dell'allargamento che è apparso possibilista, il Presidente della Commissione europea , precisando di non voler anticipare il parere della Commissione, ha però ribadito che ''si tratterà di una scelta importante''.  (take Asca)
16.09.2004

UN VELATO AVVERTIMENTO
Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha fatto palesare "ripercussioni negative" anche nel mondo intero qualora Bruxelles facesse brutti scherzi alla Turchia.
Abdullah_GulIl Governo di Ankara sembra avere scelto la linea delle velate minacce, mascherate da fosche ''previsioni'', per ottenere da Bruxelles a fine anno, la sospirata data di inizio del negoziato di adesione della Turchia all'Unione Europea.
''Se la decisione politica (di dicembre) non sarà obiettiva e leale, vi saranno ripercussioni negative in Turchia, nell'UE e nel mondo intero perché l'adesione della Turchia (all'UE) è molto importante'' - ha detto il vice-premier e ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, riferendosi implicitamente alle varie voci contrarie all'adesione della Turchia all'UE che cominciano a farsi sentire nella Commissione di Bruxelles, la quale il 6 ottobre dovrà esprimere, con un rapporto scritto sui ''progressi'' di Ankara, precise raccomandazioni al Consiglio europeo di dicembre se dare o meno via libera alla Turchia.
La filosofia di Ankara, ribadita da Gul, è la seguente: ''Negli ultimi anni, ed in particolare negli ultimi due (con i Governi del partito filo-islamico di Gul ed Erdogan, ndr) la Turchia ha realizzato un vasto pacchetto di riforme'' e quindi ora Ankara ha una specie di ''diritto'' a vedere onorate le promesse dell'UE che assicuravano piena membership alla Turchia in caso avesse realizzato quelle riforme (dette criteri di Copenaghen).
Gul non ha specificato quali ''ripercussioni negative'' si avrebbero nel mondo intero se il governo di Ankara non giudicherà ''obiettiva e leale'' la decisione politica dei 25 Capi di Stato e di Governo, i quali il 17 dicembre prenderanno la decisione politica finale se e quando dare avvio al negoziato con la Turchia. Il vice-premier ha solo assicurato che il processo di riforme in Turchia ''non si arresterebbe'' dato che ''le riforme turche non sono concessioni all'Europa, ma diritti del popolo turco''. Sulla stessa linea delle dichiarazioni di Gul si erano poste, anche nei toni, quelle del premier turco Recep Tayyip Erdogan: ''Se l'UE non prende la decisione che vogliamo, alla Turchia non sarà difficile prendere un'altra rotta'' disse Erdogan il 4 maggio scorso aggiungendo qualche giorno dopo che ''la piena membership della Turchia nell'UE è un elemento essenziale per prevenire la guerra di civiltà e per favorire invece l'incontro tra le civiltà in Europa''. ''La membership della Turchia nell'UE sarebbe un importante messaggio inviato ad un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo''- ribadì poi successivamente lo stesso Erdogan aggiungendo che ''essa incoraggerebbe il compromesso tra le religioni e le civiltà'''.
''Non voglio nemmeno pensare a cosa succederebbe se l'Europa respingesse questa opportunità'' - ha ribadito poi in luglio creando anche non poche perplessità tra analisti e diplomatici occidentali. Questi ultimi, nelle parole di Erdogan hanno visto, oltre ad un sapore minaccioso, anche l'affermazione di un'idea di Europa non più laica e liberale e non più semplicemente geopolitica e geoeconomica, ma, bensì, biconfessionale (cristiano-islamica) e influenzata dalle diversità culturali e religiose (negate, invece, per principio dallo stato liberaldemocratico, insieme a quelle sessuali e razziali) come se Erdogan abbia intenzione di fare della Turchia in Europa un rappresentante legale dell'islam globale e di fare dell'Europa una sorta di sede istituzionale del ''dialogo tra le civiltà''. Le dichiarazioni di Gul vogliono essere anche una risposta al Commissario europeo all'agricoltura,l'austriaco Franz Fischler, che ha sollevato forti dubbi sulla solidità della democrazia e della laicità a lungo termine della Turchia, ha espresso preoccupazioni per ''una possibile fiammata di fondamentalismo'' anche in Turchia ed ha ricordato che l'adesione di Ankara costerebbe all'UE ben 11.3 miliardi di euro l'anno solo di sussidi agricoli. Fischler si è quindi detto favorevole, in luogo di una piena membership della Turchia,all'ipotesi di ''un partenariato speciale'', già proposta dai cristiano democratici tedeschi, ma già respinta con sdegno da Erdogan.
Pochi giorni fa anche il Commissario UE al mercato interno, l'olandese Frits Bolkestein ha espresso timori di una ''islamizzazione'' dell'Unione europea, sostenendo che l'ingresso della Turchia potrebbe ''far implodere l'Europa''. Anche nell'opinione pubblica europea le cose non sembrano andare benissimo per Ankara. Un recente sondaggio del Fondo Marshall ha mostrato che la maggioranza degli europei sono contrari all'adesione della Turchia all'UE. I meno contrari di tutti sono gli italiani (favorevoli al 45%), i più contrari sono i francesi (i favorevoli sono solo il 16%), mentre i tedeschi favorevoli non superano il 26% e gli inglesi favorevoli il 33%.
Il Governo di Ankara si trova costretto ad alzare i toni perché sa che la sua strada verso l'entrata a pieno titolo nell'UE, nonostante le tante dichiarazioni favorevoli di molti leader europei, è ancora alquanto in salita.
(Lucio Leante/Ansa)
16.09.2004

GLI SFORZI DI ERGOGAN
Il Primo Ministro turco il 23 settembre prossimo incontrerà i vertici del Parlamento europeo per convincere gli scettici sull'opportunità dell'ingresso di Ankara nell'UE.

Recep_Tayyip_Erdogan Il Primo Ministro turco Tayyip Erdogan incontrerà i vertici del Parlamento europeo il 23 settembre per discutere del tentativo del suo Paese di fare ingresso nell'Unione europea. Lo ha detto un portavoce del Parlamento.
L'incontro, molto insolito, due settimane prima che la Commissione europea emetta il suo verdetto il 6 ottobre per sancire se la Turchia rispetti i criteri UE su democrazia, diritti umani e delle minoranze e stato di diritto per dare avvio ai colloqui per l'ingresso, darà ad Erdogan un'opportunità per cercare di convincere gli scettici nell'assemblea parlamentare.
Il Primo Ministro turco incontrerà la conferenza dei capigruppo del Parlamento ma non l'intera assemblea, un privilegio che il portavoce José Manuel Liberato dice essere riservato ai Capi di Stato.
I vertici UE dovranno decidere a dicembre sulla base delle raccomandazioni della Commissione se far partire i colloqui per l'ingresso. (Reuters)
16.09.2004

LA TURCHIA DIVIDE L'EUROPA
Il doppio attacco ad Ankara arriva - alla vigilia di una decisione più difficile e delicata che la Commissione Prodi sia mai stata chiamata a prendere in cinque anni - dagli autorevoli Frits Bolkestein e Franz Fischler, l'uno olandese l'altro austriaco.
La Turchia, prediceva giorni fa Giuliano Amato, costituirà per i prossimi anni il dramma esistenziale degli europei, "costretti a guardarsi nello specchio del Bosforo per capire chi sono e chi non sono". Ebbene, lo psicodramma turco è già cominciato. In piena offensiva del nazionalismo islamico, mentre dall'Iraq, al Caucaso all'Indonesia il terrorismo musulmano cerca di esasperare fino alle estreme conseguenze lo "scontro di civiltà" preconizzato da Samuel Huntington, due autorevoli commissari europei, l'olandese Frits Bolkestein e l'austriaco Franz Fischler, criticano pubblicamente l'ipotesi di un'adesione turca all'UE citando il rischio di una islamizzazione dell'Europa e di una implosione dell'Unione.
Il doppio attacco arriva dalla vigilia di una decisione più difficile e delicata che la Commissione Prodi sia mai stata chiamata a prendere nei cinque anni e mezzo della sua esistenza. Il 6 ottobre l'esecutivo di Bruxelles dovrà dire se la Turchia soddisfa i criteri politici di democraticità fissati dai governi europei e se si può pertanto dare il via ai negoziati di adesione. Sulla base di questa raccomandazione, i capi di governo a dicembre dovranno prendere una decisione definitiva in merito.
Il fatto che sia Bolkstein sia Fischler siano commissari uscenti, non riconfermati dai rispettivi governi, la dice lunga sulla drammaticità della scelta. Perché il responso del 6 ottobre è in larga misura scontato: sì all'apertura dei negoziati di adesione a condizione che la Turchia continui, durante i lunghi anni di trattative, a mantenere e anzi migliorare i propri standard di democrazia. E su questa linea si attesterà probabilmente anche il Consiglio europeo di dicembre. La pressione politica in questa direzione è enorme e allinea, oltre ovviamente alla Turchia, gli Stati Uniti, la Nato, la business community internazionale e gran parte della diplomazia occidentale. Solo un uomo politico in procinto di uscire dalla scena europea, come i due commissari e come, mesi fa, Valery Giscard d'Estaing, può permettersi di sfidare quello che ormai è diventato un assioma del pensiero comunitario politically correct affermando che la Turchia non fa parte né geograficamente, né storicamente, né culturalmente dell'Europa. E che dunque aprire le porte significa per gli europei rinnegare la propria natura e rinunciare al proprio processo identitario. Un concetto che lo storico Jacques Le Goff, meno legato alle ragioni della politica, ha ampiamente illustrato in una recente intervista a La Croix.
Ma sono voci, per ora, isolate. Una "Commissione indipendente" composta da influenti personalità europee, tra cui Emma Bonino, ha presentato un rapporto assolutamente favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione non solo in base a ragionamenti di opportunità economica e politica, ma anche di ortodossia etica. "Dobbiamo dimostrare di non essere una cittadella del pregiudizio, ma un'Unione aperta e democratica", spiega la Bonino. "L'Europa deve dare prova di apertura e corpo alle sue nascenti politiche d'integrazione", dice l'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari. E mentre l'olandese Van den Broek si spinge a dire che "nessuno può prevedere quali saranno i confini ultimi dell'Unione", il francese Michel Rocard sentenzia che "è morta l'idea di un'Europa carolingia, coesiva e federalista" e che l'Unione "deve limitarsi a dare buone regole in materia di diritti umani e di mercato". L'esito della discussione sulla Turchia sembra dunque in larga misura scontato. Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Spagna hanno da tempo anticipato un voto favorevole. Ma, come già accadde per alcuni governi europei in occasione della guerra in Iraq, anche in questo caso i leaders politici si accingono a prendere decisioni non condivise dalle rispettive opinioni pubbliche. Il sondaggio condotto dal German Marshall Fund e dalla Compagnia di San Paolo rivela che in media solo il 30 per cento degli europei è favorevole ad un ingresso della Turchia: si va dal 16 per cento dei francesi al 26 per cento dei tedeschi e al 45 per cento degli italiani. E il 40 per cento degli intervistati non sa esprimere un giudizio in materia. Un discorso non dissimile, secondo lo stesso sondaggio, vale per l'opinione pubblica turca che sembra riprodurre, ingigantiti, gli stessi equivoci culturali che hanno accompagnato l'ingresso dei paesi dell'Est. Quello con l'Europa è, per i turchi, un matrimonio di convenienza: il 73 per cento vuole entrare nell'Unione perché pensa di trarne un beneficio economico. Ma solo il 52 per cento dice di avere un'opinione favorevole all'Europa e quelli che auspicano che l'UE diventi una potenza politica internazionale sono addirittura uno sparuto 40 per cento, contro il 70 per cento degli europei.
Queste sono le (fragili) premesse in base alle quali l'Unione europea sta per celebrare il proprio "fidanzamento" con un Paese in cui il partito di maggioranza Akp, islamico moderato, vuole varare una legge che rende l'adulterio un crimine penale. Alle prossime elezioni europee l'Akp potrebbe mandare a Strasburgo una sessantina di eurodeputati in grado di influenzare pesantemente il processo legislativo. Forse gli appelli ad una più approfondita riflessione pre-matrimoniale non sono del tutto fuori luogo. (Andrea Bonannini/La Repubblica)
16.09.2004

DALLA COMMISSIONE UE NESSUN COMMENTO
Solo un portavoce ha fatto sapere che, sui negoziati con la Turchia, si potrà sapere qualche cosa al momento opportuno e cioè il 6 ottobre, data della presentazione della relazione.
La Commissione europea non ha
voluto fare alcun commento sulla lettera inviata agli altri membri dell'esecutivo UE dal Commissario europeo all' Agricoltura, Franz Fischler - rivelata dal <Financial Times> - che solleva dubbi di natura politica ed economica sull'eventualità di un ingresso della Turchia nell'Unione europea.
''Indipendentemente dall'opinione dei singoli commissari, che
naturalmente rispettiamo - ha osservato un portavoce dell'esecutivo UE - la discussione sull'apertura dei negoziati con la Turchia e sul fatto che essa rispetti o meno i criteri politici potrà essere fatta solo sulla base del rapporto della Commissione che non è ancora pronto e che, appena terminato, sarà sottoposto all'attenzione dei singoli membri del collegio''.
"Fino a quella data - ha sottolineato il portavoce - non desideriamo rilasciare alcun commento''. Il portavoce ha fatto un solo riferimento alla lettera pubblicata oggi dal <Financial Times>, osservando che ''si tratta di una lettere destinata alla
circolazione interna, che risale al mese di luglio''. (take Ansa).
16.09.2004

UN RAFFORZAMENTO DEI RAPPORTI CON I PAESI ISLAMICI
Per il Commissario alle relazioni esterne dell'UE, Chris Patten, sarebbero considerevoli e positivele conseguenze geopolitiche.
L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea rafforzerebbe i rapporti con i Paesi islamici e avrebbe ''conseguenze geopolitiche considerevoli'' per l'Europa. A dichiararlo è Chris Patten, Commissario europeo per gli Affari Esteri, parlando all'European Policy Center di Bruxelles. ''La Turchia è un grande paese islamico, che sta facendo tutto ciò che viene da noi richiesto'' sul terreno della democratizzazione, dello stato di diritto, della difesa dei diritti umani e civili e della capacità di ''tenere sotto controllo le Forze armate''. ''Dopo che la Turchia ha fatto tutto questo, possiamo dire siamo spiacenti ma non siete davvero degli europei?'', ha proseguito Patten, sostenendo come l'adesione di Ankara possa contribuire, tra l'altro, a risollevare il tasso di natalità europeo e i bassi livelli di crescita economica. 
Patten ha poi criticato le recenti dichiarazioni
di un altro commissario europeo, l'olandese Frits Bolkestein, che aveva parlato nei giorni scorsi del rischio di ''islamizzazione'' del vecchio continente, sottolineando come i suoi timori siano basati sul presupposto ''profondamente sbagliato'' che i valori democratici siano dominio esclusivo dei paesi europei.
Dubbi sugli sforzi fatti dalla Turchia sul terreno
delle riforme sociali e nell'ambito dell'identità religiosa sono stati anche espressi da Franz Fischler, commissario europeo per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca, in una lettera inviata agli altri componenti della commissione. Il prossimo 6 ottobre la Commissione Europea pubblicherà il rapporto nel quale esprimerà il proprio parere sull'avvio dei negoziati con la Turchia, che verrà
deciso a dicembre dai capi di Stato e di Governo dell'UE.(take Adnkronos)
16.09.2004

BUONA INFLUENZA SUI VICINI
Questo quanto evidenzia il Primo Ministro olandese e presidente di turco dell'Unione Europea, Jan Peter Balkenende, a proposito della Turchia.
La Turchia può esercitare ''una influenza positiva sugli altri paesi islamici della regione'' e il dibattito in seno all'Unione Europea sulla sua adesione deve essere improntato al fair-play'. Lo ha affermato Jan Peter Balkenende, Primo Ministro olandese e presidente di turno dell'Unione Europea, intervenendo, in una intervista al quotidiano <Handelsblad>, sul tema che sta animando la discussione anche fra i commissari europei. Nell'intervista il premier olandese ha sottolineato come l'Europa non abbia solamente le tradizioni greco, romane, giudaico-cristiane ,''ma anche influenze islamiche e arabe''.
"Sono chiaramente riconoscibili e ne fanno parte'', ha
affermato Balkenende. (take Ansa).
16.09.2004

BONINO: ANKARA CARTA VINCENTE CONTRO TERRORISMO
Intervista a <La Stampa> dell'europarlamentare radicale. "Solo l'alleanza con l'unico Paese musulmano davvero moderato può salvarci dai nichilisti di al Qaeda".
''La vittoria nella lotta al
terrorismo passa per Ankara''. Lo dice, in un'intervista a <La Stampa>, l'europarlamentare radicale Emma Bonino. ''Solo l'alleanza - spiega - con l'unico Paese musulmano davvero moderato può salvarci dai nichilisti di Al Qaeda. (...) Il Vecchio Continente ha un problema di identità: siamo davvero così insicuri della nostra cultura da rispolverare il vecchio spauracchio "mamma li turchi"? In Turchia è diverso, non si sentono accettati e reagiscono male. (...) La Turchia è l'unico Paese islamico davvero moderato, che ha separato da tempo la religione dalla politica. Sono loro i nostri partner nella guerra contro il terrorismo. (...) La Turchia è esattamente come noi un bersaglio dei fondamentalisti, è ora di fare fronte comune, c'e'uno scontro in corso tra società aperta
e chiusa, inutile nascondersi''. (take Ansa)
16.09.2004

"I TURCHI NON SONO CAMBIATI"
"Anche 321 anni dopo l'assedio di Vienna del 1683 non sono diventati europei": questo quanto ha sostenuto l'austriaco Andreas Moelzer appartenente al partito nazional-liberale Fpoe.
"Anche 321 anni dopo l'assedio di Vienna del 1683 i turchi non sono diventati più europei'': lo ha dichiarato l'unico eurodeputato del Partito nazional-liberale austriaco Fpoe, Andreas Moelzer, ribadendo la sua posizione critica nei confronti di una possibile adesione della Turchia all'Unione europea.

Quando la comunità economica europea decenni fa aveva aperto alla Turchia la prospettiva di un'adesione, ha dichiarato  Moelzer, ''evidentemente nessuno aveva fatto i conti con la perseveranza degli Ottomani''. Moelzer, un pubblicista di destra per anni indicato come ideologo di Joerg Haider, ha espresso parere favorevole alle recenti affermazioni critiche sull'ingresso della Turchia nell'UE avanzate dal Commissario europeo uscente Franz Fischler (austriaco) e dal ministro delle Finanze austriaco, Karl-Heinz Grasser. Moelzer ha chiesto all'Fpoe, partner minore della coalizione di maggioranza di centrodestra al governo a Vienna, di premere sul cancelliere Wolfgang Schuessel affinché non accetti l'avvio di trattative di adesione con Ankara durante il vertice UE del prossimo dicembre. Ad agosto scorso, dopo settimane di dibattiti interni, il direttivo dell'Fpoe si era schierato contro ad un'adesione della Turchia all'UE, mettendosi tuttavia contro il leader storico del partito Haider favorevole dell'ingresso del Paese.
L'Austria finora non ha formulato una sua posizione ufficiale in tema di adesione della Turchia all'UE. La stampa popolare austriaca in questi giorni ritorna spesso sulla proposta di rendere illegale in Turchia il tradimento coniugale, come esempio della inadeguatezza della Turchia a entrare nella
UE.(take Ansa)
16.09.2004

COMBATTERE IL TERRORISMO INTERNO
Lo ha ribadito il ministro dell'Interno turco, Abdulkadir Aksu, secondo il quale dopo l'11 settembre è cambiato il concetto di lotta all'eversione. Grossi danni al Paese.
In_primo_piano_il_ministro_dell_Interno_Abdulkadir_Aksu Turkish Interior Minister Abdulkadir Aksu disclosed that the top priority for domestic security is reducing the threat of terrorism.
The September 11 attacks changed the concept of threat and the perceptions about it, Aksu said. Terrorism has caused great social and economic losses in Turkey and is the number one threat to domestic security.
The Interior Minister went on to say that it is the responsibility of his department to develop and implement domestic security policies at the national level. The success of the domestic policies depends upon the participation of the public, he added.
Aksu analyzed domestic security issues in a special edition of the Police Department's internal newsletter, Police Magazine. His article indicates that it is incorrect to apply the term 'Islamic terrorism' to organizations that claim to carry out attacks in the name of Islam. The minister suggests using the expression 'attacks motivated by religion' instead.
Aksu also stresses the importance of taking the social, political, economic, and cultural aspects of social dynamics into consideration when forming domestic security policies. In both the ordinary and extraordinary conditions of contemporary democracies, domestic security services are always the responsibility of a civil authority. (Sedat Gunec/Zaman)
16.09.2004

UN MUSULMANO NON PUO' ESSERE UN TERRORISTA
Allo stesso modo un terrorista non può essere un musulmano. L'affermazione dello storico turco Fethullah Gulen che ha espresso profondo rammarico per le giovani vite stroncate nella scuola di Beslan.
Fethullah_Gulen Fethullah Gulen expressed his sorrow about the loss of more than 350 lives in the school hostage crisis in Beslan, North Ossetia, and emphasized that the use of terror has no place in the struggle for liberation.
Gulen reminded that a Muslim cannot be a terrorist, nor could a terrorist be a Muslim. "Terrorist activities are the biggest blow to peace and welfare. Terrorist activities can never be approved, regardless of their reason or their target."
In a written statement Gulen indicates that the major terrorist activities of the past few years not only set back the prospects for peace in the locations where they took place, but in the world as a whole. "First of all terror is a threat against the most sacred and global of values, human life. In the same way that it murders human life, terror abolishes social trust. Terror is the most degenerative human activity in the world and no religion, no concept, and no consideration could be degenerated to such an extent to approve it."
Gulen emphasized that human life was very important in the eyes of God. The religion that God sent holds the protection of human life among its highest ideals, he explained.
Gulen offered his condolences to those who lost their relatives in the hostage crisis in North Ossetia, and also to the officials of Russian Federation and the entire Russian public. He said he hopes that the injured recover quickly. (Zaman)
16.09.2004

CAPO DI AL QAEDA FORSE UCCISO IN IRAK

L'immagine di un cadavere - che potrebbe essere quella di Habib Akdas, presunto leader della rete turca - trasmessa dall'emittente <Ntv>.
La televisione turca ha trasmesso  l'immagine di un cadavere di un combattente in
Irak, sostenendo che si tratta del corpo senza vita di Habib Akdas, presunto capo della rete di al Qaeda in Turchia e dunque responsabile della serie di attentati kamikaze nel paese, che hanno causato oltre 60 morti.
La <Ntv> ha mostrato un'immagine sfuocata del cadavere,
sostenendo che il corpo è stato ritrovato dopo bombardamenti portati a termini dagli americani nella regione di El-Anbar, ad ovest di Baghdad. 
La stessa fonte ha aggiunto che Akdas, dopo essere fuggito in
Siria immediatamente dopo gli attentati del novembre scorso ad Istanbul, avrebbe raggiunto il gruppo jihadista iracheno Tawhid wal Jihad (Unione e Guerra Santa), che e' legato alla rete di Al Qaeda.
Le autorità turche non hanno però confermato finora
l'identitàdel morto, in attesa del risultato di controlli sul Dna del cadavere. (take Ansa-Reuters-Afp)
16.09.2004

TAGLIATA LA GOLA AD UN CAMIONISTA
La vittima era un turco nativo di Taurus che trasportava macchinari alla base Usa di Tikrit.
''Il mio nome è Durmus Kumdereli. Sono di Tarsus (Turchia
meridionale). Sono un camionista. Ho trasportato parti di macchinari e materiale da costruzione dalla Turchia per una base americana vicino a Tikrit'', ha detto l'uomo prima di essere gettato a terra da tre uomini, uno dei quali gli ha tagliato la gola con un coltello.
Il video, che risale al 17 agosto, tre giorni dopo il
rapimento di Kumdereli e di un altro turco, è stato pubblicato oggi sul sito del gruppo Tawhid e Jihad Group, del giordano Abu Musab al Zarqawi, sospettato di dirigere la rete terroristica di
al Qaida in Iraq.(take Ansa/Reuters)
16.09.2004

PRONTI AD ATTACCARE NEL NORD IRAK
Il Governo turco ed i vertici militari stanno valutando l'opzione di una offensiva contro i ribelli curdi se non cesseranno le azioni di terrorismo da parte di questi ultimi. Critiche agli Usa.
Governo turco e i vertici militari di Ankara stanno valutando l'opzione di una offensiva militare contro i ribelli curdi nell'Iraq settentrionale. La scorsa settimana il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha detto che la Turchia sta perdendo la pazienza con il suo alleato a causa del fallimento delle operazioni di neutralizzazione dei ribelli curdi rintanati nel nord montagnoso dell'Iraq. "La nostra pazienza si sta assottigliando" ha detto Erdogan. "Non possiamo guardare la nostra gente martirizzata. Faremo qualsiasi cosa necessaria per combattere i ribelli".
Segnali che Ankara sta valutando una operazione militare contro i ribelli curdi si sono avuti dopo due soli giorni che il ministro degli Esteri Abdullah Gul ha lasciato intendere che la Turchia potrebbe inviare truppe in Iraq per combattere i ribelli sul posto. Il ministro Gul ha detto: "Gli Stati Uniti non sono ancora nella condizione di poter lanciare una operazione militare contro il Pkk (Partito Curdo dei Lavoratori, conosciuto ora con il nome di Kongra-Gel); noi agiremo senza fare assegnamento su un altro paese; sappiamo come trattare i nostri nemici".
Ankara ha a lungo esortato gli Stati Uniti, forza di occupazione in Iraq, affinché mandino delle truppe per neutralizzare i ribelli curdi che si ritiene siano nascosti soprattutto sulle montagne del nord dell'Iraq. Ma i vertici Usa non hanno ancora elaborato un piano per una offensiva militare. Hanno anzi chiarito che non è stata pianificata alcuna azione per il prossimo futuro. Come la Turchia, anche gli Stati Uniti considerano il Pkk una organizzazione terroristica, ma le truppe americane sono impegnate in primo luogo a combattere i rivoltosi che si oppongono alla occupazione dell'Iraq centrale.
Un analista della difesa di Ankara ha dichiarato che le forze Usa in Iraq sono riluttanti ad aprire un nuovo fronte fino a quando impegnate a contenere le rivolte che scoppiano un po' ovunque nel paese. "Combattere il Pkk non è una priorità per Washington, e dubito che mai lo sarà" ha detto lo stesso analista. Una fonte ufficiale afferma che il principale motivo della riluttanza americana a combattere il Pkk, nonostante le ripetute assicurazioni date, è l'alleanza con i curdi iracheni. (Pagine di Difesa/Giovanni Bernardi.it)
16.09.2004

DISSIDENTI CURDI ELIMINATI DA OCALAN
A riferirlo è il <Tagesspiegel> nell'edizione uscita l'11 settembre scorso. Nella lista di morte l'ex capo del Pkk in Europa, Kani Yilmaz, e l'ex portavoce dell'organizzazione, Mizgin Sen.
Il leader del Pkk Abdullah Ocalan agli arresti in Turchia avrebbe ordinato l'uccisione di diversi dissidenti curdi, secondo quanto riferisce l'edizione del quotidiano berlinese <Tagesspiegel>.
Stando a quanto scrive il giornale, fra le persone che figurano sulla
lista di morte; anche l'ex capo del Pkk in Europa, Kani Yilmaz, ed una ex portavoce del Pkk, Mizgin Sen. Le informazioni risultano dai protocolli di colloqui di Ocalan con i suoi avvocati nel carcere sull'isola turca di Imrali, circolati nel giornale del movimento curdo e pervenuti ora al Tagesspiegel.
Della ex portavoce del Pkk Mizgin Sen, uscita tempo fa dal
partito, Ocalan, stando ai protocolli, avrebbe detto:''rendetela inoffensiva''. Secondo indicazioni degli oppositori di Ocalan, della donna mancherebbe da allora ogni traccia.
Secondo il <Tagesspiegel>, attualmente all'interno del Pkk ci
sarebbero lotte cruente di potere. Negli ultimi mesi decine di dirigenti avrebbero abbandonato l'organizzazione, compresa la metà del comitato centrale. Persino il fratello di Ocalan, Osaman, sarebbe fra i dissociati e sarebbe fuggito a Mossul dai curdi nordiracheni dove avrebbe fondato un nuovo partito al quale avrebbero aderito molti dei dissidenti del Pkk.
Venti anni dopo l'inizio della lotta armata contro lo Stato
turco e cinque dall'arresto di Ocalan, il Pkk, scrive il giornale, sarebbe definitivamente frantumato. Ocalan avrebbe perso il controllo su gran parte del partito e alcune unità del Pkk avrebbero aumentato negli ultimi tre mesi la serie di attentati e attacchi in Turchia. (take Ansa).
16.09.2004

AMERICANI, ATTENZIONE!
La Turchia mette in guardia gli Usa invitandoli a muoversi con cautela nelle zone turkmene dell'Irak, vedi Telafer, dove i combattimenti hanno provocato la morte di 120 persone.
Clashes between American forces and resisters loyal to radical Shiite cleric Moqtada al-Sadr escalated this past week in the surroundings of the Iraqi Turkmen city of Telafer.
Fighting claimed the lives of 120 people, including Turkmen civilians, and wounded over 200.
Civilians began fleeing the city that is currently surrounded by American forces. The deteriorating situation prompted the Turkish Foreign Ministry and General Staff to request that the American forces reconsider their strategy. Ankara also indicated that it would be willing to help rush food and medical aid to the region.
Turkish Foreign Minister Abdullah Gul, currently in Riga, Latvia, as part of his Baltic tour, talked with his American counterpart, Colin Powell, on the phone yesterday. "Turkish citizens and official authorities are worried because the events [in Telafer] have taken on a different dimension," Gul informed the US Secretary of State. "We hope that you will keep Turkey's sensitivities in mind and take the required precautions."
Powel promised that he would pay heed to Turkey's sensitivities, and he assured Gul that America would do its best to see that the civilians in the city do not suffer.
American officials point out that the goal of the Telafer is to neutralize the resisters in the city. As many as 300 militants are believed to be hiding in Telafer. Reportedly, after some discussions between Ankara and Washington, American forces in the region were ordered to guard the civilians.
Due to the skirmishes in the city's surroundings, 50,000 to 60,000 people reportedly fled. The remaining inhabitants have sought refuge in schools or government buildings. There are concerns of a possible health crisis in Telafer because the American units are not allowing anyone to enter the city. Iraq Turkmen Frontier (Itc) officials stress their fears that a massacre might take place in Telafer. The officials invited human rights organizations to come to the city.
Itc Ankara Representative Ahmet Muratli told Zaman that Telafer has already experienced a great loss of life. He said that the Turkmen would organize an event to commemorate the dead.
(Foreign News Services/Zaman)
16.09.2004

TOLTO ASSEDIO A TALL AFAR
Dopo la crisi Turchia-Usa Washington ci avrebbe ripensato ma per gli analisti forse solo una semplice coincidenza. Una influenza che sarebbe ridotta ai minimi termini.
Le forze militari americane hanno cominciato a consentire nuovamente i movimenti di persone da e per Tall Afar in Nord Iraq, dando così un segnale di sospensione o di fine delle operazioni militari, dopo che il Governo di Ankara aveva chiesto loro di porre 
fine agli attacchi in quella città abitata da una maggioranza turcomanna, minacciando in caso contrario, di sospendere la cooperazione con Washington in Iraq.
Potrebbe trattarsi solo di una coincidenza temporale, ma sta di fatto che il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul aveva dichiarato che se gli Usa non avessero mutato 
atteggiamento, la Turchia avrebbe ''messo fine al suo partenariato per tutto ciò che riguarda la crisi irachena''. 
La polemica turco-americana e' montata nei giorni scorsi ed ha rinnovato un clima di tensione tra i due paesi, dopo un faticoso lavorio di ricucitura delle relazioni strappate il 1 marzo del 2003 con il no di Ankara a lasciar passare truppe americane sulla via dell'Iraq ed a consentire l'uso delle basi turche agli aerei americani.
Il ministro turco non ha reso chiaro a quale cooperazione in Iraq, Ankara metterebbe fine, dato che la Turchia non partecipa in alcun modo militarmente alle operazioni e il suo coinvolgimento in Iraq e' solo ''umanitario'', e, piuttosto commerciale ed economico.
Gul ha deplorato ''l'uso di una forza eccessiva contro la popolazione civile'' dato che i bombardamenti americani sulla città di Tall Afar, vicina al confine siriano, hanno provocato più di 50 morti turcomanni nel corso degli ultimi giorni di caccia a terroristi stranieri (probabilmente provenienti dalla Siria) che si nascondono nella città.
''Noi stiamo realizzando un'operazione limitata nella città e stiamo cercando di ridurre al minimo i danni casuali ai civili. Ma non possiamo eliminarli del tutto'' aveva ribattuto 
l'ambasciatore americano in Turchia difendendo l'operato delle truppe americane.
La Turchia ha da tempo un nervo scoperto in Nord Iraq, soprattutto per la folta popolazione turcomanna residente che avrebbe desiderato un coinvolgimento diretto di Ankara in Iraq per essere protetta dalla schiacciante maggioranza curda, della quale sia i turcomanni nordiracheni, sia i turchi anatolici temono le mire egemoniche ed indipendentiste.
Alcuni analisti ritengono perciò che la presa di posizione di Gul potrebbe essere stata intesa soprattutto a mostrare i muscoli davanti alla popolaziome interna della Turchia e a 
mostrare che il Governo di Ankara protegge i turcomanni e gli interessi nazionali in Nord Iraq, non disdegnando di alzare la voce con gli americani.
Questi stessi analisti suggeriscono che probabilmente le operazioni a Tall Afar sono state solo temporaneamente sospese. O, se sono state concluse è perché gli americani ritengono ormai compiuta la missione. L'influenza di Ankara sugli Usa in Iraq -sostengono questi analisti- è attualmente ai minimi storici. E inoltre -aggiungono- nessuna forza armata può far dipendere le sue operazioni militari dalle proteste di un altro Paese,, anche se alleato come la Turchia. (take Lucio Leante/Ansa)
16.09.2004

UN SISTEMA GIUDIZIARIO CHE NON VA
Il ministro della Giustizia, Cemil Cicek, ha puntato il dito particolarmente contro l'eccessiva immunità di cui godrebbero testimoni e sospettati. Troppo burocrazia e termini di scadenza cautelare eccessivi.
Twenty-nine candidates chosen for the Court of Appeals and State Council received their reports from the Adjudicator and Prosecutor High Committee during a ceremony arranged in the Judicial Court Conference Hall.
Justice Minister Cemil Cicek said that prosecutors are hindered from conducting investigations because of excessive immunities granted to potential witnesses or suspects. He added that the "immunity issue should be solved." He reserved criticism for certain organizations that interfere with the public's perception of a case. Due to a lack of bureaucratic expediency, some cases arrive in court well after their expiration dates. Cicek said that the Turkey's problems exist because of bad management and bias. "Our habit of wanting quick solutions for major problems that can not be solved in a short time gets us into trouble. Turkey is mentality confused too. If a majority of the country really wanted justice, they would not have looked for a shortcut to every problem they encountered. They would look for a solution to the problems by following the law."
He concluded that everyone in Turkey expects a judgment and that such expectations bring large responsibility. When these expectations go unmet, accusations begin to fly. (Cihan/Zaman)
16.09.2004

DUE DONNE IMPEDIRONO L'AIUTO ALLE RAGAZZE CHE ANNEGAVANO
Si tratta di maestre di Corano di orientamento fondamentalista che sono state rinviate a giudizio solo per omicidio colposo e negligenza. Il fatto avvenne ad Izmir (Smirne) il 22 luglio scorso. Un caso che fece molto scalpore in Europa.
Sono state rinviate a giudizio per
omicidio colposo e negligenza due maestre di Corano di orientamento fondamentalista che lasciarono affogare in mare vicino a Smirne cinque loro allieve sedicenni il 22 luglio scorso, quando impedirono ad alcuni uomini di tuffarsi in mare per salvarle, affermando che ''Allah non vuole che una donna sia toccata da uomini''.
Lo hanno reso noto all'Ansa fonti vicine agli inquirenti
precisando che le due donne incriminate, Fatma Aral e Ayse Ozcan, sono state anche accusate dal procuratore della cittadina di Urla (Smirne), dove è avvenuto il fatto, di avere organizzato un corso illegale di Corano a pagamento, a cui partecipavano le cinque ragazze.
La motivazione che ha indotto il procuratore, Murat Gok, a
negare ogni responsabilità più diretta (come la volontarietà del reato) è che ''il codice penale turco non prevede il reato di omissione di soccorso''. Tuttavia, lo stesso procuratore non nega l'attendibilità dei testimoni che affermano che le due donne impedirono fisicamente ai soccorritori di gettarsi in acqua a salvare le ragazze. Alcuni uomini stavano, infatti, per gettarsi in mare ad aiutare le malcapitate che chiedevano aiuto disperatamente, ma le due maestre di Corano -secondo testimonianze confermate dallo stesso procuratore- impedirono materialmente loro di salvarle. Esse incitarono infatti le stesse circa 40 compagne delle ragazze in pericolo ad opporsi ai soccorritori ''sacrileghi''. Le cinque ragazze, che erano state portate in gita al mare dalle due organizzatrici con altre compagne, si erano immerse vestite da capo a piedi, secondo le prescrizioni delle maestre di Corano, ma si erano trovate in difficoltà perché non esperte di nuoto ed anche perché appesantite dai vestiti bagnati. 
Ciononostante, il procuratore ha accusato le due maestre, in sostanza, solo di negligenza nello svolgimento delle mansioni di organizzatrici della gita. Egli ha contestato loro solo il reato di avere causato la morte di qualcuno per negligenza o disattenzione (art. 455 del codice penale) che prevede una pena da 4 a 10 anni, mentre per avere aperto e gestito una scuola illegale di Corano la pena prevista va da 6 mesi a 2 anni. Secondo notizie di stampa le due donne appartengono alla confraternita islamica Nakshibendi, di ascendenza mistica sufi, ma molto rigorista. Ad essa appartengono anche il premier turco Tayyip Erdogan, il suo vice e ministro degli esteri, Abdullah Gul e diversi altri ministri e dirigenti del partito Giustizia e
sviluppo, Akp, al governo dal novembre 2002. (take Ansa)
16.09.2004

UN PASSO INDIETRO
Lo sarebbe - secondo alcuni - la modifica dell'art. 312 del codice. Per gli esperti non sarebbe compatibile con gli standard dell'Unione Europea.
A seemingly minor change in the much maligned 312th article of the Turkish Criminal Code does not bode well for writers whose works have been interpreted as dangerous to the Republic.
The expression, "a situation that poses a danger to public regulation", has been changed in the 312th article to read, "a style endangering public security." Legal experts indicated that the regulation has been partially enacted, but they stress that it is not compatible with European Union (EU) standards.
Similar criticisms have been leveled against the 159th article of the EU harmonization law. An element describing intent was added to the 159th article.
In addition, The Justice Commission removed the 4th paragraph of the 302nd article of the Turkish Criminal Code. That paragraph read, "Statements of thought that are made only for the purpose of criticism and not for the purpose of degradation do not require punishment."
The latest draft allows for criticism made without insult to be evaluated according to the context of the crime. Moreover, the use of the term "degradation" in this context expands the scope of the article. (National News Services/Zaman)
16.09.2004

ADULTERIO NON TORNA REATO
Sollievo generale sia in Turchia che in Europa dove già si erano sollevate dure critiche da parte dell'Unione. Accordo bipartisan in extremis in Parlamento sulla riforma penale. 
Adulterio_leggi_e_polemiche L'adulterio non ridiventerà, per ora, un crimine nella Turchia che sta facendo grandi sforzi per apparire europea e che ricorrentemente, accanto al suo innegabile volto moderno, non riesce a nascondere l'esistenza di  un inquietante volto profondo, asiatico e ultratradizionalista.
Lo scandalo di una riesumazione del reato di adulterio (abolito solo nel 1998), che avrebbe riportato la Turchia in compagnia di Paesi africani ed islamici meno progrediti, è stato infatti evitato in extremis con un accordo bipartisan tra le due forze politiche presenti in Parlamento, il postislamico Akp, al governo, ed il socialdemocratico Chp all'opposizione, quando già era cominciata la sessione del Parlamento che sembrava dovesse approvare l'emendamento traumatico.
La Commissione di Bruxelles, dopo vari avvertimenti di alcuni leader europei, aveva ieri messo chiaramente in guardia Ankara: ''Se passa la criminalizzazione dell'adulterio - una vera e propria ingerenza poliziesca dello stato nella vita privata - la Turchia vedrebbe congelato il suo processo di adesione all'UE".
Martedì scorso le organizzazioni femminili e di tutela dei diritti umani avevano inscenato piccole manifestazioni ad Ankara (300 persone) ed in altre città della Turchia: ''Giù le mani. 
Il nostro corpo ci appartiene'' - scandivano le donne di Ankara. ''Deputati invece di occuparvi dell'adulterio, mettete fine piuttosto alla violenza contro le donne''- era scritto sui cartelli e sugli striscioni mentre venivano innalzate fotografie delle ragazze recenti vittime di crimini ''d'onore'', alquanto frequenti in un paese come la Turchia al 90 per cento rurale, tradizional-religioso e patriarcale.
Ma l'accordo parlamentare ha fatto tirare sicuramente un sospiro di sollievo a quei milioni di uomini turchi che proprio in quella Turchia profonda dei delitti d'onore, usano sposare  una donna al municipio, la quale diviene la ''moglie legale'', e, secondo la facoltà concessa dal Corano, sposano poi una o più donne (fino a tre) in moschea. Ce ne sono anche molti tra i deputati dell'Akp.
Questi uomini avrebbero rischiato pene detentive da 2 a 6 anni, su denuncia di chicchesia. Ciò avrebbe in sostanza messo fuori legge ed esposto a ricatti milioni di uomini turchi. E ciò li avrebbe anche spinti a chiedere massicciamente la legalizzazione dei matrimoni religiosi e, quindi, in sostanza la reintroduzione della poligamia.
Era forse questo il calcolo politico dietro il sostegno che all'emendamento avevano dato i massimi dirigenti del partito Akp, tra cui il premier turco Tayyip Erdogan, che si mostrano sempre troppo sensibili - secondo i laici turchi - nonostante la reiterate assicurazioni di conversione alla democrazia laica ed alla modernità, ai richiami del tradizionalismo religioso più ortodosso e dell'elettorato ad esso ispirato.
Lo stesso Erdogan si è esposto di persona definendo la reintroduzione del reato d'adulterio ''più che opportuna e intesa a proteggere le famiglie e l'onore delle donne''. 
Secondo alcuni analisti ad Ankara, Erdogan avrebbe solo fatto  mostra di sostenere il progetto per galvanizzare il suo  elettorato ''profondo'', ben sapendo che le reazioni europee e della Turchia laica avrebbero indotto il governo a ritirarlo.
Alcuni laici turchi più diffidenti affermano, invece, che  l'Akp di Erdogan ''è geneticamente ed inguaribilmente legato ad ambienti ed ideologie islamico-ortodosse ed attende solo di ottenere la data di inizio del negoziato per andare in aprile ad elezioni anticipate ed ottenere l'80 per cento dei voti, dopodiché potrà mostrare il suo vero volto e islamizzare la Turchia e l'Europa''.
Tuttavia, l'accordo bipartisan  ha spianato la via ad una approvazione celere (nel giro di una settimana) di vari emendamenti al codice penale attesi da tempo, tra cui l'abrogazione di ogni attenuante per i delitti d'onore (per i quali ci saranno condanne minime a 18 anni), facilitazioni alla persecuzione di poliziotti torturatori che finora sfuggivano ai processi persino cambiando spesso abitazione, la riduzione delle pene previste per i reati di opinione come il vilipendio della nazione, della repubblica turca e delle istituzioni statali ed altre riforme minori. Tutte riforme richieste da tempo sia dall'UE sia dalla Turchia laica e che i partiti laici, sia di destra, sia di sinistra, non sono mai stati capaci di approvare  in Turchia. E ci riesce, paradossalmente, il conservatore Akp di forti radici islamiche. Paradossi turchi.(Lucio Leante/Ansa)
16.09.2004

TRNC: SCUOLA GRECA
Come ha spiegato Serdar Denktas, ministro degli Esteri della Repubblica di Cipro Nord, i ragazzi di questa nuova realtà scolastica che si trova in Rizokarpasso, saranno scelti dall'amministrazione greco-cipriota.
The government of the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) has announced that it is opening a secondary school for Greek Cypriot children living in the north of the island.
The school, in Rizokarpasso in the far north of the Trnc on the Dipkarpaz Peninsula, was opened Monday to serve 12 secondary students, Turkish Cypriot Foreign Minister Serdar Denktas said. There is already a primary school in the region, with two teachers and nine students for the area's 300 or so Greek Cypriot inhabitants.
The Greek Cypriot administration in the south of the island had been asked to nominate teaching staff for the new school, Denktas said. Seventeen nominees had been asked to present their documentation to the Trnc government for review, he said. (NtvmSnbc)
16.09.2004

ENERGIA ELETTRICA: GEMELLAGGIO TRA AUTHORITY ITALIANA E TURCA
Incontro ad Ankara tra il presidente Alessandro Ortis e l'omonimo Yusf Gunay che entrambi hanno sottolineato le affinità dei due Paesi nella scelta di una forte liberalizzazione nel settore dove gli investimenti del nostro Paese potranno essere sviluppati maggiormente.
Le Autorità per l'energia elettrica
e il gas di Italia e Turchia hanno deciso di gemellarsi e il presidente della prima, Alessandro Ortis, ha partecipato ad Ankara con il collega dell'<Energy market regulatory Authority>, Yusuf Günay, al progetto di gemellaggio, progetto cui partecipa il ministero delle Politiche europee.
Nel corso dell'incontro Ortis e Günay hanno sottolineato le
affinità dei due Paesi nella scelta di una forte liberalizzazione dei settori dell'energia elettrica e del gas.
Ortis ha anche ricordato come ''il conseguimento di una
regolamentazione omogenea a quella italiana e quindi armonizzata a quella europea in altri Paesi rappresenti anche un vantaggio per gli investimenti italiani in mercati importanti ed in rapido sviluppo come quello turco''. ''Inoltre - ha aggiunto - gli investimenti italiani nel settore energetico in Turchia potranno avere una funzione importante per gli approvvigionamenti energetici dell'Italia, in relazione alla posizione del Paese quale ponte naturale tra le aree produttive del Medio Oriente e l'Europa''.
Il gemellaggio, interamente finanziato dalla Commissione
europea, è stato assegnato all'Autorità italiana dalla Commissione - spiega una nota - a seguito di una gara internazionale tenutasi nel corso del 2003, ed ha un valore di circa un milione di euro. E' finalizzato al rafforzamento istituzionale del regolatore turco e all'adeguamento della regolamentazione turca alle norme del mercato unico europeo dell'energia, nella prospettiva dell'adesione della Turchia
all'Unione europea. (take Ansa).
16.09.2004

PRESENZA ITALIANA IN EGEO
I dati forniti  a <Turchia Oggi> dalla Camera di Commercio di Izmir grazie all'interessamento del suo vice-presidente Alessandro Baltazzi e del segretario generale Ece Aldogan. L'interscambio tra il nostro Paese e questa zona della Turchia particolarmente ricca.
Un_particolare_di_Izmir_città_altamente_commerciale Dal Segretario generale della Camera di Commercio di Izmir, Ece Aldogan, riceviamo alcuni dati sulla presenza economica italiana nell'Egeo e sull'interscambio tra questa parte della Turchia ed il nostro Paese. Mentre ringraziamo la signora Aldogan ed il vice presidente della stessa Camera di Commercio, Alessandro Baltazzi, per la celerità e cortesia con le quali hanno risposto alle richieste di <Turchia Oggi> di informazioni sull'export-import tra Turchia ed Italia, riportiamo di seguito una tabella molto esplicativa che sicuramente troverà i nostri lettori più che contenti.

AZIENDA

N. DIPENDENTI

SETTORE

ANNO F.

QUOTA IT.

 

 

 

 

CEVHER DÖKÜM

521

MATERIALI ALLUMINIO

1955

30

İKİLER

2

AUTOMOBILISTICO

1976

100

TRAKMAK

115

AUTOMOBILISTICO

1977

38,5

GEICO

27

AUTOMOBILISTICO

1993

100

MERLONİ

450

ELETTRODOMESTICI

1995

100

BOZZETTO

21

CHIMICA

1995

92,5

MARANGONİ

6

MATERIALI PLASTICA

1997

97

MARIPLAST

10

MATERIALI PLASTICA

1998

50

REPICO

7

CHIMICA

1998

100

LUXOTTICA

40

OCCHIALI

1999

51

GAS-PA

10

AUTOMOBILISTICO

1999

100

EMI

20

AUTOMOBILISTICO

2000

40

PAGETEL

35

MATERIALI ALLUMINIO

2001

99,9

B&T İZMİR SERAMİK

2

MACCHINE CERAMICA

2001

100

FLAMINIA

104

ELETTRODOMESTICI

2001

100

JC TEKSTİL

33

TESSILE

2001

90

SIMECO

19

ELETTRODOMESTICI

2001

96

MACOLIVE

100

AGROALIMENTARE

2001

100

ÇİMENTAŞ

680

CEMENTO

2001

98

TECFYL

25

MATERILAI ALLUMINIO

2002

100

GASPARDO MASCHIO

2

MACCHINE AGRICOLE

2003

90

AYSAN

25

MATERIALI ALLUMINIO

2003

40

AWS APPAREL

4

TESSILE

2003

90

JASAL

6

AGROALIMENTARE

2003

50

ELDOR

170

AUTOMOBILISTICO

2003

100

 

 

 

 

25 AZIENDE

2.434

 

 

82

*Nell'Egeo ci sono 25 aziende italiane, j.v italo - turche, con un fatturato complessivo del 2003 di 517.251.653 euro (+ 29,6 rispetto il 2002) 

  che forniscono 2.434 posti di lavoro.

* Queste 25 aziende hanno fatto un investimento complessivo di 29.616.565 euro nel 2003

* Nel 2003 sono state fondate 5 nuove aziende italiane con un investimento complessivo di circa 10.500.000 euro

*La percentuale della quota italiana è l'82%.

SETTORE

FATT. 2003

 

ELETTRODOMESTICI

228.073.818

AUTOMOBILISTICO

120.397.156

CEMENTO

102.000.000

LAVORAZIONE METALLI

31.390.352

OCCHIALI

17.500.000

CHIMICA

6.092.941

AGROALIMENTARE

5.567.040

MATERIALE PLASTICA

3.529.411

TESSILE

1.242.470

MACCHINARI

380.000

 

CITTA'

N. AZIENDA

PERCENTUALE

IZMIR

22

88

MANISA

2

8

AYDIN

1

4

 

ANNO DI FONDAZIONE

N. AZIENDA

PERCENTUALE

 

 

1955

1

4

1976

1

4

1977

1

4

1993

1

4

1995

2

8

1997

1

4

1998

2

8

1999

3

8

2000

1

4

2002

1

4

2001

7

28

2003

5

20

 

Esportazione dell'Egeo verso l'Italia

Settore

2002 $

2003 $

Variazione

Legno

5.064.031

5.059.694

-0,09

Animali

20.054.015

27.362.918

36,45

Metalli

18.050.205

41.296.542

128,79

Pelle

1.963.007

1.791.970

-8,71

Cereali

1.886.706

2.555.895

35,47

Confezionamento

26.987.098

41.284.478

52,98

Frutti seccci

33.741.891

44.233.030

31,09

Minerari

23.909.717

33.751.856

41,17

Tessile

21.246.480

35.546.350

67,17

Tabacco

4.044.753

5.890.343

45,63

Ortofrutticoli

14.711.987

25.654.608

74,38

Oliva, olio d'oliva

3.216.337

28.566.191

788,16

Totale

174.876.227

292.993.875

67,54

*I prodotti piu' importanti nell'export dell'Egeo verso l'Italia nel 2003 sono stati frutti secchi, metalli, confezionamento, minerari, tessile,

oliva e olio d'oliva, animali, ortofrutticoli, tabacco, legno, cereali e pelle.

*L'esportazione dell'egeo ha fatto un aumento del 67,54 nel 2003 salendo dal 174.876.227 al 292.993.875 euro 

16.09.2004

SEI ZERO IN MENO NELLA LIRA TURCA:
DAL 1 GENNAIO 2005 LA RIFORMA

Il valore del cambio - come ha dichiarato a Londra  il ministro turco dell'Economia Ali Babacan - sarà fissato esclusivamente dal regime di libera fluttuazione. Nel programma del Governo una severa politica monetaria. Realizzazione delle riforme "cruciali". -
Il ministro turco dell'Economia, Ali Babacan, da Londra, tappa finale di un giro per la promozione di investimenti in Turchia che lo ha portato in tre Paesi europei (Olanda, Germania e Gran Bretagna), ha dichiarato nei giorni scorsi alla stampa turca che il Governo presenterà alla U..E. - tra ottobre e novembre - il programma di riforme strutturali per il triennio 2005/2007. Il programma, ha affermato il Ministro, sarà incentrato su una severa politica monetaria e sul regime di libera fluttuazione del cambio, mentre, in base al nuovo accordo che sarà firmato con il Fondo Monetario Internazionale, verranno realizzate riforme "cruciali" quali quelle sul sistema fiscale, la previdenza sociale ed il settore bancario. Rispondendo poi ai giornalisti, Babacan ha identificato nella disoccupazione il più grave problema del Paese ed ha scartato ipotesi di svalutazione in conseguenza della prossima emissione (1 gennaio 2005) della nuova Lira Turca, dove saranno eliminati sei zeri rispetto alla moneta attuale: il valore del cambio - ha detto il ministro - sarà fissato esclusivamente dal regime di libera fluttuazione. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
16.09.2004

GEO-STRATEGIA DELLA TURCHIA IN EURASIA
Summit ad Istanbul dei rappresentanti dei Paesi caucasici presenti i ministri turchi del Finanze Kemal Unakitan e dell'Industria e Commercio Ali Coskun nonche dell'ex presidente della Repubblica Demirel.
Nel corso del settimo <Eurasia Economic Summit>, una manifestazione che si svolge annualmente ad Istanbul con la partecipazione anche di rappresentanti di Paesi caucasici e centro-asiatici, il ministro delle Finanze, Kemal Unakitan, ha ricordato che la Turchia e le Repubbliche euro-asiatiche sono situati in prossimità ed al di sopra di immense risorse energetiche e che, per trarne il migliore profitto, i Paesi dell'area necessitano innanzitutto di stabilità economica e politica. Tale stabilità, ha detto il ministro, può essere raggiunta proprio mediante un'approfondita collaborazione per la produzione, il consumo ed il  trasporto delle fonti energetiche che tali Paesi dovrebbero impegnarsi a perseguire, accantonando contrasti e litigiosità. Dal canto suo, l'ex Presidente turco, Demirel, ha sottolineato come una Russia economicamente sviluppata e dalle corrette relazioni con l'Europa può contribuire al benessere ed all'incremento dell'intera area euro-asiatica, come del resto può fare la stessa Turchia ove continuino i ritmi di crescita conseguiti dal Paese negli ultimi anni superando crisi finanziarie e disastri naturali. Anche il ministro dell'Industria e Commercio, Ali Coskun, ha voluto alludere alla posizione geo-strategica della Turchia in Eurasia ed al ruolo stabilizzatore della sua politica di collaborazione con tutti i Paesi dell'area. Affermando che una Turchia sempre più prospera ed auspicabilmente vicina a far parte integrante dell'Unione Europea costituirebbe un elemento motore nello sviluppo della regione, Coskun ha invitato le imprese straniere ad investire massicciamente nel Paese ed ha dichiarato (senza peraltro specificare) che, oltre agli importanti benefici già assicurati dall'attuale legislazione, "privilegi speciali" verranno accordati agli investitori esteri. (fonte Amb. d'Ita)
16.09.2004

COMMERCIO ESTERO
L'andamento in Turchia nei primi sette mesi dell'anno in corso tra export ed import.
Nei primi sette mesi del 2004, il commercio estero della Turchia ha avuto il seguente andamento: esportazioni per $ 34.4 miliardi (+32.7% rispetto allo stesso periodo del 2003), importazioni per $ 53.8 mdi (+45%), saldo negativo di quasi $ 20 miliardi. L'interscambio con l'Italia e' stato di $ 6.4 miliardi, di cui $ 2.45 di nostre importazioni (+35.6%) e $ 3.95 di nostre esportazioni (+32.8%), con un saldo positivo per il nostro Paese di $1.5 miliardi. L'Italia si conferma, anche per il periodo gennaio/luglio 2004, secondo partner commerciale della Turchia. (fonte Amb. d'Ita)
16.09.2004

RIALZO DEI PREZZI
I dati, nel mese di agosto, rivelano lo 0.58 per quelli al consumo (Cpi) e dello 0.79% per quelli all'ingrosso (Wpi).
 L'Istituto Nazionale di Statistica turco ha reso noto che, nello scorso mese di agosto, l'indice dei prezzi al consumo (Cpi) è aumentato dello 0.58%, in linea con le previsioni, mentre la crescita dell'indice dei prezzi all'ingrosso (Wpi) - pari allo 0.79% - è stata superiore alle aspettative: in tal modo, l'indice cumulato per gli ultimi 12 mesi, che in luglio si era situato, per i due prezzi, al di sotto del 10%, è risalito in agosto al di sopra di tale critico livello, situandosi al 10.04% per il Cpi ed al 10.52% per il Wpi. Dovrebbe peraltro risultare salvaguardato l'obiettivo programmato del 12% di inflazione a fine anno. (fonte Amb. d'Ita)
16.09.2004

TERZO TENTATIVO PER LA PETKIM
Una richiesta di offerta pubblica verrà diramata nei prossimi giorni per l'88.86% del capitale in mano allo Stato turco. Il 7% è controllato dal Fondo pensioni ed il 4.14% da altri partner.
La società di consulenza incaricata della privatizzazione dell'Ente Petrolchimico <Petkim>, la <Finans Investment Securities>, ha reso noto che una richiesta di offerta pubblica verrà diramata nei prossimi giorni per l'88.86% del capitale di <Petkim> in mano allo Stato: il 7% è controllato dal Fondo Pensioni ed il 4.14% è in mano ad altri partner. Si tratta, come noto, del terzo tentativo di privatizzazione del gigante petrolchimico nel giro di quasi due anni. Una prima gara, vinta da un'impresa del Gruppo Uzan per $ 605 milioni, è stata successivamente cancellata per il mancato rispetto degli impegni finanziari da parte della ditta vincitrice. Una seconda gara, lanciata nell'agosto del 2003, veniva annullata perché si era presentato un solo concorrente quando ne era previsto un minimo di due. La Petkim - considerata un'impresa altamente obsoleta - sta effettuando investimenti di ristrutturazione per $ 330 milioni che, tra l'altro, ne aumenteranno la capacità' dagli attuali 1,5 milioni di tonnellate a 1,8 milioni entro il 2005. (fonte Amb. d'Ita)
16.09.2004

FERROVIE: ED ORA IL VIA ALLA GRANDE RISTRUTTURAZIONE
In seguito agli incidenti di quest'estate l'Amministrazione turca ha stipulato un contratto con una società canadese, la <Canac>, per studiare una migliore organizzazione settoriale ed eventualmente ridisegnare anche i percorsi.
Una_linea_ferroviariaTurkish State Railways moved quickly to improve their standards in the aftermath of multiple accidents this summer by awarding Canac, a Canadian firm, the contract to conduct rehabilitation studies, design railroad tracks, and organize a labor force. The project will be funded with donations from the World Bank. Negotiations with the firm will conclude in the following days.
This is the first stage in a larger upgrade of the Turkish railroad network. Turkish authorities told Canac that their research, which will guide their recommendations, must be completed by the end of this year.
Canac studies must consider EU standards and formulate short, middle and long-term plans that Turkish Railways will follow during subsequent phases of the reconstruction process. Canac's studies will also take into account more efficient and economical working methods. (aa/Zaman)
16.09.2004

 
LA LIRA TURCA GUADAGNA TERRENO
Punto di riferimento il dollaro. Una atmosfera ottimistica che si spera possa continuare.
Dollaro_Lira_turca_e_cambioThe US dollar lost ground against the Turkish Lira (TL) and other foreign currencies. 
It dipped below TL 1.5 million when the inter-bank market opened, and fell beneath TL 1.490 million in the afternoon. By the time the market closed, the dollar had made a small rebound and was sold at TL1.491.
The optimistic atmosphere continued in the bond market after the September 8th interest rate cuts.
As a result of positive gestures from the European Union, the excited stock market index closed at 21.398 points. (Economy News Services/Zaman)
16.09.2004

 
LE SPERANZE OFFERTE DA KOC
Il <Wall Street Journal> ha scritto come il successo dei prodotti del magnate turco non solo mostra i passi avanti compiuti da Ankara per attirarsi le simpatie dell'Europa ma confuta la tesi secondo la quali i turchi non sanno fare nulla di decente.
Esperienza_Koç The Wall Street Journal, a leading American newspaper with a significant focus on business, wrote about a Turkish company in yesterday's edition: "Koc's manufacturing success shows progress and obstacles to [Turkey's] future [European Union] bid."
Essentially, Koc's experience in European Markets is similar to the tribulation Turkey is enduring as it bids for EU accession.
The story detailed Koc's ascent into the upper markets of European appliances, proving the worth of its workers and their products while refuting European prejudices about Turkish manufacturing.
"People think Turks can't make anything decent," said Valerie Lubineau, Chief of Marketing for the French branch of Beko, which is a brand of Koc. "We gave them arguments to break the taboo."
Beko eventually surpassed the European competition in quality.
The article informed readers that the EU would determine whether to begin membership negotiations with Turkey in December and predicted that the negotiations would probably take ten years and could possibly fail. For the Wall Street Journal, the approaching debate is more profound than market access and confronts arguments regarding "where to draw the eastern edge of the western world." (aa/Zaman)
16.09.2004

 
LA PRESENTAZIONE DELLA <LOGAN> A NEVSEHIR
E' prodotta dalla rumena <Dacia> di proprietà della <Renault>. Un modo di far conoscere sia la nuova vettura sia la Cappadocia e l'intera Turchia. Il costo dell'auto che sarà commercializzata da novembre.
LoganThe world press got its first glimpse of the Logan, known as the '5,000 euro automobile', during the car's international debut and test drive in Turkey's central Anatolian city of Nevsehir.
The automobile is manufactured by Romanian firm Dacia, which was acquired by Renault.
The Logan's press introduction, which began on September 3rd and will continue through September 22nd, will allow the world to become acquainted not only with the new automobile, but also the region of Cappadocia and Turkey as a whole. Nearly 500 journalists from 35 countries will participate in Turkey's first international automobile introduction and test drive program.
The Logan, with extraordinary scenes of Cappadocia in the background, is expected to feature on several TV channels.
The automobile will be marketed in Turkey beginning in November. However, because of the high taxes imposed upon automobiles, it will carry a sticker price of TL17 billion (9,400 euro), nearly twice its '5,000 euro' nickname. Consumers will initially be able to choose between a 1.4 or 1.6 liter engine; a 1.5 liter diesel engine is planned for introduction in September of 2005.
It will be manufactured in Romania, Morocco, Russia, Iran, and China; however it will be sold under the Renault name, not Dacia, in Russia and Iran. The Logan is expected to reach a production run of 700,000 by 2010. (Economy News Services/Zaman)
16.09.2004

CALZATURIERO: SI GUARDA AI VICINI DI CASA
Alleanze con la Turchia contro la crisi del settore nelle Marche, in particolare nel distretto fermano-maceratese. Rafforzamento dell'interscambio e della creazione e sviluppo di nuove prospettive di affari: questa la strategia degli imprenditori marchigiani del settore.
Il_distretto_calzaturiero_del_fermano  Ancora in crisi il settore delle calzature in Italia, con il distretto fermano-maceratese (il più grande del Paese) a soffrire le maggiori conseguenze di questa negativa congiuntura economica. Nell'ultimo anno il fatturato delle aziende locali ha accusato una ulteriore seppur limitata flessione, pari al 5 % rispetto all'anno precedente, e nel complesso, dal 2002 ad oggi si sono persi nell'area non meno di 1500 posti di lavoro (la metà dei 3000 persi nella provincia di Ascoli, in tutti i comparti).
Per reagire a questa
situazione, e cercare di rilanciare il distretto, gli imprenditori fermani stanno cercando nuovi e promettenti mercati di sbocco per le loro merci. Uno di questi è rappresentato dalla Turchia, Paese che ha già forti legami economici con l'Italia, e anche le Marche (la Merloni è presente con suoi stabilimenti). E proprio nella prospettiva di un rafforzamento di questo interscambio, e della creazione e sviluppo di nuove opportunità di affari una delegazione di imprenditori calzaturieri turchi è stata invitata a Fermo, per partecipare ad un convegno con esperti e ospiti illustri.
 Al
centro del dibattito ci saranno non solo le potenzialità di crescita degli scambi produttivi e commerciali fra la Turchia e l'Italia, nel campo delle calzature, ma anche lo studio di strategie comuni per rispondere a quella che molti definiscono "l'aggressione cinese", oltre che per combattere la contraffazione delle merci. Un incontro importante insomma, al quale interverranno delegati dell'ambasciata turca a Roma, rappresentanti dell'ICE Istanbul, delle associazioni dei produttori calzaturieri a livello nazionale ed europeo.(take Agi)
16.09.2004

<SUN-DOR> NON SI FIDA
Le linee israeliane rimandano i loro voli con la Turchia perché, a dir loro, Ankara offrirebbe scarsa sicurezza antri-terrorismo.
El-Al ''Non possiamo fare compromessi sulla sicurezza dei nostri passeggeri'': con queste parole il direttore della compagnia israeliana di voli charter <Sun-Dor>,
Arnon Asherov, ha spiegato la decisione da lui adottata di sospendere fino a nuovo ordine tutti i voli fra Tel Aviv e Antalya, città della costa occidentale della Turchia. 
La <Sun-Dor> - che ha diversi voli settimanali verso Antalya - appartiene alla compagnia di bandiera israeliana <El-Al> la quale invece ha confermato per ora tutti i voli verso la Turchia.
Un aereo della <Sun-Dor> in partenza da Antalya era
stato bloccato a terra per divergenze di opinione fra l'equipaggio israeliano e le autorità locali le quali, in apparenza, si oppongono alla presenza di guardiani israeliani armati.
Un funzionario dell'ente israeliano per i trasporti, citato
dalla radio militare, ha osservato che ''non è possibile fare compromessi sugli accorgimenti di sicurezza, tanto più dopo che di recente due aerei russi sono esplosi in volo''. (take Ansa)
16.09.2004

14 MILIONI SUI BANCHI
Tanti sono, tra scolari e studenti, i ragazzi e ragazze che si sono presentati all'apertura dell'anno scolastico.
More than 14 million Turkish school students are heading back to their classrooms this week as the new education year began on Monday.
Schools across Turkey reopened Monday, with all levels of classes at beginners, first and middle schools due to be at their desks in the next few days. The timing of the return to school is so as to allow new students just starting their education to settle in and complete all enrolment procedures.
This year, Turkey's more than 14 million students at infant, primary and high school will be taught by a record number 550,000 teachers.
Ahead of the new academic year, Turkey's President Ahmet Necdet Sezer issues a statement saying that one of the chief duties of the education system was to teach students of the secular nature of the Turkish Republic and to provide them with the skills needed to be successful in the future. (NtvmSnbc)
16.09.2004

CONGRESSO DI LARINGOLOGIA ITALO-TURCO
La terza edizione si svolgerà a Chieti nei giorni 15 e 16 ottobre prossimo. Vi prenderanno parte una quarantina circa di otorinolaringoiatri turchi tra i quali il prof. Riza Keser fondatore assieme al prof. Carlo Calearo di Ferrara della società di laringologia. A presentare i lavori sarà il prof. Adelchi Croce primario del reparto presso la facoltà di Medicina e Chirurgia della città abruzzese.
congressoCongressoAppuntamento tra un mese a Chieti. L'evento è importante, e non tanto e non solo perché nei giorni 15 e 16 ottobre si apriranno i lavori del 3° Congresso italo-turco di Laringologia, quanto soprattutto perché da questo incontro usciranno certamente fuori molte speranze per lenire le sofferenze di numerosissimi malati.
Il programma è nutrito. Basta scorrerlo velocemente per rendersi conto dell'ampio spazio riservato alle problematiche inerenti il trattamento delle patologie tumorali senza tralasciare altri argomenti di grande attualità ed interessi quali la malattia da reflusso-esofageo, la patologia laringea benigna, gli esiti traumatici, gli aspetti diagnostici e riabilitativi delle laringopatie neoplastiche e non.
Questo l'elenco dei partecipanti:

Mehemet Ada - Istanbul
Metin Akiner - Ankara
Umut Akyol - Ankara
Tevfik Akturk - Ankara
M. Ali Sehitoglu - Istanbul
Antonino Antonelli - Brescia
Usmet Aslan - Istanbul
Gianpiero Ausili Cefaro - Chieti/Pescara
Esen Beder - Ankara
Giulio Bicciolo - Roma
Necdet Biliciler - Istanbul
Mario Bussi - Milano
Angelo Camaioni - Roma
Salvatore Conticello - Torino
 Adelchi Croce Chieti/Pescara
Enrico de Campora - Roma
Marco de Vincentiis - Roma
Irfan Devranoglu - Istanbul
Jacopo Galli - Roma
Viewri galli - Roma
andrea Galo - Roma
Bulent Gursel - Ankara
Gunter Hafiz - Istanbul
Stefano Iacobelli - Chieti/Pescara
Erdogan Inal - Ankara
Selcuk Inanli - Istanbul

Safa Kanya - Ankara
Asim Kaytaz - Istanbul
Riza Keser - Ankara
Ahmet Koybasioglu - Ankara
Vito Mallardi - Ancona
Rosario Marchese/Ragona - Padova
Antonio Moretti - Chieti/Pescara
Ferhan Oz - Istanbul
Ozmen Ozturk - Istanbul
Antonio Pastore - Ferrara Francesco Pia - Novara
Oreste Pignataro - Milano
Salvatore Ponticello - Torino
Marco Radici - Roma
Giuseppe Rizotto - Vittorio Veneto
Giovanni Ruoppolo - Roma
Mario Sanna - Chieti/Pescara
Alberto Sartoris - Torino
Giuseppe Spriano - Roma
Alberto Staffieri - Padova
Armando Tartaro - Chieti/Pescara
Muratr toprak - Istanbul
Ergin Turan - Ankara
Alper Tutkun - Istanbul
Giuseppe Villari - Benevento

L'iscrizione al Congresso è gratuita e potrà essere effettuata telefonando alla Segreteria organizzativa ( <Non Solo Meeting> via C. Battisti 31 65122 Pescara - tel: 085-295166  fax: 085-295162  e-mail: n.nonsolomeeting@tin.it). Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento del numero dei posti disponibili comunicati al ministero della Salute.
L'inaugurazione avverrà presso l'Auditorium del rettorato dell'Università <G.d'Annunzio" di Chieti (via dei Vestini, Località Colle dell'Ara - Chieti Scalo)
16.09.2004

IN BREVE
PROGRAMMA DELLA VISITA DEL DIRETTORE GENERALE DI IMONT, ANTONIO CIASCHI, NELLE MARCHE - 23-24 SETTEMBRE 2004
Giovedì 23 settembre 2004
Arrivo con treno da Roma alla stazione di Jesi (h 16 circa)
Incontro ad Ancona con il Rettore della Università Politecnica delle Marche, Prof. Marco Pacetti
Visita ad Ancona della <Aethra Telecomunicazioni> (videosorveglianza e videocomunicazione) ed incontro con l'Amministratore delegato ing. Giulio Viezzoli
Pranzo a Cingoli 
Sistemazione all'Hotel Tetto delle Marche
Venerdì 24 settembre 2004
Incontro nella Sala consiliare di Cingoli (Macerata) con il sen. Alessandro Forlani, con il Presidente della Comunità montana Leonardo Lippi: invitati sono amministratori locali, Presidenti delle comunità montane ed operatori economici
Presentazione delle attività di <Imont> e proposte di collaborazione
Colazione di lavoro
Trasferimento a Jesi e visita del <Gruppo Loccioni> accompagnati dal suo amministratore delegato Enrico Loccioni.
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XV° CONGRESSO NAZIONALE
"PROFESSIONE ESPERTO QUALIFICATO"
- SITUAZIONE E PROSPETTIVE DELL'ESPERTO QUALIFICATO IN RADIOPROTEZIONE -
inoltre: o
bblighi di formazione dell'Esperto qualificato e dei lavoratori esposti; emergenze radiologiche; lavoratori dipendenti da terzi e autonomi (compreso l'Esperto qualificato); la valutazione della dose da contaminazione interna; protezione del paziente dalle radiazioni ionizzanti
Bologna - 23/24 Settembre 2004
Area della Ricerca del C.N.R.
Via P. Gobetti n. 101 Bologna
Per informazioni sul Congresso: 
Segreteria Anpeo
40136 Bologna - Via dei Colli n. 16
Tel. e Fax. 051.6440432 
Per informazioni sulla Mostra scientifica:
Dr. Ehrenfried Moroder
Direttore Servizio Fisica Sanitaria
Ospedale Regionale di Bolzano
Tel. 0471.908298 - Fax. 0471908835

16.09.2004

CULTURA A DOLMABAHCE
Tra le attività del palazzo, che fu la penultima sede del Sultano sotto l'Impero ottomano e dove si spense Kemal Ataturk, anche una serie di letture inaugurate dal prof. Ilber Ortayli. Interessanti aneddoti e dettagli per conoscere meglio la storia dell'edificio.
il_palazzomdi_Dolmabahçe Turkey's National Palaces Chamber Presidency announced the addition of a lecture series entitled "Historical Talks in the Palace" to its list of sanctioned activities.
The new lecture series will open the doors of Dolmabahce Palace to history lovers. Prof. Ilber Ortayli will be the series' inaugural speaker. Ortayli will talk about the 19th Century Ottoman Palace tomorrow (September 9) afternoon at 4:00 pm in Dolmabahce's Medhal Salon.
Interesting anecdotes and other details will allow participants the opportunity to examine the palace from a different perspective.
The lecture is free and open to the public.
For more detailed information call: 0212 236 90 00 (Culture & Art News/Zaman)
16.09.2004


  LA SCOPERTA DI HIERAPOLIS
Trovata una stanza probabilmente utilizzata per la preghiera. La spiegazione fornita dal prof. Francesco D'Andria. Per la prima volta rinvenute, oltre alle statue, anche molte iscrizioni. Gli scavi durano dal lontano 1957.
HierapolisSculptures of Ion's head greeted archeologists at Hierapolis, nowadays known as Pamukkale, as they finished their excavation of room number 104 of the Apollo Temple.
Dr. Francesco D'Andria, head of the excavation, described the finding of the room as "wonderful".
D'Andria said, "The place discovered in the excavations is probably a prayer room. We found writing for the first time instead of only sculptures from those times."
He disclosed that a team of three people accompanied by Dr. Tullia Ritti will come to Pamukkale in the next few days to read the epitaph.
Excavations at Hierapolis have been ongoing since 1957. (aa/Zaman)
16.09.2004

FESTIVAL MUSICALE A MERSIN
E' stato annunciato nel corso di una conferenza stampa. Avrà inizio alla fine di settembre. Chi saranno i partecipanti.
The 3rd International Mersin Music Festival will start at the end of this month in Mersin as announced at a press conference held at the Hilton Hotel.
Mersin Governor Atilla Osmancelebioglu, Mayor Macit Ozcan, the Festival's Advisory Council Head, artist Nevin Kodalli, and some other artists who will participate in the festival attended the meeting.
Pianist Fazil Say will take the stage with his performance of "Nazim", and song-lovers will be able to listen to 8 year old Mertol Demirelli, whom Say has described as a 'genius.' Say said, "When I listen to Mertol, I am very pleased. I am sure that the people of Mersin will also discover Mertol."
The Mersin Music Festival will start with a concert by the Mediterranean Region and Garrison Commander Band in the Republic Square on September 30th. (Zaman)
16.09.2004


FORZA ROMA
Aperto nell'ex capitale dell'Impero ottomano il <Roma Club Istanbul-Dario Pierangeli
> che prende il nome dall'indimenticabile segretario della Federazione ciclistica italiana. Conta già 40 soci tra italiani e turchi.
> che prende il nome dall'indimenticabile segretario della Federazione ciclistica italiana. Conta già 40 soci tra italiani e turchi.
Roma_club_Istanbul  E così i giallorossi sono sbarcati anche in Turchia. Mica cosa da poco! Pensate un Roma-club nella terra degli ex sultani e più precisamente nella città che per secoli fu la capitale dell'impero ottomano, Costantinopoli. Vi chiederete, a questo proposito, cosa significa sbarcare e cosa c'entrano i giallorossi. Magari penserete subito ad una partita tra la squadra del Totti ed il Galatasaray, o il Besiktas per la Champions League. Niente di tutto questo, o meglio questo sarà il corollario: quello solito di ogni anno per le Coppe. La notizia ha ben altra sostanza, è - per usare un termine giornalistico - più appetitosa. La riprendiamo, pari pari, dal <Corriere dello Sport>, edizione di qualche giorno fa: "Anche in Turchia si fa strada il tifo per la Roma. E' stato fondato infatti il <Roma Club Istanbul-Dario Pierangeli>. Il club - che prende il nome dal segretario della federazione ciclistica italiana, successivamente segretario generale della Roma fino al 1967, anno della sua scomparsa - conta per adesso circa 40 soci, sia italiani che turchi, è associato all'Utr e, a partire dal prossimo campionato, esporrà il proprio striscione all'Olimpico. Tra le iniziative in cantiere del nuovo club giallorosso ci sono l'organizzazione e la sponsorizzazione di un campionato di calcetto; le trasferte al seguito della Roma per le partite di Champions League; lo sviluppo di un proprio sito internet".
Fin qui il quotidiano romano. A noi di <Turchia Oggi> non resta che fare tanti auguri a questo nuovo sodalizio che sicuramente farà parlare di sé. E allora via con il grido: "Forza, Roma".
NB: noi non siamo tifosi né della Roma, né della Lazio né di altre squadre. Per noi un Club Roma ad Istanbul equivale ad un club italiano. E ne siamo legittimamente orgogliosi.
Dal dott. Fabio Lucheroni, general manager della Banca di Roma per la Turchia, abbiano ricevuto un comunicato che volentieri pubblichiamo:
II 22 luglio u.s. si é svolta la prima cena sociale del <Roma Club Istanbul - Dario Pierangeli>. Il Club, fondato il 21 aprile di quest'anno (non a caso, ricorrenza del Natale di Roma) conta già più di 40 soci, sia italiani che turchi, tifosi e/o simpatizzanti della Magica. Al loro ingresso i soci e simpatizzanti sono immediatamente stati investiti da una genuina atmosfera giallorossa: lo striscione del Club, magliette, adesivi e rose - turche, ma del colore della Magica - offerte a tutte le signore.
Alla cena sociale, nonostante il periodo feriale, hanno partecipato oltre 30 persone, di diverse nazionalità. Il Roma Club Istanbul é già stato associato all'Unione Tifosi Romanisti e, a partire dal prossimo campionato, esporrà il proprio striscione allo Stadio Olimpico in tutte le gare casalinghe della A. S. Roma.
Tra le prossime iniziative del Club l'organizzazione e la sponsorizzazione di un campionato di calcetto; l'organizzazione di trasferte - non solo in Italia, ma anche all'estero (magari in Turchia?) in occasione degli incontri della Magica in Champions League; l'implementazione del sito internet; l'organizzazione di cene con ospiti di rilievo in ambito sportivo, e altro ancora. Lo spirito che ha animato la fondazione del Club é il medesimo che ne sosterrà le iniziative future, ovvero una sorta di ritorno alle origini del vero calcio e della autentica tifoseria della squadra. IL calcio dei grandi momenti di genuinità e spontaneità della squadra legati a figure mitiche quali Brunetto Conti o Agostino Di Bartolomei. Ed é con questo spirito che lo striscione farà la sua apparizione alla prima di campionato.
Per iscriversi al <Roma Club Istanbul>, per ricevere maggiori informazioni, per acquistare i gadgets del Club (magliette, sciarpe, adesivi) o per sostenere l'attività del Club si può scrivere all'indirizzo E-mail romaclubistanbul@hotmail.com oppure telefonare al numero 0536 844-4604 (Fabio Lucheroni).

16.09.2004

LA SCELTA DI DICEMBRE
Nel corso della riunione planaria della Federazione del basket sarà deciso chi tra Turchia, Serbia-Montenegro e Francia dovrà ospitare i Mondiali del 2010.
basketDopo la tappa asiatica del 2006, con il Giappone che offrirà nuovissimi impianti al Mondiale di pallacanestro, la Fiba (Federazione Internazionale) riporterà la manifestazione in Europa. Tre i Paesi candidati all'organizzazione del 2010 vi sono Serbia-Montenegro, Turchia e Francia, che ha ufficializzato la sua intenzione di voler ospitare il torneo. La speciale Commissione di valutazione della Federazione, dovrà visitare ora i tre Paesi entro il prossimo 15 novembre, per poter permettere la scelta definitiva, che verrà effettuata nel corso della riunione plenaria federale prevista per 4 e 5 dicembre a Kuala Lumpur (Malesia).
16.09.2004

 

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