Arretrati 

Anno 5° N.20

RIFORME OK
Offerto ad Ankara dal summit di Bruxelles, in vista dell'appuntamento di dicembre, un netto riconoscimento degli sforzi effettuati negli ultimi mesi e dei progressi realizzati nell'avvicinarsi all'Unione.
Europea _Unita (Turchia Oggi) - Sarà il mese di dicembre il tornante decisivo per l'adesione della Turchia all'Unione Europea: il summit, i cui lavori erano cominciati giovedì scorso a Bruxelles, ha ribadito l'importanza dell'appuntamento di fine anno, ed ha offerto ad Ankara un netto riconoscimento degli sforzi effettuati negli ultimi mesi e dei progressi realizzati nell'avvicinarsi all'Unione.
La decisione in merito all'apertura dei negoziati con la Turchia - che andrà presa all'unanimità - resta tutt'altro che scontata, ma Bruxelles sono arrivati segnali positivi. "L'UE - si legge nella bozza di conclusioni del vertice, di cui l'Ansa ha preso visione - ribadisce il proprio impegno ad aprire senza ritardi i negoziati con la Turchia, se il Consiglio europeo decide nel dicembre 2004, sulla base del rapporto e della raccomandazione della Commissione, che la Turchia soddisfa i criteri di Copenaghen".
A pesare a favore di Ankara sulla bilancia della decisione di avviare i negoziati, ci sono soprattutto i recenti progressi fatti segnare dalla Turchia in materia di politica interna (riforme costituzionali) ed estera (Cipro), che i Capi di Stato e di Governo sottolineano nel capitolo del documento finale dedicato alle relazioni UE-Turchia.
Il segnale che i leader dell'UE hanno inviato in occasione del vertice è che le riforme vanno nella direzione giusta, e che il nodo di Cipro, anche se ancora irrisolto nella pratica, non pesa più come una spada di Damocle su Ankara. "Il Consiglio europeo - si legge infatti nella bozza - accoglie con soddisfazione il contributo positivo del governo agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni unite per raggiungere una soluzione complessiva del problema di Cipro".
Dai 25 capi di Stato e di Governo è arrivato anche un plauso per i progressi turchi sulla strada della piena espressione della democrazia, ed in particolare "per i consistenti progressi realizzati dalla Turchia in materia di riforme ed in particolare per gli emendamenti costituzionali di grande portata adottati nel mese di maggio".
Nel complesso, dunque, Ankara ha incassato dal summit  di Bruxelles un voto complessivo soddisfacente per i propri sforzi "continui e sostenuti" per "conformarsi ai criteri di Copenaghen", ossia proprio quei parametri sulla base dei quali la Commissione europea entro ottobre giudicherà lo stato di preparazione della Turchia nel suo cammino verso l'UE, in vista della raccomandazione sull'apertura dei negoziati di adesione.
Un cammino nel quale l'Unione ribadisce il proprio sostegno alla Turchia, che potrà contare sulla "piena assistenza dell'UE" per rafforzare in particolare "l'indipendenza ed il funzionamento del sistema giudiziario", l'esercizio delle libertà fondamentali (associazione, espressione e religione) e "l'allineamento dei rapporti civili-militari con le pratiche europee". (Michele Cercone/Ansa)
18.06.2004

....MA ANCHE UNA BRUTTA ARIA
I risultati delle elezioni europee non sono il plus ultra per la Turchia dopo la debacle di alcuni partiti di Governo favorevoli ai negoziati di adesione per il suo ingresso nell'UE. Incertezza sul futuro a pochi mesi dal vertice del consiglio Europeo.
(Turchia Oggi) - La Turchia non gioisce per i risultati delle elezioni europee. Nella totale assenza di commenti ufficiali, fonti ufficiose fanno osservare che non solo essi hanno fatto registrare un deciso calo per i partiti più favorevoli all'adesione di Ankara all'UE (i laburisti in Inghilterra, i socialdemocratici in Germania, Forza Italia in Italia), ma anche che il sorprendente successo dei partiti "euroscettici" e la vasta astensione dal, soprattutto nei Paesi nuovi aderenti all'UE, possono essere interpretati come un segnale di "eurodelusione" diffusa anche rispetto al recente allargamento dell'Unione Europea a dieci nuovi Paesi membri.
Secondo il giornale "Milliyet> la politica dei governi rispetto alla Turchia può essere stata (insieme a quella sull'Irak e alle difficoltà economiche dopo l'introduzione dell'euro) una delle ragioni della sconfitta di vari partiti di governo in Europa.
"La reazione degli elettori europei dovuta al loro poco gradimento delle politiche dei Governi riguardo ad Irak, Turchia ed economia, le questioni più dibattute in campagna elettorale, può spiegare quei risultati particolarmente in Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia ed Austria", scrive il giornale.
Inoltre - aggiunge il quotidiano - la vittoria dei partiti antieuropei in vari Paesi ed il diffuso astensionismo pone seri interrogativi sul futuro dell'Europa all'indomani del suo recente allargamento.
In sostanza - aggiungono fonti ufficiose - i risultati delle elezioni europee sono particolarmente deludenti per Ankara perché essi potrebbero spingere ad una maggiore cautela i più influenti Governi europei rispetto ad ulteriori allargamenti dell'UE e, in primo luogo,a fine anno quando si tratterrà di fissare la data per l'inizio del negoziato di adesione della Turchia, anche se viene ritenuto ad Ankara che quella data possa non essere fissata dopo tante e ripetute promesse europee.
All'attuale Governo turco la data di inizio del negoziato importa per il momento molto di più chela durata del processo di adesione effettiva perché secondo i calcoli elettorali interni del partito Akp, che esprime interamente il Governo monocolore, alle prossime elezioni politiche, ci potrebbe essere un vero "sfondamento al centro" del loro partito, se potrà vantarsi davanti agli elettori di avere portato la Turchia sulla soglia dell'Europa, avendo ottenuto l'inizio del negoziato.
Quanto poi alla vera adesione con piena membership nell'UE viene dato per scontato dal governo turco che il processo prenderà almeno dieci anni. (take Ansa)
18.06.2004

E C'E' GIA' CHI DICE NO
Il "grande vincitore" delle elezioni europee in Belgio, il leader del <Vlaams Bloc>, Felip Dewinter, non vuole saperne di avere la Turchia in Europa.
(Turchia Oggi) - Interrogato dall'Ansa il grande vincente delle elezioni europee in Belgio, il leader del <Vlaams Bloc> Felip Dewinter, ha già fatto sapere di essere contro l'entrata della Turchia nell'Unione Europea in quanto considerano che non sia "un Paese europeo né sul piano culturale, né su quello geografico, né su quello politico".
A livello nazionale il Belgio ha conosciuto una spinta in avanti dell'estrema destra che di fatto ha interessato anche la Vallonia, la regione francofona a sud, dove il Fronte nazionale è passato in cinque anni dal 4.10% al 7.45%. "Una crescita inquietante al pari di quella del <Vlaams Blok>", ha scritto il quotidiano di Bruxells, <Le Soir>.
18.06.2004

UN OBIETTIVO LUNGO 40 ANNI
Lo ha voluto ricordare il presidente dell'Assemblea Nazionale turca, Bulent Aric, nel corso di una sua visita in Germania dove si è incontrato con i rappresentanti delle associazioni turche, sulle aspettative di Ankara.
Bulent _Arinc(Turchia Oggi) - Parliament Speaker Bulent Arinc, who is currently paying a visit to Germany, met with representatives of Turkish associations in that country. Speaking at the gathering, Arinc said: "European Union membership has been Turkey's aim for 40 years." Stressing that all Turkish governments had made progress towards this goal, Arinc said that some mistakes had also regrettably been made, adding, "If not for these mistakes, we could have joined the Union some time ago, at the same time as Greece." The Parliament speaker also called on Turks in Germany to adapt themselves to the society in which they live without losing their own values. (Turkiye)
18.06.2004

IL SOSTEGNO DI BILL CLINTON
Cordiale incontro a Chicago tra il Primo Ministro turco e l'ex presidente degli Stati Uniti che lo ha rassicurato sugli sforzi che Washington sta facendo sull'UE. Tete-à tete Erdogan-Peres.
Clinton ed Erdogan(Turchia Oggi) - Former U.S. President Bill Clinton would lobby for Turkey on its European Union (EU) membership process, sources said late in Chicago.
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan met separately with Clinton and former Israeli Prime Minister Shimon Peres.
Sources noted that Erdogan and Clinton exchanged views on Turkey's EU membership and regional issues in the meeting.
Clinton told Erdogan that he did very important jobs. Clinton said that he wished that Erdogan would have been the prime minister of Turkey when he was the president of the United States and added that Erdogan and he could have done significant things for the region.
In regard to Cyprus issue, Clinton said that Greek Cypriots had used ''Turkey as an excuse'' for years and noted that trump was taken away from Greek Cypriots with steps on Cyprus which have been taken by Turkey recently.
Stating that personally, he attached great importance to Turkey's EU membership process, Clinton said that he would visit European countries soon for his book. Clinton said that he would lobby for Turkey's EU membership and added that Turkey should be accepted to the union even if it had not been such an important and powerful country.
Following his meeting with Clinton, Erdogan had a meeting with Peres.
Sources said that Erdogan and Peres discussed the Middle East issue in the meeting.
Sources quoted Peres as saying that they were following Turkey and noted that Peres thanked Erdogan for his offer for being mediator in Israel-Palestine conflict. (TurkishPress)
18.06.2004

PONTE E GARANTE DI EQUILIBRI "PIU' AVANZATI"
Dalla operazione politica riformista tentata ad Istanbul nel corso della Conferenza dell'Oci la Turchia è quella che è sembrata uscire vittoriosa, pur tra numerose contraddizioni. Il rischio per Israele.
La _Conferenza _OicAbdullah _Gul (Turchia Oggi) - Cosa voglia essere lo "spirito di Istanbul" che, secondo il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, è nato dalla 31/ma sessione dei ministri degli Esteri dei 57 Paesi membri dell'Oci (Organizzazione Conferenza Islamica) lo ha spiegato lo stesso Gul per un anno presidente di turco della stessa Oci: "Sarebbe molto sbagliato continuare a dire: prima risolviamo il conflitto palestinese, poi penseremo dopo le riforme", ha detto il ministro turco, secondo cui " i due processi devono procedere in parallelo".
I Paesi musulmani dovrebbero, secondo Gul "occuparsi contemporaneamente delle riforme e dei mezzi per risolvere la questione palestinese", da essi finora usata - secondo vari analisti - per giustificare i loro regimi autocritici e per non procedere a riforme dirompenti per i loro equilibri interni:
"La modernizzazione e la democratizzazione sono la necessità imposta dalla realtà, ma le riforme devono venire dall'interno del mondo musulmano", ha insistito Gul, secondo cui il fatto che il nuovo segretario generale dell'Oci, il turco Ekmeleddin Ihsanoglu (61 anni, professore universitario di Storia della Scienza, ndr), sia stato per la prima volta eletto tramite votazione su candidati contrapposti dimostra già da sè che "le riforme possono venire dall'interno del mondo islamico". Senza aspettare, cioè, e, comunque, evitando che esse siano imposte dall'esterno (come si teme possa fare l'iniziativa occidentale, nata negli Usa e denominata "per un Grande Medio oriente: dal Marocco all'Afghanistan").
Se a queste intenzioni ed aspettative corrisponderanno concrete riforme "autonome" nei Paesi islamici - secondo gli analisti - è tutto da vedere e lo mostrerà il futuro: 
L'andamento e le conclusioni dei lavori dell'Oci rappresentano, comunque, un primo tentativo di risposta riformista collettiva del mondi islamico all'offensiva occidentale del progetto americano, che prevede la promozione, con incentivi destinati direttamente alla società civile (e, cioè, saltando i Governi) di riforme politiche democratiche, nel campo educativo e scientifico e nei diritti delle donne.
Islamic _Conference _of _Foreign _Ministers Non a caso la dichiarazione finale della riunione dell'Oci riproduce quasi esattamente questa tripartizione: i Paesi dell'Oci vi si sono impegnati infatti ad un "piano di lavoro e di mutua assistenza" che ha come obiettivi, in particolare, quelli di "rinforzare la democratizzazione dei Governi e della vita politica", "promuovere l'uguaglianza tra i loro cittadini, in particolare le donne" e "stabilire un sistema moderno di educazione".
Terrorismo - Nel frattempo l'impegno comune sottoscritto ad Istanbul alla lotta al terrorismo di ogni natura conserva la notazione "incluso il terrorismo di Stato", anche se non nomina esplicitamente Israele e cita tra le forme di terrorismo quello che "si autodefinisce islamico", ma che tale non è perché "l'Islam è contro ogni forma di terrorismo".
Non manca, però, una notazione che assolve il terrorismo palestinese: "Noi (Stati dell'Oci) riaffermiamo che la lotta di popoli sotto dominazione coloniale o occupazione straniera, per la propria liberazione o per riguadagnare il proprio diritto all'autodeterminazione, non costituisce terrorismo". Né manca una notazione che condanna Israele: "Ha distrutto il processo di pace"m recita la dichiarazione finale.
Irak - Sull'Irak l'Oci ha confermato il suo appoggio "alla sovranità, alla integrità territoriale e all'indipendenza" dell'Irak ed ha chiesto la costituzione di "un Governo a base allargata e fondato su una piena e completa rappresentatività nell'ambito di una costituzione accettata dal popolo".
Notevole è l'assenza di ogni condanna della presenza militare delle forze della coalizione in Irak e, d'altra parte di ogni impegno ad inviare proprie forze in Irak. Solo tre Paesi, Tunisia, Marocco e Pakistan - secondo fonti diplomatiche - si sono detti favorevoli a raccogliere il recente appello della Nato in proposito. Il Governo di Baghdad, presente ad Istanbul con il ministro degli Esteri, il curdo del Nord, Hoshlar Zebari, ha reso chiaro che "non gradisce la presenza di Paesi confinanti, arabi o no" (il riferimento è in stato in particolare a turchi e iraniani: quelli lontani - secondo Baghdad - potrebbero inviare forze, ma solo per proteggere la missione dell'Onu.
Ponte turco - Dell'intera operazione politica riformista tentata ad Istanbul sembra uscire vittoriosa la Turchia, che, pur tra contraddizioni (dato che si giova di fatto di essere al tempo stesso Paese mediorientale ed europeo, musulmano, ma anche laico e membro della Nato), si accredita, anche agli occhi dell'Europa, dove aspira ad entrare, come Paese "ponte" e garante di equilibri "più avanzati" in Medio Oriente.
Israele - Ma di essa rischia di fare le spese Israele, dato che il mondo islamico sta evidentemente cercando di portare, con promesse di democratizzazione, di lotta al terrorismo di al Qaida e di stabilizzazione dell'Irak, l'Europa e gli Usa dalla sua parte nel conflitto mediorientale. 
Esso vuole, in sostanza, che essi accettino l'invio in Palestina di una "forza di pace" (chiesta ufficialmente dall'Oci ad Istanbul) con il fine di interporsi tra i litiganti ma con l'effetto pratico di neutralizzare la superiorità militare israeliana. E' dubbio però che gli Usa (nonché Israele) abbiano, per ora, intenzione di starci (Lucio Leante/Ansa)
18.06.2004

RTCN: ADESSO E' STATO TURCO CIPRIOTA
La Conferenza Islamica (Oci) che si è svolta ad Istanbul ha gettato le basi per il riconoscimento della Repubblica e per la fine dell'embargo.
(Turchia Oggi) - La bozza della dichiarazione finale approvata dalla 31/ma sessione ministeriale dell'organizzazione per la Conferenza islamica (Oci), che si è svolta ad Istanbul, definisce la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn), riconosciuta solo dalla Turchia, "Stato turco-cipriota". Finora nei documenti dell'Oci la Cipro turca era chiamata "la comunità islamica di Cipro".
La bozza, come precisato da fonti diplomatiche attendibili, è stata approvata dalla Commissione politica dell'Oci.
Secondo le stesse fonti, la nuova denominazione non costituisce ancora un riconoscimento ufficiale da parte dell'Oci, ma ne è il presupposto ed il presupposto anche per la già annunciata eliminazione - da parte dei paesi membri dell'organizzazione - dell'embargo e dell'isolamento internazionale della Rtnc. (take Ansa)
18.06.2004

RELAZIONI MINIME, MA RELAZIONI
Secondo il premier turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, è necessario che queste vengano stabilite da subito. Ce ne sono già alcune per quanto riguarda il settore sportivo ma si potrebbero aumentate ora che la parte greco-cipriota dell'isola è entrata in Europa.
Mehemet _Ali _Talat(Turchia Oggi) - Turkey should establish relations with the Greek Cypriot side in the minimum level, Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) Prime Minister Mehmet Ali Talat said.
Talat, who returned from his visits to Brussels and Strasbourg, told reporters at Istanbul`s Ataturk Airport, ``Turkey should establish relations with the Greek Cypriot side as the Republic of Cyprus in the minimum level at this moment.``
``There has been such a relationship in the minimum level. That is, there were some relations in international meetings and sports events. After Republic of Cyprus joined the European Union (EU), these relations will further develop,`` Talat said.
Talat noted that development of relations between Turkey and the Greek Cypriot side was unavoidable and added, ``because, the Greek Cypriot side is an EU member with the title `Republic of Cyprus.` Turkey has signed customs union deal with the EU. It is an EU candidate and expecting a date to start negotiations with the EU. What is right is to take sensible steps which won`t harm our interests and rights in Cyprus. Therefore, it is obvious that Turkey should take steps. There is no other alternative because, Turkey is a world state. And, a world state should comply with the world law.``
Trnc Prime Minister Talat met with EU Commissioner Guenter Verheugen, European Court of Human Rights (Echr) President Luzius Wildhaber and Council of Europe (Coe) representatives.
The EU plans to open an office in Trnc to help use of assistance extended to Turkish Cypriots and to help harmonization steps.
Trnc is planning to open a Greek Cypriot school in Karpaz till the next school year. 
After majority of its people voted in favor of United Nations (UN) Secretary General Kofi Annan`s plan for a comprehensive settlement of the Cyprus problem, Trnc expects the international community to lift embargoes and end isolation of its people. (TurkishPress)
18.06.2004

GLI SFORZI DI PINCHAS AVIVI
Il nuovo ambasciatore israeliano in Turchia cerca di ricucire lo strappo con Ankara ma nonostante ciò i problemi esistono specie dopo le dichiarazioni del premier Erdogan in merito alle operazioni militari di Tel Aviv nella striscia di Gaza.
(Turchia Oggi) - "The Chinese say that if you want to curse someone, tell them to live in interesting times," Israel's new ambassador to Turkey, Pinchas Avivi, says with a smile. "It seems like that curse has worked on me." The affable Avivi may be understating the case.
A 37-year veteran of the Israeli Foreign Ministry, Avivi came to Turkey last October to take over what is considered one of Israel's most significant diplomatic postings.
Avivi had barely settled into his office when two Istanbul synagogues were hit by devastating, near-simultaneous suicide bombings. The synagogue attacks, which took place just six weeks after Avivi's arrival, killed six Istanbul Jews and injured dozens of others. They led to a flurry of visits to Turkey by Israeli officials as a sign of solidarity with Turkey's Jews.
In recent weeks, the challenges Avivi has faced have been diplomatic.
While Israel and Turkey have enjoyed warm ties since the early 1990s, evinced by increased military cooperation and deepening commercial ties, some strains have started to appear in the relationship.
Israel's recent military operations in the Gaza Strip were met with severe criticism by the Turkish government, with Prime Minister Recep Tayyip Erdogan on several occasions referring to the actions as "state terror." In an interview with Ha'aretz, Erdogan said Israel was treating the Palestinians the way Jews were treated 500 years ago in Spain, during the time of the Inquisition.
Last week, Turkey recalled its ambassador in Tel Aviv and its consul general in Jerusalem for one-day "consultations" in Ankara. Turkish and Israeli officials downplayed the significance of the move, but the timing of the recall raised the question of whether Ankara is trying to send a message to the Israeli government.
So Avivi, a 14th-generation Jerusalemite who previously had been an ambassador to Columbia and Chile, has spent the last few weeks trying to dampen the diplomatic brush fires that have been ignited by the increasingly fiery rhetoric coming out of Ankara, particularly from Erdogan.
As part of that effort, Avivi has been meeting with lawmakers, government officials and members of the media.
"We've been trying to make clear to the Turks that we still support the 'road map' " peace plan, Avivi said during a recent interview at the Israeli Embassy in Ankara. "We explained to them our thinking behind the unilateral withdrawal from Gaza."
"I think at the professional level of the government offices, people understand Israel's position, and I think in the wider sense people in Turkey understand that the essence of the relationship is important for both countries," he added. "I think both Israel and Turkey agree that we can argue about everything except the relationship itself, because that relationship is based on very deep, mutual interests that still haven't changed, even in these past weeks."
Over the last decade, Turkey has emerged as a key strategic ally for Israel - and its best friend in the Middle East. Israel and Turkey are the only democracies in the region, and both countries face a common threat from radical Islam.
The two countries have developed close military and strategic ties, and trade between Israel and Turkey has grown tenfold in the last decade, to $1.2 billion last year from about $120 million a decade ago.
That's partly why, Avivi says, he was surprised by the harshness of the criticism being directed at Israel by Erdogan.
"Criticism is legitimate between friends, but the wording was not appropriate," he said. "We are definitely getting a lot of reassuring messages, but there is concern that the damage that was done from what was said publicly is a wound that doesn't heal in a day, and we have to somehow take that into consideration."
The Turkish government currently is led by Erdogan's Justice and Development Party, known as AKP, which traces its roots to Turkey's political Islamist movement. Today, the party describes itself as socially conservative, rather than Islamist, but Erdogan's recent criticism of Israel had some wondering whether the Akp is beginning to show an ideological bias against Israel.
Avivi says he doesn't see ideology behind the government's recent actions and statements.
When the Akp first came into power almost two years ago, relations with Israel actually were improving. Avivi says he believes that the AKP government is not interested in downgrading its relations with Israel.
"I think even this party recognizes the importance of the relationship with Israel, and we have a continuous dialogue with them," Avivi said, sipping Turkish coffee.
Avivi points out that in the midst of the controversy over Erdogan's criticism of the Israeli government, Yosef Paritzky, Israel's national infrastructure minister, came to Turkey to preside over the signing of an $800 million deal for the construction of three power plants in Israel by a Turkish firm. The agreement was seen as a significant step in deepening the two countries' commercial ties and as a boost for Turkey's economy.
Avivi says the energy deal is a good indicator of the state of Israel-Turkey ties. While the alliance between the two countries started as a strategic one, it now has diversified to the point where it is less susceptible to shifting political winds, he said.
"It's important to emphasize that Israel made a very important decision to do all it can to deepen the civil aspect of our relations, because we believe that over time this will lead to truly deep connections," Avivi said. "These are connections that don't change with governments or with geopolitical considerations."
For example, Israel is bidding on some $600 million in industrial and agricultural development projects connected with a large-scale irrigation scheme in Turkey's southeast. Israel also is looking into the possibility of building a massive underwater pipeline that would carry natural gas, oil, water and electricity from Turkey to Israel, according to Avivi, creating a corridor that would link Israel to Europe's energy grid via Turkey.
For the time being, patching up the Turkey-Israel relationship tops Avivi's agenda.
"I wouldn't say that the relations right now are on calm waters," Avivi said. "That means we need to sit and figure out what's happening and how to deal with it. We are definitely in a process today of thinking about it. When friends get such a severe criticism, you have to think about it."
Observers in Turkey say more diplomatic quarrels could be in the offing.
"I think the Palestinian issue was always a topic of debate between the two countries, but because of the peace process moving along, especially during the Clinton years, it did not come up," said Erdal Guven, a columnist with the Turkish daily Radikal. Israeli Prime Minister Ariel "Sharon has not made it easy for Prime Minister Erdogan to stay quiet. It hasn't helped Turkey keep an equilibrium, a balance, vis-a-vis the Arab countries."
A senior member of the Akp said, "This government is no different from previous governments in its relationship with Israel. Turkey doesn't want to reconsider its relationship with Israel, but at the same time, recent attacks" on Palestinians "by the government of Israel makes the Turkish government's position a lot more difficult."
The Turkish government appears to be trying to flex some diplomatic muscle on the Israeli-Palestinian issue.
In addition to recalling its diplomats, Turkey also announced recently that it is appointing Vehbi Dincerler, a former education minister, to be a special coordinator for relations with the Palestinians. The Turkish Parliament also sent a team of observers to monitor the sentencing of Palestinian Fatah leader Marwan Barghouti, who was given a 165-year prison sentence last week by Tel Aviv District Court for his role in five Israeli deaths resulting from terrorist attacks.
"There's a two-track policy: strengthening relations with Israel, but also strengthening our ties with the Palestinians," said Sami Kohen, a columnist with the Turkish daily Milliyet. "It's a question now of showing more sympathy for the Palestinians. It's important for whoever is in office here to show that sympathy."
With all the diplomatic wrangling, it seems that only one thing is certain for Avivi: He will continue to live in interesting times. (Yigal Schleifer-JtYa/Virtual Jerusalem.com)
18.06.2004

L'AMBASCIATORE RITORNATO A TEL AVIV
Il diplomatico turco era stato richiamato ad Ankara assieme al console generale di Gerusalemme. Secondo il Governo turco si era trattato di una normale routine.
(Turchia Oggi) - L'ambasciatore turco in Israele, Feridun Sinirlioglu, ed il console generale a Gerusalemme, Huseyin Avni Bicakli, convocati ad Ankara per consultazioni, sono già ripartiti per Tel Aviv. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa <Anadolu> aggiungendo che fonti diplomatiche hanno precisato come la convocazione dei due diplomatici ad ankara "non sia stata una reazione contro Israele ma una procedura interna di routine".
Argomento ufficiale delle consultazioni - secondo le stesse fonti - sarebbe stato il ritiro unilaterale da Gaza deciso dal Governo israeliano di Ariel Sharon.
Tuttavia - a detta degli osservatori - non sarebbe casuale il fatto che i diplomatici Turchia siano stati convocati nel pieno di uno scambio di note verbali tra Ankara e Tel Aviv dopo che il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva definito "terrorismi di Stato" le uccisioni mirate dei leader di Hamas e l'incursione israeliana nel campo profughi Refah a sud di Gaza.
Inoltre, che qualcosa si stia muovendo nelle relazioni diplomatiche tra la Turchia ed Israele, due Paesi legati da un accordo strategico- militare dal 1996 e da una crescente cooperazione economica, emerge dal fatto che Erdogan - che da qualche tempo non perde occasione per criticare Sharon - in una riunione del gruppo parlamentare del suo partito abbia suggerito l'idea di elevare al gradi ambasciatore il rango del console generale turco a Gerusalemme che svolge la funzione di rappresentante diplomatico turco presso l'Amministrazione nazionale palestinese di Yasser Arafat. (take Ansa)
18.06.2004

IL CONTRIBUTO TURCO
Per il premier turco la Turchia è pronta a fornirlo pur di poter portare a termine al processo di pace nel Medio Oriente.
(Turchia Oggi) - Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said that Turkey was ready to contribute to the peace process in the Middle East.
Prime Minister Erdogan replied to questions of journalists on his way back from the United States to Turkey.
Upon a question about Turkey's proposal to act as a mediator to find a solution to the Israeli-Palestinian dispute, Prime Minister Erdogan said, "the sides will make a decision about the process. If they accept our proposal, we are ready to do our utmost to make a contribution to the peace process in the Middle East. Turkey is the guarantee of peace and friendship in its region." (Turkishnewsline)
18.06.2004

L'ESERCITO VIGILA
Come ha ribadito-  nell'ambito del 165° anniversario del Comando generale della Gendarmeria - il Capo di Stato Maggiore turco Hilmi Ozkok, le Forze Armate non tollereranno segnali di sorta volti al terrorismo e al fondamentalismo.
Hilmi _Ozkok (Turchia Oggi) - The Turkish General Staff vowed to keep fighting terrorism and fundamentalism.
The Turkish Chief of General Staff Hilmi Özkök said in a message released Monday to mark 165th anniversary of the Gendarmerie General Commandership that the Turkish army would continue to fight against separatist terror activities and cynical fundamentalist reactionaries.
"The Turkish Armed Forces will root out the efforts of the separatist terror organizations that are trying to weaken the Turkish republic," Özkök said message, the Turkish papers write on Tuesday.
"No one can achieve their goals with terrorism. The Turkish army, impartial to interior and exterior influences, is determined to guarantee the safety of the Turkish Republic against the separatist terrorism and fundamentalism."
The Pkk/Kongra-Gel called off its unilateral six-year ceasefire in early June. The outlawed terror organization Pkk/Kongra-Gel turned down calls from the recently released former MPs of the pro-Kurdish Dehap party to reinstate the truce.
Tension and violence in the southeastern region of Turkey has escalated recently since the end the ceasefire. Five members of the security forces, four village guards and five terrorists have been killed in recent weeks. (TurkishPress.com)
18.06.2004

NESSUNA AMNISTIA
Il Governo turco, e lo ha spiegato a chiare lettere il ministro della Giustizia Cemil Cicek, non ha intenzione di concederla a quelle organizzazioni fuorilegge che incoraggiano le sommosse.
(Turchia Oggi) - The Turkish government had no plans to offer a new amnesty for members of outlawed organisations to encourage them to surrender, Turkey's Justice Minister said Thursday evening.
Speaking on private television station NTV, Justice Minister Cemel Çiçek Thursday Çiçek said no new amnesty was proposed when asked about the poor results of the previous offer to activists in illegal groups.
Concerning the release on Wednesday of four former parliamentary deputies from prison after 10 years incarceration, Çiçek said that the issue had only been raised by visiting delegations.
"We told them that this was matter of the justice system... Justice rules according to the file it is presented," he said.
When was asked about the possibility of these former deputies returning to politics he said that this was up to a decision of the courts.
He said that Turkey had done more than was necessary in terms of the political criteria set by the European Union for membership of the bloc.
"The EU has been put to that sincerity test, if they do not give a date (for the opening of accession talks) it would be a denial of themselves. It would discrimination," he said (NtvmSnbc)
18.06.2004

UN ATTEGGIAMENTO "MOLTO BRUTTO"
E' quello definito dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan, nei confronti del Partito Dehap che si era definito equidistante tra Stato e Pkk.
(Turchia Oggi) - Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha definito un atteggiamento" molto brutto" quello espresso dal presidente del partito nazionalista curdo DDehap, Tuncer Bakirhan, che ha definito il suo partito "equidistante tra Stato e Pkk".
"E' un approccio molto brutto quello di un partito che in un ambito democratico vanta in questo modo una organizzazione terroristica illegale", ha dichiarato Erdogan in risposta alla domanda di un giornalista ad Istanbul aggiungendo che il Governo turco da lui presieduto "mobiliterà ogni sforzo per garantire la sicurezza alla popolazione turca".
Nelle ultime settimane la lotta armata del Congra-Gel (ex Pkk) si sta intensificando dopo l'annuncio del 1 giugno della fine della tregua informale che aveva molto ridotto le attività armate del Pkk dopo la cattura del suo leader Abdullah Ocalan, ora all'ergastolo. (take Ansa)
18.06.2004

L'APPELLO DI HADEP
La maggiore formazione pro-curda della Turchia, a nome del suo presidente Tuncel Bakirhan, ha chiesto ai ribelli del Kongra-Gel di concedere una nuova tregua.
(Turchia Oggi) - Il Partito democratico popolare (Hadep), la maggiore formazione pro-curda della Turchia, è tornato a chiedere ai ribelli curdi di ripristinare la tregua conclusa il primo giugno, dopo al liberazione dal carcere dell'ex deputata Leyla Zana e di altri tre suoi colleghi.
Il presidente dell'Hadep, Tuncel Bakirhan, ha rivolto un appello nella città Diyarbakir, nella zona orientale dell'Anatolia, al Kongra-Gel, l'organizzazione che ha raccolto l'eredità del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) perché conceda una nuova tregua.
"Il problema curdo deve essere risolto attraverso il dialogo politico", ha detto Bakirhan, sottolineando come dalla fine della tregua siano aumentati gli attacchi compiuti dai ribelli curdi. (take Adnkronos)
18.06.2004

IL RITORNO A DIYARBAKIR
Leyla Zana e i suoi tre compagni di prigione, rilasciati dopo la decisione della Cassazione, accolti nella città sud-orientale della Turchia da migliaia di persone festanti. Il messaggio dell'ex deputata al Kongra-Gel perché non rompa la tregua.
(Turchia Oggi) - Decine di migliaia di simpatizzanti hanno accolto Leyla Zana, figura emblematica della lotta pacifica per i diritti dei curdi, che è tornata a Diyarbakir nella Turchia sud-orientale dopo dieci anni di reclusione.
Appena scesi dall'aereo, Zana e i suoi tre ex compagni di prigionia, Hatip Dicle, Orhan Dogan e Selim Sadak, sono stati acclamati da migliaia di manifestanti che scandivano "Basta con la politica della violenza e dell'annientamento" e "Le forze unite delle donne trasformeranno l'oscurità in luce", secondo un giornalista dell'<Afp> sul posto.
Condannati nel 1994 a 15 anni di carcere per legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), l'organizzazione secessionista armata guidata da Abdullah Ocalan, i quattro ex deputati del Partito della democrazia (Dep, curdo, disciolto nel 1994), sono stati liberati mercoledì della scorsa settimana in attesa di una revisione del loro processo.
Dopo essere stati ricevuti dalle autorità locali, Zana e i suoi compagni sono stati condotti nel centro della città su un autobus aperto che avanzava a passo d'uomo, fendendo una densa folla con le bandiere color verde, rosso e giallo dei movimenti curdi e sotto una pioggia di petali di fiori lanciati dai balconi e dalle finestre.
Giunto sul piazzale della stazione, dove li attendevano decine di migliaia di persone, gli ex detenuti hanno rivolto alla folla, in curdo e in turco, messaggi di pace e di riconciliazione.
Leyla Zana ha anche lanciato un messaggio al Kongra-Gel (il nuovo nome del Pkk) invitandolo a "non rompere il cessate il fuoco per almeno sei mesi":
"Rivendicate i vostri diritti senza fare del male agli altri. Non saremo mai istigatori di violenze", ha detto l'ex deputata.
Il Pkk, che tra il 1984 e il 1999 è stato impegnato in una durissima lotta armata con le forze di sicurezza turche, aveva proclamato una tregua unilaterale cinque anni fa, dopo la cattura del suo leader Ocalan ma alla fine del mese scorso aveva annunciato la ripresa delle ostilità. Da allora sono ripresi gli scontri tra guerriglieri e forze di sicurezza.
(take Ansa)
18.06.2004

SOLDATI UCCISI DA BOMBA
Sono ripresi combattimenti nel sud-est anatolico tra i guerriglieri del Pkke le forze di sicurezza turche. Tra queste ultime impegnati circa 10 mila militari.
(Turchia Oggi) - Due soldati turchi sono morti ed uno è rimasto ferito nell'esplosione di un ordigno nel sud-est del Paese dove proseguono gli scontri tra esercito e separatisti curdi ripresi il mese scorso dopo la proclamazione della fine della tregua da parte del partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).
I due soldati hanno perso la vita quando è esploso un ordigno telecomandato che era stato collocato vicino al loro convoglio di mezzi blindati, ha reso noto in un comunicato l'ufficio del governatore della provincia di Tunceli.
Cinque membri delle forze sicurezza e tre guerriglieri sono rimasti uccisi, ultime vittime delle violenze riesplose dopo che il Pkk ha proclamato la fine di una tregua durata cinque anni.
"Dopo l'incidente, i militari appoggiati da elicotteri sono stati inviati nella regione. Le operazioni contro i terroristi proseguono", afferma un comunicato.
L'operazione, alla quale partecipano almeno 10 mila uomini, è stata lanciata nella provincia di Tunceli. I responsabili delle forze di sicurezza ritengono che circa 600 guerriglieri del Pkk si trovano nella zona montagnosa di Tunceli e nella vicina provincia di Bingol. (take Ansa-Reuters)
18.06.2004

ARRESTO DI ESTREMISTI
Misure senza precedenti delle forze anti-terrorismo in vista della conferenza al vertice della Nato.
(Turchia Oggi) - A pochi giorni dall'inizio della conferenza al vertice della Nato ad Istanbul, le autorità turche hanno arrestato 13 persone in una retata contro "organizzazioni terroristiche fondate sulla religione", addestrate in campi per specialisti all'estero.
Lo si è appreso dall'agenzia di informazione <Anadolu>.
Le autorità anti-terrorismo turche hanno introdotto misure senza precedenti in previsione del vertice ed hanno già operato una serie di arresti fra elementi dell'oltranzismo islamico, fra attivisti curdi e fra gli estremisti di sinistra (take Agi)
18.06.2004

ORDIGNO IN UN BIDONE
E' esploso nel quartiere asiatico di Uskudar di fronte alla <Isbank>.
(Turchia Oggi) - Una bomba è esplosa nel quartiere asiatico di Uskudar ad Istanbul ferendo una persona. Lo ha riferito la <Ntv> precisando solo che l'ordigno era stato collocato in un bidone della spazzatura di fronte alla <Isbank>.
Un'altra bomba era esplosa in precedenza nei pressi di una filiale della banca turca <Disbank> nel quartiere europeo di Besiktas senza provocare feriti ma mandando in frantumi i vetri dello stesso istituto di credito.
18.06.2004

RILASCIATI I 7 OSTAGGI
Si trovavano nelle mani di un gruppo armato in Irak. Non è stato pagato alcun riscatto.
(Turchia Oggi) - Tutti liberi gli ostaggi turchi che si trovavano nelle mani dei ribelli irakeni. Il gruppo - tutti dipendenti di una impresa edili - è rientrato immediatamente in Turchia. A riferirlo alla <Cnn-Trk> è stato un portavoce della ditta per cui lavoravano gli ex ostaggi le cui condizioni di salute sono buone. non è stato pagato alcun riscatto.
Un video trasmesso la scorsa settimana dall'emittente televisiva <al-Arabiya> mostrava quattro degli ostaggi  - che affermavano di essere originari di Adana e Mersin - nelle mani di un gruppo di uomini armati. Uno dei rapitori leggeva un comunicato in cui si chiedeva alle compagnie turche di abbandonare i loro lavori in Irak e rimpatriare i dipendenti. (take Adnkronos)
18.06.2004

BLOCCATO L'EXPORT DEL PETROLIO
Bucati due oleodotti irakeni meridionali per l'esportazione.
Bloccato _export _Irak(Turchia Oggi) - I guerriglieri anti-americani che cercano di screditare il nuovo governo ad interim dell'Iraq hanno ucciso un funzionario petrolifero iracheno e hanno attaccato degli appaltatori stranieri dopo aver soffocato l'export di greggio del Paese.
Ad appena due settimane dalla conclusione formale dell'occupazione guidata dagli Stati Uniti, i ribelli hanno intensificato gli assassinii e gli attentati suicidi per dare una prova che il governo ad interim non può sperare di esercitare il controllo del Paese dopo il passaggio di poteri.
Nell'ultimo attentato contro l'industria petrolifera irachena, i sabotatori hanno provocato un buco in uno dei due oleodotti iracheni meridionali per l'esportazione, per la seconda volta in 48 ore. Lo ha riferito a Reuters una fonte del settore petrolifero, dicendo che il danno è "piuttosto grosso".
Il vice segretario alla Difesa americano Paul Wolfowitz, impegnato in una visita in Iraq che in un primo tempo era stata tenuta segreta, ha incontrato il primo ministro ad interim Iyad Allawi ed i ministri della Difesa e dell'Interno.
"L'incontro ha avuto al centro la strategia del governo iracheno a proposito di importanti e gravi questioni di sicurezza, di economia e del processo politico", ha riferito un comunicato Usa, senza precisare oltre.
Wolfowitz, un potente sostenitore dell'invasione dello scorso anno guidata dagli Stati Uniti, durante una sua precedente vista a Baghdad lo scorso ottobre era sfuggito ad un attentato dei guerriglieri che avevano lanciato un razzo contro il suo hotel. (Reuters)
18.06.2004

L'ECONOMIA VA BENE, MA....
L'8° missione di review del Fmi ad Ankara ha messo in evidenza che dovrebbe essere perseguito con maggiore determinazione l'obiettivo della crescita del Paese piuttosto che quello dell'aumento dell'occupazione.
(Turchia Oggi) - L'ottava missione di review del Fondo Monetario Internazionale a valere sull'Accordo stand-by in essere si è svolta ad Ankara dove gli esperti si tratterranno fino a domani, 19 giugno. Le consultazioni ex Art.4 si sono invece concluse la settimana scorsa con la constatazione, da parte del Direttore per l'Europa Deppler e del Direttore Esecutivo Kiekens, che l'economia del Paese si trova in buone condizioni e che il Governo è determinato a ridurre il pesante onere del debito pubblico. Secondo i due rappresentanti del Fmi, peraltro, dovrebbe essere perseguito con maggiore determinazione l'obiettivo della crescita piuttosto che quello dell'aumento dell'occupazione (una delle maggiori preoccupazioni del Governo), dato che la prima comporta automaticamente l'aumento dei posti di lavoro. La modalità del proseguimento delle relazioni (monitoraggio, accordo precauzionale o accordo stand-by) sarà decisa dal Governo turco nei prossimi mesi: dal canto loro, le Associazioni imprenditoriali si sono chiaramente espresse a favore di un nuovo accordo stand-by. Per quanto riguarda l'andamento attuale, il risanamento economico sembra procedere positivamente, ma i tecnici del Fmi temono che un ulteriore aumento della domanda interna provochi un'eccessiva crescita del deficit corrente; altre aree in cui, secondo il Fondo Monetario, è necessario continuare a lavorare sono la riforma bancaria, la razionalizzazione del complicato sistema fiscale ed il ridimensionamento del vasto settore pubblico. Inoltre, i tassi di interesse reali, seppure drasticamente ridotti rispetto anche solo ad un anno fa, risultano i più alti tra quelli dei Paesi emergenti, con l'eccezione del Brasile. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
18.06.2004

I GRANDI APPUNTAMENTI
Istanbul è stata scelta come grande vedette. Dalla Conferenza Ocse, alla conferenza Islamica, alla riunione internazionale socialista, al vertice Nato.

(Turchia Oggi) - Nel corso del corrente mese di giugno, la città di Istanbul è stata scelta quale sede di grandi appuntamenti internazionali in campo economico e politico. In data 4 e 5, vi si è svolta la Seconda Conferenza Ministeriale Ocse sulle Piccole e Medie Imprese, nel quadro del 'Processo di Bologna' (di cui si allega una sintesi). Dal 14 al 16, ha avuto luogo la riunione della Conferenza Islamica, presieduta dalla Turchia; il 25 e 26, è in programma la riunione dell'Internazionale Socialista e, per ultimo, nei giorni 28 e 29, vi si svolgerà il Vertice Nato. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004 

COME SFRUTTARE AL MEGLIO LA COLLABORAZIONE TRA DUE PAESI
Tanto il ministro italiano al Commercio Estero Antonio Marzano che il suo omologo turco Ali Coskun hanno convenuto che occorre espandere ulteriormente le opportunità di affari. La nostra presenza come garanzia.
bandiera_italianabandiera_turca (Turchia Oggi) - Questa notizia è già stata data nel numero precedente . Ci piace comunque ripresentarla come ce l'ha proposta l'Ufficio Commerciale dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara al quale siamo sempre grati per la collaborazione settimanale che offre a <Turchia Oggi>.
Prima della Conferenza Ocse, il ministro italiano Antonio Marzano aveva incontrato il ministro dell'Industria e Commercio turco, Ali Coskun, con il quale aveva partecipato alla seconda riunione del Comitato congiunto Confindustria-Tusiad (associazione degli industriali turchi). Nel corso dell'incontro bilaterale, la parte turca aveva ringraziato l'Italia per il contributo fornito nella preparazione della Conferenza, sia in sede Ocse che bilaterale, ed aveva sottolineato come ciò si inserisca perfettamente nel quadro delle eccellenti relazioni bilaterali. L'Italia è infatti il secondo partner commerciale della Turchia ed uno dei maggiori Paesi investitori, ma - avevano convenuto i ministri - occorre sfruttare al meglio la collaborazione tra i due sistemi industriali per espandere ulteriormente le opportunità di affari. Coskun aveva tenuto ad evidenziare a Marzano - che se ne era compiaciuto - i progressi sinora realizzati dall'economia turca, che si sono concretizzati in una drastica riduzione dell'inflazione accompagnata da una crescita sostenuta del Pil e dall'attuazione di importanti riforme strutturali. 
La partecipazione dei due ministri alla riunione Confindustria-Tusiad era servita per lanciare un chiaro messaggio ai rappresentanti (oltre cinquanta) del mondo degli affari dei due Paesi: l'amicizia che lega i Governi italiano e turco è la migliore garanzia per la loro attività e rappresenta il quadro di riferimento in cui essi sono chiamati ad operare. Inoltre, le due associazioni confindustriali avevano illustrato ai ministri un progetto che mira all'espansione della presenza italiana qui, consistente nell'individuazione di un'area in Turchia dove le imprese italiane possano investire, usufruendo di specifici vantaggi ed incentivi. (fonte Amb. d'Ita)
Primo Comunicato
Istanbul, Seconda Conferenza Ministeriale dell'Ocse dedicata alle Pmi, "Promoting Entrepreneurship and Innovative SMEs in a Global Economy - Towards a more Responsible and Inclusive Globalisation" (3-5 giugno 2004).
Ad aprire i lavori della sessione plenaria della Conferenza è intervenuto il ministro Antonio Marzano insieme al premier Recep Tayyip Erdogan, l'omologo turco Ali Coskun e il Segretario generale dell'Ocse Johnston.
Il ministro ha posto l'accento sull'impegno dell'Italia nella "promozione delle PMI innovanti". Il nostro Paese, simbolo delle Pmi all'interno dell'Ocse, intende condividere la propria esperienza nel campo, dedicandosi in particolare al tema del trasferimento tecnologico transnazionale, per valorizzare la ricerca scientifica, renderla più accessibile alle imprese e favorire le economie di scala.
Il Governo italiano conferma pertanto il suo impegno per consolidare e rafforzare l'Associazione Insme - International Network for SMes - nata su proposta italiana all'indomani della prima Conferenza Ocse sulle Pmi, tenutasi a Bologna nel giugno 2000. Divenuta nel febbraio 2004 associazione senza fini di lucro, Insme ha ottenuto il patrocinio morale dell'Ocse. L'Associazione ha sede a Roma presso l'Istituto per la Promozione Industriale (Ipi), uno dei principali fondatori e sponsor, e ad Istanbul Insme vede la sua prima presenza ufficiale internazionale. Attraverso l'integrazione dei servizi per le Pmi ed il loro potenziamento, Insme intende riunire in un'unica rete tutti quegli intermediari, pubblici e privati, impegnati a favorire l'innovazione e il trasferimento tecnologico per le Pmi: enti governativi e camerali, università, incubatori d'impresa, organizzazioni internazionali e Ong. L'Associazione è aperta a tutte le aree geografiche. Attualmente i membri a pieno titolo sono 25.
Il Segretariato Insme gestisce un portale internet (www.insme.org) che offre un'ampia gamma di informazioni e servizi per i Policy Makers, gli Intermediari e le Pmi.
Simona Marzetti
Segretario Generale dell'Associazione Insme

Direzione Trasferimento di Conoscenza e Innovazione
Istituto per la Promozione Industriale (Ipi)
V.Le Maresciallo Pilsudski, 124 00197 Roma
Tel. +39-06-80972448 Fax +39-06-80972443
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e-mail:
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Secondo Comunicato
Si è svolta ad Istanbul il 4 e 5 giugno scorsi la seconda Conferenza Ministeriale Ocse sulle Piccole e Medie Imprese alla quale hanno partecipato i Ministri competenti dei Paesi Ocse e di 40 Paesi non membri Ocse. La delegazione italiana è stata tra le più qualificate, con la presenza del Ministro delle Attività Produttive, On.le Antonio Marzano, del Sottosegretario On.Giovanni Dell'Elce, del Presidente dell'Istat, Biggeri, e di rappresentanti del settore privato (tra gli altri, il Vice Presidente di Confindustria, dr.Salmoiraghi, il Vice Presidente di Unicredito, dr.Caponi, il Direttore Generale dell'IPI, dr.Corbo') i quali hanno preso parte al "Business Symposium" che ha preceduto la Conferenza.
La Conferenza Ministeriale è stata aperta dagli interventi del Ministro turco dell'Industria, Coskun, e del Primo Ministro, Erdogan, il quale ha sottolineato l'importanza di una sinergia tra politiche nazionali e cooperazione multilaterale per favorire l'internazionalizzazione delle PMI ed ha indicato nel "Processo di Bologna" dell'Ocse un modello di collaborazione internazionale.
Il ministro Marzano ha prospettato le sfide con le quali le Pmi devono confrontarsi:
la crescita demografica dei Paesi in Via di Sviluppo che determinerà sempre più nei prossimi anni il problema dello sviluppo economico di tali Paesi ed un'evoluzione dello scenario economico mondiale;
i processi di globalizzazione dei mercati che, a partire dagli anni '80, con il progressivo superamento delle restrizioni ai movimenti di beni, capitali e persone, hanno determinato una forte integrazione economica mondiale;
la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione che ha aperto nuove opportunità economiche, commerciali e di investimento per le imprese.
Il nuovo scenario economico mondiale rende ancora più pressante l'esigenza per le Pmi di accedere all'innovazione ed alla ricerca e ad internazionalizzare il proprio business. I Governi - ha proseguito Marzano - sono chiamati a sostenere la competitività e l'internazionalizzazione delle Pmi e ciò può avvenire se si realizzano politiche "macro" e "micro" virtuose: riduzione del carico fiscale, superamento di aiuti ad aziende non competitive, controllo dell'inflazione, sul fronte "macro"; snellimento amministrativo, sostegno ai distretti industriali, miglioramento dell'accesso al credito, incentivi all'innovazione e alla ricerca, sul lato micro economico.
Il ministro Marzano ha anche sottolineato l'importanza di dare vita ad una nuova collaborazione industriale "Nord-Sud" finalizzata al trasferimento tecnologico, allo stimolo al "match-making" tra Pmi, ed ha espresso un forte apprezzamento per il ruolo svolto dall'Ocse in questo senso con il "Processo di Bologna" che ha consentito di sviluppare un proficuo ed inedito dialogo con i Paesi in Via di Sviluppo su tale argomento.
Il ministro Marzano ha infine richiamato  il valore dell'iniziativa italiana "Iinsme" (
www.insme.org), il network tra centri di assistenza tecnica alle Pmi, che recentemente ha ottenuto il patrocinio ufficiale dell'Ocse. Il Sottosegretario Dell'Elce ha presentato la rete italiana per il trasferimento tecnologico alle imprese, Riditt (www.riditt.it), nella quale un ruolo chiave è svolto dai distretti industriali.
Il Segretario Generale dell'Ocse, Johnston, ha riaffermato l'impegno dell'Organizzazione a portare avanti il "Processo di Bologna" rilevatosi come una delle iniziative Ocse che più sono riuscite ad attrarre l'interesse dei Non Membri ed a coinvolgere i Pvs. Johnston ha sintetizzato in alcune, emblematiche cifre la contraddizione che caratterizza l'attuale situazione delle Pmi nel mondo: esse rappresentano circa il 90% delle imprese nei Paesi Ocse, assorbono circa il 60% della forza lavoro ma contribuiscono soltanto per il 30% alle esportazioni e per il 10% agli investimenti diretti esteri. La sfida è quindi l'internazionalizzazione e le politiche dei Governi, così come le attività del sistema creditizio e finanziario internazionale, dovrebbero concentrarsi su tale obiettivo.
La Conferenza si è conclusa con l'approvazione della "Dichiarazione di Istanbul" nella quale vengono indicate le seguenti priorità nelle politiche nazionali e multilaterali per le Pmi:
adozione di politiche che promuovano l'imprenditorialità, favoriscano l'accesso delle Pmi all'innovazione, alle Ict ed alla ricerca;
riduzione delle barriere all'accesso dei mercati globali con la promozione dei partenariati internazionali tra Pmi e distretti industriali, con l'armonizzazione dei quadri regolamentari riguardanti gli standard, i mercati finanziari, le procedure doganali e con lo sviluppo di meccanismi di risoluzione dei contenziosi commerciali;
miglioramento dell'accesso al finanziamento e definizione di schemi finanziari innovativi per le imprese che investono in ricerca ed innovazione tecnologica e produttiva;
sviluppo della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo per la diffusione di Pmi e distretti industriali in tali Paesi.
La Dichiarazione fa inoltre riferimento all'iniziativa italiana Insme, al quale partecipano 42 Paesi, e che - come sopra menzionato - beneficia ora del patrocinio dell'Ocse, e richiama anche il network regionale "Remtech" avviato dalla Turchia per facilitare il trasferimento tecnologico nei mercati emergenti, ed al quale anche l'Italia ha aderito.
La Conferenza ha segnato per l'Ocse un importante momento di dialogo con i Pvs su un tema come quello delle Pmi, decisivo per consentire la crescita e promuovere l'occupazione ed ha rappresentato un successo per l'Italia che quattro anni fa ha promosso in seno all'Ocse tale iniziativa con la Conferenza di Bologna,  continuando ad esserne il principale sostenitore.
18.06.2004

PREZZI IN DISCESA
Nonostante le alte quotazione del petrolio, si è verificata in Turchia una diminuzione in quelli all'ingrosso dello 0.03%. Soddisfazione della Banca Centrale.
(Turchia Oggi) - L'Istituto Nazionale di Statistica turco ha reso noto che nel mese di maggio l'aumento dei prezzi al consumo è stato dello 0.38% mentre, per i prezzi all'ingrosso, si è verificata - nonostante le alte quotazioni del petrolio - una diminuzione dello 0.03%, determinata da una caduta del 5.2% nei prezzi agricoli. L'inflazione per gli ultimi dodici mesi è risultata del +8.8% per i prezzi al consumo (ad una cifra per la prima volta da 32 anni) e del + 9.56% per i prezzi all'ingrosso. Se si considera che a maggio 2003, l'inflazione annualizzata risultava del 30.74% per il consumo e del 33.69% per l'ingrosso, si nota che il calo è stato di oltre 20 punti in un solo anno, un risultato quindi di tutto rispetto per la gestione economica del Paese, ed in particolare per la Banca Centrale che ha fatto della lotta all'inflazione il suo primario obiettivo. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004

MANUFATTURIERO OK
Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica turco il fatturato è passato dal 75.0% al 78.5%.
(Turchia Oggi) - Nel primo trimestre del 2004, l'utilizzazione della capacità produttiva nell'industria manufatturiera è risultata - secondo dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Statistica - del 78.5%, contro il 75.0% del corrispondente periodo del 2003. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004

TURISMO IN SALITA
Aumento delle presenze in Turchia di tedeschi, bulgari, russi e italiani. Per questi ultimi c'è stato un incremento dell'88.8%.
(Turchia Oggi) - Secondo il ministero della Cultura e Turismo turco, gli arrivi turistici nel periodo gennaio/maggio 2004 sono stati pari a 4.829.889 con un aumento del 52.8% sui primi cinque mesi del 2003. Al primo posto, come sempre, i tedeschi (1.144.582 + 51.8%), seguiti da bulgari (501.720 +58%) e russi (402.242 + 60.8%): I turisti italiani sono risultati in numero di 63.938, con un aumento dell'88.8%. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004

FINALMENTE IL VIA AL GASDOTTO
La rete, i cui lavori avranno inizio entro quest'anno, unirà la Turchia alla Grecia e porterà il combustibile del Mar Caspio. Un flusso iniziale di 750 milioni di metri cubi. Nel futuro anche l'Italia e l'Europa.
(Turchia Oggi) - Un comunicato del ministero turco dell'Energia e delle Risorse Naturali ha reso noto nei giorni scorsi che alti responsabili della <Turkish Pipeline Transportation Corp.> (Botas) e della <Greek Public Gas Corporation> (Depa) hano avuto un incontro nei giorni scorsi ad Istanbul per esaminare l'iter di preparazione per la costruzione del gasdotto tra la Turchia e la Grecia, di cui all'accordo firmato dai due Paesi il 23 febbraio 2003 ad Ankara. Secondo il comunicato, le parti hanno convenuto di utilizzare tubi da 36 pollici di diametro e di iniziare simultaneamente i lavori sui due territori alla fine del corrente anno (con termine previsto nel 2006). Il gasdotto - parte di un futuro Southern Ring per l'inoltro del gas naturale dal Caspio verso l'Europa, via Italia meridionale - avrà una lunghezza di 300 km., interconnettendo le reti dei due Paesi; il flusso iniziale verso la Grecia è previsto in 750 milioni di metri cubi. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
 

RUSSIA SEMPRE PIU' INTERESSATA ALLA TUPRAS
Pur rispettando la decisione del tribunale turco che ha annullato per la seconda volta il contratto di vendita tra la <Efremov-Kautshuk GmbH> e il gruppo <Zorlu>, Mosca punta all'acquisto. Progetto di oleodotto tra il Mar Caspio ed Izmit. I vantaggi per il Bosforo.
(Turchia Oggi) - Per la seconda volta un tribunale turco si è pronunciato per la cancellazione del contratto di vendita del 65.75% del capitale della <Tupras> (aggiudicata ad un consorzio tra la <Efremov-Kautschuk GmbH> ed il Gruppo turco <Zorlu>). La motivazione della sentenza è stata che l'offerta del consorzio russo-tedesco - che rappresentava l'impresa petrolifera russa Tatneft - contravveniva ai termini di gara, mentre la presentazione di un ridottissimo numero di offerte rappresentava, secondo il Tribunale, l'assenza di un'adeguata concorrenza. L'Autorità per le Privatizzazioni ha inoltrato un appello al Consiglio di Stato. Nel frattempo, questo Ambasciatore russo, nell'affermare che lo stesso presidente Vladimir Putin segue da vicino la questione, ha affermato che l'offerta della <Tatneft> rappresenta il più importante investimento del suo Paese in Turchia, capace di aprire la strada a nuovi capitali esteri. Egli ha inoltre dichiarato che la <Tatneft> sta altresì elaborando un progetto di oleodotto tra il Mar Nero ed Izmit che potrebbe evitare il passaggio di petroliere attraverso gli Stretti turchi, come reiteratamente richiesto da Ankara per ragioni di sicurezza. L'Ambasciatore ha peraltro sottolineato che il suo Governo rispetterà le decisioni dell'Autorità giudiziaria, e si asterrà dall'esercitare pressioni a livello governativo. (fonte Amb. d'Italia)
18.06.2004

NUOVE GARE PER LE PRIVATIZZAZIONI
Riguardano l'ente petrolifero <Petkim>, l'impresa dei tabacchi <Tekel>, l'Ente per la raffinazione <Tupras>, la Compagnia di bandiera <Turkish Airlines> e l'impresa siderurgica <Erdemir>.
(Turchia Oggi) - Il ministro delle Finanze turco, Kemal Unakitan, ha dichiarato alla stampa che il Governo indirà a breve nuove gare per privatizzazioni non andate a buon fine in precedenti tentativi, in particolare per l'Ente Petrolchimico <Petkim> e per l'impresa di Stato per i tabacchi, <Tekel>. Il ministro ha inoltre rivendicato la correttezza della gara relativa alla privatizzazione dell'Ente per la Raffinazione Petrolifera, <Tupras>, attualmente bloccata in sede giudiziaria. Altre privatizzazioni in programma - ha affermato il Ministro  senza nascondersi che le vicende della <Tupras> possono influenzare negativamente gli investitori stranieri - riguardano il monopolio per la telefonia fissa <Turk Telekom>, la Compagnia di bandiera <Turkish Airlines> (Thy) e la prima impresa siderurgica del Paese, <Erdemir>. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004

ITALIAN FESTIVAL AD ISTANBUL
In coincidenza con questo e in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura , l'Ice ha organizzato un <tour> di auto d'epoca. All'evento, cui ha preso parte anche l'ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili, non sono mancate le macchine Fiat.
auto _d'epoca (Turchia Oggi) - In coincidenza con l' <Italian Festival>, che si è tenuto ad Istanbul nella prima decade di giugno con una serie di conferenze sul tema della Storia, Arte e Restauro dei Giardini in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, si è svolto - con grande successo di pubblico e la partecipazione dei maggiori mezzi di informazione, sia della carta stampata che televisivi - un <Tour di Istanbul> di auto italiane d'epoca, organizzato dal locale Ufficio Ice e dall'Associazione delle Auto storiche di Istanbul, con la sponsorizzazione di numerose imprese italiane. All'evento ha preso parte la Fiat, facendo sfilare anche nuovi modelli che intende lanciare in Turchia. (fonte Amb. d'Ita)
Segue in proposito il notiziario Ice:

auto _d'epocafiat_500Per la prima volta la manifestazione <Italian Festival> si è svolta anche in Turchia, esordendo con uno spettacolare <Tour di Istanbul> effettuato da 20 macchine d'epoca italiane che, partendo da P.zza Taksim, hanno toccato i punti piu' spettacolari di Istanbul, sostando nei giardini di Topkapi, di fronte al Palazzo Topkapi e passando di fronte al Palazzo Dolmabahce.
Il punto d'arrivo di questo <Tour> è stato a Ortakoy, sulle rive del Bosforo, dove la giornata si è conclusa con il saluto ai numerosi partecipanti indirizzato dall'Ambasciatore d'Italia Carlo Marsili, dal Direttore dell'Ufficio di Istanbul Antonino Mafodda e dal General Manager della Fiat in Turchia Diego Avesani. La Fiat ha preso parte all'evento facendo sfilare alcuni nuovi modelli che sta iniziando a commercializzare in Turchia. Migliaia di persone hanno assistito alla sfilata d'auto d'epoca, per l'occasione organizzata dall'Ufficio Ice di Istanbul, in collaborazione con l'"Associazione delle Auto Storiche" di Istanbul.
La maggior parte delle auto erano modelli "Alfa Romeo" degli anni 60 e 70  (tra cui il famoso "duetto"). La "regina" della sfilata e' stata senza dubbio una 1100 FIAT del 1928, perfettamente funzionante.La spettacolarità dell'evento è stata tale che alcune catene televisive hanno seguito in diretta la partenza del <Tour>, tra queste il canale pubblico <Trt> e la <Cnn Turk>.
18.06.2004

DEGUSTAZIONE DI VINI ITALIANI
Si è svolta sempre ad Istanbul e anche questa è stata organizzata dall'Ice. Vi hanno preso parte sessanta tra sommelier, giornalisti, importatori ed aziende vinicole.
(Turchia Oggi) - Sempre in occasione dell'<Italian Festival>, il locale Ufficio Ice ha organizzato, in collaborazione con l'Enoteca di Siena, la prima degustazione tecnica di vini italiani in Turchia, cui hanno preso parte circa sessanta tra sommelier, giornalisti, importatori ed aziende vinicole turche
La degustazione, nel corso della quale sono stati presentati sei vini italiani, è stata guidata da Fausto Virgilio, vicedirettore dell'Enoteca Italiana di Siena, ed è stata incentrata, in particolare, a evidenziare l'attento lavoro relativo al controllo di qualità effettuato dalle ditte italiane del settore. Nell'occasione è intervenuto anche Andrea Lonardi, enologo del <Gruppo Italiano Vini>, che ha presentato un <Chianti Classico Docg Melini> (2000).
Il <Gruppo Italiano Vini> è fra i più attivi in Turchia, in un settore, quello enologico, che sta vivendo un momento molto favorevole sia come produzione sia come crescente mercato di importazione.
Lo scorso anno, infatti, e' stato abolito il monopolio di stato degli alcoolici (Tekel). Solo attraverso questo Ente era possibile effettuare l'importazione dei vini. Pur mantenendo un livello di tassazione molto alta (mediamente  del 130 %), la liberalizzazione della distribuzione ha comportato da parte degli operatori locali un notevole attivismo, che ha allargato il mercato anche per i prodotti di importazione, permettendo l'ingresso di molti vini di produzione italiana, spagnola, sud americana.
La delegazione, che ha avuto un notevole successo tra i partecipanti, e' stata aperta dall'intervento del Console Generale d'Italia a Istanbul, Luciano Pezzotti e dal Direttore dell'Ice di Istanbul, Antonino Mafodda.
L'evento è stato realizzato in collaborazione con gli importatori locali di vini italiani, in particolare <Adco Gida>, <Babil Sarap> e <Belltrade>.
Al termine della degustazione tecnica i partecipanti hanno avuto modo di assaggiare prodotti e piatti tipici italiani. Anche per quel che riguarda i prodotti alimentari l'iniziativa è stata organizzata con il coinvolgimento delle ditte importatrici locali.
Le ditte italiane presenti attraverso i loro importatori/distributori sono state :
Vini : Marchesi dè Frecobaldi, Zenato, Tommasi, Castello di Verazzano, Melini, Lamberti, d'Istinto.
Pasta Alimentari : Barilla, Voiello, Ciccarese, Divella.
Salumi : Negrini, Levoni.
Formaggi : Giglio Grana Padano, Auricchio, Latt.Soc. Coop Ca' De Stefani. 
Caffe' : Segafredo, Illy
Altri : Villa Massa Limoncello, San Pellegrino, Arboreo Rice, Acetifico Carandini Emilio Lion King. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004

SASSOCORVARO, CAPITALE DELLA CULTURA
I vincitori del Premio Rotondi 2004 ai salvatori dell'arte. Tra questi la direttrice del Museo archeologico nazionale di Baghdad, Nidal Amin, la cui opera è molto apprezzata oltre che nel suo Paese anche in Italia e in Turchia. Un interessante dibattito sui tesori della Mesopotania, molti dei quali - purtroppo - andati perduti nella guerra in corso.
Nidal_Aminiraq_museum(Turchia Oggi) - Domani, sabato 19 giugno, Sassocorvaro (Pesaro-Urbino) tornerà a essere, come da otto anni a questa parte, per un giorno piccola capitale della cultura italiana: alle ore 16, nella cornice della Rocca Ubaldinesca, arriveranno dalle Marche, dall'Italia, dall'Europa e dal mondo i vincitori del premio Rotondi 2004 ai salvatori dell'arte. Il premio, com'è noto, prende il nome dal Soprintendente di Urbino che, nel corso della seconda guerra mondiale, coordinò l'Operazione Salvataggio di quasi 10 mila opere d'arte, tra le quali capolavori come la Tempesta del Giorgione, di valore universale, provenienti da Venezia, Milano, Roma, Bergamo e dalle Marche.
La giuria, presieduta dall'ex Soprintendente della Liguria Giovanna Rotondi Terminiello e coordinata dal giornalista Salvatore Giannella (ideatore del premio e autore, con lo storico localew Damiano Mandelli, del libro che racconta l'Operazione Salvataggio L'Arca dell'Arte) ha scelto per quest'anno, sezione per sezione, questi vincitori:  
Sezione Marche, vincono a pari merito
Giancarlo Cacciaguerra Perticari, per la caparbia e rigorosa operazione di restauro di una chiesa-gioiello a S. Angelo in Lìzzola (PU), di proprietà privata che, una volta recuperata con l'impegno economico del proprietario, è stata concesso in comodato al Comune per restituirla a funzioni pubbliche.
Giulia Panichi Pignatelli, presidente di "Le Marche segrete", un'associazione in continua crescita (attualmente comprende venti dimore e parchi storici) che, attraverso itinerari turistico -culturali, mostra lodevolmente la "strada" a chi vuole conoscere il cuore delle "Marche museo diffuso".
Sezione Italia
Antonio Paolucci, Soprintendente ai Musei di Firenze, che con rigore scientifico, lucidità di giudizio e amore per la ricerca si è impegnato in modo totale nel duplice ruolo di Soprintendente-ministro del "Museo Italia", che ha tutelato e valorizzato impegnandosi nelle azioni di difesa e di salvaguardia, in prestigiose ooperazioni di restauro, nell'organizzazione di eventi espositivi e nello studio della bellezza che diventa storia. 
Sezione Europa
Padre Valerio e i monaci del monastero italo-bizantino di Santa Maria di Grottaferrata (Roma), fondato mille anni fa, ove opera dal 1931 il primo laboratorio di restauro e di conservazione di manoscritti e di libri antichi impiantato in Italia, distintosi tra l'altro nel recupero di molti volumi danneggiati a Firenze dall'alluvione del 1966 e del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.
Sezione Mondo
Nidal Amin, dirigente del Museo archeologico nazionale di Bagdad (Iraq), che da trent'anni ha fatto di quelle stanze (che custodiscono tesori appartenenti all'umanità intera) l'impegno della sua vita. Senza rassegnazione, di fronte alle bombe e ai ladri, di fronte all'archeologia ridotta in briciole. Le sue lacrime di dolore e di coraggio, catturate dalle telecamere, dicevano: "Ricominceremo e restituiremo al mondo una civiltà nata prima della storia".
Attenzione: data l'eccezionalità della testimonianza della vincitrice del premio Mondo, è stato organizzato un incontro domenica sera, alle 21, presso il teatrino della Rocca, sul tema: 
Iraq: quale futuro per una culla della civiltà
Nidal Amin, dirigente del Museo archeologico nazionale di Bagdad, premio Rotondi 2004 per la sezione Mondo, e il professor Claudio Saporetti, docente di assiriologia all'Università di Pisa, vicepresidente della Società italiana per la protezione dei beni culturali, tracciano il primo bilancio degli effetti della guerra sul patrimonio artistico dell'Iraq e delineano il ruolo assegnato all'Italia per il recupero e la salvaguardia di musei e siti tra i più importanti al mondo. 
Moderatore: Salvatore Giannella
Premio alla memoria
Ivan Graziani, cantautore e artista poliedrico del Montefeltro, per aver contribuito con i colori della sua musica (cresciuta tra Novafeltria e il Mulino di Lucio Battisti) e con il segno della sua grafica educata all'istituto d'arte in Urbino, a tessere il grande arazzo collettivo di una generazione.
Sezione speciale
Carlo Rambaldi, "mago" degli effetti speciali, creatore di E.T., Alien, King Kong e di altri personaggi amati dal pubblico dei bambini e dei grandi, per le sue geniali invenzioni da pittore, da fabbro, da artista, da artigiano, da maestro dei nuovi professionisti del cinema del secondo millennio: un talento allo stato puro che, laureato all'Accademia di Belle Arti di Bologna prima di partire per Hollywood, ha saputo fondere  meccanica e computer grafica stupendo il mondo. 
Premio "Angeli del nostro tempo", 
(premio in collaborazione con l'azienda Piero Guidi) 
La signora Lyan Verburg e Wim Brussen con i componenti della Jostiband Orkest.  La prima dirige, il secondo ha fondato la Jostiband a Zwammerdamm (Olanda), l'unica orchestra del pianeta interamente composta da musicisti portatori di handicap, che con la loro caparbietà e il loro infaticabile impegno hanno riempito i teatri e illuminato un fallimentare Anno Europeo dei disabili.   
Contatti per materiale di documentazione, foto e per saperne di più: segreteria organizzativa del Premio Rotondi, Roberta Indo, c/o Comune di Sassocorvaro 
tel. 0722.76873; 0722.76154 - fax 0722.769258 
email: comune.sassocorvaro@provincia.ps.it (Francesca /comunicato Stampa)
18.06.2004

IL PICCOLO TEATRO AD ISTANBUL
Due gli spettacoli, il "Così fan tutte" di Strehler e "Le baccanti" secondo Ronconi.
(Turchia Oggi) - Il Piccolo Teatro va in tour all'estero con due spettacoli che incarnano le sue radici e il suo presente: il "Così fan tutte" di Strehler e "Le baccanti" secondo Ronconi.
Il primo è la memorabile lettura dell'opera di Mozart ideata da Giorgio Strehler prima che la morte, nel 1997, ne impedisse il completamento, e che tenne battesimo il Teatro Strehler nel gennaio 1998.
Dopo la date italiane di Milano, Bari e Verona, lo spettacolo, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, sarà a Madrid, ospite del Teatro Espanol, da oggi al 27 giugno, per proseguire a luglio ad Istanbul.
18.06.2004

KARAGÖZ,   L'  OMBRA   DEL   TURCO
Le tre forme d'arte tradizionali e popolari turche. "Occhio nero", caricatura ben riuscita del tipo di popolano turco medio. Come scriveva Renato Bova Scoppa nel 1933, "vecchi pupi tagliati nel cuoio riprendono alla vita e ritornano all'onore della ribalta". 

KaragozKaragoz (Turchia Oggi) - Bursa è una bella ed antica città della Turchia occidentale, a poche decine di chilometri dalla costa del mar di Marmara e a mezz'ora dall'Ulu dag, una montagna di quasi 3000 metri, paradiso degli sciatori. Oltre ad essere nota fin dal tempo dei romani per le sue acque termali, Bursa fu anche la capitale dei sultani Ottomani, prima della conquista di Costantinopoli. Ed in mezzo alla città vi è uno splendido parco fresco e festoso, dove le famiglie amano passeggiare con il gelato in mano o fermarsi ad ascoltare la musica, che si espande dai numerosi localini sparsi tra il verde. E nel parco c'è una strana statua: i monumenti di solito ricordano grandi personaggi, perlopiù defunti da tempo, ma nel nostro caso non si tratta né dell'una né dell'altra ipotesi, anzi! Karagöz, la statua, non è che un ometto furbo, sboccato e spesso volgare ed è tutt'altro che morto; eppure non è neppure del tutto vivo nel senso letterale della parola, perché si tratta di un'Ombra. Karagöz è infatti il personaggio principale del "Teatro delle Ombre" turco ed il monumento è dedicato proprio a lui.
Tre sono le forme d'arte tradizionali e popolari turche: il "Kukus", che corrisponde sotto certi aspetti al nostro teatro delle marionette o dei pupi, con scene drammatiche o comiche, accompagnate adesso da azioni dialogate, ma nel passato solo da una mimica muta. Poi si incontra l' "Orta Oyunu", che invece è una sorta di primitiva commedia interpretata da attori in carne ed ossa, che rappresentano ciascuno un carattere ben definito. Infine vi è il "Karagöz" che certamente è il genere di spettacolo più originale del teatro turco primitivo.
KaragozKaragozCome il cinema, che da muto divenne un po' alla volta sonoro e parlato, così il Teatro  delle Ombre andò evolvendosi ed affermandosi come la forma d'arte più in voga in Turchia, cosicché eccellenti attori si dedicarono a sostenere ruoli importanti, in specie nella commedia e nella farsa. A metà dell'800 così scriveva Theophile Gautier: "...la scena è di una semplicità ancor più primitiva del baracchino di Pulcinella :un angolo di muro contro il quale viene stesa una pezza di stoffa illuminata da dietro, basta a costruirla; un lampioncino la illumina e un cembalo funge da orchestra. L'impresario sta nello spazio tra l'angolo del muro e la pezza, circondato da figurine che fa parlare e muovere."
Con l'introduzione del teatro occidentale nella Turchia della fine del XIX secolo questi spettacoli andarono decadendo e si ridussero a ben misera cosa, sia come espressione che come forma d'arte. Scrive infatti De Amicis nel suo "Costantinopoli": "...i turchi frequentano di preferenza i teatri in cui certe francesi imbellettate, scollacciate e sfrontate cantano delle canzonette coll'accompagnamento d'una orchestra da galera. Uno di questi teatri è l'Alhambra, posto nella gran via di Pera: un lungo stanzone sempre affollato e tutto rosso di fez, dal palcoscenico alla porta. Che cosa fossero quelle canzonette e con che razza di gesti quelle intrepide signore s'impegnassero di farne capire ai turchi i significati riposti, non si può né immaginare né credere. Agli scherzi più procaci, ai gesti più impudenti, tutti quei turconi, seduti in lunghe file, prorompevano in grasse risa e, cadendo allora dalle loro facce la maschera della dignità abituale, vi appariva tutto il fondo della loro natura e tutti i segreti della loro vita grossolanamente sensuale." Ed il karag
öz, sempre il De Amicis così lo descrive: "E' una figurina grottesca, una specie d'ombra chinese che muove la testa, le gambe, le braccia dietro un velo e fa quasi sempre da protagonista in certe commediole strampalatamente buffonesche, il cui soggetto è per lo più un intrigo amoroso." Lo definisce poi "...furbo e cinico, lussurioso come un satiro, sboccato come una baldracca"; paragonandolo nello spirito a Pulcinella e nel corpo a Priapo, aggiunge: "...prima che la censura restringesse d'alquanto la sua libertà sconfinata, egli dava tratto tratto la prova visibile alla platea (della sua somiglianza a Priapo) e spesso la commedia tutta girava su questo nobilissimo perno." Assai caustico ed acido il nostro De Amicis, ma d'altra parte, parlando della Costantinopoli ottomana, egli sembrava avercela un po' con tutto a partire dal bagno turco, ai fumosi vaporetti del Bosforo, per finire con i poveri cani randagi dei vicoli della città bassa e con le danze mistiche dei dervisci.
Un'altra notizia ci arriva però da Renato Bova Scoppa, scrittore e viaggiatore, che nel 1933 soggiornò ad Istanbul; egli riferisce che per iniziativa del Teatro Nazionale Turco i karagöz tornavano di moda e "...i vecchi pupi tagliati nel cuoio riprendono vita e ritornano all'onore della ribalta: poco alla volta le ombre si rimettono a parlare e a satireggiare in materia di costumi e di morale...con il loro senso ironico della vita.
Karagöz, che in lingua turca significa "occhio nero" è una caricatura ben riuscita del tipo di popolano turco medio. Naso a becco di pappagallo, corta barba nera riccia e protesa in avanti, un folto sopracciglio completa il suo viso "con una arditezza di tratto squisitamente bizantino", come fa notare Gautier. La sua fisionomia è una mescolanza di stupidità ed astuzia accompagnata da espressioni di lussuria; il cranio rasato è coperto da un turbante di foggia antica, mentre larghi pantaloni ed un gillet a colori sgargianti completano il suo abbigliamento. Le braccia e le gambe sono poi snodabili ed articolate con bastoncini di bambù. Il suo compagno è Hacivat, protagonista anch'egli di strane avventure, che si svolgono secondo canovacci variabili con risvolti umoristici, satirici ed irriverenti. Poi fanno da contorno tanti altri personaggi minori, ma tutti con una personalità ben definita: vi è il nano Beberuhi, il damerino Celebi, il fumatore d'oppio Tiryaki, l'ubriacone Matiz, il lottatore Husmen Aga, il legnaiolo Himmet ed ancora un insieme di figure che rappresentano le varie etnie dell'impero ottomano, tra cui l'armeno, il lazo, il balcanico, l'albanese e non ultimo anche il viaggiatore occidentale.
Karagoz Lo spettacolo è costituito da rapidi scambi di salaci battute, che cambiano ad ogni rappresentazione, in quanto l'opera è aperta all'improvvisazione dei "pupari" e alla loro interazione con il pubblico. Quando Gerard de Nerval, all'inizio dell'800 vide questo spettacolo spesso sboccato e volgare affermò: "...da noi farebbe arrossire un gendarme, mentre qui (in Turchia) vi assistono tranquillamente donne e bambini." E già nel 1616, Pietro della Valle, avendo visto questo teatro licenzioso a Costantinopoli e ad Aleppo di Siria, importante città carovaniera dell'Impero ottomano, in una sua corrispondenza così scriveva: "In queste case di cahvè...v  sono anche dei  giuocolatori, che trattengono  gli assistenti  con mille bagatelle e tra le altre...fanno veder loro dietro una tela o carta illuminata, diverse rappresentazioni di ombre e figure di fantocci che si muovono, camminano e fanno mille atti...le quali ombre di bambocci non si vedono però mute come le nostre...cioè il giuocolatore...parla con loro con diverse voci in vari linguaggi e fa diverse burle galanti assai bene; ma le rappresentazioni sono tutte di cose oscenissime e di atti tra uomini e donne disonesti, con far vedere tali stravaganze di gesti...che di carnevale, in bordello, sarebbero troppo lascivi...". Ma forse è proprio la sensualità prorompente la forza dell'azione teatrale, perché rappresenta una rottura delle convenzioni  e  scatena  la  comicità, che  si oppone  al potere dominante, diventando così una forma d'arte universale, da noi oggi chiamata satira politica: non esiste niente perciò che non sia già stato inventato.
Per quanto riguarda l'origine di questa forma teatrale, come sempre quando si va molto indietro nel tempo, le interpretazioni sono tra le più varie e discordanti. C'è chi afferma che le tribù nomadi turche provenienti dalle steppe dell'Asia centrale, migrando attorno al 400 d.C. verso i territori dei tre grandi imperi classici - quello romano, quello indiano e quello cinese - e riuscendo ad installarsi come classe dominante in Persia, in Egitto e poi in Anatolia e solo in parte in India e Cina, portarono inevitabilmente ad uno scambio culturale, cosicchè anche il Teatro delle Ombre si diffuse in numerosi paesi del Mediterraneo (Algeria, Egitto Grecia..) e dell'Oriente (Giava, Bali, Cina..), paesi dove tuttora vive assumendo talvolta un carattere sacro, come è il caso dell'Indonesia, dove l'ombra è animata dal Delang, sacerdote induista, accompagnato dalle note di uno strumento a canne di bambù chiamato "anglunk". Gli stessi manoscritti delle Biblioteche del Cairo e di Istanbul parlano di "pezzi" scritti per il teatro delle ombre nel XIII secolo da Ibn Danighial, dove le trame si articolano sulla vita dissoluta dei personaggi, che però alla fine si redimono con la religione: ecco appunto lo sfondo religioso del teatro delle origini.
Ma la prima fonte autorevole appare nei testi del cronista turco Evliya Celebi, che, rifacendosi ad antiche opere, ritiene che appena nel XIV secolo le Ombre entrarono in Anatolia e non già nel V, come altri sostenevano. In effetti è nel XVI secolo che questa manifestazion  prende forma e viene definita  "Ombre dei Fantasmi"  (Zill-i hayal). Lo storico Ibn Ilyas annovera il teatro delle ombre tra gli intrattenimenti preferiti dai sultani e dalla loro corte,  ma le origini le ascrive  agli egiziani: nelle sue  Cronache Egiziane (Tarih-i Misr) narra che Selim I, dopo aver conquistato l'Egitto nel 1517, assistette ad uno spettacolo di Ombre, che celebrava la sua vittoria sui Mamelucchi e decise di portare tutta la compagnia che lo aveva messo in scena, ad Istanbul, per allietare il figlio Solimano, il futuro Magnifico. Un'altra testimonianza la si ritrova nel Libro delle Cerimonie  (Surname-i  Humayun)  a proposito  dei   festeggiamenti   per  la   circoncisione  del   piccolo   Murat  III   nel  1582,  in occasione dei quali fu rappresentata questa forma teatrale definita "...nuova ed introdotta dagli Arabi, che l'hanno conosciuta a Giava".
Altre leggende narrano che durante il sultanato di Orhan (1326-1359), nel cantiere di costruzione di una moschea a Bursa, lavoravano due bei tipi che con i loro ridicoli litigi e battibecchi facevano ridere gli altri operai, percui la costruzione non finiva mai. Il sultano, adirato, fece impiccare i due malcapitati; ma poi, preso dal rimorso, incominciò ad intristire ed allora un suo cortigiano (di cui ci è giunto anche il nome: Sayn Kusteri), per consolarlo, costruì uno schermo, sul quale venivano proiettate le ombre di due sagome ritagliate in pelle di bue, che riproducevano le fattezze dei due poveri Karagöz e Hacivat.
In Grecia il Teatro delle Ombre turco verso il 1830, dopo l'indipendenza, fu fatto proprio, assumendo una veste più terrena e trasferendo l'ambientazione da Costantinopoli ad Atene; perciò la multietnia delle rappresentazioni turche si trasforma nelle varianti dialettali greche. La trama segue un canovaccio iniziale costante, che poi si sviluppa in varie direzioni: Hatziavatis (Hacivat) parla con una persona ricca che gli propone un affare o gli prospetta un problema da risolvere; egli allora chiama il suo amico Karaghiosis (il nostro Karagöz) per chiedergli aiuto. A questo punto tutto procede a seconda della fantasia dell'impresario e delle reazioni del pubblico. Karaghiosis è un poveraccio sempre allegro e vivace con una moglie brutta come lui e per di più brontolona. Interessante è notare che mai ella viene rappresentata, bensì si sente costantemente la sua voce petulante, che si lamenta e sgrida il poveruomo. Il protagonista greco, come il turco, è un incapace, senza alcuna competenza, che fa perciò mille lavoretti senza professionalità, ma con libertà, bonariamente, in modo creativo.
Questo tipo di rappresentazione all'inizio del '900 arriva anche in Europa ed a Parigi si crea il più importante Teatro delle Ombre: "Il Gatto Nero", dove lavorano grandi pittori e musicisti, da Man Rai a Erik Satie. In Italia, a Piacenza, un teatro nasce ancora nel 1979, "Il Gioco Vita", dove tutt'oggi si allestiscono spettacoli di Ombre. E mentre a Bursa in luglio di ogni anno si svolge il Festival di Karagöz e ad Ankara settimanalmente in due teatri rivivono le "Ombre", nel 2002 l'orchestra Bailam rievoca a Genova la storia dei caffè del Mediterraneo, dalle çay evi turche e mediorientali, alle atmosfere fumose e rumorose delle tekedes greche, percorrendo le strade dove si intrecciano razze e lingue e forme artistiche straordinarie, come appunto il Karagöz o il Teatro delle ombre Chat Noir di Parigi, celebrando quel semplice e popolare spettacolo, dal quale nacque il primo embrione del cabaret, con strumenti musicali quali il saz, l'oud, il buzuky o il zurma, e non più solamente con il cembalo, che Theophile Gautier ascoltava verso il 1850, a Costantinopoli. (GianFranco Cortelli/Trieste)
18.06
.2004

INTERVISTA A ORHAN PAMUK
La descrizione di una città, Kars, ai confini con l'Armenia e la Russia. La vicenda di alcune studentesse suicide perché è stato vietato loro di portare il velo. "Neve" un libro che si troverà in libreria dal 22 giugno.
(Turchia Oggi) - Ci piace riprendere da <Famiglia Cristiana> un articolo di Paolo Perazzolo con una intervista allo scrittore Orhan Pamuk.
"A Kars alcune studentesse, a cui viene impedito di portare il velo, si tolgono la vita. Comincia così il viaggio di un poeta nel cuore di un Paese lacerato e diviso".
Kars è una città della provincia anatolica della Turchia. Il poeta Ka, da tempo esule in Germania, la raggiunge dopo un breve soggiorno a Istanbul, ufficialmente per condurre un'indagine giornalistica: alcune studentesse universitarie si sono tolte la vita, perché è stato loro impedito di indossare il velo in aula. In realtà, ad attirare il poeta in questa città, remota e triste ma a suo modo ricca di fascino, completamente ricoperta dal bianco della neve che incessantemente cade, è anche la possibilità di un nuovo amore.
Quali che siano le ragioni dell'agire di Ka, è certo che il suo soggiorno a Kars si trasforma in un'indagine sulla Turchia più profonda, in un viaggio fra le mille contraddizioni e lacerazioni di un Paese "conteso" da laici e religiosi, integralisti e sostenitori dello Stato, curdi e fondamentalisti islamici. E così la cittadina si trasforma, nel nuovo libro di Orhan Pamuk (
Neve, Einaudi, pp. 480, €18,50), uno degli scrittori turchi contemporanei più noti e tradotti al mondo, nello specchio della Turchia.
"Quanto assomiglia Kars alla Turchia contemporanea?"
"La vidi per la prima volta negli anni Settanta e fui subito ispirato dalla sua atmosfera malinconica, dai vecchi palazzi russi e armeni, dalle chiese e dalle rovine, dal senso di solitudine che trasmette al visitatore. Per scrivere il romanzo, ci tornai nel '99 e imparai a conoscerla palmo a palmo, fino a immaginare l'intera città come un microcosmo del Paese. Va detto però che le tensioni fra gli integralisti islamici e il potere secolarizzato e fra nazionalisti e curdi, descritte in Neve, ora si sono attenuate".
"La recrudescenza dell'estremismo islamico, al centro del romanzo, è un tema di forte attualità. Da cosa nasce?"
"Non è un fenomeno recente e non ha bisogno della presenza dell'Occidente per crescere. Certo, con l'egemonia del modello occidentale il cosiddetto estremismo islamico ha preso la forma dell'antimperialismo, della resistenza all'Occidente, talvolta con forme che combattono il laicismo-secolarismo. Nei suoi casi più profondi, si tratta proprio di una reazione all'influenza dell'Occidente, alla sua cultura del consumo e della mercificazione. Ma le ragioni dell'integralismo sono tante: a volte viene usato per reprimere le donne, altre per combattere la libertà d'espressione, altre ancora per mobilitare contro Israele, come nel caso della Palestina".
"I personaggi del libro, specie quelli religiosamente più coinvolti, si lamentano di non essere capiti dall'Occidente".
"I Paesi islamici sono molto suscettibili riguardo alla rappresentazione che di loro danno i mass media occidentali. D'altra parte l'opinione mondiale è formata da Cnn, Fox News e così via, che raffigurano l'Islam in una maniera molto cruda, aggressiva, persino offensiva. Anche gran parte della letteratura di viaggio è colma di pregiudizi e non esistono film o romanzi che descrivano con realismo questi popoli: essi vengono semplicemente ignorati, disprezzati, se non ridicolizzati, e rappresentati in maniera grottesca...".
"Nel romanzo, però, nemmeno i media turchi fanno una bella figura..."
"Io leggo i giornali turchi non per sapere che cosa è accaduto ieri, ma per capire che cosa accadrà domani! I mezzi di comunicazione sono manipolati dal Governo e dalle lobby economiche".
"Nel libro alcune studentesse si uccidono perché non possono portare il velo. In Francia è stata fatta una legge su questo problema..."
"La questione in Francia è stata enfatizzata senza motivo, perché i musulmani sono una minoranza e perché la legge riguarda solo la scuola superiore. In Turchia, invece, è al centro dei maggiori conflitti politici: è sintomatica del processo di modernizzazione del Paese".
"La Turchia, quella del romanzo e quella reale, sembra sempre sospesa fra Occidente e Oriente..."
"Alcuni politici hanno cercato di trasformarla in un Paese totalmente islamico, altri in un Paese totalmente occidentale... Queste spinte contrarie finora hanno prodotto più conflitti che un'armonia fra diversi. Credo che questo "essere fra" sia una sorta di stile di vita, per la Turchia".
"
Una curiosità: perché cita più volte la canzone Roberta di Peppino di Capri?"
"In realtà un'altra canzone di Peppino di Capri, cioè Malinconia, descrive bene l'atmosfera di Neve. Mentre lo scrivevo, tre anni fa, il cantante italiano diede un concerto a Istanbul, che mi piacque molto. Lì pensai che il senso di solitudine espresso dalla sua musica si adattasse perfettamente all'atmosfera di Kars e alla storia". (Paolo Perazzolo(Famiglia Cristiana)
18.06.2004

BATUR: IL PAESE CAMBIA
Intervista di Daniele Piccini con il maggiore poeta turco vivente, né laico né musulmano. Il suo obiettivo: scrivere le poesie, e basta.
(Turchia Oggi) - Enis Batur è il maggior poeta turco vivente. Nato in Anatolia nel '52, ha studiato a Istanbul e ad Ankara, laureandosi nel '74 a Parigi. È un intellettuale europeo, autore non solo di libri di poesia (in Italia l'ultimo tradotto è stato Imago mundi, da Garzanti, con prefazione di Mario Luzi), ma anche di saggi e romanzi. Abbiamo incontrato Batur al Teatro Festival Parma, curato dalla rivista Poesia.
La prima domanda non può che riguardare il suo Paese.
"Sono preoccupato per la Turchia. Dopo il colpo di Stato dell'80 è stata approvata una Costituzione che non è propriamente democratica. Ora si cerca di cambiarla per permettere l'ingresso nell'Unione europea. Cioè il mutamento è voluto dall'esterno, ma non è sentito dai turchi".
Quali sono gli elementi che più la preoccupano?
"Sicuramente il ruolo troppo forte dell'esercito e la religione di Stato. Io sono contrario a entrambe le cose: ho avuto una formazione laica, mio padre, che era un militare, era un repubblicano puro".
Dunque lei non è musulmano?
"Lo sono solo secondo la mia carta d'identità... Di fatto sono agnostico".
I suoi rapporti con gli islamici?
"Nonostante la mia esplicita laicità, ho la fortuna di essere letto tra gli intellettuali islamici. Credo che riconoscano nella mia poesia una specie di mistica, di teologia negativa".
Una poesia, la sua, che sembra costituire un ponte fra Oriente e Occidente.
"Forse per i lettori questo aspetto è evidente. Io però non intendo costruire alcunché. Scrivo le mie poesie, e basta. Si tratta di una poesia di ricerca: difficile, ermetica. Una scienza della notte. La poesia è una fessura più che una porta spalancata. E ha qualcosa di alchemico". (Daniele Piccini/ Famiglia Cristiana)
18.06.2004

PRIX MEDITERRANEE
A vincerlo quest'anno Amin Maalouf, scrittore francese di origine libanese, con il libro "Origines". Il romanzo parla del nonno e del bisnonno dell'autore con interessanti commenti sull'Impero ottomano ed Ataturk.
Origini(Turchia Oggi) - The 2004 Mediterranean Award (Prix Méditerranée) has been awarded to a French writer of Lebanese origin, Amin Maalouf, for his novel titled "Origines."
Maalouf received his award yesterday in Paris. "Origines" has been published by Yapi Kredi Publishing House in Turkey. The book describes two stations of the writer's life journey. The book includes interesting comments on the Ottoman Empire and Mustafa Kemal Ataturk. Maalouf's grandfather, Botros, and his grandfather's brother, Gabriel, are the two main characters in the book. The Mediterranean Award was established in 1985 and is awarded to one French book and one foreign language book from neighboring Mediterranean countries. In 1996, Yasar Kemal received the award for best novel for "Voice of Blood". (Culture & Art News/Zaman)
18.06.2004

MENO FENICOTTERI
Studi effettuati nella zona del delta Gediz e del Central Anatolian's Tuz Lake hanno rilevato quest'anno una diminuzione di questi splendidi volatili. I dati rilevati rispetto agli ultimi tempi. Trasmigrazione verso altri lidi del Mediterraneo.
Fenicotteri (Turchia Oggi) - Field studies conducted in Izmir's Gediz Delta and Central Anatolia's Tuz (Salt) Lake found that more than 32,000 flamingos wintered in Turkey in 2003; however, subsequent studies in 2004 show that 6,000 fewer flamingos migrated to Turkey this past winter.
Flamingos in Turkey mostly reproduce in Tuz Lake and the Gediz Delta. Research conducted in Tuz Lake over the past 30 years indicates that the number of flamingos reproducing in the area has rapidly fallen off due to the decreasing water level. While more than 10,000 flamingo couples mated there in past years, it was discovered that the number declined to nearly half that in 2003.
Although mating is not witnessed every year in the Gediz Delta, the number of flamingos reproducing in the area has been increasing thanks to measures taken by Aegean University, the National Parks Association and the Aegean Nature Association. More than 6000 flamingo mated in the Gediz Delta this year.
Also as part of the study, Pvcrings that are peculiar to Turkey were attached to 200 young flamingos. These flamingos bearing Turkish tags have been tracked to Cyprus, Greece, Israel, Spain and Tunisia. (National News Services/Zaman)
18.06.2004

I 10 MIGLIORI FILMS
Selezionati tramite un questionario preparato dall'Associazione Cinema, andranno a Praga.
(Turchia Oggi) - The best 10 films as determined by a questionnaire prepared by the Ankara Cinema Association (ACA), will be on display between July 2-10th at the 39th Karlovy Film Festival.
Survey results show that Yol (Road) by Serif Goren-1982, Umut (Hope) by Yilmaz Guney-1970, Suru (Flock) by Zeki Okten-1979, Muhsin Bey by Yavuz Turgul-1987, Masumiyet (Innocent) by Zeki Demirkubuz-1997, Selvi Boylum Al Yazmalim by Atif Yilmaz-1977, Anayurt Oteli (Motherland Hotel) by Omer Kavur-1986, Susuz Yaz (Dry Summer) by Metin Erksan-1964, Gelin (Bride) by Lutfi Akad-1973, and Uzak (Away) by Nuri Bilge Ceylan-2002 were determined as the best 10 films in the history of Turkish cinema.
There will be a private showing of the best ten Turkish film at the Karlovy Vary Festival and the common showing will be advertised in a private press conference during the festival.
The meeting will be attended by Culture and Tourism Minister Reconciliation Right and Cinema General Manager, Abdurrahman Celik, as well as Metin Erksan, Omer Kavur, Zeki Demirkubuz, Hulya Kocyigit, Tuncel Kurtiz, Ankara Cinema Association head, Ahmet Boyacioglu, and European Films Manager, Basak Emre.
The Turkish Embassy in Prague will hold a cocktail reception for the "The Best Ten Turkish Films" on July 5th, 2004.
In the Retrospectives part of the 39th Karlovy Vary Film Festival, there are special displays for John Cassavetes and Sergio Leone, who died 15 years ago. If they had lived, their 75th birthdays would have celebrated along with the "The Best Ten Turkish Films." (Culture & Art News/Zaman)
18.06.2004

SUL MODELLO DI CANNES
Lo sarà il prossimo Film Festival di Antalya, il quarto tra i più vecchi al mondo, che si svolgerà nel 2005.  Una iniziativa nuova che certamente troverà riscontro tra gli intenditori.
Antalya _Film _Festival(Turchia Oggi) - The next Antalya Golden Orange Film Festival in 2005 will be modeled after the Cannes film festival.
Antalya Metropolitan Area Mayor, Menderes Turel, attended Cannes and disclosed that the Golden Orange film festival will be transformed into an international festival and that Cannes will be used as a model. Fairs and booths from different countries will also be given places at the Antalya Golden Orange film festival in 2005.
The Antalya Golden Orange Film festival is the 4th oldest film festival in the world. (Zaman)
18.06.2004
 

UN RECORD FAVOLOSO
Lo ha stabilito l'atleta turca Elvan Abeylegesse nei 5000 metri durante il Golden League disputato in Norvegia. Una vittoria ancor più prestigiosa se si pensa che le concorrenti erano ugualmente tutte bravissime.
Elven _Abeylegesse(Turchia Oggi) - Turkish athlete Elvan Abeylegesse broke the women's 5,000 meter world record at the first Golden League meeting of the season in Bergen, Norway.
Abeylegesse raced against 15 other athletes, including sisters Ejegayehu and Trunesh Dibaba as well as Derartu Tulu from Ethiopia. Her time of 14.24.68 shattered the previous world record and earned Abeylegesse the honor of becoming Turkey's first world record holder in track and field.
Tirunesh Dibaba came in second with a time of 14.30.88, while her sister, Ejegayehu, was third with 14.32.74.
18.06.2004

UN CONFRONTO IN CASA
La primatista mondiale Elvan Abeylegesse potrebbe correre ad Atene contro Surreya Ayhan nei 5.000 metri e forse anche nei 10.000.
Elvan _AbeylegesseSurrevya _Ayhan(Turchia Oggi) - Women's 5000m world recorder holder Elvan Abeylegesse may compete in the 1500m at this summer's Olympics, meaning she would compete against fellow Turkish athlete Surevya Ayhan.
Upon their return to Turkey last night Elvan's trainer Ertan Hatipoglu said that they were very happy since they allowed Turkish people to experience a historic moment in athletics. "We hope we will be the Olympic champion in the 5000m. Elvan has great ability, so it is possible for her to run in other distances as well. If not the 10,000 meters, she will certainly run in the 1500 meters and we will present the Turkish public a second medal.
Sureyya Ayhan Kop and her trainer Yucel Kop meanwhile continue their preparations for the Olympics in Kayseri. They acknowledged that they pleased with Elvan's victory. The Kops know that Elvan has expressed interest in running the 1500 meters and said: "We wish we could compete in the final with 12 Turkish athletes. This would bring great happiness." Elvan posted a 1500m time of 3.58 in Moscow last month, which was very close to European Champion and world runner up Suraya Ayhan's time of 3.55. (Zaman)
18-06.2004

BASKET: TROFEO ALL'EFES PILSEN
E' l'11° scudetto che la squadra di Oktay Mahmuti si porta a casa. La sconfitta per 71-59 dell'Ulker.
(Turchia Oggi) - L'Efes Pilsen vince il suo 11° scudetto turco, dopo avere battuto l'Ulker in gara 5 delle finali, serie al meglio di 7 e vinta 4-2 (in base ai risultati di regular season, l'Efes partiva da 1-0).
La squadra di Oktay Mahmuti ha vinto 71-59, approfittando del crollo dell'Ulker nel 4° periodo: dopo 30 minuti, difatti, il punteggio era ancora in equilibrio (49-48). Da sottolineare che l'Ulker ha giocato tutte le finali senza Kutluay, cui si è aggiunta, nell'ultima partita, l'assenza anche di Erdogan.
18.06.2004

 

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