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RIFORME OK
Offerto ad Ankara dal summit
di Bruxelles, in vista dell'appuntamento di dicembre, un netto
riconoscimento degli sforzi effettuati negli ultimi mesi e dei
progressi realizzati nell'avvicinarsi all'Unione.
(Turchia
Oggi) - Sarà il mese di dicembre il tornante decisivo
per l'adesione della Turchia all'Unione Europea: il summit, i cui
lavori erano cominciati giovedì scorso a Bruxelles, ha ribadito
l'importanza dell'appuntamento di fine anno, ed ha offerto ad Ankara
un netto riconoscimento degli sforzi effettuati negli ultimi mesi e
dei progressi realizzati nell'avvicinarsi all'Unione.
La decisione in merito all'apertura dei negoziati con la Turchia -
che andrà presa all'unanimità - resta tutt'altro che scontata, ma
Bruxelles sono arrivati segnali positivi. "L'UE - si legge
nella bozza di conclusioni del vertice, di cui l'Ansa ha preso visione - ribadisce il proprio impegno ad aprire senza ritardi
i negoziati con la Turchia, se il Consiglio europeo decide nel
dicembre 2004, sulla base del rapporto e della raccomandazione della
Commissione, che la Turchia soddisfa i criteri di Copenaghen".
A pesare a favore di Ankara sulla bilancia della decisione di
avviare i negoziati, ci sono soprattutto i recenti progressi fatti
segnare dalla Turchia in materia di politica interna (riforme
costituzionali) ed estera (Cipro), che i Capi di Stato e di Governo
sottolineano nel capitolo del documento finale dedicato alle
relazioni UE-Turchia.
Il segnale che i leader dell'UE hanno inviato in occasione del
vertice è che le riforme vanno nella direzione giusta, e che il
nodo di Cipro, anche se ancora irrisolto nella pratica, non pesa
più come una spada di Damocle su Ankara. "Il Consiglio europeo
- si legge infatti nella bozza - accoglie con soddisfazione il
contributo positivo del governo agli sforzi del Segretario generale
delle Nazioni unite per raggiungere una soluzione complessiva del
problema di Cipro".
Dai 25 capi di Stato e di Governo è arrivato anche un plauso per i
progressi turchi sulla strada della piena espressione della
democrazia, ed in particolare "per i consistenti progressi
realizzati dalla Turchia in materia di riforme ed in particolare per
gli emendamenti costituzionali di grande portata adottati nel mese
di maggio".
Nel complesso, dunque, Ankara ha incassato dal summit di
Bruxelles un voto complessivo soddisfacente per i propri sforzi
"continui e sostenuti" per "conformarsi ai criteri di
Copenaghen", ossia proprio quei parametri sulla base dei quali
la Commissione europea entro ottobre giudicherà lo stato di
preparazione della Turchia nel suo cammino verso l'UE, in vista
della raccomandazione sull'apertura dei negoziati di adesione.
Un cammino nel quale l'Unione ribadisce il proprio sostegno alla
Turchia, che potrà contare sulla "piena assistenza
dell'UE" per rafforzare in particolare "l'indipendenza ed
il funzionamento del sistema giudiziario", l'esercizio delle
libertà fondamentali (associazione, espressione e religione) e
"l'allineamento dei rapporti civili-militari con le pratiche
europee". (Michele Cercone/Ansa)
18.06.2004
....MA
ANCHE UNA BRUTTA
ARIA
I risultati delle elezioni
europee non sono il plus ultra per la Turchia dopo la debacle di
alcuni partiti di Governo favorevoli ai negoziati di adesione per il
suo ingresso nell'UE. Incertezza sul futuro a pochi mesi dal vertice
del consiglio Europeo.
(Turchia Oggi) - La Turchia non
gioisce per i risultati delle elezioni europee. Nella totale assenza
di commenti ufficiali, fonti ufficiose fanno osservare che non solo
essi hanno fatto registrare un deciso calo per i partiti più
favorevoli all'adesione di Ankara all'UE (i laburisti in
Inghilterra, i socialdemocratici in Germania, Forza Italia in
Italia), ma anche che il sorprendente successo dei partiti "euroscettici"
e la vasta astensione dal, soprattutto nei Paesi nuovi aderenti
all'UE, possono essere interpretati come un segnale di "eurodelusione"
diffusa anche rispetto al recente allargamento dell'Unione Europea a
dieci nuovi Paesi membri.
Secondo il giornale "Milliyet> la politica dei governi
rispetto alla Turchia può essere stata (insieme a quella sull'Irak
e alle difficoltà economiche dopo l'introduzione dell'euro) una
delle ragioni della sconfitta di vari partiti di governo in Europa.
"La reazione degli elettori europei dovuta al loro poco
gradimento delle politiche dei Governi riguardo ad Irak, Turchia ed
economia, le questioni più dibattute in campagna elettorale, può
spiegare quei risultati particolarmente in Germania, Gran Bretagna,
Francia, Italia ed Austria", scrive il giornale.
Inoltre - aggiunge il quotidiano - la vittoria dei partiti
antieuropei in vari Paesi ed il diffuso astensionismo pone seri
interrogativi sul futuro dell'Europa all'indomani del suo recente
allargamento.
In sostanza - aggiungono fonti ufficiose - i risultati delle
elezioni europee sono particolarmente deludenti per Ankara perché
essi potrebbero spingere ad una maggiore cautela i più influenti
Governi europei rispetto ad ulteriori allargamenti dell'UE e, in
primo luogo,a fine anno quando si tratterrà di fissare la data per
l'inizio del negoziato di adesione della Turchia, anche se viene
ritenuto ad Ankara che quella data possa non essere fissata dopo
tante e ripetute promesse europee.
All'attuale Governo turco la data di inizio del negoziato importa
per il momento molto di più chela durata del processo di adesione
effettiva perché secondo i calcoli elettorali interni del partito
Akp, che esprime interamente il Governo monocolore, alle prossime
elezioni politiche, ci potrebbe essere un vero "sfondamento al
centro" del loro partito, se potrà vantarsi davanti agli
elettori di avere portato la Turchia sulla soglia dell'Europa,
avendo ottenuto l'inizio del negoziato.
Quanto poi alla vera adesione con piena membership nell'UE viene
dato per scontato dal governo turco che il processo prenderà almeno
dieci anni. (take Ansa)
18.06.2004
E C'E' GIA'
CHI DICE NO
Il "grande
vincitore" delle elezioni europee in Belgio, il leader del
<Vlaams Bloc>, Felip Dewinter, non vuole saperne di avere la
Turchia in Europa.
(Turchia Oggi) - Interrogato
dall'Ansa il grande vincente delle elezioni europee in
Belgio, il leader del <Vlaams Bloc> Felip Dewinter, ha già
fatto sapere di essere contro l'entrata della Turchia nell'Unione
Europea in quanto considerano che non sia "un Paese europeo né
sul piano culturale, né su quello geografico, né su quello
politico".
A livello nazionale il Belgio ha conosciuto una spinta in avanti
dell'estrema destra che di fatto ha interessato anche la Vallonia,
la regione francofona a sud, dove il Fronte nazionale è passato in
cinque anni dal 4.10% al 7.45%. "Una crescita inquietante al
pari di quella del <Vlaams Blok>", ha scritto il
quotidiano di Bruxells, <Le Soir>.
18.06.2004
|
UN
OBIETTIVO LUNGO 40 ANNI
Lo ha voluto ricordare il
presidente dell'Assemblea Nazionale turca, Bulent Aric, nel corso di
una sua visita in Germania dove si è incontrato con i
rappresentanti delle associazioni turche, sulle aspettative di
Ankara.
(Turchia
Oggi) - Parliament Speaker Bulent Arinc, who is currently
paying a visit to Germany, met with representatives of
Turkish associations in that country. Speaking at the gathering,
Arinc said: "European Union membership has been Turkey's aim for
40 years." Stressing that all Turkish governments had made
progress towards this goal, Arinc said that some mistakes had also
regrettably been made, adding, "If not for these mistakes, we
could have joined the Union some time ago, at the same time as
Greece." The Parliament speaker also called on Turks in Germany to
adapt themselves to the society in which they live without losing
their own values. (Turkiye)
18.06.2004 |
IL SOSTEGNO
DI BILL CLINTON
Cordiale incontro a Chicago
tra il Primo Ministro turco e l'ex presidente degli Stati Uniti che
lo ha rassicurato sugli sforzi che Washington sta facendo sull'UE.
Tete-à tete Erdogan-Peres.
(Turchia
Oggi) - Former U.S. President Bill Clinton would lobby for
Turkey on its European Union (EU) membership process, sources said
late in Chicago.
Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan met separately with
Clinton and former Israeli Prime Minister Shimon Peres.
Sources noted that Erdogan and Clinton exchanged views on Turkey's
EU membership and regional issues in the meeting.
Clinton told Erdogan that he did very important jobs. Clinton said
that he wished that Erdogan would have been the prime minister of
Turkey when he was the president of the United States and added that
Erdogan and he could have done significant things for the region.
In regard to Cyprus issue, Clinton said that Greek Cypriots had used
''Turkey as an excuse'' for years and noted that trump was taken
away from Greek Cypriots with steps on Cyprus which have been taken
by Turkey recently.
Stating that personally, he attached great importance to Turkey's EU
membership process, Clinton said that he would visit European
countries soon for his book. Clinton said that he would lobby for
Turkey's EU membership and added that Turkey should be accepted to
the union even if it had not been such an important and powerful
country.
Following his meeting with Clinton, Erdogan had a meeting with Peres.
Sources said that Erdogan and Peres discussed the Middle East issue
in the meeting.
Sources quoted Peres as saying that they were following Turkey and
noted that Peres thanked Erdogan for his offer for being mediator in
Israel-Palestine conflict. (TurkishPress)
18.06.2004
PONTE E
GARANTE DI EQUILIBRI "PIU' AVANZATI"
Dalla operazione
politica riformista tentata ad Istanbul nel corso della Conferenza
dell'Oci la Turchia è quella che è sembrata uscire vittoriosa, pur
tra numerose contraddizioni. Il rischio per Israele.

(Turchia Oggi) - Cosa voglia
essere lo "spirito di Istanbul" che, secondo il ministro
degli Esteri turco Abdullah Gul, è nato dalla 31/ma sessione dei
ministri degli Esteri dei 57 Paesi membri dell'Oci (Organizzazione
Conferenza Islamica) lo ha spiegato lo stesso Gul per un anno
presidente di turco della stessa Oci: "Sarebbe molto sbagliato
continuare a dire: prima risolviamo il conflitto palestinese, poi
penseremo dopo le riforme", ha detto il ministro turco,
secondo cui " i due processi devono procedere in
parallelo".
I Paesi musulmani dovrebbero, secondo Gul "occuparsi
contemporaneamente delle riforme e dei mezzi per risolvere la
questione palestinese", da essi finora usata - secondo vari
analisti - per giustificare i loro regimi autocritici e per non
procedere a riforme dirompenti per i loro equilibri interni:
"La modernizzazione e la democratizzazione sono la necessità
imposta dalla realtà, ma le riforme devono venire dall'interno del
mondo musulmano", ha insistito Gul, secondo cui il fatto che il
nuovo segretario generale dell'Oci, il turco Ekmeleddin Ihsanoglu
(61 anni, professore universitario di Storia della Scienza, ndr),
sia stato per la prima volta eletto tramite votazione su candidati
contrapposti dimostra già da sè che "le riforme possono
venire dall'interno del mondo islamico". Senza aspettare,
cioè, e, comunque, evitando che esse siano imposte dall'esterno
(come si teme possa fare l'iniziativa occidentale, nata negli Usa e
denominata "per un Grande Medio oriente: dal Marocco
all'Afghanistan").
Se a queste intenzioni ed aspettative corrisponderanno concrete
riforme "autonome" nei Paesi islamici - secondo gli
analisti - è tutto da vedere e lo mostrerà il futuro:
L'andamento e le conclusioni dei lavori dell'Oci rappresentano,
comunque, un primo tentativo di risposta riformista collettiva del
mondi islamico all'offensiva occidentale del progetto americano, che
prevede la promozione, con incentivi destinati direttamente alla
società civile (e, cioè, saltando i Governi) di riforme politiche
democratiche, nel campo educativo e scientifico e nei diritti delle
donne.
Non a caso la dichiarazione finale della riunione dell'Oci riproduce
quasi esattamente questa tripartizione: i Paesi dell'Oci vi si sono
impegnati infatti ad un "piano di lavoro e di mutua
assistenza" che ha come obiettivi, in particolare, quelli di
"rinforzare la democratizzazione dei Governi e della vita
politica", "promuovere l'uguaglianza tra i loro cittadini,
in particolare le donne" e "stabilire un sistema moderno
di educazione".
Terrorismo
- Nel frattempo l'impegno comune sottoscritto ad Istanbul alla lotta
al terrorismo di ogni natura conserva la notazione "incluso il
terrorismo di Stato", anche se non nomina esplicitamente
Israele e cita tra le forme di terrorismo quello che "si
autodefinisce islamico", ma che tale non è perché
"l'Islam è contro ogni forma di terrorismo".
Non manca, però, una notazione che assolve il terrorismo
palestinese: "Noi (Stati dell'Oci) riaffermiamo che la lotta di
popoli sotto dominazione coloniale o occupazione straniera, per la
propria liberazione o per riguadagnare il proprio diritto
all'autodeterminazione, non costituisce terrorismo". Né manca
una notazione che condanna Israele: "Ha distrutto il processo
di pace"m recita la dichiarazione finale.
Irak
- Sull'Irak l'Oci ha confermato il suo appoggio "alla
sovranità, alla integrità territoriale e all'indipendenza"
dell'Irak ed ha chiesto la costituzione di "un Governo a base
allargata e fondato su una piena e completa rappresentatività
nell'ambito di una costituzione accettata dal popolo".
Notevole è l'assenza di ogni condanna della presenza militare delle
forze della coalizione in Irak e, d'altra parte di ogni impegno ad
inviare proprie forze in Irak. Solo tre Paesi, Tunisia, Marocco e
Pakistan - secondo fonti diplomatiche - si sono detti favorevoli a
raccogliere il recente appello della Nato in proposito. Il Governo
di Baghdad, presente ad Istanbul con il ministro degli Esteri, il
curdo del Nord, Hoshlar Zebari, ha reso chiaro che "non
gradisce la presenza di Paesi confinanti, arabi o no" (il
riferimento è in stato in particolare a turchi e iraniani: quelli
lontani - secondo Baghdad - potrebbero inviare forze, ma solo per
proteggere la missione dell'Onu.
Ponte turco
- Dell'intera operazione politica riformista tentata ad Istanbul
sembra uscire vittoriosa la Turchia, che, pur tra contraddizioni
(dato che si giova di fatto di essere al tempo stesso Paese
mediorientale ed europeo, musulmano, ma anche laico e membro della
Nato), si accredita, anche agli occhi dell'Europa, dove aspira ad
entrare, come Paese "ponte" e garante di equilibri
"più avanzati" in Medio Oriente.
Israele
- Ma di essa rischia di fare le spese Israele, dato che il mondo
islamico sta evidentemente cercando di portare, con promesse di
democratizzazione, di lotta al terrorismo di al Qaida e di
stabilizzazione dell'Irak, l'Europa e gli Usa dalla sua parte nel
conflitto mediorientale.
Esso vuole, in sostanza, che essi accettino l'invio in Palestina di
una "forza di pace" (chiesta ufficialmente dall'Oci ad
Istanbul) con il fine di interporsi tra i litiganti ma con l'effetto
pratico di neutralizzare la superiorità militare israeliana. E'
dubbio però che gli Usa (nonché Israele) abbiano, per ora,
intenzione di starci (Lucio Leante/Ansa)
18.06.2004
RTCN:
ADESSO
E' STATO TURCO CIPRIOTA
La Conferenza Islamica
(Oci) che si è svolta ad Istanbul ha gettato le basi per il
riconoscimento della Repubblica e per la fine dell'embargo.
(Turchia Oggi) - La bozza della
dichiarazione finale approvata dalla 31/ma sessione ministeriale
dell'organizzazione per la Conferenza islamica (Oci), che si è
svolta ad Istanbul, definisce la Repubblica turca di Cipro Nord (Rtcn),
riconosciuta solo dalla Turchia, "Stato turco-cipriota".
Finora nei documenti dell'Oci la Cipro turca era chiamata "la
comunità islamica di Cipro".
La bozza, come precisato da fonti diplomatiche attendibili, è stata
approvata dalla Commissione politica dell'Oci.
Secondo le stesse fonti, la nuova denominazione non costituisce
ancora un riconoscimento ufficiale da parte dell'Oci, ma ne è il
presupposto ed il presupposto anche per la già annunciata
eliminazione - da parte dei paesi membri dell'organizzazione -
dell'embargo e dell'isolamento internazionale della Rtnc. (take
Ansa)
18.06.2004
RELAZIONI
MINIME, MA RELAZIONI
Secondo il premier
turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, è necessario che queste vengano
stabilite da subito. Ce ne sono già alcune per quanto riguarda il
settore sportivo ma si potrebbero aumentate ora che la parte
greco-cipriota dell'isola è entrata in Europa.
(Turchia
Oggi) - Turkey should establish relations with the Greek
Cypriot side in the minimum level, Turkish Republic of Northern
Cyprus (Trnc) Prime Minister Mehmet Ali Talat said.
Talat, who returned from his visits to Brussels and Strasbourg, told
reporters at Istanbul`s Ataturk Airport, ``Turkey should establish
relations with the Greek Cypriot side as the Republic of Cyprus in
the minimum level at this moment.``
``There has been such a relationship in the minimum level. That is,
there were some relations in international meetings and sports
events. After Republic of Cyprus joined the European Union (EU),
these relations will further develop,`` Talat said.
Talat noted that development of relations between Turkey and the
Greek Cypriot side was unavoidable and added, ``because, the Greek
Cypriot side is an EU member with the title `Republic of Cyprus.`
Turkey has signed customs union deal with the EU. It is an EU
candidate and expecting a date to start negotiations with the EU.
What is right is to take sensible steps which won`t harm our
interests and rights in Cyprus. Therefore, it is obvious that Turkey
should take steps. There is no other alternative because, Turkey is
a world state. And, a world state should comply with the world
law.``
Trnc Prime Minister Talat met with EU Commissioner Guenter Verheugen,
European Court of Human Rights (Echr) President Luzius Wildhaber and
Council of Europe (Coe) representatives.
The EU plans to open an office in Trnc to help use of assistance
extended to Turkish Cypriots and to help harmonization steps.
Trnc is planning to open a Greek Cypriot school in Karpaz till the
next school year.
After majority of its people voted in favor of United Nations (UN)
Secretary General Kofi Annan`s plan for a comprehensive settlement
of the Cyprus problem, Trnc expects the international community to
lift embargoes and end isolation of its people. (TurkishPress)
18.06.2004
GLI SFORZI
DI PINCHAS AVIVI
Il nuovo ambasciatore
israeliano in Turchia cerca di ricucire lo strappo con Ankara ma
nonostante ciò i problemi esistono specie dopo le dichiarazioni del
premier Erdogan in merito alle operazioni militari di Tel Aviv nella
striscia di Gaza.
(Turchia Oggi) - "The Chinese
say that if you want to curse someone, tell them to live in
interesting times," Israel's new ambassador to Turkey, Pinchas
Avivi, says with a smile. "It seems like that curse has worked on
me." The affable Avivi may be understating the case.
A 37-year veteran of the Israeli Foreign Ministry, Avivi came to
Turkey last October to take over what is considered one of Israel's
most significant diplomatic postings.
Avivi had barely settled into his office when two Istanbul
synagogues were hit by devastating, near-simultaneous suicide
bombings. The synagogue attacks, which took place just six weeks
after Avivi's arrival, killed six Istanbul Jews and injured dozens
of others. They led to a flurry of visits to Turkey by Israeli
officials as a sign of solidarity with Turkey's Jews.
In recent weeks, the challenges Avivi has faced have been diplomatic.
While Israel and Turkey have enjoyed warm ties since the early
1990s, evinced by increased military cooperation and deepening
commercial ties, some strains have started to appear in the
relationship.
Israel's recent military operations in the Gaza Strip were met
with severe criticism by the Turkish government, with Prime Minister
Recep Tayyip Erdogan on several occasions referring to the actions
as "state terror." In an interview with Ha'aretz, Erdogan said
Israel was treating the Palestinians the way Jews were treated 500
years ago in Spain, during the time of the Inquisition.
Last week, Turkey recalled its ambassador in Tel Aviv and its consul
general in Jerusalem for one-day "consultations" in Ankara.
Turkish and Israeli officials downplayed the significance of the
move, but the timing of the recall raised the question of whether
Ankara is trying to send a message to the Israeli government.
So Avivi, a 14th-generation Jerusalemite who previously had been an
ambassador to Columbia and Chile, has spent the last few weeks
trying to dampen the diplomatic brush fires that have been ignited
by the increasingly fiery rhetoric coming out of Ankara,
particularly from Erdogan.
As part of that effort, Avivi has been meeting with lawmakers,
government officials and members of the media.
"We've been trying to make clear to the Turks that we still
support the 'road map' " peace plan, Avivi said during a
recent interview at the Israeli Embassy in Ankara. "We explained
to them our thinking behind the unilateral withdrawal from Gaza."
"I think at the professional level of the government offices,
people understand Israel's position, and I think in the wider
sense people in Turkey understand that the essence of the
relationship is important for both countries," he added. "I
think both Israel and Turkey agree that we can argue about
everything except the relationship itself, because that relationship
is based on very deep, mutual interests that still haven't changed,
even in these past weeks."
Over the last decade, Turkey has emerged as a key strategic ally for
Israel - and its best friend in the Middle East. Israel and Turkey
are the only democracies in the region, and both countries face a
common threat from radical Islam.
The two countries have developed close military and strategic ties,
and trade between Israel and Turkey has grown tenfold in the last
decade, to $1.2 billion last year from about $120 million a decade
ago.
That's partly why, Avivi says, he was surprised by the harshness
of the criticism being directed at Israel by Erdogan.
"Criticism is legitimate between friends, but the wording was not
appropriate," he said. "We are definitely getting a lot of
reassuring messages, but there is concern that the damage that was
done from what was said publicly is a wound that doesn't heal in a
day, and we have to somehow take that into consideration."
The Turkish government currently is led by Erdogan's Justice and
Development Party, known as AKP, which traces its roots to Turkey's
political Islamist movement. Today, the party describes itself as
socially conservative, rather than Islamist, but Erdogan's recent
criticism of Israel had some wondering whether the Akp is beginning
to show an ideological bias against Israel.
Avivi says he doesn't see ideology behind the government's
recent actions and statements.
When the Akp first came into power almost two years ago, relations
with Israel actually were improving. Avivi says he believes that the
AKP government is not interested in downgrading its relations with
Israel.
"I think even this party recognizes the importance of the
relationship with Israel, and we have a continuous dialogue with
them," Avivi said, sipping Turkish coffee.
Avivi points out that in the midst of the controversy over
Erdogan's criticism of the Israeli government, Yosef Paritzky,
Israel's national infrastructure minister, came to Turkey to
preside over the signing of an $800 million deal for the
construction of three power plants in Israel by a Turkish firm. The
agreement was seen as a significant step in deepening the two
countries' commercial ties and as a boost for Turkey's economy.
Avivi says the energy deal is a good indicator of the state of
Israel-Turkey ties. While the alliance between the two countries
started as a strategic one, it now has diversified to the point
where it is less susceptible to shifting political winds, he said.
"It's important to emphasize that Israel made a very important
decision to do all it can to deepen the civil aspect of our
relations, because we believe that over time this will lead to truly
deep connections," Avivi said. "These are connections that
don't change with governments or with geopolitical considerations."
For example, Israel is bidding on some $600 million in industrial
and agricultural development projects connected with a large-scale
irrigation scheme in Turkey's southeast. Israel also is looking
into the possibility of building a massive underwater pipeline that
would carry natural gas, oil, water and electricity from Turkey to
Israel, according to Avivi, creating a corridor that would link
Israel to Europe's energy grid via Turkey.
For the time being, patching up the Turkey-Israel relationship tops
Avivi's agenda.
"I wouldn't say that the relations right now are on calm waters,"
Avivi said. "That means we need to sit and figure out what's
happening and how to deal with it. We are definitely in a process
today of thinking about it. When friends get such a severe criticism,
you have to think about it."
Observers in Turkey say more diplomatic quarrels could be in the
offing.
"I think the Palestinian issue was always a topic of debate
between the two countries, but because of the peace process moving
along, especially during the Clinton years, it did not come up,"
said Erdal Guven, a columnist with the Turkish daily Radikal.
Israeli Prime Minister Ariel "Sharon has not made it easy for
Prime Minister Erdogan to stay quiet. It hasn't helped Turkey keep
an equilibrium, a balance, vis-a-vis the Arab countries."
A senior member of the Akp said, "This government is no different
from previous governments in its relationship with Israel. Turkey
doesn't want to reconsider its relationship with Israel, but at
the same time, recent attacks" on Palestinians "by the
government of Israel makes the Turkish government's position a lot
more difficult."
The Turkish government appears to be trying to flex some diplomatic
muscle on the Israeli-Palestinian issue.
In addition to recalling its diplomats, Turkey also announced
recently that it is appointing Vehbi Dincerler, a former education
minister, to be a special coordinator for relations with the
Palestinians. The Turkish Parliament also sent a team of observers
to monitor the sentencing of Palestinian Fatah leader Marwan
Barghouti, who was given a 165-year prison sentence last week by Tel
Aviv District Court for his role in five Israeli deaths resulting
from terrorist attacks.
"There's a two-track policy: strengthening relations with
Israel, but also strengthening our ties with the Palestinians,"
said Sami Kohen, a columnist with the Turkish daily Milliyet.
"It's a question now of showing more sympathy for the
Palestinians. It's important for whoever is in office here to show
that sympathy."
With all the diplomatic wrangling, it seems that only one thing is
certain for Avivi: He will continue to live in interesting times. (Yigal
Schleifer-JtYa/Virtual Jerusalem.com)
18.06.2004
L'AMBASCIATORE
RITORNATO A TEL AVIV
Il diplomatico turco
era stato richiamato ad Ankara assieme al console generale di
Gerusalemme. Secondo il Governo turco si era trattato di una
normale routine.
(Turchia Oggi) - L'ambasciatore
turco in Israele, Feridun Sinirlioglu, ed il console generale a
Gerusalemme, Huseyin Avni Bicakli, convocati ad Ankara per
consultazioni, sono già ripartiti per Tel Aviv. Lo ha annunciato
l'agenzia di stampa <Anadolu> aggiungendo che fonti
diplomatiche hanno precisato come la convocazione dei due
diplomatici ad ankara "non sia stata una reazione contro
Israele ma una procedura interna di routine".
Argomento ufficiale delle consultazioni - secondo le stesse fonti -
sarebbe stato il ritiro unilaterale da Gaza deciso dal Governo
israeliano di Ariel Sharon.
Tuttavia - a detta degli osservatori - non sarebbe casuale il fatto
che i diplomatici Turchia siano stati convocati nel pieno di uno
scambio di note verbali tra Ankara e Tel Aviv dopo che il premier
turco Recep Tayyip Erdogan aveva definito "terrorismi di
Stato" le uccisioni mirate dei leader di Hamas e l'incursione
israeliana nel campo profughi Refah a sud di Gaza.
Inoltre, che qualcosa si stia muovendo nelle relazioni diplomatiche
tra la Turchia ed Israele, due Paesi legati da un accordo
strategico- militare dal 1996 e da una crescente cooperazione
economica, emerge dal fatto che Erdogan - che da qualche tempo non
perde occasione per criticare Sharon - in una riunione del gruppo
parlamentare del suo partito abbia suggerito l'idea di elevare al
gradi ambasciatore il rango del console generale turco a Gerusalemme
che svolge la funzione di rappresentante diplomatico turco presso
l'Amministrazione nazionale palestinese di Yasser Arafat. (take Ansa)
18.06.2004
IL
CONTRIBUTO TURCO
Per il premier turco la
Turchia è pronta a fornirlo pur di poter portare a termine al
processo di pace nel Medio Oriente.
(Turchia
Oggi) - Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said that Turkey was ready to contribute to the peace
process in the Middle East.
Prime Minister Erdogan replied to questions of journalists on his
way back from the United States to Turkey.
Upon a question about Turkey's proposal to act as a mediator to find
a solution to the Israeli-Palestinian dispute, Prime Minister
Erdogan said, "the sides will make a decision about the process.
If they accept our proposal, we are ready to do our utmost to make a
contribution to the peace process in the Middle East. Turkey is the
guarantee of peace and friendship in its region." (Turkishnewsline)
18.06.2004
L'ESERCITO
VIGILA
Come ha ribadito-
nell'ambito del 165° anniversario del Comando generale della
Gendarmeria - il Capo di Stato Maggiore turco Hilmi Ozkok, le Forze
Armate non tollereranno segnali di sorta volti al terrorismo e al
fondamentalismo.
(Turchia
Oggi) - The Turkish General Staff vowed to keep fighting
terrorism and fundamentalism.
The Turkish Chief of General Staff Hilmi Özkök said in a message
released Monday to mark 165th anniversary of the Gendarmerie General
Commandership that the Turkish army would continue to fight against
separatist terror activities and cynical fundamentalist
reactionaries.
"The Turkish Armed Forces will root out the efforts of the
separatist terror organizations that are trying to weaken the
Turkish republic," Özkök said message, the Turkish papers
write on Tuesday.
"No one can achieve their goals with terrorism. The Turkish
army, impartial to interior and exterior influences, is determined
to guarantee the safety of the Turkish Republic against the
separatist terrorism and fundamentalism."
The Pkk/Kongra-Gel called off its unilateral six-year ceasefire in
early June. The outlawed terror organization Pkk/Kongra-Gel turned
down calls from the recently released former MPs of the pro-Kurdish
Dehap party to reinstate the truce.
Tension and violence in the southeastern region of Turkey has
escalated recently since the end the ceasefire. Five members of the
security forces, four village guards and five terrorists have been
killed in recent weeks. (TurkishPress.com)
18.06.2004
NESSUNA
AMNISTIA
Il Governo turco, e lo ha
spiegato a chiare lettere il ministro della Giustizia Cemil Cicek,
non ha intenzione di concederla a quelle organizzazioni fuorilegge
che incoraggiano le sommosse.
(Turchia
Oggi) - The
Turkish government had no plans to offer a new amnesty for members
of outlawed organisations to encourage them to surrender, Turkey's
Justice Minister said Thursday evening.
Speaking on private television station NTV, Justice Minister Cemel
Çiçek Thursday Çiçek said no new amnesty was proposed when asked
about the poor results of the previous offer to activists in illegal
groups.
Concerning the release on Wednesday of four former parliamentary
deputies from prison after 10 years incarceration, Çiçek said that
the issue had only been raised by visiting delegations.
"We told them that this was matter of the justice system...
Justice rules according to the file it is presented," he said.
When was asked about the possibility of these former deputies
returning to politics he said that this was up to a decision of the
courts.
He said that Turkey had done more than was necessary in terms of the
political criteria set by the European Union for membership of the
bloc.
"The EU has been put to that sincerity test, if they do not give a
date (for the opening of accession talks) it would be a denial of
themselves. It would discrimination," he said (NtvmSnbc)
18.06.2004
UN ATTEGGIAMENTO "MOLTO
BRUTTO"
E' quello definito dal
premier turco, Recep Tayyip Erdogan, nei confronti del Partito Dehap
che si era definito equidistante tra Stato e Pkk.
(Turchia Oggi) - Il premier
turco Recep Tayyip Erdogan ha definito un atteggiamento" molto
brutto" quello espresso dal presidente del partito nazionalista
curdo DDehap, Tuncer Bakirhan, che ha definito il suo partito
"equidistante tra Stato e Pkk".
"E' un approccio molto brutto quello di un partito che in un
ambito democratico vanta in questo modo una organizzazione
terroristica illegale", ha dichiarato Erdogan in risposta alla
domanda di un giornalista ad Istanbul aggiungendo che il Governo
turco da lui presieduto "mobiliterà ogni sforzo per garantire
la sicurezza alla popolazione turca".
Nelle ultime settimane la lotta armata del Congra-Gel (ex Pkk) si
sta intensificando dopo l'annuncio del 1 giugno della fine della
tregua informale che aveva molto ridotto le attività armate del Pkk
dopo la cattura del suo leader Abdullah Ocalan, ora all'ergastolo.
(take Ansa)
18.06.2004
L'APPELLO
DI HADEP
La maggiore formazione
pro-curda della Turchia, a nome del suo presidente Tuncel Bakirhan,
ha chiesto ai ribelli del Kongra-Gel di concedere una nuova tregua.
(Turchia Oggi) - Il Partito
democratico popolare (Hadep), la maggiore formazione pro-curda della
Turchia, è tornato a chiedere ai ribelli curdi di ripristinare la
tregua conclusa il primo giugno, dopo al liberazione dal carcere
dell'ex deputata Leyla Zana e di altri tre suoi colleghi.
Il presidente dell'Hadep, Tuncel Bakirhan, ha rivolto un appello
nella città Diyarbakir, nella zona orientale dell'Anatolia, al
Kongra-Gel, l'organizzazione che ha raccolto l'eredità del Partito
dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) perché conceda una nuova tregua.
"Il problema curdo deve essere risolto attraverso il dialogo
politico", ha detto Bakirhan, sottolineando come dalla fine
della tregua siano aumentati gli attacchi compiuti dai ribelli curdi.
(take Adnkronos)
18.06.2004
IL RITORNO
A DIYARBAKIR
Leyla Zana e i suoi tre
compagni di prigione, rilasciati dopo la decisione della Cassazione,
accolti nella città sud-orientale della Turchia da migliaia di
persone festanti. Il messaggio dell'ex deputata al Kongra-Gel
perché non rompa la tregua.
(Turchia
Oggi) - Decine di migliaia di simpatizzanti hanno accolto
Leyla Zana, figura emblematica della lotta pacifica per i diritti
dei curdi, che è tornata a Diyarbakir nella Turchia sud-orientale
dopo dieci anni di reclusione.
Appena scesi dall'aereo, Zana e i suoi tre ex compagni di prigionia,
Hatip Dicle, Orhan Dogan e Selim Sadak, sono stati acclamati da
migliaia di manifestanti che scandivano "Basta con la politica
della violenza e dell'annientamento" e "Le forze unite
delle donne trasformeranno l'oscurità in luce", secondo un
giornalista dell'<Afp> sul posto.
Condannati nel 1994 a 15 anni di carcere per legami con il Partito
dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), l'organizzazione secessionista
armata guidata da Abdullah Ocalan, i quattro ex deputati del Partito
della democrazia (Dep, curdo, disciolto nel 1994), sono stati
liberati mercoledì della scorsa settimana in attesa di una
revisione del loro processo.
Dopo essere stati ricevuti dalle autorità locali, Zana e i suoi
compagni sono stati condotti nel centro della città su un autobus
aperto che avanzava a passo d'uomo, fendendo una densa folla con le
bandiere color verde, rosso e giallo dei movimenti curdi e sotto una
pioggia di petali di fiori lanciati dai balconi e dalle finestre.
Giunto sul piazzale della stazione, dove li attendevano decine di
migliaia di persone, gli ex detenuti hanno rivolto alla folla, in
curdo e in turco, messaggi di pace e di riconciliazione.
Leyla Zana ha anche lanciato un messaggio al Kongra-Gel (il nuovo
nome del Pkk) invitandolo a "non rompere il cessate il fuoco
per almeno sei mesi":
"Rivendicate i vostri diritti senza fare del male agli altri.
Non saremo mai istigatori di violenze", ha detto l'ex deputata.
Il Pkk, che tra il 1984 e il 1999 è stato impegnato in una
durissima lotta armata con le forze di sicurezza turche, aveva
proclamato una tregua unilaterale cinque anni fa, dopo la cattura
del suo leader Ocalan ma alla fine del mese scorso aveva annunciato
la ripresa delle ostilità. Da allora sono ripresi gli scontri tra
guerriglieri e forze di sicurezza.
(take Ansa)
18.06.2004
SOLDATI
UCCISI DA BOMBA
Sono ripresi combattimenti nel
sud-est anatolico tra i guerriglieri del Pkke le forze di sicurezza
turche. Tra queste ultime impegnati circa 10 mila militari.
(Turchia
Oggi) - Due soldati turchi sono morti ed uno è rimasto
ferito nell'esplosione di un ordigno nel sud-est del Paese dove
proseguono gli scontri tra esercito e separatisti curdi ripresi il
mese scorso dopo la proclamazione della fine della tregua da parte
del partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).
I due soldati hanno perso la vita quando è esploso un ordigno
telecomandato che era stato collocato vicino al loro convoglio di
mezzi blindati, ha reso noto in un comunicato l'ufficio del
governatore della provincia di Tunceli.
Cinque membri delle forze sicurezza e tre guerriglieri sono rimasti
uccisi, ultime vittime delle violenze riesplose dopo che il Pkk ha
proclamato la fine di una tregua durata cinque anni.
"Dopo l'incidente, i militari appoggiati da elicotteri sono
stati inviati nella regione. Le operazioni contro i terroristi
proseguono", afferma un comunicato.
L'operazione, alla quale partecipano almeno 10 mila uomini, è stata
lanciata nella provincia di Tunceli. I responsabili delle forze di
sicurezza ritengono che circa 600 guerriglieri del Pkk si trovano
nella zona montagnosa di Tunceli e nella vicina provincia di Bingol.
(take Ansa-Reuters)
18.06.2004
ARRESTO DI
ESTREMISTI
Misure senza precedenti delle
forze anti-terrorismo in vista della conferenza al vertice della
Nato.
(Turchia
Oggi) - A pochi giorni dall'inizio della conferenza al
vertice della Nato ad Istanbul, le autorità turche hanno arrestato
13 persone in una retata contro "organizzazioni terroristiche
fondate sulla religione", addestrate in campi per specialisti
all'estero.
Lo si è appreso dall'agenzia di informazione <Anadolu>.
Le autorità anti-terrorismo turche hanno introdotto misure senza
precedenti in previsione del vertice ed hanno già operato una serie
di arresti fra elementi dell'oltranzismo islamico, fra attivisti
curdi e fra gli estremisti di sinistra (take Agi)
18.06.2004
ORDIGNO IN
UN BIDONE
E' esploso nel
quartiere asiatico di Uskudar di fronte alla <Isbank>.
(Turchia Oggi) - Una bomba è
esplosa nel quartiere asiatico di Uskudar ad Istanbul ferendo una
persona. Lo ha riferito la <Ntv> precisando solo che l'ordigno
era stato collocato in un bidone della spazzatura di fronte alla
<Isbank>.
Un'altra bomba era esplosa in precedenza nei pressi di una filiale
della banca turca <Disbank> nel quartiere europeo di Besiktas
senza provocare feriti ma mandando in frantumi i vetri dello stesso
istituto di credito.
18.06.2004
RILASCIATI
I 7 OSTAGGI
Si trovavano nelle mani di un
gruppo armato in Irak. Non è stato pagato alcun riscatto.
(Turchia
Oggi) - Tutti liberi gli ostaggi turchi che si trovavano
nelle mani dei ribelli irakeni. Il gruppo - tutti dipendenti di una
impresa edili - è rientrato immediatamente in Turchia. A riferirlo
alla <Cnn-Trk> è stato un portavoce della ditta per cui
lavoravano gli ex ostaggi le cui condizioni di salute sono buone.
non è stato pagato alcun riscatto.
Un video trasmesso la scorsa settimana dall'emittente televisiva
<al-Arabiya> mostrava quattro degli ostaggi - che
affermavano di essere originari di Adana e Mersin - nelle mani di un
gruppo di uomini armati. Uno dei rapitori leggeva un comunicato in
cui si chiedeva alle compagnie turche di abbandonare i loro lavori
in Irak e rimpatriare i dipendenti. (take Adnkronos)
18.06.2004
BLOCCATO
L'EXPORT DEL PETROLIO
Bucati due oleodotti irakeni
meridionali per l'esportazione.
(Turchia
Oggi) - I guerriglieri anti-americani che cercano di
screditare il nuovo governo ad interim dell'Iraq hanno ucciso un
funzionario petrolifero iracheno e hanno attaccato degli appaltatori
stranieri dopo aver soffocato l'export di greggio del Paese.
Ad appena due settimane dalla conclusione formale dell'occupazione
guidata dagli Stati Uniti, i ribelli hanno intensificato gli
assassinii e gli attentati suicidi per dare una prova che il governo
ad interim non può sperare di esercitare il controllo del Paese
dopo il passaggio di poteri.
Nell'ultimo attentato contro l'industria petrolifera irachena, i
sabotatori hanno provocato un buco in uno dei due oleodotti iracheni
meridionali per l'esportazione, per la seconda volta in 48 ore. Lo
ha riferito a Reuters una fonte del settore petrolifero,
dicendo che il danno è "piuttosto grosso".
Il vice segretario alla Difesa americano Paul Wolfowitz, impegnato
in una visita in Iraq che in un primo tempo era stata tenuta
segreta, ha incontrato il primo ministro ad interim Iyad Allawi ed i
ministri della Difesa e dell'Interno.
"L'incontro ha avuto al centro la strategia del governo
iracheno a proposito di importanti e gravi questioni di sicurezza,
di economia e del processo politico", ha riferito un comunicato
Usa, senza precisare oltre.
Wolfowitz, un potente sostenitore dell'invasione dello scorso anno
guidata dagli Stati Uniti, durante una sua precedente vista a
Baghdad lo scorso ottobre era sfuggito ad un attentato dei
guerriglieri che avevano lanciato un razzo contro il suo hotel. (Reuters)
18.06.2004
L'ECONOMIA
VA BENE, MA....
L'8° missione di
review del Fmi ad Ankara ha messo in evidenza che dovrebbe essere
perseguito con maggiore determinazione l'obiettivo della crescita
del Paese piuttosto che quello dell'aumento dell'occupazione.
(Turchia Oggi) - L'ottava
missione di review del Fondo Monetario Internazionale a
valere sull'Accordo stand-by in essere si è svolta ad
Ankara dove gli esperti si tratterranno fino a domani, 19 giugno.
Le consultazioni ex Art.4 si sono invece concluse la settimana
scorsa con la constatazione, da parte del Direttore per l'Europa
Deppler e del Direttore Esecutivo Kiekens, che l'economia del
Paese si trova in buone condizioni e che il Governo è determinato a
ridurre il pesante onere del debito pubblico. Secondo i due
rappresentanti del Fmi, peraltro, dovrebbe essere perseguito con
maggiore determinazione l'obiettivo della crescita piuttosto che
quello dell'aumento dell'occupazione (una delle maggiori
preoccupazioni del Governo), dato che la prima comporta
automaticamente l'aumento dei posti di lavoro. La modalità del
proseguimento delle relazioni (monitoraggio, accordo precauzionale o
accordo stand-by) sarà decisa dal Governo turco nei prossimi
mesi: dal canto loro, le Associazioni imprenditoriali si sono
chiaramente espresse a favore di un nuovo accordo stand-by.
Per quanto riguarda l'andamento attuale, il risanamento economico
sembra procedere positivamente, ma i tecnici del Fmi temono che un
ulteriore aumento della domanda interna provochi un'eccessiva
crescita del deficit corrente; altre aree in cui, secondo il Fondo
Monetario, è necessario continuare a lavorare sono la riforma
bancaria, la razionalizzazione del complicato sistema fiscale ed il
ridimensionamento del vasto settore pubblico. Inoltre, i tassi di
interesse reali, seppure drasticamente ridotti rispetto anche solo
ad un anno fa, risultano i più alti tra quelli dei Paesi emergenti,
con l'eccezione del Brasile. (fonte Ambasciata d'Italia ad
Ankara)
18.06.2004
I
GRANDI APPUNTAMENTI
Istanbul è stata scelta come grande vedette. Dalla Conferenza Ocse,
alla conferenza Islamica, alla riunione internazionale socialista,
al vertice Nato.
(Turchia Oggi) - Nel corso del
corrente mese di giugno, la città di Istanbul è stata scelta quale
sede di grandi appuntamenti internazionali in campo economico e
politico. In data 4 e 5, vi si è svolta la Seconda Conferenza
Ministeriale Ocse sulle Piccole e Medie Imprese, nel quadro del
'Processo di Bologna' (di cui si allega una sintesi). Dal 14 al
16, ha avuto luogo la riunione della Conferenza Islamica, presieduta
dalla Turchia; il 25 e 26, è in programma la riunione
dell'Internazionale Socialista e, per ultimo, nei giorni 28 e 29,
vi si svolgerà il Vertice Nato. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
COME SFRUTTARE AL
MEGLIO LA COLLABORAZIONE TRA DUE PAESI
Tanto il ministro italiano al
Commercio Estero Antonio Marzano che il suo omologo turco Ali Coskun
hanno convenuto che occorre espandere ulteriormente le opportunità
di affari. La nostra presenza come garanzia.

(Turchia Oggi) - Questa
notizia è già stata data nel numero precedente . Ci piace comunque
ripresentarla come ce l'ha proposta l'Ufficio Commerciale
dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara al quale siamo sempre grati
per la collaborazione settimanale che offre a <Turchia Oggi>.
Prima della Conferenza Ocse, il ministro italiano Antonio
Marzano aveva incontrato il ministro dell'Industria e Commercio
turco, Ali Coskun, con il quale aveva partecipato alla seconda
riunione del Comitato congiunto Confindustria-Tusiad (associazione
degli industriali turchi). Nel corso dell'incontro bilaterale, la
parte turca aveva ringraziato l'Italia per il contributo fornito
nella preparazione della Conferenza, sia in sede Ocse che
bilaterale, ed aveva sottolineato come ciò si inserisca
perfettamente nel quadro delle eccellenti relazioni bilaterali.
L'Italia è infatti il secondo partner commerciale della
Turchia ed uno dei maggiori Paesi investitori, ma - avevano
convenuto i ministri - occorre sfruttare al meglio la collaborazione
tra i due sistemi industriali per espandere ulteriormente le
opportunità di affari. Coskun aveva tenuto ad evidenziare a Marzano
- che se ne era compiaciuto - i progressi sinora realizzati
dall'economia turca, che si sono concretizzati in una drastica
riduzione dell'inflazione accompagnata da una crescita sostenuta
del Pil e dall'attuazione di importanti riforme strutturali.
La
partecipazione dei due ministri alla riunione Confindustria-Tusiad
era servita per lanciare un chiaro messaggio ai rappresentanti
(oltre cinquanta) del mondo degli affari dei due Paesi: l'amicizia
che lega i Governi italiano e turco è la migliore garanzia per la
loro attività e rappresenta il quadro di riferimento in cui essi
sono chiamati ad operare. Inoltre, le due associazioni
confindustriali avevano illustrato ai ministri un progetto che mira
all'espansione della presenza italiana qui, consistente
nell'individuazione di un'area in Turchia dove le imprese
italiane possano investire, usufruendo di specifici vantaggi ed
incentivi. (fonte Amb. d'Ita)
Primo
Comunicato
Istanbul, Seconda Conferenza Ministeriale dell'Ocse dedicata alle Pmi, "Promoting Entrepreneurship and Innovative SMEs in a Global Economy - Towards a more Responsible and Inclusive Globalisation" (3-5 giugno 2004).
Ad aprire i lavori della sessione plenaria della Conferenza è intervenuto il ministro Antonio Marzano insieme al premier Recep Tayyip Erdogan, l'omologo turco Ali Coskun e il Segretario generale dell'Ocse Johnston.
Il ministro ha posto l'accento sull'impegno dell'Italia nella "promozione delle PMI innovanti". Il nostro Paese, simbolo delle Pmi all'interno dell'Ocse, intende condividere la propria esperienza nel campo, dedicandosi in particolare al tema del trasferimento tecnologico transnazionale, per valorizzare la ricerca scientifica, renderla più accessibile alle imprese e favorire le economie di scala.
Il Governo italiano conferma pertanto il suo impegno per consolidare e rafforzare l'Associazione Insme - International Network for SMes - nata su proposta italiana all'indomani della prima Conferenza Ocse sulle Pmi, tenutasi a Bologna nel giugno 2000. Divenuta nel febbraio 2004 associazione senza fini di lucro, Insme ha ottenuto il patrocinio morale dell'Ocse. L'Associazione ha sede a Roma presso l'Istituto per la Promozione Industriale (Ipi), uno dei principali fondatori e sponsor, e ad Istanbul Insme vede la sua prima presenza ufficiale internazionale. Attraverso l'integrazione dei servizi per le Pmi ed il loro potenziamento, Insme intende riunire in un'unica rete tutti quegli intermediari, pubblici e privati, impegnati a favorire l'innovazione e il trasferimento tecnologico per le Pmi: enti governativi e camerali, università, incubatori d'impresa, organizzazioni internazionali e Ong. L'Associazione è aperta a tutte le aree geografiche. Attualmente i membri a pieno titolo sono 25.
Il Segretariato Insme gestisce un portale internet (www.insme.org) che offre un'ampia gamma di informazioni e servizi per i Policy Makers, gli Intermediari e le Pmi.
Simona Marzetti
Segretario Generale dell'Associazione Insme
Direzione Trasferimento di Conoscenza e Innovazione
Istituto per la Promozione Industriale (Ipi)
V.Le Maresciallo Pilsudski, 124 00197 Roma
Tel. +39-06-80972448 Fax +39-06-80972443
Via Bernardino Zenale
11, 20147 Milano
Tel. +39 02 43440201 Fax +39 02 43440222
e-mail: secretariat@insme.it
www.insme.org
Secondo Comunicato
Si è svolta ad Istanbul il 4 e 5 giugno scorsi la seconda
Conferenza Ministeriale Ocse sulle Piccole e Medie Imprese alla
quale hanno partecipato i Ministri competenti dei Paesi Ocse e di 40
Paesi non membri Ocse. La delegazione italiana è stata tra le più
qualificate, con la presenza del Ministro delle Attività
Produttive, On.le Antonio Marzano, del Sottosegretario On.Giovanni
Dell'Elce, del Presidente dell'Istat, Biggeri, e di
rappresentanti del settore privato (tra gli altri, il Vice
Presidente di Confindustria, dr.Salmoiraghi, il Vice Presidente di
Unicredito, dr.Caponi, il Direttore Generale dell'IPI, dr.Corbo')
i quali hanno preso parte al "Business Symposium" che ha
preceduto la Conferenza.
La Conferenza Ministeriale è stata aperta dagli interventi del
Ministro turco dell'Industria, Coskun, e del Primo Ministro,
Erdogan, il quale ha sottolineato l'importanza di una sinergia tra
politiche nazionali e cooperazione multilaterale per favorire
l'internazionalizzazione delle PMI ed ha indicato nel "Processo
di Bologna" dell'Ocse un modello di collaborazione
internazionale.
Il ministro Marzano ha prospettato le sfide con le quali le Pmi
devono confrontarsi:
la crescita
demografica dei Paesi in Via di Sviluppo che determinerà sempre più
nei prossimi anni il problema dello sviluppo economico di tali Paesi
ed un'evoluzione dello scenario economico mondiale;
i processi di globalizzazione dei mercati che, a partire dagli anni
'80, con il progressivo superamento delle restrizioni ai movimenti
di beni, capitali e persone, hanno determinato una forte
integrazione economica mondiale;
la diffusione delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione che ha aperto
nuove opportunità economiche, commerciali e di investimento per le
imprese.
Il nuovo scenario economico mondiale rende ancora più
pressante l'esigenza per le Pmi di accedere all'innovazione ed
alla ricerca e ad internazionalizzare il proprio business.
I Governi - ha proseguito Marzano - sono chiamati a sostenere la
competitività e l'internazionalizzazione delle Pmi e ciò può
avvenire se si realizzano politiche "macro" e "micro"
virtuose: riduzione del carico fiscale, superamento di aiuti ad
aziende non competitive, controllo dell'inflazione, sul fronte
"macro"; snellimento amministrativo, sostegno ai distretti
industriali, miglioramento dell'accesso al credito, incentivi
all'innovazione e alla ricerca, sul lato micro economico.
Il ministro Marzano ha anche sottolineato l'importanza di dare
vita ad una nuova collaborazione industriale "Nord-Sud"
finalizzata al trasferimento tecnologico, allo stimolo al
"match-making" tra Pmi, ed ha espresso un forte apprezzamento
per il ruolo svolto dall'Ocse in questo senso con il "Processo
di Bologna" che ha consentito di sviluppare un proficuo ed inedito
dialogo con i Paesi in Via di Sviluppo su tale argomento.
Il ministro Marzano ha infine richiamato
il valore dell'iniziativa italiana "Iinsme" (www.insme.org),
il network tra centri di assistenza tecnica alle Pmi, che
recentemente ha ottenuto il patrocinio ufficiale dell'Ocse. Il
Sottosegretario Dell'Elce ha presentato la rete italiana per il
trasferimento tecnologico alle imprese, Riditt (www.riditt.it),
nella quale un ruolo chiave è svolto dai distretti industriali.
Il Segretario Generale dell'Ocse, Johnston, ha
riaffermato l'impegno dell'Organizzazione a portare avanti il
"Processo di Bologna" rilevatosi come una delle iniziative Ocse
che più sono riuscite ad attrarre l'interesse dei Non Membri ed a
coinvolgere i Pvs. Johnston ha sintetizzato in alcune, emblematiche
cifre la contraddizione che caratterizza l'attuale situazione
delle Pmi nel mondo: esse rappresentano circa il 90% delle imprese
nei Paesi Ocse, assorbono circa il 60% della forza lavoro ma
contribuiscono soltanto per il 30% alle esportazioni e per il 10%
agli investimenti diretti esteri. La sfida è quindi
l'internazionalizzazione e le politiche dei Governi, così come le
attività del sistema creditizio e finanziario internazionale,
dovrebbero concentrarsi su tale obiettivo.
La Conferenza si è conclusa con l'approvazione della
"Dichiarazione di Istanbul" nella quale vengono indicate le
seguenti priorità nelle politiche nazionali e multilaterali per le
Pmi:
adozione di politiche che promuovano l'imprenditorialità,
favoriscano l'accesso delle Pmi all'innovazione, alle Ict ed
alla ricerca;
riduzione delle barriere all'accesso dei mercati globali con la
promozione dei partenariati internazionali tra Pmi e distretti
industriali, con l'armonizzazione dei quadri regolamentari
riguardanti gli standard, i mercati finanziari, le procedure
doganali e con lo sviluppo di meccanismi di risoluzione dei
contenziosi commerciali;
miglioramento dell'accesso al finanziamento e definizione di
schemi finanziari innovativi per le imprese che investono in ricerca
ed innovazione tecnologica e produttiva;
sviluppo della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo per la
diffusione di Pmi e distretti industriali in tali Paesi.
La Dichiarazione fa inoltre riferimento all'iniziativa italiana
Insme, al quale partecipano 42 Paesi, e che - come sopra menzionato
- beneficia ora del patrocinio dell'Ocse, e richiama anche il
network regionale "Remtech" avviato dalla Turchia per facilitare
il trasferimento tecnologico nei mercati emergenti, ed al quale
anche l'Italia ha aderito.
La Conferenza ha segnato per l'Ocse un importante momento di
dialogo con i Pvs su un tema come quello delle Pmi, decisivo per
consentire la crescita e promuovere l'occupazione ed ha
rappresentato un successo per l'Italia che quattro anni fa ha
promosso in seno all'Ocse tale iniziativa con la Conferenza di
Bologna, continuando ad
esserne il principale sostenitore.
18.06.2004
PREZZI
IN DISCESA
Nonostante le alte
quotazione del petrolio, si è verificata in Turchia una diminuzione
in quelli all'ingrosso dello 0.03%. Soddisfazione della Banca
Centrale.
(Turchia Oggi) - L'Istituto
Nazionale di Statistica turco ha reso noto che nel mese di maggio
l'aumento dei prezzi al consumo è stato dello 0.38% mentre, per i
prezzi all'ingrosso, si è verificata - nonostante le alte
quotazioni del petrolio - una diminuzione dello 0.03%, determinata
da una caduta del 5.2% nei prezzi agricoli. L'inflazione per gli
ultimi dodici mesi è risultata del +8.8% per i prezzi al consumo
(ad una cifra per la prima volta da 32 anni) e del + 9.56% per i
prezzi all'ingrosso. Se si considera che a maggio 2003,
l'inflazione annualizzata risultava del 30.74% per il consumo e
del 33.69% per l'ingrosso, si nota che il calo è stato di oltre
20 punti in un solo anno, un risultato quindi di tutto rispetto per
la gestione economica del Paese, ed in particolare per la Banca
Centrale che ha fatto della lotta all'inflazione il suo primario
obiettivo. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
MANUFATTURIERO
OK
Secondo l'Istituto
Nazionale di Statistica turco il fatturato è passato dal 75.0% al
78.5%.
(Turchia
Oggi) - Nel primo trimestre del 2004, l'utilizzazione
della capacità produttiva nell'industria manufatturiera è
risultata - secondo dati diffusi dall'Istituto Nazionale di
Statistica - del 78.5%, contro il 75.0% del corrispondente periodo
del 2003. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
TURISMO
IN SALITA
Aumento delle
presenze in Turchia di tedeschi, bulgari, russi e italiani. Per
questi ultimi c'è stato un incremento dell'88.8%.
(Turchia
Oggi) - Secondo il ministero della Cultura e Turismo
turco, gli arrivi turistici nel periodo gennaio/maggio 2004 sono
stati pari a 4.829.889 con un aumento del 52.8% sui primi cinque
mesi del 2003. Al primo posto, come sempre, i tedeschi (1.144.582 +
51.8%), seguiti da bulgari (501.720 +58%) e russi (402.242 + 60.8%):
I turisti italiani sono risultati in numero di 63.938, con un
aumento dell'88.8%. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
FINALMENTE
IL VIA AL GASDOTTO
La rete, i cui lavori
avranno inizio entro quest'anno, unirà la Turchia alla Grecia e
porterà il combustibile del Mar Caspio. Un flusso iniziale di 750
milioni di metri cubi. Nel futuro anche l'Italia e l'Europa.
(Turchia
Oggi) - Un comunicato del ministero turco dell'Energia
e delle Risorse Naturali ha reso noto nei giorni scorsi che alti
responsabili della <Turkish Pipeline Transportation Corp.> (Botas)
e della <Greek Public Gas Corporation> (Depa) hano avuto un
incontro nei giorni scorsi ad Istanbul per esaminare l'iter di
preparazione per la costruzione del gasdotto tra la Turchia e la
Grecia, di cui all'accordo firmato dai due Paesi il 23 febbraio
2003 ad Ankara. Secondo il comunicato, le parti hanno convenuto di
utilizzare tubi da 36 pollici di diametro e di iniziare
simultaneamente i lavori sui due territori alla fine del corrente
anno (con termine previsto nel 2006). Il gasdotto - parte di un
futuro Southern Ring per l'inoltro del gas naturale dal
Caspio verso l'Europa, via Italia meridionale - avrà una
lunghezza di 300 km., interconnettendo le reti dei due Paesi; il
flusso iniziale verso la Grecia è previsto in 750 milioni di metri
cubi. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
RUSSIA SEMPRE PIU' INTERESSATA ALLA TUPRAS
Pur rispettando la
decisione del tribunale turco che ha annullato per la seconda volta
il contratto di vendita tra la <Efremov-Kautshuk GmbH> e il
gruppo <Zorlu>, Mosca punta all'acquisto. Progetto di oleodotto tra il Mar Caspio ed Izmit. I vantaggi per il Bosforo.
(Turchia
Oggi) - Per la seconda volta un tribunale turco si è
pronunciato per la cancellazione del contratto di vendita del 65.75%
del capitale della <Tupras> (aggiudicata ad un consorzio tra
la <Efremov-Kautschuk GmbH> ed il Gruppo turco <Zorlu>).
La motivazione della sentenza è stata che l'offerta del consorzio
russo-tedesco - che rappresentava l'impresa petrolifera russa
Tatneft - contravveniva ai termini di gara, mentre la
presentazione di un ridottissimo numero di offerte rappresentava,
secondo il Tribunale, l'assenza di un'adeguata concorrenza.
L'Autorità per le Privatizzazioni ha inoltrato un appello al
Consiglio di Stato. Nel frattempo, questo Ambasciatore russo,
nell'affermare che lo stesso presidente Vladimir Putin segue da
vicino la questione, ha affermato che l'offerta della
<Tatneft> rappresenta il più importante investimento del suo
Paese in Turchia, capace di aprire la strada a nuovi capitali
esteri. Egli ha inoltre dichiarato che la <Tatneft> sta altresì
elaborando un progetto di oleodotto tra il Mar Nero ed Izmit che
potrebbe evitare il passaggio di petroliere attraverso gli Stretti
turchi, come reiteratamente richiesto da Ankara per ragioni di
sicurezza. L'Ambasciatore ha peraltro sottolineato che il suo
Governo rispetterà le decisioni dell'Autorità giudiziaria, e si
asterrà dall'esercitare pressioni a livello governativo. (fonte Amb.
d'Italia)
18.06.2004
NUOVE
GARE PER LE PRIVATIZZAZIONI
Riguardano l'ente petrolifero <Petkim>, l'impresa dei
tabacchi <Tekel>, l'Ente per la raffinazione <Tupras>,
la Compagnia di bandiera <Turkish Airlines> e l'impresa
siderurgica <Erdemir>.
(Turchia Oggi) - Il ministro
delle Finanze turco, Kemal Unakitan, ha dichiarato alla stampa che
il Governo indirà a breve nuove gare per privatizzazioni non andate
a buon fine in precedenti tentativi, in particolare per l'Ente
Petrolchimico <Petkim> e per l'impresa di Stato per i
tabacchi, <Tekel>. Il ministro ha inoltre rivendicato la
correttezza della gara relativa alla privatizzazione dell'Ente per
la Raffinazione Petrolifera, <Tupras>, attualmente bloccata in
sede giudiziaria. Altre privatizzazioni in programma - ha affermato
il Ministro senza
nascondersi che le vicende della <Tupras> possono influenzare
negativamente gli investitori stranieri - riguardano il monopolio
per la telefonia fissa <Turk Telekom>, la Compagnia di
bandiera <Turkish Airlines> (Thy) e la prima impresa
siderurgica del Paese, <Erdemir>. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
ITALIAN
FESTIVAL AD ISTANBUL
In
coincidenza con questo e in collaborazione con l'Istituto Italiano
di Cultura , l'Ice ha organizzato un <tour> di auto d'epoca.
All'evento, cui ha preso parte anche l'ambasciatore ad Ankara Carlo
Marsili, non sono mancate le macchine Fiat.
(Turchia
Oggi) - In coincidenza con l' <Italian Festival>,
che si è tenuto ad Istanbul nella prima decade di giugno con una
serie di conferenze sul tema della Storia, Arte e Restauro dei
Giardini in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, si
è svolto - con grande successo di pubblico e la partecipazione
dei maggiori mezzi di informazione, sia della carta stampata che
televisivi - un <Tour di Istanbul> di auto italiane d'epoca,
organizzato dal locale Ufficio Ice e dall'Associazione delle Auto
storiche di Istanbul, con la sponsorizzazione di numerose imprese
italiane. All'evento ha preso parte la Fiat, facendo sfilare anche
nuovi modelli che intende lanciare in Turchia. (fonte Amb.
d'Ita)
Segue in proposito il notiziario Ice:
|
 Per la prima volta la manifestazione <Italian Festival> si
è svolta anche in Turchia, esordendo con uno spettacolare <Tour
di Istanbul> effettuato da 20 macchine d'epoca italiane che,
partendo da P.zza Taksim, hanno toccato i punti piu' spettacolari
di Istanbul, sostando nei giardini di Topkapi, di fronte al Palazzo
Topkapi e passando di fronte al Palazzo Dolmabahce.
Il
punto d'arrivo di questo <Tour> è stato a Ortakoy, sulle
rive del Bosforo, dove la giornata si è conclusa con il saluto ai
numerosi partecipanti indirizzato dall'Ambasciatore d'Italia
Carlo Marsili, dal Direttore dell'Ufficio di Istanbul Antonino
Mafodda e dal General Manager della Fiat in Turchia Diego Avesani.
La Fiat ha preso parte all'evento facendo sfilare alcuni nuovi
modelli che sta iniziando a commercializzare in Turchia. Migliaia
di persone hanno assistito alla sfilata d'auto d'epoca, per
l'occasione organizzata dall'Ufficio Ice di Istanbul, in
collaborazione con l'"Associazione delle Auto Storiche" di
Istanbul.
La
maggior parte delle auto erano modelli "Alfa Romeo" degli anni
60 e 70 (tra cui il
famoso "duetto"). La "regina" della sfilata e' stata senza
dubbio una 1100 FIAT del 1928, perfettamente funzionante.La
spettacolarità dell'evento è stata tale che alcune catene
televisive hanno seguito in diretta la partenza del <Tour>,
tra queste il canale pubblico <Trt> e la <Cnn Turk>.
18.06.2004 |
DEGUSTAZIONE
DI VINI ITALIANI
Si è svolta sempre
ad Istanbul e anche questa è stata organizzata dall'Ice. Vi hanno
preso parte sessanta tra sommelier, giornalisti, importatori ed
aziende vinicole.
(Turchia Oggi) - Sempre in
occasione dell'<Italian Festival>, il locale Ufficio Ice ha
organizzato, in collaborazione con l'Enoteca di Siena, la prima
degustazione tecnica di vini italiani in Turchia, cui hanno preso
parte circa sessanta tra sommelier, giornalisti, importatori ed
aziende vinicole turche
La degustazione, nel corso della quale sono stati
presentati sei vini italiani, è stata guidata da Fausto Virgilio,
vicedirettore dell'Enoteca Italiana di Siena, ed è stata
incentrata, in particolare, a evidenziare l'attento lavoro
relativo al controllo di qualità effettuato dalle ditte italiane
del settore. Nell'occasione è intervenuto anche Andrea Lonardi,
enologo del <Gruppo Italiano Vini>, che ha presentato un
<Chianti Classico Docg Melini> (2000).
Il <Gruppo Italiano Vini> è fra i più attivi in Turchia, in
un settore, quello enologico, che sta vivendo un momento molto
favorevole sia come produzione sia come crescente mercato di
importazione.
Lo scorso anno, infatti, e' stato abolito il monopolio di stato
degli alcoolici (Tekel). Solo attraverso questo Ente era possibile
effettuare l'importazione dei vini. Pur mantenendo un livello di
tassazione molto alta (mediamente
del 130 %), la liberalizzazione della distribuzione ha
comportato da parte degli operatori locali un notevole attivismo,
che ha allargato il mercato anche per i prodotti di importazione,
permettendo l'ingresso di molti vini di produzione italiana,
spagnola, sud americana.
La delegazione, che ha avuto un notevole successo tra i
partecipanti, e' stata aperta dall'intervento del Console
Generale d'Italia a Istanbul, Luciano Pezzotti e dal Direttore
dell'Ice di Istanbul, Antonino Mafodda.
L'evento è stato realizzato in collaborazione con gli importatori
locali di vini italiani, in particolare <Adco Gida>, <Babil
Sarap> e <Belltrade>.
Al termine della degustazione tecnica i partecipanti hanno avuto
modo di assaggiare prodotti e piatti tipici italiani. Anche per quel
che riguarda i prodotti alimentari l'iniziativa è stata
organizzata con il coinvolgimento delle ditte importatrici locali.
Le ditte italiane presenti attraverso i loro
importatori/distributori sono state :
Vini : Marchesi dè Frecobaldi, Zenato, Tommasi, Castello di
Verazzano, Melini, Lamberti, d'Istinto.
Pasta Alimentari : Barilla, Voiello, Ciccarese, Divella.
Salumi : Negrini, Levoni.
Formaggi : Giglio Grana Padano, Auricchio, Latt.Soc. Coop Ca' De
Stefani.
Caffe' : Segafredo, Illy
Altri : Villa Massa Limoncello, San Pellegrino, Arboreo Rice,
Acetifico Carandini Emilio Lion King. (fonte Amb. d'Ita)
18.06.2004
SASSOCORVARO,
CAPITALE DELLA CULTURA
I
vincitori del Premio Rotondi 2004 ai salvatori dell'arte. Tra questi
la direttrice del Museo archeologico nazionale di Baghdad, Nidal
Amin, la cui opera è molto apprezzata oltre che nel suo Paese anche
in Italia e in Turchia. Un interessante dibattito sui tesori della
Mesopotania, molti dei quali - purtroppo - andati perduti nella
guerra in corso.
 (Turchia Oggi) - Domani, sabato 19
giugno, Sassocorvaro (Pesaro-Urbino) tornerà a essere, come da otto
anni a questa parte, per un giorno piccola capitale della cultura
italiana: alle ore 16, nella cornice della Rocca Ubaldinesca,
arriveranno dalle Marche, dall'Italia, dall'Europa e dal mondo i
vincitori del premio Rotondi 2004 ai salvatori dell'arte. Il
premio, com'è noto, prende il nome dal Soprintendente di Urbino
che, nel corso della seconda guerra mondiale, coordinò
l'Operazione Salvataggio di quasi 10 mila opere d'arte, tra le
quali capolavori come la
Tempesta del Giorgione, di valore universale, provenienti da
Venezia, Milano, Roma, Bergamo e dalle Marche.
La giuria, presieduta dall'ex Soprintendente della Liguria
Giovanna Rotondi Terminiello e coordinata dal giornalista Salvatore
Giannella (ideatore del premio e autore, con lo storico localew
Damiano Mandelli, del libro che racconta l'Operazione Salvataggio L'Arca
dell'Arte) ha scelto per quest'anno, sezione per sezione,
questi vincitori:
Sezione Marche, vincono a pari merito
Giancarlo Cacciaguerra
Perticari,
per la caparbia e rigorosa operazione di restauro di una
chiesa-gioiello a S. Angelo in Lìzzola (PU), di proprietà privata
che, una volta recuperata con l'impegno economico del
proprietario, è stata concesso in comodato al Comune per
restituirla a funzioni pubbliche.
Giulia Panichi Pignatelli,
presidente di "Le Marche segrete", un'associazione in continua
crescita (attualmente comprende venti dimore e parchi storici) che,
attraverso itinerari turistico -culturali, mostra lodevolmente la
"strada" a chi vuole conoscere il cuore delle "Marche museo
diffuso".
Sezione Italia
Antonio Paolucci,
Soprintendente ai Musei di Firenze, che con rigore scientifico,
lucidità di giudizio e amore per la ricerca si è impegnato in modo
totale nel duplice ruolo di Soprintendente-ministro
del "Museo Italia", che ha tutelato e valorizzato impegnandosi
nelle azioni di difesa e di salvaguardia, in prestigiose ooperazioni
di restauro, nell'organizzazione di eventi espositivi e nello
studio della bellezza che diventa storia.
Sezione Europa
Padre Valerio e i monaci del
monastero italo-bizantino di Santa Maria di Grottaferrata (Roma),
fondato mille anni fa, ove opera dal 1931 il primo laboratorio di
restauro e di conservazione di manoscritti e di libri antichi
impiantato in Italia, distintosi tra l'altro nel recupero di molti
volumi danneggiati a Firenze dall'alluvione del 1966 e del
Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.
Sezione Mondo
Nidal Amin,
dirigente del Museo archeologico nazionale di Bagdad (Iraq), che da
trent'anni ha fatto di quelle stanze (che custodiscono tesori
appartenenti all'umanità intera) l'impegno della sua vita.
Senza rassegnazione, di fronte alle bombe e ai ladri, di fronte
all'archeologia ridotta in briciole. Le sue lacrime di dolore e di
coraggio, catturate dalle telecamere, dicevano: "Ricominceremo e
restituiremo al mondo una civiltà nata prima della storia".
Attenzione:
data l'eccezionalità della testimonianza della vincitrice del
premio Mondo, è stato organizzato un incontro domenica sera, alle
21, presso il teatrino della Rocca, sul tema:
Iraq: quale futuro per una culla della civiltà
Nidal Amin,
dirigente del Museo archeologico nazionale di Bagdad, premio Rotondi
2004 per la sezione Mondo, e il professor Claudio
Saporetti, docente di assiriologia all'Università di Pisa,
vicepresidente della Società italiana per la protezione dei beni
culturali, tracciano il primo bilancio degli effetti della guerra
sul patrimonio artistico dell'Iraq e delineano il ruolo assegnato
all'Italia per il recupero e la salvaguardia di musei e siti tra i
più importanti al mondo.
Moderatore: Salvatore
Giannella
Premio alla memoria
Ivan Graziani,
cantautore e artista poliedrico del Montefeltro, per aver
contribuito con i colori della sua musica (cresciuta tra Novafeltria
e il Mulino di Lucio Battisti) e con il segno della sua grafica
educata all'istituto d'arte in Urbino, a tessere il grande
arazzo collettivo di una generazione.
Sezione speciale
Carlo Rambaldi,
"mago" degli effetti speciali, creatore di E.T., Alien, King
Kong e di altri personaggi amati dal pubblico dei bambini e dei
grandi, per le sue geniali invenzioni da pittore, da fabbro, da
artista, da artigiano, da maestro dei nuovi professionisti del
cinema del secondo millennio: un talento allo stato puro che,
laureato all'Accademia di Belle Arti di Bologna prima di partire
per Hollywood, ha saputo fondere
meccanica e computer grafica stupendo il mondo.
Premio "Angeli del nostro tempo",
(premio in collaborazione con l'azienda Piero Guidi)
La signora Lyan Verburg e
Wim Brussen con i componenti della Jostiband Orkest. La
prima dirige, il secondo ha fondato la Jostiband a Zwammerdamm
(Olanda), l'unica orchestra del pianeta interamente composta da
musicisti portatori di handicap, che con la loro caparbietà e il
loro infaticabile impegno hanno riempito i teatri e illuminato un
fallimentare Anno Europeo dei disabili.
Contatti per materiale di
documentazione, foto e per saperne di più: segreteria organizzativa
del Premio Rotondi, Roberta Indo, c/o Comune di Sassocorvaro
tel. 0722.76873; 0722.76154 - fax 0722.769258
email:
comune.sassocorvaro@provincia.ps.it
(Francesca /comunicato Stampa)
18.06.2004
IL
PICCOLO TEATRO AD ISTANBUL
Due gli spettacoli, il
"Così fan tutte" di Strehler e "Le baccanti"
secondo Ronconi.
(Turchia
Oggi) - Il Piccolo Teatro va in tour all'estero con due
spettacoli che incarnano le sue radici e il suo presente: il
"Così fan tutte" di Strehler e "Le baccanti"
secondo Ronconi.
Il primo è la memorabile lettura dell'opera di Mozart ideata da
Giorgio Strehler prima che la morte, nel 1997, ne impedisse il
completamento, e che tenne battesimo il Teatro Strehler nel gennaio
1998.
Dopo la date italiane di Milano, Bari e Verona, lo spettacolo,
prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e dalla Fondazione Lirico
Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, sarà a Madrid, ospite del
Teatro Espanol, da oggi al 27 giugno, per proseguire a luglio ad
Istanbul.
18.06.2004
KARAGÖZ,
L'
OMBRA
DEL
TURCO
Le
tre forme d'arte tradizionali e popolari turche. "Occhio
nero", caricatura ben riuscita del tipo di popolano turco
medio. Come scriveva Renato Bova Scoppa nel 1933, "vecchi pupi
tagliati nel cuoio riprendono alla vita e ritornano all'onore della
ribalta".

(Turchia Oggi) - Bursa è una bella ed antica città della Turchia occidentale, a poche
decine di chilometri dalla costa del mar di Marmara e a mezz'ora
dall'Ulu dag, una montagna di quasi 3000 metri, paradiso degli
sciatori. Oltre ad essere nota fin dal tempo dei romani per le sue
acque termali, Bursa fu anche la capitale dei sultani Ottomani,
prima della conquista di Costantinopoli. Ed in mezzo alla città vi
è uno splendido parco fresco e festoso, dove le famiglie amano
passeggiare con il gelato in mano o fermarsi ad ascoltare la musica,
che si espande dai numerosi localini sparsi tra il verde. E nel
parco c'è una strana statua: i monumenti di solito ricordano
grandi personaggi, perlopiù defunti da tempo, ma nel nostro caso
non si tratta né dell'una né dell'altra ipotesi, anzi! Karagöz,
la statua, non è che un ometto furbo, sboccato e spesso volgare ed
è tutt'altro che morto; eppure non è neppure del tutto vivo nel
senso letterale della parola, perché si tratta di un'Ombra. Karagöz
è infatti il personaggio principale del "Teatro delle Ombre"
turco ed il monumento è dedicato proprio a lui.
Tre
sono le forme d'arte tradizionali e popolari turche: il "Kukus",
che corrisponde sotto certi aspetti al nostro teatro delle
marionette o dei pupi, con scene drammatiche o comiche, accompagnate
adesso da azioni dialogate, ma nel passato solo da una mimica muta.
Poi si incontra l' "Orta Oyunu", che invece è una sorta di
primitiva commedia interpretata da attori in carne ed ossa, che
rappresentano ciascuno un carattere ben definito. Infine vi è il
"Karagöz" che certamente è il genere di spettacolo più
originale del teatro turco primitivo.
 Come il cinema, che
da muto divenne un po' alla volta sonoro e parlato, così il
Teatro delle Ombre andò
evolvendosi ed affermandosi come la forma d'arte più in voga in
Turchia, cosicché eccellenti attori si dedicarono a sostenere ruoli
importanti, in specie nella commedia e nella farsa. A metà
dell'800 così scriveva Theophile Gautier: "...la
scena è di una semplicità ancor più primitiva del baracchino di
Pulcinella :un angolo di muro contro il quale viene stesa una pezza
di stoffa illuminata da dietro, basta a costruirla; un lampioncino
la illumina e un cembalo funge da orchestra. L'impresario sta
nello spazio tra l'angolo del muro e la pezza, circondato da
figurine che fa parlare e muovere."
Con l'introduzione del teatro occidentale nella Turchia della
fine del XIX secolo questi spettacoli andarono decadendo e si
ridussero a ben misera cosa, sia come espressione che come forma
d'arte. Scrive infatti De Amicis nel suo "Costantinopoli": "...i
turchi frequentano di preferenza i teatri in cui certe francesi
imbellettate, scollacciate e sfrontate cantano delle canzonette
coll'accompagnamento d'una orchestra da galera. Uno di questi
teatri è l'Alhambra, posto nella gran via di Pera: un lungo
stanzone sempre affollato e tutto rosso di fez, dal palcoscenico
alla porta. Che cosa fossero quelle canzonette e con che razza di
gesti quelle intrepide signore s'impegnassero di farne capire ai
turchi i significati riposti, non si può né immaginare né
credere. Agli scherzi più procaci, ai gesti più impudenti, tutti
quei turconi, seduti in lunghe file, prorompevano in grasse risa e,
cadendo allora dalle loro facce la maschera della dignità abituale,
vi appariva tutto il fondo della loro natura e tutti i segreti della
loro vita grossolanamente sensuale." Ed il karagöz, sempre il De Amicis
così lo descrive: "E' una
figurina grottesca, una specie d'ombra chinese che muove la testa,
le gambe, le braccia dietro un velo e fa quasi sempre da
protagonista in certe commediole strampalatamente buffonesche, il
cui soggetto è per lo più un intrigo amoroso." Lo definisce
poi "...furbo e cinico,
lussurioso come un satiro, sboccato come una baldracca";
paragonandolo nello spirito a Pulcinella e nel corpo a Priapo,
aggiunge: "...prima che la censura restringesse d'alquanto la sua libertà
sconfinata, egli dava tratto tratto la prova visibile alla platea
(della sua somiglianza a Priapo) e spesso la commedia tutta girava
su questo nobilissimo perno." Assai caustico ed acido il
nostro De Amicis, ma d'altra parte, parlando della Costantinopoli
ottomana, egli sembrava avercela un po' con tutto a partire dal
bagno turco, ai fumosi vaporetti del Bosforo, per finire con i
poveri cani randagi dei vicoli della città bassa e con le danze
mistiche dei dervisci.
Un'altra notizia ci arriva però da Renato Bova Scoppa,
scrittore e viaggiatore, che nel 1933 soggiornò ad Istanbul; egli
riferisce che per iniziativa del Teatro Nazionale Turco i karagöz
tornavano di moda e "...i
vecchi pupi tagliati nel cuoio riprendono vita e ritornano
all'onore della ribalta: poco alla volta le ombre si rimettono a
parlare e a satireggiare in materia di costumi e di morale...con il
loro senso ironico della
vita.
Karagöz, che in lingua turca significa "occhio nero"
è una caricatura ben riuscita del tipo di popolano turco medio.
Naso a becco di pappagallo, corta barba nera riccia e protesa in
avanti, un folto sopracciglio completa il suo viso "con
una arditezza di tratto squisitamente bizantino", come fa
notare Gautier. La sua fisionomia è una mescolanza di stupidità ed
astuzia accompagnata da espressioni di lussuria; il cranio rasato è
coperto da un turbante di foggia antica, mentre larghi pantaloni ed
un gillet a colori sgargianti completano il suo abbigliamento. Le
braccia e le gambe sono poi snodabili ed articolate con bastoncini
di bambù. Il suo compagno è Hacivat, protagonista anch'egli di
strane avventure, che si svolgono secondo canovacci variabili con
risvolti umoristici, satirici ed irriverenti. Poi fanno da contorno
tanti altri personaggi minori, ma tutti con una personalità ben
definita: vi è il nano Beberuhi, il damerino Celebi, il fumatore
d'oppio Tiryaki, l'ubriacone Matiz, il lottatore Husmen Aga, il
legnaiolo Himmet ed ancora un insieme di figure che rappresentano le
varie etnie dell'impero ottomano, tra cui l'armeno, il lazo, il
balcanico, l'albanese e non ultimo anche il viaggiatore
occidentale.
Lo spettacolo è costituito da rapidi scambi di salaci battute, che
cambiano ad ogni rappresentazione, in quanto l'opera è aperta
all'improvvisazione dei "pupari" e alla loro interazione con
il pubblico. Quando Gerard de Nerval, all'inizio dell'800 vide
questo spettacolo spesso sboccato e volgare affermò: "...da
noi farebbe arrossire un gendarme, mentre qui (in Turchia) vi
assistono tranquillamente donne e bambini." E già nel 1616,
Pietro della Valle, avendo visto questo teatro licenzioso a
Costantinopoli e ad Aleppo di Siria, importante città carovaniera
dell'Impero ottomano, in una sua corrispondenza così scriveva: "In queste case di cahvè...v sono
anche dei giuocolatori,
che trattengono gli
assistenti con mille
bagatelle e tra le altre...fanno veder loro dietro una tela o carta
illuminata, diverse rappresentazioni di ombre e figure di fantocci
che si muovono, camminano e fanno mille atti...le quali ombre di
bambocci non si vedono però mute come le nostre...cioè il
giuocolatore...parla con loro con diverse voci in vari linguaggi e
fa diverse burle galanti assai bene; ma le rappresentazioni sono
tutte di cose oscenissime e di atti tra uomini e donne disonesti,
con far vedere tali stravaganze di gesti...che di carnevale, in
bordello, sarebbero troppo lascivi...". Ma forse è proprio la
sensualità prorompente la forza dell'azione teatrale, perché
rappresenta una rottura delle convenzioni
e scatena
la comicità,
che si oppone
al potere dominante, diventando così una forma d'arte
universale, da noi oggi chiamata satira politica: non esiste niente
perciò che non sia già stato inventato.
Per quanto riguarda l'origine di questa forma teatrale, come
sempre quando si va molto indietro nel tempo, le interpretazioni
sono tra le più varie e discordanti. C'è chi afferma che le tribù
nomadi turche provenienti dalle steppe dell'Asia centrale,
migrando attorno al 400 d.C. verso i territori dei tre grandi imperi
classici - quello romano, quello indiano e quello cinese - e
riuscendo ad installarsi come classe dominante in Persia, in Egitto
e poi in Anatolia e solo in parte in India e Cina, portarono
inevitabilmente ad uno scambio culturale, cosicchè anche il Teatro
delle Ombre si diffuse in numerosi paesi del Mediterraneo (Algeria,
Egitto Grecia..) e dell'Oriente (Giava, Bali, Cina..), paesi dove
tuttora vive assumendo talvolta un carattere sacro, come è il caso
dell'Indonesia, dove l'ombra è animata dal Delang, sacerdote
induista, accompagnato dalle note di uno strumento a canne di bambù
chiamato "anglunk". Gli stessi manoscritti delle Biblioteche del
Cairo e di Istanbul parlano di "pezzi" scritti per il teatro
delle ombre nel XIII secolo da Ibn Danighial, dove le trame si
articolano sulla vita dissoluta dei personaggi, che però alla fine
si redimono con la religione: ecco appunto lo sfondo religioso del
teatro delle origini.
Ma la prima fonte autorevole appare nei testi del cronista turco
Evliya Celebi, che, rifacendosi ad antiche opere, ritiene che appena
nel XIV secolo le Ombre entrarono in Anatolia e non già nel V, come
altri sostenevano. In effetti è nel XVI secolo che questa
manifestazion prende forma e viene definita
"Ombre dei Fantasmi"
(Zill-i hayal). Lo storico Ibn Ilyas annovera il teatro delle
ombre tra gli intrattenimenti preferiti dai sultani e dalla loro
corte, ma le origini le
ascrive agli egiziani:
nelle sue Cronache
Egiziane (Tarih-i Misr) narra che Selim I, dopo aver conquistato
l'Egitto nel 1517, assistette ad uno spettacolo di Ombre, che
celebrava la sua vittoria sui Mamelucchi e decise di portare tutta
la compagnia che lo aveva messo in scena, ad Istanbul, per allietare
il figlio Solimano, il futuro Magnifico. Un'altra testimonianza la
si ritrova nel Libro delle Cerimonie
(Surname-i Humayun)
a proposito dei
festeggiamenti per la
circoncisione del piccolo
Murat III
nel 1582,
in occasione dei quali fu rappresentata questa forma teatrale
definita "...nuova ed
introdotta dagli Arabi, che l'hanno conosciuta a Giava".
Altre leggende narrano che durante il sultanato di Orhan
(1326-1359), nel cantiere di costruzione di una moschea a Bursa,
lavoravano due bei tipi che con i loro ridicoli litigi e battibecchi
facevano ridere gli altri operai, percui la costruzione non finiva
mai. Il sultano, adirato, fece impiccare i due malcapitati; ma poi,
preso dal rimorso, incominciò ad intristire ed allora un suo
cortigiano (di cui ci è giunto anche il nome: Sayn Kusteri), per
consolarlo, costruì uno schermo, sul quale venivano proiettate le
ombre di due sagome ritagliate in pelle di bue, che riproducevano le
fattezze dei due poveri Karagöz e Hacivat.
In Grecia il Teatro delle Ombre turco verso il 1830, dopo
l'indipendenza, fu fatto proprio, assumendo una veste più terrena
e trasferendo l'ambientazione da Costantinopoli ad Atene; perciò
la multietnia delle rappresentazioni turche si trasforma nelle
varianti dialettali greche. La trama segue un canovaccio iniziale
costante, che poi si sviluppa in varie direzioni: Hatziavatis (Hacivat)
parla con una persona ricca che gli propone un affare o gli
prospetta un problema da risolvere; egli allora chiama il suo amico
Karaghiosis (il nostro Karagöz) per chiedergli aiuto. A questo
punto tutto procede a seconda della fantasia dell'impresario e
delle reazioni del pubblico. Karaghiosis è un poveraccio sempre
allegro e vivace con una moglie brutta come lui e per di più
brontolona. Interessante è notare che mai ella viene rappresentata,
bensì si sente costantemente la sua voce petulante, che si lamenta
e sgrida il poveruomo. Il protagonista greco, come il turco, è un
incapace, senza alcuna competenza, che fa perciò mille lavoretti
senza professionalità, ma con libertà, bonariamente, in modo
creativo.
Questo
tipo di rappresentazione all'inizio del '900 arriva anche in
Europa ed a Parigi si crea il più importante Teatro delle Ombre:
"Il Gatto Nero", dove lavorano grandi pittori e musicisti, da
Man Rai a Erik Satie. In Italia, a Piacenza, un teatro nasce ancora
nel 1979, "Il Gioco Vita", dove tutt'oggi si allestiscono
spettacoli di Ombre. E mentre a Bursa in luglio di ogni anno si
svolge il Festival di Karagöz e ad Ankara settimanalmente in due
teatri rivivono le "Ombre", nel 2002 l'orchestra Bailam
rievoca a Genova la storia dei caffè del Mediterraneo, dalle çay
evi turche e mediorientali, alle atmosfere fumose e rumorose delle
tekedes greche, percorrendo le strade dove si intrecciano razze e
lingue e forme artistiche straordinarie, come appunto il Karagöz o
il Teatro delle ombre Chat Noir di Parigi, celebrando quel semplice
e popolare spettacolo, dal quale nacque il primo embrione del
cabaret, con strumenti musicali quali il saz, l'oud, il buzuky o
il zurma, e non più solamente con il cembalo, che Theophile Gautier
ascoltava verso il 1850, a Costantinopoli. (GianFranco
Cortelli/Trieste)
18.06.2004
INTERVISTA
A ORHAN PAMUK
La descrizione di una città,
Kars, ai confini con l'Armenia e la Russia. La vicenda di alcune
studentesse suicide perché è stato vietato loro di portare il
velo. "Neve" un libro che si troverà in libreria dal 22
giugno.
(Turchia
Oggi) - Ci
piace riprendere da <Famiglia Cristiana> un articolo di Paolo
Perazzolo con una intervista allo scrittore Orhan Pamuk.
"A Kars alcune studentesse, a cui viene impedito di portare il
velo, si tolgono la vita. Comincia così il viaggio di un poeta nel
cuore di un Paese lacerato e diviso".
Kars è una città della provincia anatolica della Turchia. Il
poeta Ka, da tempo esule in Germania, la raggiunge dopo un breve
soggiorno a Istanbul, ufficialmente per condurre un'indagine
giornalistica: alcune studentesse universitarie si sono tolte la
vita, perché è stato loro impedito di indossare il velo in aula.
In realtà, ad attirare il poeta in questa città, remota e triste
ma a suo modo ricca di fascino, completamente ricoperta dal bianco
della neve che incessantemente cade, è anche la possibilità di un
nuovo amore.
Quali che siano le ragioni dell'agire di Ka, è certo che il suo
soggiorno a Kars si trasforma in un'indagine sulla Turchia più
profonda, in un viaggio fra le mille contraddizioni e lacerazioni di
un Paese "conteso" da laici e religiosi, integralisti e
sostenitori dello Stato, curdi e fondamentalisti islamici. E così
la cittadina si trasforma, nel nuovo libro di Orhan Pamuk (Neve,
Einaudi, pp. 480, €18,50), uno degli scrittori turchi
contemporanei più noti e tradotti al mondo, nello specchio della
Turchia.
"Quanto
assomiglia Kars alla Turchia contemporanea?"
"La vidi per la prima
volta negli anni Settanta e fui subito ispirato dalla sua atmosfera
malinconica, dai vecchi palazzi russi e armeni, dalle chiese e dalle
rovine, dal senso di solitudine che trasmette al visitatore. Per
scrivere il romanzo, ci tornai nel '99 e imparai a conoscerla
palmo a palmo, fino a immaginare l'intera città come un
microcosmo del Paese. Va detto però che le tensioni fra gli
integralisti islamici e il potere secolarizzato e fra nazionalisti e
curdi, descritte in Neve, ora si sono attenuate".
"La recrudescenza
dell'estremismo islamico, al centro del romanzo, è un tema di
forte attualità. Da cosa nasce?"
"Non è un fenomeno
recente e non ha bisogno della presenza dell'Occidente per
crescere. Certo, con l'egemonia del modello occidentale il
cosiddetto estremismo islamico ha preso la forma dell'antimperialismo,
della resistenza all'Occidente, talvolta con forme che combattono
il laicismo-secolarismo. Nei suoi casi più profondi, si tratta
proprio di una reazione all'influenza dell'Occidente, alla sua
cultura del consumo e della mercificazione. Ma le ragioni
dell'integralismo sono tante: a volte viene usato per reprimere le
donne, altre per combattere la libertà d'espressione, altre
ancora per mobilitare contro Israele, come nel caso della Palestina".
"I personaggi del
libro, specie quelli religiosamente più coinvolti, si lamentano di
non essere capiti dall'Occidente".
"I Paesi islamici sono molto suscettibili riguardo alla
rappresentazione che di loro danno i mass media occidentali.
D'altra parte l'opinione mondiale è formata da Cnn, Fox News e
così via, che raffigurano l'Islam in una maniera molto cruda,
aggressiva, persino offensiva. Anche gran parte della letteratura di
viaggio è colma di pregiudizi e non esistono film o romanzi che
descrivano con realismo questi popoli: essi vengono semplicemente
ignorati, disprezzati, se non ridicolizzati, e rappresentati in
maniera grottesca...".
"Nel romanzo, però, nemmeno i media turchi fanno una bella
figura..."
"Io leggo i giornali
turchi non per sapere che cosa è accaduto ieri, ma per capire che
cosa accadrà domani! I mezzi di comunicazione sono manipolati dal
Governo e dalle lobby economiche".
"Nel libro alcune
studentesse si uccidono perché non possono portare il velo. In
Francia è stata fatta una legge su questo problema..."
"La questione in
Francia è stata enfatizzata senza motivo, perché i musulmani sono
una minoranza e perché la legge riguarda solo la scuola superiore.
In Turchia, invece, è al centro dei maggiori conflitti politici: è
sintomatica del processo di modernizzazione del Paese".
"La Turchia,
quella del romanzo e quella reale, sembra sempre sospesa fra
Occidente e Oriente..."
"Alcuni politici hanno
cercato di trasformarla in un Paese totalmente islamico, altri in un
Paese totalmente occidentale... Queste spinte contrarie finora hanno
prodotto più conflitti che un'armonia fra diversi. Credo che
questo "essere fra" sia una sorta di stile di vita, per la
Turchia".
"Una curiosità: perché cita più volte la canzone Roberta
di Peppino di Capri?"
"In realtà un'altra canzone di Peppino di Capri, cioè
Malinconia, descrive bene l'atmosfera di Neve. Mentre lo
scrivevo, tre anni fa, il cantante italiano diede un concerto a
Istanbul, che mi piacque molto. Lì pensai che il senso di
solitudine espresso dalla sua musica si adattasse perfettamente
all'atmosfera di Kars e alla storia". (Paolo Perazzolo(Famiglia
Cristiana)
18.06.2004
BATUR: IL PAESE CAMBIA
Intervista di
Daniele Piccini con il maggiore poeta turco vivente, né laico né
musulmano. Il suo obiettivo: scrivere le poesie, e basta.
(Turchia Oggi) - Enis Batur
è il maggior poeta turco vivente. Nato in Anatolia nel '52, ha
studiato a Istanbul e ad Ankara, laureandosi nel '74 a Parigi. È
un intellettuale europeo, autore non solo di libri di poesia (in
Italia l'ultimo tradotto è stato Imago mundi, da Garzanti,
con prefazione di Mario Luzi), ma anche di saggi e romanzi. Abbiamo
incontrato Batur al Teatro Festival Parma, curato dalla rivista Poesia.
La prima domanda non può che riguardare il suo Paese.
"Sono preoccupato per la Turchia. Dopo il colpo di Stato dell'80
è stata approvata una Costituzione che non è propriamente
democratica. Ora si cerca di cambiarla per permettere l'ingresso
nell'Unione europea. Cioè il mutamento è voluto dall'esterno,
ma non è sentito dai turchi".
Quali sono gli elementi che più la preoccupano?
"Sicuramente il ruolo troppo forte dell'esercito e la
religione di Stato. Io sono contrario a entrambe le cose: ho avuto
una formazione laica, mio padre, che era un militare, era un
repubblicano puro".
Dunque lei non è musulmano?
"Lo sono solo secondo la mia carta d'identità... Di fatto
sono agnostico".
I suoi rapporti con gli islamici?
"Nonostante la mia esplicita laicità, ho la fortuna di essere
letto tra gli intellettuali islamici. Credo che riconoscano nella
mia poesia una specie di mistica, di teologia negativa".
Una poesia, la sua, che sembra costituire un ponte fra Oriente e
Occidente.
"Forse per i lettori questo aspetto è evidente. Io però non
intendo costruire alcunché. Scrivo le mie poesie, e basta. Si
tratta di una poesia di ricerca: difficile, ermetica. Una scienza
della notte. La poesia è una fessura più che una porta spalancata.
E ha qualcosa di alchemico". (Daniele Piccini/ Famiglia
Cristiana)
18.06.2004
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PRIX
MEDITERRANEE
A vincerlo quest'anno Amin
Maalouf, scrittore francese di origine libanese, con il libro "Origines".
Il romanzo parla del nonno e del bisnonno dell'autore con
interessanti commenti sull'Impero ottomano ed Ataturk.
(Turchia
Oggi) - The 2004 Mediterranean Award (Prix Méditerranée)
has been awarded to a French writer of Lebanese origin, Amin Maalouf,
for his novel titled "Origines."
Maalouf received his award yesterday in Paris. "Origines" has
been published by Yapi Kredi Publishing House in Turkey. The book
describes two stations of the writer's life journey. The book
includes interesting comments on the Ottoman Empire and Mustafa
Kemal Ataturk. Maalouf's grandfather, Botros, and his
grandfather's brother, Gabriel, are the two main characters in the
book. The Mediterranean Award was established in 1985 and is awarded
to one French book and one foreign language book from neighboring
Mediterranean countries. In 1996, Yasar Kemal received the award for
best novel for "Voice of Blood". (Culture & Art News/Zaman)
18.06.2004 |
MENO
FENICOTTERI
Studi effettuati nella zona
del delta Gediz e del Central Anatolian's Tuz Lake hanno rilevato
quest'anno una diminuzione di questi splendidi volatili. I dati
rilevati rispetto agli ultimi tempi. Trasmigrazione verso altri lidi
del Mediterraneo.
(Turchia
Oggi) - Field studies conducted in Izmir's Gediz Delta
and Central Anatolia's Tuz (Salt) Lake found that more than 32,000
flamingos wintered in Turkey in 2003; however, subsequent studies in
2004 show that 6,000 fewer flamingos migrated to Turkey this past
winter.
Flamingos in Turkey mostly reproduce in Tuz Lake and the Gediz
Delta. Research conducted in Tuz Lake over the past 30 years
indicates that the number of flamingos reproducing in the area has
rapidly fallen off due to the decreasing water level. While more
than 10,000 flamingo couples mated there in past years, it was
discovered that the number declined to nearly half that in 2003.
Although mating is not witnessed every year in the Gediz Delta, the
number of flamingos reproducing in the area has been increasing
thanks to measures taken by Aegean University, the National Parks
Association and the Aegean Nature Association. More than 6000
flamingo mated in the Gediz Delta this year.
Also as part of the study, Pvcrings that are peculiar to Turkey
were attached to 200 young flamingos. These flamingos bearing
Turkish tags have been tracked to Cyprus, Greece, Israel, Spain and
Tunisia. (National News Services/Zaman)
18.06.2004
I 10
MIGLIORI FILMS
Selezionati tramite
un questionario preparato dall'Associazione Cinema, andranno a
Praga.
(Turchia
Oggi) - The best 10 films as determined by a
questionnaire prepared by the Ankara Cinema Association (ACA), will
be on display between July 2-10th at the 39th Karlovy Film Festival.
Survey results show that Yol (Road) by Serif Goren-1982, Umut (Hope)
by Yilmaz Guney-1970, Suru (Flock) by Zeki Okten-1979, Muhsin Bey by
Yavuz Turgul-1987, Masumiyet (Innocent) by Zeki Demirkubuz-1997,
Selvi Boylum Al Yazmalim by Atif Yilmaz-1977, Anayurt Oteli (Motherland
Hotel) by Omer Kavur-1986, Susuz Yaz (Dry Summer) by Metin
Erksan-1964, Gelin (Bride) by Lutfi Akad-1973, and Uzak (Away) by
Nuri Bilge Ceylan-2002 were determined as the best 10 films in the
history of Turkish cinema.
There will be a private showing of the best ten Turkish film at the
Karlovy Vary Festival and the common showing will be advertised in a
private press conference during the festival.
The meeting will be attended by Culture and Tourism Minister
Reconciliation Right and Cinema General Manager, Abdurrahman Celik,
as well as Metin Erksan, Omer Kavur, Zeki Demirkubuz, Hulya Kocyigit,
Tuncel Kurtiz, Ankara Cinema Association head, Ahmet Boyacioglu, and
European Films Manager, Basak Emre.
The Turkish Embassy in Prague will hold a cocktail reception for the
"The Best Ten Turkish Films" on July 5th, 2004.
In the Retrospectives part of the 39th Karlovy Vary Film Festival,
there are special displays for John Cassavetes and Sergio Leone, who
died 15 years ago. If they had lived, their 75th birthdays would
have celebrated along with the "The Best Ten Turkish Films."
(Culture & Art News/Zaman)
18.06.2004
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SUL MODELLO
DI CANNES
Lo sarà il prossimo Film
Festival di Antalya, il quarto tra i più vecchi al mondo, che si
svolgerà nel 2005. Una iniziativa nuova che certamente
troverà riscontro tra gli intenditori.
(Turchia
Oggi) - The next Antalya Golden Orange Film Festival in
2005 will be modeled after the Cannes film festival.
Antalya Metropolitan Area Mayor, Menderes Turel, attended Cannes and
disclosed that the Golden Orange film festival will be transformed
into an international festival and that Cannes will be used as a
model. Fairs and booths from different countries will also be given
places at the Antalya Golden Orange film festival in 2005.
The Antalya Golden Orange Film festival is the 4th oldest film
festival in the world. (Zaman)
18.06.2004
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UN RECORD
FAVOLOSO
Lo ha stabilito l'atleta turca
Elvan Abeylegesse nei 5000 metri durante il Golden League disputato
in Norvegia. Una vittoria ancor più prestigiosa se si pensa che le
concorrenti erano ugualmente tutte bravissime.
(Turchia
Oggi) - Turkish athlete Elvan Abeylegesse broke the
women's 5,000 meter world record at the first Golden
League meeting of the season in Bergen, Norway.
Abeylegesse raced against 15 other athletes, including sisters
Ejegayehu and Trunesh Dibaba as well as Derartu Tulu from Ethiopia.
Her time of 14.24.68 shattered the previous world record and earned
Abeylegesse the honor of becoming Turkey's first world record holder
in track and field.
Tirunesh Dibaba came in second with a time of 14.30.88, while her
sister, Ejegayehu, was third with 14.32.74.
18.06.2004
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UN
CONFRONTO IN CASA
La primatista
mondiale Elvan Abeylegesse potrebbe correre ad Atene contro Surreya
Ayhan nei 5.000 metri e forse anche nei 10.000.
 (Turchia
Oggi) - Women's 5000m world recorder holder Elvan
Abeylegesse may compete in the 1500m at this summer's Olympics,
meaning she would compete against fellow Turkish athlete Surevya
Ayhan.
Upon their return to Turkey last night Elvan's trainer Ertan
Hatipoglu said that they were very happy since they allowed Turkish
people to experience a historic moment in athletics. "We hope
we will be the Olympic champion in the 5000m. Elvan has great
ability, so it is possible for her to run in other distances as well.
If not the 10,000 meters, she will certainly run in the 1500 meters
and we will present the Turkish public a second medal.
Sureyya Ayhan Kop and her trainer Yucel Kop meanwhile continue their
preparations for the Olympics in Kayseri. They acknowledged that
they pleased with Elvan's victory. The Kops know that Elvan has
expressed interest in running the 1500 meters and said: "We
wish we could compete in the final with 12 Turkish athletes. This
would bring great happiness." Elvan posted a 1500m time of 3.58
in Moscow last month, which was very close to European Champion and
world runner up Suraya Ayhan's time of 3.55. (Zaman)
18-06.2004
BASKET:
TROFEO ALL'EFES PILSEN
E' l'11° scudetto che la
squadra di Oktay Mahmuti si porta a casa. La sconfitta per 71-59
dell'Ulker.
(Turchia
Oggi) - L'Efes Pilsen vince il suo 11° scudetto turco,
dopo avere battuto l'Ulker in gara 5 delle finali, serie al meglio
di 7 e vinta 4-2 (in base ai risultati di regular season, l'Efes
partiva da 1-0).
La squadra di Oktay Mahmuti ha vinto 71-59, approfittando del crollo
dell'Ulker nel 4° periodo: dopo 30 minuti, difatti, il punteggio
era ancora in equilibrio (49-48). Da sottolineare che l'Ulker ha
giocato tutte le finali senza Kutluay, cui si è aggiunta,
nell'ultima partita, l'assenza anche di Erdogan.
18.06.2004
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